__ ESAME DI ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO__ APPUNTI Età arcaica : dopo 7 re > 27 a.C. Augusto Età del Principato : 27 a.C. > 280 d.C.

Età del Dominato : 280 d.C. > 453 d.C. Ius Quirintium > diritto dell'età arcaica. I quiriti sono le prime comunità formatesi sul territorio di Roma. Per darsi una pacifica convivenza devono porsi delle regole di comportamento, queste sono diritto orale: i mores. In questa fase il diritto è legato al fas (elemento religioso) infatti i custodi dei mores sono le alte magistrature del tempo: i pontifex. Con l'allargamento di Roma nelle prime guerre conquista nuovi territori>sviluppo commerciale> ius civile (azionabile solo dai cittadini romani). Le prime fonti di ius civile sono i mores stessi e si aggiungono nuovi mezzi giuridici, in particolare il verbo oportere. Molte erano le formalità. La rigidità del sistema in rapporto all'evoluzione di Roma porta a iniquità ossia l'applicazione dello ius in una società commerciale non regge più e porta a situazioni non eque. Come rimediare: il pretore urbano che riconosce anno per anno nuove azioni ai cittadini romani. Dal pretore si forma lo ius honorarium dalla concessione, anno per anno di nuove azioni. Ha 3 azioni nei confronti dello ius civile: 1) Adiuvandi: aiuta nei negozi di ius civile ad adattarsi alle nuove esigenze di Roma. 2) Supplendi: interviene un'azione che supplisce alla mancanza dello ius civile. 3) Correggendi: lo ius civile provoca iniquità allora si fa funzionare lo stesso negozio con altre azioni 3 sistemi per rimediare alle iniquità. Lo ius honorarium nasce completamente staccato ma negli anni, prima si integra, poi si unisce (età del principato). E' l'editto del pretore (carica che assume rilevanza nella repubblica). Anno per anno il pretore fa un nuovo editto anche se vengono riconosciute sempre alcune azioni (nocciolo duro). Nell'età del principato l'imperatore ha paura di perdere potere e nel 130 d.C. Adriano fa fare l'editto perpetuo> il pretore perde potere. Lo ius honorario diventa stantio come lo ius civile: 4° sec a.C. i romani vogliono commerciare con le genti vinte ma non hanno le azioni giuridiche per commerciare>si formano strumenti giuridici nuovi: ius gentium. Nel 212 d.C. Caracalla concede a tutti la cittadinanza: ius civile, ius honorarium, ius gentium sono un tutt'uno. DALL'ETA' ARCAICA > REPUBBLICA 07/11/95 Le fonti di produzione nel loro ordine. 1) MORES MAIORUM e INTERPRETATIO PRUDENTIUM: rappresentano lo ius Quirintium. 2) LEGES e PLEBISCITA> contrassegnano la nascita dello ius civile: in particolare le 12 Tavole (databili V sec. a.C.) rappresentano la prima fonte di diritto scritto avente la principale funzione di limitare la interpretazione da parte del pontefice. 3) EDITTO DEL PRETORE> quest'ultimo quale magistrato interviene a correggere, supplire o aiutare lo ius civile nelle sue iniquità dovute allo stretto formalismo. Tale meccanismo avviene attraverso il programma di governo annuale del pretore (>editto) nel quale di volta in volta vengono riconosciute nuove azioni (rimedi pretori) a tutela delle situazioni giuridiche non riconosciute dallo ius civile. L'evoluzione di tale editto in editto tralaticio e successivamente editto perpetuo (Adriano, 130 d.C.) porta la formazione dello ius honorarium il quale si affianca e successivamente si interseca con lo ius civil . 4) Attività del praetor peregrinus avrà la funzione di sviluppare il diritto di tutte le genti . 1-Fonti del diritto. 1) Leges: ciò che il popolo prescrive e stabilisce.

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2) Plebiscitis: ciò che prescrive e stabilisce la plebe, inizialmente non aveva valore vincolante per il popolo, solo con l'emanazione della lex Hortentia nel 287 a.C. fu equiparata alla lex. 3) Senatus consulta: è ciò che prescrive e stabilisce il senato ed ha lo stesso valore della legge. 4) Costitutiones principis: é ciò che l'imperatore stabilisce mediante decretum o edictum ed ha lo stesso valore della legge. 5) Aedictis magistratum: sono i precetti di coloro che hanno lo ius aedicendi, ciò è il potere di emettere ordinanza (pretore urbano e pellegrino). 6) Responsa Prudentes: pareri ed opinioni di coloro cui è stato concesso di produrre diritto, ossia i giuristi. Il diritto romano si può dividere in : A) diritto proprio della civitas o ius civile B) diritto di tutte le genti o ius gentium A) Lo ius civile si compone di particolari elementi che sono : 1-- mores 2-- leges 3-- apporto dei prudentes Questi elementi hanno carattere vincolante nella fase primordiale (età arcaica), questo carattere andrà perdendosi man mano che la relazione tra individuo e individuo non riguarderà più solo i cittadini romani ma romani e stranieri. Nell ' ampliarsi dei confini geografici romani si allargano anche i confini economici e quindi le relazioni con questi popoli: il principio della personalità del diritto (in base al quale io romano voglio vivere secondo il mio diritto, i miei dei) non è più sufficiente per regolare i rapporti fra le popolazioni. Sorge la necessità di elaborare un nuovo sistema giuridico idoneo regolare tali rapporti . Nasce quindi lo ius gentium. B) Lo ius gentium si forma su varie componenti: 1°. adattamento del diritto civile anche agli stranieri ad es. attraverso lo svilire alcuni formalismi ed estensioni dello ius civile. Il diritto antico infatti è un diritto formale per eccellenza, si rappresenta attraverso delle forme solenni e di rituali particolari al fine di attirare attraverso il rito immutabile e ripetuto l' attenzione degli dei su quella che è la vita degli uomini. In realtà questo rito è necessario perché rappresenta l'embrione della lotta primitiva quando non vi era lo stato a regolare le liti e la ragione era quella del più forte. L'intervento dello stato vuole evitare la lite e dato che gli dei romani non sono gli stessi dei stranieri è necessario che venga svilito per poter essere adattato anche agli stranieri. Ad es. la sponsio con l'uso di un verbo diverso diventa stipulatio ed è applicabile anche agli stranieri. 2°. è il riconoscimento dell'esperienza comune di tutti i popoli di consuetudini giuridiche che sono uguali e comuni perché discendono dallo stesso gruppo etnico primordiale: i romani scoprono che i latini hanno la stessa divisione politica delle curie * che esiste nella Roma primitiva (curia è la ripartizione politica * che comprendeva le famiglie più ricche dei patrizi della città). I romani riconoscono che tutte le popolazioni vicine hanno le stesse regole che stanno alla base dell'istituto famigliare, gli elementi comuni vengono ricondotti nello ius gentium ed è per questo che Gaio lo definisce diritto comune a tutte le genti ( inizio Scapini) Ius Quiritium = ordinamento di Roma nel periodo arcaico (deriva dai costumi di vita ed è l'ordinamento originario di Roma ). Posizione di potere su persone e cose > dominium > proprietà. A qui si fanno risalire istituti come la patria potestas , manus , mancipatio. Ius civile = diritto dei soli cittadini di Roma (prodotto dai mores, dalle 12 Tavole, etc ....), assorbì lo ius Quirintium. (Obbligazioni, crediti, debiti). Il primo verrà assorbito dal secondo. ius praetorium Ius honorararium = si contrappone allo ius civile per migliorarne l'applicazione : < iurisdicio praetor peregrino
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Ius gentium = formatosi per regolare i rapporti tra cittadini e stranieri . (futuro diritto internazionale) Ius publicum e Ius privatum = suddivisione formulata in un noto testo i Ulpiano . Ius comune e Ius singulare = il primo è applicabile in generale, il secondo solo in casi particolari. Ius naturale = complesso di norme non scritte ma universali: " ciò che è sempre buono ed equo " . Ius novum e Ius extraordinarium = il primo sono le costituzioni imperiali, il secondo sono le fonti derivanti dalla cognitio extra ordinem . FONTI DI PRODUZIONE E FONTI DI COGNIZIONE. Le I° sono quelle che producono diritto (norme), le II° sono quelle che ne permettono la conoscenza CAP1 Dai 7 re al 27 a.c. (ovvero Augusto) DALL'ETÀ' ARCAICA ALLA FINE DELLA REPUBBLICA a) FONTI DI PRODUZIONE . §1 Mores maiorum e interpretatio prudentium . I prudentes (pontefici) con i loro responsa creano il diritto prendendo spunto dai mores maiorum (ordinamento non scritto risalente a un costume antichissimo, fenomeno consuetudinario ed ancestrale) creando un precedente utile a tutti i successivi casi analoghi. La legge delle 12 Tavole ha intaccato il monopolio interpretativo del pontefice. Il colpo definitivo, (dopo la pubblicazione dei dies fasti 304 a.C.) venne dato nel 254 a.C. da Tiberio Coruncanio (primo pontefice massimo plebeo) che esercitò pubblicamente l'attività di giurista, che era triplice: a) respondere (dare un parere), b) cavere (apprestare schemi negoziali idonei), c) agere (assistere le parti nei formulari). La giurisprudenza laica ( dal II sec. a.C. ) prosegue un'attività ricognitiva della giurisprudenza più antica. Alla fine della Repubblica, l'attività ricognitiva-creativa dei giuristi apparentemente si inaridisce, anche se, l'interpretatio prudentium sarà importante nello Ius honorarium . §2 Leges e plebiscita. Rapporti con lo Ius civile. La posizione delle 12 Tavole. La lex è "ciò che prescrive e stabilisce il popolo"(Gaio) dopo la votazione dei comizi centuriati (o tributi, dopo la loro istituzione). Il magistrato > iniziativa > proposta di legge respinta o approvata dal popolo nei comizi. Sullo stesso piano della lex troviamo i plebiscita (equiparati alle leges dalla legge Hortentia nel 286 a.C. da Gaio) sanciti dalla plebe nei concilia tributa plebis convocati dai tribuni, che vincolarono prima solo i plebei, e poi tutti i cittadini. In 5 sec. di storia della Roma repubblicana vi furono non più di 30 leges > assai limitato. Le Leges erano: Inperfecta (non hanno sanzione: es. Lex Cincia de donis et muneribus), Minus quam perfecta (sanzionano: Lex Furia testamentaria), Perfecta (nullità dell'atto: Lex Falcidia de legatis). § 3 L'editto del praetor urbanus e gli altri magistrati muniti di jurisdicio . Contrapposto allo Ius civile venne a crearsi il diritto, del tutto nuovo, detto pretorio o onorario. Il pretore innestava la propria attività (la jurisdictio che promanava dal suo imperium) nel processo bipartii delle legis actiones e delle formulae, ma solo nella II° poté, grazie alla Lex Aebutia, a partire dal II sec. a.C., creare realmente nuove norme (qui diviene il signore incontrastato del processo). Il pretore divenne il vero signore del processo perché a lui competeva iudicium dare e iudice dare e poteva anche paralizzare, con l'exceptio, l'azione. La jurisdisdictio del pretore si esplicava con l’esposizione nel foro, all’inizio dell’anno, dell'edictum, nel quale spiegava i criteri secondo i quali avrebbe esercitato la sua giurisdizione. L’edictum si trasmetteva di anno in anno da un pretore all’altro, così che l’editto, salvi alcuni cambiamenti, presentava un nocciolo duro. Gli
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editti non furono però solo del praetor urbanus, ma anche del praetor peregrinus e dei curili. Nell’editto, accanto ai mezzi processuali veri e propri, troviamo anche i rimedi complementari come: stipulationes praetoriae, missiones in possesionem, restitutiones in integrum, interdicta. § 4 L'attività del praetor peregrinus (242a.C.)e il Ius gentium . Dopo la prima guerra punica (264-241), Roma estese i propri interessi e nel 242 a.C. vi fu l’istituzione praetor peregrinus. Nel processo del praetor peregrinus vennero abolite le procedure lente delle parole sacramentali, i contendenti erano liberi nell'esposizione. Si adottò il criterio della fides bona (fedeltà alla parola data) e nacque così lo ius gentium del praetor peregrinus che venne presto adottato anche a Roma. Lo Ius gentium può essere Ius civile (perché ben presto applicato anche nel tribunale del praetor urbanus ), il contrario no. § 5 Ius civile, Ius honorarium e Ius gentium nel sistema repubblicano delle fonti. Lo Ius praetorio o honorario serve ad integrare ed aiutare lo Ius civile (che trova la propina ragione nei mores). Lo ius gentium è, invece, espressione dell’evoluzione dell’economia. b) LE FONTI DI COGNIZIONE . Poco rimane della storia di Roma di prima del 200 a.C., anno della stesura di Sesto Elio Peto. Possiamo avere solo nozioni frammentarie per quanto riguarda le XII Tavole a noi non pervenute. Qualcosa rimane negli ultimi 2 sec. della Repubblica. Si ricorda: a) Tabula Bantina >scritta in dialetto osco, e rinvenuta vicino Banzi è interessante il processo di esecuzione sulla persona del debitore > manus iniectio ;b) Tabula di Veleia > indefensio e confessio in iure 49 a.C., norme di procedura civile;c) Lex coloniae Genetivae Juliae seu Ursonensis, 4 tavole in bronzo rinvenute in Spagna. Vanno ricordate anche le opere comiche (Plauto, Terenzio, Menandreo) e teologiche. Tra i grammatici va ricordato, Terenzio Varrone (116 a.C.) > de lingua latina, 5 libri. Catone il Censore (Liber de agri cultura), Cicerone (De legibus, le orationes Pro Caecina, Pro Quinctio, Pro Tullio). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 2 Dal 27 a.C. ( Augusto ) al 280 d.C. L'ETA' DEL PRINCIPATO

a) FONTI DI PRODUZIONE ( Epoca detta CLASSICA ) L’elenco delle fonti del diritto nel principato ci derivano da GAIO, e sono (6): " leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti, responsi ". §1 Leges e plebiscitas . Sotto Augusto, formalmente restaurata la costituzione repubblicana, con la sovrapposizione della figura del princeps, si ebbe, da parte dei comizi, una fertile proliferazione di leges come quelle demografiche, manomissione schiavi, etc.. . Importanti sono anche le leggi che regolano il processo civile e criminale. Dopo Augusto, sotto Tiberio, incontriamo ancora una Lex Iunia Norbana (viene qui disciplinata la posizione equivoca degli schiavi manomessi nel diritto onorario), Lex Iunia Petronia, Lex Visellia, ma l’attività legislativa si inaridisce. Con Nerva (96-98 d.C.) le leggi diminuiscono progressivamente moltissimo. Erano tutte perfectae (nullità dell'atto).
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§ Senatusconsulta . Def.(GAIO) "Il senatoconsulto è ciò che il senato ordina e stabilisce e questo ha valore di legge nonostante se ne sia discusso". Il senato incominciò (ultimo sec.. della repubblica, I Principato) suggerendo al pretore l’inserimento nell'editto di nuovi rimedi processuali, a favore dei privati. Il divenire legge (direttamente - Gaio > dapprima il senato suggerisce, poi emana direttamente la legge tramite Oratio > mediante cui imperatori o legati facevano proposte, sempre accettate, al senato) dei senatusconsulta fu una conquista del tempo, e del declinare dell’attività legislativa dei comizi (es. è la manomissione legale degli schiavi, grazie ad un senatoconsulto Siliano ove lo schiavo denunci l’uccisore del padrone). § La constitutiones principum . Costituzione dei principi: “ciò che l'imperatore stabilisce con decreto, editto o lettera“ Def di Gaio (Inst. I , 5). Gli atti dell ' imperatore sono 4 : ( E.M.E.D. ) 1)edicta: ordinanze emanate dal principe in virtù dello ius aedicendi, erano validi in tutto l’impero. 2)mandata: istruzioni ai funzionari e governatori delle provincie, e sopravvivevano alla persona. 3)epistulae (e rescripta che nel Dominato divengono adnotatio): risposte scritte, date dall’imperatore, a domande dei magistrati (erano di vario genere). 4)decreta: sentenze emanate dal principe extra ordinem su controversie portate direttamente alla sua cognizione in unica istanza o in sede di appello, erano atti giurisdizionali che risolvevano casi concreti e divenivano un precedente per le successive controversie. La teoria del principe-legislatore si affermò abbastanza lentamente. La Lex de imperio VESPASIANI è l'unica mai pervenuta, che ne dimostra l'ampio potere discrezionale. § Gli edicta magistratum. (editto perpetuo di Adriano del 130 d.C.) Venivano fatti dal magistrato sia urbanus che peregrinus. Vi è però il graduale svuotamento dell’opera del pretore che culmina nel 130 d.C. quando l'imperatore Adriano diede incarico al giurista Salvino Giuliano (Sabiniano) di riordinare l'editto e fissarne il testo definitivo: nasce così l'editto perpetuo che i pretori d'ora in poi avrebbero dovuto pubblicare senza modifiche. Esso era per il praetor urbanus, ma non è difficile ritenere che vi fosse anche un editto perpetuo per il praetor peregrinus. Cessa dunque la creazione del diritto da parte del pretore. § La giurisprudenza. Il jus respondendi ex auctoritate principi. Le 2 scuole dei Sabiniani e dei Proculeiani . Lo jus respondendi ex auctoritate principi (manifestazione mediata della volontà imperiale) è una specie di patente che veniva assegnata ai giuristi di acquisita fama. (responsa prudentium = “pareri ed opinioni di coloro ai quali è stato consentito di creare diritto“;" se i loro pareri sono tutti concordi, ciò che essi così pensano tiene luogo di legge ; se invece siano discordanti, il giudice può seguire l’opinione che vuole; e ciò indicato in un rescritto del divinino Adriano" Gaio). Il giudice era dunque vincolato dal responso dato da un giurista munito di jus respondendi. Nel principato si formano 2 scuole: i Sabiniani (calorosi fautori di Augusto, sistematici, + potenti) e i Proculeiani (conservatori legati all'antica libertà repubblicana, casistici, - potenti), che contrastarono però solo su questioni molto specifiche. LE FONTI DI COGNIZIONE. (Epoca detta CLASSICA)

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damnum iniuriam datum. con l’istituzione della monarchia assoluta. risalenti ad Augusto>è importantissimo in quanto si enunciano norme relative alle nozze tra persone di nazionalità diversa.. norme sull’ import-export.): grande rotolo di papiro (2 m) scoperto in Egitto (una serie di mandata. c) Tavolette di ercolano (contratti e testamenti .. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------CAP 3 dal 280 d.. L'opera si dividerà in 3 parti dedicate alla persona (= I° libro). manuale elementare diviso in 4 libri. res (II° e III° libro). Compaiono 2 nuovi tipi di costituzioni: adnotatio = rescripta.C. al 453 ( esattamente nel 476 l’impero d’oriente finisce 1000 anni dopo ) L'ETA' DEL DOMINATO a) LE FONTI DI PRODUZIONE IN GENERALE . tra cui: a ) Forma idiologi (150-160 d. che persero carattere di fonte e si contrapposero alle constitutiones generales) e mandata (istruzioni del principe ai funzionari) persero importanza come i decreta. da Giustiniano nel 533) sono l'unica opera della giurisprudenza classica a noi pervenuta. (tavolette) a) Le tavolette transilvaniche: trittici contenenti diversi tipi di contratti (compravendita.C. § I papiri. e vari furono ritrovati.C. actiones (IV° libro) ove egli parlando delle fonti delle obbligazioni. d) Testamentum Antonii Silvani ecquitis (testamento heredis instituzio assai complesso). b) Tavolette di pompei 127 atti di natura economico-finanziaria. istruzioni dell’imperatore. ma più solenni.C. La forma tipica di leges divenne quella degli edicta o leges generales (imperator . locazione). Rescripta (risposte in calce a domande dei magistrati. vista la trasformazione istituzionale dello Stato in monarchia assoluta. e) Gesta apud Praefctum Aegypti de reorum contumacia. i documenti della prassi giuidica e le opere della giurisprudenza classica a noi direttamente pervenute. per quelle riguardanti gli illeciti extracontrattuali.): vari editti (ordinanze) dell'imperatore Caracalla. dixit). b) Constitutio Antoniniana de civitate peregrinis danda (212 d.Rilievo assumono l'epigrafia (per il diritto pubblico). iniuria. La pubblicazione delle leges generales (che venivano discusse nel consistorium. 6 . atti processuali). L'età postclassica apprese il diritto romano proprio dalle Istituzioni di Gaio. ( Vedi §123 : la proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo). Venivano fatte dalla pianta di papiro. tra cui quello che nel 212 d. Le Istituzioni di Gaio (sostituite con le Instituziones. Il sovrano. norme sul credito e vendita a credito ) . § Le opere della giurisprudenza classica. concedeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero. rapina. e la cui approvazione definitiva da parte dell’imperatore. diviene l'unica fonte di produzione nel periodo del dominato > unificazione delle fonti nella nuova accezione di lex. § Forme delle constitutiones principum. i papiri. veniva suggellata da questi con inchiostro purpureo) avveniva mediante affissione nelle capitali e nelle città più importanti. § I documenti della prassi giuridica. inserì solo: furto.

Fu detta “tribunale dei morti viventi presieduto da Papiniano“ ed ebbe vigore per oltre un secolo. § La consuetudine . e addirittura. La consuetudine non rientra nelle fonti di produzione ma ha valore pari alla legge (ove la legge non c'è) Giustiniano la considerò integrazione alla legge (che comunque vince sempre). In caso di contrasto di opinione. Giuliano e Marcello. Sono le grandi opere della giurisprudenza precedente il cui uso venne disciplinato e burocratizzato per togliere incertezza ed abusi. Teodosio II e Valentiniano III fecero una costituzione nota come la ”legge delle citazioni“ (estremamente vasta. fu abrogata dopo il Digesto escludendola dal Codex repetitae praelectionis). riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia . di rifiutarla). § I jura. Sabino. Le pragmatica sanctio furono anche il raccordo tra i 2 imperi dopo Teodosio II (Codex Theodosianus. stanno tra il rescritto e leges generales. mantenuta da Giustiniano nel primo codice. Def: Comportamento costante.(opere della giurisprudenza precedente). l’uso delle note (di Ulpiano e Papiniano). 7 . a) Pauli Sententiae . se paritetica quella di Papiniano. Abbiamo un grande proliferare di epitomi delle grandi opere della giurisprudenza classica. Paolo. confronta il diritto mosaico con quello romano . Ulpiano. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani . però. convincimento dei consociati e il rilievo che l'esistenza della norma consuetudinaria si desume dal comportamento costante sono le caratteristiche della consuetudine. Il complesso di jura (ovvero la giurisprudenza precedente) ha valore normativo nei limiti e secondo i presupposti fissati dalla legislazione imperiale. d) Scholia Sinaitica .pragmatica: disposizioni relative a singole provincie o a gruppi di persone. manifestazione di volontà del popolo solo fatta in modo tacito rispetto alla manifestazione espressa della lex. Giuliano > la consuetudine è come la lex pubblica. cost. soprattutto da Costantino nel 321. a) Fragmenta Vaticana . ad Onorio l’Occidente). il giudice deve seguire l'opinione della maggioranza. ma non rientra nelle forme di produzione considerate nelle enunciazioni fatte da Gaio. L'uso delle notae di Ulpiano è qui vietata. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. Basti pensare al Digesto di Giustiniano. o erano destinate a risolvere problemi transitori con carattere d’urgenza. con la facoltà. Venne vietato. delle opere già di per sé elementari. § Antitesi leges-jura . Scevola. che nel 438 stabilì per l’innanzi che le leges emanate da un imperatore avessero vigore anche nell’altra parte dell’impero solo se trasmesse con una pragmatica santio. quella che gli è preferibile. Teodosio muore nel 395 e l’impero viene diviso tra i 2 figli (ad Arcadio tocca l’Oriente. con la quale si cerca di disciplinare tutte le fonti di diritto. L’efficacia della consuetudine. con la prima parola. operetta elementare c) Epitome Gai .+jura. raccolta imponente di jura. mentre è alla lex che bisogna fare riferimento se vogliamo dare un fondamento al valore normativo dei jure medesimi. Tanta. La costituzione riconosce valore normativo alle opere di Papiniano. e in mancanza di questa. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti. è ribadita nel Digesto. Modestino Gaio. che acquista efficacia di legge dello Stato solo perché così ha stabilito l’imperatore nella costituzione detta. b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . pari a quella della legge. Nell’età del dominato è infatti solo la lex a produrre diritto. annotazioni ai libri di Ulpiano .

