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FARMACO

QUALUNQUE COMPOSTO CHIMICO IN GRADO


DI INTERRERIRE CON LE STRUTTURE O LE
FUNZIONI DELL’ORGANISMO VIVENTE

FARMACOLOGIA
STUDIA ORIGINE, STORIA, PROPRIETA’
CHIMICO-FISICHE, ASSORBIMENTO,
DISTRIBUZIONE, BIOTRASFORMAZIONE,
ELIMINAZIONE, MECCANISMO D’AZIONE,
EFFETTI COLLATERALI, IMPIEGO E
FORMULAZIONI DEI FARMACI
FARMACOGNOSIA
STUDIA L’ORIGINE E LE CARATTERISTICHE
CHIMICO-FISICHE E BIOLOGICHE DEI FARMACI
1) FARMACI NATURALI (regno animale,
vegetale, minerale)
2) FARMACI DI SINTESI

FARMACOCINETICA
STUDIA IL PERCORSO DEL FARMACO NELLO
ORGANISMO:
ASSORBIMENTO -> DISTRIBUZIONE ->
BIOTRASFORMAZIONE -> ELIMINAZIONE
FARMACODINAMICA
STUDIA IL MECCANISMO D’AZIONE DEI
FARMACI: RAPPORTO TRA STRUTTURA ED
ATTIVITA’ FARMACOLOGICA - INTERAZIONE
FARMACO-RECETTORE

FARMACOTERAPIA

STUDIA LE APPLICAZIONI CLINICHE DEI


FARMACI (terapeutiche e preventive)
FARMACIA
STUDIA FORMULAZIONI E PREPARAZIONI
FARMACEUTICHE DEI FARMACI

TOSSICOLOGIA

STUDIA FONTI, CINETICA, DINAMICA,


ESCREZIONE ED EFFETTI TOSSICI DEGLI
XENOBIOTICI SULL’ORGANISMO ANIMALE
FARMACOCINETICA
ASSORBIMENTO
SI INTENDE IL PASSAGGIO DI UN FARMACO O DI
UNA SOSTANZA TOSSICA DAL SITO DI
SOMMINISTRAZIONE O DI APPLICAZIONE AL
SANGUE (eccezione: via EV o EA, tutte le altre vie
richiedono il superamento di barriere epiteliali e/o
endoteliali)
DISTRIBUZIONE
SI INTENDE IL PASSAGGIO DI UN COMPOSTO DAL
SANGUE AI TESSUTI E VICEVERSA; FATTORE
IMPORTANTE IL LEGAME FARMACO-PROTEICO
FARMACOCINETICA
BIOTRASFORMAZIONE
SI INTENDE L’INSIEME DI REAZIONI METABOLICHE
PER CUI MOLECOLE LIPOSOLUBILI VENGONO
TRASFORMATE IN COMPOSTI + POLARI ED IDRO-
SOLUBILI E QUINDI + FACILMENTE ELIMINABILI

ELIMINAZIONE
PROCESSI DI ESCREZIONE DI UN FARMACO O DI
UNO XENOBIOTICO ATTRAVERSO GLI EMUNTORI
(rene e fegato) E LE SECREZIONI (latte, saliva,
sudore, lacrime ecc)
FARMACOCINETICA
PLASMA
M
E FARMACO FARMACO ASSORBIMENTO
T LEGATO LIBERO
A
B METABOLITI
O
L
I
S TESSUTI
M ELIMINAZIONE
O FARMACO FARMACO
LEGATO LIBERO

RECETTORE
VIE DI ASSUNZIONE
1) VIA ORALE
* UNICA VIA ENTERALE UTILIZZABILE NEGLI
ANIMALI. ASSORBIMENTO + LENTO RISPETTO
AZIONE + TARDIVA MA + PERSISTENTE
INFLUENZATA DA DIVERSI FATTORI
* ASSORBIMENTO INFLUENZATO DALL’ALIMENTO
BIODISPONIBILITA’ INCOMPLETA (dosi + alte)
QUOTA NON ASSORBITA ESPULSA CON LE FECI
* QUOTA ASSORBITA -> PASSAGGIO AL FEGATO
EFFETTO DI 1° PASSAGGIO = BIOTRASFORMATA
PRIMA DELLA DISTRIBUZIONE
VIE DI ASSUNZIONE
1) VIA ORALE
* NOTEVOLI DIFFERENZE DI SPECIE
(es: carnivori - ruminanti

* DIFFERENZE TRA XENOBIOTICI LEGATE ALLE


LORO CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
LIPOSOLUBILITA’, IONIZZAZIONE
(es: macrolidi - aminoglicosidi)
* POSSIBILE DISTRUZIONE (es: idrolisi)
* CONDIZIONI PATOLOGICHE DELL’APPARATO
DIGERENTE (es: vomito, diarrea, stipsi
VIE DI ASSUNZIONE
2) VIE PARENTERALI
* ENDOVENOSA: NON SO PUO’ PARLARE DI
ASSORBIMENTO, AZIONE IMMEDIATA, DURATA +
BREVE, GRANDI VOLUMI (lentamente), EFFETTI
COLLATERALI + TEMIBILI, NO VEICOLI OLEOSI

* INTRAMUSCOLARE E SOTTOCUTANEA: VEICOLI


CONDIZIONANO LA RAPIDITA’ DI ASSORBIMENTO
ISTOCOMPATIBILITA’, VASCOLARIZZAZIONE E
MOVIMENTO DELL’ANIMALE, X SC GRANDI
VOLUMI, X IM PICCOLI VOLUMI
VIE DI ASSUNZIONE
2) VIE PARENTERALI
* ENDOPERITONEALE: STERILITA’, ISOTONIA,
pH, ISTOLESIVITA’, VEICOLI.
ASSORBIMENTO RAPIDO, LIVELLI EMATICI
ELEVATI

* AEROGENA: ASSUNZIONE DI GAS, VAPORI


(aerosol), POLVERI (microparticelle)
ASSORBIMENTO RAPIDO E COMPLETO, AZIONE
RAPIDA (simile a EV), CONDIZIONATA DAL
TEMPO DI ESPOSIZIONE (tossicologia)
VIE DI ASSUNZIONE
3) VIE TOPICHE
* SONO GENERALEMENTE CONSIDERATE DELLE
VIE LOCALI, L’ASSORBIMENTO PUO’ ESSERE
NULLO, TRASCURABILE O NOTEVOLE (composto
e veicoli)

* CUTE: VIA PERCUTANEA, INTRADERMICA,


DIADERMICA
MUCOSE: VIA OFTALMICA, OTOLOGICA,
ENDOMAMMARIA, ENDOUTERINA ecc
FARMACODINAMICA

STUDIA IL MECCANISMO D’AZIONE DEI


FARMACI

Per modulare le funzioni cellulari i farmaci


devono interagire con macromolecole specifiche
di natura proteica presenti sulla superficie o
all’interno delle cellule

RECETTORI
FARMACODINAMICA

RECETTORI

œ RECETTORI PER SOSTANZE ENDOGENE


recettori adrenergici, per gli ormoni steroidei,
per l’Ach, per le prostaglandine
 ENZIMI
FANS -> cicloossigensi
ESTERI FOSFORICI -> AChasi
ž CANALI IONICI
anestetici locali -> canali del sodio
Ÿ ACIDI NUCLEICI
chemioantibiotici, antifungini

antibiotici battericidi, fungicidi,


  PROTEINE STRUTTURALI
antiparassitari
FARMACODINAMICA

NON TUTTI I FARMACI NECESSITANO DI UN


RECETTORE PER SVOLGERE LA PROPRIA
AZIONE!

Le proprietà disinfettanti dell’acqua ossigenata


sono dovute alle sue caratteristiche ossidanti
Il bicarbonato agisce come antiacido a livello
gastrico in virtù delle proprietà acido-base
Alcuni lassativi agiscono in virtù delle loro
proprietà osmotiche
FARMACODINAMICA
L’INTERAZIONE FARMACO-RECETTORE PUO’
ESSERE COSI’ SCHEMATIZZATA

F + R

FR

evento biochimico cellulare

effetto finale
FARMACODINAMICA
IL LEGAME FARMACO-RECETTORE E’ IN
GENERE CARATTERIZZATO DA INTERAZIONI
DEBOLI ED E’ REVERSIBILE
Legami ionici tra atomi di carica opposta
Ponti idrogeno
Attrazioni di van der Waals
Interazioni idrofobiche
Devono formarsi legami deboli
I legami deboli si instaurano solo se due
molecole sono sufficientemente vicine

COMPLEMENTARIETA’ SPECIFICITA’
FARMACODINAMICA

I farmaci devono essere dotati di:

AFFINITA’ PER EFFICACIA


IL RECETTORE

E’ la capacità di suscitare
un effetto; il farmaco induce
un cambiamento nel recettore ×
RISPOSTA
FARMACODINAMICA

I FARMACI DOTATI DI AFFINITA’ ED


EFFICACIA SONO DETTI AGONISTI =
SONO IN GRADO DI LEGARSI AL
RECETTORE E STIMOLARE UNA
RISPOSTA DA PARTE DELLA CELLULA
(es ACh; adrenalina)
FARMACODINAMICA

I FARMACI DOTATI DI AFFINITA’ MA


PRIVI DI EFFICACIA SONO DETTI
ANTAGONISTI = SONO IN GRADO DI
LEGARSI AL RECETTORE MA NON DI
STIMOLARE UNA RISPOSTA DA PARTE
DELLA CELLULA (es atropina; β-bloccanti)
FARMACODINAMICA

I FARMACI DOTATI DI AFFINITA’ MA DI


EFFICACIA NON COMPLETA SONO DETTI
AGONISTI PARZIALI = SONO IN GRADO
DI LEGARSI AL RECETTORE MA LA
RISPOSTA EVOCATA DA PARTE DELLA
CELLULA E’ ATTENUATA O IN ALCUNI
CASI DIVERSA RISPETTO A QUELLA
OTTENUTA CON UN AGONISTA PURO
(es nalorfina)
FARMACODINAMICA

EFFICACIA o ATTIVITA’ INTRINSECA

K1 K3
F + R FR effetto
K2

L’efficacia è rappresentata dalla K3

AGONISTI ANTAGONISTI
K3 = 1 K3= 0
AGONISTI PARZIALI
0<K3< 1
FARMACODINAMICA
RECETTORI

DI MEMBRANA INTRACELLULARI

Mediatori di natura Mediatori di natura


idrofilica (in genere). lipofila (es. ormoni
Modificazioni biofisiche steroidei).
e/o biochimiche Interagiscono con
specifici tratti del
genoma Õ modificano
l’espressione genica
FARMACODINAMICA

RECETTORI INTRACELLULARI

Appartengono a questa famiglia i recettori per


gli ormoni steroidei (estrogeni, androgeni,
progestinici, corticosurrenalici), la tiroxina, la
vitamina D, la vitamina A, gli acidi retinoici

Sono proteine appartenenti ad un’unica


superfamiglia genica, capaci di legarsi al DNA
in specifici siti accettori (Steroid Responsive
Elements) e di regolare la trascrizione di geni
specifici
RECETTORI INTRACELLULARI
- struttura -

Dotati di omologia strutturale, sono composti da


una singola catena polipeptidica formata da 3
distinti territori

Terminale Zona centrale Terminale


carbossilico × × sito di amminico ×
legame con riconoscimento sito di
l’ormone per il DNA trans-
attivazione
RECETTORI INTRACELLULARI
- struttura -
Proteine
NH2 inibitorie

Sito per
Sito di ormone
trans-attivazione

Sito per DNA COOH

Ormone

DNA
RECETTORI INTRACELLULARI
- meccanismo -
Ormone Recettore

DNA
aminoacidi
mRNA

R.E.R

PROTEINE
RECETTORI di MEMBRANA

Si possono raggruppare in 4 SUPERFAMIGLIE

œ RECETTORI CANALE

 RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

ž RECETTORI CON ATTIVITA’


GUANILATO CICLASICA

Ÿ RECETTORI CON ATTIVITA’


TIROSIN-KINASICA
RECETTORI di MEMBRANA

LA MAGGIOR PARTE DEI MEDIATORI AGISCE


ATTIVANDO RECETTORI ASSOCIATI A CANALI
IONICI O A PROTEINE G

L’APERTURA DI UN CANALE INDUCE UNA


TRASDUZIONE DEL SEGNALE MOLTO RAPIDA
MENTRE L’ATTIVAZIONE DI UNA PROTEINA G
PORTA AD UNA RISPOSTA PIU’ LENTA E PIU’
DURATURA

QUASI TUTTI I MEDIATORI POSSONO


ATTIVARE SIA RECETTORI CANALE CHE
RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G
RECETTORI CANALE
SONO PRESENTI SU QUASI TUTTE LE CELLULE

CONCENTRATI NELLE
CELLULE NERVOSE E
NELLA PORZIONE
APICALE DELLE
CELLULE
POSTINAPTICHE
RECETTORI CANALE
- struttura-

SONO MACROMOLECOLE PROTEICHE


COMPLESSE. FORMATE DA PIU’ SUBUNITA’
(4 o 5) CHE ATTRAVERSANO LA MEMBRANA

LE SUBUNITA’ SONO RIUNITE A FORMARE


UN CANALE IONICO CHE VIENE APERTO IN
SEGUITO AL LEGAME CON IL MEDIATORE O
CON UN AGONISTA
RECETTORI CANALE
- struttura-
LATO EXTRACELLULARE
PORZIONE EXTRA
CELLULARE: forma di
imbuto; sito di legame
per il ligando;
concentrazione
PORZIONE degli
TRANS-
ioni
MEMBRANA: poro selettivo
PORZIONE
per INTRA
gli ioni costituito da MEMBRANA
CELLULARE:
AA siti di ad
carichi disposti
fosforilazione
anello (3 anelli)per la
regolazione della
funzionalità; ancoraggio al LATO INTRACELLULARE
citoscheletro
RECETTORI CANALE
- meccanismo d’azione-
ATTIVAZIONE DEI RECETTORI CANALE Õ
RAPIDI CAMBIAMENTI DELLE CONCENTRAZIONI
IONICHE AI DUE LATI DELLA MEMBRANA Õ
MODIFICAZIONE DEL POTENZIALE ELETTRICO
TRANSMEMBRANARIO

IL PORO SELETTIVO PUO’ ESSERE COSTITUITO


DA:

aa con carica negativa aa con carica positiva


Es. recettore nicotinicoEs.recettore per il GABA
Õ Õ
passano gli ioni + passano gli ioni -
RECETTORI CANALE
-meccanismo d’azione-
ligando

Na+ Na+

K+ K+
canale chiuso canale aperto
ASSORBIMENTO
PASSAGGIO DI MEMBRANA

PASSAGGIO PASSIVO PASSAGGIO ATTIVO

- diffusione semplice - trasporto mediante


- filtrazione carriers
(diffusione acquosa) - endocitosi
- diffusione facilitata - pinocitosi
ASSORBIMENTO
PASSAGGIO PASSIVO
XENOBIOTICO

IDROSOLUBILE LIPOSOLUBILE

? ?
ASSORBIMENTO
PASSAGGIO PASSIVO
E’ INFLUENZATO DA:

*LIPO- ED IDROSOLUBILITA’ DEL COMPOSTO


*pH DEL MEZZO
*DISSOCIAZIONE DEL COMPOSTO (pKa)
*GRADIENTE DI CONCENTRAZIONE
PASSAGGIO PASSIVO

XENOBIOTICO IDROSOLUBILE

NON DIFFONDE ATTRAVERSO


LA MEMBRANA CELLULARE ASSORBIMENTO

VIENE FILTRATO ATTRAVERSO


I PORI DELLA MEMBRANA ASSORBIMENTO
CELLULARE (basso p.m.)
PASSAGGIO PASSIVO
XENOBIOTICO LIPOSOLUBILE

ELETTROLITA LIPOFILO
DEBOLE
(caf, PGs, steroidi)
(la maggior parte
degli xenobiotici)

X
passaggio di membrana
ambiente = pH
XENOBIOTICO
LIPOSOLUBILE
ELETTROLITA E’ IN GRADO DI
DEBOLE DISSOCIARSI

LIPOSOLUBILE IDROSOLUBILE
AH A- + H +
pH

BOH B+ + OH-

E’ INFLUENZATO DAL pH E DAL pKa


XENOBIOTICO
LIPOSOLUBILE ELETTROLITA
DEBOLE
(acido)
H+
H+
AH A- + H+
AH
H+
H+ X A-+H+
H+
H+ OH-
H+ OH-
XENOBIOTICO
LIPOSOLUBILE ELETTROLITA
DEBOLE
(base)
H+
H+ B+ +OH-
BOH

X H+ BOH
H+
H+ BOH
H+ OH-

H+ OH-
ASSORBIMENTO
XENOBIOTICO
IDROSOLUBILE LIPOSOLUBILE
PASSAGGIO ATTIVO (carriers)

ATP ADP+P

membrana citoplasma
cellulare
ASSORBIMENTO
XENOBIOTICO
IDROSOLUBILE LIPOSOLUBILE
PASSAGGIO ATTIVO (carriers)
- RICHIEDE CONSUMO DI ENERGIA (ATP)
- PUO’ AVVENIRE CONTRO GRADIENTE
- SELETTIVITA’ DI TRASPORTO (specifico)
- E’ MEDIATO DA CARRIERS
- PUO’ ESSERE INIBITO DA: basse T° corporee e
veleni metabolici
- COMPETIZIONE TRA SOSTANZE SIMILI
- VA INCONTRO A SATURAZIONE
LEGAME FARMACO-PROTEICO

QUOTA LIBERA QUOTA LEGATA


* IL LEGAME E’ REVERSIBILE
* SOLO LA QUOTA LIBERA E’ BIODISPONIBILE
* LA QUOTA LEGATA E’ UNA FORMA DI DEPOSITO
* I COMPOSTI HANNO DIVERSA CAPACITA’ DI
LEGAME
* INFLUENZA: DISTRIBUZIONE, AZIONE,
ELIMINAZIONE
DISTRIBUZIONE
SI INTENDE x DISTRIBUZIONE IL
PASSAGGIO DELLO XENOBIOTICO DAL
SANGUE AI TESSUTI. E’ INFLUENZATA DA:

1) LIPOSOLUBILITA’

2) PERFUSIONE DELL’ORGANO

3) LEGAME FARMACO-PROTEICO
DISTRIBUZIONE
XENOBIOTICO

IDROSOLUBILE LIPOSOLUBILE

LIQUIDO INTERSTIZIALE LIQUIDO INTERSTIZIALE


COMPARTO EXTRACELLULARE COMPARTO INTRACELLULARE
BASSO Vd<0.4 L/Kg STRUTTURE SUBCELLULARI
NUCLEO. ALTO Vd≥1 L/Kg
DISTRIBUZIONE
VOLUME APPARENTE DI
DISTRIBUZIONE O Vd
Vd = AL VOLUME TEORICO DI H2O
CORPOREA NECESSARIO x CONTENERE
LA QUANTITA’ DI FARMACO PRESENTE
NELL’ORGANISMO POSTO QUESTO
ULTIMO COME UNO SCOMPARTO UNICO
E CHE LA SUA CONCENTRAZIONE SIA
UNIFORME E PARI ALLA CONCENTRAZIONE
EMATICA
DISTRIBUZIONE

LIPOSOLUBILITA’

SNC, CUORE, RENE


RAPIDA FEGATO, POLMONE

PERFUSIONE MEDIA MUSCOLI, CUTE

LENTA GRASSO, OSSA


RIDISTRIBUZIONE
CONDIZIONA

DURATA D’AZIONE

EFFETTO FARMACOLOGICO

TOSSICITA’

PERSISTENZA RESIDUI
RIDISTRIBUZIONE
LIPOSOLUBILITA’ PERFUSIONE
FENOMENO CINETICO A CUI SOTTOSTANNO GLI
XENOBIOTICI MOLTO LIPOSOLUBILI PER CUI IN
SEGUITO AD UNA PRIMA DISTRIBUZIONE NEGLI
ORGANI AD ELEVATA PERFUSIONE, DOPO LA
FASE DI EQUILIBRIO, I COMPOSTI VENGONO
PIU’ LENTAMENTE RIDISTRIBUITI AGLI ORGANI
DOTATI DI PIU’ LENTA PERFUSIONE. ANCHE IN
QUESTO CASO, DOPO LA FASE DI EQUILIBRIO I
COMPOSTI POSSONO RIDISTRIBUIRSI E
TORNARE IN CIRCOLO
RIDISTRIBUZIONE
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G
E’ LA FAMIGLIA PIU’ NUMEROSA DI RECETTORI

BERSAGLIO DELLA
Sistema accoppiato alle proteine-G
MAGGIOR PARTE DEI
FARMACI TRASDUCONO G-protein-R
IL SEGNALE GENERATO
DAL LEGAME CON IL effettore
FARMACO ATTIVANDO
UNA PROTEINA G GTP GDP
proteine-G: effettore

SONO COSTITUTI DA UN’UNICA CATENA


POLIPEPTIDICA CHE ATTRAVERSA 7 VOLTE LA
MEMBRANA
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

LE PROTEINE G SONO UNA FAMIGLIA DI


MOLECOLE PROTEICHE ETEROTRIMERICHE IN
GRADO DI LEGARE IL GTP E DOTATE DI
ATTIVITA’ GTPasica

LE TRE SUBUNITA’ CHE FORMANO CIASCUNA


PROTEINA G VENGONO DEFINITE α, β e γ
SOLO LA α LEGA E IDROLIZZA IL GTP

ECCEZIONALMENTE ALCUNI EFFETTORI


POSSONO ESSERE ATTIVATI
DAL COMPLESSO βγ
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

1) INTERAZIONE F-R -> ATTIVAZIONE


2) MODIFICAZIONE CONFORMAZIONALE DEL R
3) ATTIVAZIONE PROTEINA-G -> LEGAME GTP
4) DISSOCIAZIONE SUBUNITA’ ->
ATTIVAZIONE SUBUNITA’ α
5) IDROLISI GTP -> ATTIVAZIONE EFFETTORE
(adenilciclasi o fosfolipasi o canale ionico)
6) SINTESI O LIBERAZIONE II° MESSAGGERO
(AMPc, IP3, DAG, Ca++)
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

7) CASCATA DI REAZIONI ENZIMATICHE


(es: fosforilazione)
8) RISPOSTA CELLULARE (es: glicolisi, lipolisi,
contrazione, rilasciamento)
9) RIASSOCIAZIONE SUBUNITA’ αβγ
(GTP -> GDP) -> FINE DEL SEGNALE
10) SISTEMA PRONTO
PER RICOMINCIARE
IL CICLO IN SEGUITO Recettore Attività
GTPasica
A NUOVO F->R subunità α
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G
MEDIATORE

MEMBRANA
RECETTORE
PROTEINA G EFFETTORE
β R
α γ I
S
GTP P
β O
α α γ
β S
γ GTP GDP T
A
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G
EFFETTORI

adenilato canale ionico


ciclasi fosfolipasi

sintesi di sintesi di liberazione


cAMP IP3/DAG/Ca++ di ioni

cascata di reazioni
RISPOSTA
enzimatiche CELLULARE
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

SUBUNITA’ α EFFETTORI
αS ↑ A.C. ↑ canali Ca++
αi ↓ A.C. ↑ canali K+
α0 ↑ canali Ca++
αq ↑ fosfolipasi C
α13 ↑ scambio Na+/ K+
αt ↑ cGMP fosfodiesterasi
RECETTORI ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G

ECCEZIONALMENTE ALCUNI EFFETTORI


POSSONO ESSERE ATTIVATI DAL
COMPLESSO βγ

SUBUNITA’ α EFFETTORI
βγ 1 canali K+
βγ 2 A.C.
βγ 3 fosfolipasi C
SONO ACCOPPIATI ALLE PROTEINE G I
RECETTORI PER:

catecolamine (α1,2; β1,2,3)


dopamina (D1; D2)
serotonina (5HT1,2,4,5)
acetilcolina (M1,2,3,4,5)
ACTH, LH, FSH, TSH e relativi RH
somatostatina
glutamato
vasopressina(V1; V2)
GABAB
glucagone e calcitonina
adenosina
PG, TX, LT
STIMOLAZIONE DI R ACCOPPIATI A PROT-G
RECETTORI PROTEINE G EFFETTORI
α1-AR Gq ↑ fosfolipasi C
Gi ↓ A.C.
α2-AR
G0 ↑ canali K+
↓ canali Ca++
β1-AR Gs ↑ A.C.

β2-AR Gs ↑ A.C.

β3-AR Gs ↑ A.C.

PGF2α Gq ↑ fosfolipasi C
RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G
RECETTORI ADRENERGICI
RECETTORI CON ATTIVTA’
TIROSIN KINASICA

APPARTENGONO A QUESTA FAMIGLIA I


RECETTORI PER MOLTI FATTORI DI CRESCITA
(IGF, NGF, EGF) E CITOCHINE (IL, TNF)

LA LORO SINTESI E’ REGOLATA DA PROTO-


ONCOGENI Õ LA PRODUZIONE ECCESSIVA O
LA SINTESI DI FORME MUTATE DI RECETTORE
TRASMETTE IL SEGNALE PROLIFERATIVO IN
MODO ERRATO Õ ONCOGENESI;
OPPURE UNA RIDUZIONE DELL’ATTIVITA’ PUO’
ESSERE ALLA BASE DI DISTURBI METABOLICI
(es. alterazione recettore per insulina Õ diabete
RECETTORI CON ATTIVTA’
TIROSIN KINASICA

LA MAGGIOR PARTE DI ESSI E’ COSTITUITA DA


UN’UNICA CATENA POLIPEPTIDICA CHE
ATTRAVERSA LA MEMBRANA CELLULARE

POSSONO ESSERE RAGGRUPPATI IN 12


FAMIGLIE CHE DIFFERISCONO TRA LORO PER
LA ZONA EXTRACELLULARE
RECETTORI CON ATTIVTA’
TIROSIN KINASICA
-struttura-
NH2

PORZIONE
PORZIONE
EXTRA
funzione
TRANS
CELLULARE:
porzione
regolatoria
MEMBRANA:
sitosegmento
di legamedi
catalitica
perancoraggio
il fattore
legame con i
di trasduttori
crescita
COOH
RECETTORI CON ATTIVTA’
TIROSIN KINASICA
- meccanismo-

LEGAME CON IL FATTORE DI CRESCITA

DIMERIZZAZIONE DEL RECETTORE

ATTIVAZIONE FUNZIONE TIROSIN KINASICA

AUTOFOSFORILAZIONE DEL RECETTORE SU


RESIDUI DI TIROSINA

ATTIVAZIONE TRASDUTTORI
RECETTORI CON ATTIVTA’
GUANILATO CICLASICA

Poco rappresentati negli animali superiori.


Unico membro × ormone natriuretico atriale

Unica catena polipeptidica che attraversa


una sola volta la membrana

ZONA EXTRACELLULARE × legame per ormone


ZONA INTRACELLULARE × attività guanilato-
ciclasica

Attivato determina la sintesi di cGMP ×


reazioni a cascata × risposta cellulare
ELIMINAZIONE
XENOBIOTICO

EXTRARENALE RENALE
BILE -> feci URINE
LATTE
(sudore, lacrime ecc)
MECCANISMI DI BASE DELL’ELIMINAZIONE RENALE
A. AFFERENTE A.EFFERENTE
1)FILTRAZIONE

ELIMINAZIONE
2)RIASSORBIMENTO
3)SECREZIONE
4)ESCREZIONE
Capillari
glomerulari RENALE
Capsula di 1) FILTRAZIONE
Bowman
2) RIASSORBIMENTO
Capillari
peritubulari 3) SECREZIONE
4) ESCREZIONE

Vena
renale

Escrezione urinaria

ESCREZIONE=FILTRAZIONE-RIASSORBIMENTO+SECREZIONE
ELIMINAZIONE FILTRAZIONE

RENALE
A. RENALE

V. RENALE

FILTRAZIONE
GLOMERULARE

FENOMENO PASSIVO:
1) PRESSIONE
2) PESO MOLECOLARE = SOGLIA
3) ø PORI ENDOTELIO
ELIMINAZIONE
RENALE
RIASSORBIMENTO
TUBULARE
TUBULO CONTORTO PROX
PRESENZA DI CARRIERS
FENOMENO ATTIVO
CONTRO GRADIENTE

RIASSORBIMENTO
TUBULARE
TUBULO CONTORTO DISTALE
FENOMENO PASSIVO
SECONDO GRADIENTE
(LIPOSOLUBILITA’)
ELIMINAZIONE
RENALE

SECREZIONE
TUBULARE
TUBULO CONTORTO PROX
TUBULO CONTORTO DISTALE
PRESENZA DI CARRIERS
FENOMENO ATTIVO
PERMETTE DI RAGGIUNGERE
CONCENTRAZIONI TUBULARI
MAGGIORI DI QUELLE
OTTENIBILI PER SEMPLICE
DIFFUSIONE (x liposolubilità)
SECREZIONE TUBULARE
XENOBIOTICO
IDROSOLUBILE LIPOSOLUBILE
PASSAGGIO ATTIVO (carriers)

ATP ADP+P

SANGUE membrana TUBULO


cellulare
FATTORI CHE INFLUENZANO
L’ESCREZIONE RENALE DI
UNO XENOBIOTICO

CONCENTRAZIONE PLASMATICA
LIPOSOLUBILITA’
IONIZZAZIONE E pH URINARIO
LEGAME CON LE PROTEINE PLASMATICHE
FLUSSO EMATICO ED URINARIO
RIASSORBIMENTO TUBULARE

CAPILLARE TUBULO CAPILLARE


RIASSORBIMENTO TUBULARE

H+ H+
H+

H+ H+

H+
AH A- + H +
AH
H+
H+
H+

CAPILLARE TUBULO CAPILLARE


RIASSORBIMENTO TUBULARE

OH-
OH-
OH-
OH-

OH-
BOH B++OH-
BOH
OH-
OH-
OH-

CAPILLARE TUBULO CAPILLARE


RIASSORBIMENTO TUBULARE

OH-
OH-
OH-
OH-

OH-
AH A- + H +
OH-
OH-
OH-

CAPILLARE TUBULO CAPILLARE


RIASSORBIMENTO TUBULARE

H+ H+
H+

H+ H+

H+
BOH B++OH-

H+
H+
H+

CAPILLARE TUBULO CAPILLARE


ELIMINAZIONE BILIARE
ELIMINAZIONE BILIARE
MECCANISMI DI PASSAGGIO DAGLI EPATOCITI
ALLA BILE

XENOBIOTICI LIPOSOLUBILI

1) DIFFUSIONE SEMPLICE

2) MICELLE DI COLESTEROLO-LECITINA-SALI BILIARI

3) PASSAGGIO ATTIVO (carriers; esocitosi)


ELIMINAZIONE BILIARE
MECCANISMI DI PASSAGGIO DAGLI EPATOCITI
ALLA BILE

XENOBIOTICI IDROSOLUBILI

1) PASSAGGIO ATTIVO (carriers; esocitosi)

2) MICELLE DI COLESTEROLO-LECITINA-SALI BILIARI


(trascurabile)
CIRCOLI DI RIASSORBIMENTO

CIRCOLO TUBULARE

CIRCOLO ENTERO-EPATICO

CIRCOLO GASTRO-SALIVARE

SIGNIFICATO FARMACO-TOSSICOLOGICO:
MAGGIORE PERSISTENZA NELL’ORGANISMO
CIRCOLO ENTERO-EPATICO
LIPOSOLUBILE
CIRCOLO
ENTERO
EPATICO

FARMACI
LIPOSOLUBILI
METABOLIZZATI
IN FASE II
ESCREZIONE DEI FARMACI
NEL LATTE

1) PASSAGGIO NEL LIQUIDO


INTERSTIZIALE

2) DIFFUSIONE SEMPLICE

3) PASSAGGIO ATTIVO PER


MEZZO DI CARRIERS

4) SECREZIONE CON LE
MICELLE DI GRASSO (attivo)
FONTI DI INTOSSICAZIONE

AZIONI DOLOSE
FARMACI

INQUINAMENTO INDUSTRIALE

INQUINAMENTO AGRICOLO

ALIMENTI TOSSICI O CONTAMINATI

PRODOTTI AD USO DOMESTICO

TOSSINE ANIMALI
TOSSICITA’ ACUTA

SI INTENDE L’EFFETTO O L’INSIEME DEGLI EFFETTI CHE


INSORGONO NELL’ORGANISMO ANIMALE IN SEGUITO
ALLA SUA ESPOSIZIONE AD UN AGENTE TOSSICO PER
TEMPI BREVI
(alcuni secondi o minuti od ore, non oltre 24 , anche una sola volta).

LE DOSI DEL TOSSICO SONO DI SOLITO ALTE (O IL


TOSSICO E’ MOLTO POTENTE ) E COMUNQUE SONO
SUFFICIENTI PER PROVOCARE EFFETTI GRAVI ANCHE
SE ASSUNTE UNA SOLA VOLTA.

L’ESPOSIZIONE PER VIA INALATORIA VIENE DEFINITA


ACUTA QUANDO SI PROTRAE PER UN TEMPO MINORE
(max 4-6 ore)
TOSSICITA’ CRONICA
SI INTENDE L’INSIEME DI EFFETTI CHE INSORGONO NELLO
ORGANISMO ANIMALE IN SEGUITO ALL’ESPOSIZIONE AD
UN AGENTE TOSSICO PER TEMPI PROLUNGATI (mesi od anni).

LE DOSI DI XENOBIOTICO SONO IN GENERE MOLTO BASSE


E COMUNQUE INSUFFICIENTI A DETERMINARE DANNI
APPREZZABILI OBIETTIVAMENTE SE ASSUNTE UNA SOLA
VOLTA.

L’ASSUNZIONE RIPETUTA, DEFINITA GENERALMENTE


TOSSICITA’ CRONICA, A SECONDA DELLA DURATA PUO’
ESSERE SUDDIVISA IN:

SUBACUTA
SUBCRONICA CRONICA
(alcuni giorni
(1 mese, 2-3 mesi ) (3 mesi, anni)
3-4 settimane)
DOSI IN TOSSICOLOGIA
LA TOSSICITA’ DI UNA SOSTANZA VIENE ESPRESSA IN BASE
ALLE DOSI (mg/Kg p.c.) IN GRADO DI DETERMINARE NELLO
ANIMALE UN EFFETTO BIOLOGICO INDESIDERATO.

DMT (DOSE MASSIMA TOLLERATA):


E’ ANCHE DEFINITA “DOSE SOGLIA”.
NON COMPAIONO EFFETTI TOSSICI RILEVABILI
CLINICAMENTE. IN GENERE NON PRODUCE EFFETTI
RILEVABILI A CARICO DEI PARAMETRI EMATICI.
MDT (MINIMA DOSE TOSSICA):
E’ LA PIÙ BASSA DOSE IN GRADO DI DETERMINARE
EFFETTO TOSSICO MA NON LETALE (SECONDO ALCUNI
SI TRATTA DELLA “DOSE SOGLIA”)
DML (DOSE MINIMA LETALE):
DOSE MINIMA CHE PROVOCA LA MORTE DI UN ANIMALE
DOSI IN TOSSICOLOGIA

DL
(DOSE LETALE)

E’ LA DOSE IN GRADO DI
DETERMINARE LA MORTE
DELL’ANIMALE, PER
CONVENZIONE, ENTRO LE 24 H
SEGUENTI L’ESPOSIZIONE
DOSI IN TOSSICOLOGIA
DL50
E’ LA DOSE IN GRADO DI PROVOCARE LA MORTE
NEL 50% DEGLI ANIMALI TRATTATI UNA SOLA VOLTA.
DEVE ESSERE ACCOMPAGNATA DA ALTRI PARAMETRI
QUALI:
- VIA DI SOMMINISTRAZIONE

- SPECIE ANIMALE
- POSSONO essere considerati la RAZZA e il SESSO

LA DL50 È INDICATIVA DELLA SOLA TOSSICITÀ ACUTA E


RIFERITA ALL’EFFETTO LETALE, NON DÀ INDICAZIONI
SUGLI EFFETTI A LUNGO TERMINE PER ESPOSIZIONI
RIPETUTE, NÈ SU EVENTUALI EFFETTI MUTAGENI,
CANCEROGENI O TERATOGENI.
DOSI IN TOSSICOLOGIA
CL50 (CONCENTRAZIONE LETALE 50)
SE LO XENOBIOTICO VIENE ASSUNTO PER VIA
AEROGENA SOTTO FORMA DI GAS O DI VAPORE,
LA TOSSICITÀ VIENE ESPRESSA COME
CONCENTRAZIONE LETALE A CUI BISOGNA
AGGIUNGERE IL TEMPO DI ESPOSIZIONE
(mg/L/min o h)
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
SPECIE
DIFFERENZE ANATOMO-FISIOLOGICHE TRA LE VARIE
SPECIE ANIMALI (es. carnivori ed erbivori e tra questi
ruminanti e non ruminanti)

RUMINANTI: transito intestinale più lento ed assorbimento


meno completo rispetto ai carnivori
FATTORI CHE INFLUENZANO LA TOX
RELATIVI ALL’ANIMALE
SPECIE

NEL RUMINE:
- lo xenobiotico viene enormemente diluito
- possono avvenire reazioni di biotrasformazione presistemica
che possono determinare fenomeni di:
BIOATTIVAZIONE INATTIVAZIONE

- urea (overdose)
-dinitrofenoli
- S-CH3cisteina sulfossido
riduzione NO2
riduz.+ idrolisi
- organofosfati idrolisi
- DDT dealogenazione
diCH3disolfuri
- l-triptofano 3CH3indolo
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
SPECIE

CAVALLO: maggiore sensibilità agli effetti tossici


delle tiaminasi (--> ipovitaminosi B1) contenuta
nello Pteridium aquilinum (i monogastrici non
sono in grado di sintetizzare la vitamina mentre i
ruminanti sfruttano la sintesi batterica ruminale).
L’equino non è inoltre in grado di vomitare
(manca la funzione protettiva)
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’

SPECIE
RELATIVI ALL’ANIMALE

RODITORI: non sono in grado di vomitare,


ciò viene sfruttato per certi rodenticidi
(ANTU, scilla rossa) che irritanti, vengono
vomitati da cane e gatto (funzione protettiva)

CONIGLIO: minore sensibilità agli effetti


tossici dell’atropina --> dotato di un’esterasi
epatica in grado di idrolizzarla rapidamente
(idrolisi lenta nelle altre specie)
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
RAZZA

- I BOVINI DI RAZZA PEZZATA NERA SONO MOLTO


PIÙ SENSIBILI AL GOSSIPOLO (PRINCIPIO TOSSICO
CONTENUTO NEI SEMI DI COTONE) CIRCA 30 mg/Kg
NE DETERMINANO LA MORTE MENTRE PIÙ DI
80 mg/Kg SONO TOLLERATI DALLE ALTRE SPECIE
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
ETA’

- I SOGGETTI GIOVANI E QUELLI ANZIANI SONO


GENERALMENTE PIÙ SENSIBILI AGLI EFFETTI
TOSSICI DEGLI XENOBIOTICI (PER MINORI
CAPACITÀ BIOTRASFORMATIVE ED ESCRETIVE)
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
SESSO

GENERALMENTE LE DIFFERENZE CONOSCIUTE SI


RIFERISCONO ALLE SPECIE DI LABORATORIO
(TOPO E RATTO) O ALL’UOMO IN CUI LA MAGGIORE
SENSIBILITÀ DELLA FEMMINA AGLI EFFETTI
TOSSICI DEGLI XENOBIOTICI È ATTRIBUITA A
CARENZE BIOTRASFORMATIVE.
IN ALCUNE SPECIE DI INTERESSE
VETERINARIO (OVINI E CAPRINI) È STATO
OSSERVATO IL CONTRARIO MENTRE LE
FEMMINE DI CANE E GATTO SONO RISULTATE
PIÙ SENSIBILI AGLI ESTERI FOSFORICI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
PESO CORPOREO

IL METABOLISMO E L’ELIMINAZIONE DEGLI


XENOBIOTICI SONO TANTO PIÙ ELEVATI QUANTO
IL RAPPORTO SUPERFICIE CORPOREA/VOLUME
È MAGGIORE E QUESTO RAPPORTO È TANTO PIÙ
GRANDE TANTO PIÙ È PICCOLO L’ANIMALE CHE
TRA L’ALTRO DISPONE DI UNA MAGGIORE
QUANTITÀ DI O2 PER LE BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
STATI FISIO-PATOLOGICI
- PRESENZA DI CIBO NELL’APPARATO
DIGERENTE (ES. GLI ALIMENTI POSSONO
CAUSARE MINOR ASSORBIMENTO
DI Cu; IN PRESENZA DI CIBI GRASSI -->
MAGGIOR ASSORBIMENTO DI TOSSICI
LIPOSOLUBILI)

- STRESS, AFFATICAMENTO, IPERPRODUZIONI


AUMENTANO LA SENSIBILITÀ AGLI EFFETTI
TOSSICI DEGLI XENOBIOTICI
(ES. UREA, DINITROFENOLI, Cu )
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALL’ANIMALE
STATI FISIO-PATOLOGICI

-GRAVIDANZA: IL T1/2 DI MOLTI ALCALOIDI


(ES. CAFFEINA, MORFINA, NICOTINA) SI
TRIPLICA DURANTE LA GRAVIDANZA
-PATOLOGIE EPATICHE E RENALI AUMENTANO
LA TOSSICITÀ DEGLI XENOBIOTICI PER
DIFFICOLTÀ DI BIOTRASFORMAZIONE
O ESCREZIONE
- VOMITO E DIARREA --> FUNZIONE
PROTETTIVA; STIPSI --> AUMENTA IL
TEMPO DEL TRANSITO CON AUMENTO
DELL’ASSORBIMENTO
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
VIA DI ASSUNZIONE

LA TOSSICITÀ DEGLI XENOBIOTICI PUÒ VARIARE IN


BASE ALLA DIVERSA VIA DI INTRODUZIONE OLTRE
CHE IN BASE AI PARAMETRI CHE INFLUENZANO
L’ASSUNZIONE GIÀ VISTI IN FARMACOLOGIA PER I
FARMACI (ES. ESTENSIONE, VASCOLARIZZAZIONE,
SPESSORE E COMPLESSITÀ DELLA SUPERFICIE
ASSORBENTE ecc.)
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
VIA DI ASSUNZIONE
GENERALMENTE LE VIE PARENTERALI
(EV IN PARTICOLARE), ANCHE SE MENO
FREQUENTI COME CAUSA DI INTOSSICAZIONE,
FORNISCONO UNA TOSSICITÀ PIÙ ELEVATA
E UN’INSORGENZA PIÙ RAPIDA RISPETTO ALLA
VIA ORALE, CUTANEA O MUCOSA.

LA D-TUBOCURARINA PER OS NON DA’


FENOMENI DI TOSSICITÀ (SCARSO E LENTO
ASSORBIMENTO, RAPIDA ELIMINAZIONE),
MENTRE PER VIA PARENTERALE
DETERMINA MORTE X PARALISI FLACCIDA.
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
VIA DI ASSUNZIONE

LA CONIINA (LEPTOCURARICO CONTENUTO


NELLA CICUTA) È TOSSICA IN UGUAL MISURA
PER OS E PER VIA PARENTERALE.

IL PIRETRO E LE PIRETRINE SONO PRATICAMENTE


ATOSSICI SE ASSUNTI PER VIA ORALE
MENTRE DANNO FENOMENI DI TOSSICITÀ
PER VIA PARENTERALE.

PER VIA ORALE INOLTRE LA TOSSICITA’ PUO’ ESSERE


MODULATA DALL’ EFFETTO DI I° PASSAGGIO.
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
INTERFERENZE TRA XENOBIOTICI

L’ASSUNZIONE PIÙ O MENO CONTEMPORANEA


DI 2 O PIÙ XENOBIOTICI PUÒ DARE LUOGO A
INTERFERENZE DIRETTE O INDIRETTE CHE
POSSONO INFLUENZARE LA TOSSICITÀ
DEI COMPOSTI.

NEL TUBO GASTROENTERICO PRIMA DELL’ASSORBIMENTO


ES. L’ASSUNZIONE DI VEGETALI CONTENENTI TANNINI
DETERMINA IN PRESENZA DI ALCALOIDI LA FORMAZIONE
DI TANNATI CHE NON VENGONO ASSORBITI.
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
INTERFERENZE TRA XENOBIOTICI

NEL PLASMA PER INTERAZIONE CON LE PROTEINE


ES. A LIVELLO PLASMATICO POSSONO VERIFICARSI
FENOMENI DI COMPETIZIONE PER IL LEGAME CON
LE ALBUMINE O GLOBULINE FRA RODENTICIDI
ANTICOAGULANTI E SALICILATI/SULFAMIDICI/ANTIBIOTICI
(LIBERAZIONE DEL RODENTICIDA E
COMPARSA/AGGRAVAMENTO DELLA TOSSICITÀ).

NEL FEGATO (BIOTRASFORMAZIONE ED ESCREZIONE)


ES. TIPICO È IL CASO DELL’INTERFERENZA TRA
MONENSIN E TIAMULINA.
FATTORI CHE INFLUENZANO
LA TOSSICITA’
RELATIVI ALLO XENOBIOTICO
INTERFERENZE TRA XENOBIOTICI

NEL RENE (ELIMINAZIONE)


ES. L’ALCALINIZZAZIONE DELLE URINE DETERMINA
UN AUMENTO DELL’ESCREZIONE DELLE SOSTANZE
ACIDE E VICEVERSA.

SI POSSONO INOLTRE VERIFICARE FENOMENI


DI SINERGISMO
ES. DUE XENOBIOTICI CHE AGISCONO A
LIVELLO DEL SNC --> AUMENTO DELLA TOSSICITA’
INQUINAMENTO
AMBIENTALE

• INQUINAMENTO INDUSTRIALE

• INQUINAMENTO DA RIFIUTI URBANI

• INQUINAMENTO AGRICOLO

• INQUINAMENTO RADIOATTIVO

• INQUINAMENTO ACUSTICO
IMPATTO DELLE SOSTANZE
INQUINANTI (1)

1) CONTAMINANTI FACILMENTE DEGRADABILI

SOLFURI, CLORURI, FLUORURI, SOLFITI,


SOLFATI, AMMONIACA, GRASSI, OLI E SAPONI
Sono sostanze che provocano modificazioni di
pH, colore, odore delle acque e dei terreni ed
aumentano la richiesta di O2 per l’ossidazione
biochimica del substrato (BOD e COD).
IMPATTO DELLE SOSTANZE
INQUINANTI (2)

2) CONTAMINANTI TOSSICI NON DEGRADABILI


MA NON CUMULABILI
ALLUMINIO, BARIO, Cr +++, RAME, FERRO,
NICHEL, ZINCO, CLORO, FOSFORO, TENSIOATTIVI

3) CONTAMINANTI TOSSICI NON DEGRADABILI E


CUMULABILI NELLE ACQUE, NEI TERRENI E NELLA
CATENA ALIMENTARE
ARSENICO, CADMIO, Cr 6+, MERCURIO, PIOMBO,
SELENIO, FENOLI, PESTICIDI, ORGANOALOGENATI,
PLASTICHE (PVC)
INQUINAMENTO INDUSTRIALE (1)
1) INDUSTRIA CHIMICA; PETROLCHIMICA E
FARMACEUTICA
SCARICHI: oli, catrami, idrocarburi, acidi, alcali,
catalizzatori, metallici (Fe, Cu, Cr, Zn), solfuri,
polimeri, fenoli, organoclorurati, esteri, paraffine,
solventi (esano, benzene, diclorometano), brodi di
coltura, ecc.
FUMI-> ricaduta: ossidi di N e C, zolfo, Pb, Hg,
composti clorurati (PCB), ecc.

