Parafrasi della Divina commedia

DANTE ALIGHIERI: PARAFRASI DELLA DIVINA COMMEDIA

INFERNO

PURGATORIO

PARADISO

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2003 - Luigi De Bellis

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Divina commedia: Parafrasi Inferno

DANTE: Divina commedia - Parafrasi INFERNO CANTO I
A metà della nostra esistenza terrena mi trovai a vagare in una buia foresta, nella condizione di chi ha smarrito la via del retto vivere. Nel mezzo del cammin di nostra vita: " [la nostra vita] procede a imagine... di arco, montando e discendendo... lo punto sommo di questo arco... io credo, che... sia nel trentacinquesimo anno"` (Convivio IV, XXIII, 6 e 9). Mi ritrovai per una selva oscura: la selva oscura ("la selva erronea di questa vita: Convivio IV. XXIV, 12), che ciascuno di noi singolarmente, e il genere umano nel suo complesso, è costretto ad attraversare, simboleggia il peccato e le difficoltà che dobbiamo superare per vincerlo. Per aver ceduto alle lusinghe di una vita che lo ha allontanato da Dio, il Poeta si accorge all'improvviso, con terrore, di non aver più alcun saldo punto di riferimento che possa guidarlo nelle sue azioni, cammina nel buio, e le passioni, non più frenate da un principio razionale, Io dilaniano crudelmente. La sua vicenda è quella di ognuno di noi. Fin da questi primi versi Dante trasferisce quindi la sua esperienza personale su un piano di validità universale. Mi è assai difficile descrivere questa selva inospitale, irta di ostacoli e ardua da attraversare, che al solo pensarci risuscita in me lo sgomento. Il tormento che provoca è di poco inferiore all’angoscia della morte; ma per giungere a parlare del bene incontratovi, dirò prima delle altre cose che in essa ho vedute. Tant'è amara che poco è più morte: allegoricamente: il peccato è vicino alla dannazione, la morte dell'anima. Non sono in grado di spiegare il modo in cui vi entrai, tanto la mia mente era ottenebrata dall’errore, quando abbandonai il cammino della verità. Tant'era pieno di sonno: l'abbandono della via del bene è graduale e progressivo, e perciò non può essere determinato il momento in cui si comincia a peccare. Ma, giunto alle pendici di un colle, dove terminava la selva che mi aveva trafitto il cuore di angoscia,
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volsi lo sguardo in alto, e vidi i declivi presso la cima già illuminati dai raggi dell’astro (il sole) che guida secondo verità ciascuno nel suo cammino. Per Dante, come per tutti i dotti del suo tempo, che seguivano su questo punto la teoria dell'astronomo egiziano Tolomeo, vissuto nel Il sec. d. C., centro dell'universo era la terra ( teoria geocentrica ). Nel sistema tolemaico il sole era un pianeta come gli altri e come gli altri ruotava intorno alla terra. Qui, sul piano allegorico, il sole è simbolo della grazia divina ('Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi esempio di Dio che 'l sole"; Convivio III, XII, 7). È Dio, che, a un certo momento, nella sua infinita misericordia, si manifesta al peccatore; le cose, rischiarate da questa luce, riacquistano un senso, il loro vero senso: chi disperava intravede finalmente la via della salvezza. Allora la paura che, per tutta la notte da me trascorsa in così compassionevole affanno, mi aveva attanagliato nel profondo del cuore, placò in parte la sua violenza, La notte ch'i' passai con tanta pièta: naturalmente le tenebre. contrapposte alla luce, hanno in Dante, e particolarmente in questo canto introduttivo, una portata simbolico-allusiva che, al di là della lettera, ci pone in presenza di quello che è il dramma della coscienza impegnata a vivere moralmente. Esse stanno a significare il caotico contrastare degli istinti, laddove la luce, principio ordinatore, rappresenta il sorgere di un'armonia, di un'equa contemperazione del bene concepito secondo il principio dell'unicuique suum. Lago del cor: la parte più interna del cuore. Si tratta di quella parte che lo stesso Dante, nella Vita Nova (II), chiama "la secretissima camera" del cuore. Il Boccaccio, nel suo commento ai primi diciassette canti dell'inferno. riferisce l'opinione dei suoi contemporanei, secondo cui, in questa cavità, abiterebbero "gli spiriti vitali" ed aggiunge: "è quella parte ricettacolo di ogni nostra passione: e perciò [Dante] dice che in quella gli era perseverata la passione della paura avuta".

E con l’aspetto del naufrago che, appena raggiunta con affannoso respiro la terraferma, si volge ad abbracciare con lo sguardo crucciato l’immensità degli elementi scatenati, mi volsi indietro, con l’animo ancora atterrito, a rimirare la impervia plaga da cui nessun essere vivente riuscì mai a venir fuori. Così il paragone del naufrago rivive nella partecipe interpretazione di un poeta: "... ancora fora è senza storia, se non latente, ancora a se stesso il naufrago è solo, il naufrago che ancora non s'è riavuto d'essersi dibattuto con la burrasca; è ancora l'assonnato, il " pieno di sonno " che si sta sbrogliando dalla notte, trattenuto nella sorpresa del risveglio. E' l'ora deserta, in mezzo alla quale, solo, sta un uomo" (Ungaretti ) . Lo passo: il luogo attraverso il quale Dante era passato, cioè la selva, ma anche, sul piano allegorico, il
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passaggio che congiunge il peccato alla dannazione. Dopo aver riposato un poco il corpo stanco, ripresi ( senza interruzioni) la mia salita lungo il pendio desolato, in modo che il piede fermo era sempre più basso rispetto a quello in movimento. Ma, giunto quasi all’inizio della salita vera e propria, ecco apparirmi una lince snella e veloce, dal manto chiazzato: essa non si allontanava dal mio cospetto, ma al contrario ostacolava a tal punto il mio procedere, che più di una volta fui sul punto di tornarmene indietro. Più che un animale reale, la lonza, il cui nome ci ricorda quello della lince (lonce francese antico), è una fantasiosa creazione del Poeta. Questi ce la presenta come un felino di singolare eleganza, snello e quasi attraente; il suo aspetto piacevole alla vista può forse alludere alle multiformi (il pel maculato e, più sotto, la gaetta pelle) tentazioni del peccato. Terribile sarà invece l'aspetto del leone: forza, ostinazione, furore si sprigionano dalla sua statuaria figura, tanto che lo sgomento sembra da essa propagarsi a tutto il paesaggio circostante. Nella terza delle tre fiere, la lupa, il male supremo l'allegoria sembra quasi soverchiare la evidenza plastica, mentre s'infittisce l'alone di mistero e di angoscia che la circonda. Ma anche la lupa, la bestia sanza pace, vive ai nostri occhi di vita poetica propria, al di là di ogni angusta determinazione concettuale; né può parlarsi al riguardo di una raffigurazione "lievemente grottesca" (Rossi). Proprio la sua famelica magrezza, il controsenso logico che in essa s'incarna, l'aspetto irreale, continuamente contraddetto dalla sua viva presenza e in cui pare configurarsi una minaccia che non e di questo mondo, costringeranno alla fine il Poeta a tornarsene sui propri passi, a disperare. Che le tre fiere propongano una lettura in chiave allegorica è chiaro. Non facile è apparsa tuttavia ai commentatori l'identificazione delle tre inclinazioni al male che esse simboleggiano. Gli antichi hanno visto nella lonza la lussuria, nel leone la superbia, nella lupa l'avarizia, intesa in senso lato come cupidigia, avidità: "tre vizi che comunemente più occupano l'umana generazione" (Ottimo). Dei moderni alcuni hanno visto in esse le tre faville c'hanno i cuori accesi ( Inferno VI, 75 ), cioè superbia, invidia, avarizia; altri, le tre disposizion che 'l ciel non vole ( Inferno XI, 81 ), cioè malizia, matta bestialità e incontinenza. Era l’alba e il sole saliva in cielo nella costellazione dell’Ariete, con la quale si era trovato in congiunzione allorché Iddio creò, imprimendo loro il movimento, gli astri; per questa ragione erano per me auspicio di vittoria su quella belva dalla pelle screziata l’ora mattutina e la primavera (la dolce stagione: il sole è nel segno dell’Ariete appunto in questa
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stagione), non tanto tuttavia da far si ch’io non restassi nuovamente atterrito all’apparizione di un leone. Questo sembrava venirmi incontro rabbioso e famelico, col capo eretto, e diffondeva intorno a sé tanto spavento che l’aria stessa sembrava rabbrividirne. E (oltre al leone) una lupa, nella cui macilenta figura covavano brame insaziabili, e che già molte genti aveva reso infelici, mi oppresse di tale sbigottimento con il suo aspetto, che disperai di raggiungere la cima del colle. La Lupa simboleggia probabilmente la avarizia, intesa nel suo significato originario, come avidità, brama smodata di possesso. Per San Paolo, che la definisce "radice di tutti i mali, l'avidità è il vizio che ha più contribuito ad allontanare gli uomini da Dio (I Timoteo VI, 10). In questi versi, come altrove nella Commedia, l'allegoria riflette un pensiero della Sacra Scrittura. Occorre tuttavia aggiungere che qui, come quasi ovunque nel poema, Dante non precisa l'allegoria fino a farla corrispondere, in tutti i suoi particolari, a un concetto. Una simile puntuale corrispondenza non farebbe che immeschinire la poesia, privandola di quell'alone di indefinito che è ad essa essenziale. In questa pagina, ad esempio, la viva presenza delle tre fiere si ripercuote di continuo in un mondo di sublimi significati, tanto più ricco e universale quanto meno precisato. Dio, la legge morale, l'ordine del creato pervadono ogni aspetto della realtà, ma si manifestano per cenni, per balenanti illuminazioni; non possono essere imprigionati nella pochezza dei nostri concetti. Questo ha sentito Dante, questo più volte ha ribadito esplicitamente, questo è riuscito a far dire ai suoi versi, anche là dove questi sembrano più gravati da intenti dottrinali o di edificazione. E come colui che, avido di guadagni, quando arriva il momento che gli fa perdere ciò che ha acquistato, si cruccia e si addolora nel profondo del suo animo, tale mi rese la insaziabile lupa, che, dirigendosi verso di me, mi respingeva nuovamente verso la selva, là dove il sole non penetra con i suoi raggi. Mentre stavo precipitando in basso, mi apparve all’improvviso colui che, per essere stato a lungo silenzioso, sembrava ormai incapace di far intendere la sua voce. Ruvinava: precipitavo. "Ma il sovrassenso si fonde col significato letterale perché in quel "ruinare" - che rappresenta piuttosto l'entità che la velocità della caduta - e in quel basso loco, che si riferisce ugualmente bene alla bassura della selva e alla bassezza della vita viziosa, c'è l'immagine della doppia caduta: materiale e morale. " ( Grabher ) Chi per lungo silenzio parea fioco: allegoricamente: la voce della ragione, dopo un lungo silenzio, stenta
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a farsi intendere. Ma, al di là di ogni intento allegorico, quest'ombra ingigantita dal silenzio, isolata in uno spazio vuoto, si annuncia come portatrice di un mistero ed esercita una profonda suggestione.

Quando lo scorsi nella grande solitudine, implorai il suo aiuto: " Abbi pietà di me, chiunque tu sia, fantasma o uomo in carne ed ossa !" Miserere: la forma latina conferisce tragica solennità all'invocazione del Poeta. Mi rispose: " Non sono vivo, ma lo sono stato, e i miei genitori furono entrambi lombardi, originari di Mantova. Non omo, omo già fui: la risposta di Virgilio "articolata, intorno a quella realtà umana, in negazione rispetto al presente e in affermazione rispetto al passato, sembra definitivamente ribadire la distinzione tonale del canto fra mondo infraumano e sovrumano, metafisico e simbolico, trascendente e biblico, e mondo umano, della storia e della poesia" ( Getto) . Vidi la luce mentre era ancora in vita Giulio Cesare, benché troppo tardi (per esserne conosciuto e apprezzato), e vissi a Roma al tempo di Ottaviano Augusto, principe di gran valore, in un’età in cui vigeva il culto di divinità non vere e ingannevoli. Virgilio nacque nel 70 a.C. ad Andes, presso Mantova. Giulio Cesare morì nel 44 a.C. Non poté quindi conoscere ed apprezzare l'autore dell'Eneide. Fui poeta, e celebrai in versi le imprese di quel paladino della giustizia (Enea), figlio di Anchise, che venne da Troia ( a stabilirsi in Italia ), dopo che la superba città fu incendiata. Ma tu perché vuoi ridiscendere a tanta pena, giù nella valle? Perché non ascendi invece il gaudioso colle, dispensatore e origine di ogni perfetta letizia? " La risposta di Virgilio contrasta, nella sua distaccata serenità, che è quella del saggio, dell'anima ormai immune da ogni passione - con la concitata ammirazione di Dante. Già in queste prime battute si delinea il rapporto da maestro a discepolo che caratterizzerà i dialoghi dei due personaggi.

"Sei proprio tu " risposi reverente ed umile " il grande Virgilio, sorgente copiosa d’inesauribile poesia?

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reso pietoso dalle mie lagrime: "Tu devi. che nulla può placarne le smodate cupidigie e. Ma ai suoi tempi egli vedeva questi due poteri. occorre un veloce cane da caccia. In quest'allegoria dobbiamo vedere l'attesa messianica di un papa riformatore o di un imperatore giusto. un sapiente. Tutta l'umanità per Dante avrebbe dovuto essere ricondotta sotto una sola autorità nel campo temporale. una fede saldissima. nella misura in cui dà voce a un sentimento. offuscarsi nella mediocrità di coloro che li rappresentavano. da questa considerazione negativa del presente." Famoso saggio: per Dante il poeta deve anzitutto essere un maestro. seguire una altra strada: perché la belva. 'l Veltro: per aver ragione della lupa. mi acquistino la tua benevolenza l’assidua consuetudine e il grande amore che mi ha spinto ad accostarmi alla tua opera. famoso sapiente. nell'atto di pulsare.00. e che l'allegoria può trasfigurarsi in lirica. La figura della lupa e quella del Veltro esprimono una profonda ansia di rinnovamento morale. il cibo ne accresce gli appetiti. Tu sei lo scrittore e il maestro che ha avuto su di me autorità indiscussa. ostacola il cammino a chiunque in essa si imbatte. http://xoomer. L'interpretazione dei fatti politici di cui fu testimone è in Dante improntata al più deciso pessimismo. per la quale tanto ti lamenti. da Dio ordinati alla guida degli uomini.htm (6 di 8)08/12/2005 9. Da qui. Virgilio. perseguitandolo senza tregua sino ad ucciderlo.Divina commedia: Parafrasi Inferno O tu che onori e illumini chiunque coltivi l’arte del poetare. Guarda la lupa che mi ha fatto tornare sui miei passi: chiedo il tuo aiuto.31 . sei l’unico dal quale ho appreso il bello scrivere che mi ha arrecato fama. animate da un ardore profetico che trova riscontro soltanto nell'Antico Testamento. e il loro numero è destinato a crescere. Numerosi sono gli animali ai quali si accoppia. poiché essa mi fa tremare di paura in ogni fibra. Ma anche a proposito del Veltro giova ricordare che la poesia ha una sua vita autonoma. prendono l'avvio alcune delle sue pagine di più alta poesia. Animali: esseri animati in genere e quindi anche uomini. che la ucciderà crudelmente. fino alla venuta ( in veste di liberatore) di un Veltro. e tanto perversa e malvagia è la sua indole. I commentatori hanno dissertato a lungo nella speranza di giungere ad una plausibile identificazione del personaggio storico che si celerebbe dietro l'allegoria del Veltro.virgilio. degradarsi in abusi e compromessi. se vuoi uscire da questo luogo impervio. invece di saziarla. I polsi: le arterie. sotto un solo magistero in quello spirituale.it/brdeb/Dante/prosa/primoi.

Questi non ciberà terra né peltro: l'azione politica del Veltro non sarà dettata né da cupidigia di possedimenti (terra) né da brama di denaro (peltro: lega metallica di stagno. Camilla e Turno combatterono e morirono in guerra contro l'esercito di Enea sbarcato nel Lazio. alcuni hanno visto nel Veltro un capo ghibellino ( Cangrande della Scala. E' questo il primo alto annunzio della condizione morale dei dannati. la fece uscire. suggeriscono le tre persone della Trinità: virtute (nel senso latino di potenza. piombo e mercurio ) . pontefice dal 1303 al 1304. Perciò penso e giudico che. amore. e io sarà tua guida. altri Benedetto XI. ma anche dantesco. Giovanni I. La seconda morte ciascun grida: lamentano la loro condizione di reprobi. i dannati invocherebbero. da dove Lucifero. fino a costringerla a tornarsene nella sua sede naturale. secondo altri interpreti. la loro definitiva estinzione anche come spiriti. per la tua salvezza. Le parole di Virgilio sono già una viva sintesi della fisionomia morale dei due regni. Sarà la salvezza di quella Italia. Alla forza della disperazione morale dei dannati si contrappone la forza della speranza delle anime purganti: perché sperano nel paradiso. Eurialo e Turno e Niso. la morte dell'anima. Sapienza. tu mi debba seguire. il Padre onnipotente. Eurialo e Niso s'immolarono invece per la salvezza dei Troiani. sapienza. " L'aver unito nella esaltazione i vincitori e i vinti che combatterono per la patria è tratto virgiliano. dove udrai i disperati lamenti dei malvagi. dopo quello del corpo. Né il potere né la ricchezza saranno il suo nutrimento. vedrai gli spiriti di coloro che. 14). del loro tormento spirituale. Non esistono però documenti che permettano di risolvere la questione in modo probante." (Gallardo) Egli darà la caccia alla lupa in ogni città.it/brdeb/Dante/prosa/primoi. capacità ). il Figlio ("il Verbo si è fatto carne". l'afflato di carità dello Spirito Santo.31 . per la quale si immolarono in combattimento la giovinetta Camilla. odio primigenio. l’inferno.00. di cui Dante fu ospite nel suo esilio. l'annullamento anche dell'anima." (Momigliano) http://xoomer. ma soltanto le qualità della mente e dell’animo. amore e virtute: più che qualità generiche. fin dalla più remota antichità. e la sua nascita avverrà tra poveri panni. son contenti nel foco.virgilio.htm (7 di 8)08/12/2005 9.Divina commedia: Parafrasi Inferno Per quel che riguarda l'interpretazione degli eruditi. ora umiliata. e ti condurrò da qui nel luogo della pena eterna. soffrono per l’inappellabile dannazione. o Arrigo VII di Lussemburgo).

un’anima più nobile di me ti accompagnerà: con lei ti lascerò al momento del mio distacco. poiché Dio. 19). ti chiedo in nome di quel Dio che non hai potuto conoscere. certi di salire prima o poi al cielo.Divina commedia: Parafrasi Inferno e vedrai coloro che sono contenti di espiare le loro colpe nei tormenti purificatori del purgatorio.31 . non permette che qualcuno possa penetrare nella sua città (tra i beati) senza essere stato in terra sottomesso alla sua legge ( cioè cristiano ). Dio è in ogni luogo sovrano onnipotente e ha nel cielo la sua sede. 2003 .virgilio. nella immaginazione popolare.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.. sua naturale conseguenza (e peggio)" ( Grabher) . per la mia salvezza temporale ed eterna. a guardia della quale. La porta di san Pietro: la porta del paradiso. che lassù regna. tanto che io possa vedere la porta del paradiso e le anime che dici immerse in così grandi pene". Virgilio sì incamminò. Acciò ch'io fugga.00. qui si trovano la sua città e l’eccelso trono: felice colui che Dio sceglie perché risieda in cielo" Ed io: " Poeta. Matteo XVI. di condurmi là dove ora hai detto..it/brdeb/Dante/prosa/primoi.htm (8 di 8)08/12/2005 9. Se tu vorrai giungere fin lassù. e io lo seguii.: perché io eviti "lo smarrimento presente (questo male) e poi la dannazione. era posto San Pietro ("a te darò le chiavi del regno dei cieli".

qui apparirà il tuo valore. guarda se le mie capacità sono sufficienti. esatta nel trascrivere ciò che ha appreso. che nella teologia ha concentrato e trasfigurato la pienezza e la purezza del suo amore terreno. la sua storia. il suo impero) che avrebbero avuto in Enea la loro origine. al punto da fargli dire che un uomo di senno non può obbiettare nulla contro il favore http://xoomer. insonne. Le parole che Dante rivolgerà a Virgilio per esporgli i propri dubbi trarranno solennità e concentrazione proprio dal fatto di essere dette in questo tramonto. (Nell’Eneide) tu narri che il padre di Silvio (cioè Enea. e quello del Poeta.it/brdeb/Dante/prosa/secondoi. il Pagliaro sottolinea "l'impossibilità. per così dire. che generò Silvio da Lavinia). mia guida.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia .00. Però. o memoria.49 . narrerà. di attribuire al Poeta della cristianità medievale. Dante non indulge mai in descrizioni di mero colore: nella Divina Commedia la natura è sempre ricca di dramma.Parafrasi INFERNO CANTO II Il giorno finiva. un atteggiamento irrispettoso o per lo meno distratto. oppresso dal peso della sua responsabilità. che la memoria. travagliato dall'angoscia. mentre era ancora in vita. se l'avversario d'ogni male: contro i presupposti dell'esegesi tradizionale. o mia forza intellettuale. soccorretemi. io solo mi preparavo a sostenere il travaglio fisico e morale (del viaggio). per i quali oggetto del giudizio dell'uomo assennato è la cortesia usata da Dio ad Enea. se Dio (l’avversario d’ogni male) fu con lui cortese. simbolo del commiato di un uomo da tutto ciò che di umano ancora lo tiene legato al mondo dei vivi. O Muse. di umana tensione. prima di affidarmi all’arduo passaggio. Ma. che porti impressa in te la mia visione.virgilio. riflettendo sull’importanza dei risultati ( Roma. e fece ciò in carne e ossa. che è quello di riposare dopo le fatiche della giornata. che prende rilievo dal contrasto tra il destino di tutti. andò nel mondo dei morti (immortale: perché in esso le anime hanno vita eterna). Così nell'attacco di questo canto. ideologica. e sulle sue qualità personali e sulla sua stirpe regale.htm (1 di 8)08/12/2005 9. Io cominciai con queste parole: "Poeta. e l’oscurità faceva interrompere ai vivi in terra le loro fatiche.

né qualcun altro me ne ritiene degno.) come a un evento storicamente accertato. o fuori del suo corpo.00. l’eletto da Dio. allorché "se nel suo corpo. quello che rinchiude in se tutto il creato ed è sede di Dio. la cosa non appare ingiustificata a chi ragiona.. ma qui. il recipiente colmo. "ma si trasforma via via in una commossa apoteosi di quella Roma ideale. L'Impero e la Chiesa si levano giganteschi davanti a http://xoomer. non sulla cortesia di Dio. senza la quale la salvezza è impossibile. fu rapito fino al terzo cielo" (II Corinti XII.. se cioè Dante credeva alla discesa agli Inferi di Enea (di cui Virgilio parla nell'Eneide. versi 127-128) Dante chiamerà San Paolo il gran vasello dello Spirito Santo. per divina elezione. in questo severo e tormentato dibattito con se stesso. La seconda discesa nell’oltretomba è quella di San Paolo.Divina commedia: Parafrasi Inferno dimostrato da Dio nei riguardi di Enea.. vediamo quanto sia profonda la sua umiltà dinanzi ai supremi ideali in cui crede." Il giudizio dell'uomo assennato verterebbe quindi sulla persona di Enea. il più remoto dalla terra. doveva essere luce di vita temporale e spirituale al genere umano" (Grabher). 2-4). canto VI. A più riprese. lo sa Iddio. occorre ricordare che per la mentalità medievale il problema non si poneva in questi termini: un fatto veniva accettato come vero per il momento di verità interiore che in esso appariva contenuto.virgilio. nella Divina Commedia. latina e cristiana. il quale vi andò per trarne forza per la diffusione della fede cristiana. apprese fatti (il padre Anchise gli pronosticò il felice esito dei suoi travagli e la grandezza di Roma) che furono le premesse della sua vittoria (nella guerra contro i Latini e i loro alleati) e dell’autorità papale. 237 sgg. Vas d'elezione: il vaso della scelta. Dante manifesta l'alta coscienza che ha di sé e della missione affidatagli.. di cui (nel tuo poema) lo hai considerato degno. di grazia. se vogliamo essere esatti. poiché egli fu prescelto da Dio come capostipite della nobile Roma e del suo impero: Roma e il suo impero. A causa di questa discesa ( nel regno dei morti).49 . nel Paradiso ( canto XXI. successore del grande Pietro.. furono costituiti da Dio per preparare il luogo sacro dove ha sede il pontefice.htm (2 di 8)08/12/2005 9. Nell'empireo ciel per padre eletto: il cielo Empireo è il decimo.it/brdeb/Dante/prosa/secondoi. Quanto alla domanda affacciata da alcuni interpreti. che. per decisione divina. L'apostrofe di Dante a Virgilio inizia sul tono di un ragionamento dimostrativo. Ma qual è il motivo per il quale io devo intraprendere questo viaggio? chi mi autorizza a farlo? Non sono né Enea né San Paolo: né io mi ritengo all’altezza del compito. Il verso allude al rapimento mistico che San Paolo rivela di aver avuto.

essa molte volte ostacola l’uomo tanto da allontanarlo da un’impresa onorata. per contrario. E nello stato d’animo di chi cessa di volere ciò che ha voluto prima e cambia intento per il sopraggiungere di nuovi pensieri. ti esporrò il motivo per cui sono venuto (in tuo aiuto) e ciò che udii quando per la prima volta sentii pietà per il tuo stato. perché portai a termine. e così lo pusillanime. quando fui chiamato da una donna di tale bellezza e soffusa di tanta letizia. tal mi fec'io in quella oscura costa" (Momigliano). I critici hanno variamente insistito sugli aspetti che ricollegano l'apparizione di Beatrice a Virgilio in questo canto ai modi in cui la figura di Beatrice è presentata nella Vita Nova. lo scritto giovanile con cui Dante ha celebrato le virtù della donna amata.it/brdeb/Dante/prosa/secondoi. così come una ingannevole apparenza fa volgere indietro una bestia quando si adombra.virgilio. venni a trovarmi io su quel buio pendio (e scesa nel frattempo la notte). XI. Il paragone. m’induco ad acconsentire. il Poeta ha vivo il sentimento della sua umana piccolezza. Il Momigliano nota anch'egli la "continuità ideale e artistica" fra la Vita Nova e http://xoomer. senza avere l'ampiezza di risonanze della similitudine del naufrago del primo canto. a testimoniargli la provvidenzialità del corso della storia. "Se ho capito bene il tuo discorso" rispose l’ombra di Virgilio. sei in grado di comprendere meglio di quanto io non sia in grado di esprimermi. è condotto con "energia nervosa ". col pensiero ( prevedendone tutti gli ostacoli e rendendomi conto della sua folle temerarietà). l’impresa cui mi ero accinto con tanta baldanza. per quel che riguarda questo viaggio.00. "il tuo animo è fiaccato dalla pusillanimità: Magnanimo: si contrappone alla viltate del verso 45: "Sempre lo magnanimo si magnifica in suo cuore. temo che la mia venuta (nell’oltretomba) sia temeraria: sei saggio. volto a illustrare uno stato d'animo. in modo da scostarsi dal proposito iniziale. cui "conferisce l'evidenza d'una scena drammatica lo scenario interposto. Per il Sapegno tutta l'intonazione dell'episodio riflette quel "misticismo amoroso" che aveva trovato in Dante il suo più sicuro interprete. Di fronte a questi due fulcri della volontà di Dio in terra. Perciò. se.49 . Perché tu ti liberi da questo timore.htm (3 di 8)08/12/2005 9. nell'ambito della scuola poetica del dolce stil novo. da essere indotto a pregarla di comandare. Mi trovavo (nel limbo) tra coloro che sono in una condizione intermedia tra i beati e i dannati al fuoco eterno.Divina commedia: Parafrasi Inferno lui nelle persone: Enea e di San Paolo. 18). sempre si tiene meno che non e" (Convivio I.

ha qui una grande complessità di significati. vengo dal cielo. per la quale virtù soltanto il genere umano è superiore ad ogni altro essere contenuto dal cielo (quello della Luna) che compie (nel suo moto di rotazione intorno alla terra) i giri più piccoli.virgilio. Alcuni credono che con l'espressione l'amico mio Beatrice intenda accennare all'amore di Dante per lei. ma non dalla sorte. colui che è amato da me. nove cieli concentrici girano intorno alla http://xoomer." Allora tacque. cioè la dottrina delle cose divine. il mio timore è che egli si sia a tal punto nuovamente perduto (nel buio del peccato). da rendere ormai tardivo (e quindi inutile) il mio aiuto.htm (4 di 8)08/12/2005 9.49 . ed è destinata a durare tanto a lungo quanto durerà il mondo. La luce dei suoi occhi vinceva quella delle stelle. "È' l'amore di Beatrice per il suo fedele. Di quel ciel c'ha minor li cerchi sui: secondo il sistema tolemaico.it/brdeb/Dante/prosa/secondoi. e aiutalo sia con la tua eloquenza sia con tutto ciò che altrimenti occorra per la sua salvezza. in modo da rendermi contenta. Il termine "amore". anziché a quello suo per Dante. Io. ma per acquistarne fama e reputazione mondana e ricchezze e dignità. sono stata spinta (fin qui) da amore e amore ha ispirato le mie parole. con voce d’angelo: "O cortese anima mantovana. che ti invito ad andare. ha trovato tali ostacoli sul deserto pendio del colle. Questa interpretazione concorderebbe con quella di un antico commentatore che insiste sul senso allegorico: ''molti amano Beatrice. rilevando in questo episodio maggiore maturità e sicurezza d'impianto rispetto agli scritti giovanili. spesso Gli parlerò degnamente di te. ma anche l'Amore inteso nel suo valore assoluto. Va dunque.00. e poi io cominciai: "O signora di virtù. cioè Dio. dove desidero tornare. per quel che di lui mi è stato riferito in cielo. e cominciò a parlarmi dolcemente e pacatamente. da cui deriva ogni impulso caritatevole. che si è già volto indietro per la paura. non per lei né per aver quella." ( Sapegno ) Quando sarò davanti a Dio. sono Beatrice. le quali cose son beni di fortuna" (Buti). la cui fama dura ancora fra gli uomini.Divina commedia: Parafrasi Inferno la Commedia.

IX. poiché non sono temibili. dove bruci dal desiderio di ritornare. che. riportandosi a un passo dell'Etica di Aristotile. il tuo comando mi è così gradito. per sua grazia. Conviene temere soltanto quelle cose che possono arrecare danno. afferma: "il non temer le cose che possono nuocere.virgilio. nel centro dell’universo ( occupato appunto dall’inferno). è atto di bestiale e di temerario uomo. Il Boccaccio. e nello stesso tempo il candore della creatura celestiale. simboleggia la Grazia illuminante. Il più basso e quindi il più piccolo (e il più vicino alla terra) è il cielo della Luna. Lucia: martire siracusana.. "Ma Beatrice ha compreso che Virgilio desidera sapere la ragione personale.. più non occorre che tu mi manifesti: il tuo volere. In queste parole di Beatrice "non c'è disprezzo per la miseria e l'incendio. ti dirò in breve perché non temo di scendere nell’inferno" mi rispose.Divina commedia: Parafrasi Inferno terra. né possono attaccarmi le fiamme infernali.. è atto di vilissimo uomo. di un distacco ineffabile dal mondo e dalla materia.." "Poiché vuoi penetrare tanto in profondità con la tua mente..00." (Torraca) Dio mi creò.. Nel cielo una donna gentile (la Vergine) ha compassione per queste difficoltà verso le quali io ti mando (a liberare Dante)." Questa così ovvia risposta di Beatrice . dal luogo sconfinato (I’Empireo). che travaglia i dannati. non già di udire una sentenza filosofica. trionfante con tanta semplicità e umiltà (Chimenz). Dimmi piuttosto il motivo per cui non temi di scendere qua in basso. della improvvisa e affatto straordinaria discesa di lei. se anche avessi iniziato ad obbedirti. e così temere quelle che nuocere non possono. forse Dante le fu particolarmente devoto in seguito ad una malattia degli occhi di cui ebbe a soffrire (Convivio III. che viene quindi a trovarsi come contenuta in essi. ma il senso di una pace. 1516).. http://xoomer.49 . Questa chiamò Lucia e disse: "Il tuo fedele ha ora bisogno di te. di una felicità sicura. ed io a te lo raccomando".. tanto da mitigare la severità della giustizia divina. mi sembrerebbe pur sempre d’aver fatto tardi.sarebbe sufficiente alla domanda di Virgilio..htm (5 di 8)08/12/2005 9.tale che la vostra miseria di peccatori non mi tocca.. le altre no. protettrice della vista.it/brdeb/Dante/prosa/secondoi. intima.

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Lucia, nemica di ogni crudeltà, si mosse, e venne dove io sedevo insieme all’antica Rachele. Rachele: personaggio dell'Antico Testamento, nel Medioevo simboleggia la vita contemplativa ed è perciò posta accanto a Beatrice, simbolo della teologia. Parlò: - Beatrice, vera gloria di Dio (loda: lode, in quanto la sua perfezione torna a gloria di chi la creò), perché non aiuti chi tanto ti amò, colui che, per amor tuo, seppe elevarsi sulla turba dei mediocri? Beatrice, loda di Dio vera: il senso di questa espressione così concisa si chiarisce attraverso una pagina della Vita Nova, ove è scritto che la gente, dopo aver visto Beatrice, ringrazia il Signore per la perfezione delle sue creature: "Questa è una maraviglia; che benedetto sia lo Segnore, che sì mirabilmente sae adoperare!" (XXVI). Ch'uscì per te della volgare schiera: Dante è consapevole di essere riuscito, per altezza di poesia, per coerenza di vita morale, per sicurezza di dottrina. a sollevarsi al disopra dei suoi contemporanei. Questo verso può riferirsi "sia al bello stile che ha fatto onore a Dante cantando di Beatrice, sia alla superiorità spirituale sopra la gente volgare, raggiunta dal Poeta in virtù del suo amore" (Chimenz). non odi il suo pianto angoscioso? non vedi il pericolo della dannazione che lo assale sul fiume (del peccato), sul quale il mare non può vantare la sua forza? La fiumana ove 'l mar non ha vanto: nella fiumana dobbiamo vedere lo scorrere della vita dell'uomo nel peccato e nel male. Una interpretazione diversa è stata avanzata dal Pagliaro, il quale, accertato che ove può avere soltanto il significato di "nel luogo in cui", ricostruisce così il senso della metafora: "Dante è in pericolo come colui che si trova su una fiumana, nel punto in cui questa si incontra col mare, e il mare non riesce a vincerla". In questa interpretazione, l'immagine, circoscritta al senso letterale, non richiede l'aggiunta di un sovrassenso. Sulla terra non ci furono mai persone così pronte a perseguire il loro utile e a evitare ciò che potesse danneggiarle, come fui pronta io, dopo che tali parole mi furono dette, nello scendere fin quaggiù dal mio seggio di beata, confidando nella tua nobile eloquenza, che onora sia te sia quelli che l’hanno intesa (traendone profitto spirituale)." Dopo avermi dette queste cose, volse verso di me gli occhi lucidi di lagrime; e per questo mi rese più sollecito a venire (dove tu eri); La figura di Beatrice in lagrime suggerisce al Boccaccio questo commento: "atto d'amante e massimamente di donna; le quali, come hanno pregato d'alcuna cosa la quale desiderino, incontanente
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lagrimano, mostrando in quello il desiderio loro essere ardentissimo". Beatrice ha qui un contorno luminoso e celestiale, senza tuttavia nulla perdere della trepidazione di una donna che ama. C'è in tutto il suo discorso "una linea pura, la semplicità di una sfera remota dal mondo" (Momigliano). Nel suo saggio su Dante il Croce sembra voler suggerire una ideale collocazione di Beatrice quale appare in questo "prologo in cielo", accanto alle grandi eroine della letteratura mondiale, allorché osserva: "Beatrice è ora veramente l'eterno femminile, la pietà, la sollecitudine quasi materna, con alcunché di molle e di amoroso, una santa, e pur sempre una donna bella, che in qualche modo gli appartenne e fu di lui solo, di lui suo cantore, che la celebrò viva e morta". e come Beatrice volle venni da te; ti portai via dal cospetto della lupa, che t’aveva impedito di raggiungere per la via più breve la cima del colle. Che hai dunque? perché, perché indugi ? perché accogli in cuore tanta pusillanimità? perché non hai coraggio e schietta fiducia in te stesso? dal momento che tre beate tanto potenti perorano la tua causa davanti al tribunale di Dio, e che le mie parole promettono (al tuo viaggio) un esito così felice? " Come i gracili fiori, prostrati a terra con le corolle serrate per difendersi dal freddo della notte, appena li rischiara all’alba il primo raggio di sole si ergono sui loro steli con le corolle tutte aperte, così mi ripresi dal mio precedente stato di abbattimento, e tanto coraggio entrò nel mio animo, che cominciai (a parlare) libero da ogni timore: Quali i fioretti...: la similitudine riflette, attraverso un particolare aspetto della natura all'alba. il progressivo ritorno della fiducia (buono ardire) nel cuore di Dante. La preziosa sostanza dell'immagine, il delicato atteggiarsi dei fioretti, il senso di fragilità che c'è nel loro risveglio, propongono un confronto tra l'arte di Dante e la grande tradizione figurativa del Trecento. C'è in questa similitudine qualcosa che attesta... una malattia solo da poco decisamente superata: Dante puo ben paragonarsi a un convalescente. Guardate quei fiori: sono gracili, teneri fiori, sono soltanto fioretti: e il primo sole, che i color vari suscita dovunque si riposa, non fa che imbiancarli solamente, quasi non fossero ben capaci ancora di sopportare l'intensità dei loro colori; torna lo slancio vitale e si manifesta in quell'aprirsi, dilatarsi tutta, avidamente, della corolla, come a inebriarsi della luce del nuovo giorno, quasi di una nuova vita... (Chimenz) "Oh misericordiosa colei che mi venne in aiuto! e te generoso, che non hai tardato a prestare obbedienza alle veritiere parole che ti indirizzo!
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Col tuo ragionamento mi hai a tal punto predisposto l’animo con desiderio al viaggio, che sono tornato ad avere l’intenzione che avevo in origine. Incamminati dunque, poiché un’unica volontà ci governa: siimi guida, padrone, maestro. " Cosi parlai; ed essendosi egli avviato, entrai (dietro a lui) nell’arduo e orrido cammino.
2003 - Luigi De Bellis

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DANTE: Divina commedia - Parafrasi INFERNO CANTO III
«Attraverso me si entra nella città dolorosa, nel dolore che mai avrà termine, tra le anime dannate. Ossessiva e agghiacciante si ripete nella prima terzina "la stessa idea, come presente immobile, eterno, ripetizione di se stesso: dolore e sempre dolore, quel luogo e sempre quel luogo" (De Sanctis) . Dio, mio eccelso creatore, fu mosso dalla giustizia: sono opera del Padre (la divina potestate), del Figlio (la somma sapienza) e dello Spirito Santo ('I primo amore). Prima di me non fu creata nessuna cosa se non eterna, e io durerò fino alla fine dei tempi. Abbandonate, entrando, ogni speranza ». Se non etterne: le cose create per essere eterne, prima dell'inferno, sono i cieli, gli angeli, la materia ancora informe. Vidi questa sentenza dal minaccioso significato. incisa in cima a una porta; per cui mi rivolsi a Virgilio: « Maestro, ciò che essa dice per me è terribile ». Ed egli, da persona perspicace qual era: « A questo punto occorre abbandonare ogni esitazione; ogni forma di pusillanimità deve ora sparire. Siamo giunti dove ti dissi che avresti veduto le anime doloranti che hanno perduto la speranza di vedere Dio ». Il ben dell'intelletto: secondo Aristotile, il vero e, quindi, la verità suprema, Dio. Ivi echeggiavano nell'aria senza luce gemiti, pianti e acuti lamenti, tanto che (udendoli) per la prima volta ne piansi. Differenti lingue, orribili pronunce, espressioni di dolore, esclamazioni di rabbia, grida acute e soffocate, miste al percuotersi delle mani l'una contro l'altra creavano nell'aria buia, priva di tempo, una confusione eternamente vorticante, così come (rapida vortica) la sabbia quando soffia un vento turbinoso. Il Mazzoni ha ravvisato una suggestiva rispondenza tra il contenuto di questa similitudine e la sua struttura sintattica: "La rena si avvolge a spirale crescendo rapida dall'inerzia al moto culminante, per
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quindi ricadere dal moto culminante all'inerzia: non altrimenti troviamo nella descrizione del Poeta un salire dal meno al più, e un ridiscendere dal più al meno". E io che avevo la testa attanagliata dall'orrore, esclamai: "Maestro, che significano queste grida? che gente è questa, che appare così sopraffatta dal dolore ?" E Virgilio: "Questa infelice condizione è propria delle anime spregevolì di quelli che vissero senza meritare né biasimo né lode. Gli ignavi non possono, a rigore, essere inclusi fra i dannati, non avendo essi trasgredito in modo esplicito la legge morale. Questo è il motivo per cui Dante li colloca al di qua del fiume Acheronte, in quel vestibolo dell'inferno che l'autore dell'Eneide aveva assegnato agli insepolti. Ma la concezione eroica ed intransigente che il Poeta ha del nostro compito in terra, conferisce alla sua parola vigore eccezionale nell'atto in cui li addita alla nostra riprovazione. Così ha osservato il Croce: ."la vera loro punizione sono i versi che li fustigano in eterno: questi sciaurati, che mai non fur vivi...; che visser senza infamia e senza lodo...; a Dio spiacenti ed a nimici sui...: che fece per viltate il gran rifiuto...; non ragioniam di lor, ma guarda e passa". Il disprezzo di Dante per coloro che per viltà si astennero dall'agire, disprezzo che il Poeta manifesta con estrema violenza, "è correlativo alla simpatia, in lui così viva sempre, per i magnanimi, per coloro cioè che, in bene o in male, seppero imprimere una potente impronta nella storia del loro tempo" (Sapegno). Sono mescolate alla malvagia schiera degli angeli che (in occasione della rivolta di Lucifero) non si ribellarono né rimasero fedeli a Dio, ma fecero parte a sé. Perché il loro splendore non ne sia offuscato, i cieli li tengono lontani da sé, né in sé li accoglie la voragine infernale, perché i colpevoli (gli angeli che parteggiarono per Lucifero) avrebbero di che vantarsi rispetto ad essi " . Ed io: "Maestro, cosa riesce loro così insopportabile, da farli prorompere in così disperati lamenti?" Rispose: "Te lo dirò in pochissime parole. Costoro non possono sperare in un completo annullamento del loro essere (cioè nella morte dell'anima) e (d'altra parte) la loro vita senza scopo è tanto miserabile, da renderli invidiosi di qualsiasi altro destino. Il mondo non lascia sussistere alcun ricordo di loro; Dio non li degna né della sua pietà né di una sentenza di condanna non parliamo di loro, ma osserva e va oltre ". E io, guardando con maggiore attenzione, scorsi un vessillo che girava correndo così velocemente, da sembrare incapace di una qualsiasi forma di quiete; e dietro ad esso avanzava una tale moltitudine, quale mai avrei immaginato fosse stata annientata dalla
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morte. Le pene dell'inferno e del purgatorio riflettono, nella Divina Commedia, la razionalità della giustizia divina. Tra esse e il peccato che colpiscono c'è sempre una stretta relazione, il cosiddetto contrappasso: questa punizione in alcuni casi si manifesta per analogia, in altri, invece, per contrapposizione, come qui, per gli ignavi. "... indegno di riposo è chi non milita, chi non arrischia, chi non combatte. Dopo la vittoria ci si riposa, e dopo la sconfitta; o anche dopo il cammino: e costoro non vollero vincere, temerono di perdere, non si mossero mai. Vadano dunque eternamente, camminando rapidi, senza saper neppure quale insegna sia quella che li precede; e poi che per nulla mai si scaldarono, prorompano ora in accenti d'ira; poi che per nulla mai gemerono, versino ora lamenti e lagrime; poi che per nulla mai rischiarono una goccia di sangue, stillino sangue. Lagrime e sangue, che furono da loro negati al servigio delle cause umane, e di quella di Dio, scendano a impinguare i vermi che brulicano ai loro piedi con tormentoso fastidio" (Mazzoni). L'infinita moltitudine degli ignavi riecheggia, qui, un passo della Sacra Scrittura: "Degli stolti il numero è infinito" (Ecclesiaste 1, 15). Scrive il Momigliano: "il mondo, dunque, secondo Dante è fatto soprattutto di ignavi, di una folla amorfa e grigia, su cui emergono quelli che vivono con infamia o con lode". Dopo aver ravvisato qualcuno nella folla, vidi e riconobbi l'anima di colui che per pusillanimità rifiutò il trono papale (fece per viltà il gran rifiuto). L'eremita Pier da Morrone, eletto papa nel 1294 col nome di Celestino V, dopo cinque mesi rinunciò al pontificato. Gli succedette, sulla cattedra di Pietro, Bonifacio VIII, il quale, nel conflitto divampato a Firenze fra le due fazioni dei Guelfi, i Bianchi e i Neri, favorì questi ultimi. In seguito al prevalere dei Neri, Dante, che era andato a Roma in missione ufficiale presso il papa, non poté più tornare nella sua città (1302). Compresi allora d'un tratto e fui sicuro che questa era la turba dei vili, sgraditi a Dio non meno che ai suoi nemici (i diavoli). Questi miserabili, che vissero come se non fossero vivi (in quanto non seppero affermare la loro personalità), erano nudi, continuamente punti da mosconi e da vespe che si trovavano lì. Esse rigavano il loro volto di sangue, che, misto a lagrime, era succhiato ai loro piedi da vermi nauseabondi. E dopo aver spinto il mio sguardo più in là, vidi sulla riva di un gran fiume una folla; perciò interpellai Virgilio: "Maestro, consentimi di apprendere chi sono queste genti, e quale consuetudine le fa apparire così ansiose di passare sull'altra riva, come intravedo attraverso la debole luce".
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In realtà. Il poeta latino . con gli occhi abbassati per la vergogna.l'idea imperiale. rischia di apparire eccessivo rispetto al motivo che lo ha determinato. per Dante. Tutta la vita della scena spira dalla livida palude. che gridava: « Sventura a voi. dentro cui s'inquadra così bene l'immagine autunnale delle anime che si staccano dalla riva come foglie morte dall'albero. Per capire il rapporto che si stabilisce nel corso del poema tra Dante e Virgilio. è in armonia con quella tinta di corruccio che ne domina lo sfondo". che Dante accenna solo e che pure si stende dovunque come il colore che evapora naturalmente da quell'affollarsi di dannati che hanno lasciato ogni speranza. che non è questa. temendo che il mio discorso gli riuscisse fastidioso.it/brdeb/Dante/prosa/terzoi. un vecchio. le più eccelse qualità della poesia. non è un personaggio al pari degli altri. E tu che.Divina commedia: Parafrasi Inferno Osserva il Momigliano. allontanati dalla turba dei già morti». continuò: « Attraverso vie e luoghi di imbarco diversi giungerai alla riva.htm (4 di 7)08/12/2005 9. da questa tinta. a proposito della scena che qui inizia: "Il tema direttivo della seconda parte del canto è questa lividità sconfinata e minacciosa. occorre tener presente che in quest'ultimo si incarnano. Ma dopo aver visto che non me n'andavo. che da quest'ultimo continuamente trabocca. da dove sarai traghettato (per passare): una barca più leggiera ti dovrà trasportare ». ancora in vita. Questo. ma l'aspirazione dell'uomo a varcare le soglie di quel cammino invisibile senza del quale l'uomo non può raggiungere il suo ultimo destino".avverte il Montanari "è la persona viva che ha rivelato a Dante il più alto valore della poesia: di una poesia che sia capace di assorbire nella propria forma non solo la ragione umana che si esercita sulle cose visibili. se lo si limita al suo significato più ovvio. Solo un sentimento religioso può dettare parole come quelle che la reverenza per il maestro ha ispirato a Dante. E (dopo essere qui giunti) ecco dirigersi alla nostra volta. cessai di parlare finché arrivammo al fiume. canuto (bianco per antico pelo).virgilio. come altri atteggiamenti di umiltà di Dante nei confronti del maestro. Perfino il terremoto che chiude il canto. da questo tragico barlume dell'orizzonte.00. Allora. un semplice simbolo. dagli interpreti). su un'imbarcazione. Virgilio mi rispose: « Le cose ti saranno note (conte: conosciute) quando fermeremo i nostri passi presso il doloroso fiume Acheronte ». quasi un traguardo di perfezione nella cui contemplazione egli si perde. o la filosofia. anime malvage ! Non illudetevi di poter più vedere il cielo: vengo per traghettarvi sull'altra riva nel buio eterno. http://xoomer. ma di un senso più vasto del significato letterale. con scrupolo forse eccessivo. nelle prime due cantiche. come d'altronde non è nemmeno solo un'allegoria. ti trovi con loro. Non si tratta di un sovrassenso meccanicamente imposto alla lettera (come potrebbe essere la ragione.sul piano politico . nel fuoco e nel ghiaccio. La trascendenza come poesia: ecco quello che il personaggio di Virgilio incarna agli occhi di Dante. Virgilio. o . cui di volta in volta la figura di Virgilio è stata ricondotta.56 .

. in cui è narrata la discesa di Enea nell'oltretomba. Un motivo più intimamente poetico può tuttavia rendere ragione di questa formula. nel Caronte virgiliano. in senso drammatico e mosso. ciò che più colpisce Dante. E Virgilio gli disse: « Non te n'avere a male. dell'arte del Poeta. Appena Caronte tace. ma la perifrasi è esplicita nell'indicare Colui che ha decretato il suo viaggio nell'al di là. 41) . fusa con l'aspetto minaccioso e mostruoso. dopo la morte del suo corpo. Caronte sa che Dante è destinato a salvarsi: l'anima del Poeta." (Grabher) http://xoomer. Dante non si sofferma. "Se infatti Virgilio avesse risposto semplicemente che questo era voluto da Dio. Vuolsi così colà dove si puote: Dante non nomina mai Dio parlando con i custodi infernali. facendo sobbalzare l'antica e copiosa canizie.htm (5 di 7)08/12/2005 9. è il ricomporsi del volto stesso. il colore della morte). sia esso tratto dall'osservazione diretta della realtà o invece rivissuto sulle pagine degli autori a lui cari. fisso con stupore e terrore nel volto del vecchio. specialmente iniziale (guai a voi ecc. incolta canizie ». tradisce in questi guardiani sotterranei la espressione d'una potenza superiore intesa a flagellare il regno del peccato. e non chiedere altro ». e lanose. Caronte non sarebbe stato colpito come da quel tortuoso intrico di parole. aggiunge qualcosa di bestiale a quella che.56 . violenza di atteggiamenti e di movimenti. vigore drammatico ed espressivo. "Infatti le parole di Caronte. o Caronte: si vuole così là dove si può fare tutto ciò che si vuole (è la decisione divina presa nel cielo Empireo. sarà tra quelle che si raccoglieranno alla foce del Tevere. Da questo istante si calmarono le gote ricoperte di fluente barba del traghettatore del buio fiume (livida palude: livido è. destinati a sparire col progressivo maturare. il Momigliano osserva: "hanno tutti un'imponenza che. nella loro violenza. ossia dal più lieve legno cui accenna Caronte. La sua figura è desunta. A proposito dei mostri passati dalla mitologia classica nell'inferno dantesco. dove tutto ciò che è voluto può avere immediata attuazione)..Divina commedia: Parafrasi Inferno Caronte è il primo dei custodi infernali che i due poeti incontrano nel loro viaggio. richiamando il vello degli animali. incidendo. e condensano in sé la disperata vitalità che è il carattere dominante dell'Inferno".) hanno scomposto la plastica di quel volto. nella sua compostezza plastica. è solo una « abbondante." (Grabher) Il Sapegno scorge invece in questo procedimento "un certo schematismo e una certa meccanicità d'invenzione". che aveva intorno agli occhi cerchi di fuoco. Ecco perché il Poeta dice: fuor quete le lanose gote. ossessionanti. la volontà e la potenza del Cielo. per antonomasia. Quinci fuor quete le lanose gote: Caronte ha cessato di parlare. che verrà ripetuta tale quale o con lievi modifiche in occasione di altri incontri con i guardiani infernali. quanto su quello visivo. dal libro VI dell'Eneide. Ma su qualunque argomento Dante si soffermi.virgilio.it/brdeb/Dante/prosa/terzoi. per essere trasportate in purgatorio da un vasello snelletto e leggiero (Purgatorio II. quasi tutti una monumentale. che lo circuiscono tremende e misteriose. Tutti hanno una gagliarda. come altre della prima cantica. concisione.00. tanto sull'aspetto auditivo di questo silenzio. gli imprime i tratti della sua poesia: essenzialità.

piangendo dirottamente. glorificano. Colui che le loro imprecazioni invano bersagliano. Privati della possibilità del pentimento. 305-312). esercita un ministerium. e perciò ogni bestemmia. quasi di pittura pregiottesca. che ha per oggetto il creato nei suoi principii di vita e di generazione (Dio e lor parenti. Come in autunno le foglie si staccano l'una dopo l'altra (dal ramo). percuote col remo chiunque tarda (ad obbedirgli). La similitudine in Dante. La similitudine delle foglie che si staccano dall'albero è già in Virgilio (Eneide VI..viene qui interpretato nel senso di una più intensa espressività e di un maggiore realismo: con occhi di bragia. allo stesso modo la corrotta progenie di Adamo si precipita da quella riva. con occhi fiammeggianti. a significare la sterminata turba dei defunti. nei trapassati. Domina su tutta la scena il muto cenno del nocchiero. che erano affrante e inermi.. II demonio Caronte. finché questo vede sparsa a terra tutta la sua veste frondosa. e 'l seme).it/brdeb/Dante/prosa/terzoi." (Montanari) Qui. riflettono una volontà che li trascende.56 . La paura che incutono in essi i prossimi tormenti infernali è vinta dal desiderio di eseguire i comandi di Chi giustamente li ha dannati. "Il dannato stesso è parola di Dio. La bestemmia è.Divina commedia: Parafrasi Inferno Ma quelle anime. facendo loro segni. a un cenno (di Caronte). si carica sempre http://xoomer. Poi si adunarono tutte insieme. è inviato al vivente per ammonizione salvifica. di qualsiasi forma di libero arbitrio. Dante la ricrea conferendole movimento drammatico e un che di ineluttabile (come auge! per suo ríchiarno) che sottolinea la perdita. i reprobi sono impazienti di varcare la livida palude. Ma la bestemmia solo apparentemente può sembrare in loro una manifestazione di rivolta. sulla riva dell'Acheronte. assume tragici riflessi.00. con occhi di bragia: il virgiliano "stant lumina flamma " (Eneide VI. forse la più tipica. come automi. la loro rabbia cieca e impotente. in realtà essi. come il falco (auge!) al richiamo (del falconiere).htm (6 di 7)08/12/2005 9. pur nella sua immediatezza e nel suo realismo. 300) precedentemente riprodotto da Dante (che 'ntorno allí occhi avea di fiamme rote) "con una di quelle immagini stilizzate. che erano dello stile lirico" (Sapegno) . che basta da solo a far salire le anime nella barca. il genere umano e il luogo e il tempo (in cui erano state generate) e l'origine della loro stirpe e della loro nascita. anima dopo anima.virgilio. essi sfogano. trascolorarono e batterono i denti. non appena ebbero udite le crudeli parole: maledicevano Dio e i loro genitori. le accoglie tutte (nella barca). pronunciata da loro. sia pure negativamente. tra le manifestazioni dei dannati. in questa incalzante e grandiosa maledizione. all'ingresso dell'inferno. Caron dimonio. sulla riva del fiume del male che aspetta tutti coloro che non temono Dio.

spiegò cortesemente Virgilio.Divina commedia: Parafrasi Inferno di accenti morali. la terra buia tremò con tanta violenza. se Caronte si lamenta della tua presenza. Avanzano così sull'acqua buia. Di qui non passano mai anime virtuose: e perciò. poiché la giustizia di Dio li stimola. in modo che il timore (delle pene) si converte in loro nel desiderio (di affrontarle). « Figlio mio ». che si convertì in un lampo sanguigno il quale mi fece perdere i sensi.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. 2003 . L'origine dei lampi era attribuita al subitaneo erompere di vapori. Dalla terra bagnata dalle lagrime dei dannati uscì un vento.htm (7 di 7)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/terzoi.56 . « tutti coloro che muoiono in stato di peccato (nell'ira di Dio) si radunano qui (venendo) da ogni luogo della terra: e sono (spiritualmente) disposti a varcare il fiume. e caddi come chi cede al sonno. puoi ben comprendere ormai quale significato hanno le sue parole.» Appena Virgilio ebbe finito di parlare. e prima che questa moltitudine sia sbarcata sulla riva opposta.virgilio. un'altra già s'accalca nel punto d'imbarco.00. Nel Medioevo si credeva che i terremoti fossero provocati da masse aeriformi compresse nelle viscere della terra. che il ricordo (la mente: la memoria) dello spavento provato m'inonda ancora di sudore.

infatti essa "conserva in parte l'originario valore di attestazione solenne. due manifestazioni della Grazia (in particolare della Grazia illuminante. il secondo è continuo.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . e guardai attentamente per rendermi conto del luogo dove ero. Vero è che: l'espressione è meno prosaica di quanto a una prima lettura può apparire. laddove il preteso fragore infernale sarebbe uno stato di fatto normale. Inferno canto V. che in sé contiene il fragore di innumerevoli lamenti. tanto nel lampo che addormenta il Poeta alla fine del canto precedente quanto nel truono che qui lo ridesta.allegoricamente e poeticamente . Il fatto è che mi trovai sul margine della profonda voragine del dolore. ma è una perifrasi per indicare l'inferno. Le grida dei dannati. cominceranno a farsi sentire soltanto a partire dal cerchio dei lussuriosi (ora incomincian le dolenti note a farmisi sentire. così ripresi coscienza come una persona che è destata violentemente. volsi intorno gli occhi riposati. levatomi in piedi.virgilio. Un greve truono: quasi tutti gli interpreti moderni respingono l'identificazione del greve truono con il truono. tuttavia. la quale dapprima assopisce la concupiscenza del Poeta e poi lo risveglia nella condizione di giudicare rettamente i propri peccati. Che truono accoglie d'infiniti guai: non esprime una reale sensazione del Poeta in quel momento. per quanto tentassi di penetrarvi fino in fondo con lo sguardo. richiede . d'infiniti guai del verso 9. " ( Chimenz ) Gli antichi hanno visto. il prodigio atmosferico del lampo. 133-134).07 .01. Mentre il primo. non riuscivo a distinguervi nulla. che provoca l'immediato addormentamento di Dante. 25-26). deve avere un carattere di subitaneità. in una sua qualità permanente. (La voragine) era buia e profonda e fumosa tanto che. allora. http://xoomer. "Inoltre. ininterrotto.Parafrasi INFERNO CANTO IV Un cupo tuono interruppe il profondo sonno nella mia testa. per svegliare Dante.htm (1 di 10)08/12/2005 9.. permanente e invariabile. in relazione al bagliore improvviso che rischiara le tenebre infernali: balenò una luce vermiglia: Inferno canto III..un altro prodigio.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. e sta spesso a sottolineare la stranezza o l'importanza della verità rappresentata o asserita" (Sapegno).

Dante. che l'aura etterna facevan tremare: questi " sospiri " si contrappongono idealmente all'incomposto bestemmiare delle anime del canto precedente. ove non soccorra la fede. senza aver avuto conoscenza delle tre virtù teologali. "io andrò per primo. si allontana dalla tradizione più rigorosa e autorevole. non riceve nell'al di là una punizione in senso proprio. D'infanti e di femmine e di viri: oltre ai bambini non battezzati. non più tragica. numerose e folte. Dicendo questo si avviò e mi fece entrare nel primo cerchio che chiude tutt’intorno il baratro. senza indurre l'adulto in altri peccati. Qui. retaggio comune del genere umano.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. e tu mi seguirai.htm (2 di 10)08/12/2005 9. hai paura? " Ed egli: "La tragica sorte dei dannati diffonde sul mio volto quel pallore che tu interpreti come un segno di paura. se tu. Gli adulti virtuosi. dissi: "Con quale animo potrò seguirti. ma nega che.Divina commedia: Parafrasi Inferno "Ora scendiamo quaggiù nel mondo delle tenebre" cominciò a dirmi Virgilio. che avevo notato il suo pallore. il peccato originale possa sussistere da solo. di bambini e di donne e di uomini. Muoviamoci. non vi era altra manifestazione di dolore fuorché sospiri. Un'ombra di tristezza vela le sue parole. " Ed io. morti prima della venuta di Cristo o senza che ne siano giunti a conoscenza.07 . su questo punto.virgilio. che era impallidito. Virgilio manifesta profonda pietà per quei dannati di cui egli si trova a dividere le sorti. Sospiri. che facevano fremere l’atmosfera infernale. l'unica loro colpa è il peccato originale. vengono definiti generalmente dai teologi ''infedeli negativi". e individuano una nuova tonalità: elegiaca. che sempre mi infondi coraggio allorché sono preso dal timore. ché la via lunga ne sospigne. ove non si accompagni ad altre manifestazioni peccaminose dovute al libero arbitrio. San Tommaso sostiene che il peccato originale. http://xoomer. in particolare San Tommaso sostiene che di per sé l'infedeltà negativa non è peccato. Il pensiero angoscioso delle pene infernali gli fa troncare il discorso: Andiam. Soltanto i bambini non battezzati e i patriarchi dell'Antico Testamento sarebbero nella condizione di non avere in sé altro peccato fuorché quello originale. poiché il lungo cammino (che dobbiamo percorrere) ci costringe a non perdere tempo".01. si trovano qui le anime di coloro che conobbero e praticarono le quattro virtù cardinali. Ciò avveniva a causa del dolore non provocato da tormenti corporali che colpiva schiere. Il poeta latino ha perduto la sicurezza e la baldanza dimostrate nella risposta a Caronte e negli incitamenti a Dante del canto precedente. per quel che si poteva arguire dall’udito. ma soltanto il "danno" derivante dalla privazione della visione di Dio.

Per tale mancanza. poiché seppi che alti ingegni (gente di molto valore) si trovavano in una condizione intermedia fra la disperazione dei dannati e la felicità dei beati in quell’orlo estremo (della voragine infernale). come la tristezza di quelle anime è in certo modo placata dalla consolante memoria di una vita terrena vissuta senza peccato e dal confronto con i terribili martiri infernali di cui sono esenti. e il tono sentimentale che ad esso corrisponde è anch'esso sereno. Qui lo svolgimento logico è chiaro.01. nella definizione dello stato delle anime nel limbo. che non hanno commesso peccato. e se hanno meriti. Solo se si considera questo verso a sé. seguaci di altre religioni. che è la parte essenziale della fede in cui tu credi." (Chimenz) Provai un grande dolore nell’udire queste parole. tuttavia.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. siamo esclusi dalla beatitudine. non adorarono nel modo dovuto Dio (come invece avevano fatto i patriarchi dell’Antico Testamento): e io stesso sono uno di loro. nel discorso e nel punto del discorso in cui si trova. questa nostalgia non ha nulla di drammatico e si inquadra armoniosamente in quello che deve apparire anzitutto come il discorso di un "saggio". come in un sospiro. prevenendo la domanda del suo discepolo e quasi intuendone lo smarrimento hanno uno sviluppo nobilmente didascalico e si concludono in un verso che sintetizza la condizione degli spiriti privati della visione di Dio. Più ancora che di pietà. dal quale è destinato ad essere per sempre lontano. I chiarimenti che dà qui Virgilio.07 . E se vissero prima dell’avvento del Cristianesimo.Divina commedia: Parafrasi Inferno per accogliere nel suo limbo anche gli infedeli negativi adulti. Questo verso. così quel verso. E' stato detto che le parole di Virgilio si smorzano. dell'antichità pagana e dello stesso Medioevo. che viviamo nel desiderio (di conseguire la visione beatifica di Dio) destinato a restare inappagato". La terzina rende esplicito quello che è il sentimento animatore di tutto il canto. e siamo tormentati in questo soltanto. "Ma. si tratta di "perplessità della ragione.virgilio. si può vedere in esso "un verso disperato". disteso. http://xoomer. che al tempo stesso avverte la sua grandezza e la sua insufficienza. riposato. non ha nulla della tensione drammatica che vibra in altri endecasillabi della Commedia. senza tener conto di quelli che precedono.htm (3 di 10)08/12/2005 9. perché furono privi del battesimo. Se nelle parole di Virgilio c'è nostalgia per il Bene Supremo. pur nella sua concisione. questi non bastano (a redimerli). ma composta e consapevole rassegnazione. non esprime più che una dolente. prima di procedere oltre. l buon maestro mi disse: "Non mi chiedi che sorta di anime sono queste che si offrono al tuo sguardo? Voglio dunque che tu sappia. non per altra colpa. nei quali la compattezza della forma pare venire sedata dall'urgenza del contenuto.

htm (4 di 10)08/12/2005 9. signore. Quanto al segno di vittoria può essere o interpretato in senso generico. velandolo di mistero. Dante sarà tutto preso da un sentimento opposto e soverchiante: la gioia di potersi trovare in presenza dei grandi che hanno incarnato un ideale di civiltà. più che trovare la sua spiegazione in un rispetto che resta estraneo alla poesia di questo passo. ch'è una lode ' delicata e pietosa. Giacobbe (Israèl) col padre Isacco e i suoi dodici figli e la moglie Rachele. il capostipite del genere umano (primo parente: primo genitore). ossia dell'aureola traversata dal segno della croce. "La compassione dello stato di Virgilio sentita da Dante rende ragione di questo doppio titolo." (Tommaseo) Ed egli. un carattere essenziale della divinità: l'onnipotenza. sebbene riluttante. Il dolore del Poeta per la sorte degli " spiriti magni ". http://xoomer. qui appena accennato. sempre sottomesso ai voleri di Dio. quando vidi scendere quaggiù un potente (Cristo). con segno di vittoria coronato: il Redentore non è mai nominato nell'Inferno. segnore: modo particolarmente affettuoso in cui c'è come un'eco del gran duol della terzina precedente. gli chiesi: "Dimmi. calpesta le porte schiodate e abbattute dell'inferno tenendo in mano la sua croce. nella scena dell'incontro con i poeti. dimmi. in cui appare incoronato dell'aureola crocifera". dimmi. e alla iconografia che ad essa si ispira: il Figlio di Dio. non è destinato ad assumere neppure in seguito rilievo drammatico.. la serenità con cui essa esercita il suo impero anche là dove ostacoli insormontabili si oppongono all'intervento degli uomini.Divina commedia: Parafrasi Inferno allorché non l'assista il lume della Grazia. per assurgere poi alla beatitudine?" Dimmi. come un possente. che comprese il significato nascosto delle mie parole. mira a rendere. quelle del figlio di lui Abele e di Noè. o per merito proprio o per merito altrui. ma la perifrasi. visto come "re forte". come fa ad esempio il Boccaccio ("non mi ricorda d'avere né udito né letto che segno di vittoria Cristo si portasse al limbo. per ottenere la mano della quale tanto si adoperò. maestro mio. Anzi. e alla fine s'arrende. quella del legislatore Mosè. altro che lo splendore della sua divinità" )..virgilio. Altri ancora ricollegano questo verso a una frase del Vangelo apocrifo di Nicodemo ("e il Signore pose la sua croce. rispose: "Mi trovavo da poco in questa condizione. Un possente. Portò via di qui l’anima di Adamo. al mistero del dogma" ( Sapegno) .01.07 . coronato.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. da lui giudicato non più raggiungibile. in mezzo all'inferno" ). e inoltre portò via il patriarca Abramo e il re Davide. Desiderando avere da lui la conferma (per volere esser certo) delle verità di quella fede che è al di sopra di qualsiasi dubbio. circonfuso dello splendore della sua divinità. maestro. che è segno di vittoria. oppure riferito alle rappresentazioni di Cristo trionfante nell'arte figurativa medievale. uscì mai di qui alcuno.

nessun altro era salito in paradiso" . 72). a preparare il sacrificio del figlio Isacco. 18-30).07 . chi sono costoro che hanno tanta dignità. col grande condottiero e legislatore. che sul Sinai ebbe da Dio la rivelazione dei principii ai quali il suo popolo avrebbe dovuto attenersi per trionfare sugli avversari e raggiungere la Terra Promessa.virgilio.01. che io non potessi intuire che una schiera di anime degne di onore occupava quel posto. resi beati. prima di loro. altrove. ottiene (per essi) un particolare favore presso Dio che conferisce loro un tale privilegio. 2529) fu chiamato Israele ("forte con Dio"). continuando ad aprirci un varco nella selva. che li distingue dalla condizione degli altri? " E Virgilio a me: "La fama onorevole di cui godono nel mondo dei vivi. nei grandi uomini della scienza e della poesia che appaiono come una luminosa visione. del re guerriero e poeta. e si pone quindi. nella Divina Commedia è chiamato il cantor dello Spirito Santo (Paradiso XX. inizia col capostipite Adamo per proseguire col suo secondogenito. http://xoomer. nella selva. di Rachele. Esso continua con la figura del patriarca che non esitò. autore dei Salmi.htm (5 di 10)08/12/2005 9. Questa interpretazione tiene conto del modo di sentire del Poeta. come soggetto. della sua emozione "colma del pathos dell'intelligenza e concorde istintivamente con la vulgata metafora che parla di luce dell'ingegno e di tenebre dell'ignoranza ( fede dunque. L'elenco dei protagonisti della storia del popolo eletto. invece che di " avvinceva ". non tanto tuttavia. che dopo la lotta con l'angelo (Genesi XXXII. un'accolta capace di dissipare e vincere con la luce della cultura le simboliche tenebre della barbarie)" (Getto). "O tu che onori scienza e arte. Ch'emisperio di tenebre vincìa: L'espressione risulta figurativamente e poeticamente più persuasiva se si da a vincìa il significato di " vinceva ". 38) e sommo cantor del sommo duce (Paradiso XXV. e voglio che tu sappia che. col patriarca scampato al diluvio universale e a cui si deve il ripopolamento della terra. che. Labano (Genesi XXIX. quando vidi una sorgente di luce che per mezzo cerchio intorno a sé dissipava le tenebre. e li rese beati. Ci trovavamo ancora un poco lontani da questa sorgente di luce.Divina commedia: Parafrasi Inferno e molti altri ancora. andata sposa a Giacobbe dopo che questi ebbe servito per quattordici anni il padre di lei. " legava".it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. costituita da un numero sterminato di anime vicinissime le une alle altre. come vogliono taluni interpreti. dei dodici capostipiti delle tribù d'Israele. Non avevamo ancora percorso molta strada dal margine più alto del cerchio. per obbedire al Signore. foco invece che emisperio. Per il fatto che egli parlasse non interrompevamo il nostro procedere. intendo. di Isacco e del figlio Giacobbe.

da cui trasse quasi tutte le sue conoscenze sull'antica mitologia. perché non aveano beatitudine" (Buti). secondo il gusto dell'epoca. quasi religiosa.07 . nel complesso. poiché non conosceva il greco e non erano ancora state tradotte in latino l'Iliade e l'Odissea. né lieti. che si era allontanata. oltre ai quali non è dato all'uomo di alzarsi con le sole sue forze. perché non aveano martirio.virgilio.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. e fanno bene a tributarmelo ( perché in me onorano la poesia )". quello che ha in mano la spada. tra lo spirito umanistico che la pervade e i particolari in cui si traduce. Virgilio prese a dire: " Guarda. e l’ultimo Lucano. torna fra noi ". quasi a ribadire il carattere di entusiastica. Ma più che a precisare uno stato d'animo. dovevano essergli care in particolar modo le Metamorfosi. il verso serve a conferire a ciascuna delle quattro grand'ombre l'aspetto tradizionale del saggio. di Ovidio. e precede gli altri tre come un sovrano. una figurazione lontana dal gusto antico. è. Onorate l'altissimo poeta: la parola "onore" e quelle da essa derivate ritornano con singolare frequenza in questi versi. e quello che c'è di fantastico nello scenario e quello che in esso è infuso di allegorico. dietro di lui viene Orazio. che Dante aveva per i supremi valori dell'intelligenza. Poiché ciascuno si accomuna a me nell’appellativo di poeta pronunciato poco fa da uno di loro (nel nome che sonò la voce sola). celebrazione che l'incontro coi poeti riveste. Il Momigliano ha indicato in questa scena una difformità.Divina commedia: Parafrasi Inferno In quell’istante fu da me udita una voce: "Onorate il sublime poeta: la sua anima. come Orazio e Virgilio. http://xoomer. Sembianza avean né trista né lieta: un antico commentatore spiega: "non erano tristi. vissuto a Roma ai tempi di Augusto. Di Orazio apprezzava probabilmente. soprattutto la produzione moraleggiante (Satire ed Epistole). il sommo di tutti i poeti. Diversa era l'opinione che di lui si aveva nel Medioevo. sul piano della cultura e del gusto. vidi venire verso di noi quattro ombre maestose: il loro aspetto non era né triste né lieto. Ovidio è il terzo.01. mi tributano onore. Di Omero Dante aveva soltanto notizia indiretta. ancora medievali: "questo poeta che esce con una spada in mano da un nobile castello. Dopo che la voce si arrestò e ci fu silenzio. Anneo Lucano fu poeta epico del periodo argenteo della letteratura latina ed è considerato oggi un minore. Questa è una delle pagine della Commedia ove più compiutamente si esprime la venerazione. poeta satirico.htm (6 di 10)08/12/2005 9. ci trasportano nel Medioevo cavalleresco e simbolico". È Omero. cerchiato da sette mura per cui si entra da sette porte. nel suo raccoglimento meditativo e solenne.

la cui poesia si leva come aquila al di sopra di quella degli altri. circondato da sette ordini di alte mura. sul verde compatto e brillante dell’erba mi vennero indicati i grandi spiriti. http://xoomer. Dopo aver parlato a lungo tra loro.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. Secondo Pietro di Dante. sapienza). politica. intesa genericamente come sapienza. con persuasiva dolcezza. Forse l'opinione più plausibile è quella del Sapegno. di grande autorità nel loro aspetto: scambiavano fra loro poche parole.01. matematica. poiché mi accolsero nel loro gruppo. Di meno agevole interpretazione appare il significato allegorico del bel fiumicello. in modo che (di qui) era possibile abbracciare con lo sguardo tutti gli spiriti (ivi raccolti). penetrai con quei sapienti (nel castello) attraverso sette porte: arrivammo in un prato verde e fresco.virgilio. Ivi erano persone dagli sguardi pacati e dignitosi. esso simboleggerebbe la filosofia. in modo che diventai il sesto tra quei così grandi sapienti. si volsero a me con un cenno di saluto. metafisica. dialettica. le sette mura corrisponderebbero alle sette discipline in cui la filosofia era fatta consistere: fisica. economia.htm (7 di 10)08/12/2005 9. luminosa e sovrastante il terreno circostante. scienza. trattando argomenti di cui (ora) è opportuno tacere. Giungemmo ai piedi di un maestoso castello. Allora ci portammo in uno degli angoli. Il castello è stato concepito in funzione chiaramente allegorica. in una radura. Là dirimpetto a me. Secondo altri commentatori antichi le sette mura indicherebbero le sette arti liberali. Procedemmo insieme fino alla zona luminosa.Divina commedia: Parafrasi Inferno Vidi così adunarsi il bel gruppo guidato dal più eccelso dei poeti epici. Lo attraversammo come se fosse stato di terra solida. per il quale esso simboleggia gli ostacoli che si oppongono all'acquisto del sapere. non meno di quanto fosse conveniente parlarne nel luogo ove allora mi trovavo. etica.07 . figlio del Poeta. e Virgilio sorrise per questo segno di onore: e mi onorarono ancora di più. oppure le quattro virtù cardinali e le tre speculative (intelletto. ripensando alla vista dei quali sento ancora il mio animo esultare. protetto tutt’intorno da un leggiadro corso d’acqua.

ma il verso si arricchisce di risonanze segrete. Giulio Cesare in armi e con occhi sfavillanti come quelli di un uccello rapace. e di cui è già stata fatta menzione alla fine del canto primo (verso 107). re dei Rutuli. grandeggiano nei loro scritti. Marzia moglie di Catone Uticense. sultano d'Egitto dal 1174 al 1193. in disparte.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. In esso Salah-ed-Din. Camilla e l'eroina italica morta nella guerra che seguì all'insediamento dei Troiani nel Lazio. ma ancora quando divenga oggetto di quegli studi e di quella poesia: tale è infatti la giustificazione della presenza nel nobile castello di personaggi leggendari o politici come Ettore o Bruto)".). vidi il re Latino che sedeva accanto a sua figlia Lavinia. il maestro dei sapienti. Cornelia madre di Tiberio e Caio Gracco. Giulia fu figlia di Giulio Cesare e moglie di Pompeo. V. Accanto a lui sono i due eroi più valorosi dell'antica Troia. Il primo gruppo di " spiriti magni " è costituito in prevalenza da eroi e personaggi storici i cui nomi sono stati tramandati dai grandi scrittori dell'antichità. visto in un verso di straordinario rilievo come il prototipo del guerriero. Elettra fu progenitrice della stirpe troiana e quindi dei Romani. nel quadro di questa enumerazione.Divina commedia: Parafrasi Inferno Vidi Elettra con molti dei suoi discendenti. Marzia e Cornelia: e isolato. Tutti hanno gli occhi fissi su di lui.01. Giulio Cesare. proporzioni eroiche. dopo questo elenco di figure del periodo repubblicano. se ripensiamo all'isolamento in cui grandeggiano altre figure eroiche nella Commedia (come Farinata o Sordello). con Collatino. che. E' solo un accenno. Lucrezia. in http://xoomer. Il suo isolamento. Il primo personaggio storico dell'elenco è il creatore dell'impero romano.07 . dal lato opposto. Vidi Camilla e Pentesilea. Bruto fu il fondatore della Repubblica romana.virgilio. Vidi quel Bruto che cacciò Tarquinio. con un verso divenuto celebre non meno di quello che caratterizza Cesare. tutti gli rendono onore: tra gli altri vidi Socrate e Platone. e Lucrezia la donna per vendicare l'onore della quale Bruto. uccisosi in seguito alla sconfitta del partito pompeiano in Africa ad opera di Cesare. celebrato dagli scrittori del Medioevo come principe di grande liberalità e giustizia. Giulia. conferisce alla sua figura. seduto in mezzo ad altri filosofi. Pentesilea è la mitica regina delle Amazzoni uccisa da Achille. L'ammirazione che Dante prova per questi ultimi si estende a tutti i personaggi che. Osserva in proposito il Getto: "qui si afferma incondizionato il sentimento dell'aristocrazia della cultura e della nobiltà che all'uomo deriva dagli studi e dalla poesia (non solo quando attivamente li coltivi. La rassegna si conclude. dove Latino e sua figlia Lavinia (promessa a Turno. dopo aver scacciato l'ultimo re. capeggiò la rivolta contro i Tarquini. vidi Aristotile. per virtù di poesia. Dopo aver sollevato un poco gli occhi (il gruppo dei filosofi e degli scienziati si trova più in alto di quello degli uomini d’azione). appare solo e in disparte.htm (8 di 10)08/12/2005 9. dovuto al fatto che è di altra stirpe e di altra religione. Tarquinio il Superbo. fra i quali riconobbi Ettore ed Enea. 490 sgg. 12 ). " primo prencipe sommo (Convivio IV. questo matrimonio scatenò la guerra fra Troiani e Italici) sono personaggi di primo piano. sposò poi Enea. È ricordata nell'Eneide (1. vidi il Saladino.

C. Democrito. Empedocle. C. intendo dire Dioscoride.01.07 .it/brdeb/Dante/prosa/quartoi. Eraclito e Zenone. poiché la lunghezza dell’argomento (che devo trattare) mi sollecita a tal punto.) invece predicò il disprezzo dei beni materiali. Empedocle. e vidi Orfeo. autore di scritti di morale. Averroè. Tullio Cicerone e Lino e Seneca.virgilio. Euclide geometra e Tolomeo. Non posso riferire su tutti in modo esauriente. Diogene. morto nel 1198. Avicenna e Galeno. sostenne la teoria degli atomi che costituirebbero il mondo. Democrito. C. L'arabo Avicenna. fuori dell’aria immobile (del castello). nel campo dell'astronomia. Euclide (IV-III secolo a. il quale conobbe le opere del grande pensatore greco attraverso le traduzioni arabe e i commenti di Averroè. morto nel 1036. Ippocrate.htm (9 di 10)08/12/2005 9. che attribuisce al caso la formazione del mondo. Averroè. Tolomeo ( I-II secolo d. di Aristotile durante tutto il Medioevo. Orfeo e Lino sono mitiche figure di poeti greci Seneca è il famoso scrittore romano del I secolo d. La schiera dei sei poeti diminuisce dividendosi in due gruppi: la mia saggia guida mi conduce per un cammino diverso. sono a lui più vicini. nel campo della medicina. filosofo greco del V-IV secolo a. nell’aria tremante (per i sospiri delle anime). Di fama identica godettero. Diogene il Cinico (V-IV secolo a. e giungo in un punto dove.Divina commedia: Parafrasi Inferno posizione preminente rispetto agli altri. ) scrisse un trattato sulle qualità delle erbe.. C. Ippocrate e Galeno. C. Eraclito. Talete. fu considerato " il commentatore " per antonomasia. C. ). e vidi il sagace classificatore delle qualità (delle erbe).Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. non c’è traccia di luce. fu famoso per la sua scienza medica e filosofica. che spesso il mio racconto è insufficiente rispetto al grande numero di eventi da narrare. Zenone furono esponenti del pensiero filosofico presocratito. Anassagora e Talete. autore del grande commento.) fu ritenuto il più grande geometra dell'antichità. 2003 . Anassagora. anch'egli medico e filosofo. Dioscoride ( I secolo d.

htm (10 di 10)08/12/2005 9.07 .Divina commedia: Parafrasi Inferno http://xoomer.virgilio.01.it/brdeb/Dante/prosa/quartoi.

insensata messa in scena.virgilio. di elementi desunti dalla mitologia classica con elementi cristiani.. vede. occupato da Lucifero.Parafrasi INFERNO CANTO V Scesi dunque dal primo nel secondo cerchio. come l'unità della composizione impedisce di vedere una stonatura nei vestiti o negli sfondi architettonici moderni dei quadri sacri o classici del Rinascimento".. nella sua straordinaria concisione.. che contiene in sé meno spazio (essendo la sua circonferenza più piccola). le colpe (dei peccatori). come l'incalzante rapidità del giudizio di Minosse si concreti in una particolare struttura del verso ( il verbo in posizione privilegiata: stavvi. cignesi. vanno. aumenta la gravità dei peccati che in essi vengono puniti. giudica. http://xoomer. Il Momigliano ha visto. Il vero giudizio è già avvenuto in cielo. li giudica e li destina (ai rispettivi luoghi di punizione) a seconda del numero di volte che attorciglia (la coda intorno al proprio corpo). Minòs: mitico re di Creta. Ivi si trova Minosse in atteggiamento terrificante. Davanti a lui ve ne sono sempre in gran numero: le une dopo le altre si sottopongono ciascuna al suo giudizio. spasmodica.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . dicono). anche. una tragica grandiosità... che si ritrova in tutti i guardiani infernali. e quel giudice dei peccati comprende quale parte dell’inferno si addice ad essa. "una stupenda fusione di maestà e di grottesco". si confessano e ascoltano (la sentenza). una solidità di figurazione che "toglie ogni impressione anacronistica. Ma tutte queste osservazioni rischiano di essere inutili se non ci aiutano a cogliere il significato più profondo di queste terzine... A mano a mano che il loro diametro decresce. all’ingresso del cerchio. che nel sesto libro dell'Eneide (versi 432-433) giudica le anime dei trapassati. rilevando.. si avvolge con la coda tante volte per quanti cerchi infernali vuole che venga precipitata in basso. rivela tutto di sé. ma una pena tanto più crudele. nella contaminazione. Voglio dire che quando l’anima sciagurata si presenta al suo cospetto. La scena delle anime davanti a Minosse ha.htm (1 di 10)08/12/2005 9.. e poi vengono travolte nell’abisso. che spinge a lamentarsi . Da notare. e ringhia: valuta.01. tra l'altro. in questa figura di belva giudicante.. che è quello di una brutale.15 . L'inferno dantesco ha la forma di un imbuto: i cerchi sono tanto più stretti quanto più sono vicini al centro della terra. Qui non ne è possibile se non una sorta di grottesca contraffazione.it/brdeb/Dante/prosa/quintoi.

"considera attentamente il modo in cui stai per entrare (se hai cioè i meriti necessari per compiere incolume il viaggio nell’inferno) e colui in cui riponi la tua fiducia (Virgilio non è un’anima redenta): non lasciarti trarre in inganno dalla larghezza dell’ingresso!" E Virgilio di rimando: " Perché ti affatichi a gridare ? Non ostacolare il suo viaggio predestinato: si vuole così là dove si può fare tutto ciò che si vuole. da parte del Poeta.virgilio. cadono. qui prorompono in grida. che l'istinto esercita per essa sull'intelletto" ( Caretti ) .it/brdeb/Dante/prosa/quintoi. disse Minosse a me quando si accorse della mia presenza. in pianto unanime. Tale precisazione non è affatto superflua a questo punto del canto. Giunsi in un posto privo d’ogni chiarore. il peccato e l'eterno tormento della bufera. che rumoreggia come un mare in tempesta. Quando giungon davanti alla ruina: il termine ruina indica lo scoscendimento attraverso il quale le anime.15 . per la prima volta. Quando giungono davanti alla rupe franata. della sostanza violenta e sovvertitrice di quella passione. versi 95-96. bestemmiano qui la potenza di Dio.01. proprio attraverso questa inequivocabile denuncia. dell'arbitrio. interrompendo l’esercizio della sua così alta funzione. http://xoomer. trascina le anime con impeto travolgente: le tormenta facendole vorticare (in tutti i sensi) e facendole cozzare (fra loro ).Divina commedia: Parafrasi Inferno "O tu che giungi alla dimora del dolore". nel cerchio.htm (2 di 10)08/12/2005 9. sotto la furia di venti contrari. La tempesta di questo cerchio dell’inferno. precipitando dall'alto. cristianamente inammissibile. A questo punto cominciano a farsi sentire le voci del dolore. ossia lo stretto legame che allaccia tra loro indissolubilmente la passione carnale. Virgilio ripete a Minosse la formula già usata nel canto III. destinata a non avere mai tregua. in lamenti. è messo in luce. Compresi che a una siffatta pena sono condannati i lussuriosi. dal momento che "il nodo drammatico che dà vita a tutto l'episodio. dopo la sentenza di Minosse. ora sono arrivato là dove molti pianti colpiscono il mio udito. e non chiedere altro". che sottomettono la ragione alla passione. Il Poeta stesso ci avverte di aver intuito il significato che si adombra nel contrappasso della bufera.

agli occhi del Poeta. Il Sultano era. di cui le storie narrano che fu sposa di Nino. è citata da tutti gli storiografi medievali come esempio di assoluta immoralità. che si dispongono in gruppi ora diradati ora compatti. infatti.01. "Come nella prima similitudine. quelli " spirituali ". E come le ali portano nella stagione invernale gli stornelli. dovuti a semplice incontinenza. pur differendo l'una dall'altra per la funzione che esplicano. ira. C. gli stornai agli spiriti mali. emettendo gemiti. San Tommaso aveva dato a questa valutazione un fondamento teorico.virgilio. quando solcano l’aria in lunghe file. per cancellare la riprovazione in cui era incorsa. regina degli Assiri nel XIV o Xlll secolo a. cui succedette (sul trono): fu sovrana della regione che attualmente il sultano governa. nella loro scia. Anche nell'inferno dantesco i peccati "carnali". quanto piuttosto l'identico lamento. dovuti a consapevole malizia. che dichiarò. le anime portate dal turbine sopra menzionato: per questo dissi: " Chi sono mai. Semiramide.15 .." ( Caretti ) "La prima di quelle anime di cui tu mi chiedi notizia" mi rispose allora Virgilio. di là. Il Poeta scambia qui probabilmente la Babilonia assira con quella egiziana (l'attuale il Cairo ) . gli uni e gli altri. in schiera larga e piena. sovrano dell'Egitto. mai nessuna speranza. in rapporto alla loro gravità e al posto in cui sono puniti (i primi quattro cerchi dopo il limbo). avarizia.Divina commedia: Parafrasi Inferno Enno dannati i peeeator carnali: San Gregorio Magno aveva considerato i peccati "carnali" (lussuria. è loro di conforto. in basso. quegli spiriti che il vento buio in tal modo punisce? " La similitudine degli stornelli e quella delle gru hanno una singolare analogia d'impianto. non è tanto l'andare. http://xoomer. permesso ciò che a ciascuno piacesse.it/brdeb/Dante/prosa/quintoi. ma nemmeno di un castigo alleviato.htm (3 di 10)08/12/2005 9. Fu a tal punto dedita alla lussuria. non solo di una cessazione temporanea. così nella seconda l'elemento che accomuna le gru alle ombre non è tanto quel procedere nell'aria "faccenda di sì lunga riga ". che avvicina. gola. accidia) meno gravi di quelli "spirituali". precedono. maestro. quanto piuttosto il particolare modo con cui improvvisamente s'impennano nel volo. "regnò su molti popoli di lingua diversa. la stessa eco lacrimosa che uccelli e spiriti lasciano dietro di sé. l'elemento comune. così vidi avvicinarsi. E come le gru sono solite intonare i loro lamenti. ai tempi di Dante. E’ Semiramide. in alto. sotto le sue leggi. così da quel vento le anime perverse sono trascinate di qua.

Divina commedia: Parafrasi Inferno

L’altra è Didone, che si tolse la vita, per amore, e non rimase fedele al marito morto, Sicheo, e c’e anche la lussuriosa Cleopatra. Narra Virgilio nei quarto libro dell'Eneide che Didone, innamoratasi di Enea, infranse il giuramento di fedeltà fatto sulla tomba del marito, e che, in seguito all'abbandono da parte dell'eroe troiano, si uccise. Cleopatra, regina d'Egitto, riuscì a fare innamorare di se Giulio Cesare e, dopo la morte di questi, il tribuno Marco Antonio. Guarda Elena, a causa della quale trascorsero tanti anni luttuosi, e guarda il famoso Achille, che alla fine ebbe per avversario amore. Per Elena, moglie di Menelao, fuggita a Troia con Paride, si scatenò la guerra, durata dieci anni, tra Greci e Troiani. Secondo una leggenda, ella sarebbe stata uccisa da una donna, che, in tal modo, avrebbe inteso vendicare la morte del marito avvenuta in battaglia. Un'altra leggenda narra che Achille, preso da amore per Polissena, figlia di Priamo, re dei Troiani, e recatosi a celebrare le nozze con lei, fu ucciso in un'imboscata da Paride. Guarda Paride, Tristano "; e mi indicò più di mille anime, facendo i nomi di persone che amore strappò alla vita. Vedi Paris, Tristano: il rapitore di Elena morì per mano di Filottete, un guerriero greco; Tristano, cavaliere della Tavola Rotonda, innamoratosi di Isotta, moglie di suo zio Marco, re di Cornovaglia, fu da costui ucciso. La rassegna degli eroi morti per amore non rappresenta una digressione rispetto a quello che sarà il tema dominante dell'ultima parte del canto, anzi lo prepara e gli dà un naturalissimo avvio. Dopo aver ascoltato il mio maestro in quella lunga rassegna di donne ed eroi dell’antichità, fui colto da compassione, e fui sul punto di perdere i sensi. Pietà mi giunse: sul valore da attribuire a pietà (una delle due " parole-tema " dell'episodio che sta per cominciare; l'altra è amore) hanno scritto a lungo i critici. Per il Foscolo e il De Sanctis il termine sarebbe qui usato nella sua accezione più consueta. Esso designerebbe la "compassione" di Dante per i peccatori e quindi anche, implicitamente, la sua "comprensione" per le ragioni che li hanno indotti a peccare. Il Sapegno, in ciò più attento alla ispirazione etico-religiosa del poema, interpreta la pietà di Dante come "turbamento, che nasce dalla considerazione delle terribili conseguenze del peccato"; esso "non importa comunque mai da parte di Dante un atteggiamento di adesione e di compartecipazione e non attenua in nessun modo la recisa condanna morale". I dannati del secondo cerchio sono tutti, per usare un'espressione dello stesso Dante, gente di molto
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valore, anime nobili. E' questo un particolare che può aiutarci ad intendere, nella loro origine contraddittoria e sfumata, i motivi dello " smarrimento " del Poeta. Presi a dire: "Poeta, desidererei parlare con quei due che procedono uniti, e che sembrano opporre così debole resistenza al vento". Quei due che 'nsieme vanno: sono Francesca, figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, e Paolo Malatesta. Poco dopo il 1275 Francesca sposò, con un matrimonio dettato da ragioni soltanto politiche, Gianciotto Malatesta, signore di Rimini e uomo rozzo e deforme. Si innamorò poi del giovane e avvenente Paolo, fratello del marito, e ne fu ricambiata. Allorché Gianciotto li sorprese, li uccise entrambi. L'eco della tragedia, avvenuta fra il 1283 e il 1285, doveva essere ancora viva quando Dante fu generosamente accolto a Ravenna, negli ultimi anni della sua vita, da Guido Novello, nipote di Guido il Vecchio da Polenta. E paion sì al vento esser leggieri: sul significato da attribuire alla minor resistenza che Paolo e Francesca oppongono alla bufera infernale, i pareri sono discordi. Alcuni vedono in questo particolare un alleggerimento della pena, altri un aggravamento di essa, perché i due sarebbero con più violenza trascinati dal turbine. Il quesito è di quelli che rischiano di rimanere insoluti. Ma se, anziché considerare in astratto il castigo dei due cognati, volgiamo la nostra attenzione ai modi in cui il Poeta ce lo rappresenta, a quella "leggerezza di toni e poi di sentimenti, un poco stilizzata com'è della poesia giovanile di Dante e del suo stilnovismo" (Gallardo), allora le interpretazioni "romantiche" (alleggerimento della pena) sembrano più legittime di quelle strettamente "dottrinali". E Virgilio: " Farai attenzione al momento in cui ci saranno più vicini; e tu allora pregali in nome di quell’amore che li conduce, ed essi verranno. Non appena il vento li volse verso di noi, dissi: "O anime tormentate, venite a parlarci, se qualcuno (Dio) non lo vieta ! " Come le colombe, ubbidendo all’impulso amoroso, si dirigono nel cielo verso l’amato nido, planando con le ali spiegate e immobili, portate dal desiderio, così esse uscirono dalla schiera delle anime di cui fa parte anche Didone, venendo verso noi attraverso l’aria infernale, tanto efficace era stata la mia ardente preghiera. Quali colombe, dal disio chiamate: la similitudine ne ricorda due di Virgilio (Eneide canto V, versi 213217; canto VI, versi 190-192), ma mentre nel poeta latino le colombe non sono che "graziose colombe", qui esse paiono invece " animate da una volontà quasi umana"( Parodi ).
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"O uomo cortese e benevolo che attraverso l’aria buia vieni a trovare noi che (morendo) macchiammo il mondo col nostro sangue. se il re del creato ci fosse amico, noi lo pregheremmo di darti serenità, dal momento che provi compassione per il nostro atroce tormento. Sulle prime parole di Francesca, cosi gentili e accorate, scrive il Momigliano, " pesa stancamente tutto il dolore di quella tragedia" e aggiunge che il verso 90 "solleva questo che fu, a quei tempi, un fatto di cronaca, all'altezza d'un esemplare eterno di sciagura". La "preghiera condizionata" (De Sanctis) dei versi 91-93, in cui alla delicatezza dell'espressione Francesca indissolubilmente unisce la consapevolezza di essere esclusa da ogni forma di speranza (Dio, rifugio e sostegno per chi soffre, non dà ascolto ai reprobi), ha ispirato una delle più belle pagine del saggio dedicato a questo episodio dal Parodi: "Francesca, laggiù nell'inferno, dove la preghiera è vana e si tramuta in bestemmia, ad un tratto, alla voce di questo vivo che ha compassione del suo affanno, ripensa alle preghiere di quando era buona e pia, e si duole di non potergli con esse impetrare da Dio, che cosa? - quello che a lei è negato per sempre e che implora con disperato lamento, la pace! Ma che sa ella se Dante abbia bisogno di pace? Eppure, mentre l'anima di lei è sconvolta da una bufera più violenta di quella che le rugge d'intorno, come potrebbero gli uomini tutti e le fiere e tutta intera la natura non struggersi della medesima angoscia?" Ascolteremo e vi diremo quelle cose che vorrete dire e ascoltare, per tutto il tempo che la bufera, come fa (adesso), attenuerà la sua violenza, La città dove nacqui si stende sul litorale verso il quale discende il Po per trovare, coi suoi affluenti, quiete. Nota il De Sanctis, a proposito del modo in cui Francesca sa animare della sua rassegnata e dolente femminilità anche i particolari di minor rilievo (come potrebbe essere, se la volgessimo nel linguaggio utilitario da noi usato quotidianamente, la precisazione topografica di questi versi), che ella "anche dicendo cose indifferenti, ci mette non so che [di] molle e soave, che rivela animo nobile e delicato". Il Parodi precisa il senso dell'immagine: "Anche il Po, che discende alla marina di Ravenna, e i "suoi seguaci", i fiumi che vanno con lui, pare a Francesca che anelino al momento d'aver pace, di scomparire, di dimenticarsi nel mare". Amore, che rapidamente fa presa su un cuore nobile, si impadronì di Paolo per la mia bellezza fisica, bellezza di cui fui privata (quando venni uccisa); e l’intensità di questo amore fu tale, che ancora ne sono sopraffatta.
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Amore, che non permette che chi è amato non ami a sua volta, mi sospinse con tanta forza a innamorarmi della bellezza di Paolo, che, come ben puoi vedere (dal fatto che siamo uniti), ancora mi lega a lui. Amore ci portò a morire insieme: colui che ci ha tolto la vita è atteso nel cerchio dei traditori (la Caina è la zona del nono cerchio destinata ai traditori dei parenti)." Queste parole ci vennero rivolte da loro. Nella prima parte del discorso di Francesca a Dante non c'è neppure un accenno alla sua personale vicenda: protagonisti del dramma non furono due fragili esseri in preda alla passione, ma questa passione stessa, che li soggiogò fino al punto di privarli di ogni difesa, di ogni capacità di reagire. Osserva il Sapegno che Francesca si sforza di spiegare e giustificare la sua colpa, "sottraendo l'impulso primo del peccato ad una precisa responsabilità individuale, per trasferirlo sul piano di una forza trascendente e irresistibile: Amore". E' strano che il Momigliano abbia tacciato queste parole di eccessiva enfasi, mentre il Vossler si è, al contrario, meravigliato che una donna possa esprimere la propria passione in cadenze così nette e decise, oltre che in accenni di indubbia crudezza. In realtà questa prima parte del discorso di Francesca ha una funzione essenziale nell'episodio: sia perché in essa le illusioni del tempo felice, in cui la vita pareva destinata a scorrere come "letteratura", non meno raffinata che ignara delle esigenze del dovere, sono messe continuamente a raffronto con la realtà che da esse è scaturita, sia perché è proprio questa apologia di Amore che pone Dante di fronte alla necessità di valutare, sul piano delle loro conseguenze, le teorie di cui si era fatto in gioventù il propugnatore. Udite quelle anime travagliate, abbassai io sguardo, e lo tenni abbassato tanto a lungo, che alla fine Virgilio mi chiese: "A cosa pensi? " Quando risposi, cominciai: "Ohimè, quanti teneri pensieri, quanto reciproco desiderio condusse costoro a peccare (al doloroso passo)! " Al doloroso passo: "al passo dall'amore onesto al disonesto, e dalla fama all'infamia, e dalla vita alla morte" (Buti). La risposta di Dante è come il proseguimento della sua assorta meditazione e sembra essere rivolta non tanto a Virgilio quanto a se stesso. "Gli occupa l'anima uno sgomento attonito per il mistero della vita morale degli uomini, liberi di giudizio e di volontà, eppur destinati nell'arcano consiglio della Provvidenza, altri alle vittorie della volontà buona, altri alle disfatte della ragione consigliera impotente, altri alla redenzione del pentimento e altri alle cadute irreparabili. Il senso del mistero tanto più acuto e tormentoso si accoglie nel poeta credente, quanto più viva e la pietà per ciò che al corto vedere umano sembra ineluttabile. " (Rossi-Frascino) Nel canto quinto Dante entra, per cosi dire, in uno stato di crisi, di perplessità, di lotta con se stesso.
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Divina commedia: Parafrasi Inferno

Completo, incontrastato era stato il suo disprezzo per gli ignavi, altrettanto netta la sua simpatia per i grandi spiriti del limbo. Ma la colpa dei due cognati non era di quelle che ripugnavano al suo senso dei valori. Tutta una lunga tradizione (la Cavalleria, i trovatori, la poesia dotta siciliana fiorita alla corte di Palermo sotto gli Svevi) aveva idealizzato l'amore. Dante medesimo aveva fatto parte della scuola poetica del dolce stil novo, per la quale la donna amata era un riflesso in terra della perfezione divina e un mezzo per ascendere al Bene Supremo, a Dio. Le tre terzine in cui Francesca proclama la ineluttabile forza di Amore, riecheggiano, nel pensiero e nello stile, i principii di questa scuola poetica. Ma qui, nell'episodio di Paolo e Francesca, il cor gentil e la donna angelicata da strumenti di elevazione si convertono in strumenti di peccato. Scrive il Croce: "I due non sono aiutati a resistere, ma anzi preparati a cedere, dal cor gentile, dai dolci pensieri, dai dolci sospiri, dalle sentenze della dottrina d'amore, ch'a nullo amato amar perdona; da tutto l'idealizzamento che dell'amore avevano fatto la poesia occitanica e quella dello stil novo, e dai ricordi e dall'esempio degli appassionati e nobili eroi ed eroine dei romanzi. E' questa l'insidia che li porta all'orto del baratro e ve li spinge dentro". Poi, rivolto a loro, parlai, e dissi: "Francesca, le tue sofferenze mi rendono triste e pietoso fino alle lagrime. Però dimmi: quando la vostra passione si manifestava soltanto attraverso dolci sospiri, con quale indizio e in che modo Amore permise che l’uno conoscesse i sentimenti dell’altra, fino allora incerti d’essere corrisposti ? " Non è oziosa curiosità quella che ha spinto Dante a formulare questa domanda. Egli vuole chiarire, a sé e agli altri, il rapporto che corre tra nobiltà d'animo, delicatezza di sentimenti e peccato. L'uomo nuovo, da poco ridestatosi in lui, si erge a giudice dei giovanili entusiasmi che lo avevano portato ad identificare bellezza e bontà, finezza di animo e di modi e vita morale. E Francesca "Nulla addolora maggiormente che ripensare ai momenti di gioia quando si è nel dolore; e di ciò è consapevole il tuo maestro. Ma se un così affettuoso interesse ti spinge a interrogarmi sul modo in cui si manifestò per la prima volta il nostro amore, farò come chi parla tra le lagrime. Tu hai cotanto affetto: il De Sanctis rileva come qui la parola affetto non possa essere interpretata soltanto come sinonimo di "desiderio", secondo una spiegazione scolasticamente insensibile ai valori della poesia: "Quando Francesca, sforzando la grammatica, dice affetto, non è già il desiderio che Dante abbia di conoscere la sua storia che le si presenta immediatamente innanzi, ma l'affetto col quale esprime il suo desiderio... "

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Noi leggevamo un giorno, per svago, la storia di Lancillotto e dell’amore che s’impadronì di lui: eravamo soli e non avevamo nulla da temere. Lancillotto del Lago è l'eroe di uno dei più celebri romanzi francesi del ciclo brettone, che Dante ben conosceva. Nel romanzo si raccontano non solo le imprese militari di Lancillotto, ma anche il suo amore per Ginevra, moglie di re Artù. Soli eravamo e sanza alcun sospetto: osserva il De Sanctis: "Chi mai fa quest'osservazione se non l'amore colpevole? Leggono una storia d'amore e non osano di guardarsi e temono che i loro sguardi tradiscano quello che l'uno sa dell'altro e l'uno nasconde all'altro; e quando in alcuni punti della lettura veggono un'allusione al loro stato... gli occhi immemori s'incontrano, né già osano di sostenerli e li riabbassano, e la coscienza di essersi traditi e il fremito della carne si rivela nel volto che si scolara". Più volte quella lettura fece incontrare i nostri sguardi, e ci fece impallidire; ma solo un passo ebbe ragione di ogni nostra resistenza. Quando leggemmo come la bocca desiderata ( di Ginevra ) fu baciata da un così nobile innamorato, Paolo, che mai sarà separato da me, mi baciò, trepidante, la bocca. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno non proseguimmo oltre nella sua lettura". Nel romanzo brettone il siniscalco Galehaut esorta i due innamorati a rivelarsi il loro amore, spingendo Ginevra a baciare Lancillotto. Il libro, dunque, svolge per Paolo e Francesca il ruolo che nella vicenda narrata è assegnato a Galehaut. Che mai da me non fia diviso: sempre il De Sanctis ha saputo stupendamente cogliere il senso disperato di questo inciso in tutta la sua tragica bellezza: "tra l'amante e il peccato si gitta in mezzo l'inferno, e il tempo felice si congiunge con la miseria, e quel momento d'oblio,` il peccato, non si cancella più, diviene l'eternità". Mentre una delle due anime diceva queste cose, l’altra (Paolo) piangeva, così che per la compassione perdetti i sensi non altrimenti che per morte: e caddi come cade un corpo inanimato.
2003 - Luigi De Bellis

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it/brdeb/Dante/prosa/quintoi.15 .Divina commedia: Parafrasi Inferno http://xoomer.01.htm (10 di 10)08/12/2005 9.virgilio.

graffia le anime dei peccatori. agl'ingordi gustatori d'ogni più raffinata squisitezza di cibi e di bevande" (Del Lungo)..i golosi . attraverso tre gole. secondo gli antichi commentatori. mai non cambia il suo ritmo ne la materia di cui è fatta.htm (1 di 7)08/12/2005 9. belva crudele e mostruosa.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . come Caronte e Minosse.it/brdeb/Dante/prosa/sestoi. vedo intorno a me nuove pene e nuovi puniti. la terra che accoglie tutto questo emana un fetido odore. le scuoia e le squarta. quasi fetente reciticcio di crapula.virgilio. dovunque io vada. latra. Grossi chicchi di grandine. che era rimasta in me offuscata alla vista del pianto doloroso di Paolo e Francesca. acqua sudicia e neve cadono con violenza attraverso l’aria buia. Cerbero. il ventre largo l'insaziabilità.. gli occhi. a modo di cane. per la tristezza. il ventre capace. il cerchio della pioggia destinata a non aver termine. Tuttavia.22 . la barba unta e nera. La monotona insistenza della piova etterna sembra ripercuotersi anche nella struttura sintattica e nel ritmo dei primi versi del canto. completamente sconvolto. incombendo sulle turbe che in quest’acqua impura sono immerse. Ha gli occhi iniettati di sangue. è figura desunta dalla mitologia classica. nell'Inferno esso http://xoomer. La legge del contrappasso ha qui. gelida e pesante.01. Sul piano allegorico. ognuna ostinatamente ribadisce l'incubo paralizzante del tetro paesaggio infernale. Anche Cerbero. pianto che mi aveva. Da terzina a terzina non c'è quasi svolgimento: ognuna appare come chiusa in sé. la barba unta la ributtante ingordigia. per i dannati del terzo cerchio .Parafrasi INFERNO CANTO VI Quando riprendo la conoscenza. e le mani munite di artigli. Mi trovo nel terzo cerchio. o volga lo sguardo.un'applicazione evidente: "Questa sozzura ("fastidio" dice uno degli antichi commentatori) in forma di pioggia è appropriato castigo. le unghiate mani l'indole rapace. o mi rigiri. vermigli stanno a significare l'avidità rabbiosa. mentre in Virgilio e in Ovidio il cane dal trifauce latrato è posto a guardia del regno dei morti. tormentatrice.

