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Riassunti SCOCA - Giustizia Amministrativa

Riassunti SCOCA - Giustizia Amministrativa

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PARTE 1 LA GENESI DEL SISTEMA DELLE TUTELE NEI CONFRONTI DELLA P.A.

CAPITOLO 1: LA FORMAZIONE DEL SISTEMA

Sezione prima: La scelta giurisdizionale 1. L’abolizione dei Tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Nel 1861, con l’Unità d’Italia, il Parlamento unificò la legislazione amministrativa, per dare maggiore tutela ai cittadini nei confronti della PA. Prima dell’Unità d’Italia (1861) la tutela dei cittadini era affidata al CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO (sul modello del sistema francese), non essendo ancora concepibile che l’amministrazione potesse essere portata davanti ad un giudice da un singolo cittadino. I tribunali del contenzioso amministrativo erano organi collegiali con natura amministrativa, con prerogative di minima indipendenza perché sotto la diretta direzione dell’esecutivo. Tuttavia in Europa già la Costituzione Belga del 1831 aveva proposto un modello alternativo: le controversie con l’amministrazione erano devolute al giudice ordinario. Sulla base di un nuovo modello che prendeva il nome di costituzionalismo liberale, si chiedeva l’abolizione del contenzioso e l’affermazione di una giurisdizione unica. Successivamente alla terza guerra di indipendenza contro l’Impero austro-ungarico, fu promulgata la L. 2248/1865 di UNIFICAZIONE AMMINISTRATIVA. Allegato D: disciplinava il Consiglio di Stato Allegato E: si occupava del contenzioso amministrativo: Art.1: abolizione dei tribunali ordinari del contenzioso amministrativo Art.2: tutte le cause per le contravvenzioni e tutte le materie nelle quali si facesse questione di un diritto civile e politico, erano deferite al giudice ordinario Nell’espressione “diritto civile e politico” erano ricompresi tutti i diritti soggetti vantati dai cittadini nei confronti della PA 2. I tratti essenziali della riforma del 1865 Art.4: il giudice non poteva annullare i provvedimenti amministrativi, ma eventualmente solo disapplicarli. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi alla decisione giurisdizionale (ma all’inizio non vi era comunque alcuna sanzione in caso di inosservanza). Tuttavia tale riforma si riferiva solo a diritti soggettivi: fuori dall’ambito di applicazione della giurisdizione, erano rimaste dunque molto controversie. Inoltre con l’abolizione dei tribunali del contenzioso amministrativo, tali controversie erano risolte solo con ricorsi amministrativi o con ricorso straordinario al re. 3. L’attuazione della riforma Tale riforma si rivelò però insufficiente: Il giudice orinario non era preparato a risolvere controversie amministrative, e per questo motivo il consiglio di Stato restrinse l’ambito giurisdizionale del giudice ordinario qualora la controversia riguardasse i poteri discrezionali della PA, circa i quali non vi erano diritti soggettivi ma solo interessi legittimi, ed era esclusa la competenza del giudice ordinario (interpretazione però errata!) 4. Il quadro teorico La tutela dei cittadini era limitata al caso in cui la PA agiva in violazione di leggi civili e politiche, ma non amministrative. Si riteneva infatti che se la legge amministrativa aveva dato dei poteri alla PA, necessariamente era esclusa l’attribuzione dei medesimi diritti ai cittadini. Se questi non potevano vantare diritti, di conseguenza non potevano ottenere tutela giurisdizionale. 5. Il movimento per la “giustizia dell’amministrazione” Si fece così largo la prospettiva di una riforma, soprattutto in seguito alla caduta del governo della destra, durato ininterrottamente dall’unità d’Italia.

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L’allontanamento dal Governo portò ad una rinnovata attenzione al problema della tutela verso la pubblica amministrazione, tanto che nei programmi politici si determinò un movimento per la “giustizia dell’amministrazione”, che aveva il fine di porre un freno ai favoritismi e alle parzialità, tutelando maggiormente i cittadini davanti alla pubblica amministrazione. Sezione seconda: La giustizia dell’amministrazione 1.La legge Crispi del 1889 Nel 1876 cadde il Governo di destra e subentrò la sinistra di Crispi. La L.5992/1889 modificò il Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione per la giustizia amministrativa. A tale sezione si poteva far ricorso per impugnare atti o provvedimenti per far valere dei vizi di legittimità (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere), a tutela di interessi individuali diversi dai diritti soggettivi. Vi era inoltre l’obbligo per l’amministrazione di conformarsi al giudicato del giudice ordinario. Si passa dunque da un sistema monistico (un solo giudice) ad uno dualistico. 2. La cognizione e i poteri della Quarta Sezione Ciò non portò tuttavia alla pienezza della tutela, perché i mezzi di tutela non erano cumulabili. Se si trattava di un diritto soggettivo, si effettuava un’azione di accertamento e condanna al pagamento di una somma di denaro, se invece era un interesse legittimo si procedeva all’azione di annullamento. L’obiettivo della pienezza della tutela non era stato ancora centrato. 3. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela La legge del 1889 non usa mai i termini “giurisdizione” e “sentenza”, ma “competenza” e “decisione”: per il legislatore dell’epoca, il controllo sull’attività amministrativa poteva essere effettuato solo da un organo appartenente all’amministrazione stessa. Per conciliare il carattere amministrativo della Quarta Sezione con quello giurisdizionale della sua funzione, si parlò di controllo giurisdizionale dentro la stessa PA contro l’abuso dei suoi organi (così definito dalle Sezioni Unite della Cassazione romana). Si aprì però a questo punto un dibattito dottrinale sulla possibilità di assicurare ai diritti soggettivi sia la tutela risarcitoria già accordata al giudice ordinario, che quella di annullamento affidata al giudice amministrativo, auspicando così di arrivare alla tanto desiderata doppia tutela. Il problema della natura giuridica. Il tentativo della doppia tutela

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Il riconoscimento della natura giurisdizionale (in senso proprio) della quarta sezione fu opera delle sezioni Unite della Cassazione Romana, sulla base della legge 1877sui conflitti e della stessa legge del 1889. Questo permise alle sezioni unite di fissare il criterio di riparto tra giurisdizione del giudice ordinario e competenza della quarta sezione sulla causa petendi (titolo per il quale si agisce in giudizio), ma soprattutto le permise di trasformare la quarta sezione da organo amministrativo ad organo giurisdizionale. In base alla legge del 1877, alle sezioni unite spettava di: 1. regolare la competenza tra l’autorità giudiziaria e l’autorità amministrativa quando l’una o l’altra sian dichiarate incompetenti - decidere quindi i conflitti negativi di attribuzione; 2. giudicare i conflitti di giurisdizione positivi o negativi fra i tribunali ordinari ed altre giurisdizioni speciali, nonché della nullità delle sentenze di queste giurisdizioni per incompetenza od eccesso di potere – ossia di decidere i conflitti di giurisdizione, positivi e negativi.

4. La legge e il regolamento del 1907 Tale giurisdizione doveva dunque avere carattere oggettivo, in quanto solo così poteva superarsi il binomio diritto soggettivo-tutela giurisdizionale. Veniva così alla luce l’esigenza di individuare una forma di interesse, che non fosse mero interesse semplice (privo di rilievo giuridico), ma che non fosse nemmeno diritto soggettivo: si iniziò a parlare dunque di interesse legittimo, in rapporto occasionale con un diritto obiettivo. La Quarta Sezione si spostò sempre più verso un modello di processo di diritto oggettivo, e la dottrina iniziò ad approfondire il concetto di interesse legittimo: si enfatizzò in questo modo il carattere davvero giurisdizionale della Quarta Sezione, e il carattere soggettivo del processo che si svolgeva dinanzi al essa. 5. L’introduzione della giurisdizione esclusiva e altre riforme prima della Costituzione

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Tuttavia la nuova impostazione non si dimostrò esauriente: molti problemi ancora non erano risolti, come quello relativo al criterio di riparto, o dell’estrema difficoltà di ottenere tutela nel caso di inerzia della PA. Nel 1923 si rese promiscua la competenza della Quarta e della Quinta Sezione, si consentì al Consiglio di Stato di decidere in via incidentale anche questioni concernenti diritti soggettivi (tranne stato e capacità), e si creò la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Si individuarono cioè delle materie attribuite all’esclusiva giurisdizione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (come il rapporto di pubblico impiego). Si creò inoltre un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, speciale, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale fondato sulle situazioni giuridiche soggettive: con tale criterio si rinunciava al principio del 1865, secondo il quale per la tutela dei diritti soggettivi provvedeva solo il giudice ordinario. Con la legge del 1923 si creò un secondo criterio di riparto delle giurisdizioni, fondato sulle materie, rispetto al criterio generale, fondato sulle situazioni giuridiche soggettive. La legge del 1923 si limitò a creare la giurisdizione esclusiva ma non dettò una disciplina propria del processo relativo; cosicchè la tutela dei diritti soggettivi fu compressa nello stretto ambito del processo amministrativo. La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha eliminato qualche grave strozzatura: o Ha consentito la proposizione del ricorso entro i termini di prescrizione, anziché entro i termini di decadenza, quando la controversia attiene ai diritti soggettivi; Ma non ha mai intrapreso la strada della costruzione in via pretoria di un processo adeguato alla tutela congiunta delle situazioni di diritto e di interesse legittimo, ossia un processo di giurisdizione eclusiva; ne è la conferma la differenziazione dei termini per la proposizione del ricorso a seconda che vengano impugnati atti paritetici (lesivi di diritti) o atti autoritativi (lesivi di interessi legittimi).

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CAPITOLO 2 L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA Sezione prima: L’impatto costituzionale 1. La “costituzionalizzazione” del sistema Con D.L. del 1948 venne istituita la VI sezione e poco dopo, con l’entrata in vigore della Costituzione: - Fu affermato il sistema dualistico - Venne affermato il divieto di istituzione dei giudici speciali - Si richiese l’istituzione dei TAR (attuata poi negli anni ’70) - Viene sancita la doppia vocazione funzionale di entrambi: il CdS resta organo di consulenza giuridicoamministrativa e di tutela di giustizia nell’amministrazione; la Corte dei Conti è contemporaneamente organo di controllo e organo di giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. - I magistrati di entrambi gli istituti vengono considerati giudici delle giurisdizioni speciali, in quanto si collocano fuori dell’ordine giudiziario. - Per quanto attiene ai giudici amministrativi, la Costituzione prescrive la istituzione di organi si giustizia amministrativa di primo grado; tale prescrizione sarà attuata solo negli anni 70, con la istituzione dei Tribunali amministrativi regionali. 2. Le “aperture” costituzionali Art.24: fu riconosciuta a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi legittimi e dei diritti soggettivi. Diritto alla difesa in ogni stato e grado del giudizio. La tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti (art.113). - Nella Parte Prima della Cost., viene riconosciuto a tutti la possibilità di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi (art.24, comma 1); nonché il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (art.24, comma 2). - Viene ribadito che contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi (art.113, comma 1). - Gli interessi legittimi vengono accostati ai diritti soggettivi. - Il riconoscimento dell’interesse legittimo sancisce definitivamente il carattere di processo di diritto soggettivo e di processo di parti che il processo amministrativo aveva da tempo acquisito; inoltre apre la strada all’affermazione della risarcibilità delle lesioni inferte dall’amministrazione all’interesse legittimo.

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Il testo costituzionale riafferma la generalità della tutela nei confronti dell’amministrazione: vengono meno, pertanto, sia le limitazioni connesse con la impugnabilità di alcune categorie di atti (gli atti politici ne sono l’esempio più rilevante) sia quelle derivanti dalla esclusione della sindacabilità degli atti sotto alcuni profili (di solito sotto il profilo dell’eccesso di potere). La Costituzione ha voluto assicurare, oltre alla generalità, anche la pienezza della tutela giurisdizionale. Il che comporta che, nelle controversie con l’amministrazione, devono poter essere esperibili tutte le azioni che, in via generale, sono esperibili nelle controversie tra privati.

3. L’opera della Corte costituzionale - Nei decenni precedenti la nuova Costituzione, il panorama dei giudici speciali si era andato arricchendo di numerose figure. - L’inerzia del legislatore ha spinto la Corte costituzionale ad eliminare molti dei tali giudici speciali, quali: i Consigli di Prefettura, le Giunte Provinciali amministrative, i Capitani di porto. - Indicativa è la vicenda del contenzioso elettorale amministrativo: per antica tradizione i ricorsi elettorali venivano decisi rispettivamente dai consigli comunali e provinciali; la Corte costituzionale dichiarò costituzionalmente illegittime le norme che disciplinavano il contenzioso, senza che fossero garantite l‘indipendenza e l’imparzialità dell’organo giudicante. Il legislatore ritenne di risolvere il problema, istituendo le Sezioni del contenzioso elettorale, come Sezioni speciali degli istituendi Tribunali amministrativi regionali, composte da due funzionari statali e da tre membri eletti dai consigli regionali o provinciali. - La Corte costituzionale ha contribuito a far nascere i giudici parlamentari. - La Corte costituzionale si è occupata, in una seconda stagione, della disciplina del processo amministrativo: o È più volte intervenuta sulla tutela cautelare; o Ha riconosciuto valore costituzionale alla regola del doppio grado di giudizio; o Ha stigmatizzato il sistema probatorio, ma soltanto con riferimento al processo di pubblico impiego; o Ha introdotto l’opposizione di terzo ordinaria; o Ha sottolineato l’importanza e le implicazioni del rispetto del principio del contraddittorio; o Ha individuato rigorosi limiti alla espansione della giurisdizione esclusiva. 4. La istituzione dei Tribunali amministrativi regionali L'articolo 125 Cost. venne attuato tardivamente con legge 6 dicembre 1971, n. 1034, che istituì i Tar quali organi di giustizia amministrativa di primo grado, con circoscrizione regionale. L'istituzione di organi di primo grado era stata resa urgente dalla dichiarazione di incostituzionalità delle giunte provinciali amministrative, che fungevano da organi di giustizia amministrativa di primo grado con giurisdizione limitata. I nuovi tribunali hanno invece giurisdizione corrispondente a quella del Consiglio di Stato, ormai diventato giudice d'appello. L'unico caso di giurisdizione in un unico grado del Consiglio di Stato riguarda il ricorso per ottemperanza alle decisioni dello stesso Consiglio di Stato e alle sentenze del giudice ordinario quando l'autorità amministrativa chiamata a conformarsi sia un ente la cui attività non sia ristretta esclusivamente nei limiti della circoscrizione del Tar. Inizialmente venne riservata la presidenza dei Tar ai consiglieri di Stato, e venne creato il ruolo dei magistrati amministrativi regionali separato; successivamente la presidenza dei tribunali è stata estesa a magistrati amministrativi regionali, inseriti in un unico grado insieme a quelli del Consiglio di Stato. Nel 1982 è stato istituito il consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, con le medesime funzioni che il consiglio superiore della magistratura svolge per i magistrati ordinari. Il presidente è nominato con decreto del presidente della repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri; il consiglio di presidenza ha solo la possibilità di fornire un parere non vincolante. La legge del 1971 sui Tar, quando possibile, ha ripetuto letteralmente le formule del testo unico sul Consiglio di Stato, per non far percorrere agli appena istituiti Tar vie giurisprudenziali diverse da quelle del Consiglio di Stato. Nonostante questo però i Tar hanno fornito un contributo di innovazione rispetto alla tradizionale giurisprudenza amministrativa. 5. Le novità della legge del 1971 e la riforma dei ricorsi amministrativi La legge del 1971 ha provato a dettare una disciplina processuale che potesse fornire una guida per i nuovi organi giudicanti, apportando innovazioni effettive soprattutto sulla giurisdizione. sono state attribuite ai giudici amministrativi le controversie in materia di operazioni elettorali relative alle elezioni amministrative, ed è stata estesa la giurisdizione esclusiva ai ricorsi relativi ai rapporti di concessione di beni e di servizi pubblici. Relativamente alla giurisdizione esclusiva, nella materia relativa ai diritti, il giudice amministrativo può condannare l'amministrazione al pagamento di somme di cui risulta di debitrice. Altra innovazione riguarda l'appello, in coerenza con il principio del doppio grado, l'appello è stato disegnato secondo lo schema del gravame e non secondo quello di impugnazione in senso stretto. Il giudice d'appello ha la stessa cognizione del primo giudice: il gravame infatti impugnazione illimitata con effetto devolutivo. altra grande innovazione riguarda

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grande evoluzione si è avuta in tema di processo cautelare. La legge n. per il diritto di accesso agli atti amministrativi. ha esercitato la sua giurisprudenza per chiarire ed integrare la lacunosa disciplina processuale. per le controversie in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. l'allargamento della giurisdizione esclusiva è proseguito in materia edilizia. mentre le materie dei servizi pubblici. 205. L’entrata in scena dei Tar ha sollecitato una grande ripresa di tale giurisprudenza. Sezione seconda: Verso il sistema attuale 1. Gli interventi legislativi hanno aumentato le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e hanno ricercato. 2. per i provvedimenti dell'autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità e dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in tal modo si è ampliato il riparto della giurisdizione e di conseguenza il criterio fondato sulle materie anziché sulle situazioni giuridiche soggettive. Si è dunque è allargata la legittimazione ad agire e il riconoscimento dell’impugnabilità di taluni atti. dove si è affermato il carattere decisionale delle ordinanze sospensive e si è consentito l'appello. nel periodo in cui è stato giudice unico. la struttura contenziosa. L'azione risarcitoria invece. inizialmente ritenuti non impugnabili. e di servizio di forniture. da parte dei giudici amministrativi. risultato di un'elaborazione parlamentare incompleta a causa della fretta determinata dalla sentenza della corte costituzionale 17 luglio 2000. Nel 1998 sono state devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative al rapporto di lavoro con gli enti pubblici. per la concorrenza. 3. È stato poi chiarito che in appello è ammissibile l'integrazione del contraddittorio. dalle inutili ripetizioni e dalla frequente 72 . La fretta si evince dal disordine delle disposizioni. in tema di parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali. che la rinuncia ricorso estingue processo solo a seguito della presa d'atto da parte del giudice e che l'eccezione di prescrizione di crediti nei confronti dell'amministrazione può essere sollevata solo nel primo grado di giudizio.l'impugnabilità dei provvedimenti non definitivi. anche se relativi e di natura patrimoniale. possono ottenere piena ed effettiva tutela giurisdizionale. la natura cognitoria e la funzione non semplicemente esecutiva. consentendo l'esercizio dell'azione giurisdizionale a prescindere dalla previa impugnazione dei provvedimenti con ricorso amministrativo. 205/2000 L’intervento legislativo più recente e più importante è dato con legge 21 luglio 2000. È stata inoltre riscritta la disciplina del processo di ottemperanza. puntando verso l'obiettivo dell'effettività della tutela giurisdizionale. essendo il Consiglio di Stato unico giudice con funzione di nomofilachia. né ha introdotto una disciplina processuale esauriente. 292. edilizia ed urbanistica sono state devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. nei confronti del silenzio dell'amministrazione. prima è stata negata. poi affermata. sottolineando il suo carattere giurisdizionale. Nuovi fermenti in tema di giurisdizione e processo Sul piano legislativo dal 1971 alla fine degli anni 90 si sono avuti solo interventi episodici. anche se la dottrina ha più volte richiesto una riforma complessiva. anche d'urgenza. che ha dichiarato illegittimo per eccesso di delega l'articolo 33 del decreto legislativo n. la necessità che la sentenza da ottemperare fosse passata in giudicato. Forme speciali o termini abbreviati sono stati poi applicati per il contenzioso elettorale. e dopo primo atteggiamento negativo è stata riconosciuta l'appellabilità delle sentenze di ottemperanza. L’opera della giurisprudenza Il Consiglio di Stato. per le controversie delicate. Il legislatore si è anche preoccupato di stringere i tempi processuali. ritenendo che fosse ammissibile solo se tempestivamente impugnato il provvedimento illegittimo e lesivo. n. Nel 2000 sono state devolute alla giurisdizione esclusiva anche le controversie relative alle procedure di affidamento di lavori. per gli accordi amministrativi. per i provvedimenti di espulsione degli stranieri. Nonostante le grandi innovazioni però la legge del 1971 non ha dato luogo ad una riconsiderazione globale e sistematica dei mezzi di tutela. n. Per il silenzio invece la giurisprudenza ha continuato ad oscillare tra la sua individuazione come oggetto del giudizio e la sua considerazione come semplice presupposto processuale. ed è stato ritenuto che il giudice amministrativo possa disapplicare i regolamenti. 80/1998. La giurisprudenza non ha fatto altro cioè che precisare da disciplina processuale. è stata estesa la tutela cautelare contro i provvedimenti negativi ed è stato affermato che i diritti soggettivi. è stata poi espressamente prevista per legge. ampliando il campo di azione dei riti accelerati. forme processuali semplificate o riti accelerati. introdotta con una sentenza delle sezioni unite della cassazione nel 1999. nonché un metodo per garantire che tali ordinanze fossero effettivamente eseguite dall'amministrazione.

fortemente sostenuto in assemblea costituente dal Calamandrei. la dottrina ha sempre auspicato l'adozione di un testo completo ed esauriente. per disciplinare le azioni e le funzioni del giudice. ma anche come strumento di pressione sugli apparati pubblici per garantire la loro efficienza. 5. ancora non del tutto attuate. data storica perché porterà sicuramente ad una tanto auspicata disciplina organica del processo amministrativo. Il dibattito attuale Negli ultimi tempi. La seconda delega è più importante e riguarda il riassetto della disciplina del processo amministrativo. Per quanto riguarda la giurisdizione esclusiva sono state allargati i poteri istruttori e decisori del giudice e si è reso uniforme un modello processuale prima assai variegato. È stato introdotto un rapido processo avverso il silenzio. e manca un organo giudiziario con funzione generale di nomofilachia. il sistema appare però difettoso: controllo sulla giurisdizione dei singoli giudici è affidato ad uno di essi. ossia entro l'inizio di luglio 2010. La legittimazione a ricorrere dovrà essere estesa alle associazioni ed ai comitati.l'architettura difettosa è emersa anche ultimamente con la dichiarazioni di incostituzionalità della composizione dei tribunali regionali delle acque. con la L. PARTE 2 I GIUDICI E LA LORO ORGANIZZAZIONI 72 . Le ultime iniziative legislative Il legislatore si è occupato di nuovo di riformare la tutela nei confronti della pubblica amministrazione. o di colmare le numerose gravi lacune. 4. il governo per attuare la delega ha voluto valersi del Consiglio di Stato. che ora in sede di legittimità e in sede di giurisdizione esclusiva. per riordinare la tutela cautelare e il sistema delle impugnazioni. la magistratura si articolano in ordine giudiziario ed in altri corpi che svolgono anch'essi funzioni giurisdizionali: i giudici speciali.non coordinazione.25/2000 il processo amministrativo è stato molto velocizzato e reso efficace.comunque interpretato. La disciplina è rimasta quindi non organica e incompleta. Sono stati integrati anche i poteri del giudice amministrativo. ancora non chiara e soddisfacente. con due deleghe emanate nel 2009. presso il quale è stata istituita un'apposita commissione. concentrazione ed effettività della tutela. si nota che i vizi presenti all'origine nel sistema non sono stati risolti: le leggi fondamentali in tale ambito sono tra loro diverse e non riescono ad armonizzarsi.tale azione è vista non solo come mezzo di tutela del cittadino. il giudice può ordinare all'amministrazione di adottare le misure idonee per risolvere le violazioni. come quella che prescrive di raccogliere insieme i motivi aggiunti. caratterizzate dalla riduzione della durata del processo. Risultati raggiunti e obiettivi mancati Se si rivaluta complessivamente l'evoluzione. Per il processo sono state dettate delle norme di razionalizzazione. per assicurare la snellezza. La prima delega il governo a determinare i mezzi di tutela giurisdizionale a disposizione di qualsiasi interessato: si tratta di un ricorso per l'efficienza degli apparati pubblici. per rivedere e razionalizzare i riti speciali e le norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale. 6. omissioni o mancati adempimenti: non sembra messo il risarcimento del danno (ma ciò sarebbe contrario alla previsione costituzionale della pienezza della tutela). Il criterio originario fondato sulle situazioni soggettive è stato pian piano soppiantato da altri criteri. anche a seguito dei lavori della commissione bicamerale. Il problema di fondo rimane comunque legato alla mancanza di una disciplina dei processi nei confronti dell'amministrazione. Sono stati effettuati dei tentativi per porre rimedio a tale situazione.secondo l'interpretazione più comune della costituzione. La disciplina delegata deve essere emanata entro un anno. ma nessuna di queste è andata a buon fine. nonostante le critiche. per quanto riguarda i riti speciali. in linea con le disposizioni costituzionali. primo tra tutti quello per materia. può conoscere anche dell'azione risarcitoria. Altro tema di forte attualità tiene alla misura della sindacabilità delle scelte di discrezionalità tecnica effettuate dall'amministrazione: c'è chi ritiene che nel processo amministrativo possa essere sindacata ogni scelta tecnica. sicuramente però. Il legislatore non ha avuto la volontà di intervenire sulla disciplina in modo organico e sistematico. è stato riavviato il dibattito sul principio della unitarietà della giurisdizione e sull'architettura stessa della magistratura. e sono state introdotte più discipline processuali speciali. In dottrina stesso ritorna l'aspirazione alla ricomposizione unitaria del sistema giudiziale. Il dibattito attuale verte anche sul riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo. e c'è chi punta verso un sindacato più limitato.

Il Consiglio di Stato e la sua composizione - È definito come organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione. o presiede le riunioni del Consiglio di Presidenza e nomina l’ufficio elettorale per la scelta degli altri componenti dei Consiglio. di rilevanza generale o di massima. di investire l’Adunanza Plenaria ad opera della Sezione che ritenga necessario un pronunciamento su un punto di diritto che ha dato luogo o possa dar luogo a contrasti giurisprudenziali. nell’esercizio delle sue funzioni. scelto tra i consiglieri di Stato. Amministrativo: o adotta tutti i provvedimenti relativi ai magistrati ed ai funzionari delle segreterie. le Sezioni. commissioni speciali. sulla scorta del parere formulato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato. Il presidente del CdS può formare. qualora la questione da risolvere non sia riconducibile ad una Sezione consultiva ordinaria. le singole Sezioni ritengano necessario un pronunciamento dell’organo in parola. la sesta nel 1948). Il Consiglio di Stato è composto da organi permanenti (Presidente. la quarta nel 1889. da un segretario generale. dell’Adunanza Generale e di quelle Sezioni in cui il Presidente intende intervenire. testi unici. l’Adunanza Plenaria) e da organi temporanei o straordinari (commissioni speciali). per quanto concerne l’attività di natura consultiva. o Esercita il potere di vigilanza su tutti gli uffici del Consiglio di Stato e sui magistrati. Il presidente è coadiuvato. sulle quali il presidente. È composta dal presidente del CdS e da dodici consiglieri (4 per ogni Sezione giurisdizionale). fra i magistrati amministrativi che abbiano esercitato. su richiesta delle parti o d’ufficio. o - Adunanza Generale del Consiglio di Stato Organo collegiale con funzioni unicamente consultive. funzioni direttive. per almeno 5 anni. tramite quest’ultimo. su proposta del presidente del Consiglio. del Consiglio dei Ministri e. pur costituendo il Consiglio di Stato un organo ausiliario di esso. Presidente è nominato con decreto del Capo dello Stato. previa delibera del Consiglio dei Ministri. - Adunanza Plenaria Funzioni esclusivamente giurisdizionali. L’Adunanza Generale. mentre ha uno specifico potere di proposta in tali materie al Pres. È composta dal presidente del CdS che la presiede e da tutti i consiglieri in servizio. o stabilisce la composizione delle Sezioni consultive e giurisdizionali ed assegna i ricorsi/pareri alle singole Sezioni. Assoluta indipendenza dell’Istituto e dei suoi componenti di fronte al Governo. regolamenti e per le questioni. Finalità e funzioni: o Possibilità. ed è titolare dell’azione disciplinare. Compiti del Presidente Istituzionale: potere di convocare e presiedere le riunioni dell’Adunanza Plenaria. al Capo dello Stato. Le funzioni giurisdizionali sono assegnate a tre Sezioni (in seguito istituite altre 3. 72 . la quinta nel 1907.CAPITOLO 1 IL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. Ha competenza in materia di pareri sui progetti di legge.

con sede a Bolzano. sempre su richiesta delle parti o d’ufficio. ed una Sezione distaccata con ordinamento speciale. dall’altro a tale giudice non è consentita l’emanazione di sentenze costitutive nei confronti di atti amministrativi (limite interno). o predisporre il calendario delle udienze e la ripartizione delle cause. ad esempio il TAR Lazio. .Un rilievo particolare merita la regione Trentino-Alto Adige. Conseguente al divieto di annullamento.La legge individua. o 2. le regioni presso le quali è possibile attivare le Sezioni distaccate. l’accesso alla qualifica di “referendario” (primo livello di carriera) è subordinato ad un concorso pubblico per titoli ed esami. o nonché stabilire la composizione dei collegi giudicanti sulla base dei criteri individuati dal Consiglio di Presidenza. I Tribunali amministrativi regionali e la loro composizione . comma 2. ed una sezione distaccata. inoltre. o Consiglieri (nominati a tempo indeterminato all’esito del superamento di un concorso pubblico). per soggetti titolari di determinati requisiti. L’autogoverno dei giudici amministrativi è affidato al Consiglio di Presidenza. laddove il Tribunale si articoli in più sezioni. promozioni. degli organi costituzionali o di altre PA Garanzia dell’inamovibilità (mantenimento sede e funzioni assegnate).Con la legge 1034/1971. 72 . . sospendere o riformare l’atto amministrativo. CAPITOLO 2 GLI ALTRI GIUDICI DELLE CONTROVERSIE CON L’AMMINISTRAZIONE 1.In ogni capoluogo di regione è stato istituito un Tribunale amministrativo regionale. oppure tra dirigenti generali e equiparati dei ministeri.- Deferimento del Presidente. 125 Cost. allo scopo di rimettere il ricorso all’Adunanza Plenaria per la “risoluzione di questioni di particolare importanza”.Composizione: ogni TAR è formato da: o Presidente. al punto che i relativi conflitti di competenza con il TAR Trentino vengono risolti dal CdS. nella quale esercitano le funzioni di giustizia amministrativa di primo grado il TAR Trentino Alto Adige. con sindacato su ogni tipo di vizio. . o Primi referendari e secondi referendari. Lo stesso legislatore nel tempo ha delineato ipotesi in cui i limiti non trovano applicazione (in questi casi il giudice ordinario ha piena giurisdizione) e ha potere di annullare. quale organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo regionale. Dopo 4 anni di anzianità si può conseguire la nomina a primo referendario. . articolato in un'unica Sezione. Competenze: adozione di tutti i provvedimenti in materia di assunzione. il giudice ordinario ha potere di disapplicazione. anche l’eccesso di potere. Per la nomina e Consigliere di Stato i posti vacanti vengono ricoperti in base a tale criteri: Per metà sono riservati a consiglieri dei TAR con 4 anni di servizio che ne facciano domanda ¼ nominati dal Governo tra professori di materie giuridiche. è stata data completa attuazione all’art. Il giudice ordinario: cenni questi incontra 2 limiti: da un lato spettano a tale giudice le controversie aventi ad oggetto la tutela di diritti soggettivi (limite esterno). assegnazioni di sede e di funzioni. 3. laddove si afferma che “Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado secondo l’ordinamento stabilito dalla legge della Repubblica”. . articolato in 3 sezioni interne. avvocati abilitati alle magistrature superiori con 15 anni di anzianità. nonché funzioni di natura consultiva. quella di Latina. I magistrati amministrativi e la loro organizzazione Sono previste modalità di reclutamento distinte tra i giudici dei TAR e quelli del Consiglio di Stato. conferimenti di uffici e direttivi ed ogni altro profilo connesso allo status giuridico dei magistrati. Nel primo caso.Spetta al Presidente o dirigere i lavori della Prima Sezione. composto da 11 magistrati amministrativi di cui uno di diritto (Presidente del Consiglio di Stato) e 10 rappresentanti elettivi scelti da collegi elettivi dei magistrati TAR.. che può considerarsi un vero e proprio Tribunale autonomo. Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana Ha funzioni di giudice di appello avverso le pronunce di primo grado del TAR Sicilia.

venne stabilita una competenza eterogenea relativa a controversie sulla demanialità delle acque. 72 . più che sui singoli atti. al cui art. In caso l’amministrazione non si adegui alla sentenza delle Commissioni tributarie passate in giudicato. vennero istituiti otto tribunali regionali . con il decreto legislativo luogotenenziale 20 novembre 1916 n. all'efficacia dell'attività amministrativa.). alvei e sponde. b) Il giudice tributario(rinvio) Ha la funzione di risolvere le controversie tra cittadini e amministrazione finanziaria o altri enti impositori. un vice presidente e da almeno 4 giudici tributari.p. Gli altri giudici speciali a) Il giudice contabile: si tratta della Corte dei Conti.p. addirittura. Il controllo successivo tende. fatti e comportamenti. per l’esecuzione forzata invece si seguono le regole del c. è esperibile il giudizio di ottemperanza. Questo tipo di controllo tende ora ad essere esteso dalla sola legalità all'efficienza o.m. allo scopo di accertare il rispetto delle regole contabili e l'attendibilità del bilancio stesso. trasmettendo in esito a tale controllo una relazione al parlamento. Nel 1933 il TU definì i Tribunali regionali quali Sezioni della Corte di appello.Per l’esecuzione del giudice ordinario può esperirsi il giudizio d’ottemperanza. alle derivazioni ed utilizzazioni di acque pubbliche.. in sede giurisdizionale. Quanto ai soggetti controllati. avere funzioni amministrative di controllo. Il controllo preventivo si esercita sui singoli atti che danno luogo a spese o entrate. invece. 1664. Rientrano nella giurisdizione contabile i giudizi di responsabilità amministrativa e contabile dei pubblici funzionari. impedendone l'efficacia in caso di illegittimità. Ogni Commissione si articola in Sezioni. Il sistema attuale si articola in Commissioni tributarie provinciali (organi di primo grado) e Commissioni tributarie regionali (organi di secondo grado). i danni cagionati allo stato o altro ente pubblico dai suoi agenti e condannare i responsabili al risarcimento. di tipo specializzato. Dal 1992 può sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato. e simili.c. esercita un sindacato esclusivo (sia per diritti soggettivi che interessi legittimi) e sindacatorio (può estendere il processo anche ad altri soggetti non chiamati a parteciparvi). che utilizzano fondi pubblici. il contenzioso pensionistico. non sottoposta ad alcun limite circa l’accertamento di atti. dei conti periodicamente resi da coloro che gestiscono denaro o beni pubblici. mentre a livello centrale tale funzione è svolta dal procuratore generale.103 Cost. c) Il giudice delle acque pubbliche Il Tribunale delle Acque Pubbliche sorse come magistratura specializzata nella materia delle acque pubbliche. È organizzata in sezioni regionali (a seguito del decentramento della giurisdizione contabile) e presso ognuna opera un procuratore regionale con funzione di p. i giudizi di conto. Funzione tipica delle corti dei conti è anche la verifica del bilancio consuntivo dello stato o di altri enti pubblici. Funzioni: controllo. inoltre. per i secondi giudicava in un unico grado il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. 34. al governo o allo stesso organo controllato. ognuna delle quali composta da un presidente. oltre alle amministrazioni pubbliche la competenza della corte dei conti può estendersi alle imprese pubbliche e ad altri enti. che effettuava altresì l'appello delle decisioni dei Tribunali regionali. sulla complessiva attività dell'organo controllato e si traduce in relazioni al parlamento. Il procedimento giurisdizionale è regolato dal c.c. di tipo preventivo o successivo. ai limiti dei loro corsi. per verificare che i movimenti in entrata ed uscita siano conformi alla legge ed alle regole contabili. che ha funzione giurisdizionale nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge (art. i giudizi a istanza di parte in materia contabile. costituite da magistrati della Corte di appello. La corte dei conti può. accertando il credito dell'erario per gli eventuali ammanchi. tale scelta si spiega con l’esigenza di non aumentare il carico di lavoro dei giudici ordinari e amministrativi. anche di diritto privato. 2. sempre in sede giurisdizionale. ad essere incentrato. Ha giurisdizione piena. a cui sono aggregati tre funzionari del Genio civile. ai ricorsi avverso i provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in materia di acque pubbliche. La corte dei conti ha inoltre il potere di accertare. Venne previsto un doppio binario tra diritti soggettivi e interessi legittimi: per i primi al fine di assicurare un doppio grado di giurisdizione alle controversie che prima del 1916 erano attribuite ai tribunali ordinari.

che lo presiede. controversie per risarcimenti di danni dipendenti da qualunque opera eseguita dalla pubblica amministrazione. Sulle loro decisioni decide in grado di appello il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. senza doppia tutela)? Dal 1930 venne adottato il criterio della causa petendi. poiché trattandosi di giurisdizione domestica. tre esperti. Venezia. Palermo e Cagliari. Per questo è auspicabile un intervento del legislatore. per quanto riguarda l’attività interna da essi svolta) e dalla regola della non sindacabilità. Organi simili sono previsti presso il Senato della Repubblica.U. Infatti le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato rituale di diritto. 142 T. controversie riguardanti la occupazione totale o parziale. 3. Milano. acque. 305/2002 ha ritenuto incostituzionali gli articoli 139 e 143. Dovrebbe essere competenza della Corte d’Appello. circa i limiti dei corsi o bacini loro alvei e sponde. quattro consiglieri di Cassazione. È stata esclusa la ricorribilità in Cassazione contro le sentenze dei giudici parlamentari ex art. controversie aventi ad oggetto qualunque diritto relativo alle derivazioni e utilizzazioni di acqua pubblica. d) I giudici parlamentari Retti dal principio dell’autodichia (per garantire l’autonomia ed indipendenza degli organi costituzionali. Il nuovo regolamento prevede 2 organi interni: il Consiglio di giurisdizione (competente delle controversie di primo grado) e la Sezione giurisdizionale dell’Ufficio di Presidenza (per l’appello). Si deve considerare il petitum (che si fonda sulla pronuncia richiesta. se non in senso formalistico.111 Cost.U. D’altra parte permangono incertezze sul tipo di situazioni soggettive cui può essere applicato l’arbitrato (es.Il riparto di giurisdizione Con la riforma si era presentato il problema di fissare il criterio di riparto. ma così si rischierebbedi derogare in tema di riparto delle giurisdizioni. I Tribunali Regionali delle Acque Pubbliche sono in numero di otto ed hanno sede presso le Corti d’Appello di Torino. La competenza dei Tribunali regionali delle Acque Pubbliche in materia di diritti soggettivi sussiste anche per le controversie relative alle acque pubbliche sotterranee e per quelle concernenti la ricerca. Il tribunale è composto da: un magistrato ordinario di qualifica corrispondente a Procuratore generale. Napoli. comma 3 del T. sempre che le controversie interessino la pubblica amministrazione. da parte della giurisdizione ordinaria o amministrativa. 353/2002 la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della composizione dei tribunali regionali relativamente alla partecipazione al collegio giudicante di uno dei tre tecnici. Ai sensi dell'art. che sostituisce il presidente in caso di suo impedimento. possibile il doppio grado di tutela) o la causa petendi (che si fonda sulla natura della posizione giuridica lesa. un presidente aggiunto scelto tra i Presidenti di Sezione della stessa Corte. quattro Consiglieri di Stato. delle controversie intorno alla demanialità delle acque.Nel 2002 la Corte costituzionale con la sentenza n. L’arbitrato Dal 2000 utilizzabile anche nel settore della giustizia amministrativa. acque in quanto non prevedono la nomina di uno o più supplenti. degli atti emanati da tali organi. Problemi: giudice competente a dirimere le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del lodo arbitrale. iscritti nell'albo degli ingegneri. nell'ipotesi di astensione di uno dei componenti titolari. Roma. già funzionari del genio civile. Firenze. e con la sentenza n. CAPITOLO 3 L’AMBITO DELLA GIURISDIZIONE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO 1. ma furono comunque necessari ulteriori criteri per individuare il riparto: a) Teoria della degradazione dei diritti soggettivi in interessi legittimi: 72 . permanente o temporanea di fondi e le conseguenti indennità. sarebbe assente la terzietà del giudice. Gli organi sono composti da deputati nominati dal presidente della Camera e il procedimento è simile a quello previsto per il giudizio amministrativo. l'estrazione e l'utilizzazione delle acque sotterranee nei comprensori soggetti a tutela. e non potrebbero tali organi essere considerati giudici speciali. risarcimento del danno).

la giurisprudenza amministrativa favorevole all’applicazione del petitum. presupposti).I diritti soggettivi. per forma. Esistendo una norma di legge che da alla PA il potere di emanare un atto. Nel 1930. ci sarò solo un interesse affinché tale atto sia emanato in modo corretto. il giudice competente è il giudice amministrativo. e quando invece di relazione? d) Teoria si basa sulla differenza tra attività discrezionale e vincolata La prima. Non si tratta solo di carenza in astratto (es. Carenza del potere: Si tratta di diritto soggettivo. dopo un lungo conflitto giurisprudenziale. se colpiti da un potere amministrativo. bensì in ragione del tipo di pronuncia richiesta. “trasformarsi” in interesse? E quando si è comunque in presenza di poteri amministrativi. se limitato o estinto. Se ad essere leso è un diritto soggettivo. la seconda diritti soggettivi da tutelarsi tramite giudice ordinario. affidata ad un giudice diverso. e si riferiscono all’interesse legittimo. o Il sistema di giustizia amministrativa è in grado di offrire una doppia tutela in quanto è possibile alternativamente rivolgersi al giudice amm. Il riparto di giurisdizione - - - Il punto controverso è sempre stato quello di capire se il riparto dovesse fondarsi sul criterio del petitum ovvero della causa petendi (o petitum sostanziale). il giudice competente è il giudice ordinario. termine perentorio. per contestare le modalità di esercizio del potere e al giudice civile per far valere. si hanno due orientamenti diversi: la Cassazione che è favorevole all’applicazione del criterio della causa petendi. tanto il CdS quanto la Cassazione. Ma dopo aver chiarito a che tipo di norme appartengono diritto soggettivi e interessi legittimi. procedimento. sotto la giurisdizione del giudice amministrativo. comprendente interessi legittimi di cognizione del giudice amministrativo. invece. In base al primo criterio (petitum) il giudice competente viene individuato non già sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. perché protetto in Cost. di competenza del giudice amministrativo. il giudice competente è il giudice amministrativo. Se ad essere leso è un interesse legittimo. si pone una questione attinente alla giurisdizione. ma anche in concreto (es. Quelle di relazione regolano invece i rapporti tra i cittadini e la PA (e attengono dunque ai diritti soggettivi). come si stabilisce quando una norma è di azione. tutelato dal giudice ordinario. Dal 1889 al 1930. o - 72 . c) Teoria che si fonda sulla distinzione tra norme di azione e norme di relazione Le norme di azione regolano l’esercizio dei poteri della PA. Non c’è una norma che da alla PA il potere di emanare l’atto. perché non vi è la norma). o Ogniqualvolta il giudice travalica le proprie attribuzioni. il igudice competente è il giudice ordinario. In base al secondo criterio (causa petendi) la giurisdizione si radica sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. affermarono che il giudice competente va individuato sulla base della natura della situazione giuridica che si assume lesa. quindi: o se si chiede l’annullamento dell’atto amministrativo illegittimo. ma il diritto soggettivo non è degradabile (es. In seguito giurisprudenza e dottrina hanno dovuto affrontare il problema di individuare ulteriori criteri sulla cui base qualificare una lite tra pubblica amministrazione e privato in termini di controversia concernente la lesione di un diritto soggettivo ovvero di un interesse legittimo. L’applicazione del criterio della causa petendi comporta che: Non vi può essere alcuna doppia tutela poiché ogni situazione giuridica soggettiva ha la tutela sua propria. degradano in interessi legittimi. L’applicazione del criterio del petitum determinale seguenti conseguenze: o Il diritto soggettivo leso può essere fatto valere come interesse legittimo attraverso la richiesta di annullamento del provvedimento illegittimo. o se si chiede una sentenza di condanna della PA al risarcimento dei danni.)? b) Teoria basata sulla distinzione tra cattivo uso del potere e carenza di potere Cattivo uso del potere: Si tratta di interesse legittimo. le conseguenze patrimoniali sfavorevoli derivanti dall’esercizio del potere amministrativo. Ma come può un diritto soggettivo.

secondo la quale i diritti soggettivi colpiti dall’esercizio delle potestà amministrative degradano in interessi legittimi. 2. soprattutto perché alla fine dell'800 l'unica situazione giuridica soggettiva ammissibile era il diritto soggettivo.si ha carenza di potere allorquando si contesta la stessa esistenza del potere amministrativo. a fronte dell’attività vincolata. quindi la competenza a giudicare della lesione della posizione del privato spetta al giudice ordinario. che abbiano per oggetto un interesse di individui o di enti morali e giuridici (interesse che verrà poi definito interesse legittimo). secondo il quale si ritiene che: . la materia dell’iscrizione agli albi professionali. . Soprattutto nella dottrina meno recente si è talvolta negata all'interesse legittimo natura di situazione giuridica soggettiva. 2. secondo un primo orientamento dottrinale vi è una tendenziale equivalenza tra attività unilaterale della PA ed esercizio delle potestà amministrative. La qualificazione d alcuni atti amministrativi come atti dichiarativi o meramente ricognitivi. 4. secondo il quale: . ed in questo caso la controversia riguarda l’interesse legittimo e la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. il privato vanti diritti soggettivi. il primo dei due articoli stabilisce che sono devolute alla giurisdizione ordinaria tutte le cause per contravvenzione e tutte le cause nelle quali si faccia questione di un diritto civile o politico comunque vi possa essere interessata la pubblica amministrazione (dove per diritto politico civile è da intendersi qualsiasi diritto soggettivo). le obbligazioni pubbliche aventi ad oggetto somme di denaro erogate a vario titolo in favore dei privati. Si è posta inoltre la questione di capire quando il privato possa vantare nei confronti della pubblica amministrazione un diritto soggettivo o un interesse legittimo. in questo caso il privato è titolare di in interesse legittimo e dunque la controversia appartiene al giudice amministrativo. e definire il criterio in base al quale individuare il giudice competente.si è posta dunque la questione di definire le caratteristiche dell'interesse legittimo. ed in questo caso la controversia riguarda il diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al giudice ordinario. quali in particolare il potere della PA di imporre prestazioni patrimoniali a privati (potere impositivo). 5.Le principali strade percorse hanno fatto leva su: 1. La distinzione tra la carenza di potere e scorretto esercizio del potere. quindi la competenza a giudicare spetta al giudice amministrativo. 3. Le situazioni giuridiche soggettive del privato Le situazioni giuridiche soggettive sono il diritto soggettivo e l'interesse legittimo. con conseguente competenza del giudice amministrativo e conoscere della relativa controversia. in questo caso il privato è titolare di un diritto soggettivo e dunque la controversia appartiene al giudice ordinario.si sia in presenza di una norma di relazione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via principale l’interesse del privato.24 e 103 della costituzione. e ciò comportava che l'interesse legittimo venisse considerato un mero potere di reazione nei confronti del provvedimento illegittimo idoneo a legittimare la proposizione del ricorso 72 .si sia in presenza di una norma d’azione quando la relativa disciplina è volta a tutelare in via diretta un interesse pubblico. Il secondo stabilisce che spetta al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale decidere sui ricorsi per incompetenza. La distinzione tra norme di relazione e norme di azione. 113. La distinzione tra potere discrezionale e potere vincolato. eccesso di potere o per violazione di legge contro atti e provvedimenti di un'autorità amministrativa. invece.si ha scorretto esercizio del potere quando si contesta il suo illegittimo esercizio. La teoria della degradazione dei diritti. a fronte dell’attività discrezionale. un diverso orientamento dottrinale ritiene invece che di esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione si possa parlare soltanto nell’ipotesi in cui la relativa attività abbia carattere discrezionale. annette rilevanza alla distinzione tra attività discrezionale e vincolata ai fini del riparto di giurisdizione soprattutto in relazione ad alcune fattispecie. Secondo l’impostazione dottrinale. La giurisprudenza. nonché da fonti di livello legislativo anteriori alla stessa come la legge abolitiva del contenzioso amministrativo e la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato. . in questi casi viene riconosciuta la giurisdizione del giudice ordinario. di individuarne l'oggetto e le forme e modi di protezione. come ricavato dagli artt. il privato vanta interessi legittimi.

