PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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per le controversie delicate. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. 292. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. la struttura contenziosa. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. 2. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. anche se relativi e di natura patrimoniale. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. n. per gli accordi amministrativi. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. prima è stata negata. inizialmente ritenuti non impugnabili. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. da parte dei giudici amministrativi. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. per la concorrenza. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. anche d'urgenza. 3. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. 80/1998. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. n. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela. dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. mentre le materie dei servizi pubblici. poi affermata. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. 205. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. L'azione risarcitoria invece. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato. grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. La legge n. è stata poi espressamente prevista per legge. e di servizio di forniture. forme processuali semplificate o riti accelerati. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. La fretta si evince dal disordine delle disposizioni. Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione. consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. nel periodo in cui è stato giudice unico. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia.

e sono state introdotte più discipline processuali speciali.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. primo tra tutti quello per materia. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza. Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. ma nessuna di queste è andata a buon fine. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. ancora non chiara e soddisfacente. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. ossia entro l'inizio di luglio 2010. il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela). La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati. Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. nonostante le critiche. La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. o di colmare le numerose gravi lacune. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 .comunque interpretato. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura. 5. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni. concentrazione ed effettività della tutela. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione. Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione. anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. per quanto riguarda i riti speciali. 4. in linea con le disposizioni costituzionali. La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato.non coordinazione. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo. come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque. Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace. 6. con la L. ancora non del tutto attuate.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. per assicurare la snellezza. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. con due deleghe emanate nel 2009. sicuramente però. e c'è chi punta verso un sindacato più limitato. fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. caratterizzate dalla riduzione della durata del processo. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio. può conoscere anche dell'azione risarcitoria.

commissioni speciali. 72 . di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. la quarta nel 1889. di rilevanza generale o di massima. Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. le Sezioni. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie. da un segretario generale. nell’esercizio delle sue funzioni. su proposta del presidente del Consiglio. per quanto concerne l’attività di natura consultiva. previa delibera del Consiglio dei Ministri. su richiesta delle parti o d’ufficio. funzioni direttive. Finalità e funzioni: o Possibilità. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. testi unici. del Consiglio dei Ministri e. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge. la quinta nel 1907. sulle quali il presidente. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. la sesta nel 1948). Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente. fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. al Capo dello Stato.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. per almeno 5 anni. pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. L’Adunanza Generale. Il presidente è coadiuvato. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. ed è titolare dell’azione disciplinare. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio. Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. scelto tra i consiglieri di Stato. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire. Il presidente del CdS può formare. regolamenti e per le questioni. tramite quest’ultimo.

Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia. oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri. articolato in un'unica Sezione. per soggetti titolari di determinati requisiti. laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate). con sindacato su ogni tipo di vizio. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”. . quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. assegnazioni di sede e di funzioni. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati. laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”.La legge individua. dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno).Con la legge 1034/1971. composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR.Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. . . . ed una sezione distaccata. articolato in 3 sezioni interne. 125 Cost. Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). sospendere o riformare l’atto amministrativo.Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale. con sede a Bolzano. o Primi referendari e secondi referendari. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. inoltre. comma 2. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. è stata data completa attuazione all’art. anche l’eccesso di potere. o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami. o 2. nonché funzioni di natura consultiva.. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige. promozioni. quella di Latina.- Deferimento del Presidente. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. ad esempio il TAR Lazio. avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione. Nel primo caso. Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario. L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza. 3. Conseguente al divieto di annullamento. 72 . al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. .Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico).

Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato. i giudizi di conto. il contenzioso pensionistico. invece. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. addirittura. di tipo specializzato. Quanto ai soggetti controllati. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. ai limiti dei loro corsi. vennero istituiti otto tribunali regionali . Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. costituite da magistrati della Corte di appello. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. alvei e sponde.). e simili.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale.p. alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche. anche di diritto privato. più che sui singoli atti. in sede giurisdizionale. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare. i giudizi a istanza di parte in materia contabile. 1664. di tipo preventivo o successivo. ad essere incentrato. al cui art. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti.103 Cost.p. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti. fatti e comportamenti. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o. con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n. che utilizzano fondi pubblici. è esperibile il giudizio di ottemperanza. Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c. Funzioni: controllo. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). 2.. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari. al governo o allo stesso organo controllato. ognuna delle quali composta da un presidente. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile.c.m. Il controllo successivo tende. all'efficacia dell'attività amministrativa. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello. b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori. Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). Ogni Commissione si articola in Sezioni. che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. inoltre. avere funzioni amministrative di controllo. 72 . 34. venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche. oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. sempre in sede giurisdizionale.c. Ha giurisdizione piena. La corte dei conti può.

degli atti emanati da tali organi. Roma. e con la sentenza n. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es. sarebbe assente la terzietà del giudice. risarcimento del danno). Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). Milano. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. delle controversie intorno alla demanialità delle acque. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. Napoli. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. già funzionari del genio civile. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione. Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. Venezia. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. acque. iscritti nell'albo degli ingegneri. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n. 142 T. Palermo e Cagliari. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. poiché trattandosi di giurisdizione domestica. Firenze. se non in senso formalistico.111 Cost. quattro Consiglieri di Stato. Ai sensi dell'art. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 . ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. controversie riguardanti la occupazione totale o parziale. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa. 3. che lo presiede. permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti.U. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa. senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi. comma 3 del T. da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo.U. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde.Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. quattro consiglieri di Cassazione. tre esperti.

o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. e si riferiscono all’interesse legittimo. c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. come si stabilisce quando una norma è di azione. perché non vi è la norma). la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. tutelato dal giudice ordinario. il igudice competente è il giudice ordinario. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria.I diritti soggettivi. procedimento. il giudice competente è il giudice ordinario. si pone una questione attinente alla giurisdizione. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. il giudice competente è il giudice amministrativo. In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. Se ad essere leso è un interesse legittimo. o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. se colpiti da un potere amministrativo. Ma come può un diritto soggettivo. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo. se limitato o estinto. degradano in interessi legittimi.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. termine perentorio. Dal 1889 al 1930. Nel 1930. la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm. perché protetto in Cost. invece. sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. o - 72 . di competenza del giudice amministrativo. “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. per forma. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. tanto il CdS quanto la Cassazione. per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. Se ad essere leso è un diritto soggettivo. il giudice competente è il giudice amministrativo. Non si tratta solo di carenza in astratto (es. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. presupposti). ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. ma anche in concreto (es. affidata ad un giudice diverso. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto.

un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. La teoria della degradazione dei diritti. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione. . 113. secondo il quale: . ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. 3. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario. secondo il quale si ritiene che: . eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa. quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). 5. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo. e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 . soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo. 2. annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie. come ricavato dagli artt.24 e 103 della costituzione. la materia dell’iscrizione agli albi professionali. 4. il privato vanta interessi legittimi. La giurisprudenza. La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. a fronte dell’attività discrezionale.si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato. a fronte dell’attività vincolata. ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. Secondo l’impostazione dottrinale. . il privato vanti diritti soggettivi. le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati. invece. La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo.Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1. secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi.si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva. 2. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato. e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente.

L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. 7. Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. 6. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito.giurisdizionale da parte del privato. 4. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. Interesse legittimo. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. • Poteri di reazione. 72 . L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. Sono costituiti dalla partecipazione. Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo. il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta). si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). 3. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. 3. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). e dopo che il provvedimento è adottato. E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. consultazione di atti. limitativi o ampliativi. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. 8. presentazione di memorie. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. per effetto del numero 6. riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali. deve motivare tale scelta. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. 5. La potestà della PA può portare a 2 effetti. L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle. Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati. il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). E’ tutelato in via assoluta e non mediata. Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. 2. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento.

