Sei sulla pagina 1di 22

Numero 1 Febbraio 2008 /// www.architetti.

com

In questo numero:
Triptyque Il WiMax avanza
La città che sale. We try A digital sculpture
to build the future for British Airways terminal 5
L’ampliamento del MACRO OFFF
Iakov Chernikhov, architetto
Brooklyn Arts District Regains Momentum
La fotografia analogica non è morta Todaysart 2007
Direttore responsabile
Paolo Maggioli
Direttore
Robero Meschini
Coordinamento redazionale
Federica Maietti
Redazione
Igor Pilla, Valentina Valente
Progetto grafico
Christian Rodero
Tutti i diritti riservati
È vietata la riproduzione, anche parziale,
del materiale pubblicato senza autorizzazione dell’Editore.
Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli
autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio, lasciandoli
responsabili dei loro scritti.
L’autore garantisce la paternità dei contenuti inviati all’editore
manlevando quest’ultimo da ogni eventuale richiesta di
risarcimento danni proveniente da terzi che dovessero
rivendicare diritti su tali contenuti.
Pubblicità
Publimaggioli
Concessionaria di pubblicità del Gruppo Maggioli
Via Del Carpino, 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN)
Tel. 0541 628439-628427 Fax 0541 624887
E-mail: publimaggioli@maggioli.it
Sito web: www.publimaggioli.it
Amministrazione e diffusione:
Maggioli Editore
presso c.p.o. Rimini
via Coriano, 58 – 47900 Rimini
tel. 0541 628111 fax 0541 622100
Maggioli Editore è un marchio Maggioli Spa
Filiali:
Milano – via F. Albani, 21 – 20149 Milano
tel. 02 48545811 fax 02 48517108
Bologna – via Caprarie, 1 – 40124 Bologna
tel. 051 229439-228676 fax 051 262036
Roma – via Dandolo, 19 – 00153 Roma
tel. 06 5896600-58301292 fax 06 5882342
Maggioli Spa
Azienda con Sistema
Qualità certificato ISO 9001:2000
Iscritta al registro
operatori della comunicazione
Registrazione presso il Tribunale di Rimini
23 gennaio 2007, n. 2/2007

www.architetti.com
redazione@architetti.com
Dagli interni agli esterni
Triptyque firma la sede Loducca
di un edificio ad uso uffici a San Paolo

con forme dinamiche, , forse prototipi di un’idea


di design che si ritrova sviluppata nella facciata
principale dell’agenzia.
Il complesso si regge su uno scheletro di
È stata di recente ultimata la nuova sede di cemento armato, che in alcune parti rimane a
San Paolo della nota agenzia pubblicitaria vista, come ad esempio nei corpi scala, mentre
sudamericana Loducca PR company. in altre zone viene rivestito da elementi che
L’edificio è caratterizzato da una interessante possono essere in legno, vetro o in taluni casi
soluzione di facciata, realizzata con una sequenza reso portatore di particolari effetti utilizzando la
di lame curvilinee di legno che fungono da luce, come nei garage dove la tipica esteticità
frangisole e da “Landmark” nel contesto urbano del cemento viene scaldata da luci soffuse
della città. o policrome. La semplicità della schema
Bulding Columbia Street è il risultato di una planimetrico, libero e modulare viene quindi
filosofia di ricerca che lo studio Triptyque movimentata da una facciata estremamente
sviluppa da tempo, maturata soprattutto nei dinamica e articolata.
sistemi modulari di arredo, come il sistema Questo edificio è il risultato di una serie di
Treme-Treme, parete attrezzata formata da linee sperimentazioni e accorgimenti che lo studio
spezzate e aggetti, o gli interni del centro Bela Triptyque ha realizzato in questi anni soprattutto
Cindra, costituito da pareti in legno modulari nell’ambito degli interni.

