__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. istruzioni dell’imperatore.. ma più solenni. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. con l’istituzione della monarchia assoluta. tra cui quello che nel 212 d. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). norme sul credito e vendita a credito ) ... b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati.C. i papiri. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. rapina. locazione). Il sovrano. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. Venivano fatte dalla pianta di papiro. inserì solo: furto. 6 . che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. manuale elementare diviso in 4 libri. iniuria. tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. § Forme delle constitutiones principum.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata.C. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. norme sull’ import-export. § I documenti della prassi giuridica. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. res (II° e III° libro). c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d.C. § I papiri.C. dixit). actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni.): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. § Le opere della giurisprudenza classica. e vari furono ritrovati.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). atti processuali). L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. damnum iniuriam datum.

operetta elementare c) Epitome Gai . se paritetica quella di Papiniano. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. soprattutto da Costantino nel 321. e addirittura. 7 . mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. ad Onorio l’Occidente). Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). quella che gli è preferibile. In caso di contrasto di opinione. è ribadita nel Digesto. con la facoltà. § I jura. stanno tra il rescritto e leges generales. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. § La consuetudine . commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. Giuliano e Marcello. Venne vietato. l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). L’efficacia della consuetudine. d) Scholia Sinaitica . convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. a) Fragmenta Vaticana . Scevola. il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. pari a quella della legge.+jura. a) Pauli Sententiae . però. Paolo. § Antitesi leges-jura . Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. e in mancanza di questa. Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. Ulpiano. Def: Comportamento costante. Tanta. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. Modestino Gaio. manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. annotazioni ai libri di Ulpiano . Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. raccolta imponente di jura.(opere della giurisprudenza precedente). c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. Sabino. con la prima parola. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia .pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. cost. Basti pensare al Digesto di Giustiniano. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . di rifiutarla). che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. confronta il diritto mosaico con quello romano . delle opere già di per sé elementari. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica.

richiedeva un aggiornamento.) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d.C. d) Scholia Sinaitica . si fecero delle raccolte. operetta elementare c) Epitome Gai. a) Fragmenta Vaticana .C. e qui venne approvata per esclamazione. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 . b) FONTI DI COGNIZIONE.Adriano 130 d. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“.+jura. § Le leggi romano-barbariche .La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo.. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. cost. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . presso il senato di Roma. annotazioni ai libri di Ulpiano. Giustiniano sale al trono nel 527 d. segue l’ordine dell’editto perpetuo. 15 libri. integrazione al Gregorio. . d.. Il codex repetitae praelectionis. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. Le prime raccolte di leges furono private. e Hermogenianus 293 d. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura .C. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). non ci è pervenuto.C. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea. ed è la più importante delle leggi romane dei barbari . rescritti imperiali di diritto privato.. a) Pauli Sententiae. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani. Nel V e VI sec. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. .C. mai a noi pervenute). nel IV eV sec. confronta il diritto mosaico con quello romano. § La compilazione giustinianea. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. § Collezioni di jura .C. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso.C. § Collezioni miste di leges e jura .C. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. Le Institutiones. Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d.). L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . -. Il Digesto.

§ La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . b) Authenticum (533). res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. (Persone. In 12 libri diviso in vari titoli. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. è l’unico a noi pervenuto.personae. a) Collezione greca di 168 Novelle (578). invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. status familiae. Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. non possono mai averla gli schiavi. § Le novelle di Giustiniano . prevalgono i rescritti. e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. res. mentre la capacità di agire. ha + diritto privato. La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. status civitatis. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. actiones. § Il codes repetitae praelectionis. 9 . Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. di un rapporto giuridico.

e persino immobili. Inoltre. così che. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. servi vicari. cioè essere uomo libero. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. ma le obbligazioni sono naturali).) 10 . In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. Status libertatis > il possesso di tale status. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. ma una Lex Cornelia dell’81 a. il dominus risponde per i loro obblighi. La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. si diventa schiavi per captivitas . persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. purché a titolo oneroso.C. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. patria potestas o manus. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). ma si ammise presto che i servi potessero. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. cioè per prigionia di guerra. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. mancipium. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. e il figlio della schiava è un frutto. Proprietario del peculio restava il dominus. il che significava fare onore agli impegni assunti. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta. nel caso anche altri schiavi.C. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. a.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). diventano liberi gli schiavi liberati . ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo.

3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana.Presupposti della capacità giuridica sono: A . . La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche). condanna a morte o lavori forzati perpetui. E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). manomettesse uno schiavo del disponente. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini.. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. consegna ad altro stato. vendita trans Tiberium. B3) Status familiae. B1) Status libertatis. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). per revocatio in servitutem). 221 del Marrone ) 11 . Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). come la delazione. e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre. per editto pretorio.status (libertatis B1. E’ una manomissione di fatto . Proculeiani (vagito). Lo status si perde se ridotti in schiavitù. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). livellandoli come sudditi. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. civitatis B2. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. B2) Status civitatis. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. Una volta liberato.esistenza B . per vendita del proprio figlio. per atto dello stato). Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto.C.La dote ( dos ) ( pag.

