__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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§ Forme delle constitutiones principum. iniuria. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex.. § I papiri. con l’istituzione della monarchia assoluta. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta.C. actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni. e vari furono ritrovati. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati. rapina. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). Il sovrano. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. manuale elementare diviso in 4 libri. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. i papiri. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali.C. 6 . inserì solo: furto.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). res (II° e III° libro). Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. Venivano fatte dalla pianta di papiro.C. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . damnum iniuriam datum. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. norme sul credito e vendita a credito ) . tra cui quello che nel 212 d. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. istruzioni dell’imperatore. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata.C. locazione). § Le opere della giurisprudenza classica. atti processuali).. ma più solenni. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. dixit).): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla.. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . § I documenti della prassi giuridica. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. norme sull’ import-export. tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d.

ad Onorio l’Occidente). § I jura. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. però. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. con la prima parola. cost. Tanta. mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. L’efficacia della consuetudine. L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata.(opere della giurisprudenza precedente). Def: Comportamento costante. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. con la facoltà. il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. raccolta imponente di jura. operetta elementare c) Epitome Gai . soprattutto da Costantino nel 321.+jura. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. 7 . Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. delle opere già di per sé elementari. Paolo. In caso di contrasto di opinione. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. Modestino Gaio. Venne vietato. Basti pensare al Digesto di Giustiniano. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. stanno tra il rescritto e leges generales. è ribadita nel Digesto. Sabino. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. annotazioni ai libri di Ulpiano . confronta il diritto mosaico con quello romano . e in mancanza di questa. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). § La consuetudine . e addirittura. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . Giuliano e Marcello. Ulpiano. di rifiutarla). a) Fragmenta Vaticana . La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. § Antitesi leges-jura . se paritetica quella di Papiniano. pari a quella della legge. Scevola. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. quella che gli è preferibile. l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). a) Pauli Sententiae . manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. d) Scholia Sinaitica .

cost. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. b) FONTI DI COGNIZIONE.C. operetta elementare c) Epitome Gai. Le prime raccolte di leges furono private. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani. a) Pauli Sententiae.. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. presso il senato di Roma. Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. annotazioni ai libri di Ulpiano.C.La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. d. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata.C.C. d) Scholia Sinaitica . che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. si fecero delle raccolte. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea.) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 .C.C.+jura. 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. segue l’ordine dell’editto perpetuo. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo .C. Nel V e VI sec. . a) Fragmenta Vaticana .b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. integrazione al Gregorio. non ci è pervenuto. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . Le Institutiones.Adriano 130 d. § Le leggi romano-barbariche . e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. § La compilazione giustinianea. mai a noi pervenute). e qui venne approvata per esclamazione.. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. § Collezioni di jura . ed è la più importante delle leggi romane dei barbari . . b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . richiedeva un aggiornamento. Il codex repetitae praelectionis. rescritti imperiali di diritto privato. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . nel IV eV sec. -. confronta il diritto mosaico con quello romano. 15 libri.C. Giustiniano sale al trono nel 527 d. § Collezioni miste di leges e jura .). Il Digesto. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . e Hermogenianus 293 d..

di un rapporto giuridico. non possono mai averla gli schiavi. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. mentre la capacità di agire.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. § Il codes repetitae praelectionis. § Le novelle di Giustiniano . (Persone.personae. è l’unico a noi pervenuto. 9 . Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. prevalgono i rescritti. a) Collezione greca di 168 Novelle (578). res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. status familiae. b) Authenticum (533). è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. res. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). In 12 libri diviso in vari titoli. actiones. Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. status civitatis. La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. ha + diritto privato. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro.

nel caso anche altri schiavi. il che significava fare onore agli impegni assunti. ma si ammise presto che i servi potessero. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. purché a titolo oneroso. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta. La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). Inoltre. mancipium. così che. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. servi vicari. occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. a. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. il dominus risponde per i loro obblighi. diventano liberi gli schiavi liberati . stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. cioè per prigionia di guerra. e persino immobili. Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. patria potestas o manus. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. Status libertatis > il possesso di tale status. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. ma le obbligazioni sono naturali).C.C. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. si diventa schiavi per captivitas . persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. cioè essere uomo libero. Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. ma una Lex Cornelia dell’81 a. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). e il figlio della schiava è un frutto.) 10 . i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. Proprietario del peculio restava il dominus.

Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). livellandoli come sudditi.La dote ( dos ) ( pag. E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. . come la delazione. Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. Proculeiani (vagito). B3) Status familiae. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . B1) Status libertatis. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso.Presupposti della capacità giuridica sono: A . per revocatio in servitutem).esistenza B . per editto pretorio.. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche). Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. 221 del Marrone ) 11 . del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. vendita trans Tiberium. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. civitatis B2. E’ una manomissione di fatto .status (libertatis B1. per atto dello stato). Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. B2) Status civitatis. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. manomettesse uno schiavo del disponente. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra.C. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. consegna ad altro stato. per vendita del proprio figlio. Una volta liberato. condanna a morte o lavori forzati perpetui. e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre.

