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LE STORIE DI NONNO

AUGUSTO
FAVOLE PER PICCOLI E NON SOLO A SFONDO
MORALE

SIMEONE,ILBAMBOLOTTO EURASIATICO
Franco era un piccolo e dolce bambino proveniente dalla penisola anatolica.
Un giorno incontrò un personaggio di cui non faremo il nome,Augusto Frangipetto.
Augusto era solito passeggiare nelle vicinanze di Edessa,l'odierna Urfa,e raccogliere
un po di
erbe per il suo giardino.
Franco,che abitava lì,con parole dolci e simpatiche si avvicinò a Augusto,e gli disse:
"Guarda signore,ti piace il mio bambolotto,si chiama Simeone!"
"Io con i tuoi bambolotti mi ci pulisco il culo!"
Franco,in preda alla disperazione,vagò per mesi prima di gettarsi in un dirupo.

Non vantarti di qualcosa che Augusto non ha,potrebbe dargli ai nervi.

LA COPIA DELLO ZEUS DI CAPO ARTEMISION


Un giorno Augusto andò a Londra per partecipare ad un'asta di oggetti antichi.
Dopo vari pezzi barocchi,fu messa in vendita una copia della statua greca raffigurante
Zeus o Poseidone,ritrovata al largo del Capo Artemision.
Augusto,affascinato dall'opera,voleva comprare il manufatto così da metterlo in bella
mostra di fianco ai Coccodritti Kinder.
Augusto diede il prezzo di partenza,e tutti lo seguirono a ruota:
"1000 $...1500,2000,3500,5000...".
Il prezzo era in continua ascesa,e Augusto sferrò l'ultimo attacco:
"10000!".
Era tutto ciò che aveva.
"10000 e uno,10000 e due,10000 e tr..."-"15000!"
Augusto,sconvolto per il mancato acquisto,si alzò verso l'acquirente,un facoltoso
banchiere cinese,e disse,scendendosi i pantaloni:
"La vuoi vedere una copia romana dello Zeus di Capo Artemision?"
Il banchiere morì d'infarto,e Augusto riuscì ad ottenere la tanto agognata opera.

Non rilanciare il prezzo quando c'è in sala Augusto Frangipetto,vedere la sua copia
romana dello Zeus di Capo Artemision non è un bello spettacolo.

LA NONNINA PAOLETTA
C'era una volta nel borghetto di Bellavista una nonnina,Paoletta era il suo nome,che
ogni giorno offriva in dono ai bambini delle caramelle.In cambio i piccini facevano
per lei delle commissioni.
Augusto,invidioso della bontà straripante della vecchina,un giorno si travestì da
bambino delle favelas,andò da Nonna Paoletta,e mentre lei si girava per prendere le
caramelle,le rifilò un fortissimo calcio allo sterno.Dopo averla nascosta in un
ripostiglio sotterraneo attese l'arrivo dei piccini,che appena entrati in casa vennero
accolti da una lunga serie di calci,sputi e insulti e costretti a vomitare sopra il
cadavere di Paoletta tutte le caramelle.

La bontà non è benvista da Frangipetto,soprattutto se lui non ne è l'artefice.

IL PROVETTO REGISTA
Questa storia proviene dalla notte dei tempi dell'esistenza di Augusto Frangipetto.
Robertino Pompelmo era un bambino molto socievole e benvuoluto,e frequentava la
stessa scuola di Augusto.
Un giorno la direttrice dell'istituto organizzò un concorso cinematografico per
bambini.
Robertino,da ragazzino intelligente e facoltoso quale era,si fece aiutare dal padre,che
aveva le migliori macchine in circolazione,e fece un delizioso documentario sulla vita
dei pettirossi.
Augusto,da ragazzino spocchioso quale già era,non accettò il benchè minimo aiuto,e
realizzò un'oscena accozzaglia di sequenze senza senso intitolate "La vita dei Cani
randagi da Sa Spragaxa a S'arriu Medr' e' cani".
Robertino vinse il concorso,Augusto arrivo tre posti dopo l'ultimo.
Il Frangipetto,imbestialito,si vendicò in maniera atroce.
Rapì,con l'aiuto dei cani randagi,il povero Robertino,lo portò nei rimboschimenti di
Monti Eccas,e liberò dietro lui dei gatti famelici lunghi dal muso al garrese 6 metri.
Seguì la macabra processione sopra una rudimentale steady cam modello Stanley
Kubrick e realizzò un documentario horror dal titolo "Gatti ciccioni alla
riscossa:Morte del vincitore".
Robertino Pompelmo fu ritrovato nel punto più basso di un burrone,nudo e con un
pettirosso conficcato nel culo,terribile riferimento al cortometraggio vincitore.

Augusto non sopporta i cineamatori di ottimo livello,non realizzate filmati di livello


superiore al suo.

L'ESPLORATORE PRODIGIO
Augusto fu inviato,circa vent'anni fa,in una remota zona della Papua -Nuova
Guinea,per girare un documentario sulle specie animali del posto.Tutti i componenti
della †troupe†si sperticarono alla ricerca di specie animali rarissime.Augusto riuscì a
trovare soltanto un normalissimo pastore tedesco,perchè dal'alto della sua spocchia
pensava che i rarissimi esemplari sarebbero arrivati senza il suo minimo
sforzo.Robertino Pompelmo,lo stesso del concorso della scuola,che nel frattempo si
era laureato con master specialistico alla Sorbona di Oxford in cinema di livello
superiore(Augusto aveva un diploma alle grandi scuole),trovò nei meandri
inaccessibili del luogo un rarissimo esemplare di Crociere maculato,che venne
avvistato per l'ultima volta nel 6876 A.C. da Adamo ed Eva nell'Eden.
Augusto,ingelosito da questa ulteriore,cocente sconfitta, passò alla truffa e
all'inganno.
Chiamò,direttamente dalla Germania nazista,il Dottor Mengele e il Dottor
Frankestein,e fece costruire geneticamente un drago alato dalla testa ai piedi,che
aveva anche un'inquietante somiglianza con il maggiordomo de "il pranzo è
servito".Il mostro pleistocenico fece quindi irruzione nel vivo del party organizzato in
onore di Robertino,e maciullò tutti gli invitati con gioia e giubilo di Augusto e di
tutti gli spocchiosi del mondo.
Il Crociere maculato si estinse,alcuni dicono divorato dal Drago,altri dalla vista della
bandana del Frangipetto.

