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C'era una volta un bambino

che desiderava tanto avere


un bel cane piccolino, un po'
bastardino, solo che i cani
piccolini un po' bastardini
non c'erano più. Esistevano
solo i cani di razza.

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Questo bambino, che si
chiamava Zi, girò tutti i
negozi della città in cerca del
suo cane ideale ma non lo
trovò.

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Un giorno Zi andò con i
genitori alla fiera del paese
che si svolgeva ogni anno.
C'erano le giostre, le
bancarelle con i dolci,
l'omino con i palloncini.

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Ma una cosa affascinava più
di tutto: la mongolfiera.

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Zi volle subito salirvi, ma
proprio quando il
proprietario della
mongolfiera lo aiutava ad
entrare nel cesto, un folata di
vento fece ondeggiare il
grosso pallone, e mentre si
voltava per rassicurare i
genitori

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un turbine di vento abbracciò
la mongolfiera, la sganciò
dal suo ormeggio e la portò
in cielo. Zi, dal cesto della
mongolfiera salutò i suoi
genitori gridando: “Non
preoccupatevi, ci rivedremo
presto, ciaoooooo....”.

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Zi non aveva certo paura, le
cose nuove lo
entusiasmavano sempre.
Vide la città farsi sempre più
piccola. Il panorama invece
si estendeva, riusciva a
vedere il mare, le montagne
oltre il mare, al di là delle
montagne.

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Vide che tutto si allontanava,
la terra ora gli sembrava un
piatto con dentro l'insalata e
la bistecca tagliata.

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Mentre volava, Zi cercava di
capire come poter far
atterrare la mongolfiera.
Stava ormai viaggiando in
mezzo alle stelle quando si
avvide di una cordicina che
dal pallone scendeva fino al
cesto.

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Si aggrappò con tutte e due
le mani... e il pallone
cominciò a sgonfiarsi.
Rallentò la velocità e poi
cominciò a discendere.

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Se i pianeti stessero buoni al
loro posto, probabilmente Zi
sarebbe riuscito a
ritornarsene sulla terra senza
fatica e invece...

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...atterrò su un pianeta.
Era un pianeta tutto giallo
con delle macchie marroni.
Giallo il cielo, con le nuvole
marroni. Gialla la terra con i
cespugli marroni.

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Era tanto abbagliato da tutto
questo giallo che non riuscì a
vederne gli abitanti.
Chi erano? Ma erano giraffe!
C'erano giraffe a strisce e a
pallini, a fiori, a quadri.

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Solo che erano gialle e
marroni come il cielo e la
terra, e se non fosse stato per
la fantasia minuta del loro
mantello, difficilmente si
sarebbero potute vedere.

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Ma Zi non poteva nemmeno
immaginare che quei puntini
che vedeva erano le macchie
del mantello di una giraffa.
“Ciao” gli disse la giraffa.
“Chi sei?” chiese Zi.
“Sono una giraffa. Mi chiamo
Punteggiatura”.
“Come mai qui è tutto così...
giallo?” chiese Zi.
“Devi sapere” cominciò a dire
la giraffa “che molti anni fa
capitò qui un cacciatore, il
quale cominciò a tramutare
parecchie di noi in trofei.

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A quel tempo non era tutto
così giallo; la terra era
azzurra con il cielo rosa e il
mare rosso, mentre noi
giraffe eravamo così: gialle”.

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“Decidemmo così di colorare
tutto il mondo di giallo.
Impastammo zafferano per
giorni e giorni e alla fine lo
rovesciammo tutto nel
mare”.

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“Non passò molto tempo che
le nuvole diventarono gialle.
E dopo una pioggia anche la
terra diventò gialla”.

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E che fine ha fatto il

cacciatore?” Chiese Zi.


“Oh... non ha potuto far altro
che ritirarsi in riva al mare”.
Perchè?”

Perchè i pesci hanno gli


stessi colori di un tempo e il


cacciatore cerca di
dimenticarsi di tutto questo
giallo guardando i pesci”.

