__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex.C. dixit). tra cui quello che nel 212 d. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. atti processuali). i papiri. inserì solo: furto. con l’istituzione della monarchia assoluta.C. Il sovrano. b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. rapina. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. Venivano fatte dalla pianta di papiro. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. e vari furono ritrovati. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . manuale elementare diviso in 4 libri. norme sull’ import-export. iniuria. 6 . da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. norme sul credito e vendita a credito ) . risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata. damnum iniuriam datum. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). § Forme delle constitutiones principum. res (II° e III° libro). § I papiri. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . locazione).): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. ma più solenni. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d.C.C. Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati.. § Le opere della giurisprudenza classica. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. istruzioni dell’imperatore. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio.. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. § I documenti della prassi giuridica.. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia.

d) Scholia Sinaitica . raccolta imponente di jura. § I jura. quella che gli è preferibile. l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). stanno tra il rescritto e leges generales. Def: Comportamento costante. con la prima parola. L’efficacia della consuetudine. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). con la facoltà. a) Fragmenta Vaticana . In caso di contrasto di opinione. e in mancanza di questa. a) Pauli Sententiae . se paritetica quella di Papiniano. Sabino. di rifiutarla). § Antitesi leges-jura . Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. pari a quella della legge. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . confronta il diritto mosaico con quello romano . cost. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. delle opere già di per sé elementari. Paolo. § La consuetudine . Giuliano e Marcello. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. Tanta. mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. però. soprattutto da Costantino nel 321. convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. 7 . L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata.+jura. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. operetta elementare c) Epitome Gai . fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis).(opere della giurisprudenza precedente). mantenuta da Giustiniano nel primo codice. Basti pensare al Digesto di Giustiniano. Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. e addirittura. annotazioni ai libri di Ulpiano . Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. ad Onorio l’Occidente). Venne vietato. Modestino Gaio. Scevola. Ulpiano. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. è ribadita nel Digesto. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio .

§ Collezioni miste di leges e jura .. Giustiniano sale al trono nel 527 d. Le prime raccolte di leges furono private. § Le leggi romano-barbariche . § La compilazione giustinianea. Le Institutiones.C. presso il senato di Roma.+jura. Il Digesto.Adriano 130 d. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti..C. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. d) Scholia Sinaitica .C. mai a noi pervenute). -. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. richiedeva un aggiornamento. e Hermogenianus 293 d.C. segue l’ordine dell’editto perpetuo.). a) Pauli Sententiae. d. ed è la più importante delle leggi romane dei barbari .b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. . nel IV eV sec. rescritti imperiali di diritto privato. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso. § Collezioni di jura . riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. non ci è pervenuto. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). a) Fragmenta Vaticana . b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . integrazione al Gregorio. La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica.C. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. .C. operetta elementare c) Epitome Gai.C. annotazioni ai libri di Ulpiano. Nel V e VI sec.) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato.. e qui venne approvata per esclamazione. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea.C. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani. Il codex repetitae praelectionis. cost. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). si fecero delle raccolte. b) FONTI DI COGNIZIONE. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 .La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . 15 libri. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. confronta il diritto mosaico con quello romano.

ha + diritto privato. di un rapporto giuridico. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. In 12 libri diviso in vari titoli. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . actiones. La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. prevalgono i rescritti. 9 . a) Collezione greca di 168 Novelle (578). Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro.personae. status civitatis. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. status familiae. § Il codes repetitae praelectionis.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. b) Authenticum (533). mentre la capacità di agire.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. res. (Persone. e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). è l’unico a noi pervenuto. Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. non possono mai averla gli schiavi. § Le novelle di Giustiniano .

occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. il che significava fare onore agli impegni assunti. servi vicari. e il figlio della schiava è un frutto.C.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). Inoltre. purché a titolo oneroso. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. a. nel caso anche altri schiavi. si diventa schiavi per captivitas . Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. Status libertatis > il possesso di tale status. ma si ammise presto che i servi potessero. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. e persino immobili. il dominus risponde per i loro obblighi. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. diventano liberi gli schiavi liberati .C. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta.) 10 . La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). patria potestas o manus. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. ma una Lex Cornelia dell’81 a. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. Proprietario del peculio restava il dominus. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). mancipium.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. ma le obbligazioni sono naturali). la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). cioè essere uomo libero. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. cioè per prigionia di guerra. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. così che.

La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d.. Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso.La dote ( dos ) ( pag. volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche). Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. civitatis B2.status (libertatis B1. 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. B2) Status civitatis. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus.Presupposti della capacità giuridica sono: A . Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). B1) Status libertatis. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. vendita trans Tiberium. . lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). per editto pretorio. per revocatio in servitutem). condanna a morte o lavori forzati perpetui. e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre.C. 221 del Marrone ) 11 .esistenza B . come la delazione. per atto dello stato). E’ una manomissione di fatto . Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. Proculeiani (vagito). manomettesse uno schiavo del disponente. Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. B3) Status familiae. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. consegna ad altro stato. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. Una volta liberato. E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. per vendita del proprio figlio. del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. livellandoli come sudditi.

ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . senza il quale si aveva concubinato). Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . mitigato più tardi. promissio . .Il matrimonio . ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico. 2) l’età pubere (capacità di generare). . o per morte . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . dictio ( che poi scompare ) . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. B) Da età postclassica . mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima.Il matrimonio : scioglimento .A) Sino alla fine dell’età classica.Il matrimonio : struttura ed effetti. La moglie adultera poteva essere uccisa. e se filifamilias.Gli sponsali . Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. premesse . Era monogamico. Non richiedeva alcun rito per la costituzione. Vietate erano le donazioni tra cognugi. Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). dei genitori).Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . senza formalità . 12 .Beni parafernali e donazioni propter nuptias . Scompare la dotis dictio . attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). Conferimento di uno o più diritti al marito. Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. E’ istituto di diritto romano arcaico. si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. . . 3) il consenso ( escluso per i pazzi. I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . . . unico requisito era la convivenza.

. media (perdita della cittadinanza). incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . La tutela può essere testamentaria.La tutela muliebre . Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio. per guerra). minima(perdita dello status familiae). la condizione di liberato. Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo.. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano.La tutela degli impuberi . secondo l’editto pretorio. La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela.C.Presupposti della capacità di agire . che poteva essere: maxima (schiavitù. sesso (donne). l’infamia (i condannati nell’actio doli. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. contrarre matrimonio.La cura dei furiosi e dei prodighi. e in mancanza di questi.(solo amministrazione del patrimonio). rappresentanza indiretta prima.. Il prodigo. legittima (già nelle XII Tavole). vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. ed era dunque impossibile per il sordo). etc. . Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). Limitano la capacità giuridica: il sesso.( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) .La cura dei minori di 25 anni . Vedi libro pag. ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. Giustiniano allarga le possibilità di infamia).Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . . non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). 14 o concreta /uomini). 47\48\49 13 . a causa dell’età. . Tolgono o limitano la capacità di agire: età. I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). Non si aveva la cura testamentaria. o nell’actio pro socio. che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio).Condizioni limitatrici della capacità di agire. . il magistrato nominava un curatore. ad es.Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . la condizione di colono. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. diretta poi). . o ai gentili.I pazzi venivano dati in curatela agli agnati. ma non poteva testare. . legittima. la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). a differenza del furioso . la confessione religiosa.

C. gli schiavi. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. . Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus.. denaro . i boschi sacri). La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. al contrario della parte. 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene).La persona giuridica. lo avesse raggirato. 14 . collettive (il gregge). è necessario perché la cosa possa dirsi completa.Cose e loro classificazioni . il passaggio. come i rustici.E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a. con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che.) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). etc.< (GAIO) >. la casa. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio. etc. suscettibili di umana signoria). non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre).vedi pag 51\52\53 . i cavalli. Cap. res sanctae (porte e mura della città). res religiose (dedicate agli dei inferi. consumabili ed inconsumabili ..Scapini . Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. un’opera d’arte). le obbligazioni). 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno). E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima. .possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . come i sepolcri ).secondo ( pag 55 . divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso).. usufrutto. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). . sociale).. e res publicae. semplici (uno schiavo).Parti ed elementi accessori di una cosa. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio). complesse (una nave). che però sono tali se rispondono a certi requisiti. non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. nel concludere affari con un minore di 25 anni. Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo.

. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. separati. o trasformazione). utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa).: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -. modificazione. 15 . modificarsi. B) Effettiva nascita. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap. Possono essere: pendenti. modificazione. consumati (anche in senso giuridico con alienazione. Cap. d’agire). esistenti. il latte). voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa).giu . Es . SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. percipiendi. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa).terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag. precetti. la lana.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. i prodotti dell’albero da frutta. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici.cap.

3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri.Il termine importa decadenza. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. costitutiva. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. prescrizione. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno.-. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. persona giuridica. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. se bilaterale. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. espressa o tacita). Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. responsabilità adiettizia. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. essenziale o ad solemnitatem. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. -. contratto a favore di terzi). b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. è 16 . era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico.

) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore.usato oggi. in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). C) facio ut des.. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti.: tutore. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . indiretta: usata tra i romani. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. per es. comportamento o contegno . curatore del pazzo . e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). B) do ut facias. b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti.. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. buon costume. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti.

