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TORINO ITALIE MONDI

E DINTORNI Sanatoria: Turchia:


C’era una volta truffati Ozguven
la scuola… dallo Stato “traditore”
della patria!
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Dicembre 2010 ANNO I • N. 0 editoriale

Nasce Glob011
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Una città che cambia, un mondo in trasformazio-
ne che non può essere raccontato da un solo pun-
to di vista o con l’ausilio di luoghi comuni e sem-
plificazioni. Ecco il primo pensiero da cui è nato
Glob011. Ritrarre un mondo intero (Glob) in una
città, caratterizzata dal prefisso di Torino: 011.
Un giorno, di circa un anno fa, un gruppo di gior-
nalisti italiani e stranieri si incontrano e discutono
su come poter promuovere un’informazione cor-
retta e approfondita, raccontando la metamorfosi
di una società da più sfaccettature. L’obiettivo è
Officina di informazione glocale quello di cambiare paradigma: non più un’infor-
mazione che si occupi delle migrazioni solo in
modo criminalizzante o pietistico, ma che dia la

Foto: giacomo.bras
voce in prima persona a chi, per i media comuni,
rimane un soggetto trasparente fin quando non
commette qualche errore. Ma c’è di più: Glob011
non vuole essere un giornale ‘dedicato’ alle mi-
noranze o alla marginalità ma vuole essere una
rivista per tutti: vecchi e nuovi abitanti di una
Torino che si sveglia ogni mattina un po’ diversa.
Cittadini torinesi che potranno leggere una volta
al mese, in formato cartaceo e gratuitamente, le
notizie di una città, di un’Italia e di un mondo in
continua trasformazione.

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IL FATTO Rifugiati a
Torino, un anno dopo
Era Settembre, nel
2009, quando quasi
300 immigrati sono
stati trasferiti dall’ex
clinica San Paolo di
corso Peschiera in
Via Asti, 22, nell’ex
caserma La Mar-
mora. Tutti maschi,

NON RESTARNE FUORI. quasi tutti cittadini


somali. Da quel giorno ad oggi, Via Asti riesce ad
ottenere sempre un posto di primo piano nei me-

Entra dentro l’informazione! dia, quasi sempre, solo in senso negativo.


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con il contributo di:


Ammesso a contributo nell’ambito del Piano degli interventi per l’integrazione delle cittadine
e dei cittadini stranieri della Provincia di Torino, con la partecipazione finanziaria della Regione Piemonte

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editoriale sommario Torino e dintorni

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
3 IL FATTO Rifugiati a Torino, un anno dopo

Nasce Glob011
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4 RELIGIONI E LAICITÀ Il caso della nuova
moschea alla Falchera

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Forte di queste considerazioni, Glob011 si mette
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6
ISTRUZIONE C’era una volta la scuola
INTERVISTA Uno sguardo sulla condizione
alla prova già dal suo esordio in un laboratorio di dei filippini a Torino
idee e di confronti dove interagiscono alla sua cre-
azione giornalisti di varia provenienza geografica,
7 CULTURA Le crisi urbane possono servire
culturale e sociale. In un’ottica di inserimento nel-
per cambiare Italie

8
lo spazio urbano, di interazione con il prossimo e
di ricerca delle notizie ‘dal vivo’, anche la scelta
8 MEDIA La criminalità che non c’è.
dello spazio ‘redazionale’ non è comune: luoghi
L’anomalia europea dei tg italiani
pubblici - di socialità e di incontro come bar, trat-
torie, pizzerie – in un’ottica di contatto diretto 9 IL RACCONTO Storia di come le cose
con la popolazione. cambino inconsapevolmente
La linea editoriale del giornale cercherà di tratta- UNIONI Una coppia mista per due
re le tematiche in maniera approfondita, con un per favore!
lessico semplice e chiaro. Anche il linguaggio sarà
alternativo alla stampa classica: non ‘loro’ e ‘noi’, 10 PRIMO PIANO Arun, Jimi, Rachid e Sajat
‘stranieri’ e ‘italiani’ ma ‘uomini’ e ‘donne’, ‘giova- sono scesi dalla gru
ni’ e ‘adulti’, ‘anziani’. LAVORO Perché la chiamano
Il nostro intento è quello di andare al cuore sanatoria truffa?
dell’informazione, sottolineando le questioni im-
portanti, le dinamiche sociali e le politiche in gio- 11 INTERVISTA Caulonia: il paese
co, senza focalizzarsi sulle origini geografiche, dell’accoglienza
etniche o addirittura religiose dei protagonisti. IL VIDEO Governare con la paura Mondi

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Insomma, l’impegno a ritornare all’ABC dell’in-
formazione corretta. Un bene prezioso, oggi sem-
pre più raro. 12 IRAQ Dieci mesi senza Governo
Glob011 vuole porsi come un esperimento di in-
13 TURCHIA Ozguven continua a fare
formazione glocale: la comprensione del globale
il “traditore” della patria!
a partire dal locale, ossia dal luogo dove viviamo,
collegando le questioni universali a quello che ri- ACQUA Le contraddizioni
guarda direttamente il nostro lettore. Qui e ades- 14 LA RECENSIONE DEL MESE Un cimitero
so. Per questa ragione, le tematiche riguardano chiamato Mediterraneo
gli interessi di tutta la popolazione e si snodano
in tre macrosettori: Torino e dintorni (con i focus INTERVISTA A tu per tu con Gabriele
e gli approfondimenti locali); Italie (al plurale, per Del Grande
sottolineare che di Italie ce ne sono tante, con uno 15 COLOMBIA Una torinese a Bogotà
spaccato nazionale sulle principali notizie e sto-
rie); mondi (anche qui al plurale, ogni mese poche
DOCUMENTARIO La città delle badanti
notizie internazionali, tra quelle che la stampa
tradizionale non racconta quasi mai). In più, le
16 INFORMAZIONI UTILI
informazioni utili: sociale, cultura, tempo libero,
la possibilità di scrivere lettere e porre quesiti alla Contatti
redazione e gli eventi del mese. Non solo attualità,
Comunica con noi, scrivici le tue impressioni sul giornale, consigliaci come migliorare,
ma diritti umani, lavoro, salute, universo femmini- raccontaci una storia o segnalaci ciò che ritieni interessante in città… facebook.com/glob011
le, giovani e anziani, qualche storia ‘migrante’ da Il nostro indirizzo e-mail: info.glob011@gmail.com twitter.com/glob011
tutto il mondo e una pagina dei viaggi…per aiu- Se desideri inserire uno spazio pubblicitario sul giornale: ad.glob011@gmail.com
tarci ad immaginare altre ‘mete’, lontane dagli
stereotipi. Tutti i diritti d’autore sono coperti dal licenza Creative Commons
Ecco, Glob011. Ecco i nostri desideri e la nostra sfi-
Glob011: mensile di informazione glocale e interculturale
da. Quella di lavorare tutti insieme, giornalisti e
cittadini, per rendere reale uno tra i primi diritti: Direttore responsabile: Impaginazione Tipografia: Editore:
Gabriella Mancini e grafica: Rotoservice Srl. Piemondo.Onlus
quello alla corretta informazione. Mirza Sokolija Frazione Roata Raffo, 63 Associazione
Redazione: Maurizio
Buona lettura. BUSCA (CN) Interculturale
Bongioanni, Murat Cinar, Progetto grafico:
LA REDAZIONE Karim Metref, Beppe Enrici Il giornale è registrato d’Informazione
Vesna Scepanovic www.beppeenrici.it presso il Tribunale di Torino Via Finalmarina, 23
n. iscrizione 63 - 30.11.2010 Torino

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Torino e dintorni 3 n. 0 | Dicembre 2010

il fatto

Rifugiati a Torino, un anno dopo


Tutti conoscono la storia dell’ex clinica San Paolo a Torino. Cosa è stato però dei rifugiati a distanza di più di 12 mesi?

• Murat Cinar Era Settembre, nel 2009, quan- pasti, poi per 3 giorni siamo rimasti senza cibo.
do quasi 300 immigrati sono Qualche amministratore locale veniva a darci
stati trasferiti dall’ex clinica San Paolo di corso una mano e soprattutto i vicini» afferma Obama.
Peschiera in Via Asti, 22, nell’ex caserma La Mar- Contrariamente a quello che hanno scritto i gior-
mora. Tutti maschi, quasi tutti cittadini somali. nali Abdel, Farah e Obama dicono che il quartiere,
Da quel giorno ad oggi, Via Asti riesce ad ottenere salvo qualche eccezione, si è dimostrato solidale,
sempre un posto di primo piano nei media, quasi c’era addirittura un medico vicino che visitava gli
sempre, solo in senso negativo. abitanti gratuitamente una volta a settimana. Ab-
Incontro Abdel, mediatore interculturale, nel suo del racconta della grande e bella festa che hanno
ufficio. Abdel ha operato in Via Asti per 6 mesi of- fatto con i vicini dopo le prime ed ultime lamen-
frendo assistenza: «In quelle condizioni ed in quel tele che hanno sentito.
posto non sarebbe stato possibile vivere a lungo. «Non c’erano abbastanza fondi e credo che, tra
Si sapeva che il progetto sarebbe finito dopo 6 le elezioni e la pressione dei media, anche quelli
mesi, ma non si sapeva poi che fine avrebbero che avrebbero voluto fare per noi qualcosa in più
fatto le persone». Abdel ha aiutato gli immigra- si sono tirati indietro» dice Abdel. Per lui, questa
ti a prendere anche la tessera sanitaria ma pur- esperienza non sarebbe dovuta finire così. Farah
troppo in quella struttura non è stata concessa dice «Ho attraversato tanti Paesi per venire qui,
Foto: Niall Crotty
la residenza a nessuno. Abdel sostiene che quasi poi dal sud mi hanno detto di andare al nord dove
tutti seguissero i corsi di lingua italiana e che la Non tutti sono fortunati come Obama o Farah. avrei potuto trovare un lavoro. Adesso voglio es-
maggior parte frequentasse qualche corso profes- Abdel dice che alcuni sono andati in altre regio- sere indipendente».
sionale. Alla fine, circa 10 persone hanno ottenuto ni, qualcuno è addirittura andato all’estero. Oggi Tutte le soluzioni abitative proposte ai cittadini
la borsa lavoro. circa 20 cittadini somali invece vivono in C.so sono temporanee: tra qualche mese tutto potreb-
Tra queste persone c’è anche Mohamed Weheli- Chieri(nell’ex caserma dei Vigili) in condizioni be ripetersi e la crisi economica, magari accom-
ye Mohamud, che si fa chiamare Obama perché difficili e, secondo quanto affermano Obama e pagnata da una crisi politica, farà vedere il suo
-dice- era il rappresentante dei cittadini somali di Farah, alcuni dormono per strada. «Alla fine del peso e sarà di nuovo difficile trovare fondi desti-
Via Asti. «Mi ha chiamato mio nipote che abita a progetto siamo rimasti per 3 mesi senza assisten- nati all’accoglienza.
Torino quando ero a Crotone e mi ha detto che za. Abbiamo protestato e così ci hanno preso in Non sarebbe meglio smettere di investire sulle
c’era la possibilità di trovare qualche sistemazio- considerazione e ci hanno aiutato a trovare un armi ed accogliere le persone che subiscono gli
ne al nord perché al sud le condizioni sono impos- alloggio. Per un certo periodo ci hanno fornito dei effetti di una guerra che non hanno causato?
sibili per trovare un lavoro oppure un alloggio»,
Dopo 2 giorni Obama, come altri immigrati, è sta-
to spostato in Via Asti. «In C.so Peschiera si cuci-
nava, in Via Asti, invece, non era permesso quindi glossario
ci portavano del cibo già pronto ma la carne non
era macellata con rito musulmano: poi il proble- Profugo: espressione priva di un determinato gruppo sociale generalizzate e/o massicce
ma è stato risolto». Obama dice che tutti avevano un contenuto giuridico usata od opinione politica, si trova violazioni dei diritti umani. La
un permesso di soggiorno sussidiario, umanita- per definire genericamente fuori del paese di cui ha la protezione sussidiaria è stata
rio oppure per asilo politico. Obama ha 38 anni e 7 chi si è allontanato dal Paese cittadinanza, e non può, oppure, codificata a livello europeo ed
figli. Due di loro sono in Kenya a studiare; gli altri di origine in conseguenza a a causa di tale timore, non è entrata nell’ordinamento
sono in Somalia. Per venire in Italia è passato per persecuzioni, guerre, catastrofi vuole avvalersi della protezione italiano nel 2008.
il Kenya, il Sudan, l’Uganda e la Libia. Ha seguito naturali etc. di tale paese” [Convenzione di Commissione Territoriale
un corso di lingua italiana in Via Asti. Dopo Via Richiedente asilo politico: Ginevra del 1951 sullo status dei per il Riconoscimento dello
Asti è stato sistemato per 1 anno in Via Ignazio persona che fugge dal proprio rifugiati]. Status di Rifugiato: organo
Isler ed ha ottenuto una borsa lavoro sempre per paese e inoltra, in un altro Stato, Protezione sussidiaria: tutela che esamina le istanze di
una domanda di asilo per il che serve a dare uno status riconoscimento dello “status
1 anno come falegname. Obama vorrebbe portare
riconoscimento dello status di agli stranieri che, pur non di rifugiato” presentate nella
qui la sua famiglia e sogna di tornare in una So-
rifugiato. La sua domanda viene rientrando nella definizione del circoscrizione territoriale. In
malia senza guerra. poi esaminata dalle autorità termine ‘rifugiato’ ai sensi della Italia si adoperano in totale dieci
Anche Farah vorrebbe tornare in Somalia un gior- competenti di quel paese. Fino Convenzione del 1951 poiché Commissioni Territoriali che
no. Farah abita in Via Dravelli dove per il momen- al momento della decisione in non sussiste una persecuzione sono a Gorizia, Milano, Torino,
to gli è stata proposta una sistemazione di 6 mesi. merito alla domanda, essa è un individuale, necessitano Roma, Foggia, Siracusa, Crotone,
In Via Asti ha imparato a parlare in Italiano, con- richiedente asilo. comunque di una forma di Trapani, Bari e Caserta.
tinua a seguire 3 corsi di lingua italiana. Farah ha Rifugiato: persona che, “per protezione in quanto, in caso di
Fonti: Ministero dell’Interno, UNHCR(Alto
25 anni e si è appena iscritto al corso di Laurea fondato timore di persecuzione rimpatrio nel paese di origine, Commissariato delle Nazioni Unite per i
in Scienze Politiche presso l’Università di Torino. per motivi di razza, religione, subirebbero un ‘danno grave’ a Rifugiati), Wikipedia(L’Enciclopedia libera) e
Dopo la laurea vorrebbe trovare un lavoro che gli nazionalità, appartenenza a causa di conflitti armati, violenze Cir-Onlus(Consiglio Italiano Per i Rifugiati).
permetta di aiutare la sua famiglia.