Gli sponsali . . mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. 12 . ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). unico requisito era la convivenza.Il matrimonio : struttura ed effetti. Scompare la dotis dictio . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . B) Da età postclassica . . d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. Era monogamico. . e se filifamilias. Conferimento di uno o più diritti al marito.Il matrimonio . La moglie adultera poteva essere uccisa. mitigato più tardi. . Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). dei genitori). o per morte .Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. Vietate erano le donazioni tra cognugi. promissio .Il matrimonio : scioglimento . dictio ( che poi scompare ) . Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico. senza il quale si aveva concubinato). Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . premesse . Non richiedeva alcun rito per la costituzione. Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio .Beni parafernali e donazioni propter nuptias .A) Sino alla fine dell’età classica. 2) l’età pubere (capacità di generare). . 3) il consenso ( escluso per i pazzi. senza formalità . si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . E’ istituto di diritto romano arcaico.

incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne.La tutela degli impuberi . la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). La tutela può essere testamentaria. . il magistrato nominava un curatore. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). minima(perdita dello status familiae).. Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. Vedi libro pag. 47\48\49 13 . a differenza del furioso . La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). la condizione di colono. a causa dell’età. . Tolgono o limitano la capacità di agire: età. o ai gentili. che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio).La tutela muliebre . che poteva essere: maxima (schiavitù.C. non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). . ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio.Presupposti della capacità di agire . legittima (già nelle XII Tavole). o nell’actio pro socio. . Il prodigo. Limitano la capacità giuridica: il sesso. rappresentanza indiretta prima. dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. . diretta poi). contrarre matrimonio. 14 o concreta /uomini). la condizione di liberato. etc. .Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . ad es. legittima. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano. l’infamia (i condannati nell’actio doli..( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) .La cura dei minori di 25 anni .Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . per guerra). infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. Giustiniano allarga le possibilità di infamia). Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio.Condizioni limitatrici della capacità di agire. sesso (donne). secondo l’editto pretorio. la confessione religiosa. media (perdita della cittadinanza). ed era dunque impossibile per il sordo). e in mancanza di questi. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. ma non poteva testare.I pazzi venivano dati in curatela agli agnati. Non si aveva la cura testamentaria.La cura dei furiosi e dei prodighi. .(solo amministrazione del patrimonio). dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) .

14 . E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. collettive (il gregge). come i sepolcri ). quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). un’opera d’arte). che però sono tali se rispondono a certi requisiti. B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. lo avesse raggirato. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. res religiose (dedicate agli dei inferi. La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae.. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. i cavalli.Parti ed elementi accessori di una cosa.secondo ( pag 55 . suscettibili di umana signoria). Nel diritto Giustinianeo la cura finisce.Cose e loro classificazioni . le obbligazioni). 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). . al contrario della parte. i boschi sacri). non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre). nel concludere affari con un minore di 25 anni. sociale). . come i rustici.La persona giuridica.) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). la casa.. 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno).vedi pag 51\52\53 . Cap. con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che.possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . consumabili ed inconsumabili . complesse (una nave).E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a. Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima.C.Scapini . 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso).< (GAIO) >. denaro . usufrutto. e res publicae. Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. . etc. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. res sanctae (porte e mura della città).. semplici (uno schiavo). Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo. etc.. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio. il passaggio. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. gli schiavi. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio).

percipiendi.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. modificazione.giu . Es . consumati (anche in senso giuridico con alienazione. esistenti. precetti. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -. o trasformazione). modificarsi. Possono essere: pendenti.. d’agire). separati. la lana.terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag. B) Effettiva nascita. 15 .: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. il latte).Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza.cap. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap. i prodotti dell’albero da frutta. voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). modificazione. Cap.

se bilaterale. espressa o tacita).-. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. contratto a favore di terzi). Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. persona giuridica. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. essenziale o ad solemnitatem. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . prescrizione. responsabilità adiettizia.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. costitutiva. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà.Il termine importa decadenza. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. -. è 16 . Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia.

. buon costume. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. C) facio ut des. in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge.usato oggi. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici.. per es.: tutore.) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). B) do ut facias. b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. curatore del pazzo . ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. comportamento o contegno . indiretta: usata tra i romani. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie.

Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio).iniziale .finale . La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!). (apponibile ai soli negozi di liberalità). C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. es. Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore.o alla quale si fanno cessare . c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio.G. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio).: garanzia per evizione nel contratto di compravendita.il suddetto regolamento. per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali. Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede. Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi.gli effetti del negozio). b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. 18 . all'ordine pubblico e al buon costume. D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti)..

pro herede gestio.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. derelitio. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. deposito. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . UNILATERALE (testamento. come nei negozi bilaterali. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. DICHIARATIVI mancipatio. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. non contrapposte. acceptilatio. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. in iure cessio. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . vari contratti reali > mutuo. mancipati. mandato. e questa è sufficiente. aditio hereditas. mancipi. in iure cessio. di un solo soggetto. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. locazione. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. conduzione. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. due atti organicamente fusi(traditio. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. istituzione di erede. mutuo. quindi .

L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. la disposizione sarebbe nulla. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. o negozi mortis causa. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo.lo ius civile conosceva solo questi . stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. etc. manomissione.e annullabilità). Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. qui si distingue tra nullità . c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente.

pazzo. b. ad es. quello dissimulato è 21 . si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. Il negozio non può produrre i suoi effetti. oppure obbligazioni tra padre e figlio. ma non ne vogliono nessuno. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. a) Mancata d’agire capacità -es. negozi compiuti da un infante. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica).a. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. (capacità generica). l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. (capacità specifica). rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. c) Manca o è deficiente -es. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. b) Mancata idoneità -es. mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. demostrandi causa). Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. c. incosciente. Simulazione parziale. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). Gli effetti del negozio non vengono modificati. -es. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. dell’oggetto del negozio -es. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo.

Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). sia sulla designazione materiale che intellettuale. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. ricordo che esso esclude la volontà. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. la nullità era l’inevitabile conseguenza. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. ma la vizia. in altri dipende dai casi. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. qualora l’avesse conosciuta. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante.3) Manifestazione voluta dall’agente. valido. il negozio non è sempre invalido. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. cade sull’identità del negozio da compiere. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. Non è rilevante l’error in nomine. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. diversamente è invalido. Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. nei negozi mortis causa è sempre rilevante.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. Sempre rilevante. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. Errore vizio: non esclude la volontà. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. I vizi della volontà. non avrebbe manifestato la sua accettazione. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. non è rilevante. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. Sempre rilevante.

c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata.rei vendicatio utilis-. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri.la minaccia deve concretarsi in fatti. non usuale. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. cap . negozi compiuti dal pupillo). e in triplum contro l’autore della violenza. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. a sua insaputa. eccezionalmente. il metus. con effetto retroattivo (convalescenza). Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. era citata in giudizio per l’adempimento. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. L’invalidità può sanarsi in più modi. vi si ricollega la sanzione“. d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. 23 .la minaccia è contraria al diritto . così tramite il suo consenso. quinto Atto illecito 1. completa il negozio altrimenti vizioso (es. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio.il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . che non aveva dato esecuzione al negozio. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava.Violenza morale. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. e dopo l’anno in simplum. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. hanno compiuto un negozio a suo nome. viene meno la causa invalidante. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). La violenza è ritenuta rilevante quando: . Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. Non è infamante e non è sussidiaria. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza.

ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena .207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte.: 191 . successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. In origine aveva carattere penale o repressivo. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. 24 . Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. non subito). manca qui il torto). A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). L’imputabilità può essere. Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). il diritto soggettivo presuppone l’actio. colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. 4. 2. chiaramente. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui.WENGER). venne sottoposta a controllo. e dunque l’imputabilità. 3. . un evento (è la lesione). considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. lata (omissione della più elementare attenzione). La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). la volontarietà. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). cap . poi. ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). della materia e del valore. Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. consolidandosi la civitas. a norma del diritto vigente. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione).

e comunque sempre fruibile solo dai cittadini. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula.(in personam vale il termine oportere). tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg. anche con mezzi coercitivi.Apud iudicem : fase II ( meno formale ).Comperendinatio: dopodomani . e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem). funerale. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “).cap . poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. ed erano a libera valutazione del giudice . console.per crediti derivanti da stipulatio. Iudicis Arbitrive Postulationem . mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo). Aveva però dei limiti: abitazione.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) .A. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia. -.A. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione.A.A. si attendeva fino a le 12. fu introdotta dalle XII Tavole.da cui deriva la formula . pretore. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l.a. e 2 di ESECUZIONE: 1) L. 3) L.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). -. a comparire entro 30 gg. . è la più recente ed è una l. Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure. ha un rito più agile.. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.a.sentenza: sempre in denaro. regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia. sacramento. C.il cui onere era per entrambi. 2) L. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto.peroratio: argomenti e prove . In ius vocatio: atto totalmente privato. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio . a rischio. . matrimonio.vedi rei vindicatio a difesa della proprietà . (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L.> vendita trans Tiberim o uccisione.> mercato 3gg.(al pomeriggio) . grazie all’intimidazione dell’attore. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 .00 e poi la parte assente perdeva la causa.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato.