L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative. . E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo. Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. 5. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo. gli interessi legittimi o. . 6. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili. se però tali limiti risultano violati. è infatti una semplice chance. dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale.500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva. L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato. Sino a pochi anni addietro la sentenza. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo. potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. a partire dagli anni 60.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza. per meglio dire.Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione. Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.500/1999 Cassazione sent. ma tale operazione non è sempre agevole. . e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato.Infatti. .In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. un interesse legittimo pretensivo. poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza. le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. . sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo. potere di esperire i ricorsi amministrativi.c. a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative. se il privato vantava. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita.Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo. che è certamente 72 . raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. 4. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo. L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare.2043 c. ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale). nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo.

le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. Quindi in quest’ultimo caso. non è tipico. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. La sent. Importante è anche l’ordinamento comunitario. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. Quindi l’art. bensì atipico. 500. - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico.lgs. 80/1998. 2.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici. ma norma primaria. Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi. 2043 non è norma secondaria. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo. 72 . nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. correttezza e buona amministrazione. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. Riguardo alle questioni processuali. In tale circostanza. mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. Riguardo le questioni sostanziali: 1. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. ai fini del risarcimento del danno.Cass. l’una dinanzi al giudice amministrativo. Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma). Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. l’urbanistica e l’edilizia).c. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita. 2043 c. 2. Importante è anche il d. la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. l’altra dinanzi al giudice ordinario. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto.

. La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa. o Non collaborazione del privato.Art. Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA.Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento. . oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente.7. e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. dispone. dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2. .La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. né su quelle tecniche. la quale ha chiarito che l'art. eccesso di potere e violazione di legge. che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa. con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo. non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. . ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo.). cioè colui che si occupa del risarcimento del danno. ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. 2 bis della legge 241/1990. stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 . o Contrasto giurisprudenziale. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . il giudice competente è il giudice amministrativo. o Novità della normativa. per la riparazione del danno. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1. .Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta). all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza. La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione. 103 Cost. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili. Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art.103 Cost. Inoltre il giudice amministrativo.Con la legge 205/2000. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione.Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004.

Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1. incompetenza e violazione di legge. e in secondo grado il Consiglio di Stato). fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità. Poteri istruttori del g. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti. allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva.a. Giurisdizione generale di legittimità 2. la violazione del principio di proporzionalità.a.). In concreto vuol dire che al g. Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva). 3. Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna. Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione. Giurisdizione di merito. la violazione di circolari.a. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita.R. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito).a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. sono distinguibili tre poteri: - 1. quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento. 72 . il giuramento e la confessione. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g. Poteri decisori del g. 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno.A. Sotto un diverso profilo. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito. ecc. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi. In sede di giurisdizione amministrativa. Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T. il travisamento del fatto. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3. che pretende la pienezza della tutela. cioè io posso chiedere al g. Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso.a. il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo..a. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito. 2.Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica). In seguito la L. Poteri cautelari. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni. la l.

il g.a. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude.a.. alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito).c. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. dispone di una misura cautelare atipica. e decide per es.a. ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie. in sede di giurisdizione di merito.a. a partire dal 2000 legislativamente. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno. di giurisdizione di merito. gode dei più ampi poteri decisori: il g. in tutti gli ambiti. a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa. in sede di giurisdizione esclusiva.a. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. 72 . base propria della giurisdizione generale di legittimità. Riguardo ai poteri decisori. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. il g. Riguardo ai poteri cautelari. ha sempre. Ad eccezione del giudizio di ottemperanza. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa. ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. è in grado di sostituirsi alla p. Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c. anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. con la legge 205. Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva. si pone al posto della p. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri. Il giudice amministrativo.p. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile. Inoltre.a. vedremo. 3.

ripristina la situazione quo ante. l’amministrazione. Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari.)”. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito. 2. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. 4. nella successiva riedizione del provvedimento. Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco.o. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico). come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni. non può adottare un provvedimento identico).. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive. 6. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario.Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti. si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario.a. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva.a. propria della giurisdizione di merito. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. con un elevato dispendio di energie. effetto conformativo ( quando il g. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti. Ma. 5. 2. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. annulla un provvedimento amministrativo. le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche. ora come giudice di legittimità. 3. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 . cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. personale diplomatico e docenti universitari. avvocati e procuratori dello Stato. se è interesse legittimo g. in funzione di giudice del lavoro. relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. amministrativi e contabili.Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità. quindi lo elimina. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo.

La legge n. L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. quando la legge non disponga altrimenti. facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. 72 . 7. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. 8. dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione. nonché dalla consulenza tecnica. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto. ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. La competenza per grado Prima vi era un unico grado. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. anche in forma specifica. 3. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. il Consiglio di Stato. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. 2. È attribuita in base a grado e territorio. Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. e il Consiglio di Stato di secondo.

4. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti). Necessario che vi siano gli stessi soggetti.La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza . In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito. mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori.p. In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio.Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 . lo stesso petitum e la stessa causa petendi. alla data di emanazione dell’atto. ossia funzionale. Ipotesi di competenza inderogabile e. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile.. in particolare.queste sono: . L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa. Se non vi è accorto traslativo. Connessione. quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. In caso di litispendenza.quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar .La competenza del Tar del Lazio.la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) .p. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile.c. All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito.c. Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio. presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR. La giurisprudenza ha accolto un unico caso. Se vi è continenza (stessi soggetti.39 primo comma c. se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione.p. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7. perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente.c. non si può applicare la normativa del c. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause. 5.La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige . 8. non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi. secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo. vi è analogia con l’art. in tutte le ipotesi previste dalla legge. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. stessa causa petendi ma diverso petitum). Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar.

Sezione prima: Profili funzionali 1. ad es. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). il processo in cui le parti. in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA.111 Cost. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso. hanno il potere di dare inizio. 3. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. Si possono ricostruire diversi modelli di processo. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria. . che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione. che il giudice debba compiere. di farlo proseguire. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo. che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. ed è ciò determina il c. come processo di parti. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere. e non il giudice. che. è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. è sufficiente che venga loro notificata. ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte.Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. come il processo civile). Qui interessa solo il processo amministrativo. e non il giudice. Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. il giudice è vincolato alla domanda di parte. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. come è ovvio.il processo amministrativo segue il secondo tipo. 2. la decisione della controversia. il nostro è tratteggiato dall'art. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. in cui queste. lasciando al giudice. Posizione e poteri delle parti . Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. carattere (o metodo) acquisitivo del p. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. hanno il potere di darvi inizio. A differenza di quanto avviene nel processo civile. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. ossia senza che la controversia sia decisa. e la direzione del processo. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. 4. Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini. il metodo acquisitivo). Posizione e poteri del giudice 72 . amm.Il processo amministrativo.d. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte. è un processo di parti. Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo.

Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice). ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio. anche d’ufficio. . la quale comporta due regole: 1. prescindendo dalla iniziativa di parte. i decreti di fissazione delle udienze.d. 1. Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale. su istanza di parte.Adotta.Adotta. Essendo giudizio di impugnazione.Adotta le ordinanze cautelari e. non solo di valutare.. 2. l’integrazione del contraddittorio. i decreti di presa d’atto di rinuncia. l’estinzione. metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere . la sospensione e l’interruzione. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi. ma anche di acquisire le prove. questioni preliminari di merito e questione principale di merito. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione.. la prove acquisite al giudizio.c. Risponde ad un tipo di tutela reattiva. anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa. secondo il suo prudente apprezzamento. . della estinzione del processo e della maturazione del processo. ossia la regola di giudizio dell’onere della prova. Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. regola istruttoria. 2. regola decisoria. oggetto del giudizio è là controversia. ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione). della cessazione della materia del contendere. i decreti di presa d’atto della rinuncia. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. le ordinanze anticipatorie. e di dirigere il processo (su istanza di parte). oltre alla formulazione del giudizio.Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo. ha il potere di valutare liberamente. 2697 c. Il dato che caratterizza il processo amministrativo. sotto il profilo dei poteri del giudice. di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione.Al giudice spetta. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte. . Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova). ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. . che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale. la direzione del processo: . che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati). o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. su cui il giudice deve pronunciarsi. è il c. Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova.

