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Tesori nella campagna

Treasures in the countryside


Tesori nella campagna
Treasures in the countryside

“Qui il luogo più distante è il più


vicino, e dov’è la bellezza
là sono tutte le cose”
Kahlil Gibran (Il Profeta, 1923)
Attraversare la campagna perugina alla ricerca dei suoi tesori, seguendo le sugge-
stioni dei cinque sensi, attraverso i quali ognuno di noi comunica con la realtà
esterna.
Borghi, castelli, abbazie ed altri tesori da scoprire lungo cinque itinerari che
attraversano il territorio rurale di Perugia e la sua storia, proponendo al turista di
“sentire” la realtà che lo circonda con il tatto, il gusto, la vista, l'udito e l'olfatto.
Sono attrattive di Perugia che propongono un nuovo modello di visita, di turi-
smo sostenibile, e che invitano a prolungare la permanenza in città.
Il territorio rurale del comune di Perugia, tra i più estesi d'Italia, contiene testi-
monianze della storia e della cultura di popoli che vi hanno vissuto, certamente
di pari dignità e valore rispetto a quelle ben più note contenute nell'acropoli cit-
tadina.
Sono testimonianze di una campagna ben più ricca di abitanti e di importanza di
quello che vediamo oggi, costellata di antichi borghi rurali fortificati, di veri e pro-
pri castelli, di imponenti abbazie, di ville nobiliari, anche sedi di simposi culturali
internazionali, di siti archeologici e di meraviglie del paesaggio e della natura.
Si tratta di un invito rivolto in particolare a quella categoria di turisti che apprez-
za la ricettività rurale, molto diffusa nel nostro territorio per la già ricordata pre-
senza di residenze di valore storico e monumentale.
Grazie alle risorse del programma comunitario Leader+ e grazie all'impegno dei
Gruppi di azione locale Media Valle del Tevere, Alta Umbria e Trasimeno Orvie-
tano, che ne curano gli interventi, è stato possibile realizzare questa azione di pro-
mozione turistica in ambiente rurale, che punta sulla valorizzazione delle attrat-
tive presenti nella campagna perugina.
Il primo obiettivo dell'intervento è proprio la realizzazione del materiale editoria-
le oggetto di questa presentazione, composto da una guida delle attrattive turisti-
che rurali, che offre per ciascuna una sintesi delle notizie storico artistiche e cul-
turali, e da cinque fascicoli che conducono il turista lungo altrettanti itinerari
“sensoriali”.

Ilio Liberati
Assessore allo Sviluppo economico e turismo
Comune di Perugia
Going across Perugia countryside, looking for its treasures, following the five senses
through which we communicate with the world around us ...
Finding out villages, castles, abbeys and other treasures along five routes through
Perugia rural territory, suggesting a perception of the external world through touch,
taste, sight, hearing and smell ...
These are attractions which propose a new model of sustainable tourism and invite the
tourists to prolong their stay in our town.
In Perugia countryside - one the largest in Italy - there are many vestiges of the history
and the culture of people who lived there. They are vestiges of great value and dignity,
just like the more famous ones in the town acropolis.
They are vestiges of a countryside which was more peopled and important than the
present-day one. It was studded with ancient fortified villages, castles, stately abbeys,
noble villas - which were the sites of international culture simposia - archeological sites
and natural wonders.
This is an invitation particularly addressed to those tourists who appreciate country
accomodation, which is very popular in our territory with houses and buildings of great
historical and monumental value.
Thanks to the resources of the EU programme Leader plus and thanks to the work of
the GALs (Local Action Groups) Media Valle del Tevere, Alta Umbria and Trasimeno
Orvietano, it was possible to carry out this project of tourist promotion of the country
surroundings, which aims to promote the attractions in Perugia countryside.
The first objective is just the making of this product which consists of a guide to the tou-
rist country attractions - with historical, artistic and cultural information about them -
and of five booklets which lead the tourist along so many “sensory” routes.

Ilio Liberati
Councillor Responsible for Economic Growth and Tourism
Comune of Perugia
Questo volume ci conduce attraverso la campagna perugina, lungo sentieri inso-
liti rispetto ad itinerari più tradizionali ed urbani, in luoghi noti ed importanti
come in altri conosciuti soltanto a pochi: abbazie, conventi, chiese, castelli, vil-
le, borghi e siti storici ed archeologici.
Di questi “tesori” sono state raccolte le principali notizie storiche, artistiche e
talvolta naturalistiche.

Molti dei luoghi presenti in questo volume si trovano nel territorio che si esten-
de attorno al Monte Tezio, il monte dei perugini, dalla presenza forte ed impo-
nente nonostante l'altitudine relativamente modesta (961 metri), ricco di ani-
mali, di boschi, di fossili e di storia.

I castelli attorno a Perugia nascono, nel tardo Medioevo, come fortezze a difesa
dei raccolti, degli animali e, naturalmente, delle famiglie e delle loro dimore.
Solo in epoche successive il castello di avvistamento e difesa, o castrum, si tra-
sforma in residenza prestigiosa e la sua architettura viene arricchita secondo gli
stili delle diverse epoche.
Nel XIV secolo, molti castelli del contado perugino sono anche accomunati
dalle vicende storiche che li vedono rifugio prediletto di svariati personaggi
della nobiltà che, per contrasti di potere con altre famiglie della città o con il
Papato, erano costretti all'esilio in luoghi, appunto, che garantissero loro una
certa sicurezza, dove organizzare cospirazioni o difendersi da eventuali attacchi.
E diversi furono infatti i castelli distrutti ed in seguito ricostruiti grazie alla
volontà e all'operosità dei loro abitanti.

I castelli diventarono nel tempo dei veri e propri “borghi”, nati dentro ed attor-
no alle mura e sono oggi dei piccoli gioielli architettonici ben conservati e recu-
perati, spesso grazie all'iniziativa delle organizzazioni locali e dei singoli abitanti.

Alcuni di questi “tesori”, con approfondimenti e curiosità, sono stati raccolti in


cinque itinerari, che ci suggeriscono percezioni, osservazioni, meditazioni ed
emozioni per ciascuno dei cinque sensi.
The castles, the villages, the abbeys and the other “treasures” in this guide lead us
along unusual routes through the countryside around Perugia, to both famous and
almost unknown places.

Most of the castles around Perugia were built in the Late Middle Ages, in order to
defend harvest, animals and of course families and their houses. The style of these
fortresses was rather sober and simple at first.
At a later time the defensive castle – the “castrum” – became a prestige residence and
was decorated according to the style of the time.

In the fifteenth century, many castles around Perugia were the favourite shelters for
several noble men forced to exile because of power struggle against the lords of the
town or against the Papacy. These castles were quite safe places where they could hide,
hatch a plot and defend themselves against enemy attacks.
And so many castles were attacked and destroyed and later rebuilt thanks to their
inhabitants hand work and good will. In the course of time they became villages, built
inside and around the walls, and today they are beautiful architectural gems,
particularly thanks to the local initiative.

Most of the places included in this volume are around the Mount Tezio, the Mount of
Perugia, with its woods, wild animals, fossils and history, and incredibly imposing
despite its relatively scarce altitude (961 mt).

This book contains historical and artistic information about the “treasures” in Perugia
countryside: abbeys, monasteries, churches, castles, villas, villages, historical and
archeological sites.

Each of the five booklets then suggests a route through some of these “treasures”, along
with further and peculiar information about them.
The main theme in each route is one of the five senses, through which our perception,
observations, meditations and emotions are aroused.
Abbazie e Conventi
Abbeys and Monasteries
Abbazia Celestina . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
The Celestine Abbey
Abbazia di Montelabate . . . . . . . . . . . . 12
The Abbey of Montelabate
Convento del Farneto . . . . . . . . . . . . . 18 S. Giovanni
del Pantano
The Monastery of Farneto
Romitorio di Monte Tezio . . . . . . . . . . 19
The Hermitage of MonteTezio

S. Giovanni
del Prugneto
Chiese / Churches
San Giovanni del Pantano . . . . . . . . . 21
San Giovanni del Prugneto . . . . . . . . 22
San Lorenzo di Montenero . . . . . . . . . 23

Legenda / key to symbols


E45 Raccordo A1
Strada principale / main road
PE
Strade secondarie / secondary road Corciano
Fiume Tevere / the Tiber river

Città della
Pieve
Umbertide

Gubbio

Abbazia
Celestina

S. Lorenzo Abbazia
di Montenero di Montelabate

Romitorio E45 Convento del


del Tezio Farneto

Gualdo
Tadino
ERUGIA

Raccordo A1

Foligno

Comune di
Perugia
Terni
Abbazia Celestina / The Celestine Abbey
10
Abbazia Celestina
L'Abbazia, situata tra le colline che dominano la valle del Tevere, esisteva già, come
casa benedettina, nel 1109, con il nome di San Paolo di Valdiponte.
Tra il XIII secolo e la prima metà del XIV, epoca del suo massimo splendore, ospitava
circa dieci monaci.
La tempera su tavola, raffigurante la Madonna con il Bambino, gli angeli, San Paolo e
San Pietro Celestino, risale al XIV secolo ed è conservata, dal 1863, nella Galleria
Nazionale dell'Umbria, a Perugia. La presenza nel dipinto di San Pietro Celestino,
ovvero l'eremita Pietro da Morrone che poi divenne Papa Celestino V, è una spiega-
zione del nome dato all'abbazia. L'attributo celestina sarebbe altresí relativo al colore
delle vesti dei monaci.
Già nei primi dell'Ottocento, nessun monaco risiedeva più nell'abbazia e da allora
ne iniziò l'abbandono e il degrado. Dopo l'unità d'Italia, come molte altre abbazie,
divenne proprietà dello Stato ed in seguito proprietà privata.
Negli anni Settanta fu acquistata da una famiglia inglese che iniziò il consolidamen-
to e l'eccellente restauro dei ruderi.
Si distinguono le mura della cripta, a due navate, terminanti ognuna con un’abside
semicircolare, il chiostro e la torre campanaria.

The Celestine Abbey


The abbey, situated among the hills on the Tiber valley, already existed in 1109, when,
known as San Paolo of Valdiponte, it was used as a Benedictine monastery.
Between the XIIIth and the first half of the XIVth centuries, at its apogee, the abbey gave
hospitality to about ten monks. The tempera painting on wood representing the Virgin
Mary and the Infant Jesus, Saint Paul, Saint Peter Celestine and the angels, dates back to
the XIVth century and it has been preserved in the National Gallery of Umbria in Perugia
since 1863. The presence in the painting of Saint Peter Celestine, who is the hermit Peter
from Morrone, become then the Pope Celestine V, explains the name given to the abbey.
The attribute “celestine” (light blue) is related to the colour of the monks' clothes too.
Since the beginning of the XIXth century, the abbey, no more monks living there, started its
decline. After the Unity of Italy this abbey, like other ones, became first public then private
property. In the Seventies an English family bought it and started the great restoration of the
ruins. Today we can admire the abbey walls with two aisles, each ending with an apse, the
cloister and the bell-tower.

11
Abbazia di Montelabate
Antica ed imponente abbazia benedettina, domina i terreni della vasta tenuta agri-
cola di cui fa parte. Al suo interno troviamo uno splendido chiostro, dal quale poi si
accede all’antichissima cripta, all’affrescata Sala del Capitolo e ad una suggestiva
cantina ricavata in quella che probabilmente era la chiesa inferiore.
Un documento del 993 attesta la donazione di un terreno al Monastero di Santa
Maria di Valdiponte, che solo nel 1749 comparirà, per la prima volta, con il nome di
Montelabate, derivante da un vicino castello. Quindi, la sua fondazione è sicura-
mente antecedente l'anno 1000. Dopo la fine dell'Impero Romano le abbazie costi-
tuivano un importante punto di riferimento per la popolazione.
L'Abbazia di Montelabate controllava circa 40 parrocchie.
Il primo abate di cui sia noto il nome fu l'abate Pietro, che qui ristabilì la rigorosa
regola benedettina. La sua tomba è situata dietro l'altare della chiesa superiore.
Qui sono presenti altri due altari laterali, sopra i quali sono posti gli affreschi attri-
buibili a Fiorenzo di Lorenzo e Bartolomeo Caporali, o alle loro scuole. L'abate
Trasmondo, eletto nel 1267, è invece raffigurato negli affreschi della Sala del
Capitolo, unitamente ad una crocifissione di scuola umbro-toscana.
A partire dal XV secolo i sentimenti nei confronti delle abbazie iniziarono a cambia-
re e queste persero la propria autonomia. Nel 1400 cominciarono a susseguirsi degli
abati accomandatari, meri esecutori delle indicazioni pontificie. Verso la metà del
XVII secolo il cardinale Filippo Monti vi introdusse i cistercensi, i quali ridiedero
vita all'abbazia. Nel 1860 però, con l'unità d'Italia, i cistercensi vennero cacciati e
l’abbazia venne venduta al marchese Medici che la trasformò in villa e fattoria. Nel
1959 fu acquistata dal senatore Gaslini ed è ancora oggi proprietà della Fondazione
Gaslini di Genova.

12
Abbazia di Montelabate
The Abbey of Montelabate
13
14
Abbazia di Montelabate
The Abbey of Montelabate

15
Abbazia di Montelabate
The Abbey of Montelabate

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The Abbey of Montelabate
The ancient and stately Benedictine abbey is located 18 kilometres far from Perugia and
overlooks the lands of its huge estate. Inside, there is a splendid cloister and, next to it, the
ancient crypt, the “sala del capitolo” with frescoes and a beautiful cellar probably just
where the lower church was.
A document, dated 993, certifies the gift of a land to the monastery of Santa Maria of
Valdiponte, which was called Montelabate Abbey only in 1749 after the name of a close
castle. Therefore its foundation is certainly preceding the year 1000.
Abbeys usually were an important point of reference for people after the end of the Roman
Empire. The abbey of Montelabate controlled about 40 parishes.
The first abbot whose name is known was the abbot Peter who restablished here the strict
Benedictine Rule. His grave is behind the high altar of the upper church.
Above the two side altars we can admire frescoes attributable to Fiorenzo di Lorenzo and
Bartolomeo Caporali, or to their schools.
The abbot Trasmondo, elected in 1267, is represented in the frescoes of the “Sala del
Capitolo”. Since the XVth century abbeys started losing their autonomy.
In 1400, after the last abbot was sent away, other abbots who were pure executors of Pope's
indications, started following one another.
The Cistercians introduced into the abbey by the cardinal Filippo Monti gave the abbey
back its life.
In 1860, with the Unity of Italy, they were expelled and the property was sold to the mar-
quis Medici who changed it into a villa and a farm.
In 1959 it was bought by the senator Gaslini and it is still property of the Gaslini
Foundation of Genoa.

