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diritto romano

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__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. damnum iniuriam datum. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. Venivano fatte dalla pianta di papiro. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. e vari furono ritrovati. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). manuale elementare diviso in 4 libri.C. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE .. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati. b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria.C. con l’istituzione della monarchia assoluta. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. norme sull’ import-export. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). dixit). Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. rapina. § Forme delle constitutiones principum.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). iniuria. concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. § I documenti della prassi giuridica.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata..C. § Le opere della giurisprudenza classica.C. locazione). (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. § I papiri. c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . inserì solo: furto. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). i papiri. atti processuali). ma più solenni. norme sul credito e vendita a credito ) .): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. Il sovrano. res (II° e III° libro). La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . 6 .. istruzioni dell’imperatore. tra cui quello che nel 212 d.

Scevola. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. Paolo. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. raccolta imponente di jura. se paritetica quella di Papiniano. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. Modestino Gaio. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . In caso di contrasto di opinione. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. L’efficacia della consuetudine. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . Def: Comportamento costante. Giuliano e Marcello. però. quella che gli è preferibile. a) Pauli Sententiae . La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). pari a quella della legge. di rifiutarla). mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. Ulpiano. L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. e in mancanza di questa. 7 . Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. soprattutto da Costantino nel 321. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. e addirittura. Tanta.+jura. con la prima parola. Sabino.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. a) Fragmenta Vaticana . annotazioni ai libri di Ulpiano . il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. con la facoltà. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . stanno tra il rescritto e leges generales. d) Scholia Sinaitica . Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo.(opere della giurisprudenza precedente). Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. Venne vietato. cost. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. è ribadita nel Digesto. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). confronta il diritto mosaico con quello romano . Basti pensare al Digesto di Giustiniano. operetta elementare c) Epitome Gai . Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. § La consuetudine . Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). § Antitesi leges-jura . Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. § I jura. manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. delle opere già di per sé elementari. ad Onorio l’Occidente).

Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 . si fecero delle raccolte. operetta elementare c) Epitome Gai. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d.Adriano 130 d.C.). -.+jura. Il codex repetitae praelectionis. confronta il diritto mosaico con quello romano.C. nel IV eV sec. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. Le prime raccolte di leges furono private. e qui venne approvata per esclamazione. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . cost. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso..C.C. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. d) Scholia Sinaitica . Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano.C.C. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio .La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano .C. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. § Collezioni miste di leges e jura . annotazioni ai libri di Ulpiano. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). § La compilazione giustinianea. § Le leggi romano-barbariche . e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano.. e Hermogenianus 293 d. segue l’ordine dell’editto perpetuo. presso il senato di Roma. integrazione al Gregorio. a) Fragmenta Vaticana . 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. rescritti imperiali di diritto privato. richiedeva un aggiornamento. Il Digesto. 15 libri. § Collezioni di jura . Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. Le Institutiones. . ed è la più importante delle leggi romane dei barbari . non ci è pervenuto. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea..) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. b) FONTI DI COGNIZIONE. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani.C. d. mai a noi pervenute). e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). Nel V e VI sec. . Giustiniano sale al trono nel 527 d. a) Pauli Sententiae.

res. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . status familiae. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. mentre la capacità di agire. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). di un rapporto giuridico. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. a) Collezione greca di 168 Novelle (578). Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. (Persone. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. actiones. non possono mai averla gli schiavi. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. In 12 libri diviso in vari titoli. e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro).doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. § Le novelle di Giustiniano . b) Authenticum (533). La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. 9 . La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. prevalgono i rescritti.personae. è l’unico a noi pervenuto. status civitatis. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. ha + diritto privato. § Il codes repetitae praelectionis.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4.

Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. patria potestas o manus. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. a. Status libertatis > il possesso di tale status. ma si ammise presto che i servi potessero. il dominus risponde per i loro obblighi. così che. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. purché a titolo oneroso. Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. si diventa schiavi per captivitas . Proprietario del peculio restava il dominus. e il figlio della schiava è un frutto. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. il che significava fare onore agli impegni assunti. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. cioè essere uomo libero. Inoltre. ma una Lex Cornelia dell’81 a. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. mancipium. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. cioè per prigionia di guerra.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. servi vicari. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). e persino immobili. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati.C. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. diventano liberi gli schiavi liberati . Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita.) 10 . ma le obbligazioni sono naturali). nel caso anche altri schiavi.C.