Augusto,in ambito faunistico,ammette soltanto i propri successi.

LA SEDUTA SPIRITICA
Un giorno,tanto tempo fa,Augusto e Robertino Pompelmo furono invitati da una
vecchia signora per partecipare ad una seduta spiritica.
Robertino Pompelmo,che aveva studiato spiritologia all'istituto Blavatskij di San
Pietroburgo,era stato invitato nel ruolo di medium per contattare i più importanti
personaggi della storia e carpirne i più remoti e inaccessibili segreti.
In poco tempo dall'inizio della seduta,Robertino Pompelmo riuscì a contattare
dall'aldilà tutti i più grandi condottieri della storia,che narrarono a tutti i presenti la
verità sui misteri più grandi che l'uomo non era mai riuscito a svelare.
La seduta si concluse con una serie di scroscianti applausi in favore del Pompelmo.
Augusto,che non era rimasto inerme di fronte all'ulteriore umiliazione pubblica,tentò
vanamente già nel bel mezzo della seduta di sabotare il nemico:
"Quello non è Napoleone,lo riconosco,è mio zio Alfredo di Castellamare di Stabia",
"Si,certo,mo Annibale andava in giro sopra un'elefante...",
"Giulio Cesare?ma se è morto...".
Vedendo che i suoi tentativi si perdevano nel nulla il Frangipetto,come al solito,mise
in atto la sua solita farsa spocchiosa:
"ANCHE IO SONO UN MEDIUM".
Dopo le risate generali,tutti si sederono in cerchio nell'osservare i tentativi
dell'ominide.
In effetti il Frangipetto,essendo un essere paranormale,riuscì nell'intento di contattare
i defunti,che però opposero resistenza:
Houdini tentò di rinchiuderlo in una scatola metallica inaccessibile,Michelangelo li
lanciò il David sulle ginocchia,Mago G trasformò la sua testa in un enorme baiocco
Galbusera(e tutti commentarono all'unisono"adesso sei più bello,ah ah ah...")e
Cagliostro con la pietra filosofale gli trasformò le guancie in due zirconi.
Augusto,ridotto ormai ad un quadro dell'Arcimboldo,tentò l'ultimo assalto:vendette
seduta stante l'anima a Belzebù,chiamò dagli inferi una falange di demoni incazzati
del girone degli spocchiosi(che lo fecero subito presidente onorario),e fece incatenare
Pompelmo e i suoi seguaci in una roccia del monte Olimpo,dove un Grifone
dell'apertura alare di 8 decametri ogni ora tornava dalle vittime per bucare loro il
mento,tutto ciò in memoria degli antichi miti greci.

Augusto si ritiene l'unico essere umano in grado di compiere atti


soprannaturali,essendo avvantaggiato di natura.

AUGUSTO E IL FUNERALE DELLA VICINA


Augusto un giorno presenziò al funerale di una vicina di casa,una povera vecchina
morta d'infarto,che tutti chiamavano nonna Gelsomina.
Mentre si avvicinava al feretro,vide appoggiata ad un lastrone di marmo una foto
della nonnina ancora viva con tutta la famigliola felice accanto.
Una sorella della vecchia,accostatasi al Frangipetto,disse"visto che bella famiglia che
avevamo,peccato che sono rimasta viva solo io..".
Augusto,dall'alto della sua incomprensione boriosa,intese la frase come"Visto come
la mia famiglia è più bella della tua,adesso ci sono ancora io che ti romperò i coglioni
fino alla fine dei miei giorni.".
Lo spocchioso,infastidito dalla presunta superbia della vecchia escogitò un tranello
per far calare il sipario sulla vita di lei e della sua generazione.
Stampò col suo computer portatile di ultima generazione duecentomila volantini con
sopra scritte le più volgari falsità sulla famiglia nemica,come "il figlio ha inculato la
nonna mentre il cane faceva un pompino alla prozia che aveva fatto una sega a nonna
Gelsomina,che in realtà era un transessuale brasiliano".
La vecchia,dopo aver letto il volantino diffamatore,divenne paralizzata dalla
vergogna e si ritirò in un convento nel mezzo del deserto del Gobi.

La famiglia di Augusto è l'unica famiglia per cui si possano usare aggettivi lodevoli,e
lui ne è il massimo esponente.

IL MAESTRO DELLE ELEMENTARI


Un dì Augusto,che tornava a casa dopo aver comprato l'ennesimo accessorio inutile
per il suo portatile,passò davanti ad una scuola elementare.
Il maestro che stava insegnando era Gabonzo Pompelmo,zio di Robertino, un
insegnante stimato e benvoluto, considerato il più bravo di tutti.
Un giorno, Augusto decise di togliere quel "più".
Comprò clandestinamente via internet un campione di virus ebola,che spedì tramite
messo mafioso a casa di Gabonzo.
Il docile maestrino morì il giorno stesso,e Augusto,saputo l'indirizzo del supplente
sabotando il computer della scuola,andò a casa sua sotto le mentite spoglie di persona
normale e lo trafisse con una alabarda medievale a forma di losanga allungata
appartenuta a suo zio Rolando di Torre del Greco.
Arrivato a scuola fece subito l'appello,punendo con il taglio della gamba sinistra chi
non avesse risposto con "presente,sua Maestà".
Creò all'interno della classe un regime totalitario social-fascista,con a capo un
triumvirato:Lui,Augusto e Frangipetto.
Tutti i bambini furono rinchiusi in un lager creato seduta stante nei bagni della
scuola,che dal quel giorno venne ribattezzata San Sabba.
Morirono tutti di dissenteria mentre Augusto,dopo aver approvato la
costituzione,diventato spocchioso a livelli stellari,rovesciò il triumvirato con un colpo
di stato provocato da lui stesso,per dimostrare la sua superiorità su Che
Guevara,chiudendo la sanguinosa giornata rivoluzionaria con il motto:
"Frangipetto:lui lo crea,lui lo distrugge".

