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55100 Lucca, data dell'inoltro

Lettera aperta alia Attenzione de



IL PRESIDENTE della REPUBBLICA On. Giorgio NAPOLITANO

SEOE ISTITUZIONALE -

QUIRINALE

e p.c.

IL PRESIDENTE del CONSIGLIO IL MINISTRO per la GIUSTIZIA IL MINISTRO per la DIFESA

Pro-tempore

IL CAPO DI STATO MAGGIORE della AERONAUTICA

Pro-tempore

LORO SEDI ISTITUZIONALI

00100 ROM A RM

e per informazione 1 DESTINATARI

e

Gli ORGANI di INFORMAZIONE

IN INDIRIZZO POSTALE 0 MAIL

da Ciancarella Mario

Cittadino e gia' Ufficiale della A.M.1.

Egregio e stirr.ato Signor Presidente,

Mi rivolgo a Lei, quale massimo garante dei Diritti Costituzionali :Ii ogni Cittadino, nella speranza che Lei voglia e possa assicurare la correttezza e .a trasparenza degli Apparati della Stato nella delicatissima questione di "NULLlTA'" che vorrei sollevare (con I'ausilio di qualche legale che fosse disposto a condividere un simile gravoso impegno) in relazione alia possibile, e probabile, falsificazione della firma del Presidente Sandro Pertini, sulI'atto di radiazione con cui si pretese di cancellarmi dai ruoli Ufficiali delle Forze Armate nel 1983. Le questioni di

nullita' d'altra parte mi sembra non siano soggette a termini di prescrizione, proprio per la natura dell'atto che eventualmente venga impugnato.

Allego alia presente, come Annesso "A", la perizia preliminare grafica, che giustifica la prevista impugnazione, svolta della Dott.ssa Bonati sulla firma del Presidente Pertini apposta sui documento di radiazione (allegato alia perizia come documento "X") e ritenuta dal perito, in esito all'esame, difforme dall'originale firma dello stesso Presidente come rilevabile dal altri 8 documenti presi in esame comparativo dalla perlzta e ad essa allegati (dal C1 al C7).

Questa lettera aperta tuttavia non ha alcuna veste di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ne' di speciosa richiesta - che sarebbe, nel caso, formulata irritualmente e strumentalmente al Presidente della Repubblica - per un iIIegittimo ed immotivato supporto extraprocedurale aile mie attese e richieste, per come esse potrebbero essere rappresentate da un mio eventuale ed ipotetico legale. Sono costretto ad utilizzare il condizionale perche' non e' facile trovare professionisti disponibili ad affrontare una cosi' delicata materia.

Ne' la mia lettera ha alcuna intenzionalita' di interferire sulle specifiche azioni giudiziarie che quell'eventuale legale intenda concretamente awiare, a mio nome e per mio conto, nelle sedi deputate, e nelle maniere e procedure ritenute legittime ed idonee, per vedere riconosciute Ie mie ragioni ed eventual mente i miei diritti.

Intendo solo rendere edotta la piu' alta Magistratura della Repubblica Costituzionale - chiedendo, credo legittimamente, garanzie di correttezza nei comportamenti che saranno tenuti dagli Apparati della Stato - su questa vicenda che non esito a definire sconcertante e devastante per i criteri democratici che dovrebbero essere utilizzati nel rapporto delle Amministrazioni con qualsiasi Cittadino e qualsiasi funzionario pubblico dipendente.

Di queste mie intenzionalita' fa fede, io credo, la estensione diretta per conoscenza ad altri organi istituzionali ed apparati dello Stato che potranno essere chiamati in causa dalle mie eventuali richieste. Da tutti costoro mi aspetto solo compartimenti leali e corretti.

A Lei personalmente, invece, ho anche alcune specifiche garanzie, da rappresentare e da chiedere con rispetto, con questo atto destinato comunque alia conoscenza non solo istituzionale ma anche pubblica.

Credo sia necessario tuttavia, prima di rappresentarLe Ie mie aspettative, proporLe qui di seguito una breve sintesi (che non potra' tuttavia essere brevissima) della mia tormentata vicenda personale:

1. Nel mese di Gennaio del 1979, quando ero ancora Capitano Pilota in servizio, ebbi I'onore ed il privilegio di essere convocato in Quirinale dal Suo predecessore Sandro Pertini il quale, da vero campione della Democrazia, intendeva capire - a seguito di una petizione a lui pervenuta e sottoscritta da centinaia di Sottufficiali e da un solo Ufficiale, il sottoscritto - quanta stesse real mente accadendo nelle Forze Armate e cosa veramente fosse quel Movimehto Democratico dei Militari sotto la cui sigla ciascuno di noi militava e per i cui obiettivi di Riforma Democratica ciascuno di noi era impegnato.

E fu grazie alia incredibile disponibilita' del Presidente Pertini, che fui da lui ricevuto in delegazione, con i colleghi Sandro Marcucci, al tempo Tenente Colonnello Pilota della Aeronautica, e Pasquale Totaro, al tempo Sergente Maggiore della stessa Arma.

Avevo chiesto io stesso tale soluzione alia Segretaria personale del Presidente, a nome di tutti i colleghi, per poter meglio testimoniare che il Movimento esprimeva la sensibilita' democratica che animava tutte Ie componenti della Forza Armata e non rispondeva dunque ad attese personalistiche 0 peggio mire di sowersione istituzionale, come venivano al tempo dipinte invece Ie nostre iniziative e Ie nostre intenzionalita' da alcuni dei nostri superiori.

Cosi' ci ha infatti definiti ("figli delle Brigate Rosse") il Generale De Paolis nel suo libro "Obiettivo mancato" (Edizioni Veant), riferendo esplicitamente alia Base Aerea di Pisa ed a me in maniera specifica - pur non nominandomi -, in quanta narra di un durissimo "scontro" (in forma abbastanza distorcente, in verita', della reale natura degli argomenti e delle rnodallta' di quello "scontro") con il "Presidente della prima espressione della Rappresentanze Elettive di Base per i Militari" (e quel presidente ero io), volute dalla L. 382/78, Legge di Riforma dei Principi della Disciplina Militate. Una Legge che come Militari Democratici avevamo fortemente voluto ed alia cui stesura avevamo attivamente collaborato con tutte Ie Forze Politiche Parlamentari.

II vero "oblettivo mancato" cui avrebbe dovuto forse riferire l'Autore in quel suo panphlet - e mancato grazie, 0 soprattutto, alia vigile presenza degli Uomini del Movimento Democratico - potrebbe essere stato piuttosto quello di una sowersione autoritaria ed antidemocratica delle istituzioni repubblicane, covato sordamente in quegli anni da molti ambienti militari e troppe gerarchie (come risulta da formali esposti del Movimento alia Autorita' Giudiziaria) che non dal Movimento Democratico.

Una ambizione eversiva di cui il Generale cercava invece astutamente di accusare, nel suo scritto, i Militari Democratici, pur non documentando come quei "figli delle Brlqate Rosse" intendessero a suo parere aggredire Ie istituzioni, e quali fossero Ie loro istanze se non la rivendicazione di una maggiore democraticita' costituzionale nelle Forze Armate, come pretende la nostra Carta Fondamentale ("L'ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica" Art. 52, 3° comma). Ed utilizzando una circostanza - 10 sciopero dei controllori di volo del 1977 - che era stata invece accuratamente predisposta proprio dai Comandi Militari e duramente contestata dagli uomini del Movimento Democratico e sulla quale mi onoro di aver tempestivamente e preventivamente informato il Presidente Pertini, tramite iI contatto del senatore Soldrini. Una circostanza che consenti' al Presidente di rintuzzare la aggressione dei militari che scalarono indignati Ie rampe del Quirinale in quella specifica circostanza "pronti a buttare il berretto" (0 forse a chiedere che fosse rimosso iI Presidente della Repubblica?!), e che dovettero ritirarsi in buon ordine a fronte delle conoscenze del Presidente.

Quante volte ci siamo sentiti dire dal Gen. Tascio, al tempo Comandante della 46/\ AS e membro di quell a delegazione di Generali che sali' al Quirinale: "II vostro Parlamento, covo di comunisti come voi, io non 10 riconosco. 10 distruggero' la malaoianta dei comunisti nelle Forze Armate, se non potro' farlo nel

Paese"!:! Ma abbiamo sempre saputo mantenere, nonostante simili provocazioni, la correttezza disciplinare ed il dovuto rispetto di subordinazione aile funzioni ed al grado dei superiori, non disgiunti tuttavia dalla consapevolezza democratica di dover cercare forme idonee e sedi deputate per denunciare simili circostanze e aspettative.

Dal Presidente Pertini ricevemmo quel giorno della audizione una indimenticabile lezione di Democrazia e di necessaria consapevolezza e volonta' di servire il Paese ed il Popolo al di la' di ogni costo e di ogni prezzo che cio' avesse da noi esigito, e nello spirito costituzionale nato calla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione dal NaziFascismo, per come esso aveva trovato forma nella Carta Fondamentale.

Dopo quella vicenda di enorme spessore umano e politico e di incredibile insegnamento democratico vissuta con il Presidente Pertini, la repressione contro di noi, da parte di funzionari, nostri superiori, fu spietata.

Di alcuni di essi combattevamo e denunciavamo apertamente, gia' da tempo, sia la devastante corruzione e la aperta devianza politico-istituzionale (fino alia diretta responsabilita' e sfacciata complicita' sia in ruberie, Ie piu' strane e preoccupanti, sia nell'occultamento delle reali condizioni in cui si consumavano "stragi negate" - come fu la strage dei cadetti della Marina deceduti sui Monte Serra, assieme all'Ufficiale accompagnatore ed all'equipaggio del vellvolo che Ii trasportava, e che cadde per la presenza a bordo di un pllota - vittima anch'egli tra Ie altre - che aveva perso Ie abilitazioni per ignobili circostanze e motivazioni e con la diretta complicita' dei superiori: il Capitano Murri, e che cio' nonostante era stato impiegato in quel volo. Va da se' che quells abilitazioni sarebbero state prontamente ed artificiosamente "ripristinate" subito dopo I'incidente) -; sia I'aperto tradimento della fedelta' giurata (per intelligence con Governi stranieri - in traffici e triangolazioni iIIegali di armi verso Paesi sottoposti ad embargo internazionale di armamenti militari, attivita' nelle quali ci risultava implicato proprio il Capitano Murri - ); ma anche la attiva collaborazione a progetti di sowersione delle istituzioni repubblicane (come segnalammo apertamente alia Magistratura a seguito di un fonda apparso su "II Corriere dell'Aviatore"); ed infine la disponibilita' ad organizzare ed eseguire stragi come quell a di Ustica (nel quadro di quelle covertaction di destabilizzazione polinca di regimi di altri Paesi, "realizzate anche sostenendo, finanziando e disponendo attivita' terroristiche", come ha indicato lucidamente, quanto in maniera sconcertante, in un suo scritto sui servizi segreti, un altro Suo predecessore, di ben altra e diversa pasta e spessore democratico del Presidente Pertini: iI senatore Francesco Cossiga).

Con iI collocamento "forzoso" in pensione per Lino Totano, e con la surrettizia carcerazione mia (1980) e di Marcucci (1981), fu dato un chiaro seqnale - alia Politicae soprattutto al mondo dei Cittadini in Armi - che la breve stagione delle concrete conquiste democratiche per i Cittadini Militari e dell'accertamento della Verita' su qualsiasi strage, ed in specie su quella scellerata di Ustica, doveva considerarsi chiusa e sconfitta nelle sue prospettive ed attese di Verita' e di Giustizia.

Lei forse ricordera', essendo stato a quel tempo nella Direzione del PCI (che devette riunirsi appositamente, mi fu detto, per deliberare di assegnare alia mia rlifA~::l l'Aw. Tarsitano. il auale tra I'altro aveva avuto incarichi anche nel processo

Moro e per la strage di Piazza Fontana), la poderosa difesa politiea ehe fu predisposta gratuitamente per me dalle maggiori forze del Parlamento: iI PCI, la DC, ed il PSI.

E cioe' tre difensori tecnici (l'on, Martinazzoli per la DC, I'on. Fortuna per il PSI, l'avv, Tarsitano per iI PCI) con tre garanti politici (I'on. Maria Eletta Martini per la DC, I'on. Valdo Spini per il PSI, l'on, Baraeetti per il PCI) in un pool sotto la regia del responsabile per gli Affari per la Riforma dello Stato Stato per il PCI: l'on Aldo D'Alessio.

Cio' escluse, owiamente (e per me drammaticamente), iI patrocinio di altri legali, cui mi legavano stima e condivisione ideale (come I'Aw. Canestrini di Trento), che pur si erano offerti di assumere la difesa.

E fu questa indubbiamente la vera condizione propedeutica per cui si pote' realizzare la mia personale vicenda, drammatica fino ad essere tragica.

Lei rieordera' infatti come quel poderoso pool, dopo alcuni incontri in Parlamento (nell'Ufficio della VicePresidente on Martini) per preparare il processo che, mi veniva assicurato, avrebbe avuto una "forte rilevanza polltlca", mi lascio' invece solo il giorno del dibattimento (2 Febbraio 1982) con richieste di rinvio (variamente e sostanziosamente motivate come I'incarico di Presiedere la seduta della Camera - I'on. Fortuna -, quello di presiedere la Direzionale Nazionale Democristiana alia conclusione del Congresso Nazionale - I'on. Martinazzoli -, 0 quello di presenziare alia prima seduta del processo Moro -1'Aw. Tarsitano -), che tutti pero' - tranne me - sapevano non sarebbero state accolte dal Tribunals. iI quale avrebbe svolto iI processo nominando due difensori d'Ufficio, gli Aw. Manzella e Pelagotti e negando i "termini a difesa". In realta' poi I'on Fortuna, forse meno informato sull'accordo intervenuto (?), giustificava solo la propria assenza; ma nonchiedeva rinvii per la presenza di "altri validissimi e valorosi colleghi".

Fui poi indotto astutamente, in quella sede dibattimentale, ad estendere il mandato fiduciario anche ai due nuovi legali (gia' corrispondenti locali dei legali "romani"). sanando cosi' ogni nullita' che avrebbe potuto essere eccepita dal difetto procedurale connesso allo svolgimento del processo in assenza dei difensori di fiducia e per la mancata concessione dei necessari e congrui "termini a difesa" ai difensori di ufficio (una sola ora, fu la concessione del Presidente per 10 studio delle carte, a cui owiamente i legali, divenuti "di fiducia", rinunciarono).

