__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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res (II° e III° libro). tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. § I documenti della prassi giuridica. § Le opere della giurisprudenza classica. § I papiri. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. i papiri. istruzioni dell’imperatore. b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. damnum iniuriam datum.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni. Il sovrano..C. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti.C. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. inserì solo: furto.. ma più solenni. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. locazione). norme sul credito e vendita a credito ) . ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium.C.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata. con l’istituzione della monarchia assoluta. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. norme sull’ import-export. iniuria. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. dixit). 6 .): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. manuale elementare diviso in 4 libri. rapina. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). tra cui quello che nel 212 d. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex.. § Forme delle constitutiones principum. Venivano fatte dalla pianta di papiro. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). atti processuali). e vari furono ritrovati. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta.C. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE .

Paolo. di rifiutarla). è ribadita nel Digesto. operetta elementare c) Epitome Gai . cost.+jura. raccolta imponente di jura. Venne vietato. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. annotazioni ai libri di Ulpiano . Basti pensare al Digesto di Giustiniano. Tanta. In caso di contrasto di opinione. Sabino. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. ad Onorio l’Occidente). quella che gli è preferibile. pari a quella della legge. L’efficacia della consuetudine. con la prima parola. confronta il diritto mosaico con quello romano . stanno tra il rescritto e leges generales. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. però. delle opere già di per sé elementari. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. § La consuetudine . Modestino Gaio. Giuliano e Marcello. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. se paritetica quella di Papiniano. § Antitesi leges-jura . con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. a) Pauli Sententiae . e addirittura. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. a) Fragmenta Vaticana . Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. d) Scholia Sinaitica . soprattutto da Costantino nel 321. con la facoltà. § I jura. e in mancanza di questa. Scevola. Def: Comportamento costante. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis).(opere della giurisprudenza precedente). convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. 7 . Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. Ulpiano.

-. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. segue l’ordine dell’editto perpetuo. cost. Giustiniano sale al trono nel 527 d. presso il senato di Roma. richiedeva un aggiornamento. integrazione al Gregorio. a) Pauli Sententiae. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. a) Fragmenta Vaticana .C. Il Digesto. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. 15 libri. Le Institutiones. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 . Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . .C. confronta il diritto mosaico con quello romano. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . d.C.. § La compilazione giustinianea.. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso. mai a noi pervenute). con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone).+jura. ed è la più importante delle leggi romane dei barbari .C.Adriano 130 d.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. annotazioni ai libri di Ulpiano. Nel V e VI sec. b) FONTI DI COGNIZIONE.. si fecero delle raccolte. operetta elementare c) Epitome Gai. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . § Collezioni di jura .C. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. d) Scholia Sinaitica . rescritti imperiali di diritto privato.). Il codex repetitae praelectionis. § Le leggi romano-barbariche . § Collezioni miste di leges e jura . non ci è pervenuto. nel IV eV sec. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano.C.C. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. Le prime raccolte di leges furono private.C. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. .) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . e Hermogenianus 293 d. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . e qui venne approvata per esclamazione. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani. 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi.La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo.

Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). 9 .primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. è l’unico a noi pervenuto. mentre la capacità di agire. ha + diritto privato. res. La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. di un rapporto giuridico. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche.personae. § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . b) Authenticum (533). e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. § Il codes repetitae praelectionis. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. (Persone. e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). status familiae. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. In 12 libri diviso in vari titoli. prevalgono i rescritti.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. non possono mai averla gli schiavi. status civitatis. a) Collezione greca di 168 Novelle (578). actiones. § Le novelle di Giustiniano .

cioè per prigionia di guerra. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. si diventa schiavi per captivitas . cioè essere uomo libero. il dominus risponde per i loro obblighi. patria potestas o manus. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. mancipium.C. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. ma le obbligazioni sono naturali). Inoltre. nel caso anche altri schiavi. diventano liberi gli schiavi liberati . La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi.) 10 . Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. purché a titolo oneroso. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. e il figlio della schiava è un frutto. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. a. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. ma una Lex Cornelia dell’81 a. così che. Status libertatis > il possesso di tale status. ma si ammise presto che i servi potessero. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). servi vicari. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo.C. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. il che significava fare onore agli impegni assunti. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. Proprietario del peculio restava il dominus. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. e persino immobili.

volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche).Presupposti della capacità giuridica sono: A . manomettesse uno schiavo del disponente. civitatis B2. E’ una manomissione di fatto . Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni).C. per editto pretorio. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). livellandoli come sudditi. come la delazione. Proculeiani (vagito).La dote ( dos ) ( pag. del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. vendita trans Tiberium. per revocatio in servitutem). e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre.. B2) Status civitatis. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. Una volta liberato. consegna ad altro stato. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. condanna a morte o lavori forzati perpetui. Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. B1) Status libertatis. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. 221 del Marrone ) 11 . B3) Status familiae. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. per atto dello stato). E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. . per vendita del proprio figlio. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione.status (libertatis B1. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d.esistenza B .

