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E se Lady Catherine non avesse parlato con Mr Darcy? E se Mr.

Bingley avesse
organizzato un ballo in onore della sua fidanzata?

N.d.A What-if dal film del 2003. Cosa sarebbe successo se Lady Catherine non avesse
dato la speranza fa correre Mr Darcy in Hertfordshire, ma venisse invitato al ballo che Mr
Bingley organizza in onore al suo fidanzamento con Jane?

Aveva impiegato molto tempo a decidersi, se andare o no, inoltre il tempo inclemente
aveva rallentato il viaggio. Così era arrivato a Netherfield solo un quarto d'ora prima
dell'arrivo dei primi invitati. Bingley era stupito oltre ogni dire. Era sceso di corsa dalla sua
camera, dove si stava preparando, per ricevere il suo amico.
“Darcy, non ti aspettavo. Avevi detto che saresti arrivato domani. So quanto poco sopporti
i balli. Vieni, faccio preparare la tua camera”
Mr Darcy annuì seguendo l'amico al piano di sopra.
“O preferisci una camera più appartata, per non essere disturbato dalla musica.”
“No, va benissimo, è ancora valido l'invito?”
Bingley si voltò, guardando fisso l'amico. “Sicuramente, lo sai. Cosa succede?”
Mr Darcy inghiottì la paura. “Mi sono reso conto che non avevo ancora fatto, le mie
congratulazioni a Miss Bennet, ed essendo il ballo in suo onore mi sembrava corretto farlo
questa sera.”
Sorrise all'amico.
“Pubblica ammenda per un insulto privato. Anche se spero tu non le abbia raccontato del
mio comportamento.”
Bingley osservò il triste sorriso dell'amico. “No, non temere.” Quello che il suo amico stava
dicendo non aveva molto senso, ma Bingley in quel momento aveva altro a cui pensare, e
doveva finire di prepararsi.
Entrando nella sua stanza Mr Darcy si ritrovò solo. “Che cosa sto facendo?” Nella sua
mente una voce rispose “Stai tentando di salvarti, devi scoprire cosa prova Miss Elizabeth
o finirai per impazzire.”
I pochi giorni a Londra erano stati un'agonia, non riusciva a concentrarsi su nulla. Quando
chiudeva gli occhi rivedeva il viso di Miss Elizabeth e sentiva la sua voce “Così presto”,
sembrava dispiaciuta. Ma non si fidava più della propria capacità di comprendere le
persone, soprattutto Miss Elizabeth.

Quando ebbe finito di prepararsi e scese, molti ospiti erano già arrivati tra i quali anche la
famiglia Bennet. Miss Bennet stava a fianco di Bingley per ricevere gli ospiti. Mr Darcy si
avvicinò e fece le proprie felicitazioni.
“Miss Bennet vorrei congratularmi di tutto cuore. Sono sicuro che voi e Charles sarete una
coppia felice.”
Miss Bennet sorrise rispondendogli. “Vi ringrazio Mr Darcy, per i vostri auguri, spero che si
avverino.”
“Ne sono più che sicuro.” Lasciò la coppia di fidanzati per entrare nella sala da ballo. Mr
Bingley e Miss Bennet si guardarono.
“Ti ha chiamato Charles, non lo avevo mai sentito chiamarti per nome. Non lo conosco
molto, ma non ricordo di averlo mai sentito chiamare qualcuno per nome. Cosa succede?”
Mr Bingley seguì con lo sguardo l'amico “Non lo so, da alcuni mesi è cambiato. Ma questa
sera è una persona che non conosco. Spero che non gli sia successo niente di grave.
Finito il ballo proverò a chiedergli qualcosa ma non si confida molto, sai.”
Poi ammirando la propria fidanzata sussurrò “Sei stupenda mia cara, te lo ho già detto?”
“Si” Arrossì Miss Bennet, abbassando la testa.

