PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio. è stata poi espressamente prevista per legge. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. anche se relativi e di natura patrimoniale. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. mentre le materie dei servizi pubblici. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. anche d'urgenza. L'azione risarcitoria invece. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. 2. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. n. dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. La fretta si evince dal disordine delle disposizioni. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela. Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. per gli accordi amministrativi. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. per le controversie delicate. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. 205. la struttura contenziosa. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. prima è stata negata. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. 3. e di servizio di forniture. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. forme processuali semplificate o riti accelerati. consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. da parte dei giudici amministrativi. La legge n. per la concorrenza. 80/1998. 292. n. inizialmente ritenuti non impugnabili. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. nel periodo in cui è stato giudice unico. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. poi affermata. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato.

con due deleghe emanate nel 2009. 5. ancora non del tutto attuate. concentrazione ed effettività della tutela.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque. con la L. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio. per quanto riguarda i riti speciali. anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. o di colmare le numerose gravi lacune. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. può conoscere anche dell'azione risarcitoria. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni.comunque interpretato. 6. e sono state introdotte più discipline processuali speciali. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali. nonostante le critiche. in linea con le disposizioni costituzionali. sicuramente però. e c'è chi punta verso un sindacato più limitato. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura.non coordinazione. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 . il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. 4. primo tra tutti quello per materia. La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione. caratterizzate dalla riduzione della durata del processo.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. ossia entro l'inizio di luglio 2010. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. ancora non chiara e soddisfacente.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato. La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati. ma nessuna di queste è andata a buon fine. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. per assicurare la snellezza.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice. La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela). come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione.

Il presidente è coadiuvato. al Capo dello Stato. pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. Finalità e funzioni: o Possibilità. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. le Sezioni. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. nell’esercizio delle sue funzioni. testi unici. su proposta del presidente del Consiglio. previa delibera del Consiglio dei Ministri. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. di rilevanza generale o di massima. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire. per quanto concerne l’attività di natura consultiva. ed è titolare dell’azione disciplinare. Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. 72 . la quinta nel 1907. Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. commissioni speciali. Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente. sulle quali il presidente. regolamenti e per le questioni. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge. scelto tra i consiglieri di Stato. tramite quest’ultimo. o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. funzioni direttive. L’Adunanza Generale. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. da un segretario generale. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie. la quarta nel 1889.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. su richiesta delle parti o d’ufficio. Il presidente del CdS può formare. sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. del Consiglio dei Ministri e. per almeno 5 anni. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio. la sesta nel 1948).

assegnazioni di sede e di funzioni. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige. .Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno). oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri. le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. quella di Latina.Con la legge 1034/1971. avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati. con sede a Bolzano. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. ad esempio il TAR Lazio. con sindacato su ogni tipo di vizio. articolato in un'unica Sezione. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico). . Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). o Primi referendari e secondi referendari. Conseguente al divieto di annullamento. 125 Cost. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami. ed una sezione distaccata.Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. . inoltre. laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”. ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale.La legge individua. comma 2.. Nel primo caso.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare. anche l’eccesso di potere. o 2. . L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza.Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. . laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. articolato in 3 sezioni interne. Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario. sospendere o riformare l’atto amministrativo. per soggetti titolari di determinati requisiti. 72 .- Deferimento del Presidente. o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause. quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1. è stata data completa attuazione all’art. 3. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . nonché funzioni di natura consultiva. promozioni. degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate). composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR. al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”. Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia.

costituite da magistrati della Corte di appello. Ogni Commissione si articola in Sezioni. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari. e simili. 2.p. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale. più che sui singoli atti. La corte dei conti può. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile.c. fatti e comportamenti. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello. è esperibile il giudizio di ottemperanza. con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. Il controllo successivo tende. anche di diritto privato. sempre in sede giurisdizionale. al governo o allo stesso organo controllato. inoltre. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti.p. addirittura. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. il contenzioso pensionistico.103 Cost. di tipo specializzato. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare.. Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. 34.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. vennero istituiti otto tribunali regionali . Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). di tipo preventivo o successivo. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento. Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c. i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. che utilizzano fondi pubblici. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici.m. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici. i giudizi di conto.). ognuna delle quali composta da un presidente. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche.c. 1664. i giudizi a istanza di parte in materia contabile. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari. ai limiti dei loro corsi. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. Quanto ai soggetti controllati. Funzioni: controllo. avere funzioni amministrative di controllo. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. invece. Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato. ad essere incentrato. b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori. 72 . alvei e sponde. al cui art. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. in sede giurisdizionale. Ha giurisdizione piena. all'efficacia dell'attività amministrativa.

senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi.U. controversie riguardanti la occupazione totale o parziale. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. quattro Consiglieri di Stato. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es. Firenze.Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 . se non in senso formalistico. permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità.U. 142 T. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143. Ai sensi dell'art. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art. L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa. e con la sentenza n. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. degli atti emanati da tali organi. ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. già funzionari del genio civile. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa. risarcimento del danno). nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari. Milano. Palermo e Cagliari. Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione. Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. comma 3 del T. poiché trattandosi di giurisdizione domestica. d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. delle controversie intorno alla demanialità delle acque. Venezia.111 Cost. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo. che lo presiede. quattro consiglieri di Cassazione. 3. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. sarebbe assente la terzietà del giudice. da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. Napoli. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. tre esperti. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti. acque. iscritti nell'albo degli ingegneri. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Roma.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n.

le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. Se ad essere leso è un diritto soggettivo. o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni. In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo. e si riferiscono all’interesse legittimo. tutelato dal giudice ordinario. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. Ma come può un diritto soggettivo. c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. tanto il CdS quanto la Cassazione. il giudice competente è il giudice amministrativo. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo. il igudice competente è il giudice ordinario. sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. invece. la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. Non si tratta solo di carenza in astratto (es. il giudice competente è il giudice amministrativo. termine perentorio. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm. degradano in interessi legittimi. Se ad essere leso è un interesse legittimo. affidata ad un giudice diverso. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. procedimento.I diritti soggettivi. o - 72 . “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi. la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. di competenza del giudice amministrativo. se colpiti da un potere amministrativo. si pone una questione attinente alla giurisdizione. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. Dal 1889 al 1930. per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. come si stabilisce quando una norma è di azione. il giudice competente è il giudice ordinario. affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. per forma. Nel 1930. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto. ma anche in concreto (es. presupposti). Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). perché non vi è la norma). perché protetto in Cost. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. se limitato o estinto.

quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato. il privato vanta interessi legittimi.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo.Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative.si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. 2. e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente. 5. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 . . 3. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario. ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo. un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. come ricavato dagli artt. La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato. La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. 113. invece. ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. 4. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. a fronte dell’attività vincolata. Secondo l’impostazione dottrinale. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione. Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. .24 e 103 della costituzione.si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia. secondo il quale: . La teoria della degradazione dei diritti. La giurisprudenza. a fronte dell’attività discrezionale. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). il privato vanti diritti soggettivi. secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. la materia dell’iscrizione agli albi professionali. 2. quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. secondo il quale si ritiene che: . Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa.

E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta). Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento. 5. • Poteri di reazione. La potestà della PA può portare a 2 effetti. 7. E’ tutelato in via assoluta e non mediata. deve motivare tale scelta. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali. 3. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. Sono costituiti dalla partecipazione. Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. Interesse legittimo. Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo.giurisdizionale da parte del privato. L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle. Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. 8. per effetto del numero 6. 2. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. limitativi o ampliativi. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. 3. Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. e dopo che il provvedimento è adottato. 72 . consultazione di atti. presentazione di memorie. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito. invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). 4. si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. 6. Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati.

dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale. Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. è infatti una semplice chance. . L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. . che è certamente 72 . . Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo. gli interessi legittimi o.Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione. raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo. ma tale operazione non è sempre agevole. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili. Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo. 5. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare. poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza. un interesse legittimo pretensivo. se però tali limiti risultano violati. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo. La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela. 6.500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. potere di esperire i ricorsi amministrativi. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa.Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo. ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale). le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 4. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita. .500/1999 Cassazione sent.Infatti. se il privato vantava. . a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative. E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”.2043 c.c. per meglio dire. L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative. potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale.In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo. Sino a pochi anni addietro la sentenza. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo. a partire dagli anni 60. e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato.

