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Documento Oasi 2010

Archivio WWF/F.Cianchi
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INTRODUZIONE - sviluppare adeguate ricerche - aree di privati dove vengono


scientifiche per la conserva- svolte attività produttive
Le Oasi sono il progetto di con- zione anche in rapporto allo compatibili con la conserva-
servazione più importante del studio di tecniche di utilizza- zione di cui il WWF certifica la
WWF Italia. Fin dal 1966, anno zione razionale delle risorse corretta gestione.
della sua fondazione, il WWF si è naturali;
impegnato a gestire territori - sviluppare metodologie e tec- Obiettivo generale delle Oasi
naturali in ogni angolo d’Italia. niche di gestione adeguate Affiliate è quello di perseguire la
Un’Oasi Affiliata speciale agli obiettivi di tutela, che conservazione della biodiversità
Grazie alle Oasi, il WWF ha con-
Dynamo Camp è situato nel tribuito sensibilmente alla tutela possano inoltre costituire un integrata ad una gestione ecolo-
cuore della Toscana, a di luoghi, ecosistemi, della flora valido esempio per la prote- gicamente, socialmente ed eco-
Limestre, in provincia di e della fauna; ha introdotto zione delle aree gestite da nomicamente sostenibile del ter-
Pistoia, all'interno di un'oasi di milioni di adulti e bambini alla altri soggetti; ritorio.
protezione provinciale affiliata conoscenza della natura e - sperimentare, laddove possi-
al WWF, l'Oasi Dynamo. L'area bile e tenendo conto delle Ill WWF Italia ha definito delle
si estende su circa 900 ha in migliorato il rapporto con l’am-
ambiente preappenninico, nei biente; stimolato e patrocinato la priorità di conservazione, Linee Guida rivolte ai privati che
comuni di S. Marcello ricerca scientifica su ecosistemi, modelli di sviluppo compati- desiderano conciliare la tutela
Pistoiese e di Piteglio. specie e conservazione della bile con la salvaguardia del- dell’ambiente naturale e le attivi-
Dynamo Camp è un Campo biodiversità; fornito esempi di l’ambiente. tà socio-economiche.
estivo, primo in Italia, apposi- gestione attiva e sostenibile del- - utilizzare il sistema di oasi
tamente strutturato per bambi- per realizzare progetti di con- La gestione di un’Oasi affiliata
ni affetti da patologie gravi o l’ambiente e risorse, favorendo
croniche in terapia e nel perio- così la nascita e la crescita di un servazione ad ampio respiro deve prevedere:
do di post ospedalizzazione. Il professionismo in questo e più alta efficacia (a scala
Campo è rivolto gratuitamente campo e in quello delle econo- nazionale e/o internazionale), - l’eliminazione dell’attività
a bambini da 7 ai 16 anni. mie legate alla tutela e alla valo- promuovendo contempora- venatoria (“fondo chiuso” o
Dynamo Camp intende offrire rizzazione dell’ambiente. neamente azioni coordinate altra forma di tutela) e la ridu-
a centinaia di bambini la possi- in numerose aree protette; zione di ogni fonte di disturbo
bilità di riappropriarsi della
propria infanzia attraverso un GLI OBIETTIVI - utilizzare le Oasi come sog- diretto alla fauna;
programma che in totale sicu- Il WWF con la tutela e gestione getti catalizzatori di attività di - l’eliminazione di ogni inter-
rezza e allegria li porti a ritro- delle proprie aree protette inten- conservazione su area vasta, vento che alteri il paesaggio e
vare e acquisire fiducia in loro de: soprattutto in funzione degli l’ambiente naturale e di qual-
stessi e nelle proprie potenzia- - conservare campioni rappre- obiettivi ecoregionali. siasi struttura che possa rap-
lità. Il Camp prevede anche sentativi di ecosistemi parti- presentare una barriera per la
programmi specifici rivolti ai fauna;
genitori e ai fratellini sani di colarmente rari o minacciati,
questi bambini, coinvolgendo aree di eccezionale valore IL TIPO DI AREE - la salvaguardia della flora
così tutta la famiglia che ha naturalistico ed habitat e spe- spontanea e in particolare di
dovuto affrontare la delicata cie in pericolo di estinzione; Sotto il profilo della tipologia di quella originaria: boschi
situazione della malattia. - sensibilizzare ed educare alla gestione, il Sistema è così sud- secolari, siepi storiche, gran-
salvaguardia ed al rispetto diviso: OASI e OASI AFFILIATE. di alberi;
della natura; - il ripristino delle condizioni
OASI naturali favorendo il recupero
- aree di proprietà dell’As- di habitat come boschi, siepi,
sociazione o gestite sulla stagni e la ricostituzione di
base di affitti, concessioni, corridoi biologici;
accordi con proprietà pubbli- - il restauro degli edifici pre-
che e private; senti con tecniche e materiali
- aree nella cui gestione il ecologici: fonti di energia rin-
WWF interviene come consu- novabile (fotovoltaico, solare,
lente tecnico-scientifico; biomasse), recupero dei rifiu-
- aree in cui il WWF esercita ti, ottimizzazione delle risorse
una supervisione particolare (energia elettrica, acqua),
sugli aspetti naturalistici della recupero e riutilizzo acqua,
gestione. utilizzo di pitture e altri mate-
riali non inquinanti, manteni-
mento o ripristino strutture
OASI AFFILIATE utili per la fauna (per esempio
tegole e tetti per nidi di uccel-
- aree dove il WWF svolge una li).
funzione di controllo e verifi-
Archivio WWF/G.Cortellaro ca della gestione;
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OGGI SAREBBE DIVERSO 3. LAGO SECCO. Il laghetto grazie ad un accordo con la


insieme al vicino Lago della proprietà comincia il riscatto
LE OASI NASCONO per salvare Selva, erano noti al WWF per- di quel rettangolo che in
un territorio minacciato dalla ché stazioni importanti per pochi mesi venne ripulito,
speculazione, dalla trasformazio- alcune specie di anfibi (trito- protetto, recuperato. Oggi è il
ne, da altri interventi che ne ne alpestre e rana tempora- cuore della Riserva naturale
avrebbero cambiato il volto e il ria). Negli anni ’80, l’area era statale del Litorale Romano.
valore paesaggistico e naturali- minacciata dal taglio della
stico. faggeta circostante, dall’aper- 5. VALLE AVERTO. E’ una valle
tura di una strada e da altre da pesca, come le altre che si
1. LAGO DI BURANO. E’ stata la attività speculative, che estendono nella Laguna di
prima Oasi in gestione al avrebbero completamente Venezia e che oltre ad essere
WWF. Nasce con l’acquisizio- cambiato il volto del paesag- luoghi di pesca sono anche
ne dei diritti di caccia da parte gio che li ospitava. Il WWF aree frequentate da molti
Archivio WWF/F.Cianchi del WWF, nel 1967. Grazie a acquistò una parte dell’area e uccelli acquatici: il che le ha
questo intervento iniziale per sia come Associazione che rese nel tempo, teatro di
evitare l’attività venatoria, l’a- come proprietario la presidiò grandi battute di caccia. Il
rea ha assunto poi un signifi- e ne fece un’Oasi. Che poi WWF grazie alla sensibilità
cato diverso, tanto da essere venne inglobata nel perimetro dell’ultimo proprietario dell’a-
la prima oasi organizzata e del parco nazionale del Gran rea, il Conte Ancillotto, ha
nel tempo è diventata oasi di Sasso-Monti delle Laga prima fatto vincolare l’area e
protezione, riserva naturale poi ne è diventato proprieta-
statale, zona Ramsar, sito SIC 4. MACCHIAGRANDE. Era una rio, costituendo così il primo
e ZPS. Grazie all’Oasi – che “terra di nessuno”, oppressa tassello di laguna protetto.
comprende anche i territori a dalle piste dell’aeroporto di Se non ci fosse stata la sensi-
valle e a monte della riserva – Fiumicino e dall’abitato di bilità dell’allora proprietario e
si è salvata un’importante Fregene. Invasa da vandali, l’intervento del WWF, oggi
area umida, il paesaggio tipi- cacciatori, pescatori abusivi e Valle Averto sarebbe conti-
co maremmano e 11 chilo- invasa da discariche di rifiuti nuata ad essere una valle da
metri di costa. e greggi al pascolo. Eppure, pesca, aperta alla caccia e
quel rettangolo di foresta senza il miglioramento
mediterranea, di macchia e ambientale che il WWF ha
prati, manteneva le bellezza e favorito negli anni.
le caratteristiche dell’Antico
Agro Romano. Nel 1986
Le più grandi e le più piccole Regione Ettari oasi
Gli ettari per regione CAMPANIA 4346,3 12
SARDEGNA 3608 2
Riserva di Monte Arcosu 3.600 ettari 4.346,3 TOSCANA 3231,87 17
ABRUZZO 3036 7
Oasi di Guardiaregia 2.187 ettari PUGLIA
LAZIO
2813,60
2564
5
7
3.231,87 MOLISE 2187 1
3.608
Riserva statale di Torre Guaceto 1.800 ettari SICILIA 2140 4
BASILICATA 1476 3
UMBRIA 900 1
3.036
Oasi Prato-Stagno di Sassoguidano 0.3 ettari 2.564 2.813,60 EMILIA ROMAGNA 781,92 8
CALABRIA 875 1
MARCHE 631,5 3
2.187 LOMBARDIA 480,36 14
VENETO 445,3 7
2. SICULIANA. Il rischio di un 2.140 TRENTINO AA 237,5 2
intervento speculativo lungo FRIULI VG 120 1
PIEMONTE 94,9 9
uno dei tratti più belli e con-
servati della costa siciliana, 1.476
alla fine degli anni ’80, portò a
decidere il WWF di devolvere 900
875 781,92
le risorse del proprio con-
631,5
gresso nazionale a un fondo 480,36
per l’acquisizione di circa 9 445,3 237,5 120 94,9
ettari di litorale. Oggi l’area,
oltre ad essere stata salvata, è
una riserva naturale regionale
molto più vasta, di 740 ettari.