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assolve la funzione di tormentatore dei dannati del terzo cerchio. Il Cerbero dantesco appare, inoltre, in confronto a quello degli antichi, assai più complesso e inquietante, sia per l'intrecciarsi in lui degli elementi ferini e umani ( rappresentati questi ultimi dalla barba, dalle mani, dalle facce) sia per la vitalità che si sprigiona da ogni suo atto: "vitalità immediata o animale", annota il Croce, tutta tesa a soddisfare il più elementare degli impulsi: la fame. E' "il laceratore - scrive il Del Lungo - il consumatore, a graffi a morsi a bocconi, dei già divoratori brutali e sfrenati, ora in ben altra condizione che di gozzoviglia, e fra ben altro tumulto che quello sconciamente giocondo dell'orgia". La pioggia li spinge a lamentarsi in modo disumano: con uno dei fianchi proteggono l’altro; gli infelici peccatori continuano a rivoltarsi (cercando inutilmente di sottrarsi al tormento). Volgonsi spesso i miseri profani: il termine profani può suggerire genericamente l'empietà di chi pecca, o anche riferirsi in senso più specifico ai golosi: "profani", in quanto adoratori del ventre, "perché il loro dio è il ventre", come dice San Paolo (Epistola ai Filippesi III, 19). Quando Cerbero, l’orribile mostro, ci vide, spalancò le bocche e ci mostrò i denti; un fremito di rabbia lo agitava tutto. Non avea membro che tenesse fermo: questo verso condensa come in una definizione quanto c'è di parossistico e inane nel furore di questo, non meno che degli altri mostri infernali, alla vista di Dante. Virgilio tese le mani aperte, afferrò della terra, e, riempitosene i pugni, la gettò nelle tre bramose gole. Virgilio ripete il gesto della Sibilla di fronte a Cerbero (Eneide V, I, 419-421). Come quello del cane che, abbaiando, manifesta il suo desiderio, e si calma solo dopo aver addentato il cibo, poiché è tutto intento nello sforzo di divorarlo, tale divenne il sozzo aspetto del triplice volto del diavolo Cerbero, che (coi suoi latrati) stordisce i peccatori a tal punto, da far loro desiderare la sordità. (Camminando) calpestavamo le ombre che la pioggia fastidiosa prostra, e mettevamo le piante dei nostri piedi sulla loro inconsistenza materiale, che ha l’apparenza di un corpo umano. Dopo la mossa e vibrante raffigurazione di Cerbero questa terzina ci ripropone il tema, improntato a pesante tristezza, dell'uggioso paesaggio infernale. Qui la tristezza è accresciuta dal fatto che i due poeti sono costretti, per poter procedere nel loro cammino, a calpestare le ombre dei golosi; la perifrasi sopra lor ` vanità che par persona, dandoci quasi la trascrizione in chiave morale dell'inconsistenza di questi
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spettri, conferisce allo stato d'animo di Dante una straordinaria profondità di risonanze. Erano tutte distese per terra, ad eccezione di una che si levò a sedere, non appena ci vide passarle davanti. Bene osserva il Del Lungo come la terzina precedente prepari, insieme al primo verso di questa, la subitanea apparizione dell'ombra che rivolgerà la parola a Dante: "quella serie d'imperfetti passavam, ponevam, giacean, inchiude e quasi strascica qualche cosa come di preparazione e d'attesa di novità, la quale, poi, al verso fuor chiana ch'a seder si levò, scatta baldanzosa di suoni, di sintassi, d'imagine, che secondano mirabilmente l'atto dell'ignoto dannato". L'ombra che si leva a sedere al passaggio dei due poeti è quella di Ciacco, un fiorentino in cui qualcuno ha voluto ravvisare il poeta Ciacco dell'Anguillaia. Secondo altri, Ciacco (nel significato di " porco ") sarebbe soltanto un soprannome dato a questo goloso. Di questo fiorentino ci ha lasciato un vivo ritratto il Boccaccio "Era morditore di parole, e le sue usanze erano sempre co' gentili uomini e ricchi, e massimamente con quelli che splendidamente e delicatamente mangiavano e beveano, da' quali, se chiamato era a mangiare, v'andava e similmente, se invitato non era, esso medesimo s'invitava". "O tu che sei condotto per questo inferno", parlò, "vedi se sei in grado di riconoscermi: tu nascesti prima che io morissi." Ciacco, dolorosamente consapevole di essere sfigurato nei suoi lineamenti dal dolore che lo tormenta, propone a Dante l'enigma della sua identità: riconoscimi, se sai "E, per dire che Dante è nato prima ch'egli morisse, usa un apparente bisticcio, che serve invece a porre più forte la tremenda antitesi, anche verbale, di due decisivi momenti della vita umana, il " farsi " e il " disfarsi " la nascita e la morte; dalla quale - e ne risalta la potenza distruttrice - fu disfatto." (Grabher) L'alterarsi delle fattezze umane nei dannati è uno dei motivi sui quali la fantasia del Poeta torna con maggior insistenza e con effetti di notevole efficacia sul piano della poesia, quasi a ribadire il carattere di semplice apparenza che il nostro corpo riveste, agli occhi di Dio, di contro alla indistruttibile sostanza che è l'anima. E io: "La pena che ti tormenta forse ti allontana dalla mia memoria, così che mi sembra di non averti mai veduto. Ma dimmi chi sei, anima collocata in un posto così doloroso ed assegnata ad un tale tormento, che, se pur ve ne sono di più grandi, nessuno è altrettanto fastidioso". Ed egli "Firenze, che a tal punto è colma di odio da non poterne più contenere, mi ebbe fra i suoi abitanti quando vivevo sulla terra.
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Il piacevole motteggiatore di un tempo è qui serio, pensoso, amaro: quanta malinconia in quell'attributo serena, che qualifica la vita sulla terra idealmente contrapponendola alla dura condizione dei dannati! La morte conferisce, nel poema di Dante, un tragico rilievo anche a figure che, considerate in se stesse, non avrebbero nessuna delle qualità che caratterizzano l'eroe tragico. Voi concittadini mi chiamaste Ciacco: per il peccato rovinoso della gola, come vedi, mi struggo sotto la pioggia. Né io (qui) sono il solo spirito infelice, poiché tutti questi altri sono soggetti ai medesimi tormenti per la medesima colpa". E più non pronunciò parola. Gli risposi: "Ciacco, il tuo dolore mi affligge tanto, da indurmi a piangere; ma dimmi, se lo sai, a quali estremi si ridurranno gli abitanti della città divisa in fazioni; se in essa si trova qualcuno che sia giusto; e dimmi anche il motivo per cui tanta discordia ha cominciato a travagliarla". Le parole riguardose con cui il Poeta manifesta a Ciacco la sua simpatia riecheggiano quelle indirizzate a Francesca. Dante è benevolo con coloro che hanno peccato per incontinenza. Assai più aspra sarà la sua reazione alla vista delle pene che tormentano i peccatori che hanno fatto il male per fredda malizia. Ed egli: "Dopo una lunga contesa si arriverà a un fatto di sangue, e il partito degli uomini del contado (la parte selvaggia: quella dei Cerchi, i Bianchi) manderà in esilio gli esponenti del partito avversario (quello dei Donati, i Neri) danneggiandoli gravemente. In seguito è destino che il partito dei Bianchi soccomba prima che siano trascorsi tre anni, e che il partito dei Neri abbia il sopravvento con l’aiuto di qualcuno che attualmente si barcamena (fra le due opposte fazioni). Le due fazioni, in cui si era divisa la guelfa Firenze sul finire del XIII secolo, erano capeggiate dalla famiglia dei Cerchi e da quella dei Donati. Un primo scontro fra cerchieschi e donateschi, soprannominati in seguito rispettivamente Bianchi e Neri, si ebbe nel 1300 in occasione delle feste di Calendimaggio. Le due parti vennero al sangue, come dice Dante, e ci furono alcuni feriti. Per ristabilire l'ordine i Priori, tra i quali era anche Dante ne esiliarono gli esponenti più in vista, che però riuscirono ben presto a tornare in Firenze. Un anno dopo lo scontro di Calendimaggio, nel giugno 1301, i Bianchi (la parte selvaggia) espulsero dalla città i capi di parte nera, per esserne a loro volta cacciati, al rientro in Firenze di questi, nel 1302 (infra tre soli: cioè prima di tre rivoluzioni solari a partire dal 1300, data dell'immaginario viaggio di Dante nell'oltretomba ) . La riscossa del partito dei Donati avvenne con
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l'appoggio di Bonifacio VIII (con la forza di tal che testé piaggia). Questo papa, che in un primo tempo pareva deciso a mantenere un atteggiamento neutrale fra le due fazioni in lotta per il predominio in Firenze, optò alla fine per i Neri, che si mostravano propensi ad accettare le sue richieste. Il partito dei Neri spadroneggerà a lungo. tenendo sottomessa la fazione avversa con provvedimenti iniqui, per quanto questa si lamenti e si sdegni. I cittadini giusti sono due, ma nessuno dà loro ascolto: la superbia, l’invidia e la brama di guadagni sono le tre scintille che hanno appiccato il fuoco agli animi (aizzando i Fiorentini gli uni contro gli altri)". Giusti son due: già i primi commentatori mostrano di non sapere a quali personaggi della vita pubblica fiorentina Dante intendesse fare riferimento con questa espressione. Ma può anche darsi come sostiene il Del Lungo - che il Poeta abbia solamente inteso "senza allusioni personali, significare che in si grande cittadinanza il numero dei giusti era piccolissimo, e quasi nullo; e quei pochissimi, non ascoltati". A questo punto pose termine al suo discorso doloroso; e io: "Vorrei avere da te ancora altri schiarimenti, e vorrei che tu mi facessi la grazia di continuare a parlare. Farinata e Tegghiaio, che furono così degni di onore, Jacopo Rusticucci, Arrigo e Mosca e gli altri cittadini che si adoperarono per il bene di Firenze, dimmi dove si trovano e fa in modo che io apprenda qualcosa di loro; perché grande è il desiderio che ho di sapere se il paradiso dà loro dolcezza, o l’inferno li amareggia". Dante chiede al suo concittadino notizie di alcuni uomini politici del tempo passato. Di questi, troveremo Farinata degli Uberti, capo ghibellino e vincitore dei Guelfi a Montaperti, tra gli eretici; Tegghiaio Aldobrandi degli Adimari e Jacopo Rusticucci, guelfi entrambi, tra i violenti contro natura; Mosca dei Lamberti, considerato il primo responsabile del divampare in Firenze delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, fra i seminatori di discordia. Arrigo sarebbe un membro della famiglia dei Fifanti, il quale partecipò nel 1215 alla uccisione di Buondelmonte: da questo delitto gli storici del tempo fecero dipendere la divisione dei Fiorentini in Guelfi e Ghibellini. Non e più menzionato nel poema. E Ciacco: "Si trovano tra i dannati più colpevoli: peccati diversi (da quello punito in questo cerchio) pesano su di loro in modo da tenerli nella parte bassa dell’inferno: se scenderai fin laggiù, potrai vederli. Ma quando sarai tornato tra i vivi, ti prego di richiamare il mio nome alla loro memoria: più non parlerò né ti risponderò". Il ricordo accorato della vita serena, con cui già si era iniziato il discorso di Ciacco, colora di mestizia
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anche il commiato di quest'ombra da Dante "e s'accompagna a un disperato bisogno, così vivo nei dannati: quello di essere ancora avvinti a questo mondo delle loro passioni e del loro peccato che vivrà sempre in essi; e ciò mediante l'unica illusoria forma di sopravvivenza che salvi di loro qualche cosa: la fama presso le creature della terra" (Grabher). Allora stravolse gli occhi che fino allora avevano guardato diritti davanti a se; per un attimo ancora mi guardò, e poi abbassò la testa: piombò giù con essa allo stesso livello degli altri dannati (ciechi: in quanto privi della luce dell’intelletto). Cadde con essa a par delli altri ciechi: il termine "ciechi" ha qui un significato morale, e in questa accezione ricorre nel linguaggio dei mistici. Il Del Lungo cita, a questo proposito, il passo di un dottore della Chiesa: ""il non vedere" è, in questa vita mondana, la pena inavvertita dei peccatori; il "non poter vedere", cioè la cecità, è, nell'altro mondo, la pena sentita dai dannati". Tuttavia l'espressione ciechi, in questo quadro che - come ha notato il Momigliano - "ha del macabro, quasi come una scena di decapitazione, si colora, per suggestione della rima, anche di "un sinistro riflesso pittorico singolarmente armonizzato con li diritti occhi torse allora in biechi". Sempre del Momigliano è l'osservazione che questa terzina suggerisce "il primo esempio di uno dei motivi poetici più frequenti del poema: la rappresentazione della figura e della fisionomia dei dannati, stravolta dal tormento e oscurata dalla depravazione: la pittura di un'umanità imbestiata in cui la bestialità rende più miserando quel tanto di umano che ciascuno dei dannati conserva, e l'umanità fa sembrare più ripugnante quel tanto di bestiale che ciascuno dei dannati ha portato con sé dalla mala vita della terra e acquistato nella proterva o disperata sopportazione della pena". E Virgilio mi disse: "Più non si alzerà prima del suono delle trombe degli angeli, quando verrà il giudice nemico del reprobi (Cristo): ogni dannato rivedrà ( allora ) il suo triste sepolcro, assumerà nuovamente il corpo e l’aspetto che aveva da vivo, ascolterà la sentenza che deciderà la sua sorte per l’eternità". Più non si desta: nota il Del Lungo che questo presente storico "dice un futuro che si distende per secoli". La solennità di questa rappresentazione del Giudizio Universale non trova riscontro che in alcuni dei più grandi capolavori delle arti figurative. Cosi, razionando un poco intorno alla vita d’oltretomba, camminammo lentamente attraverso l’immondo miscuglio fatto di ombre di peccatori e di acqua;
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e pertanto mi rivolsi a Virgilio: " Maestro, queste pene aumenteranno o diminuiranno d’intensità dopo Il Giudizio Universale, o saranno dolorose come adesso? " E Virgilio: "Ripensa alla tua dottrina, secondo la quale, quanto più una cosa è perfetta, tanto più intensamente sente il piacere non meno del dolore. Benché i dannati non possano mai conseguire la vera perfezione (che si ha solo quando l’uomo e vicino a Dio), attendono di essere perfetti dopo il Giudizio più che non prima". Il pensiero aristotelico-tomista, accettato da Dante, afferma che nella misura in cui una realtà è perfetta essa avverte con maggiore intensità la gioia o il dolore. Ora la vera perfezion dell'uomo, secondo la definizione della Scolastica, è nell'unione dell'anima e del corpo, che, scissa con la morte, si ricostituirà solo nel giorno del Giudizio Universale. Percorremmo il cerchio secondo la sua circonferenza, discorrendo assai di più di quanto io non abbia qui riferito; giungemmo nel punto ove da questo cerchio si scende nel successivo: ivi ci imbattemmo in Pluto, l’orribile diavolo. Pluto: è il diavolo posto a guardia del cerchio degli avari e dei prodighi. Nella mitologia greca Pluto, figlio di Iasone e di Demetra, era considerato dio della ricchezza.
2003 - Luigi De Bellis

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incomprensibile per noi.htm (1 di 8)08/12/2005 9. rivolto verso quel tumido volto. Scrive lo Scoto che. Non senza motivo è la nostra andata nella voragine infernale: così si vuole nel cielo. Dio! " oppure: " O Satana. per cui starebbe ad indicare la schiera degli angeli ribelli a Dio.virgilio. maledetto demonio: struggiti internamente per la rabbia. oppure. Quindi. il che non può dirsi certo sia avvenuto nel caso della ribellione degli angeli: il loro desiderio di una maggiore beatitudine si opponeva infatti ai voleri di Dio. disse: "Taci. papé Satàn aleppe!" prese a gridare Pluto con voce rauca. Per alcuni esso non avrebbe alcun significato riferibile ad una lingua umana. le parole poste in bocca a Pluto sarebbero un esempio del linguaggio dei diavoli.57 . per quanto egli sia potente. violenza dovuta a desiderio smodato. ritiene che esse vogliano essere un segno dell'imbecillità a cui riduce l'avidità della ricchezza". ahimè!" Infatti papae in latino è una interiezione di meraviglia e aleph è la prima lettera dell'alfabeto ebraico. se non addirittura suono privo di qualsiasi significato. per quanto la lussuria propriamente detta riguardi soltanto gli atti carnali. là dove l’arcangelo Michele punì l’orgogliosa ribellione (di Lucifero e dei suoi seguaci)". che può essere quindi letta come se volesse dire " primo principio" ( e quindi Dio). Giova qui ricordare che nelle pagine di un teologo del Medioevo. che esse significhino qualcosa come: "O Satana. come una interiezione di dolore. http://xoomer. espressione di una mente confusa e abbrutita. tuttavia. o Satana. papé Satàn aleppe: discordi sono le interpretazioni che i commentatori hanno dato a questo verso. in quanto piacevole. Fe' la vendetta del superbo strepo: più che derivare dal latino medievale stropas (gregge).Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . E' più probabile. Il Momigliano. O Satana. Papé Satàn. il peccato degli angeli che si ribellarono a Dio e definito "lussuria". "tuttavia ogni brama smodata di qualcosa' di piacevole. per rincuorarmi così mi parlò: "Il tuo spavento non ti arrechi danno. con riferimento alle Lamentazioni attribuite a Geremia che si aprono appunto con questa parola. può essere chiamata lussuria".01. strupo sembra essere metatesi di "stupro". dalla sconfinata dottrina. non ci impedirà di scendere (dal terzo al quarto cerchio) per questo dirupo. ad esempio. infatti.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. a meno che oggetto della brama non sia il bene. e quel nobile saggio (Virgilio).Parafrasi INFERNO CANTO VII "Papé Satàn. Scoto Eriugena.

Ahimè. vaste chiazze brulicanti e semoventi. sul piano morale.di avvolgere la coda. quanti io ne vidi? e perché l’umana colpa a tal punto ci strazia ? Come (nello stretto di Messina) presso Cariddi le onde (del mar Ionio) si infrangono cozzando contro quelle del mar Tirreno.htm (2 di 8)08/12/2005 9. un altro acuto lettore del settimo canto. di gigantesco.. Queste... Il carattere rissoso del traghettatore dell'Acheronte è già tutto contenuto in una determinazione come quella degli occhi di bragie. a proposito di Pluto: "Enfiata labbia suggerisce. se l’albero della nave si spezza. percorrendo un altro tratto della china dolorosa che contiene tutto il male dell’universo. ma anche meccanico ed insensato. La figura di Pluto suscita in chi legge l'impressione di una massa enorme e amorfa e. Scendemmo in tal modo nella quarta fossa.. si.01. l'imagine di un gran faccione. come avviene per Caronte. per significare un giudizio dettato dalla più pura razionalità. bestemmiatore. di masse informi: anonime superfici in movimento che si infrangono reciprocamente l'una contro l'altra. che Dante con essa ci suggerisce non già un "urto di persone. la figurazione è risolta in movimento ritmico. il Vallone. arnesi di idiota materia.. Scrive il Torraca. Scrive il Marti. di superfici e di colore" http://xoomer." Per quanto riguarda il significato morale di questa inaspettata similitudine. di individui. così piombò a terra il mostro malvagio. mentre l'enigmatico conoscitor delle peccata del secondo cerchio resta indissolubilmente legato nella nostra memoria .57 . almeno... ma urto di gente. le potenze del male soggiaciono di fronte all'affermarsi della razionalità chiarificatrice ( Virgilio ): "Forse il destino dei diavoli è più inesorabilmente crudele di quello delle anime malvagie che essi custodiscono.. Nessuno stacco fra le anime e i massi che esse voltano.virgilio. a proposito di questa grandiosa similitudine. Essa non ci viene infatti presentata dal Poeta attraverso questo o quel particolare del suo aspetto esteriore. contro un potere ch'è a tutti superiore. nell'inferno dantesco.Divina commedia: Parafrasi Inferno Come le vele gonfiate dal vento cadono (confusamente) avviluppate. superbo e poi schiacciato umiliato e vinto''. i diavoli.all'atto bestiale . ad esempio. e aggiunge un'osservazione generale sull'umiliazione cui. Ma ecco le vele gonfiate dal vento e l'albero della nave portar in questa indeterminatezza qualche cosa di enorme. vinti che siano e sempre son vinti. che tristemente spumeggiano a quel loro pendolare scontrarsi.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. quella di un furore ottuso e impotente. e per Minosse. a loro modo e nella loro misura. si degradano a " poveri diavoli ". giustizia di Dio! chi mai ammassa tanti inimmaginabili supplizi e dolori. ma vanamente. possono reagire. osserva come essa racchiuda in sé l'intera vicenda di questo guardiano infernale "protervo. così necessariamente avviene che qui le turbe ballino. eterno e sempre uguale. di tanto in tanto.

poi. Tra i moderni. In tal maniera tornavano indietro attraverso il cerchio tenebroso da entrambe le direzioni fino al punto diametralmente opposto. trasfigurata in qualcosa di non più umano e quasi di bestiale". alla descrizione. e urlava: "Perché conservi? " e "Perché sperperi ? " La pena degli avari e dei prodighi ricorda quella di Sisifo. Qui vidi una moltitudine più numerosa che in altri luoghi. furono ecclesiastici. ognuno si volgeva indietro. Un antico commentatore. ciascuno tornava indietro. spiegami ora quale moltitudine è questa. e se costoro che sono alla nostra sinistra e hanno la tonsura.57 . (Incontrandosi) cozzavano gli uni contro gli altri. il Grabher mette in rilievo "la sintetica potenza di abbaia costruito transitivamente con l'accusativo lo e piegato a riferirsi a voce umana. una volta qui arrivato.Divina commedia: Parafrasi Inferno Così convien che qui la gente riddi: il richiamo alla ridda. http://xoomer. 616-617). gridandosi di nuovo (anche) il loro ritornello ingiurioso. I pesi che essi spingono stanno a significare probabilmente i mucchi di denaro che in vita passarono per le loro mani. così esatta e impietosa. che non fecero alcuna spesa misuratamente. trattandoli come se fossero cani. rivoltando (anche il suo peso). dissi: "Maestro. che mi sentivo quasi turbato. allorché giungono nei due punti del cerchio dove i loro opposti peccati li separano. Questi. scostante. nei quali l’avarizia si manifestò in modo eccessivo". Assai la voce lor chiaro l'abbaia: il verbo "abbaiare". della loro inumana fatica.virgilio.htm (3 di 8)08/12/2005 9. il Lana. che portano la tonsura. è qui sarcastico e sferzante. e poi. E io. ballo circolare dal ritmo molto veloce. aggiunge una caratteristica disarmonica. in quello stesso punto.01. spiega l'uso di questo termine con il disprezzo che il Poeta intenderebbe qui manifestare nei confronti degli avari e dei prodighi. Ed egli: "Tutti quanti ebbero la mente così ottenebrata durante la vita in terra (la vita primaia: la prima vita). oppure quella delle anime che nel Tartaro Enea vede intente a rotolare enormi macigni (Eneide VI.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. spingendoli col petto ed emettendo alti lamenti. ripercorrendo il suo semicerchio fino allo scontro successivo. e papi e cardinali. E' voce d'uomini che abbaia parole. riferito alla voce di quei dannati. Le loro parole lo dichiarano abbastanza esplicitamente. furono tutti ecclesiastici ". che in altra circostanza evocherebbe una scena lieta. la quale provenendo dall’uno e dall’altro lato del cerchio rotolava pesi.

anche qui. non considera nemmeno degni di attenzione coloro che tutto hanno sacrificato ad una divinità così impersonale e vile qual è il denaro. sarà simboleggiato nei prodighi dai loro capelli recisi: come se il loro peccato li avesse privati anche di quelli. sulla quale non può in alcun modo influire il possesso dei beni materiali. Già nel Convivio (X-XIII) Dante aveva polemicamente preso posizione contro coloro che attribuivano alle ricchezze un valore formativo nella vita dell'uomo e. Come gli ignavi. così anche coloro che posero lo scopo della loro vita nel denaro sono destinati a rimanere anonimi nell'inferno di Dante. in un immagine allucinante e sinistra. raccolta tra le sue Rime. e condannati a questa mischia: per farti capire di qual genere essa sia. Come già nel cerchio dei golosi. mentre lo sperpero. che hai tu fatto. aveva sostenuto che la vera nobiltà è una qualità dell'animo.01. Virgilio enuncia in questa terzina una sorta di contrappasso morale: l'anonimato si aggiunge. ai tormenti corporali che affliggono questi peccatori. non c’è bisogno che io l’adorni di belle parole. maestro. per loro natura caduchi e incerti. come una condanna supplementare. il loro interesse rivolto al solo possesso dei beni materiali. se puoi altro che nulla"). alla fine dei tempi.htm (4 di 8)08/12/2005 9. cieco avaro disfatto? Rispondimi. gli altri con i capelli recisi. Puoi ora vedere. non potrebbero dar pace neppure a una sola di queste anime affaticate ". Per l’eternità accorreranno ai due punti per scontrarsi: gli uni risorgeranno dalla tomba coi pugni chiusi. il giorno del Giudizio Universale si impone alla fantasia del Poeta: il pugno chiuso degli avari denuncerà. infatti.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. che in vita li privò di tutto. dovrei certo riconoscere qualcuno che si macchiò di queste colpe". poiché tutte le ricchezze che sono e furono sulla terra. Il Poeta che ha vivo l'interesse per le forti personalità e che non si stanca mai di frugare. Lo spendere e il risparmiare in misura smodata li ha privati del paradiso. con curiosità insaziata. E Virgilio: "Accogli nella tua mente un pensiero assurdo: la dissennata vita che li rese turpi. quanto sia breve l’inganno dei beni che sono affidati alla Fortuna. http://xoomer. per i quali il genere umano si accapiglia. viene drammaticamente prospettata dal Poeta all'avaro l'assurdità del suo cieco affannarsi: di fronte alla morte tutte le sue fatiche sono inutili ("dimmi.Divina commedia: Parafrasi Inferno E io: "Fra costoro. li rende ora oscuri ad ogni tentativo di riconoscerli. nell'animo umano.virgilio. Nella canzone "Doglia mi reca ne lo core ardire". opponendosi ad un parere espresso dall'imperatore Federico II. figlio.57 .

ma tutta iniquitade quasi sempre. Dio. 6). Essi infatti "suggellano il senso di eternità ineluttabile che spira qua e là nella rappresentazione della travagliosa giostra. la dea de la ricchezza largisca. Il Momigliano richiama. Nella digressione che a questo punto interrompe la tesa atmosfera del canto. cos’è mai. in un'aura di estatico silenzio. " Maestro ".57 . un'immagine pensosa che sfuma l'asprezza dello spettacolo". distribuendola equamente: allo stesso modo prepose a tutte le glorie del mondo una guida che le amministrasse tutte e che trasferisse a tempo debito i beni perituri da un popolo all’altro e da una stirpe all’altra. la cui sapienza oltrepassa ogni realtà. per bocca della sua guida nel viaggio oltremondano. decisione che resta nascosta come il serpente nell’erba. la paradisiaca figura della Fortuna. in un passo del quale la distribuzione delle ricchezze era definita ingiusta: "Dico che la loro imperfezione primamente si può notare ne la indiscrezione del loro avvenimento. " spiegami ancora: questa Fortuna. http://xoomer.virgilio. il seguente passo del filosofo latino: "Se quanta rena volve lo mare turbato dal vento. di cui tu mi fai cenno. di cui è soltanto ministra. dissi a Virgilio. e a proposito della quale più di un critico si è richiamato alle serene atmosfere del Paradiso. creò i cieli e assegnò a ciascuno di loro una guida in modo che ogni gerarchia angelica trasmette la luce al suo cielo. per poter tenere così tra i suoi artigli i beni della terra? " E Virgilio: "O esseri stolti. mentre un’altra si indebolisce. Xl. l'attenzione sulla funzione di pausa che hanno questi versi. nel momento che il cerchio si allontana dal suo sguardo. per questo una nazione domina. secondo la decisione da lei presa. non più duri. nel suo commento. svolge una funzione provvidenziale. Xll. nella traduzione in volgare. pur non identificandosi con la Provvidenza di Dio.htm (5 di 8)08/12/2005 9. Qui invece la Fortuna.01. lasciano nel lettore. In una pagina del Convivio (IV. l'umana generazione non cesserà di piangere".Divina commedia: Parafrasi Inferno Nel presentare il tema della ricchezza perturbatrice dell'animo umano Dante si è ispirato al De consolazione philosophiae di Severino Boezio. quanto grande è l’ignoranza che vi arreca danno! Voglio dunque che tu accolga la mia spiegazione (come il bambino riceve in bocca il cibo ). ma ispirati da una pateticità solenne. 7) e citato. senza che la previdenza degli uomini potesse a lei opporsi.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. nel quale nulla distributiva giustizia risplende. una sua personale concezione di quella che gli antichi avevano immaginato come "la dea bendata". la quale iniquitade è proprio effetto d'imperfezione" (IV. tra la parte del canto che descrive il duro tormento degli avari e dei prodighi e quella in cui viene evocata. La concezione di Dante è nuova e profonda. se quante stelle rilucono. e. modificando altresì il punto di vista già manifestato nel Convivio. Dante espone.

saliva in cielo.htm (6 di 8)08/12/2005 9. traduce.Divina commedia: Parafrasi Inferno Il senso di queste terzine si chiarisce se teniamo presente che. tramonta e non ci è concesso un lungo indugio ". scendemmo nel cerchio quinto attraverso un cammino malagevole. che ad esso si accompagna". Questa è colei che tanto è avversata anche da coloro che dovrebbero elogiarla. L’acqua era più nera che livida. Il Momigliano avverte acutamente la grande solennità dell'accenno al cielo stellato che Virgilio fa qui. in cui il termine comune è accostato di continuo a quello aulico o dotto. L'uso della parola dei per indicare le pure intelligenze (sprovviste quindi di attributi sensibili ) motrici dei cieli. Il Getto. governa il moto della sua sfera e gode della sua beatitudine. L'impasto linguistico della Commedia.virgilio.. per la prima volta. già ogni stella che. laddove invece la biasimano ingiustamente e la denigrano. insieme alle onde torbide. nota come Dante sappia cogliere. Questo triste ruscello sfocia nella palude chiamata Stige. invece di presiedere ai movimenti di un cielo. perciò avviene spesso che qualcuno muti il proprio stato. si spiega con la funzione nobilitante che il Poeta attribuisce di solito al vocabolo di origine latina. ma essa se ne sta beata e non li ascolta: serena. quando venni in tuo aiuto. sul piano dello stile. ad ognuno dei nove cieli mobili è assegnata da Dio. all’altezza di una sorgente che ribolle e si riversa in un fossato che da essa deriva. http://xoomer. e l'assorto respiro. Attraversammo il cerchio fino al margine opposto. il "solenne ritmo universale. perché ne regoli il moto.57 . I cambiamenti da essa causati si succedono senza sosta: il suo dovere verso Dio l’obbliga ad operare rapidamente. in quella inesorabile vicenda di astri che è la vicenda del tempo''. Ma è tempo di scendere ormai verso un dolore più grande. e svolge da regina il suo incarico come le intelligenze angeliche svolgono il loro. nella cosmologia di Dante. che rappresenta il fondamentale motivo animatore dell'epos dantesco."in quel declinare di stelle.01. valuta (le opportunità). da quando i due poeti sono entrati nella voragine infernale. e noi.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. dopo essere sceso fino alla base dei crudeli e foschi dirupi. una gerarchia angelica ( intelligenza motrice ) . dal canto suo.. la dialettica del temporale e dell'eterno. L’accortezza degli uomini non può contrastare con lei: essa predispone. governa quelli dei ben vani della terra. ministra della volontà di Dio ma. La Fortuna è anch'essa un'intelligenza. insieme alle intelligenze angeliche.

. L'accidioso fummo starebbe quindi ad indicare l'ira a lungo repressa. come puoi vedere.01. che ne la strozza soffoca le parole umane per trasformarle nel gorgogliare dell'acqua stessa".. gli accidiosi e gli invidiosi.. Si gorgogliano questo lamento (inno: qui in senso ironico) in gola. puoi ora vedere gli spiriti di coloro che furono sopraffatti dall’ira. Immersi nella fanghiglia. A questa sensazione contribuiscono le note coloristiche (buia. immersi interamente nel fango. perché non lo possono pronunciare con parole chiare e complete". che ero intento a guardare. e fanno gorgogliare quest’acqua alla superficie. grige ). Per gli iracondi amari la corrispondenza tra pena e peccato potrebbe essere la seguente: come in vita hanno soffocato dentro di se l'ira. agli "iracondi amari" di Aristotile e San Tommaso.it/brdeb/Dante/prosa/settimoi. in questa partizione dantesca. così ora sono soffocati dalla melma. vidi in quella palude moltitudini imbrattate di fango. Secondo Pietro Alighieri nella palude stigia si troverebbero gli iracondi e i superbi e. Virgilio disse: "Figlio.57 . per vigore espressivo all'abbaia del verso 43) "fonde in un tutto la voce umana e quella dell'acqua. con lo http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Inferno Nel quinto cerchio il paesaggio e la atmosfera appaiono profondamente diversi rispetto a quelli del cerchio precedente. con l’espressione crucciata. portando nel nostro animo la caligine dell’accidia: ora ci addoloriamo nella nera melma".htm (7 di 8)08/12/2005 9. e si dilaniavano a pezzo a pezzo coi denti. tenendoci tra il pendio asciutto e la melma.virgilio. bige. Questi peccatori si colpivano l’un l’altro non solo con le mani. ma con la testa e col petto e coi piedi. Il contrappasso risulta evidente nel caso degli iracondi acuti: il loro sbranarsi a vicenda esemplifica in modo inequivocabile la passione dell'animo che li indusse a compiere il male. dicono: "Fummo malinconici nell’aria dolce allietata dal sole. Più plausibile è l'opinione che alla superficie della palude si trovino gli " iracondi acuti " ( la cui collera suole cioè prorompere con impetuosa violenza). Quest'inno si gorgoglian nella strozza: nota il Grabber come questa ardita immagine (vicina. Costeggiammo così per lungo tratto la sozza palude. pur continuando ad alimentarla segretamente. da qualunque parte tu guardi. sotto di essi. che corrisponderebbero. Questo parere non sembra tuttavia suffragato da alcun richiamo al testo. e voglio che tu inoltre sappia che sotto il pelo dell’acqua vi sono dannati che sospirano. mentre immersi in essa sarebbero gli accidiosi. tutte nude. lo stile stesso della terzina dantesca ne risente e non abbiamo più una sensazione di asperità. ma di diffusa tristezza. Ed io..

it/brdeb/Dante/prosa/settimoi.01.htm (8 di 8)08/12/2005 9. 2003 .57 .Divina commedia: Parafrasi Inferno sguardo rivolto a coloro che ingurgitano fango: giungemmo alla fine alla base d’una torre.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.virgilio.

molto prima di giungere ai piedi dell’alta torre. Dante la ricrea conferendole maggiore essenzialità e vigore. in terra.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. In questo canto. alla quale i due viandanti si stanno avvicinando. quasi ad incarnare visibilmente lo stato di attesa e la trepidazione del Poeta. "i http://xoomer. violento e concitato. i nostri sguardi si diressero verso la sua sommità attratti da due fiammelle che vedemmo apparire lassù.Parafrasi INFERNO CANTO VIII Proseguendo il mio racconto. uno dei più ricchi di movimento di tutto il poema.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . anche il paesaggio si anima. I segnali luminosi che. in essi il male è guidato da una intelligenza viva. accendendosi nella notte infernale. più rapida di un dardo e di una saetta che uguaglia i venti" (Eneide X. e da un’altra che rispondeva ai segnali da tanto lontano. che urlava: " Ti ho finalmente raggiunto. sono uguali a quelli che. che a stento il nostro sguardo poteva distinguerla. sembrano preannunciare un evento insolito e misterioso.02. dico che. Come nota il Venturi. Da notare anche la sapiente scelta delle parole e la suggestione che queste esercitano anche al di là del loro significato più immediato. dell'episodio che seguirà" (Sapegno).htm (1 di 8)08/12/2005 9. dicendo: " Che significato ha questo segnale? e quale risposta dà quell’altra luce? e chi sono quelli che l’hanno accesa ? " E Virgilio di rimando: " Sull’acqua melmosa puoi già scorgere colui che è atteso (da chi ha fatto i segnali). e imprimendo alle parole "un movimento rapido e incalzante. I diavoli che difendono le mura della strana città.virgilio. 247-248). spirito malvagio! " La similitudine è già in Virgilio: "fugge sulle onde. Allora mi rivolsi a Virgilio. Nessuna corda d’arco scoccò mai una freccia che volasse nell’aria con una velocità paragonabile a quella della piccola imbarcazione che vidi in quell’istante dirigersi sull’acqua verso di noi. in cui viene a culminare il senso di tensione e di attesa delle terzine che precedono e si preannunzia il movimento drammatico.03 . pilotata da un solo nocchiero. servivano a trasmettere informazioni militari. sono organizzati militarmente: diversamente che nei guardiani dei cerchi superiori. nel primo verso corda non pinse mai da sé saetta. se i vapori che lo stagno esala non lo celano ai tuoi occhi ".

it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. 618-620). ma il dialogo con Dante è improntato qui a tutt'altro spirito. Una impazienza irosa sembra trasmettersi alle sue parole. La figura di Flegiàs è "drammatizzata nella sua qualità essenziale: l'ardore dell'ira: per cui diventa uno scorcio appena balenante ma tempestoso: scolpito proprio nel secco rilievo della sua violenta irruzione e del furioso gridare (versi 13-18) e poi ( verso 24 ) nel torbido silenzio dell'ira accolta" (Grabher). alla stagnante immobilità dello Stige. accecato dall'ira.Divina commedia: Parafrasi Inferno suoni esprimono il sibilar della freccia. e allora prova rammarico. Il peccato punito in questo cerchio l'ira . in Dante. "a non ci avrai in tuo potere che il tempo necessario per attraversare la palude fangosa. immergendosi in essa più profondamente di quanto non faccia di solito. " Flegiàs. fu punito nell'Averno (cfr. Virgilio.02. tu gridi inutilmente contro di noi " ribatte il mio maestro.virgilio. l’antica (perché coeva dell’inferno) barca cominciò a fendere l’acqua. nel verso successivo il celere volo". figlio di Marte. così divenne Flegiàs per l’ira che in lui si raccolse. e disse: "Chi sei tu che arrivi anzitempo (prima del termine stabilito.03 . cioè prima della morte ) ? " In questa terzina. Eneide VI. il tempio di Apollo a Delfi. Virgilio scese nella barca. nello scenario. soltanto quando anch’io fui entrato. Non appena Virgilio e io fummo a bordo. in Virgilio. per avere incendiato. Mentre solcavamo l’immobile palude. che proprio qui dà il primo e più continuato segno del suo aspro spirito combattivo" (Momigliano)."si propaga all'intorno. nella maligna domanda rivolta a Dante. si contrappone l'aspra repentinità dell'apostrofe del dannato che. Il suo apparire improvviso può ricordarci quello di Ciacco nel cerchio dei golosi. quando trasporta le anime. Flegiàs. essa sembrò carica (gli abitanti dell’oltretomba.htm (2 di 8)08/12/2005 9. Come colui che apprende di essere stato gravemente ingannato. http://xoomer. meglio rispondenti alla sostanza profondamente religiosa e morale del suo poema. rivela il suo godimento per le sofferenze altrui. non hanno peso). E questo un altro dei personaggi tratti dalla mitologia e ricreati da Dante in forme nuove. essendo esseri privi del corpo." Flegiàs. e poi mi fece scendere dopo di lui. mi si parò davanti uno spirito coperto di fango. La risposta di Virgilio a Flegias non ha la calma solenne delle risposte da lui date ai guardiani dei cerchi superiori.

cui Dante sempre attinge. in cui il Momigliano ha ravvisato addirittura "qualcosa di satanico".03 . di non avere cattiva fama tra i vivi. nessuna azione buona abbellisce il ricordo che di sé ha lasciato: per questo la sua anima e qui in preda al furore. non è certo per rimanere. Egli cerca di reagire al disprezzo manifestatogli dal Poeta ostentando la propria infelice condizione (un che piango). perché ti riconosco. vattene a stare con gli altri maledetti ! " Poi mi abbraccio: mi baciò in viso. Ed io: " Se arrivo. lasciando di sé il ricordo di atti spregevoli ! " L'intervento di Virgilio conclude l'incontro del suo discepolo col dannato e conferisce a questo episodio http://xoomer. ma chi sei tu. non rimango..it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. s'i' degno. Il dannato è il fiorentino Filippo dei Cavicciuli ( un ramo degli Adimari )'. che bisogno c'è di farmi questa domanda? Ed io: " Restatene. anima maledetta.. che finirà col manifestarsi esplicitamente nella soddisfazione con cui il Poeta assisterà al tormento del peccatore. e disse: "Anima fiera. in cui egli riprende le parole del suo interlucatore per ritorcerle contro di lui (chi se' tu che vieni. anche se sei tutto imbrattato di fango ". Il tono della replica di Dante. Ma le sue parole tradiscono un'insofferenza sprezzante e amara. qui invece reagisce violentemente contro il suo interlocutore e. reso cosi sporco dal fango?" Rispose: "Vedi bene che sono uno di quelli che piangono (cioè un dannato) ". con piangere e con lutto). "non è che lo spunto realistico..htm (3 di 8)08/12/2005 9. è dettato da un'ira repressa. Il loro senso è: lo vedi da te che sono un dannato..02.Divina commedia: Parafrasi Inferno Nell'episodio del canto sesto il Poeta era preso da un sentimento di compassione e quasi di riverente rispetto per il concittadino che aveva conosciuto di persona i grandi uomini politici della passata generazione. per passare dal contingente all'eterno. per colpire quanti si tengono or là su gran regi e tuffarli tutti. qui staranno come porci nel fango. comune anche agli altri dannati. Possiamo restare meravigliati per tale atteggiamento di Dante. col pianto e col dolore. un che piango.. Allora allungò verso la barca entrambe le mani (per rovesciarla o per colpire Dante ). Quanti che si considerano adesso nel mondo persone di grande importanza. ma Virgilio pronto lo respinse. dal particolare all'universale. sia benedetta colei che ti ha portato nel grembo! Quello fu in vita un prepotente.. Il motivo che spinge Filippo Argenti a celare il suo nome è il desiderio.. dicendogli: " Via di qui. gode del suo strazio. come vedremo fra poco. come osserva il Grabher. come porci in brago". ma non dobbiamo dimenticare che l'iracondo nei riguardi del quale egli manifesta tale spirito vendicativo. idealmente.virgilio.

prima di uscire dalla palude. Ma la figura del saggio. dilaniandosi coi denti. di vederlo immergere in questa melma". Ed io: "Maestro. sia perché questo spettacolo è una dimostrazione inoppugnabile della giustizia di Dio.02. sia manifestazione. vendicatore delle offese e riparatore dei torti. Egli non è soltanto il commentatore distaccato dell'episodio al quale ha assistito. che per esso ancora glorifico e rendo grazie a Dio. Virgilio mi disse: " Ormai.03 . come potrebbe essere la sua inimicizia determinata da motivi politici nei confronti della oltracotata schiatta (Paradiso XVI. che non occorre aggiungere altre parole. ci appare qui singolarmente animata. coi suoi abitanti oppressi dal dolore. 115) degli Adimari. con polemica asprezza. ma ne diventa uno dei protagonisti. In questo canto il linguaggio è sempre teso e ricco di movimento drammatico.Divina commedia: Parafrasi Inferno una dignità esemplare. Dite. era per gli antichi il sovrano del regno dei morti. da parte dei dannati che vi partecipano. sarai appagato: è giusto che tu goda del soddisfacimento di questo tuo desiderio" . non meno della loro vittima. lontani dalla ragione e da Dio. che il poeta latino di solito incarna. sarei molto desideroso. per la qual cosa spalancai gli occhi guardando attentamente davanti a me. Il personaggio di Virgilio perde in tal modo ogni schematicità inerente alla sua funzione di simbolo. di uno spirito ottuso e brutale: i seviziatori appaiono. considerata in sé. Poco dopo vidi gli iracondi fare di lui un tale scempio. il presente storico sbarro sottolinea la subitaneità della nuova impressione che il Poeta avverte.virgilio. si avvicina la città chiamata Dite. Che Dio ancor ne lodo e ne ringrazio: Dante gioisce dello spettacolo offerto dai dannati che puniscono Filippo Argenti. sia per motivi di carattere contingente. in quello che è uno dei temi etici dell'Inferno: la condanna della superbia che boriosamente ostenta la propria autosufficienza. che costituiscono il basso http://xoomer. per riflettere in sé l'animo appassionato del discepolo ed inserirsi.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. in condizioni tali. E Virgilio: "Prima che tu possa vedere la riva. e il rabbioso dannato fiorentino volgeva contro sé stesso la propria ira. col grande esercito (dei diavoli)". Tutti insieme gridavano: " Addosso a Filippo Argenti! ". Ciò non toglie che la scena. o Plutone. Dante lo identifica con Lucifero. ma ecco che un suono doloroso colpì il mio udito. La città che da lui prende nome è l'insieme dei cerchi infernali dal sesto al nono. figlio. Lo abbandonammo a questo punto.htm (4 di 8)08/12/2005 9.

Giustamente osserva il Bosco: "con quella semplice parola. E Virgilio mi disse: "Il fuoco eterno che all’interno le arroventa. distinguo già chiaramente laggiù nell’avvallamento le sue torri. dall'arabo masghid "siccome edifici composti ad onor del demonio. giungemmo in un punto dove il nocchiero gridò ad alta voce: " Uscite da qui (dalla barca): ecco la porta (della città di Dite) ". il Romagnoli rileva in essa una certa ambiguità: "collocate così le parole..Divina commedia: Parafrasi Inferno inferno.. nota il Grabher. Ed io: " Maestro. i quali con stizza dicevano: " Chi e costui che ancora in vita visita il regno dei morti?". Vidi più di mille diavoli a guardia delle porte. Ma. tutta l'aria piena di angeli precipitanti". A proposito dell'immagine da ciel piovuti. Già le sue meschite. In realtà. Non senza aver prima fatto un ampio giro. 548 sgg. e vada via quello.. E il mio saggio maestro accennò di voler parlare con loro in disparte. in un'immagine: una pioggia di angeli. Dante riesce a trasformare il concetto del loro gran numero. rosseggianti come se fossero uscite dal fuoco ".02. nell'abbondanza dei particolari. che con tanto http://xoomer. Intorno alla città di Dite. che trascende ogni possibilità di riferimenti umani.. Già in Virgilio (Eneide Vl. e dissero: "Vieni soltanto tu.03 . crea un senso di ermetico isolamento e di grandiosità desolata". intriso di tristezza e umor nero in quello degli iracondi. e non di Dio". : secondo il Boccaccio le torri fortificate poste a difesa della città di Dite sono chiamate meschite (moschee. Allora frenarono un poco la loro grande ira. leggendo questi versi. le fa apparire rosse. pare che si tratti di gente piovuta allora allora". Il paesaggio squallido e geometrico nel cerchio degli avari e prodighi."il Poeta.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. tanto vigorosa è la capacità del Poeta di infondere vita e concretezza alle creazioni della sua fantasia. è difficile soffermarsi sul valore logico che in essi le parole assumono. piovuti.virgilio. Arrivammo infine dentro i profondi fossati che difendono quella città desolata: mi sembrava che le mura fossero di ferro. assume qui un rilievo allucinato. di contro all'alto che racchiude i primi cinque cerchi.) la città del Tartaro era difesa da torri di ferro rovente.htm (5 di 8)08/12/2005 9. come puoi vedere in questa parte bassa dell’inferno ". l'aspetto sinistro delle fortificazioni infernali non spiccava come nei pochi cenni che vi dedica Dante. In essa sono punite due categorie di peccati: quelli di violenza e quelli di malizia.

Come nei cerchi superiori. lettore.Divina commedia: Parafrasi Inferno ardire e penetrato in questo regno.02. che innumerevoli volte mi hai ridato coraggio e salvato dai grandi pericoli che mi si pararono contro. della virtù contro l'iniquità. Qui appunto è il grande pericolo che Dante e Virgilio devono fronteggiare: a sbarrare il cammino loro prescritto in cielo trovano non la natura deforme. quanto mi perdetti d’animo nell’udire queste parole maledette. che gli hai fatto da guida in un paese così buio. simboleggiata da Virgilio. come disordinato imperversare degli istinti. che mi aveva condotto li. se ne è capace. poiché io non ti abbandonerò in questa parte bassa dell’inferno (nel mondo basso)". La scena drammatica che qui comincia e si svilupperà per buona parte del canto seguente ha un significato allegorico ( la ragione che vuole il bene non può trionfare su quella indirizzata al male senza il soccorso della Grazia ). " Mia amata guida. ma. la fiducia che si avvicenda con la sfiducia e pur la vince. indimenticabile espressione visiva. non mi abbandonare " dissi " in questo stato di angoscia. simboli di cieco furore. "ne ha uno altresì effettivo e poetico. Minosse. del diritto contro la forza". ripercorriamo subito insieme il cammino che abbiamo fatto (per venire fin qui). L'intelligenza al servizio del male ha nelle mura di Dite la sua prima. " E Virgilio. Ripercorra da solo il cammino temerario (fatto fin qui): provi. resterai qui ". Cerbero. come ha rilevato il Croce. Mentre Caronte. Assai più difficile sarà averne ragione.htm (6 di 8)08/12/2005 9. intelligenza a intelligenza: il male non si configura in loro nelle sue forme più vistose e brutali.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi.03 . e se non ci è consentito di andare avanti. ma si nasconde insidiosamente dietro le apparenze di un vivere disciplinato. Tu attendimi qui. mi disse: "Non aver paura. perché tu. Questo significato fa "tutt'una cosa con lo svolgimento stesso della scena: è la tensione che si prova tra le difficoltà e gli ostacoli.virgilio. http://xoomer. perché nessuno può precluderci il passaggio: tanto potente è colui dal quale è voluto. che tutta l'informa e la rende per se comprensibile e chiarissima". perché credetti di non poter mai più tornare fra i vivi. e conforta il tuo animo prostrato alimentandolo con lasperanza che non inganna.come abbiamo già detto dotati di intelligenza oltre che malvagi. si trovavano disarmati e impotenti di fronte all'intelligenza. Ma i difensori della città di Dite sono . Pluto. nella lotta del giusto contro l'ingiusto. ma una città. anche all'ingresso del sesto il cammino dei due poeti è ostacolato dalle potenze infernali. i demoni posti a custodia dei cerchi inferiori del regno di Lucifero sono in grado di opporre ragione a ragione. Immagina.

e ribattono con una proposta terribile. e qui mi lascia solo. e io resto nel dubbio. http://xoomer. ammesso che ne sia capace. scardinando la porta dell'inferno. passando di cerchio in cerchio senza guida o protezione. e diceva sospirando: "Da chi mai mi viene impedito l’ingresso nelle sedi del dolore! ".Divina commedia: Parafrasi Inferno Così dicendo il mio padre affettuoso se ne va. anzi ha già cominciato a disperare: è la prima volta che i ministri di Satana osano ribattere alle parole del suo maestro. e tornò verso di me con passi lenti. ma risultano da tutti i suoi atti. colui ad opera del quale la città ci sarà aperta". in cui e tutto il suo timore e il desiderio insieme di confidente abbandono. Virgilio lo rincuora. Le qualità del suo animo non sono didascalicamente enunciate. E rivolto a me: "Anche se io mi cruccio. che già ciascuno dei diavoli gareggiava in velocità con gli altri nel tornare correndo dentro le mura. Da ciò quella ricchezza di espressioni affettuose verso il maestro. Dante è in ansia per l'esito del colloquio di Virgilio coi diavoli. perché vincerò questa prova di forza.03 . Anche in questo suo mesto ritorno dal colloquio con i guardiani della città del male Virgilio è. liberò dal limbo le anime dei Patriarchi dell'Antico Testamento. non meno che nell'episodio di Filippo Argenti. poiché nella mia testa il timore combatte con la speranza. ma partecipa all'azione e si getta allo sbaraglio per trarre in salvo il suo discepolo. Quei nostri nemici chiusero le porte davanti a Virgilio. dopo la sua morte.virgilio. chiunque dentro le mura si adoperi per vietarci l’ingresso. personaggio vivo e umanissimo. che restò fuori. Questa loro presunzione non è nuova: perché già l’adoperarono davanti a una porta meno interna. ma Dante continua a dubitare della potenza della sua guida. Non potei udire quello che disse loro: ma egli non si trattenne a lungo là con essi. Egli non è il maestro che impartisce la verità dall'alto. la quale si trova ancor oggi spalancata. Sopra di essa hai veduto l’iscrizione che parla della morte eterna: e varcatala già scende per la china. non perderti d’animo. In questa terzina è evidente l'allusione alla discesa di Cristo nel regno dei dannati: il Redentore. pur sentendo che in essa sono riposte tutte le sue speranze di salvezza.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi. Teneva gli occhi abbassati ed aveva un’espressione sfiduciata. in tutto degna della loro natura: Virgilio resti prigioniero nelle loro mani e Dante sia pur libero di tornarsene indietro.02.htm (7 di 8)08/12/2005 9. esterna (men secreta) rispetto a quella di Dite.

02.it/brdeb/Dante/prosa/ottavoi.htm (8 di 8)08/12/2005 9.Divina commedia: Parafrasi Inferno 2003 .virgilio.03 .Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.

02. infatti. varie ipotesi sono state avanzate. è preso per un attimo dal dubbio.Parafrasi INFERNO CANTO IX Quel colore smorto che la paura aveva diffuso sul mio volto. diverse dalle prime.virgilio. completando nella sua mente la frase dubitativa da questi lasciata interrotta (se non. ciò nonostante il suo discorso mi diede timore. esprime appunto questo stato d'animo angosciato del discepolo che vede ad un tratto la sua guida. il mar di tutto 'l senno. Ad esempio Virgilio può aver pensato per un momento di non aver ben capito il discorso fattogli da Beatrice nel limbo. Ma per penetrare il valore poetico di questa apertura di canto. umiliata e schernita dalle forze del male.11 . lo sguardo. oppure addirittura che il procedere oltre fosse ormai del tutto impossibile. ma poi riacquista fiducia: ecco il senso generale. non occorre andar oltre le intenzioni del Poeta e voler chiarire termini che traggono forza suggestiva proprio dall'essere circondati da un alone di mistero.). quando avevo veduto Virgilio tornare indietro. dalle ansie e dalle speranze loro. Dante e Virgilio. come rileva lo Zannoni. sullo sfondo di quella fantastica e fiammeggiante città infernale".htm (1 di 9)08/12/2005 9.. fin qui apparsa infallibile. (ma no.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. La peggior sentenzia che Dante attribuisce alle parole del suo maestro. La domanda che egli sta per rivolgere al suo maestro. non è possibile).Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . é probabilmente questa: " a meno che l'opposizione dei diavoli non ci costringa a tornarcene indietro ". "prende l'avvio proprio dal giuoco psicologico dei due personaggi. Tanto potente è colei (Beatrice) che ci promise il suo aiuto: oh quanto mi preoccupa il ritardo di qualcuno! " Virgilio.. dai loro silenzi e dalle loro parole. "Eppure dovremo vincere questa battaglia" prese a dire. http://xoomer. "a meno che. che. Quanto al significato più preciso adombrato nell'espressione se non. respinto dai difensori della città di Dite.. Mi accorsi facilmente come Virgilio cancellasse il senso delle prime parole con quelle aggiunte in seguito. fece sparire più presto il pallore che da poco era apparso sul suo. poiché io attribuivo alla frase non conclusa un significato forse peggiore di quello che aveva. del breve soliloquio contenuto in questa terzina. non poteva portarlo a distinguere lontano attraverso l’aria buia e la densa caligine. Si arrestò attento come chi cerca di percepire un suono.. sul quale sono tutti d'accordo.

11 .it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. aderire a simili opinioni. sin dal canto precedente. nell'immaginare questo primo viaggio di Virgilio fin dentro il cerchio più profondo della voragione infernale ( il nono. Da poco tempo il mio corpo era privo dell’anima. perché da esso si trasmette il movimento a tutto il creato. Cosi. E' chiamato Primo Mobile. rispetto alla terra. richiamato dagli scongiuri di quella crudele Eritone che faceva tornare le anime nei loro corpi. per predire a Sesto Pompeo l'esito della battaglia di Farsalo (VI. In http://xoomer.). nella quale non possiamo ormai entrare senza lotta. e Virgilio mi rispose: "Raramente avviene che qualcuno di noi faccia la strada che io sto percorrendo. Nella cosmologia della Commedia. Virgilio aveva nel Medioevo fama di mago. dove le anime hanno come sola punizione la speranza (di vedere Dio) destinata a non realizzarsi mai ?" Feci questa domanda. sono state considerate da molti come una digressione oziosa. Assai difficile riesce. con un crescendo di effetti. il Porena ha l'impressione che. in modo troppo semplicistico e ovvio. e più lontano dal cielo che imprime il movimento all’universo: conosco bene il cammino. Nessuna tuttavia delle leggende che si erano formate intorno alla sua figura accenna a questa discesa agli Inferi. soprattutto nella parte finale del suo discorso. dove sono puniti i traditori). E' probabile quindi che Dante abbia tenuto presente. un passo della Farsaglia di Lucano. Virgilio parli al discepolo solo per "occuparlo e distrarlo in qualche modo". la quale interromperebbe la tesa atmosfera drammatica che Dante aveva saputo creare. per fare uscire un’anima del cerchio dove e dannato Giuda. L’acquitrino da cui emana il grande fetore circonda tutt’intorno la città dei dannati. tuttavia. i non sempre facili problemi che pone l'interpretazione di questo e di altri passi della Commedia. in cui è detto che la maga Eritone fece ritornare nel corpo l'anima di un soldato morto. Quello è il posto più basso e più buio. il ciel che tutto gira è.02. l'ultimo dei nove cieli fisici. allorché costei mi fece entrare nella città di Dite. 507 sgg.Divina commedia: Parafrasi Inferno "Nel fondo della dolorosa voragine infernale avviene mai che discenda qualcuno del primo cerchio (il limbo). ad esempio.htm (2 di 9)08/12/2005 9. perciò rassicurati.virgilio. Le informazioni che Virgilio fornisce in questo discorso al suo discepolo. E’ bensì vero che già un’altra volta fui quaggiù. che risolvono.

figlie del dio marino Forco. ma non le ricordo.11 . Ciò è dovuto proprio al fatto che in queste. Ciascuna si lacerava il petto con le unghie. I critici hanno concordemente sottolineato la perfetta riuscita fantastica ed espressiva di questa creazione dell'arte di Dante. poiché lo sguardo mi aveva tutto portato verso l’alta torre dalla cima arroventata. per quel che si riferisce all'episodio di Eritone. mi disse: " Ecco le implacabili Erinni. E disse altre cose. e portavano annodati intorno al corpo serpenti d’acqua d’intenso color verde. Le Furie o Erinni. è di una potenza mai raggiunta dai poeti dell'antichità. ma anche nel loro aspetto positivo: esse sono sì ostacoli a quell'itinerarium mentis in Deum. era una delle tre Gorgoni. che per la paura mi strinsi a Virgilio.htm (3 di 9)08/12/2005 9. che avevano corpo e atteggiamentodi donna. in esso. erano. come emblemi cioè di un male dal quale non ci si riscatta. nella mitologia.Divina commedia: Parafrasi Inferno particolare. le Furie non sono vedute soltanto nel loro aspetto negativo. " Medusa. di più alto mistero" e. a destra. E Virgilio. quella piangente. rilevando il carattere convulso e irreale di questa visione d'incubo. Dalla parte sinistra è Megera. serve a mettere maggiormente in rilievo la drammaticissima sostanza delle terzine successive. derivante dalla sua profonda fede.02.virgilio. Inoltre il tono pacato e didascalico con il quale il poeta latino fornisce a Dante ragguagli sulla palude che'l gran pazzo spira. le dee della vendetta e del rimorso. in questi versi dell'Inferno. che ne cingevano le spaventose teste. altra figura mitologica. ma ostacoli concepiti anzitutto come strumenti di perfezionamento morale. figlie di Acheronte e della Notte. dove all’improvviso si erano levate tutte nel medesimo istante tre furie infernali imbrattate di sangue. La loro rappresentazione. che non aveva tardato a riconoscere le ancelle della regina (Proserpina) dell’inferno. ciò detto. per capelli avevano serpentelli e serpenti muniti di corna. preannuncia l'apparizione delle figure mitologiche destinate a svolgere un ruolo così importante nel canto. Esse perseguitavano il colpevole fino a fargli perdere il lume della ragione.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. Tale è il senso più profondo di questa allegoria del male. ad esempio. scrive lo Zannoni. come nelle altre figure della mitologia. Qui. possiamo aggiungere. "il mondo mitologico dona alla suggestiva vicenda del pellegrino medievale uno sfondo remoto di più solenne. fu uccisa e http://xoomer. tacque. "Venga Medusa: cosi lo faremo diventare di pietra" dicevano tutte quante guardando verso il basso: "fu male non punire nella persona di Teseo l’assalto (portato al regno dell’oltretomba). si percuotevano con le mani aperte e urlavano così forte. di più oscuro. è Aletto: nel mezzo c’è Tesifone". che il viaggio nell'al di là dei due poeti simboleggia. Dante sa infondere un significato morale nuovo. al di là di ogni interpretazione troppo particolare di essa.

). O voi che avete le menti non ottenebrate. vuole che Dante guardi le Erinni. E già si stava avvicinando sulla superficie fangosa della palude un rumore fragoroso e terrificante.Eneide Vl. secondo la sentenza di San Paolo. Le Furie. che poi ricade nuovamente. che vede simboleggiata in Medusa l'eresia. "Voltati e tieni gli occhi chiusi.virgilio. ed egli stesso mi fece voltare. "che ha la virtù di rendere l'uomo insensibile come pietra". non ti sarebbe più possibile tornare sulla terra. senza riscattarsi mai più". invocando Medusa. il quale colpisce la foresta e senza che nulla possa trattenerlo http://xoomer. che "fa diventare 1'uomo pietra. e non si accontentò che io mi coprissi gli occhi con le mie mani. ma non guardi la Gorgone. perché lo eretico vuole più credere alle sensualitadi che alla Sacra Scrittura'' e di uno dei figli del Poeta. Un'antica leggenda greca narrava della discesa nel regno dei morti dell'eroe Teseo. non diverso da quello di un vento reso violento dal calore delle masse d’aria (che trova sul suo cammino). poiché se Medusa appare e tu la vedessi.htm (4 di 9)08/12/2005 9. cioè che ascolti la voce del rimorso. i rimorsi.11 . di paralizzare col terrore l'animo e la mente del Poeta. contemplate l’insegnamento che si nasconde sotto il velo dei versi misteriosi. era stato in seguito liberato da Ercole (Virgilio. condurrebbero Dante a guardare la testa della Medusa. il quale vi era penetrato per rapire Proserpina. la ragione corretta dalla fede. secondo Pietro di Dante.02.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. 392 sgg. per il quale Medusa è una raffigurazione allegorica del terrore. cioè a impietrarsi nello stato della disperazione: Virgilio. Fatto prigioniero dalle potenze delle tenebre. regina del mondo sotterraneo. Tra le opinioni degli antichi commentatori le più interessanti sono quelle del Lana. Una spiegazione assai convincente di tutta la scena delle Erinni ci è data dallo Steiner: "Le Furie. Fra i moderni lo Scartazzini ha visto nelle Erinni il simbolo della mala coscienza e in Medusa quello del dubbio. cioè non vuole che cada per questo nella indifferenza del disperato. Pietro. nella vita sensuale. simbolo dei rimorsi. " Così parlò Virgilio. per impedirgli l'accesso al basso inferno.Divina commedia: Parafrasi Inferno decapitata da Perseo. La sua testa trasformava in pietra chi la guardava. L'insegnamento morale cui Dante esplicitamente allude in questa terzina ha dato luogo alle più disparate interpretazioni. cercano. che faceva tremare sia l’una che l’altra riva dello Stige. ma volle coprirmeli anche con le sue.

Divina commedia: Parafrasi Inferno spezza i rami.htm (5 di 9)08/12/2005 9. si preannuncia al pellegrino smarrito l'arrivo dell'angelo che aprirà le porte della città di Dite e che.02. la natura è profondamente penetrata di ragioni umane. in una nuvola di polvere. con il quale "l'attenzione del lettore è riportata dal paragone alla cosa paragonata. e causa la fuga dei greggi e dei pastori. Anche qui. Dante. Questo spirito di osservazione e l'insaziato interesse per tutti gli aspetti del mondo visibile. e particolarmente nell'attributo superbo. il Momigliano ha osservato come fin dall'inizio (e già. Come le rane all’apparire della biscia. Virgilio mi liberò gli occhi (che erano coperti dalle sue mani) e disse: "Dirigi adesso la forza del tuo sguardo sulla superficie schiumosa dell’antica palude. fino ad appiattirsi ognuna contro terra. si disperdono tutte nel l’acqua. Tra i critici che si sono più attentamente soffermati su questa similitudine. con questa impressione di maestosa ed inarrestabile potenza. senza con ciò perdere nulla della sua concretezza. simboleggia l'intervento della Grazia nel punto in cui la ragione (Virgilio) non riesce ad impedire che l'anima disperi.) essa sia colma di religiosa aspettazione. Lucano) più cari al Poeta. ma specifica anche il motivo del determinarsi di questa qualità (li avversi ardori). Sempre a proposito di questo verso il Sapegno ha indicato in esso.. egli riesca sempre a dare a questa immagine la freschezza di una cosa viva e reale. ma egli la ricrea interamente.11 . verso quella parte dove la nebbia è più molesta". diversamente da quanto avveniva nella poesia classica. in tal modo. ad esempio. anche ove lo spunto iniziale di una sua immagine è libresco. Dante non si contenta di caratterizzare il vento attraverso quella che appare la sua qualità più rilevante (l'impeto). loro nemica. ode approssimarsi come un uragano. spesso "I'immagine poetica non si basa solo sull'osservazione del fenomeno e dei suoi effetti". rilevando altresì nel verso dinanzi polveroso va superbo "una delle più stupefacenti sintesi poetiche di Dante". così vidi innumerevoli dannati darsi alla fuga all’avvicinarsi di qualcuno che http://xoomer. Nota giustamente il Gallardo. li scaglia a terra e li trascina fuori (della selva). con gli occhi ancora coperti dalle mani di Virgilio. che testimoniano un appassionato spirito di osservazione della natura. il trasferirsi sul piano psicologico di un dato della realtà esteriore. tipici di Dante.virgilio. La similitudine del vento impetuoso è già negli autori dell'antichità (Virgilio.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. fanno sì che. Stazio. Qui. avanza imponente. arricchendola di tratti realistici. anche qui stato d'animo e mondo visibile sono così perfettamente fusi da apparire inscindibili. come altrove nel poema. sul piano dell'allegoria. ma anche su quella delle cause. che in Dante. dal vento al messaggero in cui s'incarna il volere dell'Onnipotente". a questo proposito..

La fuga delle rane all'avvicinarsi della biscia. prese a dire sullo spaventoso limitare. Con una verghetta: il diminutivo mette in risalto l'estrema facilità con cui l'angelo riesce ad avere ragione dell'impedimento opposto dalle forze del male al proseguimento del viaggio dei due poeti. un essere sceso dal mondo della perfezione e della luce in quello della irrimediabile disarmonia e del buio di quanto non farà l'aspro rimprovero che rivolgerà fra poco agli angeli ribelli. " da dove viene questa tracotanza che si raccoglie in voi ? Perché vi opponete a quella volontà (la volontà di Dio) il cui compimento non può mai essere ostacolato. Compresi facilmente che era inviato dal cielo. rivive in Dante con tanta concretezza di determinazioni. già presente in Ovidio (Metamorfosi VI. e mi volsi a Virgilio. ed egli mi fece intendere con un cenno che dovevo restare tranquillo ed inchinarmi davanti a lui. Egli non tocca la porta della città di Dite con le proprie mani (anche questo particolare contribuisce a farcelo apparire distaccato da tutto l'orrore che lo circonda).it/brdeb/Dante/prosa/nonoi.Divina commedia: Parafrasi Inferno attraversava camminando lo Stige senza bagnarsi neppure le piante dei piedi. muovendo spesso davanti a sé la mano sinistra.htm (6 di 9)08/12/2005 9. Pochi tratti bastano a Dante per dar vita ai suoi personaggi: la sua è soprattutto un'arte di concentrazione e di sintesi. Anche la similitudine con le rane.11 . "O espulsi dal cielo. stirpe disprezzata". Il gesto con cui l'angelo allontana da sé la densa caligine infernale esprime assai più il carattere del personaggio.02. il vostro Cerbero. come ha osservato il Sapegno. e sembrava infastidito soltanto da questa preoccupazione. toccandola con una piccola verga. senza per questo privarla della sua grandezza. Allontanava dal suo viso la fitta nebbia. serve. per questa ragione. "a portare ancor più sul piano della realtà" la figura sovrannaturale dell'inviato dal cielo.virgilio. e che più di una volta ha accresciuto il vostro dolore? A che serve opporsi ai decreti divini ? Se ben ricordate. ha tuttora privi di pelo la parte inferiore del muso e il collo. 370-381). quasi a riaffermare su di essa il potere assoluto di Colui che lo ha inviato. la aprì senza incontrare alcun ostacolo. Ahi come mi sembrava pieno di sdegno! Giunse alla porta (di Dite) e. oltre a costituire un quadro a se. ma con un piccolo scettro. da risultare cosa nuova e del tutto originale. " http://xoomer.

" Come ad Arles. a una natura diversa. poichè fra i sepolcri erano sparse fiamme. sceso nell'Ade. le tombe rendono tutto il terreno vario. che nessun’arte (di fabbro) chiede che il ferro lo sia di più. che desideravo osservare lo stato delle cose contenute dentro quelle mura fortificate. e come a Pola.è piena di lamenti: ma non si vede un'anima. in cui predominano le linee orizzontali. che è tanto più sensibile dopo la scena affollata e mossa di prima. Il ministro della volontà di Dio qui indulge forse ad una polemica troppo umana. e noi ci incamminammo verso la città. e uscivano dai sepolcri lamenti così disperati. Si diceva che quella di Arles fosse sorta miracolosamente nel corso di una sola notte per consentire a Carlo Magno di seppellire i suoi soldati morti in uno scontro con gli infedeli. http://xoomer. Ad Arles. davanti alla quale si è svolto il dramma dell'anima tentata dalla disperazione. e non ci rivolse neppure una parola.virgilio. Ercole. I critici sono concordi nel giudicare il rimprovero dell'angelo ai custodi della città di Dite assai meno efficace dei versi che solo indirettamente ne suggerivano la figura.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi.02. di qui un'impressione sospesa. vinse e incatenò Cerbero. dove la corrente del Rodano (sfociando nel mare) si arresta. questa viene a perdere quell'aura di mistero con cui si era preannunciata da lontano alla fantasia del Poeta. Poi tornò indietro ripercorrendo il sozzo cammino. e vidi da ogni parte una grande pianura colma di dolore e di supplizi crudeli. che parevano davvero (lamenti) di infelici e di suppliziati. di uno squallore desolato. Entrammo in essa senza incontrare opposizioni. Le pietre tombali erano tutte sollevate. solo che la forma della sepoltura era più angosciosa. rassicurati dopo le sante parole da lui dette. Il richiamo a questi cimiteri abbandonati precisa da vicino la visione che si offre agli occhi di Dante e le conferisce al tempo stesso una sua mesta solennità. una volta che i due viandanti sono entrati in questa città. erano ben visibili nel Medioevo i ruderi di vaste necropoli romane. Il paesaggio sinistro delle mura della città di Dite. e a Pola.htm (7 di 9)08/12/2005 9. 395-396 ).11 . presso il golfo del Quarnaro che delimita l’Italia e ne bagna i confini. così facevano qui in qualsiasi punto. mi guardai d’attorno. e io. Precisandosi. ma assunse l’aspetto di uno che è assillato e stimolato da una preoccupazione diversa da quella di colui che gli sta davanti. a causa delle quali erano tanto roventi. in Provenza. "La grande campagna osserva il Momigliano .Divina commedia: Parafrasi Inferno Secondo il racconto di Virgilio (Eneide VI. cede il posto. non appena entrato.

. sulla linea di confine fra i peccatori per incontinenza e i peccatori per malizia.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi. e i monumenti sepolcrali sono ora più ora meno caldi". e i sepolcri sono molto più pieni di quanto tu creda.htm (8 di 9)08/12/2005 9. 31). nello scendere da un cerchio al successivo. qui. Dante e Virgilio girano a destra. di ogni setta. Collocati fra i cerchi degli incontinenti e quelli del basso inferno. con le " fiammelle sotto la cui forma discese agli Apostoli lo Spirito Santo. Orbene. Il fuoco che li tormenta negli avelli arroventati può forse essere messo in relazione con quello dei roghi a cui venivano condannati sulla terra. sincerità. negli eretici delle arche infuocate. ci incamminammo fra il luogo dei supplizi e le alte mura. o meglio. 2003 . schiettezza".11 . infondendo in essi l'ardore della vera fede: di che tutti questi dannati furono privi" (Chimenz). gli eresiarchi costituiscono una Categoria a sé.virgilio. e quando si dirigono verso il gruppo degli usurai (canto XVII. come osserva il Bozzetti. a questo proposito. Solo qui. sono puniti gli esseri che non offesero Dio altro che per essersi privati volontariamente della sua Grazia". quali sono quelle turbe che sepolte dentro quelle tombe.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. girano sempre alla loro sinistra. lealtà. E dopo essersi volto a destra. Lo Scartazzini. Poiché i due pellegrini. I seguaci di una stessa eresia sono sepolti insieme.Divina commedia: Parafrasi Inferno E io: "Maestro.02. in base ad un più sottile contrappasso. si fanno udire attraverso i loro dolorosi gemiti ? " E Virgilio: "Qui si trovano i capi di eresie con i loro seguaci. osserva che "l'andare a man destra si prende per segno o simbolo di dirittura. si è voluto vedere anche in questo particolare un significato simbolico. Un nesso profondo unisce. il significato del posto assegnato a queste anime con quello del grande dramma allegorico che si è concluso con l'entrata dei due poeti nella città di Dite: "Il controllo della ragione (Virgilio) non è stato sufficiente alla vittoria e ha dovuto intervenire la Grazia.

htm (9 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/nonoi.11 .virgilio.Divina commedia: Parafrasi Inferno http://xoomer.02.

nonostante il cenno ai duri lamenti di questi peccatori (Inferno IX. tra il muro che cinge la città e i sepolcri roventi. per essere vuoto di suoni.orrore immediato e quasi fisico. Ad accrescere l'orrore di questi spettacoli . attraverso i cerchi degli empi" presi a dire. della bestemmia.contribuisce il commento di grida e invocazioni con cui i dannati manifestano la sopravvivenza in loro di un barlume di libertà spirituale: la libertà del dolore.virgilio. come tu vuoi. ha. in virtù della loro naturalezza. http://xoomer. che viene espressamente riallacciata dal Poeta a un particolare. e che.htm (1 di 10)08/12/2005 9. sembra esso pure immerso nel silenzio. la rigorosa periodicità e monotonia. Il paesaggio del cerchio degli eretici. 122 ). e nessuno fa ad essi la guardia. infatti. " La scenografia dei primi cerchi infernali si ispira ai grandi fenomeni naturali della terra: l'unico elemento che distingue la bufera che mai non resta dei lussuriosi o la pioggia maledetta del terzo cerchio da una bufera o da una pioggia reali.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . l'urto delle onde di due mari nello stretto di Messina.it/brdeb/Dante/prosa/decimoi. Il dramma allegorico. si arricchisce di risonanze spirituali e parla direttamente all'anima.Parafrasi INFERNO CANTO X Ora il mio maestro avanza per uno stretto sentiero. Ma nel quinto cerchio la sofferenza delle fangose genti è muta: gli iracondi si troncano a brano a brano senza che Dante accenni ad un solo lamento da loro emesso. sono sollevati. e io lo seguo. del rifiuto. Dio si manifesta appunto attraverso questo carattere di eternità impresso a forme e movimenti altrimenti pienamente verosimili. non ancora pervaso nel profondo da quella problematica religiosa e morale che troverà le sue soluzioni più ricche soltanto in un secondo tempo . si svolge anch'esso in uno spazio che. Sarebbe possibile vedere i peccatori che giacciono dentro le tombe? tutti i coperchi.20 . che prelude all'arrivo del messo celeste e che non è già più traducibile in termini "naturali" con la stessa facilità con cui lo erano gli spettacoli dei cerchi superiori. indipendentemente da questo accostamento. anche agli occhi di chi non riesca a vedere nella natura nulla che la trascenda. "O virtù eccelsa (Virgilio). è la loro durata infinita. desolato nella sua quasi assoluta orizzontalità e cosparso di avelli aperti. La stessa osservazione può ripetersi per la giostra degli avari e prodighi. che mi conduci.02. "parla ed esaudisci il mio desiderio. del fenomeno naturale.

degli Uberti. attraverso gli scrittori latini.it/brdeb/Dante/prosa/decimoi.) aveva negato la sopravvivenza dell'anima al corpo. Nato a Firenze all'inizio del secolo XIII. Tornati questi nel 1251. come scrisse Dante nel Convivio ( Il. In particolare i Ghibellini vennero spesso designati come epicurei. stoltissima.. fu dal 1239 capo del partito ghibellino e come tale ebbe un ruolo di primo piano nel determinare la cacciata dei Guelfi dalla città nel 1248. C. Perciò ben presto dentro questo stesso cerchio sarà data soddisfazione alla domanda che mi fai. e anche al desiderio che mi nascondi ".02. dove preparò la controffensiva contro il partito avverso. e in modo incompleto. Anche il particolare. accentua il senso di solitudine e lo sbigottimento del Poeta. Da tale stato d'animo nascono gli appellativi. Le sue teorie erano conosciute nel Medioevo soltanto indirettamente. Il tuo modo di parlare rivela che sei nato in quella nobile terra alla quale forse arrecai troppo danno. allontanarsi da Firenze insieme ai suoi seguaci. e tu stesso mi hai indotto a ciò non soltanto ora".. Trovò rifugio a Siena.Divina commedia: Parafrasi Inferno Ma anche qui il silenzio non è se non la condizione in cui meglio si ascolta la voce di Dio. ora solenni ora affettuosi. con cui Dante si rivolge in quest'apertura di canto a Virgilio. In questa zona del cerchio hanno il loro luogo di sepoltura Epicuro e i suoi adepti.20 . E io: "Mia buona guida. "intra tutte le bestialitadi. I Guelfi fiorentini subirono nel 1260 una sanguinosa disfatta a Montaperti ad opera dei fuorusciti ghibellini e dei Senesi comandati appunto da Farinata.virgilio. La campagna cosparsa di tombe evoca uno scenario da Giudizio Universale. E Virgilio: "Tutte le tombe saranno chiuse quando (nel giorno del Giudizio Universale) le anime torneranno qui dalla valle di Giosafàt insieme ai corpi che hanno lasciato in terra. per tale motivo poterono essere qualificati "epicurei" tutti coloro che si mostravano indifferenti in materia religiosa. opinione questa." Il dannato che rivolge queste parole a Dante è Manente. 8). i quali credono che l’anima muoia insieme al corpo. "O Toscano che ancora in vita percorri la città infuocata parlando in modo così decoroso. vilissima e dannosissima". abbi la compiacenza di fermarti qui. dovette. a sua volta. Rientrato in patria. solo in apparenza secondario. vi mori nel http://xoomer. e tutto il tono sospeso delle sue parole. io non ti tengo celato il mio animo se non per parlare poco.htm (2 di 10)08/12/2005 9. detto Farinata. Il filosofo greco Epicuro (341-270 a. VIII. del sentiero angusto che egli deve percorrere dietro la sua guida.

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1264. Dopo la sua morte, e in seguito alla definitiva disfatta del partito ghibellino in Italia, gli Uberti furono messi al bando da Firenze e le loro case rase al suolo. Farinata, dopo la sua morte, fu processato per eresia. Nel Farinata dantesco i romantici videro soprattutto l'eroe tutto d'un pezzo, il prodotto di un'epoca ancora barbarica, quasi un "superuomo" del Medioevo. In realtà il suo carattere è assai più sfumato, contraddittorio e umano; proprio in questa umanità è la sua grandezza. Bene osserva il Romani, a proposito di queste prime parole rivolte a Dante: "Nel violento impulso di affetto verso la sua patria, e nel subitaneo crescere e innalzarsi dell'immagine di lei, Farinata intravede, forse per la prima volta, di non averla in vita amata abbastanza, anzi di averle indegnamente recato offesa; e, in quell'impeto d'amore, l'anima s'apre alla sincerità, e confessa nobilmente la sua colpa". Questa voce si levò all’improvviso da uno dei sepolcri; mi avvicinai, intimorito, un po più a Virgilio. Ed egli mi disse: "Voltati: che cosa fai? Ecco là Farinata che si è levato: lo vedrai interamente dalla cintola in su ". Dalla cintola in su tutto 'I vedrai: il De Sanctis interpretava questo verso in senso morale, come un equivalente di: "lo vedrai in tutta la sua grandezza". Il Barbi ha voluto invalidare questa esegesi, mostrando come espressioni del tipo "dalla cintola in su" e "dalla cintola in giù", accompagnate a volte anche dalla specificazione "tutto", fossero comuni ai tempi di Dante, per designare "la parte superiore o inferiore del corpo". Ma uno dei pregi più rilevanti dell'arte del Poeta sta appunto nel saper conferire un significato nuovo, più ricco e profondo, ad espressioni che in nulla sembrano scostarsi dal parlare comune. Io avevo già fissato il mio sguardo nel suo; ed egli stava eretto con il petto e con la fronte quasi avesse l’inferno in grande disprezzo. La rappresentazione di Farinata che si erge solitario e immobile in mezzo alla pianura del dolore, ha ispirato le più suggestive pagine del saggio del De Sanctis; questi, peraltro, non si è soffermato abbastanza su quanto di complesso e di tormentato c'è nella figura di questo eroe, vincitore in terra, ma definitivamente perdente agli occhi di Chi lo ha giudicato per l'eternità. Scrive il De Sanctis, a proposito dell'"ergersi" di Farinata, che questo verbo "è sublime non per il suo significato diretto, ma come segno ed espressione d'una grandezza tanto maggiore quanto meno misurabile, dell'ergersi, dell'innalzarsi dell'anima di Farinata sopra tutto l'inferno..."
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E le mani incoraggianti e sollecite ti Virgilio mi sospinsero fra le tombe verso quel dannato, con questa esortazione: "Le tue parole siano misurate". Non appena fui ai piedi della sua tomba, mi osservò un poco, e poi, quasi sprezzante, mi chiese: "Chi furono i tuoi antenati ? " C'è un grande divario fra il tono appassionato, affabile e nobilmente ornato della preghiera che Farinata ha poc'anzi rivolto a Dante e il tono brusco e imperioso con cui gli pone la domanda circa i suoi antenati. Ma, come ha giustamente notato il Sansone, "lì Farinata parlava a quell'ignoto concittadino, a colui che gli rimenava alla memoria la sua terra, nell'inferno, li dov'è una distanza immensa ed implacabile da ogni cosa terrena. Qui si rivolge a un solo determinato Fiorentino, e sta guardingo come se preavvertisse il nemico". Io, che desideravo obbedire, non glieli nascosi, ma tutti glieli indicai; per cui egli sollevò un poco le ciglia, poi disse: "Furono acerrimi nemici miei e dei miei avi e del mio partito, tanto che per due volte li debellai". Farinata bandi due volte da Firenze i Guelfi (nel 1248 e nel 1260), ma dispersi suggerisce l'idea di una sconfitta in battaglia (il che, se può essere vero per la cacciata dei Guelfi nel 1260, in seguito allo scontro di Montaperti, non lo è certo per quella del 1248). Scrive il Romani, sempre in merito al tono che assume questo termine guerresco nelle parole del Ghibellino: "Farinata non dice: In conseguenza della loro inimicizia li combattei; ma semplicemente li dispersi: per lui il combattere i suoi nemici e il disperderli sono una cosa sola; egli non conosce battaglia senza vittoria". " Se furono mandati in esilio, tornarono da ogni luogo" gli risposi "sia la prima che la seconda volta; ma i vostri non impararono bene l’arte del ritornare". Dante rettifica l'espressione con cui Farinata ha accennato alla messa al bando degli Alighieri: essi non furono dispersi, ma soltanto cacciati, mandati in esilio. Poi, da vero uomo di parte che si trova a dover difendere l'onore politico della propria famiglia e l'integrità delle tradizioni domestiche, "gli ritorna quel plurale [due fiate] distinto in due singolari [l'una e l'altra fata]; due colpi, l'uno appresso all'altro; e niente pareggia il sarcasmo dell'ultimo verso [ma i vostri non appreser ben quell'arte] " ( De Sanctis). A questo punto si levò dall’apertura scoperchiata un’ombra accanto a quella di Farinata, visibile dal mento in su: penso si fosse alzata sulle ginocchia.

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L'ombra che interrompe, nel punto della sua più alta tensione, il dialogo tra Farinata e Dante è quella di Cavalcante dei Cavalcanti, padre del poeta Guido, il migliore amico di Dante, che gli dedicò la sua opera giovanile, la Vita Nova. Cavalcante ebbe in vita fama di miscredente: in particolare, non avrebbe creduto all'immortalità dell'anima. Guelfo, dette il suo consenso al fidanzamento del figlio Guido con Beatrice, figlia di Farinata, allorché nel 1267 le due opposte fazioni tentarono una riconciliazione.

La figura di Cavalcante è l'antitesi di quella di Farinata. La grandezza del capo ghibellino deriva, infatti, dalla forza con cui egli riesce a dominare il dolore per la definitiva sconfitta dei suoi, la pena segreta del suo fallimento umano (identificando patria e partito, ha creduto di agire per il bene della patria, mentre non ha fatto altro che opporsi ad essa in nome di una fazione), e tale forza si riflette nel suo atteggiamento statuario. Cavalcante, di fronte a questa statua, è un'ombra, e delle ombre ha la fuggevole inconsistenza. Come ha notato l'Agliana: "La figura di Cavalcante sembra dominata dal dubbio sin dal suo primo apparire. Una condizione d'incertezza è nella sua positura fisica, nello sguardo che egli rivolge intorno, nella domanda che pone a Dante". Guardò intorno a me, come se avesse desiderio di vedere se con me c’era qualcun altro; e dopo che ebbe finito di dubitare, tra le lagrime disse: "Se il tuo alto ingegno ti consente di attraversare la buia prigione infernale, dov’è mio figlio? perché non è con te? ". L'ateo Cavalcante crede bastino, per visitare il regno dei morti, le sole forze umane (altezza d'ingegno); ignora la dimensione della Grazia. Perché suo figlio Guido, anch'egli, come l'amico Dante, cultore di studi filosofici, non è con lui in questo viaggio? Guido Cavalcanti, più giovane di qualche anno di Dante, fu con l'Alighieri il più cospicuo rappresentante della scuola poetica del dolce stil novo. Come studioso di filosofia egli si interessò soprattutto al pensiero dell'arabo Averroè. Guelfo bianco, fu esiliato dai Priori, tra i quali era anche Dante, nel giugno del 1300, a Sarzana. Mori due mesi dopo. Ed io: "Non giungo per mio merito: Virgilio, che là mi aspetta, attraverso questo luogo mi conduce, se riuscirà a seguirlo, fino a colei (Beatrice, simbolo della fede) che il vostro Guido ebbe in dispregio". Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno: è uno degli endecasillabi più controversi dell'intero poema. L opinione oggi prevalente è che in esso Dante contrapponga, al proprio interesse per la teologia (simboleggiata nella Commedia da Beatrice), il disprezzo manifestato per questi studi dall'eretico ( e forse ateo) Guido, seguace in ciò del padre. Ecco dunque la ragione per la quale il figlio di Cavalcante non ha potuto intraprendere anche lui il viaggio nel regno dei morti; questo viaggio non è opera di una volontà e di una intelligenza umane; esso è stato voluto in cielo; chi lo compie ha la fede.
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Le sue parole e la qualità del supplizio mi avevano già palesato il nome di questo peccatore; perciò la mia risposta fu tanto esauriente. Alzatosi di scatto in piedi gridò: "Come hai detto? egli ebbe? non vive più? la dolce luce non colpisce più i suoi occhi? " Quando si avvide di un certo indugio che io facevo prima di rispondergli, cadde nuovamente indietro e non si mostrò più fuori. E' bastato un verbo riferito al passato piuttosto che al presente (ebbe invece di " ha ") perché il padre angosciato subito pensasse alla morte del suo Guido.

Le tre domande che rivolge a Dante per ottenere un chiarimento al suo dubbio non trovano risposta immediata. Non occorre altro perché Cavalcante, sopraffatto dal dolore, cada come fulminato nella tomba. Egli ha creduto che il silenzio di Dante significasse: " Tuo figlio non è più tra i vivi ", mentre il Poeta in realtà, come spiegherà poi a Farinata, era tutto preso da un altro pensiero: "se Cavalcante ignora che Guido è ancora in vita, vuol dire che questi dannati non conoscono il presente, pur conoscendo l'avvenire. Come può la profezia di Ciacco accordarsi con questa cecità di Cavalcante nei riguardi degli eventi contemporanei? " Ma il magnanimo Farinata, a richiesta del quale mi ero fermato, non cambiò espressione, né mosse il collo, né chinò il suo fianco; e proseguendo il discorso di prima, disse: " Se hanno male imparato l’arte del ritornare, ciò mi procura un dolore più grande di quanto non faccia la tomba in cui sto a giacere. Farinata rimane insensibile allo strazio di Cavalcante perché - come osserva il De Sanctis - "egli non vede e non ode, perché le parole di Cavalcante giungono al suo orecchio senza andare sino all'anima, perché la sua anima è tutta in un pensiero unico, rimastole infisso come uno strale, l'arte... male appresa, e tutto quello che avviene fuori di sé, è come non avvenuto per lei". Ma nell'intermezzo, in cui è racchiuso tutto il dramma umanissimo di questo morto che, soggetto ai supplizi infernali, ad altro non pensa che alla sorte del figlio rimasto sulla terra, l'atteggiamento di Farinata si è approfondito, si è fatto più intimo e raccolto: abbiamo lasciato l'uomo di parte per ritrovare solo l'uomo. Un nuovo dolore si è aggiunto a quelle pene infernali che egli ostentava poco fa di tenere in nessun conto: il dolore per l'arte... male appresa. Il superbo Farinata non ha riguardo adesso di confessare la sua sofferenza "con un verso fatto sublime dalla terribile antitesi di due strazi ugualmente sconfinati: ciò mi tormenta più che questo letto" (Parodi).
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Ma il volto della donna che qui governa non si riaccenderà nemmeno cinquanta volte, che tu stesso apprenderai quanto sia dura l’arte di ritornare in patria. L'esilio che qui Farinata predice a Dante è menzionato indirettamente, nello stile oscuro delle profezie. Richiamandosi alla mitologia, il Poeta definisce la luna signora dell'inferno: essa infatti veniva spesso identificata dagli antichi con Proserpina, moglie di Plutone, re dell'Ade. Il senso delle parole di Farinata è questo: " non trascorreranno nemmeno cinquanta mesi lunari da ora fino al momento in cui dovrai rassegnarti alla tua condizione di esule " (dall'aprile 1300, anno in cui avviene l'immaginario viaggio, al giugno 1304, quando Dante si staccò dai Bianchi, insieme ai quali aveva fino allora tentato di rientrare in Firenze).

Ancora il Parodi analizza con grande finezza, in rapporto alla profezia contenuta in questa terzina, il progressivo umanizzarsi della figura di Farinata: "mentre nell'annunziare a Dante la sua prossima sventura dovrebbe provare una soddisfazione o quasi un sollievo, è costretto a riconoscere che il dolore purtroppo non risparmia nessuno, onde il colloquio viene ad assumere un tono sempre più pacato". E voglia il cielo che tu possa ritornare nel mondo dei vivi, dimmi (per questo augurio che ti faccio): perché il popolo fiorentino è così spietato in ogni sua legge contro quelli della mia famiglia? " Gli risposi: " La crudelissima strage che tinse del colore del sangue il fiume Arbia, fa prendere tali decisioni nelle nostre assemblee ". L'Arbia è il fiume che scorre presso Montaperti. In uno scritto dell'epoca è detto che nel giorno della battaglia, tutte le strade, e poggi e ogni rigo d'acqua pareva un grosso fiume di sangue. Tali orazion la lar nel nostro tempio: non è da credere che nelle chiese di Firenze, come hanno sostenuto alcuni, si tenessero suppliche di deprecazione contro i discendenti di Farinata. Tutta l'espressione ha un senso traslato, che tuttavia "aggiunge qualcosa al nudo senso letterale, trasfigurandolo: dà la rappresentazione concreta dell'avversione generale diffusa nel popolo contro gli Uberti" (Malagoli). Dopo aver sospirato e scosso la testa, disse: " Non fui io solo a provocare questa strage né certamente senza un motivo mi sarei mosso insieme agli altri esuli. Ma fui io solo, là dove fu da tutti tollerato che Firenze venisse rasa al suolo, colui che la difesi apertamente "
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Divina commedia: Parafrasi Inferno

Come tutti i dannati, anche Farinata, inappellabilmente giudicato agli occhi di Dio. cerca di addurre ragioni umane per giustificare il proprio operato di fronte a Dante (a ciò non fu' io sol... né certe sanza cagion ... ). Ma tutte queste giustìficazioni passano in seconda linea di fronte a quello che costituisce il maggior titolo di Farinata alla riconoscenza dei posteri: l'aver perorato senza infingimenti la causa della sua città allorché, nel convegno di Empoli, subito dopo la vittoria di Montaperti, tutti i Ghibeilini toscani ne decretarono la distruzione. Fu proprio per l'opposizione di Farinata che questo spietato provvedimento fu alla fine respinto. Anche uno storico guelfo come Giovanni Villani ha parole di elogio per l'atteggiamento preso in quell'occasione da Farinata. che non esita a paragonare al "buonoantico Cammillo di Roma" (VI, 81). "Deh, possa aver pace un giorno la vostra discendenza " lo pregai, "scioglietemi (in nome di questo augurio) quel dubbio che in questo cerchio ha confuso le mie idee. Sembra che voi prevediate , se intendo bene, quello che il tempo porta con sé (il futuro), ma per il presente vi trovate in una condizione diversa. " " Noi vediamo " disse " come colui che ha la vista difettosa, le cose che sono da noi lontane; di tanto ancora ci illumina Dio. Quando esse si avvicinano o sono presenti, la nostra mente non ci è di nessun aiuto; e se qualcun altro non ci porta notizie, non sappiamo nulla del vostro stato sulla terra. Quale differenza tra il Farinata che pareva avere l'inferno in gran dispitto e il Farinata che adesso, consapevole della sua condizione di dannato, parla con tanta reverenza di Dio! Questa ultima parte del canto è stata generalmente giudicata impoetica dai critici, ma a torto: l'umiltà di Farinata di fronte al sommo duce è il punto d'approdo necessario di quel processo di interiore approfondimento, di meditazione sul dolore, che, lungi dal diminuirne la figura, la completa, dando un significato etico e religioso alla monumentalità un po' schematica della sua presentazione iniziale. Anche il superbo Farinata testimonia la grandezza di Dio. Il Poeta, che lo ha innalzato su un piedistallo di gloria, lo ha portato a riconoscere la vanità della sua come di tutte le glorie umane, ove non siano illuminate dai valori che trascendono l'umano metro di giudizio. Puoi pertanto capire come la nostra conoscenza sarà del tutto offuscata dal momento in cui (dopo il Giudizio Universale) la porta del futuro si chiuderà. " Un sottile contrappasso è adombrato nella pena morale che si aggiunge ai tormenti che straziano gli epicurei nelle loro arche infuocate: essi, che in vita non hanno prestato fede che alle cose visibili,
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apprenderai da lei il corso della tua vita. "Ed ora fa attenzione a queste parole " ed alzò l’indice: " quando ti troverai in presenza della soave luce che si sprigiona da colei (Beatrice) che vede tutte le cose. servendosi di passi della Sacra Scrittura. lo feci perché già stavo pensando al dubbio che mi avete chiarito ". ora non possono percepire che il futuro. che. Su Federico Il di Svevia. vissuto e morto in fama di eretico (anche Dante.02. ed io mi diressi verso Virgilio. "La tua memoria serbi ciò che di ostile ti è stato predetto " mi ingiunse Virgilio. A proposito dell'anima sosteneva. riandando col pensiero a quella profezia che mi sembrava ostile.virgilio. mi chìese: " Perché sei così turbato? " E io risposi alla sua domanda.Divina commedia: Parafrasi Inferno presenti davanti ai loro occhi. e riferitele che. che l'anima è mortale. morto nel 1273. se poc’anzi tacqui invece di risponderle. riferisce il Lana . e poi. Egli s’incamminò. verso la parte centrale del cerchio http://xoomer.it/brdeb/Dante/prosa/decimoi. Poi si nascose (nel sepolcro). Il Cardinale è il vescovo ghibellino di Bologna. avvalla nel Convivio questa opinione). e taccio dei rimanenti ". seppure esiste. Ottaviano degli Ubaldini. che pur mostra di stimarlo.20 . come punto dal rimorso per una colpa da me compiuta. gli eventi che infallibilmente si preparano nella prescienza di Dio. Allora. " Poi si diresse verso sinìstra: ci allontanammo dal muro e procedemmo. uno storico dell'epoca scrisse che era epicureo e che poneva ogni sforzo nel cercare di dimostrare. parlai: " Ora direte dunque all’ombra che è ricaduta (nel sepolcro) che suo figlio è ancora unito ai vivi. mentre procedevamo. egli l'aveva perduta per essersi fatto ghibellino. perciò con maggior sollecitudine pregai Farinata che mi facesse i nomi dei suoi compagni di pena. e il Cardinale. Mi disse: " In questa parte del cerchio giaccio con moltissimi altri: qui dentro ci sono Federico Il.htm (9 di 10)08/12/2005 9. Gli antichi commentatori sottolineano concordi la sua miscredenza. Ormai Virgilio mi stava richiamando.

Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. 2003 .virgilio.20 .Divina commedia: Parafrasi Inferno seguendo un sentiero che terminava in un baratro il quale faceva giungere fin lassù il suo puzzo nauseabondo.htm (10 di 10)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/decimoi.02.

dopo non dovremo più prendere. Giungemmo al di sopra di una folla sottoposta a più dolorosi tormenti. Secondo una tradizione diffusa nel Medioevo. ma perché poi ti sia sufficiente soltanto vederle (senza più bisogno di spiegazioni).Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . alcuna precauzione. E Virgilio: " E’ proprio ciò a cui sto pensando".virgilio. "Occorre che la nostra discesa sia ritardata.26 . digradanti come quelli dai quali sei uscito.htm (1 di 7)08/12/2005 9. è la violazione di un diritto. quella umana) in seguito ai suggerimenti di Fotino. che suscita ira in cielo.it/brdeb/Dante/prosa/undicii. Lo scopo di ogni cattiva azione. odi in che modo e per quale motivo si trovano in essi stipate. in modo che il tempo non scorra inutilmente ". Anastasio II. (rispetto ai precedenti). sarebbe incorso nell'ira di Dio per aver aderito all'eresia monofisita (secondo la quale la persona del Cristo aveva accolto in sé una sola natura. ma alla profonda concezione morale secondo la quale siamo responsabili di fronte alla nostra coscienza del tempo da noi speso male o nell'ozio. all’interno di questa riva pietrosa" prese poi a dire "si trovano tre cerchi piccoli. Sono tutti pieni di anime dannate. sul quale vidi la seguente iscrizione: " Custodisco papa Anastasio. verso 78). pontefice dal 496 al 498.Parafrasi INFERNO CANTO XI Sull’orlo di un alto pendio. ed ogni scopo di http://xoomer. e qui per lo spaventoso insopportabile fetore che esala il basso inferno. e io gli dissi: "Trova un compenso (alla nostra sosta). cercammo riparo dietro il coperchio di una grande tomba. formato da grandi macigni spaccati disposti circolarmente." Così parlò Virgilio. diacono di Tessalonica. Il tempo è prezioso per colui che concepisce la vita anzitutto come dovere: perder tempo a chi più sa più spiace dirà Virgilio al discepolo durante l'ascesa del purgatorio (canto III. in modo che prima il nostro olfatto si abitui un poco alla pestifera esalazione. riguardo ad essa. "Figliolo. che Fotino allontanò dalla giusta strada ".02. La richiesta che qui Dante rivolge al maestro non si ispira al concetto che occorre in un modo qualsiasi riempire il tempo per sfuggire alla noia.

fondamentale nel dìritto romano. non così la frode. Già Aristotile aveva indicato. divisi in gruppi (per diverse schiere).di coloro che hanno attentato all'integrità fisica e alle ricchezze altrui. il cui fine. perciò suicidi e scialacquatori si trovano in un girone più basso . Qui in particolare i termini malizia e ingiuria sono usati in un'accezione specificamente giuridica: la " malizia " è quella disposizione al male. come ti sarà spiegato attraverso un ragionamento più chiaro. Si può usar violenza contro Dio. che si fondano sulla ragione e designano colpe specificamente umane. Al prossimo si possono infliggere morte violenta e dolorose ferite. deliberatamente voluto e perseguito. incendi ed estorsioni dannose. L'amore per il prossimo è naturalmente meno forte di quello per se stessi. ma poiché si compie violenza contro tre specie di persone. essa spiace maggiormente a Dio. perciò il primo girone punisce. La violenza è comune sia agli uomini che agli animali. il più basso. il diritto romano e il pensiero scolastico nella formulazione di San Tommaso. La gravità dell'azione violenta cresce in misura proporzionale all'amore che il peccatore avrebbe dovuto avere per la persona da lui offesa. il prossimo.htm (2 di 7)08/12/2005 9.26 . nella consapevole partecipazione del raziocinio all'atto moralmente negativo. si trova enunciata nel De Offlciis di Cicerone. e precisamente tanto contro loro personalmente quanto contro le cose che loro appartengono.Divina commedia: Parafrasi Inferno questo genere (ogni ingiuria) offende qualcuno o con la violenza o con la frode. La ingiuria può essere perseguita e per mezzo della violenza e per mezzo della frode: questa distinzione.virgilio. Il primo dei tre cerchi è interamente occupato dai violenti. infatti l'amore che la creatura deve al suo Creatore è più grande di quello che deve a se stessa o agli altri. è l'infrazione (iniuria: violazione di un diritto) di una legge fissata da Dio. L'uomo si addentra tanto più nel male quanto più consapevolmente e freddamente lo compie. perciò i fraudolenti stanno in basso e sono sottoposti a tormenti maggiori. Ma i più gravi peccati di violenza sono quelli compiuti contro Dio. l'inganno premeditato. è quindi punita la violenza che offende Dio nella sua persona (bestemmiatori). il criterio per distinguere le colpe in base alla loro gravità. esso è stato costruito e suddiviso in tre zone concentriche. Tre sono le fonti principali da cui Dante attinge i criteri che presiedono alla struttura morale e topografica del basso inferno: Aristotile. tutti quanti gli omicidi e chiunque http://xoomer. Nel terzo girone. se stessi.02. il raggiro. Ma poiché la frode è malvagità propria dell’uomo.il secondo .it/brdeb/Dante/prosa/undicii. e ai suoi beni distruzioni.

i saccheggiatori e i ladroni. Si può usar violenza contro se stessi e contro i propri averi.it/brdeb/Dante/prosa/undicii. falsificazione. Significativa in proposito è la seguente frase del Boccaccio: "Come l'uomo dice dì alcuno . latrocinio e simonia. ai tempi di Dante. perciò nel secondo cerchio (della città di Dite. ottavo di tutto l’inferno) sono raccolti i peccati di ipocrisia. invece . per alcuni. operosità) sono designati indirettamente in questa terzina attraverso i nomi delle due città che.come s'intende ch'egli sia usuraio". può essere usata tanto contro colui che si fida quanto contro colui che non ha fiducia. che offende ogni coscienza.il pianto di questi violenti sarebbe la conseguenza della loro dannazione che li ha privati nell'al di là della felicità eterna. rinnegandolo in cuore e apertamente bestemmiandolo.Divina commedia: Parafrasi Inferno colpevolmente ferisce. e (quindi) piange là dove avrebbe dovuto essere lieto. 24-25) è narrata la distruzione di Sodoma ad opera del fuoco celeste: i suoi abitanti si erano macchiati infatti del peccato contro natura. dovettero la loro celebrità a quei vizi. http://xoomer. in senso lato. di essere un covo di usurai. perciò il girone più piccolo segna del suo marchio sia Sodoma sia Cahors.virgilio. Nella Genesi (XIX. nell'antichità e nel Medioevo.e questa sembra l'esegesi più aderente allo spirito del passo . per altri. e perciò è giusto che nel secondo girone si penta inutilmente chiunque priva se stesso della vita. Si può usare violenza contro Dio. seduzione. La frode. e recando oltraggio alla sua bontà nella natura. intesa. La città francese di Cahors godeva fama. Dell'ultimo verso di questa terzina si danno due interpretazioni. I sodomiti (violenti contro natura) e gli usurai (violenti contro l'arte. come lavoro.egli è Caorsino . a seconda del senso che si attribuisce alla determinazione locale là.26 .02. baratteria e colpe ugualmente immonde. dilapida al gioco e sperpera le sue ricchezze. Questo secondo tipo di frode sembra distruggere soltanto il vincolo d’amore creato (tra gli uomini) dalla natura.htm (3 di 7)08/12/2005 9. adulazione e magia. gli scialacquatori piangerebbero in terra dopo aver dato fondo a tutte le loro sostanze. sia colui che parla disprezzando Dio nel suo animo (il bestemmiatore).

come la parentela. perché non sono puniti dentro la città arroventata. Il vincolo che dovrebbe legare tutti gli uomini tra loro è l'amore naturale. le domande del lettore. che vuole rappresentare tutta l'umanità. imprigionati nel ghiaccio dello stagno Cocito. perché si trovano in tali condizioni ? " Tra i peccatori elencati da Virgilio non hanno trovato posto gli iracondi (quei della palude pingue). Ed io: " Maestro. anche se talvolta.htm (4 di 7)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/undicii. è tratto ad argomentare: se essi sono peccatori. l'ospitalità. come in questo caso.virgilio. Da ciò Dante. come Dante scrive nel Convivio (I.02. occupano l'ultìmo dei nove cerchi.26 . Il Boccaccio sottolinea che "delirare" significa "uscire dal solco": è l'affettuoso rimprovero della ragione a Dante.nel cerchio più piccolo. i lussuriosi (che mena il vento). il beneficio ricevuto. " Anche la gravità della frode è in rapporto alla persona che essa colpisce Meno grave appare quindi l'inganno esercitato contro chi non ha particolari motivi per fidarsi. i golosi (che batte la pioggia). perciò. Per natura "ciascun uomo a ciascuno uomo naturalmente è amico". incontrandosi. il quale sembra dimenticare in questo momento quei principi filosofici che Virgilio subito gli richiamerà alla memoria. poiché. se invece non lo sono. più grave quello che si configura come tradimento. http://xoomer. I fraudolenti contro chi non si fida infrangono il solo vincolo dell'amore naturale. quelli contro chi si fida (i traditori) distruggono anche i vincoli umani che ad esso si aggiungono e dovrebbero consolidarlo. l'amicizia. quelli travolti dal vento. e descrive assai bene questo abisso e le genti in esso contenute. Ma al vincolo comune dell'amore naturale si aggiungono vincoli più specifici. Nell'inferno di Dante i traditori. se Dio li ha in odio? e se non li ha.Divina commedia: Parafrasi Inferno L’altro tipo di frode fa dimenticare sia il vincolo dell’amore naturale. I. perché sono in quel modo puniti? Il Poeta. gli avari e prodighi (che s'incontran con sì aspre lingue). dovrebbero trovarsi dentro la cinta di mura che delimita il basso inferno. così aspramente si insultano. Ma spiegami: quelli della palude melmosa. e quegli altri che. nella falsa opinione che tutti i peccati siano riconducibili alla malizia. dal quale nasce la fiducia specifica. la patria. sembra prevedere i dubbi. 8). il tuo ragionamento si svolge con grande chiarezza. la sua preoccupazione di offrire una risposta conferisce un tono eccessivamente didascalico alla poesia. chiunque tradisce è dilaniato da tormenti eterni. e quelli che la pioggia percuote. sia quello che ad esso si aggiunge in seguito. dove si trova il punto dell’universo occupato da Lucifero (Dite).

it/brdeb/Dante/prosa/undicii. tratta a fondo le tre inclinazioni che Dio disapprova. sono un bene. tralasciando la terza (la bestialità). Virgilio. Il peccato d'incontinenza è quindi un peccato di dismisura.26 . libro a te familiare. Ma. la malizia e la bestialità. Nell'Etica Nicomachea Aristotile classifica il male in base alla maggiore o minore partecipazione della volontà cosciente al suo compimento. entro i limiti loro assegnati nell'economia della creazione. Virgilio ricorda al suo discepolo che nell'Etica Nicomachea di Aristotile gli atti peccaminosi non sono tutti riconducibili alla malizia: il filosofo greco aveva infatti considerato non una. http://xoomer. e ricordi chi sono coloro che vengono puniti nella parte alta dell’inferno. ma tre disposizioni moralmente negative. come ha dimostrato il Nardi. Ora. comprenderai perché si trovino separati da questi malvagi. l’incontinenza. deliberatamente volto al male. in violenza e frode). nei cerchi superiori dell'inferno sono puniti i peccati d'incontinenza. quanto per dimostrare soltanto che l'incontinenza non può essere accomunata alla malizia. Alcuni hanno voluto identificarla nella violenza dei settimo cerchio.02. l'Etica di Aristotile è menzionata da Virgilio a questo punto non tanto al fine di convalidare con l'autorità del maestro di color che sanno l'intero ordinamento dell'inferno. l'incontinenza. Dio ci giudica. la malizia e la sfrenata bestialità? e di come l’incontinenza offenda meno Dio. Poiché in questa sono presenti solo i peccati dovuti a malizia (divisi a loro volta. infatti. e attiri su di sé una condanna minore? Se tu riesamini attentamente questa affermazione. Per questo esso si distingue radicalmente da quello di malizia. Si riteneva che il grande filosofo greco avesse trovato le risposte più persuasive ed esaurienti a tutti i problemi che l'uomo può risolvere servendosi della sola ragione. Nella partizione del peccati Dante ha fatto uso di due delle categorie stabilite da Aristotile. Il pensiero di Aristotile era molto studiato nel Medioevo. Questa rappresenta una disposizione al male in quanto l'incontinente è portato a ricercare al di là del lecito cose che. i commentatori si sono chiesti in quale parte dell'inferno sia punita la matta bestialitade. di per se stesse. ed è punito al di fuori della città di Dite. intende sottolineare la razionalità del criterio secondo cui sono distribuite le pene infernali.virgilio. essendo peccato assai meno grave. e perché la giustizia di Dio li colpisca meno adirata ". come è stato chiarito da Virgilio nella prima parte del canto. altri nell'eresia del sesto.htm (5 di 7)08/12/2005 9. tenendo conto di quel lume naturale che è in ciascuno di noi e che ci mette in grado di distinguere con chiarezza il bene dal male e di agire conseguentemente.Divina commedia: Parafrasi Inferno Non ti ricordi delle parole con le quali I’Etica. fuori della città di Dite. richiamando alla memoria del discepolo il capitolo primo del libro VII.

26 . infatti. Dio. vedrai che è dalla natura e dall’arte che gli uomini devono trarre i mezzi per vivere e migliorare le proprie condizioni. offendono. Torna ancora un po’ indietro " dissi. Essendo quindi l'arte una riproduzione della natura. d'accordo in ciò con la speculazione degli antichi. poiché ritengo che dobbiamo incamminarci. per quanto può. che i prodotti del lavoro umano (arte) avevano il loro fondamento nei prodotti della mente divina. ha in Dio la sua origine e la sua legittimazione. per analoghe ragioni. l'arte può apparirne come la nepote. ed essendo quest'ultima opera diretta di Dio. che l’operato umano imita. troverai. tanto che il vostro operare è quasi nipote di Dio. nelle opere cioè della creazione (natura). con il suo intelletto. a te ben familiare. ad imitare la natura. al fine di conferire valore sempre più alto alle proprie opere. come la natura prende origine dalla mente e dall’opera di Dio. Ma è tempo ormai che tu mi venga dietro. anche l'arte. la costellazione dei Pesci (che precede di tre ore l’apparizione dell’alba).Divina commedia: Parafrasi Inferno "O luce che come sole liberi la vista (dell’intelletto) da ogni offuscamento. L'uomo doveva quindi tendere. che il dubitare non mi è meno gradito del sapere. " "A colui che sa capirla " disse " la filosofia dimostra e non in un solo punto. concepita appunto come il veicolo del Verbo divino. esprimono invece la gioia profonda dell'uomo che comprende. http://xoomer. e poiché l’usuraio segue un altro cammino. la razionalità del creato e che ha la sicurezza che ogni altro dubbio potrà essere sciolto. e se tu leggi attentamente la Fisica (di Aristotile). sale scintillando sopra l’orizzonte e quella dell’Orsa Maggiore si trova esattamente nella direzione del vento Cauro. come l’alunno imita il maestro. attraverso la natura e l'arte. il suo ricettacolo in terra. l'umana operosità.it/brdeb/Dante/prosa/undicii.htm (6 di 7)08/12/2005 9. Le parole di Dante. perciò se metaforicamente la natura può essere chiamata figlia di Dio. offende la natura in se stessa e nella sua imitatrice. dopo non molte pagine. mi riempi di tanta gioia quando sciogli i miei dubbi.02. Con questa spiegazione Virgilio intende chiarire al suo discepolo la sostanziale affinità che lega il peccato contro la natura a quello contro l'arte: entrambi infatti.virgilio. la natura. e chiarisci questa difficoltà. che a prima vista possono apparire improntate a una certa retorica. Se tu richiami alla tua memoria l’inizio del libro della Genesi. affidando ad altro la sua speranza. " nel punto in cui dici che l’usura oltraggia la bontà di Dio. Il pensiero medievale sosteneva.

è tempo di riprendere il cammino) che fa balenare per un attimo. 2003 .it/brdeb/Dante/prosa/undicii.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer." Alla fine di questo canto dottrinale la poesia torna ad affermarsi in una precisazione cronologica (in terra sta per spuntare il sole.26 . un nuovo giorno comincerà tra poco.Divina commedia: Parafrasi Inferno e si discende il dirupo assai più in là. sulla desolazione dello scenario infernale.htm (7 di 7)08/12/2005 9. la solenne maestà del cielo stellato.02.virgilio.

htm (1 di 8)08/12/2005 9. esatta. tale.33 . essa. tale era la discesa di quel burrone. come colui che è sopraffatto internamente dall’ira.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . occorreva vedere "in queste insistenze descrittive più ancora che la mentaIità realistica. ma il fenomeno stesso (la ruina che percosse l'Adige) e le sue più probabili cause (terremoto o erosione del terreno). Di qui la scientiflcità di cui spesso l'elemento fantastico si colora in Dante. in modo che il pendio dalla vetta della montagna. Come giUstamente osserva Montanari. appare dotato di leggi proprie e intimamente coerente con se stesso. La frana a sud di Trento. condotti a volte con uno scrupolo che può apparire scientifico. Diversamente infatti che nelle altre visioni medievali dell'oltretomba. http://xoomer. che ogni sguardo lo avrebbe evitato.Parafrasi INFERNO CANTO XII Il luogo in cui giungemmo per scendere lungo il dirupo era scosceso e. alla quale è paragonato il dirupo che porta dal sesto al settimo cerchio. di un fenomeno (la particolare configurazione del terreno: è sì la roccia discoscesa). fantastica. e nella parte superiore della Costa franata giaceva distesa la vergogna. dove è indicato non solo il risultato. Questi riferimenti sono. o a causa di un terremoto o per l’erosione del terreno sottostante. nella Commedia. dalla quale la frana si staccò. più la situazione è irreale. dei Cretesi che fu concepita nella finta vacca. l'impegno verso il suo tema sentito come cosa assolutamente seria e più che poetica". più appare convalidata . dove l'elemento immaginativo prevale sempre su quello reale. morse se stesso. Dante precisa le forme del paesaggio infernale mediante riferimenti a luoghi della terra. dall'assoluta serietà con cui il Poeta la descrive. dei quali una esatta descrizione è in un passo del trattato Sulle meteore di Alberto Magno.02. per Dante la vera realtà è l'oltretomba. Quale è la frana che a valle di Trento colpì in una delle sue rive l’Adige. come qui. appunto perché reale.virgilio. scientifica di Dante. e quando ci vide. alla pianura è così inclinato.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. In perfetto accordo con il pensiero cristiano. da offrire una via di discesa a chi si trovasse in alto. va probabilmente identificata negli Slavini di Marco. per di più a causa di ciò che in esso si trovava (il Minotauro).

bove per metà umano").Divina commedia: Parafrasi Inferno Il Minotauro. ne accrescono l'ira e "la portano a sfogarsi in gesti dissennati e bestiali. è bene che tu scenda. Il mio saggio maestro gli si rivolse gridando: " Pensi forse di trovarti in presenza del signore d’Atene. quando l'ira è al culmine (versi 22-24). Il simbolo (l'infamia) non resta confinato nell'ambito del riferimento dotto (la leggenda di Parsifae). figlia di Minosse. sanno infondere a tutta la scena un senso di nobile pietà. mentre è infuriato ". Come Cerbero. ma si reca a vedere i vostri tormenti". Sua madre Pasifae.02. non è più capace di camminare. equivocando forse un'espressione di Ovidio ("uomo per metà bovino. mortalmente colpito. e si concretizza in una accentuazione dei tratti più crudi e realistici. si fece rinchiudere in una vacca dì legno. Osserva giustamente il Sapegno come le parole che Virgilio rivolge al Minotauro. nel descrivere l'uccisione dell'animale in occasione di un sacriflcìo agli dei. Arianna aìutò Teseo a raggiungere il Minotauro perché lo uccidesse. ma barcolla qua e là.virgilio. mentre sembrano volerlo rassicurare. è definito infamia in quanto rappresenta la testimonianza vivente del degradarsi dell'umano nel bestiale. che sulla terra ti diede la morte? Allontanati.33 . Nato che fu. che si muovevano spesso sotto i miei piedi per l’insolito peso. affinché l'eroe non si smarrisse nell'intrico del Labirinto. In Dante il quadro sembra ritrarre piuttosto la scena di un macello. Così ci avviammo attraverso l’ammasso di quelle pietre. L'immagine del toro colpito a morte è già in Seneca e Virgilio. ma che Dante. il Minotauro è anch'esso animalità allo stato puro. sui quali facilmente. Come fa il toro che si scioglie dai nodi che lo legano nell’istante in cui. poi. esprime una vitalìtà disperata nella descrizione del mostro che prima morde se stesso. bestia: costui non giunge infatti guidato da tua sorella. in realtà. immagina come toro con la testa di uomo. anche questa volta. e il sagace Virgilio gridò: " Corri al punto di discesa. e.htm (2 di 8)08/12/2005 9. richiamandogli alla memoria la sua cruenta uccisione e il tradimento della sorellastra Arianna. forza cieca che l'umana ragione non può non disprezzare e deridere. ma acquista concretezza. saltella come il toro morente. Nel Minotauro dantesco i richiami mitologici si fondono con il realismo della scena colta dal vivo. tale io vidi diventare il Minotauro. Questi autori. moglie del re di Creta Minosse. il Minotauro venne imprigionato in un luogo da cui era impossibile uscire: il Labìrinto. gli diede un gomitolo da dipanare lungo il suo cammino. http://xoomer. avrà il sopravvento l'astuta ragione dell'uomo" Secondo una leggenda. che per gli antichi era un uomo con la testa di toro. presa d'amore per un toro.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii.

Egli è il vivo.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. dando origine al caos. come osserverà in questo stesso canto il centauro Chirone. riportata e discussa da Aristotile nella Metafisica. essi si confonderebbero l'uno nell'altro.htm (3 di 8)08/12/2005 9. in esso racchiuse. Ma guarda attentamente in basso. Virgilio spiega al discepolo come il terremoto che determinò la frana tra il sesto. e la liberazione delle anime. e Virgilio disse: "Tu pensi forse a questa frana custodita da quella belva irosa che ora ho reso inoffensiva. dotato di consistenza e peso. come questa. a momenti di delicata poesia. dei Patriarchi dell'Antico Testamento.Divina commedia: Parafrasi Inferno Dante ravviva sovente la narrazìone del suo viaggio nell'al di là con osservazioni.e il settimo cerchio abbia preannunciato la discesa di Cristo nel limbo. nel regno degli spettri. il poeta latino credette per un istante che l'universo stesse per tornare nel caos primigenio. egli ha il potere. in realtà esse hanno tutte la funzione di insistere sulla singolarità della sua esperienza nel mondo dei morti. solo in apparenza insignificanti. Tutto l'inferno tremò. a causa del quale alcuni ritengono che più di una volta il mondo sia ritornato nel caos. O irragionevole avidità e ira sconsiderata. e allora questa antica rupe subì. senza dubbio poco prima della venuta di colui che tolse a Satana il glorioso bottino del limbo. tale franamento. e poi in tanto dolore ci immergi in quella eterna! http://xoomer. Voglio dunque che tu sappia che la volta precedente. il mondo esiste infatti in virtù dell'odio reciproco tra gli elementi costitutivi della materia. allorché scesi nella parte inferiore dell’inferno. che io credetti che l’universo fosse preso da quell’amore. Secondo la teoria del filosofo greco Empedocle. se non mi inganno. qualora a quest'odio dovesse sostituirsi l'amore.33 . Ma. Procedevo meditabondo. Inferno XXI.02. soprattutto nella seconda cantica. questo pendio non era ancora franato. poiché si avvicina il fiume di sangue bollente in cui è immerso chiunque rechi danno ad altri con la violenza ". Questo motivo si ripresenterà diverse volte nel corso del poema e darà luogo. di muovere ciò che tocca. il profondo abisso immondo tremò in ogni sua parte tanto. 106-108). in questo luogo e altrove (nella bolgia degli ipocriti. che a tal punto ci stimoli nella breve vita terrena.virgilio.

di episodi di violenza (alle nozze di Piritoo la loro impulsività provoca uno scontro armato coi Lapiti. Opportunamente osserva in proposito il Sapegno: "Ia ragione morale non sopravviene in Dante a limitare e impoverire la pienezza dell'immaginazione. in quanto cinge tutto il piano (del settimo cerchio). la quale non ha bisogno dell'aggiunta di interpretazioni allegoriche per riuscire persuasiva. altrimenti tendo l’arco ". ciascuno si fermò. I centauri. nella semplicità imperiosa del loro linguaggio c'è qualcosa di militaresco. Ora. qui immersi nel sangue bollente. ma si tratta di un elemento interamente calato in una raffigurazione concreta. l'oggetto delle violenze di questi esecutori d'ordini sono i tiranni stessi. che è il segno del suo robusto realismo. nell'al di là.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. come il Boccaccio e Benvenuto da Imola. e tra la base del dirupo e questo fossato.). sempre attenta alla ricchezza e alla complessità del dato fantastico. Il loro compito è quello di far rispettare le leggi imposte da Dio all'oltretomba. secondo quello che aveva detto il mio accompagnatore. ecc. armati di frecce.virgilio. esprime un'intelligenza pronta e decisa. nella pronta obbedienza agli ordini di un capo. con un'intensità di rilievo plastico. Vedendoci scendere. non di infliggere il dolore per il gusto perverso di fare del male. tutta rivolta a far campeggiare quelle immagini di agilità e di potenza fisica. alieno da ogni compiacimento meramente estetistico e decorativo e sempre contenuto. essi rappresenterebbero. dei centauri correvano raccolti in gruppo. per la legge del contrappasso. http://xoomer. si sono serviti in vita per opprimere i loro sudditi. di cui ricavava lo spunto da qualche verso di Virgilio.Divina commedia: Parafrasi Inferno Vidi un largo fossato circolare. Nesso rapisce Deianira. nel ritmo incalzante e grave del racconto". non i tormentatori (come Cerbero) dei dannati.htm (4 di 8)08/12/2005 9. così diversa dalle incomposte manifestazioni di sdegno e rabbia bestiale degli altri guardiani infernali. sono protagonisti. nelle leggende dell'antica mìtologia. cavalli fino al busto e uomini dal busto in su. di Ovidio e di Stazio. Secondo l'opinione di antichi commentatori. come solevano fare sulla terra quando andavano a caccia. Egli può pertanto darci delle belle fiere una rappresentazione attenta e vivacissima. I centauri non hanno nulla di abbietto nella raffigurazione che ne fa il Poeta. Tra i custodi dell'inferno sono inoltre gli unici che si dimostrano in grado di sostenere un dialogo con Virgilio. e uno gridò da lontano: " Verso quale pena vi dirigete voi che scendete il pendio ? Ditelo dal punto in cui vi trovate. e come trasportato.02. nel loro andare in gruppo. Sono i ministri della giustizia divina. e tre di loro si separarono dalla schiera con archi e frecce scelte in precedenza.33 . La minaccia di questo centauro. E' indubbio che nei loro atteggiamenti. ma anche di episodi che ne mettono in rilievo i tratti umani e la saggezza (Chirone istruisce Achille). gli armigeri di cui i tiranni.

prima di parlare. là dove le due nature (di uomo e di cavallo) si uniscono. che fu così iroso. invitato con altri centauri al banchetto per le nozze tra Piritoo e Ippodamia. aveva tentato di rapirla. a lui solo. tentò di rapire la sposa e le donne degli altri Lapiti. l’altro è Folo.).it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. che educò Achille. non il http://xoomer. volendo riacquistare l'amore di Ercole. e disse: "Quello è Nesso. che già gli era di fronte. Il gesto di Chirone che. Deianira. che sottolinea la maestà di questa figura. colpendo con frecce qualsiasi dannato si trae fuori dal sangue più di quanto il suo peccato gli diede in sorte ". si serve della freccia per allontanare la barba dalla bocca. Ma. aveva fatto dono a Deianira di una camicia intrisa del suo sangue. e a lui. Ci avvicinammo a quegli animali ve1oci: Chirone prese una freccia. e arrivava all’altezza del suo petto. moglie di Ercole. e con la cocca trasse indietro la barba sulle mascelle.virgilio. Chirone è qui ritratto in un atteggiamento meditativo che concorda con quanto la leggenda ha tramandato di lui (fu maestro di Achille). Tutta la raffigurazione.33 . In tal modo Nesso fu il vendicatore della propria morte. facendole credere che aveva la virtù di far innamorare chi la indossasse. non appena l'ebbe indossata. Quando la grande bocca fu completamente libera disse ai compagni: "Vi siete accorti che colui che sta di dietro è un essere vivente ? E Virgilio. colpito a morte dall'eroe. ma resta un gesto nobile. dei centauri si ispira ad un senso vivissimo dei decoro esteriore. ha in sé dell'umano e del ferino. rispose: " E’ veramente vivo. Girano a migliaia intorno al fossato. E quello che sta In mezzo. che perdette la vita per amore della bella Deianira e vendicò da sé la propria morte. è il grande Chirone. ne fece dono al marito. preso da amore per Deianira.htm (5 di 8)08/12/2005 9.Divina commedia: Parafrasi Inferno Virgilio disse: " Risponderemo a Chirone quando vi saremo vicini: con tuo danno la tua volontà fu sempre così impulsiva ". 219 sgg. Folo. l'eroe fu preso da spasimi atroci e dopo poco morì. con una freccia avvelenata. e tiene lo sguardo abbassato. Poi mi toccò. che si era invaghito di Iole.02. devo mostrare l’inferno: ci spinge a ciò la necessità. Il centauro Nesso. secondo quanto narra Ovidio nelle Metamorfosi (XII.

protesta l'innocenza propria e del suo compagno (non è ladron. e fa loro da guida. Virgilio non si accontenta della solita formula.virgilio. né io sono l’anima di un ladro. con un'impazienza che non ammetteva repliche (nel caso di Caronte. per la prima volta. che fu causa alla Sicilia di anni dolorosi. quale è quella che meglio si addice alla sua indole militaresca ed autoritaria. solenne ed enigmatica. e il crudele Dionisio. ma pronta ed acuta. in Tessaglia. Questi sono stati trattati finora. Qui si sconta il male arrecato agli altri senza pietà. Il tono di questa risposta di Virgilio a Chirone si differenzia nettamente da quello delle risposte date ai guardiani dei cerchi superiori. e parlò a Nesso: "Volgiti indietro. Chirone si volse a destra. e fa scansare qualunque altra schiera s’imbatta in voi". per rivelare ad un ministro dell'inferno la volontà di Dio. oppure il re dei Macedoni. Vidi una rnoltitudine immersa fino agli occhi. Ma in nome di quel potere divino. nel quale i dannatì emettevano grida laceranti.htm (6 di 8)08/12/2005 9. Dal cielo si mosse qualcuno che mi affidò questo straordinario incarico: non è un ladrone.02. breve. e che ci indichi il punto dove il fiume può essere attraversato e trasporti costui sulla sua groppa. se non sempre con aperto disprezzo (come Cerbero. Ci avviammo dunque insieme col sicuro accompagnatore lungo la sponda del sangue bollente. né io anima fuia) e motiva (ché non è spirto che per l'acre vada) la sua richiesta di una guida che indichi il punto di più facile guado del fiume. dacci uno dei tuoi. Qui. e Nesso spiegò: "Essi sono tiranni che uccisero e depredarono. Flegiàs). a cui possiamo stare vicini. ad opera del quale percorro un cammino cosi impervio. Egli tenta di convincete Chirone della fondatezza delle sue ragioni. Virgilio crede quindi doveroso ricordare a Chirone gli antefatti della discesa di Dante nel regno dei morti (l'incarico affidatogli da Beatrice). della cui crudeltà parla fra gli altri Cicerone.Divina commedia: Parafrasi Inferno piacere. Minosse. che alcuni autori latini hanno descritto come un tiranno sanguinario (Seneca lo http://xoomer. Alessandro potrebbe essere il tiranno di Fere. Pluto e il Minotauro). poiché egli non è uno spirito che possa volare ".33 . Questo perché in Chirone si esprime un'intelligenza forse "elementare ed aliena da sottigliezze" (Sapegno ).it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. non di imporgliele dall'alto della sua superiorità intellettuale. qui si trovano Alessandro.

Guido. vicario in Toscana di Carlo I d'Angiò. e riconobbi parecchi di costoro. Sulla tomba di Arrigo. Ezzelino III da Romano. nella Commedia. secondo una leggenda che qui Dante sembra voler confermare. molti tra i personaggi della storia che il Poeta ammira maggiormente sono infatti. " voglio che tu sappia http://xoomer. quello biondo è invece Obizzo d’Este. reggeva un calice contenente il suo cuore imbalsamato. che gli aveva ucciso il padre. è (la fronte) di Ezzelino. il Villani.02. Obizzo II d'Este. è definito da uno storico di parte guelfa. il quale davvero fu ucciso in terra dal figlio snaturato ". il più crudele tiranno della cristianità (Cronaca VI. cugìno del re d'Inghilterra Edoardo I. marchese di Ferrara. Lucano lo definisce fortunato predone"). 72). una statua dorata. ma che Dante elogia tanto nel Convivio quanto nella Monarchia. A questo modo il livello del sangue andava sempre più diminuendo.htm (7 di 8)08/12/2005 9. conte di Montfort. E quella fronte coperta di così neri capelli. qui guadammo il fossato.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. Allora mi rivolsi a Virgilio. ucciso dal figlio Azio VIII nel 1293. Questo peraltro non sarebbe motivo sufficiente per farci ritenere impossibile la sua destinazione all'inferno. essendo i criteri della giustizia divina necessariamente superiori a quelli del giudizio degli uomini. secondo quanto riferisce un antico commentatore. io verrò secondo ". fra i reprobi. posta sul ponte del Tamigi a Londra. Vidi in seguito una moltitudine che teneva fuori del fiume il capo ed anche tutto il petto. capo ghibellino e signore della Marca Trevigiana. Ci indicò un’ombra isolata in un angolo e disse: " Quel dannato trafisse in chiesa il cuore che è ancora venerato a Londra ". Benvenuto da ImoIa.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Inferno chiama "ladro e distruttore di popoli". Poco più oltre il Centauro si arrestò presso una moltitudine che appariva immersa in quel bollore fino alla gola. ed egli disse: " Nesso sia ora la tua guida. pugnalò nel 1272. morto nel 1259. fino a bruciare soltanto i piedi. " Così come vedi che il liquido bollente si abbassa progressivamente da questa parte " disse il Centauro. fu. Arrigo.33 . in una chiesa di Viterbo.

htm (8 di 8)08/12/2005 9. e per l’eternità spreme le lagrime. fu scomunicato da papa Clemente IV e dichiarato ribelle dal comune di Firenze.33 . a Rinieri da Corneto. Rinieri dei Pazzi di Valdarno. 2003 . anch'egli un famoso ladrone di quei tempi. uccisore. terrorizzò tutta la Maremma. figlio di Priamo. finché si ricongiunge al punto dove è giusto che i tiranni espiino.Divina commedia: Parafrasi Inferno che dalla parte opposta il suo alveo diventa sempre più profondo. per la sua crudetà. che fa sgorgare con il supplizio del sangue bollente. il " flagello di Dio". non il re dell'Epiro che mosse guerra ai Romani. Poi si voltò indietro.02. ma Neottolemo. il sanguinario figlio di Achille. che resero così pericolose le strade. secondo quanto narra Virgilio nel secondo libro dell'Eneide (versi 526-558). Da quest’altra parte la giustizia di Dio punisce Attila che sulla terra fu strumento di dolore e Pirro e Sesto.virgilio. del giovane Polite. a Rinieri dei Pazzi. fu soprannominato. e riattraversò il pantano.it/brdeb/Dante/prosa/dodicii. Rinieri da Corneto fu un brigante ai tempi del Poeta. re degli Unni dal 433 al 453.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. e poi di Priamo stesso. datosi alla pirateria dopo la morte del padre. Pirro è qui. probabilmente. Sesto è probabilmente il figlio di Pompeo. " Attila.

"con un proposito di strane e orrende fantasie. Hanno ali larghe. Qui fanno i loro nidi le sozze Arpie. mostri della mitologia classica. lo stile elaborato e aspro di questo canto si accorda. Le Arpie. sugli alberi. ma spine con veleno: quegli animali selvaggi che (in Maremma) tra il fiume Cecina e la località di Corneto odiano i luoghi coltivati. Questo a sua volta è come un'introduzione a una tragedia innaturale: il suicidio. ma nodosi e contorti. ma di colore scuro.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . scheletrico. Non c’erano foglie verdi. per metà donne e per metà uccelli. in modo strano. Qui appaiono come annunciatrici dì un male misterioso che si cela nel bosco. suggerisce l'innaturalità del paesaggio. ripetuta tre volte.Parafrasi INFERNO CANTO XIII Nesso non era. piedi con artigli. in cui si rifletta e prenda consistenza poetica l'incubo dì una tragedia che trascende la norma comune dell'umano sentire". fin dalle terzine iniziali. ancora arrivato di là (dal guado). non hanno (per loro dimora) macchie così irte e pungentì e così folte. sappi che sei nel secondo girone " cominciò a dirmi. colli e facce di esseri umani. E il valente maestro: " Prima che tu ti inoltri. non rami lisci e diritti. innaturale.htm (1 di 9)08/12/2005 9.52 . l'armonioso scorrere della vita qui è fissità. Fosco il colore delle fronde. non frutti.virgilio. strumenti di dolore.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. e il grande ventre coperto di penne. quando noi entrammo in un bosco che non aveva alcuna traccia di sentieri. Come ha finemente osservato il Sapegno. " e vi starai fino a quando http://xoomer. infine la cattiveria: spine avvelenate.02. 209 sgg). cacciarono i Troiani di Enea dalle isole Strofadi con la profezia della fame che essi avrebbero dovuto sopportare nel viaggio verso le rive dei Lazio (Virgilio -Eneide III. Il bosco è rigido. L'antitesi. si lamentano. desolazione. morte. che costrinsero alla fuga dalle isole Strofadi i Troiani con la funesta profezia di mali futuri. aggrovigliati e come rivolti contro se stessi ('nvolti) i rami.

ma faccia le proprie esperienze dirette. ma questa spiegazione non chiarisce la funzione che simili moduli espressivi hanno sul piano della poesia. da gente che si nasc:ondesse a noi. si basi anche sull'esperienza maturata da altri. guardando e esaminando (riguarda ben). l'errore intellettuale e morale che ha condotto i suicidi al loro peccato. Qui gli occhi. nonché. l'allucinante atmosfera in cui il loro empio proposito è maturato. attraverso la distorsione del linguaggio. riguarda ben. la ragione indica la via. per questo tutto smarrito mi fermai.. 28 -30) sono quelli del " maestro ". e colsi un ramoscello da un grande albero spinoso. Un momento di pausa: la ragione (Virgilio) interviene.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii.htm (2 di 9)08/12/2005 9. il protagonista dell'episodio che sta per cominciare. i sentimenti. Un vegetale con voce http://xoomer. se tu tronchi. dell'incertezza di Dante. e non vedevo nessuno che li facesse. l'ansia tesa che dal paesaggio.. la sperimentazione è diritto e dovere dell'individuo. dunque non c'è stupore o timore in lui. Virgilio sa. In essi dobbiamo vedere altrettanti mezzi dei quali il Poeta si serve per esprimere. si trasmette all'animo di Dante. al tempo stesso. come di chi assolve un grave dovere. ma la sicurezza precisa e quasi impassibile del chirurgo che guida la mano incerta (allor porsi la mano un poco avante) dell'allievo sul corpo dell'ammalato: sappi. calmi. poi ancora a Virgilio: all'intrico dei rami si aggiunge questo intrico psicologico. i tuoi pensieri si dimostreranno tutti erronei ".. così facendo vedrai cose tali che toglierebbero credito alle mie parole". Ritengo che Virgilio pensasse che io credessi che voci così numerose uscissero. L'uomo (Dante). dà suggerimenti di metodo. Alcuni critici hanno voluto attribuire l'uso di artifici retorici come quello del verso cred'io ch'ei credette ch'io credesse all'intento di parafrasare lo stile concettoso di Pier delle Vigne. l'atto perplesso e interrogatorio di Dante vanno da Virgilio agli alberi. e il suo tronco gridò: " Perché mi schianti ? " L'inquietante crescendo dei primi trentatré versi. prenda coscienza della realtà.02. (passando) tra quegli alberi secchi. Allora stesi la mano un poco in avanti.52 . da questi alla ricerca dell'origine delle voci. Perciò il maestro disse: " Se tu spezzi un qualsiasi ramoscello di una di queste piante.virgilio. si raccolgono e culminano in questo grido innaturale: e 'l tronco suo gridò.Divina commedia: Parafrasi Inferno tu arriverai all’orribile distesa sabbiosa: perciò guarda ripetutamente e con attenzione. partecipi ma controllati. lo sentivo da ogni parte emettere lamenti acuti.. Gli interventi di Virgilio (versi 16 -21.

sono degradate alla prigionia in queste forme arboree dove. sul richiedente: non hai tu . lo strumento teso alla ricerca della conoscenza perché. soffrono contorcendosi e contorcendole. ciò che ha veduto soltanto per mezzo della mia poesia. murato nelle fibre del legno. Quando. La reazione di Dante all'innaturale spettacolo non è analizzata: si concretizza in un gesto (lasciai la cima cadere) e in un atteggiamento (stetti come l'uom che teme). fino a quando le Arpie. e ora siamo fatti sterpi..per dolore . ricominciò a dire: " Perché mi strappi ? non hai tu alcun senso di pietà? Fummo uomini. perciò io lasciai cadere il ramoscello. con un dolore che spasima. non c'è nulla di libero in essa. attraverso il dolore (il ramoscello spezzato). dopo che si coprì di sangue. l'umidità di cui il pezzo di legno messo sul fuoco è pregno. affluisce tutta all'estremità opposta. si riversa. in silenzio. impotenti. maturato domande. un fatto si commenta con un altro fatto. le aveva tradotte in un gesto (e colsi). Come da un tizzone verde al quale ad una estremità sia appiccato il fuoco. e rimasi immobile come chi ha paura..it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. sordo. l'interrogazione. e di qui geme. cieco. Il bosco ha rivelato il suo segreto: fummo uomini.virgilio. La similitudine dei legno che lagrima è gìá nel provenzale Gaucelm Faidít: "Dagli occhi piango . e non con termini soggettivi.. questa manifestazione di vita è simile in tutto ad un processo meccanico. ad esprimersi (sanguina." (Aglianò) "Se egli avesse potuto credere senza provare" rispose il saggio Virgilio: "o anima ferita. condensata in gocce. Così.come la legna verde che nel fuoco ardente s'accende piangendo. ma rimbalza.htm (3 di 9)08/12/2005 9. In Dante essa esprime un'attenzione tesa a cogliere nella natura un significato drammatico. Fin qui Dante aveva.02. che dall’altra stilla gocce di umore e stride a causa dell’arla interna che ne esce. Le anime dei suicidi che rifiutarono violentemente il corpo. e ora siamo trasformati in piante selvatiche: la tua mano dovrebbe essere anche più pietosa. pascendosi delle foglie fosche. ora la risposta è arrivata. parla). il cristallizzarsi degli alberi nella rigidità della morte. lo accrescono ma anche gli aprono una via di sfogo: fenestra. allo stesso modo dal ramo rotto uscivano insieme parole e sangue. terribile domanda. in conseguenza del calore che ne prosciuga una estremità.52 . quasi atto d'accusa. E voce che si articola nell'atto più alto dell'intelletto umano. http://xoomer. ? Poi. se fossimo state anime di serpi ".Divina commedia: Parafrasi Inferno umana. "Come spesso avviene in Dante.. e si inserisce mirabilmente nel tema che è alla base di questo canto: il perdersi dell'umano nella natura arborea. non la pausa lirica. all'esterno. muto. l'albero-uomo riprende a vivere.

02. nel grido di una coscienza offesa (ben dovrebb'esser la tua man più pia). ma la cosa. Dante sentirà pietà di questo cruccio fino a esserne accorato.htm (4 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. al gemito e alle parole di Polidoro. attraverso un regolare crescendo. come qui. a Dante interessa far sentire l'angoscia.. qui in particolare indica il poema di Virgilio..52 . le sue parole non saranno più allora motivo di terrore. nel quadro generale delle peripezie di Enea. non prorompe. ma soltanto di meraviglia. accordato dal cielo in compenso dell'iniqua morte datagli da Polinestore" (Medin). si arriva progressivamente. Non sarà pietà per la sorte del peccatore che è voluta dalla giustizia di Dio. fatto uccidere a tradimento da Polinestore. tragico in questo canto dell'inferno. Ciò che atterrisce Enea è il sangue che sgorga dal virgulto spezzato. " Tua fama rinfreschi: quasi tutti i dannati manifestano il desiderio che la loro memoria continui a vivere in terra. Il contrasto così netto fin dall'inizio in Dante. ne strappò alcuni. dai rami spezzati e sanguinanti usci la voce di Polidoro. mi spinse a indurlo a compiere un atto che rincresce a me per primo. dove gli è lecito ritornare. la sua onorabilità. delle calunnie con le quali è stata offesa la sua fama. e al momento culminante. Ma il senso della trasformazione dell'uomo in pianta è profondamente diverso. alla quale il http://xoomer. giunto sul luogo. cosicché invece di un qualche risarcimento ravvivi la tua fama nel mondo dei vivi. furono anche magnanimi e degni.Divina commedia: Parafrasi Inferno non avrebbe stesa la mano contro di te. la pena anche morale dello stato in cui si trovano i suicidi". L'idea tragica si diluisce così in una successione cronologica. il fatto prodigioso. e sul cui tumulo crebbero dei virgulti. Bene osserva in proposito l'Aglianò: "In Virgilio gli effetti sono sempre anticipati. in sé incredibile. più che della sua condizione presente. La linea ascendente è invece in Dante rapidissima".. essendo per Polidoro "il risarcimento. in Dante è la espressione della condanna inflitta da Dio a chi si è privato da sé della vita. l'avventura sensazionale. rispetto a quello dell'episodio virgiliano. nei versi di questo canto. pur essendo peccatori. appare in Virgilio assai più attenuato. di ammirazione. Di qui anche la diversità di tono tra i due episodi: elegiaco nell'Eneide.. re della Tracia. mentre questa metamorfosi ha in Virgilio un valore positivo. per alcuni aspetti. figlio di Priamo re di Troia. Enea. Pier delle Vigne sembra crucciarsi. l'Eneide. Solo in un secondo momento Polidoro parlerà. Rima sta per poesia. E ancora: "A Virgilio interessava l'episodio nel suo complesso. Nell'episodio di Polidoro il dramma dell'anima-pianta si risolve in un raffinato contrappunto di impressioni naturalistiche. Va aggiunto inoltre che. Nel libro terzo (versi 19 -68) Virgilio narra l'episodio di Polidoro. Ma digli chi tu fosti.virgilio. soprattutto quelli che. tra natura arborea e natura umana (dal ramo escono parole e sangue).

e Dante ritiene a torto . disperato. Per un cristiano l'uomo non può togliersi la vita. rovina di tutti è male delle corti. così delicatamente. acquistatosi suoi meriti. e a voi non pesi se io mi trattengo un poco a discorrere. studiò legge a Bologna. in gioventù conobbe la miseria e gli stenti. Il mio animo. che mai ha distolto il suo sguardo disonesto dalla corte imperiale. Io sono colui. non va quindi considerata soltanto in rapporto alla sua vita giusta. L’invidia. fece parte come notaio della corte imperiale di Palermo. che io non posso tacere. Fu uomo colto. fino a diventare consigliere segreto.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. e.htm (5 di 9)08/12/2005 9. " protonotaro ". dove entrò nelle grazie di Federico Il di Svevia. ma in rapporto alla sua vita senza ulteriori specificazioni di valore. E il tronco (disse) : " Mi attiri. non si dee togliere. l'anno dopo. essendo questa un dono di Dio. per sprezzante compiacimento.forse di arricchimenti illeciti.virgilio. Pier delle Vigne nato a Capua alla fine del secolo XII. di eccesso di potere e di tradimento. credendo che con la morte si sarebbe sottratto al disprezzo. Accusato .52 . sarà invece partecipazione alla giusta sofferenza di Pier delle Vigne provocata dal misconoscimento della sua lealtà. rinomato per la sua eloquenza e per la maestria del suo comporre in latino. In altri termini. che a causa di ciò perdetti la quiete e la salute. da cortigiani invidiosi e offesi dalla sua fortuna. mi rese ingiusto contro me stesso (che ero invece) giusto. che tenni tutte e due le chiavi del cuore di Federico. il Buti: "Quelle cose che l'uomo non si può dare. e gli aizzati aizzarono tanto l’imperatore. raffinato. con l’esca delle tue dolci parole in modo tale. dopo vent'anni di onori. L'ingiustizia. Con molta penetrazione si esprime in proposito un antico commentatore. anzi le dee tenere quanto vuole colui che gliele dà. giudice della Magna Curia e cancelliere del Regno di Sicilia. ragione è che non le riabbia". che esclusi quasi ogni altra persona dalla sua intimità: fui tanto fedele al mio glorioso incarico. che il protonotaro imperiale ha commesso uccidendosi. aizzò tutti gli animi contro di me. cadde in disgrazia del suo signore che lo fece incatenare e accecare (1248). si uccise. poeta in volgare. aprendo e chiudendo. Ingiusto fece Me contra me giusto: la ingiustizia che Pier delle Vigne fa a se stesso è anzitutto violazione di un diritto inalienabile: il diritto alla vita. che le gloriose onorificenze si convertirono in cupi dolori.Divina commedia: Parafrasi Inferno Poeta cristiano non può non consentire. agli occhi di Dio l'atto del suicida è altrettanto riprovevole qualunque sia la validità morale delle http://xoomer. se le rifiuta.02. e che le girai.

le anime narrano di se stesse. http://xoomer. mentre il suo linguaggio.htm (6 di 9)08/12/2005 9. e che solo di fronte all'accusa di tradimento egli palesa. Qui è il patetico del racconto: qui la sua immaginazione si scalda. E' del De Sanctis l'osservazione che fino a questo appassionato giuramento Pier delle Vigne ha parlato senza commuoversi. mai imposta: lo schema.Divina commedia: Parafrasi Inferno opere da questo compiute in vita. le azioni più abominevoli. Perciò io dissi a lui: " Domanda ancora tu ciò che credi possa appagarmi. Come in tutta la grande arte.virgilio. rivolgigli domande.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. e poi mi disse: " Dal momento che egli tace non perdere tempo. di chi ne fu il protagonista. che è ancora prostrata per il colpo che l’invidia le inferse ". messe nella cornice dell'al di là. Giova ricordare ìn proposito come tutte le vicende che. per il fatto di proporsi come esempi negativi. acquistano la dignità del sacro. sono dal Poeta concepite come messaggi di verità morale che ci giungono dal mondo dove più non si può mentire. a contrasto con la condizione eterna. ma parla. la propria umanità. se mai qualche anima si libera da simili membra. Per le mostruose radici di questo albero vi giuro che mai venni meno alla fedeltà verso il mio signore. una sola cosa seria che gli pesa. che fu tanto degno di rispetto. spirito prigioniero. Virgilio attese un poco. Nessuna però di queste storie. renda giustizia alla mia memoria. di sotto alla veste del cortigiano spunta l'uomo.02. ritrova la schiettezza delle grandi passioni: "vi è una cosa. e il suo linguaggio diviene semplice ed eloquente". l'infamia che si tenta gittare sulla sua memoria. e rivelaci. e agli effetti della poesia. Naturalmente. se hai piacere di sapere di più ". tutte sfuggono ad una definizione unilaterale e aprioristica delle nozioni di bene e di male in esse contenute. perché io non potrei. da così grande pietà sono toccato nel cuore! " Perciò riprese: " Se ti verrà fatto spontaneamente il favore che le tue parole chiedono in tono di preghìera. esprimendosi in una forma ricercata (in cui è come un compiacimento per la propria perizia di maestro dell'ars dictandi) e sottile.52 . nella Commedia. il fatto che Pier delle Vigne si uccida senza aver nulla da rimproverarsi colora di patetico la sua tragedia. libero infine da ogni preoccupazione formale. questa definizione è in Dante sempre proposta. è in Dante soltanto un esempio: quale più quale. ti sia gradito ancora di dirci in che modo l’anima si rapprende in questi duri nodi. attraverso il dolore. sul piano umano. concettuale si invera di continuo nella varia e ricca umanità dei suoi personaggi. l'accusa che gli è lanciata di traditore. meno. E se l’uno o l’altro di voi torna nel mondo. se puoi.

Cade nella selva.sarà una breve comunicazione. In realtà i sedici versi di cui è composto non sono pochi. Cresce in forma di virgulto e di pianta selvatica: poi le Arpie.virgilio... ma non per questo alcuna di noi se ne rivestirà. germoglia. il tono è staccato. mentre dà le notizie richieste sul proprio itinerario attraverso l'inferno (si parte. della sua estrema vicenda: l'anima del suicida è feroce contro il corpo dal quale s'è divelta.... le procurano dolore. cade. strappata con violenza e sforzo come radice dal proprio terreno. qui germoglia come seme di frumento. Finora questo canto è stato quasi totalmente privo di azione apparente. anche se ricchissimo di svolgimenti psicologici. e ode le bestie e lo stormire delle fronde. impersonale: sarà risposto a voi.Divina commedia: Parafrasi Inferno Allora il tronco soffiò forte. Trascinererno penosamente i nostri corpi (fin qui). come colui che sente arrivare il cinghiaie e i cani e i cacciatori al luogo dove si è appostato.dopo la prefigurazione oggettiva della processione che seguirà al Giudizio Universale ... Minosse la manda al settimo cerchio. Quando l’anima crudele (contro il corpo) si separa dal corpo dal quale essa stessa si è strappata. oggettivo. credendo che ci volesse dire altre cose. soprattutto se paragonati ai ventiquattro del primo. Brevemente sta però a significare la volontà dell'anima di non parIar troppo del proprio supplizio. e contro se stessa. si fa a poco a poco nuovamente partecipe. L'anima..02. il suo: ciascuno al prun..52 . ma là dove il caso la scaglia. e un varco alle manifestazioni di esso. quando fummo sorpresi da un rumore. Come le altre (anime) verremo (nella valle di Giosafàt) a riprendere i nostri corpi. e non le è prescelto il luogo. con notevolissimo risalto.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. poiché non è giusto avere ciò di cui ci si è privati. pascendosi delle sue foglie. Qui. e poi quel soffio si convertì in tali parole " Vi sarà data una risposta breve. la manda. ciascuno alla pianta in cui è chiusa la sua anima nemica a se stessa ". Il suo secondo discorso . surge).scopre con un brivido.. "La selva che http://xoomer. irrompe nell'immobile il movimento. fra tanti corpi.premette Pier delle Vigne .htm (7 di 9)08/12/2005 9. ed essi saranno appesi nella mesta selva. la balestra. Noi eravamo ancora tutti intenti all’albero.. e alla fine .

bramose e veloci come cani da caccia sguinzagliati in quel momento.it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. inseguiti dalle cagne (forse i rimorsi o. che Dante prende come punto di partenza naturale per la sua fantasia: esso è un intrico quasi impenetrabile http://xoomer. è detto con crudele ironia). in un tumulto di caccia. Diceva il cespuglio: " O Giacomo da Sant’Andrea. ucciso a Pieve del Toppo in una battaglia fra Senesi e Aretini (alle giostre: ai tornei. poi se ne andarono portando (con sé) quelle membra dolenti. dove con infernale travolgimento il cacciato è l'uomo. Azzannarono quello che si era nascosto (nel cespuglio). a che ti è servito farti scudo di me? che colpa ho io della tua vita colpevole? " Quando il maestro si fermò presso di lui. nudi e pieni di graffi. disse: " Chi fosti. famoso per le sue stravaganze. che scappavano così in fretta. in cui si fondono insieme invidia e disperazione"(Parodi). di sé e di un cespuglio fece un viluppo annodato strettamente. Lano grida invocando una seconda morte impossibile.Divina commedia: Parafrasi Inferno credevamo ormai di conoscere ci rivela ignote paurose profondità sprigionando dal suo oscuro seno inattesi esseri umani e inattesi mostri. Dietro di loro c’era la selva piena di nere cagne. o morte ! " E l’altro. Allora la mia guida mi prese per mano. corrimi in aiuto. non furono così abili le tue gambe nella battaglia del Toppo! " E poiché forse gli mancava il fiato. Quello (che correva) davanti (gridava): " Presto corrimi in aiuto. morto nel 1239.52 . e lo lacerarono pezzo per pezzo. da rompere ogni fronda del bosco. gridava: " Lano. i due sono Lano da Siena (forse Ercolano Maconi). padovano. il compagno è colui che "si sente rimaner solo nel pericolo e grida dietro all'altro uno scherno ch'è una maledizione.02.htm (8 di 9)08/12/2005 9.virgilio. Dilapidatori dei propri beni. quindi nudi. come le selve maremmane non tocche ancora dall'uomo. e Giacomo da Sant'Andrea." (Parodi) Ed ecco apparire due dal lato sinistro. che si accorgeva di restare pericolosamente indietro. secondo alcuni. e mi condusse al cespuglio che piangeva inutilmente attraverso gli squarci sanguinanti. i creditori). che attraverso tante ferite emetti parole dolorose insieme a sangue? " Il bosco non è costituito di soli alberi.

onde egli (Marte) a causa di ciò sempre la affliggerà con la sua arte (la guerra).. Ancora una volta l'inferno ha la sua controfigura in terra. 2003 . la tua città. La selva infernale scompare in dissolvenza.confuso con Totila re dei Goti.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. sterpi. avrebbero fatto fare il lavoro inutilmente. quei cittadini che più tardi la fondarono nuovamente sulle ceneri rimaste dopo Attila. punte. l'altra città di Satana. "dominata da un potere diabolico".virgilio. si profila Firenze. Il Boccaccio parla dei molti suicidi fiorentini di quel tempo: forse Dante lo ha lasciato di proposito anonimo. e tanto basta. frasche. è un gran pruno. nelle parole di questo suicida. e se non fosse che sul ponte dell’Arno rimane ancora un’immagine di lui. Pier delle Vigne. radunatele ai piedi del cespuglio miserevole. che di colui è pianta che pria volse le spalle al suo fattore (Paradiso IX. Chi fosse non si sa. alberi. anima nobile.è leggenda.52 . fraschette. Io fui della città (Firenze) che mutò il primo patrono (Marte) con il Battista (San Giovanni Battista). pruno. cesto. bronchi. pianta silvestra. E' un fiorentino: i' fui della città. ritto presso un cespuglio: un'anima da poco.htm (9 di 9)08/12/2005 9. ramicel. Io mi impiccai nella mia casa ".it/brdeb/Dante/prosa/tredicii. Il suo destino sembra dipendere "da quel frammento di statua. quasi da un idolo".02. che assediò la città nel 542 .. Come osserva l'Aglianò. gemella di Dite. ora invece Virgilio è fermo. rosta. Firenze appare. vermena. e dietro. Al riparo dell'effigie (coniata sul fiorino) del patrono cristiano operano ancora gli influssi malefici dell'antico dio della guerra: una minaccia di annientamento incombe sulla città dilaniata dalla discordia e induce i suoi abitanti al suicidio. rami. La distruzione di Firenze ad opera di Attila . e poi ancora una proliferazione di fronde. a chiusura di canto. Ed egli (rispose) a noi: " O anime che siete arrivate per vedere lo strazio indecoroso che ha staccato con tanta violenza le mie fronde da me stesso. 127-128).Divina commedia: Parafrasi Inferno di piante grandi e piccole. stecchi.

cosicché questa terzina si lega idealmente. Qui finisce il racconto delle cose vedute nella selva dei suicidi. per quanto riguarda il contenuto. di ristorarle. D'altra parte questa terzina iniziale si isola. che ormai era muta.02. che intende placare il turbamento che l'altro gesto aveva provocato". non dissimile da quella che fu calpestata un tempo da Catone.virgilio. La triste foresta (dei suicidi) la circonda. più che al canto che inizia. senza contraddire il senso intimo del suo sviluppo. la concentrazione di questo affetto). Lo Spitzer ha messo in rilievo il parallelismo tra i due gesti che Dante compie all'inizio e alla fine dell'episodio dei suicidi: "Dante fa ammenda al suo atto involontario di aprire ferite. Per spiegare bene le cose qui vedute per la prima volta. Giungemmo quindi al confine dove il secondo girone si separa dal terzo. Il terreno era una sabbia asciutta e compatta. a quello precedente.Parafrasi INFERNO CANTO XIV Poiché l’amore di patria mi riempì di commozione. raccolsi le fronde disperse. http://xoomer. Pier delle Vigne è messo nella condizione di parlare dopo che Dante ha reciso un membro del suo corpo vegetale). sia per l'argomento sia per il tono. Il tema della violenza (Capaneo) le è estraneo.59 . col suo atto. Quest'ultimo non poteva tuttavia terminare con una nota patetica e di raccoglimento (nel verbo strinse sono presenti le due connotazioni. dico che arrivammo presso una pianura che respinge dalla sua superficie ogni forma di vegetazione. Il tredicesimo canto è infatti il canto dell'orrore. come il fiume di sangue circonda quest’ultima: qui ci arrestammo sul margine. e le restituii a quell’anima. deliberato e compassionevole.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. e dove si contempla una spaventosa opera della giustizia. l'episodio giunge ad una conclusione con il suo gesto. come le è estraneo quello dell'universale corruzione da cui si origina il pianto della umanità peccatrice (Veglio di Creta). del dolore che non può sfogarsi che per mezzo di un dolore momentaneamente più vivo (le piante si esprimono soltanto attraverso le " fenestre " che in esse aprono le Arpie. del paradosso divenuto realtà. quella affettuosa e quella che indica l'intensità.htm (1 di 9)08/12/2005 9. a simbolo della rovina della sua città. anche dal canto di cui fa parte. nelle parole del fiorentino anonimo.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . del suicidio che assurge.

) serve qui. Il verso come di neve in alpe sanza vento è la rielaborazione di un analogo verso di Guido Cavalcanti: "e bianca neve scender sanza venti". O castigo di Dio. la quale. nello stesso tempo. a suggerire per via indiretta il riferimento reale per uno spettacolo fantastico. come ha mostrato il Sapegno. "bianca". di Dante non è quello del sogno. Dante indugia stranamente qui nella descrizione e nella precisazione.htm (2 di 9)08/12/2005 9. mentre nel Cavalcanti si afferma un gusto decorativo "da gotico fiorito".it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. è l'accostamento di questa pioggia ignea ad una nevicata. quanto devi essere temuto da chiunque legge ciò che apparve ai miei occhi! Vidi molte schiere di dannati indifesi che piangevano tutte con grande strazio. altri (gli usurai) sedevano tutti rannicchiati. C. la rompe. e appariva imposta a ciascuna una diversa punizione. per tutta la sua ampiezza. Alcuni (i bestemmiatori) giacevano in terra in posizione supina. Ma. è questo un altro aspetto della serietà del suo impegno morale e. Il linguaggio. Il riferimento storico (la guerra combattuta in Libia tra Cesare e i Pompeiani guidati da Catone nel 45 a.Divina commedia: Parafrasi Inferno I critici hanno variamente notato l'andamento discorsivo di questa prima parte del canto. Genesi XIX. La precisazione sanza vento suggerisce indirettamente la lentezza del fenomeno. d'indicazione. ma più pronti a manifestare il dolore. Ma nuovo. e tipicamente dantesco. impero che quando è vento. Come giustamente osserva il Varese. come (falde) di neve su una montagna senza vento. ma sempre. tanto più lo convalida attraverso l'oggettiva fermezza della cosa vista e documentabile. occorre ricordare che Dante non aveva mai veduto un deserto. il Buti: "nevica la neve a falde nell'alpi quando non è vento. scendevano lentamente. direi di minuziosa logicità: sono punti di passaggio e d'obbligo. quanto più ritrae l'irreale. ma non necessaria. che ci danno tuttavia il segno della lucidità preoccupata della mente dantesca. alle soglie dell'inesprimibile. ivi "l'abbondanza delle pause. quello delle distinzioni nette. gusto che si manifesta attraverso una specificazione elegante. altri ancora (i sodomiti) camminavano senza posa. L'idea della pioggia di fuoco è venuta a Dante probabilmente dalla Bibbia (distruzione di Sodoma. Quelli che camminavano girando intorno erano più numerosi. larghe falde di fuoco. anche nel Paradiso.virgilio. Sulla distesa dì sabbia. Lo scrupolo della realtà non abbandona mai Dante. Per quello che riguarda l'accenno a Catone Uticense. in Dante tutto è ridotto http://xoomer. nel suo bisogno di aiutare e non di confondere il lettore". imprimono sin da principio un senso di chiarezza. 24).59 . come rilevava già un antico commentatore. come nei versi 31 -36.02. e nevica più minuta". mentre quelli che sostenevano il castigo distesi erano in minor numero. un elemento indispensabile alla sua poesia. delle inflessioni di raccoglimento.

Il movimento frenetico delle misere mani era incessante. 605. Dove. implica soprattutto un sentimento di commiserazione e di stupito orrore. finché era isolato. e perciò fece calpestare il terreno dalle schiere. come nell'inferno.virgilio. inviluppato". nello scostare dai corpi il fuoco appena caduto. la natura contraddice se stessa. La forza dell'immagine contenuta in questa terzina nasce dall'accostamento immediato. così sono da morto. senza mezzi toni interposti. di due termini (foco. allo stesso modo. e perciò la sabbia si infiammava. perché il fuoco si spegneva meglio. chi è quel grande che non sembra tenere in considerazione le fiamme e giace sprezzante e torvo. ma in questo passo appaiono fusi insieme due eventi descritti separatamente in una lettera attribuita ad Alessandro e diretta ad Aristotile: una abbondante nevicata. ove sia grande e veloce movimento e di molti. dopo la quale il re macedone ordinò ai suoi soldati di calpestare il suolo. scendeva il fuoco eterno. uno dei sette re che assediarono Tebe.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. 602. neve) che nella nostra comune percezione si escludono reciprocamente. tranne i diavoli ostinati che ci uscirono incontro mentre stavamo per entrare attraverso la porta (di Dite). Chi parla è Capaneo. un "ballo saltereccio. Dante attinge le notizie riguardanti Alessandro Magno ad un passo del trattato sulle meteore di Sant'Alberto Magno.59 .02. Cominciai a parlare: " Maestro. per raddoppiare la sofferenza. tu che superi ogni difficoltà. come materia infiammabile sotto l’acciarino. gridò: " Come fui da vìvo. messo in rapporto con lo spettacolo innaturale che intende presentarci. anche l'arte deve saper trovare i mezzi per esprimere questa contraddizione. Già nella Tebaide di Stazio (III. La tresca è. Qui il termine è usato in senso figurato come l'analogo riddi del settimo canto (verso 24). Soltanto che mentre là riddi acquistava rilievo dallo stile volutamente " aspro " del brano in cui era inserito (lo preparava un crescendo di rime intenzionalmente disarmoniche) ed esprimeva un atteggiamento di sarcastica condanna. e una pioggia di fuoco dalla quale si ripararono opponendo ad essa i loro indumenti. immesso in un contesto rispondente ad altre esigenze stilistiche.Divina commedia: Parafrasi Inferno all'essenziale. secondo la definizione del Buti. in modo che la pioggia (di fuoco) non sembra fiaccarlo ?" E quello stesso accortosi che chiedevo di lui a Virgilio. Come le fiamme che nelle calde regioni dell’India Alessandro vide cadere compatte fino a terra sul suo esercito.htm (3 di 9)08/12/2005 9. http://xoomer. qui tresca.

metrico e musicale è al suo culmine. chiude con un riso di scherno proclamandosi da sé vittorioso: non ne potrebbe aver vendetta allegra".59 . in una unica cadenza di parola e di canto. è ancora energia spirituale.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii.virgilio. allorché avverte in questa figura "una forza che è qualcosa di più che forza fisica e materiale. volontà. Il par. e nella risposta di lui: qual io fui vivo. invocando: "Esperto Vulcano.. che non è abolita ed è solo repressa dal rimbrotto morale-religioso. La tesi che vede in Capaneo un personaggio privo di forza morale.htm (4 di 9)08/12/2005 9. che era in lui la ribellione. inclina in qualche modo verso la forza materiale e irrazíonale. "essere visibile ". nella nera fucina dentro l’Etna. è stato addotto da alcuni critici a conferma dell'interpretazione secondo la quale il tratto che contraddistinguerebbe il personaggio di Capaneo sarebbe la vanagloria. Più nel giusto appare il Croce. Il poeta latino narra che. sdegnato. unico forse fra tutti i dannati. osò sfidare Bacco ed Ercole. Di questo atteggiamento. appunto perché tale.02. appunto perché il suo stesso peccato consiste in questa coscienza. In realtà. lo fulminò (Tebaide X. che. la presentazione della figura di Farinata avviene in modo analogo: com'avesse l'inferno in gran dispitto. al primo pretesto che gli si presenta: dipana il suo dire senza sosta. quando il periodo oratorio. Del resto. che. ma volontà rabbiosa. e infine lo stesso Giove. dall'Apollonio.Divina commedia: Parafrasi Inferno 661) appare come empio e disprezzatore degli dei. dopo essere salito sulle mura di Tebe. tra gli altri. come altrove in Dante. due volte ripetuto in questa terzina (versi 46 e 48). Dante lo chiama grande. nel suo peccato. d'un fiato. avanzata dal De Sanctis. anche se facesse stancare gli altri (i Ciclopi). così come fece durante la battaglia di Flegra (combattuta tra i giganti che tentavano di scalare l’Olimpo e http://xoomer. il termine ha qui soltanto il significato di " essere manifesto ". Per altri (Scherillo) Capaneo sarebbe la "personificazione della forza materiale". e non solo per la prestanza della persona. protettori della città. ed è. è stata ripresa recentemente. in questo senso. esemplare".. come Francesca nel suo amore colpevole.). 845 sgg. nel momento stesso del peccato. tal son morto.. all'acuto. aiuto!". indomita e ostinata. ostentazione di forza e intima debolezza. che riduce il mitico bestemmiatore alla statura di un eroe da melodramma: "Intona il suo pezzo canoro. Capaneo ha coscienza. si sente l'ammirazione. par starebbe così ad indicare una contraddizione tra apparenza e realtà. messo in bocca a Virgilio". Anche se Giove facesse lavorare fino all’esaurimento delle forze il suo fabbro (Vulcano) dal quale adirato prese il fulmine acuminato con cui mi colpì nell’ultimo giorno della mia vita. compiaciuto di sé e vacuo.. un gruppo dopo l’altro. e accompagnato dal gesto mimico contratto con cui il protagonista istituisce da solo la battaglia contro l'antagonista invisibile. Né meno esatta è la seguente osservazione del Varese: "Capaneo permane nella sua situazione umana. Aiuto.

tuttavia.02.. Seguimi adesso.. e stai attento.. come non lo avevo udito mai fino allora: " O Capaneo. ed ebbe e sembra abbia Dio in dispregio. inoltre. Nel discorso di Capaneo.. ma il critico ravvisa in essi anche una somiglianza più stretta: nelle parole di cui Virgilio si serve per condannare la presunzione di questi dannati. a non mettere i piedi nella sabbia bruciata. sarebbe una sofferenza adeguata al tuo furore " .le rime regi e fregi. in cui "ritornano. http://xoomer. il rimprovero di Virgilio a Capaneo fa pensare al discorso con cui il poeta latino apostrofa Pluto: in esso è già anticipato il concetto dei furore impotente che tormenta.. ) e la terza (e me saetti) è l'espressione sintattica della irriducibilità di questo grande..Divina commedia: Parafrasi Inferno gli dei). non potrebbe gioire della sua vendetta". In silenzio giungemmo. i suoi atteggiamenti di disprezzo sono ornamenti assai appropriati al suo animo. la immobilità tetragona di Capaneo. all’infuori della tua rabbia. l'accavallarsi tumultuoso delle subordinate e degli incisi. che oppone se stesso inerme a suo onnipotente antagonista. In senso generico. e sembra che poco lo stimi. nell'inferno.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. sia i dannati che i loro carnefici. nello sfondo di questa scena agitata e goffa. e la seconda sembra aver suggerito tutta l'idea della frase li suoi dispetti sono al suo petto assai debiti fregi. o s'elli . nel punto dove scaturisce dalla selva un fiumicello.htm (5 di 9)08/12/2005 9. si svolge in realtà per nessi rigorosissimi ed esprime un forte potere di sintesi e organizzazione logica. Poi si rivolse verso di me con viso più sereno dicendo: "Quello fu uno dei sette re che assediarono Tebe. Allora Virgilio parlò con tanta veemenza. Il Momigliano nota una certa affinità fra l'episodio di Capaneo e quello di Filippo Argenti. tu sei maggiormente punito: nessun supplizio.59 . e mi fulminasse con tutta la sua forza. sia l'uno sia l'altro prospettano un esempio di superbia punita. ma tieni sempre i piedi a contatto col suolo del bosco ". ma. proprio nel fatto che non si modera la tua superbia. Così giustamente osserva il Varese: "L'ampiezza del periodo serve questa volta alla concentrazione e a mettere in evidenza. che non conosce limiti." La contrapposizione fra il gruppo delle prime due condizionali (se Giove. anche ora. Nel suo tono beffardo non c'è traccia di quella fiacchezza morale che alcuni hanno voluto vedervi. se dà l'impressione di una forza immane e quasi gioiosamente scatenata... come gli dissi.virgilio. l'atteggiamento benevolo del maestro verso Dante. il cui colore rosso ancora mi fa raccapricciare. Identico appare. Più che all'episodio di Filippo Argenti.

Vi si trova una montagna una volta allietata da acque e vegetazione. http://xoomer. come spiegano basandosi su questo verso. che sopra di sé smorza tutte le fiammelle. " Fra tutte le altre cose che ti ho mostrato. è di origine virgiliana (Eneide 111. e perciò mi accorsi che lì era il passaggio (attraverso la sabbia infuocata). Il suo letto ed entrambe le sponde erano fatti di pietra. Fin dal XIII secolo la lavorazione della canapa si svolgeva intorno a Viterbo in piscine che derivavano l'acqua dal Bulicame. Queste furono le parole della mia guida. " che si chiama Creta. come pure gli argini laterali.02. La lezione peccatrici. il cui nome fu Ida: ora è abbandonata come cosa vecchia. 104 sgg.). che si ritrova nei manoscritti. dopo il suo accenno. Le pettatrici potrebbero essere qui le donne addette a cardare la canapa.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. " In mezzo al mare si trova una terra desolata " disse Virgilio allora. ma convalida i sistemi dottrinalí da lui appresi nelle scuole.Divina commedia: Parafrasi Inferno Come dal Bulicame esce un ruscello che le pettinatrici (della canapa) dividono poi fra di loro.Eneide VIII. nelle vicinanze della città. non trova conferma nelle testimonianze del tempo. desideravo sapere). Anche la rappresentazione dell'isola di Creta un tempo ricca e ora caduta in rovina.).virgilio. similmente quello scorreva attraverso la sabbia. perciò la pregai che mi concedesse il cibo di cui mi aveva dato il desiderio (che mi spiegasse le cose che. " C'è un contrasto fra l'apparenza modesta di questo ruscello e la portata universale del suo significato. Dante dovrà accogliere le sue parole come espressione di una verità che non nega. non risulta in alcun documento che le meretrici di Viterbo usassero servirsi delle acque del Bulicame per i loro bagni. i tuoi occhi non videro nessuna cosa notevole come questo corso d’acqua. 319 sgg. sotto il cui re un tempo il mondo fu virtuoso. non senza un'ombra di pedanteria. Virgilio prepara l'alunno alla grandiosa leggenda che sta per raccontargli: il suo vocabolario è scelto. gli antichi commentatori.htm (6 di 9)08/12/2005 9.59 . dopo che entrammo attraverso la porta (dell’inferno) il cui ingresso non è precluso a nessuno. durante la quale gli uomini vissero in perfetta pace e in completa felicità (cfr. Virgilio . piccolo lago d'acqua sulfurea bollente. Sotto il re cretese Saturno il mondo godette della favolosa " età dell'oro ".

59 . quella dalla forcata in giù. Il suo capo è fatto di oro puro. l'argentea.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. seguaci del suo culto (cfr. 111113). alludano alle " età dell'uomo " elencate da Ovidio. moglie di Saturno. . come afferma anche il Croce.Eneide III. In particolare. http://xoomer. il mondo in cui il peccato si compie a quello in cui esso è punito. su una delle foci del Nilo: indica qui l’Oriente) e guarda Roma come fosse il suo specchio. La favola del Veglio di Creta. Rea. 31-33) è detto della statua apparsa in sognò a Nabucodonosor: essa appare fatta di materiali sempre più vili a mano a mano che lo sguardo del re babilonese la percorre dalla testa ai piedi. e per celarlo meglio.02. sottrarre il figlioletto Giove al padre che voleva divorarlo. la parte meno nobile di essa. poi è di rame fino al punto in cui le gambe si biforcano. Virgilio. che qui inizia. secondo Dante. i Coribanti. osservato il Momigliano. indicherebbe l'era della massima corruzione. è poetica soprattutto nella sua parte iniziale. l'interpretazíone più plausibile di questa allegoria è che i metalli di cui la statua è formata. L'idea profonda che è alla base dell'allegoría del Veglio è il legame che unisce il peccato al dolore. quella del rame.Divina commedia: Parafrasi Inferno Rea la scelse una volta come nascondiglio sicuro per suo figlio. le braccia e il petto sono di puro argento. che tiene le spalle volte verso Damiata (Damietta. pretende di essere la suprema autorità politica in terra. ordinava di gridare.htm (7 di 9)08/12/2005 9. Dante fonde in questa leggenda un passo della Bibbia e uno di Ovidio. eccetto il piede destro che è di terracotta. Il discorso di Virgilio procede. Nelle Metamorfosi (I. Dentro il monte sta eretto un gran vecchio. che isolano via via i luoghi e i fatti in una stupita lontananza. "senza legami sintattici. per. per tempi staccati. dove prevale il senso del mistero. e in quello di terracotta la Chiesa che si è arrogata il potere temporale ed erroneamente. e si appoggia più su questo che sull’altro piede. Stabilito che la statua del Veglio simboleggia il decadimento del genere umano. quando piangeva. 89-150) il progressivo decadere dell'umanità dallo stato di innocenza è adombrato nel mito delle "quattro età dell'uomo": l'aurea. come ha. Nel Libro di Daniele (II. facevano un grande fragore perché non lo si udisse.virgilio. Nel piede di ferro occorrerebbe allora vedere l'Impero. quella del ferro. da questo punto in giù è tutto di ferro scelto. lo nascose sul monte Ida e quando il bambino vagiva. in un magico silenzio".

le quali. e http://xoomer. perforano la roccia. L'origine dei fiumi infernali è un elemento nuovo che non si trova nei modelli biblico e classico. "che il dolore. Perciò il pianto dell'umanità intera "cinge l'inferno.virgilio. scendendo verso il fondo. fosse restituito a colui che del peccato è la prima origine".indispensabile.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. raccolte insieme. ma anche e soprattutto poetico. che tradì la fiducia in lui riposta da Dio. Dante voleva. L'allegoria dei Veglio di Creta e la teoria dei fiumi infernali non hanno soltanto un valore strutturale (in quanto ci mettono al corrente della topografia infernale)." Cocito è lo stagno ghiacciato che occupa il nono cerchio.del pensiero di Dante sulla storia: cardine di questo pensiero è infatti la provvidenzialità divina.02. ma infine scende a cercare nel profondo di quello il signore d'ogni malizia e al ripugnante contatto di esso si muta in ghiaccio e costituisce così i ceppi eterni del superbo che ha scatenato nel mondo il peccato e la morte. non hai ancora compiuto un giro intero: perciò. in esso sono immersi i traditori e lo 'mperador del doloroso regno. la ferma fede nel trionfo del bene e della razionalità. perché ci si mostra soltanto su questo margine ? " E Virgilio: "Tu sai che questo luogo ha forma circolare. diventa strumento della punizione di quei tristi che lo hanno fatto versare più copioso ai loro simili. poi scendono attraverso questo stretto canale fino al punto ove più non si scende: formano il Cocito. e che fu agli uomini causa prima di infelicità". come scrive lo Steiner. e che aspetto abbia quella palude. lo attraversa.59 . E io: " Se questo fiumicello scaturisce quindi dalla terra. E io ancora: " Maestro.Divina commedia: Parafrasi Inferno Ogni parte.htm (8 di 9)08/12/2005 9. Lucifero. è incisa da una fessura che stilla lagrime. essa non deve apportare un’espressione di stupore sul tuo volto ". ma non definitivo . se appare una cosa nuova. accorata meditazione sul corso della storia umana. che hanno ispirato l'allegoria dei Veglio. oltre ogni ingiustizia e dolore. lo vedrai. fuorché quella d’oro. dove si trovano il Flegetonte e il Letè ? poiché di uno di questi non parli. lo Stige e il Flegetonte. tu ti sia inoltrato parecchio procedendo sempre a sinistra. in quanto è conseguenza dei peccato. nella misura in cui si concretano in una solenne. benché. perciò adesso non ne parlo. Esse precipitano di roccia in roccia in questo abisso: formano l’Acheronte. Quello simboleggiato nella figura del Veglio di Creta e nella teoria sulla formazione dei fiumi infernali è tuttavia soltanto l'aspetto negativo .

là dove le anime vanno a detergersi quando ogni peccato di cui si sono pentite è cancellato. " In tutte le tue domande riscuoti certamente la mia approvazione " rispose.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. che non sono bruciati dal fuoco. il Letè scorre sulla vetta del monte del purgatorio (dove è il paradiso terrestre) e fa perdere alle anime che si sono pentite. 2003 .Divina commedia: Parafrasi Inferno dell’altro dici che ha origine da questa pioggia (di lagrime)". e sopra di loro ogni fiamma si spegne ". "ma il ribollire dell’acqua rossa doveva ben risolvere uno dei due quesiti che proponi.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicii. la memoria delle loro colpe..htm (9 di 9)08/12/2005 9. fa in modo di seguire i miei passi: gli argini. e sono sul punto di ascendere al cielo. Il Flegetonte è il fiume di sangue bollente in cui sono puniti i violenti contro il prossimo. Vedrai il Letè.02. ma fuori di questo abisso. " Quindi disse: " Ormai è tempo di allontanarsi dal bosco.virgilio.59 . indicano la strada.

e il vapore del ruscello fa schermo. e come quella che i Padovani (innalzano) lungo il corso del Brenta. chiunque egli fosse stato. per proteggere le loro città e i loro borghi fortificati.Parafrasi INFERNO CANTO XV Ora ci porta una delle due salde sponde. quasi a significare che la forza dell'uomo inerme è nella sua operosità e nel suo essere sociale. che non avrei veduto dove essa era. http://xoomer.htm (1 di 8)08/12/2005 9. in modo da riparare dalle fiamme l’acqua e gli argini. non li avesse fatti né così alti né così larghi. temendo la marea che si scaglia contro di loro. quando incontrammo un gruppo di anime che camminavano lungo l’argine.10 . nel momento in cui dopo il lungo letargo invernale le nevi sciolgono. La prima di queste due similitudini grandiosa e cupa.virgilio.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. ma raffronta il dato fantastico a diversi aspetti della realtà a noi più consuete.03. Nell'impegno di dar consistenza visiva e verosimiglianza alle scene da lui immaginate. veduto come un mostro scatenato. qui per contrasto. Già ci eravamo allontanati dalla selva tanto. innalzano tra Wissant e Bruges perché il mare si ritiri. fa ingrossare i fiumi). La seconda similitudine. prima che la Carinzia (comprendeva anche la Valsugana dove nasce il Brenta) senta il caldo (che. ma un fiume noto al Poeta). Dante spesso non si contenta di un solo termine di riferimento.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . un clima dolce e sereno. disadorno impersonale fanno. in tal modo erano costruiti quegli argini. Di fronte all'impeto alla paura espressi in s'avventa e fuggia è posto il semplice. evoca. Come la diga che i Fiamminghi. e aguzzavano lo sguardo verso di noi avvicinando l’una all’altra le palpebre così come il vecchio sarto fa (nello sforzo di introdurre il filo) nella cruna dell’ago. sciogliendo le nevi. e ognuna ci osservava come ci si scruta di sera nel periodo del novilunio. anche se io mi fossi voltato indietro. più iíposata precisa (l'avversario da combattere non è l'oceano misterioso e lontano. i suoni stessi suggeriscono la lotta senza quartiere l'uomo e il mare. benché l’artefice.

scarna. secondo la definizione che poi (verso 108) egli stesso darà di un vizio infamante. ciò si deve anche alla suggestione che su essa opera questa similitudine iniziale.). non ti rincresca il fatto che Brunetto Latini torni un po’ indietro con te e abbandoni la schiera ". Troveremo più innanzi un Brunetto paterno rispetto a Dante. Brunetto Latini. Partecipò alla vita http://xoomer. notaio (di qui la qualifica di ser) e cancelliere del comune. il contrasto tra il nostro modo di manifestarci agli occhi.Divina commedia: Parafrasi Inferno Due immagini tratte dalla nostra esperienza più comune suggeriscono. dotati di vista insufficiente. fissai lo sguardo in quei lineamenti bruciati. e 452 sgg. Egli esprime. ribadito. la casta evidenza di questa evocazione. il maestro di sapienza e di rettitudine.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. più che l'oscurità del luogo. Gli scrittori dell'antichità classica avevano sempre cercato di moderare. appena nata) nel buio di questo cerchio.virgilio. tradusse le opere retoriche di Cicerone). Dante non ha queste preoccupazioni. e dunque anziano. E quello: " Figliolo. e sulla tenerezza che la figura di Brunetto ci ispirerà. il suo altissimo potenziale affettivo può passare inosservato. e sul ser che ad esso si giustappone: l'uomo da tutti onorato in terra. con una violenza priva di riscontri nella letteratura mondiale.10 . fui riconosciuto da uno. La seconda immagine "ci introduce decisamente nell'atmosfera del canto. in modo che il volto ustionato non impedì alla mia mente di riconoscerlo. nella sua debolezza umiliata. nato a Firenze intorno al 1220. in posizione di forte rilievo prima della seconda cesura. Soltanto alcune trasparenze notturne dei cieli del Leopardi hanno. è un momento di vita colto nella sua più fresca e felice immediatezza. e chinando il mio viso verso il suo. Osservato in tal modo da questa schiera. l'accento batte sul qui. influisce certo anche questa immagine del vecchio tremante sartore" (Bosco). entro una cornice di decoro formale. fu uomo di lettere (scrisse in francese i Lívres du Trésor. ma non descritto propriamente come vecchio: se la nostra fantasia lo vede tale. e la loro tesa attenzione. e un breve poemetto didascalico in italiano. nell'al di là. gli aspetti più dolorosi della condizione umana. la difficoltà (una pena che si aggiunge al loro consueto dolore) che hanno queste anime di riconoscere forme e aspetti del mondo. con maggiore insistenza che altrove. risposi: "Qui vi trovate. allorché tese il suo braccio verso di me. il politico esperto è. ma non ha nulla della solennità distaccata del suo modello. enciclopedia della scienza medievale. tra i peccatori lerci. ser Brunetto? " La domanda è breve. nell'episodio di Brunetto Latini che qui ha inizio. 268 sgg. dove la sola luce è quella crudele della pioggia di fuoco che solca l'aria. che afferrò l’orlo della mia veste e gridò: "Quale sorpresa! " E io. La prima si ispira a due passi dell'Eneide (VI. L'accenno alla nuova luna (innocente dunque.htm (2 di 8)08/12/2005 9. propone il tema della nostalgia per il mondo dei vivi.03. il Tesoretto. dei nostri simili e il nostro apparire agli occhi di Dio.

la preghiera e l'accorato rimprovero. offuscata ma non in tutto perduta".).10 . le espressioni del suo stile più alto e immaginoso: quello profetico. prima che la parabola della mia vita http://xoomer. che sconta dolorosamente la sua pena eterna. la riverenza dimostratagli dal Poeta lo innalza al di sopra dei suoi compagni di pena e ci fa sentire che siamo in presenza di un non comune ingegno e di una forte personalità. poi raggiungerò la mia schiera. A questo punto ha termine la parte introduttiva dell'episodio. se la cosa incontra l’approvazione di costui insieme al quale cammino ".htm (3 di 8)08/12/2005 9..virgilio. " Figlio ". giace poi per cento anni senza poter difendersi quando la pioggia di fuoco lo colpisce.03. Brunetto ha pregato Dante di permettergli di percorrere un tratto del cammino insieme a lui.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. nel mondo luminoso " gli risposi " mi perdetti in una valle. Morì nel 1294. che dice tante cose. l'angoscioso riconoscimento dell'umiliazione presente e l'allusione al tempo così diverso che fu.Divina commedia: Parafrasi Inferno politica militando tra i Guelfi. se piace . ma tenevo la testa china come chi cammina pieno di riverenza.. " Io non osavo scendere dall’argine (della strada) per camminare al suo stesso livello. nella quale l'indignazione di Dante per l'ingratitudine dei Fiorentini troverà. si fa umile egli stesso. ed è soprattutto una malinconica e velata ma energica affermazione della propria dignità personale. " chiunque di questa schiera si ferma per un attiimo. pone il notaio fiorentino sullo stesso piano di Virgilio (faròl. fanno di lui un personaggio al quale va tutta la nostra simpatia. così sommesse e dignitose al tempo stesso. e se volete che mi sieda con voi.mirabilmente contraddittorie e concordi.. lo farò. e per la prima volta nel poema. e se volete . e questa culmina in quel nome pronunciato lentamente.come scrive il Parodi . Brunetto Latini. Egli cominciò a parlare: "Quale caso o quale volere divino ti conduce quaggiù prima dell’ultimo giorno (prima della morte)? e chi è costui che indica la strada? " " Lassù. Perciò continua a procedere: io ti camminerò accanto. proprio nelle parole di Brunetto Latini. ven preco. Le parole pronunciate sin qui da Brunetto Latini. e per intero. ma il tono della sua preghiera esprimeva dolorosa incertezza: il suo antico discepolo non Io avrebbe rinnegato? Nella sua risposta Dante sottolinea la sua immutata venerazione (quanto posso. Nelle parole che Brunetto rivolge in questa terzina al suo discepolo di un tempo "cozzano insieme . E' stata così preparata la parte centrale dell'episodio. ). disse.. Gli dissi: " Ve ne prego di tutto cuore.

Nel primo è predetto al Poeta. vedendo il cielo a te così favorevole. il monte. esprimono anch'esse la passione civile di Dante. ma. Le parole del notaio fiorentino. all'odio dei Fiorentini per Dante. La profezia di Brunetto si articola in due tempi. manifesta liberamente la piena del suo affetto). nella parte centrale dell'episodio.htm (4 di 8)08/12/2005 9. in quanto. un futuro di gloria. il porto. la stella. e reducemi a ca . Pier delle Vigne. nella terzina successiva.03. L'immagine della stella che guida il Poeta nella sua vita (ripresa. caratterizzava le effusioni di un personaggio intimamente incoerente. Per il Bosco questa immagine non è astrologica. Il presupposto astrologico che pur non è da escludersi. si accenna. dagli astrologi ritenuto favorevole allo studio delle arti liberali. su un presupposto astrologico. i propri meriti e racconta l'antefatto dei suo viaggio con dimessa semplicità (là su di sopra. nel secondo.Divina commedia: Parafrasi Inferno fosse giunta al suo culmine. genericamente. non più impacciato dalla necessità di convincere Brunetto della propria venerazione nei suoi confronti. se non errai nel mio giudizio mentre ero tra i vivi. il macigno ecc. in una valIe-.. Lo stile è qui l'opposto di quello che. conseguenza del suo disinteressato operare. ti avrei incoraggiato e sostenuto nella tua opera. per reverenza verso il suo antico maestro.. nel canto tredicesimo. http://xoomer. quella del porto. e se io non fossi morto tanto presto. e di scienza e di cognoscibilitade". non puoi non approdare alla gloria. Lì un discorrere raffinato ma contraddittorio.. per alcuni. con maggiore dovizia di particolari e di riferimenti. l'Ottimo. Nell'episodio di Brunetto Latini il vero protagonista è Dante.. Ed egli: " Se tu segui l’astro che ti guida. ). come risulta dall'immagine che la completa. non appare tuttavia indispensabile. soltanto nautica. la sua persecuzione ad opera dei concittadini. Soltanto ieri mattina l’ho lasciata: costui mi si mostrò nel momento in cui stavo per rientrare in essa. che fa seguito alla espressione del suo desiderio che il vecchio maestro fosse ancora in vita (è il momento in cui Dante.. come scrive un antico commentatore.). egli pure vittima dell'odio politico..it/brdeb/Dante/prosa/quindicii." Dante cerca quasi di mettere in ombra. dei simboli elementari e perenni (la valle. concettoso e fiorito.virgilio. Dante è nato nel segno dei Gemelli. "significatore di scrittura. e mi riconduce a casa (sulla retta via) attraverso questo cammino.10 . da quella del cielo a lui benigno) poggerebbe. qui la semplicità delle cose evidenti e corpose. Argomento dell'incontro è il destino del Poeta.

secondo questa leggenda. per aver accettato come buone due colonne spezzate che i Pisani inviarono loro. 38) vede l'origine delle discordie intestine di Firenze nella convivenza entro la stessa cerchia di mura "di due popoli così contrari e nemici e diversi di costumi. in parte con abitanti di Fiesole. Firenze era stata fondata dai Romani subito dopo la distruzione di Fiesole. che. ne distrusse la città. e ancora conserva l’indole della rupe e della pietra. che aveva aiutato Catilina nella sua ultima disperata impresa. e nello stile biblico. il tema tradizíonale dell'insensibilità della natura inorganica: tiene ancor del monte e del macigno. e nel tono di popolare saggezza che è caratteristico di questa parte del canto.htm (5 di 8)08/12/2005 9. nella terzina successiva. se non devierai dal tuo cammino. Un antico detto nel mondo dei vivi li definisce ciechi. se terrai il timone della tua vita dritto verso la meta che ti sei prefissa. L'immagine è di ispirazione biblica. il doloroso contrasto fra i sorbi selvatici (i Fiorentini incivili) e il dolce fico (Dante). al di là dell'esperienza storica nel suo complesso. dopo essersi detto loro amico. oppure. e Fiesolani ruddi e aspri di guerra". "le piante e i frutti sono piuttosto idee che cose. http://xoomer. è gente avara. si profila. secondo altri.10 . Brunetto dice insomma a Dante: se seguirai la tua stella. invidiosa e superba: fa in modo di mantenerti immune dai loro costumi . Di fronte alla pervicacia del rifiuto opposto dal popolo maligno ad ogni forma dì educazìone spirituale. e perciò entrano meglio nel linguaggio del proverbiare". poiché il dolce fico non deve produrre i suoi frutti in mezzo ai sorbi aspri.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. ancora barbara ai suoi tempi. anche là dove il riferimento letterario appare evidente." Ma quel popolo ingrato e perverso che anticamente scese da Fiesole. come furono gli nobili Romani virtudiosi. non potrai mancarla. avvolte in panno scarlatto. si carica di un solenne peso di pensieri. questi giungono al loro porto. come ricompensa per l'aiuto dato da Firenze a Pisa in una spedizione alle Baleari. si circonda di echi che vanno al di là del visibile e. Un antico detto accusava di cecità i Fiorentini per essersi lasciati ingannare dal re goto Totila. Dante attribuisce qui le miserie della sua patria alla natura.Divina commedia: Parafrasi Inferno "La stella è quella che guida i naviganti: se la seguono. più genericamente. tuo nemìco: ed è giusto. dei discendenti dei Fiesolani.virgilio. espressa nelle forme vigorose dei linguaggio popolaresco. in Dante è condensata in un'immagine che ripropone. per il tuo retto agire. Nelle profezie della Commedia la realtà. in parte con cittadini romani. diventerà. La citazione di questo proverbio si accorda con il tono generale della profezia di Brunetto Latini. Secondo una leggenda diffusa nel Medioevo. La nuova città sarebbe stata popolata. La rozzezza di cui parla il Villani. che nelle similitudini è colta sempre nella sua immediatezza. Anche il Villani (Cronaca I. di ingentilimento dei costumi. in forma nuova ed energica.03. come avverte il Marzot.

l'immagine dell'erba suggerisce quella del becco malefico che la bruca. e placarsi infine "nella ampia trama di un solenne e risonante periodo (versi 73-78)". in cui Dante. nato da stirpe romana.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. nel quale riviva il sacro seme di quei Romani che lì si fermarono allorché si costituì il covo di tanta malvagità ".Divina commedia: Parafrasi Inferno La tua sorte ti riserva tanto onore. in questa profezia. continuandosi poi in pianta e sementa. Le belve discese da Fiesole facciano foraggio di loro medesime (si divorino fra di loro). il caro e buon aspetto paterno che avevate quando in vita di tanto in tanto mi insegnavate come l’uomo acquista gloria imperitura: e quanto (il vostro aspetto) mi sia gradito.htm (6 di 8)08/12/2005 9. Questo soltanto voglio che sappiate: sono preparato ai colpi della Fortuna. cui si contrappone strame.03. adombrata in una trama di richiami analogici. e il contadino la sua zappa. esprime. il discorso di Brunetto Latini. attraverso i quali i simboli si legano fra loro. Come rileva il Rossi. e non tocchino l’albero. macigno) fa seguito la varietà delle forme vegetali e animali: i lazzi sorbi contrastano col dolce fico. Una tale promessa non è nuova al mio udito: perciò la Fortuna giri pure la sua ruota come vuole. La logica dei fatti è.virgilio. purché la mia coscienza non mi rimproveri. è giusto che si veda attraverso le mie parole. ma l’erba sarà lontana dal caprone. comunque voglia colpirmi. cominciato "con largo movimento oratorio". nei versi 65-66 una mordace ironia. Alla compattezza indifferenziata del mondo minerale (monte. se sarò in grado di arrivare fino a lei. che sia l’uno che l’altro partito (sia i Neri che i Bianchi) vorranno divorarti. giganteggia in mezzo alle risse dei suoi concittadini. e adesso mi addolora. " voi non sareste ancora morto (dell’umana natura posto in bando: esiliato dalla vita umana)." http://xoomer. Quello che mi raccontate sul corso della mia vita lo annoto nella memoria. per traboccare quindi "in accenti di scherno e di ingiuria (versi 6768) e in frasi e immagini di rude gagliardia popolaresca (versi 69-72)". " Se la mia preghiera fosse stata interamente esaudita " gli risposi.10 . poiché nella mia memoria è impresso. se in mezzo alla loro sozzura se ne eleva ancor uno. e lo conservo per farlo interpretare insieme con un’altra predizione (la profezia di Farinata) da una donna (Beatrìce) che ne sarà capace.

1225-1294). e mi fissò. fatte oggetto di una medesima sdegnosa indifferenza. Nondimeno continuo a camminare parlando con ser Brunetto.Divina commedia: Parafrasi Inferno Nella risposta di Dante a Brunetto alla malinconia dei ricordi fa seguito un sentimento più deciso. poi disse: "Ascolta con profitto una cosa chi sa ricordarla ". un particolare incisivo e grottesco (li mal protesi nervi). Ed egli: " E’ bene apprendere qualcosa intorno ad alcuni (di loro). autore delle Institutiones gramaticae. deve essere affrontata a viso aperto.10 . e se avessi avuto desiderio di guardare una tale sozzura. docente di diritto all'università di Bologna e di Oxford. avresti potuto vedere in essa colui che dal pontefice fu trasferito da Firenze a Vicenza. è qui ripreso. Fra i dotti e gli ecclesiastici che fanno parte della sua schiera. vigorosamente scandito nella sua dichiarazione di essere pronto a raccogliere la sfida della Fortuna. Virgilio si volse allora indietro verso destra. le misteriose operazioni della Fortuna all'innocuo lavoro del contadino. già trattato ampiamente nel canto degli avari e prodighi.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii. senza indugiare peraltro in una loro caratterizzazione. Con quella folla infelice se ne vanno Prisciano e Francesco d’Accorso. vescovo di Firenze. Mentre nella digressione di Virgilio del canto settimo la Fortuna è veduta nel suo aspetto impersonale ed astratto. Sappi in breve che furono tutti ecclesiastici e dotti di grande valore e di grande rinomanza. Esso prorompe alfine impaziente nel motto che accomuna. poiché il tempo non basterebbe a un discorso così lungo. La Fortuna non è onnipotente sostiene il Poeta basta la coscienza del dovere compiuto per poterla affrontare. trasferito poi a Vicenza (nel 1295) da Bonifacio VIII. insozzati in vita da un medesimo peccato. Brunetto ne menziona tre soli. L'espressione servo de' servi (servus servorum Dei).virgilio. Francesco d'Accorso (c.03. solo a proposito dell'ultimo. e chiedo chi siano i suoi compagni più celebri e più egregi. dove lasciò la sua vita peccaminosa. Il tema della Fortuna. degli altri sarà cosa lodevole non fare menzione. in quanto tale. allude al vizio di cui si macchiò. è http://xoomer. con cui i pontefici sogliono designare se stessi. definito genericamente tigna (malattia ripugnante della pelle). qui appare invece come colei che volontariamente insidia il corso della nostra vita e che.htm (7 di 8)08/12/2005 9. ma in una prospettiva mutata. e Andrea de' Mozzi. vissuto nel sesto secolo dopo Cristo. come la reggitrice delle sorti di tutti gli uomini. I tre sono: Prisciano di Cesarea.

non quello che perde. Del suo Tesoro parla come di una persona cara.10 . lo paragona al vincitore del palio.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. gara di velocità che prendeva il nome dal drappo che il vincitore otteneva in premio.it/brdeb/Dante/prosa/quindicii.03. e sembrò uno di quelli che a Verona corrono nella campagna (gareggiando per vincere) il drappo verde. si correva il palio. e sembrò quello che tra costoro vince. non diversamente che nella prima domanda rivolta dal Poeta al suo antico maestro.Divina commedia: Parafrasi Inferno forse qui usata. Ma l'ultimo verso sembra quasi distaccarsi dagli altri e alludere al riscatto della figura di Brunetto. Dante. volendo indicare la rapidità con cui Brunetto si allontana da lui per raggiungere la sua schiera. Poi si voltò. ma il camminare e il parlare non possono essere prolungati. sottolineando che gli appartiene (mio. Tutti i dannati si preoccupano della fama che hanno lasciato fra gli uomini.. e non chiedo altro ". Nei dintorni di Verona. Anche qui. Parlerei più a lungo. dalla colpa infame che lo costringe tra i dannati. una carica affettiva fortissima si traduce in una estrema semplicità di espressione. E' il loro modo più tipico di partecipare ancora alla vita. Si avvicina una schiera alla quale non devo unirmi: ti sia raccomandato il mio Tesoro nel quale sopravvívo.virgilio. l'ultimo arrivato riceveva invece un gallo ed era oggetto di scherno da parte degli spettatori. nel qual io vivo ancora). poiché vedo laggiù levarsi nuova polvere dalla distesa sabbiosa. 2003 . in senso ironico. trattandosi di Bonifacio VIII. In Brunetto c'è però qualcosa di più: la certezza di sopravvivere attraverso un'opera di cultura. come in quelli di altre città italiane.htm (8 di 8)08/12/2005 9.. per virtù di poesia.

distinto e variato da quello delle circunvicine" .nel quale l'orrore della pena infernale è di continuo attenuato dall'affettuoso rispetto dei Poeta per i dannati che ivi incontra .it/brdeb/Dante/prosa/sedicii.Parafrasi INFERNO CANTO XVI Mi trovavo già in un luogo dal quale si udiva il fragore dell’acqua (del fiumicello) che precipitava nel cerchio seguente. E' stato messo in rilievo. appartenenti alla generazione che precedette di poco quella del Poeta. nel succedersi dei suoni cupi della similitudine contenuta nell'ultimo verso della prima terzina.17 . attendono al loro lavoro.htm (1 di 8)08/12/2005 9. nella quale le api armonicamente. simile a quel ronzio cupo che producono gli alveari. correndo. allorché tre ombre si staccarono contemporaneamente. Non deve apparire strano il fatto che riconoscano in lui immediatamente un loro concittadino. Scrive il Boccaccio. si sostituisce.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . che a quei tempi "quasi ciascuna città aveva un suo singular modo di vestire. in fervida concordia. alle tenebre che non consentono al Poeta di individuare il posto in cui si trova se non attraverso un confuso dato acustico.mira a dissipare. A un rumore ancora avvertito in lontananza e come indistinto. Fin da questi versi di apertura dell'episodio è fortemente messo in rilievo il sentimento che spinge le tre anime dannate a interrogare Dante: l'amore di patria. questo sentimento sembra quasi http://xoomer.03. con l'evocazione di una natura docile all'uomo. da una schiera che passava sotto la pioggia del crudele supplizio. introducendoci nell'atmosfera di questo canto . implicitamente contenuta nell'immagine. convogliate nel fiumicello che esce dalla selva dei suicidi. la campagna serena e assolata. Al rimbombo del fiume infernale si sovrappone il più familiare rombo delle arnie. I due poeti sono giunti in un punto in cui è percepibile il rumore che fanno le acque del Flegetonte. come un equivalente fonico dell'immagine che essa ci comunica. e ciascuna gridava: " Fermati tu che dall’abito ci sembri essere uno della nostra città malvagia ". quello che di misterioso e di ineluttabile era contenuto nei primi due versi della terzina. Come in Farinata. Le tre ombre che corrono verso l'argine sul quale si trovano Dante e Virgilio sono quelle di tre uomini politici fiorentini di parte guelfa.virgilio. essa anzi. precipitando nell'ottavo cerchio. Venivano verso di noi. Questa immagine non ha tuttavia nulla di terribile come è parso ad alcuni. I Fiorentini portavano il " lucco " (veste senza pieghe stretta alla vita) e il cappuccio.