Lei forse sapra' che tutto cio' accadde in virtu' di un accordo tra i miei superiori istituzionali ed i miei garanti politico ·Iegali - intervenuto a mia insaputa - per evitare il processo politico in cambio di una assoluzione per insufficienza di prove ed un mio successive rientro in servizio. Un accordo cui inizialmente si attenne il Tribunale Militare; ma a cui Ie gerarchie militari sarebbero poi venute comunque meno, nella piu' classica modalita' di tradimento delle intese cui ci ha abituati la nostra storia.

Questo patto (comunque almeno poco nobile, vorra' consentirmi) venne confermato, in piu' circostanze e da plu' referenti. E potra' esserLe facile verificarlo ancor oggi, se Lei solo volesse sentire gli interessati e se questi vorranno confermarLe, liberamente e secondo la propria coscienza, quanta vado scrivendo:

dalla on Maria Eletta Martini, ad esempio, la quale ne parlo' apertamente (e mestamente mi venne raccontato) rispondendo ad un giovane sacerdote, amico della onorevole e mio personale - don Bertolacci Alessandro -, che Ie chiedeva spiegazioni di quanto era awenuto. Cosi' come dallo stesso Magistrato che aveva presieduto la corte militare al cui giudizio fui sottoposto a La Spezia nel Febbraio 1982: il Giudice Ciancaglini.

Quest'ultimo infatti nell'Ottobrs successive al dibattimento che mi riguardava, incontrandomi a Verona in occasione di un diverse processo ad un diverse imputato, il Sergo Magg. Cesare De Biasi (pur sempre per la sua attivita' di "Mllltare Democratico") ed avuta da me conferma - in risposta ad una sua specifica domanda: "Allora Capitano, sei rientrato in servizio?" - che, piuttosto di essere riammesso in forza attiva, ero invece sottoposto ad un procedimento d'appello propedeutico ad uno scontato Consiglio di Disciplina, sconcertato esclamo' davanti a diversi civili spettatori: "Perdio, rna non erano questi gJi accord!".

Ma queste circostanze potrebbero anche esserLe confermate, se loro volessero, dagli altri soggetti del pool politico-legale di difesa e dar "garante" di quella operazione politica (I'on Aida D'Alessio), ai quali tutti ho inoltrato una lettera specifica (qui allegata come Annesso "B") con unita una copia della presente.

L'appello della accusa era stato perfezionato dalla Procura Militare, in disprezzo dell'accordo intervenuto, con il deposito delle motivazioni, aile 17.00 dell'ultimo qiorno utile, al contrario dei miei legaJi i quali non avevano voluto formalizzare Ie motivazioni d'appello, in nome di una "certezza", poi tradita, che il procedimento in appello sarebbe decaduto per abbandono della sua specifica coltivazione anche da parte della Procura Militare. Ritenni a quel punto di dover rinunciare formal mente, con una lettera ai legali ed ai garanti, alia difesa politica, anche per non esporre Ie Istituzioni ad ulteriore dileggio.

Fui comunque prosciolto pienamente, pur con il patrocinio di una legale d'Ufficio siciliana e grintosa, dalle innumerevoli e costruite accuse di insubordinazione. Certamente fui assolto con formule molto alchemiche (I'applicazione della amnistia per alcune imputazioni - nonostante il mio rifiuto di goderne i benefici -, la illegittimita' costituzionale stabilita dall'Alta Corte per un'altra previsione penale di cui ero imputato, iI vizio di forma e il difetto di querela nella denuncia del Comandante Generale Nardi per un ulteriore capo di imputazione). Ma fui comunque prosciolto, sui piano squisitamente penale, lasciando tuttavia aperta la strada, con i particolari dispositivi della sentenza, ad un grave procedimento disciplinare finalizzato alia rimozione "per indegnita' a rivestire il grado",

La ipocrisia 0 I'imbarazzo del sistema e di uomini comunque dotati di coscienza e consapevolezza (non saprei proprio dire) fece si' che venissi richiamato in aula, successivamente al pronunciamento della sentenza della Corte di Appello, e che il Presidente volesse interrompere il processo successivo al mio che si stava svolgendo per scendere nell'emiciclo a stringermi la mano e farmi i suoi personalissimi auguri.

Poi, nell'Ottobre 1983 (rna questo certarnente sfugge alia Sua personale conoscenza e a quella di una politica alia cui curatela avevo rinunciato fin dalla

concretizzazione del processo d'appello, e una politica che dunque mi aveva frettolosamente escluso dalla sua attenzione e dai suoi interessi), - e do po un procedimento formale disciplinare ed un Consiglio di Disciplina che avevano toccato i vertici piu' alti della ipocrisia e della violazione sistematica del diritto costituzionale e positivo minimale garantito ad un qualsiasi Cittadino, anche in Armi -, fui informato dal Generale Tonini che, con una corhunicazione contenuta in un telegramma del Ministero (qui allegato come Annesso "C"), veniva disposta, con decreto ministeriale in via dl perfezionamento, la mia degradazione e radiazione dai quadri degli Ufficiali per "indegnita' a rivestire la dlvlsa".

Non era certamente una procedura idonea a configurare la "formale notifica prescritta per Legge" e di un Decreto del Presidente della Repubblica, come previsto dalla Legge di state degli Ufficiali, piuttosto che di un Decreto Ministeriale. (art. 70 n. 4 L. 113/1954).

A nulla valsero tuttavia Ie mie richieste per ottenere la formale notifica di un Decreto gia' perfezionato (come prevedono ordinariamente la Legge e il Diritto), e comunque di un Decreto Presidenziale (come prevedeva appunto la Legge di state degli Ufficiali), anziche' di un Decreto Ministeriale (previsto piuttosto dalla Legge di state per i Sottufficiali), corne riportava invece il testo di que I telegramma.

Successivamente, per dieci anni, mi e' stato sempre negato - come potra' vedere negli allegati citati successivamente - iI diritto a ricevere una formale notifica ed il rilascio di una copia conforme del prowedimento specifico. E tuttavia tale affermazione di mancanza di obblighi della Amministrazione a produrre I'atto con formale notifica del medesimo - una affermazione formalmente ribadita dalla Amministrazione nel 1992 - veniva e viene sconfessata da altra documentazione in mio possesso, dalla quale si evidenzia invece come la corretta (e necessaria perche' prevista dalla Legge) procedura di notifica e consegna di copia conforme del prowedimento venisse invece ordinariamente (ed owiamente) seguita serupolosamente dalla Amministrazione.

La documentazione in mio possesso, e che Le produco, e' infatti relativa alia vicenda umana e professionale di un Sottufficiale (10 stesso Cesare De Biasi, che ho citato per la vicenda processuale di Verona) anche lui perseguito per la sua attivita' . di democratizzazione dell'Arma ed anche lui destituito a seguito di procedimento formale disciplinare (un procedimento che urla ancora vendetta al cospetto di Dio e del Diritto Positivo per la violazione di ogni previsione normativa - fu infatti istituito per lui il procedimento formale per "sanzione di Stato" con la contsstazlone di una mancanza disciplinare ex art. 39 del Regolamento di Disciplina, per la quale sarebbe state possibile solo applicare una "sanzione di corpo" -) e Commissione di Disciplina, nonostante - al contrario di me - egli avesse ottenuto una ancor piu' piena assoluzione penale.

A quel Sottufficiale veniva eomunque regolarmente notificato con documento formale, alia presenza di due Ufficiali "testimoni", il Decreto Ministeriale di radiazione previsto per la speeifiea categoria, con la consegna contestuale di eopia conforme del prowedimento governativo. (si veda al riguardo in Allegati l'Annesso "D"),

E si diede dunque corso a tutte Ie prancne oella rrua raorazrone,

Per quasi dieci anni continuai inutilmente a chiedere che mi fosse prodotta copia del Decreto Presidenziale, anche perche' i documenti che potei personalmente visionare in due successive occasioni (senza mai ottenere tuttavia di poterne estrarre copia) nella Sezione della Corte dei Conti distaccata presso la Aeronautica, non recavano inizialmente alcuna firma in calce al prowedimento, e successivamente mostravano un timbrino (del tipo di quelli in gomma) in inchiostro azzurro con il nome Pertini in stampatello maiuscoletto. Inalterata invece, in entrambe Ie occasioni, la nota "conforme all'originale" apposta sui documenti. Comunque essi risultavano tutt'affatto diversi dal documento che infine mi sarebbe stato prodotto nel 1992.

Esiste, se non sara' stata distrutta nel frattempo, un'altra copia del prowedimento di radiazione - sempre con la dicitura "conforme all'originale", conservato nel dossier relativo alia mia liquidazione, presso "Difepensioni Ufficiali". Ebbene anche quella copia "conforme all'originale" e' (0 almeno "era" fino al 1992 e al 1994, Ie due circostanze in cui ebbi modo di vederla in quegli Uffici, dove ero stato convocato per reqolarizzare la mia posizione assicurativa, sempre senza poterne estrarre copia) priva di qualsiasi firma in calce.

II B.U. Ufficiali, del 15 Gennaio 1984 (allegato alia presente, come annesso "E"), recava ancora il riferimento ad un decreto ministeriale, e come tale risultava la reqistrazlone alia Corte dei Conti, ivi menzionata.

Solo nel 1992 riuscii ad ottenere un documento - non in forma di notifica - che si sosteneva essere copia autentica del decreto presidenziale originario di radiazione, e che recava una firma <Ida attribuirsi presuntivamente al Presidente Pertini".

Ma io, Signor Presidente sono (e sono sempre stato) comunque certo, che it Presidente Pertini non avesse mai firmato il prowedimento e che dunque di un falso si trattasse.

Oggi c'e' qualcosa di piu' di una semplice convmzione personale, Signor Presidente: ritengo infatti che que 1 decreto non fu mai notificato 0 prodotto fino al 1992, ne' mai avrebbe mai potuto esserlo materialmente e correttamente PERCHE' IN REALTA' ESSO NON SAREBBE MAl STATO FIRMATO DAL PRESIDENTE PERTINI. la cui firma (come sostengo essendo oggi confortato dalla specifica perizia grafica preliminare, gia' citata e qui allegata come Annesso "A"), sui documento che mi fu inflne inviato nel 1992 (come decreto presuntivamente firmato dal Presidente), in realta'potrebbe essere solo uri clamoroso falso, peraltro realizzato con una certa approssimazione e

una grossolana superficialita'. .

Cosi' come d'altra parte appare frettolosamente e grossolanamente artefatta (benche' non sia stata oggetto di indagine peritale) anche la firma del Ministro Spadolini che sembra comparire appena sotto la presunta firma del Presidente della Repubblica; ma senza nessuna indicazione delle funzioni istituzionali diversificate accanto aile due "firme approssimative quanto solo presuntivamente originali".

Ed e' proprio qui che trova allora sen so e giustificazione questa Lettera Aperta indirizzata alia Sua Alta Funzione.

Essa e' la richiesta alia Sua Alta Magistratura, cioe' di massimo garante costituzionale per tutti i Cittadini e di Capo Supremo delle Forze Armate, perche' voglia vigilare sulla correttezza dei comportamenti con cui i funzionari intenderanno rispondere aile rinnovate contestazioni che saranno eventualmente formulate e rappresentate dai miei ipotetici legali, owero garantire tale correttezza e trasparenza nelle risposte che saranno offerte aile eventuali richieste di documentazione e giustificazione che venissero pretese dal Tribunale che fosse adito. Questo a tutela del Diritto e delle garanzie costituzionali di qualsiasi Cittadino.

Non so se trovero' un legale disponibile ad una simile battaglia, non so se dovro' autonomamente presentare la documentazione alia Procura Romana 0 quale altra forma mi si rendera' praticabile per chiedere iI formale riconoscimento del falso perpetrato e pretendere la nullita' conseguente di ogni effetto del documento falsificato.

Non e' certamente in discussione la intenzionalita', da parte di alcuni funzionari della Arnministrazione della Difesa del tempo, di liberarsi di me. Ma il fatto che lascia sconcertati ~ se un Tribunale dovesse conferrnare alia fine la alterazione della firma di un Presidente della Repubblica, circostanza che sarebbe inaccettabile quanto inaudita (spero possa condividere questa rnia valutazione) ~, e' che tale intenzionalita' possa essersi realizzata attraverso una simile falsificazione, per un evidente dissenso e la conseguente astensione dal firrnare iI decreto del Presidente della Repubblica. E questo, ml consenta, e' un fatto devastante, per uno state Democratico.

1

Ci saranno forse, rna solo successivamente agli esiti di questa eventuale azione giudiziaria, luoqhi deputati, rnetodi e sedi opportuni, forme politiche ed istituzionali corrette per porsi e porre anche il perche' abbia potuto realizzarsi un simile scempio (per quanta ad ogg'i solo "eventuale") dei principi della Democrazia e del Diritto ed una tale usurpazione ed alterazione delle competenze e funzionalita' istituzionali, qualora fosse conferrnata la tesi di falso che cerchero' di sostenere, con la collaborazione di un legale 0 meno, confortato dalla perizia grafica.

E' owio che dovrebbe trattarsi di motivazioni assolutamente dirompenti, dettate da una cultura deviante dai principi costituzionali e dettata da motivazioni tali da aver suggerito a qualche sproweduto personaggio un simile oltraggio istituzionale. Per quanto mi riguarda, se richiesto, saro' sempre pronto a rispondere nel dettaglio di quale fosse la mia attivita' del tempo, edoffrire i possibili scenari di Alto Tradimento criminogeno e criminale ai quali mi accingevo ad oppormi dopo accurate verifiche.

Oggi, pero', e' solo il tempo dell'impegno per far luce sui precess! con cui que I drammatico falso potrebbe essere stato eventual mente concepito e realizzato prima, per poi essere spacciato come autentico. Ed e' dunque su questo che Le chiedo garanzie di vigilanza per il rispetto della Verita' e la applicazione della Giustizia.

