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Manuali.lezioni.di.Chitarra

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A cura di Thomas "Doc" Colasanti Lang

Una domanda che nasce spesso a chi si confronta con un pentagramma è la seguente: che
logica nascondo queste 5 linee con un po' di pallini e qualche stanghetta, possibile che non
abbiano trovato un sistema più semplice per scrivere la musica?
Poi ci sono diverse chiavi che alterano il significato della posizione del pallino, per non
dire poi gli strumenti traspositori che leggono una cosa e ne suonano un'altra...
Il minimo che può capitare è che nasca della confusione.

Un buon musicista deve conoscere e capire i metodi di notazione che può incontrare. Ora,
senza aver nessuna intenzione di fare un corso di lettura musicale, ho intenzione di
raccontare il perché di alcune scelte che stanno dietro il pentagramma che non sono note a
tutti.

1) Il primo fatto di cui ci si accorge è che il pentagramma è organizzato in modo da non
richiedere # o b se si segnano le note della scala di Do maggiore. Tutto ciò è molto bello e
fa si che tali note siano le prime che vengono imparate nel solfeggio.
Nella chiave di Sol, quello sgorbio che sembra una noce con una vela, la seconda riga dal
basso indica appunto una nota Sol.

Sol
---Fa---
Mi
---Re---
Do
---Si---
La
---Sol---
Fa
---Mi---
Re
---Do---

Come tutti sanno le note vengono alterate tramite i 4 segni #,x,bb,b che possono essere
segnati direttamente in chiave oppure di fianco alla nota, oppure su una nota uguale ma che
si presenta prima nella battuta. Queste comunque sono cose che un qualunque libro di
solfeggio (o enciclopedia) racconta.
Quello che mi interessa mostrare sono le regole che stanno dietro all'uso delle alterazioni
in chiave: vi siete mai chiesti perché il Fa contiene un Sib invece del La#?
La risposta (ce ne sono almeno 2, ma io evidenzio quella che nasce dall'intelligenza del
pentagramma) sta nel fatto che il nostro sistema di notazione è a base eptafonica (cioè di 7
suoni). La scala di Do è costituita da sette suoni con sette nomi: tale struttura è stata
mantenuta anche nel resto della musica, notazione inclusa.
Per cui:

Fa Sol La Si Do Re Mi (scala di Do dal Fa)

MusicOff ©

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=71 (1 di 3) [07/06/2001 14.02.05]

Fa Sol La Sib Do Re Mi
1 1 1/2 1 1 1 (formula della scala maggiore)

Cioè volendo dare un nome diverso ad ogni nota (le alterazioni non fanno parte del nome,
ma ne specificano solo delle proprietà) la nota corrispondente al Fa non può che chiamarsi
Si, ma essendo più grave di un semitono del Si viene indicata come Sib.
Con la scala di Re ripetiamo il trucco:

Re Mi Fa Sol La Si Do

Re Mi Fa# Sol La Si Do#
1 1 1/2 1 1 1 (formula della scala maggiore)

Primo, usiamo una nota diversa per ogni grado, secondo indichiamo le alterazioni rispetto
alla scala maggiore di Do partente dalla stessa nota.
E se cerco la scala di Dob:

Do Re Mi Fa Sol La Si

Dob Reb Mib Fab Solb Lab Sib

... e posso vedere che è diversa dalla scala di Si...

Si Do Re Mi Fa Sol La

Si Do# Re# Mi Fa# Sol# La#

...anche se Dob e Si sono enarmonicamente simili.
Questa caratteristica delle tonalità appare chiaramente sul pentagramma tramite la
posizione delle alterazioni sia in chiave che sulle note. Prima del temperamento dei gradi
Dob non era simile a Si e la notazione lo mette chiaramente in evidenza (diverse
composizioni, anche di Bach, sono stato scritte proprio avendo in mente la differenza di
altezza tra i gradi 'enarmonici').
Questa tecnica di alterare i suoni viene riportata tale e quale sugli accordi, al punto che il
tipo di alterazione di un accordo è in grado di indicarne il contesto tonale:

Do = Do Mi Sol

ora

Dom = Do Mib Sol

non può essere un Re# poiché continua a valere la regola per cui il nome delle note è lo
stesso...
Così:

Lam = La Do Mi
La = La Do# Mi
Sol = Sol Si Re
Solbm = Solb Sibb Reb

sarà un Sibb e non un La.
In questo modo penso di aver spiegato come nascono e si scelgono le alterazioni...
Esempio:

Sibm = ???
Doaug = ???
La Do Mib = ???

MusicOff ©

http://www.musicoff.com/MOff_sources/lezioni.MOff?action=lezione&value=71 (2 di 3) [07/06/2001 14.02.05]

2) La seconda caratteristica riguarda l'indicazione della tonalità ad inizio rigo: alterazioni
in chiave. Quando leggo 4 # in che tonalità sono? Possibile che me le devo ricordare tutte a
memoria?
Ovviamente no.
Il numero di alterazioni in chiave risulta essere legato biunivocamente alla posizione della
tonalità sul circolo delle quinte, che probabilmente è più utile ed interessante da conoscere.
Il circolo delle quinte è il seguente:

Lab/Sol# Mib/Re# Sib Fa Do Sol Re La Mi Si Fa#/Solb
... Do#/Reb Sol#/Lab Re# La# Mi# Si# Fax ecc...

N.B.: Come vedete Lab e Sol# sono molto lontani, e non sono la stessa cosa... un giorno,
se mi va (la cosa mi annoia molto) potrei raccontarvi qualcosa riguardo alle differenze di
frequenza tra Lab e Sol# (un giorno...), ma enarmonicamente possiamo dire che
coincidono (a seconda degli usi e dei contesti vale la pena oppure no, ci sarebbe molto da
dire).
Se consideriamo il Do al centro vediamo che andando verso destra aggiungiamo # o
togliamo b, verso sinistra aggiungiamo b e togliamo #.
Per cui:

Re = 2 #
Mib = 3 b
Sol# = 8 #????

... ovviamente non è possibile alterare 8 delle 7 note -> solitamente si indicherà come Lab
che ha 4 b, anche se non è la stessa cosa Sol La Si Do Re Mi Fa Sol# La# Si# Do# Re#
Mi# Fax.
Se contiamo il numero di alterazioni crescenti fa 8, x=2 #, però solitamente le doppie
alterazioni non si riportano in chiave...
Esempio: che tonalità ha 5 b in chiave? Il Sol quanti #/b ha in chiave?
E se ho a che fare con una scala di 6 o 8 note? Dove metto le alterazioni? Ad esempio la
scala per toni interi ha 6 note per cui?

Do Re Mi Fa# Sol# La#/Sib(?)

Non ho mai sentito di regole chiare e codificate per cui non saprei dare una risposta sensata
se non che si cerca di rappresentare nella notazione la caratteristica funzionale del grado
della scala: la scala per toni interi produce dalla propria armonizzazione tanti accordi
aumentati -> il La# sarebbe la 5# dell'accordo sul II grado e la 3M di quello sul IV.
E se si tiene un approccio verso il basso? Boh! E la scala diminuita t-st?

Do Re Mib Fa Sol Lab Sib Dob/Si...

...allora Mib poiché è terza min della triade dim sul Do Fa è terza min della triade sul Fa
Sol è 3m della triade sul Mib Lab '' Sib... e il Si? O un Dob come vorrebbe il Fa?
Come si vede quando si comincia con le scale artificiali la confusione è un po' sovrana.
Certo che se qualcuno conosce la soluzione, lo dica!

Tratto dal Gruppo di Discussione it.arti.musica.strumenti.chitarra

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