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RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE A CONFRONTO

L’illecito civile si distingue in contrattuale ed extracontrattuale. Con il primo si lede l’interesse del
creditore a ricevere la prestazione; con il secondo si lede un interesse giuridicamente protetto al di
fuori di una relazione precostituita (si fonda sul principio del neminem laedere).
L’illecito contrattuale trova la sua fonte normativa nel 1218, mentre quello extracontrattuale nel
2043 che apre il titolo dedicato ai fatti illeciti (artt. 2043-2059).
L’illecito contrattuale si distingue da quello extracontrattuale in relazione al danno risarcibile,
all’onere della prova ed alla prescrizione dell’azione di risarcimento.

Quanto al danno risarcibile: l’inadempimento contrattuale comporta il risarcimento del danno


imprevedibile solo in caso di inadempimento doloso, mentre il danno imprevedibile è sempre
risarcibile in caso di illecito extracontrattuale (questo proprio in virtù del fatto che il 2056 non
richiama il 1225).

Quanto all’onere della prova in materia di illecito extracontrattuale spetta alla vittima provare il
danno, la colpa o il dolo del danneggiante, il nesso eziologico tra il fatto ed il danno: tutto ciò in
ottemperanza a quanto stabilito dal 2697 secondo cui chi intende far valere un dritto in giudizio
deve fornire la prova dei fatti che ne costituiscono il fondamento.
In materia di illecito contrattuale si ha, invece, un’inversione dell’onere della prova: spetta al
debitore dimostrare la sua non colpevolezza, ossia, che l’inadempimento sia dovuto a circostanze a
lui non imputabili (ex 1218 il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto a
risarcire il danno se non prova che l’inadempimento o il ritardo sia dipeso da impossibilità a lui non
imputabile, ossia caso fortuito o forza maggiore).

Queste regole generali sono però limitate da eccezioni:


Per esempio, in materia di illecito extracontrattuale, in tutti i casi di responsabilità oggettiva
la colpa è presunta, pertanto, per non risarcire il danno occorrerà fornire la prova liberatoria
(per es. ex 2047 per il danno da fatto illecito cagionato dall’incapace il risarcimento è dovuto dal
sorvegliante, a meno che provi di non aver potuto impedire il fatto; ex 2048 c. 2 per il danno da
fatto illecito cagionato dallo studente capace, ma minore, è responsabile l’insegnante a meno che
provi di non aver potuto impedire il fatto; ex 2048 c.1 per il danno da fatto illecito cagionato dal
figlio minore non emancipato o da persona soggetta a tutela sono rispettivamente responsabili i
genitori o il tutore a meno che dimostrino di non aver potuto impedire il fatto; ex 2050 chi esercita
un’attività pericolosa è responsabile dei danni che cagiona a meno che dimostri di aver adottato
tutte le misure idonee ad evitare il danno; ex 2054 c 1 il conducente è responsabile se non prova di
aver fatto tutto il possibile per evitare il danno: ……)

In tema di contratti, la presunzione di colpa è esclusa per i contratti con prestazione di mezzi:
in questi casi, infatti, l’inadempimento, che deve essere provato ai fini del risarcimento, consiste
nella non diligente esecuzione della prestazione e, quindi, nella colpa (dovuta a negligenza) del
professionista che deve essere provata dall’attore ai fini del risarcimento. Nei contratti con
prestazione di mezzi, pertanto, non si ha inversione dell’onere della prova: non è il convenuto a
dover dimostrare la sua non colpevolezza, bensì è l’attore a dover dimostrare l’inadempimento
consistente nella colpa, ossia nella non diligente esecuzione della prestazione da parte del
professionista.
Con la tesi del contatto sociale, la prestazione del medico ospedaliero è stata trasformata da
prestazione di mezzi in prestazione di risultato, con relativa inversione dell’onere della prova
(in caso di danno, per liberarsi da responsabilità, il medico dovrà dimostrare la sua non
colpevolezza).

1
Quanto alla prescrizione dell’azione di risarcimento: in materia extracontrattuale l’azione per il
risarcimento del danno si prescrive in 5 anni salvo eccezioni (ad es. 2 anni in caso di danno da
incidente stradale); in materia di responsabilità contrattuale, invece, l’azione di norma si prescrive
nel termine ordinario di 10 anni (salvo poi eccezioni: ad es il diritto al pagamento dei premi di
assicurazione in 1 anno)