Il loro affanno è bene messo in evidenza in un verso all'apparenza puramente descrittivo .03. che in vita furono dei lottatori. torreggia solitario in un atteggiamento di disprezzo: la tragedia nel canto degli eretici si sviluppa a poco a poco entro una cornice di epica grandezza. Non appena ci fummo fermati. 81). e così girando.Divina commedia: Parafrasi Inferno abolire in esse per un attimo la coscienza del luogo in cui si trovano. sostenitori dell'idea guelfa in Firenze. secondo alcuni. volse il viso verso di me.it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. prima di colpirsi e ferirsi a vicenda. e disse: " Aspetta: bisogna essere cortesi con costoro. attraverso la quale è anche suggerita la figura morale di questi dannati. come sono soliti fare i lottatori nudi e unti. corrono verso di lui e neppure si fermano nel rivolgergli la parola. Ma Farinata è immobile.venìan ver noi. vidi nelle loro membra! Ne provo ancora dolore soltanto a ricordarmene. ch'a ben far puoser li 'ngegni (Inferno VI. La loro libertà interiore. la schiettezza del loro modo di esprimersi. http://xoomer. direi che converrebbe a te più che a loro l’affrettarsi ". sottolinea in senso grottesco la reale condizione di queste anime: nonostante i loro grandi meriti sono dei dannati. si disposero in cerchio tutti e tre. vengono di continuo contraddetti da quanto c'è di ridicolo nei loro movimenti: la rota e il continuo viaggio che fanno i loro colli. La similitudine dei campion si riferisce. E se non fosse per le fiamme che la natura del luogo scaglia.virgilio. ad indicare l'incoercibile spontaneità del loro sentire. per cui i loro dolori personali sono come obliati nella contemplazione delle sciagure di Firenze. ciascuno volgeva il viso verso di me. e quando furono giunti presso di noi.in cui al generico plurale venìan. e ciascuna gridava . nel momento in cui cercano con gli occhi la presa più vantaggiosa. ad esempio!). però. L'immagine della rota con tutto quello che di meccanico essa evoca (non un movimento indirizzato a un fine. quali ferite recenti e antiche. inteso ad esprimere l'automatico accordarsi dei loro movimenti esteriori. essi ripresero (a muoversi) nel solito modo. Qui la situazione fin dall'inizio appare diametralmente opposta a quella dell'incontro con Farinata: i tre concittadini del Poeta. Alle loro grida Virgilio fermò la propria attenzione. aperte dalle fiamme. l'immagine della rota si umanizza e si nobilita in quella dei campion.htm (2 di 8)08/12/2005 9.17 . si contrappone il singolare gridava. il loro appassionato disinteresse. in modo che il collo si muoveva continuamente in direzione opposta a quella dei piedi. propria di chi è stato uomo d'azione (quale differenza fra i loro discorsi e quelli di un Pier delle Vigne. A sua volta. ad un uso diffuso nel Medioevo: il giudizio di Dio. ma una periodicità insensata). Ahimè.

htm (3 di 8)08/12/2005 9. nato verso il 1220. Il primo dei dannati presentati a Dante da Jacopo Rusticucci è Guido Guerra. benché cammini nudo e spellato. figlio di Federico II. E perché sentono che così meriterebbero.03. il dubbio che tormenta questi dannati: "temono che vedendoli. spedizione destinata a concludersi tragicamente a Montaperti (1260). Per questo Dante fa dire a Jacopo Rusticucci che i pareri espressi da Tegghíaio avrebbero dovuto essere tenuti in maggior http://xoomer. E " Se la triste condizione di questo luogo sabbioso e il nostro aspetto annerito e devastato rendono spregevoli noi e le nostre preghiere" cominciò uno di essi " la nostra fama induca il tuo animo a dirci chi sei tu. Questo. Bandito da Firenze dopo la sconfitta di Montaperti (1260). combattuta contro i Ghibellini di re Manfredi. le cui parole avrebbero dovuto essere apprezzate nel mondo. fu di condizione più elevata di quanto tu possa credere: fu nipote della virtuosa Gualdrada. valoroso combattente di parte guelfa. il quale sarà presentato dal Poeta. ebbe nome Guido Guerra.. è Tegghiaio Aldobrandi. [il Poeta] li abbia in dispregio. la virtù di Gualdrada. attraverso le parole dell'antenato Cacciaguida (Paradiso XV. che così immune da tormenti cammini ancora vivo nell’inferno. L’altro. Guido Guerra era. Si narra che tentò vanamente di dissuadere i suoi concittadini dall'intraprendere la spedizione contro i Senesi e i fuorusciti ghibeilíni comandati da Farinata degli Uberti.17 . Molte leggende celebravano. insieme alla sua bellezza. appartenente alla famiglia dei conti Guidi. nipote di Gualdrada. 112-113).it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. ai tempi di Dante. fu capo dei fuorusciti guelfi nella battaglia di Benevento (1266). e nella sua vita si distinse per ingegno e valore. In queste prime parole che Jacopo Rusticucci (dirà egli stesso il proprio nome alla fine del suo discorso) rivolge a Dante.virgilio. si sente l'esitazione. di cui mi vedi calpestare le orme. appartenne anch'egli al partito guelfo. ben sapendo la durezza d'animo che ci vorrebbe a disprezzare anche le preghiere degli infelici" (Pietrobono). Questa battaglia segnò il crollo delle fortune del partito ghibellino in Italia.. Il "cavaliere savio e prode in arme e di grande autoritade" (Villani Cronaca VI. che dietro me calpesta la rena. Tegghiaio Aldobrandi degli Adimari. come qui viene ricordato. al noi aggiungono subito: e nostri prieghi.Divina commedia: Parafrasi Inferno al quale si faceva ricorso allorché due parti non avevano argomenti sufficienti per dirimere una controversia. come il modello del fiorentino frugale di antico stampo. figlia di Bellincione Berti de' Ravignani. 78).

virgilio.03. Riappare per un attimo il linguaggio simbolico. Nota opportunamente il Montanari come l'affetto che Dante sente per questi concittadini "è più impetuoso e fiero di quello per Brunetto che pur aveva. la vicenda del suo viaggio nell'al di là. a differenza di questi. Secondo l'Anonimo Fiorentino fu "valoroso uomo e piacevole". Nelle parole che il Poeta gli attribuisce appare un velato cenno al suo peccato (e certo la fiera moglie più ch'altro mi noce). Se io fossi stato al riparo dal fuoco. L'incontro con queste tre anime è "più drammaticamente concitato" di quello col suo antico maestro. di chiara intonazione scritturale (lo tele. come già nella risposta a Brunetto Latini. il timore prevalse sul mio lodevole desiderio che mi rendeva bramoso di abbracciarli.. che aveva caratterizzato il suo colloquio con il notaio fiorentino nel canto precedente. ricordandolo tra i protagonisti della storia recente di Firenze. Non abbiamo molte altre notizie di lui. anche di Jacopo Rusticucci Dante aveva chiesto notizie a Ciacco. In questa terzina il Poeta riassume. http://xoomer.it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. "Possa tu vivere a lungo" rispose ancora quello.htm (4 di 8)08/12/2005 9. poiché in Dante "la passione di patria ha accenti più sonori dell'affetto familiare". Come di Tegghiaio Aldobrandi. ma poiché sarei stato arso dalle fiamme. armonizzando così il suo modo di parlare a quello dei suoi interlocutori. Lascio l’amarezza del peccato e mi dirigo verso i dolci frutti del bene a me promessi dalla mia guida (Virgilio) veritiera. Appartengo alla vostra città. dolci pomi). allorché Virgilio mi disse parole dalle quali argomentai che si avvicinassero anime grandi quali voi siete. Poi cominciai: "La condizione nella quale vi trovate non ha suscitato in me disprezzo.. mi sarei lanciato di sotto in mezzo a loro. e credo che Virgilio lo avrebbe permesso. ma occorre che io precipiti prima fino al centro (della terra) ".17 . ma un dolore tanto grande che passerà molto tempo prima che io me ne liberi completamente.Divina commedia: Parafrasi Inferno considerazione. " e la tua fama risplendere dopo la tua morte. conosciuto familiarmente". risolto in una tonalità elegiaca. e ho sempre appreso e ascoltato le vostre opere e i vostri nomi onorati con commozione. ma in forma più concisa.

17 . Qui. il quale da poco soffre qui con noi.it/brdeb/Dante/prosa/sedicii.03. Nel drammatico prorompere del suo dolore Dante insiste sulla presenza in Firenze del male. col peso delle determinazioni. come a formare un unico indissolubile blocco. ma ai suoi riflessi civili e morali (cortesia e valor di' se dimora). te fortunato se riesci ad esprimerti così bene ! Perciò. quando ti sarà dolce dire "Io fui (nell’inferno)". in te. una delle più celebri della Commedia. ansioso di sapere la sorte toccata in Firenze a cortesia e valor. http://xoomer. nelle sue parole. 1) è più pura che in Farinata: essi non guardano agli interessi della patria attraverso quelli del loro partito. che interpretarono queste parole come una risposta. il Poeta risponde rivolgendosi. cui fa eco. Firenze. sembra che anche per questi tre Fiorentini i tormenti dell'inferno passino in seconda linea di fronte all'interesse che essi nutrono per la sorte della loro città. più che soffermarsi sul suo primo manifestarsi nel tempo: ecco perché i quattro sostantivi che questo male denunziano sono anteposti. e cammina là con i compagni. se ne oppongono. al di là di ogni discordia intestina. o se sono completamente scomparsi. la loro attenzione si rivolge. poiché Guglielmo Borsiere." L'apostrofe di Dante. ripropone. quasi a rafforzare." Come già nell'episodio di Farinata. " Se ti costa sempre così poco sforzo " risposero tutti " accontentare gli altri. Così gridai a testa alta. il duplice complemento oggetto orgoglio e dismisura. ci addolora molto con le sue parole. al verbo che sintatticamente li unisce (han generata).htm (5 di 8)08/12/2005 9. possa tu scampare a questi luoghi oscuri e tornare a rivedere le belle stelle. nel tono degli antichi profeti. uomo costumato molto è di laudevol maniera". non al fatto politico in sé. e i tre. "cavalier di corte. subito dopo.Divina commedia: Parafrasi Inferno ma di’ se nella nostra città abitano ancora cortesia e valore così come solevano. quelli che già negli episodi di Ciacco e di Brunetto Latini sono stati considerati i motivi determinanti del corrompersi delle antiche virtù in Firenze. la loro dedizione va intera a Firenze. si guardarono l’un l’altro come ci si guarda quando si ode una verità (che rattrista). la durezza della sua affermazione: la gente nova e' subiti guadagni. " La gente nuova (pervenuta di recente alle cariche politiche e arrivata in gran parte dal contado) e gli improvvisi guadagni hanno prodotto superbia e sfrenatezza. secondo il Boccaccio. Ma in loro la carità del natìo loco (Inferno XIV. tanto che già te ne duoli. direttamente alla sua città: al binomio cortesia e valor. due.virgilio. alla domanda di Jacopo Rusticucci. Guglielmo Borsiere fu. in questa terzina.

Anche questa similitudine. il Montone. riversandosi attraverso un pendio ripido. Come quel fiume che. ha (tra i fiumi che nascono) dal versante sinistro dell’Appennino. http://xoomer. e le loro agili gambe sembrarono ali nel fuggire.17 . è concepita in funzione di quella umanizzazione della cupa atmosfera infernale già rilevata nelle similitudini delle arnie e della rota.Divina commedia: Parafrasi Inferno (in nome di questo augurio) fa in modo di parlare alla gente di noi. così minuziosa nella determinazione di particolari apparentemente superflui (come. e a Forlì non ha più quel nome rimbomba sopra San Benedetto dell’Alpe per il fatto che precipita attraverso una sola cascata ove dovrebbe essere ricevuto da mille (cascate). ha. a proposito di questa immagine. il quale nella parte superiore si chiama Acquacheta.virgilio.03. ad esempio. così trovammo che rimbombava quell’acqua oscura. "d'una ruota che si spezza in tanti raggi sbalestrati nell'aria". e con essa avevo pensato una volta di catturare la lonza dal manto screziato. Come opportunamente scrive il Caretti. per primo (per chi guarda) dal Monviso verso levante. " Quindi ruppero il cerchio. quello riguardante il nome che il fiume. lo lo seguivo. ed avevamo percorso poco cammino. un corso interamente suo. prima di scendere nel suo alveo in pianura.it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. Non si sarebbe potuto pronunciare un amen così rapidamente come essi sparirono. così ricca di riferimenti ad una realtà che non pare concedere nulla all'insorgere del sentimento. quando il fragore dell’acqua ci fu così vicino. e perciò Virgilio giudicò opportuno che ci allontanassimo. prima di precipitare nella cascata sopra San Benedetto dell'Alpe). in modo tale che avrebbe in poco tempo danneggiato l’udito. sulla "precisione visiva di rupper" e sull'impressione che da tutto il periodo scaturisce.htm (6 di 8)08/12/2005 9. che se avessimo parlato ci saremmo uditi appena. Io avevo una corda legata intorno (ai fianchi). "tutta la serie delle precisazioni geografiche (inutili soltanto per chi tenga d'occhio la similitudine in se stessa) hanno lo scopo di togliere ogni carattere fantomatico al fragore ormai vicino e di prepararci progressivamente all'incontro con la ripa discoscesa e con l'acqua tinta". Il Momigliano attira l'attenzione.

Egli può quindi a questo punto liberarsene. il potere della legge.virgilio. oltre la mortificazione della carne. come voleva un antico commentatore. Secondo un'altra interpretazione. Tra le varie ipotesi avanzate al riguardo.Divina commedia: Parafrasi Inferno Il significato del simbolo adombrato nella corda è piuttosto oscuro. così come torna alla superficie colui che scende talvolta a disincagliare l’ancora impigliata o in uno scoglio o in altra cosa chiusa nel mare. senza che egli ne abbia colpa. ma anche contro la frode (il peccato punito nei due cerchi che il Poeta si appresta a visitare) : in essa dovremmo pertanto vedere..it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. Per cui egli si volse verso destra. lo pone nella condizione di vergognarsi. il Buti. Non sembra che in essa possa vedersi. ma penetrano con l’inteffigenza dentro i pensieri ! Egli mi disse: " Fra poco salirà ciò che attendo e che il tuo pensiero confusamente immagina : fra poco dovrà apparire alla tua vista ". e sui versi di questa commedia. " Ahi quanto prudenti devono essere gli uommi davanti a coloro che non vedono soltanto le azioni.. che vidi attraverso quell’aria densa e tenebrosa venire nuotando verso l’alto una figura.htm (7 di 8)08/12/2005 9. così possano essi non essere privi di accoglienza gradita che duri a lungo. finché può.03. essa non designerebbe soltanto una difesa contro la lussuria. "La corda è gettata via prima che Dante scenda tra i fraudolenti. L’uomo deve sempre tacere. il cordiglio francescano. quando il peccatore si arrocca nelle agili formule del farisaismo leguleio. e la gettò giù in quel profondo precipizio alquanto lontano dalla sponda. o lettore. secondo il quale la corda alluderebbe alla castità che vince la lussuria (simboleggiata dalla lonza).17 . http://xoomer. ma a questo punto non posso tacere (la verità). quella verità che ha apparenza di menzogna (per il fatto che è incredibile). così come mi aveva ordinato Virgilio. ti giuro. poiché essa. anche il senso della legalità. grande credito ha goduto quella dello Scartazzini. " Eppure occorre che qualcosa di nuovo appaia " dicevo fra me stesso " in risposta al segnale inusitato che Vìrgìlio segue con lo sguardo così attentamente." (Pasquazi) Dopo essermi completamente slegato. gliela porsi stretta e avvolta. perché la legge si rivela insufficiente quando a sostegno della colpa sopravviene l'ausilio dell'intelletto. La corda non servirebbe ormai più a Dante. tale da destare sgomento in ogni animo forte. "dal momento che egli ha lasciato dietro di sé l'ultimo cerchio dove si puniscono peccati di lussuria" (quelli dei violenti contro natura).

La similitudine del sommozzatore mette in rilievo l'energia controllata di ogni suo movimento. simbolo della frode). Proprio perché simboleggia la frode. 1-2) il poema sarà invece definito 'l poema sacro al quale ha posto mano e cielo e terra. Secondo quanto il Poeta dice nella lettera da lui indirizzata a Cangrande della Scala per dedicargli il poema (XIII. dalle potenze infernali poste a custodia dei cerchi degli incontinenti e dei violenti . del tutto diverso.htm (8 di 8)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/sedicii. nelle sue manifestazioni.Divina commedia: Parafrasi Inferno il quale si tende nella parte superiore del corpo. è per ora ancora soltanto una immagine indeterminata (figura). Gerione appare.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. IV.17 . 2003 . animata però da una vitalità possente e armonica. in risposta al segnale della corda gettata da Virgìlio. 5-6). Per conferire maggior credibilità alla scena irreale che si prepara a descrivere (l'arrivo del mostro Gerione. 29-31) e in un passo del De vulgari eloquentia (II. Il mostro che sale dall'abisso. e si rattrappisce in quella inferiore. Dante giura sui versi del proprio poema.03.virgilio. fin da questi primi versi. il termine comedia designerebbe ogni componimento poetico trattato in uno stile familiare e in una lingua semplice e caratterizzato da un lieto scioglimento. Nel Paradiso (XXV.

"Ma non solo quella natura tricorporea non aveva una descrizione precisa.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . ma egli volle dare concretezza visiva e simbolica a quella figura e la immaginò non con tre corpi. simbolo della frode. Scrive al riguardo A. infatti. E' solo col guizzare della coda che Gerione. Il re di queste locuste. anche quella scritturale. 7-11) ove si parla di locuste dal volto umano e dalla coda di scorpione. dietro la faccia di uomo giusto di Gerione. di una quasi agghiacciante sottomissione ai comandi di Virgilio (è il primo dei custodi infernali che non tenta di ostacolare il cammino dei due poeti). sotto le colonne tortili dei pulpiti. celarsi l'insidia. senza dichiarare le proprie intenzioni. che poi colora secondo http://xoomer. fu a sua volta ucciso da Ercole. Occorre altresì ricordare che nella pittura. I poeti latini lo descrivono come un gigante che aveva tre corpi e tre teste.24 . come quelle dei custodi infernali sin qui incontrati dai due poeti. e a Dante importa ritrovare nelle favole della mitologia. mostrerà il nervosismo della bestia non doma. Anche il moto ascendente di Gerione. essa non appariva chiara come simbolo. ecco quello che appesta col suo fetore l’intero universo! " Virgilio annuncia l'arrivo di un altro custode infernale. Per questo la stranezza di quei tre corpi gli suggerì l'idea dell'inganno. della frode.dal "pozzo dell'abisso" per dirigersi verso Gerusalemme. Anche la figura di Gerione deriva.ma è il particolare che meglio ne caratterizza l'indole ambigua e pericolosa e sul quale con maggior insistenza si soffermerà la fantasia del Poeta. che nell'immaginarla il Poeta abbia tenuto presente un passo dell'Apocalisse (IX. E probabile. insieme all'ispirazione mitologica. ma con tre nature diverse in un corpo solo.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. Dante ricava la figura di Gerione. enigmatica nella sua immobilità." (Gallardo) Ma nella figura di Gerione confluisce. Abaddon. tenuto conto di quella che è la posizione dell'inferno dantesco.Parafrasi INFERNO CANTO XVII "Ecco il mostro dalla coda acuminata. scolpita dai Cosmati sotto le cattedre vescovili. Soltanto un particolare dell'aspetto fisico del mostro è messo in rilievo in questa terzina . Venturi: "Da una sfinge. almeno adombrato. Le leggende ne parlavano come di un re crudelissimo. che accoglieva gli ospiti benignamente per poi ucciderli. rappresentata dalla sua coda armata di aculei velenosi. nella scultura e nella miniatura del Medioevo è frequente la rappresentazione di figure mostruose o grottesche. salirà. ecco perché vedremo. che varca le montagne. protagonista muto di questo canto. La frode colpisce a tradimento. chiamato "angelo dell'abisso". secondo la profezia di San Giovanni .la coda .e in ciò è forse un'altra concordanza fra questa pagina della Commedia e il testo biblico. dalla mitologia.virgilio. Nell'immaginare Gerione Dante può quindi essersi ispirato anche alle arti figurative del suo tempo.03. è diretto verso Gerusalemme. e infrange ogni ostacolo. un valore simbolico. innanzi ai parapetti degli altari. Gerione.htm (1 di 9)08/12/2005 9. .

Il suo volto era volto di uomo onesto.virgilio. A determinare in noi questa impressione contribuiscono. le símilitudini usate per dare verosimiglianza alla sua figura. Queste similitudini. pittori e scultori del Medioevo e si riferiscono alla crudeltà del male da Gerione simboleggiato. Diversamente da quello degli altri custodi infernali. oltre che il volto inespressivo e la sincronia di ogni suo movimento. Nessuno dei custodi infernali è stato descritto con tanta dovizia di particolari come questa immagine di froda. come abile nuotatore. animale che ossessionò la fantasia dei narratori. tanto benevolo era il suo aspetto esteriore. occultato sotto apparenza di bene. vicino al termine degli argini pietrosi che avevamo percorso. che ne la faccia dinanzi si mostra amico.La frode è per essenza un male che non si rivela. Le zampe pelose e artigliate ricordano quelle del drago. e gli fece segno di accostarsi all’orlo del burrone.Divina commedia: Parafrasi Inferno le rappresentazioni comuni di belve nelle stoffe orientali. e tutto il resto del corpo era quello di un serpente. sì come vedemo nel traditore. E quell’immondo simbolo di frode gíunse. dal quale. 3). con maggior varietà di fondi e di disegni a rilievo. con la cute dipinta di nodi e di rotelle". nella prima parte del canto.03. Così cominciò a dirmi Virgilio. aveva due zampe artigliate pelose fino alle ascelle. ma non depose sulla riva la coda. XII. è emerso. il complicato arabesco che stria la pelle del mostro allude probabilmente alle tortuose macchinazioni di cui i fraudolenti si servono per sorprendere la buona fede altrui. fatta eccezione per quella del castoro (versi 21-22).htm (2 di 9)08/12/2005 9. e sotto pretesto d'amistade chiude lo difetto de la inimistade" (IV. aveva il dorso e il petto e ambedue i fianchi disegnati con nodi e piccoli cerchi: né Tartari né Turchi fecero mai tappeti con più colori. Anzi. però che di loro molte fiate prendere guardia non si può. Erano tutti stati colti sinteticamente in una manifestazione di vitalità incomposta. per nulla turbato dalla presenza di un vivo nel regno delle ombre. che da sola bastava a denunciare il male che personificavano. e portò sull’orlo la testa e il tronco. se non fosse per il minaccioso guizzare della coda nel vuoto.24 . il viso di Gerione non ha nulla di bestiale. messa in luce nelle due ultime terzine dei canto precedente. né simili tele furono tessute da Aracne (espertissima tessitrice della Lidía che sfidò Minerva e fu dalla dea trasformata in ragno).it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. sì che fa di sé fede avere. Ma Gerione appare tranquillo. sembra quasi non avere vita. anzi suggerisce una perfetta equità di pensieri ed azioni (era faccia d'uom giusto). Un passo del Convivio chiarisce il significato simbolico di questi versi: "quelle cose che prima non mostrano li loro difetti sono più pericolose. riallacciano la figura di Gerione al http://xoomer.

Come a volte le barche sono ferme a riva. l'Ottimo. ma soltanto dopo avere adempiuto a questo suo ufficio manifesterà compiutamente. proprio perché la passionalità. dato che la coda finisce in una punta sola. Occorre notare che il paragone con la coda dello scorpione si riferisce al veleno di cui è munita quella di Gerione. pietroso. Secondo alcuni interpreti le due punte della coda alluderebbero ai due tipi di frode: la frode contro chi si fida e quella. che richiama piuttosto le due pinze poste sul capo dello scorpione.Divina commedia: Parafrasi Inferno mondo inorganico anziché a quello della vita. Gerione. Tuttavia si tratta di mondo inorganico che porta in sé la traccia dell'intelligenza umana (i drappi. l'estrema mobilità di cui è capace. Calzante il paragone con le barche per questa figura che era venuta nuotando attraverso l'aria ed ora giace in subdola calma sull'orlo pietroso del sabbione.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. Inferno XI. Figuriamocene una. e come nelle terre abitate dai Tedeschi crapuloni il castoro si dispone a cacciare i pesci. fino a deporre i due poeti alla base del costone roccioso che dal settimo cerchio precipita nell'ottavo. La coda biforcuta di Gerione sta ad indicare la doppiezza dell'azione fraudolenta. contro chi non si fida (cfr. per un attimo. Nota il Soldati come Gerione sia "bestia e veicolo insieme" e suggerisce un accostamento. sangue freddo. che sia il giudizio morale che su di essa possiamo formulare. i burchi). così il peggiore dei mostri. come ha giustamente rilevato il Grabher. appoggiata alla riva nella posizione dei burchi. La frode smentisce ogni forma di passionalità. è così!". Virgilio disse: " Occorre adesso che il nostro cammino sia deviato un poco fino a quella bestia perversa che si trova là ". fra il mostro e quelle navi da corsa la cui poppa era sormontata da un fregio alto e ricurvo. nave-fiera-demonio. L'inganno invece richiede calcolo. allontanandosi dalla direzione fino allora seguita: Il non si potea per diritto calle andare alla frode. quale. Gerione. stava sul margine che. misterioso e immobile nella prima parte del canto. capacità di dissimulazione. non solo la posizione di Gerione sull'orlo interno del cerchio. Così un antico commentatore.htm (3 di 9)08/12/2005 9. scenderà poi lentamente. Il secondo paragone richiama. pazienza.03. L’intera sua coda si agitava nel vuoto. ma anche "l'intenzione di lui: quel disporsi a far sua guerra e in modo così insidioso". contorcendo in alto la velenosa estremità biforcuta che aveva le punte munite di aculei come quella di uno scorpione. docile alle ingiunzioni di Virgilio.24 . di notte. versi 53-54). per quel che riguarda il loro aspetto esteriore. anzi http://xoomer. le tele. non può non essere schietta e manifestarsi per quella che è. spiega la deviazione che a questo punto i due poeti compiono. con una parte del loro scafo in acqua e una parte sulla terraferma.virgilio. non alla biforcazione. cinge la distesa di sabbia.

perché ci offra le sue vigorose spalle ". Il dolore di questi dannati prorompeva in lagrime attraverso gli occhi. e osserva la loro condizione. sui quali cade il fuoco tormentatore.. il quale rimane chiuso. Dopo che ebbi fissato lo sguardo nel volto di alcuni. o da. destinati a ripetersi in eterno. agitandole di qua e di là. si proteggevano con le mani.. or col . "avvicinati a loro. che presenta ai due pellegrini. il Poeta ricorre ad una similitudine efficace nella sua brutale immediatezza: quella dei cani che cercano di difendersi dal morso fastidioso di parassiti ed insetti. in tutto il canto. vidi un po’ più in là sulla sabbia gente che sedeva vicino all’abisso. or col. Così me ne andai tutto solo ancora sull’orlo estremo del settimo cerchio. o da.. Dante non assiste al colloquio di Virgilio con Gerione. o da. .htm (4 di 9)08/12/2005 9. parlerò con questa (bestia). I tuoi discorsi siano lì brevi: finché non sarai tornato. "L'assíllo della pena e il meccanico ripetersi dei gesti sono sottolineati anche da certe insistenti ripetizioni: quando.. ma osservai che a ciascuno di loro pendeva dal collo una borsa. nulla via mena a lei diritto". il solo corpo. in un assoluto mutismo. ora dalle fiamme. di questi dannati (gli usurai).. non riconobbi nessuno...24 . Il silenzio che circonda il mostro rende con grande evidenza il carattere ambiguo e sfuggente della fiera. che aveva un colore determinato e un determinato http://xoomer.. ora con la zampa. e ora dal terreno infuocato: non diversamente fanno i cani d’estate ora con il muso... . e percorremmo dieci passi sull’estremità del cerchio..virgilio." (Grabher) L'atteggiamento degli usurai esprime qui e alla fine del discorso di Reginaldo degli Scrovegni (versi 74-75) tutta la degradazione del loro essere. quando sono morsicati o dalle pulci o dalle mosche o dai tafani. assoggettato ed obbediente. Qui Virgilio: " Affinché tu abbia una conoscenza completa di questo girone" mi disse. quando .Divina commedia: Parafrasi Inferno per tortuoso..it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. Per esprimere l'inanità degli sforzi. dove sedeva la gente tormentata. per evitare completamente la sabbia e la pioggia di fuoco.03. E quando fummo giunti vicino a lei. Perciò scendemmo verso destra.

Poi. Quanto al raffronto del colore dell'oca con quello del burro il Sapegno rileva che "I'immagine gastronomica si intona. prevale. "L'interrogazione stizzosa .24 . oltre. sull'intento moraleggiante. il padovano Reginaldo degli Scrovegni.virgilio. Reginaldo si compiace di riversare sui suoi compagni di pena (verso 70) l'onta che gli deriva dall'essere stato veduto dal Poeta. Egli perciò ne denuncia. che ostentava un’oca candida più del burro. Come nel canto degli avari e prodighi. sappi che il mio concittadino Vitaliano siederà qui alla mia sinistra. e ne è scontento". l'ingiunzione sgarbata.03. la presenza accanto a lui e il prossimo arrivo nel suo girone. secondo la maggior parte dei critici. Per maggior irrisione. mentre il carro dei mio sguardo procedeva. se la piglia con due. ma per sfogare la sua stizza. e con i suoi stessi compagni di pena. nella descrizione degli stemmi degli usurai. E non basta: non per usar cortesia a quel vivo. non richiesto. che rimane del tutto nell'ombra. usuraio in Francia. L'oca bianca in campo rosso è lo stemma degli Obriachi.lascia intendere che l'usuraio s'è accorto di aver innanzi un vivo.Divina commedia: Parafrasi Inferno disegno. E a mano a mano che li andavo osservando più attentamente.. E uno che aveva disegnata sulla sua borsa bianca una scrofa azzurra e pingue.. che riporterà questa notizia nel mondo dei vivi. il puro gusto degli accostamenti di colore.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. appare come l'espressione più esauriente della loro personalità. Osserva ancora il Torraca: "Dopo l'interrogazione scortese. famiglia guelfa fiorentina. Ma forse. ma sull'emblema del suo peccato. mi disse: " Che fai in questa voragine? Parla. simbolo della loro sfrenata cupidigia di beni materiali. ghibellina. che serpeggia per tutto questo gruppo di terzine".scrive il Torraca . e poiché sei ancora vivo.htm (5 di 9)08/12/2005 9. L'attenzione dei Poeta non si ferma sulla persona di questo peccatore. Dante mostra di ignorare l'identità di questi peccatori: la borsa. che sono ancora in terra. Ora vattene. e sembrava che il loro sguardo traesse nutrimento da queste borse. i cui membri esercitarono l'usura. come se non esistesse. sul sacchetto che pende dal collo dei dannati è dipinto lo stemma della loro famiglia. alla quale apparteneva Catello Gianfigliazzi. http://xoomer. nobile famiglia. vidi su una borsa gialla dell’azzurro che aveva sembianza e atteggiamento di leone. Il leone azzurro in campo giallo rappresenta lo stemma dei Gianfigliazzi. aI tono beffardo e sarcastico. ne vidi un’altra rossa come sangue.

di quelli proclama il peccato e annunzia la punizione. e che mi disse: " Ora sii forte e coraggioso.24 . Come colui che sente così vicino il brivido della malaria. perché io voglio stare nel mezzo. in modo che la coda non possa nuocere ". L'usuraio qui menzionato è probabilmente Vitaliano del Dente. e che trema in ogni sua fibra al solo vedere un luogo pieno d’ombra.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. poiché "è ben più vergognosa l'usura in tale che si teneva o era tenuto primo dei cavalieri. Trovai Virgilio che era già salito sulla groppa del mostro terrificante. tornai indietro (allontanandomi) da quelle anime afflitte. D’ora in poi si scende con tali mezzi: sali davanti. saranno deposti sulla superficie ghiacciata dello stagno Cocito (nono cerchio) dalla mano del gigante Anteo e raggiungeranno il centro della terra calandosi lungo il corpo di Lucifero.virgilio. il naso. a maggior vergogna di Gianni Buiamonte e della città che dava l'onore della cavalleria a siffatta gente". Il Poeta "vuol mettere proprio in vista che l'usuraio atteso in inferno era cavaliere. Il loro viaggio diventerà sempre più pericoloso a mano a mano che si inoltreranno nel regno della frode. E io. d'altra parte. tale divenni dopo le parole pronunciate (da Virgilio). temendo che un ulteriore indugio infastidisse Virgilio che mi aveva raccomandato una breve sosta. Insieme a questi fiorentini sono padovano: molte volte mi assordano l’udíto gridando: "Venga il grande cavaliere. che porterà la borsa coi tre caproni !" " A questo punto storse la bocca e tirò fuori la lingua come un bue che sì lecca. il quale rende il servo coraggioso in presenza di un valente padrone. podestà a Vicenza nel 1304 e a Padova nel 1307.htm (6 di 9)08/12/2005 9. vergogna dar l'onore della cavalleria a siffatta gente" (Barbi). da averne già le unghie livide. morto nel 1319. http://xoomer. Omaí si scende per sì latte scale: i due poeti scenderanno dal settimo all'ottavo cerchio sulle spalle di Gerione. come è.03. e dei più rinomati. Il cavalier sovrano è il fiorentino Giovanni Buiamonte della famiglia dei Becchi. ma mi ammonì il pudore. di sé e degli altri cinicamente dice la patria".Divina commedia: Parafrasi Inferno di questi fa la caricatura.

motivo per cui il cielo. l'attenzione ai particolari che tutta una tradizione letteraria. di quanto fosse la mia. delle ali che Dedalo aveva fabbricate e incollate alle proprie spalle e a quelle del figlio con la cera. fu colpito da un fulmine di Gíove per aver deviato dal giusto cammino e precipitò nell'Eridano. e. era stato imprigionato insieme con il padre in questa costruzione.Metamorfosi II. appena fui salito. I due riuscirono ad evadere servendosi. e con le zampe tirò a sé l’aria. Dante rappresenta il giovinetto nel momento in cui.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. Non credo che fosse maggiore la paura quando Fetonte lasciò andare le redini. Ma egli. perduto il controllo dei cavalli. Fetonte. là dove prima era il petto. così si staccò di lì.24 . e vidi scomparire la vista di ogni cosa fuorché quella del mostro. l'architetto che aveva edificato a Creta il labirinto. il Poeta non si limita a dire che il malarico impallidisce. Mentre volavano sul http://xoomer. avendo ottenuto dal padre il permesso di guidarne il carro. volse la coda. tesa. lo mi sedetti su quelle paurose spalle: provai bensì a dire. la mosse come un’anguilla. mentre il padre gli gridava: " Fai un percorso sbagliato! ". che già altre volte mi aveva aiutato in altri momenti di pericolo. allorché vidi che mi trovavo circondato da ogni parte dall’aria. mi cinse e mi sorresse con le braccia. Corne la barca si stacca dal punto dove ha attraccato procedendo a ritroso. come ancora si vede. In questa similitudine. né quando l’infelice Icaro sentì le spalle perdere le penne a causa della cera che si era scaldata. e disse: " Gerione.03.). fu bruciato.Divina commedia: Parafrasi Inferno Vivissimo è in Dante il senso della concretezza. ma la voce non uscì come credetti: " Fa in modo di cingermi con le tue braccia ". e dopo che si sentì del tutto a suo agio. è tempo di partire: i giri siano ampi. figlio di Dedalo. 1 sgg. Secondo questa leggenda la Via Lattea è il segno della bruciatura provocata sulla superficie del cielo dal passaggio del carro del Sole guidato da Fetonte. è colto dal terrore (Ovidio .htm (7 di 9)08/12/2005 9.virgilio. figlio del Sole. lcaro. e la discesa graduale: tieni conto del carico inusitato che trasporti ". ad esempio. ha sdegnato. ma ci pone sotto gli occhi questo pallore e ne suggerisce il subitaneo diffondersi attraverso la relativa c'ha già l'unghie smorte. prima e dopo di lui.

liberatosi del peso dei nostri corpi. Io sentivo già a destra la cascata (del Flegetonte) fare sotto di noi uno spaventoso fragore. così Gerione ci depose sul fondo. le ali caddero ed egli precipitò nel mare (Ovidio . Il Poeta ricorre a questi due richiami mitologici per esprimere la paura da lui provata durante la navigazione aerea.htm (8 di 9)08/12/2005 9. il quale. che con tanta semplicità . perciò tremando strinsi fortemente le gambe (al dorso di Gerione). Allora temetti maggiormente di cadere. che finisce. Opportunamente il Getto rileva come in questi versi non sia la paura ad occupare la fantasia del Poeta. si scostano dalla cavalcatura e subito istintivamente vi si stringono". Esso procede nuotando lentamente: scende compiendo cerchi. ad assecondare quello sguardo nel vuoto. proprio ai piedi della rupe tagliata a picco e. http://xoomer.24 .virgilio. perché vidi fuochi e udii pianti. progressiva e circolare. per essersi Icaro troppo avvicinato al sole. tu stai calando! ". Ma tanto è l'interesse con cui si sofferma sul volo dei due personaggi ovidiani (notiamo il vigore di un termine così inconsueto come questo si cosse. dello scendere in cerchio a causa dei grandi supplizi che si avvicinavano ora da una parte ora dall’altra. e le cosce che solo timidamente. padrone delle vie dell'aria. sparì come freccia che si stacchi dalla corda dell’arco.Divina commedia: Parafrasi Inferno Mediterraneo. per la sorte del figlio). senza aver veduto il richiamo del cacciatore o alcuna preda. e si posa lontano dal suo padrone. e. con innumerevoli giri. profondamente assaporata. si piegano in giù curiosamente. che avvicina e rende percepibile ai sensi quel che ne era prima lontano ed estraneo. e lo scorcio grandioso del verso 111: quel padre isolato in uno spazio senza confini. la cera che teneva attaccate le ali alle sue spalle si sciolse. 182-235).03. Come il falco che è stato a lungo in volo. sdegnoso e crucciato. per cui sporsi verso il basso la testa per vedere. quasi per dimenticare la sua paura. riferito a ciel. "ma la sostanza. ma non me ne rendo conto se non per il fatto che l’aria mi colpisce in volto e dal basso. gli occhi e il capo che. delle immagini della discesa lenta. poiché non me ne ero accorto prima. intrecciate a queste. sul dorso di Gerione.tre parole in tutto sa manifestare la sua angoscia.Metamorfosi VIII. fa dire al falconiere " Ahimè. E mi resi conto allora.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei. quelle della posizione del corpo nell'aerea cavalcata. scende stanco verso il luogo dal quale si era mosso agile.

2003 .24 . quella del falcone disdegnoso e fello sembra per un istante avvicinare a un mondo di consuetudini umane (la caccia) la figura di Gerione.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. Nulla giustifica.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettei.virgilio.htm (9 di 9)08/12/2005 9. questa sparizione improvvisa se non l'obbedienza del mostro a un volere che trascenda ogni nostra capacità di intendimento. quella della cocca ne ripropone appieno l'enigma. infatti.Divina commedia: Parafrasi Inferno Di queste due similitudini.03.

ad ‘esempio. così delicatamente atteggiato. Il canto inizia con la descrizione della topografia dell’ottavo cerchio. http://xoomer. fatto interamente di una pietra del colore del ferro. in mezzo mar siede un paese guasto. così solenne e sobrío.Parafrasi INFERNO CANTO XVIII Vi è nell’inferno un luogo chiamato Malebolge. La rigorosa geometria dell’ottavo cerchio è la manifestazione visibile "della mente ordinatrice che ad ogni colpa ha assegnato il suo luogo di punizione" (Gallardo).virgilio. nella sua definizione architettonica" (Sanguineti) : di qui l’uso del termine pozzo per designare l’ultimo precipizio della voragine infernale. sacche: cioè fossati. tale figura offrivano lì quegli avvallamenti e come tali fortezze hanno dalle loro soglie fino alla riva esterna dell’ultimo fossato dei piccoli ponti. In questa descrizione preliminare della parte più bassa dell’inferno la natura è "contemplata con distacco. da questi si distacca per la scansione severa. come. nel quale sono puniti i fraudolenti contro chi non si fida.htm (1 di 7)08/12/2005 9. del quale descriverò la struttura quando sarà il momento.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Divina commedia . segna un netto distacco dalla fine del canto precedente. e a quello che apre la leggenda del Veglio di Creta. dove numerosi fossati circondano i castelli. Il pozzo che si apre nel centro di Malebolge porta dall’ottavo al nono cerchio.03. nel quale sono puniti i fraudolenti contro chi si fida. se da un lato rimanda. cioè i traditori. Il cerchio è diviso in dieci bolge (borse. e ha la superficie suddivisa in dieci avvallamenti. Quella fascia che resta tra il pozzo e la base dell’alta parete rocciosa è pertanto circolare. Quale aspetto presenta. per proteggerne le mura. avvallamenti) concentriche. Il verso di apertura. che nulla concede al patetico o al fiabesco. siede la terra dove nata fui del canto di Francesca. tutto dominato dalla presenza del sovrannaturale e culminante nella miracolosa sparizione di Gerione. Esso. il luogo in cui questi si trovano. Proprio nel centro di questo piano malvagio si apre un pozzo molto largo e profondo.33 .it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. all’endecasillabo. per la sua struttura. come la parete rocciosa che tutt’intorno lo circonda. ad altri inizi di discorsi o di narrazioni dell’Inferno.

ridotta a forme e dimensioni rigorosamente geometriche. 36): "al continuo in tutto l’anno durante avea in Roma. I dannati stavano nudi nel fondo: dalla metà della bolgia verso l’esterno procedevano in direzione contraria alla nostra.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. Per regolarne il transito sul ponte di Castel Sant’Angelo. Vidi verso destra nuovo dolore. Eppure anche in una descrizione così volutamente distaccata e impersonale.33 . Nel 1300. Scrive in proposito il Villani (Cronaca VIII. nella sua conformazione generale. come nei tormenti inflitti ai dannati". nell’anno del giubileo. Nel corso della discesa. oltre al popolo romano. dall’altro lato andavano verso il monte (Giordano: collina sta alla sinistra del Tevere). hanno trovato un espediente per far transitare la moltitudine sul ponte (di Castel Sant’Angelo). In questo luogo ci venimmo a trovare. sferzati dai diavoli. In quella esterna camminano.La prima bolgia è idealmente divisa in due zone concentriche. con tutti gli orrori che la giustizia divina vi ha racchiusi.Divina commedia: Parafrasi Inferno così dalla base della parete partivano ponti di pietra che attraversavano gli argini e i fossati fino al pozzo che li interrompe e nel quale convergono. ma più velocemente’. i seduttori per conto proprio. ma ora. nella seconda. anno del giubileo indetto Bonifacio VIII. secondo il disposto d’una " alta Provvedenza ". informi. L’ordine rigoroso messo in luce nella descrizione della topografia del cerchio è presente anche in questa http://xoomer. dall’altra parte camminavano nella nostra stessa direzione’. sanza quegli ch’erano per gli cammini andando e tornando". e impressionante di armonia. Opportunamente il Grana rileva che in questa descrizione "la grandiosa topografia del basso inferno è come rimpicciolita in un plastico. scesi dal dorso di Gerione. esso fu diviso con un tramezzo. in modo che tutti quelli che camminavano nella medesima direzione si trovassero dalla stessa parte. duecentomila pellegrini.virgilio. come i Romani a causa della grande folla. ricidìen. Malebolge rivelerà un cumulo di forme sconvolte. i seduttori per conto altrui (ruffiani). il linguaggio prepotentemente dinamico e drammatico del Poeta sa ricondurre la vita. offre una visione gelida. e io mi avviai dietro di lui. una forma orrida ma mirabile per precisione e simmetria: orma dell’Eterno Fattore impressa anche nell’inferno. Roma fu visitata da un gran numero di pellegrini. tronca e racco’gli sono immagini che rendono la natura geometrica di questo cerchio "quasi partecipe dell’atto di giustizia che l’ha plasmata" (Grana). sottoposti ad analogo tormento. Movìen.htm (2 di 7)08/12/2005 9. e Virgilio si diresse verso sinistra. come in tutto il creato. semplificata e spoglia di particolari. in modo che da un lato del ponte tutti avevano la fronte rivolta al Castello e si dirigevano verso San Pietro. pene mai prima vedute e fustigatori di nuovo genere. di cui il primo avvallamento era pieno.03. visibile nella natura del luogo di pena.

33 .htm (3 di 7)08/12/2005 9. Il linguaggio astratto e solenne delle prime terzine è qui dei tutto dimenticato. 1228-1302) fu a capo del partito guelfo nella sua città e ricoprì la carica di podestà in diversi comuni dell’Italia centrale e settentrionale. "I frustatori sono adesso ritrascritti come i demon cornuti. così astrattamente posto all’ínizio. che Ii percuotevano spietatamente sulla schiena. quasi a sottolinearne l’abiezione. sulla buia pietra vidi diavoli cornuti con grandi fruste. il nessun conto in cui deve essere tenuto.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. frustatori nel senso di tormentatori) o letterari (il latinismo repleta). per l’eternità. con una simmetria. Questa designazione anonima acquista tuttavia il suo intero significato soltanto se messa in rapporto con l’episodio che qui ha inizio e nel quale Dante costringerà il dannato a confessare la sua colpa. ma. Ancora nel presentare la visione della bolgia (versi 22-24) il Poeta si era servito di termini estremamente generici (pièta. il tormento. Favorì la politica degli Estensi. ma a poco gli servì. E quel frustato credette di nascondersi abbassando il viso.virgilio. in quanto manifestazione della mente di Dio.Divina commedia: Parafrasi Inferno veduta d’insieme della bolgia. il mio sguardo s’imbatté in uno di loro. poiché io gli dissi: " O tu che volgi lo sguardo a terra." (Sanguineti) Mentre camminavo." (Gallarati-Scotti) Da tutte le parti.l’ordine che si riflette.03. e acconsentì che tornassi un po’ indietro. che http://xoomer. la nova pieta trova alfine una esauriente illustrazione. Qui la stessa scena. tu sei Venedico Caccianemico: ma quale peccato ti conduce a così brucianti supplizi ? " Il bolognese Venedico Caccianemico (c. tormento. Dante non solo rinuncia a darci un ritratto di questo personaggio. Ahi come facevano loro alzare le calcagna fin dai primi colpi! nessuno certo aspettava i secondi e i terzi. se le tue fattezze non sono ingannevoli. circolano così i frodatori dell’onore e della verginità femminile. lo indica attraverso un pronome indefinito: uno. dopo il paragone con l’essercito molto.si rivela comica e volgare. anche nell’inferno . si traduce ora in aperta visione: li battien crudelmente. che mirava a cogliere in essa un significato di portata universale . facendogli capire di averlo riconosciuto e chiamandolo per nome. e immediatamente dissi: "Non è la prima volta che vedo costui ". veduta nella sua concretezza. "Senza posa. che piace a quell’architetto che è Dante (come piaceva ai suoi contemporanei educati alla logica della scolastica) conservare anche nello inferno. perciò per poterlo osservare meglio mi fermai: e la mia cara guida si fermò con me.

Costretto a ricordare il mondo antico. e. poi. secondo la diceria alla quale Dante mostra di dar credito. questo luogo è così pieno di Bolognesi. per maggiore derisione. al contrario. già reperibile nell’allusiva interrogazione. che. dei suicidi e degli scomunicati. "sotto l’apparenza della corretta educazione" (Caretti). già sposata. Infine. Salimmo su di esso con molta facilità. se in un’accezione immediata è soltanto una metafora per " supplizi ".. Ed egli: " Lo dico controvoglia. comunque venga narrata questa turpe storia.Divina commedia: Parafrasi Inferno miravano ad estendere la loro influenza su Bologna. Il Poeta. http://xoomer.. Il frustato ha cercato di non farsi riconoscere: non vuole che nel mondo dei vivi si sappia che egli è nell’inferno per una colpa così abietta.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. che richiamano alla mia memoria la vita terrena. Venedico non sa infatti far altro che sciorinare impudicamente il poco onorevole catalogo delle proprie benemerenze . ricordati del nostro animo avido ".osserva il Caretti . Le parole che Dante rivolge a questo dannato sono.03.virgilio."non fa che perfezionare il tono di cinica commedia. lo fui colui che indusse Ghisolabella a cedere alle brame del Marchese. diretti verso destra. rappresenta anche il nome di una valle nei pressi di Bologna. ci allontanammo da quell’eterno girare. per mostrare di averlo riconosciuto. Ma non sono il solo bolognese che qui dolorosamente sconta la sua colpa. che attualmente non vi sono tante lingue avvezze a dire "sia" tra i fiumi Sàvena e Reno. per far ben capire a Venedico di averlo identificato. ruffiano! qui non ci sono donne da prostituire ". e se di questo fatto vuoi una prova sicura.33 . lo mi riaccostai alla mia guida.. su per la sua superficie scheggiata. dove venivano gettatí i cadaveri dei giustiziati.. e disse: " Vattene. indusse sua sorella Ghisolabella. "Sipa": è forma dell’antico dialetto bolognese per la terza persona singolare del congiuntivo presente del verbo essere." Mentre così parlava un diavolo lo colpì con la sua frusta. crudeli e sarcastiche. La risposta di Venedico . ma.htm (4 di 7)08/12/2005 9. percorsi pochi passi. finge di non essere del tutto certo del suo riconoscimento (se le fazion che porti non son false). e. ne pronuncia il nome.. ma mi costringono le tue precise parole.. a concedersi a uno di loro (Obizzo II o Azzo VIII). arrivammo in un punto dove dalla parete rocciosa si staccava un ponte di pietra. si serve del termine salse.

non diversamente da Capaneo anche Giasone sa dominare il proprio dolore. Giasone è un personaggio della mitologia del quale Dante ebbe notizia probabilmente attraverso la Tebaide di Stazio (V. La abbandonò lì. nel quarto canto (versi 86-88). questo peccato lo rende meritevole di tale supplizio. e fa in modo che cada su di te lo sguardo di questi altri sciagurati.virgilio. La presentazione di questa figura ad opera di Virgilio richiama anche il modo in cui lo stesso Virgilio indica Omero al suo discepolo. e per le sue parole si dischiude nella greve atmosfera di Malebolge un’apertura verso un mondo diverso.htm (5 di 7)08/12/2005 9. Quale portamento regale ancora conserva! Quello è Giasone.Divina commedia: Parafrasi Inferno Quando fummo nel punto in cui (il ponte) è vuoto sotto di sé per consentire ai frustati di passare. mi disse: " Guarda quel grande che si avvicina. e che la frusta sospingeva così come faceva con i ruffiani. la giovane che prima aveva ingannato tutte le altre donne. egli è additato come quel grande. questo eroe guidò la spedizione degli Argonauti nella Colchide per conquistare il vello d’oro. come si addice ad un sovrano: vene. Figlio di Esone re della Tessaglia.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. quello che già commosse l’animo suo e degli altri antichi poeti e che commuove tuttora l’animo di Dante". che con il coraggio e la saggezza privò i Colchi del montone. dono che le audaci donne senza pietà avevano ucciso tutti i loro uomini. 404-485). senza che io facessi domande. http://xoomer. dei quali ancora non hai veduto il volto poiché hanno camminato nella nostra stessa direzione ". a Virgilio è affidato.33 . Virgilio disse: " Fermati. Non diversamente da Capaneo. Qui con gesti e con parole lusinghiere ingannò Isifile. La figura di Giasone si isola nella folla grottesca dei dannati di questa bolgia. e si rende giustizia anche per il male da lui fatto a Medea. incinta. e che non sembra versare lagrime per il dolore. Con lui va chi usa l’inganno in tal modo: e basti questa conoscenza della prima bolgia e di coloro che essa strazia ".Come nota il Fubini. "il compito di ricordare gli eroi e i miti della poesia antica.03. ma incede dignitosamente. nella grottesca commedia dell’ottavo cerchio. Dal ponte antico osservavamo la fila che avanzava nella nostra direzione percorrendo l’altra parte della bolgia. Egli passò per l’isola di Lemno. E Virgilio. Egli non alza le berze per fuggire. sola.

io ti ho già veduto quando i tuoi capelli erano puliti.virgilio.03. Quello mi apostrofò " Perché sei così avido di fermare il tuo sguardo su di me più che sugli altri insozzati ? " E io: " Perché.Divina commedia: Parafrasi Inferno Ci trovavamo già nel punto dove l’angusto sentiero s’incrocia con il secondo argine. a causa delle esalazioni che. Ed egli allora. e sei Alessio Interminelli di Lucca: per questo ti osservo più di tutti gli altri ".33 . E mentre io percorrevo con lo sguardo il fondo della bolgia. straordinari!" E di questo spettacolo i nostri occhi siano sazi ". e di questo fa sostegno per un altro arco di ponte. che non vi è luogo adatto per vedere in esso. http://xoomer. Di qui udimmo gente che emetteva lamenti soffocati nell’altra bolgia e soffiava rumorosamente. e percuoteva se stessa con le palme aperte. provenendo dal basso vi si solidificavano formando come una pasta. Le sponde erano incrostate di muffa. E’ Taide. in modo da raggiungere con gli occhi la faccia di quella sudicia e scarmigliata donnaccia che si graffia laggiù con le unghie lorde. Arrivammo in quel punto. Il fondo è così profondo.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi. là dove il ponticello di píetra è più alto. Poi Virgilio mi disse: " Fa in modo di spingere lo sguardo un po’ più avanti. la meretrice che al suo amante. se ricordo bene. quando costui le chiese "Ho io per te grandi meriti?" rispose: "Più che grandi. così imbrattata di sterco. a meno di salire sulla sommità dell’arco. e ora si siede in terra. scorsi uno con la testa. la quale irritava la vista e l’olfatto. e di là vidi in basso nella bolgia una moltitudine immersa in uno sterco che sembrava provenire dalle latrine umane. picchiandosi il capo: " Mi hanno fatto affondare in questo luogo le adulazioni delle quali non ebbi mai sazia la lingua ". e ora è dritta in piedi.htm (6 di 7)08/12/2005 9. che non si distingueva se avesse o no la tonsura.

htm (7 di 7)08/12/2005 9.virgilio.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.33 .03.it/brdeb/Dante/prosa/diciottoi.Divina commedia: Parafrasi Inferno 2003 .

Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . e accarezzava con il immaginazione compiacente le belle favole. che permetteva di veder sotto a quei fantasmi una verità leggiadramente velata. che si converte in certezza di acque migliori. o sante Muse. riviva (trattando della vita spirituale di coloro che raggiungeranno la beatitudine). Narra Ovidio (Metamorfosi V. quella della vittoria di Cristo sulla morte. alle quali come poeta e come studioso dell'antichità teneva assai". piuttosto che squillante: né inganni la lieve impennata. in esso si preannunciano quell'euritmia e quella delicatezza di sfumature che saranno caratteristici del canto. ogni volta che ricorda la vicenda degli Ebrei fuggiti dall'Egitto: un mare-simbolo. " Il mar crudele che ci lasciamo dietro. ma è insieme l'acqua perigliosa che s'era intravista attraverso una comparazione nel primo canto dell'Inferno: ossia. "La stessa proposizione ha un accento riposato e fidente. Nell'esordio del Purgatorio il Raimondi nota che il discorso del Poeta corre su un pìano retorico e su uno morale.) che. piuttosto verbale ed apparente http://xoomer.03.Parafrasi PURGATORIO CANTO I La navicella dei mio ingegno. che ha avuto finora per argomento la morte spirituale (dei dannati). avvertirono la superiorità a tal punto che disperarono di sottrarsi alla punizione che le attendeva. avendo le figlie del re Pierio osato sfidare le Muse nel canto. accompagnando il mio canto con quella melodia della quale le sciagurate figlie di Pierio. il nome. etimologicamente.41 . poiché a voi ho consacrato la mia vita. si prepara a una materia più serena (il purgatorio). Ed è poi ancora lo stesso mare a cui pensa il lettore della Bibbia. versi 300 sgg. che lascia dietro di sé un mare così tempestoso (l'inferno). il « mare di questa vita» che ogni cristiano ha da percorrere per giungere al suo «porto ». e a questo punto si levi più alta la voce di Calliope (la maggiore delle nove Muse. a un tempo. rìtenuta dagli antichi l'ispiratrice della poesia epica.virgilio. significa « dalla bella voce »). poi trasformate in gazze." Per quel che riguarda la tonalità di questo proemio. e canterò del secondo regno (dell'oltretomba) nel quale l'anima umana si purifica e diviene degna di salire al cielo. Osserva il D'Ovidio: "nel simbolismo. l'idea del battesimo e. come spiega il Convivio. come mistero della fede.it/brdeb/Dante/prosa/primop.htm (1 di 9)08/12/2005 9. il pelago della poesia di cui si parlerà più tardi nel Paradiso. perché prefigura. Ma qui la poesia. non è soltanto il mare delle rime aspre e chiocce. Anche nel Purgatorio Dante fa grande uso dei miti dell'antichità classica. egli acquetava la sua coscienza di cristiano. furono sconfitte da Calliope e trasformate in piche.

" (Sansone) Un tenero colore di zaffiro orientale (la più pura e splendente fra le varie qualità di zaffiri. secondo la loro disposizione". ma si ordinano in una gerarchia razionale di significati.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio che reale.41 . connaturale ad essi. L'immagine del Coleridge può servire "a mostrare per contrasto come in Dante la gioia della scoperta sensitiva sia subito controllata dall'intelligenza: nella terzina. Nel Convivio (Il. che aveva rattristato la mia vista e il mio animo. le sue metafore. ma semplicemente: la navicella del mio ingegno alza le vele per correre ora acque più pacate e tranquille. ha un significato allegorico. il bel pianeta che predispone all'amore. V.ragionevole è credere che li movitori. alza le vele.. [del cielo] di Venere siano li Troni. faceva gioire tutta la parte orientale del cielo.. Venere. attraverso qualificazioni (bel. Era mare. interviene infatti. attenuando con la sua luce quella della costellazione dei Pesci. cioè lo movimento di quello cielo. Dante è assai più preciso nel determinare le sue sensazioni.. procurò nuovamente gioia ai miei occhi.it/brdeb/Dante/prosa/primop. pur radicate in un fondo analogico. dal quale prende la forma del detto cielo uno ardore virtuoso per lo quale le anime di qua giuso s'accendono ad amore.. con la quale si trovava in congiunzione.. Mi volsi a destra. prima della loro cacciata dal http://xoomer. fanno la loro operazione. il gusto didascalico della descriptio temporis con i tecnicismi di aspetto del mezzo e primo giro in corrispondenza di aggettivi affettivi come sereno e puro (Raimondi).. e vidi quattro stelle che soltanto i primi uomini (Adamo ed Eva) videro. pieno di amore. dal momento che ti è preclusa la possibilità di vederle! Le quattro stelle splendenti nel cielo australe e che solo Adamo ed Eva. quasi a frenare ogni suggestione pittorica. o ingegno. appena uscii dall'aria infernale. ed ora son solo acque. 13) è detto: ". imperfetta prefigurazione dell'unico amore degno di questo nome: la carità cristiana.virgilio.htm (2 di 9)08/12/2005 9.03. non sono mai considerate in se stesse. quella navicella che lascia dietro di sé il mare crudele dell'inferno. secondo quanto attestano i Lapidari medievalì).. contenuto nella limpida atmosfera. pura fino al cerchio dell'orizzonte. era vasto pelago. a parte il contrappunto allusivosimbolico dello sfondo. Per un poeta romantico come il Coleridge il cielo assumeva l'aspetto delI' "interno di un bacino di zaffiro". li quali . L'accenno al pianeta Venere. attimi di felice contatto con una realtà più ricca dì quella che il linguaggio comune ci offre. Il cielo sembrava gioire delle loro luci intensissime: o luogo settentrionale spoglio. rider) che si riferiscono direttamente alla dea della bellezza e dell'amore. giacché essa sta come espressione asseverativa e non ortativa o iussiva. per cui l'amore paganamente celebrato dai poeti dell'antichità classica viene interpretato come una semplice.... e diressi la mia attenzione al polo australe. dell'«alzar le vele». in quanto pure intuizioni. Non dice: tu. ed ora è navigazione per acque più chiuse e quiete.

.virgilio. e reca in sé. solo. necessariamente affaticata e corrotta. sulla sommità del monte del purgatorio) poterono vedere. tendente a sovrapporsi alle magistrature della repubblica. degno nell'aspetto di una riverenza tale. che nessun figlio è tenuto ad una riverenza maggiore verso suo padre.). che io lo vedevo (illuminato) come se davanti a lui ci fosse il sole.secondo quanto scrive. al tentativo eversore di Catilina. la verità dì quell'avvenimento figurale. per Dante. fuori per sempre della dolcissima felicità dell'innocenza.. maturavano in Roma quelle nuove forme di governo. sulla base di alcune osservazioni del Singleton. simboleggiano le quattro virtù cardinali. simile ai suoi capelli. il Raimondi . quasi isolandolo "in una sacra oasi di luce". attraverso lotte sanguinose. Osserva l'Auerbach che questo avviene perché la "storia dì Catone è isolata dal suo contesto politico-terreno.41 . XXVIII. poi.. Dopo avere. Ed è perciò che il simbolo. Si oppose in gioventù alla dittatura di Silla. vidi vicino a me. nel Convivio (IV. Nella guerra civile tra Cesare e Pompeo fu seguace di questo ultimo. al fondo. Portava la barba lunga e brizzolata. sul cui volto convergono. e il Catone che qui appare nel purgatorio è la figura svelata o adempiuta. della nostra umanità postedenica. all'impero. A tal punto i raggi delle quattro stelle sante ornavano di luce il suo volto. che a Utica rinunciò alla vita per la libertà. un vecchio.nel senso che Dante rimpiange (oh settentrional vedovo sito) "una perdita irrimediabile. Sconfitto ad Utica. 15). quale il primo triumvirato. ed è diventata figura futurorum [simbolo di cose future]. Questo rimpianto "si colora di tristezza. si diede la morte per non cadere prigioniero di Cesare e per non sopravvivere al crollo della libertà repubblicana. iscritta per sempre nella storia dell'uomo. imposte con la forza e basate sull'accentramento di tutti i poteri nelle mani di un singolo. C.. 15-19) e nella Monarchia (II."vi è il savio antico. trapassa in accenti umani che hanno la vibrazione della poesia" (Sansone). che avrebbero condotto.scrive il De Sanctis . V. Infattì la libertà politica e terrena per cui è morto era soltanto umbra futurorum: una prefigurazione di quella libertà cristiana che ora egli è chiamato a custodire". nel quale l'Orsa Maggiore non era più visibile. o piuttosto era tale il Catone terreno. Dante pone questo pagano. dei quali due ciocche scendevano sul petto. per cui nessuno potrà mai far ritorno al paradiso terrestre con la stessa innocenza e la giustizia onde Dio aveva fatto dono nella persona di Adamo alla natura umana".Divina commedia: Parafrasi Purgatorio paradiso terrestre (situato. Catone è una « figura ». Questo simbolo deve essere interpretato . con Augusto. volgendomi un poco verso il polo boreale. quale custode del purgatorio. strenuo difensore della libertà e delle istituzioni repubblicane in un periodo in cui. (Momigliano) i raggi delle quattro stelle che adornano e rendono santo il cielo australe. è Marco Porcio Catone Uticense (95-46 a. Nel personaggio di Catone . Dopo la morte di Pompeo comandò un esercito di anticesariani in Africa.it/brdeb/Dante/prosa/primop. Il veglio.. denunciò i pericoli insiti in una forma di governo. suicida ed avversario dell'idea imperiale.htm (3 di 9)08/12/2005 9. manifestato la sua ammirazione per Catone.. tra le anime alle quali è assicurata la beatitudine. insieme con Cicerone. la mestizia della condizione umana.03. e qualche altra cosa http://xoomer. Appena mi fui distolto dal guardarle.

la grazia illuminante. osserva: "Sono tutte domande le sue. Catone non mira a informarsi. Nel momento in cui decide di prendere parte alla guerra civile. Catone risponde che Dio non ha scelto le sterìli sabbie del deserto africano "per ricantare il vero a pochi. « Chi vì ha fatto da guida ? o che cosa vi ha rischiarato il cammino. cadessi trafitto da ambe le schiere. l'eroe di Lucano (Farsaglia II. di decisa rinunzia". mentre il Raimondi.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio ancora. analizzando i versi 40-48. come di persona sorpresa che voglia sapere e incalzi I'interlocutore.virgilio.it/brdeb/Dante/prosa/primop. da valle inferna a leggi d'abisso. C'è forse una sede di Dio. e questo sangue redimesse i popoli. né lo ha sommerso in questa polvere. e più ancora le formule numinose e le antitesi gravi che affollano la sua apostrofe (da lucerna a profonda notte. mentre uscivate dalle tenebre profonde che rendono sempre nera la voragine infernale? A tal punto sono violate le leggi dell'inferno ? o in cielo é stato fatto un nuovo decreto. giungete alla montagna da me custodita ? » Nelle domande che Catone rivolge ai due pellegrini è stata indicata una espressione di sdegno (Scartazzini). e questa morte redimesse tutte le corruttele romane" (traduzione del D'Ovidio). in fondo. come una specie di abiura.. ma qualche altra cosa ancora.03.. la fonte alla quale Dante ha maggiormente attinto per delineare i tratti fisici e morali del personaggio di Catone. le quattro mistiche stelle dei purgatorio. http://xoomer.htm (4 di 9)08/12/2005 9. interrogando Virgilio. non rendono conto della maestà della figura di Catone. vi è il paradiso. alle lanose gote di Caronte. Giove è tutto quanto tu vedi. che comunicano splendore e vita alla calma de' suoi lineamenti. il savio cristianizzato. «Chi siete voi. Rileva opportunamente il Sansone che "al fondo del suo domandare c'è il presentimento di qualcosa di provvidenziale che regga il viaggio dei due pellegrini". E quando il suo luogotenente Labieno lo esorta ad interrogare l'oracolo di Giove Ammone. nuovo Decio. da novo consiglio a dannati. Simili caratterizzazioni tuttavia. quanto a provocare in chi gli sta davanti una presa di posizione che deve poi valere. fuorché la terra e il mare e l'aria e il cielo e la virtù ?. Il Mattalia scorge in Catone i "trattí psicologici del duro legalitatario. che interrompe il discorso diretto quasi per indicare il tono della scena con un lontano riferimento. sulla cui fronte il poeta ha versato l'acqua battesimale della nuova religione. dell'aura di miracolo che la circonda. ma la didascalia delle piume oneste. per eccesso di realismo psicologico. del sovrannaturale che in essa si incarna. venite alle mie grotte) rivelano che.41 . del sospettoso (non vogliamo proprio dir burocratico) custode del Regolamento". di stupore (Fassò). ed io trapassato da tutte le aste stessi in mezzo a ricevere le ferite di tutta la guerra. muovendo la sua veneranda barba. Vi è dunque in quell'aspetto iI savio antico. versi 306-313) esclama: "E così piacesse agli dei del cielo e dell'inferno che sul mio capo si potesser raccogliere tutte le espiazioni. e lo fanno parere un sole". forse. E. per cui. che seguendo una direzione opposta a quella del fiume sotterraneo (il ruscelletto di cui al verso 130 dei canto XXXIV dell'Inferno) siete evasi dal carcere eterno (l'inferno)?» disse. Già in Lucano. pur essendo dannati. la figura di questo seguace della dottrina stoica appare permeata di un sentire religioso in cui sono come presagiti alcuni dei più sublimi temi del messaggio cristiano.. di sbigottimento (Grabher).. dovunque ti muovi".

e mi fece inginocchiare e abbassare gli occhi in segno di riverenza. incitandomi a ciò con parole e con l'atto delle sue mani e con segni. Gli ho mostrato tutti i dannati. e non era possibile percorrere altra vìa che questa per la quale mi sono incamminato.htm (5 di 9)08/12/2005 9.03. che è tanto preziosa. Inferno V. sì chiara". dove sono gli occhi pudichi della tua Marzia. ma provengo dal limbo. Come ti ho detto. la giurisdizione di Minosse inizia con il secondo cerchio dell'inferno. Nota finemente il Momigliano che nella terzina 73 "il discorso di Virgilio si accende e si fa. dove lasciasti il tuo corpo che il giorno della risurrezione dei morti risplenderà (con l'anima) di tanta gloria. quale essa è veramente. che pochissimo tempo sarebbe dovuto trascorrere (perché egli la vedesse). per un momento. Ma poiché è tuo desiderio che la nostra condizione. Costui non vide mai la morte (Sia quella corporale che quella spirituale. non morì cioè e non è dannato). che nel sembiante ancora ti prega. inno: e l'inno si corona con la fiammeggiante immagine dì Catone splendente di gloria nel giorno della resurrezione. ma a causa dei suoi peccati fu così vicino alla morte spirituale. che tu la consideri tua: per l'amore che ella ti porta accondiscendi dunque alla nostra richiesta. Tu lo sai.it/brdeb/Dante/prosa/primop.virgilio. Lungo sarebbe riferirti come l'ho portato fin qui: dal cielo scende una forza che mi aiuta a guidarlo per vederti e per ascoltarti. 4-15). cfr. Le leggi di Dio non sono state violate da noi. ed ora intendo mostrargli quelle anime che si purificano sotto la tua giurisdizione. assegnato a Minosse (e Minòs me non lega.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Virgilio allora mi afferrò.41 . http://xoomer. grazie alle cui preghiere soccorsi costui con la mia compagnia. o animo venerabile. come sa colui che per essa rifiuta di vivere. Voglia tu dunque considerare benevolmente il suo arrivo: egli va in cerca della libertà. ti venga maggiormente chiarita. ed io non sono un dannato. poiché in suo nome (per lei: la libertà) non fu per te dolorosa la morte a Utica. fui inviato da lui per salvarlo. quando le anime riprendono il loro corpo (la vesta) : bastano a quest'apoteosi due parole: al gran dì. poiché costui è vivo. non può essere mio desiderio che questo (chiarimento) ti sia negato. Poi gli rispose: « Non sono arrivato di mia iniziativa: scese dal cielo una donna (Beatrice).

cfr. Il D'Ovidio è giunto addirittura a vedere in esso.virgilio. anche l'atteggiamento di Virgilio in questo episodio è stato generalmente interpretato su un piano angustamente psicologico. considerando l'episodio da un tale punto di vista."Dante ha voluto significare l'atteggiamento della scienza o ragione umana di fronte alla sopraggiunta consapevolezza della nuova condizione di libertà: un atteggiamento complesso. ma di buono animo mi maritasti »". nei tuoi riguardi. XXVIII. Lasciaci andare per i sette gironi del tuo dominio (il purgatorio): riferirò a lei. a proposito dell'accenno di Virgilio a Marzia. non occorre che tu mi lusinghi: ti sia sufficiente rivolgermi la tua richiesta in nome suo. non esclude il tentativo di ricorrere anche ai nobili ma qui inadeguati mezzi umani della parola ornata e affettuosa. E dice Marzia: « Due ragioni mi muovono a dire questo: l'una si è che dopo me si dica ch'io sia morta moglie di Catone. sia sfuggito al critico il carattere religioso e rituale che il colloquio tra Catone e Virgilio riveste. e fa in modo di cingere costui di un giunco liscio e di lavargli il volto. Dunque vai. Questo significato di Virgilio (su cui poco o nulla dicono i commentatori moderni) non sfugge ai commentatori antichi: e il Buti. omai lo riposo di te. con alquanto discutibile gusto. cose gradite. Inferno IV. Signor mio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Marzia. http://xoomer. l'altra. versi 53-63). dopo la morte di questi si rimaritò con Catone. in cui la sicurezza di possedere l'autorizzazione teologica per poter affrontare l'alto compito che attende l'anima penitente. se hai piacere di essere nominato laggiù». osserva: "Si può notare che in questo finga l'autore che Virgilio parli a questo modo. dammi lo nome solo del maritaggio ». non può più influire sul mio volere. per dare ad intendere che la ragione umana non apprende de le cose dell'altra vita se non come pratica in questa de le cose mondane ". dammi. in virtù di quella legge (che separa in modo netto gli spiriti dannati da quelli salvati) la quale fu stabilita quando uscii fuori dal limbo (insieme ai patriarchi dell'Antico Testamento.. E' più che naturale che. Nel Convivio (IV. Ma se una beata ti incita ad andare e ti guida. che io in questa tanta vita sia chiamata tua ». moglie di Catone e poi di Quinto Ortensio. che è a dire che la nobile anima dice a Dio: « Dammi. senza tener conto della dimensione allegoricofigurale che in esso si esprime. quello di "una buona istitutrice. che dopo me si dica che tu non mi scacciasti.it/brdeb/Dante/prosa/primop.41 .htm (6 di 9)08/12/2005 9. « Marzia mi fu tanto cara (piacque tanto alli occhi miei) mentre fui in vita » disse Catone allora. Improntate a profondo affetto sono le parole che Dante fa rivolgere da Marzia al suo primo marito: "« Dammi li patti de li antichi letti.osserva il Bigi . in modo da cancellare da esso ogni sudiciume. « che le concessi tutte le cose a lei gradite e da lei desiderate. Come quello di Catone. scorgendo in esso adombrato il ritorno dell'anima a Dio nel periodo della vecchiaia. Nel turbamento di Virgilio . 13-19) Dante interpreta allegoricamente il ritorno di Marzia al suo primo marito. almeno. come tu dici.03. che guida per mano alla signora incollerita la figlioletta colpevole e penitente". Ora che ella risiede al di là dell'Acheronte.

può vivervi. in cui riflette una condizione remota . per quel che riguarda in particolare la terzina 97.da quella terrestre. Più che nelle due altre cantiche. poiché da questa parte la pianura scende verso il suo orlo basso (la spiaggia) ». Valga per tutti il giudizio del Croce. che.virgilio. cioè non nel rilievo. che sta per sorgere. poiché non asseconda (flettendosi) i colpi (delle onde).41 . a poco a poco. Poi.nell'orrore delle tenebre o nel tripudio di una luce che non tramonta . quasi Io agguaglia ai suoi due ascoltatori. ed io mi levai in piedi senza parlare. di quelle che portano rami con foglie o diventano rigide. versi 78 sgg. penetrato di http://xoomer. Gli angeli sono quei di paradiso. Nota il Sansone che nella figura del veglia "la severità e rigidità del filosofo stoico appare attenuata di affettuosità e umana temperanza" e che.03.). di una certa astrazione. per il quale Catone è "la figura in cui il Poeta attua uno dei lati del suo ideale etico: la rigida rettitudine. nei modi che qui assume la condizione lirica del meraviglioso. creature di così alto privilegio che Catone non osa indicarle se non con una perifrasi". Purgatorio canto IX. vi indicherà da che parte affrontare più agevolmente la salita del monte. la quale le fuggiva dinanzi. senza rivestirsi di una certa asprezza. presentarsi davanti al primo esecutore dei decreti di Dio.htm (7 di 9)08/12/2005 9. e partecipa. né operare sugli altri affinché a lor volta lo adempiano. fuori del tempo. nella sua parte più bassa. che par che non possa adempiersi. che è un angelo (di quei di paradiso. vibrante di umana trepidazione. il paesaggio del purgatorio appare intimo.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio poiché sarebbe disdicevole. Il vostro ritorno non avvenga poi da questa parte. cfr. » Gran parte dei critici hanno veduto in Catone soltanto il guardiano rigoroso ed ìnflessibile. si tratta dell'angelo posto a custodia della porta del purgatorio. Questa piccola isola. accentuandone indebitamente la severità e la rudezza. Catone lascia trasparite nelle sue parole "una distanza dalle pure essenze divine. l'adempimento dell'alto dovere. senza l'abito ritroso e alquanto diffidente di chi vigila sempre su se stesso e sugli altri". è coperta tutt'intorno sull'umida sabbia da giunchi: nessun'altra pianta. sulla spiaggia percossa dalle onde. L'alba trionfava dell'ultima ora della notte (l'ora mattutina è l'ultima delle ore canoniche della notte). e che distende ogni tensione e insieme riapre l'atmosfera dell'attesa e del prodigio. il suo dire perde ogni residua asprezza: "l'accento è queto e quasi intimo. ma in una sua naturale misura". Questa interpretazione « laica » del personaggio di Catone non tiene conto del progressivo interiorizzarsi e spiritualizzarsi della sua figura in questo secondo discorso che rivolge ai due pellegrini. Ciò detto si dileguò. con l'occhio offuscato da qualcosa di torbido. in modo che da lontano distinsi il tremolio della luce sul mare. e rivolsi a lui lo sguardo.it/brdeb/Dante/prosa/primop. e mi accostai con tutto il corpo a Virgilio. e la semplicità degli annunzi ribadisce la consuetudine del soprannaturale. il sole. Egli cominciò a parlare: « Segui i miei passi: volgiamoci indietro.

che accompagneranno i due pellegrini nell'ascesa della montagna dell'espiazione. evapora poco. perché Dante possa. ne interpreteranno gli stati d'animo. quello trionfale e squillante dell'alba che mette in fuga le tenebre. è un maestoso e pensoso preludio dell'ascesa purificatrice a cui Dante si prepara" (Momigliano). Quando fummo là dove la rugiada resiste. opponendosi. Il giunco pieghevole e puro simboleggia l'umiltà. il suo istantaneo rinascere la fecondità di questa disposizione dell'animo.it/brdeb/Dante/prosa/primop. che compresi lo scopo del suo gesto. sul piano di una maggior discrezione. beneaugurante consenso del creato alla speranza che li anima. Virgilio posò delicatamente entrambe le mani aperte sulla tenera erba: per cui io. la sua conferma esplicita ed inequivocabile.per cui l'apparire della luce si configura come una gioiosa vittoria di quest'ultima sulle tenebre debellate e messe in fuga . giunto in vista della montagna del purgatorio. ad essi docilmente accordandosi. Nel tremolar della marina è la traduzione visiva della fiduciosa trepidazione dei due viandanti. riti. ma dà origine ad altri atti d'umiltà. per cui un atto d'umiltà non si esaurisce in se stesso. che mai vide solcate le sue acque da qualcuno che sia poi riuscito a tornare indietro (Ulisse infatti. la sua forza purificatrice. detergersi degli orrori della notte trascorsa fra i dannati. la rugiada mantiene intatta la sua freschezza. Qui in particolare il "cielo notturno e sereno che via via si stenebra. gli porsi le guance bagnate di lagrime: su di esse egli fece riapparire interamente quel colore (il mio colorito naturale) che l'inferno aveva occultato (con la sua caligine). Il combattimento della rugiada col sole ripropone.virgilio. trova. Nella terzina 115 il gusto prezioso delle personificazioni . liscio) immediatamente. con l'aiuto del maestro. il quale ritiene che il suo cammino sia inutile finché non l'abbia ritrovata. per il fatto di essere in una zona dove spira un venticello. nel miracolo dei giunco che ricresce. Giungemmo quindi sulla spiaggia deserta.htm (8 di 9)08/12/2005 9. Qui il calore tarda ad essere vittorioso.41 . Il sovrannaturale. simboli. nel punto in cui l'aveva strappato. Noi avanzavamo nella pianura solitaria come colui che torna alla strada che ha smarrito. http://xoomer. il partecipe. al sole e. naufragò).03.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio spiritualità. ovunque presente nel canto.si risolve sul piano di una impressione direttamente ed intensamente rivissuta dalla memoria: il mare si annuncia di lontano attraverso la mobilità della luce che in esso si specchia. Qui mi cinse come Catone aveva voluto: o meraviglia! infatti l'umile giunco ricrebbe tale quale egli l'aveva scelto (cioè schietto. e al quale hanno alluso allegorie. Le vicende della luce e del buio.

41 .htm (9 di 9)08/12/2005 9.03.it/brdeb/Dante/prosa/primop.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio 2003 .

una semplice precisazione erudita. inteso a cancellare il passato. La prima terzina del canto non contiene dunque. canto XXXIV. poiché l'astronomia . il quale ha come punti estremi le sorgenti dell'Ebro e la foce del Gange. versi 115-117). Dovendo infatti il sole percorrere l'intera rotazione intorno alla terra (360 gradi. La prima luce è apparsa loro mentre si avviavano in silenzio verso la spiaggia bagnata dall'onda per compiere i riti prescritti dal veglio: un rito lustrale.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . sorgeva dal Gange.03. il cammino dei due pellegrini.47 . dopo i due riti di purificazione. Il canto Il inizia con una precisazione rigorosa. che le cade di mano quando (dopo l'equinozio d'autunno: il sole entra allora nella Libra) supera la durata del giorno (entrando nella costellazione dello Scorpione).come del resto ogni branca del sapere . Inferno. e della città in cui Cristo versò il suo sangue per redimere il genere umano dal peccato. nella costellazione della Libra (con le Bilance: durante l'equinozio di primavera. di ragioni morali. e un rito orientato verso il futuro. essendo permeata. agli estremi di un segmento che passa per il centro della terra. situato agli antipodi dì Gerusalemme. si era risolta in una notazione soggettiva (conobbi). nel momento in cui sorge all'orizzonte del purgatorio. è messa anche qui in rilievo l'esatta opposizione.non si può mai considerare in Dante nella sua opaca empiricità. della montagna sulla cui cima l'uomo visse innocente e peccò.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. priva di risonanze che oltrepassino il senso letterale. 90 gradi ad oriente di Gerusalemme là dove il Gange sfocia nell'Oceano Indiano. in modo che nel purgatorio le gote. Come nei versi 112-115 del canto XXXIV dell'Inferno. Nella seconda terzina viene ulteriormente indicata l'ora della gran secca (cfr. come molti critici ritengono. che ruota intorno alla terra agli antipodi del sole. l'arco di circonferenza di 90 gradi sarà percorso in 6 ore (per cui alla http://xoomer. fondata sulla scienza astronomica. prima bianche. dell'ora nella quale ha inizio. I due poeti sono emersi sul lido del purgatorio poco prima dell'alba. La descrizione dell'alba (canto I. verso 113) che occupa l'emisfero boreale. una circonferenza completa) in 24 ore. nella sua stessa geometrica esattezza. quando il sole è nella costellazione dell'Ariete).htm (1 di 10)08/12/2005 9. e la notte. della leggiadra Aurora col passare del tempo divenivano gialle. poi rosse. una promessa di umiltà gioiosa e riconoscente. il sole a Gerusalemme. distanti fra di loro 180 gradi: tramontando.Parafrasi PURGATORIO CANTO II Il sole aveva già toccato l'orizzonte il cui cerchio meridiano sovrasta col suo punto più alto (lo zenit) Gerusalemme. in un grido trionfale. Il sole è apparso all'orizzonte del purgatorio. è mezzanotte. in una panica professione di fede nella bellezza del creato. animata da una stilizzata contrapposizione della luce alle tenebre. di significati che trovano nella sfera del divino la loro determinazione ultima. il peso del male e dell'errore.virgilio.

Per quello che riguarda i particolari di questa terzina. il savio gentil. lungo la riva di quel mare sul quale videro compiersi . è arduo non cogliere la sicura energia che si sprigiona da un'espressione pregnante come che opposita a lui cerchia. è valida in virtù della semplicità del disegno. Ora qui no: il paesaggio stesso è.dopo la lunga. come coloro che meditano sul cammino da percorrere. nella poesia di questo passo. perché "se nell'inferno la sapienza dell'antica poesia poteva dire tutto.47 .. espressione di un vuoto che non può essere colmato dalla natura umana. a causa dei densi vapori che lo avvolgono. filtrati attraverso l'esperienza stilnovistica ed adeguati all'andamento intellettualmente robusto. Pensano al cammino da percorrere. ora Virgilio stesso è di fronte a un mondo totalmente nuovo non più colmato dalla ragione umana: nel canto XI dell'Inferno la ragione di Virgilio comprende in sé e domina perfettamente la struttura infernale. interminabile notte infernale -il rinnovato. in un quadro smisurato in rapporto alle nostre capacità di giudicare e intendere.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio mezzanotte alle foci del Gange corrisponderanno le sei di sera a Gerusalemme) e quello di 180 gradi in un tempo doppio (per cui alle 1 6 pomeridiane di Gerusalemme corrisponderanno lé 6 antimeridiane del purgatorio). Il trasformarsi delle guance dell'Aurora da bianche e vermiglie in rance è. Virgilio. prodigio dell'alba.. tramontando. il pianeta Marte colora di rosso all'avvicinarsi del mattino. alla vita di Dio stesso" (Montanari). Questa seconda terzina è stata giudicata da taluno (Pistelli) superflua. un più intenso rilievo al miracolo della notte personificata (regge in mano le bilance) che emerge. per quanto illuminato da una Grazia ormai benigna. poiché "l'oro scintillante del sole non può farci in nessun modo pensare a un viso ingiallito per vecchiezza mentre è tutt'insieme e immagine e causa e fonte di forza. Nella sua struttura questa terzina riecheggia la musica stanca dei versi 118-120 del I canto. ai limiti del mondo. fin dal primo canto. Ci trovavamo ancora lungo la riva del mare. poiché all'inferno è sufficiente la sola natura umana. il senso dell'ordinato svolgersi delle vicende del cosmo. ma a questa osservazione si deve obiettare che ciò che ad una lettura immediata può apparire puro sfoggio di crudizione. che sarà duro anch'esso ed aspro. sempre per il Pistelli. In realtà questa immagine (le guance della bella Aurora) che riproduce modi della tradizione letteraria classica. non è più qui la guida autorevole che è stato nell'inferno. I due pellegrini sono soli. ha generalmente incontrato il favore dei critici. la quale ha la funzione di conferire. di vita piena e vigorosa. "mutamento non bello e non desiderabile". attraverso una determinazione razionale. ma invoca un aiuto superiore che' elevi la natura a una profondità metafisica più intensa. ed evidente nel suo fulgore. allo stesso modo in cui mentre si abbassa. i quali con l'animo camminano e col corpo stanno fermi.virgilio. della stringatezza delle sue determinazioni dell'ordine logico in cui queste risultano disposte. dalle acque del mitico Gange. che tutto seppe.htm (2 di 10)08/12/2005 9. ma che trova la sua esatta misura nella mente ordinatrice di Dio. per cui ad ogni apparizione di astri in un emisfero della volta celeste risponde un'apparizione contraria agli antipodi.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. evoca. Neppure la terzina che trae le conseguenze (sì che . ) dalle premesse poste nelle due precedenti. sulla superficie del mare. Ed ecco.03. aderente alle determinazioni del reale (per troppa etate) proprio della poesia della Commedia. http://xoomer.

virgilio. in termini astronomici appare dapprima . e tale possa io vederla. la travolgente vittoria di Moroello Malaspina). Poi mi apparve ai due lati di essa un bianco di cui non riuscivo a precisare la forma. la trepidazione si muta in aspettazione colma di fiducia. paurosamente ci sovrasta). Dopo avere per poco distolto lo sguardo da essa per chiedere schiarimenti a Virgilio. dell'Inferno.htm (3 di 10)08/12/2005 9. http://xoomer.legata ad un ritmo che. nuovamente (allorché. una pausa nello svolgersi della narrazione. per vastità di tempi e spazi.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. finché i bianchi apparsi ai lati della luce rosseggiante apparvero essere ali: ma nel momento in cui fu certo di riconoscere il nocchiero. ancora incerta sui modi della propria redenzione. per poi spogliarsi di ogni terrestre opacità nel lume del verso 17.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio si palesó ai miei occhi. di un carattere. cede il posto nel Purgatorio ad una rappresentazione graduale della realtà. caratterizzato come "scultoreo". ma in quanto itinerario verso la perfezione. e per rigore. che un solo colpo d'occhio è in grado di rilevare plasticamente. accoglie in sé un movimento velocissimo. I versi 10-12 hanno segnato come una battuta d'arresto nella esposizione oggettiva dei fatti. ancora trepidante dopo la dolorosa prova infernale. il paesaggio. di un ancora informe candore. da tre lati. Virgilio si trattenne dal parlare. una luce (il volto dell'angelo nocchiero) avanzante sul mare con tanta celerità. di un atteggiamento umano. carico sin qui di presentimenti ma immobile. in contrapposizione a quello più rilevato. la rividi divenuta più luminosa e più grande. che alcuni critici hanno definito "pittorico". e successivamente cingersi. che nessun volo uguaglia il suo movimento. morto. e come soverchiata dall'atmosfera di miracolo nella quale si trova immersa (le terzine iniziali del canto hanno ribadito il trionfo della luce come vittoria implacabile. in quanto espletamento di atti simbolici che hanno luogo nel tempo si rivela progressivamente all'anima che si è resa degna di percepirla. necessaria . gridò: « Fa in modo di inginocchiarti: ecco l'angelo di Dio: congiungi le mani: da ora in poi vedrai simili ministri di Dio. corrusca. l'energia espressa da rossieggia collocato in fine di verso sembrano per un attimo suscitare un clima di minaccia analogo a quello in cui venne celebrata. Il realismo. gradualità nella manifestazione del reale .03. un meditativo ripiegamento dell'anima. e sotto. in virtù del quale Dante identificava immediatamente nella prima cantica l'aspetto essenziale di una forma del mondo sensibile. E' una semplice luce. che determinata per analogico richiamo all'intonazione «Scientifica» dell'esordio.in cui artisticamente si concreta il processo di graduale conquista del Bene da parte delle anime purganti . che caratterizzano la nostra soggettività .irriducibile alle sfumature. A partire dal verso 13 la narrazione riprende. minacciosa (l'accenno a Marte. di sviluppi. questo bianco (sono le ali dell'angelo) un altro bianco si rese gradatamente manifesto (è la veste dell'angelo).47 . la pesantezza dei vapori che lo avvolgono. Questa. ai cedimenti. mi troverò ancora una volta sul lido del purgatorio).è alla base dello stile della seconda cantica. nella dignitá profetíca dell'ultimo discorso di Varmi Fucci a Dante. poiché la realtà del purgatorio non si configura nella definitività di una sentenza già applicata e pertanto nella stasi.

avvicinandosi in tal modo.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio L'enfasi con cui Virgilio esorta Dante ad inginocchiarsi. Il celeste nocchiero stava a poppa. distinguendosi tuttavia da quella per un aspetto meno maestoso. ma a risolverlo piuttosto nel principio. qui invece dal silenzio pieno d'aspettativa sboccia un punto luminoso. Poi.la figura del noccbiero delle anime. quella del messo celeste che apre ai due pellegrini le porte della città di Dite (vedi che sdegna li argomenti umani esprime lo stesso potere sovrannaturale che. e plasticamente saliente. Vedi come le tiene alte verso il cielo. Tutti insieme. nasce il grido esultante di Virgilio. in modo da rifiutare i remi e le vele che non siano le sue ali per percorrere il tragitto tra spiagge così lontane (dalla foce del Tevere. nell'episodio del IX canto dell'Inferno. e più di cento anime sedevano nella navicella. e quello approdò con una navicella rapida e priva di peso. nell'avvicinarsi a noi.. non interrompe il processo attraverso il quale si è progressivamente definita .).. come nel canto IX deII'Inferno.dal paragone iniziale con Marte alla individuazione delle ali nell'indistinto candore che si affiancava ai due lati del lume . inconcepibile nello stile della morta poesia infernale. che non v'ebbe alcun ritegno). (canto I. il potere. di aver condotto il suo discepolo nel sicuro porto della Grazia: perciò .htm (4 di 10)08/12/2005 9. da cui promana. ma fui costretto ad abbassarlo. più che esprimere stupore. canto IX. che non si mutan come mortal pelo). esultante. come sarà spiegato nei versi 100105. pur esprimendo. ma ne rappresenta il coronamento naturale e armonico. Vedi che non si serve di strumenti umani. al lido del purgatorio). al linguaggio infuocato dei mistici. cantavano « Quando uscì Israele dall'Egitto » (è l'inizio del Salrno CXIII) con http://xoomer. Versi 76-81 e 91-99). come risulta da una definizione quale l'uccel divino.03. penetrando nell'aria con le penne eterne. è grido "di esultanza e quasi di trionfo poiché Virgilio constata.47 . rria in compenso più spiritualizzato. versi 49 sgg. alto eppur libero e lieve. da Dio trasmesso ai suoi officiali. per cui. è reso da passava Stige con le piante asciutte o da con una verghetta l'aperse. per certi tratti. meno imperatorio. là dopo il primo. concordi. nonostante la struttura razionale che lo sostiene.. da vicino. nella libertà ormai della grazía". non mira ad imporre questo potere ad una ostinazione ad esso estranea (Inferno. tanto che di essa l'acqua non sommergeva alcuna parte. le quali non sono sottoposte al cambiamento che il pelo (o le penne) degli esseri destinati a morire subisce ». Osserva il Montanari che il grido deI poeta latino. Il linguaggio. e dall'ingrandirsi di questo fino a figura d'angelo.. di vincere le leggi della. lo sguardo non ne sostenne lo splendore. tale che sembrava portare scritta in tutto il suo aspetto la beatitudine. emergere dalla profondità della terra qualche cosa c'era ancora disticamente duro e quasi forzato (mi dié di piglio). natura (che l'ali sue tra liti sì lontani.virgilio.è più lieve ed agile che non il corrispondente comportamento di fronte a Catone.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. La figura dell'angelo nocchiero ricorda. il santo uccello appariva sempre più luminoso.

il segno della santa croce. a partire dal verso 13. dio dei sole. come nei versi dell'esordio. rivolto a loro. Occorre tuttavia rilevare che la determinazione di questa luce "più intensa e sicura" è ottenuta anche qui. http://xoomer. Apollo. Il sole. in un passo della sua penetrante analisi di questo canto il Montanari.. cioè che ne l'uscita de l'anima dal peccato. ad esemplificare il quarto di questi sensi (I' "anagogico") è citato il Salmo CXIII. sanno ora che neppure le anime li possono indirizzare (52-60). ora. attraverso una. che. e guardava intorno come colui che sperimenta cose nuove.. bensì dalla piena luce del sole. distando 90 gradi da quella dell'Ariete. alla rivelazione serenatrice. Ora comincia il secondo tempo. che aveva messo in fuga con le sue frecce precise (saette conte: presso gli antichi. e le prime parole della nova gente allargano ulteriormente il senso dell'attesa: queste anime non sanno nulla della via da compiere: Dante e Virgilio. E Virgilio rispose: «Voi immaginate forse che conosciamo questo luogo.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio quello che. e il ritmo impassibile del cosmo soverchia dì tanto le capacità dell'umano sentire ed intendere da accentuare lo sbigottimento dei pellegrini all'inizio del loro viaggio. si trovava allo zenit del meridiano mentre il sole stava sorgendo). essi allora si precipitarono tutti sul lido: ed egli se ne andò con la stessa velocità con la quale era venuto. Poi fece. allorché la gente allora arrivata sollevò lo sguardo verso di noi. a proposito del quale viene espressa l'opinione che. che attendevano chi li indirizzasse. indicateci la via per raggiungere il monte (del purgatorio) ». rigorosa determinazione della posizione del sole. e il vuoto dell'attesa è un vuoto sereno". In un passo del Convivio (Il. ora. La moltitudine rìmasta sulla riva sembrava ignara del luogo. Osserva. ma noi siamo forestieri al pari dì voi. A ciò contribuisce l'impeto guerriero impresso all'avvicendarsi degli astri sulla volta celeste dalla trasposizione in chiave mitologica. 7) nel quale sono elencati i quattro sensi che può avere un componimento di stile "alto" (o "tragico"). sarebbe perció più forte se la luce non fosse più intensa e sicura. Lo smarrimento. I. essa sia fatta santa e libera in sua potestate".03. "non meno è vera quello che spiritualmente (in questo salmo) s'intende.47 . (con effetto analogo a quello dei versi 1-12). per quanto siano veri i fatti in esso narrati (l'uscita dei popolo d'Israele dall'Egitto e la libertà da esso riacquistata). il "primo tempo deI motivo proprio di questo canto: è terminato: dalla attesa quasi spaurita. ma siamo nella luce. segue. riprendendo in altro tono il tema dell'attesa: la turba che rimase lì. dicendoci: « Se la conoscete. scagliava la sua luce in tutte le direzioni. per cui l'ascesa del sole assume il ritmo incalzante di una caccia (ove il Capricorno è la selvaggina stanata ed inseguita). selvaggia.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. era arciere infallibile) dal punto più alto del cielo la costellazione dei Capricorno (che.htm (5 di 10)08/12/2005 9. in quel salmo.virgilio. L'attesa non è più sottolineata dall'alba.

accennato sporadicamente nella prima cantica. per il fatto che respiravo.htm (6 di 10)08/12/2005 9. però che in sua giovinezza fece Dante molte canzone e ballate che questi intonò. è mosso dalla stessa fede.virgilio. che mi indusse a fare altrettanto. versi 700~702): Enea tenta vanamente di abbracciare l’ombra del padre Anchise. che la ascesa del monte ci sembrerà da ora innanzi cosa piacevole». ma questa sfugge al suo abbraccio. di luci e ombre sulle cose e negli animi. Qui la condizione delle anime è la più vicina a quella di Dante: come il Poeta. per un cristiano è la vita terrena che appare monca. tranne che nell'appírenza! Tre volte congiunsi le mani circondandola. più luminosamente fervido lo spirito di carità. L’anima che si fa avanti per abbracciare Dante è quella di Casella. Se infatti per un pagano la vita dell’al di là rappresentava una dIminuzione. attraverso un altro cammino. del quale l’Anonimo Fiorentino scrive: “ Fue Casella. vano abbraccio all’ombra di un defunto. Dante condensa. impallidirono per lo stupore. quasi dimenticando di andare a purificarsi dei loro peccati. come nell'Inferno. O ombre inconsistenti. ne condivide le ansie.47 .03. privandolo delle similitudini che conferivano all’incontro di Enea con Anchise un tono di mesta elegia. e a Dante dilettò forte l’udirle da lui e massimamente al tempo ch’era innamorato di Beatrice”.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. e lo rende più concitato e drammatico. Il motivo della meraviglia delle anime messe in presenza di un vivo. è stato ispirato al Poeta da un passo dell’Eneide (VI. Altri antichi commentatori ne parlano come di un musicista fiorentino. una pallida eco della pienezza della vita terrena. e altrettante volte tornai con esse al mio petto. è tra quelli destinati a ritornare con maggiore frequenza nel Purgatorio. Esso non costituisce. il motivo virgiliano. ma peregrinanti. da Pistoia grandissimo musico e massimamente nell’arte dello ‘ntonare. con affetto così grande. non sono sottratte al tempo. l'avvio al colloquio tra i morti e il vivo. Io vidi una di esse uscire dalla schiera per abbracciarmi. della meraviglia dei penitenti rappresenta. una barriera al di qua e al di là della quale il vivo e i morti si trincerano polemicamente nei limiti delle loro soggettività. Le anime che 'si resero conto. che insieme ad essi percorre lo stesso cammino.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Siamo giunti poco prima di voi. e nessuno rifugge dal far ressa intorno a lui. E come la gente accorre verso un messaggero apportatore di liete notizie per esserne messa a conoscenza. e fu molto dimestico dell’autore. http://xoomer. il quale fu così arduo da percorrere e duro. Il motivo del triplice. ma l'avvio ad una concordia destinata a perfezionarsi a mano a mano che gli ostacoli del monte renderanno più fruttuosi gli atti di penitenza. così tutte quante quelle anime fortunate fissarono il loro sguardo su di me. Il tema. in un tempo che. è pur sempre segnato dall'alternarsi di giorni e notti. se non e più quello umano. che ero ancora in vita. precisandolo.

ma. una dolcezza.03. avvolge invece la meta di suggestiva indeterminatezza. Mi rispose: « Così come ti volli bene mentre era chiusa nel corpo destinato a morire. rapide. Non dice dove va. Nel mio aspetto. « ma perché tanto tempo è stato sottratto alla tua espiazione (perché. Per questo il tema del triplice abbraccio. adattissima al luogo. l’amicizia di due spiriti che trova il suo compimento nel mondo della vita eterna. ma tu perché percorri (essendo vivo) questo cammino ? » Casella ci appare remoto da ogni assillo che rende combattuta. irreale la ricerca della felicità sulla terra (soavemente disse ch'io posasse). è apparso come un'anticipazione del modo di sentire che è proprio delle anime del purgatorio: la spiritualità degli affetti. « Casella mio. poiché la sua volontà procede da una volontà giusta (quella di Dio): tuttavia da tre mesi a questa parte (cioè dalla promulgazione del giubileo ad opera di Bonifacio VIII. come vanno loro che sono ormai sciolte dal corpo mortale. e lo fa nel Momento da lui ritenuto giusto.htm (7 di 10)08/12/2005 9. desolato e patetico in Virgilio ha in Dante unicamente la funzione di far risaltare l’affetto che sopravvive alla morte. ché questo solo mi preme”. ed io.anime e «va».it/brdeb/Dante/prosa/secondop. mi ha più volte negato questo tragitto.virgilio. Il suo affetto per il Poeta "ora il concreta nel desiderio di sapere come mai Dante è lì. quasi affannose. così ti voglio bene ora che dal corpo sono libera: perciò mi fermo. mi spinsi avanti. credo. e la pregai di fermarsi un poco per parlare con me. senza fare opposizione. che è lontananza estrema ed assoluta da ogni determinatezza terrena" (Chiari). legato a quanto.47 . che esprimono un'ardente carità. avvenuta nel Natale 1299. per questo l'anima sorrise e si trasse indietro. essendo morto da tempo. Ed egli: « Non mi viene fatto nessun torto.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio incompleta. mansuetudine. alla cui indulgenza poterono partecipare anche le anime in attesa di essere traghettate nell'isola del purgatorio) egli ha imbarcato chiunque ha voluto entrare (nella navicella). al tempo stesso. sulla terra. http://xoomer. problematica. si manifestò lo stupore. rispetto a quella dell’oltretomba. Con dolcezza mi esortò a fermarmi: riconobbi allora chi era. Dove i ma interpongono un altro discorso incominciato e significano ambedue le volte: ma lasciamo quel che riguarda me: parlami di te. una. seguendola. percorro questo itinerario per essere degno di tornare un'altra volta (dopo la morte) nel punto in cui adesso mi trovo» dissi. giungi soltanto adesso alla spiaggia del purgatorio) ? » Alla domanda di Casella ma tu perché vai? fa riscontro quella di Dante ma a te com’è tanta ora tolta? Osserva in merito il Pistelli: “Nulla potrebbe esprimere l’interessamento scambievole dei due amici meglio di questo e due domande rotte. se colui (l'angelo nocchiero) che imbarca le anime che ritiene giusto imbarcare. con le sue spoglie mortali nel regno delle.