. non ci è pervenuto. commentario con i caratteri di una modestissima e prolissa parafrasi. che servì a sostituire la vecchia “legge delle citazioni“.+jura. nel IV eV sec. Poi venne il momento di sostituire le Istituzioni di Gaio con le Institutiones nel 533 (è un manuale elementare in quanto la codificazione delle leges e dei jura .C. e Hermogenianus 293 d. operetta elementare c) Epitome Gai. si fecero delle raccolte. e risalgono al tempo di Diocleziano e furono opera di Gragorio e Ermogeniano.C. Nel V e VI sec. e lo stesso imperatore la suddivise in 7 parti). rescritti imperiali di diritto privato. Le Institutiones. § Collezioni di jura . cost.C. Nel 529 pubblica il Novus Iustinianus Codex (attinse a Gregoriano. Giustiniano sale al trono nel 527 d. L’opera fu compilata secondo l’Editto perpetuo . 15 libri. ed è stato sostituito dal Codex repetitae praelectionis 534) doveva servire ad eliminare quelli precedenti sopprimendone le contraddizioni ed eliminando ciò che non è più in uso. 429\438 Theodosianus rispetto ai due codici precedenti ha più diritto pubblico che privato.C. Per la pratica e la scuola vennero proposti passi ricavati da testi originali in una con le costituzioni imperiali raggruppati per argomenti. c ) Edictum Theodorici regis (500-524 d. b) FONTI DI COGNIZIONE. d) Scholia Sinaitica .. Fece 2 tentativi nel 429 e nel 438: Codex Theodosianus > larga diffusione soprattutto in Occidente ove venne inviata. Vista la difficoltà di utilizzare direttamente gli jura . a ) La Lex Romana Wisigothorm (506 Tolosa) è composta da estratti di diverse opere.Adriano 130 d. -.C.). a) Pauli Sententiae. c) Consultatio veteris cuiusdam jurisconsulti.C. le popolazioni barbariche si stanziano nei territori dell'impero romano .La desuetudine mancata applicazione di una norma per la non utilizzazione protratta nel tempo. § Collezioni miste di leges e jura . integrazione al Gregorio. due maestri orientali (codex di Gregorius 291 d. richiedeva un aggiornamento. La raccolta di jura dà origine al Digesto 16 dicembre 533 (in soli 3 anni divisi in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli muniti di rubrica. § La compilazione giustinianea.. § Le leggi romano-barbariche . b) Mosaicarum et romanorum legum collatio . Il codex repetitae praelectionis.C. d. confronta il diritto mosaico con quello romano. Il Digesto.) emanata da Gundobado per i romani residenti in Borgogna. annotazioni ai libri di Ulpiano. presso il senato di Roma. . mai a noi pervenute). Le prime raccolte di leges furono private. .C. Si mantenne la divisione in 4 libri di Gaio e mantennero la tripartizione di base in 8 . ed è la più importante delle leggi romane dei barbari . segue l’ordine dell’editto perpetuo.b) La Lex Romana Burgundionum (500 d. riassunto istituzioni gaiane d) Fragmenta Auustoduniensia. a) Fragmenta Vaticana . Ermogeniano e Teodosiano tutto quello che è anteriore al 313 d. 5 libri b) Tituli ex corpore Ulpiani. con una pragmatica sanctio a Valentiniano III (disposizioni relative a singole provincie o gruppi di persone). e qui venne approvata per esclamazione. In Oriente essa venne successivamente soppiantata dalla compilazione giustinianea.

a) Collezione greca di 168 Novelle (578). § La persona fisica e i presupposti della capacità giuridica .doc1 Soggetto di diritto è colui che è titolare di diritti soggettivi > personalità giuridica. Collezioni epitomate di Novelle sono invece: a) Epitomae Iuliani ( 555 ) b) Epitome greca di Teodoro di Ermopoli (600) c) Epitome greca di Atanasio di Emesa (575) § Cenni sullo studio e la critica della compilazione giustinianea e sulle vicende del diritto romano dopo Giustiniano FINE IUS E LE SUE FONTI DIRITTO DELLA PERSONA E DI FAMIGLIA Cap. è attitudine a porre in essere atti volontari ai quali l’ordinamento giuridico attribuisce effetti. Per esemplificare la capacità giuridica delle persone fisiche nel diritto romano è utile rifarsi allo schema degli status proposto dai giuristi romani: status libertatis. actiones. non possono mai averla gli schiavi. res. Nel 534 con il solito aiuto di Triboniano. è l’unico a noi pervenuto. (Persone. La capacità di agire era riconosciuta alle persone capaci di intendere e di volere ma diversamente rispetto a oggi non presupponeva in modo necessario la capacità giuridica: il paterfamilias era contemporaneamente giuridicamente capace e capace di agire. Sola differenza è l’aggiunta di un titolo: quello penale nel 4° libro. Giustiniano riservò a se il potere di legiferare su eventuali casi non contemplati nelle compilazioni con le Novellae Constitutiones . mentre la capacità di agire. In 12 libri diviso in vari titoli.personae.primo § Nozioni generali Il soggetto di diritto Romano4. 9 . status familiae. e una maggiore trattazione delle obbligazioni che vengono a ricomprendere una parte del quarto libro). status civitatis. prevalgono i rescritti. Il termine persona nel diritto romano è inteso diversamente rispetto ai tempi odierni ed è riferito solo a quelle che per noi sono persone fisiche. pubblicò il Codex repetitae praelectionis (che sostituì il Novus Iustinianus Codex). b) Authenticum (533). La capacità giuridica è l’attitudine ad essere soggetto di diritti o a essere soggetto attivo o passivo. § Le novelle di Giustiniano . ha + diritto privato. e segue l’ordine dei codici precedenti (di Gregoriano e Ermogeniano ossia dei Digesta classici ). Tutti gli esseri umani sono detti persone ma non tutti hanno la capacità giuridica: possono averla le persone libere. invece gli schiavi e i filiifamilias erano capaci di agire ma non avevano la capacità giuridica. di un rapporto giuridico. res ed actiones sono le 3 parti in cui si articola l'esposizione del diritto privato sia nelle Istituzioni di Gaio sia in quelle di Giustiniano. § Il codes repetitae praelectionis.

patria potestas o manus. Tali azioni erano: 1)Actio quod iussu (presupponeva l' autorizzazione del dominus rivolta al 3° di negoziare col servo) 2)Actio exercitoria (" che il proprietario dello schiavo fosse uno exercitor navis-armatore) 2)Actio de peculio et de in rem verso (che prevedeva una trasposizione di soggetti). Era infatti regola diffusa nel mondo antico che la persona libera catturata dal nemico perdesse la libertà e divenisse schiava. ma le obbligazioni sono naturali). cioè per prigionia di guerra. purché a titolo oneroso. il dominus risponde per i loro obblighi. servi vicari. Liberi si nasce o si diventa: nascono liberi i nati liberi da madre libera. Di qui il riconoscimento di fatto che i servivi potessero adempiere agli obblighi assunti con atto lecito e potessero adempiervi validamente pure se i terzi mai avrebbero potuto costringerveli (i servi non stavano in giudizio per lo ius civile. In età post classica fu consentita la vendita dei figli ancora neonati che sarebbero diventati schiavi del compratore: si dava però ai genitori la possibilità di riscatto così da restituire il figlio alla condizione di libertà. ma si ammise presto che i servi potessero. o per le quali era dato pensare che si fosse assunto implicitamente. non era dapprima prevista la possibilità di avere eredi per lo schiavo. bisognava però che i terzi potessero fare pieno affidamento sul fatto che il servo avrebbe fatto onore ai propri impegni. Proprietario del peculio restava il dominus.C. la responsabilità del dominus (sanzionata da actio) che si aggiungeva a quella naturale del servo.) PECULIO E' già dall'epoca arcaica la presi di concedere ai servi e ai filifamilias (per i quali il peculio poté essere anche castrense. ossia acquisito durante il servizio militare) un peculio: dapprima un gruzzolo di denaro poi anche beni di differente natura. nel caso anche altri schiavi. I servi che avevano peculio potevano con esso trafficare con i terzi ed eventualmente anche con il dominus. A ciò provvide il pretore non in termini generali ma con riferimento a situazioni determinate nelle quali il dominus in via preliminare si fosse assunto esplicitamente.C. era la prima condizione per poter godere a Roma di capacità giuridica. a. cioè essere uomo libero. Sono dette azioni addiettizie per significare che veniva in considerazione una responsabilità aggiunta.(La parola status indica la posizione giuridica della persona: piena capacità giuridica ha la persona che nel contempo libera cittadino romano e paterfamilias o comunque non soggetto a potestà (sui iuris). la disciplina classica estese questa disciplina a tutte le successioni. si diventa schiavi per captivitas . così che. un'autorità pubblica avrebbe provveduto alla vendita. potevano quindi accrescerlo ed anche spenderlo. Status libertatis > il possesso di tale status. e il figlio della schiava è un frutto. la responsabilità di certe operazioni finanziarie compiute dal proprio servo. Inoltre. trasferire il possesso delle res peculiari salva la facoltà del dominus di revocare il peculio in ogni momento.) 10 . Ai sui iuris si contrappongono gli alieni iuis. Ovviamente tale regola valeva sia per i romani che per i loro nemici. persone giuridicamente incapaci soggette ad altrui potestà che può essere dominium. i nuovi schiavi si acquistassero in proprietà ai privati. Nella crescita dell'economia romana l'esigenza di utilizzare i servi nella gestione degli affari del dominus fu sempre maggiore. diventano liberi gli schiavi liberati . La schiavitù è un istituto antico (già noto alle XII Tavole). il che significava fare onore agli impegni assunti. accordò promettendo nel proprio editto talune azioni contro il dominius. Con riguardo a tali situazioni il pretore a partire dal II sec. e persino immobili. ma i romani prevedevano l'istituto ius post liminii per il quale il cittadino romano catturato e diventato schiavo avrebbe riacquistato libertà. Giustiniano limitò la facoltà dei genitori di vendere i figli ai soli casi di estrema indigenza. è istituto del ius civile infatti lo schiavo era oggetto di dominium ex iure Quiritium e come tale era classificato tra le res mancipi. Schiavi si nasce o si diventa: si nasce schiavi per nascita da madre schiava. stabilì che il testamento fatto prima della captivitas mantenesse la sua validità nell’ipotesi in cui il cittadino morisse nella condizione di prigioniero di guerra. cittadinanza e posizione giuridica personale e patrimoniale una volta in patria (ad eccezione del matrimonio e del possesso). ma una Lex Cornelia dell’81 a. occorreva quindi che i terzi potessero disporre di strumenti giuridici idonei. mancipium.

per vendita del proprio figlio. civitatis B2. familiae B3) A) Esistenza: 2 scuole.. Una volta liberato.Presupposti della capacità giuridica sono: A . MANOMISSIONE: X->Secondo lo ius civile vi furono 3 modi di manomissione: 1) manumissio vindicta (davanti al magistrato come finto processo) 2) manumissio testamento (il paterfamilias nel testamento dispone che il proprio schiavo sia libero.La dote ( dos ) ( pag. La qualità di paterfamilias costituisce il terzo presupposto della piena capacità giuridica. lo schiavo diventa libertus (legato all’ex padrone da obsequium). in forza del Senatoconsulto Claudiano del 52 d. volontà di manomettere uno schiavo scritta alle autorità ecclesiastiche). livellandoli come sudditi. . 3) manumissio censu (ci si fa iscrivere nelle liste del censo) Lo schiavo così manomesso diveniva libero ed acquistava la cittadinanza romana. B1) Status libertatis. Lo status si perde se ridotti in schiavitù. LIBERAZIONE LEGALE: diventa libero lo schiavo: a) se per disposizione del Senatoconsulto Silaniano denunci l’uccisore del proprio padrone b) si abbandonato infermo dal proprio padrone c) per 20 anni sia rimasto libero senza contestazioni d) che denunci gravi crimini. Liberi si nasce (in presenza di iustae nuptiae da madre libera > ingenuus) o si diventa (manomissione o liberazione legale > libertus). B3) Status familiae. se nato fuori da esse assumeva lo status della madre. B2) Status civitatis.esistenza B . Nel 212 Caracalla dà la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. X->Secondo lo ius honorarium si poteva avere con semplice dichiarazione del dominus. E’ una manomissione di fatto . vendita trans Tiberium. Per avere la piena capacità giuridica era necessaria (ex ius civile) la qualità di cittadino.C. il ratto e) che sia stato venduto affinché il compratore lo manometta e costui non compia la manomissione nel tempo dovuto. per editto pretorio. del gravato o di un terzo) 2) manumissio in ecclesia (in età postclassica. Proculeiani (vagito). e Sabiniani (qualsiasi segno di vita) Se era nato da nozze legittime assumeva lo status del padre. Schiavi si nasce (nato da madre schiava) o si diventa (per varie cause tra cui: la prigionia di guerra. per atto dello stato). Gli uomini nascono liberi o schiavi (vedi GAIO nelle sue Istituzioni). condanna a morte o lavori forzati perpetui. E’ la posizione che il cittadino ha nella familia. 221 del Marrone ) 11 . sono i più privilegiati perché non debbono ossequiare il loro padrone).status (libertatis B1. non di diritto (ex ius civile) e venne regolamentata dalla Lex Iunia Norbana > Latini coloniarii (vedi: le fonti nell’età del principato) X->Secondo l’extra ordinem vi furono 2 tipi di manomissione: 1) manumissio fideicommissaria efficacie anche giuridicamente (divenne possibile disporre che la persona gravata di fedecommesso. Giustiniano attribuì piena efficacia ad ogni tipo di manomissione. manomettesse uno schiavo del disponente. come la delazione. La Lex Fufia Caninia e la Lex Aelia Sentia diminuirono le manomissioni e vennero tolte (tranne una parte della II) da Giustiniano . Cittadini si nasce (da padre o madre cittadini) o si diventa (schiavo manomesso. La schiavitù può avere termine per manomissione o per liberazione legale. consegna ad altro stato. per revocatio in servitutem).

I beni parafernali sono beni extra dotem della moglie che ella affidava al marito . senza il quale si aveva concubinato). Scompare la dotis dictio .Il matrimonio : struttura ed effetti. . mitigato più tardi.Il matrimonio : scioglimento . attitudine a vivere in matrimonio legittimo con l’altro coniuge ). unico requisito era la convivenza. E’ istituto di diritto romano arcaico. 2) l’età pubere (capacità di generare). Al matrimonio poteva accompagnarsi la conventio in manu per effetto della quale la moglie cadeva sotto la manus del marito così che veniva incorporata nella famiglia del marito. Le conseguenze erano che solo i nati da iustae nuptiae erano legittimi e cadevano sotto la patria potestas. Se il matrimonio era insieme convivenza ed affectio maritalis si scioglieva (divortium . Le donazioni ante nuptias sono di influsso orientale e di notevole consistenza . Conferimento di uno o più diritti al marito. . La moglie adultera poteva essere uccisa.Gli sponsali . c) Appartenenza: era il marito che diveniva titolare dei diritti. e se filifamilias. ma doveva restituire la dote alla moglie al momento della separazione . . ( promessa di matrimonio ) Il matrimonio era generalmente preceduto dalla promessa di matrimonio mediante sponsio (da cui sponsalia) vero e proprio vincolo giuridico.Il matrimonio .Beni parafernali e donazioni propter nuptias . Si avrà così il matrimonio cum manu o sine manu. Vietate erano le donazioni tra cognugi. d) Restituzione : frequentemente mediante stipulatio (più tardi mediante : actio rei uxoriae ) . Il matrimonio romano consisteva nel fatto in sé della convivenza stabile di due persone di sesso diverso con la volontà costante di vivere in unione monogamica come marito e moglie (effectio maritalis. a) Funzione : originariamente era la ricompensa alla figlia per la perdita dell’eredità nelle nozze cum manu . si afferma la maggiore appartenenza della dote alla moglie ( actio in rem ) ed utilizzo del suo mantenimento dopo il matrimonio . 12 . o per morte . Non richiedeva alcun rito per la costituzione. Era monogamico. dei genitori).A) Sino alla fine dell’età classica. .Il matrimoni : condizioni giuridiche per la costituzione. mutava lo status familiae e perdeva iure civili ogni legame con i parenti di prima. Presupposto per la costituzione di una famiglia erano le iustae nuptiae (matrimonio legittimo) che richiedevano: 1) il connubium ( era una sorta di capacità civile . premesse . b) Costituzione : la dote si costituiva mediante Dotis : datio . promissio . B) Da età postclassica . o repudium se unilaterale) per il venir meno dell’affectio maritalis . Inoltre l’actio furti era esclusa tra i cognugi. . senza formalità . dictio ( che poi scompare ) . Poteva interrompersi anche per intervento del paterfamilia della sposa ( se sine manu ). 3) il consenso ( escluso per i pazzi. .

il magistrato nominava un curatore. . vedi libro pag45\46\47 La cura presenta un carattere meno unitario rispetto alla tutela. Introdotta a Roma dalla Lex Atilia del 186 a. la prodigalità (rovinosa gestione del proprio patrimonio). dativa (d’ufficio quando mancano il tutore testamentario e legittimo. .La cura dei furiosi e dei prodighi. etc.La tutela degli impuberi . Tolgono o limitano la capacità di agire: età. .(solo amministrazione del patrimonio).Condizioni limitatrici della capacità di agire. legittima. .Estinzione della persona fisica come soggetto di diritto . la condizione di colono. Non si aveva la cura testamentaria. infermità di mente e fisica (> per la II solo per alcuni atti come per es. a differenza del furioso . . 14 o concreta /uomini). Si aveva l’estinzione per morte o per il venir meno di uno degli status>capitis diminutio (ovvero peggioramento della situazione). non era considerato del tutto incapace di agire cosicché egli poteva compiere atti acquisitivi ( migliorativi della condizione patrimoniale). ed era dunque impossibile per il sordo). dativa (attribuita dal magistrato alla donna che ne faceva richiesta) . l’infamia (i condannati nell’actio doli. Giustiniano allarga le possibilità di infamia). incapaci di agire e venivano così sottoposti a tutela (da parte di un tutore.. la stipulatio che consisteva in domanda e contestuale risposta. secondo l’editto pretorio. diretta poi). ad es.C. La tutela poteva essere: testamentaria (nomina del tutore nel testamento del paterfamilias). rappresentanza indiretta prima. Limitano la capacità giuridica: il sesso. Nel diritto giustinianeo tende a prevalere il vincolo di sangue sul vincolo agnatizio.. media (perdita della cittadinanza). sesso (donne).I pazzi venivano dati in curatela agli agnati. a causa dell’età. la confessione religiosa. Il prodigo. Le donne sui iuris anche se puberi sono quasi tutte soggette a tutela. che poteva essere: maxima (schiavitù.Presupposti della capacità di agire . per guerra). . ed ha per oggetto la sola amministrazione del patrimonio. La tutela può essere testamentaria. I curatores si distinguono in legitimi (istituiti dalla legge) e dagli honorari (dati dal magistrato). 47\48\49 13 . . Raggiungimento dell’età pubere (capacità di generare 12/donne.La tutela muliebre . che attribuì la competenza per la nomina al pretore > assicura un ordinato svolgimento della vita del pupillo e amministrare il suo patrimonio). minima(perdita dello status familiae). ma non poteva testare. Vedi libro pag.La cura dei minori di 25 anni .Condizioni che escludono o limitano la capacità giuridica . o ai gentili.( Fine Marrone riinizio Scapini pag 45 ) . legittima (già nelle XII Tavole). contrarre matrimonio. la condizione di liberato. e in mancanza di questi. Gli impuberi (pupilli) pur avendo la capacità giuridica erano. o nell’actio pro socio.

Parte di cosa è ogni elemento costitutivo che contribuisce alla integrità della medesima.. è necessario perché la cosa possa dirsi completa. B) Dal punto di vista del prevalente interesse sociale le res privatae si possono a loro volta suddividere in res mancipi (ovvero le cose indispensabili. quali: 1) Concretezza (appartenenza al mondo della realtà). come i rustici. etc.E’ di origine più recente ed ha inizio nel 191 a... le obbligazioni). collettive (il gregge).vedi pag 51\52\53 . lo avesse raggirato. la casa. al contrario della parte. . La distinzione ha la sua importanza quando si considera che la cosa accessoria ha una sua autonomia. . gli schiavi.C. Gaio !! C) Dal punto di vista della valutazione che l’ordinamento giuridico fa di talune loro caratteristiche : fungibili (grano. non passava il dominio quirintario ma solo il possesso utile all’usucapione)e res nec mancipi (tutte le altre). i boschi sacri). E’ invece accessoria quella cosa che ha una semplice funzione strumentale rispetto ad un’altra. i cavalli.Cose e loro classificazioni . complesse (una nave). sociale). divisibili (un fondo) e indivisibili (uno schiavo).< (GAIO) >. Beni sono le res che sono una porzione limitata del mondo esterno .La persona giuridica. Cap. Il modello che si formò a Roma fu il populus Romanus che era l’immagine di un corpus. Gaio li suddivide dapprima in corporali (quelle che si possono toccare) e incorporali (che non si possono toccare > eredità. res sanctae (porte e mura della città).secondo ( pag 55 . 4) Disponibilità privata (appropiabilità ovvero non pubblico o religioso). A) Dal punto di vista della idoneità ad essere soggette a rapporti giuridici patrimoniali i beni (res) si dividono in: res in patrimonio (in commercio).) L’oggetto del diritto Sono i BENI (def: “tutto ciò che presenta utilità per l’uomo“). un’opera d’arte). 14 .Scapini . denaro . il passaggio..Parti ed elementi accessori di una cosa. Le persone giuridiche sono di due tipi: corporazione (prevale l’elemento personale e scopo comune corrispondente a un interesse proprio) e fondazione (risalta l’elemento patrimoniale e c’è un interesse duraturo.possono essere sostituite da cose dello stesso genere) e infungibili (uno schiavo . . qui era necessaria la mancipatio e la in iure cessio in difetto delle quali. Poi si suddividono in: a) res divini iuris: res sacrae (sono le cose consacrate agli dei come i templi. e res publicae. res religiose (dedicate agli dei inferi. con la Lex Plaetoria (da cui l’exceptio legis Plaetoriae) che comminava pene pecuniarie contro colui che. Nel diritto Giustinianeo la cura finisce. 3) Limitatezza (interesse a compiere un sacrificio per appropiarsi di un dato bene). consumabili ed inconsumabili . 2) Utilità (attitudine a soddisfare un bisogno). non suscettibili di signoria da parte dell’uomo b) res humani iuris :(res privatae. nel concludere affari con un minore di 25 anni. etc. che però sono tali se rispondono a certi requisiti. suscettibili di umana signoria). usufrutto. semplici (uno schiavo). e res extra patrimonium (extra commercium) > attitudine delle cose a far parte in concreto di un patrimonio. come i sepolcri ).