La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. Proculeiani (vagito). Una volta liberato. Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. manomettesse uno schiavo del disponente. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. E’ una manomissione di fatto . MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). 221 del Marrone ) 11 . il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. per revocatio in servitutem). E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium).Presupposti della capacità giuridica sono: A . Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. per vendita del proprio figlio.. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. condanna a morte o lavori forzati perpetui. Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. civitatis B2. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. B2) Status civitatis. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre. . per editto pretorio.La dote ( dos ) ( pag. per atto dello stato). come la delazione. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). B3) Status familiae. volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche).esistenza B .status (libertatis B1.C. B1) Status libertatis. vendita trans Tiberium. livellandoli come sudditi. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. consegna ad altro stato. del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica.

o per morte . E’ istituto di diritto romano arcaico. a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . . Non richiedeva alcun rito per la costituzione. promissio . dictio ( che poi scompare ) . dei genitori). attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . .Il matrimonio .A) Sino alla fine dell’età classica. Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. Conferimento di uno o più diritti al marito. mitigato più tardi.Beni parafernali e donazioni propter nuptias . B) Da età postclassica . Era monogamico. senza il quale si aveva concubinato). Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. unico requisito era la convivenza.Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. premesse . I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . senza formalità . . . La moglie adultera poteva essere uccisa. Scompare la dotis dictio .Il matrimonio : struttura ed effetti. .Il matrimonio : scioglimento . . mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. 12 . ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . e se filifamilias. ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico. Vietate erano le donazioni tra cognugi. 3) il consenso ( escluso per i pazzi. 2) l’età pubere (capacità di generare).Gli sponsali .

.Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . La tutela può essere testamentaria. diretta poi). Il prodigo. sesso (donne). Tolgono o limitano la capacità di agire: età. ed era dunque impossibile per il sordo). ma non poteva testare. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. rappresentanza indiretta prima. I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato).I pazzi venivano dati in curatela agli agnati.. ad es. contrarre matrimonio. vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). etc. che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio).(solo amministrazione del patrimonio). . Non si aveva la cura testamentaria. Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. media (perdita della cittadinanza). Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. . . la confessione religiosa. ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio. o ai gentili. a differenza del furioso . legittima (già nelle XII Tavole). .La tutela degli impuberi . incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore.La cura dei furiosi e dei prodighi.La cura dei minori di 25 anni . o nell’actio pro socio. La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). per guerra). 14 o concreta /uomini). . Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio. il magistrato nominava un curatore. dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. 47\48\49 13 . non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale).La tutela muliebre . Vedi libro pag. legittima. Limitano la capacità giuridica: il sesso. l’infamia (i condannati nell’actio doli.Condizioni limitatrici della capacità di agire. che poteva essere: maxima (schiavitù. Giustiniano allarga le possibilità di infamia). secondo l’editto pretorio.Presupposti della capacità di agire .. a causa dell’età. . Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano. la condizione di colono.( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) .Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto .C. e in mancanza di questi. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . minima(perdita dello status familiae). la condizione di liberato.

usufrutto. che però sono tali se rispondono a certi requisiti. semplici (uno schiavo).C. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio). La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. nel concludere affari con un minore di 25 anni. Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo. e res publicae. Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. un’opera d’arte). etc.secondo ( pag 55 . al contrario della parte.Cose e loro classificazioni .vedi pag 51\52\53 .< (GAIO) >.) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“)..La persona giuridica. consumabili ed inconsumabili . E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. lo avesse raggirato. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). res religiose (dedicate agli dei inferi. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio.Parti ed elementi accessori di una cosa. . B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. etc. non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre). i boschi sacri). come i sepolcri ). non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. come i rustici. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno). suscettibili di umana signoria). le obbligazioni). gli schiavi.. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali.Scapini . 14 . . la casa. il passaggio.. divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). .. sociale). res sanctae (porte e mura della città). i cavalli. denaro .E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a.possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima. Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. Cap. collettive (il gregge). con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che. complesse (una nave). 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso).

modificazione. percipiendi. SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. i prodotti dell’albero da frutta. o trasformazione). B) Effettiva nascita. Es . il latte). separati.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. Cap. 15 . la lana. esistenti. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. consumati (anche in senso giuridico con alienazione. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap.giu .cap. modificarsi. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -. d’agire). ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. Possono essere: pendenti. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa)..terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag.: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà. utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). modificazione. voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). precetti.

Il termine importa decadenza. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. costitutiva. contratto a favore di terzi). La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. responsabilità adiettizia. essenziale o ad solemnitatem. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. persona giuridica. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo.-. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. espressa o tacita). è 16 . prescrizione. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. -. se bilaterale.

L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. B) do ut facias. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). C) facio ut des. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti.usato oggi. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. buon costume.: tutore. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). comportamento o contegno . Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . per es.. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi.. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore. indiretta: usata tra i romani. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso.) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. curatore del pazzo . in quanto non previsti dall'ordinamento stesso.

se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. es. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!). D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico.. Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti). Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio). Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali.gli effetti del negozio). 18 .: garanzia per evizione nel contratto di compravendita.finale . causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. all'ordine pubblico e al buon costume. (apponibile ai soli negozi di liberalità). c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede.G. La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge. Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro.iniziale .o alla quale si fanno cessare .il suddetto regolamento. 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore.

di un solo soggetto. in iure cessio. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. mancipi. conduzione. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. UNILATERALE (testamento. istituzione di erede. e questa è sufficiente. non contrapposte. DICHIARATIVI mancipatio. aditio hereditas. mandato. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. acceptilatio. mutuo. derelitio. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. mancipati. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. locazione. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. pro herede gestio. vari contratti reali > mutuo. come nei negozi bilaterali. deposito. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito. quindi . due atti organicamente fusi(traditio. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. in iure cessio.

Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. etc. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario.e annullabilità). Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. la disposizione sarebbe nulla. o negozi mortis causa. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. manomissione. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente.lo ius civile conosceva solo questi .b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. qui si distingue tra nullità .

mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). incosciente. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. ad es. dell’oggetto del negozio -es. -es. Gli effetti del negozio non vengono modificati.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. Il negozio non può produrre i suoi effetti. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. c) Manca o è deficiente -es. demostrandi causa). (capacità specifica). 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . quello dissimulato è 21 . negozi compiuti da un infante. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. c. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva).a. b. b) Mancata idoneità -es. b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. a) Mancata d’agire capacità -es. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. ma non ne vogliono nessuno. (capacità generica). oppure obbligazioni tra padre e figlio. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. pazzo. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. Simulazione parziale. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti.

(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. Errore vizio: non esclude la volontà. ricordo che esso esclude la volontà. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). diversamente è invalido. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. I vizi della volontà. cade sull’identità del negozio da compiere. Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. Sempre rilevante. sia sulla designazione materiale che intellettuale. la nullità era l’inevitabile conseguenza. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. il negozio non è sempre invalido. Non è rilevante l’error in nomine. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. Sempre rilevante. non è rilevante. in altri dipende dai casi. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. ma la vizia. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . valido.3) Manifestazione voluta dall’agente. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. non avrebbe manifestato la sua accettazione. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. qualora l’avesse conosciuta. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria).

Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. eccezionalmente. viene meno la causa invalidante. completa il negozio altrimenti vizioso (es. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. e in triplum contro l’autore della violenza. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. quinto Atto illecito 1. c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. così tramite il suo consenso. d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. e dopo l’anno in simplum. hanno compiuto un negozio a suo nome. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. vi si ricollega la sanzione“. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. il metus. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. era citata in giudizio per l’adempimento. con effetto retroattivo (convalescenza). CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. Non è infamante e non è sussidiaria. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). cap . L’invalidità può sanarsi in più modi.rei vendicatio utilis-. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. negozi compiuti dal pupillo). 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza.Violenza morale. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. non usuale.la minaccia è contraria al diritto . 23 . a sua insaputa. La violenza è ritenuta rilevante quando: . Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). che non aveva dato esecuzione al negozio. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri.la minaccia deve concretarsi in fatti. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso.il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto.

colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). L’imputabilità può essere. dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. manca qui il torto). ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). a norma del diritto vigente. lata (omissione della più elementare attenzione). cap . disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). 2. 24 . commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). 4. non subito). Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. la volontarietà. 3. poi. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. venne sottoposta a controllo. ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. In origine aveva carattere penale o repressivo. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive.WENGER). uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. e dunque l’imputabilità. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. . consolidandosi la civitas.: 191 . il diritto soggettivo presuppone l’actio. Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. della materia e del valore. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. chiaramente. un evento (è la lesione). La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione.

vedi rei vindicatio a difesa della proprietà .cap .peroratio: argomenti e prove . confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto. l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. Aveva però dei limiti: abitazione. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. è la più recente ed è una l. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione.sentenza: sempre in denaro. . anche con mezzi coercitivi. -.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) . Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio .00 e poi la parte assente perdeva la causa.A. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg. 3) L. 2) L. (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a.> mercato 3gg. . Iudicis Arbitrive Postulationem .il cui onere era per entrambi. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo). Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure. tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). ed erano a libera valutazione del giudice . -. e 2 di ESECUZIONE: 1) L.A. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula. sacramento. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia. grazie all’intimidazione dell’attore. a rischio.a.Comperendinatio: dopodomani . funerale. ha un rito più agile. e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem). a comparire entro 30 gg. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium. e comunque sempre fruibile solo dai cittadini. In ius vocatio: atto totalmente privato.> vendita trans Tiberim o uccisione. pretore. si attendeva fino a le 12.A.per crediti derivanti da stipulatio.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia.A. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. matrimonio. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato.(in personam vale il termine oportere). poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità.da cui deriva la formula . C.(al pomeriggio) . fu introdotta dalle XII Tavole. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l.a. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). console. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 .. regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori.

Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere.B.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto. o. e dalla Lex Aebutia (metà II sec a. A. processo di esecuzione della manus iniectio). Il convenuto poteva seguire l’attore. -.A. anche non in iure. 2) L. N.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + . per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. scritta in dialetto osco. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. -. 26 .) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto .: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice. era scritta prima che la formula avesse inizio. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria.C. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). A secondo della intentio poteva essere certa o incerta. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). dare un garante (vindex o vadimonium). La Lex Valia (III° sec. che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. non in tribunale. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . actio finium regundorum).: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). in assenza dell’avversario. ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. actio in factum > condanna pecuniaria.diritti di credito. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es. è sempre una somma di denaro. Può essere certa e incerta1. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. se non avesse fatto nessuna delle due.C. 2.

causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . aveva una duplice funzione. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)). 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. nei iudicia quae imperio continentur. molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. 27 .>dopo 30\15 gg. nossali. loco (luogo diverso dal convenuto). il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico. o b) formulae ficticiae .es. cumulative.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. All’ultimo minuto. e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. Si doveva pagare entro 30 giorni. 3) actiones civiles e honorariae. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). e infine il giudice pronuncia la sentenza.sentenza: che doveva. -. almeno nei iudicia legitima.sono intrasmissibili. . formula di rescissione actio Publiciana §121). Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). ma dirette al risarcimento del danno) . essere pronunciata entro 18 mesi.litis contestatio: fulcro della procedura. . o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . prima della sentenza. -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui.con cui si dava notizia della procedura in corso . Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena .successore universale del debitore -).actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico. vietare. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Non c’è appello.

fino a Giustiniano. apre la fase esecutiva). ma l’origine è con Augusto.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. solo in età giustinianea).C. Doppio grado di giudizio con Giustiniano. fine fase istruttoria . e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. 5) praesumptiones (deduzione. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. crollo dell’impero d’Occidente). Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO.Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. --Impugnazione della sentenza. 4) giuramento. litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. (476 d. La sentenza di appello era di norma ancora appellabile. (ove risalgono gli effetti conservativi della lite).-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare .C. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM.C. . E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi.al 565 d. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . Il processo contumaciale.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. -. 2) deposizione dei testimoni. Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. 3) confessione. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. 28 . L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere.

servitù -vindicationes servitutis -. ipoteca). La proprietà . Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). . sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). Il dominium ex iure Quiritium . ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. interessi. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae.299 -----------------------------------------------------------§111 .C. che per la proprietà pretoria . I confini. § 113 . Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). §112 . PROCEDIMENTI SPECIALI . venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. Limitazioni legali . secondo lo ius civile. § 114 . Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. B) summatim cognoscere. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. divenne semplicemente dominium. -----------------------------------------( pag. occorreva una rapida decisione. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. poteva perciò spettare solo ai cittadini romani.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. A) procedura per rescriptum principis. Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. spese giudiziarie. C) episcopalis audientia. Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. costruire oltre ad una certa altezza in città. o bonaria. I diritti reali. “sino alle stelle e sino agli inferi“. hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). e in età postclassica le 3 proprietà si fondono.vindicatio usus ususfructus -. Regime . Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . diritti reali possesso . Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. se subivano variazioni. Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. etc. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. ) e di garanzia (pegno.

B. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. accessione. adiudicatio. specificazione. in iure cessio. per vindicationem. uno degli atti che si compivano con il rame . in iure cessio.e con la bilancia. (N. specificazione.1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). usucapio. § 115 . commistione di denaro. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari .o bronzo . Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. fu detta prima mancipium. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. etc. una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. e litis aestimatio. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. Actio è ius civile. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. era un dei gesta per aes et libram.). mentre cautio è un rimedio pretorio). traditio . § 116 . mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. o iuris gentium (naturalis): occupazione. traditio. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione.

a volte. C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa.il libripens . e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. vi troviamo un cedente e un cessionario). fides. Il dominium ex iure Quiritium: perdita. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. fides. per le altre era ancora necessaria la traditio). I titoli erano tanti ma definiti. pro solto). possessio. D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. passaggio del dominio ad altri. Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. Era fruibile anche da non cittadini. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. tempus. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. 31 . b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. il legato fosse divenuto efficace. ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO .. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. morto il testatore.pronunzia di parole determinate . Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. (res habilis. Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). con la derelictio (abbandono). fruibile anche dai non cittadini). gli schiavi . E) Nella litis aestimatio del processo formulare. B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. possessio. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. requisito soggettivo. 340\1 § 119 . Questi acquistava la proprietà civile una volta che.).. e consisteva nella semplice consegna di una cosa. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. Vedi libro pag. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). titulus . corporale. pro donato. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). con cui si assegnavano una o più res.. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. tempus.certe verba . dal peso del metallo. indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). dunque. § 118 . o. b) in iure cessio * (finto processo di rivendica.

per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. successivamente.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. Proprietà peregrina e proprietà provinciale. Actio Publiciana e proprietà pretoria . col decorso del termine. a. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. al dominus possessore contro gli autori di turbative. Il pretore. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. Visto ciò. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. in alternativa. litis aestimatio. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. con l’actio Publiciana (metà I sec. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. nelle formule. ( pag. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). Erano azioni civili di natura reale e spettavano. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. il pretore provvedette.). Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. annuale o biennale. § 122 . era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. actio e cautio damni infecti. § 121 . interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). la finzione vale solo per il decorso dei termini. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. ove i processi non sono più 2. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. condicio ex causa furtiva. a differenza della rivendica. L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. Accertata la verità dell’actor. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). che proprietario non era.§ 120. Per essa. actio aquae pluviae arcendae. per tale ipotesi. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . i soli che potessero usucapire. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. o giustinianeo. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario.C. appunto. come se fosse stato proprietario. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. di conseguenza. 32 .