2) INDUSTRIA MINERARIA, METALLURGICA,


GALVANO-PLASTICA
Metalli (Cu, Zn, Va, Al, Mo, Fe, Ni, Pb, Cd, Hg),
Acidi (nitrico, solforico, cloridrico, perclorico), Sali
(nitrati, nitriti, cianuri), polimeri
INQUINAMENTO INDUSTRIALE (2)
3) INDUSTRIA TESSILE E CONCIARIA
Coloranti, Solventi, Saponi, Catalizzatori, Cr, Metalli
Acidi

4) INDUSTRIA DELLE FERMENTAZIONI E DEI


PROCESSI ESTRATTIVI
Birra, Vino, Aceto, Distillerie
Zucchero, Oli, Alcaloidi
Microorganismi, sostanze organiche degradabili
solo con alto COD e BOD, solventi

5) INDUSTRIA ALIMENTARE, STABILIMENTI DI


MACELLAZIONE, ALLEVAMENTI ZOOTECNICI
Prodotti organici di scarto e sostanze putrescibili. Una
porcilaia da 10.000 capi inquina quanto una città di
30.000-40.000 abitanti
INQUINAMENTO INDUSTRIALE (3)

AZIONE TOSSICA DEGLI INQUINANTI

IDROCARBURI
Quelli pesanti sono facilmente degradabili, quelli più
leggeri sono più tossici mentre gli aromatici possono
essere cancerogeni (benzopirene, antracene,
benzantracene, ecc.)
Nelle acque determinano alterazione delle superfici,
arresto della fotosintesi e della produzione di O2,
morte della fauna ittica (che non è più commestibile)
e aviare
INQUINAMENTO INDUSTRIALE (4)

AZIONE TOSSICA DEGLI INQUINANTI

METALLI
Possono essere presenti nelle acque e nei terreni come
ioni (forma di solito più tossica), complessi organici,
precipitati (ossidi o perossidi). Presentano notevole
tossicità acuta: Cu, Zn, Pb, Cd, Hg in forma ionica.
I pesci subiscono azione irritante a carico delle strutture
lamellari delle branchie -> alterazione dell’ossigenazione
-> morte.
Spesso vengono organicati o resi liposolubili dai
microrganismi presenti in acqua o terreno. Sotto questa
forma determinano più facilmente tossicosi croniche
poiché accumulano nell’ambiente
INQUINAMENTO INDUSTRIALE (5)

AZIONE TOSSICA DEGLI INQUINANTI

INQUINAMENTO TERMICO
Dovuto allo scarico delle acque di raffreddamento
degli impianti industriali e delle turbine delle
centrali nucleari.
Il calore modifica la costituzione della fauna e
della flora acquatica con conseguente alterazione
dell’ecosistema
INQUINAMENTO AGRICOLO
DOVUTO ALLA PRATICA DELL’AGRICOLTURA
INTENSIVA CHE BASA IL SUO SUCCESSO PRODUTTIVO
NEL CONTROLLO DELLE MALATTIE E DELLE
PARASSITOSI PER MEZZO DI PESTICIDI
E SULLA CONCIMAZIONE ARTIFICIALE.
SONO PARTICOLARMENTE PERICOLOSI I COMPOSTI
CHE ACCUMULANO NELL’AMBIENTE

Es. Organoclorurati, Triazine, Nitrati


INQUINAMENTO URBANO

DOVUTO A:
1) SCARICHI DI FOGNATURE

2) ACCUMULI DI DETRITI ORGANICI E NON


(DIFFICILMENTE DEGRADABILI)

3) FUMI E VAPORI DA COMBUSTIONI -> PER RICADUTA

Pb, Idrocarburi, Solfo, H2S, Ossidi di N e C

4) INQUINAMENTO ACUSTICO
INQUINAMENTO RADIOATTIVO

DOVUTO A:
1) REATTORI NUCLEARI

2) ESTRAZIONI DELL’URANIO

3) LABORATORI CHE UTILIZZANO RADIOISOTOPI


(Ricerca diagnostica ospedaliera)

4) SMALTIMENTO RADIOISOTOPI

5) RADIOISOTOPI AD EMIVITA LUNGA (14C)


MEDIA (3H)
BREVE (125I, 32P)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
IL SNA, O VISCERALE O VEGETATIVO,
È FORMATO DA NERVI, GANGLI E PLESSI CHE
PROVVEDONOAL CONTROLLO DELLE FUNZIONI DI
CUORE, VASI, GHIANDOLE, MM. LISCIA, VISCERI.
FUNZIONI GENERALI DEL SNA:
• MANTIENE L’AMBIENTE INTERNO DELL’ANIMALE IN
CONDIZIONI DI STABILITA’, IN GENERE REGOLANDO
L’ATTIVITA’ DELLE STRUTTURE NON SOGGETTE AL
CONTROLLO VOLONTARIO E CHE DI NORMA
FUNZIONANO AL DI SOTTO DEL LIVELLO COSCIENTE.
• SONO SOTTO REGOLAZIONE DEL SNA (IN TOTO O
IN PARTE): CIRCOLAZIONE, RESPIRAZIONE,
DIGESTIONE, T° CORPOREA, SUDORAZIONE,
METABOLISMO, INCREZIONE DI VARIE GHIANDOLE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FUNZIONAMENTO DEL SNA:
A) FIBRE AFFERENTI VISCERALI (SENSITIVE):
RESPONSABILI DELLA PERCEZIONE E DEL
TRASPORTO DELLO STIMOLO SENSORIALE AI
CENTRI DI INTEGRAZIONE (LIVELLI DIVERSI
DEL SNC).
B) SNC (MIDOLLO, BULBO, IPOTALAMO, LIMBO,
IPPOCAMPO, CORTECCIA):
RESPONSABILI DELL’INTEGRAZIONE DEGLI
IMPULSI PERIFERICI.
C) FIBRE EFFERENTI VISCERALI (MOTORIE):
1. SISTEMA SIMPATICO O TORACO-LOMBARE
2. SISTEMA PARASIMPATICO O CRANIO-SACRALE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

UNITA’ FUNZIONALE DEL SNA

ARCO RIFLESSO

COMPLESSO DI EFFETTO-RISPOSTA SEMPLICE


DEL SISTEMA NERVOSO CHE AGISCE AL DI SOTTO
DELLO STADIO COSCIENTE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CENTRO DI INTEGRAZIONE (SNC)

STIMOLO RISPOSTA
LUCE VISCERI:
DOLORE MM. LISCIA
CALDO GHIANDOLE
FREDDO CUORE
PAURA VASI
SONNO
ACCOPPIAMENTO
FAME
SETE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

FIBRE AFFERENTI VISCERALI

SONO LA PRIMA CONNESSIONE DEL SNA E SI


TRATTA DI FIBRE AMIELINICHE CHE DECORRONO
ALL’INTERNO DEL NERVO VAGO E
GLOSSOFARINGEO (es. stimoli dal seno carotideo
e dall’arco aortico), PELVICO E SPLANCNICO (es.
stimoli dolorosi viscerali) E IN ALCUNI NERVI
SOMATICI (es. stimoli da vasi e cute).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
SNC
CENTRO DI INTEGRAZIONE

MEDIATORI CHIMICI:
SOSTANZA P
GLUTAMMATO
PEPTIDI
NEUROATTIVI
KININE

STIMOLO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CONNESSIONI CENTRALI DEL SNA 1

P=PARASIMPATICO
S=SIMPATICO P P

IPOTALAMO

P P
S Tuber S
Cinereum

S S

STIMOLO RISPOSTA
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CONNESSIONI CENTRALI DEL SNA 2
I RIFLESSI SPINALI REGOLANO:
• SUDORAZIONE
• VARIAZIONI PRESSIONE SANGUIGNA
• RISPOSTA VASOMOTORIA AI CAMBI DI TEMPERATURA
• SVUOTAMENTO VESCICA, RETTO, VESCICOLE SEMINALI
IL MIDOLLO ALLUNGATO REGOLA:
• RESPIRAZIONE
L’IPOTALAMO E IL NUCLEO DEL TRATTO SOLITARIO
REGOLANO:
• TEMPERATURA CORPOREA
• BILANCIO IDROELETTROLITICO
• METABOLISMO DI GRASSI E CARBOIDRATI
• PRESSIONE SANGUIGNA
• PAURA, SONNO, RESPIRAZIONE, IMPULSI SESSUALI
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

1) LA PARTE EFFETTRICE DEL SNA E’ COSTITUITA


DA: - SISTEMA (ORTO)SIMPATICO
- SISTEMA PARASIMPATICO

2) LA MAGGIOR PARTE DEI VISCERI E’


INNERVATA DA ENTRAMBI

3) GLI EFFETTI DEI 2 SISTEMI SONO DI SOLITO


OPPOSTI ED INTEGRANDOSI ESERCITANO
FUNZIONI DI CONTROLLO E EQUILIBRIO

4) TALE SUDDIVISIONE E’ RESPONSABILE DI


DIVERSI TIPI DI CONTROLLO E DI RISPOSTA
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
SISTEMA SIMPATICO
HA DISTRIBUZIONE + VASTA, SI DISTRIBUISCE A
TUTTI GLI EFFETTORI DELL’ORGANISMO E LE FIBRE
POST-GANGLIARI SONO MOLTO + RAMIFICATE.
IL RAPPORTO TRA FIBRE PRE-GANGLIARI E POST-
GANGLIARI PUO’ ESSERE 1:20 O + → SCARICA “IN
TOTO” = RISPOSTE IMMEDIATE E DIFFUSE (STATI DI
EMERGENZA)
SISTEMA PARASIMPATICO
E’ MENO DISTRIBUITO, IL RAPPORTO TRA FIBRE
PRE-GAGANGLIARI E POST-GANGLIARI E’ CIRCA 1:1
(ESCLUSO ALCUNI PLESSI, Es. Auerbach 1:8000) →
NON SCARICA “IN TOTO” = RISPOSTE ATTENUATE E
LOCALIZZATE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
SISTEMA SIMPATICO
IL S.S. E LA MIDOLLARE SURRENALE AD ESSO
ASSOCIATA NON SONO ESSENZIALI X LA VITA IN UN
AMBIENTE CONTROLLATO, LA LORO ATTIVITA’ SI
MANIFESTA IN SITUAZIONI DI STRESS O DI
EMERGENZA E LA RISPOSTA EVOCATA E’ DEL TIPO:
“COMBATTI O FUGGI - AGGRESSIVITA’ O PAURA”
SCARICA=AUMENTO FREQUENZA CARDIACA E
PRESSIONE ARTERIOSA; FLUSSO SANGUIGNO
DEVIATO DA CUTE, MUCOSE E SPLANCNICO AI
MUSCOLI SCHELETRICI; DILATAZIONE BRONCHIOLI
E PUPILLE.
IL S.S. E’ DI NORMA SEMPRE ATTIVO MA CON GRADO
DI ATTIVITA’ VARIABILE NEL TEMPO E DA ORGANO
AD ORGANO.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

SISTEMA PARASIMPATICO

ORGANIZZATO X INVIARE IMPULSI DEFINITI E


LOCALIZZATI, INTERVIENE PRINCIPALMENTE X
CONSERVARE L’ENERGIA E LA FUNZIONALITA’ DEGLI
ORGANI IN PERIODI DI ATTIVITA’ MINIMA.
STIMOLAZIONE=DIMINUZIONE FREQUENZA
CARDIACA E PRESSIONE ARTERIOSA; AUMENTO
MOTILITA’ E SECREZIONI GASTROENTERICHE;
COSTRIZIONE PUPILLARE; SVUOTAMENTO VESCICA E
RETTO. NON AGISCE X SCARICHE → NON NE
DERIVEREBBE ALCUN VANTAGGIO X L’ORGANISMO
ANIMALE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
S. SIMPATICO S. PARASIMPATICO

FIBRE PRE-GANGLIARI

SITI GANGLIARI
(ACh - N)

FIBRE POST-GANGLIARI

SITO ADRENERGICO SITO COLINERGICO


(NOR.-ADR.) M (ACh)
α β
CELLULA EFFETTRICE
(cuore, mm. liscia,
ghiandole)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE, RECETTORI,
MEDIATORI CHIMICI 1

FIBRE PARASIMPATICHE
Ach
HEX
N

Ach= ACETILCOLINA
HEX=ESAMETONIO
ATR=ATROPINA
N=RECETTORE NICOTINICO Ach
M=RECETTORE MUSCARINICO ATR
M
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE, RECETTORI,
MEDIATORI CHIMICI 2
FIBRE SIMPATICHE
Ach= ACETILCOLINA Ach Ach Ach
NAD=NORADRENALINA HEX HEX HEX
ADR=ADRENALINA N N N
HEX=ESAMETONIO
ERG=ERGOTAMINA
PRO=PROPANOLOLO
ATR=ATROPINA
N =NICOTINICO midoll.
M =MUSCARINICO NAD-ADR ADR Ach surrene
α-AR=α-ADRENERGICO ERG PRO ATR
β-AR=β-ADRENERGICO α-AR β-AR M
ghiand.
cuore, vasi, ghiand.,mm. liscia sudoripare
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

FIBRE, RECETTORI,
MEDIATORI CHIMICI 3

FIBRE SOMATICHE
Ach
CUR
N

Ach= ACETILCOLINA
CUR=d-TUBOCURARINA mm.
N =NICOTINICO scheletrici
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

FIBRE ADRENERGICHE

SONO FIBRE POST-GANGLIARI SIMPATICHE CHE


INNERVANO GLI EFFETTORI VISCERALI.

NEUROTRASMETTITORE=NORADRENALINA
(PRESENTE NELLE VESCICOLE PRE-SINAPTICHE)

NEUROTRASMETTITORE UMORALE=ADRENALINA
(VERSATO IN CIRCOLO X INCREZIONE DELLA
MIDOLLARE SURRENALE)
FIBRE COLINERGICHE

1) FIBRE PRE-GANGLIARI SIMPATICHE E


PARASIMPATICHE
2) FIBRE POST-GANGLIARI PARASIMPATICHE CHE
INNERVANO GLI EFFETTORI VISCERALI
3) FIBRE POST-GANGLIARI SIMPATICHE CHE
INNERVANO GHIANDOLE SUDORIPARE E VASI
(EFFETTO VASODILATATORE)
4) FIBRE SIMPATICHE CHE INNERVANO LA MIDOLLARE
SURRENALE
5) FIBRE SOMATICHE CHE TERMINANO NELLE PLACCHE
MOTRICI

NEUROTRASMETTITORE = ACETILCOLINA
(PRESENTE NELLE VESCICOLE PRESINAPTICHE E
LIBERATO NELLO SPAZIO GIUNZIONALE)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

FIBRE EFFERENTI DEL SIMPATICO 1

LE CELLULE DA CUI ORIGINANO LE FIBRE PRE-


GANGLIARI DEL SIMPATICO SONO SITE TRA IL
PRIMO SEGMENTO TORACICO E IL SECONDO-TERZO
LOMBARE DEL MIDOLLO SPINALE DA CUI IL NOME
DI SISTEMA TORACO-LOMBARE.

I GANGLI SONO SITUATI IN 3 POSIZIONI


PRINCIPALI: - PARAVERTEBRALE
- PREVERTEBRALE
- TERMINALE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE EFFERENTI DEL SIMPATICO 2
GANGLI PARAVERTEBRALI:
SONO 22 PAIA E GIACCIONO SU CIASCUN LATO
DELLA COLONNA VERTEBRALE A FORMARE UNA
CATENA LE CUI CONNESSIONI SONO DATE TRA LORO
DA TRONCHI NERVOSI E CON I NERVI SPINALI DAI
“RAMI COMUNICANTES”.
GANGLI PREVERTEBRALI:
SONO SITI A LIVELLO ADDOMINALE E PELVICO
VICINO ALLA SUPERFICIE VENTRALE DELLA
COLONNA VERTEBRALE E SONO FORMATI
PRINCIPALMENTE DAI GANGLI: CELIACO (O
SOLARE), MESENTERICO SUPERIORE, AORTICO-
RENALE, MESENTERICO INFERIORE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE EFFERENTI DEL SIMPATICO 3

GANGLI TERMINALI:
SONO IN NUMERO LIMITATO E SI TROVANO IN
CORRISPONDENZA DEGLI ORGANI INNERVATI
(vescica, retto, visceri del collo, etc).

MIDOLLARE DELLA SURRENE:


EMBRIOLOGICAMENTE E ANATOMO-
ISTOLOGICAMENTE SIMILE ALLE CELLULE
GANGLIARI (DERIVANO TUTTE DALLA CRESTA
NEURALE), DIFFERISCE XCHE’ IL MEDIATORE
CHIMICO DELLE FIBRE POST-GANGLIARI E’ LA
NORADREALINA MENTRE QUI E’ L’ADRENALINA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE EFFERENTI DEL PARASIMPATICO 1

LE CELLULE DA CUI ORIGINANO LE FIBRE PRE-


GANGLIARI DEL PARASIMPATICO SONO SITE IN
MESENCEFALO E MIDOLLO SACRALE DA CUI IL NOME
DI SISTEMA CRANIO-SACRALE.
CARATTERISTICA:
FIBRE PRE-GANGLIARI MIELINICHE A DECORSO
LUNGO, FIBRE POST-GANGLIARI AMIELINICHE A
DECORSO + BREVE.
FIBRE MESENCEFALICHE:
DECORRONO LUNGO IL TERZO PAIO DI NERVI
CRANIALI → GANGLIO CILIARE DELL’ORBITA →
FIBRE AI VISCERI DELLA TESTA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FIBRE EFFERENTI DEL PARASIMPATICO 2
FIBRE MIDOLLARI:
DECORRONO LUNGO IL SETTIMO, NONO E DECIMO
PAIO DI NERVI ENCEFALICI → GANGLI LUNGO IL
DECORSO DEL NERVO
7° → gangli sottomandibolare, sottolinguale,
sfenopalatino
9° → ganglio otico
10°→ gangli toracici e addominali, plessi di Auerbach
e Meissner.
FIBRE SACRALI:
ORIGINANO DAL SECONDO, TERZO E QUARTO
SEGMENTO SACRALE E DECORRONO LUNGO I NERVI
PELVICI → GANGLI IN PROSSIMITA’ DI VESCICA,
RETTO, ORGANI GENITALI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
DIFFERENZE TRA NERVI AUTONOMI E SOMATICI
AUTONOMI SOMATICI
TUTTI I VISCERI TRANNE MM. SCHELETRICI
I MM. SCHELETRICI
1) SINAPSI + DISTALE NELL’ 1) NO GANGLI
ARCO RIFLESSO→ GANGLI SINAPSI DENTRO IL SNC
FUORI DAL SNC
2) LA > PARTE DEI NERVI DEL 2) NO PLESSI
SNA FORMA ESTESI PLESSI
VICINO AGLI ORGANI
3) NEI GANGLI SINAPSI TRA 3) NERVI SOMATICI DI
FIBRE PRE E POST- SOLITO SONO
GANGLIARI CHE SONO DI MIELINIZZATI
SOLITO AMIELINICHE
4) NEUROTRASMETTITORI: 4) NEUROTRASMETTITORE:
S.P.=ACh - S.S=NOR ACh
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
RECETTORI ADRENERGICI (di membrana) 1

α β
(α1, α2) (β1, β2, β3)

SONO PRESENTI IN TUTTI GLI ORGANI BERSAGLIO,


NON SONO UNIFORMEMENTE DISTRIBUITI: LA
PREVALENZA QUANTITATIVA E FUNZIONALE
E’ RESPONSABILE DELLA RISPOSTA
DELL’ORGANO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

RECETTORI ADRENERGICI 2

GLI α-AR IN SEGUITO AD ATTIVAZIONE STIMOLANO


LE FUNZIONI DELL’ORGANO IN CUI SONO SITUATI
IN PREVALENZA.

I β-AR IN SEGUITO AD ATTIVAZIONE DEPRIMONO LE


FUNZIONI DELL’ORGANO IN CUI SONO SITUATI IN
PREVALENZA.
FANNO ECCEZIONE A QUESTA REGOLA GLI α DELLA
MUSCOLATURA LISCIA INTESTINALE CHE
DEPRIMONO E I β CARDIACI (β1) E DEL TESSUTO
ADIPOSO (β3) CHE STIMOLANO.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

RECETTORI ADRENERGICI 3

GLI α-AR PREVALGONO IN: VASI SPLANCNICI, DI


CUTE, MUCOSE, GHIANDOLE SALIVARI, M. RADIALE
IRIDE, MM. LISCI GASTRO-ENTERICI, MM. TRIGONO
VESCICALE E SFINTERI.

I β PREVALGONO IN: CORONARIE, VASI MM.


SCHELETRICI, MM. LISCI DI UTERO, BRONCHI, TUBO
GASTRO-ENTERICO (β3), M. CARDIACO (β1), M.
CILIARE, MM. LISCIA DELLA VESCICA (parete),
TESSUTO ADIPOSO (β3).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
RECETTORI COLINERGICI

NICOTINICI MUSCARINICI

GANGLIARI GIUNZIONI DI FIBRE


PLACCA MOTRICE POST-GANGLIARI
MIDOLLARE SURRENE COLINERGICHE CON
(SNC) GLI EFFETTORI
VISCERALI (vasi, cuore
ghiandole, mm. lisci)
SNC
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
RISPOSTA DEGLI EFFETTORI VISCERALI 1
STRUTTURA EFFETTRICE RISPOSTA ORTO RISPOSTA PARA

CUORE:
FREQUENZA AUMENTO DIMINUZIONE
FORZA CONTRZIONE “ “
VELOCITA’ CONDUZ. “ “
ECCITABILITA’ “ “
VASI:
CUTE, MUCOSE COSTRIZIONE DILATAZIONE
MUSCOLARI DILATAZIONE ±
VISCERALI COSTRIZIONE DILATAZIONE
CORONARIE DILATAZIONE ±
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
RISPOSTA DEGLI EFFETTORI VISCERALI 2
STRUTTURA EFFETTRICE RISPOSTA ORTO RISPOSTA PARA

APP. GASTRO-ENT.:
MOTILITA’ INIBIZIONE AUMENTO
SECREZIONI GHIAND. “ “
TONO SFINTERI AUMENTO DIMINUZIONE
BRONCHI:
MM. LISCIA RILASCIAMENTO CONTRAZIONE
SECREZIONI GHIAND. INIBIZIONE AUMENTO
VESCICA:
MM. PARETE RILASCIAMENTO CONTRAZIONE
TONO SFINTERE AUMENTO DIMINUZIONE
OCCHIO:
IRIDE MIDRIASI MIOSI
M. CILIARE RILASCIAMENTO CONTRAZIONE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
DEFINIZIONE DEI FARMACI AUTONOTROPI 1
ADRENERGICO

• FARMACO CHE POSSIEDE AZIONE ANALOGA A


QUELLA DELLA NORADRENALINA (α STIMOLANTE)
O DELLA ADRENALINA (α E β STIMOLANTE).

• GLI EFFETTI PRODOTTI SONO UGUALI A QUELLI


OTTENUTI IN SEGUITO A STIMOLAZIONE DEL
SISTEMA SIMPATICO.

• TALE FARMACO VIENE ANCHE DEFINITO


SIMPATICOMIMETICO; E’ ESSENZIALMENTE UN
AGONISTA DEI RECETTORI ADRENERGICI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
DEFINIZIONE DEI FARMACI AUTONOTROPI 2

ANTIADRENERGICO O ADRENOLITICO

• FARMACO IN GRADO DI BLOCCARE L’AZIONE DI


NORADRENALINA E/O ADRENALINA.

• DETERMINA INIBIZIONE DEGLI EFFETTI


PRODOTTI DAL SISTEMA SIMPATICO

• TALE FARMACO VIENE ANCHE DEFINITO


SIMPATICOLITICO; E’ ESSENZIALMENTE UN
ANTAGONISTA DEI RECETTORI ADRENERGICI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
DEFINIZIONE DEI FARMACI AUTONOTROPI 3
COLINERGICO
• FARMACO DOTATO DI AZIONE SIMILE A QUELLA
DELL’ACETILCOLINA.
• COLINERGICO NICOTINICO (AGONISTA RECETT.
NICOTINICI): AZIONE SUI RECETT. NICOTINICI
GANGLIARI, DI PLACCA MOTRICE E DI MIDOLLARE
DELLA SURRENE.
• COLINERGICO MUSCARINICO (AGONISTA RECETT.
MUSCARINICI): AZIONE SUI REC. MUSCARINICI
POSTI SULLE GIUNZIONI FIBRA POST-GANGLIARE
ED EFFETTORE VISCERALE. EFFETTI UGUALI A
QUELLI OTTENUTI CON STIMOLAZIONE
PARASIMPATICA = PARASIMPATICOMIMETICO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
DEFINIZIONE DEI FARMACI AUTONOTROPI 4
ANTICOLINERGICO
• FARMACO IN GRADO DI BLOCCARE L’AZIONE
DELL’ACETILCOLINA A LIVELLO DEI SEGUENTI
RECETTORI (ANTAGONISTA):

RECETTORI MUSCARINICI → ANTIMUSCARINICO O


PARASIMPATICOLITICO

RECETTORI NICOTINICI → GANGLIOPLEGICO


GANGLIARI
RECETTORI NICOTINICI → NEUROBLOCCANTE
DI PLACCA MOTRICE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CLASSIFICAZIONE DEGLI AUTONOTROPI 1
FARMACI COLINERGICI
1) AD AZIONE DIRETTA (AGONISTI RECETTORIALI)

ALCALOIDI: MUSCARINA, PILOCARPINA, ARECOLINA


SINTETICI: Ach, METACOLINA, CARBACOLO,
BETANECOLO
2) AD AZIONE INDIRETTA (INIBITORI DELL’Ach-asi)
REVERSIBILI: FISOSTIGMINA (naturale),
NEOSTIGMINA (sintesi)
IRREVERSIBILI: ESTERI FOSFORICI (aril, alkil-fosfati)
CARBAMATI
[RIATTIVATORI DELL’Ach-ESTERASI: OSSIME]
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CLASSIFICAZIONE DEGLI AUTONOTROPI 2
FARMACI ANTICOLINERGICI
1) PARASIMPATICOLITICI (ANTAGONISTI RECETTORI
MUSCARINICI)
NATURALI: ATROPINA, SCOPOLAMINA,OMATROPINA
SINTETICI: METANTELINA, PROPANTELINA,
GLICOPIRROLATO
2) BLOCCANTI GANGLIARI
NATURALI: NICOTINA
SINTETICI: ESAMETONIO, TETRAMETILAMMONIO
3) BLOCCANTI NEUROMUSCOLARI
NON DEPOLARIZZANTI: d-TUBOCURARINA,
PANCURONIO, GALLAMINA
DEPOLARIZZANTI: SUCCINILCOLINA, DECAMETONIO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
CLASSIFICAZIONE DEGLI AUTONOTROPI 3
FARMACI ADRENERGICI

1) α E β AGONISTI: ADRENALINA, EFEDRINA,


DOPAMINA, AMFETAMINE (SNC)

2) α - AGONISTI: NORADRENALINA, FENILEFRINA

3) β - AGONISTI: ISOPROTERENOLO

4) β1 - AGONISTI: DOBUTAMINA

5) β2 - AGONISTI: SALBUTAMOLO, CLENBUTEROLO,


CIMATEROLO
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

CLASSIFICAZIONE DEGLI AUTONOTROPI 4

FARMACI ANTIADRENERGICI O ADRENOLITICI

1) α BLOCCANTI: ALCALOIDI SEGALE CORNUTA,


FENTOLAMINA, TOLAZOLINA,
PRAZOSINA, DIBENAMINA,
TRANQUILLANTI FENOTIAZINICI

2) β - BLOCCANTI: PROPANOLOLO, PINDOLOLO,


ATENOLOLO (β1)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI DIRETTI 1
ACETILCOLINA 1
MECCANISMO D’AZIONE
ATTIVA I RECETTORI COLINERGICI MUSCARINICI
E NICOTINICI.
RAPIDAMENTE IDROLIZZATA DALL’Ach-ESTERASI
SPECIFICA NELLE SINAPSI E DA ESTERASI
ASPECIFICHE IN PLASMA E FEGATO.
EFFETTI NICOTINICI
MM SCHELETRICA: AUMENTO CONTRAZIONE (A DOSI
ELEVATE).
EFFETTO NICOTINICO SIMPATICOMIMETICO:SU
CUORE, VASI, MM LISCI, OPPOSTO AI MUSCARINICI
(VISIBILE SOLO CON ATROPINA)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI DIRETTI 2
ACETILCOLINA 2
EFFETTI MUSCARINICI
CUORE, VASI: EFF. INOTROPO E CRONOTROPO NEG.
(vagali); VASODILATAZIONE -> IPOTENSIONE.
APP. GASTRO-ENTERICO: AUMENTANO TUTTE LE
SECREZIONI E LA MOTILITA’; DIMINUISCE IL TONO
DEGLI SFINTERI.
OCCHIO: MIOSI, SPASMO M. CILIARE, AUMENTA IL
DEFLUSSO U. A.
APP. RESPIRATORIO: AUMENTANO SECREZIONI;
BRONCOCOSTRIZIONE.
APP. URINARIO: AUMENTA TONO PARETE+RILASCIO
SFINTERE=INCONTINENZA; <URINA PRODOTTA PER
< PRESSIONE DI FILTRAZIONE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI DIRETTI 3
CARBACOLO E BETANECOLO
SONO + RESISTENTI ALL’AZIONE IDROLITICA DELLE
ACh-ESTERASI->DISTRIBUZIONE AGLI ORGANI
BERSAGLIO; AZIONE RAPIDA E DUREVOLE.
CARBACOLINA POSSIEDE EFFETTI MUSCARINICI E
NICOTINICI.
BETANECOLO PRINCIPALMENTE MUSCARINICI (ALTE
DOSI NICOTINICI).
ENTRAMBI AGISCONO CON UNA CERTA SELETTIVITA’
SU MM LISCI DI VESCICA E APPARATO GASTRO-
ENTERICO.
CARBACOLINA HA UNA POTENTE AZIONE SULLA MM
LISCIA UTERINA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI DIRETTI 3

PILOCARPINA
(alcaloide, da Pilocarpus spp)
SPICCATI EFFETTI OCULARI: MIOSI (x 12-24 h),
PERDITA DELL’ACCOMODAZIONE (x alcune ore)

ARECOLINA
(alcaloide, da Areca catechu)
POTENTE AZIONE SULLA MM LISCIA INTESTINALE
(TENIFUGO)
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

COLINERGICI INDIRETTI 1

INIBITORI DELLE COLINESTERASI O


ANTICOLINESTRASICI 1
MECCANISMO D’AZIONE
SI LEGANO AL SITO ESTERASICO DELL’Ach-ESTERASI
INIBENDO L’IDROLISI DELL’ACh ->AUMENTO DI ACh
->ESACERBAZIONE DEGLI EFFETTI COLINERGICI E
IPERTONO VAGALE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI INDIRETTI 2
INIBITORI DELLE COLINESTERASI 2
¦ INIBITORI REVERSIBILI
FISOSTIGMINA O ESERINA (alcaloide da Fisostigma
NEOSTIGMINA (di sintesi) venenosum)
SI LEGANO ALL’ENZIMA FORMANDO UN COMPOSTO
STABILE x 30-60’, DOPODICHE’ L’ACh-ESTERASI LE
SCINDE LIBERANDOSI COSI’ DEL SUBSTRATO
ASPECIFICO E TORNANDO A FUNZIONARE.
DETERMINANO EFFETTI MUSCARINICI (EVIDENTI
SU OCCHIO E APP. GASTRO-ENTERICO) E
NICOTINICI (STIMOLO MM STRIATA).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI INDIRETTI 3
INIBITORI DELLE COLINESTERASI 3
§ INIBITORI IRREVERSIBILI
ESTERI FOSFORICI (alkil e arilfosfati)
FORMANO CON L’ENZIMA UN LEGAME COVALENTE
(FOSFORIL-ENZIMA) CHE NON VA INCONTRO AD
IDROLISI SPONTANEA E PERSISTE PER GIORNI O
MESI. SOLO LA SINTESI DI NUOVO ENZIMA O LE
OSSIME (RIATTIVATORI DELLE ACh-ESTERASI)
POSSONO RIPRISINARE LA NORMALE ATTIVITA’
COLINESTERASICA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI INDIRETTI 4
INIBITORI DELLE COLINESTERASI 4
SINTOMATOLOGIA DELL’AVVELENAMENTO
PREVALGONO SINTOMI MUSCARINICI: MIOSI,
SCIALORREA, VOMITO, DIARREA, COLICHE,
URINAZIONE PROFUSA, BRONCOSPASMO,
BRADICARDIA, IPOTENSIONE, IPOTERMIA.
SINTOMI NICOTINICI: CONTRAZIONI MUSCOLARI,
SNC; EVIDENZIABILI DOPO ATROPINIZZAZIONE
DELL’ANIMALE; MORTE x COLLASSO CARDIO-
CIRCOLATORIO E CRISI DISPNOICA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
COLINERGICI INDIRETTI 5
INIBITORI DELLE COLINESTERASI 5
O
+ 
(CH3)3NCH2CH2OCCH3 + ACHE = ACETIL-E
acetilcolina t1/2=15-30”

+
(H3C3)N OCN(CH3)2

O + AChE = CARBAMIL-E
t1/2=30’ circa

neostigmina REVERSIBILI
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

COLINERGICI INDIRETTI 6

INIBITORI DELLE COLINESTERASI 6

R1 O
P + AChE = FOSFORIL-E
R2 X t1/2= da alcune h a
parecchi gg
estere fosforico
IRREVERSIBILI
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

ESTERI FOSFORICI 1

ACIDO FOSFORICO -> FOSFATI


ACIDO FOSFONICO -> FOSFONATI
ACIDO FOSFOROTIONICO -> FOSFOROTIONATI
ACIDO FOSFOROTIOLICO -> FOSFOROTIOLATI
ACIDO FOSFOROTIOLOTIONICO -> FOSFOROTIOLO_
TIONATI
ACIDO FOSFAMIDICO -> FOSFOROAMIDATI
ACIDO FOSFONOTIONICO -> FOSFONOTIONATI
ACIDO FOSFONOTIOLOTIONICO -> FOSFONOTIOLO_
TIONATI
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ESTERI FOSFORICI 2
PERSISTENZA IN AMBIENTE

LA > PARTE SI DEGRADA DA ALCUNI GG


ABBASTANZA RAPIDAMENTE A 4 SETTIMANE

ALCUNI ES: OLTRE LE 4


FENSULFOTHION, SETTIMANE
PROPOPHOS, TRICLORONATO

ALTRI ES:
DIAZINON, FONOFOS, FINO A 6 MESI
DICLORFENTHION, E OLTRE
CLORFENVINFOS, FORATE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FARMACI ANTICOLINERGICI 1
PARASIMPATICOLITICI 1
ATROPINA (Atropa belladonna)
SCOPOLAMINA (Scopalia japonica)
MECCANISMO D’AZIONE
ANTAGONISTI DEI RECETTORI MUSCARINICI
ANTAGONISTI COMPETITIVI DELL’ACh X DETTI
RECETTORI.
EFFETTI CARDIOVASCOLARI
VAGOLITICI: effetti cronotropo (principale), inotropo,
batmotropo (aritmie) e dromotropo positivi.
VASOCOSTRIZIONE PERIFERICA -> aumento
pressione (±).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FARMACI ANTICOLINERGICI 2
PARASIMPATICOLITICI 2
EFFETTI SULL’APPARATO GASTROENTERICO
DIMINUZIONE DI TUTTE LE SECREZIONI E DELLA
MOTILITA’; AUMENTO DEL TONO DEGLI SFINTERI ->
STIPSI.
EFFETTI SULL’APPARATO RESPIRATORIO
BRONCODILATAZIONE E DIMINUZIONE DELLE
SECREZIONI BRONCHIALI.

EFFETTI SULL’OCCHIO
MIDRIASI (< DEFLUSSO UMOR ACQUEO),
PARALISI MM. CILIARE
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
FARMACI ANTICOLINERGICI 3
PARASIMPATICOLITICI 3
EFFETTI SUL SNC
A BASSE DOSI EFFETTO DEPRIMENTE (blando);
A DOSI TOSSICHE EFFETTO ECCITANTE -> CONVULSIONI,
COMA E MORTE.
L’ATROPINA HA SCARSA AZIONE UL SNC, MENTRE GLI
EFFETTI PRODOTTI DALLA SCOPOLAMINA SONO +
PRONUNCIATI.
ESSENDO UN ANTAGONISTA L’ATROPINA BLOCCA IL
RECETTORE MUSCARINICO E QUINDI NON PROVOCA
RISPOSTA CELLULARE; GLI EFFETTI SONO
DOVUTI AL SOPRAVVENTO DEL SISTEMA SIMPATICO ->
EFFETTI ADRENERGICI. L’INTENSITA’ DI TALI EFFETTI
DIPENDE DAL TONO DEL SIMPATICO DEL SOGGETTO.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)

FARMACI ANTICOLINERGICI 4

PARASIMPATICOLITICI 4

EFFETTI SUL SISTEMA URINARIO


DIMINUZIONE DEL TONO DELLA MM DELLA PARETE
VESCICALE; AUMENTO DEL TONO DELLO SFINTERE
-> RITENZIONE URINARIA; AUMENTO PRODUZIONE
URINA X AUMENTO PRESSIONE DI FILTRAZIONE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
RECETTORE NICOTINICO: STRUTTURA

FORMATO DA 5 SUBUNITA’:
α 1 e 2, β , δ e γ.

SEZIONE TRASVERSALE
DELLA MAPPA A DENSITA’
ELETTRONICA DEL RECETTORE.
E’ VISIBILE L’IMBOCCATURA
DEL CANALE CENTRALE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
GANGLIOPLEGICI O AGENTI DI BLOCCO
GANGLIARE (NICOTINA-ESAMETONIO)
SONO FARMACI IN GRADO DI BLOCCARE LA
TRASMISSIONE NEUROUMORALE.
A LIVELLO GANGLIARE (azione sui recettori
nicotinici) POSSONO ESSERE DEGLI AGONISTI CHE
PERSISTONO SUL RECETTORE (nicotina) OPPURE
DEGLI ANTAGONISTI CHE BLOCCANO IL RECETTORE
(esametonio).
GLI EFFETTI DI QUESTI FARMACI NON SONO
SFRUTTABILI IN ALCUN MODO NEGLI ANIMALI
DOMESTICI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
BIOSINTESI DELLE CATECOLAMINE 1
OH OH
OH

| IDROSSILAZ. | IDROSSILAZ. |
CH2 CH2 CH2
| | |
CH-COOH CH-COOH CH-COOH
| | |
NH2 NH2 NH2
fenilalanina tirosina dopa-diossi-
OH
OH fenilalanina

| DECARBOSSILAZ.
CH2
dopamina |
CH2
|
NH2
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
BIOSINTESI DELLE CATECOLAMINE 2
SIMPATICO-MIMETICHE
OH OH OH
OH OH OH

| IDROSSILAZ. | |
CH2 CH-OH METILAZ. CH-OH
| | |
CH2 CH2 CH2
| | |
NH2 NH2 NH-CH3
dopamina noradrenalina adrenalina

A PARTIRE DALLA DOPAMINA POSSIEDONO AZIONE


COME NEUROTRASMETTITORI DEL SISTEMA
NERVOSO ORTOSIMPATICO.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
SOTTOTIPI RECETTORIALI α E β-ADRENERGICI
E LORO SISTEMI EFFETTORI
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 1
POSSONO AGIRE CON 2 ≠ MECCANISMI D’AZIONE E
SONO PERCIO’ DIVISI IN:
ADRENERGICI DIRETTI
SONO AGONISTI DEI RECETTORI ADRENERGICI;
AGISCONO LEGANDOSI AL RECETTORE E LO
ATTIVANO; POSSONO ESSERE GLI STESSI NEURO_
TRASMETTITORI O SOSTANZE DI SINTESI CON
STRUTTURA ANALOGA AD ESSI.
ADRENERGICI INDIRETTI
AGISCONO PROVOCANDO LA LIBERAZIONE DEL
NEUROTRASMETTITORE (noradrenalina o
dopamina) DALLE VESCICOLE CONTENUTE NELLE
FIBRE PREGIUNZIONALI; VANNO INCONTRO A
TACHIFILASSI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 2
AFFINITA’ X I SOTTOTIPI RECETTORIALI
ADRENERGICO STIMOLO

ADRENALINA αeβ
NORADRENALINA α
“ alte dosi αeβ
DOPAMINA β (D1 e D2)
“ alte dosi αeβ
ISOPROTERENOLO β 1 e β2
DOBUTAMINA β1
SALBUTAMOLO-CLENBUTEROLO β2
EFEDRINA αeβ
FENILEFRINA α1 (-> α2)
CLONIDINA α2
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 3
ADRENALINA 1
CATECOLAMINA SINTETIZZATA DALLA MIDOLLARE
DEL SURRENE E VERSATA IN CIRCOLO IN SEGUITO
A STIMOLAZIONE DEL SNA.
FARMACOCINETICA 1
CONIUGATA E OSSIDATA RAPIDAMENTE DA MUCOSA
GASTROENTERICA E FEGATO -> INEFFICACE SE
SOMMINISTRATA X OS; LENTAMENTE E
SCARSAMENTE ASSORBITA X SC A CAUSA DELLA
VASOCOSTRIZIONE; ASSORBITA BENE X IM ->
EFFETTO RAPIDO; INIEZIONE LENTA X EV O
INTRACARDICA -> EFFETTO IN POCHI SECONDI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 4
ADRENALINA 2
FARMACOCINETICA 2
METABOLIZZAZIONE RAPIDA COMT ->
METILAZIONE DELL’OH IN C3 (prevale a livello
recett.); MAO -> DEAMINAZIONE OSSIDATIVA
(prevale nel SNC) ENTRAMBE LE REAZIONI SONO
IMPONENTI A LIVELLO EPATICO; METABOLITI
ESCRETI CON L’URINA.
EFFETTI SUL CUORE
STIMOLAZIONE RECETTORI β1 -> EFFETTO
CRONOTROPO, INOTROPO, DROMOTROPO E
BATMOTROPO POSITIVI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 5
ADRENALINA 3
EFFETTI SUI VASI
MM SCHELETRICI: PREVALGONO RECETTORI β2 ->
VASODILATAZIONE
CUTE E MUCOSE: PREVALGONO RECETTORI α ->
VASOCOSTRIZIONE
VISCERI: PREVALGONO RECETTORI α ->
VASOCOSTRIZIONE.
EFFETTI SUI BRONCHI
MM LISCIA: PREVALGONO RECETTORI β2 ->
BRONCODILATAZIONE
GHIANDOLE: PREVALGONO RECETTORI α1 e β2 ->
< SECREZIONE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 6
ADRENALINA 4
EFFETTI SULL’APPARATO GASTROENTERICO
MM LISCIA: PREVALGONO α E β3 -> DIMINUZIONE
DELLA MOTILITA’
SFINTERI: PREVALGONO α1 -> CONTRAZIONE
GHIANDOLE: PREVALGONO α2 e β2 -> INIBIZIONE
DELLE SECREZIONI.

EFFETTI SULL’APPARATO URINARIO


MM PARETE VESCICA: PREVALGONO β2 ->
RILASSAMENTO
TRIGONO E SFINTERE: PREVALGONO α1 ->
CONTRAZIONE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 7
ADRENALINA 5
EFFETTI SULL’OCCHIO
M. RADIALE IRIDE: PREVALGONO α1-> CONTRAZIONE
(MIDRIASI)
M CILIARE: PREVALGONO β2 -> RILASSAMENTO
(EFFETTO CICLOPLEGICO)
EFFETTI SULL’UTERO
MM LISCIA: PREVALGONO β2 -> RILASSAMENTO

METABOLISMO
GLICOGENOLISI (β2); LIPOLISI (β3); AUMENTO
CONSUMO DI O2.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 8

NORADRENALINA 1

CATECOLAMINA, MEDIATORE CHIMICO LIBERATO


DALLE FIBRE POST-GANGLIARI ADRENERGICHE DEI
MAMMIFERI.

FARMACOCINETICA
POSSIEDE CARATTERISTICHE FARMACOCINETICHE
ANALOGHE A QUELLE DELL’ADRENALINA, X
ASSORBIMENTO, BIOTRASFORMAZIONE,
ESCREZIONE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 9

NORADRENALINA 2

EFFETTI SISTEMICI
SONO GLI STESSI DELL’ADRENALINA A LIVELLO DEI
SITI α, MANCANO O SONO MENO INTENSI QUELLI
β. E’ IN GRADO DI AGIRE SUL CUORE (β1) MA GLI
EFFETTI PRESSORI SONO ESSENZIALMENTE DI TIPO
VASCOLARE (α). L’EFFETTO DI INIBIZIONE DELLA
DIURESI E’ DOVUTO ALLA VASOCOSTRIZIONE DELLE
ARTERIOLE AFFERENTI DEL NEFRONE (α).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 10

DOPAMINA 1

PRECURSORE METABOLICO DI ADRENALINA E


NORADRENALINA E’ IL NEUROTRASMETTITORE
PRINCIPALE DEL SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE DEI
MAMMIFERI E DI MOLTE VIE MESOCORTICALI E
MESOLIMBICHE.
I RECETTORI SU CUI AGISCE SONO DOPAMINERGICI
(D1 E D2).
POSSIEDE ANCHE EFFETTI SUI β E AD ALTE DOSI
SUGLI α.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 11

DOPAMINA 2

EFFETTI CARDIOVASCOLARI
LIEVE AUMENTO DELLA FREQUENZA CARDIACA
NOTEVOLE AUMENTO DELLA FORZA CONTRATTILE
VASODILATAZIONE A LIVELLO DEL DISTRETTO
SPLANCNICO
GLI EFFETTI NON SONO INIBITI DA α E β BLOCCANTI
DOSI ELEVATE POSSONO DARE EFFETTO
VASOCOSTRITTORE (α) PERIFERICO (VISCERI, CUTE
E MUCOSE).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 12
ISOPROTERENOLO
POTENTE AGONISTA β-ADRENERGICO NON
SELETTIVO; HA SCARSA AFFINITA’ PER I
RECETTORI α.
FARMACOCINETICA
RAPIDO ASSORBIMENTO X IM E VIA INALATORIA;
METABOLIZZATO A LIVELLO EPATICO E TESSUTALE
DALLE COMT, POCO DALLE MAO.
EFFETTI SISTEMICI
CUORE: INOTROPO E CRONOTROPO POSITIVI (molto
intensi); DETERMINA MARCATA VASODILATAZIONE
(mm scheletrici). POTENTE BRONCODILATATORE,
INIBISCE LE SECREZIONI. POSSIEDE EFFETTI
METABOLICI SIMILI A QUELLI DELL’ADRENALINA.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 13
CLENBUTEROLO E β2-AGONISTI 1
SONO FARMACI DI SINTESI AGONISTI SELETTIVI X I
RECETTORI β2 (bronchi, utero).
TROVANO APPLICAZIONE NELLA TERAPIA DI ASMA,
BRONCOSPASMO, MINACCIA DI ABORTO.
HANNO EFFETTI SPECIFICI LOCALIZATI AGLI ORGANI
BERSAGLIO SENZA COINVOLGIMENTO DI RISPOSTE
β1 (cuore) O α (vasi, visceri). SONO DOTATI DI
SPICCATI EFFETTI METABOLICI (lipolisi, glicogenolisi
e accumulo tissutale di proteine).
ATTUALMENTE UTILIZZATI IN MODO FRAUDOLENTO
X AUMENTARE LE PERFORMANCES PRODUTTIVE
DEGLI ANIMALI DA CARNE (vitelli, suini, polli,
tacchini).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI 14
CLENBUTEROLO E β2-AGONISTI 2
L’EFFETTO METABOLICO E’ INDICATO “EFFETTO DI
RIPARTIZIONE” POICHE’ VI E’ UNA DIVERSA
RIPARTIZIONE DELL’ENERGIA CHE DERIVA DALLA
DIETA A FAVORE DI UN INCREMENTO PROTEICO
MUSCOLARE (meccanismo non del tutto noto),
PROMUOVENTE LA LIPOLISI E ASSOCIATO A UN
MIGLIOR INDICE DI CONVERSIONE ALIMENTARE =
> PRODUZIONE DI CARNE MAGRA A < COSTO.
I DOSAGGI UTILIZZATI SONO 10-20 VOLTE LA DOSE
TERAPEUTICA; PROBLEMI LEGATI ALLA PRESENZA
DI RESIDUI IN TESSUTI EDIBILI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI AD AZIONE INDIRETTA 1
NON AGISCONO DIRETTAMENTE SUI RECETTORI
ADRENERGICI MA PROMUOVONO LA LIBERAZIONE
DI NEUROTRASMETTITORI A DIVERSI LIVELLI.
SONO SOGGETTI A TACHIFILASSI.
EFEDRINA (alcaloide da Ephedra spp.)
FARMACOCINETICA
ASSORBIMENTO BUONO X TUTTE LE VIE DI
SOMMINISTRAZIONE.
BIOTRASFORMAZIONE LENTA -> LUNGA DURATA DI
AZIONE.
POSSIEDE AZIONI FARMACOLOGICHE α (+) E β (-)
STIMOLANTI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI AD AZIONE INDIRETTA 2

EFEDRINA (alcaloide da Ephedra spp.)


APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
EFFETTI INOTROPO E CRONOTROPO + (- INTENSI
DELL’ADRENALINA); VASOCOSTRIZIONE PERIFERICA
DURATURA (α); VASODILATAZIONE CORONARICA E
DELLA MM SCHELETRICA MODESTA (β).
BRONCHI
DILATAZIONE ED INIBIZIONE DELLE SEREZIONI
BUONE; MINORI RISPETTO ALL’ADRENALINA MA +
DURATURE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI AD AZIONE INDIRETTA 3

EFEDRINA (alcaloide da Ephedra spp.)


OCCHIO
MIDRIASI (SIA LOCALMENTE CHE X VIA GENERALE);
NON DETERMINA EFFETTO CICLOPLEGICO SUL M.
CILIARE (EFFETTO β SCARSO).