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Convento di Farneto
Il Convento della Santissima Pietà di Farneto, situato su un’altura circondata da un
bosco di farnie, è residenza dei Frati Minori dell’Umbria; fu donato nel 1218 a San
Francesco dai monaci benedettini del vicino monastero di San Giustino.
Non si hanno notizie approfondite sulle caratteristiche originarie dell'edificio, che
nel corso dei secoli ha subito vari ampliamenti e modifiche. Dell'antico complesso
restano pochissime tracce. Nel XV secolo San Bernardino da Siena fece costruire
una nuova ala. Nel 1705 fu costruito l'ospizio per il ricovero dei poveri e dei mendi-
canti. Un nuovo dormitorio per i frati fu costruito nel 1757 e ristrutturato, in parte,
già nel 1778. Nel 1762, lungo il viale d'accesso al convento, furono costruite delle
piccole edicole per le tappe della Via Crucis, completamente restaurate nel 1904.
Al monastero di Farneto era annessa la chiesa di Santa Maria della Santissima Pietà,
di epoca medioevale. Sopra di essa, alla fine del Seicento, ne fu edificata un'altra con
lo stesso titolo. Nella chiesa si trovano le copie di un trittico di Pellegrino di
Giovanni e di un dipinto del XIII secolo, raffigurante la Madonna, Gesù Bambino e
alcune scene della Passione, attribuito al Maestro del Farneto. Gli originali si trova-
no nella Galleria Nazionale di Perugia.
Dell'epoca originaria, rimane soltanto la piccola cappella nel bosco, costruita intor-
no al 1300 nel luogo in cui San Francesco si recava in preghiera.

The Monastery of Farneto


The monastery of the Santissima Pietà di Farneto, located on a woody hill, is the residence
of Umbria Minor Friars.
It was donated in 1218 to Saint Francis by the Benedictine monks of the close monastery of
San Giustino. Only a few traces remain of the ancient complex. We are not able to establish
the original structure of the building as it was altered by various modifications and enlarge-
ments over the centuries. Saint Bernardine from Siena ordered a new wing of the building
to be built in the XVth century. In 1705 the hostel for poors and beggars was constructed. A
new dormitory for the friars was build in 1757 and it was soon after restored, in 1778. In
1762 some niches were built along the avenue of access to the monastery to mark the stages
for the Via Crucis. They were completely restored in 1904.
The church of “Santa Maria della Santissima Pietà” annexed to the monastery, was built
at the end of 1600 over a previous medieval church with the same name.
Inside the church we can admire the copies of a tryptich by Pellegrino di Giovanni and a
painting of the XIIth century representing the Virgin Mary with the Infant Jesus and some
scenes of the Passion, attributed to the “Maestro del Farneto”.
The original ones are preserved in the National Gallery of Perugia. The small chapel in the
wood is the only remain of the originary age. It was built around 1300 in the place where
Saint Francis used to retire in prayer.

18
Romitorio di Monte Tezio
Si trova a 634 m di altitudine, una quota piuttosto elevata rispetto ai tanti insedia-
menti sottostanti, su una località, denominata in epoca medievale Poggio Mortaio,
che il Podestà di Perugia, nel 1214, donò al monaco camaldolese Salimbene per
costruirvi un eremo o romitorio.
Nel 1248 vi fu costruita la chiesa di Santa Maria di Monte Tezio e dieci anni dopo
divenne un monastero di clausura che ospitava diciotto monache.
Sia la chiesa che l'eremo, sapientemente restaurati di recente, conservano la fisio-
nomia originale. La chiesa è divisa in due parti, separate da un muro e comunicanti
tramite una piccola porta. Oggi il Romitorio è una proprietà privata.

The Hermitage of Monte Tezio


It is at the considerable height of 634 m above sea level. It rises on a lovely spot, known as
Poggio Mortaio in medieval ages, which The Podestà of Perugia gave to the Camaldolite
monk Salimbene in 1214 in order to have an hermitage (romitorio) built.
In 1248 the church of Santa Maria of Mount Tezio was built. It became a cloister ten years
later and gave hospitality to about eighteen enclosed nuns. Both the church and the hermit-
age keep the original features as they has been recently wisely restored.
The church is divided into two parts by a wall. The passage between them is allowed by a
little door. Today the Romitorio is a private property harmoniously integrated with the mar-
vellous natural surrounding environment and landscape.

19
Romitorio di Monte Tezio
The hermitage of Monte Tezio
20
San Giovanni del Pantano
Come si intuisce dal nome, quest'insediamento sorse nel XIII secolo su di un'area
paludosa. Già nei secoli XI e XII era chiamato Pantanum.
Il nome si deve alla presenza di un pantano carsico, che fu prosciugato mediante un
canale, che defluisce nel torrente Caina. L'intera area, del diametro di 400 metri, era
alimentata da sorgenti subalvee, delle quali rimane ancora la maggiore, situata a
nord-ovest. Durante l'inverno diveniva palude a causa della scarsa permeabilità
carsica. Ancora oggi il bacino appare ben disegnato e attorno ad esso sono sorte
diverse abitazioni.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, è anch'essa del XIII seco-
lo, epoca in cui dipendeva dal vicino eremo di Monte Corona.

San Giovanni del Pantano


As the name itself suggests (pantano means swamp), this settlement rose on a marshland
probably in the XIIIth century. In the XI and XIIth century it was already called
“Pantanum”.
The name is due to the presence of a karst quagmire then drained by a canal which gives
origin to the stream Caina. The whole area, 400 metres in diameter, was fed by sources
under the river-bed. The biggest one still remains at the north-west side.
In winter it became a marshland due to the poor karst permeability. The basin looks well
shaped still today and several houses has been built around it.
The parish church, dedicated to Saint John the Baptist, dates back to the XIIIth century
too. In that period it was under the hermitage of Monte Corona.

21
San Giovanni del Prugneto
La chiesa di San Giovanni Battista del Prugneto sorge su di una zona collinare ricca
di vegetazione, tra cui svetta l'alto campanile, con cuspide piramidale ed altre quat-
tro piccole piramidi agli angoli. La chiesa sostituì, nel XVIII secolo, quella molto più
antica di San Giovanni Vecchio.
Sulla facciata, all'interno del timpano triangolare, è presente una piccola edicola
con una maiolica raffigurante San Giovanni Battista.
All'interno si trovano tre dipinti, della fine del XVI secolo, che rappresentano
l'Ultima Cena, San Giorgio e il Drago e il Martirio di San Bartolomeo, ed uno più recen-
te, attribuito all'Appiani, che ritrae San Giovanni Battista. L'arredo della chiesa è
arricchito da un bellissimo organo settecentesco.

San Giovanni del Prugneto


The church of San Giovanni del Prugneto rises on a hilly area rich in vegetation. The high
pyramidal pointed bell-tower, with other four small pyramids in the corners, stands out
among the green. The church replaced the older one of San Giovanni Vecchio in the
XVIIIth century.
On the facade, inside the triangular tympanum there is a small niche with a majolica repre-
senting Sain John the Baptist.
Inside the church there are three paintings dating back to the XVIth century: The Last
Supper, Saint George and the Dragon, The Martyrdom of Saint Bartholomew.
Another more recent painting showing Saint John the Baptist is attributable to Appiani.
The furniture in the church is embellished by a valuable eighteenthth century organ.
22
San Lorenzo di Montenero
La chiesa di San Lorenzo di Montenero, si trova nel bacino collinare di Monte Tezio,
oltre il monte Civitelle, scendendo verso la valle del Tevere.
Le prime notizie della chiesa risalgono al XII secolo, ma l'attuale edificio fu edificato
dopo il 1681 in sostituzione di quello più antico.
La chiesa, sino ad alcuni anni fa, era in stato di abbandono e degrado; poi, recente-
mente, è stata acquistata da privati che l'hanno sapientemente ristrutturata. In
quanto proprietà privata, la chiesa non è solitamente visitabile. Tuttavia, ogni anno,
il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, i proprietari la aprono al pubblico per l'intera
giornata, viene celebrata la messa ed ha luogo una festa in onore di San Lorenzo.

San Lorenzo di Montenero


The church of San Lorenzo, mentioned since the XIIth century, is placed in the hilly basin
of Mount Tezio beyond Mount Civitelle, on the way down to the valley of the river Tiber.
Anyway the present church was built in 1681.
Until some years ago it was in state of abandonment and degradation; then, recently, it was
acquired by private people who excellently restructured it. As the church is a private prop-
erty visits are not usually possible. However each year on the 10th August, Saint Laurence
day, the owners open it to the public for all the day. In honor of the Saint a mass is cele-
brated and a feast takes place.

23
Borghi / Villages
Castel d’Arno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
Castiglion Ugolino . . . . . . . . . . . . . . . . 27 Comune di
Cenerente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
Perugia
Civitella Benazzone . . . . . . . . . . . . . . . 29
Civitella d’Arna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
Collestrada . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Colognola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Coltavolino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Fontignano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
Fratticiola Selvatica . . . . . . . . . . . . . . . 39
Migiana del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
Montepetriolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
Morleschio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Mugnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
Pieve San Quirico . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Pilonico Materno . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Poggio delle Corti . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
Pretola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
Ramazzano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
Ripa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
San Lorenzo della Rabatta . . . . . . . . . 56
San Martino dei Colli . . . . . . . . . . . . . . 57 PE
Sant’Angelo di Chieli . . . . . . . . . . . . . . 58
Solfagnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 Corciano
Valbiancara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61

Mugnano
S.Martino
dei Colli
Poggio
delle Corti
Fontignano
Pilonico
Montepetriolo Materno

Città della
Pieve
Umbertide

S. Angelo di Chieli

Gubbio
Coltavolino
Castiglione Ugolino
Solfagnano
Pieve S. Quirico
Migiana Morleschio
del Tezio
Civitella
Benazzone
Fratticiola
Colognola Ramazzano Selvatica

Valbiancara
E45

S. Lorenzo
della Rabatta
Cenerente Castel d’Arno

Civitella
d’Arna

Gualdo
Tadino
Ripa
ERUGIA
Pretola

Raccordo A1

Collestrada Foligno

Legenda / key to symbols


E45 Raccordo A1
Strada principale / main road
Strade secondarie / secondary road
Fiume Tevere / the Tiber river
Terni
Castel d’Arno
La storia del territorio circostante è strettamente legata all'antica città umbro-
etrusco-romana di Arna sorta tra il V e il IV secolo a.C. Il toponimo deriva dalla
radice arn che significa corrente del fiume; infatti, la città sorgeva tra due grandi corsi
d’acqua, il Tevere ed il Chiascio, e nella zona scorre un piccolo torrente denominato
Rio d’Arno.
Nell'XI secolo, gli abitanti di Castel d'Arno, posto sulle colline, costruirono in pia-
nura la pieve di San Valentino che diverrà poi di San Biagio.
Nel XIV secolo vennero fondati, sempre a valle, due piccoli villaggi, Villa Caimani e
Villa Pianelli; quest'ultimo è poi diventato l'attuale centro di Pianello. Sorto vicino
alla pieve di San Valentino, Villa Pianelli divenne ben presto popolato ed importan-
te grazie alla sua posizione lungo la via Salara che congiungeva Perugia a Gualdo
Tadino e ad Ancona. Nel 1461 vi si fermò a riposare papa Pio II, febbricitante, men-
tre si recava ad Ancona, con il suo seguito e la sua scorta armata.
Il XVI secolo è caratterizzato dagli assalti di eserciti confinanti, come quello del
vicino Ducato di Urbino.
Tra il XVI ed il XVII, Castel d’Arno divenne covo di banditi e briganti, capeggiati
dal celebre Francesco Alfani e, come altri luoghi nella zona, fu teatro di episodi di
banditismo che si protrassero fino a metà Ottocento.

Castel d’Arno
The history of the surrounding territory is closely linked with the ancient Umbro-Etruscan-
Roman town of Arna risen between the fifth and the fourth century B.C.. The name “arn”
meant “current of the river”. The town indeed rose between two wide rivers, the Tiber and
the Chiascio; a small stream called Rio d’Arno flows through this land too.
The inhabitants of Castel d'Arno, which is situated on a hill, built the parish church of San
Valentino that became San Biagio soon after, on the plain, in the XIth century. Two small
villages were then built on the plain too, in the XIVth century. They were called Villa
Caimani and Villa Pianelli. The last one became then the present village of Pianello. Villa
Pianelli, risen near the parish of San Valentino, became soon very peopled and important
because of its position along the “via Salara” joining Perugia to Gualdo Tadino and to
Ancona. Pope Pio II itself, feverish while going to Ancona, with his retinue and his armed
escort stopped here to have a rest in 1461. In the XVIth century this area is marked by
assaults of the borderland armies like that of the near duchy of Urbino.
Between the XVI and the XVII centuries the castel became a den of bandits and robbers
whose leader was the famous Francesco Alfani. In this area, a lot of highway robberies took
place, until the first half of 1800.
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Castiglion Ugolino
Si trova in cima ad un piccolo colle a 377 metri di altitudine, ad est del quale scorre il
fiume Tevere. La notizia più antica relativa al castello, appartenente al marchese
Ugolino, risale al 1189 e riguarda l'atto di sottomissione del castello alla città di
Perugia, rinnovato poi l'anno successivo.
Nei suoi pressi, nel 1275, fu costruito un ponte, distrutto poi nel XVIII secolo. Nel
1282 era sotto la giurisdizione del contado di Porta Sant'Angelo e contava circa 325
abitanti. Anche Castiglion Ugolino, come altri castelli in quest'area, venne distrut-
to, nel 1377, su ordine dei magistrati perugini che sospettavano una ribellione. È
oggi proprietà privata.

Castiglion Ugolino
It rises on the top of a small hill, 377 metres high. The river Tiber runs to the east of this hill.
The earliest information about the castle, belonging to the marquis Ugolino, refers to an act
of submission of the castle to the town of Perugia in 1189. It was renewed also the following
year.
A bridge built near the castle in 1275 was then destroyed in the XVIIIth century. The castle
was under the jurisdiction of Porta Sant'Angelo in 1282 and in that year it counted approx-
imately 325 inhabitants. In1377 Castiglion Ugolino, like many other castles in this area,
was destroyed by order of the magistrates of Perugia, suspecting a rebellion. It is nowadays
a private property.

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Cenerente
Il nome di questo piccolo borgo deriva dal calcare del vicino Monte Malbe, detto
“cenerone”.
Cenerente è un nodo viario, dal quale si diramano strade in tre direzioni: verso il
lago Trasimeno, verso Perugia e verso l'alta valle del Tevere. Infatti in passato era
luogo di posta per le corriere che qui sostavano o cambiavano i cavalli prima di pro-
seguire.
L'edificio principale del borgo, databile intorno al XVII secolo, fu edificato ed appar-
tenne per alcuni secoli alla celebre famiglia Massini da cui nacque l’illustre giure-
consulto Filippo Massini (1559-1618). Gli attuali proprietari lo possiedono ormai da
diverse generazioni.
Della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena non si conosce l'epoca di
costruzione; è comunque stata restaurata recentemente.
Si hanno notizie di un'altra chiesa piuttosto antica, intitolata a San Martino, della
metà del 1300, ma già in rovina nel XVIII secolo.

