PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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per la concorrenza. consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. è stata poi espressamente prevista per legge. dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. 205. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. 2. dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . per gli accordi amministrativi. anche d'urgenza. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. La fretta si evince dal disordine delle disposizioni. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. 3. anche se relativi e di natura patrimoniale. inizialmente ritenuti non impugnabili. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. La legge n. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. mentre le materie dei servizi pubblici. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione. Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. L'azione risarcitoria invece. forme processuali semplificate o riti accelerati. grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela. prima è stata negata. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. da parte dei giudici amministrativi. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. n. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio. la struttura contenziosa. 292. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. poi affermata. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. nel periodo in cui è stato giudice unico. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. n. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva. 80/1998. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. e di servizio di forniture. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. per le controversie delicate.

caratterizzate dalla riduzione della durata del processo. Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica. 5. La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati. anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela).comunque interpretato. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio. ancora non chiara e soddisfacente. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza.non coordinazione. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. con la L. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali. fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei. primo tra tutti quello per materia.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. e c'è chi punta verso un sindacato più limitato. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo. nonostante le critiche. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. in linea con le disposizioni costituzionali. ma nessuna di queste è andata a buon fine. può conoscere anche dell'azione risarcitoria. La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. sicuramente però. La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. 6. o di colmare le numerose gravi lacune. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. 4. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. ancora non del tutto attuate. e sono state introdotte più discipline processuali speciali. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. con due deleghe emanate nel 2009. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 . concentrazione ed effettività della tutela. Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. per quanto riguarda i riti speciali. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. ossia entro l'inizio di luglio 2010.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. per assicurare la snellezza. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice.

o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. per almeno 5 anni. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. scelto tra i consiglieri di Stato. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie. su proposta del presidente del Consiglio. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). la quinta nel 1907. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio. per quanto concerne l’attività di natura consultiva. fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. su richiesta delle parti o d’ufficio. Il presidente del CdS può formare. 72 . tramite quest’ultimo. le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). regolamenti e per le questioni. al Capo dello Stato. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. Finalità e funzioni: o Possibilità. sulle quali il presidente. Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. del Consiglio dei Ministri e. ed è titolare dell’azione disciplinare. funzioni direttive. Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. nell’esercizio delle sue funzioni. L’Adunanza Generale. sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. le Sezioni. di rilevanza generale o di massima. Il presidente è coadiuvato. o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. la quarta nel 1889. previa delibera del Consiglio dei Ministri. commissioni speciali. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. la sesta nel 1948). testi unici. da un segretario generale.

. Conseguente al divieto di annullamento. . laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. anche l’eccesso di potere. 3. articolato in un'unica Sezione. .Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. comma 2. quella di Latina. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione. assegnazioni di sede e di funzioni. inoltre.Con la legge 1034/1971. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati.Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri. . o Primi referendari e secondi referendari. laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia.Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS. nonché funzioni di natura consultiva. 72 . articolato in 3 sezioni interne. per soggetti titolari di determinati requisiti. ed una sezione distaccata. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate). CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1. promozioni. Nel primo caso. sospendere o riformare l’atto amministrativo. ad esempio il TAR Lazio. . o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige. Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. con sindacato su ogni tipo di vizio. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico). Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario. o 2. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami. L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza.La legge individua. ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale. composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno). avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. . 125 Cost.- Deferimento del Presidente.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. è stata data completa attuazione all’art. con sede a Bolzano. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare.

p. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.c. ad essere incentrato.103 Cost. fatti e comportamenti. più che sui singoli atti. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c. in sede giurisdizionale. inoltre. Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari. che utilizzano fondi pubblici. alvei e sponde. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. 34. addirittura. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare. 2. Funzioni: controllo. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici. che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti. Ha giurisdizione piena. vennero istituiti otto tribunali regionali . oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. di tipo specializzato. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori. alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche. Quanto ai soggetti controllati. avere funzioni amministrative di controllo.. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o. il contenzioso pensionistico.c. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. i giudizi di conto. ai limiti dei loro corsi. di tipo preventivo o successivo.m. costituite da magistrati della Corte di appello.).p. al governo o allo stesso organo controllato. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche. Ogni Commissione si articola in Sezioni. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. invece. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. all'efficacia dell'attività amministrativa. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello. Il controllo successivo tende. con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n. è esperibile il giudizio di ottemperanza. sempre in sede giurisdizionale. ognuna delle quali composta da un presidente. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. e simili. La corte dei conti può. 72 . Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. anche di diritto privato. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato. 1664. venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. al cui art. i giudizi a istanza di parte in materia contabile.

l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es. sarebbe assente la terzietà del giudice. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Palermo e Cagliari. quattro consiglieri di Cassazione. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art.U. acque. degli atti emanati da tali organi. risarcimento del danno). da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale.Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. controversie riguardanti la occupazione totale o parziale. Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti. comma 3 del T. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa. 142 T. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde. Roma. Firenze. Ai sensi dell'art. L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa. Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica.U. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143. d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. 3. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. quattro Consiglieri di Stato. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). se non in senso formalistico. Napoli. nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. già funzionari del genio civile. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. e con la sentenza n. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca.111 Cost. poiché trattandosi di giurisdizione domestica. Venezia.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n. che lo presiede. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. delle controversie intorno alla demanialità delle acque. tre esperti. Milano. permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità. iscritti nell'albo degli ingegneri. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 .

o - 72 . perché non vi è la norma). per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. degradano in interessi legittimi. se colpiti da un potere amministrativo. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni. di competenza del giudice amministrativo. tutelato dal giudice ordinario. ma anche in concreto (es. presupposti). come si stabilisce quando una norma è di azione. Se ad essere leso è un diritto soggettivo. il giudice competente è il giudice amministrativo. sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi. o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. e si riferiscono all’interesse legittimo. affidata ad un giudice diverso. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto. Nel 1930. invece. le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. Non si tratta solo di carenza in astratto (es. c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo. si pone una questione attinente alla giurisdizione. per forma. affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. Se ad essere leso è un interesse legittimo. il igudice competente è il giudice ordinario. il giudice competente è il giudice ordinario. Dal 1889 al 1930. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. se limitato o estinto. procedimento. tanto il CdS quanto la Cassazione. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. perché protetto in Cost. In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). Ma come può un diritto soggettivo. o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm. il giudice competente è il giudice amministrativo. termine perentorio.I diritti soggettivi.

si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. . come ricavato dagli artt. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario. . e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 . il privato vanti diritti soggettivi. 5. 2. la materia dell’iscrizione agli albi professionali. quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. a fronte dell’attività discrezionale.Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1. nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato. 2. secondo il quale si ritiene che: . un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. La teoria della degradazione dei diritti. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative. e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio. Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo. eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa. La giurisprudenza. La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. 3. 4. a fronte dell’attività vincolata. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione.24 e 103 della costituzione.si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). Secondo l’impostazione dottrinale. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi. 113. soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. il privato vanta interessi legittimi. quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). secondo il quale: . Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. invece. annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie. Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi. le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati. ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato. ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario.

deve motivare tale scelta. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). e dopo che il provvedimento è adottato. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. Interesse legittimo. consultazione di atti. Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo. 3. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle. 7. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati. 2. presentazione di memorie. Sono costituiti dalla partecipazione. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. • Poteri di reazione. E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. E’ tutelato in via assoluta e non mediata. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. 72 . con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta).giurisdizionale da parte del privato. 4. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. per effetto del numero 6. è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. 5. limitativi o ampliativi. riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. 6. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. La potestà della PA può portare a 2 effetti. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. 8. 3.

se il privato vantava. ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale).500/1999 Cassazione sent.500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo. 6. a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative. potere di esperire i ricorsi amministrativi. Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo. . Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative. ma tale operazione non è sempre agevole. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare. Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato. 4.Infatti. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo. le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”. . Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa. se però tali limiti risultano violati. per meglio dire. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva. e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato. è infatti una semplice chance. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita. 5. L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. che è certamente 72 . La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. . sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo. . nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza. a partire dagli anni 60. poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo.c.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza. . Sino a pochi anni addietro la sentenza.Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione. dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale.In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo.2043 c. un interesse legittimo pretensivo. gli interessi legittimi o. L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale.Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo. raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo.