Augusto non sopporta i cattivi maestri,a meno che non siano suoi sudditi.
AUGUSTO E LA SFIDA DI FAVOLETTE
Un dì Augusto si trovava all’asilo,da dove doveva prendere la nipotina Genoveffa.
Sbirciando con cupidigia in un’aula ,aveva visto un’insegnante che raccontava delle
favolette che suscitavano stupore e allegria nei bimbi.
Aspettata la fine della lezione,il napoletano si intrufolò furtivamente nella classe,per
cercare il libro fetente che conteneva le storielle.Trovato il libro,Augusto prenotò un
volo diretto Bellavista-Atene,per andare a sottomettere l’autore dei racconti,un certo
Esopo.
Scoperto per puro caso che Esopo era morto,Augusto cercò di controllarlo per via
paranormale,grazie ai suoi extra-poteri.
Dopo esser riuscito a contattarlo,organizzò un incontro-scontro nell’Ade (Caronte
tentò invano di buttarlo dalla barca),a cui partecipava una giuria di bambini
defunti,tra cui Anna Frank,San Simonino e Qui,Quo e Qua.
Esopo presentò una serie di splendidi racconti,stilisticamente perfetti e molto
educativi.
Augusto partorì una serie di stronzate volgarissime tipo “Pollicino fammi un
pompino”,”La fata turchina ti fa la sega sopraffina” e “Continua a mangiare
merda,burattino del cazzo”.
I bambini,rimasti sconvolti dalla greve spocchiosità del Frangipetto,lo cacciarono
seduta stante da quel luogo.
Belzebù,dopo aver sentito le favolette di Augusto,esclamò:”neanche io ho mai
raggiunto questo livello,c’è un limite a tutto!”
Augusto vaga ancora nei gironi infernali,alla ricerca di un qualcuno che ascolti le sue
orribili storielle.

Augusto fa paura a tutti,persino ai demoni.Non farlo entrare nella tua vita,almeno


finchè non abbiano inventano l’esorcista contro la spocchia.

AUGUSTO E IL COMPUTER NUOVO


Augusto,come faceva ogni tre giorni,era appena tornato dal Superinternational
Multimedia Store di New York,dove aveva comprato degli inutili e spocchiosi
accessori per il computer,come lo schermo di 458 pollici della Samsung e il mouse
della Philipps che ti dice i fusi orari da Città del Messico ad Alpha Centauri.
Quando era proprio sull’uscio di casa,vide che a casa di Robertino Pompelmo,il suo
acerrimo nemico,si era appena parcheggiato un furgone station wagon della
Mercedes.
Conteneva al suo interno un dono di compleanno da parte dello zio di Robertino
Pompelmo,il facoltoso mecenate statunitense Bill Rockerduck Gates Scrooge
Pompelmo,direttore mondiale della Microsoft Imperial Informatic Research
labotatory.
Il regalo era l’ennesimo fantascientifico computer di ultima generazione,creato grazie
alla collaborazione della Microsoft con la Nasa.
Tutti i vicini di casa del Frangipetto accorsero per vedere l’ennesima dimostrazione di
vera superiorità del Pompelmo,con Augusto che tentava di gettare scredito dicendo
che il suo primo IBM dell’86 era più veloce e potente.
Augusto,che finora solo nell’elettronica era riuscito a sopraffare Robertino,cadde in
preda allo sconforto e all’incazzo più totale,e tentò l’immediata e cocente vendetta.
Chiamò direttamente da Napoli Alfredo Puccio “Mururoa” Frangipetto,un
rappresentante di spicco della malavita partenopea,che gli propose dei computer
alieni trafugati da un’astronave custodita nell’Area 51.
Ordinò poi delle stampanti larghe 27 metri in grado di stampare pure in speciali rotoli
d’acciaio,
e se li fece recapitare a casa tramite Ape Cross Piaggio da Giovanni Su Scimpru,suo
corriere di fiducia.
All’arrivo,tutti si accorsero che qualcosa non andava:dagli scatoloni erano infatti
usciti,imballati nel naylon dei vecchietti giapponesi che continuavano a ripetere “Is
this the Airplane to Tokyo?”.
Evidentemente il messo mafioso aveva scambiato i pacchi all’aeroporto.
Augusto,su tutte le furie,prese dei rotoli di carta igienica,li sparse per strada,tagliò la
giugualare dei vecchietti e incominciò a sbatterli violentemente,fino a che non
comparì nei rotoli la scritta
“LA MIA STAMPANTE E’ E SARA’ SEMPRE LA MIGLIORE”.
Poi prese i cadaveri dei vecchi orientali e incominciò ad infilarli a forza nei
processori del nuovo computer di Robertino Pompelmo,fino a che non comparve
come screen saver la scritta enorme
“LUNGA VITA AI TOKUGAWA FRANGIPETTO”.
Dopo di chè Augusto,in preda alla gioia,destituì i suoi genitori e si proclamò Shogun
di casa sua.

Va bene tutto,ma nei computer Augusto non ammette sgarri di nessun tipo.