L'interesse è tutalto prima che il provvedimento venga preso. E’ definita come una situazione soggettiva di vantaggio costituita dalla protezione giuridica di interessi finali che si attua non in via diretta e immediata ma attraverso la protezione di un altro interesse del soggetto strumentale alla legittimità dell’atto amministrativo. interesse legittimo = interesse a che l'autorità amministrativa eserciti il suo potere in modo da soddisfare l'interesse stesso. soprattutto perché la costituzione colloca l'interesse legittimo a fianco del diritto soggettivo. è una situazione soggettiva correlata al potere discrezionale della PA (se c'è potere vincolato di solito c'è diritto soggettivo). deve motivare tale scelta. L’interesse legittimo quale situazione correlata alla potestà Esistono in dottrina vari orientamenti circa la definizione di interesse legittimo: 1) Situazione giuridica soggettiva utilizzabile a fini di tutela nei confronti dell’esercizio delle potestà della PA. nel procedimento amministrativo si può inserire il soggetto attraverso poteri di partecipazione e quindi orientare l’ Amministrazione. 2) Può essere oppositivo (la potestà della PA è sacrificativa) o pretensivo (la potestà è ampliativa). 72 . si distingue tra interessi legittimi oppositivi (privato vuole conservare uno stato di cose contro un provvedimento amministrativo che può alterarlo) o pretensivi (il privato aspira a un atto capace di produrre lo stato di cose desiderato). solo che in tal caso al diritto corrisponde un dovere e non un potere). il privato pretende qualcosa dall’ Amministrazione. Sono costituiti dalla partecipazione. Rappresenta la pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa. L’interesse legittimo può essere: • - Pretensivo. rappresenta la situazione soggettiva tipica che si evidenzia ogni volta che viene esercitato un provvedimento. Il soggetto ha comunque dei poteri giuridici che lo tutelano e che sono: Poteri strumentali. Gli interessi legittimi possono essere sacrificati. • Poteri di reazione. con il potere di reazione in via giurisdizionale o amministrativa. le distinzione tra interesse legittimo e diritto soggettivo è più fragile. 8. il potere discrezionale è esercitato attraverso una scelta (il privato non ha diritto a che il potere venga esercitato nella direzione da lui voluta). per effetto del numero 6. Interesse legittimo. Con la recente previsione normativa ciò non vale più: risarcibilità degli interessi legittimi. 7. E’ tutelato in via assoluta e non mediata. Esempio: concorso pubblico Oppositivo. il soggetto privato si oppone all’esercizio di un potere. riguardano la possibilità del soggetto di reagire contro le determinazioni dell’ Amministrazione attraverso ricorsi amministrativi o giurisdizionali.giurisdizionale da parte del privato. Esempio: Esproprio L'interesse legittimo è così caratterizzato: 1. 5. 6. 2. 3. mentre l'interesse legittimo con l'annullamento. invece se ci sono diritti soggettivi questi non possono essere potestà della PA. con i diritti di partecipazione al procedimento amministrativo. e dopo che il provvedimento è adottato. Il soggetto deve sperare che dall’esercizio del potere amministrativo si arrivi alla propria soddisfazione. La potestà della PA può portare a 2 effetti. La situazione giuridica soggettiva è la concreta situazione in cui è collocato o di cui è titolare un soggetto dall’ordinamento con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse. consultazione di atti. Può essere definito anche situazione giuridica di immunità dal potere. 4. presentazione di memorie. Tale impostazione non è però seguita dalla dottrina più recente. situazione giuridica di vantaggia nella quale la legge attribuisce ad un soggetto la possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse pubblico. 3. limitativi o ampliativi. la situazione giuridica attiva la cui soddisfazione è rimessa a un comportamento altrui non è esclusiva del diritto amministrativo (es: anche nel diritto di credito. in senso sfavorevole al titolare dell’interesse. un tempo si diceva che il diritto soggettivo fosse tutelato col risarcimento. Tali situazioni sono: - - Diritto soggettivo. l'interesse legittimo può essere soddisfatto dalla PA solo con un atto legittimo. o lasciando inalterato lo stato di cose in atto o modificandolo: interesse che è tutelato nella misura in cui la sua soddisfazione si realizzi con un provvedimento legittimo. L’ Amministrazione deve tener conto di quelle che sono le esigenze del soggetto privato e se vuole disattenderle.

Se in dottrina vi sono divergenze sulla definizione dell'interesse legittimo. 4. è infatti una semplice chance. un interesse legittimo pretensivo. e che possono essere esercitati dal titolare a fini di tutela: poteri di partecipazione al procedimento amministrativo.c. Quindi occorre in questo caso valutare l’esistenza di un’azione illegittima e colpevole della PA dalla quale derivi la lesione dell’interesse al bene della vita al quale l’interesse legittimo è preordinato. L’interesse è una situazione soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato avente carattere strumentale(perché comporta l’eventuale ed indiretta tutela dell’interesse finale) 4) La legittimità dell’azione amministrativa rappresenta il limite della protezione che l’ordinamento giuridico riconosce all’interesse legittimo (ma il limite alla protezione non può trasformarsi nell’oggetto della protezione. Il bene della vita è diverso dall’interesse finale. . a fronte dell’esercizio delle potestà amministrative.Infatti.È il giudice che dovrà selezionare gli interessi rilevanti comparando l’interesse del danneggiato e quello perseguito con la condotta lesiva. gli interessi legittimi o. . Considerazioni sugli orientamenti esaminati Non vi è ancora oggi accordo in dottrina sulla definizione dell'interesse legittimo.) 5) Posizione di vantaggio data ad un soggetto dell’ordinamento in ordine ad un interesse ad un bene della vita oggetto di potere amministrativo. raggiunto l’obiettivo che nei rapporti tra privati vengono risarciti sia danni derivanti dalla lesione di un diritto soggettivo. 5. 6. . L’interesse legittimo ed il suo oggetto: orientamenti recenti Se lo spazio entro cui si colloca l'interesse legittimo è quello rappresentato dai limiti posti normativamente all'esercizio delle potestà amministrative. è invece dibattuto il problema del modo di individuazione dell'interesse legittimo. per meglio dire. La Corte recepisce l’orientamento della dottrina circa l’art. se però tali limiti risultano violati. dunque una situazione giuridica soggettiva di vantaggio riconosciuta al privato che ha carattere strumentale in quanto comporta l'eventuale ed indiretta tutela dell'interesse finale. ossia di capire quali tra i tanti interessi che l'esercizio delle potestà amministrative può toccare. vi è invece consenso per i poteri che sono propri di tale situazione giuridica soggettiva. . e legittimo è l'eventuale sacrificio degli interessi finali del privato. L'interesse legittimo è dunque la pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo. e soprattutto sull'oggetto e sull'interesse tutelato: in ogni caso deve esistere un rapporto di reciproca corrispondenza tra lesione dell'oggetto e bisogno di tutela: nella teoria che identifica l'oggetto dell'interesse legittimo con la pretesa al corretto esercizio del potere amministrativo. non poteva aspirare ad alcun risarcimento dei danni subiti a seguito dell’illegittimo o tardivo esercizio delle potestà medesime. che è certamente 72 . potere di esperire i ricorsi amministrativi. . potere di proporre ricorso in sede giurisdizionale. collegato ad un interesse finale non avente la consistenza di un diritto soggettivo. Sino a pochi anni addietro la sentenza. i danni derivanti dalla loro lesione non erano considerati risarcibili. ora pregiudizio non giustificato recato ad un interesse giuridicamente rilevante (indipendentemente da quale).500/1999: pronuncia in sede di regolamento di giurisdizione. a partire dagli anni 60. E’ data una diversa lettura di “danno ingiusto”.Vi era una sostanziale sorta di immunità della PA nei confronti dei danni arrecati al privato nello svolgimento illegittimo della propria funzione. tale rapporto non è poi di piena corrispondenza. nei rapporti tra privati e PA l’interesse legittimo. Il problema della risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo sino alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. se i limiti non sono violati tali potestà sono esercitate in modo legittimo. assuma tale qualità: innanzitutto si può individuare un interesse legittimo quando vi è una base normativa. La differenza tra diritti soggettivi ed interessi legittimi starebbe solo nel grado della tutela.2043 c. 6) Interesse consistente nella possibilità di conservare o di acquisire un bene della vita. poteva aspirare quantomeno ad una tutela risarcitoria del diritto soggettivo dopo l’annullamento del provvedimento illegittimo. se il privato vantava.In questo caso è una situazione giuridica soggettiva attiva che fronteggia un’altra situazione soggettiva attiva costituita dalla potestà amministrativa 3) Come pretesa alla legittimità del provvedimento amministrativo.Vi sono altri fattori che hanno concorso a mettere in crisi l’orientamento tradizionale della Cassazione e a favorire la svolta compiuta con la sentenza.Se il privato vantava un interesse legittimo oppositivo collegato ad un interesse finale avente la consistenza di diritto soggettivo. le potestà amministrative risultano esercitati in modo illegittimo e dunque non era tollerabile l'eventuale sacrificio. ma tale operazione non è sempre agevole.500/1999 Cassazione sent. sia danni derivanti dalla lesione di un interesse non avente la consistenza di un diritto soggettivo.

mentre la lesione dell’interesse legittimo oppositivo da parte di un provvedimento riconosciuto illegittimo è condizione necessaria e sufficiente per ottenere il risarcimento dei danni patiti. il giudice non dovrà limitarsi ad accertare l’illegittimità del provvedimento di diniego ma dovrà anche. tuttavia appaiono meritevoli di tutela e protezione da parte dell’ordinamento giuridico. l’una dinanzi al giudice amministrativo. per il quale vige il principio che la Comunità deve risarcire i danni arrecati dalle sue istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni.c. verificare se al titolare dell’interesse legittimo spettasse l’adozione del suddetto provvedimento. la Cassazione afferma quindi che la locuzione danno ingiusto non va correlata ad una situazione giuridica soggettiva tipizzata in altra norma: essa va invece interpretata come una clausola generale che offre protezione nei confronti dei danni arrecati anche da interessi che. ai fini del risarcimento del danno. le quali potevano essere proposte alternativamente ovvero pendere contemporaneamente. Importante è anche il d. nel senso che esso non offre protezione soltanto nell’ipotesi di danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo (che in quanto tale è riconosciuto e tipizzato in altra norma) ma anche ad interessi non aventi la consistenza di diritto soggettivo (e dunque non tipizzati da altra norma). la quale consiste nella violazione delle regole di imparzialità. nella sentenza i giudici avevano posto due regole molto chiare: 1. Ciò evitava al privato di doversi sobbarcare l’onere di due processi dinanzi a giudici diversi. bensì atipico.Cass. per mezzo di un giudizio che viene definito prognostico. La sent. 2043 c. Esplicito abbandono da parte dei giudici della necessaria correlazione tra danno ingiusto e lesione del diritto soggettivo. pur non essendo riconosciuti da altra norma in termini di situazioni giuridiche soggettive. ha affrontato ed offerto soluzioni alle molte questioni sia di ordine sostanziale sia di ordine processuale. 80/1998. Quindi l’art.- - una situazione giuridica soggettiva con una tutela minore di quella accordata al diritto soggettivo. Esplicito abbandono della tesi della tipicità della fattispecie. Il giudice competente a risolvere le controversie in tema di risarcimento dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo era stato individuato nel giudice ordinario con la sola eccezione delle controversie rientranti nelle materie di giurisdizione esclusiva spettanti al giudice amministrativo. non è tipico. In tale circostanza. 500. 72 . Il rapporto tra l’azione di annullamento del provvedimento illegittimo e l’azione risarcitoria. finiva per valere meno ai fini della tutela risarcitoria di interessi che trovavano nei rapporti tra privati la predetta tutela. 2. ossia quella teoria che individua l’oggetto dell’interesse legittimo nell’interesse al bene della vita.lgs. l’altra dinanzi al giudice ordinario. la cui selezione spetta al giudice attraverso un giudizio di comparazione degli interessi in conflitto. Riguardo le questioni sostanziali: 1. Quindi in quest’ultimo caso. ma norma primaria. - La Cassazione fa propria una particolare teoria dell’interesse legittimo. - La Corte di Cassazione ha inoltre stabilito: che è necessario dimostrare la colpa dell’apparato (in riferimento alla pubblica amministrazione). con il quale sono state ampliate le materie di giurisdizione esclusiva (facendovi rientrare i servizi pubblici. l’urbanistica e l’edilizia). 2. viceversa la lesione dell’interesse legittimo pretensivo è una condizione necessaria ma non sufficiente ai fini del risarcimento del danno. correttezza e buona amministrazione. Dunque a giudizio della Cassazione l’illecito disciplinato dall’art. 2043 non è norma secondaria. la Cassazione quindi riconosce che non vi è alcun argomento da cui si possa desumere l’applicabilità della disciplina soltanto ai danni derivanti dalla lesione del diritto soggettivo. Riguardo alle questioni processuali. nell’aprire alla risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo. ed è stata prevista la possibilità per il giudice amministrativo di condannare in sede di giurisdizione esclusiva l’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto. Importante è anche l’ordinamento comunitario.

Inoltre abbiamo la sentenza 204/2004. e ci si rende conto di come sia un'operazione difficile delimitare con esattezza le materie. . Inoltre il giudice amministrativo. Era precluso inoltre il giudizio sul fatto: si doveva sì accertare l’esistenza di questo. il giudice amministrativo acquisisce anche il potere di risarcimento del danno. La giurisdizione generale di legittimità -È limitata quanto ai poteri di cognizione. né su quelle tecniche.7.La giurisdizione esclusiva pone due ordini di problemi: la costituzione parla di particolari materie e si è posta il problema se esista un limite quantitativo all'espansione di tale giurisdizione. per la riparazione del danno. . ma poi il giudice non poteva sindacare su quest’ultimo. non ha conferito legislatore ordinario un'assoluta ed incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva.Introduzione dell’istituto dell’errore scusabile. Per prima cosa non sarebbe legittimo eliminare del tutto ogni competenza del giudice ordinario rispetto alla tutela di diritti soggettivi. La risarcibilità dei danni derivanti dalla lesione dell’interesse legittimo nell’attuale quadro normativo e giurisprudenziale . Al criterio della causa petendi si sostituisce quello basato sulle materie (ex art. che sussiste quando abbiamo: o Incertezza della normativa.103 Cost. da dualista torna ad essere monista: infatti in sede di giurisdizione esclusiva il giudice amministrativo è competente a giudicare sia della lesione dell'interesse legittimo sia della lesione del diritto soggettivo. con la quale la Corte Costituzionale stabilisce che quando si ha un danno nei confronti dell’interesse legittimo. o Contrasto giurisprudenziale. . Entrambe le questioni sono state affrontate dalla corte costituzionale nel 2004. Premessa La giurisdizione del giudice amministrativo può essere: -Di legittimità -Esclusiva -Di merito 2. dispone. il giudice competente è il giudice amministrativo. quindi la pretesa risarcitoria può scaturire non solo da un provvedimento illegittimo. Non si mirava a verificare la lesione della situazione giuridica soggettiva. 103 Cost. .La giurisprudenza del giudice amministrativo ha inoltre confermato la posizione assunta dalla Cassazione nel 1999 in merito al giudizio prognostico volto a verificare la spettanza del bene della vita come condizione per la tutela risarcitoria degli interessi legittimi pretensivi. la quale ha chiarito che l'art. oltre a poter condannare l’amministrazione al pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento per equivalente. o Novità della normativa. inoltre vi è il problema dei criteri sulla cui base andare a scegliere le materie indicate dalle legislatore. dell’ulteriore strumento della reintegrazione 8.). cioè colui che si occupa del risarcimento del danno. 2 bis della legge 241/1990. -E’ limitata quanto ai poteri istruttori: 72 .Pregiudizialità dell’atto: ovvero subordinazione dell’azione risarcitoria all’azione di annullamento.Con la legge 205/2000. CAPITOLO 4 LE FORME DELLA GIURISDIZIONE 1. . ma io conferito un potere che deve considerare la natura delle situazioni soggettive coinvolte e non fondarsi esclusivamente sul dato oggettivo delle materie. ma oggetto dell’accertamento era l’atto amministrativo e la sua eventuale illegittimità. La cognizione non poteva estendersi né alle valutazioni di opportunità della PA. Le valutazioni riconducibili alla sfera della discrezionalità amministrativa erano insindacabili.Art. Lo scopo è l’annullamento dell’atto (la situazione giuridica è tutelata solo in via indiretta). stabilisce che il danno da ritardo deve essere risarcito. o Non collaborazione del privato. La giurisdizione esclusiva e il riparto per materie: cenni e rinvio In presenza della giurisdizione esclusiva il nostro sistema di giustizia amministrativa. all’accertamento dei soli 3 vizi di incompetenza. ma anche dal silenzio della pubblica amministrazione. eccesso di potere e violazione di legge.

Inizialmente vi era un limitatissimo numero di mezzi di prova (solo le prove documentali) poi ampliati (dal 2000 anche la consulenza tecnica).R. Riguardo alla seconda nozione di giurisdizione. Sappiamo che i 3 vizi di legittimità rilevanti nel nostro ambito sono: eccesso di potere (le figure sintomatiche dell’eccesso di potere sono: la contraddittorietà interna.a. e in secondo grado il Consiglio di Stato). In sede di giurisdizione amministrativa. 2. ecc.a. ma in ogni caso rimangono esclusi la prova per i testimoni. anche se ciò è stato in parte superato nel 2000 con la possibilità da parte del giudice amministrativo di risarcire i danni da lesione di interessi legittimi. cioè posso chiedere che l’efficacia di questo provvedimento venga sospesa fino alla conclusione dl giudizio di merito.a la CTU cioè la consulenza tecnica di ufficio. Il tipico potere decisorio nelle mani del giudice amministrativo è il potere di annullamento. che pretende la pienezza della tutela. erano solo 3 cioè poteva: Acquisire i documenti dall’amministrazione Chiedere i chiarimenti o schiarimenti Disporre verificazioni( ossia ispezioni che compie lo stesso personale dell’amministrazione cioè la stessa amministrazione da cui proviene questo provvedimento che effettua le verificazioni). sono distinguibili tre poteri: - 1.A. Poteri istruttori del g. 72 . 205/2000 ha introdotto un’ulteriore potere decisorio e cioè il potere di condanna di risarcimento del danno. il giuramento e la confessione. allora posso chiedere in via cautelare la sospensiva. quando si utilizza l’espressione “giurisdizione” si fa anche riferimento a quell’ insieme di poteri assegnati all’autorità giudiziaria adita. Sono tradizionalmente individuabili tre forme di giurisdizione: 1.). il giudice amministrativo può solo annullare l’atto illegittimo.a. conosce delle lesioni dell’interesse legittimo attraverso un sindacato di legittimità sull’atto amministrativo. Poteri cautelari. Con la legge 205/2000 anche per la misura cautelare c’è stata un’estensione. Riguardo ai poteri cautelari: la tutela cautelare serve ad anticipare in via provvisoria gli effetti che potrebbe produrre la decisione nel merito.a. la violazione del principio di proporzionalità. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo 3. Giurisdizione di merito. ma non riformarlo o sostituirlo (come invece accade nella giurisdizione di merito). Cosa si intende per giurisdizione? Questo termine viene utilizzato con due diversi significati: - sotto un primo profilo per giurisdizione si intende l’ambito delle competenze o meglio l’ambito delle controversie affidate al giudice ordinario e al giudice amministrativo (che in primo grado è il T. cioè io posso chiedere al g. Giurisdizione generale di legittimità 2.a. Giurisdizione generale di legittimità Forma di giurisdizione amministrativa in cui il g. In concreto vuol dire che al g. Sotto un diverso profilo. a viene portato un provvedimento amministrativo e gli si chiede di valutarne la legittimità. 3. il travisamento del fatto. la violazione di circolari. Poteri decisori del g. qualunque misura sia idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso. 205/2000 ha introdotto tra i poteri istruttori del g. fino al 2000 i poteri istruttori di cui godeva il g. Non può inoltre pronunciare sentenze dichiarative o di condanna (come invece accade nella giurisdizione esclusiva). la l. quindi se dalla sentenza finale voglio ottenere l’annullamento. In seguito la L. Oggi non si è più di fronte a una misura cautelare tipica( unica e sola) ma si è di fronte a un principio di atipicità delle misure cautelari.. -Limitata quanto al potere di decisione: anche se in contrasto con la normativa comunitaria. incompetenza e violazione di legge. Fino al 2000 questo era l’unico potere decisorio a disposizione del giudice: infatti.

Con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo E’ quella forme di giurisdizione amministrativa (speciale) in cui al giudice amministrativo viene chiesto di conoscere in via principale non solo delle lesioni dell’interesse legittimo. ma anche delle lesioni del diritto soggettivo quindi conosce qualunque lesione riguardante determinate materie. 72 . anziché annullare il provvedimento amministrativo decide di modificarlo. con la legge 205. dispone di una misura cautelare atipica. base propria della giurisdizione generale di legittimità.Si ricorda che il giudice amministrativo giudica in sede di giurisdizione generale di legittimità quando si lamenta la lesione di un interesse legittimo. il giudice amministrativo dispone di questo potere perché questo è un potere che il g.. ad esclusione dell’interrogatorio formale e del giuramento. sia istruttori che decisori (ampliamento della cognizione) -Istruttori: Tutti i poteri del giudice civile. come la materia dei pubblici servizi oppure la materia dell’urbanistica e dell’edilizia. Inoltre. Nell’ambito dei poteri istruttori il giudice amministrativo dispone di tutti i poteri istruttori previsti dal c. a favore della giurisdizione di legittimità (forse per il principio “psicologico” della separazione dei poteri?) È quella forma in cui il giudice amministrativo va a sindacare il merito dell’azione amministrativa se vi sia espressa previsione normativa. si pone al posto della p. di giurisdizione di merito.c.a. ma si aggiunge alla giurisdizione di legittimità (il giudice amministrativo pronuncia anche sul merito) Al giudice sono demandati maggiori poteri. Riguardo ai poteri decisori. Ad eccezione del giudizio di ottemperanza.p.a.a. in sede di giurisdizione di merito. gode dei più ampi poteri decisori: il g. alcune funzioni a questo appartenenti erano state “salvate” e affidate alla giurisdizione propria del Consiglio di Stato (qui vera e propria giurisdizione di merito). Il giudice amministrativo. 3. sia che si tratti di una giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti di una giurisdizione esclusiva sia che si tratti. è in grado di sostituirsi alla p.a. a differenza della giurisdizione ritenuta del Sovrano dove il Consiglio di Stato partecipava solo come organo consultivo (giurisdizione solo di legittimità). in tutti gli ambiti. a partire dal 2000 legislativamente.a. il g. Caratteri  -Eccezionale: Ammessa in deroga al principio del solo sindacato di legittimità -Tassativa: Attuabile solo nei casi previsti dalla legge -Aggiuntiva: Non esclude. e decide per es. dispone in tutti gli ambiti del potere di condannare la PA al risarcimento del danno. il g. ha sempre. sia che so tratti di giurisdizione generale di legittimità sia che si tratti si giurisdizione esclusiva. Il caso tipico di giurisdizione di merito è il cosiddetto giudizio di ottemperanza. La giurisdizione di merito Storicamente si tratta della prima forma di giustizia amministrativa. Riguardo ai poteri cautelari.a. vedremo. di conseguenza si estenderà anche al massimo la sfera del potere istruttorio. oggi la giurisdizione di merito è quasi dimenticata. purché compatibili con il tipo di giudizio -Decisori: Il giudice può: -annullare l’atto per motivi di legittimità -riformarlo in tutto o in parte -sostituirlo con un atto da esso stesso formulato -condannare la PA soccombente al pagamento delle spese di giudizio. in sede di giurisdizione esclusiva.

i ricorsi contro gli atti delle autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità. Rimangono le sole controversie relative ad alcune categorie di pubblici dipendenti: magistrati ordinari. Del nucleo originario delle attribuzioni della giurisdizione esclusiva rimane ben poco. amministrativi e contabili. effetto conformativo ( quando il g. effetto ripristinatorio (la sentenza con effetti ex tunc porta al ripristino della situazione quo antea). con un elevato dispendio di energie. Con la sentenza 204/2004 e 191/2006. i ricorsi contro gli atti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni e le controversie aventi ad oggetto atti del comitato olimpico nazionale italiano o delle federazioni sportive. se è interesse legittimo g. annulla un provvedimento amministrativo.a. si finisce con il privare i diritti soggettivi della tutela della cognizione piena. cioè dopo che sia stata pronunciata la sentenza. E si rischierebbe quindi che il privato si rivolga al giudice amministrativo e al giudice ordinario insieme per ottenere una tutela completa. come quelle per le controversie relative alle concessioni di beni e servizi. Ci si rivolge al giudice amministrativo con la giurisdizione esclusiva in modo da avere un giudice tecnicamente preparato.Gli attuali confini della giurisdizione esclusiva 1. non può adottare un provvedimento identico). i ricorsi contro le sanzioni dell'autorità della vigilanza sui lavori pubblici. Quando una sentenza amministrativa di annullamento viene pronunciata a questa sentenza si ricollegano 3 effetti: mondo giuridico). in funzione di giudice del lavoro. effetto cassatorio ( la sentenza di annullamento elimina il provvedimento amministrativo dal 72 . l’amministrazione. nella successiva riedizione del provvedimento. (Segue): le materie devolute alla giurisdizione esclusiva L'ambito della giurisdizione esclusiva si è determinato per successive stratificazioni legislative: il nocciolo originario vedeva la coincidenza della giurisdizione di merito con quella esclusiva. Accanto a tali materie espressamente indicate dal legislatore si aggiungono poi altre come i ricorsi contro il rilascio o il diniego di autorizzazioni per il commercio. la Corte Costituzionale si è pronunciata sul tema del criterio di riparto della giurisdizione e ha detto: “ il criterio di riparto è quello fondato sulla causa petendi cioè su quella che è la situazione giuridica soggettiva di cui si lamenta la lesione ( se è diritto soggettivo g. La Corte Cost ha tentato di risolvere il problema ampliando i poteri cautelari e probatori. con l'unica eccezione dei ricorsi relativi alla rapporto di pubblico impiego. 2. ripristina la situazione quo ante. propria della giurisdizione di merito. 2. dovrà necessariamente conformarsi al giudicato. essendo nel giudizio amministrativo preferita la giurisdizione di legittimità.o. Non si tratta nemmeno di un tertium genus rispetto al giudice amministrativo o al giudice ordinario. le controversie in materia di contratti di beni e servizi stipulati dalle amministrazioni pubbliche. 3.Vediamo cos’è il giudizio di ottemperanza: questo giudizio interviene dopo un giudicato amministrativo. relativa ai servizi pubblici o relativi all'applicazione di una clausola contrattuale. Qui il giudice infatti pronuncia ora come giudice di merito. è necessario che in quella materia che si attribuisce alla giurisdizione esclusiva sussiste il cosiddetto intreccio tra diritto soggettivo ed interesse legittimo. 4. in base alle quali le controversie sono state restituite alla giurisdizione del giudice ordinario. Ma.. delle controversie relative all'autorizzazione alla vendita dei beni delle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria.)”. ma in ogni caso la disparità di trattamento permane. ora come giudice di legittimità. Ma poi vi sarebbe il rischio di ottenere pronunce discordanti. Inoltre ha detto che perché si possa parlare di un’ipotesi di giurisdizione esclusiva si devono considerare due subcriteri: 1. personale diplomatico e docenti universitari. L’istituzione della giurisdizione esclusiva è da ricercare in quelle situazioni in cui i diritti soggettivi e gli interessi legittimi sono così legato tra loro da non riuscire a distinguerli. 5. La giurisdizione esclusiva (nel suo assetto tradizionale) Non si tratta di una terza specie di giurisdizione rispetto a quella di legittimità e di merito.a. avvocati e procuratori dello Stato. è necessario che in quegli atti l’amministrazione eserciti potere. Notevole importanza rivestono i ricorsi contro provvedimenti emanati dall'autorità garante della con urgenza e del mercato. quindi lo elimina. Tuttavia anche tale materia di giurisdizione esclusiva è venuta a perdere gran parte della sua importanza in seguito alla privatizzazione dei rapporti di lavoro con le pubbliche amministrazioni. 6. ma a quel corpo si sono aggiunte numerose materie e rapporti.

Secondo la prospettiva della giurisdizione piena il giudice della giurisdizione piena non può non conoscere in via principale dell'atto dei pubblici poteri da cui origina la lesione: anche nell'esaminare un provvedimento amministrativo dovrà essere il giudice della rapporto che dovrà valutare la legittimità dell'atto non in astratto ma con specifico riferimento alla pretesa sostanziale fatta valere in giudizio dalla ricorrente e alla sua fondatezza. Anche il Consiglio di Stato riconosce la sussistenza di un nesso di strumentalità necessaria all'ampliamento dei mezzi di prova nella pienezza della cognizione del fatto. I criteri generali di distribuzione della competenza Cos’è la competenza? È la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. soprattutto tra le posizioni assunte dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato e della cassazione. È attribuita in base a grado e territorio. I poteri di piena giurisdizione del giudice esclusivo. nonché dalla consulenza tecnica. CAPITOLO 5 LA COMPETENZA 1. delle situazioni giuridiche soggettive di cui il ricorrente assume la lesione. Tali difficoltà sono state recentemente esaminate dalla corte costituzionale che ha ridisegnato e ridotto l'ambito della giurisdizione esclusiva. e questo ampliamento della cognizione del giudice è strumentale alla funzione propria del giudizio di giurisdizione piena la cui funzione è quella di assicurare la reintegrazione. La competenza territoriale La lite deve essere proposta davanti al TAR nella cui circoscrizione ha sede l’autorità che ha emanato l’atto impugnato. consentendo al giudice di disporre una condanna alla reintegrazione anche in forma specifica e quindi una condanna l'amministrazione ad un dare. in quanto nozioni come pubblico impiego e uso del territorio hanno dato luogo a numerosi conflitti di giurisdizione. Le stesse difficoltà sono nate relativamente alla materia urbanistica ed edilizia. dove il Consiglio di Stato è giudice di unico grado. 7. 8. e il Consiglio di Stato di secondo. Tale soluzione è stata accolta indottrina con molte critiche. 72 . La competenza per grado Prima vi era un unico grado. Tale tratto differenziale si fonda più su limiti derivanti da un'interpretazione letterale delle norme che non su una corretta interpretazione della ratio che ha ispirato il legislatore: per questo si ritiene che tale tratto differenziale verrà primo puoi fatto cadere. Si sono inoltre superati i limiti posti ai poteri di decisione del giudice amministrativo.La legge n. L’unica eccezione è data dal giudizio di ottemperanza. anche in forma specifica. 205/2000 e le prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni nell'unico modello processuale della giurisdizione piena Le trasformazioni apportate da tale legge alla tradizionale giurisdizione generale di legittimità lasciano intravedere prospettive di unificazione delle diverse giurisdizioni. Il giudice così fornito di strumenti idonei ad assicurare un effettivo sindacato sul fatto. precisando che la particolarità delle materie devolute a tale giurisdizione implica che tali materie devono partecipare della stessa natura e quelle devolute alla giurisdizione generale di legittimità. in quanto comprensiva del potere di disporre il risarcimento del danno ingiusto. ma si estende la decisione alla reintegrazione delle conseguenze dannose dell'atto. facere e praestare specifico: non ci si limita più all'eliminazione dell'atto illegittimo. Grazie al consistente ampliamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo sono stati ammessi tutti i mezzi di prova previsti dal codice di procedura civile. soprattutto a causa dell'intervento manipolativo della corte. il Consiglio di Stato. Per cercare di calmare contrasti il legislatore ha precisato che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie relative procedure di affidamento dei lavori servizi e forniture indipendentemente dalla materia dei servizi pubblici. quando la legge non disponga altrimenti. 3. 2. Dal 1971 i gradi sono 2: il TAR di primo grado.è stato da sempre un vivace dibattito sulla portata concreta degli ambiti propri della giurisdizione esclusiva. In possibilità di configurare un'azione di annullamento autonoma distinta dalla tutela risarcitoria offerta dalla ricorso di piena giurisdizione costituisce il principale e persistente tratto di discriminazione più netta tra la tutela offerta in sede di giurisdizione esclusiva e quella che invece azionabile davanti alla giurisdizione generale. esclusi l'interrogatorio formale ed il giuramento.

perché in diritto amministrativo si ritiene non contemplabile come ipotesi (gli atti amministrativi sono di solito troppo diversi tra loro) 6.queste sono: . vi è analogia con l’art. In caso di litispendenza. secondo l'avversione originaria la presentazione dell'istanza di regolamento produceva l'immediata sospensione del processo.39 primo comma c. alla data di emanazione dell’atto. mai rilevabile d’ufficio ma solo dalle parti tramite eccezione o regolamento di competenza al Consiglio di Stato 7. ossia funzionale. stessa causa petendi ma diverso petitum).La competenza dichiarata dal Consiglio di Stato nella decisione sul regolamento di competenza . se ne riscontra la fondatezza la causa dovrà essere riassunta cura del ricorrente davanti a Starr è riconosciuto competente entro 30 giorni dalla notifica della decisione. In caso di rigetto invece il Consiglio di Stato condannerà l'istante alle spese mentre il processo proseguirà davanti al Tar adito. Connessione. in tutte le ipotesi previste dalla legge.la competenza in materia di operazioni elettorali (ma è ipotesi dubbia) . Ipotesi di competenza inderogabile e. la competenza del TAR del Lazio al carattere normalmente relativo derogabile della competenza territoriale fanno eccezione alcune ipotesi di competenza inderogabile. 8. 5. Se non vi è accorto traslativo. Quindi il criterio aggiuntivo (e prevalente) è quello dell’efficacia territoriale dell’atto impugnato (effetti immediati ed indiretti).Si è voluto evitare l’indiscriminato ricorso ai criteri del c. Competenza derogabile e competenza funzionale La competenza territoriale è derogabile. La sentenza del Consiglio di Stato può accogliere l'istanza o rigettarla. non si può applicare la normativa del c. L'istanza può essere presentata dal resistente e da qualsiasi interveniente entro 20 giorni dalla scadenza del termine per la costituzione in causa. PARTE 3 CARATTERI GENERALI DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO CAPITOLO 1 IL MODELLO PROCESSUALE 72 .c.p. All'istanza va notificata a tutte le parti in causa che non vi abbiano aderito. In questo caso la competenza è del giudice dell’atto presupposto.quella derivante dal regime transitorio della legge istitutiva dei Tar inerente al reparto di competenza tra Consiglio di Stato e Tar .c. quello cioè in cui l’impugnazione investa l’atto presupposto e l’atto applicativo.La competenza del Tar della Sicilia e del Trga del Trentino Alto Adige . non vi è alcuna legge che disciplini tale ipotesi.c. Necessario che vi siano gli stessi soggetti. con nell'indicazione del giudice territorialmente ritenuto competente. litispendenza e continenza di cause Nel caso di connessione tra più cause. Ciascun TAR è competente a conoscere dei ricorsi contro atti relativi a pubblici dipendenti in servizio. Il regolamento di competenza istanza di regolamento di competenza va presentata al Tar davanti al quale pende la causa principale. mentre ad oggi negli atti del processo devono essere immediatamente trasmessi al Consiglio di Stato che provvede in camera di consiglio sentiti i difensori.p. La giurisprudenza ha accolto un unico caso. presso uffici aventi sede nella circoscrizione di quel TAR.p.La competenza del Tar del Lazio. lo stesso petitum e la stessa causa petendi. Se tutte le parti in causa concordano sulla remissione delle ricorso ad altro Tar. perché altrimenti i ricorsi contro lo Stato o gli enti pubblici nazionali si sarebbero tutti concentrati davanti al TAR del Lazio.. Se vi è continenza (stessi soggetti. Criteri derogatori: il foro speciale del pubblico impiego Fa eccezione il foro speciale del pubblico impiego. il presidente del Tar da qui competenze stata contestata trasmette d'ufficio degli atti a tale Tar. in particolare. 4.