12 . e se filifamilias. b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. dei genitori). Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . .A) Sino alla fine dell’età classica. mitigato più tardi. Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi.Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. . E’ istituto di diritto romano arcaico. dictio ( che poi scompare ) . ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico. mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. 2) l’età pubere (capacità di generare). Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). premesse . Non richiedeva alcun rito per la costituzione.Il matrimonio . promissio . si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . .Il matrimonio : struttura ed effetti. B) Da età postclassica . Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. Era monogamico. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . . a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. Scompare la dotis dictio . Conferimento di uno o più diritti al marito. La moglie adultera poteva essere uccisa.Beni parafernali e donazioni propter nuptias . unico requisito era la convivenza. o per morte . Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. . 3) il consenso ( escluso per i pazzi. .Il matrimonio : scioglimento . senza formalità . ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione .Gli sponsali . senza il quale si aveva concubinato). Vietate erano le donazioni tra cognugi. d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito .

secondo l’editto pretorio.La tutela muliebre . o ai gentili. non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). a causa dell’età.Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . legittima.Presupposti della capacità di agire . vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. 14 o concreta /uomini). la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). Giustiniano allarga le possibilità di infamia).La tutela degli impuberi .. la condizione di liberato.C. La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano.La cura dei minori di 25 anni . 47\48\49 13 .( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) . ma non poteva testare. . rappresentanza indiretta prima. . . che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio). La tutela può essere testamentaria.. Vedi libro pag.I pazzi venivano dati in curatela agli agnati.Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . etc. Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio. che poteva essere: maxima (schiavitù. diretta poi). per guerra). legittima (già nelle XII Tavole).(solo amministrazione del patrimonio). I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). sesso (donne). . media (perdita della cittadinanza). Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. . la confessione religiosa. . o nell’actio pro socio.Condizioni limitatrici della capacità di agire. Tolgono o limitano la capacità di agire: età. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). .La cura dei furiosi e dei prodighi. contrarre matrimonio. Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. Limitano la capacità giuridica: il sesso. Non si aveva la cura testamentaria. l’infamia (i condannati nell’actio doli. il magistrato nominava un curatore. ad es. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. a differenza del furioso . ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio. minima(perdita dello status familiae). ed era dunque impossibile per il sordo). Il prodigo. e in mancanza di questi. la condizione di colono.

i cavalli. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. gli schiavi. E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. etc. 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). semplici (uno schiavo). Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo.. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio.Scapini .E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. res sanctae (porte e mura della città).vedi pag 51\52\53 .C.. lo avesse raggirato. . etc. il passaggio. un’opera d’arte). Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . al contrario della parte. che però sono tali se rispondono a certi requisiti. Cap.Cose e loro classificazioni . nel concludere affari con un minore di 25 anni. . i boschi sacri). B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. collettive (il gregge). come i sepolcri ).secondo ( pag 55 . Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo).Parti ed elementi accessori di una cosa. res religiose (dedicate agli dei inferi. come i rustici. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. . non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre). suscettibili di umana signoria). 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso). con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che.< (GAIO) >. La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. denaro . è necessario perché la cosa possa dirsi completa. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio). Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima. 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno). Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. 14 . non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. le obbligazioni)..La persona giuridica. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà).possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo .) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). consumabili ed inconsumabili .. la casa. usufrutto. complesse (una nave). sociale). e res publicae.

cessazione dei presupposti necessari al costituirsi.: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà.terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag. o trasformazione). consumati (anche in senso giuridico con alienazione. separati. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap. i prodotti dell’albero da frutta. Cap. ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). B) Effettiva nascita. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. 15 . precetti. percipiendi.cap.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. modificarsi. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). la lana. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. Es . Possono essere: pendenti. modificazione. d’agire).. il latte). modificazione. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -.giu . esistenti.

5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o.Il termine importa decadenza. espressa o tacita). Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. se bilaterale. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. costitutiva. -. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. contratto a favore di terzi). Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. responsabilità adiettizia. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. è 16 . persona giuridica. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. essenziale o ad solemnitatem. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto.-. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . prescrizione. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico.

il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. indiretta: usata tra i romani. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico.. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio.. C) facio ut des. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). buon costume. curatore del pazzo . Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi.usato oggi.: tutore. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. per es. comportamento o contegno .) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). B) do ut facias. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri.

