PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. La legge n. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. L'azione risarcitoria invece. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. 2. nel periodo in cui è stato giudice unico. n. e di servizio di forniture. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. prima è stata negata. da parte dei giudici amministrativi. n. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. per la concorrenza. 80/1998. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. 205. anche d'urgenza. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato. forme processuali semplificate o riti accelerati. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. è stata poi espressamente prevista per legge. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. mentre le materie dei servizi pubblici. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. anche se relativi e di natura patrimoniale. la struttura contenziosa. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. per le controversie delicate. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. per gli accordi amministrativi. consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. inizialmente ritenuti non impugnabili. 292. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. poi affermata. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. 3. La fretta si evince dal disordine delle disposizioni.

La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione. come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura. Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. ma nessuna di queste è andata a buon fine. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. con la L. in linea con le disposizioni costituzionali. concentrazione ed effettività della tutela. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione. e sono state introdotte più discipline processuali speciali. primo tra tutti quello per materia.comunque interpretato. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza. il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. ancora non chiara e soddisfacente. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. sicuramente però. ancora non del tutto attuate. può conoscere anche dell'azione risarcitoria. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato. o di colmare le numerose gravi lacune. fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 . anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. per quanto riguarda i riti speciali. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali. La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. 5. 4. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela). e c'è chi punta verso un sindacato più limitato. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione.non coordinazione. nonostante le critiche. Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. ossia entro l'inizio di luglio 2010. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. per assicurare la snellezza.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace. con due deleghe emanate nel 2009. Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. caratterizzate dalla riduzione della durata del processo. 6. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo.

o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. previa delibera del Consiglio dei Ministri. scelto tra i consiglieri di Stato. o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. tramite quest’ultimo. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. ed è titolare dell’azione disciplinare. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge. Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente. sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. sulle quali il presidente. del Consiglio dei Ministri e. funzioni direttive. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. nell’esercizio delle sue funzioni. Il presidente del CdS può formare. commissioni speciali. per almeno 5 anni. Finalità e funzioni: o Possibilità. la sesta nel 1948). Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. la quinta nel 1907. le Sezioni. su proposta del presidente del Consiglio. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. per quanto concerne l’attività di natura consultiva. di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). la quarta nel 1889. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. di rilevanza generale o di massima. al Capo dello Stato. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio. da un segretario generale. regolamenti e per le questioni. L’Adunanza Generale.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie. 72 . su richiesta delle parti o d’ufficio. Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. testi unici. Il presidente è coadiuvato. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire.

avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. nonché funzioni di natura consultiva. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. o Primi referendari e secondi referendari. ed una sezione distaccata. Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario. è stata data completa attuazione all’art. L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza. oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri.Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. . laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. o 2. 125 Cost. anche l’eccesso di potere. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico). Conseguente al divieto di annullamento.Con la legge 1034/1971. quella di Latina. o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause.Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. con sindacato su ogni tipo di vizio. CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati. dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno).- Deferimento del Presidente.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”. articolato in un'unica Sezione. . assegnazioni di sede e di funzioni.. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS. degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate). ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale. . composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione. ad esempio il TAR Lazio. articolato in 3 sezioni interne. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. sospendere o riformare l’atto amministrativo. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami.La legge individua. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige. con sede a Bolzano. quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. 3.Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. . inoltre. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia. 72 . promozioni. le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. per soggetti titolari di determinati requisiti. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”. . Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). comma 2. Nel primo caso.

ai limiti dei loro corsi. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. invece. oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi.p. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. Quanto ai soggetti controllati. inoltre. 1664. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. ognuna delle quali composta da un presidente. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello. venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. che utilizzano fondi pubblici. alvei e sponde. il contenzioso pensionistico. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. 34. Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c. 2. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti.103 Cost. che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari. Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. Ogni Commissione si articola in Sezioni.c. anche di diritto privato. è esperibile il giudizio di ottemperanza. più che sui singoli atti. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. vennero istituiti otto tribunali regionali . La corte dei conti può. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. Funzioni: controllo. avere funzioni amministrative di controllo. costituite da magistrati della Corte di appello. alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche. ad essere incentrato. sempre in sede giurisdizionale. in sede giurisdizionale. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. i giudizi di conto. addirittura. Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari. e simili. i giudizi a istanza di parte in materia contabile. i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. al governo o allo stesso organo controllato. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. all'efficacia dell'attività amministrativa.c. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare. Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato. 72 .p. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento.. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti. Il controllo successivo tende. Ha giurisdizione piena.m. Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori.). di tipo preventivo o successivo. di tipo specializzato. fatti e comportamenti. al cui art.

controversie riguardanti la occupazione totale o parziale. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa. 3. che lo presiede. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi. Firenze. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 .Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143. e con la sentenza n. nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari.U. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art.U. Milano. delle controversie intorno alla demanialità delle acque. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es. già funzionari del genio civile. degli atti emanati da tali organi. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. Venezia. Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. quattro consiglieri di Cassazione. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. Palermo e Cagliari. tre esperti. 142 T. iscritti nell'albo degli ingegneri. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.111 Cost. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. acque. da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. Ai sensi dell'art. risarcimento del danno). l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. Roma. d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa. Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). poiché trattandosi di giurisdizione domestica. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale. Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. Napoli. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca. acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti. permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità. quattro Consiglieri di Stato. sarebbe assente la terzietà del giudice.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n. ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. se non in senso formalistico. comma 3 del T.

Non si tratta solo di carenza in astratto (es. il igudice competente è il giudice ordinario. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. tutelato dal giudice ordinario. perché non vi è la norma). si pone una questione attinente alla giurisdizione. Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. di competenza del giudice amministrativo.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo.I diritti soggettivi. Se ad essere leso è un diritto soggettivo. invece. il giudice competente è il giudice ordinario. sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. il giudice competente è il giudice amministrativo. la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. il giudice competente è il giudice amministrativo. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. presupposti). o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni. affidata ad un giudice diverso. se colpiti da un potere amministrativo. degradano in interessi legittimi. ma anche in concreto (es. termine perentorio. Dal 1889 al 1930. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. come si stabilisce quando una norma è di azione. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. perché protetto in Cost. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria. Se ad essere leso è un interesse legittimo. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto. c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. Nel 1930. o - 72 . o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm. e si riferiscono all’interesse legittimo. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. per forma. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi. tanto il CdS quanto la Cassazione. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. se limitato o estinto. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. Ma come può un diritto soggettivo. procedimento. le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo.

quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati. secondo il quale si ritiene che: .si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. 113. ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione. in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa.24 e 103 della costituzione. a fronte dell’attività discrezionale. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia. Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva. Secondo l’impostazione dottrinale. Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo. . e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente. 4. Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie. a fronte dell’attività vincolata. un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. . e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 .Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario. La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. La giurisprudenza. il privato vanti diritti soggettivi. il privato vanta interessi legittimi. 2. nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. 5. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. invece. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). 3. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio. soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo.si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. secondo il quale: . La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. 2. ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). come ricavato dagli artt.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo. la materia dell’iscrizione agli albi professionali. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). La teoria della degradazione dei diritti. secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato.

è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta). 4. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento. 3. con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. limitativi o ampliativi. 8. Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo.giurisdizionale da parte del privato. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. La potestà della PA può portare a 2 effetti. Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. 6. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. • Poteri di reazione. 7. 5. L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. E’ tutelato in via assoluta e non mediata. consultazione di atti. 2. solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. per effetto del numero 6. Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati. deve motivare tale scelta. Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. e dopo che il provvedimento è adottato. Interesse legittimo. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. Sono costituiti dalla partecipazione. riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali. 3. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. 72 . si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). presentazione di memorie.

potere di esperire i ricorsi amministrativi. ma tale operazione non è sempre agevole. per meglio dire. un interesse legittimo pretensivo. dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo. 4. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo. a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative. La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela. le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale). L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo.2043 c. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva. . .Infatti. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo. è infatti una semplice chance.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale. se però tali limiti risultano violati. a partire dagli anni 60.500/1999 Cassazione sent.c. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili. sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo. raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo. Sino a pochi anni addietro la sentenza.500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. .Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione.In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo. Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita. se il privato vantava. che è certamente 72 . Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo. Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo. 5. e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. .Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo. gli interessi legittimi o. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare. Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato. . poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo. 6. E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo.