che il giudice debba compiere. ad es.Il modello processuale è caratterizzato dai seguenti principi o regole fondamentali: o Principio della domanda: si tratta di un principio assolutamente generale. tale principio sostiene che: non solo il giudice non può attivarsi ad aprire il processo senza una domanda di parte. o Principio dell’impulso di parte: il processo inizia e persegue soltanto se la parte (una delle parti) adotti appositi atti di impulso. così come un atto di richiesta per ogni operazione istruttoria. Posizione e poteri del giudice 72 .il processo amministrativo segue il secondo tipo. carattere (o metodo) acquisitivo del p. amm. difetto sopravvenuto di interesse) o per atti (rinuncia) e inerzia (perenzione) di parte. Solo per l’istruzione probatoria sussiste un potere del giudice non condizionato dalla richiesta di parte. ossia senza che la controversia sia decisa. la rinuncia non ha bisogno di essere accettata dalle controparti.111 Cost. lasciando al giudice. che. il metodo acquisitivo). il processo in cui le parti. ed eventualmente di farlo terminare senza che il giudizio sia reso. come è ovvio. che riguarda cioè qualsiasi modello processuale. Si possono ricostruire diversi modelli di processo. 4. nel senso che deve pronunciarsi su tutte e solamente sulle domande di parte. Il modello processuale che si confà alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive è il processo di parti. il giudice è vincolato alla domanda di parte. può terminare per ragioni obiettive (cessazione della materia del contendere. occorre un atto di fissazione per ogni udienza. di farlo proseguire. A prescindere dalla domanda iniziale (ricorso). hanno il potere di darvi inizio. Nozioni preliminari Con il termine processo si indica l'iter sequenziale nel quale si svolge l'operazione logica del giudizio. che garantisce equità ed efficienza alla tutela giurisdizionale. Profili funzionali ogni processo serve a rendere giustizia. perfino in grado di appello e dopo aver ottenuto una sentenza di primo grado favorevole. e non il giudice. la decisione della controversia. è caratterizzato da una peculiare distribuzione dei poteri tra giudice e parti. La parte attrice (ricorrente) può rinunciare al ricorso in ogni fase e grado del processo. ed è ciò determina il c. in quanto è finalizzato alla tutela delle situazioni giuridiche soggettive che il cittadino vanta nei confronti della PA. come processo di parti. A differenza di quanto avviene nel processo civile. poiché è finalizzato a tutelare le situazioni soggettive che il cittadino vanta nei confronti della pubblica amministrazione. come il processo civile). Profili funzionali - il processo amministrativo risponde all’archetipo del processo di diritto soggettivo. ma per arrivare a questo si possono seguire due strade: costruire il processo come semplice applicazione della legge (processo di diritto oggettivo. in cui queste. ma egli è tenuto a dimensionare il giudizio esattamente sulla domanda (o domande) di parte.Sezione prima: Profili funzionali 1. 3. e dinanzi alle sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato in grado di appello. Qui interessa solo il processo amministrativo. e la direzione del processo.Il processo amministrativo. con il termine giudizio si indica l'operazione logica consistente nella soluzione della controversia. è un processo di parti. attribuisce alle parti l’intera (o quasi) iniziativa processuale. 2. .d. il nostro è tratteggiato dall'art. come il processo penale) o dare tutela alle situazioni giuridiche soggettive coinvolte (processo di diritto soggettivo. e non il giudice. che si svolge dinanzi al Tar in primo grado. hanno il potere di dare inizio. farlo proseguire ed eventualmente terminare senza che la controversia sia decisa: hanno dunque la piena disponibilità del processo essendo questo un processo dispositivo (anche se con qualche eccezione. o Principio della disponibilità del processo: il processo amministrativo non termina necessariamente con la formulazione del giudizio e l’emanazione della sentenza. è sufficiente che venga loro notificata. Posizione e poteri delle parti . Il processo può avere struttura e funzioni diverse ma è sempre una sequenza di atti disciplinati in modo più o meno rigoroso nelle forme nei termini.

ha il potere di valutare liberamente. Non si può non dire dunque che l'atto sia l'oggetto del processo. oltre alla formulazione del giudizio. di oggetto della cognizione del giudice e di oggetto della decisione. sulle parti grava l’onere di allegare i fatti e di fornire un principio di prova. Il giudice in ogni caso non può andare a vantaggio di una sola parte (sarebbe violata l’imparzialità del giudice). Essendo giudizio di impugnazione. che attiene all’allegazione e alla prova dei fatti. il processo amministrativo o di solito essere instaurato solo dopo che un provvedimento sia stato adottato: quest'ultimo riveste dunque il ruolo il presupposto processuale. . la sospensione e l’interruzione. Il giudice amministrativo : o o ha il potere di acquisire le prove. i decreti di presa d’atto della rinuncia. sotto il profilo dei poteri del giudice. ponendole a carico della parte che ne abbia la disponibilità (in genere l’amministrazione). la quale comporta due regole: 1. della estinzione del processo e della maturazione del processo.d. regola istruttoria. ma nei casi dubbi deve applicare la regola di cui all’art.Adotta. è il c. L’oggetto del processo in generale Il processo nasce come giudizio di impugnazione di atti amministrativi. non solo di valutare. i decreti di fissazione delle udienze. ma poi non si spiegherebbe il contenuto conformativo della sentenza. ossia la regola di giudizio dell’onere della prova.Il giudice ha il compito di formulare il giudizio. anche d’ufficio. anche se la stessa nozione di oggetto del processo è assai controversa. Oggetto del processo è l'operazione logica del giudizio. secondo il suo prudente apprezzamento. su cui il giudice deve pronunciarsi. L’oggetto del processo amministrativo Oggetto è l’atto (perché presupposto dello stesso processo) o la questione che concerne la sua legittimità? La dottrina propende più per la prima soluzione. le ordinanze anticipatorie. Il dato che caratterizza il processo amministrativo. questioni preliminari di merito e questione principale di merito. l’integrazione del contraddittorio.Al giudice spetta.Adotta le ordinanze cautelari e. 2697 c. . e di dirigere il processo (su istanza di parte). Dato il potere del giudice di acquisire d’ufficio le prove. 2. La materia del contendere può assumere dimensioni assai vaste dovendo articolarsi in questioni pregiudiziali di rito. le ordinanze istruttorie e di integrazione del contraddittorio. bensì ciò si giustifica solo quando la prova non è nella disponibilità della parte. Può condurre anche d’ufficio l’istruzione. che presuppone che l'amministrazione abbia posto in essere altro comportamenti e colui che si rivolge al giudice ritiene lesivi delle sue situazioni giuridiche soggettive.Adotta. su istanza di parte.. 2. in caso di controversie concernenti diritti soggettivi patrimoniali. della cessazione della materia del contendere. i decreti di presa d’atto di rinuncia. Tale situazione sostanziale la questione dedotta in giudizio. o Sezione seconda: Profili oggettivi e strutturali 1. la direzione del processo: . ma anche di acquisire le prove. metodo (o principio) acquisitivo: al giudice viene riconosciuto il potere .Pronuncia eventualmente la sospensione e la interruzione del processo. oggetto della controversia e uno più questioni di diritto sostanziale. . . che traccia la via che la PA deve seguire per adottare gli altri provvedimenti necessari a colmare la 72 . la prove acquisite al giudizio. 1. prescindendo dalla iniziativa di parte. Risponde ad un tipo di tutela reattiva. Principi  -Di collegialità: Non vi è la figura del giudice istruttore (anche se tale principio di sta ammorbidendo) -Acquisitivo: Il giudice anche d’ufficio può acquisire e valutare le prove (è stato modificato il principio dell’onere della prova: le parti devono solo allegare i fatti e fornire un principio di prova  onere del principio di prova). l’estinzione. oggetto del giudizio è là controversia. che attiene al modo di elaborare il giudizio nel caso che i fatti siano allegati rimasti incerti (non pienamente provati).. regola decisoria.c.

vi può far ricorso il giudice se vi è illegittimità dell’atto impugnato o la sussistenza di pregiudizio grave e irreparabile. ritenendo il legislatore di elaborare diversi modelli processuali. in condizioni di parità. al quale venne aggiunta l’espressione “giusto processo”. concepito originariamente come processo di impugnazione di atti e di verifica del modo di esercizio del potere. indipendenza. non ha mai perso tale carattere. ma ben lontano ancora da maturazione. davanti ad un giudice terzo ed imparziale. Infatti il processo di impugnazione non può assicurare nessuna tutela quando non esista alcun atto. attribuiti al processo in quanto tale. accesso). come ad esempio nel caso del silenzio. La legge ne assicura la ragionevole durata”. previsti necessariamente in alcuni casi c) Rito accelerato: Nei casi in cui si applica il rito abbreviato. l’oralità e la pubblicità. Il giusto processo 1999: modifica dell’art. ma su comportamenti (es. CAPITOLO 2 I PRINCIPI DEL GIUSTO PROCESSO Sezione prima: I principi strutturali o di equità 1. perché la disciplina è contenuta in un regolamento) 2 comma: “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti. tuttavia nel tempo si è adattato alle esigenze di effettiva tutela delle situazioni giuridiche soggettive.lacuna giurisdizionale. silenzio. se la materia del contendere è di facile soluzione b) Rito abbreviato: Riduzione della metà di tutti i termini tranne che per la proposizione della domanda e dell’appello. Non ha però avuto modifiche profonde sostanziali. 4. Con l'avvento della giurisdizione esclusiva il processo di impugnazione è risultato troppo stretto per assicurare da solo piena tutela dei diritti soggettivi. Profili strutturali Caratteri principali sono la concentrazione. 3. riguardanti il processo come strumento efficiente di tutela giurisdizionale. Si passa dalla fase introduttiva alla decisione. Comunque in tutti i casi vi è cognizione piena. in funzione della tutela dell’interesse dei privati. quello per l’accesso e il processo elettorale. Principi strutturali. Oltre al rito ordinario: a) Rito immediato: Il giudizio è definito nel merito in sede di decisione della domanda cautelare. e sono: • • • 72 . 1 comma: “la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge” È sancita la riserva assoluta di legge: la disciplina processuale deve essere stabilita da leggi statali e si deve modellare secondo i principi del giusto processo (tuttavia nel diritto amministrativo tale riserva di legge non è del tutto rispettata. rendendo espliciti i principi già attuati nella pratica.. e si tratta di riti ordinari. Solo dal 2000 si può ritenere che sia iniziata una diversa fase evolutiva.111 Cost. terzietà ed imparzialità del giudice Principio del contraddittorio paritario Principio della necessaria motivazione di tutti i provvedimenti giurisdizionali Principi funzionali. e sono: Principio di precostituzione. Manca la fase istruttoria. Oggetto è quindi il rapporto amministrativo. in una sola udienza di discussione orale. Spunti di riflessione Il processo amministrativo. ossia la legittimità degli atti che costituiscono l’esercizio del potere amministrativo. Oggetto sono questioni attinenti la tutela quando si tratta non più di processo su atti. Questo si spiega solo se l’oggetto si espande fino a comprendere le questioni attenenti la tutela delle situazioni giuridiche soggettive. Riti speciali infatti sono: quello avverso il silenzio.

da processo ordinario processo di rievocazione e tra processo ordinario e opposizione di terzo. deve essere posto al riparo da influenze estranee. possono essere accolte anche per quello amministrativo. che si fonda sulla distinzione tra chi propone e illustra alla controversia e chi la decide. ed imparziale nella decisione della controversia. per i secondi è necessario che se la legge ha disciplinato in modo per quanto possibile incisivo. ossia equidistante. Principio di tempestività della tutela. mentre per i primi è opportuno lasciare al giudice ampia discrezionalità. in presenza di un'istanza di ricusazione è qui il giudizio principale non viene sospeso. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti. volta a volta. Al principio di terzietà può essere rapportato anche il principe della domanda. nel quale le regole sulla giurisdizione e sulla competenza consentono di evitare che il giudice possa essere scelto. - Il principio del giudice naturale. La forza della prevenzione In relazione al principio di imparzialità è stato più volte affrontato il problema della forza della prevenzione: un giudice persona fisica che si sia occupato una volta di una controversia non può occuparsene una seconda volta. 4. per evitare che si stabiliscano rapporti di consonanza (o dissonanza) tra il giudice e le parti. adottate nel processo civile. Il principio di terzietà rispetto alle parti può.i principi di terzietà ed imparzialità riguardano il giudice come persona: gli si richiede di essere terzo. Principio di tendenziale massima accessibilità alla tutela nel merito. I principi riguardanti il giudice -Principio del giudice naturale -Principio di indipendenza -Imparzialità (principio della domanda) -Terzietà (ricusazione ed astensione) -Il giudice ha inoltre il dovere di motivare tutti i provvedimenti giurisdizionali. A differenza del giudizio civile. La soluzione dell'astensione e della ricusazione. Sussiste forza di prevenzione invece tra primo secondo grado. rivolgersi spesso alle amministrazioni pubbliche. e forse deve. Dovendo i magistrati amministrativi. L'imparzialità rappresenta infatti un connotato intrinseco dell'attività del giudice e dove dovesse mancare. e il giudice ricusato può partecipare al collegio che decide sulla sua ricusazione (disciplina non conforme al principio di imparzialità. 3. La forza della prevenzione può avere peso effettivo quando lo stesso magistrato si deve pronunciare esattamente il suo stesso oggetto. come ogni altro cittadino. ma ormai tale prassi è superata. rispetto alle parti. che dovrebbe essere presto modificata). è stato proposto un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. influire sui poteri attribuiti al giudice. regola a lungo inosservato dal giudice amministrativo per quanto riguarda le ordinanze cautelari. è auspicabile che venga stabilito un limite di durata della permanenza dei magistrati amministrativi nella stessa sede e con le stesse funzioni. in altro grado o fase del suo stesso processo. Tali principi sono della corte costituzionale elemento essenziale della stessa natura della giurisdizione. Inoltre. ossia equidistante rispetto agli interessi coinvolti nel giudizio. e ciò non si verifica netta processo cautelare processo di merito. da una delle parti. - I principi di terzietà ed imparzialità riguardano direttamente il giudice come persona: a lui l’ordinamento richiede di essere terzo. I principi di imparzialità è infatti canone essenziale del giusto processo riferibile al giudice: l'indipendenza da terzietà sono suoi corollari. Principio di pienezza della tutela. Il giudice deve anche motivare tutti provvedimenti giurisdizionali. soprattutto da influenze (sia formali che informali) di altri poteri pubblici. Anche le sentenze in forma semplificata devono contenere 72 . netta processo ordinario e processo di ottemperanza. Distinguendo tra poteri di direzione del processo e poteri di giudizio.Sui principi di terzietà ed imparzialità. le regole le garanzie processuali si svuoterebbero di significato. ed imparziale nella decisione della controversia. È necessario poi distinguere tra poteri di direzione del processo poteri di giudizio: mentre è meglio lasciare larga discrezionalità al giudice circa i primi. 2. inteso come organo giudicante. né tra processi ingiuntivo e processo di merito su opposizione al decreto. per i secondi è più opportuno che sia la legge a disciplinarli in modo per quanto possibile incisivo. Il principio di indipendenza. ossia equidistante rispetto alle parti. in cui il giudice.• • • • Principio della generalità della tutela giurisdizionale e della inviolabilità del diritto di difesa.

5. Rispettando tale termine. ossia deve riguardare ogni fase del processo. sia istruttoria.Nella concreta disciplina processuale la parità della posizioni e il razionale svolgimento del dibattito tra le parti vengono assicurati dalla sequenza del ricorso. sia nella formazione del convincimento del giudice. Metodo acquisitivo: in relazione al principio della parità effettiva tra le parti nel caso in cui le prove si trovino nella disponibilità della sola parte pubblica. decorrenti dal termine per il deposito del ricorso. così che l’integrazione del contraddittorio deve essere disposta dal giudice tempestivamente. prima della decisione sulla istanza cautelare. memorie scritte. . Peraltro. viceversa. Sotto questo profilo il contraddittorio deve essere integro lungo l’intera durata del processo: deve consentire che la dialettica tra le parti sia organizzata razionalmente e che il dialogo con il giudice sia continuo. ossia deve estendersi a tutti i soggetti interessati alla controversia. per costituirsi in giudizio. secondo la disciplina in vigore. discussione orale. anche. in particolare nella formazione delle prove. Completezza e continuità del contraddittorio - Il contraddittorio. a pena dell’inammissibilità. Principi riguardanti le parti Per quanto riguarda il principio del contraddittorio e della parità delle armi. ciò comporta che alcune parti necessarie del giudizio non partecipino a tutte le fasi del processo. il contraddittorio deve essere integro anche nella (ordinaria) fase cautelare. proseguito e concluso senza che ne siano avvertite le controparti. sia di merito. 2. L’una che prevede che la decisione sull’istanza cautelare venga assunta nella camera di consiglio immediatamente successiva ai 10 giorni decorrenti dalla notifica del ricorso. tra la PA e i privati vi è notevole squilibrio di base. In linea generale si può affermare che nessuna decisione del giudice.Il principio del contraddittorio. ciò detto è in contrasto con il principio del contraddittorio. di conseguenza. 7. deve rispondere ai requisiti della: o Completezza. se si tiene conto di ciò si svalutano le ragioni d’urgenza. per la compresenza di due disposizioni: 1. quindi la parte pubblica deve avere posizione e poteri del tutto equivalenti a quelli delle parti private.la motivazione che può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto di diritto ritenuto risolutivo o ad un precedente conforme. Di regola. in cui ciascuna parte deve disporre di strumenti equivalenti per determinare il convincimento del giudice e. se necessario. Nella fase cautelare si può giustificare che la decisione venga assunta anche in assenza di contraddittorio nei soli casi di “estrema gravità ed urgenza”. che non può riflettersi sul processo. L’altra che assegna alle parti resistenti e contro interessate il termine di 20 giorni. soltanto ad uno dei contro interessati. . Sotto questo profilo il processo amministrativo mostra qualche smagliatura: il ricorso deve essere notificato. si lede il principio del contraddittorio. . per essere tale. possa essere adottata senza che le parti abbiano avuto modo di pronunciarsi preventivamente sulla questione da decidere. controricorso. questa esigenza può apparire non rispettata.È opinione universalmente condivisa che il confronto dialettico tra le parti costituisca il metodo migliore per giungere ad una decisione “giusta” 6. o Continuità. Il contraddittorio nell’istruzione e nella decisione 72 . . il contenuto della decisione.Nel diritto sostanziale amministrativo i soggetti non hanno posizioni paritarie: i soggetti pubblici sono di norma titolari di poteri e i soggetti privati di interessi legittimi. Più grave è la prassi di consentire che il processo di ottemperanza sia instaurato. - Il contraddittorio deve sussistere sia nella fase istruttoria.

prevedendo anche riti semplificati abbreviati accelerati per soddisfare tutte le esigenze di rapida soluzione. senza limitazioni: la stessa costituzione prescrive che la tutela non può essere escluso limitata a particolari mezzi di impugnazione. aveva sancito che il diritto di azione implica una ragionevole durata del processo affinché la tutela giurisdizionale assicuri l'efficace protezione dei diritti e della realizzazione della giustizia. Si giudice ritiene di scegliere la terza via deve sottoporla preventivamente al contraddittorio. prima della modifica dell'articolo 111.Sul piano istruttorio. i mezzi per agire di difendersi davanti ad ogni giurisdizione (anche se finora si sono rilevati completamente inadeguati alle esigenze). Il pieno rispetto del contraddittorio può certo appesantire il processo ma è l'unico modo per giungere ad una più convincente decisione.terza via) e sulle quali si è svolto il confronto dialettico.La stessa corte costituzionale. è necessario che l'ordinanza di acquisizione sia preceduta dal dibattito sulla rilevanza delle prove d'acquisire. Per porre freno alle ricorrenti condanne della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi. 2. con appositi istituti. comportando il processo dei costi economici. della complessità della controversia e del comportamento delle parti nonché degli organi pubblici. C'è da concludere che la disciplina del processo amministrativo deve essere quindi profondamente rivista. Sulla ragionevole durata del processo Ovviamente la tutela giurisdizionale per essere effettiva deve essere tempestiva: già Bentham scriveva justice dalayed is justice denied. ridisegnando in senso riduttivo anche le innumerevoli cause di inammissibilità. 3. Ciò che manca è però un adeguato numero di magistrati e di personale di segreteria. Oltre al diritto di azione. dato che il giudice amministrativo a grazie al metodo acquisitivo il potere di acquisire le prove. PARTE 4 STATICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 LA TIPOLOGIA DELLE AZIONI PROPONIBILI 72 . dall'articolo 113 s il quale contro di atti della medesima è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti degli interessi legittimi davanti agli organi di giurisdizione ordinario amministrativa. Il quadro ancora più insoddisfacente se si pensa al sistema probatorio. la costituzione assicura ai non abbienti. piena e tempestiva. in Italia è stata emanata una legge del 2001 che aprisse una speciale processo di competenza della corte d'appello per coloro che abbiano subito un danno. La generalità è sancita dall'articolo 24 della costituzione e. Sulla generalità della tutela Scopo del processo è sicuramente fornire tutela giusta alle situazioni giuridiche soggettive: questa per essere giusta deve essere generale. per adeguarla a modello costituzionale. tale rilevabilità d'ufficio non significa che tale questione possa essere decisa d'ufficio senza essere sottoposta contraddittorio delle parti. per l'eccessiva durata del processo. secondo parametri ormai consolidati che tengono conto della peculiarità dei procedimenti. La CEDU configura come vere proprio diritto alla controversia sia decisa in tempo ragionevole. il che comporta che non si debba provare in giudizio solo la durata irragionevole del processo ma anche l'esistenza di un danno e il nesso di causalità tra la durata del processo e il danno subito. Sezione seconda: Principi funzionali o di efficienza 1. La nuova legge trasforma quello che secondo la convenzione è un diritto all'indennizzo in un diritto al risarcimento del danno. Sulla pienezza della tutela Il processo deve assicurare ogni possibile forma di tutela. Per la stessa ragione il giudice non può decidere la controversia assumendo una soluzione diversa da quelle prospettate dalle parti (cd. Tuttavia la disciplina del processo amministrativo non consente tutte le forme di tutela possibili: tale situazione in chiaro contrasto con i principi del giusto processo si spiega solo con nell'inerzia delle legislatore. i ricevibilità ed improcedibilità che impediscono che il processo possa chiudersi con una soluzione della questione di merito. Lo stesso se il giudice voglia utilizzare il suo sapere privato. con riferimento specifico alle controversie nei confronti dell'amministrazione pubblica. o fatti notori o presunzioni. L'articolo 111 demanda invece alla legge dello Stato il compito di assicurare che il processo abbia una durata ragionevole. Anche per quanto riguarda le questioni rilevabili d'ufficio. è sancito dalla costituzione anche il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento che è qualificato come diritto inviolabile. anche patrimoniale.

per cui si agisce in giudizio per tutelare situazioni giuridiche soggettive sostanziali.l'azione esecutiva è l'azione che serve per fare qualche cosa. patrimoniale e non.l'azione di cognizione serve per conoscere qualcosa. All’azione di condanna consegue.a. È dunque descritta l'azione come diritto autonomo rispetto le situazioni giuridiche soggettive e si intendono far valere in giudizio. Tuttavia l'azione è data per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed interessi legittimi. a cui invece veniva negata la possibilità di chiedere la condanna del privato. ma chiedo anche che una volta che il giudice l’ha accertato condanni la controparte a pagare. staccandolo dalla situazione giuridica sostanziale.in particolare quelle di cognizione dove abbiamo le azioni di mero accertamento..Sezione prima: Premesse 1. Questi sono i 3 macrotipi di azioni che poi si andranno a suddividere al loro interno ulteriormente. come effetto primario. Esecutive (giudizio di ottemperanza) 3. attribuito a tutti i soggetti dell'ordinamento.a. Cautelari Ognuna di queste tipologie di azioni ha tutti i suoi perché dal nome stesso: . salvi i termini di prescrizione del diritto stesso. Azione dichiarativa finalizzata al mero riconoscimento della sussistenza di un diritto soggettivo. si differenzia da quella precedente perché consente la formazione del titolo esecutivo. non faccio niente. . La legge imponeva quindi due grossi limiti: o l’azione poteva essere esperita SOLO contro la p. • Tale azione non può essere esperita a tutela di interessi legittimi ed in tutti i casi in cui sia impugnabile un provvedimento amministrativo. Azione e situazioni giuridiche soggettive Il comma 1 dell'art.di condanna e le azioni costitutive. solo ad obbligazioni pecuniarie.fa definire l'azione come il potere. • Poiché l’oggetto deve essere un diritto soggettivo. ma occorre sempre che si lamenti della lesione di una situazione giuridica sostanziale. la formazione del titolo esecutivo ed il passaggio all’esecuzione forzata. in capo al ricorrente in sede di giurisdizione esclusiva. 2.26 della legge Tar per le controversie inerenti la giurisdizione esclusiva e di merito poteva avere ad oggetto la condanna della p. Azione di condanna Il passaggio successivo è l’azione di condanna: io chiedo il mero accertamento del mio diritto. senza che a ciò consegua alcunché: tipica azione di mero accertamento è l’azione di nullità del contratto.l'azione cautelare è un qualcosa che serve prima per cautelare. Azione di mero accertamento L’azione di accertamento è l’azione con cui la parte chiede al giudice il mero accertamento. per cautelarsi. • 72 . perché si dice che se io accerto che il contratto è nullo accerto che il contratto non c’è mai stato. quindi non lo sciolgo. per eseguire qualcosa.24 Cost. • • Introdotta dall’art. è un’azione di mero accertamento." tutti" assicura il carattere della generalità dell'azione. l’azione non è soggetta a termini di decadenza. I caratteri dell’azione sono: • Generalità • Autonomia • Astrattezza Le tipologie di azioni che possono essere prospettabili dinnanzi all'autorità giurisdizionale sono essenzialmente 3: 1. Questo secondo tipo di azione. che prescinde dall'esistenza della situazione giuridica sostanziale: l'agire in giudizio ha rilevanza alle norme processuali che considerano il profilo oggettivo dell'esercizio dell'azione. Cognizione 2. cioè semplicemente di accertare il proprio diritto senza che a ciò consegua la condanna. . Le azioni esperibili nel processo di cognizione sono: 1.

Oggetto dell’azione deve essere un provvedimento emanato da un‘autorità amministrativa. o Esempio: c’era un contratto. la rescissione. • • • Azione generale (sempre ammessa) di tutela successiva per la lesione di un interesse legittimo e finalizzata all’annullamento di un provvedimento amministrativo definitivo o. 21-bis della legge Tar disciplina il ricorso contro il silenzio come rito speciale ed abbreviato: • Il silenzio rifiuto si configura automaticamente allo scadere del termine previsto per provvedere. trascorso inutilmente il quale.a. doveva notificare un diffida ad adempiere entro 30 giorni. ORDINA alla p. Azione costitutiva Il terzo tipo di azioni di cognizione civile sono le azioni costitutive.la sentenza poteva imporre SOLO il pagamento di una somma di denaro. • Secondo la normativa precedente. Passato in giudicato della sentenza rende inefficace decisione tardiva. l’annullamento. a fronte di un DOVERE di adempiere in maniera espressa. nel caso in cui sia rigettato. ma alla carenza dello stesso. è quindi ancora aperto il procedimento amministrativo azionato dal ricorso. che sono quelle azioni con cui il giudice con la sua pronuncia modifica una situazione di fatto. trascorsi inutilmente i quali. ed indagato la fondatezza dell’istanza. Il privato può o agire direttamente davanti al tribunale amministrativo oppure diffidare all’emanazione di un atto. • Il Giudice. trascorso inutilmente il termine di adozione del provvedimento.a. nel caso di giurisdizione di merito la riforma dello stesso in senso utile per il ricorrente. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione del ricorso senza che l’amministrazione abbia risposto. Il silenzio rigetto dà la possibilità di presentare prima il ricorso amministrativo e poi. dall’inadempimento dell’obbligo di provvedere. una volta accolto il ricorso. anche dopo il silenzio rigetto posso insistere affinché l’amministrazione si pronunci. di fronte al silenzio il cittadino. il giudice lo risolve. dare). cioè ha l’effetto per il ricorrente di adire un’ulteriore via.. come il silenzio diniego. 72 . lo annulla. il ricorso si considera respinto a tutti gli effetti e contro il provvedimento impugnato (e non contro il silenzio. la creazione di una servitù. la separazione è una sentenza costitutiva.). che quindi non è atto amministrativo) è possibile il ricorso al TAR o al PdR. tanto amministrativa quanto giurisdizionale. 3. di provvedere (non come provvedere) in un termine perentorio (non oltre i 30 gg. che non ha natura sostanziale.a. • Il ricorso non è soggetto a termini di decadenza (60 giorni) ma deve avvenire. Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto è un silenzio che ha natura effettivamente negativa sul ricorso ma ha effetti meramente processuali. anche in campo contrattuale ne troviamo tantissime: la risoluzione. Presupposto dell’azione è la lesione concreta ed attuale di un interesse legittimo. nomina un commissario ad acta. lo rescinde. il contratto non c’è più.a. quindi la sentenza agisce sul mondo dei fatti giuridici cambiando qualche cosa. In tale ipotesi la lesione dell’interesse legittimo non è connessa ad un provvedimento. L’azione contro il silenzio-rifiuto • • Il silenzio-rifiuto identifica un’inerzia della p.. entro 1 ANNO dalla scadenza del termine utile del procedimento omesso. era legittimato a ricorrere • Il novellato art. il ricorso davanti al tribunale amministrativo entro i 60 giorni dal silenzio rigetto o al Presidente della Repubblica entro i 120 gg. diffidandola a provvedere: dato che il silenzio rigetto non sostituisce un atto amministrativo. quando invece a fronte di lesione di diritti soggettivi sarebbe stato necessario prevedere anche forme differenziate di esecuzione (facere. Il divorzio è una sentenza costitutiva. nell’inerzia della p. La pubblica amministrazione può sempre assumere una decisione tardiva e se è di accoglimento cesserà la materia del contendere e potrà essere impugnata dai controinteressati e se è di rigetto non porrà alcun onere di impugnativa. quindi è causata dall’inerzia della p. Se si è formato il silenzio rigetto.

inizieranno a decorrere i termini per presentare il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al PdR. e si sarà formato il silenzio rigetto. L'azione è posta a tutela di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori. 2. 90 gg. Sono ovviamente pronunciati sentenze di mero accertamento per la tutela dell'interesse legittimo. che prevede un’attività quasi-giurisdizionale. svolge dunque un'indagine a tutto campo. Azione di piena giurisdizione L'azione esclusiva. Azione di nullità Recentemente la giurisdizione di legittimità sta facendo strada ad azioni dichiarativo è nei casi di nullità dell'atto amministrativo e di impugnativa della DIA da parte di terzi interessati. ha indotto la dottrina a parlare di azione di piena giurisdizione. ed è fornita quindi di più ampi mezzi di prova. Lo scopo sembra quello di voler istituire controllo diffuso da parte dei cittadini che possono investire anche il giudice amministrativo in caso di disfunzioni della pubblica amministrazione. e prevede l'obbligo per le amministrazioni con standard al di sotto dei minimi di fissare l'obiettivo di allineamento entro un termine ragionevole. Sezione seconda: L’azione di mero accertamento 1. L'azione di legittimità è detta generale. la lesione di tali interessi è dovuta al cattivo funzionamento della pubblica amministrazione. soprattutto in seguito alla novella del 2000. anche se in passato si riteneva esistente nel caso in cui il giudice decideva sul silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione. perché è esercitabile davanti al giudice amministrativo indipendentemente dalla giurisdizione cui decida. perché qui si tutela solo l'interesse legittimo. Azione generale di legittimità. l'esercizio di questa delega prevede mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati. anche in merito ed esclusiva Altra distinzione riguarda l'insieme dei poteri del giudice amministrativo nelle tre giurisdizioni che gli appartengono: legittimità. nel caso di ricorso gerarchico. 15 ha delegato il governo ad adottare decreti legislativi per ottimizzare il lavoro pubblico e l'efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Le controversie sono devolute alla giurisdizione amministrativa esclusiva e di merito. oggi considerato però azione di condanna. Il giudice amministrativo conosce anche delle questioni conseguenziali e può condannare da pubblica amministrazione alle risarcimento dei danni. Sulla sua soddisfazione passa quindi necessariamente attraverso l'eliminazione degli effetti dell'azione autoritativa o nella produzione degli effetti dell'azione amministrativa. 4. La questione 72 . L'esclusione di un'azione di accertamento nella giurisdizione generale di legittimità è legata all'affermazione che l'unico stato viziato del provvedimento amministrativo è l'annullabilità. 6. non in una mera affermazione. che avranno come oggetto non il silenzio rigetto . n. situazione che nasce quando si dà inizio al procedimento amministrativo. L'azione di mero accertamento è dunque esclusa per la tutela dell'interesse legittimo. L'azione si propone lo scopo di soddisfare gli interessi di una pluralità di utenti o consumatori e di attivare le procedure relative all'accertamento già nella fase precedente al giudizio. merito ed esclusiva. senza essere condizionato dall'atto amministrativo. Azione collettiva La legge 4 marzo 2009. ma il provvedimento già impugnato con il ricorso gerarchico. poiché vi è esercizio di potere giurisdizionale e spesso a tutti gli aspetti della controversia per tutti i poteri.Con il silenzio rigetto non si produce un effetto pregiudiziale: mentre il silenzio diniego riguarda un’attività amministrativa in senso proprio dell’Amministrazione. e l'azione è proponibile a seguito di apposita diffida all'amministrazione. ossia con la diffida processuale. 5. L'azione in sede di giurisdizione esclusiva è attribuita al giudice per le materie espressamente previste dalla legge. L'azione anche in merito è estesa all'opportunità e convenienza dell'azione amministrativa ed al fatto. ma queste saranno limitate al rito. Dal momento in cui decorre il termine per la pronuncia dell’amministrazione. non c’è attività propriamente amministrativa. che è come se emanasse un provvedimento di diniego di un ricorso. Azione di mero accertamento: principi generali Nella giurisdizione generale di legittimità si è uso che sia possibile un'azione di mero accertamento.. con la conseguenza che l'atto pur illegittimo produce effetti. che offre al giudice i più ampi poteri istruttori.

Tuttavia raramente il giudice amministrativo ha emesso sentenze di condanna. anche se ad un facere specifico poiché passa attraverso l'ordine del giudice rivolge alla parte soccombente di tenere un determinato comportamento o di adottare un atto amministrativo. Tutela del terzo avverso la DIA L'azione di era accertamento trova il suo campo di elezione nella giurisdizione esclusiva che riguarda anche la tutela diritti soggettivi. poiché l'amministrazione non è intervenuta a bloccare l'attività. 4. grava sull'amministrazione l'obbligo di ordinare la rimozione degli effetti.in caso di esito favorevole dell' accertamento. 72 . risulti debitrice Era previsto in precedenza che il giudice amministrativo potesse condannare l'amministrazione al pagamento delle somme di cui risultava debitrice nella materia relativa ai diritti attribuiti alla sua competenza esclusiva e di merito: tale previsione era interpretata nel senso che il giudice potesse condannare la pubblica amministrazione anche nelle materie appartenenti alla sola giurisdizione esclusiva o di merito. pur consequenziale all'accoglimento del ricorso. anche in forma specifica Prima del decreto legislativo 80/1998. Per quanto riguarda la DIA. Tale azione di condanna è ammissibile in tutte e tre le giurisdizioni.dell'ammissibilità di tale azione di accertamento della nullità dell'atto amministrativo. accessibili e solo eccezionalmente segreti per la tutela di rilevanti ed individuati interessi pubblici e diritto alla riservatezza di terzi.A. mentre successivamente si stabilì che fosse possibile disporre anche attraverso la reintegrazione in forma specifica. Condanna al pagamento delle spese di lite L'azione di condanna al pagamento delle spese e competenze di lite. o il silenzio-rifiuto. Condanna all’accesso ai documenti amministrativi Recentemente i documenti amministrativi sono. 2. il risarcimento del danno ingiusto. Condanna al pagamento di somme di denaro di cui la P. ma tale interpretazione comporta un netto arretramento della tutela risarcitoria che la sentenza della cassazione 500/1999 ammetteva a prescindere dall'annullamento dell'atto amministrativo. Sezione terza: Le azioni di condanna 1. è ammesso ricorso entro 30 giorni a star: il giudice ordina l'esibizione dei documenti richiesti.si tratta sempre di un'azione di condanna. ed anche in sede cautelare. Per là giurisdizione di merito l'azione di era accertamento è ammissibile quando le materie attribuite a tale giurisdizione riguardino anche diritti soggettivi o interessi legittimi se si è in presenza di un atto amministrativo nullo. Condanna al risarcimento del danno. Il giudice amministrativo si avvale spesso del potere di compensare le spese di lite. La domanda di risarcimento conosciuta dal giudice amministrativo. di regola. improduttivo di effetti giuridici. La legge 205/2000 attribuisce la cognizione della domanda di risarcimento del danno ingiusto al giudice amministrativo in tutte le controversie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. è autonoma. nel difetto assoluto di attribuzione. nella violazione o elusione del giudicato e negli altri casi espressamente previsti dalla legge. è autonoma dall'azione di annullamento può è possibile solo a seguito di questo? per la generalità della dottrina l'annullamento del provvedimento amministrativo è pregiudiziale. perché accessoria all'esito della lite. e si tratta dunque di un'azione di condanna ad un facere specifico. per altri dovrebbe notificare atto di diffida all'amministrazione ad esercitare il suo potere. 3. il risarcimento dei danni era domanda riservata al giudice ordinario. Contro il rifiuto della pubblica amministrazione di visione o estrazione. perché ancora condizionato dall'idea che alla parte pubblica non possa essere irrogata alcuna sanzione. anche se l'azione risarcitoria è ora ammessa anche in sede di giurisdizione di legittimità. ha acquistato rilevanza nel 2005 a seguito di un articolo che disciplina le ipotesi di nullità dell'atto amministrativo ravvisandole: nella mancanza degli elementi essenziali. 3. Di recente è stato evidenziato che la DIA è un atto privato e che la sostituzione del provvedimento espresso quella dichiarazione dell'interessato non può diminuire le possibilità di tutela giurisdizionale del terzo: per questo il Consiglio di Stato ha individuato nell'azione di accertamento autonomo la tutela del terzo tipo chiedere al giudice amministrativo di accertare che non sussistono i presupposti giuridici per svolgere l'attività oggetto della DIA. ed appare restio a condannare al pagamento delle spese la pubblica amministrazione. si sono dibattute diversi tesi per l'azione che può usare il terzo leso dall'attività svolta: per alcuni dovrebbe proporre domanda di annullamento della determinazione formatasi in forma tacita.

Costitutive di riforma e di produzione Sono quelle azioni che attribuiscono alla ricorrente il potere di chiedere al giudice di modificare l'atto amministrativo impugnato. diversi dal giudice. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. dunque. Questa azione è di condanna alla restituzione di un bene determinato. con l'effetto conformativo. la sentenza del giudice amministrativo invece si conclude con un dispositivo di mero annullamento. Il giudice ha potere cognitorio pieno. Sono. 5. ed il ricorso deciso con sentenza succintamente motivata. Sezione quarta: Le azioni costitutive 1. L'appello può essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza o 90 dalla comunicazione della pubblicazione. È invece possibile nel giudizio amministrativo in sede di giurisdizione di merito. ma anche contro il suo comportamento inerte. e tale azione è completamente sconosciuta al processo civile poiché comporterebbe la sostituzione della volontà del giudice alle scelte autonome delle parti. Alla ricorrente è attribuita un'azione di condanna ad un facere specifico. i soggetti. Può accadere che l'amministrazione si immetta in un fondo senza alcun titolo o che il decreto di esproprio venga annullato: in tal ipotesi l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico. 6. e si può inquadrare nell'azione di condanna alle risarcimento in forma specifica. può disporre che il bene immobile ad acquisito al suo patrimonio disponibile e che al proprietario vadano risarciti danni. tuttora di gran lunga prevalente: l'effetto è quello di eliminare il provvedimento amministrativo. valutati gli interessi in conflitto. ed alle quali si adegua il giudice quando pronuncia la sentenza.L'azione è ammessa non solo controllato della pubblica amministrazione. in quanto la pubblica amministrazione esercita un potere discrezionale. Concetti generali Nel diritto processuale. Condanna alla restituzione di un bene immobile occupato senza (valido) titolo Qui è prevista la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. CAPITOLO 2 LE PARTI Sezione prima: Le parti 1. pur mantenendo fermo il dispositivo della sentenza nell'annullamento della impugnato. allo scopo di ottenere una decisione del giudice. 2. Costitutive di annullamento Sin dall'inizio l'azione il principe davanti al giudice amministrativo è stata quella costitutiva di annullamento dell'atto bugnato.La motivazione della sentenza del giudice amministrativo ha tuttavia un rilievo diverso da quella del giudice civile: quest'ultimo conclude la sentenza con un dispositivo articolato. Condanna a provvedere (silenzio): rinvio Il procedimento si svolge in camera di consiglio. nei confronti dei quali questi è investito della decisione sulla controversia. o comunque di dettare direttamente la regolamento azione del rapporto tra le parti della controversia. L'interessato ovviamente può ricorrere controllato di acquisizione e la quantificazione del danno e può inoltre esercitare un'azione volta le restituzione di un bene utilizzato per scopi di interesse pubblico. Si può distinguere in: 72 . Azioni miste: costitutive di annullamento e di condanna all’emanazione dell’atto amministrativo Amministrativo. 3. l'azione ha dunque effetto demolitorio. L'effetto conformativo della sentenza si ricava dunque dalla motivazione. ha indicato le direttive dell'azione amministrativa attraverso la motivazione. soggetto a principi fissati dalle norme giuridiche e da regole di buona amministrazione oggettivarli e verificabili. rendendo necessario l'esame della motivazione per comprendere le ragioni della decisione. assegnando la motivazione solo il compito di spiegare le ragioni. per parti si intendono i soggetti titolari del potere di costituire rapporti processuali.

