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I bruc_iatori ed accessor-r -

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LA PROTEZIONE Dr GENERATORI DI VAPORE INDUSTRIALE

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VOUJr.1E 1°

Coml::ustibili, combustione e fiamma -

Pag.2 - 14 - 18 Pag.24 -

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Per questa motlvo~ esamineremo 1 vari aspetti dei processi sopra elen - cati prima di affrontare l'argomento del sistema protettivo.

INTRODUZIONE

La progettazione~ applicazione e messa a punto degli odierni s1stemi di protezione richiedono un alto grado di specializzazione nel campo spec.!. fico dei dispositivi che compongono 11 sistema~ e soprattutto una pro-

fonda conoscenza del processo da proteggere.

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o (,I.

Nel caso del sofisticatl slstemi dl protezione appllcati al generatore di vapoz-e , la conoscenza del processo dovrebbe aomprendere;

1) conoscenza del fenomeno conosciuto come "comwstione"

2) conoscenza delle caratteristiche della fiamma

3) conoscenza dei combustlbili imp1egat1~ comprendeote 11 trattamento al quale vengono sottoposti io loco

4) conoscenza dei bruciatori compresi detennlnati particolari costrut-

tiv1

5) conoscenza del generatore di vapore e relativ~ macchinario

6} conoscenza della regolazione automatica appllcata alla ca1daia

Una buona conoscenza degli argomenti sopra elencati e essenziale per 1a

progettazione, installazione e messa a punto dei rivelatori di flamma, nonche per 1 r apprezzamento dei vari programmi sequenziali necessari per

1a protezione di un generatore di vapore moderno ,

.2

Il primo impiego di comwstiblle gassoso non riguarda 11 gas naturale bensi un gas artificiale, ossia gas illuminante ottenuto mediante la distillazicne secca del carbone per opera di un oerte Murdock ahe l'adopera

CQMBJSTImL! (Classificazione e cronistorta)

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Con questo termine generico s1 indicano tutte quelle sostanze che, b~ ciando in presenZa di un comburerrte (comunemente aria 0 osslgeno) sri-

luppano calore ad un llvello utilizzabile a scopi pratici.

II processo di cui sopra 51 defin1soe "combuatdone ",

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I oombustiblli comunemente impiegatl per usc domestico 0 industriale

sono composti pr1ncipalmente da carbonio e idrogeno. rna contengono 81-

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tri elementi come ossigeoo# azoto e zolfo.

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La maggior parte del comrustlblli impiegatl nell'industria sono di ongine naturale, rna esistono pure i cosiddetti comwstibili artificial1 ricavati mediante opportuno trattamento dai comwst1bili natural!. Fra quelli piu comuni possiamo c1tare 11 coke (ottenuto dal carbone fossile) e il gas di coke ria, ottenibile come un sotto pr.odotto del coke.

Inoltre. i comwstlblli s1 dividono a secondo del lore stato fisieo in solidi, liquidi e gassesi.

t'impiego di legno come combustibile risale all'epoca prelstorica. La data del primo 1mpiego di carbone di legno (combustibile art1tieiale) .

non e conoscfuto , rna indubbiamente risale ad epoca remota. molta ante-

r10re a quella del carbon 1'osslle. Lo s;fruttamento sistematico dei giacimenti di carboni 1'ossi11 risale al medioevo, ossia al.La Gennania del X

56c010, aircostanze sorprendenti se 51 considerava che i Romani e Greci oonoseevano 11 carbone (come minerale) 2000 anni a.c.

L'importanza della scoperta del carbone come combustibile e dimostrata dal fatto che gia nel XIII seeol0 (ossia a soli 3 secoli dallo sfruttamento della prima miniera scavata in Germania) g.li inglesi esportavano no tevoli quanti ta d1 carbon fosslle ricavato dalle proprie m1n1ere.

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Nota (1) - Piu preeisamente "da 14~5 a 15~5°C~ a presslone atmosf'erica" •

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in Inghtlterra per illuminare la sua o1'1'10ina, nell'anno 1792. Circa 20 ann! dopa, si ha gis. notizie della prima illuminazione stradale a gas (Londra 1813) su piccola scala. mentre l' iropiego di questa nuovo s1stema a Milano nel 1832 fu su scala piu ampia.

11 petrolio, nella 1'orma grezza, f'u gia conosciuto nell'oriente in epoche remote (La parola "nar'ta" e la carruzione della parola araba "nafata" che signi1'ica "goccfo.Lare" con chiaro rlferimento a 1'onti tl!.. turali ehe gocclo1avano 1'ra Le rocce 1n superflcie) ma 11 primo pozzc di petroll0 (profondo solo 25 metri) fu scavato dalltamericano Drake In Penn~lvania nell'anno 1859. to struttamento sistematico dl questa tipo di comrustlbile e quindi 11 piu recente.

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Potere calor!flco

La quantlta d1 calore che s1 sv11uppa nella combustione in condizloni nortnalizzate (con aria t.eord ca, e confonnazione d1 solo H20 dall'idI'£. gena e di solo CO2 dal carbonio) e strettaroente legata alla composizi£ ne chimica del eombustibile, e viene def1ni to flpOTERE CALORIFICO".

Ne1 caso di combustiblli solidi, sl usa 11 Kg. come unita. quantitativa,

il Kg. (e talvoita il litro) nel case del liquidi, 11 Nrn3(nonnale metro cuba) e talvolta 11 Kg. come unita. di quantita. per 1 combustibil1 gassasi. (Nm3"", 11 voiwne di gas contenutoin 1m3 a 0° C e presatone di 76c:Amn Hg (assotu'ta) •

In tutti i cast , 51 impiega come misura termica 11 chilocalorie (Kcal) de! to anche "grande cal.or-La'", che equivale al.La quantita di calore necessario

per elevare di 1°C la temperatura di 1 Kg. di acqua di5tillata. (1)

S1 d1stinguono in potere calor1f'ico superiore (P. c. 5) cbe comprende Le calorie di condensazlone del vapore d'acqua formatosl durante la combustione, e in potere calorifico inferiore (p. c. t ) che non 10 comprende. Per detenninare 11 p. C. 5 di liquidi e solidi s1 1mplega la bomba calorimetr1ca di "Mahler", mentre per i gas 5i usa il calorimetro Junkers.

In Europa, e pili eonsueto l'impiego del p.c.i come unitS. di misura, e in tutti quei casi in cui 5i parla semplicemente di Koal (senza specifioare p.e.s) e lecito supporre che 51 tratti di p.c.i.

Si verifiea una dltferenza ira 1 valori di p.e.s e p.c.i unicarnente in

quei combustibili ahe contengono idrogeno ahe, nella combustlone con os51-

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viena richiesto da eerte industria ohe dispongono di gas dl processo. (Vedere anche 11 cap! tolo "I gas combustibili 1I) •

La tabella riportata nella pagina seguente serve ad 111ustrare la prove - nienza e composlzione di alouni fra i piu comuni di questi gas.

Ai fini della previsione del fUnzionamento di un bruciatore con composizione di gas diverso, s1 utllizza 1 'indice di Wobbe "WI! ~ definito come

geno , de. luogo al.La fonnazione di aequa (H20).

I valori mad! del p. c.l dei comrustibl1! piu comunemente !mpiegatl nell1industria sono alltlneirca:

Lignite 1900 + 2700 Keal/Kg
Carbone 6500 + 8000 Keal/Kg
Gas Naturale 7500 + 8500 Kcal/Nrr?
0110 combustib1le (nafta) 8850 + 9850 Kcal/Kg
Ga80110 10000 + 10200 Kcal/Kg -

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Ul teriori elementi per 18 va.lutazione dei combustibl1i

Oltre al potere calorifico, i eombust1bili vengono valutati secondo cer te lora caratteristiche flsiche e chimiche che determlnano 10 trattamen to necessario per la buona comwstlone, nonche la quall ta e quanti tadei prodottl della comwstione stessa (cenere, zolfo eco.).

COSl., per i combustibili solidi (oltre al eorrterarto di carbonio, Idrogeno I azote, ossigeno ecc; ) interessano l'indioe dl macinazione, 1 tumldlta. 11 tenore 1n cenere e materie volatili, ed 11 tenore di zolfo. Ritornereme

su questo argomento 1n seguito (vedere capitolo II I com1:ustiblli solidiU).

I combustibili liquidi si classificano in base alla viscosita., la densita

ed 11 tenore in acqua, sediment! e zolfo.

Nel caso dei Combustibill gassosi ha interesse un insieme di fatteri cha ne daterminano l'lntercambiabilita oss1a, la possibl1ita d1 bruciare gas

oombustibile estremamenta diverso con 10 stesse bruciatore, come spesse

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segue:

Hm potere calorif1co superiore riferito al volume nonnale

PM= 11 peso molecolare

Due gas aventi 10 stesso indice di Wobbe 1ntroducono nello stesso bruciatore 1a medesima quanti ta. di calore a pari ta. di pressione differendale (8p) attraverso gliugelll del bruciatore stesso.

Combustlbili gassosi - Provenienza e Composlzione

Combustibile

Provenienza

Composizlone tlpo

Potere. cal.._Q_r~f1 co Kcal/Nrn~

Gas d'alto fomo

Sottoprodotto acciaierie

800 + 900

futano

Sottoprodotto be£ zina

C4HlO(principa!. mentecontiene C4H8 e CYia)

29000 • 30000

Gas naturale

Giacimenti naturali

Idrocarburi vari

8000 • 12000

Gas d'acqua arricchit~

Predotto da carbone e arricchito con idrocaroori (1)

34~, 32%CO ,18% CH4,7%N2,5%Cii4~ 4%C°2,2%C@f6

4000. 5000

Gas da forno a coke

Gas di raffineria

Sottoprodotto fomi per coke

Sottoprocessi petroliferi vari

Princlpalmente ~ 10000 + 20000

-

tano e propano

48%H2,327hCH4,8% N2,6%CO~3%C~4~

~oC°2,l%02

4000. 5000

Gas d1 fognatura

Gas co

TABELLA 1.

Decomposizione residui organici

Sottoprodotto cracking idrocarburi

65%CH4' 3Q%C02' 2% H2,)%N2,tracce di

°2'CO,~

C028%,6%cO,)%02' 16%H20,67%N2

5000 + 6000

150 t 300

~ (1) - Idrocarruri "" comrustlblli, lacui composizloIlE cornprende idrogeno e carbonio.

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11 gasoll0 a basso tenore in acqua e zolfo come combustibile dl primo avv1amento~ in sostltuzione della nafta. Inoltre, come verra spiegato in seguito .. 1a na£ta densa richiede riscaldamento, generalmente effettuato mediante vapore prodotto dal generatore stesso.

Chiaramente, in :rase di avviamento, 11 generatore non e in grado di forDire vapore, coafccne 11 gasoll0 ehe data la sua grande i'luldltA (circa lOE a SOOC) non richiede riscaldamento dl sorta, costituisae un combusti-

I comwstib1l1 liquidi

I comwstiblli liquid! piu comunemente impiegati SOIlO gll ali comwst:! bili derlvatl dal petrolio.

Esistono varie qual1ta di olio combustibl1e~ del ga50110 0 olio diesel flu1dissimo e quasi incolore .. al.La nafta "BJNKER en mol to densa e di colore scurissimo. comunemente usata nell 'industria.

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N~l cap1tolo preoedente abblamo visto che uno degll element! di valu - .tazione del comoosti b111 e 11 contenuto dl acqua, La na:f'ta. densae ca. .. ratterizzata daun contenuto d'acqua che medlamente va dallo 0_5 a1l'l~O%, mentre i1 gasol10 di buona quallta e completamente privo.

Un' al tro :rattore pre sc in conslderazione nella valutazlone del combustibill e II tenore in zolfo. Nel case del gaso.If,o (0 olio diesel) 11 tenore in zolfo e plu basso di queUo della naf'ta..· Durante 1 'avviamento da un g~ neratore dl vapore , questi fattori sana di grande importanza in quanto la bassa temperatura delle varie superfici metalliche favorisce la condensazioIie del vapore aoqueo prodotto dalla combustione.

eh1aramente~ qualora 11 tenore in zolfo sia elevato~ Le condense assumono caratteristlche altamente corrosive .. A questo proposlto, e utile tenere presente che 11 tenore in zolfo della nat'ta denea rientra (mediamente) nel campo 1,0 + 3.0% mentre quello del gaso1l0 s1 agg1ra sullo 0;8%.

La produzione di al tl quantitativi di zolfo durante 1 I avviamento del gen,!!. ratore "da freddo" e dannosa ag1i ef'f'etti della lunga conserva.z1one delle parti metalliche~ mentre 1 f inconven1ente in questlone scompare non appena

La temperatura della struttura e superiore al punto di rugiada.

Per questo motivo~ malgrado 11 suo prezzo elevato, e conveniente adoperare

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La nafta .. quindl, richiede un certa grado di preparazione onde renderla idonea per la combustiane.

Detta preparazione richiede l'implego dl pompe, riscaldatore e filtri, nonche tubazloni dl una carta complessita .. come verra preclsato nel caPi

bile ideale. In questi casi, s1 eftettua 11 passaggio da gasoll0 a nafta densa non appena superati certi limit1 di temperatura.

Come gta. accennato .. la nafta densa (viscosita 700E a 50°C) richiede r.!. acal.demerrto ande renderla sutf'lcientemente f'lulda per la comt:ustione~ Detto riscaldamento e nonnalmente effettuato in tre stadi. II primo riscaldamento e 1mpartito nell'amb1ente dei grossi. serbatol dl stoccaggio,

C)

onde rendere la nafta sufflcient.emente tlulda per pennettere 1 f aspira - zionemediante apposite ~.

II secondo stadio di risoaldamento s1 effettua nel coslddetto serbat6io

CII C) II.

r

di servizio allo soopo di el~vare ulteriormente la temperatura.

II terzo stadia, a monte del bruciatori, e accuratamente regolato in modo da mantenere castante 1a viscosita della nafta.

Ne1caso di natta non eccess1vamente densa, sara suf'ticiente elevaN 1a temperatura della stessa ad un valore 1ntorno ai 90° C. rna nel easo del peggiori tipi di natta., sara necessaria portarla ad una temperatura di piu di 100° C per ottenere Is. fluidi ta. desiderata.

In EUropa, 1 'units. per misura della viscosita e 11 grade Engler (EO) ehe viane sempre riferito ad una certa temperatura (normalmente 50°C). (Vedere Fig.l)

Come s1 vede , 1a natta "Rmker e" e carattertzzata da una viscosi ta di 70E a questa temperatura, rna e interessante notare che a 20° C la viscoslta sale a quasi lOOOE mentra a 100°C la viscosita scende a 6E circa.

E I da tenere present.e ohe la Viscosita ott1ma per La polverizzazione degli 0111 e da 2 + lJ.°E.

Dati i sedimenti sospesi nel fluldo stesso, la nafta richiede 1'il traggio prima dell'utilizzaz1one al brUc1atore.

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tolo uBruc1atori d1 naftalf•

Certe iIXhlstrie dispongono di sottoprodotti 11quidi impiegab111 comecogt_ bust1bil1. come per esempio 11 benzinone(l) (sottoprodotto della benz1na). Un comtustibile lns011 to incontrato nelle cartiere e la lisc1via detta

anche flblack liquorlt•

Altamente inqu1nan~, questo liquido (che richiede una flamma dl soste~ mento per la comwst1one) e impiegato come comrustiblle per en tare problemi ecologic!, nonche per recuperare 1 sali 1n esso cont.enutl.

Nella tabellalA sono riportate Ie earatterlstlche di alauni combustib11i

liquidi.

- Comrustlbili liqUid1 -

Mazut ••..•••..•...•....•. 85~7

0.91

Olio comblstiblle del

CCMBJSTIBILE

Peso s~c!-f. a 15 C

P.c.i.

eaf/Kg

Catrame liquldo ••••••••••

5,9

8850

0110 di catrame •••••••••• 89,5

0,5

8960

0,5

3

0,8

Nafta ragusana ••••••••••• 85,4

0,95

9500

Messloo .•••••.•••.••••••• 82,7

0,7

9600

2 .. 2

Gaso110 •••••••••••••••••• 86

1 .. 85

0,83

0 .. 85

11,6

10212

TABELLA lAo

I Gas combustihili

II gas piu comunemente imp1egato come combustlbile industriale e 11 gas naturale (gas metano). '

Fermo restando a quanto sopra, molta industrie impiegano sottoprodott1 del processo.

Nota -(1) Benzinone - Piu correttamente detto DPL ossia "Distillat1 di petrolio I#ggeri ft.

