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Visioni Tattiche
Football Manager 2010 vede una svolta nel modo in cui le tattiche sono approcciate da un punto di vista
umano, volto a sostituire le slide con un linguaggio calcistico. L'attenzione non è più rivolta a trovare le
impostazioni corrette per padroneggiare la simulazione, ma capire come creare una tattica coerente,
utilizzando una corretta terminologia calcistica.

Il modo migliore per capire il nuovo sistema tattico è quello di guardare a ciò che fanno i tattici del mondo
reale. Lo scopo di questo articolo non è dirvi come si gioca, o quale sistema è il migliore, ma di fornirvi una
solida base su cui costruire le vostre idee.

Se avete letto libri come “Inverting the Pyramid: The History of Football Tactics” di Jonathan Wilson, allora
spero vi serva come utile promemoria. Altrimenti spero che questo articolo vi dia alcune idee su come
mettere insieme la vostra tattica. Potrete essere d'accordo con alcuni punti e in disaccordo con altri: in
questo caso avrò svolto il mio compito, perché starai pensando al calcio e non ad un videogioco.

Si Comincia...

Come Inglese mi vedo costretto a precisare tre cose.

1. Non siamo stati i primi a pensare di prendere a calci un pallone.


2. Siamo stati i primi ad avere un'idea sulle regole, creando così la versione moderna di questo sport
praticato in tutto il mondo.
3. Non capiamo come funzionano le nostre creazioni e le nostre tattiche hanno la sottigliezza e la
raffinatezza di un branco di elefanti impazziti per il mal di denti.

La forma rudimentale del gioco adottata nelle scuole pubbliche agli inizi del 1800 coinvolgeva un ragazzo più
vecchio che dribblava con la palla verso la porta (vale a dire niente di più tecnico di portare la palla in
avanti), con l'appoggio dei ragazzi più giovani in fila dietro di lui, al fine di raccogliere la palla, se veniva
persa.

Dare calci negli stinchi agli avversari, o 'barare', era perfettamente legale in quel periodo, passare la palla era
considerato poco virile, anche se i lanci lunghi in avanti potevano essere accettati a malincuore.

Il calcio è semplicemente una carica verso l'obiettivo, sulla base di coraggio e volontà di ferro. Per tutte le
innovazioni tecniche dell'ultimo secolo o giù di lì, l'unico cambiamento nei requisiti per descrivere il gioco
inglese moderno è quello di sostituire la parola “fu” con “è”.
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Schema: un mezzo per il fine


Neutralità dello schema
Idealmente la tua prima domanda dovrebbe essere "come voglio giocare?" piuttosto che "con che schema
dovrei giocare?". Anche se lo schema è il primo passo del Tactics Creator, questo è solo funzionale perché
ruoli e compiti dei giocatori non possono essere assegnati senza definire prima lo schema.

In tutta la storia del calcio i grandi strateghi hanno utilizzato lo schema per rispondere a un problema
specifico: trovare lo spazio per attaccare o negare lo spazio per attaccare agli avversari. La formazione deve
venire a conclusione del vostro stile di gioco e degli obiettivi generali e di per sé è neutra. Cioè, nessuna
formazione è apertamente difensiva o offensiva, ma sono piuttosto le istruzioni che vengono date ai giocatori
che la rendono così.

Rappan (inventore del Swiss Bolt, antenato del catenaccio) impiegava lo stesso 1-3-3-3 del “Calcio Totale” di
marchio olandese che ha dominato gli anni '70, ma lo impiegava come una tattica rigida ed era molto diversa
dal calcio fluido di Cruyff e Neeskens.

Allo stesso modo, giocare più in avanti non significa automaticamente esser in grado di attaccare di più.
Anzi, può essere difficile ottenere la palla abbastanza avanti per trarre vantaggio degli uomini in più.
Sgomberare l'attacco può effettivamente aumentare il possesso e quindi creare più situazioni offensive. Lo
schema è, come suggerisce il titolo, semplicemente un mezzo per raggiungere un fine.

Pragmatismo e primi passi


Prima di farti prender la mano, vale la pena notare due cose: in primo luogo erediterai una squadra
progettata per attuare lo schema preferito del tuo predecessore. In secondo luogo, le migliori innovazioni
tattiche sono una conseguenza di alterazioni sottili nello schema precedentemente utilizzato.

Modifiche allo stile e allo schema possono richiedere qualche azione aggressiva nel mercato trasferimenti,
così, nel frattempo, è opportuno prendere in considerazione gli schemi suggeriti nella sezione “Dietro le
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quinte”, anche se solo come una soluzione pragmatica a breve termine. Nuovi manager che fanno giocare i
giocatori nelle loro posizioni preferite sono spesso premiati con buoni risultati immediati.

