Sei sulla pagina 1di 32

I L T ELESCOPIO

&
L ' A STRONOMIA
M ANUALE D'U SO
con la collaborazione di
Attilio Bogi

Questo manuale è stato prodotto da ZIEL ITALIA s.r.l.,


distributrice esclusiva dei prodotti ZIEL.

La riproduzione, anche parziale del testo e delle illustra-


zioni è consentita solo previa autorizzazione di ZIEL
ITALIA s.r.l.

TUTTI I TELESCOPI ZIEL SONO CORREDATI DA QUESTA PUBBLICAZIONE

manuale 2005.P65 1 14/07/2005, 11.22


INDICE
IL TELESCOPIO pag. 4
Telescopio rifrattore pag. 4
Telescopio riflettore pag. 5
Caratteristiche del telescopio pag. 8
MONTATURE pag. 10
IL CERCATORE pag. 12
OCULARI pag. 13

LA SFERA CELESTE pag. 14


MAGNITUDINE pag. 15
SEEING pag. 16

L'OSSERVAZIONE pag. 17
BILANCIAMENTO DI UN TELESCOPIO
CON MONTATURA EQUATORIALE pag. 17
STAZIONAMENTO DEL TELESCOPIO ZIEL
CON MONTATURA EQUATORIALE pag. 18

COSA OSSERVARE pag. 20


La Luna pag. 20
Il Sole pag. 21
I Pianeti pag. 22
Le Galassie pag. 23
Le Nebulose pag. 24
Gli Ammassi stellari pag. 24
Le Stelle doppie pag. 25
Le Comete pag. 25

FOTOGRAFIA ASTRONOMICA pag. 26

GLI ACCESSORI pag. 27

ISTRUZIONI DI MONTAGGIO pag. 29

manuale 2005.P65 2 14/07/2005, 11.22


La Ziel Italia Vi dà il benvenuto nel mondo dell’astronomia.

L’Universo che ci circonda è alla portata di tutti coloro che


hanno il piacere di osservarlo, di fotografarlo e di immaginarlo.
Le grandi scoperte che hanno portato ad una più approfondita cono-
scenza dell’Universo non sono solo il frutto del lavoro di studiosi e di
scienziati: è grazie ai milioni di occhi e di strumenti di appassionati
dilettanti che con il loro instancabile lavoro di osservazione hanno
contribuito e contribuiscono tutt’ora allo studio dell’Universo. Basti
pensare che sono molti gli oggetti celesti che portano il nome di os-
servatori dilettanti.
Per intraprendere il cammino in questo misterioso ed affascinante
mondo occorrono: un piccolo telescopio, una mappa stellare, una
mappa lunare, un po’ di pazienza e la voglia di non essere più uno
spettatore passivo ma di toccare con mano il mondo che ci circonda.
Ziel Italia vi offre una vasta gamma di telescopi che si possono
adattare ad ogni esigenza.
Se siete in possesso di tutto ciò aprite la finestra e lasciatevi traspor-
tare fino ai remoti angoli dell’Universo.
Questo manuale non vuole essere uno strumento per lo studio appro-
fondito dell’Universo ma un semplice aiuto per il lettore a muovere i
primi passi verso l’osservazione dello Spazio.
Verrano volontariamente tralasciati argomenti scientifici troppo spe-
cifici e verrà utilizzato un linguaggio discorsivo e poco tecnico.

BUON DIVERTIMENTO!

Per informazioni tecniche potete rivolgerVi a:


ZIEL ITALIA s.r.l.
Assistenza Tecnica
E mail:uff.tecnico@ziel.it

manuale 2005.P65 3 14/07/2005, 11.22


IL TELESCOPIO
Il telescopio è uno strumento ottico composto da lenti o da specchi intubati
in una montatura che ne permette l'allineamento. La raccolta e la
focalizzazione della luce proveniente da oggetti lontani e l'immagine finale
ingrandita permettono di "vedere di più" di quanto il solo occhio nudo
permette. Per queste caratteristiche esso può essere facilmente paragonato
ad un grande occhio.
Ziel ha selezionato le due principali classi di telescopi usate dagli astrofili:
telescopio rifrattore e telescopio riflettore.

TELESCOPIO RIFRATTORE

COSMO 1
COSMO 3
EVOLUTION
COSMO 2
EVOLUTION

GEM 30
MAHK 50 GEM 27

GEM 38

GEM 35

PULSAR 60 GEM 60

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 4 14/07/2005, 11.22


OBIETTIVO

FUOCO

RAGGI DI LUCE

OCULARE

Fig. 1
Queso strumento (fig. 1) è costituito principalmente da due gruppi di lenti.
Il primo gruppo è posto all’estremità anteriore di un tubo cilindrico e viene
chiamato obiettivo: ha lo scopo di raccogliere la luce proveniente
dall’oggetto che stiamo osservando.
Il secondo gruppo è posto all’estremità posteriore del tubo e prende il
nome di oculare: ha lo scopo di ingrandire l’immagine dell’oggetto e di
condurla al nostro occhio