D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge.finale . Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). (apponibile ai soli negozi di liberalità). Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro.gli effetti del negozio). b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti.. Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. es. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!).G. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali. all'ordine pubblico e al buon costume.: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario.o alla quale si fanno cessare . Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede. Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio).il suddetto regolamento. potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti). per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . 18 .iniziale .

derelitio. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. mandato. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. pro herede gestio. UNILATERALE (testamento. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. acceptilatio. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. in iure cessio. in iure cessio. quindi . mutuo. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. vari contratti reali > mutuo. aditio hereditas. mancipati. di un solo soggetto. come nei negozi bilaterali. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. istituzione di erede. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. non contrapposte. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. deposito. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. locazione. mancipi. due atti organicamente fusi(traditio. e questa è sufficiente. DICHIARATIVI mancipatio. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. conduzione.

Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . manomissione. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. o negozi mortis causa. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. qui si distingue tra nullità . ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. la disposizione sarebbe nulla. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita.e annullabilità).lo ius civile conosceva solo questi . c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo. etc.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro.

Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. Il negozio non può produrre i suoi effetti. rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. oppure obbligazioni tra padre e figlio. demostrandi causa). b. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. quello dissimulato è 21 . -es. ad es. negozi compiuti da un infante. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. b) Mancata idoneità -es. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. incosciente. Gli effetti del negozio non vengono modificati. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. dell’oggetto del negozio -es. a) Mancata d’agire capacità -es. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. c.a. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . (capacità generica). 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. Simulazione parziale. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). c) Manca o è deficiente -es. pazzo. (capacità specifica). il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. ma non ne vogliono nessuno. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa.

Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). I vizi della volontà. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. ricordo che esso esclude la volontà. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. ma la vizia. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . in altri dipende dai casi. Non è rilevante l’error in nomine. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. il negozio non è sempre invalido.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. non avrebbe manifestato la sua accettazione. non è rilevante. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. Errore vizio: non esclude la volontà. Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. la nullità era l’inevitabile conseguenza. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. Sempre rilevante. qualora l’avesse conosciuta. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. Sempre rilevante. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali).3) Manifestazione voluta dall’agente. cade sull’identità del negozio da compiere. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. diversamente è invalido. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. valido. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. sia sulla designazione materiale che intellettuale. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria).

la minaccia deve concretarsi in fatti.Violenza morale. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). che non aveva dato esecuzione al negozio. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza.la minaccia è contraria al diritto . e in triplum contro l’autore della violenza. 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. eccezionalmente. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. La violenza è ritenuta rilevante quando: .il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . Non è infamante e non è sussidiaria. a sua insaputa. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. viene meno la causa invalidante. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. negozi compiuti dal pupillo). d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. così tramite il suo consenso. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. il metus. hanno compiuto un negozio a suo nome. quinto Atto illecito 1. Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus.rei vendicatio utilis-. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. con effetto retroattivo (convalescenza). essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). vi si ricollega la sanzione“. e dopo l’anno in simplum. cap . L’invalidità può sanarsi in più modi. era citata in giudizio per l’adempimento. 23 . ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. non usuale. completa il negozio altrimenti vizioso (es.

Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. manca qui il torto).207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte.WENGER). dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. consolidandosi la civitas. la volontarietà. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. cap . 4. considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. 3. colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. lata (omissione della più elementare attenzione). cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. In origine aveva carattere penale o repressivo. venne sottoposta a controllo. L’imputabilità può essere. ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. poi. chiaramente. ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. a norma del diritto vigente. La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. e dunque l’imputabilità. il diritto soggettivo presuppone l’actio. successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). 24 . A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). . per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es.: 191 . La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. 2. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). della materia e del valore. un evento (è la lesione). non subito).

(nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 .per crediti derivanti da stipulatio. . e comunque sempre fruibile solo dai cittadini.peroratio: argomenti e prove .sentenza: sempre in denaro. tutto con certa verba contravindicatio (defensio) .Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. sacramento.. Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio .A. funerale. pretore.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) .A. è la più recente ed è una l.cap . Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore.00 e poi la parte assente perdeva la causa.a.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg.il cui onere era per entrambi. 3) L. Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure. ed erano a libera valutazione del giudice . In ius vocatio: atto totalmente privato. (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia. a rischio. C.(in personam vale il termine oportere). .In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia.vedi rei vindicatio a difesa della proprietà .> mercato 3gg. a comparire entro 30 gg.> vendita trans Tiberim o uccisione. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto. matrimonio. Iudicis Arbitrive Postulationem . ha un rito più agile. e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem).(al pomeriggio) . e 2 di ESECUZIONE: 1) L. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium. Aveva però dei limiti: abitazione. -.a.da cui deriva la formula . si attendeva fino a le 12.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg. console. fu introdotta dalle XII Tavole.Comperendinatio: dopodomani .A. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo). l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto.A. poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l. -. 2) L. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione. grazie all’intimidazione dell’attore. anche con mezzi coercitivi.