Notazione vs Forma
Come appassionati di calcio ci siamo abituati a fare riferimento allo schema tramite notazioni numeriche.
Molti dei top manager vedono questo come una rigida rappresentazione che non riflette la reale complessità
del loro piano tattico. Alex Ferguson sostiene di non aver mai giocato con un 4-4-2 normale al Manchester
United.

In effetti, si potrebbe sostenere (ed è così) che lo schema impiegato a metà degli anni Novanta è stato
effettivamente un 4-2-3-1 e non un 4-4-2. Éric Cantona ha giocato nello spazio dietro Mark Hughes (il suo
partner d'attacco), Ryan Giggs e Andrei Kanchelskis giocavano come ali avanzate, e la coppia centrale di
centrocampo Roy Keane e Paul Ince occupavano posizioni più arretrate. Esso non era così esplicita come lo
schema formato da Rooney, Ronaldo e Tevez, ma non si può negare la somiglianza.
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Allo stesso modo, il 4-2-4 impiegato dal Brasile nelle vittorie nelle Coppe del Mondo del 1958 e 1962
potrebbe facilmente essere descritto come 4-3-3 o 4-5-1. Lo schema d'attacco è un prodotto della situazione
e del contesto piuttosto che qualcosa di esplicitamente definito tramite una notazione numerica. In altre
parole, sono le istruzioni impartite ai giocatori e il loro modo di reagire ad esse e alle opportunità che si
presentano che definiscono lo schema d'attacco.

Jose Mourinho parla di infrangere le linee: il 4-3-3 che ha impiegato nel Chelsea fa esattamente questo
impiegando due giocatori che operano tra la linea di centrocampo e l'attacco. Se si potesse fermare l'azione
durante la partita a volte apparirebbe come un 4-1-2-3, ma in altri momenti sarebbe più simile a un 4-1-4-1.

Il Bolton giocava lo stesso schema con Sam Allardyce. In questo contesto però è stato più comunemente
denominato come 4-5-1. La differenza, forse, è l'aggressività con la quale le ali del Chelsea attaccavano,
anziché limitarsi a offrire il proprio sostegno.

Rispecchiare gli avversari

Nel definire lo schema della tua squadra, è facile dimenticare che essa non si limita a definire come giocano
11 giocatori, ma che ci sono 22 giocatori da prendere in considerazione. Può sembrare un'affermazione
ovvia, ma è spesso trascurata, anche dagli allenatori della vita reale. Per dimostrare questo, abbiamo
bisogno di guardare ad un esempio un po' più banale rispetto a quelli trattati finora.

Paul Hart, impiegando un 4-4-2 a diamante nella partita tra Portsmouth e Bolton nel settembre 2009, non ha
preso in considerazione il 4-5-1 avversario, ponendo l'accento in particolare sulla difesa e il centrocampo e
perdendo 2-3 in casa. Senza la larghezza a centrocampo, i terzini erano più esposti alle ali avanzate del
Bolton, mentre i centrocampisti a destra e a sinistra del diamante sono stati lasciati in balia di un
centrocampista centrale e del terzino avanzato avversari.

Nel frattempo, l'unica punta del Bolton si muoveva regolarmente nello spazio occupato dal centrocampista
difensivo del Portsmouth, e portava via un ottimo appoggio alla coppia di difensori centrali oberati di lavoro.
Peggio ancora, il Bolton saltando spesso i terzini costringeva il difensore centrale più vicino a chiudere e con
lui il resto della difesa, lasciando il Portsmouth vulnerabile ai cambiamenti di gioco sull'altro lato.
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I manager sono spesso perplessi quando gli errori individuali influenzano i risultati, ma questo può essere
facilmente spiegato come un errore del sistema di gioco che mette sotto eccessivo stress i difensori.
L'obiettivo dello schema è quello di fare in modo che ci sia uomo in più sia in attacco che in difesa: qualcosa
che non può essere raggiunto senza prima prendere in considerazione la formazione dell'avversario.

Il modo più semplice per rispecchiare un avversario è quello di giocare con lo stesso schema (il che spiega
l'adozione su larga scala delle formazioni di successo, anche senza gli elementi che le rendono vincenti),
anche se questo può ridurre il gioco a un semplice test di qualità, piuttosto che di sistema. Qualcosa che il
Portsmouth farebbe bene a non tentare di fronte al sistema a diamante del Chelsea.

Bilanciamento
In tutta la storia del calcio, i più grandi trionfi sono venuti dal bilanciamento tra giocate offensive e struttura
difensiva. Il Brasile può avere messo un uomo in più in difesa, ma ha permesso ai terzini di attaccare da
posizioni più profonde. Il “WM” di Herbert Chapman (3-2-2-3) ha fatto scalare un centrocampista in difesa,
ma ha compensato la perdita facendo tornare a centrocampo l'attaccante centrale.