Archivio WWF/F.Marcone
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PRIMI TASSELLI PER 2) OASI DI LAMA DEI PELIGNI: regionale, diventando tra l’al-
PROGETTI PIU’ GRANDI PARCO NAZIONALE DELLA tro il nucleo centrale di una
MAIELLA. E’ sicuramente una serie di altre oasi confinanti.
La creazione di alcune Oasi ha delle più belle pagine della
storia del WWF. Dopo anni di 5) OASI DELLA MONTAGNA DI
avuto un ruolo strategico per l’i-
mobilitazione per la creazione SOPRA: PARCO REGIONALE
stituzione di aree protette più
del Parco nazionale della DEL PARTENIO. Questa
vaste: ne hanno rappresentato
Maiella, l’occasione per fare importante foresta è stato il
cioè l’embrione, lo stimolo, un
un passo concreto in quella primo nucleo protetto e gesti-
passaggio, l’esempio, il nucleo a
direzione, avvenne con l’ac- to dal al WWF che ne ha fatto
cui aggregare il resto del territo-
cordo tra WWF e il Comune di un’Oasi quale strumento pro-
rio. Oggi molte di queste aree
Lama dei Peligni per ospitare mozionale e di sensibilizza-
non sono più gestite dal WWF
un progetto di conservazione zione per il futuro e poi realiz-
perché assorbite all’interno della
molto delicato e atteso, pro- zato Parco regionale del
nuova gestione. Ne sopravvive
mosso insieme al Parco Partenio, di cui ne rappresen-
però la storia, il significato, il
nazionale d’Abruzzo: la rein- ta il cuore.
successo raggiunto.
troduzione del camoscio
d’Abruzzo, una delle specie AMBIENTI
1) OASI DEL MONTE POLVE- più rare dell’Appennino e I principali ambienti del nostro
Archivio WWF/A.Troisi RACCHIO E VALLE DELLA sopravvissuta con un unico paese sono rappresentati nel
CACCIA. Parco regionale dei branco proprio nel parco Sistema Oasi. Si va dalle praterie
Monti Picentini. Le prime abruzzese. L’operazione riuscì d’altitudine alpine a quelle
azioni del WWF per questo perfettamente – oggi i camo- appenniniche, ai boschi conifere
importante settore dei Monti sci sono sempre di più sulle puri o misti a quelli di latifoglie
Picentini cominciano a metà montagne della Maiella – e montani; si va dai boschi medi-
degli anni ’80 e nel maggio nacque l’Oasi WWF di Lama terranei collinari o submontani
del 1988, diventa a tutti gli dei Peligni che diventò qual- alle foreste planiziarie; dalle aree
effetti Oasi del WWF. Nel che anno dopo la Riserva umide interne ai sistemi salma-
1993 si aggiunge una nuova regionale della Maiella orien- stri costieri; dagli ambienti
area, nell’altro versante, la tale fino ad essere ricompresa costieri a falesia, a quelli a sco-
Valle della Caccia, una delle dal Parco nazionale della gliera e a duna sabbiosa; dalla
più spettacolari e ricche di Maiella. macchia mediterranea alta a
biodiversità. L’obiettivo era quella bassa, alla gariga, alla
proprio quello di promuovere 3) OASI BLU DI GIANOLA, steppa; si va dalle valli fluviali ai
e facilitare la nascita dell’at- VILLA DI TIBERIO E MONTE laghi. Ma vi sono anche paesag-
tuale Parco regionale dei ORLANDO. Parco regionale gi meno conosciuti come i calan-
Monti Picentini. della Riviera di Ulisse. Le Oasi chi (per esempio Atri, in
blu di Gianola, Villa di Tiberio Abruzzo); le gravine (San Giu-
e Monte Orlando, hanno rap- liano in Basilicata e Monte
presentato per molti anni Sant’Elia in Puglia); dune fossili
Gli ambienti alcune delle poche aree mari- (Massenzatica in Emilia Ro-
delle Oasi ne protette in Italia. Nel magna); abissi - come il Pozzo
tempo la gestione integrata della Neve (1.048 metri) e Cul di
costa – mare ha rappresenta- Bove (913 metri) a Guardiaregia
to un esempio tra gli unici nel nel Molise -, grotte come quella
nostro paese tanto da essere del Bussento in Campania;
poi promosso a parco regio- straordinari canyon come quelli
nale. del Quirino sempre a
Guardiaregia, del Bussento in
4) OASI DELLE ABETINE: Campania, del Sagittario in
RISERVA NATURALE REGIO- Abruzzo; cascate di più salti
NALE DELL’ABETINA DI come quelle al Polveracchio-
ROSELLO. Anche quella di Valle della Caccia in Campania,
Rosello è stata un’operazione quelle del Verde in Abruzzo e a
storica. Nata per tutelare una Monte Arcosu in Sardegna, e
delle ultime abetine anche un cratere, gli Astroni a
dell’Appennino centrale è Napoli, tra i meglio conservati
diventata prima Oasi in accor- d’Italia, appartenente ad un vul-
do con il Comune e quindi cano formatosi per esplosione
promossa a Riserva naturale 4000 anni fa.
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SPECIE ED OASI Archivio WWF/G.Paulis