e dalla Lex Aebutia (metà II sec a. Può essere certa e incerta1. N. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). 2) L. scritta in dialetto osco. è sempre una somma di denaro.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria.B. era scritta prima che la formula avesse inizio. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. non in tribunale. A. se non avesse fatto nessuna delle due.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. -.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. o.C. 2.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + .In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. dare un garante (vindex o vadimonium). A secondo della intentio poteva essere certa o incerta.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. actio in factum > condanna pecuniaria. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri.diritti di credito.A.C. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. La Lex Valia (III° sec.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto .: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice. EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo. actio finium regundorum). Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: .NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1. in assenza dell’avversario. processo di esecuzione della manus iniectio). -. per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. 26 . Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). anche non in iure. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO. Il convenuto poteva seguire l’attore. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es.

almeno nei iudicia legitima.sentenza: che doveva. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)). causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). 3) actiones civiles e honorariae. vietare. doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. All’ultimo minuto. e infine il giudice pronuncia la sentenza.litis contestatio: fulcro della procedura. o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire. -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. loco (luogo diverso dal convenuto). era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. Si doveva pagare entro 30 giorni. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . nei iudicia quae imperio continentur. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. .es. ma dirette al risarcimento del danno) . formula di rescissione actio Publiciana §121). essere pronunciata entro 18 mesi. 27 . prima della sentenza. -.actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. cumulative. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito.successore universale del debitore -). Non c’è appello. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. aveva una duplice funzione.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor .>dopo 30\15 gg. il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico.con cui si dava notizia della procedura in corso . o b) formulae ficticiae .sono intrasmissibili. 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. nossali. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). . 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -.

--Impugnazione della sentenza. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. . ma l’origine è con Augusto. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati).al 565 d. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO.C. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). (ove risalgono gli effetti conservativi della lite). apre la fase esecutiva). (476 d. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. Doppio grado di giudizio con Giustiniano. 28 . Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. fino a Giustiniano. Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. solo in età giustinianea).-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. 3) confessione. con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. 2) deposizione dei testimoni.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum.C. crollo dell’impero d’Occidente).Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). 4) giuramento. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili.C. La sentenza di appello era di norma ancora appellabile. fine fase istruttoria . Il processo contumaciale. e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. -. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. 5) praesumptiones (deduzione. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto.

Limitazioni legali . Con l’editto di Caracalla nel 212 d. C) episcopalis audientia. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). A) procedura per rescriptum principis. diritti reali possesso . Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. secondo lo ius civile. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. servitù -vindicationes servitutis -. Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. §112 . I confini. ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. ipoteca). “sino alle stelle e sino agli inferi“. costruire oltre ad una certa altezza in città.vindicatio usus ususfructus -. o bonaria. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. -----------------------------------------( pag. etc. § 114 . Regime . e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. Il dominium ex iure Quiritium . ) e di garanzia (pegno. B) summatim cognoscere. divenne semplicemente dominium. hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). La proprietà . Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . se subivano variazioni. § 113 . La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. I diritti reali. che per la proprietà pretoria . poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. occorreva una rapida decisione. . Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito).299 -----------------------------------------------------------§111 . Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana.C. Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. interessi. spese giudiziarie. e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . PROCEDIMENTI SPECIALI . Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero.

vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. (N. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . § 116 .B. Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. etc. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria.). Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. in iure cessio. commistione di denaro. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. usucapio. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. mentre cautio è un rimedio pretorio).o bronzo .e con la bilancia. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . traditio . e litis aestimatio. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . accessione. 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente.1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). per vindicationem. o iuris gentium (naturalis): occupazione. fu detta prima mancipium. Actio è ius civile. in iure cessio. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. specificazione. § 115 . adiudicatio. traditio.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. specificazione. era un dei gesta per aes et libram. uno degli atti che si compivano con il rame . complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario.

e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. 31 . e consisteva nella semplice consegna di una cosa.certe verba . ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. con la derelictio (abbandono). Era fruibile anche da non cittadini. corporale.pronunzia di parole determinate . f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. § 118 . a volte. vi troviamo un cedente e un cessionario). d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. fides.il libripens . Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. possessio. e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. fides. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. dal peso del metallo.. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. indicati solitamente con la particella pro (pro emptore... Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). titulus . Il dominium ex iure Quiritium: perdita. morto il testatore. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. per le altre era ancora necessaria la traditio). gli schiavi . anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. tempus. possessio. pro donato. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. I titoli erano tanti ma definiti. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. passaggio del dominio ad altri. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. con cui si assegnavano una o più res. Vedi libro pag.). tempus. o. dunque. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. fruibile anche dai non cittadini). D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. (res habilis. requisito soggettivo. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . 340\1 § 119 . b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. pro solto). il legato fosse divenuto efficace. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio.

