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IL BUSINESS PLAN COME COMUNICAZIONE CONNOTATIVA

Epiphyte Corp. è l’azienda hi-tech fondata dai protagonisti del romanzo


Cryptonomicon dello scrittore cyberpunk americano Neal Stephenson. Sono i
tipici imprenditori della Silicon Valley: passato nella cultura hacker, tecnofilia
sfrenata, carriera fatta di uno startup dopo l’altro. Questo passaggio del romanzo
riporta il “tipico” business plan che i fondatori di Epiphyte scrivono ogni volta che
fondano una nuova società: non contiene nessuna informazione denotativa
sull’impresa (ovviamente, visto che è generico, una specie di template), ma
leggendolo vi fate un’idea piuttosto chiara di che tipo di investitore dovete essere
per investire denaro in Epiphyte. Conclusione: il business plan è comunicazione,
se il potenziale investitore non è in grado di capire davvero l'idea imprenditoriale
la strategia migliore è comunicargli chi è l'imprenditore.

Il business plan di Epiphyte Corp. è alto circa due centimetri e mezzo, né molto
né poco per come in genere vanno queste cose. Le pagine interne sono eleganti
e trendy, grazie al programma di desktop publishing del portatile di Avi. La
rilegatura è in carta ruvida, fatta a mano, di crusca di riso, spuntature di bambù,
canapa selvatica e acqua cristallina sciolta da un ghiacciaio, lavorata da canuti
artigiani che vivono in un tempio scavato nella viva roccia vulcanica e avvolto da
nebbie perenni su qualche isola conosciuta solo dai viaggiatori più annoiati della
costa ovest, quelli che fanno ginnastica aerobica e vestono in Spandex. Una
mappa impressionistica del Mar Cinese meridionale è stata schizzata sulla
copertina da calligrafi della Dinastia Ming (ricostruiti in laboratorio, molecola per
molecola) usando pennelli di criniera di unicorno intinti in inchiostro fatto da pezzi
di carbone macinati da monaci stiliti ciechi, che li hanno ottenuti bruciando a
fuoco lento pezzi della Vera Croce.

Il contenuto del business plan segue una struttura che viene dritta dai Principia
Mathematica. Gli imprenditori di rango inferiore comprano software per generare
business plans: pacchetti di testo e fogli elettronici collegati gli uni agli altri in
modo intelligente. Basta seguire le istruzioni e riempire qualche spazio vuoto. Avi
e Beryl hanno scritto abbastanza business plans da riuscire a produrli a
memoria. I business plan di Avi tendono a dire più o meno così:

MISSION: Noi di [nome dell’azienda] crediamo che [fare la roba che


vogliamo fare] e creare valore per gli azionisti non siano semplicemente
attività complementari: sono, invece, inestricabilmente legate.

OBIETTIVO: Creare valore per gli azionisti [facendo della roba]

AVVERTENZA ESTREMAMENTE IMPORTANTE (questo è scritto su una


pagina a parte, in lettere rosse su sfondo giallo): A meno che non siate
intelligenti come Johann Karl Friedrich Gauss, scaltri come un lustrascarpe
orbo di Calcutta, duri come il generale William Tecumseh Sherman, ricchi
come la regina d’Inghilterra, emotivamente resistenti come un tifoso dei Red
Sox, e in generale in grado di guardarvi le spalle come il comandante di un
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sommergibile nucleare, non avrebbero mai dovuto lasciarvi avvicinare a


questo documento. Per favore, distruggetelo come fareste con un rifiuto
altamente radioattivo e chiedete ad un chirurgo qualificato di amputarvi le
braccia all’altezza del gomito e di estrarvi i globi oculari dalle orbite. Questa
avvertenza è importante perché una volta, cent’anni fa, una vecchia signora
del Kentucky ha messo cento dollari in un’azienda di gelati che poi è fallita e
glie ne ha restituiti solo novantanove. Da allora, il governo non ci si schioda
dal culo. Se ignorate questo avvertimento, state leggendo a vostro rischio e
pericolo – è assolutamente sicuro che perderete tutto ciò che avete e
passerete i vostri ultimi decenni in una colonia di lebbrosi nel delta del
Mississippi a difendervi dalle ondate di termiti.

State ancora leggendo? Grandioso. Adesso che abbiamo fatto paura ai


dilettanti, parliamo di affari.

