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CHE COSA SONO LE PARTICELLE? ute abbiamo idea di che cosa sia la polvere, ma da che cosa 2 costruta? Quella che noi chiamiamo gencricamente pol- vere 2, in reat un universo in miniatura di origine e fattu- a quanto mai disparate. A seconda di dove las raccolg, sotto forma di graneli da appena visbili a occhio nudo, a vsibili con un lente dingrandimento, a vsibili con un microscopio ottco, a visbili solo ‘con un microscopio elerronico, possiamo trovare gli ogget pit d- vesi per origine, dimensione, forma e composizione. ‘Se raccogliamo polvere in un ambiente aperto ci troveremo pol- lin, spore, muff, parti dinsett, sabia e, perché no? mictometeot- ti che non sono poi cos rari. In cit troveremo principalmente resi- dui di combustione da riscaldamento domestico, da morori a scoppio, da fabbriche, da incenertori, da usura di fieni edi pneuma- tic, da sbrciolamento di intonacie di afalto. Ma se andiamo in un ambiente domestco, in casa nostra, troveremo residui alimentari, frammenti di pelle e i peli, fibre tess, piccot inset, magari acari, ¢ loro escrementi. Insomma, a seconda di dove andremo indagare, troveremo qualcoa che caraterizza quellambiente particolare. Cid che interess a noi la polvere inorganica di dimensioni che vvanno da qualche decina di micron git fino a qualche decina di na- nometti ‘Tanto per chiatte il concerto, sono inorganiche le sostanze che ron contengoao Casbonio. Questo con le eccezioni del Carbonio puro, dei carburi, dell'anidride carbonica, dell’acido carbonico dei suci sali, del’ ossdo di Casbonio e dei suoi comps di- nazione. Queste elencate sono tutte sostanze che contengono 81 Carbonio, ma che sono inorganiche. Quanto alle grandezze di cui si accennava, un micron equivale un millesimo di millimetro, mentre un nanometro & mille volte 4 Stefano Montanari pit piccolo, vale dire un milionesimo di millimeto. Riportando- ia qualcosa di familar, il diametro di un capello normale si ag- gra intorno alla setantina di micron, mente la sabbia pit fine & 4k pochissimo pitt picola «i pollini variano dalla decina al ceni- aio di micron. I virus, invece, misurane da poco pit di una deci- naa qualche centinaio di nanometi Da dove vengono le particelle? ‘Che particelleinorganiche di dimensioni micro e nanomertiche csistano 2 sempre parso cosa talmente ovvia che nessuno ha mai dubitato del fatto. Pochi, perd, hanno riservato a cid la loro atten- zione. Come si comportino, se abbiano qualche interferenza con ambiente o se possano modificare il nostto stato di saluce, nessu- ro se I chiesto seriamente fino a pochi anni fa La Natura & da sempre una produtrice di queste polveri¢ lo fa ceruttandole dai vulcani, lo fa rami le rocxe che vengono erose dal Yazione del sole, della pioggia, del gelo del vento, o lo fa per mezzo degincendi boschivi. La sabbia, frutto di erosione dele rocce, & una polvere di origine naturale particolarmente vistosa. Di fatto, tuti noi abbiamo esperienza delle cosiddette piogge rose che di tanto in tan- 10 cadono anche in Italia, rosse proprio perché contengono sabbia e quella sabbia viene dal deserco del Sahara, portata dal vento, Tn termini di quantita, le polvesiinorganiche di origine natura- Je sono relativamente poche e sono tutte piuttosto grossolane, seen- ddendo molto raramente al di soto delle dimensioni di qualche mi «ron ¢, in questo caso, quasi solo in quelle di origine vulcanica dhe, perd, non sono mai nanometriche. Eppure, a dispetto della loro di- rmensione, queste polveririescono a viaggiare in atmosfera per mi- aliaia di chilometri, Le sabbie sahariane di cui si @ appena detto hhanno un diametto di decine di micron, ¢ wuttavia arrivano senza diffcola in Europa, iuscendo perfino a raggiungere le coste orien ‘ali nordamericane, valicando, dunque, un oceano. win dete Pole Stile delle Nanopariclle- 9 ‘Mail grande inquinatore #T'uomo, Punico fra tant eset che po- polano la Tera a non vivre in equilibrio con la Natura. Il primo at {o inquinante fu Paccensione