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INTELLIGENZA

Definizione: la definizione di Intelligenza ha subito numerose modifiche con il


trascorrere degli anni ed in relazione ai diversi contesti culturali.
Possiamo definire in modo generico l’intelligenza come “l’espressione del
livello di abilità di un individuo in un determinato momento storico”. In essa si
evidenzia il carattere di multifunzionalità.
Essa può avere una connotazione:
• biologica, quando si assume che essa sia il risultato di processi biologici
biochimico e fisici;
• cognitiva, quando si riferisce a processi cognitivi analizzabili e
quantificabili in laboratorio;
• contestuale, quando si ritiene come il risultato dell’espressione di sistemi
culturali e differenziati.
Essa, infine, può essere definita come sistema, ossia come l’interazione di fra
elementi cognitivi e di contesto.

Teorie e misura dell’intelligenza

1. Galton (1869): dimostra che i traguardi raggiunti sul piano intellettivo


sono il frutto del patrimonio biologico ereditario. Misura
dell’intelligenza: misura delle abilità motorie, e sensoriali come la
rapidità dei tempi di reazione, o cogliere le differenze tra stimoli.

2. Binet – Simon (1905): è una collezione di varie abilità mentali di ordine


superiore. Essa è nutrita dall’interazione con l’ambiente e si sviluppa con
l’educazione scolastica. Misura: Analizzano problemi di memoria, di
vocabolario, conoscenze generali, abilità di calcolo, senso del tempo,
connessione di idee. 1908 introducono il concetto di età mentale.
Standford-Binet formulano l’equazione Q.I.= Em/Ec*100

Teorie fattoriali:

4. Spearman (1923) Teoria monofattoriale: l’intelligenza è data


soprattutto dalla capacità (o fattore) generale detto fattore g; più è
elevato il valore del fattore g, più un individuo è intelligente. In
dipendenza dal fattore g vi sono poi altri fattori secondari e specifici
(detti fattori s), come l’abilità spaziale, l’abilità linguistica, l’abilità
aritmetica. Si tratta quindi di una concezione gerarchica
dell’intelligenza, in quanto essa sarebbe organizzata in modo
piramidale e verticistico: il fattore g come fattore dominante e i fattori
s come fattori ausiliari e di completamento.

5. Guilford Teoria multifattoriale: l’intelligenza si compone


e si articola in un numero molto elevato di abilità, distinte fra loro e
autonome, ognuna destinata ad affrontare aspetti specifici della realtà.

6. Thurstone (1938) Teoria delle abilità primarie:


l’intelligenza si compone di sette abilità primarie: comprensione
verbale, fluidità verbale, capacità numerica, visualizzazione spaziale,
memoria ragionamento e percezione.