PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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per la concorrenza. dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. 2. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. poi affermata. mentre le materie dei servizi pubblici. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. la struttura contenziosa. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. forme processuali semplificate o riti accelerati. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. 292. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. prima è stata negata. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza. n. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia. inizialmente ritenuti non impugnabili. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. per le controversie delicate. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva. la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. La legge n. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. e di servizio di forniture. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. L'azione risarcitoria invece. è stata poi espressamente prevista per legge. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. 205. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. nel periodo in cui è stato giudice unico. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. 80/1998. dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. La fretta si evince dal disordine delle disposizioni. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. per gli accordi amministrativi. da parte dei giudici amministrativi. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. anche se relativi e di natura patrimoniale. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. n. 3. anche d'urgenza. Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela.

Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo. il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. nonostante le critiche. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. o di colmare le numerose gravi lacune. per quanto riguarda i riti speciali. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione. in linea con le disposizioni costituzionali. La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. ancora non chiara e soddisfacente.comunque interpretato. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. ancora non del tutto attuate. 5. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. 4. fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei.non coordinazione. primo tra tutti quello per materia.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace. La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. con due deleghe emanate nel 2009. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 . La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. ma nessuna di queste è andata a buon fine. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. e sono state introdotte più discipline processuali speciali. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi. per assicurare la snellezza. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. ossia entro l'inizio di luglio 2010. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. e c'è chi punta verso un sindacato più limitato. può conoscere anche dell'azione risarcitoria. concentrazione ed effettività della tutela. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela). Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica. Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. caratterizzate dalla riduzione della durata del processo. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni. 6.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. con la L. sicuramente però.

fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. regolamenti e per le questioni. per almeno 5 anni. la quinta nel 1907. o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. 72 . ed è titolare dell’azione disciplinare. per quanto concerne l’attività di natura consultiva. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. la quarta nel 1889. le Sezioni. testi unici. su proposta del presidente del Consiglio. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). scelto tra i consiglieri di Stato. di rilevanza generale o di massima. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. la sesta nel 1948). sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. su richiesta delle parti o d’ufficio. Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente. sulle quali il presidente. del Consiglio dei Ministri e. Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. Il presidente è coadiuvato. nell’esercizio delle sue funzioni. L’Adunanza Generale. o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. funzioni direttive. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. Il presidente del CdS può formare. Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. tramite quest’ultimo. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. commissioni speciali. le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. al Capo dello Stato. Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. previa delibera del Consiglio dei Ministri. da un segretario generale. Finalità e funzioni: o Possibilità. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio.

quella di Latina. comma 2. ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale. 3. avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. o 2. . laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate). sospendere o riformare l’atto amministrativo. quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige.La legge individua.Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati. promozioni. Nel primo caso. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza. Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario.- Deferimento del Presidente. al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS. 125 Cost. . ed una sezione distaccata. o Primi referendari e secondi referendari. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. . Conseguente al divieto di annullamento.Con la legge 1034/1971. laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. inoltre. articolato in 3 sezioni interne. . dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno).. articolato in un'unica Sezione. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”. . CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico).Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. per soggetti titolari di determinati requisiti. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami. composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR. Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. con sede a Bolzano. assegnazioni di sede e di funzioni. ad esempio il TAR Lazio. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). nonché funzioni di natura consultiva. anche l’eccesso di potere.Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. 72 . è stata data completa attuazione all’art. con sindacato su ogni tipo di vizio. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione.

con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n.103 Cost. i giudizi di conto.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato.c. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici.). 72 . Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari. di tipo preventivo o successivo. al cui art. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. fatti e comportamenti. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. addirittura. Quanto ai soggetti controllati. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti. anche di diritto privato. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. La corte dei conti può. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici. 2. ad essere incentrato. il contenzioso pensionistico. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche. in sede giurisdizionale. al governo o allo stesso organo controllato. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.p. alvei e sponde. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento. 34. oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. Funzioni: controllo. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti. avere funzioni amministrative di controllo.c. più che sui singoli atti. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. che utilizzano fondi pubblici. ognuna delle quali composta da un presidente. all'efficacia dell'attività amministrativa. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. Ogni Commissione si articola in Sezioni. invece. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare.p. Il controllo successivo tende.m. Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. Ha giurisdizione piena. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale. b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche.. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari. inoltre. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o. è esperibile il giudizio di ottemperanza. di tipo specializzato. vennero istituiti otto tribunali regionali . ai limiti dei loro corsi. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c. 1664. i giudizi a istanza di parte in materia contabile. sempre in sede giurisdizionale. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. e simili. i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile. Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). costituite da magistrati della Corte di appello.

ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. controversie riguardanti la occupazione totale o parziale.U. Palermo e Cagliari. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde. sarebbe assente la terzietà del giudice. degli atti emanati da tali organi. l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. già funzionari del genio civile. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto.U. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. Roma. se non in senso formalistico. e con la sentenza n. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. 3. da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. che lo presiede. Napoli. permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità. tre esperti. acque. iscritti nell'albo degli ingegneri. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. 142 T. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es. Ai sensi dell'art. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. delle controversie intorno alla demanialità delle acque. quattro Consiglieri di Stato. Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n. Firenze. nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari. Milano. poiché trattandosi di giurisdizione domestica. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi. risarcimento del danno). d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa.Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. quattro consiglieri di Cassazione. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 . L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa.111 Cost. comma 3 del T. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143. Venezia. acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti.

sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. se limitato o estinto. Nel 1930. procedimento. perché non vi è la norma). perché protetto in Cost. o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. o - 72 . le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. si pone una questione attinente alla giurisdizione. affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. tanto il CdS quanto la Cassazione. termine perentorio. In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo. per forma. degradano in interessi legittimi. per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. Non si tratta solo di carenza in astratto (es. come si stabilisce quando una norma è di azione. se colpiti da un potere amministrativo. invece. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni.I diritti soggettivi. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. Se ad essere leso è un interesse legittimo. presupposti). Se ad essere leso è un diritto soggettivo. affidata ad un giudice diverso. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. il giudice competente è il giudice ordinario. e si riferiscono all’interesse legittimo. il giudice competente è il giudice amministrativo. In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. il igudice competente è il giudice ordinario. la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). Dal 1889 al 1930. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria. Ma come può un diritto soggettivo. tutelato dal giudice ordinario. ma anche in concreto (es. di competenza del giudice amministrativo. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. il giudice competente è il giudice amministrativo. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo. “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi.

2. secondo il quale si ritiene che: .si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). come ricavato dagli artt. 113. e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente. la materia dell’iscrizione agli albi professionali. eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. 2. un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi. 3. secondo il quale: . 4. ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Secondo l’impostazione dottrinale.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo. 5. Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva.Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio. La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi. . soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. a fronte dell’attività vincolata. e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 . il privato vanta interessi legittimi. il privato vanti diritti soggettivi.si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative. quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario. . a fronte dell’attività discrezionale. invece. La giurisprudenza. Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo.24 e 103 della costituzione. La teoria della degradazione dei diritti. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione. quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato. Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie.

3. 3. e dopo che il provvedimento è adottato. 7. deve motivare tale scelta. 4. solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. 5. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. 2. riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali. invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. Interesse legittimo. Sono costituiti dalla partecipazione. La potestà della PA può portare a 2 effetti. con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. presentazione di memorie. E’ tutelato in via assoluta e non mediata. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito. limitativi o ampliativi. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo. 6. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. per effetto del numero 6. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati. 72 . Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. • Poteri di reazione. Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. 8. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta). L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle.giurisdizionale da parte del privato. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento. Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. consultazione di atti.