davanti ad un giudice terzo ed imparziale. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. quello per l’accesso e il processo elettorale. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. Il giusto processo 1999: modifica dell’art. 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1. indipendenza. in una sola udienza di discussione orale. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena.lacuna giurisdizionale. silenzio. Manca la fase istruttoria. 4. l’oralità e la pubblicità. ma su comportamenti (es. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. accesso). non ha mai perso tale carattere. Principi strutturali. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva. 3. ma ben lontano ancora da maturazione. attribuiti al processo in quanto tale. Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. e si tratta di riti ordinari. vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile. La legge ne assicura la ragionevole durata”. Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. Spunti di riflessione Il processo amministrativo. e sono: Principio di precostituzione. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”. Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive. in condizioni di parità. come ad esempio nel caso del silenzio. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio.111 Cost. e sono: • • • 72 . in funzione della tutela dell’interesse dei privati..

che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto. Il principio di terzietà rispetto alle parti può. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. da una delle parti. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo. 2.Sui principi di terzietà ed imparzialità. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. 3. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . Principio di tempestività della tutela. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione. in altro grado o fase del suo stesso processo. Principio di pienezza della tutela. è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari. 4. Dovendo i magistrati amministrativi. per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. inteso come organo giudicante. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali. - Il principio del giudice naturale. ed imparziale nella decisione della controversia. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta. deve essere posto al riparo da influenze estranee. Il principio di indipendenza. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. adottate nel processo civile. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. possono essere accolte anche per quello amministrativo. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio. come ogni altro cittadino. da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. netta processo ordinario e processo di ottemperanza. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. che dovrebbe essere presto modificata). A differenza del giudizio civile. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. ed imparziale nella decisione della controversia. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. e forse deve. volta a volta. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. ossia equidistante rispetto alle parti. in cui il giudice. ma ormai tale prassi è superata. ossia equidistante. rispetto alle parti. Inoltre. influire sui poteri attribuiti al giudice.

in particolare nella formazione delle prove. . tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. soltanto ad uno dei contro interessati. per la compresenza di due disposizioni: 1. prima della decisione sulla istanza cautelare. ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio. . 2. questa esigenza può apparire non rispettata. L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. 5. ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. Peraltro.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. il contenuto della decisione. anche. Rispettando tale termine. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza.la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. sia nella formazione del convincimento del giudice. viceversa. a pena dell’inammissibilità. o Continuità. L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi. per costituirsi in giudizio. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo. ossia deve riguardare ogni fase del processo. . di conseguenza. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice. che non può riflettersi sul processo. ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. secondo la disciplina in vigore.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6. . Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi. quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private.Il principio del contraddittorio. 7. sia di merito. se necessario. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. per essere tale. il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . sia istruttoria. memorie scritte. controricorso. Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”. - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria. si lede il principio del contraddittorio. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. Di regola. discussione orale.

Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione. piena e tempestiva. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito. Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale. prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione.La stessa corte costituzionale. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore. con appositi istituti. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti. per l'eccessiva durata del processo. prima della modifica dell'articolo 111. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. per adeguarla a modello costituzionale. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1. Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia. 2. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd. 3. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. comportando il processo dei costi economici. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e. o fatti notori o presunzioni. la costituzione assicura ai non abbienti. dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. anche patrimoniale. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione.Sul piano istruttorio. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze). in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. Oltre al diritto di azione.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico.

che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p. per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali.a. ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3. Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare. Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art.a.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. All’azione di condanna consegue. Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1. per cautelarsi.. Questo secondo tipo di azione. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna. l’azione non è soggetta a termini di decadenza. solo ad obbligazioni pecuniarie. è un’azione di mero accertamento. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. 2.fa definire l'azione come il potere.Sezione prima: Premesse 1. . di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. non faccio niente. perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: . . senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto.l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento. patrimoniale e non.di condanna e le azioni costitutive. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva. • • Introdotta dall’art. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale. salvi i termini di prescrizione del diritto stesso. per eseguire qualcosa. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1. • 72 . È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale.24 Cost. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. quindi non lo sciolgo. la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. come effetto primario.in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. Cognizione 2. La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p.

trascorsi inutilmente i quali. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo. Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. 3. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire. nell’inerzia della p. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento. la separazione è una sentenza costitutiva..a. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. quindi è causata dall’inerzia della p. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento. o Esempio: c’era un contratto. a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa. ma alla carenza dello stesso. 72 . nomina un commissario ad acta. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. come il silenzio diniego. Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive. La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa. dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. di fronte al silenzio il cittadino. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. la rescissione. che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p. trascorso inutilmente il quale. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni.. il giudice lo risolve. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa.a. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. lo annulla. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso.a. ed indagato la fondatezza dell’istanza. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere.). tanto amministrativa quanto giurisdizionale.la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. era legittimato a ricorrere • Il novellato art.a. ORDINA alla p. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto. l’annullamento. cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via. dare). lo rescinde. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. che non ha natura sostanziale. la creazione di una servitù. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. nel caso in cui sia rigettato. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o. • Secondo la normativa precedente. una volta accolto il ricorso. • Il Giudice. il contratto non c’è più. Se si è formato il silenzio rigetto. Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. Il divorzio è una sentenza costitutiva.

Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge. 4. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione. soprattutto in seguito alla novella del 2000. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. merito ed esclusiva. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. 2. Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto . e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova.. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. ossia con la diffida processuale. oggi considerato però azione di condanna. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri. la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. n. 5. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. 90 gg. e si sarà formato il silenzio rigetto. Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. non c’è attività propriamente amministrativa. non in una mera affermazione. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. 6. ma queste saranno limitate al rito. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. svolge dunque un'indagine a tutto campo. Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. L'azione di legittimità è detta generale. Azione generale di legittimità. nel caso di ricorso gerarchico. che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento. La questione 72 . perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida.

4. improduttivo di effetti giuridici. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. è autonoma. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge. Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario.in caso di esito favorevole dell' accertamento. di regola. risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione. ed anche in sede cautelare. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite. Condanna al risarcimento del danno. o il silenzio-rifiuto. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. 72 . 3. 2. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva.A. nel difetto assoluto di attribuzione. Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. Sezione terza: Le azioni di condanna 1.si tratta sempre di un'azione di condanna. perché accessoria all'esito della lite. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. 3. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. il risarcimento del danno ingiusto. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. Per quanto riguarda la DIA. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo.

Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento. l'azione ha dunque effetto demolitorio. Concetti generali Nel diritto processuale. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. Sono. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. dunque. i soggetti. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. 2. può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. Si può distinguere in: 72 . e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. Il giudice ha potere cognitorio pieno. 3. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. 6. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali.La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. valutati gli interessi in conflitto. Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. con l'effetto conformativo. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. diversi dal giudice. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. ma anche contro il suo comportamento inerte. 5.

1. c. Soggetto Controinteressato 2. cioè parte come soggetto degli atti processuali. Parte in senso sostanziale. o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente. bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso). • Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso.d. Sono contraddittori formali. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. In seguito possiamo distinguere in: 1. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. 2 requisiti del contradditore: • 72 . Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso). • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. quindi. Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. 2. Soggetto cointeressato a. quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato. Soggetto Resistente c. • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. Parte in senso formale. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. Parti non necessarie d. Soggetto interventore/interveniente e. Soggetto Ricorrente b. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo. (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso). avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore. Parti necessarie a. b. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale.

In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. palesa evidenti limiti. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. Per la parte ricorrente. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost. . Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. in quanto esercita poteri spettanti alla PA. 72 . È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. ma non sempre è presente. 5. Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato.Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). dunque. ossia individuabili sulla base dell’atto. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. perché comunque è un soggetto pubblico. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici. 7. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. 6. Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica. il ricorso è contro l’amministrazione controllante. Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato. d. Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. Il contraddittorio in diritto amministrativo. Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. 4. vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello. Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). La parte resistente È parte necessaria. se invece conduce all’emanazione dell’atto. È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere).

quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. 8. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. consultazione. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. dal resistente ed al controinteressato formale. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause). Non si produce per questo interruzione di processo. Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che. oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche. Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. 9. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico.individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. negoziazione. ma da una forte rilevanza sociale. possibile per tutti coloro che. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado. Anche per la PA è necessario un avvocato. è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum). ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. ma se è effettuato nei limiti. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. per la giurisprudenza. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. parte necessaria. mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. 10. diversi dal ricorrente. inquinamento o cambiamenti climatici. e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. L’intervento. oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. Non sono parti necessarie. Non nomina i cointeressati. dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. hanno interesse al mantenimento dell’atto. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale.

Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini. essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art. Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi.118 Cost. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. Le azioni collettive Il legislatore. Nella pratica però tale individuazione appare più complessa. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto. Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970. 4. Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti. Non si può dunque parlare di class action anglosassone. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale. 72 . sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio.118 Cost.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. insieme a quelli di partecipazione democratica. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. 3. i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita. pur non introducendo ancora un’azione popolare. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. 2. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”.interessi meta-individuali. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. per conformarsi anche ai principi comunitari. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. che ha precisato che l’art. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso. perché tale compito spetta alle amministrazioni. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso..

Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore. ai quali le parti sono assoggettate. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. 3. 121 c. non a carattere risarcitorio.Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art.15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva. a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi. ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. 72 .. Quasi tutti gli atti sono per iscritto. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito.c. questi devono essere verbalizzati. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo. È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. 4. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato. entro un termine fissato per legge. può anche disporre la nomina di un commissario ad acta.c. La norma. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali. alle omissioni o ai mancati adempimenti e.p.: Libertà delle forme Gli atti del processo. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo. 2. La recentissima L. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. nel caso in cui si ricorra ad atti orali. per certificarne l’avvenuto deposito.1342 c. di merito o di rito). in caso di perdurante inadempimento. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività. La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali. le iniziative utili per soddisfare gli interessati. per i quali la legge non richiede forme determinate. dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità. Certamente. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni. Forma e luogo degli atti processuali Art.

L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari. oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata). decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte. orale o scritta (ricorso in calce al quale è. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche.5. Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto. ordinanze e sentenze 2. Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. al portiere. scritto il decreto).c. 72 . Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile). Nel primo caso. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio. sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es. Possono essere presenti gli avvocati. se accolta dal giudice. a mezzo raccomandata. della notifica. dimora o domicilio dello stesso). non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. o personalmente. o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata.160 c. 7. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. Può essere pronunciata in udienza. presentata in udienza o fuori. inoltre deve essere brevemente motivata. a causa della sua urgenza. essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). o qualora non sia possibile reperirle. ma mai le parti personalmente). Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. quindi risulta dal verbale. Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. Si può notificare o tramite posta. La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali. purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. sia perché può risolvere una questione che. Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). 6. non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione).). decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso). all'addetto alla casa o all'ufficio. ad un vicino. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. oppure qualora esso non sia reperibile.p. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa.

p. 157. l’indicazione delle parti. Art. il giudice.c. se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite). Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo.: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte. 159 c. i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale. la sottoscrizione a pena di nullità. È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione). pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e. di merito.c.: 5.c. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni). la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. La nullità non può mai essere pronunciata. può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo). se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). può essere definitiva o non definitiva. PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1. 159 c.3. l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione). I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. Se il vizio impedisce un determinato effetto. La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. con un biglietto che contenga il dispositivo. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt. 156 c.p. quando sia possibile. 162 c. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono).c.: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo. La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito. la motivazione e il dispositivo. e art. Art.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti. col provvedimento col quale la pronuncia. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione).p. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere.p. né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). 157 c. Art. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre.c. 156. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere. all'ufficiale giudiziario o al difensore. né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso. su istanza di parte.162 c.p. che è la domanda. la data. 4. se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio.c.p. la nullità degli atti. e devono contenere: l’indicazione del giudice. lo svolgimento del processo. può decidere parzialmente il merito. 72 . con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. Riferendosi al rapporto giuridico processuale. Art.

Essi sono due: la competenza. • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente). con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta. prevista dall’art.p. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. Art. l. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire.c. Tale condizione.c. Interesse ad agire (art. 81 c. 72 . • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e. e quindi sia dotato del potere di giudicare.a. affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. si può desumere. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge. ne resistere. essere titolare del diritto di azione. data la delicatezza di alcuni contenuti. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. 100 c.c. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. Se la parte. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda. in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo). Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. invece.. I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. di esibire il documento (obbligo specifico). la legittimazione processuale. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale..p. può imporre alla p. La tutela del diritto di accesso • Ex. indirettamente. sia un giudice.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum. difetto di azione. • Il giudice. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa. Mancando l’interesse ad agire. ossia il potere di compiere atti nel processo.a. se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere.n. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda.I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. quindi. 2900 c. il cittadino proporre ricorso al Tar.. Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. 25. dall’art. ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”.

si radica. Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo.• La p. Questi sono: . Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. La competenza serve invece per distribuire. cautelari. non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. sussista al momento della decisione. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente. la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. nel vantaggio. ed è generalmente derogabile. Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. ed essere attuale. venga riparata dalla sentenza. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili. È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. L'interesse per il personale. deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. caratterizzati da precisi elementi. 72 . La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori. istruttori. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo. e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali. frutto di elaborazione giurisprudenziale. non determinanti una lesione attuale e concreta .gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte. deve essere diretto. anche solo morale.gli atti conseguenziali. in base a regole predeterminate.gli atti confermati ivi i precedenti atti . ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente.a. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. 4. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. 5. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo.gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . accessori.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio. Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati . a sua volta. preliminari. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. 3. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. 6. 2.

Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. la nullità è sanata. la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. 2. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. proveniente dalla persona che invoca la tutela. nel processo amministrativo. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. cognome. ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. così. o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale. Il ricorso collettivo. Vincola non solo il ricorrente. Il silenzio La prima dottrina. la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome. Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. ed è indirizzata al giudice competente. Si devono indicare gli artt. nelle azioni di tipo costitutivo. Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). ovvero. o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione. Ma il silenzio è patologia della PA. per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). la forma del ricorso. Se invece mancano tali previsione normative. La domanda giudiziale assume. Se l’intimato comunque si costituisce.7. 72 . si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio).

quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. 2. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. infatti. è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. a pena di inammissibilità. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. che sono il supplemento del ricorso. o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. Ai fini della decorrenza del termine. dopo la proposizione del ricorso. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). 3. Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. Può accadere. per i diretti destinatari. È inoltre prevista la remissione in termini. che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. 72 . dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. Per il diritto d’accesso. La notificazione Il ricorso deve essere notificato. Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. Il termine per la proposizione del ricorso. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote. il termine è di 30 giorni. 4. per i motivi aggiunti). Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. entro sessanta giorni dalla comunicazione. Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. tranne che per le istanze cautelari. Infatti possiamo distinguere tra: 1. la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. Motivi aggiunti successivi.

Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio. purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. o un magistrato da lui delegato. Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza.La Legge n. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso.d. consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. controricorso) e i relativi documenti. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. connessi all’oggetto dell’impugnativa. ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. 72 . è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. da notificare con le stesse modalità del ricorso. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano. chi ha interesse può intervenire. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta. si rinvia ad una nuova. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. Se si è in prossimità dell’udienza. l’esibizione degli atti stessi. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. il presidente del TAR. accelerare il giudizio. può ordinare anche d’ufficio. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato. La legge intende. Se l’Amministrazione non provvede al deposito. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. a tal stregua. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. “l’eventuale provvedimento impugnato. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa.

u leggi sul CDS e 22 della legge T. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore . colui che riceve la notifica del ricorso deve. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale. fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. quindi. di pubblica sicurezza. in caso di accoglimento. 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. salute e incolumità pubblica. Esempi: 1. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo. ambientale. che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. difesa nazionale.. 72 . se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. sostituendosi all'amministrazione. pubblica sicurezza o immigrazione). In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no. di regola. La legge sul C. Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che.A. Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto. e il giudizio si estingue. travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo. con apposita istanza. 37 t. 2. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico. ma anche per evitare contrasti di giudicato. che sia richiesta.L’intervento va proposto con apposito atto. ma è stato notificato ad almeno uno di essi. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati.R. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio.D. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale. Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D. la discussione del ricorso stesso. potrebbero produrre un risultato favorevole. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario. Successivamente alla prima impugnazione. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. se vuole impugnare a sua volta il provvedimento. Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale.S.lgs. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art.