Molti d1 questi gaa dl processo (come per esempio 11 gas CO. vedere "t!!:.
bella 1) sene carat.ter1uati da un potere calorif'lco talmente basso d.a
0:
.-I: sconsigllare 11 101'0 implego al solo scopo di produrrecalore.
0 ,
0. Intattl. in moltl casi. sl mlra principalmente all'elimlnaz1one d1 flui
.2
::. di tossiei 0 comunque dannosi agl1 eftetti dell'ee01ogia. Dato 10 scar-
..,
., so potere calorifico di molt1 d1 quest1 gasdi recupero, s1 brucla'con-
::.
,!:
-
c: tEmporaneamente qualche al tro tipo di combustibile (come per esemp10 1a
0
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0 nafta 0 i1 gas metano) onde raggiungere un' erogazione di calore adeguata
0 per la produzione di vapore r1chiesto.
01 A d1fferenza della nafta. 1 gas piu comunemente impiegatl come aombusti
0
II.
bill non rlch1edono una preparazione partlcolare, che s1 1imi ta all 'eve!!
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,
tuale riduzlonedl preasaone nonche 11 filtragg10.
A questa regola fanno eceeaaone certi gas d1 recupero (prodotti a bassis-
sima pressione) ehe richiedono in detenninatl casi, l'elevazlone della
pressione mediante appeai ti compressori.
Nella Tabella 2 seno rlportatldatl rlguarciantl vari tipi di gas.
COSTANTI DEI GAS

N° SOSTANZE FOmuLA mCOIARE .~3A' V0WME Poc·j·<9 ARIA (2)
S~FICO Kcal Nm 'lEORICA
Nm/,Kg
1 Idrogeno H2 2:.-016 0,08533 11.71;91 2447,5 2,;.82
r 2 Ossldo dl carbonic CO 28,01 l,18Ei12 O,-rA277 2864,02 2,}82
\ ,
, ) Metano cH4 Ib,O~l O,01'HI:! 1,47045 5125,2_9_ 9,52t5
4- Etano C;tir; ?fJ.067 1,28624 0,77719 14604 .. 9 16~675
5 Propane C~ 44.092 1,91599 0,52197 2122~~ 23.821
o 0'; . 6 B.ltano C4HIO 58,118 2,53436 0.39443 27705,7 :;0,967
--c:
II) ... 0
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::''13'" 7 Isoootano C4HlO 58.118 2,534,36 0,39443 27634.5 30,967
17c::
- . '"
"'a ... ': 8 Pentano C5H12 72,144 3,05020 O,3Zl72 33010,1 38,114
.... ,_ 0
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.! 0; 9 Isopentano CSH12 72,144 3,05020 0,32772 33072,4 38,114
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a..g", 10 Neopentano C5H12 72,144 :;,05020 0,32772 32867.7 }9,114-
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~,~: 11 Esano C&114 86.169 3.64294 0.27443 39266,8 45,260
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~-.! 0 13 Ammoniaca N H3 17,031 0 .. 73051 1,36743 3249.39 3,573
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- 0 .. Nota (1) P. c. r. = pot:;? calorifico inferiore
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._ c: - completa di 1 Nm3 di gas
c.17 Nota (2) ARIA TBORICA= richiest1 per la comrustlone
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_ ... I combustibili solidi (Carbone e Lignite)

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, In America, Gennania ed Inghil terra (paes1 dove l'impiego di comrustibili solidi polverizzatl e malta diffuso) 51 include nella categoria

It carbone " anche La lignite (definita"'b.roWD coal," ossia "carbone mar:; .... ronell).

Questa detinizione permette l'impiego di un'unica abbreviazione generi

ca per indicare qualsiasi tipo di comwstibl1e solido polverlzzato e-. Qu.!, '.

sta sigla e pic (pulverized coal, oss1a carbone polverlzzato).

II carbone~ qu1nd1, secondo 1 concetti dioui sopra, e un minerale 1n apparenza rooc1oso, il cu1 colore variadal marrone (lignite) al nero (carbone propriamente detto) e che trae origine del materiale origina -

rio delle toreste preistoriche.

Questo materiale (sepol to in epoca remota) estate compresso e qulndi induri to a causa di processi geologic! trasformandosi in graff te edal tre sostanze aftini.

La lignite, quind1. rappresenta uno stadio intermedio nella lentissima trasfonnazione di materia organica 1n decomposizione (a1'fine allatorba)

1n carbone fossile nero.

La lignite, oltra da un potera caloriflco piu basso rispetto al carbone fossile, e caratterizzata da un contenuto dt aequa piu alto ed un cont~ nuto di ceoera piu elevato.

A patto ahe s1 tengano presenti questa caratteristlche particolari, po~ siamo considerare 1a lignite (al fine della protez1one) come carbone d1 quali tao scadente.

11 carbone contiene carbonio# idrogeno~ ossigeno, azoto e zolfo, nonche sostanze inorgani.ahe che 51 trastormano in cenere durante La combustione. Non esiste una quali ta tipica di carbone, ma invece un I infini ta d1 tipi

avendo caratteristiche diverse.

Leclassificazioni basilar1, comunque~ sono Ie seguent!: lignite~ oarbone sub-bituminoso, carbone bitumlnoso e carbone antracite.

II carbone richiede una preparazione molto pih complessa di qualsiasi altro tipo di combustibile.

(

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campioni del carbone da c1assificare sono sottoposti alIa macinazione in un' apposi ta rnacch1na normalizzata, conosciuta come "macchina di Hardgrove fI • II campione di carbone, debitaIDente macinato nella macchina di Hardgrove,

La rete di rnaglia piu grossa e posta in alto, rna la maglia di cgnf rete

...... : .-I :

Oltre al trasporto alle appoat te tramogge dove viene immagazzinata, 11 carbone richiede l'invio per mezzo di nastri trasportatori (alimentatori) ad apposite macahine (dette mulini) dove viene macinato. Allo sc!? po d! prosclugare 11 carbone (che nelcaso della lignite puo corrtenere sino a 50% di umidita in peso) il mulino e debitamente scaldato per mezzo di aria aalda. Data che 11 surriscaldamento puc dare luogo alIa prematura accensione del carbone (0 peggio, alIa gasificazione con conse - guente pericolo dl esploslbne) e necessario un rigoroso controlla della temperatura nonche un sistema di attemperamento mediante l'immissione di aria fredda. 11 tutto controllato automaticamente.

II carbone, finemente polverizzato al mulino, €I trasportato del mulino

a1 bruciatori lungo grand1 oondott1 allmentatl can aria calda. Quest'aria costituisce 11 veicolo di trasporto, ad infatti oltre al piu comune titol0 di "aria primaria" quest'aria e anche definita "aria di tra

spot-to";

Nel case specifieo della lignite (mol to piu um1da del carbone fossile "ne re ") i ' essiccamento e aff1dato a gas dl tenore neutro prelevato dalla pa!:, te alta della camera dl combustione.

Non intendiamo entrare 1n altri dettagl1 a questo punta dato che l'argo - mento verdI. ampiamente trattato nel capitolo "Bruciatore di carbone" rna.

la descrlzione sommaria dl cui sopra serve ad illustrare Ie compl1cazioni

implicite nella preparazione di questo combustibile.

Nel capi tolo inti telato "m terior! elementi per 1 a valutaz10ne dei combust1blli n abbiamo fatto un breve accenno all "'indice di macinazione" ("gri!!_ dabili ty IT ) •

Questa misura e un indice dell tattitudine del carbone alIa facile polveri!.

zazione.

La procedura per determinare la macinabillta e la seguente:

,

oade attraverso una serie di ret1, di maglie diverse.

(

m 5ub-bitul'l\'tt,¢~i

i EituMi(lOso a ~ <.crItutto di morl.e rie '.clatil i..

2 8itumino!>oa tnedio con'tenl.lto

di J'rlit4rie liD laii Ii . .

3 e,ituminoso A ad alt"o corfel'luto di rlI .. te~iel{olatm

4 BitlJmil\OSO .B.d~ ecrten14to di ~terie\"'Obti P

5' ~ltun'lll·"'.soCaJ. ~tv COt'1teh\.l1:o di l'l"Iat~is.~l;attl1..

C.F. CAI?BON£ sv s s o

n. LI. !1.Al'£Jii>le vOt.ATlt:./

limiti di carbonic f1~c ~ PC.i II kca l/lea sltl ~aterl3\e liwO' dB scori.r.. lIIin&~tj

Cat--bonio ;;&:00 suI secco~g 10 0 piU: (tflaene.vdati(t~t

...seuo··2.':'o Il'\~) "

C.F. sel secce 92.0/0 0 p!~ 4 tne.1'ii) del gg % [M.II. sur

,se;j:;(i 810 0 1'r\Q.110 • .p1 L.\... 2. ~). . .

C.f. sui secco ~6% 0 p\i: erfl81016 c\el 4l.2" Uf.v. sui &e= 14% co ~".t10 e F'-~ 8~)

Calori€!' bull'umido 6111" pill e rY\eV\o di 722.2. Calorie S\.lll'umida 52.'N 0 piA. e mei'lO di b1ff Cslorie s~lI\~r(I,do 4'5H CJ piii e W1eY\O 41 5ng

Calorie £.1.\11'l.Imido \o:rI2nO cl:1 43H cabrie. 31.11\' !.Imido me.nO cl; 4~11

d. SUl::,..bitu. ...... rno.!OQ A 2 Sub-bit...rnino~ E. 3 ..5t.!trbi14·(YH nOb<:> C

1 LiS"";te.

2. CarbQne \,-une

\.

o

successiva e pill fine dl quella che la precede.

Ovvtamente~ se la polvere prodotta dalla macinaziene e molto fine# sara in grade di passare attraverso ret1 di magl1a corrispondentemente

'01

o

-

f1ni, mentre i1 polverino# se grosso, passera attraverso solo Ie reti

-

c::

8,

di maglia pill grossolane.

La scala arbitraria Hardgrove e quindi indicativa della flnezza della polvere otterruta con una prooedura "at.andard" ~ e quindi, da.lla maclna-

bilita del carbone.

III o

u.. •

I valori alti, come per esempio i valori di 100 Hardgrove, 1nd1cano che 11 carbone in esame e facilmente polverizzabile, mentra i valori pill ba~ si (per esempio "40") indiaano che 11 carbone pone una certa resistenza

\.

\ ,

alIa polverizzazione.

Riep1logando, 1 numeri alt1 rappresentano carbone facilmente maoinabile,

i numeri piu bassi, carbone one s1 macina con una certa difflcolta.

I valori intorne ai 55 Hardgrove sono tipici del carbone attualmente im-

portatiper 1a combustione in ns. paese.

In Italia si adopera molte speaso 11 termine "magl.La 6011 Ito magUa ioo" r.!_ ferenda al numero di maglie per cm2 attraverso 11 quale una quantita. sisn!_ ficativa di polverino passa -dopo i1 debito trattamento.

i j

Nella tabella 2A sone riportate Ie classificazioni di vari tipi di carbone secondo Ie nonne AS'l1IlD :;88.

Un'illustrazione della macchina di Hardgrove compare $Otto la tabella.

La tabella 3 riporta l'analisi di un tipioo campione di carbone Polacco, mentre 1a tabella 4 riporta Ie caratteristiche de! principali combustibili

solidi. Carbone polacco litantrace
Riaul tati rif. a carbone tal ' ':fr~i~~o secco puro
Quale
Potere calor. sup. (Mahler) 6587 6770 -6876 8104
Potera calor. interiore 6318 6509 6620 7803
Indice di macin.(Hard-Grov~ - 54,5 - -
Indice d1 rigonfiam.(B.Cok~ - 1-2 - -
Carbonio fisso 47,74 49,06 49,83 58,73
Sostaru:e vol at 11 i 33,55 34,48 35,02 41,27
Ceneri 14,51 14#92 15,15 -
TABELLA 3 Umidita 4,2 1,54- - -
100% 100% 100% 100%
~.:~~-:;:'"~. y-:-_::-::- "': .\ ..
.. Comrustib1.~i sol.ld1
Cc::MBJSTIBILE ~ ~ ~N2 S Hf Ceneri P.c.i.
% % ~ Cal/Kg
~ Legno d1 pioppo •••••••• 23,1 3,13 21,43 51,84 0 ... 5 1814
......
0 Torba cornpressa •••••••• .lf3 4 24 0,5 23 5~5 )800
1:11 .I=l -f Lignite d1 8poleto 24,7 1,8 10 ... 8 0,7 40 22 1915
.E - .
:s ~. Lignite tedesca •••• 26.27 2+3 8 ... 5+11 39+52 5,5+-5,8 2100+2300
to 1
«I
:s 40 2680
c H Llgn1 te del ValianlO ~.5 2,1 12 .. 5 0.9 15
..
c -
0 Carbone Baau-Abls •• 55.3 4,8 9,5 9 ... 1 2 .. 9 18 5000
Col.
1'\: H Carbone Arsa.- ......... 61,8 4 ... 5 9,.2 7,.4 4,.5 12,6 6180
...... ; H
~ H
eo Carbone c1agas
0 C) a
'0 ~ - fiaroma lunga ••••••• 7S.81i5 4,6+5,3 7.)-.8.3 O~5+1,2 1 .. 6.3,2 2 .. :?+9 7180.7800
0
u, -~-":- '.-
H Carbone magro •••••• 80 3,8 4 1,4 1,2 9,6 7400 \
11 \ .~
\ .
Carbone grasao ••••• 80 .. 83 4,5 ; 4.5+6,7 0,5+1.5 1 .. 3.4 3+7 7500+7900
.~
0 I
,-Antracite •••••••••• 88,5 3,5 3,3 0,4 0 .. 9 3,4 8000
rcoke comune dagas. 80.3 1 2 ... 2 1 1 .. 5 14 6690
,
Coke di qualita.
~ - media •••• ~.~ ••••••• 74.4 3 7,3 1.3 2,5 11,5 6736
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Coke sceltodial to
folT.lO •••• ., .......... 88 .. 7 0,4 1,.5 0,4 1 8 7190
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TABELLA 4
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\ delle molecole in atomi 0 radicali liberi. La aombustione procede gene - ralrnente per reazione a catene ramitioate coo interesseranno questi fram. menti.

Per esempio, nella comwst1one dell'idrogeno e dell'ossigeno con tonna - zlone di acqua, 1ntervengono ben 14 reaz1oni.

E' possibile 5tabllire per ogni tlpo dl comrustibile l'esatta quant1ta

di comoorente necessario per la comoostione oompleta. Ne1 case dei cos1ddett1 comblstib1l1 industrial1 .. 11 comburente e nonnalmente aria, e la quanti ta di aria necessaria per 1a coml:Qstione aompleta e defirlita tlaria Nota 1) - Questo t'enomeno 5i detin1sce Ueccitazlone tenn1calt•

CGifUSTIONE

La comb.1stione e un tenomeno per cui. nell' ossidazlone di qual siasi so-

stanza oombustib1le. s1 sviluppa calore, e speaso. luce.

La combustione de! solidi .. come la lignite e carbone. avvieneper stadi. liel primo stadio. per decomposizione termica del comoostlb11e, si 1iOOrano $Ostanze vo1ati1i che, nel secondo stadio bruc1ano nelltaria.

I combustib1l1 liquid1 non bruciano come tali, ma come vapor1 sprlgio -

nati dal liquido.

Ne1 gette di l1qu.ldo 5i introduce 11 mezzo per l'aooensiene (nonnalmente un I al tra fi aroma).

f

81 riscalda c051 11 liquido da accendere# provocando 1'evaporazione. Questo vapore s1 comblna con l'o5sigeno dell'aria, e s1 accende.

II calore sviluppato provoca l'evaporazione d1 altro 1iquido, cosicChe

la reazione co~tinua.

La semplice candela di cera costltulsce un esempio interessante.

Infattl$ la combust-ione non trae inizio dalla sos'tanaa solida (cera) bensl dalla cera Uquetatta dal calore spr1g10nato dal flammlfero. Questa 11quido (assorblto dallo stoppino) spr1giona a sua volta vapore , grazie al calere. La miscela vapore/aria s1 incendia ed 11 cal ore prodo;tto dalla ftamma della candela stessa mantiene viva la reazlone soprade - scritta. (Liquefazlone. evaporazione~ accenslone, carnbustlone)

La combustione delle eost.anze gas50se avv1ene grazie all'accelerazione delle molecole, l)causata dall "aumento d1.temperatura provocato dai mezzi impiegatl per l'acaens1one (s01itamente una tiamms, ma talvolta un area elettrico ad alta tensione od alta energ1a). Le violante co1lis1001 tra

molecole ad alta temperatura ehe conseguono , provocano La dissociazlone

".

-

c

o 1,1,

(

\ \

(

teorica" 0 "aria stechiometrica".

In pratlca, 5i utilizza aria in eccesso del valore teorico in modo da g~ rantire che ogoi mole cola di carbonio si comblna con una molecola di 05-

slgeno.

In di~etto dlaria~ la cornbustione e incompleta. manifestata dallo scarlco dl carbone incomeusto dal camino, dando luogo alIa cosiddetta "rumata nera". Se, invece, l' eccesso dl aria e trappo elevato. 51 verificano

perd1te eccessive dl calore sensibile nei fumi che scaricano dal camino,

a discapito del rendimento del processo. In questa caso, i fUmi scarlcat1 saranno decisamente bianchi.(Quanto sopra s1 riferisce soprattutto alla combustione della nafta 0 carbone).

Per determinareil valore optimum di eccesso d'aria, e necessario anali~ zare la composizione chimica del prodotti della cornrustione. specie per quanto riguarda 11 tenore dl an1dride carbonica (C02) ossido di carbonio (CO) e di oss1geno (02)'

Noti questi valori, e conoscendo la cornposizlone chimica del combustiblLe , sl rd cavano , can 1 'aiuto di fonnule 0 tabella" 1 'entita dell'eccesso d' aria e la percentuale d1 incombust1.

A scapi puramente orientatlvi possiamo stabilire chelteccesso d'aria no!: malrnente imp1egata per la natta e dell' ord.1ne del 5+8%, qUe'llo del metano 4 + 6%,e quello del carbone 12+15%. Certi bruoiatori d1 nafta (per esempio) progettati speciflcamente per la oombust1one con bas5issimo eocesso

"

d'aria, 51 pre stano alIa buona combust1one con eccess! dfaria sensibllmen

te infer10ri a quelli sopra citati.

Con un buon bruciatore di nafta (BUNKER C) specificamente progettato per i1 funzionamento con basso eccesso dtaria~ installato in caldaie dove Ie infiltrazioni di aria dall 'esterno sono state ridotte ad un minimo aSBO-

lute, e posslbile scendere a valori dl eceesso d'aria dell'ord1ne di 1,0% (02=0.2%). Impianti di questa genere es1stono in Francia da tempo.

In Italia, per quanta c1 risulta, 01 51 aocontenta d1 eccessi d'aria so - stanzla1mente plu alti.

Per chi non ha una certa do.mestichezza con la comwstione, e facile cadere nell'errore di con~onders1 ira eecesso d'aria e quantlta d'aria, mentre invece. l'eccesso d,aria non e affatto ind1ce della quant1ta d'aria fomita.

(

o

Esistono oomrust1bill che richiedono una grande quantita. d 'aria .. macon bassissimo eeoesao r1spetto al valora tearico, mentre in altri cas1,11 quantitativo d 'aria richlesto e modesto~ ma s1 necess1ta un altissimo e£

cesso d'aria.

