__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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C. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. § I papiri. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. § I documenti della prassi giuridica. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. atti processuali).C. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. iniuria. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. manuale elementare diviso in 4 libri. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex. norme sull’ import-export. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. rapina. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. dixit)..C. 6 . Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati. § Le opere della giurisprudenza classica. ma più solenni. inserì solo: furto. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa..C. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). norme sul credito e vendita a credito ) . tra cui quello che nel 212 d. locazione).Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). con l’istituzione della monarchia assoluta. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. e vari furono ritrovati. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. istruzioni dell’imperatore. Venivano fatte dalla pianta di papiro. § Forme delle constitutiones principum. res (II° e III° libro).): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro).. i papiri. Il sovrano. c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . damnum iniuriam datum. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni.

stanno tra il rescritto e leges generales. con la facoltà. Basti pensare al Digesto di Giustiniano.(opere della giurisprudenza precedente). Venne vietato. con la prima parola.+jura. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. delle opere già di per sé elementari. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . annotazioni ai libri di Ulpiano . confronta il diritto mosaico con quello romano . con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. di rifiutarla). Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. Paolo. § La consuetudine . convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). Sabino. a) Fragmenta Vaticana . manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. § I jura. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. a) Pauli Sententiae . Def: Comportamento costante. e in mancanza di questa. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). In caso di contrasto di opinione. mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. però.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. 7 . Giuliano e Marcello. quella che gli è preferibile. L’efficacia della consuetudine. soprattutto da Costantino nel 321. cost. Ulpiano. il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. e addirittura. operetta elementare c) Epitome Gai . Tanta. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. d) Scholia Sinaitica . § Antitesi leges-jura . è ribadita nel Digesto. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. ad Onorio l’Occidente). o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. raccolta imponente di jura. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. Scevola. Modestino Gaio. se paritetica quella di Papiniano. pari a quella della legge.

non ci è pervenuto. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. segue l’ordine dell’editto perpetuo. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. Le Institutiones.C.C. richiedeva un aggiornamento.. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 .+jura. e qui venne approvata per esclamazione. 15 libri. b) FONTI DI COGNIZIONE. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. § Collezioni miste di leges e jura .Adriano 130 d.. a) Fragmenta Vaticana . e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. si fecero delle raccolte. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. d) Scholia Sinaitica . presso il senato di Roma. -. § Le leggi romano-barbariche . In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. operetta elementare c) Epitome Gai. confronta il diritto mosaico con quello romano. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti).). . Le prime raccolte di leges furono private. 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. Giustiniano sale al trono nel 527 d. mai a noi pervenute). d. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso. cost.C. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . ed è la più importante delle leggi romane dei barbari .. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . Il codex repetitae praelectionis. annotazioni ai libri di Ulpiano.C. § La compilazione giustinianea. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. integrazione al Gregorio.La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. Nel V e VI sec. § Collezioni di jura . riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. e Hermogenianus 293 d. Il Digesto.C. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano. .) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti.C. rescritti imperiali di diritto privato.C. nel IV eV sec. a) Pauli Sententiae.C.

9 . res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. è l’unico a noi pervenuto. non possono mai averla gli schiavi. e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). b) Authenticum (533). actiones. (Persone. status familiae. Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . prevalgono i rescritti. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. mentre la capacità di agire. a) Collezione greca di 168 Novelle (578). ha + diritto privato. status civitatis. di un rapporto giuridico. § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . § Le novelle di Giustiniano . pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). § Il codes repetitae praelectionis.personae. In 12 libri diviso in vari titoli. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. res. Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere.

Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. e persino immobili. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. il che significava fare onore agli impegni assunti. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. servi vicari. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. nel caso anche altri schiavi. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. il dominus risponde per i loro obblighi. a. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni.C. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica.) 10 . Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta.C. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. cioè per prigionia di guerra. così che. Proprietario del peculio restava il dominus. si diventa schiavi per captivitas . ma una Lex Cornelia dell’81 a. patria potestas o manus. mancipium. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. ma si ammise presto che i servi potessero. Inoltre. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. diventano liberi gli schiavi liberati . occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. ma le obbligazioni sono naturali). La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. cioè essere uomo libero. e il figlio della schiava è un frutto.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. purché a titolo oneroso. Status libertatis > il possesso di tale status. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo.

Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. condanna a morte o lavori forzati perpetui. B1) Status libertatis.esistenza B . La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano .status (libertatis B1. come la delazione. Una volta liberato. vendita trans Tiberium.Presupposti della capacità giuridica sono: A . il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. Proculeiani (vagito). Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. 221 del Marrone ) 11 .C. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. livellandoli come sudditi. e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino.. per vendita del proprio figlio. E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. per editto pretorio. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. B3) Status familiae. 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. per revocatio in servitutem). La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. E’ una manomissione di fatto . lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). B2) Status civitatis. manomettesse uno schiavo del disponente. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. consegna ad altro stato.La dote ( dos ) ( pag. civitatis B2. . volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche). per atto dello stato). Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini.