Prima della decisione del ricorso. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. Il presidente provvede con decreto motivato. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato. L’art.9. periculum in mora. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. 21. il ricorrente può. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. di disporre misure cautelari provvisorie. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo.n. 21 della legge Tar. una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. a norma dell’art. come modificato dalla riforma del 2000. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. co. La misura cautelare eventualmente concessa. È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata.39 del T. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente. 21. (art. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione.U. 8. Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. Se il giudice accoglie il ricorso. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica). tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. anche l’art. Al termine di questo procedimento. a cui possono partecipare i difensori delle parti. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. Nel primo caso. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale. avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. Allo stesso modo.La l. Nel secondo caso. Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. Se l'inadempimento persiste. cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. co. ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. legge Tar. la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono. senza passare per la nomina del commissario. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica. fumus boni iuris. 3 della legge 205/2000. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. secondo le circostanze. o della sezione cui il ricorso è assegnato. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). anche in assenza di contraddittorio. 4. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. Cons. l’art.

La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso. ma non sospende l’atto amministrativo. co. come modificato dall’art. 5. In ogni caso. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. su istanza di parte. il cd. da notificarsi come il ricorso. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito. Deve essere poi depositata entro 20 giorni. 12 aprile 2006. 14. 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). anche se non costituita. con il d. Solo recentemente. È inoltre possibile.lgs. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale. Il deposito. ma dal 2000 esteso a 10). 72 . a norma dell’art. il termine prima era di 2 giorni.contraddittorio. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. la costituzione si realizza con il deposito. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio.21. entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale. dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. In Camera di Consiglio. 7. ma sempre nell’ambito del ricorso principale.3 legge 205/2000). la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. legge Tar. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza. il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. Per quanto riguarda il ricorrente. codice dei contratti pubblici.700 del codice di rito). Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). art. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione. L’integrazione del contraddittorio. 6. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. presso la segreteria del giudice adito. da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato. sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. 8. In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis.

ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici. lo può annullare. ma non residuale. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario. Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari. 4.c. 700 c. Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi.9. Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. ed eventualmente per motivi diversi. Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa. secondo le circostanze. 2.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio.c. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione. Sezione seconda: La fase cautelare 1. La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L. 72 . aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito. 3. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”. Se questo è irricevibile o inammissibile. poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione. e necessità di tutela urgente. Nel 1985 la Corte Cost. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni. è ciò comportò giudizi troppo lunghi. bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità.p.c.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c. Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. 700 è sì una misura cautelare. Le norme che la regolavano erano poche. che appaiono. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali. Ma l’art.p. Qui invece è sempre atipico. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze).p. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare.205/2000. anzi è l’unico applicabile.)  Art. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela.

se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. 72 . per ragioni di trasparenza. Se si segue il corso normale del processo. ma sono comunque di carattere soggettivo. e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento. ma spesso ignorato). Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. L. 6. Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso.) 8. 5. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello. 9. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. Se vi è urgenza. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. non serve alcuna comunicazione. Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. Oggi. Il giudice si pronuncia con ordinanza. Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese.c. La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute. La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. senza contraddittorio. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR. che può essere prestata anche tramite fideiussione. altrimenti la sentenza sarà annullabile.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio. Può essere prestata da tutte le parti. la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni. all’integrità fisica. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso). Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. 7. La prestazione della cauzione Con la L. questi cominciano ad essere motivati. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria.p.

al prudente apprezzamento del giudice. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. quello di Roma. non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. cosa qui non richiesta. quanto alla loro valutazione. ). o siano state violate norme di procedura. Si distingue un’istruttoria preparatoria. petitum. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art.p. libero apprezzamento del giudice. principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. la necessità di un’indagine è. di volta in volta.d. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso. dall’istruttoria alla decisione. concernente. Tuttavia la L. da una probatoria. esclusa quando i fatti non siano controversi. nel processo amministrativo. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. La regola.c. nel caso di incertezza su un fatto. che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto.d. 101 p. ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente.Per la revoca. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto.c.d. basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. come ad es. Essi si identificano con i c. in buona sostanza. La mancanza della prova determina la soccombenza. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). 3. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. 2. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio. fatti principali. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . Vale il principio generale dell’articolo 2697 c. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato. fra l’altro. genericamente. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse. sull’onere della prova che comporta. E’ fondamentale perché. Dal punto di vista del giudice. l’impostazione del giudizio. Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente. E’ un’applicazione del c. dovrà rigidamente attenersi al c. Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. deve essere imminente ed attuale. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente. ad esempio. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. L’attività del giudice comporta. è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità. prova dei fatti.c. Il secondo è meno grave. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre.

Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. nel pubblico impiego. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. 1. L. non esibendo il documento.c. 5.c. si deve ricorrere all’interpello. L’istruzione è per lo più documentale. successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica). si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio. Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art. allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza. pena decadenza. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art. prima che processuale. Se non se ne ha disponibilità. Vale il principio del dispositivo. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio). anche quando si trattava di diritti soggettivi. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c. Con la L. che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice. 3. Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate).184 c.c. quindi. non anche sulla realtà extra-processuale. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. 4. 7° comma e art. veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione. devono essere previste tutte le prove del c. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento.).p.c. tramite l’ufficiale giudiziario. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo).c. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione.p. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere. vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che. 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. Prima l’indagine era solo sul fatto storico. per il principio della concentrazione. Il processo amministrativo è processo di parti. 2700 c.205/2000.giuramento e la confessione. 183. ma non più ordinata alla PA.p. Se vi è inadempimento. La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. cardine della giustizia amministrativa.). 2. perché prove legali. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente.p. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio. bensì ad un’amministrazione terza). ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. 72 . Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato.

In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte.c. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa. questi tramite l’art. in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. 8. infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7.p. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità). e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato).Fino alla metà del secolo scorso. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile. mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza. Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato. per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. 6. valuterà tale comportamento come argomento di prova. propri della realtà amministrativa.Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile. La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa). Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990. 116 c. incluso il principio dell’onere della prova. anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio. e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi. Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA. Ma poi 72 . anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti. La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto. perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. 9. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile. in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. 2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo).

salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso. assoggettati alle norme del c.c. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA. anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie. 13. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative. Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi.420 e s. Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità. sul processo del lavoro. sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio. 12. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 .p. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. 11. come nel processo civile. si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria. (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi). in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile).c. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). in ogni caso (ossia le prove legali. c. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza. ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. per il principio della concentrazione). l’onere della prova). correttezza e buona amministrazione. per le quali dovevano essere applicabili gli artt.s. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. e non quelle costituite). come nella giurisdizione di legittimità. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi. Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza.c. In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria. tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice).come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa. in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. 10. L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova.p.p. 14. Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es. Nel 2000 i mezzi di prova del c. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso..

la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività. richiesta di chiarimenti. la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti . . e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria. 17. richiesta di documenti.c. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite. 72 . ad eccezione del giuramento decisorio. Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori.U. possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino.consulenza tecnica d'ufficio perché.p. però. La segretaria del giudice d’appello.c. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado. entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova. da 191 a 201 c. la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione.d. che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato. 15. attraverso le verificazioni. anche in questo caso. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. discrezionalità tecnica. L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi. sono così applicabili gli artt. 3. sul Consiglio di Stato. 16. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. altrimenti. però. Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c. per le misure cautelari urgenti). verificazioni. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio. tra l'altro non ha messo nel nostro processo. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado. la c. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. come ad es. L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità. secondo la giurisprudenza. Se si va in appello. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello. 2. e comunque ora inserita nel T. salvaguardandola. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio.p. a differenza di quest’ultima. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate. richiede la trasmissione dei documenti.

coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”. il tenore della domanda 3. La decisione del Tar. È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. per illustrare oralmente le proprie ragioni. dispositivo (parte precettiva della decisione) 5. 2° comma. Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. In seguito alla presentazione dell’istanza. Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento. se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. Ai sensi dell'articolo 44 del t. attraverso il proprio avvocato. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti). perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. che è pubblica. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. eseguire ispezioni. Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. 5.4. Consulenza tecnica d'ufficio. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. deve contenere i seguenti elementi: 1. e come si è già visto la prova legale viene esclusa. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. sottoscrizione del giudice 72 . nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44.u. t. ciascuna delle parti può intervenire. La testimonianza.u. Nell’udienza. esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. Una volta conclusa la discussione. provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. indicazione della data 7. Cons. il TAR.

con sentenza succintamente motivata. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto.In base all’articolo 26. tranne le prove legale. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere. improcedibile o irricevibile. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione.c. disponendo. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati. quando si sia verificata 1.p.sulle proprie conclusioni tecniche. la cessazione della materia del contendere 4. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. anche a persone che non esercitano tale attività.p. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio.all'interno di 72 . un'influenza diretta sulla decisione della causa. al di là dei profili tecnici. la rinuncia al ricorso 3. I documenti art. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio. il collegio decide con ordinanza. Infine l’articolo 26. sono ammessi dunque tutti quelli del c. sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori. 20. possibilmente. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato. 21. inammissibile. 7° comma legge TAR prevede che. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. se accoglie l’opposizione. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA.c. 18. 19. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti . 2214 e seguenti del codice civile. la sopravvenuta carenza di interesse 6.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza . ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa.p. nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. Da svolgersi sempre in contraddittorio. Se la PA mantiene un comportamento omissivo. questo sarà valutato come ammissione dei fatti.634 c. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale.c. nonché per prestazioni di servizi. Il contenuto di tale prova è indeterminato. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro. l’estinzione del giudizio 2. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute.. 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso. la perenzione 5. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio.

le sentenze di merito decidono il merito della domanda. È soggetto. Vizio di forma. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. ecc) tenuti dai tribunali. presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione.in ogni momento . grafologi. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. in quanto assorbire è non esaminare. ingegneri. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . ma la fondatezza della pretesa del ricorrente. ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. Difetto di procedura. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria. Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. 2. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. 2. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado.specifici albi. anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). con accoglimento senza entrare nel merito. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. • riformarlo. Le ipotesi sono due: 1. esperti in musica. e se questo non provvede. geometri. È una categoria che racchiude diverse ipotesi. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. periti industriali. dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. 3. L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. la ratio dell'art. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. agronomi. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio.il contradditorio. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. inoltre. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione. Se invece rileva una irregolarità sanabile. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate. e accogliendolo può: • annullare l’atto. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato. esperti in mobili ed antiquariato. può solo chiedere di sanare tale vizio). 1. 72 . la giurisprudenza ritiene che si debba 2. e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda.

b) Interrogatorio libero: art. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito.276 c. Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt.117 c. o d’ufficio. Nell'ordinare l'esibizione. si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi.c. Se rifiuta il terzo.p. non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione.c.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa. Il Collegio giudicante. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale.118 + 210 c. di fronte al quale si rinnova la discussione.). non dopo ogni singolo giudizio. è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo. quindi modificabile. ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia. Se l'esibizione importa una spesa.p. Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza. in qualunque stato e grado del processo. e nell’art.c.p. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo.: Il giudice.p.22. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: . può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo. Se si verifica la “terza opinione. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione . si è svolto il contraddittorio. Sezione quarta: La fase di decisione 1.c. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo. altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione. 2.c. Questo 72 .. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio).61 e 62 del regolamento di procedura del 1907. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. il luogo e il modo dell'esibizione. dopo la discussione del ricorso. il giudice istruttore.c. Le parti possono farsi assistere dai difensori.p. determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione.p. secondo comma. su istanza di parte. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c.

Il dibattito è fissato dal Presidente. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. salvo che la legge disponga diversamente. per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio.c. si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. Quindi la parte che allega il fatto. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma). il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. si avrà la massima “provare o soccombere”. che procede alla raccolta dei voti. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). Il giudice quindi ha potere di acquisire prove. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art. di esibizione). Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario. alla restante ne è affiancata un’altra. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. 8. ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia). Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso. La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. poi il merito della causa. 7. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). Non si tratta di arbitrio. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto.2697 c. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. Una volta arrivati ad una decisione. c’è un ordine? 5. non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione. Se questa non si forma. ma affermato). Anche nel processo amministrativo. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). ma tenendo conto del principio acquisitivo. o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice. nel giudizio civile. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito.c. A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione. accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente. Il giudice DEVE decidere. 6. La manifestazione del voto è da fare al Presidente. non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente.116 primo comma c. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento. 4. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. Questo è da consegnare o personalmente.p. 3. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. La deliberazione: essendovi più giudici.avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata). sull’onere della prova. Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . Graduazione. È richiesta la maggioranza assoluta. all’art.

L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. Tale tesi è accolta dall’autore. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. siano esse costituite o non. in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. o di un controinteressato oppure entrambi. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. Nella Costituzione. nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. se l’atto non è notificato a tutte le parti. anche se denominate tali. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. 72 . questo rimedio ha carattere impugnatorio. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. il secondo del Consiglio di Stato. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. Tuttavia. L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana). qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado. i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile.A. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). 2. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. con l’istituzione dei Tar. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado. Non si tratta di una prova. La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. ma almeno ad una. tuttavia altri sono contro tale tesi. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No.

in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione. es.p. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. Per le questioni relative al ricorso introduttivo.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello. Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo. a meno che su istanza di parte. ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado. La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella.p. e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado.c.. il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado. dopo essere stata adottata.c. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive.c. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 . altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato. La sentenza. mentre per le restanti continua il processo. Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito.p. 5. 4. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata. non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado). per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente. 6. In appello non si possono proporre nuovi motivi.340 c. Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze). anche se erano denominate sentenza. 345-346 c.340 c. e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es. Divieto di ius novorum dunque. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile. per quello incidentale). L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. costituite.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. di mero contenuto ordinatorio.). o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. Artt. nel giudizio di secondo grado. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado. con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado. 3. si danno per rinunciate. Come detto. contro interessato pretermesso.

È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi. La sent. perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. da depositare nei 20 giorni successivi. Il più diligente. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. fa appello principale. Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale). L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio. 2.23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione. che arriva prima. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio). 7. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. con atto notificato alle controparti. tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato. Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. La notifica è diversa dal primo grado. 8. Se si è ancora nel termine per impugnare. I casi di revocazione Nel processo civile. Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 .205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1.

La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato.c. L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione . anche se ancora in tempo per l’appello. È errore di percezione. .c. iudicium rescissorium ). I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini. . Per la dottrina.La sentenza affetta da dolo del giudice. dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art.p. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c. o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato.c. Contro le sentenze del Consiglio di Stato.il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario. con riferimento a pronunce di giudici amministrativi. .c.p. 72 . 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. in tal caso.p. 4. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR.c.400 c. accertato con sentenza passata in giudicato.-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi.p. nel caso di accertamento positivo. per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione. che riguarda i casi di: . . rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti.d.395. in base al rinvio agli artt.p. o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria). e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice..396 c. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa.d.395-396 c. determinante per la sentenza. l’art. sullo stesso oggetto. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto.395 c. la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti). L’errore di fatto deve essere. Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali). Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti. . Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina. La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione. ma in cause diverse. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte.sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza.c. 3. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello).p. con riferimento al rinvio all’art.sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela). 5. Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi. dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione). ma è fatto rinvio al codice di procedura civile.. Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione. non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione). Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c. stabilisce l’art. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio. iudicium rescindens) e.

o al ricorso in Cassazione). Art. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. e rapporto con il ricorso in Cassazione.177 ha. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato. Secondo tale articolo.. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995. n.. seguendo forme e termini. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza. in combinato disposto con l’art. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato. Punto di partenza è l’art. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato. anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore. i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato. i loro eredi o aventi causa”.La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente. (il giudicato). 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”. 6.p. Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti.p.c. Al contrario della revocazione. che sono gli stessi dell’appello). a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare.2909 c.36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt. con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione. dichiarato l’illegittimità dell’art.c.398 c. ed ha effetto devolutivo (come l’appello). Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria. 72 . che può essere ordinaria o straordinaria.c. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo. includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali.3 e 24 Cost.404 c. attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato.p. I soggetti legittimati. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. non è presente nel processo amministrativo.c. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza). si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare.) 7. ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale. però. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile). la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo. sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello. perché giudice naturale delle impugnazioni. Inoltre la Corte Costituzionale. tranne la revocazione stessa. altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale.2909 c. le sentenze opponibili. che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive).p. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo. art.c.c. 1° comma c.