La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo.C. è un diritto reale su cosa altrui. b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. La servitù. § 124 . infine di servitutes (res incorporales). Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio.. §125. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità).C. sempre indivisibili. 33 . Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). con Caracalla. a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. La servitù.pag. Certe decisioni vengono prese a maggioranza. con la formula petitoria. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi.a) L’espressione proprietà peregrina. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili.. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). è sempre un non fare mai un fare. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. La comproprietà. o anche tra estranei per altri motivi. in particolare ai fundi in provinciali solo. b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. c) Tipicità: le servitù furono tipiche.. e mai una categoria unitaria. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. (. come le azioni e i negozi giuridici. 354\5 ) § 123 . dunque. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio.

B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). consolidazione (= confusione). L’usufrutto e i diritti affini. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. fruttifera. i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. costituiva servitù tra di essi. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). --Si costituiva mediante legato per vindicationem. longi temporis prescriptio.e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. era indivisibile. in iure cessio. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . denaro). (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). ma a favore di persone determinate). Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. rinunzia (con la in iure cessio e poi. similmente alla servitù (mai per traditio). inconsumabile. mediante pactio). 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. adiudicatio. § 126 . 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. (vedi servitù). erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. scadenza del termine finale . 34 . e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). più tardi. non usus e longi temporis praescriptio. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. di percepirne i frutti. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. perimento della cosa. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. cadesse in indigenza. pactio et stipulatio. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. con il limite di non alterarne la destinazione. non usus (il mancato uso di una servitù). e la preoccupazione che la donna. 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi.o immobile. alla morte del marito. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. res corporales. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. mutatio rei. che però si compiva in 10 anni. Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio).376\377). ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio.il gregge . rinuncia.

C. d) rinuncia. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. quelli. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. La difesa giudiziale era data da uti possidenti. Superficies. 388\9-390). e fu esteso alle terre di proprietà privata. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua). Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. Dal II secolo a. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. § 127 . cioè. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. (Diritti reali di garanzia) -. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. esperibile per il recupero del possesso. ben più importante delle precedenti. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. ius in agro vectigali.C. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. ma godeva di ampi poteri. Pegno e ipoteca. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. A) Superficies .C. con azione in factum di natura reale. era in factum e in rem. § 128 .. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . per confusione. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. enfiteusi.pag. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). che erano a difesa del possesso. servivano come garanzia per il pagamento del canone. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a.C.E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a. (. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. -. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. f) come conseguenza della lex commissoria. in buona fede. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata).. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso.Era proprio dello ius civile.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. C) Enfiteusi. c) confusione. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio. b) perimento della cosa. utrubi e unde vi..

in modo non violento). o vindicatio pignoris. § 129 . b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. Al possessore spettano: i frutti. le azioni possessorie.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. Corpus possesionis e animus dominus. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. (non basta la detenzione) es. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. Es.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. c) Actio Serviana (51 a. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. era necessario possedere senza vizi. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. l’acquisto della cosa con il passare del tempo. Il possesso non viziato possesso iusta . A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. bisogna possedere senza vizi. e il loro potere sugli stessi.C. possessio > materiale disponibilità della cosa. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione. C) Utrubi (cose mobili). dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. dal console Rufo. ma non rispetto al derubato e 36 . possessio. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). Non basta possedere per vincere una lite.. 1) no. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. Tutelava il possessore. -.: il ladro può possedere anche se in mala fede. --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. undevi. Es. così i possessori aumentano. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. ossia in modo non violento. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. Il possesso. verso la fine dell’età arcaica.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. non clandestino.C. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). non per concessione precaria. ossia tenere la cosa come propria. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori.: tutelava il ladro rispetto ai terzi.

e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. i filiifamilias. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. e)CORPUS e ANIMUS. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. adprehensio.: i servi. non il suo eventuale ius. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. una volta uscito. ma non tenevano il bene uti domini. occupatio. Si possedeva la res. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. es. dei creditori pignoratizi. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. inquilini. dei precaristi. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona. così che poteva riguardare solo res corporales. es.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . comodatari. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. coloni. o si vende la cosa. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. usufruttuari. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. Era data anch’essa al possessore giusto. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. non a quello ingiusto. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. in propio nomine. Era unilaterale. 37 . e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. e viceversa. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato.agiva anch’esso per recupero. depositari. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). sempre coincide con l’animus dei sequestratori. oppure per es: il possessore di un fondo che. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. -. Era dato anche al possessor iniustus. che avevano animus possiendi. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso.