AUGUSTO E I GATTINI DELLA VICINA


Un dì Augusto,mentre annaffiava i suoi Cactus,sentì un fastidioso rumore animalesco
provenire dal balcone di fianco casa sua.
Era il balcone di Romualda Rosacroce,una simpatica vecchina centoquarantenne,che
dava da mangiare a dei poveri e indifesi gattini randagi.
La dolcezza con cui i piccoli felini si avvicinavano alla anziana signora indispettì non
poco l’orgoglio dello spocchioso abitante di Bellavista,che subito rimediò allo sgarro.
Travestitosi da vecchina,invitò le ingenue bestioline nel suo antro,e con un paio di
scarpe maleodoranti che portava senza mai togliersele da quattordici anni,le fece
svenire.
Chiamò quindi dal laboratorio scientifico di Oklaoma City il dottor Zapotec,esperto
di fama mondiale in sperimentazione e manipolazione genetica,che impiantò nei
poveri cuccioli dei geni di Ocelot caucasico,un enorme felino quasi estinto.
Liberate le bestioline,le lasciò andare in attesa degli eventi.
La mattina dopo,nonna Romualda si affacciò al balcone:
“bestioline mie care,dove sie…”
“ROAR……AHHHRG…MIAOOOOOOOO…”.
Dai Rododendri del balcone spuntarono fuori delle fiere gigantesche lunghe nove
metri e larghe dodici,che in un baleno sbranarono la povera vecchia riducendola in
poltiglia.
Intanto Augusto aveva allestito sul palazzo un tendone,e travestitosi da domatore
circense continuava a ripetere delirando “VENGHINO SIGNORI
VENGHINO,OGGI AL CIRCO FRANGIPETTO VECCHINA DEL CAZZO
MASSACRATA DA GIOVANI ESEMPLARI DI OCELOT…VENGHINO
SIGNORI VENGHINO…”.

Augusto non approva la dolcezza verso gli animali,anche loro devono sottostare alle
sue regole(in the future,Augusto is the law…).

AUGUSTO E I QUADRI ANTICHI


Augusto,come ogni venerdì,tornava a casa dopo aver seviziato i cani della zia
Prosdocima.
Passando per una via vide una porta aperta,e dentro una signora che guardava
meravigliata una parete.
Rimanendo spocchiosamente dubbioso,il Frangipetto si avvicinò furtivamente
all’entrata e vide con sdegno che la vecchia bacucca ammirava una serie di quadri
secenteschi.
La signora,venne a sapere lo spocchioso,si chiamava Eleonora Zuberbuler, una ricca
contessa collezionista d’arte.
Innervosito dal fatto che lui in casa aveva solo una riproduzione dello stemma della
FOS(Formaggi ovini sardi) e un poster di Batistuta con un enorme buco sulla
bocca(?),il napoletano decise di correre ai ripari.
Chiamò per direttissima da Sorrento lo zio Checco
Saltimbocca“manolesta”Frangipetto, rappresentante di primordine della cupola
campana,specializzato in traffico di oggetti antichi e opere d’arte.
Si fece recapitare a casa centoventiquattro copie perfettissime di capolavori dei più
grandi pittori rinascimentali,dal Perugino fino a Michelangelo.
Venuto in possesso delle opere,chiamò Vittorio Sgarbi per un confronto pubblico in
cui si doveva decidere la collezione migliore.
Augusto era convinto della vittoria sulla contessa,ma ad un certo punto si rese conto
che qualcosa non andava.
In un raptus totale di spocchia,infatti,all’arrivo dei quadri decise di firmarli tutti con il
suo nome,con l’uso di un pennarrello Osama indelebile,così che nessuno si potesse
sbagliare sull’autore dei capolavori.
Sgarbi si accorse subito della truffa,e dopo aver insultato con 124 epiteti grevissimi il
Frangipetto,lo denunciò al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Augusto,in preda ad un altro raptus di follia acuta,istituì una corte marziale formata
da Gatti famelici,Draghi alati e Ocelot caucasici.
Dopo aver legato alla gogna Sgarbi e la contessa,gli fece confessare la loro colpa
sull’olocausto,sulla strage di Capaci e sull’incendio di Roma del 64 d.c.
In preda alla pazzia,i due torturati confessarono anche di adorare una testa bifronte
chiamata Bafometo e di praticare culti misterici dedicati a Sandra Milo.
I due furono portati via esanimi da due inquisitori spagnoli che li confinarono
sull’isola di Santa Isabela nelle Bermuda,dove dei cannibali li mangiarono vivi dopo
tre giorni vissuti tra fame e sofferenza.

Augusto non sopporta i collezionisti d’arte,soprattutto se l’autore dei capolavori non


è lui medesimo.

AUGUSTO E LA NUOVA RELIGIONE


Era un Mercoledì mattina,e lo spocchioso portava a passeggio il suo cane,un Mastino
napoletano di 85 chili,Koseremimminko.
Sulla strada incontrò un suo vicino di casa,Vitalis Takawira detto Digital,che gli
accennò a degli strani personaggi che passavano di casa in casa per portare il
messaggio di un certo Geova.
Augusto,incuriosito dall’informazione,un giorno si appostò dietro ad un vaso del
pianerottolo davanti alla porta di casa per scoprire chi erano quegli strani personaggi.
Scoperto che si trattava di seguaci di una setta americana,decise di toglierseli dai
piedi,anche perché “Testimoni di Frangipetto” suonava effettivamente meglio di
“Testimoni di Geova”.
Si travestì da Charles Taze Russel e insieme a Digital,nei panni del profeta Isaia, si
recò alla sede della setta.
Dopo aver convinto i poveri testimoni che lui era effettivamente Russel e che Isaia
portava un tatuaggio in faccia con scritto “I want to fuck you” solo perché voleva
stare a passo coi tempi,li convocò sul monte Ortobene perché di li a due giorni il
mondo sarebbe finito.
In ottantamila raggiunsero la cima del monte,ma quando arrivarono ebbero un’amara
sorpresa:
Una enorme gigantografia di un culo flacido con la scritta ”ecco la vostra salvezza”.
Subito dai meandri scoscesi del monte spuntarono fuori dei pazzoidi vestiti alla
Hannibal the cannibal che picchiarono a sangue i malcapitati,sacrificando a Augusto
tutte le donne e i bambini in un’altare appositamente costruito la notte stessa.
Nelle ore successive Augusto prelevò gli averi dei deceduti e trasformò la sede
newyorkese della setta nella sua residenza estiva.