Miss Elizabeth era arrivata insieme alla sua famiglia, ma poco dopo aveva cercato un
angolo appartato dove nascondersi. Senza Jane e Charlotte le mancavano le persone con
cui parlare e nessun cavaliere nella stanza era adatto al suo umore. Non riusciva a non
pensare all'ultimo ballo a cui aveva partecipato in questa casa. Il cavaliere di quel ballo era
l'unico con cui sentiva di voler ballare. Era venuta perché era in onore di Jane altrimenti
avrebbe mentito dicendo di non sentirsi bene e sarebbe rimasta a casa. Gli ultimi giorni
erano stati un'agonia.
“ A piangere di nascosto.” si disse a mezza voce. “Bel programma. Finirai per ammalarti
sul serio”
Era entrata in un piccolo salottino vuoto e si era seduta nella penombra del fuoco del
camino. No, decisamente non aveva voglia di ballare, si sarebbe fatta vedere ogni tanto
così che nessuno si sarebbe preoccupato, poi si sarebbe rifugiata qui.

Mr Darcy girò per tutta la sala da ballo cercando l'oggetto dei suoi pensieri senza riuscire a
trovarlo. Attraversò le stanze piene di invitati, sempre cercando. Nessuno gli rivolse la
parola od il saluto.
“Come un fantasma.” pensò all'improvviso notandolo. Si avvicinò alle uniche persone che
sapeva amiche. Mr Bingley e Miss Bennet stavano parlando con Mr Bennet.
“Papa, non vedo Elisabeth da quando siamo arrivati. Tu la hai vista? Sono preoccupata.”
Mr Bennet aggrottò le ciglia. “Poco fa andava verso la biblioteca.” Mr Darcy non aspettò di
sentire il resto del discorso e si diresse in direzione della biblioteca sforzandosi di non
correre.
Mr Bennet continuò il discorso con la figlia ed il futuro genero.
“Anch'io sono preoccupato per Lizzy. E' come assente in questi giorni. Non l'ho vista
ballare nemmeno una volta questa sera.”
Mentre ascoltava Mr Bennet, Mr Bingley aveva visto avvicinarsi Mr Darcy e subito dopo lo
vide quasi correre verso la biblioteca. Miss Bennet osservò il proprio fidanzato spalancare
gli occhi e la bocca senza profferire suono.
“Charles ...” “
Jane...” nei suoi occhi si accese una luce e sorrise “Puoi venire con me, mia cara?”
E presala per mano la portò sul terrazzo, dove era sicuro di poterle parlare senza
testimoni. Mr Bennet incominciò a chiedersi se avesse perso la propria capacità di
comprendere, perché qualcosa era successo alle sue figlie e lui non capiva proprio cosa.

“Jane, tua sorella, da quando sta male? Scusa l'indiscrezione. Dal giorno in ci siamo
fidanzato, giusto?”
Miss Bennet annuì
“Ma Charles non devi pensare..”
La interruppe
“Dal giorno in cui Darcy è partito per Londra.” Miss Bennet ammutolì
“E Darcy torna prima, per un ballo, con una stupida scusa. Ed è corso verso al biblioteca
appena ha sentito tuo padre dire che Miss Elisabeth vi si era recata.”
Miss Bennet capì dove voleva arrivare Mr Bingley ed annuì.
“Rientriamo, stai tremando dal freddo.”
Entrando nella sala Miss Bennet sorrise “Cosa possiamo fare?”
Mr Bingley si fece pensoso.
“Nulla per ora. A parte tenere tutti lontani da loro. Vai a tranquillizzare tuo padre.”
facendole l'occhiolino ”Non è il caso che inizi a cercarla anche lui.”