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Dicembre 2010 | n. 0 4 Torino e dintorni

religioni e laicità

Il caso della nuova moschea alla Falchera


A che punto è la costruzione della moschea di Via Urbino? Fra litigi e discussioni proviamo a riassumere la storia di uno dei
più contestati luoghi di culto di Torino. Dove, piuttosto che vederla finita, gli intellettuali arabi si alleano con la Lega Nord.

• Maurizio Bongioanni Dopo un recente li- poi l’apertura di macellerie, gastronomie arabe
tigio mediatico fra etc. Si creerebbero delle tensioni in un posto già
Sindaco Chiamparino e Presidente della Regione problematico di suo». Ma se il problema era non
Cota, il primo a favore e il secondo contro, del creare tensioni, non si capisce perché lo scrittore
progetto moschea non si è sentito più parlare. A marocchino abbia organizzato incontri pubblici
che punto è il luogo di culto che dovrebbe sor- accompagnato dagli esponenti più islamofobici
gere in Via Urbino 5, Barriera di Milano, periferia della politica italiana, fra cui Mario Borghezio che
nord della città? per l’islam non ha mai riservato parole gentili.
Abdel Aziz Khounati, responsabile della Moschea Per ora è l’unico caso italiano in cui la protesta
della Pace in corso Giulio Cesare, fa sapere che per la costruzione di una moschea sia capeggiata
l’iter sta procedendo lentamente data la continua da esponenti di origine araba.
richiesta di documentazione. «Appena avremo il Ma nessuno a priori è contro la costruzione della
via libera, in un mese apriremo i lavori». E, finiti i moschea, dicono. Ma allora qual’è la soluzione?
lavori, cosa risulterà? Il progetto prevede l’acqui- Costruirla sì, ma dove? «Andrebbe fatta in una
sto di un immobile – un vecchio magazzino – da parte della città isolata, poco frequentata da ita-
parte del Centro La Palma, associazione islamica liani - suggerisce ancora Lamsuni -. Non dico di
affiliata all’Umi (Unione Musulmani d’Italia, di farla nel deserto, ma in un posto comunque col-
cui Khounati è anche presidente) e la realizza- legato da mezzi pubblici».
zione di uno spazio interno per il culto islamico.
Alcuni avevano parlato di minareti più alti della
mole: invece l’edificio a stento si riconoscerà fra «Ogni persona ha il diritto di avere un luogo in cui
Foto: Guzmán Lozano andare a pregare. Non bisogna pensare che se tal-
gli altri del quartiere e non presenterà nessuno
volta all’estero non viene permessa la costruzione
stile architettonico islamico. Ma allora, dove sta cui provengono molti membri del partito Adala wa
di chiese cristiane, allora noi come chiesa cristiana
il problema dato che l’anno scorso i giornali locali Tanmiya (Giustizia e sviluppo, l’ unico partito mu- impediamo ai musulmani di costruire moschee. Non
hanno scritto molto sull’argomento? sulmano ammesso nel Parlamento del Marocco). è nello spirito cristiano e non è nello spirito della
Tuttavia, Khounati sottolinea la totale autonomia tolleranza. La cosa più importante è il rispetto fra
dell’istituto rispetto al suo Paese. «I soldi bastano religioni».
«Capisco le preoccupazioni delle persone ma ogni appena per acquisire il locale. E poi, 1 milione di Padre Ugo Pozzoli, Missioni Consolata
luogo di culto ha il diritto di avere i propri spazi euro per 55mila fedeli vi sembrano tanti? Chi parla
in città. Come Comunità Ebraica abbiamo ottimi di arricchimento lo fa senza conoscere la realtà».
rapporti con i musulmani in San Salvario. Dobbia- Tolta la diatriba economica, l’altra grande discus- E gli imam? La discussione sui cosiddetti “imam
mo partire dai modelli che funzionano. Ci vuole fai-da-te” è l’ennesimo punto caldo. «La loro for-
trasparenza e rispetto reciproco: un luogo di culto
sione nasce a causa della destinazione: il quartie-
re della Falchera. Tante moschee italiane fino ad mazione dovrebbe essere fatta in patria e non
in sé non diffonde rischi ma sono i comportamenti
a farlo. Solo diffondendo notizie chiare e precise si ora sono apparse come luoghi ricavati all’interno all’estero - suggerisce Lamsuni - altrimenti il Ma-
combatte la paura per il “diverso”». di negozi, appartamenti, magazzini ristrutturati, rocco avrebbe il controllo diretto sulla fede pro-
Sarah Kaminski, consigliere alla cultura della insomma come le definisce qualcuno, moschee fessata in Italia. C’è il rischio che si vengano a cre-
Comunità Ebraica garage. L’edificio che si è andati a scegliere do- are dei pericolosi fomentatori di odio, aumentan-
vrebbe apparire più dignitoso e soprattutto dedi- do il rischio di terrorismo e anti-occidentalismo».
cato. Ma Lamsuni aggiunge: «Quello è un quar- Su questo, anche se in termini meno apocalittici,
L’associazione La Palma, che è iniziatrice di nume- tiere popolare. Costruire una moschea comporta si trova d’accordo Khounati: «Per la formazione
rosi percorsi culturali in collaborazione con il Co- degli imam ci stiamo rivolgendo a enti e universi-
mune e che allestisce scuole di lingua, è incolpata tà. A luglio abbiamo organizzato la prima “scuo-
di aver ricevuto dal Marocco 1,2 milioni di euro per «Il mio punto di vista personale è questo: ogni culto la per imam” d’Italia, un’ iniziativa unica nel suo
la realizzazione del progetto. Il denaro ricevuto è ha il diritto di avere un proprio luogo dove professa- genere e che ha riscosso un notevole successo di
formalmente utilizzato per l’acquisto dell’immo- re la propria fede senza andare contro, e questo vale pubblico. Il nostro obiettivo è quello di far cresce-
bile ma alcuni parlano di affari fra politica e reli- per tutti, alla legislazione dello Stato. Come valde- re la comunità musulmana, di spingerla a tenere
si siamo impegnati nella libertà di culto e il nostro posizioni equilibrate, aperte alla modernità e pro-
gione. Fra questi, lo scrittore Mohammed Lamsuni
cavallo di battaglia è lo Stato laico. In questo caso positive nei confronti della società italiana». Tutti
ha iniziato una battaglia che ha riscosso grande capisco le molte domande che rimangono aperte:
successo mediatico contro la costruzione della vivere accanto a qualcosa di sconosciuto può gene-
d’accordo, quindi. Probabilmente, fra i due, non
moschea. «Tutti questi soldi a un’associazione? rare timori e intolleranze. Ma il primo passo è quello c’è stato ancora il tempo di parlarsi.
Secondo me di mezzo c’è qualcuno che usa la re- di conoscere chi si ha davanti. Questo è secondo me Alla fine, come sempre, si polemizza su questioni
ligione per arricchirsi». Probabilmente Lamsuni si l’atteggiamento generale da mantenere: chiedersi religiose senza chiedere il parere dei fedeli, i quali
riferisce al fatto che la Moschea della Pace fa rife- chi abbiamo di fronte. Solo conoscendo evitiamo non sanno perché ci debbano essere per forza dei
rimento alla scuola di pensiero islamico At-Tawhid paure infondate». problemi. Quartiere popolare e Islam non andran-
wa al-Islah (Unicità e Riforme), un movimento Massimo Long, diacono della Chiesa Valdese no d’accordo? Questa è una nuova sfida per Tori-
marocchino che ha molto séguito in patria e da no e il suo processo di dialogo fra culture.

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Torino e dintorni 5 n. 0 | Dicembre 2010

istruzione VOCI DI STRADA


SULLA SCUOLA

C’era una volta la scuola… La parola ai genitori

Tra tagli ai fondi per l’istruzione, tetto del 30% sulle presenze in classe degli alunni
stranieri e un alone di insicurezza, il futuro della scuola è in crisi. Per saperne
di più siamo andati a vedere cosa sta accadendo in una delle scuole storiche di
Torino, la Michele Lessona di Corso Regio Parco

