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NATURALISMO RINASCIMENTALE

I principi su cui si basa questo movimento filosofico si possono sintetizzare in:


• La natura è la patria dell’uomo.
• La natura non è ombra di un mondo ideale.
• La natura è ricca di forze vitali che incarnano la potenza di Dio.
• L’uomo (come essere naturale) ha interesse per la natura e ha le capacità di
studiarla.
Sviluppatosi a partire soprattutto dal 1500, esso vede l'indagine naturale come uno
strumento indispensabile per la realizzazione dei fini umani nel mondo. In altre parole
rappresenta la rinascita dell'uomo come essere inserito nella natura.
Questo movimento filosofico considera l'uomo l'artefice della natura (homo faber) e, di
conseguenza, punta ad un approfondimento della conoscenza del mondo.
Il naturalismo rinascimentale si rende concreto in Telesio, Bruno e Campanella e può
essere considerato il presupposto teorico della scienza moderna
Bernardino Telesio, che pure polemizza contro Aristotele e i sistemi metafisici trascedenti,
afferma l'esigenza di studiare la natura secondo i suoi propri principi, cioè secondo la
visione tipicamente aristotelica di una ragione immanente agli organismi.
Secondo il N.R. la rinascita dell’uomo che è l’annunzio e la speranza del rinascimento, è
la rinascita dell’ uomo nel mondo.
L’uomo si comprende come parte del mondo, si distingue da esso per rivendicare la
propria originalità ma nello stesso tempo si radica in esso e lo riconosce come il proprio
dominio. Lo studio del mondo naturale non appare più nel rinascimento, come la fuga
dell’uomo di fronte alla propria interiorità e l’inutile distrazione dalla meditazione sul proprio
destino.
L’indagine naturale diventa quindi la porta prima e fondamentale della filosofia del
rinascimento cinquecentesco.
Si possono distinguere due aspetti o fasi che sono la magia e la filosofia della natura.
1) La magia rinascimentale è caratterizzata da due presupposti:
 L’universale animazione della natura la quale si ritiene mossa da forze
intrinsecamente simili, a quelle che agiscono nell’ uomo secondo presupposti.
 La possibilità che questo fatto offra all’uomo di penetrare di colpo con mezzi
ambigui nei più riposti recessi della natura è di riuscire a dominare le forze con lusinghe ed
incantesimi.
Per questi due presupposti la magia va in cerca di formule che servono a capire i misteri
naturali e pongono l’uomo di colpo in possesso di un potere illimitato sulla natura.
2) La filosofia naturale, che si afferma per la prima volta in Telesio, abbandona
quest’ultimo presupposto.
La natura è pur sempre considerata come una totalità vivente, ma si considera retta dai
propri principi o leggi; la scoperta di questi principi diventa il compito della filosofia.
Si rinuncia alla chimerica pretesa di penetrare d’assalto nei misteri naturali, anzi si negano
tali misteri: le forze naturali si rivelano all’esperienza, occorre solo riconoscerle e
assecondarle.
La filosofia della natura rompe i ponti sia con la magia, sia con l’aristotelismo, intende
interpretare la natura con la natura, prescindendo da ipotesi e dottrine fittizie e così si apre
la via alla vera e propria indagine scientifica.