Avvicinandosi alla biblioteca Mr Darcy rallentò il passo. Sulla porta si fermò osservando la
stanza. Non vi era nessuna dama mentre alcuni signori stavano discutendo tra loro.
“Forse stava solo cercando suo padre.”
Aveva bisogno di calmarsi prima di poter continuare a cercare Miss Elisabeth e si ricordò
del salottino a fianco della biblioteca. Vi entrò chiudendo la porta dietro di se e vi si
appoggiò contro.
Elizabeth, sentendo la porta aprirsi, si alzò per uscire dalla stanza ma si bloccò vedendo
Mr Darcy.
“Mr Darcy” Pensava di sognare, era impallidita senza saperlo.
“Miss Elisabeth, state bene? Sedetevi vi prego.” Darcy l'aveva vista impallidire e si era
avvicinato a lei premurosamente.
“Si, sto bene, è stata la sorpresa, non mi aspettavo che entrasse qualcuno in questa
stanza.”
Riacquistando il controllo di se Elizabeth spiegò “Ero solo venuta a riposarmi per un
minuto lontano dalla confusione. Sembra che tutto l'Hertfordshire sia venuto questa sera.”
Disse sorridendo. Mr Darcy colse l'occasione.
“Posso farvi compagnia mentre vi riposate ed avere avere l'onore di danzare con voi
dopo?” disse invitandola a sedersi e sedendosi al suo fianco.
Elisabeth si fece coraggio ed iniziò “Mr Darcy, sento di dovervi ringraziare, anche se potrei
ferire i vostri sentimenti.”
Mr Darcy aggrottò la fronte non capendo.
“Devo ringraziarvi per ciò che avete fatto per la mia famiglia e mia sorella Lydia. Posso
solo immaginare il fastidio di dover cercare Mr Wickam e la mortificazione di dover trattare
con quell'uomo il matrimonio di mia sorella.”
Mr Darcy era stupito
“Non credevo che Mrs Gardiner venisse meno propria parola. Non volevo lo sapeste, non
volevo mettervi in imbarazzo.” disse chinando lo sguardo verso terra.
“Non incolpate mia zia, vi prego, E' stata Lydia per prima a dire che voi eravate al suo
matrimonio. Ed io non ho resistito, chiedendo spiegazioni a mia zia. A quel punto non
poteva non raccontarmi tutto, il segreto era già stato tradito. Vi prego permettetemi di
raccontarlo alla mia famiglia, così che possano anch'essi ringraziarvi.”
Alzando lo sguardo su di lei Darcy replicò
“La vostra famiglia non mi deve niente, vi prego.” Fece un profondo respiro e continuò
“Voi lo sapete, sicuramente lo sapete, tutto è stato fatto per voi. Siete troppo generosa per
prendervi gioco di me. Se i vostri sentimenti sono quelli del passato Aprile ditemelo subito.
Il mio affetto e i miei desideri sono immutati, ma una sola parola da parte vostra mi taciterà
per sempre.”
Fece una pausa durante la quale Elizabeth rimase in silenzio fissando il suo viso.
“Se invece i vostri sentimenti sono mutati, vorrei dirvi che mi avete stregato corpo e anima,
e io vi amo, e non desidero esser diviso da voi da oggi in poi.”
Sul suo viso Elizabeth vide un'emozione così intensa da toglierle il fiato. Sorrise all'uomo
che amava ed annuì. Non riusciva a profferir parola quindi gli prese le mani e depose un
bacio leggero su di esse. Darcy accarezzò il viso che aveva così a lungo sognato
avvicinandosi. A pochi centimetri da lei si fermò
“Mia cara Elizabeth, mia Lizzy, Posso..?” Elizabeth gli offrì il suo viso. Tremò quando la
baciò, e la strinse tra le braccia.
Elizabeth si appoggiò a lui e rise felice.
“Ti amo Fitzwilliam Darcy” disse continuando a ridere e nascondendo il viso sulla sua
spalla.
“E' questo il paradiso?” si chiese Mr Darcy, poi la allontanò gentilmente.
“Ti sei riposata, amor mio? Forse è il caso di tornare, non voglio nuocere alla tua
reputazione. Se entrasse qualcuno...”
Elizabeth rise “Hai voglia di ballare?”
Mr Darcy ricordò la sua richiesta di poco prima. “Si, qualcuno mi disse tempo fa che la
danza è un buon metodo per aumentare l'affetto.”
Si alzò dandole la sua mano per aiutarla “Solo se la compagna è almeno tollerabile.”
scherzò Elizabeth.
Prima di lasciare la stanza lui la abbracciò e la baciò ancora. Se il primo bacio era leggero
e gentile, questo fu pieno della sua passione. Lei si sorprese di se stessa nel restituirlo
con la stessa passione. Entrambi erano senza fiato e lei non credeva a ciò che aveva
fatto. Mr Darcy mal comprese la sua espressione e rimase terrificato.