Quindi in quest’ultimo caso. l’altra dinanzi al giudice ordinario. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni. Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi. le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. 2043 c. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. bensì atipico. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto. Quindi l’art. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. 2. - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico. ai fini del risarcimento del danno. 80/1998. 2043 non è norma secondaria. Importante è anche il d. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. l’una dinanzi al giudice amministrativo. In tale circostanza. Riguardo alle questioni processuali. nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. 500. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici. non è tipico. la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. l’urbanistica e l’edilizia). correttezza e buona amministrazione. nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma). ma norma primaria. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. Riguardo le questioni sostanziali: 1. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo. Importante è anche l’ordinamento comunitario. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita. Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. La sent.c. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che. 2.lgs.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo.Cass. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). 72 .

. con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo. inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. . Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. dispone.Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta).Art. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. 2 bis della legge 241/1990. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1. . non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. per la riparazione del danno. . e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA. Inoltre il giudice amministrativo. 103 Cost. all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza. cioè colui che si occupa del risarcimento del danno.7. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2. o Non collaborazione del privato.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione. o Novità della normativa. eccesso di potere e violazione di legge. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione.Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento.La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi. né su quelle tecniche. stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. .). La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa.Con la legge 205/2000. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo.Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004. ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione. oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente. ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie. la quale ha chiarito che l'art. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili. dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno. ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 .103 Cost. Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art. o Contrasto giurisprudenziale. il giudice competente è il giudice amministrativo.

R. il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo. e in secondo grado il Consiglio di Stato). il travisamento del fatto.a. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito. Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva).). Poteri cautelari.a. Poteri decisori del g. 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno.a. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi.Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica). Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva.A. fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito. In sede di giurisdizione amministrativa. 2. il giuramento e la confessione. quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento. ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito). Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna.a.. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità.a. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita. incompetenza e violazione di legge. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari. 3. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. la l. Poteri istruttori del g. Giurisdizione di merito. Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T. la violazione di circolari. 72 . sono distinguibili tre poteri: - 1. Giurisdizione generale di legittimità 2. ecc. Sotto un diverso profilo. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g. la violazione del principio di proporzionalità. qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione.a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti. Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1. In concreto vuol dire che al g. cioè io posso chiedere al g. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3. In seguito la L. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. che pretende la pienezza della tutela.

Riguardo ai poteri decisori. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. è in grado di sostituirsi alla p. e decide per es. dispone di una misura cautelare atipica.a. in sede di giurisdizione esclusiva. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c.a..a. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. in tutti gli ambiti. Inoltre. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. base propria della giurisdizione generale di legittimità.c. con la legge 205. 3. 72 . ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. ha sempre. Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. gode dei più ampi poteri decisori: il g. il g. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g. si pone al posto della p. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa. anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo. Riguardo ai poteri cautelari. La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa. vedremo. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva. ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie.p.a. in sede di giurisdizione di merito. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). il g. Il giudice amministrativo.a. alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito). a partire dal 2000 legislativamente. di giurisdizione di merito. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri. Ad eccezione del giudizio di ottemperanza.a.

5. propria della giurisdizione di merito. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti. con un elevato dispendio di energie.)”. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. avvocati e procuratori dello Stato. 6.a. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico).Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. ora come giudice di legittimità. ripristina la situazione quo ante. relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario. personale diplomatico e docenti universitari. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva. 2. in funzione di giudice del lavoro. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio.o. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive. La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito. i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. annulla un provvedimento amministrativo. quindi lo elimina. amministrativi e contabili. le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori. cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità. effetto conformativo ( quando il g. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). 4. nella successiva riedizione del provvedimento. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato. Ma. l’amministrazione. come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 . la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti.Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco. Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. 3. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni. Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari. se è interesse legittimo g. non può adottare un provvedimento identico). 2. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena.. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane.a.

Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici.La legge n. ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. 7. È attribuita in base a grado e territorio. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. 72 . dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. 8. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. anche in forma specifica. esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. La competenza per grado Prima vi era un unico grado. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. e il Consiglio di Stato di secondo. quando la legge non disponga altrimenti. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. il Consiglio di Stato. nonché dalla consulenza tecnica. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. 2. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. 3. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto.

stessa causa petendi ma diverso petitum). L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile. perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6. Se non vi è accorto traslativo.queste sono: .La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige . presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR.p. se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione. quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 .la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) . In caso di litispendenza. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile. ossia funzionale. Necessario che vi siano gli stessi soggetti.. in tutte le ipotesi previste dalla legge. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale.39 primo comma c.Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. Ipotesi di competenza inderogabile e.quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar . alla data di emanazione dell’atto. non si può applicare la normativa del c. Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar. Connessione. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7. lo stesso petitum e la stessa causa petendi. Se vi è continenza (stessi soggetti. in particolare. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio. mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori. All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito. La giurisprudenza ha accolto un unico caso. 5. In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto. secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti).c. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente.c. non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi. 4. vi è analogia con l’art. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio.p. In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito.La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza .c.p. 8.La competenza del Tar del Lazio.

111 Cost. hanno il potere di darvi inizio. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). Si possono ricostruire diversi modelli di processo. di farlo proseguire. ad es. che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. che il giudice debba compiere. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. e la direzione del processo. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. ossia senza che la controversia sia decisa. è sufficiente che venga loro notificata. Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere. che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. amm. il processo in cui le parti. il nostro è tratteggiato dall'art.Sezione prima: Profili funzionali 1. è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria.d. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. lasciando al giudice. 4. Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. . come è ovvio. ed è ciò determina il c. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. la decisione della controversia. A differenza di quanto avviene nel processo civile. Posizione e poteri delle parti . ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. il metodo acquisitivo). nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte. e non il giudice. Posizione e poteri del giudice 72 . che. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte. carattere (o metodo) acquisitivo del p. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione. hanno il potere di dare inizio. Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. è un processo di parti. in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. 2. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. Qui interessa solo il processo amministrativo. il giudice è vincolato alla domanda di parte.il processo amministrativo segue il secondo tipo. e non il giudice.Il processo amministrativo. 3.Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. come processo di parti. in cui queste. come il processo civile).

l’integrazione del contraddittorio. non solo di valutare. ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione).. è il c. la sospensione e l’interruzione. Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice).. Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. questioni preliminari di merito e questione principale di merito. 2697 c. . sotto il profilo dei poteri del giudice. della cessazione della materia del contendere. oltre alla formulazione del giudizio. la direzione del processo: . ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. i decreti di fissazione delle udienze. ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art. anche d’ufficio.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. la quale comporta due regole: 1.Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo.Adotta.Adotta. i decreti di presa d’atto della rinuncia. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova. . che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte.d. . Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova). metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere . Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. Il dato che caratterizza il processo amministrativo. anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa. Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. della estinzione del processo e della maturazione del processo. . regola decisoria. il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale. i decreti di presa d’atto di rinuncia. prescindendo dalla iniziativa di parte. che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati). l’estinzione. o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. 2. ha il potere di valutare liberamente. su istanza di parte. di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione. Essendo giudizio di impugnazione. regola istruttoria.Adotta le ordinanze cautelari e. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. 2. ossia la regola di giudizio dell’onere della prova. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio. secondo il suo prudente apprezzamento. la prove acquisite al giudizio. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale.c. Risponde ad un tipo di tutela reattiva. oggetto del giudizio è là controversia. su cui il giudice deve pronunciarsi. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive. 1. Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. le ordinanze anticipatorie.Al giudice spetta. e di dirigere il processo (su istanza di parte). ma anche di acquisire le prove. Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi.

Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. ma ben lontano ancora da maturazione. silenzio. tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive. attribuiti al processo in quanto tale. quello per l’accesso e il processo elettorale. rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica. ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva. davanti ad un giudice terzo ed imparziale. non ha mai perso tale carattere. in una sola udienza di discussione orale. come ad esempio nel caso del silenzio. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. e si tratta di riti ordinari. e sono: • • • 72 . indipendenza. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. 3. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. accesso). Il giusto processo 1999: modifica dell’art. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali. e sono: Principio di precostituzione. Principi strutturali. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena. in funzione della tutela dell’interesse dei privati. vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile.111 Cost. Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. ma su comportamenti (es. l’oralità e la pubblicità. 4. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1.. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. Manca la fase istruttoria. La legge ne assicura la ragionevole durata”. in condizioni di parità. Spunti di riflessione Il processo amministrativo.lacuna giurisdizionale.

Sui principi di terzietà ed imparzialità. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. A differenza del giudizio civile. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta. è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. 4. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. ed imparziale nella decisione della controversia. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. deve essere posto al riparo da influenze estranee. da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. ossia equidistante. Il principio di indipendenza. ma ormai tale prassi è superata. rispetto alle parti. che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. ed imparziale nella decisione della controversia. e forse deve. da una delle parti. influire sui poteri attribuiti al giudice. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. - Il principio del giudice naturale. come ogni altro cittadino. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio. per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali. Il principio di terzietà rispetto alle parti può. Principio di tempestività della tutela. in altro grado o fase del suo stesso processo. 2. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. 3. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . adottate nel processo civile. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. possono essere accolte anche per quello amministrativo. in cui il giudice. ossia equidistante rispetto alle parti. volta a volta. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato. Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo. Principio di pienezza della tutela. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo. Inoltre. Dovendo i magistrati amministrativi.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. netta processo ordinario e processo di ottemperanza. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. inteso come organo giudicante. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. che dovrebbe essere presto modificata).

controricorso. il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo. sia nella formazione del convincimento del giudice. ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. Peraltro. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. il contenuto della decisione. in particolare nella formazione delle prove.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6. per costituirsi in giudizio. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice. se necessario. soltanto ad uno dei contro interessati. L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . anche. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. sia istruttoria. Di regola. viceversa. questa esigenza può apparire non rispettata. a pena dell’inammissibilità. discussione orale.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza. secondo la disciplina in vigore. proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti. si lede il principio del contraddittorio. per la compresenza di due disposizioni: 1. . L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi. 7. prima della decisione sulla istanza cautelare.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. ossia deve riguardare ogni fase del processo. . ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. 2. Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. 5.Il principio del contraddittorio. . per essere tale. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. Rispettando tale termine. . quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. di conseguenza.la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. che non può riflettersi sul processo. tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. o Continuità. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e. sia di merito. memorie scritte. Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”.

Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione. con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e.La stessa corte costituzionale. anche patrimoniale. Oltre al diritto di azione. prima della modifica dell'articolo 111. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. 3. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito.Sul piano istruttorio. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio. con appositi istituti. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione. la costituzione assicura ai non abbienti. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. piena e tempestiva. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. per l'eccessiva durata del processo. Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. comportando il processo dei costi economici. 2. Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1. in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. o fatti notori o presunzioni.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico. senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze). Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale. per adeguarla a modello costituzionale. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd.

Sezione prima: Premesse 1.fa definire l'azione come il potere. salvi i termini di prescrizione del diritto stesso. solo ad obbligazioni pecuniarie. 2. è un’azione di mero accertamento. • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. . non faccio niente.. • 72 .in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento. • • Introdotta dall’art. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: . la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale.a. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3. per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali. l’azione non è soggetta a termini di decadenza. Cognizione 2. All’azione di condanna consegue. come effetto primario. Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. patrimoniale e non. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art. per cautelarsi.di condanna e le azioni costitutive.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva. Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo. Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto.a. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. Questo secondo tipo di azione. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare. per eseguire qualcosa. La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p.24 Cost. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare. È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio.l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa. senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto. quindi non lo sciolgo. che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione. .

che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. ma alla carenza dello stesso. lo annulla. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni. Se si è formato il silenzio rigetto. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa. Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento. era legittimato a ricorrere • Il novellato art.). Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. che non ha natura sostanziale. trascorsi inutilmente i quali. tanto amministrativa quanto giurisdizionale.a. 72 . ORDINA alla p. come il silenzio diniego.a. o Esempio: c’era un contratto. di fronte al silenzio il cittadino. nel caso in cui sia rigettato. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. ed indagato la fondatezza dell’istanza. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. trascorso inutilmente il quale. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso.a. Il divorzio è una sentenza costitutiva. una volta accolto il ricorso.la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro.a. a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa. cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via. la creazione di una servitù. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento. 3. lo rescinde. dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto. La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa. il giudice lo risolve. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. l’annullamento. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso. la rescissione. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto. • Secondo la normativa precedente. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere. la separazione è una sentenza costitutiva. il contratto non c’è più. dare). Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo. nomina un commissario ad acta.. nell’inerzia della p. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o.. quindi è causata dall’inerzia della p. • Il Giudice.

Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. L'azione di legittimità è detta generale. ma queste saranno limitate al rito. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. La questione 72 . la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. n. merito ed esclusiva. Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto . L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. 4. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. 5. Azione generale di legittimità. Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. 90 gg. che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento. L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri. soprattutto in seguito alla novella del 2000. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. non in una mera affermazione. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. e si sarà formato il silenzio rigetto. 6. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori. oggi considerato però azione di condanna. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge. 2. svolge dunque un'indagine a tutto campo. nel caso di ricorso gerarchico. ossia con la diffida processuale. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. non c’è attività propriamente amministrativa.. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione.

è autonoma. Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti.A. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. 3. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico. perché accessoria all'esito della lite. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. 2. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. 4. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario. o il silenzio-rifiuto. di regola. Condanna al risarcimento del danno. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. 72 . Per quanto riguarda la DIA. Sezione terza: Le azioni di condanna 1.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere.si tratta sempre di un'azione di condanna. improduttivo di effetti giuridici. il risarcimento del danno ingiusto. Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge.in caso di esito favorevole dell' accertamento. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. 3. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita. nel difetto assoluto di attribuzione. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi. ed anche in sede cautelare. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione.

con l'effetto conformativo. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. Sono. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. ma anche contro il suo comportamento inerte. l'azione ha dunque effetto demolitorio. la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. i soggetti. valutati gli interessi in conflitto. Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico. Il giudice ha potere cognitorio pieno. può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato. e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica. 6. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. 2. dunque. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. 3. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata.La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. Concetti generali Nel diritto processuale. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. diversi dal giudice.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. Si può distinguere in: 72 . 5.

Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore. c. Parti necessarie a. o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente. • Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda.1. Parte in senso sostanziale. Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso). 2 requisiti del contradditore: • 72 . cioè parte come soggetto degli atti processuali. Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. Parte in senso formale. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato.d. b. Parti non necessarie d. Soggetto cointeressato a. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. Sono contraddittori formali.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso). 2. Soggetto Controinteressato 2. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. Soggetto Resistente c. In seguito possiamo distinguere in: 1. • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso). quindi. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale. Soggetto interventore/interveniente e. Soggetto Ricorrente b. bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo. • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta.

dunque. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. Per la parte ricorrente. che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere). deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica. se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. d. Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici. se invece conduce all’emanazione dell’atto. 7. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). 5. In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. perché comunque è un soggetto pubblico. La parte resistente È parte necessaria. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. ossia individuabili sulla base dell’atto. Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. il ricorso è contro l’amministrazione controllante. Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato. in quanto esercita poteri spettanti alla PA. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. 6. ma non sempre è presente. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto. palesa evidenti limiti. Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. Il contraddittorio in diritto amministrativo. Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. 72 . . 4.Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello.

dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. 9. è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum). è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). Non nomina i cointeressati. ma da una forte rilevanza sociale. ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. ma se è effettuato nei limiti. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. dal resistente ed al controinteressato formale. parte necessaria. consultazione. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. Anche per la PA è necessario un avvocato. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. Non sono parti necessarie. Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. 10. o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico. ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali. oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. Non si produce per questo interruzione di processo. negoziazione. diversi dal ricorrente. È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti.individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. hanno interesse al mantenimento dell’atto. inquinamento o cambiamenti climatici. possibile per tutti coloro che. 8. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. L’intervento. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause). per la giurisprudenza. oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie. Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che.

i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto. essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto. Nella pratica però tale individuazione appare più complessa. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita.. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso. 4. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. perché tale compito spetta alle amministrazioni. Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). pur non introducendo ancora un’azione popolare. Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso. 72 . Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. 3. 2. ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. Le azioni collettive Il legislatore. Non si può dunque parlare di class action anglosassone. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. per conformarsi anche ai principi comunitari. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento.interessi meta-individuali. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti. L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”. mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970.118 Cost. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale.118 Cost. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti. insieme a quelli di partecipazione democratica. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art. che ha precisato che l’art.

per certificarne l’avvenuto deposito. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato.c. dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni. entro un termine fissato per legge. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore. le iniziative utili per soddisfare gli interessati. Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali. 3. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo. 2.p. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori.: Libertà delle forme Gli atti del processo. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. La recentissima L. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici. La norma. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. nel caso in cui si ricorra ad atti orali. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito.Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali. può anche disporre la nomina di un commissario ad acta. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo. È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività. di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. 121 c. Quasi tutti gli atti sono per iscritto. deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere. ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale. 72 . non a carattere risarcitorio. Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1. di merito o di rito). ai quali le parti sono assoggettate. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo.15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva.c. 4. questi devono essere verbalizzati. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. Forma e luogo degli atti processuali Art. Certamente.1342 c. per i quali la legge non richiede forme determinate. in caso di perdurante inadempimento.. alle omissioni o ai mancati adempimenti e.

o qualora non sia possibile reperirle. al portiere. ordinanze e sentenze 2.c.p. essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte. Possono essere presenti gli avvocati. ad un vicino. presentata in udienza o fuori. sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es. oppure qualora esso non sia reperibile. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile). l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata). oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. dimora o domicilio dello stesso). o personalmente. La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali. Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa.5. Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. all'addetto alla casa o all'ufficio. A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. Si può notificare o tramite posta. decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso). non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione). quindi risulta dal verbale.). 72 . purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). 6. a mezzo raccomandata. orale o scritta (ricorso in calce al quale è.160 c. a causa della sua urgenza. se accolta dal giudice. Può essere pronunciata in udienza. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio. inoltre deve essere brevemente motivata. ma mai le parti personalmente). Nel primo caso. scritto il decreto). non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. sia perché può risolvere una questione che. L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari. 7. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. della notifica.

Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo.c.162 c. può essere definitiva o non definitiva.: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte. 4. Art. la nullità degli atti. 159 c. 159 c. può decidere parzialmente il merito. con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. lo svolgimento del processo. la sottoscrizione a pena di nullità.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti. quando sia possibile. su istanza di parte. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze. l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione).p. 72 . se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). l’indicazione delle parti. Se il vizio impedisce un determinato effetto. 157. i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale. né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono). Riferendosi al rapporto giuridico processuale. Art. Art. È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione).c. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt. 156 c.p.c.c.p.c. Art.: 5. La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio. 157 c. la motivazione e il dispositivo. la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. 156. la data. può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo). se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite).p. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni).: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo. il giudice. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere.p. pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e.3. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere.c. La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. che è la domanda.p. PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1. di merito. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza. se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). con un biglietto che contenga il dispositivo. 162 c. e devono contenere: l’indicazione del giudice. col provvedimento col quale la pronuncia. La nullità non può mai essere pronunciata. all'ufficiale giudiziario o al difensore. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione). e art. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso.

a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. indirettamente. 81 c. e quindi sia dotato del potere di giudicare.a. e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. 25. Mancando l’interesse ad agire.I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. Tale condizione. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda.a. Essi sono due: la competenza. si può desumere. • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. 2900 c. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. dall’art. prevista dall’art. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. di esibire il documento (obbligo specifico). data la delicatezza di alcuni contenuti. 100 c.c. difetto di azione. • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta.n.p. essere titolare del diritto di azione.. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa. Interesse ad agire (art. l. il cittadino proporre ricorso al Tar. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”. quindi. la legittimazione processuale. ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum. invece..p.c.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti. in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo).): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito. Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. 72 . ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. • Il giudice. La tutela del diritto di accesso • Ex. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge.. Art. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda. valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente). ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio. ne resistere. ossia il potere di compiere atti nel processo. può imporre alla p. sia un giudice. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto.c. Se la parte.

per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti. 3. La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. preliminari. istruttori. a sua volta. accessori. L'interesse per il personale. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. La competenza serve invece per distribuire. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo. 2. ed è generalmente derogabile. non determinanti una lesione attuale e concreta . deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti.gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . frutto di elaborazione giurisprudenziale.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio.a.gli atti conseguenziali. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali.• La p. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. ed essere attuale. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo. nel vantaggio. deve essere diretto. 5. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati . cautelari. 4. caratterizzati da precisi elementi. non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. in base a regole predeterminate. la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. 72 . È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. si radica. venga riparata dalla sentenza.gli atti confermati ivi i precedenti atti . Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo. anche solo morale. Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. Questi sono: . L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato.gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente. Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. 6. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. sussista al momento della decisione.

Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). nelle azioni di tipo costitutivo. ed è indirizzata al giudice competente. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. La domanda giudiziale assume.7. cognome. lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). la nullità è sanata. ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. Il silenzio La prima dottrina.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. Ma il silenzio è patologia della PA. Il ricorso collettivo. o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale. proveniente dalla persona che invoca la tutela. Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio). la forma del ricorso. Si devono indicare gli artt. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte. Se l’intimato comunque si costituisce. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome. ovvero. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. 72 . 2. Se invece mancano tali previsione normative. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. nel processo amministrativo. Vincola non solo il ricorrente. così. la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso.

la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. entro sessanta giorni dalla comunicazione. ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. per i diretti destinatari. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. È inoltre prevista la remissione in termini. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. infatti. dopo la proposizione del ricorso. 4. azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. che sono il supplemento del ricorso. Per il diritto d’accesso. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. La notificazione Il ricorso deve essere notificato. a pena di inammissibilità. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. Infatti possiamo distinguere tra: 1. 3. Motivi aggiunti successivi. Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. Ai fini della decorrenza del termine. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. 2. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. 72 . che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. Può accadere. tranne che per le istanze cautelari. il termine è di 30 giorni. Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. Il termine per la proposizione del ricorso. per i motivi aggiunti). dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione.

I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. può ordinare anche d’ufficio. a tal stregua. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti.La Legge n. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. l’esibizione degli atti stessi. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. La legge intende. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. controricorso) e i relativi documenti. chi ha interesse può intervenire. il presidente del TAR. ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. Se si è in prossimità dell’udienza. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta.d. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. Se l’Amministrazione non provvede al deposito. da notificare con le stesse modalità del ricorso. si rinvia ad una nuova. “l’eventuale provvedimento impugnato. è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. accelerare il giudizio. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio. o un magistrato da lui delegato. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. 72 . Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. connessi all’oggetto dell’impugnativa. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano.

Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. e il giudizio si estingue. salute e incolumità pubblica. Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale. quindi. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente. Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. sostituendosi all'amministrazione. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario.. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore.u leggi sul CDS e 22 della legge T. che sia richiesta. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo.S. pubblica sicurezza o immigrazione). se vuole impugnare a sua volta il provvedimento. che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. ambientale.L’intervento va proposto con apposito atto. 2. di regola. 72 . in caso di accoglimento. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. difesa nazionale. di pubblica sicurezza. Successivamente alla prima impugnazione. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio. travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo. ma anche per evitare contrasti di giudicato. 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale.A. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati.lgs. C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale.D. 37 t. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore . fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati. In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no. con apposita istanza. Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che. ma è stato notificato ad almeno uno di essi.R. se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art. la discussione del ricorso stesso. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. La legge sul C. Esempi: 1. Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. colui che riceve la notifica del ricorso deve. potrebbero produrre un risultato favorevole.

ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. legge Tar. 3 della legge 205/2000. tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. Se l'inadempimento persiste.U. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata. a cui possono partecipare i difensori delle parti. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. Il presidente provvede con decreto motivato. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. 21 della legge Tar. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. Nel primo caso. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare. di disporre misure cautelari provvisorie. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. secondo le circostanze. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. anche l’art. (art. il ricorrente può. fumus boni iuris. È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art. avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. Cons. come modificato dalla riforma del 2000. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. a norma dell’art. 21. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica). Prima della decisione del ricorso. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione.9. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. co. senza passare per la nomina del commissario. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato. co.La l. 4. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. L’art. il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono.39 del T. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). La misura cautelare eventualmente concessa. Se il giudice accoglie il ricorso. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente. l’art. anche in assenza di contraddittorio. cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare.n. o della sezione cui il ricorso è assegnato. Nel secondo caso. Allo stesso modo. Al termine di questo procedimento. 21. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA. 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. periculum in mora. 8.

lgs.21. La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso. 5. 72 . 6. sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. presso la segreteria del giudice adito. anche se non costituita. È inoltre possibile. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato. il cd. come modificato dall’art. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione.700 del codice di rito). 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). Il deposito. ma non sospende l’atto amministrativo. 8. a norma dell’art. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. ma sempre nell’ambito del ricorso principale. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. ma dal 2000 esteso a 10). Solo recentemente.contraddittorio. la costituzione si realizza con il deposito. con il d. art. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis. legge Tar. 7. La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio. co. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito. 14. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale. In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. il termine prima era di 2 giorni. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. su istanza di parte. In Camera di Consiglio. 12 aprile 2006. entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale. il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. da notificarsi come il ricorso. Deve essere poi depositata entro 20 giorni.3 legge 205/2000). dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. In ogni caso. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. codice dei contratti pubblici. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza. L’integrazione del contraddittorio. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato. Per quanto riguarda il ricorrente. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado.

L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario.c. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. che appaiono. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione. ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici.)  Art. Le norme che la regolavano erano poche. 4.c. bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità. ma non residuale. secondo le circostanze. 700 è sì una misura cautelare. aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari.205/2000. Ma l’art.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica. La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela. 3. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali. Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. e necessità di tutela urgente. 700 c. ed eventualmente per motivi diversi.c. è ciò comportò giudizi troppo lunghi. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”. 72 .p. più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari. Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. Se questo è irricevibile o inammissibile. Sezione seconda: La fase cautelare 1. Nel 1985 la Corte Cost. Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente. Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi.p. anzi è l’unico applicabile. 2. Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa.p. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. Qui invece è sempre atipico.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze). lo può annullare. poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione.9.

Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. Se si segue il corso normale del processo. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione. 6. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare. L. Se vi è urgenza. ma sono comunque di carattere soggettivo. questi cominciano ad essere motivati.) 8. La prestazione della cauzione Con la L. 7. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso). 9. altrimenti la sentenza sarà annullabile. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni.c. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute. Il giudice si pronuncia con ordinanza. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale. La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello. che può essere prestata anche tramite fideiussione. ma spesso ignorato). La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio. all’integrità fisica. Oggi.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria. non serve alcuna comunicazione. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). 72 . se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. 5. immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. senza contraddittorio. Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso. In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese. e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento.p. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. Può essere prestata da tutte le parti. Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. per ragioni di trasparenza.

dall’istruttoria alla decisione. quello di Roma. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto. o siano state violate norme di procedura. che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio. 2. al prudente apprezzamento del giudice. La mancanza della prova determina la soccombenza. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art. è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità. deve essere imminente ed attuale. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio. concernente.Per la revoca. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. La regola. Il secondo è meno grave. prova dei fatti. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare. esclusa quando i fatti non siano controversi. non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. come ad es. Essi si identificano con i c. dovrà rigidamente attenersi al c.c. genericamente. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. Tuttavia la L. E’ fondamentale perché. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre. fra l’altro. nel caso di incertezza su un fatto. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. da una probatoria. quanto alla loro valutazione. il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente. 101 p. petitum. cosa qui non richiesta. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia.c. ad esempio. nel processo amministrativo. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso. l’impostazione del giudizio.d. L’attività del giudice comporta. fatti principali. basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente. Vale il principio generale dell’articolo 2697 c. Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. la necessità di un’indagine è.d. vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato. Dal punto di vista del giudice.d. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. in buona sostanza. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. E’ un’applicazione del c. sull’onere della prova che comporta. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso. libero apprezzamento del giudice.c.p. 3. di volta in volta. Si distingue un’istruttoria preparatoria. principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. ).

Vale il principio del dispositivo. vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che.). 2700 c.). ma non più ordinata alla PA. cardine della giustizia amministrativa. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico.giuramento e la confessione. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. 2. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo). 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. Se non se ne ha disponibilità. Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. prima che processuale. per il principio della concentrazione. tramite l’ufficiale giudiziario. 1. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione.p. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva.c. 183. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere. Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. 3.p.c. si deve ricorrere all’interpello.c. allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza. 72 . Se vi è inadempimento. quindi.c.c. Il processo amministrativo è processo di parti. 7° comma e art. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio.p. Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate). tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. 4. successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica). La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Prima l’indagine era solo sul fatto storico. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale.184 c. nel pubblico impiego. si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale. non anche sulla realtà extra-processuale. che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice.205/2000. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione. anche quando si trattava di diritti soggettivi. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. L. 5. L’istruzione è per lo più documentale. non esibendo il documento. bensì ad un’amministrazione terza).p. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio). Con la L.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale. pena decadenza. perché prove legali. devono essere previste tutte le prove del c. Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art.

2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. Ma poi 72 . in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione. 8. In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. incluso il principio dell’onere della prova. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa.p. perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. 116 c. Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990. e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato). questi tramite l’art. Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte. 9. che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto. mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo). infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7. L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità). Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile. propri della realtà amministrativa. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile. 6.Fino alla metà del secolo scorso. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. valuterà tale comportamento come argomento di prova. Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato. per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti.Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa. La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa). e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi.c.

p.p.s. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 . anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie.come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile). L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova.420 e s. Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi. che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso.. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi. correttezza e buona amministrazione.c. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito. c. Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità. assoggettati alle norme del c. 10. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. l’onere della prova). in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. 13. 12. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. e non quelle costituite). In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria. si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000.p. in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio. 14.c. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. Nel 2000 i mezzi di prova del c. sul processo del lavoro. in ogni caso (ossia le prove legali. con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile. ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA. per il principio della concentrazione). In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. come nella giurisdizione di legittimità. Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza. Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza. come nel processo civile. 11. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es. per le quali dovevano essere applicabili gli artt. tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice). (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi).c.

possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. Se si va in appello. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio. L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. La segretaria del giudice d’appello. attraverso le verificazioni. discrezionalità tecnica. anche in questo caso. e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria.p. ad eccezione del giuramento decisorio. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado. 15. L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche.c. e comunque ora inserita nel T. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata. verificazioni. 16. Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado.c. sono così applicabili gli artt. 3. Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino.d. Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti.U. Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. a differenza di quest’ultima. secondo la giurisprudenza. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio. richiede la trasmissione dei documenti. tra l'altro non ha messo nel nostro processo. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. la c. entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione. da 191 a 201 c. 72 . . per le misure cautelari urgenti). però. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello.consulenza tecnica d'ufficio perché. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite. altrimenti. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori. richiesta di documenti. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi.p. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti . 17. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate. però. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. sul Consiglio di Stato. salvaguardandola. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare. la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività. I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. come ad es. 2. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio. richiesta di chiarimenti. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva.

esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. Ai sensi dell'articolo 44 del t. Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. La testimonianza. L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. Consulenza tecnica d'ufficio. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. il TAR. In seguito alla presentazione dell’istanza. coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”. È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. 5. Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. Cons. che è pubblica. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. deve contenere i seguenti elementi: 1. perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza.u. La decisione del Tar. Una volta conclusa la discussione. ciascuna delle parti può intervenire.4. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. per illustrare oralmente le proprie ragioni. t. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti). provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. attraverso il proprio avvocato. sottoscrizione del giudice 72 . il tenore della domanda 3. 2° comma. Nell’udienza. eseguire ispezioni. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. indicazione della data 7. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. e come si è già visto la prova legale viene esclusa.u. viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. dispositivo (parte precettiva della decisione) 5.

Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori.p. nonché per prestazioni di servizi. sono ammessi dunque tutti quelli del c. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA. questo sarà valutato come ammissione dei fatti. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute. ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa. anche a persone che non esercitano tale attività. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. al di là dei profili tecnici. 20.. con sentenza succintamente motivata.c.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio. il collegio decide con ordinanza. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. un'influenza diretta sulla decisione della causa. quando si sia verificata 1. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti . 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso. Da svolgersi sempre in contraddittorio. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto. Se la PA mantiene un comportamento omissivo.634 c. 7° comma legge TAR prevede che.c. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati. disponendo. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato.In base all’articolo 26. la perenzione 5. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture. possibilmente. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. tranne le prove legale. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro. l’estinzione del giudizio 2.all'interno di 72 . la sopravvenuta carenza di interesse 6.p. 21. se accoglie l’opposizione. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere. improcedibile o irricevibile.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza . Infine l’articolo 26. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. la cessazione della materia del contendere 4.p. 2214 e seguenti del codice civile. I documenti art. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione.sulle proprie conclusioni tecniche. Il contenuto di tale prova è indeterminato. la rinuncia al ricorso 3.c. sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. 19. inammissibile. 18.

dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. • riformarlo. Vizio di forma. geometri. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. ecc) tenuti dai tribunali. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda. ma la fondatezza della pretesa del ricorrente. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. periti industriali. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado. 3. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione.il contradditorio. presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione. 2. Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. 2. lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. in quanto assorbire è non esaminare.specifici albi. anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. può solo chiedere di sanare tale vizio). e se questo non provvede. È soggetto. esperti in mobili ed antiquariato.in ogni momento . ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato. la giurisprudenza ritiene che si debba 2. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio. • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria. È una categoria che racchiude diverse ipotesi. agronomi. ingegneri. grafologi. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. con accoglimento senza entrare nel merito. Difetto di procedura. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. e accogliendolo può: • annullare l’atto. 1. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. 72 . a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. inoltre. esperti in musica. Se invece rileva una irregolarità sanabile. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. la ratio dell'art. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. le sentenze di merito decidono il merito della domanda. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. Le ipotesi sono due: 1. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato.

Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo..p. altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione.p. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza.). ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. Il Collegio giudicante.c. o d’ufficio.61 e 62 del regolamento di procedura del 1907.c. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: . si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi.117 c. Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c. non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione.p. è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. e nell’art.p. Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt. non dopo ogni singolo giudizio. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo. 2. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c. di fronte al quale si rinnova la discussione. secondo comma. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale. il luogo e il modo dell'esibizione. determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti. il giudice istruttore. in qualunque stato e grado del processo. quindi modificabile. Sezione quarta: La fase di decisione 1. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio.: Il giudice. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c. preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione . dopo la discussione del ricorso.118 + 210 c. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. Se si verifica la “terza opinione. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio). Le parti possono farsi assistere dai difensori.c.p. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). su istanza di parte.c. Se l'esibizione importa una spesa. Se rifiuta il terzo.c.p. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione.22. può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo.276 c.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116. Nell'ordinare l'esibizione. si è svolto il contraddittorio. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito. Questo 72 .c. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare. b) Interrogatorio libero: art.

Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice. ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. ma tenendo conto del principio acquisitivo. accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente. e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). 3. La deliberazione: essendovi più giudici. Il giudice DEVE decidere. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. Non si tratta di arbitrio. sull’onere della prova. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). si avrà la massima “provare o soccombere”. alla restante ne è affiancata un’altra. È richiesta la maggioranza assoluta. Quindi la parte che allega il fatto. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso. Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario.c. Il giudice quindi ha potere di acquisire prove. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio.2697 c. che procede alla raccolta dei voti. o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. ma affermato). Una volta arrivati ad una decisione. Se questa non si forma. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova. di esibizione).avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata). all’art. Questo è da consegnare o personalmente. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento. ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia). e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es. Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . Anche nel processo amministrativo. La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma). c’è un ordine? 5. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art. A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione.c. 7. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto.116 primo comma c. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). La manifestazione del voto è da fare al Presidente. 6. Graduazione. Il dibattito è fissato dal Presidente.p. per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente. è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). 8. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. nel giudizio civile. salvo che la legge disponga diversamente. 4. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione. si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. poi il merito della causa.

L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. tuttavia altri sono contro tale tesi. Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione.A. anche se denominate tali. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana). se l’atto non è notificato a tutte le parti. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. 72 . nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni. Non si tratta di una prova. La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. o di un controinteressato oppure entrambi. Tale tesi è accolta dall’autore. siano esse costituite o non. in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia. di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. con l’istituzione dei Tar. L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. il secondo del Consiglio di Stato.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado. Tuttavia. questo rimedio ha carattere impugnatorio. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. ma almeno ad una. 2. il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo. Nella Costituzione. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile. per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio.

Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. 4. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione. di mero contenuto ordinatorio. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni. anche se erano denominate sentenza.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. La sentenza.p. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado). Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello.340 c.c. L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. nel giudizio di secondo grado.p. es. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado. Per le questioni relative al ricorso introduttivo.. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. dopo essere stata adottata. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. per quello incidentale). costituite. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata. si danno per rinunciate. La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella. ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado. 6. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 . altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. contro interessato pretermesso. 5. e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze). e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es.). l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado.c. Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello.p. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio. con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado.340 c. Divieto di ius novorum dunque. a meno che su istanza di parte. Come detto. mentre per le restanti continua il processo. in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. 345-346 c. Artt. 3.c. In appello non si possono proporre nuovi motivi. per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente.

Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 . Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi.205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art. perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. 8. tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato. con atto notificato alle controparti. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1. La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. I casi di revocazione Nel processo civile.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio. Il più diligente. È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. 2. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. Se si è ancora nel termine per impugnare. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. da depositare nei 20 giorni successivi. 7.23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione. La sent. In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio). Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. che arriva prima. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale). si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi. Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. fa appello principale. La notifica è diversa dal primo grado.

iudicium rescindens) e. Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina.p. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR. -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato. Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione. sullo stesso oggetto. stabilisce l’art. Contro le sentenze del Consiglio di Stato. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c.p.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. accertato con sentenza passata in giudicato.400 c. 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria). .p. In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello).. 3. con riferimento al rinvio all’art. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio. L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione . altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela). ma in cause diverse. anche se ancora in tempo per l’appello. rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art. dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art. determinante per la sentenza.sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza. ma è fatto rinvio al codice di procedura civile. la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti).-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è. e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice.395-396 c. 4.p. o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). con riferimento a pronunce di giudici amministrativi. in tal caso.395. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. 5. iudicium rescissorium ). dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione). l’art. Per la dottrina. che riguarda i casi di: .il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. . I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini.c. per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. È errore di percezione. Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti. La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione. L’errore di fatto deve essere. o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c.c.La sentenza affetta da dolo del giudice.d.c.c. .La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato. Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi. .. . la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti. nel caso di accertamento positivo.c. non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione).396 c. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi.p. Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali).d. Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto.p. 72 . in base al rinvio agli artt.c.sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione.395 c.