Se si propone opposizione insieme alla revocazione. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. tra giudici ordinari. di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione. il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto. Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione. si porteranno avanti i 2 giudizi. . L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo.325 c. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. 6. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia. perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio.c. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. amministrativi e tra giudici speciali.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato. se ne dalla sussistenza della giurisdizione. La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni. non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda.41 c. è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . positivi o negativi. Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c. quando proseguii giudizio. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione. È escluso ogni sindacato 72 . La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio.. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1.p. 4. la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato. esplicita o implicita. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale.Se si propone l’opposizione insieme all’appello.c. 2. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio. Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo.art. finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato.c. 3. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono. In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. e in ogni stato e grado del giudizio. 5.p.p. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione).

CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti. l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. pena estinzione. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte. fallimento. cessazione della rappresentanza -Morte. Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito. SI ha sospensione nei seguenti casi: . con 72 . 2. o dall'avvocato. l'errata composizione del collegio giudicante. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza. inabilitazione. che ha natura solo dichiarativa.questioni pregiudiziali . dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione. vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1.questioni di interpretazione di leggi comunitarie . L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo. determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. munito di mandato speciale. La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi. non inizia ex novo. a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti. ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. 2. La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo. una volta ripreso.questioni di legittimità costituzionale di leggi . o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. Il processo. l'eccesso di potere giurisdizionale. o per ragioni attinenti al rito. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione.regolamento di competenza . questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti.su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. o la volontà. Sezione seconda: Estinzione del processo 1. o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili). indipendentemente dal provvedimento del giudice. -Morte o perdita della capacità del rappresentante. La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale. perché non più necessario. tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione.regolamento preventivo di giurisdizione .causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone.

205/2000. improcedibilità o infondatezza del ricorso. La rinuncia e quindi atto di parte. ossia le sentenza succintamente motivate. La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità.dichiarazione resa a verbale. però. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti. come novellato da L. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. ma eccepita dalla parte interessata. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale. disciplina le "decisioni in forma semplificata". il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. 5. 2. la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente.26 della legge del 1971. Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali. termino modo. compresi interessi e rivalutazione. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio. Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. 4.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. e non può essere sottoposto a condizione. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato. ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. 3. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo. inammisibilità. trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. A differenza della perenzione. se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. con apposito atto notificato tutte le altre parti. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. e anche atto unilaterale recettizio. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza). La decisione semplificata Art. a cura della parte più diligente. 6. Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado.

c. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva. o ad un precedente). elemento formale della sentenza. Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum. infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici. come da c.. o 120 giorni dalla pubblicazione. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza. Sezione seconda: Il rito abbreviato 1. la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura. Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina. Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione. Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: . 2. I presupposti I presupposti sono: . senza per altro violare il principio di uguaglianza.la completezza istruttoria Se il primo viene omesso. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile.concentrazione della fase cautelare con quella di merito . perché si tratta di udienza di trattazione). Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria. il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito.motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 .23 bis non rappresenta una novità assoluta.la completezza del contraddittorio . da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza.fatto o di diritto ritenuto risolutivo.p. ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito.nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati. Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque. Si semplifica la motivazione. Sezione terza: Il rito accelerato 1.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza. inammissibile o improcedibile il ricorso. la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado. per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio.nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare . anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso". La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale). non vi è vizio di procedura. L'art.. non anche per il deposito.) I termini sono così ridotti: . perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione.. Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso. Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): .da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa . 3.

Controversie in tema di infrastrutture 1.1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale. nonché quelli relativi alla costituzione. Il Governo ha stabilito che: . servizi e forniture.provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità .i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione . salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito). È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione. L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti . perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma.E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi. il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata). Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: . 2. ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora.i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici.l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) .forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica . ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 . 5. I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art. Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: . non vi è un'individuazione per materia. 3. Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato. anziché 60.la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari). nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito".provvedimenti di nomine pubbliche 4. modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali . si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza. CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1.23 bis si applicano ai processi impugnatori. Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello.tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori. nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare. e quello lungo di 120.limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione.

È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata. come modificata nel 2005. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo. richiesta di ogni documento utile.103 Cost. e. impulso.69/2009. proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento. il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. L'art.. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni). Sono previste inoltre innovative norme processuali. questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto). come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante.2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. vigilanza. infatti. Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta. ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione. Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere. in caso di annullamento degli atti della procedura. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo". pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo). siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. 1. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che. legittimate all'accesso.2/2009. tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. 2. Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato. si sono viste respingere l'istanza. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. e le relative questioni risarcitorie. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa. e in ultimo con L. Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. 1. è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. non degradabile ad interesse…. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale. per incentivare la ripresa dell'economia. facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio.

il ricorso deve essere notificato. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. né quelli ad opponendum. e la PA può essere rappresentata da un dirigente. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. presentazione delle liste. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. o 90 dalla pubblicazione. Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. Se è disposta un'istruttoria. Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Scaduto tale termine. Se il ricorso è accolto. Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza. o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. Le parti possono stare in giudizio personalmente.diritto alla riservatezza). La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. né ad adiuvandum). con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. In caso di accoglimento. Se invece ritengono illegittimo il diniego. 3. In caso di silenzio-rifiuto. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR. viene nominato un commissario che provveda a suo posto. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). con sentenza succintamente motivata. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). 72 . ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni. All’udienza. Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. 4. il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. da parte dell'interessato. È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. 5. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. incompatibilità. Se la PA rimane comunque inadempiente. Entro i successivi 10 giorni. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. in mancanza. si da lettura immediata del dispositivo. ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso. di notificare alla PA la diffida a provvedere. se non vi sono necessità istruttorie. il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. il ricorso si ha per respinto. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito).

previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. anche quelle meramente di rito. ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato. La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria. revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. attraverso il giudizio di ottemperanza.è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio. anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata. si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute). Presente in tutte le sentenze. È discriminante l’attività svolta: . tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi. funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale. Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato. quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. Questo. le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. Nascita. ricorso in cassazione.solo per motivi di giurisdizione.Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato. Come nel processo ordinario. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. 5. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI. possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. di natura pubblicistica. perché il giudice amministrativo. le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. 72 . 5. L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. In queste materie le società. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione.se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata. Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale. opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. dopo aver annullato il provvedimento amministrativo.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). Tali società sportive infatti. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato.1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia. o tra le Federazioni e i professionisti. si è nell’ambito del diritto privato . deriva dalla definitività della sentenza.

Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: . Invece. Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo. non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere.effetto ripristinatorio. che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. . La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato.effetto preclusivo. anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. .sostanziale. pertanto. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato. i loro eredi e i loro aventi causa. attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. è perché la PA ha commesso errori. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. La sentenza non opera ex tunc essa. sia ottemperanza. Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. invece.effetto conformativo. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. se il provvedimento è annullato. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e. di riesercizio del potere. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento. in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso.d. - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile. Il giudizio di ottemperanza si prefigge. proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione. realtà giuridica del provvedimento annullato. e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. . In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva. in definitiva.effetto eliminatorio. Se la sentenza rigetta il ricorso. la PA non potrà ribadirlo). attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c. 2. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. 72 . a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. Il ricorrente punta.