Venendo ad oggi, il 4-2-2-2 che è diventato popolare in Brasile bilancia due centrocampisti difensivi aperti
con due centrocampisti offensivi ancora più esterni e il 4-2-3-1 mantiene un equilibrio simile di attaccanti e
difensori.
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Le strutture difensive
Situazioni di difesa
Parlando al membro del forum “footynut”, Ray Wilkins descrive come reagisce la difesa in una determinata
situazione: "Se la palla sta scendendo lungo la sinistra il terzino sinistro pressa verso la palla, il difensore
centrale di sinistra marca il suo giocatore, il difensore centrale di destra è leggermente più indietro in una
posizione dalla quale vede il numero di maglia dell'altro difensore centrale e il terzino destro va all'altezza del
difensore centrale di sinistra."

In questo esempio, non è chiaro con che sistema di marcatura sta giocando la difesa (anche se suona un po'
come a zona), ma sembra che i giocatori non siano “incollati” alle loro responsabilità di marcatura come in
un libro di testo. Invece stanno reagendo a seconda della situazione: pressando, marcando e coprendo in
funzione sia dei giocatori che della posizione della palla.

Gran parte del lavoro di difesa che si svolge durante una partita deriva dal senso comune - il
posizionamento, l'anticipazione, la capacità di prender decisioni e il buon vecchio lavoro di squadra
(casualmente tutti attributi dei giocatori in Football Manager!). Il centrale difensivo si posizionerà in funzione
del suo avversario o zona, ma anticiperà la minaccia a ridosso del suo compagno.

Marcatura a Zona
In questo periodo è relativamente raro trovare una squadra che non utilizza una difesa a quattro che marca
a zona. La marcatura a uomo è in gran parte consegnata al passato, un lascito degli anni dominati dal
Brasile. La Marcatura a Zona è spesso concepita come due fasce di quattro che coprono un'intera metà del
campo, ma in realtà è molto più dinamica di quello. Applicata in modo tale, si aprirebbero molti spazi.

Le zone si espandono o contraggono a seconda della domanda, consentendo ai difensori di coprirsi l'un
l'altro come richiede la situazione, se si tratta di coprire un compagno di squadra in una posizione avanzata,
aiutare in una zona di sovraccarico o di pressare un attaccante che ha scavalcato un altra zona e costituisce
una grave minaccia. La marcatura a zona consente alla difesa di reagire a situazioni di pericolo, piuttosto che
a giocatori pericolosi.

In parole povere, la marcatura a zona si basa sulla capacità di anticipazione e di comunicazione, piuttosto
che sulla velocità anche se con il ritmo del calcio moderno, la velocità deve essere presa in considerazione.

La funzione primaria di una strategia di attacco dovrebbe consentire ai terzini di avanzare e di attaccare o di
sostenere il centrocampo (ancora una volta, il Brasile è uno dei migliori esponenti del presente), mentre
squadre più difensive potrebbero preferire l'uso della marcatura a zona per mantenere la forma difensiva e
formare una barriera impenetrabile.

Marcatura a Uomo

La Marcatura a Uomo “Globale”, un sistema di marcatura che impiega tutta la squadra nel marcare a uomo,
è rara nel calcio moderno, ma questo non vuol dire che è inutilizzata. La marcatura a uomo può funzionare
molto bene, quando gli schemi forniscono un'evidente partita uomo contro uomo, come due opposte
'formazioni WM' avrebbero fatto prima della scomparsa di questo sistema di gioco nel 1960.
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Tuttavia, il sistema può essere battuto con il ritmo e il movimento (e i cartellini rossi!) come il Reading ha
provato a sue spese quando il Manchester United lo ha battuto 3-2 nel Capodanno del 2006. Portando
indietro le lancette dell'orologio al 1953 quando l'Ungheria ha fornito un allarme precoce delle carenze della
marcatura a uomo distruggendo l'Inghilterra 6-3, e un anno dopo 7-1, dando istruzione ai giocatori di
scambiarsi posizione o muoversi fra le linee - provocando molta confusione nelle fila difensive inglesi.

La sconfitta deve molto all'ingenuità degli inglesi che non si sono adattati alla situazione – pressando e
marcando, quando i giocatori avrebbero dovuto coprire. Fortunatamente, FM è molto più sofisticato,
limitando quanto i giocatori possono allontanarsi dalla loro posizione per seguire il loro uomo e mantenendo
un buon senso comune, pur privilegiando l'uomo rispetto alla marcatura a zona.
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Va notato che la marcatura a uomo in questo senso si applica esclusivamente a tutta la squadra e non alle
impostazioni del singolo giocatore (giocatore X segue giocatore Y ovunque vada) o istruzioni sugli avversari
(tutta la squadra, tiene d'occhio il giocatore Y).

