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Fisiologia II, Lezione 11: Fisiologia vascolare, pagina 1 08/11/2010

FISIOLOGIA VASCOLARE
Oggi tratteremo di quattro argomenti:

➢ Distribuzione di volemia, resistenza, sperficie nel sistema vascolare


➢ Compliance vascolare e tono vasomotore. Ruolo nel meccanismo di Starling
➢ Pressione circolatoria media di riempimento (MCFP) e fattori che la determinano
➢ Pressione venosa centrale e periferica

Distribuzione di volemia, resistenza e superficie nel sistema vascolare


Questa tabella mostra in percentuale come questi tre parametri :
• volume ematico, cioè il volume di sangue contenuto nel sistema
• la resistenza totale
• superficie della parete vasale

sono distribuiti fra arterie e arteriole, quindi nel sistema


arterioso, nei capillari che è ovviamente il sistema di scambio
e nelle venule e vene.
Già vedete in questa semplice considerazione la
distribuzione in percentuale come la resistenza è nettamente
concentrata a livello delle arterie e arteriole - quindi questi
ultimi sono i veri vasi di resistenza, che poi determinano la
pressione arteriosa.
Invece i capillari sono i vasi di scambio in quanto la superficie totale del sistema è concentrata lì.
Infine il volume ematico è concentrato nel sistema venoso. Queste sono quindi le principali differenze
di questi tre distretti.

Compliance vascolare e tono vasomotore. Ruolo nel meccanismo di Starling


(questo argomento è trattato male nei libri di testo dixit Keller) Si consideri il sistema da un punto di
vista statico.
Questo schema è una classica Curva di Compliance, dove sull'ascissa hai Pressione e su ordinata
Volume,quindi il rapporto P/V è proprio la Compliance (tradotto in italiano: cedevolezza o
distensibilità).
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La curva per un condotto biologico (un vaso sanguigno) non è lineare - non è una retta - ma
essenzialmente a V bassi e P bassi (range di Volumi e pressioni fisiologici ) la Compliance delle vene è
nettamente maggiore della C delle arterie quindi circa 20 volte maggiore!
Ciò corrisponde al fatto che il sistema venoso è un sistema di capacità ed è in grado di raccogliere in
sé Volumi elevati di sangue con aumenti di Pressione relativamente modesti. Questo lo si vede da
questa diapositiva. L'altra cosa importante è che la Compliance vascolare non è un parametro fisso cioè
dato un determinato rapporto Volume-Pressione ma può essere influenzata dallo stato di contrazione
della muscolatura liscia della parete, ovvero dal tono vaso-motore, e questo è un altro concetto
importante in quanto appunto influenza la Compliance. Per cui una vaso-costrizione, come possiamo
vedere in questa diapositiva, fa diminuire la Compliance ovvero fa, a parità di Volume, aumentare la
Pressione. Quindi la Compliance non è qualcosa di fisso o statico ma può esser modulata dallo stato di
contrazione della muscolatura liscia.
Come l'ho capita io:
L'abilità di una parete del vaso sanguigno di espandersi e contrarsi passivamente in funzione
di cambi di pressione è una caratteristica importante delle arterie e vene grandi. Questa abilità
di un vaso di distendersi e aumentare il suo volume con l'aumento di pressione transmurale
(pressione interna meno esterna) è quantificabile come compliance vascolare (C) che è il
cambio di volume (V) diviso per cambio in pressione (P).
Questa relazione volume-pressione per un arteria e una vena è visibile dalla Figure 1. Due
importanti caratteristiche importanti sono immediatamente visibili. Primo, non vediamo una
retta perché la parete del vaso è un tessuto eterogeneo. Quindi, la compliance diminuisce a
pressioni e volumi maggiori (ossia, i vasi diventi più "rigidi" in presenza di pressioni e volumi
più grandi). Secondo, a pressioni minori, la compliance di una vena è attorno a 10-20 volte
maggiore di quella di una arteria. Quindi, le vene possono accomodare cambiamenti più
grandi in volume ematico con soltanto una piccolo cambio di pressione. Però, a pressioni e
volumi maggiori, la compliance venosa (la pendenza della curva) diventa simile a compliance
arteriose.
Invece in questa diapositiva vedete la dipendenza dall'età della Compliance dell' Aorta umana-
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dissezionata (da cadaveri con diverse età) - e vedete effettivamente come nel range fisiologico la
Compliance tende a diminuire man mano che aumenta l'età e tenete presente che questa
rappresentazione hai il Volume sull'ascissa e la Pressione sull'ordinata (l'opposto del grafico
precedente) e qui ovviamente la pendenza della tangente rappresenta l'inverso della Compliance ovvero
l'Elastanza, quindi qui hai l'Elastanza dell'aorta umana in soggetti di varia età.