Cenerente
According to a popular legend this area was a volcano in remote ages. Therefore the village
that was built here just on the ashes of the volcano took the name Cenerente (deriving from
cenere that means ash).
Cenerente is now an important road junction towards three directions: the lake Trasimeno,
Perugia and high valley of the Tiber. In the past, coaches used to stop here for a pause or to
change horses before continuing the journey.
The main building of the village, datable around the XVIIth century, was built by the nota-
ble Massini family. The present owners have possessed it for generations.
The parish church is devoted to Santa Maria Maddalena. The date of building is not
known. However it was restored a few years ago.
Some sources document the existence of another ancient church entitled to San Martino
dating probably back to 1300 but already in ruins in the XVIIIth century.

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Civitella Benazzone
Questo borgo medievale nasce
intorno alla fine dell'XI secolo, su di
una collina a sinistra del fiume Te-
vere.
Il nome Benazzone è da far risalire,
con ogni probabilità, ad un impor-
tante personaggio della zona. Nel
1186, Enrico VI ne affidò la signoria
alla città di Perugia.
Tra il XIV ed il XV secolo Civitella
Benazzone fu interessata da diverse
vicende. Nell'agosto del 1361 vi si
rifugiarono i nobili perugini, che ave-
vano partecipato alla congiura di
Tribaldino per consegnare la città al
cardinale Albornoz, e che poi subi-
rono l'ira del popolo.
Nel 1402 il borgo fu preso dalle trup-
pe pontificie e fiorentine e recupera-
to dal Comune di Perugia l'anno suc-
cessivo. Lo stesso Comune, nel
1406, ne ordinò la fortificazione.
Nel 1412, tuttavia, fu espugnato da
Ladislao di Napoli. Nel 1446, Civitella venne esonerata dal pagamento dei dazi foca-
tici perché fossero riparate le mura. Risale al 1575 la concessione, al Capitano
Paolucci, del possesso di un torrione di Civitella Benazzone, a patto che egli vi faces-
se scolpire il Grifo di Perugia.

Civitella Benazzone
This medieval village rose around the end of the XIth century on a hill on the left of the river
Tiber. The name Benazzone probably comes from the name of an important man of the
area. In 1186, Henry VI entrusted the rule of the territory to the Commune of Perugia .
Civitella Benazzone had various ups and downs between the XIV and the XV centuries. In
August 1361 many nobles from Perugia, who had participated to the conspiracy of
Tribaldino in order to deliver the town to the cardinal Albornoz, sheltered in this village but
they suffered the anger of the people.
In 1402 the village was taken by the Papal and Florentine troops and then recovered by the
Commune of Perugia the following year. The Commune itself ordered the fortification of
the village in 1406. However it was stormed by Ladislao from Naples in 1412. In 1446
Civitella Benazzone was exempted
from paying hearth taxes in order to
help the village to repair the walls. In
1575 the Captain Paolocci obtained
the possession of one tower of Civitella
on condition that the Grifo of Perugia
would have been carved on it.

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Civitella d’Arna
Civitella d'Arna, come il vicino Castel d’Arno, deve sicuramente le sue origini
all'antichissimo popolo degli Umbri; furono poi gli Etruschi, dal V-IV secolo a.C., i
principali artefici del suo sviluppo.
La città di Arna conobbe un ulteriore sviluppo durante il periodo romano e intorno
al VI secolo era sede vescovile.
Nel VI secolo, cominciò anche il suo declino, con le devastazioni portate dai conflit-
ti fra Bizantini e Longobardi.
Solo nel XIII secolo si assiste ad una rinascita, quando viene ultimato il castello di
Civitella d'Arna, iniziato quasi due secoli prima, in cima al colle, sulle antiche rovi-
ne: esso ha come fondamenta le mura di antiche cisterne romane, di cui è possibile
osservare i resti. Altre importanti cisterne romane sono ubicate nei sotterranei
dell’ex residenza dei Padri Filippini.
Più volte modificato per ospitare i signori locali, i Sozi, i Degli Azzi Vitelleschi, gli
Spinola, il castello conserva il bastione di ingresso ed un arco del XIV secolo. Nelle
mura esterne, sono ancor oggi osservabili dei resti etrusco-romani.
Un gran numero di reperti e testimonianze delle epoche passate, qui rinvenuti, sono
oggi custoditi presso il Museo Archeologico di Perugia.
La chiesa parrocchiale, all'interno del castello, risale invece al XIX secolo ed in essa
sono conservati un gonfalone del 1492, attribuito a Bartolomeo Caporali, una tavo-
la del pittore perugino Domenico Bruschi, un crocifisso del XIX secolo, una formella
di ceramica di Deruta della fine del 1500, un affresco attribuito a Giannicola di
Paolo, allievo del Perugino, nonché le tre campane in bronzo, del peso di 536, 264 e
127 kg, realizzate nel 1850, protagoniste di una suggestiva rievocazione storica che
ha luogo ogni anno a Civitella d'Arna.

Civitella d’Arna
Civitella d'Arna owes its origins to the ancient people of Umbri, but its development is
mostly due to the Etruscans in the V-IVth century B.C.
The town of Arna developed further on during the Roman Age and it became see around
the VIth century.
Its decline started soon after in the same century due to the conflicts between Byzantines
and Longobards.
The town knew a revival only in the XIIIth century when the castle of Civitella d'Arna was
built on the ancient ruins on the top of the hill.
Its foundations were the walls of ancient Roman cisterns whose remains can be seen still
today, as well as those ones in the ex monastery of Philippine Fathers.
The castle has been modified many times so as to give hospitality to its various owners: the
Sozi, the Degli Azzi Vitelleschi, the Spinola.
It still preserves the entrance rampart and a fourteenth century arch. Some Etruscan-
Roman remains can be seen in the outer walls.
A lot of founds and evidences of past ages discovered in this area are today preserved in the
Archeological Museum of Perugia.
The parish church inside the castle dates back to the XIXth century. In this church there
are: a gonfalon of 1492 attributed to Bartolomeo Caporali, a board of the painter
Domenico Bruschi from Perugia, a nineteenth-century crucifix, a sixteenth-century tiled
panel from Deruta, a fresco attributed to Giannicola di Paolo, a Perugino's pupil, and the
bronze bells, 536, 264 and 127 kilos of weight, made in 1850. These bells are the protago-
nists of the impressive historical recalling that takes place in Civitella d'Arna each year.
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Civitella d’Arna
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Collestrada
Collestrada si trova sulla sommità di una piccola collina, che domina la pianura
percorsa dal Tevere e ad un importante incrocio di strade che, sin dall'epoca
Romana, si diramavano verso i quattro punti cardinali. Il caratteristico viale di pini
che sale verso l'antico borgo lo rende facilmente riconoscibile anche in lontananza.
Colle della Strada era noto per il grande ospedale di San Lazzaro, che ospitava i pelle-
grini, fondato intorno al 1099.
Nel 1202, il castello di Collestrada venne sottomesso a Perugia; lo stesso anno, vi si
svolse una battaglia tra le truppe assisane e perugine, durante la quale Francesco
d'Assisi venne fatto prigioniero per più di un anno e patì una grave malattia che lo
portò a cambiare la sua vita per dedicarsi ad opere di carità. Egli sostò nuovamente a
Collestrada nel 1216, di ritorno dalla visita al Papa.
Nel 1228, Gregorio IX pose l'ospedale sotto la giurisdizione della Santa Sede. Nel
corso del XIII secolo venne fortificato. Nel XIV secolo fu più volte danneggiato dalle
truppe pontificie, in guerra con Perugia. Nel 1524 l’ospedale venne unito a quello di
Santa Maria della Misericordia di Perugia. L'antico ospedale è oggi una scuola.
Il borgo sul colle è davvero incantevole, ben ristruttutato e conservato.
Di un certo fascino è anche il bosco di Collestrada, residuo di un’antica foresta.
Secondo alcuni è un luogo misterioso e particolare, testimone di tanti avvenimenti
nel corso della storia. Si narra infatti che in questo bosco abbiano camminato santi e
criminali, nobili e contadini e, secondo la fantasia popolare, anche dei folletti piut-
tosto dispettosi.

Collestrada
Collestrada rises 10 kilometres far from Perugia in the direction of Assisi, on the top of a
small hill dominating the plain of the river Tiber. It is situated at a crossroads, very impor-
tant since the Roman ages as it was branching off towards the four cardinal points. You can
easily identify Collestrada even from afar thanks to the peculiar pine tree-lined avenue
rising to village.
Colle della Strada was mostly known for the big S. Lazzaro's hospital for pilgrims founded
around 1099. The castle of Collestrada was subjected to Perugia in 1202. In the same year
a hard battle took place between troops from Assisi and Perugia during which the future
Saint Francis from Assisi was captured and imprisoned for more than one year. Here, as a
consequence of a serious illness, he realized he wanted to change his life to devote himself to
charitable works.
Coming back from a visit to the Pope he stopped once again at Collestrada in 1216.
Gregory IX put the hospital under the jursdiction of the Holy See in 1228. Fortified in the
course of the XIIIth century, it was damaged many times in the following century by the
Papal troops fighting against Perugia.
It was then joined to the hospital of Santa Maria della Misericordia of Perugia in 1524.
The ancient hospital is a school today.
The village on the top of the hill is really charming, well restored and preserved. The wood
near Collestrada is fascinating too, and it is the relict of an ancient forest. According to
many local people and some visitors, this is a misterious and peculiar place where many
events should have been happened in the course of history.
It is told that saints and criminals, nobles and farmers walked in this wood and, according
to popular imagination, even some spiteful goblins or elves should have been there.

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Collestrada
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Colognola
L'insediamento di Colognola, situato su di un'altura ai piedi di Monte Tezio risale,
probabilmente, ad un periodo compreso tra il XV ed il XVII secolo.
Il complesso è composto da vari caseggiati; all'esterno, il varco è costituito da un
portale a tutto sesto. La parte superiore del portale è chiusa da un interessante coro-
namento in cotto. Col trascorrere del tempo si è venuta a creare una corte, in comu-
nicazione diretta con la campagna.

Colognola
The hill, at the foot of Mount Tezio where Colognola rises today, gave hospitality to a first
settlement in the period between the XV and the XVIII centuries.
The village is today constituted by several blocks of buildings. A round portal in moulded
travertine surmounted by a valuable brickwork marks the access to the village. Over the
years a court has been forming, that extends into the next countryside.

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Coltavolino
Il piccolo centro, che dista circa venti chilometri da Perugia, è situato su un colle a
403 metri di altitudine ed è circondato da fertili colline con vigne ed oliveti.
L'antico insediamento di epoca medievale è stato nel tempo trasformato nonché
ristrutturato, soprattutto in seguito al terremoto del 1984. Il nucleo principale è
costituito dalla Villa Salvatori, di proprietà privata, e dall'adiacente chiesa, con
canonica, intitolata a San Giovanni Battista e risalente al XII secolo.

Coltavolino
This small village about 20 km far from Perugia rises on the top of a hill 403 metres high
from which it dominates the surrounding hilly countryside full of vines and olive groves.
The ancient medieval settlement was transformed and restored mostly after the earthquake
of 1984. The core of the village is represented by the “Villa Salvatori”, a private property,
and the next church with a presbytery, devoted to Saint John Baptiste and dating back to
the XIIth century.

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Fontignano
Fontignano si trova alle pendici di una collina, nelle vicinanze del Lago Trasimeno, a
metà strada tra Perugia e Città della Pieve. Il suo nome è di origine latina e deriva
probabilmente dalla famiglia gentilizia Fontinius, proprietaria di queste terre.
Le prime notizie storiche risalgono al XII secolo. L'Hospitale, l'edificio più antico e
importante, ancora esistente, viene infatti nominato in un diploma di Federico I del
1163, come bene appartenente alla Cattedrale di Perugia. Nel 1188 avvenne la sot-
tomissione del Castello di Fontignano al Comune di Perugia e da allora Fontignano,
pur con un proprio statuto autonomo e con propri rappresentanti, è stato sempre
sottomesso a Perugia, nonostante i molti tentativi di ribellione, tra i quali quello,
fallito, nel 1415, del famoso condottiero Braccio Fortebraccio.
Pochi anni dopo, il Comune di Perugia finanziò il restauro delle mura del castello,
molto rovinate a causa dei continui scontri.
Oggi se ne possono ammirare alcuni resti suggestivi.
Il paese di Fontignano è indissolubilmente legato a Pietro Vannucci, il Perugino, al
quale, tra il 1521 e il 1522, fu affidato il compito di affrescare la chiesa del-
l'Annunziata dove egli dipinse La Vergine con il Bambino, sulla parete destra, e la
Natività e Adorazione dei Pastori, nella tribuna dell'altare maggiore. Quest'ultimo
affresco fu fatto staccare nel 1843 dai Padri Paolotti che lo vendettero ad un inglese;
attualmente si trova al Victoria and Albert Museum di Londra.
Il Perugino morì di peste mentre terminava la Natività e fu seppellito nei pressi della
Chiesa dell'Annunziata. Nel 1940, per accogliere i suoi resti, fu inaugurata la tomba
in marmo, sormontata da una lapide, infissa nella parete della chiesa.
La chiesa parrocchiale di Fontignano è invece dedicata a San Leonardo; fu restaura-
ta nel 1845 su progetto dell'architetto Caproni, con costruzione dell'attuale campa-
nile in cotto.

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Fontignano
This small village lies on the slopes of a hill near Trasimeno Lake, half way between Perugia
and Città della Pieve. Its name is of Latin origin and probably comes from the noble family
Fontinius, owner of these lands. Historical information about it goes back to the XIIth cen-
tury: The Hospitale, the oldest and most important building, still in existence, is quoted as a
possession of the Cathedral of Perugia, in a diploma of Federico I dated 1163.
The castle of Fontignano was subjected to the Commune of Perugia in 1188 even though
the village maintained a self-governing statute and its own representatives.
However many attempts to revolt did occur, like the one failed in 1415, by the famous con-
dottiere Braccio Fortebraccio.
The Commune of Perugia financed the restoration of the walls of the castle seriously dam-
aged because of the conflicts. Today we can admire its beautiful remains.
The village of Fontignano is indissolubly linked to Pietro Vannucci called the Perugino.
Beetween 1521 and 1522 he was entrusted to fresco the church of the Annunziata where
he painted The Virgin Mary with the Holy Jesus on the right wall and The Nativity and
Aadoration of the Shepherds on the tribune of the high altar. Fathers Paolotti ordered to
remove this painting in 1843. They sold it to an English man. The painting is today at the
Victoria and Albert Museum in London.
The Perugino died of plug while he was working at the “Nativity” and he was buried near
the church dell’Annunziata.
In order to receive his remains a tomb was inaugurated in 1940. It is made of marble and
surmounted by a tombstone fixed on the wall of the church.
The parish church of Fontignano is dedicated to Saint Leonard. It was restored in 1845
with the construction of the present brickwork bell-tower on plan of the architect Caproni.