VOLUME Dl ARIA

ceccrr ente pe< Ia combustiona compl.'. di 1 Nm3 d l ga$

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0,7 0,6 0,9 1 1,1 1,2 5 {; 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16

Nm3;K9

FI0URA2.

La Fig. 2 dimostra ahe nel caso del gas dl alto forno. con aria par1 a 1.5 del valore stechiometrlco (50% ecoesso d'aria) s1 consuma 1,05 Nm3 d "ar-La per ottenere La combustione completa dl 1,0 Nm3 d.1 gas.

Nel oaso del gas metana, 10 stesso eccesso d'aria signifiea un consumo d "ar-La pari a ben 14,5 Nm3 per ogni Nm3 d1 gas completamente bruciato.

A questa punta, possiamo stab1l1re ehe 11 volume d ' aria necessario per

la ccmbustione completa di una detenninata quanti ta dl comrustiblle, sara. tanto piu alto quanta piu alto 11 patera calorifico del combust1bile in

questione.

lnoltre, possiamo dire che il tenore di CO2 sviluppato dalla comrust1one,

sara. tanto piu alto quanta piu basso l'eccesso d 'arta,a parita dialtri fatter!.. Un elevato tenore di CO2 e uno degli 1ndioi della blona comrustione (Ve-

dere Fig. 2A). Il valore optimum di CO2 varia secondo la composizione dai combustlbili impiegatl •

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-

c

~

e

VOLUME 01 ARIA

consumato dalla combustion .. completa di T kg dl eombustHHie

201~±±maE~~

19l±±±:j

181~t~~~=~tt~~lJ,""-. rt'!-/-'"';

92 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 1 6 17 18 19 NmJ/kg

FIGURA 2A.

R1teniamo ovvio, ohe 11 tenore dell '02 prodotto sara tantopiu alto quan to pili alto 11eccesso d 'aria. e ehe un' alta percentua1e dl 02 nei fumi e (nel case del processo vapore) indice df searso rendimento.

Nel caso dei combustibili piu eomuni (carbone, nafta, metano) e possibile

caleolare can buona approssirnazione 11 tenore in O2 con la formula:

% eccesso d'aria

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LA. FIAMMA

La fiamma e un fronte di reazione in un mezzo gassoso nel quale flui-c scono i reagenti e dal quale escono i prodott1. (02J CO2, zolfoJ ecc.)

La fiamma produce cal.or-e , e di solita anche luce.

La maggior parte del calore puo essere ottenuta dalla fiamma solo per conduzione diretta dal gas cal.dd , 1n quanta l'effetto radiante epic - colo. Infatti. Ie fiamme di un foeolare aperto danno pochissimo calora, a meno che 1 'aria dell'arnbiente venga fatta circolare attraverso un can

dotto situato nel focolare stesso.

La fiamma emette radiazloni che comprendono l' infrarosso, 10 spettro visibile e gli ultraviolettl. Quest'ultimo tlpo dl irraggiamento, in part1colare, e prodotto da certi radical! dl carbonio ed idrogeno di vita brevissima, motivo per cui in condiz1oni ideal!. I 'emissione di UV e 10-

calizzata nella zona dove inizia la flamma.

Nel caso della maggior parte del combust1bili impiegati a scopi industria Ii, caratterizzati da un certo contenuto di carbonio, 11 colore della fiam

rna varia secondo 11 rapper·to aria/combustlbile. Infatti~ in difetto d 'aria. queste flamme assumono tlnte ahe vanna dall'arancione (leggero difetto di aria) al ro sso cupo (grande difetto d I aria).

Questa fenomeno e dovuto al fatto che 1a temperatura della fiamma scende mana a mane one si aumenta il difetto d I aria, moti vo per cui Le mole cole di carbone so spe so passano dal giallo/bianco dell! incandescenza alle tonalita rossastre indicative delle temperature meno eleVate.

Al limi teJ una certa percentuale del carbone libera nella fiarrnna e talmente fredda da non emettere radiazioni apprezzabill dall'occhio umanoJ dando luo

go a1 cosiddetti filoni di fumo.

Una fiamma s1 stabilisce all 'usci ta del bruciatore a causa del flusso di calore verso 1 'estremita (relativamente fredda) del bruciatore stesso.

II deflusso di calora abbassa la velocita della fiamma, e di conseguenza.

11 fronte di fiamma viene trattenuto vicino all'estremita del bruciatore.

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( Se 11 fronte d1 fiamma s1 sposta leggermente avanti~ 11 f'lusso d1 QUO re Verso l'estremita del bruo1atoredim1nuisce~ e 11 f'ronte d1 fiamma

s1 accelera~ r1portandosi alIa posiziori.e iniziale. Se 1nveae. il fronte s1 avvlclna ~agg10nnente all! estremi ta del bruc1atore ~ s1 intensif'lca 10 scambl0 di calore, la veloclta della comwstione diminulsce~ e 1a co!:, rente di combustib1le riconduce la flamma alIa sua posizlone origlnar1a. Questi sP9stamenti del fronte di flamma sl rlpetono a tale velocita ahe all'occhl0 11 frente d1 fiamma risulta pertettamente stabile.

Qualsiasi superflcie solida pub comportarsi in questo modo; oss1a come

porta fiamma.

La distanza fra 11 cono di flamma e l'uscita del bruciatore s1 autore -

gola entre certl limiti per adattarsi al flusso del comoostlbile. TuttaVia~ al di sopra di un certo flusso limite, La fiamma s1 allontana dal bruciatore. e s1 spegne (d1staoco di fiamma).

D'altra parte, se il flusso e suffioientementerldotto, si risucohia la flamma nel tube del bruciatore (ritorno di fiamma).

Tra i limiti del ritorno e del distacco della f'1amma, 11 cono di flamma

assume una lunghezza tale che 11 rapporto tra portata vo1umetrica del comb.lstibile ed area della superfioie del cono di flamma mantiene un valore costante che viene chiamato veloci ta di coml:ustione ed indicata con

la sigla "Si".

Come vedremo in un capitolo seguente, oltre a sfruttare 11 principie 80- pra esposto~ i bruc1atori industriali imp1egano apposlti dispositivi che migliorano 1a stab111ta di fiamma.

Ve1ocita. di combustione

La veloci ta di coml:ustlone e una proprieta fondamentale di una miscela

comblstib11e.

La velocita di combustione aumenta sempre con 11aumentare della temperatura della misceIa, e di solito mostra anohe una dipendenza dalla pres sione inlziale, rna 11 comportamento sotto quest1ultimo aspetto differisce

per le diverse miscele.

..,.,.. ... 1"\18 "'ftft

o

(

La te9ria della tiamma e~ in eftettl~ molto complessa. La proprieta. ane influiscono sullavelocita della fiamma sana la conduttlvita e la dlffu

slv1ta termica,la temperatura della tiamma e 1a velocita di reazlone.

I principii sono evidenti rna 1 fattari Interdipendenti sono com oomple.!! si che nessuna soluzione generale de11tequ8Z1one dlfferenziale e possi -

bile.

Ag11 ettetti del corretto lmpiego industriale del coml:ustibile. i tat-tori che influenzano la veloclta di combustione di maggior interesse sono:

a) 11 rapporto aria,! com1:ustibile

b) 1a temperatura della miscela

c) 1a pre sefone

d) Ie condizloni di flusso

La veloclta di comrustione massima della magglor parte de! combustibili 1n miscela con aria varia da 250m a poco piu dl 1m/s. E' da tenere pre - serrte che queste citra 51 rif'er1scono a misce1e statlche~ ottenute in 1a

boratorio.

In certi casi, 11 processo dl combustione s1 acce1era flno ad assumere 11 carattera di un'esplosione.

Ne1 caso della comwstione del gas per esempl0 (data la rapid! ta dei fenomen! molecolari) puo veriticarsi che 1a velocita. di ramit'ica.z1one delle ca tene dl reazlane sia superiore alla veloclta con cui 1e catene giungono a

term1ne.

In brevissimo tempo. 51 accumula un numero di catene per cui quas1 tutto

11 gas sub1sce la reazione contemporaneamente dando luogo ad un t esplosione. L'esplosione a catene ramiflcate. e analoga come principia, alle esplosloni atomiche a fissione.

Un'altra causa di esplosione nella combustione del gas s1 verifica quando la velocita con la quale s1 libera il cal ere nella reaziene e maggiore di quella con la quale s1 disperde i1 calore verso l'esterno.

La temperatura della miscela aumenta, accelerando la ve10cita di reazione.

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gassos1 variano nella loro estensione e forma, (quella del metana per

e semptc compie un campo compreso fra 11 66 e 200% dell' aria teorica) rna

la tendenza e essenzlalmente que.Ll.a illustrata per la natta in ns. f'Lgur-a ,

liberando pill calore e c081 via, finche llintera mlscela gassosa reag~ sce entre brevlssimo tempo dando luogo all'esploslone.

Q.uest 'ultimo tlpo d1 esplosione e noto eome ftesplosione tenniea n •

La veloei ta dl propagazlone del fenomeno puo variare da poch! metri al secondo (deflagrazione) a velocita dell ord.1ne di 1-10 Km/s (datona - done) quindi, molta superiore a quella del suono ()40 m/s in aria).

Esploslone per I' aacumulazlone di Incomwsti in un I area confinata

Ne1 caso del generatore di vapore, la eoml::ustione avviene in un I area eo!! finata, oaef.a, la camera d1 coml:ustlone.

L 'aocumulazione in eamera di coml::ustione dl incomwsti puo dare Luogo a1. la creazione dl mlscele esploslve in determinate condiz1oni che variano

secondo Ie circostanze ahe hanna dato luogo alIa produzlone degli incombust! stessi. Dettl accumuli dl ventano part,1colannente pericolosi se s1 presentano in fonna gae soaa, rna il preconcetto (purtroppo abbastanza di! fuso) che solo i oombustibili gassos! scno pericolosi sotto questa aspetto, e completamente errato. In un capitolo precedente abbiamo visto che

la comrustione d1 carbone polverizzato avvlene per stadi, e ahe 11 caf ore latente provooa la cosiddetta "decomposdzaone tenniea" liberando coal sostanze volat111. E' stato 1noltre d1mostrato ahe la combustione della na.:fta si verifiea grazie all I evaporazione dl minute gocciole di nafta.

E I qu1ndi chiaro che , in presenza di oal.ore , qualsiasi comrustiblle da luogo alia formaz1ane dl gas di vari tip1 che, deb1tamente miscelat1 con una dete~1nata quant1ta d'aria. aostituiscono misoele altamente esplo -

sive.

La Fig. 2B serve ad 111ustrare 11 campo di esp10sivita della miscela ar1lV'natta.

Lezone di esplosivita. di altri tipi di comrustib11i liquidi, solidi 0

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%NAFTA BRUCIATA

FIGURA 2B.

11 diagramma 51 divide in due zone~ e precisamente:

a) zona di eccesso d I aria

b) zona di difetto d'aria

II confine d1 queste due zone rappresenta il valore dl 100% delI 'aria

teorica 0 stechiometrlca neoessaria per Ia combustione completa.

Le percentuall inferiori al 100 costituiscono qulnrl.i# un difetto d'aria~ mentre i valori superior! al 100 rappresentana aria in eccesso (esempi: 60% dell'aria tearica equivale ad un d~retto d'aria di 40%~ mentre i1

150% della tearica rappresenta chlaramente un eccessod'aria dl 50%).

Sf nota .. a cavallo di queste que zone, La presenza di una zona dl esplasivita.

Qualora la fiamma s1 spenga, Ia miscela naft~aria erogata dal brucia

tore e potenzialmente espl.o arva i.n un campo compreso fra il 40% di dif'et-

..

e

a

o

~ o II..

to dt aria e 90% di eccesso d ' aria.

Nel caso della oomtust1one parz1ale,t 1a zona di esplosiVita s1 restr1n ge, coaf.cehe can 1a eomwstione cbmpleta al ?JYf>, questa zona e compresa fra 1 valori di 20% d1 d1fetto e 2~ di eccesso d'ar1a.

Q.ualora La combustione fosse- completa al 37%~ gll incomrust1 residu1 non sono esplos1vi ne 1n eceesso ne 1n dltetto d 'aria. Questa non e sorprendente se s1 eonslderano 1 grandi volum! d1 gas inert1 prodottl dalla CO!:!!. bust1one.

Infatti, 1a presenza dl quest! gas in quanti ta, 1nibisee La formaz1one d! mlscele esplosive.

11 dlagranma 1n esame s1 riferisee ilia nafta, rna altri tipi di comwstibili comuni come per esempio 11 carbone e 11 gas naturale hanno limit1 d1 lnf1arumab1lita ed esploslvita molta sim1li.

Da quanta esposto, e eht aro one 10 spegnimento accidentale 0 casuale delle f1amme 1n una camera di combustione, da luogo a eondlzioni d1 perieo - 10s1 tA, tanto piu grav1 quanta piu alte le percentual! dl incombust1 prodotte 061 per1edo 1mmed1atamente precedente 2110 spegnimento.

E' al trettanto chiaro ehs i ' esplosione puo verit'1carsi anche con Ie fiamme aceese qualora gli 1neomwsti super1no 11 63%. In queste o1rcost~e e mona norma evi tare dl eumerrt.are 11 t'lusse d I aria qualera rlsul t1 che gli incombusti sono stat1 prodott1 in dit'etto dtarla, 0 di allltlentare 11 eom -

bust1b11e qualora risulti che gli Inoombusti sana stat! prodottl in eeces

so d'arla.

Quante sopra e di importanza fondamentale nella progettazione de! sistemi d1 protezlone per generatort di vapors.

Possiamo stabilire, comunque, queste norme. Nel caso di errato rapporto aria!combustib11e per difetto d'aria, portare la miscela nuovamente in rapporto mediante riduzione del combustibl1a.

Nel case ehe 1 I aria risulti in eecesso, e buona norma ristabilire 11 giusto rapporto mediante riduzione dell'aria.

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I BRUCIA TORI

Accessori comuni a tutti i tipi di bruciatori

a) II reglstro d'aria

Tutti 1 grossi bruclatori industrial1 di gas, nafta 0 carbone, compresi queillche bruclano. comb1na.zlopi di quest1coml:ust.ib111, hannp un acce,!!. sorio in comune, e precf.samente , 11 registro d ' aria.

II compito prlnclpale del registro d'ar1a e di imroettere aria (prqvemente da un apposito polmone pressurizzato detto "cassonetto" nel quale 11 bruciatore e debitamente montate) direttamente nel flusso di combust!. bile in uscita del bruciatore propriamente detto, creando cosi una mlsc~ la aria/comrustibl1e.Qutast 'aria e nonnalmente def'inita "aria pr1marialf• II cassonetto di cui sopr'a, che puc ospitare pill. bruciatori all'occor -

renza, e da considerare accessorio della caldaia Come pure il ventila - tore (0 ventilator1) che laforniscono d'aria sotto presslone.

Oltre a fornire aria per la miscelazione con 11 eombustibile, 11 regi - stro serve ad intereettare l'arla ai brucla~ori non in servizio, onde

evitare l'erogazione di aria che, nel caso del bruciatore spento, r1 -

sul, terebbe dannoso agli effetti del rend1mento del generatore d1 vapore. II registro d'aria ~ha (come certi sostengono) 11 compito di regolare la quanti ta di aria, se non nel senso tltutto 0 rn errte ";

Oltre a questa funzione. 11 registro serve per la regolazione della for-

rna della rosa d1 fiamma che s1 al.Lunga man mana che s1 apre 11registro, a s1 aecorcia (allargandosi) man mana che si avvicina al.La posizion,e di

chiusura. In ogni caso , e sempre necessario mantenere un certa grado dl

apertura del registro sui bruciatori aecesi.

Nel caso di bruciatori automatici 0 comunque telecomandati, gll automatismi comprendono il ccmando del registro, a due stadL

In questi casl~ 11 bruc1atore viene accesa con l'apertura del registro al minima. ridueendo cosi La turbolenza dell I aria in modo da faci11 tare

Itaccenslone.

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SUccessivamen~)(e non appena stab111ta la 1"1an:ma) gli automatismi aumentano 11 grado d1 apertura del registro 1n modo d.a ottenere 11 tipo di fiamma ritenuto ott1maJ.e per 11 t1po d1 serviz1ci contemp1_!!

I f'uochisti "vecchia scuola"(onIlai quasi completamente scomparsi) f,! cevano grande uso del registri onde ottenere la aa11brazione indiV1- duale dei brucia.tori, nonche le~e.:re correzioni alle temperature del

.t-

proceaso , rna queste raffinatezze'tichiedevano:

1) apprezzamento del 90lore e struttura della f1amma

2) esperienza e memoria

3) cenoscenza del processo

e flnora nessuna automazione per sofisticata ahe sia, e 1n grade di

sostitu1re 11 fuoahlsta sotte questo punta dl vista.

In conslderaz1one di quanta sopra, Le posizion1 del registro d 'aria automatizzato sone nonnalmente Ie seguenti:

1) ahiuso

2) posizione di accensione

3) posiz1one ubruciatore aoceeo"

Qualora l'accensione del bruciatore risult1 part1colarmente facile~ I' automatismo effettua 11 passaggio dalla pos1z1one "ohtusa" al.La poslzione "bruci atore acceso" senza sosta intermedia.

Ch1aramente. nel caso del reg1stro d I aria comandato manualmente. Le

operaziont sopra descritte S0llO affidate al fuoch1sta.

I registri d 1 ar1a normalroente incontrat,1 negl1 implant1 industrial1 s1 scindono in 3 categorie;

a palette periferiche 0 radiali

a flusso parallelo

a venturi

-

c

o u,

b) destrorso

a) sinistrors~ (flusso in sense antiorario)

b) II registro a palette orientabill

t--:

(\J ; 11 registro d I aria a palette impone unmoto vorticoso all I aria for-

o nita direttamente al bruciatore. Secondo la d1rezione di fiusso dl

CII

~ quest'aria. 11 registro e definito:

\.0: (\J~

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(flusso 1n sense orario)

In certi casi, il costruttore della oaldaia utilizza nello stesso caasonetrto d I aria sia registrl destrorsl che sinistrorsi onde mantenere una certa simmetria dl flusso. In altri casi, questaearat~ ristlca e gludieata di searsa importanza e s1 implega reg1strl eli un unt.eo tipo (indlfferentemente destrorso 0 sinistrorso). Agll effettl

della rivelazione della fiarnma, 11 senso di flussc del registro assume un ' Importanza fondamentale nel determlnare la posizione del ri velatore rlspetto alIa toro1a pilota.