litis aestimatio. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. i soli che potessero usucapire. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). actio aquae pluviae arcendae. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. che proprietario non era. al dominus possessore contro gli autori di turbative. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. 32 . Proprietà peregrina e proprietà provinciale. nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio.). annuale o biennale. o giustinianeo. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. come se fosse stato proprietario. in alternativa. § 122 . actio e cautio damni infecti. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). il pretore provvedette. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. Per essa. a differenza della rivendica. successivamente.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. Actio Publiciana e proprietà pretoria . ove i processi non sono più 2. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. appunto. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. di conseguenza. per tale ipotesi. a.§ 120. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. con l’actio Publiciana (metà I sec. nelle formule. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. Visto ciò. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. col decorso del termine. § 121 . La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). Accertata la verità dell’actor.C. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. Il pretore. condicio ex causa furtiva. ( pag. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. la finzione vale solo per il decorso dei termini. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta.

con la formula petitoria. è un diritto reale su cosa altrui. §125. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. sempre indivisibili. infine di servitutes (res incorporales). a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. 33 . d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi).. 354\5 ) § 123 . non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili. La comproprietà. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. e mai una categoria unitaria. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. La servitù. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. Certe decisioni vengono prese a maggioranza.a) L’espressione proprietà peregrina. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. c) Tipicità: le servitù furono tipiche. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. (. La servitù. § 124 .C.. Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti.. b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). come le azioni e i negozi giuridici. in particolare ai fundi in provinciali solo. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). dunque. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d.C. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. con Caracalla. o anche tra estranei per altri motivi.pag. è sempre un non fare mai un fare.

rinuncia. Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. fruttifera. 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. 34 . ma a favore di persone determinate). ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . più tardi. --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. costituiva servitù tra di essi. similmente alla servitù (mai per traditio). L’usufrutto e i diritti affini. perimento della cosa. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. non usus e longi temporis praescriptio. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. § 126 . 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. inconsumabile. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri.376\377). ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. denaro). Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. rinunzia (con la in iure cessio e poi. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. non usus (il mancato uso di una servitù). res corporales. e la preoccupazione che la donna. ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. in iure cessio. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). cadesse in indigenza. mediante pactio). --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). --Si costituiva mediante legato per vindicationem. longi temporis prescriptio. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario.il gregge . mutatio rei.o immobile. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. consolidazione (= confusione). di percepirne i frutti. con il limite di non alterarne la destinazione. era indivisibile. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. alla morte del marito. (vedi servitù). (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. adiudicatio. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. scadenza del termine finale .e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. pactio et stipulatio. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. che però si compiva in 10 anni. erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona.

E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. § 128 . era in factum e in rem. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. ius in agro vectigali. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. utrubi e unde vi. -. servivano come garanzia per il pagamento del canone. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. (.pag. in buona fede. b) perimento della cosa. cioè.C. Superficies. Pegno e ipoteca. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo.. enfiteusi. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua). La difesa giudiziale era data da uti possidenti.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). che erano a difesa del possesso. ben più importante delle precedenti.. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. ma godeva di ampi poteri. (Diritti reali di garanzia) -. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che..) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. per confusione. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. quelli. Dal II secolo a. § 127 . si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata). A) Superficies . c) confusione. C) Enfiteusi. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna.Era proprio dello ius civile. con azione in factum di natura reale. e fu esteso alle terre di proprietà privata. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva.I mezzi di tutela processuale sono: 35 .C. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni.C. esperibile per il recupero del possesso.C. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana. d) rinuncia. f) come conseguenza della lex commissoria. 388\9-390).

o vindicatio pignoris. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. Il possesso. ossia tenere la cosa come propria. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. Es. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. non per concessione precaria. in modo non violento).C. -. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. Es. così i possessori aumentano. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). Non basta possedere per vincere una lite. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. bisogna possedere senza vizi. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. (non basta la detenzione) es. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. non clandestino.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. Al possessore spettano: i frutti. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. 1) no. e il loro potere sugli stessi. § 129 . --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. verso la fine dell’età arcaica. Il possesso non viziato possesso iusta .: il ladro può possedere anche se in mala fede. c) Actio Serviana (51 a. possessio.. Tutelava il possessore. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. C) Utrubi (cose mobili). le azioni possessorie. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. possessio > materiale disponibilità della cosa. dal console Rufo. ma non rispetto al derubato e 36 . ossia in modo non violento.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. era necessario possedere senza vizi.: tutelava il ladro rispetto ai terzi.C. undevi.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. l’acquisto della cosa con il passare del tempo. Corpus possesionis e animus dominus.

Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire.agiva anch’esso per recupero. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. occupatio. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). dei creditori pignoratizi. oppure per es: il possessore di un fondo che. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“. non a quello ingiusto. coloni. comodatari. es. es. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. usufruttuari. ma non tenevano il bene uti domini. 37 . e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. in propio nomine.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. i filiifamilias. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). sempre coincide con l’animus dei sequestratori. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. o si vende la cosa. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. dei precaristi. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. e viceversa. una volta uscito. Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). Si possedeva la res. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. Era data anch’essa al possessore giusto. depositari. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. Era dato anche al possessor iniustus. che avevano animus possiendi. non il suo eventuale ius. così che poteva riguardare solo res corporales. inquilini. adprehensio. -.: i servi. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Era unilaterale. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. e)CORPUS e ANIMUS.

d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . ES. de rivis. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . diventa : actio confessoria .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. contro il vicino. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino.: interdetti da itinere actuque privato. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. solo per comodità espositiva. 2) Agere in rem per sponsionem . a tutela dell’usufruttuario. servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. de cloacis. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. esperibile per il recupero del possesso . PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. nel diritto classico . significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . 3) Agere per formulam petitoriam . USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione.

39 . Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. § 131 La genesi e la storia .). Rapporti non sanzionati da actiones. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio.C.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. Def. secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). 415 Marrone ) § 130 Il concetto . § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c.c. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito).). Oportere era un termine ius civile. ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili). a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. Con Giustiniano a) e b) vengono unite. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza.

tutela. § 139 Le fonti delle obbligazioni . Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). anche se l’avesse consegnata in tempo. negotiorum gestium. quasi contratto (variae causarum figurae). Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. generiche e specifiche. la sua posizione si aggravava. § 137 Inadempimento e responsabilità. § 138 La mora. conventio. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). con ovvia facoltà di scelta. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto.2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). possibile (pena nullità). § 140 I contratti . ciascuno con proprio regime giuridico. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. I contratti tipici erano un numero definito. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. delitto. Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). lecita (pena nullità).§ 134 La prestazione: contenuti. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. obbligazione di cose fungibili. se ne può scegliere una. comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore).3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. alternative. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. ciascuno 40 . quasi delitto. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. legato). § 135 La prestazione: requisiti. § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili.

In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. Non si pagano interessi (usurae). altro. bilaterale. 41 . § 143 I contratti reali : il comodato. conventio pignoris (sine datione). che poi perse. Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. Era in simplum o in duplum.sanzionato da proprie actiones. e negozio causale. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. e una volta estinto il debito. gratuito. (gratuito) Il deposito è un contratto reale. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. ha caratteristiche penali. b) actio pigneraticia in rem. unilaterale. § 144 I contratti reali: il pegno. eventualmente solo quello diverso. con cui una parte (mutuante). consegna al comodatario una o più cose mobili. ossia senza demostratio. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. etc. non l’uso. una somma di denaro o altre cose fungibili. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. (mutuatario). Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. Il mutuo è un contratto reale. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. consegna ad un’altra. bilaterale. imperfetto. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. E’ un’obbligazione di genere. § 142 I contratti reali: il deposito. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. Il pegno è un contratto reale. frumento. sementi. è un’actio directa. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. (prestito ad uso gratuito). Il depositario acquista solo la detenzione. Vi fu poi una actio directa. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. imperfetto.. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. sarà tenuto alla restituzione. e non doveva per l’uso alcun compenso. § 141 I contratti reali: il mutuo . ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. (olio. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere.. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. Il comodante. Si costituiva con la datio del mutuante. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. imperfetto. più limitato che fosse stato convenuto . Il comodato è un contratto reale bilaterale.

La Mancipatio (pag. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. § 61. prounciava la formula vindicatoria. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. adottato prima dell’età repubblicana. è la più antica fonte di obbligazioni). per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. Le parti erano il cedente e il cessionario. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario.138 Marrone: negozi giuridici formali. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). reipersecutoria e infamante. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). § 146 I contratti verbali . b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). tenendo lo schiavo. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. a determinate condizioni per la cessione di eredità. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . per costituire servitù rustiche. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). per la cessione della tutela mulieris. Si tratta di un negozio fiduciario. oppure. pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. § 62 La in iure cessio (pag.§ 145 La fiducia . per il riacquisto di proprietà e possesso. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. 42 . per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. il cui consenso poteva essere espresso verbis. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. La stipulatio. di fronte al suo diniego o silenzio. per il deposito e il pegno. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato.133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. il libripens. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo.

Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . si esigeva una unitas actu. Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). § 148 I contratti consensuali: la compravendita. Nel terzo sec. occorreva la scriptura. Gaio li classificò nei contratti. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res .Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. E’ un genere proprio dei peregrini. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). ove la formula era modellata sulla demostratio. gli prometteva una prestazione . Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. oppure. la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). Era un contratto unilaterale. Avevano luogo in uno eloquente. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole). Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . Fu lo strumento per realizzare la novazione. ma scompare. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. 43 .Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro. specificando. non si usò più. DEF. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. § 147 I contratti letterali . Chirographa . La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo.

