Sei sulla pagina 1di 3

RICOMBINAZIONE

Processo che avviene continuamente ed è alla base dell’evoluzione; è anche considerabile come
processo di riparazione. È un processo attraverso il quale si creano nuove associazioni di geni
o di parti dello stesso gene.

RICOMBINAZIONE OMOLOGA

Porterà a Crossing-Over e consiste nello scambio tra due filamenti di DNA appartenenti a
cromatidi non fratelli di cromosomi omologhi a livello di una sequenza complementare,
di lunghezza variabile.
Il meccanismo alla base è che si deve creare una rottura e un nuovo appaiamento.
I modelli proposti e le modalità sono stati diversi:

1)Modello di Holliday si ha rottura (endonucleasi) a singolo filamento, nello stesso


momento e nello stesso punto, di due filamenti di DNA, con stessa polarità, appartenenti a due
cromosomiestremità rotte si allontanano dal filamento e si associano al filamento
complementare dell’altra doppia elicaBranch Migration (capacità di un filamento di DNA,
parzialmente appaiato con il suo complementare in un duplex, di estendere l’appaiamento tramite
lo spostamento del filamento residente originale a cui è omologo) si forma giunzione di
Holliday si ha risoluzione:
a) se vengono tagliati i filamenti coinvolti nello scambio originario: non si ha la
formazione di ricombinanti , si parla di Pacth Recombinant, in cui si ha un solo piccolo tratto
di DNA eteroduplex, che è un ricordo dell’evento di ricombinazione;
b)se invece vengono tagliati gli altri due filamenti si ha ricombinazione ,si parla di Splice
Recombinant.
Perché Holliday non va bene? Dovrebbe esserci un processo casuale troppo perfetto (stesso
momento, stesso punto), inoltre dagli esperimenti di ricombinazione si osservano rapporti nelle
generazioni dei ricombinanti che si discostano molto dai rapporti mendeliani, 50:50, ottenuti,
invece, con questo modello.

2)Modello di Meselson-Raddingavviene rottura a singolo filamento di una


doppia elica invasione di questo filamento tagliato nel filamento di DNA dell’altro cromosoma
con formazione dell’ansa D, grazie all’azione della DNA polimerasi a partire da 3’OH
degradazione dell’ansa e formazione della giunzione di Holliday e branch migration al fine
di produrre due regioni eteroduplex risoluzione.

3)Modello di Szostack Double-Stranded Break (dsb) : rottura a doppio


filamento nella molecola duplex di un cromosoma che prende nome di ricevente estensione del
gap  invasione di uno dei due filamenti del ricevente nel donatore e formazione dell’ansa D
accrescimento dell’estremità ad opera delle polimerasi e branch migration ansa D arriva ad
infiltrare anche il filamento ricevente formazione della seconda giunzione di Holliday
risoluzione.
Se entrambi le giunzioni sono tagliate nella stessa maniera non si ha ricombinazione altrimenti si.

●Elementi fondamentali: Endonucleasi che taglia il filamento


1) Complesso RecBCD elicasi e nucleasi; procede sul DNA alla ricerca della sequenza
chi, sequenze molto frequenti. RecC si attacca all’estremità 5’ dei due segmenti di DNA che si
sono formati dopo il taglio comincia attività elicasica e nucleasica si svolge doppia elica e si
degradano entrambi i filamenti fino che non si arriva alla sequenza chi (GCTGGTGG)  o si
stacca o si inattiva cominciano a funzionare REC B e D con attività elicasica per entrambi i
filamenti e nucleasica solo per 5’ si genera così un filamento singolo con un’estremità 3’-OH
per le polimerasi.

2) Rec A : si lega all’estremità generata da BCD, realizza la reazione di invasione del


filamento singolo sull’altro duplex e la sua assimilazione (con consumo di energia) e
riveste il singolo filamento con la cooperazione del SSBP

3) RuvA e RuvB formano un complesso che promuove la migrazione ATP-dipendente


delle strutture di Holliday;

4) RuvC è un endonucleasi che taglia le strutture di Holliday; dopo il taglio la risoluzione


delle strutture di Holliday viene completata dalla DNA Ligasi.