Soggetto interventore/interveniente e. Soggetto Controinteressato 2. (ad esempio l’ente pubblico che indice il concorso). • Se nel corso del giudizio si verifica un mutamento tale da escludere il risultato vantaggioso per il ricorrente il ricorso diviene inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. • Caratteri dell’interesse a ricorrere devono essere: o personalità: il risultato del vantaggio deve essere connesso direttamente al ricorrente. Parti necessarie a. Le parti sono i soggetti che entrano in un processo e. In seguito possiamo distinguere in: 1. b. • In alcuni casi eccezionali la legittimazione può essere costituita da una condizione formale prevista per legge (c. avendo interesse all’annullamento o alla riforma di un provvedimento amministrativo. Sono contraddittori formali. bensì come destinataria degli effetti del processo e della sentenza. Ricorrente: è una parte necessaria che introduce il processo e che propone il ricorso. quindi colui che propone la domanda e colui nei cui confronti la domanda è proposta. o concretezza: l’interesse deve valutarsi con riferimento ad un pregiudizio concretamente verificatosi ai danni del ricorrente.(si pensi al soggetto escluso dalla graduatoria di un concorso). cioè parte come soggetto degli atti processuali. Resistente: propone il rigetto del ricorso avendo interesse che il provvedimento venga conservato. Parti non necessarie d. Parte in senso formale. titolari di legittimazione ad agire ma non dell’interesse qualificato. legittimazione ex lege) come nel caso della tutela degli interessi diffusi tutelabili in sede processuale da associazioni di settore. 2 requisiti del contradditore: • 72 . Soggetto Resistente c. • Spetta al giudice accertare la sussistenza di entrambi in capo al ricorrente per poter procedere all’esame della domanda. acquisiscono il ruolo di parti in senso formale. c. cioè la parte è presa in esame non soltanto come soggetto di atti processuali. Soggetto cointeressato a. Interesse a ricorrere • Interesse proprio del ricorrente al conseguimento di una utilità o di un vantaggio attraverso il processo amministrativo. Parte in senso sostanziale.d. Soggetto Ricorrente b. o attualità: l’interesse deve sussistere al momento del ricorso. quindi. 2. • In questo senso sono esclusi tutti gli atti che precludono l’esistenza di uno dei caratteri necessari dell’interesse a ricorrere: o Atti preparatori o Atti interni o Atti non esecutivi o Atti normativi o Atti confermativi Legittimazione a ricorrere Il ricorrente è legittimato a ricorrere in quanto titolare di una posizione soggettiva qualificata di interesse legittimo o diritto soggettivo. In questa fase è importante sottolineare gli aspetti dell’interesse a ricorrere e la legittimazione a ricorrere: • Interesse e legittimazione al ricorso sono elementi e condizioni necessarie per la corretta instaurazione del processo amministrativo.1. Controinteressato: è il soggetto che ha un interesse uguale e contrario rispetto a quello del ricorrente e di conseguenza avrà interesse a che il provvedimento mantenga i suoi effetti (si pensi al soggetto vincitore del concorso).

in quanto esercita poteri spettanti alla PA. in ogni caso non si tratta di una vera e propria eccezione. palesa evidenti limiti. Per le altre amministrazioni sta in giudizio il soggetto che ne ha la rappresentanza per legge o per Statuto. d.Titolare di una situazione di contro interesse (sostanziale). Il contraddittorio in diritto amministrativo. 5. È contro interessato dunque chi ha interesse alla conservazione dell’atto. 4. Il principio del contraddittorio è rispettato se tutti i soggetti coinvolti sono messi nella condizione di poter partecipare al giudizio. Se una data funzione amministrativa è trasferita da una PA ad un’altra. Il contraddittorio è integrato quando si notifica ad “almeno uno” dei contro interessati. 72 . se tale controllo conduce all’annullamento dell’atto controllato. La parte resistente È parte necessaria. anche se poi per quelli in senso sostanziale vi sono maggiori aperture per quanto riguarda l’appello. la chiamata deve essere effettuata nella persona del Ministro competente per la materia. sono così stati creati diversi criteri: È giusta parte solo quella che ha emanato l’atto finale Ma talvolta anche quella che emana un atto che interviene nel corso del procedimento. dunque. il ricorso è contro l’amministrazione che ha emanato quel provvedimento. perché ha poteri di disposizione sull’atto impugnato. Anche se la dottrina spinge per riconoscere tra i possibili contro interessati anche quelli in senso sostanziale. . 6. è parte quella la cui funzione è stata trasferita. ossia individuabili sulla base dell’atto. Per la parte ricorrente. deve avere un vantaggio nella sua sfera giuridica. È parte necessaria (altrimenti sarebbe violato il principio del contraddittorio). se invece conduce all’emanazione dell’atto. Il soggetto che intenda intervenire ha l’obbligo di notificare l’atto alle altre parti nel domicilio eletto nel giudizio per poi depositarlo entro 20 giorni dalla data dell’ultima notifica. 7. il ricorso è contro l’amministrazione controllante. I contro interessati formali hanno più facile accesso al giudizio. Il principio dell’integrità del contraddittorio e l’integrazione iussu iudicis Il contraddittorio è assicurato dalla Cost. o quando il processo si svolge tra 2 soggetti pubblici. I controinteressati quali contraddittori formali Coloro che traggono vantaggio nella loro situazione giuridica da un provvedimento. In diritto amministrativo interessa solo nel momento formale in cui si instaura il rapporto processuale. La pubblica amministrazione come parte ricorrente Parte ricorrente può essere anche la PA in alcuni casi di giurisdizione esclusiva. ovvero assume un carattere vincolante per l’autorità preposta all’emanazione dell’atto finale Per le attività di controllo. e che verrebbero lesi dall’annullamento di quest’ultimo (oppure coloro i quali hanno sollecitato l’autorità ad emettere il provvedimento). che sarà poi eventualmente integrato con ordine del giudice (si tratta di un potere discrezionale? Per la dottrina è potere-dovere). ma anche quando è agevolmente identificabile dalla lettura di questo. ad oggi nella pratica si tiene conto solo di quelli in senso formale. Se la parte resistente è un organo indiretto della PA (soggetto privato concessionario). Per quanto riguarda la legittimazione dello Stato. ma non vi è l’onere di comparire in giudizio (nel rito amministrativo non esiste la contumacia). perché il contraddittorio (effettivo) nel diritto amministrativo è solo eventuale. vi è l’obbligo di realizzare il contraddittorio “minimo”. ma non sempre è presente. Interventori: sono parti eventuali e sono ammessi quelli adesivi ad adiuvandum o ad opponendum. Il contro interessato si individua non solo quando è specificamente indicato nell’atto impugnato.Individuato o individuabile dall’atto impugnato. Sono ammessi gli interventi litisconsortili e quelli principali solo se sono rispettati i termini di ricorso. Spesso sorgono difficoltà in merito all’individuazione della PA. perché comunque è un soggetto pubblico.

pur non avendo partecipato al giudizio di primo grado. oggi si tende a proteggere invece gli individui da pericoli connessi alle nuove tecnologie.individuali (o diffuse) sono quelle caratterizzate da un debole profilo soggettivo. parte necessaria. Anche per la PA è necessario un avvocato. 10. dove il giudizio non ha necessariamente carattere impugnato odio e può dunque mancare la possibilità di ancorarsi al criterio formale della individuabilità sulla base del provvedimento impugnato. ma se è effettuato nei limiti. Per il primo grado può ricorrere allo strumento dell'intervento volontario. Non nomina i cointeressati. tranne che in tema di giurisdizione esclusiva. consultazione. Non vi sono quindi ipotesi di litisconsorzio necessario dal lato attivo. perché la legge istitutiva dei TAR indica come contraddittori necessari i contro interessati ai quali l’atto si riferisce. ed il giudice amministrativo non può esimersi dal tutelare anche tali 72 . oggi più che mai l’individuo dovrebbe però essere posto al centro delle scelte pubbliche. o che abbiano partecipato in qualità di interventori volontari. e le spese processuali sono a carico dello Stato per quanto riguarda le controversie di lavoro. 8. La procura può essere conferita ad litem (per una sola causa) o ad lites (per una serie di cause). diversi dal ricorrente. e ciò ha comportato un rinnovato interesse verso tali azioni. Mentre negli anni ’70 l’associazionismo aveva lo scopo di garantire i minimali di qualità della vita. inquinamento o cambiamenti climatici.I contro interessati che volessero partecipare in primo grado devono ricorrere all’intervento volontario (chi ha interesse può intervenire). Tale disciplina deriva dal fatto che il non partecipare al giudizio non provocherebbe al cointeressato un danno maggiore rispetto al provvedimento che non ha impugnato. hanno interesse al mantenimento dell’atto. Proprio per questo motivo sono necessarie forme di informazione. La giustiziabilità degli interessi meta-individuali nella società globale del rischio Situazioni meta. Il processo amministrativo tuttavia non sempre è stato capace di tutelare tali bisogni. Non sono parti necessarie. Il conferimento deve avvenire con atto pubblico. dal resistente ed al controinteressato formale. per la giurisprudenza. possibile per tutti coloro che. La procura si può estinguere volontariamente per revoca o rinuncia. anche se non siano stati propriamente controinteressati nel giudizio di primo grado. Non si produce per questo interruzione di processo. quando una decisione non può pronunciarsi che nei confronti di più parti (in questo caso vi è l’obbligo di integrare il contraddittorio). è da escludere se è usato per eludere il termine di decadenza. L’intervento. Ultimamente si è accresciuta la sensibilità della società. ma da una forte rilevanza sociale. Il controinteressato sostanziale Parti non necessarie nel processo amministrativo sono tutti quei soggetti che prendono parte al giudizio. Sezione seconda: La tutela degli interessi meta-individuali 1. scrittura privata autenticata o procura in calce al ricorso. Per l’appello vi sono aperture ai contro interessati sostanziali che. mentre maggiori aperture si riscontrano in tema di legittimazione ad appellare. I cointeressati Sono soggetti titolari di un interesse della stessa natura di quello del ricorrente. È previsto il gratuito patrocinio per i non abbienti. è ammesso per ragioni di economia processuale (ma in questo caso l’interventore non può ampliare il thema decidendum). La difesa in giudizio delle parti Vi è l’obbligo per le parti private di farsi assistere da un avvocato patrocinato alle giurisdizioni superiori. Il tema del controinteressato in senso sostanziale è destinato ad acquisire rilevanza maggiore quando si consideri l'ambito delle materie di giurisdizione esclusiva. negoziazione. 9. e di solito si tratta dell’Avvocatura dello Stato (ma ogni amministrazione è dotata comunque di una propria struttura legale interna della quale può servirsi). Il controinteressato sostanziale non accede al processo in e regole processuali dettate per il controinteressato in senso formale. abbiano tuttavia un apprezzabile interesse al mantenimento dell'atto impugnato. Quindi i cointeressati partecipano al giudizio solo se propongono autonoma impugnativa contro il provvedimento lesivo. ma non gli è comunque del tutto preclusa la possibilità di partecipare nel processo attraverso altri meccanismi processuali.

mentre qui sono legittimati solo centri di imputazione facenti capo ad organismi comunque rappresentativi. Di segno opposto invece il Consiglio di Stato. si riferisce a forme più evolute di esercizio di attività amministrativa. soprattutto per le due categorie più importanti di interessi diffusi (tutela dei beni ambientali e tutela del consumatore). Tale legittimazione esiste a prescindere dalla dimostrazione della lesione di una posizione di vantaggio qualificata dall’ordinamento. Le azioni collettive Il legislatore. e come tale non suscettibile di incidere sui cittadini della funzione giurisdizionale. risulta essere il naturale completamento degli strumenti di controllo dell’azione amministrativa. Unici soggetti legittimati a proporre l’azione sono gli organismi associativi. 4. Parte della dottrina fa derivare la tutela degli interessi meta – individuali dal disposto dell’art. per conformarsi anche ai principi comunitari.sia escludendo la valutazione preliminare sul pregiudizio subito dal ricorrente. 2. L’ampliamento si è avuto prendendo le mosse dal concetto di “stabile collegamento”. che però purtroppo non sembra essere chiara in quanto mutuata dall’ordinamento anglosassone. i caratteri della legittimazione ad agire propria dei portatori di interessi legittimi. che ha precisato che l’art.118 Cost. sia ammettendo anche pretese legate in modo più tenue al bene inciso. e le associazioni e i comitati che pur privi dell’iscrizione risultino adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. Non si può dunque parlare di class action anglosassone. L’ampliamento della giustiziabilità degli interessi meta-individuali La giurisprudenza ha cercato di allargare sempre più le maglie del processo amministrativo. sforzo che deve essere affiancato anche dalla sensibilità dei vari giudici nella valutazione del criterio. perché tale compito spetta alle amministrazioni. ma in caso di loro cattiva gestione deve poter intervenire per soddisfare le esigenze della società. un meccanismo astratto per individuare i soggetti collettivi deputati a fare in modo che tali interessi vengano protetti.interessi meta-individuali. ossia le associazioni di categoria che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale. quando il consiglio di stato decise sull’interpretazione restrittiva che era stata data ad una legge che consentiva a chiunque di ricorrere contro la licenza edilizia rilasciata ad altri soggetti. Sembra in ogni caso però apprezzabile lo sforzo del legislatore nel senso di ampliare il novero dei soggetti legittimati. ha previsto l’istituzione di una nuova azione azione processuale per rendere più efficace la giustizi abilità delle situazioni giuridiche a carattere diffuso. che riconosce l’apporto diretto dei singoli e delle loro formazioni sociali nella gestione diretta di attività amministrative. Ha disciplinato dunque l’istituto dell’azione collettiva risarcitoria. Soprattutto in passato i giudici amministrativi richiedevano da parte del ricorrente la prova dell’effettivo pregiudizio subito. sulla base di un acceso dibattito non ancora risolto. Nella pratica però tale individuazione appare più complessa.. 3. La decisione dei giudici permise di ampliare l’area dei legittimati al ricorso. insieme a quelli di partecipazione democratica. È dunque prevista una speciale legittimazione ex lege per le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento ministeriale in base a determinati requisiti (rappresentatività e democraticità) indicati negli statuti. e perciò una parte della giurisprudenza amministrativa propende per accogliere una prospettiva di tutela più ampia. Certamente il giudice non può porsi come tutore di tali situazioni. pur non introducendo ancora un’azione popolare. anche se privi dei requisiti di rappresentatività e organizzazione necessari per il riconoscimento ministeriale. e difficilmente inseribile nella nostra realtà. pregiudizialmente verificando la personalità e l’attualità della lesione subita. La legittimazione speciale ex lege delle associazioni riconosciute L’ordinamento ha previsto. ed è ancora una volta la giurisprudenza a delimitarne gli aspetti. Il criterio della vicinitas (o stabile collegamento) nacque nel 1970.118 Cost. Ma nell’attuale società tale schema non è più in grado di garantire effettiva tutela. applicando a situazioni di vantaggio inidonee ad essere considerate nel processo. 72 . essendo questi non riferibili ad alcun soggetto in particolare e dunque in astratto non giurisdizionalmente tutelabili. L’ampliarsi della sfera dei soggetti legittimati a proporre ricorso. Si finisce così per riconoscere la legittimazione ad agire anche a comitati spontanei di cittadini. in quanto in quest’ultima anche un singolo cittadino può proporre il giudizio anche nell’interesse di una pluralità di soggetti.

Il giudizio deve però essere strutturato come quello d’ottemperanza. 72 . La nozione di “atto processuale” nel processo amministrativo Il processo è uno speciale tipo di procedimento che consiste in una sequenza di atti connessi perché strumentalmente rivolti (direttamente o indirettamente) all’adozione di un provvedimento finale. di merito o di rito). È preso in consegna dall’ufficiale giudiziario perché lo conservi a disposizione del giudice (l’atto è iscritto nel fascicolo). Adempimenti relativi agli atti processuali Gli atti processuali possono essere : Registrati: sono annotati in pubblici registri alcuni dati contenuti negli atti giudiziari. CAPITOLO 3 GLI ATTI PROCESSUALI Sezione prima: Nozioni generali 1. per i quali la legge non richiede forme determinate. a causa della violazione di standard qualitativi o di obblighi contenuti nelle carte dei servizi. Questi ultimi si dividono in atti preparatori e atti finali. Pubblicati: l’atto autentico è depositato nell’ufficio giudiziario. come nel caso di gestione diretta dei servizi pubblici.1342 c. non a carattere risarcitorio. Da segnalare che il termine “impresa” utilizzato. di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali.Tali soggetti sono legittimati a richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede l’impresa l’accertamento dei diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ex art.p. 2. questi devono essere verbalizzati.c. alle omissioni o ai mancati adempimenti e. L’atto processuale per essere valido deve essere inoltre sottoscritto dall’autore.c. non esclude la pubblica amministrazione quando eserciti un’attività a carattere non autoritativo. indica tra i criteri direttivi la circostanza che la proposizione dell’azione sia consentita anche ad associazioni o comitati a tutela dei propri associati. ai quali le parti sono assoggettate. 4. La norma. Forma e luogo degli atti processuali Art. in caso di perdurante inadempimento. Tipologia degli atti processuali Sono previsti 2 tipi di atti processuali: quelli di parte (istanze rivolte al giudice ed atti defensionali) e i provvedimenti giudiziari (dotati di imperatività. All’esito del giudizio il giudice può ordinare all’amministrazione e al concessionario di porre in essere le misure idonee a porre rimedio alle violazioni. 3. per certificarne l’avvenuto deposito. che devolve il giudizio alla giurisdizione esclusiva e di merito del giudizio amministrativo. nel caso in cui si ricorra ad atti orali. può anche disporre la nomina di un commissario ad acta. Non tutti gli atti sono comunque soggetti a registrazione Acquisiti: operazione tramite la quale l’atto fa ingresso nel processo. entro un termine fissato per legge. dovendo considerarsi il danno prodotto nella sua globalità.15/2009 ha dettato al Governo principi e criteri per disciplinare anche un’altra azione collettiva. spesso può essere molto difficoltoso valutare il contenuto patrimoniale di un interesse collettivo. 121 c. possono essere compiuti nella forma più idonea al raggiungimento del loro scopo. per l’omesso esercizio dei poteri di vigilanza. Certamente. ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali. Quasi tutti gli atti sono per iscritto.: Libertà delle forme Gli atti del processo. per consentire ad ogni interessato di agire in giudizio nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici per la lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti o consumatori.. La recentissima L. le iniziative utili per soddisfare gli interessati. Si tratta dunque di una particolare forma di deposito. controllo o sanzionatori e per la violazione dei termini o la mancata emanazione di atti amministrativi generali. deve cioè essere preceduto da una diffida all’amministrazione o al concessionario ad assumere.

Qualora i soggetti sopra indicati si rifiutino di prendere la copia dell'atto. la notificazione può essere consegnata ad una persona di famiglia. Può essere pronunciata in udienza. 6. della notifica. all'addetto alla casa o all'ufficio. se accolta dal giudice. in tutti casi l'atto dev'essere sottoscritto in originale e successivamente l'ufficiale giudiziario deve spedire all'interessato un avviso. a causa della sua urgenza.5. Non ha bisogno di essere motivato (anche qui sono contemplate delle eccezioni: ad esempio. o qualora non sia possibile reperirle. ad un vicino.p. purché munito di una procura speciale e autorizzato dal Consiglio dell’ordine forense. Nei casi più ricorrenti il decreto ha funzioni ordinatorie. Il decreto invece è una delle forme in cui si può presentare un provvedimento giurisdizionale. Possono essere presenti gli avvocati. decreto con cui si abbreviano i termini di comparizione oppure di rigetto di ricorso avverso a decreto ingiuntivo) e può essere pronunciato d'ufficio o su istanza di parte. Nel caso di persone giuridiche la notificazione verrà effettuata presso la sede legale dell'azienda o presso il rappresentante o nelle mani di una persona eventualmente incaricata. e il giudice amministrativo è restio a concederli per il principio della concentrazione processuale (anche se ciò potrebbe cambiare. Premessa Gli atti del giudice sono classificati come decreti. o se vi e' incertezza assoluta sulla persona a cui e' fatta o sulla data (art. o fuori udienza nel qual caso è scritta in calce al verbale ed è datata. a mezzo raccomandata. Rinvio dell’udienza Non vi alcuna norma che disciplini i rinvii. orale o scritta (ricorso in calce al quale è. non consente la previa instaurazione del contraddittorio (es. qualora si scegliesse di adottare l’istruzione probatoria piena). presentata in udienza o fuori. ordinanze e sentenze 2.c. o personalmente. L’udienza Nel diritto amministrativo possono esservi pubbliche udienze (che è la regola generale) o adunanze camerali (nei casi di giudizio di ottemperanza e misure cautelari. Il rinvio è tuttavia ammesso quando: -Vi sia accordo tra le parti -Ve ne sia richiesta dai una sola parte -Sia ritenuto necessario dal giudice Sezione seconda: Gli atti del giudice 1. scritto il decreto). al portiere. La notificazione può riguardare persone fisiche o persone giuridiche. Ordinanze e decreti Le ordinanze regolano lo svolgimento del processo ed in genere non hanno valenza decisoria (eccezioni: ordinanza di convalida di sfratto o di rilascio dell'immobile).). sia perché può risolvere una questione che. Si ha nullità della notificazione se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia. Nel primo caso. quindi risulta dal verbale. dimora o domicilio dello stesso). 7. inoltre deve essere brevemente motivata. decreto di fissazione dell'udienza di discussione a seguito della presentazione di un ricorso). 72 . oppure dal 1994 dallo stesso avvocato. Di norma è modificabile e revocabile dal giudice che l'ha emessa. oppure qualora esso non sia reperibile. ma mai le parti personalmente). essa può essere consegnata o direttamente nelle mani del destinatario (che l'ufficiale giudiziario rintraccia in base alla residenza. sia perché può determinare un fatto processuale che necessariamente non presuppone ancora la conoscenza della lite da parte del convenuto (es.160 c. Si può notificare o tramite posta. La notificazione Può essere eseguita dagli ufficiali giudiziari o dai messi comunali. decreto di sospensione dell'efficacia di un atto avverso il quale è presentato ricorso). A differenza della sentenza e dell' ordinanza il decreto non presuppone il contraddittorio e viene emesso quindi inaudita altera parte. non presuppone l'insorgere di questioni tra le parti e non ha bisogno di un contraddittorio (tranne qualche rara eccezione). l'ufficiale giudiziario dovrà affiggere alla porta della casa comunale l'avviso dell'avvenuto deposito (sarà ancora suo compito spedire un altro avviso mediante raccomandata).

l’indicazione delle parti.3. È pubblicata mediante deposito in cancelleria e il cancelliere entro 5 giorni la comunica alle parti costituite (senza notificazione). PARTE 5 DINAMICA DEL PROCESSO CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI PROCESSUALI E CONDIZIONI DELL’AZIONE 1. 157 c. La nullità di una parte dell'atto non colpisce le altre parti che ne sono indipendenti (limiti interni). Essi si distinguono in: presupposti di esistenza e presupposti di validità o di procedibilità del processo. se la legge non dispone che sia pronunciata d'ufficio (principio cardine del processo. all'ufficiale giudiziario o al difensore. Art. la data. la sottoscrizione a pena di nullità. la rinnovazione degli atti ai quali la nullità si estende. 4. 157. per quanto riguarda la rinnovazione degli atti e la correzione della sentenza. con la sentenza che decide la causa può condannare quest'ultimo al risarcimento dei danni causati dalla nullità. 159 c.p. la nullità degli atti. può essere definitiva o non definitiva. Art. a meno che la legge non preveda la rilevabilità d’ufficio. il giudice. Sono irrevocabili dal giudice che le ha poste in essere. Riferendosi al rapporto giuridico processuale. può decidere parzialmente il merito. se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato (limite). 156. quando sia possibile.: Non può pronunciarsi la nullità senza istanza di parte.p. se la nullità non è comminata dalla legge (principio della tassatività delle nullità). Se il vizio impedisce un determinato effetto. La sentenza È provvedimento decisorio che può essere di rito. né da quella che vi ha rinunciato anche tacitamente. 159 c. lo svolgimento del processo. la motivazione e il dispositivo.p. né di quelli successivi che ne sono indipendenti (limiti esterni). La nullità non può mai essere pronunciata.: La nullità di un atto non importa quella degli atti precedenti.c. ma deve farlo nella prima istanza o difesa successiva all'atto o alla notizia di esso. I presupposti processuali I presupposti del processo “Presupposto” significa requisito che deve esistere prima di un determinato atto perché da quell’atto discendono determinate conseguenze.c. l’indicazione delle conclusioni delle parti (cosa chiedono). che è la domanda. Può tuttavia essere pronunciata quando l'atto manca dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo (estensione). col provvedimento col quale la pronuncia. Art.c. l'atto può tuttavia produrre gli altri effetti ai quali è idoneo (conversione).p. pone le spese della rinnovazione a carico del responsabile e. con un biglietto che contenga il dispositivo. 72 . può essere esaminata solo su istanza di parte: principio del dispositivo).: 5.: Non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo.p. La nullità non può essere opposta dalla parte che vi ha dato causa. e art. Se la nullità degli atti del processo è imputabile al cancelliere.c. Art. su istanza di parte. 156 c. Soltanto la parte nel cui interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell'atto per la mancanza del requisito stesso. 162 c. e devono contenere: l’indicazione del giudice. Inesistenza e invalidità degli atti processuali artt.162 c. i presupposti processuali sono quei requisiti che debbono esistere prima dell’atto col quale si chiede la tutela giurisdizionale.p.c.c. Rinnovazione e correzione degli atti invalidi Il giudice che pronuncia la nullità deve disporre. di merito.

I presupposti di esistenza del processo: requisiti che debbono sussistere prima della proposizione della domanda perché la domanda stessa possa dar vita ad un processo. Capacità di essere parte: La capacità di essere parte è la trasposizione in chiave processuale della capacità giuridica. prevista dall’art. Un esempio di legittimazione straordinaria è l’azione surrogatoria. Legittimazione ad agire: consiste nella corrispondenza tra colui che agisce (attore) ed il titolare del diritto fatto valere. di esibire il documento (obbligo specifico). in sede di giurisdizione esclusiva (data la qualifica del diritto di accesso come diritto soggettivo). I presupposti di validità o procedibilità del processo: requisiti che debbono esistere prima della proposizione della domanda. l. valutata la legittimità della richiesta (cioè del diritto in capo al ricorrente).c. difetto di azione. Esiste un altro ordine di requisiti che non sono presupposti perché la loro esistenza non è richiesta prima della proposizione della domanda. Interesse ad agire (art.): l’interesse per cui si agisce o contraddice deve essere concreto (ossia deve sussistere concretamente) ed attuale (ossia deve esistere al momento della pronuncia del giudice). se non si è soggetti di diritto non si può ricorrere. e quindi sia dotato del potere di giudicare. Essi sono due: la competenza.. può imporre alla p. La tutela del diritto di accesso • Ex. dall’art. Quindi “un soggetto agisce in nome proprio per un proprio diritto”. • Il ricorso deve essere notificato ai soggetti contro interessati all’accesso a pena di inammissibilità. • Il giudice.. il cittadino proporre ricorso al Tar. 72 . ne resistere. 81 c.c. secondo cui “fuori dei casi espressamente previsti dalla legge. si può desumere. nessuno può far valere nel processo in nome proprio un diritto altrui”. Si parla di legittimazione straordinaria1 o sostituzione processuale. invece.a. essere titolare del diritto di azione. sia un giudice. 100 c. Art. È costituito da un unico requisito: la giurisdizione. ossia che quel soggetto al quale la domanda verrà proposta. ma dovrà arrestarsi al rilievo di tale difetto: difetto di interesse e. data la delicatezza di alcuni contenuti. a favore del creditore nel caso che il debitore trascuri di far valere i propri diritti. 25. Tale condizione. 2900 c. e quindi che il giudice abbia effettivamente il potere di decidere quella controversia. ha il potere di proporre domanda è legittimata ad processum. ossia ha la legittimazione processuale per esercitare i poteri e le facoltà che l’ordinamento le riconosce fino alla pronuncia di merito della causa. Capacità processuale e legittimità processuale: Se la parte si afferma come titolare del diritto dedotto in giudizio si dice parte legittimata ad agire. indirettamente. ossia il potere di compiere atti nel processo.p.. • Di fronte ad un diniego od al silenzio della p. quindi. ma della domanda stessa costituiscono requisiti intrinseci con riguardo al suo contenuto: le condizioni dell’azione. Le condizioni dell’azione sono tre: Possibilità giuridica (o esistenza del diritto): che consiste nella esistenza di una norma che contempli in astratto il diritto che si vuol far valere. Se la parte. il giudice non avrà motivo di portare il suo esame sul merito.n. Mancando l’interesse ad agire.a. Si possono far valere soltanto quei diritti che si affermano come diritti propri e la cui titolarità passiva si afferma in capo a colui contro il quale si propone la domanda. e tra colui contro il quale si agisce (convenuto) ed il soggetto che ha violato tale diritto. con riguardo sia al soggetto che chiederà la tutela giurisdizionale sia a quello nei cui confronti la domanda verrà proposta.c.p. affinché il giudice sia tenuto a rendere una pronuncia che giunga fino al merito. ne assumere le vesti delle altre parti del giudizio.241/1990 il cittadino interessato può richiedere l’accesso ad atti e documenti che lo riguardano o che siano utili per la tutela dei propri interessi e diritti. la legittimazione processuale.

sussista al momento della decisione. quando il giudice dichiara la carenza di interesse non valuta il merito. e non preclude che vengano individuati altri atti non impugnabili. la seconda è la proiezione sul piano processuale della capacità d’agire. Gli atti impugnabili Inizialmente il ricorso era ammesso solo contro un atto amministrativo definitivo. istruttori e decisori attribuiti ad un ordine giurisdizionale. cioè la lesione deve derivare immediatamente dal provvedimento impugnato o dal comportamento contestato.gli atti confermati ivi i precedenti atti . deve essere diretto. che la sentenza favorevole può recare alle ricorrente. per cui l'incompetenza se non è sollevata entro i termini stabiliti. nel vantaggio. È elemento necessario e consente altro movimento dell'azione soltanto colui che ne ha interesse. frutto di elaborazione giurisprudenziale. L'interesse per il personale.• La p. è necessario però impugnare un atto amministrativo nel giudizio di annullamento per la tutela dell'interesse legittimo. ed è generalmente derogabile. La capacità di assumere il ruolo di parte nel processo va distinta dalla capacità di stare in giudizio. Questa spetta solo alle persone fisiche che abbiano il libero esercizio dei diritti.gli atti esecutivi che e seguono materialmente quanto stabilito in un precedente provvedimento . ed essere attuale. La legittimazione ad agire e le legittimazioni formali La capacità di stare in giudizio. deve quindi riguardare direttamente il ricorrente. anche solo morale. in proprio o in rappresentanza di un altro soggetto (legitimatio ad processum): la prima è manifestazione della capacità giuridica. nel caso dell’inerzia sarà necessario il giudizio di ottemperanza. se sono un mero svolgimento di atti presupposti non impugnati . 4. Nelle controversie in cui è parte pubblica amministrazione vi sono due ordini giurisdizionali: il giudice ordinario e quello amministrativo. non dipenda da avvenimenti futuri ed incerti. L'azione processuale dell'interesse alle ricorso ha il suo fulcro concettuale nell'utilità. non determinanti una lesione attuale e concreta . Nel giudizio amministrativo di primo grado la competenza a tre diversi Tar è regolata per territorio. L’interesse al ricorso L'interesse alle ricorso è l'utilità concreta. 5. La giurisdizione e la competenza: rinvio La giurisdizione si caratterizza per l'insieme dei rapporti cognitori. ed il suo difetto comporta il giudice adito dichiari la propria incompetenza consentendo all'interessato di riproporre la domanda davanti al giudice competente. venga riparata dalla sentenza.gli atti di proroga se il ricorso riguarda l'assetto degli interessi determinato dall'atto prorogato non impugnato Tale indicazione funge solo da esempio. cautelari. La competenza serve invece per distribuire. a sua volta. la giurisdizione dai diversi giudici che compongono lo stesso ordine giurisdizionale. preliminari. che la sentenza favorevole può recare alla situazione giuridica soggettiva di cui si affermi la lesione. 2. non richieda l'emanazione di provvedimenti successivi. Questi sono: .gli atti regolamentari che contengono norme generali ed astratte. Possono essere parte le persone fisiche e quelle giuridiche. non va confusa con la legittimazione ad agire (legitimatio ad causam: condizione dell’azione: consiste nella titolarità della situazione giuridica fatta valere) e con lo ius postulandi o rappresentanza in giudizio (le parti non possono stare in giudizio se non con l’assistenza di un avvocato): essi non rientrano comunque tra i presupposti processuali. per cui occorre che la lesione dell'interesse sia già avvenuta. La capacità di essere parte e la capacità processuale La capacità di essere parte: è una manifestazione della capacità giuridica. può adempiere spontaneamente adeguandosi al giudicato o. ma dal 1971 può essere impugnato anche un atto non definitivo. istruttori.gli atti conseguenziali. 72 . 6. 3. in base a regole predeterminate. L'erronea individuazione del giudice comporta una pronunzia di difetto di giurisdizione. accessori. caratterizzati da precisi elementi. ma tale pronuncia non consente la riproposizione della domanda: per questo l'interesse alle ricorso è annoverato tra le condizioni dell'azione e non tra i presupposti. Non tutti gli atti amministrativi sono impugnabili: non sono impugnabili gli atti endoprocedimentali. Si è formata una tipologia di atti non impugnabili. si radica.a.

o quando più soggetti nella stessa posizione giuridica propongano con un’unica azione la stessa domanda giudiziale. che in ogni caso deve esercitare il potere che le spetta. Vincola non solo il ricorrente. ovvero. 72 . la nullità è sanata. lo costruiva come silenzio-rifiuto (provvedimento negativo). Se l’intimato comunque si costituisce. Si devono indicare gli artt. ma anche il giudice per il principio della domanda (eccezione: i motivi aggiunti) -Sottoscrizione: Dei ricorrenti e del difensore o procuratore speciale. CAPITOLO 2 LO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO Sezione prima: Lo svolgimento del processo di primo grado 1. Il ricorso introduttivo Anche nel processo amministrativo vige il principio della domanda e dell’impulso di parte. residenza e domicilio del ricorrente -L’indicazione dell’atto di cui si chiede l’annullamento -Data della sua notificazione -Svolgimento del ricorso: Esposizione sommaria dei fatti e dei motivi del ricorso. nelle azioni di tipo costitutivo. Il ricorso si riempie di contenuto variabile in ragione del tipo di azione che viene esperita. Quindi il silenzio diviene significativo sulla base delle norme che possono attribuire a questo effetti positivi (silenzio-assenso) o negativi (silenzio-diniego). Se invece mancano tali previsione normative. nel processo amministrativo. Ma il silenzio è patologia della PA. cognome. Il ricorso collettivo. la forma del ricorso.7. La domanda giudiziale assume. ricorso cumulativo e cumulo di azioni Domanda proposta da più soggetti con un unico atto introduttivo (CUMULO SOGGETTIVO)  RICORSO COLLETTIVO Un unico atto introduttivo racchiude più domande giurisdizionali (CUMULO OGGETTIVO)  Con un unico atto si impugnano provvedimenti diversi (anche provenienti da PA diverse) che però disegnano congiuntamente un effetto lesivo per il ricorrente (RICORSO CUMULATIVO La dottrina e la giurisprudenza hanno individuato limiti alla loro proponibilità: Ricorso collettivo: Anche quando più soggetti impugnano un atto plurimo (più provvedimenti diretti a più persone) chiedendo ciascuno l’annullamento della parte che lo pregiudica. 2. così. la modifica o la sostituzione del provvedimento medesimo È un’istanza rivolta dall’interessato per ottenere l’annullamento. nelle ipotesi di giurisdizione di merito. esso è volto ad ottenere dal giudice l’annullamento del provvedimento. ed è indirizzata al giudice competente. Il giudice può tuttavia chiedere la rinnovazione della notifica del ricorso. proveniente dalla persona che invoca la tutela. Determina l’inammissibilità del ricorso ed è rilevabile d’ufficio). per tutelare i privati quando la Pa non adottava alcun provvedimento. la modifica o la revoca dell’atto per i motivi in esso indicati. si può ricorrere al giudice se la PA non conclude nei termini il procedimento amministrativo (silenzio-rifiuto o silenzio-inadempimento). con l’indicazione del mandato invalidità del ricorso: Il ricorso è insanabilmente nullo se manca della sottoscrizione.di legge che si ritengono violati e le conclusioni (la domanda principale e quella connessa sulle spese del giudizio) -I motivi: elemento essenziale. o se vi sia incertezza assoluta sulle persone o sull’oggetto della domanda (nullità non rilevabile dalla parte che vi ha dato causa. Il silenzio La prima dottrina. Il ricorso deve contenere: -L’epigrafe: Nome.

Può accadere. è equipollente della comunicazione per pubblicazione dell’atto la “piena conoscenza” dello stesso. che l’amministrazione abbia inizialmente comunicato soltanto gli estremi essenziali del provvedimento. ma consiste solo nella conoscenza dei contenuti essenziali dell’atto. essa però non consiste nella conoscenza completa dell’atto amministrativo. quindi per tutto ciò che viene dopo la proposizione del ricorso. se giudice competente è il TAR del Lazio o il Consiglio di Stato. che sono il supplemento del ricorso. Motivi aggiunti tempestivi (o integrativi). Il termine perentorio di sessanta giorni riflette esigenze di certezza delle situazioni giuridiche. può farli valere con il ricorso per motivi aggiunti: i motivi aggiunti vanno proposti con un atto da notificare alle altre parti. la notifica deve essere effettuata presso l’Avvocatura Generale dello Stato che ha sede a Roma. Per il diritto d’accesso. 4. entro sessanta giorni dal momento in cui si abbia avuto conoscenza legale del vizio del provvedimento impugnato. Se si verifica la compresenza del cumulo soggettivo e di quello oggettivo insieme. all’Amministrazione che ha emanato l’atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Ai fini della decorrenza del termine. Le condizioni di ammissibilità riguardano singolarmente ogni ricorrente e l’iniziativa processuale è individuale. È inoltre prevista la remissione in termini. Il termine decorre dalla comunicazione (o notificazione) dell’atto amministrativo. La piena conoscenza è in ogni modo acquisito alla comunicazione. 72 . il termine è di 30 giorni. La notifica ad un’Amministrazione statale deve essere effettuata presso l’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede il TAR competente. ovvero abbia reso disponibili gli atti del procedimento soltanto dopo la scadenza del suddetto termine. mentre la dottrina ammette anche il litisconsorzio facoltativo improprio (connessione impropria). a pena di inammissibilità. dopo la proposizione del ricorso. in modo che l’interessato sia in grado di coglierne la lesività. per i motivi aggiunti). o pubblicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato. I ricorsi sono in ogni caso sospesi dal 1° Agosto al 15 settembre. Il termine per la proposizione del ricorso. dalla pubblicazione su albo o pubblicazione ufficiali per i non diretti destinatari. Se il ricorrente viene a conoscenza solo in un secondo tempo di determinati altri vizi del provvedimento impugnato. Il cumulo oggettivo può verificarsi anche durante il giudizio (es. entro sessanta giorni dalla comunicazione. si proporranno ricorso collettivo e cumulativo insieme. Infatti possiamo distinguere tra: 1. per l’Amministrazione e soprattutto per i cittadini interessati che possono aver prestato affidamento nel provvedimento in questione. per i diretti destinatari. tranne che per le istanze cautelari. dopo il decorso del termine decadenziale per la proposizione dell’impugnazione. cioè attraverso i quali il ricorrente fa valere nuovi profili di illegittimità conosciuti dopo la proposizione del ricorso ma prima della scadenza del termine per l’impugnazione. e quindi del suo testo e di tutti i suoi vizi. viene a conoscenza di circostanze che erano preesistenti ma a lui ignote. La giurisprudenza ammette solo i ricorsi cumulativi per cause connesse. Motivi aggiunti successivi. azione impugnatoria e di condanna) o quando l’atto introduttivo si fonda su più causae petendi. infatti.Ma non vi deve essere conflitto di interessi tra i ricorrenti e la causa petendi e il petitum devono essere comuni a tutti i ricorrenti. La proposizione dei motivi aggiunti I motivi aggiunti possono essere proposti dal ricorrente che sia venuto incolpevolmente (per motivi non imputabili a sua inerzia o negligenza) a conoscenza di ulteriori vizi di legittimità dell’atto impugnato. che possono essere presentati per i seguenti motivi: quando il privato. Ricorso cumulativo: Anche quando si propongano più domande giudiziali differenti (ad es. 2. 3. Nei casi di giurisdizione esclusiva il termine è quello di prescrizione ordinaria del diritto soggettivo che si fa valere. La prova dell’avvenuta conoscenza incombe su chi eccepisce la tardività del ricorso. La notificazione Il ricorso deve essere notificato.

I termini per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente non sono perentori: la costituzione di esse può intervenire fino all’udienza di discussione del ricorso. quelli in essa citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili in giudizio”. si rinvia ad una nuova. Costituzione in giudizio La costituzione in giudizio del ricorrente si attua mediante il deposito del ricorso presso la segreteria del TAR. accelerare il giudizio. 205/2000 ha esteso l’utilizzabilità dell’istituto per l’impugnazione degli ulteriori provvedimenti adottati dall’amministrazione resistente in pendenza del ricorso tra le stesse parti. I motivi aggiunti si propongono con atto da notificarsi alle parti in causa. ed è ampliativa rispetto alla fattispecie tradizionale. controricorso) e i relativi documenti. 72 . purché siano rispettate le medesime formalità prescritte per il ricorso. e sono connessi all’oggetto del ricorso medesimo. consentendo alle parti di venire a conoscenza degli atti del procedimento amministrativo fin dalla prima fase dello stesso. Il decreto di fissazione del giorni dell’udienza deve essere notificato alle parti almeno 40 giorni prima della data dell’udienza. ma in ogni caso questo deve essere breve se vi è una situazione d’urgenza. Dai motivi aggiunti debbono tenersi distinti i “motivi nuovi”. connessi all’oggetto dell’impugnativa. I requisiti formali per formulare i motivi aggiunti sono quelli propri del ricorso. l’Amministrazione è tenuta a depositare in giudizio. entro sessanta giorni dal termine per il deposito del ricorso.La Legge n. che possono essere proposti in aggiunta a quelli articolati nel ricorso. Se l’Amministrazione non provvede al deposito. l’Amministrazione resistenze e i controinteressati che hanno ricevuto la notifica del ricorso possono costituirsi in giudizio. Entro venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Integrazione del contraddittorio Una volta instaurato il giudizio. La legge intende. Non vi è un termine massimo per fissare l’udienza. e così facendo la causa è cancellata dal ruolo. È comunque revocabile dalla parte che l’ho proposta. Questa ipotesi è stata introdotta nel ’71. B) Ora: Si sollevano con un atto nuovo. nonché gli atti e i documenti in base ai quali è stato emanato. Se si è in prossimità dell’udienza. a tal stregua. il presidente del TAR. l’esibizione degli atti stessi. Solo per tale ultima categoria di motivi aggiunti. La notifica deve essere effettuata al domicilio eletto delle parti già costituite. il quale deve essere notificato alle parti entro sessanta giorni. depositando una memoria con le loro difese e istanze istruttorie (c. o un magistrato da lui delegato. chi ha interesse può intervenire. ma entro il termine decadenziale ed ammessi senza limiti. Possibili in 2 ipotesi: Quando sono fondati su fatti e documenti sconosciuti al ricorrente al momento della proposizione del ricorso Quando scaturiscono dai provvedimenti adottati in pendenza di ricorso tra le stesse parti. può ordinare anche d’ufficio. inoltre è necessario indicare gli estremi del giudizio nel quale si innestano.d. è invece perentorio il termine per il ricorso incidentale. “l’eventuale provvedimento impugnato. Da proporre nello stesso termine del ricorso principale. da notificare con le stesse modalità del ricorso. ossia entro cinquanta giorni dall’ultima notifica del ricorso. Indipendentemente dalla sua costituzione in giudizio. ma più nel senso di legame logico-giuridico) che soggettiva. si ritiene che il difensore debba essere munito di apposito mandato. Entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso i controinteressati possono proporre ricorso incidentale. La connessione può essere sia oggettiva (non in senso proprio.