SNC
COME GLI ALTRI FENILDERIVATI PASSA LA
BARRIERA EMATO-SNC E DETERMINA EFFETTI
ADRENERGICI (ECCITANTI) CENTRALI DOSE-
DIPENDENTI -> CONVULSIONI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ADRENERGICI AD AZIONE INDIRETTA 4
AMFETAMINE
LE AZIONI SUL SNA (α E β) SONO ANALOGHE A
QUELLE DELL’EFEDRINA MA POSSIEDONO AZIONI +
POTENTI E COMPLESSE SUL SNC -> α, β, D, 5-HT
(endorfine ?).
MIGLIORANO LA MEMORIA, AUMENTANO LO STATO
DI VEGLIA, DIMINUISCONO LA SENSIBILITA’ A
FATICA E SONNO, STIMOLANO IL CENTRO
RESPIRATORIO, DEPRIMONO IL CENTRO
IPOTALAMICO DELLA FAME, POSSONO
PROVOCARE DELIRIO X ECCITAZIONE CORTICALE E
SUBCORTICALE, POTENZIANO L’AZIONE DI
ANALGESICI MORFINOSIMILI.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ANTIADRENERGICI O ADRENOLITICI 1
AGISCONO SUI RECETTORI CON UN MECCANISMO DI
ANTAGONISMO COMPETITIVO NEI CONFRONTI
DEGLI ADRENERGICI. BLOCCANO SELETTIVAMENTE
I RECETTORI α (α-BLOCCANTI) O β (β-BLOCCANTI).
α-BLOCCANTI 1
ALCALOIDI DELLA SEGALE CORNUTA (Claviceps
purpurea)
ERGOTAMINA, ERGONOVINA: no proprietà α-
bloccante spiccata
ERGOTOSSINA: massima potenza α-bloccante
adrenergica
BROMOCRIPTINA: azione SNC recettori 5-HT, D,
prolattina
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ANTIADRENERGICI O ADRENOLITICI 2

α-BLOCCANTI 2
ALCALOIDI DELLA SEGALE CORNUTA
APPARATO VASCOLARE: NON DETERMINANO IPO_
TENSIONE MA IPERTENSIONE X EFFETTO DIRETTO
SU FIBROCELLULE MM VASALI.
UTERO: X AZIONE DIRETTA SU MM LISCIA UTERINA
-> EFFETTO CONTRATTURANTE (+ INTENSO NEL
PERIODO DEL PARTO) E AZIONE ANTIEMORRAGICA
X LO SPASMO MUSCOLARE.
INVERTONO L’AZIONE VASALE PERIFERICA DELL’
ADRENALINA (blocco α in presenza di stimolo β).
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ANTIADRENERGICI O ADRENOLITICI 3
ALTRI α-BLOCCANTI
IMIDAZOLINICI: FENTOLAMINA, TOLAZOLINA
ALOALCHILAMINICI: DIBENAMINA, DIBENZIDINA
PIPERAZILCHINAZOLINICI: PRAZOSINA, TERAZOSINA
INDOLICI: INDORAMINA, YOHIMBINA (Pausinystalia
yohimbe)

SVOLGONO AZIONE α-BLOCCANTE DURATURA (α1 E


α2); CAUSANO VASODILATAZIONE GENERALIZZATA
(cute, mucose, visceri) E IPOTENSIONE, MA
AUMENTANO L’ATTIVITA’ CARDIACA X AZIONE DELLE
CATECOLAMINE ENDOGENE SUI β-RECETTORI DEL
CUORE.
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (SNA)
ANTIADRENERGICI O ADRENOLITICI 4
β-BLOCCANTI
NON SELETTIVI: PROPANOLOLO, PINDOLOLO,
TIMOLOLO
SELETTIVI β1: ATENOLOLO, METOPROLOLO,
ACEBUTOLOLO

BLOCCANO I β-RECETTORI; GLI EFFETTI SONO


PARTICOLARMENTE SPICCATI A LIVELLO CARDIACO
(DEPRESSIONE), MENO A LIVELLO BRONCHIALE
(COSTRIZIONE); I SECONDI ESERCITANO EFFETTI
SELETTIVI SUL CUORE. MOLTI POSSIEDONO ANCHE
CARATTERISTICHE DI ADRENERGICO PARZIALE.
SNC
DEPRIMENTI ECCITANTI

• DEPRIMONO ATTIVITA’ • STIMOLANO SNC,


NEURONI ECCITANO NEURONI
• BASSE DOSI POSSONO • BASSE DOSI POSSONO
DARE ECCITAMENTO X AVERE EFFETTO
DEPRESSIONE DI DEPRIMENTE X STIMOLO
NEURONI INIBITORI NEURONI INIBITORI
• A DEPRESSIONE GRAVE • AD ECCESSIVA E
E ACUTA DEL SNC NON PROTRATTA
SEGUE UN PERIODO DI STIMOLAZIONE SNC SEGUE
IPERECCITAZIONE SEMPRE FASE DEPRESSIVA
• A DEPRESSIONE X ESAURIMENTO
CRONICA PUO’ SEGUIRE FUNZIONALE NEURONI
IPERECCITAZIONE
SNC GRADI DI DEPRESSIONE DEL SNC
SONO DI SOLITO DOSE-DIPENDENTI:
SEDAZIONE
L’ANIMALE E’ SVEGLIO, RIDOTTA SENSIBILITA’ E
RISPOSTA AGLI STIMOLI ESTERNI.
IPNOSI
L’ANIMALE DORME, PUO’ ESSERE SVEGLIATO,
LEGGERA ANALGESIA.
NARCOSI
L’ANIMALE DORME, PUO’ ESSERE SVEGLIATO MA SI
RIADDORMENTA SUBITO, BUON GRADO DI
ANALGESIA.
ANESTESIA
L’ANIMALE DORME, NON PUO’ ESSERE SVEGLIATO
-> BLOCCO DEI RIFLESSI, SENSORIALE, MOTORIO,
MENTALE.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 1
HANNO COME NUCLEO BASE L’ACIDO BARBITURICO
DERIVATO X SINTESI DELL’UREA E DELL’ACIDO
MALONICO; I TIOBARBITURICI DELLA TIOUREA +
O ACIDO MALONICO. O
N N
R1 R1
O O
R2 R2
N N
O Acido barbiturico O
A. tiobarbiturico
VENGONO SALIFICATI CON NaOH O KOH X RENDERLI
IDROSOLUBILI E SOSTITUITI IN R1 E R2 X
CONFERIRE LORO POTERE IPNOTICO-SEDATIVO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 2
O
N A LUNGA DURATA D’AZIONE
CH2-CH3
Na-O
N (es. Fenobarbital sodico)
O
O CH3 AD AZIONE MEDIO-BREVE
N |
CH-CH2-CH2-CH3
Na-O
CH2-CH3 (es. Pentobarbital sodico)
N
O
O CH3
N | AD AZIONE ULTRA BREVE
Na-S CH-CH2-CH2-CH3
CH2-CH3 (es. Tiopental sodico)
N
O
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 3
SONO COMPOSTI LIPOSOLUBILI
LA LIPOSOLUBILITA’ VARIA IN BASE ALLE
SOSTITUZIONI (CATENE LATERALI)
I TIOBARBITURICI SONO + LIPOSOLUBILI
FARMACOCINETICA 1
1) ASSORBIMENTO:
buono per tutte le vie (molto liposolubili); sono
molto irritanti iniettati SC o IM (pH>10).
2) DISTRIBUZIONE:
elevata in ogni parte dell’organismo soprattutto
muscolo, fegato, rene, grasso; superano la
barriera placentare e passano nel latte.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 4

FARMACOCINETICA 2
3) RIDISTRIBUZIONE:
molto evidente x i tiobarbiturici.
4) BIOTRASFORMAZIONE:
elevata a livello epatico (ossidazione,
coniugazione e dealkilazione). Determinano
induzione enzimatica soprattutto il fenobarbital
(P-450) -> si può instaurare BRADIFILASSI.
5) ELIMINAZIONE:
x la > parte con le urine sia in forma attiva che
metabolizzata, solo una quota < con la bile.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 5

DIFFERENZE DI SPECIE

1) FELINI:
mostrano una depressione + duratura ->
difficoltà di biotrasformazione.
2) LEVRIERI (e soggetti magri o con masse
muscolari poco pronunciate):
sono + sensibili alla depressione del SNC.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

BARBITURICI 6

INTERAZIONE CON ALTRI FARMACI

1) L’effetto si somma con quello degli altri


DEPRESSORI del SNC, degli ANALGESICI, dell’
ATROPINA, dei β-BLOCCANTI e di tutti i farmaci
che inibiscono le MFO.
2) L’effetto diminuisce con tutti i farmaci che
inducono le MFO.
3) Non somministrare in caso di avvelenamento da
ESTERI FOSFORICI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
EFFETTI SUL SNC BARBITURICI 7
1) DEPRESSIONE DEL SNC, dalla sedazione alla
eutanasia x depressione bulbare.
2) EFFETTO ANTICONVULSIVANTE x depressione
selettiva dei centri motori corticali. Solo il
FENOBARBITAL lo possiede a dosi sedative, gli
altri devono essere usati a dosi anestetiche.
3) AZIONE ANALGESICA: ne sono sprovvisti, ma
possono potenziare l’azione degli analgesici.
4) AZIONE ANESTETICA LOCALE se applicati
direttamente sui nervi periferici (non sfruttata).
5) AUMENTANDO LA DOSE DIMINUISCE LA
SELETTIVITA’ DELLA LORO AZIONE che discende
anatomicamente il SNC -> dalla corteccia al
midollo spinale.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 8
EFFETTI SULL’APPARATO RESPIRATORIO
1) DOSI SEDATIVE -> effetto modesto
2) DOSI IPNOTICO-ANESTETICHE -> depressione
centro bulbare -> morte
3) STIMOLAZIONE RIFLESSO LARINGEO -> spasmo

EFFETTI SULL’APP. CARDIOVASCOLARE


1) DOSI SEDATIVE -> effetto modesto
2) ALTE DOSI -> ipotensione e tachicardia
compensatoria x effetto deprimente il centro
vasomotorio bulbare e vasodilatazione periferica;
effetto inotropo negativo
3) TIOBARBITURICI -> aritmie
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
BARBITURICI 9
ALTRI EFFETTI SISTEMICI
1) INIBISCONO LE FUNZIONI
DELL’APPPARATO GASTRO-INTESTINALE
-> l’inibizione può essere seguita da un
aumento del tono della mm liscia
2) EFFETTO MIORILASSANTE -> trascurabile
3) RENE -> diminuzione del flusso urinario
x ipotensione e aumento secrezione di
ADIURETINA da parte della neuroipofisi
4) EFFETTO IPOTERMIZZANTE -> x vasodilatazione
periferica e inibizione del centro termoregolatore
ipotalamico
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 1
CHETAMINA 1
INTRODOTTA NEL 1965 IN UMANA

NEGLI ANNI ‘70 IN VETERINARIA X ANESTESIA


DEI PICCOLI ANIMALI VIENE COMUNEMENTE
USATA CON ALTRI ANESTETICI E
MIORILASSANTI POICHE’ DETERMINA
PARALISI CON RIGIDITA’ MUSCOLARE
Cl
CHETAMINA NH-CH3
O
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 2
CHETAMINA 2
MECCANISMO D’AZIONE
- DETERMINA DEPRESSIONE DEL SISTEMA TALAMO-
CORTICALE E CONTEMPORANEAMENTE
STIMOLAZIONE CORTICALE E ATTIVAZIONE DEL
SISTEMA LIMBICO, NON DEPRIME LA S.R.
MESENCEFALICA -> ANESTESIA DISSOCIATIVA O
CATALETTICA, INDUCE STADI I E II DELL’ANESTESIA
MA NON SI RAGGIUNGE LO STADIO III.
- E’ UN POTENTE INIBITORE DEL LEGAME DEL GABA
AI PROPRI RECETTORI E DEI RECETTORI X IL NMDA
(N-metil-d-aspartato) -> BLOCCO DEI CANALI DEL
Ca2+ NEL SNC.
- L’AZIONE SUI CENTRI BULBARI E’ MODESTA.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 3
CHETAMINA 3

ALTRI EFFETTI 1
- DURANTE L’ANESTESIA L’ANALGESIA E’ BUONA X
AZIONE SUI RECETTORI σ X GLI OPPIOIDI
- HA EFFETTI ALLUCINOGENI PRESUMIBILMENTE
ANCHE NEGLI ANIMALI (lamento, delirio,
movimento) -> R-σ
- VENGONO CONSERVATI MOLTI RIFLESSI
(deglutizione, tosse, podale, corneale)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 4

CHETAMINA 4

ALTRI EFFETTI 2
- COMPAIONO EFFETTI ADRENERGICI -> CARDIO-
VASCOLARI: aumento gittata, frequenza cardiaca e
pressione sanguigna
- RISVEGLIO PRECOCE (1-2 h max); RECUPERO
COMPLETO LENTO (> 24 h) = ridistribuzione
- GLI OCCHI RIMANGONO APERTI, LA CORNEA SI
PRESENTA SECCA POICHE’ NON VIENE LUBRIFICATA
DALLE LACRIME; SALIVAZIONE PROFUSA; LIEVI
MOVIMENTI DELLA TESTA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 5

CHETAMINA 5

FARMACOCINETICA 1
- ASSORBIMENTO BUONO E RAPIDO IN SEGUITO A
SOMMINISTRAZIONE IM E SC; X IM PICCO
EMATICO DOPO 10’ CIRCA
- EMIVITA PLASMATICA DI 70’ CIRCA NEL GATTO
- DISTRIBUZIONE RAPIDA IN TUTTI I TESSUTI DEL
CORPO, MAGGIORMENTE IN SNC, MUSCOLI,
TESSUTO ADIPOSO, FEGATO E POLMONI
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 6

CHETAMINA 6

FARMACOCINETICA 2
- VA INCONTRO A FENOMENI DI RIDISTRIBUZIONE
- BIOTRASFORMAZIONE EPATICA ELEVATA
(microsomale): N-DEMETILATA E IDROSSILATA
SULL’ANELLO DEL CICLOESANONE
- CONIUGATA CON ACIDO GLUCURONICO VIENE
ELIMINATA CON LE URINE (70% nelle 24 h post-
trattamento).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANESTETICI DISSOCIATIVI 7

CHETAMINA 7
TOSSICITA’
- INDICE TERAPEUTICO ABBASTANZA AMPIO -> LA
TOSSICITA’ A CARICO DEI VARI APPARATI E’
SCARSA
- PROVOCA INDUZIONE DEI SISTEMI MICROSOMALI
EPATICI (MFO) MA CON AZIONE DECISAMENTE
MENO POTENTE DEL FENOBARBITAL
- A DOSI ELEVATE O SOMMINISTRATA X EV E/O
SENZA PREMEDICAZIONE PUO’ INDURRE (nel cane)
CRISI SIMIL-EPILETTICHE (convulsioni, scialorrea,
tachicardia, etc)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 1
FARMACI IN GRADO DI MODIFICARE I PROCESSI
MENTALI E/O IL COMPORTAMENTO CIOE’ DI AGIRE
SULL’ATTIVITA’ PSICHICA DELL’ANIMALE.

PSICOLETTICO PSICOANALETTICO
FARMACO IN GRADO DI FARMACO IN GRADO DI
INIBIRE O DEPRIMERE IL STIMOLARE IL SNC A VARI
SNC A VARI LIVELLI E LIVELLI E QUINDI NELLE
QUINDI NELLE SUE DIVERSE SUE DIVERSE
MANIFESTAZIONI MANIFESTAZIONI
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 2

PSICOLETTICI

TRANQUILLANTI TRANQUILLANTI
MAGGIORI MINORI
O NEUROLETTICI O ANSIOLITICI

Fenotiazinici Benzodiazepine
Butirrofenonici Propanedioli
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 3

NEUROLETTICI

MECCANISMO D’AZIONE
- EFFETTI MEDIATI DALL’INTERAZIONE CON I
NEURONI CATECOLAMINERGICI: NE AUMENTANO
LA SOGLIA DI ECCITABILITA’ -> INIBISCONO LA
RISPOSTA ALLA DOPAMINA -> ANTAGONISTI DEI
RECETTORI D2 SITUATI NELLE REGIONI STRIATALI
E LIMBICHE.
- INTERAGISCONO CON I RECETTORI X L’ISTAMINA
E LA SEROTONINA.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 4
DERIVATI FENOTIAZINICI 1
S clorpromazina
promazina
acetilpromazina
N R2 propionilpromazina
R1 prometazina

MECCANISMO D’AZIONE
NON BEN CONOSCIUTO, SI RITIENE AGISCANO X
BLOCCO DOPAMINERGICO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 5
EFFETTI SUL SNC DERIVATI FENOTIAZINICI 2
DEPRESSIONE:
- ALTERAZIONE DEL COMPORTAMENTO (l’animale è +
docile e - aggressivo)
- RIDUZIONE DELL’ATTIVITA’ MOTORIA SPONTANEA
- INIBIZIONE RIFLESSI CONDIZIONATI
- EFFETTI SEDATIVO-IPNOTICI (possono essere usati
come preanestetici)
- INIBIZIONE CENTRO DEL VOMITO -> antiemetici
- DEPRESSIONE DELL’IPOTALAMO -> ipotermia e
alterazioni della secrezione ipofisaria
- DEPRESSIONE CENTRO RESPIRATORIO E VASO_
MOTORIO (alte dosi)
- NO AZIONE ANALGESICA E ANTICONVULSIVANTE,
MODIFICANO LA RISPOSTA AL DOLORE.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 6
DERIVATI FENOTIAZINICI 3
EFFETTI SUL SNA
- BLOCCO α-ADRENERGICO: vasodilatazione ->
ipotensione
- INVERSIONE DELLA RISPOSTA ALL’ADRENALINA E
POTENZIAMENTO DI QUELLA DI β-ADRENERGICI
- EFFETTI PARASIMPATICO LITICI (atropino-simili)
STIPSI
APPARATO RESPIRATORIO
EFFETTI MODESTI A DOSI TERAPEUTICHE,
INIZIALMENTE STIMOLAZIONE, A FORTI DOSI
DEPRESSIONE PROGRESSIVA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 7
DERIVATI FENOTIAZINICI 4

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
INIBIZIONE X EFFETTI PERIFERICI (BLOCCO α-
ADRENERGICO) E INIBIZIONE CENTRALE; EFFETTO
INOTROPO E CRONOTROPO NEGATIVI.

ALTRI EFFETTI
RENE: LEGGERO EFFETTO DIURETICO
MM SCHELETRICI: LEGGERO RILASCIAMENTO
EFFETTI ANTIISTAMINICI: X INIBIZIONE DEI
RECETTORI H1
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 8
DERIVATI FENOTIAZINICI 5
TOSSICITA’
*ABBASTANZA MANEGGEVOLI;
*OVERDOSE -> COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO
*NEL CAVALLO -> PROLASSO DEL PENE
*OCCASIONALMENTE IPERECCITAZIONE
*EFFETTO SINERGICO CON ALTRI DEPRIMENTI SNC
*POTENZIANO EFFETTI TOSSICI DI ORGANO-
FOSFORICI E DI PROCAINA
FARMACOCINETICA
ASSORBIMENTO: BUONO X TUTTA LE VIE
BIOTRASFORMAZIONE: EPATICA -> OSSIDAZIONE A
SULFOSSIDI, CONIUGAZIONE CON AC. GLUCURONICO
ELIMINAZIONE: X VIA URINARIA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 9
BUTIRROFENONICI 1
MECCANISMO D’AZIONE
INIBIZIONE DEL RELEASE DI DOPAMINA E
NORADRENALINA -> MANCA L’ATTIVAZIONE DEI
RECETTORI (CONTROVERSO IL BLOCCO DEI
RECETTORI α E D). NEL SISTEMA EXTRAPIRAMIDALE
MIMANO L’AZIONE DEL GABA.
EFFETTI SUL SNC
INIBIZIONE DELL’ATTIVITA’ MOTORIA; POSSONO
INDURRE EFFETTI CATALETTICI; RIDUZIONE EFFETTI
STRESSANTI; ANTAGONIZZANO GLI EFFETTI DELLE
CATECOLAMINE SUL SNC E IL VOMITO INDOTTO CON
APOMORFINA.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 10
BUTIRROFENONICI 2
DROPERIDOLO
- E’ IL BUTIRROFENONICO A + BREVE DURATA DI
AZIONE.
- E’ UN POTENTE DEPRESSORE DEL SNC (400 volte +
della clopromazina e 10 volte + dell’aloperidolo).
- E’ UN POTENTE ANTIEMETICO.
- E’ UN CATALETTICO-IMMOBILIZZANTE.
- INIBISCE LA MEMORIA E I PROCESSI DI
APPRENDIMENTO.
- PER LE SUE PROPRIETA’ DI DEPRESSIONE DEL SNC
(catalessi, blocco mentale, rapida azione) VIENE
UTILIZZATO NELLA NEUROLEPTOANALGESIA IN
ASSOCIAZIONE CON IL FENTANIL.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 11
ALOPERIDOLO BUTIRROFENONICI 3
- MENO POTENTE DEL PRECEDENTE.
- E’ DOTATO DI UNA + SPICCATA AZIONE ANTI_
DOPAMINERGICA (piuttosto che antinoradrenergica)
E POSSIEDE DURATA D’AZIONE > (x questo motivo
in umana viene usato x i disturbi mentali).
- POSSIEDE EFFETTO ANTIEMETICO CENTRALE.
- L’EFFETTO COLLATERALE + CARATTERISTICO E’ LA
IPERSECREZIONE DI PROLATTINA DOVUTA ALLA
AZIONE ANTIDOPAMINERGICA.
AZAPERONE
UTILIZZATO COME TRANQUILLANTE NEL SUINO E
COME NEUROLEPTOANALGESICO IN ASSOCIAZIONE
CON METOMIDATO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 12
BENZODIAZEPINE 1
MECCANISMO D’AZIONE
ATTUALMENTE SI CONSIDERA CHE LA > PARTE SE
NON LA TOTALITA’ DELLE LORO AZIONI SUL SNC SIA
DOVUTA AL POTENZIAMENTO DELL’INIBIZIONE
NEURONALE OPERATA DALL’ACIDO GAMMA-AMINO-
BUTIRRICO (GABA). CONTROVERSA E’ LA PRESUNTA
INIBIZIONE DEL TURN-OVER DELLE AMINE BIOGENE
CEREBRALI.

HANNO DURATA D’AZIONE PIUTTOSTO BREVE (DA 2


A 6 ORE CIRCA).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 13
BENZODIAZEPINE 2
EFFETTI SUL SNC
1) EFFETTI IPNOTICO-SEDATIVI
2) EFFETTI TRANQUILLANTI (ANSIOLITICI)
3) EFFETTI ANTICONVULSIVANTI
4) EFFETTI MIORILASSANTI (MIDOLLARI)
5) AZIONE TRASCURABILE SUL CENTRO
RESPIRATORIO, VASOMOTORIO E DEL VOMITO

DIAZEPAM, CLORDIAZEPOSSIDO, FLURAZEPAM,


LORAZEPAM, TRIAZOLAM, OXAZEPAM
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 14
DERIVATI DEL PROPANEDIOLO

MEPROBAMATO
1) EFFETTO SEDATIVO
2) EFFETTO ANSIOLITICO
3) EFFETTO MIORILASSANTE MIDOLLARE MOLTO
SPICCATO, VIENE INFATTI DEFINITO PSEUDO_
CURARIZZANTE MA NON SVOLGE AZIONE SULLA
PLACCA MOTRICE
4) EFFETTO ANTICONVULSIVANTE (meno potente
delle benzodiazepine)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 15

PSICOANALETTICI O STIMOLANTI IL SNC 1

VENGONO CHIAMATI ANCHE ANALETTICI.


TUTTI GLI STIMOLANTI POSSONO ESTENDERE LA
LORO AZIONE AI VARI LIVELLI DEL SNC (CHE PERO’
NON E’ + SPECIFICA) AUMENTANDO LA DOSE.
IN VETERINARIA I + INTERESSANTI SONO GLI
ANALETTICI BULBARI CHE AGISCONO SUL CENTRO
RESPIRATORIO E CIRCOLATORIO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 16

PSICOANALETTICI O STIMOLANTI IL SNC 2

STIMOLANTI GENERALI O ANTIDEPRESSIVI:


inibitori MAO, antidepressivi triciclici, sali di litio
STIMOLANTI CORTICALI:
caffeina
STIMOLANTI SOTTOCORTICALI:
picrotossina
STIMOLANTI BULBARI:
cardiazolo, nichetamide
STIMOLANTI SPINALI:
stricnina
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 17
CARDIAZOLO O PENTAMETILENTETRAZOLO 1
AZIONI SUL SNC
1) E’ UN TIPICO STIMOLANTE BULBARE, PUO’
STIMOLARE ANCHE MESENCEFALO, MIDOLLO E
CORTECCIA -> DOSE-DIPENDENTE
2) STIMOLA PRINCIPALMENTE IL CENTRO
RESPIRATORIO (X AZIONE DIRETTA) MA E’ IN
GRADO DI AGIRE IN PARTE ANCHE SUL CENTRO
VASOMOTORE E VAGALE
3) STIMOLA DIRETTAMENTE ANCHE IL CENTRO
RESPIRATORIO

SOMMINISTRAZIONE RAPIDA X EV O DOSI ELEVATE


-> CONVULSIONI
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

FARMACI PSICOTROPI 18

CARDIAZOLO O PENTAMETILENTETRAZOLO 2

FARMACOCINETICA
BUON ASSORBIMENTO SIA X OS CHE PARENTERALE,
DIFFONDE RAPIDAMENTE -> SITO D’AZIONE.
BIOTRASFORMAZIONE ELEVATA A LIVELLO EPATICO
-> ELIMINAZIONE URINARIA IN FORMA INATTIVA.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

FARMACI PSICOTROPI 19
NICHETAMIDE O CORAMINA 1

AZIONI SUL SNC


1) STIMOLA I CHEMOCETTORI DEL GLOMO
CAROTIDEO -> X RIFLESSO PRIMA STIMOLA IL
CENTRO RESPIRATORIO POI IL CENTRO VASO_
MOTORE = ANALETTICO BULBARE INDIRETTO
2) DOSI ELEVATE POSSONO DARE CONVULSIONI
3) SVOLGE AZIONE INSUFFICIENTE IN CASO DI
SOVRADOSAGGIO DI BARBITURICI O ANESTETICI
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

FARMACI PSICOTROPI 20
NICHETAMIDE O CORAMINA 2
FARMACOCINETICA
VIENE ASSORBITA BENE X TUTTE LE VIE MA
INEFFICACE SE SOMMINISTRATA X OS POICHE’
BIOTRASFORMATA RAPIDAMENTE IN NICOTINAMIDE
BIOTRASFORMAZIONE EPATICA -> NICOTINAMIDE
C2H5
CON CONH2
C2H5

N N
nichetamide nicotinamide
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

FARMACI PSICOTROPI 21

DOXAPRAM

AGISCE STIMOLANDO I CHEMOCETTORI DEL GLOMO


AORTICO E CAROTIDEO ED IL CENTRO BULBARE
(AZIONE INDIRETTA E DIRETTA).
E’ UN POTENTE ANALETTICO RESPIRATORIO ->
ANTAGONIZZA VALIDAMENTE L’EFFETTO
DEPRESSORE DEI BARBITURICI E DEGLI ANESTETICI.
DOSI ELEVATE POSSONO INDURRE CRISI
CONVULSIVE MA E’ IL + MANEGGEVOLE TRA GLI
ANALETTICI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

FARMACI PSICOTROPI 22

BEMEGRIDE

STIMOLA PRINCIPALMENTE IL CENTRO


RESPIRATORIO BULBARE X VIA RIFLESSA.
CONTRASTA LA DEPRESSIONE PRODOTTA DAI
BARBITURICI.
DOSI ELEVATE -> CONVULSIONI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 23
PICROTOSSSINA 1
ALCALOIDE ESTRATTO DALLE BACCHE DI Anamirta
cocculus.
EFFETTI SUL SNC
1) POTENTE STIMOLANTE SOTTOCORTICALE,
BULBARE E AD ALTE DOSI SPINALE E CORTICALE
-> CONVULSIONI.
2) E’ UN ANTAGONISTA DEL GABA.
3) PUO’ ESSERE UTILIZZATA X ANTAGONIZZARE LA
DEPRESSIONE DA ANESTETICI E NELL’
AVVELENAMENTO DA IVERMECTINA (che potenzia
l’azione del GABA).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 24
PICROTOSSSINA 2

FARMACOCINETICA
INSORGENZA DELL’AZIONE CARATTERIZZATA DA UN
PERIODO DI LATENZA VARIABILE A SECONDA DELLA
VIA DI SOMMINISTRAZIONE USATA (EV = 5-10’ nel
cane).
VIENE RAPIDAMENTE METABOLIZZATA E SOLO IL
10% E’ ELIMINATO CON LE URINE.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 25
XANTINICI 1
ALCALOIDI ESTRATTI DAI SEMI DI ALCUNE PIANTE
(Coffea arabica, Teobroma cacao, etc) CON
STRUTTURA ANALOGA ALLE PURINE.
O CH3 O H O CH3
CH3 | CH3 | H |
N N N
N N N

O N N O N N O N N
| | |
CH3 CH3 CH3
Caffeina Teofillina Teobromina
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 26
XANTINICI 2
EFFETTI SUL SNC
1) STIMOLANTI CORTICALI (SOPRATTUTTO
CAFFEINA); DOSI ELEVATE STIMOLANO
I CENTRI SOTTOCORTICALI E BULBARI
(AZIONE ANALETTICA).

2) AUMENTANDO IL DOSAGGIO SI PUO’


AVERE EFFETTO STIMOLANTE IL
MIDOLLO SPINALE = CONVULSIONI
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 27 XANTINICI 3
ALTRI EFFETTI
1) EFFETTI CARDIOVASCOLARI:
- effetti inotropo e cronotropo +
(soprattutto caffeina)
- vasodilatazione coronarica (soprattutto teofillina)
- circolo cerebrale: caffeina -> vasocostrizione
teofillina -> vasodilatazione
2) EFFETTI SULLA MM LISCIA:
- azione spasmolitica su mm bronchiale
(teofillina e AMINOFILLINA)
3) EFFETTO DIURETICO: soprattutto teobromina e
teofillina inibiscono il
riassorbimento tubulare di Na
e aumentando la pressione di filtrazione.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 28
MECCANISMO D’AZIONE XANTINICI 4
1) INIBISCONO LA FOSFODIESTERASI, ENZIMA CHE
IDROLIZZA L’AMPc -> ACCUMULO DI AMPc ->
ATTIVAZIONE FOSFORILASI -> AUMENTO DI
GLUCOSIO-6-P CON AUMENTO DELL’ATTIVITA’
CELLULARE
2) AUMENTANO IL CONTENUTO DI Ca2+
INTRACELLULARE
3) ANTAGONISTI DEI RECETTORI X L’ADENOSINA
FARMACOCINETICA
- ASSORBIMENTO: buono x tutte le vie
- DEMETILAZIONE EPATICA
- ELIMINAZIONE URINARIA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 29
STRICNINA 1
ALCALOIDE RICAVATO DAI SEMI DI Stricnox nux
vomica; E’ UNO STIMOLANTE TIPICAMENTE SPINALE
MA PUO’ AVERE ANCHE AZIONI CENTRALI.
MECCANISMO D’AZIONE
- ANTAGONISTA DI RECETTORI X LA GLICINA
(mediatore dell’inibizione post-sinaptica) A LIVELLO
SPINALE
- A DOSI ELEVATE INIBISCE ANCHE L’AZIONE DEL
GABA A LIVELLO CEREBRALE
- ABBASSA LA SOGLIA DI ECCITABILITA’ DEI
NEURONI E INIBISCE LA MEDIAZIONE DI NEURONI
INIBITORI POST-SINAPTICI (cellule di Renshaw)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 30
STRICNINA 2
EFFETTI SUL SNC
E’ UN POTENTE STIMOLANTE DEL SNC, A DOSI
MOLTOBASSE AUMENTA L’ATTIVITA’ RIFLESSA
SPINALE E LA PERCEZIONE DEGLI STIMOLI
ESTERNI E DIMINUISCE LA SENSAZIONE DI FATICA.
ALTE DOSI PROVOCANO
CRISI CONVULSIVE TIPICHE (tonico-cloniche)
DETERMINATE DALLA PREVALENZA DELLA
CONTRAZIONE (ipertono) DEI MM + POTENTI
-> TETANO STRICNICO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 30
STRICNINA 2
EFFETTI SUL SNC
LE CRISI CONVULSIVE SI MANIFESTANO AD
ACCESSI SUCCESSIVI CHE POSSONO ESSERE CAUSATI
DA STIMOLI ESTERNI ANCHE MINIMI (luce, rumore)
GLI ACCESSI STRICNICI SONO INTERVALLATI DA
PROFONDE FASI DEPRESSIVE
L’ANIMALE E’ COSCIENTE E PERCEPISCE
LUCIDAMENTE CIO’ CHE ACCADE ->
DOLORE E PAURA.
LA MORTE AVVIENE RAPIDAMENTE
(max poche ore) X PARALISI DEI MM RESIRATORI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
FARMACI PSICOTROPI 31
STRICNINA 3
FARMACOCINETICA
- RAPIDO ASSORBIMENTO X TUTTE LE VIE
- X OS VIENE ASSORBITA GIA’ DALLA MUCOSA DELLE
PRIME VIE DIGERENTI
- VIENE RAPIDAMENTE BIOTRASFORMATA A LIVELLO
EPATICO
- RAPIDAMENTE ELIMINATA CON LE URINE (quasi
totalmente entro le 24 h) ANCHE IN FORMA NON
METABOLIZZATA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

ANALGESICI NARCOTICI 1
SONO FARMACI IN GRADO DI PROVOCARE NARCOSI
OLTRE CHE SEDAZIONE DEL DOLORE, SONO GLI
ANALGESICI + POTENTI. SONO DERIVATI DELL’
OPPIO CHE CONTIENE + DI 20 ALCALOIDI NON
TUTTI AD AZIONE ANALGESICA.

Papaver
sommniferum
oppio
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

ANALGESICI NARCOTICI 2

PRINCIPALI ALCALOIDI NATURALI: morfina, codeina,


papaverina, noscapina (gli ultimi 2 privi di attività
narcotica)
ALCALOIDI SEMISINTETICI: derivati della morfina ->
eroina, ossimorfone (analgesici + potenti della
morfina), apomorfina (emetico); derivati della
codeina -> idrocodone, ossicodone, idromorfone.
COMPOSTI DI SINTESI: meperidina, metadone,
fentanil
ANTAGONISTI E AGONISTI PARZIALI: naloxone,
levallorfano, nalorfina
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

ANALGESICI NARCOTICI 3
MECCANISMO D’AZIONE
INTERAGISCONO CON DIVERSI RECETTORI
ALTAMENTE SPECIFICI X I NEUROPEPTIDI
(ENDORFINE, ENCEFALINE, DINORFINE). ALCUNI
SONO AGONISTI PIENI X TUTTI I SOTTOTIPI
RECETTORIALI, ALTRI SONO AGONISTI SOLO DI
ALCUNI SOTTTOTIPI RECETTORIALI (AGONISTI
PARZIALI), ALTRI ANCORA SONO ANTAGONISTI DI
TUTTI O DI ALCUNI SOTTOTIPI RECETTORIALI.
DETERMINANO ANCHE INTERAZIONI CON RECETTORI
X LE AMINE ENDOGENE AD AZIONE CENTRALE (Es.
DOPAMINA -> centro del vomito).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

ANALGESICI NARCOTICI 4
SOTTOTIPI DI RECETTORI X I NEUROPEPTIDI

µ δ κ σ

- DEBOLE AGONISTA: metadone


- AGONISTI PARZIALI: pentazocina, butorfanolo
- ANTAGONISTI CON DEBOLE ATTIVITA’ AGONISTA:
nalorfina, diprenorfina
- ANTAGONISTI PURI: naloxone, naltrexone
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 5

MORFINA 1

AZIONI SUL SNC


SONO PRESENTI VARIE AZIONI DOVUTE A
STIMOLAZIONE O DEPRESSIONE DI DIVERSE
STRUTTURE DEL SNC, X CUI SI HA UNA DIFFERENTE
RISPOSTA IN BASE ALLA SPECIE ANIMALE.
GENERALMENTE PREVALE UN EFFETTO DEPRIMENTE
ACCOMPAGNATO O PRECEDUTO DA STATI DI
EUFORIA.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 6
DIFFERENZE DI SPECIE MORFINA 2
1) CANIDI, PRIMATI, RODITORI e UCCELLI: breve
stato di euforia seguito da sedazione -> ipnosi ->
narcosi.

2) FELINI: effetti eccitativi (comportamento


maniacale) x stimolazione di zone di ipotalamo
caudale, nucleus accumbens e locus coeruleus
(siti dopaminergici e adrenergici).
Dosi molto basse hanno azione
analgesica.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 6
DIFFERENZE DI SPECIE MORFINA 2
3) EQUIDI: effetti eccitatori dose-dipendenti e
variabili da soggetto a soggetto.

4) RUMINANTI: sono - sensibili ma dimostrano una


tendenza alla ipereccitabilità.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 7 MORFINA 3
AZIONE ANALGESICA
E’ POTENTE, PRESENTE IN TUTTE LE SPECIE ANIMALI
NON COMPLETAMENTE COMPRESA MA
PROBABILMENTE ATTRIBUIBILE ALL’AZIONE
AGONISTA NEI CONFRONTI DEI RECETTORI µ.
1) Aumenta la soglia del dolore (percezione del dolore
come specifica sensazione).
2) Diminuisce la reazione al dolore -> diminuzione
della sensazione di dolore come sofferenza (paura,
stress).
3) Tali azioni sedative ed analgesiche sono presenti in
tutte le specie animali in soggetti con patologie
dolorose; differente il comportamento nei soggetti
normali.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 8
MORFINA 4
AZIONE DEPRIMENTE
1) SU CORTECCIA CEREBRALE ED IPOTALAMO ->
ANALGESIA, SEDAZIONE, IPNOSI, NARCOSI.
2) SU CENTRO RESPIRATORIO, CENTRO DELLA TOSSE,
CENTRO VASOMOTORE (alte dosi), CENTRO DEL
VOMITO (tardiva).
AZIONE STIMOLANTE
1) SU CENTRO DEL VOMITO (iniziale) x stimolazione
della CRTZ.
2) SU X° PAIO (n. vago)
3) SU III° PAIO (n. oculomotore)
4) SU MIDOLLO SPINALE (convulsivante)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 9
MORFINA 5
AZIONI SU ALTRI ORGANI E APPARATI 1
1) APPARATO RESPIRATORIO
effetto depressivo dose-dipendente; alte dosi
possono dare broncocostrizione e aumento delle
secrezioni (x stimolazione vagale); inibizione
centrale del riflesso della tosse.
2) APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
dosi analgesiche hanno effetti trascurabili, alte
dosi danno depressione cardiaca (x stimolazione
vagale) e ipotensione (x depressione del centro
vasomotore bulbare)
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 10
MORFINA 6
AZIONI SU ALTRI ORGANI E APPARATI 2
3) APPARATO GASTRO-ENTERICO
iniziale stimolazione del vomito seguita da
inibizione; iniziale stimolazione della motilità ->
defecazione seguita da costipazione x effetto
spastico.
4) APPARATO URINARIO (µ)
inibizione dell’eliminazione di urina x stimolazione
del nucleo sopraottico ipotalamico con aumento
dell’increzione di ADH; vi è inoltre tendenza alla
ritenzione urinaria.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 11

MORFINA 7

AZIONI SU ALTRI ORGANI E APPARATI 3


5) OCCHIO
miosi in uomo, canidi e roditori (x stimolazione
dell’oculomotore); midriasi negli altri animali;
scarsi effetti negli uccelli.
6) CUTE
orticaria dovuta a liberazione di istamina e
vasodilatazione che provocano pruriti e
arrossamenti.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 12 MORFINA 8

FARMACOCINETICA
ASSORBIMENTO:
RAPIDO E COMPLETO X TUTTE LE VIE.
DISTRIBUZIONE:
ELEVATA, SI DISTRIBUISCE IN TUTTI I TESSUTI,
SUPERA LA BARRIERA MENINGO-ENCEFALICA,
QUELLA PLACENTARE, PASSA NEL LATTE.
BIOTRASFORMAZIONE ED ESCREZIONE:
CONIUGAZIONE EPATICA CON ACIDO GLUCURONICO
(scarsa nei felini) -> ELIMINAZIONE X LA > PARTE
CON LE URINE, LA QUOTA ELIMINATA CON LA BILE
PUO’ ANDARE INCONTRO A CIRCOLO ENTERO-
EPATICO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 13
MEPERIDINA
POSSIEDE AZIONI ANALGESICA E DEPRIMENTE IL
SNC INFERIORI A QUELLE DELLA MORFINA; LA SUA
DURATA D’AZIONE E’ DECISAMENTE + RAPIDA.
PROVOCA UNA < DEPRESSIONE RESPIRATORIA E <
EFFETTI COSTIPATIVI (spasmolitica e non
spasmogenica).
PUO’ ESSERE SOMMINISTRATA AI FELINI E AGLI
EQUIDI (x < potenza d’azione e x diversa
metabolizzazione rispetto alla morfina: viene
idrolizzata ad acido meperidinico o N-demetilata a
normeperidina e poi idrolizzata ad acido
normepiridinico, gli acidi sono poi glucuronati ma sono
privi di attività).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 14
FENTANIL
COMPOSTO DI SINTESI, POTENTE ANALGESICO,
VIENE UTILIZZATO CON UN TRANQUILLANTE > X LA
NEUROLEPTOANALGESIA.

DIFENOSSILATO E LOPERAMIDE
SONO DOTATI DI EFFETTI COSTIPATIVI, IL
DIFENOSSILATO AD ALTE DOSI E’ DOTATO DI EFFETTI
MORFINO-SIMILI, MENTRE LA LOPERAMIDE NE E’
PRIVA ED E’ SCARSAMENTE ASSORBITA X OS.
UTILIZZATI COME ANTIDIARROICI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 15
APOMORFINA
OTTENUTA DA MORFINA + HCl, USATA COME POTENTE
EMETICO CENTRALE NEI PICCOLI ANIMALI; NEI
GROSSI ANIMALI E’ UN ECCITANTE COSI’ COME NEI
FELINI (alte dosi x emesi).

CODEINA
METILMORFINA ALCALOIDE DELL’OPPIO, HA AZIONI
SUL SNC INFERIORI ALLA MORFINA MA DEPRIME IL
CENTRO DELLA TOSSE IN = MISURA -> UTILIZZATA
COME ANTITUSSIGENO.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ANALGESICI NARCOTICI 16
DESTROMETORFANO
PRIVO DI ATTIVITA’ MORFINO-SIMILE SUL SNC MA
DEPRIME IL CENTRO DELLA TOSSE.
NALORFINA E LEVALLORFANO
AGONISTI PARZIALI, L’EFFETTO MORFINO-SIMILE E’
COSI’ MODESTO DA PERMETTERNE L’USO COME
ANTAGONISTI COMPETITIVI DELLA MORFINA.
NALOXONE
E’ UN ANTAGONISTA PURO, INVERTE LE AZIONI
DEPRIMENTI DELLA MORFINA SUL SNC. NON E’
ATTIVO CONTRO DEPRESSIONI CAUSATE DA ALTRI
DEPRIMENTI, ANZI IN QUESTO CASO SPESSO SI
AGGRAVA IL QUADRO.
ANALGESICI NON NARCOTICI 1

NON INDUCONO IPNOSI O NARCOSI POICHE’


AGISCONO A LIVELLO SUBCORTICALE (talamo, centri
del dolore; estendono la loro azione verso il basso,
ipotalamo, centro termoregolatore, ma non sono in
grado di agire sulla corteccia). APPARTENGONO A
QUESTO GRUPPO DIVERSE FAMIGLIE DI FARMACI
CHE POSSEGGONO IN VARIA MISURA ANCHE AZIONI
ANTIPIRETICA E ANTIINFIAMMATORIA:

FANS = farmaci antinfiammatori


non steroidei
FARMACI ANTIINFIAMMATORI
MECCANISMO D’AZIONE
STIMOLI
es. chimici
meccanici
fosfolipidi membrana cellulare
infettivi

X
fosfolipasi A2
lipoossigenasi
ac. arachidonico
Corticosteroidi
(lipocortina)

5-HPETE
12

12-HPETE
X
cicloossigenasi
PGG2

FANS
PGH2

isomerasi PGI TXs


sintetasi sintetasi
leucotrieni prostaglandine prostacicline trombossani
ANALGESICI NON NARCOTICI 2

SALICILATI 1

COO-Na COOH
| | O-COCH
OH 3

Salicilato di sodio Acido acetilsalicilico


(aspirina)
ANALGESICI NON NARCOTICI 3

SALICILATI 2

L’ACIDO ACETILSALICILICO E’ LA PARTE ATTIVA


DELLA MOLECOLA E SVOLGE LE SEGUENTI AZIONI
FARMACOLOGICHE:
1) AZIONE ANALGESICA (efficace contro dolori di
media intensità e superficiali)
ANALGESICI NON NARCOTICI 3

SALICILATI 2 FANS

2) AZIONE ANTIINFIAMMATORIA (inibisce la sintesi


di prostaglandine x inibizione della ciclossigenasi)

3) AZIONE ANTIPIRETICA (abbassano la T febbrile)


ANALGESICI NON NARCOTICI 4

SALICILATI 3

FARMACOCINETICA
SONO BEN ASSORBITI X OS (stomaco e primo tratto
dell’intestino); X IM E SC SONO IRRITANTI (può
essere usato l’acetilsalicilato di lisina). HANNO
ELEVATO LEGAME CON LE PROTEINE PLASMATICHE.
DISTRIBUZIONE RAPIDA E COMPLETA.
BIOTRASFORMAZIONE EPATICA (coniugati con acido
glucuronico; lenta nei felini).
ELIMINAZIONE URINARIA (metabolizzati o in forma
attiva; facilitata da pH alcalino).
ANALGESICI NON NARCOTICI 5

SALICILATI 4

TOSSICITA’ 1
1) SONO ESTREMAMENTE IRRITANTI X LA MUCOSA
GASTRICA -> PROVOCANO VOMITO
(soprattutto nei carnivori ->
emorragie, ulcerazioni)

2) DETERMINANO SQUILIBRIO ACIDO-BASE (x


stimolazione iniziale [alcalosi] e poi depressione
[acidosi] della respirazione)
ANALGESICI NON NARCOTICI 6

SALICILATI 5
TOSSICITA’ 2
3) ALTERAZIONE DEI PROCESSI DI COAGULAZIONE
EMATICA (x inibizione della aggregazione
piastrinica) E’ UN EFFETTO SECONDARIO CHE
PUO’ ESSERE SFRUTTATO.

SONO PARTICOLARMENTE TOSSICI X I FELINI


POICHE’ VENGONO SCARSAMENTE METABOLIZZATI,
HANNO UN t1/2 LUNGO (->50 h).
ANALGESICI NON NARCOTICI 7

DERIVATI DEL PARA-AMINOFENOLO 1

COMPRENDONO LA FENACETINA E L’ACETANILIDE


CHE SONO PRO-FARMACI IN QUANTO X SVOLGERE
ATTIVITA’ DEVONO ESSERE METABOLIZZATI A
PARACETAMOLO A LIVELLO EPATICO.
NHCOCH3 NHCOCH3
NHCOCH3 | |
|

| |
Acetanilide OH OC2H5
Paracetamolo Fenacetina
ANALGESICI NON NARCOTICI 8

DERIVATI DEL PARA-AMINOFENOLO 2

SONO DOTATI DI SPICCATA ATTIVITA’ ANTIPIRETICA


(analoga a quella dei salicilati) MINOR AZIONE
ANALGESICA E
SCARSA AZIONE ANTIINFIAMMATORIA.
TOSSICITA’
SONO MEGLIO TOLLERATI A LIVELLO GASTRICO MA
INDUCONO EPATOTOSSICITA’ X ALTERAZIONE P-450
E FOCOLAI DI NECROSI, METEMOGLOBINEMIA E
NEFROTOSSICITA’.
ANALGESICI NON NARCOTICI 9

DERIVATI DEL PIRAZOLONE

ANTIPIRINA-AMINOPIRINA-FENILBUTAZONE
(+analgesiche, antipiretiche) (+antiinfiammatorio)
IL FENILBUTAZONE GENERA UN METAMOLITA
(OSSIFENAZONE) CHE HA PARI ATTIVITA’ RISPETTO
AL COMPOSTO PARENTE. VENGONO GLUCURONIDATI
ED ELIMINATI CON LE URINE.
TOSSICITA’
AGRANULOCITOSI (grave x aminopirina) E
DEPRESSIONE MIDOLLARE DOSE E TRATTAMENTO
DIPENDENTE. INDUZIONE ENZIMI MICROSOMIALI.
DISTURBI GASTRO-ENTERICI.
ANALGESICI NON NARCOTICI 10

NOVALGINA

E’ DOTATA DI AZIONE ANALGESICA E ANTIPIRETICA,


MENO ANTIINFIAMMATORIA.
INOLTRE POSSIEDE AZIONE SPASMOLITICA (utile in
caso di dolori colici x unione dei 2 effetti).
E’ SCARSAMENTE TOLLERATA DAL GATTO.
IL SOVRADOSAGGIO PUO’ CAUSARE FENOMENI
ECCITATIVI E CONVULSIVI OLTRE AD
AGRANULOCITOSI E DISTURBI DELL’ERITROPOIESI
ANALGESICI NON NARCOTICI 11
INDOMETACINA
E’ FORSE IL + POTENTE FANS ESISTENTE (+ di 80
volte rispetto all’aspirina), E’ EFFICACE NEI
CONFRONTI DI VARIE FORME INFIAMMATORIE MA
LA TOSSICITA’ NE LIMITA L’UTILIZZO. POSSIEDE
EFFETTI CENTRALI CHE POSSONO DETERMINARE
ALTERAZIONI AL SNC, E’ CONTROINDICATA NEI
SOGGETTI EPILETTICI. PROVOCA ULCERAZIONI
GASTRICHE (x inibizione della sintesi di PG e come
molti altri FANS disaccoppia la fosforilazione ossidativa
deprimendo la sintesi di mucopolisaccaridi). PUO’
CAUSARE PANCREATITE, EPATITE, DEPRESSIONE
MIDOLLARE; NON VA SOMMINISTRATA IN
GRAVIDANZA).
ANALGESICI NON NARCOTICI 12
DERIVATI DELL’ACIDO PROPIONICO

NAPROSSENE- IBUPROFENE-KETOPROFENE
CARPROFENE
POSSEGGONO AZIONE ANALGESICA E ANTIPIRETICA
CORRELATE ALL’AZIONE ANTIINFIAMMATORIA.
SONO PARTICOLARMENTE EFFICACI NEI CONFRONTI
DEI PROCESSI INFIAMMATORI DEI TESSUTI MOLLI
(miositi e infiammazioni associate a danno muscolare).
IL NAPROSSENE HA UNA DURATA D’AZIONE >
ALL’INTERNO DEL GRUPPO.
SONO SCARSAMENTE TOLLERATI A LIVELLO
GASTRO-ENTERICO.
ANALGESICI NON NARCOTICI 13

FLUNIXIN-MEGLUMINA
DERIVATO DELL’ACIDO NICOTINICO
PARTICOLARMENTE USATO E EFFICACE NEGLI EQUINI
POSSIEDE AZIONE ANTIINFIAMMATORIA,
ANTIPIRETICA E ANALGESICA (particolarmente
efficace nei confronti dei dolori colici). E’ MOLTO BEN
TOLLERATO.
PIROXICAM
DICLOFENAC
MECLOFENAC
SULINDAC
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)

ALFA 2-AGONISTI 1

SONO FARMACI CHE POSSIEDONO AZIONE


ANALGESICA E SEDATIVO-IPNOTICA DOVUTA ALLA
LORO AZIONE AGONISTA NEI CONFRONTI DEI
RECETTORI α2 PRESINAPTICI DEL SNC.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
MECCANISMO DI
ALFA 2-AGONISTI 2 AZIONE 1
FIBRA PRE
SINAPTICA

α2-AR NADR

α-AR
FIBRA POST
SINAPTICA
STIMOLO
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ALFA 2-AGONISTI 3 MECCANISMO DI
AZIONE 2
FIBRA PRE
SINAPTICA

α2-AR NADR

α2-AGONISTA
(xilazina, detomidina,
medetomidina)
α-AR
FIBRA POST
SINAPTICA
STIMOLO INIBIZIONE
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ALFA 2-AGONISTI 4 MECCANISMO DI
AZIONE 3
FIBRA PRE
SINAPTICA

α2-AR NADR

α2-ANTAGONISTA
(atipamezolo)

α-AR
FIBRA POST
SINAPTICA
STIMOLO
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ALFA 2-AGONISTI 5
XILAZINA

AZIONE SEDATIVA DI DURATA > RISPETTO A QUELLA


ANALGESICA. ANCHE AZIONE MIORILASSANTE. NON
USATA NEL SUINO (DOSI TROPPO ELEVATE X
INDURRE SEDAZIONE). CAUSA IPERTENSIONE
TRANSITORIA (SEGUITA DA IPOTENSIONE),
BRADICARDIA E BRADIARITMIE (X STIMOLO VAGALE
RIFLESSO), VOMITO (+ NEI FELINI), DEPRESSIONE
RESPIRATORIA, CONTRAZIONI UTERINE. PUO’
ESSERE ANTAGONIZZATA CON IDAZOXANO (α2-
ANTAGONISTA).
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ALFA 2-AGONISTI 6

DETOMIDINA

USATA X GLI EQUINI, HA AZIONE SEDATIVO-


ANALGESICA DECISAMENTE + POTENTE E DURATURA
DELLA XILAZINA (X AZIONE + SELETTIVA SU α2-AR).
USATA X SEDAZIONE, ANALGESIA, PREANESTESIA,
CONTENIMENTO, BREVI INTERVENTI.
SISTEMA NERVOSO CENTRALE (SNC)
ALFA 2-AGONISTI 7

MEDETOMIDINA

USATA X PICCOLI ANIMALI, 20 VOLTE + POTENTE


DELLA XILAZINA (ELEVATA AFFINITA’ α2-AR) ->
EFFETTI COLLATERALI ESSENZIALMENTE α2.
USATA X SEDAZIONE-IPNOSI LA SUA AZIONE PUO’
ESSERE ANTAGONIZZATA CON ATIPAMEZOLO (α2-
ANTAGONISTA SELETTIVO)
ANESTETICI LOCALI 1
FARMACI IN GRADO DI BLOCCARE REVERSIBILMENTE
LA CONDUZIONE NERVOSA AFFERENTE ED EFFERENTE
LUNGO GLI ASSONI E DI INIBIRE NEGLI ORGANI DI
SENSO LA GENERAZIONE DEGLI IMPULSI X BLOCCO
DEI CANALI DEL Na.
Na+ A.L.
esterno
depolarizzazione

X membrana

interno
K+
DETERMINANO UN BLOCCO PRIMARIO (non preceduto
da fenomeni eccitativi), REVERSIBILE (la fibra non è
lesa come con alcol, fenolo, xilolo, etc), TEMPORANEO
(da qualche decina di min a 1-2 h).
ANESTETICI LOCALI 2
CARATTERISTICHE CHIMICHE 1
R1
R X (CH2)n N
R2
porzione lipofila porzione idrofila
(di solito aromatica) (aminica, parte attiva)

- DI TIPO ESTEREO (PROCAINA)

CH2-CH3
H2N - - C-O-CH2-CH2-N
CH2-CH3
O
ANESTETICI LOCALI 3

CARATTERISTICHE CHIMICHE 2
- DI TIPO AMIDICO (LIDOCAINA)
CH3
CH2-CH3
- NH-C-CH2-N
CH2-CH3
O
CH3

SONO BASI DEBOLI, POCO IDROSOLUBILI ED


INSTABILI IN ACQUA, SALIFICATI COME
CLORIDRATI, A pH ALCALINO (tessuti) LIBERANO LA
BASE ATTIVA.
ANESTETICI LOCALI 4

IL PROTOTIPO E’ LA COCAINA, ALCALOIDE ESTRATTO


DALLE FOGLIE DI Erithroxylon coca.

PER POTER AGIRE L’ANESTETICO DEVE PENETRARE


LA MEMBRANA CELLULARE DELLE FIBRE NERVOSE E
PERTANTO DEVE ESSERE SOTTO FORMA DI BASE
LIPOSOLUBILE. L’ABBASSAMENTO DI pH TISSUTALE
(Es. processi infiammatori) IMPEDISCE LA
LIBERAZIONE DELLA BASE RIDUCENDO L’EFFETTO.
ANESTETICI LOCALI 5

PROPRIETA’ DI UN ANESTETICO LOCALE


1) IDROSOLUBILITA’ E STABILITA’
2) pH NEUTRO E BUONA ISTOTOLLERABILITA’
3) AZIONE LOCALE REVERSIBILE E SOLO SU TESSUTI
BERSAGLIO
4) SCARSO ASSORBIMENTO
5) MINIMA TOSSICITA’ SISTEMICA
6) DURATA D’AZIONE PREVEDIBILE
ANESTETICI LOCALI 6

ANESTESIA TOPICA
L’ANESTETICO VIENE APPLICATO LOCALMENTE SU
CUTE O MUCOSE; L’EFFETTO NON SEMPRE E’
SODDISFACENTE.
- X INFILTRAZIONE
L’ANESTETICO E’ INOCULATO SC O ID X AGIRE SU
UNA ZONA DELIMITATA.
- TRONCULARE
L’ANESTETICO E’ INOCULATO A CONTATTO DI UN
TRONCO NERVOSO X ANESTETIZZARE LA REGIONE
INNERVATA DALLE FIBRE A VALLE DEL BLOCCO.
ANESTETICI LOCALI 7

- RACHIDEA
L’ANESTETICO E’ INIETTATO NELLO SPAZIO
SUBARACNOIDEO O INTRATECALE.

- EPIDURALE
L’ANESTETICO E’ INIETTATO NELLO SPAZIO
EPIDURALE TRA PERIOSTIO E DURA MADRE.
ANESTETICI LOCALI 8
EFFETTI SISTEMICI

APPARATO CARDIOVASCOLARE:
AZIONE DEPRESSIVA -> EFFETTO
INOTROPO NEGATIVO, AZIONE ANTI
ARITMICA (BATMOTROPO NEGATIVO),
VASODILATAZIONE -> IPOTENSIONE.