In posizione di ohtusur-a, 11 registro a palette 51 pre sent a come un eilindro orizzontale, composto da tante strisc1e longi tudlnali sovra

imposte.

Ogntuna di queste striscie e imperniata alle due estremita, e e011egata alle altre striscie, propriamente dette "palette" , da opportuni levisml, mediante i quali e possibile ottenere la parziale

( \.

rotazione della paletta suI proprio perno.

IMPULSORE

I

I

i

REGISTRO D'ARIA (S INISTRORSO )

FIGURA 3

I PERNO

(

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In casi estremi,si manifesta un peggioramento della combustione a tutti i bruciatori in servizio, 1n quanto viene a mancare una parte dell'arla

Le palette, opportunamente orientate, assumono una posizione tangenziale r1spetto al centro del bruciatore~ coef.cche l' aria del cassonettoche entra attraverso Le palette assume un mote vorticose, favorendo co sr la miscelazione delltaria con 11 combustibile 1n uscita del bruciatore.

Ltindubbio preg10 del reg1stro a palette e quello di favor1re la creazione di una miscela aria/comwstiblle sodd1sf'acente nell'1mmed1at'a vicinanza del bruciatore, grazie al mota vorticoso imposto all t aria nel suo

passaggio.

S1 comprende per QUale motivo la miscelazione eff'ettuata per mezzo di corrente d'aria vortlcante comporta l'aVVicinamento del punta di completa mlscelazione al bruciatore, paragonando il flusso d'aria ad un nastro a spinal,e , d1 cui un'estremita. e posta all 'uscita del registro, e l'altra nel

punta in cui la miscelazione s1 completa. Chiaramente, raddrizzando 11 na-

stro, 11 punto di miscelazione sara malto piu lontano del bruciatore che nella prima istanza.

Il grave ·difetto del registro a palette e costltuito dall'imposslbillta. di contenere Le perdite d'ana con bruciatore spento e reglstro chiuso,

in quanto la tenuta delle palette e assai discutibile.

Benche molti costruttori sostengono ahe queste perdite sono contenute entra limit! intorne al 5%, l'esperienza c1 insegna che dopa un certo pe - riodo di usa, le perdite raggiungono l'ordine d1 10 + 15% 0 anche piu. L'odierna tendenza e quella di costruire grossi generatori dl vapore in grado di ragglungere 11 Massimo carico con un cer-to numero di bruciatori spent! (ivi disporre d1 bruciateri d1 riserva). La perdita di aria at -

traverse i regist!'i d1 questi bruciatori spenti costituisce ar1a sottral ta ai bruciatori in serviz10.

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nonnalmente fOmi ta direttamente al La zona dl premiscelazlone. Qualsiasi tentat1 vo dl migllorare la comb.lst10ne al :U vella dei bruclatori mediante un aumento della portata globale dell t aria, peggloI'era ul teriormente 11 ren. dimento del generator! di vapore, 1n quanta 51 aumentera. f'atalmente le pe!, dlte attraverso 1 registri chius!, ossia, si aumentera l'entlta del1'aria

ahe entra in camera di comrustlone senza contr1bJ,tre direttamente alia co!!, bustione.

II rlsultante eccesso d'arla sara dannoso agll eftetti delle temperature dt processo, e quf.ndf, , agli effetti del rendimento totale della stesso PI'2. cessa. (Vedere capi tala "Oeneratori di vapo re") ..

Un altro dlfetto del registro a paletta orientabile e la complicazione 00- struttiva imposta dal complesso sistema di camando, che inc ide negativa - mente suI casto di costruzione, ed impone certi problem1 di merartenzdone ,

11 registro dlerta a flusso parallelo

11 reg1stro d I aria a flusso parallelo riduce ad un minima le perdite di aria caratteristiche del registro a palette periferiche.

Nel caso di questa tipo di registro (pure a fonna di cilindro orlzzontale opportunamente fissato nel cassonetto) l'aria e 1mmessa nel bruciatore mediante un "ampt a apertura periferica praticata ne1 cilindro f'Laso,

Essendo 11 registro privo di organi atti ad imporre vortic~sita ~l'aria in entrata, 11 flusso d'aria risulta parallelo all'asse del bruciatore.

La chiusura del reg1stro e effettuata mediante un secondo cilindro sco~ vole (concentrico al prtmo) comandato da appositi tiranti, cosicche nella posizione arret rata, 11 cilindro scorrevole copre 11 apertura anulare pra -

tlcata nel ciltndro fisso~ mentre nella posizione totalmente avanzata, i ' apertura anulare risul ta completamente scoperta.

FIGURA 4

Reglstro a 1111580 parallelQ

par 1& combustione ai nalta 0 lias o di una combinazione dei due

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rallele non s1 pre stano a questo tipo di m1sura.

Come gia accennato. 11 flusso d'aria in usc~ta dal tiptco registro a flusso paral1elo e privo di vorticosita, rna una certa turbolenza e

molto utile agli effetti dl ottenere un buon grado dl miscelazione gta in vicinanza all'uscita del bruciatore.

Come vedremo nel capitola "Llimpulsore", 11 problema s1 risolve introducendo un mota vorticoso all 'aria ~ 1a sua uscita del registro.

II registro a venturi

II registro a venturi e a tutti gli effetti un'elaborazione del registro a flusso parall~lo.(VedereFlg.5)

FIGURA 5

GOlA VENTURI

Questo tipo di registro e impiegato per Ie grosse calda1e dotate di un

elevato numero di bruciatori quando s1 desidera funzionare can un bas-

sissimo eccesso d'aria.

In questi casi, e necessaria l'accurato aggiustamento di ogni singolo bruciatore. ed in modo particolare, e essenziale equilibrare i1 flusso d'aria attraverso i singoli registri.

La fonna a venturi consente la misura con una certa precisione del f'Luaso d'aria attraverso 11 registro stesso, mentre i registr1 a pareti pa -

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Re$istri particolari

Eslstono certe variant! sui 3 classici tipi di registri sopra deseri tti .. Fra queste" poss1amo ei tare i registri a doppio !'lUBSO parallelo che godono una certa diffus10ne in Gennania (B 8: W Tedesca) ..

Nel paasato , va.ri costruttori dl bruolatori a flusso parallelo hanna tentate d1 t"avorire 1a lIiscelazione dell 'aria/ oombJ.stihile mediante dispositivi e11coidall non orientabl11. installatl dentro 11 registro stesso, ottenendo oosi un compromesso fra 11 nonnale bruciatore a flusso parallelo

e 11 piu complicato bruciatore a palette orientabll1. Indubh1amente, uno dei piomeri in qu.esto senso e stato un costruttore italiano, rna questa soluzione e stata in gran parte abbandonata ..

In ultimo, esistono certi bruclatori dotati di due 0 anche tre registri, ta1volta anehe di due tipi diversi, ma bruciatori di questa tipo sono piu! tosto rari.

L'Lnpu1sore

L'1mpulSore e un accessario del bruciatore, ed e composto essenzialmente da un disco 11 cui centro corrisponde con l'asse del bruciatore.

In questo disco e praticata una serie di fessure tla raggio" attraverso Ie quali i ' aria proveniente dal regist:ro~ fiuisce. La supert'icie del1'impulsore e opportunamente sagomata in modo che queste fessure assumano caratteristiche elicoidali, cos1cche l'aria in uscita da queste fessure assume

un moto vorticoso.

In certi eas t , l'iropulsore e composto da una serie dl palette el1coidali che, nell'insieme, costitu1scono un disco in tutto simile a quello sopra

descritto.

Cert1 impulsori per usa con bruciatori apposltamente progettatl per impiego nella marina mllitare (bruciatori estremamente f1essibili) sono estremamente complessi, e danno 1uogo a piu fluBsi d'aria in contro rotazione.

In altri casi, l'impulsore prende la forma di un semp1iee disco perforate, ed in tal caso 11 suo compito e di trenare la velocita dell aria che~ attr~ verso Ie perforazioni nel disco, raggiunge la zona dl miscelazione primaria. L' aria rimanente (oesa a quells che passa atterno all'impUlsore) raggiunge

..

e e u.

01 o II.

la f1amma in un punta avanzato, completando la coml:ustlone e.grazie aJl.a sua veloc1 ta, plasmando la fonna della flamma costringendola ad assu-

mere una foma stretta ed allungata. Citlamo questo tlpo di impulsore (raramente incontrato nei brueiatori 1mpiegati per i generatorl di v&pore) unicamente per completare l' elenco divarianti.

Nella sp1egazione che segue. 11 tennine "impulsore" indlchera 11 tipico disposit1vo per 1a ereazione di flussi vorticosi •

In tutti i casd , il diffusore e oalettato. sull' estremi ta. della lancia

comwstibile •

. Infatti, 1a testiria del bruciatore sporge da1 foro prat1cato nel centro dell'impulsore stesso. (Vedere Fig. 6)

FIGURA 6

Nel caso de! bruciatori dotati can registro a palette, 11 flusso d'aria vorticose. che paasa attraverso 1 'lmpulsore e da considerare come aggiun-

ta all' aria vort1cosa gia. fomita. dal registro. In certi casi .. 11 bruci.! tore e speclficamente progettato 1n modo che la vorticosita. fomita del

registro s1a in contro corrente con quella tomita dall'impulsore.

/ \-.

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o ~

Nel caso dei bruclatori muniti di reglstro a flusso parallelo~ Itunica fonte di vortlcosita e l'tmpulsore, che trasforma parzialmente i1 flusso parallel0 in useit.a del registro in flUS50 vorticoso all'usci ta del

bruciatore.

Nel case del registro a palette, l'impulsore €I da cons1derare accessorio

del bruciatore a nafta.

Qualora 11 bruciatore in questione sia previsto per 1a combustione del gas, oltra a quell a della nafta.l'1mpulsore (utile agli effetti della comwst1one a na:fta) .non e dannose agl.1 effetti della comwst10ne del gas.

Qualora, invece .. i1 registro a palette faccia parte d1 un bruciatore a solo gas .. toroidale o.a lance per1t'eriche (vedere capf tolo ItI bruciatori di gas") 1 'impulsore €I nonnalmente omesso .. in quanto Le palette del registra, orientate in modo appropriato, forniscono da sole tutta la turbolenza ne-

cessaria per la combustione a gas.

Nel caso del bruciatore per solo gas munito di registro a flusso paral - lelo (can 0 senza venturi) l'impulsore e essenziale, e in considerazione di questa necessita., alle lance di gas periferico, 51 aggiunge una lancia gas centrale. munita di impulsore. (Vedere Fig. 7)

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In altri casi. s1 abbandona 11 sistema a lancia per1ferica 1n favore di

un tunica grosse. lancia centrale.

II bruciatore a flusso parallelo con venturi lI1ustrato nella Fig. 5 , e abb1nato ad un bruc1atore gas d1 questa tipo.

I bruc1atori a carbone polver1zzato sono pure munit! di irnpulsore, rna

in questo caso di fonna piu complessa di quel1a utilizzata per La nafta. La sua forma caratteristica ha suggerito 11 tennine fantasioso cen 11 e conesciuta in ltalia ossia nia pignaH•

FIGURA 8

Oitra al compito dl imporre una determinate. vortlcosita all 1 aria che l'attraversa, l'impulsore svelge altre due fUnzioni, e precisamente:

a) quel1a di porta flamma (vedere 11 oap1 tole ItLA FIAMMA, pag.18)

b) quel1a di provo care un r1 tomo di gas caldi verso 11 bruciatore faverando cosl la combustione in vic1nanza all'uscita del bruciatore.

FIGURA 9

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III o u...

Nel case di bruciatore progettato per 1a coml::ustione a nafta/ carbone 51 effettua nonnalmente 1a sostltuzione dell'impulsore naita con 1a pigna per carbone, prima di accenciere quest 'ultimo comwstibile •

Chiaramente, questa operaz1one rlchiede lafemata della cal.dat.a; e gravost intervent1 per La sostltuz1one •

~ - Mentra e posslb11e (rna non sempre oonventente ) bruciare eontemporaneamente nafta e gas al10 stesso bruclatore. la marcia promiscua al livello bruciatore non e consent1ta nel caso d1 bruciatori narta! carbone polverizzato;, data la notevole differenza di velocita d taria rich1esta per 1 due tip! d1 combustibill in questtone.-

E I da segnalare one La pigna rich1ede La sost1tuz10ne con una certa fre - quenza, in quanta questa componente e soggettaad eros10n1 a causa della natura al tamente abrasiva della misoela aria! oombustlbl1e.

Gia. negli anni '60 51 segnalava l'esistenza di qual.ehe bruciatore speri - mentale di carbone polverizzato,l privo di impulsore .. ehe forniva prestaz10ni soddisfacenti dal punta di vista "funziona11 ta.n• Queste prestaz10ni ·furono ottenute aumentando la pressione (e qUindi; la velocita) dell'aria comtxrrent,e secondaria (vedere "Bruc1atorl di carbone ). Purtroppo, questa

aumento si ottlene solo con un aumento di energia il cui costa annuale supera di gran lungo la epe sa per la sost1tuzlone dell'impulsore.

Inoltre. con l'aumento della velocita dell 'aria. si verifiea un certe 10-

go rio di altre component1 del bruciato:re. motivo per cui il bruciatore di carbone "senza impulsorelf e rimasto alia' stregua di un'interessante novita

sCientifica.

II bruciatore di nafta

11 bruciatore di nafta comprende:

1 ) 11 registro d ' aria

2) L'impulsore

3) La lancia nafta (nonnalmente centrale) completa di piastrtne

Le prime due voca sono state soggette ad un esame esauriente nei capitoll precedent!. La lancia nafta e essenzla1mente un tubo tenninando nella ooslddetta testina allogiatA nel tuoo di sostegno (accuratamente centrato) clle porta 1 t impulsore.

Come gia accennato, la test1na della lancia sporge oltre 11 foro praticato nell'impulsore stesse (Vedere Figure 4 e 6).

L'a1tra estremita della lanaia nafta (accessibl1e dall'esterno) e munita di attacco rapido per 1 accoppiamento con La tubazione che alimenta 11 bruciatore.

La testina e normalmente composta da 3 elementi e precisamente: La piastrina, La contropiastrina sottostante, ed 11 dado filettato ene fissa llassieme alIa lanaia nafta.

Come gis. accennato in un capito16 precedente, la combustione della nafta I aV1liene per gasificazione d1. minuscole gocce del fluido stesso, da cui nasce la necesslta d1 polver1zzare la nafta.

I s1stemi di polverizzazione normalmente adottatl per 1 llndUstria sono due:

a) polverizzazione a presslone,piu comunemente detta "polverizzazione

meccanica

b) polverizzazione a fluidoausillarl0 pin comunemente detta "ad atomizzazionen• II fluido normalmente implegato e vapore dfacqua, rna sl co~ scono inoltre sistemi basatl sull'impiego dl aria compressa (quasi se£. nosciuto in Italia dove e malta diffUso l'impiego di vapore in modesto surrlscaldamentol.

11 sistema a) e realizzato in due modi:

al) a pressione diretta

22) a pressione con ritorno

11 sistema b) 81 realizza:

bl) con atomizzazione mediante vapore a pressione costante detta anohe na~p variabileu

~ 4 p== Perdita di carico 0 d1fferenza dl pressione. Nel ease dell tato- mizzazlone e uguale alIa differenza fra pressione nafta e pressione vapore til atomizzazione.

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3) E I mol to importante la posizione dell' ass! erne piastrina/ impulsore rispetto alla gala bruciatore in quanta la buona combustione richiede che la fiamma sfiori (rna non investi) 11 cono ref'rattario. In questa posizlone

b2) come' sopra rna con differenza di pressione nafta/vapore costante, detta anche "a 4p fiBBOn. In questa oaec, la pressione del vapore e piu alta di quella del~a nafta e questa diff'erenza di pressione fa mantenuta a valore costante.Es.: PressioneNaf'ta 15Ate, pressione v-apore 19Ate(4pe4Ate) ~pressione nafta BAte, press10ne vapore 12Ate (4 p 4Ate).

Essenzialmente I La ditferenza. fondamentale fra i vari tipi d1 brucf a -

tori a nafta sopraelenaatl e da cerears1 nella diverslta della test1na (polverlzzatora) coo, a sua volta. determina sostanziale differenza nella tubazione asservi ta al bruca atore ,

La piastrine (dt qualslasi t.ipo ehe siano) sono progettate in modo da ottenere un cono di natta polverizzato d1 una determinata fema spesse dell£. minata "rosa dt naftaD• La f'orma e identlficata mediante rif'erimento alII ag golo del COnD. m1surato all'apice.

31 parla cosi di Ifpiastrina da 95411 0 npiastrina da 1104 II ece ,

'futt1 i tipi dl bruciatorl sono progettati in modo ella un determinate ra£. porto ira diametro della gola bruc1atore e diametro impulsore sia rispet-

tatoo

Inoltre. nell'installaz1one e successiva messa a punto. determinate distanze (stabilite in fase di progetto rna perfezionate in fase d.i messa a punta) vengono rigorosamente rispettate.

1) E I di importanza fondamentale ahe 1 I aase della gola el' asse della lancia siano perf'ettamente corrlspondenti (centratura).

2) La sporgenzadella piastrina rispetto all!impulsore viene accuratamente detenninata in base al.La f'orma dell'impulsore e 1 t angolo della piastrina. Qualora 1a piastrina risulti troppo arretrata. 31 corre perioolo che 1a rosa di nafta in uscita colplsca. 11 bordo dell'impulsore. infrangendo la

rosa di eombustibl1e. e dando luogo a cattiva combustione accompagnata da gocciolamenti e la fonnazione di eatrame e coke sull' lmpulsore ~ a danno del 1ibero passaggio d'aria.