Riguardo le questioni sostanziali: 1. l’una dinanzi al giudice amministrativo. correttezza e buona amministrazione. 2043 non è norma secondaria.lgs. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. non è tipico. nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo. le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. 72 . - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. 2. Importante è anche il d. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. Importante è anche l’ordinamento comunitario. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita. La sent. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. l’urbanistica e l’edilizia). nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma).c.Cass. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. l’altra dinanzi al giudice ordinario. la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. Riguardo alle questioni processuali. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. Quindi in quest’ultimo caso. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. bensì atipico. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). ma norma primaria. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto. mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che. con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici. Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. ai fini del risarcimento del danno. 80/1998. 2. 2043 c. Quindi l’art. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. 500. In tale circostanza.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo. Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi.

all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza.Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004. Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . Inoltre il giudice amministrativo.7.Con la legge 205/2000.Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo. Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione. cioè colui che si occupa del risarcimento del danno. con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno.). Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta). o Non collaborazione del privato.Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. eccesso di potere e violazione di legge. La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione. o Novità della normativa. per la riparazione del danno. e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. dispone. ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie. 103 Cost. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. il giudice competente è il giudice amministrativo. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo. dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8. non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa.Art.La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 . né su quelle tecniche. . o Contrasto giurisprudenziale. La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa. . ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione.103 Cost. la quale ha chiarito che l'art. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1. inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA. . . . oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili. stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. 2 bis della legge 241/1990.

Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti. ecc. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni. il giuramento e la confessione. ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito).). 72 . la l. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. la violazione di circolari.R.. il travisamento del fatto. il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito. Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1. Giurisdizione generale di legittimità 2.a. Poteri decisori del g. fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno. In seguito la L. Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità. Sotto un diverso profilo. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita. cioè io posso chiedere al g. Poteri cautelari.a.a. Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna.a. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g.a. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari. incompetenza e violazione di legge. la violazione del principio di proporzionalità. qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso. 2. 3. e in secondo grado il Consiglio di Stato). Giurisdizione di merito. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. Poteri istruttori del g.A. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva. In sede di giurisdizione amministrativa. che pretende la pienezza della tutela. sono distinguibili tre poteri: - 1.Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica). In concreto vuol dire che al g.a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva). quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito. Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi.

ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie. Inoltre. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito). Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. in sede di giurisdizione di merito. a partire dal 2000 legislativamente. è in grado di sostituirsi alla p. Il giudice amministrativo. 72 . a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa. Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. base propria della giurisdizione generale di legittimità.p. con la legge 205. 3.a.a. ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. e decide per es. il g. vedremo. gode dei più ampi poteri decisori: il g. ha sempre. Riguardo ai poteri decisori. Riguardo ai poteri cautelari. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile.a. in sede di giurisdizione esclusiva. anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva..a. in tutti gli ambiti. Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno. Ad eccezione del giudizio di ottemperanza. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c.c.a. dispone di una misura cautelare atipica. il g. di giurisdizione di merito. La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa. si pone al posto della p.a.

2. le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche. delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico). avvocati e procuratori dello Stato. la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. quindi lo elimina. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive.o. non può adottare un provvedimento identico). i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco. come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. amministrativi e contabili. ripristina la situazione quo ante. 4. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni. in funzione di giudice del lavoro. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva. effetto conformativo ( quando il g. 5. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato.a. Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato. propria della giurisdizione di merito. ora come giudice di legittimità. Ma. Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari. cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo. con un elevato dispendio di energie. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. 6. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito. se è interesse legittimo g.Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato. nella successiva riedizione del provvedimento. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti.)”. personale diplomatico e docenti universitari. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario. 2. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 .Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori. l’amministrazione. 3.. si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio.a. annulla un provvedimento amministrativo.

facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione. 2. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. 8. ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto. quando la legge non disponga altrimenti. il Consiglio di Stato. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. e il Consiglio di Stato di secondo. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. 3. nonché dalla consulenza tecnica. esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. 7. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado. dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. anche in forma specifica.La legge n. Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. 72 . È attribuita in base a grado e territorio. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo. L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. La competenza per grado Prima vi era un unico grado. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche.

p.p. se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7. stessa causa petendi ma diverso petitum). All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito.La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza . 4. vi è analogia con l’art.Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. Connessione.La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige . lo stesso petitum e la stessa causa petendi.p.quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar . mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar.c.la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) . In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto. Se vi è continenza (stessi soggetti.39 primo comma c.c. presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR. non si può applicare la normativa del c. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale. Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio. ossia funzionale. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente. 8. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti). secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile. in tutte le ipotesi previste dalla legge. non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi. In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito.queste sono: . Se non vi è accorto traslativo. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile. quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo.La competenza del Tar del Lazio. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. 5.. L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa.c. perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6. alla data di emanazione dell’atto. Necessario che vi siano gli stessi soggetti. Ipotesi di competenza inderogabile e. in particolare. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 . La giurisprudenza ha accolto un unico caso. In caso di litispendenza.

A differenza di quanto avviene nel processo civile. Posizione e poteri del giudice 72 . che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere.d. il processo in cui le parti. lasciando al giudice. carattere (o metodo) acquisitivo del p. è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. il nostro è tratteggiato dall'art. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. come processo di parti. come il processo civile).Sezione prima: Profili funzionali 1. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. e non il giudice. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello. è sufficiente che venga loro notificata. 2. la decisione della controversia. . ad es. in cui queste. che. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. che il giudice debba compiere. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. è un processo di parti. Qui interessa solo il processo amministrativo. di farlo proseguire. ossia senza che la controversia sia decisa. 3. Si possono ricostruire diversi modelli di processo. Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini. 4. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. e la direzione del processo. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione.Il processo amministrativo. e non il giudice. Posizione e poteri delle parti . ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti.il processo amministrativo segue il secondo tipo. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. hanno il potere di darvi inizio. come è ovvio. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso.Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. amm. Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. il metodo acquisitivo). ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo. in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). il giudice è vincolato alla domanda di parte.111 Cost. che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. ed è ciò determina il c. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. hanno il potere di dare inizio. Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte.

Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art. la quale comporta due regole: 1. Il dato che caratterizza il processo amministrativo. della cessazione della materia del contendere. Risponde ad un tipo di tutela reattiva. 2. su cui il giudice deve pronunciarsi. le ordinanze anticipatorie.d. Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . anche d’ufficio. 2697 c. su istanza di parte. regola istruttoria. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio.. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione. l’estinzione. ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte.Adotta. 1. Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice). anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa.. che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati). è il c. metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere . ossia la regola di giudizio dell’onere della prova. oggetto del giudizio è là controversia.Al giudice spetta. in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione.c. i decreti di presa d’atto di rinuncia. . Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. sotto il profilo dei poteri del giudice. ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione).Adotta. 2. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. secondo il suo prudente apprezzamento.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. la direzione del processo: . Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi. i decreti di presa d’atto della rinuncia.Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo. Essendo giudizio di impugnazione. non solo di valutare.Adotta le ordinanze cautelari e. i decreti di fissazione delle udienze. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova. il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale. l’integrazione del contraddittorio. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale. della estinzione del processo e della maturazione del processo. Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova). ha il potere di valutare liberamente. ma anche di acquisire le prove. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. la sospensione e l’interruzione. la prove acquisite al giudizio. . . e di dirigere il processo (su istanza di parte). Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. questioni preliminari di merito e questione principale di merito. . o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1. prescindendo dalla iniziativa di parte. oltre alla formulazione del giudizio. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive. regola decisoria.

Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. 4. Manca la fase istruttoria. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. non ha mai perso tale carattere. silenzio. come ad esempio nel caso del silenzio. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”.111 Cost. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere. attribuiti al processo in quanto tale. 3. ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. Spunti di riflessione Il processo amministrativo. in una sola udienza di discussione orale. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. accesso). tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive. Il giusto processo 1999: modifica dell’art. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. quello per l’accesso e il processo elettorale. vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile. ma su comportamenti (es. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena. Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. indipendenza. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio.. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. e sono: • • • 72 . davanti ad un giudice terzo ed imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva. e sono: Principio di precostituzione. in condizioni di parità.lacuna giurisdizionale. Principi strutturali. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1. ma ben lontano ancora da maturazione. e si tratta di riti ordinari. in funzione della tutela dell’interesse dei privati. l’oralità e la pubblicità. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica.

Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. ed imparziale nella decisione della controversia. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato. volta a volta. ossia equidistante rispetto alle parti. Dovendo i magistrati amministrativi. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. in altro grado o fase del suo stesso processo. 2. che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. adottate nel processo civile. Inoltre. ma ormai tale prassi è superata. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . da una delle parti. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. Il principio di terzietà rispetto alle parti può. possono essere accolte anche per quello amministrativo. Principio di tempestività della tutela. netta processo ordinario e processo di ottemperanza. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto. rispetto alle parti. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. Principio di pienezza della tutela. per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. deve essere posto al riparo da influenze estranee. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. 4. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio. ed imparziale nella decisione della controversia. come ogni altro cittadino. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. inteso come organo giudicante. ossia equidistante. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. influire sui poteri attribuiti al giudice. 3. Il principio di indipendenza. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. che dovrebbe essere presto modificata). A differenza del giudizio civile. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali.Sui principi di terzietà ed imparzialità. - Il principio del giudice naturale. in cui il giudice. e forse deve.

ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . di conseguenza. . per costituirsi in giudizio. Di regola. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo. 5. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. sia istruttoria. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice. Rispettando tale termine. ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. prima della decisione sulla istanza cautelare. proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti. discussione orale. quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private. sia di merito. L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. anche. . il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. che non può riflettersi sul processo. Peraltro. 2. Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi. se necessario. Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. o Continuità. ossia deve riguardare ogni fase del processo. questa esigenza può apparire non rispettata. controricorso.la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. secondo la disciplina in vigore. . soltanto ad uno dei contro interessati. viceversa. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza. Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”. L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni. per la compresenza di due disposizioni: 1. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. per essere tale. tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. sia nella formazione del convincimento del giudice. il contenuto della decisione.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi. . in particolare nella formazione delle prove. si lede il principio del contraddittorio.Il principio del contraddittorio. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. memorie scritte. 7. a pena dell’inammissibilità. - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria.

L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia. 3. comportando il processo dei costi economici. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. 2. per l'eccessiva durata del processo.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico. prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione. Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione. la costituzione assicura ai non abbienti. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile.La stessa corte costituzionale. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. prima della modifica dell'articolo 111. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore.Sul piano istruttorio. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze). dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. per adeguarla a modello costituzionale. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio. con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. o fatti notori o presunzioni. anche patrimoniale. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione. Oltre al diritto di azione. Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. piena e tempestiva. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1. il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. con appositi istituti. Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale.

si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale. è un’azione di mero accertamento. Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto.in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento. che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p. di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. Cognizione 2. La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p. Questo secondo tipo di azione. solo ad obbligazioni pecuniarie. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento. Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3.l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa.Sezione prima: Premesse 1. All’azione di condanna consegue. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art. . per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1. • 72 . ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: . .fa definire l'azione come il potere.a.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare. l’azione non è soggetta a termini di decadenza.di condanna e le azioni costitutive.a. patrimoniale e non. • • Introdotta dall’art.24 Cost. Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo. quindi non lo sciolgo. senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto. come effetto primario. non faccio niente. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio. per eseguire qualcosa. in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. 2.. Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna. per cautelarsi. perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. salvi i termini di prescrizione del diritto stesso.

o Esempio: c’era un contratto. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa. nomina un commissario ad acta. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. come il silenzio diniego. lo annulla. il giudice lo risolve.. 72 . l’annullamento. la separazione è una sentenza costitutiva. Se si è formato il silenzio rigetto. 3. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso.a. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o. ed indagato la fondatezza dell’istanza. che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto.la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento. nell’inerzia della p. la creazione di una servitù.a. cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire. era legittimato a ricorrere • Il novellato art. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. trascorso inutilmente il quale. che non ha natura sostanziale. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. una volta accolto il ricorso. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto.a. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. tanto amministrativa quanto giurisdizionale.a. quindi è causata dall’inerzia della p. dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. lo rescinde. dare). Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive. • Il Giudice.. • Secondo la normativa precedente. nel caso in cui sia rigettato. Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa. Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. ORDINA alla p. trascorsi inutilmente i quali. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento. il contratto non c’è più. di fronte al silenzio il cittadino. Il divorzio è una sentenza costitutiva. la rescissione. ma alla carenza dello stesso. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo.). La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa. a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa.

ossia con la diffida processuale. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. non in una mera affermazione. 90 gg. non c’è attività propriamente amministrativa. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. soprattutto in seguito alla novella del 2000. merito ed esclusiva. nel caso di ricorso gerarchico. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. oggi considerato però azione di condanna. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. e si sarà formato il silenzio rigetto. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto . 2. perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova. la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori. Azione generale di legittimità. Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. La questione 72 . che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri. L'azione di legittimità è detta generale. inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione.. 4. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. 5. 6. e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. ma queste saranno limitate al rito. Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. svolge dunque un'indagine a tutto campo.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. n. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento.

Sezione terza: Le azioni di condanna 1. il risarcimento del danno ingiusto. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione.in caso di esito favorevole dell' accertamento. 4. 72 . Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. ed anche in sede cautelare. 2. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite.si tratta sempre di un'azione di condanna. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. nel difetto assoluto di attribuzione. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo. 3. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali.A. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. 3. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti. per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere. di regola. è autonoma. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. perché accessoria all'esito della lite. Per quanto riguarda la DIA. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. o il silenzio-rifiuto. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. Condanna al risarcimento del danno. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge. improduttivo di effetti giuridici.

la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il giudice ha potere cognitorio pieno. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. 5. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. i soggetti. ma anche contro il suo comportamento inerte. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. l'azione ha dunque effetto demolitorio. 3. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. con l'effetto conformativo. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo. diversi dal giudice. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. 2. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. Concetti generali Nel diritto processuale. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali. dunque. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. Si può distinguere in: 72 . Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni.La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. Sono. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. 6. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. valutati gli interessi in conflitto. e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica.

Soggetto Ricorrente b. (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso).d. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. Parte in senso formale. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo. Soggetto Resistente c. 2. Parti non necessarie d.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso). • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. quindi. Sono contraddittori formali. Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso. Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso). o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale. Parti necessarie a.1. Soggetto cointeressato a. Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. • Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda. cioè parte come soggetto degli atti processuali. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. b. • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. Soggetto Controinteressato 2. legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore. 2 requisiti del contradditore: • 72 . quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. Soggetto interventore/interveniente e. In seguito possiamo distinguere in: 1. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato. Parte in senso sostanziale. c.

Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato. È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello. 7. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. 6. In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. d. in quanto esercita poteri spettanti alla PA. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. ossia individuabili sulla base dell’atto. Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato. che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere). se invece conduce all’emanazione dell’atto. dunque. Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. . vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). Il contraddittorio in diritto amministrativo. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici.Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). il ricorso è contro l’amministrazione controllante. La parte resistente È parte necessaria. Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. palesa evidenti limiti. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. perché comunque è un soggetto pubblico. 4. Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. 72 . Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. ma non sempre è presente. Per la parte ricorrente. Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. 5.

Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che. dal resistente ed al controinteressato formale. 8. inquinamento o cambiamenti climatici. Non sono parti necessarie. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . negoziazione.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. 10. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti. diversi dal ricorrente. consultazione. Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). 9. e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. parte necessaria. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. Non nomina i cointeressati. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. L’intervento.individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. Non si produce per questo interruzione di processo. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado. oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche. possibile per tutti coloro che. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro. per la giurisprudenza. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause). Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale. hanno interesse al mantenimento dell’atto. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali. Anche per la PA è necessario un avvocato. dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. ma se è effettuato nei limiti. ma da una forte rilevanza sociale. oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum).

Nella pratica però tale individuazione appare più complessa. perché tale compito spetta alle amministrazioni. insieme a quelli di partecipazione democratica.118 Cost. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970. sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. per conformarsi anche ai principi comunitari. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto.118 Cost. essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio. 72 . Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. 3. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso. Le azioni collettive Il legislatore.interessi meta-individuali. L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”. ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. 4. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto. mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi. Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini.. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale. Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi. pur non introducendo ancora un’azione popolare. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. che ha precisato che l’art. 2. Non si può dunque parlare di class action anglosassone. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale. Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti.

in caso di perdurante inadempimento. La norma. questi devono essere verbalizzati. le iniziative utili per soddisfare gli interessati. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo. può anche disporre la nomina di un commissario ad acta. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali. Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale.c. Quasi tutti gli atti sono per iscritto. non a carattere risarcitorio. alle omissioni o ai mancati adempimenti e.. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo.: Libertà delle forme Gli atti del processo. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. di merito o di rito). nel caso in cui si ricorra ad atti orali. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici. entro un termine fissato per legge. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. 72 .p. 4. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali. È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali.15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva. La recentissima L. dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità.Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. Certamente. deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere. All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni. per certificarne l’avvenuto deposito. 3. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato. Forma e luogo degli atti processuali Art. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo.1342 c. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. 121 c. ai quali le parti sono assoggettate. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore. a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi. per i quali la legge non richiede forme determinate. ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1.c. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività. 2.

sia perché può risolvere una questione che. ma mai le parti personalmente). Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. a mezzo raccomandata. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). Nel primo caso. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). orale o scritta (ricorso in calce al quale è. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. Possono essere presenti gli avvocati. Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile). Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto. o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata. A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. ad un vicino. non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione). sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es. quindi risulta dal verbale. o qualora non sia possibile reperirle.). L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari. purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. Può essere pronunciata in udienza. 6. 7. Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. presentata in udienza o fuori. Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. ordinanze e sentenze 2. oppure qualora esso non sia reperibile. a causa della sua urgenza. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. al portiere. inoltre deve essere brevemente motivata. della notifica. decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso).p. all'addetto alla casa o all'ufficio. scritto il decreto).160 c. o personalmente.c.5. Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata). Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. dimora o domicilio dello stesso). Si può notificare o tramite posta. 72 . La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali. se accolta dal giudice. essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte.

p.p. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso. la motivazione e il dispositivo.: 5. La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito. quando sia possibile. PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1. Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. 159 c. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono). l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione). i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere.p. con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). e art. se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio. può essere definitiva o non definitiva. di merito. 4.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti. con un biglietto che contenga il dispositivo. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt.: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo. la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. e devono contenere: l’indicazione del giudice.p. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza.: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte. l’indicazione delle parti. Art. 159 c.c. 157 c. Se il vizio impedisce un determinato effetto. La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. 157. 72 . il giudice.c. Art. 156.c.p. può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo). né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione). Art. può decidere parzialmente il merito. 162 c.162 c. la sottoscrizione a pena di nullità.3. 156 c. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni).c. I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze. la nullità degli atti.c.p. pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e. se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite).c. che è la domanda. col provvedimento col quale la pronuncia. Art. È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione). all'ufficiale giudiziario o al difensore. la data. lo svolgimento del processo. su istanza di parte. Riferendosi al rapporto giuridico processuale. La nullità non può mai essere pronunciata.

Interesse ad agire (art.n. Essi sono due: la competenza. 81 c. • Il giudice. ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale.p. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. data la delicatezza di alcuni contenuti. Mancando l’interesse ad agire. e quindi sia dotato del potere di giudicare.I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. difetto di azione. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda. si può desumere. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. 25. ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum.. di esibire il documento (obbligo specifico). nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”.. La tutela del diritto di accesso • Ex. ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio. con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta. prevista dall’art. Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. può imporre alla p. sia un giudice. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire. ossia il potere di compiere atti nel processo. 100 c.a. valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente). ne resistere. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito. Art. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. invece. il cittadino proporre ricorso al Tar. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge. Tale condizione. essere titolare del diritto di azione. Se la parte. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”.c.c. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione.a. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa. l.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti.. 2900 c.c. affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito.p. • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. indirettamente. • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità. a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo). se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere. 72 . la legittimazione processuale. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. dall’art. quindi.

3. sussista al momento della decisione. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. caratterizzati da precisi elementi. 2. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato. la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. nel vantaggio. deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. 6. istruttori. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. 72 . La competenza serve invece per distribuire.gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti. in base a regole predeterminate. preliminari. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori.a. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. non determinanti una lesione attuale e concreta .gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte. accessori. si radica. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. venga riparata dalla sentenza.gli atti confermati ivi i precedenti atti . è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo. frutto di elaborazione giurisprudenziale. Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti. 5. Questi sono: . ed è generalmente derogabile. ed essere attuale. a sua volta.gli atti conseguenziali. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali. L'interesse per il personale. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente.• La p. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti. cautelari. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. deve essere diretto. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente. L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo. L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. 4. anche solo morale. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati .

nel processo amministrativo. per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. Se invece mancano tali previsione normative. Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. ovvero. Il silenzio La prima dottrina. la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. ed è indirizzata al giudice competente.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. così. o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento. si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. 72 . 2. Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). la forma del ricorso. ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio). Si devono indicare gli artt. o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. Vincola non solo il ricorrente. Il ricorso collettivo. proveniente dalla persona che invoca la tutela. lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione. la nullità è sanata. Se l’intimato comunque si costituisce. La domanda giudiziale assume. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso. nelle azioni di tipo costitutivo. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome. cognome.7. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. Ma il silenzio è patologia della PA. la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati.

Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. dopo la proposizione del ricorso. Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. Il termine per la proposizione del ricorso. Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. Per il diritto d’accesso. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. infatti. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. La notificazione Il ricorso deve essere notificato. Motivi aggiunti successivi. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. per i diretti destinatari. Può accadere. dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse. il termine è di 30 giorni. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. tranne che per le istanze cautelari. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. 4. che sono il supplemento del ricorso. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. 2. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. a pena di inammissibilità. 3. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma. per i motivi aggiunti). È inoltre prevista la remissione in termini. 72 . che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. entro sessanta giorni dalla comunicazione. Ai fini della decorrenza del termine. Infatti possiamo distinguere tra: 1. azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote.

e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. Se l’Amministrazione non provvede al deposito. purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo.La Legge n.d. I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. accelerare il giudizio. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. a tal stregua. l’esibizione degli atti stessi. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso. La legge intende. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. controricorso) e i relativi documenti. “l’eventuale provvedimento impugnato. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. il presidente del TAR. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti. connessi all’oggetto dell’impugnativa. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato. è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. Se si è in prossimità dell’udienza. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. chi ha interesse può intervenire. il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. o un magistrato da lui delegato. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. si rinvia ad una nuova. può ordinare anche d’ufficio. 72 . da notificare con le stesse modalità del ricorso. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa.

Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art. Esempi: 1. 2. quindi. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio. ma è stato notificato ad almeno uno di essi. che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. con apposita istanza. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore. 37 t.A.lgs. La legge sul C. Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. Successivamente alla prima impugnazione. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale. Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio. se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. di pubblica sicurezza. pubblica sicurezza o immigrazione).u leggi sul CDS e 22 della legge T. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati.D. In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. colui che riceve la notifica del ricorso deve. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico.. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati. e il giudizio si estingue. Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale.L’intervento va proposto con apposito atto. ambientale. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D. la discussione del ricorso stesso. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale. che sia richiesta. Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che. ma anche per evitare contrasti di giudicato. sostituendosi all'amministrazione. in caso di accoglimento. difesa nazionale. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. salute e incolumità pubblica. potrebbero produrre un risultato favorevole.S. 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. 72 . travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo. di regola.R. se vuole impugnare a sua volta il provvedimento. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore .

Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica. co. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione. periculum in mora. Nel secondo caso. la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. a norma dell’art. come modificato dalla riforma del 2000. fumus boni iuris. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. L’art. anche in assenza di contraddittorio. Se il giudice accoglie il ricorso. il ricorrente può. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica). avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile. Nel primo caso. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA. Il presidente provvede con decreto motivato. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. (art. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato.39 del T. Allo stesso modo. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. Prima della decisione del ricorso. ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. 4. 3 della legge 205/2000. Al termine di questo procedimento. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. 8.La l. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . senza passare per la nomina del commissario. cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata. legge Tar. tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente. l’art. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. di disporre misure cautelari provvisorie. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare. È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. co. una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. Se l'inadempimento persiste. anche l’art. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono. 21. La misura cautelare eventualmente concessa.9. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale.n. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. a cui possono partecipare i difensori delle parti. Cons. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. o della sezione cui il ricorso è assegnato. 21.U. secondo le circostanze. 21 della legge Tar.

8. entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale. La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione. sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. L’integrazione del contraddittorio. da notificarsi come il ricorso. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito. ma non sospende l’atto amministrativo. 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). In Camera di Consiglio. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. In ogni caso. la costituzione si realizza con il deposito. il termine prima era di 2 giorni. legge Tar. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. 5. 12 aprile 2006. Il deposito. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis. È inoltre possibile. ma dal 2000 esteso a 10). In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. anche se non costituita. a norma dell’art. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. come modificato dall’art. il cd. Deve essere poi depositata entro 20 giorni. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato.3 legge 205/2000). 72 . da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. codice dei contratti pubblici. 7. La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale.contraddittorio. e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza.700 del codice di rito). art. presso la segreteria del giudice adito. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. con il d.lgs. dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio. su istanza di parte. 6. Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado. 14. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). ma sempre nell’ambito del ricorso principale. Per quanto riguarda il ricorrente. Solo recentemente.21. co.

poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione. che appaiono. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”. più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c.c. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. 4. Nel 1985 la Corte Cost. Sezione seconda: La fase cautelare 1. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari. Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. lo può annullare.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c. 3. 700 c. e necessità di tutela urgente. 2. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. Qui invece è sempre atipico. Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente. anzi è l’unico applicabile. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi.205/2000. Se questo è irricevibile o inammissibile. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni.c. aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità. ed eventualmente per motivi diversi.p. Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. 700 è sì una misura cautelare. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze). Ma l’art. secondo le circostanze. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione.c. ma non residuale.9.)  Art. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica. è ciò comportò giudizi troppo lunghi.p. 72 . La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L.p. L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario. Le norme che la regolavano erano poche. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare.

la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni.p. e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento. non serve alcuna comunicazione.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria. per ragioni di trasparenza. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. altrimenti la sentenza sarà annullabile. 7. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio. Può essere prestata da tutte le parti. In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare. 5. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. 9. ma spesso ignorato). Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso. Se si segue il corso normale del processo. ma sono comunque di carattere soggettivo. Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso). La prestazione della cauzione Con la L. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. L. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. Se vi è urgenza. Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. questi cominciano ad essere motivati. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. senza contraddittorio. immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. Oggi. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata. 72 . Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese.) 8.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio. che può essere prestata anche tramite fideiussione. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione. all’integrità fisica. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute.c. 6. Il giudice si pronuncia con ordinanza.

Il secondo è meno grave. l’impostazione del giudizio. 101 p. quello di Roma. deve essere imminente ed attuale. E’ fondamentale perché.d. sull’onere della prova che comporta. da una probatoria. la necessità di un’indagine è. vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. o siano state violate norme di procedura.d. quanto alla loro valutazione. dall’istruttoria alla decisione. ). in buona sostanza. libero apprezzamento del giudice. principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio.c. genericamente. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. come ad es. prova dei fatti. La regola.d. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art. Dal punto di vista del giudice. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto. Vale il principio generale dell’articolo 2697 c.c. nel caso di incertezza su un fatto. cosa qui non richiesta. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. fatti principali. nel processo amministrativo. ad esempio. dovrà rigidamente attenersi al c.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. E’ un’applicazione del c. Essi si identificano con i c. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso. concernente. Si distingue un’istruttoria preparatoria. L’attività del giudice comporta. fra l’altro. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente. Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c. è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse.p. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . esclusa quando i fatti non siano controversi. 3. petitum. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. La mancanza della prova determina la soccombenza. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente.c. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente. basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente.Per la revoca. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto. 2. Tuttavia la L. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia. di volta in volta. al prudente apprezzamento del giudice. ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio.

che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice. quindi. pena decadenza. veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione. 3.c. tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. 1. tramite l’ufficiale giudiziario.giuramento e la confessione. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio. Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate). per il principio della concentrazione. allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza.c. 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. Vale il principio del dispositivo. cardine della giustizia amministrativa.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale. ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. non esibendo il documento. si deve ricorrere all’interpello. ma non più ordinata alla PA. 2.p. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico.). Prima l’indagine era solo sul fatto storico. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. bensì ad un’amministrazione terza). Con la L. 7° comma e art.c. 2700 c. L’istruzione è per lo più documentale. successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica).p.184 c. prima che processuale. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale. Se non se ne ha disponibilità. non anche sulla realtà extra-processuale. L.). devono essere previste tutte le prove del c. si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale. La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso.p. 72 .c.c. Se vi è inadempimento. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo). vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che.p. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio).205/2000. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. nel pubblico impiego. 5. perché prove legali. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art. 4. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. anche quando si trattava di diritti soggettivi. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che. Il processo amministrativo è processo di parti. 183. Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art.

2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7. e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato).Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa.Fino alla metà del secolo scorso. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo). in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità). L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. 116 c. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. incluso il principio dell’onere della prova. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. 8. Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione. anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio. che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile.p. anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti. In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi. in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. propri della realtà amministrativa. La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto.c. 9. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. valuterà tale comportamento come argomento di prova. Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile. La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa). Ma poi 72 . 6. Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990. questi tramite l’art. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa. Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA.

s. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile. L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova.come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000. come nella giurisdizione di legittimità.420 e s. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. in ogni caso (ossia le prove legali. per le quali dovevano essere applicabili gli artt. e non quelle costituite).c.p. l’onere della prova). ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento.p.. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative.p. con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso.c. c. 11. Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova. correttezza e buona amministrazione. sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio.c. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. Nel 2000 i mezzi di prova del c. anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità. 12. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi. In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza. 14. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es. 13. salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile). come nel processo civile. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 . assoggettati alle norme del c. tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice). in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi). che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi. in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria. sul processo del lavoro. 10. per il principio della concentrazione). Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza.

entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio.p.U. richiede la trasmissione dei documenti. L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche. da 191 a 201 c. 3. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori. secondo la giurisprudenza. e comunque ora inserita nel T. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. discrezionalità tecnica. sono così applicabili gli artt. per le misure cautelari urgenti). Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. richiesta di documenti. tra l'altro non ha messo nel nostro processo. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. salvaguardandola. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado. 16. sul Consiglio di Stato. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. ad eccezione del giuramento decisorio. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado.p. la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione. la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti . L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. 17. anche in questo caso. La segretaria del giudice d’appello. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato. I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite.c.consulenza tecnica d'ufficio perché. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. . però. 15. attraverso le verificazioni. e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. 72 . Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c.d. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata. verificazioni. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti.c. però. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate. 2. a differenza di quest’ultima. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva. Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. richiesta di chiarimenti. come ad es. Se si va in appello. altrimenti. I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare. Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino. la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività. la c.

eseguire ispezioni. Una volta conclusa la discussione. Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. t. e come si è già visto la prova legale viene esclusa. sottoscrizione del giudice 72 . Consulenza tecnica d'ufficio.4. attraverso il proprio avvocato. Nell’udienza. Cons. deve contenere i seguenti elementi: 1. nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. 2° comma. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. ciascuna delle parti può intervenire. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza. Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento.u. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. indicazione della data 7. il TAR. Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). dispositivo (parte precettiva della decisione) 5. il tenore della domanda 3. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. che è pubblica. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. La testimonianza. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. In seguito alla presentazione dell’istanza. Ai sensi dell'articolo 44 del t. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. La decisione del Tar. per illustrare oralmente le proprie ragioni. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. 5. Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti).u. coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”.

