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ITALIA

18 MARZO 2011 VITA 10

Il decreto Romani

iStockphoto
stacca la corrente
alle rinnovabili
Colpita la filiera del fotovoltaico: 10mila a rischio cassa
di Antonio Sgobba elettrica». Dei 15 miliardi di fatturato sti-
mati, il 50% si può attribuire alla lavora-
Diecimila lavoratori a rischio cassa zione del silicio, il 22% alla produzione
integrazione in uno dei pochi settori in di celle e moduli, il 18% va all’indotto
crescita dell’economia italiana. È il pri- generato dalla produzione di componen-
mo risultato del decreto legislativo sul- ti e tecnologie e il restante 8% nella pro-
le energie rinnovabili da poco varato gettazione e installazione degli impianti.
dal governo, il cosiddetto “decreto Ro- La forza del comparto è confermata
mani”. La stima l’ha fatta il Gifi, la sigla dalle elaborazioni del Centro studi di
di Confindustria-Anie che raccoglie le Confartigianato: stiamo parlando di
imprese del settore: «Avre- 86.079 imprese per 332.293
mo un blocco degli investi- energia occupati nel 2010. Anche do-
menti programmati per i po un anno di forte recessio-
prossimi mesi per oltre 40 ne, il settore è cresciuto del
miliardi di euro, il blocco im- 2,7%, in misura maggiore nel
mediato di ordini già in cor- Mezzogiorno (+4,1%) e al
so per circa 8 miliardi e quello di con- Centro (3,6%) mentre al Nord l’aumento pianta le pale, magari deturpando un espansione certamente anche grazie agli
tratti già stipulati per circa 20», elenca è dell’1,5%. «La dinamica è in controten- paesaggio suggestivo, e non le collega incentivi». Lo scriveva lo scorso 4 feb-
il presidente Valerio Natalizia. denza rispetto al totale delle imprese alla rete cercando di lucrare sull’incen- braio il ministro per l’Ambiente, Stefania
«Stiamo parlando di un settore radi- che, nello stesso periodo, ha registrato tivo. Significa parlare dell’energia che Prestigiacomo in una lettera al Corriere
calmente nuovo, che in poco tempo è una flessione dello 0,3%», sottolineano muoverà il mondo (e quindi l’economia della sera. Neanche un mese dopo sono
riuscito a raggiungere un fatturato che gli imprenditori. e quindi il lavoro) di domani. In Italia l’e- arrivati i tagli del governo.
si aggira sui 15 miliardi di euro, pratica- Quindi «parlare di rinnovabili non si- conomia legale (non quella truffaldina) Chi lavora nel comparto ha reagito
mente l’equivalente di un punto di Pil», gnifica discutere del mascalzone che legata alle rinnovabili è in straordinaria così: «Questo decreto determina un’e-
spiega il professor Arturo Lorenzoni, do- levata incertezza sul mercato oltre al
cente di Economia dell’energia all’Uni- congelamento degli investimenti da
versità di Padova. Nel 2009 il professor
Lorenzoni aveva elaborato il rapporto Il
Bilanci in attivo, ma ora ordini fermi parte delle imprese, mettendo a rischio
la competitività», ha detto Massimo
valore dell’energia fotovoltaica in Italia. Un caso d’eccellenza: la padovana X Group Stronati, presidente di Federlavoro e
Già allora il mercato prevedeva «tassi di Servizi-Confcooperative. Inoltre, con la
crescita straordinari» e affermava che Un’azienda che produce ogni giorno 60mila celle di silicio cristallino per moduli scelta di stoppare gli effetti del Conto
«non dare l’opportunità agli imprenditori fotovoltaici. Tecnologia avanzatissima e bilanci in attivo, con 97 milioni di ricavo Energia e limitare gli incentivi agli im-
italiani di giocare ad armi pari sarebbe nell’ultimo anno e una terza linea di produzione avviata due mesi fa con un investi- pianti allacciati alla rete elettrica entro
un atto di pura miopia». Un anno e mez- mento di 15 milioni. Insomma, un’eccellenza del settore. Ora i suoi 250 dipendenti il prossimo 31 maggio, «di fatto si crea
zo dopo il governo ha deciso di tagliare sono a rischio cassa integrazione. È una delle conseguenze che il decreto sulle un pericoloso e prevedibile blocco delle
gli incentivi. Le conseguenze saranno rinnovabili avrà sulle imprese della filiera del fotovoltaico. Lo stabilimento della attività degli operatori del settore e si
pesanti: «Le miriadi di piccole aziende X Group si trova a Vanzo di San Pietro Viminario (Padova). La società parte nel 2006 compromettono gli investimenti in cor-
nate negli ultimi cinque anni rischiano con 50 milioni di investimenti, «tutti da capitali privati, neanche un euro pubblico», so», ha scritto su Ilsussidiario.net Mario
di chiudere», dice Lorenzoni. precisa l’ad Carlo Cotogni. Entra a pieno regime nel 2008: «Da allora tre anni Saporiti, presidente di ENER20 spa. In-
Eppure in questi anni, a partire dal in attivo e in crescita costante». L’azienda è stata tra i beneficiari indiretti degli in- tanto, l’8 marzo il Gestore del sistema
2006, in Italia è nata una vera e propria centivi statali: «La legge aiutava il mercato, non le singole aziende», ricorda Cotogni. energetico (Gse) ha presentato il portale
“filiera del fotovoltaico”, che va «dalla Adesso, nella migliore delle ipotesi, staranno fermi almeno due mesi, in attesa Corrente 2.0, una “vetrina per il made
costruzione delle celle per i pannelli fino delle nuove disposizioni. «Il nostro fatturato potenziale mensile è di 11 milioni. in Italy delle rinnovabili”. Per gli ope-
al montaggio in campo, passando per gli Nel frattempo i nostri clienti hanno bloccato gli ordini, e le banche non sono ratori del settore adesso il rischio è che
“inverter” che trasformano l’energia disposte a sostenere gli investimenti. La cassa integrazione sarà inevitabile». la vetrina si svuoti di colpo.