2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore. 18 . D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!).G.iniziale . Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio). (apponibile ai soli negozi di liberalità). es. La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge.gli effetti del negozio). all'ordine pubblico e al buon costume. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista..: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali.finale . potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti).il suddetto regolamento.o alla quale si fanno cessare . positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo.

pro herede gestio. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. mutuo. deposito. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . acceptilatio. quindi . mandato. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. UNILATERALE (testamento. vari contratti reali > mutuo. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. due atti organicamente fusi(traditio. non contrapposte. locazione. DICHIARATIVI mancipatio. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. istituzione di erede. come nei negozi bilaterali. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . di un solo soggetto. derelitio. in iure cessio. aditio hereditas. mancipati. mancipi. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. e questa è sufficiente. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. conduzione. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. in iure cessio.

nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate.e annullabilità). b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà.lo ius civile conosceva solo questi . Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. o negozi mortis causa. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. qui si distingue tra nullità . appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. la disposizione sarebbe nulla. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. manomissione. etc.

Gli effetti del negozio non vengono modificati. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. c. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . ad es. incosciente. mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. b) Mancata idoneità -es. pazzo. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. demostrandi causa). b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. quello dissimulato è 21 .a. oppure obbligazioni tra padre e figlio. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. dell’oggetto del negozio -es. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). Simulazione parziale. Il negozio non può produrre i suoi effetti. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. b. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. negozi compiuti da un infante. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. -es. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). (capacità generica). c) Manca o è deficiente -es. ma non ne vogliono nessuno. a) Mancata d’agire capacità -es. (capacità specifica).di una circostanza di fatto ad esso estrinseca .

valido. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. ricordo che esso esclude la volontà.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. ma la vizia. la nullità era l’inevitabile conseguenza. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. sia sulla designazione materiale che intellettuale. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. Errore vizio: non esclude la volontà. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. I vizi della volontà. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente).3) Manifestazione voluta dall’agente. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. cade sull’identità del negozio da compiere. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. diversamente è invalido. non è rilevante. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. Sempre rilevante. non avrebbe manifestato la sua accettazione. Non è rilevante l’error in nomine. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. il negozio non è sempre invalido. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. in altri dipende dai casi. Sempre rilevante. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. qualora l’avesse conosciuta.

Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). cap .la minaccia è contraria al diritto . e in triplum contro l’autore della violenza. a sua insaputa. che non aveva dato esecuzione al negozio. era citata in giudizio per l’adempimento. negozi compiuti dal pupillo). L’invalidità può sanarsi in più modi. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. vi si ricollega la sanzione“. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). e nel caso di negozio soggetto a rescissione.il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . eccezionalmente. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. con effetto retroattivo (convalescenza). La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. viene meno la causa invalidante. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. La violenza è ritenuta rilevante quando: . 23 . così tramite il suo consenso. non usuale. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). hanno compiuto un negozio a suo nome. Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). Non è infamante e non è sussidiaria. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. e dopo l’anno in simplum. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE.rei vendicatio utilis-. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri. quinto Atto illecito 1. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso.Violenza morale. il metus. c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. completa il negozio altrimenti vizioso (es.la minaccia deve concretarsi in fatti.

venne sottoposta a controllo. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). la volontarietà. 3. poi. non subito). uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). 24 . Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. consolidandosi la civitas. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. In origine aveva carattere penale o repressivo. commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. 2. manca qui il torto).Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. della materia e del valore. L’imputabilità può essere. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. cap . colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. un evento (è la lesione). lata (omissione della più elementare attenzione). Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore).: 191 . ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. il diritto soggettivo presuppone l’actio. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. e dunque l’imputabilità. chiaramente. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es.WENGER). Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. . ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. 4. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). a norma del diritto vigente. A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium.

Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. sacramento.> mercato 3gg.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). è la più recente ed è una l.A. pretore. .(in personam vale il termine oportere). Iudicis Arbitrive Postulationem .A. ed erano a libera valutazione del giudice . anche con mezzi coercitivi. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto.a. Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio . . 2) L. -. regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. console. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.> vendita trans Tiberim o uccisione. -. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione.vedi rei vindicatio a difesa della proprietà . C. Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. ha un rito più agile. funerale. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a.il cui onere era per entrambi.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). In ius vocatio: atto totalmente privato.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia..da cui deriva la formula .peroratio: argomenti e prove . vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l.00 e poi la parte assente perdeva la causa. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). si attendeva fino a le 12.Comperendinatio: dopodomani . e 2 di ESECUZIONE: 1) L. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo). e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem).cap .A.sentenza: sempre in denaro. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 . a rischio. Aveva però dei limiti: abitazione. fu introdotta dalle XII Tavole. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula.A.a.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) . l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore. per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. 3) L. grazie all’intimidazione dell’attore. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium.per crediti derivanti da stipulatio. tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . matrimonio. e comunque sempre fruibile solo dai cittadini. a comparire entro 30 gg.(al pomeriggio) .