La diminuizione della Compliance con l'aumento dell'età è importante perchè influisce la forma
d'onda della Pressione che cambia appunto con l'età infatti la pressione arteriosa aumenta con l'età,
soprattutto la Pressione Sistolica che entro certi limiti è fisiologico e dovuto all'invecchiamento, cioè
modifica delle caratteristiche della parete vasale in particolare parete arteriosa e dell'aorta in quanto hai
cambiamento dell'espressione di sottotipi di collagene e anche una frammentazione dell'elastina, e
ciò porta a diminuizione della Compliance e aumento dell'Elastanza così come vediamo in questa
diapositiva.
In questo schema qua puoi leggere la Compliance
vascolare:
• arteriosa- la curva, retta, rossa
• venosa - la curva blu
e qui è rappresentato anche schematicamente l'effetto della
vaso-dilatazione e quindi a parità di volume diminuizione di
pressione, e rispettivamente vaso-costrizione il contrario
sulla pendenza della curva di Compliance.

Unstressed blood volume


Qui è introdotto un concetto nuovo e importante ovvero
l'Unstressed blood volume o Volume Proprio che nello schema è rappresentato come V0 che è quel
volume di sangue che diciamo così è appena sufficiente per dare la forma propria al vaso (simile a una
camera d'aria di un canotto che devi gonfiare immettendo un certo volume di aria fino a fargli
assumere la sua forma propria senza che la parete sia ancora distesa e quindi a Patmosferica ovvero a
pressione zero [vi ricordate che in fisiologia la pressione è la differenza tra la Pressione all'interno di
una cavità e la Patmosferica]).
E quindi a Pressione 0 questo volume che rappresenta il Volume proprio del vaso prende il nome di V0
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e vedete che in questo grafico si può leggere che il V0 venoso è molto maggiore di quello arterioso.
Ovviamente perchè il sistema venoso è un sistema di capacità. L'altra cosa è che la vaso-dilatazione e
la vaso-costrizione non solo influenzano la Compliance vasale ma anche il V0.
Ovviamente una vaso-dilatazione causa un aumento dell'Unstressed blood Volume in quanto il
volume proprio del vaso, il volume interno quindi del vaso, è aumentato. Una vaso-costrizione causa
una diminuizione dell' Unstressed blood Volume in quanto causa una diminuizione del volume interno
e questi effetti sono della vaso-costrizione, vaso-dilatazione sono particolarmente importanti o notevoli
per quanto riguarda i condotti venosi cioè il sisema venoso. E molto meno importante per quanto
riguarda l' Unstressed-blood-volume del sistema arterioso che comunque è molto più piccolo.