del Fuoco, un ato che ha distinto Puo- ‘mo, animale “aile’ in maniera netta da qualsiasi aio esee vivente. Dal fuoco originano gas come Panidride carbonica, gl osii dz0t0 ‘tant gas organic, comprese, non di rado, le Famigerate diossine. La ccomposizone dei gas organici dipende da che cosa sista occasional- mente bruciando, Poi escono polveri carboniose ¢ metallche. Finché utto questo & restto confinato a dimensioni, tutto sommato, ristrece, i pud dire che ambiente non abbia risentito in modo sensibile delle combustioni antropiche, vale a dite di o gine umana, Per migliaia di anni, bruciare @servico quasi solo per riscaldarsi c per euocere i cibie non molto di pi. I procesi che po- twemmo definice “industrial” risalgono a qualche decina di secoli fa ed erano limitati a ben poco: calafaare unvimbarcazione, produr- re un po' di vetr, fondere quanti’ irisorie di metal. Lenerpia, che oggi si produce in grandissima parte per combustione, ra for- nita dai muscoli dell uomo o, pitt tardi, da quelli degli animali ad- domesticati allo scopo. Il vento, poi, e i corsi d'acqua ne offrivano una quota a titolo di regalo della Navara E solo sul fine del XVIII secolo, con la cosiddetta Prima Rivo- luzione Industrale, che la combustione comincia a essere utilizza- 12 in grande stile con la produsione ¢ lo sfrurtamento del vapore ‘come fonte di rasferimento dellenesgia. Ed 2 poco pitt di mezzo secolo pitt tard, con quella che & stata chiamata Seconda Rivolu- zone Industial, che il carbone fail suo ingresso da protagonista, nella produzione d’energia, sempre pitt richiesta. Quello& il mo- ‘mento in cui inizia Vaggressione al¥ambiente condotta senza chie~ dlersi quali sarebbero state le conseguenze. ‘Ma se un tempo produrre calore era faticoso ¢ costoso, oggi l'a- vvanzare delle recnologie ci consente di averne in abbondanza,facil- ‘mente e, tutto sommato, molto a buon mercato, ¢ questo calore ci offe la possibile di produrre i materiali pit disparati a costibas- 10-Stfino Montana sissimi. Basti pensare al vetr, oggi alle portata di qualsasi borsa ma una volta prezisissimo, © non certo perché la materia prima lo fesse (si ratava pitt © meno di sabbia) ma proprio perché per ot- tenetlo occorreva disporre di molto calore. ‘Oggi la maggior parte de’inquinamento antropico si deve ai ‘motoria scoppio (principalmente traffico automobilistico e aereo), 4 tanti processi industrial ad alea temperatura trai quali i cemen- ici aglinceneritoidirifiui, indipendentemente dalla zecnologia impiegata alle esplosioni. Ma non sono sofo i process ad alta tem- Peratura i responsabifil rotolamento dei pneumatic li consuma e tutto cid che del pneumatico si consuma finisce inevitabilmente in atmosfera, ¢ cos) i freni dei mezzi di locomozione che funzionano per aterito € per attrito si consumano, cedendo detriti all ambien- te, come pure linvecchiamento dellasfalto e degl'intonaci sono pure fontiinquinanti tutt'altro che tascurabili,insieme con le ca- ve € le miniere a cielo aperto. Come sono fatte le particelle? Parlando di partielle antropiche, di fatto oggi di gran lunge le pitt comuni, le pit sot ele pitt aggressive, c prendendo quelle so- lide e inorganiche, la loro forma é la pit varia e dipende stretta- ‘mente dalla fonte che le ha prodotte, Se Vorigine & stata quella di una lavorazione meccanica a fred- do, le particelle mosereranno una forma iregolare espesso a spigo- {i vivi, Nel caso in cui, invece, queste vengano da una fonte ad al- {@ temperatura, la forma che mostreranno quasi sempre sar quella di una sfera di spessore abbastanza sotile, cava al suo interno, pit ‘© meno come la pala di un albero di Natale. Una delle caraterst- che di queste ultime, poi, & la fragile: basta un piccolo urto per ‘mandarle in pezzi, dando origine costa una grande quantita di par- ticelleassai pit minute della partcela di partenza. Quando il par- ticolato proviene da una lavorazione a freddo, la struttura sard ‘isi el Pole Sole ele Nanoparticle 11 quella del materiale originale, meotre nel