Allenatori e tifosi faranno spesso riferimento al “marcare stretto” (marcare il giocatore in modo asfissiante,
piuttosto che star distante). Questo non è specifico della marcatura a uomo e si può applicare anche alla
marcatura a zona, ricordando che la marcatura a zona richiede ancora il pressing o la marcatura
dell'attaccante in determinate situazioni (ad esempio quando è in possesso di palla).

Marcatura mista
Sistemi che prevedono il Libero come il Catenaccio posizionano un marcatore a zona dietro tre o quattro
marcatori a uomo assicurando che qualsiasi buco della marcatura a uomo sia coperto, anche se ancora una
volta si deve rilevare che l'originaria natura asimmetrica del Catenaccio contrappone la parte difensiva della
squadra alla parte offensiva della squadra avversaria, fornendo una partita uomo contro uomo.

Quando la Grecia ha vinto gli Europei del 2004, ha utilizzato un libero dietro tre marcatori a uomo, un
centrocampo a cinque e una punta unica - in sostanza, la formazione era molto simile a quella di Rappan
(“Swiss Bolt”), ma con le ali arretrate a centrocampo, e forse i quattro difensori più in linea. Il centrocampo a
cinque suggerisce che l'uomo in più funge da copertura per i quattro marcatori a uomo, ma è una mia idea -
potrebbe essere solo un modo per sovraccaricare il centrocampo. Sicuramente la Grecia era superiore alla
squadra svizzera del 1930, deve comunque qualcosa del suo successo all'elemento a sorpresa.

Nel corso degli anni '80 e '90 il libero era comunemente utilizzato nel 3-5-2 ed è stato spesso indicato come
Catenaccio, anche se assomigliava poco al sistema originale al di là dell'uomo in più.

Sistemi con libero affrontano l'attacco avversario nel suo complesso aggiungendo un marcatore a zona al
sistema di marcatura a uomo. Questa combinazione può essere invertita, aggiungendo un marcatore a uomo
a una difesa a zona di fronte ad una minaccia specifica individuale. Il Manchester United lo ha fatto contro il
Barcellona nel 1994, con il terzino Paul Parker a marcare Romario, mentre i restanti tre difensori
conservavano le loro responsabilità a zona - anche se un errore di concentrazione ha permesso a Romario di
correre su un lancio lungo e segnare.
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Nella vita reale la maggior parte dei sistemi di marcatura mista impiegano solo un difensore e forse un
centrocampista con le istruzioni differenti dal resto della squadra. Questo non per dire che dovresti affidarti a
sistemi usati dagli allenatori reali. Football Manager 2010 di base assegna una marcatura a zona o a uomo a
seconda della posizione, del ruolo e dei doveri e potrebbe portare a una divisione 50/50. Se hai
dimestichezza con quella (sembra funzionare, o si adatta alla tua visione tattica) non c'è motivo di cambiarla.
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La fase di transizione
Gestione degli spazi
Negli ultimi anni sono stato abbonato al mio club, il Portsmouth. C'era una donna di mezza età che sedeva
dietro di me (e pochi posti a sedere verso destra, per fortuna) che urlava ogni volta che la palla entrava nella
nostra area di rigore, anche quando non vi era chiaramente alcun pericolo. Ora, questa può essere una
reazione eccessiva, ma vi è generalmente una fase della partita, poco prima di concedere un gol, dove le
grida aumentano e i passaggi sono generalmente caratterizzati da uno dei miei amici che utilizza la frase
"siamo seduti troppo in profondità ".

La linea difensiva è fondamentale nel controllo dello spazio, e il mancato controllo può comportare la
concessione di gol sciatti, ma può anche essere utilizzato per trasformare la difesa in attacco. L'Arsenal di
Herbert Chapman ha fatto questo restando in profondità, portando gli avversari fuori dalla difesa e tenendoli
al limite dell'area di rigore prima di lanciare un rapido contropiede nello spazio creatosi.

Valeriy Lobanovskyi ha utilizzato l'approccio opposto con la Dinamo e l'URSS, giocando con una linea
difensiva molto alta in combinazione con la trappola del fuorigioco e un pressing aggressivo. Questo portava
a vincere il possesso della palla più in alto nel campo, mettendo la squadra in una posizione migliore per
attaccare e contenere gli avversari in una metà del campo. Mentre questo sistema ha avuto successo in
Europa, è stato denominato 'la linea d'asino' in Brasile, perché si è ritenuto stupido - passi un uomo e li passi
tutti.

