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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Corso di Disegno per la Moda


Lezione 02

prof. Giorgio Verdiani

Le penne grafiche

ANNO ACCADEMICO 2010-2011 – CORSO DI DISEGNO PER LA MODA, PROF. GIORGIO VERDIANI – giorgio.verdiani@unifi.it
Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Parlare di penne grafiche per il disegno tecnico oggi, può sembrare obsoleto, infatti
la finalizzazione della rappresentazione, eseguita ormai abitualmente attraverso il
processo digitale, ha felicemente fatto rinunciare alle procedure di lucidatura a
favore di metodi più convenienti ed efficaci. Tuttavia può risultare utile conoscere le
soluzioni tecniche legate a queste strumentazioni che talvolta possono risultare
indispensabili in applicazioni grafiche creative o in ambiti fortemente recalcitranti
rispetto al rinnovamento digitale.

Per tracciare linee ad inchiostro si usano le penne. Le prime soluzioni di penna per il
disegno tecnico erano costituite da una cannuccia e da pennini metallici mobili, di
durezza variabile, queste possono a tutt’oggi essere ritenute uno strumento adatto
al disegno a mano libera e allo schizzo; graduando la pressione della mano infatti si
conferisce al segno maggiore o minore spessore ottenendo efficaci effetti plastici.

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Fino a pochi decenni fa per l'esecuzione di disegni


tecnici veniva usato il tiralinee in grado di fornire segni
di spessore uniforme.
Le difficoltà che si incontravano nell'uso di questo
strumento erano rappresentate sia dalla difficile
regolazione dello spessore delle linee, eseguita agendo
sulla vite micrometrica che regola la distanza fra le due
lamelle da cui è costituita la sua punta, sia dalla
necessità di dover continuamente ripulire e rifornire
d'inchiostro le lamelle stesse.

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Questi inconvenienti furono superati con l'invenzione del graphos che abbinava il
principio della penna stilografica con quello del tiralinee. I primi modelli, introdotti a
partire dal 1934 dalla Scheaffer company, permettevano la sostituzione del
pennino che presentava una soluzione “miniaturizzata” del classico tiralinee.
I diversi pennini, intercambiabili, circa sessanta, garantivano l'esecuzione di linee
molto nitide e di spessore costante o di scritture, sia a mano che con normografi,
anch'esse di spessore costante.
Per le linee diritte si usavano i pennini delle serie A e T (quest'ultima per gli
spessori maggiori); per la scrittura o il disegno a mano libera la serie O; col
normografo la serie R a pennino cilindrico.

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Tutti gli strumenti classici (tiralinee, graphos, pennini) per disegnare ad inchiostro
furono sostituiti, con notevoli vantaggi pratici, dalla prima penna a china con
serbatoio a stantuffo e pennino cilindrico, immessa sul mercato nel 1954; con la
stessa punta, a spessore costante, è possibile sia tracciare linee rette, con la riga
e la squadra, sia disegnare e scrivere a mano libera.
Da questa penna, con successivi miglioramenti tecnici, si è arrivati ai modelli
isograph e rapidograph, con serbatoio a cartuccia e puntale intercambiabile;
quest'ultimo è la parte più importante e, il suo funzionamento si basa su un
sistema a stantuffo che consente all'inchiostro di defluire regolarmente durante
l'impiego della penna.

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Nelle penne a china a


pennino cilindrico, uno
spicillo, inserito nella
punta, impedisce all'in-
chiostro di seccarsi e
ostruire il passaggio; ap-
positi umidificatori per-
mettono di tenere aperte le
penne anche per lunghi
periodi. Per permettere la
pulitura e la manutenzione
dei pennini sono inoltre in
circolazione appositi puli-
tori che attraverso vibrazio-
ni e/o solventi permettono
di ripristinare penne ostrui-
te da residui ormai secchi
di inchiostro.

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Il caricamento e la pulizia sono indispensabili per mantenere l'efficienza della


penna e la buona qualità del segno. Al momento di tracciare una linea, uno
sbattimento dall'alto in basso della penna consente un afflusso regolare
dell'inchiostro alla punta.
Nei modelli più recenti di penne a china, il serbatoio ricaricabile è stato sostituito
da una cartuccia usa e getta, di buona capienze e capace di ridurre
significativamente le operazioni “sporche” legate alla ricarica della penna. Al
tempo stesso la presenza in forma di cartucce ermetiche fino all’uso elimina la
necessità di avere con se una certa quantità di inchiostro in contenitori non
sempre pienamente sicuri.