634 c. la rinuncia al ricorso 3.p. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.c. disponendo. 20. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto. la perenzione 5.c. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio. possibilmente. 19. se accoglie l’opposizione. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione. 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso. questo sarà valutato come ammissione dei fatti. improcedibile o irricevibile. Infine l’articolo 26. 21. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie. nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. Se la PA mantiene un comportamento omissivo.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. al di là dei profili tecnici. quando si sia verificata 1. l’estinzione del giudizio 2. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture. con sentenza succintamente motivata. 7° comma legge TAR prevede che. la cessazione della materia del contendere 4. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute.In base all’articolo 26. I documenti art. 18. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati. ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa.c. anche a persone che non esercitano tale attività.all'interno di 72 . Il contenuto di tale prova è indeterminato. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti . sono ammessi dunque tutti quelli del c. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato.p. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale. Da svolgersi sempre in contraddittorio..sulle proprie conclusioni tecniche. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA. sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio. inammissibile. nonché per prestazioni di servizi. il collegio decide con ordinanza. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. un'influenza diretta sulla decisione della causa.p. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori. la sopravvenuta carenza di interesse 6.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza . Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere. tranne le prove legale. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro. 2214 e seguenti del codice civile.

3. la giurisprudenza ritiene che si debba 2. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio.in ogni momento . le sentenze di merito decidono il merito della domanda. esperti in musica. 1. e se questo non provvede. Vizio di forma. con accoglimento senza entrare nel merito. Le ipotesi sono due: 1. Difetto di procedura. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato. 2. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. in quanto assorbire è non esaminare. Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado. a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. 2. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . geometri.il contradditorio. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. È soggetto. agronomi. presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. inoltre. grafologi. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate. • riformarlo. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. la ratio dell'art. ingegneri. periti industriali. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. ma la fondatezza della pretesa del ricorrente. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. È una categoria che racchiude diverse ipotesi. dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. 72 . lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). esperti in mobili ed antiquariato. anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato. può solo chiedere di sanare tale vizio).specifici albi. Se invece rileva una irregolarità sanabile. Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. e accogliendolo può: • annullare l’atto. • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria. ecc) tenuti dai tribunali.

non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti.p.p. il giudice istruttore. Le parti possono farsi assistere dai difensori. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art. b) Interrogatorio libero: art.118 + 210 c. quindi modificabile.c. il luogo e il modo dell'esibizione.c.61 e 62 del regolamento di procedura del 1907. in qualunque stato e grado del processo. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo.p. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare.: Il giudice. Sezione quarta: La fase di decisione 1. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: . è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. Questo 72 . il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila.c. dopo la discussione del ricorso. può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo. Se l'esibizione importa una spesa. 2. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio.p. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116.c. ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. secondo comma.117 c. e nell’art. preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione . Se si verifica la “terza opinione.p. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c.c.. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale.). Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione. si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi. si è svolto il contraddittorio. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia. Se rifiuta il terzo.276 c. Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. di fronte al quale si rinnova la discussione. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio). Il Collegio giudicante. Nell'ordinare l'esibizione.p. o d’ufficio. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo.c.22. su istanza di parte. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito. non dopo ogni singolo giudizio.

116 primo comma c. nel giudizio civile. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. 6.p. 8. 7. Il giudice quindi ha potere di acquisire prove. Questo è da consegnare o personalmente. salvo che la legge disponga diversamente. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . ma affermato). si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione.avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata). accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente.2697 c. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. Se questa non si forma. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso.c. La deliberazione: essendovi più giudici. ma tenendo conto del principio acquisitivo. La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma). ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia). è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). La manifestazione del voto è da fare al Presidente. e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). 3. Una volta arrivati ad una decisione. ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. Il giudice DEVE decidere. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice. si avrà la massima “provare o soccombere”. A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione. Anche nel processo amministrativo. alla restante ne è affiancata un’altra. Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. 4. di esibizione). Il dibattito è fissato dal Presidente. Graduazione. che procede alla raccolta dei voti. non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es.c. per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente. È richiesta la maggioranza assoluta. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. Non si tratta di arbitrio. poi il merito della causa. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. Quindi la parte che allega il fatto. sull’onere della prova. e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). all’art. il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio. La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito. c’è un ordine? 5. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento. Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario.

A. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado. tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. o di un controinteressato oppure entrambi. La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). tuttavia altri sono contro tale tesi. se l’atto non è notificato a tutte le parti. nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No. questo rimedio ha carattere impugnatorio. anche se denominate tali. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). 72 . consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni. in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. il secondo del Consiglio di Stato. Nella Costituzione. 2.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio. L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo. Non si tratta di una prova. Tuttavia. Tale tesi è accolta dall’autore. in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana). i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione. per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. con l’istituzione dei Tar. ma almeno ad una. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. siano esse costituite o non.

La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art. si danno per rinunciate. 5. per quello incidentale). ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado. Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo.p. Divieto di ius novorum dunque. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata. in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. 3.340 c. Artt. Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata. La sentenza. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. costituite. 6. Come detto.p. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. mentre per le restanti continua il processo. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. 4.c. e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado. non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. a meno che su istanza di parte. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze). con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie.p. nel giudizio di secondo grado. Per le questioni relative al ricorso introduttivo. In appello non si possono proporre nuovi motivi.c. contro interessato pretermesso. dopo essere stata adottata. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado. L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive. il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado. al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado).c. altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato. o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. anche se erano denominate sentenza. per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente. e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es. es. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello. 345-346 c. di mero contenuto ordinatorio.)..340 c. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 .

ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio. La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. Se si è ancora nel termine per impugnare. tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato. Il più diligente. L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. con atto notificato alle controparti. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1. La sent. 2. I casi di revocazione Nel processo civile. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio). È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 . 7. La notifica è diversa dal primo grado. 8. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale). sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. fa appello principale.23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione. da depositare nei 20 giorni successivi. Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa. che arriva prima. Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi.205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi.

4. dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art. In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte. ma è fatto rinvio al codice di procedura civile. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art. I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini. .c. la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti). per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. in base al rinvio agli artt. purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione. determinante per la sentenza. Per la dottrina. La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. . o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c. Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina.c.d. la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti. accertato con sentenza passata in giudicato. in tal caso. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR.396 c. Contro le sentenze del Consiglio di Stato.p.p.d. ma in cause diverse. che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione. Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti. iudicium rescindens) e.p. l’art.c. dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione). con riferimento al rinvio all’art. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c. altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela). con riferimento a pronunce di giudici amministrativi.p.p. . È errore di percezione. 3.c. L’errore di fatto deve essere.c.395-396 c. nel caso di accertamento positivo.La sentenza affetta da dolo del giudice. anche se ancora in tempo per l’appello.. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. sullo stesso oggetto.-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è.. e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice.sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. 5.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi.sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza. Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali). . L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione .395.400 c. Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c. iudicium rescissorium ). rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione). Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione. stabilisce l’art. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello). 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. 72 . che riguarda i casi di: .395 c.La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato.il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario.c. -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato. Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi.p. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria). .

i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato.c. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile). Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti. 72 . ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione. Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo. non è presente nel processo amministrativo. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo.p. 6. perché giudice naturale delle impugnazioni.c.p. però. in combinato disposto con l’art.177 ha. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza. che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive). con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art.398 c. che può essere ordinaria o straordinaria. dichiarato l’illegittimità dell’art.p. (il giudicato).c. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. che sono gli stessi dell’appello). altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello.404 c. Al contrario della revocazione. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato.. Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria. Inoltre la Corte Costituzionale. anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore. seguendo forme e termini. includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali. I soggetti legittimati. art.p.) 7. ed ha effetto devolutivo (come l’appello). Art. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c.c. la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato.3 e 24 Cost. Punto di partenza è l’art. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995. tranne la revocazione stessa. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo.36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt. n. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. le sentenze opponibili. a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare. Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello.2909 c. i loro eredi o aventi causa”. Secondo tale articolo. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso.. 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”. sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare.2909 c.La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato. o al ricorso in Cassazione).c.c. e rapporto con il ricorso in Cassazione. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza). 1° comma c.