TELESCOPIO RIFLETTORE
ORBITER 65 GALAXY 1 ORBITER 40
EVOLUTION

ORBITER 35

MAHK 90

GALAXY 2
EVOLUTION

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 5 14/07/2005, 11.22


Il telescopio riflettore (Fig. 2) è costruito in vari modelli: quello con lo
schema ottico più semplice è stato inventato dall'inglese Isaac Newton e
per questo è chiamato newtoniano.
SPECCHIO PIANO SECONDARIO
RAGGI DI LUCE

OCULARE
SPECCHIO PARABOLICO PRIMARIO
FUOCO
Fig.2

Il telescopio newtoniano è composto da due specchi, chiamati specchio


principale e specchio secondario.
Lo specchio principale è posto all’estremità posteriore di un tubo cilindrico:
raccoglie la luce proveniente dall’oggetto celeste e ne riflette l’immagine
sullo specchio secondario.
Lo specchio secondario, molto più piccolo del primario, è posto a pochi
centimetri dall’estremità anteriore del tubo e viene tenuto al centro
dell’apertura da un apposito supporto: raccoglie l’immagine proveniente
dallo specchio principale e la devia lateralmente verso l’oculare.
I telescopi Maksutov (Fig.3) prendono il nome dall'ottico russo che
sperimentò quella configurazione ottica.

Fig.3

Lo schema è costituito da uno specchio principale sferico forato al centro,


un menisco correttore e uno secondario solitamente molto piccolo, creato
nella zona centrale della superficie interna del menisco con una semplice
operazione di alluminatura della superficie. Questo disegno ottico è stato
molto studiato e modificato, tanto da essere ormai prodotto in moltissime
configurazioni. I Maksutov-Cassegrain, per esempio, sono configurazioni
Maksutov con il secondario separato dal menisco. In questo modo il
secondario può essere lavorato con più precisione.
6

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 6 14/07/2005, 11.22


Confrontiamo nella tabella seguente i telescopi finora descritti, mettendone
in luce i pregi e il tipo di utilizzo verso cui sono meglio indirizzati.

PREGI DIFETTI UTILIZZO

RIFRATTORE semplicità d’uso scarsa luminosità terrestre


con piccoli diametri

facilità di costo elevato astronomico:


manutenzione con grandi diametri osservazione
planetaria

ottimo contrasto

RIFLETTORE buona ingombro elevato astronomico:


DI NEWTON luminosità osservazione del
profondo cielo
buon rapporto
prestazioni/prezzo

RIFLETTORE versatilità non particolarmente terrestre


MAKSUTOV- d'uso adatti all'osserva-
CASSEGRAIN zione del profondo astronomico:
dimensioni cielo osservazione
e peso e fotografia
contenuti del sistema solare

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 7 14/07/2005, 11.22


CARATTERISTICHE DEL TELESCOPIO

Il telescopio Ziel presenta due caratteristiche fondamentali:


• la capacità di raccogliere luce, più di quanto possa fare l’occhio
umano, e quindi di rendere possibile l’osservazione di oggetti poco
luminosi
• la capacità di distinguere oggetti molto vicini tra di loro o molto picco-
li. Tale caratteristica prende il nome di potere risolutivo e dipende dal
diametro dell’obiettivo (più il diametro è grande maggiore è il potere
risolutivo.)

Una terza caratteristica non meno importante delle due precedenti è la


capacità del telescopio di ingrandire l’oggetto.
Essa dipende dalla lunghezza focale del telescopio, che è la distanza che
esiste tra l’obiettivo e il piano su cui si forma l’immagine.
L’ingrandimento è il rapporto tra la lunghezza focale del telescopio e la
lunghezza focale dell’oculare inserito nel telescopio.
Dato che la lunghezza focale del telescopio è fissata dal costruttore, per
variare l’ingrandimento è necessario intercambiare gli oculari.
Teoricamente gli ingrandimenti che si possono ottenere con un
telescopio sono illimitati, ma in realtà esiste un limite pratico di utilizzo.
La tabella qui sotto riporta il massimo ingrandimento utile ipotetico per
i telescopi più diffusi, classificati in base al diametro dell’obiettivo:

DIAMETRO OBIETTIVO (mm) MASSIMO INGRANDIMENTO


UTILE
RIFLETTORI RIFRATTORI
60 120 150
100 210 264
120 232 300
150 262 346
200 305 412
250 343 469
280 364 500
300 377 520
350 408 566
400 437 608
8

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 8 14/07/2005, 11.22


TABELLA RIASSUNTIVA

Diametro obiettivo D in mm

Lunghezza focale F in mm

Lunghezza focale F in mm
dell'oculare

Potere risolutivo Pr in secondi d’arco es. = 2"


Capacità di distinguere oggetti o
particolari molto piccoli.

Rapporto focale f =/.. es. = f/5


Più piccolo è il valore,più lo
strumento è luminoso

Ingrandimento Ft (focale del telescopio)


Fo (focale dell'oculare)

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 9 14/07/2005, 11.22


MONTATURE
La montatura di un telescopio Ziel è l’insieme delle parti meccaniche che
sorreggono e permettono il movimento del tubo ottico: per puntare e os-
servare un corpo celeste è necessario che il telescopio si possa muovere in
due direzioni.
Esistono due tipi di montature, azimutale ed equatoriale, così definite
secondo l’orientamento dei piani lungo i quali il telescopio si può muovere.

