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MASTERBATCH PER BIODEGRADARE

Una nuova serie di additivi sviluppata da ECM Biofilms mira a stravolgere una delle
caratteristiche più peculiari delle materie plastiche: la lunga durata. Gli ECM Masterbatch
Pellets - distribuiti in esclusiva in Italia da Italcom srl - offerti quale alternativa alle
bioplastiche, si caratterizzano per la versatilità d’impiego, i costi contenuti, l’azione
efficace e la facilità di manipolazione e lavorazione.
É sufficiente, infatti, lavorare il tradizionale polimero con l’additivo senza che sia
necessario convertire alcun sistema di produzione, con un carico minimo dell’1%, per
ottenere un prodotto completamente biodegradabile con una sola e unica condizione: è
necessario che lo stesso venga a contatto con un’altra sostanza già coinvolta in un
processo di biodegrazione.
Il materiale realizzato con questi nuovi additivi presenta le stesse caratteristiche fisiche e
meccaniche di quello tradizionale e, dato che la disgregazione delle lunghe catene dei
polimeri non subisce l’azione di fattori quali calore (degradabilità termica), luce
(fotodegradabilità), stress meccanici, come iniziatori, esso risulta avere anche lo stesso
ciclo di utilizzo dei prodotti plastici “classici”.

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Il processo tecnologico in questione è applicabile alla maggior parte dei polimeri


tradizionali e anche con resine riciclate, certificato e comprovato attraverso procedimenti
effettuati utilizzando vari test standardizzati a livello internazionale in laboratori
indipendenti.
I prodotti realizzati con questi masterbatch in granuli, venuti a contatto con altra sostanza
in fase di biodegradazione, vengono concretamente coinvolti nel processo di
biodegradabilità e in qualsiasi condizione, aerobica a breve termine, aerobica a lungo
termine e anaerobica, proprio come avviene in natura per ramoscelli o tronchi d’albero.
Il fatto che questi prodotti riescano a biodegradarsi in qualsiasi condizione (discarica,
compostaggio domestico e commerciale, interramento ecc…) significa anche che non viene
garantito nessun tempo effettivo, dato che il tempo di biodegradazione varia in funzione di
quegli stessi fattori da cui dipende la biodegradabilità di sostanze come legno, carta o altre
sostanze organiche presenti nel terreno. Si può comunque prendere in considerazione un
arco temporale che si estende dai 9 mesi ai 5 anni per la completa biodegrabilità.

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Biodegradabilità significa anche reimmissione nel ciclo naturale di tutti gli elementi che
risultano prodotti dal processo di biodegradazione. Assume, quindi, rilevante importanza la
valutazione della “compatibilità ambientale” dei materiali di risulta di tale processo.
Campioni di prodotti finali derivanti dai test di biodegradazione di prodotti realizzati con
ECM hanno conseguito una positiva valutazione ecologica, risultando sicuri per l’ambiente,
sia nelle analisi chimiche (EPA standard, VOC, TCLP) miranti a determinare la presenza di
metalli pesanti (problema che invece presenta la maggior parte dei prodotti oxo-
degradabili) sia nelle analisi volte a determinare la tossicità di tale residui.
Per la comprensione delle argomentazioni fin qui esposte, e per una doverosa
riorganizzazione di concetti e termini utilizzati molte volte in maniera erronea e
ingeneranti una certa confusione, occorre effettuare una netta distinzione tra le parole
“biodegradabile”, “compostabile”, “compostabile in strutture di trattamento aerobico
municipali o industriali”.
In particolare per “plastica biodegradabile” s’intende un tipo di materiale che si biodegrada
ovunque come un qualsiasi materiale organico naturale; per “plastica compostabile”
s’intende un tipo di materiale che si biodegrada un po’ più velocemente e in condizioni
controllate, ma senza l’impiego di alte temperature; per “plastica compostabile in strutture
di trattamento aerobico municipali o industriali” s’intende un tipo di materiale che si
biodegrada molto velocemente in condizioni specifiche e in strutture atte ad aumentare la
velocità della degradazione.
mc/gd/ecm 299