15 . voluttuaria (per ornare o abbellire la cosa). ELEMENTI CHE IL DIRITTO OGGETTIVO RICOLLEGA AI FATTI GIURIDICI POSSONO ESSERE : A) Esistenza.: dall’occupazione della res nullius deriva l’effetto giuridico della proprietà.cap. modificazione. percipiendi.Si può adempiere all’obbligazione nell’intero ultimo giorno. d’agire). precetti. il latte). utile (per rendere maggiormente produttiva la cosa). Cap. ovvero l’attitudine alla titolarità di un diritto o l’assunzione di obblighi. e poteva essere: necessaria (per il mantenimento e la coservazione della cosa). esistenti. consumati (anche in senso giuridico con alienazione. estinzione (di diritti soggettivi e dei vincoli corrispondenti) dei rapporti giuridici PARTICOLARITA’ SUL MODO DI PRODURSI DEGLI EFFETTI GIURIDICI a)effetti propri e di altro ordine b)pendenza dei rapporti giuridici ( o sospensione ) > condizione c)effetti anticipati o prodromi ( negozio sottoposto a condizione sospensiva ) d)efficacia retroattiva e)efficacia differita o limitata nel tempo ( termine finale o iniziale ) f)quiescenza o riviviscenza g)conversione di un rapporto giuridico(trasformazione di contenuto o natura di un rapporto giuridico) CLASSIFICAZIONE DEI FATTI GIURIDICI a)fatti positivi(verificarsi) e negativi(non verificarsi) b) fatti semplici e complessi dal punto di vista della loro natura oggettiva c) fatti momentanei e stati di fatto d) fatti reali (situazioni realmente esistenti) e finzioni di fatto (finzione legale dei fatti) dal punto di vista della valutazione che fa l’ordinamento a) fatti giuridici in senso stretto giuridico ai fatti siccome prodotti o meno dalla volontà umana b) atti giuridici Decorso del tempo : computo NATURALE CONTINUO CIVILE UTILE -. o trasformazione). B) Effettiva nascita. Possono essere: pendenti. Es . modificarsi. 73 ) def Fatto giuridico è qualunque avvenimento che produce effetti giuridici. i prodotti dell’albero da frutta.Frutti e spese FRUTTO è la cosa che staccandosi da un’altra senza diminuire la sostanza ne costituisce il reddito e ne determina l’importanza economica (es. estinguersi dei rapporti giuridici in capo al soggetto (cap.giu .terzo Il fatto giuridico ( appunti Silvia e testo Scapini pag. separati. cessazione dei presupposti necessari al costituirsi.. modificazione. la lana. SPESA è era ciò che veniva erogato per una data cosa o impiegato in essa.

2) BILATERALE: la volontà è manifestata da 2 persone. si distingue in: b1) atto giuridico propriamente detto o evento determinato dalla volontà dell'uomo per sua azione od omissione dal quale derivano conseguenze giuridiche non particolarmente volute oppure indipendentemente dal fatto che siano volute. ogni accadimento naturale 2) fatto giuridico è un evento dal quale derivano conseguenze giuridicamente rilevanti.-. -. modificare o estinguere rapporti giuridici patrimoniali.quarto Il negozio giuridico ( Scapini pag. si considerano scaduti appena inizia l’ultimo giorno. essenziale o ad solemnitatem. è 16 .Il termine importa decadenza. qualsiasi modo di estrinsecazione della volontà. Dalla nozione di fatto inteso come un qualunque accadimento che determina effetti nella vita fisica dell'uomo. sulla base di un particolare processo di derivazione che trasporta i concetti dal mondo fisico a quello giuridico. La forma può essere comportamento o dichiarazione (non recettizia o recettizia. 3) PLURILATERALE: la volontà è manifestata da più di due persone. prescrizione.I termini il cui compimento importa acquisto di capacità o diritti d’altri. la pandettistica (dottrina estetica tedesca dell'800) ha derivato il concetto fondamentale di negozio giuridico. se bilaterale. perdita di diritti > solo se decorso ultimo giorno . contratto a favore di terzi). persona giuridica. b) Solo inter vivos di carattere patrimoniale con esclusione dei negozi del diritto di famiglia e testamento la gestione d’affari altrui era: senza rappresentanza o con rappresentanza (diretta: con cui non vanno confuse alcune figure (paterfamilias. evento che comporta conseguenze giuridiche volute dall'uomo. responsabilità adiettizia. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------Cap. Può essere: 1) UNILATERALE: la volontà è manifestata da una sola persona. il trasferimento è immediato in nome e per conto dell’interessato. 4) INTER VIVOS: la volontà esplica la sua efficacia durante la vita del dichiarante. espressa o tacita). era impossibile nei negozi solenni dello ius civile. 89 ) Def : manifestazione di volontà dei privati dirette ad uno scopo pratico (o causa) riconosciuto e tutelato dall’ordinamento giuridico. Pertanto negozio giuridico è quel fatto voluto dall'individuo le cui conseguenze anch'esse specificatamente volute siano giuridicamente rilevanti in quanto dirette a costituire. di una delle parti Presupposti : a) capacità d’agire delle parti b) idoneità dell’oggetto (sua esistenza e possibilità che riceva gli effetti) c) legittimazione delle parti (ossia la loro competenza) Se mancano a) b) o c) il negozio è nullo !!!! Elementi essenziali A) manifestazione della volontà. evento che comporta conseguenze giuridiche quando esso non sia determinato dalla volontà dell ' uomo o comunque risulti indipendente dalla stessa b) atto giuridico. Pertanto: 1) fatto propriamente detto è l'evento fisco. da questa categoria deriva la distinzione tra: a) fatto giuridico propriamente detto. 5) MORTIS CAUSA: la " " " " " dopo la morte del dichiarante o. costitutiva. b2) negozio giuridico evento determinato dalla volontà dell'uomo le cui conseguenze giuridiche risultano volute dall'uomo che l'ha posto in essere. MANIFESTAZIONE DI VOLONTA’ PER MEZZO D’ALTRI a) Nuncius (= strumento = alla lettera): l’interessato non è estraneo alla formulazione del negozio.

Considerare la causa dell'atto dal punto di vista: 1) soggettivo significa rilevare come il negozio giuridico si debba informare non solo all'utilità individuale ma anche ad una funzione economico sociale che giustifica la tutela dell'ordinamento 2) oggettivo significa rilevare come l'utilità sociale che viene a caratterizzare i singoli atti o negozi è una funzione economica sociale tipica per cui ad ogni tipo di negozio corrisponde una funzione sociale ed economica che trascende quella del privato interesse 3) tutela dell'ordinamento giuridico significa valutare la funzione tipica del negozio stesso. curatore del pazzo .. indiretta: usata tra i romani. per es. In rapporto a tali negozi l'ordinamento offrirà loro tutela solo se la causa del negozio non è: 1) illecita in quanto contraria alla legge e ai boni mores (legge.: tutore. Tale valutazione mentre è implicita per i negozi tipici (previsti dallo ius civile o dall'editto del pretore) dovrà essere effettuata di volta in volta quando riguarda negozi atipici (contratti innominati). che indica come contratti innominati e li distingue in 4 categorie: A) do ut des. b) oggettivo: significa sottolineare il valore precettivo del negozio per cui le singole dichiarazioni impegnano le parti nei loro rapporti. c) Tutela dell'ordinamento giuridico: significa individuare i presupposti di validità senza i quali l'atto non è idoneo a produrre gli effetti giuridici che gli sono propri. e va tenuta distinta dai motivi e dall’oggetto del negozio. Tali presupposti sono la capacità delle parti e la legittimazione delle parti. C) facio ut des. B) do ut facias. perché il soggetto voleva che la situazione fosse diversa da quello che è in realtà (errore) vuoi perché il soggetto è stato tratto in errore da un comportamento altrui (dolo).) B) scopo pratico (causa) E’ elemento costitutivo del negozio giuridico. Considerare l'atto dal punto di vista soggettivo significa riferire l'atto alla volontà di chi lo compie anche se coartato e dunque significa che esso deve essere espressamente voluto dalle parti. ordine pubblico) 2) indifferente ossia comunque non meritevole di interesse da parte dell'ordinamento giuridico. Queste ultime possono escludere tali conseguenze configurando diversamente 17 .usato oggi. I tre profili dell'analisi dell'atto sono importanti perché può verificarsi l'eventualità di una manifestazione di volontà che non corrisponda a quanto effettivamente voluto. vuoi perché il soggetto è stata coartata mediante la minaccia di male ingiusto e notevole (violenza). in quanto non previsti dall'ordinamento stesso. Considerare il contenuto dell'atto dal punto di vista: a) soggettivo: significa riconoscere al soggetto agente la consapevolezza (coscienza) del valore giuridico dell'atto che compie. comportamento o contegno .. Ognuno di questi elementi può essere considerato sotto tre profili: a) soggettivo ossia considerando l'atteggiamento psicologico di chi compie l'atto (coscienza e volontà). D) facio ut facias Elementi naturali del negozio giuridico Sono le normali consegue che l'ordinamento di norma prevede dato un certo regolamento di interessi tra le parti. Considerare l'atto dal punto di vista della tutela dell'ordinamento giuridico significa riconoscere come l'ordinamento stesso abbia creato per astrazione degli schemi (tipi) astratti di negozio che comportano di per se la tutela pubblica in quanto previsti e quindi tipici. Considerare l'atto dal punto di vista oggettivo significa considerare i modi e le forme delle manifestazioni dell'atto il quale può essere: 1) espresso: la volontà viene esternata con parole o scritti 2) tacito: quando l'interiore volontà appare da un movimento. il rapporto va poi perfezionato con un successivo contratto. buon costume. c) l'intervento dell'ordinamento giuridico teso ad analizzare i motivi dell'intervento stesso nel campo dell'autonomia privata e conseguente l'estensione ed i limiti della libertà concessa ai privati di autoregolamentare i propri interessi. b) oggettivo ossia considerando l'evento nella sua realizzazione esteriore. L'ordinamento romano riconosce più meritevoli di tutela i rapporti sinallagmatici o corrispettivi.

o alla quale si fanno cessare . potestativa(quando l’evento previsto consiste in un comportamento di una delle parti). se risolutiva si ha per non apposta E ) propria e impropria a seconda che consista in un evento futuro ed incerto ovvero in un evento incerto ma del passato o del presente caso in questo in cui l'incertezza non è oggettiva ma si riflette solamente sulla conoscenza che dell'evento non hanno le parti. Non possono essere sottoposti a condizione gli atti legittimi vuoi per esigenze di certezza del diritto (accettazione e rinuncia dell'eredità) vuoi per ragioni di ordine morale (matrimonio). La condizione può inoltre essere: A) di fatto e di diritto a seconda che dipende dalla volontà delle parti l'apporle nel negozio ossia stabilite dalla legge. causale (l’evento previsto può verificarsi o meno indipendentemente dalla volontà delle parti) o mista. per cui gli effetti del negozio si considerano come non mai prodotti . c) modo onere o peso che il disponente impone al beneficiario.gli effetti del negozio). C) lecita o illecita a seconda che sia o meno contraria a norme imperative.: garanzia per evizione nel contratto di compravendita. Se la condizione impossibile è apposta in un negozio: 1) mortis causa: si ha per non apposta 2) inter vivos: se sospensiva rende nullo il negozio. Durante la pendenza (quando l'evento non si è ancora verificato e perdura dunque lo stato di incertezza) il soggetto è in una situazione di aspettativa per cui può compiere atti conservativi del diritto mentre l'altra parte ha l'onere di comportarsi secondo buona fede.iniziale .finale . es. 18 . D ) possibile o impossibile a seconda che si tratti di un elemento realizzabile meno dal punto di vista sia fisico sia giuridico. (apponibile ai soli negozi di liberalità).. Tali limitazioni devono espressamente essere inserite nel regolamento di interessi sotto forma di manifestazione di volontà (clausole o patti) che appaiono come dichiarazioni accessorie al regolamento fondamentale di interessi una volta stabiliti diventano vincolanti per le parti: a) la condizione è quell'evento futuro e incerto a partire dal quale ovvero fino al quale il negozio giuridico produce i suoi effetti (non apponibile a tutti i negozi. Elementi accidentali: Ipotesi in cui le parti subordinano la produzione degli effetti tipici del negozio giuridico o il permanere di tali effetti ad un evento futuro. all'ordine pubblico e al buon costume. Le norme giuridiche da cui dipendono gli elementi naturali. di destinare tutto o parte del lascito a uno scopo particolare.G. è previsione di un evento futuro ed oggettivo incerto al cui verificarsi è subordinato il prodursi o il risolversi degli effetti propri di un determinato negozio). Può essere risolutiva (è la condizione che fa dipendere dal verificarsi dell’evento futuro incerto gli effetti che si presumono già prodotti dal negozio) o sospensiva (o condicio subordina al verificarsi dell’evento il prodursi degli effetti del N. La condizione risolutiva ha efficacia ex tunc. possono essere evitate in presenza di un accordo tra le parti. La condizione illecita se apposta in un negozio: 1) inter vivos: il negozio è nullo. è l’unica utilizzata nel diritto romano !!). B) potestativa casuale o mista a seconda che dipenda dalla volontà di una delle parti dal caso ovvero da un insieme di circostanze.il suddetto regolamento. Tutto la condizione sospensiva ha efficacia ex tunc cioè gli effetti del negozio si considerano perduti dal momento della sua stipulazione. b) termine evento futuro e certo (è una data = dies (evento futuro ma certo) dalla quale si fanno decorrere . positiva o negativa (a seconda che sia previsto il verificarsi o il non verificarsi di un evento futuro ed incerto). 2) mortis causa: si ha per non apposta a meno che non rappresentasse il motivo da solo determinante della volontà del testatore.

mancipati. come nei negozi bilaterali. mutuo.Classificazione dei negozi giuridici A) Dal punto di vista della manifestazione della volontà. a NEGOZIO si ha la manifestazione di volontà. non contrapposte. conduzione. due atti organicamente fusi(traditio. legato) NEGOZI ESSENZIALMENTE l’onerosità della causa o li rende nulli o li trasferisce in altro GRATUITO tipo di negozio NEGOZI MUTUO > nel diritto romano è normalmente gratuito. stipulatio) NEGOZI NON l’origine giuridica non assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie SOLENNI (compravendita. ma è INDIFFERENTEMENTE oneroso se vengono stipulati interessi ONEROSI O GRATUITI 19 . vari contratti reali > mutuo. comodato) c NEGOZI SOLENNI (FORMALI ) l’ordinamento giuridico assoggetta la mancanza di volontà a forme obbligatorie considerando irrilevante ogni mancanza di volontà che rivesta una forma diversa da quella prescritta (testamento. in iure cessio. ma parallele in quanto aventi il medesimo contenuto e destinate a fondersi in unità. e questa è sufficiente. istituzione di erede. UNILATERALE (testamento. tutti i contratti) b NEGOZI se la manifestazione di volontà consiste in una dichiarazione (testamento. non vi è quindi un sacrificio patrimoniale di una parte che ne giustifica l’acquisto (donazione. traditio) ( NON FORMALI ) d NEGOZI SEMPLICI la manifestazione di volontà consta della dichiarazione di un solo soggetto NEGOZI COMPLESSI la manifestazione di volontà di una parte (o di entrambe le parti) consta delle dichiarazioni di volontà di diversi soggetti. di un solo soggetto. (costituzione di servitù prediali) B ) Dal punto di vista della causa a NEGOZI A TITOLO ONEROSO negozio patrimoniale in cui l’acquisto di una delle parti trova il suo corrispettivo in una perdita o in un sacrificio corrispondente. deposito. derelitio. pro herede gestio. in iure cessio. occupazione res nullius) NEGOZIO negozio costituito dalle manifestazione di volontà di due soggetti contrapposti e BILATERALE convergenti a formare un accordo e . mandato. occorre quindi che il sacrificio patrimoniale della parte si ponga come giustificazione per il suo acquisto(compravendita) NEGOZI A TITOLO GRATUITO negozio in cui l’acquisto di una delle parti non trova il corrispettivo in una perdita corrispondente. DICHIARATIVI mancipatio. quindi . locazione. contratti verbali e consensuali) NEGOZI REALI se la manifestazione di volontà consiste in tutto o in parte in un comportamento (occupatio res nullius. acceptilatio. mancipi. aditio hereditas.

il pensiero di una persona ragionevole che si fosse trovata a disporre nelle diverse circostanze. mutuo) NEGOZI ASTRATTI la causa non appare dalla struttura del negozio e sono quindi idonei a realizzare svariati scopi (mancipatio. nel secondo caso non essendoci conflitto di interessi è sufficiente l'intenzione del disponente.b NEGOZI CAUSALI la causa che caratterizza il tipo di negozio. Secondo Scapini però i prodromi di tale metodo erano già presenti nella giurisprudenza classica il fine perseguito è il medesimo. L’inefficacia può essere INVALIDITA’ (negozio inidoneo a produrre gli effetti propri del tipo cui appartiene per una causa ad esso intrinseca. 2) Se si tratta di negozi mortis causa si fa ricorso per ricostruire il vero pensiero del disponente. Inefficace in senso lato è il negozio che per qualsiasi causa non è idoneo a produrre in modo durevole tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico ricollega al tipo cui esso appartiene.) NEGOZI MORTIS CAUSA la produzione di effetti è subordinata alla morte del loro autore (testamento) D) A seconda della loro origine NEGOZI DI IUS CIVILE NEGOZI DI IUS PRAETOR NEGOZI IURIS CIVILIS NEGOZI IURIS GENTIUM INTERPRETAZIONE DEL NEGOZIO GIURIDICO ( vedi testo ) 16/10/95 Consiste nell'accertamento del significato della manifestazione della volontà. la disposizione sarebbe nulla. c) Nel caso la dichiarazione sia ambigua o lacunosa si ricorre a differenti criteri: 1) Qualora si tratti di negozi inter vivos si fa ricorso al criterio dell‘ auto responsabilità privata per cui la parte che assume l'iniziativa del negozio assume l'onere di controllare la chiarezza delle espressioni usate. o INEFFICACIA IN SENSO STRETTO (quando il negozio che di per sé sarebbe idoneo a produrre gli effetti che gli sono propri non è invece in grado di produrli a causa 20 . Tale accertamento avviene tramite un'operazione logica avente la funzione di individuare il contenuto concreto (regolato da interessi) del negozio giuridico. a quello che sembra secondo le comuni massime di esperienza. manomissione. appare attraverso la struttura del negozio stesso (compravendita. Per cui appare poco corretto parlare di una contrapposizione tra la teoria della manifestazione e teoria della volontà. Nei negozi inter vivos è decisivo il significato oggettivo della manifestazione mentre nei negozi mortis causa è decisivo l'intento del disponente. 7 INEFFICACIA E INVALIDITA’ DEI NEGOZI GIURIDICI: PRINCIPI GENERALI. b) I criteri di interpretazione divergono a seconda che si tratti di negozi inter vivos. L'interpretazione giustinianea secondo alcuni sarebbe piuttosto di carattere individuale nel senso che intenderebbe ad attribuire alla manifestazione di volontà il significato più consono all'effettiva intenzione individuale delle parti. stipulatio) C) A seconda del momento in cui possono produrre gli effetti NEGOZI INTER VIVOS producono effetti durante la vita dei loro autori (contratti. in quanto manifestazione e volontà sono due entità inscindibili. o negozi mortis causa. in cui abbiamo normalmente due parti in conflitto di interessi tra di loro. in cui ciò non avviene per cui nel primo caso si tiene conto sia di come la manifestazione è stata intesa dal dichiarante sia da come la stessa è stata intesa dal destinatario. Se in tale modo nulla fosse possibile di costruire in ordine alla volontà del disponente.e annullabilità). ad essere diverse sono le vie per giungere all'effettivo significato della manifestazione di volontà. qui si distingue tra nullità .lo ius civile conosceva solo questi . Possiamo individuare alcuni punti essenziali di tale procedimento ideologico: a) la giurisprudenza classica seguiva una interpretazione tipica che si desumeva da normale significato dell'atto nella valutazione sociale secondo le comuni massime di esperienza. etc.

b. pazzo. si parla quindi di negozio dissimulato che è quello il cui scopo è realmente perseguito dalle parti. b) Mancata idoneità -es. 2) immoralità della causa quando lo scopo perseguito dalle parti è contrario al buon costume: ad esempio dare cento a tizio per commettere un furto. b) riserva mentale: manifestazione di volontà consapevolmente difforme dalla volontà effettiva e con la volontà che resti ignota alla controparte. vendita o stipulazione di res extra commercium (inidoneità generale). Il negozio non può produrre i suoi effetti. Ma anche tramite manifestazione di volontà voluta ad altro scopo. demostrandi causa). se colui che riceve la dichiarazione non si accorge dello scherzo pur usando la normale diligenza. 2) manifestazione può essere giuridicamente irrilevante nel caso in cui si tratti di negozi conclusi cosciente per scherzo palese o a scopo didattico (ioci causa. Per il diritto giustinianeo il negozio simulato è nullo. mutuo di cose infungibili o deposito di cosa immobile (inidoneità specifica). mancata accettazione dell’erede estraneo fa cadere il testamento. rescissione del negozio concluso dal minore di 25 anni. (capacità specifica). Gli effetti del negozio non vengono modificati. il marito non è legittimato ad alienare il fondo dotale senza il la legittimazione delle consenso della moglie. e negozio simulato che è quello compiuto solo apparentemente. a) Mancata d’agire capacità -es. 1) manifestazione manifestazione che non fu affatto voluta . incosciente. 8 CAUSE DI INVALIDITA‘ DEI NEGOZI GIURIDICI : A)e B) A) Invalidità riguardanti i presupposti del negozio.a. III ) Anormalità riguardanti la causa 1) illiceità della causa si persegue uno scopo pratico riprovato dal diritto in quanto contrario a norme proibitive: ad esempio donazioni tra coniugi. ad es. 3) mancanza di causa inesistenza o venir meno di una causa remota: esempio il pagamento in un contratto nullo. ma non ne vogliono nessuno. oppure obbligazioni tra padre e figlio.di una circostanza di fatto ad esso estrinseca . dell’oggetto del negozio -es. -es. negozi compiuti da un infante. c. II) Anormalità riguardanti il rapporto tra volontà effettiva e manifestazione di volontà. c) simulazione: accordo tra due persone per dar vita ad un negozio che è voluto per raggiungere scopi diversi dal suo scopo tipico. se le parti vogliono un negozio diverso da quello dichiarato. (capacità generica). ad esempio quella compiuta sotto incosciente ipnosi o sonnambulismo. mancanza dell’evento elevato dalle parti a condizione sospensiva). negozio compiuto da un peregrino in ambito di ius civile oppure una stipulatio compiuta da un sordo. parti B) Invalidità riguardanti gli elementi essenziali del negozio giuridico. Simulazione parziale. c) Manca o è deficiente -es. Può essere simulazione totale se le parti manifestano di volere un negozio. l’ alzata di mano per salutare un amico e non per accettare l’offerta del banditore di un’asta. Giuridicamente rilevanti sono i casi seguenti: a) scherzo occulto: dichiarazione fatta per burla ad un soggetto che ignora l’intenzione maliziosa. quello dissimulato è 21 .