“Scusami, non volevo ferirti, ....” Il suo silenzio gli fece tremare le ginocchia “Ti prego
Elisabeth dimmi qualcosa, picchiami, ma...”
Lei lo ribaciò nello stesso modo appassionato.
“Bene Mr Darcy Non vi credevo così appassionato, e nemmeno di esserlo io. Pensate che
non sia adatto ad una Signora ben educata?” Gli disse con quel suo adorabile, malizioso
sguardo.
“Oh Sei un diavolo.”e discretamente uscirono dalla stanza.
Mr Bennet non stava guardando i ballerini, era immerso in pensieri che non gradiva ma
che continuavano ad affollarsi nella mente. Per anni era stato sicuro del proprio giudizio
sulla sua famiglia, ma dopo la vicenda di Lydia si era reso conto che in fondo aveva
trascurato molto le proprie figlie.
Comunque aveva sempre fidato che le due maggiori fossero cresciute abbastanza
ragionevoli. Ma in questi ultimi giorni, Lizzy era assente con il pensiero: era allegra con la
sorella, ma nel suo sguardo mancava qualcosa. Solo ora si rendeva chiaramente conto di
questo.
E Jane, che non gli aveva mai mentito, poco fa era venuta a dirgli che aveva visto Lizzy e
che stava bene, ma mentiva, lo aveva letto nel suo sguardo. Decisamente aveva perso
qualcosa nella vita delle sue figlie maggiori. Guardò avvicinarsi alla linea dei ballerini i due
fidanzati, quando osservò Mr Bingley fermare Jane e fargli segno verso la porta con la
testa.
Jane soffocò una risata, ma i suoi occhi, che poco prima seri gli avevano mentito, erano
accesi da una gioia contagiosa. Mr Bennet si voltò per vedere cosa la aveva resa così
felice e rimase shoccato. La sua Lizzy stava entrando nella stanza a fianco di Mr Darcy,
con gli occhi brillanti di gioia. Il serio Mr Darcy sorrideva, entrami erano arrossiti ed
emozionati. Vide la sua cara Lizzy danzare con Mr Darcy, ballare i suoi occhi catturati dal
suo ballerino, e i suoi occhi da lei.
“Credo di essermi perso più di qualcosa nelle vite delle mie figlie.”

Ormai il ballo era finito e gli invitati stavano lentamente lasciando Netherfield. Mr Darcy ed
Elisabeth avevano deciso che l'indomani lui sarebbe andato a chiedere il consenso a Mr
Bennet. Quando Mr Darcy e Mr Bingley rimasero soli, andarono in biblioteca a versarsi un
bicchiere di brandy prima di salire a dormire.
“Bingley, ti spiace se domani ti accompagno a Longbourn?”
Mr Bingley sorrise.
“Certo che no Darcy, mi fa piacere. Ma dimmi, visto che molti membri di quella famiglia
non ti piacciono particolarmente, perché vuoi accompagnarmi?”
Stava per scoppiare un una sonora risata ma si trattenne. Mr Darcy se ne accorse
costernato.
“Buon Dio, è così evidente? A questo punto lo saprà l'intero Hertfordshire.”
Mr Bingley rise di cuore e Mr Darcy iniziò a ridere anche lui.
“No, non è così evidente a chi non ti conosce, mi hai chiamato Charles davanti a Jane, per
poco non ti metti a correre in mezzo alle persone per andare a cercare la mia futura
sorella. Ed il modo in cui ballavate era più che evidente. Voi due eravate incantati l'uno
dall'altra.”
Tornando serio Bingley continuò “E' molto importante se l'intero Hertfordshire lo sa?”
“Da domani spero di no. Non ho ancora chiesto il consenso a Mr Bennet, e IO non piaccio
particolarmente ai membri di quella famiglia. Beh forse non a tutti i membri di quella
famiglia.”
Darcy tornò serio pensando alla propria reputazione di persona orgogliosa e arrogante.
Bingley prese i due bicchieri e li riempì di nuovo.
“Ora, amico mio, devi raccontarmi tutto, per filo e per segno.” Il racconto prese buona
parte della notte.