Sino a pochi anni addietro la sentenza. L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. 4. gli interessi legittimi o. L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. a partire dagli anni 60. . potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime. La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva.In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. . 6. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo. 5. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza. raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo. dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale.2043 c.500/1999 Cassazione sent.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare. poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. per meglio dire. un interesse legittimo pretensivo. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo.500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”. . se però tali limiti risultano violati. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili.c. Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo.Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione. potere di esperire i ricorsi amministrativi. ma tale operazione non è sempre agevole. che è certamente 72 . . L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa. Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato. Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo. è infatti una semplice chance.Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. . ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale). e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo.Infatti. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita. Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo. se il privato vantava. a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative.

ma norma primaria. Importante è anche l’ordinamento comunitario. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. 72 . bensì atipico. - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. 80/1998. Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo.Cass. Importante è anche il d. correttezza e buona amministrazione. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. l’una dinanzi al giudice amministrativo. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni. La sent. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. 2. 2. l’altra dinanzi al giudice ordinario. Quindi l’art. le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). 500. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto. In tale circostanza.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo. la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che.lgs. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. 2043 c. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi. 2043 non è norma secondaria. l’urbanistica e l’edilizia). Quindi in quest’ultimo caso. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. Riguardo le questioni sostanziali: 1.c. non è tipico. nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma). mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. Riguardo alle questioni processuali. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita. nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. ai fini del risarcimento del danno. la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici.

103 Cost. stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. eccesso di potere e violazione di legge. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. .Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . . inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo. dispone. oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente. Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo. 2 bis della legge 241/1990. La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione.La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi. il giudice competente è il giudice amministrativo. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno. ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA. o Novità della normativa.7.Con la legge 205/2000.Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento. Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa. o Non collaborazione del privato. non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza. o Contrasto giurisprudenziale. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2. . la quale ha chiarito che l'art. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva. . che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa. cioè colui che si occupa del risarcimento del danno.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione. e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta).103 Cost.Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 . ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie.Art. . Inoltre il giudice amministrativo.). per la riparazione del danno. né su quelle tecniche. con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo.

ecc. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3.a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. sono distinguibili tre poteri: - 1.A. cioè io posso chiedere al g. Giurisdizione generale di legittimità 2. la violazione del principio di proporzionalità.a. 3. il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti.a. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. la l. il travisamento del fatto. Giurisdizione di merito.a. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi.. la violazione di circolari. quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità. Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito. Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T.). fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. In concreto vuol dire che al g. ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito). Sotto un diverso profilo. 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva). che pretende la pienezza della tutela. e in secondo grado il Consiglio di Stato). Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1.Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica). Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. Poteri istruttori del g. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni.a. allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva. Poteri cautelari.R. il giuramento e la confessione. Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione.a. In sede di giurisdizione amministrativa. In seguito la L. 72 . qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso. 2. Poteri decisori del g. incompetenza e violazione di legge. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari.

ha sempre. alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito).. vedremo.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. 72 . in sede di giurisdizione di merito. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. Inoltre. Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. a partire dal 2000 legislativamente. il g. di giurisdizione di merito. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. Il giudice amministrativo. La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri.c. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata.a. 3. anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo.a. il g.a.a. in sede di giurisdizione esclusiva. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. Riguardo ai poteri decisori. ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). in tutti gli ambiti. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude.a. con la legge 205. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c. si pone al posto della p. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile.a. Riguardo ai poteri cautelari. Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno. ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie. base propria della giurisdizione generale di legittimità. a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa. gode dei più ampi poteri decisori: il g. dispone di una misura cautelare atipica. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. e decide per es. è in grado di sostituirsi alla p.p. Ad eccezione del giudizio di ottemperanza. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva.

Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari.a. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico). La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito. ripristina la situazione quo ante. 2. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti. le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche.o. ora come giudice di legittimità.)”. Ma. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni.Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. effetto conformativo ( quando il g. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive. avvocati e procuratori dello Stato. se è interesse legittimo g. come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. con un elevato dispendio di energie. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario. annulla un provvedimento amministrativo. amministrativi e contabili. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario. cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco. l’amministrazione. personale diplomatico e docenti universitari. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. in funzione di giudice del lavoro. i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità.Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato. nella successiva riedizione del provvedimento. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato.a. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. 2. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva. 4. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo. non può adottare un provvedimento identico). Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. 5. si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 . quindi lo elimina.. 6. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane. relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità. 3. i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato. propria della giurisdizione di merito. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori.

esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. il Consiglio di Stato. e il Consiglio di Stato di secondo. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto. 7. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. La competenza per grado Prima vi era un unico grado. Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. È attribuita in base a grado e territorio. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche.La legge n. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado. Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione. anche in forma specifica. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. nonché dalla consulenza tecnica. quando la legge non disponga altrimenti. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. 72 . L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. 2. facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. 3. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. 8.

p.La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza .La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige . 8.quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar . vi è analogia con l’art. In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto. in tutte le ipotesi previste dalla legge. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale. mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori. La giurisprudenza ha accolto un unico caso. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile.p.. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause.Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito. L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa. in particolare. Ipotesi di competenza inderogabile e. non si può applicare la normativa del c.p. se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7. Connessione. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente. 5.c. alla data di emanazione dell’atto. 4. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile. presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR. ossia funzionale. All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito.queste sono: . perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6. non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti). Necessario che vi siano gli stessi soggetti. Se non vi è accorto traslativo.La competenza del Tar del Lazio. In caso di litispendenza. Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar. Se vi è continenza (stessi soggetti. stessa causa petendi ma diverso petitum). lo stesso petitum e la stessa causa petendi.c.39 primo comma c.c. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 . secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio.la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) . quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo.

in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). il giudice è vincolato alla domanda di parte. che. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. il metodo acquisitivo). Posizione e poteri delle parti . è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti. nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. Si possono ricostruire diversi modelli di processo. la decisione della controversia. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. e la direzione del processo. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria. il nostro è tratteggiato dall'art. che il giudice debba compiere.111 Cost. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. 2. che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. ossia senza che la controversia sia decisa. A differenza di quanto avviene nel processo civile. e non il giudice. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo. è sufficiente che venga loro notificata. carattere (o metodo) acquisitivo del p. il processo in cui le parti. di farlo proseguire. ed è ciò determina il c. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. come è ovvio. Posizione e poteri del giudice 72 . amm.Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. e non il giudice.d. in cui queste. ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere. è un processo di parti. hanno il potere di darvi inizio. hanno il potere di dare inizio. Qui interessa solo il processo amministrativo.Il processo amministrativo. 3. . lasciando al giudice. come processo di parti. ad es. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. 4.Sezione prima: Profili funzionali 1. come il processo civile).il processo amministrativo segue il secondo tipo. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello.

Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova). di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione. la prove acquisite al giudizio. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale. ossia la regola di giudizio dell’onere della prova. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. . su istanza di parte. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. i decreti di presa d’atto di rinuncia. ha il potere di valutare liberamente. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi. Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale.Adotta. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. e di dirigere il processo (su istanza di parte). Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. Essendo giudizio di impugnazione. Il dato che caratterizza il processo amministrativo.. che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati). regola decisoria.Adotta. della cessazione della materia del contendere. . . . le ordinanze anticipatorie. questioni preliminari di merito e questione principale di merito.Al giudice spetta. che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione). 2697 c. la quale comporta due regole: 1. anche d’ufficio. o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1. ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art. Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice). ma anche di acquisire le prove.. i decreti di fissazione delle udienze. su cui il giudice deve pronunciarsi. ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte.Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo. 2. regola istruttoria. Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. 1. anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa. metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere . la sospensione e l’interruzione. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione. Risponde ad un tipo di tutela reattiva. sotto il profilo dei poteri del giudice. prescindendo dalla iniziativa di parte. secondo il suo prudente apprezzamento. l’estinzione.d. 2.c. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio. l’integrazione del contraddittorio. in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. della estinzione del processo e della maturazione del processo. non solo di valutare. Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. i decreti di presa d’atto della rinuncia. oltre alla formulazione del giudizio. è il c. oggetto del giudizio è là controversia.Adotta le ordinanze cautelari e. la direzione del processo: .

rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. Spunti di riflessione Il processo amministrativo. ma ben lontano ancora da maturazione. in una sola udienza di discussione orale. in funzione della tutela dell’interesse dei privati. e si tratta di riti ordinari. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive. e sono: Principio di precostituzione. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. Principi strutturali. accesso). davanti ad un giudice terzo ed imparziale. ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. Il giusto processo 1999: modifica dell’art. 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. silenzio. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1. non ha mai perso tale carattere. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio.lacuna giurisdizionale. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. quello per l’accesso e il processo elettorale. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”. attribuiti al processo in quanto tale. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. indipendenza. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva. 3. in condizioni di parità. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. come ad esempio nel caso del silenzio. vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile. Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. l’oralità e la pubblicità. 4. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere.. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena. La legge ne assicura la ragionevole durata”. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali.111 Cost. e sono: • • • 72 . Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. ma su comportamenti (es. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. Manca la fase istruttoria.

Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. 4. - Il principio del giudice naturale. ma ormai tale prassi è superata.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. Principio di pienezza della tutela. in cui il giudice. ed imparziale nella decisione della controversia. Il principio di indipendenza. netta processo ordinario e processo di ottemperanza. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. 2. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. Il principio di terzietà rispetto alle parti può. possono essere accolte anche per quello amministrativo. adottate nel processo civile. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. inteso come organo giudicante. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. ed imparziale nella decisione della controversia. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. Principio di tempestività della tutela. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . ossia equidistante rispetto alle parti.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. che dovrebbe essere presto modificata). per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. Inoltre. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. 3. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione. rispetto alle parti. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari. è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. deve essere posto al riparo da influenze estranee. come ogni altro cittadino. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. ossia equidistante. in altro grado o fase del suo stesso processo. influire sui poteri attribuiti al giudice. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato.Sui principi di terzietà ed imparzialità. A differenza del giudizio civile. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. e forse deve. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta. da una delle parti. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto. Dovendo i magistrati amministrativi. volta a volta. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio.

Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”. L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. . memorie scritte. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice. controricorso. a pena dell’inammissibilità. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. ossia deve riguardare ogni fase del processo. viceversa. il contenuto della decisione. questa esigenza può apparire non rispettata. 7. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . o Continuità. secondo la disciplina in vigore. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. prima della decisione sulla istanza cautelare. 2. Rispettando tale termine. sia nella formazione del convincimento del giudice.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. sia istruttoria. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo. Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e. in particolare nella formazione delle prove. . di conseguenza. .la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. per essere tale. Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi.Il principio del contraddittorio. sia di merito. quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private. discussione orale. Peraltro. ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. per costituirsi in giudizio. ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio. Di regola. . - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6. 5. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. che non può riflettersi sul processo. soltanto ad uno dei contro interessati. L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni. tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. anche. il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. se necessario. ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. per la compresenza di due disposizioni: 1. si lede il principio del contraddittorio. proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti.

il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito.Sul piano istruttorio. prima della modifica dell'articolo 111. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. 3. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio. con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione. per adeguarla a modello costituzionale. la costituzione assicura ai non abbienti. L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. o fatti notori o presunzioni. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito. 2. Oltre al diritto di azione. in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. per l'eccessiva durata del processo. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. comportando il processo dei costi economici. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. piena e tempestiva. Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia.La stessa corte costituzionale. anche patrimoniale. dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. con appositi istituti. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze).

Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. per cautelarsi. quindi non lo sciolgo. senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3. . in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva. Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo. si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: .l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa. la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. . • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. Questo secondo tipo di azione..di condanna e le azioni costitutive. per eseguire qualcosa. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. Cognizione 2. solo ad obbligazioni pecuniarie. Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1. per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali.24 Cost. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna. ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. 2.in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento. • 72 . È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio. Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p.a. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione.Sezione prima: Premesse 1. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. patrimoniale e non. di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale. perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. All’azione di condanna consegue. non faccio niente. l’azione non è soggetta a termini di decadenza. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento. è un’azione di mero accertamento.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare. come effetto primario. salvi i termini di prescrizione del diritto stesso. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p. • • Introdotta dall’art.a.fa definire l'azione come il potere.

a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto. dare). era legittimato a ricorrere • Il novellato art. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. trascorsi inutilmente i quali. dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. nell’inerzia della p. che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso. Il divorzio è una sentenza costitutiva. Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive. che non ha natura sostanziale.a. lo annulla. ma alla carenza dello stesso. di fronte al silenzio il cittadino. • Il Giudice. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via. • Secondo la normativa precedente. 3. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. il giudice lo risolve. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o. La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa.a. il contratto non c’è più. l’annullamento. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa. ed indagato la fondatezza dell’istanza. tanto amministrativa quanto giurisdizionale. nomina un commissario ad acta. Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. nel caso in cui sia rigettato. una volta accolto il ricorso.a. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso. ORDINA alla p.. Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo. Se si è formato il silenzio rigetto. la rescissione. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento.). come il silenzio diniego. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto. lo rescinde. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni. la separazione è una sentenza costitutiva. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento.a. 72 .la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. quindi è causata dall’inerzia della p. o Esempio: c’era un contratto. trascorso inutilmente il quale.. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. la creazione di una servitù. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire.

Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. ma queste saranno limitate al rito. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori. Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. svolge dunque un'indagine a tutto campo. 6. 5. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. La questione 72 . Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. 2. nel caso di ricorso gerarchico. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. 90 gg. ossia con la diffida processuale. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. soprattutto in seguito alla novella del 2000. non c’è attività propriamente amministrativa. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. L'azione di legittimità è detta generale. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto .. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. n. e si sarà formato il silenzio rigetto. la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. oggi considerato però azione di condanna. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. Azione generale di legittimità. merito ed esclusiva. L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento. Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. non in una mera affermazione. 4. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri.

Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario. perché accessoria all'esito della lite.si tratta sempre di un'azione di condanna. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito.in caso di esito favorevole dell' accertamento. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. ed anche in sede cautelare. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. 3. il risarcimento del danno ingiusto. 2. Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. 4. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni.A. Per quanto riguarda la DIA. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico. è autonoma. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. Condanna al risarcimento del danno. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite. Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti. nel difetto assoluto di attribuzione. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. di regola.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. o il silenzio-rifiuto. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti. 72 . Sezione terza: Le azioni di condanna 1. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. improduttivo di effetti giuridici. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. 3.

La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. Il giudice ha potere cognitorio pieno. Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza. dunque. diversi dal giudice. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. 5. Sono. con l'effetto conformativo. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali. 3. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. Concetti generali Nel diritto processuale. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. ma anche contro il suo comportamento inerte. Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo. la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. l'azione ha dunque effetto demolitorio. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. valutati gli interessi in conflitto. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. 2. i soggetti. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. Si può distinguere in: 72 . Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. 6.

• Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda. o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente. Soggetto Resistente c. quindi. In seguito possiamo distinguere in: 1. Parti non necessarie d. • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Soggetto interventore/interveniente e.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso). • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. cioè parte come soggetto degli atti processuali. c. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale. Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso). bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo. Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso. 2. quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta. legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore.1. 2 requisiti del contradditore: • 72 . (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso). Parte in senso sostanziale. Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. b. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. Soggetto Controinteressato 2. Parte in senso formale. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. Parti necessarie a. Soggetto Ricorrente b. Sono contraddittori formali.d. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. Soggetto cointeressato a. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato.

ma non sempre è presente. Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato. ossia individuabili sulla base dell’atto. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). perché comunque è un soggetto pubblico. 4. se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. 6. il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. se invece conduce all’emanazione dell’atto.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost. Per la parte ricorrente. Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere). vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. in quanto esercita poteri spettanti alla PA. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto. il ricorso è contro l’amministrazione controllante. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. 5. È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. palesa evidenti limiti. È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). .Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). dunque. 7. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. d. In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. Il contraddittorio in diritto amministrativo. La parte resistente È parte necessaria. deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica. ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici. 72 .

mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado. ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). hanno interesse al mantenimento dell’atto. Anche per la PA è necessario un avvocato. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. per la giurisprudenza. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. negoziazione. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie. o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo. Non si produce per questo interruzione di processo. Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. Non nomina i cointeressati. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. diversi dal ricorrente. La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. possibile per tutti coloro che. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. 8. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause).individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. ma se è effettuato nei limiti. L’intervento. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti. 10. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale. quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. consultazione. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. ma da una forte rilevanza sociale. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). dal resistente ed al controinteressato formale. Non sono parti necessarie. 9. ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum). tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che. parte necessaria. inquinamento o cambiamenti climatici. oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche.

pur non introducendo ancora un’azione popolare. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita.118 Cost. 2. Non si può dunque parlare di class action anglosassone. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. Nella pratica però tale individuazione appare più complessa. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti. i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. insieme a quelli di partecipazione democratica. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso. 4. Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto.interessi meta-individuali. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. perché tale compito spetta alle amministrazioni. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. per conformarsi anche ai principi comunitari. Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi.. essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art. L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. Le azioni collettive Il legislatore. 3. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. 72 . che ha precisato che l’art. Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi. sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio.118 Cost. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso. È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo. Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini.

p. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1. per certificarne l’avvenuto deposito.: Libertà delle forme Gli atti del processo. 4.c. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito. 72 .Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art. La norma. Quasi tutti gli atti sono per iscritto. nel caso in cui si ricorra ad atti orali. La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale. entro un termine fissato per legge. a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi. 3. non a carattere risarcitorio. Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali.c. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato. La recentissima L. Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni.1342 c. Certamente. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. in caso di perdurante inadempimento. dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità. 121 c. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici. di merito o di rito). deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere. le iniziative utili per soddisfare gli interessati. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore. È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo. questi devono essere verbalizzati. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo. può anche disporre la nomina di un commissario ad acta. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali..15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva. per i quali la legge non richiede forme determinate. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali. 2. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. ai quali le parti sono assoggettate. Forma e luogo degli atti processuali Art. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. alle omissioni o ai mancati adempimenti e.

a mezzo raccomandata. sia perché può risolvere una questione che. oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile). Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. orale o scritta (ricorso in calce al quale è. non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione). Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. ad un vicino. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). o personalmente. decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte.p. essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. a causa della sua urgenza. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. dimora o domicilio dello stesso). oppure qualora esso non sia reperibile. scritto il decreto). Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali. L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari.c. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. ordinanze e sentenze 2. all'addetto alla casa o all'ufficio. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. Possono essere presenti gli avvocati. Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto. presentata in udienza o fuori. purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. ma mai le parti personalmente). sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es. o qualora non sia possibile reperirle.5. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). 7. Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche. della notifica. decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso). Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa. al portiere.160 c. l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata). o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata. Nel primo caso. inoltre deve essere brevemente motivata. quindi risulta dal verbale. se accolta dal giudice. 72 . Può essere pronunciata in udienza. A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. Si può notificare o tramite posta.). 6. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio.

c. 156 c. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt. la sottoscrizione a pena di nullità. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio. PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1.c.p. se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite). può essere definitiva o non definitiva. l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione). 156. con un biglietto che contenga il dispositivo. l’indicazione delle parti. Art. 157 c. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni). e art. 159 c.: 5. Se il vizio impedisce un determinato effetto. lo svolgimento del processo. I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze. pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e. Riferendosi al rapporto giuridico processuale. la data.162 c. il giudice. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere.: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo. Art. se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. di merito. con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere. può decidere parzialmente il merito. quando sia possibile.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti. su istanza di parte. e devono contenere: l’indicazione del giudice. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso. Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo.3.c.c.: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte.p. all'ufficiale giudiziario o al difensore. col provvedimento col quale la pronuncia. La nullità non può mai essere pronunciata. la motivazione e il dispositivo. può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo). la nullità degli atti.c. 4.c.p.p. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono).p. che è la domanda. 162 c. 157. 72 .p. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza. 159 c. La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito. Art. La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione). È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione). né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale. né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. Art.

Essi sono due: la competenza. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. 100 c.. prevista dall’art. Art. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire.I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta. se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere.. sia un giudice.n.. Se la parte.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum. Mancando l’interesse ad agire.a. data la delicatezza di alcuni contenuti.c. 2900 c.p.c.p. ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e.a. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda. Interesse ad agire (art. quindi. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito. l. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”. 25. di esibire il documento (obbligo specifico). affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. essere titolare del diritto di azione. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge. difetto di azione. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa. a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti. ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio. Tale condizione. ne resistere. indirettamente. e quindi sia dotato del potere di giudicare. può imporre alla p. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. dall’art. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda. invece.c. ossia il potere di compiere atti nel processo. si può desumere. La tutela del diritto di accesso • Ex. • Il giudice. 81 c. in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo). valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente). 72 . la legittimazione processuale. • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale. il cittadino proporre ricorso al Tar.

gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato. 72 . L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali. frutto di elaborazione giurisprudenziale.gli atti conseguenziali. deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. 3. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili. La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. anche solo morale. sussista al momento della decisione. 5. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. Questi sono: . venga riparata dalla sentenza. è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo.gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo. ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. 6. La competenza serve invece per distribuire. a sua volta. deve essere diretto. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. istruttori. in base a regole predeterminate. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. non determinanti una lesione attuale e concreta . Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio. ed è generalmente derogabile. per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti. 4. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio. nel vantaggio. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. L'interesse per il personale.• La p. cautelari.gli atti confermati ivi i precedenti atti . non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. ed essere attuale. si radica. Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. 2. accessori.a. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo. e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati . Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. caratterizzati da precisi elementi. preliminari.

Il silenzio La prima dottrina. la nullità è sanata. Se l’intimato comunque si costituisce. Se invece mancano tali previsione normative. per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. nelle azioni di tipo costitutivo. Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. Vincola non solo il ricorrente. la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati. la forma del ricorso. ovvero. cognome. si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). 2. nel processo amministrativo.7. così. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento. lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). Il ricorso collettivo. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). Ma il silenzio è patologia della PA. Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. ed è indirizzata al giudice competente. La domanda giudiziale assume. la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome. o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione. Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio). proveniente dalla persona che invoca la tutela. 72 . Si devono indicare gli artt. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale. ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso.

Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). È inoltre prevista la remissione in termini. azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. per i motivi aggiunti). Il termine per la proposizione del ricorso. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione. 2. Può accadere. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. per i diretti destinatari.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. il termine è di 30 giorni. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. Motivi aggiunti successivi. ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. infatti. Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). a pena di inammissibilità. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. 4. La notificazione Il ricorso deve essere notificato. quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. dopo la proposizione del ricorso. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. entro sessanta giorni dalla comunicazione. 3. Per il diritto d’accesso. che sono il supplemento del ricorso. Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. Ai fini della decorrenza del termine. Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. Infatti possiamo distinguere tra: 1. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. tranne che per le istanze cautelari. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. 72 .

può ordinare anche d’ufficio. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. o un magistrato da lui delegato. Se l’Amministrazione non provvede al deposito. “l’eventuale provvedimento impugnato. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. si rinvia ad una nuova. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. connessi all’oggetto dell’impugnativa. Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. chi ha interesse può intervenire. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti. il presidente del TAR. a tal stregua. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo. controricorso) e i relativi documenti. La legge intende. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.d. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato.La Legge n. da notificare con le stesse modalità del ricorso. Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. accelerare il giudizio. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso. purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. Se si è in prossimità dell’udienza. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. 72 . consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. l’esibizione degli atti stessi.

Esempi: 1.R. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. 2. colui che riceve la notifica del ricorso deve. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. che sia richiesta. che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. Successivamente alla prima impugnazione. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art. Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore. ambientale. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. con apposita istanza.A. sostituendosi all'amministrazione. Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. La legge sul C.u leggi sul CDS e 22 della legge T. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio. potrebbero produrre un risultato favorevole. difesa nazionale. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente.D. Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che. salute e incolumità pubblica. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale. fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati. di pubblica sicurezza. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico. ma anche per evitare contrasti di giudicato. ma è stato notificato ad almeno uno di essi. Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio. 72 . Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale. la discussione del ricorso stesso. 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario.S. quindi. In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale. se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo.L’intervento va proposto con apposito atto. pubblica sicurezza o immigrazione). e il giudizio si estingue. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore . se vuole impugnare a sua volta il provvedimento. di regola. in caso di accoglimento. 37 t..lgs. C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D.