12 . . 2) l’età pubere (capacità di generare). d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. o per morte . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . senza formalità . Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . . mitigato più tardi. Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. dei genitori). Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. 3) il consenso ( escluso per i pazzi. Era monogamico.Il matrimonio : scioglimento .Il matrimonio . . . Vietate erano le donazioni tra cognugi. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . E’ istituto di diritto romano arcaico. Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. unico requisito era la convivenza. promissio . Non richiedeva alcun rito per la costituzione. B) Da età postclassica .Beni parafernali e donazioni propter nuptias . .Il matrimonio : struttura ed effetti. attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ).A) Sino alla fine dell’età classica. Scompare la dotis dictio . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . La moglie adultera poteva essere uccisa. mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima.Gli sponsali . si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico. premesse . a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu .Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. e se filifamilias. dictio ( che poi scompare ) . Conferimento di uno o più diritti al marito. o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . senza il quale si aveva concubinato). . Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas.

Giustiniano allarga le possibilità di infamia).Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio). La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio.Condizioni limitatrici della capacità di agire. . Tolgono o limitano la capacità di agire: età. . la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). che poteva essere: maxima (schiavitù.(solo amministrazione del patrimonio). o ai gentili. minima(perdita dello status familiae). legittima. Il prodigo. ed era dunque impossibile per il sordo). legittima (già nelle XII Tavole). . 14 o concreta /uomini). per guerra). . media (perdita della cittadinanza). Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio. secondo l’editto pretorio. ad es. La tutela può essere testamentaria. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es.La tutela degli impuberi . . dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. a causa dell’età.I pazzi venivano dati in curatela agli agnati. contrarre matrimonio. Vedi libro pag. rappresentanza indiretta prima. . il magistrato nominava un curatore. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . ma non poteva testare.La tutela muliebre .( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) . Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). a differenza del furioso . la confessione religiosa. non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). . Non si aveva la cura testamentaria. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a.C. la condizione di liberato. etc.La cura dei minori di 25 anni .Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). diretta poi).. incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano. e in mancanza di questi. l’infamia (i condannati nell’actio doli. Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. la condizione di colono. 47\48\49 13 . o nell’actio pro socio. Limitano la capacità giuridica: il sesso. sesso (donne).La cura dei furiosi e dei prodighi..Presupposti della capacità di agire .

2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno). denaro . complesse (una nave). Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . e res publicae. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. sociale). un’opera d’arte). le obbligazioni). il passaggio. etc. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio).Scapini ..secondo ( pag 55 . nel concludere affari con un minore di 25 anni. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. . al contrario della parte. che però sono tali se rispondono a certi requisiti.. i cavalli. la casa.. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre).< (GAIO) >. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio.Parti ed elementi accessori di una cosa. i boschi sacri). 14 . divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). come i rustici. semplici (uno schiavo). 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso). . con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che. Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. res sanctae (porte e mura della città). usufrutto. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. res religiose (dedicate agli dei inferi. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. . Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima.E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a.possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . suscettibili di umana signoria). lo avesse raggirato. Cap. come i sepolcri ). B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili.) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“).. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. etc. gli schiavi.La persona giuridica.vedi pag 51\52\53 . collettive (il gregge). Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo. La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. consumabili ed inconsumabili .Cose e loro classificazioni .C.

voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). Es . precetti. o trasformazione). Cap.cap. separati.terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag.. esistenti. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. percipiendi. ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. Possono essere: pendenti. utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa).giu . 15 .Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. i prodotti dell’albero da frutta. la lana. modificazione. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. modificazione. SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. d’agire). il latte). e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap. B) Effettiva nascita. consumati (anche in senso giuridico con alienazione. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi.: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà. modificarsi.

responsabilità adiettizia.Il termine importa decadenza. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. espressa o tacita). 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. contratto a favore di terzi). La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. persona giuridica. è 16 . modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. prescrizione.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. essenziale o ad solemnitatem.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. se bilaterale. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico.-. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. costitutiva. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. -.

c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. comportamento o contegno . in quanto non previsti dall'ordinamento stesso.. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti.: tutore. C) facio ut des. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . curatore del pazzo . perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). per es. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. buon costume.. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati).) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. B) do ut facias.usato oggi. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. indiretta: usata tra i romani. I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà).

potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti).G. La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali. Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione.finale .gli effetti del negozio). è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. all'ordine pubblico e al buon costume. Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede. positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge. 18 .: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti.. 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore. Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio).o alla quale si fanno cessare .iniziale .il suddetto regolamento. causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. (apponibile ai soli negozi di liberalità). per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!). es. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare.

mancipi. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito. come nei negozi bilaterali. in iure cessio. mandato. DICHIARATIVI mancipatio. vari contratti reali > mutuo. locazione.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. mutuo. due atti organicamente fusi(traditio. in iure cessio. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. aditio hereditas. quindi . mancipati. deposito. istituzione di erede. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. di un solo soggetto. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. pro herede gestio. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. UNILATERALE (testamento. derelitio. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. conduzione. non contrapposte. acceptilatio. e questa è sufficiente.

Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio.lo ius civile conosceva solo questi . Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio.e annullabilità). Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. qui si distingue tra nullità . etc. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. o negozi mortis causa. la disposizione sarebbe nulla. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. manomissione. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza.

il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. b) Mancata idoneità -es. rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. c. (capacità specifica). a) Mancata d’agire capacità -es. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. Il negozio non può produrre i suoi effetti. mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. incosciente. (capacità generica). demostrandi causa).a. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. oppure obbligazioni tra padre e figlio. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. -es. pazzo. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). dell’oggetto del negozio -es. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . Simulazione parziale. Gli effetti del negozio non vengono modificati. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . b. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. negozi compiuti da un infante. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. quello dissimulato è 21 . b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. ad es. ma non ne vogliono nessuno. c) Manca o è deficiente -es.

Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. ricordo che esso esclude la volontà. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. la nullità era l’inevitabile conseguenza. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. ma la vizia. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. Errore vizio: non esclude la volontà. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. qualora l’avesse conosciuta. Sempre rilevante. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . in altri dipende dai casi. cade sull’identità del negozio da compiere. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. I vizi della volontà. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. valido. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali).3) Manifestazione voluta dall’agente. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. Non è rilevante l’error in nomine. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. non avrebbe manifestato la sua accettazione. non è rilevante. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. Sempre rilevante. il negozio non è sempre invalido. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. sia sulla designazione materiale che intellettuale. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. diversamente è invalido. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza.

tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. era citata in giudizio per l’adempimento. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. La violenza è ritenuta rilevante quando: . completa il negozio altrimenti vizioso (es. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. il metus. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). con effetto retroattivo (convalescenza).la minaccia deve concretarsi in fatti. vi si ricollega la sanzione“. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole).rei vendicatio utilis-. così tramite il suo consenso. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. e in triplum contro l’autore della violenza.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. negozi compiuti dal pupillo). e dopo l’anno in simplum. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. hanno compiuto un negozio a suo nome. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza. non usuale. c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. cap .Violenza morale. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). quinto Atto illecito 1. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. Non è necessaria nei iudicia bonae fidei).il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. viene meno la causa invalidante. L’invalidità può sanarsi in più modi. che non aveva dato esecuzione al negozio.la minaccia è contraria al diritto . eccezionalmente. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. 23 . Non è infamante e non è sussidiaria. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. a sua insaputa.

poi. 24 . La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. L’imputabilità può essere. successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . 3. Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. venne sottoposta a controllo. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. manca qui il torto). la volontarietà. lata (omissione della più elementare attenzione). Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. il diritto soggettivo presuppone l’actio. 4. In origine aveva carattere penale o repressivo. considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona).WENGER). Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). un evento (è la lesione). Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. non subito). della materia e del valore. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. e dunque l’imputabilità. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. cap . consolidandosi la civitas. . 2. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. a norma del diritto vigente. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. chiaramente. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui.: 191 . Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag.

e 2 di ESECUZIONE: 1) L. fu introdotta dalle XII Tavole. poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore.A.> mercato 3gg. è la più recente ed è una l. e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem). console.per crediti derivanti da stipulatio. -. In ius vocatio: atto totalmente privato. sacramento. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium.00 e poi la parte assente perdeva la causa. Aveva però dei limiti: abitazione.A.peroratio: argomenti e prove . 2) L.a.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). e comunque sempre fruibile solo dai cittadini.a. C. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa).vedi rei vindicatio a difesa della proprietà . Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure.A. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. 3) L. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . si attendeva fino a le 12. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 . Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio .. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione.(in personam vale il termine oportere). Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). pretore.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo).(al pomeriggio) . per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l. -.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare).A. Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica.sentenza: sempre in denaro.il cui onere era per entrambi. (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a.cap . l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. ha un rito più agile. . a rischio.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) .Comperendinatio: dopodomani . regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. Iudicis Arbitrive Postulationem . funerale. matrimonio. a comparire entro 30 gg. . ed erano a libera valutazione del giudice .da cui deriva la formula .> vendita trans Tiberim o uccisione. anche con mezzi coercitivi. grazie all’intimidazione dell’attore.

