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Alle, ho naturalmente pensato al personal statament e ci sono diverse cose che mi piacciono (la tua

parte sulle doors ecc.). Ho ripensato anche alla parte che tu avevi scritto e che era piaciuta alla tua

insegnante.

Pensavo che forse potresti sostituire ciò che è successo ad Eleonora con la vicenda di Davide, la

sua sofferenza interiore per non sentirsi mai all’altezza delle grandi aspettative dei propri genitori e

di quella degli insegnanti, sempre obbligato a dimostrarsi ragazzo perfetto e studioso, in continua

competitività con i compagni classe, alla sua sofferenza per una scuola che giudicava solo in base

ai risultati scolastici e non evidenziava alcuna forma di interesse verso la problematiche interiori

tipiche dei giovani e come tutto ciò contrastasse con quello che lui sentiva veramente dentro di se,

il desiderio di amicizia, di condividere con i propri compagni momenti di svago e di allegria, la

voglia di appartenere ad una identità comune, quella della sua classe di liceo. Da qui,

l’incomprensione degli adulti nei suoi confronti, la meraviglia, lo stupore di essi per il suo momento

di profonda sofferenza interiore, quasi essa fosse una debolezza che rischiava di mettere in crisi, di

macchiare quel modello di perfezione scolastica sempre riproposto in quel Liceo a tutti gli studenti,

sarete voi la futura classe dirigente, erano soliti ripetere continuamente. Ma piano piano in realtà,

tutto questo stava giorno dopo giorno logorando la sua fragile personalità di adolescente ed in fin i

conti era una cosa anche piuttosto disdicevole per il nome del suo stesso Liceo, di quegli stessi suoi

insegnanti, che trovavano inconcepibile che un ragazzo tanto bravo potesse metter così a rischio

quella reputazione che si era guadagnato anno dopo anno con lo studio ed il rispetto verso la loro

autorità. Lui sentiva che in quei giorni non solo non capivano i suoi dubbi ma non gli perdonavano

neanche quel lungo e tormentato momento di profonda stanchezza.

Da lì ti puoi collegare – come tu avevi pensato – dicendo che ti è nato l’interesse per la psicologia

per capire questo tipo di difficoltà.

Un altro motivo che ti ha indotto ad una scelta così particolare, andare in Inghilterra e prepararti allo

studio della psicologia nell’University preparation year è stato quello di dimostrare a te stessa e agli

altri che volevi prendere in mano la tua vita, seguendo un interesse per l’inconscio e le architetture
della mente che non ti ha mai veramente abbandonato, una costante attrazione coltivata durante

infinite analisi e riflessioni con gli amici, senza ascoltare almeno per una volta i consigli di chi

pretendeva di dirti cosa sarebbe stato per te meglio fare e con la consapevolezza che la scelta di

perseguire un proprio progetto di vita va presa in prima persona, quale cammino di ricerca della

propria interiorità e identità personale.

Lascerei il paragrafo del latino e greco, aggiungerei alcune osservazioni su Biologia e chimica.

OK il volontariato. E nella conclusione ritornerei alle motivazioni iniziali.

Sono solo alcune annotazioni. Dimmi tu quando ci possiamo sentire di nuovo

Baci

Mami