Cass. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. l’urbanistica e l’edilizia). non è tipico. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. 2. La sent. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico. - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. 2043 c. Importante è anche il d. bensì atipico. Quindi in quest’ultimo caso.lgs. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. correttezza e buona amministrazione. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici. la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che. nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. Importante è anche l’ordinamento comunitario. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto. l’altra dinanzi al giudice ordinario. ma norma primaria. ai fini del risarcimento del danno. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. 2. 72 . Quindi l’art. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). l’una dinanzi al giudice amministrativo. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. 2043 non è norma secondaria.c. Riguardo alle questioni processuali. nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma). Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi. In tale circostanza. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. Riguardo le questioni sostanziali: 1. 80/1998. 500.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo.

103 Cost. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie. cioè colui che si occupa del risarcimento del danno. . con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo. . La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione. o Contrasto giurisprudenziale. .Con la legge 205/2000. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva. . dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8. inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno.7. eccesso di potere e violazione di legge. né su quelle tecniche.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione.Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente.Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004. 2 bis della legge 241/1990. dispone. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 . o Novità della normativa. stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo.103 Cost. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . Inoltre il giudice amministrativo. e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. la quale ha chiarito che l'art. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1.La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi.).Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento. ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. per la riparazione del danno. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta). non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva.Art. che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa. all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza. . o Non collaborazione del privato. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA. ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione. La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili. il giudice competente è il giudice amministrativo. Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2.

la l. Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1. Giurisdizione generale di legittimità 2. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi. la violazione di circolari. che pretende la pienezza della tutela. 2. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita. Poteri istruttori del g. cioè io posso chiedere al g. fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g. 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari. e in secondo grado il Consiglio di Stato). Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna. ecc.a. il giuramento e la confessione.A. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T. Poteri cautelari. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). il travisamento del fatto.a. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione. Sotto un diverso profilo. Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. In sede di giurisdizione amministrativa. sono distinguibili tre poteri: - 1. quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento.). qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso. Giurisdizione di merito.a. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3.a. Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva). Poteri decisori del g.a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito. ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito). incompetenza e violazione di legge. allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva.R. 72 .a. Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione. In concreto vuol dire che al g. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito.Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica).. 3. In seguito la L. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. la violazione del principio di proporzionalità.

Riguardo ai poteri cautelari. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude. a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa.a. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri. vedremo. ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie. di giurisdizione di merito. Il giudice amministrativo. è in grado di sostituirsi alla p. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. in tutti gli ambiti. e decide per es.a. 3. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva. in sede di giurisdizione esclusiva.a. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno.a. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito). il g. Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. Inoltre. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g. ha sempre. anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile.c. Riguardo ai poteri decisori. gode dei più ampi poteri decisori: il g. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. a partire dal 2000 legislativamente.a. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). Ad eccezione del giudizio di ottemperanza. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. si pone al posto della p. il g. La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa.a.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. con la legge 205. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata.. 72 . Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. base propria della giurisdizione generale di legittimità. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c. in sede di giurisdizione di merito.p. dispone di una misura cautelare atipica.

Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio. 4. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato. i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. in funzione di giudice del lavoro. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario. come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive. 5.o. relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. se è interesse legittimo g. annulla un provvedimento amministrativo. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico). non può adottare un provvedimento identico). si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena. avvocati e procuratori dello Stato. ora come giudice di legittimità.)”. propria della giurisdizione di merito. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva. quindi lo elimina. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco. 3. La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito. i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità. nella successiva riedizione del provvedimento. 2. delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane.. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari.a. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo. 2. 6. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario. l’amministrazione. cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche. personale diplomatico e docenti universitari. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. Ma. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni.Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. ripristina la situazione quo ante.a. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato. con un elevato dispendio di energie. la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 . amministrativi e contabili. effetto conformativo ( quando il g.

L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. 2. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche. 3. Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. La competenza per grado Prima vi era un unico grado. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo. anche in forma specifica. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento. È attribuita in base a grado e territorio. 7. dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. quando la legge non disponga altrimenti. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. il Consiglio di Stato. facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. nonché dalla consulenza tecnica. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. e il Consiglio di Stato di secondo.La legge n. 8. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. 72 . ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto.

Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. 4. Necessario che vi siano gli stessi soggetti. se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione.. L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa. In caso di litispendenza.queste sono: . In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto. All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile. Se vi è continenza (stessi soggetti. non si può applicare la normativa del c. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio.c. mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori.p. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR. stessa causa petendi ma diverso petitum). alla data di emanazione dell’atto. secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo. In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti).c.la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) . ossia funzionale. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile. in tutte le ipotesi previste dalla legge. Connessione. Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale. Se non vi è accorto traslativo.La competenza del Tar del Lazio. perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6. in particolare. 8. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi. 5. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 . Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause. quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo.La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige .quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar . Ipotesi di competenza inderogabile e. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. La giurisprudenza ha accolto un unico caso.c.La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza . vi è analogia con l’art. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7.39 primo comma c. lo stesso petitum e la stessa causa petendi.p.p.

che. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. Posizione e poteri del giudice 72 . Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. Si possono ricostruire diversi modelli di processo. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria. hanno il potere di darvi inizio. ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte. che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. amm. il nostro è tratteggiato dall'art. come processo di parti. A differenza di quanto avviene nel processo civile. che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. 3. ossia senza che la controversia sia decisa. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti. ad es. il giudice è vincolato alla domanda di parte. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. carattere (o metodo) acquisitivo del p. ed è ciò determina il c.Il processo amministrativo. è sufficiente che venga loro notificata. come è ovvio. Posizione e poteri delle parti . la decisione della controversia. 2. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). come il processo civile). è un processo di parti.il processo amministrativo segue il secondo tipo. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. .Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. il metodo acquisitivo). Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione. Qui interessa solo il processo amministrativo. di farlo proseguire. il processo in cui le parti. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello. hanno il potere di dare inizio. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo.d.Sezione prima: Profili funzionali 1. è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. che il giudice debba compiere. e non il giudice. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini. e la direzione del processo. nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso.111 Cost. Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. 4. e non il giudice. lasciando al giudice. in cui queste.

Risponde ad un tipo di tutela reattiva.Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo. secondo il suo prudente apprezzamento. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. prescindendo dalla iniziativa di parte.d.. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte. i decreti di fissazione delle udienze. della cessazione della materia del contendere. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi. regola istruttoria. 2697 c. l’estinzione. 1. anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa.Al giudice spetta. su cui il giudice deve pronunciarsi. di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione. Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. la quale comporta due regole: 1. o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1. l’integrazione del contraddittorio. regola decisoria. oltre alla formulazione del giudizio. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio. Essendo giudizio di impugnazione. della estinzione del processo e della maturazione del processo. Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice).c. non solo di valutare. Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. questioni preliminari di merito e questione principale di merito. i decreti di presa d’atto di rinuncia. che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati). il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale.. le ordinanze anticipatorie. ha il potere di valutare liberamente.Adotta le ordinanze cautelari e. . su istanza di parte.Adotta. 2. anche d’ufficio.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. è il c. Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. sotto il profilo dei poteri del giudice. i decreti di presa d’atto della rinuncia. ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art. . ossia la regola di giudizio dell’onere della prova. la direzione del processo: . in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione). e di dirigere il processo (su istanza di parte). ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. la prove acquisite al giudizio. ma anche di acquisire le prove. Il dato che caratterizza il processo amministrativo. metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere . Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. . oggetto del giudizio è là controversia. che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . . Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova).Adotta. Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. la sospensione e l’interruzione. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale. 2.