actio finium regundorum). in assenza dell’avversario. Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis.C. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. è sempre una somma di denaro. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio. processo di esecuzione della manus iniectio). A secondo della intentio poteva essere certa o incerta. anche non in iure. 2) L. e dalla Lex Aebutia (metà II sec a.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. Può essere certa e incerta1. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. non in tribunale.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). Il convenuto poteva seguire l’attore.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto . A. -. se non avesse fatto nessuna delle due. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri.B.: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + . che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria. EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. dare un garante (vindex o vadimonium). ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . actio in factum > condanna pecuniaria.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). 1 Attenzione alla PLUS PETITIO. 26 .C. ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. o. 2. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. scritta in dialetto osco. -. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina.diritti di credito. era scritta prima che la formula avesse inizio.A.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto. N. La Lex Valia (III° sec.

doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. aveva una duplice funzione. nei iudicia quae imperio continentur. cumulative. Non c’è appello. Si doveva pagare entro 30 giorni. -.sono intrasmissibili. o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -. ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. almeno nei iudicia legitima.successore universale del debitore -). formula di rescissione actio Publiciana §121). 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto).: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . e infine il giudice pronuncia la sentenza. prima della sentenza. nossali. ma dirette al risarcimento del danno) . Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico. 3) actiones civiles e honorariae. essere pronunciata entro 18 mesi. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)).con cui si dava notizia della procedura in corso . Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). loco (luogo diverso dal convenuto). . e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice).sentenza: che doveva. o b) formulae ficticiae .Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. All’ultimo minuto. vietare.>dopo 30\15 gg. il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico. .actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. 27 . molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . tempore (prima della scadenza del termine della prestazione).litis contestatio: fulcro della procedura.es.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti .

C. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. (476 d. Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello. ma l’origine è con Augusto. e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. 2) deposizione dei testimoni. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . --Impugnazione della sentenza. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. 28 . Il processo contumaciale. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. apre la fase esecutiva).-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero).C. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 .sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. 4) giuramento. 5) praesumptiones (deduzione. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi.Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare .C. litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). solo in età giustinianea). Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO. -. Doppio grado di giudizio con Giustiniano. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. crollo dell’impero d’Occidente). obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. La sentenza di appello era di norma ancora appellabile. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d.al 565 d. . si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). fine fase istruttoria . prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. 3) confessione. (ove risalgono gli effetti conservativi della lite).Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. fino a Giustiniano.

La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. se subivano variazioni. . Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. ipoteca). Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. B) summatim cognoscere. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. C) episcopalis audientia. ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. Regime . spese giudiziarie. Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. interessi. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. diritti reali possesso . che per la proprietà pretoria . occorreva una rapida decisione. o bonaria. costruire oltre ad una certa altezza in città. “sino alle stelle e sino agli inferi“. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . servitù -vindicationes servitutis -. § 114 . hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). etc. I confini. Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). ) e di garanzia (pegno. A) procedura per rescriptum principis. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. Limitazioni legali . Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). -----------------------------------------( pag. Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. § 113 .C. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. PROCEDIMENTI SPECIALI .vindicatio usus ususfructus -. Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. §112 . Il dominium ex iure Quiritium . I diritti reali.299 -----------------------------------------------------------§111 . (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. secondo lo ius civile. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. divenne semplicemente dominium. La proprietà .

e con la bilancia.).1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. § 116 . Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. (N. etc. traditio. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. in iure cessio. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . traditio . b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. mentre cautio è un rimedio pretorio). Actio è ius civile. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). accessione. specificazione. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. era un dei gesta per aes et libram. commistione di denaro. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . per vindicationem. o iuris gentium (naturalis): occupazione. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. fu detta prima mancipium. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . in iure cessio. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. e litis aestimatio. usucapio.o bronzo . complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. uno degli atti che si compivano con il rame .B. § 115 . adiudicatio. specificazione. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria.

il libripens .. con la derelictio (abbandono). passaggio del dominio ad altri. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. (res habilis. o. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“.pronunzia di parole determinate . fides. Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. pro donato.certe verba . e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). dal peso del metallo. C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. fides. tempus. b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. morto il testatore. Il dominium ex iure Quiritium: perdita. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite.. B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. pro solto). corporale. Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. gli schiavi .. vi troviamo un cedente e un cessionario). possessio. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. possessio. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. fruibile anche dai non cittadini). confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). dunque. ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. tempus.). Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. e consisteva nella semplice consegna di una cosa. § 118 . Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. a volte. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. il legato fosse divenuto efficace. Vedi libro pag. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. 31 . requisito soggettivo. con cui si assegnavano una o più res. 340\1 § 119 . Era fruibile anche da non cittadini. titulus . giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. I titoli erano tanti ma definiti. per le altre era ancora necessaria la traditio).

