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invisibili

fotografie di Marco Palombi


Marco Palombi nasce a Roma, città che fin da bambino Nel 2009 L’istituto Italiano di Cultura di Francoforte
colpisce la sua immaginazione visiva. prima, e poi quello di Lussemburgo, lo ospitano con
“Donne nel mondo”, una esposizione di fotografie in bi-
Dopo essersi diplomato alla scuola di fotografia della re- anco e nero che racconta momenti di vita e condizioni di
gione Lazio intuisce subito la passione per il reportage. lavoro di donne in diversi angoli del pianeta.
Inizia il suo percorso viaggiando molto, soprattutto nel
sud del globo. Da qui nasce il grande repertorio di fo- Nello stesso anno espone alla Commissione Europea a
tografie che vengono pubblicate su vari quotidiani, gior- Lussemburgo “Perles Rouges”. Per la prima volta usa il
nali che curano temi sociali, e riviste musicali. In questi ritocco digitale per mettere in risalto elementi tecno-
anni lavora con diverse agenzie di fotogiornalismo e cro- logici usati in posti remoti del mondo.
naca.
A marzo 2010 torna ad esporre a Roma con “Fashion Vic-
La casa editrice Bompiani pubblica alcuni romanzi con tims” alla galleria Whitecubepigneto, una performance
sue fotografie in copertina. Continua a viaggiare. Le fatta di musica elettro-etnica e oggetti che “escono” dalle
minoranze etniche, i popoli nomadi e i contrasti tra oc- fotografie.
cidente e oriente lo affascinano. Inizia a lavorare come
free-lance. In questo periodo esce su repubblica un suo reportage
fatto nello Yemen “Il supermercato delle armi”, 20 fo-
Espone sempre più frequentemente a Roma. A marzo tografie in bianco e nero sull’uso indiscriminato anche
del 2001 al Centro Exnovo con “Oltre le nuvole”, un re- da parte di bambini di armi da fuoco.
portage svolto nel Vietnam meno conosciuto e nel no-
vembre 2003 con “La musica è il corpo” alla galleria Sanlo Attualmente sta preparando “Invisibili”, nuova mos-
nel cuore di San Lorenzo. tra che si terrà a Wolfsburg, in Germania, composta da
stampe in grande formato tutte rigorosamente bianco
Nel 2005 il festival internazionale di fotografia lo e nero.
vede presente con un lavoro fatto in Cina “Yunnan: tra
tradizione e modernità”. Qui emergono con forza tutti i
contrasti tra le grandi megalopoli e le zone rurali.

Due anni dopo espone nel centro di Roma “In Mongolia”,


una selezione di 30 scatti bianco e nero e colore sulla vita
di un popolo nomade.
L’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg
in collaborazione con l’Ufficio Stranieri e l’Ufficio Pari Opportunità del Comune
di Wolfsburg
presenta

... invisibili
dal 27 maggio al 30 giugno 2010
Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg - Goethestraße 52

inaugurazione giovedì 27 maggio, ore 18.00


R.S.V.P. tel. 0049 (53) 61 29 80 10 - iicwolfsburg@esteri.it
Quando vidi per la prima volta i lavori di Marco Palombi, ebbi Als ich Marco Palombis Arbeiten zum ersten Mal gesehen habe,
la certezza che l’Istituto Italiano di Cultura avrebbe organizzato war ich sicher, dass das Italienische Kulturinstitut eine Ausstel-
una sua mostra. Era una mattina del gennaio 2009: guardavo lung mit ihnen organisieren würde. Es war an einem Vormittag
quelle sagome in cammino, quei visi in cui trovano spazio la im Januar 2009: ich schaute jene sich bewegenden Silhouetten
meraviglia e lo sgomento dell’esistere. E pensavo alla distin- an, jene Gesichter, die dem Erstaunen und der Bestürzung über
zione tra lo “studium” e il “punctum” proposta da Roland Bar- die eigene Existenz Ausdruck geben. Und ich dachte an die Un-
thes nel suo libro La camera chiara: lo “studium” è un interesse terscheidung zwischen „studium“ und „punctum“, die Roland
generico verso ciò che vediamo. Il “punctum” è un elemento Barthes in seinem Buch Die helle Kammer. Bemerkung zur Fo-
dirompente che attrae e ferisce lo spettatore, è il qui e ora e tografie trifft: das „studium“ ist ein allgemeines Interesse für
mai più che urla la sua necessità di essere ritratto e osservato. das, was wir sehen. Das „punctum“ ist ein Element des Bruches,
Nel “punctum” di Palombi vedevo le donne liberarsi dagli ster- das den Betrachter anzieht und verletzt, es ist das „jetzt und hier
eotipi di cui le ha caricate il nostro sguardo, indebolito da tanti und nie wieder“, das sein Bedürfnis herausschreit, festgehalten
pregiudizi. Corpi, sguardi, gesti e sorrisi lasciavano emergere und betrachtet zu werden. Im „punctum“ Palombis erkannte
persone e storie. “Invisibili”, recita il sottotitolo di questo cata- ich Frauen, die sich von den Stereotypen befreiten, mit denen
logo: ma la fotografia di Palombi porta i suoi soggetti alla soglia sie unser von zahllosen Vorurteilen geschwächter Blick be-
della visibilità estrema. E li ritrae in un angolo del mondo che frachtet. Körper, Blicke, Gesten und Lächeln ließen Menschen
certamente detta a queste donne il limite non valicabile di una und Geschichten erkennen. „Invisibili – Unsichtbar“ heißt es im
appartenenza, ma sa diventare al tempo stesso il simbolo della Untertitel dieses Kataloges: Aber Palombis Fotografie bringt
spaesatezza: perché l’essere stranieri non è la conseguenza mo- die Porträtierten an die Schwelle einer extremen Sichtbarkeit.
mentanea di un singolo percorso di vita, ma una condizione Und er bildet sie in einer Ecke der Welt ab, die mit Sicherheit
di tutti e di tutte. Ringrazio gli Uffici Stranieri e Pari Opportu- diesen Frauen eine Grenze der Zugehörigkeit zieht, die sie nicht
nità per la loro entusiasta partecipazione alla mostra. E spero überschreiten können, die aber gleichzeitig zum Symbol ihrer
naturalmente che il pubblico apprezzerà lo sguardo “nudo” e Verlorenheit wird: Denn fremd zu sein ist nicht die vorüberge-
pensoso di Marco Palombi: “in fondo, la Fotografia è sovversiva hende Konsequenz eines einzelnen Lebensweges, sondern
non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza, ma der Zustand, in dem wir uns alle befinden. Ich danke dem Aus-
quando è pensosa” (Roland Barthes). länderreferat und dem Gleichstellungsbüro für ihre begeisterte
Beteiligung an der Ausstellung. Und ich hoffe natürlich, dass
unser Publikum den “nackten” und nachdenklichen Blick von
Marco Palombi zu würdigen weiß: “Im Grunde ist die Fotografie
nicht dann subversiv, wenn sie erschreckt, entsetzt oder auch
nur stigmatisiert, sondern wenn sie nachdenklich ist“ (Roland
Barthes).

