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By GRILLITREVISO

GLI INCENERITORI: gENERALITà

Sommario

Generalità 1

… senza se e senza ma 2

Inceneritori e nanopatologie 3

SOLUZIONI 4

CHE COSA SONO


Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed
il volume.

CHE COSA PRODUCONO


Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna
"niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma", così la parte della materia che non si ritrova in uscita
viene emessa nel corso del processo.

CHE TIPO DI INQUINANTI PRODUCONO


La formazione delle sostanze inquinanti, emesse in forma solida e gassosa da un inceneritore, dipende da
diversi fattori quali: la tipologia del rifiuto trattato (composizione chimica), le condizioni di combustione e quel-
le operative dei sistemi di abbattimento degli inquinanti.
Le sostanze chimiche emesse dal camino di un inceneritore comprendono: composti organici del cloro
(diossine, furani, PCB - policlorobifenili), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), VOC (composti organici volatili),
elementi in traccia (piombo, cadmio e mercurio), acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ossidi di
carbonio. Molti di questi composti si disperdono in atmosfera insieme alle polveri, alle ceneri di fondo (che si
depositano alla base della caldaia durante il processo di combustione) e alle ceneri volanti (perché non tratte-
nute dai sistemi di filtraggio aereo).

LE CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI


Molti composti emessi da un termodistruttore sono persistenti, cioè resistenti ai pro-
cessi naturali di degradazione, bioaccumulabili, perché si accumulano nei tessuti
degli animali viventi trasferendosi da un organismo all'altro lungo la catena alimen-
tare (fino a giungere all'uomo) e tossici, in quanto sono sostanze che per inalazione,
ingestione o penetrazione cutanea possono comportare patologie acute o croniche
fino a poter determinare la morte dell'organismo esposto.
Fonte: Greenpeace
PAGINA 2 GLI INCENERITORI

… SENZA SE E SENZA MA
Vorrebbero farci credere che gli inceneritori siano utili anzi necessari. Che bru-
ciando milioni di tonnellate di rifiuti, risolveremmo in modo "ecologico", il pro-
blema dell’accumulo di questi "ingombranti e fetidi residui" prodotti dalla civil-
tà dei consumi, eliminando anche le discariche.

NON È VERO: GLI INCENERITORI RAPPRESENTANO UNA


"SCORCIATOIA" (in particolare sono visti come una semplificazione dei problemi gestio-
nali a carico degli amministratori pubblici, indolenti o con conflitti di interessi: realizzo l’in-
ceneritore e non ho bisogno di cambiare nulla nel sistema di raccolta dei rifiuti) CHE POR-
TA SOLTANTO IN UN VICOLO CIECO. Vediamo perché.

In natura non esistono "rifiuti", ma materiali di diversa provenienza, che vengono con-
tinuamente riutilizzati/riciclati assumendo ogni volta un ruolo nuovo nell’ECOSI-
STEMA. Così il "CERCHIO SI CHIUDE".
Con l’incenerimento il "CERCHIO" RIMANE APERTO, riversando nell’ambiente quantità ingenti di sostanze tossiche
e perpetuando una economia fondata sullo spreco, lo sfruttamento e la distruzione della Natura, con i relativi impatti ambientali
di tutto il ciclo di estrazione e di produzione. E’ il trionfo definitivo ed accelerato dell’entropia.
L’incenerimento trasforma materiali ancora potenzialmente utili e preziosi in effluenti
(solidi, liquidi, aeriformi) derivanti dalla combustione più tossici dei rifiuti di parten-
za, in quanto le sostanze prodotte dai processi termochimici che avvengono in questi im-
pianti sono più pericolose per l’ambiente e per la salute dell’uomo: micro-particolato,
metalli pesanti, diossine e furani che escono dai camini, finiscono nelle discariche,
comunque necessarie per i residui solidi della combustione, andando ad accumularsi col tempo nell’am-
biente e tornando all’uomo in particolare attraverso la catena alimentare. Molte sostanze emesse dagli
inceneritori possono causare tumori, disturbi endocrini, patologie respiratorie croniche ed
acute, che colpiscono in particolare i soggetti più deboli, bambini ed anziani.

Al Si Cl Os

Os
Os

METALLI RISCONTRATI
GOMMA DA MASTICARE
IN UN BISCOTTO

SOMMARIO DEGLI STUDI SULLA SALUTE DELLE POPOLAZIONI CHE VIVONO


NELLE VICINANZE DEGLI INCENERITORI
IMPATTI SULLA SALUTE COMMENTI IMPATTI SULLA SALUTE COMMENTI
Livelli elevati di tioeteri nelle urine dei bambini. I livelli di tioeteri nelle urine erano più alti tra i bambini che viveva-
no vicino ad un moderno
Aumento di 6-7 volte della probabilità di Aumento significativo dei casi tra i residenti in prossimità di un in-
ceneritore di RSU in un’area urbana in Italia (studio del 1996).
mortalità a causa di cancro al polmone.