Il pretore. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. o giustinianeo. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. Visto ciò. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. a differenza della rivendica. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. ove i processi non sono più 2. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. litis aestimatio. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. per tale ipotesi. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile.§ 120. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). ( pag. A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica.). La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. successivamente. che proprietario non era. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. § 121 . a. al dominus possessore contro gli autori di turbative. condicio ex causa furtiva. nelle formule. in alternativa. annuale o biennale. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. di conseguenza. Proprietà peregrina e proprietà provinciale.C. concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. col decorso del termine. L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. Per essa. § 122 . appunto. il pretore provvedette. con l’actio Publiciana (metà I sec. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. 32 . ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. come se fosse stato proprietario. la finzione vale solo per il decorso dei termini. era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. Accertata la verità dell’actor. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. actio aquae pluviae arcendae. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. actio e cautio damni infecti. Actio Publiciana e proprietà pretoria . i soli che potessero usucapire. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare).

e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. con Caracalla. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. Certe decisioni vengono prese a maggioranza. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. § 124 . La servitù. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti.. c) Tipicità: le servitù furono tipiche.. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. infine di servitutes (res incorporales). come le azioni e i negozi giuridici.C. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino.. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. con la formula petitoria. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili. b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. sempre indivisibili. a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. (. e mai una categoria unitaria. in particolare ai fundi in provinciali solo. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. 33 . Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. La servitù. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. è un diritto reale su cosa altrui. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. o anche tra estranei per altri motivi. 354\5 ) § 123 . è sempre un non fare mai un fare.pag. La comproprietà.C. §125.a) L’espressione proprietà peregrina. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. dunque. ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives.

perimento della cosa. Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. mediante pactio). --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. pactio et stipulatio. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. con il limite di non alterarne la destinazione. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. adiudicatio. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). inconsumabile. ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. non usus e longi temporis praescriptio. rinunzia (con la in iure cessio e poi. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). denaro). rinuncia. similmente alla servitù (mai per traditio). --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. consolidazione (= confusione). --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . in iure cessio. L’usufrutto e i diritti affini. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa.il gregge . --Si costituiva mediante legato per vindicationem. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. longi temporis prescriptio. 34 .376\377). mutatio rei. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. scadenza del termine finale . f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. non usus (il mancato uso di una servitù). (vedi servitù). C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui.o immobile. fruttifera. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. era indivisibile. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. cadesse in indigenza. erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. che però si compiva in 10 anni. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). ma a favore di persone determinate). unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . più tardi. contro la impossibilità della moglie di fare testamento.e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. § 126 . i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. costituiva servitù tra di essi. alla morte del marito. di percepirne i frutti. e la preoccupazione che la donna. res corporales. ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi.

poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo.C. enfiteusi. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. per confusione. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. c) confusione. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. b) perimento della cosa. Dal II secolo a. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che. A) Superficies .. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui.E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva.Era proprio dello ius civile..Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua). utrubi e unde vi. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. Pegno e ipoteca.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato.C. cioè. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. che erano a difesa del possesso. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. § 127 . La difesa giudiziale era data da uti possidenti.C. era in factum e in rem. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. -. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. C) Enfiteusi. § 128 . ben più importante delle precedenti. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata). Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . d) rinuncia. ius in agro vectigali. ma godeva di ampi poteri. esperibile per il recupero del possesso. servivano come garanzia per il pagamento del canone. Superficies. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a.pag. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a. quelli. e fu esteso alle terre di proprietà privata. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. 388\9-390).. con azione in factum di natura reale. in buona fede. (Diritti reali di garanzia) -. (. f) come conseguenza della lex commissoria.C.

l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). c) Actio Serviana (51 a.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. ma non rispetto al derubato e 36 .C. le azioni possessorie. era necessario possedere senza vizi. -. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. e il loro potere sugli stessi. in modo non violento). Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores.C. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione.: il ladro può possedere anche se in mala fede. Es. Il possesso non viziato possesso iusta . l’acquisto della cosa con il passare del tempo. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. possessio > materiale disponibilità della cosa. Al possessore spettano: i frutti. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . non per concessione precaria. Non basta possedere per vincere una lite. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. non clandestino. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali.. Il possesso. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia.: tutelava il ladro rispetto ai terzi. Es. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. § 129 . ossia tenere la cosa come propria. undevi. Tutelava il possessore. --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. verso la fine dell’età arcaica. 1) no. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. bisogna possedere senza vizi. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. (non basta la detenzione) es. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. possessio. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. dal console Rufo. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. o vindicatio pignoris. C) Utrubi (cose mobili). per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. ossia in modo non violento. Corpus possesionis e animus dominus. così i possessori aumentano.

: i servi. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. 37 . d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. Era dato anche al possessor iniustus. depositari. in propio nomine. dei precaristi. ma non tenevano il bene uti domini. sempre coincide con l’animus dei sequestratori.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. non a quello ingiusto. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. es. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. i filiifamilias. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona.agiva anch’esso per recupero. Era unilaterale. es. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. che avevano animus possiendi. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. inquilini. e viceversa. coloni. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. occupatio. oppure per es: il possessore di un fondo che. e)CORPUS e ANIMUS. non il suo eventuale ius. adprehensio. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. -. Era data anch’essa al possessore giusto. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). Si possedeva la res. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. dei creditori pignoratizi. così che poteva riguardare solo res corporales. o si vende la cosa. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“. usufruttuari. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. una volta uscito. comodatari. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori.