Valori fisiologici
Perchè non vi ho dato dei valori fisiologici per quanto riguarda l'Unstressed-blood-Volume? Perchè
esso dipende molto dal tono vaso-motore della parete e comunque se vogliamo dare dei valori
fisiologici proprio in un range molto ampio puoi dire che nel sistema venoso è tra circa 2000-3000 mL
in un adulto, in dipendenza ovviamente dallo stato di vaso-costrizione e vaso-dilatazione; mentre
invece nel sistema arterioso solamente dai 100 ai 200 mL cosa che di nuovo torna con la distribuzione
del volume ematico visto precedentemente.
Da un punto di vista clinico, negli ultimi anni sono stati sviluppati metodi per misurare la
Compliance Vascolare Totale del sistema circolatorio (quindi l'insieme di sistema arterioso, capillare e
venoso) del paziente perchè soprattutto in medicina d'emergenza, terapia intensiva-rianimazione,
anestesia- è importante. Il metodo sviluppato è quello di far aumentare rapidamente la Volemia per
mezzo di infusione di un un plasma espander, per esempio un gel fisiologico.
Ma perchè un gel fisiologico e non semplicemente un soluzione fisiologica tipo 0,9% NaCl? Perchè la
soluzione fisiologica ha ioni e quindi lascia rapidamente il sistema vascolare e va a finire nei
tessuti, mentre un gel che contiene una sostanza di elevato peso molecolare -il plasmaexpander-
permane molto più a lungo all'interno dei vasi e ciò permette di aumentare temporaneamente il volume
ematico. E ciò mi permette di misurare aumento di Pressione.
Dove misuri la pressione? Ovviamente quella venosa chiamata Pressione Venosa Centrale tramite un
catetere posto a livello dell'atrio destro prima, durante e subito dopo l'infusione rapida di questa
gelatina, periodo di 6minuti e ovviamente la differenza fra la variazione di Volume Totale di sangue
meglio detta Volemia Totale, che ovviamete sono i 450 mL che hai infuso, e la variazione di pressione
venosa centrale, questo rapporto è la Compliance vascolare totale del sistema. Questo è tratto da una
pubblicazione e vedete che:
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Nel gruppo 1 sono indicate la MBP (Mean Blood Pressure) cioè la Pressione Arteriosa Media espressa
in mmHg che è 81 etc. Queste sono valori medi di un certo numero di pazienti (14 pazienti)
La differenza tra la (Pressione Venosa
Centrale finale – quella iniziale (5-2)) diviso
(il Volume infuso attorno a 450 mL) ottengo la
Compliance vascolare media mi da 150
mm/1mmHg e ciò corrisponde al valore che
effettivamente viene misurato. Questo è un
valore mediato sui 14 pazienti: ecco perchè
non è lo stesso del calcolo fatto
semplicemente sulle medie.
Qui vedi singoli punti in cui è misurata la
Pressione Venosa Centrale all'inizio
dell'infusione e poi dopo vari mL di infusione fino ad arrivare ai 450 mL e vedete com'è interessante
che alla fine vi è un aumento quasi lineare come è indicato dalla retta di regressione per 0,95 (coeff. di
regressione).
Nel grafico hai ottenuto una retta e non un altra curva perchè stai in range di ∆V molto piccoli poiché
non puoi infondere volumi troppo grandi (altrimenti hai conseguenze negative), inoltre nelle donazioni
di sangue viene sottratto proprio un volume pari a 450 mL.

Pressione Circolatoria Media di riempimento (MCFP)


(Mean Circulatory Filling Pressure) o Mean Vascular Pressure (MVP)
Essa è stata descritta per la prima volta da un fisiologo dell' '800 (Weber, 1897). E' un concetto
importante nella medicina di emergenza. Il concetto fondamentele è che essa è un determinante
fondamentale della Gittata Cardiaca in quanto determina la pressione in entrata e quindi attraverso il
meccanismo di Starling -precarico, il riempimento diastolico- determina la gittata cardiaca. Che cos'è la
MCFP?
• Definizione = Pressione idrostatica nel
sistema vascolare quando la gittata cardiaca è
nulla e Pa = Pv (principio dei vasi
comunicanti).
• Valore normale: 5-15 mm Hg.
• E’ determinata esclusivamente da fattori
vascolari: volemia e compliance vascolare.
• Aumentata: aumento volemia; farmaci
vasocostrittori
• Diminuita: diminuzione volemia; farmaci vaso-
dilatori, anestesia spinale, lesioni del midollo
spinale.