3
4
Studio Triptyque
Alameda Gabriel Montiero da Silva, 484
San Paolo, Brasile
colombia@triptyque.com
http://www.triptyque.com »

http://www.triptyque.com/colombia/menucolombia2.html »
http://www.loducca.com.br »

5
La città che sale
Si è conclusa la mostra La città che sale. We try
to build the future che fino al 31 gennaio 2008
ha occupato la sede del Macro future di Roma,

We try to build the future


curata da Danilo Eccher con Odile Decq.
Il titolo della mostra nasce come citazione
dell’omonima opera pittorica di Umberto Boccioni
dipinta nel 1910-11 e l’esposizione si è proposta
curata da Danilo Eccher con Odile Decq come un percorso di investigazione sulla
natura della costruzione, sulla sua materialità,
sull’istantaneità e sull’illusione tradotte sul piano
visivo e simbolico ma anche della spinta utopica.
L’architettura e il contesto urbano sono state
rappresentate in una chiave molto particolare,
ovvero quella “artistica”. Ciò che la mostra
ha indagato, infatti, è il rapporto tra arte e
architettura e la possibilità di progettare e
modificare il territorio in maniera innovativa con
progetti ambiziosi.
Il percorso espositivo è stato caratterizzato dal
concetto di “costruzione come atto creativo nello
spazio” attraverso l’esplorazione delle forme; la
scelta di affiancare alla creazione artisti, tra i quali Architetti in mostra: Christian de Portzamparc,
Pedro Cabrita Reis, Dan Graham, Ilya & Emilia Morphosis - Thom Mayne, Fnp architekten
Kabakov, Anish Kapoor, Luca Pancrazzi, Tobias Stuttgart, Peter Cook & Colin Fournier, Bureau des
Rehberger, Andreas Slominski, Gregor Schneider, Mesarchitectures - Didier Fiuza Faustino, EMBT
Patrick Tuttofuoco, Rachel Whiteread, e le - Enric Miralles & Benedetta Tagliabue, COOP
realizzazioni progettuali di alcuni giovani architetti HIMMELB(L)AU - Wolf D. Prix, Helmut Swiczinsky
internazionali, ha posto l’accento sul tema della + Partner, PTW architects - John Bilman - Mark
creazione artistica interdisciplinare. Butler - Chris Bosse Melbourne, Herault Arnod
La mostra si è sviluppata attraverso l’invenzione e Architectes - Isabel Hérault + Yves Arnod.
il sogno dell’artista e la realizzazione documentata
di progetti architettonici, in un percorso che Artisti in mostra: Massimo Bartolini, John Bock,
si snoda tra installazioni e grandi immagini Pedro Cabrita Reis, Elmgreen & Dragset, Dam
fotografiche dove si scorge una visione del futuro. Graham, Ilya & Emilia Kabakov, Anish Kapoor,
Tadashi Kawamata, Valery Koshlyakov, Hans
Op de Beek, Luca Pancrazzi, Tobias Rehberger
con Olafur Eliasson, Georg Schneider, Andreas
Slominsky, Patrick Tuttofuoco, Rachel Whiteread.

La città che sale. We try to build the future è


stata allestita presso la sede di MACRO FUTURE,
nel quartiere Testaccio a Roma, in entrambi
i padiglioni per un totale di circa 2000 metri
quadri. Odile Decq, presente in questo progetto
nella doppia veste di co-curatore e architetto, ha
realizzato una grande installazione per l’esterno.

6
MACRO Future
Piazza Orazio Giustiniani, 4
Roma
Tel. 06 671070400
Fax 06 8554090
macro@comune.roma.it
http://www.macro.roma.museum »

Ufficio stampa
Tel. 06 671070415 - 06 671070443
macro@comune.roma.it

Nel catalogo monografico edito da Electa presenti


testi di Danilo Eccher, Odile Decq, Lionel Lemire.

Adicorbetta comunicazione
Tel. 02 89053149
comunicazione@adicorbetta.org

Ilaria Maggi
Tel. 02 21563250
imaggi@mondadori.it

7
L’ampliamento del MACRO
museo d’arte contemporanea di Roma
L’ex Fabbrica Peroni: prima fase
di conversione e progetto di Odile Decq