e sono: • • • 72 . ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena.lacuna giurisdizionale. vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile. ma ben lontano ancora da maturazione. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio. silenzio.. La legge ne assicura la ragionevole durata”. in condizioni di parità. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. attribuiti al processo in quanto tale. accesso). ma su comportamenti (es. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. e si tratta di riti ordinari. 4. Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. Il giusto processo 1999: modifica dell’art. Principi strutturali. e sono: Principio di precostituzione. in funzione della tutela dell’interesse dei privati. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”. Spunti di riflessione Il processo amministrativo. l’oralità e la pubblicità. 3. indipendenza. Manca la fase istruttoria. Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1. non ha mai perso tale carattere. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva. davanti ad un giudice terzo ed imparziale. in una sola udienza di discussione orale.111 Cost. quello per l’accesso e il processo elettorale. come ad esempio nel caso del silenzio.

deve essere posto al riparo da influenze estranee. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. A differenza del giudizio civile. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa. ossia equidistante rispetto alle parti. per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. Principio di pienezza della tutela. che dovrebbe essere presto modificata). ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio. da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. 3. adottate nel processo civile. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . e forse deve. Principio di tempestività della tutela. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo.Sui principi di terzietà ed imparzialità. volta a volta. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo. netta processo ordinario e processo di ottemperanza. che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. influire sui poteri attribuiti al giudice. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. inteso come organo giudicante. possono essere accolte anche per quello amministrativo. ossia equidistante. Dovendo i magistrati amministrativi. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. da una delle parti. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. ma ormai tale prassi è superata. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. ed imparziale nella decisione della controversia. ed imparziale nella decisione della controversia. Il principio di indipendenza. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto. come ogni altro cittadino. 2. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. Il principio di terzietà rispetto alle parti può. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari. Inoltre. in cui il giudice. è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. 4. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. rispetto alle parti. in altro grado o fase del suo stesso processo. - Il principio del giudice naturale.

proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti. in particolare nella formazione delle prove. anche. che non può riflettersi sul processo. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice. per costituirsi in giudizio. controricorso. il contenuto della decisione. ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. memorie scritte. - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria. il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. . soltanto ad uno dei contro interessati. . tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. sia nella formazione del convincimento del giudice. viceversa. se necessario. 7. si lede il principio del contraddittorio. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6. per la compresenza di due disposizioni: 1. Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”. per essere tale.Il principio del contraddittorio. o Continuità. . ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. Rispettando tale termine.la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. 5. sia di merito.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi. discussione orale. prima della decisione sulla istanza cautelare. Di regola. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. a pena dell’inammissibilità. Peraltro. secondo la disciplina in vigore. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e. sia istruttoria. Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. questa esigenza può apparire non rispettata. 2. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni. quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. . ossia deve riguardare ogni fase del processo. di conseguenza. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio.

La stessa corte costituzionale. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia. Oltre al diritto di azione. Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd. con appositi istituti. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. per l'eccessiva durata del processo. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. o fatti notori o presunzioni. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze). Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. la costituzione assicura ai non abbienti. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti. il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito. 3. Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. piena e tempestiva. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore. Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. anche patrimoniale. Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e. prima della modifica dell'articolo 111. per adeguarla a modello costituzionale. in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1.Sul piano istruttorio. comportando il processo dei costi economici. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione. 2. dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione. con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio.

Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale. si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. l’azione non è soggetta a termini di decadenza.fa definire l'azione come il potere.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1. 2.in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. salvi i termini di prescrizione del diritto stesso. Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1. . non faccio niente. • • Introdotta dall’art.Sezione prima: Premesse 1. per eseguire qualcosa. patrimoniale e non. La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p. quindi non lo sciolgo. è un’azione di mero accertamento. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio.24 Cost. senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto. All’azione di condanna consegue. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3. di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi.. come effetto primario. la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: . • 72 . Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna.di condanna e le azioni costitutive. ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare. Cognizione 2.a.l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa. Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. per cautelarsi.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale. perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. solo ad obbligazioni pecuniarie. che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento.a. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art. . in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva. Questo secondo tipo di azione. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi.

tanto amministrativa quanto giurisdizionale. • Il Giudice. o Esempio: c’era un contratto. che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. trascorso inutilmente il quale. il giudice lo risolve. Se si è formato il silenzio rigetto. Il divorzio è una sentenza costitutiva. il contratto non c’è più. cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via. la rescissione. ed indagato la fondatezza dell’istanza. a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. trascorsi inutilmente i quali. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. nel caso in cui sia rigettato. La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa.la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro. la separazione è una sentenza costitutiva. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa.a. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. la creazione di una servitù. che non ha natura sostanziale. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere. ORDINA alla p. 3. quindi è causata dall’inerzia della p.a. lo rescinde. Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa.a. nell’inerzia della p. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo. • Secondo la normativa precedente. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. una volta accolto il ricorso. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni. Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto.. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. ma alla carenza dello stesso. dare). dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire. 72 .). nomina un commissario ad acta. era legittimato a ricorrere • Il novellato art. lo annulla. l’annullamento. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento.a. di fronte al silenzio il cittadino. come il silenzio diniego..

Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. 90 gg. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri. Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. svolge dunque un'indagine a tutto campo. ossia con la diffida processuale. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. Azione generale di legittimità. n. la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. oggi considerato però azione di condanna. non in una mera affermazione. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. e si sarà formato il silenzio rigetto. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. La questione 72 . nel caso di ricorso gerarchico. 6. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione.. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. 4. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto . perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. 5. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. soprattutto in seguito alla novella del 2000. L'azione di legittimità è detta generale. 2. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento. Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova. ma queste saranno limitate al rito. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. non c’è attività propriamente amministrativa. Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. merito ed esclusiva.

Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico.A. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario. 2. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite.si tratta sempre di un'azione di condanna. Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali. di regola. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. Condanna al risarcimento del danno. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. Sezione terza: Le azioni di condanna 1. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. 3. nel difetto assoluto di attribuzione. o il silenzio-rifiuto. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi.in caso di esito favorevole dell' accertamento. Per quanto riguarda la DIA. 72 . per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni. è autonoma. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. ed anche in sede cautelare. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione. 4. il risarcimento del danno ingiusto. Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. perché accessoria all'esito della lite. improduttivo di effetti giuridici. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. 3. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo.

può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. 2. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. ma anche contro il suo comportamento inerte. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. con l'effetto conformativo. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. i soggetti.La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. 5. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. Concetti generali Nel diritto processuale. valutati gli interessi in conflitto. Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo. e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica. 3. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali. diversi dal giudice. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. Il giudice ha potere cognitorio pieno. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata. 6. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento. Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. Si può distinguere in: 72 . dunque. Sono. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. l'azione ha dunque effetto demolitorio. Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico.

Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. Sono contraddittori formali.d. Parti non necessarie d. o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente. In seguito possiamo distinguere in: 1. • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Parte in senso sostanziale.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso).1. b. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta. bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza. Soggetto Controinteressato 2. cioè parte come soggetto degli atti processuali. Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso). legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. Soggetto Ricorrente b. • Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. 2. Soggetto Resistente c. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale. Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso. (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso). 2 requisiti del contradditore: • 72 . quindi. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato. Soggetto interventore/interveniente e. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo. Parti necessarie a. c. Soggetto cointeressato a. Parte in senso formale.

palesa evidenti limiti. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. 72 . È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. perché comunque è un soggetto pubblico. ma non sempre è presente. dunque. in quanto esercita poteri spettanti alla PA. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. La parte resistente È parte necessaria.Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici. 7. . d. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica. Il contraddittorio in diritto amministrativo. 6. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo. Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost. Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. 5. ossia individuabili sulla base dell’atto. il ricorso è contro l’amministrazione controllante. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere). Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. se invece conduce all’emanazione dell’atto. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato. ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato. Per la parte ricorrente. È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. 4.

Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale. oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche. Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. 10. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. consultazione. o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. ma se è effettuato nei limiti. pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado.individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). per la giurisprudenza. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. 8. Anche per la PA è necessario un avvocato. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. Non si produce per questo interruzione di processo. È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti. è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum). oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie. ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . Non nomina i cointeressati. dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. L’intervento. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause). 9.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). inquinamento o cambiamenti climatici. ma da una forte rilevanza sociale. e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali. Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo. possibile per tutti coloro che. parte necessaria. quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). Non sono parti necessarie. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. dal resistente ed al controinteressato formale. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. hanno interesse al mantenimento dell’atto. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico. diversi dal ricorrente. negoziazione. Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro.

Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. Nella pratica però tale individuazione appare più complessa. Le azioni collettive Il legislatore.118 Cost. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. 4.118 Cost. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto. sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo.interessi meta-individuali. 2. 3. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. 72 . Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. perché tale compito spetta alle amministrazioni. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale. che ha precisato che l’art. insieme a quelli di partecipazione democratica. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento. ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. Non si può dunque parlare di class action anglosassone.. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto. Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini. mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. per conformarsi anche ai principi comunitari. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”. Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. pur non introducendo ancora un’azione popolare.

in caso di perdurante inadempimento. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali. deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere. entro un termine fissato per legge. La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. questi devono essere verbalizzati. La norma. 72 . dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità. È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). può anche disporre la nomina di un commissario ad acta. nel caso in cui si ricorra ad atti orali. La recentissima L. 4. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo.: Libertà delle forme Gli atti del processo.1342 c. Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato. di merito o di rito). All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici. a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi.c. per certificarne l’avvenuto deposito. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. 2. Forma e luogo degli atti processuali Art. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. Quasi tutti gli atti sono per iscritto. alle omissioni o ai mancati adempimenti e. Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. le iniziative utili per soddisfare gli interessati.p. 3.15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore. non a carattere risarcitorio. 121 c.. per i quali la legge non richiede forme determinate.c. ai quali le parti sono assoggettate. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1. di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali. Certamente. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività.Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali.

decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte. ma mai le parti personalmente). se accolta dal giudice. sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto.p. ordinanze e sentenze 2. dimora o domicilio dello stesso). essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. Può essere pronunciata in udienza. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata). Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. inoltre deve essere brevemente motivata. Possono essere presenti gli avvocati. Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile). decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). presentata in udienza o fuori. oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. a causa della sua urgenza. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. a mezzo raccomandata.). sia perché può risolvere una questione che. 6. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. Si può notificare o tramite posta. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio. non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione). decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso). purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. oppure qualora esso non sia reperibile. Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. all'addetto alla casa o all'ufficio. Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa.160 c. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali.c. Nel primo caso. scritto il decreto). orale o scritta (ricorso in calce al quale è. al portiere. ad un vicino. Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. o personalmente. 7. L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari. 72 . o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata. o qualora non sia possibile reperirle. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. quindi risulta dal verbale. della notifica.5.

Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo. la sottoscrizione a pena di nullità.: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo. la data.p. la motivazione e il dispositivo. può decidere parzialmente il merito. la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. Art. i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale. se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite). La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. all'ufficiale giudiziario o al difensore.p. 157.c.c.p. Art.: 5. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt. 159 c. il giudice.p. e devono contenere: l’indicazione del giudice. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere. di merito. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere. se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. su istanza di parte. l’indicazione delle parti. La nullità non può mai essere pronunciata. Se il vizio impedisce un determinato effetto. lo svolgimento del processo. 4. l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione).: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte.p. PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1.c. né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. 156. 156 c. Art. Riferendosi al rapporto giuridico processuale. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio. 162 c. 159 c. può essere definitiva o non definitiva.c. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza. 72 . la nullità degli atti. 157 c. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni). col provvedimento col quale la pronuncia. con un biglietto che contenga il dispositivo.c. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. e art. con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione). che è la domanda. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione). quando sia possibile.c.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti.3. I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze.p. Art. può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo).162 c. pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono). La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito.

si può desumere.I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. essere titolare del diritto di azione.c.. 81 c. Se la parte. ne resistere. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda. l. dall’art. Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. La tutela del diritto di accesso • Ex. Essi sono due: la competenza. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum. la legittimazione processuale.. sia un giudice.p. ossia il potere di compiere atti nel processo. Tale condizione. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. quindi. difetto di azione. • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità. indirettamente. 100 c. affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. invece.a. ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e. Interesse ad agire (art. in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo). e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. 72 .a. con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). di esibire il documento (obbligo specifico). Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”..n.c. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale.p.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti. data la delicatezza di alcuni contenuti. Mancando l’interesse ad agire. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito. può imporre alla p. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge.c. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. 2900 c. prevista dall’art. • Il giudice. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente). • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere. e quindi sia dotato del potere di giudicare. Art. il cittadino proporre ricorso al Tar. 25.

L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. 6. non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti. 5. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. istruttori. La competenza serve invece per distribuire. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. 2. ed essere attuale. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. caratterizzati da precisi elementi.gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte.gli atti conseguenziali. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente.gli atti confermati ivi i precedenti atti . a sua volta. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio. La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori. accessori. 4. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati . cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato.gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . preliminari. deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. deve essere diretto. per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio. venga riparata dalla sentenza. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. 72 .a. e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. L'interesse per il personale. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali. ed è generalmente derogabile. anche solo morale. Questi sono: . Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. nel vantaggio. Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente. non determinanti una lesione attuale e concreta . la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo. 3. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili.• La p. ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti. sussista al momento della decisione. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. cautelari. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. frutto di elaborazione giurisprudenziale. in base a regole predeterminate. si radica.

ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. cognome. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso. nel processo amministrativo. Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte. La domanda giudiziale assume. ovvero. Il silenzio La prima dottrina. proveniente dalla persona che invoca la tutela. ed è indirizzata al giudice competente.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. Si devono indicare gli artt. così. 72 . la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati. 2. Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio). la forma del ricorso. per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. Ma il silenzio è patologia della PA. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. Il ricorso collettivo. Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale.7. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. Se invece mancano tali previsione normative. si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. Se l’intimato comunque si costituisce. Vincola non solo il ricorrente. Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento. la nullità è sanata. nelle azioni di tipo costitutivo.

4. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Può accadere. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. 2. La notificazione Il ricorso deve essere notificato. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato. Il termine per la proposizione del ricorso.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. 72 . è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. per i motivi aggiunti). che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. per i diretti destinatari. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione. Infatti possiamo distinguere tra: 1. il termine è di 30 giorni. quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. Motivi aggiunti successivi. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. infatti. dopo la proposizione del ricorso. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse. tranne che per le istanze cautelari. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. Ai fini della decorrenza del termine. o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. Per il diritto d’accesso. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. È inoltre prevista la remissione in termini. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. che sono il supplemento del ricorso. a pena di inammissibilità. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. 3. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. entro sessanta giorni dalla comunicazione.

ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. accelerare il giudizio. o un magistrato da lui delegato. Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano. Se si è in prossimità dell’udienza. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato. 72 . il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa. può ordinare anche d’ufficio. consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. da notificare con le stesse modalità del ricorso. a tal stregua. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. connessi all’oggetto dell’impugnativa. Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso. si rinvia ad una nuova. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. chi ha interesse può intervenire. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. Se l’Amministrazione non provvede al deposito.La Legge n. purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. “l’eventuale provvedimento impugnato. controricorso) e i relativi documenti. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. il presidente del TAR. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. La legge intende. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. l’esibizione degli atti stessi.d.

