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Dottorato di Ricerca XXII Ciclo - Riqualificazione e Recupero Insediativo - Coordinatore: prof.

Spiridione Alessandro Curuni


Settore disciplinare prevalente: ICAR 19 - ICAR 12

Maurizio Berti

Supervisore: prof. Ferdinando Terranova


Co-Supervisore: prof. Giovanni Carbonara

CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHITETTONICO DI PIETRA CORALLINA. Conoscenza, restauro e fruizione.

Roma, 5 luglio 2009


Il problema all’origi-
ne dello studio
L’idea di questo studio è
nata nella città di Inham-
bane nel 2004, osservando la
disgregazione delle muratu-
re di pietra corallina la cui
causa principale è stata attri-
buita alla presenza dei sali
solubili all’acqua, il cloruro
di sodio (NaCl) o i suoi
composti.

La conservazione del pa-


trimonio architettonico lun-
go le coste marine tropicali
inizialmente sembrava esse-
re assicurata con il chia-
rimento del processo fisico e
chimico che disgrega i muri
di calcare corallino; tuttavia
il percorso di studio ha
permesso di riconoscere una
più ampia complessità di
questo fenomeno.
Questi problemi, che potreb-
bero essere risolti dal
restauro con gli strumenti
della tecnologia e della
storia, sono stati valutati in
un duplice contesto, naturale
e culturale.
I temi di studio
i) Il primo tema tratta dell’organizzazione della materia con riguardo ad un duplice contesto, quello fisico e quello storico.
ii) Il secondo tema riguarda l’interesse storico per le scogliere coralline. Per questo è stato necessario l’esame di alcune tappe del
percorso conoscitivo delle coste tropicali ricorrendo alle opere fondamentali dei naturalisti, dei geologi e, nella generalità, dei
viaggiatori dell’Ottocento e del primo Novecento.
iii) Il terzo tema di studio indaga gli studi compiuti fino ad oggi sull’impiego del calcare corallino nelle costruzioni.
iv) Il quarto tema è rivolto alla teoresi e alle metodologie per la conservazione del patrimonio degli insediamenti storici sulle
coste tropicali. Il riconoscimento del patrimonio, storico e naturale, è stato sperimentato sulla base della teoria dei contesti di
Karl W. Butzer.
v) Esperienze e studi applicativi sono l’oggetto del quinto tema. Diversamente da quanto previsto nella fase iniziale è stato
possibile circoscrivere lo studio solo agli insediamenti costieri dell’Africa orientale: Zanzibar, Lamu, Ibo, Ilha de Mozambique,
Inhambane. Tuttavia, fanno riferimento a questo quinto tema casi di studio diversi, ma con approcci e problemi analoghi a
quelli presentati dalle costruzioni di pietra corallina (Sistemi bastionati moderni - Castello Rosso di Tripoli - Coste arabe -
Defterdar Mosque di Pejë/Peć).
i) Il primo tema tratta dell’organizzazione della materia con riguardo ad un duplice contesto,
quello fisico e quello storico.

Peter J. Ramsay, della University of Natal, pubblicò nel 1995 uno studio nel quale sono individuate le quote altimetriche del livello
marino durante alcuni principali periodi di stabilità delle fluttuazioni lungo la costa sud-orientale dell’Africa durante gli ultimi
9000 anni.
ii) Il secondo tema riguarda l’interesse storico per le scogliere coralline. È stato necessario
l’esame di alcune tappe del percorso conoscitivo delle coste tropicali ricorrendo alle opere
fondamentali dei naturalisti, dei geologi e dei viaggiatori dell’Ottocento e del Novecento.

The distribution of the different kinds of coral reefs [Darwin, 1842.]. Adèn, Mombaza, Quiloa e Cefala in Adèn, Arabiae felicis..., 1534.
iii) Il terzo tema di studio indaga gli studi compiuti fino ad oggi sull’impiego del calcare
corallino nelle costruzioni.

La Moschea del Venerdì di Shanga presenta ben otto livelli architettonici con inizio nel X sec. La Grande Moschea di Kilwa si
compone di due parti principali. Il rudere della parte settentrionale risale al secolo XI. Fra il 1300 e il 1320 fu aggiunto un ampio
cortile coperto con trenta pilastri di pietra di corallo - Studi di Mark Hurton (1991, 1996, 2010) e Andew Pertersen (1996).
La piccola isola di Somaná a nord della baia di Nacala con i ruderi studiati da Ricardo Teixeira Duarte (1993).
Casa pressi Al Wahj studiata da Aylin Orbasli (2009).
iv) Il quarto tema è rivolto alla teoresi e alle metodologie per la conservazione del
patrimonio degli insediamenti storici sulle coste tropicali. Il riconoscimento del patrimonio,
storico e naturale, è stato sperimentato sulla base della teoria dei contesti di Karl W. Butzer.

Con riferimento alla costa del Kenia, Russell Arthurton Le ricognizioni eseguite a Ibo, lungo un percorso di circa 11
sostiene alcune ipotesi riferite agli alti livelli marini dei chilometri, su alcuni luoghi di interesse culturale e naturale. La linea
Periodi interglaciali del tardo Pleistocene (da 125 a 120 di contorno dell’isola è stata percorsa il 23 settembre 2007 dalle 6,45
migliaia d’anni fa): la trasgressione marina provocò alle 14,00. Durante il passaggio sulla piattaforma corallina a nord
l’innalzamento delle scogliere frangenti fino a ca. 10 m dell’isola il livello di marea è salito rapidamente di 120 cm da quota
sopra il livello attuale del mare; mentre le regressioni zero.
marine raggiunsero una quota di oltre cento metri più
bassa rispetto il livello marino attuale.
v) Esperienze e studi applicativi (A) sono l’oggetto del quinto tema. Diversamente da quanto
previsto nella fase iniziale è stato possibile circoscrivere lo studio solo agli insediamenti
costieri dell’Africa orientale: Zanzibar, Lamu, Ibo, Ilha de Mozambique, Inhambane.
Tuttavia, fanno riferimento a questo quinto tema casi di studio diversi, ma con approcci e
problemi analoghi a quelli presentati dalle costruzioni di pietra corallina (Sistemi bastionati
moderni - Castello Rosso di Tripoli - Coste arabe - Defterdar Mosque di Pejë/Peć).
v) Esperienze e studi applicativi (B)

Pietre, calce, sabbia e murrapa

La pietra calcarea della località


kumáwe di Ibo si presenta molto
compatta e uniforme nella tessitura.
Forno tradizionale all’aperto della
Fondazione Aga Khan a Ibo (cariche
di scheletri corallini e conchiglie di
murice).
Cava di sabbia presso il cimitero
musulmano di Ibo.
Cissus Integrifolia nel maceratoio
presso il cantiere di restauro della
fortezza di São João di Ibo.