48 anni, un curriculum di stampo pedagogico,


con specializzazione sulla formazione dei docenti
e sulle metodologie didattiche innovative.
Può fornirmi una fotografia della vostra scuola?
«La nostra scuola è situata intorno a Porta Palazzo,
da sempre luogo di prima immigrazione: all’inizio
dell’800 dalle campagne alle città, negli anni ‘60
dal sud e dall’est dell’Italia, dagli anni ‘80 in poi da
tutto il mondo. L’odierna percentuale di stranieri
sfiora oggi il 63% con provenienze da 48 differenti Foto: Gabriella Mancini
paesi. Va detto però che in tutte le scuole cittadine
si registra il 20% di stranieri . Un cambiamento “Ciò che più ci ha colpito durante la prima riunione di
sociale dovuto, in parte, alle politiche cittadine classe è stato l’impegno da parte delle maestre nel sen-
sibilizzare i genitori, poco o male informati, sulle pro-
che hanno favorito un riassetto urbano, regalando blematiche relative ai tagli sulla scuola della Gelmini;
alla città un aspetto più eterogeneo»- attraverso esempi concreti, come la totale eliminazione
Un’altra nube nel panorama ‘Gelmini’ è stata det- delle attività scolastiche che prevedono uscite o la ri-
tata dalla legge sul tetto del 30% degli stranieri chiesta di fondi aggiuntivi per sussidiari piuttosto che
per classe. Cosa sta succedendo esattamente? «In materiale per la cassetta del pronto soccorso”
realtà la legge ‘del 30%’ fa più paura di ciò che Domenico e Andrea, genitori di Luciano, 6 anni
1° elementare alla scuola Arturo Toscanini
non sia in realtà. Questo strumento – molto ri-
gido indubbiamente – è indicativo e occorre leg- “ Oltre ai tagli di ordine ‘pratico’, quello che secondo
gere con cura la circolare 2 per capirne tutte le me si evidenzia nella scuola odierna è una certa ‘soli-
sfumature. Ci sono linee guida nella circolare che tudine’ da parte degli insegnanti che, impossibilitati a
lavorare in equipe per mancanza di fondi, non riescono
vanno calibrate e spetta poi al buon senso del cir- più a supportare la famiglia in modo adeguato. È come
colo didattico gestire al meglio la situazione. Ciò se fosse venuto a mancare l’anello di congiunzione tra
che conta è saper utilizzare gli strumenti al fine famiglia e prima istituzione che dovrebbe fornire gli
dell’integrazione e non dell’esclusione». strumenti per la crescita dell’essere umano”
• Gabriella Mancini La scuola è in crisi e non In un futuro incerto, l’impegno è quello che pre- Giovanna, mamma di Ludovica, 5 anni
solo da adesso. L’impro- mia. La passione è il motore che permette anco- 3° anno alla Scuola Materna comunale Braccini
priamente detta ‘riforma Gelmini’, niente più che ra a tanti insegnanti di concepire il loro mestiere “ Sia da parte del Governo che della stessa società, si
un feroce ‘piano tagli’, svela quotidianamente la come una missione. Quali sono i punti di forza del- avverte sempre più la tendenza a svilire l’importanza
sua strategia: mettere sempre più in crisi la scuola la Scuola Lessona? « L’esperienza nell’intercultu- della cultura e della figura degli insegnanti. A questi ul-
pubblica e creare delle lobby ad hoc per chi può ralità e un forte spirito internazionale. Le lingue timi, si richiede un sovraccarico di lavoro con risorse
permettersi il meglio dell’istruzione, lasciando il sempre minori. Di fronte a questo panorama è tangibile
di provenienza dei nostri allievi, come il rumeno una certa stanchezza degli insegnanti che potrebbe poi
resto della popolazione alla mercè di una propo- ad esempio, vengono insegnate a tutti senza fare tradursi in demotivazione. A fare le spese di tutto ciò
sta formativa mediocre. Per saperne qualcosa in gruppi linguistici separati. Gli studi cognitivi in- sono ovviamente i nostri figli”
più, siamo andati a vedere quale è il panorama at- segnano che è fondamentale coltivare la lingua Antonella, mamma di Matteo, 7 anni
tuale presso la storica scuola elementare torinese madre poiché il bilinguismo permette di costituire 2° elementare alla scuola Kennedy
‘Michele Lessona’ di Corso Regio Parco. un maggiore senso di identità. Il nostro progetto
« Nella scuola degli ultimi anni si è verificato un pilota si intitola: Mowgly nella giungla matemati-
netto ridimensionamento: meno risorse econo- ca. La giungla come metafora di una materia per
miche e, soprattutto, meno risorse umane. Sono molti complessa da comprendere, in un contesto IL MAESTRO CHE VORREMMO
anni in cui si fatica a garantire un servizio di qua- ‘lontano’ ed evocativo come l’Asia...». Una lezione dal cinema
lità perché ‘cercare’ le risorse economiche, formu- 136 persone lavorano nella scuola Michele Lesso-
lando progetti e partecipando a bandi di concor- Se non l’avete mai visto,
na: lingue, matematica, formazione dei docenti
so, si è trasformato in un vero e proprio lavoro. non perdetevi il film del
e attenzione all’identità dei bambini. Non è poco
I bandi per ottenere finanziamenti rappresentano regista francese François
per una scuola. Perché, come conclude Giulia Gu- Truffaut ‘Gli anni in
un’opportunità ma non forniscono le garanzie glielmini: «Una scuola è ‘bella’ se ci sono docenti tasca’. Girato nel 1979, il
sufficienti per progettare un lavoro a lungo ter- preparati». film tratteggia l’infanzia
mine. Quello che ne deriva è l’effetto domino del Quel che fa la differenza, in un’epoca grigia come con infinita sensibilità e il
lavoro a progetto che non può garantire conti- questa, sono le persone. I maestri ma soprattutto discorso finale del maestro è una vera perla
nuità». A parlare è la dirigente, al quarto anno di i bambini. A cui dovremmo lasciar l’ultima parola. di saggezza. Preziosa, ieri come oggi.
nomina, della scuola Lessona, Giulia Guglielmini, Promessa ‘in itinere’ di Glob011….

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Dicembre 2010 | n. 0 6 Torino e dintorni

intervista

Uno sguardo sulla condizione


dei filippini a Torino
• Vesna Scepanovic La storia della migra- Le associazioni che aiutano queste lavoratrici
zione filippina a Torino devono sostenerle maggiormente e farle uscire
dura da circa 40 anni. Per comprendere le spe- dall’isolamento. È importante creare delle attività
cificità e le difficoltà che vivono i migranti e le dopo il lavoro per poter avere altri luoghi d’in-
migranti filippine, abbiamo incontrato Min- contro, momenti di divertimento e di ascolto. La
da Taves, ex presidente dell’ associazione filip- famiglia presso la quale si lavora, non deve e non
pina. Minda Taves vive e lavora da tanti anni può essere l’unico spazio di frequentazione. Se
in Piemonte ed è una delle persone più attive non avessi avuto attività esterne a cui dedicarmi,
nell’ ambito della mediazione culturale e nel mi sarei ammalata.
volontariato con i giovani. Lavorare sui diritti e I figli dei migranti filippini anche se cittadini
sull’informazione dei cittadini stranieri, cercan- italiani di fatto, raramente sono visti cosi dal
do di uscire dall’isolamento è il suo impegno resto della società. Cosa si aspettano dalla so-
principale . cietà italiana?
Come sono le condizioni lavorative dei cittadini Abbiamo lavorato molto con i giovani filippini e
filippini oggi, rispetto a chi vive sul territorio da la situazione di alcuni giovani è agghiacciante.
molti anni? Cosa si può ancora fare per migliora- Alcuni miei connazionali non escono di casa. Se
re il loro status sociale? non lavorano, restano da soli a guardare le partite
Nei primi tempi nessuno di noi possedeva la casa. di calcio. Molti invece sono dipendenti dai giochi
Ci trovavamo in strada, davanti ai negozi. Oggi d’azzardo e altri finiscono per diventare dipen-
molti filippini hanno comprato casa. E quelli si- Foto: Andy Reis
denti dalle sostanze stupefacenti.
stemati aiutano le persone appena arrivate, pa- In quanto operatrice ho preferito impegnarmi
renti e sconosciuti. Se non si vedono più i filippini cambiano sovente, le regole sono ambigue, i filip- per i giovani stessi e per garantire il cibo ad al-
per strada, se non si vede la loro povertà, è perché pini fanno fatica a comprendere l’italiano, molti cuni. Sono tanti i nodi da risolvere ma bisogna
c’è ancora tanta solidarietà fra connazionali. non riescono a leggere i giornali italiani. Abbiamo trovare i fondi per continuare a lavorare con i
un nostro giornalino, in inglese, ma non è facile figli dei migranti.
tradurre sempre tutto, richiede un lavoro serio e
In Italia sono presenti circa faticoso.
La presenza di cittadini filippini
124.000 migranti filippini, di Da anni faccio la volontaria per diffondere le noti-
zie sulla legge e sui documenti: questo è secondo si registra a Torino, come anche
cui in Piemonte circa 5000 con me fondamentale. Lavorare sui diritti e sull’infor- a Biella, Alessandria, Cuneo,
la residenza (come confermano mazione dei cittadini stranieri, perché si interes-
Asti e Pinerolo. Come emerge
i dati Istat di fine 2009) sino della società, diventandone una parte attiva
e uscendo dall’isolamento. dalle statistiche il 99 % dei
Inoltre, molti filippini non amano più lavorare
Negli ultimi anni si è parlato molto di ‘lavoro di
cura’. È riconosciuta l’effettiva fatica di questo
cittadini filippini svolge un
24 ore su 24 presso le famiglie italiane ma prefe- lavoro,secondo Lei? lavoro domestico. Il 65% dei
riscono lavorare a ore. La motivazione di questa Bisogna riqualificare e preparare professional- lavoratori in questo settore
tendenza non la conosco. Forse, rimanendo ‘chiu- mente le donne per un lavoro molto faticoso. Il
si’ nelle case degli italiani, non vedevano nuove lavoro delle donne filippine sovente diventa una
sono donne
opportunità per la loro esistenza. Una cosa scelta di vita.
che vorrei fare è sensibilizzare la nostra Ad esempio io lavoro da 22 anni in questo In generale, bisogna formare i filippini sui loro
popolazione, lottare per lo status di ambito. Non sono d’accordo con chi dice diritti al lavoro, altrimenti rimangono segregati
cittadinanza. I filippini non sono che il ‘lavoro di cura’ è un lavoro umi- nell’ ignoranza.
consapevoli che con la cittadinan- liante. Se una persona lavora con il cuo- Secondo Lei, la maggior parte dei migranti filip-
za possono facilitare le proprie re, non si perde la dignità. È facile trova- pini e in generale degli stranieri, ha il timore di
condizioni di vita in Italia, almeno re un ‘lavoro di cura’ perché i cittadini/e denunciare la propria condizione?
dal punto di vista burocratico. italiani non vogliono farlo. Infatti è il Ho instaurato un dialogo con i miei datori di la-
Come descriverebbe il contesto primo lavoro che abbiamo trovato. voro, non nascondo nulla. Alcuni miei amici non
lavorativo delle donne che pro- Chiunque si può formare per altre hanno il coraggio di dire che stanno male, che pa-
vengono dalle Filippine? professioni. Ma non dobbiamo sempre tiscono la fame e non possono neanche assentarsi
Le donne sono molto isolate dal re- rivendicare che siamo bravi, educati e se il figlio ne ha bisogno. Questo modo di lavorare
sto della società. Il lavoro diventa pre- laureati: è un primo lavoro e si può cambia- non sa di dignità. Dignità per me è poter dire cosa
sto noioso e di routine. Dopo il lavoro la casa e, re nella vita. Ripeto: non è un lavoro umiliante. mi piace e cosa no, cosa accetto, cosa non accetto.
dopo la casa, il lavoro. Non hanno la possibilità Al contrario: è un lavoro pieno di umanità, che Avere il coraggio di dire le cose: questo per me
di approfondire le proprie conoscenze: le leggi tocchi con mano giorno per giorno. vuol dire vivere dignitosamente.

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Torino e dintorni 7 n. 0 | Dicembre 2010

