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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 22 MARZO 2010, N. 5928

Svolgimento del processo


Con ricorso alla commissione tributaria provinciale di ....... (...) proponeva opposizione avverso due
avvisi di rettifica e liquidazione, ai fini dell'lci per gli anni 1994 e 1997, nonché per il mancato
riconoscimento dell'esenzione fiscale per alcuni fabbricati rurali annessi all'abitazione, avvisi che,
l'amministrazione di quel Comune gli aveva fatto notificare a seguito della determinazione delle
rendite catastali definitive rispetto all'immobile di sua proprietà destinato ad uso abitativo, e ciò
nell'ambito della revisione generale delle tariffe di estimo, delle rendite delle unità immobiliari
urbane e dei criteri di classamento, sicché veniva richiesta un'imposta maggiore di quella versata,
senza interessi e sanzione. Egli esponeva che tali atti non contenevano la prescritta motivazione,
anche perché la nuova rendita come rettificata non gli era stata prima notificata; inoltre erano privi
dei presupposti, mentre circa le unità rurali l'ufficio del catasto non aveva provveduto sulla
domanda di esenzione a suo tempo presentata, trattandosi di unità strumentali all'attività agricola, o
quanto meno non le aveva classificate nella categoria D-10, e pertanto l'ente impositore non poteva
avanzare alcuna pretesa; pertanto chiedeva l'annullamento degli atti impugnati e l'inclusione di
queste nella medesima.
Instauratosi il contraddittorio, il Comune eccepiva l'infondatezza del ricorso, in quanto gli atti
impositivi erano scaturiti dalla diversa rendita attribuita agli immobili dall'agenzia del territorio,
l'unica competente al riguardo; le unità rurali non erano oggetto degli atti impositivi, e quindi la
relativa doglianza era inammissibile, giacché si trattava di questione che esulava da essi; in ogni
caso l'esenzione, per la quale peraltro nessuna istanza era stata mai presentata dal ricorrente, non
poteva essere riconosciuta per carenza del presupposto soggettivo, costituito dalla qualità di
coltivatore diretto del contribuente, senza che la parte l'avesse indicata nella dichiarazione del
reddito, che perciò era infedele; né questa doveva essere notificata espressamente ad essa, che
perciò era tenuta al pagamento di quanto richiesto; pertanto il resistente chiedeva il rigetto del
ricorso introduttivo. ……..

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20102c-N-5928.aspx

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