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SOCIETA ESCURSIONISTI ~ILANESI "



ELENCO \QUE PER L'ANNO 1916

r

11 (sera) e'12 Marzo - MONTE BISBINO (m. 1340) Prealpi Couiascbe.

L Direntori 1 A';ghileri, Cecconi, Poysel.

26 Marzo - CIVATE. BADiA S. PiETRO, MONTE RAJ'c:m. 1261, Prealpi Ixcchesi - La Badia di S. Pietro e mounmcnto naaiouale e Ia Valle dell'Oro per la quale ~i sale a] Monte Raj e veramente degoa di una escurstoce per il suo interesse naturale.

• Direttori: Carmi, Parmigiani.

23-24 Aprile - CDRNO STELLA {m. z6ie, Prealpi Orobie - Salita dalla Val Brembaca

(Poppolo). Direttori : Clerici, Lavezzari,

7 Maggio - PQNCIONE DI fiANNA tm, 990) Prealpi Varesiue - Visita alia Grande Pabbrice

di Birra Pore~ti alia Fontana degli Ammalati. Direttori: Guflanti, Valapena.

21 Maggio - Visita alia CERTOSA di PAVIA.

1/-12 Giugno - BECCA_Dl NONA [m. 314Z) Alpi Gra]e.

Direttore: Arch. Pasiui.

Diretron : Canai, Lavezzarl.

11 Giugno - CONGRESSO DELLA F. P. a PONTlDA e al M. CA:NTO PICCOLO (m. 709).

¥ '

25 Giugno - M!\RCIA CICLO·ALPINA (Localita allo studio). - Direttori : Acquati, Anghileri,

Bollaci, Cordaud, Dauelli, Della Valle, Grassi, Poaei, Valaperta.

9 Luglio - TRAVERSATA dalla ORIGNA MERIDIONALE alia SETTENTRION. [Prealpi Lecchesi).

Diretrori : Bolla, Conconi, Poysel.

23 Luglio - LAGD· D'ELIO e M. CAORIONA tm. 1180) Monti Verbaoesi.

. Direttoti : Acghileri, pella Valle, Rimoldi.

11 Agosto - FEST~OOlAMENTI' per il VENTICINQUENNIO della S. E. M. (Cornmissionc da '

nomioarsi). ~

13:14-15 Agosto - PIZZO IlJANC~, IJIl.:·$ZI6) Alpi Peuniue,

Alpe Pedriolo. Gaimi, Maaaucchelli.

Direttori :

3 Sette,?-bre - MONTE RESEGONE {m. l8?6) Prealpi Leechesi: Direttori : Aughlleri, Raja. 24 Settembre ---MONTE ·BO)...E1'T.9 (rn. li36) e MONTE BOLETTONE (m.1304) Prealpi S:0masche_

Da Bruoate a Erha.· Dircuori : Brenna, Tagliaferri, Volpi.

_I5 Oftobre - MONTE MOREfrALLO (m, jZ96) Prealpi Lecchesi. Diren.: Caimi, Parmigiani. 12 Novembre - MONTE CANTO ALTO (m. 1146) Prealpi Bergamasche - Salita dalla Ma-

resaca e discesa da Zogno.

Direttori: Castelli, P:Hl11igia~i.

7-8-9-10 Dicembre - alTA 01 SANT'AMBR06l0 (Localiea da destiuarsi).

31 Dicembre 1,916 e 1 Oennaio 1917 - OLTRS Il COLLE rm. 1030). PAS~O DI ZAMBLA tm. IZ53)·Prealpi Bergamascbe - Salita da Valle d'Alllbria (Bren'lbao!l) e discesa da Valle del Riso (Seriana). Direa~ri: Anghileri, Parmigiani.

NB. - II Consiglio sf riserva di sospcnoere, per gtusttttcato motive, qualc\;Ina delle gite etencate : in tale caso tsoct iscritti saraunc nvvisati in tempo utile. - D! tu'tte le escurston! t-soct rtceveranno, circa otto giomi prima ueu'euenuaarone, eeuaanato programma suila Rivista Le P.realpl.

..

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI

DELL' 8 FEBBRAIO 1916.

Aperta 1a seduta alle 2r,30, presenti un'ottantina di soci circa, ij Segreta rio invita l'Assemblea a scegliersi un presi'dente~ Tale nomina cede sulla persona del rag. l\i.ariq Tagliaferri che designa all'incarico di scru., tatori i sigg. Della Valle, Salv"rderi e Paladini, in sostituzi'oire del signor Bertoglio che s'e assentaro.

Si passa alIa lettura del verbale della seduta precedente che viene approvaro ad unanimita senza ecceaions, alcuna.

II sig. President~_chiede 1a sanatoria della Jettura della relaaione

Tale pubblicata su Le Prealpi, relazione che il Consigliere dirigente signor Ettore Parmigiani ha redatta can molta chiareaza e sincerita mettendo in evidenza tutta l'opera fatta dal Consiglio scadente nel periodo di Sua carica, rna l'assemblea desidera invece che se ne dia Iettura.

II sig. Chierichetti interrofnpe per chiedere il motivo, secondo lui ingiustificabiJe, delle dimissioni dell'intero Consiglio.

Parmigiani risponde che due motivi principali diedero adito ad una si- . mile decisione : pr-ime, l'all.ontanamento di un gran numerr, di soci, per malattia, 0 per richiamo aile armi; in secondo luogo per una dose non indifferente di sfiducia verificatasi fra i soci sressi a tutto svantaggio del

Consiglio medesinjn, .:._ ~

Chierichetti fm~e che simili fatti non dovevano essere sufficienti per far decidere un Con;iglio, che secondo lui aveva lavorato con serieta e con abnegazione, a dare lee dimissioni.

Si passa alla votazione della relazione. Parmigiani che e approvata a pien i voti raccogliendo iJ plauso trnanime dei presenti.

11 rag. Tagliaferri da lettura del Bilancio e ne apre Ia discussions. 'Chiede la parola il fag. Monti cbe desidera una 'magg_iore delucidazione dell'attivita e delle passivita, una spiegazione pill, eiau1iente circa i mutui e desidera inoltre che i soci morosi sieno sollecitati a) pagamento delle loro mensilira arretrate e che, se restii, si trasoinino con un mezzo 0 coll'altro a mettersi al correntc.

II rag. Tagliaferri rispondendo a1 rag. Monti assicura che si terra calcolo dei suoi desideri e che il prossimobilancio verra redatto Come ~ desiderato.

Viene chiesto inolrre dal sig. Monti il perche non figuri nel bilancio Sociaie quello della Gestione Capanne.

L'avv. Guffanti risponde che vengono omessi per non incorrere in tasse gravose che potrebbero esserci aUl11elltate dal fisco. Per quanto riguarda J'esazione delle mensilita arretrate di soci morosi afferrna che la mag_ gior parte di quesri nei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo viene a pa-

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gare , se poi vi sono dei restii non si dovrebbero fare troppi complimenn e pretendere i! pagnmento, ove occorra, anche con mezzi legali.

Guffanti da un veto di plauso meritato al Consiglio scadente per iJ suo Javoro solerte e disinteressato prestato a tutto vantaggio della S. E. M. facendo ben rimarcare che quesro plauso'c maggiormente meritan, se si pensa ai difficili momenn morali e finanziari in cui viviamo.

II rag. Monti prega infine di esporre ogni anno in sede sociale le attivita e Ie passivita ed il bilancio capanns, in tempo utile di modo che i soci possano prenderne visione qualche giorno prima dell'assemblea.

11 bilancio posto ai voti viene approvato e si passa alla lettura della relaaione dei Revisor! esposra dal sig. Guido Poysel, nella quale e riassunto brevemente rna esaurientemente l'andamento della S.E.M. nell'anno 1915.

Mentre gli Scrutator; fanno 10 spoglio delle schede, il sig ... Parmigiani propene che in assemblea venga sospesa Ia radiazione dei soci rnoros] e cia per non iniziare il 25u anno di fondazione delia Societa can uu'atto che se necessario tocca perc un taste delicato ed odioso. La Sua proposra viene

accettata.

Tra Ie C0ll111nicazioni diverse figura in prima linea Ia gita di Sabato Grasso.

II cav. Vittorio Anghileri propene ed appoggia, per studi ed approcci gia fatti nella localita, per comodita di ferrovia e di serviaio, l'Albergo Asnigo sopra Cernobbio' Con relativa sal ita al Bisbino la mattina appresso.

Chierichetti vorrebbe dare a tale gita, in considerazione dei giorni cbe corrono, un caratters, privato era i soci, rna it Dirigente .. Parmigiani sisponde che, per essere la gita di Sabato Grasso statutaria, OCCOrre Iasciare la di-

scussione all'assemblea. t!!:

Per ·c~nto suo .ppog~ia 'caldamente quell\proposta del cav.Anghileri, e Ia fa deU:itonsiglio addirittura. Si accetta sellz'altra discussione per l'Al-

bergo Asnigo ed il Bisbino. .

.L'avv. Guffanti paola a nome della Federaaibne Prealpina per esporre I'idea che questa ha di erigere una capanna sui monti conquistati all'Austria, una capanna che dovra accogliere ogni an no un largo stuoio d i Federati a commemorare i gloriosi caduti che con tanra abnegazione e col loro sangue redensero quelle nostre terre!

II sig. Brenna propene di prelevare daile g-entiIi otferte dei soci sigg.

F.11i 'Galbiati e sig. Robbiani L. 100._ a favor~ della F. P. per questo nobile scopo.

.- Gli Scrutatori presentano 10 scrutinio e vengono eletti can 79 voti i seguenri signori; Bolla, Castelli, Lavezzari, Pasini, Rimoldi; con 78 voti i sigg. Anghileri, Motta, Parmigiani, Reja., Tagliaferri e con- 75 voti if s.;g. Poysel, tutti consiglieri; con 79 voti i sigg. Canzi, Conconi, Guarneri, revisori , Uboldi con 79 voti e Citterio " 00n 75, revisori supplenti , can 79 voti il sig. Brenna, cassiere.

Si chiude la seduta alle ore '23.30.

It SegretaI7'o,' ARCH. VECELLIO PASINI.

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Consigiiere Dirigente

Vice Consigiiere Dirigente Segretario

Vice Segretario Organizzatore gift Contaoiie

Vice Contabile lspeuore Capannc

Ah, gli alpini I'amano il buon boccale colma 1 Veh, se I'nmano iI vino !

E i'amano, in veritd, di uno sviscerato amore !... ... « Tienti lantana da quelli che non cioncano volentieri ... » sentenziava Orazio.

Vedete: guizza no ridere festoso, con una cordia lid da trogloditi ; rna quando, a nn certo pun to, 10 zampillo inaridisce oh, allora tutti i vis! si oscurano. Eccoli poco dopo perc col bussolotto in mana; prima 10 lisciano con piumosa tenerezza, gli occhi lustri, poi I'atjaccanc alia bocca come chi prende una risoluzione. E voi vedere una moltitudine di nasi e di baffi arruflati cue si tuffano con volutta gioiosa nelle tazzette trepide di vi no arrubinato ; degli aspri soldati che poppan-o, poppano con un «gIu gIn » soml11CSSO,

(/. Su, su duuque, in questo sangl1e rinnoviam I'arterie e i muscoli.,.. J)

Si disputa la « giunta ». La « giunta », sapete, e il contentino, il sopravanzo della razione prescritra ; e [a razione prescritta e no .... quinto. Tuttavia, quasi sempre, la « giunta » e lappata tutta da una casta di 'iniziati sgocciolaboccali. E' inutile discutere ; la <giunta » svapora COS] COI1l5! avviene di cerri famosi « avanzi ' bicchierara }) ... il che e noto « lippis et tonsoribus ».

, Ma ci fu uno, una volta, devoto al fiasco anche lui, che non si arrese, che non trove equa quella misura ; e, per dimostrarlo, scuoteva Ia sua testa di grosse fanciullo, stringeva le pugna, digrignava i denti : e s'ostinava cosi, a testa dura. Bisogno venire a patti secolui. Ma si, ma S1! Vivere e lasciar vivere ... e tracanno i suoi e trenta denari» sotroforma di una bella tazzetta colma: i1 prezzo del silenzio.

Un capo ameno perc, UIl baione, sollecitato, giur6 di berteggiarlo, di prendersene giuoco; ed ecce come glie l'accocco; l

Ii grQ~60 fanciullo, un po' ... dolce di sale, porta sempre in giro un ventre soddisfatio di ruvida pagnotra : appartiene a una sortospecie dei rurninanti e dimena, con vece assidua, le mascelle con un pia cere che non scema mai : s'impadronirebbe anche dei seccherelli di « maroc » (in lingua ..... povera: pagnotta) ficccri nella mota! Infatti, tra [e dita, ha sempre qualche rosicchiolo

, da sgranocchiare, e 10 fa con pacata energia : non e mai ristucco, e per questc il suo ventre non mette su Ie grinze mai, anzi gli scappa sempre dal cintu-

riuo, che non puc capirlo. J

Dunque un giornc il capo scarico gli snggeri:

- Va da! tenente ... ne vende, sai ... Toll, guarda ! ... - e affondo avidamente i denti in una mczzaluna croccante di « maroc»; poi se la rimise, can gelosia simulata, sono un'ascella. Que! grullo comincio a vedere Ia luna nel pozzo ; e quegli allora piglio a goderlo tutto ; capiva cbe 10 menava a spasso.

- Si ? .. - disse il.... ghiandone ; e I' altro conferrno mettendosi una mario sul pcno, 111a s'allontanava intanto per non sbracarsi dal ridere.

II grosso ragazzo, dalla semplicira massinelliana, aveva bevuto quell'{dea solida ; ne fu quasi inebriate e s'avvio con una beatitudine .....

- Signor tenente, mi.; 111i vende un potdl « maroc» ? .. -

Sorpreso, come chi S1 sente chiedere a bruciapelo Ia cosa pili stravagante che s i poss:! dare, il tenente si volge, e brusco brusco;

- Se ne vendo ? .. Ma dove hai due ditn di cervello ? ... -

Rimane interdetto il povero gocciolone ; balbetta, 5i stropiccia Ie dita : it

LE CARICHE SOCIAL! fURONO DISTRIBUITE COME SEGUE:

PARMIGIANI ETTORE CASTELLI ETTORE

PASINI ARCH. VECELLIO TAGLIAFERRI r-AG. MARIO ANGHlLERI CAV. VITTORIO BJLLA MARIO

RAJA ERCOLE

MOTTA GHERARDO RIMOLDI SALVATORE LAVEZZARI MARIO

POYSEL GULDO TAGLIAFERRI RAG. MARIO BRENNA ANNIBALE

Economo Bibliotecario

Vice ECOllO'1lLO Bibliotecario Redattore « Prealpz· » Cassiere

AV V I S O· Per abbcedeusa di materta la ~ed"zi.one e costretta • a rtmenderc al prossimo nomero Ia pnbbUcazione den' i~DICE DEGLI ARTICOU CONTENUTI NEJ,LE PUNTATE DELL'ANNO 1910.

FA VILLE DEL GRANDE INCENDIO.

II.

Le ore canoniche nella rita senza bagliori della trincera di ril~calzo .sono un subisso. Ad esempio l' ora dionisiaca, che - quando si dice ~.' combinazione! - coincide esartamente col « five 0' c1o~he~ ») della buon societa.

Ecco : il dispensiere tiene stretta Ira Ie gam De, piegate a ronc a, la botticella del vino .... santo, come un piccolo Bacco. Ii memento e, invero, quasi solenne: pare di assistere a un rito ; e si dimentica la guerra. Una ghirlanda di aspri soldari guarda attentamente.

A un tratto il vino ciaccotta, gorgoglia; e 10 zampillo attesc esce vivo e rutilante : si difionde subito come una ventata di buon umore. Ah, ~,

" Questa liquore che sdrucciola al core ... ! )

Si travasa i l vino nelle grandi gavette ammaccate : vi spuuieggia di bo~- 1icine iridescenti ; e 'par di sentire intorno folleggiare il giocondo ditirumbo bacchico di Francesco Redi :

e .

Satirelli ricciutelli,

smirelli, or chi di voi porgera pin pronto a noi qualche uuovo smisurato stermiuaro calicione .. : .. D.

Di poi, dalle gaveuc, il filo vermiglio seen de con tenera cautela neUe tazzette di latta; e

it Ne m'importa se un tal calice eta d'avorio 0 sia di salice .... ».

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tenente 10 fissa severo: e que!... fagiolo continua a scgguardare, dal di sotto in su con gli occhi miti e spauriti, e non sa capite ... Ma ad un trattc gli si illumina, come di schianto, i1 cervello, e intuisce : minchionato ! corbellato! Barcolla un poco come per equilibrarsi, ingobbisce, si fa piccino piccino, gira sui tacchi e ... via come un gatto frustato ....

, **~

Passanc Ie ore, i glomi, i mesi, il sole va compiendo la sua rivoluzione ; rna i soliri e cechin » non rinunciano ai lora « rac-pum » frenetici, non rinunciano aile lora esercitazioni pirobalisticbe ; e studiano ogni astuzia per ficcare a segue una paliotrola, intollerabile per chi la riceve anche perche non si sa dande venga.

«( Cechin » nel vezzoso nomignolo nato in trincera, e chi esercita l' arte del tiratore isolate. Souo numerosi e quasi sempre sceltissimi tiratori, tirolesi sovente, difiusi come una ragna insidiosa, qua e la, dinanzi aile trincere nemiche : sparano alia bra va, can paisa sicuro, can metoda; quando molestano i nostri triuceramenti I'atmosfera si riempie di sibili ; sono introvabili, nppiattati chi sa dove, e nei lora ricettacoli coniugano il verbo « sparare»: ecco tutto. Fad piacere a lora, rna questa a noi non va, perdio: ed io protesto per tutti elevaudo in sn il vindice dito .... Ma, capisco capisco, una guerra piena di riguardi non e concepibile.

Se vi spor,gete, se cauuninate, se vi mettete in mostrn inS01l1l11:1, teste un « tac-pum » percote l'aria e un sibilo strisciante vi sfiora quasi la peile, ql;;1<!ndo non vi fa un occhiello, e la pallottola picchietta sulla roccia pill pro"· _··.~$it)la. Sono gli infortuni del lavoro. E poiche non e elegante sopratutto rlschiare la vita solo camminando, e pill prudente non menersi in vista.

« Cechin » tuttavia e un traslato, perche e i l vezzeggiativo innocente e -puro di Ceccc.; Peppe, - indovinato se volete _ da poi che ,si buccina come qualmente cotesto vecchio barbogio, stropicciato dal tempo, da in bambinaggini e si diletta, come si diletta un coccolino non ancora divezzato nell'aurora della vita. Oh, rna caschera di collo alia balia, povero mimmo L

Pero garantisco che se si riesce a ghermire i « cechin t» siamo in uno stato d'animo cosl ROCO evangelico da non riconciliarci subito secoloro. Si parlotta appunto di questo; e U[lO osserva timidamente :

- Che volete':" fanno i l 101'0 mestiere.v.v. E oggi gia la guerra non e pili cavalleresca ... dunque ..

Ma questa concessione' rannuvola un forseunato il· quale non transige : _ No, no, no, - dice dimenandosi. _ Fanno strazio delle buone norme di guerra: sene dei sicari ignobili e come tali si devono trattare ... - E ha l'aria di chi ha detto ancora poco, perche soggiunge tosto, arrotando i denti : - Se riesco ad artigliarne uno, gli ... strappo il cuore I. ..

E' un carnefice crudele cestui, rna sincero quindi rispettabile : e ha continuato COS! sviluppando una lunga serie di concetti di un acuto sapore

cannibalesco. _

II timido e disarmato , e nou osa spostare il sillogismo : negli al tr i prevale il criterio « in medio virtus »: onde riducono COSt i propositi feroci del secondo :

- Catturarli e poi ...

io gli dare! una bella grandinata di caazotti ... _. dice uno.

e io invece mi raschierei dalla gola uno scaracchio sceltissimo . - soggiunge un al tro.

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E tutti andarono via via illustrando Ie loro applicaaioni punitive varie e fantasiose che - diciamolo pure fra di noi - sarebberc meritate perche v' ha un limite nella sopportaaione, al di la del quale anche Giobbe perde-

rebbe la sua naturale virtu. '

Ma il forsennato non ragiona, si abbuia, si cruccia, arriva al furore =_ vuole degli energici provvedimenti e semina in giro Ie sue proposte :

_ Si facciano circolare delle pattuglie, ~ agiscaoo... c' e Ia belva da stanare ... e una battuta ci :vuole!.. E agiseano .... al resto ci pensero io. concluse con accento dantoniano.

11 resto del. .. carlino, nell'intenzione semplificatrice del preopinante, era un po' sproporzionato; rna Ia guerra, nella sua natura, crea l'aridita spirttuale: scriviamolo pure in lettere lapidarie.

(continua)

EUGENIO F ASANA.

Si ramme .. nta che, afflnche la Socteta abbia a ccntinuare la sua vita attiva anche nelrattuale memento, occorre che ogni Socto, non chiamato ad altri dcveri, abbia a ccntribuirvi con ogni sforzo, primo fra tutti, col versamento delle quote mensin.

Uno sguardo ai valiclli alpini attraverso i secoli.

(MONOGRAFIE STORICHE) .

Conttnnazione.

GRAN S. BERNARDO (metri 2472)

Bisogna aver percorsa questa terribile strada in tutte le sue spaventose asperita : bisogna aver provata l'ernozione di quei giganteschi paesaggi, [0 sbigottimento che assale, in quell'irnmensa solitudine, anche i pili temerari, per comprendere I'indicibile sentimento che fa balzare il euore quando, all' ultimo svolto della via, si presenta allo sguardo il vasto fabbricatc def'I' Ospiaio. Indice celeste, piantato sui vertice della pill selvaggia natura, qnell' Ospieio non fa pensare al genio audace dell'uomo il cui potere in una cosa pub misurare : no, esso e qualche cosa di pill grande, di pili divino, e I'immensa, sconfinata carita che tutto osa, che tutto sacrifica per porg'ere un soccorso ad ogni sventura, un conforto ad ogni dolore.

L'ospizio e eretto su una brulla radura a circa 2472 metri sul livello del mare. Dinanzi all' edificio v' e un laghetto, uno dei pill alti d' Europa, che- ispira un senso di profonda tristezza. Tutto e nude, sterile, rnorto lassu ; il freddo uccide ogni filo d' erba, spegne ogni ali to di vita.

L' Ospiaio, fondato nell'anno 962 da S. Bernardo .di Mentone, e servito da religiosi dell-ordine di S. Agostino. Un'incendio 10 distrusse in parte nell'anno ISS7 e molti documenti, libri ed oggetti storici preziosissimi andarono perduti. Piu tardi venne riedificato in seguito a generose donazioni.

I passeggeri che si fermano all' ospizio hanno raggiunto la bellezza di .

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30000 all'anno, importando COSI una spesa annuale di circa 100000 Franchi, di cui appena un decimo torn a in cassa per compensi ed offerte dei ricchi via ggia tori

In questi ultimi anni s' e costruito un annesso di quaranta camere colla spesa di mezzo milione. Abitano l'Ospizio oggi 17 religiosi; raramente i1 lora numero ascende ai veu ti : i trenta rimanenti membri dell' ordine sana nell' Ospizio del Sempione 0, per ragioni di eta 0 di salute, sparsi in alcune case del Vallese 0 nella casa di ritiro di Martigny.

La congregazione di canonici regolari di S. Bernardo e diretta da un Monsignore residente a Martigny, soggetto direttamente al Papa.

L' Ospizio e amministrato da un priore che esercita inoltre Ie funzioni di ufficiale postale. Gli al tr i religiosi si alternano tre volte all'anno Ie cariche di elemosiniere, dispensiere ed eeonomo, infermiere, maestro dei novizi, sarto, panertiere e cuoco.

Molte leggende si raccon tano sopra S. Bernardo di Mentone, i l santo pia popolare della Valle d' Aosta.

II popolo crede che S. Bernardo lotto col diavolo in persona. Prima che S. Bernardo arrivasse nella valle il diavolo regnava sovrano sui monte Joun. Quando vedeva passare alcuni viandanti usciva dal suo nascondiglio e piombava sopra I' ultima persona che chiudeva la carovana. Dopo breve lotta se ne impadroniva e la trascinava all' inferno.

S. Bernardo si propose dunque di scacciare i l diavolo dalla montagna. Ordino per-tanto una processione, della quale s i pose a capo, lasciando alia coda un fanciullo non ancora settenne, condircendo i pellegrini verso il monte Joun. II .diavolo rinnovo, alsolito, i1 suo tentativo, e si getto sul fanciullo; rna il-bambino era in istato d'innocenza, e pesava tanto, che il diavolo non riusciva portarlo via, onde egli se ue partt scornato.

Un'altra volta i l santo, invece che alia testa, si pose alla coda della processione e torno ad avviarsi verso -la cima del monte. II diavolo sbuco dalla sua tana e si gettc sui santo; incomincio una fie.a lotta, in tanto cbe i pellegrini in ginocchio pregavano per la vittoria del santo. Dopo alcuntempo San Bernardo riusci a gettare la sua stole al colla del diavolo e cosi 10 atterro. La stoia divenne una catena di ferro che stinfuoco al contatto del maledetto fuor che nelle due estremita cue il santo teneva in mano. II diavolo fu steso a terra e S. Bernardo gli pose un piede sui ventre, I' altro sui collo, e col bastone arcidiaconale colp! il suolo che s'aperse come la gola d' un forno in fiamme. II santo ordino al diavolo di tornarsene all'inferno e di non uscirne maio Satana obbedl.

Altri dicono cbe il diavolo nparo sui monte Maillet, cssia a Malatra, ad occidente di Bosse. Dopo quella vittoria S. Bernardo distese la stola sulla neve per tarla raffreddare. Gli ar tisti popolari s' inspirarono quasi sempre da questo episodio per la rappresentaaione d i S. Bernardo di Mentone.

Una variante men nota di questa leggenda parla d' un gigante mago, dal corpo coperto di pel i rossi, che S. Bernardo' atterro con I' aiuto della stoia trasformata in catena ardente. Ucciso il gigante, il cadavere ne sarebbe stato gittato in una fossa profonda sopra la quale S. Bernardo avrebbe posto Ie fondamenta della chiesa e del SllO Ospizio. A conferma di questa leggenda si narra che, quando sui fine del Secolo XVII, si rifabbrico da capo la chiesa. si trove nelle fondamenta la carcassa d' un gigante.

Quanti lugubr i dramm i si svolsero dinanzi agli occhi di quei pover i

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monaci dell' Ospiaio ! Quante volte il loro soccorso tarde d' un ora, d' un minute, quante volte giunse in tempo per salvare una vittima, una famiglia intera, gia assiderata dal gelo, gia. rassegnata alla morte !

Quando sia stata costruita questa strada non .« possibile precisare : sembra che solo al tempo di Cesare sia stata aperta: le pietre migliari furono poste sotto I'imperatore Claudio, nell' anuo 47 dopo Cristo. Sulla tavola Penutingeriana la strada del S. Bernardo e COS! segnata: Milano, Vereelli, Ivrea, Aosta, in Summo Pennino, Martigny, Vevery, Solothur; Augst, Basel.

Sulla sommita, a poca distanza dal convento, era un tempio nel quale

• si vedeva la statua d'un dio al quale i romani diedero il nome di Giove Pennium, e che gl'indigeni chiamavano prima Penni us; nome derivato dal celtico penrr-altezza e che fece dare il nome di Pennine a questa parte della catena delle Alpi.

I romani chiamarono altresl il S. Bernardo, mons jovis, da cui derivo il monte Joun ch' esso conserve sino al X secolc, epoca in cui prese quella del fondatore dell' Ospizio. Gli italiani 10 chiamano ancora monte Giove e ;' gli abitanti monte Devi.

Furono i religiosi quelli che compirono la distruzione dell'antico tempio di Giove di cui gli avanzi si vedono ancora all' ovest del con vento, sopra lin rialto ehe conserve il nome di piano di Giove.

Da alcuni scavi' fatti sul luogo e sull' area dell' antico tempio di Giove Pennino e precisamente ove s'alza oggi la statua colossale di S. Bernardo di Mentone, s' e potuto raccogliere molte monete e medaglie da poter costituire lin rnedagliere, ncco di circa 5000 pezzi belli e rari che vanno dall'epoca Gallo - romana alla preseute.

Dopa Augusto le legioni romane passarono questa montagna per portarsi nell' Elvezia e nelle Gallie. Un' armata di Longobardi la passe nel 567 ed altre armate la transitarono sotto Carlo Magno. Nel 1034 gli ambasciatori i talian i recantisi da Corrado I, per conto del vescovo Ariberto di Milano, passarono 'per quella via. Vi passarono nel 1110 e r r r B Enrico V con truppe e nel II62 Enrico V}; net 1174 una parte delle milizie di Federico Barbarossa, e nel I I 75 10 stesso Federico per ritornare in Germania. Vi passarono pure parecchi papi tra i quali Stefano II, Leone IX ed Eugenio III.

Nell' anna 1799 Ie armate austriache e frances] si batterono per tutto un giorno presso il couvento, restando gli ultimi padroni del campo di battaglia. Nel 1800 l'anuata francese di riserva, forte d i 30000 uomini e comandata da Bonaparte, sforzo il passaggio di questo passo con cavalieri a e grossa artiglieria. NAPOLEONE! Vivo e ancora il ricordo di questo eroe : intatto aneora il quadro gigantesco della sua terr.eraria traversata delle Alpi.

Ci pare d'assistere ai titanici sforzi di quel1'esercito che si dibatte lunge gli impervi sentieri del monte, che corre ad una grandiosa riscossa, affrontando l'impeto delle bufere .e Ie battaglie del granito: ci sembra di scor-. gere, in mezzo aile disordinate colonne, quella scarna figure, que! pallido volto su cui lampeggia l'ansia "del gran disegno ; e incuorare can la voce e con l',esempio alla paaienza, al coraggio, e infondere nelle schiere gia vaciflanti la sua volonta d'acciaic che spezza ogni ostacolo e tra i l fragore dei cannoni, l'infuriare degli elementi e le besternmie dei caduti, sentiamo noi pure:

Tremar l'Alpi :. e stupefatte Suoni uman i replicar,

E I' eterne nevi intatte

D' anni e armati fiammeggiar.

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Pochi giorni dopo, i1 mondo stupito aveva notiz ia . che Ia sovrumana prova era stata vinta, e che la pili splendida delle vittorie aveva coronata la temeraria impresa.

Una semplice lapide di rnarmo nero ricorda la fortunata audacia.

Nella chiesetta dell) Ospizio trovasi la tomba del generale Desaix. « Je donnerai a Desaix les Alpes pour piedestal et les religieux du Grand « Saint Bernard pour gardiens », Ecco le parole di Napoleone a detta del soldato Joseph Petit, granatiere-letterato della guardia dei conscli, nella sua relazione della campagna, di Marengo; a quanta pare Napoleone, ricevette un'impressione viva e profonda nel suo passaggio del Gran S. Bernardo, e forse in base a codesta impressione risolse di dare per tomba a Desaix « ce trone glace de I' eteruel hiv.er », Ci vollero 5 anui per realiezare questa grandiose idea. Nonostante i1 successo del primo passaggio era un'impresa malagevole innalzare il pesante monumento dedicate dal 1° Console al ricordo di Desaix al Gran 5. Bernardo.

Non e qui il luogo di raccontare l'eroica impresa di Desaix.

Egli aveva lasciato I' Egitto il 3 Marzo 1800, due mesi prima della partenza del 1° Console da Parigi. Parecchie traversie di viaggio gli avevane impedito di giungere a Tolone prima del 29 Aprile 1800, e It una qnarantena 10 arresto per 30 giorni, dopo di che part! a grandi tappe coi suoi ufficiali. Traversate Ie Alpi, Desaix incontro Napoleone a Stradella; parlarono tutta la notte. Si sa come i1 14 Giugno, a Marengo, quando Napoleone gia stava per ritirarsi vin to, Desaix giungesse in tempo per volgere in vittoria le sorti della giornata e per morire ucciso da una palla.

II giorno dopo la salma fu portata a Milano' e deposta nel convento di S. Angelo. Ma I'idea di Napoleone non era d i Iasciarla cola. Egli pensava di rendere un alto tributo di riconoscenza all' amico, e . siccome la vittoria era stata preceduta da un' altra impresa gia celebre, i l passaggio delle Alpi, egli volle unire il ricordo di Desaix a queUo della manovra fulminea che aveva condotto I' esercito d i riserva a Milano e a Marengo.

II 27 Giugno, dieci glomi dopo la battaglia, un decreta del console decideva che il corpo del generale Desaix Fosse trasportato al Gran S. Bernardo dove gli verrebbe innalzata una tomba, ed it 2 giugno dell'anno 1805 la salma di Desaix fu tolta dal con vento di Milano e portata sui colle.

II monurr.ento dovuto allo scalpello di Moitte venne compiuto ed eretto il 3 I Ottobre del 1806.

II bassorilievo riposa su un alto piedestallo d i marmo ornato di sobri attributi funerari. II generale Desaix vi e rappreseutato spirante, coricato at Iato del suo cavallo, sostenuto dall'aiutante di campo Lebrun. Un altro ufficiale tiene il cavallo per Ia briglia.

La composizione e armoniosa. Da ogni lato vi so no delle figure alle-. goriche. Sui frontone "le-ggesi I' iscriaione :

A Desaix mort a. la bataille de 'Marengo, A. MAZZA.

SOC / , Ritornando dalle vostre escursioni non mancate • di mandare alia Redazione delle "Rrealpi. appunti, brevi relazioni e totografie delle pili interessanti ascensioni' che avetecompiuto.

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L' ESCURSIONE DEL 26 MARZO. 'ClVATE - SANTUARIO DI S PIETRO - M. RAJ (m. 1261).

Sapete dove e Civate?

Sulla strada che da Leeco conduce ad Erba, poco dopo d i Valmadrera, a nord dei due bacilli del lago di Oggiono, su uno sperone che scende dal M. Cornizzolo sta, in magnifica posizione per aria e .per veduta, Civate (269). . Sulla pubblicazioue di Ugo Nebbia intitolata La Brianea, ed edita dallo

Stab. d i Arti Grafiehe di Bergamo, e detto:

« Civare e la sosta d'obbligo di ogni anista, anche se I'amenita del paese, alle faide delle aspre alture del Raj e del Corcreeolc .rfmpeuo :1;1 largo panorama verdeggiante delle colliuc che cingono e si spargono oltre il maggiore dei placidi lag heui briantei, non invirasse abbastauaa di per se .. Ma e in alto anaitutto die s'appunta 10 sguardo, alle piccole macchie chi are dei due edifici, Ira i ptu importanti della Brianza, cbc spiccano sopra una brulla altura, sullo sfondo della muraglia di roccia 1>.

K I seutieri che menanc a questi rari cimeli dell'ene lombarda SOllO piuncseo ardui, ed aucor pill 10 sembrerebbero se, mane a mane che si precede su per l'ena sassosa, la Iatica ueu trovassc compeoso ad usura nel panorama che s'allarga sempre pin maestoso dinnnxi agli occhi. Dei senricri, I'uuc sale rapido e tortuoso auraverso ad alcune frazioni di Civate finche raggiunge un'ahura che conduce a ll'erra del M. S. Pietro. L' altro, ancor pin diruparo, offre la caratteristica e sclvaggia vcdura della Valle dell'Oro con un po' del suo orrido piuoresco e la sua cascata ; s'inerpica poi ,su per Ia costa del monte fino ad un poggio cerdeggiaute, dove sullo sfondo di una gola nuda ed alpesrre, tra qualchc magro ciuffo d'albcri e di cespugli, grandegg!e, nella sua vi vida e salda compagioe dt sesst

e macigui mnrtellati, la vetusta chiesa di S. Pietro, coo dirimpeuo, a pochi possi,

seccndo i l delle a ntiche comunna beuedenice, il piccolo Oratorio di 5, Benedetto ».

« Lc Ieggeode sulle origini di qoesto autico cenobio si iutrecciauo alla storia, si ririeuc i'erigessero i benedettini ad ospieio pei pellegriui proveniemi dalla Valassina auraverso l'alpesne secriero che arditameute rnoveudo da Asso e valicato il colmc della mentagna scendeva a Civate. II longobardo He . Desiderio poi avrebbe assai onorato questo monastero, ingrandita e forse rifabbricata la chiesa, per sciogliere uu veto fano in seguuo ad una disgrazia toccata al figlio Adelchi meurre cacciava in quesre terre riccbe allora di sclvaggica ».

« Notcvoli il Sacello di S. Benedetto, carnrrerisrica strutrura di pi:mta quadra che s'allarga sulle Iacce coo altrettanti emicicli a volta e Call vestibolo rettaugolare. Assai 00· tevcle i'orgnnismo della chiesa, poggiata sovra uu declivio roccioso, ed alla quale si giuuge per una roz aa ed ampia scali nata di 27 gradini di gran ito e cio in modo speciale per Ie clue absidi contrapposte colle quali I'edificio termina alle due est rernita. Manoa pero In facciat a, e I'accesso principale della chiesa s'apre, varcatc uu .ponticel!o che college I' edificio ai ruderi dell'autico mocasrcro, uel mezzo dell'abside Irocenle la quale costituiscc il cestibolo del\'edificio e nc e una delle pa rri pill cararterisriche e megllo s.cocservare. Sopra questa porta, in una schietta vigorosa composiaione pittorica, il Redentore offre da un lato a S: Pietro Ie chiavi simbolichc e dall'altro it volume a S. Paolo. Pure interessanti Ie volte distribuite in quattro campi a spicclli coo pittllre simboliche e colle quattro virtu ai quattro

angoli, poi la cittA diviua e i qllattro fiumi del Paradiso )l. •

« Di raro interesse e poi il ciborio 0 tribuna delI'nnko altare cbe sorge sopra qualche gradino net luogo piil elevato del tempio e dove il sacerdote officiava rivolto ai fedeli; questo ha spiecate rassoOliglianze con queUo di S. Ambrogio a .Milano. Lo reggono qnattro colonue grallitiche rivestite di stuccbi con simboli. La cripta tranquilla, illuminata da al-

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_'4~ LE PREALPI

curie fiuest re obluoghe, dis posts souo il prouao, e rena da colccne con decoraaioni di stucco. Notevoli a1tri stucchi del parapeni della scala cooducente 'alia cripta, come pure altre decoraaicni pittoriche anomo aile pareti dove, t ra Ie finestrelle verso meaeodt, appare la figura d'uua delle vergiui saggie vestira di tunica variegara }).

« Al di foori presso it tempio sbucano tra i rovi ed i cespugli i ruderi decrepit! ammantati di verde dell'antico ceuobio. Una gran pace ed un grande sileueio in questa altura romira dove fiochi e lontani giuogooo i rurnori deUa vita che pur 'libra iutensa Iaggiu sono il bacic del sole, t ra i borghi popolosi, i paesi, Ie cascine, Ie ville, che sorridono e s'aggruppaoo attomo ai placid! laghett i della Brienza ».

Un'oretta l'avremo'impiegata a salire da Civate al Santuario e altre ore una e mezza tra la storica visira e una colazioncina al sacco, indicatissima anche per l'adatto luogo.

Rifocillati, saliremo per I 'erto sentiero della Valle delt'Oro a raggiun.gere in un'ora e mezza [a sommita della costiera che unisce il Cornizzolo al Raj e di la in meza'ora saremo sulla vetta a metri 1261,

La vista dalla cima non e inferiore a quella dei Corni di Canzo e do. mina in parte il Lago d i Lecco, molto bene i l Pian d'Erba, la Brianza e Ie montagne del Comasco.

In discesa, una piccola variante. cioe scendererno in 15 minuti alia Bocchetta di San Mire (m. 1188) dove' un buon sentiero, passando dalla Fontana del Tufe e dalla chiesuola di San Tomaso, ci condurra al paesello di Gianvacca, indi a Valmadrera e a Lecco, d'onde a Milano col treno in

arrivo a 20.16.

P. CAlm.

LA CAPANNA FEDERAZIONE PREALPINA

IN ONORE E MEMORIA

DEI SOCI COMBA TTENTI.

Ogni proposta, quando nasce, corre il pericolo di essere subito soffocata d~1 dubbio c?e non abbia una ragione di venire al mondo, che non sia viva e vltal~ e se nesce a salvarsi dalle prime preoccupazioni e premure, se la dolce violenza de! primi benevo!i pro nos tid infausti non Je tolgono il suo piccolo fiato, e g!a una creatura che pub vagire nella purificazione del battesimo.

La proposta della Capanna Federazione Prealpina in onore e memoria di tutti i soci combattenti delle federate ebbe la fortuna d i evitare quella che si chiarna discussione d i principia, parve conceaione buena, se ne "ap-, preazo i l vivo sentimento di affettuosa riconoscenza, non ebbe coucorrenza ' d' altre proposte, essendo difficile trovare del meglio per sostituire le piccole brevi onoranze e feste the si improvvisano di solito at soci specialmente cari e benemeriti.

Ma si e invece dubitato della praticita del progetto, perche la Federazione e povera, lion sono ricche Ie sue societa, corrono tempi difficili, la

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gu~rra lascera un gran retaggio di debiti. S' e ribattuto che queste erano visioni troppo piccole 0 esagerate nel nostro argomento modesto, che la Federazione conta un buon numero di sodalizi aggregati, e questi sono di circa cinquemila sod complessivamente, che se si divide au molti il carico della spesa si arriva a110 scopo senza grosse difficolta : dunque il progetto non e sproporzionato ai mezai, rna se i mezzi mancassero cic sarebbe colpa di molte cattive volonta. Ma non si pub pensar cosl male dei soci delle nostre Federate! Spesso nasce dal dubbio quella tiratardi che si chiama sostensiva. Stavolta perc la si era prevenuta dichiarando che non si vuol mica far la Capanna durante la guerra, occorre sol tanto di raccogliere nel frattempo la sommetta utile ad accapparare il terreno al memento propizio. Quanto? Milleduecento lire per esempio. Per quando? Per la fine del 1916. Impossibile. non e. improbabile nemmeno; infatti se basta mettere assieme cento lire ogni mese, ecco che a Febbraio abbiamo in cassa piu di quattrocento lire, quindi s' e provveduto a tutto Aprile e intanto la Presidenza chiama a contribuire, sia pure nella forma pia modesta, col piu tenue contribute di buona volonta, i bilanci delle Societa singole sull' esempio della Societa Stella Alpina. della S.A.S. di Merate, della Alpinisti Monzesi, della Escursionisti Milanesi, ed ogni Societa sceglie la persona che sappia ottenere dai consoci

i primi versamenti. Si sono gia incaricari la Professoressa Cavaller i perla Mediolanum Femminile, Camesasca Alberto per I'Alpinisti Monzesi, Guffanti Francesco per la Escursionisti Milanesi, Messa Oreste per la U. O. E. I.. di ' Milano, Caimi Paolo per la Alpina Stoppani, Gusberti Olindo per la squadra Alpinisti Milanesi.

II Prot Castelli, Presidente della Stoppani d i Merate, che e un'alpinista ed uno studioso di val ore, studia' una conferenza a proiezioni sul modo di leggere le carte topografiche, quelle di montagne in ispecial modo, can curiosita ' di interesse attuale che l'argomento suggerisce : sara certo una buona istruttiva propaganda, forse sara anche una fortunetta per la costruenda Capanna.

La Presidenza poi della Federazione Prealpina e d'accordo con Je Societa piu importanti e vici ne d i indire il suo convegno e la sua gita annuale a Pontida ed a1 Monte del Canto Piccolo per "I I Giugno, Pentecoste; questa breve accenno fa pensare di quante belle attrattive si pub arricchire i1 programma della manifestazione che ha gia la fortuna d i svolgersi in un punto al quale accede facilmente la grande maggioranza delle federate ed in luogo che da ruolti anni non fu mai come oggi vivo di memorie. Non trovera in quel giorno un nuovo incoraggiante successo il progetto della Capanna Federazione?

Nel numero di Dicembre del Le PrealjJi la sottoscrizione segnava L. 320, ora aggiungiamo L. 25 della Societe Alpinisti Monzesi e L. 100 della Societa Escursionisti Milanesi, arriviamo cioe a L. 445 con la sicurezza di essere nel numero prossimo vicini alia meta della sonuna che ci siamo proposti di avere sull'apposito libretto di risparmio alla fine deJl'anno, mentre maturano i loro frutti le iniaiative che sono in corso," mentre sbocceranno idee di altre risorse.

Chi ha di queste buone idee le rnetta in carta e Ie mandi alia Pres idenza della Federazione Prealpina, la quale provvedera, se sono buone, a tradursi in moneta, a meno che non siena gia cose perfette, cioe carte-moneta.

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F. G.

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::..::_---------- LE PREALPI - -

CRONACA E VARIETA.

Propa2;ar.u:la..

L'eminente nostro SOCi0 cay. Mario Tedeschi per iniziativa del Circolo Filologico Milanese e della COlTImissione di Turismo Scolastico f! per invito dell' Universita Popolare tenne, Je sere dei giorni 22 Febbraio e 2 Marzo, due confer-enze con proiezioni sui temi : « II mondo delle Alpi » e «I poeti della" montagne ».

Siamo lieti di notare la feconda attivita del Socia educatore di Colle alle prove alpine e volgarizzatore eloquente delle suggestioni montane.

Congratulandoci coll'amico per il successo largamente racoolto 10 invogfiamo a scrivere per 1a nostra Rivista come forme di rieordo frequente e devoto alla S. E. M.

Ar-te e Be1"'1e.

Nella citra il Socic pittore Achille Flecchia ed il signor Giovanni Zoja esposero, dal 9 Cermaio al 20 Febbraio u. s., una loro raccolta di quadri erogando a totale beneficio della Croce Rossa il ricavo delle entrate a pagamento.

11 concorso dei visitatori, il numero delle vendite concluse, illusinghiero ed incoraggiante giudizio della cr-itica sono titoli d'onore pel nostro socio e pel suo egregio call ega.

La Rivista non sol tanto insegue tutti i soci raccornandando 101'0 di r-i-, cordarla e di scrivere per Ie sue pagine, rna ne annota con compiacenza Ie «listineioni e Ie benemerenze.

Asce:l~s:ioni. gloriose.

II 16 Febbraio I' esercito russo del Caucaso ha occupata 'la fortezza di Erzerum.

Nella gam fra I'alpinismo turco che guatava le cime del Kasbek (m. 5043) 'e 'dell' Elbruz (111. 5637) e I' esoursionismo rUSS0 che voleva redirnere I' Armenia dominandola dalle pill modeste altezze della citta poi conquistata, vinse quella specie d i SEM slava che recava al diritto delle genti l' omaggio dell'ardimento pili fiero e del giovane sangue gentile.

Nel tempo della Ieggenda biblica yolo dall' Ararat furnigante (01.. 5J56) la colomba mandata da Noe , ora scende dall' alto vertice armeno una mi-, naccia di giustizia vendicatrice ed una promessa di vittoria dei forti cbe han no soffer to perche il mondo sia pill buono e I'uorno pill giusto.

Edilrice Proprtetarf a : Societa Escursionistt Milanesl, Via S. Pietro all'Orto 7. Milano.

lNVERN1ZZI GIUSEPPE, Gerente ressonscone.

Stampato nella Tipografia,PAOLO CAIMI in Cernusco Lornbardone

CALZATURE SPECIALI ALPINE E OA CACCIA ED ARTICOLI 01 SPORT

G. ArtGHILERI & FIGLI

L£CCO =' JM:ILANO

Ptltate in Piazza del Duomo, 18 (d;,tro la Catt,drale) IIIr Catalogo a rtchiesta.

NUM.2

29 Febbraio 1916

ANNO XV.

LE FREALFI

RIVISTA MENSILE DELLA SOCIETA ESCURSIONISTI MILANESI UFFICIALE PER GLI ATTI DELLA FEDERAZIONE PREALPINA

GRATIS Al SOCI DELLA S.E.M

ABBONAMENTO ANNUO L. 8.

SOMMARIO:

1/ Bisbino vista doll' Albergo Asniga (II Redattorc) - Domenico Tadini oA. c:.} _ I pensieri della S. E. M. ill Re dattcre) - Gare di Ski oua Capalln~ Pia/eral (u: Motta) _ Ai SOC! morosi °.1 .Redattorel Alle [amiglie dei Soci Mi/itari (La S. E. M.l - II oittore Hecctna e la MI'~lOfanum Femmiruie per fa Coponno Federazione Prealp. IF. G·I - Una cOllfere/l~a di Maflo TedeSChl!!l Redattore) _ Pel nostro ·venlicinquesimo - Indice anno 191$ - Gila Sociale dl Pasqua at Como Stella.

IL BISBINO VISTO DALL' ALBERGO ASNIGO

La gita annuale tradizionale compiuta ]'JI ed il 12 del Marzo da 58 soci a cui si aggiunsero 9 simpatizzanti aveva per meta il Monte Bisbino rna r~o.n fu invece che un tcnue esperimento dd diluvio universale ed LIn;! vasta rt-. prcduzione del prodigio delle nozze di Cana perche molta acqua fu mutata in molto vino.

I! fakirismo dei gitanti fu messo a severamente e I'esito della re-

sist~nza ne fu brilbll~e oltre ogni dire. cbe, a rend ere omaggio ai-

l' ineluttabiiita delle forze della naturn, ognuno di noi in rassegnazione ricevesse la cascara anirnatrice del ritmo d'un interne morore veemente cbe dalle

le ceiie Ie risate una Iieta voglia di vivere

I'cssigeno, l'ozono, della .

Giove Pluvio alimentava il morore idraulico senza benignita, esasperava il fastidio della doccia incessabjle senza trarre mni il v ecchio visa corrugate dalla' nostra Sper,1I1Z<l di non eujulare [a genre detl'Arca biblica, eli rivedere il palpitc luminoso di una stella nel cielo.

I Dirigenti 1<1 gila avevauo siguorilmen re impegnati per noi de i vagoni « riserva ti » a darci l'{Ilusione di llli viaggio (( en grand seigneur }); rna la vanita fu punita dail'{nfiltrazione negli scompartimenti di bnoni viliici dei vicini paesi ai quali dimostranuuo la foga dell'ospiralita col far lora largo a sedili su cui grondava lu piova come se anche la volta lignea del treno Fosse corrucciata come i l mal tempo.

Molti escursionisti, millanrando confidenza col piccolo monte cbe si voleva snlire, si erauo avviati a lui coll'ablco di ciua e cogli esili ombrelii, 111a

Vedere nell'ultima pagina, dopo I'indice dell'annata 1915, la Gran

Gita Sooiale C St II

di Pasqua al orno e a