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“Difronte ad un asino crolla ogni impalcatura razionale, filosofica, culturale..."


(Pirandello)

Asino è Terra, Asino è Corpo…


Quella Terra che è Madre, quel Corpo che è Comunicazione e Cura.
Lui, personificazione dell’ignoranza, è al tempo stesso colui che sa di più perché sa di
non sapere. Colui che, dubitando “senza vanità”, è Maestro nell’insegnarci a vivere
senza pregiudizi, a prendere con determinazione e a saper rinunciare,
a volte, cercando la vera Misura.
“C'è forse qualcosa di più deciso, sdegnoso, contemplativo, grave, serio come
l'Asino?”
(Diceva “Montaigne”).

All’asino è toccata, negli ultimi anni, l’etichetta del “diverso” perché da sempre
stigmatizzato come espressione della stupidità. Quello di essere un animale di secondo
ordine. Simbolo per eccellenza di una cultura rurale da dimenticare. Difatto l’immaginario
dell’asino porta in superficie tutti i tratti meno apprezzati dall’uomo.

Oggi, però, torniamo a prenderci cura dell’asino che sembra essere diventato l'animale
simbolo di un Popolo "sano".
Quel Popolo che accetta il suo essere diverso da chi galoppa a briglie sciolte. Diverso
perché riflette su tempi e modi armonici. Diverso in quanto prezioso.

Sedotto dall’asino (se-durre: portare fuori da se) perché ci si riconosce e nutre il desiderio di
non rincorrere più i tratti irraggiungibili dell’uomo ma di recuperare quelli tralasciati per
ridargli dignità. Per risuonare nella normalità, nella leggerezza, nella goffaggine, nella
lentezza, nel dubbio, nell’errore…

Un Popolo sano che non sente più il disagio della solitudine e ritrova la forza.
Come Pinocchio che disperato a causa delle sue lunghe orecchie cresciute sul suo capo in
una notte ritorna a sorridere, anche se per un attimo, quando si trova difronte Lucignolo che
ha la sua stessa deformità, perché capisce di non essere più solo nel disagio…

Mi piace perciò pensare che rivalutare l’asino è, per questo Popolo, il riscatto del
pregiudizio legato all’asino e del pregiudizio legato alle "minoranze" (non più tali).

Un Popolo che torna a Ragliare!


Un raglio di pancia, espressione di un’urgenza e della volontà di non tacere più dopo aver
troppo taciuto.

L’asino ci accoglie ed ha forza sui “feriti”…


…chi coltiva idee diverse dalla massa preferendo il cardo, chi china il capo per necessità e
non per vergogna o per scarsa dignità, chi annusa e poi sceglie e quando sceglie è
determinato e non cocciuto!

Hai mai provato a tirare con prepotenza un asino che non vuole attraversare quel guado
perché certo che possa esserci un’altra via? Le tue mani si tagliano e il tuo culo strusc’n
terra!

Popolo di Genuino Clandestino…ASINI che ragliano al mondo la loro identità!


IO-ooooooooooooooooooooooooooo…

Un grazie particolare alla bella Nanà e ai suoi asini che renderanno possibile il nostro
“Cammino”.

Portare con sé…


Stupore, ascolto, poesia, curiosità, musica, pazienza, tempo, improvvisazione, canto…
Lasciare a casa…il pregiudizio!

Partiremo domenica 17 aprile da Piazza Pugliano-Ercolano alle h 7:30


(ufficiosamente). Arrivo a Piazza Mercato (dove si svolgerà Genuino Clandestino).
Contattarci prima…per orari e luoghi ufficiali di partenza!

…con la volontà di coinvolgere persone lungo la strada, raccontandoci attraverso linguaggi


che più profondamente ci appartengono e meno isolano.

Per informazioni:
Roberta: 3334722342
www.movimentozoe.com
Nanà: 3802510919

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