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Se si preferisce comunque l’uso di un sistema con serbatoio ricaricabile, si tenga


presente che l'inchiostro per rapidograph, più fluido di quello normale di china, si
trova in commercio in flaconi dotati di contagocce, in cartucce o in bottigliette, nei
colori nero, rosso, blu, verde, giallo, seppia. Sono disponibili pure inchiostri
speciali per disegnare su acetato. In questo senso, l’uso di un serbatoio
ricaricabile può risultare quanto mai interessante, impedendo sprechi nel caso
d’uso di inchiostri speciali per colore o caratteristiche.

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Ulteriore soluzione per avere una penna a china sempre nuova


e non soggetta a fenomeni di essiccamento per uso ridotto,
può essere il ricorso a penne a china di tipo “usa e getta”, nella
media di qualità sensibilmente inferiore rispetto alle ricaricabili,
ma molto convenienti nel caso di uso occasionale o saltuario.
Costruite con una struttura simile a quella del classico
rapidograph, non permettono la ricarica della stilo e una volta
esaurito l’inchiostro devono essere cestinate. La struttura
stessa della penna non è progettata per un uso protratto oltre
alla carica utile della penna.

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Onde evitare
sbavature
dell'inchiostro sul
foglio, bisogna usare
strumenti di ausilio al
tracciamento con
spigoli smussati (Fig.
A) o mantenere una
certa distanza fra la
riga e il foglio (Fig. B);
quest'ultima
operazione risulta
meno precisa ed è
consigliabile solo per
chi ha già lunga
esperienza di disegno.

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Raccordi speciali
consentono l'uso delle
punte del rapidograph
con il compasso (Fig. D)
o con cannucce a testa
snodata per scrittura a
normografo (Fig. E).

Per cancellare i segni


dell'inchiostro di china si
utilizzano speciali gomme
o una lametta da barba
(Fig. F), con la quale si
raschia di piatto
asportando un sottile
strato della carta lucida.

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Nel caso in cui si debba correggere un errore di tracciamento su un supporto


costituito da carta o cartoncino si può anche usare della carta smeriglio
sottilissima (600 o più). Sia che si sia usata una lametta da barba o della carta
vetra, sarà necessario riportare la superficie della carta all'origine, lisciandola per
esempio con una lampadina ben pulita o con un altro oggetto duro e liscio,
capace di ripristinare l’omogeneità della superficie del supporto.

Sulla carta da lucido si può anche stendere un sottile strato di grafite o di talco
su cui poi è possibile disegnare senza sbavature e successivamente cancellare
con una gomma da lapis, una volta ben secco l'inchiostro di china. Particolare
attenzione va posta per non sporcare il supporto; dato che la pelle secerne una
sostanza grassa che la carta tende ad assorbire impedendo all'inchiostro di
aderire, è opportuno disporre un foglio di carta sotto la mano che disegna.

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Esempio di disegno a
china numero 1

Capitello Corinzio, penna a china su lucido,


disegno di autore anonimo, corso di Disegno
e Rilievo dell’Architettura del Prof. Marco
Bini, Facoltà di Architettura di Firenze

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Esempio di disegno a
china numero 1

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Esempio di disegno a
china numero 1

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Esempio di disegno a
china numero 1

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Esempio di disegno a
china numero 2

Veduta a volo di uccello verso


Piazza San Marco, Firenze, china
su lucido, di Luca Zavasi.
Corso di Disegno e Rilievo
dell’Architettura del
Prof. Marco Bini, Facoltà
di Architettura di Firenze

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Esempio di disegno a
china numero 2

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Esempio di disegno a
china numero 2

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Esempio di disegno a
china numero 2

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Esempio di disegno a
china numero 3

China su carta acquerellata - disegno da L.


da Vinci, di Emanuele Calvi.
corso di Disegno e Rilievo dell’Architettura
del prof. Marco Bini,
Facoltà di Architettura di Firenze

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Esempio di disegno a
china numero 3

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Esempio di disegno a
china numero 3

Veduta delle mura di una città fortificata,


disegno di autore ignoto
corso di Disegno e Rilievo dell’Architettura
del prof. Marco Bini,
Facoltà di Architettura di Firenze

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Esempio di disegno a
china numero 3

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Esempio di disegno a
china numero 6

China su carta, Nora Dolciotti.