Qualora Lnvece , 1a piastrina s1a troppo avanzata rlspetto all'1mpulsore~ s1 verlf'icano distacchi di flamma nonche fenomeni di cattiva miscelazione

ari~nafta nel primo tratto d1 fiamma.

Cit

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(

tutta 1 I aria proveniente dal registro si miscela completamente can

la nafta in usc~ta~ e la combustione r1sulta rapida e completa. La zonaprimaria della fiamma (ossia quella traguardata dall'eventuale rivelatore di fiamma) avra cosi tutte Le caratteristlche rlch1este

per 1a wona rive1azione.

4) Sa invece, 1 '1mpulsore e treppe avanzato, malta aria giungera af.La camera di comblstione senza attraversare 11 getto dl natta dando luQ. go ad una combustione lenta ed 1ncampleta. Le radioi della f1amma

saranDO offuscate e fumogenose. e qu1ndi 1a rivelazione della flamma rlsul tera diffieo1 tosa.

5) Qualora 1 'lmpulsore risulti trappe arretrato, 11 getto d1 natta investerala gola refrattariai dando luogo alIa fonnazione di coke e fume. La stabilita della fiamma sara pregiudlcata, come pure La buona rive-

laz10ne di fiamma.

Polverizzazione meecanica

I bruciatori a polverizzazione meccanica rich1edono l'alimentazione can

nart a ad alta pressione.

Le esiganze madame cne richiedono bruciatori sempre piu flessibili, e in grado d1 funzionare can bassissimi eccess! d'aria hanna costretto 11 co -

struttore di bruciatori di adoperare pressioni sempre maggiori.

2 Inf'atti, negli anni '50~ la pressione nafta dlfficilmente superava 35 Kg. em ,

mentra oggi pressioni di 70 Kg. non sono considerate eccezionali.

La scelta fra sistemi a pressione diretta 0 pressione can ritorno (s1stemi "a non ritorno" e Ira ritornolf ) dipende dal grado dl fiesslb1l1ta. che 51

pretende dal bruciatore, ossa a i1 rapporto fra minima e massima portata che s1 intende realizzare.

Questo campo di regolazione e conosciuto con 11 termine anglo sassone di f.lturn-down" ~ espresso come rapporto fra minima e massima portata. (Esemplo: "turn-down" da 4- a 1, dove 1 rappresenta la portata minima e 4 la portata mas sima, per 1 appunto 4- volte superiore a quella minima)

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Nel campo specifico del grosso generatore di vapore, 11 fattore "turndown" e di importanza fondamentale in quante un elevato campo dlregolazlone del bruciatore consente ampie variazioni dl card co della caldala senza necesslta dl l'l1odiflcare 11 numerodi bruclatori in funz Lone ,

r

~clatore a nafta a pressione dlretta (non ritorno)

Nel caso del bruciatore "a non rltorno", 11 rattore di "turn-down" risul ta piuttosto rldotto in quanta la riduzione della porta:ta. di nafta per strozzatura,. ef'fettuata mediante una val vola rego1atrice a monte del bru-

olator!, riduce sostanzialmente 1a pressione del comblstiblle in arrivo

regolatore

serbatoio

pompa

FIGURA 10

a1 brucla.torl coef.cche , a bassi car-t cht , viene a scarseggiare 1a spinta meccanica necessaria per la pol verizzazlone della nafta. Per questo mo-

tivo, 11 turn-down dl questa tipo di bruclatori d1fflcl1mente supera 11

rapperto di 2-1.

Un tip10e comp1esso plastri~contropiastrina per bruoiatore di naftaa non rltorno e illustrato nella Figura 11.

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A pressione relativamente bassa, Ie gocaiole di natta saranno grosse ed ir

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CONTRO PI STRINA

FIGURA 11

BRUCIATORE A NON RITORNO

3i nota che La nafta a forte pressione passa attraverso una secte di fo-

ri praticati nella contro piastrina a sel scanalature tangenziall prati-

cate nella piastrina. Queste scanalature convergono su una camerella cen

trale, e gz-az Le al.La tangente di entrata, s1 impone al.La naf'ta un mota ceg trifUgale. motivo per cui Ie goccioline di nafta escono dal foro centrale

pratlcato nella camera can una forte vorticosita. e nella forma di un cono

di goceiole uniformi.

Normalment.e , 1a vorticosita. imposta at.La natta e contraria a quella imposta all' aria in usci ta dell' irnpulsore. favorendo cosr I T intima miscelazione

dei due fluidi.

Come gia accennato. qualora la pressione imposta alIa natta fossa relativamente alta (35 Kg. 0 pio. nel case dei bruciatori modemi)la polverizzazione

della stessa sara mal to efficace. e 1e geccioline di nafta in usc ita delle

testine saranno fini ed uniformi.

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... regolari. dando luogo a dit'etti di combustione •

Per quest! motivl~ esconsigliabile condurre quest1 bruclatori a pressione inferiore al 50% della pressione prevista per 1a mas sima portata.

~ciatore dl nafta a presslone con ritorno

La Fig. 12 rappresenta una tipica testlna per bruclatore a polveriz _ zazione meccanica (a pressione) con ritorno.

Canali di turbolenza

R (ritornol

Ugello di fIUS$O~· -.--.l

FIGURA 12

S1 nota ~ in questa caso (a. differenza della testina "non ri tome rr precedentemente descrltta) che l'ugelle, oltre alle solite entrate della nafta, e munito dl uscita.

Ovviamente, se questa usc1 ta (r1 tome) e cmusa, la totali ta della nafta in entrata (mandata) uscira dall'ugello centrale del bruciatore, in forma pol verizzata.

Ai carlchi ridotti, una parte dl essa e invece ritornata all'implanto at-

traverse una serie dl forelllni che s1 affacciano alla base della camerel-

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la, ma solo dopa aver passato attraverso i oanali tangenzial1 ed avere con el0 oontriwi to alla forza centrifuge ohe detennlna La pol verizzazlone. Grazie a questo accorg~mento, la perfezlone delle polverlzzazioni s1 mantiene invariata entre un campo mol to pill esteso dl quello del semplice polverizzatore privo di ritorno •

VALVOLA CD

IMPtANTO 01 PREPARAZIONE DELLA NAFTA

FIGURA 13

Nella Fig. 13 e rappresentato schematicamente un semp11ce astema dl regolazlone per questo tlpo di b~ciatore. Scopo della regolazione e di poter variarE: la quanti ta di nafta bruclata mantenendo costante 1a dif-

ferenza di press10ne fra mandata e ritomo.

La regolazione delle quanti ta dl natta bruciatee ottenuta mediante modulazione della valvola regolatriae "Rtf, 1nstallata su1 rltorno al serbatol0.

Diminuendo 11 grado di apertura dl questa valvola, 51 diminuisce la portata def.La natta di ri torno; e qU1ndl s1 aumenta proporzionalmente Is portata della natta in uscita della plastrina (natta bruciata).

La variazione dl pressione nella linea di ri tome e trasmessa al.l.a val volaAp, modificando COS1 11 grado di apertura dl questa valvola In modo da mantenere costante la differenza di pressione fra la linea d1 mandata e r1tomo.

Supponiamo che la valvola ,6P. sia tarata per mantenere una differenza fra

mandata e rl tomo di 15 Kg.

Ad un detennlnato carico, 1a pressione dl mandata (mlsurata nel ~to lndicatonella Fig. 13) e 55 Kg# e quell a del ritorno, 40 Kg.

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Immaginiano ora che 51 rich1eda un aumento della portata dl nafta (b~ ciata) •

D1 conseguenaa, 1a regolazione automatlca interviene per chiudere magg10rmente la valvola R. La pressione a monte della valvola aumenta a 42 Kg. rna questa aumento di press10ne e trasmesso alle valvoleD. p , , che aumenta proporzionalmente la propria aperture coai cohs La pressione di

mandata 51 ristab11isce a 57 Kg.

La dlfferenza d1 pressione fra mandata e r1torno e com mantenuta al

valore dl 15 Kg.

Con un sistema di questa genere, 51 mantiene rag1onevolmente costante l'efficienza della polverizzaz1one in tin campo di turn-down di 4-l.

La pressione di mandata 1n questa caso sara relativamente alta (da 35 Kg in su). 11 sistema sopra deseri tto e fra 1 piu sempl1ci. Eslstono vari8!!, ti ehe implleano una strumentazione pill. eomplessa, comprendente fra l'altro trasmettitorl di pressione, rele pneumatic! od elettropneumatie1 ecc., rna 11 principio base e sempre que.l Lo gla desert tto.

Nel case delle grosse central! termoelettrlche s1 richiedono bruciatori

con turn-down aneora piu elevati~ e s1 ricorre a sistemi del tipo 1l1u-

strato nella Fig. 14.

In questa oaso , la valvo1a4P. (chiamata anche valvo1a CD, dal1'1nglese

tI constant differential tt) e soti tui ta da una pompa variamente chiamata POQ'!, paAP. ~ pompa "booator-" pompa CD e pompa di ricireolazione.

POMPA CO

IMPIANTO 01 PRE PARA ZIO NE DELLA NAFTA

FIGURA 14

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la pompaAp,.

Dato ehe 11 rapporto ira pressione all'aspirazione e pressione di mandata della pompa e un eostante, llD.p. fra mandata e ritomo dei brucla

tori risulta pure costante •

31 ottiene cosi variazioni di portata sul c1rcui to dl mandata pur- mantenendo costante 114p. ira mandata e ritomo. L'ef'flcienza del polveriz-

!

zatore e quindi costante in un oampo molto esteso. Turn-down dell'ordlne

dl 6+1 BOno tlploi, 1118 per ottenere questo oampo di regolazione1le pression1 usate possono raggiungere valoridl 70 Km/ ern 2 0 piu. Questo impli-

ea maggior dispe~o di ene~a per 11 pompaggio della nafta, nonche llim piega dl tubazioni ed apparecch1atura pill robusta e quindi, pill costosa. lnoltre, a queste pressioni. 1 'e1'0510ne ed usura delle piastrine BOno piul

tosta elevate per cui s1 richiedono sosti tuzioni f.requenti.

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Portata nafta Kg/h

FIGURA 15

- Caratterist1che d1 una piastrina per la pol verizzazione meocanica con ritorno.-

ATOMIZZAZIONE A VAPORE ( scnematrca l

I bruciatori di natta ad atomizzazione di vapore

Questo tipo di bruoiatori non richiede nafta ad al tissima presatcne, in quanto sfrutta un fluldo ausiliar10 (generaLmente vapore leggermente su£ rlsoaldato) per 1ncrementare 1 teft1clenza dell 'apparato polverizzatore.

La pressione di spinta natta» 1n questo caso generalmente non superail valore massimo di 30 Kg.

La Fig. 16 serve ad illustrare schematlcamente come avviene llatomlzzazione per opera del vapore. Le tlamme ottenute con Questa sistema sono nonnalmente piu delineate di quelle ottenute con la polverlzzazlone mecoanf oa, Le cui tlarmne sono piu frastagl1at4(Gll anglosassonl adoperano un tennine mene sclentlflco rna pitt descrittlvo ossla~ 11 termine hrushy" ~cespugllo5o).

FIGURA 16

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I rapport1 di "turn-dovn'' (ottenib1l1 con un won brue1atore ad atomizzazione) raggiungono valori normali da 8 t 10: 1.

Nel campo specifieo della marina mili tare queste prestazioni sono spinte tInoal punto dl raggiungere valori d1 turn-down dl 20: 1.

Un altro pregio dl questo tlpo d1 bruclatore e quello di consent1re una buona coml:ustlone con nafta leggennent.e p1o. viscosa (di qualohe grade Engler) di quella rlchiesta per la wona comwstione con pol verizzazione rneccanica, a patta che 51 accetti un ragionevole eccesso d'aria.

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Per bruciare La natta con bassissimi eccessi d I aria lnvece, (5%0 meno) e necessaria cha la viscos1tA non auperi 11 2 0 3°E.

(tUesto t1po di bruclatore puc usuf'rulre vapore:

a) a pressione costante <lip. variabl1e)

b) a~p costante (pressione variabile)

II ~p. sopra citato va inteso come diff'erenza fra la pressiane del vapore dl atdmlzzaziane e la pressione di sp4nta nafta.

Con 11 sistema a pressione di vapore costante la pressione del vapore e

di qualche atmosfera inferiore al.La pressione natta a mass1mo carico.

Con i1 sistema con vapore a4p. coaterrte , la pressione viene mantenuta a qualche atmosfera al di sopra della pressione della natta in qualsiasi con-

dizione di carico.

Le pressioni, in ogni caso , vengono 1ette sulle rispettive linee in strei ta vicinanza al bruciat0re.

I1 sistema a4p. costante e mo1to indicato nel case che 51 preveda lunghi

periodi di marcia a carico ridotto, data che la portata d1 vapore consumato e tanto piu basso quanto pili bass a 1a portata della nafta. In ogni easo ,

questo sistema non crea problemi particolari per 1 riyelatori d1 f1amma. II sistema a preaaf one di vapore costante e sconsigliabile se 51 preve<iono

.

lunghi periodi di esercizio a carichi bass1~ in quanta 11 consumo di va -

pore risulterebbe elevato rispetto alla modesta portata di nafta. rna que-

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na (e ne.l breve tratto di tubazione flessibl1e interposto fra la valvola di intercettazione e canna) s1 solidlfioherebbe, ostacolando 11 passaggl0. e creando difficolta all 'atto dell 'accensione seguente. Inoltre, l'e1stremi ta opposta della lancia nafta (one comprende Le piastrine) 51 trova e sp£ sta agli lrraggiamentl provenientl dalla camera dl combustione. e qulndi sottoposta a temperature Suftlcientemente alte da provocare la cokerizzazione della natta rlmasta nei forel11n1 e scanalatura delle piastrine.

sto sistema risulta molto idoneo per implant! dove sano previsti lunghi periodi di marcia con 1 bruc1atori ad alto cam co , in quanto 11 ccneumo di vapore in questa case e interiare a quello richiesto da un sistema a

Ap. costant.e in circostanze analoghe. II sistema crea qualcheproblerna di rlvelazlone a1 bassissiml carichi. dato che ilvapore, in questo

caso, risulta esuberante •

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L'inevitabile I1mitazione d1 bruciatori a base dl atomizzazione a vapore, e cost1 tulta dal consume ·di vapore ehe , nelle circostanze piu tavorevoli, raggiungelo 05% della produzlone mas sima della cal.dai.a, ma che nelle circostanze meno tavorevoli (esempio .. slstemaAp.variabile con tutti i bruciatori aeces1 a carico basso) puo salire a ben 2%.

Questa citra puo sembrare trascurabl1e, rna nel caso d1 un tipico gruppo tennoelettrico d1 320 MW, 11 2% signifiea un consume di piu di 20 t/h, paragonablle alIa. produzione d1una piccola caldaia per usa industriale. Per questo motivo, dopo un periododi grande popolarita, 11 bruclator~ ad atomlzzaz1one d1 vapore trova scar-so impiego negll impiant! dove 11 renditnento della caldaia e la prima considerazione.

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II lavaggio della canna natta

Tutti i tipi di bruciatori d1 nafta da noi esaminat1 sinora hanna un'esi-

genza in comune, ossia quell a di evacuare ogni residuo di nafta rimasto

nella canna dei bruciatori in rase di spegnimento.

Questa operazione e necessaria in quanto un'estremita del bruciatore s1 trove in una zona relativamente fredda,cosicche La nafta rimasta nella can-

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Per evitare l'inconveniente di cui sopra, 51 effettua 11 lavaggio della canna (e relative piastrine)mediante emissione d.1 vapore. Detto Lavaggfo , per 1a buena norma, viene eff'ettuato con 1a torcia pilota ac - ce sa , onde garantire la rapida eliminazione dei residui. La Fig. 1. 7 ra£ p:resenta schemat1camente un tipioo cirouito per bruciatori a polverizza-

zione meccanica con ritorno.

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VAPORE

DALLE POMPE

ALLE POMPE

AI BRUCIATORI 2-3-4

FIGURA 17

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Marcia

Quando il bruc1atore e acceso , tutte Le valvole sono chiu

se con lleccezione delle valvole A e B.

Speggtmento - 31 chiudono A e B e 51 apre C. II flusso della nafta pro-

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veniente dalla mandata e ora deviato al ritorno attraverso

11 disco con foro tarato D, ehe provoca una caduta di pres-

sione uguale alIa differenzadi press10ne fra mandata e r1- torno normalmente provocata dalla piastrina bruciatore.

Lavaggio

della canna - Dopo aver acceso la toraia 51 aprono Le val vole E, Ii' e G.

Al tennine del lavaggio 51 spegne 1a torc1a e 51 rich1udono

queste valvole.

Chiaramente, nel casodel bruciatore "a non ritorno" La tubazione risul ta

semplificata, rna Ie valvole A, E e G svolgono Ie stesse funzioni di prima. Aneora nel case del bruciatore ad atomizzazione vapore, anche se il f1us-

so di vapore di atom1zzazione tende a pulire 1a piastrlna, e sempre neoes-

sario lavare 11 tratto di tube flessibile.

II raffreddamento del bruciatore a nafta

Data la sua pos1zione esposta al cal.or-e , La testina del bruciatore (che durante 1 I eserclz1e 51 mantiene relati vamente fredda grazie al f'Luaso d1 na

ft.a e di aria ccmcurent.e) richiede raffreddamento non appena intercettatl i due fluidi di cui sopra.

Detto raffreddamento e nonnalmente effettuato mediante emissione di vapore.

La portata di vapore necessaria per 11 raffreddamento del bruc1atore e inferiore a quell a necessaria per fare un lavaggl0 della canna di breve durata .. motivo per cui finche Le operazioni venivano effettuate maraialmerrte ,

si considerava Ie due operazioni come operazioni distinte e separate.

Con l'automazione di queste operazioni, molti costruttori hanno preferito

semplificare Ie sequenze, can 11 semplice espediente di adattare 1a stes-

sa portata di vapore per tutte e due Ie operazioni, allungando 11 tempo di lavaggio in modo da compensare per La portata leggennente ridotta.