SNC: STIMOLAZIONE INIZIALE


(ECCITAZIONE, TREMORI)
SEGUITA DA DEPRESSIONE,
ALTE DOSI POSSONO CAUSARE
FENOMENI CONVULSIVI.
AUTACOIDI

CON QUESTO TERMINE VENGONO DEFINITE


SOSTANZE STRUTTURALMENTE ANCHE MOLTO
DIVERSE TRA LORO (“ORMONI TISSUTALI”)
PRODOTTE IN SITU UBIQUITARIAMENTE OPPURE
IN DETERMINATI ORGANI X SVOLGERE AZIONI ±
COMPLESSE.
APPARTENGONO A QUESTO GRUPPO SOSTANZE
AD ES COIVOLTE NEI FENOMENI FISIOPATOLOGICI
DELL’INFIAMMAZIONE O DELLA LESIONE TISSUTALE
(ISTAMINA, PROSTAGLANDINE, BRADICHININE)
OPPURE SOSTANZE AI CONFINI TRA LE PRECEDENTI
E LA TRASMISSIONE NERVOSA (SEROTONINA E
ALTRI NEUROTRASMETTITORI).
PROSTAGLANDINE
SONO ACIDI GRASSI INSATURI A 20 ATOMI DI C
SINTETIZZATI IN PARTICOLARI CONDIZIONI A
PARTIRE DALL’ACIDO ARACHIDONICO PRESENTE
NELLE MEMBRANE CELLULARI.
PG → A, D, E, F, G, H, I
LA PGF2α E’ LA + IMPORTANTE DAL PUNTO DI
VISTA VETERINARIO.
AGISCONO SU RECETTORI SPECIFICI VARIAMENTE
DISTRIBUITI NEGLI ORGANI BERSAGLIO
PROVOCANDO DIVERSI EFFETTI ANCHE
CONTRASTANTI TRA LORO.
SONO RESPONSABILI DELLA > PARTE DEI FENOMENI
VASOATTIVI DELLA FASE ESSUDATIVA DEL PROCESSO
INFIAMMATORIO.
PROSTAGLANDINE

EFFETTI 1

1) APPARATO DIGERENTE:
STOMACO -> INIBIZIONE SECREZIONE ACIDA
-> AUMENTO SECREZIONE MUCOSA
(AZIONE PROTETTIVA -> PGE)
INTESTINO -> CONTRAZIONE MM LISCIA (PGF)
-> RILASCIAMENTO (PGE)

2) APPARATO RESPIRATORIO:
-> BRONCOCOSTRIZIONE (PGF)
-> BRONCODILATAZIONE (PGE)
PROSTAGLANDINE

EFFETTI 2

3) APPARATO CIRCOLATORIO:
-> VASOCOSTRIZIONE (PGF)
-> VASODILATAZIONE (PGE)

4) SANGUE:
-> AGGREGAZIONE PIASTRINICA (PGF -> PAF)
-> EFFETTO ANTIAGGREGANTE (PGE)

5) APPARATO GENITALE FEMMINILE:


-> AZIONE LUTEOLITICA E STIMOLAZIONE
MOTILITA’ UTERINA (PGF2α).
PROSTAGLANDINE
MECCANISMO D’AZIONE DELLA PGF 2α
PROSTAGLANDINE

PGF 2α

APPLICAZIONI TERAPEUTICHE
1) EFFETTO LUTEOLITICO: SINCRONIZZAZIONE
DELL’ESTRO
-> FECONDAZIONE ARTIFICIALE
-> EMBRIOTRANSFER
2) LISI “CORPI LUTEI PERSISTENTI”
3) ENDOMETRITI (terapia adiuvante)
4) ESPULSIONE FETI MORTI O INVOGLI
5) PARTI DISTOCICI O GEMELLARI (pecora)
RAME

IL RAME E’ UN OLIGOELEMENTO INDISPENSABILE


ALL’ORGANISMO ANIMALE, PER LA FUNZIONE
DI EMOPOIESI E PER LA FORMAZIONE DELLA
MIELINA E DEL TESSUTO OSSEO

E’ INOLTRE CONTENUTO IN ALCUNI IMPORTANTI


ENZIMI CHE INTERVENGONO NEI PROCESSI DI
OSSIDORIDUZIONE DELL’ORGANISMO
(es.citocromoossidasi, monoaminoossidasi ecc..)
RAME FONTI 2

L’AVVELENAMENTO DA Cu NEGLI ANIMALI PUO’ ESSERE


CAUSATO DA :
ECCESSIVA SOMMINISTRAZIONE DI INTEGRATORI
AUXINICI CONTENENTI Cu (quantita’ max 125 ppm per suini
e 50 ppm per vitelli)

FORAGGI E/O ACQUA DI ABBEVERATA CONTAMINATI


DA PESTICIDI A BASE DI Cu. IL Cu VIENE ASSORBITO
IN LARGA MISURA DALL’APPARATO RADICALE DI
PIANTE CHE POSSONO RISULTARE PERICOLOSE
CONCIMAZIONI DI PASCOLI CON DEIEZIONI DI POLLI E
MAIALI CHE SONO RICCHE DI Cu E DETERMINANO UN
ECCESSIVO ARRICCHIMENTO DEL TERRENNO

L’UTILIZZO DI SOLFATO DI Cu IN AGRICOLTURA.


RAME

TOSSICITA’ 1

IL METABOLISMO DEL Cu E’ STRETTAMENTE


COLLEGATO A QUELLO DEL MOLIBDENO
(rapporto ottimale tra Cu e Mo nella dieta deve essere
di 4:3) E RISULTA SPESSO IMPOSSIBILE DISTINGUERE
L’INTOSSICAZIONE DI UNO DALLA CARENZA
DELL’ALTRO. SE AD ESEMPIO AD UNA PECORA SI
SOMMINISTRA UNA RAZIONE CONTENENTE UNA
NORMALE QUANTITA’ DI Cu MA SENZA Mo, PUO’
VERIFICARSI INTOSSICAZIONE DA Cu .
RAME TOSSICITA’ 2

ASSUNZIONI RIPETUTE DI DIETE CONTENENTI LE


SEGUENTI CONCENTRAZIONI DI Cu POSSONO DARE
LA TOSSICOSI :

10-15 ppm NELLA PECORA

50-100 ppm NEL VITELLO

1000 ppm NEL SUINO


RAME TOSSICITA’ 3

LE CONDIZIONI PREDISPONENTI LA TOSSICOSI SONO :

ETA’ (i soggetti giovani sono i piu’ sensibili);

SPECIE (+ sensibili i ruminanti + sensibile l’ovino);

DIETA (alimentazioni povere di Mo e solfati determinano


accumulo di Cu a livello epatico );

STRESS DI VARIA NATURA (possono agire come cause


scatenanti la sintomatologia acuta) ;

CARENZE DI ANTIOSSIDANTI (es: Se e vit.E), possono


aggravare la tossicosi dal momento che il Cu ha di per se’
azione pro-ossidante
RAME
TOSSICOCINETICA 1

A LIVELLO ENTERICO Mo, Fe, Cd E Zn COMPETONO PER


L’ASSORBIMENTO DEL Cu. INOLTRE NEI RUMINANTI
LA PRESENZA DI IONI SOLFURO DETERMINA NEL
RUMINE E NELL’ INTESTINO LA FORMAZIONE DI
SOLFURI DI Cu INSOLUBILI -> NON ASSORBIBILI .
SOLO IL 30% DEL Cu INGERITO VIENE ASSORBITO IN
SEDE INTESTINALE DOVE PASSA LA MUCOSA CON UN
MECCANISMO DI TRASPORTO ATTIVO ;

IN CIRCOLO SI LEGA ALLE ALBUMINE E FORSE AD UNA


GLOBULINA, CERULOPLASMINA, E VIENE TRASPORTATO
NEI TESSUTI;
RAME TOSSICOCINETICA 2

LA SEDE DI ACCUMULO E’ IL FEGATO DOVE IL Cu


STIMOLA LA SINTESI DI METALLOTIONEINE RICCHE DI
GRUPPI -SH CHE FUNGONO DA DEPOSITO, IN PARTE VIENE
TRASPORTATO AD ALTRI TESSUTI TRAMITE LA
CERULOPLASMINA ED IN PARTE VIENE ELIMINATO PER
VIA BILIARE (soprattutto nel pollo e nel suino che quindi sono
meno sensibili)

PICCOLE QUANTITA’ DI Cu POSSONO ESSERE ESCRETE


PER VIA RENALE
RAME
TOSSICODINAMICA 1

AZIONE IRRITATIVA SULLA MUCOSA GASTROENTERICA


(nei monogastrici stimola emesi protettiva)

AZIONE EPATOTOSSICA
A CARICO DELL’EPATOCITA SI VERIFICA UNA
DEGENERAZIONE TORBIDA CHE PUO’ EVOLVERE IN
NECROSI. IL DANNO EPATICO PUO’ DETERMINARE
INNALZAMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI A LIVELLO
SIERICO (unico segno precoce di intossicazione)

AZIONE NEFROTOSSICA
I VASI GLOMERULARI E TUBULARI SONO OSTRUITI
DALL’Hb. INOLTRE AZIONE LESIVA DIRETTA
SULL’EPITELIO DEI TUBULI (degenerazione-necrosi)
RAME TOSSICODINAMICA 2
A LIVELLO CIRCOLATORIO IL Cu DETERMINA :

AUMENTO DELLA PERMEABILITA’ VASALE


(edema ed ipovolemia)

EMOLISI PER PEROSSIDAZIONE DELLA MEMBRANA


ERITROCITARIA (SI LIBERA Hb CHE A LIVELLO EPATICO
AGGRAVA IL QUADRO --> ITTERO)

NEGLI ERITROCITI NON LISATI DIMINUZIONE DEL G-SH


(fondamentale perche’ permette all’Hb di mantenere la sua
struttura primaria con i gruppi -SH allo stato ridotto) CON
FORMAZIONE DI GS-SG. L’Hb SI OSSIDA E IN PARTE
PRECIPITA SOTTO FORMA DI CORPI DI HEINZ, IN PARTE
FORMA META-Hb DETERMINANDO UNA SINDROME DA
INSUFFICIENZA RESPIRATORIA .
RAME TOSSICODINAMICA 3

NELLA PECORA QUANDO L’ACCUMULO A LIVELLO


EPATICO SUPERA 150 ppm SI HA L’IMPROVVISA
IMMISSIONE IN CIRCOLO DI Cu. IN QUESTA SPECIE GLI
ERITROCITI CONTENGONO BASSE CONCENTRAZIONI
DI G6P-DH RIDOTTA PRODUZIONE DI NADPH CON
SCARSA POSSIBILITA’ DI RIDURRE IL GS-SG .
RAME SINTOMATOLOGIA 1
NEI RUMINANTI SI OSSERVA SOPRATTUTTO LA FORMA
AD ANDAMENTO CRONICO

PECORA : IN QUESTA SPECIE I SINTOMI HANNO


ANDAMENTO BIFASICO. NELLA FASE DI ACCUMULO, A
LIVELLO TISSUTALE, SPESSO ASINTOMATICA, POSSONO
COMPARIRE SEGNI DI ANORESSIA, AFFATICABILITA’,
ATONIA MUSCOLARE.
SI HA INOLTRE L’AUMENTO DEGLI ENZIMI EPATICI A
LIVELLO SIERICO (circa 6-8 settimane prima della comparsa
della crisi emolitica)

NELLA II FASE SI SCATENA LA SINTOMATOLOGIA ACUTA:


CRISI EMOLITICA, ITTERO, EMOGLOBINURIA, DISPNEA,
IPOTENSIONE, TACHICARDIA, MORTE NEL GIRO DI 24-48 h
RAME SINTOMATOLOGIA 2

BOVINO:
PRESENTA UN QUADRO ANALOGO A
QUELLO DESCRITTO PER LA PECORA MA
L’ACCUMULO A LIVELLO EPATICO PUO’
RAGGIUNGERE LIVELLI DI 300-400 ppm
SUINO:
L’INTOSSICAZIONE PUO’ DECORRERE IN
FORMA POCO EVIDENTE (anoressia,
dimagramento, anemia) O IN FORMA MANIFESTA
CON ITTERO EPATOTOSSICO
CARNIVORI :
IN CASO DI INTOSSICAZIONE ACUTA SI
MANIFESTANO SINTOMI GASTROENTERICI
(vomito, diarrea emorragica o verdastra, coliche)
RAME DIAGNOSI
RACCOLTA DI DATI ANAMNESTICI
SINTOMATOLOGIA
LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE
-FEGATO: aspetto giallastro, consistenza friabile, bile di colore
verde intenso;
-RENE: colore scuro, diminuita consistenza ;
-SIEROSE E MUCOSE: colore giallastro; ITTERO
-URINE: colore bruno scuro.
LA DIAGNOSI DI INTOSSICAZIONE CRONICA DA RAME
PUO’ ESSERE CONFERMATA DA ANALISI CHIMICHE
(cupremia e concentrazione tissutale di Cu ):
CUPREMIA: normale fino a 0.7-1.3 ppm
FEGATO: BOVINO fino a 300-400 ppm; OVINO fino a 50 ppm
MISURAZIONE DELLE TRANSAMINASI SIERICHE
RESIDUI DI XENOBIOTICI NELLE
ECVPT
DERRATE DI ORIGINE ANIMALE
RESIDUO E’ LA QUANTITA’ GENERALMENTE
PICCOLA DI UNO XENOBIOTICO O DI SUOI
METABOLITI PRESENTE IN TESSUTI O NELLE
PRODUZIONI ANIMALI EDIBILI IN GRADO DI
SVOLGERE AZIONE FARMACO-TOSSICOLOGICA

PERVENUTI AGGIUNTI NEOFORMATI

ACCIDENTALI
x terapia
INTENZIONALI
x frodi
RESIDUI DI XENOBIOTICI NELLE
ECVPT
DERRATE DI ORIGINE ANIMALE
RESIDUO E’ LA QUANTITA’ GENERALMENTE
PICCOLA DI UNO XENOBIOTICO O DI SUOI
METABOLITI PRESENTE IN TESSUTI O NELLE
PRODUZIONI ANIMALI EDIBILI IN GRADO DI
SVOLGERE AZIONE FARMACO-TOSSICOLOGICA

ESTRAIBILI NON ESTRAIBILI


(bound residues)
ECVPT

MRL & RESIDUI DI FARMACI

Le moderne tecniche di indagine analitica hanno consentito


di passare dal concetto di residuo zero (L. 283 30/4/62) a
quello dell’assenza di residui che implichino un rischio per la
salute del consumatore “TOLLERANZA RESIDUALE”
Reg. CEE 2377/90 “MRL”

Quindi, limitatamente ad alcune molecole, esisterebbe una


quantità di residuo la cui assunzione giornaliera per tutta
la vita è priva di effetti indesiderati per il consumatore
ADI = DOSE ACCETTABILE GIORNALIERA
ECVPT

MRL & RESIDUI DI FARMACI

COME VIENE STABILITO IL VALORE DI ADI?


E’ NECESSARIO INNANZITUTTO STABILIRE IL NOEL
NO OBSERVED EFFECT LEVEL =
Quantità di xenobiotico (farmaco o residuo) che non dà luogo
ad effetti biologici apprezzabili se somministrato nella dieta
ad animali di laboratorio per lunghi periodi di tempo
(intera vita biologica). Unità di misura = ppmÆ ppb Æ ppt
ECVPT
MRL & RESIDUI DI FARMACI
GLI ESPERIMENTI VENGONO CONDOTTI SU
SPECIE DIVERSE (ALMENO DUE, RODITORI E
NON) AL FINE DI CALCOLARE IL NOEL PER
LA SPECIE PIU’ SENSIBILE

IL VALORE DI NOEL DEVE POI ESSERE TRASFORMATO


IN “ADI ANIMALE” = QUANTITA’ DI XENOBIOTICO
(x Kg p.v.) CHE PUO’ ESSERE ASSUNTA PER TUTTA
LA VITA DELL’ANIMALE SENZA LA COMPARSA DI
EFFETTI BIOLOGICI
NOEL x CONSUMO MEDIO GIORNALIERO -> ASSUNZIONE
GIORNALIERA -> RAPPORTO AL Kg DI PESO = ADI
ECVPT

MRL & RESIDUI DI FARMACI

L’ADI ANIMALE DEVE POI ESSERE TRASFORMATO IN


“ADI PER L’UOMO” DIVIDENDO L’ADI ANIMALE
PER UN FATTORE DI ABBATTIMENTO IN GENERE =
100 (10, fattore di variabilità interspecifica, x 10, fattore
di variabilità intraspecifica)

IN CASO DI SPERIMENTAZIONE INSUFFICIENTE O


PER SOSTANZE CON POSSIBILI EFFETTI TERATOGENI
O CANCEROGENI SI UTILIZZANO FATTORI PIU’
ELEVATI (200, 500, 1000, 2000)
ECVPT

MRL & RESIDUI DI FARMACI


Consumo cibo/giorno
--------------------------
Peso corporeo
No Effect Level ADI animale
(mg/Kg nella dieta) (mg/Kg peso)

ADI uomo Abbattimento con


(mg/Kg peso) fattori di sicurezza

MRL NELLE DERRATE ALIMENTARI (mg o µg/Kg)


ECVPT
MRL & RESIDUI DI FARMACI

PANIERE ALIMENTARE
SOGGETTO ADULTO (~ 60 Kg)
CONSUMO GIORNALIERO PARI
A 1.5 Kg COSTITUITI DA ALMENO
-500 g DI CARNE (300 g DI MUSCOLO
+ 100 g DI FEGATO + 50 g DI GRASSO
+ 50 g DI RENE) SI CONSIDERANO
INOLTRE 200 g DI UOVA E/O
1.5 L DI LATTE
MRL & RESIDUI DI FARMACI NEGLI
ECVPT ALIMENTI
MRL = Maximum Residue Limit o
LMR = Limite Massimo Residuale
CONCENTRAZIONE MASSIMA DI RESIDUI DI
UN DETERMINATO COMPOSTO E/O DEI SUOI
METABOLITI AMMESSA IN UN TESSUTO
ANIMALE EDIBILE, NEL LATTE, NELLE UOVA

Le industrie farmaceutiche
indicano dei TEMPI DI SOSPENSIONE
stabiliti mediante prove di cinetica
ematica e residuale che vengono stimati
ADEGUATI dagli organi preposti in modo
che nella derrata i residui presenti non
superino gli MRL prescritti dalla legge
MRL & RESIDUI DI FARMACI
ECVPT

MRL = Maximum Residue Limit o


LMR = Limite Massimo Residuale

ALLEGATO 1: sono incluse sostanze per le quali


sono stati fissati valori di MRL DEFINITIVI
ALLEGATO 2: sono incluse sostanze non soggette a
MRL
ALLEGATO 3: sono incluse sostanze per le quali sono
stati fissati MRL PROVVISORI

ALLEGATO 4: sono incluse sostanze per le quali NON


possono essere fissati valori di MRL
MRL & RESIDUI DI FARMACI
ECVPT

MRL = Maximum Residue Limit o


LMR = Limite Massimo Residuale

Per ogni farmaco incluso negli ALLEGATI 1 e 3


devono essere indicati:

1) sostanza farmacologicamente attiva


2) residuo “marcatore”
3) specie animale
4) valore di MRL (in µg/Kg o p.p.b.)
5) tessuti campione
6) altre disposizioni (es: metodica analitica)
7) per allegato 3: data di scadenza MRL provvisorio
MRL & RESIDUI DI FARMACI
ECVPT

MRL = Maximum Residue Limit o


LMR = Limite Massimo Residuale

ppm
QUANDO LE CONCENTRAZIONI DI FARMACO
NELLA DERRATA SCENDONO AL DI SOTTO
DEL VALORE DI MRL PUO’ ESSERE
STABILITO IL TEMPO DI SOSPENSIONE

MRL T.S. = TEMPO CHE DEVE


INTERCORRERE TRA L’ULTIMO
TRATTAMENTO ED IL
RAGGIUNGIMENTO DI
CONCENTRAZIONI INFERIORI
giorni AL MRL NELLA DERRATA
T.S.
MRL & RESIDUI DI FARMACI
ECVPT

TEMPO DI SOSPENSIONE
DIPENDE:

1) DALLE CARATTERISTICHE DEL FARMACO


(lipo/idrosolubilità, legame F-P, biotrasformazione)
2) DAL VALORE DI MRL (tollerabilità)
3) DALLA FORMA FARMACEUTICA
(sospensione, soluzione)
4) DALLE CARATTERISTICHE DEL VEICOLO
(idromiscibilità, solubilità, lipofilia)
5) DALLA VIA DI SOMMINISTRAZIONE
6) DALLE CARATTERISTICHE DEL TESSUTO O DERRATA
(vascolarizzazione, pH, contenuto di lipidi o proteine)
RUBRATOSSINE

SONO MICOTOSSINE PRODOTTE DA Penicillium rubrum E


Penicillium purpurogenum IN CONDIZIONI ANALOGHE A
QUELLE IN CUI SI SVILUPPANO LE AFLATOSSINE (che
spesso vengono ritrovate contemporaneamente ) SU CEREALI
PARASSITATI ( mais, grano, sorgo, avena ).
RUBRATOSSINE

TOSSICODINAMICA

LA TOSSICITA’ E’ DOVUTA ESSENZIALMENTE ALLA


RBT B, IL CUI MECCANISMO D’AZIONE E’ ANALOGO A
QUELLO DELL’ AFB1 = LEGAME CON IL DNA, BLOCCO
DELLA RNA POLIMERASI -> INIBIZIONE DELLA SINTESI
PROTEICA, ALTERAZIONE DEL METABOLISMO E
DELLA PROLIFERAZIONE CELLULARE.
PROVOCA INIBIZIONE DEI PROCESSI OSSIDATIVI
DELL’ACIDO CITRICO, MALICO E PIRUVICO X BLOCCO
DEL TRASPORTO DI e - DA PARTE DEL CIT. c. ->
ARRESTO DELLA PRODUZIONE DI ATP. NON SVOLGE
ATTIVITA’ CANCEROGENA, MA PUO’CAUSARE
EFFETTI TERATOGENI.
RUBRATOSSINE
TOSSICITA’ 1

ANIMALI DA LABORATORIO: DIARREA,


EMORRAGIE OCULARI ED AURICOLARI,
EPISTASSI, DIMAGRAMENTO, MORTE.
SONO PRESENTI EMORRAGIE E LESIONI
DEGENERATIVO - NECROTICHE A FEGATO E MILZA.

FELINI: SONO PARTICOLARMENTE SENSIBILI,


OLTRE ALLE LESIONI PRECEDENTI
MOSTRANO EMORRAGIE LINFONODALI,
SUBENDOCARDICHE, EDEMA DELLA
CISTIFELLEA, CONGESTIONE DELLA
SURRENALE ED ASCITE.
RUBRATOSSINE
TOSSICITA’ 2

SUINI: DEPRESSIONE O AGGRESSIVITA’,


SCIALORREA, COLICHE ADDOMINALI,
ERITEMA CUTANEO ALL’ ADDOME.

EQUINI: SINTOMI NERVOSI CON


INCOORDINAZIONE DEI MOVIMENTI CUI
FANNO RISCONTRO LESIONI AL SNC.
RUBRATOSSINE
TOSSICITA’ 3

VOLATILI: CONGESTIONE DEI MUSCOLI DEL


PETTO E DELLE ZAMPE, ESTESE EMORRAGIE
IN FEGATO, POLMONE, MILZA E INTESTINO

CANE: L’INTOSSICAZIONE DA RBT B E


AFT B1 CAUSA LA SINDROME DEFINITA
“EPATITE X”
ERBICIDI

SONO COMPOSTI ETEROCICLICI


TRIAZINE AZOTATI, MOLTO DIFFUSI ED
UTILIZZATI

Cl Cl
N N N N
CH3
HC-HN NH-C2H5 NH-C2H5
N H5C2-HN
CH3 N

ATRAZINA SIMAZINA
ERBICIDI

TOSSICITA’
La tossicità di questi composti è bassa negli animali
da esperimento mentre è più alta per ruminanti ed
erbivori. Il meccanismo d’azione non è ben conosciuto.
Si ritiene che siano particolarmente pericolosi per la
tossicità cronica che possono causare. Alcuni composti
(aminotriazolo) possono provocare l’insorgenza di neoplasie.
Nell’uomo è stata accreditata l’insorgenza di tumori alle
sierose per gli operatori agricoli e per i consumatori di
derrate contaminate (persistono a lungo in certi tipi di
terreno - studio condotto nell’alessandrino).
ERBICIDI

SINTOMI E LESIONI

1) Anoressia, dimagrimento, dispnea, depressione del


sensorio, contrazioni tonico-cloniche dei mm. Scheletrici

2) Iperemia e congestione del rene e del polmone, piccole


emorragie in rene e miocardio, petecchie diffuse a tutti
gli organi e sierose
TRICOTECENI

FONTI

TOSSINE PRODOTTE DA FUNGHI DEI GENERI FUSARIA,


CEFALOSPORIA, TRICODERMA E STACHYBOTRIS CHE
PARASSITANO CEREALI (mais e grano). TRA LE PIU’
IMPORTANTI T2,NIVALENOLO, DESOSSINIVALENOLO,
DIACETOSSISCIRPENOLO, VOMITOSSINA.
I FUNGHI PRODUTTORI DI TRICOTECENI SONO
UBIQUITARI E PREDILIGONO SUBSTRATI MOLTO UMIDI.
LA PRODUZIONE DI TOSSINA AVVIENE A TEMPERATURE
INFERIORI ( 4- 10° C ) RISPETTO A QUELLE OTTIMALI PER
LO SVILUPPO DEI MICETI ( 20- 22° C ).
TRICOTECENI TOSSICODINAMICA 1

1) INIBIZIONE DELL’ INCORPORAZIONE DELLA


TIMIDINA NEL DNA E DELLA LEUCINA NELLE PROTEINE

2) INIBIZIONE DELLA PEPTIDIL-TRANSFERASI;


3) BLOCCO DELLA SINTESI PROTEICA E
DISAGGREGAZIONE DEI POLIRIBOSOMI.

DANNI CELLULARI: ALTERAZIONI DELLA MITOSI,


PICNOSI NUCLEARE, SOPRATTUTTO A CARICO DI
TESSUTI A RAPIDO ACCRESCIMENTO COME LINFONODI,
TIMO, MIDOLLO OSSEO, MILZA E INTESTINO.
TRICOTECENI TOSSICODINAMICA 2

I TRICOTECENI PROVOCANO INOLTRE DERMATITI DA


CONTATTO.

T2 E DIACETOSSISCIRPENOLO SONO TERATOGENI,


EMBRIOTOSICI E IMMUNOSOPPRESSIVI.

LA TOSSINA T2 AUMENTA LA PERMEABILITA’


CAPILLARE ED E’ EPATOTOSSICA (NECROSI E
DIMINUZIONE DELLA COAGULABILITA’).
TRICOTECENI SINTOMI E LESIONI

ANIMALI PIU’ SENSIBILI:


CAVALLO, GATTO, SUINO, TACCHINO E POLLO.

ANIMALI MENO SENSIBILI:


BOVINO E OVINO.
TRICOTECENI SINTOMI E LESIONI

AVVELENAMENTO ACUTO:

DEBOLEZZA, TREMORI, PARESI ARTI POSTERIORI,


VASODILATAZIONE, TACHICARDIA, SCHOCK.

VOMITO, SCIALORREA, EDEMA DELLA


LINGUA, DIARREA EMORRAGICA

DISPNEA, SCOLO NASALE


TRICOTECENI SINTOMI E LESIONI

AVVELENAMENTO CRONICO:
CADUTA DELLE PRODUZIONI, ANORESSIA, ABORTO,
PANLEUCOPENIA.
LA SINDROME DELLA “NECROSI DELLA CODA DEI
VITELLI” E’ TIPICAMENTE ASSOCIATA AI TRICOTECENI.

LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE:

EROSIONI MUCOSA CAVO ORALE E


TUBOGASTROENTERICO
EMORRAGIE: SOTTOCUTE, SIEROSE, MIOCARDIO,
POLMONE
NECROSI EPATICA E RENALE
APLASIA DEL MIDOLLO OSSEO
TRICOTECENI SINTOMI E LESIONI

LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE:

NEL POLLO SI TROVA MATERIALE CASEOSO


SULLA SUPERFICIE DEI VISCERI ADDOMINALI

NELLE OVAIOLE DIMINUZIONE DELL’OVODEPOSIZIONE


E DELLO SPESSORE DEL GUSCIO

SPESSO I FORAGGI CONTAMINATI DA FUSARIUM


PROVOCANO VOMITO NEGLI ANIMALI DOMESTICI
(COSIDDETTO FATTORE DI RIFIUTO)
UREA E SALI D’AMMONIO

AVVELENAMENTO TIPICO DEI RUMINANTI A CUI SONO


SOMMINISTRATI UREA O SALI D’AMMONIO COME
FONTE DI N2 NON PROTEICO. TALI COMPOSTI POSSONO
GENERARE NH3 A LIVELLO RUMINALE AD OPERA DI
ENZIMI (ureasi) DELLA FLORA BATTERICA. L’NH3 VIENE
FACILMENTE ASSORBITA E PUO’ CAUSARE LA TOSSICOSI

FONTI
1)SOMMINISTRATI AI RUMINANTI COME FONTE DI NPN:
UREA, BIURETO, FOSFATO BIAMMONICO, SOLFATO DI
AMMONIO.
2)FERTILIZZANTI: UREA, NITRATO D’AMMONIO ED
ALTRI SALI SONO USATI COME FERTILIZZANTI.
UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICOCINETICA
L’UREA VIENE SCISSA IN CO2 E NH3

L’NH3 VIENE ASSORBITA DAI PRESTOMACI


A LIVELLO EPATICO L’NH3 VIENE:
a)RICONVERTITA AD UREA (ciclo dell’urea);
b)UTILIZZATA PER LA SINTESI DI GLUTAMINA;
c)METABOLIZZATA PER MEZZO DELL’AMINAZIONE
RIDUTTIVA DEGLI α -CHETOACIDI (α-chetoglutarato
-> glutamato -> glutamina). QUESTO PROCESSO
RAPPRESENTA LA PRINCIPALE VIA DI
DETOSSIFICAZIONE DELL’NH3

L’UREA VIENE ELIMINATA CON URINA E SALIVA


UREA E SALI D’AMMONIO TOSSICITA’ 1

LA TOSSICITA’ DELL’ UREA E’ LEGATA


ALL’ENTITA’ DELLA SUA IDROLISI A NH3
L’UREA RISULTA MOLTO PIU’ TOSSICA PER I RUMINANTI E
FRA QUESTI L’OVINO RISULTA PIU’ SENSIBILE DEL BOVINO

DL 0.3-0.5 g/Kg DL 1-1.5 g/Kg


UREA E SALI D’AMMONIO TOSSICITA’ 2

IL CAVALLO E’ SENSIBILE ALL’INTOSSICAZIONE DA UREA


MA MOLTO PIU’ A QUELLA CAUSATA DA SALI D’AMMONIO

DL 3-4 g/Kg

I MONOGASTRICI SONO PRATICAMENTE INSENSIBILI


ALL’INTOSSICAZIONE DA UREA, MA SONO MOLTO SENSIBILI
ALL’AVVELENAMENTO DA SALI D’AMMONIO

praticam. insensibile

DL SALI D’AMMONIO CIRCA 1-3 g/Kg (+ sensibili monogastrici)


UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICITA’ 3
CONDIZIONI PREDISPONENTI:
LA TOSSICITA’ DELL’UREA E’ CONDIZIONATA DA
DIVERSI FATTORI CHE POSSONO TRASFORMARE
GLI EFFETTI PRODOTTI DA UN COMPOSTO DI
SOLITO TOLLERATO IN UNA GRAVE TOSSICOSI

1) ABITUDINE:
BOVINI ABITUATI AD ASSUMERE UREA E DERIVATI
POSSONO TOLLERARE DOSI FINO AD 1 g/Kg, TOSSICHE
PER ANIMALI NON ABITUATI. TALE EFFETTO
PROTETTIVO REGREDISCE CON LA SOSPENSIONE
DELLA SOMMINISTRAZIONE
UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICITA’ 4 CONDIZIONI PREDISPONENTI

2) ATTIVITA’ DELL’UREASI:
E’ CONDIZIONATA DAL pH (ottimale 7.5-8) E DALLA T°
(OTTIMALE > 38-40°C). LA FORMAZIONE DI NH3 AGGRAVA
LA TOSSICOSI -> IL pH TENDE AD AUMENTARE -> SPOSTA
L’ EQUILIBRIO DELLA REAZIONE VERSO LA FORMA
INDISSOCIATA -> ASSORBIMENTO

3) ETA’:
I VITELLI PRERUMINANTI SONO MENO SENSIBILI, MENTRE
I GIOVANI RUMINANTI SONO PIU’SENSIBILI DELL’ ADULTO

4) CARENZA DI H2O:
H2O DILUISCE L’NH3 FORMATASI NEL RUMINE, LIMITA
L’AZIONE DELL’UREASI E AUMENTA L’ELIMINAZIONE
URINARIA DELL’UREA
UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICITA’ 5

CONDIZIONI PREDISPONENTI

5) PATOLOGIE EPATICHE:
VI PUO’ ESSERE UNA RIDUZIONE DEI PROCESSI
METABOLICI DETOSSIFICANTI (vecchiaia, processi
infiammatori, degenerativi, parassitosi)

6) FORAGGI RICCHI DI SOIA E DERIVATI:


(farine) CONTENGONO UREASI
UREA E SALI D’AMMONIO

TOSSICODINAMICA 1
NH2 Ureasi
O=C CO2 + NH3
H2O
NH2
α-CHETO-GLUTARATO
AMINAZIONE OSSALACETATO
PIRUVATO
STIMOLO
GLICOLISI
INIBIZIONE
ANAEROBIA
CICLO DI KREBS

ACCUMULO ACIDOSI
LATTATO METABOLICA
UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICODINAMICA 2

SONO PIU’ COLPITI I TESSUTI AD ALTO FABBISOGNO


ENERGETICO = CUORE, SNC

CUORE:
AZIONE TOSSICA DIRETTA DELLO IONE
AMMONIO +IPERKALEMIA (origine non
chiarita) ->INIZIALE DEPRESSIONE SEGUITA
DA TACHIARITMIE (-> fibrillazione) E BLOCCO
UREA E SALI D’AMMONIO
TOSSICODINAMICA 3

SNC:
AZIONE DIRETTA DELLO IONE AMMONIO SUI
MOTONEURONI (riduzione inibizione postsinaptica alterazione
dello scambio ionico) -> EFFETTO STIMOLANTE E
CONVULSIVANTE

POLMONE:
EDEMA POLMONARE (aumento permeabilita’capillare in seguito
a stimoli riflessi autonomi) + POLIPNEA (acidosi ed adema)
UREA E SALI D’AMMONIO
SINTOMATOLOGIA 1
L’INSORGENZA DEI SINTOMI E’ PIUTTOSTO RAPIDA
(poche ore dopo l’assunzione) COSI’ COME L’EVOLUZIONE
(morte o risoluzione in poche ore -> max 1-3 giorni)

SINTOMI
1) NERVOSI:
IPERECCITABILITA’, ECCESSIVA RISPOSTA AGLI
STIMOLI ESTERNI, TREMORI MUSCOLARI,
CONVULSIONI (tonico-cloniche, puo’ apparire opistotono ).
2) GASTRO-ENTERICI:
SCIALORREA (azione irritante dovuta all’eliminazione salivare),
ATONIA RUMINALE (fenomeni di indigestione), METEORISMO
(eccessiva produzione di CO2), DOLORI COLICI.
UREA E SALI D’AMMONIO
SINTOMATOLOGIA 2

3) RESPIRATORI:
POLIPNEA, DISPNEA (atteggiamento di “fame d’aria” ) ->
x EDEMA E METEORISMO.

4) CARDIACI:
INIZIALE BRADICARDIA -> EXTRASISTOLI ->
TACHICARDIA -> FIBRILLAZIONE, PUO’ COMPARIRE
BLOCCO CARDIACO.

5) LA MORTE PUO’ AVVENIRE IN CONCOMITANZA


DI UN ACCESSO CONVULSIVO .
UREA E SALI D’AMMONIO

DIAGNOSI

LADDOVE POSSIBILE SI BASA SU DATI ANAMNESTICI


(SOMMINISTRAZIONE DI UREA E DERIVATI CON LA
DIETA, ANIMALI GIOVANI E NON ABITUATI ) E SUI
SINTOMI

CLINICA POST-MORTEM
UREA E SALI D’AMMONIO

CLINICA

1) DIMINUZIONE PH EMATICO (6.9 - 7) CAUSATO


DALL’ACIDOSI METABOLICA

2) IPERKALEMIA

3) IPERAMMONIEMIA (>0.2 mg/dl; I PRIMI SEGNI CLINICI


POSSONO INSORGERE CON VALORI PARI A 1 mg/dl, LA
MORTE PUÒ AVVENIRE CON VALORI PARI A 3 - 6 mg/dl)

4) INNALZAMENTO DEL PH DEL LIQUIDO RUMINALE


(DA 6.4 - 6.5 A 7.5)
UREA E SALI D’AMMONIO
POST-MORTEM

1) CARCASSE RIGONFIE, RAPIDA DECOMPOSIZIONE,


FUORIUSCITA DI LIQUIDO SCHIUMOSO MALEODORANTE
DAGLI ORIFIZI

2) ALLA NECROSCOPIA FORTE ODORE AMMONIACALE,


GASTROENTERITE CATARRALE O EMORRAGICA, EDEMA
POLMONARE, MUCOSE CONGESTE, SCHIUMA IN TRACHEA
E BRONCHI, SOFFUSIONI EMORRAGICHE ALLE SIEROSE

3) ISTOLOGIA: DEGENERAZIONE TORBIDA EPATICA E


RENALE

4) MISURAZIONE DEL pH RUMINALE (da eseguirsi entro poche


ore dopo la morte )
UREA E SALI D’AMMONIO
TERAPIA 1
1) SOMMINISTRARE ACQUA FREDDA (FINO A 20 - 40 L NEL
BOVINO, 5 L NELL’ OVINO) PER DILUIRE L’NH3 PRESENTE
NEL RUMINE ED ABBASSARE LA T° (INIBISCE L’ ATTIVITÀ
DELL’UREASI)

2) SOMMINISTRARE FINO A 4-5 L (BOVINO ) 0.5 - 1 L (OVINO)


DI ACIDO ACETICO AL 5% OPPURE ACETO (PER
ACIDIFICARE IL PH RUMINALE -> INIBISCE L’ ATTIVITÀ
DELL’UREASI )
UREA E SALI D’AMMONIO
TERAPIA 2

3) SOMMINISTRARE TRANQUILLANTI SE NECESSARIO


PER CONTRASTARE I SINTOMI NERVOSI (es DIAZEPAM
1-2 mg /Kg IM O EV )

4) SOMMINISTRARE SOLUZIONI REIDRATANTI (Ringer


lattato) E DIURETICI PER FAVORIRE L’ ELIMINAZIONE
URINARIA E RISOLVERE L’EDEMA POLMONARE
(es. furosemide 0.5 - 1 mg /Kg ogni 6-12 h x EV o IM )
UREA E SALI D’AMMONIO

TERAPIA 3

5) RUMINOTOMIA -> EVACUAZIONE CO2, RIMOZIONE


DI PARTE DEL CONTENUTO RUMINALE E/O
RICOSTITUZIONE CON CONTENUTO RUMINALE DI
ANIMALI SANI E/O DIETA FRESCA E H2O.

6) AUTORI SUGGERISCONO LA SOMMINISTRAZIONE


DI ACIDO GLUTAMMICO 50- 200 g /CAPO (FACILITA
LA DETOSSIFICAZIONE DELL’NH3)
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)

FONTI

LO ZEARALENONE E’ UNA TOSSINA PRODOTTA DA


MUFFE DEL GENERE FUSARIUM (roseum o Giberella zeae,
moniliforme e tricinctum) CHE PARASSITANO MAIS, RISO,
AVENA, ORZO, GRANO ECC.

RACCOLTI ED IMMAGAZZINATI IN CONDIZIONI DI


UMIDITA’ SUPERIORE AL 20% A T° ANCHE NON
ELEVATE (14-20 °C).
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
FONTI

E’ ABBASTANZA STABILE, NON VA INCONTRO A


DEGRADAZIONI ANCHE IN SEGUITO A FIENAGIONE,
INSILAMENTO O ALTRI PROCESSI UTILIZZATI
NELL’INDUSTRIA MANGIMISTICA.

TOSSICOCINETICA

VIENE BEN ASSORBITO A LIVELLO INTESTINALE, SI


DISTRIBUISCE A TUTTI I TESSUTI, SI LEGA AI RECETTORI
PER GLI ESTROGENI (a livello di utero, ovaio, ipotalamo, ipofisi,
fegato).
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
TOSSICOCINETICA

AL CONTRARIO DEGLI ESTROGENI NATURALI CHE


VANNO INCONTRO AD UN MASSICCIO EFFETTO DI I°
PASSAGGIO, E’ ATTIVO ANCHE PER OS POICHE’ LA SUA
METABOLIZZAZIONE EPATICA (riduttasi microsomiali e
citosoliche) GENERA 2 METABOLITI, L’ALFA E IL BETA
ZEARALENOLO, DI CUI IL PRIMO E’ DOTATO DI
ATTIVITA’ ESTROGENICA MAGGIORE DEL
PROGENITORE (reazione di bioattivazione responsabile della
diversa sensibilita’ di specie) .

I METABOLITI VENGONO ESCRETI PER VIA URINARIA


MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
TOSSICODINAMICA
Zearalenone Recettore

DNA
aminoacidi
mRNA

R.E.R

PROTEINE
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)

TOSSICODINAMICA

L’AZIONE DI ZEARALENONE E ALFA-ZERANELOLO E’


ASSIMILABILE A QUELLA DEGLI ESTROGENI --> EFFETTI
ANALOGHI A QUELLI DELL’ESTRADIOLO PER
INTERAZIONE CON I RECETTORI PER GLI ESTROGENI A
LIVELLO DEGLI ORGANI BERSAGLIO

EFFETTI TOSSICI

IL SUINO E’ LA SPECIE PIU’ SENSIBILE -->


A LIVELLO EPATICO PRODUCE MAGGIORI
QUANTITA’ DI METABOLITA ALFA.
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
EFFETTI TOSSICI

NELLA SCROFA CAUSA EDEMA DELLA VULVA,


IPERTROFIA MAMMARIA, DEI CAPEZZOLI, PROLASSO
VAGINALE, IPERSECREZIONE.

IN SEGUITO AD ASSUNZIONI PROTRATTE SI POSSONO


VERIFICARE ALTERAZIONI OVARICHE CON COMPARSA
DI NUMEROSI FOLLICOLI O CISTI FOLLICOLINICHE.

NEL MASCHIO --> INGROSSAMENTO DEL PREPUZIO E


DEI CAPEZZOLI (ginecomastia) AD ALTE DOSI SI POSSONO
AVERE ALTERAZIONI DELLA SPERMATOGENESI.
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
EFFETTI TOSSICI

L’ESAME ISTOLOGICO EVIDENZIA METAPLASIA


SQUAMOSA DELL’EPITELIO VAGINALE E CERVICALE,
IPERTROFIA DELL’ENDOMETRIO E DELLE GHIANDOLE.
POSSONO ESSERCI ALTERAZIONI DELLA RIPRODUZIONE
E FENOMENI DI ABORTO

NEL BOVINO I CASI DI


INTOSSICAZIONE SONO PIU’
RARI E SONO STATI DESCRITTI
EPISODI DI INFERTILITA’,
VAGINITE, PROLUNGAMENTO
DELL’ESTRO;
MICOTOSSINE ZEARALENONE (TOX. F2)
EFFETTI TOSSICI
NELLE OVAIOLE NON SI E’ OSSERVATA UNA
ALTERAZIONE SENSIBILE DELLA
OVODEPOSIZIONE E DELLA QUALITA’
DEL GUSCIO.

NEL CORSO DI TALE MICOTOSSICOSI POSSONO ESSERE


OSSERVATI ALTRI EFFETTI ASPECIFICI QUALI
ANORESSIA, VOMITO, MANIFESTAZIONI CUTANEE,
NECROSI DELLA CODA CHE SONO STATE IMPUTATE AD
ALTRE MICOTOSSINE PRODOTTE DA MUFFE DEL
GENERE FUSARIUM CHE POSSONO CONTAMINARE
CONTEMPORANEAMENTE LE STESSE DERRATE
ALIMENTARI.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

SONO PRODOTTE DA VARI GENERI DI Aspergillus


SOPRATTUTTO A.flavus E A.parasiticus MA ANCHE DA
A.niger, ruber, wentii E DA ALCUNI Penicilli
IN DETERMINATE CONDIZIONI DI TEMPERATURA
E UMIDITA’ SU CEREALI
(mais, grano, sorgo e soia) ARACHIDI E SEMI OLEOSI
(cotone, mandorle, pistacchi,ecc.) E SOTTOPRODOTTI
DELLA LAVORAZIONE (farine e pannelli).
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

LA CRESCITA DEI MICETI AVVIENE A T° DI


CIRCA 36-38 °C E UMIDITA’ PARI A CIRCA
L’ 85%.

+ COMUNI AFLATOSSINE: B1, B2, G1, G2,


B2 E G2 SONO I DIIDRODERIVATI DI B1 E G1
LE TOSSINE SONO PRODOTTE A T° PIU’ BASSE
(24-27 °C B1, 29-30 °C G1)

LE M1 E LE M2 SONO PRESENTI NEL LATTE DI


ANIMALI CHE HANNO ASSUNTO FORAGGI
CONTAMINATI (sono i metaboliti idrossilati di AFB)
MICOTOSSINE AFLATOSSINE
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

TOSSICOCINETICA 1

ASSORBIMENTO RAPIDO DOPO ASSUNZIONE ORALE (nel


rumine possono persistere inalterate per diversi giorni) -->
--> LEGAME CON LE ALBUMINE SIERICHE -->
DISTRIBUZIONE IN TUTTI I TESSUTI (maggiore in fegato e
rene).

SI CONCENTRANO PARTICOLARMENTE NEL FEGATO


DOVE INSTAURANO LEGAMI COVALENTI CON IL DNA E
LE MACROMOLECOLE PROTEICHE ED ENZIMATICHE
(pare siano anche in grado di legarsi ai siti recettoriali per gli
ormoni steroidei).
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

TOSSICOCINETICA 2

VENGONO METABOLIZZATE A LIVELLO EPATICO DOVE


VANNO INCONTRO A REAZIONI DI BIOATTIVAZIONE
(epossidazione) E A FORMAZIONE DI METABOLITI
(aflatossine Q1, P1, B2, M1, M2, aflatossicolo) CHE VENGONO
ESCRETI PER VIA BILIARE, URINARIA E MAMMARIA
(M1, M2).

L’AFLATOSSICOLO VIENE IN PARTE RITRASFORMATO


IN AFB1 PER VIA ENZIMATICA
MICOTOSSINE AFLATOSSINE TOSSICITA’

I MONOGASTRICI SONO GENERALMENTE PIU’ SENSIBILI


DEI POLIGASTRICI.

I PESCI D’ACQUA DOLCE ED IN PARTICOLARE LA TROTA


SONO GLI ANIMALI IN ASSOLUTO PIU’ SENSIBILI (4-5
p.p.b. per alcuni giorni causano l’insorgenza di neoplasie epatiche).

TRA I VOLATILI I PICCOLI DI ANATRA ,


TACCHINO E POLLO.

TRA I MAMMIFERI CONIGLO, RATTO, CANE E SUINO.


MICOTOSSINE AFLATOSSINE TOSSICITA’

I PIU’ REFRATTARI SONO I RUMINANTI


(la pecora e’praticamenti insensibile -> anni
x insorgenza di neoplasie epatiche)

SI SA POCO SUGLI ANIMALI SELVATICI


SALVO QUALCHE SEGNALAZIONE
SPORADICA.

IN GENERALE I SOGGETTI GIOVANI E


QUELLI CARENTI DI GSH SONO
PIU’ SENSIBILI.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

TOSSICODINAMICA 1

LE AFLATOSSINE INIBISCONO LA SINTESI DEL DNA PER


BLOCCO DELLA RNA POLIMERASI-DNA DIPENDENTE -->
INIBIZIONE DELLA SINTESI PROTEICA ALTERAZIONE
DELLA CRESCITA, MOLTIPLICAZIONE E METABOLISMO
CELLULARE.

QUESTO EFETTO E’ CONSIDERATO IL MAGGIORE


RESPONSABILE DELLE FORME ACUTE DI
INTOSSICAZIONE.

LA AFB1 E’ IL PIU’ POTENTE CARCINOGENO EPATICO


CONOSCIUTO (meno la G1, la B2 ha debole attività e la G2 ne e’
praticamente priva).
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

TOSSICODINAMICA 2

L’EFFETTO CITOTOSSICO E CANCEROGENO E’


INDIRETTO POICHE’ LA TOSSINA (E FORSE ALCUNI
METABOLITI) DEVE ESSERE METABOLIZZATA A
LIVELLO EPATICO DA MFO CIT.P-450 DIPENDENTI
(REAZIONE DI EPOSSIDAZIONE --> BIOATTIVAZIONE)
E TRASFORMATA IN EPOSSIDI DOTATI DI
CARATTERISTICHE NUCLEOFILE CHE FORMANO
LEGAMI COVALENTI CON IL DNA (in particolare con l’N
in posizione 7 della guanina) GLI ENZIMI E LE PROTEINE.
NEI RUMINANTI L’EPOSSIDAZIONE VIENE
EFFETTUATA DA MFO 1A (P-448) DIPENDENTI.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

TOSSICODINAMICA 3

LA DETOSSIFICAZIONE AVVIENE PER CONIUGAZIONE


CON GSH (per mezzo della GSH-transferasi) E QUESTO
SPIEGA LA DIFFERENTE SENSIBILITA’ DI SPECIE NEI
CONFRONTI DELLE AFLATOSSINE (i ruminanti sono i meno
sensibili)

SONO INOLTRE IN GRADO DI INIBIRE LA RESPIRAZIONE


CELLULARE PER BLOCCO DEI CITOCROMI b E c.

HANNO ANCHE AZIONE IMMUNOSOPPRESSIVA (per


inibizione della sintesi proteica e per legame con i recettori degli
steroidi).
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

SINTOMATOLOGIA E LESIONI
TOSSICITA’ ACUTA

DEPRESSIONE DEL SENSORIO, ANORESSIA, ANEMIA,


DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE, GASTRO-ENTERITE
EMORRAGICA, MELENA, EMATURIA, PRESENZA DI
SANGUE NEL LATTE, PETECCHIE SULLE MUCOSE
APPARENTI.

NECROSCOPIA = EMORRAGIE A CARICO DEGLI


ORGANI INTERNI SOPRATTUTTO FEGATO, STOMACO,
INTESTINO, MUSCOLI E SOTTOCUTE.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

SINTOMATOLOGIA E LESIONI

TOSSICITA’CRONICA

I SINTOMI SONO PIU’ SUBDOLI ED ESSENZIALMENTE


DOVUTI ALLA GRAVE ALTERAZIONE DELLE FUNZIONI
EPATICHE: ANORESSIA, DIMAGRAMENTO, DIFFICOLTA’
DI DIGESTIONE, DIMINUZIONE DELLE PRODUZIONI
ZOOTECNICHE.

LE LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE


PRESENTI SONO RIFERIBILI A FENOMENI DEGENERATIVI
DI TIPO CIRROTICO, OCCLUSIONE DEI DOTTI BILIARI,
FIBROSI PERIPORTALE, CARCINOMI EPATICI.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

SINTOMATOLOGIA E LESIONI

TOSSICITA’CRONICA

I RUMINANTI SONO DECISAMENTE MENO SENSIBILI


RISPETTO ALLE ALTRE SPECIE PER ELEVATA
CAPACITA’ GSH CONIUGANTE, PER LA DILUIZIONE E
PER LA PARZIALE DEMOLIZIONE RUMINALE.

