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il Salvagente/2-9 dicembre 2010


41 diritti consumi scelte
NEL FILM DI SEGRE LE STORIE DEI BRACCIANTI AFRICANI DI ROSARNO

“Abbiamo tutti il sangue


dello stesso colore”
SI MOLTIPLICANO LE PROIEZIONI DI
“SANGUE VERDE”, CHE DÀ VOCE AI LA-
VORATORI CACCIATI DALLA PIANA .

• CARLA COTTERLI

R
osarno, 7 gennaio 2010: tre gio-
vani braccianti vengono feriti
con un’arma ad aria compressa.
•••
Viaggia soprattutto sul canale della
È l’ennesimo atto di violenza gratuita di distribuzione civile“Il sangue verde”: la
cui è vittima la comunità degli immigrati, produzione affitta il filmato che è disponibile
manodopera a basso costo per lo più cen- in diversi formati, anche in dvd (il costo del
tro-africana ingaggiata nelle campagne ca- noleggio varia dai 130 ai 200 euro: la
labresi e nella piana rosarnese per la rac- richiesta deve essere inviata al co-produttore
colta stagionale. Ma è anche la scintilla di ZaLab all’indirizzo distribuzione@zalab.org).
una rivolta che per tre giorni vedrà con- Già proiettato in molte città, è
trapposti gli immigrati, le forze dell’ordi- atteso il 2 dicembre a
ne, i residenti. Alla rabbia dei lavoratori, Modena e a Palermo (alla
sfociata in una manifestazione dura, la po- facoltà di Scienze politiche), il 4
polazione locale risponderà con la caccia a Firenze (al Teatro logo con l’altro”. Li ha cercati, li
al nero. E saranno botte, miseri alloggi l’Affratellamento, alle 21), il 5 a ha trovati in diverse città, ab-
devastati, speranze bruciate. San Benedetto del Tronto bandonati a se stessi, e attorno
Alla “guerra urbana” metterà fine la de- (Premio Libero Bizzarri, ore 16) ad alcuni di loro ha costruito il
cisione del ministro dell’Interno, Roberto e poi a Padova (il 9), a Terni (il Sangue verde, il film-docu-
Maroni, di espellere da Rosarno tutti gli 15-18), a Gemona (il 16) e a Loreto (il 30). mentario presentato in anteprima al Fe-
immigrati, anche quelli con regolare per- Il calendario aggiornato è consultabile sul sito stival del Cinema di Venezia (dove ha
messo di soggiorno, e di trasferirne la www.zalab.org). vinto il Premio selezione Cinema Doc
maggior parte in altre città o nei Cpt/Cie, Andato in onda su RaiTre a metà settembre Autori) e ora visibile nei circuiti “civili”.
i Centri di identificazione ed espulsione. per Doc3, all’inizio di ottobre è stato Spiega, Segre, che la finalità del film “sta
Problema “risolto”. E fine della storia. presentato anche a Rosarno, con reazioni di nel tentativo di trasformare gli immigrati
Di lì a poco Maroni bollerà la rivol- difesa della comunità, di diffidenza nei in persone che raccontano senza filtri
ta come risultato della politica di confronti di uno “straniero” calato quello che vivono e pensano. Di deco-
forte tolleranza dell’immigra- nel ruolo di “narratore poco struire lo stereotipo dell’immigrato” che
zione clandestina. Magi- esperto della quotidianità impedisce di riconoscere la realtà, sem-
strati cominceranno a in- locale”, che non hanno pre dura spesso feroce, dell’immigrazio-
dagare sull’ipotesi che sorpreso il regista:“Mi ne. E lo fa presentando le voci, i volti, le
cosche mafiose avesse- aspettavo anche cose storie di 7 giovani immigrati che nel gen-
ro fomentato o soste- diverse, ma capisco la naio scorso hanno manifestato a Rosarno
nuto gli scontri per ra- reazione infastidita”. contro lo sfruttamento e la discriminazio-
gioni economiche o di Per chi l’ha perso al ne. “7 volti, 7 storie, un’unica dignità”.
“consenso” popolare. cinema è tuttora visibile Ecco allora, raggiunto in una frazione di
La voce del parroco di su rai.tv. Castelvolturno, Abraham, 30 anni, occhi
Rosarno, don Carmelo dolci e modi pacati, che racconta quanto
Ascone, si leverà insieme treno senza neanche il bi- è stato duro sopravvivere 11 mesi in un
a tante altre a denunciare la glietto? Li ha cercati Andrea centro di accoglienza, dove gli sembrava
situazione di disagio e dispe- Segre, regista che da anni con i di impazzire. Ma sa che la chiave del futu-
razione in cui vivevano gli immi- suoi documentari racconta “la no- ro sta nell’educazione e, nonostante tutto,
grati. Ma intanto dove sono finiti quei stra realtà, il nostro mondo, con gli occhi ha grande speranza.
giovani così duramente respinti, accom- di chi lo vede da un diverso punto di vista”. E Kalifa, originario della Costa d’Avo-
pagnati alla stazione e fatti salire su un Ovvero, “l’Italia, e la sfida che oggi è il dia- rio, che tra pause e sorrisi imbarazzati di-
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“TUTTI IL SANGUE DELLO STESSO COLORE” A sinistra, Segre con Zongo. In apertura, primo piano
di Abraham. Nelle altre foto, vita da immigrati a Rosarno.
ce che no, non ha manifestato a gennaio: è
scappato da un paese in guerra e le esplo-
sioni, anche i botti di Capodanno, si lega-
no a ricordi insopportabili.