.A) Sino alla fine dell’età classica.Il matrimonio : struttura ed effetti. mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . dei genitori).Il matrimonio . attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). premesse . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . 3) il consenso ( escluso per i pazzi. B) Da età postclassica . La moglie adultera poteva essere uccisa. si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . dictio ( che poi scompare ) .Il matrimonio : scioglimento . o per morte . unico requisito era la convivenza. . Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. 2) l’età pubere (capacità di generare). senza formalità . ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. E’ istituto di diritto romano arcaico. b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . 12 . mitigato più tardi. . senza il quale si aveva concubinato).Beni parafernali e donazioni propter nuptias . d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . Era monogamico. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi.Gli sponsali .Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. . Scompare la dotis dictio . Vietate erano le donazioni tra cognugi. promissio . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). . I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . Conferimento di uno o più diritti al marito. a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . Non richiedeva alcun rito per la costituzione. . e se filifamilias. ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico.

Presupposti della capacità di agire . il magistrato nominava un curatore. minima(perdita dello status familiae). legittima (già nelle XII Tavole). che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio).(solo amministrazione del patrimonio). . secondo l’editto pretorio.La cura dei furiosi e dei prodighi. o ai gentili. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias).( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) . Giustiniano allarga le possibilità di infamia).Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . . la confessione religiosa. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano. e in mancanza di questi. diretta poi). 14 o concreta /uomini). . Il prodigo.Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . sesso (donne). a differenza del furioso . la condizione di colono. La tutela può essere testamentaria. . Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. 47\48\49 13 . . ed era dunque impossibile per il sordo). che poteva essere: maxima (schiavitù. l’infamia (i condannati nell’actio doli.. per guerra). ad es. o nell’actio pro socio. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio.I pazzi venivano dati in curatela agli agnati. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . media (perdita della cittadinanza). la condizione di liberato. I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio. . dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. Non si aveva la cura testamentaria.La cura dei minori di 25 anni . rappresentanza indiretta prima. a causa dell’età..La tutela muliebre . Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione).C. Limitano la capacità giuridica: il sesso.Condizioni limitatrici della capacità di agire. Vedi libro pag. etc. non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale).La tutela degli impuberi . . Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. legittima. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. ma non poteva testare. Tolgono o limitano la capacità di agire: età. la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). contrarre matrimonio.

un’opera d’arte). il passaggio.. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che.E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a. non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre)..possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo. 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. usufrutto. sociale). non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. lo avesse raggirato. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. 14 . gli schiavi. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). come i sepolcri ). Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità.) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). la casa. le obbligazioni). . suscettibili di umana signoria).vedi pag 51\52\53 . e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. collettive (il gregge). Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima.Scapini . Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. semplici (uno schiavo).< (GAIO) >. La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia.Parti ed elementi accessori di una cosa. etc. al contrario della parte. i cavalli. res religiose (dedicate agli dei inferi.La persona giuridica.. . . Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili.. i boschi sacri).Cose e loro classificazioni . come i rustici. complesse (una nave). A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio). 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso). Cap.secondo ( pag 55 . e res publicae. che però sono tali se rispondono a certi requisiti. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. nel concludere affari con un minore di 25 anni. etc. res sanctae (porte e mura della città). consumabili ed inconsumabili . 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno).C. divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). denaro . E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra.

: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà. utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). separati. consumati (anche in senso giuridico con alienazione. SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. il latte). voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa).Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. Es . ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap.cap.giu . modificarsi. i prodotti dell’albero da frutta.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. B) Effettiva nascita. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. esistenti. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -. la lana. d’agire). percipiendi. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. precetti. Possono essere: pendenti. modificazione. modificazione. 15 . ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). Cap.. o trasformazione).terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag.

perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali.Il termine importa decadenza. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. è 16 . si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. se bilaterale. -. contratto a favore di terzi). costitutiva. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. responsabilità adiettizia. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. essenziale o ad solemnitatem. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. prescrizione. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico.-. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. persona giuridica. espressa o tacita).

vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). C) facio ut des. I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto..usato oggi. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. per es. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici.. comportamento o contegno . Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. indiretta: usata tra i romani.) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti.: tutore. B) do ut facias. curatore del pazzo . buon costume. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore.

18 . per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. all'ordine pubblico e al buon costume. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali.gli effetti del negozio). b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative.o alla quale si fanno cessare . Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. es.. potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti). Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi.G. c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze. 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio). La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. (apponibile ai soli negozi di liberalità).iniziale . positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto).il suddetto regolamento.: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista.finale . La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge. se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!).

acceptilatio. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. DICHIARATIVI mancipatio. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . deposito. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito. mandato. locazione. di un solo soggetto. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. conduzione. quindi . mancipi. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. derelitio. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. non contrapposte. istituzione di erede. aditio hereditas. mutuo. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. e questa è sufficiente. pro herede gestio. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. UNILATERALE (testamento.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. vari contratti reali > mutuo. due atti organicamente fusi(traditio. in iure cessio. in iure cessio. mancipati. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. come nei negozi bilaterali. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti.

2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze.lo ius civile conosceva solo questi . Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. o negozi mortis causa. manomissione. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI.e annullabilità). Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. la disposizione sarebbe nulla. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. qui si distingue tra nullità . nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. etc. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza.

e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. ad es. -es. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. Gli effetti del negozio non vengono modificati. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . Simulazione parziale. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. ma non ne vogliono nessuno. (capacità specifica). c) Manca o è deficiente -es. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. pazzo. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. dell’oggetto del negozio -es. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. c. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). (capacità generica). Il negozio non può produrre i suoi effetti. oppure obbligazioni tra padre e figlio. incosciente. negozi compiuti da un infante. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa.a. demostrandi causa). 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. a) Mancata d’agire capacità -es. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. b. b) Mancata idoneità -es. ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. quello dissimulato è 21 .

accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. ma la vizia. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. Non è rilevante l’error in nomine. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. qualora l’avesse conosciuta. ricordo che esso esclude la volontà. sia sulla designazione materiale che intellettuale. diversamente è invalido. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). in altri dipende dai casi. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario.3) Manifestazione voluta dall’agente. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. la nullità era l’inevitabile conseguenza. cade sull’identità del negozio da compiere.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. I vizi della volontà. non è rilevante. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. Errore vizio: non esclude la volontà. il negozio non è sempre invalido. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. valido. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. Sempre rilevante. Sempre rilevante. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. non avrebbe manifestato la sua accettazione. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . a meno che esso sia esternamente riconoscibile. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale.

b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri.rei vendicatio utilis-. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza).la minaccia deve concretarsi in fatti.la minaccia è contraria al diritto . con effetto retroattivo (convalescenza). così tramite il suo consenso. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. non usuale. La violenza è ritenuta rilevante quando: . Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). hanno compiuto un negozio a suo nome. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. che non aveva dato esecuzione al negozio. 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. a sua insaputa. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza. il metus. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. viene meno la causa invalidante. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). era citata in giudizio per l’adempimento. e in triplum contro l’autore della violenza. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. vi si ricollega la sanzione“. eccezionalmente. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. 23 . CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. L’invalidità può sanarsi in più modi. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. negozi compiuti dal pupillo). completa il negozio altrimenti vizioso (es. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. cap .il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. e dopo l’anno in simplum. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. Non è infamante e non è sussidiaria. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio.Violenza morale. quinto Atto illecito 1.

Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. un evento (è la lesione). in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). il diritto soggettivo presuppone l’actio. Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. lata (omissione della più elementare attenzione). colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. 2. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. 4. dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. 24 . commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). a norma del diritto vigente. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). venne sottoposta a controllo.WENGER). successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. manca qui il torto). ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . In origine aveva carattere penale o repressivo. non subito). poi. della materia e del valore. Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). e dunque l’imputabilità. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. consolidandosi la civitas. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. . cap . La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. chiaramente. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione.: 191 . La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. la volontarietà. sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. L’imputabilità può essere. Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. 3.

(in personam vale il termine oportere). a rischio. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium. e 2 di ESECUZIONE: 1) L.00 e poi la parte assente perdeva la causa.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. Iudicis Arbitrive Postulationem . l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. Non necessitava la presenza di entrambe le parti. è la più recente ed è una l.A.A.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a. si attendeva fino a le 12. 3) L.cap .per crediti derivanti da stipulatio. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione.(al pomeriggio) . Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure. Aveva però dei limiti: abitazione. anche con mezzi coercitivi.a. fu introdotta dalle XII Tavole.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia. ha un rito più agile. e comunque sempre fruibile solo dai cittadini. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l. Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio .Comperendinatio: dopodomani . per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia.vedi rei vindicatio a difesa della proprietà . tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem). sacramento. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). ed erano a libera valutazione del giudice . dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo). grazie all’intimidazione dell’attore. C.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) .il cui onere era per entrambi.sentenza: sempre in denaro. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto.da cui deriva la formula . In ius vocatio: atto totalmente privato. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. pretore.> vendita trans Tiberim o uccisione.. .> mercato 3gg. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 . Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa).A.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). funerale. -. regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. -. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg. console.a. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.peroratio: argomenti e prove . E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore. matrimonio.A. poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. . a comparire entro 30 gg. 2) L.

scritta in dialetto osco.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto. e dalla Lex Aebutia (metà II sec a. anche non in iure.B. Può essere certa e incerta1.diritti di credito.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1. A secondo della intentio poteva essere certa o incerta. in assenza dell’avversario. è sempre una somma di denaro. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO. dare un garante (vindex o vadimonium). o.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. 2. actio finium regundorum). 26 .: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. processo di esecuzione della manus iniectio).A. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. 2) L.: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice. che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). era scritta prima che la formula avesse inizio. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. A.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio. Il convenuto poteva seguire l’attore.C. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri. -. EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo. non in tribunale. N. per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto .C. La Lex Valia (III° sec. ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . se non avesse fatto nessuna delle due. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. -. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. actio in factum > condanna pecuniaria.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + .

con cui si dava notizia della procedura in corso . . loco (luogo diverso dal convenuto). 3) actiones civiles e honorariae. -. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)). Non c’è appello. Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio.successore universale del debitore -). tempore (prima della scadenza del termine della prestazione).litis contestatio: fulcro della procedura. e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). vietare. nei iudicia quae imperio continentur. era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). o b) formulae ficticiae .sono intrasmissibili. ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. essere pronunciata entro 18 mesi. 27 . nossali.sentenza: che doveva. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. almeno nei iudicia legitima. aveva una duplice funzione. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Si doveva pagare entro 30 giorni. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). formula di rescissione actio Publiciana §121). . MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire.>dopo 30\15 gg. 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). e infine il giudice pronuncia la sentenza. All’ultimo minuto.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. prima della sentenza. cumulative.actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. ma dirette al risarcimento del danno) .es. doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico.

. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. -. --Impugnazione della sentenza. 5) praesumptiones (deduzione. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. Il processo contumaciale. Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). crollo dell’impero d’Occidente).C. fine fase istruttoria . c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. 2) deposizione dei testimoni. Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO. ma l’origine è con Augusto.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile.al 565 d. apre la fase esecutiva). con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). 28 . In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . 4) giuramento. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale.C. solo in età giustinianea). La sentenza di appello era di norma ancora appellabile. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. 3) confessione.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. fino a Giustiniano.C. (ove risalgono gli effetti conservativi della lite). che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). (476 d.Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. Doppio grado di giudizio con Giustiniano.-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello.

Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali.vindicatio usus ususfructus -. I confini. Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. occorreva una rapida decisione.299 -----------------------------------------------------------§111 . Il dominium ex iure Quiritium . A) procedura per rescriptum principis. etc. servitù -vindicationes servitutis -. PROCEDIMENTI SPECIALI . Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. § 113 . Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). spese giudiziarie. Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). § 114 . C) episcopalis audientia. B) summatim cognoscere. che per la proprietà pretoria . Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. secondo lo ius civile. ) e di garanzia (pegno. I diritti reali. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. divenne semplicemente dominium. Con l’editto di Caracalla nel 212 d.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. La proprietà . ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. “sino alle stelle e sino agli inferi“. diritti reali possesso . Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. . e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. Limitazioni legali . §112 . il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. se subivano variazioni. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. ipoteca). Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa.C. Regime . costruire oltre ad una certa altezza in città. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). o bonaria. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). interessi. -----------------------------------------( pag.

B. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . § 116 .e con la bilancia. traditio. era un dei gesta per aes et libram. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. (N. o iuris gentium (naturalis): occupazione.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. specificazione. traditio . complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. § 115 . specificazione. Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. per vindicationem. adiudicatio. una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. etc. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. accessione. commistione di denaro. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. e litis aestimatio.o bronzo . fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. Actio è ius civile. Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. fu detta prima mancipium.1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 . b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità.). Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . in iure cessio. uno degli atti che si compivano con il rame . Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati . mentre cautio è un rimedio pretorio). Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. usucapio. Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. in iure cessio.

o. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. con la derelictio (abbandono). D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. Era fruibile anche da non cittadini. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. per le altre era ancora necessaria la traditio). titulus . I titoli erano tanti ma definiti. dal peso del metallo. Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. e consisteva nella semplice consegna di una cosa. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). vi troviamo un cedente e un cessionario). fides. gli schiavi . a volte. Vedi libro pag. dunque. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. tempus. fides. 31 . f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. morto il testatore. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). § 118 . tempus. pro solto). possessio.. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. corporale. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario.pronunzia di parole determinate . Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio.. requisito soggettivo. C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa. 340\1 § 119 . indicati solitamente con la particella pro (pro emptore.). b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. (res habilis. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium.il libripens . ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. con cui si assegnavano una o più res. passaggio del dominio ad altri. e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). Il dominium ex iure Quiritium: perdita. il legato fosse divenuto efficace. possessio. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre.certe verba . B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. pro donato.. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). fruibile anche dai non cittadini).

concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. § 121 . § 122 . ove i processi non sono più 2. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. Visto ciò. successivamente. la finzione vale solo per il decorso dei termini. o giustinianeo. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). a differenza della rivendica. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti.§ 120. actio e cautio damni infecti. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. per tale ipotesi. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. litis aestimatio. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. in alternativa. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. condicio ex causa furtiva. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. con l’actio Publiciana (metà I sec. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. come se fosse stato proprietario. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. actio aquae pluviae arcendae. al dominus possessore contro gli autori di turbative. i soli che potessero usucapire. 32 . ( pag. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. Per essa. Accertata la verità dell’actor. annuale o biennale.). Proprietà peregrina e proprietà provinciale. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. nelle formule. Il pretore. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta. di conseguenza. Actio Publiciana e proprietà pretoria . era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. che proprietario non era. appunto.C. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. a. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. il pretore provvedette. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. col decorso del termine.

La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. (. Certe decisioni vengono prese a maggioranza. La servitù. La comproprietà. La servitù. c) Tipicità: le servitù furono tipiche. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. o anche tra estranei per altri motivi. a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. infine di servitutes (res incorporales). con Caracalla.pag. sempre indivisibili. Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). come le azioni e i negozi giuridici. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. dunque. b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. e mai una categoria unitaria. b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. con la formula petitoria. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili.C.. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. è sempre un non fare mai un fare. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile.a) L’espressione proprietà peregrina.C.. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. in particolare ai fundi in provinciali solo. è un diritto reale su cosa altrui. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. 33 . ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. § 124 . B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana). (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. 354\5 ) § 123 .. §125.

con il limite di non alterarne la destinazione. C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. inconsumabile. alla morte del marito.e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. che però si compiva in 10 anni. longi temporis prescriptio. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. non usus (il mancato uso di una servitù).376\377). in iure cessio. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. cadesse in indigenza. mediante pactio). e la preoccupazione che la donna. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). più tardi. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. denaro). D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi.il gregge . i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. ma a favore di persone determinate). rinunzia (con la in iure cessio e poi. fruttifera. di percepirne i frutti. e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. (vedi servitù). era indivisibile. § 126 . scadenza del termine finale . Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. 34 . tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. rinuncia. res corporales. perimento della cosa. --Si costituiva mediante legato per vindicationem. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. L’usufrutto e i diritti affini. consolidazione (= confusione). Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. mutatio rei. pactio et stipulatio. --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. costituiva servitù tra di essi. adiudicatio. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. non usus e longi temporis praescriptio. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore .o immobile. similmente alla servitù (mai per traditio).

Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. Superficies. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. La difesa giudiziale era data da uti possidenti. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. e fu esteso alle terre di proprietà privata. § 128 . utrubi e unde vi. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone.. cioè. Pegno e ipoteca. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a.C. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. f) come conseguenza della lex commissoria. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. per confusione. C) Enfiteusi. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua).E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. (. ius in agro vectigali. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana.. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. ma godeva di ampi poteri. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. servivano come garanzia per il pagamento del canone. quelli. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali..pag.C.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). con azione in factum di natura reale. Dal II secolo a.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio.C. esperibile per il recupero del possesso.C. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. ben più importante delle precedenti. d) rinuncia. in buona fede. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata). § 127 . Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. 388\9-390). era in factum e in rem. c) confusione. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a. A) Superficies .Era proprio dello ius civile. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. b) perimento della cosa. enfiteusi. che erano a difesa del possesso. (Diritti reali di garanzia) -. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. -.

B) Interdicta: provvedimento dei pretori. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. le azioni possessorie. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. possessio > materiale disponibilità della cosa. dal console Rufo.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. l’acquisto della cosa con il passare del tempo. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. in modo non violento).: tutelava il ladro rispetto ai terzi. C) Utrubi (cose mobili). prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. e il loro potere sugli stessi. ossia in modo non violento. possessio. Es. Es. così i possessori aumentano. non clandestino. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. verso la fine dell’età arcaica. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. undevi. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. ossia tenere la cosa come propria. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. non per concessione precaria. era necessario possedere senza vizi.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. Al possessore spettano: i frutti.C. o vindicatio pignoris. -. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa. (non basta la detenzione) es. Il possesso non viziato possesso iusta . Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta.. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. Il possesso. bisogna possedere senza vizi.C. Non basta possedere per vincere una lite. § 129 . ma non rispetto al derubato e 36 . Corpus possesionis e animus dominus. Tutelava il possessore. 1) no. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. c) Actio Serviana (51 a. --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati.: il ladro può possedere anche se in mala fede. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata.

dei creditori pignoratizi. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. occupatio. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. sempre coincide con l’animus dei sequestratori. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. oppure per es: il possessore di un fondo che. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. Si possedeva la res. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna).: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. così che poteva riguardare solo res corporales. es. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. che avevano animus possiendi. Era data anch’essa al possessore giusto. ma non tenevano il bene uti domini. una volta uscito. dei precaristi. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . e)CORPUS e ANIMUS. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona. Era dato anche al possessor iniustus. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. non il suo eventuale ius. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. non a quello ingiusto.agiva anch’esso per recupero. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. adprehensio. depositari. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO.: i servi. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. comodatari. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. usufruttuari. -. Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). o si vende la cosa. inquilini. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“. in propio nomine. i filiifamilias. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. e viceversa. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. Era unilaterale. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. 37 . es. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). coloni.