Il MACRO ha sede a Roma in uno degli edifici L’architetto Odile Decq racconta come ha
dello stabilimento industriale della ex fabbrica affrontato la complessità rappresentata
Peroni per la produzione della birra, che ha dall’inserimento di un Museo d’Arte
cessato la sua attività nel 1971. Nel 1983 l’area Contemporanea nell’ambito di un vecchio edificio
di via Reggio Emilia, divenuta proprietà del industriale eterogeneo, attraverso un progetto che
Comune di Roma, è stata destinata a diventare per lei rappresenta un’opportunità per trasgredire
la sede della Galleria Comunale d’Arte Moderna un atteggiamento monovalente di integrazione in
e Contemporanea. La prima fase di conversione, un contesto di carattere storico e in cui, inoltre,
iniziata nel 1996 e completata nel settembre del l’ambiente storico romano costituisce un’ulteriore
1999, ha consentito l’apertura di sei ampie sale sfida per interventi di questo tipo.
espositive, mediateca, biblioteca, sala conferenze, Il progetto si inserisce nel contesto urbano
laboratorio, bookshop e caffetteria. ed architettonico: il vecchio e il nuovo, le aree
Nel 2002 è nato MACRO, che mantiene la sua espositive e le altre attività ad esse connesse, le
sede principale in via Reggio Emilia. zone riservate al moderno e gli angoli dedicati
Entro il 2008 la sede principale verrà ampliata alla contemporaneità risultano nello stesso tempo
secondo il progetto dell’architetto francese Odile articolate e specificamente distinte.
Decq, vincitore del concorso internazionale Un museo d’arte è un’esperienza a livello di
indetto dal Dipartimento delle Politiche Territoriali sensazioni. L’entrata, I’ingresso, i percorsi, le
del Comune di Roma. rampe, il giardino panoramico: vengono concepiti
Il progetto, che entro l’anno verrà inaugurato, come un luoghi in cui i visitatori vengano
è caratterizzato dall’intenzione di trovare un invogliati a muoversi, ad entrare.
equilibrio dinamico e di generare un conflitto, Lo spazio non è accentrato. Le prospettive sono
trasgredendo i confini e ricercando un’instabilità tangenziali e consentono punti di vista sequenziali
creativa ponendosi così in sintonia con l’arte e di congiunzione. Definendo un’area non di tipo
contemporanea. Attraverso l’inserimento di finestre statico ma che suggerisce tensione e movimento.
a livello della strada in alcune delle sale espositive, L’architetto ha descritto le sue intenzioni
saranno cancellati i tradizionali confini e ignorata la attraverso precisi gesti e chiari concetti:
dicotomia fra fruizione pubblica e privata, fra spazio “[…] La trasposizione tridimensionale del
pubblico e museale. L’inteervento si estenderà processo di sezione sconvolge tutte le superfici
per 10.000 metri quadri diventando un luogo di epigrafiche del progetto a tutti i livelli. Il
incontro, un punto di riferimento e di dialogo per pavimento e il soffitto sono scolpiti, spezzati,
l’arte contemporanea internazionale. Come fulcro aperti ed animati da movimenti architettonici che
propulsivo della città, il nuovo museo ospiterà offrono direzioni opposte per la dislocazione e,
non solo eventi di arti visive, ma anche di musica, nello stesso tempo, collegano ed articolano gli
cinema, teatro, danza e letteratura. spazi interni ed esterni. Sulle due superfici del

8
pavimento e del soffitto, e al di là delle stesse, le dalle scalinate che collegano i due livelli, dal tetto
strutture relative agli edifici attuali introducono con la terrazza adiacente il ristorante sull’edificio
grate e cornici dalle quali avanzano cavità interne di via Nizza […].
ed esterne, orizzontali e verticali. […] Un edificio chiaramente leggibile dove il
Le aree interne ed esterne non sono più di tipo piacere di visitare e di passeggiare rafforza ed
statico, ma diventano dinamiche ed offrono ai aumenta la gioia di scoprire le mostre. La sala
visitatori l’attrattiva di una scoperta continua. espositiva e le altre attività ad essa correlate sono
Partendo dall’interno, il cortile centrale di forma organizzate intorno all’ingresso, circondato da
lineare dell’edificio situato in via Reggio Emilia, percorsi pedonali su rampe e balconi che portano
attraverso rampe che evidenziano lo sviluppo all’area espositiva provvista di ponte nella parte
delle due superfici, comprende l’intera area superiore. Se considerato dalle diverse entrate,
e i volumi degli altri edifici e dona unicità al lo spazio dell’ingresso sarà dunque animato
vecchio manufatto eterogeneo. La superficie da numerosi flussi incrociati di visitatori che si
superiore risulta ondulata, intervallata da scorci spostano all’interno dell’edificio [...]”.
sull’ingresso, con panorami creati dal giardino,