Perugino, Autoritratto / Self portrait 39 37


Fontignano, Chiesa parrocchiale
Fontignano, Parish church
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Fratticiola Selvatica
È la frazione del Comune di Perugia più distante dalla città ed è situata su di una
collina che si apre su un vasto panorama. Al nome Fratta o Fratticiola venne aggiun-
to l'aggettivo Selvatica, in quanto circondata da selve e poco accessibile. Il ritrova-
mento di un fermaglio in bronzo, ora conservato nel Museo Archeologico Nazionale
dell’Umbria, fa risalire il primo insediamento in quest'area al VI secolo a.C.
Nel medioevo fu fortificato il castello; nel 1216 fu occupato dalle truppe eugubine e,
nel 1312, fu ulteriormente fortificato e migliorato, dal Comune di Perugia, nelle
attrezzature di difesa ed offesa. Nel 1390, nella lotta tra il Papa e Perugia, il castello
fu preso e demolito dai popolani. Il 23 febbraio 1406 il Comune ne fece riparare le
mura. Nel 1465, Fratticiola era quasi disabitata e il Comune concesse, a chi avesse
voluto andarvi ad abitare, “l'esonero perpetuo da ogni tassa”. Nel 1732 c'erano 177
abitanti, nel 1809 erano ben 613. Solo nel 1900 fu realizzata una strada maestra per
raggiungere il paese.
Nella chiesa parrocchiale di San Pietro, molto antica e più volte restaurata, vi è lo
stemma dei Cavalieri di Malta, ai quali passò, con bolla di Gregorio XIII, nel 1580.
Solo nel 1927 tornò al Vescovo di Perugia.

Fratticiola Selvatica
It is the village in the Commune, the farthest from Perugia. It rises on the top of a hill facing
a wide fine view. To the name Fratta or Fratticiola it has been added the adjective Selvatica
because it was surrounded by a forest (selva in Italian) and it was difficult to reach. The
discovery of a bronze brooch, preserved in the National Archeological Museum of Perugia,
is a proof that the earliest settlement in this area was around the VIth century B.C.
Its castle was fortified first in the Middle Ages and then it was occupied by troops from
Gubbio in 1216. It was further fortified and its offensive and defensive equipment was
improved by the Commune of Perugia. In 1390 during the fight between Perugia and the
Pope, the castle was taken and demolished by the people. On the 23rd February 1406 the
Commune wanted the walls of the castle to be repaired. In 1465 Fratticiola was nearly
uninhabited and the Commune ordered the exoneration from every tax to anyone who
wanted to settle in the village. In 1732 there were 177 inhabitants but in 1809 they were
increased to 613. A main road was realized only in 1900.
In the very ancient and frequently restored parish church of San Pietro there is the coat-of-
arms of the Knights of Malta who obtained the possession of the castle by a bull of Gregorio
XIII in 1580. It then went back to the Bishop of Perugia only in 1927.

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Migiana di Monte Tezio
Migiana si trova alle falde di Monte Tezio, lungo la strada che conduceva verso la
valle del Tevere. Il borgo si costituì intorno al XII secolo. Al 1296 risale la fonte fatta
costruire dai magistrati perugini.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Pietro, risale anch'essa alla prima metà del
XII secolo ed è citata in un documento del 1163 nel quale Federico Barbarossa ne
conferma il possesso al monastero perugino di San Pietro.
L’attuale centro abitato si è sviluppato attorno alla chiesa, che dava il nome ad uno
dei due insediamenti in cui si distingueva Migiana nel Trecento, ovvero Migiana
Superioris Montis Tezzi e Migiana S. Petri Montis Tezzi.
Oggi, il corpo ampliato della chiesa e della canonica è divenuto una casa d'acco-
glienza. Il semidiruto Castel Procoio o Procopio domina l’abitato.

Migiana di Monte Tezio


Migiana is situated at the foot of Mount Tezio along the way leading in the past to the river
Tiber. The village was founded around the XIIth century. Its name derives from one of the
two settlements in which the village was divided in 1300: Migiana Superioris Montis Tezzi
and Migiana S. Petri Montis Tezzi.
The fountain dates back to 1296 and was commissioned by the magistrates of Perugia.
The parish church devoted to Saint Peter dates back to the first half of the XIIth century. It
is quoted in a document of 1163 in which Federico Barbarossa confirms the possession of it
to the monastery of San Pietro in Perugia. The present village has been developing around
this church.
The widened body of the church and the presbytery has become an acceptance house.

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Montepetriolo
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Montepetriolo
Del castello medievale di Montepetriolo, situato a sud-ovest di Perugia, le prime
notizie risalgono ad una bolla del 1293.
Come molti altri castelli, a cavallo tra il XIV ed il XV secolo, fu occupato dai nobili
perugini fuoriusciti che qui cercavano rifugio, ma furono cacciati ed in seguito giu-
stiziati. La città di Perugia gratificò il castello con immunità, condoni ed esoneran-
dolo dalle tasse.
Dell'antichissima chiesa di Santa Maria di Montepetriolo, documentata fin dal
1191 nel codice di Cencio Camerlengo, è oggi sconosciuta l'ubicazione. Al secolo
XIV risalgono invece le due chiese parrocchiali di Santo Stefano e San Lorenzo,
sorte rispettivamente all'interno e all'esterno della cerchia muraria.

Montepetriolo
The earliest news about the medieval castle of Montepetriolo, situated to the south-west of
Perugia, dates back to a bull of 1293.
Like many other castles in the area it was occupied by some nobles escaped from Perugia
between the XIVth and the XVth century.
They were looking for hospitality and refuge but were expelled and then executed. The
town of Perugia rewarded the village with immunity and exoneration from taxes.
Santa Maria of Montepetriolo was a very ancient church quoted in the code of Cencio
Camerlengo since 1191 but its location is still unknown. The two parish churches of Santo
Stefano and San Lorenzo, that rose respectively inside and outside the walls, both date back
to the XIVth century.

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Montepetriolo
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Morleschio
Il castello si trova tra le dolci colline che salgono verso Santa Cristina di Gubbio.
L'anno di origine è incerto. Nel 1402 le truppe pontificie di Bonifacio IX occupava-
no il castello di Morleschio il quale, subito dopo, capitolò ai popolani perugini.
Gravemente danneggiato, ottenne, nel 1452, lo sgravio di 25 fiorini per riparare le
mura.
Dal 1436 appartenne al nobile Agamennone I di Giacomo Arcipreti il quale, dopo
aver ricoperto la carica di governatore pontificio a Città di Castello, ritornò a
Perugia e divenne frate dell'Osservanza di San Francesco.
Da Morleschio partiva la cosiddetta via del fuoco attraverso la quale, passando per
Civitella Benazzone, Ponte Pattoli e Cordigliano, i contadini trasportavano legna da
ardere a Porta Sant'Angelo per le necessità pubbliche e private.

Morleschio
The castle is among the hills near Santa Cristina di Gubbio. The year of origin is uncertain.
The troops of the Pope Boniface IX occupied the castle in 1402 but it capitulated under the
town of Perugia soon after.
In 1452, as a reward the Commune relieved it of 25 florins to repair its walls seriously dam-
aged because of the conflict. In 1436 it belonged to the noble man Agamennone I Di
Giacomo Arcipreti who held the office of papal governor at Città di Castello, went back to
Perugia and became friar of Osservanza of San Francesco.
From Morleschio the so called fire road started and through Civitella Benazzone , Ponte
Pattoli and Cordigliano, reached Perugia at Porta Sant'Angelo.
The name of the road is due to the fact that farmers used to carry firewood along it from the
countryside for the public and private needs of the town.

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Mugnano
Mugnano si trova nella valle del bacino del torrente Cestola, occupata in epoca
remota dall'antico Lago Tiberino.
Il nome attuale deriva dalla famiglia romana Munius che occupò il territorio a parti-
re dal II secolo a.C.
Nel IX secolo i Benedettini vi fondarono un'abbazia e bonificarono la terra. Nel XIV
secolo, l'abbazia fu affidata ai Cavalieri di Malta e tuttora quest'ordine gestisce degli
appezzamenti agricoli nelle vicinanze.
Sempre nel XIV secolo venne fatto costruire il castello, per offrire protezione e rifu-
gio alla popolazione che si occupava di bonificare le terre.
Nel 1403 Perugia ordinò di distruggere l'antica abbazia insieme ad altre fortificazioni
del contado, perché rifugio di fuoriusciti. La chiesa di San Benedetto fu costruita
presso l'abbazia dai monaci nel 1584 ed è stata più volte restaurata; oggi presenta un
altare maggiore e cinque altari laterali. Del centro storico o castello di Mugnano
rimangono tracce del maschio ed alcune torri.

Mugnano
Mugnano finds its place in the basin of the stream Cestola in a valley where in remote ages
the lake Tiberino lied.
The present name of the village comes from the Munius Roman family who occupied this
land since the IInd century B. C.
Some benedictine monks founded here an abbey in the IXth century and reclaimed the land
around it. In the XIVth century the abbey was entrusted to the Knights of Malta whose
Order manages some plots of land near here still today.
In the XIVth century a castle was built in order to give protection and shelter to the people
who were reclaiming the land.
In 1403 Perugia ordered the demolition of this and of other fortifications of this territory as
these would have been used as a shelter by the nobles escaped from the town.
The church of San Benedetto was built near the abbey by the monks in 1584 and it has
been restored many times. Today in the church there are a high altar and five side altars.
Some traces of the historical centre or castle however remain in the keep and some towers.

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Mugnano
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Pieve San Quirico
Il castello di San Quirico si trova alle falde di una collina boscosa, poco distante da
Monte Tezio e vicino al fiume Tevere.
L'insediamento sorse a difesa della pieve di San Quirico, divenuta poi parrocchia,
tra il 1100 e il 1200. Nel 1411 conobbe la stessa sorte di altri castelli che, nel timore
che venissero conquistati dai nobili fuoriusciti di Perugia, furono distrutti per ordine
dei magistrati della città. Anche questo castello, come altri distrutti, fu poi ricostrui-
to a spese dei suoi abitanti.
L'antichissima chiesa dedicata a San Quirico risale almeno al XII secolo; viene
infatti nominata nel diploma dell'imperatore Federico I nel 1163. La rocca è invece
nominata negli statuti perugini nel XIII e XIV secolo.
All'inizio del 1900 diviene proprietà della nobile famiglia Giunta-Tremi discendente
di Napoleone Bonaparte I.
Nelle immediate vicinanze vi è Bagnara, interessante esempio di fattoria-fortezza
che risale al XV secolo. Del suo impianto originario rimane una corte circondata da
torri recentemente restaurate. Per la visita occorre l’autorizzazione della famiglia
Tremi di Bagnaia.

Pieve San Quirico


About 20 kilometres far from Perugia we can admire the castle of San Quirico at the foot of
a woody hill not far from Mount Tezio and near the river Tiber.
The original settlement rose for the defence of the church, become then a parish between
1100 and 1200. In 1411 it suffered the same destiny as many other castles that were
destroyed by order of the magistrates of Perugia, because they could be conquered by the
nobles escaped from the town. And just like the other ones, the castle was then recon-
structed at the expense of its inhabitants.
The most ancient church devoted to Saint Quirico dates back to the XIIth century. It was
mentioned in the diploma of the Emperor Federico I in 1163. The fortress is quoted in
Perugia statutes in the XIII and XIVth century. At the beginning of 1900 the whole com-
plex became property of the noble family Giunta-Tremi descendant of Napoleone
Bonaparte I.
Nearby there is Bagnara, an interesting sample of “farm-fortress” going back to XVth cen-
tury. A court surrounded by some towers recently restored is the sole remain of the

49 47
Pieve San Quirico

48
Pilonico Materno
È uno dei centri murati più antichi del contado perugino. Le prime notizie risalgono
ad una bolla di Papa Nicola II del 1059.
Era posto lungo un tracciato secondario della strada che univa Perugia e Città della
Pieve, che giungeva a San Mariano, Castel del Piano e Castiglion della Valle.
Anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria è molto antica: Arrigo III ne confermò
il possesso al Monastero di San Pietro di Perugia nel 1047. Essendo, però, molto
piccola ed angusta, nel 1761 fu interamente ricostruita ed ampliata.
Esistono documenti del XIV secolo riguardanti l'esistenza, a Pilonico Materno, di
un Ospedale per i viandanti, di cui oggi non si conosce più né il titolo né l'ubicazione.
Nel 1389 a Pilonico fu costruito anche un altro ospedale, per volontà testamentaria
di Andrea di Gioia, intitolato a Santa Maria di Monte Morcino.

Pilonico Materno
Pilonico Materno is one of the eldest walled centre of the countryside around the town.
The earliest information about it goes back to a bull of the Pope Nicola II of 1059.
This settlement was placed along a secondary course of the road that collected Perugia to
Città della Pieve and reached San Mariano, Castel del Piano and Castiglion della Valle.
The parish church of Santa Maria is very ancient too. Arrigo III confirmed the possession
of it to the Monastery of San Pietro of Perugia in 1407. As it was too small and narrow it
was rebuilt and enlarged in 1761.
Documents of the XIVth century attest the existence in Pilonico Materno of an “Ospedale”
for wayfarers. But nowadays its denomination and location are unknown.
In 1389 another hospital devoted to S. Mary of Mount Morcino was built in Pilonico
Materno for the testamentary will of Andrea di Gioia.

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Poggio delle Corti
È un piccolo castello situato nei pressi della via Pievaiola e del torrente Caina.
Nel 1297, alcune ville della zona fecero richiesta ed ottennero dai magistrati di
Perugia il permesso di costruire un castello su di un colle chiamato Poggio delle Corti
di Rigone e, viste le spese a cui andavano incontro, per diversi anni vennero esentati
dal pagamento delle tasse.
Della chiesa parrocchiale intitolata a Sant'Egidio, edificata all'interno delle mura, si
hanno notizie fin dal XIV secolo. Fu quasi interamente ricostruita nel 1758 a spese
del monastero di San Pietro di Perugia, dal quale dipendeva.

Poggio delle Corti


It is a small castle not far from Pievaiola road and the stream Caina.
In 1297 some villas of the area asked and obtained by the magistrates of Perugia permission
to build a castle on a hill called Poggio delle Corti of Rigone. The expenses being great, they
were relieved from tax payment for several years.
Since the XIVth century there has been information of the parish church dedicated to S.
Egidio, built inside the walls. It was almost completely rebuilt in 1758 at expense of the
Monastery of San Pietro of Perugia .