Considerate il cuore come una pompa che sposta ∆V sangue a ogni battito dal sistema venoso al
sistema arterioso, quindi se la pompa è attiva -il cuore batte- quel che abbiamo è che il cuore sposta il
sangue da un sistema a Pressione arteriosa bassa a un sistema a Pressione elevata e quindi contro
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gradiente, compiendo così un lavoro. Immaginatevi di fermare il cuore, cosa succede? Secondo il
principio dei vasi comunicanti: la Pressione in tutto il sistema si equilibra e così la Pressione nel
sistema arterioso e Venoso divengono uguali! La pressione che possiamo misurare immediatamente
dopo un arresto cardiaco, ovviamente solo in condizioni sperimentali nel modello animale, si chiama
proprio pressione circolatoria media di riempimento questa è la definizione.
Nel range normale è tra i 5 e i 15 mmHg. Il concetto importante è che la MCFP non è più determinata
anche da azione cardiaca, in quanto esso è fermo, e quindi è determinata solamente da parametri
vascolari! Quali sono questi parametri? Ovviamente sono: volemia (volume all'interno dei casi) e la
compliance vascolare. Quindi un aumento della MCFP può essere dovuto ad esempio a aumento di
volemia(trasfusione di sangue o infusione di un espansore del plasma) o da farmaci che causano una
vaso-costrizione. Inoltre in farmacologia viene proprio utilizzata questa metodica per dimostrare
l'effetto di farmaci vaso-costrittori oppure vaso-dilatatori sulla Compliance Venosa, quindi veno-
costrizione o veno-dilatazione.
Quindi aumento della volemia e farmaci vaso-costrittori portano a un aumento della MCFP; viceversa
diminuizione volemia(esempio emorragia) e farmaci vaso-dilatatori oppure anche l'anestesi spinale
(una sorta di anestesia locale che permette di operare sul paziente sveglio su estremità inferiori a causa
del blocco dell'innervazione del simpatico quindi diminuizione del simpatico tono e quindi una vaso-
dilatazione in particolare nelle vene) portano a una diminuizione della MCFP. Stesso effetto vale per le
lesioni del midollo spinale che per lo stesso motivo interferiscono con i centri del simpatico presenti
nel midollo spinale.
Questi concetti visti fin qui ci portano a un semplice modello matematico del sistema
cardiocircolatorio che è sviluppato, non entriamo nei dettagli del modello ma utile avere un'idea
qualitativa di come è costruito e dei concetti che ci sono dietro.
E' fondamentale avere questi concetti che sono legati alla fisica per orientarsi in maniera corretta
soprattutto in situazioni di emergenza.

Cosa fa muovere il sangue dalle arterie alle vene?