4. Nel secondo caso. tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). a norma dell’art. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. Se l'inadempimento persiste. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. fumus boni iuris. anche l’art.9. periculum in mora. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica.39 del T. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo. 3 della legge 205/2000. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione. Prima della decisione del ricorso. secondo le circostanze. 21. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato. a cui possono partecipare i difensori delle parti. Nel primo caso. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. L’art.U. cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. co. legge Tar. l’art.La l. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. Allo stesso modo. (art. 21 della legge Tar. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica). avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. o della sezione cui il ricorso è assegnato. La misura cautelare eventualmente concessa. Cons. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . 21. 8. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente. Se il giudice accoglie il ricorso. Al termine di questo procedimento. la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile. una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. Il presidente provvede con decreto motivato. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. di disporre misure cautelari provvisorie. Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. anche in assenza di contraddittorio. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono. senza passare per la nomina del commissario.n. co. come modificato dalla riforma del 2000. il ricorrente può. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare.

come modificato dall’art. 5. ma sempre nell’ambito del ricorso principale. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione. ma dal 2000 esteso a 10). la costituzione si realizza con il deposito. 8. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. 6. 12 aprile 2006. con il d. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. legge Tar. art. anche se non costituita. da notificarsi come il ricorso. 72 . dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis. Deve essere poi depositata entro 20 giorni.700 del codice di rito). ma non sospende l’atto amministrativo. sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. È inoltre possibile. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio. Per quanto riguarda il ricorrente. codice dei contratti pubblici. a norma dell’art. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale.21. il termine prima era di 2 giorni. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse. 14. la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato. su istanza di parte. il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. Il deposito. co. Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado. 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza.contraddittorio. In Camera di Consiglio. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito.lgs. il cd. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale. L’integrazione del contraddittorio. 7. In ogni caso. da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso.3 legge 205/2000). Solo recentemente. presso la segreteria del giudice adito.

Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica.p. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze). 72 . Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente. Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi. L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare. 2. ma non residuale. bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”. aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. 3.c.p. Nel 1985 la Corte Cost. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. è ciò comportò giudizi troppo lunghi. Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. e necessità di tutela urgente. che appaiono.c. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari. Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione. Sezione seconda: La fase cautelare 1. anzi è l’unico applicabile. ed eventualmente per motivi diversi.c. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c. ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici.)  Art. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. Le norme che la regolavano erano poche. lo può annullare. più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c.205/2000. poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione. 700 è sì una misura cautelare.9.p. Ma l’art. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari. Se questo è irricevibile o inammissibile.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. 700 c. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. secondo le circostanze. Qui invece è sempre atipico. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali. La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L. 4.

Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. Oggi. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR. Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso. non serve alcuna comunicazione. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). Può essere prestata da tutte le parti. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. ma spesso ignorato).) 8.p. 7. che può essere prestata anche tramite fideiussione.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello. senza contraddittorio. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso). immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. ma sono comunque di carattere soggettivo. altrimenti la sentenza sarà annullabile. Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. L. Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. Il giudice si pronuncia con ordinanza. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute. e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento.c. Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese. per ragioni di trasparenza. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale. In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. questi cominciano ad essere motivati. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. 72 . Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare. 6. Se vi è urgenza. Se si segue il corso normale del processo. La prestazione della cauzione Con la L. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. 5. La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. 9.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria. all’integrità fisica. La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni.

d. concernente. deve essere imminente ed attuale. Vale il principio generale dell’articolo 2697 c. come ad es. sull’onere della prova che comporta. di volta in volta. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse.c. in buona sostanza. Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . ad esempio.d. quanto alla loro valutazione.c. 101 p. E’ fondamentale perché. non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti.p. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. Essi si identificano con i c.c. fatti principali. principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. L’attività del giudice comporta. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità. la necessità di un’indagine è. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente. vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato.d. fra l’altro. nel caso di incertezza su un fatto. E’ un’applicazione del c. nel processo amministrativo. cosa qui non richiesta. ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. prova dei fatti. Il secondo è meno grave. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. genericamente. esclusa quando i fatti non siano controversi. al prudente apprezzamento del giudice. Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente. da una probatoria. l’impostazione del giudizio. quello di Roma.Per la revoca. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. ). il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente. libero apprezzamento del giudice. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto. La mancanza della prova determina la soccombenza. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. 2. dovrà rigidamente attenersi al c. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art. o siano state violate norme di procedura. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. La regola. dall’istruttoria alla decisione. 3. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso. Tuttavia la L. Si distingue un’istruttoria preparatoria. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. Dal punto di vista del giudice. petitum. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto.

perché prove legali. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. Il processo amministrativo è processo di parti.giuramento e la confessione. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che. L’istruzione è per lo più documentale. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento. nel pubblico impiego. Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva. Se non se ne ha disponibilità. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio). Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. Vale il principio del dispositivo.c. Prima l’indagine era solo sul fatto storico. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo). Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate). La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. ma non più ordinata alla PA. 2700 c.c. pena decadenza. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c. 3. prima che processuale. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente.c. quindi. tramite l’ufficiale giudiziario. Con la L. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale.c. ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. anche quando si trattava di diritti soggettivi.205/2000. non esibendo il documento.c.).p. per il principio della concentrazione. devono essere previste tutte le prove del c. 183. Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art. bensì ad un’amministrazione terza). 7° comma e art. non anche sulla realtà extra-processuale. successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica). veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione. 4. si deve ricorrere all’interpello.p. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico.p. tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. cardine della giustizia amministrativa. si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art. 5. 2. vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che. 1. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario.p.). allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza. che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere.184 c. Se vi è inadempimento. 72 . 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. L.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale.

La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa).Fino alla metà del secolo scorso. 6. che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. 8. 2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7. propri della realtà amministrativa. in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato). In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. valuterà tale comportamento come argomento di prova. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. 9. La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità).c. anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio. mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo). in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. Ma poi 72 . Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile. Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990.Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA. e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. 116 c. incluso il principio dell’onere della prova. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile. questi tramite l’art. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile.p. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione. Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato. mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza.

come nel processo civile. c. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile.come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa.c. anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie. 10. 14. sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria. per le quali dovevano essere applicabili gli artt. che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso. salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito.420 e s. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza.c.s. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. 11. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi). come nella giurisdizione di legittimità.p. si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria. con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. Nel 2000 i mezzi di prova del c. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova. L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti. Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza. 12. in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi. assoggettati alle norme del c. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 . 13. In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. per il principio della concentrazione). tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice). sul processo del lavoro. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA.p. ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento. e non quelle costituite). incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile). correttezza e buona amministrazione. in ogni caso (ossia le prove legali. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es..c. l’onere della prova). Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi.p. in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità.

ad eccezione del giuramento decisorio. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria. richiesta di chiarimenti. come ad es. 16. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado. 2. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. 15. possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . 17. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate.c. che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. la c.consulenza tecnica d'ufficio perché. e comunque ora inserita nel T. I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova.d. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti . Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche. sono così applicabili gli artt. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato. 72 . Se si va in appello. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado. Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio. da 191 a 201 c. secondo la giurisprudenza. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi. altrimenti. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. a differenza di quest’ultima. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata.p. attraverso le verificazioni. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite. L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità. sul Consiglio di Stato. I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività. però. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. anche in questo caso. richiesta di documenti. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c. verificazioni.U.c. 3. però. tra l'altro non ha messo nel nostro processo. La segretaria del giudice d’appello. discrezionalità tecnica. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori.p. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello. salvaguardandola. . richiede la trasmissione dei documenti. per le misure cautelari urgenti). la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare.