Mi si chiedera' ragione del perche' siano intercorsi tanti anni da quelle vicende. Ebbene io avevo inizialmente bisogno di copia "autentica" del prowedimento, e successivamente dovevo seguire Ie uniche procedure lecite che mi permettessero di impugnarne la autenticita' .

Solo ne11992, come gia' Le dicevo appena piu' sopra, a seguito delle polemiche pubbliche innescate dall'ornicidlo di Sandra Marcucci (si' anche quelJo fu un omicidio, per quanto anch'esso sia stato negato e frettolosamente archiviato da un Magistrato come incidente determinato dallo stesso pilota Marcucci. Un Magistrato quanto meno poco curioso. E tuttavia un omicidio spudoratamente evidente, come ho argomentato e documentato in un puntiglioso intervento pubblicato su alcuni siti internet) la stessa Amministrazione Militare si diede disponibile, con la gia' citata lettera - qui allegata come Annesso "F" -, ad inviarmi copia di un Decreto Presidenziale. Ed effettivamente invio' copia del documento di cui oggi contesto la genuinita' (e comunque 10 invio' non in forma di notifica).

Ma si trattava di un documento solo presuntivamente firmato dal Presidente Sandro Pertini, che a me apparve da subito sfacciatamente alterato, avendo conoscenza della ordinaria ed originale firma del Presidente e conservando per di piu' una sua lettera inviata, nel ruolo e nelle funzioni di Presidente della Camera svolte dall'on Sandro Pertini, al Presidente della Commissione Difesa del tempo, I'on. Guadalupi. La stessa che e' stata esaminata, con altre firme comparative, dalla perizia grafica e riportata nei suoi allegati (come documento in comparazione "Ct").

Si e' arrivati a rinnovare in quella lettera della Amministrazione (appena qui citata come Annesso <IF" degli Allegati) la argomentazione pretestuosa e comunque falsa - per giustificare la mancata notifica e consegna (al tempo della radiazione) di una copia autentica del decreto, e conforme all'originale, - secondo la quale, "trattandosi di materiale amministrativo interno, tali decreti ordinariamente non vengono rllasclati agli interessa~i'·.

Quando invece e' ben documentato - nella citata vicenda del Sergo Maggiore De Biasi - come Ie doverose prassi della formale notifica all'interessato e della contestuale consegna di copia autentica e conforme del decreto venissero adottate correttamente ed ordinariamente in casi similari. (Potra' giovare, a questo punto, tornare a visionare iI gia' citato Annesso "0" degli Allegati)

Con la stessa lettera (citata sempre come Annesso "F" degli Allegati) venivo anche informato che iI riferimento al decreto ministeriale sui B.U. sarebbe stato "un mero errore di trascrizione", corretto in una successlva pubblicazione del 15 Dicembre 1984 (senza tuttavia fornire copia del bollettino stesso, che a me e' risultato introvabile). E senza dare tra I'altro alcuna giustificazione - ctoe' del come e del perche' - sulla circostanza che quel medesimo "mero errore di trascrizione" potesse allora essersi rinnovato anche nel telegramma indirizzato al mioComando Militare.

Ebbene, signor Presidente, ripeto, io avevo sempre avuto personalmente motivi per credere che il Presidente Pertini non avesse mai firmato quel decreto, al di la' della documentazione cui ho fin qui riferito.

E dunque ho sempre ritenuto e sostenuto che la firma apposta su questo ultimo documento, ancorche' spacciata come firma del Presidente Pertini, fosse (come ora sembra accertato scientificamente che sia) solo uno spudorato falso.

Avevo tuttavia bisogno di una assistenza legale che mi consentisse la impugnazione di quel documento, e per i successivi 15 anni questa ricerca si e' arenata sulle rinunce successive di piu' e diversi legali, rinunce di cui non ho mai potuto avere una

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giustificazionechiara. Ma I'ultimo di questi legali (I'Aw. Sergio Novani di Viareggio), prima della ennesima rinuncia, aveva finalmente costruito un percorso di legittimazione delle mie pretese, con la ricerca di una perizia grafica preliminare.

Oggi so no dunque final mente confermato nel mio convincimento anche dalla acquisita perizia grafica preliminare - gia' citata ed allegata come Annesso "AI! - la cui conclusione, dopo una analisi molto articolata, accurata e professionalmente pregevole, afferma che "pur non potendo emettere parere di certezza, come sempre quando non si lavora su·originali, (fin qui il grassetto e la sottolineatura sono dello scrivente) all'esame preliminare risulta possibile affermare, con ottima probabilita', che la firma in verifica x non appartiene a/ Presidente della Repubb/ica in carica nel 1983, Sandro Pertini" (cosi' in corsivo, grassetto e sottolineato nel testo della perizia).

La Dott.ssa Bonati ha esteso la sua analisi comparativa ad una piu' ampia serie di firme autentiche rispetto aile due da me prodotte - quella sui decreto e quella in calce alia lettera al Presidente Guadalupi, gia' citate - del compianto Presidente Pertini. Alcune di queste ulteriori firme naturalmente non sono autografe ma del tipo prestampato dell'originale depositato, ma la Dott.ssa ha inteso comunque prenderle in esame perche' la sua analisi tecnica potesse valutare anche Ie normali variazioni che intervengono su ogni firma autografa in funzione dell'eta' 0 di altre possibili cause di variazione.

Ed e' state cosl' possibile accertare e periziare che ogni firma autografa del Presidente, dal lontano 1933 agli anni 80, si discosta in maniera assoluta, sotto ogni profilo (dalla ordinaria inclinazione della firma, aile modal ita' di attacco delle singole parole, alia costruzione delle singole lettere, alia stessa composizione della firma che nel prowedimento che mi riguarda manca anche del nome "Sandro") da quella che compare sui provvedimento relativo alia mia eventuale radiazione.

Tanto da consentire di affermare che essa non appartenga, con ottima probabilita', al PresidentePertini, in carica nel 1983.

Ora dunque, in via del tutto informale (per quanto sostanziale per Ie mie richieste), io mi chiedo e Le chiedo - come 10 chiedo anche agli altri destinatari per conoscenza della presente, ed a quanti tra i Cittadini potranno valutare queste circostanze, se gli Organi di Informazione vorranno diffondere questa comunicazione a Lei diretta ed i suoi allegati (che sono stati comunque inseriti nella rete telematica) - se sia dawero possibile e credibile che un qualsiasi Presidente della Repubblica possa arrivare ad alterare a tal punto la propria firma su un documento formale, e cosi' impegnativo e gravido di conseguenze per il destinatario, come puo' esserlo un decreto di radiazione, rispetto alia sua ordinaria firma autografa e depositata.

Se sia mai possibile che un uomo il quale per tutta la sua vita si e' costantemente firmato come "Sandro Pertini" (salvo in scritti privati e confidenziali in cui mi risulta essersi firmato piuttosto solo come "Sandro", senza seguito del cognome) un giorno decida di firmarsi, su un atto formale, solenne ed impegnativo, solamente come "Pertini", mentre quello stesso giorno rilasciava una Legge dello Stato con la solita firma "Sandro Pertini".

E tuttavia sono consapevole che questa "circostanza" come tutte Ie altre circostanze evidenziate in perizia, per quanto anomale, potrebbero essere ancora una volta sostenute come "autentiche", (documental mente 0 pregiudizialmente; ma solo in funzione della posizione e presunzione istituzionale in mancanza di una controperizia tecnica di identico

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spessore di quella della Dott.ssa Bonati), da chi abbia interesse a sostenere comunque che quel presunto "falso" sia invece frutto diretto e personale del Presidente Pertini, e che dunque i suoi effetti sulla mia vita personale e professionale siano tutti da considerarsi legittimi. E dunque Ie mie convinzioni, e Ie stesse conclusioni peritali di parte, potrebbero anche essere esposte a smentite. 0 quantomeno, ne sono certo, qualcuno potra' cercare di farlo.

Mi chiedo e Le chiedo formalmente allora, e suggerisco di chiedersi a quanti assumano conoscenza dei fatti, se la Amministrazione sia in grado di produrre anche una sola altra firma in originale del Presidente Pertini - su un documento ufficiale, redatto nel medesimo periodo storico (1983-84) e comunque redatta quando il Presidente era an cora in vita (una firma cioe' capace di resistere ad ogni indagine grafica e di collocazione temporale, cosa che la tecnologia attuale e' in grado di verificare con assoluta certezza con la analisi degli inchiostri e del tipo di carta) - che possa in qualche maniera rassomigliarsi 0 essere raffrontata al "segno" (ero tentato di dire "sqorbio") posto in calce al prowedimento della mia presunta radiazione.

Le chiedo ancora se, qualora divenisse necessario, e in questo caso ancor piu' formalmente, la Presidenza della Repubblica sara' disponibile a rendere accessibile allo scrivente, owero ai miei eventuali esperti e legali, la conservatoria ufficiale dei decreti presidenziali e l'Archivio di Stato delle Leggi del Parlamento, per verificare almeno se i decreti immediatamente precedenti ed immediatamente successivi a quello che mi riguarda, firmati dal Presidente Pertini, rechino firme quantomeno compatibili con quella che risulta sui documento della mia radiazione e di cui sto cercando Ie forme, i soggetti legali e gli istituti idonei per impugnarne la pretesa autenticita'.

E dunque che mi sia consentito di poter verificare se anche ulteriorl "firme origin ali" eventualmente prodotte dalla Amministrazione a sostegno della propria correttezza, si discostino altrettanto decisamente dalle firme realmente originali, ordinarie e depositate del Presidente Pertini, quali appaiono quelle che abbiamo per ora potuto intercettare e valutare nella perizia grafica, grazie alia documentazione disponibile sulla rete informatica, oltre a quella sui documento indirizzato dall'allora Presidente della Camera Pertini all'on. Guadalupi, Presidente della Commissione Difesa.

Le chiedo formalmente se mi sara' data disponibilita' perche' la rnia perita grafica possa eventualmente consultare anche gli originali depositati delle firme del Presidente, al fine di superare quelle residue riserve che la stessa professionista ha correttamente evidenziato nelle conclusioni della perizia, essendo esse legate alia sola analisi per ora possibile di documenti in copia.

Siamo d'altra parte tutti consapevoli, come Cittadini, che anche solo per aprire un conto corrente bancario diviene necessario depositare una firma autografa cui sia possibile riferire ogni volta che un documento contabile recasse una firma dissonante da quella depositata. DlJnque a maggior ragione dovra' pur esistere una raccolta depositata degli autografi autentici di una cosi' alta carica guale e' la Presidenza della Repubblica, consultabile in casi simili a quello che ha determinato questa Lettera Aperta alia Sua Attenzione!

10 sono fiducioso, signor Presidente, anche perche' sono consapevole che I'apparato Statale, e quello Militare in maniera specifica, ordinariamente e strutturalmente "conserva sempre ogni documentazione" e che eventualmente la distrugga, per owi motivi, solo

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quando Ie sorti di un "conflitto" appaiano compromesse. Ma oggi e nel mio caso, piu' ancora che distruggere tracce di comportamenti eventualmente ilieciti, appare ben piu' difficile che si possano piuttosto costruire ex novo tracce significative e credibili di comportamenti che si voglia sostenere essere stati virtuosi e leciti anche qualora in realta' non 10 fossero stati.

Ancora mi chiedo perche' il documento registrato alia Corte dei Conti (e da me visionato in due periodi successivi, a distanza di un anno, e senza mai ottenere iI diritto alia estrazione di copia), per quanto riportasse la dicitura "conforme all'originale" non recasse in un primo tempo alcuna firma (ne' del Presidente della Repubblica ne' del Ministro per la Difesa) e solo dopo un anna (sempre come "conforme all'originale") recasse - piuttosto che questa firma che mi e' stata successivamente esibita e che a me appare persino "indecorosa" - un timbrino azzurro, evidentemente del tipo in gomma, con la stampigliatura maiuscoletta ed inclinata dal basso verso I'alto del solo cognome, "PERTINI", sui lato sinistro del foglio.

Mi chiedo e Le chiedo comunque come mai quel foglio, pur registrato alia Corte dei Conti, risulti ad oggi irrintracciabile, perche' il registro specifico non sarebbe stato versato (come risulta dal documento qui allegato come annesso "G") all'Archivio Generale della Corte dei Conti, dalla sezione un tempo distaccata presso la Aeronautica.

Ne' piu' ne' rneno dunque, mi permetta allora di pensare e dire, delle famose "false bombe molotov" utilizzate a Genova nel 2001 da alcuni funzionari di Polizia per scatenare e giustificare, su presupposti di falsita' ideologica e materiale, la drammatica quanta ingiustificata repressione contro i manifestanti pacificamente radunati nella scuola Diaz. Molotov successivamente tempestivamente sparite, e comunque prima che esse potessero essere analizzate ed utilizzate come prova in dibattimento.

Mi chiedo e Le chiedo ancora come sia possibile che 10 Stato Maggiore Aeronautica, contattato da ' un mio legale (l'Aw. Novani di Viareggio, 10 stesso che tuttavia ha successivamente rinunciato al mandato, dopo la acquisizione della perizia) per una richiesta di accesso alia mia documentazione, dopo una iniziale dichiarata, quanto apparente, disponibilita' assoluta, abbia successivamente precisato che parti via via piu' corpose della documentazione che mi riguarda sarebbero ancora soggette a "secretazlone" (a venticinque anni dalla mia presunta radiazione!!??), fino al punto che dei 300 fogli circa, di cui sarebbe composto iI fascicolo, I'accesso sarebbe consentito a soli circa 50 fogli. Ed inoltre quali motivazioni possano aver determinato la secretazione di un fascicolo personale di un "insignificante" Ufficiale, che si presume legittimamente radiato dalle Forze Armate.

Mi viene allora da ricordare e menzionarLe un incontro che mio fratello; al tempo giornalista at Sole 24 are, cerco' di ottenere dal sottosegretario alia Difesa on. Olcese del PRI, per sentirsi rispondere, dopo la iniziale fissazione, che I'incontro non poteva aver luogo in quanto "al di la' delle motivazioni ufficiali iI fratello (io) sarebbe state radiato per contatti e rapporti con ambienti e progetti eversivi". Mi chiedo, oggi come allora, se un Paese Democratico, che ha battuto il terrorismo proprio confidando nelle sue capacita' di garantire i diritti costituzionali rinnegando ogni legislazione di emergenza che ne so spend esse la garanzia, abbia dawero la necessita' dl costruire false accuse e false documentazioni per liberarsi di un Ufficiale che avesse dawero colluso con progetti eversivi. a piuttosto se non sia pensabile che egli sia state "eliminato" con tali e tante

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adulterazioni incostituzionali, proprio per aver rischiato di individuare processi ed ambienti collusi alia svendita della nostra sovranita' nazionale, fino all'omicidio ed alia strage.

