Sei sulla pagina 1di 1
Beni culturali, turismo e la vision di Bondi Un paese che non tutela e non valo- rizza il suo patrimonio culturale @ un paese senza futuro: con queste parole forti il ministro dei beni cultural, San- dro Bondi, ha accolto qualche giorno fa un gruppo di 30 esponenti del mon- do accademico, dell'arte, della cultura, dell’imprenditoria, dello spettacolo ¢ del turismo, in rappresentanza dei circa 1,400 firmatari del manifesto lanciato nel marzo seorso da Alain Elkann, pre- sidente dell'Associazione Mecenate ’90 (vedi ItaliaOggt del 27/3/2008), per il ri- laneio e la valorizzazione della cultura, della bellezza, dello stile e del turismo del nostro paese. Progetto di musei e aree archeologiche, con la nomina di un dig. dei musei, promozione di itinerari turistico-culturali per valorizzare so- prattutto FItalia minore, riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche, legge qua- dro sulla qualita architettonica, sostegno allarte contemporanea (dobbiamo anche noi lasciare qualcosa in eredit alle futu- rregenerazioni, ha precisato il ministro), coinvolgimento dei privati nella gestione dei beni culturali, Sono queste le linee guida essenziali dll'azione di governo di Bondi in tema di patrimonio culturale, anche se gliinvestimenti annunciati non ‘sono all'altezza delle ambizioni program. ‘matiche: solo 40 milioni di euro, che pero il ministro spera almeno di raddoppiare con V'intervento dei privati, che ha in- coraggiato attraverso possibili incentivi ssul versante fiscale. Si pud senz’altro essere daccordo sui progetti di Bondi, ma in tema di turi- ‘smo e patrimonio culturale occorre ave- re i piedi ben piantati per terra: risale infatti ai primi anni 80 il «Progetto per ali itinerari turistico-culturali nel Mez- Zogiorno», approvato eon una delibera del Cipe, che falli miseramente per una serie di circostanze, Ia pid eclatante delle quali, oltre alla sua complessita, & ‘che non era sufficientemente ealato nel- Ia realta produttiva del turismo. Oggi forse le cose sono un po’ cambiate per una rete di strutture e servisi pid eff- ciente e diffusa, anche se non @ ancora suflicientemente sviluppata la cultura della valorizzazione e della gestione del patrimonio culturale, dove searseggiano gliesempi di coinvolgimento dei privati, nonostante lopportunita introdotta dal ‘cosiddetto «Codice Urbani, ein partico- lare daghi articoli dal n, 111 al n. 121 del dln. 42/2004, ‘Su questo tema é quasi nullo 'appor- to dogli operatori turistici, mentre del tutto inadeguato ® quello dei nostran: tour operator alla promo-commercialis zazione dei prodotti turistico-culturali ‘sui mercati internazionali, che costitu- irebbero invece per loro un’opportunita per poter sopravvivere in epoca in cui internet tende a bypassarli e quindi a ‘marginalizzarli. E prevalente a diversi livelli la sola eultura della conservazio- ne, scarseggia quella della tutela: basta, vedere lo stato di degrado di molti siti archeologiei. Bisognerebbe partire dalla formazione a tutti i livelli, fino a quella universitaria, dove ci si laurea ancora in «eonservazione dei beni culturali»: sarebbe opportuno aggiungervi anche sgestione e valorizzazione>, insegnan- do ai laureandi le relative discipline. In ‘quanto agli operatori turistici,dovrebbe- ro smetterla con la mentalith del «fate voi che poi arriviamo noi a vondere»: devono invece compartecipare dirett mente alle politiche di sviluppo di regio- ni, enti e sistemi turistici locali, dove la ‘conservazione, valorizzazione e gestion della «materia prima» del prodotto turi- stico, eiod il patrimonio culturale e am- bientale, si dovrebbero coniugare con il management delle imprese e dei servizi turistici. Nel turismo, a differenza degli altri settori economico-produttivi, a compe- tere sui mereati non sono infatti le im- pprese, ma le destinazioni eon i loro valori identitari e i loro brand, le cui dinami- che influenzano direttamente quelle del seltore. Oceorre quindi costruire e con- figurare un sistema di offerta secondo tun modello di fra tutti i soggetti, non solo privati, ma anche pubblici, che devono coagire in maniera solidalmente interdipendente. In quan- to allTtalia minore, occorre progettare un sistema reticolare di piceoli borghi- satellite, attraverso la messa a valore del loro patrimonio non solo materiale, ma soprattutto immateriale (cultura, tradizioni, religiosita, eventi, tipicita ce.) che si colleghi ai grandi «magneti territoriali», che devono quindi fangere da testimonial di richiamo verso le realta Pid pievole, I progetti di Bondi perd postulano il coinvolgimento diretto e quindi la con- divisione, da un lato, degli altri colleghi i governo e in primis la sottosegretaria al turismo Michela Vittoria Brambilla 6, dalfaltro, delle regioni, in virti sia di esclusive competenze in materia di turismo sia di competonze concorrenti in tema di valorizzazione dei beni cul- turali e ambientali e di promozione e organizzazione di attivita cultural, in base agli articoli 117 ¢ 118 della legge costituzionale n. 3/2001. Ci vuole quindi ‘una vera e propria rivoluzione culturale per realizzare questa vision. Gavino Maresu direttore del dipartimento turismo dell’Eurispes