ma la vizia. Per essere rilevante l’errore deve essere essenziale. Vi è il dolus bonus che è invece provocato considerato tollerabile e comprende le malizie usuali di commercio. c ) E’ la minaccia ingiusta di un male notevole fatta a taluno così da indurlo a compiere un 22 .3) Manifestazione voluta dall’agente. cade sull’identità del negozio da compiere. diversamente è invalido. 2) error in corpore: cade sull’identità della cosa oggetto del negozio. Sempre rilevante. Se ci si trova fuori dai iudicia bonae fidei il negozio non viene invalidato. nei negozi inter vivos l’errore è irrilevante. Il negozio è annullabile nell’ambito dello ius civile praetorio. è valido per la quantità minore se su questa si può ritenere formato l’accordo. qualora l’avesse conosciuta. ma si ottiene una condanna dell’autore tramite una riparazione pecuniaria). sono anormalità relative al processo di formazione della determinazione della volontà. Gli errori essenziali sono tre: 1) error in persona: cade sull’identità o sulla qualità di una delle parti del negozio. Mentre se era un negozio solenne dello ius civile. IV) Anormalità riguardanti il processo di formazione della volontà . la nullità era l’inevitabile conseguenza. a meno che esso sia esternamente riconoscibile. ma essa è inconsapevolmen te divergente dalla volontà effettiva. il negozio sarebbe stato valido per lo iure civili ma poi invalidato dallo iure pretori. valido. b ) Errore è il raggiro tendente a trarre altri in inganno.(dei contratti !) a ) Dissenso sulla causa del negozio b ) Dissenso sull’identità dell’oggetto c) Dissenso sulla misura delle prestazioni reciproche d ) Dissenso su modalità essenziali del regolamento di interessi prescritto con il negozio quando faccia venire meno l’accordo delle parti circa la causa tipica del negozio. ed è rilevante in casi di: abnorme portata dell'errore > error in substantia ed errore sui motivi nelle disposizioni di ultima volontà. Errore vizio: non esclude la volontà. Il pretore da dolo considerò il dolo come atto illecito e concesse: 1) actio doli (azione penale e infamante. in altri dipende dai casi. non avrebbe manifestato la sua accettazione. Errore ostativo o errore sulla dichiarazione. non è rilevante. sia sulla designazione materiale che intellettuale. Le fonti ci rivelano che se ad essere simulato fosse stato un negozio nel quale la volontà non poteva mancare (contratti consensuali). Se il dissenso verte solo sulla denominazione dell’oggetto. 3) error in negotio: errore sul negozio nel suo complesso. Per essere rilevante si deve trattare di negozio causale. è un’azione che paralizza rendendo improduttivo di effetti il negozio. nei mortis causa è sempre rilevante e provoca nullità. E’ concessa sia per dolo preterito che per dolo presente). nei negozi mortis causa è sempre rilevante. altrui : non poteva essere esperita oltre l’anno e ha carattere sussidiario. è invalido per esempio se una parte subordina il suo impegno ad una condizione per cui la controparte. il negozio non è sempre invalido. III)Anormalità riguardanti il rapporto tra manifestazioni di volontà reciproche. Non è rilevante l’error in nomine. accordo mancato a causa in ordine all’identificazione dell’oggetto del negozio. a) Errore è un erroneo apprezzamento della situazione di fatto dovuto a ignoranza o falsa spontaneo conoscenza. ricordo che esso esclude la volontà. I vizi della volontà. 2) exceptio doli (concessa alla vittima convenuta in giudizio dall’autore del dolo per ottenere l’esecuzione del negozio. Sempre rilevante.

3) restitutio in integrum propter metum (serve per il recupero della cosa oggetto del negozio estorto.Violenza morale. Non è necessaria nei iudicia bonae fidei). CONVALESCENZA Il negozio giuridico può acquistare una validità che originariamente gli mancava. così tramite il suo consenso. negozi compiuti dal pupillo). e in triplum contro l’autore della violenza. CONVALESCENZA DEI NEGOZI GIURIDICI E CONVERSIONE. tramite fatti giuridici che eliminano la causa invalidante sanando il negozio. era citata in giudizio per l’adempimento. hanno compiuto un negozio a suo nome. cap . non usuale.Def: “Atti giuridici riprovati dall’ordinamento giuridico perché violano un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. che non aveva dato esecuzione al negozio. CONVERSIONE Nella conversione il negozio rimane invalido come negozio appartenente ad un determinato tipo. con effetto retroattivo (convalescenza).la minaccia deve concretarsi in fatti. 23 . vi si ricollega la sanzione“. completa il negozio altrimenti vizioso (es. L’invalidità può sanarsi in più modi. Azione contro l’autore e contro chiunque avesse ricavato qualche cosa dal negozio). La conversione può anche non riguardare l’intero negozio. c) RINUNCIA ALL’IMPUGNATIVA: si ha in due casi: nel caso in cui l’invalidità è operativa per iniziativa della parte interessata. 2) exceptio metus (si ha quando la vittima della violenza. Non è infamante e non è sussidiaria. e nel caso di negozio soggetto a rescissione.il male minacciato non deve essere di scarsa identità e deve impressionare una persona non paurosa . Contiene la clausola arbitraria che permette al convenuto di evitare la pena al quadruplum se restituisce quanto ha estorto con la violenza). La rinuncia si può desumere anche per decorso del tempo. Con Giustiniano 1) e 3) vengono fusi in un mezzo mediante il quale il coactus può agire in duplice direzione: in simplum contro colui che ha ottenuto qualche cosa dal negozio. ma è valido come negozio appartenente a tipo diverso. e dopo l’anno in simplum. d) FATTO SOPRAVVENUTO: tramite il quale.rei vendicatio utilis-. viene meno la causa invalidante. b) RATIFICA: compiuta da una terza persona responsabile del fatto che altri. a sua insaputa. o timore negozio giuridico incutendo timore ossia metus. Sono necessari due presupposti: a) il negozio invalido deve contenere gli elementi del negozio in cui deve essere convertito b) lo scopo pratico delle parti sia approssimativamente raggiungibile mediante l’altro negozio La conversione è un caso eccezionale.la minaccia è contraria al diritto . eccezionalmente. E’ opponibile anche se l’autore della violenza fosse stato un terzo. quinto Atto illecito 1. Nel diritto classico la protezione della vittima avviene tramite: 1) actio quod metus causa (esperibile quando la vittima aveva già dato esecuzione al negozio. il metus. La violenza è ritenuta rilevante quando: . E’ un’azione penale esprimibile in quadruplum. ma solo un elemento o una clausola affetti da nullità. essi sono: a) CONFERMA: si ha tramite un secondo negozio uguale a quello invalido ma non affetto da invalidità oppure tramite un comportamento concludente (tolleranza consapevole).

in concreto (diligenza effettiva dell’autore del fatto lesivo). 24 . della materia e del valore. chiaramente. ma solo i magistrati della cognitio extra ordinem esercitarono una giurisdizione nei termini attuali (giurisdizione piena . il diritto soggettivo presuppone l’actio. e dunque l’imputabilità. ed è la riferibilità dell’atto ad un determinato soggetto come suo autore. Mediante il processo lo Stato attua la norma giuridica allorché i destinatari non possono o non vogliono attuarla (questo. Dal punto di vista B) soggettivo invece abbiamo l’imputabilità (relazione tra azione ed evento) che per aversi necessita del nesso causale. Questo però non è sufficiente perché è necessaria anche la volontarietà e dunque l’imputabilità. La competenza è la misura della giurisdizione fra i vari magistrati e funzionari incaricati secondo i criteri del diritto. La Responsabilità contrattuale è il torto che si realizza nel quadro di un rapporto obbligatorio in corso tra l’attore dell’illecito e la vittima della lesione. consolidandosi la civitas. poi accanto a questa primitiva concezione nasce l’imputabilità per dolo ove non basta la volontarietà del fatto. un’ antigiuridicità (comportamento contrario al diritto). Nel diritto romano la ragione era tutelabile in quanto vi fosse l ’actio. La extra contrattuale si realizza al di fuori di ogni rapporto obbligatorio. La sanzione è la conseguenza della violazione di un precetto giuridico posto a tutela di un interesse altrui. cap . a norma del diritto vigente. L’imputabilità può essere.: 191 . dell’azione veniva desunta semplicemente dal nesso causale tra azione ed evento. Nell’atto illecito vi si può distinguere dal punto di vista A) oggettivo: un’azione (comportamento dell’attore). La sanzione ha la funzione repressiva e la funzione riparatoria. In origine aveva carattere penale o repressivo. Vi sono gli illeciti pubblici (crimina: es. Qui l’evento è la lesione dell’interesse del creditore della prestazione.207 ) Si passa da una tutela privata (autotutela) ad un tutela “statalizzata“ con però la necessità da parte del singolo di dare impulso di parte. un evento (è la lesione). sesto La difesa dei diritti ( Vedi libro pag. .WENGER). successivamente nasce la colpa in senso tecnico che è elemento psicologico che presuppone la volontarietà dell’azione ma non la previsione delle conseguenze lesive. Possiamo avere vari gradi di colpa: culpa levis (omissione della diligenza). che divenne poi anche obbligatoria (danno emergente e lucro cessante). A Roma la iurisdictio fu dapprima ritenuta un particolare potere dei magistrati muniti di imperium. colpa (grazie a Giustiniano fu poi introdotta la colpa che era solo negligenza. 4. poi. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Aquilia). manca qui il torto). considerata nel tempo: ex Lex Aquilia (ove era sufficiente il nesso causale per rendere imputabile una persona). la volontarietà. Ma questa lesione non è condizione sufficiente per costituire atto illecito perché è necessaria la violazione di una norma giuridica.Nell’atto illecito si ha una lesione di un diritto soggettivo altrui. cosicché non si ha atto illecito quando il titolare dell’interesse leso abbia consentito alla lesione. 3. ma c’è anche la previsione delle conseguenze lesive. uccisione dello schiavo altrui ex Lex Cornelia) e privati (delicta: es. lata (omissione della più elementare attenzione). Per quanto riguarda l’atto illecito privato che ha avuto una evoluzione storica ben definita: Età arcaica. Ma sin da epoca antica la vendetta poteva essere evitata con composizione in denaro volontaria. per dolo (ove c’era volontarietà del fatto e previsione). l’azione consiste nell’inadempimento dell’obbligazione. non subito). commina la sanzione a carico del trasgressore stabilendo così gli effetti della violazione del precetto primario). 2. Il precetto è primario (che tutela un interesse vietando un determinato comportamento o imponendo un comportamento) o secondario (prevedendo la violazione del primo. venne sottoposta a controllo. La giurisdizione: “attività degli organi dello Stato diretta a formulare ed attuare praticamente la regola giuridica concreta che. disciplina una determinata situazione giuridica“ LIEBMAN.

regolamento di confini (actio finium regundorum) o giudizi divisori. (inizio dell‘ età del principato) ha prevalenza del processo esecutivo su quello di cognizione. pretore.Comperendinatio: dopodomani . per Condicionem (= intimare): venne disposta dalle leggi Silia e Calpurnia.Apud iudicem : fase II ( meno formale ). matrimonio.a. Dopo questa non era possibile la ripetizione della lite (“bis de eadem re ne sit actio “). per Manus Iniectionem solo dopo 30 gg.A. Non aveva efficacia negoziale della medesima nel processo formulare ed era solo l’atto conclusivo della fase in iure. poteva essere esperita per ogni pretesa fondata sul ius o sui mores e le parti erano in assoluta parità.A.> vendita trans Tiberim o uccisione. dalla sentenza di cognizione dopo la pronuncia delle parole della formula. ed erano a libera valutazione del giudice . In ius vocatio: atto totalmente privato. -. 2) L. settimo e successivi IL PROCESSO ----------------------------------------------------------------------------------------N°1 : Processo per LEGIS ACTIONES. è la più recente ed è una l.da cui deriva la formula . e 2 di ESECUZIONE: 1) L.00 e poi la parte assente perdeva la causa. C. Iudicis Arbitrive Postulationem . -. Sacramento (il sacramentum è il giuramento con cui si scommetteva) in rem descritta da Gaio . a comparire entro 30 gg.> mercato 3gg.In iure : fase I (molto solenne e formale) Serviva per fissare i termini della controversia. Poteva qui venir dato un garante detto: vindex o vadimonium.cap . .sentenza: sempre in denaro. . sacramento. Vi sono: 3 processi di COGNIZIONE (o accertamento): 1) L.per crediti derivanti da stipulatio. anche con mezzi coercitivi. Era in epoca arcaica il modo usuale di difesa dei 25 . si attendeva fino a le 12. grazie all’intimidazione dell’attore.A. fu introdotta dalle XII Tavole.Litis contestatio: “siate testimoni “ a futura memoria e nomina del giudice privato. mentre iniziò qui il III° processo (prevalentemente cognitivo).Causae coniectio: esposizione sintetica ed informale delle parti (al mattino) . e al suo termine il magistrato nominava un giudice privato (dare iudicem).vedi rei vindicatio a difesa della proprietà .(in personam vale il termine oportere). a rischio. vi era la nomina di un giudice o di un arbitro ed era molto più agile della l.il cui onere era per entrambi. (nelle legis actiones in rem e personam il giudice diceva solo chi avesse vinto la scommessa). (“azioni di legge“) Abolito con la Lex Iulia iudiciorum privatorum da Augusto 17 a. E’ una azione che mostra tutte le caratteristiche della difesa privata e teneva a far soddisfare il creditore sulla persona del debitore. confessio (> + addictio= aggiudicazione del magistrato + maus iniectio) L’attore afferma il suo diritto < > del convenuto. l’attore afferrava il convenuto (che poteva dare un vindex eventualmente poi condannato al doppio) > addictio > catene 60gg.peroratio: argomenti e prove .e in personam (rituale più semplice e il convenuto doveva solo ammettere o contestare)..(al pomeriggio) . funerale. 3) L.a.A. Aveva però dei limiti: abitazione. e comunque sempre fruibile solo dai cittadini. ha un rito più agile. console. tutto con certa verba contravindicatio (defensio) . Era l’unico processo fruibile dai cittadini romani durante l’età arcaica. l’attore afferma il suo diritto extra ius e il convenuto sarà tenuto. Non necessitava la presenza di entrambe le parti.

Il pretore (tranne ipotesi di denegatio actionis. scritta in dialetto osco. actio finium regundorum). se non avesse fatto nessuna delle due. 2. -.C. Ove il convenuto non era reperibile si procedeva da parte del pretore alla missio in possessionem con l’attore che si immetteva nel patrimonio del convenuto + bonorum venditio ( dopo 40 gg ). ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°2: processo per FORMULAE. A. ma vi erano situazioni giuridiche certe (Tabula Bantina.) venne resa alternativa con la legis actiones che venne soppressa da Augusto . di regola prima dell‘ intentio 3 CONDEMNATIO: si invita il giudice alla condanna pecuniaria. Componenti straordinarie delle formule erano: PRAESCRIPTIO (*)(= prima dello scritto): Pro actor o reo era riserva mediante la quale si limitavano certe conseguenze (ad es. in assenza dell’avversario.) estese la manus iniectio pura a tutte le ipotesi di manus iniectio.DEMONSTRATIO: esposizione del fatto.B. e dalla Lex Aebutia (metà II sec a.: è un documento scritto !! fissa i termini della lite e vi viene designato il giudice.Viene abolito dai figli di Costantino nel 342. anche non in iure. Questa distinzione concerne solo l’efficacia delle eccezioni prima della litis contestatio.I° Edictio actionis: dichiarazione (orale o scritta) ove l’attore precisava al vocatus l’azione che voleva promuovere. La Lex Valia (III° sec. è sempre una somma di denaro.In iure : fase I -II° Edictio actionis ove l’attore facendo eventualmente riferimento all’albo pretorio faceva la postulatio actionis (richiesta al pretore dell’azione) ed avveniva una eventuale discussione (se il convenuto contestava la pretesa dell’attore). actio in factum > condanna pecuniaria. non in tribunale. N. Il processo formulare nacque grazie al praetor peregrinus per i rapporti tra stranieri residenti a Roma e Romani e stranieri.In ius vocatio (atto esclusivamente privato) + . ovvero palese infondatezza della pretesa) dava l’azione (iudicium dabat) che si suddivideva in 4 (+2) parti: . EXCEPTIO: perentoriae (quelle che in ogni momento erano idonee a paralizzare l’azione) o dilatoriae (circostanza opponibile solo per un certo periodo di tempo.diritti di credito. anche laddove non vi era sentenza passata in giudicato. o. 1 Attenzione alla PLUS PETITIO.: della rata scaduta perseguibile con un’unica azione). ma solo in particolari ipotesi in cui prevale l’interesse pubblico e sacrale. 2) L.A. Era necessaria la presenza in iure di entrambe le parti. era scritta prima che la formula avesse inizio. dare un garante (vindex o vadimonium). A secondo della intentio poteva essere certa o incerta. Il convenuto poteva seguire l’attore. 4-ADIUDICATIO*: era l’aggiudicazione che avveniva però solo nei giudizi divisori e regolamento dei confini (es.INTENTIO: pretesa su cui il giudice avrebbe dovuto pronunciarsi. CLASSIFICAZIONE DELLE FORMULE E DELLE AZIONI 1) formulae in ius ( rapporti riconosciuti dallo ius civile ) e in factum (non riconosciuti ma ritenuti degni di protezione) . Era atto stragiudiziale e se non veniva fatto il convenuto poteva non seguire l’attore. 26 . per Pignoris Capionem esperibile anche in giorni nefasti.NOMINA DEL GIUDICE (iudice dare) (*) 1.C. Può essere certa e incerta1. che può essere evitata dall’attore al contrario della prima) venivano richieste dal convenuto ed erano inserite all’interno della formula. -. processo di esecuzione della manus iniectio).

sentenza: che doveva. ovvero fissare i termini della controversia e vincolare contrattualmente le parti alla sentenza del giudice privato. Era impossibile ripetere l’azione dopo la litis contestatio. Attenzione qui alla plus petitio che era re (somma troppo alta).: nota di infamia > elezione di un magister bonorum > vendita all’asta > bonorum emptor . . 3) actiones civiles e honorariae. loco (luogo diverso dal convenuto).successore universale del debitore -). Non c’è appello. MEZZI COMPLEMENTARI ( del magistrato o pretore ) -INTERDICTA: proibire.actio iudicati (che prende il posto della manus iniectio) il cui procedimento era uguale a quello della azione di cognizione (era un’actio in personam con la quale si pretendeva l’adempimento dell’obligatio iudicati) e dava origine ad una II sentenza. prima della sentenza. molto usati nel possesso ove troviamo diversi interdicta. era: 1 Condanna (solo pecuniaria) o 2 Assoluzione.>dopo 30\15 gg. nei iudicia quae imperio continentur.sono intrasmissibili. tempore (prima della scadenza del termine della prestazione). inevitabili) e reipersecutoriae (sempre nascenti da atto illecito. ne ricordiamo alcuni: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e la conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso)). formula di rescissione actio Publiciana §121). se non avveniva si procedeva con la: PROCESSO DI ESECUZIONE (= actio iudicati al posto della manus iniectionem) -. L’attore recitava il contenuto della formula e il convenuto l’accettava. -. . almeno nei iudicia legitima. essere pronunciata entro 18 mesi. vietare. -RESTETUTIO IN INTEGRUM: attraverso Decretum il magistrato toglie efficacia a negozi giuridici ex ius civile ritenuti iniqui. aveva una duplice funzione. 4) iudicia stricta (il giudice è vincolato alla formula in modo più o meno rigido) e bonae fidei (più ampia discrezionalità del giudice). All’ultimo minuto. 27 .con cui si dava notizia della procedura in corso . cumulative. il convenuto poteva soddisfarre il suo dovere giuridico. Si doveva pagare entro 30 giorni. e infine il giudice pronuncia la sentenza. Ordini del magistrato che vietano un determinato comportamento (Interdictum quod viaut clam = rimozione della costruzione. Avviene la discussione delle argomentazioni e delle prove anche sul piano giuridico. ma dirette al risarcimento del danno) . causa (quando nelle obbligazioni alternative con scelta al debitore il creditore chiede una delle due cose). o bonorum venditio: missio in bona + proscriptio .litis contestatio: fulcro della procedura. Nella II condanna il pretore adottava senz’altro provvedimenti perché si potesse procedere alla esecuzione: sulla persona o sul patrimonio (il doppio della I° sentenza.es.Apud iudicem: fase II Le parti espongono liberamente le proprie ragioni e presentano le prove utili a dimostrare la fondatezza delle ragioni medesime. 2) actiones poenales ( nascenti da atto illecito privato e dirette alla pena . nossali. 1) actiones in rem (l’attore vanta un diritto soggettivo assoluto) e in personam (si fa valere un diritto di credito verso un determinato soggetto). doveva essere pronunciata prima della cessazione della carica del magistrato.2) formulae utiles (è mezzo usato dal pretore per tutelare rapporti non riconosciuti dallo ius civile e si usano le a) formule con trasposizione di oggetti . o b) formulae ficticiae . e presupposto indispensabile per passare alla fase apud iudicem.