MONTATURA ALTAZIMUTALE

La montatura altazimutale (fig. 4) permette di muovere lo strumento in


direzione verticale (zenit) ed in direzione orizzontale.
Questo tipo di montatura è adottato solitamente nel caso di telescopi di
piccole dimensioni utilizzati per osservazione visuale e non per fotografia
astronomica.

fig. 4

10

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 10 14/07/2005, 11.22


MONTATURA EQUATORIALE

Nella montatura equatoriale (fig.5) le direzioni di movimento del telesco-


pio sono: l'una parallela all’asse di rotazione terrestre (asse polare) e l’altra
perpendicolare a questo (asse di declinazione).
Questa è la montatura più usata perchè, oltre ad avere maggiore stabilità e
precisione, consente di inseguire l’oggetto celeste muovendo il telescopio
in una sola direzione (ascensione retta): ciò verrà spiegato successiva-
mente.
E’ la montatura ideale per fotografia astronomica.

fig. 5

11

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 11 14/07/2005, 11.22


IL CERCATORE
Il cercatore è un piccolo cannocchiale a basso ingrandimento, posto sullo
strumento principale. Attraverso un cercatore si individua una ampia
porzione di cielo in cui è presente l’oggetto da osservare, che sarà puntato
con precisione all'intersezione della crociera di puntamento; il puntamento
di un telescopio risulta ben più complicato a causa del più elevato
ingrandimento a cui si osserva.

ALLINEAMENTO DEL CERCATORE

Per svolgere al meglio la sua funzione, il cercatore deve essere allineato


con il telescopio (fig. 6).
L’allineamento del cercatore è un operazione importante che, se eseguita
con cura, renderà molto semplice l’osservazione attraverso il telescopio
principale.
Per un preciso allineamento è necessario eseguire, con luce diurna, le se-
guenti operazioni:
• inserire nel porta oculari del telescopio un oculare che produca
ingrandimenti molto bassi;
• puntare con il telescopio un oggetto ben visibile (ad esempio un cam-
panile, un traliccio, un’antenna, ...) e portarlo al centro del campo visivo;
• guardare attraverso il cercatore e, agendo sulle viti calanti, portare lo
stesso oggetto inquadrato precedentemente al centro del campo, in
corrispondenza della crociera di puntamento;
• se l’operazione è stata effettuata con precisione, fissare le viti calanti
con fermezza;
• verificare che dopo il fissaggio l’allineamento risulti invariato.

ALLINEAMENTO ALLINEAMENTO
ERRATO fig. 6 CORRETTO

12

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 12 14/07/2005, 11.22


OCULARI
Gli oculari Ziel rivestono un ruolo fondamentale ai fini dell’osservazione
perchè ad essi è affidato il compito di ingrandire gli oggetti. Essi sono
formati da un certo numero di lenti (da due per un oculare semplice fino a
otto per i più sofisticati) montate in modo da poter essere inserite nel
portaoculari del telescopio. Le grandezze fisiche che caratterizzano e
diversificano gli oculari sono: il diametro, la focale e lo schema ottico.

Diametro:
i diametri più comuni sono tre: 24,5mm, 31,8mm e 50,8mm.
I più usati nei telescopi amatoriali Ziel sono quelli da 31,8 mm e da 50,8 mm.

Focale:
gli oculari possono avere una focale variabile da 4 mm a 60 mm. Le focali
corte producono ingrandimenti più alti: si consiglia quindi, prima della
scelta degli oculari, di verificare il massimo ingrandimento utile del
telescopio (vedi pagg. 8 e 9).

Schema ottico:
lo schema ottico indica il numero e il tipo di lenti usate per la costruzione
dell’oculare. Gli schemi ottici più comuni in ordine di qualità (dal più
semplice a quello con elevate prestazioni) sono: Huygens, Kellner,
Ortoscopico, Plössl e Super .
Ricordiamo che un buon oculare consente di ottenere prestazioni
decisamente superiori rispetto ad un oculare economico e di bassa qualità.

Costruzione ottica degli oculari con i relativi nomi:


H e HM = Huygens: 2 elementi in 2 gruppi
K = Kellner: 3 elementi trattati in 2 gruppi
OR = Ortoscopici: 4 elementi trattati in 2 gruppi (3+1)
PL = Plössl: 4 elementi trattati in 2 gruppi (2+2).