2) Agere in rem per sponsionem . esperibile per il recupero del possesso . b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . ES. USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. diventa : actio confessoria . PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . nel diritto classico . Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. contro il vicino. de cloacis. inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. 3) Agere per formulam petitoriam . ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis.: interdetti da itinere actuque privato. de rivis. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . solo per comodità espositiva. a tutela dell’usufruttuario.

quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili).). Rapporti non sanzionati da actiones. secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533).). § 131 La genesi e la storia . § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio. Def. Con Giustiniano a) e b) vengono unite.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. 415 Marrone ) § 130 Il concetto . 39 .C. come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata).c. Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito). § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima. Oportere era un termine ius civile. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza.

1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). I contratti tipici erano un numero definito. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). conventio. generiche e specifiche. negotiorum gestium.3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. quasi delitto. § 139 Le fonti delle obbligazioni .2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. ciascuno 40 . c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es.§ 134 La prestazione: contenuti. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). la sua posizione si aggravava. quasi contratto (variae causarum figurae). anche se l’avesse consegnata in tempo. con ovvia facoltà di scelta. legato). § 135 La prestazione: requisiti. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. obbligazione di cose fungibili. alternative. mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). ciascuno con proprio regime giuridico. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). lecita (pena nullità). Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. delitto. § 138 La mora. se ne può scegliere una. tutela. § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. § 137 Inadempimento e responsabilità. Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. § 140 I contratti . possibile (pena nullità).

Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. altro. con cui una parte (mutuante). Il mutuo è un contratto reale. una somma di denaro o altre cose fungibili. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. più limitato che fosse stato convenuto . frumento. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. § 144 I contratti reali: il pegno. Vi fu poi una actio directa. gratuito. e non doveva per l’uso alcun compenso. e negozio causale. Il depositario acquista solo la detenzione. eventualmente solo quello diverso. sementi. (mutuatario). E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. non l’uso. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. b) actio pigneraticia in rem. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. Era in simplum o in duplum. 41 . imperfetto. Non si pagano interessi (usurae). Il pegno è un contratto reale. ossia senza demostratio.. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. bilaterale. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. ha caratteristiche penali. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. E’ un’obbligazione di genere. § 141 I contratti reali: il mutuo . Il comodante. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. § 142 I contratti reali: il deposito. bilaterale. consegna al comodatario una o più cose mobili. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. (gratuito) Il deposito è un contratto reale. conventio pignoris (sine datione). Il comodato è un contratto reale bilaterale.sanzionato da proprie actiones. Si costituiva con la datio del mutuante. (olio. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. che poi perse. imperfetto. imperfetto. e una volta estinto il debito. § 143 I contratti reali : il comodato. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. sarà tenuto alla restituzione. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. consegna ad un’altra.. unilaterale. (prestito ad uso gratuito). etc. è un’actio directa.

Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. il cui consenso poteva essere espresso verbis. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. La Mancipatio (pag. reipersecutoria e infamante. di fronte al suo diniego o silenzio. § 61. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. prounciava la formula vindicatoria. per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). per il riacquisto di proprietà e possesso. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). 42 . La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. Le parti erano il cedente e il cessionario. pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. è la più antica fonte di obbligazioni). per il deposito e il pegno. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. a determinate condizioni per la cessione di eredità. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. per la cessione della tutela mulieris. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . per costituire servitù rustiche. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. adottato prima dell’età repubblicana. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). Si tratta di un negozio fiduciario.138 Marrone: negozi giuridici formali. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. § 146 I contratti verbali . § 62 La in iure cessio (pag. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . oppure. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. il libripens. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. La stipulatio. tenendo lo schiavo. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a).§ 145 La fiducia .133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole.

Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. Fu lo strumento per realizzare la novazione. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). si esigeva una unitas actu. La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole). Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . E’ un genere proprio dei peregrini. § 147 I contratti letterali . specificando. gli prometteva una prestazione . Avevano luogo in uno eloquente. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. oppure.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. non si usò più. Era un contratto unilaterale. non ve ne è più traccia dopo l’età post classica .Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro. § 148 I contratti consensuali: la compravendita. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). 43 . Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). ove la formula era modellata sulla demostratio.Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. Chirographa . occorreva la scriptura. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). Gaio li classificò nei contratti. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. ma scompare. DEF. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. Nel terzo sec. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti.