actio in factum > condanna pecuniaria. scritta in dialetto osco. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). processo di esecuzione della manus iniectio). e dalla Lex Aebutia (metà II sec a. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. -.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio. N.C. non in tribunale. o. ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . è sempre una somma di denaro. 2) L.diritti di credito. era scritta prima che la formula avesse inizio. A secondo della intentio poteva essere certa o incerta. se non avesse fatto nessuna delle due.C. -.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). in assenza dell’avversario.: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice. A. dare un garante (vindex o vadimonium). La Lex Valia (III° sec. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri. per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . actio finium regundorum). Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1. ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ).I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria.A. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO. Può essere certa e incerta1. Il convenuto poteva seguire l’attore. EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto .Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. anche non in iure. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto. 2. 26 .B.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + .

es. o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. almeno nei iudicia legitima. era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione.successore universale del debitore -). formula di rescissione actio Publiciana §121). ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)). essere pronunciata entro 18 mesi. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. o b) formulae ficticiae .actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. ma dirette al risarcimento del danno) . cumulative. -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. e infine il giudice pronuncia la sentenza. vietare. .2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta).sono intrasmissibili. .sentenza: che doveva. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). 27 . molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta.litis contestatio: fulcro della procedura. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). Non c’è appello. All’ultimo minuto. Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire. 3) actiones civiles e honorariae. 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. Si doveva pagare entro 30 giorni. ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -.con cui si dava notizia della procedura in corso . nei iudicia quae imperio continentur. prima della sentenza. aveva una duplice funzione. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico. loco (luogo diverso dal convenuto). doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. nossali.>dopo 30\15 gg. -.

3) confessione. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM.al 565 d. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO. Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili.-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. apre la fase esecutiva). Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . (ove risalgono gli effetti conservativi della lite). -. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. Il processo contumaciale. e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. 2) deposizione dei testimoni. (476 d. crollo dell’impero d’Occidente). --Impugnazione della sentenza. La sentenza di appello era di norma ancora appellabile.C. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. 4) giuramento.C. 5) praesumptiones (deduzione. fino a Giustiniano.C. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare .Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). . ma l’origine è con Augusto. solo in età giustinianea). Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. fine fase istruttoria . Doppio grado di giudizio con Giustiniano. 28 .

. Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. che per la proprietà pretoria . ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali .vindicatio usus ususfructus -. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. § 113 . Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . Limitazioni legali . si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . C) episcopalis audientia. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. §112 .299 -----------------------------------------------------------§111 . etc. Regime . interessi. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). ) e di garanzia (pegno. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. servitù -vindicationes servitutis -. A) procedura per rescriptum principis. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. diritti reali possesso . La proprietà . Il dominium ex iure Quiritium . costruire oltre ad una certa altezza in città. “sino alle stelle e sino agli inferi“.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. -----------------------------------------( pag.C. e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. I confini. hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). PROCEDIMENTI SPECIALI . Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. secondo lo ius civile. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. spese giudiziarie. o bonaria. Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. I diritti reali. Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). se subivano variazioni. divenne semplicemente dominium. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. § 114 . ipoteca). occorreva una rapida decisione. B) summatim cognoscere. Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto .

Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. specificazione. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . uno degli atti che si compivano con il rame . Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. usucapio. Actio è ius civile.o bronzo .B. in iure cessio. e litis aestimatio. una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . specificazione. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. traditio. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. mentre cautio è un rimedio pretorio). Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. in iure cessio. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite).1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. traditio . § 115 . era un dei gesta per aes et libram. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. per vindicationem. adiudicatio. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. (N.). § 116 . o iuris gentium (naturalis): occupazione. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. fu detta prima mancipium.e con la bilancia. accessione. etc. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . commistione di denaro.

31 . trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. § 118 . I titoli erano tanti ma definiti. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). il legato fosse divenuto efficace. 340\1 § 119 . Il dominium ex iure Quiritium: perdita. pro solto). d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede..pronunzia di parole determinate . fides. o. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . (res habilis. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). con cui si assegnavano una o più res. b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. tempus. Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. corporale. indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. passaggio del dominio ad altri. tempus. e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. Vedi libro pag.). titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. fruibile anche dai non cittadini). B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili.certe verba . con la derelictio (abbandono). possessio. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. possessio.il libripens . e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). gli schiavi . titulus . ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . morto il testatore. Era fruibile anche da non cittadini. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. per le altre era ancora necessaria la traditio). C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. a volte. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede.. dunque. pro donato. requisito soggettivo. Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). dal peso del metallo. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. vi troviamo un cedente e un cessionario). e consisteva nella semplice consegna di una cosa. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis.. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. fides.