9
Informazioni Tecniche sul progetto di Odile Decq MACRO
10.000 mq di nuovi spazi: spazi espositivi, spazi eventi, spazi art-video, foyer, Sede Espositiva e Uffici
ristorante, art cafè, book shop, sala didattica, sala lettura; Via Reggio Emilia, 54
2.500 mq di terrazza-giardino adibito a mostre all’aperto e spazio di sosta; 00198 Roma
6.400 mq di parcheggio; tel. +39 06 671070400 fax +39 06 8554090
1.000 mq di locali tecnici che si vanno a sommare ai 4.500 mq esistenti. macro@comune.roma.it
http://www.macro.roma.museum »
Per il crono-programma dell’intervento si veda:
http://www2.comune.roma.it/dipterritorio/architettura/ampliamentomacro/CRONO.HTM » MACRO Future
Seconda Sede Espositiva
Architetti Piazza Orazio Giustiniani, 4
Odile Decq – Benoit Cornette con Burkhard Morass 00153 Roma

Odile Decq http://www.odbc-paris.com/web »

10
Brooklyn Arts
Il concorso internazionale per la Arts Tower a Building” dell’architetto Frank O. Gehry, ultimato private, balconi e “wintergardens” mentre
Brooklyn ha visto come vincitore il progetto degli alla fine del 2007, e il “Theatre For A New ciascun alloggio ha accesso ai giardini comuni.

District Regains
studi Behnisch Architekten e StudioMDA. Audience Brooklyn” dell’architetto Hugh Hardy in Il progetto si distingue, inoltre, per il modo in
La BAM - Brooklyn Arts Tower, in corso di fase di realizzazione. cui si integrano gli alloggi nel grande spazio

Momentum
realizzazione, è un edificio prevalentemente ad Il progetto è caratterizzato da una forte culturale. Nel totale di 187 unità abitative, 157
uso residenziale, che sarà il centro del Brooklyn componente di sostenibilità. Gli studi Studio- saranno in affitto, mentre solamente 30 saranno
Academy of Music (BAM) Cultural District, MDA e Behnisch Architekten hanno collocato in vendita. La metà delle abitazioni sarà affittato
BAM - Brooklyn progetto che si inserisce in un più grande e
complesso piano di riqualificazione territoriale di
l’edificio nella posizione angolare su un lotto
stretto e lungo tra Fulton Street e Ashland Place,
a persone con un basso reddito. La strategia
di realizzare almeno un 50% di residenze a
Arts Tower New York City, il BAM Cultural District.
Questo distretto culturale, con al centro la
di fronte al BAM Harvey Theatre; il progetto,
una torre alta 120 m, è stato caratterizzato
modiche cifre è una priorità della città, e il
progetto cerca, con queste strategie economiche,
Brooklyn Academy, è stato creato otto anni fa da dalla volontà di realizzare un elemento che non di contribuire ad evitare il rischio che una
un parternariato pubblico-privato a Brooklyn's fosse “monolitico”, carattere spesso associato struttura come la BAM Cultural District allontani
Fort Greene, con una superficie totale di 14 ettari a progetti di edilizia abitativa nella “grande maggiormente le persone dal quartiere di Fort
che circonda le 100 yeards del perimetro della mela” degli anni '80; gli architetti hanno quindi Greene trasformandolo in un quartiere privo di
Brooklyn Academy. Finanziamenti insufficienti e proposto una torre impostata su una base di residenti e perdendo così le sue caratteristiche
la mancanza di volontà politica hanno ostacolato forma irregolare. La figura è composta da due tipiche di luogo preferito dagli artisti e da coloro
a lungo il progetto, ma di recente, grazie sezioni rettilinee suddivise in cinque blocchi che prosperano sulle attività culturali per vivere e
all’intervento dell’amministrazione del sindaco di appartamenti, alcuni sospesi. Ogni blocco lavorare.
Michael Bloomberg, il progetto di recupero prevede, integrato, un “roof garden” o tetto Il progetto, oltre alle funzioni residenziali,
dell’area è ripartito, grazie anche ad un grosso giardino che permette una corretta quantità di incorpora a livello stradale anche negozi e un
finanziamento di circa 100 milioni di dollari in ventilazione naturale e una esposizione alla luce ampio spazio culturale, che sarà occupato dal
cinque anni. Tra i progetti inseriti nell’area del naturale del giorno. “Danspace Project”, organizzazione internazionale
Cultural District si segnalano anche lo “IAC Alcuni appartamenti dispongono di terrazze che ospita una serie di performance di danza.