S. quindi. 37 t. C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art. difesa nazionale. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore . Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio.D. In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no. Esempi: 1. travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo.R. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente. sostituendosi all'amministrazione. di pubblica sicurezza. 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. la discussione del ricorso stesso. che sia richiesta. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo. fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati. e il giudizio si estingue. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. ma è stato notificato ad almeno uno di essi. ambientale. 72 . Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati.u leggi sul CDS e 22 della legge T. potrebbero produrre un risultato favorevole. pubblica sicurezza o immigrazione). ma anche per evitare contrasti di giudicato. Successivamente alla prima impugnazione. Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto.A. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. 2. Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale. che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio. in caso di accoglimento. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. salute e incolumità pubblica. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore.lgs. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. di regola. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale. La legge sul C. con apposita istanza. colui che riceve la notifica del ricorso deve. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. se vuole impugnare a sua volta il provvedimento..L’intervento va proposto con apposito atto.

co. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata. Allo stesso modo. L’art. legge Tar. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA. una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. 21. il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. co. (art. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica). È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art. o della sezione cui il ricorso è assegnato. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. 21. 3 della legge 205/2000. Nel primo caso.n. Al termine di questo procedimento. a cui possono partecipare i difensori delle parti. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. anche l’art. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione. il ricorrente può. ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. Il presidente provvede con decreto motivato. senza passare per la nomina del commissario. Se l'inadempimento persiste. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. Se il giudice accoglie il ricorso. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono.U. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile.39 del T. secondo le circostanze. come modificato dalla riforma del 2000. cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. fumus boni iuris. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato. avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. 21 della legge Tar. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. Cons.La l. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. 4. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. a norma dell’art. di disporre misure cautelari provvisorie. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. periculum in mora.9. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . Prima della decisione del ricorso. La misura cautelare eventualmente concessa. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. 8. anche in assenza di contraddittorio. Nel secondo caso. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale. l’art. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente.

e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza. È inoltre possibile. 6. La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse.21. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. 72 . Solo recentemente. L’integrazione del contraddittorio. legge Tar. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. 7. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. con il d. 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. 12 aprile 2006.lgs. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). Il deposito. art. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. codice dei contratti pubblici. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato. 5. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. come modificato dall’art. la costituzione si realizza con il deposito.700 del codice di rito). 8. entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale. Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado. Per quanto riguarda il ricorrente. anche se non costituita. In ogni caso. su istanza di parte. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione.3 legge 205/2000). il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis. ma non sospende l’atto amministrativo.contraddittorio. la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio. 14. La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso. In Camera di Consiglio. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale. Deve essere poi depositata entro 20 giorni. co. ma sempre nell’ambito del ricorso principale. da notificarsi come il ricorso. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. a norma dell’art. ma dal 2000 esteso a 10). presso la segreteria del giudice adito. il termine prima era di 2 giorni. il cd. da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato.

Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L.p. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi.p.9. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze). Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. Qui invece è sempre atipico.c. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. 700 è sì una misura cautelare. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità. e necessità di tutela urgente. aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. 4. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali. secondo le circostanze. Le norme che la regolavano erano poche. che appaiono. 72 . più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari. è ciò comportò giudizi troppo lunghi. Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni. 2.c.c. ma non residuale. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario. 700 c. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio. Se questo è irricevibile o inammissibile. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione.205/2000. ed eventualmente per motivi diversi. Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente.p.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica. lo può annullare. Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa. Sezione seconda: La fase cautelare 1. Nel 1985 la Corte Cost. Ma l’art. anzi è l’unico applicabile. 3. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari.)  Art. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici.

In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello. La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare. 7. altrimenti la sentenza sarà annullabile. all’integrità fisica. ma spesso ignorato). Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso. Se vi è urgenza. Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso).c. 5. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria. 72 . 9. Se si segue il corso normale del processo. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. 6.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio. la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni.) 8. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione. che può essere prestata anche tramite fideiussione. questi cominciano ad essere motivati. Il giudice si pronuncia con ordinanza. Può essere prestata da tutte le parti. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. per ragioni di trasparenza. non serve alcuna comunicazione. Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. Oggi. se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR. senza contraddittorio. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata. L.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale. La prestazione della cauzione Con la L. ma sono comunque di carattere soggettivo. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento.p.

). prova dei fatti. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. Essi si identificano con i c.c. La mancanza della prova determina la soccombenza. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. nel caso di incertezza su un fatto. da una probatoria. ad esempio.p. 3. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art. di volta in volta. La regola. deve essere imminente ed attuale.d. concernente. ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. libero apprezzamento del giudice. L’attività del giudice comporta. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. Dal punto di vista del giudice. quello di Roma. che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio. il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare. 2. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. al prudente apprezzamento del giudice. non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti. 101 p. cosa qui non richiesta.c. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente. Tuttavia la L.c. basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente. Vale il principio generale dell’articolo 2697 c.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. Si distingue un’istruttoria preparatoria. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto. o siano state violate norme di procedura. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto. dovrà rigidamente attenersi al c. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso. genericamente.d. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre. Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c.Per la revoca. E’ un’applicazione del c. Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. l’impostazione del giudizio. esclusa quando i fatti non siano controversi. in buona sostanza. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente. Il secondo è meno grave. sull’onere della prova che comporta.d. dall’istruttoria alla decisione. come ad es. petitum. E’ fondamentale perché. nel processo amministrativo. quanto alla loro valutazione. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia. fatti principali. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. fra l’altro. la necessità di un’indagine è. è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità.

c. prima che processuale. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio. tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. L’istruzione è per lo più documentale.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio. ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. Prima l’indagine era solo sul fatto storico.p. non anche sulla realtà extra-processuale. 7° comma e art. 183. Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo). pena decadenza. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento.p. 4. Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva. per il principio della concentrazione. quindi. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere.184 c. Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate). Se non se ne ha disponibilità.p. Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. devono essere previste tutte le prove del c. perché prove legali. Se vi è inadempimento. non esibendo il documento.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario.c. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. nel pubblico impiego. allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza. successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica). 5. 72 .). 2. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che. ma non più ordinata alla PA. Il processo amministrativo è processo di parti. si deve ricorrere all’interpello. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione.giuramento e la confessione.c. Vale il principio del dispositivo. tramite l’ufficiale giudiziario. veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione. cardine della giustizia amministrativa.c.c. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio). La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. 2700 c. che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. 3. 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. anche quando si trattava di diritti soggettivi.p. 1. bensì ad un’amministrazione terza). si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale. vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che. L.205/2000. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente. Con la L.).

valuterà tale comportamento come argomento di prova. anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio.c. Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato.p. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione. per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile. Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. incluso il principio dell’onere della prova. che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. 116 c. questi tramite l’art. in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). 9. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa.Fino alla metà del secolo scorso. e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato). perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte. 2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. propri della realtà amministrativa. Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile. mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo). La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto. 6. in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. 8. in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità). Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti. La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa). mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza. Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. Ma poi 72 .Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa.

14. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria. 10. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000. In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria.. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. correttezza e buona amministrazione. assoggettati alle norme del c. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi.p. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito.c. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza. incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile). con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 . come nella giurisdizione di legittimità. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). come nel processo civile. Nel 2000 i mezzi di prova del c. Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es. per il principio della concentrazione). 12. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso.c. 11. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA. c. tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice). in ogni caso (ossia le prove legali. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. sul processo del lavoro. l’onere della prova). Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi.s. in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. 13. ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento. che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti.420 e s. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio.p. (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi). Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova.c. in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. e non quelle costituite).come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa. anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie.p. salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative. L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova. per le quali dovevano essere applicabili gli artt.

L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio.p. e comunque ora inserita nel T. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare.consulenza tecnica d'ufficio perché. sono così applicabili gli artt. la c. per le misure cautelari urgenti). 72 . la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti .p. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. però. 2. tra l'altro non ha messo nel nostro processo. discrezionalità tecnica. richiesta di documenti. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata. la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività.U. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva. 3. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate. 16. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado. salvaguardandola. da 191 a 201 c. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori. 15. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. come ad es. I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. richiede la trasmissione dei documenti. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio. la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi. I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. anche in questo caso. L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità.c. Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. altrimenti. . richiesta di chiarimenti. Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello. e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. però. Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino.c. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato. ad eccezione del giuramento decisorio. possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . Se si va in appello. attraverso le verificazioni. Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio. entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite. verificazioni. a differenza di quest’ultima. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado.d. sul Consiglio di Stato. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. secondo la giurisprudenza. La segretaria del giudice d’appello. 17.