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( FIGURA 18

A tutti gli effetti, questa signifiea adoperare le medesime sequenze descritte nel capitola "11 lavaggio della eanna naf'ta" rna mantenendo accesa la torcia per un periodo di tempo maggiore.

In questa modo la tine del lavaggio (segnalata dallo spegnimento della taraia) corrispande all1inizio del periodo di raffreddamento, che. salvo per la mancanza di teroia pilota, e Identico alIa fase di lavag, .. gio. AlIa fine lavaggioj la lancia nafta· viene arretrata come ulterio re protezione cantro gli effetti noci¥l del cal.o re ,

11 ricircolo nafta

81 tenie a creare una certa confusione fra 11 ri tomo natta ed il ri -

ciroolo nafta.

II ri tomo propriamente detto. e dari vato dalla test ina del bruciatore,

e serve a riportare La nafta in ecceaso s

a) al serbatoio di servizio (sistem1 basati su valvole /j p , 0 simile) 0,

b) all I aspirazione dell'apposita pompa differenzlale (sistemi con pompaLlp. )

Detto ritorno e caratteristico del bruclatorea polverizzazione meccani

ca con ri tomo, ad e inseri to durante la marcia.

II rlcircolo nafta e aperta unicamente quando tutti 1 bruciatori alimen-

tati dal circuito sono spenti, ed in questo caso serve a mantenere in cir-

colaziane la nafta onde evitare il raftreddamento e conseguente solidificazione della stessa. II clrcuito di ricircolo e comune a tutti i tipi di bruciatori nafta, ed e stato omesso dalle varie figure illustrative solo

per sempllficare la descrizione del circuito nafta principale.

La Fig. 18 serve ad illustrare un tipioo circulto di ricircolo nafta# per bruciatori tipo "non ri tarnan•

SERBATOIO

Marcia

Con i bruciatori accesi valvole Bee sono chiu-

se, valvole A. VI e V2 aperte.

mooeo generale

Per spegnere tutti e due i bruclatori, in easo di emergenza,si chiude valvola A (valvola generale di blooeo nafta) e s1 apre valvola B (valvola del riciroolo II cor-to ") •

La nafta mandata dalla pompa ritorna a1 serbatoio di servizio attraverso valvola B. 81 provvede ora, alIa ohiusura'delle valvole VI e V2. El da notare che 11 ric1rcolo cosi ottenuto e

puramente locale. eo sf ccne la natta s1 raf:fredda nella tubat10ne a valle della valvola A.

Ricircolo"lungo"

Assicurata l'intercettazione natta al I1vel10 bru

ciatori per opera delle valvole VI e V2. s1 apre 1a vaIvola A e la vaIvola G, e s1 ch1ude La val ...

vola B.

11 ricircolo della nafta e ora tatale (ricircolo'lungol!). (Nota - E' da tenere presente che la tubaztone

fra valvo Ie Vl e V2 e relativi bruciatori viene

lavata con vapore .. come deseritto in un capitolo precedente) •

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Nel caso di bruciatori evn ritorno, 11 eircuito sopra descritto e modi-

tlcato in modo che il ricircolo nafta eomprenda anche i1ritorno~ spesso con 11 semp1ice espediente d1 mettere 1a mandata in eomunicaz10ne diretta con 11 ritomo mediante 1 taggiunta di una valvola generales nor - malmente chiusa (Vedere Fig. 14 taglie 42).

Le soluzioni variano sDstanzialmente secondo 11 tlpo e maroa del bruciatore, e secondo la disposizione dei vari organi che eostituiscono l'assierne, nonche secondo il grado di automazione applicata.

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11 oireui to nafta. 1n real ta~ e mol to piu complesso di quello ehe risul ta dalle ns. precedent! descrlzioni.

In primo luogo, 11 circuito e complicato dalla presenza dl una pompa

(e spesso due pompe in parallel 0 ) installate ira 11 grosse serbatol0 di stoccaggio edil serbatoio di servizl0 (pompa 0 pompe dl trasterimento) nonehe due 0 piu til trl a bess a pressione Installate ira serbatol0 d1 servlz10 e 11 gruppo di pompe dl sp1ntanatta. Anche in questo caso , 51 tratta di piu pompe in parallelo, in modo da pater funzionare eon una pompa tenna per guasto 0 marutenz1one. Quante sopra e pure valido per i

f1ltri.

A valle delle pompe e normalmente install ate un regolatore dl pressione (regolatore di sriore).

Benche tutti e due i serbato! sono muniti di riscaldateri a vapore, s1 eftettua un ulteriore riscaldamento a valle del gruppe sp1nta nafta.

II grade dl riscaldamento e accuratamente regolato onde mantenere co st.ante la viscosita della nafta. Anche in questa caso, 11 dispositivo e dop-

pia in modo da disporre di un riscaldatore di riserva. In ultimo, trova

posta 11 gruppo di fi1trl di alta pressione, anche essi in parallel0.

Chiaramente$ 11 complesso comprendera anahe la valvola regolatrice di PO£ tata nafta, Ie val vole di 1ntercettazione generale e d1 ricircolo, nonche la tubazlone di ricircolo e l'eventuale tubazione di ritorno.

A questo gia imponente eleneo e necessario aggiungere by-pass vari, con valvole relat1ve~ noncns Le numerosevalvole manual! di intercettazione ahe consentono l'isolamento dei vari elementi in manutenzione, piu qual-

coo valvola d1 non rito~ Tennostati, teImometr1~ pressostati e manometri nei vari punt1 ch1ave,completano l'1nstallazione, che s1 dimostra cosi, d1 una certa compless1ta.

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I BRUCIATOPJ Dr GASOLIO

Per bruciatori di gasolio, intendiamo bruciatori specificatamente progettati per La buona combustione con questa f'luido.

Numerosl sono gl1 esemplar1 per usa civile 0 domestico, malta rari quelli per usa industrlale. Di quest 'ult1mi~ possiamo cita:re 1e caldaiette dl primo avvt.smerrto del grossi generatori impiegati nell t industria elettrica. Queste caldaiette, d1 modestissime dimensioni (10+30 t/h) sono impiegate

per produrre 11 vapore .necessario per 11 riscaldamento della natta per la grossa caldala in avvi.emerrto , nonene per creare 11 vuoto al condensa-

tore della turbina, e per altrl servizi cherlchiedono vapo re , La caldaiet ta di primo avviamento .. qulndi, e ut1l1ZZata per brevlss1mi period1 a lun - ghissimi intervalli di tempo, circostsnza che rende economicamente accet - tabile l'irnpiego del gaso.l Jo come um eo comrustibile. La caldaietta.. in questo caso, non e normalmente dotata di altri tipi di bruclatorl.

Le caldaie pili grosse bruciano pure 11 gasolio per breve tempo. e ad in - tervall1 piu 0 meno lunghi (vedere 11 cap 1 tolo Hi cornrustlblli liquidi" rna in quest6 caso (e a differenza della calda1etta) sono gia dotate dl brucia tori di naf't.a,

Durante l'avviamento della calda1a grande, quindi,si utilizza qualcuno dei bruciatori di nafta (d1 buena norma~ quelli piu in basso) per la combustlone del gaso110. S1 utilizza, in questa case, una rete di alimentazione (tubazione) separata ed indipendente. usufruendo perc, la stsssa valvola di inte~ cettazione normalmente asservita a1 bruciatore di nafta.

GASOLIO

NAFTA

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cui pa~ sene sostanzla1mente piu piccoli dl quelli della piastrina

per natta •

Con questa accorgimento~ la combustlone e normalmente piu che accettabile, considerando che inevitabilmente, 1a camera di combustione e fredda, i carichi basef e l'eccesso d'aria alto.(L'eccesso d'aria per cul1'impianto estate progettate 51 ottiene a1 carico massimo ed e usanza comune aumentare i ' eccesso d f aria a bassi carichi. Vedere Fig. 20.)

E I quindi chiaro che in questo case il bruciatore non sara mai impiegato

per bruciare gasolio 1n condizlonl ideali .. 0 a carichi signlf1catlvL

Cl si accontenta quindi di prestazioni anche limitate. Da questa oonsl-

derazione oasce la tendenza moderna nellegrosse centrali di bruciare 11

gaso110 senza cambiare 1a piastrina nafta~ ed in questa caso, la rivela-

zione dl fiamma diventa diff1cile.

Posslamo sommare quanto sopra come segue.

1 b,uciatori dl gasolio progettati come tali ed impiegatl a carichi s1- gnificativl (50-100% carico caldaia) 51 comportano in modo compatibile con Ie caratteristiche del combustibile impiegato. Essi non differiscono

come f'o rma , di sposizione e cornpoaf.zd one dal tipioo bruciatore a natta.

Esistono sia nella versione po1verizzazione meccanica che nella vez-ai one

ad atomizzazione.

II bruciatore di natta impiegato per bruciare gaeo.l.Lo , lavora in condi - zioni t.almente lontane dall'ottimale da rendere accettabile un rendimento

che in altre circostanze sarebbe g1udicato mediocre. Nella ns. esperienza, questa oarenza e accentuata quelora si rinunoi alIa sostitUZione della piastrina nafta can l'apposita piastrina gasolio.

La rivelazione di f1amma in queste circostanze e spesso d1ffloo1tosa, rna

in ogol caso sempre piu oritica della r1velazione della nafta in oondizio-

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Un autorevole progettista di bruciatori inglesi sost1ene che i bruciatori

ad atomizzazione di vapore sono i piu idonei per la combustione con gasolio

ed altri combustibili liquidi leggeri (nafta leggera, benzinone ecc.) affermando che con questa sistema si ottiene un "turn-down" di ben 4: 1.

Sempre secondo queste fonti (Convegno A.T.r 18+19 Giugno 1969) e difficile

superare 11 turn-down di 2.1 con i bruciatori di gasolio a spinta mecoanf ca ,

causa gasificaz10ne del combustibile a monte della piastrina.

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r BRUCIATORI Dr GAS

I bruciatori a gas sono disponibl1i con i vari tip! di registro d'aria gi£l descritti nel capitolo "Bruciatori di nafta".

Oltre alIa suddlvlsione secondo 11 tlpo di reg1stro, i bruciatori a gas di qualsiasi tipo rientrano in una delle tre grandi categorie.

1) a bassa pressione

2) a presslone media

3) ad alta pressione

Arbi trariamente, possiamo definire 1a bassa pressione a valori compre _ 51 ira i 150 + 1000 mm ca, la media press10ne ira 1000 + 3000 mm ca. l'alta pressione fra 0,3 + 0,8 ate (3000 + 8000 rom.ca).

Solo eccezionalmente s1 trovano bruciatorl progettati per gas a pressione

che superano i valori di 1,2 + 1,5 ate.

Oitre alIa elass1ficazione secondo 1a pressione,si identlfica 11 bruclatore secondo 11 sistema di erogazione adattato.

Secondo questa metoda, 51 riconoscono cinque tip1 d1 bruciatori .. e preci _

samente:

1) bruclatore toroidale
2) bruciatore semi-toroidale
3) bruciatore a lancia centrale
4) bruciatore "multi spud"
5) " If It compren<iente una lancia centrale II bruciatore toroldale e composto da un grosso anelle 11 cui diametro e all'inc1rca quello della gala del bruciatere.Detto anello e installato in vicinanza al1a gola stessa, ed e alimentato da uri grosse tuba proveniente dall'esterno.

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TORO A SEZIONE NON. CIRCOLARE

FIGURA 21

Nella parte interna dell' anello e pratlcata una serie di fori tangenzi,!, Ii per l'us~ita del gas.

L'anello e normalmente di sezione ciroolare. ma certe marche adattono tori aventi sezioni di fonne varie, una delle quali e illustrata nella

Fig. 21.

Nel bruciatore sem1-toro1dale, l'a:nello 0 toro d1 cui sopra e diviso in

due semi-tori, alimentatl separatamente.

II bruciatore gas a lancia centrale non richlede descrlz10ne in quanto

il nome stessosuggerisce la SUa forma.

Nella Fig. 5 51 vede la comb1nazione di un bruciatore d~ natta con questa tipo di bruciatore a gas. Easendo 11 registro n a flusso d 1 aria pSr'aJ.lelo" (e qulnd1, a Uusso privo d1 vorticosita) si strutta la vort1oositli creata dall'impulsore appartenente al bruciatore di naf'ta per ottenere una buona m1sc~lazlone aria/gas. (Vedere Foglio 29)

Un tipioo esemplare del bruciatore "multi spud" (05sia bruciatore gas a lance multiple) e illustrate nella Fig. 4. (Foglio 28)

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Si siretta, quindi, 1'impulsore di quest'ult1mo per fornire la turbolenza necessaria per ottenere 1a buona mlsce1azione del gas ed aria •

E I da notare che in questa caso 51 impiegs. 11 classico lito ro " , montata esternamente come anello di distribuzione. I spud (0 lance) sono, infatti, derivate da questo tore.

In molt! casi ~ i fori per 1 'usci ta del gas sono pratieatl su un unieo 18.-

to della lancia 0 spud.

Variando opportunamente l'angolo di questi fori, 11 costruttore e in grado

dl ottenere sf.a fi8JImle luminose che non luminose. In certi processl~ 51 impeDe 1a f'iamma non luminosa onde lim! tare 1 t irragg1amento ai tubi adiacent1 (esempionel processo petrolifero detto Reforming). Ne1 easo del bruciatore applicato a1 generatori dl vapore, s1 preferisoe 1a flamma luminosa. il cui flusso termico piu somiglia a quello della fiamma a natta, evltando COSl. problemi di progettazione e f'unzionamento delle particonve~ tive delle caldaie destinate a f'unzionare sia con gas che con nafta.

La lumlnos1ta delle fiamme a gas s1 ottiene creando artlfic10samente una zona dove Is comi:ustione e Incompleta e dove 1 I alta temparatur'a da. luogo al.La trastonnazione di carte costi tuenti del gas (idrocarb.tri) in parti-

celIe dl carbone cl1e ~ rese incandescent1 ~ aumentano la luminoSl ta della

fianl111a.

La combinazlone di bruciatori a gas Hmulti spud" con lance gas centrale e

registro d'aria a flusso parallelo e ll1ustrata nella Fig. 7. In questo case, l'aggiunta della lancia 0 spud centrale e dettata dalla necessita dl montara {in modo conveniente) un impulsore centrale onde ottenere una certa vorticQsita per la miscelazione dell 'aria con i1 gas. Chiramente, questa accorgimento non e necessario!

a) qualora 11 registro d lard.a sia in grado di f'omire la vorticosita desiderata (registrl a palette)

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" b) qualora 11 bruc1atore a gas sla abbinato can un bruclatore a natta con lancia centrale munito di llIlpulsore.

E' utl1_e tenere presente la necessi ta. di raffreddare cert! bruciatori a gas qualora (con altri bruciatori acceat ) esSi rimangono fuori servi~ zio. Nonnalmente. 11 raffreddamento in questione e effettuato mediante

aria a pressione atmosferica asplrata attraverso untapposita valvola, a valle della val vola d1 intercettazione gas posta all 'ingresso del brucia-

tore.

Bruclatori . mist! nafta/gas

Nel capitole preeedenteabblamo gia vista qualche esemplare tipioe dl bruciatori misti. Non troviamo quiDdi, al tro da aggiungere, rna approfit-

tiamo di questa occasione per iovl tare il lettore a riprendere in esame tutte Le figure ehe riguaroono i bruciator1 multi-spud nelle varie fonne, e preoisamente Le figure 4.5 e 7. S1 nota che le lance 0 "epud" sono mu- 01 tedi picooli di,schf installati Inun punto 1n!nedlatamente a monte della testina. ~esti disoh1 garantiscono la stab1l1ta.di fia.mme al bassl carichi. (Vedere Fogli 28~ 29 e 32)

Bruciator1 dl gas speciale

.Abbf amo gHt accennato all timp1ego dell tindice d1 Wobbe ai 1'1ni di determinare la possibillta (0 mena) dl utilizzazione della stesso bruciatore per bruclare due 0 piu gas avent! caratteristlche diverse (Vedere 11 capi tolo ttu teriori element1 per la valutazione del oemrustlb1l1).

Dalla f'onnula W:::

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risulta ohiaramente l'impossibillta di utilizzare

vPM

10 stesso bruciatore per La comwstione di due gas avent1 potera calol1it'lco

e peso molecolare completamente diversi (per esempio idrogeno e propano •

vedere tabella 2).

La ditta germanica GAKO e specializzata nella produziooe di bruclatori per 3 0 4 combustibill diversi. Chi~ente# s1 irnpiega lance 0 tubi diversi per quei cGmbtistlbll1 ahe, secondo 1 indice di Wobbe rlsultano incampa -

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tibili. ~esta soluzione complica 1 problemi di mlscelazlone dell'ari~ gas .. ed in certi cas1 .. il GAKO impone turbolenza anche al gas , mediante

palette fisse nel tubo del gas stesso. La soluz1one adottata comunque .. varia secondo 11 combustibl11 (0 eomblnazlone di cambustibili)impiegati.

II turn-down del brueiatore di gas

Il tum-down di un won bruciatore dl gas e sostanzialmente piu alto dl quello di un bruei atore dl natta.

Entro certi limiti .. 11 turn-down di un bruclatore a gas e determinato da

una parte .. dalla minima pressione di gas al Quale la f1amms rimane accesa, e dall'altra .. la pressione dl gas dlspon1bl1e per 11 masslmo carico. Se (verosimllmente)la minima presslone alIa quale Le flamme rimangono attaccate e di 150 rom ca ... df sponendo di una presslone massima di 1500 mm ca. i+ turn-down sara di 10== 1.

Abblamo specificato che quanto sopra e valido"entro certi limiti". Questl 11mi ti sono costi tui ti dalla velocl ta. di usc! ta della miseela aria! co~ wst;lbllein rapporto al.La velocita. della propagazione delle fiamme della

miscela stessa.