11
Images courtesy studioMDA / Behnisch
Architects, renderings by ESKQ
Renderings by ESKQ (c) studioMDA / Behnisch

http://studiomda.com »
http://www.behnisch.com »
http://www.bam.org »

12
La fotografia analogica
non è morta! Esistono in rete dei raccoglitori “album” di
fotografie, che promuovono la fotografia
analogica in un’epoca dove il digitale dilaga.
Tra tutti i siti sul genere, uno dei più interessanti ricevuti, che diventerà, in gergo "Polanoidiano", lo
è Polanoid (http://www.polanoid.net); si tratta SHOT OF THE DAY. Il vincitore riceverà, oltre alla
di una community che riunisce appassionati fama, un bonus di 10 euro da consumare presso
di Polaroid da tutto il mondo. Fotografi UNSALEABLE.COM, l'ultima risorsa rimasta
professionisti e non, che stanchi della compatta di pellicole, macchine fotografiche e accessori
digitale, diventato strumento “di massa”, stanno Polaroid. Inoltre polanoid.net ogni anno pubblica
riscoprendo il fascino della fotografia istantanea. un libro con tutti gli shot of the day (365 pagine).
E lo scopo di Polanoid è quello di diventare il Tuttavia polanoid.net non rimane un semplice
più grande raccoglitore mondiale di immagini raccoglitore, ma offre anche descrizioni e
scattate attraverso la Polaroid. spiegazioni, curate dagli utenti, attinenti
Fino ad oggi sono più di 100.000 le polaroid le pellicole, le macchine fotografiche e le
uplodate e quasi 8.000 gli iscritti. tecniche di manipolazione: è possibile scaricare
L'iscrizione è gratuita, tutti possono inviare le gratuitamente un e-Book che illustra le fasi di
proprie istantanee, vedere quelle inviate dagli altri manipolazione della SX-70.
utenti del sito, commentarle, votarle e partecipare Il sito propone anche una sezione chiamata
a contest a premi. "X-posed", di carattere erotico, dedicata a
Ogni giorno, all'1.23 AM viene selezionata espressioni artistiche legate alla cultura
http://www.polanoid.net » una foto in base al numero di commenti e voti dell’immagine dei corpi umani.

13
Il WiMax
avanza
Un’interessante analisi del rapporto tra utenti-
spazio-tecnologie è il progetto “iSPOTS How
Wireless Technology” del MIT
Come la tecnologia senza fili sta cambiando la
vita nel campus universitario del MIT di Boston.
Le nuove tecnologie di comunicazioni senza
fili sta cambiando il modo in cui viviamo e
lavoriamo. Questo fatto è particolarmente
evidente al MIT, grazie alla presenza di due
circostanze:
1) la percentuale molto alta della di laptop nella
città universitaria;
2) l’esistenza di una delle reti di Internet senza
fili più estese sulla terra, che include oltre
2.800 punti di accesso (acess point) ed è stata
completata alla conclusione dell’ottobre 2005.
Il progetto del iSPOTS punta a descrivere i
cambiamenti del vivere e del muoversi al MIT,
tracciando il dynamics della rete senza fili in
tempo reale. Quindi, il complesso ed i diversi
modelli dispersi del movimento che compongono
la vita quotidiana della città universitaria possono
essere rivelati, contribuendo a rispondere a molte
domande:
Quali spazi fisici sono preferiti per lavoro
Il futuro della diffusione della banda larga e di nella Comunità del MIT? Come ha potuto la
conseguenza l'azzeramento del Digital Divide, pianificazione territoriale futura della città
è il WiMAX (Worldwide Interoperability for universitaria soddisfare i bisogni mutevoli della
Microwave Access) di sicuro il mezzo più Comunità? Quale posizione per i servizi sarebbe il
adeguato per colmare questa immensa lacuna. più utile agli allievi e ai dcenti?
I motivi che mettono il WiMAX al primo posto Inoltre, altrettante città intorno al mondo stanno
come mezzo per lo sviluppo sono molti in lanciando iniziative per la creazione di reti senza
primis la versatilità che a differenza delle linee fili; l’analisi dell’ambiente del MIT potrà fornire
tradizionali (Adsl a centraline, fibre ottiche e analisi peer una comprensione maggiore del
UMTS). In Europa e nel mondo in pochissimo fenomeno.
tempo si sono fatti passi da gigante a favore del L’esperienza del MIT ha generato visioni della
WiMAX, qui in Italia le cose vanno a rilento e in percezione spaziale interessanti sia da un lato
modo del tutto disorganizzato e poco chiaro. tecnico applicativo che formale visivo.