cultura eventi

Le crisi urbane possono


servire per cambiare
Foto: Nicolas Raymond
• Vesna Scepanovic Da circa tre mesi il edilizia. Le persone hanno creato il tessuto asso-
quartiere San Salvario,
un luogo già pieno di idee e di iniziative interes-
ciativo e si sono attivate per vivere meglio e per
partecipare. Non hanno mai smesso di parlarsi
MOSTRE Diritti al Cubo
19 dicembre 2010 - Museo Diffuso
santi, ha recuperato un nuovo spazio comune anche pensandola diversamente. della Resistenza, C.so Valdocco 4/a
chiamato “La casa del quartiere”. Il progetto è Realtà diverse in cerca di trasformazioni urbane Ultimi giorni per l’esposizione DIRITTI AL
ospitato nei vecchi Bagni pubblici di via Morgari, costruttive, in questo momento faticoso? CUBO - Un percorso interattivo tra le parole
ristrutturati a nuovo. Nella “Casa” si respira un La Casa del quartiere offre spazi per servizi, labo- della Democrazia che vuole essere un’occa-
bel clima. Giovani e adulti si ritrovano per un in- ratori, corsi, attività realizzate da circa 50 associa- sione di scambio e confronto sulla percezio-
contro, uno spettacolo, un concerto o anche solo zioni, dove entrano tutti i giorni persone diverse ne dei diritti da parte di tutti i cittadini. La
per bere un caffè. tra di loro per età, interessi e provenienza. mostra, a ingresso gratuito, rimarrà aperta al
È diventata un centro di aggregazione che ac- pubblico fino al 19 dicembre al Museo diffuso
compagna la trasformazione del territorio. Parte- della Resistenza di C.so Valdocco 4/a.
cipiamo a una serie di interventi intorno a Porta
Nuova. Cerchiamo di impegnarci nei piani di re- MOSTRE Turin Earth
cupero obbligatorio di alcuni condomini, per far dal 22 novembre 2010 al 20 dicembre 2011 - Museo
prevalere condizioni di legalità nell’affitto delle Diffuso della Resistenza, C.so Valdocco 4/a
case. Cerchiamo di dare sostegno a chi apre le at- La mostra “Turin - Earth. Città e nuove mi-
tività economiche. grazioni” intende raccontare i mutamenti
Probabilmente si vedrà a breve che l’ idea non è avvenuti in città connessi alla costante cre-
quella di dare solo gli spazi, ma di far crescere le scita dell’immigrazione nel corso degli ultimi
persone, incontrare gli abitanti, dimostrare sim- trent’anni. Al centro del discorso non è tanto
l’immigrazione in sé, né il panorama urbano
bolicamente che le crisi urbane possono servire
nel suo complesso ma piuttosto il nesso vita-
per cambiare, che è possibile uno sviluppo positi-
le che unisce la città e le migrazioni.
vo di nuove trasformazioni urbane.
In questo momento di grave crisi economica, con
che mezzi intendete proseguire il lavoro iniziato?
RASSEGNA Saperi di Donna
Foto: Vesna Scepanovic dal 4 novembre 2010 al 7 luglio 2011
Cerchiamo, ad esempio, di non dipendere dagli enti Si tratta di incontri (due al mese a partire da
San Salvario è noto in città e anche in tutta Italia, pubblici e di rendere la struttura autofinanziata. Ab- novembre 2010, fino a luglio 2011) dedicati al
per il suo passato di disagio sociale (come si dice- biamo una caffetteria e chiediamo alle associazioni sapere, al valore e al coraggio: doti che da sem-
va nei mass media) e per le varie crisi dovute al un contributo. La struttura è stata realizzata e arre- pre contraddistinguono l’universo femminile.
fatto, vista anche la vicinanza con la stazione Por- data grazie a finanziamenti privati. Tuttavia penso L’iniziativa è stata promossa dal Settore Pari
ta Nuova, che è sempre stato lo storico punto di che non riusciremo a farlo senza l’intervento degli opportunità, dalle Biblioteche, dal Servizio
approdo delle migrazioni, sia quelle dal sud Italia enti pubblici: questa non è la sede di una associazio- Passepartout, dal Borgo Medievale, dal Mu-
degli anni ’50-’70, sia quelle internazionali iniziate ne ma un servizio pubblico sul territorio. seo del Cinema, dal Teatro Nuovo e da Docu-
poi negli anni ’80. mè in collaborazione con il Coordinamento
Roberto Arnaudo, il direttore dell’Agenzia di svi- Il quartiere, oggi considerato da cittadino contro la violenza alle donne. Per il
calendario completo degli eventi consultare il
luppo di San Salvario, ce ne parla in questa breve
intervista. molti “ il più interessante della sito www.irma-torino.it/it
Dopo circa quindici anni di attività sul territorio, città” sembra vedere realizzato
CINEMA Mondi lontani,
la trasformazione avvenuta nel quartiere dimo-
stra come le differenze possono diventare una ri-
un sogno: l’idea di poter vivere mondi vicini
sorsa e non portare solamente problemi e paure insieme senza enormi conflitti fino al 24 febbraio 2011
legate alla pubblica sicurezza. Cosa ne pensa? La rassegna cinematografica, promossa dal
Il quartiere, oggi considerato da molti “il più inte- Potrebbe diventare un luogo d’incontro e di dia- Centro Interculturale di Torino insieme ai CTP,
ressante della città”, per la sua vivacità, per i suoi logo anche per chi vive ai margini e fa fatica a il Museo del Cinema, l’UNITRE, l’ASAI, L’IN-
numerosi locali e associazioni culturali, sembra socializzare o a essere ascoltato? CONTRO, FIERI (Forum Internazionale ed Eu-
vedere realizzato un sogno: l’idea di poter vivere Cercheremo di fare in modo che sia il luogo di ropeo di Ricerche sull’Immigrazione) è giunta
insieme senza enormi conflitti. tutti. Anche di chi non ha possibilità o è trascura- alla sua 18° edizione e rappresenta, attraverso
San Salvaro, il quartiere “invaso” (come ancora di- to dalle politiche pubbliche. Attività per anziani e film di registi italiani e stranieri riconosciuti
a livello internazionale, un’occasione interes-
cono alcuni) dagli stranieri, fa vedere come le per- giovani; consulenza giuridica gratuita; ascolto dei
sante per esplorare ambiti intellettuali, creati-
sone ci siano rimaste… nonostante tutto. Non ci disagi sociali e psichici; sostegno ai rifugiati poli-
vi, artistici e per affrontare temi di educazione
sono stati processi di sostituzione degli abitanti. tici; attività di alfabetizzazione informatica degli
interculturale. Le proiezioni saranno al Cine-
Ci vivono ancora i ricchi e i poveri, i piemontesi, anziani; corso di arabo ai figli dei migranti; centro ma Massimo Uno, V. Verdi 18, e il calendario è
i meridionali e i cittadini di varie nazionalità. E bambini e genitori con servizio rivolto alle mam- su www.comune.torino.it/intercultura
sono rimasti a vivere insieme, senza speculazione me e ai figli. E ancora tanto altro….

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Dicembre 2010 | n. 0 8 Italie

media

La criminalità che non c’è.


L’anomalia europea dei tg italiani
Un’indagine svela il rapporto tra notizie e realtà. Mentre l’italiano ha paura di perdere il lavoro, la tv parla di casi di
criminalità usa e getta. Una tendenza, che paragonata agli altri notiziari europei, svela un’anomalia del tutto italiana.
Con preoccupanti risvolti sulla percezione dell’opinione pubblica.
Quali sono, secondo Lei, i due problemi più importanti che il
• Maurizio Bongioanni L’Osservatorio Euro- sto compito: Mediaset è il canale che dedi- suo paese deve affrontare in questo momento?
peo sulla Sicurezza ha ca più spazio alla criminalità, inseguita dal- (valori percentuali - 1°Semestre 2010)

dato vita a un report sulla rappresentazione media- la Rai. Tg5 e Tg1, in particolare, ne parlano
tica e la percezione sociale delle notizie registrando ogni giorno dando vita a un processo che
un netto scarto tra la realtà e l’informazione, quindi viene chiamato di “criminalità pervasiva”:
tra ciò su cui si concentra l’attenzione mediatica e mentre gli altri canali europei trattano la
quello che la gente percepisce realmente. stessa notizia per più giorni, in Italia si ten-
Nel caso specifico dell’Italia, negli ultimi tre anni i dono a utilizzare notizie ‘usa e getta’. Un
timori per le dinamiche economiche sono cresciuti giorno un figlio uccide la madre a martel-
sensibilmente (come in tutta Europa). La disoccu- late, il giorno dopo il vicino fa fuori moglie
pazione è la voce che preoccupa di più l’italiano figlio e zia, al terzo giorno il nipote spran-
Fonte: Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, elaborazioni Demos & PI
medio passando da un 28% del 2005 a un 51% nel ga in casa i nonni per rubargli la pensione. su dati Eurobarometro
settembre 2010. La qualità dei servizi sociali e sa- Non c’è alcuna continuità: solo il macabro
nitari si inserisce al secondo posto nella classifica piacere di raccontare quotidianamente un
delle preoccupazioni, rimanendo stabile negli anni. nuovo episodio di violenza. Solamente Rai3 Agenda tematica delle notizie nei telegiornali
Medaglia di bronzo per una voce in calo: l’immigra- e Rete4 (che preferisce parlare di altro) si delle reti pubbliche europee
zione che passa dall’11% del 2005 al 9% del 2010. scostano da questa tendenza. Il fatto è che (Edizione di prima serata, I semestre 2010, valori in %)
Ma la sensazione è un’altra: a sentire i tg sembra la rappresentazione mediatica di un timore
che il primo problema sia quello di arginare la che non esiste, se non in misura contenu-
criminalità. ta, contribuisce a innalzare la percezione di
Cerchiamo di approfondire: la fotografia degli ar- tale problema. Secondo i dati della ricerca,
gomenti trattati dai tg nazionali mostra chiara- infatti, il numero di reati è rimasto stabile
mente che si da spazio prima di tutto alla politica negli anni. Quello che è cresciuto è il nu-
interna (17% contro una media europea del 10%), mero di notizie sugli atti criminali, con una
poi si parla di Costume e Società (13% contro 5%) punta estrema toccata nell’anno 2007 (per
e di Criminalità (10% contro 5%). In Europa si par- maggior precisione quando c’è stato il cam-
la più di Politica Estera, Lavoro e Economia. In bio di Governo, da Prodi alla vittoria schiac-
Italia di pastoni politici, delle nonne più giovani ciante di Lega Nord e Pdl: uso strumentale
d’Italia e di immigrati ladri e assassini. L’opinione del tema sicurezza?), crescita delle notizie
pubblica è preoccupata per il lavoro ma i media che ha innalzato il livello di percezione in al-
italiani non ne parlano molto, preferendo il tema cuni casi raddoppiandola rispetto al numero Fonte: Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, rilevazione dell’Osservatorio di Pavia
criminalità e politica interna. di reati realmente commessi.
Vediamo nel dettaglio come i tg si dividono que- Ma una persona potrebbe dire: in Italia esiste
la criminalità organizzata che contribuisce quindi la media italiana è di più di due notizie al
Andamento delle percezioni, delle notizie e dei dati reali sulla alla notiziabilità di questi eventi. Ma anche giorno. E mentre le 34 notizie tedesche fanno rife-
criminalità nei telegiornali italiani (tg1-tg2-tg3-tg4-tg5- studio questo, purtroppo, non è vero. Perché dal 5 rimento per lo più a due casi (abusi su minori che
aperto, edizione di prima serata, gennaio 2005-giugno 2010) aprile al 4 giugno 2010, ad esempio, sono sta- hanno sconvolto l’intero paese) coprendo quindi
te date dal notiziario in prima serata qual- il 58% delle notizie date, in Italia i grandi delitti
cosa come 15mila notizie di crimini violenti occupano il 9% dell’agenda reati. Le altre notizie
(cioè escludendo furti, rapine e droga) contro sono spesso date una volta sola.
le 1947 dedicate al tema della mafia. Per concludere: mentre è la paura di perdere
E se trasportiamo il confronto a livello euro- il posto di lavoro (o di non trovare una prima
peo, ecco i risultati più clamorosi. Prendia- occupazione, nel caso dei giovani) a generare la
mo Rai1: in base ai dati del primo trimestre principale inquietudine della società italiana,
del 2010, l’emittente italiana ha una rappre- l’agenda di notizie diffusa dai media italiani verte
sentazione mediatica delle notizie di crimi- in principal modo sui temi della criminalità (ac-
nalità doppia rispetto alla Tve spagnola, due compagnati da politica interna e costume) dando
volte e mezza la Bbc britannica e la Fran- vita in certi casi a una chiara strumentalizzazione
ce2, più di dieci volte rispetto la Ard tedesca. politica del tema sicurezza e in altri a una superfi-
Nello stesso periodo preso in considerazione ciale spettacolarizzazione da prodotto di intratte-
Fonte: Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, rilevazione dell’Osservatorio di Pavia
Ard ha dato 34 notizie contro le 431 di Rai1, nimento (infotainment).

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Italie 9 n. 0 | Dicembre 2010

il racconto UNIONI Una coppia mista


per due per favore!