Stefano Jorio Stefano Jorio


Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Wolfsburg Leiter des Italienischen Kulturinstitutes Wolfsburg
Eindrücklich und ansprechend zeigen die Bilder von Marco Con grande fascino e forza espressiva le foto di Marco Palombi
Palombi die verschiedenen Lebenswelten in dieser einen. In mostrano disparate esperienze di vita nei diversi angoli del pi-
unserer Stadt Wolfsburg leben Menschen aus mehr als 135 aneta. Nella nostra Wolfsburg vivono persone provenienti da
Herkunftsländern. So unterschiedlich die Menschen, so unter- 135 paesi di origine, persone tanto diverse tra loro quanto lo
schiedlich die Beweggründe, warum sie hier leben. Die einen sono i motivi del loro espatrio. Alcune sono qui, ad esempio,
sind zum Beispiel hier, weil sie Zuflucht und eine neue Zukunft perché cercano asilo e un nuovo futuro. Altre stanno lavoran-
für sich in unserer Stadt suchen, die anderen, weil sie für ihr do per la propria ditta. A Wolfsburg si sommano tante diverse
Unternehmen einige Jahre hier arbeiten und sich qualifizieren. esperienze vissute fin dai tempi dell’infanzia, molteplici per-
In unserer Stadt verdichten sich die unterschiedlichen Prä- corsi di vita e punti di partenza dai quali guardare al mondo.
gungen der Kindheit, vielfältigen Lebenserfahrungen und La nostra è una città culturalmente variegata: e questo ci pone
Ausgangspunkte von denen aus wir die Welt betrachten. Wir il compito di dare forma a un vivere insieme socialmente
leben in einer kulturell vielfältigen Stadt. Das birgt die Auf- sostenibile, ci lancia la sfida di saper gestire con maestria e
gabe, ein sozial verträgliches Miteinander zu gestalten und competenza la comunicazione interculturale. Le foto di Pal-
die Herausforderung, kompetent interkulturelle Kommunika- ombi ci esortano e ci incoraggiano ad incontrare ogni singola
tion zu meistern. persona con attenzione, empatia e disposizione all’ascolto.
Die Bilder von Palombi geben uns Anstoß und Ermutigung, Palombi ci mostra, con le sue foto capaci di immedesimarsi
jedem einzelnen Menschen mit Achtung, Empathie und nel vissuto altrui, che tutti e tutte siamo responsabili per il be-
zuhörend zu begegnen. nessere degli altri e delle altre: che vivano nel vicinato o nel
Palombi zeigt durch seine einfühlsamen Bilder, dass jede und vicino quartiere, nel nostro paese o insieme a noi sul pianeta.
jeder von uns verantwortlich ist für das Wohlergehen unserer
Mitmenschen. Für die in nächster Nachbarschaft, im angren-
zenden Stadtteil, in unserem Land genauso wie in unserer ge-
meinsamen Welt.

Sylvia Nichterwitz Sylvia Nichterwitz


Leiterin Ausländerreferat der Stadt Wolfsburg Direttrice dell’Ufficio Stranieri di Wolfsburg
Yemen Shihara 1999
Laos Vientiane 2002
Cambogia Skun 2004
Mongolia deserto Gobi 2007
India Kerala 2006
Brasile Olinda 2000
Bolivia la Paz 1996
Vietnam Cancau market 2001
Uganda Sese Islands 2009
India Rajastan 1997
Bangladesh Dacca 1993
Vietnam Mui ne 2001
Mongolia deserto Gobi 2007
Srilanka Sigiriya 2002
Myanmar Yangon 2003
India Orissa 1997
Tanzania Arusha 1991
Cina Lago Dali 2005
Capo Verde Santiago 2006
Cina Yunnan 2005
... a tutte le donne che lavorano

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