davanti al funzionario pubblico (sotto Diocleziano.Comparizione delle parti davanti al giudice: (1) confessare o (2) deferimento del iusiurandum. c) LIBELLUS CONVENTIONIS con Giustiniano dal 527 . Il giudice poteva esaminare la controversia indipendentemente dalla presenza delle parti. apre la fase esecutiva). con la suddivisione del territorio in 12 diocesi la cognitio extra ordinem divenne l’unico processo civile in tutto l’impero). Se il convenuto non compariva nella litis denuntiatio o nel libellus conventionis si poteva comunque procedere. redatta per iscritto e letta in pubblica udienza. (EXCEPTIONE pregiudiziali se ritenute necessarie dal convenuto. Doppio grado di giudizio con Giustiniano. fino a Giustiniano. La sentenza di appello era di norma ancora appellabile.Chiamata in giudizio: non più atto privato venne fatto.C. E’ l’inizio della gerarchia del potere giudiziale. che mantengono gli effetti della formula e devono essere fatte prima della litis contestatio). -. In questo processo la litis contestatio non produce gli effetti degli altri processi visto che qui solo il passato in giudicato ha effetti vincolanti e il giudice di Stato non ha bisogno di un accordo contrattuale tra le parti per attuare la sua funzione di giudicare . prove: sono qui così ordinate gerarchicamente: 1) documentali. -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------N°3 : processo COGNITIO EXTRA ORDINEM Si fa risalire la nascita della cognitio extra ordinem ai fedecommessi. 3) confessione.al 565 d. 4) giuramento. b) LITIS DENUNTIATIO con Costantino intorno al 320 d. Il giudice superiore veniva così investito del potere di pronunciare una nuova sentenza. (476 d. 28 . Gli effetti conservativi vengono qui anticipati nella LITIS DENUNTIATIO.C. crollo dell’impero d’Occidente). . --Impugnazione della sentenza. ma l’origine è con Augusto. 5) praesumptiones (deduzione. obbligava l’individuo tramite stipulatio > iuris civili. 2) deposizione dei testimoni. solo in età giustinianea). e la Litis Contestatio diviene momento dal quale decorrono i termini per la pronuncia della sentenza. fine fase istruttoria . (ove risalgono gli effetti conservativi della lite).-STIPULATIONES PRAETORIAE: il pretore se riteneva in certi casi equa una certa prestazione. visto che Augusto ne sancì l’obbligatorietà giuridica munendoli di azione esperibile davanti ai consoli che procedevano al relativo giudizio extra ordinem. si passa alla > INTERLOCUTIO (sentenza interlocutoria che non tocca il merito della causa) e poi IUSIURANDUM CALUMNIAE (giuramento sui vangeli sacri delle parti e dei loro avvocati).C. in età classica: a) 3 EDICTA + EDICTUM PEREMPTORIUM. Il processo contumaciale. Entro 30 giorni il giudice doveva consegnare all’appellante uno scritto con le sue osservazioni che dovevano essere inoltrate dall’appellante entro 2-6 mesi al giudice di appello.sentenza: interlocutoria (provvedimento autoritativo del giudice e se è inimpugnabile. L’appello si doveva fare entro 2 o 3 giorni (10 con Giustiniano) dal momento in cui l’interessato era venuto a conoscenza della pronuncia della sentenza. Se il convenuto non venne al processo è detto contumax . litis contestatio : NARRATIO ( con cui l’attore esponeva i termini della controversia ) e CONTRADICTIO (del convenuto).

questioni giuridiche mediante epistula o rescriptum. il magistrato emanava una sommaria deliberazione suscettibile di revisione. (estensione della cittadinanza romana) la proprietà peregrina (ex iure gentium) venne praticamente meno. ma nei diritti di credito sono relativi e positiva. § 114 . “sino alle stelle e sino agli inferi“. divenne semplicemente dominium. La proprietà: diritto soggettivo reale che ha come contenuto una signoria generale su una cosa. PROCEDIMENTI SPECIALI . Ai peregrini si dava la possibilità di acquistare con occupatio e traditio o mancipatio qualcosa di simile alla proprietà). Dapprima vi fu l’appartenenza (questa cosa è mia) seguita subito dopo dal dominium ex iure Quiritium (nella tarda età repubblicana. Per necessità pubblica si poteva avere la emptio ab invito).C. o bonaria. -----------------------------------------( pag. E’ la giurisdizione civile del vescovo nel basso impero. All’assegnazione di porzioni di ager publicus in proprietà privata (prima revocabili e poi a carattere definitivo) si procedette all’inizio con limitatio (che aveva connotazioni sacrali. La proprietà . hanno carattere assoluto (erga omnes) e negativo (dal lato passivo). Anche se il dominium ex iure Quirintium non aveva quasi limiti (si estendeva in altezza e profondità. interessi. occorreva una rapida decisione. e per quanto riguarda gli immobili erano ad essa assoggettabili solo quelli in suolo italico o i fondi provinciali con ius italicum. Con l’editto di Caracalla nel 212 d. venne meno in età repubblicana ove si procedette con confini naturali).vindicatio usus ususfructus -. B) summatim cognoscere. Venne ampiamente ripreso da Giustiniano nelle sue Novellae . poteva perciò spettare solo ai cittadini romani. servitù -vindicationes servitutis -. C) episcopalis audientia. Nelle controversie su certe materie come gli alimenti o ammissibilità di alcuni mezzi di prova. etc. Limitazioni legali . che per la proprietà pretoria . Non era possibile includere la proprietà per le cose incorporali. Anche qui si può avere la vendita all’asta (tutto il bene o parte dei beni) del bene per pagare il creditore rispetto al capitale. Actio e/o cautio damni infecti) e pubblico (es. Il dominium ex iure Quiritium: rapporti di vicinanza e ulteriori limitazioni legali . si procedeva alla actio finium regundorum che nel processo legis actiones si 29 . I confini. ) e di garanzia (pegno. §112 . spese giudiziarie. costruire oltre ad una certa altezza in città. se subivano variazioni. Diritto reale per eccellenza è la proprietà (rei vindicatio) che garantisce un potere potenzialmente illimitato sulla cosa. Marrone ) Diritti reali: diritti soggettivi su una cosa. diritti reali possesso . secondo lo ius civile. e in età postclassica le 3 proprietà si fondono. A) procedura per rescriptum principis. § 113 . .La procedura ESECUTIVA: titolo era la sentenza non più appellabile e divenuta quindi res iudicata.299 -----------------------------------------------------------§111 . ed era solo per cittadini romani) vi erano delle limitazioni legali di diritto privato ( Actio aquae pluviae arcendae. Il dominium ex iure Quiritium . Regime . Esistono però anche i diritti reali di godimento (usufrutto . sempre attentamente delimitati (venivano disegnate sul suolo delle parallele e perpendicolari da nord a sud e da est a ovest). ipoteca). Il principe nel II sec incomincia a risolvere su richiesta dei magistrati. I diritti reali.

una parte conseguiva un vantaggio dietro 30 . accessione.1 A) L’occupazione era un modo di acquisto della proprietà a titolo originario e consisteva nella pretesa di possesso di cose che non appartenevano a nessuno: res nullius (animali allo stato selvatico. 2 Il dominium ex iure Quiritium si trasferiva con: Res mancipi : a) mancipatio (vendita apparente. uno degli atti che si compivano con il rame . Il dominium ex iure Quiritium si acquistava a titolo originario: per occupazione. in iure cessio. commistione di denaro. b) Actio e/o cautio damni infecti: quando vi era il timore che un edificio fosse in cattive condizioni di stabilità.B. che trovava fondamento nelle Dodici Tavole e si dava al proprietario di un fondo rustico contro il vicino nell’ipotesi in cui. § 116 . o iuris gentium (naturalis): occupazione. L’acquisto della proprietà può essere a titolo originario (occupazione della res nullius) o derivato (trasmissione del diritto di proprietà). etc. specificazione. per vindicationem. e si azionava quando nel fondo del vicino vi erano opere lesive d’un proprio diritto. complessi di patrimonio dalle componenti di per sé non necessariamente definite). Per quanto riguarda i rapporti ricordiamo: a) Actio aquae pluviae arcendae (= tenere lontane) Era un’actio in personam. era un dei gesta per aes et libram.agiva con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. C) Accessione quando una cosa (detta principale) subisce un incremento (accessorio) D) Confusione (mescolanza inscindibile di corpi liquidi o solidi) o commistione (mescolanza di per sé scindibile di corpi solidi) E) Specificazione (trasformazione di una cosa appartenente ad altri fino a frane altra cosa che possa dirsi nuova > dall’uva si ricava il vino) F) Usucapione § 117 .e con la bilancia. e litis aestimatio. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto . traditio . Va poi ricordata la differenza dell’acquisto a titolo particolare (quelli visti sopra) e a titolo universale (come quello ereditario. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto derivati .). c) Operis novi nuntiatio: Era una intimidazione risalente all’età arcaica. usucapio. vi troviamo un mancipio dans e un mancipio accipiens. mentre nel processo formulare era impiegata una formula con adiudicatio (fu considerato un modo di acquisto della proprietà). mentre cautio è un rimedio pretorio). traditio. Nelle legis actiones si agiva per iudicis arbitrive postulationem mentre nel processo formulare con clausola restitutoria o arbitraria. Questa classificazione è stata poi estesa dalla dottrina agli altri diritti soggettivi. d) Interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione che taluno avesse fatta sul fondo dello stesso attore nonostante il suo divieto. I negozi di acquisto della proprietà furono iuris civilis: mancipatio. le cose sottratte al nemico in tempo di guerra.o bronzo . Actio è ius civile. specificazione. fu detta prima mancipium. B) Frutti naturali sono acquisiti a titolo originario quando si separano dalla cosa madre. Il dominium ex iure Quiritium: modi di acquisto originari . § 115 . mentre a titolo derivato: si acquistava per mancipatio. (N. Al rifiuto del pretore si sanzionava con missio in possessionem. fosse stato alterato lo scorrere naturale delle acque piovane. adiudicatio. in iure cessio.

passaggio del dominio ad altri. con la derelictio (abbandono). trasferiva res mancipi > cose indispensabili come i fondi. dal peso del metallo. o. possessio. indicati solitamente con la particella pro (pro emptore. ALTRI MODI PER L’ACQUISTO DEL DOMINIUM A TITOLO DERIVATO .certe verba . Fu un istituto dello ius civile e comportava l’acquisto del dominium ex iure Quiritium (riservata ai cives Romani). requisito soggettivo. tempus. D) L’adiudicatio è la pronuncia del giudice formulare nei negozi divisori sulla base del potere a lui attribuito in quella parte della formula detta pure essa adiudicatio. titulus . 340\1 § 119 . B) La traditio (era innanzitutto atto di trasferimento del possesso ed era negozio con effetti reali. ovvero la convinzione da parte del possessore di non recare ad altri pregiudizio. d) Fides: sul finire della repubblica compare la buona fede. possessio. la condanna poteva essere espressa solo in denaro. Era fruibile anche da non cittadini. f) Per la usureceptio e la usucapio pro erede si prescindeva dal titolo e dalla buona fede. pro donato. A) mancipatio e in iure cessio trasferivano sulle res mancipi il dominio quirintario. Vedi libro pag. anche b) in iure cessio* (res nec mancipi > tutte le altre cose). E’ un modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso e significa “tenere in uso“. b) in iure cessio * (finto processo di rivendica. il legato fosse divenuto efficace. fruibile anche dai non cittadini). C) Legato per vendicationem era un atto mortis causa.). b) Possessio: era preso in considerazione solo il possesso di chi teneva la cosa come propria. fides. corporale. vi troviamo un cedente e un cessionario). § 118 . I titoli erano tanti ma definiti. con cui si assegnavano una o più res.. a volte. Necessitava di alcuni requisiti: res habilis. morto il testatore. Res nec mancipi: a) traditio (che è materialmente una consegna e.pronunzia di parole determinate . fides. c) Tempus: 2 anni per le cose immobili e 1 anno per le altre. giuridicamente rilevante già dall’età arcaica) invece trasmetteva contemporaneamente possesso e proprietà sia di cose mobili che di cose immobili. tempus. confisca (per effetto della emptio ab invito > espropriazione per pubblica utilità). gli schiavi . Era infatti una disposizione testamentaria con la quale il testatore attribuiva direttamente una cosa propria ad un terzo: il legatario. Era l’unico modo in cui si trasferisce il dominium ex iure Quirintium sulle res nec mancipi nel periodo classico. ma non sempre il possesso (che passava solo per le cose mobili. Questi acquistava la proprietà civile una volta che. pro solto). 31 . Il dominium ex iure Quiritium: perdita. e un eventuale convenuto pagando per la causa che andava a perdere diveniva però proprietario della cosa sulla quale era stata sviluppata la lite. (res habilis. a) Res habilis: la cosa doveva essere idonea ovvero suscettibile di dominium ex iure Quirintium.. E) Nella litis aestimatio del processo formulare. Si aveva la perdita con: perimento della cosa (libertà se servo). titulus) Genesi: trova fondamento nelle Dodici Tavole che parlavano di usus e stabilivano che fosse di 2 anni o 1 anno a seconda che si trattasse di fundi o ceterae res. per le altre era ancora necessaria la traditio). dunque. Il dominium ex iure Quiritium: l’usucapio. e dalla presenza di 5 cittadini romani puberi + un cittadino che teneva la bilancia .. e) Titulus: o iusta causa (non deve essere illecita) è la ragione oggettiva che deve essere alla base dell’acquisto > conforme all’ordinamento giuridico.il libripens . e consisteva nella semplice consegna di una cosa.

Nella storia di Roma la rei vindicatio conosce 3 diverse forme in funzione delle quali variava anche il regime dell’azione. interdictum quod vi aut clam (vedi sopra al paragrafo §114). nelle formule. § 122 . A parte l’intentio la formula era uguale alla rivendica. successivamente. per tutelare anche chi possessore in buona fede e cum iusta causa d’una res usucapibile. per tale ipotesi. Il dominium ex iure Quiritium: la rei vindicatio e gli altri mezzi giudiziari a difesa della proprietà civile. non aveva luogo alcuna consegna provvisoria e il convenuto continuerà a possedere la cosa durante la lite dovrà solo promettere con la cautio pro praede litis et vindiciarum che restituirà la cosa in caso di soccombenza. B) Al dominus ex iure Quiritium spettavano anche le azioni negatorie (Tizio non è proprietario > negargli l’uso): actiones negatoriae servitutis e actio negatoria usus fructus. Dopo la pronuncia dei certa verba il pretore attribuiva il possesso della cosa ad uno dei due che si obbligava alla restituzione della cosa e dei frutti. al dominus possessore contro gli autori di turbative. ( pag. Il pretore. Per essa. La differenza con la rivendica sta’ nella legittimazione attiva. alla: 2 agere in rem per sponsionem (è sempre una legis actio. appunto. la persona che possedeva la cosa non doveva restituirla. ma solo il convenuto doveva pronunciare i certa verba. L’azione era di natura reale (actio in rem) e si dava solo ai cittadini romani. prima che fosse trascorso il tempo necessario ad acquistare la proprietà per usucapionem. che proprietario non era. actio e cautio damni infecti. § 121 . Accertata la verità dell’actor. L’intentio però era tale che il giudice era invitato ad accertare se. e poi dalla prima età postclassica si fece ricorso. La rei vendicatio era azione riservata al proprietario quirintario. Erano azioni civili di natura reale e spettavano. il giudice ordinava il iussum da restituendo che comprendeva anche la restituzione dei frutti). il pretore provvedette. con l’actio Publiciana (metà I sec. un’actio Publiciana esperibile per pretendere il possesso della cosa contro qualunque terzo ivi compreso l’alienante. la finzione vale solo per il decorso dei termini. o giustinianeo. concesse all’acquirente un’exceptio idonea a paralizzare la reivindicatio e. ove i processi non sono più 2. l’attore sarebbe divenuto per effetto dell’usucapione proprietario della cosa già posseduta.).§ 120. era rivolta contro il possessore non dominus e tendeva a far conseguire al dominus il possesso. come se fosse stato proprietario. avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini per l’usucapione . nell’ ambito delle legis actiones era impiegata la: 1 legis actio sacramenti in rem (sia l’attore che il convenuto pronunciano la stessa vindicatio. in alternativa. Questi principi si ritroveranno poi intatti nella rivendica formulare e tramite Giustiniano e il diritto intermedio si trasmetteranno all’età moderna) infine prevalse poi: 3 agere per formulam petitoriam o rivendica formulare (del periodo classico. Actio Publiciana e proprietà pretoria . actio aquae pluviae arcendae. a differenza della rivendica. i soli che potessero usucapire. fino alla dimostrazione che l’actor era veramente il proprietario.C. questi sarebbe inevitabilmente risultato soccombente. litis aestimatio. a. C) Altri rimedi giudiziari spettanti al proprietario qurintario sono: actio finium regundorum (regolazione dei confini del processo leges actiones o formulare). L’azione era pertanto del tipo delle actiones ficticiae ove il pretore trattava l’attore. Proprietà peregrina e proprietà provinciale.( pag 350 ) Ficticiae > rimedio pretorio L’alienazione di una res mancipi con la semplice traditio non faceva acquistare all’acquirente il dominium ex iure Quiritium e. di conseguenza. annuale o biennale. col decorso del termine. condicio ex causa furtiva. 32 . 342 ) A) Lo strumento più antico fu la rei vindicatio: spettava al proprietario non possessore. ma si tratta di 2 parti dello stesso processo > pronuntiatio. La sentenza decideva il reale possesso della cosa e dei frutti). actio legis Aquiliae e altre azioni penali di cui si parlerà più avanti. Visto ciò.

poi di servizi tra fondi e iura o iura praedorium (diritti dei fondi).. (vedi i papiri nell’età del principato con la Costitutio Antoniniana).. (. (non ha riscontro nelle fonti) può avere ad oggetto sia cose mobili che immobili. sempre indivisibili. in particolare ai fundi in provinciali solo. Erano fondi di territori assoggettati a Roma ed organizzati in provincie che in gran parte vennero lasciati ai privati dietro pagamento di un tributo. è sempre un non fare mai un fare. La proprietà nel diritto postclassico e giustinianeo. La comunione di proprietà poteva essere volontaria (ad es. Il dominium non è più qualificato ex iure Quiritium e con Giustiniano viene abolita la distinzione tra proprietà pretoria e quirintaria. e mai una categoria unitaria. § 124 . infine di servitutes (res incorporales). A) Età arcaica (Gaio) > consortium ovvero “dominio non diviso“. con la formula petitoria. a) La proprietà peregrina perde significato e praticamente scompare con Caracalla 212 d. dunque. b) La proprietà provinciale poteva avere come oggetto solo cose immobili. Ogni consorte poteva compiere atti di godimento o disporne per l’intero con la conseguenza di riversare sugli altri gli effetti da lui compiuti. è un diritto reale su cosa altrui. La servitù. con Caracalla. Si costituiva automaticamente alla morte del paterfamilias tra più heredes sui. mentre scompare la in iure cessio e diminuisce la mancipatio. d) Servitù rustiche e urbane: la suddivisione risale all’età della repubblica relativamente ai fondi rustici (res mancipi) ed urbani (res nec mancipi). o anche tra estranei per altri motivi.pag. §125. non può essere alienata separatamente al fondo cui inerisce ed è indivisibile. A parte ciò la communio era simile al consortium solo che ogni partecipante era proprietario solo di una parte. a)Def: “peso sopra un fondo per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario“. 354\5 ) § 123 . in vista della costituzione di una società si compravano insieme certi beni) oppure incidentale (coeredità). Certe decisioni vengono prese a maggioranza. b) Nelle origini si parlò prima di iter (a piedi) e actus (per animali e carri) per passare in un fondo vicino. La proprietà peregrina perdette significato nel 212 d. e) Tutte le azioni già a difesa del dominium ex iure Quiritium si applicano alla proprietà.C. La servitù. B) Il communio ebbe sviluppo durante il principato e rappresenta la matrice storica della comproprietà. Per la difesa ogni proprietario esercitava pro parte la rei vendicatio. c) Le novità per quanto riguarda gli acquisti di proprietà sono quelli a titolo derivato.a) L’espressione proprietà peregrina.C. 33 . come le azioni e i negozi giuridici.. Abolita la differenza tra res mancipi e nec mancipi. La comproprietà. sono positive (di passaggio) o negative (il vicino non può sopraelevare). ed è stata cognata dai moderni per fare riferimento a quei casi in cui un cittadino acquistava una res in forza di un modo di acquisto della proprietà qualificato iuris gentium e come tale accessibile ai non cives. Riguarda solo beni immobili ed è una qualità oggettiva del fondo (dominante o servente). b) Va poi ricordata la tendenza ad aumentare i limiti legali. d) L’azione fondamentale della difesa del dominio rimane la rei vendicatio. c) Tipicità: le servitù furono tipiche.

seguiva la cosa presso qualsiasi proprietario che poteva alienare a sua volta solo la nuda proprietà) di usare una cosa altrui. mediante pactio). ma con clausola restitutiva o arbitraria) sono le azioni a difesa delle servitù. --Le origini è da ricollegarsi alla diffusione di matrimoni sine manu. similmente alla servitù (mai per traditio). C) L’usus è successivo all’usufrutto ed è un diritto reale su cosa altrui. --A) Def : l’usufrutto è un diritto reale limitato su cosa altrui (mobile . B) Il quasi usufrutto è l’usufrutto (di nome) di cose consumabili (per es. res corporales. Egli poteva cedere l’esercizio ad altri. consolidazione (= confusione). denaro). alla morte del marito. g) Costituzione: ( vedi anche l’usufrutto ) 1) Potevano essere istituite in forza di negozi con effetti reali mediante mancipatio e in iure cessio. inconsumabile. cadesse in indigenza. con il limite di non alterarne la destinazione. fruttifera. L’usufruttuario doveva curare a sue spese la manutenzione ordinaria e non doveva farla deteriorare.e) Il riconoscimento delle servitù avvenne nell’ambito dello ius civile e solo per i fondi italici. era indivisibile. 2) Si costituivano anche tramite exceptio servitutis > quando il proprietario di due fondi nell’alienarne uno mediante mancipatio. ma rimaneva egli stesso responsabile della cosa verso il proprietario. che però si compiva in 10 anni. scadenza del termine finale . adiudicatio. longi temporis prescriptio. non usus e longi temporis praescriptio. f) Nel diritto giustinianeo: servitutes personarum uso e usufrutto. § 126 . (vedi servitù). --Per la tutela giudiziaria vi era per l’usufruttuario la vindicatio usus fructus (simile alla vindicatio servitutis) detta poi nel diritto classico actio confessoria *.o immobile.376\377). 3) Con adiudicatio il giudice nei giudizi divisori costituiva servitù tra due fondi che venivano assegnati a proprietari diversi. Nell’età classica vi fu un’actio confessoria* (vedi usufrutto) contrapposta all ‘actio negatoria servitutis (vedi pag. unici a poter essere oggetto di dominio quirintario. e dunque il pericolo che i beni potessero andare ad estranei (gli agnati). i) Difesa giudiziale: vindicatio servitutis e legis actio sacramenti in rem (come la proprietà. più tardi. erano servitù in cui una res veniva assoggettata ad una persona. (5) Non si può costituire con traditio perché è una res incorporale). non usus (il mancato uso di una servitù). ( servitù irregolari: rapporti tipici delle servitù. ma a favore di persone determinate). rinunzia (con la in iure cessio e poi. in iure cessio. rinuncia. ove vi era un legato proprietario di un fondo e un testatore . di percepirne i frutti. Il limite del fondo italico venne meno in età postclassica. mutatio rei. contro la impossibilità della moglie di fare testamento. pactio et stipulatio. 34 . 4) Il legato per vindicationem che aveva effetti reali. 6) Nel diritto giustinianeo la servitù è costituita con atto inter vivos ed è rappresentato da pactio et stipulatio tipico dei fondi provinciali. L’usuraio avrebbe dovuto usare personalmente la cosa. D) L’habitatio ricalca l’usus ma non si estingueva per gli stessi motivi.il gregge . Aveva carattere personale e non era trasmissibile con l’eredità o per vendita. --Si costituiva mediante legato per vindicationem. presupponeva il possesso la buona fede e la iusta causa). h) Estinzione: si estingue per confusione (il proprietario di uno dei due fondi acquista l’altro). tutelati dallo ius honorario ed azioni in rem. 7) La servitù si poté acquisire anche per usucapione ( longi temporis sotto Giustiniano. e la preoccupazione che la donna. L’usufrutto e i diritti affini. perimento della cosa. --L’estinzione si aveva per morte (o capitis diminutio). costituiva servitù tra di essi.