Arrivati Longbourn Manor Jane ed Elisabeth corsero in camera loro. Era evidente che
entrambe volevano essere sole per parlare. Mr Bennet le guardò salire, entrò in biblioteca
e si versò un brandy. Passò buona parte della notte a cercare di venire a capo a ciò che
aveva visto.
Jane ed Elisabeth si misero a letto senza parlare, nessuna delle due sapeva bene come
iniziare il discorso per quanto entrambe sentivano il bisogno impellente di farlo. Elisabeth
si voltò verso la sorella e la abbracciò,
“Jane devo dirti una cosa.”
“Si, dimmi.” Il suo sorriso la tradì.
“Cosa... Lo sai?”
Jane tento di restare seria
“Che sei innamorata di Mr Darcy? Per quanto non riesca ancora a capire bene come e
perché, si lo so. Non poteva esservi altro motivo per la vostra espressione mentre
ballavate insieme.“
Elisabeth era ammutolita e Jane rise di cuore. Anche Elisabeth iniziò a ridere con la
sorella.
“Mi conosci meglio di quanto io non creda a quanto pare.”
“Non sono stata io a sospettarlo per prima ma il mio adorato Bingley. Entrambi avevate
comportamenti decisamente insoliti, e quando siete entrati nella sala da ballo insieme non
abbiamo avuto dubbi.”
Jane tornò seria
“Sei sicura Lizzy cara? Per quanto il tuo amore ora mi sia molto chiaro, sembra così
repentino il tuo cambiamento. Dapprima, ne parlavi malissimo, poi non ne hai parlato
affatto ed ora sei fidanzata con Mr Darcy.”
Jane aggrottò la fronte.
“Perché siete fidanzati, vero?” Elisabeth annuì, “
Fidanzati”, pensò “è la prima volta che lo sento ed è così bello e strano.”
“Domani mattina verrà a chiedere il consenso a papà.”
“Bene” disse Jane,”Ora raccontami tutto. Perché tu sei stata molto riservata con me, e
questo non era mai successo.”
Il racconto prese buona parte della notte.

Mrs Bennet era molto felice della riuscita del ballo. Ora non doveva più preoccuparsi di
Jane, un'altra figlia presto si sarebbe sposata. Non aveva parlato di altro per tutta la sera,
e non aveva notato altro. L'unico cruccio era l'amico di Mr Bingley, ma durante la sera non
aveva disturbato per niente. Per fortuna Lizzy lo aveva tenuto lontano da Jane e Bingley.
Forse Lizzy finalmente aveva capito e si era decisa a darle una mano. Andò a letto e
dormì profondamente tutta la notte.

L'indomani mattina, Darcy era impaziente di andare a Longbourn Manor.


“Darcy per pietà, calmati. Non puoi presentarti là prima che abbiano fatto almeno
colazione. Calmati.”
Bingley stava ridendo, mentre Darcy camminava su e giù per la stanza dove avevano fatto
colazione. Si sedette su di una sedia e sospirò.
“Di cosa ti preoccupi Darcy. Non credo che ci siano molti padri in Inghilterra che ti
rifiuterebbero la propria figlia. E nessuno nell'Hertfordshire”
Darcy scosse la testa.
“Non credo che Mr Bennet si preoccupi di questo. Non per Elisabeth.” Appena finita la
colazione, i due uomini cavalcarono fino a Longbourn.

Mr Bennet aveva deciso che quella mattina avrebbe parlato con la propria figlia. Aveva
aspettato dopo colazione e aveva chiamato Lizzy in modo da non essere disturbati. Che
strana colazione era stata. Mr Bennet non parlava rimuginando sugli eventi della sera
precedete, Mrs Bennet continuava a parlare del ballo con Kitty, Mary taceva come al solito
mentre le due sorelle maggiori sorridevano senza parlare e continuavano a guardare fuori
dalla finestra.

Jane aprì la porta al suo fidanzato.


“Entrate.” aveva la voce preoccupata.
A Bingley svanì il sorriso e la guardò serio, mentre Mr Darcy guardava all'interno
aspettando Elisabeth.
“Jane, è successo qualcosa?” Jane si morse un labbro e si rivolse verso Mr Darcy.
“Non sono sicura. Mio padre ha chiamato Elisabeth nella biblioteca subito dopo colazione
e non sono ancora usciti.”
Mr Darcy aggrottò le ciglia. Bingley guardò Mr Darcy ed intervenì
“Jane pensi che tuo padre...” Jane abbassò lo sguardo.
“Vi prego, Miss Bennet, potreste indicarmi la biblioteca.”
Mr Darcy era deciso ad affrontare il suo destino senza aspettare oltre. Bussò alla porta
della stanza.