EXECUTIVE SUMMARY: Intendiamo racogliere [dei soldi], dopo di che


[faremo della roba] e creeremo valore per gli azionisti. Volete più dettagli?
Continuate a leggere.

INTRODUZIONE [Questa tendenza], che tutti conoscono, e [quest’altra],


che è così incredibilmente arcana che probabilmente non ne avete mai
sentito parlare, e [quest’altra tendenza ancora], che possono sembrare, a
un primo sguardo, completamente indipendenti l’una dall’altra, una volta
prese tutte insieme ci hanno sollecitato l’idea (brevettata, registrata,
depositata, difesa da un plotone di avvocati cannibali) che si possa creare
valore per gli azionisti [facendo della roba]. Ci servirà un capitale iniziale di $
[un numero grande] e dopo [non molto] saremo in, grado di realizzare un
aumento del valore del capitale a $ [un numero ancora più grande] a meno
che [non nevichi all’inferno il 15 di agosto].

DETTAGLI:

Fase 1: Dopo avere pronunciato un voto di celibato e astinenza, avere


rinunciato a tutti i nostri averi materiali ed esserci rivestiti di tuniche fatte a
mano, noi (si veda l’elenco dello staff in appendice) ci trasferiremo in un
modesto ufficio fatto di container termoisolati abbandonati nel mezzo del
deserto del Gobi, dove il prezzo degli immobili è così basso che in realtà ci
pagano per occuparlo, così da creare valore per gli azionisti ancora prima di
iniziare a lavorare. Vivendo di una razione giornaliera che consiste in un
pugno di riso crudo e una ciotola d’acqua, noi [cominceremo a fare della
roba].

Fase 2, 3, 4, …, n-1: Noi [faremo altra roba], continuando a creare valore


per gli azionisti, a meno che [la terra non venga colpita da un asteroide di
1500 chilometri di diametro, nella qual caso alcune ipotesi dovranno essere
riviste: cfr tabelle 397-413]

Fase n: Prima che l’inchiostro sugli attestati dei nostri premi Nobel sia
asciutto, requisiremo le proprietà personali dei nostri concorrenti, compreso
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chiunque sia stato abbastanza stupido da investire nelle loro patetiche


aziende. Venderemo come schiavi tutte queste persone. Tutti i proventi
verranno ridistribuiti tra i nostri azionisti, che non se ne accorgeranno
nemmeno, visto che la tabella 265 dimostra che, prima di allora, l’azienda
sarà più grande dell’Impero britannico al suo zenit.

TABELLE: [Pagine e pagine a caratteri piccolissimi, convenientemente


riassunte in grafici che sembrano tutti curve esponenziali che schizzano
verso il cielo, anche se con abbastanza pseudo rumore casuale per essere
plausibili].

[CONCLUSIONE]: Basta che vi ricordiate la prima scena de I magnifici sette


e non avrete bisogno di preoccuparvi di questa parte: dovreste strisciare
fino a noi e implorare il privilegio di pagarci lo stipendio.

Per Randy e gli altri, il business plan funziona come Torah, calendario, testo
motivazionale, trattato filosofico. E’ un documento vivo, dinamico. Le sue tabelle
sono come palinsesti: fogli elettronici collegati ai conti correnti dell’azienda e alle
sue registrazioni finanziarie, in modo che si aggiornino automaticamente ogni
volta che il denaro entra o esce. Beryl si occupa di questo. Avi maneggia le
parole – il piano astratto soggiacente, e i dettagli concreti che plasmano queste
tabelle – che servono a interpretare le cifre. Anche la parte di Avi cambia, di
settimana in settimana, man mano che si procura informazioni da articoli
sull’Asian Wall Street Journal, colloqui con funzionari statali nei bar di karaoke di
Shenzen, dati che affluiscono da satelliti e oscure riviste tecniche che analizzano
le ultime scoperte nella tecnologia delle fibre ottiche. Il cervello di Avi digerisce
anche le idee di Randy e degli altri, e le incorpora nel business plan. Ogni due
settimane fanno una stampa del documento aggiornato, gli rifanno un po’ il trucco
e ne spediscono la versione aggiornata agli investitori.

Neal Stephenson, Cryptonomicon, 1999, Arrow Books Ltd, Londra, pp 238-240.


Traduzione di Alberto Cottica