Corso di Disegno e Rilievo dell’Architettura
del prof. Marco Bini,
Facoltà di Architettura di Firenze

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Esempio di disegno a
china numero 6

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Esempio di disegno a
china numero 6

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Esempio di disegno a
china numero 6

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• Considerazioni Conclusive

• Se le penne a china hanno cessato di essere lo strumento principale per la


finalizzazione del disegno tecnico non significa che possa essere utile
conoscerne l’uso e le caratteristiche. Le ragioni principali di questa utilità
sono da ricondurre alla persistente capacità di resa grafica di questo
strumento nello schizzo e nell’integrazione del disegno creativo; nella
necessità di sopperire al restauro o integrazione di vecchi disegni; nella
necessità di dover trovarsi ad esserne obbligati all’uso in situazioni
(concorsi pubblici, prove di ammissione, esami di stato) che ancora
richiedono l’uso di strumenti propri di una struttura e di una metodologia
pregressa alla rivoluzione informatica.
• Al di fuori dell’ambito del disegno tecnico, nel contesto più ampio della
grafica creativa, le penne ad inchiostro risultano a tutt’oggi strumenti
indispensabili per la realizzazione grafica e per la resa secondo standard di
realizzazione che richiedono un atto artistico di riconoscibile impegno e
personalità.

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Corso di Disegno per la moda

Lezione 02

prof. Giorgio Verdiani

Il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Il colore è forse una delle componenti della rappresentazione più varia e versatile, in
qualunque situazione la nostra creazione si trovi a necessitare di una maggiore
ricchezza e debba comunicare oltre il livello monocromatico o dei toni di grigio,
allora si pone la necessita, per il creativo di intervenire con adeguati strumenti che
permettano la miglior resa possibile e la massima efficacia nella rappresentazione
dell’idea.
Si tratta di una componente importante che può svolgere un semplice compito di
“messa in evidenza” di alcune parti o di alcuni segni (come nel disegno tecnico)
oppure costituire la parte preponderante dell’immagine grafica (come nel disegno
pittorico e nella rappresentazione materica dell’architettura).
La percezione del colore è legata a fattori fisici e organici, ma la sua lettura ed
interpretazione è dovuta ad un processo intellettuale derivante dalla cultura della
società in cui si cresce. La visione corretta di una intera scala cromatica è dovuta a
caratteristiche della luce nel punto di osservazione e organiche dell’occhio che vede,
mentre il riconoscere un colore o un elaborato grafico come “caldo” oppure

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freddo è diretta derivazione di un processo di lettura che lega la valutazione a


specifiche caratteristiche dell’impianto culturale del contesto in cui ci si trova.
In merito alla lettura “culturale” del colore e per un approfondimento sull’evoluzione
storica dell’interpretazione dei cromatismi, si suggerisce la lettura di Manlio Brusatin
“Storia dei colori”, Piccola biblioteca Einaudi 16, Vicenza, 2006, ISBN 88-06-15344-7
Per quanto riguarda i processi a cui dobbiamo la percezione dei colori, si vuole
semplicemente ricordare come in natura il colore si manifesti per sintesi sottrattiva,
ovvero a partire da un segnale di luce “bianca” emesso dal sole, che investendo la
materia degli oggetti ne viene parzialmente assorbito e parzialmente riflesso. La
parte di luce non assorbita verrà riflessa dall’oggetto e ne costituirà il colore
apparente, per cui un oggetto molto riflettente apparirà come bianco mentre un
oggetto molto assorbente apparirà come nero.
Nel processo di rappresentazione il disegnatore utilizzerà strumenti che stendono
strati di materia variamente riflettenti, che restituiranno una gamma cromatica a
seconda delle loro caratteristiche.

