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IMMAGINE DELLA MASSONERIA NELLA SOCIETÀ MODERNA

Immagine interna e immagine esterna della Massoneria come istituzione sociale

M.M.1 = Primo Maestro Muratore - M.M.2 = Secondo Maestro Muratore

M.M.1
Hai partecipato all’ultima riunione della loggia?
M.M.2
No, però mi hanno informato dettagliatamente della discussione a proposito dell’immagine esterna della
nostra Obbedienza.
M.M.1
Sei d’accordo sulla posizione del Maestro Venerabile di mantenere un profilo basso nei rapporti con i mass
media? Credo che lui intendesse dire di mantenere un “basso profilo” nei rapporti da tenere col mondo
profano. Cioè, riferendosi alla scelta di selezionare rigorosamente i mezzi di comunicazione attraverso cui
veicolare un proprio messaggio e l’audience al quale farlo giungere. Però, così, questo non vuol dire
chiudere i canali di comunicazione col mondo profano o almeno ridurne l’efficacia?
M.M.2
Forse c’erano anche questi aspetti, che considero tuttavia minori. In questo discorso credo si voglia
semplicemente affrontare la questione di definire una politica di comunicazione della nostra Obbedienza. Ma
non credo che il Maestro Venerabile volesse un conforto con i Fratelli in merito al modo di rapportarsi con i
mass media, quanto di avviare, prima di tutto, un discorso interno alla nostra Obbedienza sull’immagine
dell’Obbedienza stessa.
M.M.1
Sono convinto anch’io che la vera tematica sia quella, tuttavia credo che sia una tematica molto complessa
e difficile. Si deve allargare il discorso?
M.M.2
Quest’argomento è certamente complesso e difficile e rispondendovi in modo improprio si rischia di ottenere
più danni che vantaggi. È importante precisare le quattro domande di base di qualunque politica di
comunicazione e di trasmissione dell’immagine da parte di una istituzione: a) quali messaggi possiamo
trasmettere? b)a chi li dobbiamo indirizzare? c)in che modo, con quali modalità e con quali strumenti li
possiamo trasmettere? d) quale è il tipo di immagine che si vuol trasmettere rispondendo alla precedenti
domande? Tuttavia…
M.M.1
Tuttavia?
M.M.2
Tutte le istituzioni e organizzazioni nella società attuale hanno un’immagine presso un pubblico grande o
piccolo che sia.
M.M.1
Specialmente un’organizzazione massonica.
M.M.2
Più che mai un’istituzione massonica. C’è sempre un’immagine interna e una esterna, che lo si voglia o no.
M.M.1
Tu che nella vita profana ti sei occupato per tanti anni di questi argomenti, che cosa intendi per immagine
interna?
M.M.2
Il tipo di riconoscimento dell’istituzione da parte dei suoi membri interni. La comunicazione interna è da
intendersi come sviluppo di informazione e di conoscenza, come elaborazione del pensiero massonico e di
adeguamento degli strumenti di comunicazione alle tecnologie moderne. Credo, però, che il discorso del
Maestro Venerabile sia più articolato. Prima di affrontare questa immagine interna, che mi sembra abbia una
sua solidità e sulla quale si possono fare dei perfezionamenti ma non certo correzioni, credo che il Maestro
Venerabile volesse attirare l’attenzione di tutti noi sull’immagine esterna
M.M.1
Quella esistente presso il pubblico esterno alla nostra istituzione.
M.M.2
Si, ma, attenzione, si deve aggiungere che noi abbiamo un’immagine presso il mondo profano anche se non
siamo stati noi ad averla creata e gestita. Il pubblico esterno è un termine troppo generico. Deve essere ben
precisato. Però, a questo punto della discussione possiamo limitarci a distinguere il pubblico esterno tra
quello costituito dai nostri Fratelli e dai massoni di altri Ordini e il pubblico veramente esterno, che non ha
rapporto alcuno con la Massoneria. L’immagina passa imprescindibilmente per la comunicazione, dunque,
l’immagine esterna è da considerare come l’elaborazione di una politica di visibilità e di presenza nel mondo
profano senza violare i Landmarks della nostra Tradizione, con una comunicazione attenta al livello di
tipologia di messaggi, di pubblico, di media comunicazionali.
M.M.1
Sembrava da alcuni interventi in quella riunione che ci si riferisse ad un apparire, ad un voler essere
presenti nella società profana con varie attività.
M.M.2
Quando parlo di immagine di un’istituzione non mi riferisco a forme di presenzialismo o di apparenza.
L’immagine istituzionale è altra cosa.
M.M.1
Che cosa è?
M.M.2
Innanzitutto deve essere ben chiaro che un’istituzione per il solo fatto che esiste e che ha una presenza
sociale e giuridica, ha un’immagine. Infatti, lo statuto di un’istituzione lo potremmo definire come
l’immagine giuridica di quell’istituzione.
M.M.1
Quindi la nostra Costituzione e i nostri Regolamenti sono la nostra immagine.
M.M.2
Precisamente. Essi sono innanzitutto l’immagine interna perché ogni associato alla nostra Obbedienza si
riconosce in quella Costituzione e di conseguenza si uniforma all’immagine che quella Costituzione e quei
Regolamenti prescrivono. Ma lo è anche davanti a tutto il pubblico massonico esterno alla nostra
Obbedienza.
M.M.1
Chiariscimi meglio l’aspetto del riconoscimento nell’istituzione.
M.M.2
Questo del nostro autoriconoscimento è il problema di fondo che dobbiamo affrontare prima di tutto. Non
possiamo negare che ci sono tanti modi di intendere come debba essere un’obbedienza massonica. Anche se
siamo tutti accomunati da un forte e comune senso di rifiuto di tutto ciò che viola i Landmarks della nostra
Obbedienza, proprio perché siamo il prodotto di una dichiarazione di abbandono di uno stile e di una pratica
massonica che non sentivamo più legittima, tuttavia proprio la libertà di pensiero che ci caratterizza e il
rispetto per il pensiero altrui, implicano che possano esserci modi diversi di intendere l’ ”istituzione
massonica”.
M.M.1
Immagino che questo possa accadere anche al nostro interno.
M.M.2
È molto probabile che possano definirsi le due classiche posizioni, degli “antichi” e dei “moderni”, che oggi
potrebbero essere rappresentate da due concezioni della Massoneria: una intesa come sistema chiuso e l’altra
come sistema aperto.
M.M.1
Come può essere intesa come sistema aperto la Massoneria, con la sua Tradizione di segretezza iniziatica?

……..

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