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Venerdì 11 marzo 2011, ore 18.

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Libreria Popolare (via Tadino 18, Milano)

Presentazione di:

Il canto secolare per un nomarca di Emmanuel Hocquard


Plasma di Barrett Watten
I cani dello Chott el-Jerid di Andrea Raos
Voci di seconda fase di Giulio Marzaioli

Volumi pubblicati da Arcipelago, nella collana ChapBook,


a cura di Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano.

Saranno presenti:

Gherardo Bortolotti (curatore), Paolo Giovannetti (critico),


Alessandro Broggi (coordinatore).
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I volumi:

Il canto secolare per un nomarca di Emmanuel Hocquard


Testo presente nella seconda raccolta del poeta, Les dernières nouvelles de l’expédition sont datées du
15 février 17..., del 1979, è un esempio paradigmatico di una scrittura che cerca di rompere
definitivamente con il lirismo a favore una scrittura minimale e letterale, in cui il riutilizzo di testi
preesistenti diventa la chiave di una riscoperta della realtà fenomenica della scrittura.
Emmanuel Hocquard è nato (―di ottimo umore‖, come dice lui stesso) a Parigi nel 1937.
Tra i suoi libri, Les Élegies (1990), Théorie des tables (1992), Un test de solitude (1998), L'invention du verre (2003),
Méditations photographiques sur l'idee simple de nudité (2009), tutti pubblicati da POL. Nel 1989 ha fondato l'associazione
Un bureau sur l'Atlantique, destinata a diffondere in Francia la conoscenza della poesia statunitense contemporanea. Ha
tradotto, tra gli altri, Fernando Pessoa, Michael Palmer, Charles Reznikoff.

Plasma di Barrett Watten


Uno dei testi più importanti della Language Poetry, anch'esso del 1979, è analizzato nel saggio seminale
The New Sentence di Ron Silliman. La disarticolazione sintattica, l'uso dell'elenco, la focalizzazione
sulle capacità immaginative del lettore ne fanno l'esempio perfetto di una fondamentale stagione
sperimentale americana purtroppo ancora sconosciuta in Italia.
Barrett Watten, nato nel 1948, è uno dei capostipiti della L=A=N=G=U=A=G=E Poetry, movimento di letteratura
sperimentale che ha segnato la poesia USA nell’arco degli anni ’70 e ’80. Attivo nella Bay Area sin dalla fine dal 1969, con
Robert Grenier ha fondato This, una delle riviste centrali del movimento (insieme a Poetics Journal, diretta da Watten e Lyn
Hejinian, e L=A=N=G=U=A=G=E, diretta da Charles Bernstein e Bruce Andrews).
Ha pubblicato Bad History (1998) e Frame (1971-1990) apparso nel 1997. Frame contiene sei opere pubblicate nel corso
degli anni ’70 e ’80: Opera—Works; Decay; 1–10; Plasma/Paralleles/―X‖; Complete Thought e Conduit, insieme a due testi
mai apparsi in raccolta, City Fields e Frame. Nel 2004 sono stati ripubblicati Progress (1985) e Under Erasure (1991) sotto
il titolo Progress | Under Erasure. Alla fine del 2006, inizia a pubblicare i volumi di The Grand Piano: An Experiment in
Collective Autobiography, progetto terminato nel 2010 con la pubblicazione della Part X.

I cani dello Chott el-Jerid di Andrea Raos


Testo inedito di Andrea Raos, uno dei più raffinati poeti italiani, in grado di mantenere una fortissima
vocazione lirica all'interno di parametri radicalmente sperimentali e di scoprire nella lingua italiana una
musicalità aliena ed alienata. Il titolo richiama quello di un video di Bill Viola, Chott el-Djerid (A
Portrait in Light and Heat), costruito su paesaggi disumani e, come il testo di Raos, lontani
dall'antropocentrismo di ogni poetica consolatoria.
Andrea Raos (1968) ha pubblicato Discendere il fiume calmo, in F. Buffoni (a cura di), Quinto quaderno italiano (Milano,
Crocetti, 1996), Aspettami, dice. Poesie 1992-2002 (Roma, Pieraldo, 2003), Luna velata (Marsiglia, cipM – Les Comptoirs
de la Nouvelle B. S., 2003), Le api migratori (Salerno, Oèdipus – collana Liquid, 2007) e Lettere nere (estratti), in AAVV,
Prosa in prosa (Firenze, Le Lettere, 2009).

Voci di seconda fase di Giulio Marzaioli


Testo inedito e secondo modulo di un lavoro transmediale, giocato sulla testimonianza e sulla
combinatoria. Le lasse che lo compongono si reggono su un fragile eppure continuamente ribadito
equilibrio tra la spersonalizzazione dell'accumulo, dell'interruzione sintattica e la resistenza dell'umano,
della sua capacità di formulare senso, di vedere il mondo. L’opera Moduli di prima fase è pubblicata
presso le edizioni de La Camera Verde, collana «felix» ed è costituita da moduli testuali autografi. I testi
raccolti in questa seconda fase elaborano invece voci intervistate e registrate dall’autore. Dai moduli e
da alcune delle voci di seconda fase è stata tratta la videoinstallazione Mproject, in collaborazione con
Teresa Iaria.
Giulio Marzaioli (Firenze, 1972) ha scritto opere in poesia e in prosa, oltre che per il teatro, per le arti figurative, per la
video arte e per la fotografia. Suoi testi sono pubblicati presso varie case editrici e sono tradotti in Francia, Stati Uniti,
Germania, Spagna, Svezia. Alla scrittura unisce la ricerca per immagini.

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La collana ChapBook, edita da Arcipelago e curata da Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano, nasce nel 2005
come canale per portare nel dibattito italiano i testi di alcuni autori francesi e statunitensi particolarmente
interessanti ma del tutto sconosciuti in Italia. Le prime pubblicazioni favoriscono l'aggregazione di autori italiani
attorno ad alcune questioni di poetica e, ai titoli stranieri, si affiancano anche titoli italiani. Ad ora, la collana ha
pubblicato 15 titoli:

01. Marte ha bisogno di terroristi, di K. Silem Mohammad


02. 62 unità di prosa scritte da malato, di Rodrigo Toscano
03. Scusi, la strada per Pondicherry?, di Jean-Michel Espitallier
04. Davy Crocket o Billy the Kid avranno sempre un po’ di coraggio, di Olivier Cadiot
05. Numeri primi, di Marco Giovenale
06. Quello che si vede, di Andrea Inglese
07. Ma ci posso campare?, di Jeff Derksen
08. 7 anacronismi, di Christophe Tarkos
09. Nuovo paesaggio italiano, di Alessandro Broggi
10. SLM, di Roberto Cavallera
11. Alfabeto provvisorio delle cose, di Adriano Padua
12. Il canto secolare per un nomarca, di Emmanuel Hocquard
13. Plasma, di Barrett Watten
14. I cani dello Chott el-Jerid, di Andrea Raos
15. Voci di seconda fase, di Giulio Marzaioli