. in caso di accoglimento. Perché il ricorso possa essere deciso è però necessario.S. se quest'ultimo vuole evitare di perdere il posto in graduatoria può prima di tutto presentare un controricorso. se vuole impugnare a sua volta il provvedimento. impugna quindi tale atto sostenendo che la valutazione posta in essere dalla commissione giudicante è errata perché se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio superiore. colui che riceve la notifica del ricorso deve. di regola.u leggi sul CDS e 22 della legge T. ambientale. proporre ricorso incidentale ai sensi dell'art. potrebbero produrre un risultato favorevole. la discussione del ricorso stesso. La legge sul C. 2. Deve essere presentato entro 30 giorni dalla notificazione del ricorso principale. Caio propone invece ricorso incidentale sostenendo che il piano regolatore è illegittimo perché contrastante con una legge regionale che ne disciplina il contenuto e che se fosse stato legittimo la concessione edilizia non sarebbe stata contrastante con il piano regolatore impugnato da Tizio. Ricorso contro il silenzio L'interessato può essere danneggiato non da un atto ma da un'omissione. con apposita istanza. Tizio impugna la concessione edilizia grazie alla quale Caio ha costruito un'abitazione confinante con Il primo. salute e incolumità pubblica. Tizio ha partecipato ad un concorso pubblico senza rientrare in graduatoria. difesa nazionale. 37 t. Ricorso incidentale volto a richiedere l'annullamento di un atto presupposto del provvedimento impugnato. un atto cioè in cui si controbatte alle posizioni del ricorrente. Tizio deduce nel ricorso che il provvedimento di concessione edilizia sia illegittimo perché contrastante con le norme del piano regolatore . che deve essere notificato alle altre parti e poi depositato presso il TAR avanti al quale pende il giudizio. il ricorso incidentale va proposto quando si vuole chiedere l'annullamento del provvedimento in una parte diversa rispetto a quanto chiesto dal ricorrente principale oppure per annullare un atto presupposto del provvedimento impugnato in via principale. 72 . C'è poi l'ipotesi del silenzio rifiuto (D. pubblica sicurezza o immigrazione). 35/2005): tale silenzio può essere subito impugnato davanti al giudice amministrativo senza fare diffida ad adempiere. impone che tutte le impugnazioni successive alla prima debbano essere poste in essere con ricorso incidentale. Un modo per risolvere la questione è dare al silenzio valore di assenso (non si può fare in ambito culturale o paesaggistico. fissando un termine (perentorio) ed eventualmente le modalità per la notifica del ricorso da parte del ricorrente agli altri controinteressati. Poniamo il fatto che a ottenere beneficio dalla graduatoria sia stato Caio. Ciò per ragioni pratiche di economia processuale che tende alla concentrazione delle azioni. ma anche per evitare contrasti di giudicato. travolgendo anche eventuali provvedimenti cautelari ottenuti nel frattempo. Successivamente alla prima impugnazione. di pubblica sicurezza. Il ricorso incidentale e la tutela dei controinteressati Il ricorso incidentale è l’atto processuale con cui il controinteressato può impugnare il provvedimento stesso o un provvedimento connesso per i vizi che. il giudice amministrativo deve ordinare l’integrazione del contraddittorio. sostituendosi all'amministrazione. In difetto di questa istanza scaduto il termine di due anni dal deposito del ricorso quest’ultimo cade in perenzione: di conseguenza la sua presentazione perde ogni effetto. quindi. Ma Caio ben potrebbe presentare un ricorso incidentale con il quale non controbatte la tesi del ricorrente ma introduce nuove argomentazioni con le quali ad esempio sostiene che anche la sua valutazione è stata errata e che se fosse stata corretta egli avrebbe avuto un punteggio ancora più alto tanto da renderlo ancora vincitore nei confronti di Tizio nella graduatoria. Da questo accertamento deriva alla PA un obbligo di rilasciare il provvedimento con quel contenuto. In tal caso il giudice può anche valutare se il provvedimento richiesto spetti effettivamente al ricorrente o no.R.A. ma è stato notificato ad almeno uno di essi. Ricorso incidentale per richiedere l'annullamento in parti diverse del provvedimento impugnato in via principale. e il giudizio si estingue.lgs. Se il ricorso principale non è stato notificato a tutti i controinteressati.L’intervento va proposto con apposito atto. Esempi: 1. che sia richiesta.D.

cui l'istanza cautelare è sottoposta nella prima camera di consiglio utile”. chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale.9. Se l'inadempimento persiste. 21 della legge Tar. ha aggiunto all’unica misura cautelare prevista e cioè la sospensione. secondo alcuni decorsi 30 giorni dalla comunicazione della DIA si formerebbe un'autorizzazione tacita. 205/2000 ha introdotto un'ulteriore tutela per il privato: scaduto il termine per il deposito (30 giorni da notifica).39 del T. impugnabile davanti al TAR entro 60 giorni.La l. più idonee ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione sul ricorso”. senza passare per la nomina del commissario. La misura cautelare eventualmente concessa. Dal 2005 il giudice può anche provvedere direttamente. il ricorrente può. l’art.n. il giudice su richiesta del ricorrente nomina un commissario perchè provveda in luogo della PA. Un'altra tesi (preferibile) dice che il terzo che si considera leso ha l'onere di sollecitare l'amministrazione a inibire l'attività del privato. Il presidente provvede con decreto motivato. a norma dell’art. In base ai principi generali la concessione della misura cautelare da parte del giudice presuppone l’accertamento di due requisiti : 3. solo l'eventuale silenzio-diniego mantenuto dall'autorità sarebbe impugnabile. Al termine di questo procedimento. il ricorrente che ne abbia interesse al fine di non pregiudicare la sua situazione fa istanza cautelare. fumus boni iuris. tale sentenza è appellabile entro 30 giorni dalla notificazioni o 90 giorni da comunicazione della pubblicazione. Il Consiglio di Stato ha ridimensionato la portata dei poteri del giudice: 'accertamento sull'istanza su cui la PA ha mantenuto il silenzio è ammissibile solo quando l'atto richiesto è dovuto o vincolato o quando l'istanza è el tutto infondata (perchè sarebbe diseconomico obbligare la PA a provvedere quando l'atto non potrà essere che di rigetto). L’art. il ricorso va decisono nei successivi 30 giorni con sentenza succintamente motivata. Prima della decisione del ricorso. L’istanza può essere proposta in via ordinaria o in via urgente. (art. avrà effetto fino alla pronuncia della sentenza di merito: è questo l’effetto interinale della misura cautelare. anche l’art. tali danni devono essere specificatamente allegati dal ricorrente nell’istanza di sospensione e perciò il giudice non può d’ufficio ipotizzarne l’esistenza né introdurli nel processo. Nel primo caso. Per quanto riguarda i terzi che si ritengono lesi da una DIA.U. Mentre prima non vi era nessuno spazio per una tutela cautelare che non fosse tipica. 8. 4. anche in assenza di contraddittorio. altre ipotesi attraverso cui attuare la tutela cautelare. come modificato dalla riforma del 2000. Si identifica con la probabilità di “danni gravi e irreparabili” derivanti dal provvedimento impugnato. il collegio provvederà quindi con una ordinanza motivata. co. 21. Con la legge 205 del 2000 il legislatore ha introdotto maggiori forme di tutela cautelare più adeguate alle differenti situazioni del processo amministrativo. Il decreto è efficace sino alla pronuncia del collegio. legge Tar) caratterizzato dalla “estrema gravità ed urgenza” delle situazione “ tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. ordina all'amministrazione di provvedere entro 30 giorni. contestualmente alla domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti. o della sezione cui il ricorso è assegnato. co. di Stato stabilisce che “i ricorsi in via contenziosa non hanno effetto sospensivo” ma “per gravi ragioni” e su richiesta del ricorrente” può essere disposta la sospensione del provvedimento che si assume lesivo di una situazione giuridica soggettiva. 3 ha avuto il compito di introdurre le “misure cautelari atipiche”: come si legge dallo stesso articolo. Nel secondo caso. a cui possono partecipare i difensori delle parti. Consiste in una valutazione sommaria sul merito della pretesa fatta valere dal cittadino con l’impugnazione in cui il giudice realizza una “ragionevole previsione sull’esito del ricorso “ in cui si ad un sommario esame emerga una ragionevole probabilità sul buon esito del ricorso. la stessa viene discussa in Camera di Consiglio. di disporre misure cautelari provvisorie. Allo stesso modo. legge Tar. 3 della legge 205/2000. La tutela cautelare Fino al 2005 la tutela cautelare è sempre stata individuata nella sospensione del provvedimento impugnato. Se il giudice accoglie il ricorso. periculum in mora. secondo le circostanze. In questo caso la situazione di estrema gravità è tale che il Presidente emetta un decreto senza il rispetto del 72 . una volta ricevuta l’istanza cautelare e trascorsi almeno dieci giorni dalla notifica della domanda. Cons. 21. il soggetto potrà quindi chiedere “l'emanazione di misure cautelari (…) che appaiono. È nel 2000 che la tutela cautelare subisce grandi modifiche: l’art.

il termine prima era di 2 giorni. L’integrazione del contraddittorio. la parte interessata può adire il giudice e richiedere l’adozione di misure attuative >(art. 8. con il d. codice dei contratti pubblici.21. sulla spinta della giurisprudenza della Corte di giustizia europea (nonostante la Corte Costituzionale nel 2002 fosse intervenuta a dichiarare costituzionalmente legittima la mancanza di una tutela cautelare ante causam) è stata introdotta una tutela cautelare “indipendente”. Essa può essere proposta o nello stesso ricorso o con atto separato da notificare alle parti del giudizio. anche se non costituita. La costituzione delle parti diverse dal ricorrente Avviene mediante deposito di una memoria difensiva (il controricorso) 20 giorni dalla data di scadenza del deposito del ricorso. In conclusione il giudice sospende o l’efficacia o la sospensione dell’atto. dell'originale delle ricorso con la prova delle avvenute notificazioni e della procura del difensore e conferita con atto separato dall'atto del ricorso. da notificarsi come il ricorso. Può avere interesse ad intervenire in modo adesivo: Sia chi dall’annullamento dell’atto può ricevere un vantaggio indiretto Sia colui che dall’atto impugnato possa prevedere un danno solo eventuale I ogni caso con l’intervento adesivo non si può estendere il thema decidendum oltre il limite di ciò che è stato già fissato dal ricorrente con il ricorso principale. Per quanto riguarda il ricorrente. 12 aprile 2006. 28 della legge Tar (prima non era ammesso l’appello contro l’ordinanza cautelare). Il deposito. art.3 legge 205/2000). Deve essere poi depositata entro 20 giorni. da depositarsi presso la segreteria del TAR entro 20 giorni dall’ultima notificazione (per i giudizi davanti al Consiglio di Stato. Solo recentemente. La domanda di fissazione di udienza Il giudizio prende avvio concreto con il deposito della domanda di fissazione d'udienza ad opera della parte che vi abbia interesse.700 del codice di rito). come modificato dall’art. e quindi di una qualunque delle parti costituite presso l'ufficio giurisdizionale adito. ma non sospende l’atto amministrativo. In Camera di Consiglio. 7. Non può partecipare invece chi non ha impugnato (o proposto ricorso in primo grado come cointeressati) perché decaduti dai termini (si è prestata acquiescenza). presso la segreteria del giudice adito. a norma dell’art. su istanza di parte. 14. e coloro che ritengono di essere in qualche modo pregiudicati dalla sentenza. chiedere la revoca dell’ordinanza ma solo per sopravvenienza di motivi nuovi come il mutamento della situazione di fatto e il mutamento della situazione di diritto. L’intervento principale e litisconsortile invece sono ammessi purché in termini di ricorso. La domanda di intervento deve essere presentata entro 10 giorni prima dell’udienza. ma sempre nell’ambito del ricorso principale. costituisce il momento rispetto al quale va valutata la litispendenza e la perpetuatio jurisdictionis. il collegio deciderà poi se confermare o meno il decreto presidenziale con l’ordinanza emessa all’esito della camera di consiglio. nel processo amministrativo la tutela cautelare è sempre un incidente processuale nell’ambito della proposizione del ricorso principale. a differenza di quanto avviene nel processo civile (per esempio. In ogni caso. legge Tar. L’intervento Nel processo amministrativo l’intervento se ADESIVO (ad adiuvandum o ad opponendum) non è soggetto a termini. Nel giudizio d’appello possono partecipare tutti quelli che hanno preso parte al primo grado. da effettuarsi entro 30 giorni dall'ultima notifica. ma dal 2000 esteso a 10). È inoltre possibile. co.lgs. la costituzione si realizza con il deposito. L’ordinanza cautelare a contenuto decisorio è impugnabile al Consiglio di Stato.contraddittorio. Inoltre va notificato a tutte le parti e alla PA. Nel caso in cui l’amministrazione non ottemperi a quanto stabilito nell’ordinanza. il cd. Tale domanda è sempre revocabile dalla parte che l'ha presentata: in tal caso il ricorso viene cancellato dal ruolo e non può essere assunto cognizione se non a seguito della presentazione di una nuova domanda di discussione. 5. Il deposito del ricorso notificato e la costituzione in giudizio del ricorrente Nel processo amministrativo l'instaurazione della rapporto tra organo giudicante e parti si realizza con la costituzione in giudizio. 6. 72 . entro 60 giorni dalla notifica della misura o entro 120 dalla comunicazione dell’avvenuto deposito della stessa presso la segreteria del Tribunale.

Le norme che la regolavano erano poche. ed eventualmente per motivi diversi. Il ricorso incidentale Strumento offerto al contro interessato intimato per impugnare l’atto in quella parte che non è stata impugnata dal ricorrente. Le norme che regolavano la tutela cautelare erano così riassunte: “Il giudice amministrativo sospende l’esecuzione del provvedimento amministrativo quando il ricorrente alleghi danni gravi ed irreparabili”. Qui la sospensione del provvedimento era inutile e tali situazioni rimanevano prive di tutela.c. ma residuale rispetto agli altri provvedimenti tipici. ma non residuale. Nel 1985 la Corte Cost. secondo le circostanze. 700 c. Nel 1940: si procede a distinguere tra esecuzione istantanea e continuativa (solo la seconda poteva essere sospesa). bensì vi è stata una grande apertura secondo il principio della strumentalità. Nel 1960: si cambia orientamento circa la non so spendibilità degli atti negativi. anzi è l’unico applicabile. L’atto della PA era considerato lesivo perché idoneo a produrre modifiche unilaterali nella sfera giuridica del destinatario.p. Ma successivamente vi fu una forte domanda di giustizia amministrativa. Le misure cautelari atipiche ed il carattere della strumentalità L. da comunicarsi alla parte resistente e ad almeno uno dei contro interessati (questi entro 10 giorni dalla notifica possono presentare memorie e resistenze).p. Si procede con ricorso o con istanza successiva a questo. e necessità di tutela urgente. Se questo è irricevibile o inammissibile. poiché la misura cautelare era vista come un incidente di percorso di scarsa applicazione. che appaiono.) gli effetti della decisione sul ricorso (“sul merito” del c. aveva stabilito che nelle materie di pubblico impiego il giudice amministrativo potesse adottare i provvedimenti più idonei per assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.9. la sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato. Ma alla base del processo amministrativo vi era l’impugnazione del provvedimento amministrativo e la misura cautelare tipica era la sospensione di questo. Tuttavia non sono stati ristretti i mezzi cautelari. Il giudice amministrativo può emanare le misure cautelari. Sezione seconda: La fase cautelare 1. La norma sulla sospensione del provvedimento impugnato Prima della L. 72 . più idonee ad assicurare interinalmente (“provvisoriamente” del c. L’interpretazione della norma nella giurisprudenza L’evoluzione della giurisprudenza è stata di ampliare la possibilità di tutela cautelare. compresa l’ingiunzione a pagare una somma. 700 è sì una misura cautelare.205/2000. unico sia tra le misure che tra le giurisdizioni.205/2000 vi era una sola misura cautelare e tipica.c. 4. E’: Consentito solo ai contro interessati e non alla PA (se riconosce che il proprio atto è illegittimo. lo può annullare. Qui invece è sempre atipico.)  Art. Il procedimento Sostanzialmente ancora regolato dalla normativa precedente alla L. è ciò comportò giudizi troppo lunghi.p. non impugnarlo) Proponibile solo nei confronti dell’atto già impugnato con ricorso principale Non è proponibile dal ricorrente principale Accessorio rispetto al ricorso principale. 3. 2. Ma in ogni caso fu data a tale istituto scarsa applicazione. lo sarà anche quello incidentale (inefficace) Le dottrine più recenti propendono per estendere la possibilità di proporre il ricorso incidentale ai contro interessati sia formali che sostanziali.205/2000: la misura cautelare diventa atipica. Me tale configurazione era inadeguata quando oggetto dell’impugnazione era un provvedimento negativo della PA (diniego di autorizzazione) o il suo silenzio. Ma l’art.c.

per ragioni di trasparenza.Il giudice si pronuncia in camera di consiglio.205/2000: contro le ordinanze del TAR è previsto l’appello entro 60 giorni dalla notificazione dell’ordinanza o 120 giorni dalla comunicazione del deposito in segreteria. 5. ma tali ordinanze hanno comunque carattere decisorio). In ogni caso però il giudice deve prima sentire sul punto le parti costituite. ma spesso ignorato). Il giudice si pronuncia con ordinanza. 6. infatti si riferisce alla pubblicazione) perché non è sempre agevole risalire alla data della comunicazione (si auspica un intervento legislativo in tal senso).) 8. non serve alcuna comunicazione. Il legislatore tuttavia ha introdotto una specifica disposizione che contempla la possibilità di provvedere in “via provvisoria” alla liquidazione delle spese. 9. Prima del 2000: danno grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto Dal 2000: pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato e dal comportamento inerte dell’amministrazione durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso. Presupposti per la concessione della tutela cautelare: pregiudizio grave ed irreparabile e fumus boni juris Motivazione del fumus boni iuris Prima si riteneva un vicolo per il giudice. se invece la misura cautelare si discute in data diversa dall’udienza pubblica deve essere dato avviso di comunicazione alle parti. La condanna potrà poi essere modificata o eliminata a seguito di un diverso esito di merito sul giudizio. ma sono comunque di carattere soggettivo. immediatamente esecutiva e motivata (obbligo di motivazione anche prima del 2000. 72 . questi cominciano ad essere motivati. altrimenti la sentenza sarà annullabile. È applicabile in modo generale tranne quando la richiesta cautelare attenga interessi essenziali della persona (diritto alla salute. perché si decide in base ad una sommaria cognitio. all’integrità fisica. La condanna alle spese Adunanza primaria del consiglio di stato: le spese della fase contenziosa possono essere liquidate con l’ordinanza che definisce tale fase perché vi dovrebbe essere il dato oggettivo della soccombenza nel merito. L. può accadere che il giudice definisca nel merito il ricorso con l’adozione di una sentenza succintamente motivata. Il giudice deciderà il ricorso nel merito: Se risulta la manifesta fondatezza o infondatezza Se la causa è di semplice risoluzione (il giudice per decidere della misura cautelare deve in ogni caso conoscere la causa…. la parte deve avanzare richiesta al TAR per abbreviare il termine di 10 giorni. b) la revoca il giudice amministrativo aveva stabilito che contro le ordinanze cautelari adottate dai TAR ci si potesse appellare al consiglio di stato (l’appello è previsto sì solo contro le sentenze. Oggi. Definizione del giudizio nel merito in forma semplificata Durante il giudizio in camera di consiglio fissato per trattare la misura cautelare. 7. e quindi si tendeva a non motivare il provvedimento. Se vi è urgenza. La prestazione della cauzione Con la L.c. all’ambiente) o ad altri beni di rilievo costituzionale. Il termine che si riferisce alla comunicazione è problematico (il c. I rimedi contro l’ordinanza: a) l’appello.20572000 è stata prevista la possibilità di disporre una cauzione (la cui prestazione subordina la concessione o il diniego della misura cautelare) se dal provvedimento cautelare potrebbero derivare effetti irreversibili. senza contraddittorio. e il giudice deve stabilire le modalità e l’entità della cauzione. Se si segue il corso normale del processo. La norma fissa dei presupposti perché il giudice possa subito definire il giudizio. Sull’appello si pronuncia il consiglio di stato. che può essere prestata anche tramite fideiussione. Inoltre non si può ritenere che vincolino il giudice nella decisione sul merito. Può essere prestata da tutte le parti. con le stesse regole e procedimento previsti davanti al TAR.p.

non richiede (come il danno) una quantificazione economica Correlazione tra pregiudizio e tempo Uno stesso atto amministrativo può recare pregiudizio grave e irreparabile a seconda della durata del processo che si svolge davanti. Vale il principio che regola il rito civilistico in base al quale il giudice deve pronunciare si tutta la domanda e non oltre i limiti di essa ( art. è contraria alla parte che avrebbe dovuto fornire la prova di quel fatto. dall’istruttoria alla decisione. concernente.205/2000 ha stabilito che la revoca sia ammissibile solo per fatti sopravvenuti. genericamente. che la parte che contesta la legittimità di un provvedimento debba fornire la prova dei fatti posti a fondamento della sua contestazione e che la regola di giudizio. Nell'istruttoria l'aspetto più importante è quello della prova visto che si deve ricostruire un fatto controverso. come ad es. vi è maggiore possibilità di pregiudizio) Sezione terza: La fase istruttoria La fase istruttoria L’istruzione è l’attività del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per il giudizio. la necessità di un’indagine è.d. sull’onere della prova che comporta. La mancanza della prova determina la soccombenza. petitum. esso comporta che il giudizio in ogni sua fase. cosa qui non richiesta. Si distingue un’istruttoria preparatoria. fra l’altro. dovrà rigidamente attenersi al c. vale a dire a quanto la parte chiede nel ricorso.c. che sono i fatti costitutivo del vizio dedotto in giudizio. o siano state violate norme di procedura. il giudice può trarre da tale omissione conseguenze sfavorevoli all'amministrazione e utili a corroborare i dati probatori forniti dal ricorrente. Questo principio comporta l’esclusione delle prove legali quali il 72 . Il danno è diverso dal pregiudizio: Il primo nel c. individuazione dei fatti che possono essere allegati solo dalle parti. fatti principali. È dunque esclusa la revoca per nuovi fatti o per diversi profili di diritto? Si prospetta una forte limitazione di tutela… La revoca deve essere presentata allo stesso giudice che ha adottato l’ordinanza che si vuole far revocare. insieme ad i motivi che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito del ricorso (fumus boni juris). esclusa quando i fatti non siano controversi. Le prove raccolte nel giudizio sono rimesse. ma poiché la posizione delle parti è diversa rispetto ad altri tipi di processo (il ricorrente è infatti un privato e l'altra parte è l'amministrazione) per ovviare alla situazione di disparità del ricorrente rispetto all'autorità pubblica è stato coniato il concetto di principio di prova dove si chiede solo un inizio di dimostrazione della fondatezza della propria pretesa e dove se l'amministrazione intimata non ottempera alle disposizioni istruttorie. L’attività del giudice comporta. diretta ad accertare gli elementi di fatto della controversia. quello di Roma. nel processo amministrativo. E’ un’applicazione del c. di volta in volta.p. quanto alla loro valutazione. Dal punto di vista del giudice. è che l’attività istruttoria si svolga senza soluzioni di continuità. ad esempio. nel caso di incertezza su un fatto.Per la revoca. E’ fondamentale perché. 3. principio della domanda ( o principio dispositivo ) in forza del quale spetta alle parti e soltanto ad esse allegare i fatti su cui fondare la propria domanda. libero apprezzamento del giudice. è stata ritenuta ammissibile dalla giurisprudenza qualora si sia modificata la situazione di fatto. in relazione agli elementi forniti dal ricorrente. al prudente apprezzamento del giudice. Il secondo è meno grave. in buona sostanza.c. alle manchevolezze delle parti non può supplire un intervento d’ufficio del giudice. Tuttavia la L. La regola. Il principio anche nel processo amministrativo è quello che l'onere della prova spetta a chi compie l'affermazione. 2.c. Essi si identificano con i c. ). basandosi solo sui fatti principali dedotti dalla parte ricorrente. 101 p. prova dei fatti.d. ad uno specifico TAR (se questo è più affollato. Nel procedimento amministrativo si rilevano tre aspetti legati alla fase istruttoria: 1. Ciò non significa necessariamente che una particolare indagine debba essere svolta sempre. nel corso della trattazione della controversia davanti all’organo decidente. o quando la domanda contenga nuove ragioni di fatto e di diritto. vale a dire i fatti materiali su cui si fonda la pretesa di annullamento dell’atto impugnato. da una probatoria. l’impostazione del giudizio. deve essere imminente ed attuale. oltre alla valutazione dei termini di diritto della controversia anche e soprattutto la conoscenza della vicenda o della situazione in termini di fatto. Vale il principio generale dell’articolo 2697 c.d.

si deve ricorrere all’interpello. bensì sul rapporto giuridico amministrativo. L. Accanto ad un’istruzione di tipo documentale. Quando vi sono però fatti complessi in cui non è rintracciabile una sola linea di giudizio.c. ed è su questi che il giudice può assumere l’iniziativa probatoria (principio acquisitivo). ma non più ordinata alla PA. 7° comma e art. ma differenzia le prove in base ai vari tipi di giurisdizione (per quella esclusiva. Istruzione probatoria e principio dispositivo Si compone delle attività svolte per fare in modo che la decisione della causa si svolga sulla base della completa conoscenza della realtà rappresentata dal ricorrente. prima che processuale.p. 1971: solo ora si pone a carico della PA il deposito del documento all’atto della costituzione in giudizio. 4. Sentenza additiva: inserisce alcuni tra i mezzi di prova previsti dal c. quindi di solito è realizzata dalle stesse parti senza l’intervento del giudice. Fa eccezione la disciplina dell’atto pubblico. per il principio della concentrazione.p.205/2000 non solo aggiunge il consulente tecnico d’ufficio. Necessario il deposito del ricorso più la copia del provvedimento impugnato. cardine della giustizia amministrativa. si sottrae al libero apprezzamento del giudice in forza dell’efficacia generale che possiede sul piano del diritto sostanziale. perché prove legali.). bensì ad un’amministrazione terza). Il processo amministrativo è processo di parti. tramite l’ufficiale giudiziario. devono essere previste tutte le prove del c. che andrebbero contro il principio del libero convincimento del giudice. Con la L. il TAR ha il potere di ordinarne l’esibizione. l’esibizione del documento non è più legata alla costituzione in giudizio. per poter depositare il verbale con cui la PA si rifiuta di esibire il documento.c. 72 . successivamente questa si focalizzò anche su fatti qualificati da regole proprio di determinate scienze (spesso quindi il giudice si trova a valutare atti che rientrano nella discrezionalità tecnica). pena decadenza.c. che anche nel processo amministrativo ha l’efficacia prevista dall’art.c. allora il giudice amministrativo di legittimità utilizza il criterio della ragionevolezza.1889: l’istruzione è ancora di tipo documentale. 3. Se vi è inadempimento. Ne è nato però un problema in materia di pubblico impiego: La Corte Cost infatti dichiara illegittime le norme sul sistema probatorio dinnanzi al giudice amministrativo nella parte in cui non prevedono che.p. non anche sulla realtà extra-processuale.). Istruzione preparatoria e probatoria Nel processo civile prima vi è una fase preparatoria (di trattazione) poi istruttoria (art.c. tranne l’interrogatorio formale e il giuramento. La PA ha l’obbligo di esibizione entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. Allora l’attività di istruzione era ordinata direttamente alla PA interessata(ossia parte in causa) perché formata da prove prevalentemente documentate). 1. non esibendo il documento. Prima l’indagine era solo sul fatto storico.giuramento e la confessione. nel pubblico impiego. Istruzione probatoria ed esibizione documentale La L. veniva a crearsene un’altra ora di tipo processuale (uso della verificazione. e il ricorrente ha l’onere di allegare i fatti principali e secondari che vuole far valere.p. 183. 2. Vale il principio del dispositivo. Tale impostazione nasce dal pensiero allora radicato che il giudice di legittimità non fosse giudice del fatto (infatti solo nella giurisdizione di merito si applicavano le norme del c. vale a dire che fa piena prova ( o prova legale ) e che. Istruzione probatoria e poteri di cognizione del fatto Successivamente l’oggetto del giudizio non è stato più incentrato sull’atto impugnato. Nel processo amministrativo non vi è un’autonoma fase di istruzione. L’istruzione è per lo più documentale. fosse possibile usare gli stessi mezzi di prova previsti per il processo del lavoro davanti al giudice ordinario.205/2000.184 c. 2700 c. quindi. Le novità in tema di istruzione probatoria Lo schema del processo amministrativo è stato per lungo tempo usato nella giurisdizione esclusiva. ostacola la realizzazione della pienezza del contraddittorio). anche quando si trattava di diritti soggettivi. altrimenti interviene il giudice amministrativo (perché la PA. Se non se ne ha disponibilità. 5.

infatti spetto il giudice si accontenta che nel ricorso siano indicati indizi idonei a fondare la pretesa (ma non si sta confondendo il principio di prova con la specialità del motivo di ricorso?!) 7. l'attenzione del giudice deve incentrarsi sulla valutazione e sa verificare la gravità della violazione alla luce delle circostanze in cui è stata commessa e dei riferimenti normativi giuridici. soprattutto quando siano nella disponibilità della parte. perché soprattutto in diritto amministrativo comportava una diseguaglianza tra privati e PA. Altra parte della dottrina della giurisprudenza hanno invece aderito alla tesi della responsabilità extracontrattuale. e sarebbe irragionevole addossare l’onere della prova sul privato). per verificare effettivamente quale sia il danno verificatosi. ma tale schema è stato ritenuto incompatibile con il carattere personale della responsabilità civile. propri della realtà amministrativa. in quanto si applica il principio generale per il quale si agisce in giudizio deve fornire la prova dei fatti costitutivi la domanda: è dunque il privato che agisce in giudizio tenuto a fornire la prova dell'esistenza del danno. 2 principi fondamentali: Per i fatti nella disponibilità del ricorrente vi è l’onere della prova Per i fatti nella disponibilità esclusiva della PA vi è l’onere del principio di prova. Onere della prova e giudizio risarcitorio Seguendo le indicazioni richiamate. 6. ma anche da poteri d’ufficio del giudice (con i quali non è violato però il principio del contraddittorio: infatti i documenti sono nelle mani della PA. mentre l'amministrazione è tenuta di mostrare la propria innocenza.p. dal 2000 devono essere applicate le regole proprie del processo civile.Fino alla metà del secolo scorso. che riconosce ai soggetti privati ampie facoltà di partecipazione al procedimento e all’istruttoria. Se la PA resiste al potere istruttore del giudice. Tuttavia ciò fa nascere vari ordini di problemi: il requisito della colpa dell'amministrazione era tappezzato di una stessa adozione ed esecuzione di un provvedimento amministrativo illegittimo da parte dell'amministrazione.Onere della prova e giudizio risarcitorio Fermi restando i poteri ampi del giudice nell’istruzione della causa. e il diritto di accesso agli atti amministrativi (dato ormai il principio della generale accessibilità agli atti amministrativi. mentre non sembra poterne condizionare lo svolgimento (la parte non può decidere circa la tecnica del processo). Tuttavia si è notato che tale schema non poteva essere più adottato. tramite la quale il privato risulta agevolato dell'onere probatorio attraverso la possibilità di offrire elementi indiziari quali la gravità della violazione. La signoria delle parti allora rimane sicuramente nella fase costitutiva del rapporto. in ogni caso la parte ha l’onere di allegare i fatti posti a fondamento del diritto che vuole far valere (soprattutto se questi sono nella sua disponibilità). anche il processo civile era caratterizzato dall’assoluto signoria delle parti. In ogni caso si esclude che l'onere probatorio gravante incappa la parte possa essere assolto senza che il giudice ripercorra l'interattività amministrativa all'interno del giudizio prognostico. Se invece si accetta la tesi che vede una presunzione di responsabilità dell'amministrazione. l'univocità della normativa di riferimento e l'apporto partecipativo del privato al procedimento. La fase istruttoria è caratterizzata non da poteri monopolistici delle parti (necessari solo per individuare i fatti oggetto della pretesa). Ma poi 72 . Nel caso della giurisdizione esclusiva invece. Spetta poi all'amministrazione allegare elementi ascrivibili allo schema dell'errore scusabile. 8. in sede processuale il ricorrente deve fornire concrete indicazioni documentali). incluso il principio dell’onere della prova. 9. anche nel giudizio risarcitorio non è escluso che la parte interessata conservi l'onere di allegare le circostanze gli elementi posti a fondamento del diritto fatto valere in giudizio. 116 c. questi tramite l’art. in quanto i primi difficilmente potevano essere a conoscenza di fatti antecedenti l’emanazione dell’atto. In tal caso si assiste ad una naturale attenuazione del principio di prova. Partecipazione procedimentale e attenuazione del principio dispositivo Tuttavia tale ampiezza di poteri attribuiti al giudice si scontra con la disciplina della legge del 1990. L’onere del principio di prova e la regola di giudizio Spetta poi al giudice colmare le eventuali lacune anche d’ufficio. valuterà tale comportamento come argomento di prova.c. Se la colpa dell'amministrazione non può essere quindi ricondotta alla mera legittimità del provvedimento. in capo al privato viene ricondotto l'onere di provvedere alla sola legazione del danno patito. L’onere è valutato in maniera neanche troppo severa.

In passato il Consiglio di Stato procedeva con decisione interlocutoria. c. e non quelle costituite). 10.p. tramite le quali si va contro il libero convincimento del giudice).c. in ogni caso (ossia le prove legali. con nell'applicazione del regime previsto dal codice di rito. ed avendo la piena disponibilità dei propri interessi saranno messe a valutare se e quando assumere tali iniziative.p. L'esecuzione dei mezzi di prova spetta al presidente del tribunale o al collegio disporre l'ammissione di mezzi di prova. Nel 2000 i mezzi di prova del c.c. come nella giurisdizione di legittimità. Le iniziative istruttorie delle parti L'istruzione di tipo documentale è stata in gran parte vostra carico dell'amministrazione. Sono esclusi l’interrogatorio formale e il giuramento. assoggettati alle norme del c. che qui non sarebbe ammesso in ogni caso). per il principio della concentrazione). come nel processo civile. stabilire termini e modi con cui debbono seguire le disposizioni del codice di procedura civile e tale previsione si applica ora anche alla 72 . Di conseguenza vennero creati a livello giurisprudenziale degli indici identificativi: violazione delle regole di imparzialità. Nel 1987 ciò fu dichiarato illegittimo. La forma dei provvedimenti istruttori devono essere adottati con ordinanza. sono inammissibili nuovi mezzi di prova (tranne il giuramento decisorio. ma è posta a carico anche di soggetti diversi dall’amministrazione intimata (pur non avendo avuto rilievo diretto ai fini dell’emanazione del provvedimento. in ogni caso tali documenti presso altre PA possono essere utili per conoscere i fatti di causa. I poteri istruttori nella giurisdizione esclusiva e di merito Prima il giudice aveva gli stessi poteri istruttori limitati. 12. In questo caso il richiamo alle norme del codice di rito non può prescindere dal considerare la mancanza del giudice istruttore e la concentrazione delle decisioni in capo al collegio. Nel caso in cui però si tratti di interessi legittimi. Con legge del 2000 si stabilisce che la decisione sui mezzi istruttori è attuata con ordinanza. Sulla ripartizione dei poteri istruttori nel processo di legittimità La possibilità di avere poteri di acquisizione documentale non è solo del giudice. in caso di inadempimento le parti possono sollecitare il presidente del tribunale qualora non si attivi d'ufficio. correttezza e buona amministrazione. 13. perché non si possono ammettere tutti i mezzi di prova? Vi sono forti dubbi di legittimità costituzionale… Per i diritti soggettivi. Diversamente il potere di iniziativa del giudice devono ritenersi limitati quando il rapporto è di tipo paritetico e l'istruzione probatoria è dominata dal principio dell'onere della prova. con la quale si fissa la data dell’udienza successiva per la trattazione del ricorso. prassi che è stata mantenuta anche con l'istituzione dei Tar. Le parti private devono però produrre documenti di cui sono in possesso. Si deve verificare quindi se vi sia errore scusabile da parte della PA. Vi è quindi una fase di istruzione probatoria distinta? Ma così si allontana la fase decisoria… (comunque si ritiene che il giudice manterrà la linea di tendenza precedente al 2000. (tranne le prove legali) furono estesi anche a tutte le cause in materia di giurisdizione esclusiva (in modo da tutelare maggiormente i diritti soggettivi).s. limitatamente alle controversie in materia di pubblico impiego e alle questioni di carattere patrimoniale. 14. anche se chiarendo che tali sentenze interlocutorie. Nel processo di legittimità a tali iniziative delle parti si verranno ad affiancare quelle probatorie del giudice è tenuto collaborate nella ricerca della verità dei fatti controversi. l’onere della prova). 11.. Quella recente riforma del 2000 è stato comunque sancito che le decisioni sui mezzi di distruzione hanno la forma dell'ordinanza. per le quali dovevano essere applicabili gli artt. Ma se nelle materia di giurisdizione esclusiva sono applicati i principi di procedura civile (es.come si qualifica la responsabilità della PA? Prima del 1999 la colpa si ravvisava nella stessa adozione ed esecuzione da parte di questa di un atto illegittimo (presunzione assoluta di colpa. che di 20 giorni prima di quello fissato per l'udienza di discussione delle ricorso. Hanno comunque un termine perentorio finale per il deposito dei documenti. In cui contengono decisioni istruttorie non sono appellabile.p. incompatibile però con il principio della personalità della responsabilità civile). salvo che il Collegio non li ritenga indispensabili o che la parte non li abbia potuti produrre in primo grado per cause ad essa non imputabili (ma comunque sono sempre ammissibili nuovi documenti: si ritiene infatti che il divieto di produrre nuove prove riguardi solo quelle costituende. sul processo del lavoro. si dovranno seguire le regole del processo amministrativo circa l’istruzione probatoria.c.420 e s.

discrezionalità tecnica. . ad eccezione del giuramento decisorio. il giudice potrebbe sindacare nel loro contenuto le valutazioni tecniche riservate dalla legge all’Amministrazione. ma non è consentita una reformatio in peius delle sentenze impugnate. Il presidente di sezione può disporre della rinnovazione totale o parziale di una prova e può mettere una prova nuova quando la stessa non sia stata esclusa dalla sentenza impugnata o quando accorda il motivo di censura proposto sul punto della decisione impugnata e aveva escluso dalle prova nel giudizio di primo grado. verificazioni. nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una materia di giurisdizione esclusiva. 3. senza delle parti interessate con l'appello principali incidentali abbiano preso le relative iniziative. si ritiene che ci si debba riferire al codice di procedura civile che ritiene inammissibili i nuovi mezzi di prova in appello. può essere indirizzata anche nei confronti di un’Amministrazione che sia parte del giudizio. l'impugnazione dunque a effetto divulgativo e porta ad un riesame di tutta la controversia: le nuove prove sono consentite in appello a condizione che la loro ammissibilità o rilevanza non sia stata esclusa la sentenza impugnata. salvo che il collegio non li ritenga necessari o che la parte dimostri di non averli potuti proporre nel giudizio di primo grado per causa di essa non imputabili. Le parti possono inoltre chiedere che i documenti esibiti in originale possano essere sostituiti da copia conferme predisposta in segreteria. per le misure cautelari urgenti). I singoli mezzi istruttori I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di legittimità sono rappresentati da tre tipologie: 1. la c. richiesta di documenti.c. Se in appello si richiedono provvedimenti urgenti. richiede la trasmissione dei documenti. e per quanto riguarda l'assunzione dei mezzi di prova consentiti nelle controversie in materia di giurisdizione esclusiva si richiamo alla disciplina contenuta nel regolamento di procedura tenendo conto della specificità del processo amministrativo. 17. a differenza di quest’ultima. L'ordine illustra prima l'analisi degli strumenti probatori tipici del giudizio di legittimità. Si ritiene comunque sempre possibile alla produzione di nuovi documenti. Può avere ad oggetto qualsiasi documento dell’amministrazione o di terzi. La segretaria del giudice d’appello.p. la giurisprudenza sostiene che non sarebbero assimilabili alle perizie e alle consulenze tecniche per il fatto che le verificazioni non potrebbero riguardare elementi di valutazione o di apprezzamento dei fatti . tra l'altro non ha messo nel nostro processo. anche se non costituisce mezzo di prova in senso proprio. Possono avere contenuti molto ampi e in particolare. ma sono una volta che il giudizio sia stato definito con sentenza passata in giudicato.U. richiesta di chiarimenti.d. però. e pongono molti problemi interpretativi soprattutto riguardo all'istruzione probatoria. Questa riconosce al giudice di appello gli stessi poteri di cognizione di decisione del giudice di primo grado. sono così applicabili gli artt. come ad es. I mezzi di prova: delimitazione del sistema è opportuno prendere in esame singoli mezzi di prova. 2.p. che comunque operano secondo il regime istruttorio che caratterizza i vari tipi di giudizio. salvaguardandola. L'istruzione probatoria nel giudizio di appello nella legge Tar 1971 e disposizioni che disciplinano l'appello sono poche. anche in questo caso. da 191 a 201 c. secondo la giurisprudenza. possono riguardare l’accertamento di fatti o do situazioni complesse . attraverso le verificazioni. sul Consiglio di Stato. 16. la parte può provocare un’ordinanza del Presidente del Collegio per la trasmissione dei documenti (se è necessaria la massima tempestività. altrimenti. per quanto riguarda il consulente tecnico d'ufficio. entro 30 giorni dalla data di iscrizione a ruolo della causa in appello. 15.consulenza tecnica d'ufficio perché. Il giudice d'appello può dunque assumere anche d'ufficio i mezzi istruttori. i documento sono trasmessi al giudice di II grado insieme al fascicolo d’ufficio. 72 .c. Concorre con gli strumenti previsti a tutela del diritto di accesso del cittadino. Il ritiro dei documenti non è permesso in pendenza di lite. e comunque ora inserita nel T. Analoga alla richiesta di informazioni alla Pubblica amministrazione prevista nell’articolo 213 c. Una valutazione che risponde all’esigenza di conservare nelle mani della sola Amministrazione. la cui esibizione sia ritenuta utile per la decisione. Se si va in appello. per passare poi a quelli ammessi nell'ipotesi di giurisdizione esclusiva. però.