: interdetti da itinere actuque privato. nel diritto classico . a tutela dell’usufruttuario. diventa : actio confessoria . e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. de rivis. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. 2) Agere in rem per sponsionem . b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. de cloacis. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. ES. ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. contro il vicino. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . 3) Agere per formulam petitoriam . esperibile per il recupero del possesso . d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. solo per comodità espositiva. USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù.

grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio.c. § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito). Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). 39 . b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza. Rapporti non sanzionati da actiones. secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. 415 Marrone ) § 130 Il concetto .).C. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. Def. quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili). ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio.). § 131 La genesi e la storia . come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. Oportere era un termine ius civile. era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio. Con Giustiniano a) e b) vengono unite.

Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). generiche e specifiche. quasi delitto. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. § 140 I contratti .3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. obbligazione di cose fungibili. negotiorum gestium. conventio. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. ciascuno con proprio regime giuridico. § 139 Le fonti delle obbligazioni . se ne può scegliere una.§ 134 La prestazione: contenuti. anche se l’avesse consegnata in tempo. § 135 La prestazione: requisiti. con ovvia facoltà di scelta. § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. § 138 La mora. mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore).2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). possibile (pena nullità). quasi contratto (variae causarum figurae). egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. lecita (pena nullità). c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. legato). I contratti tipici erano un numero definito. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. § 137 Inadempimento e responsabilità. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. la sua posizione si aggravava. alternative. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). tutela. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). delitto. Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. ciascuno 40 . comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi).

non l’uso. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. ha caratteristiche penali. con cui una parte (mutuante). § 142 I contratti reali: il deposito. etc. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta.sanzionato da proprie actiones. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. bilaterale. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. sementi. consegna ad un’altra. Il comodato è un contratto reale bilaterale. E’ un’obbligazione di genere. § 143 I contratti reali : il comodato. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. ossia senza demostratio. una somma di denaro o altre cose fungibili. e non doveva per l’uso alcun compenso. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. (gratuito) Il deposito è un contratto reale. imperfetto.. frumento. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. e negozio causale. bilaterale. consegna al comodatario una o più cose mobili. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. Non si pagano interessi (usurae). Si costituiva con la datio del mutuante. Il mutuo è un contratto reale. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. unilaterale. è un’actio directa. che poi perse. Vi fu poi una actio directa.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. sarà tenuto alla restituzione. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. b) actio pigneraticia in rem. 41 . (prestito ad uso gratuito). Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. (olio. imperfetto. § 144 I contratti reali: il pegno. (mutuatario). Il depositario acquista solo la detenzione. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. e una volta estinto il debito. altro. gratuito. Il comodante. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. Era in simplum o in duplum. conventio pignoris (sine datione). Il pegno è un contratto reale. imperfetto. § 141 I contratti reali: il mutuo .. più limitato che fosse stato convenuto . In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . eventualmente solo quello diverso.

Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra).138 Marrone: negozi giuridici formali. per il riacquisto di proprietà e possesso. Le parti erano il cedente e il cessionario. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. il libripens. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. il cui consenso poteva essere espresso verbis. tenendo lo schiavo.§ 145 La fiducia . Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. 42 . Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. La stipulatio. per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. per il deposito e il pegno. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. § 61. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). per la cessione della tutela mulieris. § 146 I contratti verbali . dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. adottato prima dell’età repubblicana. per costituire servitù rustiche. di fronte al suo diniego o silenzio. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba).133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. a determinate condizioni per la cessione di eredità. prounciava la formula vindicatoria. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. § 62 La in iure cessio (pag. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. Si tratta di un negozio fiduciario. La Mancipatio (pag. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. è la più antica fonte di obbligazioni). Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). reipersecutoria e infamante. oppure.

la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. Chirographa .Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro. Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. ove la formula era modellata sulla demostratio. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . specificando. Avevano luogo in uno eloquente. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. Nel terzo sec. Era un contratto unilaterale. si esigeva una unitas actu. Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti. 43 . § 147 I contratti letterali . Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote).Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . § 148 I contratti consensuali: la compravendita. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole). oppure. Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). occorreva la scriptura. E’ un genere proprio dei peregrini. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. DEF. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. Fu lo strumento per realizzare la novazione. non si usò più. ma scompare. Gaio li classificò nei contratti. gli prometteva una prestazione .

