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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 22 APRILE 2010, N. 9590

Considerato che il Consigliere relatore, nominato ai sensi dell'art. 377 c.p.c, ha depositato la
relazione scritta prevista dall'art. 380-bis, nei termini che di seguito si trascrivono:
“L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Commissione
tributaria regionale della Campania che, in riforma della pronuncia di primo grado, ha accolto il
ricorso del contribuente contro una cartella di pagamento per difetto di notifica dell'accertamento
presupposto.
L'intimato non si è costituito.
Il ricorso contiene un motivo. Può essere trattato in camera di consiglio (art. 375, n. 5, c.p.c.) ed
accolto, per manifesta fondatezza, alla stregua delle considerazioni che seguono:
L'Agenzia, sotto il profilo della violazione dell'art. 139 cod. proc. civ., censura la sentenza
impugnata, che ha ritenuto irrituale la notifica effettuata a mani di un congiunto, poi risultato non
convivente con il destinatario.
Il mezzo è manifestamente fondato.
Questa Corte ha infatti affermato che la notificazione mediante consegna a persona di famiglia non
postula necessariamente l'ulteriore requisito della convivenza - non espressamente menzionato
dall'art. 139 c.p.c. - risultando sufficiente l'esistenza di un vincolo (di parentela o affinità) tale da
giustificare la presunzione che la "persona di famiglia" consegnerà l'atto al destinatario (Cass.
1550/07)”;
Che le parti non hanno presentato memorie;
Che il collegio condivide la proposta del relatore;
Che pertanto, accolto il ricorso, la sentenza impugnata deve essere cassata, con rinvio, anche per le
spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale della Campania.....……….

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LA VERSIONE INTEGRALE E’ DISPONIBILE AL SEGUENTE LINK:

http://www.fiscoediritto.it/page/CORTE-DI-CASSAZIONE---SENTENZA-22-APRILE-
20102c-N-9590.aspx

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