ma potevano essere date in locazione dal legatario e per l’estinzione era simile all’habitatio. Se sulla stessa cosa gravano più ipoteche. che erano a difesa del possesso.Def: sono diritti reali su cosa altrui di garanzia (c’è una res che assicura il creditore). poteva alienare il fondo (ma doveva notificarlo al concedente che godeva di un diritto di prelazione) poteva costituire servitù o affrancare il fondo. ma godeva di ampi poteri.) e riguardò la conventio pignoris (pegno) di invecta et illata (nell’ipoteca sono le cose immesse nel fondo) immessi dal conduttore nel fondo rustico locato. e fu esteso alle terre di proprietà privata.C. si trasmettevano però agli eredi non estinguendosi per morte del titolare. -. cioè.Era proprio dello ius civile. La tutela giudiziaria fu concessa dal pretore verso il primo secolo a.. A) Superficies . (Diritti reali di garanzia) -.C. enfiteusi. Su questa scia nacque la figura di diritto reale di garanzia detta hypotheca. utrubi e unde vi. e) per acquisto del dominium della cosa pignorata da parte di un terzo che. Di essa fu ammessa l’alienabilità inter vivos e la successione. concesso al locatore contro il conduttore in caso di mancato pagamento del canone. ignorasse l’esistenza del diritto reale di garanzia. il principio “superficies solo cedit” (la superficie accede al suolo) per qui il proprietario di un suolo era proprietario anche di ciò che vi era costruito sopra essendo esclusa la divisione della proprietà per piani orizzontali. in buona fede. Pegno e ipoteca. Le ipoteche si estinguevano per: a) estinzione della obbligazione garantita. ius in agro vectigali. L’enfiteusi si estingueva per mancato pagamento del canone per tre anni. d) rinuncia. ed aveva l’obbligo di conservare in buono stato l’immobile. Dal II secolo a.I mezzi di tutela processuale sono: 35 . Successivamente venne introdotta l’actio Serviana. B) Agri vectigales erano state dette quelle porzioni di ager publicus che i censori sin dal IV-III secolo a.pag. servivano come garanzia per il pagamento del canone.. Superficies. era in factum e in rem. Il primo intervento pretorio fu però dato dall ’interdictum Salvianum (1/2 del I° secolo a. C) Enfiteusi. In età postclassica si formarono altri tipi di concessione di terre pubbliche e non si parlò più di agri vectigales e si sviluppano altri tipi di concessioni di terre pubbliche: ius perpetum e ius emphyteuticum. per confusione. andavano concedendo a privati dietro pagamento di un corrispettivo periodico detto vectigal. ben più importante delle precedenti. 388\9-390).C. Al creditore era concesso il ius offerendi: egli poteva così subentrare nella posizione di un creditore che lo perdeva. La difesa giudiziale era data da uti possidenti. esperibile per il recupero del possesso. (Oggi non può essere inferiore a 20 anni e può essere perpetua).E) Le operae servorum anch’esse simili all’uso giuridicamente. § 128 . f) come conseguenza della lex commissoria. La legge di Zenone è considerata l’atto di nascita dell’enfiteusi e venne poi regolato da Giustiniano ove l’enfiteuta doveva pagare un canone annuo. b) Ipoteca: il precedente romano della hypotheca (o pignus conventum) era dato dalla convenzione di garanzia che soleva intervenire nella locazione dei fondi: tra il locatore ed il locatario interveniva un patto per cui le cose da questi immesse nel fondo. (. si applica il principio prior tempore potior iure: prevalevano cioè le ipoteche costituite per prime. § 127 . b) perimento della cosa. a) Pegno: una cosa veniva consegnata al creditore affinché la tenesse fino a quando il suo credito non fosse stato soddisfatto.. Con esso il pegno si configura quale diritto reale su cosa altrui. con azione in factum di natura reale. si passò alla conventio pignoris per la quale non aveva luogo consegna. fino a che Costantino non vietò il patto commissorio.C. quelli. (cose immesse in un fondo che servono come garanzia per il pagamento di un canone complessivamente chiamate invecta et illata). esperibile da parte del creditore pignoratizio era diretta al conseguimento del possesso. c) confusione.

Es. in modo non violento). -.Def: il possesso è inteso come un ”esercizio di fatto di un diritto soggettivo” possiamo dire che è composto da: corpus e animus. e il loro potere sugli stessi. b) TUTELA: Gli interdicta in età classica vennero classificati (sono 3) in: 1) interdicta adipiscendae possessionis (per l’acquisto del possesso) 2) interdicta retinendae possessionis (per la manutenzione e conservazione del possesso) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero del possesso) 2) e 3) riguardano la difesa del possesso. l’acquisto della cosa con il passare del tempo.serviva a far cessare le molestie e cioè a mantenere il possesso ma aveva anche una funzione recuperatoria. ossia tenere la cosa come propria. B) Interdicta: provvedimento dei pretori. così i possessori aumentano. ( vedi libro pag 396\7\8\9-400 bene !!) . E’ stata estesa a tutti i tipi di pegno.: il ladro può possedere anche se in mala fede. in factum e in rem esperibile da parte del creditore pignoratizio ed era diretta al conseguimento del possesso. 1) no. dal console Rufo.a) Interdictum Salvianum (di metà del I° secolo a. restitutorio): tutela del locatore contro il conduttore di un rustico che in caso di mancato pagamento avesse voluto la restituzione. per proteggere i possessori di agri publici da molestie e spossessamenti (interdictum uti possidentis riguarda gli immobili e lo ritroviamo in età classica sotto gli interdicta retinendae possessionis. a) GENESI : A) Agri publici: sono terre dello stato lasciate in godimento a privati. non per concessione precaria. possessio. era necessario possedere senza vizi. b) Interdictum de migrando (proibitorio): tutela del conduttore di un fondo contro il locatore che volesse impedirgli di portar via gli invecta et illata. bisogna possedere senza vizi. A Roma il possesso era dominium per lo ius civile ed era possessio per lo ius honorario. verso la fine dell’età arcaica. ma non rispetto al derubato e 36 .C. o vindicatio pignoris. possessio civilis o ad usucapionem per iusta causa.. prima tramite occupazione (agri occupatorii) poi tramite speciali concessioni dei censori dietro pagamento (agri vectigales). c) Actio Serviana (51 a.C. se ne occuparono seriamente solo gli interpreti medioevali. --(2) Agli interdicta retinendae possessionis appartengono: A) l’interdictum uti possidentis (relativo agli immobili. C) Utrubi (cose mobili). I tipi di possesso erano: possessio naturalis > detenzione. e B) interdictum utrubi (relativo ai beni mobili. Non basta possedere per vincere una lite. Il possesso. Al possessore spettano: i frutti. si esercitava contro il possessore della cosa pignorata fosse esso stesso il debitore o un terzo. Il possesso non viziato possesso iusta . (i rimedi processuali sono gli INTERDICTA) ( pag 400 > 414 libro bene !! ) Mai il diritto romano rappresentò in modo unitario la dottrina del possesso. dictum de vi armata (cose immobili): sono altri 3 provvedimenti. oppure actio quasi Serviana: a tutela di tutti i creditori pignoratizi contro chiunque si impossessasse della res oggetto della garanzia. contro chiunque si fosse impossessato della res pignori conventa d) Actio pigneraticia in rem. Alla fine dell’età arcaica il pretore incominciò a proteggere i possessores contro molestie e spossessamenti con gli interdicta. undevi. l’altro poteva ricuperare il possesso mediante autodifesa privata). non clandestino. ed è con questa azione che il pegno si configura come diritto reale) o pigneraticia: al locatore di un fondo rustico. Quanti tenevano legittimamente gli agri publici erano detti possessores. ossia in modo non violento. Tutelava il possessore. nel caso in cui uno dei due litiganti fosse in possesso iniustas. l’inquilino no perché non tiene la cosa locata come propria.: tutelava il ladro rispetto ai terzi. (non basta la detenzione) es. Corpus possesionis e animus dominus. le azioni possessorie. Es. Successivamente il pretore concesse ciò anche a coloro che avessero l’usus di una cosa immobile ai fini dell’usucapione: rendendo così anche loro possessori. § 129 . possessio > materiale disponibilità della cosa.

L’usucapione: 1) soddisfaceva l’esigenza di troncare i dubbi circa la titolarità del dominum. non quello ad usucapione che era negato anche ai deponenti in sequestre . es. e verrà tutelato solamente il possessore attuale. Differenza tra animus possiendi e animus domini (tenere la cosa come propina): l’animus possiendi era l’intenzione di avere la cosa per sé nel proprio interesse. Il possesso si perdeva per effetto di derelictio. dei precaristi. 2) garantiva chi curava i propri affari rispetto a chi non lo faceva. oppure la cosa deve essere alienata da un terzo legittimato. res incorporales: chi le esercitava non venivano qualificati come possessori. e viceversa. Non si può mutare da sé il propino animus: si può mutare la causa possessionis solo per intervento di un’altra persona “chi ha iniziato a possedere una cosa in forza di un titolo. non il suo eventuale ius.: il paterfamilias controllava la res del figlio o dello schiavo che teneva la cosa materialmente. Si possedeva la res. poteva essere esercitata non oltre l’anno ed era intrasmissibile passivamente). g) L’OGGETTO: il principio che riguarda l’usucapione è: “si nega al possessore di una cosa composta il possesso delle singole partes“. o si vende la cosa. Caso del sequestro > il sequestratario aveva solo il possesso interdittale. 37 . dei creditori pignoratizi. oppure per es: il possessore di un fondo che. Era dato anche al possessor iniustus. Non tutti i possessori interdittali potevano usucapire. Il possesso fu concepito dai romani materialisticamente. adprehensio. i filiifamilias. Tutto questo venne fatto per la tutela dell’ordine sociale. sempre coincide con l’animus dei sequestratori. e)CORPUS e ANIMUS. QUASI POSSESSIO e POSSESSIO IURIS La quasi possessio era l’esercizio di fatto di usufrutto e servitù. Il diritto di proprietà non fu classificato fra le res incorporales viceversa usufrutto e servitù erano in iura. comodatari. d) POSSESSIO AD USUCAPIONEM: discendeva e trovava fondamento nelle XII Tavole. usufruttuari. c) POSSESSORI E DETENTORI: i romani parlarono di naturalis possessio nel caso dei soggetti ai quali era negato il possesso (e anche l’usucapione) anche se avevano una relazione materiale con la cosa. in propio nomine. La seconda regola più importante è che: il “possessio di res incorporales non è configurabile“. era un potere che si poteva accostare in qualche modo al possesso ed avente ad oggetto direttamente la cosa: era una quasi possessio rei. Con Giustiniano viene assimilato all’unde vi). una volta uscito. occupatio. che avevano animus possiendi.(3) Agli interdicta recuperandae possessionis appartengono: A) interdictum unde vi (per chi avesse subito uno spossessamento violento. non a quello ingiusto. Era data anch’essa al possessore giusto. ACQUISTO E PERDITA DEL POSSESSO. depositari. e il suo possesso era giustificato dal fatto che il possessore potesse tuttavia disporre della cosa conservandone il controllo. Casi speciali > Pegno e precario >si giungeva a una sorte di compromesso: si dava il possesso ad usucapione a un soggetto (debitore) e il possesso ad interdicta ad un altro (creditore) di una stessa cosa. Era un’azione recuperatoria riguardante i beni immobili che i classici definirono reciperandae possessionis. Il possesso si acquista per: traditio (che è una consegna). inquilini. ma non tenevano il bene uti domini. e B) interdictum de vi armata (riguardava uno spossessamento avvenuto tramite banda armata. non può pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato da sé il propino animo“.agiva anch’esso per recupero. Era unilaterale. -. coloni. ossia l’ordine di restituire era rivolto al convenuto soltanto. ma a differenza dell’interdictum uti possidetis esso non tutelava tanto il possessor attuale quanto quello che aveva posseduto di più durante l’ultimo anno). Il possesso può essere esercitato attraverso un’altra persona. es. Durante il diritto giustinianeo i due diritti vengono equiparati. Si acquistava o trasmetteva per mezzo di rappresentanti diretti.: i servi. lo perde perché un terzo si è insediato clandestinamente o con violenza nel fondo stesso. così che poteva riguardare solo res corporales.

servitù e usufrutto che in sostanza avvenne per intervento legislativo o di Giustiniano. 2) Agere in rem per sponsionem . Negli scritti degli stessi classici si accenna al possessio iuris con riferimento alle servitù ma con la consapevolezza intrinseca che erano espressioni adoperate impropriamente. de cloacis.: interdetti da itinere actuque privato. USUCAPIONE : a) rei vendicatio : azione che spettava al proprietario. h) Dapprima ai superficiari fu negata la qualifica di possessor. b) legis actio sacramenti in rem :con clausola restitutiva arbitraria . a tutela dell’usufruttuario. c) actio e/o cautio (ius pretorio) damni infecti: per il timore di un edificio in cattive condizioni. SUPERFICIE a) actio in factum : azione di natura reale. COMPROPRIETA’ a)rei vendicatio :azione che veniva esercitata pro parte da ogni proprietario . inoltre tali diritti non si possono costituire tramite traditio. b) actio negatoriae servitutis : azione che spettava al dominus possessores . SERVITU’ a) vindicatio servitutis :con clausola restitutiva arbitraria . 3) Agere per formulam petitoriam . d) operis novi nuntiato: intimidazione per chi compie opere lesive nel fondo del vicino.Negare il possesso a coloro che esercitavano usufrutto e servitù. b) actio aquae pluviae arcendae: è una actio in personam data al proprietario di un fondo rustico. ma già il pretore concesse loro l’interdictum de superficibus simile di uti possidetis. d) actio finum regundorum e) actio aquae pluviae arcendae f) actio damni infecti ( tutte azioni che spettano al proprietario quiritario ) g) interdictum quod vi aut clam h) condicio ex causa furtiva i) actio legis Aquiliae l) actio Publiciana: azione a favore di chi avesse perduto la res usucapibile prima del compimento dei termini dell’usucapione. nel diritto classico . c) actio confessoria : in età classica d) actio negatoria servitutis :in età classica USUFRUTTO a) vindicatio usus fructus : questa azione. Vi erano 3 forme: 1) Legis actio sacramentum in rem . Anche se era solo un inizio si tracciò almeno la strada per ammettere insieme alla possessio anche usucapione. contro il vicino. nel caso di alterazione dello scorrere naturale dell’acqua. c) actio negatoria usus fructus : “ “ “ “ “ “ . e) interdictum quod vi aut clam: rimozione della costruzione fatta nonostante il divieto dell’attore. diventa : actio confessoria . solo per comodità espositiva. RIASSUNTO SCHEMATICO DELLE AZIONI A DIFESA DEI DIRITTI REALI PROPRIETA’: a) actio finum regundorum: per la delimitazione dei confini. PEGNO a) uti possidenti b) utrubi 38 . esperibile per il recupero del possesso . significava negare la difesa interdittale (delle formulae) e l’acquisto per usucapione. de rivis. Così il pretore nella prima età classica concesse in via utile agli interdetti uti possidetis e unde vi e tutelò con speciali interdicta coloro che esercitassero certe servitù. ES.

Rapporti non sanzionati da actiones. Per il recupero si hanno la soluzione a) interdicta undevi (per chi subisce spossessamento violento) b) interdicta de vi armata (per chi subisce uno spossessamento da banda armata). come i debiti da atto lecito assunti dallo schiavo o filiae familias e donne in manu in favore di persona diversa dal dominus.C. c) sponsio è il negozio più antico nel quale si può scorgere già la struttura dell’obligatio.). era già nota nelle XII Tavole che stabilirono che per la sponsio si dovesse procedere con la legis actio per iudicis arbitrive postulationem. 415 Marrone ) § 130 Il concetto . e vades si fece uso nelle legis actiones per garantire la ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando l’udienza era rinviata ad altro giorno. 39 .c. secondo il diritto della nostra comunità“ (Istituzioni di Giustiniano 533). ======================================================================= =========================================== Cap VII OBBLIGAZIONI ( pag. a) Nexum un gestum per aes et libram che si compiva con l’intervento di 5 testimoni cittadini romani puberi e di un libripens con la bilancia (abolito nel 326 a. Effetto principale delle obbligazioni naturali era la solutio retentio. § 133 Le obbligazioni naturali (2034 c.c) unde vi IPOTECA a) interdictum Salvianum :azione a tutela del locatore b)interdictum de migrando : azione a tutela del conduttore c) actio Serviana : azione a tutela del locatore di un fondo rustico d) actio pigneraticia in rem : azione a tutela di tutti i creditori pignoratizi e) vindicatio pignoris (opp. § 131 La genesi e la storia . quasi Serviana ): azione a tutela di tutti i creditori pignoatizi POSSESSO In età classica ci sono 3 interdicta : 1) interdicta adipiscendae possessionis ( per l’acquisto) 2) interdicta retinendae possessionis ( per la manutenzione ) 3) interdicta recuperandae possessionis ( per il recupero ) Per la manutenzione si hanno la soluzione a) interdicta uti possidientis (immobili) b) interdicta utrubi (mobili). Con Giustiniano a) e b) vengono unite. § 132 Obbligazioni civili e obbligazioni onorarie. Def. mentre dall’età postclassica si incominciò a parlare di actiones in factum che esprimevano un’intentio. grazie alla quale il creditore poteva trattenere quanto (per esempio) il servo gli aveva già corrisposto per l’adempimento dell’obbligazione medesima. consisteva in interrogatio e responsio per cui una parte prometteva all’altra un determinato proprio comportamento (si dava così luogo ad un debito ed un credito).). Oportere era un termine ius civile.: “L’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale siamo astretti dalla necessità di adempiere una qualche prestazione. b) Praedes erano utilizzati nelle legis actiones in rem per garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse all’avversario in caso di soccombenza.

Poteva essere iniziale (ne impediva il costituirsi) o sopravvenuta (se non era imputabile al debitore estingueva di norma l’obbligazione). obbligazione di cose fungibili. lecita (pena nullità). il periculum sarebbe stato a carico del debitore moroso essendo egli responsabile del perimento o deterioramento della cosa dovuta. mentre era accipiendi se del creditore (ove egli non avesse accettato l’adempimento del debitore). Impossibilità sopravvenuta della prestazione imputabile al debitore. c) Le obbligazioni di genere sono quelle che hanno come prestazione una cosa generica come ad es. determinata o determinabile (diversamente il rapporto non si costituisce). possibile (pena nullità). la sua posizione si aggravava. se ne può scegliere una. I contratti tipici erano un numero definito. 1)Istituzioni di Gaio: ogni obbligazione nasce da contratto o da delitto. comportamento del debitore (debito e responsabilità debbono fare capo alla stessa persona e dunque venne negata efficacia ai contratti a favore di terzi).§ 134 La prestazione: contenuti. generiche e specifiche. negotiorum gestium. Contenuti della prestazione sono: patrimoniale (suscettibile di valutazione). delitto. Oggetto della prestazione possono essere il dare o il fare (o non fare). La responsabilità per inadempimento dell’obbligazione è detta CONTRATTUALE e se era imputabile al debitore dava luogo a sua responsabilità. A Proposito di responsabilità per inadempimento di obbligazioni si parla di periculum che è il rischio dipendente da un evento pregiudizievole per taluno e non imputabile né allo stesso né ad altri. b) Alternative sono quelle ove trovando due o più prestazioni possibili. conventio. egli non ne sarebbe più stato ritenuto responsabile. Prevalse il significato inteso come negozio giuridico bilaterale produttivo di obbligazione. con ovvia facoltà di scelta. § 138 La mora. ciascuno con proprio regime giuridico. anche se l’avesse consegnata in tempo. Con i classici questo viene affievolito perché se il debitore provava che la cosa sarebbe comunque perita presso il creditore. ciascuno 40 . Il debitore cadeva in mora dal momento dell’interpellatio (costituzione in mora). § 140 I contratti . quasi delitto. § 139 Le fonti delle obbligazioni . § 135 La prestazione: requisiti. tutela. quasi contratto (variae causarum figurae). a) Obbligazioni divisibili sono quelle che possono essere frazionate. legato). § 136 La prestazione : obbligazioni indivisibili. Viene ad esistere nell’epoca repubblicana e può essere solvendi o debitoris se imputabile al debitore.3) Con le Istituzioni imperiali di Giustiniano si arriva ad una quadripartizione: contratto. alternative.2) Nelle Res cottidiane (di Gaio) si arriva ad una tripartizione con l’aggiunta delle variae causarum figurae (solutio indebiti. § 137 Inadempimento e responsabilità.

Tutte e due le azioni erano per garantire la restituzione al comodante. ed è tutelato dalla condicio formulare tramite: a) actio certae “pecuniae” (op. Il pegno è un contratto reale. unilaterale. che poi perse. più limitato che fosse stato convenuto . Nell’ultima età repubblicana è tutelato da: a) actio depositi in factum: contro il deposito infedele. In età repubblicana è tutelato da: a) actio comodati in factum E durante la prima età classica fu tutelato da: a) actio comodati in ius ex fide bona . con l’impegno del comodatario di restituire poi le stesse cose. altro. sarà tenuto alla restituzione. b) actio contraria: a favore del depositario per danni provocati dalla cosa o rimborso delle spese. ossia senza demostratio. o Serviana: azione che si dava al creditore pignoratizio in caso di smarrimento. non l’uso. bilaterale. b) actio pigneraticia in rem. imperfetto. gratuito. imperfetto. § 142 I contratti reali: il deposito. etc. è un’actio directa. E’ un’obbligazione di genere. Il deponente consegna al depositario una o più cose mobili affinché quest’ultimo le custodisca gratuitamente e le restituisca a semplice richiesta. E’ il prestito ad uso gratuito a favore del comodatario. (prestito ad uso gratuito).. Il comodatario poteva fare della cosa l’uso proprio. che era un’actio comodati a cui era legittimato il comodante per spese e danni. Il comodante. frumento. una somma di denaro o altre cose fungibili. Vi fu poi una actio directa. con la stessa quantità della datio) b) actio in persona e in ius la formula era astratta. (mutuatario). (gratuito) Il deposito è un contratto reale. consegna al comodatario una o più cose mobili. 41 . c) actio directa: essa era infamante per il convenuto. Era in simplum o in duplum. § 144 I contratti reali: il pegno. Non si pagano interessi (usurae). Il comodato è un contratto reale bilaterale. e non doveva per l’uso alcun compenso. con cui una parte (mutuante). Il comodatario avrebbe fatto uso delle cose a lui comodate. sementi. Il creditore pignoratizio acquista la possessio ad interdicta. Si ha tutela tramite: a) actio pignoraticia in personam: azione in factum per la restituzione. Ma la tipicità si affievolisce con il tempo e nell’età postclassica appare ulteriormente affievolito. § 141 I contratti reali: il mutuo . eventualmente solo quello diverso. bilaterale. In età classica è tutelato da: a) actio depositi in ius ex fide bona: ha natura reipersecutoria per la restituzione. conventio pignoris (sine datione). § 143 I contratti reali : il comodato. Il mutuo è un contratto reale.sanzionato da proprie actiones.. Il depositario acquista solo la detenzione. e una volta estinto il debito. (olio. consegna ad un’altra. Si costituiva con la datio del mutuante. imperfetto. ha caratteristiche penali. e negozio causale. Per il diritto romano si intende una datio pignoris o.) con l’impegno del mutuatario di restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere. ovviamente sarebbe identico al deposito se il comodatario non potesse far uso della cosa.

dalla presenza come testimoni di 5 cittadini romani puberi e da quella di un altro cittadino. una parte conseguiva un vantaggio dietro pronunzia di parole determinate (certa verba). Ha caratteristiche astratte e struttura agile composta da interrogazione e congrua risposta (prototipo della sponsio. per costituire servitù rustiche. con i necessari adattamenti anche al testamento (mancipatio familiae e testamentum per aes et libram). Le parti erano il cedente e il cessionario. ma iuris gentium perché estesa ai peregrini. per la costituzione e la rinunzia di servitù prediali ed usufrutto.138 Marrone: negozi giuridici formali. oppure. di fronte al suo diniego o silenzio. Era utilizzato per l’acquisto di res mancipi. cum amico ove la causa poteva essere la custodia o il comodato. reipersecutoria e infamante. b) actio fiduciae directa : che era contrapposta alla a). Si tratta di un negozio fiduciario. La stipulatio ha un ruolo importante nella dottrina del diritto romano privato . § 62 La in iure cessio (pag. La in iure cessio si compiva in iure davanti ad un magistrato con iuris dictio (di solito il pretore). adottato prima dell’età repubblicana. § 61. a determinate condizioni per la cessione di eredità. La stipulatio. pronunciava l’addictio del servo in favore del cessionario. il libripens. § 146 I contratti verbali . La mancipatio comportava l’acquisto di un potere su persone o cose in favore del mancipio accipiens e la perdita di un potere sulle stesse nel mancipio dans. per il riacquisto di proprietà e possesso. Poteva essere impiegata per il trasferimento della proprietà su res mancipi e nec mancipi.§ 145 La fiducia . per il deposito e il pegno. Nella prima età classica: a) actio fiduciae contraria : non era infamante . per la cessione della tutela mulieris. La Mancipatio (pag. il pretore interrogava il cedente se volesse contravindicare e. Era uno dei gesta per aes et libram uno degli atti cioè che si compivano con il rame o bronzo (aes) e con la bilancia (libra). La tutela si ha tramite: (per il diritto antico) a) pactum fiduciae: a cui ricorrevano solo i cives romani. Una parte trasferiva all’altra la proprietà di una cosa mediante mancipatio o in iure cessio con il pactum fiduciae. che reggeva la bilancia e provvedeva alla pesatura del metallo. dall’impiego della bilancia e del metallo che veniva pesato. tenendo lo schiavo. Se l’oggetto era uno schiavo il cessionario. Con il processo formulare: a) actio fiduciae: azione in personam. La stipulatio è un negozio giuridico bilaterale.133 Marrone: negozi giuridici formali) Trova certamente fondamento nei mores maiorum ed è confermata dalla legge delle XXII Tavole. per l’acquisto sui filii familias altrui di quella particolare potestà che fu detta mancipium. per l’acquisto della patria potestas nel procedimento di adoptio. che era un negozio iuris civilis perché sanzionata da un’azione civile. Era caratterizzato da schemi e strutture processuali ricalcando essa il rito della legis actio sacramenti in rem. La fiducia era cum creditore a garanzia di un credito del fiduciario. prounciava la formula vindicatoria. è la più antica fonte di obbligazioni). Era un negozio dello ius Quiritium e quindi dello ius civile. il cui consenso poteva essere espresso verbis. Era simile all’ legis actio sacramenti in rem) Aveva forma rigorosamente imposta e apparteneva allo ius civile. 42 .

E’ la compravendita consensuale in cui il venditor si obbligava a fare conseguire all’emptor (compratore) il pacifico godimento di una cosa. ossia: a pronunziare i verba era solo la parte che si obbligava . non ve ne è più traccia dopo l’età post classica . Chirographa . in cambio di un corrispettivo in denaro: il pretium . la risposta seguiva la domanda entro breve tempo. ed agiva in 2 casi: 1) per stipulazioni aventi ad oggetto un certum (stipulazione di dare). Gaio li classificò nei contratti. Era un contratto unilaterale. Compravendita Nel diritto romano più antico si parlò di vendere in relazione alla mancipatio . ove la formula era modellata su quella della condictio 2) per stipulazioni aventi ad oggetto un incertum (stipulazione di fare). Nel processo formulare : c) actio ex stipulato: si dava al debitore inadempiente. E’ un genere proprio dei peregrini. ma scompare. Promissio iurata liberti E’ il giuramento di prestare le operae al patrono rinnovato dal liberto dopo la manomissione . che in essi l’obbligatio nasce litteris: non bastava il consenso. § 147 I contratti letterali . oppure. Emptio venditio: contratto bilaterale e negozio ius gentium. ma contratto unilaterale (perché solo una parte si obbligava). Fu lo strumento per realizzare la novazione. DEF. non si usò più. Avevano luogo in uno eloquente. § 148 I contratti consensuali: la compravendita. La promissio iurata liberti permarrà anche nel diritto giustinianeo. specificando. Nel terzo sec. in entrambi i casi aveva luogo una sorta di novazione. b) legis actio per condictionem : per la stipulazione di certa pecunia e certa res . si esigeva una unitas actu. Gaio distingue tra: trascriptio a re in personam e trascriptio a persona in personam. Era necessaria la contemporanea presenza delle parti.Synographae Sono dichiarazioni scritte in cui un soggetto riconosceva un proprio debito nei confronti di un altro. 43 .Inoltre è un contratto la cui tipicità atteneva alla forma e non ai contenuti. Era un negozio giuridico bilaterale (perché il consenso dell’altra parte non poteva comunque mancare). gli prometteva una prestazione . Nomen trasscripticium (una sorte di novazione) Operazione che eseguiva il pater familias nel libro della contabilità domestica dove venivano registrate separatamente le entrate e le uscite. ove la formula era modellata sulla demostratio. occorreva la scriptura. Dotis dictio Si parla di dotis dictio a proposito della dote (vedi dote). La tutela si ha: a) legis actio per iudicia postulationem (legge delle dodici tavole).

Il venditore rispondeva in forza della stipulatio. Erano obbligazioni sanzionate da : a) actiones locati: azione in favore del locatore . Si all’eredità. ad un altro (conductor) che si impegna a prenderla in custodia e poi restituirla . Vi erano anche altre azioni più specifiche. Sono esclusi gli acquisti da un’attività illecita. b) actio de modo agri: analoga alla a). si restituisce al locatore (es. il quale si obbliga a compiere autonomamente ma nell’interesse del locatore un’attività: una volta raggiunto il risultato convenuto. per cui. per litteras. ossia il versamento del denaro in contante. Una parte (locator) si impegna a mettere a disposizione una cosa mobile o immobile per un determinato periodo e con uno scopo preciso. Il locatore è il lavoratore. sia inter vivos che mortis causa. 3) locatio operarum (Lavoro subordinato): l’uomo libero che loca le proprie opere. per nuntius. per il pregiudizio patito dal compratore per l’assenza delle qualità promesse. il conduttore è il datore di lavoro. § 149 i contratti consensuali : la locazione. L’oggetto: poteva essere merx mancipi e nec mancipi. bilaterale. 44 . sia a titolo gratuito. b) actio venditi: azione a favore del creditore ossia il venditore . sia a titolo oneroso. il rammendatore e oggi l’appalto). ossia fare conseguire al compratore il pacifico godimento della merx. Il prezzo: era espresso in pecunia numerata (denaro). entro l’anno l’actio quanti minoris: azioni contro il venditore che tacesse o dichiarasse inesistenti vizi poi in effetti riscontrati. Doveva essere un iustum pretium . Fu sancita la responsabilità per dolo del venditore il quale avesse venduto scientemente al compratore ignaro cosa non propria. I classici diedero 3 classificazioni: 1) locatio rei: il conduttore (inquilini) può usare e trarre frutti dalla cosa locata. § 150 I contratti consensuali : la società . o presenza di vizi dei quali si era garantita la mancanza. avesse precisato l’estensione del fondo . b) actiones conducti: azione in favore del conduttore (anche ai peregrini) . No alle res extra commercium. e che in essa . non del contratto in sé. Evizione. presupponeva che il venditore avesse fatto la mancipatio del fondo venduto. Il tipo più antico di società è stato “societas omnium bonorum “ . 2) locatio operis (l’appalto): il locatore consegna al conduttore. La locazione è un contratto consensuale.Era sanzionata da azioni in ius ex fide bona: a) actio empti: azione in favore del compratore . mobili e immobili.> actio auctoritatis (in duplum). ricordiamo: a) actio ex stipulato: azione del venditore. Obbligazione del compratore: il compratore è tenuto alla numeratio pecuniae. c) actio de pauperie d) actio redhibitoria op. con l’esplicita previsione di un corrispettivo. Analizziamo singolarmente: Il consenso: poteva essere tacito. Furono i classici a classificare la locatio conductio come contratto che si conclude con il semplice consenso manifestato. Ricordiamo 4 tipi di società : 1) societas omnium bonorum: i soci pongono in comune tutti i beni di cui sono titolari e tutti gli acquisti futuri. più gli interessi stabiliti dal giudice se c’è ritardo! Obbligazione del venditore: compito del venditore è quello di habere licere.

Arricchimento ingiustificato . § 151 I contratti consensuali : il mandato . E’ un negozio iuris gentium . La società era un singolo contratto consensuale. spesso sanzionati da actio praescriptis verbis: Permuta: > consensuale bilaterale. contenuti nel Digesto si possono considerare alcuni contratti innominati. Datio ad inspiciendum: consegna di una cosa perché un’altra parte ne determini il valore e poi la restituisca (do ut facias. 3) societas speciali: esse si prefiggono uno scopo economico da raggiungere .2) societas omnium quae ex quaestu veniunt: riguarda tutti gli acquisti a titolo non gratuito fatti dai soci. Le azioni di tutela sono: a) actio mandati directa: azione a favore del mandatario. 4) societas pubblicanorum: società che riguardano gli appalti pubblici . Le obbligazioni ex societas erano sanzionate da: Actio pro socio: azione che viene esperita per il risarcimento dei danni che il recesso doloso o intempestivo di un socio avesse provocato ad altri. actio praescriptis verbis). § 154 Obligationes quasi ex contractu .volontà di gestire negozio altrui. comportava infamia. actio praescriptis verbis).compimento di un atto che importasse gestione di affari altrui . facias ut facias. sia tacito che espresso. Altre obbligazioni non da atto illecito. Il mandato è un contratto bilaterale.. ossia. Se si fosse fondata una società senza specificare l’oggetto. per cui un soggetto conferisce un incarico ad un altro soggetto. 45 . il quale si impegna a eseguirlo gratuitamente.. Transazione . imperfetto. avendo ricevuto una cosa. era necessario il consenso comune e continuato nel tempo . Assunzione spontanea della rappresentanza o gestione senza mandato di un dominus negotii impedito di attendere ai propri affari. b) actio mandati contraria: azione a favore del mandante. do ut facias. Aestimatum:>contratto estimatorio>in cui uno dava ad un’altro una cosa stabilendone il valore e l’altro assumeva l’impegno di restituire la cosa o il ricavato di essa (do ut des. con exceptio pacti conventi . Nell’ultima età della repubblica il pretore promise in termini generali che avrebbe tutelato i patti. Comportava infamia. § 152 I contratti innominati Partendo dal do ut des. e il convenuto avrebbe goduto di beneficium competentiae. L’effetto obbligatorio si produce con la datio e l’obbligazione nasce solo a carico di chi. la tutela: Actio negotiorum gestiorum directa (accordata dal pretore). facias ut des. Donazione modale o donazione per una causa e ove questa veniva a mancare. (do ut des). a ) Negotiorum gestio . comportava infamia. la giurisprudenza romana riteneva che si fosse voluta compiere una società di questo tipo . § 153 I patti Accordi comunque manifestati e al pactum vennero attribuiti effetti giuridici già nelle XII Tavole . conclusi senza dolo.. Precario: concessione di un bene che il precario dans faceva ad altro soggetto perché ne godesse gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. avrebbe legittimato il donante all’esercuzio della condicio per la restituzione del donato. facendo nascere così le obbligazioni reciproche tra i soci . Estremi della negotiorum gestio:. era tenuto a darne un’altra. non contrari a legge.assenza di un mandato.utilità della gestione intrapresa. una condanna pecuniaria limitata alle possibilità economiche dello stesso.

§ 158 Damnum in iuria datum Ricordo a proposito la Lex Aquilia ( detta de damno ) . penale e infamante. Per il membrum ruptum la pena era 46 . EX CAUSAM FURTIVA (in favore del dominus derubato. le violenze fisiche dolose ed ingiuste a persone (che non fossero sotto la potestà dell’offensore) erano iniuria . Nell’età del principato saranno ormai pochi i delitti non perseguibili anche dalla giurisprudenza criminale. azione penale. iniuria.-triplum : a titolo di pena. in danno di altre persone. tramite la quale era possibile chiedere la restituzione di una res già di proprietà dell’attore). trasferita in esecuzione di un atto contrario alla morale). rapina. c) Condictio ex causa furtiva: fu mantenuta. § 156 Il furto Furto deriva da ferre = portare via. per i classici. con conseguente: actio furti nec manifesti. Azione di ripetizione. Rufo distinse: a) Furtum manifestum. b) Furtum nec manifestum. § 157 La rapina Rapina è la sottrazione di cose altrui con violenza (bona vi rapta). In età medioevale. I delitti sono: furto. Tutela della conditio: INDEBITI (è l’ipotesi classica: quando il patrimonio di una persona fosse aumentato. Le parti dovevano essere incoscienti. con conseguente: actio furti manifesti. L’actio bonorum era. per simplum dopo. damnum in iuria datum. b) actiones utiles. § 159 L’iniuria Risalendo alle XII Tavole sappiamo che le lesioni . § 155 I DELITTI ( delicta ) I delicta sono atti illeciti direttamente lesivi alla comunità e più gravemente riprovati. tramite le quali. essa è un’azione reipersecutoria per la restituzione o aestimatio della cosa. 2) adstipulator : ossia colui che in frode allo stipulante estingue il credito mediante acceptilatio 3) ferimento di schiavi e pecudes. senza causa o per causa disapprovata dalla legge). “ Ricorreva ogni qualvolta taluno eseguiva una prestazione non dovuta “. L’azione giudiziaria fu: a) actio vi bonorum raptorum: esperibile per il quadruplum entro l’anno.b) Solutio indebiti. Furono repressi nell’ambito dei iudicia pubblica. SINE CAUSA (accordata a chi avesse dato una cosa ad altri per uno scopo poi venuto meno) OB TURPEM CAUSAM (per ottenere la repetitio di una cosa. no alle azioni penali. L’azione di difesa era: a) actio legis Aquiliae: azione a favore del danneggiato. comodatari e possessori in buona fede. nel diritto privato in ordine agli illeciti ci sarà posto solo per il risarcimento danni. articolata in 3 capitoli: 1) uccisione in iuria di schiavi e animali da gregge. il pretore ha esteso la tutela aquiliana ad usufruttuari.-simplum: valore delle cose asportate. Giustiniano la classifica “mista”: reipersecutoria e penale. L’ultima giurisprudenza repubblicana escluse alcune fattispecie rientranti in altri delicta e si ritenne sufficiente la contrectatio rei (contatto fisico con la cosa pur senza la sottrazione materiale di essa).

e soprattutto le Actio de pauperie.(Tutte actio in factum) Sono 4 : iudex qui litem suam fecit (contro il giudice che ha giudicato male per imperizia e imprudenza pena pecuniaria contro il giudice secondo equità. caupones. actiones adversus nautas. 47 . ma non penale. Novazione e litis contestatio .potuto provocare danni ai passanti. Actio iniuria era di natura penale ed infamante con carattere personalissimo ed intrasmissibile . § 165 Estinzione delle obbligazioni: la novazione . Era un’azione nossale. stabularius (azione contro furti e danneggiamenti ai passeggeri o avventori che si verificano sulle navi. Riepilogando : 3 momenti 1) taglio . actio in factum). abrogatio e conventio in manu. trasferendone all’attore la proprietà. positum et suspensum (contro l’habitator della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata appoggiata o posata una cosa che cadendo avrebbe . acceptilatio. Con l’adempimento della prestazione la vicenda si conclude. actio in factum). L’actio de pauperie . stazioni per il cambio dei cavalli. pactum de non petendo. L’adempimento. Contrarius consensu e recesso unilaterale. confusio. azioni pretorie. sentenza. morte. e non riguardava comportamento volontari . impossibilità sopravvenuta. La transazione. actio in factum). erano i danni prodotti da animali (quadrupedi e soprattutto greggi e mandrie) e spettavano al danneggiato contro il proprietario delle bestie che poteva risarcire il danno o dare a nossa l’animale.il taglione cui l’autore poteva sottrarsi pagando > poi la compensazione pecuniaria divenne regola > in età preclassica con la svalutazione monetaria le pene pecuniarie apparvero irrisorie e si sostituì così con actio iniuriarum atta a perseguire una pena pecuniaria che il giudice avrebbe stabilito di volta in volta sulla base dell’entità dell’offesa . io ti do solo 40 : abbiamo compensato ! § 167 Trasmissione di crediti e debiti . 3) compensazione legale . effusum vel deiectum (in favore dei colpiti da oggetti lasciati cadere dall’alto di edifici. L’importo era quello dell’equità stabilita dal giudice in base all’equità dell’offesa . Sostituzione di obbligazione con un’altra. capitis diminutio. § 164 Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni . decorso del tempo. actio in factum). Se devo 100 a te e tu mi devi 60 . § 160 Altri illeciti extracontrattuali . 2) compensazione volontaria . § 163 Estinzione delle obbligazioni: remissione del debito. § 162 Estinzione delle obbligazioni. concursus causarum. § 166 Estinzione delle obbligazioni: la compensazione .solo il pericolo . § 161 Obligationes quasi ex delicto . Gaio parlò nelle sue Institutiones di azioni civili. Nel diritto romano: solutio per aes et libram. locande.

la consegna della cosa in presenza di vicini. Sino dall’età classica la donazione non fu un negozio autonomo ma una possibile causa di negozi giuridici astratti bilaterali compiuti donandi causa. Una volta adempiute le formalità la donazione si dice perfecta e non è più revocabile. fidepromissio. Si esige forma scritta. in integrum restitutio ob fraudem (revoca degli atti che hanno ridotto il patrimonio del debitore) interdictum fraudatorium (riguardava gli atti della riduzione del patrimonio). 48 . beneficium excussionis e il beneficium cadendarum actionum. Con Costantino la donazione (323 d . Venne vietata la donazione tra coniugi ed è da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu (mantenere gli equilibri di potere). conventio in manu). La Lex Cincia non viene ripristinata. § 169 Gli atti in frode dei creditori . Per ragioni di ordine sociale nel 204 a. b) Stipulazione di garanzia: diritto postclassico. Per tutelare i creditori da atti fraudolenti compiuti nei loro danni dai debitori. La lex Cincia. Il divieto comporta la nullità dell’atto. fideiussio.) diviene un tipico negozio causale che viene qualificato contractus. Così la donazione ebbe sempre effetti diversi a seconda del negozio. Giustiniano riprende Costantino e tiene conto del materiale giurisprudenziale raccolto nel Digesto dando efficacia alle donazioni obbligatorie anche quando realizzate con semplice patto (e non con stipulatio). dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6° grado e taluni affini. non fu riconosciuta la possibilità giuridica che crediti e debiti mutassero titolare passando inalterati da un soggetto ad un altro. lex Aelia sentia (nullità della manomissione dei servi che il debitore compisse in frode ai creditori). c) Mandato di credito. vennero introdotte alcune azioni: denegatio actionis (contro il terzo creditore a cui il pretore negava l’azione contro il bonorum emptor).C. § 173 La donatio mortis causa .C. a) Stipulazione di garanzia: sino tutta l’età classica. § 170 Le garanzie personali delle obbligazioni. Sponsio. al di fuori di alcuni casi (capitis diminutio minima. fu approvata la Lex Cincia che proibiva le donazioni al di sopra di un certo limite. d) Ricordiamo inoltre a constitutum debiti alieni e receptum argentarii (§ 153). ======================================================================= Le donazioni § 171 Concetto ed evoluzione. Nelle solidali ogni debitore o creditore è responsabile per l’intero.A Roma. la registrazione presso un pubblico ufficio. La Lex Cincia fu una legge inperfecta (non aveva sanzione). Le parziarie sono quelle in cui troviamo una pluralità di debitori e creditori. La forma è scritta solo se l’importo e assai alto. § 168 Obbligazioni parziarie e solidali . e ognuno ha diritto di pretendere solo una parte dell’obbligazione. § 172 Le donazioni tra coniugi.