t. altrimenti l'udienza non può essere fissata e dopo 2 anni il ricorso è perento (= estinto per inattività delle parti). viene fissata l’udienza di discussione del ricorso. È un mezzo di prova ammesso nella giurisdizione esclusiva. nel giudizio avanti il Consiglio di Stato) e memorie fino a dieci giorni prima. Consulenza tecnica d'ufficio. essi si ricavano dal disposto dell’articolo 44.4. Domanda di fissazione dell’udienza (impulso di parte) e decisione del ricorso Il ricorrente deve sollecitare un'istanza di fissazione dell'udienza. esposizione dei motivi di fatto e di diritto 4. perché incompatibile con il principio del libero convincimento del giudice. per illustrare oralmente le proprie ragioni. ordine affinchè sia eseguita dall’autorità amministrativa interessata 6. Le parti costituite possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima dell’udienza (fino a trenta giorni liberi. che è pubblica. attraverso il proprio avvocato. Una volta conclusa la discussione. deve contenere i seguenti elementi: 1. La decisione del Tar. indicazione della data 7. I mezzi istruttori ammessi nel caso di giurisdizione di merito godono invece di maggiore ampiezza. eseguire ispezioni.u. i giudici si riuniscono in camera di Consiglio per deliberare a maggioranza assoluta. L’articolo 27 del Regolamento precisa ulteriormente che “il giudice amministrativo può assumere testimoni. dispositivo (parte precettiva della decisione) 5. Ai sensi dell'articolo 44 del t. L'istanza può essere presentata dalle altre parti. Cons. il TAR. L'impulso delle parti serve anche quando si è tenuta l'udienza ma il processo non si è ancora chiuso (serve una nuova istanza entro 2 anni). coi poteri attribuiti al magistrato dal codice di procedura civile e con le relative sanzioni”. In seguito alla presentazione dell’istanza. Nonostante la maggiore ampiezza prevista per i mezzi istruttori in casi di legittimità di merito emerge limpidamente la generale limitatezza dei mezzi istruttori previsti per il giudizio amministrativo. indicazione delle parti e dei loro avvocati 2. provvede a decidere il ricorso pronunciando la sentenza. e come si è già visto la prova legale viene esclusa. delle leggi sul Consiglio di Stato il giudice amministrativo può sempre richiedere la consulenza tecnica d'ufficio che consiste nell'utilizzo di un esperto che coadiuva il compito del giudice. Nella giurisdizione anche in merito è possibile utilizzare tutti i mezzi di prova del Codice di Procedura Civile per cui anche la confessione e il giuramento. 2° comma. il che suscita non poche perplessità se si relazione alla delicatezza e alla rilevanza degli interessi legittimi e dei diritti tutelati nel caso di giurisdizione esclusiva. Sono preclusi l’interrogatorio formale e il giuramento perché preordinati a una prova legale. 5. il tenore della domanda 3. la trattazione ha luogo anche se non intervengono le parti o i loro avvocati: non esiste infatti l’istituto della contumacia. ciascuna delle parti può intervenire.u. La testimonianza. per l’integrazione del contraddittorio) o pronunce istruttorie. di cui deve essere data comunicazione alle parti con congruo preavviso (almeno quaranta giorni). Stato che prevede che in questi casi “il Consiglio di Stato può ordinare qualunque mezzo istruttorio nei modi determinati dal regolamento di procedura”. Nell’udienza. ordinare perizie e fare tutte le altre indagini che possono condurre alla scoperta della verità. se non ritiene di dover adottare pronunce interlocutorie (per esempio. sottoscrizione del giudice 72 .

all'interno di 72 . un'influenza diretta sulla decisione della causa. 19.634 c. questo sarà valutato come ammissione dei fatti.c. anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile. nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie. purché bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso ma non devono mai permettersi di esorbitare in affermazioni che potrebbero avere.p. senza fissare né pubblica udienza né camera di consiglio. La richiesta di (s)chiarimenti sia alla PA che ai privati. È importante che il CTU faccia sempre riferimento a dati certi e. L’ordine di verificazione: Nasce dal fatto che il giudice prima poteva basare il suo convincimento solo sulla rappresentazione della realtà fornitagli dalla stessa PA.In base all’articolo 26. Il contenuto di tale prova è indeterminato. Se la PA mantiene un comportamento omissivo. anche a persone che non esercitano tale attività. la rinuncia al ricorso 3.p. con sentenza succintamente motivata. nonché per prestazioni di servizi. quando siano tenute con l'osservanza delle norme stabilite per tali scritture. 18. la sopravvenuta carenza di interesse 6.dopo una procedura di accertamento dell'esperienza . sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli art. 2214 e seguenti del codice civile. La consulenza tecnica d’ufficio svolge la funzione di Ausiliario del Giudice lavorando per lo stesso in un rapporto strettamente fiduciario nell'ambito delle rigide e precise competenze definite dal c. possibilmente. fatte da imprenditori che esercitano un'attività commerciale. sono ammessi dunque tutti quelli del c. Infine l’articolo 26.p. I Consulenti Tecnici d'Ufficio sono iscritti .sulle proprie conclusioni tecniche. la perenzione 5. 7° comma legge TAR prevede che. improcedibile o irricevibile. Da svolgersi sempre in contraddittorio. Sono dichiarazioni di conoscenza in forma scritta (tipo interrogatorio libero) che non può però supplire alla mancanza di elementi istruttori. ma oggi invece vi è un’altra tendenza secondo la quale si ritiene che la PA “interessata” si riferisca a tutto quell’apparato che comprende la PA sovraordinata che esercita poteri di controllo e vigilanza sulla parte in causa. la cessazione della materia del contendere 4. senza che sia stata fissata l’udienza di discussione. che accompagni tutto ciò che afferma con opportuna documentazione focalizzandosi –nella parte finale. Per i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro. Nei confronti del decreto le parti possono proporre opposizione al collegio.c. 4° comma legge TAR il giudice amministrativo può decidere il ricorso.: Sono prove scritte idonee a norma del numero 1 dell'articolo precedente le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi. 20. l’estinzione del giudizio 2. nella camera di consiglio fissata per l’esame dell’istanza cautelare o nell’udienza fissata in seguito all’adozione di un mezzo istruttorio. 21. Questa possibilità vale solo quando il ricorso risulti manifestamente fondato o manifestamente infondato. che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti. al di là dei profili tecnici. il collegio decide con ordinanza.c.. I documenti art. inammissibile. quando si sia verificata 1. disponendo. Scopo del Consulente è quello di rispondere in maniera puntuale e precisa ai quesiti che il Giudice formula nell'udienza di conferimento dell'incarico e di relazionarne i risultati nell'elaborato peritale che prende il nome di Consulenza Tecnica d'Ufficio. se accoglie l’opposizione. tranne le prove legale. la decadenza per mancata riassunzione (tutte queste comportano l’estinzione del processo) il Presidente della sezione competente provvede alla relativa declaratoria con decreto.

Vizio di forma. limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso. o sel’organo si rende conto di non essere il superiore gerarchico dell’organo che ha emesso l’atto – in ogni caso pronuncia di rito. 2. l'accoglimento del ricorso può accompagnarsi o meno al rinvio al giudice di primo grado cioè al TAR. Si possono avere sentenze di rito o di merito: le prime sono decisioni che incidono sulle questioni pregiudiziali. ossia modificare l’atto nelle parti in cui lo ritiene illegittimo. Riguarda le ipotesi in cui la sentenza sia nulla. le sentenze di merito decidono il merito della domanda. dichiarato inammissibile se per legge non poteva essere proposto. esperti in mobili ed antiquariato. con accoglimento senza entrare nel merito. inoltre. Sia nel caso del vizio di forma che del difetto di procedura. può solo chiedere di sanare tale vizio). ma che non può essere processato dato il vizio che lo caratterizza e che non è stato sanato. ingegneri. ecc) tenuti dai tribunali. Il Consulente Tecnico d'Ufficio opera prestando particolarmente attenzione a garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti alle quali deve consentire . e accogliendolo può: • annullare l’atto. Solo sulle sentenze di merito si forma il giudicato.il contradditorio. geometri. Quelle di merito accerteranno se sussistano o meno i vizi dedotti in giudizio. anche se questo si può capire dalla lettura del ricorso. Nel caso di incompetenza dell’autorità che ha emanato l’atto. periti industriali. L'annullamento con rinvio è un'eccezione ed è disciplinata dall'art 35 della legge TAR. 72 . È una categoria che racchiude diverse ipotesi. • rimettere l’atto all’autorità che lo ha emanato: ciò si verifica quando il vizio rilevato è causato da un difetto di istruttoria. la giurisprudenza ritiene che si debba 2. la ratio dell'art. A questi due casi va aggiunta l'erronea declaratoria di incompetenza da parte del giudice di primo grado. 3. in quanto assorbire è non esaminare.in ogni momento . Decisioni di merito: decisione di accoglimento: se ritiene il ricorso fondato. Il tribunale è tenuto a esaminare ciascun motivo del ricorso: è sufficiente che uno sia fondato perchè il ricorso venga accolto (cd assorbimento degli altri motivi). a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo. Nella giurisdizione esclusiva l'atto impugnato può anche mancare: la parte chiede che sia accertato il diritto o condannata l'amministrazione. ma la fondatezza della pretesa del ricorrente. Rigettare l'istanza significa confermare la sentenza di primo grado. Le sentenze di rito sono quelle che si arrestano a una pregiudiziale. La sentenza Il giudice in appello può accogliere l'istanza del ricorrente oppure rigettarla. assegna al ricorrente un termine per provvedere a sanarla. Se invece rileva una irregolarità sanabile.specifici albi. 35 è evidente perché si è davanti a casi in cui di un giudizio di primo grado vero e proprio non può parlarsi. • riformarlo. L'assorbimento limita la portata dell'accertamento. presupposti dell’azione e sule condizioni dell’azione. esperti in musica. Sentenze di rito e sentenze di merito Decisioni di rito: 1. Il tribunale non giudicherà la fondatezza dei motivi di ricorso. 1. lo dichiara improcedibile (ad esempio se il ricorrente non ha dichiarato correttamente il provvedimento che voleva impugnare. Quindi entra nel merito del ricorso e delle questioni prospettate. Improcedibile è diverso da inammissibile: infatti vuol dire che era ammissibile. Difetto di procedura. procedere a rinvio tutte quelle volte l'anomalia comporti una lesione del diritto alla difesa. È soggetto. una volta che siano decorsi i termini per l'impugnazione. agronomi. 2. decisione di rigetto: se ritiene il ricorso infondato. e in base a ciò accoglierà o respingerà la domanda. e se questo non provvede. In questo caso non può dichiararlo inammissibile. suddivisi per categorie (ad esempio: architetti. si parla di incompetenza che ha un effetto assorbente. Le ipotesi sono due: 1. grafologi.

Se rifiuta il terzo. purché ciò possa compiersi senza grave danno per la parte o per il terzo. il giudice istruttore. ma dopo tutte le cause della stessa udienza). quindi modificabile.61 e 62 del regolamento di procedura del 1907.p.c. può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo. Gli altri mezzi di prova nelle controversie di giurisdizione esclusiva a) Ispezione ed esibizione: art. in qualunque stato e grado del processo.c. non dopo ogni singolo giudizio. la causa è rimessa a ruolo davanti ad un altro Collegio.p. e senza costringerli a violare uno dei segreti previsti negli articoli 351 e 352 del codice di procedura penale. tramite il metodo acquisitivo) e il processo si avvia verso la sua conclusione: la formulazione del giudizio e l’emanazione di una sentenza. Le parti possono farsi assistere dai difensori. Questo 72 .c. questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposta l'istanza di esibizione.c. ha facoltà di ordinare la comparizione personale delle parti in contraddittorio tra loro per interrogarle liberamente sui fatti della causa. Nell'ordinare l'esibizione. È stato quindi già definito l’oggetto della controversia.c. Se la parte rifiuta di eseguire tale ordine senza giusto motivo. I provvedimenti istruttori prima erano ritenuti non appellabili ma ciò era in contrasto con il c.22. Se si verifica la “terza opinione. L’assegnazione della causa in decisione svolge 2 funzioni: . si è svolto il contraddittorio. revocabile e non suscettibile di impugnazione se non insieme all’impugnazione di merito.: Il giudice può ordinare alle parti e ai terzi di consentire sulla loro persona o sulle cose in loro possesso le ispezioni che appaiano indispensabili per conoscere i fatti della causa. Premesse Dopo la discussione (in pubblica udienza o in adunanza camerale) il Presidente del Collegio dispone l’assegnazione (o spedizione) della causa in decisione: si tratta del passaggio formale alla fase decisoria (il Collegio si ritira in Camera di Consiglio).p. c) Le prove per testimoni: qui è ammessa solo per fatti storici (e segue il c. preclude ai componenti del Consiglio la possibilità di esercitare il diritto di astensione . altrimenti per valutazioni tecniche si ricorrerà alla verificazione. Profili formali: la formazione della decisione La disciplina della fase decisoria è contenuta negli artt. nel quale i provvedimenti istruttori assumono la veste di ordinanza. il giudice lo condanna a una pena pecuniaria non superiore a lire ottomila. su istanza di parte. o d’ufficio. Procedura di rilettura: si può riaprire la discussione (per i principi costituzionali del giusto processo) se sopravviene una nuova normativa o un’altra questione di fatto o di diritto che possa incidere sulla decisione. Sezione quarta: La fase di decisione 1.p. è stato raccolto il materiale probatorio (o per iniziativa delle parti. determina la chiusura del contraddittorio e la fissazione della posizione processuale delle parti. e nell’art.c.. il luogo e il modo dell'esibizione. il giudice può da questo rifiuto desumere argomenti di prova a norma dell'articolo 116.117 c. secondo comma.: Il giudice.p.276 c. Il Collegio giudicante. non sottoposte al contraddittorio delle parti)? La riapertura del contraddittorio potrebbe impedire questa criticata soluzione.118 + 210 c. Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'articolo 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo. si ritira in Camera di Consiglio per deliberare (nella prassi. dopo la discussione del ricorso. Se l'esibizione importa una spesa. b) Interrogatorio libero: art.).p. 2. o terza via” del giudice (quando cioè questi basi la propria decisione su questioni insorte solo in Camera di Consiglio. di fronte al quale si rinnova la discussione. il giudice dà i provvedimenti opportuni circa il tempo. Se tra la discussione e la decisione si verifica un fatto che non permette al Collegio di formarsi in modo regolare. Tuttavia in seguito alla riforma del 2000 è stata prevista l’estensione anche in tale ambito della disciplina del c.

La regola del giudizio: regola che riguarda il modo di elaborare il giudizio se i fatti allegati dalle parti sono rimasti incerti. perché le prove sono spesso nell’esclusiva disponibilità della PA. Graduazione. Anche nel processo amministrativo. e così via fino alla votazione definitiva (formazione artificiale della maggioranza per esclusione progressiva delle soluzioni di minoranza). c’è un ordine? 5. Tale regola si applica anche al giudizio amministrativo. 6. è sancito il principio della libera valutazione delle prove (o libero convincimento del giudice). La deliberazione: essendovi più giudici. poi il merito della causa. si avrà la massima “provare o soccombere”. Il dibattito è fissato dal Presidente. Tuttavia per la dottrina l’intervento del giudice determinerebbe non una semplice inversione dell’onere della prova. Anche nel diritto amministrativo è applicabile l’art. di esibizione). 7. La decisione è in ogni caso modificabile fino alla sua pubblicazione. ma tenendo conto del principio acquisitivo. Questo è da consegnare o personalmente. Entro 5 giorni è data comunicazione alle parti con un biglietto di segreteria da parte del segretario. Una volta arrivati ad una decisione. nel giudizio civile. che procede alla raccolta dei voti. ossia quello di fornire la prova di un fatto inverso rispetto a quello fornito dal ricorrente. Dopo il dibattito si procede ad una votazione (qui il parere non è più solo proposto. 3. Valutazione delle prove e libero convincimento: il giudice per poter giudicare deve conoscere i fatti. Se questa non si forma. per questo si procede alla valutazione del materiale probatorio. per poterli (qualora sia possibile) esaminarli congiuntamente.c. Quindi la parte che allega il fatto. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento. all’art. ma che è esonerata dal giudice dal provarlo. non potrà avere la responsabilità sull’incertezza del fatto solo perché la controparte non ha ottemperato all’ordine istruttorio del giudice (es.p. perché solo con questa acquista esistenza giuridica. il Presidente mette al voto 2 soluzioni per escluderne una. Il giudice quindi ha potere di acquisire prove. se il relatore appoggiava la decisione minoritaria). accorpamento ed assorbimento dei motivi di ricorso Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande proposte dal ricorrente. Valutazione del comportamento processuale delle parti 72 . A ciò si arriva tramite il dibattito camerale e la deliberazione. e le pone a carico della parte che ne ha disponibilità (la PA appunto). Il giudice DEVE decidere. La pubblicazione si ha con il deposito in segreteria (il segretario da atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone la data e la firma). ma affermato). Il relatore invece stende la motivazione (o un altro giudice.c. È richiesta la maggioranza assoluta. La manifestazione del voto è da fare al Presidente. Tuttavia in questo caso non si chiarisce in che ordine: nella trattazione delle questioni attinenti al merito. Ogni componente manifesta il proprio punto di vista agli altri componenti del Collegio. Non sussiste alcun problema invece per l’accorpamento dei motivi di ricorso: il giudice esamina i motivi del ricorso. 8. Profili sostanziali: la formulazione del giudizio il Collegio decide prima le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o d’ufficio. ma la creazione di un onere diverso in capo alla PA. si devono fondere più giudizi per arrivare ad un’unica soluzione. salvo che la legge disponga diversamente. ma di prudente apprezzamento (quello del buon padre di famiglia).avviene per il principio di immodificabilità del giudice: la composizione del Collegio giudicante non può ammettere un giudice che non era presente all’udienza di discussione (altrimenti ciò porterebbe alla nullità della sentenza poi emanata). alla restante ne è affiancata un’altra.116 primo comma c. ma poi è da valutare il problema della prassi dell’assorbimento dei motivi: il giudice accoglie il ricorso per un dato motivo e omette di esaminare gli altri profili di legittimità rappresentati dal ricorrente (tale soluzione non è sempre giustificata). sull’onere della prova. il Presidente provvede alla stesura e alla sottoscrizione. o tramite raccomandata o ufficiale giudiziario. 4. siccome le prove sono quasi sempre nella disponibilità delle parti. non può pronunciare un non liquet perché ha dubbi sulla situazione di fatto. Non si tratta di arbitrio.2697 c.

L’appello al Consiglio di Stato L'appello in linea generale è un mezzo di impugnazione con il quale si demanda a un giudice superiore. Il doppio grado di giurisdizione nel processo amministrativo Dal 1971. altrimenti sarebbe tipo una prova legale (confessione) È argomento di prova? Soluzione preferibile.Se la PA non ottempera all’ordine del giudice di esibire i documenti. L’appello deve essere notificato alle altre parti del giudizio di primo grado. tuttavia altri sono contro tale tesi. Nella Costituzione. perché il fatto che il Consiglio di Stato sia organo di appello si rileva anche da altre norme costituzionali). L'appello può essere esperito per tutte le sentenze emanate dal TAR che decidano la controversia e non invece per le sentenze che. la giurisprudenza non è univoca circa la soluzione di tale problema: È provata l’affermazione del ricorrente? No. il secondo del Consiglio di Stato. Tale tesi è accolta dall’autore. ma almeno ad una. in cui tale giudice è il Consiglio di Stato (tranne nella Regione Siciliana ove è previsto il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Siciliana). Non si tratta di una prova. i TAR sono riconosciuti come organi di primo grado: è stato dunque istituzionalizzato il doppio grado di giurisdizione. Tuttavia. siano esse costituite o non. consente cioè un nuovo giudizio sulla stessa questione) È rinnovatorio perché: È qualificato dallo stesso legislatore come appello Il Consiglio di Stato in sede di appello ha gli stessi poteri giurisdizionali di cognizione e decisione del giudice di primo grado Tranne eccezioni. L’appello è un mezzo di impugnazione di tipo rinnovatorio. per cui quanto statuito dal precedente giudice non ha rilevanza alcuna. l’appello non è inammissibile ma il Consiglio di Stato ordina di procedere all’integrazione del contraddittorio. Entrambi i termini sono sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre. obiettando che mente si stabilisce per il primo grado. o di un controinteressato oppure entrambi. il Consiglio di Stato decide nel merito la controversia già decisa dal TAR senza alcun rinvio a questo. 2. Nel caso in cui non vi sia stata notificazione. ma della valutazione di un comportamento che comunque però deve concorrere con altri elementi probatori. questo rimedio ha carattere impugnatorio. è stato previsto un doppio grado di giurisdizione: il primo grado di competenza del TAR. abbiano solo una funzione strumentale all'interno di un processo. CAPITOLO 3 LE IMPUGNAZIONI Sezione prima: L’appello 1. qualora il Consiglio di Stato veda a censurare vizi propri della sentenza di primo grado.A. se l’atto non è notificato a tutte le parti. il termine è di un anno decorrente dalla data della pubblicazione della sentenza (termine lungo). di pronunciarsi su una controversia che sia stata decisa in una sentenza L'appello consiste in un riesame completo della controversia. La notifica deve essere effettuata nei confronti o della P. Entro il termine indicato deve essere notificato l'appello alle controparti. Nei trenta giorni successici alla notifica il ricorso deve essere depositato presso il Consiglio di Stato. Termini L'appello deve essere proposto entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). anche se denominate tali. 72 . con l’istituzione dei Tar. Si tratta dunque di un giudizio sia rescindente che rescissorio: annullata la sentenza di primo grado. nulla si dice per l’appello (ma tale tesi non è ritenuta in ogni caso condivisibile. poiché in tal caso il giudice deve rinviare la sentenza al giudice di primo grado. col deposito di determina anche la costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. tranne nel caso in cui la precedente sentenza sia nulla. in ogni altro caso il Consiglio di Stato decide sulla controversia.

L’effetto devolutivo si produce nei limiti del thema decidendum proposto dal ricorrente. e chi non ha potuto partecipare al primo grado perché non è stato messo nella condizione di poterlo fare (es. Divieto di ius novorum dunque. costituite. L’appello inoltre non è sospensivo: le sentenza dei TAR sono esecutive. 3. Grazie a tale principio è stata ammessa l’appellabilità delle ordinanze cautelari. 4. Le decisioni di primo grado appellabili Sono appellabili tutte le sentenze e le ordinanze che hanno carattere decisorio (in passato era esclusa l’appellabilità delle sentenze istruttorie. di mero contenuto ordinatorio. e ciò per due motivi: • da un lato verrebbe ad essere violato il principio del doppio grado. ma si configurano come uno strumento integrativo del ricorso. sia nel caso in cui la legge non preveda tale obbligo. altri però si oppongono a tale tesi dichiarando la necessità di appello immediato pena giudicato.). nel giudizio di secondo grado. 6. per quello incidentale). al quale cioè non è stato notificato) + i contro interessati occulti (la loro posizione non si evinceva dal provvedimento impugnato) o successivi (la loro posizione viene in essere solo dopo la sentenza di primo grado). Possono essere impugnate anche insieme alla sentenza di merito. Diversa è invece la situazione quando si parla di motivi aggiunti che. Come detto. che essendo oramai scaduto non dovrebbe permettere la possibilità di presentare ricorso deducendo tali motivazioni.: le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado e non riproposte in appello.c. Per quanto riguarda le sentenze parziali? In questo caso il giudice decide solo le questioni mature. Il problema è stato oggi risolto in quanto si è chiarito che rivestono la qualifica di ordinanze).p. La proposizione del ricorso e lo svolgimento del giudizio 72 . o devono essere appellate immediatamente pena decadenza? In procedura civile si può o appellare subito. in amministrativo invece parte della giurisprudenza propende per un’applicazione analogica dell’art. in quanto il Consiglio di Stato conosce necessariamente della stessa questione decisa in primo grado. se non decise in primo grado possono essere esaminate in appello anche d’ufficio.Legittimati a proporre appello sono ovviamente i soccombenti nel giudizio di primo grado e i controinteressati sostanziali che non abbiano ricevuto notifica di ricorso in primo grado. Appello ed effetto devolutivo È anche devolutivo. La legittimazione ad appellare è valutata non solo in base all’interesse sostanziale (e non formale!) di chi appella.340 c. contro interessato pretermesso.c. il che implica l'esame da parte del giudice degli stessi motivi dedotti in primo grado. con l’unica eccezione data dai fatti conosciuti nel corso del giudizio di secondo grado. ma il soggetto abbia comunque una posizione qualificata. mentre per le restanti continua il processo. ma anche in base alla circostanza che chi appella non sempre è la parte soccombente nel giudizio di primo grado. • dall’altro è che si vanificherebbe anche da un certo punto di vista il termine di decadenza per il ricorso in primo grado. viene sottoscritta dai giudici che ne facevano parte e viene poi depositata. dopo essere stata adottata. il Consiglio di Stato disponga (con sentenza emessa in Camera di Consiglio) la sospensione dell’esecuzione della sentenza se da questa possa derivare danno grave ed irreparabile. la proposizione dell’appello davanti al Consiglio di Stato non ne sospende l’esecuzione. es. l'appello amministrativo ha carattere devolutivo. È ammesso l’intervento ad adiuvandum e ad opponendum anche da parte di chi non è stato interventore in primo grado. Le parti sono quelle del giudizio di primo grado (può cambiare la loro posizione nel giudizio d’appello. La sentenza. se decise invece devono essere appellate pena il formarsi del giudicato sul punto. o con la sentenza definitiva attraverso la riserva d’appello (art.p.. Per le questioni relative al ricorso introduttivo.340 c. 345-346 c. non costituiscono un rimedio a carenze e manchevolezze della difesa. sia nel caso in cui questi avrebbero dovuto riceverla. 5. a meno che su istanza di parte.c. per cui ad ogni doglianza deve essere data la possibilità ad entrambe le parti di demandare una seconda analisi ad un giudice superiore in caso di primo esito insoddisfacente. In appello non si possono proporre nuovi motivi. anche se erano denominate sentenza.p. si danno per rinunciate. Artt.

perché in appello è sufficiente notificare ad almeno una delle parti necessarie. Il più diligente. i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello. 8. La sent. Si prevede anche l’appello con riserva dei motivi. In questo caso la sentenza può essere con rinvio se: Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per difetto di procedura o di forma della decisione di primo grado Se il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro una sentenza del TAR che erroneamente ha dichiarato la propria incompetenza Se il TAR abbia erroneamente declinato la propria giurisdizione Le parti prima dovevano riassumere la causa. In ogni caso lo svolgimento del processo segue le regole proprie del giudizio davanti ai TAR. I casi di revocazione Nel processo civile. Sezione seconda: I rimedi straordinari contro le decisioni dei giudici amministrativi 1. È da depositare entro i 30 giorni successivi al termine fissato per il deposito di quello principale. Le sentenze del giudice di appello a) Di rigetto: l’appello è giudicato infondato b) Di accoglimento: il Consiglio di Stato annulla la decisione del TAR. che arriva prima. Se si è ancora nel termine per impugnare. da depositare nei 20 giorni successivi. ma poi ci si deve limitare alla difesa orale). Straordinaria: -Dolo di una parte a danno di un’altra (impedisce la difesa dell’altra parte mediante artifici o raggiri) -Prove false: la prova è stata riconosciuta o dichiarata falsa (in sede penale) dopo che la sentenza è passata in giudicato) -Ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre per forza maggiore o fatto dell’avversario -Dolo del giudice comprovato da sentenza passata in giudicato Ordinaria: 72 . tutti gli altri quello incidentale (a meno che quello principale non venga notificato.L’appello si propone con ricorso indirizzato al Consiglio di Stato contenente: -Generalità dell’appellante -Sentenza impugnata -Esposizione dei fatti e dei motivi sui quali si fonda l’appello -Conclusioni -Sottoscrizione dell’appellante e del difensore (che deve essere adibito alle giurisdizioni superiori). con atto notificato alle controparti. sono infatti previsti tassativamente i casi per i quali è possibile ricorrere a tale istituto. si distingue tra revocazione ordinaria e straordinaria. Originariamente era usato solo in caso di parziale accoglimento del ricorso di primo grado. Il ricorso è depositato in segreteria entro 30 giorni dall’ultima notificazione. La revocazione: nozione È impugnazione a critica vincolata. 2. Entro 20 giorni dalla notificazione o un anno dalla pubblicazione della sentenza che si vuole impugnare. L’appello incidentale l’istituto nasce al fine di poter trattare in un unico giudizio di appello le censure che le parti soccombenti possono proporre in appello. La notifica è diversa dal primo grado. ora per esigenze di celerità processuale voluta dalla riforma 205/2000 l’udienza al TAR è fissata d’ufficio entro 30 giorni dalla comunicazione della sentenza che ha disposto il rinvio. Il ricorso incidentale deve essere proposto anche quando più parti sono legittimate a proporre appello per motivi diversi. fa appello principale. L’appello incidentale è strettamente dipendente da quello principale. 7. Entro 30 giorni gli appellanti possono costituirsi in giudizio (ma il termine non è perentorio: in ogni caso possono farlo fino a 10 giorni prima dell’udienza o anche appena prima di questa. In questo caso i ricorsi saranno riuniti in sede di integrazione del contraddittorio).23 bis: ora il termine è di 30 giorni dalla notificazione o 120 dalla pubblicazione.205/2000 ha introdotto nuovi termini con l’art.

c.395.-Erronea supposizione di fatto (errore di fatto): la decisione della causa si fonda su un fatto che si ritiene inesistente e non lo è. in base al rinvio agli artt. dove regola rapporti tra revocazione e ricorso in cassazione). Si tratta di giudicato esterno: tra le stesse parti. Questa ipotesi presuppone l’identità degli elementi di identificazione dell’azione nei due diversi giudizi. rendendo utilizzabile solo la revocazione straordinaria. 4. In particolare si fa riferimento all’articolo 395 c. Ma la giurisprudenza è concorde nel ritenere in vigore ancora la precedente disciplina. 36 della stessa legge ammette la revocazione anche nei confronti del Consiglio di Stato. L’errore di fatto deve essere. -Contrarietà a un precedente giudicato: la revocazione può essere fatta se la sentenza impugnata non abbia pronunciato su una precedente eccezione di giudicato. in tal caso. . La giurisprudenza invece è ancora oscillante tra l’interpretazione fornita dalla dottrina. ma in cause diverse. anche se ancora in tempo per l’appello.La sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato. stabilisce l’art. iudicium rescindens) e.sentenza che sia effetto di dolo di una parte in danno dell’altra. con riferimento al rinvio all’art. accertato con sentenza passata in giudicato. che davanti al giudice adito si osservano le norme per il procedimento dinanzi a lui: è necessario rispettare anche i termini del processo amministrativo: 60 giorni dalla notifica della sentenza (o scoperta dei vizi per la revocazione straordinaria) o un anno dalla sua pubblicazione.c.. Il giudizio di revocazione Sono legittimate le parti formali del primo grado (ma per alcuni anche le sostanziali).p. iudicium rescissorium ).400 c.c. Le decisioni revocabili Contro le sentenze dei TAR.c. L’articolo 28 della legge TAR ammette nei confronti delle sentenze dei TAR il rimedio della revocazione .. I termini per la proposizione del ricorso Per quanto riguarda i termini. . la giurisprudenza è oscillante tra la proposizione del rimedio generale dell’appello (i motivi revocatori saranno poi convertiti in motivi aggiunti). purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione.p.d. . nel caso di accertamento positivo. 5. e non deve concernere le valutazioni dei fatti compiute dal giudice. 3.c. che riguarda i casi di: .p. Tale interpretazione è inoltre conforme alla Costituzione. È errore di percezione. altrimenti vi sarebbe una compressione dei mezzi di tutela). ma è fatto rinvio al codice di procedura civile. ma deve consistere in una erronea o omessa percezione del contenuto materiale degli atti o dei documenti prodotti nel giudizio. la proposizione di una delle 2 impugnazioni rende inammissibile (o improcedibile) l’altra Se i motivi addotti sono differenti.sentenza pronunciata in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza. per non arrivare a giudicati contrastanti ed unire quindi le impugnazioni. determinante per la sentenza.La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa. 72 . non di interpretazione (altrimenti si avrebbe ricorso per Cassazione). In tal caso il ritardo nella scoperta del documento non deve essere imputabile a colpa o dolo della parte.c.p. . . Il giudizio per revocazione si propone avanti al medesimo giudice che ha emesso la sentenza: il giudice adito procede all’accertamento delle condizioni per la revocazione (c. si applica il principio della prevalenza dei mezzi di impugnazione generali su quelli speciali (da preferire sempre l’appello). o viceversa (si ha falsa rappresentazione della realtà). sullo stesso oggetto.La sentenza affetta da dolo del giudice. l’art. (è esperibile cioè anche la revocazione ordinaria).p. con riferimento a pronunce di giudici amministrativi. In entrambi i casi non è dettata una disciplina specifica dell’istituto.d.p.395 c. dovrebbe essere possibile proporre revocazione per tutti i casi dell’art. al riesame del merito della controversia già precedentemente decisa ( c. Contro le sentenze del Consiglio di Stato.il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario.396 c.395-396 c. e la libera scelta offerta all’appellante tra i 2 rimedi: Se sono addotti gli stessi motivi. o la proposizione della revocazione con sospensione dell’appello ( vedi c. la disciplina più recente sembrerebbe rinviare solo all’art. Per la dottrina.

dichiarato l’illegittimità dell’art. I soggetti legittimati. In caso di sentenza non ancora passata in giudicato. con lo stesso procedimento proposto di fronte a lui (competenza funzionale inderogabile). Ma può accadere che la sentenza vada ad incidere sul terzo che non abbia partecipato al processo. si è sempre cercato di ampliare la categoria degli interessati ad appellare. Art. che sono gli stessi dell’appello).404 c.36 della legge istitutiva dei TAR nella parte in cui non prevedeva l’opposizione di terzo tra i mezzi di impugnazione (in violazione degli artt.p. non è presente nel processo amministrativo. L’opposizione di terzo: nozione L’istituto in questione non è contemplato nelle leggi sul processo amministrativo e la giurisprudenza del Consiglio di Stato aveva sempre desunto da questo silenzio che nel processo amministrativo non fosse ammesso. i loro eredi o aventi causa”. Contro la revocazione sono esperibili tutti i mezzi di impugnazione.. aveva limitato l’opposizione di terzo solo alle sentenze di primo grado passate in giudicato (diversamente dal c. Per quanto riguarda invece l’opposizione revocatoria. la giurisprudenza amministrativa precedentemente riteneva competente il Consiglio di Stato. 1° comma c. ed ha effetto devolutivo (come l’appello).c. 6. richiamandosi alle peculiarità del processo amministrativo in tema di legittimazione all’appello.p. che può essere ordinaria o straordinaria. seguendo forme e termini. si considera dunque applicabile la normativa prevista all’articolo 404. 36 legge TAR “nella parte in cui non prevede l’opposizione di terzo ordinaria fra i mezzi di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato e (…) delle sentenze del TAR divenute giudicato”. anche se ultimamente vi è qualche voce della dottrina a favore.2909 c.3 e 24 Cost. Tuttavia in campo amministrativo si sono rivelati dei problemi: per ovviare alla mancanza dell’opposizione di terzo. (il giudicato).c. art. sostiene che solo nei confronti delle sentenze dei TAR l’opposizione vada comunque proposta al giudice d’appello. includendo anche i contro interessati sostanziali ed i cointeressati sostanziali. La Corte Costituzionale con sentenza 17 maggio 1995. Questo recita infatti: “ L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti.c. il giudicato sostanziale in ambito soggettivo. con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. attraverso la quale un terzo può porre in discussione una sentenza passata in giudicato “o comunque esecutiva” che pregiudichi i suoi diritti e che sia pronunciata in un giudizio cui sia rimasto estraneo. il giudice competente ei termini per la proposizione del ricorso Legittimati nel processo civile sono i litisconsortili necessari pretermessi (andranno a dedurre il mancato rispetto delle regole sul contraddittorio) e i titolari di una situazione soggettiva autonoma e incompatibile con ciò che sia stato deciso dal giudice (verrà in esame l’ingiustizia della sentenza). i terzi non verrebbero in alcun modo colpiti dal giudicato. Inoltre la Corte Costituzionale. Ciò viene a creare sovrapposizioni tra legittimati ad appellare e legittimati a proporre opposizione di terzo. Il giudice competente è lo stesso che ha adottato la sentenza. o al ricorso in Cassazione).177 ha.p. e rapporto con il ricorso in Cassazione. a causa della delimitazione della questione di legittimità che era stata chiamata a giudicare. n. in combinato disposto con l’art. l’opposizione di terzo è solo straordinaria (può cioè essere chiesta solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. che lo prevede invece per tutte le sentenze comunque esecutive).La revocazione si compone di una fase rescissoria e di una rescindente. Sul presupposto dell’immediata esecutività (e quindi possibile lesività) delle sentenze di primo grado non ancora passate in giudicato. la giurisprudenza più recente ammette in ogni caso l’esperibilità dell’opposizione di terzo.c. le sentenze opponibili. Il terzo quindi è tale rispetto al processo cui non ha ingiustamente partecipato. Punto di partenza è l’art. ma ciò fu superato dalla sentenza additiva della Corte Costituzionale. ma poi preferendo l’economia processuale questa ha ammesso la proponibilità allo stesso giudice della sentenza impugnata (salva la possibilità di convertire l’opposizione di terzo in appello davanti al Consiglio di Stato.c. altrimenti prima si ricorrerebbe o all’appello. però. perché giudice naturale delle impugnazioni.. Tale istituto prima non era ammesso nel processo amministrativo.) 7.p. Secondo tale articolo. ma non lo è rispetto al rapporto sostanziale. Al contrario della revocazione.c. L’opposizione di terzo dovrebbe essere proposta avanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza pregiudizievole per il terzo : tuttavia una parte della giurisprudenza amministrativa. 72 .398 c. tranne la revocazione stessa.2909 c.

la cassa con il rinvio invece qualora 6000 giurisdizione negata dal giudice il cui provvedimento è stato impugnato.Se si propone l’opposizione insieme all’appello. 5. Gli effetti della decisione sulla giurisdizione secondo l'articolo 386 c. Gli strumenti di verifica della giurisdizione Dato che la giurisdizione è divisa tra più ordini di giudici. 2. Le questioni di giurisdizione Le questioni di giurisdizione pongono il problema dei limiti esterni della giurisdizione. Sezione terza: La risoluzione delle questioni di giurisdizione 1.p. come oggi espressamente affermato dall'articolo 111 costituzione. quando proseguii giudizio. 6.325 c. amministrativi e tra giudici speciali.c. sulla giurisdizione sono proponibili impugnazioni proprie del grado della sentenza di cui si tratta per far valere le questioni di giurisdizione.. I casi di corrività in cassazione " in ogni tempo" La contestazione può avere ad oggetto sia i conflitti. e la proposizione del regolamento non sospende automaticamente il giudizio. di giurisdizione tra giudici speciali o tra questi e giudici ordinari. Il regolamento preventivo di giurisdizione: . Le sentenze rese in grado di appello sono ricorribile in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione. Ogni volta che chiamata decidere una questione di giurisdizione La corte ha il potere-dovere di procedere ad un'indagine di fatto. In caso di accoglimento del ricorso la corte cassa la decisione impugnata senza rinvio. se ne dalla sussistenza della giurisdizione. la decisione sulla giurisdizione è determinata dall'oggetto della domanda e. La disciplina del ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione è dettata dal codice di rito ex art.La questione di giurisdizione è sollevabile dalla PA anche se non è parte in causa. La valutazione non comporta però che il giudice possa poi nel merito negare fondamento alla domanda escludendo la ricorrenza dei fatti a cui si pensa assunta presupposto della questione di giurisdizione.p. positivi o negativi. 3. e in ogni stato e grado del giudizio. esplicita o implicita. perché tale questione non potrà più essere rimessa in discussione in quel giudizio. 4. È escluso ogni sindacato 72 . il regolamento è esperibile finchè la causa non sia decisa nel merito in primo grado. Il ricorso in Cassazione contro le sentenze rese in grado di appello Nei confronti di una pronuncia. Se si propone opposizione insieme alla revocazione. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno il compito di verificare i conflitti di giurisdizione nei casi concreti (nonché i conflitti di attribuzione).41 c. per poi coordinare le sentenze attraverso il criterio della prevalenza temporale.: la sua proposizione non sospende l'esecuzione della sentenza. La giurisprudenza ritiene che il difetto di giurisdizione riempie tre vizi rilevabili d'ufficio in appello anche in presenza di una pronuncia esplicita sul punto del tribunale amministrativo. l’opposizione è convertita in intervento nell’appello. e legittima quindi la proposizione del ricorso anche nel caso di sentenze formalmente passate in giudicato. La norma sottrae la proponibilità del rimedio ai limiti temporali propri delle impugnazioni.art.c. tra giudici ordinari. In questo caso le parti devono riassumere il giudizio entro sei mesi dalla comunicazione della sentenza. possiede rispetto da parte degli organi giurisdizionali dei confini tracciati dalla legge all'esercizio della loro attività. La decisione della corte di cassazione è spicca sicuramente effetti vincolanti per il giudice di merito. è necessario un controllo qualora sorgano conflitti. L'autonomia tra istanza di regolamento preventivo di sospensione del giudizio di merito ha portato la giurisprudenza a ritenere che la sentenza affermativa del difetto di giurisdizione determini l'automatica caducazione di tutti gli atti e provvedimenti dipendenti dal provvedimento che abbia disposto la prosecuzione del processo.p. non pregiudica le questioni sulla pertinenza del diritto sulla proponibilità della domanda. finché la giurisdizione non sia stata affermata con sentenza passata in giudicato. ma in caso di grave irreparabile danno il giudice può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione sia sospesa e che sia prestata congrua azione. effettuata solo fine di qualificare la posizione soggettiva delle parti o rapporto dedotto in giudizi sono. sia a conflitti negativi di attribuzione tra amministrazione giudice ordinario. . si porteranno avanti i 2 giudizi.c.