13

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 13 14/07/2005, 11.22


LA SFERA CELESTE
In questo paragrafo cercheremo di dare al lettore un’idea del sistema di
coordinate universalmente utilizzato per il puntamento degli oggetti cele-
sti. Immaginiamo di prendere un mappamondo e di racchiuderlo in un
involucro avente la stessa forma della Terra ma di dimensioni molto mag-
giori. Supponiamo che le pareti interne di questo involucro siano rivestite
di piccoli puntini luminosi: dalla superfice del mappamondo, guardando
verso l'alto, si vedrebbe esattamente ciò che noi vediamo alzando lo sguardo
al cielo in una notte stellata.
Osservando attentamente un punto fisso nel cielo, sembra che la volta
celeste ruoti lentamente da est verso ovest. In realtà ruota la volta celeste,
ma è la Terra a farlo, in direzione opposta.
La sfera celeste è stata suddivisa in un reticolo di meridiani e paralleli
esattamente come è stato fatto per la Terra. Il parallelo principale è chia-
mato equatore celeste, perchè non è altro che la proiezione sulla sfera
celeste dell’equatore terrestre.
L’equatore celeste divide la sfera celeste in due emisferi: emisfero boreale
(o settentrionale) ed emisfero australe (o meridionale). Il polo nord cele-
ste coincide esattamente con il nostro polo nord e così il polo sud.
Questi tre elementi sono indispensabili per tracciare un sistema di
coordinate che consente di individuare la posizione degli astri sulla volta
celeste.
Le coordinate principali di questo sistema sono la declinazione e
l'ascensione retta.

Declinazione:
La declinazione (Dec.) corrisponde alla latitudine terrestre. Si misura in
gradi e va dai +90° al polo nord celeste a -90° al polo sud celeste;
all’equatore celeste il valore della declinazione è di 0°.
Un astro che si trova a metà strada tra il polo nord celeste e l’equatore
celeste ha una declinazione di +45°.

Ascensione retta:
L’ascensione retta (A.R.) corrisponde alla longitudine terrestre e viene
espressa in ore (h), minuti (m) e secondi (s).
Il punto da cui si inizia a contare l’ascensione retta è chiamato punto

14

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 14 14/07/2005, 11.22


N

22 giugno
Solstizio d'estate

ica
litt
Ec

23 settembre
Equinozio d'autunno
21 marzo
Equinozio di Primavera

Orizzonte

ste
cele
ore
uat
Eq

22 dicembre
Solstizio d'Inverno

fig. 7

vernale: esso è l’incrocio tra il percorso apparente del Sole (eclittica) e


l’equatore celeste al 21 marzo. Il conteggio dell’ascensione retta avviene
in senso antiorario; il meridiano che passa per il punto vernale ha A.R. =
00h 00m 00s.
Un esempio: la stella Sirio ha A.R. = 06h 45m 9s.

Questo è il sistema di coordinate riportato su tutte le mappe stellari: è


quindi importante conoscerlo per rintracciare con facilità gli oggetti cele-
sti.

MAGNITUDINE
Le stelle nel cielo non appaiono tutte ugualmente brillanti. La grandezza
utilizzata per classificare i corpi celesti in base alla loro luminosità appa-
rente è chiamata magnitudine. Si parla di luminosità apparente perchè la
brillantezza della stelle dipende dalla quantità di luce che emettono, ma
anche dalla distanza dalla Terra: infatti, più una stella è distante, più appare
piccola e poco luminosa.
15

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 15 14/07/2005, 11.22


La stella presa come riferimento per la taratura della scala è la Stella Pola-
re, a cui è stata assegnata una magnitudine di 2,12. Tutti gli altri corpi
celesti sono stati classificati come valore di magnitudine, confrontandoli
con questo riferimento.
La scala ottenuta parte da una magnitudine di 28 o 29, che corrisponde
all’oggetto più debole individuabile solo con telescopi potentissimi, ed
arriva ad una magnitudine di -26,86, che corrisponde al nostro Sole.

SEEING
Chi pensa che le migliori osservazioni vengano effettuate in serate limpide,
in cui le stelle vengono viste scintillare, commette un grosso errore: lo
scintillio delle stelle indica la presenza di una turbolenza atmosferica che
viene ulteriormente amplificata se osservata con un telescopio. Ciò non
consente di ottenere buone immagini.
Il termine seeing identifica la qualità del cielo, sulla base della visibilità e
della stabilità degli oggetti che si stanno osservando.
La scala di seeing più utilizzata in Italia è la seguente:

Qualità delle immagini Valore di seeing


immagini ottime il valore di seeing è 1
immagini buone il valore di seeing è 2
immagini sufficienti il valore di seeing è 3
immagini insufficienti il valore di seeing è 4
immagini cattive il valore di seeing è 5
immagini pessime il valore di seeing è 6

Ne emerge che non basta avere un buon strumento, ma, ai fini di


un'osservazione soddisfacente, occorre avere un buon seeing.

16

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 16 14/07/2005, 11.22


L’OSSERVAZIONE
Prima di apprestarci ad osservare il cielo con un telescopio Ziel è impor-
tante munirsi di mappe stellari o lunari, di una bussola, e di una torcia con
luce colorata in rosso per leggere le mappe senza perdere l’adattamento al
buio.
È importante eseguire alcune operazioni meccaniche: il bilanciamento
dello strumento, l'adattamento del telescopio alla temperatura ambiente
e lo stazionamento.