14
iSPOTS How Wireless Technology
is Changing Life on the MIT Campus

Andres Sevtsuk
SENSEable City Laboratory, MIT,
77 Massachusetts Avenue,
Cambridge, MA 02139, U.S.A.
asevtsuk@mit.edu
http://web.mit.edu/asevtsuk/www »

Carlo Ratti
SENSEable City Laboratory, MIT,
77 Massachusetts Avenue,
Cambridge, MA 02139, U.S.A.
ratti@mit.edu
http://senseable.mit.edu »

http://ispots.mit.edu »
http://ispots.mit.edu/ispots.html »

http://www.wimax-italia.it »

15
CLOUD A digital sculpture
for British Airways singolarmente da un sistema informatico, che

terminal 5
permette di far compiere ad ognuna di esse una
determinata funzione (dal cambio di colore alla
variazione di posizione).
L’ispirazione è quella dei vecchi sistemi di
segnalazione a punti tondi tipico dei display degli
Gli artisti invadono gli spazi architettonici. settimane il risultato. anni ’80, i “flip-dots”.
Sculture/architettura nei “non luoghi”. Come La scelta coraggiosa e interessante di affidare Il risultato di questo sforzo creativo è un elegante
caratterizzare uno spazio architettonico attraverso il progetto ad uno studio di grafica che svolge oggetto mutevole che esternamente esprime
un’opera scultorea. attività di modellazione, animazione e composit eleganza e stile e che ben cela l’alta componente
La società Troika, esperta nel settore del per le major televisive americane ha rivelato di tecnologia che lo anima. La scelta alquanto
broadcast design con sede a Hollywood, ha l’intenzione chiara di creare un elemento sia coraggiosa dei responsabili dell’aeroporto http://www.troika.tv »
ricevuto di recente l’incarico per la realizzazione caratterizzante che fortemente “comunicativo”. londinese di non affidare ad uno scultore
di un elemento che caratterizzasse l’ingresso del La creazione dello studio Troika è una scultura, “classico” o blasonato questo delicato oggetto, Video dell’istallazione
Luxury Lounge, il ristorante della prima classe Cloud, che rappresenta una ipotetica nuvola ma a uno studio che svolge prevalentemente http://www.youtube.com/
all’aeroporto londinese di Heathrow; dopo otto di 5 metri, sospesa nel vuoto e composta da attività di grafica e comunicazione è risultata una watch?v=42hgPLL8IrA&eurl=http://troika.
mesi di lavoro lo studio presenta in queste oltre 4.000 piastre rotanti comandate e animate scelta appropriata. uk.com/cloudvideos.htm »

16
Credits
Cloud, 2008
Troika
Digital Sculpture for British Airways, T5,
Heathrow, London
Curated by Artwise
Curators Manufactured by Mike Smith Studio
Controls by Pharos Architectural Controls
Installation by Alternative Access ltd
Location: Atrium outside entrance to BA First,
Concorde and Club Galleries lounges, Terminal 5
photo © Alex Delfanne/Artwise Curators 2008

17
OFFF International Festival
For The Post-Digital Creation Culture
8-10 maggio, Lisbona, Portogallo, LX factory

OFFF è un evento itinerante che esplora


il più innovativo linguaggio digitale della
comunicazione sia tecnica che artistica.
Il festival di OFFF riunisce gli artisti
all’avanguardia nella comunicazione e creazione
digitale nella scena internazionale ed è tra i
maggiori eventi di questo genere.
OFFF Festival nasce nel 2001, la prima sede
di questa manifestazione itinerante è stata
Barcellona, in Spagna, il festival è diventato
fin da subito un evento riconosciuto a livello
internazionale, configurandosi come raccoglitore
multiforme e trasversale degli eventi legato
all’utilizzo dei media, catturando non solo gli
addetti al settore dei codici dei software, ma
anche gli artisti digitali e non, i web designer, la
stampa interattiva, i progettisti, gli studi di grafica
animata, e la nuova musica digitale.
OFFF Festival si propone ogni anno di esplorare la
cultura in tutte le forme e piattaforme multimediali,
raccogliendo al suo interno gli operatori del settore
della comunicazione che redigono, attraverso
la loro creatività, le future tendenze nell’ambito
dell’immagine, sia dinamica che statica, di
chi opera nel settore della grafica in generale.
Un’occasione di incontro/scontro tra le correnti e
le tendenze del mondo del digital creation.