b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . La locazione è un contratto consensuale. No alle res extra commercium. Doveva essere un iustum pretium . ossia il versamento del denaro in contante. 44 . si restituisce al locatore (es. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. mobili e immobili. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. non del contratto in sé. sia a titolo gratuito. ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria.Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. Evizione. Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. e che in essa .> actio auctoritatis (in duplum). Il locatore è il lavoratore. per nuntius. sia a titolo oneroso. bilaterale. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . sia inter vivos che mortis causa. Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. per litteras. Si all’eredità. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. § 149 i contratti consensuali : la locazione. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. § 150 I contratti consensuali : la società . il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. il rammendatore e oggi l’appalto). Vi erano anche altre azioni più specifiche. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. con l’esplicita previsione di un corrispettivo. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). b) actio de modo agri: analoga alla a). per cui. il conduttore è il datore di lavoro. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . avesse precisato l’estensione del fondo .

ossia. non contrari a legge. do ut facias. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore).compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . comportava infamia. con exceptio pacti conventi . § 154 Obligationes quasi ex contractu . conclusi senza dolo.assenza di un mandato. Transazione . spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. avendo ricevuto una cosa. comportava infamia. il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. Estremi della negotiorum gestio:. § 151 I contratti consensuali : il mandato .utilità della gestione intrapresa. Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. 45 . imperfetto.Arricchimento ingiustificato . § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des. actio praescriptis verbis). la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . actio praescriptis verbis). era tenuto a darne un’altra. (do ut des). § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole .volontà di gestire negozio altrui. facias ut facias. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici . Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo . Il mandato è un contratto bilaterale.. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. Altre obbligazioni non da atto illecito. per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. facias ut des. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. sia tacito che espresso. a ) Negotiorum gestio .. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto.. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . E’ un negozio iuris gentium . b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi.2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. Comportava infamia. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. La società era un singolo contratto consensuale.

Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. in danno di altre persone. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. Per il membrum ruptum la pena era 46 . tramite le quali. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). comodatari e possessori in buona fede. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). con conseguente: actio furti nec manifesti. damnum in iuria datum. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. Le parti dovevano essere incoscienti. con conseguente: actio furti manifesti.b) Solutio indebiti.-triplum : a titolo di pena. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. Azione di ripetizione. per i classici. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno. penale e infamante. azione penale. L’actio bonorum era. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . per simplum dopo. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). senza causa o per causa disapprovata dalla legge). b) actiones utiles. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). no alle azioni penali. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. rapina. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. iniuria. articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. b) Furtum nec manifestum. In età medioevale.-simplum: valore delle cose asportate. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. I delitti sono: furto.

§ 161 Obligationes quasi ex delicto . § 160 Altri illeciti extracontrattuali . Nel diritto romano: solutio per aes et libram. morte. Contrarius consensu e recesso unilaterale. acceptilatio. capitis diminutio. caupones. L’adempimento. trasferendone all’attore la proprietà. concursus causarum. § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. abrogatio e conventio in manu. L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . ma non penale. actio in factum). locande. L’actio de pauperie . sentenza. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . azioni pretorie. stazioni per il cambio dei cavalli. effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . confusio. actiones adversus nautas. 2) compensazione volontaria . e non riguardava comportamento volontari . La transazione. decorso del tempo. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . actio in factum). Novazione e litis contestatio . Era un’azione nossale.potuto provocare danni ai passanti. actio in factum). § 162 Estinzione delle obbligazioni. § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . actio in factum). 3) compensazione legale . § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni .(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità.il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . 47 . Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. e soprattutto le Actio de pauperie. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . Sostituzione di obbligazione con un’altra. pactum de non petendo. § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione .solo il pericolo . Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. impossibilità sopravvenuta.

la consegna della cosa in presenza di vicini. conventio in manu). § 169 Gli atti in frode dei creditori . § 172 Le donazioni tra coniugi.C. Con Costantino la donazione (323 d . § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. la registrazione presso un pubblico ufficio. Si esige forma scritta. Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). La Lex Cincia non viene ripristinata. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). c) Mandato di credito. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). La lex Cincia. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. fideiussio. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. fidepromissio. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). 48 . La forma è scritta solo se l’importo e assai alto.C.A Roma. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. Sponsio. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. Il divieto comporta la nullità dell’atto. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. § 173 La donatio mortis causa .

Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. Essi potevano accettare l’eredità. La delazione è intrasmissibile agli eredi . Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. Fu abolita da Giustiniano. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. Il donante. Ne sono esclusi i postumi. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. 49 . Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. Es. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. Essi diventavano eredi automaticamente. esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. o. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. cittadini romani. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. senza bisogno di rinunciare. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. legatari e figli. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. Cadde in desuetudine in età post classica. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. con la conditio. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. il ritrasferimento di quanto donato. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. b) per la successione testamentaria. i rei di adulterio. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. in difetto. avrebbe potuto pretendere. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. Essi sono detti anche heredes extranei. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. sui iuris. una volta guarito. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . Fu abolita da Giustiniano. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . Sono gli agnati dell’ereditando.