Aumento di due volte della probabilità di Studio condotto su 70 inceneritori di RSU nel Regno Unito
(1974/87) e 307 inceneritori di rifiuti ospedalieri (1953/1980). Que-
mortalità per cancro nei bambini.
sti risultati sono conformi a quelli di un altro studio in cui è stata
osservata un aumento della probabilità di tumore nei bambini cau-
sata da inceneritori di rifiuti ospedalieri e da impianti di combustio-
ne ad alte temperature e di grandi dimensioni (studi del 1998 e
2000).

Aumento di sintomi respiratori che comprendono In uno studio condotto su un gruppo di 58 persone che vivevano
vicino a cementifici che bruciavano rifiuti pericolosi negli Stati Uniti
malattie polmonari dei bambini, tosse continua,
è stato trovato un significativo aumento dei sintomi respiratori
asma e bronchiti. (studio del 1998).

Aumento da 1 a 26 volte della probabilità di malforma- Studio condotto su una popolazione che viveva vicino a due incene-
zioni congenite tra i neonati. ritori di RSU in Wilrijk, in Belgio (studio datato 1998).
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INCENERITORI E NANOPATOLOGIE www.nanodiagnostics.it

ORMAI NON ESISTE PIÙ ALCUN DUBBIO A LIVELLO SCIENTIFICO: le micro- e nanoparticelle, comun-
que prodotte, una volta che siano riuscite a penetrare nell’organismo innescano tutta una serie di reazioni che posso-
no tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto.
Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni
fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tutt’altro che
rare. A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che
siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri
Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo
di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più
la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da
riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron
(un millesimo di m millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la
membrana che le avvolge.

Al momento attuale, la legge prescrive che l’inquinamento


particolato dell’aria sia valutato determinando la concentra-
zione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico
medio di 10 micron - le ormai famose PM10 - e prescrive
che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice anco-
ra, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5
(cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5
micron), le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1
(diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri
realmente patogene, con una patogenicità che cresce in mo-
do quasi esponenziale con il diminuire del diametro

Per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, un inceneritore produce :


• 1 tonnellata di fumi immessi in atmosfera
• 280/300 Kg di ceneri "solide"
• 30 Kg di "ceneri volanti"
• 650 Kg di acqua di scarico
• 25 Kg di gesso

“Dopo che le sostanze inquinanti provenienti da un impianto di incenerimento si disper-


dono nell’aria, alcune persone vicine all’impianto potrebbero essere esposte direttamen-
te attraverso l’inalazione o indirettamente attraverso il consumo di cibo o d’acqua con-
taminati a seguito della deposizione sul suolo, sulla vegetazione
e nell’acqua dei composti immessi in atmosfera. Per i metalli ed altre sostanze inqui-
nanti che persistono nell’ambiente, gli effetti potenziali possono estendersi oltre l’area
vicina all’inceneritore. Infatti, i composti persistenti possono essere trasportati lontano
dalle fonte di emissione, attraversare differenti trasformazioni chimiche e fisiche, e pas-
sare diverse volte attraverso il suolo, l’acqua ed il cibo.”
National Research Council (2000)

L’installazione di un inceneritore comporta la proibizione della commercializza-


zione dei prodotti derivati da mucche e altri animali che pascolano ad una di-
stanza fino a 20 km, perché esposti alle emanazioni delle sostanze tossiche.
Lo stesso divieto vale anche per i prodotti agricoli.
Provvedimenti simili sono già in vigore in Olanda, Stati Uniti e Gran Bretagna ed
hanno causato gravi danni all’economie dei territori sede dei
“termovalorizzatori”.
NON SONO ECONOMICI, NON SONO INNOCUI, NON SONO BELLI...

ALLORA PERCHE’ LI COSTRUIAMO ?

una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rileva-
te nei bambini della regione Rhone Alpe:
anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
malformazioni della bocca + 29%
malformazione dell'intestino + 44%
malformazioni dei reni + 51%
Secondo il direttore del CNIID gli inceneritori saranno "l'amianto del XXI secolo" anche perchè lo studio conferma
altre prove scientifiche che hanno posto sotto accusa gli inceneritori di rifiuti come quelle riportate dall'"American
Journal of Epidemiology" del 26 giugno 2000 sull'aumento dei tumori rilevati nei tre cantoni di Doubs, vicini al-
l'inceneritore di Besancon (Franca Contea, regione ai confini con la Svizzera).
Tratto da un comunicato stampa del CNIID, 21-23 gennaio 2003

La vera alternativa alla gestione dei rifiuti sta nella regola delle 3 “R”

“SE PERMETTEREMO LA COSTRUZIONE DEGLI


INCENERITORI RICORDATEVI CHE IL POSACENERE
SAREMO NOI!!!”

LA SALUTE E’ UN
NOSTRO DIRITTO !

BIBLIOGRAFIA:
Prof. Stefano Montanari [Dir.Scient. Laborat. Nanodiagnostic]
Greenpeace
National Research Council
Centro Sociale Occupato Autogestito TERRATERRA

Edited by GRILLITREVISO [www.grillitreviso.it]


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