actio aquae pluviae arcendae. per tale ipotesi. concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. condicio ex causa furtiva. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. col decorso del termine. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. Il pretore. nelle formule. A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. Visto ciò. ( pag. ove i processi non sono più 2. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. come se fosse stato proprietario. L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. actio e cautio damni infecti. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. annuale o biennale. di conseguenza. che proprietario non era.).( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. litis aestimatio. Actio Publiciana e proprietà pretoria . la finzione vale solo per il decorso dei termini. appunto. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente.§ 120. a differenza della rivendica. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. § 122 . Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico.C. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. Accertata la verità dell’actor. Per essa. Proprietà peregrina e proprietà provinciale. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). a. al dominus possessore contro gli autori di turbative. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. i soli che potessero usucapire. 32 . 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta. o giustinianeo. § 121 . in alternativa. il pretore provvedette. con l’actio Publiciana (metà I sec. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. successivamente.

non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. dunque. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. 33 . b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali.a) L’espressione proprietà peregrina. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria.. Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti.C. ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives.C. come le azioni e i negozi giuridici. con la formula petitoria. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. (. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). 354\5 ) § 123 . b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino.pag. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. La servitù. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). in particolare ai fundi in provinciali solo. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. La servitù. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. §125.. è un diritto reale su cosa altrui.. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. infine di servitutes (res incorporales). d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). è sempre un non fare mai un fare. La comproprietà. § 124 . a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. Certe decisioni vengono prese a maggioranza. c) Tipicità: le servitù furono tipiche. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. e mai una categoria unitaria. o anche tra estranei per altri motivi. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). sempre indivisibili. con Caracalla. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio.

§ 126 . che però si compiva in 10 anni. scadenza del termine finale . --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. ma a favore di persone determinate). mutatio rei. res corporales. perimento della cosa. alla morte del marito. (vedi servitù). e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù.o immobile. era indivisibile. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. in iure cessio. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). pactio et stipulatio. C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. non usus e longi temporis praescriptio. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale).e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. --Si costituiva mediante legato per vindicationem. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. consolidazione (= confusione). erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). e la preoccupazione che la donna. --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. 34 . fruttifera. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. longi temporis prescriptio. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile .376\377). adiudicatio. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. inconsumabile. rinuncia. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. più tardi. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . di percepirne i frutti.il gregge . 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. mediante pactio). cadesse in indigenza. Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. non usus (il mancato uso di una servitù). con il limite di non alterarne la destinazione. similmente alla servitù (mai per traditio). costituiva servitù tra di essi. L’usufrutto e i diritti affini. denaro). ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. rinunzia (con la in iure cessio e poi.

con azione in factum di natura reale. -. Dal II secolo a. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata).Era proprio dello ius civile. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua).E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. ma godeva di ampi poteri. per confusione. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche.. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana. C) Enfiteusi. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. era in factum e in rem. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio. § 128 . ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. A) Superficies . Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). ius in agro vectigali.. (Diritti reali di garanzia) -. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. utrubi e unde vi. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . quelli. ben più importante delle precedenti.C.. che erano a difesa del possesso. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. 388\9-390). cioè. Superficies. f) come conseguenza della lex commissoria. La difesa giudiziale era data da uti possidenti. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a. d) rinuncia.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. b) perimento della cosa.C.pag. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. esperibile per il recupero del possesso. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a. § 127 . si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia.C. servivano come garanzia per il pagamento del canone. enfiteusi. c) confusione. in buona fede. (. Pegno e ipoteca.C. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. e fu esteso alle terre di proprietà privata.

( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . o vindicatio pignoris. era necessario possedere senza vizi. dal console Rufo. c) Actio Serviana (51 a. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. undevi. -. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta.: tutelava il ladro rispetto ai terzi. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. Il possesso non viziato possesso iusta . a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. Es. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. e il loro potere sugli stessi. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. 1) no. Al possessore spettano: i frutti. non per concessione precaria. l’acquisto della cosa con il passare del tempo. ossia in modo non violento.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. le azioni possessorie.: il ladro può possedere anche se in mala fede. Non basta possedere per vincere una lite. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. non clandestino. § 129 . verso la fine dell’età arcaica. bisogna possedere senza vizi.. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. possessio.C. in modo non violento). ossia tenere la cosa come propria. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. C) Utrubi (cose mobili). per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. ma non rispetto al derubato e 36 . --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. Tutelava il possessore. Corpus possesionis e animus dominus. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. (non basta la detenzione) es. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. così i possessori aumentano. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). Il possesso. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. possessio > materiale disponibilità della cosa. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione.C. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. Es. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti.

ma non tenevano il bene uti domini. adprehensio. depositari. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). occupatio. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. e viceversa. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. inquilini. una volta uscito. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. o si vende la cosa. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . che avevano animus possiendi. 37 . ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. non il suo eventuale ius. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. coloni. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. e)CORPUS e ANIMUS. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. oppure per es: il possessore di un fondo che. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. Era dato anche al possessor iniustus. in propio nomine.: i servi. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). Era data anch’essa al possessore giusto. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona.agiva anch’esso per recupero. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. comodatari. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. es. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). dei precaristi. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. Si possedeva la res. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. usufruttuari. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. -. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. sempre coincide con l’animus dei sequestratori. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. Era unilaterale.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. es. non a quello ingiusto. dei creditori pignoratizi. i filiifamilias.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. così che poteva riguardare solo res corporales. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“.

nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. 3) Agere per formulam petitoriam . 2) Agere in rem per sponsionem . b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . diventa : actio confessoria .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. de rivis. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . ES.: interdetti da itinere actuque privato. servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. esperibile per il recupero del possesso . c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. a tutela dell’usufruttuario. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . solo per comodità espositiva. e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. contro il vicino. inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. de cloacis. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. nel diritto classico . h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione.