50
Pretola
L'abitato di Pretola sorge sulla riva destra del fiume Tevere.
Fu probabilmente popolato già in tempi molto antichi. La torre a pianta quadrata ne
è il simbolo e, insieme al vicinissimo Tevere, crea una cornice alquanto suggestiva
per la festa della canaiola, dedicata ad una particolare qualità di uva, che qui si svol-
ge ogni anno in autunno.
La torre venne costruita nel XIV secolo, a protezione del mulino e della locale villa
feudale, che fu oggetto di contesa tra le fazioni dei Beccherini e dei Raspanti.
Nel 1371 la villa fortificata passò alla famiglia nobile dei Boccoli, grazie all'inter-
vento di Papa Urbano V.
Nel 1410 subì l'assalto di Braccio da Montone, che la incendiò e distrusse tutti i moli-
ni. Nel 1439 entrò a far parte dei possedimenti dell'Ospedale di Santa Maria della
Misericordia di Perugia. La chiesa, dedicata a San Nicola di Bari, risale anch'essa al
XIV secolo. Al suo interno si trova un simulacro ligneo che raffigura San Nicola e
tracce di affreschi del XV secolo.

Pretola
The village of Pretola rises on the right bank of the river Tiber.
It was probably already inhabited in ancient times. The square planned tower can be con-
sidered the symbol of this village. With the very close Tiber it creates a very picturesque
frame for the traditional village feast of the “canaiola”, dedicated to a special sort of grape,
that takes place in the village each year in autumn.
The tower was built in the XIVth century in order to protect the mill and the local feudal
villa which the factions of the Beccherini and the Raspanti were contending for.
The fortfied villa passed to the noble family of the Boccoli thanks to the Pope Urban V in
1371. Then it suffered an assault by Braccio da Montone in 1410. He set the villa on fire
and destroyed all the mills.
The villa became definitively one of the properties of Santa Maria della Misericordia
Hospital of Perugia in 1439. The church, devoted to Saint Nicolas from Bari, dates back to
the XIVth century too. Inside the church there is a wooden simulacrum representing Saint
Nicolas and traces of frescos dating back to the XVth century.

Fiume Tevere
Tiber river

51
Pretola
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Ramazzano Le Pulci
Il nome completo, Ramazzano Le Pulci, è composto da quello di due toponimi sepa-
rati: Ramazzano è la parte che si trova in cima alla collina, mentre Le Pulci è la zona
ai piedi della collina, lungo la pianura attraversata dal fiume Tevere.
Il nome Ramazzano deriva da quello del castello del XII secolo costruito dalla fami-
glia dei Ramazzani, a cui apparterrà fino alla fine del Cinquecento.
Nel 1694, il castello passò al conte Giulio Cesare Degli Oddi e, nel XVIII secolo, ai
marchesi Coppoli di Siena. In seguito, appartenne anche a Camillo Pecci, nipote di
Leone XIII, ai Presutti ed al conte Bennicelli. Quest'ultimo, nel 1931, vi ospitò
anche il re Vittorio Emanuele III. Il castello è stato ristrutturato più volte nel corso
dei secoli ed è attualmente in fase di restauro ad opera degli attuali proprietari. Al
suo interno vi sono varie sale affrescate. Nel cortile interno si trova un pozzo profon-
do 40 metri che comunica con i sotterranei e le segrete.
La cappella del castello fu gestita dai monaci cistercensi della vicina abbazia di
Montelabate fin dal 1113 e fu parrocchia fino al 1600.
Nel 1610 venne costruita l'attuale chiesa parrocchiale, dedicata a San Tommaso.

Ramazzano Le Pulci
The whole name of the village is Ramazzano Le Pulci and it is a compound of two distinct
place-names: Ramazzano is the part of the village on the top of the hill, while Le Pulci is the
area at the foot of the hill, on the plain crossed by the river Tiber. The name Ramazzano
derives from the name of the castle built by the family Ramazzani in the XII. This family
owned the castle till the end of 1500.
Then it passed first to the Count Giulio Cesare degli Oddi in 1694 and then to the
Marquises Coppoli di Siena in the XVIIIth century. Later on it belonged to Camillo Pecci,
Leone XIII's nephew, to the Presutti and to the Count Bennicelli who gave hospitality to
King Vittorio Emanuele III himself in 1931. The castle has been restored many times in the
course of ages and it is once again under repair by the present owners. Inside there are some
frescoed rooms. In the inner court-yard there is a 40 metres deep well communicating with
the cellars and the dungeons. The chapel of the castle was managed by the Cistercian
monks of the close Montelabate Abbey since 1113 and was a parish till1600. The present
parish church dedicated to Saint Thomas was built in 1610.

53
Ripa
La località, come il vicino borgo di Castel d'Arno, è legata alla città umbro-etrusco-
romana di Arna, del V-IV secolo a.C., situata nel territorio compreso tra i fiumi
Tevere e Chiascio.
È probabile che il nome derivi dal latino ripa, cioè riva, in quanto si affacciava
sull'antico lago Umber, oggi prosciugato.
Un insediamento, di proporzioni significative, si ebbe a partire dal 1266, quando la
città di Perugia vi fece costruire un castello sentinella verso il territorio di Assisi e la
via Flaminia.
Dalla metà del XVI secolo Ripa divenne un insediamento prevalentemente agrico-
lo, feudo della nobile famiglia perugina degli Ansidei.
Intorno alla metà del 1800 fu teatro del banditismo che interessò l'intera area,
capeggiato da famosi briganti dai nomi pittoreschi, come Cinicchia e Ortica.
Il castello di Ripa, che risale appunto al XIII secolo, è caratterizzato da mura esterne
circolari, con due porte principali: la Montarone a sud e la Porticella a nord.
Nella piazza principale è possibile osservare un affresco della Madonna delle Grazie,
di scuola senese, del XIV secolo.
La chiesetta Pieve di Santa Maria di Ripa fu invece edificata, tra il X e l'XI secolo, dai
monaci benedettini del vicino monastero di San Giustino d'Arna; passò poi ai
Monaci Templari e ai Cavalieri di Malta.
Alla fine del 1800 le fu costruito attorno il cimitero di Ripa.

Ripa
The village, as well as other close ones, is linked to the Umbrian-Etruscan-Roman town of
Arna born around the V-IVth century B.C. in the territory between the rivers Tiber and
Chiascio.
The name probably derives from the latin ripa that is riva in Italian (shore) as it was facing
the ancient Umber Lake dried up by now.
A settlement rose in 1266 when the town of Perugia wanted a castle to be built there to
control the territory towards Assisi and the Flaminia Road.
Ripa became a feudo owned by the noble family of Ansidei from Perugia since the first half
of the XVIth century.
Then it was a site of the robberies that affected the whole area around the half of 1800.
These were leaded by bandits with picturesque names, such as Cinicchia and Ortica.
The castle of Ripa dates back to the XIIIth century and it is characterized by circular
boundery walls with two main doors: the Montarone to the south and the Porticella to the
north. In the main square you can admire a fresco representing “Our Lady of Graces” by
Sienese school of the XIVth century.
The small church Pieve di
Santa Maria di Ripa was built
between the X and the XI
centuries by the Benedictine
monks of the close monastery
of St. Giustino d'Arna. Then
it passed to the Templars and
to the Order of Malta. At the
end of 1800 a cemetery was
built around the church.

54
Ripa
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San Lorenzo della Rabatta
Il borgo di San Lorenzo della Rabatta si trova in una felice posizione collinare, alle
pendici di Monte Tezio.
Le sue origini risalgono presumibilmente al XII secolo; la chiesa parrocchiale esiste-
va già nel 1163, in quanto risulta che Federico I ne confermò il possesso alla catte-
drale di San Lorenzo. Salendo verso il borgo, si scorge per primo il campanile, quindi
la chiesa ed infine le abitazioni sorte intorno ad essa. Oggi il borgo è proprietà priva-
ta, sede di un agriturismo, tranne la chiesa, chiusa però da alcuni anni.

San Lorenzo della Rabatta


The village of San Lorenzo della Rabatta lies in a pleasant hilly position at the slopes of
Mount Tezio.
Its origins go probably back to the XIIth century. The parish church did already exist in
1163 as it comes out that Federico I confirmed the possession of it to the cathedral of San
Lorenzo in Perugia. Going up to the village we discover first the bell-tower, then the church
and finally all the houses built around it.Today the small village is a private property, but the
church that has been unfortunately closed for years.

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San Martino dei Colli
Fondato nel XIII secolo a sud-ovest di Perugia, lungo la via per Città della Pieve, il
borgo di San Martino dei Colli fu fortificato intorno alla metà del XIV secolo.
Dell'impianto originario rimangono solo alcune case del borgo e parte delle mura
castellane.
La chiesa parrocchiale di San Martino, da cui l'insediamento prese nome, si trova
all'interno dell'area murata; essa risale agli inzi del XIII secolo ed in passato dipende-
va dalla diocesi di Arezzo.

San Martino dei Colli


Founded in the XIIIth century at the south-west of Perugia along the road to Città della
Pieve, the small village of San Martino dei Colli was fortified in the XIVth century.
A few houses and a portion of the castle walls are the sole remains of the original complex.
The parish church of San Martino, which the name of the village derived from, rises inside
the walls. It dates back to the beginning of the XIIIth century and in the past it was under
the diocese of Arezzo.

59 57
Sant'Angelo di Chieli
La chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo si trova su una piccola altura, lungo la
valle del Tevere. Fu costruita tra il XII ed il XIII secolo e dipendeva dalla Cattedrale
di Perugia. Il restauro dell'interno risale, probabilmente, al XVIII secolo. Nella chie-
sa sono presenti quattordici incisioni su rame del 1782, rappresentanti le stazioni
della Via Crucis, opera di Francesco Cerchini.
Nei pressi della chiesa si trova La Palazzaccia, maestosa villa-castello dei primi del
Novecento che fu costruita da Pasquale Alecce, sopra una cappella cinquecentesca,
al centro di una vasta tenuta agricola coltivata a grano, viti, olivi e ricca di pascoli.
Alecce concepì la costruzione ricalcando le residenze ottocentesche ed arredando-
ne l'interno con mobili, quadri ed arazzi di grande valore artistico.
Personaggio di spicco della società romana, in questo luogo ameno era solito ospita-
re personalità del mondo dello spettacolo. Lo stesso Roberto Rossellini vi ambientò
le scene di un fotoromanzo negli anni Trenta.

Sant'Angelo di Chieli
The church, dedicated to Saint Michael the Archangel is on a small hill along the Tiber val-
ley; it was built between the XIIth and the XIIIth century and it was under the Cathedral of
Perugia. The inside restoration goes back to the XVIIth century. In the church there are
fourteen copperplate engravings of 1782 representing the stations of the Via Crucis by
Francesco Cerchini.
The Palazzaccia is a nearby magnifcent villa-castle of early XXth century. It was built by
Pasquale Alecce on a sixteenth century chapel in the middle of a farm growing wheat, vines,
olive-trees and full of grazing ground.
Alecce conceived the building imitating the nineteenth-century residences and furnishing it
with fine pieces, pictures and tapestry of great artistic value. Being part of Rome high soci-
ety he was used to give hospitality in this pleasant spot to many actors and artists.
Roberto Rossellini himself filmed here some scenes of a photo romance in the Thirties.

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La Palazzaccia
The Palazzaccia
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Solfagnano
Solfagnano si trova al limite nord del territorio di Perugia su una collina in prossimi-
tà del fiume Tevere.
Il paese si sviluppa a partire dal XIV secolo come villa, per poi diventare un vero e
proprio castrum nel secolo successivo.
Il nucleo originario del Castello o Palazzo di Solfagnano, oggi detto Villa Bennicelli,
risale al XIV secolo. L'edificio fu poi oggetto di ristrutturazione e abbellimento tra i
secoli XVII e XVIII.
Ad esso si accede tramite un ponte in muratura. Sul lato occidentale, di fronte alla
doppia scalinata d'accesso, sorge una fontana. All'interno del parco si trova la chiesa
padronale e la casa del custode.
La Villa, appartenuta al marchese Antinori di Perugia nel 1700, fu acquistata prima
da un olandese e poi dalla famiglia Bennicelli, che la possiede dal 1865.
Le attività si sono sviluppate soprattutto nella zona pianeggiante di Solfagnano; in
quella collinare, oltre alla Villa, vi sono alcune abitazioni private e la chiesa.

Solfagnano
Solfagnano lies to the northern border of the territory of Perugia and it is crossed by the river
Tiber. The village has developed as a “villa” since the XIVth century and became a
“castrum” in the following century.
The originary body of the Castle or Palace of Solfagnano, called Villa Benicelli today, dates
back to the XIVth century and it was restored and embellished between the XVIIth and the
XVIIIth centuries.
A stone bridge allows the access to it. There is a fountain on the western side in front of the
double staircase. Inside the garden there is a private church and the keeper's house.
The Villa was owned by the Marquis Antinori of Perugia in 1700, then it was bought first
by a Dutchman and then by the Bennicelli family who has had it since 1865.
While in the hilly area there are only some private houses the Villa and the church, it is in
lower area of Solfagnano that have developed all the activities of the village.

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Valbiancara
Valbiancara si trova a pochi chilometri da Cenerente, alle pendici di Monte
Civitelle, in prossimità di Monte Tezio. È un aggregato rurale costituito da più caseg-
giati molto articolati. Il complesso è composto da tre unità principali con distacchi
assai limitati.
Di notevole interesse è la massiccia torre con tetto spiovente che presenta, sui quat-
tro lati, svariate manipolazioni nelle aperture. L'unica testimonianza che permette
la sicura attribuzione ad epoca medievale è un'archeggiatura in conci, visibile sulla
parte centrale inferiore del lato est.

Valbiancara
Valbiancara is situated a few chilotetres far from Cenerente, at the slopes of Mount Tezio.
It is a rural aggregation of some buildings.
The complex is formed by three main parts quite close each other.
The massive tower with sloping roof shows various changes made in the openings in the
four sides. A series of stone arches on the central lower eastern part is the sole proof of its
medieval origin.

61
Castelli / Castles
Castello di Antognolla . . . . . . . . . . . . . . . . 64
The Castle of Antognolla Comune di
Castello di Ascagnano . . . . . . . . . . . . . . . . 66
The Castle of Ascagnano
Perugia
Castello dell'Oscano . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
The Castle of Oscano
Castello di Procoio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
The Castle of Procoio
Castello Rustichelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
Rustichelli Castle Villa del Colle
Castello di San Giuliano . . . . . . . . . . . . . . . 72 del Cardinale
The Castle of San Giuliano
Castello di San Marino . . . . . . . . . . . . . . . . 73
The Castle of San Marino
Valcaprara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74

Ville e Palazzi
Villas and Palaces
Villa del Colle del Cardinale . . . . . . . . . . . 75
Palazzo di Murlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81 PE
The Palace of Murlo
Corciano

Città della
Pieve
Umbertide

Castello di
Ascagnano Valcaprara

Gubbio
Castello di Palazzo di
Antognolla Murlo
Castello di
S. Giuliano

Castello di
Procoio

Castello E45
Rustichelli

Castello
dell'Oscano
Castello
di San Marino

Gualdo
Tadino
ERUGIA

Raccordo A1

Foligno

Legenda / key to symbols


E45 Raccordo A1
Strada principale / main road
Strade secondarie / secondary road
Fiume Tevere / the Tiber river
Terni
64
Castello di Antognolla
Il Castello di Antognolla è posto alle pendici nord di Monte Tezio.
Il suo nome deriva dagli Antognolla o Antognolli, una delle più antiche e nobili fami-
glie perugine, che abitava in Porta Santa Susanna e di cui molto si parla nelle crona-
che fin dal XII secolo.
L'epoca di costruzione del castello non è nota; le prime notizie su questa località
risalgono al 1174, anno in cui si attesta la presenza di un monastero di benedettini
dedicato a San Pietro, di cui l'unica testimonianza rimasta è la cripta della chiesa
dedicata a Sant'Agata. Per motivi non precisati, l'insediamento, da monastico,
divenne strettamente militare; a metà del 1200 è citato come castrum e risulta essere
già di proprietà della famiglia degli Antognolla.
Con la bolla pontificia del 1399, Papa Bonifacio IX elevò a feudo la contea di
Antognolla concedendola a Ruggero di Antognolla e ai suoi eredi per i servigi resi
alla Santa Sede. Tra il 1400 e il 1500, il castello fu teatro di complotti e assedi. Nel
1480 fu preso dai Baglioni, signori di Perugia, poiché Niccolò di Antognolla si era
opposto loro. Bernardino e Ieronimo di Antognolla parteciparono nel 1500
all'eccidio dei Baglioni e per questo furono l'uno decapitato e l'altro esiliato; poté tor-
nare solo nel 1523. Gli Antognolla restarono padroni del castello fino al 1605.
Il feudo passò di proprietà nel 1628, quando venne acquistato dal conte Cornelio
Oddi.
Alla famiglia Oddi restò fino al 1836, anno in cui il marchese Giovanni Battista
Guglielmi acquistò la contea di Antognolla ed effettuò interventi e restauri finaliz-
zati alla duplice funzione del castello, divenuto sia luogo di villeggiatura che sede di
un'azienda agricola.

The Castle of Antognolla


The Castle of Antognolla rises on the northern slope of Mount Tezio .
Its name could come from the Antognolla or Antognolli, one of the most ancient and noble
families of Perugia often quoted in chronicles since the XIIth century. The date of building is
still unknown.
The presence of a benedictine monastery devoted to Saint Peter is certified only in the year
1174. A sole testimony of it is represented today by the crypt in the church devoted to Saint
Agatha. Soon after this monastic site became a military settlement for still unknown rea-
sons and around the first half of 1200 it is quoted as a “castrum”, already a property of the
Antognollas.
The Pope Boniface IX raised the county to a feud by the bull in 1399 and conceded it to
Ruggero Antognolla and his heirs for the services they did the Holy See. Between 1400 and
1500 the castle was the scene of conspiracy and siege. In 1480 the Baglionis, lords of
Perugia, took the castle since Niccolò di Antognolla opposed them. Ieronimo and
Bernardino di Antognolla took part in the massacre of Baglionis in 1500 and Ieronimo was
beheaded while Bernardino was exiled and came back in 1523. The Antognollas were the
owners of the castle until 1605.
The feud was bought by count Cornelio Oddi in 1628. It was a property of the Oddis till
1836 when it was bought by the marquis Giovanni Battista Guglielmi.
He made a series of interventions and repairs to transform the castle into a pleasant holiday
place and a farm.

65
Castello di Ascagnano
Alla confluenza del torrente Nese con il Tevere, sopra Pierantonio, proprio al confi-
ne tra il comune di Perugia e quello di Umbertide, sorge il castello di Ascagnano, il
cui nome sembra derivi dagli Ascani, discendenti di Enea.
Non si conosce la data esatta della sua fondazione. Le prime notizie risalgono al
1370, anno in cui Gilberto conte della Serra entrò nel vicino Castiglione Ugolino,
che si era ribellato ai Perugini, con l'intento di togliere loro anche il castello di
Ascagnano.
Quando poi venne scoperto che Giacomo d'Ascagnano e la sua famiglia intendeva-
no consegnare il proprio castello ai fuoriusciti perugini, esso venne distrutto per ordi-
ne di Biordo Michelotti e dei magistrati di Perugia.
Le rovine del castello furono acquistate e ricostruite, nel 1415, dal perugino Agnolo
Ticagnetto.
Nel corso dei secoli, il castello ha avuto diversi proprietari che vi hanno apportato
adattamenti e modifiche sia estetiche che funzionali. Nel XIX secolo, fu proprietario
del castello il marchese Ettore Florenzi, che, in difficoltà economiche, nel 1832 lo
vendette al re di Baviera Luigi I, che lo acquistò sicuramente per la profonda ed inti-
ma amicizia con la moglie del Florenzi, la marchesa Marianna.
Oggi il Castello è parte di un'azienda agraria che si occupa dell'allevamento di caval-
li di razza.

The Castle of Ascagnano


The castle of Ascagnano rises at the confluence of the stream Nese with the Tiber, above
Pierantonio just at the border between the Commune of Perugia and that of Umbertide.
Its name is supposed to derive from the Ascani, Enea's descendants.
The exact date of its foundation is not known. The earliest news goes back to 1370, when
Gilberto Count della Serra went into the near Castiglion Ugolino that had rebelled against
Perugia.
Then, when it was known that Giacomo Ascagnano and his family meant to give the castle
to the nobles escaped from Perugia, it was destroyed by order of Biordo Michelotti and the
magistrates of the town. The ruins of the castle were bought and reconstructed by Agnolo
Ticagnetto from Perugia in 1415.
Over the centuries the castle had various owners who made both aesthetic and functional
adaptations and modifications. In the XIXth century the castle was bought by the marquis
Ettore Florenzi who sold it to the King of Bavaria Louis I in 1832, because of financial diffi-
culties. The king probably bought it because of the deep and intimate friendship with the
marquess Marianna, Florenzi's wife.
Today the castle is part of a farm where race horses are bred.

66
Castello di Ascagnano
The Castle of Ascagnano

67
Castello dell'Oscano
The Castle of Oscano
68
Castello dell'Oscano
Le prime notizie scritte sul Castello dell'Oscano, che prende nome dal torrente che
bagna questa zona, risalgono alla seconda metà del 1300, quando le milizie pontifi-
cie giunsero dalla Toscana ed invasero, devastandolo, il territorio perugino. Tutta la
zona attorno a Cenerente, e dunque anche quella dell'Oscano, all'epoca era consi-
derata strategica, in quanto crocevia di importanti vie di comunicazione che colle-
gavano l'Umbria, la Toscana e le Marche.
Probabilmente, intorno al 1600, vicino al fortilizio fu costruita una villa.
Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, Villa Oscano appartenne al celebre
avvocato penalista perugino Alessandro Bianchi il quale, nel 1895, trovandosi in dif-
ficoltà finanziarie, la vendette ai conti Giuseppe e Ada Telfner, ai quali si deve la
costruzione dell'attuale castello.
Questo presenta una pianta a L, formata da un grande corpo rettangolare con, ai
lati, due torri, una circolare ed una quadrangolare, e da un corpo più piccolo con un
portico ed un'altra torre. Il castello è oggi una proprietà privata.

The Castle of Oscano


The castle of Oscano derives its name from the river that flows through this area. The first
written news about it dates back to the second half of 1300 when the papal soldiers coming
from Tuscany invaded and devastated the land of Perugia.
The territory all around Cenerente, the Oscano, was considered a strategic point in that
age, as a cross-road collecting Umbria, Tuscany and Marche.
Probably in 1600 a villa was built near the fort.
In the second half of XIXth century, Oscano Villa was owned by the famous criminal law-
yer Alessandro Bianchi from Perugia. In 1895, suffering from financial difficulties, he sold
it to the Counts Giuseppe and Ada Telfner who made the present castle build. It shows a L-
shaped plan with a big rectangular body with two towers, one circular and the other qua-
drangular. Another portion of the castle is constituted by a smaller body with a portic and a
third tower. The castle is today a magnificent and comfortable place.

69
Castello di Procoio o Procopio
Poche sono le notizie certe riguardanti questo castello, imponente ed alquanto sug-
gestivo, situato, in posizione dominante, sopra Migiana di Monte Tezio, eretto in più
riprese tra il 1455 e il 1480.
Esso è diviso internamente in due parti da un percorso rettilineo di attraver-
samento, alle cui estremità si trovano due porte arcuate.
Il settore più antico sembra essere quello, posto sul lato nord, che presenta filari di
pietra più compatti e regolari.
All'esterno, addossata al muro del fronte di ingresso, vi era una cappella votiva di
probabile epoca settecentesca, inspiegabilmente demolita in tempi recenti.
Non è stata ancora chiarita la distribuzione interna e le funzioni originarie di tutto il
complesso che si presenta alquanto degradato.

The Castle of Procoio or Procopio


This is a stately castle full of charm situated in a dominating position above Migiana di
Monte Tezio. There is very little news about it. It was built in the XVth century.
Inside it is divided into two parts by a straight course at the ends of which two arched doors
stand. The earliest part seems to be the northern one, which shows more regular and com-
pact stones.
On the outside there was a votive chapel against the front door wall. It dated probably back
to the eighteenth century but it was inexplicably demolished in recent times.
Neither the inner distribution nor the originary functions of the whole complex has been yet
explained. Unfortunately it is rather damaged today.

70
Castello Rustichelli
Percorrendo la strada che costeggia il
Tevere, nelle vicinanze di Ponte Pattoli, si
giunge a Prezzonchio, località in cui si
trova il Castello di Rustichelli.
Le prime notizie su questo castello risalgo-
no al 1154, anno in cui ne risultava signo-
re Raino di Rustichelli.
Durante il Medioevo la famiglia Rusti-
chelli era ben nota nella zona di Ponte
Pattoli, visto che, oltre al castello, anche il
vicino torrente, che da Montenero rag-
giunge il Tevere, ne porta il nome.
Il complesso Rustichelli rappresenta un
raro esempio di fortificazione medievale
concepita sia per la difesa ed il controllo
del territorio, sia come residenza di cam-
pagna. Come fortezza risponde ai canoni
dell'architettura militare del Medioevo, mentre come modello edilizio anticipa di
alcuni secoli il passaggio dalla struttura chiusa e inespugnabile del castello a quella
della villa o casa di campagna, caratterizzata da un ambiente aperto, con giardino
interno, chiesa accessibile dall'esterno e diverse rifiniture architettoniche.
L'ingresso del castello, affiancato da una piccola chiesa, è la sua parte più antica e
suggestiva. Passando sotto un arco a tutto sesto si accede ad un atrio dalle spesse
mura, con feritoie e portali. Sul lato sud le mura presentano eleganti beccatelli.
Attualmente il complesso è una proprietà privata.

Rustichelli Castle
Going along the River Tiber, near Ponte Pattoli, you get to Prezzonchio and to the
Rustichelli Castle. The earliest news about this castle dates back to 1154, when its lord was
Raino di Rustichelli. During the Middle Ages the Rustichelli family was certainly well
known in the area of Ponte Pattoli, since besides the castle, the nearby stream, which runs
from Montenero to the Tiber, has their name too.
The building complex of Rustichelli is a rare example of medieval fortification conceived
both for defence and control of territory and as a country house. As a fortress, it meets the
characteristics of Middle Ages military architecture. As a building model, it anticipates by
centuries the passage from the closed and unconquerable structure of the castle to the open
villa, or country house, with an inside garden, a church accessible from the outside and
several architectural trims.
The entrance to the castle, with a little church close by, is the oldest and most picturesque
part. You go under a round arch and you enter a lobby with thick walls, loopholes and por-
tals. On the south side, the walls have some elegant brackets.
The castle is now private property.

73 71
Castello di San Giuliano
Si trova sull'omonimo monte, in posizione dominante sulla pianura del Tevere che
scorre a meno di un chilometro di distanza. L'insediamento di Castel San Giuliano
risale al XII secolo: nel 1170, infatti, Papa Alessandro III ne conferì il possesso al
Comune di Gubbio.
La chiesa parrocchiale, prima dedicata a San Giovanni, poi a San Giuliano, risaliva
invece al XIV secolo e dipendeva dal monastero di San Pietro di Perugia.
All'interno del castello vi era anche l'Oratorio di San Girolamo, di cui si hanno noti-
zie in un documento del 1505. Il borgo fu fortificato all'inizio del XV secolo.
Dell'antico castello restano oggi dei suggestivi ruderi.

The Castle of San Giuliano


It is situated on the slopes of the homonymous mount approximately 9 kilometres north-
east of Perugia. It overlooks the plain of the river Tiber which slides less than one kilometre
far. The settlement dates back to the XIIth century: in 1170 the Pope Alexander III granted
the possession of the castle to the Commune of Gubbio.
The parish church, devoted first to Saint John then to saint Julian, dates back to the XIVth
century and it was under on the Monastery of San Pietro of Perugia.
Inside the castle there was also the Oratory of San Girolamo quoted in a document of
1505. The village was fortified at the beginning of the XIVth century. Beautiful ruins
remain nowadays as an evidence of the ancient imposing castle.

72
Castello di San Marino
L'insediamento di San Marino, che si trova su di un colle appena fuori le mura di
Perugia, esisteva già alla fine del XIII secolo: è del 1297, infatti, l'ordine del magistra-
to di Perugia di effettuare dei lavori di manutenzione della strada che conduceva da
porta Sant'Angelo a San Marino.
Il piccolo complesso divenne poi, in epoca non precisata, una villa che fu di proprie-
tà, nella seconda metà dell'Ottocento, della famiglia Baldeschi. In tale periodo ven-
gono in essa inglobate la chiesa ed una torre medievale. È oggi proprietà privata ed
in fase di ristrutturazione.

The Castle of San Marino


The settlement of San Marino , on a hill just outside Perugia city walls, did already exist at
the end of the XIIIth century: in 1297 a magistrate of Perugia ordered some mantainance
works of the road leading from Porta Sant'Angelo to San Marino.
The small complex became then a villa of the Baldeschi family in the nineteenth century. In
that period the church and a medieval tower were included in the villa. Today it is a private
property under repair.

73
Valcaprara
L'insediamento di Valcaprara, denominato in origine Villa Vallis Caprarie, si trova
tra le colline a nord di Perugia, poco distante dalla valle del Tevere. Esso risale al XII
secolo. Fu fortificato tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400.
Nel 1480, la comunità di Valcaprara ottenne da Perugia un contributo di 27 fiorini
per ristrutturare le mura ed il cassero del castello. Nel XIX secolo Valcaprara era
ancora in buone condizioni, “con buona torre, porta di ferro e ponte levatoio”. Nel
XX secolo vi aveva sede anche una scuola. Oggi è proprietà privata ed in fase di
ristrutturazione.

Valcaprara
The settlement of Valcaparara, originally called Villa Vallis Caprarie, goes back to the
XIIth century. It was fortified between the end of 1300 and the beginning of 1400.
In 1480 Perugia gave the community of Valcaprara 27 florines as a contribution for the
restoration of the walls and the keep of the castle. In the XIXth century Valcaprara was still
in good conditions with a tower, iron door and drawbridge. In the XXth century a school
had its seat here. Today it is a private property under repairs.

74 76
Villa del Colle del Cardinale
Nella seconda metà del '500, Perugia e le terre occidentali del Lago Trasimeno
furono protagoniste di evoluzioni culturali sostenute dal mecenatismo della
Famiglia della Corgna. “Familia Notabilis”, già nel tredicesimo secolo, accrebbe
potere e fama con l'elezione di Papa Giulio III, nel 1550, ovvero di Giovanni Maria
Ciocchi Del Monte, fratello di Giacoma, sposa di Francesco della Corgna. I loro figli
Ascanio (1514-1571) e Fulvio (1517-1583), rivestirono ruoli fondamentali sia in
campo militare che religioso per la cura ed il governo dello Stato di Castiglion del
Lago e del Chiugi. Ascanio intrecciò la sua storia con gli eventi bellici più importanti
del tempo; personaggio vivace, amante delle arti, in particolare dell'architettura, ne
approfondì la conoscenza con la guida di Galeazzo Alessi (1512-1572). Sposò
Giovanna Baglioni, da cui non ebbe figli ed adottò Diomede Della Penna, figlio di
sua sorella Laura e di Ercole Della Penna, ed è a favore di Diomede il suo
testamento, redatto il 15 agosto 1571, prima della battaglia di Lepanto. Nel viaggio
di ritorno, dopo la grande vittoria, morì a Roma il 3 dicembre 1571 in casa del
fratello, fu sepolto a Perugia in San Francesco al Prato. Fulvio, seguì la carriera
ecclesiastica e divenne Cardinale, fu uomo illuminato, sensibile cultore di lettere ed
arti, si può considerare un vero mecenate che, nel suo Stato, nella corte Cardinalizia
e di Governatorato Perugino, promosse le migliori esperienze di importanti
autonomie artistiche. Fu promotore, insieme al fratello Ascanio, di importanti
opere edilizie, urbane e suburbane, tra cui il restauro del Castello di Pieve del
Vescovo, presso Corciano (1571-1580) e, quasi contemporaneamente, la
costruzione della Villa del Colle, edificata intorno al 1575, come residenza estiva di
grande magnificenza e rispondente al concetto rinascimentale di “luogo di delizie”.
Fulvio era solito abitare nei mesi invernali a Roma dove si concluse la sua vita il 2
marzo 1583, gli venne data una sepoltura con sommi onori nella chiesa di San Pietro
in Montorio.
La Villa del Colle del Cardinale è situata tra i confini del Chiugi e del Perugino, il colle, di
probabile connotazione archeologica, è amenissimo, ricco di acque, di condotti segreti, alto
sulla valle che portava sulle vie del mare, verso i domini dei Vitelli e dei Montefeltro, punto
centrale di un'ampia circonferenza.
La Villa era luogo di piacevole soggiorno estivo, luogo colto ove ricevere ed interlo-
quire con letterati, studiosi ed artisti, dove raccogliere le esperienze toscane e roma-
ne. Resta un particolare ed unico esempio, in Umbria, di villa suburbana, immutata
come la dipinse il pittore fiorentino Salvio Savini. Si accede alla Villa tramite un
lungo viale in pendenza, al termine del quale si erge imponente la struttura compat-
ta, nella pianta rettangolare, che si sviluppa su tre piani e mezzo fuori terra: piano
rialzato, primo piano nobile, secondo piano sottotetto oltre al seminterrato.
All'esterno, sulle direttrici delle diagonali, sorgono quattro costruzioni angolari: il
bagno del Cardinale con la biblioteca, l'uccelliera del giardino d'inverno con la selle-
ria, uno studio, un soggiorno per ospiti.
I vani, all'interno, sono caratterizzati da coperture a botte e a padiglione, di superfi-
cie assai ampia; un grande corridoio disimpegna, ai piani, due gruppi simmetrici di
ambienti, conducendo al vestibolo rettangolare di accesso allo scalone, al torrino,
alla scala di servizio. Al piano nobile è situato il magnifico Salone d'Onore, con il
soffitto ligneo cassettonato “a sfondamento”, intagliato ed a policromie e dorature
che sembra realizzarsi da un'idea progettuale già sperimentata dell'Alessi in San
Pietro a Perugia. Sui fianchi si aprono altre camere e salotti che, a volte, recano i
segni di aggiunte decorative posteriori (secc. XVIII-XIX), ma tutte armoniosamen-

77 75
te inserite, come gli arredi tessili alle pareti, ormai frammentari. Al piano superiore
si accede dai vani del mezzanino, adibiti a camere per gli ospiti; il piano rialzato con-
teneva “ampi vestiboli adorni delle più celebri incisioni, sale di conversazione, da
ballo, ed anche, volendo, per un teatrino di campagna” (MS - “Avviso ai Forastieri”,
Arch. Oddi Baglioni, 1842). Gli ampi spazi del seminterrato per le cucine, dispense,
lavanderie, ecc., permettono l'accesso interno al pozzo e la comunicazione sotterra-
nea agli edifici angolari; una particolare “salle à manger” decorata a trompe l'oeil da
Carlo Labruzzi (1747-1817), riferisce di interventi d'uso e di gusto, operati dai suc-
cessivi proprietari.
Il filo narratore che conduce alla visita, è anche il ricco ciclo pittorico firmato e data-
to da Salvio Savini nel 1581, un anno dopo quello di Città della Pieve. Pittore “pre-

76
ferito” dalla corte dei Della Corgna, il Savini fa parte della schiera manierista. Mal-
grado la vastità della superficie trattata, dà inizialmente la sensazione di una com-
presenza discreta, da scoprire adagio, nelle grafie sottili di fantasmagoriche allusioni
simboliche, delle grottesche, nelle citazioni storico-familiari della committenza.
Nel 1645 Fulvio IV della Corgna vendette tutta la proprietà a Cornelio II Oddi, per
ventiseimila scudi; nel passaggio la Villa, continua il suo ruolo di luogo di cultura,
molto amata, ben frequentata, un po' variata nelle decorazioni e negli arredi, sia
all'interno che all'esterno, secondo il volgere del gusto. Si possono ben notare, infat-
ti, i modi del tardo settecento, del neoclassico, nonché i temi cari alla cultura
romantica. Il Cavalier Cesaroni facoltoso imprenditore perugino, e penultimo pro-
prietario dal 1891, vi apportò migliorie e restauri, curando molto lo stato conservati-

77
vo del giardino e del parco; attento alle novità del tempo, il Cesaroni, come già gli
Oddi Baglioni, fece eseguire una documentazione fotografica, oggi veramente pre-
ziosa, con ampie vedute della Villa, del giardino e del parco. Tutto fu poi acquisito
dall'avvocato Luigi Parodi, padre di Anna Parodi Monaco di Lapio ultima proprieta-
ria, che con grandi possibilità e varie conoscenze culturali aprì la Villa alle migliori
frequentazioni letterarie del tempo.
La Villa è dotata di un grande parco di circa 13 ettari che la continuità abitativa ha
preservato, nel tempo, da una sicura rovina. Negli ultimi vent'anni, comunque, un
degrado generale, per mancanza di manutenzione, ha segnato gran parte degli
annessi, gli elementi decorativi e di arredo lapideo del giardino e i sotterranei.
L'antico impianto cinquecentesco prevedeva un giardino all'italiana, coevo a
magnifici esempi romani, sul fianco nord della Villa, ancora leggibile in una mappa
del Catasto del geometra Andrea Chiesa del 1727-1734, ed una zona di orti, frutteti,
uliveti, atti al fabbisogno.
Con gli Oddi Baglioni si apportarono grandi cambiamenti al parco, tra il 1729 ed il
1795, con un progetto in stile francese di cui si conoscono i disegni originali firmati
dal celebre Capitano Adriani e dall'Architetto Giuseppe Alemanni. Ad inizio Otto-
cento, una parte del parco fu ridisegnata in senso romantico “all'inglese”. Nel 1819
anche l'Imperatore Francesco I e Carlotta di Baviera vi si recarono in visita, e Fran-
cesco Ansidei, nel 1835, ne fece un'accurata ed ammirata descrizione nel poemetto
“La Villa del Colle”, dedicato alla Contessa Lavinia Oddi Baglioni. Il complesso
naturalistico, oltre alla sua straordinaria bellezza ed agli indiscussi pregi storico arti-
stici, ancora oggi, riveste una grande importanza scientifica per la varietà e la ric-
chezza delle specie botaniche, oggetto di recenti studi a cura della Facoltà di Agraria
dell'Università di Perugia.
La Villa del Colle del Cardinale, nel 1996, è stata acquistata dal Demanio dello
Stato ai fini della sua tutela e valorizzazione nel territorio, con apertura alla pubblica
fruizione.
Testi tratti da / Text by: La Villa del Colle del Cardinale “Un luogo di delizie” di Francesca Abbozzo.
Pubblicazione a cura della / Published by: Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. dell’Umbria.
Fotografie / Photos: Gabinetto Fotografico Soprintendenza B.A.P.P.S.A.E.

Villa del Colle del Cardinale


Coming from Perugia, you can already see the Villa on the hill behind Colle Umberto.
The founder of the family Della Corgna, “familia notabilis”, was Berardo, feudal lord of
Bastia Corgna, near Lake Trasimeno, in the thirteenth century who, according to the
legend, descended from Cornelio the African.
The Della Corgnas originally controlled the Trasimeno territory, then their power
increased even beyond Umbria, since Pope Giulio III's sister married Francesco Della
Corgna and the Pope established the rich State of Castiglione del Lago and Chiugi in his
favour. Their children Ascanio, Fulvio and Laura achieved the height of wealth and power

78 78
but then, with Pope Paul IV, in 1555, they suffered detention and forfeited their estate.
They regained privileges and power in 1563. Ascanio was a great commander in France
and in Spain. He died on his way back from the Battle of Lepanto in 1571 and he was
buried in San Francesco al Prato in Perugia.
Fulvio entered the Church and was cardinal and bishop of Perugia. He died in Rome in
1583 and he was buried in Saint Peter's church in Montorio.
Thanks to the two brothers, several public and private buildings were made, often designed
by Galeazzo Alessi, like the Palace in Città della Pieve and the Palace in Castiglione del
Lago. They restored the Palazzo dei Priori in Perugia and the Castle of Pieve del Vescovo
near Corciano. In 1575, Fulvio ordered the Villa del Colle del Cardinale to be built, as his
summer residence.
Fulvio Della Corgna was a cardinal but especially an enlightened man, a fine arts lover, a
great patron of the arts. So he and all the owners of the Villa del Cardinale after him, over
the centuries have always kept and handed the nature of “delightful place”of the Villa, that
is a relaxing holiday resort where it was also possible to meet and talk to artists and learned
men of the time, particularly from Rome and Tuscany.
The Villa is located between the two territories of Perugia and Chiugi, on a pleasant hill,
rich in water, on a valley that led to the roads to the sea.
It is a peculiar and unique example of sixteenth century suburban villa in Umbria.
The exterior of the building has not been changed much over the centuries, and still has the

79 79
original shape which we can also admire in the frescoed lunettes of the grand staircase,
where the Villa looks almost the same as today.
The building has rectangular plan and consists of three floors, in addition to the vast
underground rooms contained inside the terracing on which the Villa stands. There are also
four side buildings, which communicated with the vault: two at the front corners and two at
the rear. They contain a study, the aviary of the winter garden with the harness room, a
lounge for guests, the library and the peculiar Bagno del Cardinale (Cardinal's Bathroom),
circular, decorated with niches and with a marble bath at its centre.
On the first and the second floor there are the wide state rooms which are six to eight metres
high. On the first floor, in the Salone Centrale, the allegorical figures of Arts and Virtues
alternate with landscapes of family property, with festoons, grotesques and mythological
figures all around. The frescoes here are attributed to the Florentine painter Salvio Savini
who made them in 1581, one year after his work in Città della Pieve. “Favourite” painter
at the Della Corgna court, Savini was a Mannerist.
Still in the Salone Centrale, or Salone d'Onore, there is a wooden carved coffered ceiling,
beautiful and unusual for a private house. It was probably designed by Galeazzo Alessi
who had made a similar one in Saint Peter's church in Perugia.
In 1643 the Villa was bought by the Oddi family and the sixteenth century building was
tranformed after a neoclassical style.
At the beginning of the eighteenth century the garden was renovated and an English
romantic garden was created.
In 1893 the Villa was bought by Cavaliere Cesaroni, a rich entrepreneur. He made the
Villa his business centre, modernized its plants and grew many species of trees in the garden
for profitable business. He also ordered a photographic documentation to be made, which is
very precious today.
In the 1920s Ligurian lawyer Luigi Parodi bought the Villa and as a patron of the arts, used
to have as his guests men of letters and artists, like Giuseppe Ungaretti, Vincenzo
Cardarelli, Mino Maccari.
The Villa was then inherited by the Monaco di Lapio family. Anna Parodi Monaco di Lapio
threw open it to the most important and learned people of the time.
In 1996 the Villa was bought by the State. Its naturalistic complex has great importance
both for its historical and artistic value and for the wide variety of botanical species,
recently studied by the Agriculture Faculty of University of Perugia.

80
Palazzo di Murlo
Il palazzo di Murlo si trova su di un colle in posizione dominante rispetto all'ampia
valle che si forma alle pendici dei monti Tezio ed Elceto di Murlo.
Come hanno dimostrato i tanti ritrovamenti archeologici, la zona rivestiva una gran-
de importanza già nell'antichità. Stando ad una lapide ritrovata nelle segrete dal
conte Antonio Oddi, nel luogo in cui oggi sorge il palazzo esisteva in epoca romana
una villa appartenente alla Gens Murria, da cui potrebbe derivare il toponimo.
La villa, con annessa una piccola chiesa dedicata a San Biagio, fu dunque proprietà
della famiglia Oddi, dal XVI secolo fino agli inizi dell'800.
Nel 1836 il marchese Giovan Battista Guglielmi acquistò il vicino feudo di
Antognolla ed entrò in possesso anche della villa di Murlo che assunse così anche
l'appellativo di Palazzo Guglielmi. Il marchese Guglielmi, partcolarmente devoto
alla Madonna, restaurò la chiesa sul finire del secolo e volle che fosse dedicata anche
alla Madonna delle Grazie. Attualmente il complesso è una proprietà privata.