Storia di come Questa è la storia di una speranza che


cresce con convinzione in una parte del
mondo in cui i diritti si calpestano in

le cose cambino
continuazione

Nel 2009 le coppie in cui uno dei coniugi non è


italiano erano oltre 600 mila e, tra queste, circa

inconsapevolmente
250 mila hanno deciso di suggellare il proprio
“amore” con il matrimonio. Curioso scandaglia-
re la composizione di queste unioni: nel 59% dei
casi l’uomo italiano sposa una cittadina che viene
dall’Europa dell’Est; percentuali inferiori di uo-
• Massimiliano Metà degli anni ’70 a Torino, in casa è stufo della povertà, non la sua ma quella di mini italiani scelgono una compagna sudameri-
Yamine Kamal tempi di speranza e di disillu- chi continua a vivere nelle stesse bidonville mentre cana (soprattutto proveniente dal Perù), africana
sioni, la voglia di cambiare il i dignitari si fan fotografare in un campo da golf e asiatica. Solo nel 15% dei casi la donna italia-
mondo o semplicemente quel piccolo frammen- con i potenti del mondo. Decide di partire, prova na sposa un uomo che proviene, generalmente
to di quotidianità che coinvolge la propria vita. dalla Spagna in macchina, arriva fino alla frontiera dall’Africa Subsahariana.
All’interno di questo quadro si muovono le espe- spagnola ma avendo poco nelle tasche viene riman- Ciò che rende difficile in partenza l’unione per
rienze di migliaia di persone che, inconsapevol- dato indietro dai cugini transalpini. Attraversa con queste “coraggiose” persone è una montagna di
mente, attraverso le proprie scelte, tutte impor- uno scassone l’Algeria, vede il deserto per la prima difficoltà burocratiche. La coppia, nel migliore
tanti, alcune dettate dalla testa e altre dal cuore, volta, e arriva sulle coste tunisine. Qui, decide che dei casi, deve affrontare un percorso burocrati-
contribuiscono al cambiamento del quadro stesso, il mezzo di locomozione verso la Sicilia – un barco- co di almeno 7-8 mesi con tanto di spesa da so-
non sostituendolo con quello ne – non è abbastanza sicuro. stenere per le pratiche. Ovviamente le difficoltà
“sognato” ma con uno fatto di Torna in Marocco, passa dei aumentano per coloro che devono ottenere, in-
nuovi valori e contraddizioni, concorsi, ma la voglia di par- vece, un visto per il coniuge residente all’estero
o addirittura attendere un decreto flussi per po-
di nuovi modi di interagire ed tire è ancora lì, compra un bi-
tersi ricongiungere.
equilibri sociali. Storie di vite glietto aereo da Tunisi a Paler-
“straordinariamente” normali mo. Gli addetti ai controlli lo
che intrecciandosi l’una alle al- scambiano per un siciliano, le
tre, generano il cambiamento, ispezioni non sono certe quel-
rinnovano il volto di una cit- le di oggi e riesce a mettere
tà in perenne trasformazione, piede ‘libero’ in Europa. In Si-
come qualsiasi altra al mondo. cilia si trova bene, resta più di
Uno dei frutti di questi intrec- un anno, vende tappeti, dorme
ci è chi vi scrive e le storie di sulle pendici dell’Etna, cono-
vita a intrecciarsi sono quelle sce il primo amore “europeo”e
dei suoi genitori: padre ma- conosce anche i primi mafiosi
rocchino e madre calabrese, che gli propongono di entrare
entrambi immigrati a Torino. in società... Decide che è venu-
Mia madre, nata da una fami- to il momento di riprovare a
glia povera in un angolo sper- raggiungere la Francia, terra
duto della Calabria, negli anni della seconda guer- promessa fosse solo per i tanti scrittori che lo ave-
ra mondiale, inizia a lavorare fin da bambina e a vano accompagnato sin dalla prima adolescenza. Si Foto: Steve Ford Elliott

diventare fonte di reddito per la famiglia. Una sto- ferma a Torino, ospite di un amico, per raccogliere
ria come tante altre nel meridione d’Italia, a cui si un po’ di soldi e non rischiare di essere rispedito Dal momento in cui la coppia mista si è ufficial-
aggiunge l’assenza di un uomo capo famiglia, che indietro. Sono quelli gli anni della sua “carriera” di mente formata ci sono moltissime altre cose da
affrontare ancora: il Paese stesso, ogni giorno sem-
per la figlia più grande, mia mamma, significa do- ambulante o meglio vù cumprà.
pre più xenofobo e razzista, le leggi che rendono
ver accompagnare la propria madre nei compiti di Un giorno, in un luogo simbolo, Porta Palazzo,
impossibile la vita quotidiana di un immigrato, gli
genitore. Alla fine degli anni ’60, già donna, raggiun- il ventre di Torino, spazio di incontro e di scon-
amministratori locali che varano decreti anti-im-
ge nel nord Italia le sorelle, sposatesi nel frattem- tro di merci, persone ed emozioni, scoppia la migrazione di qua e di là e ovviamente i governato-
po con compaesani e inizia a lavorare in fabbrica, scintilla: mio padre vende, mia madre compra, ri. Nel Belpaese le coppie miste subiscono insulti,
non la FIAT, ma una delle migliaia di piccole imprese entrambi sognano e vivono emozioni più forti di minacce e discriminazioni nei confronti del coniu-
nate nella sua orbita. Si sacrifica lavorando duro, in qualsiasi cosa si possa vendere e comprare. Dopo ge non italiano perché, come una consistente par-
egual misura o ancor più che nelle campagne cala- oltre trent’anni sono ancora insieme, mio padre te della scena politica italiana ci tiene a rimarcare:
bresi. Negli stessi anni, mio padre, giovane studente e mia madre, malgrado la malattia, malgrado le “Noi non vogliamo un’Italia multietnica”.
marocchino di Casablanca, contestatore fra i tan- difficoltà dalle più grandi o anche solo le più pic- In Emilia-Romagna il 15% delle coppie è formato da
ti che più o meno silenziosamente si opponeva al cole come affittare una casa al mare dovendo na- un cittadino non italiano, il 13,5% in Lombardia, il
regime autoritario, distribuisce volantini, partecipa scondere le origini, in alcuni casi di entrambi. Mix 13,1% in Liguria e Valle d’Aosta. Queste unioni sono
alle manifestazioni a cui lo stato rispondeva con la di scelte, sogni, delusioni individuali e collettive in aumento con un ritmo di 6.000 coppie all’anno:
violenza alla pacifica manifestazione di dissenso, che convergono, si condizionano, danno vita alla nonostante le molte difficoltà, l’amore delle for-
e vive la sua vita di giovane, studiando nella sala vita, cambiano il volto delle città, di Torino e della miche convinte di dover preservare le loro piccole
d’attesa della stazione, dividendo i pochi soldi fra la società italiana. Che lo si voglia o no, anche se ma preziose storie va avanti e combatte contro gli
miscela del motorino, le sigarette e il cartoccio di lentamente, in silenzio o con grandi proclami, il elefanti onnipotenti.
sardine grigliate. Nato nelle bidonville ma cresciuto cambiamento segue sempre la sua strada. [Murat Cinar ]

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Dicembre 2010 | n. 0 10 Italie

LAVORO Perché primo piano


la chiamano
sanatoria truffa?
Agosto 2009, il decreto legge (102 del 2009) ema- Arun, Jimi, Rachid e Sajat
sono scesi dalla gru
nato dal Ministero degli Interni istituiva una sana-
toria (emersioni di lavoro nero) per collaboratori
domestici:“colf e badanti”. Una vera liberazione
per molti. Oltre 400.000 le domande presentate.
La legge, però, fin dall’inizio, si rivelò completa-
mente inadeguata. Oggi, a più di un anno, gli im- Arun, Jimi, Rachid e Sajat che non ha MAI creato occasioni e situazioni tali
migrati manifestano contro di essa in tutta Italia, • Silvia Berruto
sono scesi dalla gru. Sono da configurarsi come una “questione di carattere
chiamandola “sanatoria truffa”.
scesi alle venti e cinquanta di questa sera, dopo di ordine pubblico” e quindi da reprimere.
diciassette giorni di resistenza civile non-violenta. Arun, Jimi, Rachid e Sajat sono stati accompagna-
Le loro proteste e resistenze, non-violente, per ti in questura dai loro legali per le procedure di
l’ottenimento dei permessi di soggiorno erano in identificazione.
atto dal 28 settembre scorso. Rachid, ricoverato al pronto soccorso dell’Ospeda-
Prima in forma di presidio permanente davanti le Civile in osservazione per motivi di disidrata-
alla Prefettura. Poi, dal 30 ottobre, sulla gru del zione, appena dimesso e dopo gli obblighi formali,
cantiere della metropolitana, in piazzale Cesare è stato rilasciato come Arun e Jimi che sono usciti
Battisti-Via San Faustino, nel quartiere multiet- dalla Questura nella notte del 15 novembre. Sajat,
nico del Carmine, sulla quale
sono saliti, inizialmente, 9 mi-
granti rimasti poi in 4, per dare
visibilità alla lotta.
Dapprima si è trattato solo di
una manifestazione poi «è di-
ventata una battaglia per i di-
ritti di tutti quanti. Da vince-
Foto: Murat Cinar re!», come ha affermato Arun,
il 6 novembre scorso, dall’alto
Ecco le ragioni: della gru.
1. Molti stranieri lavorano nella collaborazione do-
La resistenza delle migranti
mestica. Ma anche in altri settori come l’edilizia,
e dei migranti di Brescia è un
l’agricoltura e l’industria, ricorrono sempre di
più agli immigrati. Chi non era “colf” o “badan-
caso emblematico e rappresen-
te” ha dovuto inventarsi un contratto di lavoro. tativo dello stato delle cose e
Pagandosi i contributi di tasca propria. nel medesimo tempo della si-
2. Oltre a pagare i contributi, molti immigrati tuazione-tipo in cui si trovano
hanno dovuto comprare il contratto. I prezzi? numerose lavoratrici e lavora-
Da 2.000 fino a 9.000 euro. tori stranieri in Italia. Arun, Jimi, Rachid, Sajad, Singh e Abdalla sulla gru.
I migranti sulla gru a Brescia Brescia - 6 novembre 2010 - ore 17:02 - © Photo Silvia Berruto
3. Tra i finti datori di lavoro sono stati moltissi-
mi i truffatori che non si sono presentati alla hanno atteso per 48 giorni una
convocazione. Sapevano che la vittima non risposta positiva alle loro richieste: un presidio per ragioni legate ad un precedente ostativo, sa-
può porgere denuncia essendo in situazione di permanente, l’impunità per chi è salito sulla gru, rebbe stato trattenuto e i legali avrebbero chiesto
clandestinità. con garanzie di non subire ritorsioni, il permesso per lui, il giorno successivo, un permesso per mo-
4. L’INPS, ha fatto pagare a tutti 500 euro di con- di soggiorno, la regolarizzazione per tutte e per tivi giudiziari.
dono. Poi, regolarmente, i bollettini trimestrali. tutti coloro, e sono in molti nel presidio sotto la Il pensiero ora è per i feriti, i denunciati, i deportati.
Tutto ciò ancora prima di avere qualsiasi rispo- gru, che hanno pagato i 500 euro previsti dalla nor- Mohammed,“Mimmo” per tutti NOI, è stato de-
sta. Tutti soldi che rimarranno definitivamente mativa, le spese previdenziali, le spese per i legali portato in Egitto.
nelle casse dell’ente di previdenza, nel caso in e le spese legali per i ricorsi. A fronte di un nulla di Ha pagato il prezzo di essere uno dei leader della
cui i lavoratori verranno espulsi. fatto su tutta la linea: nessuna regolarizzazione e resistenza e della lotta per i diritti dei migranti
5. Oltre il danno, anche la beffa. Il Ministero nessun permesso di soggiorno allargati. e per la sanatoria equa per tutti. È pesante il bi-
dell’Interno, all’inizio, aveva dichiarato che an- Quella del 2009 è stata una regolarizzazione selet- lancio delle espulsioni: con Mimmo sono undici i
che chi ha ricevuto una o più espulsioni (foglio
tiva che, come tale, dovrà essere consapevolmen- deportati egiziani.
di via) poteva partecipare all’operazione. Di-
te riconosciuta e ricordata da tutti. Per Fabio, Diego, Sherif, Farag, Khalid e Arjinder,
chiarazione poi smentita da una circolare del
capo della polizia in corso di operazione. Una
A fronte del fallimento, secondo l’indagine del arrestati l’8 novembre durante le cariche della
coltellata nella schiena. Praticamente è come Censis, su collaborazione domestica e familiare polizia che sgombrava con la violenza il presidio
chiedere a qualcuno di auto denunciarsi per del luglio 2010, per la quale 2 lavoratori del setto- solidale sotto la gru, è iniziato oggi il processo.
l’amnistia e poi… arrestarlo. re su 5 lavorano completamente in nero. Da alcuni giorni è stata istituita una cassa per ga-
Nella città di Torino e provincia, sono state pre- Sabato 6 novembre più di 10.000 persone hanno rantire il supporto legale alle persone arrestate e
sentate 8305 domande di regolarizzazione, i partecipato alla manifestazione non-violenta, da per i ricorsi di chi è stato deportato nel proprio
rigetti sono quasi 500 e molti dossier non sono manuale, come è intellettualmente onesto e do- paese d’origine.
ancora stati studiati. Per ora la prefettura ha so- veroso segnalare: “Contro la crisi e lo sfruttamen- Per info sulla campagna straordinaria di sottoscri-
speso i casi più incerti. to siamo tutti sulla stessa gru. Libertà. Diritti. Per- zione e per gli aggiornamenti in tempo reale:
[Karim Metref ] messo subito.” Una manifestazione nonviolenta Radio Onda d’Urto (http://www.radiondadurto.org/)

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Italie 11 n. 0 | Dicembre 2010

intervista VIDEO Governare


con la paura

Caulonia: il paese Un’intensa inchiesta giornalistica che


mostra come, attraverso la paura e con
l’esercizio della violenza viene governata

dell’accoglienza
l’Italia.