NEL BOVINO E’ STATA SEGNALATA UNA SINDROME


DEFINITA “DA OCCLUSIONE DELLE VENE “ DOVUTA
PROBABILMENTE ALLA CONCOMITANTE PRESENZA
DI ALTRI AGENTI EZIOLOGICI.
MICOTOSSINE AFLATOSSINE

SINTOMATOLOGIA E LESIONI

TOSSICITA’CRONICA

NELL’OVINO NON SONO STATI DESCRITTI CASI DI


INTOSSICAZIONE NATURALE . SPERIMENTALMENTE
SONO STATI INDOTTI CARCINOMI CON 1.75 p.p.m. DI
AFB1 PER ALCUNI ANNI.
ARSENICO
L’As E’ PRESENTE IN NATURA COME SOLFURO (rosso o realgar,
giallo o orpimento) O ARSENOPIRITE. NON VIENE ESTRATTO
COME TALE MA RECUPERATO NEI PROCESSI INDUSTRIALI
DELLA LAVORAZIONE DI VARI METALLI (Fe, Cu, Pb, Zn)
COME ANIDRIDE ARSENIOSA (As2O3)
L’As E’ DIFFICILE DA CARATTERIZZARE DAL PUNTO DI
VISTA TOSSICOLOGICO COME SINGOLO ELEMENTO
POICHE’ LA SUA NATURA CHIMICA E’ MOLTO COMPLESSA
ED ESISTONO DIVERSI COMPOSTI DELL’As
L’As POSSIEDE 2 NUMERI DI OX (+3 E +5) E GENERA DIVERSI
COMPOSTI INORGANICI E ORGANICI (alifatici e aromatici)
ARSENICO FONTI 1

+ARSENICALI INORGANICI TRIVALENTI


• ANIDRIDE ARSENIOSA : UTILIZZATA COME
RODENTICIDA E IN ASSOCIAZIONE CON
TRISOLFURO DI As NEI DIPPINGS PER GLI OVINI,
UNA VOLTA ERA USATA ANCHE COME
“PROMOTORE DI CRESCITA” (uso vietato)
• ARSENITI (Na+ e K+): UTILIZZATI COME ERBICIDI,
INSETTICIDI, RODENTICIDI, (Cu ++ ) COLORANTE,
INSETTICIDA, ANTIELMINTICO

+ARSENICALI INORGANICI PENTAVALENTI


• ARSENIATI DI Pb, Cu, Na, K TROVAVANO IMPIEGO
COME INSETTICIDI, COLORANTI E PRESERVATIVI
DEL LEGNO
ARSENICO FONTI 2

+ ARSENICALI ORGANICI TRIVALENTI


• ALIFATICI: ACIDO CACODILICO E DERIVATI, ERANO
UTILIZZATI COME ANTIELMINTICI E SONO ANCORA
UTILIZZATI COME REAGENTI IN LABORATORIO
• AROMATICI: TIOACETARSAMIDE USATO COME FILARICIDA

+ ARSENICALI ORGANICI PENTAVALENTI


• ALIFATICI : MONOSODIO E DISODIO METILARSONATO
USATI COME ERBICIDI
• AROMATICI : DERIVATI DELL’ ACIDO FENIL E
BENZENARSONICO USATI COME AUXINICI E
CHEMIOTERAPICI IN ZOOTECNICA (suini e polli)

SI TRATTA COMUNQUE DI COMPOSTI ORMAI OBSOLETI O


VIETATI E LA PRINCIPALE FONTE RESTA
L’ INQUINAMENTO INDUSTRIALE
ARSENICO TOSSICITA’ 1

LA TOSSICITA’ DEGLI ARSENICALI E’ LEGATA ALLA


VELOCITA’ DI ASSORBIMENTO E DI ELIMINAZIONE
ED ALLA LORO CAPACITA’ DI ACCUMULARE NELLO
ORGANISMO.
GLI ARSENICALI ORGANICI RISULTANO MENO TOSSICI
DEGLI INORGANICI E FRA QUESTI I TRIVALENTI SONO
PIU’ TOSSICI DEI PENTAVALENTI.
LA DL VARIA DA 1 A 25 mg/Kg NELLE DIVERSE SPECIE
ANIMALI IN BASE ALLA NATURA DEI COMPOSTI
L’ As E’ DOTATO DI ATTIVITA’ CANCEROGENA
(x assunzioni ripetute di basse dosi)
ARSENICO TOSSICITA’ 2

a
ARSENICO TOSSICOCINETICA 1

ASSORBIMENTO
• L’ As VIENE ASSORBITO X TUTTE LE VIE COMPRESE
LA POLMONARE E LA CUTANEA

• AS2O3 E’ POCO ASSORBITA X OS (non solubile) MA E’


RESPONSABILE DEGLI AVVELENAMENTI x VIA
AEROGENA DOVE E’ ASSORBITA IN DIPENDENZA
DELLA GRANULOMETRIA

• ARSENITI E ARSENIATI SONO QUASI TOTALMENTE


ASSORBITI x OS (eliminazione diretta con le feci < 10%)
L’ ASSORBIMENTO DEI COMPOSTI ORGANICI E’
DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLA LORO
LIPOSOLUBILITA’
ARSENICO TOSSICOCINETICA 2

NEL SANGUE As SI LEGA ALLE ALBUMINE E IN PARTE AD


EMOGLOBINA E LEUCOCITI.
LA DISTRIBUZIONE E’ AMPIA E VARIA A SECONDA DEL
COMPOSTO: CUTE E ANNESSI>FEGATO>RENE>INTESTINO
>OSSA; PASSA LA BARRIERA PLACENTARE.

VIENE BIOTRASFORMATO: x REDOX As+5 VIENE RIDOTTO


AD As+3 CHE POI PUO’ VENIRE METILATO.
TALVOLTA L’ As+3 PUO’ ESSERE OSSIDATO AD As+5.
VIENE POI ELIMINATO CON BILE, URINA, LATTE, SUDORE

LA CINETICA E’ PIU’ RAPIDA NEGLI ANIMALI DOMESTICI


RISPETTO ALL’ UOMO DOVE PIU’ DI FREQUENTE SI
VERIFICANO FENOMENI DI ACCUMULO
ARSENICO TOSSICODINAMICA
COMPOSTI DELL’ As3+
SI LEGA ALLE MACROMOLECOLE CELLULARI CONTENENTI
GRUPPI-SH -> BLOCCO ENZIMI SULFIDRILICI -> BLOCCO
DEL METABOLISMO CELLULARE. BERSAGLIO TIPICO E’
L’ACIDO LIPOICO, COFATTORE DELLA PIRUVATO ED
α-CHETOGLUTARATO DEIDROGENASI -> BLOCCO DEL
CICLO DI KREBS -> DEFICIT ENERGETICO.

CH2SH CH2S
CH2 CH2 As - R
- H2O
CHSH + R - As = O CHS
(CH2 )4 (CH2 )4
COOH COOH
acido lipoico acido lipoico complessato
ARSENICO TOSSICODINAMICA

COMPOSTI DELL’ As5+

COMPETIZIONE CON I FOSFATI PER LA SINTESI DI ATP


= SI FORMANO ESTERI INSTABILI (IDROLISI RAPIDA)
NON IN GRADO DI ACCUMULARE ENERGIA ->
ULTERIORE AGGRAVAMENTO DEL DEFICIT
ENERGETICO.

POTENTE INIBIZIONE, ANCHE SE REVERSIBILE, DELLE


REAZIONI DI FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA
MITOCONDRIALE (sostituzione competitiva del fosfato con
l’arseniato inorganico -> formazione di estere che va incontro a
rapida demolizione idrolitica).
ARSENICO TOSSICODINAMICA

AZIONI COMUNI

+ MARCATO EFFETTO IRRITATIVO SULLA MUCOSA


GASTRO-ENTERICA (che unito all’effetto edemigeno a carico
della sottomucosa determina l’insorgenza di una grave diarrea )

+ SPICCATA VASODILATAZIONE CAPILLARE ED ARTE-


RIOLARE (maggiore nel distretto splancnico) DOVUTA AD
AZIONE LESIVA SULLA MUSCOLATURA E SUGLI ENDO-
TELI VASALI -> AUMENTO DELLA PERMEABILITA’
VASALE -> FORMAZIONE DI EDEMI (sottomucosi ). PUO’
ESSERE PRESENTE COLLASSO E ALTERAZIONE DELLA
FUNZIONALITA’ RENALE (PERDITA DI ELETTROLITI)
ARSENICO TOSSICODINAMICA

+ L’ESPOSIZIONE CRONICA AI COMPOSTI INORGANICI


PUO’ CAUSARE EFFETTI NERVOSI SIA CENTRALI CHE
PERIFERICI

+ LESIONI EPATICHE CON ALTERAZIONE DEI LIVELLI


DI ENZIMI (SDH, LDH, transaminasi); DEGENERAZIONE
(vacuolizzazione, degenerazione torbida, necrosi)

+ EFFETTO CANCEROGENO (esposizione prolungata a


piccole dosi) -> CARCINOMI EPITELIALI, POLMONARI,
EMANGIOSARCOMA EPATICO

• L’ESPOSIZIONE ACUTA A VAPORI DI ARSINA PROVOCA


VOMITO, DISPNEA, ANEMIA EMOLITICA,
EMOGLOBINURIA, INSUFFICIENZA RENALE, MORTE •
ARSENICO SINTOMATOLOGIA 1

COMPOSTI INORGANICI - TOX ACUTA

• INTENSA DOLORABILITA’ ADDOMINALE (coliche),


ESTREMA DEBOLEZZA, BARCOLLAMENTI, TREMORI
MUSCOLARI
VOMITO (cane, gatto, maiale), DIARREA (acquosa->emorragica
possono essere presenti frustoli di mucosa ), ATONIA
RUMINALE ED INDIGESTIONE (bovino, ovino)
DISIDRATAZIONE, POLSO DEBOLE E FREQUENTE,
IPOTERMIA, IPOTENSIONE, COLLASSO CARDIO-
CIRCOLATORIO, COMA, MORTE

• IN CASO DI AVVELENAMENTO DA ARSINA SONO


PRESENTI ANEMIA ACUTA E GRAVE EMOLISI
ARSENICO

SINTOMATOLOGIA 2

COMPOSTI INORGANICI - TOX SUBACUTA

IN QUESTO CASO GLI ANIMALI POSSONO


SOPRAVVIVERE PER ALCUNI GIORNI ED I
SINTOMI SONO SIMILI AI PRECEDENTI MA
PIU’ ATTENUATI (depressione, vomito, dolori
colici, diarrea, anoressia, stupore, tremori, ipotermia,
calo delle produzioni ecc.)
ARSENICO SINTOMATOLOGIA 3

COMPOSTI INORGANICI - TOX CRONICA

+ RARA NEGLI ANIMALI MA BEN DEFINITA NELL’ UOMO


CARATTERIZZATA DA NEUROTOSSICITA’ CENTRALE E
PERIFERICA (depressione ed alterazione del sensorio, parestesia,
debolezza e paralisi muscolare). LA NEURONOPATIA
PERIFERICA E’ RIFERIBILE A FENOMENI DI
DEMIELINIZZAZIONE DEGLI ASSONI DELLE FIBRE
NERVOSE MOTORIE E SENSITIVE.
POSSONO ESSERE PRESENTI DEGENERAZIONE EPATICA
-> CIRROSI -> ASCITE
ALTERAZIONI VASCOLARI PERIFERICHE
ALTERAZIONI CUTANEE -> MELANOSI
ARSENICO COMPOSTI INORGANICI

DIAGNOSI 1

IL SOSPETTO D’ INTOSSICAZIONE DA COMPOSTI


INORGANICI O ORGANICI ALIFATICI DELL’ As
INSORGE DI FRONTE A COMPARSA DI GASTRO-
ENTERITE (violenti dolori colici, sete intensa, diarrea)
ACCOMPAGNATA TALVOLTA DA SINTOMI PIU’
LIEVI DI TIPO NERVOSO, COLLASSO, IPOTENSIONE
ARSENICO COMPOSTI INORGANICI

DIAGNOSI 2

LA DIAGNOSI E’ ULTERIORMENTE CONFORTATA DAI


REPERTI ANATOMO PATOLOGICI: PRESENZA DI
GASTROENTERITE CATARRALE E/O NECROTICA
(INFIAMMAZIONE E/O NECROSI DELLE MUCOSE; può
risultare utile la ricerca dell’As nel contenuto gastrico, intestinale,
a livello di fegato e rene, nell’ urina e nelle feci;
avvelenamento acuto: > 8 ppm; cronico: >2-4 ppm ).
DEGENERAZIONE EPATICA (di tipo vacuolare o torbida)
CARATTERISTICO E’ L’EDEMA SOTTOMUCOSO DIFFUSO
(per le lesioni vasali). L’As SI DEPOSITA NEI TESSUTI
CHERATINIZZATI DOVE PUO’ ESSERE RITROVATO
ANCHE A DISTANZA DI MOLTO TEMPO.
ARSENICO COMPOSTI INORGANICI
DIAGNOSI 3
DIAGNOSI DIFFERENZIALE :
2 ruminanti:
- IPOMAGNESIEMIA (TETANIA DA ERBA);
- INTOSSICAZIONE DA UREA;
- INTOSSICAZIONE DA INSETTICIDI O.P.;
- BVD (BOVINE VIRUS DIARRHEA);
- INTOSSICAZIONE DA PIANTE CONTENENTI NITRATI,
OSSALATI, SELENIO, ALCALOIDI, CIANURI;

2 cani e gatti:
- INTOSSICAZIONE DA METALLI (mercurio, piombo, tallio)
l’ intossicazione da As ha però generalmente andamento più acuto
e sintomatologia più complessa rispetto a quella da metalli pesanti
- INTOSSICAZIONE DA GLICOLE ETILENICO.
ARSENICO

COMPOSTI ORGANICI

O
SI TRATTA ESSENZIALMENTE DI DERIVATI
DELL’ACIDO ARSANILICO (o fenilarsonico)
(roxarsone, nitarsone, carbarsone) IN CUI IL OH - As - OH
CATIONE As INCORPORATO E’ IN FORMA
PENTAVALENTE.
+ I DERIVATI TRIVALENTI AROMATICI E
ALIFATICI E I PENTAVALENTI ALIFATICI
(es. derivati dell’ acido metilarsonico -> MSMA
e DSMA ) HANNO LO STESSO MECCANISMO NH2
D’AZIONE DESCRITTO PER I COMPOSTI Acido arsanilico o
INORGANICI MA TOSSICITA’ MINORE + fenil arsonico
ARSENICO

COMPOSTI ORGANICI TOSSICODINAMICA

CAUSANO DEMIELINIZZAZIONE E GLIOSI


A CARICO DEI NERVI MOTORI PERIFERICI
(particolarmente grave a carico di sciatico e
brachiale) E DEL NERVO OTTICO CON
MECCANISMO NON ANCORA CHIARITO
(pare un’interazione con i gruppi SH di enzimi e
proteine) CHE RIPRODUCE EFFETTI ANALOGHI
AD UNA CARENZA DI Vit. B1 E B6
ARSENICO COMPOSTI ORGANICI
SINTOMATOLOGIA
2 TOSSICOSI ACUTA 2
INCOORDINAZIONE DEI MOVIMENTI, ATASSIA,
DECUBITO, PARALISI (tetraplegia). VI PUO’ ESSERE
RECUPERO (in seguito a rimozione del cibo avvelenato) SE LA
SINTOMATOLOGIA NON PROGREDISCE x ALCUNI GG. E
LA PARALISI NON E’ TOTALE
2 TOSSICOSI CRONICA 2
I SINTOMI SONO ANALOGHI MA PIU’ ATTENUATI,
COMPARE CECITA’, L’ ANIMALE ASSUME UNA
CARATTERISTICA ANDATURA “DA OCA”. IN ENTRAMBI
GLI AVVELENAMENTI GLI ANIMALI SONO IN GRADO DI
BERE ED ALIMENTARSI
SONO TOSSICOSI + FREQUENTI IN POLLI E SUINI
ARSENICO COMPOSTI ORGANICI

DIAGNOSI 1

NEL SUINO E NEL POLLO COMPARSA DEI SINTOMI


DESCRITTI (paralisi alle estremità, incoordinazione, atassia)
ASSENZA DI LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE
PATOGNOMONICHE
LIVELLI TISSUTALI DI As NON CONSIDERATI DAL
MOMENTO CHE I COMPOSTI ORGANICI VENGONO
ESCRETI IMMODIFICATI CON L’URINA (scarso accumulo)
IMPORTANTE L’ OSSERVAZIONE MICROSCOPICA DI
SEZIONI DEI NERVI PERIFERICI E CRANIALI (le lesioni
compaiono dopo almeno 10 giorni dall’esposizione)
ARSENICO

COMPOSTI ORGANICI DIAGNOSI 2

DIAGNOSI DIFFERENZIALE:
- CARENZA VITAMINE DEL GRUPPO B;
- TOSSICOSI DA COMPOSTI MERCURIALI ORGANICI;
- SQUILIBRIO CALCIO- FOSFORO;
- “WATER DEPRIVATION SYNDROME”
FARMACI β-AGONISTI
VENGONO ANCHE DEFINITI AGENTI DI
RIPARTIZIONE

TALE DENOMINAZIONE E’ LEGATA ALLA


CAPACITA’ DI RIPARTIRE L’ENERGIA
PROVENIENTE DALLA DIETA TRA IL
METABOLISMO LIPIDICO, GLICIDICO
E PROTEICO, A FAVORE DI QUESTO
ULTIMO
FARMACI β-AGONISTI
COMPLETANO GLI EFFETTI METABOLICI:

IL MIGLIORAMENTO DELL’INDICE DI
CONVERSIONE ALIMENTARE

L’ASSENZA DI EFFETTI SUL METABOLISMO


IDRO-ELETTROLITICO
FARMACI β-AGONISTI
EFFETTI DI RIPARTIZIONE
ALIMENTO
GLICOLISI
β-A
UTILIZZAZIONE TISSUTALE
energia
sintesi
+
ACIDI GRASSI β-A AMINOACIDI
+ GLICEROLO
+ _
TESSUTO MUSCOLO
sintesi lipolisi catabolismo sintesi
ADIPOSO +?
TRIGLICERIDI PROTEINE β-A
FARMACI β-AGONISTI
RECETTORI β-ADRENERGICI: MEDIANO EFFETTI
DI TIPO INIBITORIO

RECETTORI β-1: MEDIANO EFFETTI STIMOLATORI


A LIVELLO CARDIACO

RECETTORI β-2: MEDIANO EFFETTI INIBITORI


A LIVELLO DI MM. LISCIA
E STIMOLATORI A LIVELLO
DI TESSUTO ADIPOSO (lipolisi)

RECETTORI β-3: MEDIANO EFFETTI LIPOLITICI


& TERMOGENICI
FARMACI β-AGONISTI
citoplasma EFFETTO
Protein-Kinasi LIPOLITICO
inattiva
β-recettore
cAMP
Protein-Kinasi GTP CLENBUTEROLO
attivata adenil
ciclasi G-P
Lipasi GDP
inattiva ATP

Lipasi Glicerolo
attiva A. Grassi
membrana

Trigliceridi
FARMACI β-AGONISTI
EFFETTI SUL CONSUMO DI CIBO

SONO MEDIATI DAI β-2 RECETTORI (effetto


inibitorio) A LIVELLO DI SNC SUL CENTRO
IPOTALAMICO DELLA FAME (diretto) E SUL
CENTRO DELLA SAZIETA’ (indiretto)

CENTRO DELLA CENTRO DELLA


FAME SAZIETA’
β-2-RECETTORI (glicemia)
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA
SONO FARMACI GENERALMENTE BEN ASSORBITI
x OS ANCHE SE ESISTONO SIGNIFICATIVE
DIFFERENZE TRA I VARI COMPOSTI

BIODISPONIBILITA’ x VIA ORALE


XAMOTEROLO ∼5%
TERBUTALINA 10-20%
RITODRINA ∼30%
SALBUTAMOLO 40-50%
CLENBUTEROLO 80-90%
MABUTEROLO ∼90%
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA

- SONO FARMACI GENERALMENTE LIPOSOLUBILI


PER CUI DISTRIBUISCONO BENE IN TUTTI I TESSUTI

- LA LIPOSOLUBILITA’ VARIA DA COMPOSTO A


COMPOSTO es: CLENBUTEROLO + LIPOSOLUBILE
DEL SALBUTAMOLO -> CLENBUTEROLO RAGGIUNGE
IL SNC IN CONCENTRAZIONE MAGGIORE

- IL Vd E’ GENERALMENTE ELEVATO >1 L/Kg MA


VARIA DA COMPOSTO A COMPOSTO
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA

VOLUME DI DISTRIBUZIONE:

CLENBUTEROLO ∼2 L/Kg
SALBUTAMOLO 2-3 L/Kg
TERBUTALINA 1-4 L/Kg
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA

TEMPO DI DIMEZZAMENTO (T½β):

CLENBUTEROLO 34 h uomo
35 h bovino
11 h cavallo

PERSISTENZA RELATIVAMENTE LUNGA ANCHE


IN SEGUITO A SOMMINISTRAZIONE SINGOLA
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA

IL CLENBUTEROLO SI DISTRIBUISCE IN TUTTI I


TESSUTI TUTTAVIA ESISTONO SEDI DI ACCUMULO
PREFERENZIALE COME L’OCCHIO, POI ->FEGATO,
POLMONE, RENE, MILZA, MUSCOLO

IL CLENBUTEROLO SI CONCENTRA NELLE URINE


= LIVELLI ∼ 40 VOLTE + ELEVATI RISPETTO AL
PLASMA E VIENE ELIMINATO MOLTO + LENTAMENTE
RISPETTO AD ALTRI β-AGONISTI (es salbutamolo)
FARMACI β-AGONISTI
FARMACOCINETICA

LE PRINCIPALI VIE DI METABOLIZZAZIONE DEI


β-AGONISTI SINTETICI SONO LA O-METILAZIONE
VIA COMT E LA CONIUGAZIONE CON SOLFATI.
LA CONIUGAZIONE GLUCURONICA SEMBRA
ESSERE UNA VIA DI MINORE IMPORTANZA
FARMACI β-AGONISTI
TRATTAMENTO ILLEGALE
1 ppm NEL MANGIME, NELLA POLVERE DI LATTE
PIU’ RARO NELL’H2O DI BEVANDA

VIENE EFFETTUATO NEL PERIODO DI “FINISSAGGIO”


ALLA FINE DEL PERIODO DI ALLEVAMENTO SENZA
RISPETTARE NESSUNA SOSPENSIONE

1) MANTENERE L’EFFETTO “ANABOLIZZANTE”


2) SFRUTTARE L’INDICE DI CONVERSIONE
ALIMENTARE FAVOREVOLE
FARMACI β-AGONISTI
TRATTAMENTO ILLEGALE
ES: NEL VITELLO A CARNE BIANCA
1 ppm NELLA POLVERE DI
LATTE (20-30 µ g/Kg)
1 VOLTA AL GIORNO
PER 40-45 GG OPPURE
2 VOLTE AL GIORNO
X 20-22 GG
DOSE TERAPEUTICA
0.8 µ g/Kg
(TEMPO DI SOSPENSIONE 7 GG)
FARMACI β-AGONISTI
TRATTAMENTO ILLEGALE

ES: NEL BROILER


1 ppm NEL MANGIME
PER 3 SETTIMANE
CONSENTE DI GUADAGNARE
UNA SETTIMANA AD OGNI
CICLO PRODUTTIVO
OSSIA 1 CICLO OGNI
5-6 CICLI PRODUTTIVI
BIOTRASFORMAZIONI
COMPLESSO DI REAZIONI CHIMICHE X
CUI MOLECOLE LIPOSOLUBILI ESOGENE
O ENDOGENE VENGONO BIOTRASFORMATE
IN COMPOSTI PIU’ POLARI E IDROSOLUBILI
E QUINDI PIU’ FACILMENTE ELIMINABILI
PER VIA RENALE O BILIARE
MOLECOLA MOLECOLA
LIPOSOLUBILE IDROSOLUBILE

ELIMINAZIONE
BIOTRASFORMAZIONI
CONSEGUENZE
MOLECOLA MOLECOLA
LIPOSOLUBILE IDROSOLUBILE

METABOLITA
INATTIVO
MOLECOLA METABOLITA
LIPOSOLUBILE ATTIVO
METABOLITA
PIU’ ATTIVO
BIOTRASFORMAZIONI
SPECIFICITA’
GLI ENZIMI DEPUTATI ALLE REAZIONI
DI BIOTRASFORMAZIONE SONO
CARATTERIZZATI (es. rispetto agli enzimi
della biosintesi; dei processi energetici o
della riproduzione) DA RELATIVA
BASSA SPECIFICITA’ DI SUBSTRATO
I LORO SITI CATALITICI SEMBRANO IN
GRADO DI ACCOMODARE MOLTE STRUTTURE
E CARICHE SIMILI TRA LORO
BIOTRASFORMAZIONI
SPECIFICITA’
LIPOSOLUBILE

LIPOSOLUBILE
ESEMPIO:
CYP-450
1A (1A1; 1A2;1A3)
BIOTRASFORMAZIONI

LA CAPACITA’ DI BIOTRASFORMARE LE
SOSTANZE ESOGENE SEMBRA ESSERSI
PERFEZIONATA CON L’EVOLUZIONE E
L’ADATTAMENTO ALLA VITA TERRESTRE
DEGLI ORGANISMI SUPERIORI
BIOTRASFORMAZIONI
PESCI MOLLUSCHI E
ORGANISMI UNICEL-
LURARI POSSONO
ELIMINARE SOSTANZE
ESOGENE PER DIF-
FUSIONE. NON POS-
SIEDONO I COMPLESSI
SISTEMI DI BIOTRA-
SFORMAZIONE DEI
MAMMIFERI
BIOTRASFORMAZIONI
SITI DI BIOTRASFORMAZIONE
B. EPATICA

IL FEGATO E’ IL PRINCIPALE SITO DI


BIOTRASFORMAZIONE CHE AVVIENE:
1) nel R.E.L. (sistemi enzimatici
microsomiali - MFO)
2) nel CITOPLASMA DEGLI EPATOCITI
BIOTRASFORMAZIONI
SITI DI BIOTRASFORMAZIONE
B. EXTRA-EPATICA

E’ QUANTITATIVAMENTE MENO IMPORTANTE


NON E’ DETTO CHE LO SIA QUALITATIVAMENTE
(es attivazione delle amine simpaticomimetiche)
PUO’ AVVENIRE IN:
- RENE, INTESTINO, POLMONE, GONADI,
PLASMA ecc
BIOTRASFORMAZIONI
SITI DI BIOTRASFORMAZIONE
B. PRE-SISTEMICA
LE REAZIONI AVVENGONO PRIMA CHE LO
XENOBIOTICO SIA ASSORBITO A LIVELLO
CUTANEO, DI MUCOSA NASALE,
GASTROENTERICA O AD OPERA DELLA FLORA
BATTERICA
B. POST-SISTEMICA
AD OPERA DEGLI ENZIME DELLA FLORA
INTESTINALE DOPO ELIMINAZIONE BILIARE
(idrolisi di coniugati → circolo entero-epatico)
BIOTRASFORMAZIONI
EFFETTO DI PRIMO PASSAGGIO
DEFINITO ANCHE ELIMINAZIONE O
BIOTRASFORMAZIONE PRESISTEMICA.
UNA FRAZIONE DI FARMACO PUO’ VENIRE
BIOTRASFORMATA IN UN PRODOTTO INATTIVO,
PRIMA DI RAGGIUNGERE LA CIRCOLAZIONE
SISTEMICA ED IL SUO SITO D’AZIONE, AD OPERA
DEGLI ENZIMI DEL LUME E DELLA PARETE
GASTRO-INTESTINALE E DEGLI ENZIMI EPATICI
BIOTRASFORMAZIONI
EFFETTO DI PRIMO PASSAGGIO

INTERESSA UN BUON NUMERO DI FARMACI


E SOLO ALCUNI SONO METABOLIZZATI
SIGNIFICATIVAMENTE DALLA MUCOSA
INTESTINALE MENTRE LA MAGGIOR PARTE
E’ BIOTRASFORMATA DAL FEGATO
BIOTRASFORMAZIONI
EFFETTO DI PRIMO PASSAGGIO
ESEMPIO DI FARMACI METABOLIZZATI NEL TUBO
GASTRO-ENTERICO:
Estrogeni, Flurazepam, Isoproterenolo,
Metildigossina, Clorpromazina, Penicillina G

ESEMPIO DI FARMACI METABOLIZZATI NEL


FEGATO:
Ac. Acetilsalicilico, Lidocaina, Morfina,
Nitroglicerina, Propranololo, Fenacetina
BIOTRASFORMAZIONI
LE REAZIONI DI BIOTASFORMAZIONE
SONO COMUNEMENTE DIVISE IN
ALMENO 2 FASI CUI RECENTEMENTE E’
STATA AGGIUNTA UNA TERZA:

FASE I FASE II FASE III


BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI FASE I
LE REAZIONI DI FASE I MODIFICANO IL
SUBSTRATO PER MEZZO DI OSSIDAZIONI,
RIDUZIONI, IDROLISI INTRODUCENDO UNO O
PIU’ GRUPPI POLARI IDROFILI
I METABOLITI PRODOTTI POSSONO ESSERE
ATTIVI O INATTIVI ED I SUBSTRATI POSSONO
SUBIRE UNA O PIU’ DI QUESTE MODIFICAZIONI
CONTEMPORANEAMENTE O SEQUENZIALMENTE
(es. la clorpromazina può subire reazioni di
idrossilazione, s-ossidazione, demetilazione)
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI FASE I

I PRODOTTI DELLE REAZIONI DI FASE I


POSSONO POI ANDARE INCONTRO A REAZIONI
DI FASE II E VENIRE ULTERIORMENTE
MODIFICATI
[es. fenacetina → dealchilazione (fase I) →
paracetamolo → glucuronazione (fase II) →
glucuronide → eliminazione]
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI FASE II

TRASFERISCONO SUBSTRATI ENDOGENI


SUGLI XENOBIOTICI O SUI LORO
METABOLITI FUNZIONALIZZATI IN FASE I
I DIVERSI GRUPPI FUNZIONALI
TRASFERITI SONO PRINCIPALMENTE:
GLUCURONATO, ACETATO, SOLFATO,
FOSFATO, GLICINA, GLUTATIONE, METILE
ecc.
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI FASE II
LE REAZIONI DI FASE II GENERANO
COMPOSTI
PIU’ POLARI E DI SOLITO MENO ATTIVI O
INATTIVI
MA ESISTONO ECCEZIONI (soprattutto tra i
derivati acetilati e metilati). SPESSO
SEGUONO LE REAZIONI DI FASE I, MA
POSSONO ANCHE AVVENIRE
CONTEMPORANEAMENTE (es. acido
salicilico)
BIOTRASFORMAZIONI

dealchilazione coniugazione

fenacetina paracetamolo glucuronide


del paracetamolo
BIOTRASFORMAZIONI

idrossilazione

ac. salicilico
ac. gentisico
coniugazione coniugazione
con acido
con glicina glucuronico

ac. salicilurico coniugato etereo


biotrasformazione del salicilato
BIOTRASFORMAZIONI
METABOLIZZAZIONE
POST-SISTEMICA O FASE III
SONO REAZIONI CHE AVVENGONO
NELL’INTESTINO AD OPERA DELLA FLORA (di
solito dopo escrezione biliare) E COMPRENDONO:
IDROLISI DI GLUCURONIDI (es. CAF), GLUCOSIDI
(liberazione dell’aglicone) E DI ACIDI
MERCAPTURICI (coniugati con GSH), RIDUZIONI
(composti ossidati in fase I), AROMATIZZAZIONI,
DEALCHILAZIONI
BIOTRASFORMAZIONI
METABOLIZZAZIONE
POST-SISTEMICA O FASE III

DA METABOLITI INATTIVI E POLARI, POSSONO


GENERARE METABOLITI UGUALMENTE INATTIVI O
POLARI O LIBERARE I COMPOSTI DI PARTENZA
(attivi) PIU’ LIPOSOLUBILI. IN QUESTO CASO SI
PUO’ INSTAURARE CIRCOLO ENTERO-EPATICO →
AUMENTO DELLA DURATA DELL’EFFETTO (es. CAF)
BIOTRASFORMAZIONI
METABOLIZZAZIONE
POST-SISTEMICA O FASE III
BIOTRASFORMAZIONI
CONSEGUENZE
LF FARMACO FARMACO
PRO-
II ATTIVO ATTIVO
FARMACO
PL ↓
OO ↓ ↓ FASE I

METABOLITA METABOLITA METABOLITA


I
D ATTIVO ATTIVO INATTIVO
R ↓
O ↑↓ → ELIMINAZIONE ← ↓↑ FASE II
F CONIUGATO ↓ CONIUGATO
I CONIUGATO
L Ì ↓ Ë FASE III
O ELIMINAZIONE
BIOTRASFORMAZIONI
CONSEGUENZE
IN PASSATO LE BIOTRASFORMAZIONI ERANO
GENERALMENTE CONSIDERATE REAZIONI A
CARATTERE DETOSSIFICANTE ED INATTIVANTE
L’EFFETTO FARMACOLOGICO. ATTUALMENTE SI DA
GIUSTA RILEVANZA ALLE REAZIONI DI
BIOATTIVAZIONE
TRASFORMAZIONE DI UN COMPOSTO INATTIVO O
MENO ATTIVO IN UNO PIU’ ATTIVO, SOPRATTUTTO
IN SEGUITO A REAZIONI DI OSSIDAZIONE (FASE I)
es.: PARACETAMOLO, CCl4, AFLATOSSINA B1,
PARATHION
BIOTRASFORMAZIONI
OSSIDASI A FUNZIONE MISTA
(M.F.O.) FASE I
SISTEMI DI ENZIMI MICROSOMIALI
(IDENTIFICATE DIVERSE ISOFORME),
UBIQUITARIO, A SPECIFICITA’ LIMITATA,
OSSIGENA NUMEROSI SUBSTRATI LIPOFILI
ESOGENI ED ENDOGENI OPERANDO OSSIDAZIONI
(IDROSSILAZIONE DI COMPOSTI ALIFATICI E
AROMATICI, DEALKILAZIONE, EPOSSIDAZIONE,
DESULFURAZIONE ecc.) E RIDUZIONI (AZO E
NITRO RIDUZIONE DI ALDEIDI E CHETONI ecc.)
BIOTRASFORMAZIONI
OSSIDASI A FUNZIONE MISTA
(M.F.O.) FASE I

NECESSITA DI 2 SUBSTRATI: O2 E COMPOSTO → UN


ATOMO DI O2 VIENE RIDOTTO AD H2O E L’ALTRO VIENE
INSERITO SUL SUBSTRATO
cit P450
NADPH + H+ + O2 + RH NADP+ + H2O + ROH

↑ ↑
substrato substrato
ossidato
BIOTRASFORMAZIONI
OSSIDASI A FUNZIONE MISTA
(M.F.O.) FASE I
COMPONENTI:
- FLAVOPROTEINA NADPH-DIPENDENTE (NADPH-
cit.P450 RIDUTTASI O NADPH-cit c RIDUTTASI):
FAVORISCE LA CESSIONE DI e- DAL NADPH AL
COMPLESSO cit.P450-SUBSTRATO
- FOSFATIDILCOLINA: ACCOPPIA GLI e-
- CITOCROMO P450: OSSIDA IL SUBSTRATO E
RIDUCE UN ATOMO DI O2 AD H2O
BIOTRASFORMAZIONI
FOSFATIDILCOLINA
FARMACO

e-
FARMACO FLAVOPROT.
[Fe+++] RIDOTTA NADP+
[Fe+++]
FARMACO
ossidato
+ H2 O Cit. P-450 Cit. P-450
RIDUTTASI

FARMACO FARMACO FLAVOPROT. NADPH


[Fe++] O2 [Fe++] OSSIDATA

O2
BIOTRASFORMAZIONI
SCHEMA DEL FUNZIONAMENTO E PRINCIPALI
COSTITUENTI DEL SISTEMA MFO EPATICO

CITOCROMI: FAMIGLIA DI EMOPROTEINE

P-450 (es: A, B, C, D, E)
FENOBARBITAL INDUCIBILI
OSSIGENANO DI PREFERENZA I COMPOSTI
IN POSIZIONI STERICAMENTE NON IMPEDITE
BIOTRASFORMAZIONI
SCHEMA DEL FUNZIONAMENTO E PRINCIPALI
COSTITUENTI DEL SISTEMA MFO EPATICO
CITOCROMI FAMIGLIA DI EMOPROTEINE
P-450 1A (c.d. P-448)
3-METILCOLANTRENE INDUCIBILI
IDROSSILAZIONE DI IDROCARBURI
AROMATICI → MUTAGENI E CANCEROGENI.
SONO IN GRADO DI OSSIGENARE I COMPOSTI
IN POSIZIONI STERICAMENTE IMPEDITE →
EPOSSIDI (instabili e altamente reattivi)
BIOTRASFORMAZIONI
MONOSSIGENASI FLAVINICHE
(FMO o amina ossidasi)
FAMIGLIA DI ENZIMI MICROSOMIALI PRESENTI IN
FEGATO, RENE E POLMONE
ISOLATI INIZIALMENTE NEL SUINO, MA SONO
PRESENTI IN MOLTI ALTRI MAMMIFERI
MONOOSSIGENASI FLAVOPROTEICHE:
(OGNI MOLE CONTIENE 6 MOLI DI FAD)
UTILIZZANO IL NADPH COME FONTE ULTIMA DI e-
PER L’ATTIVAZIONE DELL’O2
BIOTRASFORMAZIONI
MONOSSIGENASI FLAVINICHE
(FMO o amina ossidasi)
NON SONO INIBITE DA CO

NON SONO INDOTTE DAL FENOBARBITAL E DAL


3-METILCOLANTRENE

POSSONO ESSERE INDOTTE DAGLI ORMONI


STEROIDEI
BIOTRASFORMAZIONI
MONOSSIGENASI FLAVINICHE
(FMO o amina ossidasi)

MECCANISMO DELLA REAZIONE:


LE FMO ACCETTANO L’e-
LEGANO LA MOLECOLA DI O2
UNO DEI DUE ATOMI DI O2 VIENE INSERITO SUL
SUBSTRATO,
MENTRE L’ALTRO FORMA UNA MOLECOLA DI ACQUA
BIOTRASFORMAZIONI
MONOSSIGENASI FLAVINICHE
(FMO o ammina ossidasi)
I SUBSTRATI:
GENERALMENTE COMPOSTI AZOTATI (AMINE
SECONDARIE E TERZIARIE) E SOLFORATI CON
SPECIFICITA’ DIVERSA DAL P-450

S-OSSIDAZIONI: COMPETIZIONE CON IL P-450


- FMO Î (+)SULFOSSIDI
- P-450 Î (-)SULFOSSIDI
BIOTRASFORMAZIONI
MONOSSIGENASI FLAVINICHE
(FMO o ammina ossidasi)

I SUBSTRATI:
VENGONO METABOLIZZATI DALLE FMO MOLTI
FARMACI E PESTICIDI:
ALBENDAZOLO
FEBANTEL
FENOTIAZINICI
ALDICARB
FENTHION
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI OSSIDAZIONE
LE REAZIONI DI OSSIDAZIONE SONO IN GRAN PARTE
CATALIZZATE DA ENZIMI MICROSOMIALI A BASSA
SPECIFICITA’

ALCUNE REAZIONI SONO CATALIZZATE DA ENZIMI


CITOPLASMATICI A SPECIFICITA’ PIU’ ELEVATA

POSSONO AVVENIRE IN REAZIONI ACCOPPIATE


ALL’OSSIDAZIONE DI COMPONENTI CELLULARI
ENDOGENI
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI OSSIDAZIONE
REAZIONI
- IDROSSILAZIONE DI COMPOSTI AROMATICI
- IDROSSILAZIONE DI COMPOSTI ALIFATICI
- EPOSSIDAZIONE DI ALCHENI
- O-, S-, N-DEALKILAZIONE
- DEAMINAZIONE OSSIDATIVA
- N- E S-OSSIDAZIONE
- DESULFURAZIONE OSSIDATIVA
- DEALOGENAZIONE OSSIDATIVA
- OSSIDAZIONE DI ALCOLI E ALDEIDI
- OSSIDAZIONE DELLE PURINE
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI CONIUGAZIONE

NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI GENERANO


COMPOSTI PIU’ POLARI E INATTIVI E
NECESSITANO DEL CONSUMO DI ENERGIA (ATP o UTP)
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI CONIUGAZIONE
SCHEMA GENERALE DELLA REAZIONE

1) AGENTE ENERGIA AGENTE


CONIUGANTE CONIUGANTE
ATP-UTP ATTIVATO

2) AGENTE TRANSFERASI
CONIUGANTE
ATTIVATO CONIUGATO
+
XENOBIOTICO
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI CONIUGAZIONE

QUANDO L’AGENTE CONIUGANTE E’


RAPPRESENTATO DA ALCUNI AMINOACIDI
(es. glicina) VIENE ATTIVATO LO XENOBIOTICO
ANZICHE’ L’AGENTE CONIUGANTE
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE

SONO LE REAZIONI DI CONIUGAZIONE PIU’


IMPORTANTI ATTRAVERSO CUI AVVIENE
L’ELIMINAZIONE DI XENOBIOTICI E COMPOSTI
ENDOGENI

L’AGENTE CONIUGANTE ATTIVATO E’


L’URIDIN-DIFOSFO-GLUCURONATO O UDPG
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE
UDPG E’ IN GRADO DI LEGARE I SEGUENTI
GRUPPI FUNZIONALI:
- OH (fenoli e alcoli alifatici)

- COOH (di composti aromatici e alifatici)

- NH2 (amine, ++ aromatiche)

- SH
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE

LA FUNZIONE CONIUGANTE E’ QUELLA


CARBOSSILICA E A SECONDA DELL’ATOMO LEGATO
SI FORMANO O-, N-, S-GLUCURONIDI CHE
VENGONO ELIMINATI PER VIA URINARIA O
BILIARE (in base al pH) Î NELL’INTESTINO Î
IDROLISI AD OPERA DELLA FLORA Î CIRCOLO
ENTERO-EPATICO
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE
ENZIMI CATALIZZATORI

LA FORMAZIONE DEL LEGAME GLUCOSIDICO TRA


SUBSTRATO NUCLEOFILO E ACIDO GLUCURONICO
E’ CATALIZZATA DA TRANSFERASI DENOMINATE
URIDIN-DIFOSFO-GLUCURONIL TRANSFERASI (UDPG)

SONO STATE ISOLATE DIVERSE FAMIGLIE DI UDPG


NELL’UOMO, NEGLI ANIMALI DOMESTICI E DA
LABORATORIO (il gatto è carente in alcune di esse,
soprattutto quelle che coniugano alcuni composti
aromatici
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE
LOCALIZZAZIONE E FUNZIONI

SI TROVANO IN STRETTA CONTIGUITA’ CON IL


cit.P-450 A LIVELLO MICROSOMIALE

IL cit.p-450 SPESSO INSERISCE GRUPPI -OH SUL


SUBSTRATO (fase I) CHE POI VIENE
FACILMENTE CONIUGATO CON UDPG DALLE UDPGT
BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONI DI GLUCURONIDAZIONE
SI RITIENE CHE LE UDGPT FOSSERO ENZIMI
DEPUTATI ALLA CONIUGAZIONE DEI COMPOSTI
ENDOGENI (funzione che svolgono tuttora
fisiologicamente Î es. steroidi, vit D, bilirubina e
derivati, tiroxina, catecolamine ecc.) E ADATTATE
NEL CORSO DELL’EVOLUZIONE ALLA
METABOLIZZAZIONE DEI SUBSTRATI ESOGENI CHE
PRESENTANO GRUPPI REATTIVI SIMILI:
- FANS (salicilati, paracetamolo)
- CHEMIOANTIBIOTICI (CAF, sulfamidici)
- INSETTICIDI , ERBICIDI ecc.
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON SOLFATO
L’AGENTE CONIUGANTE ATTIVATO E’ IL
3’-FOSFOADENOSIN-5’-FOSFOSOLFATO (PAPS)
PRODOTTO DI ATTIVAZIONE DEL SOLFATO CHE
RICHIEDE L’UTILIZZO DI DUE MOLECOLE DI ATP

E’ UNA CONIUGAZIONE CHE AVVIENE MENO


FREQUENTEMENTE RISPETTO A QUELLA
GLUCURONICA POICHE’ IL PAPS E’ MENO
DISPONIBILE (è sintetizzato in quantità minore
rispetto all’UDPG) E VA INCONTRO A RAPIDO
ESAURIMENTO
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON SOLFATO

GRUPPI FUNZIONALI CONIUGATI


-OH (fenoli e alcoli alifatici)
-NH2 (amine aromatiche)
-SH
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON SOLFATO
LOCALIZZAZIONE

ENZIMI CITOSOLICI PRESENTI IN PREVALENZA IN


FEGATO, RENE, MUCOSA INTESTINALE DEI
MAMMIFERI.

I SUIDI SINTETIZZANO POCO IL PAPS Î RAPIDO


ESAURIMENTO Î RIDOTTE CAPACITA’ DI
SOLFATAZIONE
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE

L’AGENTE CONIUGANTE ATTIVATO E’ LA


S-ADENOSIL-METIONINA (SAM)
OTTENUTO DALL’ATTIVAZIONE ENERGETICA DELLA
L-METIONINA.

OCCASIONALMENTE IL
COENZIMA B12 E LA BETAINA
POSSONO FUNGERE DA DONATORI DI CH3-
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE
ENZIMI CATALIZZATORI

METIL-TRANSFERASI (MT)
SONO DELLE TRANSFERASI (es. catecol-O-MT,
istamina-N-MT, feniletanolamina-N-MT, S-MT)
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE
LOCALIZZAZIONE

SONO ENZIMI UBIQUITARI LOCALIZZATI


NEL CITOSOL E NEI MICROSOMI
DELLA MAGGIOR PARTE DEI TESSUTI
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE
FUNZIONI

GENERALMENTE I METABOLITI SONO INATTIVI


O MENO ATTIVI (IN ALCUNI CASI POSSONO
ESSERE PIU’ ATTIVI).