18
Tra i partecipanti dell’edizione del 2008 a Le iscrizioni per partecipare come spettatori o
Lisbona si segnalano personalità di spicco del autori sono ancora aperte all’indirizzo:
settore come: Andreas Philström aka Suprb, http://www.offf.ws/Featuredartists »
Bradley Grosh aka Gmunk, Trafik, Rob Chiu & http://www.offf.ws »
Chris Hewitt aka Devoid of Yesterday, Aer Visual
Studio, Régine Debatty from We Make Money
Not Art, Psyop, Joshua Davis, Joel Gethin Lewis,
Hi-Res!, Chris O'Shea, Andreas Muller (Nanika),
Amit Pitaru, Alex Trochut e altri

Immagini, spot e video delle edizioni precedenti


http://www.flickr.com/photos/offf »
http://www.youtube.com/watch?v=J9t5NuRYGK0 »
http://www.youtube.com/watch?v=-39Va3n1lrs&feature=related »
http://www.youtube.com/watch?v=FwDzYVSYZuE&feature=related »
http://www.youtube.com/watch?v=jJXVul8blyo&feature=related »
http://www.youtube.com/watch?v=C4PdcfIR7ns »

19
Alla ricerca Esplorazione
dell’architettura
delle constructivista:

avanguardie
Iakov Chernikhov

perdute Ucraino di umilissime origini, studente a Odessa


e poi Mosca, prima artista e poi architetto,
soldato dell’armata rossa, esperto di ingegneria
Tra I libri più celebri ricordiamo
• “Fundamentals of Modern Architecture” (1929-
1930)
ferroviaria e professore di “rappresentazione • “Construction of Architectural and Machine
grafica dell’architettura”, nato nel 1889 e morto Forms” (1931)
nel 1951. • “Architectural Fantasies. 101 Compositions”
Autore di manuali e libri di grande interesse. (1933)
Anche se entrato nel movimento costruttivista
relativamente in ritardo, Iakov Chernikhov A lui è dedicata la fondazione Iakov Chernikhov
ha fornito una lettura e una riflessione International Foundation (Icif),
sull’architettura contemporanea tra le più il cui sito è http://www.icif.ru »
luminose e romantiche, il suo lavoro si è
trasformato in pietra miliare dell’architettura
sovietica anni 20.

20
Todaysart 2007
Aspettando la nuova edizione segnaliamo un
evento che ha rappresentato un’intuizione
interessante nell’interpretazione degli spazi della
città. Nel centro di Hague, il corridoio bianco
della City Hall and Central Library (realizzato
2D vs 3D: architettura vs grafica nel 1995 dall’architetto Richard Meyer) da
4 anni è utilizzato come galleria d’arte e di
sperimentazione.

Nell’edizione di quest’anno 24 grafici e alcuni


illustratori, coordinati dalla galleria d’arte Maxalot
Gallery di Barcellona, hanno sfruttato le superfici
bianche della struttura come una tela, realizzando
proiezioni di 30 x 30 metri tramite due proiettori
video da 20.000 ansi lumen!
L’effetto realizzato è stato quello di ridisegnare
una angolo della città in maniera creativa e
interattiva, un ottimo esempio di arte all’esterno
dei musei.

Edizione 2007
http://www.maxalot.com/xhbtn/ta07.shtml »

Hanno partecipato Edizione 2006


Angel Souto http://www.maxalot.com/xhbtn/ta06.shtml »
Antistrot
Blastgo
Boris Hoppek
Build
Commonwealth
Destroy Rockcity
eBoy
Eschler
Inocuo
Jackson Chang
Joshua Davis
Kozyndan
Kustaa Saksi
Lust
Maxalot
: phunk (studio)
The Designers Republic
Timorous Beasties
Universal Everything
WeWorkForThem
WK Interact

21
22