Entrambe le strategie richiedono una forte linea difensiva, ma non sono necessariamente appannaggio di
squadre di livello mondiale. Allo stesso modo, entrambe le strategie richiedono concentrazione, perché c'è
meno margine di errore. La differenza sta nel loro approccio al possesso - una linea profonda dà priorità alla
qualità del possesso rispetto alla quantità mentre una linea alta l'opposto.
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Centrocampisti difensivi
Probabilmente ti stai chiedendo perché ho isolato solo la posizione di un centrocampista. Ciò è dovuto alla
sua importanza nel far funzionare l'intera squadra. Quando l'Inghilterra non ha un buon centrocampista
difensivo la domanda è spesso questa "Perché abbiamo bisogno di un giocatore di posizione?" La risposta
forse è che non ne abbiamo necessariamente bisogno - ma non dà mezzo aiuto.

I terzini del Brasile e i talenti di Pelé, Zico e Ronaldinho sono resi possibili dalla protezione che un
centrocampista difensivo (o due) assicurano quando si rompono gli schemi, coprendo lo spazio vuoto lasciato
dietro e bloccando gli attacchi prima che inizino.

La formazione 4-2-3-1 utilizzata dalla Francia nella Coppa del Mondo 1998 utilizzava due giocatori di
posizione come base per i quattro attaccanti, a cui era concessa una maggiore libertà di quanto non
avverrebbe in altri sistemi, permettendo ai terzini qualche azione offensiva.

Quando il possesso viene recuperato il centrocampista difensivo diventa il fulcro attorno al quale ruota il
centrocampo. Ciò è particolarmente vero in un centrocampo a tre uomini, dove un triangolo esercita spesso
un maggior controllo di una linea piatta.

Football Manager distingue la posizione di centrocampista difensivo da un centrocampista “normale”, ma a


tutti gli effetti, un centrocampista normale con compiti difensivi esegue la stessa operazione in fase di
attacco - stare dietro al resto del centrocampo. L'unica differenza si manifesta con la posizione assunta nella
fase difensiva - il centrocampista difensivo copre il buco tra difesa e centrocampo, mentre il centrocampista
normale con compiti difensivi forma una linea con il resto del centrocampo.
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Gioco d'attacco
Il possesso
Ai manager sconfitti viene spesso chiesto perché la loro squadra non ha vinto un match che pareva sotto
controllo. Da qualche parte tra le scuse incoerenti ci sarà probabilmente qualche tipo di riferimento al fare 'la
parte del leone' nel possesso (vale a dire più della squadra avversaria). Di tanto in tanto un manager più
pragmatico si limiterà a dire: "Loro hanno segnato più gol di noi".

I gol fanno vincere le partite, non il possesso, o il numero di tiri (una denuncia comune sui forum di Football
Manager). Il rapporto tra il possesso palla e i gol non è chiaro. Un calcio basato sul contropiede fa
affidamento sul minor possesso rispetto all'avversario, ma è abbastanza ovvio che non si può segnare
quando non si è in possesso della palla.

Puoi ricordare che abbiamo iniziato questo articolo parlando della predilezione inglese nel portare la palla
velocemente in una sola direzione. E' arrivata come una sorta di sorpresa, nel 1880, quando la Scozia
schierata in un 2-3-5 utilizzava passaggi corti e laterali per mantenere il possesso della palla e aspettare
pazientemente per l'apertura di un varco- sebbene la partita si è conclusa con un pareggio a reti inviolate .

Austria e Ungheria poi hanno mostrato il vero potenziale del gioco del passaggio, rendendosi conto che un
buon tocco di prima faceva sì che la palla potesse essere rilasciata più velocemente. Uruguay, Argentina e
Brasile hanno fatto un ulteriore passo avanti, celebrando la tecnica e l'arte del calcio più della vittoria (anche
se spesso hanno vinto) sprecando tempo per mantenere il possesso, creando così opportunità di migliore
qualità.

Se è vero che l'attacco è la migliore forma di difesa allora il possesso è il meccanismo con cui operano
attacco e difesa. I tifosi inglesi possono diventare impazienti, fischiare dei retropassaggi e urlare "buttala in
avanti", ma, paradossalmente, ancora si aspettano di mantenere il possesso della palla.

Il gioco a lanci lunghi


Le squadre che adottano un gioco fatto di lanci lunghi sono spesso derise come anti-calcio - in parte perché
va di pari passo con un approccio più fisico, lasciando gli avversari malconci e contusi. Non è certamente
bello, ma come Wimbledon e Watford hanno dimostrato negli anni '80, può essere molto efficace per le
squadre che cercano di colpire tramite la loro forza.

