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RILESSIONI SUL VIRTUALE/REALE

Nella seconda delle sue opere critiche sul cinema, L’immagine-tempo, Deleuze compie
continui salti qualitativi indicando immagini (iconemi) sempre più aperte alla
rappresentazione del Tempo; dall’immagine azione all’immagine ottica pura, immagine
ricordo, fino all’immagine tempo, si passa attraverso vari circuiti che sono altrettanti gradi
di significazione, come se il pensiero critico stesse percorrendo una spirale: ogni
immagine, infatti, recupera il senso della precedente e prepara il terreno per la successiva.
Il cuore, il punto centrale di questa spirale è l’immagine cristallo.
L’immagine cristallo racchiude due aspetti fondamentali del tempo: il tempo che scorre
(l’attuale) e quello che ci comprende (il virtuale). Il tempo della vita e quello del racconto si
intrecciano: ogni esperienza (attuale) del testo richiama lo scarto, il “fuori” che è il virtuale.
[…] l’immagine-cristallo è proprio il punto di indiscernibilità di due immagini distinte,
l’attuale e il virtuale.
Il cinema per Deleuze è una virtualizzazione della realtà che consente di rappresentarne la
fusione nell’immagine cristallo.
Il tempo è il vero protagonista del cristallo e dell’ipertesto. Spostarsi tra i testi stabilendo
connessioni, esplorando gli spazi, mette in scena il tempo, il tempo dell’esperienza e il
tempo che ne resta escluso, il passato e il futuro che ci comprendono. Lo “spazio
dell’ipertesto” è in realtà il “tempo impiegato a percorrerlo”.
L’indiscernibilità tra reale e immaginario o tra attuale e virtuale è il carattere oggettivo di
certe immagini esistenti, doppie per natura: Quali sono queste immagini? Deleuze ne
distingue tre tipologie fondamentali: attuale/virtuale, opaco/limpido, germe/ambiente. Tra
esse esistono differenze genetiche, giacché scaturiscono l’una dall’altra. Attuale e virtuale
trovano la propria incarnazione più profonda nello specchio: il riflesso, come punto di
indicernibilità tra specchio e personaggio, è virtuale rispetto al personaggio che vi sta
davanti, attuale rispetto allo sguardo dello spettatore.
La figura dello specchio suscita altre considerazioni sui rapporti tra virtuale e attuale:
l’immagine riflessa, rubando alla persona la propria attualità, diventa limpida, visibile,
mentre il personaggio perde consistenza e finisce ai margini del quadro, diventando
opaco. La coppia opaco/limpido costituisce la seconda tipologia o figura: limpidezza e
opacità sono distinguibili ma non discernibili.
Germe e ambiente costituiscono la terza figura del cristallo: il germe – virtuale – trasmette
all’ambiente – attuale – la propria virtualità.
Attraverso queste tre figure l’immagine-cristallo tenta di convogliare insieme spirito e
materia, mente e corpo, intenzione e azione.