Ed infine mi chiedo e Le chiedo dunque se la Sua Alta Funzione di garanzia vorra' essere disponibile e sara' lasciata libera di vigilare perche' la verifica di questi interrogativi, quando e se mi riuscisse di trovare un legale disponibile a mettere in gioco molto della propria carriera e del proprio prestigio (ovvero intercettare forme percorribili di autonoma impugnazione dell'atto), possa awenire nella piu' totale trasparenza e senza la rinnovazione di atti iIIeciti ed alterazioni che sarebbero funzionali solo a garantire e confermare immunita' ed impunita' a coloro che al tempo vollero liberarsi, secondo procedure musuali, non conformi alia Legge ed ai Regolamenti, e fino alia possibile e probabile alterazione persino della firma del Presidente della Repubblica, di uno scomodissimo elemento di interdizione della loro ordinaria pratica di illegal ita' costituzionale e democratica.

Sono consapevole che questa vicenda rischia di essere lacerante ed umiliante per Ie Istituzioni, Sig. Presidente, ed io voglio sperare che tutti i soggetti del confronto saranno comunque impegnati a far si' che qualsiasi verita' emerga, ad essa si possa pervenire salvaguardando la onorabilita' istituzionale.

Una onorabilita' che non passa comunque mai attraverso la complicita' con atti di illegalita' ed illegittimita' manifesta eventualmente consumati dai funzionari dello Stato ne' con la garanzia di immunita' ed impunita' per quelle eventuali responsabilita' personali.

Signor Presidente, nell'awiarmi a congedarmi da Lei - grato della attenzione che avra' comunque voluto riservare a questo documento forse asfissiante e difficile da sopportare; ma assolutamente necessario - vorrei rassicurarLa che la mia, ancora una volta e come sempre, non e' una "Iotta allo Stato", e tantomeno una "Iotta c~ntro questo Stato Democratico e Costituzionale", che ho troppo amato, ed ancora amo, per poter pensare di aggredirlo nelle sue Istituzioni di riferimento.

Ne' la mia potrebbe mai essere una lotta "alia Aeronautica" 0 "centro la Aeronautica", perche' ad essa ho troppo legato Ie mie aspirazioni giovanili di nobilta' etica e senso del dovere - che sono la dignita' profonda dell'essere un Ufficiale di questa Paese -, oltreche' Ie soddisfazioni ed irripetibili sensazioni che un uomo puo' trovare solo in quella meravigliosa professionalita' che e' la passione per il volare.

Verso di essa e' rimasto intatto tutto il mio originario sentimento, privo di qualsiasi pulsione vendicativa, benche' io sia stato perseguitato ingiustamente da alcuni dei suoi uomini, fino alia interdizione dalla attivita' di volo ed al punto di subire un dram matico stupro nella prima notte della mia detenzione carceraria a Forte Boccea.

Fu questa una atroce azione di umiliazione e di condizionamento psicologico, che tuttavia sono riuscito a portare con dignita', ed a superare lentamente e progressivamente con una lunga e faticosa autoanalisi ed autoterapia, e con la consapevolezza di non dover mai generalizzare Ie responsabilita' personali attribuendole indistintamente aile Istituzioni.

Non Ie nascondo che recentemente sono stato responsabile di una terribile gaffe nei confronti del Ministero Difesa e della Aeronautica dettata forse da un inconscio pregiudizio maturato nei confronti della Amministrazione. Un errore di cui mi sono affrettato a presentare Ie doverose scuse, anche se esso ha certamente segnato una storia di lealta' e

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di esasperata verifica preventiva delle circostanze che ritenessi di dover contestare. Ma questa ultima, e per me amara, vicenda nulla toglie, io credo, alia natura r Irgittimita' della mia attuale istanza ed alia correttezza dei miei comportamenti pregressi.

La mia e' sempre stata solo la rice rca di Verita' e Giustizia. E' dunque tale anche la attesa di definizione di quelle responsabilita' personali (per quanto possano essere penalmente prescritte) per la vicenda del falso eventuale della firma del Presidente Pertini, e di quelle responsabilita' civili ed amministrative che la nostra Costituzione vuole siano sempre e comunque "personali 0 associative"; ma mai Istituzionali.

E questo anche se Ie responsabilita' civili dei funzionari, per violazione dei diritti personali e soggettivi dei Cittadini, per la nostra Costituzione (art. 28), si estendono comunque in solido anche allo Stato, per la piena garanzia di equita' risarcitoria che si deve aile vittime di ingiustizie e diritti violati. Questo tuttavia non intacca, anzi esalta, la natura democratica delle Istituzioni di un Paese.

Solo quando Ie Istituzioni e 10 Stato, nei loro rappresentanti, dovessero coalizzarsi pregiudizialmente contro la Verita' e la Giustizia e contro la Dignita' dei Cittadini a tutela non del diritto ma della impunita' dei propri funzionari, per gli illeciti da loro eventualmente consumati, allora si' esse sposerebbero una causa indegna e rischierebbero di legare la immagine delle Istituzioni a quella dei responsabili di illecito, snaturandone la profonda ed origin aria nobilta'.

Ma io impongo da sempre a me stesso, come ho imparato da un Ufficiale profugo dal Cile di Pinochet, di distinguere costantemente la natura e nobilta' originaria e democratica del mio Paese e delle sue Istituzioni dalle responsabilita' degli occupanti momentanei delle sue funzioni, anche qualora essi ne stiano usurpando ed usando i poteri per stravolgerle in forme di autoritarismo feroce e criminogeno.

Anche quando sono stato trascinato nei Tribunali - senza poi essere stato mai condannato - ho sempre scelto di "difendermi nel processo e non dal processo", perche' ho sempre ritenuto che il processo sia il luogo piu' alto della garanzia dei Cittadini e della testimonianza della natura di un regime politico e delle sue Leggi. Non vi e' infatti alcun dubbio che in uno Stato che fosse dominio e ostaggio di burocrazie autoritarie ed antidemocratiche, il posto dei veri patrioti, oppositori della corruttela e della negazione del Diritto Democratico, non potrebbe che essere il banco degli imputati e la loro sorte il carcere.

Ce 10 hanno irisegnato i padri costituenti di questa Repubblica e tutti quei meravigliosi ed ignoti Cittadini, uomini e donne, che hanno segnato anche anonimamente la storia della Resistenza e della Lotta di Liberazione dal Nazifascismo e che ci hanno lasciato una enorme eredita' di civilta' umana nelle lettere dalle carceri dove furono torturati.:

Da giovane ufficiale conservavo costantemente la memoria delle parole che, tra quelle vittime della barbarie nazifascista, aveva scritto nel carcere di via Tasso il Generale Sabato Martelli Castaldi - il piu'giovane generale della Aeronautica Italiana - perseguitato dal regime fascista per la sua lealta' istituzionale, che 10 aveva portato a denunciare la corruttela e la alterazione delle reali condizioni dell'Arma, impreparata in realta' a sostenere un qualsiasi conflitto, e che per quella persecuzione si awicino' poi al Movimento della Resistenza fino a diventarne martire: "Quando iI tuo corpo non sara

pill, il tuo splrlto sara aneora piu vivo nel rtcorco dl em resta. t-a ene possa essere sempre di esempio."

Un'eredita' che ha segnato la mla vita e Ie mie scelte, e che si ritrova in tutto il suo val ore e spessore nella lettera di un un giovane Sandro Pertini (analizzata nella nostra perizia come fonte comparativa della firma del Presidente sui prowedimento che mi riguarda) con la quale egli respingeva nel 1933 la domanda di grazia presentata al regime fascista da parte di sua madre.

Questo mi conforta nella consapevolezza che, anche venisse forzosamente rinnovato un giudizio di negazione di quella Verita' che ho sempre sospettato e che oggi sembra trovare riscontro scientifico, non per questo una sentenza, per quanto iniqua, sarebbe idonea a disperdere la mia fiducia nella vera Democrazia e la mia determinazione a rivendicare la natura e la dignita' democratica del mio Paese, e la determinazione a lottare per la sua liberazione da ogni condizionamento e stravolgimento che suoi fedifraghi funzionari avessero esercitato disattendendo i suoi riferimenti costituzionali.

Mi impedirebbe comunque ogni forma di contrapposizione allo Stato ed alia Aeronautica iI giuramento prestato di esclusiva fedelta' costituzionale alia Repubblica ed alia Sicurezza del Paese - che e' il Suo Popolo Sovrano -, per la garanzia democratica cui debbono informarsi tutte Ie Sue Istituzioni ed i Suoi Apparati (ivi comprese Ie Forze Armate, art. 52 terzo comma Cost.).

Me 10 impedirebbe la natura, ontologicamente conferitami dal giuramento, e consapevolmente assunta con quel giuramento, di "Ufflctale per sempre" di questo

Paese. '

Me 10 irnpedirebbe il sangue dei tanti combattenti, torturati ed uccisi, della Resistenza e della Lotta di Liberazione dal Nazifascismo cui dobbiamo quelle Liberta', quei Diritti e quei Doveri iscritti nella Carta Costituzionale, che ci fanno apprezzare iI profumo della liberta', dell'onesta' intellettuale, della fedelta' e dell'impegno, senza limiti di costo, che un qualsiasi funzionario dello Stato dovrebbe saper dispiegare e pagare senza ripensamenti, e dunque tanto piu' un Ufficiale, come un qualsiasi Magistrato, piu' di ogni altro Cittadino Ordinario e piu' dei loro diretti subordinati.

Me 10 impedirebbe I'altissima lezione di responsabilita' democratica ricevuta dal Presidente Pertini.

Me 10 impedirebbe iI sacrificio personale, fino alia vita (come e' stato per Sandro Marcucci, ucciso con orrido cinismo, e lasciato privo di Verita' e Giustizia), di tutti quei magnifiei uomini del Movimento Demoeratieo dei Militari, in maggioranza Sottuffieiali, con i quali ho avuto I'onore ed il privilegio di militare e dai quali ho saputo lasciarrnt educare al culto ed alia aspirazione per una Democrazia sostanziale e per il Diritto Positivo sancito dalla Costituzione, per la difesa e la tutela della piena sovranita' nazionale contro ogni progetto di destabilizzazione e di asservimento a egemonie diverse e straniere.

Sandro Marcucci nel tentativo di convircermi a ricoinvolgermi con lui nella indagine su Ustica (oenche' entrambl fossimo ormai fuori dalla Forza Armata), ebbe a dirmi parole che si sono stampate come un marchio indelebile nella rnia pelle, nel rnio sangue e nei miei nervi:

"Flnche' ilsangue dei figli degli altri varra me no del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei lora figli, varra meno del nostro dol ore per la morte dei nostri figli, ci sara sempre qualcuno che potra organizzare stragi in piazze, banche 0 stazioni, su treni 0 su aerei, con bombe 0 missili, con la certezza di rimanere impunito. Noi dobbiamo diventare "familiari" di ciascuna vittima, per poter sostenere la rlcerca di Vertta e Giustizia per loro con la stessa determinazione dei loro parenti naturali, rna con in pill la nostra freddezza e competenza professionale che ci lrnpedlra di cadere nelle trappole che i responsabili costruiscono sulla scarsa conoscenza dei familiari naturali delle metodiche e degli strumenti con cui si realizzano Ie stragi.

Vedi, Mario, noi che diciamo di aver giurato di essere pronti a dare la vita per la sicurezza di ogni Cittadino, e che abbiamo cosi tanto bisogno della retorica dell'eroismo e delle celebrazioni dei combattenti caduti in battaglia, senza mai analizzare con che animo e con quali motivazioni e da che parte essi stessero combattendo, e se fosse pill 0 meno giusto cia per cui combattevano, come potremo essere ancora credibili in questa rivendicazione presuntuosa di coraggio e di eroismo se non siamo disponibili non dico a mettere in gioco la vita, rna neppure la sicurezza di un posto, una poltrona, un grado ed una carriera, 0 la stessa serenita delle nostre famiglie, di fronte aile criminali ingiustizie che si compiono davanti a noi con la pretesa dell'impunita e del nostro complice ed omertoso silenzio?

Certo, noi abbiamo dato molto e pagato gia molto, rna e' proprio il voler regal are ai nostri figli almeno iI senso della dignita di cia che Ii abbiamo costretti a pagare assieme a noi, quello che oggi puo dare senso a quanto abbiamo messo in gioco finora e che abbiamo perduto.

Forse abbiamo diritto di rltlrarcl, rna allora dobbiamo archiviare anche la nostra presunzione di maggiore nobllta rispetto ai nostri comandanti, ai funzionari di apparato, ai politici ed ai pezzi delle istituzioni che collusero con la devianza, ai pill pavidi tra i colleghi che ci lasciarono soli, ai cittadini che pur consapevoli del rlschlo delle nostre baUaglie non ci hanno mal pienamente accolto e riconosciuti. Se ci ritiriamo ora non siamo migliori di loro, perche come ciascuno di loro avremmo messo un limite ai prezzi che siamo disposti a pagare, ed allora quelle affermazioni cosi orgogliose con cui dicevamo "costi quello che costi" non avrebbero pill senso."

In questa natura e con simili valori non si potrebbe combattere 10 Stato 0 contro 10 Stato che e' la massima espressione della natura democratica di un Paese, ne' contro la Aeronautica che e' solo un suo strumento di garanzia democratica e di sicurezza. Ma la lotta, oggi come sempre, e' solo "Per 10 Stato, per la Sua dignita' e quella delle Sue Istituzioni e dei Suoi Apparati, per la Sicurezza e la Garanzia di ogni Cittadino, per la

. Democrazia e per Ie Liberta' ed i Diritti Costituzionali, e dunque con la costante determinazione a denunciarne tutte Ie devianze e distorsioni che funzionari indegni abbiano consumato".