il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. per litteras. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore .Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. per nuntius. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. Si all’eredità. § 149 i contratti consensuali : la locazione. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. avesse precisato l’estensione del fondo . Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. sia a titolo oneroso. mobili e immobili. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. b) actio de modo agri: analoga alla a). si restituisce al locatore (es. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. Evizione. 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. Doveva essere un iustum pretium . Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. sia inter vivos che mortis causa. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. non del contratto in sé. No alle res extra commercium. bilaterale. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. il rammendatore e oggi l’appalto). Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . per cui. e che in essa . 44 . con l’esplicita previsione di un corrispettivo. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. La locazione è un contratto consensuale. Vi erano anche altre azioni più specifiche. il conduttore è il datore di lavoro. ossia il versamento del denaro in contante. sia a titolo gratuito. Il locatore è il lavoratore. § 150 I contratti consensuali : la società .> actio auctoritatis (in duplum). b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere.

actio praescriptis verbis). ossia.. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo . sia tacito che espresso. comportava infamia. Comportava infamia. La società era un singolo contratto consensuale. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. § 151 I contratti consensuali : il mandato . a ) Negotiorum gestio .Arricchimento ingiustificato . avendo ricevuto una cosa. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . imperfetto. (do ut des). § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . facias ut facias. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati.compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . § 154 Obligationes quasi ex contractu . non contrari a legge. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. Il mandato è un contratto bilaterale. e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato.. Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. E’ un negozio iuris gentium . conclusi senza dolo. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso.utilità della gestione intrapresa. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. Altre obbligazioni non da atto illecito. il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici . facias ut des. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. Transazione . Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. do ut facias. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. 45 .assenza di un mandato. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. Estremi della negotiorum gestio:. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). era tenuto a darne un’altra.. con exceptio pacti conventi . actio praescriptis verbis). comportava infamia.2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere .volontà di gestire negozio altrui. per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des.

§ 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore).-simplum: valore delle cose asportate. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. rapina. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). Azione di ripetizione. In età medioevale. L’actio bonorum era. azione penale. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. comodatari e possessori in buona fede. I delitti sono: furto. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. no alle azioni penali. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. b) Furtum nec manifestum. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato.-triplum : a titolo di pena. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . damnum in iuria datum. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . Le parti dovevano essere incoscienti. con conseguente: actio furti manifesti. tramite le quali. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. penale e infamante. per i classici. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. in danno di altre persone. Per il membrum ruptum la pena era 46 . iniuria. con conseguente: actio furti nec manifesti.b) Solutio indebiti. articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. per simplum dopo. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. b) actiones utiles. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale).

stazioni per il cambio dei cavalli. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . Novazione e litis contestatio . L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . § 160 Altri illeciti extracontrattuali .il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . actiones adversus nautas. capitis diminutio. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude.(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. Era un’azione nossale. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . L’adempimento. locande. actio in factum). abrogatio e conventio in manu. erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. impossibilità sopravvenuta. sentenza. e non riguardava comportamento volontari .solo il pericolo . decorso del tempo. Contrarius consensu e recesso unilaterale. trasferendone all’attore la proprietà. positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . actio in factum).potuto provocare danni ai passanti. acceptilatio. concursus causarum. 47 . L’actio de pauperie . pactum de non petendo. § 162 Estinzione delle obbligazioni. § 161 Obligationes quasi ex delicto . stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. ma non penale. effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. caupones. actio in factum). § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. confusio. Nel diritto romano: solutio per aes et libram. Sostituzione di obbligazione con un’altra. e soprattutto le Actio de pauperie. azioni pretorie. 2) compensazione volontaria . La transazione. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . actio in factum). morte. 3) compensazione legale . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione .

§ 168 Obbligazioni parziarie e solidali . al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. 48 . c) Mandato di credito. La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. conventio in manu).A Roma. Si esige forma scritta. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. La lex Cincia. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. Sponsio. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. § 169 Gli atti in frode dei creditori . Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio).C. ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. § 173 La donatio mortis causa . La Lex Cincia non viene ripristinata. la registrazione presso un pubblico ufficio. la consegna della cosa in presenza di vicini. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. Il divieto comporta la nullità dell’atto. Con Costantino la donazione (323 d . § 172 Le donazioni tra coniugi. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. fideiussio. Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). fidepromissio.C. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni.

dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. Ne sono esclusi i postumi. 49 . il ritrasferimento di quanto donato. b) per la successione testamentaria. con la conditio. i rei di adulterio. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. La delazione è intrasmissibile agli eredi . Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . una volta guarito. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. o. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. Fu abolita da Giustiniano. Sono gli agnati dell’ereditando. Essi sono detti anche heredes extranei. esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. legatari e figli. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. senza bisogno di rinunciare. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). Fu abolita da Giustiniano. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. cittadini romani. Il donante. Es. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. Essi potevano accettare l’eredità. sui iuris. Cadde in desuetudine in età post classica. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. Essi diventavano eredi automaticamente. avrebbe potuto pretendere. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. in difetto.