OASI IN CITTÀ
La varietà naturale del nostro
Molte Oasi si trovano vicino o
addirittura dentro le grandi Paese si può facilmente ritrovare
città. E non è un caso, ma una nelle Oasi del WWF. Un mosaico
volontà, una strategia. Intanto di ambienti e paesaggi, straordi-
perché tutelano tasselli residui nario e irripetibile, un primato
di ambienti naturali, scampati
all’urbanizzazione. Poi perché per l’Italia: quello di essere il
rappresentano importanti ser- territorio che ospita il maggior
batoi di ossigeno. E soprattut- numero di specie animali e
to sono aule all’aperto per i vegetali in Europa: circa 56.000
giovani delle scuole e mete per gli animali e quasi 7000 per
verdi per le famiglie.
le piante vascolari, tra cui un’al-
Sono Oasi praticamente urbane: tissima percentuale di entità che
- La Riserva naturale del Cratere vivono soltanto da noi, ben il
degli Astroni a Napoli. A due 10% soltanto per la fauna.
passi da Agnano e dalla
Tangenziale
Un parte consistente di questo
- L’Oasi di Macchiagrande- patrimonio vive nelle oasi, dalle
Vasche di Maccarese, nell’abita- specie più comuni a quelle più
to di Fregene (Fiumicino), con- rare o a rischio. Si va dalla ana-
finante con l’aeroporto di tre selvatiche alle farfalle più
Fiumicino e a un ventina di
minuti da Roma piccole, dai muschi ai grandi qui si è salvato dal rischio di Tanti tantissimi gli Invertebrati.
- L’Oasi del Bosco di san Silvestro rapaci. estinzione. Nelle foreste mature Dal raro gambero di fiume al
a Caserta C’è l’orso che frequenta le Gole ospitiamo molti picchi tra cui il granchio di fiume, ai migliaia di
del Sagittario e a volte anche raro picchio dorso bianco nelle Insetti con specie interessanti o
Si trovano a due passi:
- L’Oasi degli Stagni di Casale a
Lago Secco; c’è il lupo sempre Gole del Sagittario e il picchio rare o endemiche, dalla rosalia
Vicenza più presente nelle oasi appenni- nero al Polveracchio e nella Valle alpina – una specie che vive
- La Riserva naturale delle Saline niche. E la lontra, ancora oggi tra della Caccia. E poi la lepre italica, nelle faggete e curiosamente
di Trapani e Paceco a Trapani gli animali più a rischio: sono il gufo reale, pipistrelli di più presente a Policoro – al macao-
- La Riserva naturale di lago 250-260 gli esemplari ancora specie come il raro ferro di ne sardo a Monte Arcosu, alla
Preola – Gorghi Tondi a Mazara
del Vallo presenti in Italia e una fetta cavallo minore presente, tra le zerintia a Guardiaregia alla raris-
- L’Oasi di Valmanera ad Asti importante di questi li ospitiamo altre, nel Bosco di San Silvestro, sima Eurynebria complanata a
- La Riserva naturale del Bosco a Persano, a Policoro, nelle Gole e ancora il falco pellegrino, il Burano. E sempre a Burano da
WWF di Vanzago a Milano del Bussento, nel Lago di Conza. lanario, l’anatra marmorizzata, la alcuni anni ormai si riproduce la
- La Riserva Marina di Miramare
a Trieste
Ospitiamo le colonie di aironi gru. farfalla monarca, e Lelya cenosa,
- L’Oasi degli Stagni di nidificanti, le garzaie, come Nelle Oasi del WWF si trovano una piccola farfalla notturna il
Focognano a Firenze quella di Chiusi, tra le più impor- specie rare di anfibi come il cui bruco si alimenta della canna
- La Riserva naturale di Valle tanti in assoluto, quella di pelobate fosco a Bellinzago e la di palude.
Averto a Venezia Conza, tra le più grandi del sud rana di Lataste nelle oasi umide A Torre Salsa vive invece il
Italia, quelle di Alviano, della Val della pianura padana; così come coleottero endemico Achridilia
di Bormida, di Ripa Bianca, di Lago Secco ospita da sempre le sicula e le Saline di Trapani sono
Penne. Orbetello rappresenta popolazioni più meridionali l’unica stazione italiana per Teia
l'unico sito riproduttivo della d’Europa di rana temporaria e di (=Orgya) dubia. Ricca, ricchissi-
costa tirrenica per la sterna tritone alpestre. E, ancora: il ma anche la flora, anche ende-
comune e il fraticello. Le aquile geotritone dell’Iglesiente e il mica. Si va dal fiordaliso del
reali sono di casa o si fanno discoglosso sardo a Monte Sagittario e a Campanula fragi-
spesso vedere nelle Gole del Arcosu e il disco glosso dipinto lis cavolinii, nella Riserva delle
Sagittario, al Polveracchio, nelle alle Saline di Trapani. Ci sono Gole a Barbarea rupicola,
Gole di Frasassi, a Guardiaregia. anche molti rettili, tra cui specie Helicrysum montelinasanum,
Sempre più spesso si fa ammi- rare come il colubro leopardino Armeria sulcitana e Anchusa
rare anche il falco pescatore alle Cesine e Monte sant’Elia, le formosa a Monte Arcosu. E spe-
come a Serranella, a Persano, a due natrici sarde (Monte cie rare come Ipomea sagittata
Burano, Orbetello, agli Orti Arcosu) o la nuova specie di alle Cesine o la calendula mariti-
Bottagone. Il gatto selvatico è testuggine acquatica siciliana ma alle Saline. E poi stazioni
diffuso in molte oasi forestali, (Lago Preola Gorghi Tondi). relitte di betulle, abetine, stazio-
compresa la specie sarda a Pesci importanti come la trota ni di pino nero, nelle oasi appen-
Monte Arcosu. E sempre l’Oasi fario (come alle Cascate del niniche.
vicino Cagliari ospita uno dei Verde) e la trota macrostigma (a
nuclei più importanti di cervo Monte Arcosu), le lamprede a
Archivio WWF/V.Armenante sardo, quel cervo che proprio Persano.
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OASI E MIGRAZIONI Campania, l’Oasi di Macchia- 1996 grazie all’Operazione


grande e Vasche di Maccarese Beniamino, una campagna
Le Oasi del WWF rappresentano nel Lazio, le aree lagunari stori- lanciata nel 1994 per la tutela
tappe importanti per le migrazio- che del WWF Orbetello e Burano, delle foreste italiane che con-
ni animali. Sono aree di sosta, l’oasi degli Orti Bottagone a due templava anche l’acquisto
per il riposo e l’alimentazione; passi da Piombino, l’altra Oasi diretto di boschi importanti o
sono siti di svernamento o esti- storica di Bolgheri: questo per la a rischio. L’oasi è l’unica area
vazione; sono siti per la riprodu- direttrice tirrenica. alpina in gestione al WWF e si
zione. La migrazione degli uccel- L’altra direttrice è quella adriati- sviluppa in una splendida e
li è quella più facile da osserva- ca. Sempre un’anatra, in volo selvaggia valle.
re, più evidente, quella a cui per risalire (o ridiscendere) la
siamo più legati. Proprio le penisola, incontrerà come tappe 2) L’ALNETO DI ROCCHETTA
migrazioni degli uccelli e quindi fondamentali: Le Cesine, Torre TANARO. E’ un residuo di
l’arrivo nel nostro paese di alcu- Guaceto in Puglia; il lago di bosco di pianura ripariale,
ne specie e di alcune popolazio- Serranella, e quello di Penne in una vera rarità. E’ uno degli
ni in movimento sono state la Abruzzo; fino a Valle Averto in acquisti della Campagna
molla per attivare progetti di Veneto. Anche gli altri animali Beniamino, avvenuto nel
tutela anche complessi. migrano: mammiferi, pesci, anfi- 1997, per due ettari.
bi, insetti. Le farfalle migrano,
Archivio WWF/F.Cianchi
dal sud verso il nord e in parte 3) BOSCO ROCCONI. Sempre
anche al contrario. Si disperdo- grande ad un Fondo Foreste,
no su territori più vasti e si ripro- proseguimento delle opera-
ducono più volte. Tra le nostre zioni precedenti, nel 1995 il
farfalle ci sono la vanessa del WWF acquista 130 ettari di
cardo e la vanessa atalanta. C’è splendida foresta mediterra-
poi l’edusa e anche la sfinge nea. L’Oasi di Rocconi, oggi
testa di morto, una falena ben riserva regionale, comprende
nota. Nelle oasi del WWF sono anche altri ambienti come
stati allestiti appositi giardini forre, pareti, grotte e si è
delle farfalle proprio per attrarre ampliata di 5 ettari grazie ad
più specie. Tra queste una nuova una donazione.
In particolare hanno riguardato entrata è la monarca africana
le zone umide, cioè gli habitat che ha raggiunto la Riserva di 4) L’OASI DI ORBETELLO. Nel
che hanno subito la più massic- Burano e si è riprodotta. 1985 grazie alla campagna
cia e irreparabile distruzione. Se Coste e Rive, il WWF raccoglie
ai tempi dei Romani si estende- i fondi necessari per l’acquisto
vano infatti per circa 2 milioni di LE CAMPAGNE DI di un tassello ripariale di lagu-
ettari, oggi ne sopravvivono CONSERVAZIONE: FATTI na, il Bosco di Pantanella,
appena 200 mila ettari. E NON SOLO PAROLE esteso per 42 ettari.
Molte di queste sono all’interno
delle oasi, tanto che il Sistema di La storia del WWF è fatta di 5) OASI DELLE STEPPE. Alla fine
aree umide gestito dal WWF è il molte campagne di sensibilizza- degli anni ’90 grazie ad un pro-
più articolato e importante zione, informazione, coinvolgi- getto finanziato dalla Comunità
d’Italia: sono ben 39 le oasi clas- mento, su emergenze o temati- Europea il WWF ha acquistato
sificabili come umide per un che di conservazione. Alcune e affittato una novantina di
totale di 15.871 ettari, cioè più avevano obiettivi molto concreti, ettari di steppa sarda per tute-
della metà dell’intera superficie di azioni dirette sul territorio. Tra larne il paesaggio e i suoi abi-
protetta e gestita dal WWF. Il queste l’Operazione Beniamino tanti. A cominciare dalla galli-
Sistema comprende aree fonda- per la tutela dei boschi e la na prataiola, uccello molto
mentali lungo le rotte migratorie Campagna Coste e Rive per le ambito dai bracconieri. Ne
del Tirreno e dello Ionio- zone umide e costiere. Dalle due sono rimaste in tutto 2000 in
Adriatico. Se immaginiamo il campagne, oltre ai risultati otte- Sardegna e qualche sparuta
viaggio di un migratore - per nuti in termini di pressione sulle brigata in Puglia. Eppure rap-
esempio un’anatra selvatica - istituzioni e di contatto con la presenta la terza popolazione
che si sposta dall’Africa al nord gente, sono nate alcune Oasi, d’Europa (dopo quella spa-
Europa e viceversa, farà lungo il ancora oggi tra le più importanti gnola e francese). Con l’Oasi,
volo alcune tappe fondamentali: del Sistema. si è così contribuito alla sua
le Saline di Trapani, il lago 1) IL BOSCO DI VALTRIGONA. sopravvivenza.
dell’Angitola in Calabria, l’oasi di L’area di 241 ettari, in Tren-
Archivio WWF/F.Cianchi Persano sul fiume Sele in tino, è stata acquistata nel
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OASI E AGRICOLTURA PROGETTI E RICERCHE anche con valore didattico di spe- europea. Erano settanta i cervi a
Gli ambienti agrari sono tra
IN CORSO cie e varietà di piante caratteristi- Monte Arcosu, oggi sono mille.
quelli a maggior presenza di che del paesaggio locale. Erano meno di duecento in tutta
biodiversità. Oltre a tutelarli e PROGETTO ANFIBI E RETTILI. la Sardegna, oggi sono seimila.
a riqualificarli il WWF ha Studio popolazioni fauna erpeto- PROGETTI DI CONSERVAZIONE: 2) LONTRA. Per molto tempo, le
avviato un piano di sviluppo logica all’interno delle oasi e indi- recupero di habitat prioritari e oasi del WWF sono state le uni-
delle attività produttive soste- funzionali per specie animali di che aree protette ad ospitare gli
nibili. Con il progetto Terre viduazione di quelle più vulnera-
dell'Oasi sta promuovendo bili o a rischio. Interventi diretti di interesse comunitario. Interventi ultimi nuclei di lontra sopravvis-
l'agricoltura biologica sia conservazione su habitat. Analisi di riqualificazione vegetazionale suti in Italia. Con le Oasi di Vulci,
direttamente sia tramite cartografica dell‘erpetofauna pre- per recuperare ambienti forestali Burano, Persano, Lago di San
accordi con aziende biologi- sente nelle aree di studio. e originali. Giuliano, Gole di Felitto, Grotte
che confinanti le oasi. Il risul-
tato è quello di recuperare un del Bussento, Bosco Pantano di
ambiente sempre più degra- PROGETTO API. Progetto di bio- PROGETTI DI RESTAURO Policoro, si è dato rifugio ad una
dato e promuovere allo stesso monitoraggio della qualità dell’a- NATURALISTICO: interventi di buona parte della popolazione
tempo attività compatibili. ria e degli effetti degli inquinanti ingegneria naturalistica e recupe- presente nel nostro paese. Un
Nasce così Terre dell'Oasi, il ro naturale di edifici contributo che è servito a man-
marchio che identifica le pro- in particolare dei metalli pesanti
duzioni interne o legate alle sull’ambiente, attraverso le api tenere questa popolazione che
oasi, che testimoniano il mellifiche (Apis mellifera L.) LI ABBIAMO AIUTATI ha abbandonato alcune aree
punto d'incontro tra la conser- A SALVARSI (come quelle dell’Italia centro-
vazione della biodiversità e la PROGETTO SPECIE ALIENE. settenrionale) e si è concentrata
corretta gestione delle risorse.
Censimento e monitoraggio spe- La missione delle aree protette è in quella centro-meridionale
cie e popolazioni presenti. quella di conservare la biodiver- dove ancora le oasi del WWF
Interventi di controllo di alcune sità, in tutte le sue componenti e svolgono un importante funzio-
specie nelle oasi. manifestazioni. Le Oasi del WWF ne: oltre Persano, le Grotte del
ospitano, tutelano, mantengono Bussento e Policoro si sono
PROGETTO BIODIVERSITÀ popolazioni di specie animali e aggiunte il lago di Conza e le
NEGLI AMBIENTI AGRICOLI. vegetali comuni o rare o a Cascate del Verde.
Il progetto già attivato con il rischio. Tra queste, alcune sono Inoltre nella Riserva di Penne è
Programma Multifunzionalità del state il motivo per l’istituzione stato realizzato un Centro
Archivio WWF/F.Ochotta WWF Italia, prevede l’individua- dell’Oasi e ne sono diventate Lontra, sia didattico che di ripro-
zione e la realizzazione di inter- simbolo. duzione, il più attivo tra quelli
venti di conservazione su specie Archivio WWF/H:Ambiens
legate agli ambienti agricoli
(flora di campo, razze tipiche,
fauna degli ambienti marginali,
ecc.).

