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Perché proprio adesso?

Spesso ci sentiamo dire che una vera rivoluzione si avrà solo quando saremo tutti "alla fame".
Che troppe famiglie sono ancora benestanti.
Che tutto sommato per ora la situazione è sotto controllo, perché ancora ci possiamo permettere le ferie
e il cellulare.

Viene spontaneo allora immaginarsi come andrà, quel giorno, quando davvero saremo tutti pronti.
Non ci vuole molta fantasia, perché purtroppo la storia, e la tecnologia, ci hanno messo davanti agli occhi
infinite volte le conseguenze di una rivoluzione.
La repressione violenta di comuni cittadini armati artigianalmente ci è talmente chiara che per molti non
ci si deve neanche pensare.
E' un trauma. E quindi un tabù.

Se l'idea di morire sull'asfalto, uccisi da una pallottola vagante mentre si tentava di acquisire banalissimi
diritti umani, ci terrorizza (come è normale che sia), ci chiediamo che senso abbia aspettare il momento
in cui sarà l'unica soluzione possibile.
Cosa fa credere agli scettici del "è troppo presto", che dopo sarà meglio?

Muoversi in nome della disperazione assoluta significa non avere il tempo di riflettere, né i mezzi per
organizzarsi.

Come se non bastasse, crediamo che i motivi per preoccuparsi grandemente siano già tutti sotto i nostri
occhi. Il degenero del nostro paese è senza precedenti sotto qualunque aspetto.
Non c'è un solo ambito della società civile che non sia malato, corrotto, in pieno degrado.

E' vero, abbiamo ancora motivo di ritenerci fortunati. Ma assistere quotidianamente allo scempio di
Berlusconi e di tutta la miserabile casta, non è abbastanza?
Non è abbastanza sognare di poter lavorare per stipendi da fame, mentre il lusso sfrenato è a disposizione
dei peggiori italiani mai concepiti su questa penisola?

Per noi è più che abbastanza. Per noi è TROPPO.


E proprio perché non è nostra intenzione peggiorare le cose, proprio perché vogliamo risparmiarci almeno
il caos di una rivolta civile, noi vogliamo che l'Italia si risvegli adesso, finché siamo in tempo.
Non vi chiediamo di armarvi e di rischiare la vita, anzi, siamo i primi a volercela godere serenamente.

Vi chiediamo di essere al nostro fianco pacificamente, in piazza, chiedendo l'istituzione immediata di un


governo provvisorio di emergenza, che modifichi la legge elettorale e permetta al popolo l'elezione diretta
dei suoi rappresentanti di governo.
Vi chiediamo di resistere, ad oltranza, in nome della sovranità Popolare che i signori della Casta
continuano ad ignorare.
Ve lo chiediamo umilmente, da cittadini a cittadini, per le nostre vite e per le vite dei nostri figli.

25 Aprile, Roma. Noi saremo lì e resisteremo, in nome del popolo italiano, perché l'attuale governo si
dimetta, ponendo fine a questo attacco alla Democrazia.

Per unirti a noi, chiedere informazioni, esprimere la tua opinione e collaborare orizzontalmente con il
coordinamento popolare:
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