Alla bocciofila con Cavatorta, l’indipendente


Scomparso l’ideatore di Filmmaker, dal 1980 culla di tanti giovani talenti del cinema italiano

personaggi di Giuseppe Frangi nematografica documentaristica di New York; ebbe nel 1980 l’intuizione di lanciare Filmmaker:
ha alternato tante collaborazioni come insegnan- uno spazio per dare agli autori indipendenti mi-
«Ti ha cercato Cavatorta». Negli ultimi sei an- te presso la Civica Scuola di cinema di Milano e lanesi l’opportunità di mostrare in una sala i loro
ni, di questi tempi circa, al mio arrivo in ufficio alla Scuola nazionale di Cinema di Roma. film. La rassegna durante tutti gli anni 80 ha
trovavo irrimediabilmente un post-it giallo sulla È da questa esperienza di insegnamento e di dato sostanza all’idea di un cinema indipendente
mia scrivania, scritto a mano da qualche collega. rapporto con tanti talenti nascenti che Cavatorta italiano. La quantità e la qualità inaspettata di
«Richiamalo». L’appuntamento era per uno dei prodotti spinsero Cavatorta e i suoi collabora-
giorni seguenti in bocciofila, a pranzo. Silvano tori a fare un altro passo: così nel 1984, Film-
amava quel luogo, periferia sud di Milano, la sala maker cominciò “a produrre”, cioè meglio a
coi tavoli rotondi e le cerate rosse, i poster di “offrire dei contributi” a fondo perduto per la
improbabili cantanti di liscio alle pareti. Ci si in- realizzazione di film o cortometraggi. Lo fa con
contrava per parlare della nuova edizione di scarsissimi mezzi che però diventano determi-
Filmmaker, delle opere da valutare. nanti per i registi: Silvio Soldini, Daniele Segre,
Quei “pranzi di lavoro” si stemperavano in Alina Marazzi e tanti altri hanno mosso così i
tempi più lunghi, meno concitati: a Silvano in- loro primi passi. Nel 2005 era iniziata anche la
teressava il racconto dell’altro e di sé, il suo collaborazione con Vita, per investire sul ta-
sguardo interiore era curioso, indagatore, quindi lento di giovani registi capaci di distinguersi
più lento. Cavatorta è morto nella notte tra il 4 e nella produzione di cortometraggi a tema so-
il 5 marzo. Aveva poco più di 60 anni. Ha avuto ciale, inaugurando all’interno della rassegna
sempre il cinema nel sangue. Si era laureato al- una sezione inedita, il “Premio Vita”, ormai
Silvano Cavatorta l’Università Statale con una tesi sulla scuola ci- Milano ingoia Milano, film premiato a Filmmaker parte integrante della manifestazione.