Se vogliamo ridurre tutto il sistema cardiocircolatorio a un principio di base: ad ogni battito il cuore
trasferisce una frazione del volume di sangue dal sistema venoso al sistema arterioso quindi contro-
gradiente poi questo volume di sangue ritorna dal sistema arterioso a quello venoso in un modo
totalmente passivo ed è proprio il gradiente pressorio tra sistema arterioso a venoso che è la forza
motrice per il movimento del sangue attraverso tutto il sistema circolatorio, attraverso gli organi.
Cos'è che fa muovere il sangue dalle arterie alle vene? Non è il cuore, esso è solo una pompa che
genera pressione, ma il moto del sangue attraverso il sistema è determinato dal gradiente pressorio e
questo è proprio un concetto fondamentale!
In una situazione di emergenza ciò che interessa all'anestesista è primariamente la Pressione arteriosa
perchè è quella che determina la perfusione dei tessuti e poi anche il cuore che continua a battere!
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Questo modello è molto semplificato e non è tempo-dipendente, quindi può essere risolto
algebricamente e non con i differenziali che hanno il tempo come variabile, e vedete che è costituito da:
Esistono 2 compartimenti: uno venoso (a sinistra), e uno arterioso e il volume di sangue presente nel
compartimento venoso è Vv (volume venoso) è legato cioè determina una pressino venosa in base alla
Compliance venosa. Vi ricordate la Compliance è V/P quindi la P=V/C.
Viceversa se osservi il sistema arterioso hai l'analogo quindi hai un Volume di sangue Va che genera
una Pa (pressione arteriosa) in base alla Compliance arteriosa.
Ad ogni battito cosa fa il cuore come pompa? Hai la freccia da sinistra a destra che indica la parte
attiva del modello cioè l'azione cardiaca non fa altro che spostare un ∆V (frazione di volume di sangue)
dal compartimento venoso a quello arterioso. Da cosa è determinato il ∆V?dalla gittata sistolica (o se
prendi in considerazione anche la frequenza dalla gittata cardiaca).e come possiamo calcolarlo? Da
questa equazione molto semplificata che modella il meccanismo di Starling:
GC= kc * CNT * Pv
Infatti vedete dice che la Gittata cardiaca (cardiac output) è proporzionale alla Pressione Venosa che
come abbiamo visto nel modello di Starling rappresenta il pre-carico cioè la pressione generata dal
serbatoio di sangue a seconda del dislivello che mi determina la pressione in atrio destro e ventricolo
destro e quindi il pre-load. Secondo questo modello la gittata cardiaca aumenta linearmente con la
pressione venosa, cosa che ovviamente nella realtà non può essere così perchè non può aumentare
all'infinito e poi in secondo luogo, strettamente parlando, il pre-load non è la pressione venosa ma il
volume ventricolare telediastolico. Quindi questo modello semplifica molto.
Non solo il preload ma quale altro fattore è fondamentale per determinare la gittata? La contrattilità!
Questo CNT rappresenta un fattore, un numero che in questo modello viene misurata come dP/dtmax
che è un indice di contrattilità ed è la velocità di aumento della pressione del ventricolo durante la
contrazione isovolumetrica.
Come parametri qui abbiamo una pressione espressa in mmHg, una contrattilità in mmHg/s però a
sinistra dell'equazione hai la gittata che è un flusso quindi per far tornare le unità di misura bisogna
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introdurre il Kc che è una costante,fattore di conversione di unità di misura, in modo da ottenere alla
fine a sinistra dell'uguale un flusso in L/min. .
Vedete a ogni battito o se lo vogliamo integrare sul minuto, il cuore sposta un certo ∆V di sangue dal
sistema venoso a quello arterioso.
Ad ogni battito, il cuore sposta una frazione di volume di sangue dal sistema arterioso al sistema
venoso. Passiamo all’altro braccio: Il ritorno è puramente passivo ed è determinato dalla differenza tra
la pressione arteriosa e venosa diviso la resistenza vascolare o sistemica.
Questa equazione non è altro che una modifica dell’equazione di Ohm, la quale dice che il flusso di
corrente è uguale a differenza di potenziale /resistenza. Questo è uguale: CO ( flusso di volume di
sangue) è uguale a differenza di pressione (Part – Pvenosa) fratto resistenza vascolare.

Mostra i risultati della simulazione fatta con questo modello:


Sull’ascissa c’è sempre l’indice di contrattilità, descritta come
dP/dt max, che si può far vardiare fino ad un arresto cardiaco: non
induciamo arresto cardiaco fermando il cuore, ma azzerando
contrattilità. Quando la contrattilità è pari a zero (es. se
eliminiamo il calcio l’efficienza della pompa è nulla), è identico
ad avere un arresto cardiaco, anche se il cuore continua di fatto a
battere e quindi non è un vero arresto da un punto di vista
elettromeccanico. Aumentiamo progressivamente la contrattilità e
vediamo che aumenta anche gittata cardiaca, ma non in modo
lineare, bensì descrivendo una curva esponenziale abbastanza
realistica.
(N. B. Cuore denervato: assenza di riflessi cardiaci, es. riflesso
dei barocettori)
Qui è rappresentata FC di un cuore denervato e stimolato
dall’esterno in modo che FC è costante (importante perché FC del
cuore è influenzata da numerosi meccanismi nervosi riflessi).
Andiamo a guardare il primo grafico, che esprime con i pallini
vuoti la pressione arteriosa media (MAP - mean arterial pressure)
e con i pallini neri la pressione venosa centrale (CVP). Se
partiamo da contrattilità elevata e progressivamente la facciamo
diminuire, vediamo che la Pressione arteriosa diminuisce e
Pressione venosa mostra un leggero aumento finchè, con
contrattilità pari a zero (cuore meccanicamente fermo), le due
pressioni si uguagliano e la pressione che misuriamo a cuore
fermo è la pressione circolatoria media di riempimento.
Quindi la funzione del cuore è di generare la pressione arteriosa, facendola aumentare, e far diminuire
Pressione venosa centrale, cioè creare un gradiente. Aumentando contrattilità aumenta tale gradiente,
che mi fa tornare sangue al cuore. In medicina di emergenza uno dei parametri più monitorati per
valutare efficienza della pompa cardiaca è la CVP perché un aumento della CVP può essere dovuto a
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diminuzione dell’efficienza della pompa cardiaca.

VV come funzione di VA
Abbiamo commentato due grafici: il primo che esprime come aumenta GC aumentando contrattilità
(Starling). Il secondo esprime come aumenta GC se una frazione sempre maggiore di sangue va da
sistema venoso a sistema arterioso, e quindi aumenta Part e diminuisce P ven.
L’ultimo grafico da discutere indica VV come volume di sangue nel sistema venoso e VA come volume
sangue nel sistema arterioso, e mostra come il primo sistema si riempie e il secondo si svuota.
Però c’è un limite quantitativo (numeri) e qualitativo (concetto) di questo modello. Per una GC
fisiologica (4-5 litri min), che si ottiene con una contrattilità di 1500 mmHg al sec., secondo questo
modello risulta che VV e VA sono uguali, mentre in realtà VV è molto maggiore di VA!

Finché ventricolo è in grado di generare una pressione sufficiente per aprire valvola aortica, i
determinanti principali della GC sono:
• La pressione circolatoria media di riempimento (MCFP) secondo il meccanismo di Starling
• L'impedenza venosa. L'impedenza venosa (ciò che si oppone al ritorno venoso): quanto
facilmente il sangue ritorna al cuore. Anche la manovra di valsalva mostra l’importanza del
ritorno venoso per GC. Ogni fattore che impedisca ritorno venoso, come stenosi valvola
tricuspide o mitrale, o la diminuita compliance atrio (ispessimento parete atriale) oppure la
disfunzione atrio (fibrillazione atriale): tutti questi fattori determinano l’impedenza venosa ossia
si oppongono al ritorno venoso e fanno diminuire GC.
La gittata cardiaca e la resistenza periferica totale (TPR) determinano la pressione arteriosa media,
secondo l'equazione analoga alla legge di Ohm:
MAP = GC x TPR
MAP: mean arterial pressure
TPR: resistenza periferica totale
GC: gittata cardiaca
Non è indicato come la differenza tra le pressioni (Pa-Pv) ma come MAP ed è una semplificazione
perché, poichè la Part è molto maggiore della Pven, la seconda può essere trascurata.

Video del dottor Anderson


Nell’ultima parte parla della funzione atrio: malgrado solo circa 15 % sangue in atrio contribuisce al
riempimento ventricolare (con la contrazione attiva dell’atrio nell’ultimo terzo della diastole), questa
piccola percentuale contribuisce molto alla GC perché il sangue può continuare a refluire dal sist.
venoso all’atrio quando la valvola atrioventricolare è chiusa, ossia durante la sistole. Quindi un atrio
funzionale si comporta come un serbatoio di sangue importante per la GC. Infatti nel video quando
con la pinza ha bloccato l’atrio, la gittata è diminuita ed è diventata pulsatile.
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La pressione venosa
Si distinguono:
• Pressione venosa centrale (CVP): si misura inserendo un catetere al centro dell’atrio destro
• Pressione venosa periferica: è quella che si misura in vena periferica (es. vena cerebrale, o arti
superiori o inferiori)
CVP è poco influenzata dalla forza della gravità e quindi dalla posizione corporea, invece la periferica
sì, molto.
Valore fisiologico del CVP è tra 2 e 4 mmHg, ma può diventare leggermente negativa, ossia
subatmosferica. Come è possibile se la vena non ha una parete rigida? Non si chiude il vaso? È
possibile perché atrio destro si trova nella cavità toracica, dove vige una pressione subatmosferica,
ossia -4/-7 cm H2O a seconda del ciclo respiratorio, quindi ancora più negativa di CVP!
La P transmurale (P interna -P esterna) perciò risulta comunque positiva e l’atrio è pervio.
CVP dipende da:
• Volemia (volume di sangue circolante)
• Tono venomotore
• Distensibilità ventricolo destro: fattori come fibrosi ventricolare o versamento di liquido nella
cavità pericardica (pericardite) o di sangue (per tamponamento cardiaco) diminuiscono la
distensibilità del ventricolo e aumentano la cvp
• Efficienza ventricolo destro. Uno dei segni fondamentali dell’insufficienza cardiaca è
aumentata CVP
• Effetto pompa respiratoria

Effetto della gravità


Ora consideriamo la Pressione venosa periferica e la Pressione arteriosa in funzione della gravità:
Paziente coricato: effetto gravità è minimo e le due P sono simili.
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Piano di indifferenza ortostatica (indicato da asterisco): piano ideale dove cambiamenti posizione
corporea non cambiano la pressione. Non si trova a livello dell’atrio destro, ma dai 5 ai 10 cm sotto il
diaframma. Sotto questo piano la colonna di sangue si comprime e la P aumenta. Sopra il piano la P
diminuisce.
In una vena del piede di un soggetto in posizione eretta la Pven è di c.ca 90 mmHg, dovuti per lo più
all’effetto dell’accelerazione di gravità (colonna di sangue soprastante).
Al di sopra del piano pressioni molto negative. Es. seno sagittale (grande vena che raccoglie sangue
del cervello) si hanno -40mmHg: tuttavia non collabisce perché è inserito nella falce cerebrale, tessuto
fibroso molto robusto che ne impedisce il collasso. In interventi di neurochirurgia bisogna stare attenti
a non aprire il seno sagittale perché la pressione altamente sub atmosferica all’interno di esso
provocherebbe un risucchio di aria e quindi un’embolia gassosa; infatti in questi interventi il paziente è
posizionato con la testa più in basso del cuore, e non supina.

Poiché sia sistema venoso che arterioso risentono allo stesso modo dell’accelerazione di gravità, il
gradiente pressorio tra i due permane comunque (178 - 91= c.ca 80 mmHg) e muove sangue da arteria
a vena.
Lo stesso vale per la vena cerebrale: 46 - (-41) = gradiente di 87 mmHg.

Effetto della camminata sulla pressione venosa nelle gambe


Se il soggetto non cammina ed è in posizione
eretta, misuriamo una P in una vena del piede di
c.ca 90 mmHg. Poi comincia a camminare
(indicati passi sul grafico) e P rapidamente cala:
la pompa muscolare, favorendo il ritorno venoso
dalle estremità, soprattutto quelle inferiori, al
cuore, fa diminuire la Pressione venosa perché
svuota sistema venoso (meno volume  meno
pressione). Se il soggetto smette di camminare P
ritorna al valore iniziale.
Da questo si deduce l’importanza del
camminare per evitare problemi alle vene
varicose delle gambe. Una delle migliori terapie
per le vene varicose è camminare o comunque evitare di stare in piedi fermi a causa dell’elevata P
venosa che si instaura nelle estremità inferiori.