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Convenzione DPC – INGV 2007-09

Progetto S2 – Realizzazione di un modello dinamico sperimentale


di valutazione della pericolosità sismica a scala nazionale
06 Novembre 2010, Sulmona

Valutazione del danno e delle perdite a scala urbana: Il


caso studio di Sulmona
Ing. Konstantinos Demartinos
Schema generale 1

Una sintesi del lavoro svolto nel quadro del Task 5 del progetto S2
UR7-Università di Genova, UR2-Politecnico di Milano
sulla base del D5.2
Sergio Lagomarsino, Serena Cattari, Luisa C. Pagnini, Sonia Parodi
con il contributo di Konstantinos Demartinos

• Riconoscimento del costruito della area urbana


• Valutazione della capacità strutturale
• Valutazione della domanda sismica
• Calcolo della probabilità di danno
• Valutazione delle perdite

Ing. Konstantinos Demartinos


Riconoscimento del costruito 2

Estrazione dei dati macroscopici dal censimento ISTAT 2001


• sistema strutturale
• anno di costruzione
• numero di piani
• contesto urbano
• esistenza PILOTIS
consentono alla classificazione degli edifici

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Riconoscimento del costruito 3

Estrazione dei dati dalle schede di vulnerabilità


(Rilievo condotto a Sulmona da CNR-ITC, sede L’Aquila)
• caratteristiche tipologiche (tipologie di strutture verticali ed orizzontali)
• caratteristiche geometriche (area pianta, altezza, dimensioni)
• parametri di vulnerabilità (collegamenti strutturali, regolarità)

consentono alla integrazione delle informazioni dedotte dal censimento


ISTAT e permettono la quantificazione diretta alcuni dei parametri per la
modellazione meccanica delle classi di edifici

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Riconoscimento del costruito 4

Esposizione degli edifici sul territorio di Sulmona

Percentuali del totale No. di


Ed. nella città

Percentuali del totale No. di


Ab. nella città

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Riconoscimento del costruito 5

Esposizione degli edifici nella area urbana di Sulmona

Percentuali del totale No. di


Ed. nella città

Percentuali del totale No. di


Ab. nella città

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Valutazione della capacità strutturale 6

La capacità strutturale viene calcolata attraverso modelli meccanici


semplificati, sulla base dei dati macroscopici e delle prestazioni
strutturali

I modelli permettono la valutazione


Modelli adottati :
del diagramma di sforzo (“tradotto”
• MURATURA: Pagnini et al. (2008) in accelerazione)-spostamento,
ossia della “curva di capacità”
• CA: Variazione di Crowley et al. (2004)

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Valutazione della capacità strutturale 7

A causa della dispersione dei parametri meccanici per gli edifici di


ognuna classe, la capacità strutturale assume un significato
statistico

Esempio di diversi possibili realizzazioni della curva di capacità

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Valutazione della domanda sismica 8

Simulazioni numeriche (GeoELSE) del terremoto caratteristico

Modello del bacino di Sulmona Modello del sorgente

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Valutazione della domanda sismica 9

1° passo: Calcolo del moto del suolo a posti opportuni nel bacino
per ogni scenario di rottura

2° passo: Generazione dei componenti di alta frequenza con


EXSIM e integrazione del input sismico

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Valutazione della domanda sismica 10

Valutazione del input sismico in ogni zona definita

Posti di valutazione della Mediane degli spettri elastici


domanda sismica ottenuti da 10 diversi scenari di
rottura

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Valutazione della domanda sismica 11

Spettri a pericolosità uniforme per diversi modelli di occorrenza del


terremoto (verranno applicati sulla intera area urbana)

Mediane degli spettri elastici a pericolosità uniforme con probabilità


di occorrenza pari a 6% nei prossimi 30 anni

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Calcolo della probabilità di danno 12

Definizione degli stati limite di danno

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Calcolo della probabilità di danno 13

Il comportamento della struttura si quantifica tramite il confronto della domanda


sismica e della capacità strutturale

Dpp

Cerchiamo lo spostamento Dpp del area di intersezione per confrontarlo con i


stati limite di danno Dk

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Calcolo della probabilità di danno 14

P(Dk<Dpp)
Due approcci sono sviluppati ed applicati nel quadro del Task 5
• Approccio implicito (UR7): Considera le statistiche della domanda sismica
• Approccio diretto (UR2): Considera tutte le realizzazioni della domanda sismica
che derivano dai diversi scenari di rottura

Probabilità di danno grave (sinistra) e molto grave (destra) nel centro storico (Zona
1) per edifici in muratura in aggregato, usando l’approccio diretto
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Calcolo della probabilità di danno 15

Osservazioni

• La probabilità di danno è una stima di un valore atteso teorico . Quindi, nel


calcolo stesso esiste un errore che consente di tirare conclusioni piuttosto
qualitativi. Per esempio, un valore di probabilità di danno grave o molto
grave elevato implica elevata vulnerabilità della classe corrispondente

• Dalle probabilità calcolate si può derivare misure quantitative riguardo le


perdite sulla base di giudizi di esperti. Queste misure delle perdite sono
sogette allo stesso errore che è inerente nel calcolo delle probabilità

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Valutazione delle perdite 16
Approccio probabilistico implicito (UR7) per il
terremoto caratteristico

Zona 1: Centro Storico


Zona 2: Espansione Nord
Zona 3: Espansione Est
Zona 4: Espansione Ovest

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Valutazione delle perdite 17
Approccio probabilistico implicito (UR7) per il
terremoto caratteristico

Zona 1: Centro Storico


Zona 2: Espansione Nord
Zona 3: Espansione Est
Zona 4: Espansione Ovest

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Valutazione delle perdite 18
Approccio probabilistico implicito (UR7) per il
terremoto caratteristico

Zona 1: Centro Storico


Zona 2: Espansione Nord
Zona 3: Espansione Est
Zona 4: Espansione Ovest

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Valutazione delle perdite 19
Intera area urbana (Terremoto carrateristico)

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Valutazione delle perdite 20
Intera zona urbana (Spettri a pericolosità uniforme)
Probabilità di occorrenza 6% nei prossimi 30 anni
Risultati prodotti da UR7

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Osservazioni conclusive 21

I risultati derivati dalla analisi del terremoto carrateristico permettono le


seguenti conclusioni qualitativi

•Gli edifici più vulnerabili (grandi probabilità di danno “molto grave”) sono quelli
di muratura con 3-4 piani costruiti prima del 1945 nel centro storico e nella
espansione nord della città

• Per il CA, gli edifici più vulnerabili sono quelli costruiti prima del 1971 nelle
medesime zone.

•Il rischio di inagibilità è elevato dentro il centro storico (zona 1) e la zona


limitrofa che si espande verso il nord (zona 2) sia per gli edifici in muratura che
per gli edifici in CA

•Le perdite in termini di vittime/feriti gravi e senzatetto si risultano elevate nelle


medesime zone (centro storico, espansione nord)

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Convenzione DPC – INGV 2007-09
Progetto S2 – Realizzazione di un modello dinamico sperimentale
di valutazione della pericolosità sismica a scala nazionale
06 Novembre 2010, Sulmona

Valutazione del danno e delle perdite a scala urbana: Il


caso studio di Sulmona
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Dati Macroscopici Appendice 1

Centro Storico

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Dati Macroscopici Appendice 2

Espansione nord

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Dati Macroscopici Appendice 3

Espansione est

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Dati Macroscopici Appendice 4

Espansione ovest

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