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ESPERTA IN PSICOLOGIA GIURIDICA E MEDIAZIONE FAMILIARE

ESPERTA IN PSICODIAGNOSTICA dott.ssa

Assistenza Clinica • Peritale e Giudiziaria


stefaniaMATTEAZZI
Valutazione del danno psicologico mobbing, infortunistica stradale e malasanità p s i c o l o g a
Consulenze Tecniche Giudiziali di Parte - Tribunale Ordinario e per Minorenni Al b o Psi c ol o g i Regi o n e Lazi o n° 968 7

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Assistenza all’ascolto protetto dei minori • Counseling individuale e di coppia
Mediazione Familiare • Sostegno alla genitorialità

Lo stalking è una forma di aggressione psicologica e fisica finalizzata “a sopraffare la volontà della vittima,
a fiaccare il morale e la capacità di resistenza attraverso uno stillicidio pressoché incessante, svolto in un
unico contesto di un crescendo persecutorio, infiltrante come una goccia che a lungo andare scava la pietra”

Gli stalker sono soprattutto uomini ( in aumento anche le donne) che seguono la gente, soprattutto donne, le
aspettano fuori dal lavoro o sotto casa, appostandosi anche ore e ore, fanno telefonate anonime e minacciose
costringendo la vittima ad uno stato di condizionamento psichico dal quale risulta difficile uscirne.
Gli stalker, nella maggioranza dei casi, sono “ex” che non riescono a rassegnarsi alla fine di un rapporto
sviluppando una vera e propria ossessione nei confronti della vittima che, molti casi di cronaca lo
testimoniano, può arrivare perfino all’omicidio.
J. Reid Meloy ha identificato una serie di caratteristiche che contraddistinguono gli stalkers e le loro vittime:

1. Sia gli stalkers che le loro vittime generalmente sono più anziani dei criminali in genere e delle rispettive

vittime; di solito sono nella fascia tra i 40 e i 50 anni.

2. Generalmente gli stalkers hanno precedenti criminali, psichiatrici o di abuso di sostanze stupefacenti.

Possono soffrire di disordini mentali come dipendenza da alcol e droghe, disturbi dell’umore o schizofrenia

(disturbi cosiddetti dell’Asse I).

3. Gli stalkers possono soffrire anche di disturbi dell’Asse II: disordine paranoie di personalità e disordine di

personalità dipendente.

4. Molti stalkers non sono psicotici nel momento in cui commettono il crimine dello stalking.

5. Le ricerche hanno indicato che lo stalking è una patologia dell’affettività, evidenziata da alterazioni

affettive durante l’infanzia e recenti perdite nell’età adulta precedenti l’inizio dell’attività di stalking.

00138 ROMA • Via Sassetta 40 int. 5 • Cell: +39 392.3764985


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6. Almeno metà degli stalkers minacciano le proprie vittime, e anche se la maggior parte delle minacce non

sono portate a compimento, il rischio di violenza aumenta quanto più le minacce sono precise.

Lo stesso Meloy individua due possibili definizioni dello stalker: quella di “erotomania non delirante o

borderline” e quella di “inseguitori ossessivi”.

Il termine erotomania, inteso come disturbo della relazione emotiva, si riferisce proprio all’amore ossessivo

in combinazione con l’inseguimento compulsivo. In questo caso lo stalker ha avuto una relazione

sentimentale con la vittima e il comportamento messo in atto dallo stesso si configurerebbe come un

tentativo di difesa della ferita narcisistica suscitata dall’abbandono.

Nel secondo caso degli “inseguitori ossessivi” sono proprio le ossessioni a rappresentare l’elemento

fondamentale che spinge lo stalker a mettere in atto atti caratteristici come il pedinare, lo spiare, l’aggirarsi

attorno alla vittima.

PROFILO DELLO STALKER

Lo stalking sembra implicare il seguire ossessivamente la vittima, sebbene non in conformità con la

definizione di “ossessivo” (DSM IV), ed è caratterizzato dal pensiero collegato all’oggetto: gli stalkers

ossessivi pensano e/o fantasticano costantemente sulle loro vittime. Queste fantasie possono essere orientate

verso amore, rabbia o vendetta.

Sebbene gli stalkers raramente si mostrino violenti, quando lo fanno il primo oggetto di violenza è la vittima

dello stalking, il secondo è chiunque venga percepito come un ostacolo, un’interferenza tra loro e la vittima.

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Le psicodinamiche dello stalking si riferiscono ai pensieri, alle emozioni e alle difese nella mente dello

stalker che sono legati alla vittima. Meloy identifica le caratteristiche delle fantasie degli stalkers:

• Idealizzazione: pensieri sull’essere amato dalla vittima o amarla, o sull’essere ammirato dalla vittima o

ammirarla

• Rispecchiare: essere esattamente come la vittima

• Gemellanza: fare da complemento alla vittima, integrarsi con essa

• Fusione: condividere il destino con la vittima

Gli stalkers possono aver avuto una relazione intima con le loro vittime o semplicemente il desiderio di

averne avuta una. Quest’ultimo è il caso di compagni di classe, colleghi o semplici conoscenti. Gli stalkers

spesso hanno fantasie ossessive di amore, rabbia o vendetta nei confronti delle loro vittime. Molti stalkers

hanno una storia di relazioni fallite, hanno difficoltà a comunicare con le persone e possono essere

sopraffatti dal rifiuto reale o percepito.

Sebbene gli stalkers abbiano scarse qualità comunicative e sociali, hanno buone capacità di progettazione

che li aiutano a organizzare i loro piani pur rimanendo entro i limiti della legge. Possono essere maschi o

femmine: anche queste in molti casi si rivelano altrettanto pericolose.

Sebbene queste persone siano caratterizzate da una varietà di disturbi dell’affezione e mentali, la ricerca

indica che possono avere in comune almeno due cose: la prima un precoce disturbo dell’affezione che può

essere un fattore predisponente allo stalking, la seconda una recente perdita nella vita adulta che può far

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scattare la molla.

Le sindromi cliniche che alterano la capacità di distinguere il reale dalla fantasia sono comuni tra gli

stalkers. I sintomi includono allucinazioni, convinzioni errate e pensiero disorganizzato. Possono essere una

manifestazione della schizofrenia e altri disordini.

Altre caratteristiche diagnostiche possono includere un sintomo conosciuto come “idea di riferimento” in

cui eventi ordinari vengono interpretati da una persona che soffre di un certo tipo di allucinazioni come fatti

che hanno uno speciale significato personale. Un altro sintomo può comprendere alcuni tipi di disturbi

dell’umore come depressione o sindromi maniacali. La depressione può portare lo stalker al suicidio ma

anche all’omicidio, soprattutto nei casi di violenza sul posto di lavoro.

Altri disturbi della personalità che si riscontrano negli stalkers sono quello antisociale, borderline, istrionico

e narcistico.

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