rendendo più desolato il sentimento dell'irrimediabile assenza. che.la canzone del gaudioso rapimento d'amore.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. il viaggio verso l'ignoto creduto. insieme al mio corpo.nota il Chiari . Per il Montanari è "inutile. con lo stesso senso che ne avevi nella presenza viva. Casella non spiega il motivo della lunga attesa alla quale è stato costretto. anche questo passo si legherebbe al tema generale del viaggio verso l'ignoto". ancora pauroso d'incominciare. tanto più che la canzone intonata da Casella esalta in forma allegorica la filosofia. secondo i più. ma non sperimentalmente conosciuto. E' . prima di essere accolto nel vasello dell'angelo. L'espressione amoroso canto indica. rende in qualche modo l'idea della impenetrabilità delle cose spirituali. e poi d'un tratto nell'attimo stesso ti abbandona. voglia tu in tal modo confortare un poco la mia anima. fui da lui benevolmente accolto (nella navicella). è tanto stanca per il cammino sin qui percorso (attraverso l'inferno)! » « Amor che ne la mente mi ragiona » cominciò egli allora a cantare così dolcemente. forse. di questa specie di ineffabilità dell'indefinito e indefinibile mistero dei rapporti tra l'anima e Dio". Ora egli ha alzato le ali verso quella foce. « Amor che ne la mente mi ragiona » e il verso con cui inizia la canzone commentata nel III libro del Convivio. prescindendo da questa interpretazione dottrinale. per il critico. forse. cercare quello che Dante non ha detto: ma non è. dal canto suo.. ma amoroso può significare anche « dolce ».la ragione del ritardo. alle foci dei Tevere. lasciando "indeterminata e misteriosa . Così interpretato.virgilio. del tutto arbitrario vedere nel ritardo una espressione della ancora imperfetta volontà di Casella. Ma. il componimento. il canto di poesie d'amore. la quale. Di tale umana esperienza non è certo ignaro Dante: ma al mito http://xoomer.47 . cercando di dimostrare che le lodi della donna amata sono lodi rivolte alla filosofia e conclude il suo commento esortando gli uomini a seguire gli insegnamenti dei filosofi. ed è la canzone dell'assoluta impossibilità di esprimere a parole quel che l'anima sente". caratterizza il canto. ritiene che il Poeta.03. così smemorante che l'intelletto sovr'esso disvia. « caro ».htm (8 di 10)08/12/2005 9.. Ed io: « Se una prescrizione propria del purgatorio non ti priva del ricordo dei canti d'amore che solevano placare tutte le mie inquietudini. che in più luoghi si risolve in melodia purissima. dalle foci dei Tevere. Il Chiari. Per quanto riguarda il senso dell'intero episodio di Casella risultano di grande interesse le seguenti osservazioni del Montanari: "Il mito virgiliano dell'incontro di Enea con il padre defunto significava l'illusione del ricordo che ti fa presente per un attimo lo scomparso.ma d'altra parte indicandola come giustissima . Dante interpreta questa canzone allegoricamente. che allora volgevo lo sguardo al mare nel quale l'acqua del Tevere (che in esso sfocia) diventa salina. riecheggia motivi e forme di alcuni fra quelli inclusi nella Vita Nova. che la dolcezza di questo canto echeggia ancora nel mio animo.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Perciò io. o della facoltà di intonarli. poiché là si raccolgono sempre tutte le anime non destínate all'inferno».

a quanto di parzialmente puro e felice in loro riaffiora del passato. vidi quella schiera da poco arrivata distogliere l'attenzione dal canto (di Casella). e lo smarrimento stupefatto e meravigliato che gliel'appanna e gliel'annebbia. dell'incertezza un po' lenta e nebbiosa. E se non temessimo di cadere in un simbolismo alquanto meccanico e di effetto.. senza distruggere il primo: l'amicizia più alta ed eterna. come se a nessuno di noi un altro pensiero occupasse la mente. all'improvviso si distolgono dal cibo. risuona ora come umana consolazione in cui sono fuse insieme musica. gonfiano il collo). L'antico tema della consolazione dell'amicizia. Il loro sguardo deve tendersi invece verso il futuro. ma superarlo espiandole (correte al monte). occorre che esse rinuncino a guardare nel passato le oasi di bene in cui credettero di intravedere prefigurata la felicità eterna. il quale gridò: « Cosa significa questo.. tranquilli. perché sono sotto l'assillo di una preoccupazione più grande. senza ostentare la solita baldanza (a causa della quale." Virgilio e io e le anime che erano insieme con lui apparivamo così felici. anime pigre ? che senso ha questa negligenza. questo indugio? Affrettatevi verso il monte per liberarvi della scorza peccaminosa che non consente che Dio vi appaia ». ed ecco apparire il venerando vecchio (Catone). ed avviarsi verso il pendio (del monte). attraverso lo spirituale legame della musica.47 . "Casella e Catone sono come i due temi fondamentali del canto Il del Purgatorio: quello dello stupefatto smarrimento.it/brdeb/Dante/prosa/secondop. adunati per il pasto. non si appaga più dei sensi corporei: e pure. si contrappone drammaticamente l'imperativo di Catone. Noi tenevamo tutti lo sguardo fisso su di lui e la nostra attenzione era interamente rivolta al suo canto. non sfuggire al ricordo delle colpe. come chi si avvia senza sapere dove vada a finire né la nostra partenza fu meno veloce. dal corporeo allo spirituale.03. e l'altro della indiscutibile ed assoluta sicurezza. http://xoomer. filosofia. non esiteremmo ad aggiungere che Casella e Catone rappresentano ora i due aspetti fondamentali dello stato d'animo di Dante pellegrino nel nuovo regno: la certezza di realizzare in sé presto l'assoluta libertà. nello sbalzo dal temporale all'eterno..virgilio. soffre un distacco dolente. Alla stasi delle anime. della certezza salda ed infallibile. rivissuto prima nell'atmosfera dell'amore cortese. amicizia." (Marti) Con la stessa rapidità con la quale i colombi.htm (9 di 10)08/12/2005 9.. rivissuto poi nel clima della solenne lode della filosofia sentita come suprema vetta della grandezza umana. se appare alcunché di cui abbiano timore. ancora avvinte. impettiti.. Essendo lo stato contemplativo prerogativa dei beati (ai quali soltanto Dio è manifesto in tutto il suo splendore).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio dell'illusione subito delusa si aggiunge qui un soprassenso. mentre sono intenti a beccare la biada o il loglio..

htm (10 di 10)08/12/2005 9. e bene armonizza con tutta l'immagine di dolce mitezza con la quale è entrata nell'animo nostro questa prima delle molte schiere di anime che incontreremo lungo la montagna del purgatorio. propongono alla nostra meditazione il tema dell'umiltà e dell'armonia. Nell'Inferno vi sono grandi individualità.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Osserva finemente il Chiari che. l'odio è solitario: nel Purgatorio non ci ha grandi individualità. Per questo numerose similitudini della seconda cantica riguardano gruppi di anime. come ha ben veduto il De Sanctis. anziché anime singole. anziché quello dell'affermazione orgogliosa di sé che introduce nell'universo il seme della ribellione e del disordine. ma non vi sono cori. ma invece vi son cori: l'amore è simpatia. ed è immagine del nuovo mondo. ove deve sparire del tutto ogni turbamento del mondo terreno".Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.virgilio. dall'obliarsi della coscienza individuale "in uno stesso spirito di carità e d'amore. dualità.03. caratterizzata. nonostante il brusco richiamo di Catone alla realtà. un'anima che cerca un'altra anima". A questa la prima delle similitudini che illustrano la condizione delle anime dei purgatorio.47 .it/brdeb/Dante/prosa/secondop. il paragone dei colombi "ci riporta alla quiete offerta dalla amorosa pastura del canto di Casella. 2003 .

allargò la sua attenzione. Il paesaggio silenzioso e grandioso della campagna in cui le anime rimproverate da Catone si disperdono. era interrotto davanti al mio corpo. quando scorsi che la terra era scura solo davanti a me. o perde la propria dignità nello smarrimento di un istante". ma è anche la ragione stessa che "invita le anime a correre verso il sacro monte: e solo il momentaneo oblio al canto di Casella può averle distolte dal loro cammino.53 . denunciando la prima delle costanti tematiche che il Caccia bene mette in rilievo: "l'accusa precisa dei limiti della ragione umana. che toglie decoro ad ogni azione. verso il monte dove la giustizia divina ci tormenta (per purificarci). Il sole.it/brdeb/Dante/prosa/terzop. isola l'intenso turbamento di Dante e Virgilio. il cui svolgimento complesso ma graduale ci porterà da questa apertura drammatica e ansiosa ai toni elegiaci ed idillici della parte centrale. che prima era raccolta (in un solo pensiero). Virgilio è da se stesso rimorso".03. Quando i passi di Virgilio non procedettero più con la fretta. mentre costituiscono un elemento di collegamento con il canto precedente (si nota spesso nel Purgatorio la tendenza ad eliminare ogni soluzione di continuità per evidenziare anche da un punto di vista compositivo la compatta struttura spirituale del mondo della purificazione). l'improvviso stagliarsi del monte accentua il loro smarrimento. come un piccolo errore è per te causa di crudele dolore! Queste terzine.Parafrasi PURGATORIO CANTO III Sebbene l'improvvisa fuga sparpagliasse quelle anime per la pianura. impostano il tema fondamentale del nuovo canto. io mi accostai alla fedele compagnia: e come avrei potuto allontanarmi senza di lui? chi mi avrebbe guidato su per il monte? Egli mi sembrava tormentato dalla sua stessa coscienza: o spirito retto e puro. alle distensioni intime e pensose di quella finale. di quella ragione che persino in un grande come Virgilio commette errori. come desiderosa di altre cose. che rosso ardeva alle nostre spalle.virgilio. e Virgilio: « Perché dubiti ancora ?» prese a dirmi volgendosi interamente verso di me: «non credi che io http://xoomer. e alzai gli occhi in direzione del monte che più alto (di tutti gli altri) si erge dalle acque verso il cielo. Mi girai di fianco temendo d'essere abbandonato. che faceva da impedimento ai suoi raggi.htm (1 di 8)08/12/2005 9. la mia mente.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia .

e quindi della assenza dell'ombra di Virgilio. religioso (tutto il canto è ricco di echi virgiliani: nella poesia della terra. e ristette turbato.. per ordine di Augusto. E qui chinò il capo. segue. vibra più intimamente il compianto della sepoltura terrena e lontana e tutte le determinazioni geografiche e storiche. In questo momento la vita del personaggio Virgilio viene approfondita al di là di ogni altra sua precedente individuazione e condotta al centro più intimo del suo significato umano. storico. alla creazione di un epicedio affettuoso e dolente che anticipa quello più scoperto e diretto di Manfredi" (Binni). della lontananza. Per sopportare pene. mentre "si sviluppa il primo movimento elegiaco: nella indicazione del corpo lontano. Una lettura che si fermi solo al valore didascalico dei versi 34-39. caldo e freddo. e quindi è da poco tramontato a Gerusalemme. e fu trasportato da Brindisi. C.. Stolto è colui il quale spera che la ragione umana possa percorrere la via infinita che Dio. mentre invece (tale desiderio) è motivo per loro di pena etema: parlo di Aristotile e di Platone e di molti altri ». fu trasportato a Napoli e sepolto sulla via di Pozzuoli. considerandoli come la parte centrale http://xoomer. Dio onnipotente crea tali corpi. con te e che ti guidi? E' già l'ora del vespro là dove è sepolto il mio corpo col quale facevo ombra: si trova a Napoli. non sarebbe stato necessario che Maria partorisse. della nostalgia e vespro ed ombra inducono indirettamente la coerente suggestione di una luce attenuata e malinconica.. Limitatevi a considerare.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sia. o uomini.03. ma come faccia ciò. come le indicazioni sepolcrali. Poiché il sole è da poco sorto nel purgatorio. a Napoli (secondo i calcoli di Dante l'Italia meridionale è a 45 gradi di longitudine da Gerusalemme) è l'ora del vespro. Virgilio morì a Brindisi nel 19 a.virgilio. nella contemplazione del cielo. uno nella sostanza e trino nelle persone. non vuole che sia rivelato agli uomini. la lentezza pensosa del ritmo collaborano ad una musica funebre ed elegiaca. se davanti a me non si forma alcuna ombra.. e vedeste bramare invano uomini siffatti che (meglio di altri) avrebbero potuto soddisfare (se fosse stato possibile con la sola ragione umana) la loro ansia di conoscenza. le cose come sono: giacché se aveste potuto capire tutte le cose. Adesso. e non aggiunse parola.htm (2 di 8)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/terzop.53 . sensibilizzano il motivo poetico della separazione. ciò non deve stupirti più del fatto che i cieli non impediscono che i raggi passino dall'uno all'altro. nel tema dei sepolcri e in quello dei corpi insepolti). e il suo corpo.

il mio maestro arrestandosi.virgilio. che è quello. si profilava come una immensità oceanica davanti ai due pellegrini. dissi. in condanna per sé e per la civiltà alla quale appartenne (versi 40-44). Il paesaggio dei primi due canti del Purgatorio viveva in un prorompere continuo di luce. non avendo mai avuto esperienza della fede e del Dio cristiano. e nel ricordo dolente dell'esclusione passata". » http://xoomer.htm (3 di 8)08/12/2005 9. Sarà lo stesso paesaggio che con una muta sgomenta elegia. e quasi non sembrava che ciò avvenisse. al corso del sole. si adagia infine nella Virtù che tutto dispone. ai movimenti dei cieli. che invano le gambe lì sarebbero volonterose di salire. rifletteva sul cammino da tenere. « Alza. tanto lentamente si avvicinavano. corre il pericolo di non comprendere la profonda poesia che. e Dante. alla terra. ritmata quasi sul tono di una funebre marcia. enunciando le imperscrutabili disposizioni divine.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio del discorso di Virgilio. Le affermazioni della filosofia scolastica che sostengono qui il pensiero di Dante si arricchiscono di vibrazioni liriche proprio perché sono pronunciate da chi. fa da sfondo alla cupa avventura del cadavere di Manfredi" (Caccia). fino allora costretti nella voragine infernale: ora gli occhi di Dante e Virgilio si sono abituati alla luce. che prima aveva fatto riferimento alle costellazioni. Tra Lerici (un castello sulla riviera ligure. e io guardavo in alto tutt’intorno alla roccia. per trovare in essa qualche termine di paragone. e nel paesaggio prima senza forme possono ora. erte.03. della esclusione e della comunione delle anime: esclusione perpetua di chi disiar vedeste sanza frutto e ritrovata comunione "degli scomunicati redenti dal loro pentimento in punto di morte e vivi nell'esperienza letificante della ritrovata comunione. che procedevano verso dì noi. una scala comoda e ampia. diventa motivo teologico centrale di tutto il canto. « il tuo sguardo: ecco da questa parte chi ci darà consiglio. vede ora questa esperienza tramutarsi in nostalgia per un bene perduto. Giungemmo frattanto alla base del monte: qui trovammo la roccia talmente ripida. Quella che poteva essere una breve digressione per colpire la follia di chi pone ogni speranza nella sola ragione. con gli occhi rivolti a terra. alla foce del fiume Magra) e Turbia (un borgo nizzardo) la roccia più inaccessibile e impraticabile è. o maestro ». le ombre si precisano. se tu non riesci a trovarlo in te stesso. distinguere meglio il poggio che 'nverso il cíel più alto si dislaga. da sinistra vidi comparire una schiera di anime. si identifica con la luce rassicurante dei cieli (versi 29-30). attente. ritorna con animo quasi angosciato al mondo che conosce. al confronto di quella.53 . in eterna esclusione da un mondo ora intensamente desiderato. si libera nella trasparenza dei corpi dei trapassati (verso 28). « Adesso chissà da quale parte la costa è meno ripida » disse.it/brdeb/Dante/prosa/terzop. secondo la specificazione del Binni. attraverso le ombre ancora legate alla materia (versi 21-26). « in modo da consentire la salita anche a chi non ha ali? » E mentre egli. le pareti appaiono rocciose. le notazioni si fanno realistiche.

"come processioni di penitenti tutti raccolti interiormente e gravati da un ignoto peso dell'anima" (Grabber). l'eco di quel movimento di incertezza. sì da poterla salire. Quella schiera era ancora così lontana. così io vidi allora avvicinarsi le prime anime di quella felice moltitudine. se si ferma. http://xoomer. figlio caro.virgilio.. e le altre sostano timide abbassando il muso e lo sguardo. Cessate le violente apparizioni dell'inferno. agevola e sottolinea.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Allora guardò. o certi mosaici ravennati o alcuni affreschi romanici. fanno anche le altre. e tu. cantando in un accordo profondo di atteggiamenti e di gesti. in forme sempre più attenuate di stupore e di trepidazione. "dove tutto è folla e gruppo. arretrano e si addossano al monte "con un risultato figurativo di mobile bassorilievo" (Binni). che.. prese a dire Virgilio.. In Dante e Virgilio ogni residuo del turbamento iniziale si dissolve davanti a questa gente d'anime. chi va. o spiriti già destinati alla salvezza eterna ». La critica è concorde nel considerare il canto III uno dei più rappresentativi deIl'atmosfera corale del Purgatorio. quanta può essere la distanza cui un buon lanciatore scaglierebbe una pietra. « in nome di quella pace che io credo sia attesa da voi tutti. il prevalere di un ritmo costante e distensivo che prepara il nuovo culmine poetico di un altissimo idillio. si ferma a guardare quando è colto da un dubbio.03. rafforza la tua speranza ». diteci in qual punto la montagna è più agevole. unici e monocordi" (Mattalia). » Come le pecore escono dal recinto da sole.. accostato alla similitudine successiva delle pecorelle sembra richiamare i bassorilievi paleocristiani.53 .it/brdeb/Dante/prosa/terzop. obbedienti e mansuete. quando tutti si addossarono alle dure rocce dell'alta costa. rispose: « Avviciniamoci a loro. e con viso rasserenato. umile nei volti e dignitosa nel procedere. le anime avanzano a schiera. di fronte a un'apparizione così lontana ormai dal loro mondo.htm (4 di 8)08/12/2005 9. e stettero fermi e raccolti come. L'avanzare deciso dei due pellegrini (con libero piglio) contrasta con quello lentissimo delle anime che. di una «pastorale» purissima ai cui margini pur vibra. senza conoscerne il motivo. perché perder tempo dispiace a chi ne conosce il valore. poiché essi avanzano lentamente. e quello che fa la prima. o a gruppi di due e di tre. e che qui mai si dissocia completamente dal fondamentale sentimento letificante di concordia e di salvezza in comune delle anime degli scomunicati pentiti e avviati alla loro totale liberazione" (Binni). raggruppandosi dietro a lei. dico dopo aver noi fatto un migliaio di passi. a questo popol "il cui procedere lentissimo. « O voi che siete morti in grazia di Dio.

versi 124-129). Anche se la tradizione letteraria bucolica. ribelli. la luce interrotta. queste hanno pur tutta l'incertezza e il tremore di chi si trova ancora assai prossimo alla piaggia cui si giunge affannati e smarriti" (Caccia). coloro che rifiutarono obbedienza alla Chiesa". ma umile sarà soprattutto lo stesso Manfredi la cui alta personalità si china alle universali leggi divine e che. timidette).. pur conservando ancora per istinto e per abitudine tutta la sua aristocraticità regale.htm (5 di 8)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/terzop. dell'atteggiamento (atterrando l'occhio e 'l muso). quete). Se il turbamento genera incertezza . http://xoomer. per questo la luce del sole è. » Così parlò Virgilio. le cui componenti. pur non conoscendone il motivo. uno di quelli in cui Dante ha trovato più genialmente la parola pittrice" (Momigliano) . è la sintesi visiva di tutti gli elementi elegiaci del canto: l'animo del Poeta sembra abbandonarsi al nuovo sentimento di pace che avverte in sé e attorno a sé. alla comunione con le anime purganti. a due. dovranno ora essere umili. che esorta ad accontentarsi della realtà contingente e riconosce di aver bisogno egli stesso di consiglio. e indietreggiarono un poco. vuole vivere di quella umiltà alla quale è stato consacrato sulla spiaggia del purgatorio. docili al destino e all'altrui volontà: "anzi. poiché la mia ombra stava fra me e la roccia. vi dichiaro che questo che voi vedete è un corpo umano. Secondo la legge del contrappasso essi che in vita furono superbi. Non stupitevi. si fa riconoscere non per una corona ma per due ferite".. preparano le ultime parole della similitudine: e lo 'mperché non sanno. che sono contente del quia. si arrestarono. di Virgilio in particolare.. semplicità e mansuetudine. Il primo incontro di Dante con le anime del purgatorio avviene con coloro che più sono lontani dalla salvezza. richiamano quella dei colombi (canto Il.virgilio. il ricordo evangelico (le anime presentate attraverso l'immagine degli agnelli e delle pecorelle) e un passo del Convivio (I. dissero. XI. Così è umile Virgilio. Non appena quelle anime videro in terra. ma perché fra tutte le anime. « Senza attendere che voi me lo domandiate. ma credete che non è senza l'aiuto del cielo che io cerco di superare questa roccia.pur essendo "uno dei più nitidi studi dal vero di tutto il poema. 9-10) lo sorreggono. in terra. sono fra le anime più timide del purgatorio. «Tornate indietro e camminate dunque davanti a noi». non solo perché la loro personalità ribelle ebbe esemplare annullamento nel disonore della scomunica.non è che l'estremo sviluppo del tema centrale dell'umiltà delle anime che si abbandonano alla volontà divina. alla mia destra. e tutte le altre che venivano dietro. e tutto il canto si ispira a questo motivo della umiltà.. fecero altrettanto. umiIe sarà Dante di fronte a Manfredi. Infatti l'osservazione dei movimento lento ma sicuro (a una. e l'altre fanno). la scelta degli aggettivi (semplici. l'uso dei diminutivi (pecorelle. "coloro la cui ribellione alla legge divina non fu solo individuale ma sociale.53 . interrotta. e quegli spiriti eletti. cioè con gli scomunicati. a tre).nota il Caccia "incertezza genera umiltà. umili sono queste anime. facendoci segno col dorso delle mani. che è poi la virtù opposta all'antica colpa". mansueti.03. orgogliosi. questo quadro . della concordia (e ciò che la la prima.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Questa similitudine di mirabile evidenza.

Costanza imperadrice è Costanza d'Altavilla. XII. I cronisti del tempo lo giudicarono in modo opposto: quelli ghibellini lo esaltarono entusiastìcamente. Se il Purgatorio è la cantica delle idealità e degli affetti. Tuttavia il Villani (Cronaca VI. lottando duramente contro la Chiesa che lo scomunicò. nel 1250. molto fu largo e cortese e di buon aire. re di Sicilia. madre di coloro che sono i sovrani di Sicilia e d'Aragona. Poi aggiunse sorridendo: « Sono Manfredi.53 . ma aveva un sopracciglio diviso in due da una ferita. se pone Federico Il fra gli epicurei nell'inferno. ma la infinita misericordia ha braccia tanto ampie da accogliere tutti coloro che a Lei si rivolgono. egli dìsse: « Adesso guarda». I miei peccati furono orribili. quando ritornerai in terra. di andare dalla mia bella figlia.htm (6 di 8)08/12/2005 9. Parla Manfredi. Io mi girai verso di lui e lo guardai attentamente: era biondo. 46). l'animo di Dante è pur sempre impegnato con la cronaca e con la storia. Quand'ebbi il corpo trafitto da due colpi mortali. La figlia di Manfredi è Costanza che sposò Pietro III d'Aragona ed ebbe come figli Federico II. osserva in http://xoomer. mentre cammini volgi gli occhi: cerca di ricordare se in terra tu mi abbia mai veduto ». perciò ti prego. come il padre e più. ma tutta sua vita fu epicuria. il Poeta muta solo il tono. quelli guelfi lo accusarono di ogni nefandezza.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio E uno di loro prese a dire: « Chiunque tu sia. con il dramma e la tragedia dei suoi tempi. bello e di nobile aspetto. tesse grandi lodi per l'opera politica e culturale di Federico Il e di Manfredi. nipote dell'imperatrice Costanza. tralasciando ogni giudizio morale. Dante in un passo del De Vulgari Eloquentia (I. che sconfisse a Benevento nel 1266 Manfredi. sonatore e cantatore era.03. 4). Guidò il partito ghibellino in Italia.it/brdeb/Dante/prosa/terzop. afferma: "Fu bello del corpo e. dopo la morte del quale si fece incoronare re a Palermo (1258). dissoluto in ogni lussuria.virgilio. sposa dell'imperatore Arrigo VI e madre di Federico II. Quand'ebbi con cortesia negato d'averlo mai conosciuto. a Colui che è sempre pronto a concedere il suo perdono. benché guelfo. sicché egli era molto amato e grazioso.. e Giacomo Il. se si raccontano altre cose. E. non curando quasi né Iddìo né Santi". e mi mostrò una ferita vicino al cuore. re d'Aragona. figlio naturale di Federico II che appena diciottenne. governò il regno di Napoli e Sicilia per il fratello Corrado IV. io mi rivolsi. per dirle la verità su di me.. finché il pontefice Clemente IV chiamò in Italia Carlo I d'Angiò. il quale morì in battaglia. alla morte del padre. salva Manfredi in virtù di un pentimento poco prima della morte. piangendo (per il pentimento dei peccati)..

"Manfredi prende tutto il suo rilievo non solo sullo sfondo di quel paesaggio e di quelle anime scorate che lo accompagnano. solo quel suo cadavere gettato oltre i confini del regno: persino l'immagine stessa della bontà divina (la bontà divina ha sì gran braccia) acquista in lui una latitudine regale. nel riconoscimento di un potere superiore che si manifesta come amore (la bontà infinita). avesse potuto penetrare questo aspetto di Dio. Il regale è il suo discorrere ampio e la sua sintassi latineggiante (ondio ti priego che quando tu riedi . che ha liberato Manfredi dei suoi peccati. per abbandonarlo lungo le rive del Garigliano. quasi sul Garigliano. quasi solenne l'accenno a Costanza ímperadrice. le mie ossa sarebbero ancora in capo a un ponte vicìno a Benevento. ma anche sullo sfondo di quei profondi ideali. ). sono ora le sue vere insegne di re" (Caccia). Nella figura del re svevo si attua appieno il processo di spiritualizzazione proprio di tutta la seconda cantica: il sorriso con cui si rivolge a Dante quasi per attenuare l'orrore delle ferite. segna il distacco fra la tragedia della sua vita terrena e la raggiunta serenità. Se il vescovo di Cosenza. regale è quel suo ricordare. fu sepolto dagli stessi nemici sotto una "grande mora di sassi" e che invece secondo altri il vescovo di Cosenza fece dissotterrare il corpo e trasportarlo fuori del regno dì Napoli." (Caccia) Solo rilevando con forza il netto contrasto fra gli orribil.movimento di caccia selvaggia e le feroce. l'odio dei suoi persecutori appare nel trascinarsi di quelle povere ossa battute dalla pioggia e dal vento: eppure non c'è dura polemica contro alcuno.53 . trasumanandola anzi in santa regalità. Nelle parole di Manfredi tutto diventa rappresentazione ed immagine: l'ostilità dei pastor di Cosenza si trasforma in. Infatti alto e distaccato è il tono delle sue parole. dove egli le trasportò a ceri spenti (come si usava per i cadaveri degli scomunicati e degli eretici). peccati miei e la bontà infinita. ritrovato sul campo di battaglia dopo tre giorni.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio lontananza.htm (7 di 8)08/12/2005 9. che segnava il confine fra il regno meridionale e lo stato della Chiesa. di quelle sue stesse amare vicende innalzate alla pietà che vince l'orrore.virgilio.03. l'amara constatazione.. fuori del regno (di Napoli e di Sicilia). di "lezione profonda di umiltà" (Sapegno) . alla bontà che perdona. come quel suo volto bello e gentile. pon mente se di là mi vedesti unque. io son Manfredi. di vedere altri uomini peccare come tante volte ha peccato lui http://xoomer. che rappresentava Clemente IV presso Carlo d'Angiò. ma solo.it/brdeb/Dante/prosa/terzop. dopo averla liberata da ogni superbia. ma gli mantiene la regalità di un tempo. ond'io ti priego. di tanto odio. che da papa Clemente fu indotto allora a perseguitarmi. acquista un senso di distacco.. custodite da un mucchio di pietre. Adesso la pioggia le bagna e il vento le agita.. VII... alla figlia genitrice dell'onor di Cicilia e d'Aragona. alla sofferenza che redime. 9) narra che il cadavere di Manfredi. Il pastor di Cosenza è l'arcivescovo Bartolomeo Pignatelli. Quel sorriso. "ch'era terra di Chiesa"... l'episodio acquista valore e funzione di exemplum. piangendo). Il Villani (Cronaca. Avvertiamo la nobiltà del suo animo proprio nell'umile confessione della sua miseria umana (io mi rendei... di quella epica lotta. verso il quale la sua anima vibra e si slancia stanca delle lotte della vita. le fasi della battaglia si riassumono nel pesante tumulo di sassi che la pietà dei nemici ha eretto sopra il suo corpo..

si conclude ristabilendo "quell'armonia tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti che il drammatico racconto sembrerebbe aver spezzato" e chiude l'episodío proprio in questo tono di umiltà familiare. nel sigillo di quello spirito comunitario che.it/brdeb/Dante/prosa/terzop..Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. e anche questo divieto. alla mia buona Costanza dove e in che modo mi hai visto.53 . deve restare fuori di questo monte. Vedi dunque se puoi farmi contento.. per un periodo di tempo trenta volte più lungo di quello che da vivo ha nella sua ostinazione orgogliosa. il suo tono più cupo nei versi 130-132 e si era tramutata. finché la speranza non è del tutto inaridita. poiché noi molto progrediamo nella purificazione grazie. anima il corale respiro lirico del canto" (Caccia). a meno che tale decreto non venga abbreviato dalle preghiere dei buoni.htm (8 di 8)08/12/2005 9. In seguito alle loro scomuniche (maladizion: la scomunica infatti non comporta di necessità la dannazione spirituale) la grazia di Dio non si perde a tal punto che non si possa recuperare.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio stesso. Tuttavia chi muore scomunicato.virgilio. anche se si pente in punto di morte.03.in uno slancio di fede e di speranza (versi 134-135). L'elegia che aveva raggiunto. 2003 . ai suffragi dei vivi ». rivelando.

ma assicura anche la liricitá. Ora. cioè vivere. E perciò. non si può negare che v'è riuscito!" In realtà. sentire e ragionare" (Convivio III. il tempo trascorre senza che uno se ne accorga. non poetiche e che il D'Ovidio censura affermando che "se Dante ebbe il proposito di riposar l'animo dei lettori dall'ammirazione dei tre canti che precedono" e dargli lena ad ammirare la bellezza del successivo e la sublimità dei tre appresso. secondo il principio scolastico. è necessario rilevare che nel pensiero medievale la scienza costituisce elemento di elevazione e modo di purificazione. che "hae tre potenze.03.virgilio. attraverso la meditazione. una sola essenza dell'anima.59 . che una qualche potenza della nostra anima riceve in sé. Finora ogni suo gesto e ogni suo passo implicanti una conquista purificatoria erano stati guidati. da Catone e da Virgilio. la vegetativa. quasi il Poeta fosse ancora troppo impedito dai legami terreni. della sua vita in una prospettiva universale. da Dante ritenuti necessari al fine di spiegare la disposizione cosmografica del secondo regno. riposarlo dallo stupore con la fatica.Parafrasi PURGATORIO CANTO IV Quando per un'impressione di piacere o di dolore. ed esteriore ed interiore. trovando in quella vicenda lo stesso ritmo di leggi e principii generali. polarizzando l'interesse sulla nuova situazione spirituale di Dante. Tale posizione garantisce la validità strutturale di questo inizio.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. poiché una è la facoltà che percepisce il passare del tempo (che l'ascolta: la facoltà intellettiva). http://xoomer. quando si ascolta o si vede qualcosa che attiri a sé fortemente l'anima. l'intellettiva. e questo fatto é una prova contro quella dottrina errata la quale ritiene che in noi si formino più anime una accanto all'altra. a considerare ogni vicenda. l'anima si concentra tutta in quella facoltà. e quando essa è intensamente occupata in un'operazione. la sensitiva. Il.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . pur essendo innegabile il peso degli elementi didascalici (il massimo sviluppo si avrà nei versi 6196). Dante sostiene. 11). Viene così confutata la teoria platonica della formazione e dell'esistenza di tre anime. nell'esclusione di ogni forma di scienza dalla poesia. quella invece è sciolta da ogni ufficio (perché l'attenzione dell'anima è rivolta altrove).htm (1 di 8)08/12/2005 9. e una altra (la facoltà sensítiva) è quella che concentra in sé l'anima intera: questa è come legata (alle impressioni che percepisce). non può impegnarsi in altre. portando l'uomo. sembra allora che essa non presti più attenzione a nessun'altra sua facoltà. o addirittura voluti attraverso duri rimproveri. L'esordio solenne rivestito dei moduli espressivi della Scolastica pare chiudere il canto IV in una di quelle zone che il Croce definisce.

ed io dietro di lui.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio "fisso e attento alle parole di Manfredi con la medesima fissità e attenzione che ebbe di fronte al canto di Casella. secondo il Momigliano. ascoltando e guardando intensamente Manfredi. lunga sospensione nell'aggettivo soli . Le due similitudini realistiche (maggiore aperta. La scienza filosofica lo illumina sul pericolo della contentezza provata durante il canto dell'amico musico" (Romagnoli).. Dante ha .con il suo stile duro. spezzato da continue pause. saputo superare il pericolo della lentezza e della negligenza . Se l'apertura di questa similitudine dà la misura di un'attenzione concretissima alla terra. alla quale si accedeva scendendo lungo pareti a picco sul mare). ) poste in successione immediata. al quale ormai basta un semplice cenno delle anime (verso 18) per riscuotersi. qui osservata nell'animato ritmo di una scena campestre. versi 46-51).. Qui Dante giustifica filosoficamente la necessità della rampogna di Catone. vassi in Sanleo. Il contadino quando l'uva incomincia a maturare (imbruna.03. dopo che la schiera delle anime si era congedata da noi. salire sul Bismantova (alto monte dell'Appennino nel territorio di Reggio Emilia) fin sulla vetta solamente coi piedi. seguendo quella guida che mi dava speranza e http://xoomer. infatti di oltre cinquanta gradi era salito il sole (esso percorre quindici gradi ogni ora: perciò sono trascorse più di tre ore dal levarsi del sole e dall'apparizione dell'angelo nocchiero).59 . dico con le ali veloci e con le piume del grande desiderio. Dante. preannunziando "la sua prima vittoria conseguita nella vicenda della dura e vincolante dialettica. che si raccolgono tutte in un'unica. che.htm (2 di 8)08/12/2005 9. è tuttavia il verso 23 .. una movenza stilistica di constatazione vagamente esclamativa" (Jenni).. bisogna perciò difenderla dai ladri) spesso con una piccola forcata di spine chiude con questi pruni un'apertura della siepe più larga di quello che non fosse il sentiero lungo il quale salimmo Virgilio. posto su un ripido colle che si raggiungeva con un sentiero scavato nella roccia) e scendere a Noli (cittadina della riviera ligure di ponente.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. facendo del IV canto "uno dei più importanti dall'angolo visuale del contenuto " (Jenni) : i due pellegrini iniziano l'ascesa dei monte. dei rapporti anima-corpo. soli... ed io non me ne ero accorto.virgilio. E' possibile arrivare a Sanleo (borgo del ducato d'Urbino. sono per il Poeta necessarie al fine di mettere subito in rilievo il carattere eccezionale della salita. che nel Purgatorio è protagonista della poesia ben più che l'abisso nell'Inferno".l'accusa di Catone ~ intendendo appieno verso quali oggetti debba convergere il suo spirito nella via del purgatorio. accanto alla "presenza solenne e muta della montagna. quando giungemmo in un punto in cui quelle anime ci gridarono tutte insieme: « Questo è il luogo di cui ci avete domandato ». ma qui è necessario che si voli. entra dunque nella legge morale del purgatorio.che apre un tema maestro. che finora avevano osservato solo dalla spiaggia e del quale avevano già guardato con preoccupazione la ripidità (canto III. "come una ripresa. contemporaneamente introducendoci nell'atmosfera di silenzio e di solitudine. è il motivo lirico del canto. intelletto-senso" (Mattalia) Di questo fatto io ebbi personale esperienza.

la linea ha un'inclinazione di 45 gradi: la costa perciò è quasi perpendicolare al monte). La vetta del monte era così alta che superava ogni possibilità della nostra vista. volgiti.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio mi faceva luce. quando dissi: « O dolce padre. essa costituisce la base del monte). nell'epistola datata Malaucène 26 aprile 1336. e guarda che rimango indietro. finché raggiunsi quella sporgenza.pur resa con una rappresentazione molto mossa. Salivamo per un sentiero scavato nella roccia. che ora ha sostituito quello maestro-discepolo . in cui il dialogo tra i due poeti è ricco di una familiarità sostenuta dalla comune fatica dell'ascesa ed espressa nel rapporto padre-figlio. Noi possiamo leggere questo primo episodio d'una scalata con una partecipazione viva come per un'impresa di montagna. che nei migliori momenti non sí danneggiano. E quando Virgilio dà al suo protetto il mezzo ordine e mezzo consiglio di non fare nemmeno un passo in giù. indicandomi un ripiano poco più in alto. che via seguiremo? » Ed egli mi rispose: « Il tuo passo non pieghi né a destra né a sinistra: avanza sempre verso l'alto seguendo me finché ci appaia qualche guida esperta del cammino ».ha il significato allegorico-morale di purificazione raggiunta via via attraverso la fatica del superamento. e il suolo sottostante costringeva ad aiutarsi con i piedi e con le mani.59 . in Dante essi sono fusi a un grado così avanzata". su uno spiazzo aperto (non incassato nella roccia).sono quelli spirituali: "colla fede e colla speranza che sono l'ali che portano i virtuosi e fedeli" (Anonimo Fiorentino). una significazione morale. dissi: « Maestro. accostata da alcuni critici moderni a quella del Petrarca sul monte Ventoux. L'ascensione di Dante e Virgilio . "Ci troviamo di fronte a uno di quei luoghi del poema dove l'allegoria si aggruma" (Jenni) in un'ascesa ambivalente. procedendo a carponi dietro di lui. che cingeva tutto il monte dalla. Le sue parole mi spronarono a tal punto. solo. Anche il Petrarca conferisce ad ogni gesto suo e del fratello Gherardo che l'accompagna. descritta. I mezzi necessari per salire il monte del purgatorio . e il pendio era assai più ripido di una linea condotta dal punto mediano di un quadrante al centro del cerchio (poiché il quadrante di un cerchio corrisponde ad un angolo al centro di 90 gradi. « Figliolo.htm (3 di 8)08/12/2005 9. parte a noi visibile». e (era tanto angusto che) le sue sponde ci stringevano a destra e a sinistra.virgilio.la cui ripidità supera ogni confronto umano . se non ti fermì ad' aspettarmi ». cerca di trascinarti fin qui » disse. Dopo essere giunti al termine dell'alta parete (alta ripa.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. Ero stanco.. che riunii tutti i miei sforzi. ma mentre in lui il senso letterale e quello allegorico restano sempre distinti.. si tratta d'un ammonimento morale che però vale alla perfezione già per la http://xoomer.03.

Senza contare che sempre. crea un affanno fisico e un affanno morale (che via faremo?. ricompone "in filosofica quiete lo spirito dianzi stupefatto. essendo la costellazione dei Gemelli più a nord di quella dell'Ariete con la quale il sole era allora in congiunzione). che. restano dei particolari il cui senso non oltrepassa quello letterale: come. e non possiamo non assentire a quel gesto di alzare gli occhi al sole.59 . Molti critici moderni vedono nel volgersi di Dante verso oriente un significato mistico. sull'acquisto di scienza certa". ma è una pausa contemplativa breve. la ragione. perché è subito interrotta dallo stupore (versi 56-57). poiché guardare il cammino già fatto suole apportare conforto e gioia agli uomini. "Il fatto è che Dante non può indugiare sugli elementi contemplativi. da dove eravamo saliti. sembra sciogliere tutti gli elementi del dramma umano di Dante per liberarli nell'infinitezza del cielo"..Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sola fatica fisica.. dal momento che... da dove era venuto Cristo. nei luoghi danteschi di allegoria più ricca. in un canto tutto incentrato sullo slancio morale della conquista. l'ultimo « carpare » di Dante per giungere al cìnghio" (Jenni). rimira com'io rimango sol. a meno che il sole non deviasse dal suo cammino abituale.più schietto e fresco della gioia di Dante: e non possiamo non partecipare a questo silenzioso trionfo della vista sua. raccogliendoti in te stesso che Gerusalemme e il monte del http://xoomer. Benché il gran disio sospinga verso l'alto. tu vedresti la parte rosseggiante dello Zodiaco (la via percorsa dal sole) ruotare ancora più vicina alla costellazione delle Orse (cioè al polo artico. qui. il cammino resta pur sempre aspro per il corpo e lo spirito." (Romagnoli) Virgilio si accorse facilmente che io guardavo tutto stupefatto il sole. ma che ora viene superato in virtù della vicinanza della meta (additandomi un balzo poco in sue). dominando l'apparente mistero del fenomeno fisico. E' il "momento . pensa. già quella patristica avvertiva del valore della preghiera fatta verso oriente. che può essergli data solo da Virgilio.. Lì ci sedemmo entrambi rivolti verso oriente. di muovere la propria vista nella libertà degli spazi infiniti.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. se non restai) in Dante. bensì alla parte da cui è salito". poi lo alzai verso il sole. prima ancora della letteratura medievale. motivando uno stato di perplessità smarrita che era già stato presente nei canti precedenti.virgilio.. e mi accorsi con stupore che i suoi raggi ci colpivano provenendo da sinistra. Il canto sembra giunto al suo culmine.afferma il Romagnoli . Dapprima volsi lo sguardo verso la spiaggia. là dove entrava nel suo cammino fra noi e il settentrione. Se vuoi sapere come ciò avvenga. anche se molto intensa. Ma poiché i più antichi commentatori non hanno rilevato nei versi 53~54 tale significato.htm (4 di 8)08/12/2005 9.03. il Sapegno ritiene giustamente che "Dante non guarda all'oriente in quanto tale. Per questo egli mi disse: « Se la costellazione dei Gemelli (Castore e Polluce) fosse in compagnia del sole che rischiara alternativamente l'emisfero settentrionale e quello meridionale.

che la ascesa è sempre ardua per chi l'inizia dal basso. e questo so come cosa certa ». Perciò. dì progressiva conquista della Grazia attraverso la liberazione dal male." (Anonimo Fiorentino) L'immagine del monte della virtù è di frequente uso scritturistico e liturgico ed è unita.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. che occhio suo né d'altrui non vede la sua sommità. allora sarai giunto alla fine di questo cammino: qui soltanto potrai riposarti dell'affanno della salita. quando essa ti sembrerà dolce a tal punto. e che rimane sempre tra il sole e l'inverno. "Il monte della virtù è tanto alto e tanto si profonda. se la tua mente bene discerne». che in astronomia si chiama Equatore. (perché quando in un emisfero è inverno. volentieri desidererei sapere quanto cammino resta da percorrere. che il salire diventerà per te facile come procedere su una nave seguendo la corrente. al concetto dì ascensione. come ora comprendo che il cerchio mediano della rotazione celeste. da un altro (cioè da sinistra a destra). maestro mio » dissi « non ho mai compreso così chiaramente alcuna cosa davanti alla quale il mio ingegno appariva insufficiente. per questo la strada (cioè la eclittica) che male Fetonte (cfr. da un lato (cioè da destra a sinistra) e. perché il monte si innalza più di quanto possa salire il mio sguardo. Non ti rispondo oltre. e facea http://xoomer. nell'altro è estate e viceversa). « Di certo. di rinuncia. cioè la sua profondità. quasi sempre. Ma se tu vuoi. perché il passaggio dalla fatica dell'esercizio ascetico alla beatitudine della contemplazione è l'itinerario consueto della mistica cristiana. da questo monte si allontana verso settentrione.htm (5 di 8)08/12/2005 9. Inferno XVII 107-108) seppe percorrere col carro del sole. per il motivo che tu dici (cioè che il purgatorio è agli antipodi di Gerusalemme).virgilio. risuonò vicina una voce: « Forse avrai bisogno di ríposarti prima dì giungere lassù! » E’ la voce di Belacqua che. "fu uno cittadino di Firenze. E non appena egli ebbe finito di parlare. rispetto al monte del purgatorio. vedrai come è necessario che corra. ma quanto più si sale tanto meno essa appare faticosa. secondo l'Anonimo Fiorentino.03. » Ed egli: « Questo monte è tale. rispetto a Gerusalemme. artefice.59 .Divina commedia: Parafrasi Purgatorio purgatorio si trovano sulla terra in modo tale che tutti e due hanno lo stesso orizzonte astronomico e giacciono in diversi emisferi. mentre gli Ebrei (quando abitavano la Palestina) lo vedevano allontanarsi verso il sud.

la poesia autentica del canto: la quale è fondata nella prospettiva di equilibrio e di unità tra la debolezza dell'uomo e la forza della Grazia. oggettivando il conflitto che si svolge nel suo intimo. "Lo slancio dello spirito deve pur fare in ogni momento i conti con la fragilità della carne". per "esprimere le esigenze e i bisogni realistici della sua carne fragile". per negligenza e pigrizia. Ora l'autore fu forte suo dimestico: molto il ríprendea di questa sua nigligenzia". e era il più pigro uomo che fosse mai.. tra il senso di fatica e di ascesi sottolineato dallo spirito del Poeta e il senso di abbandono e di passività di Belacqua (esprimente la staticità del corpo).03. e dopo http://xoomer. ) egli si contenta di staccarlo da sé: va tu su. dopo l'ascesa della balza. non mi impedì di accostarmi a lui. la proiezione che Dante fa di un suo sentimento contrastante con le nobili parole di Virgilio. muovendo solo gli occhi lungo la coscia (senza alzare il viso). del quale né io né Virgilio ci eravamo prima accorti. ed è. e mentre Dante. in chiave comica.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. e ponevasi a sedere. orgoglioso ancora.. abbandonandosi più pazientemente e docilmente alla volontà divina. Perciò questo episodio non deve essere letto. dal momento che sei così bravo! » Riconobbi allora chi era. equilibrio che sostiene l'umanesimo cristiano di Dante e di tutta la Commedia. il cammino delle stelle" a Belacqua "pare. ed è invece. aspettarono a pentirsi alla fine della vita e che devono rimanere nell'antipurgatorio tanto tempo quanto vissero. e abbandonando il viso tra esse. e mai non si levava se non quando egli voleva ire a desinare e a dormire. e guardò. si permette di canzonarlo con aperte parole. sedeva abbracciando le ginocchia. cosa dappoco. Lo raggiungemmo con fatica. e preziose (colui che mostra sé . E si dice di lui ch'egli venia la mattina a bottega. permessa anche dallo spunto autobiografico che riporta ad un ambiente fiorentino fresco e vero. e l'affanno che rendeva ancora un poco affrettato il mio respiro. e disse: « Sali tu ora. come molte volte è stato fatto dalla critica..virgilio. e lì c'era un gruppo di anime che giacevano all'ombra di questa rupe nell'atteggiamento che suole indicare pigrizia. Per l'Apollonio "l'orgoglio razionale di Virgilio e Dante. che mi sembrava stanca. Proprio in questo apparente contrasto." Al suono di questa voce entrambi ci volgemmo.59 .Divina commedia: Parafrasi Purgatorio cotai colli di liuti e di chitarre. pur tenendo conto della sua venatura scherzosa. usciti appena dalla scansione eroica che ha misurato. e scorgemmo a sinistra un grosso macigno. « O mia dolce guida » dissi « osserva quello che appare più negligente degli altri. secondo l'acuta analisi del Sapegno. ma. Questa voce interviene dando l'impressione di continuare il tono del discorso di Virgilio. come se la pigrizia fosse una sua sorella. » Allora quello si volse verso di noi. e deve moderare la sua baldanza di fronte alle difficoltà che attendono di essere superate.htm (6 di 8)08/12/2005 9. Sono le anime di coloro che.. deve essere visto come un serio richiamo ad una maggiore purificazione. E una di loro.

sempre tensione verso la beatitudine.di preghiere: "Belacqua si trasforma. la propria indolente saggezza. comunque. per sua vergogna. che dovrebbe fare Belacqua? Altro non può se non aspettare il tempo stabilito e. ma alla lentezza della sua capacità di intendere una spiegazione così semplice. quasi sentisse la sua pigrizia come una fatalità.htm (7 di 8)08/12/2005 9." I suoi atti pigri e le sue parole brevi mossero un poco le mie labbra al sorriso. per tutto il tempo che mi girò intorno in vita. la quale è liberazione progressiva dal terrestre e. dicendo: « Hai capito bene come il sole manda i suoi raggi dalla parte sinistra? » La derisione di Belacqua sottolinea.l'altra sarà alle parole di Stazio: l'uno sorriso di sdegno. poi dissi: « Belacqua.nota il Tommaseo . pigri e le corte parole muoveranno il riso di Dante. l'altro d'affetto. che giova il salire? infatti l'angelo di Dio che custodisce la porta del purgatorio non mi lascerebbe affrontare le pene dell'espiazione. ironizzandola. a quell'impegno di conoscenza. ma sembra giustificare la sua stessa indolenza: o frate.. poiché rimandai fino all'estremo il pentimento. in un'attitudine che gli ricorda di continuo la colpa.it/brdeb/Dante/prosa/quartop. Gli atti. unico spiraglio in quella sua compatta staticità. si scioglie dinanzi alla invocazione . Il Pietrobono così nota a proposito: "Se l'angelo portiere non gli permette d'entrare.59 .03. E' necessario che prima il cielo giri intorno a me fuori di quella porta. patiscono del male che hanno commesso". io non sono più in ansia per te ormai (sapendoti salvo). che non è esaudita in cielo? » L'apparente scontrosa ironia di Belacqua. e Dio agli accidiosi ha negato il conforto e il beneficio della preghiera. ma amico. e lì nell'antipurgatorio le anime non sono soggette a pene fisiche. « Fratello. perfettamente circoscritto nella luce morale che vela di malinconia. ma dimmi: perché te ne stai seduto appunto qui? aspetti forse una guida..pur contenuta . http://xoomer. In fondo gli spiriti dei pigri. oppure sei stato ripreso dalla pigrizia abituale?» E quello.virgilio. ma riverente. di trepida attesa le anime della seconda cantica"(Romagnoli). Belacqua non solo ha un atteggiamento passivo. le due aie di Dante. Alcuni tuttavia intendono l'ironia di Belacqua rivolta non all'attenzione di Dante. come doveva inevitabilmente avvenire.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio che gli giunsi accanto. Questa giustificazione della pigrizia è sembrata ad alcuni discordante dallo spirito di tutta la cantica. come tanti altri. l'eccessiva attenzione di Dante alla spiegazione astronomica di Virgilio e contrappone. "La prima volta ch'e' rida . in un personaggio di gentilezza. sollevò un poco la testa. mentre a quello spirito si ricollega appieno. che supera quelle questioni perché non se le pone. se non mi aiuta prima la preghiera che sgorga da un cuore in grazia di Dio: che vale l'altra (quella del peccatore). l'andar su che porta? Infatti l'angelo gli impedirebbe di salire anche se egli lo volesse.

Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.59 . 2003 .virgilio.htm (8 di 8)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/quartop.03. e dicendomi. « Vieni ormai: vedi che il sole è al meridiano (è tocco meridian dal sole: è cioè mezzogiorno) mentre (nell'emisfero boreale) sulla riva dell'Oceano la notte già si distende fino al Marocco (Morrocco: esso costituiva l'estrema parte occidentale della terra abitata) ».Divina commedia: Parafrasi Purgatorio E già Virgilio. saliva precedendomi.

sebbene io mi senta incrollabile ( tetragono: il termine indica ogni figura geometrica dotata di quattro angoli e.virgilio. in modo che l’intensità interiore appaia bene evidente esternamente. Brunetto Latini ( Inferno XV. che egli non era figlio di Apollo. Metamorfosi I.08. avendo udito da Epafo (suo coetaneo e figlio di Giove). andò dalla madre Climene. “O cara radice della mia famiglia. 747 sgg. volle sapere dalla madre Climene la verità sulla sua nascita. 106-108. Perciò l’animo mio è ansioso di conoscere quale sorte mi viene incontro. ma perché ti abitui ad esprimere la sete del tuo desiderio. il punto in cui tutti i tempi sono presenti. Allora Apollo. l’esempio del quale rende ancor oggi i padri restii a indulgere alle richieste dei figli. Perciò la mia donna mi disse: “ Esprimi il tuo ardente desiderio. gli concesse di guidare per un giorno il carro del sole e questo fatto fu poi causa della morte di Fetonte (cfr. come Fetonte. Fetonte. perché il colpo previsto sembra http://xoomer. mentre seguivo Virgilio su per il monte del purgatorio che purifica le anime e mentre discendevo nel mondo dei dannati. Così che gli altri ti possano appagare ”. di fronte ai colpi della fortuna (di ventura). per persuaderlo. Anche Dante. desideroso di accertarsi se era vero ciò che aveva udito contro di se.Parafrasi PARADISO CANTO XVII Come Fetonte. 140-151). che prima per parlare con me aveva cambiato posto (scendendo ai piedi della croce luminosa ). in particolare. che t’innalzi così in alto.47 . così ero io ansioso di sapere. i39-141).). il cubo).it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. Oderisi da Gubbio (Purgatorio XI. non già perché la nostra conoscenza aumenti per le tue parole.htm (1 di 8)08/12/2005 9. Vanni Pucci ( Inferno XXIV. e questo stato d’animo era avvertito e da Beatrice e dall’anima santa di Cacciaguida.Divina commedia: Parafrasi Paradiso DANTE: Divina commedia . Inferno XVII. mi furono dette parole preoccupanti riguardo alla mia vita futura. dio del sole. 79-81 ). con la stessa chiarezza discerni le cose che possono essere o non essere prima che esistano in atto contemplando la divina essenza. Ovidio. 61-72 ). che. come la mente dei mortali vede che due angoli ottusi non possono essere contenuti in un triangolo. è ansioso di conoscere la spiegazione di quanto ha udito incontro a sé da Farinata (Inferno X.

mi viene davanti agli occhi il futuro che ti si prepara. Su uno sfondo pervaso di passione morale ( l'immagine dell'antica Firenze presentata al mondo come modello dell'invocato rinnovamento) e di note intime del cuore (la dolorosa meditazione sulla sua travagliata sorte). http://xoomer.htm (2 di 8)08/12/2005 9. Come Ippolito se ne andò da Atene per le calunnie della spietata e perfida matrigna. e manifestai il mio desiderio come aveva voluto Beatrice.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. la prova cruciale della solitudine: averti fatta parte per te stessso).Metamorfosi XV. Dalla visione del pensiero eterno di Dio così come dall’organo giunge all’orecchio una dolce armonia. che non oltrepassa la sfera del vostro mondo materiale ( perché nel mondo divino esiste solo l’eterno e il necessario). vano le genti pagane prima che fosse ucciso Gesù.47 ..08. nel futuro.). avvolto nella sua luce e visibile a causa della sua letizia: “Ciò che può essere o non essere. ma tutte le sostiene e contiene: ben tetragono ai colpi di ventura. l'amarezza del mendicare: tu proverai si come sa di sale lo pane altrui. Egli. lo scacciò da Atene ( cfr. affatto privata e contingente. è tutto presente nel pensiero di Dio: Tuttavia non per questo ciò che è contingente diventa necessario. fu da questa accusato di aver tentato di sedurla. maledicendolo. il peso dell'incomprensione e della diffidenza: quel che più ti graverà le spalle.. Cosi io dissi a quella luce che prima mi aveva parlato. l’Agnello di Dio che riscatto i peccati del mondo. è delineato a grandi tratti da un animo sensibilissimo." (Croce). delineato nei due canti precedenti. E l'esilio. 497 sgg. sarà la compagnia malvagia e scempia. Ippolito. figlio di Teseo. e insieme coi lenimenti che buoni soccorritori vi apportano. per sublimarsi poi nella certezza di una missione morale (versi 124-135) e di un futuro di gloria ( verso 98 ). la speranza dell'immortalità e della gloria. Ovidio . più assai che nel presente. con la povertà. nei quali un tempo si invischia.Divina commedia: Parafrasi Paradiso avanzare più lentamente”. con le umiliazioni. ma con parole chiare e con preciso linguaggio mi rispose quel padre amoroso. Il contrasto fra la Firenze di un tempo e la Firenze presente. il padre. vive. la cui storia ha un inizio preciso ( tu lascerai ogni cosa diletta più caramente). avendo respinto le offerte amorose della matrigna Fedra. Non con oracoli oscuri. con la compagnia malvagia e scempia. Le sostiene per quella dignità di se medesimo della quale è costantemente compreso. del ritorno nella sua città. come tutti i grandi. che soffre di tutte le punture.. si profila ora la figura stessa del Poeta. ma) non deriva il suo moto dall’occhio nel quale si specchia. dell'approvazione e lode dei di futuri. così come una nave che discende lungo la corrente (può essere osservata. per quella speranza che è anche maggiore dell'altra.virgilio. con vicende ben determinate (il pianto del distacco: tal di Fiorenza partir ti convene. così tu dovrai andartene da Firenze. con l'angoscia del distacco. è "la sottintesa ragione del dramma della sua vita di cittadino e della catastrofe con la quale per allora si era chiusa: l'esilio..

alla quale il Poeta conferisce un tono volutamente indeterminato. alla misera fine dei suoi due implacabili nemici. Nei documenti di un convegno preparatorio. come al solito. egli intende riferirsi con l'espressione n'avrà rossa la tempia.08. il Poeta si allontanò dai compagni di esilio e non prese parte al tentativo che si concluse con la sanguinosa sconfitta della Lastra (20 luglio 1304). Tosto verrà fatto: Dante lascio Firenze alla fine dell'ottobre 1301 con 1'abasceria inviata dalla città a Bonifacio VIII per chiedere assicurazioni in occasione della discesa in Italia di Carlo di Valois. all'esclusione perpetua da qualunque ufficio.47 . Il Poeta. e quanto sia duro cammino scendere e salire le scale delle case. ne avrà le tempie rosse di sangue. Purgatorio XX.virgilio. Inferno XV. compare anche il nome di Dante. La profezia. si era opposto con decisione ai piani del pontefice. La voce pubblica. in particolare. 86-90). Purgatorio XXIV. la quale assegna giustamente i suoi castighi. Dopo l'entrata del principe francese a Firenze (1novembre 1301). E quello che ti riuscirà più gravoso. altrui. probabilmente. come accade di solito. Corso Donati ( cfr. Dante probabilmente non ritornò più nella sua città. essa si volgerà contro di te piena di ingratitudine.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. che minacciavano la pace del comune. non tu. sui quali il Poeta esprime qui un giudizio particolarmente duro. 82-90) e Bonifacio VIII (cfr. La colpa. Subito dopo. Non conosciamo con esattezza i motivi che portarono alla rottura fra Dante e gli altri fuorusciti. e presto sarà fatto da parte di chi ordisce tali macchinazioni là (nella curia pontificia) dove ogni giorno si fa mercato della religione. e questo è il colpo doloroso che prima di tutto ti infliggerà l’esilio. essa. alla quale. sarà attribuita dall’opinione pubblica alla parte vinta. allude ai tristi eventi che funestarono Firenze e il partito dei Neri dopo la cacciata dei Bianchi e. tentarono a più riprese di ritornare a Firenze con le armi. sarà la compagnia cattiva e sciocca con la quale ti troverai precipitando in questa miseria. unitisi fra di loro. attribuirà la colpa delle discordie civili ai vinti. ma poco dopo. Come rivelano chiaramente le parole di Cacciaguida (l'osservazione è del Chimenz). Dante ha la convinzione di essere stato vittima di una personale animosità del pontefice contro di lui.Divina commedia: Parafrasi Paradiso Questo si desidera e questo già si cerca di attuare. La sentenza del 27 gennaio 1302 lo condannava a pagare cinquemila fiorini. Tu dovrai lasciare ogni cosa più cara. quello di San Godenzo nel Mugello (8 giugno 1302).htm (3 di 8)08/12/2005 9. Bonifacio VIII da tempo era intervenuto nella vita politica fiorentina. fu confermata il 10 marzo 1302. però. Il Del http://xoomer. con un bando che comminava a Dante anche la pena di morte. ma la punizione darà testimonianza della verità. il partito al quale Dante apparteneva. I fuorusciti Bianchi e Ghibellini. dissennata e piena di odi. ma la giustizia divina si abbatterà sui veri colpevoli. sia come priore sia come membro dei vari Consigli della città. 70-72). a due anni di confino. Tu proverai quanto sia amaro il pane chiesto agli altri. né sappiamo quali colpe essi gli imputassero per odiarlo al pari dei Neri (cfr. aiutando le mire dei Neri contro i Bianchi.

47 . I primi ventiquattro versi (46-69) della risposta di Cacciaguida. lo scandiscono maestosamente. a una visione escatologica del mondo. la sfiducia nell'opera loro. XVI. Si tratta di sapere che egli con l'esilio incomincerà la sua missione nel mondo. morto prima ancora dell'esilio di Dante o del fratello e successore. fu la prima tappa dell'esilio dell'Alighieri. La quale è. L'esilio è certamente il momento centrale e decisivo della vita di Dante: la sua personalità raggiunge la piena formazione. Il soggiorno. E' il canto dell'esilio. Per tale motivo il XVII "fra i cento del poema si può chiamare il canto di Dante. Non lasciano l'impressione d'una vicenda individuale. subito dopo la sua separazione dalla compagnia malvagia e scempia. Questo duro atteggiamento di sacerdote della giustizia è solenne e vibrato più che altrove in questo canto. la tua prima dimora ospitale ti sarà offerta dalla liberalità del grande lombardo che ha per suo stemma una scala sormontata dall’aquila imperiale. Il gran Lombardo è. il dissenso circa le opportunità dell'operare o dell'attendere. chiarificando la voce delle passioni terrene nell'orbita del senso del divino: " Il ritmo delle terzine si fa. staccato e forte. quella frenata irruenza.htm (4 di 8)08/12/2005 9.. dell'onestà imperterrita: ed è la chiave del tono artistico che assume l'etica della Commedia. tuttavia. che il Poeta giudica severamente in un passo del Convivio (IV. prima di tutto.08. così che sarà motivo di onore per te l’aver fatto partito per te stesso. 64) ora tempestose (51. ma d'un dramma della storia che si ripercuote nell'alto" (Momigliano). quelle rime risolute e gagliarde.Divina commedia: Parafrasi Paradiso Lungo ha avanzato questa ipotesi: "lo sconforto del suo ritrarsi. della dignità. tesa e chiara. Questa caratteristica costante della narrazione dantesca spiega la compostezza e fermezza di linee con cui il Poeta. L'argomento fondamentale del presente colloquio con Cacciaguida è l'esilio. mentre ben più lungo e importante fu quello avvenuto http://xoomer. Bartolomeo della Scala. il suo spirito si apre ad una più ampia visione dei problemi umani. Il tuo primo rifugio. e quasi come tradimento. proprio quando l'argomento si volge a delineare un umano destino: ma il destino umano di Dante è pronunciato da una voce superna e in quel destino di uomo si compendia la sacra missione di un rinnovamento del mondo" ( Malagoli ) . una pagina autobiografica fine a se stessa: non si tratta. come ogni cosa. tanto che di esso non è rimasta alcuna notizia. È pur sempre la solennità paradisiaca. dalla compagnia sciagurata". quelle frasi ora quasi sillabate (49-50. il rifugio di un'anima esulcerata in un mondo di giustizia. la sua forza morale si tempra nelle difficoltà e nel dolore dell'esule. Alboino. i netti contorni delle cose ci trasportano in una atmosfera. ma provveduta di un timbro più distinto. Verona.virgilio. Cacciaguida non si soffermerebbe sulle sofferenze transitorie della vita dell'esule. Il suo modo di agire costituirà la prova della sua folle sconsideratezza. quei periodi monumentalmente isolati. si rivolge al suo dramma umano. furono interpretati come defezione. 54) ora tenacemente ribadite (69) ora rallentate dal rimpianto e dall'amarezza (55-56.. attraverso un continuo ricorso alla metafora e alle figurazioni visive. cioè. vizio e castigo. secondo la maggior parte dei commentatori antichi e moderni. 58-60). ogni personaggio della Commedia.. La storia del Poeta è congiunta. signore di Verona. la narrazione delle vicende del suo esilio non è uno sfogo personale. morto nel marzo 1304 E' perciò da escludere l'ipotesi di chi ritiene trattarsi del padre Alberto. quindi. se queste non costituissero una prova e un presagio. in questo momento. Infatti per il Poeta. fu molto breve..it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. 6). che ristabilisce l'equilibrio rotto in terra fra virtù e premio. solo del suo caso personale.

così benevola sarà la considerazione che nutrirà nei tuoi riguardi. 83-84. che fu suo ospite dal 1315 al 1320 circa. nei rapporti tra voi due. e quindi imperiale. Boccaccio Decamerone I. in Italia. perché i cieli ruotano intorno a lui solo da nove anni (Cangrande.Divina commedia: Parafrasi Paradiso durante la signoria di Cangrande. nacque nel 1291 e Dante immagina di compiere il suo viaggio nell’oltretomba nel 1300). nel 1310 invitò Arrigo VII in Italia per ristabilirvi l'autorità imperiale. al momento della nascita. che dispone a forti imprese in campo militare. Inferno XIX. che le sue azioni diventeranno memorabili. agisce dopo che il primo ha espresso il desiderio. vide in lui un possibile restauratore dell'autorità ghibellina. Con Bartolomeo vedrai Cangrande. alla scomparsa di questo (1312) divenne signore assoluto di Verona fino al 1329. Il pontefice Clemente V. Petrarca Rerum memorandarum liber 11. che i suoi stessi nemici non le potranno tacere. anno della sua morte. Dante. rispetto all’esaudire un desiderio e all’esprimerlo.47 . 'N su la scala porta il santo uccello: lo stemma degli Scaligeri e una scala in cima alla quale compare l'aquila. normalmente. colui che. commenta il Grabher . che mirava ad estendere il suo dominio in Italia. Porterai scolpite nella tua memoria queste cose che lo riguardano.virgilio.htm (5 di 8)08/12/2005 9. Dopo che gli amori. che. l'uccello santo perché insegna dell'lmpero voluto da Dio.l'orgoglio e il dramma di una solitudine a cui giungono i sublimi cercatori di http://xoomer. Affidati a lui e ai suoi benefici. In un secondo tempo divenne fautore degli interessi della casa francese degli Angiò. originario della Guascogna (cfr. e rivelò fatti incredibili persino per coloro che li vedranno accadere. e ostacolò l'imperatore nel suo tentativo. Le genti non si sono ancora accorte di lui per la sua giovane età. appariranno i primi segni della sua virtù nel disprezzo del denaro e della fatica.08. nacque il 9 marzo 1291 e dopo essere stato associato al governo da Alboino nel 1311. il quale. lodandolo anche nella Epistola XIII. 140. sarà primo (non colui che chiede ma) colui che esaudisce. 2-3.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. Le sue splendide imprese saranno allora così conosciute. ma non le dirai ”. poiché i ricchi diventeranno poveri e i poveri diventeranno ricchi. gli odi. nonché la sua liberalità (Villani Cronaca X.fatta parte per te stesso. 83). infatti. Cangrande. ("dov'è. per opera sua cambierà condizione molta gente. ma prima che il papa guascone Clemente V inganni l’imperatore Arrigo VII. VII. i dolori dell'esilio si sono risolti e assommati in quel . 5 ) . Le sue magnificenze conosciute saranno: tutti i cronisti e gli scrittori del tempo sono concordi nell'esaltare le doti militari e politiche di Cangrande della Scala. Egli ricevette con particolare intensità l'influsso del pianeta Marte. fratello minore di Bartolomeo. ricevette un così forte influsso da questo cielo.

htm (6 di 8)08/12/2005 9. ma anche la sdegnata tristezza di vedere che nessuno ti segua e ti raggiunga" )." (Grabber). nella giustizia di lui. io non debba perdere a causa dei miei versi la possibilità di rifugiarmi in altri luoghi. e salendo sul monte del purgatorio.virgilio. v'è un cenno al personale riguardo avuto verso il Poeta.Divina commedia: Parafrasi Paradiso quelle vette inaccessibili che danno si l'ebbrezza di sentirsi al di sopra di tutti. "Questo di Dante a Cangrande è infatti un elogio che trascende non dico ogni forma di interessata adulazione. che riuscirà più pesante a chi vi si abbandonerà senza reagire. e se ( tacendo per paura ) mi mostro timido amico della verità. se le riferisco avranno per molti un sapore fortemente aspro. padre mio. Poi aggiunse: “ Figlio. in tutte le sue magnificenze. Non voglio però che tu porti odio ai tuoi concittadini. il sovrano ideale (Cangrande). in modo che. Se infatti nell'elogio del gran Lombardo.47 . che pure vedi come ideale incarnazione di cortesia. temo di perdere fama tra i posteri (coloro che questo tempo chiameranno antico). dalla cui bella cima gli occhi di Beatrice mi hanno sollevato (alle sfere celesti ) . il Poeta confidava per la realizzazione di uno dei suoi più alti ideali: la restaurazione dell'Impero. desidera il consiglio della persona che è capace di distinguere la verità e che agisce rettamente e ha una caritatevole disposizione: “ Ben vedo. poiché la tua vita (per mezzo della fama) si prolungherà nel tempo ben oltre il momento nel quale essi riceveranno la punizione della loro perfidia ”. l'animo del Poeta si riposa sereno nell'oasi dell'ospitalità di signori generosi e "cortesi" che sotto l'insegna del santo uccello fanno sperare a Dante qualcosa di più di un aiuto per le sue necessità materiali.it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. l’anima santa di Cacciaguida si mostrò libera dal compito di rispondermi (letteralmente: di mettere la trama in quella tela di Cui le avevo presentato l’ordito con le mie domande). E al di sopra di tutto questo la voce. per questo motivo è bene che io sia previdente. tacendo. per infliggermi un colpo di tale gravità. Scendendo nell’inferno. Prima di proclamare il valore della sua poesia e la missione della sua arte. il mondo del dolore eterno. in Cangrande il Poeta sublima quasi la virtù in se stessa e per se stessa. Dante ha così tratteggiato gli ideali che essa si propone di realizzare in terra: la città ideale (Firenze). nella liberalità. ho appreso cose che. come colui che. ben degno del sacrosanto segno che egli porta 'n su la scala. ” http://xoomer. idealizzando nella fortezza. queste sono le spiegazioni di quello che ti fu detto (nell’inferno e nel purgatorio riguardo al tuo esilio ). ma perfino quasi la personale riconoscenza che pure il Poeta ebbe e che certo dà lo spunto alla accesa esaltazione. perché negli Scaligeri. se mi è tolta la patria. io cominciai. il grido della sua poesia. le alte virtù di un perfetto reggitore. e poi attraverso il paradiso di cielo in cielo. nel dubbio.08. il cittadino ideale (Cacciaguida). ecco le insidie che si preparano (per te) nello spazio di pochi anni ( dietro a pochi giri: dietro a pochi giri di sole). e in modo particolare in Cangrande. come il tempo incalza contro di me. Dopo che.

violente metafore scoprono questa tensione interiore che si è venuta accumulando nel mondo sanza fine amaro e nel monte dal bel cacume: il tempo sprona verso il Poeta per colpirlo con tagliente ferro (versi 106-107) e solo chi è tetragono non s'abbandona. ma può "armarsi" di provedenza. Nell'ultima parte del canto il dialogo fra Dante e Cacciaguida diventa. Perché se le tue parole riusciranno sgradite ad un primo assaggio.. lasceranno poi un nutrimento vitale. prende una. proprio quelli contro i quali il suo grido si è levato con più violenza: la sua coscienza dovrà. ti sono stati mostrati solo spiriti di persone famose. Nei versi 124-142 "lo stile. il trionfo della poesia sulla parte prosaica dell'anima" (De Sanctis). magnificenza epica ispirata dalla grandezza dell'animo. Queste tue affermazioni faranno come il vento..it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar. deve offrire vital nutrimento agli uomini bisognosi di verità oltre http://xoomer.virgilio. senza mai scendere a puro valore pratico. deve dipendere dagli altri. specialmente dai potenti. che ha il sapore di una rabbiosa confessione. rivela tutto ciò che hai visto. perché l’animo di chi ascolta non si appaga né presta fede ad esempi che si fondano su cose o persone sconosciute e non sufficientemente evidenti. e questo ( la proclamazione della verità fatta senza paura ) non costituisce piccolo motivo d’onore. Dopo la dichiarazione dei versi 112-120.. L'esule ha bisogno d'aiuto.. palesemente. simile a una lamina d’oro investita dal raggio del sole.47 . non giustifica. nel purgatorio e nell’inferno. poi rispose: “Colui che ha la coscienza macchiata o dalle proprie colpe o da quelle di parenti e amici sentirà certamente la durezza delle tue parole. la poesia.. è il trionfo della dignità umana sopra quei bassi calcoli d'interessi perituri che costituiscono ciò che dicasi la prudenza. tuttavia solo la verità assicura all'uomo la fama tra coloro che questo tempo chiameranno antico.htm (7 di 8)08/12/2005 9. La crudezza plebea del verso 129 (e lascia par grattar dov'è la rogna) diventa allora "espressione insostituibile di offeso orgoglio morale e misura delle più pure idealità" (Grabher). e si dolga pure delle tue parole chi è in colpa ( lascia pur grattar dov’è la rogna: lascia pure che si gratti chi è affetto da rogna). né su altre dimostrazioni di scarsa apparenza ”. dapprima divenne più fulgida. Dante cosi proclama i due principii fondamentali della Commedia e della vera arte: profondamente radicata nel vero. quasi il Poeta si sentisse prigioniero delle meschine necessità della vita. la gemma che avevo trovato in quel cielo. e di esso solenne banditrice. dunque. impone: tutta tua vision fa manifesta. frena in lui l'ardore messianico che Cacciaguida vuole comunicargli. Un doloroso contrasto tante volte avvertito nelle sue peregrinazioni d'esilio. non appena saranno state digerite .08. messa da parte ogni menzogna.Divina commedia: Parafrasi Paradiso La luce nella quale splendeva Cacciaguida. venire a patti con il vero. Per tale ragione in questi cieli. che percuote più violentemente le cime più alte. Ma nondimeno. un protratto monologo che il Poeta recita a sé stesso. Brevi. violenta affermazione della propria libertà e della propria ansia di rigenerazione morale. Cacciaguida non spiega. dapprima così tenero ed affettuoso quando si descrivono i dolori dell'esilio.

Divina commedia: Parafrasi Paradiso che di bellezza e questo grido farà come vento. Ma per essere vital nutrimento. "Senti qui.virgilio. che le più alte cime più percuote: "Le cime.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. la poesia deve poggiare sul concreto (versi 136-142).08. altamente ideale nello spirito. L'esule. mai si perde nel nebuloso e nell'astratto. 2003 . richiamando ben tetragono. deve far sorgere le creazioni della fantasia dalla più viva realtà. rendendo veramente " salde" anche le più labili "ombre"".it/brdeb/Dante/prosa/diciassettepar.htm (8 di 8)08/12/2005 9. superati i suoi risentimenti.47 . trascesi i suoi orgogli. proclama il suo atto di fede nei valori della vita e dello spirito. conclude il critico .la sodezza di un'arte. i suoi amori e le sue angosce nella certezza di una missione universale affidata alla sua poesia. sì che il canto è come racchiuso entro queste sue fondamentali immagini di potenza spirituale" (Grabher). che. il vento: balenante suggestione di paesaggio alpestre e di forza di natura che ingigantisce una statura morale.

it/brdeb/Dante/dante.09.Luigi De Bellis http://xoomer.00 .htm08/12/2005 9.Dante LETTERATURA ITALIANA: DANTE ALIGHIERI DANTE ------------------------- SCEGLI L'ARGOMENTO LA VITA LE OPERE AGGIORNAMENTI HOME PAGE BEATRICE DANTE E DIO BIOGRAFIA LA DIVINA COMMEDIA DANTE AUTORE E PERSONAGGIO 2003 .virgilio.

del narratore e dell'autore vanno distinti. quasi a voler sottolineare il distacco da entrambi (cioè dal narratore e dal personaggio) ed a voler affermare il suo diritto ad esprimere giudizi sul significato morale ed anagogico della vicenda narrata.htm (1 di 3)08/12/2005 9. La Prima è questa: Dante va. si fa prima "narratore" della stessa" e. chiarendo anche il valore e le http://xoomer. da "protagonista" di una "visione". come "personaggio" è il protagonista degli eventi stessi. in particolare. l'autore versifica: "Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura". è indispensabile anzitutto chiarire alcune questioni. trattandosi pur sempre della stessa persona. autore e narratore si confondono ("Ahi quanto a dir qual era è cosa dura"). quindi. era invalso l'uso di interpretare i Sacri testi (Antico e Nuovo testamento) risalendo dal senso letterale a quello allegorico.virgilio. La seconda questione da chiarire è quella dei "sensi" da attribuire alla scrittura per interpretare compiutamente l'opera. Un esempio: il personaggio Dante. come "narratore" è colui che racconta all'autore gli eventi che costituIscono la trama dell'opera. Verso la fine del Medioevo tale metodo interpretativo fu esteso anche alle opere letterarie e. a quelle poetiche. a trentacinque anni di età. Naturalmente la sequenza autore-narratore-Personaggio. fin dai primi secoli del Medioevo. Come "autore" è colui che scrive l'opera.09.Dante Alighieri DANTE: Dante autore e personaggio Per poter fare un qualsiasi discorso interpretativo sulla Divina Commedia. il narratore Dante confessa l'episodio.it/brdeb/Dante/0005. ovviamente. Come si sa. dirò de l'altre cose (autore) ch' i' v'ho scorte (personaggio). il quale. A sua volta l' "autore". Lo dice lo stesso Dante nel "Convivio". Per esempio. distinto in tre ruoli specifici: quello dell'autore. si smarrì in una selva oscura. fin dalle prime battute.usa il verbo al passato ("mi ritrovai") per distinguersi dal "personaggio". Io non so ben ridir (autore) com' i' v'entrai (personaggio)". non si deve tuttavia pretendere che essi non si confondano o sovrappongano. si ribalta totalmente per Dante. mentre subito dopo autore e personaggio si distinguono l'uno dall'altro alternandosi: "ma per trattar del ben (qui c'è l'autore) ch'io vi trovai (qui c'è il personaggio). nell'esperienza del personaggio l'intera umanità. a quello morale ed a quello anagogico. valida per il lettore che si avvicina alla Divina Commedia e scopre nell'autore il narratore e nel narratore il personaggio. cioè di Dante. dice "di nostra vita" col chiaro intento di coinvolgere. di volta in volta.18 . quello del narratore e quello del personaggio. "autore" di un'opera che quella visione racconta. Come si vede chiaramente l' "autore" traduce in versi il racconto del "narratore" che. Però se i ruoli del personaggio. nella terzina successiva.

nel leggere e nello studiare la Divina Commedia.Dante Alighieri caratteristiche dei quattro sensi: quello "letterale" si ricava dalle parole pure e semplici usate dall'autore per narrare un episodio (Dante. Con questo procedimento un avvenimento o un personaggio storico vengono proiettati verso l'eternità. là dove si realizza il disegno divino. ha fatto altra cosa che non intendeva". quello "allegorico" bisogna intuirlo dal letterale (ad esempio. leone e lupa . Ma per poter estendere il senso "anagogico" alla interpretazione della Divina Commedia. sembra riservarlo alle sole Scritture. il colle indica la via del riscatto dal peccato. Questi. perché lo stesso Dante. Infatti la Commedia appare al critico Irpino "il http://xoomer. Tutto il discorso fatto prima ci aiuta a penetrare nel significato morale dell'opera. Ma. ma è impedito nell'ascesa da tre fiere che lo risospingono in basso). cioè al Paradiso. Più ardua è la definizione del senso "anagogico". non dobbiamo mai dimenticarci che essa è essenzialmente un'opera di altissima poesia.rispettivamente i tre vizi capitali che ostacolano il cammino dell'uomo peccatore verso il bene.senza la Fede (Beatrice). mentre l'altro comprende e adempie il primo". Anche Umberto Bosco concorda con la tesi dell' Auerbach quando afferma che la legge generale della Commedia consiste nell' "assunzione del personale a valore universale". riscattarsi. la superbia e l'avarizia). e perciò sono "figura" reale di una realtà ancor più vera. il Sole la Grazia Divina illuminante che indica la via della redenzione. anche se la Grazia Divina gli indica la strada. nella Commedia intendeva dare un contributo al riscatto dell'umanità dal peccato. guidato dal Cristo. si libera dalla schiavitù del paganesimo. riferendosi al metodo dell'esegesi biblica medievale. Infatti egli porta l'esempio del popolo d'Israele che. e interpreta l'episodio narrato nella Bibbia come simbolico del popolo dei credenti che. afferma che i primi teologi cattolici consideravano i fatti della vita terrena narrati nel Vecchio Testamento come "figure" di una realtà più solida ed eterna. sempre nel "Convivio". si libera dalla schiavitù egiziana attraversando il Mar Rosso. bisogna far ricorso alla proposta dell'Auerbach.18 . Tuttavia. nemmeno potrebbe condurre alla salvezza eterna. Insomma. per quanto riguarda l'interpretazione della Divina Commedia.htm (2 di 3)08/12/2005 9. Infatti l'Auerbach così spiega il significato anagogico della Commedia: essa "è la storia dell'evoluzione e della salvezza d'un uomo singolo. e come tale una figurazione della salvezza dell'umanità". se vale a far superare l'ostacolo rappresentato dai vizi capitali. le tre fiere . la selva oscura rappresenta il peccato. guidato da Mosè. il mondo dell' aldilà. quella rivelata nel Nuovo testamento. Come afferma giustamente il De Sanctis.09. di Dante.it/brdeb/Dante/0005. appunto. come afferma il Pasquazi. ma ha bisogno di ricorrere alla Ragione umana (Virgilio). perdutosi in una selva oscura. con la sola forza della volontà.lonza. "Dante è stato illogico.la quale tuttavia. il poeta ha prevalso sul moralista. ai primi raggi del sole scopre un colle che potrebbe costituite per lui la strada della salvezza. in un certo senso ad assecondare la volontà dello stesso Dante che. C'è però da dire che nell' Epistola a Cangrande il Poeta riconosce che comunque il senso anagogico è possibile riscontrarlo in tutte le opere che trattano di cose riguardanti l'eternità. quello "morale" si ricava poi dal senso allegorico: nell'episodio riferito sarebbe che l'uomo caduto nel peccato mortale non può. e cioè la lussuria. al di là delle intenzioni. e quindi anche nella "Commedia".virgilio. l'interpretazione figurale proposta dall' Auerbach "vede la realtà terrena e la realtà eterna come due momenti di cui il primo significa anche l'altro.

18 .Dante Alighieri Medio Evo realizzato. del grottesco e del repellente.virgilio. Proprio da ciò l'Auerbach nota l'enorme distanza che intercorre tra Virgilio (classico) e Dante (moderno). afferma che la Divina Commedia contiene ogni sorta di poesia ed ogni sorta di scienza. che compare in uno dei passi più "solenni" del "Paradiso".Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. malgrado l'autore e malgrado i contemporanei". lo diventano con lui per la prima volta". ed anche se l'autore l'ha definita "Commedia" per lo stile umile e la lingua popolare.htm (3 di 3)08/12/2005 9. Questo giudizio basta da solo a spiegarci come sia possibile. e cioè: "e lascia pur grattar dov'è la rogna". E. come arte. dalla storia. essa tuttavia appartiene al genere di poesia "sublime e grandioso". ma il critico ha precedentemente precisato che "Dante non conosce limiti nella rappresentazione esatta e schietta del quotidiano. dalla carne. in un poema che si propone di esaltare la beatitudine eterna e di indicare la strada del riscatto e della purificazione dal peccato. dalla vita terrena. tanta storia descritti con un linguaggio crudo e finanche "ripugnante" (come osservò il Goethe). tanta carne. rifacendosi ad un giudizio di Benvenuto da Imola.09. trovarvi tanto peccato.it/brdeb/Dante/0005. cose che in sé non potevano venir considerate "sublimi" nel senso antico. apparentemente volgare. 2003 . A tal proposito l'Auerbach cita un verso.

e nel rilevarsi non uomo più.virgilio. è figura scialba che il poeta passa sotto silenzio.it/brdeb/Dante/0002. il qual primo doveva al ritorno delle Muse. allato ad una chiarissima fonte. il quale più per la futura prole che per sé doveva esser chiaro. Della qual cosa tanta ammirazione le giunse. a Firenze vive con le famiglie dei fratelli Moronto ed Eliseo. è di tradizione guelfa. il cui nome fu Alighieri. muore in Terrasanta. il cui frutto l'avea nudrito. e delle onde della chiara fonte. sbandite d'Italia. La moglie. seguì al nome l'effetto. né guari di tempo passò che il termine debito al suo parto venne. Abita nel Sesto di Porta San Pietro. Questi fu quel Dante. armato cavaliere dall'imperatore Corrado III. Per costui la chiarezza del fiorentino idioma è dimostrata.10 . nutricandosi solo delle orbache. per sogno vide quale doveva essere il frutto del ventre suo. sì come si vedrà procedendo. non guari lontana al tempo del partorire. suo trisavolo. il quale in brevissimo tempo. e quivi si sentia partorire unofigliuolo. sopra uno verde prato. le parea che divenisse un pastore. questi fu quel Dante.htm (1 di 8)08/12/2005 9. del quale è il presente sermone. per lo effetto seguìto. le parea vederlo cadere. il quale di comune consentimento col padre di lui per nome chiamaron Dante: e meritamente. Al primo appartiene Durante. e s'ingegnasse a suo potere d'avere delle fronde dell'albero.19. ma non si getta certo nel vivo della lotte faziose. le quali dello alloro cadevano. aprir la via. come che alquanti figliuoli e nepoti e de' nepoti figliuoli discendessero. Alighiero I. sia manifestissimo a tutti. da cui derivano i rami dei Bellincione e dei Bello. Dante nasce in una casa posta di fronte alla Torre della Castagna. uno dei quali si chiama come lei. Pareva alla gentil donna nel suo sonno essere sotto uno altissimo alloro. Cacciaguida. a giudicare da alcune voci maligne. gli dà dei figli. Così racconta Boccaccio: Del quale. a ciò sforzandosi. mentre era al suo seguito durante la seconda Crociata. Il padre di Dante vivacchia facendo il cambiavalute e forse anche l'usuraio. regnante Federico secondo imperadore. nella zona del Mercato Vecchio. come che ciò non fosse allora da lei conosciuto né da altrui. verso la fine del mese di maggio del 1265. perciò che ottimamente.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: Biografia Autore Prof. una Alighiera forse di Ferrara. che ruppe il sonno. chiamato Dante. e partorì uno figliuolo. la cui donna gravida. Giuseppe Bonghi Di antica nobiltà sono i suoi antenati. e oggi. discendenti addirittura dai Romani. ma uno paone il vedea divenuto. figlio di Alighiero II e nipote di Bellincione. per costui ogni bellezza di volgar parlare sotto debiti numeri è regolata. sotto la costellazione dei Gemelli da Alighiero Alighieri di Bellincione e da donna Bella (Gabriella) di casato ignoto e battezzato in San Giovanni. questi fu quel Dante che a' nostri seculi fu conceduto di speziale grazia da Dio. http://xoomer. uno ne nacque. e.

intitolato Vita nuova in cui ricostruisce le fasi e la storia del suo amore per la fanciulla-angelo che gli sembra essere scesa in terra a miracol mostrare. qualcosa che nessun altro prima d'allora. L'amore. sogni premonitori.10 .19. di prammatica per un nobile rampollo di un comune del Duecento. Questi due componimenti. infatti. e la rivede nove anni dopo. figlia di Folco Portinari. Dante. di scrivere per Beatrice qualcosa di straordinario e inedito. La sua curiosità e il desiderio di sperimentare tecniche diverse. completato intorno al 1280 e il Detto d'Amore. da vero autodidatta comincia a dire parole per rima. che durerà anche dopo la morte della donna avvenuta nel 1290. di ricevere la salute dello spirito dal suo saluto per via. finge di corteggiare altre donne. forse per le voci che circolano sul suo conto. l'1 giugno del 1289 combatte nella battaglia di Campaldino‚ contro Arezzo e i ghibellini toscani. poi ascolta le lezioni di retorica di Brunetto Latini e segue le lezioni di diritto. La sua morte ha il potere di prostrare Dante sino all'abbrutimento. Non mancano le esperienze tipicamente giovanili. conoscenti. E intanto pubblica nel 1292-93 un prosimetro (insieme di poesie e prose). come afferma nella Vita nova) conosce Beatrice. lasciando il figlioletto in tenera età. con argomenti puramente indiziari. Prima del 1283 Anche il padre muore.htm (2 di 8)08/12/2005 9. La madre muore ancor giovane. tenuto dai ghibellini. fra l'estate del 1286 e la primavera del 1287. L'ha conosciuta a nove anni. pago di vederla. solo da Gianfranco Contini e pochi altri. stipulando l'instrumentum dotis. lui niuno altro nome che Dante poter degnamente avere avuto dimostreranno. studia presso i francescani. in componimenti raccolti nelle Rime. comunque. allora. la rivede e ne riceve il saluto a diciotto. ma già dal 1277 (Dante ha 12 anni) aveva "provveduto al futuro coniugale del figlio. sono attribuiti a Dante: i dubbi restano molti. di lodarla nelle sue liriche quando lei.virgilio. si impersona nell'austera e angelica Beatrice. I suoi primi tentativi sono opere anonime come il Fiore. moglie di Simone dei Bardi e figlia di un ricchissimo borghese che ha donato alla città l'ospedale degli Innocenti. poemetto allegorico che segna il trapasso ai moduli guinizelliani. una specie di fidanzamento ufficiale garantito con atto notarile. Francesco e Tana (Gaetana). in Valdarno. Giovanissimo. subito dopo il padre Alighiero si risposa con Lapa di Chiarissimo Cialuffi che gli dà due figli. che andrà sposa a Simone Bardi. nel 1283: è l'avvenimento amoroso decisivo della sua vita. filosofia e forse anche di medicina all'Università di Bologna. col quale Dante veniva promesso in matrimonio a Gemma Donati". che ripropone in 232 sonetti l'allegoria del Roman de la Rose (dei francesi Guillaume de Lorris e Jean de Meung). intesa come dovere e contributo al pubblico bene. debitamente guardate. tanto http://xoomer. come abbiamo detto.it/brdeb/Dante/0002. di scuola guittoniana e stilnovista. lo inducono a tentare anche il genere giocoso e forme poetiche di vario genere. mai aveva pensato in onore di una donna. gli toglie anche questo esile filo di comunicazione.Divina commedia: Parafrasi Inferno per costui la morta poesì meritamente si può dir suscitata: le quali cose. l'ama in silenzio. Poco si sa dell'infanzia del poeta. assorbendo la lezione dei numerosi poeti fiorentini. Folco Portinari. per evitare i pettegolezzi. Ma la guerra non fa per lui. forse anche di fanciulle pietose. mentre nell'agosto dello stesso anno partecipa all'assedio del castello di Caprona. Nel 1274 (all'età di nove anni. meglio la letteratura e anche la politica. decide. da cui esce con l'aiuto di amici.

(Umberto Cosmo. più oltre non ambì. Aristotele. nel Consiglio delle Capitudini a dire il suo parere sulla procedura.quale ne fosse la ragione . e cercava la vita dove le consuetudini del tempo gliela facevano trovare. come continuatore della politica di resistenza del Comune contro le ingerenze e le sopraffazioni del Pontefice. Ma ovunque volge lo sguardo vede violenza e cupidigia che generano scontri violenti di fazioni.htm (3 di 8)08/12/2005 9. e dei http://xoomer. dopo viene inviato come ambasciatore a san Gimignano per rafforzare la lega Guelfa tra i comuni della Toscana e serviva a Firenze per esercitare la sua egemonia. in quello delle Capitudini confortò della sua autorità il parere di un altro Savio: Dantes Alaghieri consuluit.). Nel semestre novembre 1295-aprile 1296 è membro del Consiglio speciale del Capitano del Popolo: 36 cittadini.non profferì verbo. ella. Il 1300 è un anno cruciale per la città. A Calendimaggio nella piazza di Santa Trinità scoppia una zuffa tra giovani esponenti della fazione dei Guelfi neri (capeggiata da Corso Donati.it/brdeb/Dante/0002. Cicerone. secondo ogni probabilità. san Tommaso d'Aquino) e di teologia presso i Domenicani di Santa Maria Novella e presso i Francescani di Santa Croce. a Firenze tutti lo conoscono come uomo accorto. non sappiamo. Il 15 giugno. quattro anni. nel 1295.19. guida di Dante nel Paradiso e sollecitata dal Cielo a trarlo dalla vita di traviamento in cui s'è lasciato cadere dopo la sua morte. forse. Beatrice.virgilio. il 7 maggio. equilibrato. colto. Perciò il matrimonio non gli impedì di continuare a cantare la donna che aveva fino allora servito. III edizione). Platone. Pietro e Antonia (forse la suor Beatrice del Convento di Santo Stefano degli Olivi a Ravenna) e probabilmente un Giovanni che premuore al padre. sembrerebbe l'obiettivo della Commedia. La nuova Italia. Dante si sposa con Gemma di Manetto Donati parente del fazioso Corso. comunque prima del 1290. Dante può buttarsi in politica. Abbandonati i divertimenti giovanili. Firenze 1965. "Fu la madre de' suoi figli e la reggitrice della casa. ha tre figli: Iacopo. dopo che sono stati parzialmente rettificati gli Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella che. è chiamato a far parte della Signoria: è il momento della massima considerazione goduta il patria. a seguire le lezioni di diritto. A trent'anni. proprio mentre si trovava in città il Cardinale d'Acquasparta mandatovi in apparenza come paciere fra le opposte fazioni. Il marito era poeta. nel dicembre 1296 viene invitato. che si sarebbe dovuta seguire per la nomina dei nuovi Priori. probabilmente nel 1285. Dante si dedica agli studi di filosofia (Boezio. diventerà qualcosa di più che una semplice apologia della donna amata.. impedivano ai nobili di accedere alle cariche pubbliche. Intanto. sulla quale non scriverà mai una riga. la meno lontana dalle sue attitudini di intellettuale. violento e fazioso. sei per sestiere (i quartieri di Firenze): Dante era stato eletto con altri cinque compagni per il "sesto" di Por San Pietro. Dante diviene membro dell'Arte dei Medici e Speziali. al di là delle stesse aspettative del poeta. dalla moglie. filosofia e forse anche di medicina. Vita di Dante.Divina commedia: Parafrasi Inferno intensa è la bellezza e purezza della sua immagine. ma risulta da un atto notarile del 1308. cit. Ora un nobile che sia iscritto alla matricola di un'Arte. in origine (1293). E paga di tanto ufizio. poeta e scienziato. che si occupa dell'amministrazione del pubblico denaro. Nel maggio 1296 è nel Consiglio dei Cento.10 . la voglia del Papa Bonifacio VIII di piegare Firenze alla sua egemonia politica. "Nel Consiglio dei Capitani . Non gli è difficile venire eletto. ma il poema. Quale parte abbia avuto Gemma nella vita di Dante. fra l'estate del 1286 e l'agosto del 1287 lo troviamo a Bologna. come uno de' Savi. (Cosmo. può essere eletto nel Consigli del popolo e al Priorato..

il 27 gennaio 1302. La pena viene trasformato in condanna al rogo il 1° marzo successivo. sta scendendo in Italia. Nel 1302. satanicamente tentatore. vendicandosi crudelmente sui beni e sui familiari. con l'ammenda di 5. La situazione è grave. In Laterano il Pontefice accolse l'ambasceria: "così Dante si trovò finalmente di fronte all'uomo che in nome del Dio ond'era sacerdote si proclamava padrone del mondo: un uomo dal corpo disfatto. poiché il poeta non si è presentato a discolparsi.htm (4 di 8)08/12/2005 9. mentre il nuovo podestà. In realtà i Neri approfittano del cambiamento di regime. eletto Priore per il bimestre 15 giugno-15 agosto 1300. Il Papa si sente colpito dalla condanna ed esige che vengano annullati processo e condanna: ma la Signoria resiste imperterrita. Corso Donati e i fuorusciti fanno ritorno. di "quel peccatore di grande animo. Firenze invia alla Corte romana tre ambasciatori: Dante. L'ambasceria si presentava in atto di sottomissione. principale autore del processo contro i tre fiorentini di cui abbiamo detto. firma la sentenza di condanna dei cospiratori. il migliore amico di Dante. pare proprio per suggerimento di Dante. Finito il suo priorato." (Cosmo.). È stato accusato di baratteria. commercianti inurbatisi da poco). per timore della cattura. Maso Minerbetti che aveva buone conoscenze presso la Curia romana. per evitare una rottura con il pontefice. e Guido Ubaldini degli Aldobrandi detto il Corazza. che si è sottratto in tutta fretta dall'assillante protezione di Bonifacio VIII. il fratello del re di Francia.it/brdeb/Dante/0002. bandisce i più importanti esponenti dei Bianchi dalla città. con cinquecento cavalieri. viene raggiunto a Siena dalla condanna all'esilio per due anni. di espellere i capi più sediziosi delle due parti.10 .19. confidando in un atto di resipiscenza del Papa. I priori decidono. intrallazzando con Carlo. insanguina le vie della città. Il 23 giugno una nuova zuffa. Dante non rinuncia a dar battaglia a Bonifacio VIII. uomo 'guelfissimo'. Guelfi Neri e banchieri della Corte di Roma. In esilio andrà pure Guido Cavalcanti. rimanda indietro gli altri due e trattiene Dante. ai danni dei consoli delle Arti. proprio quando più insistenti si fanno i tentativi di papa Bonifacio VIII di mettere le mani su Firenze. Dante.virgilio. mandando a monte alcune sue iniziative egemoniche.Divina commedia: Parafrasi Inferno Guelfi bianchi (guidata da Vieri dei Cerchi. http://xoomer. attraverso gli intrallazzi del suo legato. Carlo di Valois. impedisce con una provvisione dei Consigli ogni intromissione pontificia nell'esercizio della giurisdizione cittadina e frena le facoltà stesse dell'inquisitore romano. come era usanza. andavano in processione a San Giovanni. cit. con il pretesto di pacificarla. favorevole ormai ai Neri. Il Papa chiede agli ambasciatori di umiliarsi e sottomettersi a lui e afferma che le sue azioni erano dirette solo al bene della città. è rimasta in alcuni atteggiamenti di una scena famosa del canto XXVII dell'Inferno. per macchinazioni contro la libertà di Firenze e della Toscana. La tensione tra e Bonifacio VIII è altissima e negli ultimi tempi si era acuita per la condanna di tre cittadini fiorentini. cardinal Matteo d'Acquasparta. sarcastico. che entra in Firenze il 1 novembre. Il 15 giugno entra in carica la nuova Signoria e il Notaio della Camera del Comuni presenta nelle mani dei Nuovi Priori la condanna inflitta ai tre cittadini fiorentini residenti presso la corte di Roma. Comincia così il primo giorno del Priorato di Dante. La casa di Dante viene saccheggiata. che. l'impressione che da quel colloquio il poeta ritrasse di quell'uomo. oltre che sulle persone dei nemici.000 fiorini. apparentemente incaricato di pacificare le fazioni in lotta. che era stato Gonfaloniere della Signoria. ironico. cui non rimanevano più che lingua e occhi.

ma vissuta come una durissima umiliazione. acquisire fama. attraverso la mediazione del legato pontificio Niccolò da Prato. come egli stesso confessa nel Canto XVII del Paradiso. che rappresentino una sorta di biglietto da visita per i suoi futuri ospiti. i beni che danno sostentamento. segretario. benché esule. esamina le origini del linguaggio. lo spoglia del suo municipalismo. steso in volgare. Per guadagnarsi buona fama.Divina commedia: Parafrasi Inferno L'esule Uno dei massimi dantisti italiani. Voi che 'intendendo il terzo ciel movete (sulle gerarchie angeliche). si accosta al partito avverso e rivaluta il ruolo dell'imperatore. sospetti. il poeta si sposta dalla corte di Gherardo da Camino‚ signore di Treviso. poi si sposta a Verona. Sono anni molto tristi. accettata con buona grazia. gli altri chiosano tre canzoni che saranno citate nella Commedia. è giunto il momento di rafforzare la sua posizione. nota che l'esilio fa di Dante un uomo sopra le parti. il De vulgari eloquentia in latino. delegato dei maggiori signori dell'Italia settentrionale che gli offrono ospitalità. In effetti l'esilio muta radicalmente la vita del poeta. i luoghi sicuri. aspettando una congiuntura politica più favorevole per il ritorno in città. accuse ingiuste. Intanto Bonifacio VIII è morto e gli è succeduto Benedetto XI. Rimane incompiuto al quarto libro: dopo il trattato iniziale. Nel 1303 è segretario presso il signore di Forlì Scarpetta Ordelaffi. Firenze. presso Bartolommeo della Scala.it/brdeb/Dante/0002. allontanato dalla patria. per renderlo cittadino d'Italia. La trattativa non va in porto. Vita opere e fortuna. l'inizio è durissimo. Ma l'impresa fallisce. lo troviamo come poeta.19. Sansoni. alla casa degli http://xoomer. Amor che nella mente mi ragiona sulla scienza e la filosofia). Negli stessi anni (1304-1309). Tra polemiche. sposa la tesi di un ghibellinismo del poeta che. prestigio. Interrotto a metà del secondo libro. si indirizza ai nobili che vogliano approfondire la propria cultura. Michele Barbi (Dante. dove l'8 giugno 1302 i guelfi Bianchi e i Ghibellini stringono un'alleanza e si accordano con gli Ubaldini di Mugello contro i Guelfi neri. dignità che gli consentano di vivere alla meno peggio lontano dalla patria. Si tratta di lasciare le persone care. un banchetto di sapere che rimane incompiuto e che. Il Foscolo nell'Ottocento. Dante inizia la stesura di trattati e opere letterarie.virgilio. Le dolci rime d'amor ch''i solìa (sulla nobiltà come conquista morale e intellettuale). Nei primi tempi egli si unisce ai fuorusciti bianchi per tentare di rientrare in città con la forza: è presente a Gorgonza‚ e a San Godenzo.htm (5 di 8)08/12/2005 9. mentre stende l'Inferno. i vari dialetti italiani e definisce le caratteristiche di un volgare privilegiato che dovrebbe essere preso a modello degli intellettuali.10 . Nel 1304 inizia il Convivio. L'anno successivo partecipa alla delegazione di Parte Bianca che tratta la pace con i Neri di Firenze. Si trova in balìa della sorte e con la pessima etichetta di bandito dalla patria. Dante si toglie dal gruppo e preferisce lottare da solo per la propria vita. Il problema maggiore è la questione economica che il fratello cerca di alleggerire con prestiti. quando raggiungeranno l'età di quattordici anni. e. ambasciatore. come lingua comune italiana. i Bianchi organizzano una sortita violenta che si risolverà nella sanguinosa e drammatica battaglia della Lastra (1304). progetta un'altra opera di argomento linguistico. 1952). come funzionario corrotto e ladro del pubblico denaro (in questo consiste l'accusa di baratteria con cui a Firenze i Neri giustificano il bando del poeta). Già da un anno la condanna comminatagli dai magistrati fiorentini è stata estesa ai suoi figli. in difesa del volgare. La necessità di sopravvivere trasforma Dante in uomo di corte.

Le speranze di Dante svaniscono. la seconda parte. ma il Papa lo invita a tornare in Germania. secondo il ragionare d'alcuno. infatti. avrebbero dovuto percorrere il tragitto in processione a piedi scalzi. Con l'elezione di Arrigo VII di Lussemburgo a imperatore. intitolò al marchese Moruello Malespina. Compiuto questo rito sarebbero stati reintegrati nei loro beni e in ogni loro altro diritto. in vico degli strami le lezioni di filosofia di Sigieri di Brabante. La cerimonia per gli amnistiati prevedeva che partendo dal carcere. vestiti d'un sacco. cioè lo 'Nferno. Scrive Boccaccio nel Trattatello in onore di Dante: "Questo libro della Comedia. poi si ferma in Lunigiana. ma Dante ne è stato escluso. il quale allora in Toscana signore di Pisa era mirabilmente glorioso. dichiara il potere imperiale e quello pontificio indipendenti e sostiene che entrambi derivano dalla volontà di Dio. in questa guisa: la prima parte. cioè il Paradiso. fino al Battistero. De Monarchia in tre libri. giurista e poeta stilnovista. cioè il Purgatoro. secondo la sua triplice divisione. Se si trattava di fuorusciti politici che. Arrigo VII viene incoronato a Roma nel giugno 1312. la terza parte. Papa Clemente V ha invitato le città italiane a porsi a sua disposizione. Dante ha terminato la stesura dell'Inferno e del Purgatorio. al momento del provvedimento non erano in carcere. ricchi mercanti padovani. Alcuni vogliono dire lui averlo intitolato tutto a messer Cane della Scala.it/brdeb/Dante/0002. Il 19 maggio 1315 il Comune di Firenze approva un'amnistia a tutti gli esiliati. senza l'umiliazione della mitra né altre http://xoomer.virgilio. Sta scrivendo un trattato in latino.10 . Pare che tra il 1308 e il 1310 sia in Francia per frequentare la facoltà di teologia a Parigi. di febbri malariche. troverà ospitalità presso Cangrande della Scala. non tornerà più in patria in un clima di giustizia. a Firenze Baldo d'Aguglione ha varato una riforma che consente il ritorno di molti esuli. su istigazione degli Angioini e del re di Francia. ma.19. intitolò a Uguiccione della Faggiuola. al "bel San San Giovanni". presso Siena. Dante era stato volutamente e dichiaratamente escluso). che vuole garantire agli uomini due mezzi per ottenere la salvezza. Dante sente questo come un tradimento. Firenze per prima si oppone all'imperatore seguita da altre città timorose di perdere la propria autonomia." Dante ha perso definitivamente la speranza di tornare a Firenze. intitolò egli a tre solennissimi uomini italiani. Sicuramente. in occasione della festa del Patrono della città. Il 24 agosto 1313 Arrigo VII muore a Buonconvento. ma invano. Presso di lui Dante si ferma sino al 1318-19. il 24 di giugno. un cero acceso in una mano e una borsa con danaro nell'altra. Il 10 0ttobre 1310 invia una Epistola ai Signori e Comuni e Popoli d'Italia affinché accolgano con obbedienza e umiltà le disposizioni dell'imperatore che sta scendendo in Italia per l'incoronazione. in cui rivaluta il ruolo dell'impero. a ciascuno la sua.Divina commedia: Parafrasi Inferno Scrovegni. dove venivano offerti in stato di pentimento all'altare e al santo della città. a Federigo III re di Cicilia. infatti. e questa volta senza limitazioni (dalla precedente. niuna cosa altra n'abbiamo che solamente il volontario ragionare di diversi. Nel 1311. né egli è sì gran fatto che solenne investigazione ne bisogni. se la notizia è vera. Dante spera vivamente che la pace e la giustizia tornino a regnare in Italia. ma ben presto si palesa il suo voltafaccia.htm (6 di 8)08/12/2005 9. succeduto al fratello Bartolommeo nella signoria su Verona. L'imperatore mette Firenze al bando dell'impero e l'assedia. l'oblatio consisteva nel toccare simbolicamente col piede la soglia del carcere e quindi presentarsi al tempio. ascolta. quale si sia di queste due la verità. con una mitra di carta con sopra scritto il nome e il reato dei malfattori in capo. presso Moroello Malaspina‚ e a Lucca. A Bologna conosce Cino da Pistoia.

19.10 . anche lui escluso dalla riforma di Messer Baldo d'Aguglione del settembre 1311. parente di Dante col quale aveva in comune "un nipote". era stato poi assolto proprio mediante una amnistia. sia ponderata all'esame della vostra saggezza. due cose degne di riso e oggetto di cattivo consiglio nelle lettere di quelli che mi hanno comunicato tali cose. All'amico (anonimo. formulate con maggiore discrezione e saggezza. che per quasi tre lustri ha sofferto l'esilio? Questo ha meritato l'innocenza a tutti manifesta? questo ha meritato il sudore e l'assidua fatica nello studio? Sia lontana da un uomo. familiare con la filosofia. una così avvilente bassezza d'animo da sopportare di offrirsi come un carcerato al modo di un Ciolo e di altri infami! Sia lontano da un uomo che predica la giustizia. E che? forse che non potrò vedere dovunque la luce del sole o degli astri? o forse che dovunque non potrò sotto il cielo indagare le dolcissime verità. Ma ci sono. forse Niccolò di Fusino di Manetto Donati. quanto più raramente agli esuli accade di trovare amici.htm (7 di 8)08/12/2005 9. Poi http://xoomer. per il quale in esilio non gli manca il pane e può continuare i suoi studi. figlio di un fratello di Gemma) risponde con questa lettera. che dopo aver patito un ingiusto oltraggio. dichiarandosi pronto a rientrare. potrei sia essere assolto che ritornare subito. a Firenze non entrerò mai. quanto vi stia a a cuore e quanta cura abbiate per il mio rimpatrio. Come Dante si trovava tra gli esuli contumaci. che non deroghi alla fama e all'onore di Dante. condannato nel 1291. ma dalla lettera si ricava che era un religioso. senza prima restituirmi abietto e ignominioso al popolo e alla città di Firenze? E certamente non mi mancherà il pane. [II] Ecco dunque ciò che per mezzo delle lettere vostre e di mio nipote e di parecchi altri amici mi fu comunicato riguardo al decreto da poco emanato in Firenze sul proscioglimento dei banditi che se volessi pagare una certa quantità di denaro e volessi patire l'onta dell'offerta.Divina commedia: Parafrasi Inferno condizioni degradanti. prima di essere giudicata. ma se per nessuna onorevole via s'entra a Firenze. la via del ritorno in patria. Con sdegno rifiuta l'umiliante proposta: mai avrebbe accettato di stare a fianco di malfattori. infatti.it/brdeb/Dante/0002. vi chiedo affettuosamente che la risposta al loro contenuto. ma con tutto il rispetto dovuto alla sua innocenza conclamata e a tutti manifesta e al suo lavoro. Nel 1319 Dante si trasferisce presso Guido Novello da Polenta con i figli. come se lo meritassero! [IV] Non è questa. l'accetterò a passi non lenti. anche se non sarà quale la pusillanimità di alcuni desidererebbe. Mentre compone il Paradiso risponde con due Ecloghe a Giovanni del Virgilio che vorrebbe rielaborasse la Commedia in latino. ma se un'altra via prima o poi da voi o da altri verrà trovata. come Ciolo degli Abati. non contenevano nulla di ciò. ho con animo grato e diligente attenzione appreso. Negli anni del soggiorno veronese scrive la famosa Epistola a Cangrande in cui gli dedica il Paradiso. a cercare le dolcissime verità (Epistola XII): [I] Per mezzo delle vostre lettere ricevute e con la debita riverenza e affetto. padre mio. paghi il suo denaro a quelli stessi che l'hanno oltraggiato. che. e quindi tanto più strettamente mi avete obbligato. le vostre lettere. Per questo. o padre.virgilio. [III] È proprio questo il grazioso proscioglimento con cui è richiamato in patria Dante Alighieri.

pregava nella piccola cappella dell'Uliva. Intanto la figlia Antonia entrava in convento (o forse vi era già) assumendo il nome di Beatrice. cit. Firenze.«in un'arca lapidea» .Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. Il cielo incominciava a imbianchire.. il Signore stesso nelle ore che consentiva l'aggravarsi della situazione politica. Il mondo veniva dinanzi a lui: tra lui e Dio non c'era più alcuno. Vita di Dante. malazzato. Milano 1985 Umberto Cosmo. E sentì che Egli giungeva. a cura di bruno Maier. Usciti dalla chiesa. lo spirito immerso in Dio. Attraverso la laguna.. li troverà il figlio Jacopo.. dopo che il medico Fiducio de' Milotti aveva usato tutta la sua scienza per salvarlo. "Guido Novello aveva predisposto una cerimonia pubblica.19.it/brdeb/Dante/0002. 261-2). quando entra nel suo «maggior sonno». quanto avevano partecipato al rito tornarono alla casa in cui Dante aveva abitato. il 22 agosto vennero firmati i patti dell'alleanza tra Forlì e Venezia e Dante chiese di poter tornare a Ravenna. Muore di ritorno da un'ambasceria a Venezia per conto del signore di Ravenna. Secondo l'Altomonte "È una notte di settembre. dopo un sogno nel quale il padre gli era apparso indicandogli il luogo nel quale aveva nascosto la parte conclusiva del suo lavoro. Guido vi tenne «uno ornato e lungo sermone». La chiesa della tumulazione . Beatrice.Divina commedia: Parafrasi Inferno scrive il trattatello scientificoQuaestio de aqua et terra che presenta a Verona in una dissertazione del 20 gennaio 1320. Intorno i figli piangenti. levata con le sorelle per il mattutino. Arrivò a Ravenna per riposare sul letto di morte. Rusconi. Mai. La sera del secondo giorno sostò secondo il costume. e Beatrice sollevò gli occhi umidi di pianto verso quella luce: pareva il cielo si aprisse ad accogliere il padre suo. ." In quella casa erano conservati gli ultimi 13 canti del Paradiso.virgilio. Il corpo bruciante per febbre. 2003 . in tanto peregrinare fece viaggio più triste. gli amici.10 . Era la notte fra il 14 e il 15 settembre 1321. Lo annotava un cronista..era quella di San Pietro Maggiore. il quale aggiungeva che Guido aveva «adornare il morto corpo di ornamenti poetici sopra un funebre letto». a Pomposa. dopo aver contratto le febbri malariche. confermato poi da Boccaccio. tra il 13 e il 14. "L'uomo era stanco. lungo il cordone litorale: le terre deserte." (Bosco.. pag.. Subito dopo il cadavere veniva «seppellito a grande onore in abito di poeta e di grande filosofo». Dante una vita per l'imperatore. Bibliografia: Antonio Altomonte.. Probabilmente chiese e ottenne licenza per il ritorno.Mentre il grande mistero si compiva. III edizione 1965. La Nuova Italia.htm (8 di 8)08/12/2005 9.

mettendo al bando i Bianchi. L'anno successivo i Neri. Di temperamento fiero e risoluto. pur avendo sposato una Donati. più gelosi dell'indipendenza della propria città. ed i Neri. pose tutto il suo impegno di studioso e di scrittore al servizio della redenzione dell'umanità.avvenuta nel 1290. la filosofia. l'arte. s'erano divisi in due fazioni: i Bianchi. A 18 anni si innamorò di Beatrice. A quel tempo i guelfi di Firenze. 2003 . dopo aver cacciato i ghibellini dalla città. dei marchesi Malaspina in Lunigiana. che gli sembrava ai suoi tempi aver toccato il fondo del male. Dante appoggiò i primi.e per lei scrisse numerose rime alla maniera stilnovistica. apprese l'arte retorica e da se stesso l'arte di "dir parole per rima". Per partecipare alla vita politica di Firenze si iscrisse all'arte dei medici e speziali. guidati dai Donati. Tra il 1295 e il 1296 fece parte del Consiglio speciale del Capitano del Popolo e del Consiglio dei Cento. figlia di Folco Portinari andata poi sposa a Simone dei Bardi. dove morì nel settembre del 1321. con l'aiuto di Carlo di Valois. non poté far ritorno in città.htm (1 di 3)08/12/2005 9. Da allora visse in esilio.si dedicò con maggiore impegno ai suoi studi.19. inviato dal Papa Bonifacio VIII. Pietro ed Antonia. Lapo Gianni e Cino da Pistoia. capeggiati dalla famiglia dei Cerchi. Iacopo. non avendo mai accettato l'invito dei Fiorentini a rientrare in città a patto di riconoscersi colpevole dei reati di cui era stato ingiustamente accusato. cui si dedicò con ingegno e passione fin dai primi anni della giovinezza. la lingua. dalla quale ebbe tre figli.22 . Dopo la morte di lei. Convinto che la giustizia superiore di Dio dovesse compiersi anche nella vita terrestre. secondo l'uso del tempo. Dante non mostrò mai debolezze e tentennamenti. si impadronirono del potere.virgilio. Dante. francesi e provenzali. Gemma. la politica. la teologia.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. la retorica. Fu amico di molti poeti e soprattutto di Guido Cavalcanti.Divina commedia: Parafrasi Inferno DANTE: La vita e la personalità Nacque a Firenze nel maggio del 1265 da Alighiero. coi quali ebbe. ancora a Verona di Cangrande della Scala ed infine di Guido Novello da Polenta a Ravenna. Presso scuole e maestri.it/brdeb/Dante/0001. Fu ospite di Bartolomeo della Scala a Verona. Dal 15 giugno al 15 agosto del 1300 fu uno dei Priori. una corrispondenza in versi. di famiglia guelfa nobile ma non ricca. che poi divenne suora ed assunse il nome di Beatrice. che riguardavano i classici antichi e le opere letterarie moderne italiane. che si era recato dal papa per convincerlo a desistere dai suoi propositi di interferire nella politica del comune fiorentino. a Firenze e Bologna. perché condannato per due anni all'esilio sotto la falsa accusa di baratteria.

it/brdeb/Dante/0001.22 .virgilio.Divina commedia: Parafrasi Inferno http://xoomer.19.htm (2 di 3)08/12/2005 9.

it/brdeb/Dante/0001.19.virgilio.22 .Divina commedia: Parafrasi Inferno http://xoomer.htm (3 di 3)08/12/2005 9.

Dante LETTERATURA ITALIANA: DANTE ALIGHIERI DANTE ------------------------- LE OPERE CONVIVIO DONNA PIETOSA E DI NOVELLA ESTATE DIVINA COMMEDIA DONNE CH'AVETE INTELLETTO D'AMORE EPISTOLE QUESTIONE DELL'ACQUA E DELLA TERRA MONARCHIA DE VULGARI ELOQUENTIA AGGIORNAMENTI HOME PAGE EGLOGHE TRE DONNE INTORNO AL COR MI SON VENUTE RIME VITA NUOVA 2003 .Luigi De Bellis http://xoomer.31 .htm08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/0003.19.virgilio.

» Che cosa potevo rispondere. allontana da sé il raggiungimento della meta. un poco soffuso di quel rossore che talvolta (quando la vergogna non induce all'ira per essere stato colto in errore e quando la colpa non è troppo grave) rende l'uomo degno di essere perdonato. il tuo animo si lascia distrarre a tal punto » disse il maestro. indicandomi. e lascia parlare la gente: comportati come una torre solida. in quanto l'impeto del nuovo pensiero indebolisce l'altro. Quella che ad una prima lettura può apparire come una zona poetica di passaggio o tutt'al più come un motivo preparatorio dell'intervento didascalico di Virgilio (versi 10-18).virgilio. se non « Io vengo »? Così infatti risposi.ampliata dall'intervento di Virgilio e dalla corsa delle due anime (versi 28-29) che si trasforma in una corsa collettiva di tutte le altre (verso 42) . « che rallenti i tuoi passi? che importanza può avere per te ciò che queste anime mormorano? Vieni dietro a me. volgono le spalle a levante e il Sole. mentre salgono.Parafrasi PURGATORIO CANTO V Io mi ero ormai allontanato da quelle ombre (le anime dei negligenti). e come sembra si comporti come un vivente!» Quando udii queste parole volsi lo sguardo. quando alle mie spalle. si arricchisce di risonanze profonde se consideriamo che nota caratteristica (poeticamente validissima) della seconda cantica è l'attenzione precisa con la quale il Poeta dispone già all'inizio la tonalità dominante del canto. e seguivo le orme della mia guida.45 . li colpisce a destra) di quello che sta sotto (Dante infatti segue Virgilio).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia .fa da prologo a quella ben più vasta e grave della seconda parte del canto. poiché accade sempre che l'uomo nel quale continuamente un pensiero germoglia dall'altro.19. e vidi le anime guardare con stupore me. una di esse gridò: « Osserva che il raggio del sole non si vede rilucere alla sinistra (Dante e Virgilio. « Perché. Deciso è il movimento di Dante (e il già posto nel primo verso segna uno stacco quasi violento dal gruppo dei negligenti). ma altrettanto scattanti sono quel dito e quella voce che grida.htm (1 di 9)08/12/2005 9. colpita dalla vita presente nell'atteggiamento di Dante (e come vivo par che si conduca!). e i raggi dei sole che erano interrotti (dal mio corpo). sul quale si ripercuote questa agitazione (li occhi rivolsi): è una breve rappresentazione drammatica che . la cui cima non si muove mai per quanto i venti possano soffiare. perciò. solo me. http://xoomer.it/brdeb/Dante/prosa/quintop.

e due di loro. Dopo essersi ripercossa nella magica lentezza della terzina 22. Lo Hatzfeld. commentando attentamente questo canto. fummo tutti già per forza morti. devono restare nell'antipurgatorio probabilmente (Dante infatti non lo specifica) tanto tempo quanto vissero. che sembrano ritmare anche lo stato d'animo di questi penitenti.. creando una raffigurazione da bassorilievo vicina a quella delle anime degli scomunicati (canto III. perché potrà essere prezioso per loro (chiedendo preghiere ai vivi.19. quasi i passi fossero scanditi dai tristi versetti del salmo. in qualità di messaggeri. sono le anime di coloro che perirono di morte violenta e che. Quelle che avanzano cantando il Salmo L.. trova che "la risposta di Virgilio in « stile sublime » è un capolavoro di solennità e di accorta disposizione. come penso. il corpo. versi 70-72 e 91-93).45 . eccessivo ("ramanzina" alla quale Dante reagisce con il rossore di chi si accorge di essere bersaglio di un biasimo eccessivo. il loro canto si trasformò in un « Oh! » lungo e fioco. che in essi era stata colpita e umiliata. Frattanto lungo la costa (del monte) in direzione trasversale (rispetto ai due poeti) avanzava un gruppo di anime che ci precedevano di poco. con la quale le anime iniziano a rievocare la loro drammatica vicenda terrena. e che pareva riportare in mezzo a loro la terra lontana e proprio attraverso quella realtà. La processione avanza lentissima.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. troppo pedagogico. uno dei sette salmi penitenziali. Se essi si sono fermati perché hanno visto la sua ombra. è subito spezzata dall'ansiosa corsa di due di loro verso quel corpo che non dava loco. secondo il Mattalia. Vi è solennità perché Virgilio imita le parole che http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Il rimprovero di Virgilio è apparso. pentitisi solo in punto di morte. ad alcuni critici. cantando il salmo « Miserere » a versetti alternati. corsero incontro a noi e ci chiesero: « Informateci della vostra condizione ». hanno avuto una sufficiente spiegazione: lo accolgano con gentilezza. Quando si accorsero che non lasciavo passare attraverso il mio corpo i raggi del sole. mentre la espressione lascia dir le genti pare suggerire la fierezza dell'esule di fronte a quanto il mondo pispiglia. E il mio maestro: «Voi potete ritornare e riferire a coloro che vi hanno mandato che il corpo di costui è ancora vivo. al trapassar de' raggi. L'intensità con la quale Dante avverte questa verità è rivelata dalla potenza dell'immagine della torre.virgilio. La stasi che sembrava stringere queste anime di perseguitati al monte. sproporzionato a così lieve colpa". secondo il Momigliano).. "rimprovero. quella cupa malinconia che dalle parole del canto si prolunga nell' « Oh! » lungo e roco. troverà la tensione più acuta e nello stesso tempo più sconsolata nell'espressione noi . immagine di urto e di resistenza. laddove il richiamo morale (che si congiunge in una stessa significazione con quello di Catone nel canto II e con.. la cui cima sa opporsi anche ai venti più violenti. dopo essere ritornato nel mondo) ».htm (2 di 9)08/12/2005 9. quello di Virgilio stesso nel canto III) è il motivo lirico nel quale si trasforma il concetto teologico della fragilità dell'anima e della necessità che la ragione (in questo caso Virgilio) sostenga la paziente attesa della Grazia.

dopo esservi giunti. che del disio di sé veder n'accora).45 . pentendoci (dei nostri peccati) e perdonando (i nostri nemici). Vapori accesi: poiché la scienza medievale riteneva che le stelle cadenti e i lampi avessero origine da una stessa causa. al tramonto del sole. Guarda se mai hai visto qualcuno di noi. e.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Cristo rivolge ai messaggeri di San Giovanni in un caso analogo (Matteo XI. sicché più presto possano soddisfare a quella sete dì veder Dìo che le consuma (versi 56-57: Dio. perché non t'arresti?). la quale è « gridata » (venian gridandi). ma lungi dall'allontanare. (vidi mai) lampi fendere le nuvole d'agosto tanto rapidamente. usa espressioni comuni nelle discussioni eucaristiche degli Scolastici (verso 33) . termine che all'epoca di Dante era riservato alle ambascerie.. essa li indicava con uno stesso termine. in modo che. che ci consuma col grande desiderio di vederLo.htm (3 di 9)08/12/2005 9. « Queste anime che si accalcano intorno a noi sono numerose. Non vidi mai stelle cadenti fendere il cielo sereno all'inizio della notte. 4: "Andate e riferite a Giovanni"). L'accorta disposizione consiste nel rimandare fino all'ultimo dei sei versi ciò che è il fatto più importante per i messi.19. e ciò a sua volta viene comunicato con una velata circonlocuzione: esser può lor caro". che quelli non tornassero in minor tempo alla loro schiera. tornarono indietro con gli altri verso di noi come una schiera che si lancia in una corsa sfrenata.. perché essa non può non seguire quella schiera tumultuosa e disordinata . ve la immerge totalmente. l'annunzio che Dante può aiutare i pellegrini. l'accensione dei vapori. non detta. l'attenzione del lettore dalla scena. morimmo riconciliati con Dio. usa il verbo elevato ritrarre per « riferire ».dove prima c'era la compattezza e l'ordine di una processione che si accalca intorno a Dante (anche per lui non c'è respiro ìn questo canto: deve continuare quasi ansioso..it/brdeb/Dante/prosa/quintop. né. perché vai? deh. e vengono per pregarti » disse Virgilio: « tuttavia tu continua a procedere e mentre cammini ascolta. e fummo peccatori fino all'ultirno istante della notra vìta: in punto di morte la grazia divina ci rese consapevoli dei nostri peccati. » Il guizzare dei vapori accesi aveva evocato la pura visione di una notte stellata e di un sole al tramonto. « arresta un poco i tuoi passi. "L'ansia delle anime che si esprime con tanta vivacità nei loro movimenti nell'intonazione della loro supplica. » « O anima che compi questo viaggio per purificarti con quel corpo al quale fosti legata fin dalla nascita » gridavano. e ha un ritmo inesistente e affannoso (deh. quasi affannato di fronte a quell'ammonitore pur va del suo maestro)." (Puppo) Tuttavia l'ispirazione http://xoomer. nasce naturalmente dal desiderio di essere ricordate nel mondo e aiutate con le preghiere ad affrettare l'espiazione.virgilio. in modo da riportare notizie di lui sulla terra: perché cammini? perché non ti fermi? Noi un tempo fummo tutti uccisi con la violenza..

non riconosco alcuno di voi. improvvisamente. Questo motivo. Nel 1298 fu nominato podestà di Milano e. Ed io « Per quanto vi osservi attentamente. si riduce all'istante supremo della morte quando l'orrore del sangue . già svolto da Dante neIl'Inferno nel canto dei suicidi. ed io lo farò in nome di quella pace che debbo cercare attraverso i regni dell'oltretomba seguendo questa guida » Ed uno di quegli spiriti cominciò a parlare: «Ciascuno di noi si fida del tuo servigio senza bisogno di giuramenti. cosicché per me si preghi da persone in grazia di Dio affinché possa espiare le mie gravi colpe. che parlo da solo davanti agli altri.portò con sé il desiderio struggente della pace e la forza del perdono. e attraverso il territorio di Padova si diresse verso Milano.19. secondo la definizione del Mattalia. che sembrerebbe legare in modo quasi carnale i penitenti al mondo (il Sapegno osserva che la tragedia di sangue. dove si :trasformava nell'angoscia eterna degli uomini divenuti sterpi. ad altre anime che affermano: noi che tignemmo il mondo di sanguigno. fra essi e il mondo. è anche quello che li libera e li purifica: la loro vita. che fu peccaminosa. governato nel 1300 da Carlo Il d'Angìò). nell'attimo stesso di affondare nella tenebra infernale s'incurva. dei vivi un rapporto più stretto e doloroso". Perciò io. esposto alle forze avverse della natura e del demonio" (Puppo).virgilio. Il penitente è Jacopo di Uguccione del Cassero.45 . prodigiosamente. dove affiora la nostalgia del corpo dal quale furono staccate con la violenza. Il dramma della separazione violenta dell'anima dal corpo. di Oriago sul Brenta e ucciso.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. percorre.un orrore così straziante da ricordarlo ancora . raggiunse per mare Venezia. anche questo canto nel "sentimento vivo del destino del « corpo ». o spiriti destinati alla salvezza. ma se voi desiderate qualcosa che io possa fare. di essere generoso nelle tue richieste per me nella città. che concluse la loro esistenza agitata e peccaminosa e coincise con l'istante della loro conversione. a meno.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio profonda di questo canto. che nacque a Fano da nobile famiglia.abbandonato in una solitudine indifesa. ma fu raggiunto dai sicari di Azzo VIII nei pressi del castello. crea. ti prego. è svolto dalle anime nei versi 46-47. http://xoomer. signore di Ferrara. introdotto nei versi 25-26 e ripreso da Virgilio (verso 33). verso l'alto: peccato-morte-salvazione. naturalmente con una diversa tonalità. se mai tu possa vedere la Marca Anconetana (quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo: posto a sud della Romagna e a nord del regno di Napoli. L'emblematica triade peccato-violenzasangue. ci riporta al canto V dell'Inferno.htm (4 di 9)08/12/2005 9. del corpo involontariamente . ditemelo. è da cercarsi nel tema poetìco del « corpo » che. per evitare il territorio estense. ma "la tragica serie consequenziale peccato-mortedannazione. fu podestà di Bologna nel 1296-1297 e difese energicamente il Comune di fronte ai tentativi di Azzo VIII d'Este. di Fano. Partecipò nelle truppe guelfe alla battaglia dì Campaldino (1289). che una impossibilItà indipendente impedisca dì realizzare il tuo proposito. concorrendovi anche I'immagine di un dramma sempre presente alla memoria e il sentimento di non aver lasciato dietro di sé nessuno che li ami e preghi per loro").

ai tempi di Dante. che il sangue fosse la sede dell'anima). e in quel luogo vidi il mio sangue formare in terra un lago ». e come il padre fu acceso ghibellino. là dove. mentre prima proprio in esso risiedeva quell'io che ora lo contempla distinto da sé" (Puppo). laddove in Francesca l'espressione siede la terra dove nata fui (Inferno canto V. Ma se io fossi fuggito verso Mira (borgo tra Padova e Oriago). Poi parlò un altro spirito: « Possa realizzarsi quel desiderio (il ricongiungimento a Dio) che ti porta verso l'alto monte del purgatorio. la corsa fino alla palude.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. fa sì che contempli quel lago di sangue come "qualche cosa di estraneo. La fisionomia del personaggio si precisa meglio a partire dal verso 73.45 . Invece corsi verso una palude. infine il rosso del sangue intorno. Bonconte da Montefeltro fu figlio di Guido. ma le ferite mortali dalle quali sgorgò il sangue nel quale risiedeva la mia anima (in sul quale io sedea: era pensiero comune. che solo innanzi alli altri parlo). che caddi. quasi di materiale. quando fui raggiunto (dai sicari) nelle vicinanze di Oriago.). il punto vitale è "il modo della morte o il sentimento con cui essi la ripensano" (Momigliano). Jacopo è ancora preso dai ricordi terreni. l'urto contro le canne. di staccato. Il dramma della morte violenta si precisa in un trittico che assume man mano sfumature diverse e nel quale le "anime stesse. La pace conquistata in punto di morte.virgilio. sarei ancora nel mondo dei vivi. versi 247 sgg. tuttavia la sua terra è già sfumata in lontananza: basta un semplice aggettivo quel. versi 19 sgg. che si adegua alla terra. perché in lui. quanto più pure e sole. la sua dignità di un tempo è ancora presente (io. verso 97) costituisce come intensamente presente una lontananza di spazio e di tempo. Ebbe molta parte nella cacciata dei Guelfi da http://xoomer. che mi aveva in odio assai più di quello che fosse giusto. e tuttavia non c'è nessun accento d'odio verso il suo assassino (verso 77). sono Bonconte: Giovanna (vedova di Bonconte) o altri miei parenti non si preoccupano di me. si allontanano da quel gorgo di sangue"(Apollonio). io ritenevo di essere più sicuro (essendo fuori del territorio estense): fui ucciso per volere di Azzo VIII. che ha prima esaltato insieme con le altre anime. secondo Virgilio . come in Bonconte e in Pia.htm (5 di 9)08/12/2005 9. per questo cammino fra costoro a fronte bassa ». la caduta. il suo linguaggio elaborato è quello del dignitario. mi furono prodotte nel territorio di Padova (in grembo alli Antenori: Antenore fu il troiano fondatore di Padova.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Nacqui in questa città. A un'impressione fortemente fisica quella che Jacopo ancora avverte.). da Dante posto nell'inferno fra i consiglieri fraudolenti (canto XXVII. per allontanare visivamente e sentimentalmente il paese che siede tra Romagna e quel di Carlo. (in nome di questo augurio) cerca di aiutare il mio (che è identico al tuo) con preghiere efficaci ! Appartenni alla casata dei Montefeltro.19. e le canne palustri e il fango mi avvilupparono a tal punto.Eneide I. il peso del fango che pare voglia attirarlo a sé. lo strazio della carne (li profondi fori).

Arrivai. perché "ora gli resta solo quel che veramente non muore e cioè la sua interiore persona legata ancora al suo nome: io son Bonconte". si vela improvvisamente davanti a lui. in contrapposto al lento allargarsi della pozza di sangue di Jacopo. il suo corpo non fu più ritrovato. mentre appare il lume del ciel. scandendo "il distacco dal mondo terreno con le sue effimere determinazioni di luoghi. ma nella parte guelfa. Commentando questo incontro. I due versi precedenti costituiscono un'unità ritmica che si arresta sul caddi: poi. sola perché senz'anima. Comandò i Ghibellini di Arezzo nella guerra contro Firenze. ancora padrone di sé. nella sua superba solitudine. una sola è la sua preoccupazione: sapere come Bonconte morì e quale fu la sua sepoltura. che culminò nella battaglia di Campaldino (1289). Fra Dante e Farinata poteva accendersi il duello delle affilate parole. non è nascosta subito dal fango. ma dallo sfondo paesistico sul quale si distende non più la piccola palude di Jacopo. di potenza"(Grabher). ma quella dolente di chi medita intorno alla brevità dei beni mondani. ferito alla gola. prima così nitido e preciso.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. come l'hanno perduto tutte le dignità e le distinzioni terrene. dove entrambi si trovano nel faticoso cammino della perfezione. ma la lunga catena dei monti del Casentino. che nasce sull'Appennino sopra l'eremo di Camaldoli. e la mia voce si spense pronunciando il nome di Maria. diventando qualcosa di epico: il suo sangue è "una striscia che riga la pianura con straziante evidenza" (Puppo). Qui i miei occhi si velarono. Non rimane che il peso inerte della carne. osservato quasi con gli occhi di un capo militare. anche gli affetti terreni sono persi. nel punto in cui esso perde il suo nome ('l vocabol suo diventa vano: perché si getta nell'Arno).htm (6 di 9)08/12/2005 9. fuggendo a piedi e insanguinando la terra. nella quale Bonconte morì. e qui caddi e il mio corpo rimase inanimato. il Puppo rileva che "al livello del purgatorio. di titoli. Di fronte al nemico di un tempo. le sue parole sono la logica conseguenza di quelle con cui il suo nemico si è presentato (io fui da Montefeltro.45 . quasi simbolo ammonitore di una pace ottenuta solo nel distacco dal mondo. che non si conobbe mai la tua sepoltura? » Dante combatté nella battaglia di Campaldino fra i "feditori" a cavallo. E io gli risposi: « Quale forza (umana o divina) o quale caso fortuito ti trascinò così lontano da Campaldino.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Arezzo (1287) e nella sconfitta che gli Aretini inflissero ai Senesi alla Pieve del Toppo (1288).. non fra Dante e Bonconte". La corsa affannosa di Bonconte. finché anche per lui "il cadere e il morire è tutt'uno. ed egli si isola dagli altri in una solitudine che non è quella orgogliosa di un Farinata. La grandiosità della figura di Bonconte nasce non dallo scontro delle potenze infernali con quelle angeliche per il possesso della sua anima. « ai piedi dei monti del Casentino scorre nella valle un torrente chiamato Archiano. sola anche materialmente. Mentre ci riportano al tema fondamentale del canto.19. « Oh! » rispose. ma campeggia in tutto il piano. io son Bonconte). le antitesi politiche hanno perduto qualsiasi significato. quello della morte.virgilio.. Il paesaggio. nel vano tentativo di salvarsi dall'odio dei nemici. il rimanente del verso terzo ha http://xoomer. un piccolo mucchio nella vasta campagna. mentre lontano domina. l'eremo di Camaldoli.

non appena giunse la notte. questo sottolinea come un solo attimo di penitenza basta a salvare un'anima. il cadere".19. Poi. coperse di nebbia la valle (di Campaldino) dal monte Pratomagno alla Giogaia di Camaldoli. se esso è interrotto da un peccato senza pentimento. Ti racconterò cose vere e tu le riferirai nel mondo dei vivi: l'angelo di Dio prese la mia anima. » http://xoomer. nel canto XXVII dell'Inferno. occorre rilevare . segnando in tal modo "tre gradi della morte: il velarsi della vista. ma userò per il corpo (dell'altro) un trattamento ben diverso!" L'episodio di Bonconte s'inoltra nella parte più propriamente fantastica. L'Archiano in piena trovò il mio cadavere alla sua foce. concordemente accosta questo contrasto fra l'angelo e il diavolo (uno dei tanti "contrasti" della tradizione letteraria e figurativa del Medioevo) a quello fra San Francesco e il diavolo per l'anima del padre di Bonconte. e di molti altri. e provocò il vapore acqueo e il vento con quel potere che gli proviene dalla sua natura. e lo spinse nell'Arno. mentre il diavolo gridava: "Perché mi privi di quest'anima peccatrice. che l'aria satura di nubi si convertì in acqua: cadde la pioggia e quella parte di essa che la terra non riuscì ad assorbire si raccolse nei fossi.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. dove il Poeta risolve in termini inventivi quella che era l'ipotesi comune intorno alla scomparsa di Bonconte. si convogliò verso l'Arno (fiume real: secondo l'espressione usata nel Medioevo per indicare i fiumi che sfociano in mare) con tanta velocità. poi mi coperse e mi nascose con i suoi detriti. dopo la battaglia di Campaldino: che i loro corpi fossero stati travolti dalle acque dell'Arno in piena. che nessun ostacolo potè trattenerla. e provocò nel cielo un così grande ammasso di vapori.45 . Poiché la ricerca di simmetria ha un suo profondo valore in Dante. e sciolse dal mio petto la croce che avevo fatto delle mie braccia quando mi aveva sopraffatto il dolore del pentimento: mi voltò lungo le rive e sul fondo. lo spegnersi sulle labbra della parola. Guido. non appena sale nella regione fredda del cielo. essendo il giudizio di Dio indipendente dalla opinione umana. La critica. Tu sai con chiarezza come nell'aria si raccoglie il vapore acqueo che si trasforma di nuovo in acqua.htm (7 di 9)08/12/2005 9. tu che sei un angelo del cielo? Porti via con te l'anima di costui per una lagrimuccia che me la sottrae. e quando raggiunse i torrenti.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio suono martellato e solenne" (Bosco). Sopraggiunse il diavolo che desidera soltanto il male con il suo intelletto.d'accordo col Sapegno che mentre quel primo contrasto voleva indicare l'inutilità di un lungo periodo di penitenza. nella convergenza o divergenza di significati.virgilio.

la lunga inserzione scientifica.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Poiché é la voce di Bonconte che racconta. nelle diverse fasi. ).45 . ma. un pianissimo elegiaco". secondo altri ancora per sospetto di infedeltà. Sposò Nello d'Inghiramo dei Pannocchíeschi. Torna dunque alla fine esplicito l'accoramento di Bonconte per fl misero corpo: accoramento per la cieca crudeltà degli uomini" (Bosco). non è inutile ricordare che Dante la pone fra coloro che furono peccatori infino all'ultima ora. avviene dopo che il crescendo ritmico della bufera si era placato in uno di quei versi (verso 129) che il Bosco definisce "definitivi" e che "così caratteristicamente suggellano in Dante un motivo drammatico". dice voltommi. e ti sarai riposato del lungo cammino ». dice mi coperse e cinse.. Secondo alcuni antichi commentatori sarebbe stata uccisa dal marito che voleva sposarsi con Margherita Aldobrandeschi.. segnando nella "sinfonia lo stacco tra il terzo tempo. come tende a fare anche il Momigliano. laddove contro Manfredi (al cui episodio ci riporta la scena della tempesta e dell'oltraggio fatto al corpo) era soprattutto il cieco odio di una povera umanità che ignorava la misericordia divina. iniziato con ritmo. prospettico di convergenza del fantastico e grandioso quadro della bufera . « Quando sarai tornato nel mondo. se pare diminuire momentaneamente il grado di tensione. L'apparizione di questa figura..it/brdeb/Dante/prosa/quintop. nella quale la preghiera sicura di sé di Jacopo e quella più incerta e sofferente di Bonconte. si purifica nella dolce preoccupazione per Dante (quando tu sarai. finché troverà la sua preda. sempre secondo l'analisi del Bosco. si convenne si. mentre le nozze vere e proprie erano celebrate più tardi in casa dello sposo.. La salma diventa ara "il punto. disse un altro spirito dopo il secondo. è "un visibile parlare e soffrire". Se tuttavia la critica romantica ha creato il mito dì una Pia vittima innocente. Parla Pia. Dapprima l'anima distingue separato da sé il suo corpo gelato. Il verso 134 ha una sua forza interiore che ripropone ancora una volta il tema del distacco (disfecemi) innaturale dell'anima dal corpo. un impeto travolgente (si converse.htm (8 di 9)08/12/2005 9." (Mattalia).. ruinò .. riposato della lunga via). e il quarto. (mosse il fummo e 'l vento). assumerà man mano. Ma anche se. una senese appartenente forse alla famiglia dei Tolomei.virgilio. la Maremma mi diede la morte. venne. contrapposta alla peccatrice Francesca. contro di essa si getterà il movimento che. secondo altri sarebbe stata uccisa per una sua infedeltà... «ricordati di Pia: Siena mi diede i natali. non si possono dissolvere le parole di Pia in una semplice suggestione musicale. (come morii) lo sa colui che prima mi aveva dato l'anello nuziale prendendomi in moglie. dal gesto.. chiuso nella maestà della morte. "improvvisamente essa si identifica con questo. perché è soprattutto costituita dal paesaggio. testimonia il distacco con cui il penitente osserva l'ultimo giorno della sua. vita. dal colore. così mosso e drammatico. anche se il movimento drammatico dei http://xoomer.. dapprima lento. la poesia dei due episodi precedenti è « fatto ». » Nei versi 135-136 Dante allude a una sola cerimonia: la promessa dì prendere in moglie e la consegna dell'anello.. signore del castello della Pietra in Maremma. cadde. C'è un accanimento al quale hanno concorso le forze naturali e quelle savrannaturali.19. quando l'acqua lo ghermisce trascinandolo con sé.

e.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio due episodi precedenti "si contrae e si smorza nell'ultimo. 2003 .19. fa vibrare pur sempre un sentimento di amore. accanto al perdono.virgilio. che da questa smorzatura musicale acquista il suo fascino poetico" (Puppo). vela la sua vita e la sua morte.it/brdeb/Dante/prosa/quintop. più ancora che Jacopo e Bonconte. nell'accenno a colui che fu causa della sua fine.45 . anche se Pia.htm (9 di 9)08/12/2005 9.

con una scarsa aderenza al contesto". il perdente resta solo e addolorato.agli esordi dei canti. Questa osservazione dal vero spiega il realismo dal ritmo vivace e incalzante di questa similitudine. Il Poeta allude a un gioco di dadi diffusissimo. e chi gli si raccomanda standogli di fianco: ma il vincitore non si ferma.Parafrasi PURGATORIO CANTO VI Quando si divide e si scioglie il gruppo dei giocatori nel gioco dei dadi. la sua presenza anche nel Purgatorio non può essere motivo di stupore. non si può non vedere nella similitudine della zara il contrappunto alla solennità dell'episodio di Sordello e nello stesso tempo il richiamo al tema fondamentale della seconda cantica. staccando decisamente l'esordio del canto VI dal tono mestamente elegiaco con il quale terminava il canto precedente. c'è chi gli va innanzi.htm (1 di 9)08/12/2005 9. e al Momigliano che "I'immagine è lavorata come un pezzo a sé.19. Tra quelle anime c'era l'Aretino che fu ucciso ferocemente da Ghino di Tacco. e promettendo (di fare quanto ciascuno mi chiedeva) me ne liberavo. e chi lo sollecita tirandogli l'abito alle spalle.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . consistente nell'indovinare in anticipo i numeri che risultavano dalla combinazione di tre dadì gettati su un tavoliere.it/brdeb/Dante/prosa/sestop.virgilio. colui al quale tende la mano (dandogli qualche cosa). ora a sinistra. qualitativa. e malinconico cerca di imparare (a far meglio per il futuro) mentre tutti g li spettatori se ne vanno col vincitore. Inoltre. e l'altro (Guccio dei Tarlati) che annegò mentre inseguiva i nemici. La differenza tonale ha fatto osservare al Gentile che "la tragedia scende fino alla farsa". mentre intorno ai giocatori si affollavano i curiosi: una scena alla quale Dante avrà tante volfe assistito sulla piazza del Mercato Vecchio di Firenze. Tuttavia se la mescolanza di stili (tante volte osservata nell'Inferno) si giustifica con la libertà di cui il Poeta deve disporre per realizzare di volta in volta la sua ispirazione. Così mi trovavo io in mezzo a quella fitta schiera. Dante inizia la rassegna delle anime dei morti violentemente con la figura di Benincasa da Laterina (nel http://xoomer. e porge orecchio ora a questo ora a quello. la richiesta di preghiere: richiamo tanto più importante in quanto proviene da coloro che furono vittime della malvagità del mondo e che ora sono uniti al mondo solo dal sacro legame della preghiera. non insiste più. benché vietato dagli statuti comunali. nel secolo XIV in tutta Italia (e in molte parti d'Europa). delle comparazioni non è costante né preminente" (Mattalia). anche perché "in Dante la preoccupazione della sintonia che diremo interna.52 . e in tal modo egli si difende dalla ressa. guardando verso di loro ora a destra. considerando l'importanza che il Poeta conferisce sempre. tentando e ritentando nuove gettate.

delle corti vizio (Inferno XIII. Luigi. egli accusò Maria di Brabante.virgilio. e venne assassinato da un pisano suo concittadino. la regina di Brabante provveda (in tempo a purificarsi del male commesso). e riguardo a ciò. com'egli diceva. un senese divenuto famoso "per la sua fierezza e per le sue ruberie" (Boccaccio . che fu fatto uccidere dal conte Ugolino nel 1287. dell'invidia. appartenente a una famiglia ghibellina di Arezzo. Federigo Novello dei conti Guidi fu ucciso nel 1289 o nel 1291 presso Bibbiena da uno dei Bostoli. dal quale fu nominato gran ciambellano.Decamerone X. Orso degli Alberti. il quale dette al padre. due anni dopo. mentre combatteva contro i fuorusciti guelfi della famiglia dei Bostoli. Mentre era vicario del podestà di Siena. secondo gli antichi commentatori. sia nella decisione con la quale si oppose ad ogni tentativo di vendetta da parte dei suoi consorti: "e così ordinò poi che si fece la pace.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. come Pier delle Vigne. divenne medico alla corte di Francia al tempo di Luigi IX e di Filippo III l'Ardito. e non per colpa commessa. II. cioè fra i falsi accusatori della decima bolgia). voglio dire Pierre de la Brosse (Pier dalla Broccia). in modo da affrettare la loro purificazione. di esserne responsabile per potere. Secondo alcuni antichi commentatori. seconda moglie del re. Farinata. figlio del conte Alessandro. 60). l'occasione di mostrare la sua forza d'anímo. mori annegando nell'Arno.19. invece.htm (2 di 9)08/12/2005 9. e dimostrò la sua forza d'animo sia nell'accettazione serena di quel dolore.). fu accusato di tradimento e condannato a morte. assicurare il trono al proprio figlio Filippo il Bello. secondo gli ultimi studi si tratterebbe invece di Gano. Allorché nel 1276 morì misteriosamente il primogenito di Filippo. onde per questo non vada a far parte di una moltitudine peggiore (di quella di cui fa parte Pierre de la Brosse. Quando fui libero da tutte quelle anime che mi pregavano soltanto perché inducessi altri a pregare per loro. http://xoomer. il virtuoso Marzucco. 5). Pierre de la Brosse. nato da umile famiglia. fu ucciso nel 1286 dal cugino Alberto. vissuto nella seconda metà dei '200. ed elli volse baciare quella mano che avea morto lo suo figliuolo" (Buti). Continuava in tal modo la catena di odi e di vendette sanguinose che era iniziata con i padri di Orso e Alberto.52 . che Dante ha posto nella Caina (Inferno XXXII . figlio di Marzucco degli Scornigiani. Attiratosi l'odio della regina. e qui c'era Gano. figlio del conte Napoleone. Qui pregava con le mani tese Federigo Novello. 41 sgg.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio territorio di Arezzo). condannò a morte uno zio e un fratello di Ghino di Tacco. in tal modo. il quale si vendicò uccidendo Benincasa in una sala dei tribunale a Roma. un altro figlio di Marzucco. famoso giureconsulto del XIII secolo. morte comune. Quel da Pisa fu. Vidi il conte Orso e vidi pure colui che ebbe l'anima divisa dal suo corpo per odio e per invidia. durante la guerra tra la Francia e Alfonso X di Castiglia. mentre è ancora in vita. L'attro ch'annegò correndo in caccia è Guccio dei Tarlati da Pietramala. Dante lo considera innocente e vittima. Marzucco era entrato l'anno prima nell'ordine francescano. la regìna lo avrebbe accusato di avere tentato di sedurla.

la mia scrittura è piana) che il Poeta tenta faticosamente di risollevare con la preziosità espressiva del verso 37. http://xoomer. attraverso questo foco d'amor. il quale la pregava di essere traghettato oltre l'Acheronte pur non avendone diritto. io intendo parlare di Beatrice: tu la vedrai in alto. secondo altri invece (Mattalia). con la sua misericordia.. sulla vetta di questo monte. la mancanza dell'espiazione non poteva essere corretta con la preghiera. il riscatto che è dovuto dall'anima del peccatore. è un interessante documento storico-culturale: esso infatti testimonia la lettura in chiave allegorica che veniva fatta delle opere classiche nel Medioevo. né sopperire ad alcuna mancanza (nel caso di Palinuro la mancanza di sepoltura). o maestro. perché essa era da Dio (essendo fatta da pagani).it/brdeb/Dante/prosa/sestop. che la preghiera possa mutare un decreto divino. sorridente e felice». e le verità «cristiane» che dall'una e dall'altro s'intendeva ricavare". in quanto era insepolto: "cessa di sperare che i decreti divini possano essere piegati con la preghiera" (Eneide canto VI. e queste anime soltanto per questo pregano: la loro speranza sarebbe dunque vana. poiché la sublime altezza del giudizio divino non s'abbassa per il fatto che l'ardore di carità (di chi prega per costoro) porti a perfezione in un momento solo quell'espiazione a Dio dovuta da chi ha in questo luogo la sua dimora.19.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio io dissi a Virgilio: « Sembra. nella ricercata contrapposizione di cima a s'avvalla. Tuttavia non devi fermare il travaglio della tua mente di fronte a un dubbio così arduo.. che in un passo del tuo poema tu neghi esplicitamente. ma permette. perciò essa non poteva offrire alcun aiuto.virgilio. allorché gli interpreti. oppure non mi è ben chiaro il tuo testo? » Ed egli mi rispose.52 . « La mia espressione è chiara. la quale resta immutabile. se si medita bene con la mente sgombra da erronee opinioni. cercavano "il punto d'incontro e di sutura tra la « favola » e la lettera del testo interpretato. e la speranza di costoro non è fallace. se non te lo dirà colei che farà da tramite tra la verità (sovrannaturale) e il tuo intelletto: non so se mi comprendi. Tuttavia questi versi costituiscono un'opaca pausa meditativa condotta secondo uno stanco modulo didascalico (el par che tu mi nieghi. con squisite sottigliezze. verso 376). e in quel passo dove feci questa affermazione. mentre la preghiera cristiana soddisfa quanto richiede la sentenza divina. mentre Virgilio chiarisce il dubbio: la preghiera nel mondo pagano non era indirizzata al vero Dio. Digressione oziosa secondo alcuni critici (Momigliano). riuscendo forse meglio a determinare il suo pensiero nell'improvviso lampeggiare di quel foco damor che dalla terra sembra innalzarsi per muovere chi qui si stalla. che venga completato. Dante ricorda la risposta che la Sibilla diede a Palinuro.htm (3 di 9)08/12/2005 9. Questa affermazione gli pare in contrasto con l'atteggiamento delle anime invocanti preghiere che possano modificare la legge divina.

. stimolando alla fretta. davanti alla quale Dante assume un atteggiamento "così schietto e ingenuo che ha qualche cosa dell'infantile". ma dovette ben presto. invidie e calunnie cortigiane" (Sapegno). la cui moglie. in seguito. e fu costretto a riparare nella Marca Trivigiana. Tra il 1224-1226 rapì o favorì la fuga di Cunizza dalla casa del marito. e vedi ormai che il monte (essendo le prime ore del pomeriggio) proietta la sua ombra ». compiendo "lui le parti che di solito fa Virgilio. è da vedersi in due componimenti poetici di Sordello. Passò poi al servizio di Carlo d'Angiò. Ma vedi là quell'anima che sta tutta sola e che guarda insistentemente verso di noi: essa ci mostrerà la via più breve ». affermando anche di non sentir più la fatica di prima. in cui sottopone a severo e spregiudicato giudizio i re e i principi del suo tempo. ma la realtà è diversa da quello che tu giudichi. anticipa quasi una visione paradisiaca (versi 47-48). 2) loda grandemente la sua poesia. spingendo il Poeta "a riprendere in esame le cause profonde di questa ingiustizia e di questo disordine sociale". Egli rispose: « Continueremo ormai a salire finché dura il giorno. Dapprima visse alla corte di Riccardo di San Bonifacio. che aveva terminato la sua spiegazione esortando il discepolo a completare la chiarificazione offertagli dalla ragione con quella che farà Beatrice.. quanto più potremo. vedrai sorgere più volte. quale simbolo della teologia. Uno dei motivi principali per cui Dante lo ha scelto come protagonista dell'episodio che si apre. cosicché tu non interrompi più i suoi raggi (proiettando la tua ombra). come invece ritiene il Novati. nel quale rimprovera quei ricchi e quei potenti che si sono allontanati dalle leggi di cortesia e di virtù proprie http://xoomer. Cunizza da Romano. guerre di comuni e di partiti. Questa particolare prospettiva giustifica la dimensione strutturale e poetica della rassegna delle anime (versi 1324). perché ora non sento più la fatica come prima. ben lontana dal voler "glorificare talune illustri casate toscane". seguendolo nella spedizione in Italia contro Manfredi e ricevendo in feudo alcune località dell'Abruzzo.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio E io gli dissi: « Sìgnore. Prima che tu giunga sulla vetta.52 . celebrò nei suoi versi. rifugiarsi alla corte di Raimondo Berlinghieri. in Provenza.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. il sole. in cui è venuto meno ogni senso di ordine e di giustizia: prepotenza di tiranni e di briganti. Virgilio. Fu il più famoso fra i trovatori italiani e Dante nel De Vulgari Eloquentia (I. XV. camminiamo più in fretta. e il poemetto Ensenhamen d'onor. nato da una famiglia di nobìltà campagnola all'inizio del '200. profilava "a poco a poco l'immagine di una società profondamente corrotta. Con questo tratto umanissimo il Poeta dissipa la durezza narrativa dei versi precedenti. che. il Compianto per la morte di ser Blacatz.virgilio. Quella che appare è l'anima di Sordello da Goito (nel Mantovano). ad altre non chiare vicende. signore di Verona. Morì intorno al 1270. il che non è vero o è un effetto tutto psicologico dell'idea di veder Beatrice" (Porena).htm (4 di 9)08/12/2005 9. smania di dominio e di ricchezza che acquisce fino al delitto le rivalità familiari.19. che ora già si nasconde dietro la costa del monte. incentrando nella sua figura quello slancio d'ascesa che si manifesterà come desiderio di ordine morale e come forza di missione profetica nell'episodio di Sordello.

Il Croce ha definito Sordello il Farinata del Purgatorio. Ci avviammo verso di lei: o anima lombarda. fu così pronta a far festa al suo concittadino. Ahi. che è oratoria retta da sostenutezza sentimentale ed espressiva" (Malagoli). uomo di corte e pur ardito giudice di re e principi" (Mattalia). io sono Sordello. errabondo di corte in corte. A buon diritto perciò. ma luogo di turpitudine! Quell'anima nobile lì. nave senza pilota nel mezzo d'una immane tempesta. la sua figura in questo canto può offrire l'occasione di criticare il disordine politico del mondo e nel canto successivo la sua voce può indicare e giudicare i potenti della terra. e si abbracciavano l'un l'altro. quell'ombra. albergo di dolori. ed essa non rispose alla sua domanda.. http://xoomer. animando esteriormente il suo dramma. la poesia di Sordello si scioglie in un impeto di calore affettivo. si levò dal luogo dove stava prima protendendosi verso di lui. non più signora di popoli. avvertendo che la vita del personaggio procede tutta da una concentrazione spirituale. ma ci lasciava avanzare. Per questo il moto espressivo ha una caratteristica apertura. dicendo: « O mantovano.htm (5 di 9)08/12/2005 9. poeta ed esule. isolata dalle altre anime della "valletta fiorita". qui è una solennità pacata che irradia una luce la quale ha in sé una forza nascosta d'attrazione. Soltanto Virgilio le si avvicinò. Tutta la critica romantica ha visto in Sordello la figura stessa dell'Alighieri. ed entro questo tono il canto si sviluppa nell'invettiva all'Italia.ma chiese notizie sulla nostra patria e sulla nostra condizione. il quale è il termine di quella sua chiusa interiorità che l'ha fatta maestosa.virgilio.. tutta solitaria e raccolta in se stessa.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. la quale. Ma se grande fu la simpatia "che Dante. come te ne stavi altera e sdegnosa e com'eri dignitosa e grave nel muovere i tuoi occhi! Essa non ci diceva nulla. cercando nell'atteggiamento e nel gesto del trovatore mantovano l'atteggiamento e il gesto del Poeta fiorentino.19. accrescendone la solennità. solo al sentire il dolce suono del nome della sua terra. protagonista di una fortunosa vicenda biografica. e mentre la mia dolce guida cominciava a dire: « Mantova .. ». nel purgatorio. pregandola che ci indicasse la strada migliore per salire. evidenziare i punti di contatto non significa dimenticare la sapientissima costruzione poetica della sua figura. come ti stavi altera e disdegnosa). chiude nell'intimo questa immagine statuaria "più sbozzata forse che accuratamente scolpita" (Novati) e che rivelerà la sua violenza nel gesto improvviso.52 .si legano con la solitudine e il silenzio di Sordello. schiava Italia. seguendoci solo con lo sguardo attento come un leone quando si riposa.. della tua stessa terra! ». da una tensione (o anima lombarda. ma "in Farinata non c'è raccoglimento bensì un imporsi per mezzo di sentimenti umani violenti. e un proceder per spigoli del discorso e un intervallar frequente di pause.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio del mondo cavalleresco. dovette sentire per questo poeta. puntualizzando la stessa imponenza fisica e la stessa grandezza morale e politica. ardente di amor di patria. La solitudine e il silenzio del paesaggio al tramonto secondo l'osservazione del Momigliano .

corre sul binario-motivo del disordine generale dovuto alla carenza dell'autorità imperiale. e quelli che sono chiusi entro le mura e il fossato (d'una stessa città) si dilaniano l'un l'altro. 5) la nave è figura della comunità. mentre in Italia ogni comunità civile si è sfaldata.htm (6 di 9)08/12/2005 9.19. invocazione di Dio. L'aggettivo serva richiama molteplici passi della Monarchia. uniti dal vincolo dell'amor di patria anche nell'oltretomba. apportatrice di confusione. intorno cominciando dalle coste del mare che ti circonda.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. ma prima fra tutte le province. mentre in una glossa del COrpus luris Civilis (la famosa raccolta di leggi fatta fare da Giustiniano) l'Italia viene chiamata "non provincia sed dornina provinciarum. le distanze. e vedi se ti riesce di trovare una regione sola che goda pace. in cui un potere supremo unifica le funzioni e le suddivisioni dei singoli. non nazionale. socialmente e politicamente. pesando sulla giusta bilancia il bene e il male. apostrofe all'imperatore tedesco distratto. che per questo riprende e inquadra in una prospettiva più ampia il motivo politico del VI canto dell'Inferno. A Farinata Dante. per il convegno di Empoli. al di sopra di ogni distinzione e considerazione. come amarono vedere gli interpreti dell'Ottocento: la requisitoria di Dante.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio mentre ora dentro i tuoi confini non sanno stare senza guerra i tuoi abitanti. E dall'indicazione delle cause generali (carenza dell'autorità imperiale degradazione. dove il concetto di servitù. effetto ultimo e più grave del disordine politico che dilaga nella penisola. che solo conosce le ragioni e i fini del disordine politico e sociale che permette (versi 118-126).52 . esempio quintessenziale di feroce lacerazione e di instabilità politica. ha perdonato in parte Montaperti. nel campo politico. Già nel Convivio (IV. Dopo il primo furore biblico. che secondo il Gentile si svolge in quattro motivi: "apostrofe all'Italia lacerata dalle fazioni. Altro e diretto punto di raccordo col VI dell'Inferno" (Mattalia). negligente del suo divino mandato (versi 97-117). immemore. ma non ha forse dimenticato di esserne stato accolto col moto sopraccillare di nobilesco disdegno proprio di chi ama segnare. espressioni di pacata dolcezza e immagini di aspra violenza contraddistinguono la prima parte dell'invettiva. http://xoomer. esemplificando.virgilio. alla mancanza di leggi. Guardati. nel campo morale. dimentica delle sacre leggi pacificatrici dell'Impero (versi 76-96). fino a concludersi con l'amaro-sardonico elogio dì Firenze. è legato al peccato. Termini pregnanti di significato politico o giuridico e metafore di larga analogia. infelice. Si può osservare che l'esempio offerto da Virgilio e Sordello è di amor patrio regionale o municipale. come elemento primo e assoluto di fusione o di conciliazione o di caldi incontri. in effetti. Balza evidente da questa requisitoria "la idea e il sentimento di patria. IV. lo sguardo del Poeta ritorna al gruppo di Virgilio e di Sordello. e osserva poi il tuo territorio interno. essendo veramente libero solo chi vive secondo la legge morale e politica. A che è servito che Giustiniano ti abbia aggiustato il freno del vivere civile (con le leggi) se ora non hai in sella l'imperatore (che fa osservare le leggi)? Senza questo freno oggi la tua vergogna sarebbe minore (perché un popolo senza leggi non è colpevole della sua anarchia). invettiva ferocemente sarcastica contro Firenze: la grande inferma (versi 127-151)". estesosi fino ad alterare e dissociare le fibre delle collettività comunali. dello Stato. (dramma di Firenze). non semplice provincia. del magistero spirituale della Chiesa) la spietata e dura diagnosi procede.

che ha violato l'ordine esplicito di Cristo (Matteo XXII. O Alberto d'Asburgo. e costituendolo fondamento di ogni vivere civile. il cui successore fu Arrigo VII. e poni rimedio alla sua rovina. come un tempo il padre Rodolfo I. e questi pieni di timore! Vieni. cioè alla efficiente ricostituzione dell'impero. che dovresti dedicarti solo a opere di pietà. Quello. e sia una punizione inaudita e chiara.52 . da quando hai preso in mano la sua briglia. e tale che il tuo successore ne concepisca timore! Perché tu e il padre tuo. fosse devastata. Lo quale cavallo come vada sanza lo cavalcatore per lo campo assai è manifesto.virgilio.htm (7 di 9)08/12/2005 9. e spezialmente ne la misera Italia. gente di Chiesa. 36). mentre dovresti inforcare i suoi arcioni. 10). figlio primogenito di Alberto (giugno 1307) e con la morte dello stesso Alberto (ucciso nel giugno 1308). riordinando il diritto romano nel suo Corpus Iuris (base di tutta la dottrina giuridica del medioevo). che sanza mezzo alcuno a la sua governazione è rimasa!" (Convivio IV.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. il giardino dell'impero. Giovanni XVIII. Su di loro il Poeta invoca la vendetta divina che. essendo la prima. vieni a vedere le umiliazioni e le dìfficoltà della tua nobiltà. eliminando ogni odio e divisione e aiutando l'uomo ad esplicare le sue virtù. avete tollerato che l'Italia. Vieni a vedere. La missione che Dante si è proposto è una missione di salvezza spirituale e insieme di salvezza terrena. Alberto I d'Asburgo fu imperatore dal 1298 al 1308 e assorbito. Giustiniano (imperatore d'Oriente dal 527 al 565). però. e vedrai Santafiora come è tranquilla! Vieni a vedere la tua Roma che piange nella sua solitudine e vedovanza. può garantire all'umanità la pace e la giustizia di cui essa ha bisogno al fine di conseguire la felicità temporale: questa. IX. legata alla seconda. o uomo crudele. i Montecchi e i Cappelletti. osserva come questa cavalla è diventata ribelle per il fatto che non è guidata e domata dagli speroni dell'imperatore. si sarebbe abbattuta con la morte precoce di Rodolfo. nell'interpretazione della maggior parte dei commentatori. aveva voluto essere "lo cavalcatore de la umana volontade. dalle preoccupazioni del regno tedesco. solo. i Monaldi e i Filippeschi: quelli ormai vinti. 21. nel suo pensiero. crea le premesse della felicità eterna.19. che. scenda dal cielo una giusta punizione sopra te e la tua stirpe. che ha concorso grandemente alla rovina dell'autorità imperiale è stato l'intervento in campo temporale della Chiesa. e lasciar sedere l'imperatore sulla sella (a esercitare l'autorità civile). che abbandoni a se stessa questa cavalla divenuta indomita e selvaggia.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Ahi. tutti presi dalla cupidigia degli interessi della Germania. e giorno e notte invoca: « 0 mio http://xoomer. o uomo senza interesse. se comprendi rettamente quello che Dio ti ha prescritto. trascurò la situazione politica italiana. sempre più complessa e caotica.

virgilio. e qualsiasi villano che diventa capo di una fazione assume di fronte all'impero atteggiamento di un Marcello (appartenente al partito pompeiano e console nel 50 a. il giardin dell'Europa." (Sapegno) Molti (in altre città) hanno in cuore il senso della giustizia. il Poeta si sforzasse di allontanare da sé ogni impulso di compassione e dì giustificazione. All'indignazione e al pathos sottentrano nuovamente l'ironia e il sarcasmo. perché mi abbandoni? ». invece il tuo popolo ha sempre la giustizia sulle labbra. fra le quali anche gli Aldobrandeschi. La degradazione dell'Italia è totale e trascina con sé anche.htm (8 di 9)08/12/2005 9. invece il tuo popolo senza essere chiamato risponde http://xoomer. vieni a cogliere la vergogna del discredito (che ti sei procurato con il tuo disinteresse). C. Non si sa se il Poeta indichi in questi versi famiglie della stessa città in lotta fra loro o famiglie ghibelline di città diverse. ma alla fine la pietà. se ciò mi è permesso. il secondo ormai incapace di dominare i signori delle diverse città. tuttavia. lungamente trattenuta. eppure lentamente si manifesta.19. Molti (altrove) rifiutano le cariche pubbliche. la cui immagine di desolazione e di abbandono richiama un versetto delle Lamentazioni di Geremia (I. signori di Santafiora. ma il partito imperiale e quello ante imperiale. Dante presenta in sintesi la situazione di colei che dovrebbe essere.it/brdeb/Dante/prosa/sestop. Secondo le ultime ricerche storiche.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio re. tutto questo in preparazione di qualche bene totalmente inaccessibile al nostro intelletto? Poiché le città d'Italia sono tutte piene di tiranni. come se. toccando di Firenze e accostandosi alla ragione più intima e segreta della sua pena... 1) sulla distruzione di Gerusalemme. il nome di Montecchi e di Cappelletti indicava nel '300 non le due famiglie veronesi nemiche. prevale e l'invettiva torna a risolversi in elegia. per non essere espresso sconsideratamente. la città imperiale. Roma. che ha già fatto scomparire. nella zona di Monte Amiata. Vieni a vedere come la gente d'Italia si vuol bene! e se non vi è alcun sentimento di pietà verso di noi che ti possa commuovere. a Orvieto. grazie al tuo popolo che s'ingegna per il tuo bene. tutte le famiglie che reggevano feudi imperiali (versi 109-110). ormai prossimi alla rovina. Mentre questa è la situazione nell'Italia settentrionale. in quanto culla della civiltà romana e sede della cattedra di Pietro. Tu Firenze mia. puoi proprio esser lieta di questa digressione che non ti sfiora. ferve la lotta fra i Monaldi guelfi e i Filippeschi ghibellini. nell'Italia centrale. fu acerrimo nemico di Cesare). il primo già battuto. di fronte all'incalzare dei Comuni. O Cristo che sulla terra fosti per noi crocifisso. ti chiedo: la tua giustizia si è rivolta altrove? Oppure nell'abisso della tua sapienza permetti.52 .

grìdando: « Io sono pronto ad accettare il grave peso delle cariche!» Ora rallegrati. che fecero le antiche leggi ed ebbero una civiltà tanto elevata. cariche e costumi e hai rinnovato (secondo il prevalere delle fazioni e il susseguirsi degli esili) i tuoi cittadini! E se ti ricordi bene e non sei completamente cieca. tu sei ricca.19.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sollecito. perché ne hai proprio motivo. e voltandosi e rivoltandosi sui fianchi. moneta. 2003 . tu sei saggia! I fatti dimostrano la verità che io affermo.htm (9 di 9)08/12/2005 9. che quello che escogiti in ottobre non giunge alla metà di novembre. in questi ultimi anni hai cambiato leggi. tu sei in pace. Quante volte.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.52 . cerca invano di fare schermo al suo dolore. riguardo a una ordinata vita civile fecero appena un insignificante tentativo in confronto di te che decidi provvedimenti tanto ingegnosi e fragili. ti scoprirai somigliante a quell'inferma che non riesce a trovare riposo nemmeno giacendo sulle piume. Atene e Sparta.it/brdeb/Dante/prosa/sestop.

è ancora ricco di quello slancio di affetto che. la dolente spiegazione di Virgilio (versi 22-36). secondo l'Anonimo Fiorentino). tutto preso ancora da quel sentimento di amore patrio.virgilio. velata di commozione.. ». non più sostenuto dal movimento passionale dell'invettiva. allorché lo sguardo del Poeta torna a posarsi sul fraterno gruppo di Sordello e Virgilio. non è. versi 73-75). riacquista una pacatezza di accenti. chi siete? » « Prima che le anime degne della salvezza (di salire a Dio: in quanto riscattate dalla morte di Cristo) fossero avviate a questo monte. per il momento.. la rassegna dei principi (versi 88-136).it/brdeb/Dante/prosa/settimop. o pregio eterno della regione mantovana dov'io nacqui. e disse: « Voi. così parve Sordello. Disse: « O gloria di tutti gli Italiani per mezzo del quale la nostra lingua (nostra perché ancora usata come strumento culturale) mostrò tutta la sua potenza espressiva. quale merito mio o quale grazia divina permette che io ti possa vedere? Se io sono degno di udire le tùe parole.htm (1 di 9)08/12/2005 9. secondo i motivi stilnovistìci. » In questo modo rispose allora la mia guida.20. e l'abbracciò là dove l'inferiore abbraccia chi gli è superiore ("dal petto in giù". La concitazione che aveva fatto vibrare nei toni dell'apostrofe e del sarcasmo la seconda parte del canto sesto si smorza improvvisamente. in queste prime terzine. quindi abbassò gli occhi. che è ancora vivo..Parafrasi PURGATORIO CANTO VII Dopo che le accoglienze cortesi e gioiose furono ripetute più volte. Come colui che vede improvvisamente dinanzi a sé una cosa che desta in lui stupore. che percorrerà. sia pure in forme più moderate. e per nessun'altra colpa fui escluso dal cielo che per non aver avuto la fede in Cristo. e non sa se credervi o no e dice: « E'. e chiese: « Ma voi. durante il quale però mai rivolge attenzione a Dante. anche se subentra un momento di riflessione (si trasse. la descrizione. mentre il ritmo del verso. anche il canto VII. Sordello si tirò indietro.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . e da quale cerchio ». L'atteggiamento di Sordello. lo ha spinto verso il suo concittadino (canto VI. Sono Virgilio. chi siete? »). http://xoomer.09 . della "valletta fiorita" (versi 73-81). non accorgendosi. interrompendo la sua immobilità. e tornò in atteggiamento umile verso Virgilio.. che preannunzia i tre momenti successivi. dimmi se vieni dall'inferno. io morii e fui sepolto per ordine di Ottaviano.

E' un richiamo continuo di motivi in uno svolgimento per gradi e con vario intreccio che dimostra la validità di questo giudizio del Momigliano: nel Purgatorio "la costruzione non è più soltanto sorretta da motivi http://xoomer. attraverso le parole di Sordello che poetò in provenzale (o gloria de' Latin. dove i lamenti delle anime non risuonano con acute grida.. nato dalla mesta meditazione intorno al corpo lontano.09 . bensì sapienziale: tutto ciò che poteva essere espresso dal latino precristiano. non sfugge l'ampliarsi di dimensioni della figura di Virgilio. essenti: con il battesimo) dalla macchia del peccato originale (dall'umana colpa). là mi trovo con coloro che non si rivestirono delle tre sante virtù (quelle teologali). il «potere» della lingua latina. cioè dalla lingua che Dante ritiene. fu da Virgilio espresso.. Giusta glorificazione nel momento in cui Virgilio affida se stesso e il suo discepolo alla guida di Sordello. Ma se tu conosci il cammino e ti è permesso indicarlo. Nell'inferno vi è un luogo non rattristato da tormenti veri e propri. relativamente perfetta. che. senza commettere alcuna colpa vera e propria. Tuttavia essa si sviluppa in profonda unità con le parole pronunciate dal poeta latino nel terzo canto (versi 40-44). e si era chiuso nella visione della nobile e dolorosa comunione degli « spiriti magni » esclusa dalla superiore comunione della rivelazione cristiana. ma conobbero e praticarono tutte le altre (le virtù cardinali). Non per aver commesso qualche colpa. si era trasformato nel rimpianto per l'eterna condanna di tutto il suo mondo.20.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. bensì alla intensità qualitativa: Virgilio ha detto le cose più alte che era possibile dire nell'ordine naturale(Montanari).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Tessuta di eloquenza e vagamente retorica appare l'espressione con la quale Sordello si rivolge a Virgilio.. allorché si assumerà il compito di indicare e giudicare i principi. e di qual chiostra). ma per non aver avuto la vera fede ho perduto la possibilità di vedere Dio che tu desideri contemplare e che da me fu conosciuto troppo tardi (dopo la morte). e vengo assistito da questa.htm (2 di 9)08/12/2005 9. Ad una lettura attenta a cogliere il significato di cui Dante arricchisce le zone di passaggio fra momenti poetici particolarmente importanti. Virgilio ripete intorno al limbo. in Virgilio non è certo un « potere » soltanto retorico.. donaci qualche spiegazione per cui possiamo più celermente giungere là dove ha veramente inizio il purgatorio ». ma solo con sospiri. ma solo dalle tenebre. ma in accordo con la dignità e alterezza che ne avevano caratterizzato l'apparizione e che ne sorreggeranno la figura. nell'ordine naturale. Là io sono confinato insieme ai bambini innocenti sorpresi dalla morte prima d'essere lavati (che fosser. Il « tutto » evidentemente non si riferisce alla estensione quantitativa. quanto aveva già detto a Dante nell'Inferno (canto IV. a chiusura di un momento di profondo turbamento. 33-42): la lunga digressione non è giustificata da alcun motivo didascalico. né era richiesta dalla breve domanda di Sordello (dimmi se vien d'inferno.virgilio. Virgilio gli rispose: « Passando attraverso tutti i cerchi del mondo della dannazione sono giunto in purgatorio: una forza celeste mi ha mosso. per cui mostrò ciò che potea la lingua nostra): "Dove a chi ripensi a quanto Dante aveva già scritto nel Convivio sulla dignità del volgare come lingua capace di esprimere qualsiasi più alto concetto.

oppure non salirebbe per il fatto di non aver in sé la forza necessaria ? » E il nobile Sordello tracciò col dito una linea in terra. oltrepassare la porta del vero purgatorio. ma anche da motivi di sentimento e da un'insolita continuità di azioni. indicano probabilmente che tutte le anime dell'antipurgatorio possono salire lungo le prime balze del monte senza. accettando la notizia di un antico commentatore. a causa della sua relazione con Cunizza. si chiude in una dolente elegia fatta di insistenti richiami al castello degli spiriti grandi. logici. facendolo poi rientrare nella valletta. Secondo il D'Ancona Dante isola Sordello intendendo in tal modo "separare e distinguere il fiero mantovano dai suoi consorti.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. e con gioia le conoscerai ».htm (3 di 9)08/12/2005 9. al quale Dante consacrerà la seconda esaltazione nell'incontro con Stazio. Rispose: « Non ci è imposto di stare in un luogo fisso. secondo la quale Sordello fu fatto uccidere da Ezzelino da Romano. presentandolo lontano dal gruppo dei negligenti e altrettanto isolato rispetto alle anime della "valletta fiorita". protagonista dell'episodio che segue. per stati d'animo".. mi è permesso salire e girare intorno al monte. concettuali [come nell'Inferno]. perciò è opportuno pensare a trovare un luogo piacevole (bel soggiorno. qual giudice. dicendo: « Vedi? neppure questa linea varcheresti dopo il tramonto del sole. loco certo non c'è posto. di azioni e costumi principeschi". Dante pone Sordello fra coloro che si pentirono solo alla fine della vita. dove trascorrere il tempo notturno). Benvenuto da Imola. come in sua propria dimora. http://xoomer. non perché al salire sia d'impedimento nessun'altra cosa se non la tenebra notturna: questa togliendo la possibilità impaccia la volontà. diverse fra di loro per scenario e per stati d'animo". anche in vita. anche se deve essere scartata la posizione di alcuni critici che. Da questa parte a destra vi sono delle anime appartate: se non ti dispiace.virgilio. o meglio. da quelle del purgatorio e da quelle del paradiso terrestre. sorella di Ezzelino. naturalmente.. la figura del poeta latino. sarebbe impedito da qualche forza esterna. e non è possibile salire di notte.20. io ti condurrò presso di esse. Nella misura in cui il discepolo avanza nella purificazione e diminuiscono le possibilità di guida da parte di Virgilio. come ci è ricordato dalla storia. Virgilio rispose chiedendo: « Com'è questa legge? Colui che volesse salire di notte. bisognoso anch'egli di consiglio in un mondo che non conosce. verso 673). Le parole di Sordello. Però vedi come già il giorno declina. essendo esso "concepito prevalentemente per ambienti. non è problema di facile soluzione. Le quali sono costituite dalle scene dell'antipurgatorio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio geometrici. ti accompagnerò per farti da guida. che riecheggiano quelle pronunziate da un personaggio virgiliano nei campi Elisi (Eneide canto VI.09 . o perché principe anch'esso. o almeno quale frequentatore di corti. finché potrò salire. pongono il trovatore mantovano fra i morti violentemente. Determinare a quale schiera egli appartenga.

si ricordarono tardi della loro salvezza. E' la ripetizione di un insegnamento evangelico: "Camminate mentre avete luce . finché l'orizzonte chiude sotto di sé la luce del giorno.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. Regina » (verso 82). secondo il Mattalia). il fondo della valletta appariva smaltato di colori di un'intensità vivissima. con l'aspetto di uno che si meraviglia. di un colore. per diventare degni di vedere Cristo. innalzando le stesse preghiere della Chiesa militante. ed ivi attenderemo l'alba del nuovo giorno ». il Poeta opera un'improvvisa apertura . ma vi diffondeva un profumo sconosciuto e ineffabile composto di mille soavi odori. continuando lo stesso movimento d'ascesa iniziato sulla terra come Chiesa militante. in qualcosa di http://xoomer. come il meno è vinto dal più. che ci condusse alla parete laterale dell'avvallamento. perché chi cammina nel buio. com'è dei colori fondamentali o dei metalli o pietre o legni che.nel paesaggio aspro e difficile delle falde del monte . collocati in quella valletta sarebbero stati vinti nella purezza del colore da quell'erba e da quei fiori. C'era un sentiero obliquo né ripido né piano. unita alla soavità di mille odori. quasi primeva.. La Chiesa penitente compie la sua purificazione seguendo gli stessi riti. danno il maximum".Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Certamente durante la notte. Ci eravamo di poco allontanati di lì. allo stesso modo che i valloni incavano i fianchi dei monti sulla terra. troppo occupati da interessi terreni. essendo le immagini della luce e della tenebra continuamente ricorrenti nella liturgia. il riflesso del legno levigato e terso. non è possibile progredire nella via della purificazione. La natura colà non solo aveva sparso i suoi colori. quand'io mi accorsi che il monte era incavato. Descrivendo il luogo in cui si trovano i principi che. ma.htm (4 di 9)08/12/2005 9.. A questo punto la mia guida. Sordello disse: « Andremo là dove la costa si avvalla. se viene presentata attraverso una precisa enumerazione.09 .su una natura dolcestilnovistica. e il verde vivo dello smeraldo nel momento in cui si spezza.20. Il colore dell'oro e dell'argento puro. il rosso della porpora e il bianco della biacca. in un punto dove il suo orlo si abbassa di più della metà (dell'altezza che esso ha nella parte superiore). 35). la preghiera che i fedeli innalzano a Maria dopo i vespri ad invocare il suo aiuto nei dolori della vita. si potrebbe scendere in basso e vagare camminando intorno alla costa del monte ». non sa dove va" (Giovanni XII. la terzina costituisce anche un richiamo al tema liturgico che il Poeta approfondirà nel canto della « Salve. vergine. che sembra limitare rigidamente quella visione. nella quale la raffinatezza fastosa dei colori ("nell'aria della sera incipiente. il turchino dell'indaco.virgilio. si stempera infine. disse: « Guidaci dunque al luogo ove affermi che possiamo trovare una dimora piacevole ». . Significato totalmente allegorico riveste il divieto di salire il monte dopo il tramonto del sole: senza la luce della grazia divina (il sole).

ma presto appassono e secconsi. che un antico commentatore. le dignità.virgilio. come quegli dilettono el senso. l'uguaglianza fra i nudi spiriti è violata e rotta in favore dei reggitori d'uomini e di terre. segregati dagli altri negligenti in una insenatura della costa: privilegio che è insieme ossequio ed ammonimento. quando fosse.20. quelle della "valletta fiorita" devono ancora lottare contro di essa (canto VIII.). alle rinnovate insidie del nemico. La prospettiva in cui va considerata la "valletta". si accende di tutto il lume della prima sfera. i principi. cosi spiega: "né è sanza cagione che tal valle sia vestita di verdissime erbe e di fiori bellissimi all'aspetto e suavissimi all'odore. del castello degli « spiriti magni » del limbo (non a caso Dante lo ha ricordato poco prima attraverso le parole di Virgilio). Medesimamente. Regina » è il canto dell'esilio. nel loro orgoglio. della coscienza del limite ad essa posto. per questo "i tiranni son posti a bollire nel lago di bollor vermiglio. Mentre però le anime degli altri negligenti sono ormai libere da ogni tentazione. tanto più gravemente erano impegnate tutte le virtù e tutta la forza del loro animo per conseguire la giustizia e la pace. la quale racchiude. splende ancora sul loro capo un raggio di sovrana dignità.09 . Anche nella luce del paradiso. nascondendoli alla vista. che sottolinea la vanità http://xoomer. Il Poeta. nel quale l'anima sembra smarrirsi. considerandoli anzi ministri della divina potenza. infatti. di purgazione o di gloria. come esaltazione dell'umana virtù intensamente spiegata nel mondo.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. bastava nel giudizio di Dante a sollevarli sopra il volgo degli uomini. vuota ma aspettante chi l'occupi: un gran seggio. nel creare la "valletta fiorita". ma in questo far uscire il divino dal terreno in una poesia splendida Dante è guidato da un senso di misura che modera i colori.). e che è riserbato all'alto Arrigo. Ma l'ufficio ad essi commesso. nell'empireo.. v'ha una sedia trionfale. ma mancante. gli stati e le signorie sono simili all'erbe e ai fiori. anche quando pare che li accentui" (Malagoli). su un piano di maggiore spiritualizzazione. Con questo sentimento ricco e luminoso della natura Dante giunge alla "rappresentazione del soprannaturale attraverso la dilatazione della rappresentazione degli elementi umani. versi 679 sgg. in tutto o in parte. il Landino. ma presto passa". che gli altri invece ormai non paventano"(D'Ancona). Più su. ha presente il passo virgiliano in cui si descrive nel mondo dell'oltretomha l'Eliso (Eneide canto VI. dacché Arrigo d'Inghilterra potrebbe stare dove abbiam visto Belacqua. era il compito di questi potenti in terra. la luce più bella è quella del re Salomone. che vedeva il potere di quei re e di quei principi provenire direttamente da Dio. ov'è su posta la corona imperiale. gran regi staranno poi nell'inferno come porci in brago. qui nel purgatorio. della gloria terrena nel diritto e nelle armi. che Sordello stando sul balzo sottopone al suo severo giudizio. così tale stato arreca gran dilettazione agli uomini ne' quali può più la sensualità che la ragione. è temperato dal sottostare. Dante isola dalle altre le anime dei re e dei principi della terra in omaggio al concetto medievale di autorità.htm (5 di 9)08/12/2005 9. non può prescindere perciò dal sentimento d'umiltà (il canto stesso della « Salve. e della celeste: e così pure nella spera del sole. a sottoporli alle lusinghe della vita: "Il previlegio di esser posti in disparte dal volgo. una sola. versi 22 sgg. e sopra quello di Giustiniano si addua un doppio lume. sicché nella seconda vita. e il re di Boemia non lungi dal Buonconte" (D'Ancona). essi soli. lo spirito della gran Gostanza imperatrice.. rettamente esercitato. nell'un caso e nell'altro. perché gli onori. imperò che. che continua. ma egli le conferisce anche un significato allegorico. la terra è trasportata in cielo. Quanto più alto.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio incognito e indistinto. anche nel mondo penitenziaIe. La "valletta fiorita" è la trasposizione nel purgatorio. e molti che si tengono.

« Da questo balzo voi potrete osservare l'atteggiamento e l'aspetto di tutti questi spiriti. « Prima che tramonti ormai il poco sole rimasto.isolate dalle altre in omaggio ad un costume di pensiero e di vita terreno . anche se l'imperatore Rodolfo conserva la sua dignità su tutti e Guglielmo chiude la rassegna perché inferiore a tutti gli altri per potenza. per cui. in quanto direttamente legata alla realtà. severo e.htm (6 di 9)08/12/2005 9. presenta. Regina ».virgilio. ma la vita di interi popoli.. La rassegna dei principi.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio del mondo.). In loro. Tuttavia. contrapponendo ai beni terreni la visione dei futuri beni celesti) : ne è anzi l'elogio più determinato.nella solitudine e nel raccoglimento acquistano una consapevolezza più intensa del male commesso.. non può diventare oggetto di trasfigurazione nella fantasia del Poeta. si smorzano sullo sfondo di una religiosa elevazione balenante come un mistico contrappunto a tutta la scena" (Grabher). tensione. "tutti s'accordano nel severo senso della propria missione e sono congiunti da una fraternità spirituale che . in qualche punto.nel canto religioso (verso 82) e negli occhi volti verso il Cielo . la terra ha una presenza continua nel rimorso di una missione universale non compiuta. che da alcuni critici è stata considerata uno scadimento nella cronaca. provenendo da anime che . più che nelle altre anime dell'antipurgatorio. che.). Sul verde e sui fiori da lì vidi anime che sedevano cantando « Salve. profeticamente impegnato. Povera di rilievo nei singoli particolari.. versi 76 sgg. notiamo tuttavia qualche tocco che illumina qua e là un tratto fisico o spirituale . meglio che giù nella valle mescolandovi a loro.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. mentre in parte riecheggiano quelle dell'apostrofe all'Italia (canto VI. http://xoomer.09 . pungente bilancio del bene e del male" (Mattalia). e benché sia evidente nel Poeta lo sforzo di conservare il tono solenne. nonché l'alto clima morale in cui è sentita la missione dei principi e sono guardati i mali derivanti dalla loro negligenza o inettitudine. Tra non poche e talora complesse allusioni storiche.. le quali a causa dell'avvallamento non apparivano dal di fuori. non vogliate che io vi porti in mezzo a costoro » cominciò il mantovano Sordello che ci aveva condotti fin là. per l'aura pensosa che aleggia su tante ombre fraternamente assorte tra gravi cure della terra e desiderio del Cielo: in un clima di passioni che.20. il valore significante di questo episodio è nella sua spiritualità profonda. dell'invettiva all'Italia. questa rassegna ha tuttavia una sua vita per la suggestiva cornice della valletta. ma atto di giustizia.e notiamo osservazioni piene di verità umana (versi 121 sgg. che non è "esaltazione. che ha coinvolto non solo la loro persona.) . si avverte una diminuita. Colui che siede sovrastando gli altri principi e mostra nel suo atteggiamento d'aver trascurato il proprio dovere (di scendere in Italia).si manifesta pure come elevazione verso Dio: in una fusione di sentimenti in cui il Poeta sembra vagheggiare quell'armonia di principi. secondo il D'Ancona.si ricordi soprattutto il dolente atteggiamento del padre e del suocero di Filippo il Bello (versi 103 sgg. che invano sognava di veder attuata in terra sotto il segno dell'Impero. e che non partecipa al canto come gli altri. una "gran pagina di storia del mondo contemporaneo o di poco anteriore".

20. che nell'aspetto mostra di confortarlo. imperò che ebbe piccolo naso"(Buti). Combatté contro Pietro III di Aragona per il possesso della Sicilia. versi 37-51. di lui il Villani dice: "questo re Ridolfo fu di grande affare e magnanimo e pro' in arme e bene avventuroso in battaglie" (Cronaca VII.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio fu l'imperatore Rodolfo.. 151 sgg.). concludendo che questi versi sono stati scritti dopo il fallimento della sua impresa. Quel Nasetto è Filippo III l'Ardito. L'altro vedete è Enrico il Grasso. vive completamente immerso nella lussuria e nell'ozio. Sono il padre e il suocero del disonore di Francia (Filippo il Bello) : conoscono la sua vita piena di vizi e vergognosa. Il figlio Venceslao IV regnò fino al 1305 e fu "dappoco uomo. mentre la maggior parte dei critici vi vede un riferimento alla discesa in Italia di Arrìgo VII.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. di cui fu acerrimo nemico. che Dante ha già colpito col suo biasimo nel canto precedente (versi 103-105) insieme al figlio Alberto. verso 87) e sul quale altre volte si abbatterà il suo biasimo (Purgatorio XX. Paradiso XIX. mori nel 1278 combattendo contro Rodolfo. 118 sgg. e venendo per quelle montagne di Raona. eletto re di Boemia nel 1253. fu re nella terra (la Boemia) dove nascono le acque che la Moldava porta all'Elba. cioè dopo il 1310. il quale poteva sanare le piaghe che hanno distrutto l'Italia. Ottocaro Il. "sbigottito. cosicché troppo tardi per opera di un altro si tenterà di farla risorgere. tre gigli d'oro in campo azzurro). e fin da bambino superò di gran lunga suo figlio Venceslao che ora. Rodolfo d'Asburgo. che Dante già colpì nell'Inferno (canto XIX. mentre il Poeta vi fa riferimento con fiducia e con speranza nel canto XXXIII del Purgatorio. Il primo fu padre.09 . osservate là come si batte il petto! Guardate invece l'altro che ha appoggiato la guancia sulla palma della mano. il quale ritiene che il verso 96 alluda in modo indeterminato ai successori. nell'età virile. Quell'altro. che fu re di Francia dal 1270 al 1285 (quando morì a Perpignano) e fu "nasello. sospirando malinconicamente. che regnò sulla Navarra dal 1270 al 1274. 85 sgg. E' nel giusto il Sapegno. che sembra in segreto colloquio con quell'altro che ha un aspetto così mite. dopo la sconfitta della sua flotta ad opera dell'ammiraglio Ruggero di Lauria. quasi come rotto si partì. E quello dal piccolissimo naso. XXXII. e. per dolore e per affanno morì"(Anonimo Fiorentino). 55). La sua trascuratezza di fronte alla situazione italiana renderà vano ogni sforzo dei suoi successori per risanarla. vile e rimesso" (Anonimo Fiorentino). morì fuggendo e facendo sfiorire nel disonore il giglio (insegna della casa reale di Francia erano. mentre ora ne conforta l'austero dolore. il secondo suocero di Filippo IV il Bello. http://xoomer.. fu imperatore dal 1273 al 1291. e l'Elba al mare: si chiamò Ottocaro. infatti. e da qui nasce il dolore che così profondamente li trafigge.htm (7 di 9)08/12/2005 9.virgilio.

Dante vuole rivolgere le sue parole in torno ai discendenti degeneri non solo a Pietro III. quanto questo. lo è nei confronti di Pietro d'Aragona. che successe al padre nel 1285 nel regno d'Aragona. che è inferiore al padre. affinché la si riconosca derivata da Lui (da lui: e non ricevuta per eredità). e questo è voluto da Dio che la dà. il retaggio della virtù si sarebbe egregiamente trasmesso di padre in figlio. mentre questo non si può affermare degli altri eredi: Giacomo e Federigo hanno ora i regni. re di Sicilia dal 1286 e.20. il Villani nella sua Cronaca VII. non meno che all'altro che canta con lui. il Nasuto. fu re di Napoli dopo il 1266. ultimogenito di Pietro III. re di Aragona dal 1291. cioè la virtù). ma più giustamente altri commentatori ritengono che qui Dante alluda a Pietro. entrambi dimentichi. il quale morì giovanissimo prima del padre. e se gli fosse successo nel regno il giovinetto che qui siede dietro a lui.htm (8 di 9)08/12/2005 9. Osservate invece là come siede appartato il re dalla vita semplice. "Io quale lo bello e membruto de soa persona. cantando. mentre Alfonso divenne effettivamente re. dopo la morte di Alfonso.09 . ma anche a Carlo d'Angiò. che divenne re di Sicilia nel 1296. in questo luogo di penitenza. lo salva perché morì cristianamente (cfr. Pietro. Enrico d'Inghilterra: egli ha nei suoi discendenti un esito migliore. detto lo Zoppo. quanto Costanza (vedova di Pietro III d'Aragona) ha motivo di vantarsi ancora di suo marito più di quanto abbiano motivo di vantarsi del loro Beatrice di Provenza e Margherita di Borgogna (prima e seconda moglie di Carlo I d'Angiò). 95). fu rivestito e ornato da ogni virtù. e savio e virtuoso" (Lana). Combatté a causa della Sicilia contro Carlo I d'Angiò. per la quale degenerazione la Puglia e la Provenza già si dolgono. 67-69). e nonostante Dante condanni la sua politica (Paradiso VIII. Anche a Carlo d'Angiò. ma nessuno dei due ha preso il meglio dell'eredità paterna (del retaggio miglior. re dal 1276 al 1285. e all'altro figlio Federigo Il. figlio del re di Francia Luigi VIII. sono dirette le mie parole. lasciando una triste fama. Carlo I d'Angiò. Lo giovanetto sarebbe secondo alcuni Alfonso III. perché la Puglia (il regno di Napoli) e la Provenza si dolgono per il malgoverno del figlio Carlo II. Morì nel 1285. delle discordie del mondo. 73-75) e lo accusi dell'uccisione di Corradino di Svevia e del supposto assassinio di San Tommaso (Purgatorio XX. per meriti. La pianta (cioè il figlio Carlo II) è tanto inferiore al suo seme (cioè al padre Carlo I).virgilio. Quel che par sì membruto è Pietro III d'Aragona. http://xoomer. con il quale ora s'accorda.it/brdeb/Dante/prosa/settimop. Raramente la virtù dei padri ricompare nei figli.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Quello che appare così nerboruto e che canta in perfetto accordo con l'altro dal gran naso. Ora invece l'eredità di Pietro è in mano al figlio Giacomo Il.

marchese di Monferrato dal 1254 al 1292. 2003 . scatenando una lunga guerra che sparse la desolazione nelle regioni del Monferrato e del Canavese. Nel 1290 i cittadini di Alessandría. Il figlio Giovanni I. 90). chiudendolo in una gabbia di ferro. e di buona fè e di poco valore" secondo il Villani (Cronaca V.09 . dove rimase fino alla morte. per vendicarlo.20. istigati da quelli di Asti.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Arrigo III. assalì la città di Alessandria. detto Spadalunga. con lo sguardo rivolta verso il cielo.. Quello fra loro che sta seduto più in basso. » Guglielmo VII. è il marchese Guglielmo.it/brdeb/Dante/prosa/settimop.htm (9 di 9)08/12/2005 9. fu da Sordello accusato di viltà nel Compianto. avvenuta nel 1292. fu vicario imperiale e come capo dei Ghibellini combatté contro i Comuni guelfi.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. si ribellarono e lo fecero prigioniero. perché il figlio Edoardo I (re d'Inghilterra dal 1272 al 1307) fu "buono e valente re" (Villani . re d'Inghilterra. fu figlio di Giovanni Senzaterra. dove semplice può significare « sciocca » oppure « modesta». Uomo "semplice. Dante lo definisce re della semplice vita. Tuttavia fu più fortunato nei suoi discendenti. a causa del quale Alessandria e la sua guerra portano desolazione e pianto nel Monferrato e nel Canavese.Cronaca VIII.. come ritenevano gli antichi commentatori: il suo isolamento non sarebbe altro che un riflesso di quella sua semplice vita. morto nel 1272.virgilio. 4).

che predispone al raccoglimento e alla tenerezza degli affetti. ancora una volta. in situazioni diverse ma affini. mediante la sua costruzione per via di similitudini. e quella di Dante e delle anime che intonano il « Te lucis ante »: sono stati emotivi. ma è quale soggettivamente si qualifica per i naviganti in quanto ricordo. il giorno del pathos. che si tempera nella penitenza e si raffina nella preghiera" (Sapegno). quando io cominciai a non udire più la voce di Sordello e il canto dei principi e cominciai a fissare una delle anime che.htm (1 di 8)08/12/2005 9.Parafrasi PURGATORIO CANTO VIII Era ormai l'ora (l'ultima della sera) che fa tornare un senso di nostalgia nel cuore dei naviganti e ne riempie l'animo di commozione ricordando il giorno nel quale hanno detto addio alle persone care. levatasi in piedi. dove il richiamo immediato. che si placa nella certezza di un soccorso trascendente.20. su cui indugia il cuore che vorrebbe e ancor non sa staccarsi appieno dalle cose della terra. Quasi a creare l'atmosfera affettiva degli incontri che caratterizzeranno il canto. Sta per compiersi la prima giornata del pellegrino nel secondo regno. ma anche le anime della "valletta fiorita". che fa affiorare e prendere contorno l'immagine della partenza. che hanno fatto definire questa. era l'ora che fa sentire più struggente l'amore al pellegrino che ha appena abbandonato la sua terra. che lo Eliot giudica "chiare immagini visive". corale.virgilio. alla figura del viandante. perseguita fin qui come oggetto di rappresentazione. all'incontro con Sordello. dei penitenti.19 . nel quale la musicalità del ritmo.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . mentre ode il suono lontano d'una campana che sembra piangere il giorno che muore. riporta la situazione. della commozione (Fergusson) : dal canto solitario di Casella e da quello. arricchita via via da profondi motivi consolatori. è inquieta nostalgia di pace e di felicità. con gli affetti immediati che sommuove. perché è "dolcezza e tristezza di ricordi. che sorgono in rapporto all'ora della sera. preannunciata dalla nitida aurora. L'esordio illumina subito la struttura poetica del canto. Così il giorno del distacco dai propri cari non è « giorno » come spazio temporale (lo stesso giorno). il sentimento in Dante vuole tradursi in concreto dato sensibile. chiedeva con un cenno della mano che tutte l'ascoltassero. che riassume nell'evidenza facile di quelle due rappresentazioni la meditazione morale del canto e il suo inquieto svolgimento. C'è infatti un perfetto parallelismo tra la situazione psicologica del marinaio e del pellegrino. dà pienezza perfetta e congruente alla rappresentazione del momento lirico. in segni visibili. primo giorno. nella serena presenza della natura. anche se. la rappresentazione si apre con un preludio di toccante malinconia. recuperando la dimensione soggettiva. ai discorsi di Virgilio sul limite della ragione e sul valore della preghiera. è timore di oscure e malvagie insidie. L'intenso definirsi. Il giorno della partenza nota il Pagliaro http://xoomer. verso la figura del Poeta. riguarda sì Dante (e lo dimostrerà la profezia dell'esilio che chiuderà il canto). dello stato d'animo dell'esule. nella figura dei marinai e del pellegrino.

perché "è un'annegata nella brama di Dio. Essa congiunse ed elevò al cielo le mani.. Si apre una vera e propria officiatura liturgica attraverso il gesto ieratico di quell'anima volta verso oriente (secondo l'uso antico della preghiera cristiana). ciascuno con una spada fiammeggiante.virgilio. un invito a raccogliersi nella dolce tranquillità dei sentimenti familiari: al mutarsi del desiderio di arrivo in desiderio di ritorno. Uno degli angeli venne a posarsi poco più in alto di noi.. nello stesso ritmo spirituale. tronca e priva della punta. tratto fuori di sé. l'ultima delle ore canoniche (indicata dal suono della squilla): vi si invoca l'aiuto di Dio contro i sogni cattìvi e l'assalto del demonio durante la notte. E' lo spasimo verso la luce. poiché il velo (che copre il senso nascosto di quanto ora segue) è così sottile che certamente non ti costerà fatica il penetrarlo esattamente. senza soluzioni. poi tutte le altre anime dolcemente e con devozione la seguirono cantando tutto l'inno. l'armonia di quelle voci. per il peregrin il rintocco lontano di una campana è un richiamo alla solidarietà degli affetti.htm (2 di 8)08/12/2005 9. ma non lo è nella coscienza dei naviganti. percosse e agitate dal vento delle verdi ali. che continua.20. che mi rapì in estasi. il canto della « Salve. iniziando l'inno corale degli altri penitenti. qui aguzza bene gli occhi della tua intelligenza a ciò che veramente voglio sìgnificare. l'altro invece scese sulla sponda opposta (della http://xoomer. Finito il canto. tenendo gli occhi fissi alle sfere celesti. pallide ed umili. Dalle sue labbra l'inno «Te lucis ante» uscì con tale devota e modulata dolcezza.. e vidi uscire dall'alto del cielo e scendere in basso due angeli. nell'atteggiamento di chi dice a Dio: "Nient'altro mi preme".") è l'inno attribuito a Sant'Ambrogio e cantato durante « compieta ». in una umile e trepida attesa" (Donadoni). e il gesto di quell'anima e la compostezza degli oranti. è il terrore della notte che avanza. rivolgendo lo sguardo intento verso l'oriente.. corrisponde qui un intenerimento che penetra nel cuore come una fitta (punge). Regina ». che impera per cenni.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio può essere ormai lontano nel tempo.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. io vidi quella nobile schiera di anime guardare intensamente verso l'alto. Erano verdi come foglioline appena spuntate le vesti che essi portavano fluenti. come chi aspetta qualcosa. ma tutto è una fascinatrice armonia intorno a lui: l'ora e la luce dell'azzurro tramonto.19 . improvvisamente. « Te lucis ante terminum » ("Prima che finisca il giorno. come improvviso si era alzato il suono della squilla. L'uomo della terra ascolta. e il loro sguardo levato ai cieli. O lettore. poiché la suggestione dell'ora riesce ad annullare quella lontananza e a fare sì che esso torni a essere presente con tutta la commozione di quei saluti. Di quest'anima Dante non rivela né il nome né la dignità che ebbe nel mondo.