(p. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. sia donne sui iuris. sia filiae familias. un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. Si tratta di una legge comiziale. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . Venne nominata universitas. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. la donna. debiti. dall’ultima età repubblicana. e iure praetorio (bonorum venditio). Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. o comunque della potestas. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. sorella rispetto ai suoi stessi figli. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. ius sepolcri. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. Comprende: proprietà. Potevano così subentrare i creditori. tutela. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. salva. mentre i debiti di lei si estinguevano. Si iniziava con la missio in bona. sia attive che passive. Il titolare della manus. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. e quindi acquistava in blocco tutto. si procedeva alla bonorum venditio. sacra familia. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. per l’intero o per quota. Si proseguiva con la proscriptio. e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. entrava a fare parte della famiglia del marito. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. curatela. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. Essa poteva riguardare. coemptio (modo più comune).HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. le donne erano escluse dai comizi. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore.616 marrone). nipote rispetto al suocero. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. Conventium in manum: tramite la quale. crediti. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. 50 . Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . usus (convivenza per un anno). queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. che aveva una funzione di custodia e conservazione. presiedute da un pontifex. che interrogava i 2 soggetti.

moglie del defunto con conventium in manum. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. sia in linea maschile che femminile. Tra cognati di uguale grado. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. Essi sono: figli in potestate (maschi. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). Non erano eredi necessari. postumi sui non ancora nati. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). 100 giorni per tutti gli altri). 51 . figli in adozione. In età repubblicana avanzata. femmine. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. ma già concepiti. che da alieni iuris diventano sui iuris. Era ammessa la successio graduum. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. non in iure civili. dove gli eredi sono tutti volontari. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. Sono eredi volontari. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. madre e figli erano di secondo grado. Erano i parenti di sangue. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. figli emancipati. L’ereditando doveva essere di sesso maschile. non oltre il sesto grado.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. in ultima età repubblicana. adottivi).

se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. se completamente orale. La donna doveva essere ius liberorum. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. Si procedeva solo a istituzione di erede. Le figure di heredes e bonorum possessor. revocabile. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . COSTANTINO: con Costantino. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. L’istituzione di erede non poteva mancare. mortis causa. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. pena la nullità. con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio.l’attribuzione aveva luogo per capita. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. che poteva essere: totale. 52 . si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. soltanto orale. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). Erano preferiti: i figli del defunto. di rinvio. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. personalissimo. no ai riti). Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. dove era uso redigere le volontà testamentarie. i sigilli e firme di 5 testimoni. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. anche se distinte. Il testamento: atto unilaterale. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà.

Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. 53 . Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. questo principio subì poche deroghe. quello di secondo è il substituto. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. servo istituito erede cum libertate. Era solitamente totale. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. così che. naturale. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Il testamento può subire: --Invalidità. e mantenuta nel Corpus Iuris. --Inefficacia. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. Eredi di primo e secondo grado. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. La sostituzione prevale sull’accrescimento. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. o la bonorum possessio. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé.C. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. questa regola fu attenuata in età classica. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. unico erede per intero. solo eccezionalmente parziale. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. heres ex quota. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. Manomissione. cancellare e distruggere il documento. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. ex testamento. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. --Revoca. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. più eredi testamentari. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. Nomina di tutore. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. ecco perché non valeva nulla designare. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. X I iure civili. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. In pratica è una doppia istituzione di erede. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. per il mancato acquisto. questa regola perde valore con Giustiniano. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. infine venivano apposti i sigilli. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. non godeva del beneficium abstinendi. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede.

per avveramento di una condizione. (non al posto) la persona indicata per prima. Sostituzione fedecommissoria. codicillo. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). greca. Era: traslativo di proprietà. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. per scadenza di un termine. rimettendosi solo alla sua fides. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. Aveva efficacia obbligatoria. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. il legato non 54 . poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. oralmente. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. vindicatio usus fructus . Essa è disposta per testamento. possesso ad usucapionem (res mancipi ). modi. costitutivo di servitù. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. (età repubblicana). singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. o altra. la lingua adoperata poteva essere latina.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede. per sua morte. anche solo con gesto di assenso. dove il sostituto acquistava dopo. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. sottraendoli agli eredi. I giuristi classici e.vindicatio servitutis . 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. Sostituzioni.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . attribuiva. La revoca poteva essere tacita o esplicita. termini. in fine. Oggetto. costitutivo di usufrutto. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari).

Possono contenere solo fedecommessi. tra i figli emancipati e i sui. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). (figlio o figlia). il testatore nominava un tutore. Con la tutoris datio. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. che ritardava ad accettare. spesso sotto forma di epistula. ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. prescindono dall’esistenza del testamento. Seguono le sorti del testamento. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. la causa dell’invalidità fosse cessata. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. o. Il legato. Era negata la convalida del legato nullo. I CODICILLI Sono documenti scritti. poteva essere revocato. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. impuberis o mulieris. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 .

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