E’ UNA CONIUGAZIONE CHE FA ECCEZIONE POICHE’


SPESSO CONFERISCE UNA
MAGGIORE LIPOSOLUBILITA’ AL SUBSTRATO
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE

MT MT
Hg++ CH3Hg+ (CH3)2 Hg
metil-Hg dimetil-Hg

REAZIONE DI BIOATTIVAZIONE (svolta da zoo e


fitoplancton).
I COMPOSTI GENERATI RISULTANO PIU’
LIPOSOLUBILI E PIU’ TOSSICI
BIOTRASFORMAZIONI
METILAZIONE

MT MT
Se (CH3)2Se (CH3)3 Se
1) dimetil 2) trimetil
seleniuro selenonio

ENTRAMBI I METABOLITI SONO PIU’


IDROSOLUBILI E MENO TOSSICI:
1) volatile eliminato per via respiratoria
2) più idrosolubile eliminato con le urine
BIOTRASFORMAZIONI
ACETILAZIONE

L’AGENTE CONIUGANTE E’
L’ ACETIL-CoA
CHE FUNZIONA DA DONATORE DI ACETILI
BIOTRASFORMAZIONI
ACETILAZIONE

ENZIMI CATALIZZATORI
ACETIL-TRANSFERASI (AT) LA REAZIONE AVVIENE
IN DUE TAPPE:
DAPPRIMA L’ENZIMA VIENE ACETILATO
DALL’ACETIL-CoA

IN SEGUITO IL GRUPPO NUCLEOFILO (generalmente


aminico) VIENE ATTACCATO DALL’ACETIL-ENZIMA
BIOTRASFORMAZIONI
ACETILAZIONE
LOCALIZZAZIONE E FUNZIONI
NEL CITOSOL DELLE CELLULE EPATICHE ED
EXTRAEPATICHE

VENGONO SOLITAMENTE ACETILATI 5 TIPI DI


COMPOSTI CON NOTEVOLE DIFFERENZA DI
CAPACITA’ BIOTRASFORMATIVA TRA LE VARIE
SPECIE ANIMALI:
ARILAMINE, AMINE ALIFATICHE, AMINOACIDI,
IDRAZINE, SULFONAMIDE
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON AMINOACIDI
NEL CORSO DI QUESTA CONIUGAZIONE
IL SUBSTRATO DEVE PRIMA ESSERE ATTIVATO
DA UN DONATORE DI ACILI (Es. il CoA)
CON CONSUMO DI ENERGIA (ATP) ED
IN SEGUITO CONIUGATO DA UN AMINOACIDO
(glicina, glutamina, taurina, ecc)
NON E’ QUINDI L’AGENTE CONIUGANTE AD ESSERE
ATTIVATO MA IL SUBSTRATO IL CUI GRUPPO
CARBOSSILICO VIENE ACILATO PER POTER
REAGIRE CON I GRUPPI AMINICI DEGLI
AMINOACIDI
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON AMINOACIDI
ENZIMI CATALIZZATORI

SONO DELLE TRANSFERASI (ACIL-CoA-LIGASI)


DEFINITE ANCHE AMINOACIDO TRANSFERASI (AAT)
es. glicina-transferasi
LOCALIZZAZIONE E FUNZIONI

NELLA FRAZIONE MICROSOMIALE


I PRODOTTI GENERATI SONO DI SOLITO MENO
ATTIVI O INATTIVI
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON GLUTATIONE
(gammaglutamil-cisteinil-glicina o GSH)

LA CONIUGAZIONE CON GSH (al contrario delle


precedenti) PREVEDE LA REAZIONE TRA
XENOBIOTICI ELETTROFILI E SUBSTRATO NUCLEOFILO
(gruppo -SH)

I SUBSTRATI TENDONO AD ACQUISIRE e-


NATURALMENTE E LA NUCLEOFILIA DEL GSH FA Sì CHE
LA REAZIONE (oltre che in presenza dell’enzima)
POSSA AVVENIRE ANCHE SPONTANEAMENTE (più lenta)
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON GLUTATIONE
SUBSTRATI METABOLIZZATI
EPOSSIDI (provenienti dalla fase I)
ALCHENI (attivati)
ARIL-ALCHIL-DERIVATI
ALOGENURI ALCHILICI
SUSTRATI ENDOGENI (es. steroidi)
REATTIVI INTERMEDI DI ALTRE REAZIONI
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON GLUTATIONE
ENZIMI CATALIZZATORI
GSH-TRANSFERASI o GSH-T
(identificate circa 10 famiglie)
LIGANDINE SONO FORME DI GSH-T IN GRADO DI
LEGARE IN MANIERA ± STABILE LO XENOBIOTICO
INATTIVANDOLO
LOCALIZZAZIONE E FUNZIONI
A LIVELLO CITOSOLICO SONO DOTATE DI 2 SITI
DI LEGAME: 1 PER IL GSH E 1 PER IL SUBSTRATO
BIOTRASFORMAZIONI
CONIUGAZIONE CON GLUTATIONE
I CONIUGATI RISULTANO DI SOLITO INATTIVI
E VENGONO ESCRETI CON LE URINE SOTTO
FORMA DI ACIDI MERCAPTURICI
QUESTO TIPO DI CONIUGAZIONE E’
PARTICOLARMENTE IMPORTANTE NELLA
NEUTRALIZZAZIONE DI COMPOSTI INTERMEDI
REATTIVI IN GRADO DI INTERAGIRE CON STRUTTURE
CELLULARI (DNA, RNA, membrane) E CAUSARE
GRAVI DANNI ACUTI O A LUNGO TERMINE ALLE
CELLULE STESSE
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
POSSONO INFLUENZARE SIA LE REAZIONI DI FASE I
SIA LE REZIONI DI FASE II
FATTORI RELATIVI ALL’ANIMALE:
Î ETA’
Î SPECIE
Î RAZZA
Î SESSO
Î DIETA
Î STATI FISIO-PATOLOGICI
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI RELATIVI ALLO XENOBIOTICO:

Î INDUZIONE ENZIMATICA

Î INIBIZIONE ENZIMATICA
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
ETA’

NEL FETO LE CAPACITA’ BIOTRASFORMATIVE SONO


SCARSE (es. enzimi ossidativi).
AUMENTANO NEL NEONATO, MA OCCORRONO
SETTIMANE O MESI
RAGGIUNGONO LIVELLI DEFINITIVI CON LA PUBERTA’
SONO MASSIME NELL’ADULTO SANO
NEL SOGGETTO ANZIANO Î REGRESSIONE ATTIVITA’
BIOTRASFORMATIVA
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
SPECIE E RAZZA
IN ALCUNI CASI LE DIFFERENZE SONO SOLO
QUANTITATIVE
LEGATE AL FATTO CHE (nei mammiferi) PIU’ PICCOLO
E’ L’ANIMALE MAGGIORE E’ LA CONCENTRAZIONE DI
O2 TISSUTALE (Î metabolismo basale) DISPONIBILE
PER LE REAZIONI CATALIZZATE DAL cit.P-450
Es. 100mg/Kg di barbiturico Î nel ratto effetto
ipnotico di pochi minuti; qualche ora nell’uomo,
valori intermedi in coniglio, gatto e cane
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

SPECIE E RAZZA

LE DIFFERENZE SONO MENO EVIDENTI PER LE


REAZIONI DI FASE I,
MENTRE PER QUELLE DI FASE II POSSONO ESSERCI
CARENZE ENZIMATICHE SPECIE-SPECIFICHE
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
SPECIE E RAZZA
LE BIOTRASFORMAZIONI
REAZIONE SPECIE CARENTI
• N-idrossilazione di amine
RATTO
alifatiche
• N-idrossilazione di amine CAVIA
arilacetamidi
• N-idrossilazione di amine CANE - VOLPE
aril amine
• N-idrossilazione di CAVIA
coniugati cisteinici
• glucuronidazione (aromatici) GATTO, LEONE, LINCE
• solfatazione (fenolo, SUIDI
paracetamolo)
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

SPECIE E RAZZA

IL CONIGLIO
POSSIEDE UNA ELEVATA VELOCITA’ DI
ACETILAZIONE

I BOVINI DI RAZZA CHAROLAIS E I LEVRIERI


SONO PIU’ SENSIBILI ALL’AZIONE
ANTICOLINESTERASICA DEGLI ORGANOFOSFORICI
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
SESSO
LA PRODUZIONE DI ANDROGENI, ESTROGENI E
PROGESTINICI INFLUENZA SIGNIFICATIVAMENTE LE
BIOTRASFORMAZIONI.
QUADRO EVIDENTE NEL RATTO Î il maschio ha una
capacità biotrasformativa (fase I e fase II) maggiore
rispetto alla femmina con una variabilità che va dal
20 al 100%

NELLA CAPRA E’ STATO OSSERVATO UN ANDAMENTO


CONTRARIO
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
SESSO

LA GRAVIDANZA PUO’ INFLUENZARE LA


METABOLIZZAZIONE DEI FARMACI
(es. il T½ della caffeina può triplicare)
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
DIETA

DIGIUNO, DIETE CARENTI DI AMINOACIDI


ESSENZIALI, OLIGOELEMENTI, LIPIDI E RICCHE
DI CARBOIDRATI Î RIDUZIONE DELL’ATTIVITA’
BIOTRASFORMATIVA

DIETE RICCHE DI BRASSICACEE Î AUMENTO


CAPACITA’ OSSIDATIVA E DELLA GSH-T
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
STATI PATOLOGICI

PATOLOGIE ACUTE E CRONICHE (fegato, rene) Î


RIDUZIONE ATTIVITA’ BIOTRASFORMATIVE

MOLTO IMPORTANTI LE PARASSITOSI (fascioliasi,


coccidiosi, ascaridosi epatiche)
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA

ALCUNI XENOBIOTICI SONO IN GRADO DI INIBIRE


L’AZIONE DEGLI ENZIMI BIOTRASFORMATIVI
L’INSORGENZA DOPO ESPOSIZIONE AD UN
INIBITORE E’ PIU’ RAPIDA RISPETTO A QUELLA
DELL’INDUZIONE E SI PUO’ VERIFICARE, NEL CASO
DI POTENTI INIBITORI (es C-Cl4) GIA’ DOPO
CIRCA 30 MINUTI
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
MECCANISMI

1) COMPETIZIONE PER LA STESSA FAMIGLIA DI


ENZIMI

SI TRATTA DI UN MECCANISMO DO COMPETIZIONE


PER CUI IL COMPOSTO CON MAGGIORE AFFINITA’
PER L’ENZIMA O IN MAGGIORE CONCENTRAZIONE
SPIAZZA L’ALTRO COMPOSTO (es. etanolo-glicole,
etanolo-paracetamolo, monensin-macrolidi)
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
MECCANISMI

2) INIBIZIONE SUICIDA

LO XENOBIOTICO SI LEGA ALL’ENZIMA CHE LO


BIOTRASFORMA ED IL METABOLITA REATTIVO CHE
SI FORMA DANNEGGIA IL CITOCROMO STESSO
PUO’ ESTENDERSI A FAMIGLIE DI CITOCROMI
AFFINI (es: C-Cl4, CS2, parathion)
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
MECCANISMI

3) FORMAZIONE DI COMPLESSI

IL SUBSTRATO SI LEGA ALL’ENZIMA ED IL COMPOSTO


CHE SI GENERA E’ IN GRADO DI COMPLESSARE CON
LEGAME ± STABILE L’ENZIMA STESSO INIBENDONE
L’ATTIVITA’ (es: CAF, griseofulvina,
triacetiloleandomicina)
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
MECCANISMI

4) AUMENTO DEL CATABOLISMO DEI CITOCROMI

MECCANISMO ASSOLUTAMENTE ASPECIFICO. AD


ESEMPIO COBALTO E STAGNO DETERMINANO UN
AUMENTO DELL’ATTIVITA’ DELL’EME-OSSIGENASI
RESPONSABILE DEL CATABOLISMO DELLE EME-
PROTEINE CON CONSEGUENTE DIMINUZIONE
DELL’ATTIVITA’ ENZIMATICA DEI CITOCROMI
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
MECCANISMI

5) INIBIZIONE DEGLI ENZIMI DI FASE II

MECCANISMO POCO CONOSCIUTO, MA SI RITIENE,


LADDOVE OSSERVATA CAUSATA DA FENOMENI DI
BLOCCO O COMPETIZIONE
BIOTRASFORMAZIONI
INIBIZIONE ENZIMATICA
CONSEGUENZE
A) MODIFICAZIONE DELLA DURATA E DELL’INTENSITA’
DELL’AZIONE DEI FARMACI (es: anestetici, ormoni)
B) ACQUISIZIONE O POTENZIAMENTO DELLE
PROPRIETA’ TOSSICHE DA PARTE DI XENOBIOTICI
(es: monensin)
C) RIDUZIONE DELLE PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE
O TOSSICOLOGICHE SE IL COMPOSTO DEVE ESSERE
BIOATTIVATO PER POTER AGIRE (es: paracetamolo,
febantel, fluoroacetamide, aflatossinaB1)
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

INDUZIONE ENZIMATICA

AUMENTO DEL NUMERO DI MOLECOLE DI UN


ENZIMA PER INCREMENTO DELLA SUA SINTESI
(+ frequente) O PER DIMINUZIONE DEL SUO
CATABOLISMO (- frequente)
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
ENZIMI INDUCIBILI
IN MAGGIOR MISURA LE VARIE FAMIGLIE DEL
cit.P-450 (esistono induttori aspecifici in grado di
indurre tutte le famiglie ed induttori solo di alcune
di esse)

NADPH cit.P-450 RIDUTTASI E CARBOSSIL ESTERASI

SONO MENO FACILMENTE INDUCIBILI GLI ENZIMI


DI FASE II CON ECCEZIONE DI UDPG-T E GSH-T
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI
XENOBIOTICI INDUTTORI

CARATTERISTICHE COMUNI:

- ELEVATA LIPOSOLUBILITA’
- ELEVATA PERMANENZA NELL’ORGANISMO
- IN GENERE VENGONO METABOLIZZATI DA
ALMENO UNO DEGLI ENZIMI CHE INDUCONO
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

TEMPO DI LATENZA

L’INDUZIONE SI VERIFICA IS SEGUITO A


ESPOSIZIONI CONTINUE O RIPETUTE AD UNO
XENOBIOTICO INDUTTORE DOPO UN TEMPO DI
LATENZA VARIABILE (a seconda del tipo di induttore
e del tipo di enzima indotto)
DA CIRCA 12 ORE FINO A 2-3 SETTIMANE
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

MECCANISMO DELL’INDUZIONE

NON ANCORA CHIARITO, MA PARE DOVUTO


ALL’INNESCO DI UNA SERIE DI MECCANISMI
SUBCELLULARI IN GRADO DI CAUSARE UNA
DEPRESSIONE GENICA
CON UN AUMENTO DELLA TRASCRIZIONE DEL DNA
E TRADUZIONE DEL mRNA Î AUMENTO DELLA
SINTESI O DIMINUIZIONE DEL CATABOLISMO DI
DETERMINATE PROTEINE (enzimi)
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

REVERSIBILITA’

AL CESSARE DELL’ESPOSIZIONE ALLO XENOBIOTICO


IL FENOMENO INDUTTIVO REGREDISCE PIU’ O
MENO LENTAMENTE ANCHE IN QUESTO CASO IN UN
TEMPO VARIABILE TRA LE POCHE ORE E ALCUNE
SETTIMANE
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

CONSEGUENZE FARMACO TOSSICOLOGICHE

MODIFICAZIONE DELL’AZIONE FARMACOLOGICA O


TOSSICOLOGICA A SECONDA DELLE
CARATTERISTICHE DEL METABOLITA:
BIOATTIVAZIONE - INATTIVAZIONE
NE CONSEGUE UN AUMENTO O UNA DIMINUZIONE
DELLA INTENSITA’ E DELLA DURATA D’AZIONE
BIOTRASFORMAZIONI
FATTORI CHE INFLUENZANO
LE BIOTRASFORMAZIONI

CONSEGUENZE FISIOLOGICHE

UNA CONDIZIONE ANALOGA ALLA PRECEDENTE


PUO’ VERIFICARSI A CARICO DEI SUBSTRATI
ENDOGENI (a seconda della maggiore o minore
specificità dell’induzione) QUALI
ORMONI STEROIDEI, VITAMINE, AMINOACIDI,
PROTEINE ecc.
CHEMIOANTIBIOTICI
ANTIBIOTICI
ORIGINE NATURALE: SOSTANZE ELABORATE DA
ACTINOMICETI, MUFFE, BATTERI
SEMISINTETICI: OTTENUTI ELABORANDO NUCLEI DI
ORIGINE NATURALE

CHEMIOTERAPICI
SOSTANZE MINERALI: ARSENICALI, ETC.
SOSTANZE DI SINTESI: SULFAMIDICI
CHEMIOANTIBIOTICI
CLASSIFICAZIONE

PUO’ SEGUIRE DIVERSI CRITERI:

- SPETTRO D’AZIONE
BATTERIOSTATICI
- MECCANISMO D’AZIONE
BATTERICIDI
- ORIGINE

- CARATTERISTICHE CHIMICHE

- pH: CARATTERE ACIDO O BASICO


CHEMIOANTIBIOTICI

FAMIGLIE DI CHEMIOANTIBIOTICI 1

RAGGRUPPAMENTI DI SOSTANZE CONTRADDISTINTE


DA CARATTERISTICHE COMUNI:

- COMPOSIZIONE CHIMICA O ORIGINE SIMILE

- SPETTRO D’AZIONE

- FARMACODINAMICA

- RESISTENZA CROCIATA
CHEMIOANTIBIOTICI

FAMIGLIE DI CHEMIOANTIBIOTICI 2

1) BETA-LATTAMINE: PENICILLINE NATURALI E


SEMISINTETICHE, CEFALOSPORINE
2) AMINOGLICOSIDI
3) TETRACICLINE
4) CLORAMFENICOLO
5) MACROLIDI
6) POLIPEPTIDI: POLIMIXINE, BACITRACINA
7) RIFAMICINE
8) SULFAMIDICI E DIAMINOPIRIMIDINE
9) NITROFURANI
10) CHINOLONI
11) ANTIFUNGINI
CHEMIOANTIBIOTICI
MECCANISMI D’AZIONE 1

1. AZIONI DI TIPO BATTERICIDA

A) INIBIZIONE DELLA SINTESI DEI MUCOPEPTIDI


DELLA PARETE CELLULARE BATTERICA (Es. beta-
lattamine): PARETE MENO RESISTENTE ALLE
VARIAZIONI DI PRESSIONE OSMOTICA; SU
GERMI IN FASE DI ATTIVA MOLTIPLICAZIONE.

B) ALTERAZIONE DELLA STRUTTURA E DELLA


FUNZIONE DELLA MEMBRANA CELLULARE
BATTERICA (Es. polipeptidi): ALTERAZIONE
PERMEABILITA’; ANCHE SU GERMI IN FASE DI
RIPOSO.
CHEMIOANTIBIOTICI
MECCANISMI D’AZIONE 2
C) BLOCCO DELL’ATTIVITA’ DELLA RNA-POLIMERASI
DNA-DIPENDENTE (Es. rifamicine): BLOCCO DELLA
SINTESI DI mRNA SOLO SU GERMI IN FASE DI
ATTIVA MOLTIPLICAZIONE.
D) INIBIZIONE DELLA DUPLICAZIONE DEL DNA (Es.
chinoloni): SOLO SU GERMI IN FASE DI ATTIVA
MOLTIPLICAZIONE.
E) ALTERAZIONE DELLA TRASDUZIONE DEL
MESSAGGIO GENETICO (Es. aminoglicosidi): A
LIVELLO DI tRNA, SUBUNITA’ RIBOSOMIALE 30S;
SIA SU BATTERI A RIPOSO CHE IN ATTIVA
MOLTIPLICAZIONE.
CHEMIOANTIBIOTICI

MECCANISMI D’AZIONE 3

2. AZIONI DI TIPO BATTERIOSTATICO

A) BLOCCO DELLA SINTESI PROTEICA (Es.


tetracicline, CAF, macrolidi): SUBUNITA’
RIBOSOMIALI 30S O 50S.

B) ANTAGONISMO COMPETITIVO (Es. sulfamidici,


diaminopirimidine): INTERFERENZA NELLA
SINTESI DELL’ACIDO FOLICO.
CHEMIOANTIBIOTICI

RESISTENZA BATTERICA 1

1. RESISTENZA NATURALE

ESISTONO BATTERI NATURALMENTE RESISTENTI A


DETERMINATI ANTIBIOTICI (Es. STAFILOCOCCHI
PENICILLINASI PRODUTTORI).
CHEMIOANTIBIOTICI
RESISTENZA BATTERICA 2
2. RESISTENZA ACQUISITA

A. RESISTENZA CROMOSOMICA
• DOVUTA A SELEZIONE DI CEPPI MUTANTI
RESISTENTI
• RARA, 1: 1MILIARDO (O PIU’)
• SPONTANEA, L’ANTIBIOTICO SELEZIONA SOLO I
RESISTENTI
• RISTRETTA ALL’ANTIBIOTICO USATO E/O ALLA
FAMIGLIA
• DI SOLITO SUPERABILE AUMENTANDO IL DOSAGGIO
• PRATICAMENTE NON TRASMISSIBILE DA BATTERIO
A BATTERIO
CHEMIOANTIBIOTICI
RESISTENZA BATTERICA 3

B. RESISTENZA EXTRACROMOSOMICA (PLASMIDICA)


• RIGUARDA DI SOLITO ANTIBIOTICI A LARGO
SPETTRO D’AZIONE
• 90% CIRCA DELLE FORME DI RESISTENZA
ACQUISITA
• TRASMESSA ATTRAVERSO I PLASMIDI
• TRASMISSIONE DA BATTERIO A BATTERIO E DA
SPECIE A SPECIE CON ALTA FREQUENZA E
RAPIDAMENTE
• PUO’ ESSERE MULTIPLA E FAVORITA DALL’USO DI
ANTIBIOTICI.
CHEMIOANTIBIOTICI
RESISTENZA BATTERICA 4
MECCANISMI DI RESISTENZA
1) INATTIVAZIONE DELL’ANTIBIOTICO DA PARTE DI
ENZIMI PRODOTTI DAL BATTERIO (Es. EXTRA_
CELLULARI=BETA-LATTAMASI; INTRACELLULARI
= ENZIMI INATTIVANTI AMINOGLICOSIDI E CAF)

2) ALTERAZIONE DEI PROCESSI METABOLICI O


DELLE STRUTTURE BATTERICHE COLPITE DALL’
ANTIBIOTICO

3) DIMINUITA PENETRAZIONE DELL’ANTIBIOTICO


NELLE CELLULE BATTERICHE
CHEMIOANTIBIOTICI
BETALATTAMINE
-C C-
| | NUCLEO BETA-LATTAMICO
C N-
O
1) PENICILLINE (prodotte da Penicillum)

2) CEFALOSPORINE (prodotte da Cephalosporium)

HANNO IN COMUNE: - MECCANISMO D’AZIONE


- BASSA TOSSICITA’
CHEMIOANTIBIOTICI
PENICILLINE 1
CARATTERISTICHE CHIMICHE 1
R1 CH3
S
H2N
B A CH3
N
COOH
O
acido 6-aminopenicillanico R2

A = NUCLEO TIAZOLIDINICO

B = NUCLEO BETA-LATTAMICO
CHEMIOANTIBIOTICI
PENICILLINE 2
CARATTERISTICHE CHIMICHE 2

R1 = -CH2 PENICILLINA G

R1 = -CH- AMPICILLINA
|
NH2
Cl

R1 = DICLOXACILLINA
N
Cl O CH3
CHEMIOANTIBIOTICI
PENICILLINE 3
CLASSIFICAZIONE

1- PENICILLINA NATURALE
2- PENICILLINE SEMISINTETICHE

ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 1
1- MECCANISMO D’AZIONE
INIBIZIONE DI ENZIMI (TRANSPEPTIDASI) CHE
HANNO LA FUNZIONE DI LEGARE LE CATENE CHE
FORMANO LA RETE (PEPTIDOGLICANI) CHE RENDE
LA PARETE BATTERICA RESISTENTE.
LA SENSIBILITA’ DEI BATTERI DIPENDE DALLA
QUANTITA’ DI PEPTIDOGLICANO PRESENTE.
CHEMIOANTIBIOTICI
PENICILLINE 4
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 2

2- SPETTRO D’AZIONE
PENICILLINA NATURALE: COCCHI GRAM+ E
GRAM-, BACILLI GRAM+ E ALCUNI GRAM-.
AMPICILLINA: ANALOGO + TUTTI I BACILLI
GRAM-, E.COLI, SALMONELLE.
OXACILLINA: COME LA NATURALE +
PENICILLINASI PRODUTTORI.
3- RESISTENZA
GERMI CON PARETE IMPERMEABILE ALLE
PENICILLINE, PENICILLINASI, MODIFICAZIONE
TRANSPEPTIDASI.
CHEMIOANTIBIOTICI PENICILLINE 5
FARMACOCINETICA 1
1- ASSORBIMENTO
VELOCITA’ DI ASSORBIMENTO DECRESCENTE: SALI
DI Na E K - PENIC.PROCAINA - PENIC.BENZATINA
PENICILLINE NATURALI DISTRUTTTE X OS
PENICILLINE SEMISINTETICHE ASSORBITE X VIA
ORALE.
2- DISTRIBUZIONE
LEGAME FARMACO-PROTEICO VARIABILE (20-
80%) DIFFUSIONE BUONA; ELEVATE
CONCENTRAZIONI IN RENE, POLMONE, FEGATO,
CUTE, INTESTINO, < IN ALTRI ORGANI; NEL
LATTE DAL 12 AL 40% DELLE CONCENTRAZIONI
SIERICHE; Vd VARIABILE MA NON MOLTO ELEVATO.
CHEMIOANTIBIOTICI
PENICILLINE 6
FARMACOCINETICA 2

3- BIOTRASFORMAZIONE ED ESCREZIONE
ELIMINATA CON LE URINE IN FORMA ATTIVA X IL
75%, X SECREZIONE TUBULARE (80-90%) E X
FILTRAZIONE GLOMERULARE (10-20%)
PENICILLINE SEMISINTETICHE ANCHE X VIA
BILIARE -> CIRCOLO ENTERO-EPATICO.

4- TOSSICITA’
OTTIMA TOLLERABILITA’
ALLERGIE, DISMICROBISMI, NEUROTOSSICITA’
(X VIA EV).
CHEMIOANTIBIOTICI
CEFALOSPORINE 1
CLASSIFICAZIONE
1- CEFALOSPORINE DI I E II GENERAZIONE
- NON ASSORBITE X VIA ORALE: cafalotina,
cefaloridina, cefapirina, cefalozina -> GRUPPO 1
- ASSORBITE X VIA ORALE: cefalexina,
cefaloglicina, cefradina -> GRUPPO 2
- NON ASSORBITE X OS, RESISTENTI ALLE BETA-
LATTAMASI: cefuroxime, cefamandolo ->
GRUPPO 3
2- CEFALOSPORINE DI III GENERAZIONE
cefsulodina, cefoperazone, ceftazidime,
cefatrixina -> GRUPPO 4
CHEMIOANTIBIOTICI
CEFALOSPORINE 2
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA

1- MECCANISMO D’AZIONE
SOVRAPPONIBILE A QUELLO DELLE PENICILLINE
2- SPETTRO D’AZIONE
- GRUPPI 1 E 2 COME LE PENICILLINE SEMI_
SINTETICHE DEL GRUPPO DELL’AMPICILLINA
(GRAM+ E GRAM-)
- GRUPPO 3 ANALOGO AI PRECEDENTI ESTESO AI
GERMI BETA-LATTAMASI PRODUTTORI (Proteus)
- GRUPPO 4: SPETTRO ESTESO A GERMI
PARTICOLARMENTE RESISTENTI (Pseudomonas)
CHEMIOANTIBIOTICI
CEFALOSPORINE 3

FARMACOCINETICA

ASSORBITE X OS SOLO GRUPPO 2, X VIA


PARENTERALE TUTTE.
DIFFONDONO BENE E VENGONO ELIMINATE CON
URINA E BILE.
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 1

CLASSIFICAZIONE

1- NATURALI
DA FUNGHI DEL GENERE Streptomices E
Micromonospora -> streptomicina, kanamicina,
amminosidina, gentamicina, neomicina,
tobramicina

2- SEMISINTETICI
amikacina, kanendomicina, dibekacina,
netilmicina
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 1

CARATTERISTICHE CHIMICHE

SOSTANZE CRISTALLINE, MOLTO


IDROSOLUBILI

CARATTERE BASICO (pKa = 8) Î IONIZZATE


A TUTTI I pH FISIOLOGICI
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 2
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 1

1- MECCANISMO D’AZIONE
BATTERICIDA
2- SPETTRO D’AZIONE
BACILLI AEROBI GRAM- E STAFILOCOCCHI
- STREPTOMICINA: MICOBATTERI, PASTEURELLE
- KANAMICINA, NEOMICINA, AMMINOSIDINA:
GRAM-
- GENTAMICINA, AMIKACINA: GRAM-,
STAFILOCOCCHI, PSEUDOMONAS
- AMMINOSIDINA: ANCHE ALCUNI PROTOZOI
(BALANTIDIUM, AMEBA)
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 4

MECCANISMO D’AZIONE 1

SI FISSANO A LIVELLO DELLA SUBUNITA’


RIBOSOMIALE 30S IMPEDENDO LA REGOLARE
TRADUZIONE DEL CODICE. NE DERIVA UN ERRORE
DI LETTURA CON SINTESI DI PROTEINE DIFETTOSE
LETALI X IL BATTERIO (ALTERAZIONI DELLA
PERMEABILITA’ E DELLA RESPIRAZIONE CELLULARE)
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 5
MECCANISMO D’AZIONE 2
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 3
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 2
3- RESISTENZA
- CROMOSOMICA RAPIDA: MODIFICAZIONE
SUBUNITA’ 30S
- CROMOSOMICA PROGRESSIVA: INATTIVAZIONE
ENZIMATICA
- EXTRACROMOSOMICA: INATTIVAZIONE
ENZIMATICA AD OPERA DI ACETILTRANSFERASI,
NUCLEOTIDILTRANSFERASI, FOSFOTRANSFERASI
- NATURALE: LA PENETRAZIONE ATTRAVERSO LE
PORINE E’ OSSIGENO-DIPENDENTE Î
NO ANAEROBI
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 6
FARMACOCINETICA 1
1- ASSORBIMENTO
RAPIDO X VIA IM E SC; SCARSAMENTE ASSORBITI
DALL’APPARATO GASTRO-ENTERICO.
2- DISTRIBUZIONE
IN GENERE POCO LEGATI ALLE PROTEINE
PLASMATICHE (10%); MOLTO IDROSOLUBILI;
ATTRAVERSANO POCO LE MEMBRANE E
DIFFONDONO SOLO IN SEDE EXTRACELLULARE; >
CONCENTRAZIONE IN RENE, MUSCOLI, BILE,
LIQUIDO PERITONEALE; CONCENTRAZIONI +
BASSE IN LIQUIDO PLEURICO, SINOVIALE E
PERICARDICO E NEL LATTE.
CHEMIOANTIBIOTICI
AMINOGLICOSIDI 8
FARMACOCINETICA 2

3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
LA > PARTE ESCRETA IN FORMA NON
METABOLIZZATA; ELIMINAZIONE X VIA URINARIA
(FILTRAZIONE GLOMERULARE), CON LA BILE
CIRCA IL 2%

4- TOSSICITA’
NEUROTOSSICITA’, NEFROTOSSICITA’, BLOCCO
NEUROMUSCOLARE, EFFETTO IPOCALCEMIZZANTE,
EFFETTO CARDIODEPRESSORE, DISMICROBISMO,
ALLERGIE
CHEMIOANTIBIOTICI
MACROLIDI 1

CLASSIFICAZIONE

DA FUNGHI DEL GENERE Streptomices:


ERITROMICINA
TILOSINA
SPIRAMICINA
OLEANDOMICINA
CHEMIOANTIBIOTICI
MACROLIDI 2
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA
1- MECCANISMO D’AZIONE
DI TIPO BATTERIOSTATICO: SI FISSANO ALLA
SUBUNITA’ RIBOSOMIALE 50S BLOCCANDO LA
TRASLOCAZIONE DEL PEPTIDE NEOFORMATO
2- SPETTRO D’AZIONE
BATTERI GRAM+, MICOPLASMI (TILOSINA),
RICKETTSIE, PROTOZOI (AMEBE, TOXOPLASMI),
PASTEURELLE
3- RESISTENZA
CROMOSOMICA RAPIDA (OLEANDOMICINA,
ERITROMICINA); EXTRACROMOSOMICA:
IMPOSSIBILE FISSAZIONE AL SITO ATTIVO
CHEMIOANTIBIOTICI
MACROLIDI 3

MECCANISMO D’AZIONE 1

I MACROLIDI SONO ANTIBIOTICI BATTERIOSTATICI


CHE INIBISCONO LA SINTESI PROTEICA LEGANDOSI
IN MODO REVERSIBILE ALLA SUBUNITA’
RIBOSOMIALE 50S. TALE LEGAME IMPEDISCE LA
TRASLOCAZIONE DEL PEPTIDIL-RNAt DALLA
MOLECOLA DI RNAt SUL SITO A (ACCETTORE)
RIBOSOMIALE AL SITO P (DONATORE) DOVE AVVIENE
LA FORMAZIONE DELLA CATENA POLIPEPTIDICA.
CHEMIOANTIBIOTICI
MACROLIDI 4
MECCANISMO
D’AZIONE 2
CHEMIOANTIBIOTICI MACROLIDI 3
FARMACOCINETICA
1- ASSORBIMENTO
RAPIDAMENTE ASSORBITI X OS, X VIA IM E SC
2- DISTRIBUZIONE
POCO LEGATI A PROTEINE EMATICHE (20-40%),
DIFFONDONO BENE NEI TESSUTI (NO LIQUOR) E
NEL LATTE; FORTE LEGAME A PROTEINE
TISSUTALI (RITENZIONE)
3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
IN PARTE A LIVELLO EPATICO; ESCRETI IN FORMA
ATTIVA NELLA BILE (CIRCOLO ENTERO-EPATICO),
NELLE URINE (FILTRAZIONE GLOMERULARE);
ELIMINATI TRAMITE LE GHIANDOLE SALIVARI
(SPIRAMICINA) SONO IN GENERE BEN TOLLERATI
CHEMIOANTIBIOTICI
TETRACICLINE 1
CLASSIFICAZIONE

1- NATURALI
DA FUNGHI DEL GENERE Streptomices:
CLORTETRACICLINA (AUREOMICINA),
OSSITETRACICLINA (TERRAMICINA),
TETRACICLINA, DEMETILCLORTETRACICLINA

2- SEMISINTETICHE
METACICLINA, MECLOCICLINA, DOXICICLINA,
MINOCICLINA
CHEMIOANTIBIOTICI
TETRACICLINE 3
CH3 CH3
R4 N
R1 R2 R3 OH

CONH2

O OH O
OH
R1 R2 R3 R4
TC H CH3 OH H
OTC H CH3 OH OH
CTC Cl CH3 OH H
CHEMIOANTIBIOTICI TETRACICLINE 2
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA
1- MECCANISMO D’AZIONE -> BATTERIOSTATICO
- SI FISSANO ALLA SUBUNITA’ RIBOSOMIALE 30S
BLOCCANDO LA SINTESI PROTEICA
- CHELANO GLI ANIONI DEI METALLI BIVALENTI
INIBENDO MOLTI SISTEMI ENZIMATICI
2- SPETTRO D’AZIONE
- LARGO SPETTRO: gram+ e gram-, rickettsie,
micoplasmi, spirochete, leptospire, actinomiceti,
alcuni protozoi (amebe)
- RESISTENTI: proteus, pseudomonas, enterococchi,
alcuni ceppi di stafilococchi
3- RESISTENZA
NATURALE, CROMOSOMICA PROGRESSIVA, EXTRA-
CROMOSOMICA
CHEMIOANTIBIOTICI
TETRACICLINE 4
MECCANISMO D’AZIONE
CHEMIOANTIBIOTICI
TETRACICLINE 5
FARMACOCINETICA 1

1- ASSORBIMENTO
RAPIDO X VIA ORALE; BUONO X VIA IM E SC

2- DISTRIBUZIONE
LEGAME PROTEICO: OSSITETRACICLINA E
TETRACICLINA 20-50%, CLORTETRACICLINA 40-
70%, MINOCICLINA E DOXICICLINA 65-95%
DIFFUSIONE BUONA E RAPIDA, ANCHE A LIVELLO
INTRACELLULARE
ELEVATE CONCENTRAZIONI IN FEGATO, BILE,
RENE, URINA, TESSUTO OSSEO, POLMONE, LATTE
CHEMIOANTIBIOTICI
TETRACICLINE 6
FARMACOCINETICA 2

3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
SCARSAMENTE METABOLIZZATE TRANNE
CLORTETRACICLINA, DOXICICLINA, MINOCICLINA
METABOLITI INATTIVI
ELIMINAZIONE URINARIA (FILTRAZIONE
GLOMERULARE), IN < MISURA CON LA BILE
(CIRCOLO ENTERO-EPATICO)
4- TOSSICITA’
EPATO E NEFROTOSSICITA’, AZIONE ANTI-
ANABOLICA, DEPOSIZIONE IN OSSA E DENTI,
DISMICROBISMO, ALLERGIE
CHEMIOANTIBIOTICI
POLIPEPTIDI 1
DA BACILLI AEROBI SPORIGENI
POLIMIXINA B - COLIMICINA 1
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA

1- MECCANISMO D’AZIONE
DI TIPO BATTERICIDA: ALTERANO LA
PERMEABILITA’ DI MEMBRANA MODIFICANDONE
UN FOSFOLIPIDE

2- SPETTRO D’AZIONE
GERMI GRAM-
3- RESISTENZA
CROMOSOMICA MOLTO RARA E LENTA
CHEMIOANTIBIOTICI
POLIPEPTIDI 2
POLIMIXINA B - COLIMICINA 2
FARMACOCINETICA
1- ASSORBIMENTO
PRATICAMENTE NULLO X OS, RAPIDO X IM E SC
2- DISTRIBUZIONE
LEGAME PROTEICO MEDIO (CIRCA 55%), DEBOLE
DIFFUSIONE TISSUTALE E NEL LATTE
3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
PARZIALE METABOLIZZAZIONE, ELIMINATI X
FILTRAZIONE GLOMERULARE
4- TOSSICITA’
NEFROTOSSICITA’ (NECROSI TUBULARE); BLOCCO
NEUROMUSCOLARE; POLINEURITI
CHEMIOANTIBIOTICI
POLIPEPTIDI 3

BACITRACINA - TIROTRICINA

AZIONE SUI GRAM+ (INIBIZIONE SINTESI PARETE


CELLULARE), ANCHE SU TRICHOMONAS
(TIROTRICINA). ELEVATA TOSSICITA’ RENALE; NON
ASSORBITE X OS.
CHEMIOANTIBIOTICI

SULFAMIDICI 1 H2N SO2NH2


(4) (1)
SONO COMPOSTI DI SINTESI, ANFOTERI CON
PREVALENZA DELLA FUNZIONE ACIDA.
SONO INSOLUBILI IN H2O; I SALI SONO MOLTO
IDROSOLUBILI -> SOLUZIONI ALCALINE pH 9-11.

LA SOSTITUZIONE IN N1 DETERMINA
MODIFICAZIONI FARMACOCINETICHE; E’ LUOGO DI
SALIFICAZIONE CON BASI FORTI, AUMENTA LA
SOLUBILITA’.
LA SOSTITUZIONE IN N4 DA’ GENERALMENTE
COMPOSTI INATTIVI O SCARSAMENTE ASSORBIBILI
X OS.
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 5

1- CLASSIFICAZIONE
A) SULFAMIDICI ENTERICI A BASSO
ASSORBIMENTO INTESTINALE (sulfaguanidina,
succinilsulfatiazolo, ftalilsulfatiazolo)
B) SULFAMIDICI X USO SISTEMICO A BREVE
DURATA D’AZIONE (sulfatiazolo, sulfadiazina,
sulfamerazina, sulfametazina)
C) SULFAMIDICI SISTEMICI A LUNGA DURATA DI
AZIONE (sulfadi e monometossina, sulfametossi_
piridazina, sulfacloropirazina, sulfametossazolo)
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 2

PABA H2N COOH

SULFAMIDICO H2N SO2NH2

COMPETIZIONE CON IL PABA X L’INSERIMENTO


NELLA SINTESI DELL’ACIDO FOLICO -> INIBITO IL
PASSAGGIO AD ACIDO TETRAIDROFOLICO
COFATTORE DEL METABOLISMO DEGLI AMINOACIDI
-> INIBIZIONE DELLA SINTESI PROTEICA.
BATTERIOSTATICO
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 3
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 1
1- SPETTRO D’AZIONE
VASTO, COMPRENDENTE BATTERI GRAM+ E GRAM-
(NON TUTTI) E PROTOZOI (COCCIDI, TOXOPLASMI)
2- RESISTENZA
BASATA SULLA CAPACITA’ DEL GERME DI MUTARE
LE PROPRIE ESIGENZE X QUANTO RIGUARDA IL
FABBISOGNO DI PABA:
- ADATTAMENTO ALLA SUA ASSENZA
- COMPARSA DELLA CAPACITA’ DI SINTETIZZARLO
- SVILUPPO DI SISTEMI METABOLICI CHE
IMPIEGHINO AL POSTO DEL PABA IL
SULFAMIDICO
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 4
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA 2

UN SULFAMIDICO E’ TANTO + ATTIVO QUANTO +


ELEVATO E’ IL SUO COEFFICIENTE DI SOSTITUZIONE
DEL PABA.

I SULFAMIDICI MODERNI (Es. SULFADI E


MONOMETOSSINA) SONO + ATTIVI RISPETTO A
QUELLI DI UN TEMPO.
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 6
FARMACOCINETICA 1
1- ASSORBIMENTO
VELOCE X VIA ORALE (NO ENTERICI); IRRITANTI X
VIA IM E SC
2- DISTRIBUZIONE
ELEVATO LEGAME FARMACO-PROTEICO
(ALBUMINE)
DIFFONDONO NELLO SPAZIO EXTRACELLULARE
(SULFADIAZINA ANCHE NELLE CELLULE)
PASSAGGIO NEL LATTE DIPENDE DAL pKa DEL
FARMACO E DAL pH DEL LATTE, AUMENTA NEL
LATTE MASTITICO (INTRAPPOLAMENTO IONICO)
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 7

FARMACOCINETICA 2

3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
IN PARTE METABOLIZZATI E IN PARTE ELIMINATI
TAL QUALI
CONIUGAZIONE EPATICA: ACETILAZIONE,
GLUCURONAZIONE, CONIUGAZIONE CON SOLFATI;
CONIUGATI INATTIVI
ELIMINAZIONE URINARIA (FILTRAZIONE
GLOMERULARE, ESCREZIONE TUBULARE)
DIPENDENTE DA METABOLIZZAZIONE, pKa, pH
URINA.
CHEMIOANTIBIOTICI
SULFAMIDICI 8
TOSSICITA’

- CRISTALLURIA: PRECIPITAZIONE A LIVELLO


TUBULARE
- DISMICROBISMO: RIDUZIONE FLORA CHE
SINTETIZZA VITAMINA K
- EFFETTO MIELOTOSSICO (NON GRAVE): ANEMIA
AGRANULOCITOSI
- REAZIONI ALLERGICHE
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 1

NH2
R1
N

H2N N CH3
R3
R2

TRIMETOPRIM - PRIMETAMINA
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 2

MECCANISMO D’AZIONE 1

INIBIZIONE DELLA DIIDROFOLICO-RIDUTTASI


BATTERICA CHE TRASFORMA L’ACIDO FOLICO IN
FOLINICO
AZIONE BATTERIOSTATICA
ASSOCIAZIONE CON SULFAMIDICI (5:1) ->
BATTERICIDA
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 3 MECCANISMO
D’AZIONE 2
PABA
folico-sintetasi

Acido folico SULFAMIDICI


diidrofolico-riduttasi
Acido folinico
DIAMINOPIRIMIDINA

Timina

DNA RNA
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 4
ATTIVITA’ ANTIBATTERICA

1- SPETTRO D’AZIONE
- TRIMETOPRIM: BATTERI E PROTOZOI,
RESISTENTI, TREPONEMI, MICOBATTERI,
ANAEROBI, PSEUDOMONAS, MICOPLASMI,
CLAMIDIE
- PIRIMETAMINA: PREVALENTEMENTE PROTOZOI

2- RESISTENZA
CROMOSOMICA FREQUENTE E A RAPIDO
SVILUPPO
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 5
FARMACOCINETICA
1- ASSORBIMENTO
RAPIDO X VIA ORALE E PARENTERALE
2- DISTRIBUZIONE
LEGAME PROTEICO MEDIO (∼50%), BUONA
DIFFUSIONE ANCHE INTRACELLULARE; LIVELLI
SUPERIORI AL SIERO IN SALIVA, SECREZIONI
BRONCHIALI, LIQUOR; BUONA NEL LATTE
NORMALE, SCARSA NEL LATTE MASTITICO
3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
PARZIALE METABOLIZZAZIONE; ELIMINATI X
FILTRAZIONE GLOMERULARE E SECREZIONE
TUBULARE
CHEMIOANTIBIOTICI
DIAMINOPIRIMIDINE 6

TOSSICITA’

BUONA TOLLERABILITA’
FENOMENI ALLERGICI
CARENZA DI ACIDO FOLICO
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 1 O DERIVATI DEL
PROPANEDIOLO
NH-C-CH-Cl2
|
2ON- -CH-CH-CH2-OH cloramfenicolo
|
OH O
NH-C-CH-Cl2
|
3HC-2OS- -CH-CH-CH2-OH tiamfenicolo
|
OH O
NH-C-CH-Cl2
|
3HC-2OS- -CH-CH-CH2-F florfenicolo
|
OH
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 2
MECCANISMO D’AZIONE 1

I FENICOLI SONO ANTIBIOTICI BATTERIOSTATICI


CHE INIBISCONO LA SINTESI PROTEICA LEGANDOSI
IN MODO REVERSIBILE ALLA SUBUNITA’
RIBOSOMIALE 50S IN UN SITO ADIACENTE A QUELLO
UTILIZZATO DAI MACROLIDI. TALE LEGAME
IMPEDISCE LA TRASLOCAZIONE DEL COMPLESSO
PEPTIDIL-RNAt-TRANSFERASI SUL SITO P DOVE
AVVIENE LA FORMAZIONE DELLA CATENA
POLIPEPTIDICA.
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 3

MECCANISMO
D’AZIONE 2
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 4
CLORAMFENICOLO 1
PRODOTTO DA Streptomyces venezuelae.
E’ OTTENUTO ANCHE X VIA SINTETICA, DERIVATO
DALL’ACIDO DICLOROACETICO E DEL NITROBENZENE.
O
NH-C-CH-Cl2
| E’ UN COMPOSTO
2ON- -CH-CH-CH2-OH LIPOFILICO, MOLTO
| LIPOSOLUBILE E MOLTO
OH POCO IDROSOLUBILE.
nitrogruppo
A pH FISIOLOGICI NON PRESENTA
GRUPPI FUNZIONALI IONIZZABILI
CHEMIOANTIBIOTICI FENICOLI 5
CLORAMFENICOLO 2 ATTIVITA’ ANTIBATTERICA
1- MECCANISMO D’AZIONE
DI TIPO BATTERIOSTATICO; SI FISSANO ALLA
SUBUNITA’ RIBOSOMIALE 50S BLOCCANDO L’
ATTIVITA’ DELLA PEPTIDILTRANSFERASI (NON SI
FORMA IL LEGAME PEPTIDICO TRA GLI AA)
2- SPETTRO D’AZIONE
COCCHI E BACILLI GRAM+ E GRAM-, SPIROCHETE,
LEPTOSPIRE, RICKETTSIE, MICOPLASMI E
CLAMIDIE, ACTINOMICETI
3- RESISTENZA
NATURALE; CROMOSOMICA PROGRESSIVA:
DIVENTANO IMPERMEABILI AL CAF; EXTRA-
CROMOSOMICA: INATTIVAZIONE AD OPERA DI
ENZIMI.
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 6

CLORAMFENICOLO 3

FARMACOCINETICA 1

1- ASSORBIMENTO
RAPIDO X OS E X VIA PARENTERALE

2- DISTRIBUZIONE
SCARSO LEGAME A PROTEINE PLASMATICHE,
PENETRA FACILMENTE NELLE CELLULE, BUONA
DIFFUSIONE TISSUTALE (LIQUOR, CAVITA’
MUCOSE, UMOR ACQUEO, LATTE)
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 7
CLORAMFENICOLO 4
FARMACOCINETICA 2

3- BIOTRASFORMAZIONE ED ELIMINAZIONE
A LIVELLO EPATICO (GLUCURONAZIONE),
ELIMINAZIONE BILIARE (CIRCOLO ENTERO-
EPATICO); ESCRETO NELLE URINE IN FORMA
METABOLIZZATA (SECREZIONE TUBULARE ED
ATTIVA (FILTRAZIONE GLOMERULARE)
4- TOSSICITA’
DEPRESSIONE MIDOLLARE REVERSIBILE,
EFFETTO IMMUNODEPRESSORE, DISMICROBISMO
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 8
CLORAMFENICOLO 5
TOSSICITA’ 1
MIELODEPRESSIONE 1
1) EFFETTO DOSE-DIPENDENTE REVERSIBILE (è
quello che si manifesta negli animali): ANEMIA,
LEUCOPENIA O TROMBOCITOPENIA.
2) EFFETTO IDIOSINCRASICO DIPENDENTE (anche
se spesso si manifesta x assunzioni ripetute),
INCIDENZA BASSA 1: 30000 (20000-50000) MA
NON PREVEDIBILE CAUSA ANEMIA APLASTICA ->
PANCITOPENIA LETALE.
CHEMIOANTIBIOTICI FENICOLI 9
CLORAMFENICOLO 6 TOSSICITA’ 2

MIELODEPRESSIONE 2
PIU’ TARDIVAMENTE COMPARE RISPETTO ALLA
ASSUNZIONE DI CAF PIU’ GRAVI SONO I SUOI
EFFETTI -> MORTE DOVUTA AL NITROGRUPPO IN
POSIZIONE PARA DELL’ ANELLO AROMATICO, +
FREQUENTE X ASSUNZIONE ORALE ->
BIOTRASFORMAZIONE DA PARTE DELLA FLORA
ENTERICA IN UN INTERMEDIO MIELOTOSSICO.
TAF E FFC NON POSSIEDONO UNA TOSSICITA’ COSI’
ELEVATA (assenza di NO2) MA TUTTI I FENICOLI
SONO RESPONSABILI DI FORME DI MIELO_
DEPRESSIONE X INIBIZIONE DELLA SINTESI
PROTEICA MITOCONDRIALE.
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 10 CLORAMFENICOLO 7

TOSSICITA’ 3
AZIONE IMMUNOSOPPRESSIVA
CORRELATA ALL’AZIONE MIELODEPRESSIVA E DI
INIBIZIONE DELLA SINTESI PROTEICA.
DISMICROBISMO
ABBASTANZA GRAVE X L’AMPIO SPETTRO D’AZIONE.

FENOMENI GASTRO-ENTERICI
VOMITO, DIARREA (IN PARTE LEGATI ALLA
IRRITAZIONE LOCALE, IN PARTE AL
DISMICROBISMO).
CHEMIOANTIBIOTICI
FENICOLI 11 CLORAMFENICOLO 8
TOSSICITA’ 4
REAZIONI ALLERGICHE E DI IPERSENSIBILIZZAZIONE
SI MANIFESTANO GENERALMENTE CON IRRITAZIONE
CUTANEA, ARROSSAMENTI, PRURITO, + RARAMENTE
FEBBRE.
INIBIZIONE ENZIMATICA
CAF INIBISCE GLI ENZIMI MICROSOMIALI EPATICI
IN SEGUITO A FORMAZIONE DI COMPLESSI STABILI.

SINDROME GRIGIA DEL NEONATO


NEL GATTO APPARE UNA MANIFESTAZIONE SIMILE
X SCARSA BIOTRASFORMAZIONE.
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 1
CHINOLONI DI I GENERAZIONE

O O
COOH COOH
N

N N N
CH3 N N
CH2-CH3 H-N CH2-CH3

acido nalidixico acido pipemidico


CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 2
CHINOLONI DI II GENERAZIONE

O O
COOH F COOH
O

O N
N N
CH2-CH3
CH3
cinoxacin
flumechina
CHEMIOANTIBIOTICI CHINOLONI 3
O CHINOLONI DI III
F COOH GENERAZIONE

H3C-N N N O
O F COOH
ofloxacin
CH3

H5C2-N N

enrofloxacin N
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 4
I COMPOSTI + VECCHI (Es. ac. nalidixico) TROVONO
INDICAZIONI SOLAMENTE X INFEZIONI DEL TRATTO
URINARIO E RIVESTONO QUINDI UN RUOLO < X
LIMITI DI APPLICAZIONE E X RAPIDA INSORGENZA
DI RESISTENZE.
I NUOVI CHINOLONI FLUORURATI (Enrofloxacin,
Danofloxacin) RAPPRESENTANO UN MIGLIORAMENTO
DAL PUNTO DI VISTA CINETICO E TERAPEUTICO
(AMPLIAMENTO DELLO SPETTRO D’AZIONE,
EFFICACIA X SOMMINISTRAZIONE ORALE, EFFETTI
SISTEMICI CONTRO MOLTEPLICI INFEZIONI, SCARSI
EFFETTI COLLATERALI, < INDUZIONE DI
RESISTENZA).
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 5
CARATTERISTICHE CHIMICHE
ACIDI, POCO IDROSOLUBILI, LIPOSOLUBILITA’
VARIABILE, I FLUORATI CONTENGONO 1 ATOMO DI
F IN POSIZIONE 6.

MECCANISMO D’AZIONE 1

BLOCCO DELLA REPLICAZIONE DEL DNA BATTERICO


X INIBIZIONE DELLA DNA-GIRASI BATTERICA =
ALTERAZIONE DELLA CONFORMAZIONE SPAZIALE
DEL DNA -> EFFETTO BATTERICIDA.
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 6
MECCANISMO D’AZIONE 2
DNA-GIRASI
di E.coli:
2 subunità A
(105 kD)
2 subunità B
(95 kD)
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 7
MECCANISMO D’AZIONE 3

LE DOPPIE ELICHE DI DNA DEVONO ESSERE


SEPARATE XCHE’ AVVENGA LA REPLICAZIONE,
QUALSIASI EVENTO CHE SEPARI I FILAMENTI
DETERMINA SUPERSPIRALIZZAZIONE +, LA DNA-
GIRASI INTRODUCE DI CONTINUO SUPERSPIRALI -
X COMBATTERE QUESTO EFFETTO.
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 8
FARMACOCINETICA 1

1- ASSORBIMENTO INTESTINALE: RAPIDO E


COMPLETO; FLUOROCHINOLONI = BUONO ANCHE
X VIA PARENTERALE.

2- LEGAME FARMACO-PROTEICO: VARIABILE


CHINOLONI -> AC. NALIDIXICO E OXOLINICO 70-
75%, AC. PIROMIDICO E PIPEMIDICO 15-30%
FLUOROCHINOLONI -> 20-90%
3- DISTRIBUZIONE: CHINOLONI -> SCARSA E
VARIABILE AD ECCEZIONE DEL RENE (Vd medio-
basso); FLUOROCHINOLONI -> BUONA (Vd elevato)
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 9

FARMACOCINETICA 2

4- METABOLISMO
- IDROSSILAZIONE -> METABOLITI ATTIVI
- CONIUGAZIONE GLUCURONICA -> METABOLITI
INATTIVI

5- ELIMINAZIONE: COME TALI O METABOLITI ATTIVI


VENGONO ESCRETI PRINCIPALMENTE X VIA
RENALE; ALCUNI COME TALI E I GLUCURONIDI
ELIMINATI CON LA BILE.
CHEMIOANTIBIOTICI
CHINOLONI 10

TOSSICITA’

DI SOLITO BEN TOLLERATI, POSSONO CAUSARE


DISTURBI DIGESTIVI (VOMITO, DIARREA), NERVOSI
(IRREQUIETEZZA, STIMOLAZIONE),
FOTOSENSIBILIZZAZIONE, REAZIONI ALLERGICHE,
DISMICROBISMO (FLUOROCHINOLONI), PIU’
RARAMENTE ALTERAZIONI EMATICHE (ANEMIA,
TROMBOCITOPENIA, LEUCOPENIA).
CHEMIOANTIBIOTICI
FLUOROCHINOLONI 1
ENROFLOXACIN - DANOFLOXACIN

SPETTRO D’AZIONE

AMPIO, ESTESO A MOLTI GRAM +, STAFILOCOCCHI,


MICOPLASMI, MENO EFFICACI CONTRO
PSEUDOMONAS ED ENTEROBACTERIACEAE.
CHEMIOANTIBIOTICI
FLUOROCHINOLONI 2
FARMACOCINETICA
1- ASSORBIMENTO: BUONO X TUTTE LE VIE, Cmax
CIRCA 1 ORA X IM (0.9 µg/ml)
2- DISTRIBUZIONE: LIVELLI TISSUTALI + ALTI (1.4
µg/g IN POLMONE, CUORE, FEGATO)
3- LEGAME FARMACO-PROTEICO: ELEVATO, FINO AL
90%.
4- METABOLISMO: CONIUGAZIONE EPATICA ->
METABOLITI INATTIVI
5- ELIMINAZIONE: T1/2 CIRCA 3 ORE, CON LE
URINE AL 30-35% IN FORMA ATTIVA.
CHEMIOANTIBIOTICI
FLUOROCHINOLONI 3
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE
- COMPRESSE: da 10 cpr da 15-50-150 mg (x cane e
gatto)
- SOLUZIONE INIETTABILE 2.5%: flacone da 50 ml
(x cane e gatto)
- SOLUZIONE INIETTABILE 5%: flacone 50 ml
(x cane e gatto); 100 ml (x animali da reddito)
- SOLUZIONE ORALE 2.5%: flacone 100-500 ml e 5
lt; 0.5% flacone da 100 ml (x animali da reddito)
- PREMIX 10% (x conigli e volatili): 1 e 5 lt
- PREMIX 2.5% (x polli e vitelli): 500 ml e 5 lt
ERBICIDI CLOROFENOSSIDERIVATI
OCH2COOH OCH2COOH
Cl Cl

2, 4 - D 2, 4, 5 - T
Cl
Cl Cl
SI TRATTA DI POLVERI BIANCHE CON FORTE ODORE DI
FENOLO E DOTATE DI NOTEVOLE CAUSTICITA’. SONO ACIDI
DEBOLI E LA SOLUBILITA’ VARIA IN FUNZIONE DEL MEZZO
IN CUI SONO DISCIOLTE. DURANTE LA LORO SINTESI SI
POSSONO FORMARE NOTEVOLI QUANTITA’ DI UN
CONTAMINANTE PARTICOLARMENTE TOSSICO LA DIOSSINA,
RESPONSABILE DI EFFETTI TOSSICI MOLTO GRAVI
(MUTAGENI, TERATOGENI, CANCEROGENI, INDUZIONE
ENZIMATICA, IRRITANTI)
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI
2,4,5 TRICLOROFENOLO 2,4,5 TRICLOROFENOLO
Cl O- Cl Cl

+
Cl Cl ∆.T 2Cl- O- Cl

Cl O Cl

Cl O Cl

2,3,7,8 TETRACLORODIBENZODIOSSINA
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI

L’AZIONE ERBICIDA E’ DOVUTA AD UNA STIMOLAZIONE


ESAGERATA ALLA CRESCITA VEGETALE (AZIONE SIMIL
ORMONALE = ACIDO INDOL-3-ACETICO).