“Mi avete chiamato padre?”


Mr Bennet era nervoso.
“Non c'è niente che dovrei sapere Elisabeth?”
Elisabeth rimase interdetta per un secondo.
“Elisabeth, ieri sera, al ballo” Mr Bennet aveva un tono triste. “mia cara, ti ho visto ballare
con Mr Darcy. Cosa è successo?”
Per un secondo Elisabeth si perse nel ricordo della sera precedente “
Se ne sono accorti proprio tutti Cosa devo dire adesso a mio padre.”
Guardando via disse
“Oggi Mr Darcy verrà a chiederti il tuo consenso a sposarmi.”
Mr Bennet si sedette alla propria scrivania.
“Mia cara, che storia è mai questa. Non dirmi che ti ha chiesto di sposarlo e che tu hai
accettato? E' un uomo orgoglioso ed arrogante, non potrai mai essere felice con un uomo
simile. Non potrai rispettarlo e questo ti metterà in pericolo, Lizzy. Non posso sopportare
una simile idea. E' ricco, ha una posizione sociale invidiabile, ma questo non ti basterà
mai. Non a te.”
Elisabeth era sconvolta dalle parole del padre. Le lacrime scendevano sul suo viso.
“Papa, ti prego, non parlare così. Non è vero ciò che dici di Mr Darcy.”
Si asciugò le lacrime col dorso della mano.
“Se tu lo conoscessi, comprenderesti che uomo amabile è e io lo rispetto e...“
Elisabeth fece un profondo respiro.
“Io lo amo, lo amo per quello che è. Papa, fosse l'ultimo dei nostri lavoranti vorrei sposarlo
ugualmente. Non è assolutamente orgoglioso ne arrogante. E' la persona più gentile e
generosa che io conosca.”
“Generoso, figlia mia? Di cosa stai parlando?”
Elisabeth sapeva di doverlo dire a suo padre ma non ne era felice. Capiva perchè Mr
Darcy voleva tenerlo nascosto.
“E' stato lui a trovare Lydia e Wickam a Londra, lui ha convinto e pagato quell'uomo
perché la sposasse. Ma papà, non devi dirlo a nessuno, neanche a lui. Ne sarebbe
dispiaciuto. Non vuole che nessuno lo sappia.”
“Ma a te lo ha detto, non lo sposerai per gratitudine, vero?”
Elisabeth scosse la testa vigorosamente incapace di parlare senza piangere.
“No, non lo ha detto neanche a me, è stata Lidya a tradirlo.” Sospirò continuando
“Non è gratitudine, lo amavo da prima di saperlo, credimi.”
Mr Bennet si alzò avvicinandosi alla figlia
“Mia cara, se mi renderò conto che Mr Darcy ti ama quanto tu ami lui, sarò ben contento di
dare il mio consenso.”
Sorrise alla figlia e l'abbracciò con affetto. Sentirono bussare alla porta.
“Avanti” disse Mr Bennet mentre Elisabeth si asciugava le lacrime.
Mr Darcy entrò e si bloccò vedendo il viso di Elisabeth. Sembrava che i suoi incubi fossero
diventati reali.
“Elisabeth cara, puoi lasciarci soli?” chiese Mr Bennet alla figlia, che annuì uscendo.
Passando vicino a Mr Darcy gli sorrise timidamente, ricambiata da uno sguardo intenso e
deciso. Uscita dalla stanza, vide Jane sulla porta del salotto, al suo fianco Mr Bingley,
entrambi con uno sguardo interrogativo.
Sua madre uscì in quel momento dalla cucina.
“Jane, per l'amor di Dio, perché fai restare Mr Bingley sulla porta, cosa penserà mai.
Elisabeth, se tuo padre ha finito, chiamalo che il Mr Bingley è arrivato.”
“Papa è ancora occupato. Verrà appena possibile.“ rispose Elisabeth, mentre Mrs Bennet
entrava nel salotto, senza smettere di parlare, seguita da Mr Bingley e Jane.
Elisabeth scosse la testa e uscì di casa. Si sentiva troppo agitata per poter stare a sentire
la madre parlare in continuazione ne per sopportare gli sguardi interrogativi di Jane e Mr
Bingley. Aveva bisogno di stare da sola, fuori di casa ma non troppo lontano, per vedere
subito il risultato della conversazione tra Mr Darcy e suo padre. Vicino alla casa, di fronte
alla finestra della libreria, si trovava un vecchio albero con una panca ai suoi piedi.
Elisabeth vi si diresse a passo lento, vi si sedette e aspettò.