BILANCIAMENTO DI UN TELESCOPIO
ZIEL CON MONTATURA EQUATORIALE
Dopo aver montato lo strumento si orienti il suo asse polare verso il polo
celeste, a questo punto si procede bilanciando il peso del tubo nel seguente
modo:
• sbloccate il movimento di A.R. con l'apposita levetta;
• sbloccate il contrappeso posto sull’apposita asta e fatelo scorrere finchè
lo strumento è bilanciato correttamente e rimane fermo in qualunque
posizione lo si ponga;
• bloccate il movimento di A.R. e sbloccate il movimento di declinazione;
• fate scorrere il tubo nella propria sede fino a quando non raggiunge il
giusto equilibrio;
• controllate nuovamente che tutto sia ben bilanciato, sbloccando ambedue
gli assi e imprimendo piccoli movimenti allo strumento
Le operazioni di bilanciamento vanno effettuate con lo strumento pronto
per l'osservazione, senza tappi e con l’oculare inserito (fig 8) oppure con
la fotocamera o la camera CCD al posto dell'oculare, quando si vuole
osservare con queste strumentazioni.

fig. 8

17

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 17 14/07/2005, 11.22


ADATTAMENTO ALLA TEMPERATURA

Una volta bilanciato lo strumento è importante lasciargli il tempo di adat-


tarsi alla temperatura ambiente, per fare questo a volte occorre aspettare
anche una trentina di minuti; a questo punto lo stumento sarà in grado di
rendere al massimo delle sue capacità.
Questa attesa renderà possibile anche l’adattamento al buio del nostro oc-
chio che si troverà nella condizione di poter distinguere un maggior numero
di oggetti e di particolari deboli.

STAZIONAMENTO DEL TELESCOPIO


ZIEL CON MONTATURA EQUATORIALE
Questa operazione ci consente di trovare e puntare gli oggetti celesti con
facilità seguendo le coordinate presenti sulle mappe.
Le seguenti istruzioni permettono di orientare lo strumento per un uso
visuale:
• mettere a livello la montatura, centrando accuratamente l'apposita bolla
sulla sua base ( nei modelli equipaggiati);
• inclinare l’asse polare secondo il valore della latitudine del luogo;
• orientare lo stesso asse nella direzione della stella polare (nord cele-
ste), una bussola ci porta approssimativamente nella giusta direzione,
ma bisogna riconoscere la Stella Polare;
• sbloccare l’asse di declinazione e ruotare il tubo ottico finchè è parallelo
all’asse polare: il cerchio graduato di declinazione segnerà +90°;
• bloccare il cerchio di declinazione;
• guardare attraverso il cercatore e portare la Stella Polare al centro del
crocicchio di puntamento, agendo sulla direzione e l’inclinazione
dell'asse polare senza toccare l'asse di declinazione;
• verificare con un oculare a basso ingrandimento che la Stella Polare sia
al centro del campo.

Per seguire l’oggetto che stiamo osservando senza farlo uscire dal campo,
sarà sufficiente agire sul pomolo del movimento di A.R. (fig.9); allo
strumento si può applicare un motore con la corretta velocità di
inseguimento e non sarà più necessario intervenire manualmente.
18

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 18 14/07/2005, 11.22


STELLA POLARE
DECLINAZIONE

ASCENSIONE RETTA

ASSE DI DECLINAZIONE

ASSE POLARE

fig.9

I telescopi Ziel con montatura azimutale non prevedono un'operazione di


stazionamento vera e propria: è comunque opportuno mettere a livello la
montatura.
A tale proposito, si ricorda che l'utilizzo di questi strumenti è limitato
all'osservazione visuale di oggetti celesti estesi e quindi di facile
puntamento.

19

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 19 14/07/2005, 11.22


COSA OSSERVARE
Gli oggetti osservabili con piccoli telescopi amatoriali sono moltissimi:
Galileo Galilei scoprì i satelliti di Giove con un piccolo telescopio rifrattore
di qualità decisamente inferiore rispetto ai piccoli telescopi presenti sul
mercato.
Si possono osservare:
Luna, Sole, Pianeti, Galassie, Nebulose, Ammassi, Stelle doppie, Come-
te.

LA LUNA

La Luna è solitamente il primo astro verso cui si orienta il telescopio. E’ di


facile osservazione anche con telescopi molto piccoli; con un telescopio
rifrattore da 60 mm ad ingrandimenti bassi (40x o 50x ) si possono
distinguere crateri di 6 o 7 chilometri di larghezza.
Contrariamente a quanto si pensa, il periodo migliore per osservare la
Luna non è in fase di Luna Piena (fig.10); per avere immagini affascinanti
e piene di crateri bisogna osservarla in fase di Luna Calante o Crescente,
quando cioè non si presenta tondeggiante.
Va osservata all’altezza del terminatore che è il punto in cui la porzione di
Luna illuminata incontra la porzione buia: in questa posizione si effettue-
ranno le osservazioni migliori perchè i dettagli vi assumono grande
contrasto, i crateri saranno pieni di ombre e le montagne appaiono come
punti luminosi e brillanti.

fig.9 10
20

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 20 14/07/2005, 11.22


Per questo tipo di osservazione consigliamo l’utilizzo di una mappa luna-
re, così si potrà dare un nome a tutto ciò che verrà osservato; quando si
deciderà di osservare la Luna Piena converrà utilizzare un filtro lunare per
evitare l’abbagliamento.