UCCELLI: rapaci (falco pescato-


re, lanario), anatre selvatiche
Biodiversità (stazione di inanellamento, cen-
simenti), ghiandaia marina e fra-
La biodiversità è la varietà tino. Inoltre sono previsti inter-
degli esseri viventi che popo- venti diretti di conservazione per
lano la Terra, e si misura a incrementare la nidificazione
livello di geni, di specie, di delle specie (nidi artificiali).
popolazioni e di ecosistemi.
Una varietà incredibile di MAMMIFERI: lontra, cervo 1) CERVO SARDO. A due passi presenti nel nostro paese.
organismi, piante, animali ed sardo, capriolo. dal baratro dell’estinzione, a 3) LUPO. A due passi dalla fine,
ecosistemi tutti legati l’uno metà degli anni ’80 il WWF lan- il lupo si è poi ripreso. Grazie
all’altro, tutti indispensabili. RETTILI: campo di sorveglianza cia la campagna “cervo sardo alle campagne del WWF e del
L’Italia è uno dei Paesi più tartaruga marina; monitoraggio vivo o morto” per tentare di sal- parco nazionale d’Abruzzo degli
ricchi di biodiversità in e reintroduzione di Emys orbicu- vare una popolazione di cervi anni 60 e 70 che hanno sensibi-
Europa. Grazie alla sua parti- laris. ormai ridotta a poche decine di lizzato e favorito la tutela diretta,
colare conformazione e alla esemplari. Tra le azioni più di molte aree frequentate dal
posizione, la nostra penisola FLORA DELLE DUNE: impianti di urgenti, quella di acquistare una nucleo iniziale e, con il tempo,
presenta una ricchezza e difesa delle piante delle sabbie delle foreste dove resiste uno della popolazione in crescita. Un
diversità di ambienti davvero degli ultimi branchi. Nasce così contributo importante lo hanno
unica: 57 mila specie anima- VIVAI SPECIE VEGETALI e varie- l’Oasi di Monte Arcosu, grazie dato anche le Oasi del WWF,
li e più di 6 mila specie di tà domestiche da coltivazione alla mobilitazione dei cittadini e soprattutto quelle situate in
piante. autoctone: coltivazione in vivaio al contributo della Comunità zone appenniniche.
8

4) PELOBATE FOSCO. Questo regionale rappresenta uno stru- per la conservazione della biodi-
piccolo anfibio – si tratta di una mento indispensabile per otte- versità (Biodiversity vision),
sottospecie endemica – era pre- nere risultati significativi crean- attraverso l’uso delle migliori
sente con una quindicina di sta- do un legame tra le opportunità conoscenze disponibili.
zioni nella Pianura Padana fino di sviluppo per l’uomo e la tute- Alla definizione della Biodiversity
ai primi anni ’70. Poi è scompar- la della diversità biologica. Vision segue la predisposizione
so un po’ ovunque. Le prime ini- Le strategie di conservazione di concreti piani d’azione e la
ziative di salvaguardia risalgono ecoregionale devono permettere loro attuazione.
al 1987 con il Progetto peloba- di raggiungere grandi obiettivi, Tutto il processo avviene con la
tee ha visto la creazione di Centri quali: collaborazione ed il coinvolgi-
di Allevamento: uno dei primi e 1. tutelare tutte le distinte e mento degli stakeholder, ovvero
dei più importanti è sorto pro- caratteristiche comunità portatori di interesse economico
prio in un’oasi del WWF, quella naturali nell’ecoregione. e sociale presenti nell’ecoregio-
di Bellinzago, in Piemonte. 2. tutelare i processi di natura ne. Il fondamento della “strate-
ecologica ed evolutiva che gia ecoregionale” è unire le forze
5) FENICOTTERO ROSA. Oggi il originano e sostengono la di tutti i soggetti interessati a
volo dei fenicotteri è più fre- biodiversità. difendere la biodiversità dell’e-
quente di quando i primi esem- 3. garantire la vitalità delle popo- coregione.
plari frequentavano l’oasi di lazioni di specie più impor-
Orbetello, in un’area protetta e tanti dell’ecoregione. IL PROCESSO DI
accogliente. 4. conservare habitat naturali CONSERVAZIONE
L‘importanza dell’Oasi per que- abbastanza estesi da resiste- ECOREGIONALE
sta specie è cresciuta negli anni re ai cambiamenti locali e NEL MONDO E IN ITALIA
tanto che ha contribuito alla globali anche nel lungo perio- Le Ecoregioni individuate a livel-
straordinaria nidificazione di un do. lo mondiale sono 238, e già in
nucleo nel 1994, nelle vicinanze circa 50 di esse è avviato un pro-
proprio dell’oasi e oggi riserva Una ECOREGIONE è una unità cesso di conservazione ecore-
regionale: fu il primo caso di territoriale, terrestre e/o marina gionale, sotto il patrocinio del
nidificazione della specie in relativamente estesa che contie- WWF e di varie organizzazioni
Italia continentale. ne un insieme omogeneo e sin- non governative.
In Europa sono attivati processi
per la conservazione ecoregio-
nale in una decina di ecoregioni,
tra cui: Alpi, regione artica,
Caucaso, Danubio-Carpazi,
Oceano Atlantico Nordorientale,
Mar Baltico, Mediterraneo.
Le due ecoregioni in Italia in cui
si è avviato il processo di con-
servazione ecoregionale sono
l’Ecoregione Alpi, che si estende
in ben otto paesi (Italia, Francia,
Principato di Monaco, Svizzera,
Liechtenstein, Germania, Austria
e Slovenia) e l’Ecoregione
Mediterraneo Centrale che com-
prende buona parte dell’Italia
peninsulare, la Sardegna, la
Sicilia, le isole minori, la Corsica
Archivio WWF/S.Boschele e Malta ed è parte dell’intera e
più vasta ecoregione del Bacino
golare di ecosistemi che hanno Mediterraneo.
LA CONSERVAZIONE in comune un numero significa- Le Oasi del WWF sono presenti
ECOREGIONALE tivo di specie, dinamiche ecolo- un tutte le regioni (tranne
giche e condizioni ambientali Liguria e Valle d’Aosta) e rappre-
L’obiettivo strategico della che possono essere gestiti come sentano nel loro insieme, un
Conservazione Ecoregionale è una singola unità di conserva- Sistema di aree protette com-
quello di promuovere una effetti- zione. La conservazione ecore- plesso e articolato, il più vasto
va conservazione della diversità gionale prevede la definizione gestito da un’associazione priva-
biologica. La conservazione eco- del migliore scenario possibile ta in Italia e tra i primi in Europa.
9