Non sembri affabulatorio allora, sig. Presidente, riportare qui di seguito un passaggio delle Sue dichiarazioni del 29 Aprile 1969, nelle aule parlamentari della Camera dei Deputati:

"La situazione e torbida, onorevoli colleghi; evidenti sono Ie spinte repressive e reazionarie, Ie provocazioni e g/i intrighi che partono da determinati ambienti delle classi dirigenti e dell'apparato dello Stato. Non e facile dire dove queste spinte possano in ultima istanza condurre. Non si tratta di intessere romanzi, come talvolta ci si accusa di fare, su presunti .pericoli di colpi di Stato. Si tratta di guardare in faccia a quel che di torbido e pencotoso vi e nella situazione e di intervenire con decisione, facendo appello, tra I'a/tro, a quelle forze legate agli ideaJi della Resistenza, lea/mente impegnate a difendere /a Costituzione, che esistono

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in ogni settore dell'apparato statale, anche se spesso sono mortificate e scavalcate dagli elementi pili reazionari che si annidano nei divers; corpi dell'organizzazione dello Stato. Guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso (pericoloso per 10 stesso avvenire democratico del nostro paese) vi e nella situazione anche in rapporto a disegni ed intrighi autoritari che possono concepirsi oltreoceano, in ambienti potltlcl, inilitari e spionistici americani, e procedere per i canali della NATO, di que/la organizzazione dell'alleanza atlantica che not denunciamo come fonte permanente di limitazione e di insidia per la sovrenits e 10 sviiuppo democratico del nostro paese."

Certo, molte situazioni sono mutate, in questi anni, e dunque potra' anche essere mutato il Suo personale giudizio su alcune circostanze di politica lnternazionale, Ma cio' che mi preme comunicarLe e' la speranza e la convinzione che Lei abbia mantenuto intatto quel senso della Stato per il quale, Lei affermava, e' sempre necessario "guardare in faccia a quel che di torbido e pericoloso vi e' nella situazione e di intervenire con decisione facendo appe/lo, tra I'altro, a quelle forze legate ag/i idea/i della Resistenza, lealmente impegnate a difendere la Costituzione, che esistono in ogni settore dell'apparato statale, anche se spesso sono mortificate e scavalcate dagli elementi pili reazionari che si annidano nei diversi corpi dell'organizzazione dello steto:

E' per questa natura dell'irnpeqno costituzionale e democratico, per quei valori nati dalla Resistenza che ciascuno di noi ha dovuto e saputo pagare i prezzi a volte disumani cui siamo stati costretti. Ma 10 abbiamo fatto con profonda consapevolezza ed estrema dignita',

E' per questa natura e per questi valori che non ho esitato a mettere in gioco non solo la mia carriera e a rischio la mia stessa vita (che sarebbe stato il meno), ma anche la serenita' familiare ed il futuro dei miei figlioli,

E' per fedelta' a questa stessa natura ed a questi stessi valori che diviene tuttavia necessario disvelare sempre, anche quando puo' apparire scomodo e poco conveniente prima ancora che pericoloso, il volto infame e corrotto di quanti, (fossero anche uomlni di apparati owero uomini delle stesse istituzioni politiche), attentarono 0 volessero ancora attentare all'anima ed alia vocazione democratica del Paese, usurpandone i poteri popolari conferiti aile loro funzioni per un servizio esclusivo di garanzia democratica, per travisarli e stravolgerli piuttosto in forme di insensata violenza, di aperto e sfrontato arbitrio, di spudorata presunzione e rivendicazione di un assoluto arbitrio, di una intransigente insindacabilita' e di una totale impunita', di una pretesa assoluta e sfacciata di trnrnunita'.

Per tutto questo ho combattuto, quale ne fosse il costo, anche battaglie che apparentemente non mi appartenevano, ed ancora mi batto per la assunzione di responsabilita' politica e giudiziaria in casi di violenze impunite, come e' stato per Ie stragi del Monte Serra e di Ustica, 0 come e' stato nelle vicende di Sandro Marcucci e del giovane Emanuele Scieri.

Non ho alcun timore per Ie reazioni, anche Ie piu' feroci, che questo impegno potrebbe deterrninare. Sono assolutamente consapevole che quanti ordirono contro 10 Stato e dunque si scatenarono contra di me, per l'assoluto ed indomabile contrasto che avrei frapposto aile lora aspirazioni, ben difficilmente potranno accettare il pericolo derivante per

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lora dalla devastante credibilita' che tornerei ad assumere in seguito all'eventuale accertamento definitivo della falsificazione della firma del Presidente.

Ma non Ii temo, perche' sono certo che anche dovesse arrivare una morte violenta (dopo una vita fondata sulla consapevole responsabilita' dei miei atti, e spesa per una trasparenza ed una fedelta' senza infingimenti) essa potrebbe comunque contribuire almeno a restituire ai miei figlioli ed alia mia sposa e compagna una dignita' ed un qualche senso di umanita' e significato di valore per i terrori con cui Ii ho costretti a convivere, senza che lora potessero averli scelti 0 accettati.

Sono allora convinto che sia venuto il momento (se avro' I'opportunita' di intraprendere autonomi percorsi di impugnazione giudiziaria owero di incontrare finalmente, dopo quindici anni di inutili tentativi, un legale disposto a sostenere formalmente, e a suo grave rischio, Ie mie rivendicazioni - dacche' ho dovuto registrare anche IS. rinuncia dell'Avvocato Sergio Novani, al quale sono tuttavia grato per aver costruito Ie condizioni per ottenere quantomeno la perizia grafica -) di chiedere allo Stato che si faccia carico di garantire la Verita' ela Giustizia, nella massima chiarezza e trasparenza, su quelle vicende oscure che sono stato costretto a vivere e che (come avrebbe detto il Giudice Borsellino) sono colme del disgustoso puzzo della corruzione ideologica, della collusione criminale e dunque della complicita' mafiosa, e della presunzione autoritaria, laddove andava invece esercitata esclusivamente la correttezza e la trasparenza costituzionale.

E mi auguro dunque che la Sua Alta Funzione voglia, possa e sap pia vigilare, nell'accertamento che cerchero' di sollecitare, sulla correttezza degli atti pregressi e su quelli futuri, senza assecondare ulteriori infingimenti delle verita' storiche, documentali, politiche e giudiziarie che quelle vicende esigono, e senza garantire ulteriori immunita' ed impunita' - che pur venissero richieste e sollecitate - a quei funzionari responsabili degli eventuali abusi e falsi, ed interessati, ancor piu' oggi, alia dichiarazione istituzionale di una loro non responsabilita' personale.

E' facile pensare che in caso di riconoscimento delle mie tesi e aspettative, la pretesa di impunita' sarebbe avanzata e sostenuta dai responsabili dei falsi sulla base della "concrete impossibilita' di individuazione, a tanti anni di distanza, degli effettivi esecutori materiali dei falsi" 0 sulla base del riconoscimento del principio di una "obbedienza dovuta" che certamente anche alcuni dei responsabili "minori" di questa triste vicenda vorranno accampare.

Coloro cioe' che hanno scritto 0 comunque sottoscritto e comunicato (come abbiamo visto e dimostrato con i documenti allegati) Ie falsita' e comunque Ie insostenibili tesi di legittimazione dei comportamenti ten uti dalla Amministrazione, i quali potrebbero rifugiarsi nel principio di quella presunta "obbedienza dovuta".

Cosi' d'altra parte si e' sempre comportato qualsiasi "piccolo 0 grande criminale" della storia (non solo nazifascista ma piu' recentemente anche della storia latino-americana degli anni '70-'80) al termine della parabola del potere illecito e criminale che egli avesse servito.

Ma si tratta di un principio, quello della "obbedienza dovuta", che e' stato invece cancellato dall'art. 4 della Legge 382/78 dei Principi sulla Disciplina Militare, la quale ha fissato piuttosto iI principio del "dovere di disobbedienza agli ordini iIIegali", e di una piena e consapevole responsabilita' personale di qualsiasi funzionario e di qualsiasi

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militare, di fronte ad ordini illegittimi, illegali 0 criminosi. Quell'articolo fu scritto raccogliendo la lontana eco dello stesso principio di responsabilita' che fu sostenuto, per la prima volta, a Norimberga contro i criminali nazlstl, e nella memoria degli specifici interventi dell'on. Aldo Moro nei lavori della Costituente, come venivano citati nella relazione di accompagnamento della L. 382/78.

Credo dunque necessario, e intendo dirlo ora quando ancora non e' state ancora definito I'esito di una iniziativa giudiziaria che rimane da avvlare, che sia fin da oggi chiara la assoluta necessita' che, in caso di esito a me positlvo, non ci si limiti al riconoscimento dei fatti e a quantificazioni risarcitorie di qualsivoglia entita' e per qualsiasi finalizzazione essi siano richiesti ed otten uti (Intendo infatti richiedere, in caso di accertamento a me positivo, anche una cifra "significativa" per il finanziamento di una Fondazione, titolata a Sandro Marcucci, finalizzata alia osservazione ed alia tutela dei diritti fondamentali della Persona Umana, ed alia militante vigilanza al fine che tali Diritti non siano ulteriormente violati, per tutti i Cittadini lavoratori, civill 0 militari, indigeni 0 immigrati che siano).

E dunque fin da oggi chiedo che si arrivi ad individuare personalmente, anche quando Ie responsabilita' penali risultassero prescritte, coloro che avrebbero potuto e dovuto interrompere la catena dell'eventuale disegno criminale e criminoso posto in essere, costringendoli, in forza dell'articolo 28 della Costituzione, a rispondere allo Stato del danno erariale concretizzatosi per i risarcimenti dovuti.

Quando ero ancora in servizio ci veniva infatti insegnato e ribadito, con ordini del giorno che richiamavano Circolari della Corte dei Conti e Leggi collegate, che la responsabilita' risarcitoria per danno ingiusto causato all'erario della Stato si estende anche agli eredi del funzionario fedigrafo e fellone, fino alia consumazione del debito relative.

Credo che sarebbe una ignobile beffa per il Popolo Italiano se, dopo aver determinato atti illeciti di inaudita gravita' contro chi si batteva per la trasparenza e per la Sicurezza del Paese, i responsabili di qualsiasi livello riuscissero a scaricare impunemente sulla collettivita' anche i danni economici, per Ie dovute cifre risarcitorie, causati al bene pubblico dai propri comportamenti.

Non interessa il livello della complicita' da cui si possa 0 si sia costretti a partire, poiche' chi abbia comunicato (anche ad anni di distanza dai fatti) e consegnato atti sap uti come falsi e alterati 0 chi abbia sostenuto falsamente tesi di legittimita' e correttezza della Amministrazione smentite da documentazioni probanti di una ben diversa ed usuale prassi rispettosa delle norme, ben potrebbe essere chiamato comunque a rispondere personalmente delle conseguenze di tali comportamenti. E dovrebbe essere chiamato a farlo per la total ita' del dan no determinato allo Stato, qualora egli ritenesse di non contribuire a segnalare a sua volta chi, tra i suoi diretti superiori, 10 abbia indotto a quella obbedienza illecita, coinvolgendone dunque la diretta responsabilita' personale . E cosi' via operando sarebbe forse possibile risalire anche ai soggetti personalmente disponenti deile originarie alterazioni illecite.

Se solo si fosse seguito un simile criterio di "regressione progressiva nella contestazione delle responsabilita' oggettive e personali", nella indagine per Ustica ad esempio, forse non staremmo qui ad assistere sconcertati al proscioglimento degli imputati per una costruzione forzosa e quantomeno "poco corretta 0 mal articolata" degli addebiti contestati.

Sarebbe stato sufficiente ad esempio non accontentarsi, senza chiedere alcuna spiegazione, dell'elogio della italica sciatteria, intessuto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa gen. Mario Arpino. Egli infatti annunciava con enfasi al Parlamento Italiano (nella sua aspressione della cd "Commissione 5tragi" in realta' "Commissione Parlamentare. di Inchiesta sui fenomeno del terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili di strage"), iI "prowidenziale ritrovamento" (grazie a quella che egli definiva appunto come la italica e "benedetta" sciatteria) di un codice cripto Nato, che avrebbe dovuto essere state distrutto da largo tempo. Ma proprio quel ritrovamentoavrebbe dovuto piuttosto determinare, piu' ancora che la puerile soddisfazione del CSMD ed alia gratitudine dei suoi interlocutori, severe reazioni e pregiudizi di ordine penale e disciplinare sui piano militare e su quello ordinario, contro i responsabili della mancata distruzione, per Ie Leggi e disposizioni violate e relative alia conservazione e distruzione di simili documenti, strettamente connessi alia Sicurezza del Paese.

Simili contestazioni avrebbero potuto rivelarsi molto efficaci per riuscire ad ottenere di sapere, in un percorso a ritroso abbastanza semplice, "chi, dove e quando, ed in quali circostanze" avesse rinvenuto proprio quel codice. E da che cosa sarebbe stato in grado di riconoscerlo.

E dunque per capire e sapere perche' quel codice, dopo essere stato negato ed occultato per anni quando era ancora operativo, avesse potuto riemergere proprio quando Ie previsioni di sicurezza avrebbero preteso invece che fosse stato gia' distrutto da tempo, in qualsivoglia esemplare. Tanto da far pensare e temere che quel ritrovamento possa essere stato I'ultimo atto di un costante e raffinatissimo depistaggio delle indagini.

Parlamentari poco attenti, Magistrati poco curiosi si accontentarono purtroppo solo della awenuta conseqna grazie alia "italica e benedetta sciatteria", senza minimamente chiedere conto al depositante delle circostanze di quel ritrovamento 0 indagarne i contorni ed i risvolti.

Ma tant'e' questo purtroppo non sorprende: a quel Capo di Stato Maggiore fu permesso infatti di piu'. E cioe' di dichiarare impunemente, di fronte alia medesima Commissione Parlamentare, che i Capi di state Maggiore della Aeronautica avessero rispettato rigidamente e rigorosamente la comune consegna all'omerta' ed alia menzogna, per diciannove anni, nei confronti del Parlamento Italiano (anche fosse solo per la data di cad uta e di ritrovamento sulla Sila del MIG libico, notizia che egli sosteneva fosse stata artefatta al solo scopo di salvaguradre una "transazione commerciale di informazioni - protrattasi evidentemente per 19 anni!! - con corrispondenti 5ervizi di Intelligence di altri e diversi Governi"), poiche' essi, Capi di state Maggiore, "consideravano il 30% di que I nostro Parlamento (con tutta evidenza riferendosi al PCI) come una espressione del nemico".

