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Le controllate estere salvano i conti dei colossi nazionali - Il Sole 24 ORE

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Le controllate estere salvano i
conti dei colossi nazionali
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  Share di Paolo Bricco e Fabio Pavesi 24 febbraio 2011 Cronologia articolo

Ormai per Fiat il Brasile vale come l'Italia. Non era mai successo. E, in Brasile, il
Lingotto guadagna. Cosa che, almeno con l'auto, non succede più da noi. C'è poi
UniCredit, che ha chiuso il 2010 con una perdita netta, per le attività nazionali, di
50 milioni di euro.

Le diverse performance Italia-estero, sia per il giro d'affari che per la redditività,
riguardano ogni settore e tutte le dimensioni di impresa. Prendiamo un colosso
come Italcementi. Nei primi nove mesi dell'anno il gruppo dei Pesenti ha visto i
ricavi italiani scendere del 16,9% e quelli consolidati del 4,7 per cento. Il margine
operativo lordo sul fatturato nel nostro paese è stato pari a -0,7%, mentre nel
mondo è risultato del 18 per cento. Ancora più ampia la forbice nell'automotive,
che naturalmente sconta l'afasia produttiva di Fiat e la crescita nei mercati
cosiddetti emergenti. È il caso della Landi Renzo, la società di Cavriago in
provincia di Reggio Emilia specializzata in impianti e in componenti per il Gpl e il
metano che costituisce uno dei punti di forza del Quarto Capitalismo, le medie
imprese internazionalizzate analizzate dall'Istituto di Storia economica della
Bocconi e dall'ufficio studi di Mediobanca.

Nei primi nove mesi dell'anno scorso, i ricavi complessivi sono cresciuti del 29,6%,
mentre in Italia sono calati del 14 per cento. Il margine operativo lordo è stato del
13%, mentre in Italia è un punto secco in meno. Nello stesso settore, nei primi
nove mesi del 2010 per la Sogefi controllata da Cir i ricavi sono saliti del 20 per
cento

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-02-24/controllate-estere-salvano-conti-084250.shtml?uuid=AaMfb1AD&fromSearch[04/03/2011 11.54.54]