non del contratto in sé. Si all’eredità. 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . per cui. La locazione è un contratto consensuale. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. sia a titolo oneroso. Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. si restituisce al locatore (es. il rammendatore e oggi l’appalto). Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. Il locatore è il lavoratore. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. Doveva essere un iustum pretium . o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore.> actio auctoritatis (in duplum). Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. sia inter vivos che mortis causa. 44 . avesse precisato l’estensione del fondo . § 150 I contratti consensuali : la società .Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . § 149 i contratti consensuali : la locazione. ossia il versamento del denaro in contante. b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). b) actio de modo agri: analoga alla a). Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . No alle res extra commercium. Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. mobili e immobili. Evizione. il conduttore è il datore di lavoro. per nuntius. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. bilaterale. e che in essa . il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. Vi erano anche altre azioni più specifiche. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. sia a titolo gratuito. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. per litteras. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. con l’esplicita previsione di un corrispettivo.

facias ut facias. actio praescriptis verbis). Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. La società era un singolo contratto consensuale. a ) Negotiorum gestio . Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. 45 . Estremi della negotiorum gestio:. § 151 I contratti consensuali : il mandato . il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. Comportava infamia.volontà di gestire negozio altrui.utilità della gestione intrapresa. non contrari a legge. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici .2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. era tenuto a darne un’altra. facias ut des. Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . era necessario il consenso comune e continuato nel tempo .compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario.. e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. comportava infamia. avendo ricevuto una cosa. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto. imperfetto. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. Il mandato è un contratto bilaterale. § 154 Obligationes quasi ex contractu .assenza di un mandato. Altre obbligazioni non da atto illecito. E’ un negozio iuris gentium . (do ut des).. comportava infamia. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. sia tacito che espresso. la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . con exceptio pacti conventi . § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des. ossia.. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. do ut facias. Transazione . conclusi senza dolo. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci .Arricchimento ingiustificato . Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. actio praescriptis verbis). la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore).

-triplum : a titolo di pena. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. in danno di altre persone. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. iniuria. per i classici. § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . tramite le quali. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . con conseguente: actio furti manifesti.-simplum: valore delle cose asportate. b) Furtum nec manifestum. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. rapina. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. comodatari e possessori in buona fede. trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno. no alle azioni penali. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). con conseguente: actio furti nec manifesti.b) Solutio indebiti. per simplum dopo. In età medioevale. Per il membrum ruptum la pena era 46 . § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. damnum in iuria datum. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. penale e infamante. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). azione penale. L’actio bonorum era. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. Le parti dovevano essere incoscienti. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. b) actiones utiles. I delitti sono: furto. Azione di ripetizione.

e non riguardava comportamento volontari . stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. impossibilità sopravvenuta. acceptilatio. decorso del tempo. Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. azioni pretorie. Novazione e litis contestatio . Riepilogando : 3 momenti 1) taglio .solo il pericolo . confusio. morte. effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. concursus causarum. § 161 Obligationes quasi ex delicto . actio in factum). L’actio de pauperie . Sostituzione di obbligazione con un’altra. § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. stazioni per il cambio dei cavalli. caupones. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . ma non penale. Era un’azione nossale. 47 . e soprattutto le Actio de pauperie. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. actiones adversus nautas. L’adempimento. actio in factum). positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe .potuto provocare danni ai passanti.il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . actio in factum). L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . capitis diminutio. sentenza. § 160 Altri illeciti extracontrattuali . 3) compensazione legale . pactum de non petendo. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . trasferendone all’attore la proprietà. locande. Nel diritto romano: solutio per aes et libram. erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. § 162 Estinzione delle obbligazioni. Contrarius consensu e recesso unilaterale. actio in factum).(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. La transazione. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . 2) compensazione volontaria . § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . abrogatio e conventio in manu.

beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. § 173 La donatio mortis causa .C. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). conventio in manu). Il divieto comporta la nullità dell’atto. La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). La lex Cincia. c) Mandato di credito. 48 . al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. § 169 Gli atti in frode dei creditori . Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. Con Costantino la donazione (323 d . Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile.C.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. fideiussio. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. La Lex Cincia non viene ripristinata. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). Si esige forma scritta. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. § 172 Le donazioni tra coniugi. la consegna della cosa in presenza di vicini. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. fidepromissio.A Roma. la registrazione presso un pubblico ufficio. Sponsio. § 168 Obbligazioni parziarie e solidali .

Es. Cadde in desuetudine in età post classica. Fu abolita da Giustiniano. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. senza bisogno di rinunciare. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. Essi potevano accettare l’eredità. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. cittadini romani. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. o. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). i rei di adulterio. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. colui che avesse impedito all’ereditando di testare.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. Essi diventavano eredi automaticamente. Ne sono esclusi i postumi. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. b) per la successione testamentaria. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. legatari e figli. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). sui iuris. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. in difetto. 49 . Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. Essi sono detti anche heredes extranei. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. Sono gli agnati dell’ereditando. il ritrasferimento di quanto donato. una volta guarito. Fu abolita da Giustiniano. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. con la conditio. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. avrebbe potuto pretendere. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. Il donante. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. La delazione è intrasmissibile agli eredi . Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto.