Se volete creare una religione chiedete a Augusto se vuole esserne il Dio,altrimenti


rischiate di andare all’altro mondo.

sssssssss

AUGUSTO E IL GIOCHETTO DELLO ZIO


Augusto tanto tempo fa fu mandato all’asilo dai genitori per abituarsi al contatto con
gli altri bambini.
Gli altri bambini però non si abituarono al contatto con Augusto.
Di tanti episodi ne resta impresso soprattutto uno.
Il primo giorno di scuola capitava in concomitanza con il compleanno di Mauretto
Pompelmo,cugino di Robertino.
I maestri lasciarono i bambini da soli,convinti che sarebbero rimasti in armonia,ma si
rivelò un errore madornale.
I bambini decisero di giocare a guardia e ladri,e sorteggiarono chi doveva fare la
guardia e chi i ladri.
Mauretto Pompelmo venne sorteggiato guardia,mentre a Augusto tocco la parte del
ladro.
In tre volte,Augusto fu acchiappato nel tempo medio di 3.6 secondi.
I bambini portarono in trionfo Mauretto,festeggiando facendolo girare nella piccola
giostra del giardino,mentre Augusto venne deriso pubblicamente dall’intero istituto.
Ferito nel suo animo per la prima disfatta pubblica,Augusto organizzò una vendetta
mostruosa.
Si presento il giorno dopo con un’orribile valigione fuxia pieno di non si sa che cosa
e all’ora di ricreazione propose ai compagnetti:”oggi giochiamo ad un gioco che mi
ha imparato mio zio(Alfredo Puccio “Mururoa”)”.
I bambini,ignari di ciò che gli attendeva,risposero affermativamente.
Dopo un terribile sorteggione ultrapilotato con cospicque tangenti,Augusto svelò i
personaggi del gioco:
“Il gioco si chiama “Autodafè”,io faccio il signor Torquemada,e voi fate gli eretici.”
A questo punto tirò fuori dal valigione delle orribili vesti da frate domenicano,degli
stracci putridi e dei cappelli a forma di cono.
Incominciò,dopo essersi appostato sulla scrivania dell’insegnante,una requisitoria
contro Mauretto Pompelmo e i gli altri sorteggiati,accusandoli di aver negato la piena
natura divina di Gesù e la transustanzazione del pane e del vino nell’eucaristia.
Mauretto e gli altri negarono tutto,e Augusto,dopo avergli barbaramente torturati,fece
mettere in posizione verticale la giostra,li legò e li fece girare a mò di gogna.
Ormai in preda alla totale follia estremista,li fece bruciare al rogo,indisse seduta
stante un concilio per affermare la giusta dottrina,scomunicò tutti i familiari delle
vittime e organizzò una crociata contro la classe vicina alla loro,che si concluse in un
bagno di sangue.
Subito dopo creò un’eresia e si scomunicò da solo,così da poter affermare con
chiarezza che lui non aveva nulla da invidiare a Martin Lutero.

Augusto applica la legge della vendetta fin dall’alba dei suoi giorni,nessuno può
scampare alla sua furia omicida.

AUGUSTO E IL DOPPIATORE ESPERTO


Era un caldo giorno di Lunedì,e Augusto Frangipetto,che era appena tornato dal
canile dove lavorava come cane,si accasciò sul divano per godersi un pò di
televisione.
Mise su Italia 1,e guardò un cartone animato.
Come sempre faceva,alla fine del cartone guardava i titoli,per vedere se qualcuno
compariva più di una volta,cioè se qualcuno si permetteva di sorpassare il limite
legale di una comparsata(ndr,Augusto is the law...).
Subito la sua attenzione si rivolse verso tale Davide Garbolino.
Questo simpatico personaggio e'...ehm era un famoso doppiatore di cartoni animati.
Augusto,in preda al solito attacco di gelosia spocchiosa,decise di punire il fetentone
che aveva osato doppiare più di lui(ricordiamo che Augusto una volta doppiò il suo
cane Bisceglie nel recital "can che abbaia muore di profilo).
Contattò via E-mail la zia Adalberta di Cuorvile Frangipetto,che lavorava come
sguattera negli studi di doppiaggio di Mediaset,e si fece dire gli orari di lavoro del
povero Garbolino.
Il Frangipetto si presentò il giorno dopo,all'orario prestabilito,vestito da Carmen
Sandiego,accompagnato da due sinistri personaggi che sembravano usciti da
un'orgione sadomaso.
Entrato negli studi con un pass falso creato col programma "MOGGI Truff creator
9.3",attese l'arrivo della vittima.
Garbolino arrivò,e si mise al suo solito posto.
Augusto,nascosto dietro la sala,si sedette per godersi lo spettacolo.
Garbolino indossò le cuffie,prese in mano il microfono,e guadò lo schermo.
Sembrava tutto a posto,ma ad un tratto si accorse che qualcosa non andava:al posto di
Homer Simpson,nello schermo c'era un generale prussiano...
Il Garbolino comunque continuò come da copione,ma all'improvvviso i personaggi
del cartone si fermarono all'unisono,si girarono e incominciarono a guardare con
insistenza Garbolino.
Il doppiatore si sentì come osservato,e mentre se ne stava per scappare a gambe
levate,lo schermo si ruppe in mille pezzi e dal televisore uscirono sette battaglioni
dell'esercito di Guglielmo II,che appena videro Garbolino gridarono"UN
FRANCESE,UN FRANCESE!!!".
Garbolino si difese"io non sono francese,io non sono francese,io non son...".
Guardatosi bene,scoprì l'agghiacciante verità:era vestito da soldato francese,con
Augusto che in preda ad un sadico attacco di ironia assassina,gli diede due pacche
sulle spalle e gli disse:"dai,sono cose che possono capitare...a te!!!".
Garbolino non fece in tempo a morire di depressione che i soldati tedeschi lo presero
e lo portarono facendolo strisciare con la lingua a penzoloni nel campo di prigionia di
Gelsenkirchen.

Davide venne liberato sette anni dopo.

Ora fa il rappresentante porta a porta di occhialini a raggi X dell'intrepido.

NON COMPARIRE TROPPO SPESSO NEI TITOLI DI CODA,AD AUGUSTO


NON E' CHE GLI VADA TANTO GIU'.

AUGUSTO E IL PIFFERAIO MAGICO


Augusto Frangipetto, l'eroe dei nostri tempi, si trovava ad Hamelin, una piccolo
borgo situato in Germania.
Mentre arrivava in città, vide che da questa stava uscendo un tizio vestito in maniera
oscena, che suonando un piffero portava dietro di sè una mandria di ratti.
Augusto, pensando che questo personaggio fosse un mendico, gli chiese:"o pifferaio
mendicante, me la suoni smoke on the water?".
Il pifferaio, offeso, si rivolse al Frangipetto in maniera sgarbata:"Ma lei forse non sa
chi sono io?";
"E chi sei tu?", rispose strafottente Augusto.
"Io sono il rinomato pifferaio magico!".
"Ahhhh...scusa...allora fammi tutta la nona di Beethoven!".
Il pifferaio, imbufalito all'inverosimile, stava per suonare una melodia
antiFrangipetto, ma proprio mentre imboccava lo strumento un altro piffero gli si
conficcò nella cavità anale(ndr,nel culo).
Era il piffero del Frangipetto, che nel mentre gridava:"E suona adesso, e suona!!!".
Il pifferaio di Hamelin, caduto a terra, fu assalito dai Ratti ,portato in una discarica e
mangiato vivo.
AUGUSTO ODIA I PERSONAGGI DELLE ALTRE FAVOLE, SOPRATTUTTO SE
SI RIFIUTANO DI SUONARE SMOKE ON THE WATER.

IL CONTADINO TECNOLOGICO

Un dì Augusto Frangipetto, di ritorno dal suo orticello donato da Ludovico il Moro al


prozio Costantino Borgia Frangipetto, fu costretto per colpa di alcuni lavori alla
strada principale a passare da una strada secondaria.
Dopo circa un chilometro di cammino, all'imbocco di una curva, notò dietro delle
siepi un vecchio contadino.
Questo contadino era Paoletto Pompelmo, zio di Robertino.
Il Frangipetto alzò subito la sua ruota da pavone estraendo senza motivo dalla
custodia il suo potentissimo tagliaerbe di ultima generazione , ma fu subito costretto a
rientrare nei ranghi.
Il contadino infatti, sicuro di sè, aveva pronta la risposta:il Superinsectsterminator
2000.
Il Superinsectsterminator 2000 era un potentissimo aggeggio in grado di sparare in un
raggio di 500 metri un getto di ddt velenosissimo.
Augusto, impaurito dall'arma, levò le tende e tornò a casa per tramare la vendetta...
Il giorno dopo Paoletto Pompelmo, fischiettando tutto contento incurante della sua
prossima dipartita, arrivò di buon mattino al suo campo.
All'improvviso all'orizzonte notò una nube.
Non erano però delle nuvole, erano dei puntini che si muovevano agilissimi e verso il
basso.
Paoletto disse(Augusto, nascosto dietro la siepe, registrerà queste parole e le userà da
quel momento come sveglia):"Sarà il solito sciame di Cavallette...vediamo cosa
potranno contro il Superinsectsterminator 2000...".
Le Cavallette si avvicinavano sempre di più, e l'arma era già puntata...Paoletto aveva
l'occhio nel mirino, e vedeva le Cavallette avvicinarsi...erano terrificanti, viste al
mirino sembravano enormi..."Mah...mi sa che devo regolare lo zoom, sono ancora
lontane e le distinguo già l'una dall'altra..."...
Posò il fucilone, si girò, e si ritrovò faccia a faccia con un cavallo.
No, non era un cavallo, era una cavalletta grande come un cavallo.
La cavalletta capo prese il fucile, lo infilò nel culo del contadino e gli sparò nelle
interiora una fiala intera di veleno.
Il contadino fece in tempo distendersi nell'erba e morì così, giusto per non morire
scomodo.
Il Frangipetto uscì dal suo nascondiglio, e come pattuito diede l'usufrutto in
comodato gratuito per 50 anni del terreno del Pompelmo alle cavallette giganti, ad
imperitura memoria della vittoriosa battaglia.
Augusto invece ricorda quell'episodio ogni mattina, alle 10, quando la sveglia grida
Sarà il solito sciame di Cavallette, vediamo cosa potranno contro il
Superinsectsterminator 2000...

MORALE:
Se hai un terreno dove è di passaggio il Frangipetto, il massimo di tecnologia che
puoi permetterti è il bue con l'aratro.