Laveloeita di oombust1one1 espressa come concetto in un capitolo prece - dente .. e basata su prove effettuate in ~aboratorio .. can m1scele in condl - zioni di statlcita. In pratiea. la velocita di propagazione delle f1arnme va considerata in rapporto alIa dinamicita imposta dall'aria comburente e soprattutto dai combustibili stessi che .. a par1ta. di altri fatter1. dipendera dalla pressione dei due fluidi. Chiaramente. la veloaita della miscela

non e co stante " rna d1minuisee man mano ehe s1 aliontana dal bruelatore.

II fronte di fiarnma s1 stabllizza in un punta dove la veloel ta. della miscela aria/eomwstibile e pari al.La velocita. della propagaziene di f'iarnme.

Dato che, aumentando la portata del ccmbustlhile, sl incrementa fatalmente la pressione e qulndi la veloel ta in usci ta.. e chiaro ehe , raggiunta una determlnata portata. la veloel til. del comblstlblle 1n usci ta risul terasu-

periore alIa velocita di propagazione delle fiamme. provocando eosi un al.lon,_tanamento del fronte di fiamma rlspetto al bruclatore. In ultima analis1 qutndf , i limi ti di turn-down del bruc1atore a gas sono detenninati dal gra-

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do d1 dlstaccamento d1 flamma ritenuto accettabile.

L'impianto gas (Filtri$valvola generale e valvola d1 sriato)

Come gia accennatc, 1 'impianto gas (a differenza di queUo a carbone 0 a nafta) e di estrema sempllci ta..

A parte i til tri e i ' eventuale stazione di rtduzione di pressione~ l'implante s1 riduce ad un semp1ice collettore munito dl:

1) valvola generale di intercettazione

2) valvola generale d1 sflato (lnstallata fra valvola generale e brucia-

tor!)

Qualora 51 effettui l'intercettazione generals del combustibile. s1 preferiscesfiatare 1a sezlone d.i tubazione fra valvola generale e bruciatorl mediante apertura della valvola disf1ato. 81 svuota cosi 1a tubaz10ne a monte del bruciatorei scaricando 11 gas all 'atmosfera ad un' altezza ritenuta di sicurezza, rna comunque, ad un 1ivello che superd abbondantemente

quello dell 'ed1£1e10. La chiu,suradella valvola generale

comporta suto-

rnatieamente l'apertura della valvola dl sf1ato~ rna in cert1 casi 1a 1'1- chiu.sura della valvola d1 sriato non aV'liene contemporaneamente al.La riapertura della valvola generale diintercettaz1one~ rna con un certo r1tardo,

onde l1berare 11 collettore del residui di aria infiltrata nella rase pre-

cedente.

In altri casi ... ogni gruppo di bruciatori e dotato della propria val vola di st'iato, ed in questa caso , la chiusura della valvola generale d1 srlato e ef:fettivamente sincronizzata con la riapertura della valvola generaLe di intercettazlone. Lo spur-go di ari~ si effettua mediante Le valvole di sf1ato ausiliarie poste 1n testa dei van collettort bruelatori.

In questa caso , Le val vole di sfiato ausiliarie chiudono een un predete~minato ri tarde (sufficiente per garantlre 1 f evacuazione di qualsiasl residuo d 1 aria) •

A quanto sopra f'anno eccezione certi implantl a gas idrogeno. Detto gas

dl venta al tamente esplosl vo se d11ui to con grandi quanti tati vi d t aria, mo-

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mento.

Da quanto sopr-a, risulta chiaramente che la preparazione e convogliamento del gas destinate a1 bruciatori 8ooo.'prlvl delle complicazloni ehe earatterizzano gli imp1ant! per nafta.

II bruciatore di carbone polverizzato

II bruciatore di carbone polverlzzato e concettualmente e costruttivamente estremamente Semplice.

11 registro d 'aria come giB. accennato, sara. uno del tip! consueta , in tutto simile ai regifOtr.i operatl per 11 gas> 0 lanaf'ta (a palette. a flUS80 parallelo. 0 a venturi).

II bruoiatore propriamente dettoe composto da un semp11ce tubo di grosse diametro (300 0 piu rom.) J che tenninaa meta strada fra registro e gola bruciators (Vedere Fig.2?)

FIGURA 22

<i)Gola raffreddata adacqua @rmpUlsore @Registro d'arla secondaria @ObIO @'ngresso carbone/aria prima ria @Cassonetto bruciatore

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Questo tube serve a convogl1are la miscela aria primaria!caroone polverl~ zato proveniente dal mulino. Nel centro del tubo e 1nstallato 11 sostegno per la"pigna". (Con questo termine .. lsplrato dalla forma pa.rt.lcolare del dispositivo inquestione~ s1 identifies 1 timp,llsore utilizzato per 11 eS!: 0000 polverizzato). Nel case d1 bruciatori promiscui Datta/carbone.. 11 porta lancia nafta e utilizzato a questo scopo.

Sempre in terna d1 bruciatore "carbone/nafta" e opportune precisare ene

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la marcia contemporanea con natta e PC (carbone pol verizzato) non e normalmente fattlb11e, in quanto la velocita. dell'aria (mlsurata allagola bruc1atori) necessaria per la baona comwstione della nafta e dell 'ordine d1 60 metr1/ sec.

Questa veloc1ta e eccessiva per 11 bIl.1ciatore di carbone, siaagl1 efl'etti della stab111ta di fiamma, sia agll effett1 della logor1s eccess1va del bruciatore stesso (la m1scela ariel carbone e 81. tamente abras1 va) •

Intatt1, 1& veloc1 ta d I aria ideale per 1a comtustione a carbone e circa 50% di quella ottimale per la natta.

Un al tro detrimento all 'usc contemporaneo d1 natt.a e carbone sullo stesso b:ruciatore e oosti tu1to dalla d1fterenza fWldamen-tale ira 1a "pigna" carbone e I' impulsore nafta.

E' da notare ehe , nel caso dei b:ruc1atori a nafta, I' aria che ra.gg1unge

11 bruciatore attraverso 11 registro e def1nita "aria primaria". Hel caso dei bruciatori di carbone, 1 'aria che arriva dalla medesima fonte e definita lIaria secondaria'! in quanto 11 tennins "ar-ra primariaR definisce I' aria che trasporta il carbone polverizzatoal bruciatore (detta anche "aria d1 trasporto") •

II bruclatore di lignite e a tutti gl1 effetti, ldentico al class1co bruclatore per carbone "nero", Infatti. la d1fferenza foodamentale riguarda

il sistema d1 trasporto del polverino dl11gnite, effettuato da una corrente di gas neutro prelevato dalla zona a.l ta della camera di combustione (vedare 11 capitolo "L'1mpianto per la 11gn1tetl).

Nella Fig. 23 figurano due versioni d1. bruclatori carbone. E f da notare

che in un case, 11 bruciatore e gia equipaggiato can la plgna, pronto per

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La marcia a carbone" ma ut11izzato anche per la marcia a gas. Nel secondo caso , e montato 1 '1mpulsore per 1a marcia a Datta" e sara. necessario

BOsti tu1rl0 con la pigna qualora s1 passi alla comrustione con carbone •

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Bruciatore per carbone polverizzato con previsione di bruciare alterna~ tivamente gas.

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Bruciatore per carbone pol verizzato trasfonnato per la combustione di naf'ta.

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FIGURA 23

In certi caat , Le caldale sono dotate d1 bruciator! d1 nafta e dl carbo-

ne separata , e can cassonetto lndipendente.

Q.uesta sotuai.one rende facile 1 r impiego contemporaneo rna 1ndipendente dai due combustibili.

In quest1 casi, il bruciatore di n~fta e speaso impiegato come bruciatore di sostenimento per 11 oarbone.

In caso contrario, 11 bruciatore dl carbone utilizza una grossa torcia pi-

Iota a questa scopo.

Abbiamo gla definito l'aria primaria e secondaria (sempre riferita alla combustione di PC.) A questo punto sara quindi utile 5tabilire (in modo puramente indicativo) 11 rapporto ira quest! due tipi d' aria.

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Relazione tra perdite per incombusti ed eccesso d'aria in un brucia-

tore singolo a carbone polverizzato funzionante can carbone bitumino

so in un impianto di prova.

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Nonnalmente, 1 taria utilizzata per 11 trasporto del polverino di carbone (aria primaria) e de11'ord1ne di 20% del totale, mentre l'aria che giunge al bruc1atore attraverso 11 registro dtaria (aria secondaria) costituisce ~ dell 'aria totale. Vedere Fig. 24.

Da questa figura. risulta ehiaramente coo ira i vari fattan one determi - nano 1a scelta dell "ecceaso d 'aria appropriato, la diminuzlone d1 ealare prodotto .. per causa della perdita d1 carbone incombJ.sto e dl importanza fondamentale.

Il d1agranma dimastra che la quanti ta. dl 1ncombusti sale precipi tosamente man mano che s1 riduce 1 t eccesso d I aria a valore inferiore al 15%, mentre la riduzione d1 incombusti ottenib11e con eccess1 d taria superiore a questa valore e trascurabi1e.

Datache 1 grandi access1 d'aria comportano una sensibl1e rlduzlane nel rendimento del generatore di vapore, un eccesso d1aria d1 15% e da cons1-

de rare ideale nel caso del bruciatore e combustibile in esame. Chiaramente, questo valore puc variare nel caso di al tri tipi di carbone bruc1ato can 10 steeso tipo dl bruciatore, 0 001 case della steeso carbone bruclato con un bruciatore di tipo diverse. rna 1a variaz1ane sara minima.

L'implanto per caroone pol ver1zzato (tramoggia. trasportatore mulini, ventilatore e condottl)

L t1mpianto necessaria per La raccol ta, trasporto" e saf ccemerrto , macdnaaaone,

distribuzione. e combustione del carbone e i1 piu complicato esistente nel campo dei combustibi11 convenzionali.

Trascureremo 1 timpianto necessario per 11 trasporto del carbone dal "parco"

alla caldaia. in quanta estraneo ai sist.emi dl protezione e eli telecomando di ns, competenza, rna inizieremo la ns. descrizione con 11 Ub.mkerlf 0 m -

mOsgiaposto in v+cinanza alIa caldaia,e utilizzato perimmagazzinare 11 carbone destinata a1 bruciatori. Dal bunker-, il oarbone (per caduta) passa attraverso un'apposita serranda 0 valvola (gate) per glungere a1 nastro trasportatore, piu propriamente detto alimentatore, posta sotto la tramoggia. La veloc.ita di avanzamento dell'alimentatore e regolata in base alIa produzione di vapore richiesto. e determina 11 quantitativa di carbone cha. nel-

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fig. 25

Anello di macinazione interiore rotante

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Stere di diametro vanablle con la taglia del mulino Comando oleopneumatico per la carica defl'anello superiore

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la roma d1 spezzat.1ni piu 0 meoo uniform!, giunge al mulino. Nel caso de! gross! generator! d1vapo:re, i mul!o! possono essere 4 0 piu, de! qual! uno fenno, d1 riserva. Ogn1 mulino e asservit.o ad un alimentstore.

Ogni singol0 mulino, a sua volta, e alimentato dal proprio ventilatore di

aria primaria.

Detto ventilatore e alimentato da un grosse condotto d ' aria nel quale e immessa aria calda proveniente dal prerlscaldatore d'arla, e aria ~redda detta aria di attemperamento proveniente dall' ambient-e. Sis 11 eondotto dell t aria tredda s1a quello dell' aria. calda sono dotati di .serrande com8!!_ date da un apposi to regol.atore dl temperatura. Mediante opportune dosaggio de1 due tipi d taria~ s1 mantiene costante 1a. temperatura. al valore voluto

(1100 + 120°C).

L taria calda, inviata dal ventl1atore di aria p1J1maria prosciuga 11 carbone nel mulino.

Quest'ult1mo e unamacchina rotativa abe macina 11 carbone riducendolo a po1verefine. I mulini sono di vari t1pi a martello, a sfere e plate, a rull! ecc;, ma il tipo pitt d1f'fuao in Italia e 11 t.ipo a sf'ere (Vedere Pi

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gura 25).

11 polverino, debitamellte essiccato e mac1.nato, e trasportato dall taria prim-aria lungo vari condott.1 (uno per ogni btuciatore) aha oollegano 11 t.etto del mulino con i bruciatori. Vedere Fig. 26, sul.l.a pagina seguente.

L ~ aria cal.da; nel passaggio attraverso i1 mulino, cede calore nel trasformare 1 lumidita del carbone in vapcre , coat.cohe la miscela aria/polverino giunge al bruc1atore ad una temperatura d1 65 + 75°C. (circa)

01 tre ai vari organi gia ci tat!, l' impianto e ul teriormente complicato dal - la presenza di serrande suI condotto del carbone all'uscita dei mulini, e

di altre serrande 1romediatamente a monte dei bruciatori.

Inoltre, l.'impianto necessita aria di tenuta in var-t punti onde evitare 11 ritoroo di gas caldi dal bruciatori ai mulinl. Questtaria e nonnalmente fornita da un apposite ventilatore.

Dato che 1a compressione del1'anello superiore del mulino e effettuato per

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mezzo di cl11ndri oleopneumatlci, 1 'impianto rlchiede pure aria compressa, mentra l' 0110 lubrlficante per 11 riduttore del mulino rlchiede re-

frigeranti (nonnalmente aequa di servizi).

In ultimo 3 mol ti impianti comprendono un serbatoio di azoto per pressurizzare i1 mulino e condotti in caso sospetto.dl inoendio •

Non 01 soffermiamo ulteriormente sull'argomento dell'impianto di trattamento carbone. in quanta c1 dedicheremo aneora nei capitoli riguardantl la regolazione della cal.daa a, e nella sezione dedicata al.La protezione. rna prima di chiudere questo capi tolc e opportuno segnalare una variante

che riguarda 11 trasporto del polverino.

Nella descriz10ne di oui sopra, abbiamo detto che I'aria oalda e convogliata alltasp1razlone del ventilatore dl aria primarla. che l'invia al

mulino.

In certi casi, l'aria calda giunge direttamente al mulino, in quanto 11 vent1latore d1 aria primaria e eliminate in favora di un ventilatore detto eseustore , installato a valle del mul.Lno , che aspira aria e polverind dai mulini e l'invia direttamente a1 bruclator1.

Quanto esposto in questo capitolo s1 riferisoe al tipico impianto per carbone "nero", rna come vedremo 001 ce.pitolo seguente 1 '1mpianto per la ligni-

te differisoe solo in certi part1colari.

L'impianto per lignite polverizzata

Quanta esposto nel capitolo precedente e sostanzialmente valido anche per

1 'impianto per ligni te.

La lignite differisce soprattutto dal carbone "nero" per 1 'altissimo tenore d1 acqua contenuta (cial 40 al 55% in peso nel caso della lignite dallo 0.9 al 4,5% nel caso del carbone). Da questa dlfferenza nasee la differenza essenziale fra l'impianto per carbone e llimpianto per lignite.

Ini'atti, nel case dell timpianto per lignite, i1 calore necessaria per 1 tessiccamento e fomi to da gas prevalentemente neutro prelevato dall' a1 to della camera di combustione, e convogliato al ventilatore di aria primaria. L'attemperamento. in questo caso$ e ottenuto mediante miscelaziane con aria

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, calda proveniente dal preriscal.datore.d 'aria.

E' prevista, in certi casi, una presa d 'aria fredda (temperatura ambiente)

nonnalmente enneticamente chiusa, rna comandata 1n apertura 1n caso di erne!:.

genza.

La regolazione della temperatura e qUindi ottenuta mediante miscelazione di gas caldi ed aria calda in modo da mantenere una temperatura di 800 •

La temperatura della miscela ari~lign1te all'usclta del mulino e dell tor

Mel caso dell timpianto per lignite, la soluzione can esaustore e malta d1f

fu sa, e questa 1n considerazione del flitto ehe un esaustore per runzaonamento a 65 + 75°C e meno castase (e di durata maggiore) di un ventilatore progettato per 11 funzlonamento a temperatura vicino a1 900°C.

Bruciatori di carbone,nafta 0 gas, del tipo brandeggiante.

Nessun trattato sui bruciatori~ per modesto che sf.a, sarebbe complete senza un accenno ai bruciatori brandeggianti della "Combuatdon Engineeringtf (fabbricati in Italia sotto licenza. dalla Spett. Franco Tosi di Legnano). Questa tipo di bruciatorl trova impiegosolo suIle caldaie liCE" del tipo Iftangenziale1!. In questa caso , la parola "tangenziale" 51 riferisce al.La dl

5posizione dei bruciatori steslSi, montati sui quattro angol! della camera di

combustione.

Ogni bruciatore e leggermente disassato rispetto al bruciatore installato nell 'angolo diametricalmente oppos to , 81 impone di conseguenza una certa vo!:. ticosita al.Le fiamme, formando C051. i1 cosiddetto "cd c.l.one" 0 "fire ball" ot-

tenendo una distribuziene di f1arnma estremamente uniforme. Vedere Fig. 27.

FIGURA 27

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3.

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Grupp! di 4 bruof.atord , disposti nel piano or1zzontale come illustrate nella Fig. Z7, sono installati a livelli diversi. (Normalmente 4, 5#0 6 livelli pari a 16, 20, 0 24 bruciatori).

Dett! brueiatori sono installati 1n apposite "celle" lmperniate in modo

da permettere l'orientamento verso alto, a verso basso.

Ad ognuno del 4 angoli della caldaia e installato un cassonetto d'aria • Ogni cella bruciatore e aliroentata dal cassonetto appropriato$ mediante

un condotto flessibile.

II regi stro d r aria. d1 ogni singolo bruciatoI'e e interposto ira cassonetto e condotto fless1bile .. ossla, sulla parte statica dell'installazione.

Da quanta sopra, ri teniamo chiaro che 1n corrispondenza di ogni angolo della caldaia s1 trova un filo vertlcale d1 4#5 0 6 celle equidistant!,

ograma delle quall contiene un bruciatore.