In seguito alla presentazione dell’istanza. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. 2° comma. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. Una volta conclusa la discussione. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. dispositivo (parte precettiva della decisione) 5. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. Ai sensi dell'articolo 44 del t. che è pubblica. La decisione del Tar. sottoscrizione del giudice 72 . Nell’udienza. Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. il TAR. L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. il tenore della domanda 3. Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. Consulenza tecnica d'ufficio. eseguire ispezioni. 5.u. L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento.u. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti). Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. t. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44. viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. La testimonianza. per illustrare oralmente le proprie ragioni. coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”. indicazione della data 7. Cons. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. e come si è già visto la prova legale viene esclusa. È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. ciascuna delle parti può intervenire. esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. attraverso il proprio avvocato. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza.4. deve contenere i seguenti elementi: 1.

634 c. Da svolgersi sempre in contraddittorio. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie.p. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA.c. questo sarà valutato come ammissione dei fatti. inammissibile.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti .. la rinuncia al ricorso 3. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio.In base all’articolo 26. la perenzione 5.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza . nonché per prestazioni di servizi. improcedibile o irricevibile. l’estinzione del giudizio 2.c. con sentenza succintamente motivata. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute. la sopravvenuta carenza di interesse 6. 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso.all'interno di 72 .c. possibilmente. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato. sono ammessi dunque tutti quelli del c. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto. un'influenza diretta sulla decisione della causa. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. anche a persone che non esercitano tale attività. ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa. Infine l’articolo 26. la cessazione della materia del contendere 4. 18. Il contenuto di tale prova è indeterminato. tranne le prove legale. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro.p. 7° comma legge TAR prevede che.sulle proprie conclusioni tecniche. se accoglie l’opposizione.p. quando si sia verificata 1. disponendo. 19. I documenti art. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. il collegio decide con ordinanza. al di là dei profili tecnici. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio. 2214 e seguenti del codice civile. sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. Se la PA mantiene un comportamento omissivo. nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. 20. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. 21. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale.

anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. può solo chiedere di sanare tale vizio). L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. È soggetto. inoltre. È una categoria che racchiude diverse ipotesi. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. Difetto di procedura. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. geometri. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. 1. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione. ingegneri. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. Vizio di forma. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. 2. ecc) tenuti dai tribunali. esperti in mobili ed antiquariato. ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato. in quanto assorbire è non esaminare. grafologi.il contradditorio. • riformarlo. con accoglimento senza entrare nel merito. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. 72 . presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione. periti industriali. Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. ma la fondatezza della pretesa del ricorrente.specifici albi. lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). 3.in ogni momento . Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. agronomi. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. esperti in musica. e accogliendolo può: • annullare l’atto. 2. ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. la ratio dell'art. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. le sentenze di merito decidono il merito della domanda. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda. Le ipotesi sono due: 1. Se invece rileva una irregolarità sanabile. e se questo non provvede. la giurisprudenza ritiene che si debba 2. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate.

Se si verifica la “terza opinione. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c.276 c. Le parti possono farsi assistere dai difensori.p.c.c. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c. altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio).22.p.61 e 62 del regolamento di procedura del 1907. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. Sezione quarta: La fase di decisione 1. Nell'ordinare l'esibizione.118 + 210 c. 2. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare.p. e nell’art. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo.p. non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione. si è svolto il contraddittorio. non dopo ogni singolo giudizio. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo. si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo. può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza. ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa.c. b) Interrogatorio libero: art.). secondo comma.p.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa. su istanza di parte.. determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti.117 c. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza. Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt. di fronte al quale si rinnova la discussione. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione. o d’ufficio. Se rifiuta il terzo. è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. in qualunque stato e grado del processo. dopo la discussione del ricorso.c.c. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c. il giudice istruttore.c. il luogo e il modo dell'esibizione. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. quindi modificabile. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: . il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila. preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione .: Il giudice.p. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia. Il Collegio giudicante. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale. Se l'esibizione importa una spesa. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo. Questo 72 .

Il giudice quindi ha potere di acquisire prove. alla restante ne è affiancata un’altra. e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente. Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice. 6. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione. nel giudizio civile. è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. c’è un ordine? 5. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. sull’onere della prova. 8. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . 3.avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata). non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es. Il dibattito è fissato dal Presidente. 7. che procede alla raccolta dei voti. di esibizione). È richiesta la maggioranza assoluta. Il giudice DEVE decidere. 4. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto. Anche nel processo amministrativo. ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia). per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio. ma affermato). Graduazione. Non si tratta di arbitrio. salvo che la legge disponga diversamente. e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento.116 primo comma c. non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. Quindi la parte che allega il fatto.c. Una volta arrivati ad una decisione. il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. Se questa non si forma. all’art. poi il merito della causa. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. La manifestazione del voto è da fare al Presidente. Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario.c. ma tenendo conto del principio acquisitivo. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art.2697 c. La deliberazione: essendovi più giudici. Questo è da consegnare o personalmente. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso. A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione. La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma).p. si avrà la massima “provare o soccombere”.

La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. se l’atto non è notificato a tutte le parti. i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione. tuttavia altri sono contro tale tesi. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. Tale tesi è accolta dall’autore. ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile. Nella Costituzione. anche se denominate tali. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. con l’istituzione dei Tar. qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado. per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. ma almeno ad una. 2. Non si tratta di una prova. perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. il secondo del Consiglio di Stato. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo. questo rimedio ha carattere impugnatorio. 72 . in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. o di un controinteressato oppure entrambi. in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana).A. L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. siano esse costituite o non. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. Tuttavia.

La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella.p. e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado. a meno che su istanza di parte.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado. in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. costituite. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo. L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 . al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado).. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. Artt. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata.340 c. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado. 3. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata.c. 345-346 c. Divieto di ius novorum dunque. o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. per quello incidentale). L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. es.). dopo essere stata adottata. La sentenza. di mero contenuto ordinatorio. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari.340 c. ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze). non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. In appello non si possono proporre nuovi motivi. e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es.c. con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado. Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello. altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato. nel giudizio di secondo grado. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. mentre per le restanti continua il processo. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione. contro interessato pretermesso. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni. per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente. l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito. anche se erano denominate sentenza. si danno per rinunciate. Come detto. Per le questioni relative al ricorso introduttivo.p. 5. 6. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art.c.p. 4.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello.

con atto notificato alle controparti. sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale).205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art. ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio. 2. Il più diligente. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. fa appello principale. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa. da depositare nei 20 giorni successivi. I casi di revocazione Nel processo civile. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. che arriva prima. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1. Se si è ancora nel termine per impugnare. Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 . tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi. 7.23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione. Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. La sent. Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi. si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. 8. La notifica è diversa dal primo grado. In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio). L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello.

p. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto. rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. 4. o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c. Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina.396 c. e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio. la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti. nel caso di accertamento positivo. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. anche se ancora in tempo per l’appello.p.. In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte.d. purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione.sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. con riferimento al rinvio all’art. o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali). 72 .400 c.p.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa.d.c. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR. .c.c. ma è fatto rinvio al codice di procedura civile. Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c. La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. 3.La sentenza affetta da dolo del giudice.p.c.395 c.c. in base al rinvio agli artt. Contro le sentenze del Consiglio di Stato. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria). determinante per la sentenza. L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione . non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione). con riferimento a pronunce di giudici amministrativi.-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è. Per la dottrina. sullo stesso oggetto. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c.395-396 c. I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini. ma in cause diverse. L’errore di fatto deve essere.c. altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela). l’art. dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione). che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione. -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato. in tal caso.La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato. .395.p.. stabilisce l’art. la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti).sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza. iudicium rescindens) e. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello). che riguarda i casi di: . per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. iudicium rescissorium ). Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi.p. . . 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. accertato con sentenza passata in giudicato. È errore di percezione. dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art. Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione. . 5.il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi. Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti.

c. seguendo forme e termini. n. 1° comma c. però. dichiarato l’illegittimità dell’art. 6. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato.. Punto di partenza è l’art. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c. I soggetti legittimati. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. (il giudicato). ed ha effetto devolutivo (come l’appello). che sono gli stessi dell’appello). Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza).36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt.c. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato. le sentenze opponibili. includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali. che può essere ordinaria o straordinaria. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza. art. con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo. o al ricorso in Cassazione). Al contrario della revocazione. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995.c. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato. 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”. perché giudice naturale delle impugnazioni. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale. ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale.c.398 c.p.c.p. i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato. a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello.177 ha.3 e 24 Cost. la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo. anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore.p. Secondo tale articolo. si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso.) 7. tranne la revocazione stessa. Art. e rapporto con il ricorso in Cassazione.2909 c. in combinato disposto con l’art. altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo.p. Inoltre la Corte Costituzionale. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato.La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente.. Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti. attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo. i loro eredi o aventi causa”.2909 c. non è presente nel processo amministrativo. 72 . che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive). Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria.404 c. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile).c. Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo.