Charles Hughes, che purtroppo è stato fatto il direttore tecnico della Federcalcio, ha analizzato 100 partite e
ha concluso che l'80% dei gol provengono da tre o meno passaggi. Su questa base, sembra si riduca tutto al
buttare il pallone in avanti velocemente, ma la sua analisi è profondamente viziata perché non tiene conto di
un altro dato statistico - che il 91,5% dei movimenti è composto da tre o meno passaggi, che in realtà
significa che c'è un deficit del 11,5% nel numero di gol che dovrebbero essere segnati.

Il calcio della palla lunga rischia di produrre un elevato scambio di possesso che è forse il motivo per cui gli
esponenti di maggior successo (come Graham Taylor è stato, almeno a Watford) tendevano a utilizzare un
forte pressing per riequilibrare il possesso in loro favore. Quello che ti dà il lancio lungo è la “penetrazione”
nel territorio nemico, a condizione che le palle lunghe non siano senza scopo, ma abbiano un obiettivo
specifico, o, nel caso di David Beckham, il passaggio è di alta qualità.

Wimbledon e Watford avevano entrambe un bersaglio grande e fisico a cui mirare (come il Bolton fa oggi con
Kevin Davies) e corridori volenterosi a centrocampo per raccogliere le palle perse, ottenendo una buona dose
di successo senza fare affidamento su giocatori tecnicamente dotati. Ciò non vuol dire che non può essere
spettacolare, quando si incontra una squadra con sufficiente capacità tecnica da mantenere il possesso palla
sotto pressione.
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Mentre il calcio a palla lunga non deve necessariamente essere obiettivo di analisi, statistiche e percentuali
(è dubbio che molti manager di campionati inferiori adottino un approccio scientifico), Football Manager
2010 vi dà alcuni dati molto utili nel giorno della partita nella scheda 'Statistiche'.

Coppie d'attacco
Mentre il 4-5-1 sta guadagnando popolarità, molte formazioni contano ancora su una partnership di due
uomini. La chiave di ogni partnership di successo è la divisione del lavoro e questo è forse ciò che rende più
facile ottenere qualcosa da due che da un unico attaccante.

Questa divisione si presenta comunemente in due forme – la combinazione “creatore / realizzatore”, o la


combinazione "uomo grande / uomo piccolo” (l'uomo piccolo di solito implica un'alta velocità). Questo spesso
si traduce in un uomo che sta tra le linee e quindi più arretrato, attaccante di supporto o trequartista, mentre
l'altro assume un ruolo più avanzato. In Football Manager, come nella vita reale, è molto più facile marcare
due attaccanti che giocano in linea.

Ci sono altre combinazioni che funzionano. Il Real Madrid vinse la Liga per cinque volte di fila negli anni 80
con due attaccanti che non si piacevano a vicenda e raramente s'intendevano, ma Hugo Sanchez e Emilio
Butragueno avevano potenza e finezza.

La combinazione all'Arsenal tra Bergkamp e Henry è forse una delle partnership più complete. A prima vista
sembrerebbe una combinazione “creatore/realizzatore”, ma che non tiene conto della velocità di Henry o la
capacità aerea di Bergkamp, che li rendeva efficace come la combinazione "uomo grande/uomo piccolo”, o la
loro capacità di scambiarsi posizione creativamente e segnare.

All'altra estremità dello spettro, il Portsmouth ha trovato discreto successo grazie al fiuto di Kanu e al lavoro
e la determinazione di Benjani. Forse l'unica qualità che condividevano era la capacità di tenere la palla, ma
non si può negare che la differenza quasi totale di abilità ha ottenuto buoni risultati.

L'apparente eccezione alla regola è la partnership di Didier Drogba e Nicolas Anelka. Molti esperti dubitavano
che potessero lavorare insieme, considerandoli troppo simili in molti aspetti del loro gioco. Tuttavia
ignoravano le loro qualità al di là dell'ovvia abilità di segnare. Come Bergkamp/Henry potevano essere "uomo
grande/uomo piccolo” o “creatore / realizzatore”. Sebbene le differenze siano molto più sfumate (sono in
grado di operare come unica punta o fare il lavoro uno dell'altro quando giocano insieme), ci sono.

Universalità contro Specializzazione


Gli eroi del passato sono state le ali, i registi e i bomber di rapina, ma il gioco moderno è completamente
diverso, e non concede spazio per i cosiddetti 'giocatori di lusso'. I miglioramenti nella preparazione fisica e
organizzazione difensiva si traducono in spazi limitati nel campo, meno errori e meno varchi. Ciò ha dato
origine a due tipi molto diversi di calciatori.