IL SOLE

Bisogna fare molta attenzione quando si osserva questa stella, ci si deve


procurare la giusta attrezzatura e prendere le dovute precauzioni.
ATTENZIONE: il Sole non va mai osservato direttamente, senza ripari
o filtri adeguati. É necessario fare molta attenzione al surriscaldamento
interno del telescopio quando lo si tiene puntato per parecchio tempo
serso il Sole. D'estate, l'osservazione solare va interrotta dopo una
trentina di minuti.
Il Sole si può osservare direttamente attraverso il telescopio oppure per
riflessione: nel primo caso può essere necessario diaframmare le ottiche,
riducendo il diametro di ingresso della luce. Si può utilizzare un filtro
solare a tutto campo: questo accessorio è fra i più sicuri. Un altro
accorgimento consiste nel coprire il cercatore per evitare di guardarci dentro
involontariamente.
L’immagine del sole può anche venire riflessa su un apposito schermo e ,
anche se fornisce immagini meno dettagliate, questo rimane il metodo più
sicuro.
I particolari da osservare sono:
• Le macchie solari, che cambiano di giorno in giorno (fig.11);

fig.11 Foto: Laborfoto Astronomia - Mestre

21

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 21 14/07/2005, 11.22


• Le facole, zone più chiaredella superficie solare, che si trovano afianco
delle macchie e si vedono meglio ai bordi del disco;
• La granulazione della superficie, osservabile solo con ingrandimenti
elevati e quindi con strumenti di elevato diametro.
Oltre ai particolari sopra descritti si possono osservare e fotografare le
eclissi di Sole.

I PIANETI

Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno sono visibili ad occhio nudo e


appaiono simili alle stelle.
Due sono visibili con un piccolo telescopio e sono: Urano e Nettuno.
L’ultimo, Plutone, è visibile solo con un grande telescopio.
Mercurio
E’ visibile raramente e solo in alcuni periodi dell’anno. Appare sempre
basso all’orizzonte.
Venere
E’ relativamente vicino alla Terra e particolarmente luminoso. E’ chiama-
to “stella della sera o del mattino” perchè è il primo oggetto luminoso
visibile nel cielo all’inizio della sera o poco prima del mattino. Al telesco-
pio non si scorgono dettagli perchè è immerso in una fitta atmosfera
altamente riflettente.
Marte
E’ un pianeta molto interessante da osservare dal momento che si presenta
di un color ruggine, con calotte polari molto chiare: con elevati
ingrandimenti si riescono a distinguere anche molti particolari della sua
superficie.
Giove
É caratteristico con la sua luce bianco-giallastra. A forti ingrandimenti
presenta delle bande di diversi colori su tutta la sua superficie. Anche con
piccoli telescopi si distinguono chiaramente i suoi quattro satelliti maggiori
(Io, Europa, Ganimede e Callisto).
Saturno
E’ facilmente identificabile al telescopio dal momento che presenta un
vistoso anello, formato da polveri e da materiale roccioso (fig. 12). L'anello
è diviso nettamente dalla divisione di Cassini, visibile anche con piccoli
telescopi. Saturno brilla di colore giallo pallido ed è circondato da satelliti

22

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 22 14/07/2005, 11.22


visibili osservando con attenzione. Uno di questi, Titano, è il più grosso
satellite di tutto il Sistema Solare.

fig.12 Foto: Gruppo astrofili W. Herschel - Torino

LE GALASSIE

Sono degli enormi agglomerati di stelle, gas e polveri cosmiche.


Il nostro sistema planetario fa parte della galassia denominata Via Lattea.
Le galassie sono classificate a seconda della loro forma in:
• galassie ellittiche,
• galassie a spirale come la Via Lattea,
• galassie irregolari.
Le galassie sono fra gli oggetti celesti più fotografati dagli astrofili.

fig.13 Foto: Gruppo astrofili W. Herschel - Torino

23

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 23 14/07/2005, 11.22


LE NEBULOSE

Sono enormi nubi di gas e polveri, che possono raggiungere estensioni di


centinaia di anni luce. Si suddividono in nebulose oscure e nebulose
brillanti. Queste ultime brillano di luce propria, grazie alla eccitazione
prodotta da stelle molto calde che si trovano al loro interno (in questo caso
si parla di nebulose di emissione) o di luce emessa da stelle vicine e da
loro riflessa (nebulose di riflessione).
La più bella e famosa nebulosa visibile nell'emisfero nord durante la sta-
gione invernale è M42, la "Grande Nebulosa di Orione" (fig. 14).

fig. 14

GLI AMMASSI STELLARI

Sono degli aggregati di stelle vicine,


tenute assieme dalla loro attrazione
gravitazionale. Il numero di stelle
interessate può variare da poche
decine a qualche migliaia.
Un esempio di ammasso è costituito
dalle Pleiadi (fig. 15), situato nella
Costellazione del Toro.
Gli ammassi si distinguono
ammassi aperti e in ammassi
globulari.
fig. 15

24

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 24 14/07/2005, 11.22


LE STELLE DOPPIE

Sono sistemi costituiti da due o più stelle, vincolate dal loro stesso campo
gravitazionale a ruotare attorno al baricentro comune. Possono essere di
dimensione e di colore disomogenei.