2909 c. Al contrario della revocazione. attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo.p. i loro eredi o aventi causa”. si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare. altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato. I soggetti legittimati. (il giudicato). 72 . sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo.La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo. 1° comma c. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello.. seguendo forme e termini. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza).c. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. 6. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso. n. Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti.c.c. Art.177 ha.) 7. Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria.c.404 c. Secondo tale articolo. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato.. che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive). includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali. Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo. 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”. ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile). o al ricorso in Cassazione).p. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale.3 e 24 Cost. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo. Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo.398 c.p. che può essere ordinaria o straordinaria.c. ed ha effetto devolutivo (come l’appello). però. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. tranne la revocazione stessa.2909 c. a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare. con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. e rapporto con il ricorso in Cassazione. in combinato disposto con l’art. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995.36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt. dichiarato l’illegittimità dell’art. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo. non è presente nel processo amministrativo. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza. art. Inoltre la Corte Costituzionale. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c.p. anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore. perché giudice naturale delle impugnazioni.c. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione. i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato. le sentenze opponibili. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato. che sono gli stessi dell’appello). Punto di partenza è l’art.

tra giudici ordinari. 5. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo. 6. In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia.art. Se si propone opposizione insieme alla revocazione. Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda. amministrativi e tra giudici speciali. esplicita o implicita. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio. 4.c. Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione. positivi o negativi. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale. . La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art. perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio. È escluso ogni sindacato 72 . La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio. se ne dalla sussistenza della giurisdizione. e in ogni stato e grado del giudizio. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . 3. 2.. la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato. si porteranno avanti i 2 giudizi. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione).325 c.p. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione. il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado.c. La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione.p. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato. Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c.c.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1.Se si propone l’opposizione insieme all’appello. quando proseguii giudizio.p. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo. di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto. finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato.41 c.

cessazione della rappresentanza -Morte. o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. SI ha sospensione nei seguenti casi: . Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi.su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione.questioni di legittimità costituzionale di leggi .regolamento preventivo di giurisdizione . con 72 . questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti. Il processo.causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone. tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. inabilitazione. non inizia ex novo. l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte. o dall'avvocato. CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE. l'eccesso di potere giurisdizionale. ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. 2. dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori. che ha natura solo dichiarativa.questioni pregiudiziali . Sezione seconda: Estinzione del processo 1. La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo. vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia. 2. munito di mandato speciale. Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito. l'errata composizione del collegio giudicante. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. indipendentemente dal provvedimento del giudice. La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti. pena estinzione. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. una volta ripreso. o per ragioni attinenti al rito. perché non più necessario. a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti.regolamento di competenza . fallimento. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1. o la volontà. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale.questioni di interpretazione di leggi comunitarie . -Morte o perdita della capacità del rappresentante. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili). determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza.

2. La rinuncia e quindi atto di parte. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza).205/2000. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. 6. però. ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. e non può essere sottoposto a condizione. con apposito atto notificato tutte le altre parti. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. ma eccepita dalla parte interessata. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale. se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente.dichiarazione resa a verbale. a cura della parte più diligente.26 della legge del 1971. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso. disciplina le "decisioni in forma semplificata". in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente. improcedibilità o infondatezza del ricorso. ossia le sentenza succintamente motivate.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc. 4. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso. A differenza della perenzione. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. 3. inammisibilità. e anche atto unilaterale recettizio. 5. come novellato da L. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato. La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. La decisione semplificata Art. Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. compresi interessi e rivalutazione. trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti. termino modo. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo.

c. perché si tratta di udienza di trattazione).la completezza istruttoria Se il primo viene omesso. per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione. il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva. la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado. Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati.23 bis non rappresenta una novità assoluta. I presupposti I presupposti sono: . 3. Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria. inammissibile o improcedibile il ricorso.nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile. senza per altro violare il principio di uguaglianza. la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura. Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): . Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum. elemento formale della sentenza.. da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza.da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa . 2.p. Sezione seconda: Il rito abbreviato 1. non vi è vizio di procedura. L'art. ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito. anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso"..motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 . La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale). Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina.fatto o di diritto ritenuto risolutivo. Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: .) I termini sono così ridotti: .concentrazione della fase cautelare con quella di merito .la completezza del contraddittorio .. o ad un precedente). come da c. Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione.nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare . Sezione terza: Il rito accelerato 1. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio. non anche per il deposito. infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici. perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione. Si semplifica la motivazione. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza. o 120 giorni dalla pubblicazione. Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso.

ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 . Il Governo ha stabilito che: . Controversie in tema di infrastrutture 1. nonché quelli relativi alla costituzione. servizi e forniture. si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza. 3. salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito). I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art.provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità . 2. Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: .1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale.limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione.forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica . CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1. nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione.l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) . anziché 60.tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori. Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato. attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito". 5.23 bis si applicano ai processi impugnatori.provvedimenti di nomine pubbliche 4.E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi. L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni. ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora. e quello lungo di 120.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti .i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici. non vi è un'individuazione per materia. il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata). modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali . Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello. perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma. Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: . nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare.i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione .la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari).

è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. per incentivare la ripresa dell'economia. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni). legittimate all'accesso. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. 2. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. non degradabile ad interesse…. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo.2/2009.69/2009. il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere.. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio.103 Cost. e in ultimo con L. Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio. impulso. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma. infatti. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto). ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria. si sono viste respingere l'istanza. facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). 1. Sono previste inoltre innovative norme processuali.2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo". e le relative questioni risarcitorie. Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego.non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che. È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata. e. Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. vigilanza.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. L'art. siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta. come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo). proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento. come modificata nel 2005. in caso di annullamento degli atti della procedura. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. 1. insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione. richiesta di ogni documento utile. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. con sentenza succintamente motivata. si da lettura immediata del dispositivo. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. Se invece ritengono illegittimo il diniego. 3. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. e la PA può essere rappresentata da un dirigente. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). il ricorso deve essere notificato. si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito). In caso di silenzio-rifiuto. con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). 4. Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. presentazione delle liste. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. o 90 dalla pubblicazione. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. né quelli ad opponendum. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). né ad adiuvandum). All’udienza. incompatibilità. il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. Scaduto tale termine. Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso. da parte dell'interessato. Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. 5. il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. 72 . 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. Se è disposta un'istruttoria. in mancanza. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. Entro i successivi 10 giorni. Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. Le parti possono stare in giudizio personalmente. Se il ricorso è accolto. Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. In caso di accoglimento. di notificare alla PA la diffida a provvedere. è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. se non vi sono necessità istruttorie. Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. il ricorso si ha per respinto. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR. Se la PA rimane comunque inadempiente. Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza.diritto alla riservatezza). La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). viene nominato un commissario che provveda a suo posto.

previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI.Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato. quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale. anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata.solo per motivi di giurisdizione. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. Come nel processo ordinario. Nascita. Questo. Presente in tutte le sentenze. perché il giudice amministrativo. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi. È discriminante l’attività svolta: . ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. attraverso il giudizio di ottemperanza. o tra le Federazioni e i professionisti. In queste materie le società.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni. Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. 72 . ricorso in cassazione. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato. Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato.1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia. dopo aver annullato il provvedimento amministrativo. revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. 5. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. 5. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione. le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento. Tali società sportive infatti. funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale. La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute).è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari. anche quelle meramente di rito. di natura pubblicistica. che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato. Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale. deriva dalla definitività della sentenza.se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. si è nell’ambito del diritto privato .

anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. 72 . non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. i loro eredi e i loro aventi causa. attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. . Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere. di riesercizio del potere. proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione. attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato. Il giudizio di ottemperanza si prefigge. sia ottemperanza. se il provvedimento è annullato. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. realtà giuridica del provvedimento annullato. in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso. in definitiva. Invece. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. La sentenza non opera ex tunc essa. Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo. L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. Il ricorrente punta. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: . Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. Se la sentenza rigetta il ricorso. L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva.effetto eliminatorio. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. 2.effetto conformativo. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento.d. - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile.effetto ripristinatorio. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato.effetto preclusivo. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. . e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. . In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. è perché la PA ha commesso errori. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e. invece. la PA non potrà ribadirlo). Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato. pertanto.sostanziale.

Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). ma tendono a farlo in maniera surrettizia. Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. cioè un’azione operata in maniera ambigua. in contra. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. b. quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. Sotto il secondo profilo. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano. vale a dire. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione). IV. emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. L’oggetto del giudizio. Sotto il primo profilo. investe: a. sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza. qualora la PA violi o eluda il giudicato. sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo. ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. essa poi. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. La particolare circostanza che. l’atto sia nullo ope legis. es. Ci si chiede se. Quando l’amministrazione. 6-10-2003. bensì con il rito ordinario di cognizione. c. di nascosto. 5820. n. già illegittimamente esercitata. a fronte della sentenza a se sfavorevole. sia rimasta inerte. 21 septies della legge 241/1990.Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio). pertanto. Del pari. 3. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato.

Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. 5. Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi. in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio. a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale. ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado.Decisioni di carattere meramente processuale . Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA. Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. restituendo così piena efficacia all’atto controllato. Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. 4. ordinario o amministrativo.Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo . poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice. in definitiva. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. integrato dalla giurisprudenza. cioè. oltre che alle ordinanze cautelari. viceversa e più propriamente. annullamenti d’ufficio). soggette ad impugnazione.giudizio d'ottemperanza). • sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo. sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza.Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori . parte dell’oggetto del giudizio. In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. 72 . si esaurisce nell'effetto demolitorio): . Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto.

c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato. il regolamento 642/1907. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. la trattazione del ricorso in pubblica udienza. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. g. f. anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva.91. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . è legittimato ogni soggetto interessato. e. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica. anche se estraneo al giudizio. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. accerta se. la quale. Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. è però consentita. Il Consiglio di Stato. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. entro i 20 giorni successivi. ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. all’art. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. l. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari. Quanto alla competenza. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario. si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. Se il giudicato è efficace ultra partes. 6. a domanda. o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata. d) Competenza: a. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. h. l’amministrazione abbia provveduto. b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. invece. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza.

è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. vi sarà un ordinario giudizio di legittimità.I poteri del giudice sono amplissimi. che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine. Per parte del ricorrente. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. ma un ausiliario del giudice. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato). Se questo fallisce. In questo ultimo caso. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. l'interessato può. Se sono invece impugnati da un terzo. il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). chiedere al TAR le disposizioni attuative. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo. Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8. Forme particolari di ottemperanza . ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato.In materia di danno per lesione di interessi legittimi. con istanza motivata e notificata. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata. Per sentenze non sospese si intendono: . Commissario come organo ausiliario del giudice. 9. Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato. E' prevista dunque una forma di accordo. Per parte dell’amministrazione. Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio. con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR. che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR.le sentenze non ancora appellate . in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). Non è un organo straordinario della PA. notificata ai contraddittori necessari. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento. ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. 7. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo.le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza. Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado. gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza. Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza.

La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta. La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. ma soprattutto estesa al merito.Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1. in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici).I presupposti: L'interesse qui è precario. ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado . ad esempio. solo su istanza del richiedente. Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato.Non impugnatori: 72 . 2. Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato). ricorso in opposizione) . 3. Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo. modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio. non stabile. Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi. Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA.Il ricorso gerarchico improprio .Il ricorso gerarchico proprio . Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce. ricorso in opposizione) . Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA. la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili).Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma .Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) .Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi . La legge istitutiva dei TAR. non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale. La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: . e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri.Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio.le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato.Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà. attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA.Il ricorso in opposizione . tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale. né di controllo (perché è su istanza di parte).. Tipologia dei ricorsi. ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente).

Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. non tra persone. da un organo collegiale. a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante). è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. poi quello gerarchico. pur non potendo proporre nuovi motivi di censura. 5. 4. che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa.implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA. La definitività ab origine può essere: . Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi. questo è inammissibile. il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti.Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide. Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. questo è improcedibile. Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: . .i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica. per motivi di legittimità e di merito.esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. ma come luogo ove tutelare le proprie ragione.finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA. I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito. Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva). [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. da un'Autorità amministrativa indipendente. da parte di chi vi abbia interesse. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo. 6. I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. Non è necessario il patrocinio di un avvocato. Riguardano di solito diritti soggettivi. da un'autorità cui la legge ha dato 72 . Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. Se prima è proposto il ricorso gerarchico.Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato . poi quello giurisdizionale. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. pena nullità. Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento . Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. Se più persone sono interessate. il ricorso gerarchico è inammissibile). ma con gli altri ricorsi amministrativi. Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato. o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato. .

e la PA si pronunci tardivamente. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso. e non è coperto da riserva di legge. Tali ricorsi. Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. salvo principio dell'assorbimento. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri. determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità). 8. L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto. Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. salvo i casi previsti dalla legge. la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. sospensione cautelare. 72 .competenza esclusiva per quella materia. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. per espressa previsione di legge: . L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. Qualora scada il termine. vizi di legittimità e di merito). In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio. d'ufficio o su istanza di parte. In tutti gli altri casi.). poi di merito. tale decisione sarà in ogni caso legittima. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento.gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono. perché è ammesso nei casi.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. Tuttavia può essere sospesa.. La decisione. nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. dopo l'unificazione in un'unica istanza. o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore). non porrà alcun onere di impugnativa. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico). L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. o direttamente all'autorità competente. se di rigetti.gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione . Non occorre il patrocinio di un avvocato. L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento. 9. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati. per gravi motivi.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni .. introdotti nel 1971. Atti non impugnabili. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum. Per quanto riguarda l'istruttoria. E' un rimedio di carattere eccezionale. 10. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito. ispezioni.

11. e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. La decisione sul ricorso ha carattere definitivo. CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1. 3. Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni. mentre di opposto parere è la dottrina. non vi è discussione orale. e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. Sono previsti tuttavia pochissimi casi. in quanto è ammesso solo contro atti definitivi . per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato. Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. E' poco usato. Tale situazione è mutata nel 1997. solo per vizi di legittimità.generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale. E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi. questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile.Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. E' disciplinato dalla legge del 1971. che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice. la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza). se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto). Per la disciplina.alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. costituisce comunque una giurisdizione. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re. Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. anche quando esprime solo un parere. Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!). la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. le regole per presentare e notificare il ricorso. quelle sul contraddittorio. 72 . il contraddittorio è unilaterale e scritto. contro provvedimenti non definitivi. Sono applicabili. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi. Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale.). Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale).impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo .125 Cost. sulla sospensione e sulla facoltatività. .straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA). quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. tra le altre. secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. comporta solo decisioni di annullamento . potrebbe essere assai utile. eliminatorio: in caso di accoglimento. di legittimità costituzionale. ma come questi neutrale.

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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l'accordo bonario e l'arbitrato. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. e all'altra parte della controversia. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione. 10. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. disciplinata dal decreto ministeriale. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse.. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti. nei 30 giorni successivi. Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895). depositar osservazioni scritte. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. La decisione finale rimane sempre affidata le parti. l'altra destra direzione provinciale del lavoro. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. 11.p. Della conciliazione. da effettuarsi secondo le norme del c. si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. 9.con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. dunque se il suo esito. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore.c. Il codice contempla la transazione. viene redatto verbale. Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici. 72 . 8. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione.per quanto riguarda i patti di famiglia. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. introdotti nel 2006. Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e.

oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi. che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar.c. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. 72 . anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. indipendentemente dal loro valore. In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione.. e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri. La norma è assai scarna. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. momento di inizio della procedura.p. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. tranne il giuramento. Questa. servizi e forniture. È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. e rimane la alla disciplina del c. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto. istituita presso l'autorità di vigilanza. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni.c. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione.p. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi.

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