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Al tempo stesso è bene tenere presente che al contrario che nel processo naturale, i
colori in computer grafica si ottengono per sintesi additiva.
Di conseguenza il colore si otterrà qui per “aggiunta” di segnale luminoso, che
proiettato su uno schermo o visualizzato su un display verrà percepito in una certa
tonalità.
Di conseguenza se i colori primari della sintesi sottrattiva sono il Rosso, il Blu ed il
Giallo, nella sintesi additiva questi diventano il Rosso, il Verde ed il Blu (RGB: Red,
Green and Blue).

I colori della sintesi sottrattiva I colori della sintesi additiva

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Gli strumenti principali per il disegnatore sono molto


vari per natura e tipo di risultato offerto, la specificità
e l’abilità grafica di ogni singolo creativo permetterà di
trarre il massimo beneficio da questi strumenti e di
sceglierli con proprietà ed efficacia di risultato.

Pennarelli – Tra gli ultimi arrivati nel panorama


tradizionale degli strumenti grafici, ma ormai
ampiamente integrati e riconosciuti come strumento
quotidiano, i pennarelli permettono rapidità di disegno
e ampia scelta di colori, Ne esistono molti tipi che
variano fra di loro per prestazioni e qualità. Una prima
distinzione riguarda il tipo di punta scrivente che può
essere molto sottile, in genere per il disegno a riga e
squadra, media o grossa per scritte ed ampie
campiture.

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Alcuni pennarelli sono a base di acqua e il loro colore può essere stemperato; altri
sono a base di alcool, non solubile in acqua; altri sono realizzati con inchiostri
speciali e servono per scrivere e disegnare su acetato, vetro e stoffa; altri ancora,
ad inchiostro luminescente sono detti "evidenziatori".
I due principali settori d’uso possono essere individuati nel disegno creativo e
nell’arricchimento del disegno tecnico, tuttavia il loro uso intelligente ad
integrazione della rappresentazione materica o della realizzazione di disegni di
presentazione può risultare una soluzione rapida ed estremamente proficua in
termini di efficacia di risultato.
Volendo dare alcuni suggerimenti base per l’uso, si ricorda che il pennarello deve
essere fatto scorrere sulla carta mantenendo una costante e leggera pressione. Se
si vuole ottenere una superficie colorata in modo uniforme si dovrà tracciare una
serie di linee parallele con l'ausilio di una squadra, facendo attenzione a non
sovrapporre un tratto all'altro.

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Il pennarello passato sul


disegno accostando un tratto
all'altro, può dare buoni effetti.
Se a punta medio fine, la fitta
trama di linee può essere
sfruttata per evidenziare la
rotondità della superficie da
coprire, mentre con la punta
larga e non stondata si
ottengono in genere effetti di
superficie piatta molto efficaci
nella realizzazione di piante a
grande scala con arredamento
interno, oppure in sfondi di
prospetti e prospettive.
Esempio di schizzo/idea per
una lampada, pennarello su carta, autore anonimo

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L’utilizzo di pennarelli con


intensità di colorazione dif-
ferente, di capacità coprente
differente e con sagomature e
consistenza diversa delle punte
possono permettere risultati di
ottima qualità in tempi celeri,
ideali per la comunicazione di
idee di getto e di immagini
fortemente graficizzate.
L’abbinamento di colori “traspa-
renti” con colori “coprenti” può
agevolmente permettere la Viste, in
proiezione
risoluzione delle esigenze gra- ortogonale, di
fiche del disegno progettuale, una sedia,
pennarelli su
fornendo un’adeguate gerarchia carta, autore
dei tratti. anonimo

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Matite colorate – Si tratta probabilmente dello strumento più classico per la


realizzazione di elaborati a colori per la rappresentazione dell’architettura. Ne
esistono in moltissime sfumature di colore, in genere contrassegnate da un
numero; alcuni tipi sono anche acquerellabili, ovvero permettono il discioglimento
del colore applicato con l’aggiunta di acqua. In passato ne sono esistite anche di
“eliocopiabili” ovvero adatte ad essere riprodotte attraverso un processo di copia
eliografica a partire da un foglio di carta lucida.
Il principale punto da acquisire per il loro corretto uso riguarda il fatto che per
ottenere buoni risultati grafici occorre stenderle uniformemente dal chiaro allo
scuro. Acquisita questa abitudine, i risultati della rappresentazione ne
beneficeranno in maniera significativa.