La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori. essa poi. 21 septies della legge 241/1990. IV.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo. Quando l’amministrazione. c. n. quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio).Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. L’oggetto del giudizio. a fronte della sentenza a se sfavorevole. ma tendono a farlo in maniera surrettizia. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. Sotto il secondo profilo. qualora la PA violi o eluda il giudicato. il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza. investe: a. bensì con il rito ordinario di cognizione. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. vale a dire. 3. pertanto. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato. es. Del pari. 6-10-2003. di nascosto. cioè un’azione operata in maniera ambigua. 5820. già illegittimamente esercitata. sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. Ci si chiede se. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale. l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione). il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. sia rimasta inerte. La particolare circostanza che. l’atto sia nullo ope legis. quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. in contra. Sotto il primo profilo. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . b.

a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale. 5. sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. viceversa e più propriamente. in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente. Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza.Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo .Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori . si esaurisce nell'effetto demolitorio): . oltre che alle ordinanze cautelari. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. soggette ad impugnazione. senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. annullamenti d’ufficio). Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi.Decisioni di carattere meramente processuale . Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. integrato dalla giurisprudenza. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. 72 . Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA. fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza. ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado. B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione.giudizio d'ottemperanza). poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice. intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. parte dell’oggetto del giudizio. ordinario o amministrativo. Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. cioè. restituendo così piena efficacia all’atto controllato. Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo. 4. • sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). in definitiva. I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio.

L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere. anche se estraneo al giudizio. f. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. la trattazione del ricorso in pubblica udienza. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata. l. il regolamento 642/1907.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. Se il giudicato è efficace ultra partes. d) Competenza: a. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza. ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva. Il Consiglio di Stato. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. accerta se. la quale. all’art. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato. si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. 6. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario. l’amministrazione abbia provveduto.91. anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. è legittimato ogni soggetto interessato. e. entro i 20 giorni successivi. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. Quanto alla competenza. h. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari. è però consentita. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. a domanda. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. g. invece. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica.

9. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato).In materia di danno per lesione di interessi legittimi. 7. e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato. ma un ausiliario del giudice.le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine. ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento. vi sarà un ordinario giudizio di legittimità. Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR. ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza. Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio. in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. Per sentenze non sospese si intendono: . La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata. Per parte dell’amministrazione. L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). Non è un organo straordinario della PA. anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. l'interessato può. notificata ai contraddittori necessari. gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado.I poteri del giudice sono amplissimi. Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8. In questo ultimo caso. E' prevista dunque una forma di accordo. Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. Se sono invece impugnati da un terzo. il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR. con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. Se questo fallisce. Commissario come organo ausiliario del giudice. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo.le sentenze non ancora appellate . Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza. chiedere al TAR le disposizioni attuative. con istanza motivata e notificata. Per parte del ricorrente. Forme particolari di ottemperanza . che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare.

Il ricorso gerarchico improprio . modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio. La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. non stabile. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili).Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi . ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico. né di controllo (perché è su istanza di parte). Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo. La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: . tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale. Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA.. solo su istanza del richiedente. 2. ad esempio. ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente).Il ricorso in opposizione . la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali. Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato.le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato. Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato). ma soprattutto estesa al merito. ricorso in opposizione) . Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce.Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) .Il ricorso gerarchico proprio . in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici). e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri. 3.Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma . non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale.Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà. attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA. ricorso in opposizione) . La legge istitutiva dei TAR.I presupposti: L'interesse qui è precario. Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi. Tipologia dei ricorsi.Non impugnatori: 72 . Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA.Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1.Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado . La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta.

Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento . Non è necessario il patrocinio di un avvocato. . Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine. pena nullità. Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. questo è inammissibile. sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. ma con gli altri ricorsi amministrativi. o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato. questo è improcedibile.esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. 4. per motivi di legittimità e di merito. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo. 5. Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi. Se più persone sono interessate. pur non potendo proporre nuovi motivi di censura.finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". non tra persone. da parte di chi vi abbia interesse.Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato . che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. da un'autorità cui la legge ha dato 72 . Se prima è proposto il ricorso gerarchico. 6. Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato.implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA. Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi. ma come luogo ove tutelare le proprie ragione. poi quello giurisdizionale. Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: . I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito. a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. da un'Autorità amministrativa indipendente. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti. Riguardano di solito diritti soggettivi. poi quello gerarchico. il ricorso gerarchico è inammissibile). Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva). La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante).i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica. . [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. da un organo collegiale. I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. La definitività ab origine può essere: .

enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine... salvo principio dell'assorbimento. e non è coperto da riserva di legge. ispezioni. Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento. E' un rimedio di carattere eccezionale.gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione . L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva. nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. In tutti gli altri casi. perché è ammesso nei casi. determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. dopo l'unificazione in un'unica istanza. vizi di legittimità e di merito). per gravi motivi. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso. poi di merito. Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità). sospensione cautelare. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum. per espressa previsione di legge: . Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7.). La decisione. 10. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). introdotti nel 1971. salvo i casi previsti dalla legge. la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. tale decisione sarà in ogni caso legittima. 72 . trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. 9. e la PA si pronunci tardivamente. Per quanto riguarda l'istruttoria. seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore). Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. non porrà alcun onere di impugnativa. Non occorre il patrocinio di un avvocato. o direttamente all'autorità competente. Qualora scada il termine. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito. Tali ricorsi. d'ufficio o su istanza di parte. perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. Tuttavia può essere sospesa. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri.gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . 8. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. Atti non impugnabili. se di rigetti.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni . La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio.competenza esclusiva per quella materia. che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico).

generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti. Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. ma come questi neutrale.Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. Tale situazione è mutata nel 1997. la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza). 72 . Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. Sono previsti tuttavia pochissimi casi. Per la disciplina. e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. E' poco usato. contro provvedimenti non definitivi. per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile. e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato.alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. anche quando esprime solo un parere. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi. sulla sospensione e sulla facoltatività. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. 3. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale. Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale). costituisce comunque una giurisdizione. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA). La decisione sul ricorso ha carattere definitivo. in quanto è ammesso solo contro atti definitivi . solo per vizi di legittimità. in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re. per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato. Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!). la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi.125 Cost. mentre di opposto parere è la dottrina. potrebbe essere assai utile. quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. di legittimità costituzionale. non vi è discussione orale. se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto). Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta. E' disciplinato dalla legge del 1971. E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale. secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. quelle sul contraddittorio. 11. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. comporta solo decisioni di annullamento . .). che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice. il contraddittorio è unilaterale e scritto.straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. Sono applicabili. le regole per presentare e notificare il ricorso. eliminatorio: in caso di accoglimento. tra le altre.impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo . questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1.

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895). Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici. 10. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti.p. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore. introdotti nel 2006. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. La decisione finale rimane sempre affidata le parti. 72 . entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. l'altra destra direzione provinciale del lavoro. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti.per quanto riguarda i patti di famiglia. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. Il codice contempla la transazione. 11. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione.con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato.. depositar osservazioni scritte. Della conciliazione. 9. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. l'accordo bonario e l'arbitrato. da effettuarsi secondo le norme del c. L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. viene redatto verbale. dunque se il suo esito. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. e all'altra parte della controversia. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse. disciplinata dal decreto ministeriale. nei 30 giorni successivi. Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e.c. si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. 8.

e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità.c. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi. È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale.c. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. servizi e forniture. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. e rimane la alla disciplina del c. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza. indipendentemente dal loro valore.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici. Questa. istituita presso l'autorità di vigilanza. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori.p. oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar. tranne il giuramento.. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio.p. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori. momento di inizio della procedura. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri. anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione. 72 . La norma è assai scarna. In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008.

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