Intervista a Ilario Amendolia, sindaco di Caulonia. Questo comune della Calabria


di 7mila abitanti, insieme a quello di Riace, ha presentato una proposta di legge
regionale sull’accoglienza di notevole interesse.

Signor Amendolia, in cosa consiste apriamo laboratori vari, di cucito,


l’iniziativa del suo Comune? di falegnameria, quindi insegnamo
Caulonia fa parte della Locride, una un mestiere che possano svolgere
zona paesaggistica di notevole inte- al servizio di tutta la comunità.
resse, molto colorata e coperta di Quali sono i momenti in cui sem-
ginestre e oleandri. Ma è anche una bra che l’iniziativa funzioni e quali Foto: www.flickr.com/lafruu
zona inquinata dalla ‘ndrangheta invece in cui sembra ingestibile?
e dallo spopolamento. Nel 2007, su Sinceramente pensavamo di inco- “Riduzione dello spazio per i diritti umani”. Così
iniziativa del Sindaco di Riace da minciare con poche persone. Invece definisce la situazione attuale in Italia uno degli
sempre impegnato nel volontariato, le risposte a questa proposta furono intervistati nel documentario prodotto da Enrico
ci siamo chiesti che cosa significhi fare politica subito tante. Dalle ragazze nigeriane destinate alla Deaglio, Beppe Cremagnani e Mario Portanova
e ci siamo risposti che non si tratta solo di vole- prostituzione ai rifugiati etiopi e somali, da quelli nel 2009. Un prodotto audiovisivo che analizza il
re una nuova piazza, una scuola, una rete idrica che scappavano dalla guerra in Bosnia ai palesti- meccanismo che mostra che in Italia “si governa
ma anche impegnarsi in un progetto solidale. E nesi rifiutati dalla Siria. Non è stata un’esperienza facendo paura. Si governa seminando paura” e che
nel mondo moderno gli ultimi sono gli immigrati facile e non è detto che sarà un successo. In alcuni questa, come viene definita sul dietro del cofanet-
che, davanti alla mancanza di sensibilità al mo- momenti vediamo tutto questo come possibile, in to del dvd, è la scelta politica attuale che governa
mento del loro arrivo sui barconi, sono esiliati e altri ci prende lo scoraggiamento perché solo un il Belpaese. Il percorso analizzato parte dai fatti del
senza casa. Quindi ci siamo resi disponibili per folle può mettere in atto una cosa del genere. Ma G8 di Genova 2001 arrivando fino alla preparazione
ospitarli noi. ora Caulonia, che è un paese di 7800 abitanti, non del “pacchetto di sicurezza” del 2009. Un percorso
E in che modo? è solo colorato per via della ginestra e dell’olean- in cui lo Stato ed i suoi rappresentanti in varie oc-
casioni, utilizzando forza e violenza, hanno rispo-
Noi viviamo in un paese dove fino a 50 anni fa si dro ma anche grazie ai suoi abitanti.
sto a proteste per la maggior parte non violente;
lottava per la terra e non c’era un’abitazione per Un bell’esempio di coesione è stata la celebrazio-
si parla dei presidi degli operai a Pomigliano, del
tutti. Adesso, la terra c’è ma non ci sono i conta- ne di battesimo iracheno a cui hanno partecipato presidio contro l’allargamento della base milita-
dini perché sono fuggiti verso le grandi città. Il cristiani e musulmani. Mentre in altre parti del re a Vicenza, di manifestazioni cittadine contro
nostro tentativo è quello di affidare agli immigra- mondo scoppiano guerre nel nome della religio- l’apertura delle nuove discariche a Napoli, della
ti che accogliamo la gestione di questi terreni, ne, in questo paesino sperduto della Calabria si fe- manifestazione contro la fascistizzazione della cit-
creare una comunità solidale e coesa capace di steggiava tutti insieme proprio attraverso la reli- tà di Bergamo e ovviamente viene analizzato con
far rinascere in modo virtuoso questo paese. Poi gione. Ma le difficoltà sono ancora tantissime: ad precisione anche tutto ciò che è successo a Genova
esempio le ragazze nigeriane non hanno ottenuto durante le proteste che hanno avuto luogo mentre
Foto: www.it.wikipedia.org il permesso di soggiorno. Ma noi non le abbiamo gli otto Paesi più “ricchi” del mondo erano riuniti
messe sulla strada altrimenti sarebbero tornate a discutere.
alla prostituzione. Grazie ad un montaggio classico, il film confer-
E in questi casi come si pone il Governo? ma una forte continuità presentando un flusso
Il governo a volte dà delle risposte concrete ma di immagini scorrevoli. L’armonia della musica,
tante altre volte è come se non esistesse. Ad esem- interamente strumentale, per accompagnare im-
pio per i palestinesi è stato il Ministero degli In- magini da repertorio in movimento e senza audio
terni dell’attuale governo - su richiesta di quello crea un’atmosfera che permette allo spettatore di
precedente - a chiederci se potevamo ospitarli. E sentirsi parte degli eventi non solo visivamente ma
poi ci ha finanziato un progetto per questi ragaz- anche emotivamente. Interessante il fatto che, nel
zi. Per gli altri dobbiamo aggiustarci con i nostri corso del documentario, gli intervistati fanno un
locali comunali e con tanto, tanto volontariato. paragone tra l’Italia di oggi e le vecchie dittature di
Franco o la Russia di Putin.
Insomma, noi andiamo controcorrente rispetto
“Governare con la paura” si chiude su immagini
alla cultura del razzismo che sta dilagando un
che testimoniano la violenza subita da un repor-
po’ in tutta Europa, praticando e non predican- ter mentre riprendeva gli accadimenti di Bergamo
do concetti quali la solidarietà e l’accoglienza. (Febbraio 2009). Lo scorso anno, alla sua uscita, la
Per questo incontriamo insensibilità e difficoltà proiezione di questo documentario venne impedi-
burocratiche. Ma siamo fermamente decisi a dare ta dal Comune di Roma dietro specifica richiesta di
una possibilità a queste persone e a non sentirci alcuni consiglieri comunali.
più soli. Buona visione.
[Intervista di Maurizio Bongioanni] [Murat Cinar ]

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Dicembre 2010 | n. 0 12 Mondi

L’IRAQ è uno Stato dell’Asia. Discende dall’antica


Iraq
Mesopotamia, la “terra dei due fiumi” (Bild al-

Dieci mesi senza Governo


Rafidayn, in arabo). Il nome attuale deriva inve-
ce dal persiano “eraq”, ossia “terre basse”.

Sono passati dieci mesi dalle ultime elezioni legislative in Iraq. Dieci mesi e non c‘è
ancora l‘ombra di un governo. Il paese versa nel caos e la comunità internazionale
guarda altrove. Scioperi, sit-in, appelli, raccolte di firme... Niente basta ad attirare
l‘attenzione su questo grave problema. Nel frattempo le vere negoziazioni sul futuro
del paese si svolgono in segreto... all‘estero

Capitale: Baghdad Risorse:


(4.365.000 ab.) Possiede le terze
Moneta: riserve di petrolio
Dinaro iracheno mondiali.
Superficie: Storia recente:
435.168 Km² Dopo 25 anni di
Abitanti: 26 783 383 dittatura sotto il
abitanti (Censimento regime di Saddam
del 2006) Hussein, dal 2003
l’Iraq è occupato
Densità: 54 ab/Km² militarmente dalle
Paesi confinanti: Forze della Coalizione
Turchia a NORD. (Stati Uniti e Gran
Siria e Giordania ad Bretagna in testa)
OVEST. Arabia Saudita
e Kuwait a SUD. Iran La transizione verso
ad EST l’autonomia è molto
travagliata.
Popoli: Arabi 80%.
Curdi 15%. Turchi 2% Secondo il sito Iraq
Body Count (http://
Lingue: Arabo , www.iraqbodycount. Foto: www.laonf.net
Curdo, Turco org/), dall’inizio
Religioni: Musulmana dell’occupazione tra Il 21 gennaio scorso, si svolge- tradizionali Kurdi (PDK e PUK) tanto amici dei
• Karim Metref
sciita 60%. 87 mila e 105 mila vano, nel solito clima di paura “democratizzatori” occidentali.
Musulmana sunnita persone hanno perso
35%. Cristiana 5% la vita.
e di pressioni varie, le seconde elezioni legislati- Istituzioni internazionali, società civile internazio-
ve dell’era post Saddam. L’affluenza è stata ab- nale, governi arabi, forze della coalizione, il così
bastanza alta (62%). La partecipazione politica è detto ‘mondo libero’, nessuno di questi è stato fi-
stata molto più diversificata. Oltre ai partiti etnici nora al fianco delle associazioni e della popolazione
AYAD SALIH Avvocato (sponsorizzati dalla coalizione o dai vicini) sono irachene che da mesi manifestano e chiedono un

perseguitato dall’esercito apparse delle coalizioni trasversali, confermando


la tendenza degli iracheni, già osservata nelle pro-
ritorno immediato alla legittimità costituzionale!

vinciali del 2009, a preferire i movimenti unitari


Il dott. Ayad Muayyad e a respingere la divisione etnica del paese. Ma
La società civile tenta
Salih è un avvocato, dieci mesi dopo le coalizioni non sono riuscite a di reagire: manifesta,
attivista dell’Ira-
qi Institution for
formare un governo. organizza sit-in, campagne
Dieci mesi senza governo e i servizi, già scarsi
Development(IID),
prima, stanno andando a rotolo. Chi ha il potere di informazione, proteste.
Una ONG locale di
Mossul. Collabora
lo sta esercitando al di fuori di ogni legittimità Ma tutto questo si svolge nel
con vari enti inter- costituzionale. silenzio totale della stampa e
La società civile tenta di reagire: manifesta, orga-
nazionali (tra cui
l’ONU). Negli ultimi nizza sit-in, campagne di informazione, proteste. della comunità internazionale.
anni lavorava alla do- Presenta denuncie presso la corte suprema. Ma
cumentazione e alla tutto questo si svolge nel silenzio totale della In segreto invece, la partita vera si gioca tra Stati
raccolta di testimonianze sugli abusi commessi stampa e della comunità internazionale. Uniti, Europa, Iran, Turchia e paesi arabi limitro-
dall’esercito iracheno nella zona di Mossul. I partiti e le forze armate delle varie coalizioni fi. Di mezzo ci sono equilibri regionali e interna-
Il 26 ottobre scorso, due squadre delle forze spe- tentano di chiudere quei pochi spazi di libertà e zionali; velleità di autonomia e altre di espansio-
ciali, fanno due blitz contemporanei a casa sua e di diritti rimasti ancora aperti: misure e decre- ne; interessi delle multinazionali; eserciti pubblici
a casa del fratello. Non avendolo trovato, l’eserci- ti (anticostituzionali) di limitazione del diritto e privati, milizie, gruppi armati più o meno legali,
to ha rapito il padre e il fratello maggiore. all’espressione e del diritto a manifestare. I gior- terroristi e mercenari di varia nazionalità, traffici
Nel puro stile delle giunte militari, nessuna accu- nalisti, gli attivisti e i difensori dei diritti umani di tutto quello che si può immaginare… compresi
sa è stata ufficialmente mossa contro i due “arre- sono molestati, arrestati e uccisi, anche nel “tran- gli esseri umani. A pagarne la fattura sarà sicura-
stati”. E nemmeno contro Ayad. quillo” Kurdistan sotto controllo dei due partiti mente e come sempre… la popolazione civile.

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Mondi 13 n. 0 | Dicembre 2010

Turchia ACQUA LE CONTRADDIZIONI

Ozguven continua a fare


Noi siamo acqua. Non a caso il nostro corpo è for-
mato in media per due terzi di acqua. Anche il 70%
circa della superficie del nostro pianeta ne è rico-
perto.

il “traditore” della patria!