o la volontà. la verifica se la situazione vantata dal privato sia astrattamente protette tutelato dall'ordinamento. o dall'avvocato. Se l’evento interruttivo invece si verifica dopo la costituzione. -Morte o perdita della capacità del rappresentante. Il processo. munito di mandato speciale. In tutte queste circostanze l'ordinamento prevede l'estinzione del rapporto processuale. Sezione seconda: Estinzione del processo 1. sia perché viene meno l'impulso processuale di parte. a seguito di eventi che hanno menomato l’attiva partecipazione delle parti. l'errata composizione del collegio giudicante. le parti devono riassumere la causa entro 6 mesi con semplice presentazione della domanda di fissazione dell'udienza. Tali eventi possono riguardare: -Morte della parte o perdita della capacità di stare in giudizio per interdizione. o per ragioni attinenti al rito. cessazione della rappresentanza -Morte. determinato dalla necessità di assicurare l’effettività del contraddittorio. vizi nell'iter procedurale o nel processo logico della decisione o l'omissione di pronuncia.questioni di legittimità costituzionale di leggi . 2.regolamento preventivo di giurisdizione . indipendentemente dal provvedimento del giudice.regolamento di competenza . questo opera solo se il procuratore della parte che abbia perso la capacità lo abbia dichiarato in udienza o notificato alle altre parti. che ha natura solo dichiarativa. La rinuncia può avvenire anche un moralmente all'udienza. una volta ripreso. radiazione dall’albo o sospensione del procuratore Non hanno rilievo invece: -La revoca e la rinuncia alla procura -La cancellazione volontaria dall’albo del procuratore Se tali eventi si verificano prima della costituzione delle parti.questioni di interpretazione di leggi comunitarie . La rinuncia al ricorso In qualunque stadio di grado del giudizio si può rinunciare al ricorso con dichiarazione sottoscritta dalla parte. Le parti lo devono riassumere entro 6 mesi. La sospensione: è un arresto temporaneo dello svolgimento del processo. con 72 .questioni pregiudiziali . tuttavia può accadere che il processo si estingua per altre circostanze che non permettono la sua prosecuzione. CAPITOLO 4 LA SOSPENSIONE. L’INTERRUZIONE E L’ESTINZIONE DEL PROCESSO Sezione prima: Sospensione ed interruzione 1. Le cause di estinzione: premessa Il processo amministrativo si conclude di solito con la sentenza che definisce la controversia nel merito. non inizia ex novo. inabilitazione. l'eccesso di potere giurisdizionale. dei loro rappresentanti legali o dei loro procuratori.causa pregiudiziale (su capacità e stato delle persone. l’interruzione del giudizio si ha ipso iure. in base alla quale è possibile nucleare quattro diverse aree di conflitti le questioni relative alla corretta attuazione del criterio di riparto. o per querela di falso) Cessata la causa di sospensione. 2. SI ha sospensione nei seguenti casi: .su questioni relative all'erronea o falsa applicazione di norme giuridiche. pena estinzione. con astensione da qualsiasi attività processuale (ma il giudice può comunque autorizzare quelli urgenti e non ripetibili). ma è richiesta senza una pronuncia del giudice amministrativo che dichiari. L’interruzione: si tratta di un arresto temporaneo del processo. Ai principi del giusto processo andrebbe riconosciuta portata profondamente innovativa in ordine al concetto stesso di giurisdizione. o circostanze di fatto o nuovi atti che rendono non utile la prosecuzione del giudizio. perché non più necessario. fallimento.

ma non essendo mai giunti alla discussione nel merito. La cessazione della materia del contendere Il rapporto processuale si estingue anche quando sopravvengono circostanze di fatto nuove che rendono non più necessaria la prosecuzione del giudizio.205/2000. se per il corso di due anni non si è fatto alcuna atto di procedura. 5. il Tar dà atto della cessata materia del contendere e provvede sulle spese. allo stesso modo non determina cessazione l'annullamento parziale o un atto di ritiro che sostituisca il provvedimento impugnato con atto sostanzialmente confermativo di quello ritirato. la segreteria del giudice deve inviare apposito avviso con il quale fatto nero alle parti di presentare nuove istanza di fissazione entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso. non opera di diritto e non può quindi essere dichiarata d'ufficio. pur essendosi tempestivamente prodotta istanza di fissazione d'udienza a suo tempo. compresi interessi e rivalutazione. La decadenza per mancata riassunzione del ricorso Anche questa dovuta all'inattività delle parti e alla mancanza degli impulso processuale. inammisibilità. e anche atto unilaterale recettizio. però. 4. 2. a cura della parte più diligente. trascorsi i quali i ricorsi verranno dichiarati perenti. disciplina le "decisioni in forma semplificata". improcedibilità o infondatezza del ricorso. La rinuncia e quindi atto di parte. il TAR o il Consiglio di Stato decidono con sentenza succintamente motivata (si fa riferimento al punto di 72 . ma eccepita dalla parte interessata.26 della legge del 1971. Spetta rinunciante pagare le spese degli atti di procedura compiuti. nel termine perentorio di sei mesi dalla conoscenza legale dell'evento interruttivo. 3. con apposito atto notificato tutte le altre parti. La carenza sopravvenuta di interesse Altra ipotesi di estinzione anticipata per circostanze di fatto di diritto che rendono non più utile la prosecuzione del giudizio sia nel caso di sopravvenuta carenza di interesse che si determina quando si realizza una situazione di fatto incompatibile con la permanenza dell'interesse al ricorso. e non può essere sottoposto a condizione. Sento il termine per la fissazione dell'udienza l'amministrazione annullo riforma all'atto impugnato in modo conforme all'istanza della ricorrente. termino modo. ossia le sentenza succintamente motivate.dichiarazione resa a verbale. in quanto lascia in pregiudicati gli effetti lesivi già prodottisi e lamentati dal ricorrente. come novellato da L. non può comportare cessazione l'atto di revoca con effetti ex nunc.all'istituto serve a verificare se a distanza di anni permangono interessa la prosecuzione del giudizio o se la parte non intenda più coltivare l'iniziativa. Per quanto riguarda i ricorsi ultradecennali. e con la sentenza che ne dà atto si produce l'effetto del passaggio in giudicato della sentenza di primo grado. e richiede che venga notificato alle altre parti (formalità non necessaria se comunicata oralmente in udienza). La motivazione della sentenza Qualora si ravvisi manifesta fondatezza o manifesta irricevibilità. In dottrina tuttavia si dubita della sua utilità in quanto troppo simile all'ipotesi della cessazione della materia del contendere. CAPITOLO 5 I RITI COMPATTI Sezione prima: Il rito immediato 1. L'estinzione del processo opera di diritto e può essere rivelata dal giudice anche d'ufficio. 6. Ogni parte sopporta le proprie spese del giudizio estinto. La decadenza delle ricorso sia anche quando una delle parti non si attivi a chiedere la riassunzione del processo che sia stato sospeso. Nel caso di ricorso con oggetto pretese patrimoniali è cessazione della materia del contendere si verifica con la corresponsione di tutte le somme richieste. A differenza della perenzione. La decadenza per mancata riassunzione sia a seguito dell'interruzione in base alla quale il processo deve poi essere di assunto. La perenzione (o abbandono) del ricorso Opera l'estinzione del processo per inattività delle parti. come i casi di cessazione della materia del contendere che si verifica quando l'amministrazione in pendenza di giudizio annulli o comunque riformi in maniera satisfatoria per il ricorrente il provvedimento contro cui è stato proposto ricorso.La rinuncia può essere dichiarata anche per un ricorso in appello. La decisione semplificata Art.

ma anche il rito quando vi è la concentrazione della fase cautelare con quella di merito. dunque il Consiglio di Stato può direttamente provvedere agli accertamenti non effettuati. anche perché ci si riferisce a "termini per la proposizione del ricorso".la completezza istruttoria Se il primo viene omesso. perché si tratta di udienza di trattazione). la controversia è devoluta ad giudice di secondo grado.da 2 a 1 anno: il termine per la perenzione Tuttavia l'appello fa eccezione: rimane di 30 giorni dalla notificazione della sentenza.. infatti già nel 1994 tale rito era previsto per i ricorsi contro le procedure di affidamento di lavori pubblici. Tale decisione può essere assunta (sempre in contraddittorio): . Nel 1997 si sono individuati invece gli istituti idonei per i riti accelerati: .23 bis non rappresenta una novità assoluta.motivazione della sentenza in forma abbreviata 72 . non anche per il deposito. Sulla “proposizione” del ricorso Con l'espressione "proposizione del ricorso" si ha riguardo solo al termine per la notificazione. Tale rito è adottabile in qualunque occasione in cui il Collegio tratti la causa nel rito o nel merito (non solo se si tratti di istanza cautelare dunque. o 120 giorni dalla pubblicazione. Tuttavia la dottrina e la giurisprudenza preferiscono un'interpretazione estensiva.nella Camera di Consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare . Ragioni di una disciplina acceleratoria Esistono settori particolari nell'ordinamento che giustificano una loro particolare disciplina.la completezza del contraddittorio . da discutersi entro 90 giorni da tale ordinanza. Se invece il TAR dichiara erroneamente manifestamente fondato o infondato il ricorso. 3. come da c. o ad un precedente). I presupposti I presupposti sono: . inammissibile o improcedibile il ricorso. non vi è vizio di procedura. La riduzione dei termini processuali Prevede la riduzione dei termini processuali della metà tranne quelli per il ricorso (anche incidentale). senza per altro violare il principio di uguaglianza. Si semplifica la motivazione. Sezione seconda: Il rito abbreviato 1.) I termini sono così ridotti: ..da 40 a 20 giorni: tra il decreto di fissazione dell'udienza e l'udienza stessa . Sezione terza: Il rito accelerato 1. La stessa riduzione è prevista inoltre per il regolamento di competenza. 2. elemento formale della sentenza. nei limiti del tantum devolutum quantum appellatum.p. il Consiglio di Stato trattiene la causa per decidere il merito. Se ad essere incompleta è invece l'istruttoria.c.concentrazione della fase cautelare con quella di merito . per le quali sia stata pronunciata ordinanza di sospensione. Il giudice provvede anche alle spese di giudizio. la decisione è appellabile: il Consiglio di Stato può rinviarla al primo giudice per difetto di procedura.fatto o di diritto ritenuto risolutivo. L'art.nella Camera di Consiglio fissata d'ufficio dopo l'istruttoria (anche se in questo caso si ha comunque udienza pubblica. Se il TAR dichiara erroneamente manifestamente irricevibile.. perché le previsioni normative hanno carattere esemplificativo e non tassativo) e per ogni lite di facile soluzione. Con il plurale si vogliono indicare sia la notificazione che il deposito (tralaltro senza deposito la notificazione si avrebbe per non fatta.

limitazione della tutela cautelare (per i soli interessi patrimoniali) all’ottenimento di una provvisionale (somma di denaro idonea a tutelare interessi del ricorrente durante la decisione. Controversie in tema di infrastrutture 1.tutti gli atti idonei a radicare un interesse all'impugnazione nelle controversie inerenti procedimenti di aggiudicazione di appalti di lavori.i giudizi aventi ad oggetto provvedimenti relativi a procedure di affidamento di incarichi di progettazione . 3.i provvedimenti relativi alle procedure di privatizzazione e dismissione di imprese o beni pubblici. e quello lungo di 120. servizi e forniture. Non è stabilito nulla per il deposito dell’appello.i provvedimenti adottati dalle autorità amministrative indipendenti .E' stata codificata una prassi da sempre affidata alla discrezionalità dei Collegi. 5. perché l'elencazione menziona "provvedimenti" assunti nei vari settori individuati dalla norma. nel rito accelerato invece di regola non vi sarà decisione cautelare. L’appello nel rito accelerato Termini per impugnare brevi di 30 giorni. I settori interessati dal rito accelerato Le disposizioni di cui all'art. Il Governo doveva quindi introdurre una norma che prevedesse: . nonché quelli relativi alla costituzione. 2. Disciplina positiva del rito accelerato La differenza tra il rito ordinario e quello accelerato. Ambito oggettivo di applicazione del rito accelerato Si applica a: .1 Le controversie sulla realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale La legge-obiettivo del 2001 ha delegato il Governo ad emanare decreti legislativi per definire il quadro normativo finalizzato alla celere realizzazione di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale. nonché ai bandi di gara e ai provvedimenti di esclusione . CAPITOLO 6 I RITI SPECIALI 1.provvedimenti di nomine pubbliche 4.l’udienza di merito non richiede la domanda di fissazione e avviene entro 45 giorni dal deposito del ricorso (ma tale termine ridotto non è lesivo per la difesa delle parti? Vi sono in merito dubbi di legittimità costituzionale) . modificazione o soppressione di soggetti gestori di servizi pubblici e locali . È inoltre possibile impugnare a fini cautelari il dispositivo della sentenza con riserva di proposizione dei motivi all’esito della pubblicazione della motivazione della decisione. salvo poi eventuali obblighi restitutori all’esito della sentenza di merito).provvedimenti relativi alle procedure di occupazione ed espropriazione delle aree destinate alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilità . ma se vi sono i presupposti di fumus boni iuri e periculum in mora. il Collegio fisserà direttamente l'udienza di discussione (sempre che non vi siano i presupposti per una sentenza succintamente motivata). ma il giudice deve tenere conto anche del preminente interesse nazionale alla veloce realizzazione dell’opera (è cioè stato dato all’interesse pubblico un peso prevalente: è violata l’uguaglianza delle parti e il principio del giusto processo…) 72 . attraverso l'istituto del "rinvio della trattazione dell'istanza cautelare congiuntamente alla discussione del merito". Il Governo ha stabilito che: . non vi è un'individuazione per materia.23 bis si applicano ai processi impugnatori. anziché 60.forme di tutela risarcitoria successiva alla stipula dei contratti tranne la reintegrazione in forma specifica . si ha nel fatto che in quello ordinario il giudice deve decidere sull'istanza cautelare (a meno che non vi siano presupposti per una sentenza di merito succintamente motivata) e all'esito del ricorso inizierà il normale periodo di giacenza.la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto deve tener conto delle probabili conseguenze per tutti gli interessi che possono essere lesi (principio cardine per il procedimento di decisione delle istanze cautelari).

2 Le controversie sui provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica La legge finanziaria per il 2005 ha dunque previsto che le controversie aventi ad oggetto le procedure ed i provvedimenti in materia di impianti di generazione di energia elettrica. siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. ma si vuole solo ridurre al minimo la possibilità che un processo possa rallentare l’esecuzione di opere di interesse nazionale. Ma se ci si oppone a tali provvedimenti per il diritto alla salute? Si tratta di un interesse soggettivo. " norme straordinarie per la velocizzazione delle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale e simmetrica modifica delle relativo regime di contenzioso amministrativo".non si tiene conto della possibilità di introduzione di una provvisionale. Possono avvalersi del rito abbreviato non solo le parti che. comunicazione al ministro competente quando non si siano rispettati o non sia possibile rispettare i tempi stabiliti dal programma.2/2009. per incentivare la ripresa dell'economia. e le relative questioni risarcitorie. come quello di assumere previa autorizzazione determinante funzioni di stazione appaltante. di dubbia legittimità costituzionale e comunitaria. tale eccessiva riduzione dei termini comporta una menomazione all’attività della tutela giudiziaria. richiesta di ogni documento utile. Anche a tali controversie si applicano le norme esaminate nel paragrafo precedente. Sono previste inoltre innovative norme processuali. vigilanza. che dovrebbe invece essere sempre prevista per le procedure pubbliche (e che stabilisce che nessun contratto può essere stipulato prima del decorso del termine minimo di 10 giorni).103 Cost. La giurisprudenza ha dubitato però della legittimità costituzionale della norma in quanto individua il campo di azione della giurisdizione esclusiva prescindendo del tutto dalla natura delle situazioni soggettive coinvolte: la corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione poiché conforme all'orientamento della corte stessa. ma anche i controinteressati (coloro che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro 72 . 1. è riconosciuto il potere di indicare particolari materie nelle quali la tutela nei confronti dell'amministrazione investe anche diritti soggettivi. e qui si può dubitare visto che l'oggetto è di solito molto complesso. il giudice può esclusivamente disporne il risarcimento degli eventuali danni. L'art. Se trascorrono 30 giorni inutilmente dalla richiesta. Inoltre nella legge finanziaria del 2005 si stabilisce che le controversie in tema di autorizzazione alla realizzazione di centrali elettriche siano devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. solo per equivalente: la legge esclude espressamente la clausola di stand still. in caso di annullamento degli atti della procedura. proposta di revoca di assegnazione delle risorse qualora sopravvengono circostanze che impediscano la realizzazione totale o parziale dell'investimento.3 Le controversie sulle procedure esecutive di progetti facenti parte del quadro strategico nazionale La L. Si tratta di disposizioni di carattere eccezionale. 2. 1. stabilisce che il diritto d'accesso si attua mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi. come modificata nel 2005. La tutela giurisdizionale spetta al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva (in quanto si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo). legittimate all'accesso.. è inserita nell'ambito di misure finalizzate a perseguire obiettivi economico-finanziari riconducibili a provvedimenti di sostegno e l'accesso al credito. pur non avendo stabilito il legislatore norme di incondizionata discrezionalità nell'attribuzione al giudice amministrativo di materie devolute alla sua giurisdizione esclusiva. impulso. È inoltre previsto che le misure cautelari e l'annullamento dei provvedimenti impugnati non possano comportare in alcun caso la sospensione o la caducazione degli effetti del contratto già stipulato. e. Il ricorso per l’accesso La legge del 1990. si sono viste respingere l'istanza. forma che il nostro ordinamento ammette solo quando le ragioni siano manifeste. È inoltre irrazionale che il processo si debba concludere con una decisione e per di più in forma semplificata.69/2009. Si tratta di una tutela giurisdizionale rapida ed efficiente: è infatti previsto il rito abbreviato (30 giorni per esperire il ricorso da quando si è avuta la piena conoscenza del diniego. che fissano in 30 giorni il termine per ricorrere. e in ultimo con L. ed entro i successivi 30 dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso il TAR si deve pronunciare in Camera di Consiglio. questa si ha per respinta (silenzio-rifiuto). facendo venire meno tuttavia le garanzie di difesa (dubbia legittimità costituzionale). Inoltre non vi è alcun principio o norma nel nostro ordinamento che attribuisca esclusivamente al giudice ordinario a tutela dei diritti costituzionalmente protetti. non degradabile ad interesse…. Per l'espletamento di tali compiti il commissario ha poteri anche sostitutivi. Sono affidati a commissari straordinari delegati i poteri di vigilanza sui tempi di tutte le fasi di realizzazione degli investimenti nonché quelli di: monitoraggio. infatti. insuscettibili di interpretazione estensiva: non si mira dunque al principio di concentrazione.

La legge del 2005 chiarisce che decorsi i tempi che ciascuna amministrazione stabilisce per ogni procedimento (o. Tuttavia la legge del 2005 stabilisce che il giudice amministrativo può conoscere della fondatezza dell'istanza. Controversie in materia sportiva La legge del 2003 reca “disposizioni urgenti in materia di giurisdizione sportiva”. Se la Pa non motiva e non conferma il diniego nei successivi 30 giorni. entrare quindi nel merito ed emanare una sentenza dichiarativa che poi la PA dovrà eseguire. il legittimato all'accesso può adire o il difensore civico (per gli atti delle amministrazioni comunali. altra parte invece riteneva tale procedura non necessaria. 4. viene nominato un commissario che provveda a suo posto. In caso di accoglimento. l'accesso è consentito (tuttavia non sono previste azioni coercitive in caso di inottemperanza della PA). Se la PA rimane comunque inadempiente. è necessario ricorrere al Garante per i dati personali. con sentenza succintamente motivata. ha previsto che i ricorsi contro il silenzio della PA siano decisi in Camera di Consiglio. Tale fattispecie è ricollegabile solo al silenzio-inadempimento (o silenzio-rifiuto) e non anche al silenzio significativo (in questo caso infatti si avrebbe un giudizio di natura impugnatoria). il Consiglio di Stato aveva ritenuto che il giudice amministrativo dovesse limitarsi ad accertare l'inadempimento della PA. il giudice ordina alla PA di provvedere entro un termine non superiore a 30 giorni. Se il ricorso è accolto. né quelli ad opponendum. il ricorso deve essere notificato. ma entro un anno dalla scadenza del termine per provvedere. incompatibilità. entro un termine non inferiore ai 30 giorni. Il rito elettorale Il contenzioso è diviso tra giudice ordinario (per eleggibilità. Scaduto tale termine. Entro i successivi 10 giorni. Il ricorso si effettua entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti e ha ad oggetto il verbale di proclamazione degli eletti. Prima non vi erano indicazioni sul procedimento da adottare in caso di silenzio-inadempimento. Le parti possono stare in giudizio personalmente. provinciali o regionali) o la Commissione per l'accesso (per gli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato). Si tratta di una disciplina celere per poter tutelare l’interesse pubblico al rispetto della volontà popolare. Il ricorso entro detto termine va depositato in segreteria e in calce ad esso è fissata l’udienza di discussione in via d’urgenza.diritto alla riservatezza). 90 giorni) il ricorso è proponibile anche senza diffida. Il ricorso e il decreto sono entrambi da depositare entro 10 giorni dalla notificazione. Se è disposta un'istruttoria. È attenuato il rigore di specificità dei motivi di ricorso (ma non possono neanche essere meramente ipotetici). o chiunque vi abbia interesse (caso di azione popolare!). si da lettura immediata del dispositivo. 72 . e la PA può essere rappresentata da un dirigente. il ricorso si ha per respinto. non anche stabilire il come questo dovesse avvenire. Tale azione può essere proposta anche durante un altro ricorso giurisdizionale. né ad adiuvandum). con istanza al Presidente da decidersi con ordinanza istruttoria in Camera di Consiglio. di notificare alla PA la diffida a provvedere. All’udienza. se non vi sono necessità istruttorie. Questi si pronunciano entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza. 5. o 90 dalla pubblicazione. in mancanza. 3. atto conclusivo del procedimento elettorale (ma anche i singoli atti possono essere immediatamente impugnati). il termine per impugnare è sospeso fino alla decisione. informano il richiedente e lo comunicano alla PA che lo ha disposto. Legittimato attivo è qualsiasi cittadino elettore del Comune. da parte dell'interessato. La sentenza di primo grado è appellabile entro 30 giorni dalla notificazione. entro 30 giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso. in quanto diritto soggettivi) e giudice amministrativo (competente circa lo svolgimento di operazioni per le elezioni di Consigli comunali provinciali e regionali). Se l'interessato si rivolge al difensore civico o alla Commissione per l'accesso. e gli interventori (ma questi ultimi non sono parti necessarie. presentazione delle liste. Se invece ritengono illegittimo il diniego. In caso di silenzio-rifiuto. Parte della dottrina riteneva necessario l'onere. si corregge il risultato delle elezioni (la giurisdizione del giudice amministrativo si estende al merito). Se l'accesso è stato negato perché riguarda diritti di terze persone. la PA che ha il possesso del documento e ha deciso sull'accesso. il ricorso è deciso in Camera di Consiglio entro 30 giorni dall'adempimento degli accertamenti istruttori. Il ricorso avverso il silenzio La legge del 1971 istitutiva dei TAR.

opposizione di terzo manca il dies a quo) non pregiudica il passaggio in giudicato. perché il giudice amministrativo. ricorso in cassazione. Prima tale esigenza non era adeguatamente tutelata. attraverso il giudizio di ottemperanza. 2) i comportamenti disciplinari e le eventuali sanzioni. o tra le Federazioni e i professionisti. previsto nel 1971(legge istitutiva dei TAR) sia per le sentenze del giudice ordinario che per quelle del giudice amministrativo. dopo aver annullato il provvedimento amministrativo. queste sono a tutti gli effetti organi del CONI. in quanto questo è l’oggetto stesso del giudizio. si è nell’ambito del diritto privato . revocazione ordinaria) sono stati tutti esperiti o quando è scaduto il termine. Presente in tutte le sentenze. anche perché nonostante vi sia un caso di giurisdizione condizionata. In queste materie le società.è stato esteso nel 2000 anche alle sentenze di primo grado ancora impugnabili e per le ordinanze cautelari.1 L’autonomia dell’ordinamento sportivo I rapporti tra l’ordinamento sportivo e l’ordinamento della Repubblica sono regolati sulla base del principio di autonomia. Tali società sportive infatti. di natura pubblicistica. 5. Si è riconosciuta quindi la necessità di dare garanzia di adempimento dell’obbligo di conformazione della PA. 72 . La mancata proposizione dei mezzi straordinari di impugnazione (revocazione straordinaria. le associazioni e i tesserati hanno l’onere di adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo.Ma già precedentemente la giurisprudenza aveva ammesso la giurisdizione del giudice amministrativo per le controversie contro i provvedimenti di non ammissione di una società sportiva di calcio a un determinato campionato.se l’attività invece è finalizzata a realizzare interessi fondamentali dell’attività sportiva. Come nel processo ordinario. Parte 6: Giudicato ed ottemperanza CAPITOLO 2 ESECUZIONE ED OTTEMPERANZA 1. Questo. pur se soggetti di diritto privato (associazioni non riconosciute). quando i mezzi ordinari di impugnazione (appello davanti al consiglio di stato. Si garantisce così l’effettività della tutela giurisdizionale. che per la parte vittoriosa si traduce nel conseguimento del bene della vita contestato. si distingue il giudicato formale da quello sostanziale (2 aspetti della sentenza): - formale. Quindi la PA non garantiva l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato. 5. rimetteva gli atti all’autorità competente che stabiliva il modo di conformarsi alla decisione. È perciò necessario che la parte soccombente si uniformi al dictum del giudice. ma di garanzia sulla base di norme di diritto privato). le controversie aventi ad oggetto atti del CONI e delle Federazioni sportive (non riservate agli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo) sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.se le norme applicate riguardano l’attività riconducibile alla vita interna o ai rapporti tra le Federazioni. del giudice amministrativo o del giudice ordinario La previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata alla PA Non è invece un presupposto l’inadempimento.solo per motivi di giurisdizione. L’esaurimento dei gradi di giustizia sportiva è costituzionalmente legittimo o va contro il principio secondo il quale la tutela contro gli atti della PA non può essere limitata a particolari mezzi di impugnazione? Si è ritenuto che ciò sia legittimo. L’ordinamento sportivo disciplina: 1) l’osservanza e l’applicazione delle norme dell’ordinamento sportivo. perché si rendono concrete le statuizioni presenti nella sentenza. deriva dalla definitività della sentenza. Nascita. anche quelle meramente di rito. È discriminante l’attività svolta: . Presupposti: Esistenza di una sentenza passata in giudicato. Tali regole e le decisioni adottate sulla base di queste non hanno rilevanza per l’ordinamento statale (non è mancanza di tutela. tuttavia i tempi processuali e gli oneri non sono eccessivi.2 La giustizia sportiva dinanzi al giudice amministrativo Tuttavia esauriti i gradi di questa (e fermo restando che dei rapporti patrimoniali ha giurisdizione il giudice ordinario). possono talvolta assumere la qualifica di organi del CONI. funzione e presupposti del giudicato Il processo amministrativo è configurato come strumento di effettiva tutela: è necessario che produca il risultato sostanziale.

Invece. Nel caso di vizi procedurali non c’è effetto preclusivo. La sentenza non opera ex tunc essa. . Nella rinnovazione del procedimento l’Amministrazione non può riprodurre il vizio già accertato nella sentenza : l’accertamento del vizio equivale all’affermazione di una regola che l’amministrazione è tenuta a rispettare quando rieserciti il potere. La cosa giudicata sostanziale è l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato che fa stato ad ogni effetto tra le parti. sia ottemperanza. i loro eredi e i loro aventi causa.effetto ripristinatorio. - L’individuazione del petitum del giudizio richiede un preliminare chiarimento in ordine alla differenza intercorrente tra il giudizio di ottemperanza ed il giudizio di esecuzione di matrice civile. L’accertamento contenuto nella sentenza non può essere disatteso dall’Amministrazione : è necessario che l’accertamento della sentenza vincoli l’Amministrazione anche nella fase successiva. Il ruolo del giudice dell’ottemperanza consiste infatti nel procedere alla verifica della congruità della risposta operativa fornita alla sentenza dalla parte pubblica e. la PA non potrà ribadirlo). In questo caso conta molto il vizio rilevato dal giudice e se quest’ultimo ha ritenuto o meno di assorbire i motivi. ove nella sentenza ineseguita permangono ampi spazi di discrezionalità). in definitiva. tale accertamento è contenuto solo nelle sentenze di merito che definiscono il rapporto tra le parti. Effetto inibitorio che fa si che la PA non possa commettere lo stesso errore senza incorrere in un nuovo annullamento dell’atto (se il giudice annulla un provvedimento di destinazione a verde pubblico. A tale tipologia di sentenza si ricollegano tre ordini di effetti: .effetto conformativo. se il giudice amministrativo ha annullato un provvedimento.effetto eliminatorio. non solo elimina gli effetti della realtà giuridica attuale il titolo che determinava un certo assetto si interessi. .sostanziale. e che a causa della indisponibilità dell’amministrazione non ha trovato concreta rispondenza sul piano degli effetti giuridici. proprio ed esattamente la identificazione della volontà di legge (o il completamento di tale identificazione. Il ricorrente punta.effetto preclusivo. Se la sentenza rigetta il ricorso. Il petitum e la causa petendi La causa petendi del giudizio di ottemperanza si identifica con quella medesima situazione giuridica soggettiva che ha formato oggetto del giudizio esitato nella sentenza ineseguita. . anche se la sentenza che lo dispone (avendo accolto il ricorso) orienta la furutra azione dell'amministrazione. il potere amministrativo sopravvive all'annullamento. ma impone che quell’assetto di interessi sia eliminato fin dall’origine. Attuazione del giudicato amministrativo significa sia esecuzione. L’esecuzione è semplice adeguamento del fatto al diritto. se il provvedimento è annullato. Il giudizio di ottemperanza si prefigge. in relazione a determinati vizi enunciati nel ricorso. alla determinazione del comportamento da realizzarsi nella fattispecie concreta. Ad esempio l’annullamento del decreto di esproprio obbliga l’Amministrazione a restituire al proprietario espropriato i frutti percepiti dopo l’emanazione del decreto. pertanto. di riesercizio del potere. che determina il venir meno degli effetti prodotti dal provvedimento. 72 . L’effetto preclusivo è tale da far sì che la PA non possa più commettere gli stessi errori nell’adeguarsi alla sentenza stessa. La sentenza di annullamento dell’atto amministrativo ha il suo nucleo nell’accertamento della illegittimità del provvedimento impugnato. l'accertamento vincolante per le parti corrisponde al contenuto del provvedimento impugnato. La sentenza di annullamento comporta l’eliminazione della c. 2. a dare soddisfazione a quella medesima situazione che era stata originariamente azionata. invece. realtà giuridica del provvedimento annullato. è perché la PA ha commesso errori. attesa l’assenza di un provvedimento idoneo a produrne in conformità del giudicato.d. attraverso l’instaurazione del giudizio di ottemperanza.

pertanto.sto con il puntuale contenuto precettivo del giudicato amministrativo. 3. La particolare circostanza che. un atto in cui viene taciuta intenzionalmente qualche circostanza fondamentale. il legislatore abbia inteso imporre al privato l'onere di agire non sulla base del ricorso in ottemperanza.: restituzione del terreno al proprietario a seguito dell’annullamento giudiziale del decreto di esproprio). ovvero abbia esplicitamente dichiarato di non voler ottemperare al giudicato. di nascosto. l’atto sia nullo ope legis. es. mentre attengono all’ottemperanza gli effetti ulteriori. l’azione esperibile sarà senza dubbio quella volta ad introdurre il giudizio di ottemperanza. nei due casi di violazione ed elusione del giudicato. sia rimasta inerte. prendendo le mosse dalla sentenza originaria (violata o elusa) disporrà quanto necessario per fissare i parametri dell’azione amministrativa al fine di perseguire la effettiva attuazione del giudicato (attività esecutiva e di ottemperanza). a fronte della sentenza a se sfavorevole. mediante l'esercizio di una potestà pubblica formalmente diversa in palese carenza dei presupposti che lo giustificano.Inerenti all’esecuzione sono l’effetto demolitorio e quello ripristinatorio. Sotto il primo profilo. Quando l’amministrazione. l’annullamento degli atti eventualmente posti in essere sulla base dell’atto annullato ed il nuovo sviluppo dell’azione amministrativa in positivo. sarà sempre esperibile il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione delle statuizioni rimaste inosservate. La violazione e l’elusione del giudicato Il comma 1 dell’art. vale a dire. qualora la PA violi o eluda il giudicato. 5820. emanando provvedimenti che con questa si pongono in diretto contrasto. in più la giurisdizione esclusiva attiene alla natura delle situazioni soggettive azionabili. quando l’ottemperanza al giudicato risulti solo parziale. 21 septies della legge 241/1990. ed è cosa differente dalla forma e dalla procedura (che possono in ogni caso seguire il 72 . quanto è necessario ai fini del pieno dispiegamento dell’effetto demolitorio e del ripristino della situazione di fatto antecedente al giudicato (attività di cognizione. già illegittimamente esercitata. sia quando la stessa cerchi di realizzare il medesimo risultato con un'azione connotata da un manifesto sviamento di potere. il vizio di elusione del giudicato ricorre sia nel caso in cui l'Amministrazione eserciti nuovamente la medesima potestà pubblica. essa poi. in contra. nei casi di violazione o elusione del giudicato anche il contenuto della sentenza di ottemperanza è destinato ad arricchirsi nella sua parte “di cognizione”: la pronuncia avrà anzitutto un contenuto di accertamento della ricorrenza delle cause di nullità. attraverso l’emanazione di nuovi provvedimenti amministrativi attuativi del giudicato (attività di ottemperanza). l’accertamento dell’inadempimento e la determinazione dell’attività che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere per realizzare concretamente gli effetti scaturenti dalla sentenza da eseguire (attività di cognizione). c. 6-10-2003. emanando provvedimenti formali che con questa si pongono in diretto contrasto Elusione del giudicato: l’amministrazione si ostini a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. cioè un’azione operata in maniera ambigua. Tale approccio però non soddisfa: manca infatti la tutela per il cittadino. l’aspetto della realizzazione in via sostitutiva del comando contenuto in sentenza. Secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato sez. investe: a. Del pari. ma tendono a farlo in maniera surrettizia. bensì con il rito ordinario di cognizione. Sotto il secondo profilo. l’azione sembra qui assumere il carattere dell’imprescittibilità. b. Ci si chiede se. sancisce la nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato. L’oggetto del giudizio. Violazione del giudicato: l’amministrazione si ostina a non rispettare la statuizione giurisprudenziale passata in giudicato. n. IV. produce rilevanti riflessi tanto sul regime dell’azione quanto sull’ambito della cognizione del giudice. che si basa sulla mancanza dell’atto annullato.

ripristinando gli effetti dell’atto oggetto del procedimento di secondo grado. viceversa e più propriamente.Decreto del Presidente della Repubblica che decida su ricorso straordinario Si definiscono sentenze autosatisfattive (o autoesecutive) quelle la cui capacità esecutive si esaurisce nell’effetto demolitorio. i cui contenuti precettivi siano contraddetti da sopravvenienze di fatto e di diritto. 72 . in quanto la sentenze è qui idonea di per sé a soddisfare compiutamente l’interesse del ricorrente. In tutti questi casi il giudizio di ottemperanza è ritenuto inammissibile. a garantire l’effettività della tutela giurisdizionale.giudizio d'ottemperanza). annullamenti d’ufficio). Il ricorrente comunque potrà ottenere un risarcimento per illegittimo comportamento della PA. Le sentenze insuscettibili di ottemperanza Si tratta di sentenze autoesecutive (la capacità esecutiva. fino ad arrivare all’ultima tappa dell’evoluzione normativa che si rinviene nella legge 205/2000 con la quale si è esteso tale giudizio anche alle sentenze di primo grado. cioè. Inammissibile l’ottemperanza promossa avverso le sentenze di rigetto. Il giudizio di ottemperanza si caratterizza quale strumento idoneo a rendere concrete le statuizioni contenute nella sentenza in cui esso trova il suo titolo e. Il giudizio di ottemperanza Il giudizio di ottemperanza alle sentenze definitive del giudice amministrativo costituisce la risposta operativa all’esigenza primaria che la parte soccombente si adegui alla decisione resa dal giudice. • sentenze che annullano provvedimenti amministrativi di autotutela demolitoria (revoche. senza che occorra da parte dell’amministrazione una specifica attività di adeguamento. Inoltre la inammissibilità del giudizio di ottemperanza è stata sancita relativamente ai ricorsi in ottemperanza proposti in esito a decisioni avente carattere meramente processuale e prive di statuizioni di merito. B) la previa proposizione di una diffida a provvedere inoltrata all’amministrazione.Sentenze che annullano taluni atti sanzionatori .Pronunce che annullano i provvedimenti negativi di controllo . Inoltre sia l'impescrittività dell'azione. 4. oltre che alle ordinanze cautelari. come la legge TAR (1971) che prevedeva tale giudizio sia nei riguardi delle sentenze del giudice ordinario quanto per quelle del giudice amministrativo. • sentenze che annullano taluni atti sanzionatori (sanzione disciplinare dell’ammonimento). in definitiva. intervenute fino alla notifica della sentenza da eseguire. La procedura Procedura: è delineata nel regolamento di procedura del Consiglio di Stato. Il ricorrente non potrà pretendere una piena esecuzione della sentenza. restituendo così piena efficacia all’atto controllato. poiché su di esso si appunta un’attività di accertamento demandata dal giudice. I presupposti processuali del giudizio di ottemperanza sono due: A) la esistenza di una sentenza passata in giudicato del giudice. si esaurisce nell'effetto demolitorio): .Decisioni di carattere meramente processuale . sia la cognizione del giudice sono proprie dell'ottemperanza. ordinario o amministrativo. parte dell’oggetto del giudizio. soggette ad impugnazione. Esempi: • pronunce che annullano provvedimenti negativi di controllo. sul presupposto che esse lascino immutato il preesistente asssetto giuridico dei rapporti. Il giudizio di ottemperanza è stato trattato da diverse leggi. Non costituisce presupposto processuale l’inadempimento dell’amministrazione del giudicato: tale elemento è. integrato dalla giurisprudenza. 5.

ovvero del terzo che sia titolare di un diritto autonomo ed incompatibile con l’accertamento contenuto nella sentenza. al quale spetta stabilire le regulae juris da realizzarsi da parte dell’amministrazione. individuati nei soggetti che dall’attuazione del giudicato possano ricevere pregiudizio nella propria sfera giuridica.a) Legittimati: Tutti i soggetti sui quali il giudicato spiega i suoi effetti immediati (chi ha partecipato al giudizio). b) Termine: Finché duri l'azione di giudicato: ossia 10 anni dalla data di passaggio in giudicato della sentenza. ed anche quando quest’ultima sia anche solo parzialmente modificatrice. invece. la legge 205/2000 prevede che all’atto dell’insediamento “ il commissario. Per quanto concerne la garanzia del contraddittorio. entro i 20 giorni successivi. esso sia diretto a sollecitare la verifica del precedente decisum giudiziale nel suo contenuto di accertamento. a domanda. o se il rifiuto risulto da un comportamento concludente. Avverso la sentenza di ottemperanza si ammette l’opposizione di terzo da parte del litisconsorte necessario pretermesso. accerta se. anche se estraneo al giudizio. Il Consiglio di Stato. di tale deposito il segretario dà immediata comunicazione alla sola pubblica amministrazione interessata. d) Competenza: a.91. I soggetti legittimati a proporre ricorso per Cassazione sono il privato e l’amministrazione soccombente. I poteri del giudice dell’ottemperanza ed il commissario ad acta 72 . g. questa ha luogo solo a seguito di sopravvenuta integrale esecuzione del giudicato. Quanto all’estinzione del giudizio di ottemperanza. Nel caso in cui venga proposto il giudizio di ottemperanza innanzi al giudice incompetente. Quanto alla competenza. si ha però improcedibilità per cessazione della materia del contendere quando gli atti adempitivi producano la soddisfazione di tale interesse. Il giudizio di ottemperanza è trattato in adunanza camerale. anteriormente alla data dell’insediamento medesimo. è legittimato ogni soggetto interessato. indipendentemente dalla soddisfazione dell’interesse del ricorrente. l’organo innanzi al quale instaurare il giudizio di ottemperanza è lo stesso giudice che l’ha adottata. il regolamento 642/1907. l’amministrazione abbia provveduto. prevede che il ricorso sia soggetto non già a notifica ma direttamente a deposito presso l’organo giurisdizionale competente. 6. può trasmettere le proprie osservazioni alla Segreteria del giudice. la trattazione del ricorso in pubblica udienza. Così il TAR è competente per l’ottemperanza alle proprie decisioni passate in giudicato ed anche a quelle che sono state pienamente confermate nella loro portata sostanziale (dispositivo e motivazione) dal Consiglio di Stato. la quale. Se il giudicato è efficace ultra partes. ancorchè in data successiva al termine assegnato dal giudi la permanenza del potere in capo all’amministrazione comporta che l’adozione di atti adempitivi del giudicato. l'interessato deve notificare alla PA un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere il giudicato entro un termine non inferiore ai 30 giorni. è competente ogniqualvolta il decisum sostanziale si rinvenga integralmente nella sentenza di secondo grado. all’art. Le sentenze rese dal Consiglio di Stato quale giudice dell’ottemperanza sono soggette a ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione. In seguito la giurisprudenza ha iniziato ad imporre al ricorrente l’obbligo della notificazione dell’atto introduttivo del giudizio sia all’amministrazione inottemperante che ai controinteressati. L E’ ammissibile l’appello contro la sentenza emessa nel primo grado del giudizio per ottemperanza allorchè i. preliminarmente all’emanazione del provvedimento da adottare in via sostitutiva. l. anche se diversa da quella competente ad emettere l’atto dovuto in esecuzione del giudicato. si ritiene che la relativa eccezione possa essere eccepita anche senza le forme del regolamento di competenza. provochi l’improcedibilità del giudizio di ottemperanza per sopravvenuta carenza di interesse. f. e. c) A pena di inammissibilità: prima del ricorso per ottemperanza. ferma restando la sua rilevabilità d’ufficio. è però consentita. innovatrice o integratrice della sostanza della motivazione contenuta nella decisione del TAR. h. L'atto di messa in mora non è necessario se la Pa dichiara di non voler adempiere. La prassi giurisprudenziale ammette anche la proposizione di istanze cautelari.

e contrasta con i presupposti del pregiudizio grave ed irreparabile! Se l'ordinanza cautelare è accolta di fronte al Consiglio di Stato. siamo infatti in uno dei casi della giurisdizione anche di merito: a) il giudice si sostituisce alla PA inadempiente fino ad emanare atti amministrativi che comportino discrezionalità amministrativa (sostituisce la propria decisione all'omesso provvedimento della PA) b) oppure nomina (nella stessa sentenza nella quale assegna il termine) un Commissario ad acta. Se gli atti del Commissario sono impugnati dal ricorrente. 7. il giudice si pronuncia solo sull'an debeatur (sul "se" si deve qualcosa). Commissario come organo ausiliario del giudice. Oggetto della norma è l'esecuzione delle sentenze non sospese dal Consiglio di Stato. L’esecuzione delle sentenze di primo grado Nel 1971 fu stabilita l'esecutività delle sentenze di primo grado. gli atti commissariali saranno impugnabili con il solo strumento del ricoso al giudice dell’ottemperanza. questi dovrà proporre ricorso al giudice dell'ottemperanza. la domanda di esecuzione può essere proposta anche a quest'ultimo. che provveda a posto della PA qualora questa non adempia nel termine. 9. Tale figura è di costruzione giurisprudenziale: deve realizzare il dictum contenuto nella sentenza. E' dunque utilizzabile lo schema delle misure coercitive tipiche del giudizio di ottemperanza. vi sarà un ordinario giudizio di legittimità. che attribuisce al TAR i poteri propri del giudice dell'ottemperanza al giudicato. In questo ultimo caso. Nel 2000 l'orientamento giurisprudenziale è stato accolto in una norma di diritto positivo. definendo poi i criteri con i quali la PA deve proporre pagamento entro un termine congruo. La procedura è la stessa della proposizione della domanda cautelare (istanza congruamente motivata.le sentenze non ancora appellate .le sentenze appellate ma delle quali non è stata chiesta la sospensione al Consiglio di Stato 72 . Se sono invece impugnati da un terzo. con l'indicazione delle modalità e la nomina (qualora occorra) del soggetto che vi deve provvedere. Per questo all’attività del commissario si riconosce la funzione strumentale di adeguamento della realtà alle statuizioni contenute nel giudicato. Il contraddittorio poi può essere integrato anche verso i contraddittori in senso lato). in quanto è quest’ultimo che l’ha nominato e da questi deriva i propri poteri di sostituzione. Vi è l'obbligo di diffida: ma ciò allunga il procedimento. Il giudice quindi dispone l'esecuzione dell'ordinanza cautelare. Se gli atti infine esulano dalle sue funzioni. Quando la contestazione degli atti commissariali proviene da soggetti terzi rispetto alle parti del giudizio. notificata ai contraddittori necessari. l'interessato può. ma non furono predisposti rimedi in caso di inadempienza.In materia di danno per lesione di interessi legittimi. L’esecuzione delle ordinanze cautelari Se la PA non ottempera alle misure cautelari previste (o vi adempia solo parzialmente). anche se modellate sul carattere proprio della tutela provvisoria. Per parte del ricorrente. ad essa e precluso di rimuovere in via di autotutela i provvedimenti commissariali. E' prevista dunque una forma di accordo. ed ha la funzione strumentale di adeguamento della realtà al contenuto del giudicato. Per sentenze non sospese si intendono: . Presupposto = mancato accordo tra le parti Oggetto = liquidazione del danno 8.I poteri del giudice sono amplissimi. con istanza motivata e notificata. Per parte dell’amministrazione.Nel giudizio sul silenzio (vedi dietro) . ma un ausiliario del giudice. si richiede l’instaurazione di un nuovo processo di cognizione al TAR. è il giudice dell'ottemperanza che deve definire la somma. Forme particolari di ottemperanza . Se questo fallisce. si aprirà un nuovo processo di cognizione davanti al TAR. chiedere al TAR le disposizioni attuative. Non è un organo straordinario della PA.