The palace of Murlo


The palace of Murlo is situated on a hill dominating the wide valley at the foot of Mount
Tezio and Mount Elceto di Murlo.
According to the several archeological discoveries this area had a great importance already
in ancient times. A tombstone discovered in the dungeons by the Count Antonio Oddi in
the place where the palace rises today attested the existence in Roman ages of a villa owned
by the Gens Murria from which the present place-name probably derives. The villa with a
small church devoted to San Biagio, was then owned by the Oddi family since the XVIth
century up to the beginning of the XIXth century.
In 1836 the Marquis Giovan Battista Guglielmi bought the close feud of Antognolla and
took also possession of the villa of Murlo that therefore got the name of Guglielmi Palace
too. The Marquis Guglielmi, a devotee of Virgin Mary, restored the church at the end of the
century and wanted it to be devoted to the Virgin Mary of Graces too. The palace is now pri-
vate property.

81
Siti storici e archeologici
Historical and archeological sites
Acquedotto di Monte Pacciano . . . . . . . . 84
The Acqueduct of Mount Pacciano
Cippo di Perugia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
The Cippus of Perugia
Conservoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
Tomba del Faggeto
Neviere del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
Tomba del Faggeto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90

Legenda / key to symbols


E45 Raccordo A1
Strada principale / main road
PE
Strade secondarie / secondary road Corciano
Fiume Tevere / the Tiber river

Città della
Pieve
Umbertide

Gubbio

Neviere
del Tezio

E45

Conservoni

Acquedotto
Monte Pacciano
Cippo di Gualdo
Perugia Tadino
ERUGIA

Raccordo A1

Foligno

Comune di
Perugia
Terni
Acquedotto di Monte Pacciano
The Aqueduct of Monte Pacciano

84
Acquedotto di Monte Pacciano
La costruzione di questo acquedotto, situato nella zona di San Marco, risale al XIII
secolo. Nel 1254 il Consiglio del Popolo del Comune di Perugia decise la realizzazio-
ne della Fontana Maggiore, nel centro della città, ad opera di Nicola e Giovanni
Pisano e, di conseguenza, la costruzione di un acquedotto, per portarvi l'acqua.
Questo avrebbe raccolto, in un unico punto, le sorgenti della zona di Monte
Pacciano, tramite lo scavo di una serie di cunicoli per oltre 500 metri di lunghezza e
la costruzione di una cisterna di raccolta, la “Conserva delle vene”. Più a monte,
venne costruito un altro serbatoio, il Conservone Vecchio, per raccogliere l'acqua
piovana da utilizzare in caso di siccità. L'opera fu alquanto complessa.
L'acquedotto attraversava San Marco e Montegrillo, risalendo verso il centro di
Perugia, lungo un percorso con forti dislivelli. I lavori subirono alterne vicende ed
interruzioni e furono ripresi nel 1275. Il 13 febbraio 1280, l'acqua sgorgava
dall'appena ultimata Fontana Maggiore. Nel corso dei secoli l'acquedotto è stato più
volte bersaglio di saccheggi e sabotaggi, fino all'ultimo, subito nel 1799, in seguito al
quale divenne definitivamente inattivo.

The Aqueduct of Monte Pacciano


This aqueduct, located near San Marco, was built in the XIIIth century. In 1254, the “Co-
uncil of People of the Commune of Perugia” decided the Fontana Maggiore to be realized in
the town centre by Nicola and Giovanni Pisano and it was also planned the construction of
an aqueduct to bring water there. It would have gathered water coming from the sources of
Monte Pacciano by a series of cuniculi 500 metres long and a cistern, called the Conserva
delle vene (The Reservoir of springs). Another reservoir called Conservone Vecchio
(Old Reservoir) was built to gather rain water to be used in case of drought. It was a com-
plex work.
The aqueduct passed throught San Marco and Montegrillo and then climbed up to Perugia
town centre throught a long course with big drops and rises. The works started again in
1275 after a period of alternate interruptions. On the 13 February 1280 water flowed
from the Fontana Maggiore just ultimated. Over the centuries the aqueduct suffered many
sacks and sabotage and, after the last one in 1799, it became definetly inactive.

85
Il Cippo di Perugia
Nella zona di San Marco, alle pendici di Monte Malbe e alle sorgenti del torrente
Genna, nel 1822 venne portato alla luce un eccezionale reperto archeologico data-
bile fra il III ed il II secolo a.C. ed oggi a tutti noto come Cippo di Perugia.
Si tratta di un'iscrizione etrusca, fra le più lunghe conosciute, incisa su due facce di
un blocco di travertino, lavorato in basso in modo da poter essere conficcato nel ter-
reno. Esso attesta la ripartizione delle terre tra due importanti famiglie etrusche, i
Velthina di Perugia e gli Afuna di Chiusi, ed è testimonianza, insieme ad altri ritrova-
menti di tombe, urne funerarie e cippi di confine, della spartizione di vasta parte del
territorio settentrionale di Perugia tra facoltosi clan etruschi, a partire dal IV secolo
a.C. Si trova oggi nel Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, a Perugia.

The Cippus of Perugia


This extraordinary archeological piece, knows as Cippo di Perugia (Cippus of Perugia)
was discovered in 1822 in the area of San Marco on the slopes of Mount Malbe, just where
the torrent Genna rises and it is datable between the III and the II centuries B.C.
This is one of the longest Etruscan inscriptions known, engraved on two faces of a block of
travertine, worked so as to be run into the ground. It attests the division of lands between
two important Etruscan families: the Velthina of Perugia and the Afuna of Chiusi. Like
many others cippi of borders, urns, and graves discovered in the area, it certifies the posses-
sion of part of the northern territory of Perugia by rich Etruscan families since the IVth cen-
tury B.C.. It is today preserved in the National Archeological Museum of Umbria in
Perugia.

86
Conservoni di Monte Pacciano
Appena fuori dall'abitato di San Marco, seguendo la strada che porta il loro nome, si
giunge ai Conservoni, antiche cisterne di raccolta dell'acqua, situati in posizione
panoramica nei pressi di un'area boschiva.
Uno di essi risale addirittura al XIII secolo; un altro, più recente, è stato invece rea-
lizzato nel 1883.
Entrambi sono oggi alimentati dagli acquedotti moderni ed utilizzati come scorta
d'acqua in caso di emergenza.
Nella casa in pietra che si trova a fianco dei conservoni, un tempo abitazione del con-
tadino che aveva anche il ruolo di custode delle acque, si trova il cunicolo di accesso
al conservone principale.

The Conservoni of Monte Pacciano


Just outside the built-up area of San Marco, following the road named strada dei
Conservoni, you get just to the Conservoni, which are ancient reservoirs where water is
collected, set in a place from which you can see a wonderful parorama, surrounded by a
wooded area.
One of the conservoni is very old and dates back to the thirteenth century. Another one,
more recent, was made in 1883. In the biggest conservone the water of many little springs
is piped. This water is still a precious supply in case of emergency or drought.
In the stone house near the conservoni, where once a farmer lived and watched over the
water to protect it from poisoning or sabotage, there is the entrance to the main reservoir.

87
Neviere di Monte Tezio
A 917 metri sul livello del mare si trovano i suggestivi ruderi delle Neviere, recen-
temente restaurati, ai quali si giunge seguendo un sentiero, chiamato appunto delle
Neviere, che sale a fianco del cancello d'entrata del Parco di Monte Tezio. Le neviere
erano costruzioni simili a grotte artificiali nelle quali durante l'inverno veniva intro-
dotta e costipata la neve utilizzata poi durante la stagione calda per conservare e raf-
freddare cibi e bevande.
Quando non esisteva il frigorifero, la conservazione del cibo avveniva tramite il sale
per la carne o con la salamoia o l'aceto per le verdure. Ovviamente anche il freddo
era usato come mezzo di conservazione. Le case dei ricchi avevano, nel giardino,
delle ghiacciaie nelle quali veniva raccolta la neve nei mesi invernali. Ad esempio
risulta che i coloni della tenuta di villa Baldeschi, situata presso il Tevere, rac-
coglievano la neve, la trasportavano con carri e carriole e la sistemavano sul fondo
della neviera della villa, difendendola dalle alte temperature estive tramite un gros-
so cordone di paglia selezionata, che fungeva da isolante termico.

Neviere of Monte Tezio


The suggestive ruins of the Neviere stand at 917 metres above sea level. We can get there
by walking down the so called path delle Neviere climbing up at one side of the access gate
to the Natural Reserve of Monte Tezio.
In ancient times, when the fridge did not exist, food was preserved by salt added to meat or
by vinegar or pickle for vegetables. Cold was also used to preserve food. Rich people usually
had some ice-houses in the garden where snow was gathered in winter.
Farmers gathered snow on the Monte Tezio, carried it by carts and wheelbarrows and
stored it at the bottom of the Neviera. A thick straw string was used as a thermic insulator
against hot summer temperatures.

88 88
Neviere di Monte Tezio
Neviere of Monte Tezio

89
Tomba del Faggeto
La Tomba etrusca del Faggeto fu scoperta tra il 1919 ed il 1920, casualmente, da un
taglialegna in un bosco di faggi, da cui deriva il nome della località e della tomba.
Si trova in una collina nei pressi di Monte Tezio, nella zona di San Giovanni del
Pantano. La piccola camera sepolcrale è costruita con blocchi di arenaria, ed è pre-
ceduta da uno stretto corridoio di accesso, ricavato nel pendio del colle. Al suo
interno fu rinvenuta un'urna cineraria ed alcuni oggetti di corredo.
La particolarità, unica per le tombe a camera rinvenute intorno a Perugia, è la pre-
senza del battente di chiusura. Il monolite, spesso 11 centimetri, comprende anche
due bilici tronco-conici che, inseriti nelle apposite cavità ricavate nella soglia e
nell'architrave, ne permettono la rotazione. La tomba è databile alla seconda metà
del II secolo a.C.

Tomba del Faggeto


The so called Tomba del Faggeto (tomb in the beechwood) was discovered accidentally by
a lumberman in a beechwood between 1919and 1920. It is situated at the slopes of Mount
Tezio not far from San Giovanni del Pantano. It has been dug in the natural sandstone
ground. You can reach it through a narrow passage excavated in the slope of the hill. A
cinerary urn and a set of objects were found inside.
Unlike the other chamber tombs discovered around Perugia, this shows a closing leaf at the
door. The monolith, 11 centimetres thick, includes also two frustum-conical pivots. They
are drugged in proper hollows made out in the threshold and in the architrave. They make
the stone door rotate. The tomb goes back to the second half of the IInd century B.C.

90
Tomba del Faggeto
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Indice alfabetico /Alphabetical Index

Abbazia Celestina / The Celestine Abbey . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10


Abbazia di Montelabate / The Abbey of Montelabate . . . . . . . . . . . . . . 12
Acquedotto di Monte Pacciano / The Acqueduct of Mount Pacciano . . 84
Castel d'Arno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
Castello di Antognolla / The Castle of Antognolla . . . . . . . . . . . . . . . 64
Castello di Ascagnano / The Castle of Ascagnano . . . . . . . . . . . . . . . 66
Castello dell'Oscano / The Castle of Oscano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68
Castello di Procoio / The Castle of Procoio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
Castello Rustichelli / Rustichelli Castle . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
Castello di San Giuliano / The Castle of San Giuliano . . . . . . . . . . . . 72
Castello di San Marino / The Castle of San Marino . . . . . . . . . . . . . . 73
Castiglion Ugolino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
Cenerente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
Cippo di Perugia / The Cippus of Perugia. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
Civitella Benazzone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
Civitella d'Arna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
Collestrada . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
Colognola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Coltavolino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
Conservoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
Convento del Farneto / The Monastery of Farneto . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
Fontignano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
Fratticiola Selvatica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
Migiana del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
Montepetriolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
Morleschio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Mugnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45

92
Neviere del Tezio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
Palazzo di Murlo / The Palace of Murlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
Pieve San Quirico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47
Pilonico Materno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Poggio delle Corti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
Pretola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
Ramazzano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53
Ripa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
Romitorio di Monte Tezio / The Hermitage of MonteTezio . . . . . . . . . . . 19
San Giovanni del Pantano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
San Giovanni del Prugneto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
San Lorenzo della Rabatta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
San Lorenzo di Montenero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
San Martino dei Colli. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
Sant'Angelo di Chieli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58
Solfagnano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
Tomba del Faggeto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
Valbiancara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
Valcaprara . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
Villa del Colle del Cardinale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75

Itinerari / Routes
Perugia. Il Gusto della tradizione / Perugia. The Taste of Tradition

Perugia. Profumo di bosco e di fiume / Perugia. Scent of Wood and River

Perugia. Spettacoli incantevoli / Perugia. Beautiful sights

Perugia. Toccare con mano / Perugia. Touch and feel

Perugia. Ascoltando il silenzio / Perugia. The sound of silence

93
Bibliografia / Bibliography

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a cura della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. dell'Umbria

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rilievo, Perugia, Ed. Grifo, 1997

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Monti del Tezio, 2004

Quaderni del Monte. Il Romitorio e Castel Procoio, Perugia, Associazione culturale


Monti del Tezio, 2004

Quaderni del Monte. Le Neviere di Monte Tezio, Perugia, Associazione culturale


Monti del Tezio, 2003

Quaderni del Monte. Tomba Etrusca del Faggeto e Torre Gualterotta, Perugia,
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Rosi Bonci, Lorena, Arna: testimonianze storiche ed archeologiche, Perugia, Stamperia


del Cumune, 2000

Sensi, Mario, Itinerari del sacro in Umbria, Firenze, Ed. Octavo, 1998

Sensi, Mario, Santuari nel territorio della Provincia di Perugia, Perugia, Ed.
Quattroemme, 2002

Molte notizie sono state apprese dalla viva voce degli abitanti dei borghi e dei
proprietari e gestori dei beni culturali presenti in questa guida.

Some information has been given and some stories have been told personally by
inhabitants, owners and managers.

95
Un ringraziamento particolare a / Special thanks to

Francesco Brozzetti
Mauro Bifani

per le foto concesse / for their pictures

Ringraziamenti / Acknowledgements

Francesca Abbozzo
Giancarlo Benvenuto
Maria Laura Brunelli
Maurizio Bussolati
Silvio Cipriani
Gianmaria Fontana di Sacculmino
Aldo Frittelli
Lino Gambari
Paolo Passerini
Antonio Rosatelli
Helen Smith

Frati Minori dell'Umbria del Convento di Farneto

Associazione Monti del Tezio


Fondi Rustici Montelabate srl
Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. dell'Umbria

96
ASSOCIAZIONE
MEDIA VALLE DEL TEVERE
G.A.L.

GRUPPO
AZIONE LOCALE
ALTA UMBRIA

TRASIMENO-ORVIETANO

Comune di Perugia
Assessorato al turismo

Realizzato con il contributo dell'Unione Europea


Iniziativa Comunitaria Leader Plus

Realized with EU contribution


EU Enterprise Leader Plus

Unione Europea

Regione Umbria

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Design and production
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Revisione / Editing
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Testi a cura di / Text by


Lucia Maggi

Traduzioni a cura di / Translation by


Catia Barbarossa, Lucia Maggi

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Stampa Petruzzi - Città di Castello


Novembre 2007 http://turismo.comune.perugia.it