Mr Bennet guardò attentamente l'uomo che aveva davanti, sembrava essere cresciuto in
fretta, con quello sguardo severo che aveva sempre visto sulla faccia di Mr Darcy.
Dall'ultima volta che lo aveva visto, quasi un anno fa il viso mostrava i segni della
stanchezza e delle preoccupazioni.
“Venite Mr Darcy, cosa posso fare per voi?”
Un lampo di sorpresa balenò negli occhi di Mr Darcy.
“Lo sa esattamente cosa può fare.” Guardò negli occhi Mr Bennet ed esordì.
“Mr Bennet sono venuto per chiederle il consenso a sposare sua figlia, Miss Elisabeth. Le
assicuro che mi occuperà di lei in ogni aspetto di cui possa aver bisogno, come voi avete
fatto come padre.”
Mr Bennet fece segno a Mr Darcy di accomodarsi e si appoggiò alla sua scrivania.
“Mr Darcy voglio che le sia chiara una cosa. Se fossi solo preoccupato del futuro
economico di mia figlia la avrei forzata a sposare Mr Collins l'autunno scorso. Voglio
essere sicuro che l'uomo che la sposerà sia in grado di renderla felice.”
Mr Darcy impallidì visibilmente, deglutì pronunciando a fatica
“Mr Collins ha chiesto la mano di Elisabeth?”
Mr Bennet annuì
“Subito dopo che lasciaste Netherfield.”
Mr Darcy non riuscì a rimanere seduto, si avvicinò alla finestra guardò Elisabeth
allontanarsi dalla casa.
“La ho quasi persa, se solo suo padre fosse stato come....”
Si rese conto in quel momento che se Mr Bennet fosse stato un padre normale, lui
l'avrebbe persa. Non poteva sopportare l'idea che lo scorso Aprile avrebbe trovato
Elisabeth a Rosing sposata a Mr Collins “Sarebbe stato peggio che la morte.”
Trovava difficile respirare. Mr Bennet seguì lo sguardo dell'uomo fino alla figlia seduta
sulla panca, ed indietro a Mr Darcy, la cui faccia mostrava tutta la paura per essere stato
così vicino a perdere la donna che amava.
“Mr Bennet desidero sposare sua figlia perché la amo.” si girò verso l'uomo che aveva in
mano il suo destino. “Comprendo pienamente la vostra preoccupazione la felicità di
Elisabeth. Niente è più importante per me e farò tutto ciò che potrò per renderla tale.”
Mr Bennet si avvicinò alla finestra. La voce di Mr Darcy era ansiosa,
“Ditemi cosa posso fare o dire per convincervi?” I due uomini si guardarono in faccia, poi
riguardarono la giovane donna che entrambi amavano.
Mr Bennet sorrise
“Niente, avete il mio consenso, siate entrambi felici.” Il sollievo sul viso di Mr Darcy era
evidente, sorrise
“Grazie, lo saremo.”
Mr Bennet diede la mano al futuro genero e gli fece segno fuori dalla finestra.
“Andate a darle le buone notizie.”

Mr Darcy usci dalla casa e, inusualmente per il suo comportamento composto, corse alla
panca dove sedeva Elisabeth. Lei alzò lo sguardo e, vedendo il sorriso sul suo viso, volò
tra le sue braccia. La sollevò facendola ruotare, mentre ridevano felici.

Quando Jane vide il padre entrare sorridente, guardò Bingley che annuì. Mrs Bennet
continuò a parlare mentre la figlia si avvicinava alla finestra e poi si girava di scatto
arrossendo.
Solo allora capì che era successo qualcosa.

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