325 c. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti. positivi o negativi. esplicita o implicita.c. se ne dalla sussistenza della giurisdizione. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione.art. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. 6. L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione. e in ogni stato e grado del giudizio. quando proseguii giudizio. il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado. È escluso ogni sindacato 72 . 2. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia.41 c.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività. Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici.. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio. di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari. 5. La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1. Se si propone opposizione insieme alla revocazione.p. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione). non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato.p. 3. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. tra giudici ordinari.c. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale. 4.p. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto. la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato. perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo. La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono.c. amministrativi e tra giudici speciali. Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. . è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c. si porteranno avanti i 2 giudizi.Se si propone l’opposizione insieme all’appello. finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato. La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni.

perché non più necessario. pena estinzione. L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo.su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. non inizia ex novo. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione.regolamento preventivo di giurisdizione . inabilitazione. o dall'avvocato. o la volontà.regolamento di competenza . fallimento. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1. cessazione della rappresentanza -Morte. Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi. tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione. 2.questioni di legittimità costituzionale di leggi . Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito.questioni di interpretazione di leggi comunitarie . vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia. 2. con 72 . La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. una volta ripreso. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili).questioni pregiudiziali . o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. indipendentemente dal provvedimento del giudice. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte. l'errata composizione del collegio giudicante. La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. o per ragioni attinenti al rito. munito di mandato speciale. l'eccesso di potere giurisdizionale. Il processo. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza. dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori. ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione. SI ha sospensione nei seguenti casi: . La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale. Sezione seconda: Estinzione del processo 1.causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone. o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti. questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti. -Morte o perdita della capacità del rappresentante. che ha natura solo dichiarativa. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti. CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE.

trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. A differenza della perenzione. 3. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio. La decisione semplificata Art. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale.205/2000. 2. CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti. disciplina le "decisioni in forma semplificata". termino modo.dichiarazione resa a verbale. il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali. La rinuncia e quindi atto di parte. e anche atto unilaterale recettizio. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo. e non può essere sottoposto a condizione. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. a cura della parte più diligente. inammisibilità. ma eccepita dalla parte interessata. però. con apposito atto notificato tutte le altre parti. ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso. compresi interessi e rivalutazione.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza). se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. come novellato da L. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. ossia le sentenza succintamente motivate. 4.26 della legge del 1971. 6.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. 5. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. improcedibilità o infondatezza del ricorso. in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente.

23 bis non rappresenta una novità assoluta. o 120 giorni dalla pubblicazione.nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza. elemento formale della sentenza. la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum. Sezione terza: Il rito accelerato 1.nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare . Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): . Sezione seconda: Il rito abbreviato 1. Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso. per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione.fatto o di diritto ritenuto risolutivo. Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina. 3.) I termini sono così ridotti: . infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici. da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati.c. Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque. Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria. inammissibile o improcedibile il ricorso. anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso". Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione.la completezza istruttoria Se il primo viene omesso.motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 . La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale). come da c. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio..la completezza del contraddittorio .concentrazione della fase cautelare con quella di merito . non vi è vizio di procedura. la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado. Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: . 2.. Si semplifica la motivazione. Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta.da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa . non anche per il deposito. I presupposti I presupposti sono: . perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione. o ad un precedente). L'art. ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito.p. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza. senza per altro violare il principio di uguaglianza. il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito. perché si tratta di udienza di trattazione).. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile.

modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali .provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità .tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori. Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: . 3. perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma. 2. ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 . 5. ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora. L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni. e quello lungo di 120.provvedimenti di nomine pubbliche 4. anziché 60.la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari).l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) . Il Governo ha stabilito che: .23 bis si applicano ai processi impugnatori. servizi e forniture. Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello. salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito).1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale.E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi. nonché quelli relativi alla costituzione. I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti . nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare. attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito". Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: . Controversie in tema di infrastrutture 1. È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione. Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato.i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici. si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza. non vi è un'individuazione per materia.i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione . nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata).forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica .limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione. CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1.

103 Cost. e. siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi.. 1. vigilanza. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo". Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. richiesta di ogni documento utile. 1. legittimate all'accesso.2/2009. come modificata nel 2005. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. per incentivare la ripresa dell'economia. e le relative questioni risarcitorie. Sono previste inoltre innovative norme processuali. infatti. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma.2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica. insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale. Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego. Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che. proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato. si sono viste respingere l'istanza. è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni). è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. L'art. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere. tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria. pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta. come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante. non degradabile ad interesse…. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto).69/2009. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo). 2. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. e in ultimo con L. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa.non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). in caso di annullamento degli atti della procedura. È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata. impulso. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio.

il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. di notificare alla PA la diffida a provvedere. entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. in mancanza. 72 . l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). si da lettura immediata del dispositivo. La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. All’udienza. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. Scaduto tale termine. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito). ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. viene nominato un commissario che provveda a suo posto. il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. 4. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). Se è disposta un'istruttoria. è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). se non vi sono necessità istruttorie. il ricorso si ha per respinto. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. 5. La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. con sentenza succintamente motivata. Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. Se il ricorso è accolto. né quelli ad opponendum.diritto alla riservatezza). Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. e la PA può essere rappresentata da un dirigente. incompatibilità. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. o 90 dalla pubblicazione. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Se la PA rimane comunque inadempiente. Entro i successivi 10 giorni. In caso di accoglimento. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. Se invece ritengono illegittimo il diniego. Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza. da parte dell'interessato. Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso. presentazione delle liste. 3. In caso di silenzio-rifiuto. Le parti possono stare in giudizio personalmente. 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR. con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. né ad adiuvandum). il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. il ricorso deve essere notificato. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni.

È discriminante l’attività svolta: . anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata. deriva dalla definitività della sentenza. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria. 5. che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato. di natura pubblicistica.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale. previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo.se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). dopo aver annullato il provvedimento amministrativo. le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. Nascita. Presente in tutte le sentenze. Come nel processo ordinario.è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari. le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI. Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. perché il giudice amministrativo. tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi. Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato.1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. In queste materie le società. 5. si è nell’ambito del diritto privato . si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento. attraverso il giudizio di ottemperanza. o tra le Federazioni e i professionisti.solo per motivi di giurisdizione. anche quelle meramente di rito. 72 . Questo. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato. possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute).Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio. ricorso in cassazione. funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. Tali società sportive infatti.