IL RUOLO DELLE OASI Archivio WWF/G.Viviano


WWF NEL PROCESSO
DI CONSERVAZIONE
ECOREGIONALE

Nell’Ecoregione Mediterraneo
Centrale ci sono 36 “aree priori-
tarie”: si tratta di zone a elevata
concentrazione di biodiversità e
con un’alta densità di specie
endemiche; in alcune di esse si
trovano Oasi del WWF Italia che
quindi assumono un ruolo fon-
damentale specialmente nella
fase di avvio del processo.
BURANO, ORBETELLO, BOSCO
ROCCONI e ORTI-BOTTAGONE
si trovano nell’area prioritaria
Maremma Tosco Laziale e sono
strategiche per la conservazione
del sistema di dune, per quello
lacustre e per la migrazione
degli uccelli.

gico per la conservazione dei regione, nelle quali si fa informa-


sistemi fluviali e lacustri e per la zione e si distribuiscono mate-
migrazione degli uccelli. riali divulgativi e scientifici per le
scuole di ogni ordine e grado e
Sempre nell’area Mediterraneo per i visitatori adulti.
centrale sono presenti anche le Si tratta delle Oasi di Valtrigona
oasi di Monte Arcosu, indispen- (Trentino Alto Adige), Valmanera
sabile per la salvaguarda del (Piemonte), CEA di Villa Paolina
cervo sardo, Valle Averto, (Piemonte), Giardino Botanico
Riserva dello Stato, fondamen- di Oropa (Piemonte), a cui ne
tale per le migrazioni sul versan- seguiranno altre.
te adriatico, Grotte del Bussento
e Policoro, già ricordate per la La salvaguardia delle aree priori-
loro importanza nella salvaguar- tarie e dei corridoi consentiran-
dia della lontra, Gole del sagitta- no di:
rio, area dell’appennino centrale - conservare tutte le distinte
Archivio WWF/F.Benigni ricca di endemismi floristici, comunità naturali presenti;
Guardiaregia, nell’appennino - mantenere o ripristinare
Matese, per la conservazione del popolazioni vitali di tutte le
CAPO RAMA si trova al confine lupo e molte specie di anfibi. specie native all’interno delle
dell’area prioritaria Monti Sicani, proprie comunità naturali;
Rocca Busambra, Colline di Nell’Ecoregione Alpi ci sono 24 - mantenere o ripristinare i
Carini, ha un ruolo strategico per aree prioritarie per la biodiversi- processi ecologici ed evoluti-
la gestione efficace delle aree tà, cioè aree importanti per il vi che originano o sostengo-
protette, ed è importante per le maggior numero di taxa presen- no la biodiversità;
migrazioni. Tra le piante caratte- ti (gruppi di specie o di habitat). - conservare blocchi di habitat
ristiche, la palma nana, la rara Inoltre, sono stati individuati naturali abbastanza estesi da
quercia della Palestina e specie anche dei macro-corridoi delle essere resilienti ai cambia-
rupestri come il finocchio di Alpi, per collegare le aree priori- menti.
mare e il papavero cornuto. tarie fra loro, e le Alpi con il ter-
ritorio circostante. Se riusciremo a tutelate le aree
RIPA BIANCA si trova nell’area Il programma Alpi ha individuato prioritarie, riusciremo a garanti-
prioritaria Appennino Umbro alcune Oasi e CEA come nodi di re l’integrità ecologica di tutto il
marchigiano, ha un ruolo strate- una rete di supporto all’Eco- nostro territorio.
10

Archivio WWF/P.Politi PROGRAMMA CLIMA Le azioni attivate sono diversifi- caratterizzazione ecologica e
cate e coinvolgono un ampio stima del valore naturalistico dei
Per verificare l’entità del feno- numero di oasi. siti di campionamento (oasi), l’i-
meno e attivare un piano di miti- dentificazione tassonomica delle
gazione e gestione adattativa, Azione 1. Stazioni Meteo specie presenti, la valutazione
oltre a dare un contributo alle Prevede il monitoraggio dei dell’incidenza di specie termofile
conoscenze sull’argomento, parametri climatici attraverso favorite dal riscaldamento clima-
WWF Oasi ha attivato dal 2007 stazioni meteo. Le informazioni tico, la stima dei flussi migratori
un Programma Clima in colla- servono a monitorare il territorio ed l’individuazione di eventuali
borazione con l’Università della dell’area e a verificare gli anda- elementi alloctoni.
Tuscia e il sostegno tecnico- menti climatici. I parametri
scientifico del Corpo Forestale misurati sono temperatura, Azione 5. Specie Aliene
dello Stato, dell’Università di pressione, cumulato e intensità È stato effettuato il primo censi-
Roma 3, del Museo di Zoologia di precipitazione, umidità, velo- mento di specie aliene e/o inva-
di Roma e di Microsoft ed Epson cità e direzione del vento e radia- sive presenti nelle 40 oasi gesti-
Il Programma è anche un ottimo zione solare. Le oasi coinvolte te dalla WWF Oasi. Basato su
strumento di misurazione della sono al momento 10. osservazioni e conoscenze il
biodiversità all’interno del siste- censimento ha rilevato i seguen-
ma Oasi. Azione 2. Monitoraggio ti (parziali) risultati: 37 specie di
Forestale flora e 13 specie di fauna. Il pro-
Questi gli obiettivi: Il monitoraggio ha visto la parte- getto prevede un approfondi-
- Lo sviluppo di un programma cipazione di 9 oasi alla rete mento delle conoscenze e l’atti-
di monitoraggio di indicatori nazionale del progetto CONECO- vazione di attività di controllo.
ecologici per la determinazio- FOR del Corpo Forestale dello
ne degli impatti dei cambia- Stato per monitorare lo stato di Azione 6. Stazioni ornitologiche
menti climatici sui nostri eco- salute degli alberi delle oasi Anche gli uccelli rappresentano
sistemi naturali (Osservatorio attraverso una valutazione importanti indicatori a livello
Clima); annuale della chioma, la presen- ecologico. Proprio per questo
- la determinazione del contri- za o meno di patologie, l’entità sugli uccelli esistono studi che
buto di assorbimento di car- delle fioriture. Lo stesso si ripe- vanno molto indietro nel tempo
bonio da parte degli ecosiste- terà nei prossimi anni. e che sono utilizzabili per trarne
mi naturali protetti indicazioni di carattere ecologico
- la realizzazione di un centro Azione 3. Anfibi e sugli effetti da cambiamenti
dimostrativo per il monito- E’ stato avviato Il progetto climatici. E’ in corso di definizio-
raggio dei gas serra. “Ricerche sulla diversità specifi- ne la collaborazione con ISPRA
ca, ecologia e stato di conserva- per l’organizzazione di stazioni
zione degli anfibi in 15 aree pro- di inanellamento in alcune oasi,
tette italiane del WWF”, condot- tra cui: Persano, Ripa Bianca,
to dal Dipartimento di Biologia Valmanera, Orbetello, Orti
dell’Università Roma Tre, su Bottagone.
incarico di WWF Oasi; il proget-
Anche nelle Oasi, si sta assisten-
to consentirà di approfondire le
do a fenomeni e ad eventi ricon-
conoscenze sullo status di con-
ducibili ai cambiamenti climatici.
servazione di singole specie e di
poter predisporre i piani di inter-
E in particolare:
vento finalizzati alla salvaguardia
- effetti sulla fenologia, con
di siti, di comunità o di singole
anticipo dei cicli vitali
popolazioni, con particolare
- spostamenti verso nord e
attenzione alle specie incluse
verso l’interno di specie
nelle normative comunitarie.
- moria di alberi
Le Oasi coinvolte sono 14.
- criticità nelle aree umide e in
particolare in quelle costiere
Azione 4. Lepidotteri Notturni
- aumento di specie opportuni-
Avviato il monitoraggio delle
stiche
popolazioni di lepidotteri nottur-
- arrivo di nuove specie.
ni in 8 oasi con la collaborazione
del Museo di Zoologia di Roma.
Questi animali rappresentano
uno degli indicatori più sensibili
Archivio WWF/M.Ruocco ai cambiamenti. Obiettivi: la
11