C.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto . ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: .) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio.C. 2. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. La Lex Valia (III° sec. A secondo della intentio poteva essere certa o incerta.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. era scritta prima che la formula avesse inizio. -. Può essere certa e incerta1. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE.B. dare un garante (vindex o vadimonium). EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). processo di esecuzione della manus iniectio). scritta in dialetto osco. N. actio in factum > condanna pecuniaria. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO. anche non in iure. 26 .NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ).Viene abolito dai figli di Costantino nel 342.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + .diritti di credito. e dalla Lex Aebutia (metà II sec a.A. se non avesse fatto nessuna delle due. in assenza dell’avversario. Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. Il convenuto poteva seguire l’attore. 2) L. è sempre una somma di denaro. actio finium regundorum). CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) .: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto. A. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. -. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. non in tribunale. o.

nei iudicia quae imperio continentur.successore universale del debitore -). causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. nossali. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). 27 . il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico. doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire. -. ma dirette al risarcimento del danno) . molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem.sentenza: che doveva. vietare. essere pronunciata entro 18 mesi. 3) actiones civiles e honorariae. All’ultimo minuto. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. cumulative. prima della sentenza.es. era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. loco (luogo diverso dal convenuto).2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. formula di rescissione actio Publiciana §121). .actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. Non c’è appello. e infine il giudice pronuncia la sentenza. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. o b) formulae ficticiae . se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -. almeno nei iudicia legitima. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). . aveva una duplice funzione. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Si doveva pagare entro 30 giorni.sono intrasmissibili. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)).con cui si dava notizia della procedura in corso .>dopo 30\15 gg.litis contestatio: fulcro della procedura.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime.

crollo dell’impero d’Occidente). b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. solo in età giustinianea). -. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. Doppio grado di giudizio con Giustiniano. 5) praesumptiones (deduzione. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. ma l’origine è con Augusto. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza.C. prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali.C. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza.-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum.C. litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto).Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. --Impugnazione della sentenza. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. Il processo contumaciale. fino a Giustiniano. Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO. 3) confessione. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). (476 d. fine fase istruttoria . Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . apre la fase esecutiva). (ove risalgono gli effetti conservativi della lite). obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi. 2) deposizione dei testimoni. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . . 4) giuramento. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . La sentenza di appello era di norma ancora appellabile. con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. 28 . e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza.al 565 d. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio).

I diritti reali.C. Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . I confini. spese giudiziarie. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. PROCEDIMENTI SPECIALI . § 114 . Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. Regime . Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. o bonaria. che per la proprietà pretoria . § 113 . Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. secondo lo ius civile. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. -----------------------------------------( pag. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. B) summatim cognoscere. diritti reali possesso . hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). se subivano variazioni. La proprietà . interessi. servitù -vindicationes servitutis -. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. ) e di garanzia (pegno.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. etc. e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. Limitazioni legali . “sino alle stelle e sino agli inferi“.vindicatio usus ususfructus -. C) episcopalis audientia. Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. §112 . Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). occorreva una rapida decisione. . Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . Il dominium ex iure Quiritium .299 -----------------------------------------------------------§111 . (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. costruire oltre ad una certa altezza in città. ipoteca). poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. divenne semplicemente dominium. e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). A) procedura per rescriptum principis.

C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . § 116 . che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui.). mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). e litis aestimatio.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem.e con la bilancia. o iuris gentium (naturalis): occupazione. (N. in iure cessio. accessione. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. adiudicatio. fu detta prima mancipium. Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari .o bronzo . Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. traditio. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. specificazione.B. usucapio. era un dei gesta per aes et libram. complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite).1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. per vindicationem. traditio . b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. § 115 . uno degli atti che si compivano con il rame . Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. mentre cautio è un rimedio pretorio). 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . specificazione. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. Actio è ius civile. I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. in iure cessio. commistione di denaro. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. etc.

Il dominium ex iure Quiritium: perdita. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio.certe verba . il legato fosse divenuto efficace. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. dunque. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. vi troviamo un cedente e un cessionario). E) Nella litis aestimatio del processo formulare.. gli schiavi . ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. I titoli erano tanti ma definiti.. o.. b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. (res habilis. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). 340\1 § 119 .). con la derelictio (abbandono). ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. fruibile anche dai non cittadini). A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. pro solto).pronunzia di parole determinate . e consisteva nella semplice consegna di una cosa. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. passaggio del dominio ad altri. fides.il libripens . a volte. e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. Era fruibile anche da non cittadini. b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. possessio. § 118 . possessio. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. pro donato. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. fides. tempus. C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa. dal peso del metallo. per le altre era ancora necessaria la traditio). Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. Vedi libro pag. Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). requisito soggettivo. B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). titulus . giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. tempus. morto il testatore. con cui si assegnavano una o più res. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . corporale. 31 . ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario.

ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. appunto. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). in alternativa. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta. litis aestimatio. § 121 . e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. Actio Publiciana e proprietà pretoria . L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. o giustinianeo. A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica.C. condicio ex causa furtiva. 32 . Per essa. i soli che potessero usucapire. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. come se fosse stato proprietario. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). con l’actio Publiciana (metà I sec. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. la finzione vale solo per il decorso dei termini. annuale o biennale. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. ove i processi non sono più 2. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. al dominus possessore contro gli autori di turbative. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. § 122 . ( pag. era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. col decorso del termine. a differenza della rivendica. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. Proprietà peregrina e proprietà provinciale. actio e cautio damni infecti. per tale ipotesi. a. Visto ciò. Il pretore. concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. actio aquae pluviae arcendae. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). il pretore provvedette. successivamente. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. di conseguenza.§ 120. Accertata la verità dell’actor. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario.). che proprietario non era. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. nelle formule.

C. in particolare ai fundi in provinciali solo. dunque. con la formula petitoria. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. come le azioni e i negozi giuridici. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti. con Caracalla. a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. è sempre un non fare mai un fare. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. 354\5 ) § 123 . b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. § 124 . sempre indivisibili. Certe decisioni vengono prese a maggioranza.. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. (. o anche tra estranei per altri motivi.C. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. è un diritto reale su cosa altrui. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). La comproprietà.a) L’espressione proprietà peregrina.pag. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili.. infine di servitutes (res incorporales). La servitù. La servitù. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. e mai una categoria unitaria. 33 .. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. c) Tipicità: le servitù furono tipiche. §125.

§ 126 . cadesse in indigenza. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). alla morte del marito. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. che però si compiva in 10 anni. B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. con il limite di non alterarne la destinazione. di percepirne i frutti. rinuncia. adiudicatio. e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore .e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. mediante pactio). D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. costituiva servitù tra di essi. scadenza del termine finale . L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. più tardi. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. e la preoccupazione che la donna. era indivisibile. fruttifera. rinunzia (con la in iure cessio e poi. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. non usus e longi temporis praescriptio. in iure cessio. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. non usus (il mancato uso di una servitù). erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. consolidazione (= confusione). pactio et stipulatio. mutatio rei. --Si costituiva mediante legato per vindicationem. (vedi servitù). i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui.o immobile. inconsumabile. contro la impossibilità della moglie di fare testamento.il gregge . --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù.376\377). 34 . 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. L’usufrutto e i diritti affini. longi temporis prescriptio. perimento della cosa. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. res corporales. denaro). ma a favore di persone determinate). similmente alla servitù (mai per traditio).

-. 388\9-390).C.pag.C. (Diritti reali di garanzia) -. b) perimento della cosa. C) Enfiteusi. era in factum e in rem.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali.Era proprio dello ius civile.C. d) rinuncia. enfiteusi. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. c) confusione. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che.C. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. Superficies. A) Superficies . In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a.. ma godeva di ampi poteri. (. in buona fede.. ius in agro vectigali. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato.E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. ben più importante delle precedenti. Pegno e ipoteca. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. che erano a difesa del possesso. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. con azione in factum di natura reale. Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. La difesa giudiziale era data da uti possidenti. Dal II secolo a. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua). servivano come garanzia per il pagamento del canone. cioè. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a.. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. utrubi e unde vi. per confusione. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. f) come conseguenza della lex commissoria. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. § 128 . Successivamente venne introdotta l’actio Serviana. e fu esteso alle terre di proprietà privata. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. quelli. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata). concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. esperibile per il recupero del possesso. § 127 .

b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. 1) no. --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. in modo non violento). (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. c) Actio Serviana (51 a. Non basta possedere per vincere una lite. -. non clandestino. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. (non basta la detenzione) es. così i possessori aumentano. dal console Rufo. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. Es. le azioni possessorie. ma non rispetto al derubato e 36 .a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. Corpus possesionis e animus dominus.: il ladro può possedere anche se in mala fede. era necessario possedere senza vizi. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione. ossia in modo non violento. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) .: tutelava il ladro rispetto ai terzi.C. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. o vindicatio pignoris. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. undevi. possessio. Al possessore spettano: i frutti. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. possessio > materiale disponibilità della cosa. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. l’acquisto della cosa con il passare del tempo. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. Tutelava il possessore. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. e il loro potere sugli stessi. bisogna possedere senza vizi. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. ossia tenere la cosa come propria. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. non per concessione precaria. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata).. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. C) Utrubi (cose mobili). verso la fine dell’età arcaica.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. Il possesso non viziato possesso iusta .C. Il possesso. Es.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. § 129 . si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno.

ma non tenevano il bene uti domini. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). non a quello ingiusto. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). Era dato anche al possessor iniustus. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . e verrà tutelato solamente il possessore attuale. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. Era unilaterale. o si vende la cosa. dei creditori pignoratizi. es. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona.agiva anch’esso per recupero. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. e viceversa. sempre coincide con l’animus dei sequestratori. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. -. non il suo eventuale ius. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. comodatari. occupatio. e)CORPUS e ANIMUS. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. che avevano animus possiendi. dei precaristi. Si possedeva la res. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. coloni. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente.: i servi. usufruttuari. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. così che poteva riguardare solo res corporales. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. i filiifamilias. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. adprehensio. in propio nomine. 37 . Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. depositari. inquilini.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. es. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. oppure per es: il possessore di un fondo che. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). una volta uscito. Era data anch’essa al possessore giusto. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto.

ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. a tutela dell’usufruttuario. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. de rivis. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . solo per comodità espositiva. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. de cloacis. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . esperibile per il recupero del possesso . nel diritto classico .: interdetti da itinere actuque privato. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. 3) Agere per formulam petitoriam . servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano.Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . diventa : actio confessoria . b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. 2) Agere in rem per sponsionem . h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. contro il vicino. Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. ES.

a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. Rapporti non sanzionati da actiones. 39 . Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. 415 Marrone ) § 130 Il concetto . § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio.).c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. § 131 La genesi e la storia . quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili). secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. Oportere era un termine ius civile. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. Con Giustiniano a) e b) vengono unite. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito).).c. come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. Def. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima.C. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio.

3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). se ne può scegliere una. obbligazione di cose fungibili. Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore.§ 134 La prestazione: contenuti. § 140 I contratti . § 137 Inadempimento e responsabilità. ciascuno 40 . § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. quasi delitto. negotiorum gestium.2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. la sua posizione si aggravava. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). legato). conventio. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. tutela. Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). I contratti tipici erano un numero definito. § 139 Le fonti delle obbligazioni . Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). generiche e specifiche. anche se l’avesse consegnata in tempo. con ovvia facoltà di scelta. delitto. quasi contratto (variae causarum figurae). possibile (pena nullità). b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. § 138 La mora. Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. lecita (pena nullità). ciascuno con proprio regime giuridico. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. § 135 La prestazione: requisiti. alternative.

etc. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione.sanzionato da proprie actiones. Era in simplum o in duplum. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario.. b) actio pigneraticia in rem. conventio pignoris (sine datione). imperfetto. con cui una parte (mutuante). frumento. (prestito ad uso gratuito). Si costituiva con la datio del mutuante. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. Il depositario acquista solo la detenzione. (gratuito) Il deposito è un contratto reale. che poi perse. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. non l’uso. Il comodante. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. Vi fu poi una actio directa. consegna ad un’altra. eventualmente solo quello diverso. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. Il comodato è un contratto reale bilaterale. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. § 142 I contratti reali: il deposito. Il pegno è un contratto reale. e non doveva per l’uso alcun compenso. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. § 144 I contratti reali: il pegno. ha caratteristiche penali. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. una somma di denaro o altre cose fungibili. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. Non si pagano interessi (usurae). o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. ossia senza demostratio. sementi. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. (olio. bilaterale. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. 41 . e una volta estinto il debito. § 141 I contratti reali: il mutuo . bilaterale. unilaterale. consegna al comodatario una o più cose mobili. § 143 I contratti reali : il comodato. (mutuatario). Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. gratuito.. Il mutuo è un contratto reale. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . imperfetto. sarà tenuto alla restituzione. più limitato che fosse stato convenuto . imperfetto. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. E’ un’obbligazione di genere. altro. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. è un’actio directa. e negozio causale.

§ 62 La in iure cessio (pag. di fronte al suo diniego o silenzio. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. La Mancipatio (pag. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). adottato prima dell’età repubblicana. 42 . per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. il libripens. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. reipersecutoria e infamante. per la cessione della tutela mulieris. pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. per il riacquisto di proprietà e possesso. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. è la più antica fonte di obbligazioni). per il deposito e il pegno. Si tratta di un negozio fiduciario. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). La stipulatio. per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario.133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. il cui consenso poteva essere espresso verbis. a determinate condizioni per la cessione di eredità. Le parti erano il cedente e il cessionario. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. § 146 I contratti verbali . con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). tenendo lo schiavo.138 Marrone: negozi giuridici formali. § 61.§ 145 La fiducia . che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . per costituire servitù rustiche. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. prounciava la formula vindicatoria. oppure. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a).

Fu lo strumento per realizzare la novazione. Avevano luogo in uno eloquente. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . specificando. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. ma scompare. Chirographa . oppure. ove la formula era modellata sulla demostratio. che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. non si usò più. E’ un genere proprio dei peregrini. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . Era un contratto unilaterale. gli prometteva una prestazione . Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. occorreva la scriptura. DEF. si esigeva una unitas actu. § 147 I contratti letterali . Nel terzo sec. Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). Gaio li classificò nei contratti. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare).E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole). b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . Era necessaria la contemporanea presenza delle parti.Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti.Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro. § 148 I contratti consensuali: la compravendita. 43 .

ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . La locazione è un contratto consensuale. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. e che in essa . non del contratto in sé. b) actio de modo agri: analoga alla a). L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. sia inter vivos che mortis causa. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. Vi erano anche altre azioni più specifiche. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. No alle res extra commercium. § 149 i contratti consensuali : la locazione. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. Il locatore è il lavoratore. Si all’eredità. bilaterale. avesse precisato l’estensione del fondo . b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . il rammendatore e oggi l’appalto). con l’esplicita previsione di un corrispettivo. Doveva essere un iustum pretium . mobili e immobili. per cui.> actio auctoritatis (in duplum). Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. per litteras. il conduttore è il datore di lavoro. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza.Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . per nuntius. Evizione. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. si restituisce al locatore (es. il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. ossia il versamento del denaro in contante. § 150 I contratti consensuali : la società . Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. 44 . Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. sia a titolo oneroso. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. sia a titolo gratuito. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere.

per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. (do ut des).Arricchimento ingiustificato . Comportava infamia. sia tacito che espresso. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. Transazione .. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). comportava infamia. La società era un singolo contratto consensuale. la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . non contrari a legge. il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. actio praescriptis verbis). avendo ricevuto una cosa. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale.2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. E’ un negozio iuris gentium . Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole .. e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. con exceptio pacti conventi . Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. § 154 Obligationes quasi ex contractu . era tenuto a darne un’altra. Estremi della negotiorum gestio:. actio praescriptis verbis). L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. Altre obbligazioni non da atto illecito.compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . imperfetto. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . comportava infamia. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. § 151 I contratti consensuali : il mandato . a ) Negotiorum gestio . conclusi senza dolo.. facias ut des. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici .volontà di gestire negozio altrui. facias ut facias. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo .utilità della gestione intrapresa. ossia.assenza di un mandato. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. Il mandato è un contratto bilaterale. do ut facias. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . 45 .

SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. penale e infamante. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . Rufo distinse: a) Furtum manifestum. b) Furtum nec manifestum.-triplum : a titolo di pena. comodatari e possessori in buona fede. con conseguente: actio furti nec manifesti. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno. rapina. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. damnum in iuria datum. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. Azione di ripetizione. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. iniuria. tramite le quali. per i classici. § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . I delitti sono: furto. azione penale. In età medioevale.-simplum: valore delle cose asportate. no alle azioni penali. L’actio bonorum era. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). con conseguente: actio furti manifesti. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. b) actiones utiles. per simplum dopo. Per il membrum ruptum la pena era 46 . Le parti dovevano essere incoscienti. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. in danno di altre persone. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore).b) Solutio indebiti.

2) compensazione volontaria . caupones. L’actio de pauperie . decorso del tempo. e non riguardava comportamento volontari . 47 . capitis diminutio. confusio. § 161 Obligationes quasi ex delicto . Sostituzione di obbligazione con un’altra. morte. 3) compensazione legale . sentenza. L’adempimento. actio in factum). effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. Era un’azione nossale.potuto provocare danni ai passanti. abrogatio e conventio in manu. erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . trasferendone all’attore la proprietà. Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. ma non penale. acceptilatio. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . impossibilità sopravvenuta. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . e soprattutto le Actio de pauperie. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . Novazione e litis contestatio . stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. Contrarius consensu e recesso unilaterale. positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . concursus causarum. La transazione. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . § 160 Altri illeciti extracontrattuali . § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . actiones adversus nautas. § 162 Estinzione delle obbligazioni. Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. actio in factum). pactum de non petendo. L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa .il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . azioni pretorie. stazioni per il cambio dei cavalli.solo il pericolo . Nel diritto romano: solutio per aes et libram. actio in factum). actio in factum).(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. locande.

C. e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. Con Costantino la donazione (323 d . Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. la consegna della cosa in presenza di vicini. Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio).C. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. la registrazione presso un pubblico ufficio. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. La lex Cincia. § 172 Le donazioni tra coniugi. c) Mandato di credito. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. Si esige forma scritta. La Lex Cincia non viene ripristinata.A Roma. beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. § 173 La donatio mortis causa . Il divieto comporta la nullità dell’atto. fidepromissio. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. § 169 Gli atti in frode dei creditori . vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). fideiussio. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. Sponsio. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. 48 . conventio in manu). in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio).

il ritrasferimento di quanto donato. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. o. legatari e figli. b) per la successione testamentaria. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. La delazione è intrasmissibile agli eredi . TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). 49 . con la conditio. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. Essi potevano accettare l’eredità. Fu abolita da Giustiniano. Essi sono detti anche heredes extranei. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. sui iuris. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. Sono gli agnati dell’ereditando. Es. Il donante. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. senza bisogno di rinunciare. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. cittadini romani. Cadde in desuetudine in età post classica. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. avrebbe potuto pretendere. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. i rei di adulterio. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. Ne sono esclusi i postumi. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. in difetto. Essi diventavano eredi automaticamente. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. Fu abolita da Giustiniano. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. una volta guarito. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem.