Questi soggetti passano da uno stato alieni iuris a uno sui iuris. legatari e figli. Sono solitamente i congiunti del testatore esclusi dallo stesso dall’eredità. Sono: l’uccisore dell’ereditando e gli eredi che non perseguono giudizialmente gli assassini. o. Può essere testamentaria o ex testamento in forza di testamento valido e efficace. Il donante. 49 . Fu abolita da Giustiniano. CAPACITA GIURIDICA: il principio generale è: ereditando ed erede devono essere: persone libere. Essi sono detti anche heredes extranei. avrebbe potuto pretendere. Essi diventavano eredi automaticamente. essi sono in ogni caso chiamati alla successione in forza di legge. Cadde in desuetudine in età post classica. HEREDES VULUNTARII: sono i non sui. il ritrasferimento di quanto donato. Es. La delazione è intrasmissibile agli eredi . esso diveniva caducum ed era devoluto ai coeredi e figli. Il rito sarebbe stato quello delle classiche cognitio extra ordinem. Vi era anche la caducorum vindicatio per la persecuzione dei caduca. in ultima spiaggia all’erarium populi romani. senza bisogno di rinunciare. consisteva nei così detti “atti concludenti” nei quali fosse implicita l’accettazione. ma poi il fisco avrebbe potuto rivendicare a sé quanto gli indegni avessero acquistato. a) per la successione ab intestato la capacità giuridica dell’ereditando doveva sussistere al tempo della morte. sia la capacità di acquistare in forza di testamento (passiva). esigere un credito o compiere atti di gestione sul patrimonio del defunto. TESTAMENTI FACTIO ATTIVA: presuppone: la capacità giuridica al tempo del perfezionamento fino al momento della morte e la capacità di agire si esige solo al tempo della perfezione del testamento . quella dell’erede al tempo della delazione e per gli eredi volontari al tempo dell’accettazione. CADUCUM: quanto non acquistato dai non capaces si accresceva in favore dei coeredi. HEREDES NECESSARI: erano i sui (famigliari soggetti a patria potestas o alla manus del de cuius al tempo della sua morte) e gli schiavi liberati nel testamento e nello stesso istituiti eredi. PRO HEREDE GESTIO: era un’accettazione tacita. i rei di adulterio. colui che avesse impedito all’ereditando di testare. Ne sono esclusi i postumi. cittadini romani. Possono succedere sia ab intestatio che ex testamento. Possono essere sia ab intestato sia eredi testamentari. sui iuris. dobbiamo parlare di testamenti factio che indica sia la capacità di fare testamento (attiva). CRETIO: era un actus legittimo a carattere formale: pronunzia di parole determinate che esprimevano la volontà di accettare. LEGISLAZIONE AUGUSTEA: lex Iulia e lex Pappea che fecero riferimento ai celibes (persone non coniugate ma in età da matrimonio) totalmente incapaci di acquistare testamento e agli orbi (coniugati senza figli) che acquistavano solo la metà. INDIGNI: coloro che erano sottoposti a “indegnità a succedere“. Diventano eredi tramite l’accettazione o additio. Le successioni TERMINOLOGIA IN MATERIA SUCCESSORIA HEREDES : colui che succedeva mortis causa a titolo universale. con la conditio. Fu abolita da Giustiniano. legittima o ex lege (in forza di legge): i romani la chiamarono ab intestato . DELAZIONE EREDITARIA: è la “chiamata” all’eredità che avviene al momento della morte dell’ereditando. b) per la successione testamentaria. SUCCESSIONE CONTRO TESTAMENTO: fenomeno che rientra nella successione legittima. Essi potevano accettare l’eredità. Eccezione fu fatta per i postumi (nascituri) che potevano essere chiamati a succedere purché già concepiti alla morte dell’ereditando. in difetto. una volta guarito. Sono gli agnati dell’ereditando.La donatio mortis causa è il trasferimento della proprietà mediante donazione vista la imminente possibilità di morte. TESTAMENTI FACTIO PASSIVA: presuppone la capacità giuridica che deve sussistere sia al tempo della perfezione del testamento che alla chiamata all’eredità.

un’actio utilis in favore dei creditori contro la donna. curatela. acquistava i diritti che facevano capo alla donna. ius sepolcri. sacra familia. presiedute da un pontifex. vinceva questa sorta di gara chi offriva di pagare la più alta percentuale sui debiti. Era un negozio solenne del diritto arcaico a cui partecipavano i comitia curiata in cui il popolo era raggruppato in 30 curie. crediti. per l’intero o per quota. EREDITA’ DESERTA: con il ripudio degli eredi volontari l’eredità andava deserta. e i creditori un magister bonorum che preparava la vendita all’asta. Venne nominata universitas. tutela. salva. B) mortis causa: in dipendenza della morte del titolare dei diritti o dei doveri che si trasmettono al successore. I romani la videro come: ius successionis e ius hereditatis. Conventium in manum: tramite la quale. Con il consenso del popolo l’atto si perfezionava. Essa poteva riguardare. nipote rispetto al suocero. La posizione della donna in manu nella famiglia era di figlia rispetto al marito. Comprende: proprietà. HEREDITAS DAMNOSA: ove il passivo supera l’attivo. dall’ultima età repubblicana. mediante la quale si dava notizia della procedura a tutti gli altri eventuali creditori dando loro l’opportunità di intervenire. Si tratta di una legge comiziale. al posto di un’altra persona in singole e determinate posizioni giuridiche soggettive .HEREDITAS: Si tratta dell’oggetto della successione. Bonorum venditio: è un particolare tipo di esecuzione patrimoniale in età preclassica. LE SUCCESSIONI IN PARTICOLARE Con il termine successione ci riferiamo a quel fenomeno di trasmissione di posizioni giuridiche soggettive. Durante la giacenza il procuratore avrebbe potuto nominare un curatore. si procedeva alla bonorum venditio. Intervenuti i creditori il pretore nominava un curator bonorum per gestire provvisoriamente il patrimonio del debitore. queste successioni erano riconosciute in età classica: iure civili (adrogatio e conventium in manum di donne sui iuris). usus (convivenza per un anno). NON ERANO EREDITA’: le potestà famigliari. HEREDITAS IACET: eredità giacente è l’eredità dell’ereditando senza eredi che aspetta l’accettazione di eredi volontari . e iure praetorio (bonorum venditio). A) SUCCESSIONI INTER VIVOS Adrogatio: un soggetto sui iuris cessa di essere tale e cade sotto la patria potestas dell’adragante così entrando a fare parte della sua famiglia quale filius familias. sorella rispetto ai suoi stessi figli. Si iniziava con la missio in bona. che interrogava i 2 soggetti. che aveva una funzione di custodia e conservazione.616 marrone). (p. HEREDITAS PETITIO: azione a tutela dell’eredità che prende il nome di hereditatis petitio (formula petitoria). Il titolare della manus. Potevano così subentrare i creditori. mentre i debiti di lei si estinguevano. Si proseguiva con la proscriptio. b) a titolo particolare (singulas res): è il caso in cui taluno subentra. sia donne sui iuris. o comunque della potestas. e quindi acquistava in blocco tutto. la donna. debiti. 50 . Per scongiurarla i classici adottarono un espediente: pactum ut minus salvator o l’additio mandato creditorum. entrava a fare parte della famiglia del marito. Essa si compiva mediante: conferratio (classi elevate). le donne erano escluse dai comizi. coemptio (modo più comune). sia filiae familias. Una volta che il pretore aveva accettava le condizioni. La successione può avere luogo: A) inter vivos: cioè in dipendenza di un negozio giuridico inter vivos. l’acquirente era chiamato bonorum emptor. sia attive che passive. La successione può essere: a) a titolo universale (universum ius): è la successione per cui taluno subentra per intero o per quota in un complesso di posizioni giuridiche soggettive che facevano parte ad un altro soggetto. per i debiti da lei contratti quando era sui iuris.

Agnatus proximus è l’agnato più vicino che escludeva l’agnato di grado più lontano. adottivi). troviamo il regime pretorio della bonorum possessor sine tabula Segue questo ordine: 1) unde liberi 2) unde legitimi 3) unde cognati Liberi erano sui. moglie del defunto con conventium in manum. Essi sono: figli in potestate (maschi. sia in linea maschile che femminile. Se i sui eredes erano più di uno a ciascuno spettava una quota che aveva luogo per stirpe. 3)gentiles: appartenenti alla stessa gens dell’ereditando. Non erano eredi necessari. figli in adozione. L’ordine della successione ab intestato è: se maschio 1)sui heredes: erano gli heredes necessarii ossia persone assoggettate all’immediata potestas o manus alla morte del de cuius. Essi sono: parenti in linea collaterale maschile: fratelli e sorelle.La bonorum venditio era un istituto estraneo allo ius civile. B) SUCCESSIONE UNIVERSALE MORTIS CAUSA Successione universale mortis causa può essere: A) delazione ab intestato (successione contro testamento o successione in presenza di testamento valido ma inefficace) oppure. madre e figli erano di secondo grado. Erano i parenti di sangue. 51 . si attua mediante la concessione dei bonorum possessor. A ) SUCCESSIONE AB INTESTATO 1) IURE CIVILI La successione ab intestato è secondo lo ius civile quella a cui partecipano gli heredes necessari e volontari. 2)agnati*: erano persone libere discendenti in linea maschile da un capostipite maschile (sempreché il vincolo non si fosse spezzato per capitis deminutio). L’attribuzione aveva luogo per stirpi. Rientrano in questa categoria gli agnati e i gentiles (i sui erano già nei liberi). B) delazione testamentaria (che presupponeva un testamento valido ed efficace). Era ammessa la successio graduum. la delazione ha durata limitata (1 anno per i figli e genitori. non oltre il sesto grado. figli emancipati. nipoti ex filio se il padre era premorto all’ereditando. dove la delazione ha durata illimitata e l’accettazione deve essere fatta personalmente. dove gli eredi sono tutti volontari. in ultima età repubblicana. femmine. Tra cognati di uguale grado. ma già sui iuris al tempo della morte dell’ereditando. 100 giorni per tutti gli altri). che da alieni iuris diventano sui iuris. Sono eredi volontari. non in iure civili. ma volontari (eredi solo con l’accettazione) sono chiamati direttamente a) agnati * se donna 2) IURE PRAETORIO La successione pretoria. In età repubblicana avanzata. Erano chiamate le donne non oltre il secondo grado. e l’accettazione può essere compiuta per mezzo di un mandatario o negotiorum gestor. Desueta in età classica perché viene meno l’organizzazione gentilizia. postumi sui non ancora nati. ma già concepiti. Poteva essere considerata una successione universale del debitore in iure praetorio. L’ereditando doveva essere di sesso maschile.

revocabile. E un negozio fiduciario con il quale il testatore trasferiva il proprio patrimonio ad un amicus o persona di fiducia chiamato familiae emptor. si ammette la successione nei confronti dei figli legittimi. il trattamento successorio femminile si equipara a quello maschile. 3) SENATOCONSULTI Nel periodo dei senatoconsulti. perse significato la distinzione tra ius civile e ius honorarium. con il quale una persona disponeva delle proprie sostanze per il tempo dopo la propria morte. il padre e i fratelli legati da agnatio (non gli altri agnati). soltanto orale. viene soppresso il rito della nuncupatio e si pone l’accento sui testimoni che devono essere 5 per quello civile e 7 per quello pretorio. di rinvio. Il senatoconsulta Orfiziano chiamò i figli a succedere alla propria madre a preferenza di chiunque. anche se distinte. Si procedeva solo a istituzione di erede. ETA’ CLASSICA: si adotta la 4) forma con nuncupatio di rinvio.l’attribuzione aveva luogo per capita. Poi il testatore manifestava solennemente le sue volontà. si parlò a proposito di nuncupatio (manifestazione solenne di volontà del legislatore). 2) Testamentum in procintu: dichiarazione solenne e formale dei militari. (si 1) che 2) caddero in desuetudine con Gaio) 3) Mancipatio familiae: familiae è inteso in senso patrimoniale. si cerca di migliorare la posizione della madre verso i figli . 52 . se completamente orale. Il senatoconsulta Tertuliano stabilì che la madre succedesse ab intestato al proprio figlio. L’istituzione di erede non poteva mancare. La donna doveva essere ius liberorum. essa di norma prevaleva su quella ab intestato. Le 5 forme di testamento: 1) Testamentum calatis comitis: atto formale che il testatore faceva dinanzi ai comitia curiata che si riunivano 2 volte all’anno. B) DELAZIONE TESTAMENTARIA La delazione testamentaria presupponeva un testamento valido ed efficace. se il contenuto sostanziale fosse nel documento scritto per motivi di sicurezza. 4) unde vir et uxor Reciprocamente marito e moglie. Le figure di heredes e bonorum possessor. 4) DIRITTO POST CLASSICO-GIUSTINIANEO Abolito il processo formulare e venuta meno la giurisprudenza pretoria. pena la nullità. che alla morte del testatore provvedeva a dividerlo alle persone a lui indicate. dove era uso redigere le volontà testamentarie. i sigilli e firme di 5 testimoni. fratelli e sorelle germani 3) fratelli e sorelle unilaterali ed i loro figli 4) parenti di sangue (cognati ) secondo il criterio della prossimità di grado. dinanzi all’esercito romano in armi pronti alla battaglia. personalissimo. 5) Bonorum possessio secundum tabulas: testamento pretorio ove le tabulas erano tavolette cerate. 4) Testamentum per aes et libram: il familiae emptor e il testatore la realizzavano con la pronuncia da parte dell’emptor di una formula elaborata da cui traspariva il vero scopo dell’atto. COSTANTINO: con Costantino. mortis causa. Erano preferiti: i figli del defunto. A tale fine il pretore esigeva un documento scritto chiuso e sigillato con un signum di 7 testimoni (no alle formalità orali. che poteva essere: totale. no ai riti). Il pretore avrebbe concesso la bonorum possessor secundum tabulas pure agli eredi istituiti in un testamento civile (4 forma). finirono quasi per essere similmente equiparate nel regime giuridico. Il testamento: atto unilaterale. Inoltre: gli agnati perdono la posizione di privilegio. si da rilievo esclusivo alla parentela di sangue . Giustiniano stabilisce 4 classi : 1) figli e discendenti 2) genitori.

il secondo subentra se il primo è premorto al testatore. Substitutio pupillare si ha invece quando il testatore istituisce come erede un discendente impubere più una istituzione di un erede al pupillo. Il caso di inefficacia è richiamato per il fatto che nessuno degli eredi istituiti nel testamento avesse acquistato l’eredità. infine venivano apposti i sigilli.TEODOSIO: con Teodosio il testatore deve presentare un testamento già scritto a 7 testimoni. A TITOLO PARTICOLARE: Legati. ex testamento. 53 . Ciò valeva anche per il testamento per aes et libram con nuncupatio di rinvio. --Revoca. oppure invalidità mediata: per vizio attinente all’istituzione di erede. Oppure cum libertate: riguardava l’eredis instituto di un servo proprio del testatore. Potevano essere istituiti eredi: heres ex asse. Era solitamente totale. heres ex quota. Istituzione di erede cum cretione: è l’imposizione all’erede di accettare entro breve termine e con cretio. La seconda è che: ”nessun testamento è valido senza valida istituzione di erede“. La sostituzione prevale sull’accrescimento. Invalidità immediata: per vizio del testamento in sé. era invalidità sopravvenuta quasi agnatione postumi. i quali non obbligatoriamente dovevano essere a conoscenza del contenuto. Nomina di tutore. Questa forma fu mantenuta anche da Giustiniano. se i sigilli si fossero rotti o se il documento fosse andato distrutto. è una regola enunciata da Costanzo nel 339 d. poteva essere revocato solo con un nuovo testamento. se il suus era il figlio adottivo o la mulier in manu. ecco perché non valeva nulla designare. solo eccezionalmente parziale. unico erede per intero. si poteva avere in proposito: substitutio vulgaris applicabile ad ogni istituzione di erede. cancellare e distruggere il documento. questa regola perde valore con Giustiniano. La quarta regola è: “l’istituzione di erede avrebbe potuto essere disposta in qualsiasi forma. Il testamento contiene disposizioni: A TITOLO UNIVERSALE: Istituzione di erede e Fedecommesso. e mantenuta nel Corpus Iuris. Il testatore poteva subordinare l’istituzione di erede ad una condizione sospensiva. servo istituito erede cum libertate. Ci sono 4 regole da ricordare a proposito: la prima è: “ogni disposizione che precede l’eredis istituto è nulla“. Manomissione. il pretore avrebbe dato una bonorum possesio sine tabulis / bonorum possessio sine re con conseguenti modi di revoca che acquisteranno valore generale in età post classica con la revoca per indegnità a succedere. La terza è: “l’istituzione di erede doveva essere disposta in termini espliciti e in forma imperativa“. naturale. o la bonorum possessio. non godeva del beneficium abstinendi. donna in manus) dopo la perfezione del testamento. ma bisogna ricordare che il pretore considerava gli elementi essenziali del testamento: scrittura e sigilli. per incapacità dell’erede o per difetto di forma della heredis instituto. X Per il diritto pretorio un nuovo testamento avrebbe revocato il primo. Il testamentum desertum è chiamato così dai romani. X I iure civili. Il testamento può subire: --Invalidità. Il testamento è un atto per sua natura liberamente revocabile dal testatore. così che. poi il testatore firmava e dopo di lui anche i 7 testimoni. questa regola fu attenuata in età classica. per il mancato acquisto. Se il suus era in relazione ad un figlio naturale si parlerà di invalidità sopravvenuta agnatione postumi. Il testamento perde validità per sopravvenienza di un suus (adottivo. se non accetta o se la sua istituzione è priva di effetti.C. più eredi testamentari. Eredi di primo e secondo grado. questo principio subì poche deroghe. --Inefficacia. (a patto che fosse inequivocabile) e quindi anche diversa da quella riconosciuta dai classici“. A titolo Universale ISTITUZIONE DI EREDE Testo di Gaio: “l ’eredis istituto è l’inizio e il fondamento di tutto il testamento“. la sua natura infatti rimaneva comunque quella di atto orale. In pratica è una doppia istituzione di erede. qualora fosse morto impubere e quindi nell’impossibilità di fare testamento. quello di secondo è il substituto.

Acquisto: l’efficacia del legato dipendeva dall’acquisto dell’eredità da parte dell’onerato. Prima poteva essere disposto solo per un coerede.vindicatio servitutis . per scadenza di un termine. Esigeva l’impiego dell’imperativo “praecipito” preceduto dal nome del legatario più il nome dell’oggetto. Aveva efficacia obbligatoria. L’onere dei legati gravava sugli eredi: non oltre l’attivo ereditario! Se gli eredi erano più di uno. I legati potevano essere aggiunti con condizioni. Sostituzioni. o altra. Un caso particolare di sostituzione fedecommissoria è: “fedecommesso di famiglia“ ove subentravano via tutti i vari componenti di famiglia. sottraendoli agli eredi. Nel caso di hereditas damnosa i legati sarebbero stati interamente nulli. Presa di possesso: proprietà (res nec mancipi). Gli oggetti della fedecommesso sono: libertà di un servo (fedecommessi particolari). vindicatio usus fructus . rimettendosi solo alla sua fides. modi. poi i Proculeiani allargarono la cerchia anche a terzi. definitivamente Giustiniano unificarono i tipi di legato: si riconobbero sia gli effetti obbligatori che reali del legato. termini. costitutivo di servitù. Si poneva così a carico del legatario a carico dell’erede detta obligatio sanzionata dall’actio ex testamento. greca. la lingua adoperata poteva essere latina. entrambe si configurano nell’actio ex testamento. a favore del delegatario si avevano: rei vindicatio . possesso ad usucapionem (res mancipi ). per sua morte. (età repubblicana). il testatore avrebbe potuto porre il legato ad uno solo o ad alcuni di essi. La revoca poteva essere tacita o esplicita. singoli beni o singoli diritti soggettivi alle persone da lui stesso indicate. il legato non 54 . 1) Legatio per vindicationem: aveva ad oggetto beni propri del testatore. I giuristi classici e. Era l’imposizione all’erede di consentire che il legato facesse qualche cosa. Aveva effetti reali e la forma utilizzata era l’uso delle parole do e lego. in fine. Essa è disposta per testamento. 2) Legatio per damnationem: poteva avere ad oggetto anche cose dell’erede o di terzi. infine il legatario avrebbe avuto contro terzi un actio in rem. si istituì in favore all’erede e contro il legatario un actio in rem (vindicatio) e un actio in personam (ex testamento). Era: traslativo di proprietà. Augusto rese ciò vincolante per l’onerato .Sostituzione volgare uguale a quella che abbiamo incontrato nell’istituzione di erede . Oggetto. oralmente. 3) Legatio sinendi modo: poteva avere ad oggetto cose del testatore o dell’erede. I classici equipararono poi la legatio per damnationem con la legatio sinendi modo. paragonabile quindi ad un legato per vendicationem. dove il sostituto acquistava dopo. Sostituzione fedecommissoria. Così si affermò a Roma il costume di disporne con larghezza in favore di parenti e amici. di compiere una determinata prestazione a favore della persona indicata. codicillo. costitutivo di usufrutto. il legato avrebbe comunque avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un heres suus. 4) Legatio per praeceptionem: poteva avere ad oggetto solo cose proprie del testatore. legittimando il beneficiato = fedecommissario a proporre la petitio fideicommissi secondo un nuovo rito processuale extra ordinem. Aveva effetti obbligatori: il testatore poneva a carico dell’erede l’obbligo di compiere una prestazione determinata di dare o facere in favore della persona indicata. anche solo con gesto di assenso. per avveramento di una condizione. attribuiva. L’efficacia era subordinata all’acquisto dell’onerato. intera eredità e quota di eredità (fedecommessi universali). A titolo particolare LEGATI Vi erano disposizioni con cui il testatore con intentio di liberalità e in forma imperativa.FEDECOMMESSO Si parlò di fedecommesso a riguardo dell’uso per cui il testatore raccomandava informalmente all’erede. La forma del fedecommesso era libera (forma precativa non imperativa). (non al posto) la persona indicata per prima.

per la sua perfezione non si richiedevano formalità. infine Giustiniano equiparò i legati ai fedecommessi. REGOLA CATONIANA: il legato invalido al tempo della realizzazione del testamento restava invalido pure se prima della morte del testatore. poteva essere disposto oltre che per testamento anche per codicilli. impuberis o mulieris. Con la tutoris datio. e poteva essere disposta in un unico contesto con l’istituzione di erede dello stesso servo (heres necessarius). I CODICILLI Sono documenti scritti. Codicilli confermati: si fa riferimento nel testamento. spesso sotto forma di epistula. TUTORIS DATIO Espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. MANUMISSIONE Era espressa in forma imperativa e dipendente dall’efficacia del testamento. poteva essere revocato. In età repubblicana si volle porre rimedio a quest’ultima affermazione affermando il principio che li legatario avrebbe acquistato diritto al lascito e l’avrebbe trasmesso ai suoi eredi sin dal dies cedens (giorno della morte del testatore). ad un proprio discendente immediatamente soggetto a sua potestà. la causa dell’invalidità fosse cessata. tra i figli emancipati e i sui. Possono contenere solo fedecommessi. possono contenere qualsiasi disposizione eccetto l’istituzione di erede. Era negata la convalida del legato nullo. o. A questo ultimo si contrappose il dies veniens (giorno che coincide con l’addizione da parte dell’onerato). il testatore nominava un tutore. prescindono dall’esistenza del testamento. Il legato. La manumissio testamento (era detta “diretta” per distinguerla dalla fedecommissoria) era il modo con cui il testatore dava la libertà ad un proprio servo o persona in causa mancipi.avrebbe avuto efficacia se ad essere onerato fosse stato un erede volontario che non adiva all’eredità. ove i primi sarebbero stati troppo avvantaggiati) e DOTIS (tra figlia emancipata e figlia in potestate) 55 . Codicilli non confermati: non si fa riferimento ad alcun testamento. COLLATIO BONORUM (solo ab intestato. Seguono le sorti del testamento. (figlio o figlia). che ritardava ad accettare.

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