È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. Una volta conclusa la discussione. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. 2° comma. ciascuna delle parti può intervenire. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. La decisione del Tar. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). deve contenere i seguenti elementi: 1. il TAR. e come si è già visto la prova legale viene esclusa. dispositivo (parte precettiva della decisione) 5. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”.u. che è pubblica. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. per illustrare oralmente le proprie ragioni. attraverso il proprio avvocato. 5. indicazione della data 7. sottoscrizione del giudice 72 . viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. t. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. eseguire ispezioni. Cons. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. Ai sensi dell'articolo 44 del t.u. se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. La testimonianza. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti). Nell’udienza. Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. il tenore della domanda 3. Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza.4. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. Consulenza tecnica d'ufficio. In seguito alla presentazione dell’istanza.

sono ammessi dunque tutti quelli del c. l’estinzione del giudizio 2. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. Il contenuto di tale prova è indeterminato. improcedibile o irricevibile. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture.c. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. la sopravvenuta carenza di interesse 6. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati.p. con sentenza succintamente motivata. Da svolgersi sempre in contraddittorio. la rinuncia al ricorso 3. 20. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti . nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. quando si sia verificata 1. Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto. nonché per prestazioni di servizi. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza .sulle proprie conclusioni tecniche.In base all’articolo 26.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. 2214 e seguenti del codice civile. anche a persone che non esercitano tale attività. 19.c. il collegio decide con ordinanza. Infine l’articolo 26. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro. sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art.. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute. 18. inammissibile. possibilmente. al di là dei profili tecnici. I documenti art. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione.c. la perenzione 5. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere.p. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato. 21. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie.all'interno di 72 . se accoglie l’opposizione. un'influenza diretta sulla decisione della causa. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale. ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa. Se la PA mantiene un comportamento omissivo. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. 7° comma legge TAR prevede che. disponendo. questo sarà valutato come ammissione dei fatti. la cessazione della materia del contendere 4.634 c. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio. tranne le prove legale.p. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.

ingegneri. può solo chiedere di sanare tale vizio). inoltre. 72 . le sentenze di merito decidono il merito della domanda. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione. a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. È una categoria che racchiude diverse ipotesi. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. • riformarlo. ecc) tenuti dai tribunali. 2. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. Difetto di procedura. È soggetto.specifici albi. Se invece rileva una irregolarità sanabile.il contradditorio. Le ipotesi sono due: 1. agronomi. Vizio di forma. con accoglimento senza entrare nel merito. geometri. Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. 1. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. 3. in quanto assorbire è non esaminare. suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. la giurisprudenza ritiene che si debba 2. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). la ratio dell'art. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. esperti in mobili ed antiquariato. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato.in ogni momento . ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. 2. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. ma la fondatezza della pretesa del ricorrente. periti industriali. Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. e se questo non provvede. lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. esperti in musica. grafologi. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. e accogliendolo può: • annullare l’atto. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate. L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria.

o d’ufficio. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c. si è svolto il contraddittorio..p.p.: Il giudice. preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione .61 e 62 del regolamento di procedura del 1907. non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale. si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi. Sezione quarta: La fase di decisione 1. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza. il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: .p. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione. Se si verifica la “terza opinione. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio.c. Se rifiuta il terzo. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare. Se l'esibizione importa una spesa. dopo la discussione del ricorso.c. e nell’art. non dopo ogni singolo giudizio. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo.p. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio). Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt.c. b) Interrogatorio libero: art. Le parti possono farsi assistere dai difensori. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza.276 c. può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa.p.c.). Nell'ordinare l'esibizione. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c.c. Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c.22. in qualunque stato e grado del processo. secondo comma. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia.118 + 210 c. quindi modificabile. determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo. il luogo e il modo dell'esibizione. altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione. su istanza di parte.c.p. di fronte al quale si rinnova la discussione. è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116. ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art.117 c. 2. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo. il giudice istruttore. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). Questo 72 . Il Collegio giudicante.

La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma). di esibizione). Il giudice quindi ha potere di acquisire prove.2697 c. Quindi la parte che allega il fatto. Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice. Anche nel processo amministrativo. ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio. è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. La deliberazione: essendovi più giudici. c’è un ordine? 5. 6. ma tenendo conto del principio acquisitivo. e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia). che procede alla raccolta dei voti. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento. 4. Se questa non si forma. non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione. La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. salvo che la legge disponga diversamente. sull’onere della prova. accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente. alla restante ne è affiancata un’altra. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art. Il dibattito è fissato dal Presidente. si avrà la massima “provare o soccombere”. si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). Una volta arrivati ad una decisione. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario. ma affermato). Il giudice DEVE decidere. Graduazione.116 primo comma c. 7. Questo è da consegnare o personalmente. È richiesta la maggioranza assoluta. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. 8. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). poi il merito della causa.avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata).c. 3. all’art. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione.c. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. nel giudizio civile. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo.p. Non si tratta di arbitrio. o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. La manifestazione del voto è da fare al Presidente. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova.

se l’atto non è notificato a tutte le parti. qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado. o di un controinteressato oppure entrambi. in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana). Tale tesi è accolta dall’autore. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). questo rimedio ha carattere impugnatorio. nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. 72 . Tuttavia. i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio. altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. anche se denominate tali. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. ma almeno ad una. L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni.A. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo. L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No. Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. Non si tratta di una prova. Nella Costituzione. 2. il secondo del Consiglio di Stato. con l’istituzione dei Tar. siano esse costituite o non. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. tuttavia altri sono contro tale tesi. perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia.

Divieto di ius novorum dunque. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art. a meno che su istanza di parte. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata. nel giudizio di secondo grado. si danno per rinunciate. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione. l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado.340 c. La sentenza. 4. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. Per le questioni relative al ricorso introduttivo. L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado.). e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es. Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo.p. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio.. contro interessato pretermesso.c. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze). in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. 6. per quello incidentale). per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente. dopo essere stata adottata. es. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari. di mero contenuto ordinatorio. 345-346 c.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito. o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata. costituite. ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado.c. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. mentre per le restanti continua il processo.340 c.p. 5. anche se erano denominate sentenza. La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella. altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie.c.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello. Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello. con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. Artt. 3. In appello non si possono proporre nuovi motivi. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 . il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado. Come detto. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni. L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive. al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado). e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado.p. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile.

Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi. con atto notificato alle controparti. L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello.23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1. Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 . 7. tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. Il più diligente. Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi. sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. La notifica è diversa dal primo grado. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale). fa appello principale.205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art. perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. 2. che arriva prima. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. Se si è ancora nel termine per impugnare. 8. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. da depositare nei 20 giorni successivi. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. I casi di revocazione Nel processo civile.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio). La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa. Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. La sent. ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio.

sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. 4.d. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello).p. L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione .La sentenza affetta da dolo del giudice. la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti). Contro le sentenze del Consiglio di Stato. iudicium rescissorium ). Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione.p.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art. sullo stesso oggetto. ma in cause diverse. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR. Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti.sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza. anche se ancora in tempo per l’appello. 3. I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini. accertato con sentenza passata in giudicato.c.c. Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali).c. altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela).. la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti.395 c. Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi. iudicium rescindens) e. È errore di percezione. per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c. purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione. 72 . dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art. .c. nel caso di accertamento positivo. in base al rinvio agli artt. con riferimento al rinvio all’art. In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte. in tal caso.p. . non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione). L’errore di fatto deve essere. determinante per la sentenza. e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice.p. o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto. che riguarda i casi di: . 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c.il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi. o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio.395-396 c.395.396 c.p. rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. l’art.c.p. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria). che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione. stabilisce l’art. .. Per la dottrina. . con riferimento a pronunce di giudici amministrativi.-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è. La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. 5.400 c.d. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. . ma è fatto rinvio al codice di procedura civile. Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina.La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato.c. dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione).

altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello.404 c.2909 c.c.c. 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”.398 c. seguendo forme e termini. Punto di partenza è l’art. e rapporto con il ricorso in Cassazione.) 7. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza). n.c. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato.c. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. non è presente nel processo amministrativo. con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso. si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare. 1° comma c.36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt. art. la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo. Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo. i loro eredi o aventi causa”.c. includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale. sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo. le sentenze opponibili.3 e 24 Cost. i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c. Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria. ed ha effetto devolutivo (come l’appello). attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo.p. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione. dichiarato l’illegittimità dell’art.2909 c. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello.177 ha. I soggetti legittimati.p. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato. però. che può essere ordinaria o straordinaria. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato. Art. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile).p. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995. (il giudicato). 72 . perché giudice naturale delle impugnazioni. 6. ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale. tranne la revocazione stessa. a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza.p. in combinato disposto con l’art. che sono gli stessi dell’appello). anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore. che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive). Secondo tale articolo. Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo. Inoltre la Corte Costituzionale.La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente.. Al contrario della revocazione. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo. o al ricorso in Cassazione)..c.