E Zongo e Abraham, che vivono insie-
me a Caserta e hanno caratteri così di-
versi: il primo vitale e quasi irruento, l’al-
tro silenzioso e riflessivo, e descrivono le
giornate nei campi a raccogliere arance,
mandarini, pesche, tabacco.
E poi, John, Amadou, Jamadu... Tutti
raccontano, con straordinaria lucidità e
consapevolezza, il lavoro senza contratto
che li fa schiavi. Il caporalato più volte
(inutilmente) denunciato. Una vita che
vorrebbe privarli della loro dignità (“Pri- cere, 21 agli ar-
ma di arrivare qui, non ho mai dormito resti domicilia-
per terra”) e del rispetto per se stessi: “Se ri, una all’ob-
tu senti dolore, anche io sento dolore, il sindaco chiedono bligo di dimo-
mio sangue è rosso come il tuo, nessuno che intervenga lo ra, il sequestro
ha il sangue verde”. Stato a porre fine ai di 200 terreni e 20
È un gruppo di uomini dal forte senso gesti di violenza gratuita aziende, per un valo-
civico, quale non sempre abbiamo noi che erano costretti a subire. E re di 10 milioni di euro. E
italiani: “La deriva xenofoba, voluta- poi di nuovo nel 2008. E ancora nel accerterà che, all’origine della
mente alimentata da pressioni politi- 2010 hanno dimostrato che è possibile protesta dei braccianti, c’erano le condizio-
che, trova le sue radici nella mancanza mobilitarsi contro i soprusi: “Un fatto ri- ni disumane di lavoro, lo sfruttamento,
di una riflessione sulla memoria identi- voluzionario”, dice Lavorato. l’assoluta dipendenza, le pesanti minacce
taria”, dice Segre. Per questo nel docu- La loro collaborazione con la Procura di ritorsione. Un primo passo. Ancora
film ha alternato alle testimonianze di di Palmi porterà in aprile 9 persone in car- troppo poco per parlare di lieto fine. ●
oggi spezzoni di documentari sul lavoro
dei contadini meridionali negli anni 60,
alle immagini a colori del presente le
ROSARNO, IL “DOPO”
immagini in bianco e nero del passato.
Ponte tra i due momenti, Peppino
Lavorato, sindaco di Rosarno dal 1994
al 2003, simbolo dell’opposizione alla
C’ è anche una Calabria dell’accoglienza: l’ha testimoniata Wim Wenders nel breve documentario
in 3D, Il Volo, girato a Riace, il paese della Locride celebre per i bronzi ma anche per essere
un esempio virtuoso di solidarietà e integrazione. Ma l’hanno visto in pochi e non andrà nelle sale ci-
’ndrangheta e “archivio” di “una certa nematografiche. E c’è stata la richiesta di conferire ai lavoratori africani che si sono ribellati il Premio
classe politica, della sua radicalità terri- Valarioti (intitolato al dirigente del Pci ucciso nel 1980 dalla ’ndrangheta a Rosarno, è assegnato a
toriale, di un rapporto che non esiste persone che si sono distinte nella lotta contro l’organizzazione criminale calabrese). Ma cosa è succes-
più, trasformato in im- so “dopo”, a Rosarno? È cominciata la raccolta degli agrumi, dei man-
pegno concreto, anche darini e più tardi delle arance.
contro la mafia”. Parla Questo lavoro, per quanto duro e sottopagato, richiama mano d’opera nel-
delle lotte contadine, le campagne della Piana di Gioia Tauro. Ma, dice Giuseppe Pugliese,
l’ex sindaco. Di come a dell’Osservatorio migranti Africalabria, la presenza di africani è diminuita
Rosarno negli anni 50 moltissimo: “Lo scorso anno l’afflusso era stato superiore del 35% circa
hanno cominciato a es- agli anni precedenti per l’arrivo di operai dalle fabbriche in crisi delle città
sere coltivati cento ettari del Nord. Erano 2.500, per la maggior parte regolari, oggi sono circa 350 e
di bosco selvaggio. Degli sparsi su un territorio ben più vasto rispetto allo scorso anno”.
anni 60 e della vita nei Diminuiscono gli stagionali, i problemi crescono. La dispersione rende
campi, negli agrumeti e più difficile l’opera di sostegno. Che non vuol dire solo raggiungerli, ma
negli oliveti. Degli anni anche procurare loro acqua, gas, elettricità… E alloggio: nella scorsa sta-
70 e di come l’apertura gione lo avevano anche se in condizioni di grave degrado, prevalente-
dei cantieri per le nuove infrastrutture mente nelle ex fabbriche della Rognetta (450 posti) ora demolita, nell’ex Opera Sila (900 posti) ora
(strade e autostrade) ha cambiato il mo- chiusa, e alla Collina (550 posti) ora interdetta.
do di vivere. La ’ndrangheta ha messo le “Altra concausa”, spiega Pugliese, “è che i proprietari delle coltivazioni preferiscono ingaggiare i rac-
mani sugli appalti imponendo i suoi coglitori tra i lavoratori comunitari dell’Est europeo, per non dover sottostare alla legge Bossi-Fini
prezzi, aggiudicandosi l’intera filiera. e ai flussi”. È quindi cambiata la domanda. Ma non il resto: “Non c’è stato nessun intervento istituzio-
Nessuno reagisce. Solo gli africani, nel nale, neanche da parte degli enti locali, nella direzione dell’accoglienza. Progetti, centri di aggrega-
novembre del 1999, con una lettera al zione, corsi di formazione, creazione di strutture… nulla è stato ancora concretizzato”.