LE COMETE

Sono corpi celesti che descrivono un'orbita intorno al Sole. Differiscono


dai pianeti per caratteristiche orbitali (possono avere orbita ellittica,
parabolica o iperbolica) e per caratteristiche di struttura, sono infatti
composte da polveri e materiale meteoritico misto a gas congelati.
Quando una cometa si avvicina al Sole si osserva lo sviluppo di una chioma
(corpo principale luminoso) e di una coda; il nucleo appare sempre piccolo
e brillante
Le comete famose di più recente passaggio sono state la cometa di Halley,
la cometa di Hyakutake (fig. 16) e la cometa di Hale-Bopp .

fig. 16 Foto: Laborfoto Astronomia - Mestre

25

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 25 14/07/2005, 11.22


LA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA
Gli appassionati che non si accontentano della semplice osservazione visuale
possono fotografare il cielo e gli oggetti celesti utilizzando utilizzando il
telescopio come un obiettivo fotografico. Con gli accessori per fotografia dei
Telescopi Ziel offrono questa possibilità
L'apparecchio fotografico consigliato per questa attività è una fotocamera reflex
con ottiche intercambiabili; deve essere dotata di "posa B", che tiene aperto
l'otturatore tutto il tempo voluto. E' consigliabile usare fotocamere manuali
meccaniche, perchè di più facile utilizzo e più affidabili alle basse temperature;
per il loro funzionamento non hanno bisogno di pile.
Sono necessari anche un anello T-2 e un adattatore fotografico per permette-
re l'innesto della fotocamera sul telescopio.
Le due tecniche principali per la fotografia astronomica sono: fotografia a
fuoco diretto e fotografia a fuoco indiretto (per proiezione di oculare).

FOTOGRAFIA A FUOCO DIRETTO

Questa tecnica si utilizza principalmente per fotografare oggetti poco lu-


minosi o per avere un' immagine completa del Sole e della Luna: non
permette ingrandimenti elevati.
L'esecuzione è molto semplice: per mezzo di un anello T-2 si accoppia
l'apparecchio fotografico all'adattatore fotografico che deve essere inserito
nel portaoculari. Dopo una accurata messa a fuoco e l'ottimizzazione
dell'inquadratura, si è così pronti per scattare la fotografia.

FOTOGRAFIA A FUOCO INDIRETTO

E' la tecnica ottimale per la fotografia di pianeti, stelle doppie e particolari


di Sole e Luna. Offre degli ingrandimenti decisamente più elevati rispetto
allla tecnica precedente.
Tra il telescopio e la macchina fotografica viene interposto un oculare; in
questo caso si utilizza l'adattatore fotografico per proiezione oculare.

Difficilmente otterranno risultati soddisfacenti con i primi scatti: l'esperienza


acquisita con numerosi tentativi iniziali e con prove sui tempi di esposizione
porterà a garantire una costanza di risultati.

26

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 26 14/07/2005, 11.22


GLI ACCESSORI ZIEL

Una parte degli accessori selezionati per i telescopi Ziel

LENTE DI BARLOW

Sistema ottico utilizzato per raddoppiare gli ingrandimenti del telescopio.


Viene inserita nel portaoculari prima dell'oculare.
La sua applicazione riduce il campo visivo e la luminosità del telescopio;
fornisce i migliori risultati se l'oculare accoppiato è di buona qualità.

FILTRO LUNARE

E' un filtro di colore grigio-verde da avvitare all'oculare. Viene utilizzato


per ridurre la luminosità durante l'osservazione della Luna, non per mi-
gliorare la resa ottica.

PIATTO DI PROIEZIONE SOLARE

Lamierino di colore bianco e di forma quadrata o rettangolare da montare


con un'apposita asta al focheggiatore del telescopio. Su di esso viene
proiettata l'immagine del Sole tramite l'oculare, che si rende così osservabile

27

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 27 14/07/2005, 11.22


senza alcun rischio per l'occhio dell'osservatore.
D'estate, il tubo del telescopio, le ottiche e il focheggiatore tendono a
surriscaldarsi notevolmente: è opportuno interrompere l'osservazione solare
ogni 30 minuti circa, per riprenderla quando lo strumento è ritornato ad
una temperatura corretta.

RADDRIZZATORE D'IMMAGINE

Accessorio che, posto nel portaoculari prima dell'oculare, garantisce


l'osservazione di un'immagine dritta.
Tutti i telescopi forniscono infatti un'immagine capovolta dell'oggetto
osservato: questo fatto, irrilevante nell'osservazione astronomica, non è
accettabile nel caso di osservazione terrestre.

ADATTATORE FOTOGRAFICO

Esistono due tipi di adattatori fotografici: per fotografia a fuoco diretto o a


fuoco indiretto (per proiezione oculare).
L'adattatore consiste in entrambi i casi in un tubo metallico di lunghezza
variabile a seconda del telescopio.
Nella fotografia a fuoco indiretto, all'interno del tubo è presente una
scanalatura di alloggiamento per l'oculare.
Viene fissato al portaoculari al posto dell'oculare; all'estremità libera vie-
ne avvitato un anello adattatore (anello T-2) con l'innesto per la macchina
fotografica.