La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art. si porteranno avanti i 2 giudizi.c.p. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c. 5. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio. finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale. la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato. di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari. amministrativi e tra giudici speciali.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. tra giudici ordinari. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. È escluso ogni sindacato 72 . Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione.c. positivi o negativi. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività. e in ogni stato e grado del giudizio. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e. 2. L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo.p. è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto.c. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione. se ne dalla sussistenza della giurisdizione.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio. 4.. La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione. non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda.p. Se si propone opposizione insieme alla revocazione. il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado.41 c. quando proseguii giudizio. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1.art. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione.325 c. 3. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. 6. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione). Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici. . La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni.Se si propone l’opposizione insieme all’appello. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. esplicita o implicita.

questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti. l'errata composizione del collegio giudicante. SI ha sospensione nei seguenti casi: . Sezione seconda: Estinzione del processo 1. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. munito di mandato speciale. o la volontà. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti. non inizia ex novo. l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti. una volta ripreso. CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE. tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione. o per ragioni attinenti al rito. che ha natura solo dichiarativa. L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo. fallimento. determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1.questioni di legittimità costituzionale di leggi . Il processo. pena estinzione. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione. La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori. La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. l'eccesso di potere giurisdizionale. con 72 . -Morte o perdita della capacità del rappresentante. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte.questioni pregiudiziali . La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo.su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. o dall'avvocato.questioni di interpretazione di leggi comunitarie .regolamento preventivo di giurisdizione . 2. 2. indipendentemente dal provvedimento del giudice. Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili).regolamento di competenza . ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione. o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. perché non più necessario. inabilitazione. cessazione della rappresentanza -Morte. o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale. Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza.causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone.

4. CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1.205/2000. con apposito atto notificato tutte le altre parti.dichiarazione resa a verbale. compresi interessi e rivalutazione. ossia le sentenza succintamente motivate. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. disciplina le "decisioni in forma semplificata". la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità.26 della legge del 1971. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. improcedibilità o infondatezza del ricorso. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. e non può essere sottoposto a condizione. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo. 5. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. come novellato da L. però. termino modo. Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente. La decisione semplificata Art. se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. 6. 3. Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso. e anche atto unilaterale recettizio. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. A differenza della perenzione. 2. ma eccepita dalla parte interessata. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale. Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente. il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . inammisibilità. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti. La rinuncia e quindi atto di parte. a cura della parte più diligente. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza).

3. per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione. o ad un precedente).la completezza del contraddittorio .p. ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito. elemento formale della sentenza. L'art. la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura. Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione. anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso". la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado. Si semplifica la motivazione. Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque. perché si tratta di udienza di trattazione). il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito. La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale).da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa .concentrazione della fase cautelare con quella di merito . inammissibile o improcedibile il ricorso. 2.la completezza istruttoria Se il primo viene omesso.fatto o di diritto ritenuto risolutivo.. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile. o 120 giorni dalla pubblicazione. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva.c. da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza. Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina. Sezione seconda: Il rito abbreviato 1.nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare . I presupposti I presupposti sono: . infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici. non anche per il deposito. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio.. come da c. Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta. Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): . perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione.motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 .nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza.. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati. Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria. Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso. Sezione terza: Il rito accelerato 1. senza per altro violare il principio di uguaglianza.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza. Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: .23 bis non rappresenta una novità assoluta.) I termini sono così ridotti: . non vi è vizio di procedura.

1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale. Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato. ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora. modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali . Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: .i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione . perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma.provvedimenti di nomine pubbliche 4. servizi e forniture. Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: . il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata).la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari). Il Governo ha stabilito che: .provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità . nonché quelli relativi alla costituzione. È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione. Controversie in tema di infrastrutture 1. CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1.E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi. Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello. e quello lungo di 120. salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito). 3. ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 .i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici. si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza. anziché 60. I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti .23 bis si applicano ai processi impugnatori. L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni. attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito".limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione. nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare. non vi è un'individuazione per materia. nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . 5.forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica . 2.l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) .tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori.

il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento. È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata. e. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria.103 Cost. questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto). Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego. Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo". ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . 1. infatti. 1. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio. è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. Sono previste inoltre innovative norme processuali. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. come modificata nel 2005. facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). in caso di annullamento degli atti della procedura. siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio. richiesta di ogni documento utile. Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. legittimate all'accesso. non degradabile ad interesse…. impulso.69/2009.2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. e in ultimo con L. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni).non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo).. e le relative questioni risarcitorie. insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione.2/2009. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa. 2. si sono viste respingere l'istanza. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale. vigilanza. come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante. L'art. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato. per incentivare la ripresa dell'economia. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

né quelli ad opponendum. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso.diritto alla riservatezza). Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. né ad adiuvandum). È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito). incompatibilità. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. Se invece ritengono illegittimo il diniego. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. se non vi sono necessità istruttorie. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. presentazione delle liste. Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). da parte dell'interessato. con sentenza succintamente motivata. il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni. 5. e la PA può essere rappresentata da un dirigente. 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. Se è disposta un'istruttoria. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. si da lettura immediata del dispositivo. il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). Se la PA rimane comunque inadempiente. In caso di silenzio-rifiuto. In caso di accoglimento. Se il ricorso è accolto. Entro i successivi 10 giorni. o 90 dalla pubblicazione. La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza. in mancanza. atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). il ricorso si ha per respinto. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. 72 . Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. All’udienza. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. viene nominato un commissario che provveda a suo posto. il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. 4. ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. 3. di notificare alla PA la diffida a provvedere. il ricorso deve essere notificato. Le parti possono stare in giudizio personalmente. Scaduto tale termine.

Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. Nascita. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato. possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi. dopo aver annullato il provvedimento amministrativo. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. anche quelle meramente di rito. ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). attraverso il giudizio di ottemperanza. Presente in tutte le sentenze. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato.è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari. deriva dalla definitività della sentenza. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo. perché il giudice amministrativo.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni. si è nell’ambito del diritto privato . funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale. È discriminante l’attività svolta: . o tra le Federazioni e i professionisti. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. Questo. ricorso in cassazione. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata. In queste materie le società. quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione. opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. 72 . 5. previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo. La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria.Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio. revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale. Tali società sportive infatti. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento. di natura pubblicistica. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Come nel processo ordinario. 5. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI.solo per motivi di giurisdizione. anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata.se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute).1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia.

proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione. Se la sentenza rigetta il ricorso. attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato.d. realtà giuridica del provvedimento annullato. e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. . Il ricorrente punta. i loro eredi e i loro aventi causa.effetto ripristinatorio. che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico.effetto preclusivo. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. Invece. Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. . - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile. Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: . . La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. se il provvedimento è annullato. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. la PA non potrà ribadirlo). in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso. sia ottemperanza. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato. è perché la PA ha commesso errori. Il giudizio di ottemperanza si prefigge. pertanto. a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento. Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato. in definitiva. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. La sentenza non opera ex tunc essa. In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. 72 .effetto conformativo.effetto eliminatorio. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. invece. attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. 2. di riesercizio del potere. L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e. Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo.sostanziale.

qualora la PA violi o eluda il giudicato. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. già illegittimamente esercitata. bensì con il rito ordinario di cognizione.Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione). sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. di nascosto. 21 septies della legge 241/1990. a fronte della sentenza a se sfavorevole. quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio). Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. La particolare circostanza che. Sotto il secondo profilo.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo. cioè un’azione operata in maniera ambigua. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). investe: a. pertanto. il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. b. emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. es. l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. Ci si chiede se. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. 6-10-2003. c. sia rimasta inerte. IV. Del pari. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. n. ma tendono a farlo in maniera surrettizia. L’oggetto del giudizio. Sotto il primo profilo. 3. Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez. l’atto sia nullo ope legis. in contra. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato. il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza. essa poi. La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. vale a dire. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori. ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. 5820. quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione. attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. Quando l’amministrazione.

Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto. annullamenti d’ufficio). 5. ordinario o amministrativo. viceversa e più propriamente. Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. in definitiva. cioè. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza. Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA. restituendo così piena efficacia all’atto controllato. sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza. a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale. 4. In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. • sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice. soggette ad impugnazione.Decisioni di carattere meramente processuale . ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado.Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo .Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori . Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. oltre che alle ordinanze cautelari. poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. integrato dalla giurisprudenza. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche. Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. parte dell’oggetto del giudizio. 72 . Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio.giudizio d'ottemperanza). intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. si esaurisce nell'effetto demolitorio): . fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente.

Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario.91. o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. all’art. L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. entro i 20 giorni successivi. Il Consiglio di Stato. accerta se. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata. b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. e. a domanda. d) Competenza: a. si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. è però consentita. Quanto alla competenza. l. invece. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. Se il giudicato è efficace ultra partes. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. è legittimato ogni soggetto interessato. f. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. il regolamento 642/1907. la trattazione del ricorso in pubblica udienza. ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. anche se estraneo al giudizio. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. la quale.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. 6. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. g. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica. h. l’amministrazione abbia provveduto. ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni.

Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza. l'interessato può. La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata. Se sono invece impugnati da un terzo. vi sarà un ordinario giudizio di legittimità. notificata ai contraddittori necessari. Se questo fallisce. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza. Non è un organo straordinario della PA. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato). con istanza motivata e notificata. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. chiedere al TAR le disposizioni attuative. Per parte del ricorrente. Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza.le sentenze non ancora appellate . ma un ausiliario del giudice. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare. E' prevista dunque una forma di accordo. 9. Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio. Per parte dell’amministrazione. In questo ultimo caso. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado. Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente. Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza. 7. ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento.I poteri del giudice sono amplissimi. con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR.le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. Per sentenze non sospese si intendono: . Forme particolari di ottemperanza . che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine.In materia di danno per lesione di interessi legittimi. L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8. e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato. anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. Commissario come organo ausiliario del giudice. che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo.

Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi . ad esempio.le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato. Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA. e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri. ma soprattutto estesa al merito. Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce.Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1. Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado . modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio. La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili). Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato).Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà. in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici). ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico. Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato.Il ricorso in opposizione .Non impugnatori: 72 . La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta. Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: .. ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente). 3. Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi.Il ricorso gerarchico proprio .I presupposti: L'interesse qui è precario. né di controllo (perché è su istanza di parte). Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA. 2. attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA. La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale. La legge istitutiva dei TAR. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali. ricorso in opposizione) . La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. ricorso in opposizione) .Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma . Tipologia dei ricorsi. non stabile.Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) .Il ricorso gerarchico improprio .Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio. tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale. solo su istanza del richiedente.

. Se più persone sono interessate. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo. non tra persone. da un'Autorità amministrativa indipendente. poi quello gerarchico.i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica. ma come luogo ove tutelare le proprie ragione. poi quello giurisdizionale. Riguardano di solito diritti soggettivi. ma con gli altri ricorsi amministrativi.esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito. questo è inammissibile. a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi. da parte di chi vi abbia interesse.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento . il ricorso gerarchico è inammissibile). I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. 6. Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. 4. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. per motivi di legittimità e di merito. La definitività ab origine può essere: . da un'autorità cui la legge ha dato 72 .Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato .Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva).implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA. il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa. Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. pur non potendo proporre nuovi motivi di censura. da un organo collegiale.finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA. è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. . 5. pena nullità. Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi. Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato. Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato. Non è necessario il patrocinio di un avvocato. questo è improcedibile. Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: . Se prima è proposto il ricorso gerarchico. tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante). Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine.

Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. tale decisione sarà in ogni caso legittima. Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento. se di rigetti. salvo principio dell'assorbimento. 72 . introdotti nel 1971. ispezioni. La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum.gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. E' un rimedio di carattere eccezionale. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso. Atti non impugnabili. è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni . Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. 8. L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. La decisione. enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine. 9. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. e non è coperto da riserva di legge. la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio. Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito. sospensione cautelare. salvo i casi previsti dalla legge. Qualora scada il termine. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. perché è ammesso nei casi. Per quanto riguarda l'istruttoria. poi di merito. e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità).competenza esclusiva per quella materia. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. Tali ricorsi. Tuttavia può essere sospesa. trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. per gravi motivi. Non occorre il patrocinio di un avvocato. che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico).. d'ufficio o su istanza di parte. Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento.). e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). vizi di legittimità e di merito). In tutti gli altri casi. o direttamente all'autorità competente. o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore). seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono. e la PA si pronunci tardivamente. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. dopo l'unificazione in un'unica istanza.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). non porrà alcun onere di impugnativa.gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione .. L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva. nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto. L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. 10. per espressa previsione di legge: .

Sono previsti tuttavia pochissimi casi. E' poco usato.impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo . sulla sospensione e sulla facoltatività. in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni. non vi è discussione orale. tra le altre. Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti. Tale situazione è mutata nel 1997. anche quando esprime solo un parere. in quanto è ammesso solo contro atti definitivi . Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!). per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile. le regole per presentare e notificare il ricorso. mentre di opposto parere è la dottrina. quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. di legittimità costituzionale. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re.). E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale.125 Cost. La decisione sul ricorso ha carattere definitivo. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale.straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto). Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. costituisce comunque una giurisdizione. 72 . 11. E' disciplinato dalla legge del 1971. potrebbe essere assai utile. la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza). Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. comporta solo decisioni di annullamento . la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. 3. CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. il contraddittorio è unilaterale e scritto. che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice. .Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. quelle sul contraddittorio. ma come questi neutrale.generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale). e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato. Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA). contro provvedimenti non definitivi.alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. Per la disciplina. eliminatorio: in caso di accoglimento. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta. questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi. solo per vizi di legittimità. Sono applicabili. per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato.

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti. 10. viene redatto verbale. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. da effettuarsi secondo le norme del c. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. 9. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore. 11. Il codice contempla la transazione. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa. l'accordo bonario e l'arbitrato. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. disciplinata dal decreto ministeriale.per quanto riguarda i patti di famiglia.. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti. e all'altra parte della controversia. nei 30 giorni successivi. entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e. L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895). l'altra destra direzione provinciale del lavoro.c. Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. dunque se il suo esito. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse. 8. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. depositar osservazioni scritte. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale. La decisione finale rimane sempre affidata le parti.p. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. introdotti nel 2006. 72 .con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici. Della conciliazione.

anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni.c. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. La norma è assai scarna.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici. momento di inizio della procedura.p. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar.c. e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità. Questa. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza. È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. e rimane la alla disciplina del c. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto. tranne il giuramento. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione. indipendentemente dal loro valore. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale. che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento. istituita presso l'autorità di vigilanza. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti.. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. 72 . In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale. servizi e forniture. oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori.p. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri.

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