LA RICERCA viene svolto nelle Oasi del WWF: senza essere disturbati o intral-
è la ricerca scientifica che sta ciati, spesso incompresi. Una
Riconoscere fragili farfalle not- alla base di una corretta gestio- delle esperienze più belle e coin-
turne che migrano, quali indica- ne di un’area protetta. Ma non è volgenti è quella di scoprire
tori del clima che cambia. solo questo. E’ il necessario qualcosa di nuovo. E’ come
Verificare se rane, rospi e tritoni contributo alla ricerca scientifica sentirsi parte del grande viaggio
frequentano pozze, fontanili e applicata alla conservazione. dentro al Pianeta. Tanto per
stagni già censiti l’anno prece- Perché se non si conosce, non si stare a storie recenti, nelle
dente. Osservare la chioma degli può agire, soprattutto in un nostre oasi sono state scoperte
alberi e prendere alcune misure campo così complesso qual è una nuova cavalletta - nelle
del tronco, per stabilire lo stato quello della conservazione della Saline di Trapani - alcune micro-
di salute delle piante. Misurare la biodiversità. Da quando esistono farfalle - a Monte Arcosu - e la
capacità di assorbimento di ani- le Oasi abbiamo accolto centi- testuggine palustre siciliana
dride carbonica dei boschi di naia e centinaia di ricercatori (Emys trinacris). Solo esempi
alcune nostre Oasi: o meglio, italiani e stranieri, studenti, tesi- freschi, di tanto lavoro e passio-
stabilire i valori di quello che sti, principianti e anche tanti ne.
abbiamo battezzato come dilettanti, quelli che studiano la Nei prossimi anni, le Oasi apri-
“respiro del bosco”. Monitorare natura per passione e spesso ranno sempre più alla ricerca.
la popolazione di cervo sardo a hanno una competenza pari agli C’è infatti da studiare e speri-
Monte Arcosu o quella di caprio- studiosi di professione. Tra que- mentare sempre di più e meglio
li a Vanzago. Studiare la migra- sti, i nostri operatori, sempre per far fronte ai cambiamenti
zione degli uccelli tramite il cen- vigili, appassionati, competenti. globali in atto, a cominciare da
simento invernale o inanellando Le Oasi come aula e laboratorio, quelli climatici. Apriremo le
gli esemplari quando è stagione. come luogo di scienza. Del resto porte a ricercatori e studiosi,
Tenere sotto osservazione i nidi la missione di un’area protetta è studenti e appassionati, e sare-
di rapaci e seguire il comporta- quella di mantenere inalterate le mo anche noi protagonisti in
mento della coppia in riprodu- caratteristiche naturali e quando prima persona per arricchire le
zione. Seguire i branchi di pesce necessario, ristabilire la naturali- conoscenze e dare materiale
in movimento e scoprire che tà perduta o compromessa. Cioè utile a chi avrà il compito e
non sono muti. Passare in ras- le condizioni migliori per studia- anche il dovere di fare scelte non
segna ore e ore di riprese fatte re, approfondire, sperimentare, più tardive ma urgenti ed effica-
all’interno delle cassette nido. verificare nel vasto campo delle ci per conservare la biodiversità.
Ritornare nei luoghi, come le scienze naturali e non solo. Qui e
dune, e ritrovare la pianta rara e non altrove, ci sono quella tran-
sperare ancora per il suo futuro. quillità e anche quell’atmosfera
Ecco alcuni esempi di quello che giuste per dedicarsi alla ricerca

Archivio WWF/R.Isotti
12

ATTIVITA’ DI TIROCINIO GESTIONE Oltre il personale incaricato


NELLE OASI direttamente dal WWF o dalla
I costi di gestione del Sistema Società in house WWF Oasi , che
E’ ormai consuetudine, per le delle Oasi del WWF sono quanti- ammonta a circa 57 operatori
Oasi del WWF, ospitare studenti ficabili in 3.700.000 di euro (tra impiegati e addetti), sono
universitari per attività di tiroci- circa, ogni anno. coinvolte per le attività sopra
nio e ricerca. La maggior parte descritte, circa 18 Cooperative e
di essi provengono da facoltà Le risorse provengono dalle 4 Società di servizi, per un tota-
scientifiche e corsi di laurea seguenti entrate finanziarie: le di circa 66 operatori, contri-
strettamente attineti alla conser- - Contributi da Enti (ammini- buendo a creare un indotto
vazione delle natura, ma sono strazioni pubbliche) socio-economico locale. Inoltre
interessati anche studenti che - Contributi da Aziende come è previsto dal nuovo
provengono da corsi di laurea in - Contributi e donazioni da Statuto del WWF alcune oasi
economia o scienza della comu- Privati sono gestite da Associazioni di
nicazione. - Contributi per attività di frui- volontari locali i cui addetti sono
zione e servizi circa 20.
I tirocini si inserisco perfetta- - Investimenti interni del WWF
mente all’interno di progetti di - Contributi da progetti di con-
studio e ricerca portati avanti servazione regionali, naziona- PIANI DI GESTIONE
nelle oasi e arricchiscono scien- li e comunitari
tificamente non solo chi svolge Il piano di gestione è uno stru-
l’attività, ma anche le oasi. Tali risorse servono per rendere mento di pianificazione del lavo-
attuabili e operative le attività di: ro fondamentale per una corret-
Anche nel 2010 si sono svolti - gestione ordinaria e straordi- ta gestione. Il modello è quello
diversi tirocini nelle oasi del naria del personale e delle degli standard WWF e si basa
WWF, tra i quali ricordiamo, ad strutture sulla “gestione adattativa”. Il
esempio, quello tuttora in corso - presidio e sorveglianza dell’a- WWF ha già realizzato da tempo
presso l’Oasi di Guardiaregia- rea i piani per le riserve statali e per
Campochiaro, in collaborazione - tecnico scientifiche, di ricerca molte delle riserve regionali.
con l’università del Molise; la e in collaborazione con le
realizzazione di una stazione di Università
censimento e monitoraggio ret- - attività di educazione ambien-
tili e anfibi e la costituzione di tale alle scolaresche e di frui-
una banca dati elettronica zione in genere per i visitato-
aggiornata che sarà parte del ri
integrante del Progetto Atlante
Anfibi e rettili del Molise, e quel-
lo in corso presso l’Oasi lago di
Alviano, che, parallelamente agli
obiettivi prettamente scientifici,
prevede anche l’attivazione di
laboratori didattici dedicate ai Archivio WWF/F.Cianchi
giovani visitatori dell’Oasi,
mediante l’utilizzo di video e
materiale interattivo, stimolan-
doli a riflettere sul ruolo che l’e-
cosistema svolge nella mitiga-
zione dei cambiamenti climatici,
sulla diminuzione dei consumi
energetici e sul corretto utilizzo
delle risorse.
13