: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza. § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. § 131 La genesi e la storia .c. come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. Def. quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili). Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. Oportere era un termine ius civile. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. 39 . § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. Con Giustiniano a) e b) vengono unite. ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio.C. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima. Rapporti non sanzionati da actiones.). Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito).). 415 Marrone ) § 130 Il concetto . secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem.

2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. tutela. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. I contratti tipici erano un numero definito. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). se ne può scegliere una. delitto. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. obbligazione di cose fungibili. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. quasi contratto (variae causarum figurae). anche se l’avesse consegnata in tempo. § 140 I contratti . ciascuno 40 . legato). Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. possibile (pena nullità). negotiorum gestium. lecita (pena nullità). § 137 Inadempimento e responsabilità. conventio.3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. § 139 Le fonti delle obbligazioni . mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). § 135 La prestazione: requisiti. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. alternative. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. con ovvia facoltà di scelta. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). quasi delitto. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). ciascuno con proprio regime giuridico.§ 134 La prestazione: contenuti. generiche e specifiche. la sua posizione si aggravava. § 138 La mora.

Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. consegna ad un’altra. Il comodato è un contratto reale bilaterale.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere.sanzionato da proprie actiones. Il depositario acquista solo la detenzione. imperfetto. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. eventualmente solo quello diverso. non l’uso. e una volta estinto il debito. Era in simplum o in duplum. gratuito. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . sarà tenuto alla restituzione. (prestito ad uso gratuito). (gratuito) Il deposito è un contratto reale. con cui una parte (mutuante). una somma di denaro o altre cose fungibili.. etc. 41 . ha caratteristiche penali. e negozio causale. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. Il pegno è un contratto reale. Si costituiva con la datio del mutuante. unilaterale. frumento. più limitato che fosse stato convenuto . § 144 I contratti reali: il pegno. e non doveva per l’uso alcun compenso. § 143 I contratti reali : il comodato. imperfetto. Vi fu poi una actio directa. che poi perse. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. § 141 I contratti reali: il mutuo . Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. (mutuatario). bilaterale. § 142 I contratti reali: il deposito. conventio pignoris (sine datione). sementi. Il comodante. imperfetto.. consegna al comodatario una o più cose mobili. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. bilaterale. Il mutuo è un contratto reale. altro. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. b) actio pigneraticia in rem. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. è un’actio directa. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. ossia senza demostratio. E’ un’obbligazione di genere. (olio. Non si pagano interessi (usurae).

§ 146 I contratti verbali . adottato prima dell’età repubblicana. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. reipersecutoria e infamante. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). 42 . dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino.133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. § 62 La in iure cessio (pag. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba).138 Marrone: negozi giuridici formali. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. per il riacquisto di proprietà e possesso. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. Le parti erano il cedente e il cessionario. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. a determinate condizioni per la cessione di eredità. per il deposito e il pegno. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. § 61. oppure. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. per costituire servitù rustiche. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). Si tratta di un negozio fiduciario. per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. La Mancipatio (pag. Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. tenendo lo schiavo. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. per la cessione della tutela mulieris.§ 145 La fiducia . per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. prounciava la formula vindicatoria. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. il cui consenso poteva essere espresso verbis. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. è la più antica fonte di obbligazioni). Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. il libripens. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. di fronte al suo diniego o silenzio. La stipulatio. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato.

Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). Era un contratto unilaterale. § 147 I contratti letterali . ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . Avevano luogo in uno eloquente. che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. non si usò più. Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium.Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. Chirographa . Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). ma scompare. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. specificando.Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). ove la formula era modellata sulla demostratio. § 148 I contratti consensuali: la compravendita. occorreva la scriptura. Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . Fu lo strumento per realizzare la novazione. DEF. si esigeva una unitas actu. gli prometteva una prestazione . 43 . Gaio li classificò nei contratti. E’ un genere proprio dei peregrini. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti. Nel terzo sec. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). oppure. non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole).

b) actio de modo agri: analoga alla a). non del contratto in sé. Vi erano anche altre azioni più specifiche. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. sia a titolo gratuito. 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. 44 . il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. Doveva essere un iustum pretium . Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. bilaterale. mobili e immobili. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore .Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . § 149 i contratti consensuali : la locazione. per litteras. il rammendatore e oggi l’appalto). Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). La locazione è un contratto consensuale. ossia il versamento del denaro in contante. Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . per cui. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. avesse precisato l’estensione del fondo . No alle res extra commercium. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. sia a titolo oneroso. si restituisce al locatore (es. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. e che in essa . § 150 I contratti consensuali : la società .> actio auctoritatis (in duplum). Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . sia inter vivos che mortis causa. Si all’eredità. con l’esplicita previsione di un corrispettivo. Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . il conduttore è il datore di lavoro. presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. Il locatore è il lavoratore. Evizione. ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . per nuntius.

Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. 45 . Transazione . facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto.utilità della gestione intrapresa. sia tacito che espresso. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. comportava infamia. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. Comportava infamia. facias ut des. Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta.assenza di un mandato. § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des.2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . E’ un negozio iuris gentium . con exceptio pacti conventi . il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. imperfetto. conclusi senza dolo. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo .compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui .. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti.volontà di gestire negozio altrui. era tenuto a darne un’altra. § 151 I contratti consensuali : il mandato . § 154 Obligationes quasi ex contractu . Estremi della negotiorum gestio:.. La società era un singolo contratto consensuale. per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. Altre obbligazioni non da atto illecito. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici . do ut facias. a ) Negotiorum gestio . ossia. facias ut facias. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. comportava infamia. actio praescriptis verbis). actio praescriptis verbis). e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae.. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. Il mandato è un contratto bilaterale.Arricchimento ingiustificato . avendo ricevuto una cosa. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo . non contrari a legge. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). (do ut des). contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi.

EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. in danno di altre persone. L’actio bonorum era. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. Le parti dovevano essere incoscienti.-triplum : a titolo di pena. I delitti sono: furto. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). b) Furtum nec manifestum. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. tramite le quali. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. b) actiones utiles. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. rapina. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. penale e infamante. per simplum dopo. damnum in iuria datum. iniuria.b) Solutio indebiti. In età medioevale. § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno.-simplum: valore delle cose asportate. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. Azione di ripetizione. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). per i classici. trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). no alle azioni penali. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). con conseguente: actio furti nec manifesti. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. comodatari e possessori in buona fede. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. con conseguente: actio furti manifesti. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). azione penale. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. Per il membrum ruptum la pena era 46 .

actiones adversus nautas. e non riguardava comportamento volontari . impossibilità sopravvenuta. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . morte. Era un’azione nossale.solo il pericolo . actio in factum). azioni pretorie.il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . e soprattutto le Actio de pauperie. positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . decorso del tempo. § 162 Estinzione delle obbligazioni. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. caupones. Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. Novazione e litis contestatio . actio in factum). erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. capitis diminutio. Sostituzione di obbligazione con un’altra. § 161 Obligationes quasi ex delicto . L’adempimento. La transazione. actio in factum). § 160 Altri illeciti extracontrattuali . effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. Nel diritto romano: solutio per aes et libram.(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . 47 . stazioni per il cambio dei cavalli.potuto provocare danni ai passanti. § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. acceptilatio. 2) compensazione volontaria . L’actio de pauperie . pactum de non petendo. confusio. trasferendone all’attore la proprietà. locande. Contrarius consensu e recesso unilaterale. sentenza. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . actio in factum). abrogatio e conventio in manu. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . ma non penale. concursus causarum. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . 3) compensazione legale . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione .

48 . La Lex Cincia non viene ripristinata. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. Il divieto comporta la nullità dell’atto. la registrazione presso un pubblico ufficio. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. fidepromissio. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. Sponsio. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor).) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. conventio in manu). § 173 La donatio mortis causa . la consegna della cosa in presenza di vicini. Con Costantino la donazione (323 d .C. § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . fideiussio. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). c) Mandato di credito. al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. La lex Cincia. Si esige forma scritta. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. § 172 Le donazioni tra coniugi. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. § 169 Gli atti in frode dei creditori .A Roma. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica.C. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. La forma è scritta solo se l’importo e assai alto.

legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). in difetto. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. Ne sono esclusi i postumi.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. 49 . consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. sui iuris. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. Es. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. Il donante. i rei di adulterio. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. avrebbe potuto pretendere. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). in ultima spiaggia all’erarium populi romani. Essi potevano accettare l’eredità. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. con la conditio. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. Fu abolita da Giustiniano. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. una volta guarito. il ritrasferimento di quanto donato. Cadde in desuetudine in età post classica. Sono gli agnati dell’ereditando. cittadini romani. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. senza bisogno di rinunciare. o. La delazione è intrasmissibile agli eredi . Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. Essi diventavano eredi automaticamente. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. Fu abolita da Giustiniano. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . b) per la successione testamentaria. esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. legatari e figli. Essi sono detti anche heredes extranei. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“.

Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . Essa poteva riguardare. sia attive che passive. che interrogava i 2 soggetti. (p. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. Conventium in manum: tramite la quale. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta.616 marrone). Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. la donna. o comunque della potestas. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. presiedute da un pontifex. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. sia donne sui iuris. Si proseguiva con la proscriptio.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. curatela. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. e quindi acquistava in blocco tutto. ius sepolcri. salva. e iure praetorio (bonorum venditio). nipote rispetto al suocero. per l’intero o per quota. Venne nominata universitas. dall’ultima età repubblicana. Potevano così subentrare i creditori. Comprende: proprietà. coemptio (modo più comune). b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. Si tratta di una legge comiziale. le donne erano escluse dai comizi. Il titolare della manus. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. 50 . tutela. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. che aveva una funzione di custodia e conservazione. entrava a fare parte della famiglia del marito. si procedeva alla bonorum venditio. crediti. Si iniziava con la missio in bona. sia filiae familias. debiti. un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. usus (convivenza per un anno). mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. sorella rispetto ai suoi stessi figli. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. mentre i debiti di lei si estinguevano. sacra familia. e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta.

51 . Tra cognati di uguale grado. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. adottivi). Non erano eredi necessari. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. femmine. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. figli emancipati. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. madre e figli erano di secondo grado. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. figli in adozione. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. Sono eredi volontari. non in iure civili. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. Erano i parenti di sangue. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. moglie del defunto con conventium in manum. 100 giorni per tutti gli altri). Era ammessa la successio graduum. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. Essi sono: figli in potestate (maschi. ma già concepiti. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. postumi sui non ancora nati. non oltre il sesto grado. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. che da alieni iuris diventano sui iuris. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. In età repubblicana avanzata. L’ereditando doveva essere di sesso maschile. in ultima età repubblicana. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. sia in linea maschile che femminile. dove gli eredi sono tutti volontari.

mortis causa. di rinvio. A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. COSTANTINO: con Costantino. soltanto orale. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. personalissimo. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. no ai riti). (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. Il testamento: atto unilaterale.l’attribuzione aveva luogo per capita. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. Erano preferiti: i figli del defunto. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. i sigilli e firme di 5 testimoni. Le figure di heredes e bonorum possessor. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. Si procedeva solo a istituzione di erede. revocabile. 52 . Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. pena la nullità. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. La donna doveva essere ius liberorum. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. dove era uso redigere le volontà testamentarie. anche se distinte. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. se completamente orale. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. che poteva essere: totale. L’istituzione di erede non poteva mancare.

Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. ecco perché non valeva nulla designare. non godeva del beneficium abstinendi. Era solitamente totale. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. heres ex quota. e mantenuta nel Corpus Iuris. solo eccezionalmente parziale. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. servo istituito erede cum libertate. Eredi di primo e secondo grado. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. Manomissione. Nomina di tutore. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. --Revoca. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. ex testamento. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. --Inefficacia. Il testamento può subire: --Invalidità. questa regola fu attenuata in età classica. questo principio subì poche deroghe. La sostituzione prevale sull’accrescimento. più eredi testamentari. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. naturale. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. o la bonorum possessio. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. quello di secondo è il substituto. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. 53 . Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. cancellare e distruggere il documento. unico erede per intero. In pratica è una doppia istituzione di erede. così che. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. questa regola perde valore con Giustiniano. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano.C. X I iure civili. infine venivano apposti i sigilli. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. per il mancato acquisto.

costitutivo di usufrutto. dove il sostituto acquistava dopo. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. la lingua adoperata poteva essere latina. possesso ad usucapionem (res mancipi ). Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. o altra. (età repubblicana). Sostituzioni. anche solo con gesto di assenso. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. sottraendoli agli eredi. termini. il legato non 54 . intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. Essa è disposta per testamento. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. greca. oralmente. La revoca poteva essere tacita o esplicita. per sua morte. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). Era: traslativo di proprietà. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. modi. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. per avveramento di una condizione. codicillo. Sostituzione fedecommissoria. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. in fine. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . per scadenza di un termine. si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento).vindicatio servitutis . Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). attribuiva. Aveva efficacia obbligatoria. rimettendosi solo alla sua fides. vindicatio usus fructus . costitutivo di servitù.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. (non al posto) la persona indicata per prima. I giuristi classici e. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. Oggetto.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede.

la causa dell’invalidità fosse cessata. Seguono le sorti del testamento. il testatore nominava un tutore. tra i figli emancipati e i sui. (figlio o figlia). Il legato. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). impuberis o mulieris. Era negata la convalida del legato nullo. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. I CODICILLI Sono documenti scritti. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. Possono contenere solo fedecommessi. o. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. spesso sotto forma di epistula. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . prescindono dall’esistenza del testamento. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). che ritardava ad accettare. poteva essere revocato. Con la tutoris datio. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento.