__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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res (II° e III° libro). actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni.C. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. locazione). rapina. e vari furono ritrovati.C. damnum iniuriam datum. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. § I documenti della prassi giuridica. Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). Venivano fatte dalla pianta di papiro..Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico).): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti . concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones.C.. iniuria. L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d. § I papiri.. atti processuali). diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. con l’istituzione della monarchia assoluta.C. tra cui quello che nel 212 d. istruzioni dell’imperatore. manuale elementare diviso in 4 libri. dixit). b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. § Forme delle constitutiones principum. norme sul credito e vendita a credito ) . norme sull’ import-export. ma più solenni.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata. i papiri. Il sovrano. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. 6 . al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . § Le opere della giurisprudenza classica. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). inserì solo: furto. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati.

7 . mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. Sabino. Tanta. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti.+jura. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. § La consuetudine . stanno tra il rescritto e leges generales. Ulpiano. pari a quella della legge. soprattutto da Costantino nel 321. però. Def: Comportamento costante. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. § Antitesi leges-jura . cost.(opere della giurisprudenza precedente). o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. a) Fragmenta Vaticana . convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. L’efficacia della consuetudine. con la prima parola. il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. e addirittura. Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. Basti pensare al Digesto di Giustiniano. § I jura. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. con la facoltà.pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. raccolta imponente di jura. di rifiutarla). a) Pauli Sententiae . riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . Modestino Gaio. annotazioni ai libri di Ulpiano . che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. confronta il diritto mosaico con quello romano . In caso di contrasto di opinione. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . Giuliano e Marcello. delle opere già di per sé elementari. Scevola. Paolo. ad Onorio l’Occidente). quella che gli è preferibile. d) Scholia Sinaitica . Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. operetta elementare c) Epitome Gai . fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). e in mancanza di questa. Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. Venne vietato. se paritetica quella di Papiniano. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. è ribadita nel Digesto.

§ La compilazione giustinianea. . b) FONTI DI COGNIZIONE. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. nel IV eV sec. Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. si fecero delle raccolte. Le prime raccolte di leges furono private. ed è la più importante delle leggi romane dei barbari . operetta elementare c) Epitome Gai.C.C. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. 15 libri. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). integrazione al Gregorio. presso il senato di Roma. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . Giustiniano sale al trono nel 527 d. § Collezioni di jura . 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso..C.). Il Digesto. d. § Le leggi romano-barbariche . confronta il diritto mosaico con quello romano. e qui venne approvata per esclamazione. .C. d) Scholia Sinaitica . 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani.. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi.. non ci è pervenuto.C.) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 . La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica.C. annotazioni ai libri di Ulpiano. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano . In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea. rescritti imperiali di diritto privato. richiedeva un aggiornamento.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. cost.Adriano 130 d. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“. mai a noi pervenute). § Collezioni miste di leges e jura . a) Fragmenta Vaticana . -.La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. e Hermogenianus 293 d. a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere. Le Institutiones.+jura. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano. Il codex repetitae praelectionis. Nel V e VI sec. a) Pauli Sententiae. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone).C.C. segue l’ordine dell’editto perpetuo. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura . Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura .

a) Collezione greca di 168 Novelle (578). La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano.personae. di un rapporto giuridico. In 12 libri diviso in vari titoli. mentre la capacità di agire. Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. status familiae.doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. 9 . e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). non possono mai averla gli schiavi. res. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. prevalgono i rescritti. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). b) Authenticum (533). status civitatis. è l’unico a noi pervenuto. ha + diritto privato. La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica . e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). (Persone.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. § Il codes repetitae praelectionis. Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . actiones. § Le novelle di Giustiniano . Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano.

Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. Status libertatis > il possesso di tale status. Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. e persino immobili. Inoltre. patria potestas o manus. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta. così che. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. Proprietario del peculio restava il dominus. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. nel caso anche altri schiavi. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). cioè essere uomo libero. a. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. il che significava fare onore agli impegni assunti. servi vicari. si diventa schiavi per captivitas . Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. ma una Lex Cornelia dell’81 a. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. ma le obbligazioni sono naturali). potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium.C. il dominus risponde per i loro obblighi. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni.) 10 . A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole).(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. diventano liberi gli schiavi liberati .C. cioè per prigionia di guerra. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. e il figlio della schiava è un frutto. purché a titolo oneroso. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. mancipium. ma si ammise presto che i servi potessero.

manomettesse uno schiavo del disponente.status (libertatis B1. per editto pretorio. per vendita del proprio figlio.esistenza B . Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. consegna ad altro stato. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino. condanna a morte o lavori forzati perpetui. B3) Status familiae. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole. sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone). La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. 221 del Marrone ) 11 . B2) Status civitatis. B1) Status libertatis. livellandoli come sudditi.C. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. Proculeiani (vagito). E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica.. come la delazione. E’ una manomissione di fatto . X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . Una volta liberato. Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). . volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche).La dote ( dos ) ( pag. La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre. per atto dello stato). non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. per revocatio in servitutem). vendita trans Tiberium. 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero. civitatis B2. in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione.Presupposti della capacità giuridica sono: A .

Era monogamico. si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . 3) il consenso ( escluso per i pazzi. a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . promissio . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Vietate erano le donazioni tra cognugi. dei genitori).A) Sino alla fine dell’età classica. Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . Scompare la dotis dictio . 12 . o per morte . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. dictio ( che poi scompare ) . attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). senza il quale si aveva concubinato). unico requisito era la convivenza. Conferimento di uno o più diritti al marito. ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . . Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico.Il matrimonio . mitigato più tardi. premesse . . senza formalità . La moglie adultera poteva essere uccisa. . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. . mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis.Il matrimonio : scioglimento .Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione.Il matrimonio : struttura ed effetti. E’ istituto di diritto romano arcaico.Beni parafernali e donazioni propter nuptias . 2) l’età pubere (capacità di generare). Non richiedeva alcun rito per la costituzione.Gli sponsali . B) Da età postclassica . . . e se filifamilias. d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) .

Tolgono o limitano la capacità di agire: età.La tutela degli impuberi .Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a.La cura dei furiosi e dei prodighi. sesso (donne). Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio.Condizioni limitatrici della capacità di agire.La cura dei minori di 25 anni .Presupposti della capacità di agire . ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio. diretta poi). contrarre matrimonio.C. o nell’actio pro socio. Non si aveva la cura testamentaria. ad es. dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . che poteva essere: maxima (schiavitù. a differenza del furioso . che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio). I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione).( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) . non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). . o ai gentili. . Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne. Vedi libro pag.(solo amministrazione del patrimonio). dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. a causa dell’età. 14 o concreta /uomini). rappresentanza indiretta prima. La tutela può essere testamentaria. . Il prodigo. minima(perdita dello status familiae). secondo l’editto pretorio. . la confessione religiosa. media (perdita della cittadinanza). e in mancanza di questi. 47\48\49 13 . . la condizione di liberato. la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). legittima (già nelle XII Tavole). incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore. . Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. ma non poteva testare.. l’infamia (i condannati nell’actio doli. Giustiniano allarga le possibilità di infamia). . il magistrato nominava un curatore. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. la condizione di colono. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano..La tutela muliebre . la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. legittima.Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). ed era dunque impossibile per il sordo). etc. Limitano la capacità giuridica: il sesso. vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. per guerra).I pazzi venivano dati in curatela agli agnati.

res religiose (dedicate agli dei inferi.. semplici (uno schiavo). come i rustici. A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio).possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . etc. al contrario della parte. 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso).) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). complesse (una nave).. 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno).Cose e loro classificazioni . gli schiavi. Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. consumabili ed inconsumabili . B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. e res publicae. le obbligazioni). Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. .secondo ( pag 55 . il passaggio. suscettibili di umana signoria). Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima. qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo. Cap. non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. . la casa. nel concludere affari con un minore di 25 anni. i cavalli.vedi pag 51\52\53 .E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a. 14 . i boschi sacri). etc. con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che. 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). usufrutto. Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno . .. res sanctae (porte e mura della città).< (GAIO) >. e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio. un’opera d’arte). denaro . E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. sociale). Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. come i sepolcri ).Parti ed elementi accessori di una cosa. divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo). che però sono tali se rispondono a certi requisiti. lo avesse raggirato.La persona giuridica.. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre).C.Scapini . collettive (il gregge).

modificazione. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi. il latte). modificarsi. separati. utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). percipiendi.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi.cap.giu . consumati (anche in senso giuridico con alienazione. Cap. d’agire). SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa. Es . modificazione.: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà. o trasformazione). 15 . estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno.. precetti. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). B) Effettiva nascita. i prodotti dell’albero da frutta. ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). esistenti. Possono essere: pendenti. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap.terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag. la lana.

persona giuridica.-. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. 2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. responsabilità adiettizia. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. prescrizione. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali. essenziale o ad solemnitatem. Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . se bilaterale. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. costitutiva.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio. espressa o tacita). b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. contratto a favore di terzi). sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona.Il termine importa decadenza. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. -. è 16 . la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico.

perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo). I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 . curatore del pazzo . b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge. Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore.. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. C) facio ut des. buon costume. comportamento o contegno . L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. B) do ut facias. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri.) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des.usato oggi. per es. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie.: tutore. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati).. indiretta: usata tra i romani. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto.

se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc.iniziale . Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative. potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti). Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio.il suddetto regolamento. 18 . 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore. b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede.o alla quale si fanno cessare . c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario.: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare. Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. (apponibile ai soli negozi di liberalità). per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio). Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze..finale . La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge.gli effetti del negozio). all'ordine pubblico e al buon costume. positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). es. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!).G.

Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. di un solo soggetto. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . due atti organicamente fusi(traditio. mancipati. e questa è sufficiente. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. derelitio. non contrapposte. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. vari contratti reali > mutuo. come nei negozi bilaterali. DICHIARATIVI mancipatio. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. mutuo. pro herede gestio. aditio hereditas. acceptilatio. istituzione di erede. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. in iure cessio. mandato. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. quindi . contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. in iure cessio. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. conduzione. deposito. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. mancipi. UNILATERALE (testamento. locazione. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito.

appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 .b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio.e annullabilità). in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. la disposizione sarebbe nulla. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo.lo ius civile conosceva solo questi . Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. manomissione. o negozi mortis causa. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente. Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente. qui si distingue tra nullità . b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. etc. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà.

mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. incosciente. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. c. (capacità generica). parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. (capacità specifica). quello dissimulato è 21 . ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. pazzo. dell’oggetto del negozio -es. il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. b. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. negozi compiuti da un infante. demostrandi causa). rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. Simulazione parziale. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). -es. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. oppure obbligazioni tra padre e figlio. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. ad es. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. b) Mancata idoneità -es.a. Il negozio non può produrre i suoi effetti. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . ma non ne vogliono nessuno. Gli effetti del negozio non vengono modificati. a) Mancata d’agire capacità -es. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. c) Manca o è deficiente -es.

è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. I vizi della volontà.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 . Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. ricordo che esso esclude la volontà. in altri dipende dai casi. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. diversamente è invalido. ma la vizia. Sempre rilevante. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. Errore vizio: non esclude la volontà. non è rilevante. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. cade sull’identità del negozio da compiere. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. non avrebbe manifestato la sua accettazione. valido. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. Sempre rilevante. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. la nullità era l’inevitabile conseguenza. qualora l’avesse conosciuta. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. il negozio non è sempre invalido. a meno che esso sia esternamente riconoscibile.3) Manifestazione voluta dall’agente. sia sulla designazione materiale che intellettuale. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. nei negozi mortis causa è sempre rilevante. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. Non è rilevante l’error in nomine.

L’invalidità può sanarsi in più modi. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole). e in triplum contro l’autore della violenza. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale. E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo.la minaccia è contraria al diritto . non usuale.rei vendicatio utilis-. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). così tramite il suo consenso. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. a sua insaputa. La violenza è ritenuta rilevante quando: . b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri. 23 . 3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto. e dopo l’anno in simplum. il metus. era citata in giudizio per l’adempimento.la minaccia deve concretarsi in fatti. quinto Atto illecito 1.il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. Non è infamante e non è sussidiaria. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). completa il negozio altrimenti vizioso (es. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo.Violenza morale. eccezionalmente.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. e nel caso di negozio soggetto a rescissione. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. hanno compiuto un negozio a suo nome. con effetto retroattivo (convalescenza). d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale. vi si ricollega la sanzione“. Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). negozi compiuti dal pupillo). 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza. viene meno la causa invalidante. che non aveva dato esecuzione al negozio. cap .

commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica.: 191 . In origine aveva carattere penale o repressivo. La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. un evento (è la lesione). della materia e del valore. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. 24 . 2. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. non subito). sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione. Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica. consolidandosi la civitas.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. manca qui il torto). il diritto soggettivo presuppone l’actio.WENGER). A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. 3. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. L’imputabilità può essere. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. venne sottoposta a controllo. cap . uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). a norma del diritto vigente. considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). chiaramente. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. la volontarietà. poi. Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). . 4. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. lata (omissione della più elementare attenzione). La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. e dunque l’imputabilità.

anche con mezzi coercitivi. . vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l.da cui deriva la formula . -.(in personam vale il termine oportere).In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia. si attendeva fino a le 12. è la più recente ed è una l. Aveva però dei limiti: abitazione. regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. -.per crediti derivanti da stipulatio. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “).il cui onere era per entrambi. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium. sacramento.a. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L. fu introdotta dalle XII Tavole.sentenza: sempre in denaro. e 2 di ESECUZIONE: 1) L. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula.cap . ed erano a libera valutazione del giudice . pretore.A. matrimonio. e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem). settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES.a. Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica.A. poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità. a comparire entro 30 gg. per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg.e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare). . per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia.00 e poi la parte assente perdeva la causa. ha un rito più agile. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) . tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . In ius vocatio: atto totalmente privato. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo).vedi rei vindicatio a difesa della proprietà . (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a. 3) L. a rischio. Non necessitava la presenza di entrambe le parti.peroratio: argomenti e prove .Apud iudicem : fase II ( meno formale ). e comunque sempre fruibile solo dai cittadini.A. 2) L. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). grazie all’intimidazione dell’attore.> vendita trans Tiberim o uccisione.Comperendinatio: dopodomani .A. Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure.. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore.(al pomeriggio) . C. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 . l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto.> mercato 3gg. console. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione. funerale.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio . Iudicis Arbitrive Postulationem .

e dalla Lex Aebutia (metà II sec a. Il convenuto poteva seguire l’attore.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio. in assenza dell’avversario. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri. 26 .: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice. di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria. Può essere certa e incerta1. A.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi.A. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina. non in tribunale. Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). A secondo della intentio poteva essere certa o incerta.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio. o. 2) L. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. 2.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1. era scritta prima che la formula avesse inizio. -. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto . per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. actio finium regundorum).C. se non avesse fatto nessuna delle due. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. actio in factum > condanna pecuniaria. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). è sempre una somma di denaro.B. ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . dare un garante (vindex o vadimonium). CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + . N.diritti di credito. -.C. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. scritta in dialetto osco. Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. processo di esecuzione della manus iniectio). anche non in iure. La Lex Valia (III° sec.

vietare. almeno nei iudicia legitima. prima della sentenza.sentenza: che doveva. MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire. doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato. nei iudicia quae imperio continentur. aveva una duplice funzione. . Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)).>dopo 30\15 gg. . molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. ma dirette al risarcimento del danno) . Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza. 27 . Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta). e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem. Non c’è appello.sono intrasmissibili. se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). 3) actiones civiles e honorariae. cumulative.successore universale del debitore -).actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza.es. 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. nossali.: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). Si doveva pagare entro 30 giorni.litis contestatio: fulcro della procedura.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose).Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. -. inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico. formula di rescissione actio Publiciana §121). 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). essere pronunciata entro 18 mesi. e infine il giudice pronuncia la sentenza. o b) formulae ficticiae . loco (luogo diverso dal convenuto). era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione. o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio . All’ultimo minuto.con cui si dava notizia della procedura in corso . il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico.

che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio).Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. apre la fase esecutiva).C.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . --Impugnazione della sentenza. -. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . fino a Giustiniano. con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). 4) giuramento. Il processo contumaciale. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. . prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto). Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello. (476 d. Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere.C. 3) confessione.-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione.Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. 2) deposizione dei testimoni. fine fase istruttoria . redatta per iscritto e letta in pubblica udienza.al 565 d. ma l’origine è con Augusto. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. (ove risalgono gli effetti conservativi della lite). -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi. davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati). La sentenza di appello era di norma ancora appellabile.C. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. crollo dell’impero d’Occidente). 5) praesumptiones (deduzione. 28 . e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. solo in età giustinianea). Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . Doppio grado di giudizio con Giustiniano. Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO.

divenne semplicemente dominium. C) episcopalis audientia. § 114 . che per la proprietà pretoria . Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova.C. § 113 . e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. o bonaria. questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. -----------------------------------------( pag. PROCEDIMENTI SPECIALI . ) e di garanzia (pegno. §112 . venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali). etc. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. costruire oltre ad una certa altezza in città. Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . “sino alle stelle e sino agli inferi“. si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). I confini. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae.299 -----------------------------------------------------------§111 . Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . interessi. Regime . spese giudiziarie. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero.La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). occorreva una rapida decisione.vindicatio usus ususfructus -. Il dominium ex iure Quiritium . . e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. servitù -vindicationes servitutis -. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. I diritti reali. diritti reali possesso . se subivano variazioni. ipoteca). B) summatim cognoscere. A) procedura per rescriptum principis. Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito). Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. La proprietà . sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). secondo lo ius civile. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. Limitazioni legali .

specificazione. e litis aestimatio. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens.). d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. adiudicatio. b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità. o iuris gentium (naturalis): occupazione. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . etc. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra. Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. traditio. mentre cautio è un rimedio pretorio). B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre.e con la bilancia. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). commistione di denaro. complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. specificazione. usucapio. Actio è ius civile. traditio . era un dei gesta per aes et libram.o bronzo . in iure cessio. in iure cessio. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 .1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati .agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . fu detta prima mancipium. § 116 . § 115 . Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. accessione. 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. uno degli atti che si compivano con il rame . per vindicationem.B. (N.

pronunzia di parole determinate . Vedi libro pag. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. con la derelictio (abbandono). A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. passaggio del dominio ad altri. e consisteva nella semplice consegna di una cosa.. I titoli erano tanti ma definiti. ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO . 340\1 § 119 .il libripens . requisito soggettivo. B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. Il dominium ex iure Quiritium: perdita. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). dal peso del metallo. con cui si assegnavano una o più res. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. possessio. D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. pro donato. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia . tempus. corporale. (res habilis. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium. pro solto). fides. tempus. vi troviamo un cedente e un cessionario). dunque. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e. o. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). fides. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. morto il testatore. possessio. indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. fruibile anche dai non cittadini). e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico. b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. gli schiavi . confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità).certe verba . per le altre era ancora necessaria la traditio). titulus . la condanna poteva essere espressa solo in denaro. Era fruibile anche da non cittadini.. Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. § 118 . C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa.. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. il legato fosse divenuto efficace. a volte. trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. Questi acquistava la proprietà civile una volta che.). 31 .

condicio ex causa furtiva. Per essa. in alternativa. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. a. o giustinianeo. la finzione vale solo per il decorso dei termini. 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. appunto. § 121 .§ 120. il pretore provvedette. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. Visto ciò. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. actio e cautio damni infecti.C. per tale ipotesi. annuale o biennale. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. ( pag. § 122 . i soli che potessero usucapire. che proprietario non era. al dominus possessore contro gli autori di turbative. Il pretore. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. con l’actio Publiciana (metà I sec. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. litis aestimatio. Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. actio aquae pluviae arcendae. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). Erano azioni civili di natura reale e spettavano. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. Accertata la verità dell’actor. ove i processi non sono più 2.). A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. Proprietà peregrina e proprietà provinciale. 32 . concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. a differenza della rivendica. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). successivamente. Actio Publiciana e proprietà pretoria . ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. come se fosse stato proprietario. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). nelle formule. di conseguenza. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. col decorso del termine. actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti.

La servitù. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato. con Caracalla. poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi). a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. § 124 . Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). come le azioni e i negozi giuridici.pag. Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti. d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. §125. La servitù. (. b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili. 33 . sempre indivisibili.C. (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. in particolare ai fundi in provinciali solo. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà. con la formula petitoria. è un diritto reale su cosa altrui. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. 354\5 ) § 123 . b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. o anche tra estranei per altri motivi. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. dunque. infine di servitutes (res incorporales). Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. La comproprietà. c) Tipicità: le servitù furono tipiche. e mai una categoria unitaria.. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. è sempre un non fare mai un fare.C.. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana).a) L’espressione proprietà peregrina.. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. Certe decisioni vengono prese a maggioranza. in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità).

più tardi. alla morte del marito. rinunzia (con la in iure cessio e poi. i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare. longi temporis prescriptio. cadesse in indigenza. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). L’usufrutto e i diritti affini. di percepirne i frutti. ma a favore di persone determinate). non usus e longi temporis praescriptio. § 126 . Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. pactio et stipulatio. tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. res corporales. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. era indivisibile. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. mediante pactio). similmente alla servitù (mai per traditio).e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. rinuncia. inconsumabile. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. (vedi servitù). 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. fruttifera. e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). scadenza del termine finale . f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . adiudicatio. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). non usus (il mancato uso di una servitù). Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag.376\377). con il limite di non alterarne la destinazione. perimento della cosa. e la preoccupazione che la donna. in iure cessio. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). --Si costituiva mediante legato per vindicationem. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù.il gregge . ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . denaro). g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio.o immobile. seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. che però si compiva in 10 anni. 34 . Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. consolidazione (= confusione). costituiva servitù tra di essi. C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. mutatio rei. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio.

quelli. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione..C. c) confusione. era in factum e in rem. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. enfiteusi. cioè. ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. § 127 . servivano come garanzia per il pagamento del canone. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. per confusione. ius in agro vectigali. § 128 . e fu esteso alle terre di proprietà privata.. (. b) perimento della cosa. che erano a difesa del possesso.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). f) come conseguenza della lex commissoria. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. con azione in factum di natura reale. d) rinuncia. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua).E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. Pegno e ipoteca. poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. Superficies. esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. (Diritti reali di garanzia) -. 388\9-390). La difesa giudiziale era data da uti possidenti.pag. ma godeva di ampi poteri.. Successivamente venne introdotta l’actio Serviana.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. ben più importante delle precedenti. -. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio. A) Superficies . Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a. esperibile per il recupero del possesso. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. Dal II secolo a. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime.C. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum.C.Era proprio dello ius civile. utrubi e unde vi. in buona fede. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata).C. C) Enfiteusi.

l’acquisto della cosa con il passare del tempo. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. possessio. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). Es. undevi. possessio > materiale disponibilità della cosa. verso la fine dell’età arcaica. non per concessione precaria. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores.: il ladro può possedere anche se in mala fede. Es. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. Tutelava il possessore.: tutelava il ladro rispetto ai terzi. § 129 . C) Utrubi (cose mobili). Al possessore spettano: i frutti. ossia in modo non violento. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa.. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . dal console Rufo. c) Actio Serviana (51 a. (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. -. 1) no. Il possesso non viziato possesso iusta .C. ma non rispetto al derubato e 36 . Corpus possesionis e animus dominus. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. le azioni possessorie. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. bisogna possedere senza vizi. era necessario possedere senza vizi. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. così i possessori aumentano. Il possesso.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). (non basta la detenzione) es. non clandestino. in modo non violento). --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. Non basta possedere per vincere una lite. e il loro potere sugli stessi. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria.C. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. o vindicatio pignoris. ossia tenere la cosa come propria. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione.

una volta uscito. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . i filiifamilias. così che poteva riguardare solo res corporales. es. sempre coincide con l’animus dei sequestratori. -. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. depositari.: i servi. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. coloni. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. dei precaristi. Era unilaterale. g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). dei creditori pignoratizi. es. ma non tenevano il bene uti domini. non a quello ingiusto. o si vende la cosa. in propio nomine. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. non il suo eventuale ius.agiva anch’esso per recupero. 37 . Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). e)CORPUS e ANIMUS. Era dato anche al possessor iniustus. che avevano animus possiendi. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. oppure per es: il possessore di un fondo che. usufruttuari. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). inquilini. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona. e viceversa. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. comodatari. Era data anch’essa al possessore giusto. Si possedeva la res. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. occupatio. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. adprehensio. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio.

c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . de cloacis. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. de rivis. inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. solo per comodità espositiva. a tutela dell’usufruttuario. significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino. 3) Agere per formulam petitoriam .Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. diventa : actio confessoria . USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria .: interdetti da itinere actuque privato. contro il vicino. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. nel diritto classico . PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. esperibile per il recupero del possesso . 2) Agere in rem per sponsionem . ES. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente.

). § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c. Def. e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili).C. 39 . era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. Oportere era un termine ius civile. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata).: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. § 131 La genesi e la storia . come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus. Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. Con Giustiniano a) e b) vengono unite.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. Rapporti non sanzionati da actiones. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima. a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a.). 415 Marrone ) § 130 Il concetto . ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito). b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio.c. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio. secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533).

Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore. § 137 Inadempimento e responsabilità. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). con ovvia facoltà di scelta. § 135 La prestazione: requisiti. lecita (pena nullità). generiche e specifiche. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora).3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. alternative. I contratti tipici erano un numero definito. La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. negotiorum gestium. ciascuno con proprio regime giuridico. tutela. § 139 Le fonti delle obbligazioni . il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. § 138 La mora. conventio. obbligazione di cose fungibili. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. anche se l’avesse consegnata in tempo. se ne può scegliere una. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). la sua posizione si aggravava. delitto.§ 134 La prestazione: contenuti. ciascuno 40 . possibile (pena nullità). comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi). quasi contratto (variae causarum figurae). legato). quasi delitto. § 140 I contratti . a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili.2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti.

§ 144 I contratti reali: il pegno.. e negozio causale. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. Il depositario acquista solo la detenzione. sementi. (olio. Vi fu poi una actio directa. con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. e non doveva per l’uso alcun compenso. Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. e una volta estinto il debito. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. (gratuito) Il deposito è un contratto reale. con cui una parte (mutuante). imperfetto. Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. Si costituiva con la datio del mutuante. etc. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona .) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. Il comodato è un contratto reale bilaterale. unilaterale. conventio pignoris (sine datione). Il pegno è un contratto reale. più limitato che fosse stato convenuto . 41 .sanzionato da proprie actiones. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. § 142 I contratti reali: il deposito. bilaterale. altro. imperfetto. Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. non l’uso. Non si pagano interessi (usurae). (mutuatario). (prestito ad uso gratuito). imperfetto. consegna ad un’altra. che poi perse. Il comodante. Il mutuo è un contratto reale. Era in simplum o in duplum. § 141 I contratti reali: il mutuo . bilaterale. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. ossia senza demostratio. eventualmente solo quello diverso. ha caratteristiche penali. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. frumento. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. consegna al comodatario una o più cose mobili. c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante.. E’ un’obbligazione di genere. gratuito. una somma di denaro o altre cose fungibili. § 143 I contratti reali : il comodato. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. sarà tenuto alla restituzione. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa. è un’actio directa. b) actio pigneraticia in rem. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta.

che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans.138 Marrone: negozi giuridici formali. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. La Mancipatio (pag. per il deposito e il pegno. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . adottato prima dell’età repubblicana. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. 42 . per la cessione della tutela mulieris. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto. Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. Le parti erano il cedente e il cessionario. reipersecutoria e infamante. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale. § 61. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. per il riacquisto di proprietà e possesso. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra).133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. di fronte al suo diniego o silenzio. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. per costituire servitù rustiche. La stipulatio. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. prounciava la formula vindicatoria. Si tratta di un negozio fiduciario. § 146 I contratti verbali . Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). tenendo lo schiavo. dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. il cui consenso poteva essere espresso verbis. § 62 La in iure cessio (pag. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . è la più antica fonte di obbligazioni). pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio.§ 145 La fiducia . oppure. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). il libripens. per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. a determinate condizioni per la cessione di eredità.

Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. gli prometteva una prestazione . La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole). occorreva la scriptura. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . Nel terzo sec. ove la formula era modellata sulla demostratio. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. DEF. E’ un genere proprio dei peregrini. specificando. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . ma scompare. Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam.E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. § 147 I contratti letterali . Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. 43 . ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). Era un contratto unilaterale. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). Fu lo strumento per realizzare la novazione.Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. Chirographa . si esigeva una unitas actu. Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). oppure. § 148 I contratti consensuali: la compravendita. Avevano luogo in uno eloquente. non si usò più. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . Gaio li classificò nei contratti. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo.Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro.

La locazione è un contratto consensuale. il conduttore è il datore di lavoro. si restituisce al locatore (es. Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . 44 .Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . Doveva essere un iustum pretium . Vi erano anche altre azioni più specifiche. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. per nuntius. b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. il rammendatore e oggi l’appalto). b) actio de modo agri: analoga alla a). Si all’eredità. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . per cui. sia a titolo gratuito. Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . Evizione. sia inter vivos che mortis causa. No alle res extra commercium. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri.> actio auctoritatis (in duplum). b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. ossia il versamento del denaro in contante. § 149 i contratti consensuali : la locazione. avesse precisato l’estensione del fondo . Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. per litteras. non del contratto in sé. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). mobili e immobili. entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. sia a titolo oneroso. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. § 150 I contratti consensuali : la società . Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere. bilaterale. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. Il locatore è il lavoratore. con l’esplicita previsione di un corrispettivo. e che in essa . presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso.

3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere . contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici . conclusi senza dolo. actio praescriptis verbis). il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente. actio praescriptis verbis). Altre obbligazioni non da atto illecito. Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. Il mandato è un contratto bilaterale. Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. era tenuto a darne un’altra. E’ un negozio iuris gentium . non contrari a legge. Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. Estremi della negotiorum gestio:. La società era un singolo contratto consensuale..utilità della gestione intrapresa. imperfetto. 45 . e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. avendo ricevuto una cosa.Arricchimento ingiustificato . § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des.assenza di un mandato. facias ut des. comportava infamia. § 154 Obligationes quasi ex contractu . do ut facias. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . (do ut des). Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. ossia. con exceptio pacti conventi . avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto.. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo .2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. sia tacito che espresso.volontà di gestire negozio altrui. facias ut facias. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. a ) Negotiorum gestio .. per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. § 151 I contratti consensuali : il mandato . Comportava infamia. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso. comportava infamia. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario.compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . Transazione .

tramite le quali. Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. L’actio bonorum era. b) actiones utiles. in danno di altre persone. con conseguente: actio furti nec manifesti. § 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . iniuria. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). I delitti sono: furto. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. damnum in iuria datum. “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. Le parti dovevano essere incoscienti. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa). In età medioevale.-triplum : a titolo di pena. b) Furtum nec manifestum. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. con conseguente: actio furti manifesti. rapina.b) Solutio indebiti. comodatari e possessori in buona fede.-simplum: valore delle cose asportate. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. no alle azioni penali. Azione di ripetizione. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari. azione penale. per simplum dopo. penale e infamante. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. Per il membrum ruptum la pena era 46 . per i classici. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno. § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via.

2) compensazione volontaria . Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. actio in factum). morte. § 160 Altri illeciti extracontrattuali . stazioni per il cambio dei cavalli. io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . e soprattutto le Actio de pauperie. capitis diminutio. § 162 Estinzione delle obbligazioni. 3) compensazione legale . decorso del tempo. 47 . sentenza. L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . § 161 Obligationes quasi ex delicto . pactum de non petendo. actio in factum).il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale. Contrarius consensu e recesso unilaterale. ma non penale. L’adempimento. actiones adversus nautas. Sostituzione di obbligazione con un’altra.(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità.solo il pericolo . effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. acceptilatio. L’actio de pauperie . La transazione. § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. trasferendone all’attore la proprietà. Nel diritto romano: solutio per aes et libram. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . locande. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . caupones. actio in factum). Novazione e litis contestatio . Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile .potuto provocare danni ai passanti. confusio. positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione . e non riguardava comportamento volontari . azioni pretorie. impossibilità sopravvenuta. Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . actio in factum). Era un’azione nossale. concursus causarum. abrogatio e conventio in manu.

in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). § 173 La donatio mortis causa . La Lex Cincia non viene ripristinata.C. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. § 172 Le donazioni tra coniugi. la registrazione presso un pubblico ufficio. ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor). conventio in manu). e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. La lex Cincia. la consegna della cosa in presenza di vicini. fideiussio. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. § 169 Gli atti in frode dei creditori . Il divieto comporta la nullità dell’atto. Con Costantino la donazione (323 d .A Roma. Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). Si esige forma scritta. Sponsio. dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini.C. fidepromissio. Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. 48 . Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. c) Mandato di credito. Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite.

TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità. La delazione è intrasmissibile agli eredi . Cadde in desuetudine in età post classica. in difetto. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. Essi potevano accettare l’eredità. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. Ne sono esclusi i postumi. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. Il donante. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. Essi diventavano eredi automaticamente. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. Fu abolita da Giustiniano. cittadini romani. avrebbe potuto pretendere. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. Fu abolita da Giustiniano. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. il ritrasferimento di quanto donato. Essi sono detti anche heredes extranei. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. i rei di adulterio. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. con la conditio. legatari e figli. b) per la successione testamentaria. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. o. una volta guarito. Sono gli agnati dell’ereditando. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. 49 . esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. Es. sui iuris. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. senza bisogno di rinunciare.

Si iniziava con la missio in bona. Potevano così subentrare i creditori. e quindi acquistava in blocco tutto. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . per i debiti da lei contratti quando era sui iuris. NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. Il titolare della manus. Comprende: proprietà. nipote rispetto al suocero. crediti. mentre i debiti di lei si estinguevano. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive . LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. o comunque della potestas. A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). acquistava i diritti che facevano capo alla donna. che aveva una funzione di custodia e conservazione. ius sepolcri. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. le donne erano escluse dai comizi. Conventium in manum: tramite la quale. e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. sia donne sui iuris. la donna. Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. 50 . Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. debiti. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. curatela. che interrogava i 2 soggetti. Si tratta di una legge comiziale. (p. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. e iure praetorio (bonorum venditio). coemptio (modo più comune). La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. entrava a fare parte della famiglia del marito. sia filiae familias. sorella rispetto ai suoi stessi figli. si procedeva alla bonorum venditio. dall’ultima età repubblicana. per l’intero o per quota. sia attive che passive. salva.616 marrone). Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos.HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. Essa poteva riguardare. sacra familia. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. tutela. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. Si proseguiva con la proscriptio. Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. Venne nominata universitas. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. presiedute da un pontifex. usus (convivenza per un anno).

figli in adozione. che da alieni iuris diventano sui iuris. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. in ultima età repubblicana. 51 . postumi sui non ancora nati. dove gli eredi sono tutti volontari. si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). non in iure civili. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. In età repubblicana avanzata. Sono eredi volontari. ma già concepiti. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. L’attribuzione aveva luogo per stirpi. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle. madre e figli erano di secondo grado. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. moglie del defunto con conventium in manum. Essi sono: figli in potestate (maschi. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. figli emancipati. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. Erano i parenti di sangue. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. non oltre il sesto grado. femmine. B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. 100 giorni per tutti gli altri). L’ereditando doveva essere di sesso maschile. Non erano eredi necessari. Era ammessa la successio graduum. Tra cognati di uguale grado. adottivi). sia in linea maschile che femminile.

4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. pena la nullità. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. COSTANTINO: con Costantino. Le figure di heredes e bonorum possessor. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. no ai riti). con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . La donna doveva essere ius liberorum.l’attribuzione aveva luogo per capita. Erano preferiti: i figli del defunto. se completamente orale. Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. dove era uso redigere le volontà testamentarie. di rinvio. anche se distinte. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori. 52 . i sigilli e firme di 5 testimoni. mortis causa. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. Il testamento: atto unilaterale. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. che poteva essere: totale. Si procedeva solo a istituzione di erede. revocabile. soltanto orale. L’istituzione di erede non poteva mancare. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. personalissimo. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate.

era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. solo eccezionalmente parziale. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. cancellare e distruggere il documento. Il testamento può subire: --Invalidità. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. ecco perché non valeva nulla designare. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. La sostituzione prevale sull’accrescimento. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. più eredi testamentari. --Revoca. naturale. infine venivano apposti i sigilli. così che. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. questa regola fu attenuata in età classica. servo istituito erede cum libertate. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. ex testamento. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. Era solitamente totale. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. questo principio subì poche deroghe. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. X I iure civili. unico erede per intero. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. Eredi di primo e secondo grado. 53 . i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. --Inefficacia. e mantenuta nel Corpus Iuris. per il mancato acquisto. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. Manomissione. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. quello di secondo è il substituto. Nomina di tutore. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. In pratica è una doppia istituzione di erede. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. heres ex quota.C. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. questa regola perde valore con Giustiniano. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. non godeva del beneficium abstinendi. o la bonorum possessio. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore.

Era: traslativo di proprietà. il legato non 54 . Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. (età repubblicana). I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato . si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. oralmente. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. vindicatio usus fructus . Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). Prima poteva essere disposto solo per un coerede. per avveramento di una condizione. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. in fine. attribuiva. Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. per scadenza di un termine. possesso ad usucapionem (res mancipi ). di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. modi. greca. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. La revoca poteva essere tacita o esplicita. Oggetto. 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. Essa è disposta per testamento. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. costitutivo di usufrutto. Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). sottraendoli agli eredi. (non al posto) la persona indicata per prima. Aveva efficacia obbligatoria. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. Sostituzioni. anche solo con gesto di assenso. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. costitutivo di servitù. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate.vindicatio servitutis . Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. I giuristi classici e. termini. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. o altra. codicillo. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato.Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . la lingua adoperata poteva essere latina. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. dove il sostituto acquistava dopo. Sostituzione fedecommissoria. per sua morte. rimettendosi solo alla sua fides.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede.

prescindono dall’esistenza del testamento. la causa dell’invalidità fosse cessata. ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). Possono contenere solo fedecommessi. che ritardava ad accettare. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. Il legato. impuberis o mulieris.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. poteva essere revocato. I CODICILLI Sono documenti scritti. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. Con la tutoris datio. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). il testatore nominava un tutore. Era negata la convalida del legato nullo. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. Seguono le sorti del testamento. (figlio o figlia). spesso sotto forma di epistula. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . o. tra i figli emancipati e i sui. Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. per la sua perfezione non si richiedevano formalità.

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