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1 augusto 2010, X domenica (Lk.

18,24-30)

Cari fratelli e sorelle,

il vangelo di oggi propone due idee principali: la seque di cristo e la ricompensa per chi riceve gli
invitai e i discepoli di Gesù. Il condizione da sequirlo sono: mettere in secondo piano gli affetti
familiari, abbraciare la croce di ogni giorno ed essere disposto a perdere anche la vita per lui.

Chi ama i soldi o cose materiale, non è degno di Gesù. Chi non prende la sua croce e non lui segue,
non è degno di Gesù. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà. E chi avrà perduto la sua vita per causa
Gesù, la troverà.

La rinuncia a se stesso del cristiano non è passività fatalistica nè droga allucinogena o narcotico
sedativo del dolore, ma è attività deconda dellàmore che distrugge i criteri e i centri dìnteresse
dellùomo vecchio, creando la vita dellùomo nuovo con cristo.

Làbnegazione e il dolore, la croce e la morte non hanno valore in se stesso. Questi sono soltanto
mezzi per raggiungere un fine. Acquistano significato per il loro scopo di vita vome accadde nel
caso di Gesù. Nostra gloria è la croce di Cristo, possiamo dire con san Paolo, perché è segno di vita
e non di morte, di liberazione e non di schiavitù.
Gloria a te Gesù,
perche ci chiami alla tua sequela attraverso un’ascesi
che ci libera dal nostro io meschino.
Tu sei stato il primo nella scelta radicale
Del regno di dio, e con il tuo esempio ci hai mostrato
La vita che porta alla luce,
quando ti sei affrettato a dare la vita per guadagnarla.
Canteremo senza fine le grazie del signore
Annunzieremo la sua fedeltà nei secoli- amen.