MOTORE EQUATORIALE

Viene utilizzato su telescopi con montatura equatoriale per annullare lo


spostamento dell'oggetto celeste nel campo a causa del movimento di
rotazione terrestre.

MOTORE DI DECLINAZIONE

Viene utilizzato su telescopi con montatura equatoriale per ottenere uno


spostamento in declinazione dell'oggetto celeste o un suo ricentramento
nel campo.

28

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 28 14/07/2005, 11.22


ASSEMBLAGGIO E USO DEI TELESCOPI
ZIEL CON MONTATURA AZIMUTALE

7
10 6

4
9 13

12

3 2
5

1 Tubo del telescopio 7 Viti di regolazione del 11 Treppiede


2 Tubo messa a fuoco cercatore 12 Vite di regolazione
3 Manopola del fuoco 8 Supporto del cercatore micrometrica in
4 Oculare 9 Montatura del telescopio verticale
5 Prisma diagonale 10 Vite di fissaggio del 13 Viti di fissaggio
6 Cercatore telescopio alla montatura supporto cercatore

Estraete dalla scatola per prima la montatura del telescopio (9), quindi
attaccate le tre gambe (11) ad essa usando i bulloni e i dadi a farfalla, ricordan-
dovi di orientare le gambe in modo che gli attacchi del vassoio siano
posizionati verso l'interno. Fissate ad essi il vassoio porta accessori con le viti
ed i dadi a farfalla. Appoggiate il tubo del telescopio (1) sulla montatura (9) e
fissatelo con la vite di blocco (10). Il cercatore (6), indispensabile per il
puntamento, va inserito nel suo supporto (8), dopo aver svitato le tre viti di
blocco (7) e quindi fissato al corpo del telescopio tramite le due viti cromate
(13). Il cercatore va regolato come da istruzioni dettagliate a pag 12 . Inserite
quindi il prisma diagonale (5) nel tubo di messa a fuoco (2) ed in esso un
oculare (4) tra quelli disponibili e fissateli con la vite laterale. A questo punto
il Vostro telescopio è pronto per l'uso.
29

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 29 14/07/2005, 11.22


ASSEMBLAGGIO E USO DEI TELESCOPI
ZIEL CON MONTATURA EQUATORIALE

10
11

6
8
13 7

9 4

15
16
17 3 2
5
14

12

18

30

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 30 14/07/2005, 11.22


1 Tubo del telescopio 10 Anelli di supporto
2 Tubo messa a fuoco 11 Vite di fissaggio del telescopio
3 Manopola del fuoco 12 Gambe del treppiede
4 Oculare 13 Vite di fissaggio supporto cercatore
5 Prisma diagonale 14 Manopola flessibile di declinazione
6 Cercatore 15 Manopola flessibile di ascensione A.R.
7 Viti di regolazione del cercatore 16 Contrappeso
8 Supporto del cercatore 17 Barra di contrappeso
9 Montatura del telescopio 18 Vassoio porta accessori

Estraete dalla scatola per prima la montatura del telescopio (9), quindi
attaccate le tre gambe (12) ad essa usando i bulloni e i dadi a farfalla, ricordan-
dovi di orientare le gambe in modo che gli attacchi del vassoio siano posiziona-
ti verso l'interno. Fissate ad essi il vassoio porta accessori (18) con le viti ed i
dadi a farfalla. Inserite la manopola flessibile di declinazione (14) nell'attacco
apposito, stringendo la piccola vite. Ripetete l'operazione per la manopola
flessibile di ascensione (15). Infilate il contrappeso (16) nella barra di contrap-
peso (17), e bloccatelo con l'apposita vite. Avvitate ora la barra alla montatura
equatoriale (9). Avvitate i due anelli di supporto (10) del telescopio alla
montatura (9), appoggiate il tubo del telescopio (1) sugli anelli e fissatelo con
le viti di blocco (11). Il cercatore (6), indispensabile per il puntamento, va
inserito nel suo supporto (8), dopo aver svitato le tre viti di blocco (7) e quindi
fissato al corpo del telescopio tramite la vite cromata (13). Il cercatore va
regolato come da istruzioni dettagliate a pag. 12. Inserite quindi un oculare (4),
tra quelli disponibili, nel tubo di messa a fuoco (2) e fissatelo con la vite
laterale. A questo punto il Vostro telescopio è pronto per l'operazione di
stazionamento (pag. 18).

31

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 31 14/07/2005, 11.22


CONCLUSIONI

Ci preme ricordare che questo manuale è stato scritto per persone


che si avvicinano per la prima volta all'osservazione del cielo. Con-
sigliamo quindi di rivolgersi a testi specializzati in vendita presso
le librerie e di contattare i Gruppi Astrofili per un ulteriore appro-
fondimento della materia.
Ci auguriamo invece di aver contribuito a stimolare il Vostro inte-
resse per l'Universo che ci circonda.

Per informazioni tecniche potete rivolgerVi a:


ZIEL ITALIA s.r.l.
Assistenza Tecnica
E mail:uff.tecnico@ziel.it

36
32

Il telescopio e l'Astronomia - Manuale d'uso

manuale 2005.P65 32 14/07/2005, 11.22