41 c. 2. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1. 6. La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione. 3. La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni. È escluso ogni sindacato 72 . di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari.c. La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale. tra giudici ordinari. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio.p. 4. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono. L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo.c. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione). Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo. . finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato. quando proseguii giudizio. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti.art. è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. e in ogni stato e grado del giudizio. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione. esplicita o implicita. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e. non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda. si porteranno avanti i 2 giudizi.325 c. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione.. Se si propone opposizione insieme alla revocazione. se ne dalla sussistenza della giurisdizione. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia.p. la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato.p. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. amministrativi e tra giudici speciali. 5.c. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione.Se si propone l’opposizione insieme all’appello. positivi o negativi.

l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. perché non più necessario. o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione.regolamento di competenza . pena estinzione. non inizia ex novo. tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. 2. Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito. fallimento. Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi. -Morte o perdita della capacità del rappresentante. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti. o la volontà.causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone. inabilitazione. l'errata composizione del collegio giudicante. o per ragioni attinenti al rito. La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili). o dall'avvocato. 2. una volta ripreso.questioni pregiudiziali . con 72 . cessazione della rappresentanza -Morte.questioni di interpretazione di leggi comunitarie . a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza. La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia. determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. Sezione seconda: Estinzione del processo 1.questioni di legittimità costituzionale di leggi . che ha natura solo dichiarativa. munito di mandato speciale. questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti. SI ha sospensione nei seguenti casi: .su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione. L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale. dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori. La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. indipendentemente dal provvedimento del giudice. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte.regolamento preventivo di giurisdizione . l'eccesso di potere giurisdizionale. Il processo.

Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. come novellato da L. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. ossia le sentenza succintamente motivate. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza). La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità.205/2000.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. A differenza della perenzione. inammisibilità. termino modo. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. e non può essere sottoposto a condizione. compresi interessi e rivalutazione. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc. trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. e anche atto unilaterale recettizio. 3. improcedibilità o infondatezza del ricorso. la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. con apposito atto notificato tutte le altre parti. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti.26 della legge del 1971. La rinuncia e quindi atto di parte. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso. il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente.dichiarazione resa a verbale. La decisione semplificata Art. a cura della parte più diligente. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio. però. 4. disciplina le "decisioni in forma semplificata". 5. ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1. ma eccepita dalla parte interessata. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. 2. se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. 6. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali.

Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: . perché si tratta di udienza di trattazione). elemento formale della sentenza. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva. perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione. non anche per il deposito.) I termini sono così ridotti: . Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza. ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito.fatto o di diritto ritenuto risolutivo. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile. anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso".nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare .nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica.la completezza istruttoria Se il primo viene omesso. o ad un precedente). Si semplifica la motivazione. come da c. Sezione seconda: Il rito abbreviato 1.23 bis non rappresenta una novità assoluta. da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza. la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado. 3. non vi è vizio di procedura. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati. Sezione terza: Il rito accelerato 1. Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione.. L'art. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza.concentrazione della fase cautelare con quella di merito . Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): . la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura. Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio.la completezza del contraddittorio . Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso.c. inammissibile o improcedibile il ricorso. La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale).da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa .. 2. I presupposti I presupposti sono: . Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum. o 120 giorni dalla pubblicazione..motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 . senza per altro violare il principio di uguaglianza.p. per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione. il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito. Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta. infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici.

3.l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) . Il Governo ha stabilito che: . salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito).i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione . I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art. non vi è un'individuazione per materia. 5. Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello. Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: . L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni. e quello lungo di 120.la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari).provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità .limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione.1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale. nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1.23 bis si applicano ai processi impugnatori.E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti . attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito". 2. Controversie in tema di infrastrutture 1. nonché quelli relativi alla costituzione.i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici. È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione. Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: .forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica . Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato. anziché 60.provvedimenti di nomine pubbliche 4. si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza. servizi e forniture. modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali . ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora.tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori. ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 . nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare. perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma. il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata).

impulso. per incentivare la ripresa dell'economia. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante.. Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. in caso di annullamento degli atti della procedura. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato.2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica. legittimate all'accesso. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che.2/2009. è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. L'art. e le relative questioni risarcitorie. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. richiesta di ogni documento utile. insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione.non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. si sono viste respingere l'istanza. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale.103 Cost. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). non degradabile ad interesse…. Sono previste inoltre innovative norme processuali. Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio. 1. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo". questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto). Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta.69/2009. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo. come modificata nel 2005. 2. vigilanza. e in ultimo con L. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. infatti. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo). 1. È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata. tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria. e. siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni).

si da lettura immediata del dispositivo. Le parti possono stare in giudizio personalmente. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. Scaduto tale termine. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. viene nominato un commissario che provveda a suo posto. è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. presentazione delle liste. il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. di notificare alla PA la diffida a provvedere. né ad adiuvandum). 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). il ricorso si ha per respinto. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni. se non vi sono necessità istruttorie. con sentenza succintamente motivata. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso. Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. In caso di silenzio-rifiuto. 72 .diritto alla riservatezza). o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). Se è disposta un'istruttoria. il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. né quelli ad opponendum. l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza. incompatibilità. 4. In caso di accoglimento. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. da parte dell'interessato. e la PA può essere rappresentata da un dirigente. La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. All’udienza. ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. 3. o 90 dalla pubblicazione. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). Se invece ritengono illegittimo il diniego. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito). Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. il ricorso deve essere notificato. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR. Entro i successivi 10 giorni. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. in mancanza. 5. Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. Se la PA rimane comunque inadempiente. Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. Se il ricorso è accolto.

Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute). ricorso in cassazione. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata.è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). Nascita. le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. deriva dalla definitività della sentenza. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. È discriminante l’attività svolta: .se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione. dopo aver annullato il provvedimento amministrativo. L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. In queste materie le società. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. o tra le Federazioni e i professionisti. Tali società sportive infatti. Presente in tutte le sentenze. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato. 5. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento. perché il giudice amministrativo. Come nel processo ordinario.solo per motivi di giurisdizione.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni.1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia. La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria. si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale. che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato. Questo. le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo. 72 . possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. 5. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio. Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI. si è nell’ambito del diritto privato . Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale.Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato. di natura pubblicistica. opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). attraverso il giudizio di ottemperanza. previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo. anche quelle meramente di rito.