Nei batteri può innescare la risposta SOS che porta all’attivazione di una serie di geni di
riparazione; la capacità di innescare la risposta dipende dalla capacità di Rec A di inattivare LexA,
che è un repressore dei geni per la riparazione.
Le rotture a doppio filamento sono riparate da ricombinazione omologa principalmente in
casi di rottura a livello della forcella di replicazione, avviene quindi nella fase S tardiva e nella fase
G2 del ciclo cellulare. Le deficienze ereditarie della riparazione delle rotture a doppio
filamento sono collegate ad un aumento della suscettibilità al Cancro della
Mammella è una malattia che colpisce una donna su 8 nel mondo occidentale e l’80% dei casi
sono dovuti a mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, che funzionano entrambi come geni
soppressori dei tumori che partecipano alla riparazione del danno al DNA; la predisposizione è
ereditata in maniera autosomica dominante.

RICOMBINAZIONE SITO-SPECIFICA

Si scambiano solo piccole sequenze specifiche di DNA. L’azione degli enzimi che
catalizzano questa reazione è molto simile a quella delle topoisomerasi. Infatti due subunità
enzimatiche dette Integrasi (o Ricombinasi) , si legano a ciascun DNA duplex ciascun duplex
verrà tagliato su uno dei due filamenti generando un’estremità 3’-OH e un’estremità 5’-P che si va
a legare a una tiroxina dell’enzima.  ciascun OH attacca il legame tiroxina fosfato dell’altro
duplex le reazioni sono ripetute dalle altre subunità vengono riuniti gli altri filamenti.

Linking number  T=twisting cioè numero giri completi che molecole di DNA a filamento
doppio compie. L=linking, cioè il numero di volte che una catena passa sopra l’altra.
W=writhing, super avvolgimento (sinistrorso si sottrae, destrorso si aggiunge) L=T+W

Esperimento di Meselson-Weigle dimostrò che entrambe le eliche di ciascun


molecola devono essere rotte e poi riunite per la ricombinazione.
Infettano cellule di E.coli con fagi lambda da due ceppi diversi fago λ c-mi- marcati con isotopi
pesanti del C13 e N15, e fago λ c+mi+ marcati con isotopi leggeri C12 e N14.  quando DNA dei fagi
si trova nel E. coli avviene ricombinazione lisi del batterio produzione della progenie
fagica i fagi prodotti sono centrifugati nel gradiente di densità di CsCl si osservano
diverse bande all’estremità più alta e più basse troviamo le bande dei fagi non ricombinanti (in
alto marcati leggeri c+mi+, e in basso i marcati pesanti c-mi-); nel mezzo incontriamo fagi di
densità intermedia i cui fenotipi sono ricombinanti; in particolare c- mi+ sono vicini alla banda
dei fagi pesanti non ricombinanti, mentre c+ mi- sono più vicini ai non ricombinanti
leggeri questi risultati possono essere spiegati se la ricombinazione tra i due fagi parentali
coinvolge rottura e riunione di entrambe le eliche del DNA esperimento per
evidenziare attendibilità del modello di Szostack (modello dsb)
Esperimento di Shatz-Baltimore
Servì per studiare la ricombinazione delle Ig nella produzione degli anticorpi: furono così scoperte
RAG1/RAG2 coinvolte in questo meccanismo di ricombinazione degli antigeni.
Fu progettato un vettore retrovirale che conteneva segmenti genici V e J con i loro segnali di
ricombinazione in orientazioni opposte l’uno all’altro.  Tra i segmenti viene posto il gene gpt
(gene di resistenza a un farmaco) in orientazione opposta rispetto al forte promotore virale.  V e
J sono orientati in sensi opposti quindi per produrre giunzione VJ bisogna invertire il
segmento di DNA interposto, questa inversione attiva gpt questo permette alle cellule di
crescere in presenza di Acido Micro Fenolico.
Impacchettò la molecola in particelle retrovirali che infettarono colture cellulari le cellule
accettrici erano state selezionate per resistenza a un carattere conferito da gene neo espresso
anche in assenza di ricombinazione  cellule trattate con acido micro fenolico le uniche che
sopravvivevano erano quelle che esprimevano gpt realizzando la ricombinazione tra V
e J si sono ottenute cellule resistenti solo nelle linee derivanti da linfociti B.