al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive .616 marrone). sia filiae familias. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. nipote rispetto al suocero. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. sorella rispetto ai suoi stessi figli. dall’ultima età repubblicana. che interrogava i 2 soggetti. Essa poteva riguardare. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. Si proseguiva con la proscriptio. curatela. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. Si iniziava con la missio in bona. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. e quindi acquistava in blocco tutto. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. mentre i debiti di lei si estinguevano. sia attive che passive. le donne erano escluse dai comizi. (p. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. Il titolare della manus. Si tratta di una legge comiziale. tutela. crediti. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). si procedeva alla bonorum venditio. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. sacra familia. salva. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. coemptio (modo più comune). Comprende: proprietà. Venne nominata universitas. che aveva una funzione di custodia e conservazione. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. la donna. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. presiedute da un pontifex. ius sepolcri. un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). 50 . per l’intero o per quota. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. usus (convivenza per un anno). Potevano così subentrare i creditori. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. debiti. Conventium in manum: tramite la quale. e iure praetorio (bonorum venditio). Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. o comunque della potestas.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. entrava a fare parte della famiglia del marito. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. sia donne sui iuris.

figli in adozione. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. figli emancipati. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. ma già concepiti. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. Non erano eredi necessari. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. 100 giorni per tutti gli altri). Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. 51 . che da alieni iuris diventano sui iuris. sia in linea maschile che femminile. femmine. dove gli eredi sono tutti volontari. in ultima età repubblicana. Erano i parenti di sangue. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). L’ereditando doveva essere di sesso maschile. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). Sono eredi volontari. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). postumi sui non ancora nati. adottivi). Era ammessa la successio graduum. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. Tra cognati di uguale grado. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. non oltre il sesto grado. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. moglie del defunto con conventium in manum. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. non in iure civili. madre e figli erano di secondo grado.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. Essi sono: figli in potestate (maschi. In età repubblicana avanzata. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando.

Erano preferiti: i figli del defunto.l’attribuzione aveva luogo per capita. i sigilli e firme di 5 testimoni. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. personalissimo. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. mortis causa. soltanto orale. con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). di rinvio. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. revocabile. pena la nullità. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. La donna doveva essere ius liberorum. Il testamento: atto unilaterale. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. dove era uso redigere le volontà testamentarie. che poteva essere: totale. 52 . Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. Le figure di heredes e bonorum possessor. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. anche se distinte. A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. se completamente orale. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. Si procedeva solo a istituzione di erede. L’istituzione di erede non poteva mancare. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. no ai riti). COSTANTINO: con Costantino.

--Inefficacia. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. In pratica è una doppia istituzione di erede. per il mancato acquisto. cancellare e distruggere il documento. non godeva del beneficium abstinendi. Manomissione. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. infine venivano apposti i sigilli. servo istituito erede cum libertate. questa regola fu attenuata in età classica. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. ecco perché non valeva nulla designare. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. più eredi testamentari. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. solo eccezionalmente parziale. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. La sostituzione prevale sull’accrescimento. questa regola perde valore con Giustiniano. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. ex testamento. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. X I iure civili. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. Nomina di tutore. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. unico erede per intero. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. Era solitamente totale. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. quello di secondo è il substituto. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. questo principio subì poche deroghe. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. --Revoca. Eredi di primo e secondo grado. o la bonorum possessio. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. e mantenuta nel Corpus Iuris.C. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. heres ex quota. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. naturale. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. così che. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. 53 . Il testamento può subire: --Invalidità. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore.

dove il sostituto acquistava dopo. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). Sostituzione fedecommissoria. in fine. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). (non al posto) la persona indicata per prima. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. costitutivo di servitù. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. Era: traslativo di proprietà. I giuristi classici e. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. costitutivo di usufrutto. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede. Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. o altra. Aveva efficacia obbligatoria. Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). la lingua adoperata poteva essere latina. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. attribuiva. termini. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). (età repubblicana). L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. per scadenza di un termine. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . per avveramento di una condizione. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. La revoca poteva essere tacita o esplicita. greca. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. sottraendoli agli eredi. il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. modi.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . oralmente. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. codicillo. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . per sua morte. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. possesso ad usucapionem (res mancipi ). paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi.vindicatio servitutis . Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. Oggetto. Essa è disposta per testamento. il legato non 54 . Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. rimettendosi solo alla sua fides. anche solo con gesto di assenso. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. Sostituzioni. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. vindicatio usus fructus .

ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. che ritardava ad accettare. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). impuberis o mulieris. Era negata la convalida del legato nullo. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. il testatore nominava un tutore. Possono contenere solo fedecommessi. spesso sotto forma di epistula. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. o. tra i figli emancipati e i sui. poteva essere revocato. la causa dell’invalidità fosse cessata. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). Seguono le sorti del testamento. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. (figlio o figlia). TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. prescindono dall’esistenza del testamento. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. Il legato.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. I CODICILLI Sono documenti scritti. Con la tutoris datio.