Credo sia il caso e la necessita' di chiudere una volta per tutte la storia di simili sconce devianze e d!' sciagurate deviazioni perpetrate in nome di un anticomunismo che nella nostra Costituzione non ha e non ha mai avuto, al contrario dell'antifascismo, alcun diritto di cittadinanza.

10 credo 10 esiga anche la dignita' di questo Paese che vuole ancora, nella maggioranza del suo Popolo Sovrano, definirsi sostanzialmente democratico e sentirsi pienamente

21

sovrano e non soggetto a volonta' eterodirette da cui essere manipolato 0 impunemente aggredito.

Un Popolo che non e' stato ancora, 0 definitivamente, pervaso dal virus infido ed invasivo di golpe striscianti e di culture autoritarie, di corruzione e di prevaricazione, ammantate sotto Ie ipocrite spoglie di una democrazia affabulatoria, puramente formale, farisaica ed esclusivamente declaratoria.

La saluto, Sig. Presidente, con profondo e rinnovato rispetto Istituzionale, fiducioso nella Sua vigile, seppur discreta, attenzione istituzionale - che sono consapevole sapra' essere, come sempre, rispettosa dei ruoli e delle prerogative di ciascuna funzione e di ciascun apparato dello Stato, ma attenta al tempo stesso ai Diritti Fondamentali garantiti ai Cittadini dalla Costituzione - alia evoluzione finale della vicenda che ha segnato la mia vita personale e di relazione, e che ritengo sia finalmente giunta al giorno del "reddae rationem".

Consulenza grafica preliminare

Su incarico del Sig. Mario Ciancarella

Data: 29/12/07

Rosalba Bonati Consulente Grafologo

Loc Oliveto, 26 54010 PODENZANA (MS) Cell: 340-6668048 Tel uff: 0187420600 Email: grarenzi@tin.it

1

INDICE GENERALE:

• Incarico pag 3

• Quesito , , pag 4

• Documenti in analisi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. pag 5

o Analisi comparativa. . - , pag 11

• Conclusione pag 23

• Allegati. , , .

2

INCARICO:

In data 13 dicembre 2007 la sottoscritta Rosalba Bonati , consulente grafologo, ha ricevuto dal Sig.

Ciancarella Mario l'incarico di accertare se la firma in esame appartenga al Presidente della Repub-

blica in carica nell'anno 1983, Sandro Pertini, alla luce delle comparative fornite.

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i QUESITO:

I

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I Dica il consulente grafologo se :

1a ftrma apposta sul documento :in verifica f denominato X, appartenga al Presidente della Repubblica ill carica nell' anna 1983 r Sandro Pertini

DOCUMENT! IN ANALISI:

In veri fica:

• N. 1 firma (apposta utilizzando soltanto il co gnome) su Decreto Presidenziale, dattiloscritto su foglio bianco non rigato , datato 11 ottobre 1983.

D' ora in poi, per motivi di brevita, denomino questa firma in verifica : X.

La suddetta firma mi e stata fornita su fotocopia fax.

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In comparazione:

• N. 1 firma apposta per esteso (nome e cognome) su lettera indirizzata al Presidente della commissione difesa Guadalupi Mario, dattiloscritta su foglio bianco, non rigato.

Datato 29 gennaio 1976. Firma a me fornita su fotocopia fax. Denomino questa firma in comparazione : C1.

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Cordiulluent>3

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5

• N. 1 firma apposta per esteso, su lettera indirizzata alia Sig.ra Giuseppina La Torre, dattiloscritta, su foglio bianco non rigato, datata 12 gennaio 1983.

Firma a me fornita su fotocopia.

Denomino questa firma in comparazione : C2.

ft(l!:cto in mISiJ!'a non p t c c o I a il. Fu u u r-o del noe tr-o ;lOp"lf).

• N. 1 Firma apposta per esteso, su busta datata 28 maggio 1983. Inchiostro blu.

Firma a me fornita su fotocopia.

Denomino questa firma in comparazione : C3

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e N. 1 firma apposta per esteso, datata 25/5/1984 , su diploma d' onore a1 combattente Ettore Grassi, (scaricata da sito internet www.comune.cusanomilanino.mi.itlSessantesimolEttore%20GrassLhtm),

Denomino la suddetta firma in. comparazione : C4

La firma e probabilmente prestampata, autentica rna non autografa.

25 maggie 1984

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7

e N. 1 firma apposta per esteso, datata 25/5/1984 , su diploma d' onore a1 combattente Giuseppe Chiesa fotocopia a colori (scaricata da sito internet www.comune.cusanomi1anino.mi.itlSessantesimol

Giuseppe%20Chiesa.htm)

Denomino la suddetta firma in comparazione : C5

La firma e probabilmente prestampata, autentica ma non autografa.

• N. 1 lettera indirizzata al Presidente del Tribunale, su foglio bianco non rigato, datata 23 febbraio 1933.

Firma a me fornita su fotocopia.

Denomino questa firma in comparazione : C6

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9

• N. 1 firma per esteso, su foto a COl011 del Presidente, scaricata da sito internet: www.pertini.it .

Denomino questa firma in comparazione : C7

10

ANALISI COMPARATIVA

Data documenti:

Come sopra indicato, solo quattro delle suddette fume ( C2, C3, C4, C5 ) possono essere riconducibili ad una datazione ravvicinata alIa firma in verifica.

Ho comunque ritenuto opportuno utilizzare in comparazione anche firme apposte in tempi differenti, proprio per evidenziare come, nonostante cio, alcuni elementi peculiari siano rimasti comunque identici.

Per alcune fume in comparazione non e stato possibile risalire alia data in cui sono state apposte.

1) Il primo punto_ che prendero in esame e l'osservazione del GESTO GRAFICO:

Faccio presente che , trattandosi di fume non su documento originale, alcuni dettagli risultano difficilmente individuabili.

Esaminando la grafia dell'ex Presidente, possiamo not are una forte incidenza di una specie appartenente al genere forma, denominata "calligrafica", ossia non particolarmente personalizzata, poco distante dal modello di insegnamento e che denota ( in questa determinato contesto, unitamente ad altri elementi rilevati nella grafia stessa) caratteristiche di accuratezza, adesione alle regole, correttezza nei rapporti sociali.

Come si puo notare anche la velocita della grafia e piuttosto lenta sempre a confermare una particolare cura e attenzione nella stesura del testo.

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.. Le firme dell'ex Presidente risultano omogenee ana gratia infatti si nota anche in esse una certa mancanza di "liberta" del gesto grafico che viene tracciato con molta accuratezza e precisione , con

poca variabilita.

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Cordiulluente

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• Nella X invece il gesto appare piu "libero" , tracciato con maggiore fluidita e velocita e minore attenzione ai particolari .

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La maggiore velocita del gesto pUG togliere un po' di accuratezza nel grafismo ed e poco verosimile che proprio in un documento di questo tenore e gravid, la firma sia piu veloce e trascurata del solito.

12

Osserviamo in particolare il gruppo "ni" finale:

• nella X notiamo che il gruppo finale "ni" risulta tracciato in modo incompleto, mancante di un gramma finale.

• Nelle C invece, in gruppo finale "ni" e sempre tracciato in modo completo anzi, talvolta in modo "eccessivamente" completo, nel senso che si nota l'inserimento di un l',J.aJ.llll>Cl graficamente questa e un elemento che rafforza la specie "V"'LUH-5'='~U

accuratezza.

C4 e poco visibile rna tuttavia si notano astine eccedenti.

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Preciso che, come afferma la seconda legge di Solange-Pellat 1 in un tentativo di imitazione 10 sforzo dello scrivente e al suo minimo di intensita proprio in finale di parola.

13

1 Les Lois de l'Ecriture (pellat Solange E.)

Osserviamo ora la sillaba "ti" del cognome:

Nella X notiamo i1 gesto con cui le due lettere t e i sono tracciate insieme, che in grafologia e detto "ricombinato" .

Notiamo come nella X la lettera "i" sia molto ridotta, quasi puntiforme.

,.

Anche nelle C2 e C3 appare questa gesto ricombinato (nella C2 anche i1 puntino e unito alia i sottostante in un unico gesto) ma va notato che la lettera "i" e comunque ben tracciata e visibile.

- . ~ . ., , ,_ -t.;.

nt .: 1,

14

Osserviamo il rapporto di posizionamento tra i puntini sulle "i":

Insieme ad altri e1ementi, anche il posizionamento dei puntini PUQ darci preziose indicazioni :

o sulla velocita del gesto grafico : puntini piu avanzati rispetto alia lettera denotano maggiore velocita scrittoria.

sulla accuratezza del gesto grafico: puntini apposti con precisione sulla i denotano cura del particolare, mentre puntini spostati 0 addirittura mancanti denotano maggiore trascuratezza magari in favore di altri elementi (velocita, agilita, ecc .. )

Essendo l'apposizione del puntino sulle i un gesto poco appariscente, PUQ sfuggire facilmente in un eventuale tentativo di imitazione.

• Nella X il puntino sulla i finale e piuttosto avanzato e posizionato piu in alto rispetto al puntino della "i" precedente.

o Nelle!:;. notiamo che i puntini sulle i vengono apposti con maggiore precisione ( spesso perpendicolari alla lettera i e a breve distanza da essa.). Evidenziamo come, in questo caso, costituiscano un ulteriore elemento rafforzativo della specie "calligrafica " descritta in precedenza.

Inoltre possiamo notare che in tutte Ie £ it puntino sulla seconda " i " del cognome risulta sempre pin basso rispetto a guello sulla "i" precedente,

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2) Una seconda fondamentale valutazione riguarda l'evidente differenza di apposizione esistente tra la firma in verifica e le comparative:

e nella X la firma e apposta utilizzando soltanto i1 cognome, pur avendo sufficiente spazio per siglare per esteso.

4

.. IIIIiIN Yl.

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• In tutte le !;;. invece la firma e sempre apposta per intero.

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Cordiulmcl'lte

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16

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Appare molto strano, proprio per la caratteristiche di accuratezza esaminate in precedenza e soprattutto in relazione all'importanza del documento emesso, l'utilizzo di una modalita "abbreviata" di apposizione della firma, tra l'altro raramente (nelle comparative da me esaminate, addirittura MAl) da lui utilizzata.

3) Esame TENUTA DEL RIGO.

Un ulteriore punto sul quale vorrei soffermarmi e la tenuta del rigo .

Per la valutazione di questo elemento , che a causa dell' eta (e conseguente stato di salute pili 0 meno ottimale della persona ecc .. ) puo subire variazioni , ho preferito comparare esclusivamente fume a datazione

ravvicinata.

• Nelle C2 e C4ia tenuta del riga risulta "convessa" (ascendente nella parte iniziale, discendente in quell a finale)

firlttt.o in mist1!'[; non pt c c o La 'i I I'u t u r-o de I nuSl.pn popn1o.

17

It Nella e3la tenuta del rigo e rettilinea e poi discendente nella parte finale.

• nella X la firma risulta invece essere, nella parte finale, addirittura ascendente 0 comunque sollevata rispetto al riga di base.

"--'/'f

4) Un' ulteriore analisi riguarda piu nel dettaglio alcuni gesti peculiari del grafismo che, proprio per questa caratteristica di essere particolarmente indivldualizzanti, sfuggono facilmente ad un tentativo

di imitazione.

Esame della lettera "R" del cognome.

• Nella Lnotiamo come la lettera "r" del cognome risulti piu piccola e piu bassa rispetto alla lettera "e" precedente.

I rapporti dimensionali fra le lettere sono molto importanti ai fini peritali perche sono peculiarita

piuttosto costanti e inavvertite da parte dell' eventuale falsario

18

• Nelle £.la lettera "r" appare sempre piu alta rispetto alla "e" ed anche piu ristretta.

: •... !/"ii.;''';'~ .. ·.'· .. '

......• 1. _.,

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c-'-' ." •

Esame lettera "pit iniziale del cognome.

Le iniziali del nome e cognome costituiscono uno degli elementi pili caratterizzanti la firma stessa e per questa di minore variabilita, non soltanto nella loro forma, quanta nel gesto stesso che Ie costruisce e nella dimensione,

Osserviamo la P del cognome sotto diverse angolazioni che possano a colpo d'occhio lasciar intuire come nelle C questo gesto (che forma una specie di triangolo aperto), sia rimasto nel tempo molto similare .

Analizziamo nei particolari:

Nelle C

Altezza e larghezza della P iniziale del cognome sono pressappoco di uguale misura, quasi a formare un curio so triangolo, con I' angolo al vertice piu 0 meno smussato rna comunque mantenente la stessa forma e proporzione.

Nelle C la P arriva a coprire la lettera e spesso si prolunga fin sopra la "r".

Questo e un gesto tipico ed insolito che la grafologia di metodo francese denomina : specie "ad ala di falco".

19

1

Nella X l'altezza della P iniziale risulta essere quasi doppia rispetto alla larghezza, infatti la parte superiore della P arriva a toccare (rna non a coprire) in modo perpendicolare la lettera "e" seguente.

Inoltre notiamo come nella X i1 gesto iniziale risulti curvo, a formare un ovale con partenza dal rigo di base.

20

Nelle C invece notiamo come il gesto iniziale sia sempre piuttosto angoloso (a formare un triangolo) con

partenza rispetto al rigo di base.

ESAME gesto di attacco della e.

Mentre nella X il gesto di attacco della lettera "e" (come il suddetto gesto attacco della P) parte dal basso

.

: .

.

. ,,'" .,

nelle C, parte piu in alto rispetto alla base ed e piu visibile rispetto alia X.

Anche nella grafia del presidente possiamo notare come i gesti di attacco (ulteriore segno che denota una cura particolare del grafismo) siano a partenza pili alta rispetto al rigo di base,

22

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£ONCLUSIONE:

Dopo aver analizzato con estrema attenzione il materiale, pur non potendo emettere parere di certezza ,

come sempre quando non si lavora su originali, all'esame preliminare risulta possibile affermare, con

ottima probabilita, che la firma in verifica X non appartiene al Presidente della Repubblica in

carica ne11983, Sandra Pertini.

Il consulente grafologo

Rosalba Bonati

23

FEB-~ -2007 10:02 Da:

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Q1U7~t ~'Gtl'l.984,

VXfSU la leagG 10 £l.pr:l.le 1954. u.113 II IIUQCQl)fl1V@ IllOllif1a"az;LoZliI

VIS~O 1l deo~eto miniate~ala in data 28 S~o 1983, ~88i~trato ella qortto dlii oonti 11 21 mUZD 1983, regJ.$tro n.11 foHl:l.Q n.~4~, OOI:l :l.l. 'Il11°f1ol.G al OapitllJlll II ell' ~ma. AO;l;'on~u't1oQa, X'Uolo ne.vigallt1 norma].e,i:Q 1iIen,1:40 "pilE manante effotUvo OIANO.A.'atLLA hf~io, g1b. flOSPOIID preqauzionclll1en'lUI t11'!J,ll:t.mpie50 ~ tolllPQ inaot~tmto e.1 lIenlli ~el 2' OOIlllllEl. dell' a:t'Uc~lo 29 . lIolla oi~atQ legSQ ~.113/195+1 i stnta co~e~~a 1~medas1Ma poa~~io~8 di atato ai aansi lIal·pr.1mo aomma aell~ otGS~O ~t1QolQ 29. po~h~ aot~ topoato a proood1m$~to diGoi~li~~. pe~ f~tti 81& doti~t1vwnQnt~ g1Q4! cati in sade ).l!lneJ.o II ;:I.tenu'lli. liIul pie;lQ d:l. II oi:pl;l.naJ:' $ I s:t'a.Ylllllsnt~leB.! Vi~11lQrQ1namanto militarml

VIS~A la a~etaziQnijo ~~P1at~riale in data J ottobre 1963 con la ~~«l' 11 MiXliet:l.'O dolla Iti.:t'ella, ado'lltallilo iXl.teg:rallll:8nta l.f,I oOXl.o::t,IlBiO:a:l. 01.l:1. ~ liB.! venuto 11 Consl81ic d1 diaoip11~ Xl.OminQ1C 4Al Oom~ante della a~coDd~ Re(l1cna AClrea, Eli IHIUI;I;i de&l-i m~ooli 76 iii f,lBg?l.nt~ dell.a l.ease 1:1.l!;41 ha dQQieo 41 infliggore ~ predetto uffio1alt 1e. Ban~1one ai et~t~ ael~ pordita C!&l g:rll.do pel'nmozione, d1. di11 el n.4 del1la1'tioolo 70 4!t~l.a 1.Iliili eur:riohil;.m~tal

flt1LllA J?liriPOSlIlA del 1ll1~atro d81.~S. DLffllU\J a a e 1l.JH!,i,

inccrrenella pGl'dita del ~adQ pe~ n~o~icue, ai sena1 dalll~~ioolo 7Q, n,4 della leege 113/1954. a dooorrere dalla data dol p~gGnt8 daQ~eto, PQ~O~t a 1!Ie6llito d1 p:l'Qoed1ll1ento diElOipl1nB7Il,.non e Iltll.to n.oonoQo:l.llto mo;I;;I.;tlllVol~ 4i Qo:neoX'Vara 11 gxoMO.

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EI q,Uind;l. con :!;la:rt:l.oolilre attonz:j.one 9he e~l(l.minora J e tue ]?I'o]1osie rala.1,;i ve alla p'\lbblici ta, del 18- vo:r':l cho mi r:l.f1~n'v.O··ai C;l:l£J.lnina.re ;s,liu pun~liJ,l,mQnte aJ; tn.£. nent o <lena X'ipj','f)sEL do1 ltost:t'i lc..vori ohe mi a'l,lSuX'o so!

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Copyright 2002, Associazione Nazionale Sandro Pertini

http://www.pertini.itibiografia.htm

14112/2007

Lucca, data dell'inoltro

RISERVATA - PERSONALE

Alia Cortese Attenzione dei

Sigg. PARLAMENTARI Sigg. LEGAL!

IN INDIRIZZO

LORO SEDI

Gentili Amici (spero mi consentiate ancora, senza adombrarvi, una simile familiarita'),

Sono quel Mario Ciancarella che negli anni '80 pote' godere della Vostra assistenza politica e legale nella vicenda processuale determinata dal mio arresto del 29 Settembre 1980, quando ero Capitano Pilota dell'Aeronautica Militare.

Mi preme mo!to portare alia Vostra conoscenza iI documento che Vi allego e cloe' la "perizla grafica preliminare" che la Dott.ssa Bonati ha redatto esaminando la firma che compare sui docurnento di radiazione relativo al mio status e che si pretendeva, e si vorrebbe, fosse quella del Presidente Pertini. Una perizia che conclude invece affermando che, con ottima probabilita' la firma in esame non appartiene al Presidente Sandro Pertini, in carica nel 1983.

Un documento che pu~' costituire I'ulteriore e I'ultimo riscontro di quale potesse essere in quegli anni la astiosita' pregiudiziale nei miei confronti e contro ogni esponente del Movimento Democratico dei Militari da parte di ambienti ed uomini di vertice dell'Arma. AI punto di aver molto probabilmente alterato anche la firma del Presidente della Repubblica sui decreto di radiazione, pur di liberarsi di me.

Credo che, dopo I'inganno in cui foste costretti per I' "accordo" intervenuto sulla mia vicenda processuale tra la politica ed i vertici militari (e da costoro poi comunque tradito), questo documento possa confermarVi anche la validita' delle ragioni della mia ostinata quanto "silenziata" denuncia di una radiazione consumata fuori da ogni criterio minimale di Diritto, di Verita' e di Giustizia.

D'altra parte la conseguenza immediata del tradimento "dl quell'accordo" (che la on. Maria Eletta Martini non esito' a confermare ad un giovane sacerdote - Don Bertolacci

Alessandro - che la interrogava sulla stranezza di quanta accaduto nella udienza di La Spezia, e che venne pubblicamente, anche se forse involontariamente, confermato dal Magistrato Militare che aveva presieduto il processo di La Spezia: Giudice Ciancaglini) fu quella di mettere i rappresentanti istituzionali in una posizione delicata e di "rlcatto", e di costringermi a rinunciare alia Vostra ulteriore tutela nella fase d'appello per non esporVi, con Ie Istituzioni che \loi rappresentavate, ad alcun pregiudizio di ordine etico e politico.

Ricorderete che si trattava di un accordo secondo il quale Voi avreste abbandonato I'impostazione difensiva, preventivamente gia' concordata con me, di un "processo politico di alto profilo" in cambio di una mia assoluzione per insufficienza di prove; della rinuncia anche da parte della Amministrazione, oltreche' Vostra, a coltivare I'appello; e del mio rientro nell'Arma.

Una linea affatto diversa da quella che era stata invece scelta e garantita nei due incontri che avemmo in Parlamento, con la presenza anche di esponenti dell'ANPI di Pisa, Diomelli e Martini - che non hanno mai cessato di offrirmi la lora solidarieta' concreta, anche negli anni successivi - e dell'on. Aldo D'alessio, cui la presente e' destinata in copia, il quale in chiusura dell'ultimo incontro rivolgendosi all'on. Spini ebbe a dirgli: "Ricorda al tuo Ministro che sui piatto potrebbe anche rientrare I'incidente del Monte Serra". Non un incidente in realta': ma una strage colposa che piuttosto non avrebbe mai dovuto uscire da quel processo, 0 da una corretta indagine politico-giudiziaria.

Cosi' si e' tentato di fare dunque con 10 stesso Presidente Pertini: costringendolo a subire "le conseguenze" di una volonta' militare condensata in un decreto che egli "con ottima probabilita'" non aveva affatto intenzione di sottoscrivere, avendone comunque facolta', (e sembra oggi confermato che egli non abbia mai materialmente firmato), a fronte della decisione dei vertici della Forza Armata di liberarsi comunque di me, uno scomodissimo antagonista dei loro illeciti di ogni natura.

Questi loro comportamenti costrinsero d'altra parte anche me ad una serie impressionante di mortificazioni umilianti (tra cui anche 10 stu pro che dovetti subire nella prima notte di carcerazione) e resero forse la mia difesa apparentemente poco decisa ed incisiva (ma soprattutto per la difficolta' incontrata in questi anni a trovare legali disponibili ad impostare una dura battaglia, che ho sempre compreso essere rischiosissima anche per la lora attivita' professionale).

Ma soprattutto il mio e' stato un comportamento attento a non creare un conflitto istituzionale contro il Presidente Pertini (come era gia' accaduto nel 1979, in occasione dello sciopero dei controllori di volo, di cui fortunatamente avevo potuto informare tempestivamente ed in largo anticipo il Presidente Pertini, tramite il sen. Boldrini che ci era stato indicato, dallo stesso Presidente, come collegamento con la sua persona), dalle imprevedibili conseguenze e dagli sviluppi indesiderabili per chiunque avesse a cuore la Democrazia. E d'altra parte fu tramite il senatore Boldrini - ed informandone anche alcuni di voi (l'on Spini e l'on Baracetti in particolare) - che feci pervenire al Presidente la nostra conoscenza, per quanta appena larvata, di progetti di attentato contro la sua persona nel 1982. Cosa che il Presidente avrebbe poi confermato in anni successivi.

Questo per ribadire come - pur non rinnegando quanto mi sentii comunque costretto a scriverVi nella lettera di rinuncia al Vostro patrocinio legale e politico, quando si evidenziarono sia quell' accordo intervenuto (fuori della mia conoscenza e consapevole adesione), sia I'inganno che eravate stati costretti a subire - io non

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abbia mai covato alcun malanimo per Ie scelte della "potitica" e conseguentemente "Vostre". Scelte che mi sembrarono comunque comprensibili sui piano della prudenza istituzionale, per quanto i suoi rappresentanti (cioe' Voi) non fossero riusciti forse a tenere nel giusto conto la astuzia raffinata di cui possono essere capaci certi ambienti militari.

E comunque compito di ogni sincero democratico non e' quello di strillonare i prezzi che sia costretto a subire; ma lavorare duramente per costruire Ie condizioni politiche che consentano una evoluzione della civilta' umana e democratica. Mancavano allora quelle condizioni politiche, e forse mancano anche ora, ma i fatti (come questa intervenuta perizia) concorderete con me che possano costituire una "condlzlone politica" di procedibilita' per sfidare un sistema sui suo stesso terreno e cioe' sulla tenuta e sulla sostanzialita' della Legalita' Democratica.

D'altra parte penso che Voi potrete certo condividere con me I'idea che, di fronte alia proposta di quell'incredibile accordo, io avrei forse avuto, se ne fossi stato informato, tutto il diritto di torn are anche a scegliere - per una difesa meno morbida - altri e diversi patrocini, come quello offerto al tempo dall' Awocato Canestrini, che era stato da Voi interdetto dal partecipare al pool, in quanta "il Parlamento, da Voi rappresentato, non poteva condividere la assunzione della mia difesa con chi, mi diceste, "difendeva anche presunti terrorlstl",

Nel suo libro "Obiettivo mancato", il Gen. De Polis ha tuttavia parlato dei Militari Democratici della Base Aerea di Pisa - e di me in particolare - come dei "figli delle Brigate Rosse", e allora dunque la difesa del Canestrini, appare oggi ironicamente, sarebbe stata forse piu' consona e forse piu' "appropriata" a quella natura eversiva che si voleva surrettiziamente attribuire a me ed ai miei comportamenti.

Ho pensato molte volte che I'invito che ricevetti dall'on D'Alessio per un incontro aRoma, al quale mi recai accompagnato da mia moglie, poco prima del processo, e nel quale mi si prospettava, in caso di rientro in servizio, la necessita' di "srnorzare i toni del mio impegno per la democratizzazione e Ie mie denunce di illeciti" (richiesta che non potei assolutamente condividere), avesse forse proprio 10 scopo di mettermi sull'avviso di quanto si stava realizzando a causa "dell'accordo" che si stava profilando. Ma forse ero troppo giovane e poco smaliziato per capirlo pienamente.

La storia si e' poi trascinata per venticinque anni, dieci dei qua Ii trascorsi nell'invocare la consegna di una qualche copia del documento con cui si era inteso radiarmi, e poi altri quindici anni (dopo la consegna del documento di cui oggi contestiamo la autenticita') alia ricerca di legali che fossero disponibili a sostenere Ie mie tesi e la tutela dei miei diritti ed interessi. Oggi riprendo la battaglia (pur in mancanza di una formale difesa legale), anche in virtu' di questa perizia ottenuta grazie ad un avvocato che poi ha deciso di ritenere concluso il suo mandato, senza comunicarmene pienamente Ie motivazioni.

Spero di averVi fatto comunque cosa gradita nello spedirVi copia di questa perizia, pur preliminare e non ancora esaustiva ne' confermata definitivamente dalla Magistratura, dalla quale prenderanno Ie mosse Ie eventuali (anche la ricerca di legali disponibili ad affrontare una simile prova e' durissima ed e' risultata vana in tutti questi ultimi quindici anni) ulteriori azioni in quelle sedi strettamente giudiziarie (ma non meno nelle sedi politiche) deputate al riconoscimento del false ed alia definizione di tutto quanto possa conseguirne.

Spero cosl' che possiate anche valutare, in assoluta autonomia, la opportunita' di confermare 0 meno 10 scenario che Vi ho qui ricordato, qualora foste chiamati a smentirlo o confermarlo in sedi legittime e deputate. Sara' in quel caso solo il Vostro senso etico e il Vostro criterio di dignita' della Politica e delle Istituzioni a suggerirVi comunque la posizione da mantenere.

Vi inoltro comunque, per la Vostra completa conoscenza, anche iI testa della Lettera Aperta, e dei documenti allegati, che ho predisposto per il Capo dello Stato, on. Giorgio Napoletano, nella quale ho riferito anche di questa comunicazione a Voi destinata e che al Presidente perviene in copia negli allegati annessi alia lettera.

Puo' darsi che nulla cambi nella mia vicenda umana, anche dovessi riuscire ad awiare (se potro' trovare finalmente un legale disponibile 0 se sara' posslbile awiare una autonoma azione giudiziaria) questa azione di giustizia, e che io sia relegato comunque ad un ruolo di "becco e bastonato"; ma potrebbero anche riaprirsi, in esito positivo ad un eventuale accertamento giudiziario definitivo del talso, spazi inesplorati di indagine e accertamento su tante scelieratezze occulte ed occultate (Ustica su tutte ed il delitto collegato di Sandro Marcucci, owero la Strage del Monte Serra 0 I'omicidio di Emanuele Scieri), se solo qualcuno vole sse porsi e porre, nelle sedi legittime e deputate e nei modi piu' opportuni e consoni, il perche' si sia potuto arrivare a tanto (falsificare la firma di un Presidente della RepubbJica non mi sembra proprio un'inezia!) pur di colpire un uomo sinceramente democratico e quantomeno intellettualmente onesto e pervaso di passione civile e politica (come senza alcuna falsa modestia mi sono sempre ritenuto).

Forse proprio queste devastanti prospettive potrebbero comunque costituire ragione per confezionare nuovi accordi per mandare definitivamente del use Ie mie aspettative di Verita' e Giustizia, e perche' no per decidere che sia giunta I'ora della mia eliminazione fisica. Non sono comunque prospettive tali da potermi impressionare 0 distogliere dalla volonta' di lottare ancora.

Vi saluto con la costante cordialita' che ho conservato in questi anni per tutti coloro, anche i piu' ingenui e quanti alia fine non si siano pienamente schierati 0 si siano addirittura rivoltati contro, ma che scelsero comunque di essermi compagni di strada anche e solo per brevi tratti della mia storia dura e difficile. Una storia che sono profondamente fiero di aver saputo portare con dignita' ed in piena fedelta' ai valori giurati, e che posso consegnare con orgoglio come unica eredita' ai miei familiari, vittime con me e piu' di me di una inaudita barbarie giuridica e politica.

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'To sottosopitto CoL.PiZ. Riccardo ZILIANI, Comandante d~L 30 Stormo in ViUafranoa,di Vepona, i1. giorno 2.1 Marz~1984 ': ati~ or~ :o~: i;S,rih mi6 :~ffiaib: p,r~;,so U Comando di Stor'mo,'.aZLa p'~esenza, deL T.CoZ. N;l .. , C.AZberto MIGNANI, Comandante deZ 4030 Gruppo S.T.O.

e d~i T .Co'L 'GArat Ca~mi~~ 'iNTOdA'CI,:: Capo Ufficio C!!_ mando , ho not't.ficata 'uL' 8'~!,g"en1;~ MaglTiop~ DE BIASI C~sap~ 'iZ,.Jietrp'-citdioat'o . .f;p'OV_~~d,imen-t()' oons~gnandon~

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eop-i a a.l.l.e sets proprie man-i,

: n 'DE BIilsI':hon aoe~tt:aVi£, di,' iippo';r~ La p!'oppia fir,ma' per: r:i~:~iJut~.:

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,T.CoLPU. c.AJbe~tpkrrf~iiNj'::"~,f)Jrdifj,i.irbj~'

, ,,1:. Co L. Garat Carmine, AN~OIfAJJ "~"t lI':~l.w::,~

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MINISTERO DELLA D'fESA

Dltez. Gen. per il Pees. M L ,'_L . ',onauti<:ll

, .4' Div. Stato e Avenz. S~It.1i e T ruppe '. RISERVATO

" Sez. Stato Sou.1I e Trupce

AL SERGENTE MAGGIORE

DE BIASI CESARE CAPOLUOGO CIRCOSCRIZIONE AERO PORTO VILLAFRANCA

OGGETTO: Not±f±cazione -del"llrovved;imento di perdita del grado e oe,!". sazione dal servizio permanente.

'.

S:l no:t::i,f'ioa che il -, Signo:, Ministro della Difesa:

1a J:.egge 31-.7.1954,n.599j· - .

la;-S!)llt'enza n-.318/82·tl.a.tata 24.9~ 1982 del' Tribunale ltJiiitare d:i: Verona;- 'passata in"'giudicato il 26.'10 .. 82; che , per 'La rilevaJiza:-sotto -l"aspetto- disciplinare dei faiiti addebitati-nell":i:lldicato pro'oedimento 'pena-

le, la-S;V.'~· stataiiottoposta. aa:t Gomandante della

1 "Regione 'Aerea ad" mcb.:i:esta"formale disc:i:plinare e successivamente 'deferita al giudizio della Commissio~

us d± d±sciplina:; ..

:La reJ:azionedatata 27 .. 1-.1984 'della: Direzione Genera~ le del PerSdnale JlI:i:li'tare' d'ell 'Aeronautica -dalla' q_ua.:..

Le : risn1.teno, in--o:r:d:i:ne ai 'fatti da Lei -commessi; mo-. ti-Vazionideterminanti l"emissione di' un giudizio in diffo~~ta da q_uello espresso dalla Commissione di di-

sciplina;- .. ' ". ~" '.' .

che -le":predette:'moiiivazioni sono tutte da condividere in' ''1uento 'si- -fondl¥lo ·suJJ.a· corretta va:lutazione della'

'gravita delJ;e memanze- discipJ:inari commease , con riferimento- anrrhe alle ripercussion'i -di ordine morale e discilllin8::!:e-'che 'esse hann'odeterminato e Cl18 passono uJ:teriormen-t'e"determmare-nell'-ambiente- di lavaro: 1a azione -d~~gratoria,l!;'Yiolenza -oltraggiosa dei ter~m:ini-lli!lf;ii .:la ganeralizzazione -della cri tica immotiva+a- mosaa - aJ!la" gerarchia -mili tare, costi tuiscono, :infat ti, -una Yistosa'vioJ:azione" delle regale' che d_ebbono - presiedere ~ 'compart~euto-dei-militari, specie se rivesti1;i"di grado, cancretizzendoun attacoo ai fondamen ti stessi della-d:i:scipl:ina"militare (art.38 para 4 e 5-

DPR 31-;10.1964- eart.4:-legge"1L·7;-1978,n. 382);

ohe- sussistonl1-per' -1' motiv:t inp.anzi richiamati i llresupposti per ~'esercizio della'facoltariconosciuta a1

Ministro- -della DifElsa -di discostarsi, a sfavOTe del Sot tuffic±alej dar giudizio-espresso-dalla'Commissione didieoip1.ina, giusta q_uanta previsto dall'art.75 della legge:_ n , 599/1954-

con"Decreto-l'IIinisteriale n'-401 del··19.3.1984·, -ha disposto nei di Lei eonfr"onti l' adozione4iella· sanzaona- disciplinars- di stato della-perdi_ ta del 'grado, ai sansl de~-oombinato diBposto degli-artt.60,n.6, 61 e 63deJ:la: -lett.:a) "della legge"31.7.1<.J54;n.599·, a decorrere- dalla data del decreto -mede sdmo e- canseguentemente, --aj_"sensi dell'art.26, lett.g) deJ:la cita'ta 'J:egge 599/9:954, '];a 'cessazione' sotta la stessa data dat. eer Vizio perm~-ente ed ii collocamento in congedo. -

Vista Vista

Considerato

Vista

Considerato

Ritenuto

IL DIR~~NERAlEl (GO". i~ -. J ZAClLlI

(Grado, oognome e nome-)

(Localita e data)

VISTO PER L'AUTENTICITA' DELLA FIRMA DEL SOTT.LE.

~ISERVATO

SEGUE RELATA DI NOfiFICA

"-: .-::~:': .. ;:'_ .. .::;;:-.;.~~.

I MINISTERO DELLA DIFESA

cBOLlETTINO UFFICIAlE

n AI!ROHAUTICA II

1984

PARTE PRIMA - PERSONALE MlLlTARE f}li'J.!'lou.r.! m SERVIZIO P~TIi:

ARMA A.E.RONAUTICA (Ruolo Nnvll:Jlntl Normnie) COLON'NEl.L.I

Rt~UAMt t1f 81l1VTWl

P.ll/13

A QooorrurQ dal ~ IjQMUlo lOlla sene rtchlAmatl lnsQt1'ldo. a aomanciJ, dnll'QSpQ::atiVQ po~ rldu~lgll' dl quodr!. .1 !MII! doll" • ~ ,emmA dall,'Q1.1:tcolo '.tar Jolln lClJlIlQ 19 tcbbrnlo 11l7D, n.' 02 I soteonotntl UttlelaU;

- GAnli:I,LINI .l.nalolo Sp~d . AS50002t) • l'HS~a

() ORIGOLETI'O Qlorala Spud - A 5W002? • 2".lm .

(D,M, 29 luUUo 1983. re&1slrnto pJIlI Corta dOl Ctll'ltl addl ~ dlQimbril m.s, re,LrtrQ n .. 4~ !lUau !.o~lJ? l!. .. l_,~'1) ... ~ .-- .: ". 1;,. .' .... .

A4;[( ·c':-:[~Zfiii1~;ff~;'illf:r~; -- ~=:

I~ 1

;;ofANCA:::lE!.!.A Morlo • A GNl-l~l • Inccrre nella purdll:ll dQ} gra<lo >lQr rtmcrlone, nl u~r1ll1 d\\ll'oruoolo '10, n. ~ delln !ostta US/19M, n dceor~oro d1ll.. :'1: cncbre 10&3, pcrch6, !l. OQuulto dl ppoe~c.jlmanto dlrctllllnsrs. noll, IJ.

.:0.;0 rlC<lnoochltQ "l~rltov.olc <lL~_'l.I1Jl.c;,.Y.~r9. 11..1Ir.IIll_Q,_ . _

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J/ituJ&td~:@~t/

C,ME:;O"S m;I'.ERALe

;IEI'! :L PIiF!SONALE MIUTARe 05L.L.'AERONAUTtCA

Il OIAenOA~ GENEAAI.E

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4iiU e St; cJ V(r t1

---_._-_. __ --_.

=====;::0:-== ... = ..

Ge.ntile Sig. Ciil.nc,l'l:"ella

p031' lU(:,Jl'ict;', dfJl Sig. CalK. di Sl;.~to Maggiore l'i;;pc,nck, .:llb $U<I lct\:.erll do! lG U.m. con l.:i '<!1-lala Ella ba rlchiest.o ];Ired;I_;jzi c 1.1l1 ci!'(·.l 1a natura del Pl'c,vvadilllsnto con 11 qt!.:Ila r a sue 't<lll1LJ'". venna dhl)O:a't.,a I !lei S~loi confronti Ia sanaicne doll<l [,ordir", dt.'ll Sl'""do, tl\'lJ: r imoz Ions , ai sen:;i 1.1611'al"t.70 della let;ge Jl.l13/!i~.

: ... - ::: __ -

\

roe ';:'':>.0£'''1'01'.1 che il Pl'o ...... ~dlm¢l1t~~ e state disp,,::\t.o con Decrero del he·sident8 ,ie.lla Repubhl i ca Ln i!.a'ta 11.10.198~, d~bitamenT.F.' ~egis'tl:'ato alIa (;o;.rtB dei conti .i.n data 11 senn;;..i.:> 19SJ., Ib"2. n.l, fn, n.393. Come La e note il D.l?R. in parole. e state }:'llbbli(,?tto fl1l1 Elollettino Ufficiale lI..M. n,4- del 15.2.L9(Jq, dove. pe1:altro. P9'l' mere errere di stampa, in !1.1ogQ di "'[l.P.R." vsnne indi~tQ D,N .. La nttifiQo a tale enore di staropa ill stata !-,ubhHcata sui 'fj.)llottillo Utficiale l\ .'M.. n. ,4 in data 15.12,198/;.

Por qu.inn·, ccncerue . infine, l'eventuale rilasc:io di lU1.:1 c~·pl;a del I1,P.1L III ~'iNmfUitl,'), deai.dero J,',lpprasant.:U'1:I dhe t.ali pl.'(,vvedim8nti I in quanta "att.L ,]' ufficio" a t~ggatto di L'ubMj_~ eaz Ione sul Boll .. ttlJ10 Ufhdale, nen vangon.:o in'llati agli il1teresJati.

Tutt';''Iia. ql1.;11ol's Ella 10 rit.8nsa OP);o'~l·tlUlC, pot:J:.!I rivolS'llre appcsita -richlesta. -'I'Cldatta aecondo 11 fac-simile allegato, ~ ;;e-r il r-ililsdo di copia, provvedal1og 3tll;r!Hii al1.li adernpimerlti

iii carattel:~ ;llwl\inil:itI'ativo·:'!.'ieh:i;~dalhr.:7.:::vig,enti:' rlonne .C:~. sul.Ia imj:"Gsta. dl- ho11.,.- .. --· __ .

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ig. Mal'io CIAHt~r,.R.E1LA Ia Gl'anl!\ol n. 11

:IO~:'~ TLlfJU: DEL LAGO· LUCCJ!

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N.FAX :39 06 45422521

LG. CAt'IPOROTA-BLAS I

12 GIU. 2007 11:00 Pi

I1UAI-MSO tA6f1t

Roma, u - 8 G I U. 20D7

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SEGRETA.RlATO GEN£RAT.P.

ARCHIVIO GENERAtE

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UffiCIO ill Controllo Legittimita Ministeri Istituzionali

Via Talli

00100 ROMA

CORTE DEI CONTI

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OGGETTO Richiesta ccpia D.P.R. del11/10/1983 DIFESA

Registrato in data 11/01/1984 - Reg. 1 foglio 393 - OANCARELLA Mario

Ep.c.

Avv _ Chiara IZIS Viale Mazzini, 131

00195 ROMA

Si trasmette, per competenza e con preghiera ill diretto riscontro, l' unita istanza presentata dal Sig. Ciancarella Mario per il tramite dell' Avv. Chiara Izis, che legge per conoscenza. _ intesa ad ottene'ct;:_copi£!.,-fll! D.P.R. descritto in ogg~~() _ e tacente parte di documcntazionenon versata a q:§e~DA.rchiviQ Generale.

<- '. :.,.. ~.

-

~' ... - .. '" _._ :.::::=::.;: -;:__.-;_-:::.:::=...._ •..

SEGRETERIA - VIa BalamonG, 25 - 00195 'Rcii-iA ~ TI!I, 06J3~76:i3Si:- [ax 05/3B7635H7- e-mail: se-Jretarl.tagener.le .a ~gg_ so rvi:llauSillan .a n:hiIliog.l\l!nlle~CIlno.lt