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IL MIO TACCUINO INDIANO Diario di un viaggio emozionale

Per dirla come Kapuscinski, la prima cosa che colpisce è la luce, il contrasto di colori, gli odori

aspri

motociclette nelle strade. Arrivo a Chennai

(Madras) verso mezzanotte, dopo un volo estenuante di 10 ore "inscatolato" in un aereo della Luftansa. Qui, nel Tamil Nadu, il clima è caldo umido, ma abbastanza gradevole, soprattutto verso sera. A Chennai, come in altre grandi città dell'India del Sud, mi incuriosisce immediatamente

e il suono incessante dei clacson delle

immediatamente e il suono incessante dei clacson delle il caos perfettamente “ordinato” con cui la gente

il caos perfettamente “ordinato” con cui la gente

autoveicoli,

del luogo si muove per le strade

motorini e biciclette non seguono traiettorie diritte

e precise ma ondeggiano in modo irregolare e

improvvisato lungo la strada dissestata adattandosi

ai movimenti di tutti gli altri, come all'interno di un

sinuoso e fitto labirinto di scie invisibili. Due giorni dopo partiamo per Kanchipuram, città sacra dai mille templi, dove mi perdo nel silenzio dei meravigliosi Templi dravidici, affascinato dalle

raffinate sculture mitiche raffiguranti le divinità del pantheon induista. La sera, rientrato in albergo,

un po' perché ripenso alle meraviglie che ho

ammirato, le cui immagini mi emozionano susseguendosi ancora nella mia mente, un po' perché le pareti della stanza del mio lodge sono popolate da un spavalda comunità di piccoli gechi che

gironzolando mi tolgono il sonno ! Il giorno dopo si prosegue per Mahabalipuram, antica città portuale, dove il clima è allegro e vivace: la gente canta e suona per strada (anche ai funerali !) mentre donne, anziani e ragazzini si accalcano curiosi attorno a noi. Entriamo a visitare e a contemplare i bellissimi templi sulla spiaggia, parzialmente erosi dal vento dell'oceano e stupendamente scolpiti da bassorilievi: i tempietti Ratha, prototipi dei templi dravidici, e i Mandapat, scavati nella roccia, che testimoniano la grandezza dell'antico regno indiano. Il giorno dopo partiamo per Tanjore e lungo la strada sostiamo a Chidambaram, in cui si concentrano importanti esempi di architettura dravidica, tipica e tradizionale dell'India del sud. Un po' incerto e leggermente contrariato entro a piedi scalzi all'interno del grande complesso templare e religioso dedicato a Nataraja ("Shiva danzante"), immergendo i miei delicati piedini bianchi da "Papalagi" tra le pozzanghere del terreno fangoso In questo luogo gli alti gopuram (torri) sono stupefacenti, vivacemente colorati e intensamente istoriati. Le innumerevoli piccole e grandi statue danzanti poste sulle loro facciate raccontano la sterminata mitologia e la millenaria spiritualità dell'India. Nel Tempio indù di Gangaikondacholapuram, dove si sta celebrando un particolare rito del fuoco nell'oscurità, veniamo improvvisamente aggrediti da 4 giovani scalmanati che tentano con la forza di sottrarci le macchine

fotografiche e strapparci i rullini

solo grazie al pronto intervento eroico, deciso e risoluto, della

sono un po' inquieto e fatico ad addormentarmi

della sono un po' inquieto e fatico ad addormentarmi nostra guida di Mumbai si evita il

nostra guida di Mumbai si evita il peggio. La brutta esperienza non lascia fortunatamente feriti e contusi sul campo, ma resta comunque un episodio spiacevole e abbastanza scioccante ! Giunti in serata a Tanjore decidiamo, la mattina successiva, di recarci a Trichy (Tiruchirapalli), vivace città-

tempio situata sulle sponde del Kaveri, il più importante fiume sacro dell'India meridionale. Qui

vengo avvicinato da un santone seminudo che spontaneamente, dopo una lunga e articolata benedizione, mi nomina seguace di Shiva, dopo aver dipinto sulla mia fronte il caratteristico segno giallo corrispondente. Nel pomeriggio rientriamo a Tanjore, dove andiamo a visitare il sontuoso palazzo-museo del Rajah, che accoglie e conserva una splendida collezione di bronzi. In seguito ci dirigiamo al grande Tempio regale di Brihadeswara, dedicato a Shiva. Nell'immenso cortile interno all’edificio mi immergo con piacere

tra i variegati colori degli abiti della gente che

devota affluisce verso la zona centrale e più sacra dell'intera struttura, che ospita un antico e

più sacra dell'intera struttura, che ospita un antico e monolitico Nandi accucciato, il toro sacro di

monolitico Nandi accucciato, il toro sacro di Shiva.

Mi stupisco e rimango incantato dall'armonia, la

bellezza e lo splendore dei sari sfavillanti ed

elegantemente ondeggianti delle donne indiane,

ed elegantemente ondeggianti delle donne indiane, esaltati e valorizzati dal colore scuro della loro le

esaltati e valorizzati dal colore scuro della loro

le graziose ghirlande di fiori colorati

raccolte tra i capelli completano la magia ! La sera, dopo cena, mi gusto per la prima volta una masala

i miei

pensieri vanno immediatamente a Vincenzo Mingiardi, il mitico traduttore di "Shantaram", di Gregory D. Roberts, che prima di partire mi aveva consigliato di assaggiarlo. Ottimo consiglio, grazie Vincenzo ! Il giorno seguente partiamo per Madurai, considerata la capitale culturale dello Stato del Tamil Nadu. Giungiamo al grandioso e

magnifico Tempio dedicato alla dea Meenakshi, o Parvati, consorte di Shiva, il cui emblema, il fiore di loto, è simbolo femminile di felicità. Questo enorme complesso, sempre vivacemente affollato di pellegrini, mi colpisce per le raffinate pitture murali e gli altissimi gopuram riccamente adornati di vivide sculture colorate di divinità in posture danzanti. Proseguiamo visitando il grandioso Palazzo di Thirumalai Naick, un perfetto e mirabile esempio di fusione dell'architettura moghul, di origine musulmana, con la tradizionale arte costruttiva indù. L'interno del Palazzo, davvero sontuoso, è frequentato da una moltitudine di famiglie. Mi diverto a fotografare i volti simpatici e distesi di donne, bambini e ragazzi che sostano o giocano nel

Il giorno seguente abbandoniamo

giardino del palazzo, felici di ricevere le mie attenzioni

definitivamente il Tamil Nadu per trasferirci verso il Parco Nazionale del Peryar, nello Stato del Kerala. Durante il tragitto ci fermiamo in alcuni villaggi, dove la vita scorre semplice e tranquilla

mi intenerisce e mi incuriosisce un gruppo di tre fratellini che stupefatti assistono al nostro arrivo e discretamente mi si avvicinano per chiedermi delle caramelle e (chissà perché) qualche penna da

scrivere

mi sembra molto dolce l'atteggiamento del fratello maggiore che premuroso tiene stretto

in braccio il fratello minore tenendo nel contempo per mano e controllando a vista la sorellina più

pelle

chai, un delizioso tè speziato indiano

tenendo nel contempo per mano e controllando a vista la sorellina più pelle chai, un delizioso

piccola, dagli occhioni incantati e penetranti

giungiamo al Parco del Peryar, considerato uno dei più importanti dell'India. Qui alloggiamo in uno

davvero un bel quadretto! Approdati nel Kerala

stupendo alberghetto rustico, immerso nella natura, circondato da palme ed alberi da frutto

nella natura, circondato da palme ed alberi da frutto Vicenza !" Padova e a Venezia La
nella natura, circondato da palme ed alberi da frutto Vicenza !" Padova e a Venezia La

Vicenza !"

Padova e a Venezia

La

mattina dopo, sotto il diluvio intenso scatenato da un piccolo monsone "ritardatario" proveniente dal mar d'Arabia, partiamo di mattina presto verso la riserva naturalistica di Kumarakom, un vero paradiso ! Trascorro piacevolmente le lunghe ore mattutine ad attraversare in barca la tranquilla laguna della riserva ammirando la fauna e la flora

mi

attraggono in particolare le raffinate e deliziose case galleggianti, dalle forme stravaganti e sorprendenti, stupendamente decorate e rivestite, ancorate alla riva. In tarda mattinata arriviamo e sbarchiamo ad Aleppey, per partire immediatamente per Cochin, la "regina del Mar d'Arabia". Giungiamo a Cochin verso sera. Dopo cena ci inoltriamo tra i vecchi quartieri "coloniali" della città e ci fermiamo in un pittoresco localino. Mentre sto chiacchierando e assaporando la mia consueta masala chai un simpatico signore indiano, sentendo l'inflessione dialettale dei nostri discorsi,

rigogliosa che costeggia i corsi d'acqua

si avvicina e in perfetto italiano mi chiede: "siete di Verona ?". Un po' sorpreso rispondo: "no, siamo di

entusiasta lui ci racconta di essere

stato sia a Verona che a Vicenza, ed anche a

ogni anno lavora per sei

mesi come cameriere a Torri del Benaco, sul lago

di Garda

Il giorno dopo percorriamo a piedi

il frequentato e suggestivo porto naturale della città, costellato dalle innumerevoli reti dei pescatori

cinesi stese ad asciugare e attraversato da un vivace e chiassoso mercatino. In serata assistiamo curiosi alla preparazione e alla rappresentazione di un interessante spettacolo di danze della tradizione Kathakali, un'originale e antichissima forma di teatro-danza del Kerala. I danzatori, prima dell’evento, passano diverse ore a dipingersi e truccarsi il volto con pasta di riso colorata da vivaci pigmenti naturali per creare le tipiche e stupefacenti maschere grottesche che porteranno in scena. La preparazione, lunga e meticolosa, è una pratica quasi meditativa che consente agli artisti coinvolti di calarsi in modo consapevole nella parte che dovranno interpretare, ispirata in genere a

inaspettatamente, ci fa "sentire" e "tornare" un po' tutti a casa

ci descrive a lungo la sua esperienza di lavoro in Italia e nel Veneto e, per una sera,

storie di carattere mitologico o a vicende derivate dall’epica religiosa Lo stile del Kathakali si basa principalmente sulla mimica del volto, accompagnata da un’intensa gestualità, precisa e complessa,

e da movimenti di danza pura … ogni parte del corpo e del viso acquista un’impressionante

mobilità, specialmente gli occhi che vengono fatti roteare a grande velocità. I gesti e i movimenti di base delle mani sono 24, ma l’efficacia delle combinazioni possibili dipende dalla creatività e capacità d’improvvisazione dell’attore che le rappresenta. Il giorno dopo, dopo lunghe ore di tortuoso tragitto, giungiamo ad Ooty, una graziosa cittadina situata a 2300 metri d’altezza sulle Montagne Nilgiri. E' una zona stupenda, incastonata nella natura, circondata da piantagioni di tè, caffè e rigogliose foreste di pini ed eucalipti, abitate da timide scimmiette ! Verso sera mi ritrovo a

passeggiare solitario lungo le stradine, tra i boschi di conifere che costeggiano il paese e mentre sto

il velo della notte

gustando una dolce e tozza banana "rossa" assisto ad un favoloso tramonto

scende e soffoca inesorabile la luce ardente del Sole ormai in fuga dietro le colline, lasciando spazio

da

quando cinque anni prima avevo contemplato lo schiudersi di un tramonto di fuoco scendendo dal

Monte Nemrut in Anatolia orientale

mia voglia d'infinito. Nella mattinata successiva lasciamo il Kerala ed entriamo nello Stato del Karnataka raggiungendo Mysore, città di palazzi, dove spicca in particolare il magnifico Palazzo del Maharaja. Il giorno dopo, procedendo verso Hassan. ci fermiamo lungo la strada a visitare il Tempio di Somnathpur, un delizioso gioiello architettonico. Nel pomeriggio ammiriamo le eccezionali e raffinatissime sculture del Tempio di Chennakeshava a Belur e dei Templi di Hoysaleshwara e Kedareshwara a Halebeedu. Mi impressionano moltissimo la precisione dei dettagli e la straordinaria accuratezza delle incisioni che caratterizzano le sculture e i bassorilievi che circondano questi edifici religiosi, sicuramente i più belli e attraenti, dal punto di vista artistico, tra tutti quelli che ho visto. Proseguiamo, infine, per Sravanabelgola, il luogo più sacro per i Giainisti nell'India meridionale. Qui, a piedi scalzi, percorro lentamente i 700 gradini che portano sulla sommità del monte Indragiri,

uno spettacolo straordinario che per alcuni attimi disseta la

crescente ad un nitido manto color indaco di stelle fulgenti, come non osservavo da tempo

color indaco di stelle fulgenti, come non osservavo da tempo per contemplare la colossale statua monolitica
color indaco di stelle fulgenti, come non osservavo da tempo per contemplare la colossale statua monolitica

per contemplare la colossale statua monolitica del santo giainista Gomateshvara, scavata nella roccia del Tempio. Durante la salita mi affianca e mi supera un monaco giainista piuttosto panciuto che completamente nudo si accinge veloce e devoto a raggiungere la cima della montagna credo che tutto questo sia per lui perfettamente normale e naturale ma a me, in quel momento, sembra davvero buffo !

Nell'ultimo giorno del nostro viaggio giungiamo a Bangalore, immensa e caotica città di 6 milioni di abitanti circa, ritenuta la capitale "tecnologica" ed economica del Karnataka. Durante il giorno visitiamo i bellissimi Giardini di Lal Bagh e del Cubbon

Park, ricchissimi di piante antiche, strane ed esotiche

della gente che passeggia nel parco

continuazione

"bianchi" ! La sera, camminando per le strade affollate della città, mi imbatto in diversi bambini di

sembra che non abbiano mai visto passare da quelle parti dei "Papalagi" o uomini

ci guardano intensamente, ci sorridono e ci salutano in

mi stupisce l'allegria, il calore e la simpatia

strada, molti dei quali, deformi sporchi e malconci, si trascinano goffamente arrancando in modo

impacciato sull'asfalto dei marciapiedi

sgangherati carrellini a rotelle. Uno di questi si aggrappa disperatamente al bordo inferiore dei miei

pantaloni per elemosinare qualche misera rupia

mi chiedo sconcertato dove siano le famiglie di tutti questi orfani abbandonati e osservo un po' disgustato la generica indifferenza dei passanti che si preoccupano soltanto di aggirare frettolosamente questi poveretti, magari strombazzando impazienti con il clacson delle loro

motociclette

è una scena straziante, davvero squallida e triste

i più fortunati si sospingono un po' maldestri su

anche questa è India !

Il giorno dopo rientriamo finalmente in Italia … esausti, un po' storditi e squattrinati, ma in fondo al

cuore tutti un po' più ricchi e svegli di prima.

… esausti, un po' storditi e squattrinati, ma in fondo al cuore tutti un po' più