L’acqua non è quasi mai moderata, la giusta misu-
ra gli è spesso estranea, è piuttosto estremista, in
troppi casi scarsa o assente (nelle siccità), in altri
irruente ed eccessiva come nei casi di alluvioni,
inondazioni o tsunami.
Dai tempi dei Sumeri, abitanti della famosa mez-
Gli abitanti di Dikili non pagano l’acqua fino a 10 tonnellate di consumo al mese, zaluna fertile, gli uomini hanno sempre cercato di
il trasporto pubblico è gratuito, il pane costa 25 centesimi e il servizio sanitario è incanalare e ridurre alle proprie necessità questo
quasi totalmente gratuito. Per tutto questo il sindaco della città e la giunta sono bene prezioso, talvolta semplicemente adattan-
dosi, altre volte costruendo palafitte, barriere ar-
stati processati. tificiali, ponti, canali, dighe, pozzi, piscine, argini,
chiuse e condutture.
• Murat Cinar Dikili è un comune di circa 15 stati in rosso. “Abbiamo ridotto le nostre spese, ab-
mila abitanti in inverno e, gra- biamo rinunciato a varie cose di lusso, ad esempio
zie alla sua collocazione geografica, alle spalle di noi lavoratori comunali paghiamo l’acqua che con-
Smirne, città dell’Egeo, la sua popolazione arriva sumiamo con il 50% di sconto perché abbiamo un
a 200 mila unità in estate. Oltre al mare a Dikili reddito superiore rispetto ai cittadini.”
esistono vari siti archeologici e alcuni complessi Nel 2008 il Tribunale civile di primo grado di Di-
termali che attirano i turisti da tutte le parti del- kili ha aperto un’inchiesta che è diventata in se-
la Turchia e del mondo. Circa 7 anni fa il sindaco guito un processo contro il sindaco e la giunta
Osman Ozguven, candidato dell’SHP (Partito Popo- comunale. L’accusa è di abuso di potere ovvero si
lare Socialdemocratico), ha approvato insieme alla ritiene che le decisioni prese dal sindaco e dalla
giunta comunale una serie di cambiamenti radicali giunta comunale riguardo soprattutto l’esenzione
riguardo ai servizi garantiti dal Comune. Le scuo- del pagamento dell’acqua danneggi la cassa del
le pubbliche della città sono esenti dal pagamento Comune e sprechi così i contributi dei cittadini.
del consumo dell’acqua così come i cittadini per A questo punto in varie città del Paese sono state
un consumo mensile sino a 10 tonnellate, i tra- inoltre organizzate manifestazioni a sostegno del-
sporti pubblici urbani sono gratuiti, 225 g di pane le politiche del sindaco e della giunta.
prodotto dal Comune (un servizio molto diffuso in Ozguven, in un’intervista rilasciata al quotidiano
Turchia) costano solo 25 centesimi di lira turca (cir- Birgun, specifica: “In questo Paese nessun comune
ca 13 centesimi d’Euro) e i cittadini che hanno un vende il pane a un prezzo inferiore ai 50 centesimi,
Foto: Sinan Acar
reddito basso in base ai criteri definiti dal Comune ciò nonostante tutti i comuni sono in perdita. Biso-
sono esenti dal pagamento per prestazione del ser- gnerebbe chiedere ai sindaci dove spendono i sol-
vizio sanitario. di che guadagnano. I nostri conti sono trasparenti, Ma c’è acqua e acqua. L’acqua di mare è abbondan-
sono sempre stati pubblicati e condivisi con i citta- te, l’acqua dolce, pur essendo rinnovata costante-
dini”. Ozguven è stato anche accusato di aver abusa- mente dalle precipitazioni, molto meno. L’acqua
to del proprio potere per motivi elettorali. All’accu- potabile scarseggia…
sa ribatte: “Noi abbiamo fatto quello che dovrebbe Storicamente la gestione dell’acqua come risorsa
fare uno Stato sociale e non siamo diventati ricchi ha significato controllo del potere.
con i soldi dei cittadini. Forse quello che facciamo Gli acquedotti romani erano opere monumentali i
non è visto di buon occhio perché il governo fa di cui resti sono ancora visibili in molte parti dell’Eu-
tutto, in questi ultimi anni, per rendere il servizio ropa e del Medio Oriente. Opere di grande ingegno
sanitario meno accessibile possibile mentre noi lo a beneficio dei cittadini, i quali avevano il diritto
garantiamo a prezzi popolari per i cittadini”. di usufruirne senza pagare nulla. Oggi abbiamo
Inoltre, tra le varie politiche “scomode” portate un’ottima qualità dell’acqua a uso domestico. C’è
da osservare che l’acqua del rubinetto, spesso, non
avanti dal sindaco c’è una lunga lista di attività cul-
ha nulla da invidiare all’acqua minerale ed è ero-
turali realizzate in collaborazione con altri sindaci
gata a un prezzo ragionevole, pur se in costante
Foto: www.mimdap.org delle isole greche che circondano la città: concerti,
aumento.
cene popolari, celebrazioni delle nozze dei cittadi- Perché la maggior parte degli italiani non la be-
Il famoso poeta turco Orhan Veli in una delle sue ni, festival culturali che celebrano la pace tra il po- vano più è un mistero che si annida tra le pieghe
poesie scriveva: “Viviamo gratis, l’aria è gratuita, le polo turco e il popolo greco, conferenze. del superfluo e dell’ efficacia delle campagne di
nuove, le porte dei cinema, magari non il pane ed Nel 2010, dopo una serie di controlli dei conti co- marketing dei produttori di acque minerali. La
il formaggio ma l’acqua sporca è gratuita...” Invece munali, il Tribunale civile di primo grado di Dikili distribuzione avviene tuttavia con infrastrutture
a Dikili l’acqua è gratuita ed è pulitissima, oltre a ha deciso di archiviare il processo e ha assolto sia vecchie e inefficienti: a livello nazionale si registra
essere potabile. Il sindaco, in una delle interviste il sindaco che ogni singolo consigliere comunale circa il 50% di dispersione dovuta al cattivo stato
che ha rilasciato, spiega: “Il Comune è un piccolo coinvolto in questo processo. All’uscita dalla sala di manutenzione della rete idrica. Quali saranno i
esempio di stato sociale e noi amministratori locali del tribunale il sindaco ha salutato i giornalisti vantaggi di una privatizzazione a parte quelli evi-
non possiamo pensare a trarre profitto da questi con le parole di Nazim Hikmet: “Io sono un tradi- denti di chi riuscirà a fare business anche con uno
servizi con le tasse dei cittadini.” Ozguven sostiene tore della patria, scrivetelo su tre colonne con ca- dei quattro elementi della natura?
che dopo l’applicazione di questi cambiamenti ra- ratteri neri e urlanti: Osman Ozguven continuerà
dicali per 7 anni i conti del Comune non sono mai a fare il traditore della patria”. [Luca Cecchetto ]

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Dicembre 2010 | n. 0 14 Mondi

la recensione del mese

Un cimitero chiamato Mediterraneo


Recensione e ‘riflessione’ sull’ultimo libro del giornalista Gabriele Del Grande: Il mare di mezzo

• Gabriella Mancini Gabriele Del Grande ha alla Guardia Costiera e alla Marina Militare. L’inge-
ventotto anni e la mag- nuità di certi contadini del Burkina Faso partiti per
gior parte degli ultimi quattro li ha passati nel l’Italia totalmente ignari dei pericoli che avrebbero
Nord Africa per raccogliere le storie di chi, una incontrato e di tanti altri personaggi. Quattro anni
volta partito con la speranza di un futuro migliore, di inchieste che senza la perseveranza dell’autore
non è più tornato. Non capita spesso di leggere un sarebbero rimaste sul fondo del mare.
libro giornalistico e di riuscire a entrare nella sto- Un consiglio? Leggete anche i ringraziamenti
ria, di percepire oltre lo scritto, i pensieri, le emo- del giornalista. Il primo ‘grazie’ va alle centi-
zioni, gli odori e la polvere delle città di cui si parla, naia di persone che gli hanno permesso di tra-
compartecipando all’amarezza e alle illusioni di al- mandare la loro storia, che hanno affidato le
tre vite. “Il Mare di Mezzo” è un libro a cielo aperto, loro parole affinché potessero arrivare nel cuo-
ha la capacità di rendere attiva la lettura anche re di tanta gente, distante anni luce dalle loro
degli spettatori più distratti. E questo, nell’epoca vite. Ma dicono di più di un semplice ‘grazie’:
delle sollecitazioni multiple, è un grande pregio. raccontano il coraggio di chi ha deciso di scri-
Scritto in stile semplice ma mai banale, l’ultimo vere nonostante nessuno gli abbia chiesto di
libro di Del Grande è un racconto vivente. farlo, di raccogliere verità in situazioni anche
“Il Mare di Mezzo”’ è il Mediterraneo ma non solo, è pericolose e di esserci ‘sul fatto e sul momento’
anche lo spazio fisico e metaforico che divide chi tra in un’Italia dove, come dice l’autore: l’attenzio-
due sponde ha gli stessi sogni ed è, soprattutto, sim- sura delle etichette come clandestini, profughi, ne è il sale della democrazia.
bolo della generazione di mezzo: quella di Gabriele e rifugiati, immigrati, migranti, richiedenti asilo e
dei tanti figli di cui hanno perso le tracce i genitori. la ‘riumanizzazione’ delle persone con i lori nomi
L’autore non si limita a contare le vittime ( il ge- e le loro storie. Ecco allora che una trama di per- Gabriele Del Grande
nocidio di chi cerca di raggiungere l’Europa am- sonaggi e di vite si snodano attraverso le pagine: Il mare di mezzo
monta a 15.059 vittime dal 1988) ma le umaniz- i figli di Kamel, di Boubacar, di Hamdi e di tanti Infinito Edizioni, 2010 – Euro 15, 00
za, restituendole quella dignità che la stampa da altri genitori in costante attesa di una chiamata
che non sopraggiunge. Il coraggio dei sindacalisti Il blog di Gabriele Del Grande si chiama Fortresse
sempre gli ha negato. A quest’operazione da parte
Europe ( fortresseurope.blogspot.com) ed è
dell’informazione nel rendere le vittime una mas- tunisini arrestati a Redeyef e poi giunti a Lampedu-
l’osservatorio più autorevole sulle vittime
sa amorfa, Gabriele Del Grande risponde nel suo sa. La storia dei coraggiosi pescatori del Canale di
dell’emigrazione.
libro con la scelta di un linguaggio diverso: la cen- Sicilia che per salvare vite umane si sostituiscono

INTERVISTA A tu per tu con Gabriele Del Grande


Senza i tuoi 4 anni di inchieste tutte me da sfruttare per far circolare le notizie Nel tuo libro hai fatto a meno delle alla politica. Ma questo passaggio nel
le storie che racconti sarebbero rima- e le storie a prescindere dalle logiche dei categorie: immigrato, clandestino, ri- libro non lo esplicito. Affido le storie
ste sommerse. Peccato che la stampa grandi giornali, che ormai parlano solo a fugiato, migrante. È un po’ lo stesso al lettore, e alla sua intelligenza. Non
italiana poco si curi di questo e tanto se stessi. Tutto grazie alle energie della concetto del nostro giornale. Abbattere ho ricette ma é chiaro che il problema
delle beghe di Palazzo. Qualcosa si sta rete, dove si respira il contrario dell’aria il confine tra ‘noi’ e ‘loro’ e parlare di va riformulato. E che il futuro del vil-
muovendo però nel pubblico, nei gio- viziata di certe redazioni ingiallite. uomini, di donne, anziani, ragazzi. In laggio globale non è nel patriottismo
vani. Pensi che prima o poi anche le questo senso cosa propone ai lettori di di stampo medievale di tanti italiani
grandi lobby giornalistiche cambie- diverso il tuo libro? impauriti, ma al contrario è nella sfida
ranno paradigma? Questa é la forza Il libro racconta. Abbiamo tutti la no- di un mondo che sappia essere di tutti,
Non penso che sia un problema di cen- sovversiva della scrittura: stra idea sulle frontiere, sull’immigra- ovvero che sappia essere giusto.
sura, quanto piuttosto di qualità del la- restituire un nome a zione, sui respingimenti e nessuno di Un consiglio spicciolo per chi si avvici-
voro. I giornalisti bravi in Italia ci sono. È coloro a cui la politica noi è pronto a fare concessioni alle na per la prima volta a una lettura di
il giornalismo che non valorizza il lavoro proprie certezze. Nessuno di noi però questo genere. Con che lenti entrare
di inchiesta e di approfondimento. Si sta
l’ha tolto e ristabilire che conosce le storie dei tanti ‘Ulisse’ av- dentro la storia?
sulla polemica politica, oppure si produ- non c’è ragion politica venturatisi nel nostro Paese. E questa Il libro non è un trattato di sociologia,
ce una quantità enorme di notizie che che convinca un padre é la forza sovversiva della scrittura: si legge come un romanzo, dove tutto
non hanno una chiave di lettura, non del perche’ suo figlio e’ restituire un nome a coloro a cui la è dannatamente vero. Basta lasciarsi
hanno memoria, non hanno storie. Dico politica l’ha tolto e ristabilire che non accompagnare al mio fianco in questo
che non c’e’ censura perchè nel mio caso
annegato in mare o un c’è ragion politica che convinca un viaggio alle frontiere dell’Europa. Se poi
molte delle storie del libro hanno fatto la bambino di Roma sul padre del perché suo figlio è annega- uno ha ancora una coscienza le risposte
prima pagina su alcuni quotidiani nazio- perchè suo padre l’hanno to in mare o un bambino di Roma sul le trova da solo. Perché quanto sta acca-
nali. Però nessuna testata investe su que- arrestato e spedito perchè suo padre l’hanno arrestato e dendo é dannatamente grave. E non si
sto tipo di lavoro. Per fortuna c’é internet spedito dall’altra parte del mondo. può restare con le mani in mano…
e ci sono i libri e c’é un potenziale enor-
dall’altra parte del mondo Oltre al racconto poi c’é da passare [Intervista di Gabriella Mancini ]