L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva. attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato. pertanto. Il ricorrente punta. Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. La sentenza non opera ex tunc essa. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato. la PA non potrà ribadirlo). attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e.effetto preclusivo. La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c. in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso.d. Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere.effetto ripristinatorio. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: .effetto eliminatorio. proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione. .sostanziale. Il giudizio di ottemperanza si prefigge.effetto conformativo. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo. e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. in definitiva. Se la sentenza rigetta il ricorso. sia ottemperanza. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. . Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. Invece. i loro eredi e i loro aventi causa. realtà giuridica del provvedimento annullato. La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento. di riesercizio del potere. In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. 72 . Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. se il provvedimento è annullato. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. 2. a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile. invece. anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. . Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico. è perché la PA ha commesso errori.

investe: a. ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. L’oggetto del giudizio. pertanto. essa poi. il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. già illegittimamente esercitata. es. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio). qualora la PA violi o eluda il giudicato. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . IV. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. Sotto il primo profilo. ma tendono a farlo in maniera surrettizia. l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione). emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. 3. bensì con il rito ordinario di cognizione. Quando l’amministrazione. Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. 21 septies della legge 241/1990. n. Del pari. Ci si chiede se. a fronte della sentenza a se sfavorevole. l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. sia rimasta inerte. in contra. Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. l’atto sia nullo ope legis. cioè un’azione operata in maniera ambigua. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano. c. La particolare circostanza che. quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. 6-10-2003. vale a dire. attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). Sotto il secondo profilo. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori. sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. di nascosto. 5820.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo.Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. b.

Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo . sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto. Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA.Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori . I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice. poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice. annullamenti d’ufficio). in definitiva. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza.Decisioni di carattere meramente processuale . In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. 72 . Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza. integrato dalla giurisprudenza. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. parte dell’oggetto del giudizio. Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi. in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente.giudizio d'ottemperanza). B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione. soggette ad impugnazione. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. restituendo così piena efficacia all’atto controllato. 5. oltre che alle ordinanze cautelari. • sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. ordinario o amministrativo. cioè. a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale. ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado. Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. si esaurisce nell'effetto demolitorio): . 4. viceversa e più propriamente. intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche.

si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. Il Consiglio di Stato. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. f. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari. è legittimato ogni soggetto interessato. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. 6. a domanda. ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza. Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. il regolamento 642/1907. invece. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. la trattazione del ricorso in pubblica udienza.91. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. l. entro i 20 giorni successivi. è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. h. anche se estraneo al giudizio. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. all’art. d) Competenza: a. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario. la quale. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. accerta se. l’amministrazione abbia provveduto. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. e. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni. è però consentita. Se il giudicato è efficace ultra partes. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere. g. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. Quanto alla competenza. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata.

La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata. 7. Per sentenze non sospese si intendono: . con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. Forme particolari di ottemperanza . il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. Se sono invece impugnati da un terzo. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato). Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza. che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado. Se questo fallisce. ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato. ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato. vi sarà un ordinario giudizio di legittimità. gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza. E' prevista dunque una forma di accordo. Commissario come organo ausiliario del giudice. In questo ultimo caso. che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. chiedere al TAR le disposizioni attuative.le sentenze non ancora appellate . L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). notificata ai contraddittori necessari.I poteri del giudice sono amplissimi. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR. con istanza motivata e notificata. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza. Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio. l'interessato può. Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. 9. in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. Per parte del ricorrente. Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare.In materia di danno per lesione di interessi legittimi. Non è un organo straordinario della PA. ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR. Per parte dell’amministrazione.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . ma un ausiliario del giudice. è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento.le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente.

in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici).Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi . attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA. Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA. la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali. ricorso in opposizione) .Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) . Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi.Il ricorso gerarchico proprio . ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente). Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: .Non impugnatori: 72 .Il ricorso in opposizione . ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico.le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato. né di controllo (perché è su istanza di parte).Il ricorso gerarchico improprio . La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. La legge istitutiva dei TAR. modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio. non stabile. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce. La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili).Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma . Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato.I presupposti: L'interesse qui è precario. Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo. non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale.Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1. 3. La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta. Tipologia dei ricorsi. ad esempio. La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato). ricorso in opposizione) . e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado . solo su istanza del richiedente. Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA. tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale.Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio.Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà. 2. ma soprattutto estesa al merito..

. Riguardano di solito diritti soggettivi. a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. pena nullità. Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: . 6. poi quello gerarchico. Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. da un organo collegiale.implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA.esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva). I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. Se più persone sono interessate. il ricorso gerarchico è inammissibile). poi quello giurisdizionale.i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica. Se prima è proposto il ricorso gerarchico. Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. 4. da un'autorità cui la legge ha dato 72 . Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato. il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti. questo è improcedibile. Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi. da parte di chi vi abbia interesse. sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito. ma come luogo ove tutelare le proprie ragione. Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). Non è necessario il patrocinio di un avvocato. questo è inammissibile. Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". da un'Autorità amministrativa indipendente. Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi. Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante). La definitività ab origine può essere: . [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. . o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento .Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato . pur non potendo proporre nuovi motivi di censura. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. 5. non tra persone.finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA. per motivi di legittimità e di merito.Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide. che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa. ma con gli altri ricorsi amministrativi. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo.

Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento. Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso. Qualora scada il termine. o direttamente all'autorità competente. che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico). La decisione. L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. se di rigetti. Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento. trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). sospensione cautelare. e non è coperto da riserva di legge.. dopo l'unificazione in un'unica istanza. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. Non occorre il patrocinio di un avvocato. perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine. Tuttavia può essere sospesa.gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione . nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. poi di merito.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito. Tali ricorsi. non porrà alcun onere di impugnativa. è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri. d'ufficio o su istanza di parte. E' un rimedio di carattere eccezionale.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni . la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati. e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità). L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. tale decisione sarà in ogni caso legittima.. In tutti gli altri casi. Per quanto riguarda l'istruttoria. 10. perché è ammesso nei casi. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. e la PA si pronunci tardivamente.competenza esclusiva per quella materia. ispezioni. L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. introdotti nel 1971. determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). salvo principio dell'assorbimento. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. salvo i casi previsti dalla legge.). o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore).gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . vizi di legittimità e di merito). Atti non impugnabili. 72 . In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio. 9. seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono. 8. per gravi motivi. per espressa previsione di legge: . Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto.

in quanto è ammesso solo contro atti definitivi . se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto). Per la disciplina.). mentre di opposto parere è la dottrina. Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. sulla sospensione e sulla facoltatività. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta. la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza). quelle sul contraddittorio. per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile. e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. La decisione sul ricorso ha carattere definitivo. quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re. . ma come questi neutrale. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA). potrebbe essere assai utile. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. contro provvedimenti non definitivi. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1. in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni. anche quando esprime solo un parere. Tale situazione è mutata nel 1997. di legittimità costituzionale. per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato. Sono applicabili. le regole per presentare e notificare il ricorso. E' disciplinato dalla legge del 1971. questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). solo per vizi di legittimità. eliminatorio: in caso di accoglimento.generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . E' poco usato. Sono previsti tuttavia pochissimi casi. costituisce comunque una giurisdizione. comporta solo decisioni di annullamento . Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale). E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale. 72 . il contraddittorio è unilaterale e scritto. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice.alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. 11. E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi. tra le altre. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi. 3.Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti.125 Cost.straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. non vi è discussione orale. Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!).impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo .

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. l'accordo bonario e l'arbitrato. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. da effettuarsi secondo le norme del c. 9. Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. nei 30 giorni successivi. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895).p. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. Il codice contempla la transazione. 10. 8. disciplinata dal decreto ministeriale. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. depositar osservazioni scritte. La decisione finale rimane sempre affidata le parti. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti. Della conciliazione. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. e all'altra parte della controversia. 11. entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. viene redatto verbale.con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse. l'altra destra direzione provinciale del lavoro. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa. La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. introdotti nel 2006.per quanto riguarda i patti di famiglia. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione.. 72 . dunque se il suo esito. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale.c.

La norma è assai scarna. che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento.c.. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza.c. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori. È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni. oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione. anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. istituita presso l'autorità di vigilanza. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri. tranne il giuramento. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. e rimane la alla disciplina del c. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi.p. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. indipendentemente dal loro valore. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. Questa. 72 . servizi e forniture. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale. momento di inizio della procedura. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale.p. e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità.

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