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Le lacrime da coccodrillo di Rita dalla Chiesa in video per quale tragedia?

(29
3 2011)

Come in ogni tragedia antica o commedia, per lo sviluppo della storia ci deve
essere un antefatto, un evento attorno al quale si dipana tutta la vicenda. Oggi
quando si parla della trama di un film o in un serial, c'è sempre un evento principale
attorno al quale ruota tutta la storia. Quello che è successo in questi giorni è
davvero una tragedia, quelli degli abitanti città, che le forze politiche, lobby, esterne
alla città, che però si sono radicate nella città stessa, cercano di manipolare, con un
bastone e una carota, tenendola di fatto bloccata. La tragedia è comunque estesa
al resto della società, a cominciare dal patinato mondo della tv, di un noto format
televisivo.
Ecco a voi l'antefatto, cioè che è successo. Nella trasmissione Forum una tizia si
dichiara l'aquilana, felice della sua condizione, ormai con un lavoro, mentre gli
sfollati dell'Aquila sono soltanto 300, felici negli alberghi, i fannulloni, e i giovani
stanno ritornando nella città, che è tutta ricostruita.
Su facebook nei vari gruppi dei cittadini, che non avendo più una piazza reale dove
riunirsi, dispersi ancora sulla costa o altrove, si moltiplicano le esterrefatte reazioni,
lo sdegno e una enorme rabbia. L'assessore Stefania Pezzopane, invia proteste,
telefona alla trasmissione che viene bersagliata dalle proteste dei l'Aquilani, dagli
insulti da chi si vede negata la propria dolorosa realtà. La Pezzopane giustamente
vuole delle scuse pubbliche, il fattaccio, davvero avvilente, finisce dapprima su Il
fatto quotidiano, sempre sensibile a questi problemi e poi su Repubblica, oltre che i
giornali locali, nel giro di due giorni approda su raiNews24. Ormai si conoscono le
vere generalità della commediante occasionale, ripulita e truccata come il resto del
falso pubblico della trasmissione, con delle frasi striminzite da recitare a
canovaccio, cioè devi dire che sei dell'Aquila, ecc, ma a parole tue. Pare sia una
povera disgraziata che abbia fallito due volte l'attività, e il marito contro il quale ha
tergiversato, non è certo quello della trasmissione. Non è importante che riferisca
chi sia questa Pinca Pallina, o forse sarebbe meglio dire Pinca Pallonara, ma
sottolineare, quanto ha dichiarato nell'intervista di oggi con la stessa faccia tosta
esibita in trasmissione: mi hanno pagato 300 euro, così mi hanno detto di fare.
E questo me lo aspetto da una povera saltinbanca, che senza un euro vende
qualche giorno a settimana le sue rose, di contrabbando da Popoli davanti a un
centro commerciale, anche dell'Aquila. Si, me lo aspetto.
Ma quella che non mi aspettavo è la risposta di Rita dalla Chiesa nella sua
trasmissione.
Truccata con uno spesso strato di cerone, le clementi luci soffuse per cancellare le
rughe, con gli occhi lucidi che le telecamere subito zummano, dichiara che è stata
la prima ad aiutare i L'Aquilani, mandando persino i peluches ai bambini, che lei
non può sapere davvero come è la situazione. No? Cosa saresti tu, cara Rita, una
giornalista o un'attrice di soap? O peggio.
Non puoi controllare i documenti di chi viene in trasmissione da te, non hai chi ti
aiuta? Ma le sentenze hanno un effetto reale, o sono false pure quelle. Non rischi di
produrre dei falsi, non solo dal punto di vista televisivo, ma legale? Ma quanto dista
L'Aquila da Roma, sta forse in Libia?
Dichiari che è un'operazione politica, gli occhi bagnati, commossa, ma già, tu di
politica non ne fai, paladina dei terremotati al primo peluche!
Ecco la tragedia finale compiersi, la politica compiersi davvero in una trasmissione
che ha come pubblico come le chiamano quelli dell'ambiente, con disprezzo e
cinismo, le acquista soap, le comprasaponette. Ti difendi, sventoli il nome di tuo
padre, piangi, personaggio di te stessa. Coraggio,avanti, c'è un altro divano da
vendere, un'altra batteria di pentole inox, e si vende meglio se si massacra
L'Aquila, dai, si fa anche contento il padrone della rete.
Mi chiedo da un punto di vista meramente commerciale, che differenza c'è tra una
Pinca Pallina, che si leva qualche debito con una comparsata, o te che reciti da
anni la favola della signora bene, tanto chic, così giovanile, ma anche tanto, ma
tanto sensibile alla logica dell'offerta speciale della saponetta. Signore e signori,
direttamente dall'Aquila RICOSTRUITA, nel magico mondo dove tutti hanno la casa
con il garage, niente meno, ecco la mia ospite, estasiatevi, l'Italia sta bene, la crisi è
finita, sta finendo, dai, non vedi?
Che delusione, che caduta di stile, e nemmeno chiedi scusa, con l'età che hai, che
fai, non controlli mai quello che ti propinano di fare i tuoi autori, non hai abbastanza
esperienza?
Le lacrime rendono dicono gli ebrei e anche quello fai, su forza suvvia devi vendere
un altro divano o crema snellente.
Intanto a L'Aquila la gente muore, gli anziani giocano a carte alle pensiline degli
autobus, e giovani hanno per piazza i centri commerciali, cito le parole
dell'assessore alla cultura e alle politiche sociali. L'ospedale ha ricevuto un obolo
da Letta e, quindi, non chiude più, con 200 lavoratori a rischio licenziamento, come
ha dichiarato il sindaco nel discorso delle dimissioni. Il sindaco stanco e indignato si
era dimesso, poi ci ripensa, ma è sempre commissariato. Cosa dovranno subire i
l'aquilani tra un po', dei grandi schermi vicini ai centri commerciali, che alternano, ai
normali spot pubblicitari, quelli sui commissari, su quanto sia bella la ricostruzione,
sulla gratitudine a chi gli tutela DAVVERO la città...The show must go on, lo
spettacolo deve andare avanti!
Votiamo al referendum SI, l'aquilani e non, perché rischiamo che tra qualche anno
vedremo nelle trasmissioni tranquillizzanti, le narco-trasmissioni, un finto abitante
presso una centrale nucleare mostrare come sia sano in salute, mica con il tumore
lui, mostrare fiero i figli sani, mica deformi, ci sono dei livelli di radiazione
accettabili, ma, in realtà, vive da tutt'altra parte.
In Francia ci sono degli spot pronucleare a cartoni per i bambini, un mio amico
militante da anni contro il nucleare, di professione pubblicitario, mi ha parlato di una
nucleareLand: visite con la scuola alla centrale, e :<<guarda bambino come è bello
il deposito di scorie c'è una bella erbetta verde sopra!>> Chissà che proveranno a
fare qua, nel paese del bungaLand. Ho detto proveranno, bisogna vedere se ci
riescono.

Giulia Salfi
www.giuliasalfi.blogspot.com

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