SONO DOTATI DI NOTEVOLE TOSSICITA’ INDIRETTA=


RENDONO APPETIBILI PIANTE DI SOLITO NON MANGIATE
DAGLI ERBIVORI (senecio, ranuncolo, solanacee) E NE
MODIFICANO IL METABOLISMO AUMENTANDO IL
CONTENUTO IN PRINCIPI TOSSICI (piante CN-genetiche ->
glicosidi; solanacee -> alcaloidi; barbabietole -> nitrati).
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI
TOSSICOCINETICA

LA VIA DI ASSUNZIONE PIU’ FREQUENTE E’ LA ORALE

ASSORBIMENTO RAPIDO (90%)

ELEVATO LEGAME CON LE PROTEINE DEL PLASMA (cane)

DISTRIBUISCONO IN TUTTI I TESSUTI

CUMULANO MAGGIORMENTE IN FEGATO E RENI

SONO ELIMINATI CON LE URINE PER FILTRAZIONE


GLOMERULARE IN FORMA IMMODIFICATA O POSSONO
ESSERE RIASSORBITI A LIVELLO TUBULARE.
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI
TOSSICODINAMICA 1 AZIONI DIRETTE:

1) IL MECCANISMO DELL’AZIONE TOSSICA DI QUESTI


COMPOSTI NON E’ BEN CONOSCIUTO. DETERMINANO
FENOMENI IRRITATIVI SU CUTE E MUCOSE, ED UNA
VOLTA ASSORBITI PROVOCANO LESIONI RENALI,
EPATICHE, MIOCARDICHE E AL SNC.

2) POSSEGGONO AZIONE TERATOGENA, CANCEROGENA,


IMMUNOSOPPRESSIVA, DI INDUZIONE ENZIMATICA
LEGATA ALLA PRESENZA DI IMPUREZZE
(diossine e dibenzofurani).
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI

TOSSICODINAMICA 2 AZIONI INDIRETTE:

1) AGENDO COME FITORMONI POSSONO DETERMINARE


ACCUMULO DI SOSTANZE TOSSICHE NELLE PIANTE
(nitrati, glucosidi, alcaloidi).

2) ALTERANO LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE


DELLA PIANTA CHE NORMALMENTE NON APPETITA
PUO’ DIVENTARLO.
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI
SINTOMI 1

SINTOMI SONO ASPECIFICI E RIFERITI ALLE LESIONI


GASTRO-INTESTINALI, RENALI, EPATICHE E NERVOSE.

CARNIVORI:
SINTOMI GASTROENTERICI (scialorrea, vomito,
diarrea sanguinolenta, coliche)
SINTOMI NERVOSI (atassia, barcollamenti,
convulsioni, paralisi)
SINTOMI CARDIACI (fibrillazione ventricolare)
SINTOMI MUSCOLARI (contrazioni crampiformi
-> glicogenolisi -> acido lattico )
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI
SINTOMI 2

SUINO: SINTOMI NERVOSI E GASTROENTERICI


(simili a quelli del cane)

BOVINO: SINTOMI ASPECIFICI (atonia


ruminale, indigestione, debolezza, diarrea,
dimagramento e aborto)

LA MORTE DI SOLITO AVVIENE DOPO UN LUNGO


PERIODO DI PROSTRAZIONE E SOFFERENZA
ERBICIDI
CLOROFENOSSIDERIVATI

LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE

ASPECIFICHE -> RIFERIBILI A LESIONI DEGENERATIVE O


NECROTICHE ED EMORRAGIE A CARICO
DEI PARENCHIMI
AGENTI DI BLOCCO NEUROMUSCOLARE
- CURARICI -
CURARICI NON DEPOLARIZZANTI O
COMPETITIVI - PACHICURARI
SONO ANTAGONISTI NEI CONFRONTI DEI RECETTORI
NICOTINICI DI PLACCA MOTRICE; SI LEGANO,
BLOCCANO IL RECETTORE (antagonisti)
E COMPETONO CON L’Ach X IL SITO.
CURARICI DEPOLARIZZANTI
LEPTOCURARI
SONO AGONISTI NEI CONFRONTI DEI RECETTORI
NICOTINICI DI PLACCA MOTRICE; SI LEGANO
DEPOLARIZZANDOLI MA IMPEDISCONO LA
RIPOLARIZZAZIONE ->PERSISTONO SUL RECETTORE
POICHE’ L’Ach-ESTERASI LI METABOLIZZA
LENTAMENTE.
SONO IDROLIZZATI
RAPIDAMENTE DALLE
CH-ESTERASI
PLASMATICHE X CUI
LA DURATA E’
PROPORZIONALE ALLA
QUANTITA’ DI ENZIMA
DISPONIBILE
CURARICI

SONO SOSTANZE IN GRADO DI PARALIZZARE LA


MM SCHELETRICA AGENDO A LIVELLO DI RECETTORI
NICOTINICI DI PLACCA MOTRICE.

CURARICI NON DEPOLARIZZANTI O COMPETITIVI


- PACHICURARI -
MOLECOLE A STRUTTURA MASSICCIA E RIGIDA IL
CUI PROTOTIPO E’ d-TUBOCURARINA, ALCALOIDE
ESTRATTO DAL CURARO LATTICE OTTENUTO DA
PIANTE DEI GENERI Strychnos E Chondodendron.
NE ESISTONO ANCHE DI SINTESI: PANCURONIO E
GALLAMINA.
CURARICI
d-TUBOCURARINA 1

FARMACOCINETICA
ASSORBIMENTO LENTO E SCARSO X OS; NON
RAGGIUNGE LIVELLI TOSSICI XCHE’ ELIMINATA
RAPIDAMENTE X VIA RENALE.
ASSORBIMENTO RAPIDO E COMPLETO X IM E SC.
NON SUPERA LE BARRIERE MENINGO-ENCEFALICA
E PLACENTARE.
BIOTRASFORMAZIONE EPATICA -> ELIMINATA CON
BILE E URINA.
CURARICI

d-TUBOCURARINA 2
LA PARALISI FLACCIDA DELLA MM STRIATA AVVIENE
CON TALE ORDINE: MM ESTRINSECI OCCHIO,
ORBICOLARE LABBRA, MM TESTA E COLLO -> MM
ARTI -> MM RESPIRATORI.
MORTE X ASFISSIA; L’ANIMALE PUO’ ESSERE TENUTO
IN VITA CON LA RESPIRAZIONE ARTIFICIALE, SE LE
DOSI SONO ELEVATE QUESTA PUO’ NON BASTARE
-> MORTE X COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO

NON POSSIEDE AZIONE SUL SNC PUO’ DETERMINARE


IPOTENSIONE DOVUTA A UN BLOCCO DEI RECETTORI
NICOTINICI GANGLIARI.
CURARICI

GALLAMINA

MENO POTENTE DELLA TUBOCURARINA, PRESENTA


ANCHE UNA CERTA AZIONE VAGOLITICA (ANTI_
MUSCARINICA).
VIENE SCARSAMENTE METABOLIZZATA -> ESCRETA
COME TALE CON LE URINE.

PANCURONIO
E’ MOLTO PIU’ POTENTE DELLA TUBOCURARINA, NON
PRESENTA EFFETTI A LIVELLO GANGLIARE
(GANGLIOPLEGICI).
CURARICI DEPOLARIZZANTI LEPTOCURARI
SUCCINILCOLINA 1
DI SINTESI, CONDENSAZIONE DI 2 MOLECOLE DI
Ach, POCO STABILE.
FARMACOCINETICA
E’ METABOLIZZATA ABBASTANZA RAPIDAMENTE
DALLA PSEUDO-CH-ESTERASI, PRESENTA PERTANTO
DURATA D’AZIONE DI NORMA + BREVE DELLA TUBO_
CURARINA MA COMUNQUE VARIABILE NELLE
DIVERSE SPECIE ANIMALI IN BASE AL PATRIMONIO
DI PSEUDO-CH-ESTERASI: EQUIDI SONO I MENO
SENSIBILI (ELEVATE CONCENTRAZIONI DI ENZIMA)
-> DURATA D’AZIONE POCHI MIN; CARNIVORI E
SUIDI -> DURATA D’AZIONE INTERMEDIA;
RUMINANTI (+ SENSIBILI) -> AZIONE
PROLUNGATA (FINO A QUALCHE ORA)
CURARICI SUCCINILCOLINA 2

AZONI FARMACOLOGICHE 1

MM SCHELETRICA: INIZIALMENTE STIMOLAZIONE


SEGUITA DA PARALISI FLACCIDA CHE DI SOLITO
INTERESSA PRIMA I MM DEGLI ARTI E POI I MM
RESPIRATORI (INTERCOSTALI, DIAFRAMMA)

SNC: NON SUPERA LA BARRIERA


EMATO-ENCEFALICA ->
L’ANIMALE E’ COSCIENTE
CURARICI
SUCCINILCOLINA 3
AZONI FARMACOLOGICHE 2

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO: EFFETTI


ADRENERGICI (AUMENTO FREQUENZA E PRESSIONE)
INDIRETTI DOVUTI A: SECREZIONE DI ADRENALINA
PROVOCATA DALLA PAURA, COMPENSAZIONE DI
IPOSSIA E IPERCAPNIA E STIMOLAZIONE DEI
RECETTORI NICOTINICI GANGLIARI

EFFETTI MUSCARINICI: POSSONO ESSERE PRESENTI


IN SEGUITO AD ELEVATO DOSAGGIO (SALIVAZIONE,
IPERMOTILITA’ INTESTINALE, BRADICARDIA,
IPOTENSIONE INIZIALI CUI SEGUE TACHICARDIA E
IPERTENSIONE -> NICOTINICI)
DIOSSINA

Cl O Cl
2,3,7,8 TETRACLORO-
DIBENZOPARADIOSSINA
Cl (O TCDD)
O Cl
SI TRATTA DI DIVERSI COMPOSTI VARIAMENTE
CLORURATI (la TCDD e’ il più tossico e studiato) CHE SI
GENERANO DURANTE LA SINTESI DEGLI
ORGANOCLORURATI (sintesi ad elevata temperatura e
pressione in ambiente alcalino), OPPURE DURANTE LA
COMBUSTIONE DI RIFIUTI URBANI ED INDUSTRIALI
CONTENENTI COMPOSTI ORGANOCLORURATI.
DIOSSINA

LA TCDD E’ INSOLUBILE IN ACQUA, LIPOSOLUBILE, RESI-


STENTE AGLI ACIDI ED AGLI ALCALI, POCO BIODEGRA-
DABILE, RESISTE A TEMPERATURE PROSSIME A 600-800°C

SONO INOLTRE FONTE DI AVVELENAMENTO I PESTICIDI


CONTAMINATI

PERSISTE A LUNGO NELL’AMBIENTE IN CUI PUO’ ESSERE


DEGRADATA DALL’AZIONE DEI RAGGI UV (solari) IN
PRESENZA DI DONATORI DI H2 OPPURE RESISTERE PER
MESI IN SEGUITO A LEGAMI CHE INSTAURA CON GLI
ACIDI UMICI DEL SUOLO E CON LA FRAZIONE ORGANICA.
DIOSSINA
TOSSICITA’

SI TRATTA DEL PIU’ TOSSICO COMPOSTO MAI SINTETIZ-


ZATO (circa 10000 volte piu’ potente del cianuro di sodio)

1- NOTEVOLE TOSSICITA’ ACUTA

2- EFFETTO MUTAGENO

3- EFFETTO CANCEROGENO

4- EFFETTO TERATOGENO

5- GRAVI EFFETTI SULLA FERTILITA’

6- EPATOTOSSICITA’ (potente inducente 1A; degenerazione)


DIOSSINA TOSSICODINAMICA 1

E’ UM POTENTE INDUCENTE 3-METILCOLANTRENE


SIMILE ->INDUZIONE DEL CIT.P-450(1A) CHE
CATALIZZA LE REAZIONI DI IDROSSILAZIONE DEGLI
IDROCARBURI AROMATICI TRA CUI MOLTE SOSTANZE
CANCEROGENE (benzopirene, metilcolantrene ecc.)

L’INDUZIONE AVVIENE IN SEGUITO ALL’INTERAZIONE


CON UN RECETTORE SPECIFICO INTRACELLULARE
(Ah-R) CHE AVREBBE UN COMPORTAMENTO ANALOGO
A QUELLO PER GLI ORMONI STEROIDEI -> AUMENTO
DELLA SINTESI PROTEICA TRA CUI I CITOCROMI
INDOTTI.
DIOSSINA TOSSICODINAMICA 2

Ah
DIOSSINA TOSSICODINAMICA 3

ANALOGAMENTE VENGONO INDOTTI ANCHE ALTRI


ENZIMI QUALI LA GLUTATIONE-TRANSFERASI E LA
NADPH-DEIDROGENASI (citosoliche) L’ALDEIDE
DEIDROGENASI E LA 5-AMINOLEVULINATOSINTETASI
(mitocondriali).

L’INCREMENTO DELL’ATTIVITA’ DI QUEST’ULTIMA E’


RESPONSABILE DI IPERPRODUZIONE ED ESCREZIONE DI
PORFIRINE, PIGMENTAZIONE CUTANEA,
FOTOSENSIBILIZZAZIONE, ALTERAZIONI
GASTROENTERICHE E NERVOSE.

TUTTI I MECCANISMI CHE PRESIEDONO ALLE


MOLTEPLICI AZIONI TOSSICHE DELLA DIOSSINA NON
SONO ANCORA STATI CHIARITI.
DIOSSINA TOSSICOCINETICA

ASSORBIMENTO: BUONO PER VIA ORALE ED INALATORIA

DISTRIBUZIONE: DIFFONDE IN TUTTO L’ORGANISMO E SI


CONCENTRA NEL FEGATO E NEL TESSUTO ADIPOSO,
MENO IN MUSCOLI E RENI

BIOTRASFORMAZIONE: EPATICA, MOLTO LENTA PER


IDROSSILAZIONE E CONIUGAZIONE CON ACIDO
GLUCURONICO

ELIMINAZIONE: PERSISTE A LUNGO NELL’ORGANISMO


(T 1/2 variabile da specie a specie da 15 ad oltre 50 gg) VIENE
LENTAMENTE ELIMINATA CON LA BILE, LATTE,
GHIANDOLE SEBACEE (responsabili di cloracne e dermatiti)
E URINA (scarsa)
DIOSSINA SINTOMATOLOGIA

PROGRESSIVO DIMAGRAMENTO ASSOCIATO AD


ADINAMIA, ANORESSIA, RIDUZIONE DELL’ASSUNZIONE
DI H2O --> DISIDRATAZIONE PILOEREZIONE DIFFUSA.

ATROFIA O IPOTROFIA DEGLI ORGANI LINFOIDI -->


RIDUZIONE DIFESE IMMUNITARIE.

EPATOMEGALIA, IPERPROLIFERAZIONE DUTTALE,


STEATOSI E NECROSI CENTROLOBULARE.

ATROFIA E NECROSI TESTICOLARE DANNI EMATICI

CHICK EDEMA DISEASE RIDUZIONE DELLA FERTILITA’

DANNI A CARICO DELL’APPARATO TEGUMENTARIO


(uomo) --> CLORACNE
DIOSSINA
REPERTI ANATOMO PATOLOGICI

PERDITA DEL GRASSO CORPOREO, AUMENTO PESO E


VOLUME DEL FEGATO, ATROFIA TIMICA, AUMENTO DI
VOLUME DELLA TIROIDE, ATROFIA DEI TUBULI
SEMINIFERI, ABNORME SVILUPPO DEGLI SPERMATOCITI,
RIDUZIONE NUMERO SPERMATIDI.

PRESENZA DI NEOPLASIE
ERBICIDI: DNP - DNOC

DINITROORTOCRESOLI DINITROFENOLI

OH OH
NO2 CH3 NO2

POCO SOLUBILI IN H2O,


CAUSTICI, ESPLOSIVI
DL50 x os ( mg/Kg ):
NO2 NO2
CONIGLIO: 200
CANE: 20 - 30
DNOC DNP
ERBICIDI: DNP - DNOC

FONTI

*SONO USATI COME ERBICIDI DA SOLI O IN


ASSOCIAZIONE CON ALTRI PRODOTTI.

*SONO RELATIVAMENTE POCO PERSISTENTI


NELL’ AMBIENTE, MA POSSONO INQUINARE
PASCOLI, FORAGGI E ACQUE.
ERBICIDI: DNP - DNOC

TOSSICOCINETICA 1

ASSORBIMENTO: X OS -> INCOMPLETO (max 50%). NEI


RUMINANTI NITROGRUPPI RIDOTTI A GRUPPI AMINICI
-> DIMINUISCE TOSSICITA’ METABOLICA MA AUMENTA
EFETTO METAEMOGLOBINIZZANTE.

VIA INALATORIA ->DISCRETO, DETERMINA MAGGIORI


EFFETTI SISTEMICI.

X VIA CUTANEA ->UNA CERTA QUOTA PUO’ ESSERE


ASSORBITA ATTRAVERSO CUTE E MUCOSE.

NEI PESCI: ASSORBIMENTO ATTRAVERSO LE BRANCHIE.


ERBICIDI: DNP - DNOC
TOSSICOCINETICA 2

DISTRIBUZIONE: SI LEGANO CON PROTEINE


PLASMATICHE E G.R., DISTRIBUISCONO IN TUTTI I
TESSUTI, SI LEGANO CON PROTEINE TISSUTALI
NEL MIDOLLO OSSEO (agranulocitosi).

BIOTRASFORMAZIONE: EPATICA -> RIDUZIONE E


GLUCURONIDAZIONE

ELIMINAZIONE: URINARIA RAPIDA (24 h) E FECALE (quota


non assorbita)
ERBICIDI: DNP - DNOC

TOSSICOCODINAMICA 1

1) E’ ANALOGA ALLA LORO AZIONE ERBICIDA


-> DISACCOPPIANO LA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA
DELLA CATENA MITOCONDRIALE. TALE EFFETTO
PROVOCA INIBIZIONE DELLA FORMAZIONE DI ATP E
INCREMENTO DELLE REAZIONI OSSIDATIVE (METABOLISMO
GLICIDICO) CON AUMENTO DELLA PRODUZIONE ENERGIA
CHE VIENE ELIMINATA SOTTO FORMA DI CALORE
(IPERTERMIA) O DI MOVIMENTO (IPERMOTILITA’,
TACHICARDIA, TACHIPNEA)

2) INIBIZIONE DELLA CREATININ- FOSFOKINASI (CPK)


CHE NORMALMENTE RICOSTITUISCE ATP DA
ADP + FOSFOCREATINA
ERBICIDI: DNP - DNOC
TOSSICOCODINAMICA 2
ERBICIDI: DNP - DNOC

TOSSICOCODINAMICA 3

DISACCOPPIANO LA FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA X


MEZZO DELLA DISSOCIAZIONE DEI PROTONI FENOLICI
CHE DETERMINANO DISSIPAZIONE DEL GRADIENTE
PROTONICO CHE PORTA ALLA FORMAZIONE DI ATP A
LIVELLO MITOCONDRIALE

3) SONO METAEMOGLOBINIZZANTI -> LA RIDUZIONE DEI


NITROGRUPPI AD AMINOGRUPPI CHE SI VERIFICA NEI
RUMINANTI A LIVELLO DI RUMINE E NEI MONOGASTRICI
A LIVELLO EPATICO (DETOSSIFICAZIONE) LIBERA O2
CHE PUO’ OSSIDARE L’EMOGLOBINA
ERBICIDI: DNP - DNOC SINTOMI

LA SINTOMATOLOGIA E’ ESSENZIALMENTE RIFERIBILE


AD EPISODI DI TOSSICITA’ ACUTA:
IPERTERMIA, POLIDIPSIA, ANORESSIA, SUDORAZIONE
PROFUSA, POLIPNEA, OLIGURIA, DISIDRATAZIONE,
DEBOLEZZA, COLICHE, PSEUDO-ITTERO (colorazione
giallastra delle mucose apparenti), URINE E FECI GIALLASTRE
(anneriscono all’aria), COMA E MORTE.

LA SINTOMATOLOGIA IN CORSO DI AVVELENAMENTI


CRONICI E’ PIU’ ATTENUATA ED ASPECIFICA:
DEBOLEZZA, ANORESSIA, DIMINUZIONE DELLE
PRODUZIONI E DEL PESO CORPOREO.
I RUMINANTI (bovino) SONO MENO SENSIBILI PER
L’AZIONE DETOSSIFICANTE (riduzione -NO2 ruminale),
PREVALGONO SINTOMI LEGATI ALL’ AZIONE
METEMOGLOBINIZZANTE
ERBICIDI: DNP - DNOC
LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE

+ RIGOR MORTIS IMMEDIATO -> ELEVATO CONSUMO


DI O2 E GLICOGENO

+ SANGUE DI COLORE SCURO

+ COLORAZIONE GIALLASTRA DI ORGANI E MUCOSE


(pseudo-ittero) E CIANOSI (più evidente nei ruminanti x
l’ effetto metaemoglbinizzante).

2 FOCOLAI DI DEGENERAZIONE EPATICA E RENALE


FERRO
OLIGOELEMENTO ESSENZIALE COMPONENTE DELLE
EMOPROTEINE DEI MAMMIFERI (emoglobina , mioglobina
citocromi , ecc). LA CARENZA DI Fe DETERMINA SCARSO
ACCRESCIMENTO , DIMINUZIONI DELLE PRODUZIONI
ANEMIA IN TUTTE LE SPECIE-> VIENE QUINDI
CONSIDERATA FATTORE NEGATIVO NELLO
ALLEVAMENTO INTENSIVO (ad esclusione del vitello da
latte) ED EVITATA RICORRENDO AD INTEGRAZIONE.
FERRO

FONTI DI INTOSSICAZIONE

ESSENZIALMENTE INTERESSA L’INTOSSICAZIONE


CHE SI VERIFICA NEL SUINETTO IN SEGUITO ALLA
SOMMINISTRAZIONE ROUTINARIA DI SALI ORGANICI
DI Fe (Fe-destrano, Fe-maltosio Fe-saccarato) 100-150 mg x
I.M. AL 2-3° GG DI VITA .
POSSONO VERIFICARSI CASI DI INTOSSICAZIONE IN
SEGUITO AD ASSUNZIONI x OS IN ALTRE SPECIE x
ERRATA INTEGRAZIONE ALIMENTARE O ASSUNZIONE
ACCIDENTALE DI ELEVATE DOSI DI SALI DI Fe .
FERRO
FATTORI PREDISPONENTI LA TOSSICOSI

* CARENZA DEI SISTEMI ANTIOSSIDANTI (Se-Vit.E-Vit.C)


CUI LA SCROFA E’ GIA’ NATURALMENTE PREDISPOSTA

* TALE CARENZA PUO’ ESSERE AGGRAVATA DA DIETE


PRIVE DI TOCOFEROLI E Se OPPURE RICCHE DI ACIDI
GRASSI POLINSATURI (che possono irrancidire x non
adeguata conservazione) DETERMINANDO UN CONSUMO
MASSIVO DI ANTI-OSSIDANTI NELLA SCROFA (carenza
secondaria che si trasmette al suinetto ).

* IN QUESTE CONDIZIONI I SALI ORGANICI DI Fe DI


SOLITO TOLLERATI PROVOCANO L’INSORGENZA DI
FENOMENI TOSSICI DI ENTITA’ VARIABILE (tox subacuta
-> tox iperacuta-> morte x shock simil-anafilattico)
FERRO TOSSICITA’ 1

TOSSICOSI IPERACUTA 1

LA SOMMINISTRAZIONE DI Fe IN FORMA ORGANICATA


PUO’, IN PRESENZA DELLE CONDIZIONI
PREDISPONENTI,
DETERMINARE L’ INSORGENZA DI UNA TOSSICOSI
IPERACUTA CARATTERIZZATA DA UNA SINDROME DI
TIPO “SIMIL-ANAFILATTICO” CON GRAVE
IPOTENSIONE, COLLASSO CARDIOVASCOLARE E
AUMENTO DELLA PERMEABILITA’ CAPILLARE.
FERRO TOSSICITA’ 2
TOSSICOSI IPERACUTA 2

IL MECCANISMO D’ AZIONE NON E’ ANCORA BEN


CHIARITO, MA LA LIBERAZIONE MASSIVA DI
ISTAMINA E SEROTONINA CHE SI VERIFICA PARE
ESSERE ATTRIBUIBILE ALL’AZIONE PRO-OSSIDANTE
DEL FERRO (Fe +++ => Fe ++ ) CHE DETERMINA AZIONE
LESIVA SULLO ENDOTELIO VASALE E FORSE A
LIVELLO CARDIACO

L’ ANIMALE PUO’ MORIRE RAPIDAMENTE ANCHE SENZA


MOSTRARE SINTOMI EVIDENTI AD ESCLUSIONE DI UN
GRAVE COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO
FERRO TOSSICITA’ 3

TOSSICOSI ACUTA

IL SUINETTO MANIFESTA ABBATTIMENTO DEL


SENSORIO, DECUBITO, MOVIMENTI DI PEDALAMENTO,
VOMITO. TALI SINTOMI POSSONO ESSERE SEGUITI DA
UN LIEVE MIGLIORAMENTO CUI FA SEGUITO LA
INSORGENZA DEL COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO E
LA POSSIBILE PRESENZA DI EDEMI NELLE PARTI
DECLIVI DEL CORPO (es. arti). LA MORTALITA’ E’ MENO
FREQUENTE
FERRO TOSSICITA’ 4
TOSSICOSI SUBACUTO-CRONICA

EFFETTI A LIVELLO GASTROENTERICO:


AZIONE IRRITATIVA -> VOMITO, DIARREA.
LA GASTROENTERITE PUO’ ESSERE CATARRALE-
EMORRAGICA O ADDIRITTURA DI TIPO NECROTICO

EFFETTI A LIVELLO EPATICO:


FENOMENI DEGENERATIVO-NECROTICI vi può essere
aumento dei valori plasmatici di SDH (citolisi epatica) ALT E GPT

INIBIZIONE ENZIMATICA:
G-6-P-DEIDROGENASI E SDH -> INIBIZIONE DEL CICLO DI
KREBS -> ATTIVAZIONE GLICOLISI ANAEROBIA ->
ACIDOSI METABOLICA. AGGRAVATA DA:
Fe +++ + 3H2O -> Fe(OH)3 + 3H+
FERRO TOSSICITA’ 5

TOSSICOSI SUBACUTO-CRONICA

INIBIZIONE DELLE REAZIONI REDOX DELLA CATENA


RESPIRATORIA CON ULTERIORE DIMINUZIONE DELLA
PRODUZIONE DI ENERGIA

AZIONE IPOTENSIVA A LIVELLO VASALE (causata forse


da ferritina e istamina meno marcata di quella presente nella
tossicità iperacuta)

AUMENTO DEL TEMPO DI COAGULAZIONE DEL SANGUE


(secondaria alle lesioni epatiche e forse legata alla competizione
tra Fe ++ e Ca ++)
FERRO TOSSICOCINETICA 1

2 L’ORGANISMO DEI MAMMIFERI E’ DOTATO DI UN


EFFICACE SISTEMA OMEOSTATICO NEI CONFRONTI
DEL Fe (oligoelemento essenziale)

2 INTRODOTTO X OS IL Fe VIENE SOLO PARZIALMENTE


ASSORBITO A LIVELLO DEL PICCOLO INTESTINO (non +
del 5- 10% in condizioni normali, fino al 50% circa in condizioni
di carenza)

2 A LIVELLO INTESTINALE SI VERIFICA COMPETIZIONE


X L’ASSORBIMENTO TRA Fe E CATIONI BIVALENTI,
MENTRE LA PRESENZA DI FOSFATI E FITATI DETERMINA
LA FORMAZIONE DI SALI INSOLUBILI
FERRO TOSSICOCINETICA 2

2 Fe ++ E’ MAGGIORMENTE ASSORBITO RISPETTO A


Fe +++, ENTRAMBI ASSORBITI IN FORMA IONIZZATA

2 IL Fe ASSORBITO DAGLI ENTEROCITI E’ QUI


“DEPOSITATO” E SOLO IN PICCOLA % TRASPORTATO IN
CIRCOLO DALLA TRANSFERRINA (Fe +++ ). IL Fe SI
DEPOSITA NEL RETICOLO ENDOTELIALE DEI TESSUTI
(fegato, milza, rene, linfonodi, midollo osseo) SOTTO FORMA DI
FERRITINA O EMOSIDERINA.

2 NELL’ ORGANISMO IL Fe E’ COSI’ DISTRIBUITO:


70% EMOGLOBINA, 24% FERRITINA- EMOSIDERINA,
5% MIOGLOBINA, 1% EME-ENZIMI E TRANSFERRINA
FERRO TOSSICOCINETICA 3

2 I MAMMIFERI NON DISPONGONO DI UN MECCANISMO


CHE REGOLI L ESCREZIONE DEL Fe XCUI ESSO TENDE
A CUMULARE. L’ELIMINAZIONE AVVIENE
PRINCIPALMENTE CON LE FECI

2IN CASO DI INGESTIONE MASSIVA VI PUO’ ESSERE


INSUFFICIENZA DEL MECCANISMO DI CONTROLLO,
DELL’ASSORBIMENTO E DEL TRASPORTO (transerrina)
CON CONEGUENTE AUMENTO DELL’ ASSORBIMENTO
E GRAVE TOSSICOSI
FERRO SINTOMATOLOGIA

♣ TOSSICOSI IPERACUTA ♣
MORTE IMPROVVISA PER GRAVE COLLASSO
CARDIOCIRCOLATORIO, IPOTENSIONE, POLSO DEBOLE
E FREQUENTE, POLIPNEA, DISPNEA, PROSTRAZIONE,
MOVIMENTI DI PEDALAMENTO, DEPRESSIONE

♣ TOSSICOSI ACUTA ♣
VOMITO, DIARREA, DOLORI COLICI, ACIDOSI,
EMORRAGIE, IPOTENSIONE, DEPRESSIONE, COMA

♣ TOSSICOSI SUBACUTO-CRONICA ♣
AUMENTO DEL TEMPO DI COAGULAZIONE, ACIDOSI
METABOLICA, GASTRO- ENTERITE, EDEMI, IPOTENSIONE
ALTERAZIONE ENZIMI EPATICI
FERRO

DIAGNOSI

BASATA, LADDOVE POSSIBILE, SUI DATI ANAMNESTICI.


NON DOVREBBERO ESISTERE DUBBI
NELL’ AVVELENAMENTO IPERACUTO E ACUTO DEL
SUINETTO (intossicazione iatrogena)
NELL’ INTOSSICAZIONE IPERACUTA NON SONO
PRESENTI LESIONI ANATOMO- PATOLOGICHE
CARATTERISTICHE, MENTRE NELL’ACUTA
SI POSSONO RISCONTRARE FOCOLAI DI NECROSI A
LIVELLO EPATICO, EDEMI E GASTROENTERITE
EMORRAGICO-NECOTICA
FUMONISINE FONTI

SONO PRODOTTE DA Fusarium moniliforme E DA ALTRI


MICETI DEL GENERE FUSARIUM: F. proliferatum,
antophilum CHE PARASSITANO IL MAIS ED ALTRI
CEREALI ( grano, sorgo, riso, miglio ) TRA 5 - 40°C E
OLTRE 20% DI UMIDITA’ -> UBIQUITARI. NE SONO
STATE ISOLATE ALMENO 6: A1, A2, B1, B2, B3, B4.
FUMONISINE TOSSICOCINETICA

L’ASSORBIMENTO GASTROENTERICO DELLE


FUMONISINE E’ SCARSO, NON PIU’ DEL 10%
DELLA QUANTITA’ INGERITA, IL RESTO ->
ESPULSO CON LE FECI ± MODIFICATO (erbivori =
idrolisi) NELLE 24 h LA QUOTA ASSORBITA SI
DISTRIBUISCE IN FEGATO, RENI, POLMONE, SNC,
MUSCOLI (assunzione ripetuta = accumulo in fegato e
rene) VENGONO METABOLIZZATE IN MINIMA
PARTE X IDROLISI: NON SONO SUBSTRATO X LE
REAZIONI Cit. P450 DIPENDENTI. L’ESCREZIONE
AVVIENE CON LE URINE (monogastrici) E CON LA
BILE (ruminanti e pollo). LA FORMA + ESCRETA E’
LA FB1
FUMONISINE TOSSICODINAMICA

HANNO STRUTTURA SIMILE ALLA SFINGOSINA PER CUI


SI COMPORTANO DA POTENTI INIBITORI DELLA
CERAMIDE SINTASI (N-acil-transferasi) ENZIMA CHIAVE
NELLA SINTESI DEGLI SFINGOLIPIDI, MOLECOLE
FONDAMENTALI X STRUTTURA, CRESCITA,
DIFFERENZIAZIONE E TRASFORMAZIONE NEOPLASTICA
DELLA CELLULA
FUMONISINE TOSSICITA’

SONO COLPITE TUTTE LE SPECIE ANIMALI, NEL


CAVALLO ( LEUCOENCEFALOMALACIA ) E NEL
SUINO ( EDEMA POLMONARE ) CAUSANO SINDROMI
CARATTERISTICHE, NELLE ALTRE SPECIE
DEGENERAZIONE EPATICA, RENALE E
CARCINOMA EPATICO
SINTOMATOLOGIA 1
EQUINO: LEUCOENCEFALOMALACIA
(LEM) -> IPERESTESIA,
IPERECITABILITA’,
MOVIMENTI DI MANEGGIO,
ATASSIA, DECUBITO, PEDALAMENTO,
CONVULSIONI, COMA E MORTE. DURANTE
LA TOSSICOSI SONO SEGNALATI
COLICHE, ANORESSIA, ITTERO.
FUMONISINE
SINTOMATOLOGIA 2

SUINO: EDEMA POLMONARE CHE INSORGE DOPO UN


TEMPO DI LATENZA DI 2- 10 GG. CARATTERIZZATO DA
ANORESSIA, ABBATTIMENTO, LETARGIA E DISTURBI
RESPIRATORI DI ENTITA’ CRESCENTE, SCHIUMA ALLA
BOCCA E ALLE NARICI, DISPNEA, MORTE

VOLATILI: MANIFESTANO SINTOMI


ASPECIFICI: DIMINUZIONE DELLE
PRODUZIONI, ANORESSIA, DIARREA,
MORTE, OLTRE A CASI DI
EMBRIOTOSSICITA’
E EMBRIOLETALITA’, E ALTERATO
ACCRESCIMENTO NEI PULCINI
FUMONISINE

SINTOMATOLOGIA 3

TUTTE LE SPECIE MANIFESTANO INOLTRE


EPATOTOSSICITA’ E NEFROTOSSICITA’ DI
ENTITA’ VARIABILE E LA POSSIBILITA’ DI
SVILUPPARE CARCINOMI EPATICI.
I RUMINANTI (bovino adulto) SONO I MENO
SENSIBILI
CICLO BIOGEOCHIMICO DEL MERCURIO

CONTAMINAZIONE ATMOSFERICA

SEDIMENTO MICRORGANISMI
BENTONICI

Hg°↔ Hg++↔ CH3Hg↔ (CH3)2 Hg

FITOPLANCTON ZOOPLANCTON
MERCURIO
FONTI 1

L’IMMISSIONE DI Hg NELL’AMBIENTE E’ ESSENZIALMENTE


LEGATA ALL’INQUINAMENTO INDUSTRIALE. DAGLI INIZI
DEL ‘700 ( preservativo del legno) AI GIORNI NOSTRI IL Hg E’
STATO IMPIEGATO IN:

-PRODOTTI ELETTRICI (batterie, luci fluorescenti, interruttori)


-AGRICOLTURA (fungicidi)
-MEDICINA E FARMACIA (disinfettanti, diuretici, amalgama)
-COLORI E VERNICI (conservante)
-INDUSTRIA CARTIERA (antimuffa)
-INDUSTRIA CHIMICA (catalizzatore)
-METALLURGIA E STRUMENTISTICA (leghe)
MERCURIO

FONTI 2

IL Hg ( sotto qualsiasi forma ) E’ POTENZIALMENTE IN


GRADO DI ESSERE SCAMBIATO TRA: ARIA, ACQUA,
TERRENO E ALTRE FASI ORGANICHE ( vedi ciclo del Hg ).
UN AMBIENTE ALCALINO PROMUOVE LA LIBERAZIONE
DEL Hg DAI SISTEMI ACQUATICI AL RESTO
DELL’ AMBIENTE ( ->dimetilHg )

TUTTE LE FASI ORGANICHE E GLI ORGANISMI VIVENTI


TENDONO AD ACCUMULARE Hg SOTTO DIVERSE
FORME ( + organiche )
MERCURIO
FONTI 3

COMPOSTI COMPOSTI
INORGANICI ORGANICI

- HgCl (calomelano) ALKILMERCURIALI (metilHg,


etilHg)
HgCl (sublimato corrosivo)
ARILMERCURIALI (fenilHg)
HgO (ossido di Hg)
MERCURIO
TOSSICOCINETICA 1
Hg° ALLO STATO DI VAPORE VIENE + FACILMENTE E
RAPIDAMENTE ASSORBITO X VIA INALATORIA

Hg ++ E’ ASSORBITO IN MODO VARIABILE A LIVELLO


GASTROENTERICO

MERCURIALI ORGANICI SONO ASSORBITI RAPIDAMENTE


E COMPLETAMENTE PER TUTTE LE VIE COMPRESE CUTE E
MUCOSE

Hg° IN CIRCOLO VIENE OSSIDATO A Hg++ DA CATALASI


MENTRE A LIVELLO EPATICO ALCUNI COMPOSTI
ORGANICI (es. fenil-Hg) SONO METABOLIZZATI A Hg++

IN CIRCOLO Hg E’ LEGATO ALLE PROTEINE PLASMATICHE


ED AGLI ERITROCITI (+ composti organici)
MERCURIO

TOSSICOCINETICA 2

SI DISTRIBUISCE IN TUTTO L’ ORGANISMO CONTRAENDO


LEGAMI CON LE PROTEINE TISSUTALI.

SI ACCUMULA PREFERENZIALMENTE NEL RENE E


PARTE NEL FEGATO.

I COMPOSTI ORGANICI PASSANO LA BARRIERA


MENINGO- ENCEFALICA E SI ACCUMULANO NEL SNC.
MERCURIO
TOSSICOCINETICA 3

Hg++ LIBERO VIENE ELIMINATO ABBASTANZA


RAPIDAMENTE X VIA RENALE MENTRE I COMPOSTI
ORGANICI SONO ELIMINATI PREVALENTEMENTE PER
VIA BILIARE (circolo entero- epatico)

LA QUOTA NON ASSORBITA VIENE ESPULSA CON LE


FECI (10- 80% A SECONDA DEL COMPOSTO)
MERCURIO

TOSSICODINAMICA 1

Hg SI LEGA CON I GRUPPI -SH -> INATTIVAZIONE DI


DIVERSI SISTEMI ENZIMATICI ( lega inoltre i radicali fosforici,
carbossilici, aminici, amidici )

AZIONE PEROSSIDATIVA ( Hg+ <--> Hg++ )

INTERAZIONE CON LE MACROMOLECOLE PROTEICHE


-> DENATURAZIONE E PRECIPITAZIONE -> AZIONE
LESIVA DIRETTA SULLE CELLULE ( evidente a carico delle
mucose )
MERCURIO
TOSSICODINAMICA 2
MERCURIALI INORGANICI

HANNO PREVALENTEMENTE AZIONE NEFROTOSSICA


(necrosi dell’epitelio tubulare) E IRRITANTE A CARICO DELLE
MUCOSE (gastro-enterica, oculare, respiratoria)

MERCURIALI ORGANICI
ESERCITANO PRINCIPALMENTE AZIONE A CARICO DEL
SNC (neuroni cerebrali e cerebellari). CAUSANOALTERZIONI A
CARICO DELLA BARRIERAEMATOENCEFALICA( lesioni
vascolari). PASSANO LA BARRIERA PLACENTARE E
POSSONO CAUSARE LESIONI NERVOSE ANCHE AL FETO.
POSSONO ANCHE ESSERE PRESENTI EFFETTI SIMILI A
QUELLI DEICOMPOSTI INORGANICI ( ma + attenuati )
MERCURIO

TOSSICITA’ 1

Hg° E’ IL MENO TOSSICO SE INGERITO PERCHE’ POCO


REATTIVO ( deve essere trasformato in Hg+ o Hg++ ) ->
DEBOLI EFFETTI GASTROENTERICI, SCARSI EFFETTI
SISTEMICI

I VAPORI DI Hg POSSONO CAUSARE LESIONI LOCALI


( irritazione, edema ,bronchite catarrale, polmonite ) E LESIONI
SISTEMICHE TIPICHE DEGLI ALTRI MERCURIALI
MERCURIO

TOSSICITA’ 2

Hg INORGANICO CAUSA:

SINDROME GASTROENTERICA -> IRRITAZIONE, VOMITO,


DIARREA,ULCERAZIONI, EMORRAGIE

SINDROME RENALE ->NECROSI TUBULARE,


INSUFFICIENZA RENALE, BLOCCO, ( sindrome uremica ).

I DERIVATI ORGANICI CAUSANO PREVALENTEMENTE


LESIONI DEGENERATIVO NECROTICHE A CARICO DEL
SNC MENTRE LE LESIONI RENALI E GASTRO-ENTERICHE
SONO + LIEVI
MERCURIO
LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE

GASTRO- ENTERITE ACUTA, EMORRAGICA O NECROTICA

BRONCHITE, POLMONITE, EDEMA POLMONARE

EMORRAGIE SIEROSE ( epicardio, endocardio, pleure )

FEGATO: LESIONI DEGENERATIVO- NECROTICHE

RENE: NECROSI TUBULARE

SNC: DEGENERAZIONE, MALACIA, NECROSI,


DEMIELINIZZAZIONE
MERCURIO

SINTOMATOLOGIA 1

NEGLI ANIMALI DOMESTICI LA SINTOMATOLOGIA E’


ESSENZIALMENTE RIFERIBILE A CASI DI
INTOSSICAZIONE CRONICA CON SINTOMI
GASTROENTERICI O NERVOSI.

I CASI DI INTOSSICAZIONE ACUTA SONO DOVUTI


QUASI ESCLUSIVAMENTE AI COMPOSTI ORGANICI E
RIFERISCONO SINTOMI DIVERSI A SECONDA DELLA
SPECIE.
MERCURIO
SINTOMATOLOGIA 2

SINTOMI NERVOSI ECCITATIVI, INCOORDINAZIONE


DEI MOVIMENTI, DIFFICOLTA’ DI DEAMBULAZIONE,
CONVULSIONI, OPISTOTONO.
MERCURIO
SINTOMATOLOGIA 3

SINTOMI NERVOSI DEPRESSIVI, ABBATTIMENTO DEL


SENSORIO, APATIA, ASSOCIATI A DIMINUITO
INCREMENTO PONDERALE, TOSSE, SCOLO NASALE,
DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE
MERCURIO
SINTOMATOLOGIA 4

SINTOMI GASTROENTERICI, ANORESSIA, COLICHE,


ATONIA RUMINALE, DIARREA, DIMAGRAMENTO,
BARCOLLAMENTI
MICOTOSSINE
OCRATOSSINE

LE OCRATOSSINE SONO PRODOTTE DA


(1)Aspergillus ocraceus E
(2)Penicillium viridicatum.

Aspergillus ocraceus VIVE UBIQUITARIAMENTE NEL


TERRENO, SUI VEGETALI (grano,orzo,riso,segale,mais,ecc.) E SU
PESCE ESICCATO E SALATO, PRODUCE L’OCT A 20<T°<30 °C
CON UMIDITA’ DEL 18-30%.

Aspergillus ocraceus PRODUCE L’OCT GIA’ A T° PIU’


BASSE (5-24°C)
MICOTOSSINE OCRATOSSINE

TOSSICODINAMICA
E’ UN INIBITORE DELLA CARBOSSILPEPTIDASI -->
INIBIZIONE DELLA SINTESI PROTEICA --> INIBIZIONE
DEI PROCESSI DI DIVISIONE, METABOLISMO E
STRUTTURA CELLULARI.

ALLA SUA AZIONE SONO PARTICOLARMENTE SENSIBILI


GLI EPITELI E LA TOSSICITA’ E’ PIU’ MARCATA A CARICO
DELL’EPITELIO DEI TUBULI RENALI (nefropatia) DEI
DOTTI BILIARI (colestasi) E DEL FEGATO.

SVOLGE AZIONE EBRIOTOSSICA E TERATOGENA NEI


RODITORI EMBRIOTOSSICA NEL BOVINO, NELLA
PECORA E NEL SUINO (-).
MICOTOSSINE OCRATOSSINE

SINTOMI E LESIONI

INTOSSICAZIONE ACUTA:
SINTOMI: ANORESSIA, POLIDIPSIA, COLICHE
ADDOMINALI, DIARREA, EDEMI SOTTOCUTANEI;
LESIONI: GASTROENTERITE NECROTICA, FOCOLAI DI
DEGENERAZIONE E NECROSI LINFONODALE, EPATICA
E RENALE.

PIU’ SENSIBILE IL SUINO CHE MANIFESTA


UNA SINDROME DEFINITA
“NEFROPATIA MICOTOSSICA”,
PIU’ RARA NEI RUMINANTI
(parziale degradazione ruminale della OCT).
MICOTOSSINE OCRATOSSINE

SINTOMI E LESIONI

TRA I VOLATILI PIU’ SENSIBILI SONO L’ANATROCCOLO MENO


IL POLLO, IL TACCHINO.

SINTOMI: DEPRESSIONE, DIARREA, DISIDRATAZIONE,


ARRESTO DELLA CRESCITA, ANEMIA, DEPRESSIONE
DELL’EMOPOIESI, E DEPLEZIONE DEGLI ELEMENTI
LINFOIDI (dosi alte).

LA NEFROPATIA E’ PRESENTE SOLO PER ESPOSIZIONI


MOLTO PROLUNGATE
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI

POTENTI INSETTICIDI CARATTERIZZATI DALLA


PRESENZA DI 1 O + ATOMI DI Cl.
SONO CARATTERIZZATI DA ELEVATA LIPOSOLUBILITA’,
PRATICAMENTE NULLA IDROSOLUBILITA’,
NOTEVOLE STABILITA’ CHIMICA, BASSISSIMA
DEGRADABILITA’ E DI CONSEGUENZA ESTREMA
PERSISTENZA ED ACCUMULO NELL’AMBIENTE
ORGANO CLORURATI

UN PO’ DI STORIA

PRIMI COMPOSTI ORGANICI DI SINTESI UTILIZZATI


COME INSETTICIDI AMBIENTALI E PER USO TOPICO A
PARTIRE DALLA SECONDA META’ DEGLI ANNI ‘40.

IL DDT HA CONTRIBUITO IN MANIERA SIGNIFICATIVA


AL DEBELLAMENTO DELLA MALARIA PER
ELIMINAZIONE DEL VETTORE.

A PARTIRE DAGLI ANNI ‘60 SI SONO INDIVIDUATI GLI


ASPETTI NEGATIVI DEL LORO UTILIZZO DOVUTI
SOPRATTUTTO ALLA LORO ELEVATISSIMA
PERSISTENZA NELL’AMBIENTE ---> MESSA AL BANDO
INSETTICIDI ORGANO CLORURATI
ORGANO CLORURATI

TOSSICITA’

I COMPOSTI CICLICI SONO PIU’ TOSSICI DEL DDT --->


INTOSSICAZIONE ACUTA.

IL LORO UTILIZZO E’ VIETATO IN EUROPA


(in Francia ancora usati come ectoparassiticidi);
RESTA IL PROBLEMA
DELLA TOSSICITA’ CRONICA LEGATA AL LORO
ACCUMULO E ALLA PRESENZA DI RESIDUI IN LATTE,
BURRO E FORMAGGI.

LE SPECIE AVIARIE SONO LE PIU’ SENSIBILI.


INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
PERSISTENZA NELL’ AMBIENTE 1

A CAUSA DELLA LORO LIPOSOLUBILITA’ SONO


STABILI E LENTAMENTE DEGRADABILI DANDO
ACCUMULO NON SOLO NELL’ORGANISMO ANIMALE
MA ANCHE NELL’AMBIENTE.

CONCENTRAZIONE BIOLOGICA ---> L’INQUINAMENTO


CON 0,02 ppm DELLE H2O DI UN PICCOLO LAGO
COMPORTA IN POCHI ANNI LA PRESENZA DI 10 ppm
NEL PLANCTON, 800 ppm NEI PESCI DI PICCOLE
DIMENSIONI, 2000 ppm NEI PESCI PREDATORI E
NEGLI UCCELLI .
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
PERSISTENZA NELL’ AMBIENTE 2
TEMPI DI EMIVITA NEL TERRENO:
- ALDRIN 1- 4 AA La resistenza alla
Dipende dal
- DIELDRIN 1- 7 AA degradazione chimica
grado di degra-
- LINDANO 2 AA è > quando vengano
dazione e dalla
- CLORDANO 2- 4 AA protetti da uno strato
presenza di
- DDT 3- 10 AA di terra, mentre è <
atomi di Cl
- ENDRIN 4- 8 AA quando esposti agli
- EPTACLOR 7-12 AA agenti atmosferici.
- TOXAFENE 10 AA

VENGONO FACILMENTE ASSORBITI DALLE RADICI


DELLE PIANTE E PERSISTONO PER PARECCHI ANNI DOPO
L’ULTIMO TRATTAMENTO ANTIPARASSITARIO.
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI

FONTI DI INTOSSICAZIONE

1) SOMMINISTRAZIONI ACCIDENTALI

2) ASSUNZIONE DI ALIMENTI E H2O INQUINATI

3) TRATTAMENTI ANTIPARASSITARI

4) UTILIZZAZIONE DI CONTENITORI DEI FORMULATI


IN AGRICOLTURA O IN ZOOTECNIA
ORGANO CLORURATI

CONDIZIONI PREDISPONENTI
Dipendono generalmente dalle capacità di detosifficazione

ETA’ : GIOVANI (soprattutto ruminanti) PIU’ SENSIBILI ;

SESSO: FEMMINE DI RATTO PIU’ SENSIBILI AI PRODOTTI


CICLICI (deficit metabolismo ossidativo);

STATO DI NUTRIZIONE: MAGRI ED EMACIATI PIU’


SENSIBILI;

STRESS E GRAVIDANZA: MOBILIZZAZIONE LIPIDI --->


IMMISSIONE IN CIRCOLO DI
SOSTANZE TOSSICHE.
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
TOSSICOCINETICA 1
• VENGONO ASSORBITI COMPLETAMENTE E
RAPIDAMENTE PER TUTTE LE VIE DI
SOMMINISTRAZIONE E TRASPORTATI IN CIRCOLO
LEGATI ALLE LIPOPROTEINE SIERICHE.
• DISTRIBUISCONO BENE IN TUTTI I TESSUTI (Vd > 1)
E SI ACCUMULANO IN TESSUTO ADIPOSO, SNC,
FEGATO, RENE E MUSCOLO (condiziona il t 1/2 che e’
estremamente lungo, da 20 a 250 gg a seconda del composto e
della specie animale).