Bene il Signorelli. pallidi nell'aspettazione del miracolo ("si ricordi . e tutto gelido per la paura.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. ma.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio valletta).htm (3 di 8)08/12/2005 9. anche se solo la pittura del Beato Angelico avrebbe potuto ritrarre. Scorgevo distintamente la loro testa bionda. ma sono senza punta per dimostrare "che non con rigore di giustizia [Dio] condanna senza misericordia. mi guardai intorno.). che rende "vago" e "sfumato" questo momento poetico. come ogni facoltà sensitiva si confonde di fronte a un oggetto superiore alle sue capacità. compiendo tutta la sua purificazione. Infatti tali anime. muti. di grande vigore rappresentativo è quell'uscir dell'alto dei due angeli. traducendo i primi undici canti del Purgatorio nei monocromati affreschi della cattedrale di Orvieto. possenti nelle loro masse. a quello che siederà davanti alla porta del purgatorio (canto IX. nelle sue tinte lievi e smorzate. dal messo celeste che apre le porte della città di Dite all'angelo nocchiero. mi strinsi al fianco del mio fidato maestro.virgilio. Ma non giustificando questo solenne richiamo la facilità con cui quell'allegoria (la tentazione che la preghiera respinge invocando l'intervento divino) si può interpretare. la condizione di quelle creature che in terra hanno appena cominciato la loro penitenza e che quindi sono ancora soggette alla tentazione. la dolce luce del crepuscolo. è immagine di grande delicatezza.» L'invito che Dante rivolge al lettore è stato generalmente interpretato come un'esortazione a cogliere il significato emblematico dell'apparizione dei due angeli sulla sponda della "valletta" e del serpente che verrà vie via. Perciò io. che non sapevo da che parte (sarebbe venuto il serpente). Altri commentatori ritengono invece che i due angeli rappresentino le due supreme potestà in terra. le quali si abbattono fulmineamente. ha saputo ritrarre l'attimo di esaltazione energetica delle due creature angeliche. Poi Sordello soggiunse: « Ora scendiamo nella valle in mezzo alle grandi ombre. in modo che le anime furono racchiuse tra loro due. con quanta facilità le anime del Purgatorio impallidiscono per un'emozione: è la loro caratteristica: un'umbratile emotività"). non possono più temere di peccare. Il Donadoni nota con molta acutezza che gli angeli di Dante si confonderanno con l'uomo solo quando l'uomo si sarà innalzato fino ad essi. a causa del serpente che verrà da un momento all'altro. ma nel fulgore del volto l'occhio si smarriva. dove sta Maria» disse Sordello «per far la guardia alla valle. allegoricamente. versi 78 sgg. pieni di quell'austerità che contraddistingue le apparizioni degli angeli danteschi. né con misericordia senza giustizia". le due spade simboleggiano "la giustizia e la misericordia di Dio". e parleremo ad esse: http://xoomer. sull'acuminato piedistallo di due pinnacoli. la quale si figura verde". esse rappresentano. grandiosi nelle loro linee.20. già Pietro di Dante avvisava che essa celava una profondità maggiore di quanto potesse apparire ad una prima lettura.osserva il Mattalia dai canti precedenti. l'Impero e la Chiesa. il rosso che le affoca ricorda "l'ardore della carità con la quale sono menate". Se l'esercito di quei principi.19 . poiché la seconda cantica vuole essere l'esplicazione della vita dell'anima che inizia la sua ascesa. essendo salve. «Vengono entrambi dal cielo Empireo. Secondo l'Anonimo Fiorentino il verde degli abiti e delle penne degli angeli indica "la etternità della speranza. come sparvieri.

dove morì nel 1296. disse: « Per quella particolare gratitudine che tu devi a Dio che tiene così occulte le http://xoomer.). quando che fosse. La figura di Nino Visconti. canto XXXII. Dante vede in Nino. Nessuna affettuosa espressione di saluto fu risparmiata fra noi. rientrare. fra quanti vincoli stringono l'uomo all'uomo. quanta gioia provai quando vidi che non eri tra i dannati! Ugolino o Nino Visconti appartenne a una nobile famiglia guelfa di Pisa e fu nipote del conte Ugolino della Gherardesca (Inferno. facendo questo viaggio. In quel momento l'aria già si faceva buia. Fu bandito più volte da Pìsa. perché. e io andai verso di lui: o nobile giudice Nino. Sordello si volse a Virgilio e Nino Visconti a uno che stava seduto lì accanto. un fratello.htm (4 di 8)08/12/2005 9.. più che un amico. si apre nel sentimento dell'amicizia (che più di ogni altro sembra adeguarsi all'ambiente della seconda cantica. Ma anche la comune esperienza dell'esilio arricchisce questo incontro. Sordello e Nino si ritrassero come chi è colto da improvviso smarrimento. Poi.20. gridando: « Su. sebbene.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. finché riuscì ad impadronirsi della signoria della città con Ugolino (1285). Corrado! vieni a vedere quale mirabile cosa Dio volle per grazia speciale ». costretto all'esilio dopo la vittoria dell'arcivescovo Ruggieri. poi egli chiese: « Da quanto tempo sei giunto nell'antipurgatorio attraverso l'oceano? » « Oh! » gli risposi. essendo "anche Nino esule dalla patria senza colpa. io cerchi di guadagnare la vita eterna». e vidi un'ombra che guardava con insistenza verso di me. dove rientrò nel 1293. « sono giunto questa mattina attraverso l'inferno. Vinto. dove le passioni si sono estinte e sopravvivono gli affetti gentili e delicati) attraverso l'appassionata insistenza del bel salutar e l'affettuosa sollecitudine per la sorte dell'amico (versi 56-57). e mi trovai in basso. Credo di esser disceso soltanto di tre passi. che risponde alla prima manifestazione di gioia di Dante (versi 53-54). ma non tanto che a breve distanza non lasciasse scorgere chiaramente ciò che prima rendeva invìsibile. anche Nino non mai disperato di potervi. rivolto a me. versi 125 sgg. era poi morto esule. come se mi volesse riconoscere. dal destino. e sono ancora vivo.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sarà loro assai gradito vedervi». Egli si portò verso di me. prima ancora di rivelare la sua complessa ricchezza di motivi psicologici.19 . Si ritirò infine nel giudicato di Gallura. niuno ve ne ha di più saldo di quello costituito da sventure virilmente patite per comuni ideali" (Steiner). non domato. Dante ebbe forse occasione di conoscerlo fra il 1288 e il 1293. in Sardegna. fece parte di molte leghe guelfe contro la sua città. All'udire la mia risposta. quando Nino Visconti fu spesso a Firenze..

dopo essere stato scacciato dalla città nel 1302.virgilio. un senso di pietà anche per lei mutevole. Beatrice. l'intensità della preghiera corale. Giovanna. Dal suo esempio facilmente si comprende quanto poco duri in una donna il fuoco dell'amore. come l'avrebbe reso il gallo di Gallura ». dopo che passò a seconde nozze (trasmutò le bianche bende: le vedove portavano veli bianchi su vesti nere). l'unica figlia di Nino Visconti. non è più tale per Nino. prima che su altre realtà terrene. fragile creatura che fa soffrire. sposò poi Rizzardo da Camino. visse dal 1323 al 1339. A queste tristi vicende alludono le parole di Nino al verso 75. Il mondo di là dalle larghe onde. a Firenze. è solo la sua madre. fatto delle immagini di persone che gli furono e gli sono ancora care.in un particolare esteriore che ne attenua la crudezza: poscia che trasmutò le bianche bende. Non credo che sua madre mi ami più.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio ragioni ultime del suo operare. poté rientrare a Milano. di' a Giovanna che preghi per me il cielo dove vengono esaudite le invocazioni delle anime innocenti. Varie sono le interpretazioni intorno al paragone fra i due stemmi. anno della sua morte. ma la presenza di un mondo più intimo e suo. non credo che la sua madre più m'ami. che non esiste possibilità per l'uomo di giungere mai a comprenderle. attenuano la rievocazione di motivi umani che altrimenti graverebbero sull'anima con il peso di un dolore troppo crudo. "E se anche il cuore ha una dolorosa certezza. figlia di Obizzo Il. eppure egli premette quel non credo. riportatogli dall'arrivo dell'amico. la moglie. per le lontane acque. dopo la morte del secondo marito. se di continuo non sia tenuto acceso dalla vista o dalla presenza dell'amato. e. La spiritualizzazione a cui il Poeta ha saputo innalzare la prima parte del canto ottavo attraverso la similitudine iniziale. soffrendo anche lei com'è destino degli uomini: le quai convien che. anche dopo la morte. che.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. signore di Milano. ancor brami. trascorse il resto della vita in esilio fra gravi difficoltà. perché secondo alcuni esso è solo una critica al fatto che Beatrice non si è mantenuta fedele al marito morto. che vorrebbe salvare un'ultima speranza. la madre di Giovanna. umanamente vuole ancora illudersi che un simile oblio non possa esser vero. debba rimpiangere il suo primitivo stato vedovile. aveva solo nove anni nel 1300.19 .htm (5 di 8)08/12/2005 9.le seconde nozze di Beatrice . misera!. stemma dei Visconti pisani. La moglie di Nino fu Beatrice d'Este. secondo altri si risolve in un biasimo per la donna che da una famiglia guelfa è passata ad una http://xoomer. che indicava anche il loro possesso del giudicato di Gallura. nell'incontro con Nino. la quale nel 1300 si risposò con Galeazzo Visconti. per Nino non significa l'eco di lotte politiche o di battaglie. E spiega il perché di tale oblio velando la cosa ." (Grabher) L'insegna del biscione intorno alla quale i Milanesi sogliono porre il campo in tempo di guerra. quando ritornerai sulla terra.20. anche se Beatrice. quando il figlio Azzo riconquistò la città. l'intervento di potenze sovrannaturali e l'accento posto sul tema della amicizia. Lo stemma dei Visconti (una vipera con in bocca un bambino) non darà alla tomba di Beatrice quell'onore che le avrebbe conferito l'immagine del gallo. anche se accadrà che. infelice!. ultimo bagliore d'una tenerezza non sopita. rimasta vedova nel 1312. ed ha. quando sarà scolpita sul suo sepolcro non lo renderà così bello.

htm (6 di 8)08/12/2005 9. simboleggiano. I miei occhi. Così parlava Nino. e allora gli angeli si voltarono. nella loro essenzialità. Mentre Virgilio parlava. con la stessa potenza di volo dispiegata nella discesa. Probabilmente Dante intende alludere all'uno e all'altro motivo. ma vidi bene l'uno e l'altro dopo che si furono mossi. secondo la quale "nel punto in cui culmina la lotta dell'anima per liberarsi da ogni legame colla terra. diventa più urgente la necessità del soccorso delle virtù soprannaturali". Il serpe maligno veniva strisciando tra l'erba e i fiori. diventa cosa viva. Dal lato dove la valletta non è chiusa da alcuna sponda. come spiccarono il volo i due angeli. e perciò non posso dire. Meglio però l'interpretazione proposta dal Sapegno. e sostituiscono le quattro che erano apparse nel cielo del purgatorio al mattino (canto I.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop.19 . indicanti le quattro virtù cardinali: le prime riguardano la vita contemplativa e perciò sono più adatte durante la notte. risalgono alle poste. La scena. ricostituendosi nella loro imperiosa http://xoomer. ha una singolare efficacia rappresentativa nel movimento sinuoso e viscido che rappresenta. sempre verso il polo dove le stelle girano più lente. Al solo udire il rumore delle verdi ali che fendevano l'aria. c'era un serpente.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio famiglia ghibellina. Perciò egli replicò: « Le quattro stelle luminose che vedevi stamattina sono già scese sotto l'orizzonte. Le tre stelle che illuminano il polo antartico. e leccandosi il dorso come una bestia che si liscia (con la lingua il pelo).20. volgendo il capo ora a destra ora a sinistra. ritornando con volo concorde in alto ai loro posti di guardia. il serpente fuggì. quale quella dei Visconti di Milano. nella quale il simbolo. che si placa altrettanto improvvisamente quando. e queste sono salite al loro posto ». che cosa quardi lassu? » Io gli risposi: « Guardo quelle tre piccole luci che illuminano tutto quanto il polo antartico ». quel giusto sdegno che senza eccedere gli ardeva nel cuore. avendo impresso sul volto. verso 23). Non riuscii a vedere. causa di tante amarezze.virgilio. e indicò col dito il punto dove guardare. ecco che Sordello lo attirò a sé dicendo: «Vedi là il nostro avversario». le seconde la vita attiva. le tre virtù teologali. il corpo e il moto della mala striscia. secondo tutti i più antichi commentatori. E la mia guida mi domandò: « Figliolo. simile forse a quello che diede a Eva il frutto. Essa assume un ritmo drammatico nell'irrompere rapido e improvviso dei due angeli. come avviene in Dante nei momenti di maggiore felicità creativa. si volgevano con insistenza al cielo. che si svolge durante il giorno. allo stesso modo che i raggi di una ruota (si muovono più lenti) nella parte più vicina all'asse. avidi di novità.

Dante fu in Lunigiana nel 1306 (perché il suo nome appare in un documento di tale anno. quanta ne occorre per salire fino alla vetta del monte smaltata di verde » cominciò a dire. esalta i signori e gli abitanti di tutta la regione. Moroello e Corradino ebbe l'incarico di porre fine ad alcune controversie con il vescovo di Luni) e fu legato da grande amicizia con Moroello. E vi giuro. « Possa la grazia divina che ti è guida verso l'alto. ma da lui sono disceso: alla mia famiglia e alla sua potenza portai un amore che qui si purifica d'ogni scoria. in modo tale che viene conosciuta anche da chi non è ancora passato per quei luoghi. marchese di Giovagallo. http://xoomer. il sole non tornerà sette volte in quel tratto dell'eclittica che la costellazione dell'Ariete (con la quale il sole è ora in congiunzione) copre e cavalca con tutte e quattro le zampe ripiegate (cioè non passeranno sette anni). così possa io salire fino alla vetta del monte. poiché un tempo io ero potente in quei luoghi. essa sola continua nella strada della perfezione e disprezza il male.virgilio. allorché dai marchesi Franceschino. L'anima che s'era accostata al giudice Nino.20. Mi chiamai Corrado Malaspina. capostipite dei Malaspina dello Spino secco. L'abitudine alla virtù e l'indole naturale la pongono in una condizione così privilegiata. che la vostra nobile famiglia continua a fregiarsi delle virtù della liberalità e della prodezza. che. trovare nella tua libera volontà tanta corrispondenza. » Corrado Malaspina il giovane. a meno che non si arresti il corso dei decreti divini».htm (7 di 8)08/12/2005 9. « non sono mai stato nei vostri paesi. che questa gentile opinione (sulla mia famiglia) ti sarà fissata nella mente con argomenti più persuasivi che non siano i discorsi della gente. non sono Corrado Malaspina il vecchio. quando questi l'aveva chiamata durante tutto l'assalto (degli angeli contro il serpente) non si era per nulla distolta dal guardarmi. al quale indirizzò l'Epistola IV. fu nipote di Corrado il vecchio.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. « Oh! » gli dissi. « se hai notizie certe della Val di Magra (in Lunigiana) o dei paesì vicini. morto nel 1294. ma vi può essere un luogo in tutta Europa dove essi non siano noti? La fama che onora la vostra casata.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio immobilità. » Ed egli: « Ora va. dimmele. per quanto la cattiva guida del Papa e dell'Imperatore faccia deviare il mondo dalla retta via.19 . che dominarono la Lunigiana.

E ciò non tanto perché intorno a costui fosse lo stupore del gran privilegio per cui attraversava. E.20. in questo canto. "una delle poche regioni di cui Dante abbia conservato un ricordo puro. il regno dei morti. intenso e silenzioso. e della cui casa. il sogno generoso di Dante. Non lo hanno sfiorato le accuse scagliate dal Poeta contro i mali reggitori della terra. Né ha cessato di guardare insistentemente il Poeta. senz'ombra di amaritudine. quanto perché egli era colui che avrebbe. il nobile signore che ha realizzato. celebrato nella gloria della sua casa quelle virtù che.. sopra tutto lo ha consolato.. c'è appunto.htm (8 di 8)08/12/2005 9. l'esponente degno di quella famiglia.. vivente. è l'eletto a rappresentare. con uno sguardo lungo..19 . 2003 . seguita all'assalto del serpente. che non aveva mai distolto gli occhi dal privilegiato viandante (versi 110~111). l'elogio alto e commosso" (Sacchetto). come a sottolineare che egli si poneva al di sopra delle suggestioni esercitate dalla cupidigia. in essa. nelle profondità del doloroso tempo che per quel vivente si apparecchiava" (Sacchetto). Si stacca dalla schiera dei principi raccolti nella valletta.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. il principe ideale. Perciò il preannuncio severo e solenne dell'esilio è consolato dal dono di quella gentilezza e di quella cortesia che lo salveranno dalla disperazione. senza veleno. "come a penetrare. con la sua non peritura parola.it/brdeb/Dante/prosa/ottavop. fra i grandi d'Italia e d'Europa. si pone come quella che sola va dritta e 'l mal cammin dispregia. nella "valletta fiorita". radice di ogni male. si prepara la severa grandezza dell'ultima scena: Corrado Malaspina. che." (Sacchetto) E nella profezia dell'esilio è il ricordo della Val di Magra. l'ospitalità schietta del nobile signore che lo ha accolto. è apparso persino sdegnoso di seguirne la vicenda. avrebbero restituito al genere umano la promessa e la certezza di un ordine migliore. un'acuta nostalgia. sole. secondo il giudizio del Sacchetto.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Nell'atmosfera di sospeso silenzio.virgilio. con la esemplarità della sua vita e l'assolvimento pieno della sua missione. durante l'assalto del serpente. celebrata in tutta Europa per il retto uso della borsa e della spada.

e sei discendenti. Dante ci prepara a guardare. Virgilio. al di là degli oggetti che ci presenta (il canto si articola dapprima intorno alla figura dell'aurora. moglie dell'invecchiato Titone. ottenendo per lui da Giove l'immortalità. sono circa le ventuno nel purgatorio. La prima aveva tutto il colore delle cose immaginate. Sordello). ispirata dall'immagine mitologica delle ore alate: 'l terzo già chinava in giuso l'ale.virgilio. dove eravamo. mentre il terzo passo (la terza ora) stava terminando il suo volo. sotto le http://xoomer. il sovrastare della giovinezza sulla vecchiaia. la lucentezza splendente delle stelle che sembrano gemme. L'Aurora rapì e sposò Titone (figlio di Laomedonte e fratello di Priamo). disposte a formare la costellazione dello Scorpione (freddo animale: secondo la zoologia medievale era considerato di sangue freddo) che ferisce la gente con la sua coda. invece. infine all'entrata nel purgatorio vero e proprio). A la seconda aurora da Dante descritta nel Purgatorio. mi coricai sull'erba là dove stavamo seduti già tutti e cinque (Dante.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . la sua fronte era lucente per le stelle. ma non l'eterna giovinezza. in Italia. lontana dalle braccia del suo dolce amico. sei ascendenti fino a mezzanotte. e in purgatorio. a quella verità che essi celano.23. intendendo per passi le ore. aprendo il canto con la figura di una giovane donna che si fa bella. che ne rendono anche difficile l'interpretazione. sta sorgendo l'alba. La notte è personificata nell'immagine di una donna che cammina con passi alati. e si comprende che. è più preziosa nella scelta degli elementi astronomici. la notte aveva percorso due passi (erano passate due ore) di quelli mediante i quali essa compie il suo itinerario nel cielo. Dante ha voluto suggerire la gioia delle nuove verità e bellezze di cui sta per godere: è quasi un nuovo rinascere. Ma se l'attenzione si rivolge all'immagine visiva e poetica. in cui prevale il senso della dolcezza.htm (1 di 9)08/12/2005 9. Nino Visconti.23 . Avendo essa ormai compiuto quasi tre dei passi con che sale. questa. vinto dal sonno.Parafrasi PURGATORIO CANTO IX Già (sulla terra) l'Aurora. mentre agli antipodi. che sentivo il peso della mia carne. stava sorgendo (al balco d'oriente: come se fosse affacciata al balcone dell'oriente) facendosi bella. subito le difficoltà spariscono. Corrado Malaspina. in quel dolce color d'oriental zaffiro. che meglio sarà rilevato quando egli chiamerà i particolari dei graditi e dell'angelo ad indicare i momenti di un processo sacramentale.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. al significato mistico della loro presenza. poi a quella dell'aquila. quand'io. Alla metafora dei passi se ne aggiunge una seconda.

che l'Impero è in certo modo strumento anch'esso della divina grazia nella funzione di avviare Dante alla rivelazione divina. ispirandosi ad Ovidio (Metamorfosi VI. e fu portato in cielo dove divenne coppiere nei banchetti degli dei (Ovidio . Secondo la concezione medievale. in seguito al banchetto imbandito da Progne al marito Tereo con la carne dei figli. mi pareva in sogno di vedere un'aquila con le penne dorate librata nel cielo con le ali aperte e pronta a calarsi. e mi pareva di essere là (sul monte Ida) dove da Ganimede furono abbandonati i suoi (compagni di caccia).). che si era trasformato in aquila. ricorda il mito di Filomela e di Progne. in usignolo e in rondine (Dante tuttavia attribuisce a Progne la metamorfosi di Filomela e viceversa. di immediata freschezza. quando la mente umana è libera dalle preoccupazioni materiali ed è meno presa dalla vita intellettiva. e l'aver Dante finora parlato con Sordello sulle lotte politiche. verso 6). Tuttavia la nostra fantasia è più portata a seguire l'immagine iniziale della giovane donna. Alcuni critici la considerano rappresentazione dell'Impero. quando la nostra mente.Metamorfosi XI. In questo caso l'aquila significherà. nonché l'essersi trovato nella valletta dei principi pacificati tra loro e fraternamente uniti. rispettivamente. più libera dal peso della carne e meno presa dalle preoccupazioni. mentre si trovava a caccia sul monte Ida nella Troade. Dante. figlio di Troo. quasi sensibile. per vendicarsi del tradimento di lui con Filomela. che l'aguglia discende come fulmine allo stesso modo nel quale Dante la raffigura nella Epistola ai principi e popoli d'Italia perché accolgano Arrigo VII e in quella ai Fiorentini che si oppongono allo stesso imperatore. avvalora tale tesi. Ganimede. fu rapito da Giove. mentre nei simboli sacramentali annota un maggior descrittivismo intellettuale nello sforzo di non tralasciare nessuno dei molteplici significati che possono esserci consegnati. due sorelle che gli dei trasformarono. versi 412 sgg. è quasi indovina del vero nei suoi sogni. Ma ciò non esclude che l'aquila sia una prefigurazione di Lucia. re di Troia. e che l'imperatore Traiano in paradiso si trova là dove le anime si dispongono a formare la figura dell'aquila (Paradiso canti XVII1-XX). ha spesso modo di divinare il futuro con una certa rispondenza alla verità. quando fu portato nel concilio degli dei. forse ricordando le sue antiche sventure. Diverse sono le interpretazioni a proposito dell'aquila. http://xoomer. Nell'ora in cui vicino al mattino la rondinella comincia i suoi dolrosi lamenti.virgilio. richiamando il fatto che anche l'aquila di Giustiniano muove il suo volo dai monti vicino a Troia (Paradiso canto VI.htm (2 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/nonop.23. assecondando il cammino stravagante del sogno. verso 756). secondo il Porena. seguendo un'altra versione della leggenda).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio vesti di una simbologia liturgica.23 .

nell'isola di Sciro. in ambedue i casi è la stessa divinità che innalza gli animi degli uomini alla contemplazione di sé.htm (3 di 9)08/12/2005 9.23 . onde mettere in evidenza la propria meraviglia. versi 104 sgg. sottraendolo a Chirone e portandolo a Sciro.. si sente rabbrividire. da dove i Greci poi lo allontanarono (per Troia). linea che il suggello finale non può che venire dalla Chiesa: infatti se l'aquila e Lucia compiono lo stesso gesto. identica la direzione (verso l'alto) : evidente allegoria. finché con un'astuzia Ulisse e Diomede non lo costrinsero a partecipare alla guerra di Troia. compiuti ampi giri nel cielo. come prima Ganimede da parte di Giove. dove era affidato al centauro Chirone. la prima anticipa soltanto in sogno quello che la donna attua poi nella realtà. come annota il Lesca.23. Qui Achille visse travestito da donna fra le figlie del re Licomede. cioè.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. ci pare. la donna lo porta di fatto alle soglie del purgatorio.). Il Mattalia osserva che le azioni dell'aquila e di Lucia sono "sincrone e parallele. Poi mi sembrava che. mi bruciò. ma l'una in rapporto con l'altra. quando la madre (Teti) lo portò via di nascosto tra le sue braccia. Alla salvazione finale l'uomo arriva aiutato attraverso le leggi . portando Dante all'entrata del purgatorio.virgilio. anche se poi sotto.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sicché mentre l'uccello rapisce Dante verso la sfera del fuoco. si calasse giù terribile come un fulmine. Dove però le imprese di Achille furono compiute con le armi materiali. tuttavia è necessario ricordare che il Poeta è trasportato in alto. volgendo in giro gli occhi ormai aperti senza sapere dove si trovasse. e a tal punto l'incendio.dal magistero dell'autorità imperiale: perciò il Poeta accosta l'aquila a Lucia per significare che Chiesa e Impero debbono agire concomitanti. Teti. alIorché il sonno si allontanò dal mio volto. Pensavo dentro di me: « Forse l'aquila si cala a ferire sempre in questo luogo per abitudine. e mi rapisse in alto fino alla sfera del fuoco. Secondo quanto narra Stazio (Achilleide I. per uno spavento. Giunti qui sembrava che ci incendiassimo. che fu necessario interrompere il sonno. che sta tra la terra e il cielo della luna. della funzione complementare dei due magisteri: temporale (Impero) e spirituale (Chiesa) ". che pur era solo un sogno. come fa un uomo quando. da come mi rìsvegliai io. e impallidii. e suggerire così l'immagine di sé come di un nuovo Achille. di un eroe moderno e cristiano (secondo il Momigliano mai prima d'ora Dante è stato tanto grande) disposto all'eroismo di gravi e tormentose prove. da un messo celeste. mentre dormiva lo trasportò dalla Tessaglia. sapendo che il figlio Achille sarebbe morto alla guerra di Troia. http://xoomer. e soprattutto con l'umiltà. Dante sembra sottolineare soprattutto lo stupore dell'eroe greco. mentre egli dormiva. e forse non si degna di portar su la preda con gli artigli da nessun altro luogo ». Non diversamente Achille si risvegliò. egli opererà invece con quelle spirituali.

htm (4 di 9)08/12/2005 9. Analizzando la resa poetica della prima parte del canto. prima dubbioso. mirabilmente fuso con l'idea della Grazia che purifica.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Così il mito di Ganimede e l'eroismo di Achille servono di preannuncio al trasumanare del nuovo eroe. e quando si fece giorno. la Vita Nova (III): essa è dunque qui esplicitamente richiamata. ma prima i suoi begli occhi mi indicarono la fessura aperta nella roccia. e il mio sguardo era rivolto verso il mare. Il fuoco del sogno. così io mi mutai. così lo aiuterò nel suo cammino". Rimasero lì Sordello e le altre nobili anime. si rassicura. che però rivendica anzitutto a Dio la gratuità della vocazione a tale più alta chiamata. poi Lucia se ne andò via assieme al tuo sonno ». di Dante di fronte alla grandiosità di quanto sta per accadere . si nota dapprima la prevalenza di un tono forte in una visione solenne. e cambia la sua paura in fiduciosa attesa. versi 100 sgg. ma rinvigorire le tue forze. che ben rende lo stupore. quando la tua anima era insensibile alla realtà del mondo. Di fianco stava solo Virgilio. Dante. sempre quale simbolo della grazia illuminante. come una volta lo era stata quella dell'amore umano. una volta che gli è stata mostrata la verità (su ciò di cui dubitava). e più l'entusiasmo. sta sicuro. ed il sole era da più di due ore già alto sull'orizzonte (erano cioè passate le otto). quella dell'azione della Grazia in noi. Poco fa.23. si mosse su per il pendio. Lucia ti prese. durante l'alba che viene prima del giorno. osserva l'entrata dove il pendio sembra quasi interrotto. e disse: "Io sono Lucia: lasciatemi prendere questo uomo che dorme. Interno canto Il. sopra i fiori di cui quella valletta è tutta ornata.23 . poiché anche in questo caso s'intende iniziare l'esperimentazione di una nuova realtà interiore. nella quale egli esalta il suo amore per Beatrice. íncominciò a salire. La mia guida disse: «Non aver paura. E' la seconda volta che Santa Lucia interviene a favore di Dante (cfr. venne una donna. Tu sei ormai giunto al purgatorio: vedi là il pendio praticabile che lo circonda tutto attorno. perché noi siamo giunti ad un buon punto del nostro viaggio: non devi indebolire. richiama la stessa immagine di un salire al cielo e di un consumarsi nel fuoco (ugualmente accaduto in sogno) che è all'inizio dell'opera giovanile di Dante. e io seguii i suoi passi.di un senso di sacralità magica che si distende nella figura dell'aquila protesa http://xoomer. ed io lo seguii verso l'alto.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. e quando il mio maestro vide che io ero senza alcuna preoccupazione.virgilio.). Allo stesso modo in cui un uomo. Ti posò in questo luogo.

di suggerimenti dottrinali. cioè l'addorna e vela con belle finzioni poetiche. ricordo che si tramuta in dolcezza di parole. vidi che sedeva sul gradino più alto. sicché egli annota con orgoglio questa ulteriore scelta di una tematica più ardimentosa..htm (5 di 9)08/12/2005 9. perché deve risplendere come la verità. proprio come un varco che divide le parti di un unico muro." (Anonimo Fiorentino) Questi inviti di Dante (cfr. e poi la rincalza. Per questo Dante. cioè schietta. a trattare di cose autorevoli. simbolo solitamente del potere.23 . ed eravamo già ad un punto. Lettore. ha difficoltà nel rivolgere gli occhi alla verità divina. ed il suo volto è chiaro come devono esserlo il suo animo e la sapienza da lui posseduta. mi fu possibile vedere una porta. e dalla quale egli resta abbagliato. di invenzioni allegoriche.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. Per Dante sono infatti molte le ragioni della meraviglia allorché. Noi ci avvicinammo (alla fessura). dicendogli ch'egli innalza la materia sua. in freschezza di immagini: è l'aprirsi di un auroraIe mondo in quell'anima che dentro dormìa.23. per esprimere le sue progressive conquiste spirituali. Egli sta sul più alto dei gradini perché subito risulti evidente l'autorità di cui è investito da Dio. La spada. ha veramente una "vastità di visuale in forte contrasto con la ristrettezza della valletta in cui si era addormentato". Con l'apparizione di Lucia il tono si fa più persuasivo. per cui là dove prima mi appariva solo una fessura. e un custode (un angelo) che ancora non parlava. svegliandosi. e lucente. così che io spesso indirizzavo invano i miei occhi verso di lui. Egli cominciò a dire: « Dal luogo dove siete dite: che cosa volete? e dov'è colui che vi accompagna? http://xoomer. tu t'accorgi che io tratto ora un argomento più solenne.. E quando il mio occhio si fissò sempre più attento su di lui. che rifletteva verso di noi i raggi del sole. che dalla spada traluce. anche il canto VIII. sicché lo stesso paesaggio. come annota il Mattalia..Divina commedia: Parafrasi Purgatorio nell'ampiezza dei cieli. di propria spontanea volontà. e salire fino ad essa per tre gradini sotto. senza dubbi. mentre il sole è già alto nel cielo ed il suo sguardo è rivolto verso il mare. "Avvisa il lettore. e aveva in mano una spada snudata. e che era talmente splendente nel volto che io non sopportai tanta luce. secondo un procedimento che avvalora il proprio linguaggio attraverso l'uso di scene figurative. e perciò non meravigliarti se io lo avvaloro con procedimenti artistici più raffinati. ad avvicinarsi. diversi tra loro quanto al colore. che non vi è ancora abituato. sia perché la sua missione non è umana. di reminiscenze scritturali. ha vicino ormai solo Virgilio.virgilio. qui rappresenta la giustizia. che deve essere nuda. L'angelo portinaio non parla. più delicato.. versi 19-21) segnano come le tappe di un suo crescere poetico. in una gioia interiore che nasce dal grato ricordo dell'istante di quell'avvenimento solenne. sia perché attende che sia il peccatore.

ma anche alla componente divina di ogni sacramento.23 . ed il primo gradino era fatto di marmo bianco. composto di una pietra non levigata ed arida. pur essendo d'accordo nel considerare rappresentati in questi versi i tre momenti del rito della confessione. esperta di queste cose. Il secondo rappresenta la confessione verbale. che formano una croce. durante la quale il penitente riconosce i suoi peccati nella loro gravità. Li raggiungemmo. sempre limitato. Il mio maestro gli rispose: « Una donna del cielo (Lucia). simbolo dell'autorità della Chiesa che sanziona l'atto dei penitente. in questo caso rappresentata da Lucia come donna del ciel. attraverso il quale l'anima si guarda come in uno specchio ed appare com'è in realtà. ma quelle fessure. che io potei specchiarmi in esso proprio come appaio.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. Il primo gradino indica il primo momento della confessione. cioè del sacrificio di Cristo. come sacerdote. mi sembrava di porfido dal color rosso fuoco.htm (6 di 9)08/12/2005 9. che completa il gesto d'amore. che si sovrappone con la massa del suo peso agli altri. Altri commentatori invece.virgilio. vedono simboleggiata nel primo gradino la confessione orale e nel secondo la contrizione. che deve svolgere il proprio ministero con rigida giustizia. che consiste in un movimento d'amore. cioè dai meriti di Cristo. così pulito e lucente. L'angelo cortese ricominciò a parlare: « Ed ella vi faccia progredire nel cammino del bene: venite dunque fino a questi gradini ». simbolo della costanza nell'uso dell'autorità da parte del sacerdote. Il terzo gradino. deve accertarsi che il peccatore affidi la propria redenzione non solo alla sua buona volontà. che segue gli altri perché è l'atto più solenne della confessione: è la soddisfazione. indicano che tale bruttura dell'anima può essere spezzata dalla croce. or non è molto ci disse: "Recatevi (andate) là: ivi è la porta"». da parte del peccatore. Il secondo era più che scuro. addirittura nero. Sopra quest'ultimo gradino stava saldamente appoggiato l'angelo di Dio.23. senza lasciarsi fuorviare da simpatia. da violenza. attraversata da fessure nella sua lunghezza e larghezza. L'angelo. del peccatore pentito. e nell'applicazione dei meriti del sangue. e ad un tempo sta seduto sopra la soglia di diamante. cioè sulla soddisfazione data dal peccatore. L'angelo. Il terzo gradino spiega il terzo momento.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio badate che il vostro salire non vi torni a danno ». da speranza di http://xoomer. come fosse stato sangue sgorgante da una vena. che mi sembrava di diamante. sedendo sulla soglia. l'esame di coscienza. tiene i piedi sull'ultimo gradino. verso Dio.

così da non poter girare nella serratura. corrispondenti a ciascuno dei sette peccati capitali puniti nei sette gironi in cui si articola il purgatorio.virgilio.23 . su per i tre gradini. secondo altri. e aggiunse: «Quando sarai dentro (il vero purgatorio). Una era d'oro e l'altra d'argento: prima con la chiave d'argento e poi con quella d'oro l'angelo fece sì. La cenere o la terra secca che sia stata appena estratta dalla cava sarebbe dello stesso colore della veste dell'angelo. Egli ci disse: «Ogni volta che una di queste chiavi fallisce nel suo compito. ben disposto in questo. la terza per li peccati conseguiti con le operazioni"(Ottimo). L'incisione dei P si rifà a passi biblici e ad usanze dei tempi di Dante. ma l'altra (quella d'argento) esige molta http://xoomer. nei documenti fiorentini raccolti dal D'Ovidio e dal Medin. e da sotto di questa egli trasse fuori due chiavi. il diamante. la seconda per li peccati prodotti con la lingua. ma prima mi battei tre volte il petto. dispensatrice dell'assoluzione dei peccati. nella sua purezza. cioè la sapienza umana necessaria al confessore per capire e giudicare il peccatore. è simbolo del solido fondamento su cui è basata la Chiesa. La mia guida accompagnò me. e quella d'argento la conoscenza della teologia morale e l'intuizione psicologica. che io rimanessi contento (al veder aperta la porta). rimane nell'animo la disposizione al male. Il colore della veste dell'angelo è simbolo del ministero della penitenza da lui esercitato. Mi gettai devotamente ai santi piedi dell'angelo: gli chiesi la grazia che mi aprisse.htm (7 di 9)08/12/2005 9. A sua volta. Se il Sarolli ricorda infatti che gli angeli dell'Apocalisse portano i sette segni e che secondo Ezechiele (IX.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio ricompensa. e poi battersi il petto in segno di umiltà: "la prima volta è per li peccati commessi nel pensiero.23. questa porta non si apre. è detto che i ladri erano costretti a portare una mitria cartacea con l'iniziale di furto. dicendomi: « Con umiltà chiedi che si apra la serratura ». dell'umiltà necessaria per esercitarlo. 3-6) i giusti di Gerusalemme. L'una è più preziosa (cara: cioè quella dell'autorità divina). per potere uscire salvi dalla città. deve cioè volerlo lui. L'angelo mi disegnò cor la punta della spada sulla fronte sette P.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. salvezza e debito qui rappresentati dai sette P. oppure. senza la quale l'assoluzione è nulla. cioè P. La chiave d'oro indica l'autorità di Dio. Per questo Dante deve chiedere che l'angelo apra. Rimessi i peccati ed ottenuta la salvezza dalla dannazione eterna. Tutta la confessione deve essere manifestazione di una volontà ben precisa e di un'umiltà convinta. ed il debito da soddisfare nei confronti di Dio. cerca di cancellare questi segni». dovettero avere sulla fronte una Thau (T greca).

E quando gli spigoli di quella sacra porta. Il passo evangelico (Matteo XVIII. alla condizione che la gente si getti ai miei piedi (a richieder ciò con umiltà». 26).23 . dicendo: « Entrate. secondo il Casimiri.htm (8 di 9)08/12/2005 9.virgilio. però.23. versi 106 sgg. Euridice gli fu tolta per sempre.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio sapienza ed intuizione prima di riuscire ad aprire. quando (da Cesare) ne fu allontanato il custode. per cui fu trasformata in una statua di sale. il buon Metello (per sottrarre il denaro del pubblico erario ivi custodito). non procurò un così stridente rumore e non si mostrò così dura ad aprirsi neppure la rupe Tarpea. perché l'organo. Io le ho ricevute in consegna da San Pietro. disceso agli inferi. Tale termine ha dunque senso vocale. e il mito di Orfeo e di Euridice. come strumento. perché essa (la chiave argentea) è proprio quella che scioglie il nodo del peccato. ma vi avviso che torna fuori colui che si volge a guardare indietro ». quando le parole ora si capiscono ed ora no. Dopo la morte della moglie. non ebbe mai il compito di accompagnare le voci fino al 1500. Poi spinse l'uscio di quella sacra porta. Ma al di là di questa dotta disquisizione. che disubbidì all'ordine degli angeli volgendosi a guardare la città di Sodoma. nel quale Cristo raccomanda a Pietro di peccare piuttosto in generosità che in rigore. resta l'immagine di Dante che entra in questa cattedrale che è il monte del purgatorio. Ciò che udivo mi procurava esattamente l'impressione che si prova solitamente quando si canta in coro.).it/brdeb/Dante/prosa/nonop. che sono di metallo. e mi parve di udire « Te Deum laudamus » (l'inno ambrosiano del ringraziamento) con un canto misto a quel dolce suono. furono volti sui cardini. una volta riscontrata la buona volontà dell'uomo. Orfeo. purché durante il cammino egli non si volgesse ad osservarla. E' una commozione diversa. per cui in seguito rimase priva (del tesoro custodito). non avendo ubbidito al comando. 21-22). ottenne da Proserpina di poterla riportare sulla terra. ed egli mi disse di sbagliare nell'aprire (con indulgenza) piuttosto che nel tener chiusa la porta (per eccesso di rigore). la quale era divagazione tutta umana nell'ascolto di un canto. cioè "voleva significare unione di due o più voci in consonanza". delle cui parole comprendeva esattamente http://xoomer. forti e sonori. Dante ricorda in questi versi l'episodio biblico della moglie di Lot (Genesi XIX. e la dolcezza di un canto che gli invade l'animo commosso. da quella che lo aveva preso accanto a Casella (canto Il. con l'ampiezza delle sue indulgenze e del suo perdono. L'espressione cantar con organi è da intendersi come « composizione di più voci umane». è suggerito forse alla fantasia di Dante anche dallo spettacolo del giubileo del 1300. Io prestai orecchio attento a quel primo rumore.

23. dove i brevi vocaboli si susseguono ondeggiando. così come è importante che quel suono. dapprima aspro.23 . mentre le espressioni qui non sempre giungono ugualmente chiare alla sua mente. che Dante tenta di rendere anche nel ritmo di quell'ultimo verso. di cui il Poeta dovrà partecipare.htm (9 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/nonop. Tuttavia quello che conta è il loro disporsi a formare un'armonia. ma poi si muta in dolcezza di interiore rigustamento per chi le si rivolga attento. si muti poi in onda sonora dì gradevole ascolto: la verità.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio il significato. può nel suo primo ascolto apparire aspra e perfino sgradevole.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. 2003 .

mi accorsi dal suono che essa si richiudeva.it/brdeb/Dante/prosa/decimop. e forse l'infinito che insiste in tutto il Purgatorio.al di là della cruna ..htm (1 di 7)08/12/2005 9. E' questa "un'altra solinga apertura di paesaggio: quello spicchio di luna che tramonta fra le strette pareti della roccia. tutto parla. i personaggi. e se io mi fossi voltato verso di lei. che si protendeva ora a destra ora a sinistra. che l'amore degli uomini indirizzato male (malo amor: usato per il male dei prossimo o per i falsi beni) fa aprire raramente.si raccoglie e si slancia verso il cielo. Il mio accompagnatore cominciò a dire: «Qui è necessario usare un po' di accortezza.virgilio. ora dall'altra alle rientranze del sentiero (al lato che si parte: per evitare le sporgenze)». l'azione. così come fa l'onda che ora fugge ed ora si avvicina alla riva.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . di questa infinita distanza. versi 131-132) aveva invitato perentoriamente Dante a non volgersi indietro. Dante. Il Purgatorio è tutto immerso in un'aria di lontananza" (Momigliano). senza l'appoggio di immagini o di misure.Parafrasi PURGATORIO CANTO X Dopo che fummo oltre il limitare della porta. tramonta in purgatorio dopo più di quattro ore rispetto al sorgere del sole: sono perciò passate le dieci del mattino. Secondo i calcoli astronomici la luna. è sentimentalmente e poeticamente più forte che quello così spesso raffigurato o misurato nel Paradiso. quella visione tanto più ariosa del monte che .23. http://xoomer. esplicitamente o implicitamente. Sulle tracce di questa nota ritorna quel senso di lontananza dalla terra che è uno dei temi più insistenti e più reconditi del Purgatorio.. prima che noi uscissimo fuori di quel sentiero (cruna: stretto come una cruna d'ago): ma quando ci fummo liberati di quelle difficoltà e ci trovammo in luogo aperto. e questa getta su tutto il quadro un senso mattinale di freddo.35 . di raccoglimento e di silenzio. Questo procedere rese corti i nostri passi. quale scusa sarebbe stata sufficiente per giustificare tale mio errore? L'angelo infatti (canto IX. il paesaggio. Noi salivamo attraverso la roccia tagliata da un sentiero. dove il monte si restringe in dentro formando un ripiano. perché (tale amore) fa apparire come buona una via sbagliata. Il paesaggio s'intona tutto sulla nota iniziale della luna che tramonta. tanto che il disco diminuito (scemo: perché sono già passati quattro giorni dal plenilunio) della luna era giunto nuovamente all'orizzonte per tramontare. che è ora prossima all'ultimo quarto. in alto. accostandoci ora da una parte. quel ripiano deserto su cui restano i due pellegrini.

quasi ad indicare quanto ancora gravi su Dante il peso del peccato del quale egli si dichiara particolarmente colpevole. Ma si sarebbe giurato che egli dicesse: « Ave! ». uno della classicità.C. stanno all'inizio dell'episodio a dominare artisticamente. Quelli della virtù contraria al vizio di cui si sconta la pena in quel particolare girone. L'arcangelo Gabriele che scese sulla terra per annunciare la decisione divina della pace da molti anni chiesta dagli uomini con infinite lagrime. A Ioro volta ciascun gruppo di esempi si distribuisce con identica scelta. I nostri piedi ancora non si erano mossi lassù.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio essendo io stanco ed ambedue incerti sulla direzione da prendere. la cornice mi sembrava sempre della stessa larghezza. si adombra il travaglio della umanità che lungo il corso dei secoli muove alla riconquista della pienezza delle virtù morali" (Sacchetto). devono meditare intorno ad esempi che sono stati divisi da Dante in due gruppi. famoso scultore greco del V secolo a. sia a destra che a sinistra. in quanto "in Roma e nella civiltà pagana ordinata dalla Provvidenza a preparare il ritorno della giustizia e della pace. che non solo Policleto. perché "ugualmente sacro è il valore delle due civiltà". e come sopraffatti dagli esempi delle virtù immediatamente seguenti.23. In ogni girone del purgatorio le anime. e per quanto la mia vista poteva spaziare. poiché Dante intende ricapitolare tutta quanta la storia dell'umanità. ma anche la natura lì si vedrebbe superata.. (Questo ripiano) dalla sponda esterna confinante con il vuoto. sono solitamente più fuggevoli man mano che si sale. fu conosciuto nel Medioevo attraverso le lodi che di lui fecero gli scrittori latini (Cicerone. stando a chiusura. Policleto. era di marmo candido ed ornato di sculture così perfette. misurerebbe tre volte il corpo umano (cioè da cinque a sei metri).virgilio.35 . oltre a sopportare una pena particolare dovuta al contrappasso. Quintiliano) e venne esaltato come l'artista che nel suo campo seppe realizzare l'ideale supremo di perfezione. Plinio. uno dei tempi moderni. Tuttavia in questa prima occasione gli esempi della superbia sono tredici. quasi sempre. sostammo in un luogo piano privo di gente più che non sia una strada tracciata attraverso un deserto. quando io mi accorsi che quella fascia inferiore della parete che era meno ripida (dritto di salita aveva manco: affinché potesse essere vista anche dai superbi che camminano curvi). http://xoomer. perché lì era pure rappresentata Maria che aperse agli uomini l'amore divino.it/brdeb/Dante/prosa/decimop.htm (2 di 7)08/12/2005 9. fino all'inizio dell'alta montagna che continua a salire. cioè viene indicato un personaggio della Bibbia. decisione che aperse il cielo (all'umanità) dopo un così lungo divieto (da quando Adamo ed Eva erano stati cacciati dal paradiso terrestre). e quelli del vizio che. di quella che ha atteso il Cristo e di quella che si è attuata dopo la sua venuta. a fissare il tono poetico di quel canto e di quell'episodio. dell'episodio.

mentre la cartella di sinistra era normale. veniva a leggere Eva invece di Ave. ed è naturale e ragionevole che. e dietro a Maria vidi. che sfuggono al lettore moderno. vedendo l'arca sul punto di cadere. significa anche «detto». (Gmelin) « Non guardare e meditare solo una rappresentazione » disse il dolce maestro. si segua l'ordine gerarchico: dall'alto al basso" (Mattalia). 26-38). da leggere da destra a sinistra. che mi teneva dalla parte del cuore (cioè alla sinistra). idea che dirige la meditazione dell'umiltà verso la grande idea centrale dei Cristianesimo. Ma se il contemplante leggeva tutte due le cartelle da destra a sinistra. ordinato da Davide. e di argomento mariano saranno sempre i primi esempi di virtù nei singoli gironi del purgatorio: "la Vergine si trova al vertice della scala: prima dopo Dio. proprio come la figura del suggello si imprime nella cera. da Baala a Get. e fu fulminato per avere compiuto un gesto permesso solo ai sacerdoti (11 Samuele VI.. o perché sembrava. «parola». cresce da un esempio all'altro. e come tale verisimile. canta » (se http://xoomer. dove addirittura è resa una successione di sentimenti e di corrispondenti parole. che il peccato di Eva era abolito per mezzo dell'Ave Maria. un'altra storia intagliata nella roccia. e questo significava. cioè quasi sigillate in cera o viste in uno specchio. Il fenomeno. nell'esemplificare. sempre nel marmo. per cui io passai oltre Virgilio. dalla parte in cui si trovava Virgilio.23. che Dante sottolinea fin d'ora servendosi di quelle formule di cui anche altrove si giova per attestare cose a prima vista incredibili.. affinché quella raffigurazione fosse tutta spiegata davanti ai miei occhi. Nel Medioevo la parola figura. si usava scrivere le lettere della cartella a destra in senso inverso. e cioè tutto lo svolgersi di un dialogo. uno dei conducenti. più in alto di tutti gli uomini. 1-7). divisa in sette schiere. cioè dalla nascita del Redentore. dal movimento delle labbra. e mi avvicinai. quell'arca per cui si teme di fare qualcosa che non ci sia stata ordinata.35 . Lì. all'altro « Si. all'uno « No » (se si affidava al senso dell'udito). era intagliato il carro con i buoi. stese la mano per sorreggerla. Davanti all'arca appariva della gente. avvenne che Oza. colui che mi guidava. "La figurazione plastica esprime con tanta intensità il sentimento. e tutta quanta. ad un fatto propriamente e dichiaratamente miracoloso!” (Sapegno) e c'erano realmente impresse (o perché veramente scritte. fino al visibile parlare del terzo. (cantando) faceva dire ai miei due sensi (udito e vista). Durante il trasporto dell'arca.htm (3 di 7)08/12/2005 9. Perciò io mossi gli occhi.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Nel primo esempio di umiltà Dante presenta l'annunciazione alla Vergine (Luca I. da suggerire anche le parole in cui questo si traduce. che tiravano l'arca santa.it/brdeb/Dante/prosa/decimop.virgilio. "Il verso come figura in cera si suggella condensa tutta una serie di usanze artistiche e idee anagogiche del Medioevo. Si passa così a poco a poco da un'asserzione metaforica. che le stesse pronunciando) queste parole: «Ecco l'ancella del Signore ». «frase».

a Dio. ch'aveano morto il figliuolo di colei. fammi diritto di quelli ch'a torto m'hanno morto il mio figliuolo! . l'altrui giustizia non libera la tua colpa. rappresentata ad una finestra di un gran palazzo. è ricordata poi da molti scrittori e confluisce in diverse raccolte medievali di novelle. s'elli liberrà sé medesimo. dopo la sua morte. Bene averràe al tuo successore. Trovaro che tutto era tornato alla terra. E dopo non molto tempo. pogniamo che pure mi sodisfacesse. che re perché il suo umiliarsi lo innalzava a Dio più della sua stessa autorità.htm (4 di 7)08/12/2005 9. Micol (figlia di Saul e prima moglie di Davide) guardava stupefatta come fa di solito una donna sprezzante e insofferente.23. E poi cavalcò e sconfisse i suoi nemici. Andando un giorno con la sua grande cavalleria. il quale con la sua giustizia mosse papa Gregorio Magno alla sua grande vittoria (sulla morte e sull'inferno). per questo suo atteggiamento di fronte al gesto di Davide. E dicesi per http://xoomer. Vi era raffigurato il grande fatto glorioso del principe romano..E lo 'mperadore disse: . e con lagrime l'onorò di gran lode e fecelo diseppellire. Nel Novellino si narra: "Lo 'mperadore Traiano fu molto giustissimo signore. umile salmista. 12-23). compositore dei Salmi. con quell'umile comportamento intendeva abbassarsi davanti a Dio e appariva più. come era suto [stato] giustissimo uomo e giustamente avea parlato. L'esempio di umiltà diventa anche esempio di superbia punita. poiché il secondo avvenne durante il trasporto dell'arca da Get a Gerusalemme (II Samuele VI.Ed elli rispose: Sodisfaratti lo mio successore.35 . men che re essendo i suoi atti sconvenienti alla dignità regale. stava davanti all'arca santa. salvo che l'ossa e la lingua. venne il beato San Grigoro papa e. con la veste rialzata mentre danzava.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio si affidava a quello della vista).Messer.Allora lo 'mperadore smontò da cavallo e fece giustizia di coloro. e presolo per la staffa e disse: . E ciò dimostrava. Nel bassorilievo Davide.. E. che al di là della figura di Micol mi attraeva con il suo bianco. una femina vedova li si fece dinanzi.Io ti sodisfarò. In faccia a Davide (di contra: dall'altra parte della scultura). . lo mi mossi dal luogo dove mi trovavo. . fu punita con la sterilità. quando io tornarò. E Santo Grigoro orò per lui.it/brdeb/Dante/prosa/decimop. .Ed ella disse: Se tu non torni? .E se 'l tuo successore mi vien meno. Davide. contra suoi nemici. andò alla statua sua. Allo stesso modo gli occhi ed il naso si fecero discordi nel rispondere l'uno di si (gli occhi) e l'altro di no (il naso) rispetto al fumo dell'incenso che vi era rappresentato. per guardare da vicino un'altra storia. trovando la sua giustizia. tu mi sei debitore. Dante tuttavia unisce due episodi che si succedono in tempi diversi. Micol. e in quel gesto era nello stesso tempo più e meno di un re. La leggenda dell'intervento di papa Gregorio Magno in favore di Traiano compare per la prima volta nel IX secolo.virgilio.

L'arte. che mi riuscivano care a vedersi perché erano opera diretta di Dio. come una persona nella quale il dolore incalza: « Mio signore. se trascuri di compiere il tuo dovere?». cioè raffigurate su bandiere." (Momigliano) Mentre io godevo nel guardare le raffigurazioni di atti di così grande umiltà. è imitazione.it/brdeb/Dante/prosa/decimop. come a tentar di comprimere in una sola scena gli atteggiamenti delle battute che s'incalzano: di qui la frase così pregnante esto visibile parlare. con un procedimento artistico che sembra agli uomini straordinario perché non si trova nelle opere umane.23. Questo terzo esempio è dunque assai più straordinario degli altri due: e pare che Dante abbia voluto in certo modo rendere più agevole alla fantasia dei lettori questo miracolo avvicinando il più possibile i tempi del dialogo. porterà a termine la vendetta per te ». l'anima di questo lmperadore fu liberata dalle pene dell'inferno e andonne in vita eterna. mentre le aquile nere in campo d'oro visibilmente si muovevano al vento sopra la gente accalcata. è giusto che io assolva il mio dovere prima di muovermi alla guerra: la giustizia vuole (che io mi comporti così ) e la pietà mi trattiene (dal partire prima di aver fatta giustizia)». La povera donna in mezzo a tanta e così importante gente sembrava dire: « Signore. Dante ora le immagina com'erano ai suoi tempi. "La scultura e la pittura ritraggono il momento. non la successione degli atti: Dante invece immagina. e vicino al freno del suo cavallo era raffigurata una povera vedova in atteggiamento di pianto e di dolore. che. E l'imperatore le rispondeva: « Ora aspetta finché io ritorni ». Ed era stato pagano" (LXIX). Lo spazio intorno a Traiano sembrava affollato e pieno di cavalieri. E la donna aggiungeva. Per cui l'imperatore: « Confortati dunque. e se tu non tornassi? » E l'imperatore: « Chi sarà al mio posto. In realtà le aquile delle insegne militari romane. che però il Medioevo ha ricevuto nella rielaborazione alla quale Aristotile lo ha sottoposto. per quanto imperfetta.virgilio. fa giustizia per mio figlio che è stato ucciso. essendo di metallo.htm (5 di 7)08/12/2005 9. parlo dell'imperatore Traiano. per la qual cosa sono così addolorata ». per li preghi di questo santo Papa. è mai nuova (perché le contempla dall'eternìtà) fu l'autore di queste sculture che sembrano parlare. per virtù di miracolo. non potevano muoversi. della natura. Dio per il quale nessuna cosa. che a sua volta è copia imperfetta di Dio. secondo il concetto platonico.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio evidente miracolo. Ed ella: « Il bene compiuto dagli altri che vantaggio ti darà'. impressa la successione in un solo gruppo scultorio.35 . mentre questi bassorilievi sono prodotti direttamente da Dio e quindi partecipano della http://xoomer.

. pronunciato dopo la morte.it/brdeb/Dante/prosa/decimop. l'anima. narravano i propri dolori e le gioie alle pene e alle speranze del popolo. e con la vista sforzati di distinguere ciò che cammina a fatica sotto quei massi: già puoi scorgere che ciascuno di loro (con le ginocchia) si percuote il petto. il poeta mormorava: «Ecco da sinistra. specialmente. molte anime. ma benefiche al sentimento. scolpite nei sarcofaghi dei bassi tempi. nella peggiore delle ipotesi. Io cominciai a dire: « Maestro. uscite dai cicli dell'epopea religiosa. e non so che cosa siano. insegnavano alle turbe dei villani i lavori campestri di ciascun mese per le diverse stagioni . il quale però terminerà il giorno del Giudizio Universale. l'arte del suo tempo: sulle facciate delle chiese. tanto confusa è l'impressione che riceve la mia vista ». che tu ti distolga da ogni tuo buon proponimento nell'udire come Dio ha voluto che si paghi il debito (contratto col peccato). ridenti dalle carte dei libri liturgici carolingi" (Campanini). Per tal modo l'arte romanica s'era appressata alla vita. in composizioni ingenue. poveri infelici. incise negli avori. O superbi cristiani. che però procedono lentamente: esse ci indicheranno la strada per raggiungere gli alti gironi ».Divina commedia: Parafrasi Purgatorio perfezione dell'idea divina.35 . di cui sono sempre desiderosi. ma vive alla fantasia. le figure bibliche e cristiane. privi della capacità di ben discernere. Ma guarda fissamente verso quel punto. s'affrettarono a volgersi verso Virgilio. I miei occhi che erano appagati nell'ammirare le sculture. Non voglio però. dovrà soggiacere fino a quel momento. In seguito al giudizio particolare. lettore.virgilio. Dante ha certamente presente. Ma non' si dimentichi anche che Dante era sollecitato dal rinascere della scultura ai suoi tempi. devi pensare che nella peggiore delle ipotesi.con Andrea Pisano. E Virgilio mi rispose: « La grave condizione della loro pena li piega a terra come fossero rannicchiati.. rivolgendo a intendimenti didattici specialmente le istorie bibliche ed evangeliche. con forme senza ritmo di proporzioni.23.htm (6 di 7)08/12/2005 9. e da quello della pittura con Cimabue e Giotto. se non viene condannata per sempre all'inferno o se non è ritenuta subito degna del paradiso. raffiguranti le opere e i giorni. perciò a queste punizioni il penitente. le rozze sculture. che. intassellate nei mosaici. sui balaustri delle reggie sacre. Tu non devi badare alla qualità della pena: devi invece pensare a ciò che seguirà (la succession: cioè la beatitudine dopo questo periodo di punizione). nell'immaginare queste sculture. così che anche i miei occhi in un primo momento diedero luogo ad un contrastante giudizio (tencione: se cioè si trattasse veramente di uomini o no). non mi sembrano persone.. Sugli architravi e sugli stipiti nelle porte delle cattedrali. avete fiducia solo nei vostri http://xoomer. per poter vedere ciò che di nuovo si presentava. quelli che io vedo muoversi verso di noi. tale pena non può protrarsi oltre il giudizio universale. deve subire le pene del purgatorio.

così come bruchi in cui manchi la completa formazione? Come talvolta si vede.virgilio. in quanto è solo rappresentato). così io. che partecipa della natura spirituale degli angeli). che deve volare fino alla giustizia divina senza alcuna possibilità di riparo (sanza schermi: senza il sostegno di nessun bene umano)? Di che s'insuperbisce il vostro animo. 2003 . Tuttavia essi erano più o meno piegati a seconda che avessero un peso più o meno grave addosso. sembrava dire tra le lagrime: "Non ne posso più".it/brdeb/Dante/prosa/decimop.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio passi che (invece di farvì avanzare) vi portano indietro. non v'accorgete che noi uomini siamo come bruchi destinati a mutare! nell'angelica creatura (angelica farfalla: cioè l'anima. una figura che ad uso di mensola congiunge le ginocchia al petto (piegata sotto quel grave carico).Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. e colui che nell'atteggiamento pareva più rassegnato.htm (7 di 7)08/12/2005 9.23. la quale fa nascere in chi la vede un vero dolore per un fatto in sé non vero (del non ver. a sostegno del soffitto o del tetto. quando guardai meglio vidi quei penitenti così piegati.35 . dal momento che siete come insetti ancora imperfetti.

23.it/brdeb/Dante/prosa/undicip.Parafrasi PURGATORIO CANTO XI «Padre nostro.e in parte morale . L'ultima parte della preghiera. sorreggono la parafrasi del « Pater Noster ». ma per coloro che abbiamo lasciato sulla terra. Un largo filone critico.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . Ci sia concessa la pace del tuo regno. ma liberala da lui che con tanta insistenza la spìnge (al male). in un genere Il tra dottrinale e retorico" (Parodi). le più conosciute preghiere biblíche.virgilio. non perché limitato da questo. senza guardare i nostri meriti insufficienti. dal momento che essa per noi non è più necessaria. che è confessione di umiltà del singolo uomo di fronte a Dio e voce corale di tutta la cristianità. così come è giusto rendere grazie al tuo amoroso spirito.come nel dolente accenno all'aspro diserto che l'umanità deve percorrere e ai suoi sforzi inutili (verso 15) senza l'aiuto divino . se non ci viene incontro. Non mettere alla prova la nostra forza che facilmente si abbatte. o dolce Signore.ma il rilievo in cui è posto il dramma http://xoomer. non più caduchi ma perfetti. acclamandoti. E come noi perdoniamo a ciascun nostro nemico il male che abbiamo ricevuto. anche tu perdona a noi con misericordia. il tuo nome e la tua potenza siano oggetto di lode da parte di tutte le creature. perché noi con le nostre sole forze. con le tentazioni del demonio. che si dispongono come dottrinale svolgimento della ieratica semplicità delle parole di Cristo (Matteo VI. che amava parafrasare. Senza dubbio il commento delle parole sacre è in parte teologico . a partire dal Tommaseo. primi effetti) . ma per il maggiore amore che tu nutri per i cieli e gli angeli (primi effetti di là su: le prime opere create dà Dio). che stai nel cielo.htm (1 di 9)08/12/2005 9. non possiamo pervenire ad essa. 2-4) e giustifica l'inizio del canto XI come il prodotto di un gusto particolare del Medioevo. non è più fatta per noi. Come i tuoi angeli sottomettono a te la loro volontà. denuncia la scarsa validità poetica di queste terzine. così siano pronti a fare gli uomini della loro. Donaci oggi la grazia divina.guidato dalla esatta terminologia della filosofia scolastica (circunscritto. senza la quale retrocede colui che più si sforza di procedere attraverso le difficoltà del mondo. la preghiera evangelica più alta. 9-13. per quanto ci adoperiamo.44 . Luca XI.» Coscienza dei limiti umani e vibrante ansia dei beni superiori.

riguadagnati alla Grazia nella rappresentazione del loro ultimo dramma. Di grande efficacia è l'aver fatto recitare direttamente la preghiera dai superbi. non canto esaltante. ad un'azione egoistica e vana. perché le pause di riflessione trovano così la loro giustificazione: il rapporto fra Dio e le creature che deve essere vissuto come rapporto fra padre e figlio. pur nel legame che impone di per sé la preghiera dei Pater. Così quelle ombre innalzando una preghiera di buon augurio per sé e per gli uomini. in cui i riferimenti alla vita terrena sono continui e diretti. travagliate in modo diverso (disparmente: secondo la gravità del peccato) e sfinite. non ha sfigurato la purezza originale dell'oratio.. mentre questo gruppo che espia il suo orgoglio di fama e di gloria terrena e che per la superbia era costretto. versi 19-21). che vi innalzi dove desiderate. Il Fallani nota che l'aver risolto la preghiera nel ritmo della terzina. Il Porena più giustamente ritiene che essa comprenda tutta l'ultima parte della preghiera (versi 13-21). http://xoomer.virgilio. peso simile a quello che talvolta ci opprime nell'incubo di un sogno. 18. piangendo parca dicer: "Più non posso".44 .it/brdeb/Dante/prosa/undicip.htm (2 di 9)08/12/2005 9. L'espressione quest'ultima preghiera è riferita da molti commentatori alla terzina 19: i superbi chiedono al signor caro la grazia di assistere chi in terra è ancora esposto alla tentazione. purificandosi delle brutture del peccato. e la lentezza del ritmo con cui si snoda la preghiera. il dovere dell'amore e il bisogno della preghiera reciproca sono realtà che i superbi intendono solo ora. « Possano la giustizia e la misericordia liberarvi presto dal peso.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio della debolezza umana e il confidente abbandono in Dio (versi 7-9. versi 13. (in nome di questo augurio) indicateci da quale parte si giunge prima alla scala (che porta al secondo girone). procedevano sotto il peso dei massi. mostrateci quello che sale meno ripido. "il Poeta ha saputo trovare una cadenza ritmica solenne. con pause efficaci. prima della visione beatifica" (Fallani). quasi di salmo gregoriano. ma faticosa espressione che richiama il verso finale del canto precedente. un tempo. arricchiscono la parafrasi di un particolare tono di poesia. Per questo. con riprese e lievi varianti e amplificazioni. Se nel purgatorio pregano sempre per noi. che scaturisce dalla realtà vivente dei peccatori. il rapporto fra gli uomini che vengono così trasformati in fratelli. mentre. curvati verso la terra. in modo che possiate iniziare il volo. quali preghiere e quali opere si potrebbero fare nel mondo per le anime penitenti da parte di coloro la cui volontà di suffragio nasce da un cuore in grazia di Dio? E' giusto aiutarle a cancellare le macchie di peccato che hanno portato dal mondo. ora con la preghiera per color che dietro noi restaro entra nel circolo vastissimo e corale di tutto il mondo ch'è allo stato di prova". con estrema chiarezza. in modo che. purificate e prive di peccato.23. e se esistono più passaggi. salvandoli dal pericolo estremo" (Marzot). girando tutte intorno al monte lungo la prima cornice.. gemono sotto il peso del rnacigno che li doma. possano salire al cielo. "fatti teneri della tenerezza che il Padre ha mostrato loro.

è lento nel salire. L'anima che parla a nome dei suoi compagni di pena (le lor parole) è quella di Omberto Aldobrandeschi.e preparano gli episodi seguenti. ma è momento ricorrente in ogni altra cornice. riempì a lungo le cronache toscane. la sofferenza delle anime. Per questo la nuova siuazione poetica si sdoppia tra lo spettacolo di quello che l'uomo fu in terra . di cui l'anima coglie qualche vivido presagio. che perdura per rendere possibile il rimorso salutifero. perché è da questo che nasce la poesia del Purgatorio. più attendibile. Omberto fu signore di Campagnatico. a causa del peso del corpo di cui è rivestito. http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio perché questo che procede con me. morto fra il 1253 e il 1256. il futuro. e.44 . più che negli incontri che ne occupano la seconda parte. sempre più lontanante. sia per la sua politica incerta fra Papato e Impero. e per ispirargli pietà di questo peso.htm (3 di 9)08/12/2005 9. figlio di Guglielmo. la loro serena rassegnazione e la commossa partecipazione di Dante .animoso. e troverete il passaggio che può essere salito da un vivente.la cui umanità appare tutta in due versi (35-36) . che è ancora vivo e non ha detto il proprio nome. Io fui italiano e fui figlio di un grande toscano: mio padre fu Guglielmo Aldobrandesco.virgilio. sia per il suo accanimento contro Siena. non si capì da quale anima fossero pronunciate. Essa infatti "si muove tra i limiti di un passato. secondo l'altra. I motivi drammatici emergenti da questa disposizione interiore delle anime e dalla figurazione scenica si ripercuotono nell'animo. Mori nel 1259. e con l'aiuto dei Fiorentini continuò contro Siena le lotte iniziate dal padre. di contro al suo desiderio. per vedere se lo conosco. morì eroicamente. Le parole. di Dante . uno di speranza . e intorno alla sua morte esistono due versioni: secondo la prima fu ucciso da sicari inviati dai Senesi.. E questi due aspetti si scontrano dentro l'anima del penitente. che rintuzza ogni aggressività di natura e pone un sorriso nella realtà della propria storia. ma si dìsse: « Seguiteci a destra lungo la parete. (Marzot). E se io non fossi impedito dal masso che piega il mio capo superbo. si risolve nelle terzine 25-39. su cui posi col pensiero. appartenente alla nobile famiglia ghibellina dei conti di Santaflora. guarderei costui. magnanimo . il cui motivo conduttore .» Il centro drammatico del canto.23. nell'esercizio mite della penitenza. L'umano delle anime penitenti si esprime o si esalta in due sospiri: uno di rimorso.it/brdeb/Dante/prosa/undicip. per cui sono costretto a tenere il viso abbassato. non so se il suo nome sia mai arrivato alle vostre orecchie. Il nome di Guglielmo.. prode. difendendo il suo castello contro i Senesi. nel Grossetano.non solo si dispone lungo l'arco dei tre canti dedicati ai superbi.e il senso dì quiete laboriosa. che non ha una storia intermedia. che risposero a quanto aveva detto la mia guida.

essendo in lui ancora all'inizio quel processo di ascensione che invece già tanto ha eliminato del contingente presente in Oderisi e Provenzano Salvani.. continuamente spezzato dall'alzarsi improvviso della voce in un moto dell'antica superbia (s'io non fossi. Non è ironia quella che muove questo discorso. che ciò fu causa della mia morte.htm (4 di 9)08/12/2005 9. il come si riferirà al coraggio con cui eglì cadde. e il penitente. non quella che parlava. Non c'è più il cuore di una volta. fin tanto che la giustizia divina abbia ricevuto soddisfazione. Se si accetta la versione dell'assassinio. guardere'io.23. la terra. Per ascoltare abbassai il viso. il vanto di Gubbio e il vanto di quell'arte che a Parigi è chiamata illuminare (alluminar: miniare) ? » Oderisi (o Oderigi) da Gubbio fu un celebre miniatore. non pensando che unica è la madre di tutti. Alcuni http://xoomer. di un'oscillazione lenta a risolversi fra il guerriero di un tempo. Omberto morì. disprezzai a tal punto il mio prossimo. dal momento che non l'ho fatto mentre ero vivo ». nel breve cono d'ombra che la colpa proietta dentro di lui.. io questo peso porti. poi ch'io nol fe') e dal suo piegarsi altrettanto improvviso in una voluta ricerca di umiltà (la cervice mia superba doma.it/brdeb/Dante/prosa/undicip. si muove il superstite senso della terra.. si torse sotto il peso che le opprimeva.. cioè perdura la condizione del carattere (l'orgoglio dell'antico sangue e delle opere leggiadre).. io fui latino. tenendo faticosamente fissi gli occhi su di me che procedevo con loro tutto chinato.. e la superbia ha recato danno non solo a me.. per farlo pietoso a questa soma. abituato al comando.. che. bensì Il sentimento drammatico di una non compiuta vittoria su se stesso. ma. Se si accetta la notizia della fine in battaglia. « non sei Oderisi.. conoscono come.. La caratterizzazione psicologica di Omberto Aldobrandeschi è raggiunta anzitutto attraverso il suo linguaggio aspro. « Oh! » gli dissi.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio L'antichità della mia famiglia e le azioni illustri dei miei antenati mi resero così superbo. lo sanno i Senesi e a Campagnatico lo sa ogni essere parlante.44 ..virgilio. cioè in quale misero modo. perché essa ha trascinato con sé nel male (in vita e dopo la morte) tutti i miei consanguinei (consorti: nel significato medievale di membri di famiglie provenienti dallo stesso ceppo). e mi vide e mi riconobbe e mi chiamò per nome. e una di quelle anime. vissuto intorno alla metà del '200. Ed è necessario che io qui porti questo peso a causa della superbia. e come essa avvenne. difficile. Sono Omberto. qui tra i morti. come vorrebbe il Marzot... bisogna intendere che solo i Senesi che ne furono causa e gli abitanti di Campagnatico che vi assistettero. che sembra fare tutt'uno con la pietra che lo schiaccia contro la terra. io sono Omberto. non so se 'l nome suo già mai fu vosco)..

che afferma di aver visto molte opere miniate da lui. dopo quella della stirpe di Omberto e prima della superbia politica di Provenzano. un materiale particolare usato per accrescere la lucentezza dei colori adoperati dal miniatore. l'Ottimo. gli si sono ormai chiariti in una religiosa filosofia della vanità. cosicché la sua è oscurata: Giovanni di Pepo. con libero riconoscimento. più giovane di Oderisi di qualche anno. dal suo allievo. l'avrebbe conosciuto e stimato profondamente. che a sua volta pare derivi dal latino alumen. Un antico commentatore. Iniziò l'opera di distacco della pittura italiana dalla tradizione bizantina. venata di malinconia. mentre (essendo in vita) potevo ancora peccare. secondo il Vasari. mi rispose « sono più belle le opere che dipinge il bolognese Franco: la gloria ora è tutta sua. Ma è una filosofia umanamente ancor patita. opera che fu continuata. « allume ». Certamente. Del resto la Francia dominava allora questo campo artistico. anche se stesso. se non fosse che mi pentii. di umano e terrestre" (Mattalia). per cui accanto al termine italiano « miniare » esisteva anche la forma « illuminare ». ripreso poi dal Vasari. se non è seguita da un periodo di decadenza! Cimabue credette di essere senza rivali nella pittura. pare abbia soggiornato anche a Firenze.23.virgilio. il più luminoso sorriso delle pergamene miniate dal suo antagonista Franco bolognese.htm (5 di 9)08/12/2005 9. Oderisi. http://xoomer. che in questo periodo subiva l'influenza di quella francese. per quanto possiamo ricavare da questi versi. ed ora è di Giotto tutta la fama. che rappresenta la superbia nell'arte. e non mi troverei neppure qui (sarei ancora nell'antipurgatorio).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio documenti attestano la sua presenza a Bologna fra il 1268 e il 1271. soprannominato Cimabue. resistendo all'ultima e suprema liberazione spirituale. nacque a Firenze nel 1240 e morì all'inizio del 1300. Morì nel 1299. non tranquillamente serena: Oderisi disserta per persuadere.it/brdeb/Dante/prosa/undicip. Franco fu un miniatore bolognese. quale principale esponente della miniatura bolognese. con ancora maggiore decisione. sarebbe stato "miglior maestro" di Oderisi. coniata sul francese enluminer. « Fratello ». Oh quanto è vana la gloria dell'umano valore! quanto poco tempo resta rigogliosa sulla cima del suo albero. (nell'ammettere la superiorità di un altro) non sarei stato così generoso. appare "in una condizione spirituale più monda di scorie psicologiche e terrestri che non Omberto Aldobrandeschi: egli è meglio riuscito a sconfiggere in sé i difficili e rissosi orgogli dell'artista. e a me ne resta solo una parte. mentre ero in vita. a causa del grande desiderio di eccellenza al quale il mio animo era tutto rivolto. Qui si sconta la pena di questa superbia. e all'amichevole enfasi con cui Dante l'aveva salutato onore della sua città e dell'arte della miniatura egli contrappone. Tuttavia tanto di Franco quanto di Oderisi non abbiamo alcuna opera che si possa loro attribuire con assoluta certezza. Giotto.44 . e la vicenda delle altre fame artistiche e letterarie. Dante. e a Roma. quanto in lui sopravvive. oltre Dante. I ricordi delle accanite lotte per la conquista del primato nella propria arte.

e forse è nato chi oscurerà la loro fama. c'è da superare la difficoltà del fatto che la gloria del Guinizelli non si può più oscurare. che qui Dante alluda a se stesso. ma consapevolezza delle proprie capacità poetiche (cfr. se poeta. 3. amico e maestro di Dante. nato a Bologna fra il 1230 e il 1240 e morto nel 1276. molto nobile". fu grande rappresentante del dolce stil novo. 6. Con la sua opera il rinnovamento della pittura italiana è ormai un fatto compiuto. 15. 9. versi 52-54). Guido Guinizelli.23. ma particolarmente "arrogante e. e cambia nome ogni volta chi cambia direzione. 20. fece risuonare del suo nome tutta la Toscana. secondo molti commentatori antichi e moderni. a colui che.. Tuttavia questo giudizio si svolge nell'ambito di una profonda meditazione intorno alla caducità dei fatti e della gloria terrena. che ora spira da una parte ed ora spira dall'altra. 6) ed esalterà la sua poesia nel canto XXVI del Purgatorio.. cosicché anche Dante riconosce di non potersi sottrarre alla legge del tempo: come Cimabue. dal momento che essa è già stata distrutta dal Cavalcanti.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio afferma che fu "pintore. dopo un'intensa attività.htm (6 di 9)08/12/2005 9.virgilio.. fu iniziatore della scuola poetica del dolce stil novo (della quale Dante fu uno dei principali esponenti). Questa affermazione non è superba esaltazione di sé. Padova e Firenze. Dopo innumerevoli studi la maggior parte dei critici è d'accordo nell'ammettere fra Dante e Giotto rapporti di amicizia e di stima. se pittore. il Guinizelli e il Cavalcanti sono già stati dimenticati. anche il canto XXIV del Purgatorio. Colui che cammina a passi così brevi davanti a me. la fama di Guido Cavalcanti (l'altro) : riferendo l'uno e l'altro ai due Guidi.. Tuttavia è più esatto intendere. 5. sdegnoso". La gloria umana non è altro che un soffio di vento.di abbandonare il linguaggio dei bimbi (il pappo e il dindì rappresentano la storpiatura infantile di « Pane » e « moneta »). oscurerà la fama di Gíotto (l'uno). sia per la concezione dell'amore sia per l'uso raffinato del volgare. Il. presto lo saranno anche Giotto e lui stesso.44 . 7) e nel De Vulgari Eloquentia (1. morì nel 1300. 4. che supererà in grandezza i due poeti precedenti. così Guido Cavalcanti ha strappato a Guido Guinizelli il primato nell'uso della lingua volgare. Dante lo loda particoIarmente nel Convivio (IV. L'espressione e forse è nato chi l'uno e l'altro caccerà del nido pare voglia alludere. 6. ed ora http://xoomer. versi 52-72).it/brdeb/Dante/prosa/undicip. se muori vecchio. Nato poco prima del 1260. seguendo alcuni interpreti antichi. figlio di quel Cavalcante dei Cavalcanti da Dante posto nell'inferno fra gli eresiarchi (canto X. Guido Cavalcanti. della quale le principali testimonianze si trovano oggi ad Assisi. Giotto di Bondone del Colle nacque a Vespignano (vicino a Firenze) intorno al 1266 e morì nel 1337 a Firenze. Quale fama più grande avrai. di quella che avresti se fossi morto prima. prima che siano trascorsi mille anni? perché (mille anni) rispetto all'eternità costituiscono un periodo di tempo più breve di un battito di ciglia rispetto al movimento del cielo che ruota più lentamente degli altri (al cerchio che più tardi in cielo è torto: il cielo delle stelle fisse che impiega 360 secoli a compiere la sua rivoluzione).

perché è in rapporto con l'eternità. dopo la vittoria ghibellina di Montaperti. la vostra nominanza è color d'erba. nel Purgatorio il ritmo del tempo è avvertito dalle anime perché è segnato dalla loro progressiva ascesa verso l'alto attraverso le varie cornici. Colui che fu sire in Siena è Provenzano Salvani. e per tutto il campo portato fitto in su una lancia" (VillaniGronaca VII. La vostra fama è come il colore dell'erba. Cimabue e Giotto.23.it/brdeb/Dante/prosa/undicip. che illuminano e coprono con rapidi trapassi (neppure una generazione intercorre fra Oderisi e Franco. ed ebbe nelle sue mani il governo di Siena dopo il 1260. dei due Guidi. che sembra dapprima affacciarsi con il vigore dell'invettiva (oh vana gloria del'umane posse!) si svolge poi entro il ritmo solenne di una contemplazione. se egli certo si sente tanto al di sopra dei due Guidi. il Poeta giunge all'enunciazione di una legge universale. sente ed esprime con così gravi parole" (Grabher). attraverso quella della mobilità del fiato di vento. perché subito il suo nome e la sua gloria sono sommersi dal valore universale della legge umana che egli. là dove più visivamente si impone il trapassare del tempo: dalla suggestiva figura dell'albero con il suo breve e alterno verde. Nel 1269 a Colle di Valdelsa partecipò ad uno scontro fra Senesi e Fiorentini e "fu preso e tagliatogli il capo. però. si identifica col presente. è nell'intervento dell'etterno e del cielo: sulla .htm (7 di 9)08/12/2005 9. Ed io gli dissi: « Le tue veraci parole mi infondono un sentimento di buona umiltà. grandeggia il tempo (pria che passin millanni) e sul tempo. Dove però la visione si dispiega più commossa e fatta più certa nelle sue affermazioni. che appare e scompare. e appianano il mio animo gonfio di grande superbia: ma chi è colui del quale ora stavi parlando? » http://xoomer. La loro vita spirituale è in movimento continuo verso la perfezione. l'eterno. per concludersi con una ripresa del motivo coloristico. Guido Guinizelli e Guido Cavalcanti) gli individui. Solo questo « tempo » ha valore. e che si distenderà all'infinito senza mutamenti. e dall'esperienza storica dì Cimabue. non osa gridare alto il suo nome e affermare la sua gloria. versi 91-93). Al concilio dì Empoli. che è la dannazione derivata da quel peccato. inopprimibile elemento umano.» La perorazione di Oderisi si inquadra perfettamente.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio a malapena è ricordato a Siena. che trascende anche lui. che a quel tempo fu superba così come ora è avvilita. fu tra coloro che sostennero la necessità di una distruzione totale della guelfa Firenze (cfr. mentre i mill'anni della terra rivelano tutti la loro caducità attraverso il rapido avvicendamento di luci e di ombre. di Giotto. che fu uno dei più autorevoli ghibellini della Toscana. Questa legge universale. della quale era signore quando venne distrutta la baldanza fiorentina. significato ideale nelle immagini prese dalla vita della natura. 31). "L'alta coscienza che Dante ha di sé e della sua opera resta nel fondo. e viene seccata dal sole ad opera del quale esce dalla terra ancora immatura. che trasferisce ogni. Inferno canto X. dopo lunga meditazione. nel concetto di «tempo» del mondo purgatoriale: se nell'inferno il passato immobilizzato nell'atto del peccato. Dagli esempi particolari di Omberto e di Oderisi. e il movimento presuppone una misura oggettiva delle ore entro cui svolgersi.virgilio.fama.44 .

Un suo amico.virgilio. che i tuoi concittadini ti metteranno in condizione di poter in terpretare le mie parole. di gentile malinconia nel parlare della ricerca affannosa della fama. e so che le mie parole sono oscure. prima di pentirsi l'ultimo istante di vita. « messo da parte ogni sentimento di vergogna. qualcosa di così energico da sottomettere la superbia stessa: trionfo della bontà umana tra i più forti impedimenti.44 . di sua spontanea volontà si piantò sulla piazza del Campo di Siena (la più importante piazza della città). Bartolomeo Saracini secondo alcuni. senza so stare nell'antipurgatorio come avrebbe dovuto. dal momento in cui è morto: tale pena deve pagare chi nel mondo ha troppo presunto di sé. grazie ad un grande atto di umiltà. qualcosa oltre la superbia. per quale motivo a Provenzano fu concesso di accedere (al purgatorio vero e proprio) ? » « Quando era nel momento più glorioso della sua vita » disse. annientato quasi sotto il masso che lo costringe a prendere del cammin sì poco. doveva pagare. e lì. la sua fierezza partigiana. per aver salva la vita. o http://xoomer. che sono quelli interiori.per liberare l'amico.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio « Quello » disse « è Provenzano Salvani. elegante nei modi. "non sforzando alcuno. si ridusse (a mendicare) tremando (per l'umiliazione) in ogni fibra. finché raggiunse la somma necessaria. Provenzano non parla. in quanto drammatico. ma passerà poco tempo. prima che sia passato tanto tempo quanto visse. Vinea o Mimo dei Mimi. diventa pieno di eloquenza ammirativa nel presentare la figura di Provenzano Salvani. fatto prigioniero da Carlo I d'Angiò nella battaglia di Tagliacozzo. la volontà eroica che lo piegò liberamente a mendicare per l'amico: "C'era. Così curvo ha camminato e cammina.htm (8 di 9)08/12/2005 9. una taglia di diecimila fiorini. resta qui sotto (nell'antipurgatorio) e non può salire il monte se non l'aiuta la preghiera di un cuore in grazia di Dio. secondo altri.» L'artista colorito. Non ti dirò altre cose. per liberare un suo amico dalla pena che soffriva nelle prigioni di Carlo d'Angiò. essendosi pentito solo in fine di vita. Questa azione gli evitò la sosta nel l'antipurgatorio (li tolse queí confini). e si trova qui perché ebbe la superba presunzione di impadronirsi di tutta Siena. ma umilmente domandando aiuto" (Ottimo). dunque.it/brdeb/Dante/prosa/undicip.» Ed io: « Se l'anima che aspetta. A Provenzano Salvani fu concesso di entrare subito nel purgatorio. in quel superbo. tanto più significante della forza incoercibile di essa" (Croce). e perciò. antitesi amarissima con la sua vita di sire di un tempo: per questo più facilmente la sua apparizione si trasforma in autoritratto di Dante. Provenzano nel Campo di Siena cominciò a chiedere l'elemosina ai suoi concittadini.23. senza riposo.

quando "è la carne stessa che trema.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio definizione autobiografica attraverso l'incontro con una creatura sorella.virgilio. tutto il suo essere che si capovolge nell'imperio audace. che Oderisi rivela con quel verbo « chiosare ». sopra.htm (9 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/undicip. di sé" (ApolIonio).44 . portando a compimento quel processo di identificazione con la sorte dei superbi da Dante iniziato procedendo tutto chin con loro.23. Nell'atto di Provenzano. è riassunta la storia dell'esilio di Dante. la sua persona che s'impietra. e finalmente vittorioso. 2003 . che si conficca alla fine del verso con la stessa potenza del tremar per ogni vena.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.

"fattosi in margine e come sulla soglia tra il mondo dei vivi e quello dei morti.che inserisce subito il lettore nella linea del canto. sebbene i miei pensieri continuassero a restare umili e privi del turgore della superbia. come ogni altro.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . ma uno solo. ha invece.Parafrasi PURGATORIO CANTO XII Io camminavo con Oderisi oppresso dal peso. a proprio tormento e contrizione. farà riaffiorare.. ma quando disse: «Lascia i superbi e procedi oltre. mi raddrizzai nella persona così come si deve fare per camminare. con un significativo moto progrediente dall'astrattezza di una dimensione interiore . Il canto. ed entrambi già mostravamo (camminando spediti) quanto eravamo privi di ogni peso. Io mi ero incamminato. l'oratore che nei versi or superbite.i pensieri . fIglioli d'Eva assale veemente e con fiera ironia" (Marzot). le immagini di luoghi familiari. osservare il pavimento sul quale appoggi i piedi ». le chiese con le tombe terragne e le scalee per salire da Firenze a San Miniato.53 .alla concretezza di una proiezione esteriore .virgilio. Dante. ma si trasforma in evidenza di esempi. Ha fatto propria la sofferenza dei superbi fino ad accettare lo stesso modo di procedere (come buoi che vanno a giogo). chiuso in un giudizio negativo da parte di molti critici a causa della parte centrale (versi 25-69). e seguivo con gioia i passi della mia guida. "una sua fisionomia ed una sua unità di tono morale e di modi http://xoomer. di fronte allo spettacolo di un male che si distende nel tempo fIn dalle origini. Dante dunque sarà costantemente « attore » in questo canto. curvo come lui. nei quali è in evidenza il personaggio lirico-drammatico di Dante.23. perché nel purgatorio è necessario che ciascuno. finché lo permise il mio dolce maestro. nel silenzio profondo della cornice. ed egli mi disse: «Abbassa gli occhi a terra: ti sarà utile. dove il tono morale non diviene sentenza o discussione retorica.lo letto delle piante tue . affermando fin dall'inizio. con ogni mezzo porti avanti la sua barca (cioè il suo cammino)». come procedono i buoi aggiogati. per distrarti dalla fatica del cammino.htm (1 di 9)08/12/2005 9. attirerà a sé.. la sua meditazione continua a svolgersi ansiosamente intorno alla necessità dell'umiltà (avvegna che i pensieri mi rimanessero e chinati e scemi). ma soprattutto procederà da solo sopra quegli esempi di superbia punita. diventerà.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. quanto più può. lascia loro e varca. e via col viso altero. La nota altamente umana e pensosamente soggettiva con la quale si era chiuso il canto precedente si dispiega lungo tutto l'arco di questi quindici versI. nel quale ha volutamente eliminato ogni incontro con anime penitenti. per approfondirsi ulteriormente in quel volgi li occhi in giù e. quei quadri: non la schiera dei superbi.

Come le pietre sepolcrali a livello del suolo. riguardo a una potenza catartica del bello . di una prova di bravura nella ricerca di simmetria e di richiami. osserva il Marzot. dinanzi ai quadri della superbia punita torna la situazione del pellegrino nei cerchi infernali. Senza dubbio l'aver trasferito il peccato dalla materia vivente della creatura umana al marmo del monte.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio espressivi. il quale però fa soffrire (dà delle calcagne: come il cavaliere pungola il cavallo con il calcagno che porta lo sprone) solo gli animi pietosi. che c'è tra la rappresentazione diretta della colpa. Cosa nuova è certo aver realizzato questo stato d'animo senza ricorso al colloquio. Vedevo da una parte della via Lucifero. in parte il Marzot. il Poeta ha dapprima descritto la loro pena.htm (2 di 9)08/12/2005 9. Ma Dante deve osservare gli esempi di superbia punita per tranquillar la via: non per godere del male lì raffigurato. Se il Poeta si compiace di un proposito d'arte raffinata (da lui stesso dichiarato nei versi 2223 e 64-68). viene precipitato dal cielo. gli uni e gli altri informati ed incentrati sul valore dell'umiltà. suono. una specie di superiore diletto. che dà alla materia. allo stesso modo io potei lì osservare coperto di sculture.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip.53 . tutto il piano che sporge dal monte per servire da strada. sulla rinuncia ad ogni atto di passione scomposta. però. Nei tre canti dedicati ai superbi. dantesco e medievale in ogni sua parte" (Vallone). sulla celebrazione di un rito dinanzi alla prima ascesa. per cui lì si torna spesso a piangerlo per la fitta dolorosa del ricordo. recano effigiato quello che il sepolto era prima di morire. ma per avvertire la distanza tra il suo spirito. ma è indubbiamente eccessivo quanto afferma il Croce. in un terzo momento li ha uniti nella preghiera corale del «Pater Noster» (per riconoscere come unica gloria quella di Dio). l'ordito si viene svolgendo attraverso un commento morale e ricco di sentimento.23. dopo la sua ribellione. e lo spettacolo del vizio superato. poiché.del resto lontana dalla dottrina estetica del Medioevo . ombra. Ne viene fuori un canto altamente impegnato. e si risolve in una tecnica formalmente perfetta perché cosciente dei suo effetto didascalico. per non ricadere nel peccato).. ormai pronto e forte. 18). anche triste. rifatta coi mezzi dell'arte. nato dal timore. http://xoomer. colore. precipitare dal cielo come una folgore. con la differenza. odore. Il primo esempio di superbia punita rappresenta Lucifero che. si fa linea. un'ammirazione per l'arte trionfatrice che. ma con un migliore risultato rispetto all'esecuzione artistica. sulla sua linea. e la visione di essi. ma se mai affrontando il più difficile compito di smuovere le cose e farle parlare. anche se con visibile parlare.per cui risulterebbe. più che un insegnamento morale. poi le immagini di umiltà che essi devono meditare (come stimolo a praticare questa virtù). al modi gesticolati. all'usata abilità ritrattistica. gravemente mosso. infine riporta davanti a loro le immagini del male (come freno. accentua il distacco e la superiorità morale da Dante raggiunta. "come folgore" secondo la stessa espressione del vangelo di Luca (X. che fu creato più perfetto di ogni altra creatura. e.virgilio. per ricordare i morti. che fa guerra ai sentimenti e li turba.. sciogliendosi da ogni materialità e da ogni possibile riflessione.

si vantò dei suoi quattordici figli (sette maschi e sette femmine) di fronte a Latona. né rugiada. Ancora una volta Ovidio offre il tema della leggenda (Metamorfosi VI. insieme a Pallade Atena e Marte. Ora. versi 58-81). vinta. con quali occhi pieni di dolore io ti vedevo raffigurata sulla via. tra i tuoi quattordici figli morti! Il quinto esempio di superbia punita è ispirato dalle Metamorfosí di Ovidio (VI. è il biblico cacciatore responsabile dei tentativo di costruzione della torre di Babele nella pianura di Sennaar (Genesi X.htm (3 di 9)08/12/2005 9. ucciso dalla tua stessa spada a Gelboè. ancora con le armi in mano. madre di due soli figli. fu trafitto dalla saetta degli dei. come gli altri. a causa della sua superbia fu abbandonato da Dio e. 21). O Saul. Nembrot. una tessitrice della Lidia. 98) che partecipò con i Titani al tentativo di rovesciare Giove dall'Olimpo e che. (giacere) angosciata sui resti della tela che era stata da te tessuta per il tuo male. e osservare coloro che a Sennaar ebbero la sua stessa superbia. da Dante già presentato nell'Inferno (canto XXXI. giacere. versi 5-145). gravando sulla terra con il suo corpo senza vita.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Vedevo dall'altra parte Briareo. dove è appena terminata la battaglia contro i Titani. Vedevo Nembrot stare come smarrito ai piedi della grande torre. 1-4). versi 146-312). così io ti vedevo gìà diventata ragno per metà.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. stando intorno a Giove. piangendo la morte di Saul. vedevo Pallade e Marte. mentre Niobe venne trasformata in una statua. si uccise gettandosi sulla sua spada sul monte Gelboè (I Samuele XXXI. dove sorgeva un tempio a lui dedicato. re di Tebe. primo re d'Israele. né pioggia non cada più su di voi. orgogliosa per la sua abilità. Aracne. che dopo questo fatto non ebbe più il dono della pioggia e della rugiada! Saul. osò sfidare Minerva. Briareo è il gigante dalle cento braccia (Inferno XXXI. http://xoomer. Vedevo Timbreo.23. 1-9). scagliò la maledizione: "O monti di Gelboè. guardare. i corpi dei giganti sparsi sul campo di battaglia. dalla città di Timbra (nella Troade). e. Contro il monte. moglie di Anfione. come qui apparivi morto. 8-9. o monti fatali!" (Il Samuele I.53 .virgilio. Apollo e Diana. Niobe. che Dante già ha ricordato nel canto XVII dell'Inferno (verso 18). Timbreo è il nome con cui veniva indicato Apollo. sconfitto dai Filistei. trafitto dalla freccia divina. fu trasformata in ragno. XI. osserva il campo di Flegra. O folle Aracne. i quali vendicarono la madre uccidendo i quattordici giovani. Davide. O Niobe.

poiché il monile di cui voleva impadronirsi era di origine divina.virgilio. mosse guerra agli Ebrei.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio O Roboamo. regina degli Sciti. Roboamo fu uno dei figli dì Salomone e suo successore. 6). 1-38). essendo stato fabbricato da Vulcano. città della Giudea. assediava Betulia. vi trovò la morte. si era nascosto. dopo tale fatto il suo esercito si ritirò in fuga disordinata (Giuditta VII. poiché le aveva ucciso il figlio che aveva fatto prigioniero. perché chi lo possedette (Giocasta. Dante ricorda la distruzione di Troia e del suoi orgogliosi http://xoomer.23. che lo costrinse ad abbandonare Gerusalemine (I Re XII) Il pavimento di marmo mostrava ancora come Almeone fece sembrare pagata a caro prezzo (perché pagata con la morte) a sua madre la infausta collana. corrotta col dono di una preziosa collana.htm (4 di 9)08/12/2005 9. Il peccato di Erifile non è peccato di vanità. svelò il suo nascondiglio e Anfiarao. Giuditta. Oloferne. 1-3. XXXVII. Tamiri lo fece decapitare e ne gettò la testa in un otre pieno di sangue umano (Orosio . Mostrava come gli Assiri fuggirono sconfitti. re di Persia. ma Erifile. VIII-XV). e come lo abbandonarono lì morto. a capo dell'esercito assiro. con la sua prepotenza e la sua severità provocò la rívolta del popolo. Vedevo Troia ridotta in cenere e in rovine: o rocca di Ilio. fu ucciso dai suoi figli durante una funzione religiosa (II Re XVIII. per punizione il suo esercito venne distrutto e Sennacherib. costretto a prendere parte alla guerra. re degli Assiri. ma di superbia. Sennacherib.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip.Adversus Paganos Il. Almeone uccise la madre Erifile per vendicare l'uccisione del padre Anfiarao. avendo presagito. Semele. Sconfitti i Persiani e impadronitasi del re. senza che alcuno la insegua. Quest'ultimo. la sua morte durante la guerra di Tebe.53 . dopo la morte di Oloferne. quando gli disse: « Fosti assetato di sangue. XIX. Isaia XXXVI. ed io ti sazio di sangue ». ritornato a Ninive. Mostrava la strage dell'esercito e il crudele scempio del cadavere di Ciro che fece Tamiri. Argia) incontrò sempre una fine infausta. 7. Mostrava come i figli si gettarono su Sennacherib all'interno del tempio. oltraggiandone il re Ezechia. però esso fu sventurato. allorché venne ucciso da una donna del luogo. Tamiri. e (mostrava) anche i resti dello scempio fatto (relíquie del martiro: cioè il cadavere decapitato di Oloferne). 1-37. 13-37. ma un carro la trasporta piena di spavento. davvero qui la tua figura non sembra più minacciare. come ti presentava distrutta e degna di derisione la raffigurazione che lì si vedeva! Come ultimo esempio di superbia punita. dichiarò guerra a Ciro. come indovino.

ripetendo un giudizio che era stato dato da Virgilio (Eneide III. finché procedetti a capo chino. quelle del terzo con mostrava.23.una ebraica e una pagana . Giacciono umiliati. finché la terzina 61-63 ripete le tre formule all'inizio dei suoi versi. Almeone. cioè UOM (poiché la V corrisponde alla U secondo la grafia del tempo). Si forma in tal modo un'acrostico (gli acrostici sono comunissimi nella poesia medievale e ne avremo altri esempi nel Purgatorio e nel Paradiso) : VOM. con un'alternanza quasi perfetta di esempi biblici e classici. gli uni e gli altri tratti dalla Bibbia. i secondi dal loro rimorso. ma sottoposti ad un diverso giudizio da parte di Dante. ma caratteristici del Medioevo. Il loro presente è una rovina. gli uni e gli altri tratti dai miti. Ma non urlano. poiché ogni momento della storia. Il loro potere è un segno del passato. cioè manifestazione di un gusto dello "ornato". a sinistra e a destra. "Quello che qui domina è la solitudine. Briareo e i giganti). Per il Vallone i gruppi sono quattro: Lucifero. mentre la terzina finale dedicata a Troia riassumerebbe quelle tre classi di peccato. A questi tre gruppi di terzine corrisponderebbero. L'organizzazione dell'insieme è grandiosa e la corrispondenza dei particolari precisa. quelle del secondo con o seguita (tranne che nel terzo esempio) da un nome proprio.ai lati della via e abbinate secondo la linea orizzontale e verticale: così nei primi quattro specchi. Briareo con i giganti. Niobe e Aracne). resistenti al giudizio estetico moderno. la devastazione.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio cittadini. essendo l'uomo in questo momento sigla e sintesi di folle superbia. ma in ciascuna ricorre il motivo che la lega alle altre e all'impostazíone del canto: la realtà del bene che vince il male e della giustizia che si oppone alla violenza. nel terzo quelli che fecero violenza agli altri per cupidigia (Sennacherib e Oloferne. Secondo il Medin. Niobe e Aracne i superbi contro la divinità. i primi puniti da Dio. il silenzio. allineate in due serie . senza distinzione fra mito e realtà.virgilio. i colpevoli contro se stessi. Erifile e Ciro). uno per terzina. secondo il Parodi. I protagonisti sono dei vinti. secondo un tipo di cultura e un gusto d'arte.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. per il quale la ricerca di struttura era espressione di una suprema chiarezza mentale e la poesia si qualificava come "invenzione elaborata secondo retorica e musica" (De Vulgari Eloquentia Il.53 . 2-3). Il Marzot ritiene invece che le immagini siano. i colpevoli contro il prossimo. che in quelle immagini desterebbero l'ammirazione anche dell'intenditore più raffinato? I morti apparivano veramente morti e i vivi veramente vivi: colui che vide realmente quei fatti non vide meglio di me tutto quanto io calcai con i miei piedi. VI. Tamiri e Troia i superbi contro i simili. il Barbi-Casini e il Porena. Roboamo. ci sarebbero gli attentatori della sovranità divina (Lucifero e Nembrot. i terzi dai loro nemici. scoperti in ogni loro errore. nei secondi i denigratori della legge civile e degli dei (Saul e Roboamo. Nembrot e Saul sono i superbi contro la divinità. tre categorie di superbi: i colpevoli contro la divinità. 2). tremendamente soli con il loro destino" (Vallone). L'ordinamento strutturale e sintattico di questa parte divide le terzine in tre gruppi di quattro terzine ciascuno: quelle del primo gruppo iniziano con vedea. Sennacherib e Oloferne i superbi contro i simili.htm (5 di 9)08/12/2005 9. http://xoomer. gli esempi sarebbero dodici (essendo unico quello di Briareo e dei giganti). Quale pittore o quale disegnatore ci fu mai che sapesse ritrarre l'aspetto e i contorni delle figure. non s'innalzano pieni d'ira e d'orgoglio. Gli esempi di superbia punita sono tredici. sei biblici e sei mitici. L'acrostico costringe l'ispirazione del Poeta entro il breve spazio di una terzina. si offre come utile esempio.

ad una nuova disposizione. Lucifero è visto folgoreggiando scender. su quelli della serie mediana. più che dalla deliberata coscienza di compiere il male. con tracce dolorose e fatali. traviata dalla debolezza e dall'ambizione. Dante con l'espressione dei versi 80-81 vuole indicare che è già trascorso il mezzogiorno e che si è fermato nella prima cornice circa due ore. vedi che l'ora sesta se ne torna dopo aver prestato il suo servizio al giorno. perché vengono dalla fantasia del Poeta fissati nel momento culminante del dramma. Veniva verso di noi la bella creatura. tuttavia. sono di una grandissima evidenza figurativa. e ormai si può salire facilmente (dopo aver eliminato il peccato della superbia) ». dove la creatura umana è più sventurata che colpevole. Niobe con occhi dolenti. pensa che questo tempo non tornerà più! » Io ero talmente abituato ai suoi continui ammonimenti intorno alla necessità di non perdere il tempo. meno ferocemente irridente. Roboamo pien di spavento. perché la colpa dei protagonisti si è ripercossa. che pareva essersi fermato alla dura apostrofe contro i superbi del mondo. La voce pacata di Virgilio orienta l'animo di Dante. Nembrot smarrito.53 .Metamorfosi Il.htm (6 di 9)08/12/2005 9. Ora insuperbitevi.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. e poi aperse le ali: disse: « Venite: qui vicino ci sono i gradini della scala. in modo che all'angelo piaccia permetterci di salire.). Aperse le braccia. Troia in cenere e in caverne. non bisogna più camminare così assorto. psicologica e stilistica. Osserva da quella parte un angelo che si accinge a venire verso di noi. quando Virgilio che procedeva attento a guardare sempre davanti a sé. presentandole come ancelle al servizio del carro del sole (Ovidio . o almeno. sulla storia e sulla natura. disse: « Solleva il capo. mentre il suo sguardo si ferma più compassionevole. Saul su la propria spada. e cercate di non meditare in modo da vedere la strada sbagliata che seguite! Avevamo già percorso una parte del monte e avevamo speso una parte di tempo più grandi di quanto pensasse il mio animo intento (ad osservare i bassorilievi). i giganti con le membra sparte. Prepara il tuo volto e il tuo atteggiamento a un sentimento di riverenza.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio che flagella con forza epica i quadri della prima e della terza serie. che si conclude con un richiamo solenne all'importanza dell'ora: pensa che questo dì mai non raggiorna! L'apparizione dell'angelo nella http://xoomer. versi 118 sgg.virgilio. o figli d'Eva. Tutti i quadri. La mitologia classica personificava le ore. Aracne trista.23. vestita di bianco e (cosi splendente) nel volto come appare scintifiando la stella del mattino (Venere). e continuate pure a camminare a testa alta. che su questo argomento non mi poteva più parlare in modo oscuro.