Giocatori “completi”, o ibridi come Christiano Ronaldo, Thierry Henry e Wayne Rooney combinano molte
abilità - creatività, dribbling e finalizzazione - ciò significa che possono comparire in diverse zone del campo
ed essere altrettanto abili come registi, ali e attaccanti . Didier Drogba è un altro giocatore di questo tipo:
completa la sua potenza e forza fisica con giocate di fino.

Valeriy Lobanovskyi chiamato “universalità” - a cui lo specialista sarebbe l'opposto filosofico. Il giocatore
universale è imprevedibile, e al top della forma, immarcabile, mentre lo specialista gioca esclusivamente suoi
suoi punti di forza. Emile Heskey, Michael Owen e Stephane Guivarc'h sono esempi perfetti, spesso derisi per
i loro limiti, ma spesso componenti chiave nella vittoria - in caso di Guivarc'h, la vittoria ai Mondiali.

Claude Makelele è stato spesso considerato come l'esempio perfetto di un centrocampista difensivo nel suo
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periodo di massimo splendore, facendo poco più che bloccare gli attacchi e giocare passaggi corti e semplici
ai compagni di squadra più creativi. Anche Jose Mourinho (manager di Makelele al Chelsea) si è lamentato
dopo poco tempo degli allenatori inglesi incapaci di creare giovani giocatori multifunzionali.

La maggior parte dei giocatori, ovviamente, cade tra i due estremi e le migliori squadre utilizzano una
miscela di ibridi, specialisti e giocatori normali. Se siete abbastanza fortunati da avere un ibrido o due nella
rosa vale la pena ricordare che, finché il loro ruolo occupa le linee tra centrocampo e attacco, le loro
posizioni tendono a seguirli.

I quattro davanti del Manchester United Rooney, Ronaldo, Giggs e Tevez si scambiano tra tre posizioni da
trequartisti e una posizione da punta (in meno di un minuto lo fanno anche più volte). All'Arsenal, Bergkamp
restava indietro e Henry si allargava. Maradona era un centrocampista che poteva giocare come attaccante
di supporto, il che spiega perché una lunga serie di registi argentini non sono riusciti a diventare 'il prossimo
Maradona'.

Drogba, ancora una volta, è un'eccezione, operando per conto proprio come un vero e proprio attaccante
con Mourhinho, ma in collaborazione con Nicolas Anelka con Carlo Ancelotti.

Movimento e scambio
Come abbiamo già visto nella distruzione degli inglesi per mano dell'Ungheria, buoni movimenti e buone
giocate offensive vanno di pari passo. Formazioni rigide hanno il loro posto, ma i giocatori stazionari possono
essere facili da marcare. Questo è forse il motivo per cui molte squadre utilizzano un attaccante grande per
tenere la palla, concentrandosi sul schiacciare gli avversari verso il basso piuttosto che “tessere uno schema”.

Il “Calcio Totale” è spesso visto come l'ideale – i difensori attaccano e gli attaccanti difendono in una
formazione fluida. La realtà era molto più organizzata di quanto non sembri, anche se sarebbe difficile
attuarlo al ritmo cui sono giocate le partite di oggi. I giocatori nel 1-3-3-3 si scambiavano lungo linee
verticali. Ad esempio, se il centrocampista di sinistra avanzava, l'ala destra lo copriva.

È molto diverso dallo scambiarsi semplicemente le posizioni, come farebbero due ali, bilanciare i movimenti
avanzati e la libertà di movimento e le responsabilità difensive.
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Rivisitando uno degli esempi precedenti, il fronte offensivo del Manchester United (4 giocatori) usa uno
scambio di ruoli simile in modo efficace, ma lascia gli altri sei giocatori fuori dall'equazione, a difendere,
sostenere o attaccare a seconda dei loro ruoli.

L'obiettivo di questo tipo di movimento è quello di presentare ai difensori una minaccia imprevedibile nella
sua direzione e natura, con gran parte del lavoro svolto senza palla. Anche allora, non è totalmente privo di
struttura. Alex Ferguson sostiene che è meglio fare azioni offensive che partono dall'esterno e convergono al
centro verso la porta, piuttosto che partire dal centro e allontanarsi dalla porta. Questo può indicare il motivo
per cui il 4-5-1/4-3-3 è diventato così popolare, in quanto utilizza due ali avanzate che convergono verso la
porta.

Guardando al di là della saggezza del punto di vista di Ferguson, è anche giusto dire che le squadre difensive
che cercano di liberare la palla avranno maggiore fortuna nel trovare attaccanti che si sono allargati, l'Arsenal
ha rievocato la tecnica di contropiede del 1930, consentendo a Thierry Henry di allargarsi in posizioni esterne
per effetti devastanti.