caso di processi ad alta temperatura, quelli che generano frequentemente particlle sferi- ‘he, fa struttura sara spesso crstallina o si tratterd di una lega. ‘Quest leghe sono piuttosto interessant perché la loro compo- sizione diffcilmente pronosticabile e dipende dagli elementi che entrano occasionalmente nella loro formazione. Il caso di un'e- splosione pud risultare esplicativo. Prendiamo una bomba che ca- da su di un bersaglio ed esploda ad alta temperatura, come acca- de, ad esempio, per quelle all'uranio impoverito usate nelle guerre combattute nei Bafcani o in Iraq, La temperatura prodotta (per ‘furanio si trata di un po’ pit di 3.000 °C ma con il tungsteno si arriva 25.000) @ sufficiente per far vaporizzare il bersaglio, tutte le sostanze che compongono quel bersaglio saranno per qualche secondo in forma di gas od omologabile a un gas. Enteo pochi se- condi, perd, quelle sostanze, per contatto con l'atmosfera che bas- sai pit fredda, ricondenseranno, unendo elementi chimici diversi che saranno quelli di cui il bersagfio e la bomba erano compost In questa maniera, si formano leghe metaliche del tutto insolire che non avrebbero alcuna applicazione industriale ¢ che, perc, sono introvabili nei manuali di metallurgia. In modo analogo si comportano glinceneritori. In questi impianti vengono introdat- ti ifiuti che sono per loro stessa natura materali quanto mai ete rogenci, la cui combustione di origine a polveri della pit varia composizione. Come si comportano le particelle nell'ambiente? ‘Una volta liberate nel'ambiente, pooy importa quale ne sia sta- tala fonte. Le particelle di cui stiamo trattando sono solide e non sono bio- dgradabili,valea dre che la Natura non ha previsto alcun mecea- nismo per trasformarle in qualcose di “viruoso”, di funsionale per il buon andamenco della vita sul nostro pianeta. Dunque, sono di 12 Stefano Montana se, fatto indistrursibil € una volta prodotte si & compiuto un atto che, in termini pratici, non ha ritorno. Quasi in ogni circostanza, queste polverientrano nell ambience Per immissione in atmosfera el loro comportamento & tanto pil si- rile a quello di un gas quanto minore é la loro dimensione, Cosi, le particelle pit grossolane ricadtanno al suolo entro poche oreo, al ‘massimo, entto pochi giorni, mentre quelle pit piccole, quelle che “ettano pio meno al disowo del meron, ptrano rsa in spensione anche per anni e dstribuirsi su miglaia di chilometri per Aiffsioneo per trasport da parte degl agent atmoserici, Prova di questo Sona le rilevazioni compiute in un'area del Nord Europa che va dalla Germania alla Finlandia meridionale. Qui la dstribuzione delle particelle grossolane varia abbastanza notevolmente a seconda del luoge in cui il rilievo & stato effecuato, mentee la dstribuzione delle naniopartcele & di fatto omogenea. Parte delle polvei, perd, cade al suolo, investendo cosi anche le colture vegetali che sono cibo dell'uomo e degli animal. In alcuni «isi, quando si consci della situazione, 2 possibile ripulire dall'in- 4quinamenco il vegetal anche con un semplice lavaggio. I pomodo- 1 le ciliegic, le mee, ad esempio, hanno una superficie lisciae ben lavabile. I cavol, i cavvlfor, i broccoli, invece, hanno una super- fice esttemamente complessa ¢ rugosa in cui le polveti sinsinuano on facilita senza che sia possibile iberarsene, per quanto diligen- temente si proceda al lavaggio. I cereal, poi, vengono macinati sen- 2a procedere ad alcun tentativo di puliziae le eventuali partielle di cui fossero sporchi entreranno inevitabilmente nel prodotto che verri consumato come, ad esempio, la farina 0 2 crusca. Non di- versa ¢ a Sorte del foraggio che viene consumato dagli animal Interessante ¢ osservare come sulle foglie di tabacco cada, cos ‘ome avviene per ogni altro vegetale, polvere inquinante. Poi ual folic dbbono ewer enseate per pote enere coe : poiché lessiccazione, per evaporazione d'acqua che & la m: costieuente della fogliastessa, comporta la perdita di grand Lins dele Potver Soil de Nanoaicele 13