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Il processo di Galileo:

Francesco Lambiase IV F

Galileo Galilei, uno dei padri della rivoluzione astronomica e di


quella scientifica, si trovò spesso in contrasto con antichi e con i
rigidi schemi mentali che spesso intralciavano il decorso delle
nuove teorie scientifiche delle quali Galileo era spesso
l'ideatore.
I contrasti con gli aristotelici e il mondo degli antichi tuttavia
ebbero il loro apice, quando nel Febbraio del 1616 Galileo fù
ammonito con l'accusa di aver trattato le tesi copernicane e di
aver “travisato” il modo di intendere la scienza in rapporto con
le sacre scritture. Attorno a questo processo volteggia una sorta
di alone misterioso, infatti il verbale che fù scritto durante la
seduta di ammonimento non presenta nessuna firma del notaio o
di galileo, inoltre il testo presenta dei caratteri che fanno
pensare agli storici che questo sia stato stato scritto in seguito
all'ammonimento dello scienziato.
Comunque a parte questa sorta di “giallo” giuridico, con
l'ammonimento fù assolutamente vietato a Galileo di
“professare” o difendere ulteriormente le teorie Copernicane.
Tuttavia Galileo dopo un periodo di silenzio ed incoraggiato
dall'elezione del papa Urbano VIII, pubblicò una delle sue opere
a sfondo copernicano più importanti, ovvero il “Dialogo: Sopra i due massimi sistemi” nel quale
come è ben noto galileo difende tramite l'espediente del dialogo tra tre uomini le teorie di
Copernico e della rivoluzione astronomica.
Facendo questo galileo però violò ciò che gli era stato imposto con il precedente ammonimento e
quindi fù inizialmente fatto prigioniero presso il Sant'Uffizio a Roma e poi in seguito a degli
interrogatori nel 22 Giugno 1633 gli inquisitori emisero la sentenza, nella quale si condannava
Galileo ad abiurare.
Lo scienziato pisano ricoprì nella storia un ruolo importantissimo, infatti possiamo considerarlo il
fondatore della scienza moderna. Tuttavia come molti altri intellettuali, fù anche lui vittima di una
società conservatrice ed immatura, poco aperta all'innovazione e disposta a condannare
immediatamente le menti rivoluzionarie, in un tentativo quasi di conservare quel precario equilibrio
sul quale spesso si reggono le società. Grazie all'azione dirompente della figura di Galileo però si
riuscì a mettere in crisi concetti millenari che fino ad allora erano ritenuti sacri, andando oltre le
barriere della ragione di allora e sfidando spesso coloro che imponevano quale fosse il vero sapere,
affidandosi al lavoro svolto da studiosi precedenti (come Aristotele).
E' certo che Galileo lasciò comunque agli intellettuali posteriori a lui dei pesanti problemi di
carattere scientifico-filosofico da risolvere, ma il fattore veramente significativo è che solamente
grazie alla sua figura questi problemi potranno poi risolversi ed essere fatti oggetto della scienza.