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Volto, matite su carta, autore anonimo

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e matite su carta, autore anonimo


Schizzo di un interno, pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Pennelli - Per stendere acquerelli, tempere, chine colorate, ecc. esistono vari tipi di
pennelli; quelli rotondi a punta fine sono i più adatti per stendere il colore su
superfici più grandi. Esistono anche pennelli molto sottili con setole piccole e
appuntite, adatte al ritocco dei tratti e per definire dettagli minuti.
Il loro impiego adeguato richiede una certa perizia che si può raggiungere con una
buona pratica. Si tratta di strumenti che permettono una forte personalizzazione dei
risultati, con effetti pittorici spesso di grandissimo efficacia.

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Tra le tecniche pittoriche di maggior uso


nella rappresentazione dell’architettura, la
tecnica dell'acquerello è di certo quella di
principale diffusione, tra i suoi pregi quello di
permette di ottenere superfici dai contorni
vaghi, con colori sfumati, che conferiscono
al disegno una maggiore morbidezza
rispetto ad altre tecniche.
I passaggi di tono all'interno dello stesso
colore danno volume al disegno.

Impianti industriali, acquerello su carta,


autore ignoto

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su carta, di Roberta Toriatti


Impianti industriali, acquerello
Scorcio di strada fiorentina, acquerello
su carta, di Darlush Ehsani

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Con i pennelli più grossi si coprono in genere di colore le zone più ampie, mentre
con quelli a punta fine si disegnano le forme e i particolari.
Molta attenzione va posta nello scegliere il tipo di carta, che deve risultare
resistente e brillante in modo da assorbire i colori senza farne perdere la
lucentezza; essa dovrà essere inoltre abbastanza pesante, tanto da evitare che
una volta bagnata si gonfi e si onduli.

Effetti ancora diversi possono ottenersi con le matite colorate. In questo caso i
segni vengono usati come sottili pennellate che, attraverso l'intreccio
monocromatico o di più tinte, coprono la superficie interessata con sfumature più
o meno accentuate a seconda dell'intensità del colore e della pressione del
segno.

L'accostamento di colori diversi permette di ottenere a seconda delle esigenze,


gradazioni di tinte che intensificano o abbassano la brillantezza del colore di
partenza.

ANNO ACCADEMICO 20 10 -20 11 – CORSO DI DISEGNO PER LA MODA, PROF. GIORGIO VERDIANI – giorgio.verdiani@unifi.it
Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

Città immaginaria, ispirata


alle opere di Moebius,
Pennarelli su carta,
autore ignoto

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

Rappresentazione di un
esterno a giradino
Pennarelli ad alcool
su carta, autore ignoto

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a pennarelli

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a matite

Matite a colori su
cartoncino colorato,
da Moebius, Gli occhi
del gatto, V. Congedo

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a matite
colorate

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a matite
colorate

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

Esempio di
disegno
eseguito
a matite
colorate

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Esempio di
disegno
eseguito
ad acquerello

Interno di una chiesa,


acquerello su carta,
autore anonimo

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Esempio di
disegno
eseguito
ad acquerello
Dettaglio ingrandibile
Numero 1

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Esempio di
disegno
eseguito
ad acquerello

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Esempio di
disegno
eseguito
ad acquerello

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

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Lezione 2 – Le penne grafiche / il colore

• Considerazioni Conclusive

• La capacità di creare immagini a colori di forte impatto è strettamente


legata all’abilità del disegnatore ed al suo controllo sugli strumenti nonché
alla sua discrezione nello sceglierli in maniera appropriata. L’acquisizione
di queste capacità si ottiene attraverso l’applicazione e l’esercizio. il
tentativo di riprodurre disegni esistenti può risultare un metodo efficace
per l’apprendimento autonomo delle principali soluzioni e può permettere
l’avvio di soluzioni personali di rappresentazione.
• Se le singole tecniche di illustrazione a colori qui presentate costituiscono
in se stesse soluzioni di forte impatto, si ricordi che la loro combinazione e
commistione può permettere di realizzare ulteriori soluzioni, tali da
permettere una ulteriore personalizzazione dei risultati e una maggiore
versatilità nel tentativo di riprodurre elementi reali o di comunicare l’idea
progettuale.

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