Archivio WWF/E.Mauri altri. Inoltre sono attivi 4 centri Ogni anno le Oasi sono frequen-
per il recupero delle tartarughe tate da circa 400.000 persone.
marine. Almeno due terzi di queste, sono
giovani delle scuole, di ogni
FRUIZIONE E DIDATTICA classe e provenienza. La vista in
un’oasi non è la classica gita. E
Il successo della tutela della ‘un momento di contatto spon-
natura passa anche attraverso la taneo, divertente, coinvolgente
condivisione del messaggio con la natura. Non è una seduta
stesso della conservazione. Se speciale di studio, ma un libero
questo non avviene, si crea una percorso formativo che deve
distanza, una barriera, un vuoto, lasciare un ricordo, un desiderio
tra le comunità locali, la popola- di approfondimento, qualche
zione in generale, e la missione curiosità, la voglia di tornare.
delle aree protette e chi le gesti- Le Oasi come aule verdi, come
sce. Ecco perché fin dalla prima laboratori all’aperto.
oasi, il modello di gestione del
NELLE OASI WWF SONO ALLESTITI: WWF è stato costruito proprio a
CRAS E CRASE WWF FORESTERIE
Sentieri natura: che accompagna- misura della gente, al massimo
no alla visita completa dell’area. coinvolgimento delle comunità,
Lungo i percorsi sono presenti pan- Attualmente l’Associazione Le Foresterie delle Oasi rappre-
nelli didattici e altre forme di lettura alla promozione di un messag-
gestisce 5 Centri di Recupero sentano un’occasione unica per
del paesaggio (bacheche). gio di apertura, di invito alla visi-
Osservatori: sono strutture costrui- degli Animali Selvatici (CRAS) e passare alcuni giorni completa-
ta. Un modello che si basa nel
te in materiale naturale per favorire un Centro di Recupero e di mente immersi nella bellezza e
l’osservazione della fauna, senza favorire la conoscenza della
arrecare disturbo. Vengono costrui-
Ricovero per Animali Selvatici nella tranquillità della natura:
natura e il valore della biodiver-
ti in particolare per l’osservazione ed Esotici (CRASE). sono presenti in varie Oasi, sia
dell’avifauna. sità; nel facilitare il contatto con
I CRAS del WWF Italia sono un marine che montane e prevedo-
Aree faunistiche: in alcune aree, l’ambiente e quindi gli aspetti
per favorire il contatto con la fauna insieme di strutture distribuite no, in molti casi, la possibilità di
emotivi. Un modello che ha
selvatica, vengono realizzate aree sull’intero territorio nazionale, il uso cucina. Possono essere con
che ospitano animali non più abili “inventato” i percorsi natura, i
cui compito primario è quello di camere allestite con letti a
alla libertà (animali feriti e curati) o capanni per l’osservazione, le
nati in cattività. Sono strutture che accogliere animali raccolti in castello (6-8 posti) o in alcuni
strutture didattiche sempre più
tengono conto prima di tutto del condizioni di difficoltà da cittadi- casi con camere piccole o
benessere e della dignità di ogni aggiornate (dai pannelli alle
singolo esemplare e che favorisco-
ni ed Istituzioni, curarli con ade- appartamenti autonomi. Si tratta
bacheche).
no una reazione emotiva soprattutto guate tecniche veterinarie, riabi-
nei giovani. litarli alla vita selvatica e rila-
Orti botanici: sono aree organizzate Archivio WWF/S.Boschele
per far conoscere la flora tipica del- sciarli, quando possibile, nel
l’area loro ambiente naturale. Ogni
Centri Visita: sono le porte d’in- anno sono migliaia gli animali
gresso delle Oasi. Sono infatti stu-
diati e arredati per introdurre il visi- che vengono curati nei CRAS,
tatore all’area protetta e ricevere le appartenenti a tantissime specie
informazioni di base. E’ quindi un della nostra fauna: gheppi, poia-
luogo d’incontro e scoperta. Al loro
interno, si possono trovare materia- ne, civette, allocchi, assioli,
li e oggetti vari che possono servire volpi, tassi, ricci, caprioli.
ad integrare, migliorare, stimolare
la conoscenza dell’area o di altri Per la stragrande maggioranza
aspetti naturali. I Centri Visita assol- di questi animali c’è all’origine
vono inoltre anche ad un’altra mis- l’impatto con l’uomo o le attività
sione, quella di stimolare eventi, ini-
ziative, manifestazioni che coinvol- umane: investimenti automobili-
gano la comunità e i visitatori sui stici, fucilate illegali, avvelena-
temi legati alla conservazione della menti.
biodiversità e al paesaggio in gene-
rale. Quindi centri attivi, portatori di Esistono anche i CRASE (Centro
stimoli e interessi, che diventano di Recupero e di Ricovero per
anche un punto di riferimento sul
territorio. Animali Selvatici ed Esotici), che
accolgono esemplari spesso
sequestrati dal Corpo Forestale
GIARDINI DELLE dello Stato in quanto commer-
FARFALLE
Sono giardini bota-
ciati o detenuti in cattività illegal-
nici dove vengono mente. Si tratta di centinaia di
inseriti cespugli, pappagalli di specie molto rare
aiuole, siepi di arbusti indispensabili come le amazzoni di cuba o l’ara
alla vita delle farfalle, sia per l’ali-
mentazione che per la riproduzione.
giacinto, ma anche piccole scim-
mie amazzoniche, iguane, e tanti
14

Il CEA WWF offre servizi che


vanno dalla documentazione ai
percorsi educativi realizzati con
le scuole, alla formazione dei
docenti e degli educatori, dalle
iniziative rivolte alle famiglie a
quelle destinate a tecnici e cate-
gorie professionali. Vi si posso-
no effettuare ricerche sull’am-
biente e sulle tecniche di didatti-
ca ambientale, si sperimentano
comportamenti nuovi, individuali
e collettivi, invitando icittadini
ad essere protagonisti e respon-
sabili nei confronti del proprio
territorio.
La rete dei centri di educazione
ambientale del WWF è caratte-
rizzata dalla qualità.
L’Associazione si è dotata di un
sistema per l’accreditamento
delle nuove realtà e il monitorag-
gio di quelle già parte del siste-
Archivio WWF/A.Troisi ma stesso. I centri accreditati
comunque sempre di soluzioni I CEA DEL WWF presentano caratteristiche quali-
che richiedono spirito di adatta- ficanti che ne attestano lo status
mento, anche se la bellezza dei I Centri di Educazione Ambien- di “CEA WWF” vale a dire di real-
luoghi non fa rimpiangere qual- tale del WWF (CEA) sono luoghi tà identificate nell’Associazione
che comodità in meno. d’elezione per realizzare espe- di cui condividono valori e meto-
Ne sono un esempio Valtrigona, rienze educative sull’ambiente e dologia educativa, che offrono
nelle Alpi trentine, a stretto con- la sostenibilità. servizi di livello, investendo in
tatto con la natura in un rifugio Si tratta di realtà inserite spesso formazione del proprio persona-
di alta montagna, alimentato in Oasi WWF, aree protette o le e innovazione della proposta,
grazie a pannelli fotovoltaici e contesti ambientali di grande soggetti che si formano
raggiungibile solo a piedi, oppu- pregio che permettono di valo- nell’Associazione, si coordinano
re la foresteria del magico Bosco rizzare al meglio le opportunità al suo interno e contribuiscono
San Silvestro, nel complesso educative offerte dal rapporto al raggiungimento degli obiettivi
della Reggia di Caserta, o per chi diretto con l’ambiente naturale e che essa si pone.
preferisce il mare, la foresteria di il territorio. Delle oltre 20 strutture oggi atti-
Orbetello, annessa al Casale Hanno a disposizione spazi ve, la gran parte è anche ricono-
spagnolo della Giannella, o le attrezzati e personale competen- sciuta nell’ambito del sistema
casette di legno del Bosco di te, propongono attività educative INFEA (InFormazione Educazio -
Policoro nelle splendide spiagge e formative di campo, molto pra- ne Ambientale) promosso dal
del Metaponto. Per gli amanti tiche e coinvolgenti caratterizza- Ministero dell’Ambiente e dalle
del lago è decisamente consi- te dallo stimolo alla percezione, Regioni e finalizzato a diffondere
gliabile l’Oasi di Penne in all’esplorazione e alla scoperta, sul territorio, coordinare e finan-
Abruzzo. all’analisi e al confronto. ziare le realtà di qualità.
15

missione e del programma esse sono gestite dal loro


dell’Associazione ed alla diffu- costante ed appassionato impe-
sione dei suoi valori e contenuti. gno.
L’attivista WWF che spontanea- All’interno delle Oasi gli attivisti
mente si attiva a sostegno della sono chiamati a svolgere attività
missione dell’Associazione concrete a stretto contatto con
mette a disposizione il proprio la natura: gestione e recupero di
tempo e le proprie capacità e ambienti naturali, realizzazione
competenze in maniera gratuita. di sentieri, osservazione e censi-
mento di flora e fauna, sorve-
L’impegno dei volontari copre glianza…..
tutti gli ambiti di attività dell’as- Per chi fosse interessato a dedi-
sociazione: dalle azioni sul care un po’ del suo tempo libero
campo, alla relazione con le isti- con il WWF alla difesa della
tuzioni per la tutela del territorio, natura, può scrivere a
alla testimonianza e sensibilizza- ufficiovolontariato@wwf.it
zione sui valori e sugli obiettivi indicando la regione di residenza.
del WWF. I volontari si organiz- Più siamo, più natura salviamo!
Archivio WWF/F.Cianchi
zano sul territorio attraverso le
Associazioni e i Comitati locali e
IMPEGNO VOLONTARIO partecipano a reti tematiche
nazionali (Aree protette, Rifiuti,
L’ impegno volontario è uno dei Acque, Educazione ecc.….).
valori fondanti del WWF e un
cardine per l’azione dell’Associa- Le Oasi sono da sempre pale-
zione sul territorio; si basa sull’ stre di volontariato, cittadinanza

grafica: A.Troisi
attivazione del singolo cittadino e partecipazione.
o delle Strutture territoriali del- Gran parte delle Oasi sono nate
l’associazione che così contri- grazie all’iniziativa dei volontari
buiscono alla realizzazione della WWF e ancora oggi molte di

SIAMO TUTTI
SULLA
STESSA ARCA.