AUGUSTO E IL BAMBINO SACCENTE

Augusto si trovava in villeggiatura nella ridente località di Poggio Amanuense, nella


riviera Tarantina.
Questo luogo è famoso in quanto si svolge la famosa “festa del dagherrotipo”, cioè
una manifestazione dove i collezionisti portano i loro esemplari degli antenati della
moderna macchina fotografica.
Augusto non aveva dagherrotipi, ma in quanto(secondo lui) esperto di fotografia
volle partecipare forzatamente al convegno che si tenne in quei giorni.
Attrazione del convegno era il giovane prodigio Ammonio Banana, lontano parente di
Robertino, esperto di fama mondiale di fotografia dai tempi di Erodoto fino ai giorni
nostri.
Tutti i più grandi esperti giunti a Poggio incominciarono a porre ad Ammonio una
serie di difficile quesiti, e lui rispose a tutti.
Augusto, come al solito colto da raptus spocchioso, si inventò letteralmente una
domanda.
Il Banana rispose lo stesso, inventando sul momento un nuovo tipo di sviluppo
fotografico, ottenuto con una soluzione di potassio, zucchero e vino del Mandrolisai.
Ammonio uscì tra gli scroscianti applausi degli astanti, Augusto tra gli scroscianti
insulti della sua dignità.
Ma la vendettà è un piatto da servire freddo.
Il giorno dopo Augusto si presentò alla ripresa del convegno con uno strano abito
modello Sherlock Holmes e con una falso tesserino di un fantomatico “Alinari
fanclub”, donatogli da una vecchia sua zia di Capri, Ernesta Tamarinda Frangipetto.
Si sedette e stette per tutta la durata del convegno ad ascoltare Ammonio Banana.
Alla fine del convegno, quando la sala cominciò a svuotarsi, si avvicinò con fare
normale al Banana, con in mano una curiosa fotografia.
Arrivato sul palco, la porse al Banana.
“Mmm…strano, non ho mai visto questo animale…cosa è?”
Il Frangipetto, il cui sguardo si stava a poco a poco illuminando, rispose prontamente:
“La domanda giusta è dove è…”.
Ammonio girò la fotografia, e vide una scheda tipica di un manuale zoologico:
“Esemplare di Ratto Arabico velenoso;ubicazione attuale:sconosciuta;ubicazione
prossima:culo di Ammonio Banana”.
Il Banana non fece in tempo ad alzare lo sguardo verso il Frangipetto che un
esemplare di suddetto Ratto, spuntato letteralmente dal nulla, gli si infilò nel deretano
e incominciò a divoragli le interiora.
Augusto, con tutta calma, fotografò il tutto e diede incarico allo zio Zvonimir
Frangipetto Corona di vendere il reportage per la modica cifra di 300 mila €.
I resti di Ammonio Banana, cioè un incisivo e una alluce, sono ora gelosamente
custoditi dal Frangipetto in una preziosa teca crisoelefantina posta di fianco al suo
water.
MORALE:
Non devi sapere più di quanto sappia Frangipetto.
Mai.

AUGUSTO E LO ZOO COMUNALE


Augusto Frangipetto, sempre indaffarato alla ricerca di nuovi campi in cui prevalere,
si trovava in vacanza nella città di Bisanzio.
Passeggiando per i viali alberati, all'improvviso notò un cartello scritto in turco.
Non capì cosa c'era scritto, e questo gli fece girare letteralmente i maroni.
Seguì le nefaste indicazioni del cartello e si ritrovò dopo una lunga scarpinata allo
zoo comunale.
Proprio quel giorno in tale luogo c'era una festa in onore di un ricco sfondato che
aveva donato allo zoo la sua ricca "collezione" di animali esotici.
Il facoltoso mecenate si chiamava Pietro Baldambembo Abdul Banana Ataturk, zio
alla lontana di Robertino e discendente del rivoluzionario turco.
Questo personaggio, benvoluto da tutti in città, aveva portato grazie a 200 galere e
vascelli secenteschi un serie sterminata di rarissime specie animali esotiche, tra cui il
colibrì gigante, dall'apertura alare di 3 metri, e un'Alpaca Felina, un ruminante con la
faccia da gatto.
Dopo i festeggiamenti locali, Augusto tornò a casa per sfogliare un'agenda.
L'agenda dei parenti e delle loro proprietà.
A pagina 46 intravide un certo "Woodstock Parish Delano Roosvelt Frangipetto",
proprietario di uno zoo itinerante fondato a Vancouver nel 1869 e ora stanziato in
Thailandia, specializzato in allevamento di specie ad alta pericolosità.
Grazie all'aiuto di un boss della malavita turca, Augusto si fece recapitare per posta
celere nell'ordine:Pitone Squamato del Borneo(lunghezza media 17 metri);Caimano
dal ciuffo bianco(lunghezza media 50 cm, lunghezza media zanne 4 metri);Aquila
principesca Hymalaiana(apertura alare 5 decametri);Varano alato delle
Falkland(nessun dato fisico particolare, ma gli stavano sul cazzo i turchi);Echidna
epicureo(lunghezza media punte 5 metri).
Dopo ciò, chiamò un suo parente di 94 anni, ex gerarca nazista scappato in Argentina,
Hermann "El pato" Gonzales Huber Frangipetto, che insegnò agli animali le marcette
tipiche del regime.
Alle 5 del mattino in punto, Augusto, laccato e placcato crisoelefantinamente, suonò
al campanello del Banana.
Davanti all'assonnato magnate si presentò questa scena apocalittica:
Un enorme edificio che richiamava l'architetture del Reichstag, con tanto di vessilli
con croce uncinata nei balconi, e davanti un prototipo del circo Massimo, in cui
schierati a mo di quadriga c'erano dei carri trainati dagli inferociti animali, per
l'occasione dopati con massiccie dosi di anabolizzanti e nandrolone.
Preso con forza da dei loschi scagnozzi incappucciati, il Banana fu piazzato al centro
del campo, e davanti a lui, all'ordine di "ave o Frangipetto, sempre sia riverito il tuo
Zoo di qualità superiore", furono fatti partire i carri.
I residui pezzi di pelle del Banana furono mangiati dalle bestie, ovviamente.
In seguito l'orda si precipitò allo Zoo che fu raso al suolo, non prima che il
Frangipetto si proclamasse nuovo re degli Unni.

MORALE:
Se dovete fare degli zoo, fateli modesti, e soprattutto non con indicazioni in lingue al
Frangipetto sconosciute...

AUGUSTO E I DIRIMPETTAI EMO

Era un dì di Novembre, e Augusto era appena tornato in pompa magna dall'ufficio


imposte, da dove aveva riscosso le tasse pagategli dallo stato.
Appena arrivato a casa però, si accorse che c'era qualcosa che non andava...la porta di
fronte alla sua era diversa.
C'erano diversi tagli e del liquido rosso che colava...
Nella maniglia un pupazzetto appeso, sembrava un truciolones, uno di quei pupazzetti
superpelosi in voga anni fa...ma non era un truciolones...era l'action figure del
cantante dei Tokyo Hotel.
C'era stato un trasloco, e in casa erano arrivati dei nuovi inquilini.
Augusto capì subito.
Ma decise di attendere.
Il giorno dopo, quando uscì per portare a spasso koseremimminko, vide finalmente in
faccia i nuovi vicini...i suoi dubbi erano fondati:uscirono dalla casa due orrendi figuri
vestiti di nero attillato.
Uno con un ciuffo degno di Mirko dei Bee Hive con sfumature rosa, violacee e beige,
l'altro con i capelli liscissimi e sparati in alto, tenuti in piedi probabilmente da una
tensostruttura studiata appositamente da un'equipe composta da LeCorbusier e Renzo
Piano in persona.
Stavano andando dal macellaio a comprare due tagli alle costole...avvertirono il
macellaio:"mi raccomando, bene al sangue!".
Augusto andò su tutte le furie.
Stavolta non ebbe bisogno di chiamare nessun parente.
Tutto il mondo era con lui.
Si formò un comitato di solidarietà internazionale composto da Nelson Mandela,
Mario Borghezio, Gino Strada e George W.Bush.
Il giorno dopo 80.000 soldati scelti si presentarono nella piana di TorVergata, dopo
aver fatto evacuare il palazzo all'insaputa dei fottuti Emo.
Augusto si limitò stavolta soltanto a piazzare un megaschermo a Forlimpopoli, dove
500 mila cittadini assisterono alla furia omicida dei soldati.
In un minuto e quarantasette secondi l'appartamento infetto venne raso al suolo, mura
interne comprese.
I due emo vennero poi presi esanimi e trasportati ad un speciale dopofestival condotto
da Chiambretti e Nino Frassica, dove un plotone di esecuzione eseguì la condanna a
morte, l'accusa era "eccesso di emosità".
Ora l'appartamente è libero, c'è solo un taglio sul soffitto, da cui cola perennemente
del liquido rosso.
Le leggende narrano che bevendo quel liquido ogni emo ritorna una persona degna di
vivere.

MORALE:
Non c'e morale in questa storia.
E' superflua.
AUGUSTO E LA MANIFESTAZIONE
SINDACALE

Era un Giovedì pomeriggio, e come ogni giovedì pomeriggio Augusto stava andando
a comprare la pappa per il suo gatto Cimiglio.
A circa metà strada, trovò una sorpresa inattesa:una massa di gente cartellomunita che
occupava tutta la sede stradale.
Cigl, Cisl, uil, ugl, soad, rhcp, tutte queste sigle per il Frangipetto erano parti di un
solo acronimo che voleva dire:merda.
Dopo circa 4 ore il Frangipetto riuscì a divincolarsi, dopo aver ucciso tra l'altro un ex-
partigiano 95 enne al grido di "eia eia alalà!" e essersi di
passaggio iscritto ad un feroce gruppo neonazista del trivenento.
Arrivato al negozio, ormai era troppo tardi.
La pappa per Cimiglio, un prezioso unguento speciale a base di aglio pestato e pesto
agli aceri, era finita da un pezzo.
L'ultimo preziosissimo flacone lo aveva preso Robertino Banana, per dopare il suo
micio Evaristo in vista dell imminente scontro per la corona mondiale dei
WCBA(Wrestling cat battle arena)-*ndr, Cimiglio era uscito al primo turno eliminato
dal gatto filippino Majestic.-
Incazzato come una bestia per la doppia, solita, cocente sconfitta, decise di punire i
colpevoli della disfatta.
Chiamò direttamente da New York Paul Markus Ermete "The Human Luftwaffe"
Frangipetto, discendente diretto del fuhrer e in prima linea nella lotta
all'antinazismo.
Una settimana dopo l'ennesimo, infinito corteo sindacale si snodava per le vie della
città.
Ad un certo punto il corteo curvò per la lunga via principale.
Era tarda sera ormai, e i lampioni erano già accesi.
Ad un certo punto, a sorpresa, i lampioni si spensero.
Un silenzio di tomba e un buio pesto calarono sul corteo a presagio del sinistro
evento che stava per capitare.
Al riaccendersi delle luci, la scena cambiò radicalmente:bandieroni con croci
uncinate e aquile degli Hoenstaufen erano appese a mò di arazzi in ogni balcone
della via;gli abitanti affacciati erano misteriosamente diventati tutti biondi e alti, e i
bimbi erano vestiti alla Heidi.
Il corteo sindacale continuò in un silenzio agghiacciante, e dopo 500 metri si
intravide sulla sinistra un palco d'onore.
Erano presenti Augusto Frangipetto vestito da fuhrer e il fuhrer vestito da Augusto
Frangipetto.
L'effige di Cimiglio campava nei labari delle armate imperiali, che ormai avanzavano
verso gli scioperanti.
In realtà l'intervento dell'esercito fu meramente quello di ripulire il campo, in quanto
la lufftwaffe del Frangipetto aveva cosparso di acido muriatico
l'intera via uccidendo il 90% dei manifestanti.
Augusto volle tenere per se l'onore di finire di mano propria i pochi superstiti,
provando particolare gioia contro i vecchi e i bambini.
Subito dopo creò il vero terzo reich, perchè l'altro non lo considerava tale in quanto
non abbastanza feroce.

MORALE:
Il male assoluto, quando è al servizio del Frangipetto, non è più tale.