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PRESENTAZIONE

Il presente lavoro rappresenta un interessantissimo contributo agli


studi storici locali, approfondendo i fatti specificamente legati al fe-
nomeno del brigantaggio nelle terre frignanesi nel XVI e XIX secolo.
L’indagine e la ricostruzione storiografica sono condotte sulla scor-
ta di una bibliografia ben scelta, che affianca alle opere generali e di
più ampio respiro quelle monografiche, anche frutto di ricerche locali.
Ricchissimi ed opportuni risultano poi i riferimenti archivistici, che
conferiscono alla trattazione storiografica rigore assoluto, ancorando
l’autore le proprie considerazioni quanto più possibile alla perentorie-
tà del documento. Particolarmente accattivanti le citazioni dei carteggi
intercorsi tra i funzionari locali e il Ducato, significativi del profondo
disagio in cui le autorità si trovarono ad operare, nell’incertezza sulle
strategie da adottare per il contrasto alle bande dei briganti. Dalle fonti
documentarie proposte, peraltro, si evince parimenti quanto sia stori-
camente arbitrario valutare i fenomeni socio-politici del tempo me-
diante categorie di giudizio da una parte moralistiche, dall’altra troppo
“contemporanee”: i briganti svolsero un ruolo socio-economico spesso
di primissimo piano, in un contesto territoriale obiettivamente depres-
so che costringeva la popolazione, quando non alla fuga, ad una so-
pravvivenza stentata e sempre indissolubilmente legata all’arbitrio
delle stagioni. Essi di fatto riempirono un vuoto anche amministrativo,
in congiunture storiche che lasciavano percepire l’autorità istituzionale
come distante e disinteressata alle sorti della popolazione più povera.
Il loro operato non fu certo scevro di violenza anche efferata, ma risul-
ta chiaro come il movente principale di ogni scorreria fosse economi-
co, in un contesto territoriale “di frontiera” che vedeva avvicendarsi
sempre nuove autorità, tutte ugualmente interessate, a prescindere
dall’appartenenza politica, al prelievo fiscale e allo sfruttamento dei
sudditi.
Un particolare apprezzamento sia consentito esprimere sulle tecni-
che del crime mapping, che l’autore utilizza con competenza, serven-
dosi dei più efficaci strumenti offerti dalla rete Internet: le sintesi gra-

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fiche in tal modo fornite permettono di aggregare i dati in ordine alle
categorie richieste, offrendo un quadro di sintesi davvero impareggia-
bile in ordine alla focalizzazione spazio-temporale.
Si deve all’autore, in conclusione, viva gratitudine per averci offer-
to un nuovo tassello nel mosaico della storia locale, con la sempre e-
splicita motivazione di un’analisi mossa anzitutto da un forte senso di
appartenenza e, si potrebbe dire, di amore per la propria terra monta-
nara.

Chiara Ricchi

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