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Mondi 15 n. 0 | Dicembre 2010

Colombia DOCUMENTARIO
La città delle badanti

Una torinese a Bogotà Per chi solitamente si interroga su che fine fanno
le famiglie di quelle donne che vengono in Ita-
lia (o in generale in Europa) per lavorare come
badanti, ecco che possono la risposta arriva dal
• Franca Mancini Si dice che si emigra per se tu lo desideri, in ogni secondo e in ogni angolo documentario “The Town of Badante Woman” di
necessità, per cercare una della città puoi essere utile a qualcuno, o puoi Stephan Komandarev.
vita migliore, per sfuggire alla violenza, per cer- arricchire comunque la tua quotidianità. Nella piccola cittadina di Varshets, in Bulgaria, il tas-
care il benessere. A volte si emigra anche per non Gli stranieri qui sono sempre ben accolti e quasi so di disoccupazione è altissimo. Per molte donne
morire dentro e, altre volte, come nel mio caso, riveriti. Ma, come tutti gli stranieri in ogni ango- l’unica soluzione è andare in Italia a lavorare come
per mantenere unita una famiglia. lo del mondo, visti a volte come animali rari. E` badanti. Partono per
La mia è sicuramente un’emigrazione privilegia- curioso sentirsi gli occhi puntati addosso quando stare un anno, ma
ta, forse potremmo definirla ‘al contrario’, o for- suona il cellulare sul pullman e tu rispondi con spesso si fermano più
se ancora, visti i tempi, una nuova emigrazione l’inconfondibile accento straniero. Ma, a parte a lungo. Intanto a Var-
italiana. Mio marito, infatti, dopo alcuni anni di shets cambia lo stile
questo, non ti sentirai mai un “extracomunitario”,
di vita di chi rimane,
“gavetta” in un Paese non troppo accogliente nei uno di “quelli li`”, come spesso molti italiani eti-
senza madre o senza
confronti degli stranieri, aveva deciso di torna- chettano gli immigrati da noi. Qui sei solo uno
moglie. Gli uomini,
re a Bogotá, in Colombia, la sua terra d’origine. straniero, una risorsa, e quando riesci a entrare tra faccende dome-
Laggiù, probabilmente, le sue competenze pro- più in confidenza con gli autoctoni, sicuramente stiche e strategie di Foto: www.dokweb.net
fessionali sarebbero state finalmente valorizzate. auto-aiuto, aspettano
Decisione non facile, la mia, che mi ha portato a i soldi che una volta al mese arrivano dall’Italia, e le
essere catapultata in un Paese di cui dalle nostre A Bogotà hai la sensazione visite (sempre più rare) delle mogli. Vediamo allora
parti non si conosce molto di più che “coca”, “nar- che non ci sia nulla che tu non il padre che si dispera ogni giorno che passa, quello
cotraffico”, “povertà”, “violenza”.
Avevo già “testato” gli altri molteplici aspetti che possa fare e in effetti è così, se che con ottimismo spensierato fa fare i compiti alla
bambina, quello che suona in banda e pesca per non
si posssono attribuire alla Colombia, durante vari tu lo desideri, in ogni secondo pensare alla moglie. Una testimonianza struggente
periodi di vacanza, e sapevo già che alla fine quel- e in ogni angolo della città puoi ma umana, che non cade mai nello stucchevole,
lo che più di tutto colpisce uno straniero quando ma che ci fa capire come un immigrato sia sempre
arriva da queste parti è soprattutto l’accoglien- essere utile a qualcuno, o puoi allo stesso tempo un emigrato e che dietro di sé la-
za, l’allegria, la condiscendenza della gente di qui, arricchire comunque la tua scia una terra e delle persone.
Se c’è un popolo che dovrebbe pensarci più di altri,
che non può lasciarti indifferente. E poi i colori, i
rumori e il caos per le strade, la voglia e l’entusia-
quotidianità forse è proprio quello italiano. Non a caso il termi-
smo che la gente ha di fare e di costruire un mon- ne badante, che compare nel titolo, si riferisce al
do nuovo che nasca dalle rovine di un periodo del una persona interessante da conoscere. E questo termine italiano usato per indicare quella persona,
quale è difficile non ricordare la violenza e il ter- è ciò che più aiuta a stare lontano da casa. In- generalmente donna e straniera, che si occupa del-
rore legato al narcotraffico degli anni ’90. Bogotá fine, e purtroppo, quando sai o pensi che la tua le faccende domestiche o della cura di un anziano
o disabile. L’Italia è il principale paese per richiesta
è una città estremamente caotica ma al contem- permanenza potrebbe non essere a tempo deter-
di badanti: questa ragione sarebbe sufficiente per
po “viva e pulsante” e se riesci ad abituartici, non minato, cominci a convivere con la nostalgia, pa-
guardare questo documentario.
ci convivi poi così male. Hai la sensazione che non rola che l’emigrante, come dice Irene Amodei in Quasi un dovere etico, non per condanna al siste-
ci sia nulla che tu non possa fare e in effetti è così, ‘Vivere Altrove’: rispetta, teme e impara, a sue spe- ma né per ipocrita moralismo. Ma giusto per co-
se. Quella stessa nostalgia che ti fa agognare una gliere il lato umano di questi casi difficili in con-
passeggiata in piena notte nel centro di Torino (o tinuo aumento.
di qualunque altra città italiana), che ti fa sentire [Maurizio Bongioanni]
come in un sogno l’odore della nebbia d’inverno o
l’ebbrezza della prima nevicata, l’inizio dell’esta-
te, la vendemmia, l’odore delle viti e del grano,
i balneari marini. La stessa malinconia che ti fa
rimpiangere anche la nostra scuola (perlomeno
quella che era fino a qualche tempo fa), dove puoi
stare seduto allo stesso banco del figlio dell’ope- L’Assessorato alle Politiche per l’Integrazione
raio e di quello dell’avvocato. La nostalgia è sve- della Città di Torino, con il sostegno finanziario
gliarsi ogni mattina e non vedere tua madre che della Compagnia di San Paolo, intende
invecchia, i tuoi nipoti che crescono, non poter promuovere e sostenere iniziative rivolte ai nuovi
gridare “vaffanculo” a chi ti taglia la strada, non cittadini immigrati che vivono a Torino. A questo
“respirare” la bellezza del nostro Paese perché la riguardo è in scadenza il bando di concorso,
sua bellezza si respira davvero e forse la percepi- denominato TORINO PLURALE, per selezionare
sci solo quando ne sei lontano. Siamo quel che progetti elaborati e realizzati da organizzazioni
siamo e, inevitabilmente, siamo anche il posto da di volontariato, enti di promozione sociale,
associazioni, onlus. La domanda di partecipazione va
cui veniamo. Anche se impariamo ad accettare di
inviata entro le ore 12 del 30/12/2010.
non esserci quasi mai, in quel posto, e di perderne
la ricchezza e la condivisione della quotidianità Tutte le informazioni, il testo del bando
e la modulistica sono reperibili all’indirizzo
di chi è restato. La “vita altrove” regala, sicura-
www.comune.torino.it/toplurale/newsletter/
mente, altrettante occasioni. Basta convincersene news10/11.shtml
e ripeterlo ad alta voce, nei giorni più bui.

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Dicembre 2010 | n. 0 16

info utili
SPORTELLO UNICO CONSULTA REGIONALE PER I ACLI - SERVIZIO PRATCIHE ASSOCIAZIONE GRUPPO CIRCOLO CULTURALE
PER L’IMMIGRAZIONE PROBLEMI DEI LAVORATORI STRANIERI ABELE O.N.L.U.S. - SERVIZI MAURICE – CIRCOLO DI
PREFETTURA DI TORINO EXTRACOMUNITARI E DELLE Corso Unione Sovietica, 314 RIVOLTI ALLE DONNE CULTURA E INIZIATIVA GLBT
Piazza Castello, 199 LORO FAMIGLIE Tel.011.613768 Via Pacini n. 18 Via Stampatori n. 10-12
Tel. 011.5589590 Sala Multimediale Tel: 011.3841066 Tel: 011.5211116
– 011.5589635 della Regione Piemonte SERVIZIO MIGRANTI CARITAS Fax: 011.3841031 335.7167890
via Avogadro 30 Via Ceresole, 42 Fax: 011.5211116
PREFETTURA Tel. 011.2462092 ASS. MULTIETNICA DEI
Piazza Castello 201 A.S.G.I., ASSOCIAZIONE 011.2462443 Fax: MEDIATORI INTERCULTURALI COOPERATIVA ORFEO -
Tel. 011.55891 PER GLI STUDI GIURIDICI 011.202542 - ASSISTENZA PRATICHE ORIENTAMENTO AL LAVORO
SULL’IMMIGRAZIONE e-mail: serviziomigranti@ BUROCRATICHE E E ALLA FORMAZIONE
UFFICIO CITTADINANZA Via Gerdil, 7 torino.chiesacattolica.it ORIENTAMENTO AI SERVIZI Corso San Maurizio n. 53
Piazza Castello 205 Tel. 011.4369158, Via Villar n. 19 Tel: 011.6993418
Tel 011.5589498/550 011.4310287 I.S.I. – COOPERATIVA SENZA Tel: 338.7664672 011.6993419
FRONTIERE – INFORMAZIONE 320.4466490 Fax: 011.6993420
QUESTURA CGIL – UFFICIO IMMIGRANTI SALUTE IMMIGRATI ASL N.1
UFFICIO IMMIGRAZIONE Via Pedrotti, 5 Via Bertola, 53 ASS. SOCIO-CULTURALE CASA VALDESE - SPORTELLO
Via Grattoni, 3 Tel. 011.2442399 Tel. 011.534751 SPERANZA ONLUS RIFUGIATI E MIGRANTI
Tel. 011.55881 - INFORMAZIONE E Corso Vittorio Emanuele II, 23
CISL – UFFICIO LAVORATORI ASSOCIAZIONE ALMATERRA - ORIENTAMENTO Tel. 011.669.28.38
SPORTELLI UFFICIO STRANIERI SERVIZI RIVOLTI ALLE DONNE Via Luserna di Rorà n. 8
IMMIGRAZIONE Via Barbaroux, 43 Via Norberto Rosa n. 13/a Tel: 334.3561238 COOPERATIVA SOCIALE
Corso Verona, 4 Tel. 011548216 Tel. 011.2467002 Fax: 011.3721479 PROGETTO TENDA ONLUS
questure.poliziadistato.it/ Fax: 011.541068 Fax. 011.2056133 Via Quittengo n. 37
Torino ASSOCIAZIONE ZONALE Tel: 011.2478839
USB - UNIONE SINDACALE ASSOCIAZIONE ALOUANUR ACCOGLIENZA STRANIERI Fax: 011.2478839
DI BASE - SPORTELLO - SPORTELLO ASSISTENZA A.Z.A.S.
ASSISTENZA IMMIGRATI PRATICHE BUROCRATICHE Via Spotorno n. 45
Corso Marconi, 34 Via Reiss Romoli n. 45 Tel: 011.6962744
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FOTO: DENIZ ONGAR

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