Per conoscere e
sostenere i progetti
nelle Oasi WWF,
vai su www.wwf.it

I fondi raccolti saranno


destinati a sostenere
importanti progetti di
tutela della natura
italiana e a rendere
le Oasi un patrimonio
sempre più fruibile.
LE OASI WWF 16

Oasi Regione Ettari Ambiente Caratteristiche Anno

Calanchi di Atri (TE) Abruzzo 380 VA Palude e bosco igrofilo 1999


Diga di Alanno (PE) Abruzzo 320 UM Fluviale 2001
Cascate del Rio Verde (CH) Abruzzo 287 FO Fluviale, cascate 2005
Gole del Sagittario (AQ) Abruzzo 400 MO Rupestre,montano e bosco 1992
Lago di Penne (PE) Abruzzo 1300 UM Invaso artificiale / fluviale 1987
Lago di Serranella (CH) Abruzzo 302 UM Palude e bosco igrofilo 1987
Sorgenti del Pescara (PE) Abruzzo 47 UM Fluviale 1986
Lago Pantano di Pignola (PZ) Basilicata 155 UM Palude 1981
Bosco di Policoro (MT) Basilicata 21 FO Bosco igrofilo 1995
Lago di San Giuliano (MT) Basilicata 1300 UM Lago, fiume, gravina 1989
Lago dell’Angitola (VV) Calabria 875 UM Lacustre 1986
Cratere degli Astroni (NA) Campania 247 FO Vulcano spento/ bosco 1987
Bosco Camerine (SA) Campania 100 FO Collina subcostiera 1999
Lago di Campolattaro (BN) Campania 1000 UM Lago artificiale 2003
Diecimare (SA) Campania 444 FO Bosco, macchia, gariga 1994
Grotte del Bussento (SA) Campania 200 UM Fluviale, grotte, bosco igrofilo 1995
Bosco San Silvestro (CE) Campania 76 FO Lecceta 1993
Monte Polveracchio (SA) Campania 200 FO Bosco montano 1988
Persano (SA) Campania 110 UM Fluviale 1981
Montagna di Sopra (BN) Campania 312 MO Bosco montano 2001
Parco Croce (SA) Campania 0,3 FO Bosco e macchia costiera 2000
Valle della Caccia (SA) Campania 450 FO Bosco montano 1988
Lago di Conza (AV) Campania 800 UM Lacustre 1999
I Ghirardi (PR) Emilia Romagna 600 FO Bosco misto e campagna 1996
Prato-Stagno di Sassoguidano (MO) Emilia Romagna 0,3 UM Stagno 1993
Montovolo (BO) Emilia Romagna 79,5 FO Boschivo / montano 1990
Cà Brigida (RN) Emilia Romagna 14 FO Boschi e aree coltivate 2002
Dune fossili di Massenzatica (FE) Emilia Romagna 50 CO Dune sabbiose 2000
Marmirolo (RE) Emilia Romagna 10 UM Area umida, ex cava 1991
Ex risaie di Bentivoglio (BO) Emilia Romagna 5,12 UM Area umida, ex risaie 2001
La Francesa (MO) Emilia Romagna 23 FO Bosco misto 2005
Miramare (TS) Friuli Venezia Giulia 120 MA Marino 1973
Lago Secco (RI) Lazio 15 MO Laghetti montani 1992
Macchiagrande Lazio 310 FO Bosco costiero, prati, canali 1986
Vasche di Maccarese (RM) Lazio 33 UM Area umida, ex vasche itticoltura 2008
Pian Sant’Angelo (VT) Lazio 614 VA Bosco misto e campagna 1984
Orto Botanico Collepardo (FR) Lazio 1 VA Giardino botanico 1997
Giardini di Ninfa (LT) Lazio 1852 VA Giardino botanico 1973
Bosco di Palo (RM) Lazio 129 FO Bosco costiero, prati, canali 1981
Torbiere di Albate (CO) Lombardia 90 UM Area umida, torbiera 1974
Fosso del Ronchetto (MI) Lombardia 8 FO Bosco e fosso 2000
Galbusera Bianca (LC) Lombardia 20 VA Azienda agricola 2004
Le Bine (CR) Lombardia 100 UM Lanca fluviale 1980
Valpredina (BG) Lombardia 90 FO Bosco collinare e coltivi 1982
Bosco di Vanzago (MI) Lombardia 200 FO Bosco misto 1977
Il Caloggio (MI) Lombardia 7 UR Parco urbano 2000
Bosco Villoresi (MI) Lombardia 1 FO Rimboschimento 2000
Parco Noci (MI) Lombardia 4 UR Parco urbano / Rurale 2000
Foppe di Trezzo (MI) Lombardia 5,5 VA Cava d’argilla 2000
Bosco di Suzzara (MN) Lombardia 1,4 UR Bosco planiziale 2000
Parco dei Fontanili (VA) Lombardia 25 UM Fontanili 2000
Montorfano (MI) Lombardia 20 FO Rimboschimento 2000
San Giuliano Milanese (MI) Lombardia 4 UR Parco Urbano 2000
LE OASI WWF 17

Ripa Bianca di Jesi (AN) Marche 310 UM Fluviale/ invaso 1997


Frasassi (AN) Marche 4,5 FO Fluviale 1997
Torricchio (MC) Marche 317 FO Bosco misto 1971
Guardiaregia-Campochiaro (CB) Molise 2187 MO Montano / Forestale 1997
Bosco del Lago (AT) Piemonte 10 FO Bosco collinare 2000
Bosco Tenso (VB) Piemonte 22 FO Bosco planiziale 1990
La Bula (AT) Piemonte 20 UR Area umida 1990
Garzaia Val Bormida (AL) Piemonte 6,2 VA Bosco planiziale 1991
Baraggia di Bellinzago (NO) Piemonte 7 VA Brughiera e stagni, coltivi 1989
Giardino Botanico di Oropa (BI) Piemonte 1,7 VA Giardino botanico alpino 1998
Valmanera (AT) Piemonte 8 FO Bosco collinare 1997
Il Verneto (AT) Piemonte 3 FO Bosco planiziale 1998
Forteto della Luja (AT) Piemonte 15 FO Coltivi, prati e macchia 2007
Le Cesine (LE) Puglia 380 VA Stagni costieri e macchia 1979
Torre Guaceto (BR) Puglia 1800 MA Zona umida costiera marina 1984
Il Rifugio (BA) Puglia 0,6 VA Pineta e macchia mediterranea 1995
Monte Sant Elia (TA) Puglia 100 VA Gravina/ campagna 1997
Lago Salso (TA) Puglia 540 UM Area palustre 2010
Monte Arcosu (CA) Sardegna 3600 FO Foresta mediterranea 1985
Steppe sarde (SS) Sardegna 8 VA Ambiente steppico 1986
Capo Rama (PA) Sicilia 57 CO Costa con gariga, macchia 1999
Lago Preola e Gorghi Tondi (TP) Sicilia 335 UM Bacini carsici 1999
Saline di Trapani e Paceco (TP) Sicilia 910 UM Saline 1995
Torre Salsa (AG) Sicilia 762 CO Costiero 1989
Padule di Bolgheri (LI) Toscana 513 UM Palude 1967
Lago di Burano (GR) Toscana 410 UM Lago retrodunale, macchia 1967
Lago di Chiusi (SI) Toscana 8 UM Lacustre 2000
Dune di Tirrenia (PI) Toscana 24 CO Dune sabbiose 1999
Laguna di Orbetello (GR) Toscana 800 UM Ambiente lagunare 1971
Orti Bottagone (LI) Toscana 92 UM Palude 1991
Bosco Rocconi (GR) Toscana 130 FO Bosco collinare 1995
Stagni di Focognano (FI) Toscana 65 UM Bacini lacustri 1998
Bosco del Bottaccio (LU) Toscana 20 FO Bosco planiziale area umida 1992
Val di Rose (FI) Toscana 2 UM Pozze 2000
Parco Didattico di Ronchi (MS) Toscana 1,5 UR Area urbana, bosco costiero 2000
Dune di Forte dei Marmi (LU) Toscana 3,17 CO Dune sabbiose 1999
Gabbianello (FI) Toscana 25 UM Inaso artificiale / fluviale 2003
Capra Matilda (GR) Toscana 62,5 VA Azienda agricola 2005
Oasi Dynamo (PT) Toscana 900 FO Bosco montano 2006
San Felice (GR) Toscana 47,7 CO Pineta e dune sabbiose 2007
Bosco di Cornacchiaia (PI) Toscana 413 FO Bosco 2008
Inghiaie (TN) Trentino Alto Adige 1,2 UM Zona umida di pianura 1991
Valtrigona (TN) Trentino Alto Adige 235 MO Valle alpina 1997
Alviano (TR) Umbria 900 UM Plaude / lago 1990
Palude del Busatello (VR) Veneto 50 UM Palude 1996
Valle Averto (VE) Veneto 200 UM Ambiente lagunare 1985
Stagni di Casale (VI) Veneto 34 UR Zona umida ex cave 1998
Oasi della Bora (VR) Veneto 1,25 UM Risorgive 2000
Vajo Galina (VR) Veneto 27 VA Ambiente collinare 2001
Dune degli Alberoni (VE) Veneto 115 CO Dune sabbiose 2003
Cave di Noale (VI) Veneto 18 UM Ex cava di argila 2005

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