: interdetti da itinere actuque privato. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. a tutela dell’usufruttuario. nel diritto classico . solo per comodità espositiva. de cloacis. 3) Agere per formulam petitoriam . d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . diventa : actio confessoria . esperibile per il recupero del possesso . 2) Agere in rem per sponsionem .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. ES. Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. contro il vicino. significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. de rivis.

c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. 415 Marrone ) § 130 Il concetto . c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio. § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. Oportere era un termine ius civile. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. 39 .c. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima. ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. Con Giustiniano a) e b) vengono unite. quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili).). § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie.). secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). Def. § 131 La genesi e la storia . a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza.C.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio. Rapporti non sanzionati da actiones. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito).

§ 138 La mora. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). § 139 Le fonti delle obbligazioni . A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. obbligazione di cose fungibili. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. negotiorum gestium. delitto. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione).3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. § 137 Inadempimento e responsabilità. generiche e specifiche. il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. possibile (pena nullità). tutela. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate.2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. la sua posizione si aggravava. anche se l’avesse consegnata in tempo. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. ciascuno 40 . comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). ciascuno con proprio regime giuridico. § 135 La prestazione: requisiti. conventio. I contratti tipici erano un numero definito. alternative.§ 134 La prestazione: contenuti. con ovvia facoltà di scelta. § 140 I contratti . se ne può scegliere una. Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). quasi contratto (variae causarum figurae). quasi delitto. legato). Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. lecita (pena nullità).

e negozio causale. Il comodante. § 143 I contratti reali : il comodato. E’ un’obbligazione di genere. Il comodato è un contratto reale bilaterale. sementi. consegna ad un’altra. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. frumento. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. consegna al comodatario una o più cose mobili. Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. conventio pignoris (sine datione).sanzionato da proprie actiones. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. più limitato che fosse stato convenuto . eventualmente solo quello diverso. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. 41 . gratuito. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o.. imperfetto. Vi fu poi una actio directa. (olio. § 141 I contratti reali: il mutuo . o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. Si costituiva con la datio del mutuante. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. ha caratteristiche penali. altro. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. e una volta estinto il debito. etc. Era in simplum o in duplum. imperfetto. (prestito ad uso gratuito). sarà tenuto alla restituzione. Il pegno è un contratto reale. non l’uso. b) actio pigneraticia in rem. imperfetto. (mutuatario). bilaterale. con cui una parte (mutuante). Il depositario acquista solo la detenzione. unilaterale. § 144 I contratti reali: il pegno. è un’actio directa. bilaterale. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. § 142 I contratti reali: il deposito. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. Non si pagano interessi (usurae). Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. una somma di denaro o altre cose fungibili. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. (gratuito) Il deposito è un contratto reale.. Il mutuo è un contratto reale. che poi perse. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . ossia senza demostratio. e non doveva per l’uso alcun compenso.

ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. § 146 I contratti verbali . Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. oppure.138 Marrone: negozi giuridici formali. La stipulatio. Si tratta di un negozio fiduciario. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. per la cessione della tutela mulieris. § 62 La in iure cessio (pag. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . per costituire servitù rustiche. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans.§ 145 La fiducia . il cui consenso poteva essere espresso verbis. reipersecutoria e infamante. tenendo lo schiavo. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). è la più antica fonte di obbligazioni). Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. 42 . per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. Le parti erano il cedente e il cessionario. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. La Mancipatio (pag. per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. per il riacquisto di proprietà e possesso. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. prounciava la formula vindicatoria. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. per il deposito e il pegno. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. di fronte al suo diniego o silenzio. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). adottato prima dell’età repubblicana. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. il libripens. a determinate condizioni per la cessione di eredità. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile.133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. § 61.

non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . DEF. Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). Era necessaria la contemporanea presenza delle parti. in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . ma scompare. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). § 148 I contratti consensuali: la compravendita. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. si esigeva una unitas actu. Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. gli prometteva una prestazione . occorreva la scriptura. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). E’ un genere proprio dei peregrini. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. § 147 I contratti letterali . specificando. oppure. Gaio li classificò nei contratti. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . non si usò più. Nel terzo sec. che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . Chirographa . Era un contratto unilaterale. la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. 43 .Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). Avevano luogo in uno eloquente. Fu lo strumento per realizzare la novazione.Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. ove la formula era modellata sulla demostratio. Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole).

Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. per litteras. il rammendatore e oggi l’appalto). 44 . Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. sia a titolo oneroso. Si all’eredità. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). La locazione è un contratto consensuale. No alle res extra commercium. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. per cui. ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . § 150 I contratti consensuali : la società . Vi erano anche altre azioni più specifiche.Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. sia a titolo gratuito. bilaterale. si restituisce al locatore (es. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. con l’esplicita previsione di un corrispettivo.> actio auctoritatis (in duplum). b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . avesse precisato l’estensione del fondo . Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. e che in essa . ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. ossia il versamento del denaro in contante. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. Evizione. per nuntius. mobili e immobili. Il locatore è il lavoratore. sia inter vivos che mortis causa. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. Doveva essere un iustum pretium . b) actio de modo agri: analoga alla a). § 149 i contratti consensuali : la locazione. il conduttore è il datore di lavoro. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. non del contratto in sé. presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto.

Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. § 151 I contratti consensuali : il mandato . per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto.utilità della gestione intrapresa. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo .compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . a ) Negotiorum gestio . 45 . E’ un negozio iuris gentium . una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. comportava infamia. conclusi senza dolo. § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . actio praescriptis verbis). Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. era tenuto a darne un’altra. avendo ricevuto una cosa. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. imperfetto. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri.volontà di gestire negozio altrui. Estremi della negotiorum gestio:. il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente.. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. Altre obbligazioni non da atto illecito. § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. Transazione . comportava infamia. (do ut des). Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. actio praescriptis verbis). e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci .2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici .. § 154 Obligationes quasi ex contractu . spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. facias ut des. do ut facias. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto. ossia.Arricchimento ingiustificato .. non contrari a legge. sia tacito che espresso.assenza di un mandato. Comportava infamia. Il mandato è un contratto bilaterale. con exceptio pacti conventi . La società era un singolo contratto consensuale. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . facias ut facias.

§ 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni.-simplum: valore delle cose asportate. rapina. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa.b) Solutio indebiti. in danno di altre persone. In età medioevale. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. L’actio bonorum era. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. iniuria. azione penale. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). Rufo distinse: a) Furtum manifestum. damnum in iuria datum. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. b) actiones utiles. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. Azione di ripetizione. con conseguente: actio furti nec manifesti. I delitti sono: furto. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. tramite le quali. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. penale e infamante. con conseguente: actio furti manifesti.-triplum : a titolo di pena. per i classici. comodatari e possessori in buona fede. b) Furtum nec manifestum. Per il membrum ruptum la pena era 46 . trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). per simplum dopo. Le parti dovevano essere incoscienti. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. no alle azioni penali. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno.

actio in factum). impossibilità sopravvenuta. actio in factum). pactum de non petendo. 2) compensazione volontaria . positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . sentenza. Contrarius consensu e recesso unilaterale. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . locande. e soprattutto le Actio de pauperie. erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . La transazione. § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . stazioni per il cambio dei cavalli. confusio. abrogatio e conventio in manu. azioni pretorie. Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. trasferendone all’attore la proprietà. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. § 160 Altri illeciti extracontrattuali .(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . L’adempimento. 47 . 3) compensazione legale . L’actio de pauperie . capitis diminutio. § 161 Obligationes quasi ex delicto .potuto provocare danni ai passanti. actiones adversus nautas.solo il pericolo . effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. Sostituzione di obbligazione con un’altra.il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . concursus causarum. Era un’azione nossale. actio in factum). § 162 Estinzione delle obbligazioni. Novazione e litis contestatio . e non riguardava comportamento volontari . morte. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . actio in factum). Nel diritto romano: solutio per aes et libram. stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. ma non penale. acceptilatio. decorso del tempo. caupones.

Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). Sponsio. dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. fideiussio. e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. § 172 Le donazioni tra coniugi. Si esige forma scritta. beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. La Lex Cincia non viene ripristinata. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. conventio in manu). Con Costantino la donazione (323 d . 48 . Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. § 169 Gli atti in frode dei creditori . ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. fidepromissio. § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . c) Mandato di credito. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. Il divieto comporta la nullità dell’atto. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). la registrazione presso un pubblico ufficio. al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima.C. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio).A Roma. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere).C. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. la consegna della cosa in presenza di vicini. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). La lex Cincia. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. § 173 La donatio mortis causa .

Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. Es. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. Fu abolita da Giustiniano. Il donante. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. b) per la successione testamentaria. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. il ritrasferimento di quanto donato. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. i rei di adulterio. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. in difetto. una volta guarito. Essi diventavano eredi automaticamente. legatari e figli.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. Ne sono esclusi i postumi. Cadde in desuetudine in età post classica. Essi sono detti anche heredes extranei. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. Essi potevano accettare l’eredità. cittadini romani. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. o. 49 . PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. Sono gli agnati dell’ereditando. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. La delazione è intrasmissibile agli eredi . DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . senza bisogno di rinunciare. CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. avrebbe potuto pretendere. sui iuris. Fu abolita da Giustiniano. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. con la conditio. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà.