dall’ultima età repubblicana. entrava a fare parte della famiglia del marito. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. coemptio (modo più comune). Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. Si tratta di una legge comiziale. curatela. (p. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. Si proseguiva con la proscriptio. Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. presiedute da un pontifex.616 marrone). Il titolare della manus. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. ius sepolcri. e quindi acquistava in blocco tutto. e iure praetorio (bonorum venditio). Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). le donne erano escluse dai comizi. o comunque della potestas. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). che interrogava i 2 soggetti. sorella rispetto ai suoi stessi figli. Conventium in manum: tramite la quale. sacra familia. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. 50 . Potevano così subentrare i creditori. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. nipote rispetto al suocero. crediti. mentre i debiti di lei si estinguevano. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . salva. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . la donna. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. Si iniziava con la missio in bona. Venne nominata universitas. si procedeva alla bonorum venditio. sia donne sui iuris. debiti. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. Comprende: proprietà. per l’intero o per quota. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. sia filiae familias. NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. tutela. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). sia attive che passive. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. Essa poteva riguardare. che aveva una funzione di custodia e conservazione. e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. usus (convivenza per un anno).

madre e figli erano di secondo grado. Essi sono: figli in potestate (maschi. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). Era ammessa la successio graduum. adottivi). A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. ma già concepiti. dove gli eredi sono tutti volontari. femmine. postumi sui non ancora nati. moglie del defunto con conventium in manum. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. non oltre il sesto grado. in ultima età repubblicana. Erano i parenti di sangue. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. non in iure civili. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. Non erano eredi necessari. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. sia in linea maschile che femminile. figli emancipati. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. Tra cognati di uguale grado. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. che da alieni iuris diventano sui iuris. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. In età repubblicana avanzata. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. 100 giorni per tutti gli altri). Sono eredi volontari. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. L’ereditando doveva essere di sesso maschile. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. 51 . figli in adozione.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria.

dove era uso redigere le volontà testamentarie. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. Si procedeva solo a istituzione di erede. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. L’istituzione di erede non poteva mancare. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. 52 .l’attribuzione aveva luogo per capita. che poteva essere: totale. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. i sigilli e firme di 5 testimoni. personalissimo. revocabile. anche se distinte. Le figure di heredes e bonorum possessor. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). Il testamento: atto unilaterale. Erano preferiti: i figli del defunto. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. mortis causa. COSTANTINO: con Costantino. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. no ai riti). si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. soltanto orale. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. La donna doveva essere ius liberorum. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. pena la nullità. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. di rinvio. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. se completamente orale. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium.

se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. 53 . La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. Nomina di tutore. questa regola perde valore con Giustiniano. --Revoca. o la bonorum possessio. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. Era solitamente totale. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. servo istituito erede cum libertate. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. ecco perché non valeva nulla designare. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. e mantenuta nel Corpus Iuris. non godeva del beneficium abstinendi. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. ex testamento. per il mancato acquisto. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. quello di secondo è il substituto. La sostituzione prevale sull’accrescimento. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. solo eccezionalmente parziale. questo principio subì poche deroghe. Eredi di primo e secondo grado. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. Il testamento può subire: --Invalidità. questa regola fu attenuata in età classica. In pratica è una doppia istituzione di erede. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. infine venivano apposti i sigilli. Manomissione. più eredi testamentari. unico erede per intero. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. cancellare e distruggere il documento. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. heres ex quota. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. così che. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento.C. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. X I iure civili. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. --Inefficacia. naturale.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“.

per avveramento di una condizione. dove il sostituto acquistava dopo. (non al posto) la persona indicata per prima. Oggetto. Sostituzione fedecommissoria. (età repubblicana). Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. rimettendosi solo alla sua fides. Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. Aveva efficacia obbligatoria. per scadenza di un termine. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. I giuristi classici e. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. in fine. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. Era: traslativo di proprietà. si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). termini. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. Essa è disposta per testamento. anche solo con gesto di assenso. per sua morte. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. la lingua adoperata poteva essere latina. sottraendoli agli eredi. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. La revoca poteva essere tacita o esplicita. il legato non 54 . L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. oralmente. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. costitutivo di servitù. Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). o altra.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. vindicatio usus fructus . I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. possesso ad usucapionem (res mancipi ). I legati potevano essere aggiunti con condizioni. codicillo. costitutivo di usufrutto. modi.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. Sostituzioni. greca. attribuiva. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno.vindicatio servitutis . 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore.

Con la tutoris datio. poteva essere revocato. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. che ritardava ad accettare. prescindono dall’esistenza del testamento. (figlio o figlia). e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). Era negata la convalida del legato nullo. impuberis o mulieris. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. spesso sotto forma di epistula. ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). la causa dell’invalidità fosse cessata. Possono contenere solo fedecommessi. il testatore nominava un tutore. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. Il legato. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. I CODICILLI Sono documenti scritti. o. Seguono le sorti del testamento.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. tra i figli emancipati e i sui.

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