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gico e tuttavia richiesta una abilita particolare nel discriminare.

Infatti in esso ci
si fa incontro una selva di figure aventi quasi sempre carattere polivalente, facenti
cioe da base a significati assai vari, non solo per via della molteplicita degli
aspetti che in esse possonovenire considerati e scoperti, ma altresl per cause este-
riori, storiche, pel mescolarsi, trasformarsi 0 giustapporsi di mitologhemi e di
culti diversi nelle varie civilta e talvolta perfino nel corso di una stessa civilta,
Per quel che riguarda il principio feminile, la molteplice varieta delle sue
imagini 0 epifanie puo essere ordinata nel segno di due tipi fondamentali, che
possiamo chiarnare il tipo ajroditico e il tipo demetrico, e che ci si presentano
come gli archetipi eterni dell'amante e delIa madre umane. Corrispondono alIa
«potenza del divino», ousia, yle 0 shakti, nei suoi aspetti di forza allo stato puro e
di forza che dall'etemo maschile ha ricevuto ma forma e che e divenuta vita ali-
mentante una forma.
Il tipo demetrico nell'antico mondo occidentale e attestato fin dal paleolitico
superiore, si continua nel neolitico, si concreta nelle divinita mateme preelleni-
che, riappare in una fascia meridionale che, partendo dai Pirenei, di la dalla
civilta egea, dell'Egitto e dalla Mesopotamia (24) raggiunge l'India pre-aria e la
Polinesia. II tema della fecondita sta in primo piano; come traduzione naturalisti-
ca dell'idea della Dea concepita quale vita e ordine della vita, esso trova espres-
sione negli informi idoli steatopigi del paleolitico, ma oltre che nella tarda, casta
forma della Demetra ellenizzata, appare anche nelle piu antiche dee nude, Ie figu-
razioni pili. drastiche essendo poi costituite dalla dea dalle innumeri mammelle e
dalle imagini feminili nude in piedi 0 supine con Ie gambe fortemente divaricate,
a mostrare l' organa del loro. sesso, ma anche a liberare, a far fluire il sacrum ses-
suale sotto Ie specie di una energia magica, del mana di fecondita della Genitrix 0
Mater primordiale (25). In certi popoli primitivi 10stesso tema ha una espressione
precipua nel disegno lineare stilizzato della matrice e di quell'organo - il trian-
golo rovesciato \], talvolta con un tratto nel vertice inferiore che allude all'inizio
della fessura vulvare - posta come simbolo 0 crisma di una forza magica intesa
a fertilizzare e, insieme, a spaventare, a far indietreggiare chi non deve avvicinar-
si (26). Un significato analogo si raccoglie dal gesto femminile dell'a.vQ.cruPllu,
del sollevare la veste mostrando il sesso, gesto che ebbe anche il secondo dei
significati or ora accennati se, ad esempio, e con esso che nella saga Ie donne
licie fanno indietreggiare Ie onde minacciose poseidoniche (27) e che, insieme
alia rimozione del velo, ancor nel cicIo islamico l'antica dea lunare al-Uzzas arre-
sta I'inviato del Profeta che voleva abbattere gli alberi a lei sacri (28).
Qui non e il caso di accennare ai nomi molteplici portati dalla Grande Dea,
dalla Magna Mater Genitrix, imagine del principio demetrico ma, anche, potere,

(24) Cfr. A. Mosso, Le origini della civilta mediterranea, Milano, 1909, pp. 90 sg., 100.
(25) Cfr. J. Przyluski, La Grande Deesse, Paris, 1950, pp. 26-27, 48, 50, 127, 156-157;
U. Pestalozza, Religione mediterranea, Milano, 1951; G. Contenau, La deesse nue babylonien-
ne, Paris, 1914. -...
(26) H. Ploss e M. Bartels, Das Weib, cit., v. I, pp. 137-138. Come si ricordera, \l e, nel
contempo, il segno delle Acque, della Shakti e del desiderio.
(27) Cfr. J.J. Bachofen, Le Madri e La virilita olimpica, cit., pp. 82 sgg.
(28) Cfr. F. Altheim, Der unbesiegte Gatt, Hamburg, 1957, p. 31 (tr. it.: n Dio invitto,
Feltrinelli, Milano, 1960).