Venne nominata universitas. ius sepolcri. sia donne sui iuris. Il titolare della manus. crediti. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . sia filiae familias. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. 50 . e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. (p. salva. Potevano così subentrare i creditori. curatela. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. che interrogava i 2 soggetti. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. Si iniziava con la missio in bona. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. tutela. entrava a fare parte della famiglia del marito. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). dall’ultima età repubblicana. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. presiedute da un pontifex. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. nipote rispetto al suocero. usus (convivenza per un anno). acquistava i diritti che facevano capo alla donna. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). per l’intero o per quota. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. la donna. e iure praetorio (bonorum venditio). Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. debiti. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. o comunque della potestas. e quindi acquistava in blocco tutto. Si proseguiva con la proscriptio. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. che aveva una funzione di custodia e conservazione. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. sia attive che passive. mentre i debiti di lei si estinguevano. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. coemptio (modo più comune). al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . Si tratta di una legge comiziale. si procedeva alla bonorum venditio. Essa poteva riguardare. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. le donne erano escluse dai comizi. sacra familia. Conventium in manum: tramite la quale. sorella rispetto ai suoi stessi figli. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito.616 marrone). I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. Comprende: proprietà.

51 . madre e figli erano di secondo grado. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. moglie del defunto con conventium in manum. postumi sui non ancora nati. 100 giorni per tutti gli altri). adottivi). che da alieni iuris diventano sui iuris. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. In età repubblicana avanzata. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. non oltre il sesto grado. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. in ultima età repubblicana. figli in adozione. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). femmine. L’ereditando doveva essere di sesso maschile. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. ma già concepiti. Erano i parenti di sangue. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. Essi sono: figli in potestate (maschi. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. non in iure civili. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. Era ammessa la successio graduum. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. sia in linea maschile che femminile. Sono eredi volontari. dove gli eredi sono tutti volontari. figli emancipati. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. Non erano eredi necessari. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. Tra cognati di uguale grado.

dove era uso redigere le volontà testamentarie. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). che poteva essere: totale. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. Si procedeva solo a istituzione di erede. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue .l’attribuzione aveva luogo per capita. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. soltanto orale. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. pena la nullità. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. i sigilli e firme di 5 testimoni. personalissimo. Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). anche se distinte. 52 . 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. Le figure di heredes e bonorum possessor. Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. di rinvio. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. no ai riti). con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. revocabile. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. L’istituzione di erede non poteva mancare. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. COSTANTINO: con Costantino. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. mortis causa. La donna doveva essere ius liberorum. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. Erano preferiti: i figli del defunto. se completamente orale. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. Il testamento: atto unilaterale.

Eredi di primo e secondo grado. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. La sostituzione prevale sull’accrescimento. unico erede per intero. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. cancellare e distruggere il documento. non godeva del beneficium abstinendi. solo eccezionalmente parziale. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. quello di secondo è il substituto. naturale. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. così che. Nomina di tutore. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. questo principio subì poche deroghe. Il testamento può subire: --Invalidità. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. In pratica è una doppia istituzione di erede.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni.C. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. Era solitamente totale. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. questa regola perde valore con Giustiniano. ecco perché non valeva nulla designare. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. X I iure civili. infine venivano apposti i sigilli. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. più eredi testamentari. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. --Inefficacia. ex testamento. Manomissione. e mantenuta nel Corpus Iuris. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. servo istituito erede cum libertate. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. per il mancato acquisto. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. heres ex quota. o la bonorum possessio. questa regola fu attenuata in età classica. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. 53 . ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. --Revoca. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“.

Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. in fine. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. vindicatio usus fructus . (non al posto) la persona indicata per prima. Oggetto. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . (età repubblicana). legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. possesso ad usucapionem (res mancipi ). I legati potevano essere aggiunti con condizioni. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. termini. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. entrambe si configurano nell’actio ex testamento.vindicatio servitutis . singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. la lingua adoperata poteva essere latina. il legato non 54 . I giuristi classici e. Sostituzioni. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. attribuiva. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . codicillo. si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento).FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede. intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). rimettendosi solo alla sua fides. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. anche solo con gesto di assenso. Era: traslativo di proprietà. Sostituzione fedecommissoria. costitutivo di usufrutto. Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). o altra. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. greca. La revoca poteva essere tacita o esplicita. sottraendoli agli eredi. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . modi. oralmente. per sua morte. costitutivo di servitù. Essa è disposta per testamento. Prima poteva essere disposto solo per un coerede. per avveramento di una condizione. 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. Aveva efficacia obbligatoria. per scadenza di un termine. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. dove il sostituto acquistava dopo. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem.

Seguono le sorti del testamento. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. Era negata la convalida del legato nullo. (figlio o figlia). I CODICILLI Sono documenti scritti. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). il testatore nominava un tutore. che ritardava ad accettare. Il legato. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. la causa dell’invalidità fosse cessata. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. per la sua perfezione non si richiedevano formalità. tra i figli emancipati e i sui. poteva essere revocato. Con la tutoris datio. prescindono dall’esistenza del testamento. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . impuberis o mulieris. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. Possono contenere solo fedecommessi. o. spesso sotto forma di epistula.

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