Come con tutti gli elementi tattici non c'è una regola definitiva - Ruud van Nistelrooy è un buon esempio di
un attaccante che parte dal centro e rimane al centro e ottiene un sacco di gol, anche se aveva un altro
attaccante come Ole Gunnar Solskjaer che si inseriva negli spazi.

Il gioco dei numeri


Il titolo del libro di Jonathan Wilson 'Inverting the Pyramid' (“invertire la piramide”, ndr) è un indizio di come
l'equilibrio di attaccanti e difensori è cambiato. Dai tempi in cui è stata immaginata la prima formazione, gli
attaccanti sono stati ritirati a centrocampo a cercare spazio e i centrocampisti sono stati arretrati in difesa
per negarlo.

Le squadre una volta attaccavano con otto giocatori e difendevano con cinque (i centrocampisti in un 2-3-5
operavano in entrambe le fasi), ma questo è generalmente invertito nel calcio moderno. Il 4-4-2 difende con
due fasce di quattro, ma al massimo verranno avanzati solo tre dei quattro centrocampisti per aiutare i due
attaccanti
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Questa tendenza apparente verso la negatività è stata messa in moto da una modifica della legge del

fuorigioco, passando dal fuorigioco a tre a quello a due nel 1926. Dico 'apparente', perché, come abbiamo
visto, far indietreggiare i giocatori non significa necessariamente creare squadre meno offensive.

Spostare i numeri giusti tra attacco e difesa è forse la componente chiave dello stile di gioco - più che la
formazione di partenza. L'Argentina ha provato questo a sue spese quando ha perso la Coppa del Mondo del
1930 in Uruguay. Entrambe le squadre hanno voluto attaccare in gran numero nel tentativo di sovraccaricare
la difesa, ma solo l'Uruguay ha tenuto qualche pensiero per la difesa.

Anche il Brasile attaccava in gran numero, vincendo la Coppa del Mondo tre volte tra il 1958 e il 1970, ma
questa è generalmente riconosciuta come la fine di un'epoca più ingenua. I difensori restavano più indietro,
così il Brasile aveva meno probabilità di essere preso in contropiede ed i suoi giocatori di classe mondiale
avevano il tipo di spazi che raramente il gioco di oggi permette. Non va dimenticato che difendeva anche con
un buon numero di giocatori, anche se, ancora una volta, lo stile meno frenetico di gioco lo rendeva molto
più facile.

Il calcio italiano è spesso visto come eccessivamente difensivo e negativo, caratterizzato non dallo schema
ma dall'uso di soli tre giocatori offensivi. Il primo obiettivo è quello di evitare di concedere gol: non si può
perdere se non si concedono gol. Il punteggio è quasi un obiettivo secondario e la nazionale, in particolare, è
famosa per le vittorie per 1-0.
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Un'ultima parola

La mia carriera di manager (dal primo Championship Manager fino all'attuale Football Manager) ha seguito
un percorso simile allo sviluppo delle tattiche nel gioco reale. In principio, cercavo semplicemente i giocatori
migliori che potevo, vedendo il calcio solo come una prova di abilità. Poi arrivò il 4-3-1-2 e il desiderio di
creare un bel calcio, anche se attraverso il commento di testo. Il lusso di un regista mi ha dato modo di
macinare risultati fino a quando la paura di perdere ha preso il sopravvento, portandomi ad un approccio più
difensivo ma per fortuna pieno di vittorie per 1-0.

Finalmente ho la sensazione di aver raggiunto un punto in cui capisco perché la mia tattica ha funzionato e
perché successivamente ha smesso di funzionare - ed è per questo che sono veramente eccitato dalla
prospettiva di prendere in consegna una squadra come il Portsmouth che ha venduto una squadra e mezzo
di giocatori di qualità e li ha sostituiti con operai di secondo piano.

Una linea di pensiero è quella di creare un uomo in più in attacco e sfruttare le lacune degli avversari senza
sacrificare la mia stabilità difensiva - che mi auguro di raggiungere utilizzando un 4-4-2 che si trasforma in
un 4-3-3 utilizzando i compiti e l'ampiezza di gioco individuale per rimodellare la formazione.

Un altro approccio è quello di controllare lo spazio a centrocampo e giocare sulle qualità individuali in un 4-2-
3-1 che utilizza due registi, tre “motorini di centrocampo” e un fulcro del gioco. In entrambi i casi la
formazione è il risultato finale e non il punto di partenza!

Entrambi i metodi richiedono anche uno o due acquisti aggiuntivi per farlo funzionare, quindi senza soldi da
spendere, potrebbe restare sul tavolo da disegno!