(p. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. crediti. 50 . un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. Si proseguiva con la proscriptio. nipote rispetto al suocero. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. che aveva una funzione di custodia e conservazione. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. coemptio (modo più comune). e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. e iure praetorio (bonorum venditio). l’acquirente era chiamato bonorum emptor. la donna. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). o comunque della potestas. sia attive che passive.616 marrone). Conventium in manum: tramite la quale.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. usus (convivenza per un anno). HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . presiedute da un pontifex. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. le donne erano escluse dai comizi. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. si procedeva alla bonorum venditio. mentre i debiti di lei si estinguevano. e quindi acquistava in blocco tutto. ius sepolcri. sorella rispetto ai suoi stessi figli. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . dall’ultima età repubblicana. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. entrava a fare parte della famiglia del marito. Venne nominata universitas. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. salva. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). Potevano così subentrare i creditori. debiti. Comprende: proprietà. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). che interrogava i 2 soggetti. sacra familia. Il titolare della manus. tutela. per l’intero o per quota. curatela. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. Si tratta di una legge comiziale. Essa poteva riguardare. sia filiae familias. sia donne sui iuris. Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. Si iniziava con la missio in bona. NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore.

Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. Sono eredi volontari. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. in ultima età repubblicana. moglie del defunto con conventium in manum. figli emancipati. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). Erano i parenti di sangue. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. che da alieni iuris diventano sui iuris. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. 51 . postumi sui non ancora nati. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. adottivi). Non erano eredi necessari.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. L’ereditando doveva essere di sesso maschile. sia in linea maschile che femminile. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. Era ammessa la successio graduum. madre e figli erano di secondo grado. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. non in iure civili. In età repubblicana avanzata. Essi sono: figli in potestate (maschi. 100 giorni per tutti gli altri). dove gli eredi sono tutti volontari. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. figli in adozione. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). Tra cognati di uguale grado. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. femmine. ma già concepiti. non oltre il sesto grado. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle.

Le figure di heredes e bonorum possessor. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . personalissimo. 52 .l’attribuzione aveva luogo per capita. soltanto orale. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. che poteva essere: totale. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. se completamente orale. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. revocabile. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. Il testamento: atto unilaterale. mortis causa. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. L’istituzione di erede non poteva mancare. dove era uso redigere le volontà testamentarie. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. anche se distinte. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. Si procedeva solo a istituzione di erede. COSTANTINO: con Costantino. di rinvio. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). essa di norma prevaleva su quella ab intestato. no ai riti). i sigilli e firme di 5 testimoni. pena la nullità. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. La donna doveva essere ius liberorum. Erano preferiti: i figli del defunto. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace.

Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse.C. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. Eredi di primo e secondo grado. ex testamento. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. infine venivano apposti i sigilli. questo principio subì poche deroghe. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. cancellare e distruggere il documento. per il mancato acquisto. più eredi testamentari. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. naturale. non godeva del beneficium abstinendi. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. unico erede per intero. Il testamento può subire: --Invalidità. X I iure civili. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. così che. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. ecco perché non valeva nulla designare. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. Manomissione. solo eccezionalmente parziale. questa regola perde valore con Giustiniano. In pratica è una doppia istituzione di erede. o la bonorum possessio. heres ex quota. servo istituito erede cum libertate. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. La sostituzione prevale sull’accrescimento. e mantenuta nel Corpus Iuris. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. Era solitamente totale. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. Nomina di tutore. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. --Revoca. --Inefficacia. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. 53 . era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. quello di secondo è il substituto. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. questa regola fu attenuata in età classica.

il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. vindicatio usus fructus . modi. La revoca poteva essere tacita o esplicita. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. codicillo. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. I giuristi classici e. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. dove il sostituto acquistava dopo. anche solo con gesto di assenso. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. per sua morte. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . attribuiva. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. termini. (età repubblicana). per scadenza di un termine. costitutivo di usufrutto. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. per avveramento di una condizione. Essa è disposta per testamento. si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. possesso ad usucapionem (res mancipi ). in fine. Aveva efficacia obbligatoria. Oggetto. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. greca. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . (non al posto) la persona indicata per prima. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. sottraendoli agli eredi. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. costitutivo di servitù.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede.vindicatio servitutis . 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. oralmente. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . Sostituzione fedecommissoria. Era: traslativo di proprietà. rimettendosi solo alla sua fides. o altra. la lingua adoperata poteva essere latina. Sostituzioni. il legato non 54 . Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa.

la causa dell’invalidità fosse cessata. che ritardava ad accettare. Con la tutoris datio. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. Il legato. Possono contenere solo fedecommessi.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. prescindono dall’esistenza del testamento. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. o. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. impuberis o mulieris. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). I CODICILLI Sono documenti scritti. (figlio o figlia). A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. tra i figli emancipati e i sui. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). il testatore nominava un tutore. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. poteva essere revocato. Era negata la convalida del legato nullo. spesso sotto forma di epistula. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . Seguono le sorti del testamento.

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