Impugnatori: hanno ad oggetto sempre un provvedimento del quale si chiede l'eliminazione o la riforma . ma un'attività amministrativa di secondo grado (perché ha ad oggetto un provvedimento amministrativo già esistente). attuale e originata da un atto amministrativo già adottato dalla PA. non stabile. e l'espressa previsione e disciplina dei ricorsi gerarchici impropri. Il recupero dei ricorsi amministrativi risponde all'esigenza non solo di assicurare ai cittadini una tutela veloce e poco costosa nei confronti della PA. La legge istitutiva dei TAR.Il ricorso gerarchico proprio .Il ricorso in opposizione . né di controllo (perché è su istanza di parte).le sentenze appellate ma la cui sospensione è stata negata dal Consiglio di Stato. La PA attraverso tale funzione non svolge né una funzione giurisdizionale (anche se le caratteristiche sono simili). La PA chiamata a decidere ha discrezionalità assai limitata. modificare o sostituire l'atto (ricorso gerarchico proprio ed eccezionalmente quello improprio.I presupposti: L'interesse qui è precario. perché la sentenza potrebbe essere riformata in secondo grado . Considerazioni introduttive Istituti di protezione dei cittadini nei confronti di un provvedimento della PA. forma e contenuto Il decreto del 1971 ha mantenuto: . in quando tempo sottostare al principio del dispositivo (questo perché i ricorsi amministrativi sono comunque rimedi giuridici). la piena facoltatività tra ricorsi ordinari e giurisdizionali. ma soprattutto estesa al merito.Non è necessaria la preventiva diffida PARTE 7 LA TUTELA NON GIURISDIZIONALE CAPITOLO 1 I RICORSI AMMINISTRATIVI 1. Il riesame inizia con la domanda del diretto interessato. non sa rimettere in discussione le precedenti valutazioni e non è imparziale. solo su istanza del richiedente. Se è vero che in Costituzione non vi sono richiami ai ricorsi amministrativi. La legislazione degli anni '70 ha tentato di affermare nuovi modelli di PA. Differenze con il giudizio di ottemperanza del giudicato: . Sono proposti dinnanzi all'autorità amministrativa e sono decisi con atto amministrativo.Straordinari: Solo nei confronti di un atto definitivo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica) Entrambi sia per diritti soggettivi che per interessi legittimi .Non impugnatori: 72 .Eliminatori: in caso di esito positivo tali rimedi comportano l'annullamento dell'atto impugnato con divieto di riformarlo (ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e ricorso gerarchico improprio) .Il ricorso gerarchico improprio . 3. ha previsto l'unificazione in un'unica istanza del ricorso gerarchico. ricorso in opposizione) .Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Distinzioni tra ricorsi: -Ordinari: ammessi nei confronti di atti non definitivi (ricorso gerarchico proprio e improprio. La PA decide in contraddittorio con le parti la controversia che è concreta. ad esempio. ricorso in opposizione) .Rinnovatori: la questione è devoluta all'autorità che deve decidere il ricorso che sostituendosi all'autorità emanante (quindi deve esservi competenza) oltre che annullare potrà. Tuttavia i ricorsi sono in crisi perché la PA storicamente non è veloce. Tipologia dei ricorsi.. Quadro normativo I ricorsi amministrativi (a differenza di quelli giurisdizionali) non hanno garanzie costituzionali (le hanno solo il ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia e al Capo dello Stato). tuttavia emerge l'esigenza di un modello di PA che assicuri anche tutela giurisdizionale. 2.

I provvedimenti possono essere impugnati anche per vizi di merito. pena nullità. Se è proposto prima ricorso giurisdizionale. il ricorso gerarchico è inammissibile). ma con gli altri ricorsi amministrativi. per motivi di legittimità e di merito. a tutela di diritti soggettivi e di interessi legittimi. . 4. La PA deve avvisare il ricorrente in via gerarchica che avrà l'onere di proporre ricorso giurisdizionale. Gli atti impugnabili Impugnabili sono solo gli atti non definitivi (se sono definitivi. non tra persone. e i rimedi sono tassativi e decisi da un organo terzo.il cittadino assistito da alcune garanzie si poteva rivolgere alla stessa autorità amministrativa che aveva adottato il provvedimento . Si tratta di una relazione gerarchica di tipo esterno: cioè tra organi. il ricorso giurisdizionale presentato da una di queste rende improcedibile quello gerarchico già pendente. [Atto definitivo = quello per il quale non sono possibili altri ricorsi amministrativi tranne quello straordinario al Capo dello Stato. da un'Autorità amministrativa indipendente. Se prima è proposto il ricorso gerarchico.i decreti motivati con i quali l'organo adito si pronunciava su queste vertenze potevano diventare oggetto di ricorso in via gerarchica.finalizzati a risolvere una controversia in settori in cui è in qualunque modo coinvolta la PA. Con "unica istanza" invece si tende a sottolineare il principio costituzionale del buon andamento (economicità dell'azione amministrativa). Nel 1971 è stato sancito il principio della facoltatività della tutela. Non è necessario il patrocinio di un avvocato. sia perché permetteva al cittadino di impugnare i provvedimenti lesivi di interessi esclusi dalla tutela del giudice ordinario. 6. è stato espressamente previsto con la legge abolitiva del contenzioso amministrativo. Atto non definitivo = quello che non è impugnabile con il ricorso straordinario al Capo dello Stato.Anche per vizi di merito: ampiezza dei poteri di cognizione dell'autorità che decide. poi quello giurisdizionale. La definitività ab origine può essere: . Tale legge prevedeva per le situazioni soggettive diverse dai diritti soggetti un sistema di tutela articolato su 2 livelli: . da parte di chi vi abbia interesse. Il ricorso gerarchico Già presente negli Stati pre-costituzionali. 5. pur non potendo proporre nuovi motivi di censura.Solo per vizi di legittimità: Ricorso straordinario al Capo dello Stato . ma come luogo ove tutelare le proprie ragione. questo è inammissibile. Si tratta dell'unico modo offerto al cittadino per sollevare davanti alla PA anche questioni di opportunità (ricorso gerarchico proprio e per opposizione) Tutti i ricorsi sono da redigere in forma scritta. da un'autorità cui la legge ha dato 72 .esplicita: quando è la stessa legge che qualifica un provvedimento come definitivo. Il legislatore aveva ideato una valida forma di tutela. Se più persone sono interessate. La formula "gerarchico" è stata sostituita con "sovraordinato". tuttavia è comunque esclusa la contemporanea pendenza dei 2 giudizi per il principio della prevalenza della tutela giurisdizionale (perché più pregnante). che maggiormente rispecchia la realtà amministrativa. poi quello gerarchico. . sia perché si poteva ottenere quella tutela costitutiva esclusa invece nell'ambito giurisdizionale. il ricorso gerarchico debba precedere necessariamente quello giurisdizionale (ammesso solo per atti definitiva). Il ricorso inoltre deve contenere tutti gli elementi richiesti. Ma tale obiettivo fallì perché i ricorsi gerarchici non erano intesi dalla PA come strumento di tutela dei cittadine. da un organo collegiale. I rapporti con il ricorso giurisdizionale la legge istitutiva della IV sezione del Consiglio di Stato ha stabilito che in presenza di un atto non definitivo. Attualmente il ricorso gerarchico è disciplinato dal decreto 199/1971: contro gli atti amministrativi non definitivi è ammesso ricorso in unica istanza all'organo sovraordinato. o da un organo di un ente pubblico diverso dallo Stato.implicita: l'atto è emanato da un organo di vertice della PA. Riguardano di solito diritti soggettivi. questo è improcedibile.

che si sottraggono a qualsiasi rapporto gerarchico). 9. e che di solito sono contro atti amministrativi di Ministri. I ricorsi gerarchici previsti da norme anteriori al 1971 (quindi completamente abrogati) seguono la disciplina di quelli proprio. e la PA si pronunci tardivamente. perché è ammesso nei casi.gli atti normativi delle autorità amministrative se non insieme al provvedimento che ne costituisce applicazione . introdotti nel 1971. Se (in pendenza di ricorso giurisdizionale o straordinario) sarà di accoglimento. 72 . La decisione l'autorità amministrativa ha il dovere di pronunciarsi sulla legittimità (o opportunità) dell'atto impugnato e adottare se richiesti provvedimenti rinnovatori. perché l'interesse della PA è già soddisfatto dal fatto che il ricorso sia comunque indirizzato ad un suo organo. Le regole del ricorso proprio sono estese a quello improprio (silenzio-rigetto. la PA può disporre di tutti gli accertamenti utili ai fini della decisione. Sono ammessi sia il ricorso incidentale che i motivi aggiunti. salvo i casi previsti dalla legge. determinerà la cessazione della materia del contendere (ma sarà comunque impugnabile dai controinteressati lesi). e deve pronunciarsi su tutti i motivi del ricorso (pena nullità). o da un organo gerarchicamente inferiore ma sulla base di puntuali ordini del superiore). In mancanza si seguono le regole del ricorso gerarchico proprio.gli atti riguardanti la fase preparatoria o integrativa dell'efficacia di un provvedimento . Tuttavia può essere sospesa.). Il silenzio-rigetto Il silenzio-rigetto: Il ricorso gerarchico deve essere deciso e comunicato entro 90 giorni dalla presentazione. 10. La decisione deve essere motivata e redatta per iscritto (pena nullità). trascorsi inutilmente i quali si ha per respinto ed eventualmente l'atto originario potrà essere impugnato in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato. o direttamente all'autorità competente. per gravi motivi. o con notificazione tramite ufficiale giudiziario o mediante raccomandata a/r. seguono le disposizioni specifiche contenute nelle normative che li prevedono. d'ufficio o su istanza di parte. vizi di legittimità e di merito). dopo l'unificazione in un'unica istanza. L'istanza di sospensione può essere contenuta nello stesso ricorso o essere successiva. E' un rimedio di carattere eccezionale. L'autorità deve esaminare prima le censure di rito. Non vi è garanzia piena del contraddittorio: il ricorrente infatti non è tenuto ad avvisare né l'autorità che ha emanato l'atto né i controinteressati. Il procedimento Il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto. Anche qui si distingue tra decisioni di rito e di merito.gli atti emanati dai dirigenti preposti al vertice delle amministrazioni .competenza esclusiva per quella materia.gli atti meramente confermativi e quelli esecutivi di provvedimenti precedenti non impugnati 7. Il ricorso gerarchico improprio Si tratta di ricorsi previsti da norme speciali nei quali non rileva la definitività dell'atto. se di rigetti. Atti non impugnabili. tale decisione sarà in ogni caso legittima. Il ricorso non sospende l'efficacia del provvedimento. La decisione.. nei limiti e nelle modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti. L'organo adito darà poi comunicazione ai controinteressati. 8. Per quanto riguarda l'istruttoria. poi di merito. ispezioni. sospensione cautelare. ma non di quei mezzi istruttori che incidano su diritti costituzionalmente garantiti (perquisizioni. nonché l'intervento ad adiuvandum e ad opponendum. salvo principio dell'assorbimento. L'organo che ha emanato l'atto non partecipa. Il passaggio in giudicato della sentenza rende inefficace la decisione tardiva della PA. non porrà alcun onere di impugnativa. Tali ricorsi. Qualora scada il termine. per espressa previsione di legge: . è atto definitivo impugnabile in via giurisdizionale o con ricorso straordinario al Capo dello Stato.. Non occorre il patrocinio di un avvocato. In tutti gli altri casi. e non è coperto da riserva di legge. enti pubblici o organi collegiali (definitivi ab origine. la definitività si ha a seguito della decisione sul ricorso o in seguito alla formazione del silenzio-assenso.

impugnatorio: serve a demolire un provvedimento amministrativo . potrebbe essere assai utile. in quanto i cittadini si sono rivelati assai scettici (l'istruttoria è segreta.125 Cost. . quelle sul contraddittorio. La Corte ha sancito che quando siano necessari accertamenti tecnici. le regole per presentare e notificare il ricorso. Ha carattere impugnatorio (possono impugnarsi solo atti amministrativi) ma non è sempre così (contro il silenzioinadempimento o il silenzio-rifiuto vi è ricorso contro un mero comportamento della PA).straordinario: perché devono essere esperiti gli altri rimedi amministrativi. in quanto è ammesso solo contro atti definitivi .Permangono invece dubbi sulla facoltatività: lasciare scegliere il privato vuol dire infatti vanificare la ratio dell'istituto. quando la sentenza della Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che il Consiglio di Stato. 3. Ma in ogni caso la giurisprudenza lo pone insieme ai rimedi amministrativi anche se anomalo e con molte analogie con il ricorso giurisdizionale. comporta solo decisioni di annullamento . Per la disciplina. tra le altre. La decisione sul ricorso ha carattere definitivo. per la giurisprudenza il ricorso straordinario è esperibile. Si tratta di un ricorso diretto alla stessa autorità che ha emanato l'atto (è resistente e decidente!). in quanto nemmeno il legislatore crede nella capacità della PA di riesaminare le proprie posizioni. costituisce comunque una giurisdizione. Il ricorso in opposizione E' ammesso solo nei casi previsti per legge (statale o regionale). la decisione ha valore di cosa giudicata (e vi si può esperire il giudizio di ottemperanza).generale: sempre ammesso se non quando è escluso per legge . di legittimità costituzionale.alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale 2. Vi si ricorre per vizi sia di legittimità che di merito. ma qualora servisse a ripensare errori negli accertamenti o nelle valutazioni tecniche. solo per vizi di legittimità. Dello stesso avviso è la Corte Costituzionale. contro provvedimenti non definitivi. e da quella del 2000 per quanto riguarda la sospensione del provvedimento impugnato. Premessa E' un residuo della funzione di giustizia data al re. il contraddittorio è unilaterale e scritto. E' disciplinato dalla legge del 1971. non vi è discussione orale. Ambito di esperibilità e suoi presupposti Tale istituto non è molto praticato. se vi è inottemperanza si deve ricorrere al giudice amministrativo con ricorso contro il silenzio-rifiuto). 72 . Per quanto riguarda gli atti delle amministrazioni indipendenti. Può quindi sollevare questioni di pregiudizialità comunitaria. Natura giuridica La dottrina lo individua come strumento giurisdizionale. Sono previsti tuttavia pochissimi casi. anche quando esprime solo un parere. questo per tentare una sostanziale equiparazione del ricorso per opposizione a quello gerarchico (per il principio della semplificazione). sulla sospensione e sulla facoltatività. per il parere obbligatorio e semivincolato che deve fornire il Consiglio di Stato. mentre la dottrina non è concorde perché ciò violerebbe l'art. E' proponibile anche contro gli atti amministrativi delle regioni (di questo parere la Corte Costituzionale. 11. la fase gerarchica impropria deve precedere quella giurisdizionale. Tuttavia la Cassazione nel 2001 sancisce che il decreto con cui viene deciso un ricorso straordinario ha comunque natura amministrativa. CAPITOLO 2 IL RICORSO STRAORDINARIO AL CAPO DELLO STATO 1. E' proponibile solo contro i provvedimenti definitivi. sia per interessi legittimi che per diritti soggettivi.). Sono applicabili. mentre di opposto parere è la dottrina. e su di esso non è instaurabile un giudizio di ottemperanza. secondo la quale il Consiglio di Stato non è legittimato a sollevare incidente di costituzionalità in sede di parere. eliminatorio: in caso di accoglimento. che è quella di far riesaminare l'atto da un'autorità amministrativa tecnicamente più preparata in materia rispetto al giudice. Tale situazione è mutata nel 1997. anche qui ci si rifà al ricorso gerarchico proprio. ma come questi neutrale. E' poco usato.

Non è proponibile se la giurisdizione è attribuita ad un giudice speciale, per le questioni devolute ad un collegio arbitrale (natura di lodo arbitrale della relativa decisione), per i conflitti di attribuzione di esclusiva competenza della Corte Costituzionale. 4. La proposizione Il ricorso si deve proporre entro 120 giorni, senza sospensione feriale dei termini. A meno che non vi sia la rimessione in termini, il ricorso deve essere notificato (pena inammissibilità) a tutti i controinteressati e alla PA che ha emanato l'atto, e presentato con la prova dell'avvenuta notificazione (pena irricevibilità) direttamente (tramite notificazione o raccomandata a/r) all'organo che ha emanato l'atto impugnato, che la dovrà poi far arrivare al Ministro competente. Vi è garanzia del contraddittorio, ma non nei confronti dell'autorità che ha emesso l'atto, perché il ricorso è in ogni caso deciso da un organo statale. Entro 60 giorni i controinteressati hanno l'onere di produrre memorie e documenti dei quali il ricorrente potrà prendere visione tramite il diritto d'accesso. I controinteressati possono, entro lo stesso termine, presentare ricorso incidentale. E' ammesso l'intervento (ad opponendum e ad adiuvandum), e i motivi aggiunti. 5. La trasposizione in sede giurisdizionale Si tratta di un ricorso straordinario alternativo rispetto al ricorso al giudice amministrativo, ma se vi sono in questione diritti soggettivi si può ricorrere sia in via amministrativa, che davanti al giudice ordinario. L'esigenza quindi è di evitare la concorrenza tra il Consiglio di Stato in sede consultiva, e il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. Principio alternatività: se i 2 ricorsi sono proposti dalla stessa persona e contro lo stesso atto (non si applica ai controinteressati). I controinteressati possono ricorrere all'istituto dell'opposizione, ed in più entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso possono chiedere la trasposizione della decisione sul ricorso dalla sede amministrativa a quella giurisdizionale. L'opposizione implica la dichiarazione di improcedibilità del ricorso straordinario. Il ricorrente entro 60 giorni si deve costituire in sede giurisdizionale (con patrocinio di un avvocato). La prassi sembra escludere la possibilità dell'opposizione per i controinteressati. L'alternatività dunque è vista come facoltà di scegliere la tutela, non solo per il ricorrente, ma anche per i controinteressati. 6. L’istruttoria ed il parere del Consiglio di Stato La presentazione del ricorso comporta per il Ministro competente l'apertura dell'istruttoria: - organizzata e diretta da un responsabile del procedimento - retta sia dal principio della pubblicità, sia da quello di completezza (devono essere raccolti tutti i dati per la decisione) Vi è il rigoroso controllo del Consiglio di Stato. L'istruttoria deve concludersi entro 120 giorni dalla scadenza del termine per le deduzioni dei controinteressati. Scaduto tale termine, il Ministro competente deve inviare il ricorso al Capo dello Stato per il parere (se il Ministro non adempie, l'interessato può procedere all'interpello). Il parere formalmente non è vincolante, se il Ministro vuole discostarsene deve sottoporre prima la questione al Consiglio dei Ministri (pena l'illegittimità della decisione). 7. La decisione formulata come proposta di decreto al Presidente della Repubblica, è assunta dal Ministro competente sulla base del parere del Consiglio di Stato. La decisione è assunta con decreto motivato (di solito con rinvio al parere del Consiglio di Stato) del Capo dello Stato, di cui il Ministro assume ogni responsabilità. Il decreto è comunicato alle parti e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. La decisione di accoglimento del Ricorso ha come effetto l'annullamento del provvedimento impugnato. 8. Il ricorso per l’ottemperanza Se il ricorso straordinario è accolto, ma la PA non adempie, si può esperire il ricorso per l'ottemperanza? Questo si collegherebbe infatti alla natura giurisdizionale o amministrativa del ricorso straordinario. - Fino gli anni '50 era ammesso per la natura quasi giurisdizionale del ricorso straordinario,

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- Poi venne negato per la sua natura amministrativa (anche se vi è comunque un obbligo per la PA di conformarsi alla decisione del Capo dello Stato) In caso di inadempimento l'interessato può solo esperire il ricorso giurisdizionale contro il silenzio-rifiuto della PA. Per la Corte di Giustizia europea, il parere del Consiglio di Stato ha comunque carattere decisionale, e acquista valore di cosa giudicata: si può dunque esperire l'ottemperanza. Tale decisione non è impugnabile, ma lo è solo per revocazione. Questa presuppone il contrasto tra due giudicati, quello dei ricorso giurisdizionale e quello del ricorso straordinario. La Cassazione, tornando sul problema, afferma la natura amministrativa del ricorso straordinario, escludendo l'esperibilità del ricorso per ottemperanza. Tuttavia nel 2005 il Consiglio amministrativo per la regione siciliana, stabilendo che il ricorso straordinario è plasmato sia dalla giurisprudenza che dal legislatore sul modello del ricorso giurisdizionale, afferma la possibilità di esperire il ricorso per l'ottemperanza. 9. Le misure cautelari L.205/2000 prevede che su richiesta del ricorrente e in presenza di danni gravi ed irreparabili, il Ministro competente può, con decreto motivato e previo parere del Consiglio di Stato, sospendere il provvedimento impugnato. Ma la misura cautelare p limitata alla sola sospensione del provvedimento, non è misura atipica come da L.205/2000 relativamente alla tutela giudiziale. 10. Le questioni di pregiudizialità comunitaria e di legittimità costituzionale Il Consiglio di Stato in sede di parere per il ricorso straordinario, è legittimato a chiedere alla Corte di Giustizia una pronuncia interpretativa di una norma comunitaria necessaria per la soluzione della controversia oggetto del ricorso medesimo. Questo perché il Consiglio di Stato, anche quando emette un parere, costituisce comunque una giurisdizione, può quindi sollevare alla Corte Comunitaria questioni pregiudiziali. E' ritenuto comunque una giurisdizione per: - il fondamento legale e la stabilità dell'organo - l'osservanza del principio del contraddittorio - il parere si basa solo su norme di legge - una decisione difforme si può pronunciare solo previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Ciò ha portato per il Consiglio di Stato la possibilità di sollevare questioni di legittimità costituzionale in sede di parere, anche se ciò è stato poi negato sia dalla giurisprudenza che dalla Corte costituzionale, che ne affermano il carattere amministrativo. 11. La revocazione per i casi dell'art.395 c.p.c., da proporsi al Capo dello Stato nelle stesse forme del ricorso straordinario. Da notificarsi all'amministrazione (se non è statale) che ha emanato l'atto impugnato e ad almeno uno dei controinteressati. Da presentarsi al Ministro competente entro 60 giorni dalla notifica del decreto presidenziale impugnato, o dalla scoperta del vizio. E' richiesto il parere del Consiglio di Stato. E' inammissibile la revocazione della revocazione, e la revocazione per motivi attinenti all'interpretazione delle norme. La revocazione va proposta non contro il provvedimento originario, ma contro il decreto del Presidente della Repubblica. 12. L’impugnabilità entro certi limiti anche in sede giurisdizionale, solo per vizi di forma o di procedimento (errores in procedendo) e solo per momenti del procedimento successivi al parere del Consiglio di Stato. Il limite dell'alternatività è sia per il ricorrente (al momento della scelta) sia per la parte resistente (può trasferire la controversia in sede giurisdizionale). Al controinteressato cui non è stato notificato (e quindi non ha potuto fare trasposizione del giudizio) è permessa l'impugnazione anche per errores in judicando. Stesso dicasi per le amministrazioni diverse da quella statale. La decisione del ricorso straordinario può comunque essere impugnata davanti al giudice ordinario, che la potrà disapplicare come previsto dall'art. 4 della legge del 1865 di unificazione amministrativa. CAPITOLO 3

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GLI STRUMENTI DI GIUSTIZIA ALTERNATIVA 1. L’evoluzione del sistema delle tutele verso forme di “giustizia alternativa” Nel corso dell'ultimo decennio si sono affermati strumenti di soluzione delle controversie alternativi alla via giurisdizionale.quando è coinvolta la pubblica amministrazione ci si riferisce a strumenti alternativi in tre casi: - alle attività della stessa svolge al proprio interno per risolvere un conflitto o individuare una soluzione al problema - ai ricorsi amministrativi devoluti alla stessa amministrazione - alle ipotesi in cui la soluzione dei conflitti è demandata a soggetti terzi.gli strumenti che rientrano in questa categoria sono indicati con l'acronimo A.D.R. (Alternative Dispute Resolution): sono procedure attraverso le quali è possibile offrire una soluzione ad una controversia insorta tra due o più parti, al di fuori delle vie giurisdizionali. 2. Gli strumenti di ADR in Europa Forte spinta verso l'adozione di tali forme di giustizia alternativa proviene sia dall'ambito internazionale e da quello comunitario, dove strumenti alternativi delle controversie occupano un ruolo primario. Primo passo verso tale scelta è sicuramente l'istituzione nel 1992 del mediatore europeo, che si occupa dei casi di cattiva amministrazione dell'istituzione o degli organismi comunitari, tranne che per la corte di giustizia e per il tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali. Anche recentemente nel vertice europeo di Lisbona del marzo 2000 lo sviluppo delle ADR è considerato uno strumento attraverso cui accrescere la fiducia dei consumatori. Soprattutto nel diritto del lavoro di strumenti alternativi occupano un ruolo preminente, in quanto si pongono come veri e propri mezzi di pacificazione sociale. In seguito all'emanazione del libro verde sul diritto dei consumatori, è stata confermata la necessità e l'urgenza di un'azione comunitaria tesa ad incrementare l'utilizzo di tali strumenti extragiudiziali, bisogno accolto dalla commissione che ha emanato due raccomandazioni sul tema.stendere nel libro verde è proposta la distinzione tra ADR che si svolgono nell'ambito dei procedimenti giurisdizionali, e cioè condotte da un giudice, e quelle cosiddette convenzionali, che si svolgono al di fuori di qualsiasi procedura giurisdizionale ed i cui esiti possono essere vincolanti o meno per le parti. 3. Gli strumenti di giustizia alternativa nell’ordinamento italiano Molti degli strumenti rientranti nelle ADR non sono a noi sconosciuti, come l'arbitrato, la transazione o la conciliazione. Quest'ultima era presente già nel primo codice di procedura civile del 1885, nel quale era previsto che i conciliatori, quando richiesti, dovevano adoperarsi per comporre le controversie. L'istituto venne ripreso dal codice del 1942, ma non può dirsi che a tali strumenti sia riconosciuto un ruolo determinante nella soluzione dei conflitti. Tuttavia con l'intervento del legislatore nella recentissima riforma del codice di procedura civile con legge 18 giugno 2009, n.69 sono state introdotte modifiche che incidono sull'istituto della conciliazione e della mediazione. È previsto che qualora nel corso del processo venga formulata una proposta conciliativa a seguito dell'interrogatorio formale, o ad una proposta formulata nel procedimento peritale, ed una delle parti non l'abbia accettata senza un giustificato motivo, il giudice può condannare la parte che non ha accettato la proposta al pagamento delle spese processuali maturate successivamente alla formulazione della proposta conciliativa. Il legislatore tenta di far leva sugli aspetti economici per indurre le parti a scegliere la conciliazione. Il legislatore inoltre conferito due deleghe al governo da esercitarsi entro sei mesi: la prima per la procedura conciliativa perde il settore dei servizi pubblici o di pubblica utilità, nel secondo per l'istituzione di un registro presso il ministero della giustizia di organismi di conciliazione che possono essere istituiti presso i tribunali. 4. La conciliazione rivolta ai consumatori e agli utenti. La conciliazione dinanzi alle Camere di Commercio Un ruolo centrale nel percorso di diffusione delle ADR va riconosciuto alla legge 580/1993, che ha attribuito competenze fondamentali alle camere di commercio che possono promuovere, singolarmente in forma associata, la costituzione di commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti: tipica forma di conciliazione amministrata gestita da un ente esterno.è stato semplicemente sancito in una norma un ruolo che le camere di commercio svolgevano già in passato. 5. Le controversie in materia di telecomunicazioni Per il settore delle telecomunicazioni è previsto che l'autorità di garanzia disciplini con propri provvedimenti le modalità per la soluzione non giurisdizionale delle controversie. Il tentativo di conciliazione è obbligatorio, e cioè a condizione di procedibilità dell'azione giurisdizionale ed ha efficacia sospensiva dei termini per l'azione

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giurisdizionale, fino alla scadenza del termine per la conclusione del procedimento di conciliazione. Ruolo centrale è riconosciuto ai comitati regionali, ai quali sono delegate le attività conciliative. I verbali di conciliazione ha inoltre valore di titolo esecutivo. l'individuazione della competenza per territorio è effettuata in bassa luogo di residenza e la procedura conciliativa si svolge entro 30 giorni dalla proposizione dell'istanza. Le parti possono partecipare all'udienza di conciliazione personalmente o attraverso proprio rappresentante o associazioni di consumatori. Se il tentativo di conciliazione fallisce le parti hanno la possibilità o di adire le vie giurisdizionale o chiedere all'autorità di garanzia di definire la controversia entro 150 giorni, attraverso la presentazione di un ricorso amministrativo alla stessa nel termine di sei mesi dal fallimento del tentativo di conciliazione. Tale procedura si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio che può essere impugnato davanti al Tar del Lazio, che ha competenza funzionale. A ciascun comitato regionale può essere poi delegata la controversia attualmente gestita dall'autorità, a condizione che venga garantita una distinzione tra funzione conciliativa e funzione di soluzione dei conflitti. 6. Le controversie in materia di consumo La legge del 1998 contempla una particolare ipotesi di conciliazione davanti alle camere di commercio, proposta da associazioni di consumatori e utenti legittimate ad agire a tutela degli interessi collettivi. All'ipotesi prende il nome di accesso alla giustizia, e tale procedura di conciliazione deve essere conclusa entro 60 giorni dall'istanza e il verbale costituisce titolo esecutivo che deve essere depositato per l'omologazione nella cancelleria del tribunale del luogo in cui la conciliazione è avvenuta. È inoltre prevista la possibilità per i singoli, consumatori professionisti, di avviare procedure di conciliazione stragiudiziale per le controversie in materia di consumo davanti alle camere di commercio; da queste procedure vanno incluse anche le conciliazioni paritetiche, disciplinate da protocolli sottoscritti da associazioni dei consumatori ed utenti di alcune aziende aventi ad oggetto l'erogazione di servizi. Il legislatore ha previsto la non vessatorietà di tali clausole. altre ipotesi prevista dalla legge in quel possibile fare ricorso lo strumento serviziale conciliativo è il caso in cui il presidente del tribunale davanti al quale è stata discusse deciso un'azione collettiva risarcitoria dei diritti dei consumatori e degli utenti può costituire un'unica camera di conciliazione della determinazione delle somme da corrispondere ai consumatori e agli utenti. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva, da un avvocato indicato dall'impresa e da un terzo avvocato nominato dal presidente del tribunale. Compito della camera di conciliazione è quello di quantificare i modi, il termine l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori.

7. Le controversie in materia societaria e i patti di famiglia Un ruolo di rilievo alle forme di giustizia alternativa è riservato nell'ambito delle controversie in materia societaria, dove enti pubblici o privati possono costituire organismi (iscritti in un apposito registro tenuto presso il ministero della giustizia) deputati alla conciliazione.insieme alla domanda di iscrizione nel registro, l'organismo di conciliazione deve depositare presso il ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura al quale devono essere allegate anche le tabelle delle indennità che spettano agli organi ione. Requisiti essenziali delle procedure conciliative sono la riservatezza del procedimento, la garanzia di imparzialità del conciliatore e la garanzia di una celere conclusione della procedura stessa. Il conciliatore può su richiesta di entrambe le parti formulare una proposta rispetto alla quale ciascuna delle parti, in caso di fallimento della procedura, dovrà indicare all'interno del verbale di mancata conciliazione, la propria posizione o le condizioni alle quali è disposta conciliare. Anche qui istrumento conciliativo è per certi versi condizioni di procedibilità dell'azione giurisdizionale: è previsto infatti che qualora non sia spedito il tentativo il giudice è su istanza di parte dispone la sospensione del procedimento pendente e fissa un termine per l'avvio del procedimento conciliativo che può variare dai 30 ai 60 giorni. Se il tentativo non viene avviato o al esito negativo, il processo può comunque essere riassunto. Il legislatore ha poi previsto il divieto di utilizzazione in giudizio delle dichiarazioni rese dalle parti nel corso della conciliazione, ad eccezione del comportamento tenuto dalle parti. Per facilitare la diffusione dei istrumento conciliativo legislatore ha previsti incentivi come l'esenzione degli atti del procedimento dall'imposta di bollo, l'estensione del verbale di conciliazione dall'imposta di registrò, la sua efficacia di titolo esecutivo e efficace interdittiva della prescrizione della domanda di conciliazione. È prevista poi la possibilità che negli atti costitutivi della società siano inserite delle clausole compromissorie. Gli arbitri sono chiamati a decidere secondo diritto ed il lodo impugnabile nell'ipotesi di nullità ed è soggetta revocazione ed opposizione di terzo.

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nei 30 giorni successivi. viene redatto verbale. Se la parte convenuta a non accogliere la richiesta della controparte può. dove le associazioni di categoria di titolari di diritti e gli enti o le associazioni rappresentative dei beneficiari delle eccezioni previste dalla stessa legge. Il ruolo della conciliatore è quello di agevolare le parti nell'individuare una su Silone alla loro controversia. al termine del quale il processo può essere riassunto entro 180 giorni e una estinzione. e si può spingere fino al punto di proporre una soluzione al termine del procedimento in quell'ipotesi in cui le parti da sole non sono capaci di giungere ad un accordo. Della conciliazione. L'ostacolo è sempre dato dalla convinzione dell'indisponibilità degli interessi legittimi. altre ipotesi sia in materia di diritto d'autore.p. Tuttavia a tale impostazione non è estraneo il modulo consensuale che consenta all'amministrazione di offrire una soluzione al problema amministrativo che soddisfi maggiormente il pubblico interesse. depositar osservazioni scritte. da effettuarsi secondo le norme del c. il tentativo dei vestirsi entro 90 giorni. introdotti nel 2006. Per il lavoro privato sono contemplate due distinte forme di conciliazione: una da svolgersi in sede sindacale. 72 . l'altra destra direzione provinciale del lavoro. Le controversie in materia di lavoro Nel quadro delle procedure extragiudiziali un posto di rilievo è occupato dalle controversie in materia di lavoro per le quali il legislatore ha previsto forme di conciliazione obbligatoria e di arbitrato. Le controversie in materia di contratti pubblici Il ricorso allo strumento arbitrale per risolvere le controversie in tema di lavori pubblici è forse l'ipotesi più antica di uso di uno strumento di giustizia alternativa (già presente infatti nel 1895). L'ispettorato entro 20 giorni deve convocare le parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria per tentare la conciliazione. È necessario creare all'interno dell'amministrazione una cultura che incentivi la giustizia alternativa. La richiesta di conciliazione deve essere spedita al comitato che entro 10 giorni deve nominare la commissione speciale che garantirà il contraddittorio tra le parti. Se la controversia riguarda il pubblico impiego privatizzato invece la commissione è composta da un rappresentante del lavoratore. dunque se il suo esito.con la legge Merloni e la Merloni bis è stato introdotto il tentativo obbligatorio di conciliazione per le riserve delle imprese e l'arbitrato. 8. e all'altra parte della controversia. da una rappresentante dell'amministrazione e dal direttore della direzione provinciale del lavoro. Con l'emanazione del codice dei contratti sia operata una risistemazione dei rimedi sono giudiziali anche se sicuramente non è ancora stato raggiunto un assetto definitivo. 10. abbandonando le preclusioni che hanno impedito il successo anche dei ricorsi amministrativi. che possono anche non accettare la proposta del conciliatore. disciplinata dal decreto ministeriale. La decisione finale rimane sempre affidata le parti. In caso di fallimento o mancato esperimento entro i 60 giorni le parti possono adire l'autorità giudiziaria competente. l'accordo bonario e l'arbitrato. Era un'ipotesi di conciliazione amministrata obbligatoria e. 11. Giustizia alternativa e pubblica amministrazione Dal discorso fatto finora si evidenzia come l'ipotesi di giustizia alternativa siano assai limitate per le controversie di sì a parte l'amministrazione. Il codice contempla la transazione.c. questi sospende il giudizio e fissa un termine perentorio per promuovere il tentativo di conciliazione. Le altre ipotesi di conciliazione obbligatoria Altre ipotesi di conciliazione obbligatoria si hanno quando i soggetti che intendono proporre in giudizio una domanda relativa ad una controversia su un contratto agrario sono tenuti a darne comunicazione all'ispettorato provinciale dell'agricoltura competente per territorio. La conciliazione deve avvenire entro 60 giorni e si svolge davanti ad una commissione di tre soggetti. se le parti ricorrono al giudice senza prima aver esperito tale tentativo di conciliazione. entro altri 10 giorni il presidente fissa la data per il tentativo di conciliazione. questi derogano al divieto civilistico di stipulare patti successori: le controversie che nascono in relazione la disciplina del patto di famiglia sono devolute preliminarmente ad uno degli organismi di conciliazione.. se non arrivano ad un accordo per definire l'esercizio della libera produzione delle opere. tornando facoltativo e fidandosi la procedura alla camera arbitrale presso l'autorità garante per i lavori pubblici.per quanto riguarda i patti di famiglia. si possono rivolgere al comitato consultivo permanente per il diritto di autore presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. con la Merloni ter l'arbitrato è stato novellato. 9.

È composta da cinque membri nominati dall'autorità fra soggetti dotati di particolare competenza in materia di contratti pubblici di lavori. indipendentemente dal loro valore. forniture e servizi o di sottoscrivere compromessi. Sono vietate clausole compromissorie in tutti i contratti aventi ad oggetto lavori. segue una fase di controllo da parte del responsabile del procedimento per verificare la nonna manifesta infondatezza. oltre che in relazione alle controversie vertenti su di chi.: il collegio arbitrale è composto da tre membri nominati da di esperti dalle parti contendenti.p. Lo strumento arbitrale è invece esperibili è. La norma è assai scarna. la proroga è stata poi estesa fino all'effettiva attivazione di tali sezioni. per istituire presso i tribunali ordinari apposite sezioni specializzate. tranne il giuramento. ai lavori pubblici nei settori ordinari affidati da amministrazioni aggiudicatrici ed enti aggiudicatori. anche per quelle collegate ai concorsi di progettazione di idee e per quelle controversie non risolte in sede di accordo bonario. entro 10 giorni dall'ultima sottoscrizione. o dai concessionari se l'importo dell'opera può variare in misura non inferiore al 10% dell'importo. con membri che abbiano specifica competenza sull'oggetto del contratto. Decorsi termini per accettare la proposta è prevista la possibilità di far ricorso all'arbitrato. e rimane la alla disciplina del c.La transazione è consentita per tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti con oggetto appalti pubblici.c. previa deliberazione dell'amministrazione nella quale siano indicate le ragioni di fatto e di diritto a sostegno della scelta transattiva. cura la formazione della tenuta dell'albo degli arbitri. Questa. servizi e forniture. Il presidente e scelto dalle parti o dagli arbitri e nel giudizio sono ammissibili i mezzi di prova del c. Alla comunicazione delle riserve o delle contestazioni. che devono pronunciarsi sulla stessa dandone comunicazione al responsabile del procedimento. e non si trovino in una condizione di astensione o incompatibilità. La pronuncia del lodo avviene con deposito presso la camera arbitrale. La commissione formula una proposta di accordo bonario da comunicarsi alle parti.p. l'accordo bonario è applicabile invece per le riserve o contestazioni scritte o verbalizzate nei documenti contabili fino al momento del loro avvio. 72 .c. tranne quelle demandate in via esclusiva al tar. redige il codice deontologico e provvede agli adempimenti per la sessione ed il funzionamento del collegio arbitrale. In tal caso sarebbero nulli e la sottoscrizione costituirebbe illecito disciplinare determinante responsabilità erariale. istituita presso l'autorità di vigilanza. momento di inizio della procedura. A questi spetta poi la promozione dell'eventuale costituzione della commissione. L'operatività di tale disposizione è stata sospesa fino al luglio 2008..

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