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“Mi potresti mostrare dove
vive?” chiese Zi.
“Pensa! E' tanto angustiato
dal giallo che non tenta
neanche più di cacciarci”
continuò a dire la giraffa.
“Vieni, ti accompagno!”

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Se non fosse stato per il
rumore delle onde, Zi non si
sarebbe certo accorto del
mare. Comunque non
riusciva ad individuare dove
cominciasse.
Finalmente vide il
cacciatore, tutto vestito di
verde, che guardava il mare.

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Zi ringraziò la giraffa e
raggiunse il cacciatore.
“Buon Giorno” disse Zi
rivolto al cacciatore “mi
chiamo Zi, posso farle
compagnia?”

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“Certo, siedi” lo invitò il
cacciatore “mi chiamo Bum
Bum e sono un cacciatore”.
“Come sei capitato qui?”
chiese Zi.

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“Bah! Un giorno andando a
caccia di cinghiali ebbi la
sventatezza di puntare il
fucile contro una cinghialina
e il padre o forse il nonno o
forse il marito o forse la
madre della cinghialina
pensò bene di difenderla e

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da dietro mi diede una
tremenda musata che
scaraventò me e il mio fucile
e il mio cane nello spazio.
Dapprima credetti di essere
finito in Africa

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per via delle giraffe, ma poi
mi resi conto di essere
capitato in un altro mondo”.

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“E il vostro cane che fine ha
fatto?” chiese Zi.
“Non so: mentre io venivo
scaraventato a destra, lui
andava a sinistra”.

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Punteggiatura che era
rimasta lì ad ascoltare in
silenzio disse: “E' per questo
che la sera che il cacciatore è
arrivato sul nostro pianeta

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ci è parso di vedere due
“stelle”, una che si dirigeva
verso il nostro pianeta e
l'altra verso la costellazione
del “Cane Minore”.

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“Come potremo fare per
raggiungerla?” domandò Zi.
“Non saprei!... potremmo
usare la mongolfiera e
intanto farci guidare da terra
dalle giraffe in modo da
poter atterrare sulla
costellazione del “Cane
Minore”.

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“Già! Ottima idea” disse
Bum Bum.
“Dovrete però aspettare che
si faccia notte quando si
vedono le stelle “soggiunse
Punteggiatura. E
incominciarono a studiare il
piano di partenza in tutti i
dettagli.

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Quando scese la notte
avevano a disposizione una
lunghissima corda che
legarono al cesto della
mongolfiera. Nel cesto
entrarono Zi e Bum Bum col
suo fucile. Un capo della
corda lo prese in bocca
Punteggiatura

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per guidarli come si guida un
aquilone.
In capo a tre notti
raggiunsero la costellazione
del “Cane Minore”.
Slegarono la corda che li
aveva guidati a destinazione
e vi applicarono un biglietto
con scritto:

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“Grazie di tutto carissima
Punteggiatura. Zi e Bum
Bum.
P.S. Ti prometto di non
andare mai più a caccia”.

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Boby il cane di Bum Bum
non aveva fatto altro che
aspettare il suo padrone.
Quando lo vide scendere dal
cesto gli corse subito
incontro facendogli mille
feste.

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Caricarono Boby nel cesto e
si apprestarono a ripartire.
Ma la mongolfiera tendeva a
risalire anziché discendere
verso la Terra.

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Allora Bum Bum con un
colpo di fucile fece così tanti
buchini nella tela del pallone
che la mongolfiera cominciò
a discendere lentamente
verso la Terra.

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Boby era il cane che Zi
aveva sempre desiderato: un
bastardino un po' piccolino.
C'era in lui un po' di
bassotto, un po' di dalmata e
un po' di san bernardo.

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Bum Bum una volta giunto
sulla Terra decise di regalare
Boby a Zi per ricompensarlo
dell'enorme favore che gli
aveva fatto nel riportarlo a
casa.

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Da quel giorno Zi non si
separò mai più da Boby.

FINE

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