Come gia accennato, queste ce.LLe sono imperniate in modo da pater effettuare l'orientamento verso alto 0 verso basso.

futte 1e celle appartenentl allo stesso fila verticale sono opportunamente acooppiate mediante levismi ad un 'uni.ca asta verticale~ comandata da

un servoeomando ,

S1 ott1ene co sr 11 comando contemporaneo e perfettamente sincronizzat.o di

tutte Le. oel1e bruoiatori relative al.Lo ates50 angola della caldaia.

Grazie ad accorgimentl veri.. s1 ottiene i1 comando cantemporaneo e perfettamente uguale a tutti e quattro 1 sez-vocomandf , e d1 conseguenza, d1 tut.-

te le celle bruciatori.

E' qUlndi possi bile dare conternporaneamente, 11 medesimo orientamento .assia grado dl brandegg1o~a tutte Ie cel1e, e quindi, a tutti i bruciatari.

Nel caso di certe caldaie 11 brandegg1a camprende un campo compreso fra i +30° +- _:JJ0 rispetto alla posizione orizzontale.

In a1 tri casf , e previsto il brandeggio nel campo +30° + -150, mentra la

tendenza odierna prevede solo 11 brandeggl0 dalla pos1zione orizzontale

Le celIe bruciatori di cuo sopra possono ospitare bruciatori di nafta, bru-

ciatori di gas, 0 bruciatori di carbone.

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Qualora la caldaia nasca per 1 'lmpiego eli pitt comrustiblli, la soluzione nonualmente adottata e di aistemare i vari tipi di bruciatori in celIe separate e dlstinte, secondo 11 t1po dl cambustibile impiegato.

In cert! cast , oitre all 'aria comturente f'or:uita al bruc1atore attra -

verso 11 proprio reg1stro, sono previste altre fonti di aria fornite da apposite celIe situate s1a sotto che sopra la cella bruciatore •

Anche questa celIe (celIe d t aria) brandeggiano insieme alle celIe bruciatori. (Vedere Fig. 28)

Bfa Le celIe bruciatori che Ie celIe aria comprendono lamiere vertical1 ed orizzontali fisse, che servono a dare 1a voluta direzione e veloei ta. all 'aria comburente in uscita.

Inc1 tre, i bruciatori di na.:fta e carbone sono nonnalrnente mun1ti d1 impu1..

sore,

Lo scopo del brandeggio e di ottenere una regolazione delle temperature del vapore surri scaldato all 'usci ta del 2° banco del surri scaldatore me-

d1ante avviclnarnento 0 allontanamento delle fiamme.

Dato cOO questa argomento verra ampiamente trattato negli appropriati capi toli riguardanti (rlspetti vamente) 11 g~neratore di vapore e la regola-

z Lone automatica della caldaia, rimandiamo per U momenta qualsias1 u1 teriore de1ucidazione in merito.

Tenn1na coal 1a ns. introduz.ione ai bruciatori.

Non pretendiamo di avere esaminato tutti i bruciatori .. rna solo i tipi piu

comunemente incontrati in ltalia.

Abbiamo volutamente trascurato il bruciatore di naf'ta a coppa rotante. il

bruciatore a gas "Farmax" ~ 11 Pillard. Francese .. i bruciatDri marina Lucas

e ABC e molti altri. preferendo illustrare Ie categorie e tipi di bruciatori piu comunemente impiegatl in Italia piuttosto di marche 0 model1i scar aamerrte diffusl.

Prima~ comunque, di affrontare l'argomento del generatori dl vapore~ e cp-

portunc esarnlnare brevemente un accessorio comune a tutti i tipi di bru-

ciater! moderni~ e precisamente:

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L f accend1 tore, 0 teraia pilau

Sino a 20 ann1 fa~ Itaccenslone del bruciatore per mezzo del coslddetto Itstoppaccio" era molta diffuso •

(Lo stoppaccio e una lunga asta metallica. avvolta ad. un f estremita da

stracci imbevuti di nafta, gasolio eccv che , acce sa con fiammifero~ si

introduceva entre registro del bruciatore attraverso un apposito spertel lo,onde accendere i1 bruciatore)

L'accensione del bruclatore industria1e mode me e affidato alla toraia pilota e 1a scarnparsa dello stoppaccio e rimpianto solo dal fabbricante di f'1amm1!'eri.

Le terce p110ta s1 seindona in due grandi categorle:

1) a gaso.l Lo

2) a gas

Mentre l'aacenslone della teraia a gasolio moderno e affidata ad un accend1tore ad area elettrico "ad alta energiafJ, 1a teraia a gas e speaso mllnita

dl un accendi tore ad alta tensione alimen,tato da un trasformatoI'e can seeon

darlo ad alta tensione (normalmente da Ei)Oo, 0 12000 Volts)

La sce.l ta fra le due tension! suddette e soprattutto.. una questione di pre-

ferenza personale.

E' indubbio che Itarca a 12000 volt sia p1u intenso, e qUindi, piu caldo, rna l'impiego di una tensione cosi elevata impane notevali problemi di isolamenta~ specialmente fra elettrodo di aceensione e la massa metallica del pilota. Inoltre, s1 consuma piu rapidamente i1 punta delltelettrodo stesso.

Nel caso della toraia a gas, l'energia fornita dall'arco elettrico a 6000 V.

e piu che suff1ciente per garantire 1 t accensiane di una mlscela aria/gas .. mentre 11 problema di lso1amento e sostanzialmente ridotto. II consumo dell'elet

trodo, in questa caso , e lrrisorio.

11 sistema ad alta energia e in grado di accendere grandi velum! di miscela (compresa la miscela aria/gasolio) in cendizioni molta gravese.

Un altro grande pregio del sistema ad alta energiae quello di essere immune all ' insudiciamento del punto esposto dalla candelina. Accumuli di natta, ea-

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trame 0 coke, hanno I' effetto d1 r1 tardare 10 searico dell' energia cne , data l'effetto capacitiv~, aumenta di 1ntensita man mane che 51 aumenta 11 r1tardo, per poi scoccare con una violenza tale da spazzare via qualsiasi sporclzia. Nemneno Le condense costi tuiscono un problema, in quanto lacandela dl alta energia "spara" anche se immersa in un seechlo d'acqua. Come late negativ~, 11 maggier ingombro della lunga "candela" rende diffleile 1a sistemazione nell'interno del pilote gas (soluzlone comunemente adatta con 1 'elettrodo del sistema ad alta tensione)

E r soprattutto l'ingombro della candela che lim1 ta la diffusione del sistema ad alta energia, che trova impiego principalmente con le terce a gasoll0, e altriment1, con grosslssimi pilot! a gas, di dimensioni tali ahe l'lngombro della candela ad alta energla non costltu15ce un problema.

La torcia a gasoll0 e normalmente del tipo II a pol verizzazione meccanica" rna talvolta 51 sf:rutta 1 t aria compressa per ot.t enere 1 t atomizzazione.

Questa tipo dl torc1a ha due grandi pregi:.

1) 11 diametro est:remamente r1dotto

2) 11 grande volume di fiamma prodotto per un consumo di cembustibili

relativamente modesto

Le 11mitazioni sonole seguenti:

Le complicazioni dell' impianto che rlchiedone un serbatoio ~ una pompa, 1"il trL noncne un certe sviluppo d1 tubazione.,

una certa diff1colta ehe 51 verifica nelltaccensione in determinate

clrcostanze

un programma di manutenzione piu gravose di quell0 richiesto da una torc1a a gas.

Aparita di molte torce a gas, 1a tercta a gasolio richiede raffreddamento ad aria. e (a d1fferenza delle terce a gas) 11 lavagg10 della canna al ter-

mine di ogo! cic10 di accens10ne.

La terce a gas appartengono ad una delle seguenti 3 categorie:

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1) a gas crudo (non premiscelato con aria)

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a gas premiscelato con aria

3)

a due stad1. Quest 'ul tim a categoria di teraia e composta da uno sta dio a gas premlscelato ed un secondo stadio a gas crudo.

La tercia a gas crudo e la meno ingombrante delle terce a gaa, rna 1 "accen-

sione e spesse diff'icoltosa e la f'iamma si stacca con una certa facilita.. Il volume di fiamma, a pari ta di por-tata , :e super-Io re a quello della tor -

cia a gas prernlscelato.

La torcia a gas premlscelato puo essere dl due tip1:

- ad aria asplrata. detta anche Ita venturilt

- ad aria sofflata (normalmente aria compressa, rna talvolta aria fornita da un apposito vent11atore).Il grande pnegf,o del sistema a venturi e 1a sua semplicita di installazlone,che non richlede tubazlone per 1 'aria d1 cornbustione~ rna per contro, 11 polverisco aspirato impone un certo

grado di manutenzione non richiesto nel caso della torclaad ariasof-

fiata.

Le torce a gas premiscelato 51 acaendono con facl1ita e 1a ritenz10ne dl flamma e ottima, rna 11 volume di fiarnma in rapporto alconsumo di gas e assai modesto, circostanze che impongono 1 ':1mpiego di portate di gas re-

lativamente elevate. La necessita di fornire alIa testina del pilotauna

misaela composta d1 circa 10 volumi dl aria ed 1 volume di gas inc1de negatlvamente sul, .. diarnetro della torc1a ,che risul ta spesso COS1 ingombrante da creare seri problemi per 1 f installazione.

La torcia a due stadi riunisce i pregi della tercia a gas crudo con quel-

Ii della torcia a gas mf.scal.a'to, senza aceusare Le loro limi tazioni.

Infatti, questa tipo di torcia forniscet

1) un huon volume di fiamma can un consume di gas moderato

2) grande facilita di accensione anche in condizioni gravose

3) eccezionale qualita di ritenzione di fiamma.

11 diametro di questo tipo di toraia e assai ridotto •

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( II principio di funzionamento e estremamente semplice.

P6ssiarno assumere ehe , per una detenninata applicazione OCCOITe un volume di fiamma pari a quello prodotto dalla combustione di circa 25 Nm3/h di gas erudo ,

Occorre pere, la ritenzione di f1amma normalmente caratter1stica della fiamma di gas premt sce.Lato , mentre problem1 di ingombro escludono qual> siasi possibilita dl utilizzare quest1ultima soluzione.

II problema s1 risalve come segue:

Dal volume di gas crudo prescelto (25 Nm3 oel caso del ns. esempio) 51 3

sottrae una piccola parte, oBsia 2 Nm (meno di 10% della portata totale).

Questa modestissimo volume di gas e inviato ad un gruppo premi sce.La to re (a venturi, 0 ad aria soffiata, secondo 11 tipo) dove avviene La miscelazione conaria in rapporti vicino alIa stechlometria.. Q,uesta miscela (che costitu1sce 11 1° stadio) e Inviata alIa testina del pilota.dove esce da

una serie di fori e11coidali che f'avoriscono la ritenzione di fiamma. e

da una serie di f'resature radiali che favoriscono 1a facile accensione.

Inoltre, una parte della miscela eace da un grosso foro centrale. La m1- scela e accesa (in un punta ben detenninato) da un ar-eo elettr1co scroccato dalllapPosito elettrodo di accensiane. Si ottlene casi una corona

dl fiammelle estremamente dure. in corrispondenza del fori ellcoidali nell'interno della testina~ mentre un dardo di f1amma di una certa con-

sistenzat esce dal foro centrale.

Questo dardo , essendo premiscelato, e molto resistente alle eventual1 tur belenze create nella corrente d'aria esterna, ma anobe in casa d1 strap-

po ~ La sua continui ta e garantl ta dalla corona dl flammelle incassate che 10 circondano. Chiramente, 11 dardo dl fiamma non e suff'lcientemente· vo-

lumlnoso per 10 scope prefissato, ossia, quello di accendere il bruciatore

principale~ rna mediante un tube esterno a quello che alimenta la testlna, s1 eroga circa 23 Nm3/h di gas crude.

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11 tube del gas crudo tennina in un p.mto immediatamente dietro la testina della stadio a gas premiscelato, eosd cche 11 gas crudo raggiunge La fiamma premiscelata, e si. 1ncend1.aO'

La grossa quanti ta. di gas cruda aggiuntl vo da 1uogo ad un valume di :fiam-

rna in tutto soddisfacente, mentre 11 modesto darda di fianvna interno tor-

nito dal gas premisce1ato 10 mantiene acceso anohe in condizioni dl tur-

bolenze estremamente gravose.

In appendice a questo capitolo e annessa documentazione esauriente ri - guarciante sia 1e t~rce agasol10 chea gas (t1po "a due stadi n ), motiVQ per cui proponiamo di abbandonare l'argomento dei vari tipi di torcia in favore dell' argomento della torc1a in genere.

La torcia deve essere in grada di fornire suff1ciente energia per 1 f acceg' sione del bruciatore pr1ncipale, 1n quanta 11 compi to della torcia e quello di porta~ la miscela ari~cambustib11e in uscltadel bruciatore principale ad una temperatura tale che s1 incend1a.

Ovviamente, esiste un rapparto fra 1a capacita della tarcia pilota e la capacitadel bruc1atore principale da accendere. 3i considera soddisfacente una toro1a pilota avente una capacita pari a 0.5 + 1.0% del brucia-

tori principa11 da accendere, rna in certi casi si irnplegano torce di accensione aventi una capacita maggiore (sino a 5%).

Quanto sopra 51 riferi50e a torcia pilota irnpiegata come semplice accendi-

tore per gas 0 natta.

In questi casi, la torcia viene automaticamente esclusa 0 spenta dopa un

breve periododi tempo,compatibile con .11 tempo strettamente necessario per accendere 11 bruciatore principale. Torce pilota dl questa tlpo (cbe costituiscono piti di 95% de1lfinstallazione fatta in ltalia) s1 defin1scono fftor-

ce a cicIo interrotte" e corrispondono alIa classificazione americana IIclass 3" Torce pilota dl questa potenziali ta non sono cansigliabi11 per 1 t accensione del carbone polverizzato, rna sono molto diffUse per Itaccensione della natta

o gas.

Non s1 prestano al servizio di sostenimento della fiamma principale, motivi

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per cui non e prevista 1 t accensiene di questa tipo di torcia se non. in fase di accensione del bruciatore a basso carico.

La torcia pilota a clclo intermittente. oltre al servlzio di accensione

trova impiego anche per il sostenimento della f1amma prlncipale a1 bassi carlch1 .. 0 in condizioni non eccessivamente critiche. La capae Lt.a dl torce di questa tipo .. cbe corrisponde al~'americano nClass 2" e normalmente da 5 a 10% della capaci ta. del bruo1atarl principali. Q:uesto tipo di pi .., lota e accettabile per l' accenslone del carbone; rna non per il sosteni-

mento di questa tipo di comtustlbile in condizioni critlebe, a a carichi alti. Il c1010 previsto per questa tipo di toraia (a dlfferenza de1uol- 010 interrettoll) consente 1a rlaccensione della tercia durante 11 c1olo lion" del bruciatore principale.

La torcia pilota"ciclo centinuolle 1a piu grossa delle terce p11eta (normalmente piu di 10% della capaci ta del bruci atore principale).

Torce di questa capacita costituiscono 11 mezzo ideale per accendere i

bruciatori a carbone polverlzzato e~ come suggerisce la deneminazione,

sono adatte anche p.er servlz10 continuo, in quanto esse forniscono energia sufflciente per 1 "aecenatone istantanea di quals1asi quantn t.a dico!!!. bustlbile erogato dal proprio bruciatore principale in qualsiasi circe -

stanza normale.

Benche adatto per servizio continuo, nel caso del tipioo impiego per generatore di vapo re questa tipo di torcia e nonnalmente utilizzata come toraia a ciclo intenni ttente. La c1assificazione americana e If class 1".

Le torce,. Instal1azione

La tercia pilota e normalmente instal lata entre 11 registro dtaria del

bruciatore da accendere.

Nel caso che sia previsto 11 telecomando del bruc1atore~ 11 sistema comprende pure l!avanzamento ad arretramento della tereia pilota per opera di un apposito servocomando (vedere "Appendf.ce Torce p11ota"). In queste case, Itasse della torcia pi1eta e normalmente paralle10 all'asse del b~, oiatore prinoipale.

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Nel caso del bruciatare a nafta, la torcia pilota relativa e nonnalmente

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posiz1onata in modo che la testina rtmanga leggermente arretrata rispetto all'impulsore del bruciatore prihcipale.

Talvolta, la testlna del pilota e posizionata in modo da essere parzialmente 0 totalmente schermata dalltimpulsore, ed 1n questa caso,parte de~ Ie flarrune pilota passa attraverso le fessure praticate nell'1mpulsore, mentre 11 grosso delle f1amme pilota devia sopra.

In certi cast , come per e sempf,o , Le caldaie flUp" della Babcock & Wilcox (costroi te in Italia dal.Le Spett. Breda ed Ansa.ldo).. ogni to raia pilota

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e destinata ad accendere 2 bruciatori principal!. Questa soluzione impone che 1a torcia sia installata in un punta interroedio fra i due brucla - tori, e non nellaconsueta posizione "ent.ro registro".

Un'altra eccezione a.LLa regola "entro registro" e costituita dal1a toraia

pilota C.E. applicata a1 bruc1ator1 brandeggiantl gia descr1tti in un capitolo precedente.

In questa caso, la torcia pilota e fissa (a differenza del proprio bruc1a-

tore) -.

Come gia. accennato, i bruciatori brandeggianti della C.E. sono immancabil- ~

mente 1nstal1ati sui 4 angoli della camera di comb.lstione.

Questa installazione "da angoloU cansente dl piazzare la torcia sulla pa-

rete di lato al bruclatore cosiache il dardo di fiamma della tercia incon-

tra la rosa d1 combustiblle in usclta del bruciatore ad un angalo di circa 600•

La rivelazione di questa tipo dl torcia e tradizionalmente associata can 11 coslddetto "rivelatore di[1p. ".

Questa sistema sfrutta la variazione di pressione differenziale che s1 verifica con Ifaccensione della torcia piloi!a. Questa sistema e spesso criti-

cato, in quanta Ie condizioni ambientali alle quaIl Ie sonde di pressione

vengono sottoposte rendona necessaria una continua manutenzione. Le, torce d1 questa tipo si prestano perfettamente alla rivelazione per mezzo dl fo-

tocellula.