Divina commedia: Parafrasi Purgatorio pienezza del fulgore del giorno consacra l'istante più solenne del cammino di Dante nel purgatorio. perché vi abbattete così anche davanti a poche tentazioni? Ci condusse dove la roccia presentava un passaggio: qui batté con le ali la mia fronte. il quale fece scomparire in quel periodo alcuni atti o quaderni giudiziari dai documenti di un processo a carico del podestà Monfiorito da Padova (cfr. chiamato poi ponte delle Grazie.avvolge l'animo di Dante nel mistero gaudioso del Paradiso.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. incaricato della vendita del sale alla cittadinanza.Cronaca I. ma (la scala è così stretta che) dall'una e dall'altra parte l'alta parete rocciosa sfiora (chi sale). per salire al monte dove si trova la chiesa che domina Firenze (la ben guidata: detto in senso ironico) dalla parte del ponte di Rubaconte. e contro la sua corruzione. l'ardito slancio della salita viene interrotto per mezzo di una scalinata che si fece in un tempo in cui i registri pubblici e le pubbliche misure di capacità non venivano falsificati. Alla fine venne scoperto e condannato.htm (7 di 9)08/12/2005 9.virgilio. per rivendere la parte restante per conto proprio. creati per volare in alto. facendo quindi diventare più piccola la misura. poiché ogni tratto che passa per gli occhi è musicalmente fuso nell'idea di bellezza. che è anche la fonte di tutti gli altri. e coincide con il momento più alato del canto. un volto che il Poeta non può descrivere. 19). "ove il riso delle poche cose che formano l'angelo . Pochissime anime rispondono a questo invito: o uomini. da una lontananza profonda. Nel secondo fatto. e quel movimento modulato rivela. e rimanda al puro tremolio di stella mattutina . perché viene liberato dal primo peccato. l'idea della bontà paterna che accoglie il cuore pentito" (Marzot). un certo Donato dei Chiaramontesi. e lo metteva in commercio dopo aver tolto per ogni staio una doga. il quale doveva il suo primo nome al fatto che la sua costruzione era stata iniziata nel 1237 sotto il podestà Rubaconte di Mondello. Compagni . riceveva il sale secondo misure regolari di staio. priore nel bimestre 15 agosto~15 ottobre 1299. alla quale ha già diretto l'espressione ironica la ben guidata. http://xoomer. Come dalla parte destra. La ripidità della scala tagliata nella roccia ricorda a Dante quella della scalinata che da Firenze portava alla chiesa di San Miniato al Monte dalla parte del ponte di Rubaconte. Non c'è nulla di veramente descritto. Con il suo gesto l'angelo cancella dalla fronte di Dante il primo dei sette P che gli erano stati impressi alla porta del purgatorio: scompare così il primo peccato. un moto di braccia a tempo con un moto d'ale. quello della superbia (base e fonte di tutti gli altri). poi mi promise che il cammino sarebbe stato libero da impedimenti.).un candore di veste.23. e di ciò Dante si accorgerà durante la salita al secondo girone (versi 116 sgg.53 . avvenuto nel 1283. Riaffiora nel cuore di Dante un motivo polemico contro la sua città. di cui ricorda due episodi. Dei primo fu protagonista Nicola Acciaioli. allo stesso modo diventa più agevole il pendio che qui scende ripidissimo dal girone superiore.

con un frammento umano e familiare. che quasi non avverto alcuna fatica. una voce cantò « Beati i poveri in spirito! » con tale dolcezza. oggetto di riflessione. iniziando il canto delle beatitudini che accompagnerà Dante verso il mondo delle anime sante. e con le dita della mano destra allargate costatai che erano solo sei i segni che l'angelo portiere mi aveva inciso sulla fronte: Chiude il canto un particolare realistico. si staglia vigorosamente nell'atmosfera trepidante delle anime e là rimane a lungo. quale peso mi è stato tolto. ancora incredulo dell'azione http://xoomer.htm (8 di 9)08/12/2005 9. e. La prima delle beatitudini evangeliche (Matteo V. ma elemento strutturalmente importante.53 . Allora mi comportai come coloro che camminano portando in testa qualcosa senza saperlo. hanno compiuto uno dei tanti riti liturgici del Purgatorio. finché i gesti degli altri li mettono in sospetto. e mi pareva di essere molto più leggiero di quanto non mi sembrava (di esserlo) prima nella parte piana del girone. ma sarà per loro una gioia essere spinti a salire ». alla disposizione serena e pacata del Purgatorio. Le parole e il gesto dell'angelo. accompagnati dal dolente commento di Dante (versi 94-96). e cerca e trova e compie la funzione che non si può esercitare con la vista. all'epilogo della narrazione. anche se quasi svaniti. che non solo non sentiranno più fatica.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Mentre noi ci volgevamo verso quella scala. Per questo dissi: « Maestro.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. Già noi stavamo salendo lungo i santi gradini. Ci piace osservare Dante che. ma la conclusione è in quella voce misteriosa che sorge improvvisa. che non si potrebbe esprirnerla con nessuna parola umana. 3) deve essere intesa come esortazione all'umiltà e al disprezzo dei beni terreni. Ah quanto sono diverse queste entrate da quelle infernali! perché in queste si procede accompagnati da canti. nel quale si dissolve la tensione via via accumulatasi nella drammatica raffigurazione della superbia: non momento inutile. il rito dell'assoluzione. Poiché in tutti gli altri gironi sarà sempre un angelo a cantare le beatitudini. saranno completamente cancellati come (lo è stato) il primo. dopo l'impositio (imposizione) dell'angelo portiere e l'executio (esecuzione) espiatoria.23. i tuoi piedi saranno così guidati dalla tua buona volontà. per cui la mano si sforza di accertarlo. non c'è motivo per pensare che qui cantino i penitenti o più angeli: voci è solo "un plurale meramente stilistico" (D'Ovidio). perché riporta il lettore. e in quelle da gemiti di dolore e di ira. spiegami. mentre procedo?» Rispose: « Quando i P che sono rimasti ancora sulla tua fronte. un quadretto di sorridente mimica.

23.htm (9 di 9)08/12/2005 9.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.53 . Virgilio sorrise vedendo il mio gesto. ne va cercando il segno visibile e Virgilio sorride di quest'ultima debolezza.it/brdeb/Dante/prosa/dodicip. 2003 .Divina commedia: Parafrasi Purgatorio della Grazia in lui. e sorride anche il lettore nel trovare il Poeta pronto a mettere in rilievo la propria comica ingenuità.virgilio.

« Se qui aspettiamo le anime per chiedere informazioni » osservava Virgilio. uniforme. essendo già passato mezzogiorno) fece perno sul suo fianco destro. in Sapia. versi 115-120). poiché ombra non li è né segno che si paia. salvo che la sua curvatura (poiché la montagna si restringe man mano verso l'alto) è più stretta. per quanto lento. con un calcolato richiamo all'apertura del canto precedente. In un secondo tempo.htm (1 di 8)08/12/2005 9. e i loro occhi.24. che si oppone con il suo squallore allo stato d'animo gioioso dei due pellegrini. nella raffigurazione degli invidiosi. assecondando la raggiunta serenità del suo discepolo (canto XII. nei poeti ritorna il tremore della solitudine che avevamo avvertito nel lito diserto. ha già tradotto l'atmosfera spirituale e poetica del canto. che grava ossessionante su un paesaggio rozzo.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. si mostrano la parete e il piano nudo e liscio col colore livido della pietra. così come la prima. che si definirà in una concreta individuazione di particolari . dove viene tagliato per la seconda volta il monte che purifica dal male chi lo ascende lì una (seconda) cornice cinge tutt'intorno il monte. » Poi rivolse intento lo sguardo verso il sole. in queste tre terzine. (per volgersi a destra dove si trovava il sole. e fece girare il fianco sinistro. che doveva anticipare anch'essa il senso di misteriosi eventi.05 . « io temo che forse la nostra scelta della via tarderà troppo. che continuerà anche nell'unico personaggio del canto. nella ricerca delle similitudini.virgilio. http://xoomer. pare continuare durante il percorso dal primo al secondo girone. mentre lo sguardo si distende tranquillo sulla cornice che lega dintorno il poggio: è un inizio lento e solenne.e in uno scoperto desiderio di trascendere quegli umani particolari: un gioco dialettico di due momenti in una sapiente alternanza.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . dei superbi. Il Poeta. « O dolce luce nella quale fidando io procedo nella nuova strada. desolato. vengono quasi legati al livido color della petraia. nel ricordo di avvenimenti storico-politici . con cui si era chiuso il canto XII. Il sorriso di Virgilio.Parafrasi PURGATORIO CANTO XIII «Eravamo giunti al termine della scala (che porta al secondo girone). Qui non appaiono anime né figurazioni scolpite.nella descrizione della natura. rendendolo "uno dei più complessi e delicati impasti di ritratto della Divina Commedia" (Momigliano). guidaci » diceva Virgilio « come è necessario guidare in questo girone. abituati al bianco fulgore del marmo della cornice precedente e al movimento.

htm (2 di 8)08/12/2005 9. mentre. la quale è percepita dai penitenti. secondo molti commentatori antichi... balza nell'aria la seconda che dilegua anch'essa. cosicché "avanti che la prima si sia spenta per il fatto di essersi allontanata. lo trasforma in un'eco misteriosa. http://xoomer. più che ricordare il dolce color d'oriental zaffiro. viene sostituito da una tecnica « di suggerimento ». cum tucte le tue creature spetialmente messor lo frate sole. de te.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Tu riscaldi il mondo. un'altra voce passò gridando « Io sono Oreste ». tu risplendi sopra di esso: se un altro motivo non spinge a seguire una via contraria..» La preghiera che Virgilio innalza al sole è un'invocazione della Grazia divina. nulla tralasciando per una loro migliore determinazione. è impregnata dello stesso sentimento di profondo amore verso il creato che regge nel Cantico delle Creature di San Francesco l'inno di lode al sole: "Laudato sie. quando si sentirono volare verso di noi.. dove si deve svolgere prima attraverso una via visiva. secondo quasi tutti i commentatori moderni. Il fortissimo sentimento narrativo che costruiva in rilievo e in sviluppo le sculture dei primo girone. Nel secondo girone voci misteriose gridano esempi di carità. queste voci "si prolungano. et ellu è bellu e radiante cum grande splendore. ) di rivolgere la brevissima domanda: padre. da quell'immagine vastissima di luce sospesa sopra il inondo che "scalda" e "illumina".24. e passando oltre noi continuò a ripetere quelle parole.. Avevamo già percorso nel girone tanto spazio.virgilio. ma non si videro. dove l'animo si abbandonava a un puro godimento estetico.. mi signore. Tuttavia chi legge ricorda con sforzo il sottinteso allegorico. in breve tempo. il primo dei quali si riferisce a un passo del vangelo di San Giovanni (Il. mentre la terza irrompe lasciando a Dante appena il tempo (e com'io. 1-10). alle nozze di Cana.. per invitare infine all'eroismo cristiano totale. osserva il Grabher. e anche questa non si arrestò.05 . lo quale iorna. et allumini per lui.. la quale. proprio grazie alla sua forza suggestiva: la meditazione in loro è più immediata che nei superbi. dopo l'amoroso e sollecito intervento della Vergine in favore degli ospiti rimasti senza vino.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. La prima voce che passò volando pronunciò in tono alto « Non hanno vino ». i tuoi raggi devono essere sempre di guida. nell'anima". dalle une alle altre. E prima che non si udisse più per il fatto che si allontanava. altissimo. in cui è descritto il primo miracolo di Cristo. come in una scia. grazie al nostro ardente desiderio.. quanto nel mondo si calcola per un miglio. che è la guida abituale dell'uomo finché non interviene la sovrannaturalità della Grazia. che nel momento stesso in cui accenna al fatto. degli spiriti che pronunciavano cortesi inviti alla carità. ecco .. porta significatione". che voci son queste?" Sarà un « crescendo » musicale e spirituale che dall'appello a compiere un dono sale al sacrificio della vita per salvare l'amico. è una preghiera rivolta alla ragione naturale. chiusi nella loro cecità. essendo la sua attenzione tutta presa da quell'«inno al sole» trasferito dal mondo pagano a quello cristiano.

e ciascuna è appoggiata alla roccia». E il valente maestro: « Questo girone punisce il peccato d'invidia. poiché. penso che udrai questo esempio prima di giungere alla scala che porta al terzo girone (al passo del perdono: dove sarà perdonato il peccato d'invidia). guardai davanti a me. udii gridare: « Maria. 27). che la loro persona mi appariva distinta. Non credo che nel mondo esista oggi un uomo tanto duro. Gli invidiosi recitano le litanie dei santi. udii gridare « Michele » e « Pietro ». « padre mio. e perciò le corde di cui è fatta la sferza che punisce (le corde della ferza: cioè gli esempi) sono vibrate dall'amore. quando giunsi così vicino ad essi. L'esempio supremo di carità è nel precetto dato da Cristo nel discorso della montagna: "Amate i vostri nemici" (Matteo V. nella parte centrale gli angeli (tra cui Michele) e gli apostoli (tra cui Pietro) . (I penitenti) mi sembravano coperti di una povera veste dura e pungente. a Pilade. e uno sosteneva l'altro con la spalla. venne scoperto e arrestato insieme con Pilade. se ne stanno davanti alle chiese durante le http://xoomer. nelle quali all'inizio è invocata per tre volte la Vergine.24. Allora osservai con maggior attenzione. e vedrai un gruppo di anime sedere davanti a noi. e « Tutti i santi ». Il freno (cioè l'esempio per non cadere nel peccato) deve essere di contenuto opposto al peccato: a mio giudizio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Il secondo esempio ricorda l'amore fraterno che legava Oreste. e opponendosi Oreste al suo sacrificio. e vidi anime ricoperte di manti dello stesso colore della pietra. dagli occhi uscì con le lagrime il dolore che mi gravava l'animo. Ma ficca lo sguardo con attenzione attraverso l'aria.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. figlio di Agamennone. 44. Il primo.virgilio. per evitargli la morte. da non essere mosso a compassione da quanto io vidi in seguito. « Oh! » dissi. poiché entrambi gridavano "Io sono Oreste". uccidendone l'assassino Egisto. e tutti erano sostenuti dalla parete: nello stesso atteggiamento i ciechi. Iniziò fra i due una commovente gara. prega per noi! ». mentre alla fine l'invocazione si estende a tutti i santi. ecco la terza voce che diceva: « Amate coloro dai quali avete ricevuto il male ». a cui manca il necessario. che voci sono queste? » E non appena ebbi fatto questa domanda. Luca VI. E quando ci fummo portati un poco più avanti.05 . che voleva vendicare la morte del padre. volendo Pilade sostituirsi all'amico.htm (3 di 8)08/12/2005 9.

sono ora chiusi alla luce del ciel: una cecità flsica che dipende da quella cecità morale per cui essi capovolsero la visione del mondo e delle cose. non scossa neppure dall'immagine dei mendicanti ciechi abbandonati davanti alle chiese. intona una allocuzione solennemente retorica. aggiogato ad una stessa penitenza. ed è in questo tono dimesso. che si dispone la raffigurazione degli invidiosi. s'investe dell'atmosfera psicologica della cornice: piange in silenzio. http://xoomer. che in vita godettero nell'osservare il dolore altrui. accenna a Virgilio quando vorrebbe parlare. L'elemento essenziale . subito ridiscende alle prime parole accorte di Sapia. sulla metafora della luce e sulla metafora del fiume. perché la scena dei mendicanti e l'immagine dei falconi dalle palpebre cucite appartengono al mondo di normali esperienze del Poeta. Per sottolineare la durezza del castigo Dante ricorda. di cui ora sto parlando. ridotta ad un solo.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip.virgilio. perché un filo di ferro trapassa e cuce le palpebre a tutti i penitenti nello stesso modo in cui si cuciono agli sparvieri selvatici. ai quali venivano cucite le palpebre affinché potessero essere più facilmente ammaestrati. senza accecarsi. insieme con l'immagine della ferza (versi 37-39). versi 100-108).. Ma le due similitudini che si susseguono rivelano la preoccupazione di riportare su un piano di contenuto realismo. "Il pellegrino.. il livido color. E come ai ciechi il sole non giova. La pena della cecità colpisce gli invidiosi in base a una dura legge del contrappasso. che coi superbi andava di paro. un'operazione consueta che nel Medioevo subivano gli sparvieri non ancora addomesticati e irrequieti. ma anche per l'aspetto che chiede pietà non meno (delle parole).05 . la rípa. creando un bassorilievo uniforme. anche se tale natura appare priva di ogni travolgimento. di preciso disegno quanto a quel piano sembrava volersi sottrarre.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio feste in cui si concedono indulgenze per chiedere l'elemosina. ma non ero da loro visto: perciò mi rivolsi al mio saggio consigliere.. fino a dare l'impressione. quando non rimangono tranquilli. perché io vedevo gli altri. Inoltre queste similitudini ribadiscono tutta la struttura realistica del canto. così qui la luce del cielo non vuole concedersi alle anime. mentre camminavo. qui. Le ombre con manti al color della pietra non diversi partecipano di questa stessa immobilità. affinché la pietà penetri subito nel cuore della gente. così s'allenta la ripa. che accortamente lo corregge. Mi sembrava. canto XII. in ogni momento. per salire al monte. nei versi 71-72. e parla da vicino e dimesso" (Apollonio). di ogni deformazione infernale. sostituendo all'amore verso il prossimo il desiderio del suo male. a sua volta chiuso nell'aspetto negativo. sommessamente intento. perché i loro occhi.. con quella del mento levato in alto a guisa d'orbo (verso 102) e con lo svolgimento di tutto il discorso di Sapìa.24.la staticità è di immediata determinazione nella natura. per fornire il contrappunto alla misteriosa musicalità e lievità degli esempi di carità. di compiere un atto scortese.htm (4 di 8)08/12/2005 9. non solo per il suono lamentoso delle parole. essendo riferibile. immobilizzato termine. di una esasperazione figurativa simile a quelle dell'Inferno. privo di qualsiasi movimento esteriore che non sia quello delle lagrime (versi 83-84). ad una misura umana (come. ad una prima lettura. e l'uno abbandona il capo sulla spalla dell'altro.

ditemi (in nome di questo augurio). » Nel Medioevo la distinzione fra la città terrena (o Gerusalemme terrena) per indicare il mondo.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. « O anima » dissi « che ti sottometti alla pena per poter salire. ma tu vuoi sapere di qualcuna che lontana dalla vera patria sia vissuta in Italia. Poiché lo spirito che parla pensa di avere davanti un suo compagno di pena. Virgilio rispetto a me procedeva dalla parte esterna della cornice.htm (5 di 8)08/12/2005 9. Mi parve di udire come risposta queste parole un poco più oltre il posto in cui mi trovavo. che è attesa e preparazione della vera città: concetto centrale del pensiero cristiano e avvertito con particolarissima intensità dal mondo medievale. così che attraverso essa il fiume dei ricordi possa scendere in tutta la sua purezza (chiaro: cioè non intorbidato da nessuna memoria della colpa). diventate poi patrimonio di tutta la letteratura patristica. un momentaneo esilio. ciascuna di noi è cittadina della città di Dio.virgilio. mentre la vita non è che un breve pellegrinaggio. Tra le altre vidi un'anima che nel suo atteggiamento pareva aspettare. fatti conoscere o attraverso la patria o attraverso il nome. spiega che la vera patria di ogni anima è il paradiso. era di uso comune. dall'altra parte (cioè a sinistra) avevo le anime penitenti. e la città celeste (o Gerusalemme celeste) per indicare il paradiso. se tu sei quella che mi hai risposto. (risponderei che) sollevava il mento come fa un cieco (quando aspetta). e se qualcuno mi domandasse "Come (lo mostrava)?".Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Egli già sapeva che cosa volevo dire io che tacevo.05 . per cui io (avanzando) mi feci sentire ancora più in là. « Fratello. Mi rivolsi a loro e incominciai a dire: « O anime sicure di vedere la divina luce che è l'unico oggetto del vostro desiderio. poiché questa non è munita di nessuna sponda. supplicando in lagrime Dio affinché ci conceda di vederLo.24. ma disse: « Parla. che bagnavano (di lagrime) le guance. « e con queste altre anime purifico qui la mia vita peccaminosa. e cerca di essere breve e chiaro». e risaliva ad espressioni bibliche. http://xoomer. dal momento che mi sarà gradito e caro. le quali premevano con tale forza attraverso l'orribile cucitura. se tra di voi c'è qualche anima italiana. e forse (potendo io procurarle suffragi) le sarà utile se io lo saprò ».» « lo fui senese » rispose. possa la Grazia disperdere presto le tracce impure della vostra coscienza. e per questo non aspettò la mia domanda.

secondo quanto afferma Dante. ed io pregavo Dio che fossero sconfitti (di quel ch'e' volle: di quello che egli volle. Nel giugno 1269 i ghibellini senesi e i loro alleati furono sconfitti dai guelfi fiorentini a Colle di Valdelsa: 'La città di Siena. Le parole di Sapìa nel verso 123 riecheggiano una favola molto diffusa nel Medioevo: un merlo. Mi riconciliai con Dio alla fine della mia vita. dove tenne una bottega di pettini (donde http://xoomer.24. Qui furono sconfitti e conobbero l'amarezza della fuga. Gli ultimi studi intorno alla sua figura storica hanno rivelato qualcosa di più dell'odio fierissimo che portava ai suoi concittadini ghibellini.05 . ne derivai una gioia non paragonabile a nessun'altra. ricevette maggiore danno de' suoi cittadini in questa sconfitta. signore di Castiglione presso Montereggioni e zia di Provenzano Salvani (cfr. più non ti temo". come fa il merlo quando vede un po' di sereno.Cronaca VII. mentre l'arco della mia vita stava già declinando (e avrei dovuto essere saggia). come ti dico. canto XI. Sapìa fu una nobildonna senese. 31). sebbene il mio nome fosse Sapia.virgilio. gridando a Dio: "Ormai non ti temo più (avendo ricevuto soddisfazione)!". il quale per carità ebbe pietà di me. che mi ricordò nelle sue sante preghiere Pier Pettinaio. e che negli ultimi anni della sua vita cedette i suoi possedimenti a Siena. che non fece Firenze a quella di Montaperti" (Villani . moglie di Guinibaldo Saracini. E affinché tu non creda che io t'inganni.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Non fui saggia. nato forse alla fine del secolo XII. I miei concittadini presso Colle erano venuti a battaglia con i loro nemici. visse a Siena. Sappiamo che protesse attivamente l'ospizio per pellegrini fondato dal marito nei pressi di Castiglione. se non fosse avvenuto questo. ascolta se non sono stata.).htm (6 di 8)08/12/2005 9. facendosi beffa di tutti gli altri uccelli ed esclamando: "Domine. perché furono realmente vinti)..it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. Pier Pettinaio. folle. incomincia a cantare credendo che l'inverno sia già passato. e il mio debito verso di Lui non sarebbe ancora risarcito per mezzo della penitenza. Morì nel 1275. alla fine di gennaio. e provai maggior gioia del male altrui che del mio bene (lui delli altrui danni più lieta assai che di ventura mia). e vedendo l'inseguimento fatto dai nemici. tanto che levai verso il cielo il volto con folle audacia. versi 109 sgg.. Nel verso 109 Sapìa allude al fatto che il suo nome ha la stessa radice etimologica di savia e sappiamo che per influsso della Scolastica si diffuse in tutto il Medioevo la concezione secondo la quale i nomi hanno uno stretto rapporto con la sostanza di una cosa o con le qualità di una persona. Dante stesso vi accenna a proposito del nome di Beatrice nel capitolo XIII della Vita Nova. vedendo un po' di bel tempo. che si trovava sulla strada più breve per andare da Roma in Francia.

Maggiore è il timore che tiene sospesa la mia anima a causa della pena del girone precedente (di sotto: dove si espia il peccato della superbia). fa intravedere risolutezza di sentimenti e mal celati impeti di durezza. gesto che ora fa diventare ironicamente quello del merlo. ma "volle" fare pace con Dio da pari a pari. Giudica folle l'invida contro i suoi concittadini ghibellini. per essere poi superato dall'antica. in un fervore di carità che si manifesterà in seguito nel riconoscimento del gran segno dell'amore divino per Dante. come incancellabile è il ricordo del suo compiacimento di fronte a quella disfatta. Solo in su lo stremo si pentì. i tratti salienti del carattere terreno dei suoi personaggi.htm (7 di 8)08/12/2005 9. tanto che già sento gravarmi addosso il peso di quei massi. dove si infligge la massima umiliazione. dunque. come anche slanci di fraternità e di carità. del rimorso. ma per breve tempo. altrettanto certa. di pronta litigiosità. nella quale l'abito dell'invidia è ancora operante. che chiude alla fine la sua apparizione con una velenosa battuta a carico dei Senesi. ma anche risoluto nel pentimento e nel riconoscimento degli altrui meriti. Ma chi sei tu che vai interrogandoci sulla nostra condizione. pur conservando la sua delicata femminilità (o frate mio). Sapìa è uno di quei personaggi danteschi intorno ai quali l'esame critico ha offerto i risultati più diversi. oscillante fra il polo del terreno e quello del divino. con durezza si duole della sua vita ria. Per il critico anche l'ironia finale intorno ai Senesi è pacata e soffusa di tristezza. pronto e intensamente mordace. Corregge con forza l'espressione di Dante (versi 95-96). ma un carattere forte tanto nella colpa quanto nell'espiazione.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio il soprannome). Ma l'ispirazione del Poeta è libera di rivelare. del suo gesto orgoglioso di fronte a Dio. fra la presenza nettissima del peccato e la presenza. come vorrebbe lo Zenatti.24. che sarebbe fuori di posto nella serietà del Purgatorio. di aperta maldicenza. per poi placarsi nell'abbandono alla pace di Dio e alle preghiere di un umile "pettinaio". giudica il Biondolillo. che mai sia stata immaginata". mentre per il Grabher ella ritrae il suo antico carattere peccaminoso per trascenderlo in una spietata analisi di sé. nell'austerità della struttura penitenziale. ad un "personaggio nient'affatto caro e dolce". A maggior ragione poi il Poeta vorrà mettere in rilievo in Sapìa quel tono di mordace ironia. Omberto Aldobrandeschi assume ancora un atteggiamento superbo). di conservare parte della loro natura e delle loro tendenze (Belacqua è ancora un pigro. senza alcun ritorno alla malignità terrena. ride con profonda amarezza di sé. e parli come un vivo?» « Gli occhi » dissi « mi saranno anche qui tolti.05 . l'intensità del suo pentimento la spinge a "Iagrimare" per vedere Dio. non è "la più notevole personificazione od allegoria dell'invidia. Sapìa. e porti gli occhi non cuciti. fu terziario francescano e morì nel 1289 in fama di santità.virgilio. una donna. che è proprio dell'animo toscano e che costituisce una parte dello stesso carattere dantesco. che non fu savia sebbene si chiamasse Sapìa. che.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. perché il contrasto è insito nella sua stessa figura. ma la memoria della loro sconfitta è incancellabile nella sua mente. Il Mattalia ritiene di trovarsi di fronte ad "una acida e altezzosa malalinqua". finché la sua fierezza e il suo orgoglio si abbattono di fronte alle sante orazioni di Pier Pettinaio. maligna ironia che la spinge a deridere la gente vana. fino all'amarezza grottesca del paragone col merlo. così come penso (Sapìa si è accorta che Dante è riuscito ad individuarla). perché poca è l'offesa che essi hanno fatta (a Dio) per essersi volti a guardare con invidia (il prossimo). » http://xoomer.

riabiliti la mia fama presso i miei parenti.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. e vi perderà più illusioni che non a cercare di trovare la Diana. « che è una grande manifestazione dell'amore di Dio verso di te. Ed ella mi rispose: « Chi ti ha dunque guidato qua su tra noi. « Oh. ma senza risultato. ma il luogo malsano.. per indicare coloro che si illudevano di poter disporre. di una flotta.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Nel canto degli invidiosi è la confessione della superbia di Dante. per avventura più che alla sua inclita virtù non si sarebbe richiesto" (Boccaccio . che si diceva scorresse sotto la città. Molto. dalla maggior parte come "capitani di navi".Vita di Dante). di un fiume chiamato Diana. » Siena nel 1303 acquistò a caro prezzo la località di Talamone sperando dì farne un buon porto per un suo sbocco sul Tirreno. Il termine ammiragli è da alcuni interpretato come "appaltatori" addetti ai lavori di ricerca della Diana o a quelli del porto di Talamone. E ti chiedo. ma non parla.. ancor li mortai piedi) per procurarti suffragi (per te) ». perciò cerca di aiutarmi qualche volta con le tue preghiere. che..htm (8 di 8)08/12/2005 9. se desideri che in terra mi adoperi (mova. fu la ricerca. in nome di quello che tu più desideri (cioè: in nome della salvezza). o anima destinata alla salvezza. della stoltezza dei Senesi.05 .. dopo la costruzione del porto di Talamone.. 2003 . presunse di sé. simigliantemente.. Vaghissimo fu e d'onore e di pompa.24. lunga e dispendiosa. Tu li troverai fra quella gente sciocca che spera in Talamone. secondo Sapìa.it/brdeb/Dante/prosa/tredicip. la cattiva posizione e l'eccessiva lontananza da Siena impedirono ogni concreta realizzazione. se mai ti avvenga di passare per la Toscana. questa è una cosa così insolita ad udirsi » rispose. se ritieni di dover ritornare tra i superbi? » Ed io: « Questo che è con me. E sono ancora vivo. e perciò chiedimi pure.virgilio. ma più speranze ancora vi perderanno i comandanti di nave. Altro esempio. superbia di stirpe e superbia di ingegno. che egli ricorderà in altri passi del suo poema e che i suoi più antichi biografi misero concordemente in luce: "fu il nostro poeta di animo alto e disdegnoso molto.

« Non so chi sia. Fu podestà di Faenza. perché tu ci causi tanto stupore per la grazia che ti è stata concessa. Ravenna e di altre città dell'Italia centrale. la velata e pensosa malinconia. l'accenno coperto di Dante alla propria patria. resa più acuta dalla loro cecità. un nobile guelfo di Forlì. poi. un dialogo che immediatamente consegna il clima di alto sentire di tutto il canto. ma so che non è solo: domandaglielo tu che gli seì più vicino. e accoglilo con cortese gentilezza. per potermi parlare. verso 95) diventa un http://xoomer. l'uno chinato verso l'altro. nell'accogliere dolcemente chi può aprire li occhi a sua voglia. significherebbe parlare inutilmente. Così due spiriti. e non gli basta un corso di cento miglia. Di lui si hanno poche notizie: fu ghibellino e ricoprì la carica di giudice a Faenza. senza alcun preludio. attraverso la sensibilità delle due anime.13 . Ed io: « Nel centro della Toscana scorre un fiumicello che nasce dal monte Falterona. Parma. quanta ne produce una cosa mai prima accaduta ».it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. reclinarono indietro i loro visi. parlavano di me lì a destra.Parafrasi PURGATORIO CANTO XIV «Chi è questo che percorre i gironi del nostro monte prima che la morte abbia liberato la sua anima dal corpo. in modo che egli acconsenta a parlare. Rimini e in altre località della Romagna. e può aprire e chiudere gli occhi secondo il suo desiderio? » Parla Guido del Duca degli Onesti.htm (1 di 9)08/12/2005 9. la gentilezza. Io nacqui da un luogo situato lungo le sue rive: rivelarvi chi sono. tutta umana e intimamente caritatevole.24. » L'anima che risponde è quella di Rinieri dei Paolucci. dove il bel fiume d'Arno (Inferno canto XXIII. appartenente ad una nobile famiglia di Ravenna.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia .virgilio. e uno disse: « O anima che procedi verso il cielo ancora legata al corpo. e partecipò fattivamente alle lotte politiche che travagliarorio la Romagna fino alla sua. Nel silenzio ancora carico degli accenti antisenesi di Sapìa si apre. donaci conforto in nome della carità e rivelaci da dove vieni e chi sei. morte (1296). perché il mio nome non è ancora molto noto ». Morì intorno al 1250.

e attrarre pure sulla sua scia le passioni e le memorie iraconde e nostalgiche dell'esule toscano. perché dalla sua sorgente (dal principio suo: dal Falterona). perché il prorompere eloquente e oratorio del canto XIV. dalla quale evaporazione i fiumi (con la pioggia e la neve) derivano le loro acque.. trarrà forza dalla vicenda.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio flumicel.. dal danno del singolo prossimo. Perciò una configurazione drammatica e didascalica dell'invidia non poteva che approdare a una conseguenza eticopolitica.. su uno sfondo figurativo opaco. ma come il contrario della carità di patria. L'invidia della senese Sapìa. nascono da una unitaria concezione drammatica.htm (2 di 9)08/12/2005 9.virgilio. come pervertimento e accecamento di ogni senso morale e civile. oltre ad essere momenti di un'unica sceneggiatura. umana e biografica di Dante e storia e poesia si confonderanno insieme: il tema morale si collegherà con la materia politica e anche la tecnica letteraria si varrà della satira e di toni profetici e apocalittici per esprimere l'accorato sentimento di offesa della giustizia per placarsi nella finale immagine degli eterni corsi dei cieli e delle loro mirabili bellezze" (Piromalli). » E l'altro gli disse: « Perché costui ha nascosto il nome di quel fiume. aspro e nello stesso tempo pietoso.24. dal quale è staccato il monte Peloro. che dalla gioia delli altrui danni perviene alla folle esultanza per la sconfitta disastrosa della propria città. Dante nel verso 32 allude ad una tradizione di origine classica. a quello più lato della vita civile. è così gonfio ed elevato. e quindi a uno sbocco oratorio. dove l'Appennino. si propone come risultato naturale di un tema e di un dialogo già avanzato nel canto precedente. o per una maledizione che http://xoomer.. non solo per far suo il modo distaccato di guardare alle cose. « Se io con la mia mente penetro bene nel contenuto della tua spiegazione» mi rispose allora quello che prima aveva parlato. dopo questo lento avvio. proprio come si fa a proposito di cose turpi? » E l'anima alla quale era stata rivolta questa domanda si sdebitò (dell'obbligo di rispondere) in questo modo: «Non lo so: ma è giusto che perisca il nome di questa valle. proprio di tutto il Purgatorio. « tu stai parlando dell'Arno. Il peccato dell'invidia è da Dante considerato non come uno scambio di livore fra persona e persona. "traborda nelle sue conseguenze. con ricercata gradualità di effetti e di accenti. "L'accentuazione drammatica si leverà a poco a poco ed essenzialmente quando il grande tema del canto. In tale senso i due canti dedicati agli invidiosi. il rimpianto del passato cortese e la deprecazione del tempo presente peccaminoso e corrotto. secondo la quale la Sicilia si staccò dalla penisola in seguito a una scossa tellurica. fino alla foce dove (il fiume) si getta nel mare per ricompensarlo di quelle acque che il sole (con l'evaporazione) gli ha sottratto..13 . e « romagnolo » per forza di eventi" (Grana). che in pochi luoghi supera l'altezza del Falterona. ma per aprire la via alle amare parole e all'invettiva di Guido del Duca contro i territori bagnati dall'Arno. a tal punto la virtù è evitata come una nemica da tutti così come un serpe.

piccolo alla sorgente.htm (3 di 9)08/12/2005 9. i limiti geografici della vicenda terrena di Dante. versi 23-26).virgilio. scendendo verso il piano. dimora di un ramo dei conti Guidi. o per una malvagia consuetudine che li penetra nel profondo. il nome deriverebbe dal castello di Porciano (ai piedi del Falterona). l'immagine medievale della valle abitata da bestie. ma ora il corso del fiume viene rifatto attraverso "una apocalittica metamorfosi che avvolge in una fosca visione infernale tutta la regione toscana e le sue popolazioni". introduce.. ricorda la trasformazione in porci dei compagni di Ulisse operata dalla maga Circe con i suoi incantesimi (pastura). versi 248 sgg. legato alla memoria affettiva del Poeta. La condanna della lotta dell'uomo contro l'uomo e le voci invocanti la pace e la giustizia. che gli abitanti della misera valle hanno così mutato la loro natura. Il primo tratto dell'Arno scorre nell'alto Casentino.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. di un paesaggio così familiare e ridente. Dispiega dapprima il suo corso povero d'acqua tra sudici porci. invece. quello del Medioevo feroce nel quale viveva e che nei costumi e nelle stirpi era andato sempre più degenerando. più degni di ghiande che di altri cibi fatti ad uso degli uomini. per indicare lo stato di abiezione in cui sono cadute le popolazioni dell'Arno. versi 10-20). Secondo altri commentatori.13 . una maladetta e sventurata fossa (verso 51) . II. nel quale hanno rilevanza solo la virtù e il vizio. Per questo anche il linguaggio si trasforma in eloquenza calda e serrata. Il Poeta. per poi spaziarsi avidamente dalle sue modeste origini. per oltre cento miglia. dove la virtù si fuga da tutti come biscia" (Grana) : in un crescendo pauroso la Toscana e la Romagna. trascesi nell'assolutezza di un giudizio storico-politico e morale. Orazio (Epistole I. come un problema morale. era già una metafora morale.. i costumi riprovevoli degli uomini. insaziato. una misera valle (verso 41) . o per alludere alla loro condizione di vita molto primitiva o per il fatto che si dedicavano particolarmente all'allevamento dei suini. Guido del Duca è la voce accorata di Dante che considera con amarezza la realtà morale e sociale del suo tempo. che dopo aver concluso il primo ritmo del respiro spirituale di questa invettiva nella descrizione del corso del fiume. vengono. Trova poi. ma addirittura di una fisica topografica. riprendendo la leggenda omerica attraverso Virgilio (Eneide VII. la deprecazione della violenza dentro la stessa città in cui si lottano quei che un muro ed una fossa serra si esprimono in Dante con forza polemica che condanna i vizi e i disordini dell'ordinamento comunale" (Piromalli). e si allontana http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio viene dal luogo. così che la loro condanna si riflette sulla stessa natura dei luoghi. quanto più si accosta ai temi dell'esperienza personale e sofferta e "come Gioacchino da Fiore Dante avverte il problema fondamentale del suo tempo. con la figura di Circe e dei suoi incantesimi. diventano "una specie d'inferno" (Pistelli) . con un ordine sintattico accuratamente elaborato.24. i cui abitanti vengono presentati come brutti porci. La perifrasi descrittiva (versi 16-18) che aveva colto il fiume toscano da una cima ideale. non pure della cronaca e della storia.). Ovidio (Metamorfosi XIV. che sembrano essere stati nutriti da Circe. una calzante personificazione polemica della cupida anima toscana. dove "i dati reali. cani ringhiosi più di quanto richiederebbe la loro forza.

ora feroci. dopo essersi incassato nei pelaghi cupi del Valdarno inferiore. ora vili. Botoli sono gli Aretini. Procede scendendo. formando il Valdarno superiore. lo definisce "uomo feroce crudele". che non temono trappole capaci di sorprenderle. "li quali come lupi affamati intendono all'avarizia e all'acquisto per ogni modo. ora http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio da loro con disdegno. Guido del Duca afferma di parlare per puro amore di verità: le sue parole saranno motivo di dolore per Rinieri. e quanto più la maledetta e sventurata valle si va allargando. Esce macchiato di sangue dalla sciagurata selva (da Firenze). che neppure fra molti anni potrà risorgere ritornando nella primitiva condizione ». ora sconcie. in un passo della sua Cronaca VIII. Disceso poi attraverso numerosi profondi passaggi. "perché botoli sono cani piccoli da abbaiare più che da altro. trova volpi così piene di astuzia. e sarà utile a costui (Dante). che udrà preannunciare le malvage azioni del nipote Fulcieri. tanto più trova cani che si trasformano in lupi. se si ricorderà anche di ciò che una verace ispirazione mi rivela. perché quelle sventure non gli giungeranno inaspettate. egli fece condannare a morte. compie una grande curva (torce il muso) verso occidente.24. e la lascia in uno stato tale. e così dice che sono li Aretini. spargendo fra loro il terrore. L'Arno. Nei versi 43-54 la storia era diventata un "attuale mito di bestie. Vende la loro carne ancora viva.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip.htm (4 di 9)08/12/2005 9. i cui abitanti sono paragonati "alle volpi per la malizia. permetteranno di sopportare meno duramente i mali futuri di Firenze. per conservare la sua carica oltre il termine stabilito di sei mesi.13 . giunge a Pisa. Il Villani.virgilio. atti ad orgoglio più che a forze" (Buti). fece strumento della politica dei Neri contro i Bianchi e i Ghibellini. con violenza e rubamento e sottomettendo li loro vicini" (Buti). ma a Dante esse. presso Arezzo. I cani aretini cedono il posto ai lupi fiorentini. imperò che li pisani sono astuti e coll'astuzia più che colla forza si rimediano dai loro vicini" (Buti). Né cesserò di parlare per il fatto che un altro (perch'altri: cioè Rinieri) mi ascolta. poi li uccide come belva inveterata nella sua ferocia: priva molti della vita e se stesso dell'onore. Vedo tuo nipote diventare cacciatore di quei lupi lungo le rive del crudele fiume. benché innocenti. 59). I veggio tuo nepote: Fulcieri da Calboli divenne podestà di Firenze nel 303 e. anche se amare. La valle dell'Arno. rivelando anche il nome dei cittadini fiorentini che. per avere l'appoggio dei Neri: vende la carne loro essendo viva.

Da quello che ho seminato (di mia semente: l'invidia) raccolgo questa paglia: o uomini. in base alla quale se un cittadino ricopriva determinate cariche. i suoi "consorti". e a questo proposito rivolsi loro una domanda unita a preghiera. turbarsi e diventare preoccupata. perché rivolgete l'anima ai beni terreni dove è necessaria (per poterli godere) l'esclusione di altri che ne siano partecipi ? Guido del Duca nella sua apostrofe contro l'amore dei beni terreni usa un linguaggio giuridico. perciò sappi che io sono Guido del Duca. E quindi i lupi sono ora vittime sgomente. Ma dal momento che Dio vuole che in te traspaia tanto la sua Grazia. La mia anima arse a tal punto d'invidia. cioè i membri della sua famiglia. la figurazione esaspera i motivi d'ispirazione infernale. e il nuovo misfatto è tale da convertire la riva del fiume in una trista selva". ma a sua volta atteggiandosi ferocemente come antica belva. http://xoomer.24. "Continuando e sviluppando coerentemente l'emblematica fluviale e ferina.htm (5 di 9)08/12/2005 9. Le parole della prima anima e l'aspetto dell'altra mi resero desideroso di conoscere i loro nomi. non ti sarò avaro delle mie parole.virgilio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio perfide" (Grabher) : tale mito trova il suo completamento naturale in un annuncio di sciagure pubbliche. una sorta di demonio sanguinario che sulla riva del fiero fiume e su quei lupi pare eserciti una superiore vendetta. ricevendo il "divieto" di parteciparvi. Questo è Rinieri. con l'irrompere di una figura nuova. mi avresti visto diventare livido. cosicché la satira si cambia in un momento vibrante e lirico. e grandeggia nella pietà che ispira. Come all'annunzio di gravi danni si turba il volto di chi ascolta.13 . questo è il prestigio e l'onore della casata da Calboli. ne restavano esclusi. per cui essa pare acquistare l'intensità che può provenire da una visione tutta interiore. che la vede straziata dalle lotte di parte. nel quale la catastrofe morale e civile della città è dolorosamente rivissuta attraverso il profondo legame d'affetto che lega il Poeta alla sua patria. dove in seguito nessuno si è fatto erede della sua virtù. in una rivelazione tragica e barbara. che se avesse visto uno mostrarsi contento. da qualunque parte il pericolo lo minacci. Firenze si trasforma agli occhi dell'esule. allo stesso modo io vidi l'altra anima. dove di validissimo effetto poetico è l'aver fatto pronunciare la profezia (io veggio) da un cieco. (Grana) In questa immagine. e davanti ai secoli che non basteranno a risollevarla. ricorrente in una legge degli Statuti comunali del tempo. che era tutta volta ad ascoltare. dopo avere accolto e meditato quella profezia.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. per la qual cosa lo spirito che mi aveva parlato in precedenza riprese a dire: « Tu vuoi che io m'induca a fare nei tuoi confronti ciò che tu non vuoi fare nei miei (nascondendomi il tuo nome).

che. Guido da Prada (nel Faentino) visse tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. che visse tra noi Romagnoli. si estirperebbero ormai troppo tardi. Dov'è il nobile Lizio e Arrigo Manardi? Piero dei Traversari e Guido di Carpegna? Oh Romagnoli cambiati in bastardi! Lizio di Valbona. Al tempo del Poeta due fra le più potenti e antiche famiglie di Ravenna. della nobile casata toscana degli Ubaldini. Arrigo Manardi di Bertinoro. Piero dei Traversari.13 . Guido di Carpegna sono signori romagnoli vissuti nel secolo XIII. se io piango.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio E tra il Po. quella dei Traversari e quella degli Anastagi. Federigo Tignoso e la sua compagnia.virgilio. 8) afferma che "cortesia e onestade è tutt'uno: e però che ne le corti anticamente le vertudi e li belli costumi s'usavano. Ugolino d'Azzo. morì nel 1232.24. per quanto esso si coltivi. l'Appennino. perché (il territorio) entro questi confini è a tal punto pieno di piante velenose. erano in piena decadenza. verso 130 dell'Inferno. X. il mare e il Reno (cioè nella Romagna) non solo la sua famiglia è diventata priva delle virtù necessarie ai bisogni concreti della vita e ai suoi lati piacevoli.htm (6 di 9)08/12/2005 9. nella quale l'indignazione di fronte al tempo presente si scioglie in http://xoomer. Quando a Bologna tornerà a rivivere un Fabbro? quando a Faenza un Bernardino di Fosco. si tolse quello vocabulo da le corti. Non ti stupire. estinte). la casata dei Traversari e gli Anastagi (ma l'una e l'altra famiglia si sono. Bernardino di Fosco fu un faentino di umili origini. nobile virgulto venuto da un'umile erba? Fabbro dei Lambertazzi appartenne ad un'antica famiglia bolognese e guidò il partito dei Ghibellini romagnoli fino alla sua morte (1259). che ricoprì la carica di podestà di Pisa e di Siena. le difficili imprese e i raffinati dilettamenti dei quali l'amore e la cortesia suscitavano in noi il desiderio là (in Romagna) dove gli animi sono diventati cosi crudeli.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. sì come oggi s'usa lo contrario. e fu tanto a dire cortesia quanto uso di corte". le donne e i cavalieri. dopo aver trascorso la maggior parte della sua esistenza nella Romagna. quando ricordo insieme con Guido da Prada Ugolino d'Azzo. Sono parole che aiutano a comprendere questa parte del canto. e fu generoso e cortese come la brigata che lo circondava. Federigo Tignoso nacque probabilmente a Rimini. Dante nel Convivio (II. Dante stesso vi allude nel canto XXIX. o Toscano. Sappiamo dell'esistenza di queste compagnie o associazioni mondane e aristocratiche nella società del '200 da storici e scrittori del tempo.

versi 49-51) il http://xoomer. quando l'amore per una donna armava il braccio nei tornei o i castelli aprivano le porte per accogliere generosamente ì cavalieri: due versi cantano nel loro ritmo melodico quel sogno di eleganza e di nobiltà. fieramente.13 . nostalgica lode del passato. ma interiore perfezione. che però "s'ingentilirono in una società formata da donne e cavalieri viventi tra i nobili svaghi della pace" (Piromalli). donne é cavalier. ma anche di quelli del Paradiso: "è come un ripiegarsi dell'animo su di sé e scoprire al di là della triste realtà. e più tardi Marco Lombardo. Faranno bene i Pagani (a continuare la loro stirpe). sede dei Mainardi.24. diventando non solo il centro ideale del canto. Fa bene la casata di Bagnacavallo (i conti MalvIcini.nato dai sentimenti e dai ricordi dell'esule nonché dalle sue aspirazioni ad una vita rnigliore non solo dei canti centrali del Purgatorio. Egli delinea.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. Per questo Dante fa piangere Guido del Duca (versi 124-126). "in rìlevante e certamente intenzionale contrasto col quadro della rissosa ed esagitata Romagna "tirannica" delineato nel canto XXVII dell'Inferno.htm (7 di 9)08/12/2005 9. della poesia e della narrativa brettone. I Pagani. che si estinsero nel 1177. quale risulta dall'incontro del raffinato mondo cantato dalla poesia provenzale con quello. il mondo che amava ancora la cortesia e le virtù individuali.virgilio. infatti. gentilezza di uomini dotati di cuore generoso (nella rassegna di Guido. motivo che verrà ripreso nel canto XVI e che costituirà il tema patetico . pur uscendo da picciola gramigna). Inferno canto XXVII. ma non per questo accadrà che di loro possa più rimanere una testimonianza pura. di una società feudalecavalleresca. Dante. sulla fine del mondo cavalleresco. nei canti XV e XVI del Paradiso". ebbero in Maghinardo da Susinana (cfr. signori di Faenza. che si dà ancora briga di mettere al mondo conti così degeneri . che suscita gli sdegni e li fa violenti. dal momento che si è estinta la famiglia dei tuoi signori e molte altre famiglie nobili (sono scomparse) per non corrompersi ? Bertinoro era una città fra Cesena e Forlì. dopo che sarà scomparso il loro diabolico rappresentante. ma la formula-sintesi di quel mondo. che pur in un diverso tono affettivo. viene esaltato anche chi divenne grande e gentil. perché non scompari. la "cortesia" per Dante non è retaggio di sangue. O Bertinoro. avverso al livellamento e alla degradazione del costume portati dall'avvento della borghesia plutocratica e mercantilesca: che sarà detto in più chiare e dure note. e lo spirito trova nel vagheggiamento di questo mondo uno dei motivi più profondi di sé" (Malagoli). signori dei luoghi fra Lugo e Ravenna). e peggio quella di Conio (vicino ad Imola). conserva il movimento oratorio di quello che lo ha preceduto. una regione in cui lo spirito pur piangendo riposa: il mondo dell'antica cortesia. rievoca il mondo in cui ha trascorso la sua giovinezza. e che aveva fatto proprio un modo di vita lieta. che non ha più dìscendenti. attraverso le parole di Guido. nota il Mattalia il quadro idealizzato. In un lungo discorso. elegante e operosa. e nella figurazione del quale Dante ribadisce il suo atteggiamento e i suoi gusti di aristocratico conservatore. anche se.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio una elegiaca. e famosa per la "cortesia" dei suoi gentiluomini. raccolta prima dal Boccaccio e poi dall'Ariosto nel famoso proemio dell'Orlando Furioso. e fa male quella di Castrocaro (in Val Montone). ma più ricco di fatti guerrieri. occorre rilevare. li affanni e li agi che ne 'nvogliava amore e cortesia. altrettanto raffinato.

quando all'improvviso squarcia la nuvola. apparve come una folgore quando squarcia l'aria. Dopo che. eppure i vostri occhi guardano soltanto verso terra. ed allora. mostrandovi le sue eterne bellezze. re d'Atene.24.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio loro peggiore esponente anche dopo la sua morte (1302) la fama della famiglia resterà rovinata. mi mossi verso destra invece che avanti. Ormai l'aria era tranquilla da ogni parte. restammo soli. Anche gli esempi di invidia punita. figlia di Cecrope. http://xoomer. dal momento che non si aspetta più un discendente che lo possa oscurare. ecco la seconda voce con tale fragore. Ugolino dei Fantolini. Il primo ripete le parole che Caino pronunciò dopo l'uccisione del fratello Abele. uscendo dalla retta via. versi 25-36). consapevole della maledizione divina che lo avrebbe perseguitato.htm (8 di 9)08/12/2005 9. ed egli mi disse: « Quello che hai udito è il duro freno che dovrebbe trattenere gli uomini entro i giusti limiti. amata da Mercurio. perciò. continuando a procedere. Per punizione il dio la trasformò in pietra. Il cielo vi chiama e vi ruota intorno.13 . Ma voi vi lasciate adescare dai beni mondani. ci rendevano sicuri della nostra.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip. Ugolino dei Fantolini fu un faentino di parte guelfa. nei confronti della sorella Erse. Il secondo esempio ricorda l'invidia di Aglauro. strada. il tuo nome è sicuro. o Toscano. con il loro silenzio. Noi sapevamo che quelle anime nobili ci sentivano camminare. perché ora sento molto desiderio di piangere più che di parlare. che sembrò un tuono che segua subito quello precedente: « lo sono Aglauro che fui trasformata in sasso ». e scomparve come un tuono che dilegua. sono gridati ad alta voce. Quando non la udimmo più.virgilio. per stringermi tutto a Virgilio. morto nel 1278 lasciando due figli che morirono alcuni anni dopo senza discendenti. signore di alcuni castelli della Romagna. come quelli di carità (cfr. Ma allontanati ormai. a tal punto il nostro colloquio mi ha attanagliato l'animo». una voce che risuonò davanti a noi dicendo: « Mi ucciderà chiunque mi troverà ». così che l'amo del demonio (antico avversaro) vi attira a sé e perciò poco serve il freno o il richiamo. canto XIII.

htm (9 di 9)08/12/2005 9.it/brdeb/Dante/prosa/quattordicip.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer.virgilio.24. 2003 .13 .Divina commedia: Parafrasi Purgatorio e per questo vi punisce Colui che tutto conosce ».

nella vicenda delle stagioni.Parafrasi PURGATORIO CANTO XV Quanto percorso compie il sole che (oscillando nel suo moto apparente fra i due tropici) pare sempre giocare come un fanciullo. cui la mancanza di peso può conferire. ove -o "scherzare" si definisce fisicamente come "saltare".htm (1 di 8)08/12/2005 9. per acquistare proporzioni di cosmica vastità. pagina della poesia del Purgatorio. sono le tre antimeridiane. La più persuasiva spiegazione è forse quella fornita dal Porena. nona. che precede la sera.24.. fra un tropico e l'altro". dove il Poeta immagina di scrivere. Ove si accetti questa esegesi. come P. in questo uguale. Il paragone tra la luce e il fanciullo che scherza è parso privo. In particolare. nella misura in cui prelude alla tematica delle manifestazioni della luce che sarà propria del canto. quasi imprevedibile movimento.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . si giustifica sul piano della poesia soprattutto. ha definito questo verso "miserabile similitudine". che sempre vuole e disvuole. agli occhi di un poeta. la condotta incostante del fanciullo. libero capriccio (per quanto determinabile entro una formulazione astratta: qui e nel Paradiso i fenomeni luminosi. per il quale critico la similitudine del verso 3 "raffronta. Dante intende spiegare che la quantità di cammino percorsa dal sole fra le sei e le nove è uguale a quella che deve percorrere per tramontare: mancano cioè tre ore. cioè a Gerusalemme. il verso 3 anticipa il versò 18. altrettanta parte del suo cammino. oltre. terza.. di risonanze liriche alla maggior parte degli interpreti. rimbalzare all'opposta parte. agli antipodi. tra l'inizio del giorno e la fine dell'ora terza.virgilio. Ma la similitudine. il significato del perpetuo scherzare della luce non risulta. evidente. sesta.. in costante. e in Italia. e che si trova a 45 gradi di longitudine occidentale da Gerusalemme. il privilegio di una imperitura giovinezza. si http://xoomer.. che una considerazione immediata del verso 3 è suscettibile di conferirgli (anche un critico smaliziato come il Marti si domanda. facendo eco a chi. con quel continuo. sembrava ormai gli fosse rimasta per arrivare al tramonto. antiche a quello della impalpabilità ed inafferrabilità dell'elemento luminoso. e disfà.28 . La luce infatti apparirà in questa. e infatti nel purgatorio inizia il vespero (tra le quindici e le diciotto). o. indipendentemente dalla sua interpretazione in termini astronomici. partendo dalle sei del mattino. fa. Tenendo presente la divisione canonica delle ore del giorno in ora prima. nel purgatorio era il vespero. Anche da un punto di vista logico. solenne ed eterno muoversi della sfera del sole?").it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. e costantemente incostante oscillar del sole. è mezzanotte. assunti a suggerire gli aspetti di più ardua traduzione in termini umani della verità. Venturi. fecondo. per cui il nesso analogico con lo scherzare del fanciullo risulta. il quadro con cui il canto si apre perde quel che di angusto e di irrisorio. a una prima lettura. come il Momigliano. quasi per un inspiegabile. l'ha attribuito ad una "infelice imposizione della rima": "quale mai scherzo fanciullesco. ove si ponga mente. e in Italia era mezzanotte. che al motivo del movimento.

ma poeticamente meno intenso di salta lo raggio all'opposita parte) si trasfigura nel sentimento del pellegrino lontano dalla terra dei suoi affetti. per la qual cosa i miei occhi furono pronti a sottrarvisi. « Che luce è. allorché sentii i miei occhi abbassarsi di fronte alla luminosità (dell'angelo) molto più di prima (davanti alla luce del sole). nella parte opposta (a quella da cui era venuto). se gli angeli ti abbagliano ancora (non essendo completa la tua purificazione) » mi rispose: « è un messaggero celeste che giunge ad invitare all'ascesa. e mi riparai dal sole. Dante allude a un noto principio di Euclide: nel fenomeno della riflessione sopra una superficie piana. Il suo è soltanto un paragone (così mi parve)..htm (2 di 8)08/12/2005 9. » Dopo che giungemmo davanti all'angelo benedetto.24.. Come quando un raggio di sole (che è stato riflesso) rimbalza dalI'acqua o dallo specchio. pur come pellegrin che tornar vuole. E i raggi del sole ci colpivano in pieno viso. versi 4951) : e sì come secondo raggio suole uscir del primo e risalire in suso. dove l'esattezza della costatazione scientifica (uscir del primo e risalire in suso è concettualmente più perspicuo. « e che sembra avanzare verso di noi? » « Non ti stupire. Il fenomeno della luce riflessa si ripropone. quella da cui non posso difendere la vista in modo da poterla sostenere » dissi. che ora camminavamo verso occidente in linea retta. risalendo in base alla stessa legge per cui era disceso.. perché avevamo percorso ( da oriente ad occidente) tanta parte del monte. Presto accadrà che non ti sarà più faticosa la vista di queste cose.it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. ma ti sarà piacevole nella misura in cui le tue facoltà naturali ti permetteranno di sentire. e si allontana dalla perpendicolare di uno spazio uguale a quello di cui si era allontanato cadendo. dolce Virgilio.virgilio. egli con voce lieta ci disse: « Procedete da questa http://xoomer. l'angolo di riflessione e quello di incidenza sono uguali e si trovano ai lati opposti della perpendicolare a quella superficie. perché in realtà la luce dell'angelo lo colpisce direttamente. con la stessa intensità di quel raggìo mi sembrò di essere colpito da una luce riflessa che si trovava dinanzi a me. secondo quanto dimostrano l'esperienza e la scienza.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio definiscono in forme di estremo rigore razionale). con un gesto che attenua l'eccesso della luce.28 . e questa cosa nuova mi era motivo di stupore: per cui portai le mani all'altezza dei miei occhi. umanizzato. in una terzina del Paradiso ( canto I. Dante ha provato la stessa impressione che dà un raggio riflesso improvvisamente e violentemente.

« di quanto sarei se prima avessi taciuto. perché i vostri desideri si rivolgono verso i beni terreni dove per il fatto che altri vi parteciparlo diminuisce la parte che tocca a ciascuno.it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. allora mi rivolsi a lui con questa domanda: « Che cosa volle dire l'anima del romagnolo Guido del Duca. Come può avvenire che un bene distribuito fra più possessori li renda possessori di una quantità più grande. 7). perché grande è la vostra ricompensa nei cieIi" (Matteo V. accennando a "divieto" e "partecipazione" ? » Dante si riferisce al verso 87 del canto precedente. soli. di trarre profitto mediante le sue parole. quanto più numerosi sono coloro che posseggono il bene comune (per quanti si dice più. nel vostro cuore non vi sarebbe quel timore (di essere privati dagli altri di una parte dei vostri beni materiali). poiché. alle parole conclusive di tutte le beatitudini: "rallegratevi ed esultate. Per cui egIi: « Ora conosce gli effetti dannosi del suo peccato principale (di sua maggior magagna.htm (3 di 8)08/12/2005 9. 12). e più giustamente. tanta più grande è la quantità di bene che possiede ciascuno. per una scala meno ripida delle altre due. e tanto più intenso è l'amore che arde in quella comunità ».24. perché la mia mente ha ora dubbi più grandi. dove Guido del Duca aveva ricordato l'amore degli uominì per i beni terreni.28 . Il mio maestro. da altri. raccogli solo tenebre dalla luce di verità delle mie parole.. L'invidia vi fa sospirare. dopo esserci già allontanati da lì. Noi salivamo. « Sono più insoddisfatto » risposi.virgilio. mentre continuavo a camminare. Ma se l'amore dei beni spirituali piegasse verso l'alto i vostri desideri. viene cantata la quinta beatitudine del discorso della montagna (Matteo V. ed io pensai. http://xoomer. contrapponendo all'invidia la misericordia. "nostro": quanto più numerosi sono coloro che dicono "nostro"). quando dietro a noi l'angelo cantò: « Beati i misericordiosi! » e « Godi tu che vinci (il peccato)! » -Nel secondo girone. ed io. quello degli invidiosi. che non se viene diviso fra pochi?» Ed egli mi rispose: « Per il fatto che tu continui a tenere rivolta la mente solo ai beni terreni. cioè l'invidia)..Divina commedia: Parafrasi Purgatorio parte ». salivamo entrambi. e perciò non sia motivo di meraviglia se egli rimprovera gli uomini affinché ne possano piangere dì meno le conseguenze. l'espressione Godi tu che vinci è da alcuni commentatori rìferita alla seconda parte della beatitudine ("perché otterranno misericordia"). in paradiso.

entro una prospettiva di verità che ormai hanno trasceso. II Dio cristiano. è espresso. cresce sopra di essa la luce divina. ed è miracolo.accordato alla fallibilità degli uomini. tanto più si crea la possibilità di un santo amore. quel bene infinito ed indicibile che è nei cieli.nella prima spiegazione impartita al discepolo. vene adombra il mistero della carità. si traduce in accenti poetici che .it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. si concede prontamente all'anima che arde d'amore così come un raggio di sole corre verso un corpo capace di rifletterlo. dei verbi è. a differenza di quello teorizzato dal maestro di color che sanno. il dono della sua sollecitudine .. con la quale felicemente si chiudono le prime terzine virgiliane (più di caritate arde in quel chiostro). L'impeto di carità che si concreta nell'urgenza di questo "correre" si colora. scevra ormai del trepidare dell'ansia. Tanto più si concede quanto più grande è l'ardore (dell'anima verso di Lui). da quel di vera luce tenebre dispicchi. che tutto illuminano e riscaldano. e tanto più si amano tra di loro.24. il motivo occasionale che ha dato l'avvio al dialogo (che volse dir lo sputo di Romagna. e l'uno riflette sull'altro la luce ricevuta da Dio come uno specchio. L'essere del Dio cristiano è pienezza di amore. nel fervore dell'ascesi intellettuale. come lo sono già stati i primi due. di sacrificio volto alla salvezza degli esseri creati.per il fatto di esprimere verità estremamente complesse . ora diventa luce d'intelletto e calore di affetto. così che.nulla perdono della loro limpidità e del loro musicale fluire. In questo secondo discorso di Virgilio il tema della fertilità inesauribile dei beni spirituali.virgilio. da un verbo (corre) che logicamente si contrappone all'è del primo emistichio. fino all'esortazione procaccia pur che tosto sieno http://xoomer. La successione. che si rimarginano solo con il dolore del pentimento ». nella misura in cui l'amore si dispiega nell'anima. irriducibile ad un agire materiale. corre. pacificata in un presagio di fede (la reminiscenza scritturale è. Cerca in ogni modo che ti siano presto cancellati. amore che trabocca in un atto di creazione e in un atto di redenzione. Osserva in proposito il Marti: "La poetica sensazione di mobile luce e di ardore. nel secondo emistichio del verso 68. E quanto più numerosi sono coloro che in paradiso si amano.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Dio. nella scelta di questo termine. L'inclinarsi del Creatore verso le sue creature.). ma. non diversamente da quello di Aristotile.htm (4 di 8)08/12/2005 9. i cinque segni. si definisce come Essere. Grazia .28 . evidente).. E se il mio ragionamento non ti soddisfa vedrai Beatrice. è un Essere che non rimane chiuso in una perfezione remota dal mondo e dall'agire nel mondo. In questa terzina il pensiero. da quel tanto si dà quanto trova d'ardore all'altro paragone e come specchio d'uno all'altro rende.fino al lirico lievitare di esso nel verso 57 . ed ella scioglierà completamente questo e qualsiasi altro dubbio.che nessuna considerazione razionale dimostra necessaria. emerge ad una pienezza di canto. affrontato con una certa secchezza . nel vene del verso successivo. di una spiritualità intima e raccolta. serbando intatto il suo arduo rigore. nei due ultimi versi della terzina. al paragone com'a lucido corpo raggio vene.

. il cui valore cresce quantunque carità si stende.virgilio. il dolore che in esso è contenuto. mi accorsi di essere giunto nell'altro girone. si tramuta ora nella concretezza poetica di un infinito ed ineffabil beffe che corre ad amore. per cui il desiderio di vedere mi fece tacere. e lì fu ritrovato. più persone. nell'essere della donna. riuscendo al contempo ad una cortissima intensità di espressione. Ma dove l'indeterminatezza raggiunge il suo grado più alto. oltre che dai singoli particolari. dal respiro stesso di questa terzina. Lì mi parve di essere improvvisamente rapito in estasi. 41-50). le cinque piaghe. da Maria e Giuseppe e rimproverato dalla madre.è volutamente ignorata. addolorati. un tempio. e di vedere numerose persone raccolte in un tempio. E parallelamente a questo accendersi di fantasia. sulla soglia che con il tenero atteggiamento di una madre diceva: «Figlio mio. dove le cinque piaghe (le cinque P. Dante mitiga e sfuma di trepidazione il rimprovero evangelico. II primo esempio di mansuetudine (la virtù contraria all'iracondia) è tratto da un passo del vangelo di Luca (Il. il cui sentire ed atteggiarsi è riportato a quanto di più intimo. La cornice in cui la scena si inquadra è. si recò nel tempio a discutere coi dottori. in primo piano spicca una donna. invece di seguire i genitori che da Gerusalemme ritornavano a Nazareth. Nel momento in cui volevo dire "Mi hai persuaso". ama cioè in reciprocità d'amore". che ancor segnano la fronte di Dante) sono anch'esse viste in funzione di sensazione luminosa (spente). è dato ritrovare. è nel così. è posto in luce il solo lato umano (una donna.. qualificando il vocativo del testo del passo di Luca ("figlio") con il possessivo mio e dando ad esso una forma più intima e familiare (figliuol). Ogni particolare appare sfumato in questa visione.24. che si dà quanto trova d'ardore. e l'accettazione di questo dolore. http://xoomer. e nella concretezza della gente che là su s'intende.. in questa visione intesa a proporre un esempio di mansuetudine. in esso si narra che Gesù.28 . dalla sospesa cadenza dei perìodi. ogni forma di determinazione . Della Vergine. ti stavamo cercando ».in quanto superflua al proporsi universale dell'esempìo .Divina commedia: Parafrasi Purgatorio spente. e (mi parve di vedere) una donna. esprimono qui soltanto l'accorato affetto di una madre per il proprio figlio.htm (5 di 8)08/12/2005 9. ancora fanciullo. Questo semplice avverbio esprime una ricchezza ed una combattuta complessità di sentimenti risolti in perdono. dopo tre giorni. Nota il Porena come le parole della Vergine. ogni circostanza più precisa di tempi o luoghi è abolita. E non appena la voce a questo punto tacque: la prima visione scomparve.it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. a ciò che quest'essere più da vicino ed esaurientemente definisce: il sentimento materno. in gioia che partecipa nel profondo della positività del dolore. che nel testo evangelico "si presterebbero anche a una intonazione alquanto sostenuta di sia pur calma severità". del verso 90. in tenerezza permeata di mestizia. la generica impersonalità della spera suprema e dei suoi abitatori (per quanti si dice più lì "nostró') che è nei versi precedenti. con atto dolce di madre). genericamente.. rilevato dalla cesura che lo isola fortemente. Tutto questo risulta. lo sfondo di essa è rappresentato da una folla indifferenziata. perché hai agito tosi verso di noi ? Ecco che tuo padre ed io.

da Dante ricordata nel verso 99. C. per la morte che già gli era sopra a terra. uccidí! » E lo vedevo accasciarsi. Il nome Atene fu dato alla città dopo una gara tra Nettuno e Pallade Atena vinta dalla dea (cfr. mentre nella scena che aveva per protagonista la Vergine la traduzione dell'episodio in un clima fermo di favola conferiva ad esso una sostanziale drammaticità. ma teneva gli occhi sempre aperti verso il cielo. Ovidio Metamorfosi VI. risponderle con volto atteggiato a moderazione: «Che cosa faremo a chi desidera il nostro male. se condanniamo chi ci ama? » Dante ricorda un episodio narrato dallo storico romano Valerio Massimo (Facta et dicta memorabilia V. in tanta sofferenza. gridandosi forte.24. pregando Dio. Desunto dalla tradizione classica. il primo martire della fede. fa riscontro il viso temperato del benigno e mite Pisistrato. suscitando lo sdegno della moglie del tiranno. E vedevo il sovrano. Un giovane. la grandezza della città. più che un esempio di mansuetudine. tiranno di Atene nel VI secolo a. e diceva: « Se tu sei signore della città per il cui nome gli dei gareggiarono accanitamente tra loro.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Poi mi apparve un'altra donna con il volto rigato dalle lagrime che il dolore suscita quando (nell'animo) nasce un grande sdegno verso gli altri. ma. di perdonare ai suoi persecutori. lo diremmo un esempio di equanimità. reciprocamente: «.htm (6 di 8)08/12/2005 9. che caratterizza i due episodi tra i quali è inserita. 1. nel campo delle arti e delle scienze. qui la narrazione si distende. reso plasticamente nel pianto della moglie. La seconda visione è priva del sentimento di dolore. La compostezza classica di questo secondo esempio di mansuetudine si traduce in una calcolata bipartizione di esso: al modello del male.28 . osò abbracciarla in pubblico. con quell'atteggiamento che suscita la pietà. e dalla quale risplende nel mondo ogni scienza. http://xoomer. è esaltata da scrittori latini e medievali. 2) a proposito di Pisistrato. non meno che nel quadro precedente. La visione del terzo esempio rappresenta la lapidazione di Santo Stefano. di quelle braccia che osarono stringere nostra figlia».virgilio. che ne chiese la punizione. ma sapientemente si dispongono nel fluire di un pensiero generico ed in certa misura ad essi preordinato. o Pisistrato. benevolo e mite. versi 70 sgg.) . Poi vidi un gruppo di persone accecate dall'ira che lapidavano un giovanetto. riscattato nell'intimo dalla fede. nelle cadenze di un ritmo misurato: i singoli termitai non si isolano in una serie di attonite o dolenti sospensioni. Anche qui. vendicati. piana. di serena valutazione delle cose.it/brdeb/Dante/prosa/quindicip.Uccidi. ogni insorgenza di acuminato realismo appare smussata. innamorato della figlia di Pisistrato.

ma per più di mezza lega hai camminato con gli occhi semichiusi e con le gambe quasi legate. Quando la mia anima ritornò a percepire le cose che fuori di essa hanno una loro realtà. Nella seconda terzina. disse. diviene peso bruto che si aggrava a terra. Penetrante e sicura è l'analisi che il Porena ha fatto di questo episodio: "Notate nella prima terzina: il pietoso contrasto fra quel giovinetto. Finalmente. per quanto piccoli. ira. compresi che le visioni erano irreali (errori: cioè non esistenti di per sé). gridando. forte. in contrapposto al peccato dell'ira". 54-60). (Atti degli Apostoli VII. ancider. principio regolatore di tutte le manifestazioni della civiltà classica. accese. martira. vede solo con l'occhio materiale (l'occhio che non vede. « Che hai che non puoi reggerti bene. contro lo sfondo di una umanità imbestiata. mi apparve quando mi fu a quel modo tolto l'uso normale delle gambe. quando un altro giace col corpo privo di forze. ho chiesto "Che cos'hai" per la ragione per la quale lo domanda colui che. del sacrificio che redime anche coloro che lo deridono. cioè l'occhio capace di cogliere solo gli aspetti esteriori. meraviglioso contrasto. i tuoi pensieri. che ubbidisce alla necessità della legge fisica. ideale risolventesi in forme chiuse ed armoniche. prossima alla morte. delle cose e che. e l'anima. come un uomo vinto dal vino o dal sonno? » « O dolce Virgilio. in un verticale insorgere dello spirito nel momento in cui l'elemento fragile che in terra lo esprime sta per dissolversi.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio ucciso dai Giudei. in questo caso. Il "giusto mezzo" proposto dall'esempio di Pisistrato. ma effettivamente viste. e quella calca di concetti forti e violenti da cui è circondato. nella figura del giovinetto. si sublima in una dimensione di valori che trascendono il mondo e dal mondo non sono compresi: la dimensione del perdono. ecco il motivo essenziale: la esemplare mansuetudine. verso Il supplizio di un innocente. ma non quelli interiori. pietre. La mia guida.24. foco. inver la terra (verso portentoso di pesantezza plumbea) ma degli occhi facea sempre al ciel porte: è addirittura una irruzione di cielo in quel corpo pesto e sanguinoso che sta per tornar terra. io ti descriverò » dissi . genti. alla terra. che mi poteva vedere nello stesso atteggiamento di un uomo che si scioglie dal sonno. e. La figura di Santo Stefano.it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. vorticante. » Ed egli: « Anche se tu avessi il volto celato da cento maschere. se tu mi presti ascolto. sempre desta e alacre nell'occhio sollevato e spalancato alla visione del cielo: E lui vedea chinarsi.virgilio. della carità incommensurabile in rapporto ai criteri della umana giustizia. tra la materia.«ciò che. è qui trasceso in un'ansia d'infinito.htm (7 di 8)08/12/2005 9. idea e parola tenera. ebbra di sanguinario furore. non può capire http://xoomer. per la morte che l'aggravava già. con la cieca irrevocabilità di un fenomeno naturale. Non. nell'ultima terzina.28 . un altro. non mi resterebbero nascosti. Le visioni apparvero affinché tu non rifiuti di aprire il tuo cuore al sentimento di mansuetudine che sgorga dalla fonte eterna di Dio.

it/brdeb/Dante/prosa/quindicip. intenti a guardare davanti a noi per quanto potevano spingersi lontano i nostri occhi che avevano di fronte gli ultimi ma luminosi raggi del sole. 2003 . dopo il folgorare. Il suo linguaggio sale di tono.Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. II sole volge al tramonto ed anche la luce intellettuale che il maestro ha irradiato con la sua parola sembra piegare verso un temporanea punto di sosta. e non c'era un luogo dove ripararsida quello: questo fumo ci tolse la vista delle cose e l'aria pura. Ed ecco avvicinarsi a noi a poco a poco un fumo scuro come la notte.. lo spazio che il sole occiduo sembra dilatare a perdita d'occhio impongono una pausa al travagliato proporsi. cogitazion. che sono lenti a riprendere la loro attività quando essa (dopo un periodo di sonno o di smarrimento) ritorna ».suggerita per via di analogie ma destinata a rimanere mistero per una ragione chiusa al trascendente . ma ho fatto quella domanda per spronare il tuo piede: così è necessario stimolare i pigri.28 .htm (8 di 8)08/12/2005 9..virgilio.ma piegata al ritmo di un ferreo argomentare) e si conclude con una massima di sapore proverbiale. di intonazione evangelica . che una ferma sentenza suggella.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio il motivo per cui il corpo è disanìmato). Noi procedevamo nella sera. Il mistero della sacra montagna (un fummo farsi). un ragionare di minore impegno. di un elaborato giro perifrastico come quello dei versi 133-135. un insegnamento più umile. parve.24. diventa qua e là nobilmente paludato (ad opera di latinismi come larve. Dopo l'ampio e vitale respiro della spiegazione sulla qualità .. di un'altra perifrasi. del motivo della purificazione e dell'ascesa. Virgilio riprende il suo abito consueto di pedagogo. nella mente del discepolo.dei beni spirituali..Tacque della pace . Questo canto eminentemente dialogico si chiude su una nota di raccoglimento e di silenzio. degli esempi di mansuetudine. in termini di ragione.

ha bisogno di ricorrere. nella prima terzina.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio DANTE: Divina commedia . Dante sì appoggia all'omero di Virgilio come un cieco: la forza di questo raffronto. né così pungente e fastidioso a sentirsi. si trasfigurerà in quello. dell'imperfetto discernimento di chi è gravato dal peso della carne. Il fummo.virgilio.Parafrasi PURGATORIO CANTO XVI Le tenebre dell'inferno e di una notte priva di luna e di stelle. o forse anche lo uccida. io camminavo attraverso quel fumo acre e nero. attraverso un succedersi incalzante di determinazioni. interiorizzandosi.. spirituale e ricco di echi biblici. il medesimo tema. Il motivo delle tenebre che nella terza cornice del purgatorio avvolgono le anime degli iracondi e che renderanno difficoltoso il procedere dei due pellegrini è introdotto. nel significato più immediato della parola. bilanciata disposizione nei quattro emistichi conferisce risalto. determina un effetto di iperbole. Il motivo delle tenebre dell'ira assumerà nel corso del canto. Dalla situazione presentata con tanto scrupolo di oggettiva evidenza nei primi sei versi. ascoltando la mia guida che mi diceva di continuo: "Sta attento a non separarti da me". che in un autore di minor capacità di adesione al reale rischierebbe di banalizzarsi nella genericità del luogo comune o di suscitare amplificazioni retoriche.41 . porgendo. in forma negativa (non fece. della cecità che il vivere stesso comporta. Allo stesso modo in cui un cieco segue la sua guida per non smarrire la via e non urtare contro qualcosa che gli faccia male. che nel primi tre versi è stato riallacciato a una serie di riferimenti oggettivi.24. mentre la seconda terzina. come quel fumo che lì ci avvolse. un significato sempre più ampio e traslato. scaturisce naturalmente l'azione: Dante non è più in grado di avanzare da solo. osservata da una stretta valle con orizzonte limitato. tutti i raffronti suggeritigli dalla sua esperienza nel mondo dei vivi appaiono a Dante inadeguati a rendere l'assolutezza del buio in cui sì trovò immerso nel terzo girone e la sua sgradevole materialità. al sostegno della sua guida. non stesero mai sui miei occhi un velo così denso. così che gli occhi non riuscirono a restare aperti: perciò la mia guida esperta e sicura si accostò a me e mi offerse (come appoggio) la sua spalla.htm (1 di 9)08/12/2005 9. scaturisce dalle precisazioni cui la simmetrica. è nelle condizioni di un cieco. né a sentir). La concretezza del suo rappresentare induce Dante a trasferire un generico e prevedibile riferimento nella http://xoomer.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. è qui considerato nel suo riflettersi nella memoria del narratore: anche se sommati insieme.dei versi 11-12. e oscurata quanto più possibile da nuvole.. quasi isolandole nel fluire del discorso .

Il coro degli spiriti afferma ora .passione che preclude ogni forma di comunicazione.la fertile. misericordia (nei primi due versetti) e pace (nell'ultimo). sì che parea. cosicché tra di loro appariva il più perfetto accordo. nelle cadenze dell'inno latino. che. viene ripetuta tre volte per chiedere a Cristo-Agnello di Dio. 88). l'accento è posto sul dato interiore. che uno degli spiriti indirizza a Dante. sulla mitezza ed unanimità del sentire. Nelle terzine 16 e 19 ogni particolare risulta sfumato.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. già il primo accenno al motivo della cecità ha insinuato un ritmo più trepido.24.41 .. delineato con mano ferma in quelle che ne sono le circostanze essenziali. e ciascuna pareva. Alla pacata risposta di Virgilio bruscamente fanno seguito parole come di sfida. compatta trama sintattica dell'esordio. pace e misericordia. "Maestro. inclina verso un movimento drammatico. nell'accordo più perfetto (ogne concordia).. che si sacrificò per l'umanità (Giovanni I. sensibile delle forme da lui udite. E Virgilio mi rispose: "Tu hai colto nel segno.e quello del coro delle anime espianti. appaiono. il volontario olocausto del Figlio di Dio .virgilio. Di qui l'impressione che quest'anima consideri Dante alla stregua di un intruso da respingere. "Chi sei tu che passando tagli il nostro fumo. e ciascuna sembrava pregare per ottenere pace e misericordia l'Agnello di Dio che toglie i peccati. nonché dalla contrapposizione del tu al nostro (il fummo. Nella dura. e parli di noi proprio come se tu fossi ancora vivo (partissi ancor lo tempo per calendi: dividessi ancora il tempo per mesi)?" La rappresentazione si anima. Io udivo delle voci. La preghiera che le anime recitano o cantano è quella liturgica dell'Agnus Dei. di cruccio. non più guidata dal freno della ragione e volta a fini morali. invece delle divisioni e delle lotte di un tempo. sulla concordia raggiunta nella rinuncia e nella dedizione. appare allo spirito come un privilegio cui un vivo non dovrebbe avere diritto). Sempre "Agnello di Dio" era il loro inizio. Un'efficace contrapposizione si stabilisce tra il tema del fummo dell'ira . L'anima che qui l'ha pronunciata non è ancora libera dal nodo dell'ira. L'espressione or tu chi se' è la stessa con la quale nell'Inferno Bocca degli Abati si è rivolto al Poeta (XXXII. ogni stridente forma di individuazione è abolita (io sentia voci. umano. strumento di purificazione. quelli che io ascolto sono anime?" domandai. circondate da un denso fumo.).esaltando.. di amore . chiedono. mentre le loro voci. L'effetto di quest'apostrofe (verso 25) è accresciuto dalla aspra allitterazione che occupa il secondo emistichio (dove il fendi esprime energicamente la consistenza materiale del fummo. per la pena del contrappasso. analogo era stato il tono ma senza la sfumatura di quasi superba sufficienza che caratterizza queste prime parole http://xoomer.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio cornice di un accadere effettivo.. tutte recitavano la stessa preghiera e con la stessa intonazione. il Poeta appare esitante nel definire in termini troppo decisi la consistenza fisica.htm (2 di 9)08/12/2005 9. la sua funzione di impedimento sul cammino della penitenza). inesauribile positività del dolore. come durante la celebrazione della Messa. Le anime che in vita si lasciarono trasportare alla violenza e alla discordia dall'ira. 29). e si stanno purificando dal peccato dell'iracondia".

seguito dagli altri commentatori antichi e da tutti i moderni. » Cosi rispose. vissuto nella seconda metà del '200.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio dell'iracondo . ritiene che lombardo indichi il luogo di nascita: del resto tale aggettivo nel Medioevo veniva adoperato per designare tutta l'Italia settentrionale. e amai quella virtù al cui possesso oggi nessuno tende più l'arco del suo desiderio. Dante giustifica la sua presenza in quello che l'iracondo ha chiamato il nostro fummo. al tuo Creatore. come Dante ha già ricordato nel II canto dell'Inferno (versi 13 sgg. invece della vista ci terrà uniti l'udito. fu uomo di corte di grande saggezza. perciò il mio maestro. mi disse: « Rispondi. non nascondermi chi tu fosti prima della morte. « Io ti accompagnerò fin dove mi è permesso » rispose.). Marco. gli storici. E se è vero che Dio mi ha avvolto nella sua Grazia.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. L'Anonimo Fiorentino afferma che appartenne alla casata veneziana dei Lombardo o Lombardi. Così fu detto da una voce. e dimmi anche se sono sulla via giusta per il passaggio (che conduce al girone superiore): e le tue parole saranno la nostra guida ».dell'apostrofe di Catone ai due viandanti appena usciti dalla valle inferna. tanto da volere che io salga a contemplare la corte celeste in un modo del tutto inusitato nel nostro tempo. di animo nobile e fiero. e chiedi se da questa parte si può salire».24. Spicca in esso la perifrasi con cui è designato il corpo (quella fascia che la morte dissolve). ridiventata bella. E io: « O creatura che ti purifichi per tornare.41 . « e se il fumo non ci permette di vederci. e le raccolte di novelle. » Allora cominciai a dire: « Sto salendo verso l'alto con quel corpo che la morte dissolverà. pronto a giudicare con sdegno. e mi chiamai Marco: fui esperto delle cose del mondo. Sei nella direzione giusta per salire. canto VI) e a San Paolo (II Epistola ai Corinti). e soggiunse: « Ti supplico di pregare per me quando sarai lassù in cielo ». perché nient'altro sappiamo della sua vita. concepita in analogia tonale con il simbolo del fummo dell'ira a suggerire quasi l'indissolubilità di realtà corporea e passioni (il corpo "fascia" la realtà semplice e trasparente dell'anima e ne rende http://xoomer. per i loro vizi. Queste sono le notizie che ci hanno tramandato gli antichi commentatori.Eneide. e sono arrivato qui attraversando i tormenti dell'inferno.htm (3 di 9)08/12/2005 9. i potenti signori presso i quali viveva. se mi accompagni udrai da me cosa degna di meraviglia ».virgilio. ma dimmelo. « Fui lombardo. mentre l'Ottimo. Il viaggio attraverso il mondo ultraterreno era stato concesso solo ad Enea (cfr. attraverso un dire eloquente e misurato. Virgilio .

e dimmi). e tu vieni proprio da lui. ma sono tanto angustiato da un dubbio che io scoppio. Prima di rispondermi emise un sospiro profondo.) aveva lamentato la corruzione del mondo.virgilio. il mondo è cieco. contrapponendovisi. in modo che io la possa vedere e mostrare agli altri. qui soltanto sfiorato . ad essa risponde. chiusura che non occulta e non svia.sono ciechi). il suo desiderio acuto di ricevere luce dalle parole dell'interlocutore (ma dilmi. così come tu mi dici. La perorazione di Dante. L'influsso dei cieli accende gli istinti.htm (4 di 9)08/12/2005 9. versi 29 sgg. e altri nella volontà degli uomini ». e non dico tutti. Voi mortali attribuite la causa di tutto solo al cielo. ma ti prego d'indicarmi la causa. che il dolore trasformò in un lamento. essa. lasciando nell'incertezza se tale situazione dipendesse dall'influsso dei cieli o dalle azioni umane (cfr. E io gli dissi: « Mi impegno con giuramento a fare quello che mi chiedi. e non ci sarebbe giustizia nell'avere la beatitudine eterna se si fa il bene. il cammino in questa nostra vita: infatti i vivi . versi 37-39) e facendo nascere un dubbio nell'animo di Dante. vi è stato dato il lume della ragione per distinguere il bene e il male. che mi convincono. dubbio che ora l'analogo giudizio di Marco (verso 48) rende ancora più profondo e problematico. come l'atteggiamento meditativo e solenne di Sordello già prima della digressìone politica". esprime una personale impazienza. Prima il mio dubbio era semplice. ma ora si è fatto più grave per le tue parole.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip.24. così nobilmente pervasa di motivi lontani da ogni riferimento al contingente. anche se incontra difficoltà nel combattere gli http://xoomer. di quella corruzione del mondo alla quale si riferisce il dubbio stesso. Le parole di Marco Lombardo mantengono una loro laconica concisione. poiché alcuni la pongono nell'influsso degli astri.41 . Il mondo è proprio tutto spoglio di ogni virtù.dirà poi il suo interlocutore esplicitando questo motivo. quasi un'ansia di apprendere da lui una verità grave e solenne. ma anche se lo dicessi. proprio come se esso con il suo movimento determinasse necessariamente tutto (tutto movesse seco di necessitate).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio arduo il discernimento. contribuendo ad isolare in una luce di dignitoso riserbo questo personaggio: "Si direbbe . ma svela e conduce al bene. e poi cominciò: «Fratello. udendole qui da te e altrove da altri. in voi sarebbe distrutto il libero arbitrio. se non me ne libero. e la dannazione eterna se si fa il male. e saturo e coperto di malvagità. alla fine si anima.osserva il Momigliano un'anticipazione psicologica. Alla ripetizione del verso 44 risponde simmetricamente quella del verso 46. la metafora della "chiusura" nella grazia divina (e se Dio m'ha in sua grazia rinchiuso). Se così fosse. e una volontà libera (di scegliere l'uno o l'altro). Guido del Duca (canto XIV. con particolare riferimento alla Romagna e alla Toscana.

se viene ben educata. Se gli uomini. appartenendo.il problema del rapporto fra il principio del libero arbitrio e la teoria dell'influsso dei cieli sulle azioni umane. pur conservando la sua libertà di scelta. si volge volentieri a ciò che la diletta. e in voi si ricerchi.24. se una guida o un freno non indirizzano sulla retta via il suo amore. sulla quale.virgilio. secondo un principio deterministico. Esce dalle mani di Dio che la contempla prima che essa esista. Dante accosta . L'anima. Perciò fu necessario stabilire la legge come un freno. secondo San Tommaso. distruggono ogni possibilità di libera scelta tra il bene e il male. quegli influssi non possono operare. deve combattere contro gli appetiti inferiori determinati dai cieli (le prime battaglie col ciel) e solo l'aiuto della scienza. non sono soggette ad alcun influsso diretto da parte degli astri.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. la ragione e la volontà. essendo unita al corpo. cioè ad una parte istintiva e irrazionale. vince poi ogni contrasto. dopo essere stata creata da Dio (esce di mano a lui). alla vita intellettiva dell'anima. cioè il libero arbitrio. somma felicità. che è una potenza e una natura ben più forte e perfetta degli astri. rifacendosi a posizioni del mondo classico. salvo che.htm (5 di 9)08/12/2005 9. quello che. con termine moderno. perché la capacità della ragione nel discernere il bene dal male e la volontà non condizionata nel seguire quello o questo. fu necessario avere un sovrano per guida. voi siete soggetti a una potenza più grande e a una natura migliore (cioè a Dio).41 .svolgendolo nei modi e secondo la soluzione formulata da San Tommaso e accettata da tutta la filosofia scolastica . ed eliminano il fondamento della giustizia divina. e Dio crea in voi l'anima intellettiva. Perciò. se il mondo presente esce fuori dal giusto cammino. l'uomo deve riconoscere la sua dipendenza. Solo di fronte a Dio.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio impulsi suscitati dagli influssi celesti (nelle prime battaglie col ciel). il quale sapesse discernere almeno la giustizia del mondo ideale. e io stesso te ne sarò verace rivelatore (vera spia). L'anima. che la contempla da sempre nel suo pensiero (prima ancora che essa esista) e si compiace della sua bellezza http://xoomer. e corre dietro ad essi. teoria alla quale il pensiero medievale riconosceva carattere di scientificità. l'anima ingenua la quale è ignara di tutto. chiameremmo lo stato psico-fisiologico. comportandosi come una fanciulla che si rattrista e si rallegra (senza ragione) come i pargoli. gli istinti. Pur restando liberi. mossa da Dio. la causa è in voi. che proprio da Dio è stata creata (cria la mente in voi). ritengono che tutto il mondo e quindi anche le loro azioni. e qui cade in inganno. che non è sottoposta all'influsso dei cieli ('l ciel non ha in sua cura). le permetterà la vittoria finale. la quale distribuisce le pene e i premi in base a quella possibilità che ciascuno ha di agire liberamente. attraverso la filosofia e la teologia. In realtà i cieli determinano negli esseri viventi solo gli impulsi. Gusta dapprima i beni limitati della terra. sempre secondo la dottrina tomistica. siano guidate dall'influsso astrale.

Secondo San Tommaso (Summa Theologica II. Dante afferma quindi. piccioli beni le paiono grandi" (Convivio VI. 6) "la divisione dell'unghia significa. 3-8: Deuteronomio XIV. essendo stata plasmata da Chi è sommo bene e somma gioia. Per questo accade che. che. con la vivacità espressiva del simbolo biblico. negata al pontefice. sulle orme del commento di Pietro Alighieri. realizzano nel mondo la giustizia. "e perché la sua conoscenza prima è imperfetta.al pastor che procede la prerogativa di possedere e spiegare la Sacra Scrittura (rugumar può).Divina commedia: Parafrasi Purgatorio (la vagheggia). il discernimento del bene e del male. per sua natura. la capacità di "por mano alle leggi" mostrandone la causa: manca delle unghie fesse. che. il quale può "mostrare e comandare le leggi". La giustizia è simbolicamente designata. In realtà. nel verso 96. dopo aver accostato qualche bene terreno. vede nel simbolo delle unghie fesse la capacità. all'inganno. Le leggi esistono. http://xoomer. Riallacciandosi a passi del Convivio e della Monarchia il Maccarrone fornisce una plausibile spiegazione della terzina 97. per analogia con quanto è detto nel verso 95 del XIII canto del Purgatorio. Secondo quanto Dante afferma nel Convivio. La vera città deve quindi essere interpretata come l'ordinamento politico ideale. cioè non distingue il bene dal male) e perciò l'umanità. aperta ad ogni impressione. come la torre della vera città. la meditazione delle Scritture e il loro sano intendimento". la ruminazione. Questa prescrizione dell'Antico Testamento venne nel Medioevo interpretata in senso allegorico. come fa giustamente notare il Maccarrone basandosi su un passo del De Civitate Dei. I. soltanto l'imperatore sarebbe in grado di attuare in terra la giustizia. XII. essendo libero dalla cupidigia che spinge gli uomini alla sopraffazione. Riconosciuta . entra nel mondo priva di ogni conoscenza. alle guerre. portando la pace. ma non possiede il retto discernimento del bene e del male nell'amministrare la giustizia (non ha l'unghie fesse: non ha le unghie divise. figura della discretio interbonum et malum (discernimento fra il bene e il male) posseduta dall'imperatore. costituisce la base necessaria per conseguire la perfezione umana. la civitas di cui parla Sant'Agostino "ha in questa terra la sua prima fase". attraverso le parole di Marco Lombardo.scrive il Maccarrone . Quest'ultima è l'agostiniana civitas Dei. regolando l'umana convivenza. quello che consente agli uomini di raggiungere il massimo di perfezione in terra e li predispone. si pasce soltanto di tali beni. che vede la sua guida tendere solo a quei beni materiali di cui essa stessa è avida. la necessità di una netta separazione e di una reciproca autonomia delle giurisdizioni del pontefice e dell'imperatore.virgilio. a volgersi verso ciò che le dà piacere e diletto.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. CII.. alla felicità eterna.24. Perciò è necessario l'intervento della legge e dell'autorità imperiale: queste. di tener distinte le cose temporali da quelle spirituali. ma pronta. indirettamente. è capace di interpretare la Scrittura. 16).. viene però a lui negata. e non chiede altro.htm (6 di 9)08/12/2005 9. per non essere esperta né dottrinata. In due passi della Bibbia (Levitico XI. dopo aver rifiutato l'interpretazione tradizionale. lo segua. perché il pastore che guida il gregge. ma chi opera per farle osservare? Nessuno.41 . 6-8) è menzionato il divieto fatto da Mosè agli Ebrei di cibarsi di animali che non siano ruminanti e non abbiano l'unghia del piede divisa. che molti interpreti hanno voluto senz'altro identificare con il regno dei cieli.

.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip.41 . Nel Medioevo il simbolo dei "due luminari" servì a designare le massime autorità in terra. e non la natura umana che in voi sia corrotta (dall'influsso degli astri). Nella regione che l'Adige e il Po bagnano. in una età felice della quale sembra quasi essersi perduta la memoria.24. I "due luminari". considera i frutti che ne derivano.. Dante stesso ne fece uso nei suoi scritti teorici. sobillati dalla Chiesa. e il potere civile è congiunto (nella stessa persona) con quello religioso. ma uniti insieme con un atto arbitrario devono necessariamente svolgersi male. le quali indicavano le due strade. la parola di Marco Lombardo si fa aspra. in dispregio alle leggi stabilite da Dio. tradisce un profondo affanno. ha spento l'altro sole. quella della felicità materiale (del mondo) e quella della felicità spirituale (di Deo). l'uno non rispetta più l'altro: se non vuoi credere alle mie parole. soleva avere due autorità. in un clima di mito (soleva Roma.. che coincise con il periodo delle dure lotte tra i Comuni. Roma. ).virgilio. e l'imperatore Federico II. di concreta visione. ora invece chiunque evitasse (di passare nell'Italia settentrionale) per vergogna di parlare con le persone oneste o di avvicinarle può passare per quella regione sicuro (di non incontrarne alcuna). giunti.. si era soliti incontrare valore militare e liberalità.) il tempo in cui due soli illuminarono concordi il cammino dell'umanità.. che dovrebbe essere unicamente sorgente di luce.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Puoi ben vedere come il malgoverno dei pontefici sia la causa che ha reso peccatore il mondo. un orrore sbigottito per l'innaturale accoppiamento di spada e pasturale. si convertono. In seguito l'autorità papale ha spento l'autorità imperiale. Qui il simbolo acquista una concretezza ed un risalto anzitutto lirici. però che. quella dell'imperatore e quella del pontefice. e venne usato ampiamente dai trattatisti di parte imperiale e di parte papale. alla' logica intrinseca delle cose. di indebita confusione tra ordini di cose l'uno all'altro irriducibili (è giunta la spada col pasturale). Dopo aver collocato in un passato lontano e indeterminato. di apocalittico sovvertimento dì ogni legge naturale: un sole. nelle appassionate parole di Marco Lombardo. Così è descritta nella Genesi (I. stando uniti nelle stesse mani. che un tempo diede al mondo la pace e la giustizia.. Anche l'immagine dei due soli è di origine biblica. perché. poiché ogni pianta si conosce dal frutto. insiste dolorosamente sull'idea di questa mostruosa congiunzione (è giunta la spada. http://xoomer. in due soli. 16) la creazione del sole e della luna: "E Iddio fece i due grandi luminari: il luminare maggiore per presiedere al giorno e il luminare minore per presiedere alla notte". L'astratto teorizzare della trattatistica medievale sfocia così in un quadro di cosmica ineluttabilità.htm (7 di 9)08/12/2005 9. trasferiti su un piano di acceso profetismo. è divenuto fonte di offuscamento. prima che Federico II avesse contrasti con la Chiesa: Il valore e la cortesia sono scomparsi nell'Italia settentrionale in un momento storico preciso (prima metà del secolo XIII). del quale essi non volevano più riconoscere l'autorità.

Numeri XVIII. Gherardo da Camino. e « semplice ». Corrado III da Palazzo. nobile bresciano. Era ancora vivo nel 1300. dove sembra lo abbia conosciuto Dante. viveva ancora nel 1315. pur parlando toscano.41 . cade nel fango e insozza se stessa e il potere civile che si è assunto ». Giosuè XIII. 6) ne parla con ammirazione. II nome di Gherardo da Camino doveva essere molto conosciuto in Toscana.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio Vero è che ci sono ancora tre vecchi nei quali la generazione passata rimprovera la nuova. fu capitano di Belluno e Feltre. 1-22) perché essi costituivano la classe sacerdotale. 14 e XXI. perché non posso venire oltre con voi. perché. che nel Convivio (IV. perché aveva dato il suo appoggio a Corso Donati nelle lotte contro i Bianchi. e ora capisco perché i figli di Levi furono esclusi dall'eredità di beni materiali.24. Il soprannome di il semplice Lombardo prende rilievo dal fatto che per i francesi « lombardo » significava italiano astuto e avaro. i discendenti di Levi. Dio vi accompagni. Puoi concludere ormai che la Chiesa di Roma. di leale Lombardo. riparò presso gli Scaligeri di Verona. fu vicario di Carlo I d'Angiò a Firenze nel 1277 e due anni dopo guidò i suoi concittadini contro Trento: infine nel 1288 fu podestà di Piacenza. nato nel 1235. anno della sua morte.htm (8 di 9)08/12/2005 9. tu parli bene. Guido da Castello. la cui famiglia raccolse la signoria degli Ezzelini. secondo altri per la sua bellezza e i suoi vizi e in tal caso Dante http://xoomer. poi ebbe la signoria di Treviso dal 1283 fino al 1306. ma (vi si trovano tanto a disagio che) sembra loro tardare troppo l'ora in cui Dio li chiamerà a una vita migliore: Corrado da Palazzo e il valente Gherardo da Camino e Guido da Castello.virgilio. era sinonimo di leale.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. che è più conosciuto col soprannome. confondendo in sé i due poteri. quasi vivente rimprovero del vizioso tempo presente? » Mi rispose: « O io m'inganno nell'interpretare le tue parole. dedito alla mercatura. XVI. Io non saprei indicarlo con altra denominazione se non con quella desunta da sua figlia Gaia (cioè dall'essere egli il padre di Gaia). erano esclusi da ogni possesso di beni materiali (cfr. Nella legislazione ebraica i Leviti. 20-24. Ma chi è quel Gherardo che tu dici essere rimasto come un esempio della generazione passata. Cacciato dai Guelfi. pare che tu non sappia nulla riguardo all'eccellente Gherardo. Di Gaia sappiamo soltanto che andò sposa a Tolberto da Camino e morì nel 1311. Io dissi: « O Marco mio. nell'uso francese. ghibellino appartenente a uno dei tre rami della famiglia dei Roberti di Reggio Emilia. foggiato alla francese. o esse mi tentano (per farmi ancora parlare). onesto. Secondo alcuni commentatori fu assai nota per la sua onestà e le sue virtù e Dante la ricorderebbe per sottolineare ancora di più la fama del padre.

Così detto si volse.24.it/brdeb/Dante/prosa/sedicip. è la più accettabile. Questa seconda interpretazione.prima che gli compaia davanti». 2003 .Luigi De Bellis HOME PAGE http://xoomer. e non volle più ascoltarmi.htm (9 di 9)08/12/2005 9. e io devo tornare indietro . Vedi come la luce del giorno che traspare attraverso il fumo incomincia a biancheggiare.41 .là c'è l'angelo . inserendosi più facilmente nel discorso polemico di Marco.Divina commedia: Parafrasi Purgatorio metterebbe ancora una volta in luce la corruzione delle corti dell'Italia settentrionale e la degenerazione dei figli nei confronti dei padri.virgilio.

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