• METABOLIZZAZIONE EPATICA LENTA CATALIZZATA


DA DDT-DEIDROCLORINASI --> DETOSSIFICAZIONE
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
TOSSICOCINETICA 2
• L’ELIMINAZIONE PER VIA BILIARE, URINARIA,
MAMMARIA E CUTANEA SEGUE UN ANDAMENTO
BIFASICO :
1a FASE --> 40-50% VIENE ELIMINATO IN 3-4 gg
2a FASE --> MOLTO PIU’ LUNGA PUO’ DURARE MESI
O ANNI ED E’ RESPONSABILE DELLA
PRESENZA DI RESIDUI IN UOVA, LATTE E
CARNE.

• ALIMENTO CONTAMINATO CON 7-8 ppm DI DDT


NELLA VACCA DETERMINA LA RAPIDA COMPARSA
DI 2-3 ppm NEL LATTE E CONCENTRAZIONE NEL
BURRO DERIVATO FINO A 65 ppm.
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
TOSSICODINAMICA

POSSONO ESSERE CONSIDERATI DEGLI STIMOLANTI


ASPECIFICI DEL SNC (benchè vi siano molte differenze tra i
vari composti es. gamma e alfaBHC sono convulsivanti mentre
beta e delta BHC sono deprimenti).

IL DDT DETERMINA ALTERAZIONE DEGLI SCAMBI


IONICI A LIVELLO DI MEMBRANA DELLE FIBRE
SENSITIVE E MOTORIE DELLA CORTECCIA CON
DIMINUZIONE DEL POTENZIALE DI RIPOSO ED
AUMENTO DELL’ ECCITABILITA’. VIENE INOLTRE
INIBITA LA ATPasi DELLA MEMBRANA DELLE
CELLULE NERVOSE.
INSETTICIDI
TOSSICODINAMICA 2
ORGANO CLORURATI
E’ STATO INOLTRE OSSERVATO UN AUMENTO DELLA
CONCENTRAZIONE DI IONI AMMONIO A LIVELLO
CEREBRALE. POICHE’ GLI IONI AMMONIO VENGONO
SMALTITI GRAZIE AGLI ALFA-KETOACIDI (da alfa-
ketoglutarato -> glutamato -> glutamina) QUESTI VENGONO
ESAURITI NEL CORSO DELLA DETOSSIFICAZIONE
DETERMINANDO UN BLOCCO DEL CICLO DI KREBS CON
INIBIZIONE DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA
IN SEGUITO ALLA PROLUNGATA ECCITAZIONE LA
MEMBRANA ASSONALE PUO’ ANDARE INCONTRO A
FENOMENI DI DEPOLARIZZAZIONE PROTRATTA CHE
CAUSANO BLOCCO DEL PASSAGGIO DELL’IMPULSO ->
EFFETTO DEPRESSIVO CENTRALE E PARALITICO
PERIFERICO.
INSETTICIDI
TOSSICODINAMICA 3
ORGANO CLORURATI

DEPRESSIONE DELLA RESPIRAZIONE CELLULARE PER


ALTERAZIONE DEL FLUSSO DI K+ ATTRAVERSO LA
MEMBRANA MITOCONDRIALE

DISACCOPPIAMENTO DELLA FOSFORILAZIONE


OSSIDATIVA, BLOCCO DEL TRASPORTO DI e - NELLA
CATENA RESPIRATORIA MITOCONDRIALE.

INDUZIONE ENZIMATICA (DIELDRIN, EPTACOLOR, DDT)


A CARICO DELLE MFO CON ALTERAZIONE DEL
METABOLISMO DEI COMPOSTI LIPOSOLUBILI ENDOGENI
ED ESOGENI (ormoni sessuali steroidei, vit.D, barbiturici,
insetticidi, ecc.).
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
TOSSICODINAMICA 4

L’AZIONE SUGLI ORMONI SESSUALI DETERMINA UNA


ALTERAZIONE DELLA FUNZIONE RIPRODUTTIVA E
DELLA OVODEPOSIZIONE (particolarmente grave per le
specie aviarie selvatiche che sono più sensibili di quelle
domestiche a tale effetto).

EFFETTI CANCEROGENI, MUTAGENI E TERATOGENI .


ORGANO CLORURATI TOSSICODIN.1

1) GLI OC SI LEGANO AD UN SITO ALLOSTERICO


PRESENTE SUI GABA-Rs INIBENDO L’EFFETTO
PRODOTTO DAL COMPLESSO GABA-RECETTORE --->
INIBIZIONE DEL PASSAGGIO DI IONI Cl- ---> MANCA IL
CONTROLLO INIBITORIO.
ORGANO CLORURATI TOSSICODIN. 2

2) SI LEGANO AI CANALI
DEL Na DETERMINANDO UN
AUMENTO DEL TEMPO DI
APERTURA DEI CANALI
STIMOLO
ORGANO CLORURATI TOSSICODIN.3

3) INIBISCONO L’ATPasi DI MEMBRANA Na+/ K+


DIPENDENTE ---> IL POTASSIO SI ACCUMULA ALLO
ESTERNO DELLA MEMBRANA ---> AUMENTO DEL
POTENZIALE ---> STIMOLO
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI
TOSSICITA’ ACUTA ( meno frequente )
LE MANIFESTAZIONI CLINICHE DA AVVELENAMENTO
POSSONO COMPARIRE DA ALCUNI MINUTI AD ALCUNE
ORE DOPO L’INGESTIONE.

SINTOMI NERVOSI CENTRALI (irrequietezza, aggressività,


tremori e fascicolazioni muscolari, difficoltà di locomozione,
alterazione del comportamento; di solito i sintomi si aggravano
--> convulsioni, ipertermia, seguite da fasi depressive).

SINTOMI NERVOSI VEGETATIVI (SNA) (vomito, scialorrea,


midriasi, diarrea, urinazione, tachiaritmie, ipersecrezione
bronchiale). LA MORTE AVVIENE PER PARALISI
RESPIRATORIA (paralisi dei muscoli o depressione bulbare) e
COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
INSETTICIDI
ORGANO CLORURATI

TOSSICITA’ CRONICA

LA SINTOMATOLOGIA ANCHE SE SIMILE E’


DECISAMENTE PIU’ ATTENUATA E ASPECIFICA:
dimagramento, inappetenza, diminuzione delle produzioni
zootecniche (latte, uova, ecc...), alterazione del comportamento
abituale, del ciclo estrale e delle funzioni riproduttive.
PUO’ ESSERE PRESENTE IL FENOMENO TIPICO
DELL’AVVELENAMENTO NELL’UOMO: LA CLORACNE
(eliminazione tramite le ghiandole sebacee --> accumulo -->
fenomeni infiammatori)
INSETTICIDI LESIONI ANAT. PAT.
ORGANO CLORURATI
SONO ASPECIFICHE POICHE’ LE ALTERAZIONI
PROVOCATE SONO ESSENZIALMENTE FUNZIONALI PIU’
CHE STRUTTURALI. POSSONO ESSERE PRESENTI
EMORRAGIE ALLE SIEROSE, CONGESTIONE ED EDEMA
POLMONARE. ISTOLOGICAMENTE: FENOMENI
DEGENERATIVI A CARICO DEI PARENCHIMI
(soprattutto fegato).
BIOSINTESI ORMONI STEROIDEI

colesterolo pregnenolone OH-pregnenolone deidroepiandrosterone

PROGESTERONE OH-progesterone androstenedione

desossicorticosterone desossicortisolo TESTOSTERONE


AROMATASI

ESTRADIOLO
corticosterone CORSTISOLO

idrossicorticosterone ALDOSTERONE estrone

= precursori = mineralcorticoidi
= progestinici = estrogeni estriolo
= androgeni = glicocorticoidi
ORMONI
SONO COMPOSTI ORGANICI DOTATI DI
CARATTERISTICHE CHIMICHE DIVERSE (Es.
aminoacidi, polipeptidi, proteine, steroidi) PRODOTTE
DA SPECIFICI TESSUTI (ghiandole endocrine) E CHE
VERSATE IN CIRCOLO ESERCITANO IL LORO EFFETTO
A DISTANZA SU SPECIFICI TESSUTI (organi bersaglio)
1) GHIANDOLE ENDOCRINE
2) ORGANI BERSAGLIO
3) SITI RECETTORIALI
4) MECCANISMO D’AZIONE
5) REGOLAZIONE DELL’INCREZIONE

FEEDBACK NEGATIVO FEEDBACK NEGATIVO


DIRETTO (insulina) INDIRETTO (steroidi)
ORMONI

ANALOGHI
COMPOSTI SINTETICI CON STRUTTURA SIMILE AGLI
ORMONI NATURALI, POSSONO DIFFERIRE X ALCUNI
ASPETTI IMPORTANTI.

ANTAGONISTI E ANTIORMONI
INIBISCONO L’EFFETTO IN MODO DIRETTO AGENDO
AD ES SULLO STESSO RECETTORE OPPURE IN MODO
INDIRETTO CONTRASTANDO L’AZIONE DELL’
ORMONE CON UN MECCANISMO D’AZIONE DIVERSO.
ORMONI
MECCANISMO D’AZIONE DEGLI ORMONI
SESSUALI STEROIDEI
Ormone Recettore

DNA
aminoacidi
mRNA

R.E.R

PROTEINE
ORMONI MECCANISMO DI REGOLAZIONE
DELLA INCREZIONE ORMONALE 1

ORMONI
SESSUALI
FEMMINILI
ORMONI MECCANISMO DI REGOLAZIONE
DELLA INCREZIONE ORMONALE 2

ORMONI
SESSUALI
MASCHILI
ORMONI
DISTRIBUZIONE DEI RECETTORI X GLI ORMONI
SESSUALI STEROIDEI 1
ESTROGENI
UTERO
APPARATO GENITALE FEMMINILE VAGINA
OVAIO
MAMMELLA

SNC IPOFISI-IPOTALAMO

FEGATO-RENE

PROGESTERONE
IDEM
ORMONI
DISTRIBUZIONE DEI RECETTORI X GLI ORMONI
SESSUALI STEROIDEI 2

TESTOSTERONE
TESTICOLO
EPIDIDIMO
DOTTO DEFERENTE
APPARATO GENITALE MASCHILE
PROSTATA
VESCICOLE
SEMINALI
SNC IPOFISI-IPOTALAMO

FEGATO-RENE
VE NE SONO ANCHE NEI MUSCOLI
ORMONI
ANDROGENI 1

NEL MASCHIO TESTICOLO (cell.Leydig)


PRODOTTI CORTECCIA SURR.
NELLA FEMMINA OVAIO-PLACENTA
CORTECCIA SURR.
EFFETTI ANDROGENI O MASCOLINIZZANTI
1) SPERMATOGENESI
2) SVILUPPO ORGANI SESSUALI ACCESSORI:
epididimo,dotti deferenti, prostata, vescicole
seminali
3) SVILUPPO CARATTERI SESSUALI SECONDARI:
conformazione corporea maschile, timbro voce, etc.
4) IMPULSO SESSUALE
ORMONI
ANDROGENI 2
EFFETTI METABOLICI
1) AUMENTO ANABOLISMO PROTEICO (bilancio
azotato positivo)
2) RITENZIONE IDRO-ELETTROLITICA (Na+, H2O)
3) AZIONE FAVORENTE LA MINERALIZZAZIONE OSSEA
4) AUMENTO MASSE MUSCOLARI (increzione proteica)
5) STIMOLAZIONE ERITROPOIESI

METABOLISMO ED ESCREZIONE
ASSORBIMENTO: BUONO X TUTTE LE VIE, X OS
METABOLIZZAZIONE RAPIDA A LIVELLO EPATICO
ELIMINAZIONE: URINARIA COME 17-KETOSTEROIDI,
BILIARE + NEI RUMINANTI (FORMA CONIUGATA)
ORMONI
ANDROGENI 3

ANDROGENI SINTETICI
DI MIGLIORE IMPIEGO X MAGGIOR DURATA
D’AZIONE (METABOLISMO + LENTO)
DOTATI DI MAGGIORI EFFETTI ANABOLIZZANTI
E DI EFFETTI IDROELETTROLITICI.

STANOZOLOLO - NORETANDROLONE -
METILTESTOSTERONE - METILANDROSTENEDIOLO -
OXANDROLONE - TESTOLATTONE
ORMONI
ESTROGENI 1

PRODOTTI NELLA FEMMINA DA OVAIO, CORTECCIA


SURRENALE, CORPO LUTEO E PLACENTA.
NEL MASCHIO SONO PRODOTTI DEL CATABOLISMO
DEGLI ANDROGENI (Es l’urina dello stallone contiene
elevate concentrazioni di EE).

NELLA FEMMINA X AROMATIZZAZIONE DEGLI


ANDROGENI: 17-β-ESTRADIOLO -> ESTRONE ->
ESTRIOLO (x metabolismo epatico).
ORMONI
ESTROGENI 2

ESTROGENI VEGETALI
MOLTI VEGETALI (FELCI, LEGUMINOSE, MUFFE)
CONTENGONO COMPOSTI ± CONOSCIUTI AD
ATTIVITA’ ESTROGENICA (ZERANOLO) -> ERBIVORI.

ESTROGENI SINTETICI
AZIONE ANALOGA AI NATURALI, DIVERSE POTENZA
E DURATA D’AZIONE.

STEROIDEI: ESTERI DELL’ESTRADIOLO


NON STEROIDEI: DES, DIENESTROLO, ESESTROLO
ORMONI
ESTROGENI 3

EFFETTI ESTROGENI O FEMMINILIZZANTI


1) SVILUPPO APPARATO RIPRODUTTORE E ATTIVITA’
OVARICA
2) SVILUPPO DOTTI MAMMARI, ENDOMETRIO,
VASCOLARIZZAZIONE UTERO, MOTILITA’ E
SENSIBILITA’ ALL’OSSITOCINA
3) SVILUPPO CARATTERI SESSUALI SECONDARI E
CONFORMAZIONE CORPOREA FEMMINILE
4) DETERMINISMO FASE FOLLICOLARE DELL’ESTRO
5) GRAVIDANZA: DILATAZIONE CERVICE,
IMBIBIZIONE LEGAMENTI
6) COMPORTAMENTO SESSUALE
ORMONI
ESTROGENI 4
EFFETTI METABOLICI
1) AUMENTO ANABOLISMO PROTEICO (bilancio
azotato positivo)
2) RITENZIONE IDRO-ELETTROLITICA (Na+,H2O)
3) AZIONE NEGATIVA SUL METABOLISMO DEL
TESSUTO OSSEO
4) AUMENTO Ca2+, Na+, PO42-, N EMATICI; LIPEMIA
E DEPOSITO GRASSI NEI TESSUTI; DIMINUZIONE
COLESTEROLEMIA
5) AZIONE EPITELIOTROFA

METABOLISMO E ESCREZIONE
SOVRAPPONIBILI A QUELLI DEGLI ANDROGENI.
ORMONI
PROGESTINICI 1
PROGESTERONE

PRODOTTO NELLA FEMMINA DA CORPO LUTEO,


CORTECCIA SURRENALE E PLACENTA; NEL MASCHIO
DAL TESTICOLO.
DERIVA DAL COLESTEROLO E NELLA SINTESI DEGLI
ORMONI STEROIDEI E’ UN PRECURSORE DI
ANDROGENI E CORTICOSTEROIDI (reazioni P-450
dipendenti).

ORMONE RESPONSABILE DELL’ANNIDAMENTO DELL’


OVULO E DEL MANTENIMENTO DELLA GRAVIDANZA.
ORMONI PROGESTINICI 2
PROGESTINICI DI SINTESI
MEDROSSIPROGESTERONE ACETATO, MEGESTROLO
ACETATO, IDROSSIPROGESTERONE CAPROATO,
ETINODIOLO ACETATO.
EFFETTI PROGESTINICI O GESTAGENI
1) AZIONI SULL’UTERO: IPERTROFIA MIOMETRIO E
GHIANDOLE AUMENTO SECREZIONI, DIMINUZIONE
MOTILITA’ E SENSIBILITA’ ALL’OSSITOCINA,
CHIUSURA CERVICE -> ANNIDAMENTO
2) AZIONI SULLA MAMMELLA: SVILUPPO
PARENCHIMA MAMMARIO, GHIANDOLE E
PREPARAZIONE ALLA SECREZIONE, AUMENTO
DELLA SENSIBILITA’ A PROLATTINA E OSSITOCINA
3) MANTENIMENTO DELLA GRAVIDANZA E DELLA
FASE LUTEINICA
ORMONI
PROGESTINICI 3

EFFETTI METABOLICI
1) AUMENTO CATABOLISMO PROTEICO (bilancio
azotato negativo)
2) RITENZIONE IDROELETTROLITICA (Na+,H2O) ->
EFFETTO EDEMIGENO
3) AUMENTO DELL’ESCREZIONE RENALE DI Ca2+ E
K+

METABOLISMO E ESCREZIONE
SOVRAPPONIBILI A QUELLI DI ANDROGENI E
ESTROGENI E COME QUESTI SONO INDUTTORI DELLE
MFO (P-450).
CORTICOSTEROIDI

SONO ORMONI STEROIDEI SINTETIZZATI DALLA


CORTICALE DEL SURRENE A PARTIRE DAL
COLESTEROLO E REGOLANO IL METABOLISMO
GLICIDICO, PROTEICO, LIPIDICO E IDROMINERALE.
SERVONO X MANTENERE L’OMEOSTASI DELL’
ORGANISMO E VENGONO SECRETI IN CONDIZIONI
DI STRESS (ESOGENE E ENDOGENE). SI DIVIDONO
IN:

MINERALCORTICOIDI GLICOCORTICOIDI
CORTICOSTEROIDI
MINERALCORTICOIDI 1

IL COMPOSTO NATURALE PRINCIPALE E’:

CH2-OH
|
OHC C=O
|
HO

ALDOSTERONE

O
CORTICOSTEROIDI
MINERALCORTICOIDI 2

SONO INDISPENSABILI X LA VITA DELL’ANIMALE


MENTRE L’ASSENZA DI GLICOCORTICOIDI PUO’
ESSERE TOLLERATA MA CON NOTEVOLI
ALTERAZIONI.

AZIONI METABOLICHE 1
AGISCONO SUI TUBULI RENALI PROMUOVENDO IL
RIASSORBIMENTO DI Na+ E H2O DAL LIQUIDO
TUBULARE AL PLASMA E L’ELIMINAZIONE DI K+, H+
E Ca2+. DIMINUZIONE DELL’ASSORBIMENTO
INTESTINALE DI Ca2+ -> IPOCALCEMIA.
CORTICOSTEROIDI
MINERALCORTICOIDI 3

AZIONI METABOLICHE 2
SE QUESTE AZIONI SONO PROTRATTE POSSONO
CAUSARE:
a) STIMOLAZIONE PARATIROIDEA CON SECREZIONE
DI PARATORMONE -> MOBILIZZAZIONE DI Ca2+
DAL TESSUTO OSSEO
b) POLIDIPSIA (X AUMENTO Na-EMIA)
c) POLIURIA (X EFFETTO DELLA POLIDIPSIA ED
AZIONE ANTAGONISTA CON ADH A LIVELLO
RENALE)
d) IPOKALEMIA
e) ALCALOSI
CORTICOSTEROIDI
GLICOCORTICOIDI 1

IL COMPOSTO NATURALE PRINCIPALE E’:

CH2-OH
|
C=O
| OH
HO

IDROCORTISONE

O
ORMONI
MECCANISMO D’AZIONE DEGLI ORMONI
GLICOCORTICOIDI
Ormone Recettore

DNA
aminoacidi
mRNA

R.E.R

PROTEINE
(sintesi enz. proteolitici;
lipocortina -> azione
antiinfiammatoria)
CORTICOSTEROIDI
GLICOCORTICOIDI 2

AZIONI METABOLICHE
1) DEPLEZIONE PROTEICA TISSUTALE (X AUMENTO
DEL CATABOLISMO -> PROTEOLISI -> AMINO_
ACIDI E DIMINUZIONE DELLA SINTESI)
2) DIMINUITA UTILIZZAZIONE TISSUTALE (EXTRA_
EPATICA) DEL GLUCOSIO + NEOGLUCOGENESI
EPATICA A PARTIRE DA AMINOACIDI -> AZIONE
IPERGLICEMIZZANTE; GLICOGENOSINTESI
EPATICA
3) AUMENTO CATABOLISMO LIPIDICO -> LIBERAZ.
GLICEROLO E AC. GRASSI
4) POSSIEDONO ANCHE EFFETTI MINERAL_
CORTICOIDI
CORTICOSTEROIDI
GLICOCORTICOIDI 3

MODIFICAZIONI DELLA MOLECOLA DI


IDROCORTISONE (AGGIUNTA DI GRUPPI OH, CH3 O
DI F) HANNO PERMESSO DI AUMENTARE LA POTENZA
DEGLI EFFETTI METABOLICI E ANTIINFIAMMATORI
E DIMINUIRE GLI EFFETTI IDROMINERALI.
MECCANISMO D’AZIONE DEGLI
ORMONI
ANTIINFIAMMATORI
STIMOLI
es. chimici fosfolipidi membrana cellulare

X
meccanici
infezioni fosfolipasi A2 Corticosteroidi
lipoossigenasi (lipocortina)
ac. arachidonico
5

5-HPETE
12

12-HPETE
X
cicloossigenasi
PGG2

FANS
PGH2

isomerasi PGI TXs


sintetasi sintetasi
leukotrieni prostaglandine prostacicline trombossani
CORTICOSTEROIDI GLICOCORTICOIDI 4
AZIONE ANTIINFIAMMATORIA
1) INIBIZIONE SINTESI PROSTAGLANDINE (X
AUMENTO DELLA SINTESI DI LIPOCORTINA,
PROTEINA INIBITRICE DELLA FOSFOLIPASI A2)
-> INIBIZIONE DEI PROCESSI VASOMOTORI,
ISTOLESIVI E DOLORIFICI PRESENTI NELLA FASE
ACUTA (ESSUDATIVA) DELL’INFIAMMAZIONE. NON
SONO DOTATI DI ATTIVITA’ ANALGESICA, LA
SCOMPARSA DEL DOLORE E’ DOVUTA ALL’
ATTENUAZIONE DEI FENOMENI INFIAMMATORI.
2) INIBIZIONE ATTIVITA’ DEI FIBROBLASTI
DURANTE LA FASE RIPARATIVA DEL PROCESSO
INFIAMMATORIO (X DEPRESSIONE METABOLISMO
PROTEICO) -> MANCATA FORMAZIONE DEL
TESSUTO DI GRANULAZIONE
CORTICOSTEROIDI
GLICOCORTICOIDI 5

EFFETTI SUL SISTEMA IMMUNITARIO


1) DEPLEZIONE LINFOCITARIA ASSOCIATA A
DIMINUZIONE DEL POTERE FAGOCITANTE DELLE
CELLULE RETICOLOENDOTELIALI
2) DEPRESSIONE PRODUZIONE DI ANTICORPI (X
EFFETTO NEGATIVO SUL METABOLISMO PROTEICO)
3) INIBIZIONE PRODUZIONE DI INTERFERONE (X
DEPRESSIONE METABOLISMO PROTEICO)
CORTICOSTEROIDI

GLICOCORTICOIDI 6

EFFETTI CARDIOVASCOLARI
SONO SFRUTTABILI NEL TRATTAMENTO DELLO
SHOCK:
- AUMENTO FORZA CONTRATTILE E PRESSIONE
EMATICA
- < PERMEABILITA’ CAPILLARE
- MIGLIORAMENTO PERFUSIONE TISSUTALE (SI
OPPONE ALLA STASI)
-> QUESTI EFFETTI SI VERIFICANO X ALTI DOSAGGI
CORTICOSTEROIDI

GLICOCORTICOIDI 7

ALTRI EFFETTI SISTEMICI


1) EFFETTO STIMOLANTE (EUFORIZZANTE) SUL SNC
2) DEPRESSIONE PRODUZIONE LATTEA (bovino)
3) INDUZIONE DEL PARTO A FINE GRAVIDANZA
(bovino, ovino, coniglio)
4) INDUZIONE ENZIMATICA A LIVELLO EPATICO
5) X TRATTAMENTI PROLUNGATI: IPOFUNZIONALITA’
DELLA CORTECCIA SURRENALICA X FEEDBACK
NEGATIVO
6) RIACUTIZZAZIONE DEI PROCESSI CRONICI
AUTACOIDI

CON QUESTO TERMINE VENGONO DEFINITE


SOSTANZE STRUTTURALMENTE ANCHE MOLTO
DIVERSE TRA LORO (“ORMONI TISSUTALI”)
PRODOTTE IN SITU UBIQUITARIAMENTE OPPURE
IN DETERMINATI ORGANI X SVOLGERE AZIONI ±
COMPLESSE.
APPARTENGONO A QUESTO GRUPPO SOSTANZE
AD ES COIVOLTE NEI FENOMENI FISIOPATOLOGICI
DELL’INFIAMMAZIONE O DELLA LESIONE TISSUTALE
(ISTAMINA, PROSTAGLANDINE, BRADICHININE)
OPPURE SOSTANZE AI CONFINI TRA LE PRECEDENTI
E LA TRASMISSIONE NERVOSA (SEROTONINA E
ALTRI NEUROTRASMETTITORI).
PROSTAGLANDINE
SONO ACIDI GRASSI INSATURI A 20 ATOMI DI C
SINTETIZZATI IN PARTICOLARI CONDIZIONI A
PARTIRE DALL’ACIDO ARACHIDONICO PRESENTE
NELLE MEMBRANE CELLULARI.
PG → A, D, E, F, G, H, I
LA PGF2α E’ LA + IMPORTANTE DAL PUNTO DI
VISTA VETERINARIO.
AGISCONO SU RECETTORI SPECIFICI VARIAMENTE
DISTRIBUITI NEGLI ORGANI BERSAGLIO
PROVOCANDO DIVERSI EFFETTI ANCHE
CONTRASTANTI TRA LORO.
SONO RESPONSABILI DELLA > PARTE DEI FENOMENI
VASOATTIVI DELLA FASE ESSUDATIVA DEL PROCESSO
INFIAMMATORIO.
PROSTAGLANDINE

EFFETTI 1

1) APPARATO DIGERENTE:
STOMACO -> INIBIZIONE SECREZIONE ACIDA
-> AUMENTO SECREZIONE MUCOSA
(AZIONE PROTETTIVA -> PGE)
INTESTINO -> CONTRAZIONE MM LISCIA (PGF)
-> RILASCIAMENTO (PGE)

2) APPARATO RESPIRATORIO:
-> BRONCOCOSTRIZIONE (PGF)
-> BRONCODILATAZIONE (PGE)
PROSTAGLANDINE

EFFETTI 2

3) APPARATO CIRCOLATORIO:
-> VASOCOSTRIZIONE (PGF)
-> VASODILATAZIONE (PGE)

4) SANGUE:
-> AGGREGAZIONE PIASTRINICA (PGF -> PAF)
-> EFFETTO ANTIAGGREGANTE (PGE)

5) APPARATO GENITALE FEMMINILE:


-> AZIONE LUTEOLITICA E STIMOLAZIONE
MOTILITA’ UTERINA (PGF2α).
PROSTAGLANDINE
MECCANISMO D’AZIONE DELLA PGF 2α
PROSTAGLANDINE

PGF 2α

APPLICAZIONI TERAPEUTICHE
1) EFFETTO LUTEOLITICO: SINCRONIZZAZIONE
DELL’ESTRO
-> FECONDAZIONE ARTIFICIALE
-> EMBRIOTRANSFER
2) LISI “CORPI LUTEI PERSISTENTI”
3) ENDOMETRITI (terapia adiuvante)
4) ESPULSIONE FETI MORTI O INVOGLI
5) PARTI DISTOCICI O GEMELLARI (pecora)
ERBICIDI
DIPIRIDILICI
SONO DERIVATI DELLA PIRIDINA CHE PRESENTANO
UNA FUNZIONE AMMONICA QUATERNARIA.
ES. DIQUAT, MORFAMQUAT, PARAQUAT.

SONO DEI POTENTI ACCETTORI DI e-, SOTTOSTANNO


FACILMENTE A REAZIONI DI RIDUZIONE, CHE
GENERANO RADICALI LIBERI RESPONSABILI
DELL’AZIONE ERBICIDA E DEGLI EFFETTI TOSSICI
MOLTO GRAVI SOPRATTUTTO A LIVELLO POLMONARE.

+
PARAQUAT CH3-N+ +N-CH
3
ERBICIDI

DIPIRIDILICI PARAQUAT

TOSSICOCINETICA 1

ASSORBIMENTO: +COMPLETO PER VIA


INALATORIA, SCARSO PER OS (MAX 30%) E PER VIA
CUTANEA. BENCHE’ ESTREMAMENTE IDROSOLUBILE
VIENE PARZIALMENTE ASSORBITO GRAZIE A SISTEMI
CARRIERS ED ALLE GRAVI LESIONI CHE PROVOCA
ALLA MUCOSA. PER TUTTE LE VIE DETERMINA
GRAVI EFFETTI CAUSTICI.
ERBICIDI
DIPIRIDILICI PARAQUAT

TOSSICOCINETICA 2

DISTRIBUZIONE: SCARSA NEI VARI TESSUTI SI


ACCUMULA IN RENE (PER CONCENTRAZIONE DOVUTA
ALLA RAPIDA FILTRAZIONE GLOMERULARE) E
POLMONE (PER TRASPORTO ATTIVO E LEGAME CON
PROTEINE TISSUTALI) (10 VOLTE PIÙ DEL SANGUE)

ELIMINAZIONE: URINARIA RAPIDA (24-48 h)


IN FORMA IMMODIFICATA,O FECALE PER
LA QUOTA NON ASSORBITA.
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

TOSSICODINAMICA 1
1)SONO ESTREMAMENTE IRRITANTI ( CAUSTICI )
PER LE MUCOSE.
2) DIQUAT E MORFAMQUAT determinano tossicita’
sistemica modesta PARAQUAT CAUSA AVVELENAMENTI
MORTALI PER UOMO E ANIMALI. LA TOSSICITA’E’
LEGATA AL FATTO CHE IL P. SI COMPORTA DA
ACCETTORE DI e- PRODOTTI DALLA OSSIDAZIONE
DELNADPH. IL P. RIDOTTO CHE SI FORMA VIENE POI
OSSIDATO NEI TESSUTI E PRODUCE RADICALI
REATTIVI CHE CAUSANO LESIONI PEROSSIDATIVE A
LIVELLO DEI LIPIDI DI MEMBRANA.GLI EFFETTI
SONO MOLTO + GRAVI A LIVELLO DI POLMONE (per
carenza di SOD) E RENE (accumulo per escrezione)
PARAQUAT TOSSICODINAMICA 2
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

TOSSICODINAMICA 3
3) LA TOSSICITA’ A LIVELLO POLMONARE SAREBBE
AGGRAVATA DAL FATTO CHEGLI O2*- NON
INATTIVATI POSSONO RIOSSIDARSI RIDUCENDO
IONI CU++ E FE+++ A CU+ E FE++ CHE A LORO VOLTA
SI RIOSSIDANO SCINDENDO H2O2 IN OH- E OH*.
OH* E’ ESTREMAMENTE REATTIVO ED HA EMIVITA
BREVISSIMA ->GRAVE PEROSSIDAZIONE A CARICO
DEI FOSFOLIPIDI DI MEMBRANA ->
AGGRAVAMENTO DELLA TOSSICITA’.

O2* Cu++ o Fe +++ H2O2

O2 Cu+ o Fe ++ OH + OH*
ERBICIDI
DIPIRIDILICI
PARAQUAT

TOSSICODINAMICA 4

4 ) LA TOSSICITA’ POLMONARE AGGRAVATA


DAL FATTO CHE IL PARAQUAT DETERMINA UNA
CARENZA DI SURFACTANTE PERCHE’ COMPETE
CON LA COLINA (COSTITUENTE FONDAMENTALE)
E DANNEGGIA I PNEUMOCITI CHE LO PRODUCONO.
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

SPECIE PIU’SENSIBILI: CARNIVORI


(DOMESTICI E SELVATICI) ->ESCHE.

MENTRE NEI RUMINANTI IL


PARAQUAT VIENE DILUITO NEL
CONTENUTO RUMINALE E
DIFFICILMENTE LA QUANTITA’
PRESENTESUI VEGETALI PUO’
ESSERE SUFFICIENTE X
SCATENARE LA TOSSICOSI
( POCO ASSORBITO )
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

SINTOMATOLOGIA 1 FASE ACUTA

AVVIENE IN SEGUITO AD INGESTIONE O


INALAZIONE ED E’CAUSATA DALLE PROPRIETA’
CAUSTICHE ED IRRITATIVE DEL COMPOSTO A
CARICO DELL’ APPARATO DIGERENTE
(STOMATITE, GASTRITE, ENTERITE, COLICHE
ADDOMINALI, VOMITO, DIARREA) E
RESPIRATORIO (FARINGITE, TRACHEITE,
BRONCHITE, DOLORABILITA’ TORACICA,
ESSUDAZIONE -> EDEMA EMORRAGICO)
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

SINTOMATOLOGIA 2 FASE TARDIVA

NELL’ UOMO, RATTO, CANE E SUINO, SE IL


SOGGETTO SUPERA LA FASE ACUTADELL’INTOS.
E’ STATA OSSERVATA UNA FORMA DI FIBROSI
POLMONARE IRREVERSIBILE CHE PORTA A MORTE
X ASFISSIA IN UN LASSO DI TEMPO VARIABILE (DA
ALCUNI GIORNI FINO A QUALCHE SETTIMANA
DOPO). TALE FORMA NON E’ STATA OSSERVATA
NEI RUMINANTI, PROBABILMENTE X LE
DIFFERENZE DI METABOLISMO GIA’ ACCENNATE.
NELL’ UOMO E’ INOLTRE PRESENTE UNA GRAVE
FORMA DI INSUFFICIENZA RENALE POCO
OSSERVATA NEGLI ANIMALI (cane).
ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE


ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE


ERBICIDI DIPIRIDILICI PARAQUAT

LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE


X X X X
PCB
X X

X X X X

POLICLOROBIFENILI X = H o Cl

POSSONO ORIGINARE PIU’ DI 200 ISOMERI DI CUI SOLO


UN CENTINAIO SONO STATI SINTETIZZATI ED IMMESSI
IN COMMERCIO IN DIVERSE MISCELE E FORMULAZIONI
(Aroclor, Phenoclor, Kaneclor, ecc).
PCB
SONO TUTTI ESTREMAMENTE LIPOSOLUBILI (aumenta
col grado di alogenazione), RESISTENTI ALLE ELEVATE
TEMPERATURE (fino a oltre 600 °C), AGLI ALCALI E AGLI
ACIDI, INSOLUBILI IN ACQUA, NON VOLATILI , SI
STRATIFICANO SU TUTTE LE SUPERFICI FORMANDO
FILM PERSISTENTI.

GRAZIE ALLE CARATTERISTICHE CHIMICHE,


IGNIFUGHE ED AL BASSO COSTO SONO STATI
UTILIZZATI LARGAMENTE NELL’INDUSTRIA IN SISTEMI
APERTI (lubrificanti, elasticizzanti, plasticizzanti, trattamento
della carta e del legno, vernici, antiossidanti, additivi) E CHIUSI
(isolanti per trasformatori e condensatori, cavi elettrici,
conduttori di calore e raffreddamento) E NELL’AGRICOLTURA
(additivi per fertilizzanti e pesticidi).
PCB TOSSICITA’

E’ CORRELATA AL GRADO DI CLORURAZIONE DEL


COMPOSTO, ALLA DOSE, ALLA DURATA DI ESPOSIZIONE
ED ALLA SPECIE ANIMALE NONCHE’ ALLA QUANTITA’
DI IMPUREZZE PRESENTI (diossine e dibenzofurani).

TOSSICITA’ ACUTA

BASSA X VOLATILI (100 < CL50 < 400 ppm) E


RODITORI (30 < DL50 < 300 ppm)
PCB TOSSICITA’

TOSSICITA’ CRONICA

AL CONTRARIO I MAMMIFERI SONO + RESISTENTI


ALL’ESPOSIZIONE CRONICA (i + sensibili sono i visoni),
MENTRE SONO + SENSIBILI PESCI E VOLATILI. GLI
EFFETTI SONO ESSENZIALMENTE A CARICO DELLA
SFERA RIPRODUTTIVA E DELLA PROLE, SONO
SEGNALATI EFFETTI CANCEROGENI (fegato),
TERATOGENI E MUTAGENI (premutageni).
PCB TOSSICOCINETICA 1

ASSORBIMENTO: RAPIDO ED ELEVATO ATTRAVERSO


TUTTE LE VIE DI ASSUNZIONE

DISTRIBUZIONE: SI CONCENTRANO IN TUTTI I


TESSUTI CON IL SEGUENTE ORDINE DECRESCENTE
DI %: GRASSO, SNC, CUTE E SOTTOCUTE, FEGATO,
MUSCOLI, RENE, POLMONE. PIU’ SONO ALOGENATI
E PIU’ SI DISTRIBUISCONO E SI CONCENTRANO
NEL GRASSO (30- 70%).
PCB
TOSSICOCINETICA 1

METABOLISMO: EPATICO AD OPERA DI MFO P-450


DIPENDENTI CON VELOCITA’ INVERSAMENTE
PROPORZIONALE AL N° DI ATOMI DI Cl (i monoCl sono
metabolizzati 200 volte più rapidamente degli esaCl IN
COMPOSTI MONO E DI-IDROSSILATI (fase I) che vengono poi
coniugati con acido glucuronico (fase II).

ESCREZIONE: BILIARE, MAMMARIA (nel bovino fino al 20%)


E RENALE (trascurabile); NEI VOLATILI UNA QUOTA
NOTEVOLE VIENE ELIMINATA CON LE UOVA;
PERSISTONO A LUNGO NELL’ORGANISMO (oltre 50 gg dopo
l’assunzione). LE SPECIE PIU’ SENSIBILI SONO QUELLE A
VELOCITA’ DI METABOLIZZAZIONE PIU’ BASSA.
PCB TOSSICODINAMICA

1) SONO INDUTTORI MISTI: sia 3-metilcolantrene simili -->


P-450 1A (= DIOSSINA) che fenobarbital simili --> P-450 (=DDT).

2) HANNO AZIONE TOSSICA SOVRAPPONIBILE A QUELLA


DELLA DIOSSINA SEBBENE MENO INTENSA (CIRCA 100
VOLTE INFERIORE).

3) SONO IN GRADO DI LEGARSI AI RECETTORI PER GLI


ESTROGENI CON EFFETTI SIMIL-ORMONALI ED ALTERA-
ZIONE DI CICLO ESTRALE E RIPRODUZIONE.
PCB TOSSICODINAMICA

4) SONO MIELOSOPPRESORI ED IMMUNOSOPPRESSORI


DIRETTI E INDIRETTI.

5) E’ STATA SOSPETTATA UN’INTERFERENZA CON LA


SINTESI DI DNA E SULLA REPLICAZIONE CELLULARE
COME PER LA DIOSSINA ANCHE SE NON ANCORA
COMPLETAMENTE CHIARITA.
PCB SINTOMI E LESIONI
SI TRATTA ESSENZIALMENTE DI INTOSSICAZIONI
CRONICHE CON SINTOMI ATTENUATI A LENTA
INSORGENZA:dimagramento, anoressia, diminuzione della
fecondità e della fertilità, riduzione del ovodeposizione,
degenerazioni ovariche e testicolari, immunosoppressione,
anemia, ridotta vitalità dei neonati, effetti teratogeni e cancerogeni.

Nel pollo è stata descritta l’insorgenza della


sindrome “CHICK-EDEMA-DISEASE” con
gravi edemi generalizzati, ascite, idrotorace e
idropericardio anche se paiono responsabili
di questa malattia le impurezze
(diossine e dibenzofurani).
PCB
SINTOMI E LESIONI 2

LE LESIONI PIU’ GRAVI APPAIONO A CARICO DEL


FEGATO: aumento di dimensioni e volume, degenerazione,
steatosi, fibrosi e necrosi

ALTERAZIONI A LIVELLO DI RENE (occlusione tubulare)


DELLA MILZA E TIMO (atrofia) associate
ad emorragie e raccolte di liquido in cavita’ addominale.
PIOMBO
FONTI 1

GLI ANIMALI POSSONO INTRODURRE Pb NEL LORO


ORGANISMO ATTRAVERSO LA VIA ORALE O, MENO
FREQUENTEMENTE, TRAMITE LAVIA INALATORIA E,
NEL CASO DEI COMPOSTI ORGANICI, x VIA CUTANEA

*VERNICI E COLORANTI IMPIEGATI x PRESERVAZIONE


DELLE INFRASTRUTTURE DEGLI ALLEVAMENTI (Pb nelle
vernici può essere sotto forma di Pb rosso, Pb bianco, Pb solfato o
cromato) (SOPRATTUTTO BOVINI)

*RIFIUTI INDUSTRIALI (ACCUMULATORI, MATERIE


PLASTICHE, CANTIERI EDILI) SCARICATI SUI PASCOLI
(SOPRATTUTTO BOVINI E TALVOLTA CANE E GATTO)
PIOMBO FONTI 2

*INQUINAMENTO DELLE FALDE USATE x L’ACQUA DI


ABBEVERATA, LIMITATAMENTE A SALI SOLUBILI DI
Pb (Pb ACETATO) (soprattutto volatili, selvaggina aviforme e
animali in allevamento)

*INQUINAMENTO DEI PASCOLI O DELLE FORAGGERE x


“FALL OUT“ PROVENIENTE DA SCARICHI INDUSTRIALI
(fonderie, colorifici) O DA SCARICHI DI AUTOVEICOLI CON
MOTORE A SCOPPIO (Pb tetraetile usato come additivo
antidetonante) (SOPRATTUTTO BOVINI ED EQUINI).

*INQUINAMENTO PROVENIENTE DA ABUSO DI


INSETTICIDI CONTENENTI ARSENIATO DI Pb
(utilizzo illegale)
PIOMBO TOSSICITA’ 1

IL Pb SI ACCUMULA NELL’ORGANISMO E L’ESPOSIZIONE


RIPETUTA A PICCOLE QUANTITA’ PUO’ INDURRE TOSSICOSI

NON ESISTONO DIFFERENZE SOSTANZIALI DI SENSIBILITA’


FRA LE SPECIE, MA L’INCIDENZA DELLE INTOSSICAZIONI
VARIA A SECONDA DELLE ABITUDINI ALIMENTARI. GLI
ANIMALI PIU’ FACILMENTE COLPITI SONO NELL’ ORDINE:

MENO COLPITI SUINI CAPRINI E VOLATILI DA CORTILE (pollo)


I SOGGETTI GIOVANI SONO PIU’ SENSIBILI DEGLI ADULTI
PIOMBO TOSSICITA’ 2

CONDIZIONI DI STRESS, GRAVIDANZA, CATTIVA


NUTRIZIONE, PARASSITOSI POSSONO AGIRE COME
CAUSE PREDISPONENTI E/O AGGRAVANTI LA
TOSSICOSI
I DERIVATI ORGANICI DEL Pb (Pb tetraetile, tetrametile)
SONO RAPIDAMENTE ASSORBITI ANCHE DALLA
CUTE INTEGRA.

DL: 50- 600 mg/Kg nel vitello

DL: 600- 800 mg/Kg nel bovino adulto (50-100 g totali)

DL: 10- 25 g totali nel cane


PIOMBO TOSSICOCINETICA 1

*GENERALMENTE I SALI DI Pb SONO POCO SOLUBILI E


QUINDI POCO ASSORBIBILI
L’ACETATO BASICO E L’ACETATO DI Pb SONO I
COMPOSTI PIU’ SOLUBILI E MAGGIORMENTE
ASSORBIBILI
L’ACETATO DI Pb PUO’FORMARE PERO’ NEL TUBO
DIGERENTE DEI COMPOSTI INSOLUBILI (SOLFATO DI Pb)

*I COMPOSTI ORGANICI (Pb TETRAETILE, TETRAMETILE)


SONO ASSORBITI RAPIDAMENTE DA TUTTE LE VIE
COMPRESA LA CUTE.

*L’AMBIENTE GASTRICO FAVORISCE L’ASSORBIMENTO


DI Pb DETERMINANDO LA FORMAZIONE DI CLORURI DI
Pb MOLTO SOLUBILI.
PIOMBO TOSSICOCINETICA 2

*IN AMBIENTE ENTERICO LA PRESENZA H2S PROVOCA


LA FORMAZIONE DI SOLFURI DI Pb, POCO SOLUBILI
QUINDI SCARSAMENTE ASSORBIBILI
SOLO L’1-2% DI TUTTO IL Pb INTRODOTTO PER OS
(SIA Pb ACETATO (solubile), CHE Pb CARBONATO (poco
solubile) CHE Pb METALLICO) VIENE ASSORBITO DAL
TRATTO GASTROINTESTERICO; LA QUOTA RESTANTE
E’ DI SOLITO ELIMINATA PER VIA FECALE

*IN CIRCOLO IL Pb SI LEGA AGLI ERITROCITI, IN PARTE


ALLE ALBUMINE ED IN MINIMA PARTE RIMANE LIBERO
PIOMBO TOSSICOCINETICA 3

* IL Pb NON E’ SOGGETTO A MECCANISMI DI


REGOLAZIONE OMEOSTATICA, QUINDI TENDE AD
ACCUMULARSI A LIVELLO DI:
- FEGATO: stimola la sintesi di proteine ricche di gruppi
sulfidrilici, METALLOTIONEINE, dalle quali viene legato
(legame labile di tipo protettivo)
- RENE: si lega alle cellule della corticale e dell’endotelio vasale
- OSSA: circa il 98% del Pb assorbito si deposita sotto forma di
trifosfato di Pb. In caso di stress, gravidanza ecc… puo’
verificarsi mobilizzazione massiva

* IL Pb ATTRAVERSA TUTTE LE BARRIERE


(placentare, ematoencefalica ecc)
PIOMBO TOSSICODINAMICA 1

AZIONI TOSSICHE 1) INIBIZIONE SINTESI DELL’EME

δALASINTASI δAMINOLEVULINATO
SUCCINILCoA + GLICINA +
STIMOLO δAMINOLEVULINATO
δALA
UROPORFOBILINOGENO III INIBIZIONE
DEIDRATASI

UROGENASI PORFOBILINOGENO + 2H2O


COPROGENASI
COPROPORFOBILINOGENO III PROTOPORFIRINA IX
INIBIZIONE EME
INIBIZIONE SINTETASI
SI VERIFICA ACCUMULO DI
δALA, COPROPORFOBILINOGENO
E PROTOPORFIRINA IX > EMOGLOBINA EME
AZIONE ANEMIZZANTE
COMPETIZIONE Fe Globina
PIOMBO TOSSICODINAMICA 2

AZIONI TOSSICHE

2) AZIONE TIOLOPRIVA
IL Pb TENDE A LEGARSI CON GRUPPI -SH, DETERMINANDO
IN MOLTI CASI L’INIBIZIONE DI ENZIMI TIOLICI, IN
PARTICOLARE QUELLI RESPONSABILI DELLA SINTESI
DELL’ EME

3) INTERFERENZA CON ALTRI CATIONI BIVALENTI


SOPRATTUTTO Cu ++, Fe ++, Zn ++ CHE RISULTANO
ESSERE GRUPPI PROSTETICI DI ALCUNI ENZIMI DELLA
FOSFORILAZIONE OSSIDATIVA E DELLA RESPIRAZIONE
CELLULARE
PIOMBO TOSSICODINAMICA 3

AZIONI TOSSICHE
4) INTERFERENZA DELLA PERMEABILITA’ DELLA
MEMBRANA CELLULARE
MECCANISMO NON BEN CONOSCIUTO, FORSE PER
INTERAZIONE CON LE PROTEINE O I FOSFOLIPIDI DI
MEMBRANA.

5) AZIONE A CARICO DEL SNC


a) LA ROTTURA DELLE MEMBRANE LISOSOMIALI
DETERMINA L’AUMENTO DELLA FOSFATASI ACIDA A
LIVELLO CITOPLASMATICO DANNO CELLULARE
b) VASCULOPATIA FOCOLAI DI MALACIA A CARICO
DELLA CORTECCIA
c) DEMIELINIZZAZIONE DEI NERVI PERIFERICI,
SOPRATTUTTO MOTORI
LEONES
PIOMBO TOSSICODINAMICA 4

AZIONI TOSSICHE

6) AZIONE IMMUNO- DEPRESSIVA

DI NON GRAVE ENTITA’; MECCANISMO NON BEN


CONOSCIUTO.
PIOMBO SINTOMATOLOGIA 1

I PRIMI SINTOMI DI INTOSSICAZIONE DA Pb SONO SPESSO


RAPPRESENTATI DA DEPRESSIONE ED ANORESSIA. IN
GENERALE COMUNQUE I SINTOMI VARIANO A SECONDA
DELLA SPECIE:

PREVALENZA DI SINTOMI NERVOSI


CON NISTAGMO ROTATORIO,
BARCOLLAMENTI ED ANDATURA
INCOORDINATA, CECITA APPARENTE
CRISI DEPRESSIVE DOLORABILITA’
ADDOMINALE. LA MORTE SEGUE UNA
CRISI ECCITATIVA
FORMA CRONICA: DEPRESSIONE DEL
SENSORIO, ASTENIA,ANORESSIA,
ATONIA RUMINALE, GRAVE ANEMIA.
PIOMBO SINTOMATOLOGIA 2

PREVALGONO SINTOMI A CARICO


DEI NERVI PERIFERICI CON
DEBOLEZZA MUSCOLARE E
CORNEGGIO LARINGEO. INOLTRE
DIMAGRAMENTO, CACHESSIA,
DOLORI COLICI E DIARREA.

L’INTOSSICAZIONE DA Pb NEL CANE


SI MANIFESTA INIZIALMENTE CON
ANORESSIA, VOMITO, DOLORI COLICI,
DIARREA ALTERNATA A STIPSI.
PIOMBO SINTOMATOLOGIA 3

TUTTAVIA L’ATTENZIONE DEI PROPRIETARI VIENE


RIVOLTA PRINCIPALMENTE AI SINTOMI NERVOSI CHE
COMPAIONO IN UN SECONDO TEMPO: DEPRESSIONE DEL
SNC, IPERECCITABILITA’, CONVULSIONI, OPISTOTONO,
PARAPLEGIA, SPASMI MUSCOLARI, IPERESTESIA,
SALIVAZIONE.
LA MORTE COMPARE SPESSO AL TERMINE DI UNA
CRISI ECCITATIVA. LA FORMA CRONICA (ANORESSIA,
DIMAGRAMENTO, ANEMIA, IPOTROFIA MUSCOLARE)
E’ MENO FREQUENTE.
DIAGNOSI DIFFERENZIALE CON IL CIMURRO
PIOMBO DIAGNOSI 1

ESEGUIRE QUALORA POSSIBILE UN’ ACCURATA


INDAGINE ANAMNESTICA

PRESENZA DI LESIONI ANATOMO- PATOLOGICHE


ASPECIFICHE: EDEMA CEREBRALE, CONGESTIONE,
PETECCHIE, FOCOLAI MALACICI.

LA PRESENZA DI NUMEROSI ERITROCITI IMMATURI


CIRCOLANTI E’ SINTOMO PATOGNOMONICO DI
INTOSSICAZIONE SUB- ACUTA / CRONICA.

EVENTUALE VALUTAZIONE DEI LIVELLI PLASMATICI


ED URINARI DI DELTA- ALA (DIAGNOSI INDIRETTA E
ASPECIFICA)
PIOMBO DIAGNOSI 2

MISURAZIONE DEI LIVELLI DI Pb:

- SANGUE: NORMALE FINO A 0.25 ppm;


- FECI : NORMALE FINO A 35 ppm;
- FEGATO : NORMALE FINO A 3 ppm;
- RENE : NORMALE FINO A 10 ppm;

I LIVELLI DI Pb NON SONO PERO’ INDICATIVI DELLA


GRAVITA’DELLA TOSSICOSI.

REPERTO ISTOLOGICO: CORPI INCLUSI INTRANUCLEARI


ACIDOFILI NELLE CELLULE EPATICHE E RENALI