è perché la PA ha commesso errori.d.effetto conformativo. Invece. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: . la PA non potrà ribadirlo). sia ottemperanza. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento. .effetto eliminatorio. proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione.sostanziale. - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo. . 2.effetto ripristinatorio. Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. Il giudizio di ottemperanza si prefigge. In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. in definitiva. L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. La sentenza non opera ex tunc essa. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere. La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c.effetto preclusivo. Se la sentenza rigetta il ricorso. 72 . L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e. La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato. Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. Il ricorrente punta. Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico. di riesercizio del potere. che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato. . i loro eredi e i loro aventi causa. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. realtà giuridica del provvedimento annullato. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. se il provvedimento è annullato. in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso. invece. pertanto.

cioè un’azione operata in maniera ambigua. Sotto il secondo profilo. es. Sotto il primo profilo. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. vale a dire. bensì con il rito ordinario di cognizione. L’oggetto del giudizio. ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). Del pari. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. investe: a. già illegittimamente esercitata. il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. n. l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. 6-10-2003. quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. IV. 5820. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano. sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. Ci si chiede se. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. a fronte della sentenza a se sfavorevole. ma tendono a farlo in maniera surrettizia. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza. Quando l’amministrazione. l’atto sia nullo ope legis. sia rimasta inerte.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio). b. 21 septies della legge 241/1990. c. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato.Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale. mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori. pertanto. qualora la PA violi o eluda il giudicato. quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione. sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. essa poi. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato. in contra. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. 3. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. La particolare circostanza che. di nascosto. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo. l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione).

• sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. annullamenti d’ufficio). B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche. Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. 5. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. cioè. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale. fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. 4. restituendo così piena efficacia all’atto controllato.giudizio d'ottemperanza). I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice. ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado. parte dell’oggetto del giudizio.Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo . ordinario o amministrativo.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio. Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. soggette ad impugnazione. integrato dalla giurisprudenza. viceversa e più propriamente. Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA. sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza. poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice.Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori . Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. 72 . in definitiva. Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi.Decisioni di carattere meramente processuale . sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo. oltre che alle ordinanze cautelari. In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto. si esaurisce nell'effetto demolitorio): .

è legittimato ogni soggetto interessato. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. accerta se. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. a domanda. ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza. anche se estraneo al giudizio. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. h. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni. la trattazione del ricorso in pubblica udienza. di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica. c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. Quanto alla competenza. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. l. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. invece. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. e. l’amministrazione abbia provveduto. il regolamento 642/1907. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. è però consentita. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. entro i 20 giorni successivi. all’art. b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere. la quale. 6. anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. Il Consiglio di Stato. preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. g. Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. Se il giudicato è efficace ultra partes. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. d) Competenza: a. f.91.

anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. notificata ai contraddittori necessari. il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). ma un ausiliario del giudice. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato).le sentenze non ancora appellate . Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente. chiedere al TAR le disposizioni attuative. che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. Commissario come organo ausiliario del giudice.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento. in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. Se sono invece impugnati da un terzo. è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza. Per parte dell’amministrazione. che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine. Non è un organo straordinario della PA. L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio.In materia di danno per lesione di interessi legittimi. Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. 7. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR. l'interessato può. ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza.le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . Se questo fallisce. E' prevista dunque una forma di accordo. e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato. La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR. Per parte del ricorrente. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare. 9. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo. Per sentenze non sospese si intendono: . con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo. Forme particolari di ottemperanza . vi sarà un ordinario giudizio di legittimità. Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. In questo ultimo caso. Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato.I poteri del giudice sono amplissimi. con istanza motivata e notificata.

Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: . e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri.Il ricorso in opposizione . Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA. Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado .. La legge istitutiva dei TAR. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili). Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo. Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA. ad esempio.Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio. ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente).Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) .Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi . ma soprattutto estesa al merito.le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato.Non impugnatori: 72 . ricorso in opposizione) . Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi. 3. ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico. non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale. tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale. né di controllo (perché è su istanza di parte).Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1.Il ricorso gerarchico proprio . Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce.Il ricorso gerarchico improprio . 2. in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici). ricorso in opposizione) . La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio. la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali.Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà.I presupposti: L'interesse qui è precario. attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA. solo su istanza del richiedente. La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta. Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato). non stabile. La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. Tipologia dei ricorsi.Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma .

il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. da un'Autorità amministrativa indipendente. Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi.implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA. questo è inammissibile. [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. da un organo collegiale. poi quello giurisdizionale. Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. . Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine. 6. pur non potendo proporre nuovi motivi di censura. Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato. tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante).finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento .Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide. per motivi di legittimità e di merito. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva). La definitività ab origine può essere: . è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". ma come luogo ove tutelare le proprie ragione. che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa. 5. Riguardano di solito diritti soggettivi. ma con gli altri ricorsi amministrativi. da un'autorità cui la legge ha dato 72 . Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. poi quello gerarchico. questo è improcedibile. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo. pena nullità. Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti. Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. Se più persone sono interessate. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. da parte di chi vi abbia interesse. Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato. non tra persone. Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi. 4.esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. . sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: .i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica. il ricorso gerarchico è inammissibile). I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito.Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato . Non è necessario il patrocinio di un avvocato. I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. Se prima è proposto il ricorso gerarchico.

Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento. o direttamente all'autorità competente. salvo i casi previsti dalla legge. perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. 10. seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni . L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7. Non occorre il patrocinio di un avvocato. Qualora scada il termine. ispezioni.gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. se di rigetti. La decisione. d'ufficio o su istanza di parte. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito. enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine. tale decisione sarà in ogni caso legittima. Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso. che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico). determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). perché è ammesso nei casi. salvo principio dell'assorbimento. e non è coperto da riserva di legge. 72 .gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione . nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità). Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. non porrà alcun onere di impugnativa. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. Atti non impugnabili.competenza esclusiva per quella materia. L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. 8. Tali ricorsi. In tutti gli altri casi. Tuttavia può essere sospesa. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. sospensione cautelare.. 9. la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. per espressa previsione di legge: . Per quanto riguarda l'istruttoria. introdotti nel 1971.. e la PA si pronunci tardivamente. e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore). La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. per gravi motivi. L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. dopo l'unificazione in un'unica istanza. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati. vizi di legittimità e di merito).). poi di merito. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento. E' un rimedio di carattere eccezionale. L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva.

di legittimità costituzionale. solo per vizi di legittimità. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA). mentre di opposto parere è la dottrina. le regole per presentare e notificare il ricorso. E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale. 3. e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato. Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti. Sono previsti tuttavia pochissimi casi. sulla sospensione e sulla facoltatività. ma come questi neutrale. E' disciplinato dalla legge del 1971. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1.125 Cost. 72 . anche quando esprime solo un parere.impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo . E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi. eliminatorio: in caso di accoglimento. il contraddittorio è unilaterale e scritto. e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto).straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. quelle sul contraddittorio. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale). secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. E' poco usato. Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. Sono applicabili. Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. non vi è discussione orale. 11. . comporta solo decisioni di annullamento . contro provvedimenti non definitivi. che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice. quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato. Tale situazione è mutata nel 1997. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re. questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!). potrebbe essere assai utile. la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza). Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. costituisce comunque una giurisdizione. in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni.generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . Per la disciplina. la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta. in quanto è ammesso solo contro atti definitivi .alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi. tra le altre.Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. La decisione sul ricorso ha carattere definitivo.).

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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72 . Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895). Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e. l'accordo bonario e l'arbitrato. e all'altra parte della controversia. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici. Della conciliazione. Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. depositar osservazioni scritte. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. dunque se il suo esito. da effettuarsi secondo le norme del c. nei 30 giorni successivi.p. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti.con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione. viene redatto verbale. disciplinata dal decreto ministeriale.per quanto riguarda i patti di famiglia. Il codice contempla la transazione. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. introdotti nel 2006. 8. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. 10.. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. 11. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. l'altra destra direzione provinciale del lavoro. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. La decisione finale rimane sempre affidata le parti. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. 9. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa.c. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse.

che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento. tranne il giuramento. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar. oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni.c. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione.. 72 .p. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. istituita presso l'autorità di vigilanza. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. e rimane la alla disciplina del c. indipendentemente dal loro valore. È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale.c. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008. servizi e forniture. Questa. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti.p. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. momento di inizio della procedura. La norma è assai scarna.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione.