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In risposta ai versi, Didone si mostra in tutta la sua furia di donna innamorata e

ripudiata, con riferimento alla Medea stabilire un confonto fra Enea-Didone Giasone-
Medea. Enea e Didone sono una coppia non ufficializzata, tenuta in mano da Didone
che , presa da questo folle amore, tralascia anche i suoi compiti di regina.Lui però è un
uomo che ha con sé i penati di Troia ed è quindi una Troia in viaggio in attesa di un
luogo dove arrestarsi e non può abbandonare così il suo compito. Giasone e Medea
sono invece una coppia affermata che già ha generato due figli, l'amore sembra
reciproco e , per far sì che quest'unione avvenisse, Medea ha dovuto uccidere il
fratello, quindi ha lasciata la sua famiglia per quest'uomo. Lui però vorrebbe una vita
migliore e ,come Enea cerca una patria nuova, è in cerca di una condizione migliore
per lui e la prole. Nel primo caso Enea parte, sollecitato da Giove, in quella che era la
sua missione, la sua ragione di vita; Giasone invece è spinto dall'amore verso Creusa e
abbandona tutta la sua famiglia. Didone è una donna innamorata, forse troppo
attaccata a Enea, e non corrisposta se si considera l'interesse d'ambedue; Medea è
una donna forte in cui l'amore per il marito l'ha portata a compiere atti osceni e ora si
ritrova sola senza marito e con i figli, è una donna oscura, imprevedibile e con una
doppia personalità (discorso con Creonte). Quindi si nota che, se pur diversamente,
hanno congruenti parti della loro personalità a due a due per sesso. Due donne ferite
in amore, due uomini che le mettono in secondo piano, due storie di due epoche
diverse ma molto simili, questo perchè Virgilio si ispira molto alla tragedia Euripidea.

Untitled Tema: Anna, la sorella di Didone racconta la sua storia (in base all'Eneide) Da
molto tempo, ormai, mia sorella ed io viviamo qui a Cartagine. Prima di questa
collocazione abitavamo a Tiro, dove trascorrevamo felicemente tutta la nostra
spensierata giovinezza. Uno sventurato giorno però, Pigmaglione, nostro fratello,
mosso da un attacco d'ira, uccise Sicheo, mio cognato, nonché marito di Didone.
Questo inaspettato e terribile evento ci ferì molto e segnò indelebilmente la nostra
esistenza. Didone, dilaniata dal ricordo del suo povero marito, conduceva una vita
triste e sconsolata. Per questo decise di allontanarsi dalla nostra patria Tiro e partire
per una terra lontana cercando di dimenticare. Cosi io accettai la decisione di Didone e
partimmo insieme. Con l'arrivo a Cartagine, iniziò per noi una nuova vita, ma il ricordo
di Sicheo rimase sempre vivo, soprattutto nel cuore di mia sorella, a tal punto che non
volle mai tradire la sua memoria con altri uomini, nonostante ne abbia avuta
l'occasione. Il Fato stabilì che ella divenisse la regina di questi luoghi. Tra i tanti
corteggiatori di Didone, il più determinato fu Jarba, re dei Getuli che però, alla fine,
accettò a malincuore la scelta di mia sorella di non risposarsi. I nostri giorni passarono
tranquilli, fino a quando la nostra vita, non fu nuovamente sconvolta dall'arrivo di un
forestiero, Enea. Nessuno si sarebbe mai aspettato che questo incontro avrebbe
nuovamente fatto vivere alla mia famiglia un lutto. Egli giunse nel nostro regno
chiedendo ospitalità ed in suo onore, ricordo che Didone organizzò addirittura un
banchetto, a cui partecipò anche Cupido, Dio dell'Amore. Nessun'altro uomo, oltre a
Sicheo, aveva affascinato a tal punto mia sorella, ma inizialmente io non mi
preoccupai essendo a conoscenza di tutti gli uomini che aveva rifiutato. Durante
questa circostanza, Didone, rapita dalla storia di quel forestiero, lo pregò di
raccontarle le sue avventure. Scoprimmo così che era un troiano, fuggito dalla sua
patria durante un incendio, privocato dagli Achei e mentre navigava, un terribile
naufragio lo fece approdare nella nostra terra. Si riaccese, ben presto in mia sorella,
forse a causa della presenza di Cupido al banchetto, un sentimento che aveva
represso ormai da troppo tempo, l'amore. Così venne presso di me a chieder consiglio,
devastata dal dubbio di vivere o no, quel sentimento cosi ardente. In cuor mio,
vedendo quella luce che si era spenta da ormai tanto tempo negli occhi di mia sorella
ricomparire improvvisamente, ero convinta che con quell'uomo, avrebbe riniziato a
vivere e sarebbe stato un evento positivo per il popolo cartaginese che si sarebbe così
unito a quello troiano. Le consigliai perciò, di lasciarsi andare e seguire il proprio
cuore. Maledetta me, quando pronunziai quelle parole! Durante una battuta di caccia,
un improvviso temporale blocco Didone ed Enea in una spelonca. Qui avvenne il
matrimonio tra i due. Nel periodo appena successivo a questo evento,

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